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Carissimo Gianfranco,

ti spedisco quanto ti ho promesso ribadendo però che è solo una parte del lavoro che
sto approntando, perché l’elaborazione completa sarà molto più lunga, e non so quando
riuscirò a terminarla. Se però t'interessa e davvero sei intenzionato ad esaminarla, ti farò
avere anche la parte rimanente del materiale. Ci saranno argomenti ancor più delicati (o
scioccanti, o scottanti: dipende da come uno si pone davanti a tali argomentazioni) di quelli
contenuti in queste prime pagine. Per alcuni di loro devo però aspettare che mi arrivino altre
informazioni inerenti le fonti.

L'opera che mi sono accinto a compiere servirà per dimostrare, a chi è onestamente
intenzionato a fare una sincera disamina delle proprie convinzioni, che la "verità" dei
testimoni di Geova in realtà è soltanto una delle tante opinioni che costellano il firmamento
delle religioni.

Bada bene che non sto approntando una battaglia ideologica né tanto meno una
crociata contro l’organizzazione dei TdG. Non m'interessa farlo e nemmeno lo reputo giusto,
perché la religione dei testimoni di Geova è come tutte le altre e se per alcuni è la panacea dei
loro problemi esistenziali, perché togliergli quest'illusione? E' la logica dell'effetto placebo.

A quanti mi chiederanno tuttavia, per sincero interesse, una motivazione del perché,
dopo diciotto anni d'assoluto zelo, ho deciso di diventare “inattivo” dal punto di vista
dell'organizzazione, il lavoro che sto facendo potrà essere utile non solo per avere una
risposta esauriente alla loro domanda ma anche per avere degli spunti - ritengo interessanti -
di riflessione.

E' ovvio che il materiale dovrà andare a finire nelle mani soltanto di coloro che non
subiranno traumi psicologici, quando sì troveranno dinanzi ad una realtà che è celata. Questi
“spunti di riflessione” non devono servire per danneggiare o per distruggere la fede dei
credenti sinceri, e non possono essere utilizzati nemmeno per produrre turbe emotive tali da
incutere odio e ripugnanza verso qualsiasi argomentazione religiosa, come purtroppo è già
successo.

Devono invece servire, a chi è pronto a fare un avanzamento, per avvicinarsi di più a
Dio e a tutti gli uomini, indipendentemente dalla fede che professano; farci sentire un tutt’uno
con tutti senza più frontiere divisive che facciano sembrare protetti e privilegiati alcuni e in
pericolo di morte eterna e reietti tutti gli altri.

Devono servire per avvicinarsi di più a Dio e agli Uomini, ma anche per allontanarsi
da dio e dagli uomini, in pratica da quella divinità preconfezionata dagli isterismi religiosi e
da qualunque organizzazione umana che, in maggiore o minore buona fede, immette Dio nel
mercato delle faccende terrene per venderlo a caro prezzo: prezzo di sangue, di scomuniche e
di vilipendi vari.

Da quanto premesso, caro Gianfranco, capisci qual è la mia attuale posizione: a-


religioso, nel senso più completo del termine. Non intendo associarmi più ad alcuna religione
o setta od organizzazione di stampo fideistico, né tanto meno ho intenzione di fondarne una
che sia solo un'alternativa alle altre.

Mi reputo un ricercatore spirituale e un eterno innamorato di Dio, e come tale ho


bisogno, per cercare Dio, di spaziare nei vasti orizzonti che ho dinanzi, consapevole che
dovrò attraversare anche aridi deserti per trovarlo, ma certo che questa ricerca spasmodica del
mio Amante mi porterà, alla fine, a fondermi nel Suo abbraccio.

Mi ha sempre affascinato la figura del profeta che dimorava solo nel deserto, lontano
da ciò che poteva inquinare la sua intimità con il divino, e forse è questa la mia strada. Geova
me lo farà capire, a tempo debito.

Mi sento tuttavia in dovere di spezzare una lancia in favore dell'organizzazione dei


TdG. Sono persuaso che Geova abbia usato questo strumento per mettermi nella strada
maestra che conduce a Lui; perciò molte cose che ho appreso dalla Società, non mi sento di
ricusarle sia perché le reputo ancora oggi corrette, sia perché mi hanno indotto a portare dei
cambiamenti nella mia personalità, che mi permettono di essere nella giusta lunghezza d'onda
per entrare in contatto con la divinità .

Forse la religione dei TdG è migliore di molte altre, proprio a motivo della pervicace
ripetizione di quelle norme cui devono obbligatoriamente attenersi i suoi membri, e questo mi
sembra un buon metodo di sano lavaggio della mente. E' una religione inoltre che t'incita a
studiare la Bibbia e a prendere dimestichezza con essa.

E' vero, i "però" sono tanti e li troverai nel lavoro che sto facendo per questo non mi
addentro in essi. Non voglio però sputare nel piatto dove ho mangiato e per questo motivo
non ambisco entrare a gonfiare le file dei cosi detti "apostati" che peraltro, ad imitazione dei
loro ex conservi, stanno portando avanti delle guerre sante.

In ogni modo, se mi dovranno un domani disassociare per apostasia, non muterò


atteggiamento nei loro confronti né mi avvelenerò per questo l’esistenza. Nello stesso tempo,
al momento non reputo necessario dissociarmi da essi in quanto attribuisco a
quest'organizzazione l'identico valore che davo alla religione cattolica prima di diventare un
testimone di Geova. Non ho scritto ai tempi una lettera per dissociarmi dalla chiesa cattolica
perché non lo reputavo importante, non ne farò una adesso per dissociarmi dalla chiesa dei
TdG perché non lo considero necessario.

Prima di finire questa lettera, con la quale spero di non averti tediato, ritengo utile
farti alcune altre precisazioni onde evitare che tu tragga delle erronee deduzioni da ciò che
leggerai. Io credo che la Bibbia sia un libro sacro che sia stato, in alcune parti, “ispirato” da
Dio: solo che non la accetto più come "unico" testo ispirato o sacro. Ho inoltre delle ragioni
per supporre che la Bibbia sia stata manipolata, nel corso dei secoli, per convalidare
teisticamente il sorgere di un potere ecclesiale.

Secondo le conclusioni cui sono adesso pervenuto, per me la Verità è come uno
specchio andato in frantumi. Ogni religione ha un pezzetto di questo specchio e siccome chi
si riflette pensa di avere in mano "lo specchio", non si rende conto che è solo un frammento
del "vero specchio" più grande.

Ogni religione, quindi, nel suo piccolo, possiede soltanto frammenti di Verità, ma non
"la Verità". Questa, infatti, è troppo grande, incommensurabile, per essere posseduta
dall'uomo, che è solo una miniatura, un frammento di Dio. Il Cristo Gesù ha dato degli
insegnamenti utilissimi per l'allora popolazione della Palestina (Io non sono stato mandato se
non alle pecore smarrite della casa d'Israele), principi che possono essere validi anche per le
popolazioni di oggi, ma siamo effettivamente sicuri che fosse proposito di Gesù fondare una
religione come quella cristiana? Che è stato proprio per divina provvidenza che i suoi seguaci
furono chiamati cristiani?

Siamo proprio certi che Gesù è venuto per abolire la Legge che era stata data al
popolo ebraico (Mt. 5: 17-2O) e che voleva davvero che la sua dottrina fosse esportata in
tutto il mondo? Non potrebbero tante cose essere state fraintese dall'effettivo fondatore del
cristianesimo, Saulo di Tarso?

E che dire d'altri astri che comparvero nella notte dell'umanità e che rifulsero di luce
cristica in diverse zone della terra? Personaggi straordinari di cosmica importanza, come
Zoroastro, Buddha, Confucio, Maometto, Lao Tze, Krishna, Rama ed altri, che hanno
tracciato altrettanti solchi profondi nella storia dell'umanità e i cui insegnamenti, ignorati
quasi totalmente dalla maggioranza degli occidentali cristianizzati per un volere politico,
sono identici a quelli di Gesù il Cristo?

Perché, inoltre, dobbiamo pedissequamente accettare il canone biblico stabilito dalle


varie “chiese” cristiane dei primi secoli, che considerarono apocrifi alcuni libri e ispirati altri,
ma, nello stesso tempo, condanniamo queste “stesse chiese” a bruciare nel fuoco eterno della
disapprovazione divina perché manovrate dal demonio? Perché dobbiamo seguire
acriticamente l'atteggiamento della chiesa cattolica dei primi secoli, che condannò com'eretici
gli Esseni e le altre sette gnostiche, solo perché contrarie all'esaltazione della figura
sacerdotale come intermediaria tra Dio e l'uomo?

Perché dobbiamo acriticamente disapprovare la dottrina della reincarnazione, che fu


abolita e dichiarata eretica dalla chiesa cattolica nel IV° secolo, durante un concilio
presieduto dall'imperatore Giustiniano?
Se è vero che non ci sono prove a sostegno della reincarnazione, obiettivamente
quante ce ne sono a favore della risurrezione?
E le domande potrebbero susseguirsi con incedere incalzante se non fosse arrivato il
tempo di passare alla stampa del materiale.

Per terminare, caro Gianfranco, voglio citarti una frase riportata dalla Società dei TdG
nell'ultimo libro distribuito all'assemblea di distretto di quest'anno (Esiste un Creatore che
s'interessa dì noi?). A pag. 9 è detto: "Il libro Belief in God and Intellectual Honesty
(Credenza in Dio e onestà intellettuale) spiega che chi possiede "onestà intellettuale" è
caratterizzato dalla "prontezza a vagliare attentamente ciò che ritiene vero", e a "prestare
sufficiente attenzione ad altre prove disponibili"."

Ti risulta che i TdG consentono ai propri addetti di possedere questa "onestà


intellettuale", senza che siano prese dalle rilevanti e pesanti misure nei loro confronti? E' una
domanda retorica, ovviamente, ma è sulla scorta di quanto propugnato da loro, con la
succitata frase, che t'invito a riflettere sugli argomenti che ti propongo, e ai quali ho voluto
dare come tema: "Punti inquietanti".

Spero che possano servirti per liberarti dalle catene religiose e per spronarti a fare un
giro di 360° su te stesso, per trovare Geova; o per domandare al tuo Sé interiore chi è Dio e
dove si possa trovare.
O magari potrebbero servirti, se trovi in essi degli errori o delle puerilità senza alcun
valore, per rafforzare ancora di più la tua fede in questa religione che segui con convinzione
o, oramai, solo per convenzione.

Non pretendo che tu lo faccia, ma vorrei chiederti il favore di segnalarmi quali


risposte convincenti potresti dare a questi miei interrogativi. E se ti è possibile, non divulgare
questo materiale e non rivolgere ad alcuno le domande in esso riportate se non a persone che
manifestino un’indubbia capacità di stare in piedi anche durante il terremoto.

Ti abbraccio fraternamente.

Piero