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Chapter 1

Note sulle perturbazioni


elettrostatiche dell’equazione
di Vlasov

1.1 Onde di Langmuir


Le oscillazioni elettroniche in un plasma si propagano con la frequenza di plasma
elettronica. Tuttavia, nell’approssimazione di piccolo numero d’onda kλD << 1
rispetto
q alla lunghezza d’onda grande rispetto alla lunghezza di Debye λD =
ε0 kB Te
ne0 e2 dove..sono Boltzman constant, the electron temperature e massa dell’elettrone
... il plasma possiede una relazione di dispersione detta relazione di Bohm-Gross
kb Te 2
ω 2 = ωpe
2
+3 k (1.1)
me
la sola separazione di carica originerebbe le oscillazioni a frequenza ωpe , mentre
introducendo l’effetto della pressione termica degli elettroni
pe = 3kB Te ne (1.2)
si perviene alla relazione di dispersione di Bohm-Gross, un raffinamento della
sola fisica delle oscillazioni prodotte dalla separazione di carica.

1.2 Moto degli elettroni


1.2.1 Costanti del moto
Per semplicità, considereremo soltanto il moto degli elettroni rispetto ad un
background di ioni immobili distribuiti uniformemente con densità n0 . Consid-
ereremo quindi l’equazione di Vlasov per la specie elettronica:
∂f e
+ v · ∇f − (E0 + v × B0 ) · ∇v f = 0 (1.3)
∂t me
dove per semplicità si è omesso il pedice e . In questa circostanza, si verifica
facilmente che:

1
2CHAPTER 1. NOTE SULLE PERTURBAZIONI ELETTROSTATICHE DELL’EQUAZIONE DI VL

In assenza di campi elettrici e magnetici esterni, una distribuzione di elettroni


indipendente dal tempo, omogenea e che soddisfi
Z
f (v) dv = n0
Z
f (v) v dv = 0

è soluzione dell’equazione di Vlasov stazionaria per gli elettroni.


Proof
In effetti, si verifica facilmente per sostituzione come l’assenza dei termini E0
e B0 nella (1.3) garantisca che le componenti della velocità siano costanti del
moto. Tuttavia, bisogna tener presente che questi termini inglobano anche i
campi auto generati (self-consistent fields) dalla distribuzione stessa, eventual-
mente originati da uno squilibrio di carica elettrica o presenza di correnti. Le
ultime due relazioni garantiscono la non insorgenza di questi campi.
Consideriamo quindi piccole deviazioni da questa soluzione di equilibrio
(parametro di scala? inglobato in f1), che indicheremo con f0 , e consideri-
amo perturbazioni elettrostatiche, ovvero in assenza di campo magnetico (parte
lineare della decomposizione di Helmoltz...).
∂B
∇×E=− (1.4)
∂t

f (x, v, t) = f0 (v) + f1 (x, v, t)

sostituendo questa posizione nell’equazione di Vlasov completa (1.3) si trova


(eguagliando i termini al I ordine e trascuro ordine sup?) l’equazione per la
perturbazione
∂f1 e
+ v · ∇f1 − E1 · ∇v f0 = 0 (1.5)
∂t me
Inoltre, da ∇ · E = ρ0 si trova la relazione tra le oscillazioni elettrostatiche e la
funzione di distribuzione perturbata
Z
e
∇ · E1 = − f1 (x, v, t) dv (1.6)
0
che permette di concludere che la perturbazione del campo elettrico non dipende
dalla velocità. Come al solito, assumiamo per la perturbazione la forma di
un’onda monocromatica in direzione generica (non essendoci direzioni privi-
legiate), ed imponiamo per il campo elettrostatico una perturbazione con la
stessa frequenza e fase arbitraria. Ricerchiamo quindi un vincolo (relazione di
dispersione) tra pulsazione e frequenza che se soddisfatto rende possibile questa
soluzione. Sostituendo le componenti di Fourier trasformate nello spazio e nel
tempo:

f1 (x, v, t) = f1 (k, ω, v)ei(k·x−ωt) (1.7)


E1 (x, v, t) = E1 (k, ω)ei(k·x−ωt+ϕ) (1.8)
1.2. MOTO DEGLI ELETTRONI 3

si trova:

e E1 (k, ω)eiϕ ∂f0 (v)


f1 (k, ω, v) = · (1.9)
me i(v · k − ω) ∂v
che sostituita nella trasformata di Fourier spaziotemporale della (1.6)
∂f0 (v)
e2
Z
∂v
k · E1 = E1 (k, ω) · dv (1.10)
ε0 me (ω − v · k)
Da ∇ × E = 0 segue che le componenti di Fourier delle perturbazioni elettro-
statiche sono necessariamente longitudinali. Detta z la generica direzione di E1
e supposto E1 6= 0∀?, si può riscrivere e semplificare nell’equazione scalare
2
ωpe
Z
∂f0 (v) 1
kz = dv (1.11)
ne ∂vz (ω − vz kz )

Sia g(vz ) la distribuzione cumulata sulle rimanenti direzioni; ad esempio, se z è


il terzo asse di una terna ortonormale (x, y, z)
Z +∞ Z +∞
1
g(vz ) = f0 (vx , vy , vz )dvx dvy (1.12)
n0 −∞ −∞

avendo fatto uso della condizione di normalizzazione della densità degli elettroni.
Scriviamo finalmente la relazione di dispersione:
Z +∞
2 ∂g0 (vz ) 1
kz = ωpe dvz (1.13)
−∞ ∂vz (ω − vz kz )

Osserviamo che l’integrale presenta una singolarità per vz = ω/kz . Procedi-


amo per il momento con l’assunzione che vz = ω/kz per la maggior parte degli
elettroni, che vale a dire che la funzione di distribuzione g0 (vz ) può ritenersi a
veloce decrescenza in una regione di velocità precedente e quindi trascurabile ar-
bitrariamente piccola per vz = ω/kz da garantire la sommabilità dell’integrale.
Ciò permette di procedere con un’integrazione per parti ottenendo
 ω 2 Z +∞
pe kz
kz = − g0 (vz ) dvz (1.14)
ω −∞ (1 − vz kz /ω)2
e quindi la relazione di dispersione cercata
 ω 2 Z +∞
pe g0 (vz )
1− dvz = 0 (1.15)
ω −∞ (1 − vz kz /ω)2

sviluppando al II ordine la quantità (1 − vz kz /ω)−2 nella quale figura piccolo


parametro vz kz /ω << 1 troviamo la seguente relazione di dispersione approssi-
mata:
 ω 2 Z +∞ 
vz k z vz k z 2

pe
1− g0 (vz ) 1 + 2( ) + 3( ) dvz = 0 (1.16)
ω −∞ ω ω

della quale faremo uso nel prossimo paragrafo.


4CHAPTER 1. NOTE SULLE PERTURBAZIONI ELETTROSTATICHE DELL’EQUAZIONE DI VL

1.3 Perturbazioni elettrostatiche di una distribuzione


Maxwelliana
Adottiamo una distribuzione di Maxwell quale distribuzione di equilibrio per gli
elettroni f0 .

2
n0 − 21 v2
v
f0 (v) = e T (1.17)
(2π)3/2 vT3

facendo uso degli integrali gaussiani


+∞
Z r
2 1 π
e−ax dx =
0 2 a
+∞
Z r
2 1 π
x2 e−ax dx =
0 2 a

calcoliamo agevolmente g0 (vz )

v 2
1 − 21 2z
g0 (vz ) = √ e vT (1.18)
2πvT

e quindi i vari termini dell’integrazione 1.16


Z ∞
g0 (vz )dvz = 1
−∞
Z ∞
vz g0 (vz )dvz = 0
−∞
Z ∞
vz2 g0 (vz )dvz = vT2
−∞

che sostituiti danno infine


ω 2 = ωpe
2
+ 3kz2 vT2 (1.19)

come ci si aspetta, all’ordine più basso si ritrova la relazione ω = ωpe , mentre la


relazione completa fornisce la relazione di dispersione per l’onda di Langmuir:
 
3
ω ' ± ωpe 1 + kz2 vT2 (1.20)
2

1.4 Significato fisico


La relazione di dispersione identifica il vincolo tra pulsazione e numero d’onda
che un’onda eletttromagnetica deve soddisfare per essere sostenuta dal plasma.
Innestando nel plasma un campo elettrico con numero d’onda fissato, la fre-
quenza della sua oscillazione si adatterà a quella prevista dalla relazione ω(k)
trovata. Se lancio un’onda e.m con sue k e w dal vuoto su un plasma?
1.5. RELAZIONE DI DISPERSIONE COMPLETA E LANDAU DAMPING5

1.5 Relazione di dispersione completa e Landau


damping
A questo punto il risultato ottenuto per mezzo della teoria cinetica e della teoria
fluida per un plasma caldo sono perfettamente coincidenti. La teoria cinetica
permette se procediamo con la trattazione oltre l’approssimazione .. fatta per
procedere con l’integrazione per parti. Guardiamo ora alla trattazione della
singolarità. Abbandoniamo l’ipotesi che la velocità di fase dell’onda sia >> vt ?
Seguendo l’approccio di Landau, verrà studiato il problema come un problema
ai dati iniziali. da adesso ometteremo il pedice riferito delle quantità spazia
Applichiamo la trasformata di Fourier spaziale alle (1.5) e (1.6), ottenendo:

∂f1 e ∂f0
+ ikf1 (k, v, t) − E(k, t) =0 (1.21)
∂t me ∂v
Z +∞
e
ikE1 (k, t) = − f1 (k, v, t)dv (1.22)
ε0 −∞

ed a queste una trasformata di Laplace temporale. La trasformata di Laplace


permette di studiare ... tenendo in conto esplicitamente l’evoluzione nel tempo
della perturbazione, a differenza della trasformata di Fourier, che analizzala
risposta in in frequenza del sistema, ma non tiene conto della condizione iniziale.
L’assunzione che avanziamo per procedere è che la trasformata di Laplace
converga, ovvero che l’ascissa di convergenza p0 > 0 sia finita. Si ottiene dunque:

e ∂f0 (v)
(ikv + p)f1 (k, v, p) − f1 (k, v, t = 0) − E(k, p) (1.23)
ε0 ∂v
Z +∞
e
ikE1 (k, p) = − f1 (k, v, p)dv (1.24)
ε0 −∞

dove l’azione della trasformata è stata indicata per mezzo della dipendenza fun-
zionale. Eliminando f1 (k, v, p) nella 1.24 tramite la 1.23, si ottiene la soluzione
per il campo elettrico nel dominio di Fourier-Laplace:
e2
R +∞ f1 (k,v,t=0) ie
R +∞ f1 (k,v,t=0)
ikme ε0 −∞ p+ikv dv ε0 k −∞ p+ikv dv
E1 (k, p) =  ∂f0 (v)
= ∂f0 (v)
 (1.25)
e2
R +∞ ω2 R +∞
1+ ikme ε0 −∞ p−ikv dv
∂v
1− i knpe0 −∞ p−ikv dv
∂v

e quindi la soluzione nel dominio del tempo si ottiene applicando la formula


integrale di Bromwich:
Z a+iT
1
E1 (k, t) = lim ept E1 (k, p)dp (1.26)
2πi T →+∞ a−iT

dove il numero reale a ≥ p0 , ovvero l’integrazione va eseguita su un asse parallelo


all’asse immaginario tutto giacente nella regione di convergenza della trasfor-
mata di Laplace, e quindi alla destra di tutte le singolarità di E1 (k, p). Possi-
amo supporre su base fisica che le funzioni f1 (k, v, t = 0) e ∂f∂v
0 (v)
siano funzioni
ANALITICHE (ben comportano) di v, sull’asse reale. Esse possono dunque
essere continuate a funzioni olomorfe nella variabile complessa v (appendice 7
6CHAPTER 1. NOTE SULLE PERTURBAZIONI ELETTROSTATICHE DELL’EQUAZIONE DI VL

Figure 1.1: Rappresentazione di tre punti lungo il cammino di integrazione per il


calcolo dell’antitrasformata di Laplace di E1 (k, p)e conseguente posizione delle
singolarità polari v = ip0 /k nello spazio v. Si supporrà k > 0 per orientare
la trattazione; il caso k < 0 è completamente analogo. Notare allora come tali
singolarità giacciano tutte al di sopra del cammino di integrazione degli integrali
in v.

bajumohann) e gli integrali su v sono funzioni olomorfe in tutto il piano com-


plesso, eccetto che nei punti di singolarità polare v = ip0 /k. In questo caso,
siccome il cammino di integrazione è ... tali singolarità non sono mai incontrate
nelle integrazioni lungo v si vedano le figure
,..In questa circostanza si può allora dedurre che le uniche singolarità sono
quelle che derivano dal denominatore, ovvero i valori di p per i quali
2 +∞
ωpe
Z
∂f0 (v)
1−i dv = 0
kn0 −∞ ∂v

é possibile però estrarre la fisica di interesse rappresentata dall’eliminazione


dei fenomeni transitori il cammino di integrazione per il calcolo dell’antitrasformata
di Laplace su un cammino per il quale sia prevalentemente Re(p) < 0.
La prassi comune, a questo punto, è quella di cambiare (in gergo matem-
atico "deformare") il cammino di integrazione per il calcolo dell’antitrasformata
di Laplace su un cammino per il quale sia prevalentemente Re(p) < 0 per
gran parte del cammino. In questo modo possiamo agevolmente condurre uno
studio dell’evoluzione temporale della soluzione per tempi lunghi, dato che la
funzione integranda contiene un fattore del tipo eσt con σ < 0 : trascurare il
contributo Per procedere in questa direzione, è anzitutto necessario continuare
analiticamente la funzione E(k, p) alla regione Re(p) ≤ 0, nella quale essa non è
originariamente definita. Nel fare questa operazione, tuttavia, bisogna ricordare
che numeratore e denominatore consistono in un’altra integrazione nel dominio
delle velocità e cambiare il cammino di integrazione in p significa conseguente-
mente cambiare la posizione dei poli nello spazio complesso v. Le figura seguente
mostrano quale sia la posizione delle singolarità polari nello spazio complesso
della variabile v per tre esempi di valori di p.
Soltanto una volta continuata analiticamente la funzione a tutto il piano
complesso, esclusi i poli, saremo liberi di deformare ad arbitrio il cammino di
integrazione della funzione per operare l’antitrasformata di Laplace, fermo re-
stando gli estremi p0 ± i∞ e purchè il cammino deformato non contenga alcun
1.5. RELAZIONE DI DISPERSIONE COMPLETA E LANDAU DAMPING7

Figure 1.2: Cammino di integrazione deformato per il calcolo della trasformata


di Laplace della funzione E(k, p) continuata analiticamente.

polo (Teorema di Cauchy). Assumeremo su base fisica che E(k, p) → 0 per


|p| → ∞.Con riferimento alla figura 1.2, osserviamo che il contributo lungo la
retta verticale a tratti coinvolgerà termini del tipo eσt con σ < 0 che potremo
ignorare per t → +∞. Questo contributo all’integrazione è infatti rappresen-
tativo di fenomeni transitori. La parte di cammino orizzontale con valore della
parte immaginaria ±i∞ da invece contributo nullo per l’ipotesi E(k, p) → 0 per
|p| → ∞, avanzata su base fisica. Siccome i segmenti orizzontali che connet-
tono con i poli sono percorsi in senso opposto, il contributo lungo di essi sarà
ancora nullo e restano soltanto i contributi dovuti alla circolazione attorno ai
poli. L’espressione per la trasformata di Fourier spaziale del campo elettrico nel
tempo può quindi considerarsi principalmente una sovrapposizione di termini
del tipo:
N
X
E(k, t) =2π Res(pj ) + transienti
j
N  
X S(k, p)
2π (p − pj ) epj t + transienti
j
D(k, p) p=p j

ed escludendo i fenomeni transitori, si tratta dunque di una sovrapposizione di


onde di pulsazione Im(pj ) ≡ ωj la cui ampiezza cresce o decresce esponenzial-
mente col tempo a seconda del segno di Re(pj ) ≡ γj . Osservare, inoltre, che
dopo un tempo lungo che abbia eliminato i fenomeni transitori, sarà possibile
osservare questi modi solo se ω >> γ.
Vogliamo ora trovare l’espressione per una relazione che leghi ω e γ al numero
d’onda k. Per procedere in questa direzione, è necessaria una precisazione di
8CHAPTER 1. NOTE SULLE PERTURBAZIONI ELETTROSTATICHE DELL’EQUAZIONE DI VL

Figure 1.3: Tre diversi valori per p e conseguente posizione della singolarità
polare v = ip0 /k per l’integrale ?? nello spazio v.

carattere matematico. Quando ci siamo proposti di deformare il cammino di in-


tegrazione per E1 (k, p), abbiamo precisato che questa funzione vada prima con-
tinuata analiticamente, siccome il nuovo cammino di integrazione cade ora in una
regione nella quale la funzione E1 (k, p) non era originariamente definita, ma non
ci siamo pronunciati sulla modalità di eseguire questa operazione. Guardando
l’espressione ??, bisogna osservare che numeratore e denominatore consistono
in un’altra integrazione nel dominio delle velocità, e cambiare il cammino di
integrazione in p significherà dunque cambiare la posizione dei poli nello spazio
complesso v. La possibilità di continuare analiticamente la E1 (k, p), allora,
risiede nella corretta discussione del problema della trattazione di queste nuove
singolarità polari nell’integrazione in v..?? Le figure 1.3 mostrano, infatti, dove
vengano a trovarsi i poli delle funzioni negli integrali in funzione della posizione
della posizione di tre punti p nello spazio complesso. In particolare, se p è im-
maginario puro, la singolarità verrà a trovarsi esattamente lungo il cammino di
integrazione in v.

Prescrizione di Landau La continuazione analitica di E(k, p) a tutto il piano


complesso escluse le singolarità di D(k, p), si ottiene modificando nella 1.25 il
cammino di integrazione degli integrali in v dalla retta reale al cammino di
Landau L(p), che a seconda del valore di p è così rappresentato:

Figure 1.4: Rappresentazione del cammino di integrazione di Landau per i valori


di p rappresentati in figura 1.3
1.6. SIMULAZIONE NUMERICA DELLA PROPAGAZIONE DI UN’ONDA DI LANGMUIR E LANDAU DAMPI

ed in maniera analitica si scrive:


 R +∞ g(v)
Z  −∞ p+ikv dv se Re(p) > 0
g(v)  R +∞ g(v)
dv = P −∞ p+ikv dv + πig(ip/k)se Re(p) = 0 (1.27)
L p + ikv  R +∞ g(v)
dv + 2πig(ip/k)se Re(p) < 0

−∞ p+ikv

dove g(v) è la funzione f1 (k, v, t = 0) o ∂f∂v


0 (v)
secondo che si stia considerando
l’integrale a numeratore o a denominatore della (1.25). Si osservi, in particolare,
che sull cammino p= (-i ...) l’integrazione in v è identica alla originale. Precisi-
amo che, lavorando nel caso k > 0, il cammino di integrazione in v deformato
per circolare il polo ip/k deve sempre trovarsi al di sotto di esso, o, equivalente-
mente, il polo va sempre circolato in senso antiorario. La prescrizione opposta
varrrà nel caso k < 0.
Siamo ora in grado di tirare fuori delle conclusioni quantitative da questa
trattazione. In particolare, interessati alla forma esplicita dei poli di D(k, p). I
tre casi dell’equazione 1.27 vanno in principio elaborati separatamente per una
trattazione generale. Per le ipotesi poste di weak-damping ci concentreremo qui
sul caso con la condizione |γ|/|ω| << 1, che come abbiamo detto è il caso di
nostro interesse. Data questa circostanza, consideriamo allora specificatamente
il caso valido per γ = 0 della 1.27. In prossimità dell’asse Applicando lo sviluppo
per velocità v << ω/k, ovvero guardiamo la teoria per velocità degli elettroni
molto minori della velocità di fase ω/k dell’onda in esame, e p ' ω.
2 +∞ 2 +∞
ωpe ωpe
Z Z
∂f0 /∂v ∂f0 /∂v
1−i P dv = 1 − i P dv (1.28)
n0 k 2 −∞ p + ikv n0 k 2 −∞ p + ikv

∂D(k, p)
D(k, p) ' D(k, p)γ=0 + |γ=0 p (1.29)
∂p
con valori di p per i quali γ << ω. Si trova
2
ωpe
Z  
f0 (v) df0
1+ P.V. + iπ + (1.30)
n0 k 2 (v + ω/k)2 dv v=ω/k

dove nel primo passaggio si è eseguita un’integrazione per parti.

1.6 Simulazione numerica della propagazione di


un’onda di Langmuir e Landau damping
Verifica della propagazione dell’onda di Langmuir con un piccola oscillazione del
campo elettrico. Metti in ingresso onda di Langmuir e verifichi che la relazione
di dispersione si mantiene. Utilizzando il software VLASOV1, è possibile verifi-
care la propagazione stabile di un’onda di Langmuir in un plasma inizialmente
perturbato con un campo elettrico nella forma di una sovrapposizione di modi
Il sistema è monodimensionale
X
Ex (x, t) = Pamp (m)cos(ωm t−km x+Pphase (m))+Namp (m)cos(ωm t−km x−Nphase (m))
m
(1.31)
10CHAPTER 1. NOTE SULLE PERTURBAZIONI ELETTROSTATICHE DELL’EQUAZIONE DI V

(P ed N stanno per direzione di propagazione positiva e negativa)


X
Ex (x, t) = Pm cos(−km x + ϕP N
m ) + Nm cos(km x + ϕm ) (1.32)
m

dove Pm ed Nm sono le ampiezze del modo m−esimo. La simulazione evolverà


questa perturbazione nel tempo risolvendo numericamente l’equazione di Vlasov
Istruzioni:
• Adottare piccola ampiezza (rispetto a chi?)

• Siamo nella situazione piccoli numeri d’onda/alte frequenze rispetto a?


• Fare in modo che scelgono loro i valori dei parametri fisici eps 0 ecc?
• ho trovato la ricorrenza? quella ricrescita dell’energia dopo che dovrebbe
essere tutto smorzato?

• utilizzare due metodi per determinare il damping rate


• confrontarlo col valore teorico atteso, funzione delle quantità impostate
dall’utente
per la propagazione dell’onda di Langmuir sarà necessario garantire piccoli nu-
meri d’onda. Alte frequenze
formule:
L = Nx dx (1.33)
2πn
kn = (1.34)
L
4
ωp e2
r
π ωpe
 
γ= exp − 2 2 − 3/2 (1.35)
8 k 3 vt3 2k vt