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Sono belle le prime ore del mattino.

Sono belle perché sono un limbo tra la notte e il nuovo giorno, in cui
niente è come è stato la sera prima e niente è come sarà dopo poche ore. Uno spazio temporale avulso
dal resto, in cui uccelli cantano qualcosa di invisibile nel silenzio assoluto, quasi come se tutto si fermasse
ad ascoltare. Cantano alla luce e ad una nuova foglia, cantano a chi arriva alla vita e a chi se ne va. E
poi succede, sempre e ogni mattina. Succede che al primo autobus e al primo stridore di freni alla fermata
quel canto si tace. E tutto ricomincia come prima e fuori da quella breve parentesi che non mi so spiegare.
Forse, se gli Angeli esistono, quel canto è proprio il loro saluto per augurarci una buona giornata.