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Svolgimento esame di ANALISI MATEMATICA I - 23 giugno 2016

Esercizio 1. (8 punti) Sia data la funzione

|x − 2|
f (x) = log arctan .
|x − 3|

(a) Determinare il dominio di f e dimostrare che f è prolungabile per continuità in x = 3


(da ora in poi si consideri f prolungata per continuità in x = 3).

Imponendo che l’argomento del logaritmo sia positivo e il denominatore diverso da 0 si


ottiene dom(f ) = R \ {2, 3} = (−∞, 2) ∪ (2, 3) ∪ (3, +∞) .
Siccome
1 π
lim f (x) = lim± f (x) = log arctan
+
= log
x→3 x→3 0 2
se ne conclude che f è prolungabile per continuità in x = 3, e quindi da ora in poi
indicheremo con f la funzione

log arctan |x − 2|

se x ∈ R \ {2, 3}
|x − 3|


f (x) =


log π

se x = 3
2

continua in x = 3.

(b) Determinare i limiti agli estremi del dominio e gli eventuali asintoti.

Abbiamo dom(f ) = R \ {2} = (−∞, 2) ∪ (2, +∞) e i limiti agli estremi del dominio sono
π
lim f (x) = log arctan 1 = log ; lim f (x) = log arctan 0+ = −∞ .
x→±∞ 4 x→2±

In particolare, la retta di equazione x = 2 è asintoto verticale completo, mentre la retta


di equazione y = log π4 è asintoto orizzontale sinistro e destro.

(c) Calcolare la derivata di f e determinare i punti di non derivabilità di f , specificandone il


tipo.

Osserviamo che f è continua in x = 3 per quanto osservato al punto (a) mentre altrove
la funzione è composta da funzioni elementari continue per cui è continua in tutto il suo
dominio. Dal momento che
x−2

 se x ∈ (−∞, 2) ∪ (3, +∞)
x − 3


|x − 2|
=
|x − 3| 
− x − 2

se x ∈ (2, 3) ,

x−3
si ha
1


− se x ∈ (−∞, 2) ∪ (3, +∞)
 (x − 3)2
  

|x − 2|
D =
|x − 3| 
 1
se x ∈ (2, 3) .


(x − 3)2

In definitiva, otteniamo
 1 1
− |x−2|
· 2 2
se x ∈ (−∞, 2) ∪ (3, +∞)
 arctan |x−3| (x − 3) + (x − 2)



f 0 (x) =
 1 1
· se x ∈ (2, 3) .


 |x−2| (x − 3)2 + (x − 2)2
arctan

|x−3|

2
Siccome lim± f 0 (x) = ∓ , si conclude che f non è derivabile in x = 3. Più precisamente
x→3 π
abbiamo ottenuto che x = 3 è punto angoloso .

(d) Determinare gli intervalli di monotonia di f e i suoi eventuali punti di minimo e di


massimo, specificando se sono locali o assoluti.

Dalla formula ottenuta per f 0 al punto (c) si ha

f 0 (x) < 0 ⇐⇒ x ∈ (−∞, 2) ∪ (3, +∞) ; f 0 (x) > 0 ⇐⇒ x ∈ (2, 3)

e non esistono punti critici per f . Quindi,


f è decrescente (strettamente) in (−∞, 2) ∪ (3, +∞),
f è crescente (strettamente) in (2, 3).
In particolare, x = 3 è un punto di massimo relativo (stretto) e assoluto, non esistono
punti di minimo relativo e, siccome dal punto (b) la funzione è inferiormente illimitata, f
non ammette punti di minimo assoluto.

(e) Tracciare un grafico qualitativo di f .

log π2
x
2 3
y = log π4
Esercizio 2. (5 punti)

(a) Sia lim bn = −∞ e sia an ≤ bn per ogni n ≥ 104 . Spiegare in base a quale teorema è
n→+∞
possibile calcolare lim an .
n→+∞

Applicando il Teorema del Confronto si deduce facilmente che lim an = −∞. Si noti
n→+∞
che il Teorema può essere applicato perché la disuguaglianza an ≤ bn vale definitivamente,
ovvero esiste n0 ∈ N tale che an ≤ bn per ogni n ≥ n0 . In particolare, il valore esatto di
n0 è irrilevante.

(b) Enunciare il teorema usato al punto precedente.

Si veda uno dei libri di testo consigliati.

(c) Sia an = −n log n. Calcolare, se esistono, i seguenti limiti, motivando la risposta:


 π 
lim an 2π + sin n
n→+∞ 2
 π 
lim an −1 + sin n .
n→+∞ 2

Chiaramente, lim an = −∞. Inoltre, per ogni n ≥ 2 si ha


n→+∞

π
2π + sin n ≥ 2π − 1 > 0 e an < 0,
2
da cui an 2π + sin π2 n ≤ an (2π − 1). Siccome limn→+∞ an (2π − 1) = −∞, per il Teorema


del Confronto segue che limn→+∞ an 2π + sin π2 n = −∞.


Passiamo ora alla seconda successione. In questo caso il limite non esiste. Infatti, posto
π 
cn := an −1 + sin n si ha
2
lim c4k = lim a4k (−1 + sin(2kπ)) = lim −a4k = +∞
k→+∞ k→+∞ k→+∞
 π 
lim c4k+1 = lim a4k+1 −1 + sin + 2kπ = 0.
k→+∞ k→+∞ 2
Siccome lim c4k 6= lim c4k+1 , si conclude che lim cn non esiste.
k→+∞ k→+∞ n→+∞