Sei sulla pagina 1di 59

Rapporto

I numeri e gli impatti economici e ambientali delle attività estrattive nel


territorio italiano. Le opportunità e le sfide nella direzione dell’economia circolare.

FEBBRAIO 2017

Con il contributo di
Rapporto

I numeri e gli impatti economici e ambientali delle attività estrattive nel


territorio italiano. Le opportunità e le sfide nella direzione dell’economia circolare.

Il Rapporto e’ stato curato dall’ufficio energia e urbanistica di Legambiente. Edoardo Zanchini e Gabriele Nanni

© Le fotografie sono di Marco Valle, tratte da “L’Italia delle cave”, progetto di Legambiente

Stampa: GF PUBBLICITÀ - Grafiche Faioli - Pietracatella (CB)

Febbraio 2017
PREMESSA 7
Un futuro di innovazione per le attività estrattive in Italia 15
1 I NUMERI SULLE CAVE E LE QUANTITÀ ESTRATTE 27
Fuori dai Piani e dalle Leggi: le infrastrutture 33
2 IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE E LE DIRETTIVE EUROPEE 35
Il recupero in edilizia e infrastrutture 38
3 LE NORMATIVE REGIONALI ED I PIANI CAVA 43
Sanzioni e ripristino ambientale nelle Regioni italiane 52
I canoni di concessione 60
4 COSA SUCCEDE NEL RESTO D’EUROPA 67

5 LA DISTRUZIONE DEL PAESAGGIO 73


Le cave/discariche in Provincia di Brescia 74
Il bacino marmifero di Brescia 76
Gli inerti estratti nel Ticinese, tra Varese e Novara 77
Le cave in Veneto 78
Il marmo delle Alpi Apuane 79
La distruzione delle colline a Campiglia Marittima (LI) 81
La riapertura della cava di Gualdo Tadino (PG) 83
Le criticità del Piano Cave della Provincia di Macerata 84
A sud di Roma scompaiono le colline 85
La “groviera” a Nord di Roma 86
In Abruzzo danneggiato il patrimonio archeologico 88
La devastazione del paesaggio a Caserta 89
Le cave nella “Terra dei Fuochi” 90
I guasti dell’attività estrattiva in Puglia 91
Apricena 92
Il far west Calabria 93
Le attività estrattive illecite in Sicilia 95
Lo scempio paesaggistico a Monastir (CA) 96
Trani 97
L’amianto nelle cave di Orani (NU) 98
6 LE BUONE PRATICHE 99
Le buone pratiche di gestione dell’attività estrattiva e recupero contestuale delle aree 100
Le buone pratiche di recupero di cave dismesse 106
Le buone pratiche di riciclo dei rifiuti da demolizione al posto dei materiali di cava 113
Bacini di Trani e Apricena | Puglia

PREMESSA
Intorno alle attività estrattive si giocherà nei cessi e alle prestazioni degli interventi. E
prossimi anni una sfida di innovazione di che puntando su ricerca, innovazione e qua-
grande interesse per il nostro Paese. Attra- lità dei prodotti si può tornare a far crescere
verso la chiave dell’economia circolare di- imprese e occupati.
venta infatti oggi possibile guardare in modo
nuovo al futuro del settore delle costruzioni, Sono queste le ragioni per cui il nuovo Rap-
anche per farlo uscire da una crisi che va porto cave di Legambiente concentra la sua
avanti da nove anni. Attenzione, non si tratta attenzione sulle opportunità e le scelte da
di slogan o sogni ambientalisti, ma di pro- intraprendere per il futuro del settore delle
cessi già in corso in tante realtà europee e attività estrattive, e più in generale delle co-
anche italiane, dove si sta concretamente struzioni in Italia. La sfida non è banale per
dimostrando come oggi sia possibile ridurre arrivare a chiudere una stagione di scon-
il prelievo di materiali naturali, attraverso il tro, inevitabile per i rilevantissimi impatti
riciclo e una progettazione attenta ai pro- paesaggistici e ambientali che le attività

7
estrattive producono e hanno prodotto nel della lunga crisi del settore delle costruzioni, I numeri raccontano già un primo cambia- un impatto anche sulla produzione di ce-
territorio italiano. I numeri del resto sono im- cominciata nel 2008 e non ancora conclu- mento avvenuto negli anni della crisi. Il mento, nel quale abbiamo avuto a lungo un
pressionanti. Sono 2.012 i Comuni con al- sa. La fotografia aggiornata della situazione numero di cave attive si è infatti ridotto record europeo evidenziato nei suoi scritti da
meno una cava attiva presente sul proprio italiana è impressionante. Le cave attive (-20,6% rispetto al 2010), come le quantità Antonio Cederna. Ora è la Germania in testa
territorio (il 25,1% dei Comuni italiani, sep- sono 4.752 mentre sono 13.414 quelle estratte di inerti (-40,6%). La crisi ha avuto nella produzione e nel consumo pro-capite.
pur in leggero calo si tratta di un quarto del dismesse nelle Regioni in cui esiste un mo-
totale) e quasi 1.000 i Comuni che hanno nitoraggio. A queste infatti bisognerebbe
almeno 2 cave. Sono addirittura oltre 1.680 sommare le cave abbandonate del Friuli
Produzione di cemento in Europa e consumo pro-capite
quelli con almeno una cava abbando- Venezia Giulia, Regione in cui non esiste
Paesi Produzione 2010 Consumo Produzione 2014 Consumo
nata o dismessa e 1.150 con almeno 2 un monitoraggio nè altre fonti, e di Lazio e (in migliaia di pro-capite 2010 (in migliaia di pro-capite 2014
siti. Del resto le attività estrattive hanno ac- Calabria, dove gli ultimi dati risalgono ormai tonnellate) (in kg per abitante) tonnellate) (in kg per abitante)
compagnato i processi insediativi e l’identità a qualche anno fa e sono di fatto parziali, il Germania 30.150 301 32.009 388
delle nostre città (pensiamo agli straordinari numero complessivo arriverebbe ad almeno Italia 34.408 565 21.541 354
marmi delle cattedrali toscane, lombarde o 14 mila cave dismesse. Rispetti agli ultimi Spagna 26.020 532 14.490 312
pugliesi), riguardano da vicino tanti settori anni si nota ancora marcatamente la crisi Francia 19.300 313 16.426 245
tradizionali dell’economia - come edilizia e del settore edilizio che ha ridotto i dati delle Regno Unito 8.000 159 9.280 144
infrastrutture -, incrociano alcuni dei marchi quantità estratte in particolare per sabbia e
Fonte: AITEC
più noti del Made in Italy nel Mondo, come ghiaia, ma i numeri rimangono comunque
la ceramica e i materiali pregiati. Ma soprat- molto alti. Sono 53 i milioni di metri cubi
tutto sono attività con un impatto rilevante estratti nel 2015 solo per sabbia e ghia- In questi anni è avvenuto un secondo cam- salire a circa 170 milioni di tonnellate nel
nei territori, e inevitabilmente sollecitano ia, materiali fondamentali nelle costruzioni, biamento importante all’interno del set- 2020, con un impiego non lontano dai due
ragionamenti che riguardano il rapporto con ma elevati sono anche i quantitativi di cal- tore, con una divaricazione tra materiali miliardi di metri quadrati equivalenti.
una risorsa non rinnovabile come il suolo e care (22,1 milioni di metri cubi) e di pietre inerti e di pregio. Mentre il prelievo di inerti
di gestione dei beni comuni. È al cuore di ornamentali (oltre 5,8 milioni di metri cubi). ha subito la crisi del settore delle costruzio- Invece a non cambiare è l’attenzione
questo conflitto tra identità e innovazione L’estrazione di sabbia e ghiaia rappresenta ni (da qui la riduzione del numero di cave, della politica nazionale nei confronti
che dobbiamo guardare per capire la strada il 61% di tutti i materiali cavati in Italia; ai come delle imprese e degli occupati nel delle attività estrattive. A governare un
da intraprendere per il futuro del settore. primi posti Lombardia, Puglia e Piemonte, settore), le estrazioni di materiali lapidei settore così delicato per gli impatti e gli in-
Per capire la situazione delle attività estrat- che da sole raggiungono oltre il 59,3% del hanno visto risultati record, registrando teressi è a livello nazionale un Regio De-
tive nel nostro Paese occorre partire dai nu- totale estratto ogni anno con circa 31,4 mi- il sesto anno consecutivo di crescita. Un creto di Vittorio Emanuele III del 1927,
meri e dai cambiamenti avvenuti a seguito lioni di metri cubi. successo dovuto in particolare alle espor- con indicazioni chiaramente improntate a
tazioni, che nel 2015 per la prima volta un approccio allo sviluppo dell’attività oggi
nella storia hanno superato come valore i datato e che non tiene in alcun modo conto
Ripartizione delle cave per gruppi di materiali estratti
2 miliardi di euro (in crescita verso gli Sta- degli impatti provocati al territorio. Purtrop-
ti Uniti e gli Emirati Arabi). Nello specifico, po ancora in molte Regioni, a cui sono stati
Gesso 1,5%
sono i prodotti finiti e semilavorati a trainare trasferiti i poteri in materia nel 1977, si veri-
Argilla 5,4% la corsa, con vendite per 777 milioni (+7,3). ficano situazioni di grave arretratezza e rile-
Calcare 25,5% Crescita a doppia cifra anche per le espor- vanti problemi legati a un quadro normativo
Torba 0,1% tazioni di macchine e tecnologie italiane di inadeguato, a una pianificazione incompleta
estrazione e lavorazione, con un controva- e una gestione delle attività estrattive senza
Pietre ornamentali 6,7%
lore di 616,1 milioni di euro (+28,8%). Le controlli pubblici trasparenti. La situazione
Sabbia e ghiaia 60,9% prospettive inoltre sono decisamente posi- si può giudicare leggermente migliore al
Legambiente, 2016 tive per il settore, con il volume dei lapidei centro-nord, perché almeno qui il quadro
di pregio estratti nel mondo che dovrebbe delle regole è in maggioranza completo, i

8 9
Tabella riassuntiva, la situazione nelle Regioni italiane
Regioni e Province Cave Attive Cave Dismesse Piani Cava
Autonome e/o Abbandonate (regionali e/o provinciali)
Abruzzo 265 640 NO
Basilicata 63 35 NO
Pr. Bolzano 102 33 NO
Calabria 237 49 NO
Campania 48 312 SI
Emilia-Romagna 177 63 SI
Friuli Venezia Giulia 64 - NO
Lazio 260 475 SI
Liguria 104 380 SI
Lombardia 653 2.965 SI
Marche 181 1.002 SI
Molise 52 17 NO
Piemonte 394 224 NO*
Puglia 396 2.522 SI
Sardegna 303 492 NO
Sicilia 420 691 SI
Toscana 380 1.208 SI
Monti Tifani | Caserta, Campania
Pr. Trento 151 1.107 SI
Umbria 83 77 SI
piani cava sono periodicamente aggiornati no nella gestione del ciclo del cemento e nel Valle d’Aosta 31 20 SI
anche se quasi sempre per rispondere alle controllo della aree cava, è particolarmente Veneto 388 1.102 NO
richieste di una lobby dei cavatori orga- preoccupante una situazione in troppe aree TOTALE 4.752 13.414
nizzata. Mancano piani specifici di pro- del Paese praticamente priva di regole. De- Elaborazione Legambiente, su dati Regioni, ISPRA, ISTAT
grammazione in Veneto, Abruzzo (dove è licata è poi la situazione quando si progetta- *In Piemonte esistono al momento 3 Piani Provinciali (di cui 2 solamente adottati)
in fase di approvazione), Molise, Sardegna, no e realizzano infrastrutture, perché in quei
Friuli Venezia Giulia, Calabria e Basilica- casi anche nelle Regioni provviste di Piani si
ta, tutte Regioni che non hanno un Piano esce dalle previsioni per cercare siti di cava Chi ci guadagna? A fronte di quantità all’applicazione dei canoni sono ridicole
Cave, a cui si deve aggiungere il Piemonte ulteriori e l’esito è quasi sempre quello cui estratte così rilevanti impressionanti i cano- in confronto ai guadagni del settore. Il
che prevedeva solamente Piani di Indirizzo siamo abituati a vedere intorno alle princi- ni di concessione pagati da chi cava sono totale nazionale di tutte le concessioni
rimandando alle Province l’approvazione pali strade e ferrovie italiane, con ai margini a dir poco inadeguati. Per quanto riguarda pagate nelle Regioni, per sabbia e ghiaia,
del Piano Cave; situazione opportunamente enormi buchi nelle colline. In generale tutte gli inerti in media nelle Regioni italiane arriva nel 2015 a 27,4 milioni di euro, a
cambiata con l’approvazione della recente le Leggi Regionali risultano indietro rispetto si paga il 2,3% del prezzo di vendita. An- cui bisognerebbe sommare le entrate della
nuova Legge Regionale. L’assenza dei piani a una idea di moderna gestione del settore cora più incredibile è la situazione delle Re- Sicilia che variano in funzione della quantità
è particolarmente preoccupante perché in compatibile con il paesaggio e l’ambiente, gioni dove si cava gratis: Valle d’Aosta, cavata, oltre ad una piccola quota derivata
pratica si lascia tutto il potere decisionale in in particolare per quanto riguarda le aree Basilicata e Sardegna. Ma anche Lazio e dall’ampiezza dei siti estrattivi, come av-
mano a chi concede l’autorizzazione. E se si da escludere per l’attività, il recupero delle soprattutto Puglia dove si chiedono pochi viene in Puglia. Si tratta comunque di cifre
considera il peso che interessi economici e aree, la spinta al riuso di inerti provenienti centesimi di euro per cavare inerti. ridicole rispetto ad oltre 1 miliardo di euro
la criminalità organizzata (le Ecomafie) han- dalle demolizioni edili. Le entrate degli enti pubblici dovute l’anno ricavato dai cavatori dalla vendi-

10 11
ta, un dato che rimane sbalorditivo e che ha varie realtà del Paese, quello che emerge è Entrate dai canoni, volume d’affari
visto un aumento medio dei prezzi dovuto la netta differenza tra ciò che viene richiesto con prezzi di produzione e di vendita per sabbia e ghiaia
principalmente alla minore quantità di ma- dagli enti pubblici ed il volume d’affari gene-
teriale estratto e quindi disponibile sul mer- rato dalle attività estrattive. Regione Entrate annue Volume d’affari annuo da % entrate derivanti dai
cato. In Puglia nel 2015 si sono cavati di soli In molte Regioni le entrate dovute al derivanti dai canoni attività estrattive con prezzi di canoni rispetto al prezzo di
inerti oltre 7 milioni di metri cubi che frutta- canone richiesto non arrivano nemme- (in euro) vendita* (in euro) vendita per sabbia e ghiaia
no 140 milioni di euro di introiti ai fortunati no ad un ventesimo del loro prezzo di Abruzzo 2.087.215 32.111.000 6,5
cavatori che rendono al territorio solamen- vendita! Succede in Piemonte, Provincia di Basilicata 0 3.508.200 0
te 561mila euro l’anno! Ma anche dove si Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Roma- Pr. Bolzano 342.494 13.699.760 2,5
paga canoni leggermente superiori, come in gna, Toscana ed Umbria. Ma anche in Cam- Calabria 420.000 14.975.000 2,8
Friuli Venezia Giulia il rapporto tra le entrate pania, Abruzzo e Molise, dove i canoni sono Campania 178.087 2.853.960 6,2
regionali e quelle delle aziende è di 1 a 40. più alti, il margine di guadagno dei cavatori Emilia-Romagna 2.799.207 79.977.360 3,5
Per fare un altro esempio concreto nel Lazio è enorme, soprattutto se si considerano i Friuli Venezia Giulia 265.184 9.643.060 2,7
la Regione ricava 500mila euro contro oltre prezzi di vendita. Infine in Sicilia e Calabria, Lazio 501.629 33.441.980 1,5
33 milioni del volume d’affari con i prezzi di nonostante l’introduzione del canone di Liguria 0 0 0
vendita. Nonostante possano verificarsi dif- concessione da pochi anni, le Regioni rica- Lombardia 13.709.803 391.708.700 3,5
ferenze sensibili dei prezzi degli inerti nelle vano decisamente ancora troppo poco. Marche 523.886 14.757.380 3,5
Molise 293.493 5.869.860 5

Il marmo delle Alpi Apuane | Massa Carrara, Toscana Piemonte 2.498.214 96.085.160 2,6
Puglia 561.930 140.482.787 0,4
Sardegna 0 18.050.200 0
Sicilia nd 70.991.320 -
Toscana 553.474 22.094.780 2,5
Pr. Trento nd 10.831.260 -
Umbria 74.173 5.933.880 1,2
Valle d'Aosta 0 1.818.740 0
Veneto 2.550.932 82.288.160 3,1
TOTALE 27.359.721 1.051.122.547 2,3%

Legambiente, 2016
*esclusi i costi di trasporto e mano d’opera. Si è considerato come prezzo di vendita dei materiali inerti la media tra
quelli indicati dalle Camere di Commercio, circa 20 €/m3.

Per i materiali di pregio, le quantità estrat- guadagni sono stati calcolati gli introiti dei
te sono minori, a fronte di prezzi di vendita bacini di tre materiali di grande pregio: la
ben più elevati, ma la situazione non cam- pietra di Luserna a Bagnolo Piemonte
bia quando si tratta di guadagni, davvero (CN), il marmo a Carrara e quello di Orosei
enormi, a fronte di canoni irrisori. In Italia (NU). In tutti e tre i casi risulta evidente la
esistono territori famosi in tutto il mondo per sproporzione tra quanto le casse pubbliche
la qualità e la particolarità delle tipologie di (in questa edizione sono stati segnalati di-
materiale estratto. Proprio l’unicità e la li- rettamente gli introiti dei Comuni interessati)
mitatezza del bene genera costi elevati di incassano con i canoni applicati sui mate-
vendita. Per fare degli esempi concreti dei riali pregiati e quanto le stesse aziende di

12 13
estrazione guadagnino con la vendita dei
prodotti lavorati. Addirittura in Sardegna non
di euro annui. Se in proporzione va meglio
per Carrara, che ha visto negli ultimi anni
Un futuro di innovazione per le attività estrattive in Italia
esiste un canone e, nonostante il distretto di un incremento dell’imposta sulla produzio-
Orosei impieghi oltre 500 addetti, nelle cas- ne del marmo, non si può fare a meno di Per Legambiente occorre promuovere una Ma attenzione, servono delle scelte chiare
se comunali non entra nemmeno un euro. A evidenziare anche in questo caso la grande profonda innovazione nel settore delle at- per prendere questa strada. Basti dire che
Bagnolo Piemonte la produzione della Pietra differenza tra quanto incassato dalle ditte, tività estrattive, e puntare sull’economia ad oggi non esiste un monitoraggio delle at-
di Luserna vede guadagni per oltre 115 mi- oltre 175 milioni di euro, rispetto ai ricavi del circolare come riferimento di un cambia- tività estrattive in Italia da parte dei Ministeri
lioni di euro mentre il Comune (che introita il comune, fermi a meno di 19 milioni di euro. mento che deve tenere assieme le diverse dello Sviluppo Economico o dell’Ambiente,
70% del canone) riceve nemmeno 2 milioni sfide che si intrecciano rispetto al futuro del mentre si ignora o fa finta di non vedere le
settore. Oggi è infatti possibile avere più im- differenze di regole e la discrezionalità nella
prese e lavoro in una moderna filiera di valo- loro applicazione, gli scempi del territorio,
I guadagni sulle pietre ornamentali rizzazione compatibile e riciclo dei materiali. penalizzando così proprio gli operatori one-
sti. Ed è invece proprio alle imprese serie,
Comune Ricavi dei Comuni Canoni richiesti % entrate derivanti Guadagni con
2014 (Euro) (Euro/m3) dai canoni rispetto prezzi di vendita Ridurre il prelievo di materiali e l’impatto che stanno investendo in innovazione e ri-
al volume d’affari (Euro) delle cave nei confronti del paesaggio è cerca, a cui serve oggi dare risposta con
Bagnolo Piemonte 1.979.436 0,85 1,7 115.083.500 quanto mai urgente e oggi anche possibile. scelte chiare e provvedimenti incisivi per
Carrara 18.900.000 5,63 9,3 175.770.000 Lo dimostrano i tanti Paesi europei dove si segnare la strada nei prossimi anni. Per
Orosei 0 0 0 95.000.000 riduce la quantità di materiali estratti attra- questo chiediamo a Governo e Regioni di
verso una politica incisiva di tutela del ter- guardare finalmente con attenzione al set-
Elaborazioni Legambiente su dati Regioni e Comuni
ritorio, una adeguata tassazione e la spinta tore, promuovendo una innovazione capace
al riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti dalle di fare dell’attività estrattiva un settore all’a-
A livello regionale sono Toscana e Veneto le effetti impressionanti non solo al livello pa- costruzioni. Questa sfida va percorsa coin- vanguardia, capace di rilanciare i distretti
Regioni ad esportare il maggior quantitati- esaggistico. Il risultato dell’attività dei circa volgendo il mondo delle costruzioni oggi in produttivi italiani e creare green jobs nel ri-
vo di pietre ornamentali, ma è significativa 100 siti estrattivi presenti è tutt’altro che in- profonda crisi, ed è l’unica strada possibile ciclo dei materiali da costruzione. Per intra-
la crescita negli ultimi anni in Lombardia, visibile: cime “mozzate”, crinali incisi, disca- per dare un futuro a tante aree altrimenti prendere questa strada occorre intervenire
Lazio e Sicilia. Nel solo distretto marmifero riche minerarie (ravaneti) visibili a chilometri condannate a vedere progressivamente de- in tre direzioni:
di Carrara (inclusi gli altri Comuni limitrofi di distanza, milioni di tonnellate di terre di gradata la propria identità e qualità del pae-
in cui sono presenti attività estrattive) si è cava abbandonate, inquinamento delle falde saggio. Non è utopia pensare di avere più
registrata una crescita pari all’8,8% tra il acquifere. A questo si aggiunga la difficile imprese e occupati nel settore, proprio 1 | Rafforzare la tutela del territorio
2015 ed il primo semestre del 2016. Ogni convivenza a cui è sottoposta la popolazione puntando su tutela del territorio e riciclo Occorre adeguare il quadro delle regole per
anno infatti nel solo distretto di Carrara si dei comuni limitrofi esposta a polveri, rumo- dei materiali. La sfida per i materiali di pre- garantire tutela, trasparenza e legalità. Non
estraggono circa 1 Mln di tonnellate di re e vibrazioni causate dell’intenso traffico gio è di mantenere in Italia le lavorazioni dei è accettabile che ancora in tante aree del
marmo in blocchi e 4 Mln di detriti con di mezzi pesanti. materiali, dove il tasso di occupazione è più Paese si sia fermi a situazioni da dopoguer-
alto (il rapporto tra occupati nell’estrazione ra in una incertezza che favorisce gli appetiti
e nelle lavorazioni può arrivare a 1 a 12). speculativi, mentre ancora troppi Piani spin-
Mentre per gli inerti l’obiettivo è di spingere gono l’attività estrattiva invece di regolarne
la filiera del riciclo, che garantisce almeno il una corretta gestione. Si deve porre molta
30% di occupati in più a parità di produzio- più attenzione a quello che succede nel
ne, e che può garantire prospettive di cre- territorio in materia di gestione dell’attività
scita molto più importanti e arrivare a inte- estrattiva per eliminare l’eccessiva discre-
ressare l’intera filiera delle costruzioni (dalle zionalità da parte di chi concede i permessi
infrastrutture all’edilizia, dalle ceramiche ai e il peso degli interessi legali e delle eco-
materiali da costruzione, ecc.). mafie.

14 15
del profilo topografico preesistente. La me- 2 | Stabilire un canone minimo
todologia di estrazione, ad esempio, dovreb- nazionale per le concessioni di cava
be procedere dall’alto verso il basso con la
Per uscire da una situazione di grandi gua-
possibilità di realizzare progressivamente
dagni privati e di rilevanti impatti nel pae-
“quinte di mascheramento” (con piantuma-
saggio, a fronte di canoni irrisori, occorre in-
zione di specie arboree autoctone) e opere
trodurre in tutta Italia canoni di concessione
di recupero contestuale anticipabili per lotti.
che abbiano come riferimento quelli in vigo-
Oppure in caso di rilievi con basse penden-
re in Gran Bretagna, ossia pari ad almeno il
ze si dovrebbe procedere con la creazione
20% del prezzo di vendita. È una questione
di un piazzale discendente, con il progredire
non solo di giustizia e equilibrato utilizzo
della coltivazione, facilitando così il recupe-
dei beni comuni, ma anche una condizione
ro ambientale e il mascheramento del sito
imprescindibile per muovere l’innovazione.
di cava.
In tutti i Paesi europei l’aumento proprio in
parallelo dei canoni per le attività estrattive
Fondamentale è la spinta che può venire
e per il conferimento a discarica degli iner-
da un maggiore coordinamento e con-
ti è stato il volano per la riorganizzazione e
trollo delle attività di cava sul territorio. Ad
Montichiari | Brescia, Lombardia oggi nessuno se ne occupa a livello statale,
mentre è invece essenziale, per responsabi- Il travertino di Tivoli e Guidonia | Roma, Lazio
lizzare le Regioni all’esercizio delle loro fun-
Lo Stato deve esercitare le proprie com- 3. Stabilire che il recupero delle aree
zioni monitorare, l’evoluzione del fenomeno
petenze in materia di tutela dell’ambien- sia obbligatorio e che avvenga pro-
in termini quantitativi e qualitativi, e anche
te e di indirizzo al settore aggiornando gressivamente. Se oggi vediamo cave
esercitare i poteri sostitutivi sia per le cave
finalmente il quadro normativo naziona- attive con pareti di estrazione alte 100
attive che per quelle dismesse (per le quali
le fermo al 1927 per arrivare a definire per metri che distruggono paesaggi, o cave
serve un piano nazionale delle cave da
tutto il territorio nazionale alcune regole di abbandonate senza alcun intervento
recuperare, visto il numero enorme nelle
base, attraverso una nuova Legge Quadro: di recupero effettuato, è perché non vi
regioni). Nel 2017 non è accettabile che vi
1. Stabilire le aree in cui l’attività di cava sono regole chiare ne garanzie sul recu-
siano situazioni in Italia in cui in assenza di
è vietata. Come aree protette e boschi, pero delle aree in tante regioni.
piani cava o di canoni per le attività estrat-
vicine a corsi d’acqua, aree sottoposte
tive, un Comune possa dare il via libera a
a vincolo idrogeologico e paesaggistico, La necessità di una nuova legge è evidente
nuove attività estrattive. La discreziona-
ecc. Perché in tante Regioni la situazio- per arrivare ad avere riferimenti chiari in tut-
lità è infatti tale che il peso degli interessi
ne non è chiara e viene lasciata alla di- ta Italia, che sono importanti sia per le im-
economici prende il sopravvento. E queste
screzionalità dei funzionari. prese che per chi vive nei territori. Servono
preoccupazioni valgono in particolare nel
2. Prevedere la Valutazione di Impat- infatti indicazioni precise sulle modalità di
Mezzogiorno, dove il controllo della crimina-
to Ambientale per tutte le richieste coltivazione dei siti di cava funzionali al con-
lità organizzata sul ciclo del cemento e sulle
di estrazione, sia per nuove attività testo ambientale e paesaggistico e al loro
attività estrattive è ancora assai rilevante.
che ampliamenti. Oggi la dimensione ripristino contestuale. L’avanzamento del
Per questo il controllo della legalità è una
deve essere di almeno 20 ettari o più di fronte di cava determina fortemente l’impat-
condizione essenziale per cambiare il profilo
500mila metri cubi di materiale estrat- to delle cave, e non può essere discrezione
del settore e il coordinamento delle infor-
to, e viene sistematicamente aggirata, dell’impresa ma seguire o dipendere dalla
mazioni sull’attività estrattiva è utile anche
mentre non esistono riferimenti chiari geomorfologia locale in modo da limitare
per mettere a sistema il lavoro delle Forze
per le compensazioni ambientali. l’impatto visivo e permettere la ricostruzione
dell’ordine e garantire le imprese oneste.

16 17
modernizzazione del settore verso il riciclo. esempio in Sardegna potrebbero entrare Le entrate nelle Regioni con l’applicazione del canone
Per capire lo squilibrio oggi in vigore, rispet- nelle casse regionali oltre 2,8 milioni di euro del Regno Unito per le pietre ornamentali
to alla sola estrazione di sabbia e ghiaia ed in Basilicata 561mila euro. Stessi ragio-
gli introiti delle Regioni risultano di soli namenti valgono per le pietre ornamentali. Regione/Provincia Quantità Canone richiesto per le pietre Entrate Entrate annue
27,3 milioni di euro contro i quasi 170 In totale possiamo dire che le mancate en- Autonoma annue ornamentali (Euro) annue con con canoni al
milioni risultanti dall’ipotesi di applica- trate, per canoni inadeguati, sono state tra estratte canoni 20% del valore di
(metri cubi) attuali (Euro) mercato (Euro)**
zione del canone attualmente presente inerti e materiali di pregio pari a circa 545
Abruzzo 16.350 10,303 168.454 1.144.500
nel Regno Unito. Un divario enorme, che milioni di euro. Dal primo Rapporto Cave
Basilicata 115.769 Gratuita 0 8.103.830
risulta ancor più evidente nelle Regioni dove di Legambiente, nel 2009, si può stimare
Pr. Bolzano 232.832 0,50 116.416 16.298.240
cavare è gratuito, ed è comunque sottosti- un totale di mancate entrate per le cas-
Calabria 102.000 da 0,60 a 1,50 107.100 7.140.000
mato perché sono pochissimi i controlli su se pubbliche pari ad oltre 3,5 miliardi di
quanto realmente avvenga in cantiere. Ad euro. Campania 119.758 1,668 199.756 8.383.060
Emilia-Romagna 0 0,32 0 0
Friuli Venezia Giulia 89.527 0,65 58.193 6.266.890
Le entrate nelle Regioni con l’applicazione Lazio 536.091 2 1.072.182 37.526.370
del canone del Regno Unito per sabbia e ghiaia Liguria 18.345 0,16 2.935 1.284.150
Lombardia 85.978 5,30 455.683 6.018.460
Regione Quantità estratta Sabbia e Entrate annue derivanti Ipotesi con canone Gran
ghiaia (m3) dai canoni (in euro) Bretagna (in euro) Marche 38.878 da 0,60 a 1,00 31.102 2.721.460
Abruzzo 1.605.550 2.087.215 5.137.760 Molise 198.800 2 397.600 13.916.000
Basilicata 175.410 0 561.312 Piemonte 229.061 0,85 194.702 16.034.270
Pr. Bolzano 684.988 342.494 2.191.961 Puglia* 377.373 0,11 41.511 26.416.110
Calabria 1.198.000 420.000 3.594.000 Sardegna 310.000 Gratuita 0 21.700.000
Campania 142.698 178.087 456.634 Sicilia* 1.208.111 1.500 euro fino a 100 m 3
n.d. 84.567.770
3.500 euro fra 100 e 500 m3
Emilia-Romagna 3.998.868 2.799.207 12.796.377 6.000 euro fra 500 e 1.000 m3
Friuli Venezia Giulia 482.153 265.184 1.542.890 8.000 euro fra 1.000 e 2.000 m3
Lazio 1.672.099 501.629 5.350.429 10.000 euro fra 2.000 e 5.000 m3
13.000 euro oltre 5.000 m3
Liguria 0 0 0
Toscana 531.748 deciso caso per caso dai Comuni, n.d. 37.222.360
Lombardia 19.585.433 13.709.803 62.673.385 per il marmo di Carrara si applica
Marche 737.869 523.886 2.361.180 l’8% del valore commerciale
Molise 293.493 293.493 939.178 Pr. Trento 847.333 Per il porfido si applica una tariffa n.d. 59.313.310
Piemonte 4.804.258 2.498.214 15.373.625 basata sulla tipologia di blocchi
estratti
Puglia 7.024.137 561.930 22.477.238
Umbria 460.000 0,45 207.000 32.200.000
Sardegna 902.510 0 2.888.032
Valle d’Aosta 24.462 Gratuita 0 1.712.340
Sicilia 3.549.566 nd 11.358.611
Veneto 266.507 da 0,26 a 1,24 199.880 18.655.490
Toscana 1.104.739 553.474 3.535.165
TOTALE 5.808.923 3.252.514 406.624.610
Pr. Trento 541.563 nd 1.733.002
Umbria 296.694 74.173 949.420 Legambiente 2016
*In queste Regioni viene anche applicato un canone relativo alla superficie delle aree estrattive.
Valle d'Aosta 90.937 0 290.998
**Si è considerato un valore medio tra le Camere di Commercio e tra i vari tipi di pietre pari a 70 euro/m3.
Veneto 4.114.408 2.550.932 13.166.105
TOTALE 53.005.373 27.359.721 169.377.302

Legambiente, 2016

18 19
Bacini di Trani e Apricena | Puglia

20 21
Oltretutto con oneri di concessione per ciclo, che possono oggi competere sul prez- metri cubi, verranno riciclati per almeno il luppo di sistemi quali i GIS (disponibili solo
l’attività estrattiva così bassi l’Italia ri- zo. E proprio i cavatori potrebbero avere, in 95%. Non è un caso che questo processo in alcune Regioni) che permetterebbero un
nuncia a promuovere un settore innova- questa prospettiva, l’interesse a orientare la veda i migliori risultati in questo Paese, per- visione precisa del fenomeno estrattivo, di
tivo come quello del recupero degli inerti propria attività economica verso il settore ché è proprio qui che si è deciso di fissare quello degli insediamenti antropici (e delle
provenienti dalle demolizioni in edilizia, del recupero degli inerti in edilizia. nuove norme e nuovi indirizzi anche sull’e- criticità ambientali che ne derivano) e del-
che può sostituire quelli di cava - come dilizia sostenibile, in anticipo rispetto alle la situazione delle risorse naturali presenti.
sta avvenendo in molti Paesi europei - e che È arrivato il momento che anche l’Italia Direttive Europee. Risalgono infatti al 2007 i Quello delle cave è un argomento che non
consentirebbe di avere molti più occupati scelga la strada del riciclo, seguendo i provvedimenti, riassunti nel “Climate Chan- solo deve essere messo in evidenza in ogni
(per una cava da 100mila metri cubi l’anno Paesi europei che intorno a una moderna ges Act”, con i quali venivano incentivate le discussione che riguardi la tutela e la piani-
gli addetti in media sono 9 mentre per un gestione delle attività estrattive hanno crea- energie rinnovabili in edilizia; ma soprattutto ficazione, ma deve diventare uno dei punti
impianto di riciclaggio di inerti gli occupati to un settore economico capace di legare ri- grazie a questa norma il governo britanni- chiave su cui capire e ragionare delle tra-
sono più di 12) e di risparmiare il paesag- cerca e innovazione nel recupero dei mate- co ha introdotto una rigida certificazione sformazioni complessive che si stanno veri-
gio. Conosciamo la risposta dei cavatori: riali. Nei casi europei in cui ciò è stato fatto, energetica (simile a quella presente nella ficando nel nostro Paese, in particolare per
così aumenta il costo d’impresa e si avreb- come nel Regno Unito, si è intervenuto da Provincia di Bolzano) secondo la quale gli alcune aree d’Italia dove rappresentano una
be un effetto a catena in un periodo di crisi subito tassando seriamente il conferimen- edifici residenziali vengono valutati in base fonte di reddito per le attività illegali, ma che
del settore edilizio. Occorre però ricordare to dei rifiuti C&D in discarica, aumentando alla loro efficienza energetica, ma anche potenzialmente possono diventare un vola-
che il prezzo degli inerti è solo una delle i canoni di concessione ed incentivando le rispettando criteri di sostenibilità dell’intero no economico e di sostenibilità ambientale.
componenti minori del costo di costruzione, aree di riciclo dei materiali creando in que- ciclo di costruzione per cui anche l’utilizzo di E se ad oggi il nostro Paese ha visto i princi-
e pagare il 20% della cifra a cui si vende sto modo nuovi posti di lavoro. Basti pen- aggregati riciclati rientra nei parametri con- pali soggetti del settore ragionare come se
è persino troppo poco per gli impatti che sare ad i lavori per realizzare il “Crossrail” siderati. In Danimarca, invece, da oltre 20 sabbia, ghiaia e marmi fossero una risorsa
l’attività produce nel territorio. E l’effet- a Londra, un nuovo e lunghissimo passante anni ci si è posto il problema di come ridurre illimitata e facilmente reperibile, nel pros-
to sull’aumento del prezzo delle costruzioni ferroviario, dove il 20% dei materiali utiliz- le estrazioni da cava e promuovere il recu- simo futuro dovranno prevalere le ragioni
sarebbe semplicemente impercettibile, po- zati derivano da processi di riutilizzo e dal pero dei rifiuti da costruzione e demolizione, dell’innovazione, dell’occupazione e del ri-
trebbe esserlo del tutto spingendo anche in riciclo mentre i materiali estratti per la rea- con una politica di tassazione che arriva a spetto per l’ambiente.
Italia l’utilizzo di materiali provenienti dal ri- lizzazione delle gallerie, circa 5,6 milioni di far pagare 50 € a tonnellata per il conferi-
mento in discarica degli inerti. Un risultato 3 | Seguire la strada europea: ridurre il
che ha premiato visto che oggi si fa ricorso
Monti Tifani | Caserta, Campania
per oltre il 90% ad inerti riciclati invece
prelievo da cava attraverso il recupero
che di cava. degli inerti provenienti dall’edilizia
Occorre accelerare la crescita nel nostro
Intervenire in questo campo deve significare Paese di una moderna filiera in cui siano le
al tempo stesso dare slancio a fondamen- stesse imprese edili a gestire il processo di
tali attività di monitoraggio, ricerca e svi- demolizione selettiva degli inerti, provenienti
luppo che sono lasciate troppo spesso alla dalle costruzioni in modo da riciclarli invece
volontà di singoli imprenditori e ricercatori. che conferirli in discarica. Governo e Regio-
Solo in questo modo seguirà una corret- ni devono aiutare questo processo con leggi
ta informazione di ciò che di nuovo si sta che obblighino a utilizzare una quota di iner-
realizzando nel settore legato alle attività ti provenienti dal recupero in tutti gli appalti
estrattive e solo con strumenti adeguati gli pubblici. Le quantità più rilevanti di materia-
Enti preposti potranno gestire correttamente li estratti ogni anno in Italia sono utilizzate
il settore. Troppo spesso infatti si registra- per l’edilizia e le infrastrutture, oltre il 61%
no gravi mancanze strutturali negli organi di quanto viene cavato sono inerti, princi-
competenti, ad esempio per il mancato svi- palmente ghiaia e sabbia, e calcare (qua-

22 23
si il 25,5%) per il cemento. Secondo i dati dei materiali recuperati è la nazione più vir-
raccolti negli ultimi anni gli inerti estratti tuosa, seguita dall’Irlanda che è arrivata in
(sabbia, ghiaia, pietrisco per calcestruzzo e pochi anni al 97%, dalla Danimarca (92%) e
cemento) in Italia sono stati oltre 140 milio- dalla Germania (91%).
ni di metri cubi nel 2009, circa 90 milioni
nel 2010, 80 milioni nel 2012 per arrivare È evidente la necessità di fare chiarezza
a 53 milioni nel 2015. E in parallelo i rifiuti nel quadro normativo per spingere il set-
da costruzione e demolizione hanno visto tore al passo con questi obiettivi e con le
ancora una crescita, arrivando a 53 milio- migliori esperienze europee, ma è un tema
ni di tonnellate l’anno, il 90% dei quali anche culturale che riguarda il mondo della
vengono collocati in discarica. È evidente progettazione perché oggi non vi sono ra-
lo spreco di una gestione caratterizzata da gioni tecniche o normative a impedire l’u-
un uso eccessivo sia delle cave che del- tilizzo di materiali provenienti dal riciclo. È
le discariche e che potrebbe costruire un necessario rimuovere le barriere che anco-
circuito virtuoso. Occorre allargare la quo- ra esistono nel riutilizzo dei materiali di
ta di mercato degli aggregati riciclati, che scavo e di demolizione come aggregati
oggi grazie all’innovazione tecnologica riciclati per tutti gli usi compatibili, fissan- Il marmo delle Alpi Apuane | Massa Carrara, Toscana
e all’applicazione da anni nei principali do obiettivi nel tempo di progressivo utilizzo
Paesi europei hanno le stesse prestazio- fino al 2020 e per superare ogni barriera
ni degli aggregati naturali per impieghi ancora presente nei capitolati di appalto o appaltanti si utilizzano diverse “scuse” a procedure e materiali ampiamente in uso
nel settore edilizio, prezzi competitivi, e nella discrezionalità da parte di stazioni ap- per continuare a utilizzare materiali all’estero ma ancora senza una definita di-
possono sostituire in tutti gli usi sabbia, paltanti e responsabili dei cantieri nel pre- da cava e come dimostrano le risposte sciplina nel nostro Paese.
ghiaia e inerti. Ridurre il numero di cave e ferire materiali di origine naturale. La prima avute in quattro grandi cantieri e pub- Bisogna poi ragionare di un modello diver-
i quantitativi estratti è possibile. scelta fondamentale è di fissare un obbligo blicate nel Rapporto. Ciò per fortuna non so dei cantieri per le infrastrutture in modo
nei capitolati di utilizzo degli aggregati avviene in Veneto, dove si sono prodotti nel da ridurre fortemente il ricorso a cave e
Il settore italiano delle costruzioni si riciclati minimo e crescente fino al 70% 2014 oltre 3,9 milioni di tonnellate all’anno discariche, perché non ha senso gettare in
trova a fronteggiare una nuova sfida al 2020 in modo da costruire le condizio- di rifiuti da C&D, di cui più dell’80% ven- discarica materiali che potrebbero essere
lanciata dall’Unione Europea: entro il ni per raggiungere gli obiettivi europei. Un gono avviati a recupero e utilizzato anche facilmente riutilizzati al posto di materia-
2020, come stabilisce la Direttiva Euro- obiettivo che deve interessare non sola- in infrastrutture stradali. Oggigiorno esiste li cavati apposta. Come e quanto si possa
pea 2008/98/CE, il recupero di materiali mente gli Enti pubblici e le società a pre- un’ampia disponibilità di aggregati “non intervenire senza utilizzare materiali di cava
inerti dovrà raggiungere quota 70%. Non valente capitale pubblico, come previsto at- convenzionali” certificati che in termini di nel campo delle infrastrutture ce lo raccon-
abbiamo neanche cominciato come Paese a tualmente per il solo 30% dei materiali, dal prestazioni sono del tutto equivalenti agli tano gli esempi positivi e le buone pratiche
definire le scelte per andare in quella dire- Decreto Ministero dell’Ambiente 203/2003, inerti naturali. Si tratta di materiali come gli presenti nel Rapporto. Occorre utilizzare un
zione serve dunque un’accelerazione rapida ma tutte le opere senza distinzione. Ed al inerti di scarto da lavorazioni industriali o da approccio nuovo anche nei territori - dove
se si considera che ogni anno vengono pro- tempo stesso si deve prevedere nei bandi di processi produttivi oppure ottenuti mediante Province e Comuni possono svolgere un
dotte quasi 53 milioni di tonnellate di rifiuti gara che a parità di altre condizioni debba il riciclo di materiali da C&D, il cui riutilizzo ruolo decisivo - per individuare in prossimità
inerti da C&D e che la capacità di recupero preferirsi l’offerta che proponga la più alta trova giustificazione in convenienze econo- delle aree urbane spazi in cui collocare gli
sfiora a mala pena il 10%, anche se con dif- percentuale di impiego dei materiali ricicla- miche, tecnologiche e ambientali. Da tutto impianti di trattamento dei rifiuti inerti da
ferenze significative tra Regione e Regione. ti. La seconda scelta importante è stabilire ciò emerge la necessità di fare chiarezza nei recuperare. E allo stesso modo individua-
L’Italia si trova così ad inseguire altri stati che nei capitolati deve valere solo un Capitolati Speciali di Appalto, in tal senso re delle aree per collocare i materiali non
europei che già da tempo hanno politiche principio “prestazionale” rispetto ai ma- si devono sensibilizzare stazioni appaltanti, riutilizzabili per recuperare aree degradate,
di riciclo che coinvolgono questa particola- teriali e non di “provenienza” e quindi da aziende pubbliche e private, amministrazio- cave dimesse, realizzare parchi (una sorta
re categoria di rifiuti: l’Olanda con il 98% cava. Troppo spesso da parte delle stazioni ni e tecnici nel dare concretezza e legittimità di “banca della terra”).

24 25
Marmi bianchi da Carrara, neri da Botticino | Brescia, Lombardia
Colonnata, rossi da Castelpoggio
Chiesa San Giovanni | Pistoia, Toscana
e dalla Valpolicella, verdi da Pra-
to. Questa diversità di materiali,
consistenze e colori ha segnato
profondamente la storia dell’arte
e dell’architettura italiana. Prove-
nivano dai Monti Lessini i calca-
ri con cui fu costruita l’Arena di
Verona, da Candoglia i marmi del
Duomo di Milano, dalle cave del
Monteferrato a Prato i marmi verdi
del Campanile di Giotto a Firenze,
mentre con il marmo proveniente
dal territorio di Sant’Ambrogio in
Valpolicella son stati realizzati i le-
oni stilofori delle chiese medievali
di Modena, Bergamo, Parma. Da
un blocco di marmo proveniente
da Carrara, alto più di cinque me-
tri, Michelangelo scolpì il David,
mentre provenivano da Botticino i
quarantamila metri cubi che ser-
virono a tirare su l’Altare della Pa-

1
tria a Roma. Tra gli aneddoti sulla
vita di Steve Jobs, uno racconta
che durante un viaggio a Firenze
si innamorò della pietra arenaria
grigio-blu usata per i marciapiedi,
I NUMERI SULLE CAVE E LE
e molti anni dopo, dovendo de-
cidere la pavimentazione per gli
QUANTITÀ ESTRATTE
Apple Store, stabilì che tutti dove-
vano essere fatti con quelle pietre
che erano riuscite a sopravvivere Sono poco meno di 4.800 le cave attive vedere un concreto ripristino ambientale
così bene nel tempo, facendo- in Italia, più precisamente 4.752 le cave e che al totale è necessario aggiungere le
sele recapitare da una cava nel aperte in Italia rilevate dal Rapporto di Le- cave abbandonate del Friuli Venezia Giulia,
comune di Firenzuola. Ma sono gambiente. Rispetto ai monitoraggi effettua- dove non è presente un monitoraggio, ma
tanti i materiali di pregio che le ti negli anni passati (2010, 2012 e 2014), anche di molte altre Regione dove il dato
montagne italiane custodiscono e si evidenzia un calo del 20,6%. Sono invece non risulta accurato o non aggiornato, come
che, rispetto al passato, vengono 13.414 le cave dismesse o abbandona- nel Lazio ed in Calabria. Considerando an-
estratti in quantità enormemente te nelle Regioni in cui c’è un monitoraggio. che queste realtà si arriva sicuramente a un
superiori, mettendo a rischio tanti Un dato impressionante considerando che numero di circa 14mila cave dismesse o
paesaggi di pregio. solamente una piccola parte è destinata a abbandonate nel nostro Paese.

26 27
Numero cave attive e abbandonate nelle Regioni italiane Tra le Regioni che presentano un maggior crisi economica e del settore edilizio) e Valle
numero di aree destinate alle attività estrat- d’Aosta con 31 cave attive.
Cave abbondonate e/o dismesse Cave attive tive si trovano Lombardia, Sicilia, Puglia, Pie- Per le cave dimesse è sicuramente grave
monte, Veneto e Toscana, tutte con almeno la situazione di 6 aree su tutte. Si tratta
Abruzzo 380 cave attive presenti. Esistono poi nello di Lombardia, Puglia, Toscana, Provincia
specifico realtà territoriali particolarmente di Trento, Veneto e Marche, tutti territori
Basilicata
critiche per la concentrazione di numerose dove il dato supera le 1.000 cave, ma ad-
Pr. Bolzano
aree di estrazione, come in Campania dove dirittura in Lombardia arriva a quasi 3.000
circa l’80% è situato nelle province di Ca- cave dimesse o abbandonate ed in Puglia
Calabria serta e di Napoli. ad oltre 2.500. Anche in questa edizione
Agli ultimi posti per cave in funzione, tutte del Rapporto sulle attività estrattive non si
Campania sotto i 100 siti, si trovano le Regioni con mi- è in grado di fornire il dato completo a li-
nore estensione: Umbria (83 cave), Friuli Ve- vello nazionale a causa delle mancanze di
Emilia-Romagna
nezia Giulia (64), Basilicata (63), Molise (52), alcune Regioni come il Friuli Venezia Giulia,
Campania (48, con un calo enorme motivato ma come detto anche per l’inaccuratezza di
Friuli Venezia Giulia
dalla interruzione delle attività estrattive in alcuni rilevamenti.
Lazio molti siti e per lungo tempo a causa della

Liguria Numero Cave attive e dismesse nelle Regioni


Lombardia
Regione Cave Cave dismesse Regione Cave Cave dismesse
attive e/o abbandonate attive e/o abbandonate
Marche
Abruzzo 265 640 Molise 52 17
Molise Basilicata 63 35 Piemonte 394 224
Pr. Bolzano 102 33 Puglia 396 2.522
Piemonte Calabria 237 49 Sardegna 303 492
Campania 48 312 Sicilia 420 691
Puglia
Emilia-Romagna 177 63 Toscana 380 1.208
Sardegna Friuli Venezia Giulia 64 - Pr. Trento 151 1.107
Lazio 260 475 Umbria 83 77
Sicilia Liguria 104 380 Valle d’Aosta 31 20
Lombardia 653 2.965 Veneto 388 1.102
Toscana
Marche 181 1.002 TOTALE 4.752 13.414
Pr. Trento Legambiente, 2016

Umbria
Come viene evidenziato dalla successiva ni quelli con almeno 2 cave, addirittura il
Valle d’Aosta
cartina dell’Italia, le attività estrattive riguar- 12,4% del totale. Al vertice di questa “clas-
dano tutte le aree del Paese. Sono 2.012 i sifica” sono da segnalare due realtà, non
Veneto Comuni con almeno una cava attiva presen- così note come ad esempio Carrara, ma in
te sul proprio territorio (il 25,1% dei Comuni cui la quantità di cave presenti raggiunge
0 500 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 italiani, seppur in leggero calo si tratta di livelli di concentrazione impressionanti. Si
Legambiente, 2016 un quarto del totale) e quasi 1.000 Comu- tratta di Bagnolo Piemonte, in Provincia

28 29
di Cuneo, con 71 cave attive e Sant’Anna fatti ben 32 le cave attive sul territorio ca- A questi dati è importante aggiungerne una
d’Alfaedo, in Provincia di Verona, con 69 pitolino, quasi tutte concentrate nelle colli- altro, seppur parziale, che riguarda la diffu-
cave attive. Nel caso di Bagnolo Piemonte ne situate tra la Capitale ed il Comune di sione per Comune delle cave dismesse e/o
gli introiti per il Comune derivanti dal settore Fiumicino (vedi capitolo “La distruzione del abbandonate. Nonostante questa informa-
estrattivo nel 2014 hanno sfiorato i 2 milioni paesaggio”), più precisamente nel bacino zione non sia disponibile per tutte le Regioni
di euro a fronte di guadagni per il settore la- estrattivo del Rio Galeria-Magliana con 20 è impressionante vedere come siano oltre
pideo enormi, stimati in oltre 115 milioni. In cave attive. 1.500 i Comuni italiani con almeno una
aggiunta a questa situazione c’è da segna- Più in generale si nota la presenza di attivi- cava dismessa presente sul proprio terri-
lare la vicinanza con un altro Comune noto tà estrattive in quasi la totalità dei Comuni torio, di cui 1.100 sono quelli con almeno
per le estrazioni di materiale di pregio come di alcune Regioni, Puglia e Sicilia su tutte, 2 siti abbandonati. Si tratta del 14,2% dei
Luserna San Giovanni (TO), che annovera ma anche Lazio, Toscana, Umbria, Veneto e Comuni italiani. Tra i territori più interessa-
sul suo territorio altre 5 cave attive. Sardegna mostrano una larga diffusione di ti troviamo Isola Vicentina, con addirittura
In questo contesto va segnalata anche la cave nel proprio territorio. 142 cave dismesse, Custonaci (116) e molti
condizione del Comune di Roma. Sono in- capoluoghi di provincia come Trento (91),
Roma (59), Prato (56), Perugia (41), Genova Monti Lessini | Verona, Veneto
(38) e Firenze (37).
Diffusione delle cave nei comuni italiani
Sulle quantità di materiale cavato il primo costruzioni e delle infrastrutture costituisce
dato importante è quello relativo al totale una delle fonti principali delle economie re-
nazionale di sabbia e ghiaia estratta, che gionali e dove risulta quindi difficile osser-
costituiscono il 61% dei materiali estratti in vare un’ inflessione degli inerti estratti ancor
da 1 a 5 cave Italia. Si assiste, infatti, ad un calo consi- più decisa, anche in periodi di crisi come
da 6 a 20 cave stente e ormai costante rispetto al 2009, al quello degli ultimi 6-7 anni. Seguono altre
2010 ed al precedente rilevamento riferito Regioni con numeri che rimangono impres-
più di 20 cave
al 2012 con gli ultimi dati che riportano al sionanti, come la Puglia (con oltre 7 milioni
2015 53 milioni di metri cubi cavati. Si di metri cubi), il Piemonte (4,8 milioni), il
partiva dagli oltre 140 milioni nel 2009, con Veneto (4,1) e l’Emilia-Romagna con 4
un calo di quasi 3 volte. Nonostante il calo milioni circa.
l’Italia resta ai vertici della produzione di Per quanto riguarda gli altri tipi di materiali
sabbia e ghiaia in Europa, solo dietro Ger- estratti è da sottolineare come per le pie-
mania, Francia e Polonia. Questo fenomeno tre ornamentali si assista a tutt’altro che
è da ricollegare alla crisi economica, ed a una crisi, come evidenziato nel focus in pre-
quella in particolare del mercato edilizio che messa. Le aree con il maggior prelievo sono
ne è seguita, che ha interessato tutti gli Stati Sicilia, Provincia Autonoma di Trento,
membri dell’UE. Lazio e Toscana che insieme costituisco-
A questo ragionamento però devono af- no il 53,4% del totale nazionale estratto, in
fiancarsi alcune considerazioni specifiche valore assoluto 3,1 milioni di metri cubi sui
dell’industria estrattiva italiana. Rimangono 5,8 milioni totali. Seguono Umbria, Puglia e
infatti impressionanti i numeri relativi alle Piemonte, tutte ben al di sopra dei 200mila
estrazioni in Lombardia, la prima Regione metri cubi annui estratti. Si tratta di zone del
per quantità cavata di sabbia e ghiaia, con Paese dove la qualità delle pietre cavate
19,5 milioni di metri cubi estratti. Si tratta ha una fama mondiale ed una storia secola-
delle aree del Paese dove il mercato delle re, basti pensare al porfido trentino, al mar-

30 31
mo di Carrara e di Custonaci ed al travertino
della provincia di Roma.
no singolarmente quota 1,5 milioni di metri
cubi.
Fuori dai Piani e dalle Leggi: Botticino | Brescia, Lombardia

Se la quantità di torba estratta in Italia può Per l’argilla è da sempre l’Emilia-Roma- le infrastrutture
essere ritenuta trascurabile e riferita prati- gna a mostrare i dati più elevati con più
camente alla sola Provincia di Bolzano, i dati di 615mila metri cubi estratti, su un totale
rilevati per il calcare risultano sicuramente nazionale di circa 4,6 milioni. I dati relativi Vale la pena di rimarcare un’importante ec-
più impressionanti, nonostante un calo sen- al gesso, seppur parziali, sono significati- cezione che riguarda le attività estrattive per
sibile negli ultimi anni, collegata alla minore vi perché l’ estrazione è legata al ciclo del la realizzazione di opere pubbliche. I Piani
richiesta di produzione di cemento. Si tratta cemento anche se si tratta di un materiale Cava infatti sono pensati per una gestione
infatti di oltre 22 milioni di metri cubi. Tra che può essere sostituito in maniera virtuo- “ordinaria” del settore, ma nel caso di opere
le Regioni con maggiori quantità cavate si sa con l’utilizzo di scarti industriali. L’estra- pubbliche si esce dalla programmazione per
ritrovano Molise, Lazio, Campania, Um- zione annuale di gesso supera 1,2 milioni di ampliare quanto previsto dai Piani data la
bria, Toscana e Lombardia, che supera- metri cubi. grande necessità di inerti e materiali neces-
sari all’industria delle costruzioni. Questo
vale nelle Regioni in cui i Piani sono in vigo-
Quantità annue estratte per tipo di materiale (m3) re, nelle altre semplicemente è chi propone
l’opera che indica dove vuole aprire le nuove
Regione Sabbia e Pietre Torba Calcare Argilla Gesso cave o dove pensa di prendere i materiali
ghiaia ornamentali
e depositare quelli di scavo. È evidente la
Abruzzo 1.605.550 16.350 0 1.107.130 78.270 0
necessità di coordinare tutta la fase di pro-
Basilicata 175.410 115.769 0 1.031.596 309.419 0
gettazione e di definizione delle necessità
Pr. Bolzano 684.988 232.832 74.759 0 0 0 legate ai materiali. Perché è senza senso
Calabria 1.198.000 102.000 0 1.055.000 420.000 0 non considerare l’intero ciclo dei materiali,
Campania 142.698 119.758 0 1.604.507 182.351 0 considerando che vi sono materiali estratti
Emilia-Romagna 3.998.868 0 0 226.675 615.930 100.930 nei cantieri (per le gallerie e i modellamenti
Friuli Venezia Giulia 482.153 89.527 0 1.060.747 26.806 0 dei terreni), materiali che vengono richiesti
Lazio 1.672.099 536.091 0 2.189.880 298.895 0 da cave nel territorio e cave abbandonate
Liguria 0 18.345 0 848.157 0 0 che sarebbe possibile recuperare. In Italia,
Lombardia 19.585.433 85.978 0 1.553.876 194.144 30.222 come più volte ripetuto, non esiste una nor-
Marche 737.869 38.878 0 642.112 33.470 6.893 mativa in materia ma nell’esperienza di al-
Molise 293.493 198.800 0 2.920.845 300.976 599.000 cuni grandi cantieri si è introdotta la pratica
Piemonte 4.804.258 229.061 0 1.102.233 322.395 190.220 delle “cave di prestito” ossia di nuove aree
Puglia 7.024.137 377.373 0 480.996 455.167 10.500 da utilizzare per le esigenze e il periodo del
Sardegna 902.510 310.000 0 510.000 181.000 0 cantiere, senza la possibilità di commercia-
Sicilia 3.549.566 1.208.111 0 1.331.131 578.072 63.215 lizzare in altro modo i materiali.
Toscana 1.104.739 531.748 0 1.579.157 206.028 143.091
Pr. Trento 541.563 847.333 0 184.101 0 0
Un’esperienza interessante di progetta-
zione integrata degli aspetti ambientali
Umbria 296.694 460.000 0 1.852.133 310.912 75.000
e di gestione del cantiere riguarda l’Alp-
Valle d’Aosta 90.937 24.462 0 0 0 0
Transit, ossia le due grandi gallerie sotto le
Veneto 4.114.408 266.507 0 889.032 168.322 50.000
Alpi dal Governo svizzero per potenziare il
TOTALE 53.005.373 5.808.923 74.759 22.169.308 4.682.157 1.269.071
trasporto ferroviario e che sono state inau-
Fonte: Legambiente, 2016 gurate l’11 Dicembre 2016. I circa 100 km

32 33
di gallerie scavate sotto le montagne del ciale. Per quanto riguarda l’autostrada Man- Botticino | Brescia, Lombardia
Gottardo e del Lötschberg hanno prodotto tova-Cremona ora si parla addirittura della
una quantità di materiali prossima ai 42 mi- distruzione di oltre 300 ettari di fertile suolo
lioni di tonnellate. Nei cantieri delle gallerie agricolo e di oltre 16 milioni di m3 di inerti
è stata fatta una selezione dei materiali per da reperire nelle famigerate cave di presti-
destinarli parte alla produzione di aggregati to dislocate nell’area di Rocca Bertana, al
per gli utilizzi di cantiere, parte come ma- confine fra i Comuni di Curtatone, Rodigo e
teriale da costruzione per imprese esterne Castellucchio, dove imprese di cavatori han-
e infine quello di scarsa qualità è stato uti- no proposto di effettuare una “bonifica” di
lizzato per la bonifica di cave a cielo aperto. 700.000 m3 di inerti in un’area di inestima-
In questo modo si è permesso il massimo bile valore archeologico e idraulico di origine
riutilizzo del materiale scavato, si è riuscito gonzaghesca, risalente al 1400, e ciò sem-
ad ottimizzare economicamente la gestione pre allo scopo di evitare i vincoli autorizzativi
del materiale e si sono ridotti notevolmente i previsti dal vigente piano cave.
carichi sull’ambiente. Senza dimenticare la Broni-Mortara, pic-
Il tema è di piena attualità in ragione dei cola autostrada regionale per la quale però
lavori per l’alta velocità e per le numerose sono previsti oltre 13 milioni di metri cubi
autostrade, purtroppo, previste sul territorio di sabbia e ghiaia da prelevare nel territorio
nazionale. Basti pensare a quanto si preve- con l’apertura di 21 nuove cave ed un im-
de per le due nuove autostrade la cosiddetta patto devastante per l’area.
“TI.BRE.” (da Parma a Verona) e la Cremo- Un problema diverso ma altrettanto rilevante
na-Mantova che formano una grande cro- in assenza di una politica del territorio ri-
ce in un territorio agricolo di grande pregio. guarderà le opere previste in Liguria. Perché
Solo per la prima sono circa 6 i milioni di sia l’Alta Velocità tra Genova e Milano

2
m3 di ghiaia che si dovrebbero estrarre, tutti che la nuova autostrada “la Gronda di Ge-
ricavati da un nuovo polo estrattivo previsto nova” prevedono lunghissimi tratti in galleria
a servizio dell’Autostrada Tirreno-Brennero e la necessità di smaltire decine di milioni di
fra Goito e Volta Mantovana, che costituirà
un’eccezione all’ attuale piano cave provin-
metri cubi di materiali estratti e al contempo
di inerti e materiali per il cemento armato.
IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE
E LE DIRETTIVE EUROPEE
Come più volte ripetuto, la disciplina delle re. Ma è significativo che non si sia sentita
attività estrattive in Italia è regolata ancora più l’esigenza di intervenire (o tantomeno
oggi dal Regio Decreto 29 Luglio 1927 nº di controllare l’applicazione dei poteri nelle
1443. Da allora non vi è più stato un inter- Regioni) in un settore tanto delicato e critico
vento normativo nazionale che determinas- per il paesaggio, l’ambiente e la salute dei
se criteri unici per tutto il Paese. Con il DPR cittadini. Eppure, in tutti i suoi pronuncia-
616/1977 le funzioni amministrative relati- menti anche recenti, la Corte Costituziona-
ve alle attività di cava sono state trasferite le ha sempre ribadito come la competen-
alle Regioni, e gradualmente state approva- za legislativa delle Regioni trovi un limite
te normative regionali a regolare il setto- nella competenza affidata in via esclusiva

34 35
allo Stato, ai sensi dell’articolo 117, di di- procedura di V.I.A., sotto il controllo delle ossia l’Associazione dei produttori di aggre- ne Europea ha rilasciato un documento di
sciplinare l’ambiente nella sua interezza in Regioni. Non vanno però sottovalutate le gati di tutta Europa, che solo per questo tipo orientamento per ridurre al minimo i conflitti
quanto interesse pubblico di valore costitu- modalità di applicazione che sono seguite di materiali conta 1.120 aziende, ancora territoriali e per chiarire la procedura atta
zionale. È altrettanto evidente come il testo alla norma perché in molte Regioni questo una volta dietro solo a Germania, Francia e a risolvere tali conflitti. I cosiddetti “piani
del 1927 possedeva una chiara impronta: passaggio è avvenuto con estremo ritardo, Polonia. minerari” possono infatti aiutare il com-
quella di una Nazione in “fase di costruzio- ma soprattutto si è di fatto aggirato il limi- parto e le autorità a prepararsi in vista di
ne” e che quindi necessitava un prelievo te imposto richiedendo più concessioni per È quindi evidente la necessità di cancellare un’estrazione sostenibile a lungo termine,
enorme di materiali destinati a realizzare aree più piccole di 20 ettari o per quantità di subito i riferimenti previsti dal DPR del 1996 specialmente quando sono integrati in pia-
città ed infrastrutture. Purtroppo questo tipo materiale estratto inferiori a quanto previsto ed obbligare tutte le richieste di nuove cave ni per l’uso del territorio. Allo stato attuale
di impostazione è tutt’ora diffuso in molte dalla Legge, aprendo così la strada al pro- o di ampliamenti alla procedura di VIA. E però solo pochi Stati li utilizzano, tra cui la
aree del Paese e ne sono una dimostrazione liferare di micro aziende che aggrediscono più in generale di offrire una nuova cornice Francia e alcuni land della Germania, men-
le costanti alterazioni sul paesaggio italiano in maniera indiscriminata l’intero territorio. normativa in Italia all’attività estrattiva. Con- tre altri Paesi possono tuttora dettare le
ed il sempre più precario equilibrio idrogeo- L’Italia a questo riguardo rappresenta un siderando che la materia è stata trasferita condizioni per l’estrazione. Nel Regno Unito
logico di molti territori. caso emblematico. Secondo uno studio alle Regioni con il DPR 616/1977 ma che, le proposte estrattive vengono esaminate
condotto dall’Università Bicocca di Milano come ha più volte ribadito la Corte Costitu- nell’ambito di piani territoriali regionali, i
Almeno per quanto riguarda l’impatto am- nel 2012 il nostro Paese presenta oltre zionale, spetta allo Stato il compito di fissa- quali sono sempre soggetti a valutazione
bientale delle cave è intervenuta l’Europa a 1.574 imprese nel campo delle attività re standard di tutela uniforme dell’ambiente di impatto ambientale.
imporci regole più attente. Con la Direttiva estrattive, di cui il 99,5% di dimensioni sull’intero territorio nazionale e dunque an-
Europea 85/337 si è stabilito che l’apertu- da piccolissime a medie e che quindi, ol- che intervenire per fissare limiti e criteri per Un punto chiave riguarda il rispetto di una
ra di nuove cave deve essere condizionata tre a non rientrare nei parametri per la VIA l’attività estrattiva in materia di aree da tu- norma già in vigore da anni: il Decreto del
alla procedura di Valutazione di Impatto vista la grandezza delle cave, presentano telare, di recupero dei siti, di procedure per Ministero dell’Ambiente 203/2003. Con
Ambientale. Il recepimento della Direttiva minori garanzie per la corretta gestione dei le aree sottoposte a vincolo. questa norma infatti sono state fissate le
avvenuto in Italia nel 1996 prevede che le siti e per la loro ricomposizione ambientale. regole affinché negli enti pubblici e nelle
cave e le torbiere con più di 500.000 m3 Questa struttura del settore è confermata Un altro aspetto fondamentale è quello af- società a prevalente capitale pubblico, ve-
di materiale estratto o un’area interessata dai più recenti dati dell’UEPG (Union Eu- frontato dalla Direttiva 21/2006. Il prov- nissero utilizzati, a copertura di almeno il
superiore a 20 ettari siano sottoposte alla ropéenne des Producteurs de Granulats), vedimento infatti ha prescritto per tutti gli 30% del fabbisogno annuale, manufat-
Stati membri l’adozione di severe misure ti e beni realizzati con materiale inerte
sulla gestione dei rifiuti derivati da at- riciclato. Il che significherebbe diminuire
Il travertino di Tivoli e Guidonia | Roma, Lazio
tività estrattiva. Tra gli obblighi è richiesta sensibilmente il prelievo da cava per rea-
la redazione di un piano di gestione dei ri- lizzare infrastrutture stradali, ferroviarie ed
fiuti per la riduzione al minimo degli stessi, edifici pubblici. Purtroppo ancora oggi tale
il trattamento, il recupero e lo smaltimento obbligo non viene soddisfatto a causa della
dei rifiuti di estrazione, nel rispetto del prin- poca informazione da parte degli Enti Locali
cipio dello sviluppo sostenibile. L’intenzione sulla elevata qualità che i prodotti riciclati
è chiaramente quella di spingere il settore hanno raggiunto e preferendo quindi utiliz-
verso l’innovazione, comportando così un zare materiali vergini ed estratti dalle cave.
forte recupero del materiale di cava nonché Da ultimo, nella Gazzetta Ufficiale del 21
l’utilizzo sempre più massiccio, in particola- gennaio 2016, è stato pubblicato il decre-
re per gli inerti, di materiale riciclato. to del Ministero dell’Ambiente con il quale
In Italia, molto spesso, si assiste ad una vengono emanati i Criteri Ambientali Mi-
mancanza di pianificazione e di una visione nimi (CAM) per l’affidamento di servizi di
più globale del settore estrattivo. A confer- progettazione e lavori per la nuova costru-
ma di ciò ad Ottobre 2010 la Commissio- zione, ristrutturazione e manutenzione di

36 37
edifici e per la gestione dei cantieri della dalle specifiche norme tecniche. Previsto prodotto. Si tratta di milioni di tonnellate di prodotti da costruzione, finora monopolizza-
Pubblica Amministrazione che prevedono, che il rinterro con materiale arido e il riem- rifiuti abbandonati sul territorio a danno del- to dai materiali di origine naturale. Secondo
fra i criteri da applicare per la valutazione pimento effettuato con materiale betonabile la collettività, sia in termini di costi che di gli operatori del settore, altrettanti benefici
dei progetti partecipanti alle gare pubbliche, sia effettuato con l’impiego materiali ricicla- danno all’ambiente e alla salute. dovrebbero essere garantiti dal nuovo test
anche proprietà riferite al calcestruzzo. Per i ti. È previsto inoltre l’obbligo di prevedere Alcune Amministrazioni sono intervenute di cessione previsto dal DM 186/2006 sul
calcestruzzi e relativi materiali componenti un piano di gestione dei rifiuti prodotti in con provvedimenti normativi Regionali e recupero dei rifiuti non pericolosi, più sem-
confezionati in cantiere, preconfezionati e fase di progetto, in cui sia previsto il 70% Regolamenti Comunali che vanno dalla so- plificato rispetto a quello previsto dal prece-
prefabbricati è previsto un contenuto mini- minimo di avvio a recupero dei materiali. spensione del lavori (ed es. LR. Campania n. dente DM 5/2/1998.
mo di materia riciclata di almeno il 5% Sicuramente un passo nella direzione giusta 20/13) al mancato rilascio di agibilità degli Altra tappa importante è rappresentata
in peso, come somma delle percentuali di ma siamo ancora lontani dal definire obbli- edifici (ad es. DGR Lazio n. 34 del 2012) in dall’emanazione da parte del Ministero
materia riciclata contenuta nei singoli com- ghi coraggiosi e che aiutino sensibilmente a mancanza delle dovute certificazioni com- dell’ambiente e della tutela del territorio del-
ponenti (cemento, aggiunte, aggregati, ad- spostare l’orientamento del settore verso la provanti lo smaltimento dei rifiuti. Questi la circolare n. 5205 del 15 luglio 2005, che
ditivi), compatibilmente con i limiti imposti strada della sostenibilità. provvedimenti non possono essere conside- segue il cosiddetto “decreto del 30%”. Con
rati risolutivi, in quanto tentano, purtroppo questa circolare («Indicazioni per l’operati-
invano, di arginare il problema. Spesso gli vità nel settore edile, stradale e ambientale,
Il recupero in edilizia e infrastrutture eccessivi ribassi in gare d’appalto vengo
recuperati dalle imprese non smaltendo re-
ai sensi del Dm 8 maggio 2003, n. 203») le
amministrazioni pubbliche e le società a pre-
golarmente i rifiuti prodotti. valente capitale pubblico devono prevedere
Nell’edizione 2016 del Rapporto Cave ab- che hanno legiferato da tempo su questo nella stesura dei capitolati d’appalto per la
biamo voluto dare ancora più risalto a argomento, i numeri sono molto chiari: nella In questi ultimi anni sono stati diversi i ten- costruzione, tanto per fare qualche esempio,
quanto già accade nel campo del riciclo di sola Provincia Autonoma di Trento si pro- tativi per dare slancio al settore del riciclag- di rilevati, sottofondi o strati di fondazione di
aggregati ed al potenziale ancora da svi- ducono ogni anno oltre 800.000 metri gio degli inerti. opere stradali, autostradali, ferroviarie o ae-
luppare nel nostro Paese. cubi annui di aggregati riciclati, mentre Tra queste la marcatura CE prevista anche roportuali, l’obbligo di impiego di aggregati
Le informazioni sul numero di frantoi pre- in Veneto si arriva addirittura a 1.300.000 per gli aggregati riciclati, le nuove modalità riciclati. Questi ultimi dovevano però essere
senti e sulla quantità di materiale recupera- metri cubi annui. di test di cessione previste dal nuovo De- iscritti al Repertorio del riciclaggio presso
to risultano insufficienti per poter fornire un creto Ministeriale sul recupero dei rifiuti non l’Osservatorio nazionale sui rifiuti: per otte-
quadro della situazione italiana. Nonostante la competitività del prezzo di pericolosi e soprattutto il DM 203/2003 nere l’iscrizione i produttori di inerti riciclati
Secondo le stime si può comunque affer- vendita dei prodotti, in media il 50% in sugli acquisti verdi per le pubbliche ammi- devono fare domanda all’Osservatorio con
mare che nel nostro Paese si trovano tra meno degli inerti da attività estrattive, l’im- nistrazioni e la relativa circolare sui rifiuti relativa documentazione tecnica che atte-
i 2.000 ed i 3.000 impianti autorizzati, piego dei materiali riciclati continua ad assi- inerti. Con la marcatura CE, prevista dalle sti il rispetto delle rigorose caratteristiche
tra fissi e mobili. Nel primo caso si tratta stere un momento di grave difficoltà dovuta norme comunitarie sui materiali da costru- previste per gli aggregati negli allegati alla
di impianti di maggiori dimensioni rispetto alla diffidenza delle stazioni appaltanti pub- zione secondo la direttiva europea 89/106/ circolare. Purtroppo non è mai stato redatto
a quelli mobili. Le Regioni con maggiore bliche e private da ricondursi alla mancanza CE, gli aggregati non sono più distinti in l’elenco di imprese abilitate (“repertorio”) e
presenza di questi impianti sono situate di regole chiare in relazione al tema. Un vero base alla loro provenienza (naturale, arti- nel 2009 è stato anche cancellato l’organo
nel Centro-Nord: Marche, Toscana, Emi- e definitivo sviluppo del settore passa attra- ficiale o da riciclaggio) ma secondo le loro del Ministero dell’Ambiente che se ne dove-
lia-Romagna, Veneto e Lombardia. In verso la risoluzione di alcune problematiche prestazioni tecniche. Con questa novità sa- va occupare, l’Osservatorio nazionale rifiuti.
quest’ultimo caso sono presenti addirittura come la legalità in tema di avvio di conferi- ranno premiati gli industriali del riciclaggio Con il D.lgs 152/2006, il Codice dell’Am-
1.182 siti per il riciclo di materiali prove- mento di rifiuti di cantiere e la caratterizza- di inerti che più investono in tecnologia im- biente, i rifiuti costituiti da “laterizi, intonaci
nienti per la maggior parte da rifiuti C&D. zione di piccole quantità di rifiuti provenienti piantistica e controlli di qualità del prodotto e conglomerati di cemento armato e non,
Un altro dato impressionante e che racconta da cantieri edili. e del processo, abbandonando l’approccio comprese le traverse e i traversoni ferroviari
quanto si possa fare in concreto con il rici- In alcuni territori del Paese il tasso di ille- artigianale che contraddistingue ancora di- e i pali in calcestruzzo armato provenienti
clo degli inerti è quello della produzione. In galità nello smaltimento dei rifiuti di can- versi impianti, e sarà meno faticoso accre- da linee ferroviarie…” potranno essere
due casi in particolare, non a caso territori tiere raggiunge e supera il 50% del totale ditare l’aggregato riciclato nel mercato dei utilizzati, previo trattamento di messa in

38 39
riserva, anche per operazioni di recupero in questo caso è prevista l’introduzione di un’accelerazione per spingere queste inno- da alcune opere pubbliche realizzate con
ambientale e per la realizzazione di rilevati criteri ambientali minimi negli appalti pub- vazioni nei cantieri di infrastrutture e edifici aggregati riciclati, come ad esempio la co-
e sottofondi stradali, ferroviari e aeroportuali blici, da adottare con Decreto del Ministero in particolare dopo il cambiamento impres- struzione del rilevato autostradale tra Santo
oltre che per piazzali industriali. La novità dell’Ambiente. so nel settore con il nuovo Codice degli Stefano di Magra e Viareggio (400mila m3 di
più importante introdotta dal decreto 152 è Intanto sono stati introdotti con Decreto Appalti. Per fare dell’economia circolare la inerti recuperati), di tre banchine del porto
l’inserimento della nuova tipologia di rifiuto del Ministero dell’Ambiente (24 Dicembre chiave per ripensare il settore occorre intro- di La Spezia (270mila), dei rilevati di diver-
costituita dalle “terre e rocce da scavo” fra 2015) dei Criteri Ambientali Minimi, ai durre riferimenti chiari e prevedere controlli, se strade comunali nell’hinterland milane-
le tipologie di scarti recuperabili. sensi della Legge 296/2006, per l’affida- altrimenti il rischio è che si ripeta quanto se (78mila), di quello ferroviario tra Lucca
Grazie a queste novità le potenzialità di mento di servizi di progettazione e lavori avvenuto con il DM 203/2003, quando non e Aulla (75mila) o del raccordo autostra-
sviluppo per gli aggregati riciclati nel pros- per la nuova costruzione, ristrutturazione e avendo mai specificato come il processo dale nei pressi della nuova Fiera di Milano
simo futuro saranno sempre più concrete. manutenzione di edifici e per la gestione dei dovesse essere portato avanti in nessun (45mila). Senza dimenticare opere come il
Sarà una grande occasione per la crescita cantieri della pubblica amministrazione. I cantiere pubblico questi obiettivi sono stati Palaghiaccio di Torino, costruito nell’ambi-
dell’industria del riciclaggio dei rifiuti inerti, criteri inseriti nel documento si suddividono realizzati. to delle realizzazioni olimpiche per Torino
per la riduzione dei conferimenti nelle tante in criteri ambientali di base e criteri ambien- 2006, rappresenta un interessante esempio
discariche, controllate o abusive, attive in tali premiali. Nel Decreto vengono illustrate Eppure, seppure in un quadro normativo di applicazione di materiali riciclati. In parti-
Italia e soprattutto degli impatti ambienta- le specifiche tecniche dei componenti edilizi incompleto, non siamo all’anno zero per colare l’aggregato riciclato è stato utilizzato
li e visivi delle cave attive o dismesse che come calcestruzzi, laterizi, prodotti in legno, quanto riguarda l’utilizzo di materiali pro- per la realizzazione di tutto il sottofondo sia
deturpano tanti paesaggi del nostro Paese. di cui vengono ad esempio specificate la venienti dal riciclo in edilizia che hanno interno che esterno alla struttura. L’opera
Il processo sta andando avanti, e questi temi quantità che bisogna riciclare. Nelle specifi- permesso di ridurre il prelievo di sabbia e ha visto l’impiego di 20.000 metri cubi di
sono entrati sia, nel cosiddetto, collegato che tecniche del cantiere vengono esplicitati ghiaia. Un esempio concreto dell’importan- aggregati riciclati.
ambientale (Legge 221/2015) che nel i criteri da seguire nelle demolizioni, per i za del recupero di materiale C&D è dato
nuovo Codice degli appalti (Decreto Legi- materiali usati in cantiere e per gli scavi. Per
slativo 50/2016). Nel collegato ambientale i calcestruzzi e relativi materiali componenti Opere pubbliche realizzate con aggregati riciclati
all’articolo 34 si prevedono modifiche al co- confezionati in cantiere, preconfezionati e
dice dei contratti pubblici (DL 163/2006) in prefabbricati è previsto un contenuto mini- Opera pubblica Anno m3 utilizzati
modo da chiarire gli obblighi per le stazioni mo di materia riciclata di almeno il 5% in
Rilevato autostradale Santo Stefano di Magra-Viareggio 2004/05/06 400.000
appaltanti in materia di sostenibilità energe- peso, come somma delle percentuali di ma-
Discariche RU del Comune di Pinerolo e Cambiano (TO) 2002/03/04 100.000
tica e ambientale, attraverso la definizione teria riciclata contenuta nei singoli compo-
Molo Ravano nel porto di La Spezia 2000/01 100.000
di criteri ambientali minimi, anche in mate- nenti (cemento, aggiunte, aggregati, additi-
Molo Fincantieri Spa nel Porto di La Spezia 2001/02 95.000
ria di “affidamento di servizi di progettazione vi), compatibilmente con i limiti imposti dalle
Rilevati stradali nell’hinterland milanese 2003/04 78.000
e lavori per la nuova costruzione, ristruttu- specifiche norme tecniche. È previsto che il
Rilevato ferroviario sulla tratta Lucca - Aulla 2002/03 75.000
razione e manutenzione di edifici e per la rinterro con materiale arido e il riempimento
gestione dei cantieri della pubblica ammi- effettuato con materiale betonabile sia ef- Molo Ferretti nel Porto di La Spezia 2003/04 75.000
nistrazione”. Dovranno essere Decreti del fettuato con l’impiego dalla PA se include Strada di collegamento tra autostrada A8 e polo fieristico di Milano 2004 50.000
Ministero dell’Ambiente a definire i criteri almeno i criteri di base. Le stazioni appal- Rilevati autostradali nei pressi del polo fieristico Rho-Pero 2004 45.000
e l’aumento progressivo del valore a base tanti però sono invitate ad utilizzare anche i Zona industriale di Vadò Moncalieri (TO) 2004/05 25.000
d’asta. Allo stesso modo nel Codice degli criteri premiali quando aggiudicano la gara Strade di servizio dei cantieri dell’alta velocità Novara-Milano 2005/06 20.000
appalti (articoli 17-19) sono state introdot- con il criterio dell’offerta economicamente Pista di pattinaggio olimpionica del Palazzo del Ghiaccio “Oval” 2004 20.000
te disposizioni per il contenimento dell’uso più vantaggiosa. Nuovo interporto e scalo ferroviario Zona Industriale a San Vito al Tagliamento (PN) 2009/2010 12.000
eccessivo di risorse naturali e agevolare il Apparentemente dunque il processo nor- Tangenziale di Limena (PD) 2002/2004 10.000
ricorso agli appalti verdi, attraverso la va- mativo sembra procedere. In realtà i segna- Fonte: Anpar
lutazione dei costi del ciclo di vita, inclusa li di un cambiamento sono lentissimi ed è
la fase di smaltimento e recupero. Anche arrivato il momento che il Governo imprima

40 41
In Provincia di Trento, dove si ricicla il 20% Monti Lessini | Verona, Veneto
Botticino | Brescia, Lombardia degli aggregati, con la Delibera n.1333 del
2011, sono stati approvati due documenti
tecnici a supporto della rete di strutture e di
impianti funzionali al riciclaggio e al recu-
pero dei rifiuti speciali non pericolosi inerti
derivanti dalle attività di costruzioni e de-
molizione, dove vengono stabiliti i criteri di
selezione e di lavorazione degli aggregati.
Un’esperienza italiana interessante per il
riutilizzo dei materiali inerti è anche quella
proposta in Toscana con un vademecum su
come reimpiegare le materie di risulta (che
derivano da attività di costruzione e demoli-
zione) nella realizzazione di strade, ferrovie,
piazzali portuali con ottimi standard di qua-
lità. Il vademecum contiene norme tecniche
prescrittive e prestazionali molto specifiche.

3
Anche la Puglia stabilisce con un regola-
mento le modalità dei rifiuti di cantiere (i
materiali provenienti da scavi, costruzioni e
demolizioni), con l’obiettivo di evitare il con-
ferimento nelle discariche. La novità princi-
LE NORMATIVE REGIONALI
pale riguarda terre e rocce di scavo che non
rientreranno più nella definizione di rifiuto
ED I PIANI CAVA
quando verranno utilizzate direttamente in
cantiere. Ciò che non può essere riutilizza-
to dovrà invece essere trattato secondo le La legislazione delle diverse Regioni sulle no far seguito dei piani provinciali, che al
norme in materia di rifiuti. Il salto di qualità attività estrattive è quanto mai eterogenea momento sono stati adottati soltanto dalle
potrà avvenire solo però con una normativa e mostra intere aree del Paese in as- Province di Torino e Verbania ed in vigore in
nazionale che fissi obiettivi quantitativi e re- senza di pianificazioni adeguate e che Provincia di Novara; mentre la nuova Leg-
gole vincolanti per tutte le Regioni. invece dovrebbero definire norme chiare ge Regionale prevede l’approvazione di un
Da sottolineare come in Veneto, Regione per un settore quanto mai delicato viste le Piano Regionale nei prossimi mesi. Si tratta
leader da anni per la produzione di aggre- problematiche ambientali ad esso collegate. quindi di un totale di 8 territori senza pia-
gati riciclati in Italia con livelli di recupero Nonostante da quando anche in Calabria sia nificazione sul tema. Intere aree del Paese
dei materiali C&D pari all’80% (circa 8 mi- è approvata una Legge Regionale di riferi- rimangono ancora sprovviste di regole chia-
lioni di tonnellate di rifiuti C&D), con la De- mento, completando così il quadro naziona- re che indichino quanto, come e dove pre-
libera 1773/2012 sono state specificate le le, in realtà ancora molte aree del Paese si levare i vari tipi di materiali. In Sicilia l’aver
modalità operative di selezione e di gestione trovano indietro e sono purtroppo 7 le Re- approvato in via definitiva in giunta il piano
dei rifiuti da C&D rendendo chiaro e certo gioni e la Provincia di Bolzano sprovviste regionale delle cave ad inizio 2016 rappre-
il percorso di chi lavora in questo settore. di Piano Cave. Viene incluso nel conteggio senta un risultato importante ed atteso da
In Veneto sono già oltre 700 gli impianti di anche il Piemonte, Regione che ha emanato molto tempo.
recupero di materiali inerti, tra fissi e mobili. un documento programmatico a cui devo-

42 43
Il quadro delle regole nelle Regioni italiane Regioni Province Leggi regionali Piani Approvati
Forlì-Cesena Si
Regioni Province Leggi regionali Piani Approvati Ferrara Si
Piemonte Lr. 44/2000 - Lr. 23/2016 Piani Provinciali che devono Ravenna Si
seguire il DPAE (Documento di
Rimini Si
Programmazione delle Attività Estrattive)
Liguria Lr. 12/2012 - Lr. 19/2013 Si
Alessandria No
Toscana Lr. 78/1998 - Legge regionale 25 Si e Piani Provinciali
Asti No
marzo 2015, n. 35 - DPR 72r/2015
Biella No
Firenze Si (adottato)
Cuneo No
Prato No
Novara Si
Pistoia No
Torino Si (adottato)
Lucca No
Verbania Si (adottato)
Massa Carrara No
Vercelli No
Pisa Si
Valle d’Aosta Lr. 5/2008 Si, 3 piani (inerte-pietrame-marmi)
Livorno Si
Lombardia Lr. 14/1998 e s.m. Piani Provinciali (PPAE)
Grosseto Si
Bergamo Si
Siena Si
Brescia Si
Arezzo Si
Como Si
Umbria Lr. 2/2000 - Lr. 3/2005 Si
Cremona Si
Marche Lr. 71/1997 Si e Piani Provinciali
Sondrio Si
Ascoli Piceno Si
Pavia Si
Ancona Si
Mantova Si
Pesaro-Urbino Si
Milano Si
Macerata Si
Lodi Si
Lazio Lr. 27/1993 - Lr. 17/2004 e Delibera Si
Lecco Si Consiglio Regionale del 20/04/2011
Varese Si Abruzzo L.R. n. 54/1983 e s. m. (LL.RR. nn. No
Provincia Lp. 24 ottobre 2006, n. 7 Si 10/85, 48/86, 67/87, 57/88, 78/89,
Autonoma di 8/95, 120/96, 15/04, 6/05, 29/06, 1/11,
Trento 1/12, 63/12)
Provincia Lp 7/2003 - Lp 10/2009 No Molise Lr. 11/2005 No
Autonoma di Campania Lr. 54/1985 - Lr.17/1995 - Lr. 1/2012 Si
Bolzano art. 52 comma 20 - Lr. 5/2013 art. 1
Veneto Lr. 44/1982 - Lr. 15/1983 No commi 146 e 147
Friuli Venezia Lr. 35/1986 - Lr. 25/1992 - Lr. 6/2011 No Puglia Lr. 37/1985 - Lr. 21/2004 Si
Giulia - Lr 12/2016 Basilicata Lr. 12/1979 e succ. modif. con Lr. n.19 No
Emilia- Lr. 17/1991 - Lr. 20/2000 - Lr. 14 Piani infraregionali del 2005, Lr. n.26 del 2014 e Lr. n.5
Romagna aprile 2004 n. 7 del 2016
Modena Si Calabria Lr. 40/2009, Regolamento di No
Attuazione 12/2012 modificato con
Piacenza Si
R.R. n.7/2015
Parma Si
Sicilia Lr 127/1980 - Lr 19/1995 - Lr 25/1999 Si
Reggio Emilia Si - Lr 5/2010 - Lr. 9/2015 (art 83)
Bologna Si Sardegna Lr. 30/1989 - Lr. 28/1991 No

Legambiente, 2016
44 45
Monti Tifani | Caserta, Campania

46 47
Un altro aspetto fondamentale da analizzare attività estrattive nei Comuni in cui la su- la pianificazione territoriale paesaggistica e quelle Regioni come Abruzzo e Calabria
nelle normative regionali sulle cave è quello perficie sia già coperta da attività estrattive urbanistica, eliminando cioè l’obbligo che il che hanno trasferito il potere ai Comuni
relativo alle aree in cui sono fortemente limi- per il 5%. Piano regionale delle attività estrattive sia in assenza di piani per le attività estrat-
tate o impedite del tutto le attività estrattive. In Piemonte con la nuova Lr 23/2016 si è coerente con il Piano territoriale di coordi- tive, perché è evidente la discrezionalità
In molti casi le Regioni sono dovute interve- fatto un passo in avanti verso una miglio- namento paesaggistico. nel dare l’autorizzazione e la debolezza nei
nire modificando vecchie Leggi ed andando re gestione del settore, specialmente se si confronti delle pressioni dei cavatori. Pro-
verso la direzione di escludere dall’attività pensa che la precedente norma di riferi- Per quanto riguarda la competenza sull’au- prio nel caso della Calabria è fondamentale
estrattiva aree di rilevante interesse ambien- mento risaliva a 38 anni fa. torizzazione all’attività estrattiva questa sollecitare l’emanazione dei regolamenti di
tale. Purtroppo però esistono ancora casi in Tra le più importanti novità vengono imple- varia da Regione a Regione, e rappresenta attuazione ed istituire l’Osservatorio Regio-
cui la Legge Regionale in materia rimanda mentati i controlli, con l’istituzione di servizi un punto estremamente delicato. La situa- nale delle Attività Estrattive (ORAE) per com-
alle norme di attuazione del PRAE senza che di vigilanza costanti, ed in parte aumentate zione più grave per le autorizzazioni è in pletare il quadro normativo.
quest’ultimo sia stato approvato, come nel le sanzioni in caso di irregolarità. Vengono
caso della Calabria. Quelle “virtuose”, alme- poi descritte nel dettaglio le richieste per i
Aree escluse per l’apertura di cave ed organi interessati al rilascio dell’autorizzazione
no da questo punto di vista, sono Provincia ripristini ambientali, anche contestuali alle
di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche opere di estrazione ed incentivate le impre-
Regioni Aree escluse per l’apertura di cave Organi interessati nel
e Molise che fissano con chiarezza le aree se (con una riduzione del 10% degli oneri) rilascio dell’autorizzazione
da escludere per motivi ambientali, paesag- svolgano attività di recupero di rifiuti inerti. Piemonte Da individuarsi nel piano cave. Nell’ambito della pianificazione Commissione tecnico-
gistici ed archeologici. È quindi con tutta Ora si aspetta il regolamento attuativo per regionale nelle aree protette possono essere realizzati solo consultiva Amministrazione
evidenza una condizione ancora allarmante definire tutte le prescrizioni relative alla do- interventi di rinaturalizzazione e/o riqualificazione (comportanti comunale
estrazione di materiale).
quella della localizzazione dei siti estrattivi in manda di concessione. La Provincia di Novara fa espressamente divieto di cavare nelle
molte aree del Paese. aree a rischio idrogeologico e rimanda alle Norme Tecniche
Risulta positivo il caso del Veneto, dove Caso a parte è quello della Liguria. La Cor- d’Attuazione del Piano Territoriale Regionale.
viene fissato un limite percentuale di aree te costituzionale infatti, con la sentenza n. La Provincia di Torino specifica il divieto in aree naturali protette
(nazionali, regionali e provinciali), in aree SIC, ZPS, SIR e SIP,
estrattive rispetto all’estensione dei territori 210/16, depositata il 16 Settembre 2016, aree a rischio idrogeologico, aree di frana. Vengono considerate
comunali: il 3% nel caso di cave di inerti ed ha bocciato per incostituzionalità la norma potenzialmente idonee ma con condizioni le aree con piante di
il 5% nel caso delle cave di argilla. All’oppo- in materia di cave del Marzo 2015. pregio, quelle sottoposte a vincoli dei beni culturali e ambientali
e aree agricole in contesto metropolitano.
sto sembra a dir poco vaga la prescrizione Le motivazioni riguardano in particolare le
prevista in Sardegna, dove le aree vietate disposizioni che prevedevano di aggirare la Valle d’Aosta Le zone all’interno delle quali risulta possibile aprire o ampliare Giunta Regionale
una cava sono unicamente quelle inserite nel Piano regionale
per l’attività estrattiva risultano tutte quelle prevalenza gerarchica del Piano Paesaggi- delle attività estrattive, rimanendo esclusa ogni altra porzione del
dove è possibile “compromettere rilevanti stico rispetto al Piano delle attività estrattive. territorio regionale.
interessi pubblici connessi al regime idroge- Inoltre, le modifiche al piano cave sono state Lombardia Da individuarsi nei piani cave provinciali. È comunque vietata Provincia
ologico (…) nonché ad eccezionali interessi introdotte senza il coinvolgimento degli or- l’estrazione di materiale nelle aree SIC/ZPS, nei corsi d’acqua e
nel demanio fluviale e lacuale.
naturalistici, di carattere paleontologico, pa- gani ministeriali.
letnologico e speleologico”. In Valle d’Aosta, Nel mirino anche il riempimento delle cave Provincia Aree ad elevato pericolo idrogeologico (risulta possibile la Comune
Autonoma di coltivazione solo nei casi in cui l’area estrattiva è finalizzata alla
con la Lr. 17 del 2008, è stato stabilito che mediante rifiuti da estrazione utilizzando la Trento mitigazione del pericolo).
per l’apertura di nuove cave deve essere la procedura semplificata , ove si tratti di ri- Aree di protezione delle risorse idriche: aree di rispetto dei laghi,
Giunta a rilasciare il permesso solo dopo fiuti diversi da quelli di estrazione, mentre aree di protezione fluviale.
Aree di protezione di pozzi e sorgenti.
una oculata valutazione dei vincoli paesag- la disciplina applicabile risulta essere quella Aree ad elevata naturalità: siti e zone della rete “Natura 2000”,
gistici, idrogeologici e ambientali presenti e, del Testo Unico ambientale del 2006. Infi- parchi nazionali e provinciali, riserve naturali provinciali.
sostanzialmente, vieta l’apertura di nuove ne la Legge Regionale prevedeva anche la Beni del patrimonio dolomitico.
cave se non previste dal PRAE. possibilità concessa all’ente territoriale di Area soggetta a vincolo di: beni ambientali, beni archeologici
rappresentativi, beni architettonici e artistici rappresentativi.
Anche in Friuli Venezia Giulia è stato stabilito prevedere l’ampliamento di attività estratti- Aree agricole di pregio.
il divieto di rilascio di autorizzazioni a nuove ve di cave tramite il semplice raccordo con

48 49
Regioni Aree escluse per l’apertura di cave Organi interessati nel Regioni Aree escluse per l’apertura di cave Organi interessati nel
rilascio dell’autorizzazione rilascio dell’autorizzazione
Provincia Valutazione da parte della Conferenza di Servizi in materia Ripartizione provinciale Umbria - Fiumi e torrenti e fino a 100m dal Comune
Autonoma di ambientale che decide rispetto alle norme vigenti in materia di industria piede dell’argine o dalla sponda, nei
Bolzano tutela dell’ambiente. Sono comunque escluse aree come parchi laghi e fino a 100m dalla linea
naturali, biotopi e zone protette. corrispondente alla quota del massimo invaso;
Veneto La parte di territorio comunale interessata dall’attività di cava Regione - Aree archeologiche;
non può essere in alcun caso superiore alle seguenti percentuali - Ambiti di coltivazione di acque minerali e termali;
della superficie totale della zona E del Comune: - SIC, ZPS, SIR;
- 3% nel caso di cave di ghiaia e sabbia; - Parchi ed aree naturali protette;
- 5% nel caso di argilla. - Boschi di latifoglie di alto fusto, nei castagneti da frutto e nei
boschi planiziali;
Friuli Venezia -Parchi regionali, comunali e intercomunali, riserve naturali (ad Regione e Comune - Aree con acquiferi a vulnerabilità molto elevata;
Giulia esclusione delle pietre ornamentali) - Aree oggetto di interventi finanziati con fondi comunitari, statali e
-Fascia di rispetto dai centri abitati, dagli alberi monumentali regionali.
-Comuni in cui la superficie sia già coperta da attività estrattive
per il 5%. Marche - Sedi degli alvei e zone golenali dei corsi d’acqua, spiagge, fondali Comune
lacustri;
Emilia- -Nelle zone di riqualificazione della costa e dell’arenile, nelle zone Comune - Aree archeologiche;
Romagna di salvaguardia della morfologia costiera, nelle zone di tutela della - In falda e nelle aree di protezione delle sorgenti perenni, pozzi e
costa e dell’arenile captazioni a scopo acquedottistico;
-Nelle zone di tutela naturalistica, nel sistema forestale e - Aree floristiche;
boschivo in alcuni particolari casi - Boschi di alto fusto;
-Nelle zone con altezze superiori a 1.200 m - Aree bio-italy di interesse comunitario, nazionale e regionale,
-Nelle zone A, B, C e D (dei parchi, SIC/ZPS) è vietata l’apertura parchi, riserve naturali, oasi di protezione della fauna;
di miniere e l’esercizio di attività estrattive anche se previste dalla - Foreste demaniali.
pianificazione di settore. Nelle aree contigue dei Parchi si applica
il medesimo divieto fatta salva la possibilità del piano territoriale Lazio -SIC, ZPS ed aree naturali protette. Comune
del Parco di prevedere attività estrattive, da attuarsi tramite piani -Aree a vincolo idrogeologico.
delle attività estrattive comunali, esclusivamente se la gestione e la -Aree classificate a rischio per frane e inondazioni.
sistemazione finale delle aree interessate è compatibile con le finalità -Boschi aventi finalità di conservazione della biodiversità.
del Parco ed in particolare contribuisce al ripristino ambientale delle Abruzzo -Parchi nazionali e regionali Comune
aree degradate. -Riserve naturali.
-Sono vietate le aperture di cave in aree caratterizzate da -Aree nei pressi di corsi fluviali e a rischio idrogeologico.
gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici, -Aree di interesse archeologico.
nell’atmosfera e nel suolo che comportano rischio per l’ambiente Molise - Aree protette a carattere nazionale o regionale Regione
e la popolazione. - Zone di protezione esterna;
-È comunque vietata l’estrazione di materiale nei corsi d’acqua e - Aree sottoposte a vincolo paesistico di valore eccezionale o
nel demanio fluviale e lacuale. elevato;
-Aree di interesse archeologico. - Siti di interesse comunitario;
Liguria Da individuare nel Piano Cave, sono comunque escluse le aree: Regione - Riserve MAB;
-SIC e ZPS. - Aree archeologiche.
-Territori individuati nella Rete ecologica regionale e zone umide. Campania - Aree soggette a vincolo paesistico e archeologico Regione
-Aree di interferenza con i corsi d’acqua appartenenti allo stesso - Parchi ed aree protette, SIC e ZPS
bacino imbrifero in cui si trovano siti Rete Natura. - Comuni privi di piano regolatore e quando i nuclei abitati si
Toscana Il divieto si applica nei casi di vincoli e limitazioni d’uso del Comune trovano a 500 metri dalle cave.
territorio derivanti da Puglia -Aree protette a carattere nazionale e regionale e nelle relative Regione
disposizioni di legge con particolare riferimento alla tutela e zone di protezione esterna.
valorizzazione del paesaggio; -SIC e ZPS.
viene prescritto inoltre il divieto di provocare trasformazioni -Corsi d’acqua e demanio fluviali e lacuale.
irreversibili delle falde idriche e dell’assetto idrogeologico. -Aree prescritte dal Piano Paesaggistico Regionale e dal Piano di
Ulteriori prescrizioni vengono rimandate alle Province. Assetto Idrogeologico.

50 51
Regioni Aree escluse per l’apertura di cave Organi interessati nel
rilascio dell’autorizzazione
Basilicata Località soggette a vincoli paesaggistici, archeologici e dei beni Regione e Comuni
culturali.
Calabria Non menzionate ma da individuarsi nel piano cave Comune (Province per il
demanio fluviale)
Sicilia Da individuarsi nel piano cave. Distretto minerario
competente
Sardegna Aree nelle quali l’ attività estrattiva possa compromettere rilevanti Regione
interessi pubblici connessi al regime idrogeologico, all’assetto
statico del territorio, nonché ad eccezionali interessi naturalistici,
di carattere paleontologico, paletnologico e speleologico.

Legambiente, 2016

Sanzioni e ripristino ambientale nelle Regioni italiane


Val di Cornia | Livorno, Toscana
L’assenza dei piani cava e di una corret- zione alla Legge Regionale 40 del 2009.
ta e moderna legislazione ha come princi-
pale conseguenza quella di determinare una È emblematico il caso di molte Regio- puntuale dei progressi di questi interventi e, comunque non inferiore a 25.000€ e fino
enorme discrezionalità in chi deve autoriz- ni dove non è previsto nessun piano di ad esempio nel 2014, le tipologie di recu- ad un massimo di 250.000€ e Lazio (tra
zare le nuove cave e nello stesso controllo recupero per le aree di cave dismesse, pero dichiarate per le cave censite hanno 35.000 e 350.000 euro). In Friuli Venezia
del territorio, creando un contesto in cui si fa ossia di quei siti abbandonati prima dell’in- riguardato per il 34% il recupero agricolo, Giulia con la recente Lr 12/2016 viene pu-
sentire tutto il peso delle lobby dei cavatori e tervento normativo da parte delle Regioni, per il 20% quello naturalistico, 19% il re- nita l’alterazione del progetto con pericolo
delle ecomafie. In generale l’esigenza di una per le quali sarebbero necessari un censi- cupero forestale, 8% recupero a lago, 5% per la pubblica incolumità o con uno stato
cornice di regole nazionali che fissi limiti e mento ed una conseguente riqualificazione recupero a zona umida, 5% recupero a cas- irreversibile dell’ambiente con sanzioni eco-
criteri per l’attività estrattiva si percepisce ambientale. Purtroppo queste aree sono an- sa di espansione (mentre il 9% non è stato nomiche da 50.000 a 100.000€.
in tuta la sua urgenza anche dall’analisi cora molte in Italia, dal Piemonte alla Valle dichiarato nel censimento). Ma nella grande maggioranza dei casi si
delle Leggi Regionali che pongono pochi d’Aosta, dalla Provincia di Bolzano al Friuli passa dal range previsto in Piemonte (in
limiti all’attività estrattiva e anche da piani Venezia Giulia, per continuare con Liguria, Davvero incredibili sono le sanzioni previ- cui si applica minimo 20 volte e massimo
che spesso fotografano semplicemente le Campania, Basilicata e Puglia. Alcune Re- ste dalle Leggi Regionali nei casi di colti- 50 volte la tariffa del diritto di escavazio-
richieste dei cavatori, aspetto evidenziato gione, ad esempio la Sardegna e successi- vazione illegale, abusivismo, inosservanza ne riferita al volume di materiale estratto
ancor di più negli ultimi anni nonostante la vamente la Calabria, sono intervenute pro- delle prescrizioni previste dalle suddette e comunque una sanzione non inferiore a
crisi edilizia. prio con bandi specifici per recuperare le leggi e per la mancata comunicazione dei 20.000€) a quello dell’Abruzzo (da 516
Per quanto riguarda il recupero delle aree aree dismesse ormai da anni, in quest’ul- dati. Per l’apertura non autorizzata di una a 10.329 euro) per arrivare a sanzioni più
una volta cessata l’attività di cava in tutte timo caso arrivando a finanziare anche il cava Toscana ed Umbria sono le Regioni elevate come quelle della Valle d’Aosta (che
le Regioni ciò è previsto a carico del pro- 60% dei costi totali. più severe con multe che vanno nel primo ha raddoppiato recentemente queste cifre
ponente. Il progetto di coltivazione deve es- In positivo va citata l’Emilia-Romagna dove caso da 40 a 150.000 euro e nel secondo portando le multe ad essere comprese tra
sere comprensivo di quello di recupero una parte dei ricavi ottenuti dai canoni e desti- da 30 a 300.000 euro. Anche nelle Marche i 3.000 ed i 18.000 euro). Esistono anco-
volta dimessa l’attività. Finalmente almeno nati agli Enti Locali sono utilizzati anche per la sanzione amministrativa è più elevata che ra situazioni in cui questo tipo di illegalità
questo aspetto è stato affrontato in maniera interventi di risanamento, recupero e valo- in altre Regioni ed è compresa tra il dop- è punito con multe molto leggere (conside-
completa da tutte le Regioni, ultima la Cala- rizzazione paesistico-ambientale. In questa pio ed il quintuplo del valore commerciale rando la gravità del reato) come quella della
bria con il Regolamento 12/2012 in attua- Regione viene effettuato un censimento del materiale abusivamente estratto ma Liguria con ammende in caso di coltivazione

52 53
abusiva che vanno da 5.000 a 10.000 euro. fare un esempio è imbarazzante pensare Regioni Sanzioni Piani di recupero Obbligo recupero
Ancor più in negativo la Calabria, che in que- che, come avviene in Provincia di Trento, per ambientale cave contestuale delle
sto caso prevede una sanzione che varia tra il mancato rispetto delle norme autorizzative dismesse/abbandonate aree
il doppio ed il triplo del valore economico del vengano applicate multe tra i 400 ed i 2.400 Provincia Ricerca e coltivazione di cave illegale e Si, a livello comunale No
Autonoma di discariche per i materiali di scarto:
materiale cavato; un tipo di ammenda che euro, a maggior ragione nei casi di maggiore Trento tra 1.000 e 6.000€
certamente non andrà ad intaccare i guada- gravità dove la sanzione “sale” tra i 1.000 Mancato rispetto delle norme di autorizzazione:
gni di chi cava abusivamente. ed i 6.000 euro! O ancora in Veneto dove tra 400 e 2.400€ e tra 1.000 e 6.000€ per una
Per le altre illegalità riscontrabili la situa- la Legge prevede per l’inosservanza delle maggiore gravità dell’infrazione
Installazione di impianti non autorizzati: tra 300
zione non varia e le ammende comminate prescrizioni semplicemente una sanzione e 1.800€
rimangono estremamente basse rispetto al minima che deve essere superiore a 500€. Omessa o errata comunicazione dei dati
danno ambientale che ne scaturisce. Per statistici: da 400 a 2.400€
Provincia Coltivazione illegale: da 3.200 a 25.000€ Si No
Autonoma di Inosservanza delle prescrizioni: da 1.000 a
Esame delle Leggi Regionali: sanzioni, piani di recupero, obbligo del Bolzano 6.000€
ripristino ambientale e recupero contestuale Veneto Coltivazione illegale: > di 3.000€ No No
Inosservanza delle prescrizioni: > di 500€
Regioni Sanzioni Piani di recupero Obbligo recupero Friuli Coltivazione illegale: una volta e mezza il No No
ambientale cave contestuale delle Venezia valore del materiale estratto fino al momento
dismesse/abbandonate aree Giulia della contestazione e non superiore a sei volte
l’ammontare del valore medesimo.
Piemonte Coltivazione illegale: minima 20 volte massima Si Si
Alterazione del progetto con pericolo per la
50 volte la tariffa del diritto di escavazione riferita al
pubblica incolumità o irreversibile/rilevante
volume di materiale estratto comunque non inferiore
alterazione dello stato dell’ambiente: da 50.000
a 20.000€
a 100.000€
Inosservanza delle prescrizioni e dei vincoli
Inosservanza delle prescrizioni: da 5.000 a
contenuti nell’autorizzazione regionale/
20.000€
provinciale: se comportanti escavazione illegale:
Mancato ripristino delle aree: da 10.000 a
50% della sanzione di cui al punto precedente. Da
60.000€
3.000 a 30.000€ se non comportanti escavazione
illegale. Emilia- Coltivazione illegale: da due e 10 volte il valore Si, inoltre parte dei ricavi Si
Omessa o errata comunicazione dei dati Romagna commerciale del materiale abusivamente scavato e destinati agli Enti Locali
statistici: da 1.000 a 5.000€ comunque > di 2.500€ sono utilizzati anche per
Inosservanza delle prescrizioni: da 2 a 5 volte interventi di risanamento,
Valle Attività di ricerca non autorizzate: da 3.000€ No No
il valore commerciale del materiale scavato in recupero e valorizzazione
d’Aosta a18.000€
difformità e comunque non inferiore a 1.549€ paesistico-ambientale
Coltivazione illegale: da 3.000€ a18.000€
Omessa o errata comunicazione dei dati
Inosservanza delle prescrizioni e dei vincoli
statistici: non inferiore a 516€ e non superiore a
contenuti nell’autorizzazione regionale/
1.549€
provinciale: da 2.000€ a 12.000€
Installazione di impianti non autorizzati: da Liguria Coltivazione illegale: da 5.000 a 10.000 € No Si
2.000€ a Inosservanza delle prescrizioni: da 1.000 a
12.000€ 10.000 €
Installazione di impianti non autorizzati: da
Lombardia Attività di ricerca non autorizzate: da 30 a 60 No, esistono fondi Si, nei Piani
1.000 a 10.000 €
volte il valore della tariffa (minimo 10.000€) regionali e provinciali per Provinciali
Errata comunicazione dei dati: da 1.000 a
Coltivazione illegale: da 30 a 60 volte il valore il recupero delle cave
10.000 €
della tariffa (minimo 10.000€) dismesse
Inosservanza delle prescrizioni: da 2.500 a
10.000€
Omessa o errata comunicazione dei dati
statistici: da 250 a 1.000€

54 55
Regioni Sanzioni Piani di recupero Obbligo recupero Regioni Sanzioni Piani di recupero Obbligo recupero
ambientale cave contestuale delle ambientale cave contestuale delle
dismesse/abbandonate aree dismesse/abbandonate aree
Toscana Attività di ricerca non autorizzate: da 40.000€ a Si No Molise Coltivazione illegale: > di 10.329€ Si Si
150.000€ Inosservanza delle prescrizioni: da 2.582 a
Coltivazione illegale: da 40.000€ a 150.000€ 10.329€
Inosservanza delle prescrizioni e dei vincoli Campania Coltivazione illegale ed attività di ricerca non Si Si
contenuti nell’autorizzazione regionale/ autorizzate: da 3.000 a 10.000€
provinciale comunale: da 5.000€ a 50.000€ + Inosservanza delle prescrizioni: da 500 a 2.500€
eventuali danni Omessa o errata comunicazione dei dati
Installazione di impianti non autorizzati: da statistici: da 500 a 1.500€
5.000€ a 50.000€
Omessa o errata comunicazione dei dati Puglia Attività di ricerca non autorizzate: tra 2.000 ed No No
statistici: da 1.000€ a 2.000€ 8.000€
Coltivazione illegale: da 3.000 a 30.000€
Umbria Coltivazione illegale: da 30.000 a 300.000€ Si, inoltre la Regione No Errata o mancata comunicazione dei dati
Inosservanza delle prescrizioni: da 5.000 a ha utilizzato a partire statistici: da 500 a 5.000€
50.000€ dal 2007 parte del Inosservanza delle prescrizioni e dei vincoli
Omessa o errata comunicazione dei dati contributo per la tutela contenuti nell’autorizzazione: da 3.000 a
statistici: 1.000-3.000€ dell’ambiente per il 30.000€
recupero delle cave
dismesse. Per alcune Basilicata Coltivazione illegale: da 1.000 a 20.000€ No No
situazioni particolari Inosservanza delle prescrizioni: da 100€
a scala comunale Omessa comunicazione dei dati statistici: 100€
ha finanziato piani di Calabria Coltivazione illegale: tra il doppio ed il triplo del Si Si
recupero specifici valore del materiale cavato, oltre ad una somma da
Marche Coltivazione illegale: sanzione amministrativa tra Si, il PRAE prevede No stabilire per il danno ambientale arrecato.
il doppio ed il quintuplo del valore commerciale del una specifica Direttiva Sicilia Coltivazione illegale: 20.710 € (aggravanti con No No
materiale abusivamente estratto ma comunque per il recupero delle recidiva)
non inferiore a 25.000€ e fino ad un massimo di cave dismesse in cui Sardegna Coltivazione illegale: da 2.500 a 10.000 € Si No
250.000€ si ipotizza di reperire Inosservanza delle prescrizioni: da 1.500 a
fondi europei, statali 7.500 €
e regionali. Alcune
Province hanno Legambiente, 2016
approvato specifici
strumenti programmatori
sul recupero delle cave
dismesse con risorse Andando ad analizzare in dettaglio ciò che vazione della cava e il progetto di recupero
proprie. viene previsto per il ripristino delle aree del sito, la consultazione ed il recepimento
Lazio Ricerca illegale: tra 10.000 e 100.000 € No Si estrattive si notano molteplici differenze di delle esigenze del territorio e delle comuni-
Coltivazione illegale: tra 35.000 e 350.000 € approccio. tà locali e l’utilizzo per i recuperi ambien-
Mancato permesso di vigilanza: tra 3.000 e
30.000 €
In Valle d’Aosta, ad esempio, dall’entrata tali di materiali compatibili con le aree da
Inosservanza delle prescrizioni e dei vincoli in vigore delle nuove norme (in particolare recuperare e di essenze vegetali e arboree
contenuti nell’autorizzazione regionale/ con la L.R. 5 del 2008) le imprese estrat- adatte al contesto ambientale. Il Piemonte
provinciale: fino a revoca autorizzazioni. tive hanno dovuto presentare un progetto con la Lr 23/2016 specifica come debba
Installazione di impianti non autorizzati: fino a
revoca autorizzazioni. di recupero ambientale molto dettagliato. essere effettuato il recupero ambientale
Abruzzo Coltivazione illegale: da 516 a 10.329€ No Si I nuovi progetti presentati devono tenere delle cave in particolare tenendo presente
Ricerca illegale: da 516 a 10.329€ conto di alcuni principi di base come tecni- la sistemazione idrogeologica, il risanamen-
Inosservanza delle prescrizioni: da 516 a che di coltivazione e macchinari atti a mini- to paesaggistico, inteso come ricostituzione
10.329€
mizzare gli impatti ambientali già in fase di dei caratteri generali, ambientali e naturali-
Errata comunicazione dei dati: da 516 a 10.329€
coltivazione, la coerenza tra il piano di colti- stici dell’area, e la restituzione del terreno

56 57
agli usi produttivi agricoli analoghi a quelli di almeno 1 metro e la completa risistema- la destinazione finale del terreno agli usi recupero contestuale delle attività estrattive,
precedentemente praticati, anche se con zione fondiaria e idraulica di riconnessione preesistenti o compatibile con le caratteri- c’è quella che prevede, nel caso di abbat-
colture diverse. Se non fosse possibile il al territorio circostante. Per assicurare un stiche oggettive dei luoghi originari. Viene timento di siepi e piante appartenenti alle
recupero paesaggistico rimane comunque riequilibrio paesaggistico, la copertura del specificato che per la coltivazione di cave specie tutelate isolate, che l’autorizzazione
obbligatoria la sistemazione idrogeologica e suolo attraverso l’impianto di soprassuolo nelle aree boscate, oltre alla ricomposizione dell’attività di cava dovrà comprovare l’i-
si deve arrivare ad un assetto finale dei luo- arbustivo e arboreo in prevalenza autoctono ambientale, devono essere effettuati inter- nesistenza di soluzioni tecniche alternative
ghi tale da garantire l’utilizzo per usi agricoli, deve risultare non inferiore al 5% dell’area venti di compensazione ambientale (con all’abbattimento ed il progetto di recupero
naturalistici, forestali o di fruizione turistica, disponibile. La rinaturalizzazione deve avve- un imboschimento per una superficie pari dovrà prevedere il reimpianto di almeno un
ricreativa e culturale. nire mediante l’insediamento e lo sviluppo di a quella interessata dall’intervento). Infine numero quadruplo delle essenze ed una su-
Rimane negativa la situazione della Liguria una diffusa copertura vegetazionale arbusti- vengono specificati anche i materiali adatti perficie di siepi pari a quella abbattuta.
dove non vengono specificati metodi e cri- va e arborea naturale, stabile e autoportan- per il recupero delle cave dismesse, quali La Regione Calabria, con la norma del
teri per il ripristino ambientale. te, al fine di consentire il riavvio di tutti i cicli terre e rocce da scavo, materiali da scavo 2009, prevede un recupero contestuale
In Lombardia, invece, nella L.R. 14 del biologici che sottendono alla fertilità e alla provenienti dalle attività estrattive, materiali delle aree estrattive con il coordinamento
1998 e le successive modifiche, sono pre- biodiversità, vegetale e animale. Presup- provenienti dalla prima lavorazione (frantu- tra le fasi di escavazione, riassetto e recu-
viste sia norme specifiche per il recupero pone inoltre la massima conoscenza delle mazione, selezione-lavaggio) di materiale di pero paesaggistico e ambientale del sito. È
contestuale delle attività di cava (oltre ad relazioni ecologiche esistenti ante operam. scarto. prevista un’ esaustiva relazione iniziale di
essere presenti le Linee Guida per il recu- Il recupero a fini legati alla fruibilità pubblica Tra le caratteristiche della normativa presen- tutti gli elementi conoscitivi dell’area ed una
pero delle aree dismesse), sia si rimanda dei luoghi deve avvenire comunque con un te nelle Marche, che prevede comunque il ricomposizione dell’ assetto topografico, ge-
ai Piani Cave provinciali, tutti approvati ed uso compatibile, ecologicamente sostenibile
aggiornati. Ad esempio nel Piano della Pro- e in grado di estendere i benefici ambientali
Il marmo delle Alpi Apuane | Massa Carrara, Toscana
vincia di Cremona vengono previsti incentivi ricostruiti alle aree e ai sistemi ambientali
per il recupero delle aree estrattive a secon- circostanti. Si realizzano quindi tutte le op-
da delle finalità, premiando maggiormente portune sinergie, ad esempio coordinando
i recuperi naturalistici rispetto a quelli che la gestione idraulica dei bacini irrigui con
prevedono la creazioni di aree sportive. l’opportunità di creare ambiti ricreativi e
Inoltre in questa Regione qualora il progetto didattici (ecomusei, parchi tematici, sport
interessi aree di particolare rilevanza am- acquatici), e ambiti di recupero forestale e
bientale quali ambiti di parco e di riserva agronaturalistico (agriturismo, escursioni-
naturale deve essere stipulata una conven- smo equestre ecc.), in grado di garantire
zione tra l’Ente gestore e l’azienda che si l’economicità complessiva dell’impresa.
occupa del ripristino. L’Umbria è una di quelle Regioni che meglio
In Emilia-Romagna, ad esempio, dove la dettaglia le opere di recupero delle aree di-
normativa di settore prevede una forte de- smesse. È specificato nella L.R. 2 del 2000
centralizzazione, è in capo alle Province come si devono attuare le azioni di recupero
l’intero tema del recupero delle aree estrat- sia durante sia in seguito alla conclusione
tive. Come già visto le stesse Province pre- dei lavori di coltivazione di cava. Lo scopo
vedono non solo tutte le ipotesi di ripristino è quello di riportare l’area a condizioni di
ambientale con varie finalità (agricolo, frui- naturalità preesistenti e con un assetto fi-
bilità per il pubblico, rinaturalizzazione etc.) nale dei luoghi coerente e compatibile con il
ma specificano nei propri Piani Cave quali contesto paesaggistico e ambientale locale.
sono le aree che necessitano un intervento Il progetto deve prevedere la sistemazione
specifico. Il “recupero agricolo” prevede la geomorfologica, idro-geologica e idraulica
ricomposizione di uno spessore di terreno dell’area, il reinserimento paesaggistico,

58 59
omorfologico, idraulico e vegetazionale delle operam con lavori di ripristino sia durante I canoni nelle Regioni suddivisi per materiale (euro/m3)
aree interessate dall’attività di coltivazione, sia dopo l’escavazione.
idoneo ad accogliere gli usi e le destinazioni Sono richieste conoscenze specifiche sull’a- Regioni Sabbia e ghiaia Pietre Torba Calcare Argilla
preesistenti e programmati dalla pianifica- rea interessata dall’attività estrattiva quali ornamentali
zione vigente. Gli interventi privilegiano so- una base conoscitiva floristica e fitosocio- Abruzzo 1,48 Sabbia 10,303 - da 0,639 a 0,655
stanzialmente la ricostituzione della funzio- logia, un esame delle caratteristiche clima- 1,184 Ghiaia 0,961
nalità degli ecosistemi. In questo caso però tiche e microclimatiche, la composizione del Basilicata Gratuita Gratuita Gratuita Gratuita Gratuita
spesso i controlli non vengono effettuati, an- suolo ed un’accurata selezione delle specie Pr. Bolzano 0,50 (0,30 0,50 0,50 0,50 0,50
pietrisco)
che come detto per effetto di un quadro nor- vegetali preferibilmente autoctone.
Calabria 0,35 (2,50 per da 0,60 a 1,50 0,30 da 0,35 a 0,45 0,45
mativo ancora non completo. Compito quin- Nonostante questo approccio positivo molto
sabbia e ghiaia in
di della Regione quello di assicurare che i viene rimandato al PRAE, attualmente alveo fluviale)
proprietari delle cave dismesse provvedano non in vigore in questa Regione. Nelle Campania 1,248 1,668 0 1,013 0,951
al loro recupero paesaggistico ambientale altre Regioni purtroppo non sono specificati Emilia-Romagna 0,70 0,32 1,26 da 0,56 a 0,64 da 0,56 a 0,64
previsto dalla legge regionale citata. criteri e linee guida per il recupero conte- Friuli Venezia 0,55 0,65 0 0,67 0,20
In Sardegna la L.R. 30 del 1989 non per- stuale delle aree estrattive. Si tratta di si- Giulia
mette di realizzare semplici opere di ma- tuazioni in cui le valutazioni dei progetti di Lazio 0,30 2 0,30 0,50 0,30
scheramento o di copertura della cave recupero vengono fatte caso per caso senza Liguria 1,30 0,16 0 0,24 0,3
dismesse, ma obbliga a ristabilire la funzio- entrare nel dettaglio, come in Veneto, Lazio, Lombardia 0,70 5,30 1,65 0,49 0,55
nalità ecologica e faunistica dell’area ante Campania e Abruzzo. Marche 0,71 da 0,60 a 1,00 0 da 0,60 a 1,40 0,42
Molise 1 2 0,50 0,30 0,50
Piemonte 0,51 0,85 0,57 0,57 0,57
I canoni di concessione Puglia* 0,08 0,11 0,08 da 0,08 a 0,13 0,07
Sardegna Gratuita Gratuita Gratuita Gratuita Gratuita
Sicilia* 1.500 euro fino a 100 m3
In Italia le tariffe richieste alle società di quantità e sulle superfici interessate. Pur- 3.500 euro fra 100 e 500 m3
estrazione variano da Regione a Regione e troppo anche in questo caso i livelli riman- 6.000 euro fra 500 e 1.000 m3
nella maggior parte dei casi vengono diffe- gono comunque ancora troppo bassi. 8.000 euro fra 1.000 e 2.000 m3
renziate in base al tipo di materiale estrat- Nonostante un generale aumento dei cano- 10.000 euro fra 2.000 e 5.000 m3
13.000 euro oltre 5.000 m3
to. Come illustrato dalla tabella successiva ni, molto spesso semplicemente adeguati al
Toscana 0,501 deciso caso per 0,301 0,501 0,23
risulta evidente che l’aspetto più negativo tasso di inflazione, spicca il caso dell’Um- caso dai Comuni,
riguarda la condizione di 2 Regioni del Sud bria. In questa Regione infatti nel Marzo per il marmo di
(Basilicata e Sardegna) che permettono il 2015 si è deciso addirittura di abbassa- Carrara si applica
prelievo di qualsiasi tipo di roccia senza re i canoni previsti in precedenza, con la l’8% del valore
commerciale
incassare un solo euro. Stessa situazione scusa che il comparto edile e quello estrat-
Pr. Trento Deciso caso per Per il porfido Deciso caso per Deciso caso per Deciso caso per
presente anche in Valle d’Aosta, mentre la tivo sono in crisi. È stato quindi riportato il caso si applica una caso caso caso
Puglia mostra canoni talmente irrisori da contributo ambientale dovuto dalle imprese tariffa basata
rendere l’estrazione in cava quasi gratuita, per le attività estrattive ai livelli del 2007. sulla tipologia di
blocchi estratti
nonostante una tariffa che si applica anche Una decisione semplicemente anacronistica
per l’estensione dei siti. Stessa direzione è che segue la moratoria di due anni di cui il Umbria 0,25 0,45 0 0,35 0,25

stata presa dalla Regione Sicilia con il cam- comparto delle attività estrattive ha benefi- Valle d'Aosta Gratuita Gratuita Gratuita Gratuita Gratuita
bio di tariffa, nell’Agosto 2015, che appunto ciato per il versamento dei canoni di con- Veneto 0,62 da 0,26 a 1,24 0,31 0,36 0,52
prevede una doppia tassazione (senza di- cessione dovuti per 2014 e 2015. Legambiente 2016
stinzione di materiali estratto) basato sulle *In queste Regioni viene anche applicato un canone relativo alla superficie delle aree estrattive.

60 61
Bacini di Trani e Apricena | Puglia

62 63
In un contesto di questo tipo possono can- basati sulle superfici delle aree estrattive (in cava è ancora gratuita (Basilicata e Sarde- grazie al leggero ma costante incremento
tare vittoria solo gli operatori del settore, co- pratica non importa quanto scavi e quanto in gna) o più in generale al Sud, dove il peso dei canoni dovuto all’adeguamento ISTAT
loro che ogni anno vedono un giro di affari profondità!). Poi nel 2012 finalmente sono delle Ecomafie nell’intero ciclo del cemento richiede per l’estrazione di sabbia 1,48 €/
di miliardi di euro per il solo comparto de- state introdotte tariffe legate alla quantità di è già preponderante e si rafforza proprio in m3 e per la ghiaia 1,184 €/m3.
gli inerti. Pensiamo a una delle Regioni più materiale estratto, ma con canoni bassissimi assenza di regole chiare, certe e di controlli In negativo è da sottolineare quanto ac-
importanti per il peso del settore estrattivo, addirittura soltanto 0,08 €/m3 per materiali e sanzioni ancor più urgenti. Ma non sono caduto in Emilia-Romagna. Dell’aumen-
come la Puglia. Dopo una dura discussione quali sabbia e ghiaia e da 0,08 a 0,13 €/ da meno le situazioni di tante Regioni del to dei canoni di concessione si è discusso
politica e polemiche da parte dei cavatori m3 per il calcare, ossia lo 0,3% del prezzo centro-nord, con canoni insignificanti e che per anni e l’unico cambiamento è stato un
finalmente nel 2011 si è superata l’incredi- medio di vendita! Ragionamenti analoghi non vanno ad intaccare gli enormi ricavi dei aumento non di certo significativo per tutti
bile “gratuità” ma solo introducendo canoni si possono fare per Regioni dove l’attività di cavatori. i materiali estratti. Al contrario l’allora Go-
vernatore Vasco Errani dichiarava nel 2011:
Proprio per le quantità cavate la situazione “Abbiamo già deciso di adeguarli [..] Si pre-
Monti Tifani | Caserta, Campania
degli inerti è forse la più drammatica, con vede l’aggiornamento dei canoni all’interno
Regioni come Lombardia e Lazio, dove il della revisione normativa [..]”
prelievo di materiale è enorme, che applica- Per quanto concerne gli altri materiali la si-
no canoni rispettivamente di 0,70 e 0,30 €/ tuazione dei canoni è sicuramente variegata
m3. Nel caso della Lombardia è comunque ma anche in questo caso presenta esempi
da sottolineare l’aumento avvenuto negli sconcertanti; è il caso delle pietre orna-
anni passati, visto il precedente canone di mentali in aree come la Provincia di Bol-
0,44 €/m3. Per quanto riguarda le altre aree zano, con un canone di 0,50 €/m3, dell’Um-
del Paese si passa dagli 0,25 €/m3 dell’Um- bria, 0,45 €/m3, o del Piemonte con 0,85 €/
bria agli 0,71 €/m3 delle Marche, mentre m3. Ancora peggio in Puglia, 0,11 €/m3, in
una grande opportunità si è persa in Valle Liguria, 0,16 €/m3, ed in Emilia-Romagna
d’Aosta, Regione che ha deciso di lasciare con 0,32 €/m3.
gratuito il prelievo per qualunque materiale, In quasi la totalità dei casi il canone riscosso
se non nei casi di attività estrattive in ambito va a far parte del bilancio dei singoli Comu-
demaniale. In una condizione emblematica ni dove l’attività estrattiva ricade, mentre in
sono situate alcune aree del Mezzogiorno, Piemonte, in Liguria e nel Lazio il ricavato
visto che in Basilicata e Sardegna si può ca- è suddiviso tra Regione e Comune, e solo
vare, senza distinzione di materiale, del tutto nelle Marche, in Emilia-Romagna, in Umbria
gratuitamente, mentre in Puglia nonostante ed in Lombardia sono anche le Province a
il lungo dibattito tenutosi a riguardo si appli- riscuotere parte delle entrate.
ca ancora un canone ridicolo, pari a 0,08 Una Regione che al contrario mostra serie
€/m3. criticità è il Lazio, dove i livelli dei canoni
In positivo bisogna segnalare il Molise con risultano ancora minimi (solo 30 centesimi
1 €/m3 richiesto per gli inerti. E, malgrado a metro cubo per sabbia e ghiaia) e pare
le tante contraddizioni (dai contenziosi sul ancora lontana una politica di gestione del
P.R.A.E. all’inadeguatezza della Legge che territorio attenta agli aspetti paesaggistici e
regolamenta le attività estrattive), la Regione naturalistici, che renda possibile il recupero
Campania che ha introdotto nel 2009 cano- di cave abbandonate da decenni e limiti l’a-
ni decisamente più elevati rispetto al pas- pertura di nuove, rispetto agli interessi di chi
sato con 1,22 €/m3 per gli inerti. Al vertice opera nel settore.
in Italia si colloca la Regione Abruzzo che

64 65
Quantità estratta di inerti per regione e canone richiesto Monti Tifani | Caserta, Campania

Regione Quantità estratta (m3) Canone richiesto (€/m3)


Abruzzo 1.605.550 1,48 Sabbia
1,184 Ghiaia
Basilicata 175.410 Gratuita
Pr. Bolzano 684.988 0,50 (0,30 pietrisco)
Calabria 1.198.000 0,35 (2,50 per sabbia e ghiaia in alveo fluviale)
Campania 142.698 1,248
Emilia-Romagna 3.998.868 0,70
Friuli Venezia Giulia 482.153 0,55
Lazio 1.672.099 0,30
Liguria 0 1,30
Lombardia 19.585.433 0,70
Marche 737.869 0,71
Molise 293.493 1
Piemonte 4.804.258 0,51
Puglia* 7.024.137 0,08
Sardegna 902.510 Gratuita
Sicilia* 3.549.566 1.500 euro fino a 100 m3
3.500 euro fra 100 e 500 m3
6.000 euro fra 500 e 1.000 m3
8.000 euro fra 1.000 e 2.000 m3
10.000 euro fra 2.000 e 5.000 m3

4
13.000 euro oltre 5.000 m3
Toscana 1.104.739 0,501

COSA SUCCEDE NEL


Pr. Trento 541.563 Deciso caso per caso
Umbria 296.694 0,25

RESTO D’EUROPA
Valle d'Aosta 90.937 Gratuita
Veneto 4.114.408 0,62
TOTALE 53.005.373

Legambiente 2016
*In queste Regioni viene anche applicato un canone relativo alla superficie delle aree estrattive.
Ridurre il prelievo: riciclare e riutilizza- È questa la strada intrapresa nei principali
re i rifiuti inerti del settore edilizio Paesi vicini. Dove una politica di progressiva
riduzione del conferimento degli scarti edili
Per ridurre l’estrazione di materiali di cava
in discarica accompagnata da un attenta in-
bisogna guardare a quanti rifiuti da C&D
centivazione del riciclo per tutti gli usi com-
ogni anno vengono posti in discarica nel no-
patibili sta consentendo di ridurre il prelievo
stro Paese. La quantità è pari a circa 48,6
di materiali nelle cave e di aumentare ogni
milioni di tonnellate (su circa 850-900 del
anno la quantità di materiale riciclato e riuti-
totale europeo) che, correttamente lavorati
lizzato nell’industria delle costruzioni.
possono diventare una eccellente alternati-
va agli inerti e agli aggregati per il cemento.

66 67
Produzione di rifiuti da costruzione e demolizione nei Paesi Membri mente dai produttori. La verità è che gran meno di dieci dipendenti, di qualsiasi
e relative percentuali di riciclaggio e conferimento in discarica parte dei rifiuti da C&D non è dichiarata settore. Lo stesso Ministero dell’Ambien-
e viene ancora oggi abbandonata illegal- te ammette che la metodologia di calcolo
Paese Produzione di C&D (milioni % materiale riciclato o % materiale conferito in mente sul territorio. In più nelle statistiche comporta una serie di criticità derivanti dal
di tonnellate) riutilizzato discarica o inceneritore ufficiali solo le imprese di una certa dimen- reperimento dei dati. Infatti, la produzione
Olanda 25,7 98 2 sione vengono incluse perché la percentua- dei rifiuti da C&D è un dato stimato.
Irlanda 3,1 97 3 le di riciclo viene calcolata dall’Ispra attra- I dati ISPRA mostrano un problema che è
Danimarca 8,1 92 8 verso le informazioni contenute nel Modello all’origine e riguarda alcune lacune legisla-
Germania 191,8 91 9 unico di dichiarazione ambientale (Mud). Ma tive, in particolare sui controlli. Le difficoltà
Belgio 6,9 87 13 la sua compilazione è obbligatoria solo per nella tracciabilità riguardano tutte le tipo-
Austria 8,3 87 13 i soggetti che effettuano operazioni di recu- logie di rifiuti speciali non pericolosi e non
Regno Unito 43,2 86 14 pero e smaltimento di tali inerti, mentre le solo quelli che provengono dall’edilizia. Per
Francia 64,2 63 37 imprese di costruzione sono esentate, e comprendere il fenomeno,
Finlandia 15,9 55 45
specialmente in Italia esse rappresenta- il governo si accontenta di un recepimen-
Svezia 1,3 50 50
no una quota decisamente significativa. to formale: mancano i decreti attuativi che
Basti pensare che sono esonerate dalla dovevano incentivare il riuso di rifiuti, le sta-
Spagna 27,7 38 62
presentazione del Mud, oltre ai costrut- zioni appaltanti, anche Anas e Rfi, non favo-
Italia 48,6 9 91
tori (la stessa esenzione riguarda anche l’a- riscono e spesso rifiutano l’utilizzo di mate-
Media 37,1 71,1 28,9
groindustria), tutte le imprese che hanno riali riciclati da parte delle imprese, e anche
Fonte: Eurostat 2012/2013

Il marmo delle Alpi Apuane | Massa Carrara, Toscana

Dalla tabella si può osservare come l’Italia Ma anche nel Regno Unito la percentuale di
sia molto indietro nel recupero di rifiuti da rifiuti C&D nel 1999 era pari al 40%, mentre
“Costruzioni e Demolizioni” mentre in altri ora, con un mix di tassazioni ed incentivi al
Paesi d’Europa siano ormai una realtà affer- recupero e riciclo si è arrivati all’86%, ben
mata le tecniche di riutilizzo e riciclaggio de- al di sopra del target europeo.
gli stessi materiali; ciò permette di arrivare a
quote elevatissime come nei casi di Olanda, È interessante notare come per la Spagna
Irlanda, Germania e Danimarca che secon- esistano due statistiche, decisamente con-
do i dati più aggiornati riciclano tra il 91 trastanti tra loro. Una (probabilmente più
e il 98% dei rifiuti C&D. Il caso dell’Irlan- attendibile) include tutti i materiali che non
da è ancora più clamoroso se si considera vengono trattati e quindi pone il livello di ri-
che sino a 10 anni fa mostrava percentuali ciclo dei C&D al 38%, mentre l’altra analiz-
bassissime. Questo in parte è dovuto alla za solo i materiali che ufficialmente vengono
pesante crisi edilizia che ha toccato questo registrati e tracciati, ponendo questo Paese
Paese sin dal 2008, con un calo enorme ai livelli di riciclo del Nord Europa.
(stimato all’83%) nella produzione di que- Per l’Italia si può fare praticamente un di-
sti rifiuti, ma al tempo stesso anche ad una scorso analogo. I dati ufficiali del Ministe-
spinta al riciclo iniziata nello stesso periodo ro dell’Ambiente e dell’Ispra parlano di un
grazie anche all’emanazione di Linee Guida 95% di avvio a riciclo. Ma si riferiscono
sulla gestione dei rifiuti da parte del governo solo alla quota di rifiuti inerti gestita in
irlandese. maniera legale, quelli dichiarati ufficial-

68 69
la marcatura Ce sugli inerti riciclati - pur e ghiaia da cava (Aggregate Levy) a livello ed uno nel 2006, questa tassa è arrivata a ferimento in discarica del materiale C&D
obbligatoria - non viene spesso richiesta. nazionale. Nonostante differenze dovute al circa 1,91 €/m3. Un obiettivo fissato dal Go- già nel 1996 (oltre 22 € a tonnellata) uni-
cambio l’importo corrisponde a circa 3,26 verno centrale per diminuire costantemente tamente allo sviluppo concreto di aggregati
Gli esempi che provengono dai Paesi del €/m3, l’equivalente del 20% del prezzo il prelievo di materiale da cava è quello di artificiali che, grazie ai miglioramenti tecnici
vecchio continente aprono la discussione a medio di mercato. L’obiettivo primario di arrivare al massimo a 16 milioni e 200 mila degli ultimi anni, hanno permesso una con-
due temi fondamentali: quello dei canoni di questo canone, che pone il Regno Unito al metri cubi di materiale estratto ogni anno a sistente riduzione del materiale impiegato
concessione e quello della riduzione di pre- primo posto in Europa per la tassazione sul- partire dal 2010, obiettivo solo in parte rag- per la realizzazione delle infrastrutture po-
lievo del materiale vergine. le attività estrattive, è stato quello di ridurre giunto e rivisto per il 2020. nendo questo Paese all’avanguardia nella
Il contesto europeo pone in evidenza alcune i costi ambientali connessi alle operazioni di Per quanto riguarda i risultati raggiunti ricerca del settore.
realtà che hanno stabilito norme stringenti estrazione, come rumore, polveri, l’impatto in Europa sul riciclo di materiale inerte
nel settore estrattivo. Il tema delle tariffe, visivo, perdita di comfort e danni alla biodi- anche in questo caso esistono esempi vir- In Europa sono stimati tra gli 850 ed i 900
come visto strettamente legato alle quan- versità, andando a formare un fondo unico tuosi. La Danimarca rappresenta un caso milioni di tonnellate i rifiuti da costru-
tità cavate ed alla possibile innovazione nazionale per tutti gli interventi di ripristino e interessante a cui fare riferimento. Il Pae- zione e demolizione prodotti, pari al 35%
del comparto estrattivo, viene affrontato in manutenzione ambientali (Aggregates Levy se scandinavo si mette in evidenza per il della produzione totale di rifiuti europei. La
molti casi in modo nettamente diverso dal Sustainability Fund). massiccio utilizzo di aggregati riciclati, gra- media dell’UE è di 1,09 tonnellate/anno
caso italiano. Il Regno Unito in particolare zie alla normativa introdotta nel 1987 per pro-capite ma con molte variazioni nazio-
può vantare livelli di tassazione decisamen- Un altro esempio virtuoso è quello della cui ogni tonnellata di rifiuti da Costruzione nali: per i Paesi con un’alta produzione
te all’opposto rispetto a quanto accade in Svezia. Nel 1996 è stato introdotto un ca- e Demolizione (C&D) portati in discarica o di rifiuti da costruzione e demolizione
Italia. Già nell’Aprile del 2002 è stata in- none di circa 0,74 €/m3 su sabbia e ghia- inceneriti veniva tassata per 5,3 €. Gli ef- pro-capite, come Francia e Germania,
trodotta l’imposta sull’estrazione di sabbia ia; in seguito a due aumenti, uno nel 2003 fetti sono stati immediati ed i rifiuti C&D in corrisponde un altrettanto elevato livello
discarica sono passati dal 82% del 1985 al di riciclaggio. Mentre Nazioni con una
6% del 2004. Nel 1993 inoltre la tassazione minore produzione, come Austria, Belgio,
Il travertino di Tivoli e Guidonia | Roma, Lazio
è stata aumentata e per i rifiuti portati in di- Danimarca, Irlanda, Regno Unito e Olanda,
scarica si è arrivati a 45 € per tonnellata per mantengono, comunque, un buon livello
terminare questo processo nel 1998 quan- di riciclaggio, che oscilla tra le 0,5 e le 1,5
do il canone è arrivato a 50 € per tonnellata. ton/ab./anno.
Grazie a questa attenta politica le stime sul Dai dati percentuali della quantità di rifiuti
riciclaggio di aggregati mostrano per la Da- da C&D riciclati nei Paesi europei, emerge
nimarca i migliori risultati continentali con come siano soprattutto quelli del Nord (a cui
oltre il 90% di inerti riciclati. Il ciclo virtuoso aggiungere la Norvegia) a registrare una
così generato ha portato ad una minore ri- percentuale di riciclaggio superiore del
chiesta di apertura di cave vista l’economi- 70%.
cità degli aggregati riciclati e l’indiscutibile La condizione italiana è ancor più grave
vantaggio generato in termini ambientali per rispetto ad alcuni obiettivi ben precisi fis-
tutto il Paese. sati dall’UE; una recente Direttiva infatti, la
Un altro caso positivo viene sempre dal Re- 98/2008, fissa per il 2020 l’obiettivo di ri-
gno Unito. Con l’introduzione della tassa si ciclare almeno il 70% dei rifiuti inerti. In
è ridotta sensibilmente la domanda di ag- questo quadro è ancor più urgente interve-
gregati vergini e si è incoraggiato l’uso di nire nell’incentivare le aziende che lavorano
materiali alternativi, come aggregati secon- nel campo del recupero e riciclo di questo
dari o riciclati, ma un altro elemento che ha tipo di materiali ed al contrario scoraggiare il
reso possibile questo cambiamento è stato prelievo da cava con canoni di concessione
quello dell’introduzione della tassa sul con- adeguati al disagio ambientale ed ai guada-

70 71
gni dell’indotto estrattivo. A livello ambienta- raccontano la quantità estratta di sabbia Bacini di Trani e Apricena | Puglia
le tutto ciò è fondamentale se si pensa che e ghiaia nel 2014 (dove secondo UEPG
occorrono fino a 400 tonnellate di inerti per in Italia ci si attesta su livelli leggermente
costruire una casa, 30.000 per un chilome- più elevati rispetto a quanto dichiarato dal-
tro di strada e 300.000 per uno stadio. Nel le Regioni), ma spiegano quanti aggregati
mercato attuale due terzi degli inerti sono vengono riciclati, riutilizzati e prodotti
impiegati per la costruzione di fabbricati, artificialmente.
mentre il rimanente terzo è suddiviso tra In questo panorama emerge chiaramente
trasporti e infrastrutture. una situazione di arretratezza del nostro Pa-
La possibilità di riciclare materiale inerte ese. Siamo infatti dietro a realtà come la Po-
deve essere vista come una grande oppor- lonia per la produzione di aggregati riciclati
tunità per le imprese del settore anche per e avanti solo alla Spagna rispetto ai Paesi
la naturale localizzazione dei macchinari ne- più importanti in Europa. Addirittura il riuti-
cessari proprio nell’ambito dei poli estrattivi, lizzo di questi materiali vede l’Italia a quo-
vista la loro ubicazione e le vie di trasporto ta 0, mentre in Polonia, Germania, Francia
a cui sono già legate per il passaggio del e Regno Unito si inizia a riutilizzare grandi
materiale di cava. quantità di aggregati. Stesso discorso per
quelli prodotti artificialmente, con la Ger-
Dalla tabella successiva si comprende an- mania (48 milioni di metri cubi), Polonia e
cora più nel complesso la situazione di que- Regno Unito che guidano la classifica.
sto settore. Sono infatti dati che non solo

Il settore degli aggregati nei principali Paesi Europei, 2014


Paese Sabbia e ghiaia Aggregati riciclati Aggregati riutilizzati Aggregati artificiali
estratta (milioni di (milioni di metri cubi) in situ (milioni di (milioni di metri cubi)
metri cubi) metri cubi)
Germania 384 108,8 8 48
Polonia 233,6 11,2 9,6 16
Francia 192 32 8 4,8

5
Italia 97,6 8 0 0
Regno Unito 78,4 81,6 3,2 16

LA DISTRUZIONE
Paesi Bassi 54,4 40 0 0
Spagna 32 1,6 0 0

DEL PAESAGGIO
Belgio 20,8 24 0 1,6

Elaborazione Legambiente su dati UEPG, 2016

Per comprendere meglio il degrado pro- alcuni casi che coinvolgono tutto il territo-
vocato dalla cattiva gestione delle attività rio italiano, dalla Toscana al Piemonte, dalla
estrattive e dal numero purtroppo sempre Campania al Lazio, dalla Lombardia al Vene-
costante di siti in attività sono emblematici to e alle Marche.

72 73
Le cave/discariche in ripristino ambientale e contestuale previsto
per legge. Senza considerare la crescente
quantità di estrazioni autorizzate dall’ultimo
Piano Cave della Provincia, con 10,7 milioni
Provincia di Brescia preoccupazione della popolazione di Mon- di metri cubi previsti per il decennio di va-
tichiari e della vicina frazione di Vighizzolo, lidità del Piano solo per sabbia e ghiaia, ed
confermata da uno studio epidemiologico una estensione complessiva delle aree inte-
della ASL di Mantova che rileva un numero ressate pari a 2,57 milioni di metri quadrati.
Uno dei Comuni della Lombardia con mag- crescente di alcune patologie importanti av- Un territorio oggi più che mai al collasso
giore concentrazione di cave è Montichia- vicinandosi al confine della Provincia di Bre- e con scarse speranze per il futuro dopo
ri. L’attività estrattiva qui si concentra nella scia. Analisi questa riportata per altro dalla la sentenza del Tar di Milano dello scorso
zona Nord-Ovest della città, nella brughiera, relazione di inizio 2013 della “Commissione 17 gennaio, che ha autorizzato la discarica
dove la particolare conformazione morfolo- Parlamentare d’inchiesta sulle attività illeci- Bernardelli, nella frazione di Vighizzolo, ad
gica del sottosuolo, composto da uno strato te connesse al ciclo dei rifiuti”. ampliare il proprio volume contrariamente
di 20-30 metri di ghiaia e sabbia e una falda si aggiungono quindi quelli derivanti dalle A tutto ciò si deve aggiungere la grande allo stop deciso dalla Regione Lombardia.
ad una profondità di 30-35 metri, la rende discariche, nelle quali vengono depositate
particolarmente adatta all’attività di escava- ogni giorno rifiuti urbani e assimilabili, spe-
zione. La presenza di cave dette di “fossa” ciali pericolosi, non pericolosi e tossico-no-
ha consentito a partire dagli anni ’80 l’inse- civi. Tutto cio’ accanto ai campi coltivati ed Il bacino marmifero
diamento di 16 discariche, trasformando a soli 500 metri dal centro abitato di 25 mila
un’area consistente, inizialmente destinata abitanti. di BOTTICINO
ad essere ripristinata a territorio agricolo, in In un periodo di crisi di tutta la filiera edili-
un ricettacolo di rifiuti da 13 milioni di metri zia il pericolo, già concreto nel territorio di
cubi autorizzati. Ai problemi di traffico, pol- Montichiari, è che risulti economicamente Un’altra area storica del marmo, sicuramen-
veri, inquinamento degli impianti di escava- vantaggioso e semplice sostituire l’attività di te meno conosciuta del distretto di Massa
zione delle 12 aziende presenti sul territorio cava con quello di discarica piuttosto che il Carrara ma del tutto simile per intensità di
escavazioni e problematiche ambientali, si
Montichiari | Brescia, Lombardia trova a ovest della città di Brescia all’interno
di un territorio collinare dove nel corso degli
anni si è sviluppata oltre all’attività estrattiva successive modifiche), per cui ”l’esercizio
anche tutta una filiera di lavorazione secon- dell’attività di escavazione costituisce at-
daria del marmo. Una struttura produttiva tività temporanea e transitoria rispetto alla
caratterizzata da piccole-medie aziende e normale destinazione naturalistica ed alla
grandi produzioni industriali che si snoda tra trasformazione del territorio” e che continua
i Comuni di Botticino passando per la valle asserendo che “non è consentita alcuna
di Nuvolera per giungere al Comune di Val- attività di escavazione senza piani di resti-
lio Terme attraversando un paesaggio ormai tuzione e fruibilità del territorio” sembrano
lunare caratterizzato da enormi crateri che essere state sconfessate.
come ferite aperte frammentano il paesag- Nell’attenta osservazione del territorio infatti
gio di questo lembo di fronte Retico Preal- si verifica che questo importante enuncia-
pino. Nel Comune di Botticino si situano 10 to, per una concomitanza di interessi non
cave attive, in quello di Nuvolera addirittura è quasi mai stato applicato e costantemen-
37. te disatteso. Da un lato infatti la lobby dei
Le regole stabilite dalla Legge della Regio- cavatori si è sempre attivata ad ogni revi-
ne Lombardia n.14/1998 (mantenute nelle sione decennale del piano provinciale cave

74 75
per ottenere sempre maggiori quantitativi
da cavare, dall’altra parte gli enti locali, a
tale da taglio.
Questo fenomeno è testimoniato dall’in-
Gli inerti estratti nel Ticinese,
cui è demandato dalla Legge Regionale gresso di grandi gruppi industriali sul ter- tra Varese e Novara
il solo compito di vigilanza e di controllo, ritorio e dai loro tentativi di insediare im-
continuano a trarre le risorse economiche pianti per produrre premiscelati per l’edilizia
per incrementare le entrate dei loro bilanci. piuttosto che nuovi cementifici o l’utilizzo
All’interno di queste dinamiche si è creato di questo materiale per creare fondi stra- In Piemonte sono presenti 394 cave attive
un corto-circuito nel quale ovviamente a dali (impiegati nel caso della BRE-BE-MI, e 224 tra siti dismessi ed abbandonati. Si
prevalere sono gli interessi di natura eco- l’autostrada direttissima Brescia-Milano, tratta quindi di una Regione con una note-
nomica a scapito del consumo del territorio. ultimata nel 2014). Le indagini ambientali vole quantità di attività estrattive, diffuse sia
Aggravati ulteriormente dalla stagnazione ed epidemiologiche, commissionate dagli nelle zone di collina sia in quelle di pianura.
del settore lapideo tradizionale, dovuta alla Enti Locali su richiesta delle associazione Nell’area golenale del Ticino, tra le province
crisi economica di questi ultimi anni, che ha ambientaliste presenti sul territorio fra cui di Novara e Varese, sono stati scavati negli anche numerosi smaltimenti illegali, tra fan-
portato ad uno strisciante slittamento del Legambiente, hanno evidenziato che le pol- ultimi anni milioni di metri cubi di terreno ghi e scarti industriali, soggetti ad indagini
bacino estrattivo da materiale ornamenta- veri sottili attualmente rilevate PM10 PM2,5, ed i conseguenti “crateri” creati sono stati da parte della magistratura.
le a sito per ricavare carbonato di calcio e costituiscono un gravissimo pericolo per la utilizzati per il conferimento di rifiuti spe- Anche a Cameri la situazione non è migliore
frantoiati. Attività queste portate avanti con salute pubblica, ed in particolare per i sog- ciali. Si tratta di una procedura purtroppo visto che una delle cave presenti ha visto
modalità ed intensità estrattive caratterizzati getti più deboli, quali anziani e bambini, che lecita e comune ad altre aree del Paese, l’approvazione da parte del Comune per un
da tempi rapidi di esaurimento della placca si traduce nell’aumento di malattie polmo- e che vedrà un sicuro proseguimento se il ampliamento enorme: da 188 mila metri
marmifera soprattutto se rapportati alla tra- nari, cardiovascolari e tumori. Piano delle attività estrattive della Provincia cubi annui cavati a quota un milione di metri
dizionale escavazione della pietra ornamen- di Novara (Paep) consentirà, come previsto cubi.
ancora per i prossimi anni di cavare in tut- Si tratta quindi di una cava che ha decu-
to 18 milioni di metri cubi di materiale in plicato il suo volume di scavo. All’esame
Botticino | Brescia, Lombardia tre aree ben definite: il bacino dell’Agogna, della Provincia è arrivata infatti la richiesta
quello dell’Est Sesia e quello dell’Ovest Ti- di ampliamento della cava di inerti con con-
cino. Le principali località interessate dalle testuale recupero ambientale che prevede
attività estrattive sono quelle di Romentino, la realizzazione di un’area naturalistica con
Trecate e Cerano, tutti Comuni del novarese, possibilità di fruizione pubblica.
da cui si preleva il 70% del materiale dell’in- Spostandoci di pochi chilometri, sul lato
tera Provincia. lombardo in Provincia di Varese, si registra
Il Comune di Romentino rappresenta un una situazione analoga, con numerose cave
esempio lampante di ciò che l’attività estrat- di inerti attive e progetti di ampliamenti.
tiva ha creato nel corso dei decenni. Si trat- In particolare nella Valle della Bevera, nelle
ta di un piccolo paese di poco più di 5.000 vicinanze di Cantello, è nato un comitato di
abitanti che popolano una superficie di circa protesta che raggruppa decine di associa-
17 chilometri quadrati occupati, per la mag- zioni in seguito alla decisione di Provincia
giorparte, da siti estrattivi. Una foto satelli- e Regione di ripristino ambientale della
tare o, più semplicemente, una passeggiata cava situata sulla collina Tre Scali, inattiva
in bicicletta per la campagna in direzione da oltre 25 anni. In realtà il piano prevede
fiume Ticino conferma la proiezione: buchi, una sistemazione ambientale che permette
laghetti, montagne di terra, processioni di l’escavazione di 1,5 milioni di metri cubi di
mezzi di trasporto. ghiaia per realizzare dei gradoni di 8 metri
In quest’area purtroppo si sono registrati d’altezza l’uno per 4 di larghezza che parto-

76 77
no dai 418 metri sul livello del mare fino a servando le sponde del Lago Maggiore si
320 metri. Quest’opera è contestata anche incontrano altre gravi situazioni di degrado
per il concreto pericolo di danneggiamento paesaggistico derivato dalle attività estrat-
delle falde acquifere che riforniscono oltre tive, sia in Lombardia sia in Piemonte. Si
il 60% del fabbisogno idrico del capoluogo tratta di cave di marmo ed altre pietre orna-
Varese. mentali non più in attività e lasciate ad uno
Ma risalendo il percorso del Ticino ed os- stato di completo abbandono.

Le cave in Veneto

L’attività estrattiva in Veneto è il prodotto di


una normativa regionale incompleta che
risale alla Legge 44 del 1982 e che per ef-
Monti Lessini | Verona, Veneto
fetto della mancata redazione del Piano per
le Attività Estrattive, non ha mai ottenuto ef-
ficacia e vive tutt’oggi in regime transitorio.
L’assenza di una reale pianificazione del Sant’Anna d’Alfaedo) e Vicenza, distribuiti
settore ha dato il via ad uno sviluppo diffuso in ambienti prevalentemente boscati che,
e irregolare delle attività di coltivazione, fuori
da quelle che erano le reali esigenze pro-
per effetto dell’assenza di regole sulle mo-
dalità di escavazione, hanno prodotto nel
Il marmo delle Alpi Apuane
duttive e di tutela ambientale, che ad oggi, tempo fronti fino a 50-100 metri di altez-
in un periodo caratterizzato dalla crisi del za, di fatto “irripristinabili” se non attraverso
settore estrattivo, si è tradotta in decine se nuove trasformazioni. Non a caso nelle due Le Alpi Apuane rappresentano un caso em-
non centinaia di siti inattivi o dismessi. recenti proposte di PRAC (Piano Regionale blematico di convivenza fra il più grande
Negli ultimi quarant’anni in Veneto si per le Attività di Cava) si è introdotta una comprensorio estrattivo di pietre ornamen-
sono autorizzate oltre 1.500 cave tra trasformazione del concetto di “ripristino” tali del mondo e il principale Parco Natura-
sabbia, ghiaia, detriti e pietre lucidabili. A delle attività estrattive dismesse a favore del le della Regione Toscano. Ogni anno infatti
queste si devono sommare inoltre le cave “recupero ambientale”, nella convinzione nel solo distretto di Carrara si estraggono
così dette “di prestito” per l’attuazione di dichiarata che non sia più “ripristinabile” un circa 1 Mln di tonnellate di marmo in vivenza a cui è sottoposta la popolazione dei
opere di interesse nazionale e le estrazio- luogo modificato nella sua morfologia dal- blocchi e 4 Mln di detriti con effetti im- comuni limitrofi esposta a polveri, rumore
ni abusive perpetrate negli alvei dei fiumi e le attività di coltivazione. Se tale concetto è pressionanti non solo al livello paesaggisti- e vibrazioni causate dell’intenso traffico di
dei torrenti che, in assenza di sanzioni in- valido significa che, per il legislatore, con il co. Il risultato dell’attività dei circa 100 siti mezzi pesanti.
cisive, hanno reso “conveniente” l’elusione termine “recupero ambientale” si intende estrattivi presenti è tutt’altro che invisibile: Oggi il Comune di Carrara incassa dal mar-
dei diversi iter autorizzativi. Sono circa 600 qualcosa d’altro dal riconsegnare alle atti- cime “mozzate”, crinali incisi, discariche mo meno di 20 milioni di euro l’anno, una
i siti di cava in montagna nelle due provin- vità agricole la porzione di territorio provvi- minerarie (ravaneti) visibili a chilometri di di- bella cifra che però sarebbe rappresenta
cie venete occidentali, Verona (in partico- soriamente utilizzata con altre funzioni, dato stanza, milioni di tonnellate di terre di cava una frazione di quanto incassato dalle im-
lare basterebbe pensare alle 69 cave attive che solo nelle aree agricole possono sussi- abbandonate, inquinamento delle falde ac- prese locali.
presenti nel solo Comune pedemontano di stere le attività estrattive. quifere. A questo si aggiunga la difficile con- Dall’aprile 2012, grazie all’apertura della

78 79
Il marmo delle Alpi Apuane | Massa Carrara, Toscana strada dei marmi, il traffico pesante non rare almeno il 50% del marmo estratto in
attraversa più la città di Carrara: un gran- loco, cioè nei territori delle Apuane.
de sollievo per la popolazione, ma pagato Purtroppo tutto ciò è stato nuovamente ri-
a caro prezzo (120 milioni di euro), e inte- voluzionato con la sentenza della Corte Co-
ramente a carico dei cittadini nonostante la stituzionale del 20 settembre 2016 che
strada sia ad uso esclusivo del marmo. ha accolto il ricorso presentato dal Governo,
Insomma, il marmo di Carrara non è gestito che aveva eccepito la violazione della pote-
come bene comune, ma arricchisce pochi: stà legislativa esclusiva dello Stato in mate-
ecco perché, nonostante il suo ‘oro bianco’, ria di ordinamento civile. Per la Regione, che
Carrara è il secondo Comune capoluogo più su questa legge aveva puntato con forza, è
indebitato d’Italia (dato pubblicato dalla Cgia una sconfitta sonora. Per gli industriali lapi-
di Mestre). dei è una vittoria annunciata.
Negli ultimi anni sono state tentate varie Un problema centrale è quello che ri-
strade per cambiare la situazione. Dal mar- guarda i controlli. La stessa Arpat infatti
zo 2015 infatti era stato deciso che le cave ammette che in una situazione ed in un
di marmo diventassero tutte pubbliche e di territorio dove l’escavazione è così intensiva
proprietà del Comune di Carrara e, grazie il controllo non è programmabile, special-
alla Legge Regionale 35, tutti i circa 90 siti mente perché le risorse umane attualmente
estrattivi dovevano pagare il canone richie- presenti non consentono la ripetizione dei
sto. controlli in tempi brevi. Inoltre l’Arpat ha re-
La Legge prevedeva anche che al loro sca- centemente dichiarato che seppur le cave
dere le concessioni sarebbero state proro- presenti nell’area rispettino formalmente le
gate fino a 25 anni dall’approvazione del- Leggi in vigore, gli impatti sono difficilmente
la legge, alla condizione che i titolari delle contenibili proprio a causa della vastità del
cave, entro un biennio, avessero assunto fenomeno estrattivo.
l’impegno con tanto di convenzione a lavo-

La distruzione delle colline


a Campiglia Marittima (LI)

Nel resto della Toscana la situazione rima-


ne comunque di forte presenza di attività
estrattive a causa delle 380 cave in funzione
e circa 1.200 tra abbandonate e dismesse.
Continua ad essere uno dei casi più cla-
morosi, per la devastazione paesaggistica
ed ambientale che ne deriva, quello delle 5 cave presenti. L’area interessata ricade
cave sulle colline di Campiglia Marittima e all’interno di un SIC (Monte Calvi di Cam-
di San Vincenzo, in Provincia di Livorno, con piglia) e di un’area naturale protetta istituita

80 81
proprio dal Comune di Campiglia Marittima piglia Marittima va chiusa, l´attività estrattiva fatte brillare che - affermava ancora Fran- l’ex Sindaco di Campiglia. La concessione
per la particolare importanza naturalisti- non è più compatibile con la fruizione del covich - «hanno provocato lesioni nell´antica prevede che l’attività estrattiva non si fermi
ca del territorio. Ad aggravare il contesto Parco archeominerario di San Silvestro». Rocca di San Silvestro e, con la caduta dei prima del 2018, ma visto il rallentamento
è la presenza, messa a rischio, del Parco Si tratta di una battaglia aperta tra ambien- sassi, messo a repentaglio il passaggio dei negli ultimi anni, a causa della crisi del set-
Archeo-minerario di San Silvestro e della talisti e fautori del Parco contro i piani di visitatori lungo di itinerari del parco archeo- tore edilizio, la cava potrebbe continuare
Rocca medievale, entrambi siti culturali di cava di Monte Calvi dell´Amministrazione, logico e minerario». almeno fino alla fine del 2022. La società
notevole importanza ormai circondati dalle che prevedono che l´attività estrattiva del L’aspetto più assurdo è che la cava inizial- presentò al Comune nel 2015 una proposta
cave. La prima denuncia per questa con- calcare per le acciaierie di Piombino pro- mente sfruttata solo per le necessità all’in- di un nuovo piano di coltivazione per allun-
dizione decisamente critica era arrivata già segua fino al 2018. La cava in questione è terno del ciclo siderurgico delle fabbriche di gare le escavazioni di ulteriori 20 anni alla
nel 2007 da parte dell’archeologo Riccardo contigua al perimetro del Parco, due attività Piombino, è cresciuta fino a oltre 1 milione quale il Comune ha risposto negativamente,
Francovich: «La cava di Monte Calvi di Cam- giudicate incompatibili anche per le mine di tonnellate di materiale all’anno dopo la sottolineando che gli strumenti urbanistici
decisione nel 1998 di liberalizzare la vendita da quasi vent’anni affermano che le attività
del calcare da parte del Comune. Presidente estrattive a Campiglia devono andare ad
Val di Cornia | Livorno, Toscana
della Società che opera nella cava è oggi esaurimento con questi piani vigenti.

La riapertura della cava


di Gualdo Tadino (PG)

Anche in una Regione poco estesa come


l’Umbria la presenza di numerose cave, in
questo caso 83 attive e 77 tra dismesse ed
abbandonate, genera criticità notevoli nel
territorio su cui ricadono.
Come in molte aree d’Italia il problema cave
ha interessato e coinvolto un numero cre- comitato, culminata nel febbraio del 2010
scente di cittadini che si sono uniti formando con la presentazione del ricorso al TAR e
veri e propri comitati. È il caso del Comitato della richiesta di sospensiva, ha messo in
No Cave di Gualdo Tadino (PG), dove sono al evidenza come, se questo progetto andrà in
momento attive 7 cave, nato contro la va- porto, potranno essere estratti da un unico
riante al Piano Regolatore del Comune sito 2.700.000 metri cubi di materiale nei
che prevede la riapertura di alcune cave di 10 anni di attività programmati.
montagna dismesse (in località Vaccara), e In un territorio montano come quello in que-
che ha visto l’apporto di Legambiente Um- stione, già ampiamente sfruttato da attività
bria. In questo caso quello previsto non può estrattive e che si trova in prossimità di sor-
essere considerato un intervento di ripristino genti e punti di captazione di acqua ad uso
o risanamento ambientale, bensì una vera e civile di interesse regionale, come il pozzo
propria riapertura dei siti di cava, tra l’altro Vaccara ed il torrente del Rio Vaccara, e
rappresentando una pratica non ammessa nelle vicinanza del sito archeologico di Colli
dalla normativa regionale. La vertenza del dei Mori, il riavvio delle attività estrattive è

82 83
senz’altro da considerare come fenomeno
dannoso per la collettività. Tra gli altri aspetti
ai livelli del 2007, tra 0,25 e 0,45 euro a
metro cubo a seconda del materiale. Una
A sud di Roma
la riapertura di queste aree non porterebbe decisione semplicemente anacronistica che scompaiono le colline
benefici economici al territorio vista la mar- segue la moratoria di due anni di cui il com-
cia indietro sui canoni di concessione della parto delle attività estrattive ha beneficiato
Regione Umbria, già tra i più esigui d’Italia, per il versamento dei canoni di concessione
che hanno riportato i valori nel Marzo 2015 dovuti per 2014 e 2015. È impressionante l’immagine per chi oggi
percorre le strade che portano da Roma ver-
so il litorale ed il Grande Raccordo Anulare:
sta letteralmente scomparendo un territorio
Le criticità del Piano Cave di colline, divorato da un attività estratti-
va vorace. Nella zona tra Ponte Galeria e
della Provincia di Macerata Malagrotta, all’interno del Comune Roma, usi edili come la sabbia e la ghiaia appa-
l’estrazione di sabbia e ghiaia sta facendo iono quanto mai assurdi in una città come
diventare pianeggiante un territorio origi- Roma che se organizzasse il riciclo degli
Preoccupante è la situazione nel Comune nariamente caratterizzato dalla presenza di inerti potrebbe tranquillamente ridurre il
di Cingoli, con obiezioni e preoccupazioni dolci colline. prelievo da cava, magari innescando anche
espresse dagli stessi sindaci di Cingoli e Non a caso nel Comune di Roma risultano un serio processo di rinnovamento del parco
Treia sul recente nuovo Piano Cave provin- attive 32 cave di cui buona parte concen- edilizio esistente, puntando quindi sui rifiuti
ciale. Non solo infatti la messa a norma e trata in quest’area, ne sono censite 20 nel da costruzione e demolizione. Una imposta-
la riqualificazione ambientale delle cave di- bacino Rio Galeria Magliana, che presenta zione e attenzione al ciclo dei materiali che
smesse non sembrano essere una priorità anni ’70, hanno permesso il recupero e la un numero elevatissimo di aziende e di con- dovrebbe coinvolgere gli stessi cantieri in
nel PPAE approvato dalla Giunta Provinciale conservazione di abbondanti reperti arche- cessioni ma di cui nessuno sembra rendersi corso della Linea C della metropolitana, per-
il 15/10/2015, ma l’aggiornamento del pro- ologici del neolitico, dell’eneolitico, dell’età conto del devastante effetto complessivo ché la grande quantità di materiali estratti
gramma provinciale ha individuato come Picena e dell’epoca romana. I rinvenimenti che si sta generando. Ancor più allarmante potrebbe rappresentare una opportunità, se
“bacino estrattivo prioritario” nel comune di riferibili a differenti periodi, testimoniano il dato sulle cave dismesse con addirittu- correttamente programmata, di riutilizzo per
Cingoli anche una zona compresa fra Piane l’importanza che questa valle ha svolto nel ra 59 siti. altri usi dei materiali prodotti o di recupero
Mastro Luca e valle di Magliano, un’area passato, una valle ubicata lungo direttrici Questi enormi sbancamenti di materiali per di cave dismesse.
molto importante dal punto di visto paesag- commerciali che mettevano in collegamen-
gistico, naturalistico, storico e archeologico to la vallata del Musone con quella del Po- Ponte Galeria | Roma, Lazio
e adiacente all’area SIC della “Macchia delle tenza.
Tassinete”. Questi dati dimostrano in maniera inequi-
A Piane Mastro Luca è stata scoperta una vocabile quanto sia errato e dannoso voler
delle più antiche industrie litiche del terri- intraprendere una nuova attività estrattiva
torio marchigiano, strumenti in selce che nel sito indicato. Cingoli ha già pagato un
risalgono alla fase finale del Paleolitico infe- prezzo altissimo, sacrificando l’intera valla-
riore arcaico, mentre il complesso forestale ta del Rio Laque alle cave che hanno irri-
della “Macchia delle Tassinete”, il bosco con mediabilmente compromesso il paesaggio.
maggior presenza di tasso nelle Marche, è Risulta quindi del tutto evidente come una
un’area floristica e sito d’importanza comu- nuova cava distruggerebbe anche in questo
nitaria (SIC). caso un territorio eccezionale che dovrebbe,
Le ricognizioni archeologiche di superficie al contrario, essere valorizzato dal punto di
nella valle di Magliano, iniziate nei primi vista naturalistico, storico e agricolo.

84 85
La “groviera” di disturbo prodotti dalle attività estrattive
hanno interessato il comprensorio di Colle
la L.R. n. 17/2004 e comunque sino ad
esaurimento di quelle esistenti. Successi-
a Nord di Roma Sabazio, quartiere di Anguillara Sabazia. In vamente, nel 2014, la Regione Lazio, con
particolare i cittadini hanno richiesto l’analisi proprie deliberazioni, autorizzava le due so-
sulle emissione nell’atmosfera e sul rischio cietà all’apertura di nuove cave di basalto
di incidenti ed un monitoraggio permanente, nelle località di Quartaccio e Quarticillo ad
Un altro territorio del centro Italia in cui la anche con strumenti muniti di filtro di pon- Anguillara. Il Comune di Anguillara Sabazia
pressione portata dalle attività estrattive è derazione, per il controllo del rumore, delle proponeva quindi ricorso al TAR Lazio contro
ormai enorme è quello laziale, oltre i già vibrazioni e dell’inquinamento idrico e del le autorizzazioni rilasciate dalla Regione La-
citati casi del Comune di Roma. A Civita sottosuolo. zio chiedendo la “sospensiva” in attesa della
Castellana (VT), abbiamo già segnalato Da ultimo va segnalata una battaglia lega- decisione di merito. Il Tribunale Amministra-
come nel 2014, il Comando Stazione Fo- le in corso da parte della Giunta comu- tivo del Lazio ritenne di non concedere la
restale competente per territorio denunciò alle operazioni illecite. nale di Anguillara, la quale non ha accettato sospensiva stabilendo che la causa dovesse
il Direttore dei lavori ed un terzo soggetto Ad Anguillara Sabazia (RM), Comune che le proposte di transazione presentate dalle essere definita direttamente nel merito, sia
che operava per conto della società per si affaccia sul Lago di Bracciano a nord di due società di attività estrattive, finalizzate per la materia trattata, sia perché le parti
l’ampliamento di una cava in assenza della Roma, continua lo sfruttamento delle cave alla rinuncia da parte del Comune di An- erano due pubbliche amministrazioni per
prescritta autorizzazione paesaggistica e del di basalto. L’attività estrattiva di basalto nel guillara al ricorso pendente dinanzi al TAR cui il provvedimento cautelare non avrebbe
nulla osta idrogeologico. territorio di Anguillara rischia di determi- del Lazio. L’Ente locale sabatino conferma definito la questione. Quindi lo scorso anno
L’area sottoposta a sequestro si estendeva nare conseguenze per la salute per mi- quindi la volontà di voler proseguire l’i- la Regione Lazio iniziava l’iter per nominare
per oltre 13 ettari. Nella zona di estrazione gliaia di cittadini esposti alle polveri oltre ter davanti il Giudice amministrativo. È dal un commissario ad acta al fine di procedere
vige tuttora il vincolo paesaggistico in quan- a compromettere anche la stabilità delle 2010 infatti che il Comune aveva deciso di con le autorizzazioni. A questo punto l’am-
to contribuisce a pieno titolo a comporre il abitazioni. Nel 2009 è stata data la con- vietare l’apertura di nuove cave e qualsia- ministrazione comunale, per evitare il com-
quadro paesistico di insieme del compren- cessione per l’apertura di una nuova cava si altra nuova attività estrattiva sul proprio missariamento, rilasciò, tra aprile e agosto
sorio “Valle del Tevere” e che per la sua non in località Quarticillo, per un’estensione di territorio inoltrando l’atto al competente uf- del 2015, le autorizzazioni alle due società
comune bellezza merita l’applicazione delle oltre 270 mila metri quadrati, mentre altre ficio regionale. Veniva quindi negata l’auto- confidando nella prosecuzione dei ricorsi
norme di tutela ambientale. Le sanzioni pre- 3 cave (anch’esse di dimensioni importanti rizzazione delle istanze in itinere in sede di pendenti al TAR Lazio.
viste in questo caso, per violazioni ammini- e per un totale di 500 mila metri quadrati di conferenza di servizi, ad eccezione di even- Si tenne quindi la seduta di Consiglio co-
strative in materia di cave, che vanno dai superficie interessata) hanno già concluso tuali richieste di ampliamento di cave già munale dove si decise di sottoporre la
35.000 ai 350.000 euro. l’iter necessario per l’apertura. Oltre all’im- autorizzate. Nel 2012 il Comune approvava questione alla consultazione popolare
Situazione simile lo scorso anno, con inter- patto derivato dalle attività estrattive, polveri una mozione con cui si obbligava la Giunta del Comitato di quartiere che lo scorso
vento sempre da parte del Corpo Forestale di ed inquinamento acustico determinato dalle Comunale, lo stesso Consiglio Comunale e 27 giugno ha risposto con un secco no alle
Civita Castellana che ha posto sotto seque- esplosioni, è sempre più allarmante l’inten- l’Amministrazione a porre in essere tutte le cave di basalto: 394 no, 40 si e 5 schede
stro una cava di tufo presente nel territorio. sità del traffico pesante per il trasporto del azioni legali ed amministrative nei confron- bianche. L’ultima parola sul futuro delle
Dopo diversi mesi di indagini, sono scattati materiale cavato. Anche dal punto di vista ti della Regione Lazio per vietare le nuove cave di basalto spetta ora al TAR che si è
i sigilli per la cava e la denuncia all’autorità economico il caso di Anguillara pone seri cave di basalto al Quartaccio diffidando il riservato di decidere entro 60 giorni dall’u-
giudiziaria di diverse persone. L’accusa è di dubbi sulla gestione del territorio visto il Presidente della Regione Lazio a non rila- dienza tenutasi l’11 Ottobre.
attività estrattiva abusiva e di reato contro grande valore commerciale di pietre come sciare nuove autorizzazioni per apertura di
l’ambiente, secondo gli inquirenti, infatti, il basalto per il quale le aziende autorizzate cave. Si deliberava, inoltre, di verificare la
sarebbero stati estratti abusivamente circa all’estrazione versano solamente 2 euro al fattibilità con l’Ufficio tecnico e successiva-
200 mila metri cubi di materiale in una zona metro cubo nelle casse pubbliche. mente di approvare una variante urbanistica
in cui sono presenti vincoli paesaggistici. Le Purtroppo anche in questo caso le novità a tutela e salvaguardia dell’intero territorio
indagini riguardano il titolare dell’attività, vedono un peggioramento della situazione. comunale dall’apertura di nuove cave in
progettisti e tecnici che hanno contribuito Nel 2015 infatti i livelli di inquinamento e assenza di una seria programmazione del-

86 87
In Abruzzo danneggiato il La devastazione
patrimonio archeologico del paesaggio a Caserta

È un’altra vicenda che prosegue ormai per 317 cave abbandonate, 59 chiuse, al-
alcuni decenni quella dell’allarme cave in meno 26 abusive e 46 autorizzate: sono
Abruzzo e del patrimonio archeologico. Lo questi i numeri sulle attività estrattive nei
denuncia il Comitato Abruzzese per il pa- 104 comuni che compongono la pro-
esaggio e dell’Archeoclub che da 30 anni vincia di Caserta che detiene cosi il triste
conduce una dura battaglia su questo fron- primato sia per numero di cave presenti sia
te. orsi volanti, che in tutte le cave si erano per la pressione che tali attività generano te Associazione fra cui anche Legambiente
Le prime denunce nel 1987 quando venne registrati sconfinamenti e che non venivano sul territorio. In questa Provincia è presente Caserta in quanto l’area è soggetta a nume-
scoperta una necropoli italica composta mai eseguiti i risanamenti ambientali. Dopo una cava ogni 5,8 chilometri quadrati, piùd- rosi vincoli, ambientali, archeologici, pae-
di almeno una ventina di tombe, in località ulteriori denunce anche alla stampa degli el doppio rispetto alla densità del resto della saggistici ed idrogeologici. Ne è un esempio
Santa Spontanea di Rapino, all’interno di una scempi provocati dalle cave della Majella Regione. la cava Statuto, nel Comune di San Prisco
cava. Necropoli andata distrutta, così come nel novembre del 1999 finalmente il primo Per rendersene conto basta osservare lo (CE), dove per estrarre calcare sono sta-
nel 1991 andò distrutta la grotta preistorica sequestro da parte del Corpo Forestale dello stato dei monti Tifatini, nell’area fra Capua e ti “strappati” di fatto porzioni di montagna
degli orsi volanti a causa di uno sconfina- Stato. Nel 2003 le due società concessiona- Maddaloni, una zona già nota come “La città senza creare le strutture necessarie per il
mento di una società concessionaria per rie firmano un accordo nel quale si stabili- Continua”, oggi profondamente segnata dai ripristino dell’habitat naturale se non attra-
attività estrattiva di materiale inerte. Nel ’98 sce il termine dei 5 anni per la conclusione 20 siti estrattivi presenti, con fronti di cava verso nuovi prelievi di materiale.
l’Archeoclub inviò una sorta di diffida all’al- delle loro attività. Nel frattempo altri esposti enormi, visibili da ogni punto della città. Il problema paesaggistico non è dunque
lora Assessore regionale per fronteggiare il ed altre denunce, un Piano Cave regionale Come la cava Vittoria della Cementir, a Mad- l’unico elemento di evidenza: ad esso si
fenomeno delle continue violazioni ai ter- che ancora deve vedere la sua approvazio- daloni, a cui nel 2010 è stata concessa una aggiungono le modalità con il quale alcu-
mini e limiti delle concessioni da parte dei ne ed attività estrattive scadute che vanno proroga ventennale per l’estrazione di 9,5 ne “coltivazioni” di cava sono state portate
cavatori. Appello finito nel vuoto tanto che avanti in proroga, per arrivare agli scorsi milioni di metri cubi di calcare, attualmente avanti e oltre che l’influenza esercitato dalle
venne presentato un secondo esposto in mesi con i sigilli del Corpo Forestale dello finito in Tribunale per l’opposizione di mol- attività dai clan camorristici della zona che
Procura, a Chieti, nell’aprile del 1999 nella Stato sull’ennesimo presunto caso di scon-
quale si segnalava l’uso di esplosivi partico- finamento di una cava nel territorio di Rapi-
Caserta | Campania
larmente pericolosi che aveva determinato no che minaccia seriamente un’altra grotta
la distruzione parziale della grotta degli preistorica, quella del Colle.

88 89
proprio dalle attività estrattive fanno il punto tilizzo delle risorse naturali ed ambientali at-
di partenza per i loro traffici legati al ciclo del tiva ed alimenta un ciclo illecito, in relazione
cemento e a quello dei rifiuti. “In Campania al quale straordinari sono gli interessi delle
e nella provincia di Caserta”, recita infatti organizzazioni criminali.“
il testo della Commissione parlamentare Alle 20 cave di cui 7 tutt’ora in attività infi-
di inchiesta sulle attività illecite connes- ne si aggiungono le problematiche relative
se al ciclo dei rifiuti del febbraio 2013 “il ai due cementifici, (Moccia e Cementir), le
problema è particolarmente sentito per cui strutture, altamente incidenti sulla qua-
l’elevato numero di cave e per il mas- lità dell’aria, sono saldate al tessuto urbano
siccio utilizzo illecito che negli anni ne di Maddaloni e Caserta, posti a circa 500
è stato fatto [..] Cave abusive, città abu- metri di distanza l’uno dall’altro, e a poche
Caserta | Campania
sive, discariche abusive: nella Regione centinaia di metri dal sito in cui dovrebbe
Campania ed in particolare nella provincia sorgere il nuovo Policlinico della seconda
di Caserta ogni segmento connesso con l’u- Università di Napoli.

I guasti dell’attività
estrattiva in Puglia
Le cave nella
“Terra dei Fuochi” La Puglia si pone ai primi posti tra le Re-
gioni italiane per quantità di materiale
lapideo estratto e per numero di cave. La
I carabinieri del NOE nei mesi scorsi hanno sua vocazione nel settore estrattivo è legata
messo alla luce un traffico di rifiuti attra- alla natura geologica del territorio che ben si
verso la predisposizione di falsi documenti presta alla coltivazione di pietra da taglio per
di trasporto e falsi certificati di analisi nel uso ornamentale: un primato che si riflette relazione all’estensione del proprio territorio
Comune di Giugliano (NA). Oltre 250 mila però negativamente sulle criticità ambien- (cava ogni 8,1 Km2). La meccanizzazione
tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamen- tali amplificate per decenni dalla mancanza dei processi estrattivi ha di fatto cambiato
te in due cave nel cuore della Terra dei toposti a processi di separazione, vagliatura del PRAE, del catasto cave, e dall’estrazione profondamente il paesaggio modificando
Fuochi, in Campania, 14 persone, tra im- e macinazione mediante apposito impianto, senza titolo oneroso. I canoni applicati ai assetti idrogeomorfologici, penetrando in
prenditori e professionisti, agli arresti domi- peraltro in una zona a rischio idraulico, così 396 siti estrattivi attivi sul territorio pu- profondità sino a raggiungere falde acquife-
ciliari, un consolidato sistema e soprattutto come individuata dall’autorità del bacino gliese vanno da 0,13 centesimi a metro re, creando nuovi promontori composti dagli
un enorme danno ambientale. Di conse- nord occidentale della Campania. Situazio- cubo di materiale da taglio a 0,08 per il scarti di lavorazione e fronti di scavo enormi:
guenza sono state sequestrate anche le due ne simile nell’altra cava con la differenza calcare: un costo irrisorio considerato che tutto senza tenere conto di quelle che dove-
cave, la San Severino e la Neos di Giugliano che in questo caso i rifiuti provenienti dalle il prezzo alla vendita della pietra di Trani va- vano e devono essere le opere di ripristino e
in Campania, oltre ai mezzi di diversi dit- demolizioni venivamo miscelati con la poz- ria da 500 a 2.000 euro al metro cubo. messa in sicurezza del territorio.
te, aree di stoccaggio di rifiuti ed impianti. zolana prodotta nella cava, rivendendone il A questo si aggiunga un proliferare incon- Nell’ambito della regione pugliese i due
Presso la cava San Severino, autorizzata ad prodotto ad un’industria della Provincia di trollato dell’attività estrattiva che ad oggi principali bacini estrattivi, che pongono per
effettuare operazioni di ricomposizione am- Caserta, produttrice di laterizi e cemento. I conta per le sole cave dismesse le 2.522 evidente consequenzialità, anche rilevan-
bientale, in realtà venivano smaltiti i rifiuti controlli hanno infatti stabilito come i matto- unità con la Provincia di Barletta-An- ti impatti ambientali, sono Apricena (FG) e
provenienti da demolizioni di edifici della ni, destinati all’edilizia civile, presentassero dria-Trani che detiene il primato di provincia Trani (BT).
città e Provincia di Napoli, senza essere sot- una particolare fragilità. con la più elevata concentrazione di cave in

90 91
L’intensità con il quale si è cavato nel Co- ite dai materiali di sfrido formati anche da
mune di Apricena ha creato veri e propri blocchi di grandi dimensioni. Altre criticità
Apricena comprensori innaturali, rimodellando com- sono legate alla presenza di altissimi fronti
pletamente assetto, topografia e morfologia di scavo alti anche 80 metri e privi di gra-
del paesaggio. donate che rendono quasi impossibile la
Le maggiori criticità ambientali infatti sono messa in pristino dell’area e sottopongono
Il bacino della Pietra di Apricena, tra i prin- rappresentate dai giganteschi ravaneti: a gravi rischi le maestranze impegnate sul
cipali poli estrattivi italiani per quantità di enormi colline disordinate e soggette a fe- fondo cava.
materiali che vi si estraggono, si estende ai nomeni d’instabilità gravitazionale, costitu-
piedi del Gargano tra i comuni di Apricena,
Poggio Imperiale e Lesina. Su un esteso
territorio leggermente sopraelevato (100-
150 metri sul livello del mare) si presentano delle bancate che hanno, in breve tempo,
grandi cave a fossa delimitate da cumuli di sostituito del tutto i tradizionali sistemi di
inerti ed informi in continuo movimento per estrazione non più efficaci per le difficoltà di Trani
l’attività estrattiva in avanzato stato di svi- raggiungere profondità oggi assolutamente
luppo. semplificate (siamo passati in pochi anni,
Dopo il boom degli anni ’60, quando ancora infatti, al raddoppio delle iniziali fosse di col- Tra i Comuni di Trani, Andria, Bisceglie, Co-
l’attività estrattiva era affidata alla manuali- tivazione dai 30-40 metri iniziali agli attuali rato, Ruvo, Minervino Murge e Canosa si
tà dei “cavamonti”, lo sviluppo tecnologico 80-100 metri). estende il bacino della Pietra di Trani, sto-
degli anni ‘90, ha introdotto nuove mac- Bronzetto, Biancone, Fiorito, Filettato, Onda- ricamente il più vasto giacimento calcareo
chine per la movimentazione e sofisticate gata, Moganato e Serpeggiante sono tra le pugliese, almeno fino a alla fine degli anni
attrezzature e strumentazioni per il taglio varietà più diffuse di questo bacino. ’80, caratterizzato da una pietra diffusa in
ogni dove nei centri storici della Puglia cen- Trani e del Noe hanno scoperto negli scor-
Bacini di Trani e Apricena | Puglia trale dall’altopiano delle Murge fino ai primi si mesi numerosi illeciti in particolare nel
rilievi della Valle d’Itria. caso di due siti estrattivi. Sono state 10 le
Il settore estrattivo qui comprende cave uti- persone denunciate per reati in materia am-
lizzate anche per prodotti da macinazione bientale e paesaggistica, durante l’esecu-
come pietrisco e sabbie calcare e concentra zione di controlli effettuati nell’ambito della
al suo interno gran parte delle aziende pu- “campagna cave”, predisposta nel territorio
gliesi di trasformazione dei prodotti lapidei della Regione Puglia, al fine di verificare la
(40% circa del totale). rispondenza delle attività estrattive a canoni
Le maggiori criticità ambientali sono con- di legalità, nonché l’efficacia delle misure
nesse all’enorme numero di cave dismesse adoperate per recuperare le aree interes-
prima della normativa che impone l’obbligo sate dalla coltivazione delle cave, compiuti
di recupero ambientale di fine attività. La con il concorso di personale dell’ufficio At-
presenza di cave in prossimità di ‘lamè (tor- tività estrattive regionale, dell’Arpa Puglia e
renti effimeri) o della costa ha fatto emerge- dell’Autorità Di Bacino.
re importanti impatti ambientali connessi sia Ben 60mila i metri quadrati complessivi se-
alla modifica dell’assetto idrogeomorfologi- questrati dai carabinieri. All’esito delle rile-
co che alla emersione della falda acquifera vazioni, effettuate anche mediante l’ausilio
(località Ponte Lama, tra Trani e Bisceglie). di droni e conseguenti riprese foto e video
Proprio in questo territorio i carabinieri di geolocalizzate, è emerso difatti l’esercizio

92 93
I bacini di Trani e Apricena | Trani, Campania abusivo dell’attività, poiché svolta in aree tato lavori molto vicini alla linea ferroviaria
non autorizzate, ovvero a ridosso del greto Bari-Foggia, fatto che pur non costituendo
di un torrente occasionale sito in area sot- un pericolo attuale per la circolazione, di fat-
toposta a vincolo paesaggistico e gravato to impone la necessità di eseguire dei lavori
da elevata pericolosità idrogeologica. In una di consolidamento, finalizzati a scongiurare
delle cave i carabinieri hanno di fatto accer- il pericolo di instabilità nel lungo periodo.

Il far west Calabria

Nella Regione Calabria fino al 2009 si è


potuto cavare senza che fosse vigente al-
cuna Legge Regionale che regolasse il
settore. Nonostante l’introduzione della
L.R. 40/2009 e dei canoni di estrazione, al
momento le informazioni relative al settore
estrattivo di questa Regione sono anco- in questo caso, venivano ricoperte con ter-
ra troppo poco dettagliate. Ad esempio le ra per simulare una coltivazione agricola.
cave attive risultano essere 237 mentre non Un altro esempio importante che evidenzia
esiste un censimento di quelle abusive né la condizione di queste attività in Calabria
tantomeno uno dei siti abbandonati se non è quella del cantiere di lavorazione degli
parziale (49 le cave certificate dismesse). inerti, situato nel Comune di Rocca di Neto.
Il problema più sentito in questo territorio ri- Questo sito, prima dell’avvenuto sequestro,
guarda il controllo che le ecomafie eser- veniva costantemente alimentato con l’atti-
citano sull’attività di cava, che permette vità di estrazione illegale, causando in que-
di tenere sotto controllo il ciclo del cemento sto modo vere e proprie voragini nel terre-
e di riutilizzare le aree abbandonate come no. Impressionante per dimensioni un’altra
discariche abusive con presenza di rifiuti cava, ormai nota alle cronache, finita sotto
pericolosi. sequestro nel giugno 2005: è quella di iner-
Gli effetti sono evidenti nel paesaggio ca- ti realizzata a Lamezia Terme, che sarebbe
labrese, con torrenti e fiumi deviati (come per materiale estratto (1,4 milioni di metri
il Torbido e il Neto), boschi e aree Sic can- cubi) la più grande della Calabria e una delle
cellati. più estese del Mezzogiorno.
Una delle vicende più note è quella che ri-
guarda ben quattro cave abusive nel territo- Altro sequestro importante è stato quello
rio di Dune di Rovereto, nel Comune di Isola della cava in località Sciacca nel Comune
Capo Rizzuto, una zona Sic (Sito di interesse di Monterosso Calabro (VV) avvenuto nel
comunitario), particolarmente pregiata e a marzo del 2011. Qui il Nucleo Investigativo
ridosso dell’area marina protetta. Le buche, di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo

94 95
Forestale dello Stato, nell’ambito di un ser- (CZ) ha proceduto al sequestro di un’area
vizio di controllo del territorio finalizzato alla utilizzata per la coltivazione e l’esercizio di
prevenzione e repressione di illeciti ambien- una cava che, da accertamenti effettuati,
tali nei pressi dell’Oasi Naturale del Lago risultava essere totalmente abusiva. In par-
Angitola, ha scoperto la ripresa dell’attività ticolare, il personale del Corpo Forestale ha
estrattiva in una cava di circa 30.000 metri individuato all’interno di un’area di proprietà
quadri, già sottoposta parzialmente a se- privata nel Comune di Belcastro in località
questro penale pochi mesi prima. I materiali Fieri, la presenza della cava e, dalle prime
estratti venivano trattati mediante un vec- indagini, utilizzando anche il programma
chio impianto per il lavaggio e la selezione Sim (Sistema informativo della montagna), è
degli inerti. risalito al proprietario del terreno che risul- Custonaci | Trapani, Sicilia
Sempre nel 2011 il Corpo Forestale dello ta essere estraneo ai lavori effettuati. Dagli
Stato di Montalto Uffugo (CS) ha posto sotto accertamenti, è emerso anche che l’area
sequestro una cava abusiva usata per l’e- oggetto di sbancamento, a utilizzo abusivo veniva esercitata una vera e propria attività e ZPS con tutte le limitazioni che ciò com-
strazione di materiale inerte. L’area posta di cava per il prelievo di materiale inerte ad estrattiva in dispregio di tutte le norme esi- porta alle attività estrattive, e che il recente
sotto sequestro, in Contrada “Insidia”, è uso industriale, è stata realizzata in un ter- stenti in materia di tutela ambientale. Piano Forestale va proprio a contrapporsi
una proprietà privata di 3.500 metri qua- reno rimboschito con fondi pubblici a tota- Al riguardo è importante sottolineare come con quanto presente attualmente sul terri-
drati, sottoposta a vincolo idrogeologico e le carico dello Stato nel 1967 da parte dei proprio i territori di questa Provincia, almeno torio.
paesaggistico, dalla quale veniva cavata Consorzi di bonifica raggruppati della Pro- per buona parte, perimetrate come zone SIC
sabbia e ghiaia senza alcuna autorizzazione vincia di Catanzaro e Crotone Alli-Castella,
comunale e regionale, senza l’utilizzo delle inoltre è vincolata dalla Legge in quanto è
obbligatorie misure di sicurezza. stato investita negli anni da diversi incendi
Più recentemente, nel 2015, il personale boschivi. Lo scempio paesaggistico
del comando stazione forestale di Sersale
a Monastir (CA)

Le attività estrattive Anche l’altra grande isola, la Sardegna, pre-


senta al suo interno una grande quantità di
illecite in Sicilia cave attive, 303 e 492 siti abbandonati e
dismessi.
Un esempio clamoroso di come sia deva-
Una delle Regioni al vertice della triste clas- stante l’attività estrattiva viene da Monastir,
sifica per numero di cave attive nel proprio piccolo Comune della Provincia di Cagliari. zione di 140.000 metri quadrati, il tutto in
territorio è la Sicilia, con 420 siti attivi e 691 Qui una collina con insediamenti prenura- un’area sottoposta a vincolo archeologico
dismessi. gici e nuragici di grande interesse archeo- e, ovviamente, in assenza di autorizzazione.
Tra le zone più colpite della Regione per la logico è stata sventrata per ricavare ghiaia L’aspetto ancor più clamoroso è che il pro-
presenza di centinaia di cave, in particolare e sabbia per l’edilizia. La Guardia di Finanza prietario dell’azienda che effettuava gli scavi
di calcare e marmi, spicca la Provincia di Comune di Valderice. Il sito in questione si ha sequestrato la cava nel 2010 mentre rischia, oltre all’arresto fino a due anni, un’
Trapani. Qui la concentrazione delle attività estende su un’area di 45.000 mq che in l’attività proseguiva da 36 anni. Inizialmen- ammenda compresa fra 15.000 e 51.000
mafiose viene evidenziata dai numerosi se- precedenza aveva visto presentato un pro- te l’area di cava interessata era di circa euro, senza dubbio una cifra iniqua rispetto
questri di cave aperte abusivamente, come getto, e le relative autorizzazioni, per un’ at- 6.500 metri quadrati mentre il sequestro al disastro ambientale e paesaggistico cre-
nel caso di un’area in contrada ‘’Mafi’’ nel tività di bonifica dell’area, mentre in realtà ha fatto emergere una superficie di estra- ato.

96 97
L’amianto nelle cave Merone | Como, Lombardia

di Orani (NU)

Una cava nel territorio di Orani, che estrae


i feldspati destinati alle aziende del viterbe-
se dedite alla produzione di sanitari, è stata
sequestrata nel Luglio scorso perché è stata
riscontrata la presenza di tremolite d’amian-
to tra i materiali estratti.
Sono state le analisi dell’Arpa Sardegna a provvedimento aveva colpito la cava sarda.
rilevare la presenza di asbesto nei minerali Per la Regione, che ha affidato in conces-
estratti ad Orani. I risultati delle verifiche ef- sione la cava di Orani alla Maffei, il pro-
fettuate dall’Agenzia regionale confermano blema tremolite sembra non essere mai
quanto era già emerso dagli accertamenti esistito visto che non è mai stata citata la
effettuati dall’Asl di Viterbo e dal Politecnico presenza di amianto nel Piano delle attività
di Torino un anno fa. In quel caso era stata estrattive, un Piano stralcio e mai entrato in
rinvenuta la presenza di tremolite d’amian- vigore, né nel Piano regionale di protezione
to nei feldspati arrivati nel Lazio da Orani. A dall’amianto licenziato dalla Giunta regiona-
quel punto era scattato il sequestro dell’im- le a fine 2014.
pianto di stoccaggio laziale. Ma nessun

LE BUONE PRATICHE
Cambiare la situazione delle attività estrat-
6
sono tre le direzioni da intraprendere per
tive nel nostro Paese è possibile. Lo dimo- una corretta gestione del ciclo estrattivo e
strano diversi esempi in giro per l’Italia che della sua integrazione nel paesaggio italia-
segnano già la strada da intraprendere per no.
cambiare il futuro del settore. In particolare

98 99
1 | Le buone pratiche di gestione dell’attività
estrattiva e recupero contestuale delle aree
Il miglior recupero ambientale nasce in- e spesso, una volta ottenuta, il progetto di
nanzitutto da una corretta coltivazione, recupero ambientale veniva messo in un
condotta con buona tecnica e secondo un cassetto ed era un qualcosa a cui pensare
idoneo progetto, e dovrebbe sempre esse- all’esaurimento della cava. In realtà, ed in
re effettuato contestualmente all’attività di accordo con le moderne concezioni di at-
cava, anche se, come visto, in molte Regioni tività estrattive, il miglior recupero ambien-
non è un requisito di Legge. Questo perché, tale di una cava deve nascere nella fase
oltre alla componente visiva, non si può e di progettazione della cava. Ogni azienda
non si deve mai lasciare un fronte idroge- estrattiva sia grazie ai metodi di coltivazione
ologicamente instabile, franoso, polveroso. per splateamento dall’alto verso il basso ma
Il concetto alla base deve essere quello di soprattutto ad una diversa sensibilità degli
vedere l’attività estrattiva come opera che operatori del settore, deve considerare il re-
si attua per un tempo determinato e questo cupero ambientale qualcosa di contestuale
aspetto deve essere considerato fin da prin- alla coltivazione in modo fondamentale ed a
cipio. Il ripristino deve prevedere che al ter- pieno titolo a partire già dalla fase proget-
mine delle operazioni di cava si avrà un’area tuale; deve essere considerata a tutti gli
avente caratteristiche sostanzialmente simi- effetti una delle fasi della coltivazione e
li alle originarie, così da poter riprendere le la stessa coltivazione deve essere impostata
sue primitive destinazioni d’uso e non deve in funzione del recupero finale.
ad esempio cambiare la morfologia. La si- Un fattore da non trascurare è che la pos- Il recupero contestuale all’attivita’ di cava a Bagnasco | Cuneo, Piemonte
stemazione è necessaria invece al fine di sibilità di effettuare il recupero ambientale
predisporre il sito, dal punto di vista morfo- simultaneamente all’attività di coltivazione,
logico ed idrologico, ad un qualsivoglia re- permette di monitorare l’effettivo risultato l’impianto di cava avviene mediante un for- –– Abbattimento della roccia: viene esegui-
cupero finale, idoneo tuttavia a garantire la del recupero e la corrispondenza alle pre- nello di diametro 3,7 m alla cui base si trova to con esplosivo di II° categoria con vo-
stabilità dei luoghi e la sicurezza ambientale visioni progettuali; di fatto il rinnovo auto- la camera di frantumazione. late di mine verticali; la perforazione dei
in genere. rizzativo o il provvedimento autorizzativo Una galleria collega poi la camera di frantu- fori da mina (diametro di 76 mm maglia
La rinaturalizzazione, effettuata in genere strutturato per fasi diventa per gli Enti uno mazione con l’esterno dove il calcare viene 3x3 m circa e profondità di 10-12 m a
al termine o all’abbandono per lunghi perio- strumento di controllo molto efficace. trasportato, tramite nastro, per una ulteriore seconda dell’altezza del gradone) avvie-
di della cava, consente una rapida ma con- frantumazione, vagliatura e stoccaggio dei ne con apposita macchina perforatrice.
trollata azione degli agenti naturali - fisici, prodotti finiti. L’attività di coltivazione avvie- –– Carico e trasporto del calcare dal fronte
Coltivazione e recupero ambientale nella ne secondo le seguenti fasi: cava al fornello: il materiale abbattuto
chimici e biologici - ridando volutamente un
aspetto più naturale a scavi e riporti effet- cava di calcare a Bagnasco (CN) –– Scopertura del terreno vegetale: lo sta- con esplosivo, detto tout-venant, viene
tuati dall’uomo. Questi interventi servono ad La cava di Bagnasco, gestita dalla Fassa to superficiale di terreno viene rimosso caricato su dumper con escavatore o
accelerare l’azione della natura. Bortolo, appartiene alla tipologia di cava e accumulato in depositi temporanei, in trasportato direttamente con pala gom-
di monte ed è coltivata a gradoni per fette modo da poter essere riutilizzato per il mata al vicino fornello.
Storicamente, e purtroppo ancor oggi, il orizzontali discendenti su più livelli e, per ri- recupero ambientale della cava. Questa –– Frantumazione primaria: il frantoio è
progetto di una cava si focalizzava soprat- durre l’impatto sull’ambiente circostante, il lavorazione è effettuata con escavatore, ubicato nella camera di frantumazione
tutto sull’ottenere la mera autorizzazione collegamento tra il fronte in coltivazione e pala gommata e dumper. alla base del fornello che funge da si-

100 101
Bagnasco | Cuneo, Piemonte los di alimentazione e viene mantenuto raneo, da parte di Fassa Bortolo, ed ha con- di estrazione in modo altamente meccaniz-
pieno riportando costantemente in alto sentito anche la chiusura della vicina cava a zato: con elevata produttività, in sicurezza
i volumi estratti in basso. Il gruppo di cielo aperto già sfruttata in passato da pre- per il personale di cava e, soprattutto, con
frantumazione primaria è composto da cedenti coltivazioni. L’esperienza è poi stata un trascurabile impatto visivo che rende
un estrattore, un vaglio sgrossatore, un consolidata e collaudata con altre attività in compatibile l’attività estrattiva con l’attività
frantoio primario a mascelle e un impian- sotterraneo: la cava di Moncucco Torinese turistica e vitivinicola tipiche di questa por-
to di aspirazione delle polveri. Dalla ca- (AT) e la cava di Calliano (AT). I giacimenti di zione di territorio piemontese.
mera di frantumazione partono due na- gesso che si trovano nelle zone del Monfer-
stri trasportatori che corrono sovrapposti rato piemontese sono generalmente di ele- L’attività estrattiva è inevitabilmente legata
su un fianco della galleria e consentono vata qualità e la coltivazione in sotterraneo al mutamento sostanziale (a volte allo stra-
il trasporto all’esterno delle due frazioni permette di arrivare alla parte migliore del volgimento) degli equilibri naturali del ter-
0-100 mm (passante dal vaglio sgrossa- giacimento favorendo l’estrazione del mine- ritorio in cui viene insediata, in quanto ne
tore) e 0-250 mm (dal frantoio). La di- rale di gesso non inquinato da argille, marne modifica in misura rilevante l’orografia, la
mensione della galleria (6 m di larghezza o gesso alterato, come spesso avviene con geomorfologia, gli equilibri idraulici, le com-
per 5 di altezza) consente l’installazione le coltivazioni a cielo aperto. L’impiego di ponenti naturali, la qualità dell’aria e delle
dei nastri trasportatori mantenendo su tecnologie innovative per il settore, ovvero acque sotterranee. Si basa fondamental-
un lato un passo d’uomo per le manu- abbattimento meccanico con frese roadhe- mente sullo sfruttamento intensivo del suo-
tenzioni e sull’altro lato un comodo pas- ader, favorisce l’organizzazione del cantiere lo, una materia prima non rinnovabile che
saggio carrabile (3,75 m di carreggiata)
che permette l’ingresso dei mezzi per la
Moncalvo | Asti, Piemonte
manutenzione dell’impianto.
–– Frantumazione secondaria e vagliatura:
è collegata alla camera di frantumazione
primaria con nastro trasportatore e con
la successiva vagliatura consente di ef-
fettuare lo stoccaggio dei prodotti finiti.
–– Recuperi ambientali: i lavori di recupero
ambientale delle aree dimesse dalla col-
tivazione, avvengono secondo gli schemi
descritti in precedenza come previsto nel
progetto autorizzato.

Coltivazione in galleria
e recupero ambientale in una cava
di gesso a Moncalvo (AT)
La coltivazione di cave in sotterraneo rappre-
senta una soluzione tecnica che consente un
razionale sfruttamento dei giacimenti mine-
rari a fronte di un ridotto impatto sul paesag-
gio e l’ambiente circostante. A Moncalvo, in
Provincia di Asti, è iniziata nel 1993 la colti-
vazione della prima cava di gesso in sotter-

102 103
turale con il coinvolgimento del Consorzio con specie arboree, arbustive, floristiche
Parco Monte Barro. Altri esempi di ripristino autoctone hanno permesso la messa in si-
e rinaturalizzazione delle aree di cava sono curezza delle aree reinserendole nel conte-
presenti a Spoleto (TR), Teramo, Sciacca sto naturale nonostante i fronti di cava fos-
(AG), Florinas (SS) e Lamezia Terme (CZ). Le sero caratterizzati da pareti di calcare quasi
aree in questione erano e in alcuni casi sono verticali (40-70° di pendenza) o in condi-
ancora siti estrattivi attivi di calcare, argilla zioni ambientali a contorno critiche (versanti
o sabbia silicea con fronti di scavo ad ele- esposti a forti venti o piogge torrenziali) e
vata pendenza e problemi, soprattutto nel importanti avanzamenti dei fenomeni di de-
caso delle sabbie, di dissesto idrogeologico sertificazione, instabilità delle scarpate con
locale, impatti visivi ed erosione causata scollamenti e cedimenti che la rinaturalizza-
dall’assenza di specie arboree e una matri- zione eseguita attraverso tecniche di inge-
ce consolidata. gneria naturalistica è riuscita ad arrestare.
Gli interventi di piantumazione realizzate

Recupero ambientale della vecchia cava a Moncalvo | Asti, Piemonte

L’ingresso della cava in sotterraneo di Moncalvo | Asti, Piemonte

necessita inoltre di lavorazioni secondarie, notevole impatto visivo. Negli anni ’90 è sta-
comunque impattanti, per essere utilizzato to rivisto il progetto di coltivazione della cava
come matrice nell’attività edile nella sua riprendendo la coltivazione dall’alto verso il
accezione più generale. Per questi motivi è basso e realizzando, al posto dei gradoni,
importante che gli esempi di innovazione in delle scarpate con pendenza variabile in
questa direzione siano conosciuti e nel no- modo da armonizzare la morfologia con il
stro Paese. paesaggio circostante.

Un esempio interessante è la cava attiva di Un altro esempio è la Cava Valle Oscura,


marna e calcare di Ponte Oliveti, in Tren- nel Comune di Galbiate (LC), situata all’in-
tino Alto Adige, gestita da Italcementi e ubi- terno del confine del Parco Naturale del
cata in un contesto ambientale e paesag- Monte Barro dove il progetto di recupero ha
gistico caratteristico, riflette un esempio di l’obiettivo di creare un nuovo ambiente con
progettazione modificata per minimizzare gli caratteristiche simili a quelle delle aree cir-
impatti visivi ed attuare il graduale recupero costanti non interessate dall’attività estrat-
ambientale. Il progetto iniziale prevedeva la tiva attraverso un rimodellamento naturale
coltivazione della cava a gradoni, dal basso dell’area ed il potenziamento dei valori di
verso l’alto, con più di scavo aperti con un biodiversità presenti nell’area del Parco Na-

104 105
2 | Le buone pratiche di recupero di cave dismesse La rinaturalizzazione del territorio in il paesaggio circostante. L’esigenza princi-
pale è quella di reinserire l’area coltivata nel
Provincia di Cuneo
paesaggio circostante e nello stesso tempo
Nei Comuni di Robilante e di Roccavione,
L’Oasi di Merone (CO) interventi di manutenzione delle opere di assicurare la stabilità del pendio su cui si è
recupero ambientali completate nei primi in provincia di Cuneo, il recupero ambienta-
Scopo dell’intervento di recupero realizza- operato.
anni Ottanta. La sistemazione delle vie di le della cava “Gavota Noisa” è stato incen-
to nella ex miniera di marna presente nel trato sulla creazione di due specchi d’acqua
Comune di Merone, in provincia di Como, accesso e dei percorsi interni, l’installazio-
ne di barriere di protezione, l’attrezzatura di artificiali e il rimboschimento con latifoglie L’albergo nella cava a Favignana (TP)
è stata invece la creazione di un oasi na- caratteristici dell’area con lo scopo di creare
turale attraverso con caratteristiche simili a aree di pesca hanno contribuito alla fruibilità In una delle storiche cave di calcarenite pre-
pubblica del sito negli anni successivi. Per un ambiente capace di accogliere le specie
quelle del paesaggio circostante attraverso senti sull’isola di Favignana ha preso forma
questo motivo, a conclusione dell’Anno per animali caratteristiche della zona del piano
un recupero naturalistico della depressio- il Cave Bianche Hotel che, grazie ai suoi
l’Ambiente 1987-1988 una giuria interna- montano. Le presenze animali sono carat-
ne risultante dalla coltivazione della minie- volumi e alle planimetrie rispettose degli
zionale ha assegnato alla società il I Premio terizzate infatti dal moscardino, la faina, la
ra, andando a creare due laghetti artificiali ambienti, valorizza un patrimonio unico per
per aver trasformato la miniera esaurita di donnola, il falco pecchiaiolo, la capinera, il
alimentati dalla “roggia Cavolto”, piccolo questo territorio. Le cave con la loro pietra
Baggero in un Parco Naturale. cuculo; sono presenti anche popolamenti
affluente del fiume Lambro, attraverso gli creano un gioco di luci riflesse che vanno ad
faunistici di specie appartenenti ad ambien-
unirsi alla geometricità dei blocchi.
ti acquatici (torrente Vermenagna, fossi e
Merone | Como, Lombardia stagni) come la trota comune, la trota mar-
Il paesaggio dell’isola di Favignana è ca-
morata, il rospo comune, la rana montana,
ratterizzato da una moltitudine di spazi
l’airone cinerino, etc.. Il progetto di recupero
ipogei, vecchie cave a fossa utilizzate un
della cava ha l’obiettivo, oltre quello di rag-
tempo per l’escavazione della calcarenite.
giungere il graduale reinserimento dell’area
L’escavazione del tufo era infatti una fra le
nel contesto territoriale, di incrementare il
più importanti attività dell’isola. Il progetto
grado di biodiversità ed il valore naturalistico
dello Studio Cusenza+Salvo, coordinato
del sito con un incremento del 160% della
con la soprintendenza di Trapani, prevedeva
superficie forestale rispetto allo stato attuale
la realizzazione di una struttura alberghiera
e la costituzione di due specchi d’acqua.
attraverso il recupero della più grande cava
di calcarenite di Favignana dismessa negli
Il recupero di aree dismesse per usi ricre- anni ottanta.
ativi, turistici e naturalistici sta diventando
una pratica diffusa in molte realtà, sia at- La prima fase dei lavori di recupero ha do-
traverso un intervento degli stessi cavatori vuto affrontare da subito problematiche di
sia da parte di pubbliche amministrazioni in carattere ambientale e di carattere tecnico/
aree dimesse e abbandonate. architettonico. Il progetto di albergo ipogeo
Nel caso di una cava in un’area pianeggian- infatti si è prefissato di non modificare gli
te, l’area escavata può essere riempita in spazi escavati di fondo cava ed i grandi
parte con lo stesso terreno vegetale in pre- muri di calcarenite (veri e propri monoliti alti
cedenza asportato e ricoperta con humus anche 12 metri e spessi fino a 5) residuati
agricolo o trasformata in lago. Nel caso di dell’attività estrattiva che ha avuto inizio nei
una cava impiantata sul pendio di un monte, primi anni del ‘900.
il restauro ambientale risulta più complesso Gli spazi di fondo cava delimitati dai muri
e delicato dato l’impatto che quasi sempre di calcarenite hanno stabilito il dimensiona-
questi interventi esercitano sull’ambiente e mento e lo sviluppo planimetrico ed altime-

106 107
dell’area che ospitava un tempo una cava di non erano stati eseguiti studi sulle caratteri-
sabbia, ed oggi è divenuto un centro di pro- stiche del giacimento. Dagli anni ‘80 gli sca-
duzione culturale, di riscoperta del territorio, vi hanno portato alla luce oltre 2.000 pezzi.
di valorizzazione delle tradizioni culturali e La maggior parte dei fossili è costituita
dell’ambiente del Veneto. da pesci perché nel Pliocene tutta la zona
In questo senso, si può dire che rappresenti del giacimento era sommersa dal mare. Il
un esempio di come un’attività inquinante e deposito di pesci fossili del Marecchia è
deturpante dell’ambiente possa essere re- importante perché è stato trovato un largo
cuperata ad una funzione di utilità sociale. numero di esemplari interessantissimi sono
La gestione del Parco è stata affidata, dopo stati trovati, per esempio, fossili di pesci
10 anni di avvio e gestione da parte del- oggi viventi in acque tropicali e subtropicali
la Cooperativa Sociale Terra di Mezzo, dal (Oceano Indiano e Pacifico).
2010 ad una associazione temporanea di Il Parco della Cava è stato realizzato con il
Cave Bianche Hotel, Isola di Favignana | Trapani, Sicilia imprese formata da 3 cooperative sociali. contributo della Regione Emilia-Romagna
In quest’area sono presenti una sala mo- e della Provincia di Rimini, ed è stato inau-
stre, un’ osteria tipica veneta, un forno per gurato il 20 Maggio 2000.
trico del complesso ipogeo che si configura entro la linea orizzontale segnata dallo skyli- la produzione del pane, orti sociali, aree gio-
secondo una sequenza di volumi separati ne, riferimento assunto quale vincolo domi- chi per bambini ed il Casón, il tipico edificio
l’uno dall’altro attraverso tagli verticali che nante dai progettisti per i nuovi inserimenti, rustico della tradizione colonica veneta, è Il fotovoltaico nelle ex cave
lasciano filtrare la luce negli spazi interni. con particolare sguardo all’edificio segnante stato adibito a museo della civiltà contadina. L’impianto fotovoltaico realizzato dal Comu-
L’edificio, come un fossile, riproduce il ne- il bordo del bacino di scavo. Si mescolano Buona parte delle attività educative del Par- ne di Montechiarugolo (PR) a monte delle
gativo di una realtà passata. L’area interes- qui l’esperienza diretta di chi fruisce lo co etnografico sono rivolte al mondo della casse di espansione del fiume Enza, sorge
sata dalla struttura alberghiera si estende spazio avendo in ritorno l’effetto particola- scuola, mentre è presente un laghetto per le in una ex-cava abusiva dove, parallelamen-
per una superficie di 13.000 m2. La zona re di eco e calpestio all’interno del piccolo attività ricreative. te alla posa dei pannelli è stata avviata la
di escavazione ha un’estensione di 9.500 canyon ed il teatro all’aperto occupante la rinaturalizzazione dei luoghi circostanti. Il
m2. Gli edifici occupano in parte la quota del porzione opposta al nuovo edificio entro il parco solare da 1,94 MW di potenza copre
piano di campagna, ed in parte la quota di bacino di scavo, quale sede per rappresen- Il Parco dei fossili a Poggio Berni (RN) il 135% dei consumi energetici comunali e
escavazione. tazioni musicali d’ogni tipo, con speciale Anche in provincia di Rimini, a Poggio Ber- sorge ai margini di una zona Sic-Zps in un
attenzione a quelle di natura locale e tra- ni, è stato creato un Parco in un’area che luogo risultato difficile da recuperare ad altri
dizionale. Con coinvolgimento dei medesimi vedeva la presenza di attività estrattive. La usi ma che ben si adattava ad accogliere un
Il Parco dei Suoni a Riola Sardo (OR) progettisti alle fasi organizzative prende qui sua collocazione è fortemente significativa impianto fotovoltaico a terra di medie-gran-
Il centro agricolo di Riola Sardo è situato luogo la manifestazione etno-musicale “Mu- per una duplice considerazione perché da di dimensioni. La centrale è stata realizzata
sulle sponde del Rio Foghe ed è qui che sor- siche nel Sinis”. Sotto questi aspetti appare una parte appunto ha permesso il recupero secondo modalità avanzate, con i pannelli
ge il Parco dei suoni, realizzato nelle cave chiaro come l’intervento si produca in slanci ambientale dell’attività di cava mentre installati su pali, senza pesanti opere di fon-
dismesse d’arenaria a Su Cuccuru Mannu, dai contenuti urbanistici sovralocali impor- dall’altra la sua ubicazione, proprio nelle damenta, in modo da lasciare libero il ter-
considerato tra gli spazi più suggestivi e in- tanti, anche alla volta della ricercata desta- vicinanze del giacimento fossilifero, le reno. Nell’area intorno all’impianto è stato
soliti di tutta l’Isola. Il tema sonoro-musicale gionalizzazione del turismo in Sardegna. attribuisce un ruolo altamente significativo. realizzato un progetto di rinaturalizzazione,
costituisce la spina dorsale della visita e si Fin dagli anni settanta il professor Pietro preceduto da un attento studio di osserva-
articola in un insieme di percorsi che attra- Zangheri, studioso del nostro territorio, indi- zione sull’avifauna e la microfauna, che ha
versano gli spazi delle cave, caratterizzati Il Parco etnografico a Rubano (PD) cava la presenza di fossili nel fiume Marec- portato alla creazione di una zona umida e di
dalle concrezioni rocciose scolpite dal tem- Il parco etnografico di Rubano è una chia. In seguito Stefano Sabattini, appassio- una valorizzazione di un boschetto ripariale
po e dalle attività dell’uomo. struttura pubblica del Comune di Ruba- nato di archeologia, individuò l’esistenza di con piantumazioni e posa di necromasse. La
Tutto l’intervento si mantiene con nettezza no in provincia di Padova. Sorge su parte questo giacimento fossilifero; fino ad allora realizzazione del parco fotovoltaico, iniziata

108 109
nell’autunno 2010, ha visto un costo di oltre la messa in pratica di tecniche innovative logici all’aperto d’Italia. rizzazione del territorio legato al marchio
7 milioni di euro finanziato per 400mila euro per il recupero delle aree di cava abban- Tra le cave di pianura è interessante evi- turistico Po Confulenze Nord Ovest, all’in-
dalla Regione Emilia-Romagna, 46mila euro donate (tra cui le aree golenali del fiume denziare il caso di Bondeno (FE). In questo terno del quale si svolge anche una speci-
dal Comune e per la parte restante tramite Po) e lo sviluppo di sistemi per il riciclo del Comune l’estrazione di materiale sabbioso fica azione di riqualificazione dell’area che
un leasing in costruendo, i cui canoni decor- materiale inerte. iniziò nel 1984 con un’area interessata di è stata denominata “Il Po dei Laghi”. Tra le
reranno dal completamento della struttura. Tra le decine di aree recuperate in tutta la oltre 100 ettari. Mentre l’attività estrattiva è principali opere di riconversione ambientale
Anche in provincia di Modena nel Comune Regione, disseminate in tutte le province, ancora in corso viene contestualmente re- vi è quella della salvaguardia della limitrofa
di Guiglia si è scelto di riutilizzare i 20 ettari spicca la zona di Collecchio (PR). In partico- cuperata una parte adibita a zona ricreativa Lanca di San Michele, un’area originatasi
di un ex sito estrattivo per la produzione di lare un’area estrattiva, quella di Madregolo (spiaggia, esposizioni d’arte) mentre in altre nel 1977 a seguito di un salto di meandro
energia elettrica attraverso l’istallazione di situata ai margini del torrente Taro, ha visto porzioni del sito sono state ricreati gli habi- da parte del Po e che ad oggi mostra un
un impianto fotovoltaico da 6 MW. La cen- nel corso degli ultimi anni una evoluzione, tat naturali con penisole ed isolotti che han- particolare ecosistema dove trovano rifugio
trale, entrata in esercizio nel secondo qua- passando dalla tradizionale attività di cava no favorito il ritorno della flora spontanea e molte specie di uccelli, favoriti da una ricca
drimestre 2011, contribuisce a soddisfare alla localizzazione di uno dei principali siti della fauna. e tipica vegetazione palustre, che annovera
il fabbisogno energetico corrispondente al regionali in cui vengono riciclati i materiali canne, ontani, salici e pioppi neri.
consumo annuale di circa 2.000 famiglie, inerti. Quando è terminata l’attività estratti-
evitando l’immissione in atmosfera di cir- va, nel corso del 2008, sono rimasti nel sito Il premio europeo in Piemonte
L’Associazione Europea che riunisce i Pro- Una cava per associazioni ed eventi
ca 5.000 tonnellate di anidride carbonica gli impianti per il trattamento delle rocce ca-
all’anno. vate che, con l’acquisto di materiale da altre duttori di Aggregati, UEPG, annualmente culturali a Mazara del Vallo (TP)
Altro esempio di riqualificazione e valoriz- cave, sono successivamente stati riattivati premia le migliori pratiche del settore, a Nei quartieri periferici di Mazara del Vallo da
zazione di una ex cava di ghiaia sorge a per la produzione di aggregati da utilizzare testimoniare quanto può essere fatto di decenni veniva estratto tufo e inerti per le
Premariacco (UD) su una superficie di ben nelle operazioni di manutenzione di strade positivo anche in un’attività per definizione costruzioni. Il territorio che circonda il cen-
50.000 metri quadrati. L’impianto fotovol- ed autostrade. I risultati anche in questo impattante per il territorio. In particolare tro storico si presenta quindi disseminato
taico installato qui riesce a soddisfare il fab- caso sono estremamente positivi, grazie alla sono le opere di ripristino a vedere grandi di grandi e piccole cave ai lati delle stra-
bisogno di energia elettrica di 700 famiglie, produzione annuale di 25.000 tonnellate di opportunità di miglioramento delle aree in de che uniscono la città alle aree agricole.
grazie ad una potenza di 2 MW di picco ed aggregati riciclati e circa 32.000 tonnellate precedenza utilizzate per l’estrazione. È il Negli anni le attività estrattive sono in parte
una produzione di 2,2 milioni di kWh. di asfalto riciclato. caso del progetto delle Cave Germaire tra i scomparse lasciando spazio a nuovi edifici
Un’altra riuscita esperienza, che riguarda il Comuni di Carignano e Carmagnola (TO) in fase di realizzazione.
La Regione Emilia-Romagna, unitamente recupero di aree dismesse, è quella della ex vincitore del premio 2010. Questo sito, che Con l’obiettivo di rigenerare questo patrimo-
alle Province ed in particolare a quella di cava di gesso nel Comune di Brisighel- ricade all’interno del Parco del Po Torinese, nio di cave abbandonate ma con uno scopo
Parma, si è resa protagonista negli ultimi la (RA). La cava di Monticino vede l’inizio ha visto l’inizio delle attività estrattive nel di aggregazione culturale e sociale l’Asso-
anni dello sviluppo del progetto Europeo dell’attività estrattiva già nel 1920 e verso 1985 in un piccolo lago già in precedenza ciazione “Corda” ha vinto il premio “Ri.u.so
SARMa (acronimo di Sustainable Aggre- la metà degli anni ’80 si sono succedute sfruttato per la presenza di ghiaie alluviona- 2013” indetto dal Consiglio nazionale degli
gates Resource Management). Il progetto, notevoli scoperte scientifiche (in particolare li. Nel 2000 una convenzione tra la Società architetti. Il progetto prevede la riconver-
finanziato dall’Unione Europea, è nato con di fossili di 40 specie di mammiferi). Grazie concessionaria, la Regione Piemonte, i Co- sione di una delle cave per lanciare un
l’obiettivo di promuovere la gestione soste- a questi reperti nel 1988 venne evidenzia- muni e l’Ente di gestione del Parco del Po modello ripetibile nelle altre, invitando a
nibile delle risorse inerti mediante il contra- ta a livello internazionale l’importanza del porta ad avviare un progetto definitivo, della ragionare sull’alternativa di costruire nuovi
sto alle illegalità, la riduzione degli impatti sito e successivamente venne proposta la durata di 20 anni, per un volume comples- immobili e su come sfruttare invece questi
ambientali ed una futura armonizzazione realizzazione di un parco-museo all’inter- sivo di circa 8 milioni di metri cubi estraibili. nuovi spazi per semplice svago, iniziative
della normativa tra gli Stati europei. La Pro- no dell’area estrattiva, che però ha visto La parte significativa riguarda il meccani- socio-culturali, servizi per il quartiere.
vincia di Parma è stata coinvolta in tutte le il termine dell’attività di cava nel 1990. Il smo di compensazione integrata all’interno Tra le cave del quartiere Macello è stata
fasi del progetto, che prevedeva una fase di progetto definitivo, concordato tra Regione di un programma di coltivazione delle aree scelta una di forma irregolare, accessibile
informazione, la realizzazione di una guida e Comune, ha visto la luce nel 2006 ed è estrattive di ghiaia e sabbia che il Parco ha dalla strada, con una superficie di 3.000
sulle tematiche affrontate, ma soprattutto diventato uno dei più importanti musei geo- inserito in un più vasto programma di valo- mq. Durante il Festival “Periferica” la cava

110 111
verrà convertita in uno spazio polifunzionale
per l’arte e la cultura. Tra le iniziative, attra-
va l’estrazione ed il taglio di blocchi di mar-
mo, è stata trasformata in area turistica.
3 | Le buone pratiche di riciclo dei rifiuti da demolizione
verso un Workshop di allestimento verranno La cava è stata recuperata dalla famiglia di al posto dei materiali di cava
costruire delle strutture per ospitare eventi e con il contributo della Regione ed è stata
servizi per il quartiere. adibita a rifugio escursionistico con 21 posti
Alla fine del festival gli spazi della cava sa- letto e percorsi d’interesse archeologico e Tra le buone pratiche da segnalare un tema chiaro: il calcolo del volume del materiale
ranno messi a disposizione di associazioni geopaleontologico. rilevante riguarda la possibilità di ridurre il da cava risparmiato è di circa 320.000 m3,
culturali senza sede, a patto che presentino Le operazioni di bonifica hanno previsto la prelievo grazie al riciclo degli inerti e al corrispondente alla produzione annuale di
un programma dettagliato di iniziative con- ripulitura di antri e piazzali, lasciando però loro riutilizzo nelle costruzioni. Un esem- una cava di medie dimensioni. Ad affiancar-
crete per il 2014 in maniera tale da creare intatti gli ultimi blocchi tagliati dai minatori pio di recupero e riutiliz¬zo di materiale si a questo già enorme beneficio ambientale
un vero e proprio avamposto culturale all’in- nel 1994, ultimo anno di attività della cava, derivato dalla demoli¬zione di strutture ci sono i viaggi di camion per il trasporto
terno del quartiere. Alla fine dei festival, le e mai portati fino a valle. In realtà il recupero esistenti è portato dal nuovo Stadio della del materiale che sono stati quindi evitati,
strutture realizzate rimarranno nel quartiere, è stato poco invasivo e fatto in modo da evi- Juventus. La sua realizzazione ha infatti vi- circa 40.000, come se per un intero giorno
così da riqualificare nel giro di pochi anni, tare di spersonalizzare la cava: i locali hanno sto il recupe¬ro dei materiali dismessi del non circolasse nel Passante di Mestre alcun
un quartiere dopo l’altro, l’intera fascia peri- infatti mantenuto la loro destinazione d’uso vecchio Stadio “Delle Alpi” che sono stati mezzo e di conseguenza un deciso rispar-
ferica di Mazara. ma sono stati messi in sicurezza. La pre- poi reimpiegati nel nuovo cantiere. Si trat- mio di emissioni di CO2 ottenuto dalla minor
senza di percorsi museali è stata individuata ta di 40.000 metri cubi di calce¬struzzo, quantità di energia elettrica per l’estrazio-
non da cartelli ma da più discreti indicatori frantumati ed utilizzati come sottofondo del ne e la lavorazione di materiale inerte, dal
Cava Bomba ed i Colli Euganei di dimensioni contenute e apposti sui bloc- rilevato strutturale del nuovo impianto, a minor utilizzo di conglomerato bituminoso e
All’interno del parco dei Colli Euganei, in chi di marmo rimasti abbandonati. cui si aggiungono 5.000 tonnellate di ac- dal minor numero di viaggi di trasporto ef-
Provincia di Padova, l’ex cava di calcare da ciaio, 2.000 metri quadrati di vetro e 300 fettuati, e che corrisponde a circa 11.400
calce del Monte Cinto è diventa un parco tonnel¬late di alluminio. Il tutto ha portato tonnellate di CO2.
paleontologico a fruizione pubblica ed un Il Parco delle Cave a Milano anche un notevole risparmio economi¬co
ottimo esempio di architettura industriale La zona ovest di Milano era, dagli anni Venti stimato in circa 2 milioni di euro. Uno degli esempi più curiosi è quello relativo
risalente al 1800 oltre che di recupero di un agli anni Sessanta del secolo scorso, occu- alla storia della nascita della Tangenziale
sito storico per l’attività estrattiva. La ristrut- pata da cave di sabbia e ghiaia che furono Un altro esempio concreto di quanto l’inno- di Limena. Tutti i materiali utilizzati per rea-
turazione delle fornaci per la cottura della poi abbandonate a uno stato di degrado. Nel vazione del settore può portare ad un vero lizzare il sottofondo di questa infrastruttura,
calce, i carrelli per il trasporto dei materia- 1986 è nata l’idea della creazione di un pro- sviluppo sostenibile, accompagnato dalla completata nel 2004, sono stati ricavati
li e gli utensili per lavorare la pietra sono getto di parco peri-urbano e si è costituito crescita occupazionale, è quello del Pas- dalla demolizione dell’ex mangimificio
diventati un percorso didattico, immerso in il Comitato di Salvaguardia del Parco, che sante di Mestre. “Sole” di Cittadella (PD), edificio che era
un parco a fruizione pubblica, per studenti e ha intrapreso diverse azioni per assicurare Si tratta di una delle infrastrutture più im- in disuso dal 1990. I 4.000 metri cubi di
geologi che grazie alla collezione di minerali la fruibilità dell’area, per presidiare il territo- portanti realizzate dal recupero di rifiuti di macerie ottenuti, pari a 5.500 tonnellate di
e fossili hanno la possibilità di approfondi- rio e per coinvolgere gli abitanti della zona. lavorazioni industriali e di materiali da de- cotto e calcestruzzo, sono stati lavorati per
re all’interno di un percorso museale tutti i In particolare ha organizzato giornate di pu- molizione e costruzione. L’utilizzo di “Econ- ottenere uno stabilizzato granulometrico ot-
temi legati alle scienze della terra. lizia, di piantumazione e di festa rivolte ai crete”, materiale prodotto dall’azienda ve- timale, il che ha permesso di non avvalersi
cittadini, alle scuole, alle altre associazioni neta Eco.Men. ha garantito un risparmio di di materiale altrimenti estratti in natura ed
ed ai comitati di quartiere. Il risultato è stato materiale naturale del 71%, una riduzione evitare inoltre l’inutile sfruttamento di disca-
Il rifugio di montagna la rinascita del Parco delle Cave come luogo delle deformazioni del materiale sottoposto riche.
nella ex-cava di marmo di svago restituito alla città a sollecitazioni veicolari variabile dal 10 al
Ancora diverso è il caso di recupero dell’ex ed attualmente tale parco comprende quat- 37%, un aumento della vita utile della stra- Un’altra infrastruttura di notevole estensione
cava Buscada nel Comune di Erto e Casso tro laghi, boschi, corsi d’acqua, orti urbani, da pari a 88% e un sensibile abbattimento e che ha visto l’utilizzo di materiali riciclati è
in Provincia di Pordenone. Inaugurata nel un’area agricola e antiche cascine. dei costi complessivi dell’opera. I dati che la Piattaforma logistica dell’Interporto di
Luglio 2010 la zona, che fino al 1994 vede- riguardano il Passante di Mestre parlano Fiumicino. Nel 2009 infatti sono stati re-

112 113
alizzati i capannoni, le strade e le aree di to della tecnica della vibroflottazione (una
sosta per un totale di 330.000 metri qua- tecnica di miglioramento delle caratteristi-
drati di superficie con l’ impiego di aggregati che geotecniche del terreno di fondazione,
riciclati per 50.000 metri cubi. che consiste nell’addensamento del terreno
stesso, sia esso di tipo granulare che coe-
Uno degli utilizzi di aggregati riciclati in cam- sivo, con conseguente riduzione dell’indice
po portuale riguarda i riempimenti a mare, dei vuoti, e miglioramento della sua resi-
come nel caso dell’ampliamento del molo stenza al taglio) con l’impiego di materia-
nel Porto di La Spezia. Essendo reperibili le proveniente da attività di demolizione e
in zona aggregati C&D è stata considerata l’entità del volume di riempimento trattato
nello specifico tale opzione tenuto conto sia inseriscono l’intervento in oggetto nel nove-
della difficoltà di reperire inerti naturali che ro delle applicazioni
del volume di materiale da porre in opera, più significative di compattazione profonda
di oltre 130.000 metri cubi. L’abbinamen- realizzate recentemente in Italia.

Il travertino di Tivoli e Guidonia | Roma, Lazio

114
Da soli non si può!
In tanti per fare l’Italia più bella
Da oltre 30 anni salvaguardiamo la nostra
straordinaria varietà ambientale e culturale,
denunciamo abusi, lottiamo contro le ecomafie,
l’uso indiscriminato delle risorse, l’inquinamento,
difendiamo il benessere animale.
Ci battiamo per le energie rinnovabili e pulite,
proponendo nuovi stili di vita per combattere
l’effetto serra. Tuteliamo il patrimonio artistico e
culturale, proponiamo percorsi educativi per crescere
generazioni informate e consapevoli. Lottiamo contro
ogni discriminazione e ingiustizia, promuoviamo le pari
opportunità e i valori della solidarietà e della pace.
Facciamo tutto questo grazie al lavoro dei volontari dei
nostri Circoli in tutta Italia.
É una strada lunga da percorrere e non può essere
un viaggio solitario: bisogna essere in tanti per
raggiungere grandi risultati. Unisciti a noi!

Per aderire visita il sito www.legambiente.it, chiamaci


al numero 06.86268316, scrivi a soci@legambiente.
it, o contatta il circolo Legambiente più vicino.

Scegli di sostenere Legambiente anche con


il 5X1000! Nella dichiarazione dei redditi firma
nello spazio riservato alle Onlus (in alto a sinistra) e
inserisci il codice 80458470582.

Legambiente onlus
Via Salaria, 403 - 00199 Roma
tel. 06 862681 - fax 06 862189474
legambiente@legambiente.it
www.legambiente.it