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L'opinione di Angelo Luvison Lecosistema digitale: le responsabilita di chi sviluppa I’ICT Angelo Luvison AgIT question’ legate al mondo dellICT (information and Communications Technology) in tutte le sue mutevoli deciinazioni, dall'ecosistema digitale all'nteligenza artifciale (A), sono cosi numerose che diventa arduo provare a elencarle esaurientemente: gia scorrendo gl artical di questo fascicolo si trovano espressioni, neologismi, coniazioni do gli articoli di questo fascioolo si t . nuovit, In questo quadro articolato e complesso, ingegneri e tecnici, in ‘quanto portatori di conoscenze e professionalité uniche, mettono a frutto le loro esperien- Ze © competenze nel progettare sistemi, reti, servizi e applicazioni del futuro, tant’é che, mente i sistema 5G sta muovendo i primi passi, stanno gia pensando al 6G, Tuttavia, la sola dimensione progettuale non @ sufficiente; occorre, infatti, che gi esperti, disponendo di ski tanto operatvi quanto intellttivi, cimostrino di saper intervenire nella societé per in- ire proficuamente con essa, E le imprese devono sostenerl, facendo la loro parte in modo attivo e consapevole. Per dare coneretezza a quanto detto, vorrei proporre alla rf lettori due temi che mi semibrano, oggi, particolarmente crucial: i dlemmi morali delIA e la cybersicurezza, che 1 ripresi e approfondit in st Letica delle macchine riguarda la questione di come i sistem autonomi possano e rmeati di valor etic. Sistemi autonomi dotati di eticita sono necessari perché, inevitabilmen- te, nel prossimo futuro quest sistem - siano automobili senza guidatore o diagnosi mediche basate sull'A - saranno agenti, che dovranno fare scelte con norme sociali e conseguenze etiche, La casistica comprende tanto gli agenti moralinei fini e nei comportamenti quanto le implicazioni etiche in settori come l'struzione, la societa, la governance (processi e regole) dell'A. In ogni caso, le macchine saranno dotate di una crescente autonomia, ma, auspica- bilmente, sotto la supervisione degli esser umari, che dovranno quind! assumersi ancor pit la responsabilité (@ccountabiity) di un impegno civico-sociale e di un comportamento etico. sssenza del rapporto uomo-macchina é distilata dal paradosso di Hans Moravec: ‘la mac: le svolgere i lavori di routine del'uomo, ' wom trova ardul i compittpici dela Infati, la nostra specie, per ragioni genetiche, ha facilta di movimento, di peroe- Zione, di infererza euristica; al contrario, una machina é costitutivamente portata a svolge- re compiti di elaborazione algoritmica © deduzione logica nella risoluzione di problemi com- putazionali di larga scala. | sistemi artificial non sono oggi in grado di atfrontare da soli situa- Zioni impreviste, tutte diverse, ma numerose e complessivamente frequenti, Sono circostan- ze in oui sisterninon sono (ancora) dotati di una base di conoscenza sutfcientemente ampia per permettere loro di decidere come agire; tantomeno hanno la capacita - cio’, il buon senso - di capire che cosa possa essere dannoso per I'uomo. Quando si verificano questi casi singolarmente rari, ma in totale moo numerosi, la macohina lavora fuor della propria zona di comfort; quindi non pud essere lasciata a operare in completa auto supervisione umana. Qui, al momento, sta il mite a una “IA forte", cio’ dotata di cos @ in grado i sostiture 'uomo in qualsiasi attvita manuale, intellettiva ed emiozionale. La sicurezza fisica 0 ingegneristica (safety) e la sicurezza informatica (security) sono ‘considerate tradizionalmente afferenti a due campi separati: la prima per evitare danni fisic na om la seconda per proteggere linformazione e la privacy (riservatezza). Quando i mezzi int rmatici e gli impiant fisici non interoperavano perché indipendenti, tale separazione aveva ragione d'essere. Con l'awento dei sistemi cyberisici (Cyber-Physical Systems - CPS) e del'internet delle cose (107), non & pid possibile considerare distint i due problemi; oscorre invece sviuppare un punto di vista unificato che renda conto del loro accoppiamento. ‘A questo punto, si possono fare due osservazioni, La prima @ che 111 settembre 2001 ha aperto la strada alla ricerca su dito @ oybersicurezza, evidenzlando come una tecnologia avanzata (la ortlologia, che comprende orttogratia e crittanalis sia uno snodo fondamentale per garantie privacy e sicurezza alle nostre vite digital. Ancor pid, dopa i casi Snowden e i pil recente Facebook-Cambridge Analytica, rsulta chiaro che la vera battagla tra privacy e intel gence sta nella crttologia, Non & quindi strano che vi rcorrano gover, istituzioni pubbiiche, aziende, cittacini, come anche, purtroppo, lestofanti e cybercriminali della peagior sma, La seconda & che la tecnologia da sola, pur necessara, non & sufciente; infati a ciratura @ soltanto un aspetto della sicurezza nelle comunicazioni. Altrettanto importanti sono i nostri comportamenti, da come custodiamo i dispositvi che utllzziamo a come ci proteggiamo con PIN e password. Né si pud prescindere dal fatlore umano e dalla sua formazione come ele- mento-chiave per minimizzare i eybor-tischi di un atteggiamento superficialo, Nel monito tra- dizionale “tenere fa bocca chiusa” sta la chiave per assicurare la privacy dei nostri dati sen- sibii proteggendol, per esemnio, da tecniche di ingegneria sociale, II maggior pericolo per la cybersicurezza non sta tanto nelignoranza tecnologica quanto nella presunzione di non essere nel mirino ci malintenzionati. NelInternet delle cose e dela casa inteligente, sensor, rigorifer,televisori, smartphone, automobile oggetti vari sono dei computer collegat alla rete e gestit a distanza: nuovi ecosistemirispettosi del'ambiente, ma che nascondono molti pericoli per privacy e sicurezza. E chiaro che, in un mondo ipercon- rnesso, occorr rinunciare a un po’ di segretezza in cambio della condivisione, pur senza arri- vare alla “fine della cybersicurezza” paventata da alcuni pessimist Nella ditezione dei rschi legati al fattore umano si muove la ricerca di protezione delle ret informatiche di imprese e aziende, Per mitigare rimpaltto negativo di attacchi di malintenzio- nati, Ia cultura aziondale deve giocare un ruolo a tutto campo: dall'eccellenza (conformit) operativa e procedural ala formazione mirata © continua del personale, dall'ispozione sia sistematica sia episodica dei mezzi e dei processi di calcolo alla responsabilizzazione dei dipendenti, ecc. Afinché il cambiamento cultural sia effettvo ed efficace, occorre che i ver- tic aziendal facciano propri obiettvi condivsi di cybersiourezza, agevolandone ilpercolare in tutti i settori aziendal, dallinformation technology alle risorse umane, in modo da garantire "a psychologically safe workplace" (Amy C. Edmondson di Harvard). Un'azienda pud impie- gare anche altri accorgimenti, come rilevare alterazioni significative nei pattem del trafico entrante nelle proprie ret; nel qual caso, occorre usare le tecniche matematiche pil aggior nate di analisi dei big data (con strumentitratti dalla sempre pid diffusa data science) In conclusions, la consapevolezza del ruolo @ la conseguente assunzione di responsabilta socio-etica da parte di chi detiene I'expertise (la competenza tecno-scientifica) - in partico- lare, nei due settor prima indicat - sono leve fondamentali per superare la frammentazione, la percita di senso, i disagi mess! in luce in una recente, age ma densa, monogratia di Renato Mannheimer e Giorgio Pacifici, dal titolo Italie, Sociologia del plurale (aca Book, 2018). Come i due stuciosi chiariscono, ICT & uno dei fattor identicativi delle nuove aree sociali che hanno sostiuito, 0 stanno sostttuendo, quelle tradizional. 1 Per riniodusione generale, mi permet divine anche a mio “Cecosstema delinnovssione digitale: anal citca™ (EI, marzo-spie 2017),