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Raccolta di Esercizi di

Calcolo Numerico
da testi d’esame degli anni accademici passati

Dipartimento di

Metodi e Modelli Matematici per le Scienze Applicate

Università degli Studi di Padova

http://dispense.dmsa.unipd.it/

a.a. 2009/2010
1 ESERCIZI SU ZERI DI FUNZIONE

Esercizio 1 — Sia data la funzione seguente


2
f(x) = ln(x − 1) − e−x

1. Provare, analiticamente o graficamente, che l’equazione f(x) = 0 am-


mette un’unica soluzione ξ nell’intervallo I = [1.5, 2.5].
Partendo da x0 = 1.5 applicare lo schema di Newton-Raphson per cal-
colare le approssimazioni x1 , x2 , x3 ; stimare il fattore di convergenza
M1 (ξ ≈ x3 ).
2. Approssimare con la formula di estrapolazione di Richardson il se-
R2.5
guente integrale: 1.5 f(x) dx (Punto da svolgere dopo aver studiato
le formule di integrazione numerica).

Esercizio 2 — È data l’equazione non lineare f(x) = 0 con

f(x) = 1 − x − e−x

che ammette una soluzione in ξ = 0.


1. Partendo da x0 = 0.5, calcolare la prima approssimazione x1 di ξ con
lo schema di Newton-Raphson.
2. Utilizzando x0 e x1 del punto precedente, calcolare le prime 3 appros-
simazioni x2 , x3 e x4 con lo schema della Regula Falsi.
3. Dire qual è in questo caso l’ordine di convergenza p della Regula Falsi
e stimare il fattore di convergenza M.

Esercizio 3 — Data l’equazione f(x) = 0

f(x) = e−x − sin(πx)

provare, analiticamente o graficamente, che ammette un’unica soluzione ξ


nell’intervallo I = [0, 1/2].
1. Partendo da x0 = 0 applicare lo schema di Newton-Raphson per
calcolare le approssimazioni x1 , x2 , x3 ; stimare l’errore e il fattore di
convergenza M1 (ξ ≈ x3 ).
2. Osservando che ξ è punto fisso delle funzioni seguenti:

g1 (x) = − ln(sin(πx)), g2 (x) = (1/π) arcsin(e−x ),

si dica se lo schema del punto fisso applicato a tali funzioni converge,


trovando, in caso affermativo, il corrispondente fattore di convergen-
za M2 (ξ ≈ x3 , ottenuto in (1)).

1
2 ESERCIZI SU ZERI DI FUNZIONE

Esercizio 4 — Data l’equazione f(x) = 0

f(x) = e−x + x2 − 3

provare, analiticamente√ o graficamente, che ammette un’unica soluzione ξ


nell’intervallo I = [− 3, 0].
1. Partendo da x0 = −1 applicare lo schema di Newton-Raphson per
calcolare le approssimazioni x1 , x2 , x3 ; stimare l’errore e il fattore di
convergenza M1 (ξ ≈ x3 ).
2. Osservando che ξ è anche punto fisso della funzione seguente: g(x) =
− log(3 − x2 ); si dica se lo schema del punto fisso applicato a tale
funzione converge, trovando, in caso affermativo, il corrispondente
fattore di convergenza M2 (ξ ≈ x3 ).


Esercizio 5 — Sia data l’equazione x2 + x − 6 − cos(x/2) = 0.
1. Si dimostri che ammette una sola soluzione ξ in [2, 2.4].
2. Fissato x0 = 2, si dica perchè il metodo di Newton-Raphson non si
può applicare.
3. Partendo da x0 = 2, x1 = 2.4, si trovino x2 , x3 , x4 , x5 con il metodo
della Regula Falsi. Stimare il fattore di convergenza M1 .
4. Utilizzando ξ ≈ x5 si dica se il metodo di punto fisso
r
xn
xn+1 = cos2 ( ) − xn + 6
2

converge a ξ. In caso affermativo stimare il fattore di convergenza


M2 .

Esercizio 6 — Data l’equazione f(x) = 0

f(x) = cos(x) − ln(x + 1)

provare, analiticamente o graficamente, che ammette un’unica soluzione ξ


nell’intervallo I = [0, π/2].
1. Dire quante iterazioni sono necessarie per trovare col metodo dicoto-
mico la radice ξ dell’equazione nell’intervallo I con un errore massi-
mo  6 10−8 .
2. Partendo da x0 = 0.1 applicare lo schema di Newton-Raphson per
calcolare le approssimazioni x1 , x2 , x3 , x4 : stimare l’errore e il fattore
di convergenza M1 (ξ ≈ x4 ).
3. Osservando che ξ è anche punto fisso della funzione g(x) = ecos(x) − 1,
si dica se lo schema del punto fisso applicato a tale funzione converge,
trovando, in caso affermativo, il corrispondente fattore di convergen-
za M2 (ξ ≈ x4 ).

Esercizio 7 — La funzione f(x) = x4 + x log(x) − 1 possiede un minimo nel-


l’intervallo [0.1, 0.5]. Usare il metodo di Newton-Raphson per approssimare
tale punto di minimo con un errore inferiore a 10−4 (si utilizzi come punto
iniziale x0 = 0.5). Si stimi la costante asintotica dello schema utilizzato.
ESERCIZI SU ZERI DI FUNZIONE 3

Esercizio 8 — Dato lo schema iterativo di punto fisso

xn+1 = ln(4 + xn ), x0 = 2

1. provare esistenza e unicità del punto fisso ξ nell’intervallo [1, 2] e


dire se il metodo converge in I. Calcolare un’approssimazione di ξ
eseguendo 4 iterazioni;
2. trovare l’ordine di convergenza, una stima del fattore di convergenza
e una maggiorazione dell’errore.

Esercizio 9 — Data l’equazione

ln(1 + x) − e−x = 0

provare (analiticamente o graficamente) che ammette un’unica soluzione


nell’intervallo [0, 1].
1. Eseguire tre iterazioni con la Regula Falsi, partendo da x0 = 1 e x1 =
0.9.
2. Eseguire tre iterazioni con lo schema di Newton-Raphson partendo
da x0 = 0.
3. Stimare i fattori di convergenza di Newton-Raphson e della Regula
Falsi.

Esercizio 10 — Data l’equazione f(x) = 0 con


2
f(x) = e−x cos(x) − 0.5

1. Si provi (analiticamente o graficamente) che ammette un’unica solu-


zione nell’intervallo [0, 1].
2. Usando x0 = 0.1 calcolare con il metodo di Newton-Raphson le ap-
prossimazioni x1 , x2 , x3 .
3. Si calcoli una nuova approssimazione x00 con due iterazioni del meto-
do dicotomico a partire dall’intervallo dato.
4. A partire da x00 , calcolare x1 , x2 , x3 con il metodo di Newton-Raphson
e stimare la costante asintotica di convergenza .
5. (Facoltativo) Spiegare perchè il metodo di Newton-Raphson diverge
nel primo caso e non nel secondo.

Esercizio 11 —
1. Si vuole risolvere l’equazione x = g(x) con lo schema del punto fisso;
sapendo che g(x) = x2 − 7x + 16 determinare:
a) Il fattore di convergenza M1 dello schema del punto fisso e inol-
tre le approssimanti x1 , x2 , x3 usando prima x0 = 3.5 e poi x0 = 5,
giustificandone il diverso comportamento.
2. Risolvere quindi f(x) = 0 ove f(x) = g(x) − x con gli schemi di
Newton-Raphson e della Regula Falsi; calcolare
a) il fattore di convergenza M2 dello schema di Newton-Raphson e
l’approssimante x1 ottenuta con lo schema partendo da x0 = 5
b) le approssimanti x2 e x3 ottenute con lo schema della Regula
Falsi usando x0 = 5 e x1 calcolato al punto (2.a).
4 ESERCIZI SU ZERI DI FUNZIONE

c) le approssimanti x1 , x2 , x3 ottenute con lo schema di Newton-


Rapshon modificato e x0 = 5.

Esercizio 12 — Data l’equazione f(x) = 0

f(x) = arctan(−x) + x2 − 1

provare (analiticamente o graficamente) che ammette un’unica soluzione ξ


nell’intervallo I = [−1, 0].
1. Partendo da x0 = −1 applicare lo schema di Newton-Raphson per cal-
colare le approssimazionix1 , x2 , x3 ; stimare il fattore di convergenza
M1 (ξ ≈ x3 ).
2. Osservando che ξ è anche p punto fisso delle funzioni seguenti: g1 (x) =
− tan(1 − x2 ), g2 (x) = 1 − arctan(−x), si dica se lo schema del punto
fisso applicato a tali funzioni converge trovando, in caso affermativo,
il corrispondente fattore di convergenza M2 (ξ ≈ x3 ).

Esercizio 13 — Si vuole risolvere l’equazione

x = − ln(x)

con lo schema di Newton-Raphson partendo da x0 = 1 e con la Regula Falsi


usando x0 = 1 e x1 ottenuto con Newton-Raphson. Calcolare:
1. x3 con lo schema di Newton-Raphson e con quello della Regula Falsi;

2. i fattori di convergenza M1 e M2 degli schemi anzidetti usando le


soluzioni approssimate trovate.

Esercizio 14 — Data la funzione seguente

3x + 2
g(x) =
2x + 3
provare, anche solo per via grafica, che esiste un solo punto fisso ξ nell’inter-
vallo I = [0.55, 1.5]; provare inoltre che lo schema di punto fisso converge in I.
Preso x0 = 0.55 calcolare un’approssimazione di ξ eseguendo tre iterazioni.
Trovare ordine di convergenza assumento ξ ≈ x3 . Dare una maggiorazione
dell’errore.

Esercizio 15 — Si vuole trovare la radice ξ = 2 della funzione


f(x) = x2 − 4x + 4 con lo schema della Regula Falsi a partire da x0 = 0 e x1
calcolato con lo schema di Newton-Raphson.
1. Trovare x2 , x3 , x4 , x5 , x6 , x7
2. Trovare, empiricamente, l’ordine p (che in questo caso non è 1.618) ed
il fattore M di convergenza dello schema della Regula Falsi applicata
alla soluzione del presente esercizio.
2 ESERCIZI SU INTERPOLAZIONE E AP-
PROSSIMAZIONE

Esercizio 16 — Sia data la tabella di dati sperimentali:


xi yi
-1.0 0.503417
-0.2 1.152631
0.1 1.532390
0.7 2.820418
1.0 3.783668
1. Si determinino i coefficienti della retta di approssimazione y = α + βx
che minimizza gli scarti verticali. In corrispondenza di tali valori
calcolare la somma dei quadrati degli scartii S1 .
2. Si vogliono ora approssimare i dati con un modello non lineare y =
aebx . Si determinino i coefficienti a e b secondo i minimi quadra-
ti, minimizzando gli scarti verticali. In corrispondenza di tali valori
calcolare la somma dei quadrati degli scarti S2 .
3. Si dica quale dei due modelli è più accurato confrontando i valori S1
e S2 .

Esercizio 17 — Sia data la tabella seguente di dati sperimentali:


xi 1 2 3 4
yi 0.5 2 4.5 8
1. determinare la retta di regressione ai minimi quadrati y = a0 + a1 x
che minimizza gli scarti verticali;
2. determinare la funzione potenza y = axb (a>0) che approssima i da-
ti; impiegando un’opportuna trasformazione determinare i coefficien-
ti a e b minimizzando gli scarti verticali con il metodo dei minimi
quadrati.

Esercizio 18 — Sia data la tabella seguente di dati sperimentali:


xi -0.5 1 5.5 13
yi 0 1 2 3
1. Trovare la retta di approssimazione ai minimi quadrati x = b0 + b1 y
che minimizza gli scarti orizzontali.
2. Trovare la parabola di approssimazione ai minimi quadrati x = a +
by2 che minimizza gli scarti orizzontali.
R13
3. Calcolare il valore approssimato di I = −0.5 f(x)dx impiegando la for-
mula dei trapezi applicata a ciascuno dei tre sottointervalli. (Punto
dell’esercizio da risolvere dopo aver studiato le formule di quadra-
tura.)

5
6 ESERCIZI SU INTERPOLAZIONE E APPROSSIMAZIONE

Esercizio 19 —

1. Trovare il polinomio P3 (x) di grado non superiore a tre che interpola


i dati seguenti: f(−1) = −15, f(0) = −3, f(1) = 1, f(2) = 15.
2. Trovare il polinomio P4 (x) di grado non superiore a quattro che inter-
pola gli stessi dati del punto (1) e inoltre interpola il dato seguente:
f 0 (2) = 37.

Esercizio 20 — Sia data la tabella seguente


xi -0.5 0 0.5 1.5 3
f(xi ) -2.9375 -3 0.5625 35.0625 414
1. Scrivere la tabella delle differenze divise
2. Trovare il polinomio di grado non superiore a quattro che interpola i
dati assegnati; stimare f(1.2) e f 0 (1.2).
3. Trovare la retta ai minimi quadrati y = a0 + a1 x che minimizza gli
scarti verticali

Esercizio 21 — Sia data la tabella di dati sperimentali


xi 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5
yi 0.597367 0.723130 1.23040 2.04979 3.14852
1. Si ricavino le rette ai minimi quadrati che minimizzano gli scarti
verticali e quelli orizzontali.
2. Si dica quale delle due rette è più adatta ad approssimare i punti.

Esercizio 22 — Sia data la tabella seguente


xi 1 3 4 5
yi 6 30 67.5 130
1. Scrivere la tabella delle differenze divise
2. Trovare il polinomio di grado non superiore a tre che interpola i dati
assegnati
3. Trovare le due rette ai minimi quadrati y = a0 + a1 x, x = b0 + b1 y,
ottenute minimizzando gli scarti verticali e orizzontali, rispettivamen-
te.

Esercizio 23 — Trovare il polinomio di grado non superiore a 4 che interpo-


la i dati seguenti:

f(0) = 4, f 0 (0) = 7, f 00 (0) = 16, f(1) = 27, f 0 (1) = 52

Stimare f(0.5) e f 0 (0.5).

Esercizio 24 — Sia data la tabella seguente di dati sperimentali


xi 1 3 5 7 10
yi 0.25 0.35 0.42 0.52 0.63
Trovare le due rette ai minimi quadrati y = a0 + a1 x, x = b0 + b1 y ottenute
minimizzando gli scarti verticali e orizzontali, rispettivamente. Trovare il
punto di intersezione delle due rette.
ESERCIZI SU INTERPOLAZIONE E APPROSSIMAZIONE 7

Esercizio 25 — Sia data la tabella seguente


xi 0 1 2 3
f(xi ) 4 2 2 16
1. Scrivere la tabella delle differenze divise.
2. Trovare il polinomio interpolatore (di Newton) di grado non superio-
re a 3.
3. Trovare la retta ai minimi quadrati che minimizza la somma dei qua-
drati degli scarti verticali.


Esercizio 26 — Siano dati i seguenti valori relativi alla funzione f(x) = x:

f(1/4) = 1/2, f(1/9) = 1/3, f(4/9) = 2/3

1. Si costruisca la tabella delle differenze divise di Newton.


2. Si determini il polinomio P2 (x) di grado 2 che interpola tali valori.
3. Si approssimi il valore di f(0.2).
4. (Facoltativo) Si dia una stima dell’errore massimo che si può commet-
tere utilizzando P2 (x) al posto di f(x) nell’intervallo [1/9, 4/9].

Esercizio 27 — Trovare il polinomio P(x) di grado non superiore a 3 che


interpola i dati seguenti:

f(0) = 4, f 0 (0) = 7, f(1) = 8, f(2) = 18

. Stimare P(0.5) e P 0 (0.5).

Esercizio 28 — Sia data la tabella seguente:


xi 1 2 4 8
f(xi ) 2 1 29 205
1. Scrivere la tabella delle differenze divise.
2. Usando i 4 punti in successione, scrivere i polinomi interpolanti (di
Newton) Pn (x) di grado non superiore a n (n = 0, 1, 2, 3); commentare
il risultato.
3. Usando Pn (x) stimare f(1.6) e f 0 (1.6).
4. Scrivere il polinomio P2 (x) con la formula di Lagrange.

Esercizio 29 — Sia data la tabella seguente:


xi 1 2 5 6 8
f(xi ) 0.2 0.8 1.4 1.9 2.3
Scrivere le equazioni delle due rette ai minimi quadrati, che minimizza-
no rispettivamente gli scarti verticali e orizzontali; trovare il loro punto di
intersezione e dire di che punto si tratta.

Esercizio 30 — Sia data la tabella seguente


xi -0.5 0 0.5 1.5 2.5
f(xi ) 6.9375 2 -0.0625 5.9375 72.9375
1. Scrivere la tabella delle differenze divise
8 ESERCIZI SU INTERPOLAZIONE E APPROSSIMAZIONE

2. Trovare il polinomio di grado non superiore a quattro che interpola i


dati assegnati; stimare f(0.8) e f 0 (0.8).
3. Trovare la retta ai minimi quadrati y = a0 + a1 x che minimizza gli
scarti verticali