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ECOMONDO, Rimini 9 Novembre 2016

Alessandra MARINO e Mariano CIUCCI


INAIL-DIT Lab. VII

Rischio NATECH e D.Lgs 105/2015.


Rischio sismico e rischio idrogeologico.

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Le catastrofi naturali possono comportare un rischio che non dipende unicamente
dagli effetti diretti su persone e strutture, ma comprende anche gli effetti
conseguenti ad eventuali eventi incidentali che possono interessare impianti e
stoccaggi colpiti dall’evento naturale stesso.

Gli incidenti così generati sono chiamati eventi NaTech (Natural Hazard Triggering
Technological Disasters) e rappresentano circa il 3% del totale degli eventi
incidentali, spesso con magnitudo assolutamente rilevanti.

Gli eventi NaTech possono essere generati da diversi eventi naturali: fulmini,
alluvioni, terremoti, frane, fenomeni vulcanici, uragani forte vento, trombe d’aria.

Nel territorio italiano molti impianti a rischio di incidente rilevante sono localizzati in
aree ad elevata sismicità, o sono esposti a rischio idrogeologico come anche ad altri
rischi naturali.

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L’ANALISI STORICA DI EVENTI NATECH

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L’analisi storica mostra che l’impatto di un evento sismico su un impianto
industriale può comportare il conseguente verificarsi di eventi incidentali rilevanti,
quali:
• Incendi
• Esplosioni
• Dispersioni tossiche
• Inquinamento di corpi idrici superficiali e falde acquifere.

La magnitudo di tali incidenti può essere amplificata dal possibile contemporaneo


fuori servizio dei sistemi di mitigazione preposti al contenimento degli eventi o alla
messa in sicurezza degli impianti

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Gli eventi naturali costituiscono una potenziale causa di incidenti rilevanti, e pertanto
influiscono sui risultati dell’analisi di rischio.

Gli eventi naturali possono quindi comportare:


• Un incremento della frequenza di accadimento associata agli eventi incidentali.
• Una estensione delle aree di danno, determinata sia dal contemporaneo
verificarsi di più eventi incidentali di magnitudo superiore, sia dalla possibile
indisponibilità dei sistemi di protezione e di mitigazione.

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Eventi NATECH
(Natural Hazard Triggering a Technological Disaster)

• Terremoto (M 7.4) di Izmit (Turchia) del 17 Agosto 1999

• Eventi meteorologici estremi in Francia settentrionale del 26-27 dicembre 1999

• Incidente di Baia Mare (Romania) del 30 gennaio 2000

• Inondazioni nella Repubblica Ceca nell’Agosto del 2002

• Terremoto (M 9.0) e tsunami di Tohoku (Giappone) dell’11 marzo 2011

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Il riconoscimento dell’impatto dei NATECH sulla gestione della
sicurezza negli impianti a rischio di incidente rilevante è una delle
principali novità introdotte dal D.lgs. 105/2015, come già dalla
direttiva 2012/18/UE di cui rappresenta l’attuazione.

Ciò deriva dalla crescente consapevolezza, maturata a livello


internazionale, del fatto che gli eventi NATECH rappresentano un
rischio assolutamente emergente, anche in considerazione delle
evidenti mutazioni delle condizioni climatiche globali.

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Seveso III D.Lgs.105/15

Art. 1.
Finalità
1. Il presente decreto detta disposizioni finalizzate a prevenire
incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a
limitarne le conseguenze per la salute umana e per l’ambiente.

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105
Allegato 2

Dati e informazioni minimi che devono figurare nel Rapporto di sicurezza di cui
all'art. 15

2. Presentazione del sito dello stabilimento:


a) descrizione dello stabilimento e della sua collocazione territoriale, includendo
informazioni quali posizione geografica, dati meteorologici, geologici, idrografici e, se
rilevante, la sua storia;
b) identificazione degli impianti e di altre attività dello stabilimento che potrebbero
presentare un pericolo di incidente rilevante;
c) sulla base delle informazioni disponibili, identificazione degli stabilimenti adiacenti,
nonché di siti di attività che non rientrano nell'ambito di applicazione del presente
decreto e di aree, insediamenti e progetti urbanistici che potrebbero essere all'origine o
aumentare il rischio o le conseguenze di incidenti rilevanti e di effetti domino;
d) descrizione delle aree in cui può verificarsi un incidente rilevante.

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105
Allegato 2

Dati e informazioni minimi che devono figurare nel Rapporto di sicurezza di cui all'art.
15

4. Identificazione e analisi dei rischi di incidenti e metodi di prevenzione:


a) descrizione dettagliata dei possibili scenari di incidenti rilevanti e delle loro probabilità di
accadimento o delle condizioni in cui tali scenari possono prodursi, corredata di una sintesi degli
eventi che possono avere un ruolo nell'innescare ognuno di tali scenari, con cause interne o
esterne all'impianto; comprendente in particolare:
i) cause operative;
ii) cause esterne, quali quelle connesse con effetti domino, siti di attività che non rientrano
nell'ambito di applicazione del presente decreto, aree, insediamenti e progetti urbanistici
che potrebbero essere all'origine o aumentare il rischio o le conseguenze di un incidente
rilevante;
iii) cause naturali, ad esempio terremoti o inondazioni;

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105

Allegato C

Criteri, dati e informazioni per la redazione e la valutazione del Rapporto di sicurezza e


del Rapporto preliminare di sicurezza

Aspetti Generali
2. Reperimento dei dati e delle informazioni
Il gestore, qualora non disponga di tutti i dati e le informazioni necessari alle analisi di cui al punto
C.3 della successiva Parte 1 del presente allegato, relativi ad eventi naturali esterni che
possono causare un incidente rilevante, ovvero dati, relativi alla zona dello stabilimento, su
perturbazioni geofisiche, meteomarine, cerauniche, meteorologia, idrogeologia, elementi
territoriali ed ambientali vulnerabili e sensibili, allega quelli disponibili presso le Amministrazioni
Pubbliche con indicazione esplicita della fonte.

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105
Allegato C

Criteri, dati e informazioni per la redazione e la valutazione del Rapporto di sicurezza e


del Rapporto preliminare di sicurezza

C.3 EVENTI METEOROLOGICI, GEOFISICI, METEOMARINI, CERAUNICI E DISSESTI


IDROGEOLOGICI

C.3.2 Specificare, ove disponibile, una cronologia degli eventi geofisici, meteo marini, ceraunici e
dei dissesti idrogeologici del luogo, quali ad esempio terremoti, inondazioni, trombe d'aria,
fulmini, evidenziando le eventuali ripercussioni sulla sicurezza, con riferimento all'individuazione di
eventuali scenari incidentali di cui al punto C.4.1, ovvero all'esclusione effettiva della
possibilità di incidente indotto.

C.3.2.1 Relativamente agli eventi di cui al punto precedente fare riferimento alle classificazioni di
legge vigenti, ovvero a quelle tecniche.

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105
Allegato C

Criteri, dati e informazioni per la redazione e la valutazione del Rapporto di sicurezza


e del Rapporto preliminare di sicurezza

C.4 ANALISI DEGLI EVENTI INCIDENTALI


C.4.1 Individuare, descrivere, analizzare e caratterizzare quantitativamente le sequenze
incidentali che possono generare un incidente rilevante e gli scenari ragionevolmente
prevedibili che ne possono evolvere, in termini di conseguenze e probabilità. Ognuno degli
scenari incidentali individuati dovrà essere corredato da una sintesi degli eventi che possono
avere un ruolo nel loro innesco, con cause interne o esterne allo stabilimento:
• cause operative,
• cause esterne, quali quelle connesse con effetti domino o con siti di attività non
rientranti nell'ambito di applicazione del presente decreto o con aree e sviluppi
urbanistici/insediamenti situati in prossimità dello stesso,
• cause naturali, come terremoti o inondazioni.

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105

Allegato 5

Modulo di notifica e di informazione sui rischi di incidente


rilevante per i cittadini ed i lavoratori di cui agli artt. 13 e 23

- SEZIONE F - DESCRIZIONE DELL'AMBIENTE/TERRITORIO CIRCOSTANTE LO


STABILIMENTO
- SEZIONE G - INFORMAZIONI GENERALI SUI PERICOLI INDOTTI DA
PERTURBAZIONI GEOFISICHE E METEOROLOGICHE
- SEZIONE L - INFORMAZIONI SUGLI SCENARI INCIDENTALI CON IMPATTO
ALL'ESTERNO DELLO STABILIMENTO
- SEZIONE M - INFORMAZIONI DI DETTAGLIO PER LE AUTORITA' COMPETENTI
SUGLI SCENARI INCIDENTALI CON IMPATTO ALL'ESTERNO DELLO STABILIMENTO

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105
SEZIONE G - INFORMAZIONI GENERALI SUI PERICOLI INDOTTI DA PERTURBAZIONI GEOFISICHE E
METEOROLOGICHE

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105
SEZIONE G - INFORMAZIONI GENERALI SUI PERICOLI INDOTTI DA PERTURBAZIONI GEOFISICHE E
METEOROLOGICHE

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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105

Allegato E (art. 19)

Criteri per l'individuazione degli stabilimenti tra i quali esiste la possibilità di effetto
domino, per lo scambio di informazioni tra i gestori, nonché per l'individuazione
delle aree ad elevata concentrazione di stabilimenti tra i quali è possibile l'effetto
domino

Per quanto riguarda lo Studio di Sicurezza Integrato di Area (SSIA) deve essere effettuata:

5) Analisi degli scenari incidentali in caso di evento naturale d'area (rischi NATECH)

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Poiché i rischi naturali possono modificare in modo significativo gli scenari
incidentali è necessario tenere conto dei loro possibili effetti anche nell’ambito della
pianificazione dell’emergenza (Linee Guida del Dipartimento della Protezione
Civile del 2005) e per lo sviluppo di strategie di pianificazione territoriale e
urbanistica (D.M. 9 Maggio 2001), mirate alla riduzione dell’impatto sul territorio
circostante e quindi delle ricadute per l’uomo e per l’ambiente.

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SITUAZIONE ITALIANA

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RISCHIO SISMICO
TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA 20 -29 MAGGIO 2012 (M 5.9 E 5.8)

HAEMOTRONIC di Medolla
Capannone
industriale di
Mirandola

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RISPOSTA SISMICA LOCALE
Le onde sismiche, propagandosi nello strato più superficiale della crosta terrestre, subiscono riflessioni e
rifrazioni causate dalle eterogeneità della crosta stessa.
Lo strato di terreno si comporta come un filtro che modifica le caratteristiche del sisma, amplificandone le
armoniche vicine alla sua pulsazione fondamentale.
Risposta Sismica Locale: insieme delle modifiche che il moto sismico di ingresso al sito subisce, in
termini di:
ampiezza (amplificazione o smorzamento)
contenuto in frequenza (periodo)
durata
Il moto sismico indotto sulle strutture risulta modificato in base alle caratteristiche del terreno.

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RISPOSTA SISMICA LOCALE

Differenti time histories per


lo stesso sisma

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MACROZONAZIONE SISMICA
Definizione dell’azione sismica:
spettro di risposta relativo ad un suolo rigido, affiorante, orizzontale

-
• ag accelerazione
orizzontale massima
del terreno;
• FO valore massimo
del fattore di
amplificazione dello
spettro
• T°C periodo di inizio
del tratto a velocità
costante dello
spettro

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MICROZONAZIONE SISMICA
Per la valutazione dell’effetto della risposta sismica locale si può utilizzare un
approccio semplificato
(basato sull’individuazione di categorie di sottosuolo e topografiche)
E’ ampiamente dimostrato che l’effetto più importante che genera
amplificazione del moto sismico è dovuto al contrasto di impedenza sismica tra
gli strati superficiali e il bedrock.

La classificazione del sottosuolo in categorie si effettua attraverso i valori della


velocità equivalente di propagazione delle onde di taglio entro i primi 30m di
profondità Vs30. La velocità di propagazione delle onde sismiche trasversali
(Vs) è un parametro cruciale per la stima della risposta sismica locale.
Nel caso la misura diretta di Vs30 non sia disponibile la classificazione del
sottosuolo in categorie può essere condotta attraverso i valori dei parametri
NSPT,30 e cu,30 per terreni a grana grossa e fine rispettivamente.

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MICROZONAZIONE SISMICA
Sulla base del profilo di velocità delle onde di taglio Vs nei primi
30 m di profondità è possibile determinare una velocità
equivalente Vs30 rappresentativa del sito in esame, che consente
di classificare il sito come suolo di tipo A, B, C, D, E, S1, S2
secondo la nuova normativa sismica italiana o secondo la
normativa europea Eurocodice 8.

Spettri di risposta per le


differenti categorie di
terreni

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MICROZONAZIONE SISMICA: doppia risonanza
Quando la risposta sismica locale produce una amplificazione nel periodo fondamentale di una
struttura gli effetti possono essere rilevanti.
Quando il periodo di vibrazione dominante dell’input sismico, quello naturale dei terreni e quello
fondamentale della struttura sono vicini si possono avere fenomeni di doppia risonanza.

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MICROZONAZIONE SISMICA
Ha lo scopo di individuare la presenza di fenomeni di risonanza sismica del
sottosuolo e consentire la stima delle frequenze fondamentali di vibrazione del
sottosuolo stesso, ovvero delle frequenze a cui il moto del terreno potrebbe risultare
amplificato; tali indicazioni sono di rilevante interesse ai fini della valutazione delle
azioni sismiche, anche in termini spettrali, attese su strutture industriali presenti
nell’area di interesse.

Approccio sito-specifico
(studi di amplificazione sismica locale)
misure di rumore sismico e/o utilizzazione di modelli di simulazione sismica

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Microzonazione Sismica: Piana di Sulmona
Stima dell’amplificazione sismica locale nel distretto industriale del bacino
di Sulmona attraverso l’integrazione di due metodologie:
•Elaborazione di misure di rumore ambientale (applicando la metodologia
Horizontal to Vertical Spectral Ratio)
•Simulazioni numeriche 1D elaborate con il codice di calcolo Shake91.

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Nei grafici a fianco sono riportati i risultati degli Confronto tra spettro di risposta al suolo (stratigrafia C) e spettro di risposta elastico orizzontale (Testo Unitario) per profilo di terreno

spettri di risposta al suolo, in termini di


Tipo C
0.70

spettroTU - x=5%

accelerazione, ottenuti mediante modellazione


0.60
spettro di risposta x=5%, PGA=0.99g

0.50

numerica, confrontati con gli spettri di progetto 0.40

proposti nel Testo Unico-Norme Tecniche per le

a (g)
0.30

costruzioni. 0.20

Nelle stratigrafie C e D gli spettri ottenuti dalla


0.10

0.00

simulazione sono più ampi degli spettri di


0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 4.5 5 5.5
T (s)

progetto per periodi compresi tra 0.3 e 0.4 sec.


Confronto tra spettro di risposta al suolo (stratigrafia D) e spettro di risposta elastico orizzontale (Testo Unitario) per profilo di terreno

In tali siti la risposta sismica locale e quindi


Tipo E
0.70

spettroTU - x=5%

l’input sismico da considerare nella progettazione


0.60
spettro di risposta x=5%, PGA=0.99g

0.50

è molto superiore a quello da normativa. 0.40

a (g)
0.30

Occorre tenere conto che tali aree sono


0.20

interessate da un progetto di sviluppo industriale


0.10

0.00

che dovrà considerate tale situazione.


0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 4.5 5 5.5
T (s)

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Microzonazione Sismica: Piana di Rieti

Stima dell’amplificazione sismica locale nella Piana


di Rieti attraverso:
• Studio della sismicità storica
• Indagini geognostiche
• l’analisi HVSR

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La correlazione tra attività e rischi
Le attività … …ed i rischi

SISMICO

ALTRI RISCHI
NATURALI

IDROGEOLOGICO/
EVENTI
METEOROLOGICI
ESTREMI

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VGR 2016 G.d.L. «NaTech»

Scheda speditiva di valutazione preventiva effetti NaTech su


impianti RIR
“Scheda speditiva di valutazione preventiva effetti NaTech su impianti RIR”

Stabilimento ________ No. Item SI NO NA


4 Identificazione e definizione (preventiva) degli indicatori di pericolo da No. Item SI NO NA
Indirizzo : _________________________________________________________________ Misure interne di mitigazione dei possibili effetti NaTech
monitorare in caso di evento NaTech 6
Contatto (Tel): Referente : Fax: _____ - Verifica dei criteri di progettazione
Email: __ Apparecchiature a struttura verticale snella (colonne,reattori, camini,
torri, ecc) - Idoneo dimensionamento di canali e muri di contenimento
Data di inizio compilazione:____________ Data di fine compilazione: _____ __
- perdite di contenimento - Dispositivi di ancoraggio di serbatoi ed apparecchiature (ad esempio catene
- rilascio di sostanze infiammabili di ancoraggio , rinforzi)
No. Item SI NO NA - rilascio di sostanzeesplosive - Rinforzo di tubazioni e connessioni
1 Verifica dei livelli di progettazione rispetto - Idonea progettazione e rinforzo vasche di accumulo sostanze e preparati
- rilascio di sostanzetossiche
- alla classificazione sismica pericolosi
- altro (specificare)
- alla microzonazione sismica - Connessioni flessibili per le tubazioni
Apparecchiature a struttura tozza poggiante al suolo (serbatoi di grandi
dimensioni a tetto fisso e galleggiante) - Cinghie di rinforzo o catene per barilotti e serbatoi a pressione
2 Individuazione preventiva delle apparecchiature critiche d’impianto - Cinghie di rinforzo per equipaggiamento ed attrezzature d’emergenza
- perdita di contenimento
rispetto ai possibili effetti indotti dal sisma
- altro (specificare) - Sistemi di intercettazione d’emergenza e valvole di sicurezza
Colonne
- Sistemi di accumulo d’acqua e dì schiumogeno emergenza al sicuro da
Camini caduta di macerie
Reattori Apparecchiature a struttura tozza sostenute in elevazione da elementi
discreti (sfere, forni di processo, serbatoi criogenici isolati da terra, - Sistemi di pipeline ridondanti, in particolare pipeline di adduzione acqua
Torce - Sistemi di allarme rapido (earlywarning)
serbatoi piezometrici)
Serbatoi - Perdite di contenimento - Sistemi di generazione di potenza progettati per mantenere i sistemi di
- rilascio di sostanze infiammabili apparecchiature critiche relative alla sostanze pericolose in condizioni di
- ElephantFootBuckling1 sicurezza per tempi lunghi compatibili con gli interventi post sisma
- rilascio di sostanzeesplosive
- Uplifting2 - Posizionamento di sostanze e preparati tra loro incompatibili, in modo da
- rilascio di sostanzetossiche evitare che in caso di evento possano venire a contatto
- Sloshing3
- generazione di situazione di non controllo limiti infiammabilità/esplosività - Idonei sistemi di interruzione di processo in caso di evento
- Sliding4 all’interno apparecchiatura (es. forno)
- Liquefazione5 - Pianificazione di idonea comunicazione tra i lavoratori di stabilimento e i
- variazione anomala parametri controllo processo propri familiari in caso di evento
Forni - altro (specificare) 7 Implementazione della procedura di controllo/verifica NaTech nell’SGS
Piping Piping (tubazioni, flange, valvole) - Planimetrie stabilimento / sito con indicazioni degli elementi critici da
Altro (specificare) - perdita di sostanza pericolosa monitorare/controllare
3 Individuazione preventiva degli elementi critici da monitorare e/o - perdita di sostanza con possibile effetto dannoso a valle (es. acqua - Adozione di idonee procedure operative in sicurezza (es. equipaggiamento
verificare post evento raffreddamento) e addestramento personale per accesso spazi confinati con pericolo crollo,
tossico, esplosione, incendio)
Assetto di colonne rispetto a tubazioni ad esse connesse - altro (specificare)
- Attribuzione di responsabilità per la procedura di controllo/verifica NaTech
Geometria di serbatoi Strutture critiche interne (es. Sala controllo, magazzino m.p., p.i., p.f.,
- Adeguatezza sistemi di allarme/comunicazione in fase di controllo/verifica
Stato delle superfici (es. Interno serbatoi a tetto galleggiante) strutture impianti di processo ecc)
NaTech
Stato di pilastri di appoggio (ad es. di serbatoi) - Cedimenti strutturali e/o crolli
Stato dei tirafondi di collegamento tra fondazioni e struttura - Danni che interdicono l’accessibilità/funzionalità _________________________________
Stato di tubazioni Danneggiamento del sistema di comunicazione interna
Danneggiamento del sistema di comunicazione esterno Nome , Firma dei verificatori
Stato di valvole
Stato di flange - Altro (specificare)
Altro (specificare) 5 Identificazione ed analisi (preventiva) dei possibili effetti sull’impianto
dovuti ai seguenti effetti di un forte sisma 1:
Norme, Firma del supervisore
Indisponibilità energia elettrica di rete
Indisponibilitàrisorsaidrica
Mancanzapressioneacqua
Danni /indisponibilità alla rete di comunicazione
Danni /indisponibilità alla rete di trasporto da e per il sito d’impianto
Altro (specificare)
1
Elevate tensioni di compressione generate dal momento ribaltante possono innescare fenomeni di instabilità delle pareti del serbatoio
2
Il momento ribaltante può causare un parziale sollevamento delle piastre di base: lo spostamento verticale può determinare la rottura delle pareti
del serbatoio e/o la rottura delle tubazioni di ingresso-uscita
3
L’oscillazione del pelo libero del liquido all’interno del serbatoio può determinare danni al tetto e/o alla parte alta delle pareti del serbatoio
4
Solo per serbatoi non ancorati: lo spostamento relativo tra il serbatoio e il piano di posa può determinare la rottura delle tubazioni di ingresso-
uscita
5 1
Rapido rilascio di sostanze dovuto al totale collasso della struttura determinato della liquefazione del terreno Gli effetti vanno valutati ad esempio sui sistemi di controllo distribuito (DCS), sui sistemi di controllo di processo, sui
sistemi d’emergenza, sui parametri di processo con possibilità di generazione di eventi incidentali non previsti nelle
condizioni ordinarie, su sistemi di earlywarning implementati per lo stabilimento

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La «previsione» del rischio sismico
• Conoscenza del rischio sismico: frequenze di accadimento e
valutazione della risposta sismica locale (microzonazione)
• Valutazione della vulnerabilità dell’impianto industriale
• Identificazione dei possibili scenari incidentali e delle
conseguenze di un evento NaTech

La prevenzione del rischio sismico


• Sistemi di protezione sismica per la progettazione e l’adeguamento:
isolamento alla base e dissipazione di energia
• Utilizzo di sistemi di «early warning» con sensori (accelerometri
triassiali o velocimetri-geofoni) collegati ad attuatori (dispositivi di
sicurezza già esistenti)

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