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158 /,'impresa ~ Gli elementi costi/ulivi de/la[allispecie
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impresa

19. La seconda funzione del ~ercato: la contraltazione d'impresa In modo consegucnziale a quanto si appena sc ritto, va sottolineata l' im-
portanza fondament ale che ai nostri fini acquista il prob\e;Tia d c lla-distr~bu
zio ne, che non so lo trova ne\ mercato il suo fo cus noturalis in quanto nel mer-
Si appena accennato ai contratti d'impresa e si pu or~ proseguire i~ d~ cato avvengono gli sca mbi , ma richiede anche la de libaz ione d e~uoli dei
sco rso scrivendo che una seconda funzion e de l merc ato n gua rda propno Il soggetti che nel mercato operano c degli sca mbi , e cjo~ dc_g li atti che tali sog~ - ,_
mom ento della contrattazione, nel senso che il mercato stato giusta_melJ_t_e -
considerato sia come il luogo in cui si svol go no le contr_?ttazioni e)n cui VLe-
l - g etti pongo no in .e s~e re. E qu esto secon.do as~~tto- peraltro gi esa min:.Jto sia t-
l ' pure dal punto d t v1 sta della contrattazione cl 1m presa- p~~l so lo Il I?.r<2.: . _.1
ne elaborato il diritto contrattuale, in di sc ipline che hanno forza espansiva blema _della tipi zzaz ione di ta li atti ma anch e qu ell o de ll a predisposizione di
- perch riprese anche nei contratti conclusi fuori del mercato; sia come luogo i tip i che ass icurino la soddistzione di tutte le esigenze che possono di volta
- strutturato nel quale sono appunto alloate le strutture sociali, econo miche e in volta presentarsi.
~l giuridiche che rendono possibili ed organizzano le contrattazioni medesi - Pu, come prima conclusione, scrive rsi che il mome nto tna \e della ~_irco-.
~2 B~ ne stato spiegato 293 che la fun z ione costante del mercato quell a \azione delle merci proprto quella parte dell 'att ivit d'impresa che ri guarda
di favorire l'incontro de gli ope~atori e quindi la conclusione dei contratti , il rapporto con il mercato e questa circostanza co n ~e nte di con s iderare i~
nO'iiCii q~ella di garantirne l'esecuzione e di accelerare, semplificandoli , la . co mm ercio come il luogo Qi maggiore libert contrattuale , dove pi facil-
c1rcolazionee il trasferim ento dell e pos izioni cntrattuali. - ~~e ntc si ritrova idiritt-; che nasce dall'economia( ...). quindi attrave rso iL
Ma in tempi di contatti telematici e on fin e, in cui possono dirsi superate commerc io che la prospettivadi_diritto dell'economi a conse nte l'a_vvi o di Ll1_1
le arretratezze che contraddistinguevano in Italia proprio il settore del com - di s<:;o rso interessa nte sul diritto co ntratt ua le 296 , che non ha ad ogge tto so l-
mercio, si pu dare rag ione a chi con tanta preveggenza scrisse pi di ven- tanto i co ntratti d' i1i1 presa, nominati o inno min ati che siano. ma anche le fon-
t'a nni fa che l'esaltazione del mercato rappresentata proprio dal commer- - ti au tocto ne, co me, 'ad ese mpi o, cod ici ind ivi dua li c collettivi. ..,.
cio che costitu isce il mo7nento del contatt~ dell'impresa con la-c lientela e ~ Tutto ci costitui sce l'u lteriore dim ostra zione. ammesso che ce ne fosse ,
co~ l' esigenza di rendere taje_contatto st_~i~el tempo 29~. Da ci consegue bi sogno. di q ~ il m er~ato_d!_a spazio alla li bert d'inizia ti va e ,a li. ~JLI ':_On2:,..\l
che attraverso il commerci o che le deci sioni d' impresa appaiono finalizza- .!!.:i~ ~1~gozia\e. la ~ualc ,cons~n~~ L~a ~~~m ~zi 9ne spet.ime nta le, tlc ~ ibi le. che \
te al rapporto con la cliente la ed insieme da questo influenzate , dal momento nasce dall'evol uz ione eco nomtca, la tavonsce e co rn spo nde 1n tal modo alla
che il commercio privil eg ia la prospettiva di una real t economica in cui de- storia ed alla vocaz ione de l dirittocommercial_t:-''17 .
- l

cis ive lotte si svol gono, importanti posizioni di potere si conqui stano e nuove Il fatto che, percorrendo qu esta via. nascono ulteriori implicazio ni inve-
strutture si speriment~no e si consolidano in relazione alla cli entel a, di mo- ro in teressa nti. Si intelligentemente notato che, nel merca to, attraverso co n-
do che il di sco rso sul commercio consente( ... ) di rinnovare anche il di scor- tratti di scambio, e non attrave rso contr?tt i co n f.o m.w.1 ione di SC0(2.0, si fini sce
so sul!' impresa>> 295 . con il perseg uire il ragg iun gimen to di un o scopo 'comu ne. che quello della
...._ di St~ibuz ione del prodotto o del servi zio e del conseguimento del re lativo pro-
de lle metro poli , si ri solve in gesti muti e meccanici , in rapporti immediati tra consumatori e - fitto, con la conseguenza che i costi della distribuzione imputati a l[a singo la
cose, in una sorta di so litaria ritualit. Nfercato, appunto, come luogo delle merci, dei ben i - - impresa rappresentano il suo contributo allo scopo comune, mentre la per- _
esposti alla scelta nella loro concreta fisicit, e non luogo del mercanteggiare, de l libero ne-
- entuale dei ricavi ad essi attribuita rappresenta la sua partecipazione aJ...!ll,.ul-___
goziato sui tem1ini dello scambio. La parte , individua e specifica, cede al consumatore, ecci-
tato nei bisogni artificiali ed immerso nella massa anonima ed opaca. Nessuna nostalgia pu -: t~to_c.9~ raggiunto. E ci avviene attraverso l'adozione di un metodo che
resuscitare la libert di scelta e la relazione negoziai e tra le parti . viene denominato >> pi pragmatico ri spetto a quello consueto - proprio
29
~ G. SANTINI, Il commercio, cit., p. 23 ss.
~ 93
G. AUL ETIA, Un saggio, cit., p. 87.
296
294 G. SANTINI, op. loc. ulll. cill. Cos G . AuL ETTA, op. u/1. cii., pp. 85 s., 106.
291 297 G. op. c ii., spec. cap. l.
Cos G. AULEITA, Un saggio, cit., p. 86. SANTINI,

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160 L 'impresa G/t elementi CU.\ Itlultvt della / alltlpeue tmpre.\a 16T-

del diritto civile- di inquadramento delle fattispecie in schemi collaudati. pre secondo l' opinione esponcnda- mantiei1c ferma la forza innovativa del
Come si ebbe modo di sottolineare nltrove, questo un lavoro di aggregazio- contratto in quanto gli dfetti dT q ~esto restano i~1putabili alle decisi~r~i d~ll~
ne e di disaggregazione, determinato dalla identit o dalla diversit dei pro- parti, valuta.ta funzionale al mercato come mezzo di allocazione delle ri s; rs~~
blemi, che consente una migliore soddisfazione delle esigenze che di volta in giustamente ?ottolineandosi che la di sciplina del ~ontratto nr pu-limitarsi a
volta si presentano sul mercato: il che ovviamente - cos scrive chi questo seguire le vicende del mercato, ma deve contribuire a consolidare la funzione _
metodo ha sagacemente applicato- <<significa che le parti non solo possono del mercato, he viene creato e mantenuto perch sia tonte di progresso eco-
utilizzare il 'pezzo' pi adatto con riguardo alla contrattazione, alla qualit, nonlico e sociale 302 . - - - - ---- ----:_ - --

quantit e prezzo dell'oggetto, al luogo e al tempo dell'esecuzione, ma pos- La sede non conse nte di esaminare le altre implicazioni direttamente fun-
sono variamente comporre fra loro i pezzi prescelti 298 . zionali alterna che ci occupa.:_l2i_ al_cun~_di queste ci si occuper trattando de l-
_ _ C ~i;;;.:
si avvicina cos molto alle tesi di ,queg!_i_cconQ!llisti, i quali - _cmne si l'autonomia d'impresa nel suo rapporto con l' autonomia contrattuale, men frc
gi notato-, per definire l'impresa puntano sui contratti, quando si seri ve che - ada ltre t;2.!.:1. .POtr essere riservato _lo spa? io _s: he pure meriteregbero. ~~ lo
la prospettiva di aggregazione a livello pi ampio del singolo contratto po- importante sottolineare che le linee portanti dell a costruzione sommariamen- ,
ne il proble;11a della rilevanza giuridica del rsultato c_of!l..E!_essivo affidato ad
----
te esposta sono da individuare ne lla valorizzazione dell'autonomia comrat:
~na plurallta di strumenti giuridic i ed in particolare alla previ sione di un a tuale dell ' imprenditore, nel senso ~he nella scelta dell e soluzioni interpretati-
- s uccs sione dei contratti nel tempo 299 . ve adegua nel modo migliore il comando contrattuale a ll ' inte~esse per il ra , __
- D' altronde, anche da parte di reputati cultori del diritto civile i qualihan- giungimento del qua le il co ntratto stato concluso, e in_,9_1!.ella dell 'eq uit ri- ~ _
no indagato ex professo il contratto, se ne individuato l'_? rdi ~o_ n ell' ~fi~a n- _ _ eri'ta essenzialmente al_coma!} q_gso ntrattual e, che pro i et.t]n do is,u_Q.\_efft:;.tti ~
. cazione dell'individuo dagli antichi condi z ionamenJ:i (gli slatus) e lo si sul mercato ab~i s og!2_? del co~1JOII.Q .
considerato come il simbol della libera circolazione dei beni 30 '), al punto -. - - TfP~egio'dell'accentuazione del protlo fun z iona le del contratto . in vero
da far scrivere ad un altrettanto reputato recensore, cultore del diritto com- non consueto, conse nte il r aggiu ngi 1'nento di obie ttivi importanti per chi in-
merciale, che <da prospettiva che( . . .) meglio si presta ad illuminare i valori daga l' impresa : quello di far emergere la tematica deg li ' interessi sottesi ad
c 1e F:au ore l'iaposto a fondamento della sua opera di interpretaz ione, ilr:ap- ogni istituto , quello di avvicinare istituti che esamin at i ~ella loro. st~e~ ttu,:a ap~-
porto fra cont~atto e m~rcato ~ - _ paiono lontani tra loro e, soprattutto, que ll o di illuminare, guardandolo da un -
. L" ricostruzione della Storia funzionale del contratto- prima mezzo di punto di vi sta non consueto, il rapporto fondam ental e che esiste -tra coiltratto.
i~mobilizzazione dei beni e poi strumento funzionale alla circofazione deg li - - mercato. ' -<-::;;--
stessi e quindi all'economia mercantile, e poi ancora strumento di allocazio- . Da qui scaturi sce la terza funzi one del mercato che torse riass ume tutte le
ne delle risorse ed in particolare dei servizi - -consente di valurare appien o altre: quella del luogo i; ui ha modo di ~~p~a-;-s i e di esaltarsi l'a uton omia
quanto oggi lo strumento contrattuale sia fwnzionale al! 'esercrzro de l! ' impre- d ' impresa. - ----- - -
sa e spiega, c~d.ive-r~~ chiave di lettura: come il vecchio. problema d~
l'abuso del contratto da parte di uno dei contraentidiventa soprattutto il pro-
blema dell'abuso del contratto da parte dell'impresa, e ci esige il controU.o
20. Mercato e regole. Mercato e autonomia d 'impresa
del contenuto del .oP.tr tto da parte dell'ordinamento, ma il controllo- sem-

E tutto ci che si scritto nei preced~nti paragrafi di questa sezione fa


emergere l'aspetto pi importante e delicato del mercato in punto di rilevan-
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162 /, 'iiii{Jresa
l .

za per il gi uri sta e per l'operatore del diritto in i s pcci ~: ~!i interej s.!...b..e .!:.uo-._ prima mossa, .!!le1~tre lo Stato_!!!l!_O_ve per_~eco ndo, so lo quando la prima m.o.s-=- -- --
tano intorno all'impresa sono naturalmente confliggc_!lti, o quanto meno pos- sa si riveli inertlcace e sbagliata, con la con:;eguenza che il bisogno della pre-
sono esserl o:~:-c~ap.prcsenta il sito in cui il conflitto pu, c in a!,c~ni . . senza dello Stato cessa quando il coordinamento di mercato ritorna a funzio-
casi deve, trovare composizione.-E se vero chc.Ja strada pi natura,le quel- -;;;;;e in mo<!_~ -~tlciente 304 . --

- ~-d;i la composi z ion~ che avvenga per ~ fTetto della stessa legge del mercato L'esempi o pi eloquente, anche se non esten sibile a tutti gli imprenditori,
o della legge che gli imprenditori si sono dati a mo ' ?.i J~~ge d_i c on viv e n ~'1..-:. dato da un tipo di mercato denominato, con espress ione non proprio felice ,
j)er;,:;;ide~.s, va de tto che l'autonomia rego latrice la costante nelle rivendi- regolamentato - per intenderei , la vecchia borsa-, in ordine al qu ale la re-
caz ioni del ceto imprenditoriale-, anche incontestabile- lo si appe.!J.i!j!C- _ golamentazione- si al lude con evidenza, al d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 ,
cennato - che la mera autoregolamentazione , prima ancora che istitu zional- sull ' intennediazione finanziaria - ha cercato d i conci liar.e l'a utonomi a ge -
mente, natura lm ente insuftciente, ragion per cui ind,i spensa bile l'interven- stiona le del mercato con la tutela di un interesse, tanto generale quanto vi-
-~to di ~i poteri pubblici che, per la pos izione di imparz i a~it_che sempre isti- tal e per l' economia del Paese, quale quell o dei ri sparmi atori-invest itori.
tu z i o naln~ente vi ene loro riconosciuta, hanno il compito istituzionale di pre- Orbene, in ordine a tale tipo di mercato, l'intervento regolatore- si ripete-
- venire e di comporre 303 .::-=---~=--'- _____,._.- ~ cons istito nel varo del Testo Unico sull'intermediazione finanziaria - il
l

Or~~ g li interventi su l mercato posso no , di conseguenza, esse re_rego0;,. d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58-, in cui il legislatore ha, dopo quasi un secolo,
tori e moderatori: i primi - se conse ntita resr ressione - se rvon o .a_di ?eg_rl~- .. _ disegnato la struttura del mercato (i) !asc iandone ai privati la gestione, (ii) de-
-:1~ scenario e le cornici entro i qu a li gli ope r:~_!c:> ri QQ?Sono autonorriamen~e putando un ente pu bb li co alla vi gilanza sul .mercato stesso e alla in dividua-
-fll U OV~rs i, l~;~;ltre 1 se~~~di indicano la tipolo gTa deg li interv enti sui conflitti z ion e dei criteri cui chi nel mercato opera deve attenersi, (iii) indivi duando i
~e ne se!!. nan o -la dis cL; l i~a . -- - ----- -- soggetti abi li tati ad operare.
l n altri termini, i po teri pubblici , anche sposa nd o una politica assai libera- L'intervento moderatore consiste, invece, nell ' adozione dei prov vedimen-
le e co nced e ndo quindi alle imprese la pil! am.pia autonom ia, non potranno ti che l'ente pubblico vigilante pu adottare quand o vengano violati i princi-
j mai rinunc iare, a pena d' anarchia, n ad un interven to preventivo di tipo re- pi informatori del funzio nam ento- come la tras parenza, l' in fo rmazion e, la
go latore, che di so lito co mpie il Parlam ento su impul so del Qo verno dettan- parit di trattamento, la co rrettezza- o quand o le contingenze lo richieda no,
l) do coordinate e confini , n ad interventi moderatori, che, pur previsti da leg- e si pu fare l' esempio della sospens ione della quotaz ione di un titol o per ec-
cesso di ribasso o di ri alzo o, comunque, per evitare che ci accada.
u gi , sono per lo pi contenuti in atti ammin istrati vi. Ma il ruolo dello Stato de-
ve essere, come scriv ono alcuni economi sti , minimale e isp irato ad un prin ci- Gli esempi appena fa tti danno l' agi o per dire che se l'habitat generale di
o pio cardine degli Stati moderni, vale a dire al c.d. principio di suss idiariet. In ogni imprenditore il merato, anche se ogni impresa, a seconda del ram_o____
merceol ogico in cui opera e delle dimensioni rivestite, ha un s~o- ~creato-
altri termini, nel rapporto tra Stato , mercato e istituz io ni- naturalm ente.i!J._
o continuo e reciproco agg iustamento propfio allo scopo di rispondere con___ ~ ~e l gergo corrente si parla di fette di merc::!~>> -, categorie determinate di
maggiore efficacia alle dinamiche strutturali e congiunturali del ca mbian~e n_-_ _ _ _
o to - , rf pr mo deve limitarsi a svolgere un ruolo suss idiario ri spett_o_,? lle ~?!i~ --
imprenditori hanno mercati partico lari, che regolano aspetti determinati della
loro attiv it. - -
zioni elementari corne famiglie e imprese, che hanno la responsabilit della Pe r. rendere meg lio il pensiero, si potr dire , ad esempio, che la Fiat ha
come habitat generale e naturale - il mercato degli
~ -- ----
autoveicoli ..nel:.;...;..;;.;...;;.;.;-.,;.~--
cui settore
merceologico essa opera; ed a questo mercato che rivolta la_sua attivit e._ __
----ci'estinato il suo prodotto, in cui si svolge la sua-contratt~z i~ne per organiz-
G . Orro, No te sulla contrai/azione d 'impresa, in Seri/li giuridici, VI, cit., p. 212 s.; N. zare-e -per-esercitar~ l'attiv it d'impres~ ~ ir:_~u~i es l?.!.! ~~o i-~eccanismr at-
-
30 3
IRTI, Autonomia, ci t., p. 21, il quale - lo si gi notato - sostiene che la disciplina del merca-
to , per sua natura, politica e la tutela dell'autonomia- identificandosi con il reg ime legisla-
tivo del mercato-, assume un alto grado di politicit; e da esterna, si fa intrinseca all ' ordine
304 L. CAMPIGLIO, Op. cii. , p. 22 .
statale dell'autonomia)J.
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164 L 'impresa Gli elementi costitutivi dellajallispecie impresa 165

ti valori ed eventualmente repress ivi della concorrenza. La stessa Ei(lt, essen- citato testo unico, qui il bene da tutelare non la salute fisica del consumato-
do soc iet q~la ta in borsa, opera e vive anche in un altro mercato, che ap- re e la salvaguardia del potere d'acquisto delle sue fonti di reddito che po-
punto q_u_cllo lnan_zlario, rego lamentato, in cui deve preoccuparsi della valu- trebbe essere sco nvolto dal regime dei prezzi, ma l'i nvestimento che questo
tazione che, attraverso la quotazione, gli operatori danno del suo stato di sa- ha fatto; per cui i meccanismi di controllo e di repressione non p'ossono esse-
iute. re i medesimi. Baster leggere, a questo proposito, il Titolo IV della Parte Il
Ma la stessa Fiat ha, dal punto di vista dal qu ale stiamo considerando la si - intitolato Provvedimenti ingiuntivi c crisi e l' intera Parte V, intitolata
tuaz ione, un ambito di operativit pi vasto del mercato delle automobili e di- Sanzioni e divisa tra il Capo l disciplinante le sanzioni penali e il Capo Il
verso dal mercato finanziario, perch, in quanto societ di grandi dimensioni, disciplinante le sanzioni amministrative.
sostiene una imrrenditoria minore- la c.d. imprenditoria sate llite -, che trae l n conci usio ne, questo terzo carattere del mercato, desumi bi le dalla nor-
il suo sostentame nto essenzialmente dalle commesse che la Fiat stessa le as- mazione positiva ma punto o poco considerato, pu individuars i nella ten-
seg na. denza della legislazione recente a tutelare il mercato legi ferando il pi poss i-
Pu ~~ssendo evidenti le interco nnessioni tra i vari mercati, essi operano in bile per principi o, comunque, in aggiunta alle fonti autoregolamentari poste
base a variabili indipendenti ed anche gli interventi rego latori e moderatori in essere dagli operato ri economici, che si esprimono, di norma, nel se nso
del pubblico potere sono diversi, pur rimanendo comuni ad ambedue i nuovi del! 'adeguamento dei meccanismi negoziai i all e esigenze e ali' interesse degli
principi regolatori del diritto delle obbligazioni e dei contratti, e cio traspa- ope rato ri ; e ci fanno per monitorare e controllare, attraverso la tutela del
renza, informazione e correttezza . mercato, che luogo di incontro e di composizione degli interess i di operato-
.Orbene, l' intervento regolatore sul mercato generale ha come obiettiv i ri e utenti dei beni e dei servizi, le stes se scelte' clella prass i, nonch la stessa
principali , da un lato, quello di impedire che i fenomeni distorsivi della con- autonomia del mercato.
corr-enza- intese, concentrazioni, politica ass istenziale alle imprese - ledano una tendenza, questa, che ci viene dall 'esperienza degli altri paesi c che
il fo ndam entale principio della libert di concorrenza fra le imprese in omag- si va affermando nella le~ isl az i one comunitaria, come dimostrano la statui-
gio al precetto contenuto nell 'art. 41 Cost. e, dall ' altro, quello di tutelare una zione di condizioni richieste per l'ese rcizio di certe atti vi t e seg natamente
serie di diritti del consumatore in quanto fruitore dei prodotti, come, ad esem- l' imposizione normativa della professionalit (mediatori, agenti, autotra-
pio, il diritto alla salute - si pensi a tutti i provvedimenti varati a tutel a del sportatori), l'impos izione degli obblighi di traspare nza e di informaz ione, le
consumatore (prodotti difettosi, pubblicit ingannevo le e via discorrendo)- o nuove disposizioni in tema di responsabilit del produttore 305 .
utilizzatore dei serv izi- si pensi, come ad un esempio eloquente, alla legge di
tutela di chi acquista per andare in vacanza il c.d. package tour -;e il com-
parto delle sanzioni, quello che si eh iamato l' intervento moderatore, pre-
senta qualche peculiarit, nel senso che, di solito, nei provvedimenti legisla- 305 V. BuONOCORE, op. ult. cit., p. 174 s. Scrive N. I RTI, rlutonomia, ci t., p. 21, che la di-

tivi sono rese esplicite, come giusto che sia, solo le sanzioni penali ed am- sciplina delle offerte, il controllo di qual it dei beni, la garanzia di competizione tra aziende
ministrative - uno degli scopi pi immediati , infatti , quello inibitorio -, produttrici: sono queste ed altre, le forme di tutela del singolo contro il potere planetario del-
le imprese. La societ degli homines oeconomici, indipendente dallo Stato e racchiu sa nella
mentre il silenzio su quelle civili sottintende il rinvio alle norme generali, ma,
sua neutralit politica, sare bbe terreno (per dirla con Wal ter Rathenau) di violenza sopraffat-
giusta quanto si scritto nel capitolo dedicato alla responsabilit, la tendenza trice e di pirateria finanziaria. Perci, l'autonomia dei privati non sta pi fuori dalla legge, ma
quella di rendere pi rigoroso il regime e meno difficoltoso per il consuma- si disegna in funzione della legge: tanto pi forte, quanto pi energica ed efficace la disci-
tore l'accertamento della responsabilit, e questo si cerca di fare prediligendo plina del mercato. Qui la misura della libert individuale, come potere di scelta tra beni of-
il sistema della responsabilit oggettiva. ferti da una pluralit di imprese produttrici. Cfr_ in arg. A. IA NN.-\RELLI, La disciplina dell 'at-
to e del/ 'aWvit: i comralti tra imprese e tra imprese e consw11atori, in Dirilto pri\'(1/o euro-
Di genere parzialmente diverso sono gli interventi regolatori e moderatori
peo a cura di N. Lipari, II, Padova, 1997, p. 493 ss.; F. BoRTOLOTTI, La r<nuova lex merca-
sui mercati regolamentati, perch, fermi restando i principi della trasparenza toria: costruzione doltrinaria o strumento operativo?, in Colllrallo e impresa Europa, 1996,
della correttezza e della informazione, che costituiscono le linee portanti del p. 773 ss.

166 L 'impresa Gli elementi costitutivi della{allispecie impresa 167

21. Esame di una tesi e conclusioni to espresso apprezzamento per avere la sua proposizione rimesso in discus- 1/'
sio ne l'opinione di un mercato quale ente sovrannaturale e per aver indotto ad
arrrontare questioni precise e non di metafisica economica, togliendo al
Dopo quanto si sostenuto nei paragrafi precedenti, le posizioni dovreb-
mercato ste sso quel continuo richiamo alla 'provvidenza' manzoniana che
bero risultare sufficientemente chiare: il mercato il centro di composizione
se rve agli economisti a giustificare le loro sballate analisi 310 , nonch per
degli interessi interagenti del qu ale l'impresa ha necessariamente bisogno c
aver fatto emergere una verit incontestabile, e cio che il giusnaturalismo
che, a seconda dagli angoli visuali dai quali pu essere riguardato, pu arti- :
del mercato che vorrebbe rimuovere lacci e lacciuoli, in realt si presta ad
colarsi, ferma restando la funzione appena indicata, in una serie di segmenti
operazioni di contrabbando 311 .
s_egnati ?a varia~ili delle quali impossibile fornire una indicazione prevcn- ~
C' un filo comune che uni sce chi si occupato di commentare questa te-
t1va: puo trattarsi del settore merceo logico come pu trattarsi di una deriva-
zione- creazione- diretta di provvedimenti anche legislativi. - -- -7 si, che potrebbe anche avvicinarsi ad una comune opinione sul mercato: se
vero che ness uno sposa completamente la tesi del mercato qual e focus w-t if-
Una considerazione finale si impone. Per quanto di grande interesse specu-
ciali.) e non naturalis, anche vero che nessu no dei giuri sti - e ne anche tutti
lativo, la natura di questo lavoro non consei1te un esame ex professo delle po-
~J.5: ultori di scienze economiche - che ha sc ritto sul tema concorda con gli eco-
sizioni di quella dottrina civilistica che, con grande maestria, si a pi riprese
nom isti nel considerare il mercato una realt nat urale governata dalle leggi
occupata dei problemi appartenenti ai tradizionali campi di indagine della dot-
trin a commercialistica, con una ricaduta assai positiva sul livello e sul tono del
le
_:.:o no m iche che preesiste alle leggi giuridiche, qual i ne m0llc re 6Gero
_!! nicamente il funzionamento. - - - - ---
_dibatti t~ anche per la diversit metodo logica di approccio al tema 306 . - - -
Si pu dire che tra i giuristi la posi zione prevalente qu ell a tendente ad at-
~o !c in parti~ o lare riferire a quella tesi, di recente espressa, secondo la
tenu are gli effe tti della giustapposizione tra arti/cialis e noturalis: a ll ' o ri gi-
1 quale d mercato non e focus naturaLLs ma artifcialis, perch fatto con l'a1te ne del mercato ci so no le scelte politiche di si ~tema e all ' intern o del sis~e-
del leg iferare. Le norm e lo conformano e costituiscono: basta cambiare le re-
___n_1~ 31 ~, per cui il mercato si costruisce anche con le rego k~> , costituendo :;.u_ ;; n__
gole del giuoco e cambieranno il valore delle singole pedine e il significato del-
non sense <da divi sione radica le( ... ) del do1jnio cc_onomico dal dominio -- ~
le mosse dei giuocatori 307 ; e proprio questa sua natura ne dimostra l'i ntima
giuridico3 13 In altri termini , so no le regole che (no n creano il traffico del-
politicit, ch artificiale sempre il giuridico, e il giuridico detenninato dal-
le merci 111a che) fanno del mero traffico delle merci un 'mercato', c inque-
la decisione politica. Detto in altri termini, l'economia di mercato uno tra i
sto se nso c reano formalmente un ve ro e propri o mercato 314 , per cui il
possibili contenuti della decisione politica e della scelta legislativa 308 .
_ mercato si presenta certamente come lu ogo di incontro e di interferenza tra l_a_ __
Queste affermazioni, prese non dal contesto nel quale furono per la prima
sfera giuridica( ... ) e la sfera economica e ogni tanto v' la prevalenza del-
volta espresse ma da un saggio temporalmente successivo dell'autore di esse
hanno suscitato un dibattito vivace, quasi a mo ' di momento liberatorio in re~
l' una e le altre volte dell'altra ..
importa nte sottolineare, pur di sse ntendo si dalla tesi del mercato come
!azione ad un argomento represso, e, pur non concordando la maggior parte
focus artifcialis, che le soluzioni pan-econo1~1i ste si rivel(a)no altrettanto
dei giuristi intervenuti su una tesi definita molto radicale 309 , dai pi sta-
contestabili di quelle pan-giuridiche, quando invocate per lg ittimare come
neutrali scelte che di neu~rale nulla hanno, in quanto mascherano obiettivi di-

306
Il riferimento a Natalino IRTI e alle opere citate a nota 265 e specificamente a L 'ordi-
3 10
ne giuridico del mercato, cit., e al saggio introduttivo al volume Il diballito sull'ordine giuri- G. Rossi, op. loc. ult. citi.
'
dico del mercato, cit.
307

308
N. IRTI, Introduzione, cit., p. XV.
N. IRTI, op. ull. cii., p. XVI.
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'{)'(\ s 311

- .
L. Eu A, in Il dtballtlo, ci t., p. 17.
JI" L E LI A, o p et!., p. 18.
313 G. TREMONli, in Il dtballito, cit., p. 41.

G. Ross1, in Il diballito, cit., p. 63 .


~~i ~,
309 14
Q G. IUDICA, /1 di balli/o, cit., p. 51.
168 Gli elementi costituti vi della jallispecie impresa 169

~ibut ivi propri degli autori, perch, in realt, la neutralit ava lutativa del- 23. La cessazione dell'impresa individuale. Le ipotesi escluse dallajalli-
- l \.:conomia diventa scelta politica nelle mani del legislatore, quando antcpo- specie-cessazione
__n_<..:_,_l~i!Og ica c!Ticienti sta ed essenzialmente egoista del mercato alle esigenze
di so li<;!_ari smo sociale 315 --
In perfetta simmetria con qu anto si soste nuto a proposito del mom ento
Chi . scrive prova sempre disag io ~ trova se mpre dillicolt a p~ssare da L .
formativo della fatti speci e impresa, dovr dirsi che l'impresa fini sce con la
l'enunciazione del p lanetarioyiia ricerca delle regol e,' ma quest';sorta di
cessazione di fatto dell'attivit: per dirla negli stess i termini , anche per laces-
-~cad uta af)parc necessaria, se non add irittura indispensa bil e, quando si vo-
.sazione vige il principio di effetti vi t 317 .
gliali o individuare le soluzioni necessa rie.
Il principio di c!Tettivit acqui sta un a pi concreta dimensione se, facendo
un passo avanti, si precisa che si ha cessazione dell ' impresa quando , alla ces-
sazione dell'attivit 318 , si accompagna coevamcnte l' effettiva disgregazione
dell ' organismo azie ndale 319 , non esse ndo suffi cienti , come si vedr meg li o
SEZ IONE v poi , manifestaz ion i verbali in questo se nso. Appare chiaro, per, che tale op i-
LA FINE DELL'IMPRESA ni one, e segnatamente l' espress ione appe na usata, pu esse re convenie nte-
mente utili zzata solo per esc lud ere dall a fatti speci e-cessaz ione alcune ipote si
che potrebbero in essa esse re ri co m prese, ma si d im os~ra insufficiente, co l pe-
ri co lo di ridursi a mera formul a de sc rittiva, qu ando vog lia determinarsi il
22. Prem essa mome nto in cui effettivamente si prod uc e la di sgregaz ione del co mpl esso
az iendal e.
La trattaz ione dell ' argomento es ige a lcune preci sazi oni preliminari . Pare, in primo lu ogo, indubitabile che non possa parlarsi di cessazione de l-
bene declinare, in p~imo luogo, che, pur esse ndo quell o della fine del - l'impresa e di ini zio di una nuova imp resa og ni qualvolta resti immutata la
persona dell ' imprenditore c mutino, invece, so lo taluni deg li e lementi caratte -
l ' impr~.tn pro blema di singo lare importanza, il suo riliev o pratico si ap-
ri zza nti l'impresa mede sim a, qu a li, ad esempi o, la ditta o .l'ogge tto : l' art.
pre zz a so prattutto con riferimento all' imprenditore commerciale e all ' im-
. .
prenditore collettivo allo scopo precipuo di stabilire 'la dcco?renza,.deii" anno
"' 2196, comma 3, c.c . co nsidera, infatti , tali mutamenti come modificazioni dc-
gli elementi indicati al comma l 0 della stessa norma~ impone ! ~ iscriz ione nel
di.ui all"art.JO, legge fall . Ed qu es t~ la ragione rella qu ale il tema sa r '
svo lto in qu esta sede so lo con rifellfilellto all'i1i1presa 1n ge1'1eraTe, e ne sa r regi stro delle imprese e di tali mutamenti e della stessa cessazione 3"0 Se, in-
rinvi ata la ulterio_re puntualizzazione alle sed i proprie e per l'i1n pre-11ditore fatti , dal punto di vi sta economico e socia le, il cambiamento dell 'oggetto- ad
commerciale e per l'i mpresa societ. . esempio, ese rci zio nei medesimi loca li del commercio di ariicoli di ab bi O' Iia-
"'
Occorre , in seco ndo luogo, avvertire che, analogamnte a quanto si visto
per l' ini zio del!' impresa 316, l'argomento non suscettibile di trattazione uni-
317
taria : per essere pi precisi, stata proprio la divergenza di opinioni sul mo- Dottrina co nforme.
'
mento di acquisto della qualit di imprenditore a seco nda che si trattasse di 3 18
Di fine del! 'attivit come momento della cessazione, parla G. Co TTI NO, Dirillo com-
impresa individuale o di impresa sociale, a ripercuotersi anche sulle soluzio- merciale, l, cit., p. 205.
3 19
ni proposte per la perdita di tale qualit. G. GHtRON , L 'imprenditore. L 'impresa e l 'azienda, Torino, 195 1, p. 32; A. PAVONE LA
ROSA, Il registro delle imprese, Milano, 1954, p. 253 ss.; V. BuONOCORE, Fallimento e impre-
sa, cit., p. 238 ss .
320
Il comma l 0 di tale norma- rubricata Isc rizione dell'impresa- considera quali ele-
315
,M. DRAGHI, in J/ diballito, cit., p. 86 . menti caratterizzanti l'impresa, da iscrivere nel registro delle imprese, oltre alle genera lit
316 dell ' imprenditore, anche la ditta, l'oggetto de ll ' impresa e la sede dell ' impresa.
S1ipra, cap. II, p;m. 6 ss.
170 L 'impresa Gli elementi costitutivi dellafallispecie impresa 171

mento in sostituzione del commercio di macchine utensili- pu es~ere consi- A tal proposito, due sono le tes i che raccolgono la maggioranza dei co n-
derato come costituzione di una nuova impresa, sul piano giuridico, invece, la sensi : l) alcuni autori pensano che cessazione d eli ' impresa equivalga a ces-
permanenza della stessa persona quale titolare dell'impresa e dell'azienda sazione dell'attivit di esercizio da parte dell ' imprenditore; e nell'attivit di - -
consente di escludere tale soluzione di continuit c, conseguentemente, laces- esercizio non rientrerebbero quel'le opcrazior1i che lo stesso imprenditore -
sazione di un'impresa e l'inizio di tin ~ nuo va al posto di questa. compie per liqu.idare il patrimonio d'impresa, non importa se siano operazio:::...-
La stessa soluzione deve adottarsi -nel senso che non si avr cessazione nidi vendita della merce o di ~oddisfaziGne delle residue pass ivit 322 ; 2) altr}
della impresa e costituzione di una nuova impresa- anche nell'ipotesi di mu- autori ritengono, invece, che la fa se di liquidazione rientri anch'essa nel con-
tamento della ditta dell'imprenditore: quando, ad esempio, il nome patroni- ~tio di dercizio dell'attivit d'impresa 323 .

mica venga sostituito con la sigla o quando vengano inserite espressioni di Le fisiologiche oscillazioni giurisprudenziali- negli unici due settori in cui
fantasia 321 . vi ge, il monolitismo solutivo fonte di macroscopici errori sull'apprezzamen-
to del dies a qua di decorrenza dell ' anno di cui all ' art. l O, legge fai!. 324 -, fan-
no emergere, in primo piano, l'es igenza di individuare, con la maggiore at-
tendibilit possibile, gli indici di cessazione dell'attivit.
23.1. La disgregazione del complesso aziendale e gli indici rivelatori

Fermo restando il concetto .di ce ssaz io ne de ll ' impresa enunciato nel pre- 322
Alfi ere di qu esto orientament o fu, so tto la vi ge nza del codice di co mme rcio de l 18 82,
cedente parag rafo, il terzo passo avanti con s iste nell'individuazione del mo- Aur. CAND IAN, Il processo di falliment o, Il ed., Padova, 193 9 , p. 173 , seg uito da G. Gt!I RON,
mento in cui si verifica la di sgregazione del complesso aziendale, onde pote r op. cii., p. 32; U. AZZOLINA, l/fallimento e le altre procedure concorsuali, Il ed., Torino,
determinare, ad esempi o, co n esattezza il gi o rno dal quale decorre l' ann o pe r 196 1, p. 178; N . JAEGER, Il fallim ento e le altre form e di tutela g iurisdizionale, in TrallG/ o di
dir. ci1. , diretto da G rosso e Santoro-Pass arelli , IV, M ilan o, 1964 , p. 167 ; e in g iurisprud en-
la preclusione alla dichi araz ione di fallimento, per qu_egli imprenditori ch e a za, Trib. Catania, 28 di cembre 1956, in Dir.fa/1., 1957, Il , p. 476; Cass. 2 di ce mbre 1960. n.
~procedura sono soggetti. Che. que sti o ne tra le pi dibi:lttute soprattutto 3 170, in Dir.fa/1., 1960, l , Il , p. 24 1; Ap p. Trieste, 20 dicembre 1963, in Mon. trib. , 1964. p.
in relazi.o ne all'impresa collettiva. 369; Cass. 26 febbra io 1965, n. 330 , in Ciur. it., 1965, l, l , c. 967; Cass. 21 ottobre 1967, n.
Giova osservare che la dottrina non . ha approfondito il concetto - i.e. il 25 70, in Ciur. it., 1969, l, l , c. 190; Cass . 19 april e 1983, n. 2676, in Fallimento, 198 3, p.
l 05 0; e, sembra, Cass. 12maggio 1965, n. 907, in Dir. fa /l., 1965, Il , p. 278. Per le indicaz ioni
,ontenuto - di di sgregaz_iQW:: aziendale, almeno ai fini della soluzi o n ~ del
bibli ografi che e giurisprudenziali success ive cfr. V. BUONOCORE, Societ in nome collellilo,
Jroblema che ci occupa, preferendo affronta re direttarn~nte la questione de l c it., p. 474 ss. e ivi note.
momento di inizio della decorrenza dell'at1no per la dichia!:azione di falli- m R. PROVINCIALI, Manuale di dirillo f allimentare, l, VI ed., Milano, 1969, p. 34 7 ss.; S.
rn~nto ed ovviamente l'aspetto pregiuditiale se il procedimento di liquida- S/\TT/\ , Istitu~ioni di dirillofallimentare, VI ed., Roma, 1964, p. 95 ss.; A . SANTULLI, La li-
- zione-rientri o no nell'esercizio d eli' attivit imprenditoriale. quidazione nelle imprese indilidua/i e decorrenza de/termine ex ari. IO. legge fa/l., in Te mi
nap., l 059, li, p. 173 ss., a p. 175 ss.; F. MARIANI , Art. l O, legge jll. e imprese individuali, in

~t
Dir. f a/l., 1961, l, p. 270 ss.; L. RAzZA, Appunti in tema di cessazione di impresa individuale
e f allimento, in Temi nap., 1965, Ili, p. l Oss., a p. 13 ss.; e in giurisprudenza, Cass. 17 giugno
321
Cos A. P AVONE LA RosA, op.cit., p. 254 s., il quale, negando che in tal caso s i abbia 1958, n. 2079, in Dir. fall., 1958, Il, p. 381; App. Bologna, 14marzo 1958, ivi, p. 679. Per le
cessazione dell'impresa e costituzione di una nuova impresa, fa l'ipotesi dell'imprenditore indicazioni bibliografiche e giurisprudenziali successive, cfr. V. BuoNOCORE, Societ in nome
che, pur avendo- alienato ('azienda, continui o sotto la medesima ditta o sotto ditta diversa collellivo, cit., p. 474 ss. e ivi note.
324
l' esercizio dell'attivit d'impresa con un nuovo complesso aziendale, scrivendo testualmente Le eccezioni alle oscillazioni, ambedue della Corte Suprema, sono state fino a non
che pu verificarsi l'ipotesi estrema che muti la ditta, l' oggetto e la sede (ad es. l' imprendi- molto tempo fa due: la prima senza smagliature, individuante per le imprese sociali il dies a
tore, dopo a~er alienato l'azienda insieme alla ditta, inizia una diversa attivit commerciale, qua della decorrenza dell'anno di cui all'art. lO nella chiusura della liquidazione (v. infra, par.
in altra sede compresa nella circoscrizione dello stesso ufficio del registro, e sotto una nuova 23 .2.) e la seconda, che non pi tale per l'intervento della Corte Costituzionale, negatrice
ditta) e nondimeno dal punto di vista giuridico noi avremo una continuazione dell'attivit im- dell'applicabilit dello stesso art. IO, legge fai!. al socio illimitatamente responsabile recedu-
prenditrice e non gi l'inizio di una nuova impresa. to o morto (v. infra, cap. VII, par. 14).

172 L 'impresa (j/i elementi costitutivi della fattispecie impresa 173

Se si volesse, in linea preliminare, indicare il criterio che deve comunque tela 330 ed altre eventuali forme di pubblicizzaz ione della cessazione -~ 31 .
costituire la base comune di tutti i possibili indici, si potrebbe individuarlo, Non , comunque, il caso.di indugiare in una graduazione degli indici pre-
analogamente e simmetricamente con quanto si sostenuto per la fase eostitu- suntivi di cessazione, non so lo perch ciascuno di essi, da solo, non pu co-
tiva della fattispecie impresa, non tanto c non solo nell'univocit dei segnali di stitu ire manifestazione certa che una determinazione volitiva dell' imprendi-
dismissione dell'attivit, quanto, e soprattutto, nella irreversibilit della deter- tore nel senso della interruzione dell'attivit si sia effettivamente avuta, ma
minazione volitiva dell'imprenditore; e la irreversibilit- ovviamente tenen- anche perch il fatto-cessazione deve risultare da una se rie di manifestazioni
do conto che, ad eccezione di certi fenomeni naturali e di avvenimenti anche assolutamente coincidenti al fine della disgregazione dell'organizzazione
umani in cui l'epilogo programmato rende impossibile o comunque vana azienda le, potendo l'intenzione mutare e solo il fatto costituendo un dato po-
l' azione umana di reversibilit, niente di per s irrevcrsibile e meno che mai sitivo irrevocabile 332
la decisione di non continuare l'attivit d'impresa- deve risultare dai fatti e Prima che la nuova disciplina del commercio provvedesse a reprimere gli
dai compo1iamenti c non (o comunque non solo) dalle parole. abusi in 'questo campo, so leva portarsi un esempio abbasta nza eloquente in
Cominciamo dalla pubblicit, dal momento che l'a rt. 2196, comma 3, tema di vo lubilit dei propositi dismissivi dei commerc ianti: si portava
. impone a ll 'imprenditore l'iscrizione, o ltre che dei mutamenti concernenti l'esempio del commerciante che, autorizzato o ilo dalla Camera di commer-
gli element i caratterizzanti l' impresa, anche della cessazione dell'attivit. cio, esponeva fuori del locale di vendita o nelle vetrine vistosi cartelli recan-
La legge del 1993 e il regolamento del 1995 hanno reso la trattazione del- ti l'annuncio di una liquidazione della merce in magazz ino, alcune volte inte-
l' argomento concreta e non meramente teorica, come poteva essere pnma grato con un'espress ione indicante il motivo o la causa (rinnovo locali. liqui-
che il registro delle imprese rinascesse, anche perch, sia pure con finalit c dazione giacenze per tne stagio ne, abbandono de ll'attivit) ed altrttante
in sez ioni diverse, l'adempimento pubblicitario in que stion e riguarda ormai volte senza alcuna frase esplicativa. Poteva- o in caso che si ripeta :mcora
ogni tipo di imprenditore. Ebbene, dato il carattere non costitutivo della potrebbe - tale omissione essere considerata come una manifestazione de l-
pubblicit relativa all'impresa individuale, la dottrina concorde nel nega- l'intenzione de ll ' imprenditore di cessare la propria attivit commaciale,
re che l' iscrizione de Il a cessazione de Il' atti v it si a condizione su ffic ie1ite mentre, invece, nella maggior parte dei casi cos non , trattandosi d i un mez-
per ritenere cessata l'attivit stessa e, comunque, possa avere carattere di zo cui i commercianti ricorrevano per cercare di smaltire la merce rimasta in ,
preminenza rispetto alle altre possibili ed eventua li manife stazioni in tal magazzino il pi delle volte dopo un'annata poco propizia. Eppure. quella
senso 325 . Onde, pur riconoscendosi che una dichiarazione de ll ' imprendito- che il commerciante fa , nell 'esempio riportato, una delle operazioni che nor-
re annotata nel registro delle imprese possa costituire un Indice presuntivo malmente- ove, cio, esistano giacenze da liquidare- si ricomprendono nel-
d i cessazione de ll 'attivit 326 , si , del pari, fatto notare che su l piano della l'attivit di liquidazione. Orbene, l'esempio fatto costituisce la dimostrazione
corrispondenza della situazione iscritta alla situazione reale, il mezzo-pub-
blicit perfettamente equiparabile ad altri possibili indici, quali, ad esem-
pio, possono esse re la chiusura del negozio 327 , la revoca dell ' institore 3 8 , la 330
BRUNETTI, op. /oc. uftt. citt.; contra, Aur. CANDIAN, Op. /oc.u/11. ciii.
nomina di uno o pi mandatari a liquidare 329 , l'invio di circolari alla clien- 331
Quando era ancora esistente il registro delle ditt~ presso le Camere di commercio, si
escludeva {A. BRUNETTI, op. loc. ulr ciii) che la richiesta di cancellazione costituisse indice
probatorio assoluto della cessazione dell'attivit, ed una sentenza della Corte Suprema - 2 1
3' 5 A. PAVONE LA RosA, op. /oc. uh ciii. ottobre 1967, n. 2580, in Dir. fa/l, 1968, Il, p. 182 - stabil che i certificati delle Camere di
l 3' 6
commercio sulla cessazione dell'impresa avevano efficacia probatoria solo in ordine all'esi-
A. BRUNETII, Diritto concorsuale. Lezioni, Il ed., Padova, 1944, p. 38 s.; G.F. CAMPo-
' stenza delle dichiarazioni e non in merito alla corrispondenza delle stesse alla realt obiettiva.
BASSO, Op. 11ft. cii., p. l 0 l.
332
G. MINERVINI, L 'imprenditore, ci t., p. 34. La giurisprudenza, soprattutto quella pi re-
m A. BRUNETII, op. cii., p. 39; N. JAEGER, op. /oc. u/11. ciii.
cente, ritiene che la cessazione dell'impresa individuale non abbisogni di particolari formalit
3' 8 A. BRUNETII, op. foc. u/11. ciii. (v., in arg., Trib. Milano, 12 dicembre 1994, in Giur. i t., 1995, l, 2, c. 1637), coincidendo con
329 Aur. CANDIAN, op.cit., p. 73 . la fine dell'attivit (App. Catania, 18 gennaio 1997, in Giur. i t., 1997, l, 2, c. 345).
)
176 l. 'impresa
l
l

Gli elemenli coslitutivi dellajilltispecie impresa 177


l
'
Sarebbe, in vero, strano, sostenere che l'impresa possa cessare ipso jcto per quello della deliberazione deWimprenditore, recte nel momento in cui dagli
la sola deliberazione dell'imprenditore o, peggio ancora, considerare giuridi- indici soggettivi sopra indi cati si desuma che la deliberazione medesima si
camente irrilevante l' attivit di liquidazione, per desumerne che l'a nno di cui tradotta in realt.
all'art. IO, legge tll., decorra dal momento in cui possa inequivocabilmente,
ma con dati di carattere soggetti vo, sta bi l.irsi l'intenzione dcii' imprenditore di
non tornare pi sulla sua decisione. 23.3. Lajne dellafal/i.\pecie impresa
Anche se l'imprenditore non lo proclami espressamente, quelle di' proce-
dere alla monetizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare e a ll a rea- Dall'esposizione che precede sembrano enuclcabili alcune conclusioni :
lizzazione dei crediti in funzione della soddisfazione delle passivit, sono at-
l) di cessazione de ll'impresa potr parlars i so lo quando alla deliberazione
tivit che ciascun imprenditore compie se vuole veramente dare attuazione
dell'imprenditore segua la di sgrega zione de l complesso azienda le: ci signi-
a ll a decisione di cessare l' attivit . anche vero che, per i motivi appena
lica , per, che gli indic i di cessaz ione dovrann o ri cavarsi unicamente da ele-
esposti, nelle imprese sociali c' una maggiore vi sibilit dell'attivit liquida-
menti di carattere obietti vo, concernenti il compl esso aziendale medesimo
loria, non solo perch affidata ad organi ad hoc ma anche perch essa richie-
non da lle manifestazioni soggett ive tinora indicate dalla dottri na come indici
de la messa in atto di una serie di attivit collaterali , mentre nell'impresa in-
presunti vi di cessazione, che potrann o se rvire al pi come manifestazioni
dividuale certe esigenze non esistono per il semplice motivo che non essen-
adiuvanti: un co mp~ rtam c nto, co me nel caso dell ' ini zio dell'attivit, attuati-
dovi di stinzioni relativamente alla tito larit del patrim oni o, cos i come es isto-
vo ; e quindi rego lato dal principi o di e lkttivit;
no invece nelle imprese soci ali, unico des tin atario di pos itivit e c!i negativit
2) pot r dirsi avvenuta la di sgrega zione del complesso aziendale all Qrlj.
dell 'epi logo li quidatorio l' imprenditore persona ti sica.
l'imrrenditorc <tvr esaurito, o co munqu e ponato avanti in modo significati-
La circostanza che l' ordinamento detti le regole del procedimento solo per
vo w. la c.d . li quidazione dell 'atti vo : avr. cio. alienato non solo le giacen-
le imprese sociali ascrivibil e, come si avuto modo di sostenere a proposi-
ze o le sco rt e eli magazz in o, ma anch e l'.allrczza tura necessaria all o svolg i-
to di altre situazioni nelle qu ali esisteva questo gop di sciplinare tra impresa
mento de ll'attivit. Tale soluzion e giusti lica ta sia dalla circos tan za che l'at-
individuale e impresa socia le, a l diverso modo di esse re deg li interessi coin-
tivit che tali operazi oni comportan o pu con side rarsi obiettivam ente atti vit
volti e al diverso atteggiarsi del dominium ne ll ' un a e nell'altra: nell'impresa
'di eserci zio de ll ' imrxesa, sia perch essa l' w1ica che permetta un suffi cien-
individuale, da un lato, padrone e signore l'imprend itore e, dall 'altro, la di -
te grad o di certezza relativamente alle intenz ioni dell'imprenditore: l'uni ca,
stinzione tra patrimonio personale e patrimonio dell ' im presa non nella leg-
in ' altri termini , c ~ p~~- n~ e tt;:;-'dTZo n s id c r:a re irrevoc abile - sempre, ovv ia-
ge la quale contiene, anzi, nell'art. 2217, un principio opposto ; laddove nel-
mente, in senso rel ativo, peich l'imprenditore pu riprendere l' attivit anche
l'impresa sociale il procedimento di liquidazione implica, da un lato, il dis-
dopo la completa disgregazione - il fatto dell a c e ssa z i one 3 ~ 0 . Va da s che un
so lversi di un patrimonio autonomo e, d'altro canto, il fatto stesso che come
valido indice di cessuzione, sop;attutto per sta bilire che 'nonSi versi nell ' ipo-
e lemento materiale del soggetto societ vi sia la pluralit di persone esige che
tesi di rinnovo di attrezzature, sar la protraz ione della cessaz ione de!l'atti-
vengano dettate regole, non solo per intuibili motivi organizzatori, ma anche
vit per un certo per.iodo di tempo.
per prevenire e per comporre i possibili conflitti che nell ' ambito degli organi
sociali possono sorgere fra i soci pregiudicando in tal modo gli interessi dei
---
terzi.
339
In conclusione, perci, dalla mancanza di disciplina di una fase di liquida- Una correnle non secondaria della giurisprudenza sembra rilenere sufficiente anche
una definizione parziale dei rapporti d ' impresa Cas s. 3 novembre 1989, n. 4599, in Giur.
zione non pu trarsi argomento pro o contro alcuna delle possibili soluzioni comn1., 1990, Il, p. 929; Trib. Roma, 28 gennaio 1987, in Riv. dir. comm, 1988. Il , p. 427
del problema e, in particolare, non pu trarsi argomento alCuno a favore di Cass. 22 marzo 1984, n. 19 18, in Giur. com m., 1984, J l, p. 690; Trib. Napo li, 17 luglio 1979,
quella tesi che, proprio partendo dall'assenza di una disciplina specifica del- in Fallimento, 1980, p. 349.
la liquidazione, ritiene di poter individuare il momento della cessazione in 340
G. MIN E RVINI, L 'imprenditore, ci t. , p. 34.

178 L 'impresa Gli elemenli costilutivi dellajallispecie impresa 179

Non guasta aggiungere che la soluzione test proposta , in secondo luo- che, nella specie, la cessazione dell'impresa. E, di conseguenza, dal mo-
go, giustificata anche sul piano pi strettamente dogmatico: se, infatti, il nes- mento dell'esaurirsi della fase predetta potr parlarsi effettivamente di cessa-
so che collega l'azienda all'impresa ha natura funzionale , nel senso che la zione dell ' impresa, intesa sia come cessazione di attivit, sia come disgrega-
prima deve servire all'esercizio dell 'attivit imprenditrice, essendo a ci zione del complesso aziendale; e dal compimento di tale fase decorrer ov-
prcordinata 341 , pare indubitabilc che fino a quando la completa rottura di viamente l'anno di cui all'art. l O, legge fall., entro il quale potr dichiararsi il
questo rapporto di complementariet non sia avvenuta- fino a quando, cio, fallimento dell'imprenditore.
il complesso aziendale possa ancora servire all'esercizio dell'attivit- non . Pare superfluo aggiungere che fuori del concetto di attivit d ' impresa, do-
si debba parlare di cessazione dell 'attivit d'impresa intesa quale disgrega- vranno considerarsi le cc.dd. operazioni di definizione delle passivit, logica-
zione del complesso aziendale. Manca, cio, fino a questo momento il fatto mente e temporalmente posteriori alle operazioni di realizzo dell'attivo. Ed
irrevocabile cui possa collegarsi l'estinzione dell'impresa in capo ad un sog- questo il punto di pi profonda diftrenziazione da quella parte della dottrina
getto 342 . che, sia pure sulla base della premessa gi confutata, ricomprende nell ' atti-
Sarebbe legittima, ma assolutamente inconferente, un'obiezione che pun- vit d'impresa tutto il procedimento di liquidazione e fa decorrere l'anno dal
tasse sulla impossibilit di distinguere tanto nettamente le varie fasi attraver- momento di chiusura del procedimento stesso.
so cui un procedimento di liquidazione normalmente si svolge: l'ob iezione, Un discorso parzialmente diverso dottrina e giurisprudenza non minorita-
cio, di chi affermasse che la realizzazione dei crediti o la vendita dei beni av- rie fanno con riguardo ali' impresa collettiva, ed giocoforza rinviare l'esame
venga alternativamente alla soddisfazione delle obbligazioni gravanti sul- di queste posizioni quando saranno trattati i problemi relativi a tale tipo d'im-
344
l' imprenditore 343 . Non si nega che ci possa in concreto verificarsi e che, in presa, sia pure entro i limiti che questa indagine imron e .
pratica, le operazioni di liquidazione si compiano senza un ordine prestabili-
to, dipendendo da variabili come la scadenza delle obbligazioni per le passi-
\
vit o le contingenze del mercato per la vendita dei beni in natura: si vuole
soltanto affermare che tutto ci non pu costituire argomento contro la so lu-
zione esposta. Questa sarebbe sempre valida, essendo possibile aversi cessa-
zione alle condizioni innanzi indicate anche quando vi sia alternanza tra ope-
razioni di realizzo e operazioni di pagamento delle obbligazioni.
Si ripete: il comprendere nell 'attivit di esercizio dell'impresa le opera-
zioni di realizzo attraverso la vendita dei beni non dipende soltanto dal fatto
che queste possono considerarsi obiettivamente rientranti nella fase di eserci-
zio dell ' attivit, ma dipende soprattutto dalla circostanza che solo dopo il
compimento di tale fase potr considerarsi verificato quel fatto irrevocabile

341
G. MINERVINI, L 'imprenditore, cit., p. 122 ss.
) 342
Cfr. V. BuONOCORE, Fallimento e impresa, cit., pp. 260, 263, 302 s.
343
Anche se assai risalente nel tempo esprime assai bene il concetto SAVA, La lecnica del-
la liquidazione di sociel commerciali, Milano, 1938, il quale, a p. 131 , scrive che sul piano
temporale e sul piano sistematio la liquidazione dell'attivo precede l'estinzione del passivo
( ... }, pur essendo le due operazioni funzionalmente inscindibili nel senso che, contempora-
neamente alla liquidazione dell'attivo, all'occorrenza, il liquidatore deve anche pagare il pas-
sivo scaduto. l 44 Cfr. cap. VII, parr. 13, 14. ,'
174 L 'impresa Gli elementi costituti vi della.fallispecie impresa 175

palmare che alla cosiddetta liquidazione delle giacenze pu non seguire laces- ragionando, l' imprenditore con pesante situazione debitoria potrebbe rinvia-
sazione dell'attivit imprenditrice con tutto ci che questo comporta- defini- re sino allo spirare. dell'anno di cui all'art. IO la domanda di fallimento da
zione delle passivit ancora esistenti, chiusura dei locali, ecc.- e, anzi, pu parte del creditore con vaghe promesse di bonaria sistemazione.
esservi una ripresa dell'attivit effettiva di esercizio m. D'altro canto, sarebbe contro lo spirito della legge e addirittura inutile pro-
L'esempio appena riportato non avrebbe gran significato se non servisse a porre che l'inizio del decorso dell'anno debba fissarsi nel momento di chiu-
mettere in evidenza, anche al lume della pratica, due punti di importanza fon- sura effettiva della liquidazione- i.e., totale soddisfazione di ogni passivit
damentale per la soluzione del principale problema che ci occupa: l) non facente capo ali' imprenditore-, sia sostenendo che questa rientra n eli' attivit
sembra possibile, soprattutto nell'impresa individuale, operare una divisione di esercizio dell'impresa sia affermando che la disgregazione del complesso
netta fra attivit di esercizio dell'impresa e attivit cosiddetta di liquidazio- azienda!~ si ha solo con la dismissione in senso assoluto di ogni attivit del-
ne334; 2) almeno nell'impresa individuale, il criterio pi prudente da adottare l' imprenditore337, sia, infine, rilevando che l'insolvenza potrebbe manifestar-
non quello della contrapposizione dei momenti di esercizio dell'attivit e di si proprio dal giorno in cui viene a scadere i l termine per la dichiarazione di
att.ivit di liquidazione, bens quello della qualit delle operazioni c0mpiute fallimento 338 .
dall ' imprenditore, non importa se prima o dopo la determinazione volitiva di A ben guardare, i tre problemi affrontati in questo e nei precedenti para-
cessazione dell ' attivit 335 : tutto ci, perch a quest'ultima deve seguire la ef- grafi, e cio gli indici di cessazione, il momento in cui la cessazione stessa
fettiva liquidazione del patrimonio aziendale, ivi compresa la soddisfazione_ pu ritenersi avvenuta e il termine ini z iale di decorrenza dell'anno ai tini del-
delle passivit. la eventua le dichiarazione di fallimento dell'imprenditore cessato, rappresen-
In altri termini, peccano di una certa astrattezza sia l'opinione di chi ritie- tano tre distinte facce di un medesimo prisma; e prima delle conclusi o ni su l
ne che nelle imprese individu ali non possibile ipotizzare una vera e propria punto , appare opportuno affrontare i l problema della liquidazione dell' impre-
liquidazione, sia di chi ragiona sostenendo non solo che la liquidazione esiste sa individuale.
sempre in ogni tipo di impresa ma anche che, ad esempio, dalla chiusura di
questa che inizia a decorrere l 'anno per la dichiarazione di fallimento 336 .
In conclusione, il problema- si ripete - non va impostato in termini di 23 .2. La liquidazione nel/ 'impresa individuale
contrapposizione tra attivit di esercizio e attivit di liquidazione, n, tanto
meno, sull'alternativa che l'attivit di liquidazione possa o non possa rientra- La legge non prevede e quindi non disciplina espressamente, a differenza
re in quella di esercizio effettivo dell'attivit imprenditrice. Sarebbe, da un la- di quanto fa per le societ, la liquidazione delle imprese individuali ovvero ,
to, troppo comodo per l'imprenditore la tesi, pur autorevolmente sostenuta, se si vuole essere pi precisi, non detta le regole del procedimento di liquida-
che fissa l'inizio di decorrenza dell ' anno richiesto dall ' art. 10, legge fall. al- l Zione.
l' inizio della fase di liquidazione, sul presupposto che tra le due fasi esista l un vero e proprio errore enfatizzare questa circostanza, dalla quale, in
una radicale antitesi di obiettivi o su lla considerazione che l'organizzazione ogni caso, non si pu assolutamente desumere la conclusione che una fase di
aziendale si disgreghi nel momento stesso di inizio della liquidazione. Cos liquidazione delle imprese individuali non esista o, comunque, manchi, per il
semplice motivo che una fase di liquidazione- i. e. attivit di realizzo dei cre-
diti, di vendita delle giacenze, di soddisfazione delle obbligazioni pendenti e
333
Cfr. V. BuONOCORE, Fallimento e impresa, cit., pp. 241 ss., 244 ss. quindi di definizione di tutti i rapporti facenti capo all'imprenditore cessante -
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E si pensi, comunque, alla possibile, e qualche volta inevitabile, protrazione di alcune
, incontestabilmente, connaturata a lla fine di ogni attivit imprenditoriale.
operazioni pendenti, oltre il momento di cessazione dell'attivit. In arg. cfr. Cass. 3 novem-
bre 1989, n. 4599, in Giur. it., 1990, l, l, c. 320.
335 G. MrNER VINI, op. loc. ult. ciii. m Cfr. supra, nt. 307.
336 V. aa. citt. rispettivamente a note 322 e 323. 338 Cfr. R. PROVINCIALI, op. /oc, u/11. ciii.