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E-book: il gioco non vale la candela.

Doris Lessing, una scrittrice inglese, descrive a ridosso degli anni 90 del Novecento come in un
vagone della metropolitana londinese fosse presente un significativo numero di persone che si
dedicava alla lettura di quotidiani e libri cartacei. Ebbene, questa stessa scena in un futuro prossimo
potrebbe vedere protagonisti gli e-book. Infatti la rivoluzione digitale dalla nascita del primo
personal computer non ha subito battute d’arresto, ma anzi ha permeato aspetti fondamentali della
vita quotidiana, incidendo radicalmente sul modo di lavorare, di comunicare, di socializzare, di
occupare il tempo libero e attualmente innovativi supporti elettronici, gli e-book per l’appunto,
parrebbero essere in grado di sostituirsi al libro e di proporre un’alternativa al tradizionale modo di
leggere. Tuttavia bisogna premettere che, ad oggi, le pubblicazioni cartacee rappresentano la quota
di mercato maggioritaria e sono, conseguentemente, più diffuse rispetto a quelle della concorrenza
digitale. Ora, la situazione è tale anche perché il fenomeno preso in considerazione agisce su usi e
costumi radicati nel tempo e quindi la sua espansione risulta graduale. Non si può dimenticare che
sono le generazioni giovani quelle che guardano al cambiamento con uno sguardo più favorevole
mentre, di solito, il resto della società tende a porre dubbi e resistenze a riguardo; da qui il carattere
lento e graduale del rinnovamento culturale. D’altra parte a chiunque pare al limite del concepibile
l’idea di intere biblioteche condensate in pochi e-book, eppure è uno scenario possibile. Nella
analisi che si sta conducendo non si possono però trascurare le deficienze e i punti critici di questo
strumento, principalmente a livello economico-funzionale oltre ai problemi di inquinamento ad esso
correlati.
Innanzitutto, se è vero che il libro elettronico risolve i problemi di spazio, è anche vero che la
lettura video causa affaticamento visivo e problemi alla vista sul lungo periodo: leggere a lungo in
questo modo diventa scomodo e difficoltoso quindi la lettura di un qualsiasi libro cartaceo con una
buona illuminazione è un’abitudine decisamente più sana. Inoltre l’e-book non è un buono
strumento di studio e non è appetibile agli studenti, tra i principali lettori, poiché è impossibile
scrivere note, brevi schemi sulle pagine, apportare modifiche al testo scritto nonché sottolineare. Se
dunque per una lettura e uno studio godibili è necessaria la stampa, viene meno il vantaggio delle
ridotte dimensioni di questo supporto digitale, senza considerare il dispendio economico.
Focalizzando poi l’attenzione sui problemi di inquinamento ambientale dell’e-book si ricordi che un
supporto elettronico necessita energia per la produzione, ma continua a necessitarne durante tutto il
ciclo vitale con relative emissioni di anidride carbonica; le batterie sono rifiuti pericolosi e non del
tutto smaltibili mentre la carta è riciclabile nella sua interezza e la produzione di un testo
tradizionale ha un impatto ambientale pressoché nullo: ciò gioca decisamente a sfavore della nativa
tecnologia. In una società in cui la problematica dello smaltimento di rifiuti e del riscaldamento
globale ad opera dei gas serra assume proporzioni considerevoli non si può tralasciare un difetto di
queste proporzioni.
Infine l’e-book ha un prezzo alto e, anche perché le edizioni digitali sono in media più dispendiose
di quelle cartacee, non è competitivo e si rivolge sono a una nicchia di lettori, quelli più abbienti e
disposti a spendere cifre importanti a fronte di un prodotto qualitativamente inferiore rispetto al
libro: in pratica degli acquirenti poco accorti. Probabilmente il libro elettronico si rende utile per
letture veloci come passi di poesie, brevi capitoli, consultazioni di quotidiani o di parole sul
dizionario, quel genere di letture che si compiono. Per concludere l’e-book si presta a un utilizzo
limitato e non sostitutivo del libro in carta. Nonostante sia opinione comune che le tecnologie
digitali siano la strada obbligata per il progresso e per un mondo più evoluto ecco un caso in cui
l’equazione tecnologia uguale miglioramento non è verificata: l’e-book.