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APPUNTI dal convegno

L’OPG e i suoi pazienti: dal carcere alla comunità?


mar 28 settembre 2010
centro Loris Malaguzzi – Reggio Emilia

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La direzione di ogni intervento dovrebbe essere volta a trasformare l’OPG: DA CARCERE A COMUNITA’
TERAPEUTICA. Questo lo slogan iniziale.

C’è in cantiere una nuova struttura regionale più di tipo sanitario che detentivo: a Castelfranco Emilia.

Angelo Fioritti – direttore dipartimento salute mentale AUSL Bologna

Intervento sulla storia degli OPG in Italia. A Reggio il manicomio criminale è stato aperto nel 1888… c’è
una certa tradizione!
1939/1955 – Castiglione da ospedale diventa manicomio criminale in convenzione.
1975 – L.354/75 che ribadisce la natura penitenziaria degli OPG.
1978 – la riforma psichiatrica non tocca gli OPG.
2006 – ipotesi di superamento degli OPG.
2010 – commissione Marino in visita agli OPG.

 Domanda – Come si fa a fare salute mentale in un luogo che è luogo di pena?


 Accenni al progetto MODiOPG
 Rischi presenti nel 2010: uso delle attività sanitarie con finalità legali (es. il magistrato di
sorveglianza che richiede una diagnosi medica come unico strumento per stabilire la pericolosità
sociale).
 Necessità di professionisti medici con anche una formazione legale.
 Garanzie che deve offrire lo Stato: TRASPARENZA, COMPETENZA, SENSO ETICO.

Mariella Martini – DG AUSL Reggio Emilia

Ribadisce che l’OPG di Reggio non è un ospedale ma un carcere, le celle sono nate per essere singole,
difficoltà ambientali (temperatura e igiene), progettato per 131 posti.
Come percorsi di uscita si presentano come buone prassi Sadurano/Cà Zacchera e gli appartamenti di RE a
detenzione ridotta.

Magistrato di sorveglianza del tribunale di BO (x OPG RE)

Il passaggio alle ASL è stato positivo, ma dover far riferimento a due direzioni è un problema reale.
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Il meccanismo delle proroghe è terribile. Bisogna considerare che un detenuto in carcere ha un fine pena
certo (una data), un internato in opg no (quando la pericolosità sociale scompare).
Considerando una permanenza minima di 2 anni e una massima di 10 anni, a volte si fanno progetti
riabilitativi buoni per chi deve scontare pene più lunghe. Chi ha una permanenza breve da scontare… bè,
si fa tutto carcere e stop.
Se non c’è un progetto sull’internato, se non è mai stato sperimentato in contesti meno contenitivi
esterni… il magistrato difficilmente potrà valutare la cessazione della pericolosità sociale.
Per i detenuti extracomunitari senza riferimenti sul territorio esiste un problema serio, non c’è alcuna
progettualità.

Tavola Rotonda con i rappresentanti delle Regioni


L’obiettivo dichiarato è il superamento dell’OPG.
All’interno del carcere di Piacenza si aprirà una sezione per le osservazioni psichiatriche (per togliere un
po’ di persone all’OPG di Reggio).

Giulia Bassetti – Veneto


È stato fatto il censimento di tutti gli internati in OPG e dei relativi percorsi previsti, c’è un terzo dei
pazienti che risulta sconosciuto ai dipartimenti. Persone che non sono mai state prese in carico.
Si sta ipotizzando una struttura intermedia (simile a Sadurano), la proposta è ora in corso di presentazione
alla giunta regionale. I finanziamenti statali del 2009 e del 2010 non sono ancora arrivati.

Franco Milani – Lombardia


OPG Castiglione: detenuti di Lombardia e Veneto e donne di tutto il territorio nazionale.
Si stanno focalizzando le attenzioni sui pazienti (residenti in Lombardia) presenti in istituti fuori regione
(fuori bacino d’invio in realtà) ma dimissibili (“dimissibili” non si è ben capito in base a cosa), di questi 64
sono nell’OPG di RE.
Entro fine 2010, l’obiettivo è quello di realizzare a Mantova una struttura cuscinetto di 40 posti, tipo
Sadurano.

Giuseppe Nese – Forum Nazionale per la tutela dei diritti dei detenuti
Bisogna dimettere le persone che non dovrebbero essere più in OPG! L’unico luogo in cui si può realizzare
la salute di una persona è la sua comunità.

Santi Consolo – vicecapo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria


Il modulo tratta mentale dell’OPG di Reggio, prima dell’apertura dei reparti, era inaccettabile.
Vogliamo creare un federalismo penitenziario? Se sì, sotto quali direttrici?
Un internato a Castiglione costa 215 € al giorno.
In uno stato di 60 milioni di persone… non riusciamo a risolvere il problema di 68 mila persone?!
Nell’OPG di Barcellona PG dovrebbe essere pronta la sezione femminile per alleggerire Castiglione.

Tavola Rotonda con i direttori degli OPG


Antonino Calogero – Castiglione
Il DPCM ci spinge nella direzione giusta. Dimissione e suicidio sono strettamente collegati.

Anna Paola Di Filippo – Reggio Emilia


A Reggio 6 reparti: 5 sanitarizzati e 1 in mano all’amministrazione penitenziaria. Abbiamo messo a punto
un metodo che sta dando i suoi frutti: facciamo un briefing ogni mattina col personale.

Elisabetta Laganà – Presidente Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia


Legge un paio di righe dal rapporto della commissione di Strasburgo in visita all’OPG di Aversa… roba
pazzesca.
Proposte: sanzionare le regione inadempienti, implementare le comunità terapeutiche come Sadurano.

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Michele Pennino – Napoli
Abbiamo un massimo di 120 posti, non usiamo letti a castello. Abbiamo stanze singole o da 4 (che
considerando il sovraffollamento a volte diventano da 5). I letti e le lenzuola sono gli stessi di tutti gli
ospedali di Napoli, siamo entrati nel circuito forniture ASL.
31 internati in proroga
15 con più di 5 proroghe
1 con 28 proroghe (dopo 23 anni di OPG è in lista di attesa dai servizi sociali, doveva fare 2 anni)
Abbiamo cercato di facilitare l’ingresso delle persone in istituto: volontariato e caritativo.
Nel 2010 abbiamo ridotto le contenzioni a 1 soltanto, di poche ora (una stanza di decompressione, non il
letto di contenzione).

Nunziante Rosania – Barcellona P.G.


OPG ancora dipendente dall’amministrazione penitenziaria.
360 pazienti, in attesa di 40 donne (chissà quando la aprono ‘sta sezione femminile).
Molto forte la presenza del volontariato e i progetti realizzati coi volontari.
La realtà è che tagliano i fondi e aumentano i detenuti… siamo una pattumiera sociale! Ci sono persone
che dalle comunità sono tornate da sole a bussare alla porta dell’OPG.
50 € al giorno è il costo di un detenuto a Barcellona P.G.

Franco Scarpa – Montelupo


Prospettiva aziendale, proceduralizzazione del lavoro (esperienza simile a RE), 14 persone in proroga.
Necessità di un osservatorio condiviso! Se tutti gli OPG si lamentano dei detenuti fuori bacino… non
basterebbe girarseli e ognuno riprende i suoi?! Non c’è un coordinamento condiviso… ogni istituto è un
mondo a sé…

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