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7 luglio 2018

Gentilissimi,

giovedì il Parlamento EU è stato chiamato a votare la proposta di revisione della Direttiva Copyright. Essa è
un punto importante anche per noi dell’industria dei diritti di proprietà intellettuale, siccome direttamente
ci tocca sia per motivi diretti (asset significativi anche in ambito di copyright detenuti dai nostri associati)
sia perché sue mancate revisioni potrebbero rappresentare un pericoloso precedente volto a sostenere la
bontà attuale anche delle norme comunitarie più afferenti le nostre sfere, ossia la E-Commerce e la
Enforcement per citarne solo due.

Il voto di giovedì è stata una sconfitta di coloro, come noi e tutto il mondo dei diritti software, musica e
video, che volevano che la proposta fosse approvata. In particolare per il nostro mondo risulta interessante
l’Art. 13, che vi invito a leggere nel documento allegato relativo al testo. L’Art 11 ci riguarda meno da
vicino, anche se stabilisce un diritto giusto in principio, ossia la remunerazione dei contenuti.

Il voto del Parlamento è stato la sconfitta del mondo dei diritti, quei diritti che portano il 44% di ricchezza
all’EU, mentre ha rappresentato la vittoria di Google e Facebook, in primis, che mai come questa volta
hanno inscenato una campagna diretta a diffondere informazioni false e confusorie presso gli Eurodeputati.
Messaggi che, evidentemente, hanno fatto presa.

Anche noi avevamo sensibilizzato alcuni Eurodeputati Italiani-chiave, che infatti hanno votato compatti a
sostegno.

Ora la regolamentazione EU prevede che il processo di revisione proceda verso un prevedibile voto in
plenaria che avverrà in settembre.

È certamente un tema caldo e la politica, non solo a Brussels, è stata sviata dai temi ad arte diffusi da
Google&c. Le affermazioni dei Vice-premier Di Maio e Salvini sono tutto fuorché incoraggianti, nonché
infarcite di una buona dose di non-informazione e demagogia. La libertà della rete non c’entra esattamente
nulla con questo provvedimento.

Il tipo di azione che gli operatori online hanno posto verso gli Eurodeputati è stata talmente sopra le righe
e oltre i limiti, che oggi il Presidente Tajani ha deciso di dire chiaramente cosa è accaduto e come la vede.
Vi invito a leggere questo articolo https://www.corriere.it/tecnologia/18_luglio_05/antonio-tajani-
copyright-digitale-mai-tante-interferenze-lobbisti-minacce-dobbiamo-proteggerci-7b29d3bc-8088-11e8-
841c-47290107a48c.shtml

Il Presidente Tajani riceverà nei prossimi giorni nostro apprezzamento, così come abbiamo già utilizzato il
canale Twitter di INDICAM per esprimere il nostro punto di vista. È altrettanto vero che attueremo un’opera
di maggiore sensibilizzazione e comprensione dei fenomeni anche sui policy makers nazionali, con primi
obiettivi proprio i due vice-premier già citati.

È un tema importante per tutti noi, e il gioco poco corretto attuato dagli operatori dimostra più che mai
che occorre sensibilizzare con le nostre ragioni i policy makers e che è fondamentale stringere ancor più i
legami con essi. Noi continueremo a farlo, ancor più di prima.

Ci auguriamo che da qui alla votazione in sessione planaria la pressione “sana” sugli Eurodeputati possa
mutarne l’opinione, fuorviata dalle torbide manovre “degli altri”.

Grazie per l’attenzione.

Claudio Bergonzi

Segretario Generale INDICAM