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3D GIS: STUDIO E APPLICAZIONE ALLA DOCUMENTAZIONE DEI BENI CULTURALI

Erik Costamagna

Politecnico di Torino viale Mattioli 39 10121 Torino

SOMMARIO:

Lo sviluppo tecnologico che ha segnato il passaggio alla societ dellinformazione ha rivoluzionato profondamente il campo della
Geomatica sia sul versante dei sistemi di acquisizione che di quelli di gestione dei dati. Questi ultimi hanno conosciuto una diffusione
sempre maggiore grazie allo sviluppo delle tecnologie informatiche che hanno contribuito a trasformarli da strumenti cartografici a si-
stemi che permettono elaborate analisi spaziali e tematiche. Lesigenza di documentare i sempre pi diffusi interventi di trasformazione
urbana necessita lintegrazione delle funzioni di rappresentazione e analisi dei dati spaziali dei GIS con il livello di specializzazione
geometrico-semantico necessario per rappresentare la complessit dei beni culturali coinvolti in queste trasformazioni. Attraverso la-
nalisi degli standard nellambito della gestione della documentazione metrica dei beni culturali verranno delineate queste esigenze cui
si cercher di dare risposta per mezzo dei linguaggi, modelli di dati e sistemi che la Geomatica ha a disposizione per la gestione delle
informazioni spaziali. La progettazione ed implementazione di un modello semantico multiscala sulla base delle specifiche CityGML
avr lo scopo di sperimentare le caratteristiche di questo modello dei dati per la gestione della cartografia urbana a grande scala e le
potenzialit applicative della tecnologia XML che ha gi diverse applicazioni sul versante della documentazione dei beni culturali. At-
traverso lanalisi dei modelli spaziali bi e tridimensionali e la loro formalizzazione logico-matematica saranno prese in considerazione
le problematiche della gestione da parte dei DBMS della componente 3D del dato geometrico, elemento essenziale per la documenta-
zione dei processi di trasformazione urbani che riguardano i beni architettonici. Limplementazione dei dati in un database XML e in
Geodatabase relazionale avr lo scopo di sperimentare le possibilit applicative di questi sistemi in relazione alle esigenze evidenziate
nella rappresentazione ed analisi delle componenti geometrica e tematica dellinformazione spaziale.

1 DOCUMENTAZIONE METRICA DEI BENI monizzare le esigenze e gli interessi dei diversi soggetti coinvolti
CULTURALI nellattivit di documentazione 1

Il modello inglese: Metric Survey Uno degli esempi pi signi-


1.1 Acquisizione e la catalogazione dei dati ficativi di normazione dei metodi di acquisizione dei dati e delle
caratteristiche degli elaborati prodotti il Metric Survey Specifi-
cations for English Heritage (Bryan et al., 2009). Caratterizzato
I progressi scientifici dellultima met del secolo scorso nel cam- da un approccio sia metodologico che prestazionale, fornisce una
po delle tecnologie e dei sistemi di trasmissione ed elaborazione descrizione esaustiva delle pi diffuse tecniche di acquisizione e
delle informazioni, sono stati cos importanti da coinvolgere qua- dei formati e supporti di restituzione grafica. Esso fornisce allo
si tutte le discipline della conoscenza umana, determinando un stesso tempo una precisa indicazione dei parametri di qualit dei
cambiamento profondo nella nostra societ, cambiamento segna- metodi e delle tecniche di acquisizione ed elaborazione dei dati e
to dal passaggio dalla societ industriale alla societ dellinfor- delle caratteristiche della restituzione finale. Lo spazio dedicato
mazione. La diffusione delle tecnologie di misura elettroniche e allanalisi del rilievo fotogrammetrico e delle scansioni laser ter-
di posizionamento satellitare, insieme ai sistemi per il trattamen- restri dimostra che queste tecniche sono oramai considerate una
to automatico delle informazioni, hanno rivoluzionato il rilievo pratica consolidata in questo ambito. Esso si compone di 6 sezio-
metrico cos come le modalit di gestione e scambio delle infor- ni: dopo la prima di carattere generale vi quella centrale che si
mazioni. Lanalisi degli standard relativi alla produzione degli occupa dei requisiti di qualit del rilievo metrico e del controllo
elaborati metrici del rilievo ci permette di definire le esigenze degli stessi. Per ciascuna delle tipologie di rilievo, identificate
di cui sono portatori i diversi soggetti coinvolti nel processo di in rilievo architettonico, rilievo topografico, rilievo fotogramme-
produzione e nellutilizzo delle informazioni spaziali relative a trico e rilievo LiDAR, vengono stabiliti i criteri di accuratezza
questa tipologia di beni. e precisione, i criteri di selezione delle features e le modalit di
presentazione. Definiti i criteri generali vengono quindi analiz-
zate nelle sezioni successive queste 4 tipologie di rilievo a partire
ICOMOS/CIPA LInternational Council on Monuments and Si- dalle tecniche e i metodi di acquisizione fino a definire i supporti
tes (ICOM) il principale riferimento per lattivit normativa per e i formati di memorizzazione. Completano le specifiche la de-
la tutela e il restauro dei beni architettonici. LInternational Com- scrizione di numerosi esempi applicativi che rendono questo stru-
mitee for Documentation of Cultural Heritage (CIPA) il comi- mento un manuale per il rilievo metrico destinato ai produttori ed
tato dellICOMOS che si occupa di fornire le linee guida per la utilizzatori delle informazioni.
gestione e catalogazione della documentazione metrica. Lac-
quisizione e la gestione dei dati che contribuiscono a definire la 1.2 Sistemi e linguaggi per la gestione dei dati
conformazione spaziale e le caratteristiche dei beni architettonici
nella loro duplice accezione di singolarit e insieme di relazio- DBMS Levoluzione dei Data Base Management System (DBMS)
ni reciproche uno delle componenti essenziali dellattivit di e dei linguaggi di modellazione ha portato alla separazione della
conservazione (ICOMOS, 1996). Una delle iniziative del CIPA 1 Il Task Group 9 (Generic GIS Template for the Management of He-
il progetto Recording, Documentation and Information Mana- ritage Places) (Bilgin and Rinaudo, 2007) ha lobiettivo di fornire de-
gement (RecorDIM) che, attraverso la predisposizione di una se- gli strumenti per lorganizzazione dei sistemi di gestione attraverso uno
rie di strumenti quali manuali e linee guida per lacquisizione, schema comune per lintegrazione delle diverse componenti del database
catalogazione e gestione dei dati ha lobiettivo di integrare e ar- spaziale.
struttura logica del dato da quella fisica, vedendo prima la nascita schede catalografiche SIGEC del ICCD (Istituto Centrale per il
del modello relazionale nella seconda met del secolo scorso e Catalogo e la Documentazione) e internazionali, come il modello
poi verso la fine del secolo di quello ad oggetti (object-oriented). semantico CIDOC (Conceptual Reference Model) sviluppato dal
Il modello relazionale diffuso in numerosi settori applicativi ICOM (International Council of Museums).
grazie alla semplice formalizzazione logico-matematica ed at-
tualmente il sistema pi diffuso nei DBMS. Il modello ad oggetti,
invece, stato elaborato successivamente per superare alcuni li- 2 LINFORMAZIONE SPAZIALE
miti del modello relazionale nel descrivere la complessit di alcu-
ni fenomeni e per garantire maggiore flessibilit al modello. Le 2.1 Modellazione dei dati
caratteristiche principali di questo approccio alla gestione dei dati
sono: lindipendenza logica degli oggetti dalle relazioni; leredi- Approcci Una delle caratteristiche principali dellinformazione
tariet, che permette di formalizzare una caratteristica comune spaziale il suo duplice contenuto geometrico e tematico e uno
della rappresentazione del pensiero umano; lincapsulamento e dei requisiti fondamentali dei GIS (Geographical Information Sy-
il polimorfismo che permettono una maggiore indipendenza de- stems) quello di integrare i diversi modelli dei dati in un siste-
gli aspetti procedurali dalle caratteristiche del sistema applicativo ma di gestione e permettere laccesso e la modifica agli stessi. Le
(Atkinson et al., 1990). possibilit applicative aperte dallevoluzione degli strumenti dei
GIS hanno modificato non solo la cartografia e le altre discipline
Recentemente hanno iniziato anche ad affermarsi altri sistemi che legate alla rappresentazione del territorio, ma hanno contribuito a
utilizzano linguaggi di interrogazione diversi da SQL (Structu- modificare lo stesso approccio alla rappresentazione della realt
red Query Language), definendo linsieme dei database No-SQL, proprio delle diverse discipline che hanno in comune proprio lu-
di cui fanno parte anche quelli ad oggetti. Tra i database No- tilizzo di questi sistemi (Goodchild, 1991). Dal punto di vista del
SQL vi sono quelli document-oriented come gli XML database rapporto tra le due componenti dellinformazione spaziale due
orientati alla strutturazione delle informazioni in forma testuale approcci cui corrispondono diverse classi di fenomeni possono
per la gestione e lo scambio attraverso diversi sistemi e strumenti essere individuati (Goodchild, 2009). Nellapproccio continuo
applicativi. o field-approach la relazione che lega il contenuto geometrico
e quello tematico diretta pu essere formalizzata matemati-
UML LUnified Modeling Language (UML) (OMG, 2011) camente come una funzione continua y = f (x) che associa ad
potente linguaggio di modellazione ad oggetti definito dallOb- una determinata posizione nello spazio x un determinato valore y
ject Management Group (OMG) che uno dei pi importanti e in funzione dellintensit del fenomeno modellato. Lapproccio
diffusi nellambito informatico per la formalizzazione delle ca- discreto o object-structured (Molenaar, 1998) prevede invece la
ratteristiche e del comportamento di sistemi complessi. I modelli mediazione del rapporto tramite una categoria astratta di oggetti
concettuali dei pi importanti standard geografici utilizzano que- che assolve la funzione di discretizzare linformazione spaziale.
sto linguaggio grazie alle caratteristiche della modellazione ad Questultimo approccio il pi diffuso per la rappresentazione
oggetti che permettono una migliore rappresentazione di feno- degli oggetti frutto dellattivit antropica mentre quello continuo
meni complessi come quelli geografici (Egenhofer and Franck, pi adatto per la rappresentazione di tutti i fenomeni naturali
1992). Costrutti principali del linguaggio sono le classi, che de- che possono essere modellati tramite funzioni continue.
finiscono un insieme di oggetti dalle caratteristiche simili e le re-
lazioni che invece definiscono i diversi rapporti tra le classi come Questo schema dei rapporti tra le due componenti dellinforma-
la specializzazione o laggregazione. Caratteristica importante zione spaziale ci permette di comprendere i meccanismi di strut-
del linguaggio sono i suoi meccanismi di estensione come i con- turazione logica e di implementazione dei dati e consente di clas-
straint e gli stereotype che permettono di adattare un modello a sificare le pi comuni rappresentazioni spaziali. La possibilit di
diversi contesti applicativi. tematizzare una caratteristica geometrica come lelevazione tra-
mite una funzione continua che la lega ai valori delle coordinate
XML Il meta-linguaggio eXtensible Markup Language (XML) {X, Y } alla base di tutte le rappresentazioni raster come DEM
(W3C, 2008) stato sviluppato dal World Wide Web Consortium (Digital Elevation Model) e modelli di forma. Le rappresenta-
(W3C) per la strutturazione e lo scambio delle informazioni attra- zioni vettoriali, introducendo invece una discretizzazione dello
verso la rete. Esso uno dei principali strumenti per la formaliz- spazio basata sulle primitive geometriche, seguono lapproccio
zazione della struttura logica delle informazioni, dei meccanismi discreto o object-structured.
di relazione e delle modalit di accesso alle stesse. Grazie allo
sviluppo delle tecnologie per lo scambio delle informazioni sono Spazio metrico e spazio topologico La componente geometri-
state sviluppate numerose estensioni del linguaggio come quel- ca dellinformazione spaziale pu essere suddivisa in due par-
le per la modellazione dei dati spaziali. Un qualsiasi documento ti. La prima comprende una serie di informazioni che si riferi-
strutturato per mezzo di XML o di unestensione del suo linguag- scono allo spazio metrico delle entit descritte, la seconda parte
gio pu essere correttamente interpretato da un qualsiasi parser a comprende invece le informazioni relative alle invarianti metri-
patto specificare nel documento lo schema XML, ovvero la for- che, cio a tutti quegli elementi determinati dalle relazioni spa-
malizzazione logica dei costrutti del linguaggio e della tipologia ziali tra le entit che non sono influenzati dalla posizione nello
di dati trattati. La tecnologia XML comprende inoltre gli stru- spazio. Questi elementi costituiscono la parte topologica dellin-
menti per la gestione dei dati tramite database XML. Questi com- formazione geometrica. La topologia utilizza gli strumenti della
prendono i linguaggi per laccesso ai dati (W3C, 2010c) (W3C, matematica per descrivere la forma degli oggetti spaziali e le loro
2010b) e per la definizione dei collegamenti tra diversi insiemi relazioni nel modo pi generale possibile. La costruzione di un
di oggetti o documenti (W3C, 2010a). Questultimo meccanismo formalismo logico che descriva il comportamento degli oggetti
permette di strutturare topologicamente le informazioni e trova geometrici, intesi nella loro forma pi astratta possibile, permette
applicazione anche nelle estensioni di XML per la strutturazione infatti di risolvere complesse analisi spaziali in termini di sempli-
della componente geometrica dellinformazione spaziale. ci operazioni logiche di identit o disuguaglianza. Formalmente
lo spazio metrico un sottoinsieme dello spazio euclideo che a
Le potenzialit dellutilizzo del linguaggio XML sono dimostrate sua volta un sottoinsieme di quello topologico. Il celebre mate-
dalla sua adozione da parte di enti di tutela nazionali, come le matico svizzero Eulero considerato uno dei padri fondatori della
topologia, poich per primo riusc a risolvere un problema di geo- Dato un determinato insieme di coordinate:
metria piana formalizzando le relazioni topologiche per mezzo di
un grafo planare formato da nodi e segmenti. La nota formula C = X, Y, Z
che lega gli spigoli, le facce e i vertici dei poliedri convessi2 gi
nota a Cartesio, porta il suo nome. Alcune propriet geometriche e la tripla
invarianti come quelle dei solidi platonici erano in realt gi no- < x, y, z > C
te ai Greci, anche se la formalizzazione delle stesse deve molto
agli sviluppi delle geometrie non euclidee e in particolare quella
proiettiva e sferica. Gauss, un altro celebre matematico, attraver- z (! < x, y > | < x, y, z > C, z > 0)
so questi studi, diede un contributo fondamentale allo sviluppo
di questa disciplina. La scoperta della curvatura come proprie- ovvero per ogni valore di z esiste una sola coppia < x, y > tale
t invarianti permise a Gauss di risolvere uno dei problemi pi che la tripla < x, y, z > appartiene allinsieme C delle coordi-
antichi della rappresentazione cartografica, ovvero quello della nate X, Y, Z. Le rappresentazioni 2.5D possono pertanto esse-
relazione tra la geometria proiettiva e quella euclidea, entrambi re considerate unestensione di quelle 2D, nelle quali il temati-
smo rappresenta lelevazione ovvero la distanza ortogonale delle
sottoinsiemi della geometria ellittica. Grazie agli sviluppi del suo
feature rispetto al piano di proiezione della mappa. Lo svilup-
allievo Riemann fu possibile per la prima volta definire quelle for-
me geometriche che possiedono determinate propriet invarianti po dei modelli spaziali e delle loro rappresentazioni nello spazio
dalla loro rappresentazione nello spazio. Una variet o manifold R3 , permettendo una formalizzazione matematica della struttura
infatti una rappresentazione nello spazio n-dimensionale che geometrica, ha contribuito ad ampliare le possibilit applicative
possiede un equivalente nel sottoinsieme euclideo 3 . A partire da dei sistemi GIS. Essa infatti alla base di molte possibilit ap-
questi concetti stato quindi possibile formalizzare logicamente plicative degli strumenti GIS nella gestione dei dati spaziali e in
le principali propriet topologiche come per esempio la separa- particolare per quanto concerne la gestione della componente 3D
zione, la compattezza, omeomorfismo e ricoprimento (Manetti, del dato geometrico. Le rappresentazioni 2.5D come quelle a
2008). facce o a griglia sono le pi diffuse per la rappresentazione dei
fenomeni geografici, ad esclusione del tema edificato e degli al-
La formalizzazione logica di queste propriet ha permesso le- tri temi antropici, grazie al loro semplice ed efficace sistema di
laborazione di modelli spaziali per descrivere sia la componente implementazione e sono anche quelle che la maggior parte de-
metrica che quella topologica del contenuto geometrico. La sim- gli strumenti tecnologici supportano. Gli strumenti tecnologici
bologia dei grafi a celle(Frank and Kuhn, 1986) infatti una for- che permettono limplementazione dei dati contribuiscono infatti
malizzazione logica delle propriet che legano le primitive geo- a definire le possibilit applicative dei sistemi informativi che so-
metriche. Questultime sono i simplessi, primitive ndimensionali no essenzialmente degli strumenti di calcolo. I sistemi GIS sfrut-
definite come il ricoprimento o inviluppo convesso pi semplice tano notevolmente le capacit computazionali delle macchine, sia
per ciascuna dimensione. Sulla base di questa simbologia, che perch le informazioni spaziali sono relative alla superficie terre-
identifica nel triangolo e nel tetraedro le primitive pi sempli- stre, che sappiamo essere rappresentabile solo localmente nella
ci, sono stati elaborati diversi modelli di superficie come la 3D forma cartografica, sia perch solitamente sono costituite da una
TIN(Rahman and Drummond, 2000) e solidi come la TEthrae- mole notevole di informazioni, sia geometriche che tematiche.
dal Network (TEN) (Pilouk, 1996), orientati alla rappresentazio- Oggigiorno, ad esempio, la maggior parte degli strumenti appli-
ne delle feature naturali. Altri modelli come il 3D Formal Data cativi dei GIS sono in grado di calcolare le trasformazioni da una
Structure (3D FDS)(Molenaar, 1998) e il Simplified Spatial Mo- geometria ellittica ad una cartesiana allaltra solo per quanto ri-
del (SSM) (Zlatanova, 2000) prevedono invece lutilizzo di pri- guarda la componente bidimensionale del dato spaziale e sono
mitive pi complesse per rappresentare le superfici e i solidi e in grado di compiere solo limitate analisi spaziali nello spazio
sono orientati alla rappresentazione dei manufatti architettonici. R3 (Zlatanova et al., 2002).

Le rappresentazioni spaziali La parte di topologia che descri-


ve le dimensioni fino alla quarta detta topologia della dimen-
sione bassa. Le rappresentazioni nello spazio euclideo R3 e nel
suo sottoinsieme rappresentato dal sistema di riferimento carte-
siano {X, Y, Z} si collocano invece nello spazio metrico. Lana-
lisi della formalizzazione matematica delle rappresentazioni nello
spazio euclideo ci permette di comprendere come la struttura lo-
gica di queste informazioni viene gestita dal DBMS spaziale. Il
meccanismo che lega la rappresentazione nello spazio R3 delle
superfici infatti formalizzabile matematicamente, permettendo
quindi di definire le rappresentazioni 2.5D.
2 F S + V = 2 dove F sta per il numero di facce, V per vertici Figura 1: rappresentazione 2.5D: i rappor-
e S per spigoli. Estesa e applicata a tutte le superfici chiuse e orientabili ti tra la rappresentazione e C = X, Y, Z,
diventa la seguente: F S + V = dove = 2 2g b, g definisce dominio dei valori delle coordinate <
il genere della variet e b il numero di contorni. x, y, z >, rappresentato dal vincolo dei
3 Il genere invece uninvariante della dimensione e definisce il nume-
piani paralleli a XY che possono avere
ro di tagli che possibile effettuare su una superficie mantenendone la un unico valore di < z > in corrispon-
connessione. Il punto quindi una variet 0 dimensionale di genere
denza dellintersezione con la superficie. Figura 2: da sini-
0, la linea e la circonferenza sono variet 1 dimensionali rispettiva-
mente di genere 0 e 1. Sono invece variet 2dimensionali di genere 0 Per ogni punto del piano XY non ci sa- stra a destra: rappre-
la sfera e il piano, mentre una superficie 2dimensionale di genere 1 ranno mai infatti due valori diversi della sentazioni 2D, 2.5D,
il toro che a differenza della sfera possibile tagliare lungo una delle sue coordinata < z > . 3D.
due direttrici. La sfera invece non proiettabile sul piano, caratteristica
che dipende dalla sua curvatura positiva che, invece, nel caso del toro Le forme geometriche possono essere quindi classificata anche
nulla in base al tipo di rappresentazione nello spazio R3 . Allinterno
dei modelli di superficie vi la tipologia di modelli come quelli 3 IMPLEMENTAZIONE E GESTIONE DEL MODELLO
a facce o TIN (Triangulated Irregular Network), quelli per for-
ma e i modelli a griglia che possono essere rappresentate senza 3.1 Il caso studio
deformazioni univocamente nel piano {X, Y } del sistema di ri-
ferimento cartesiano. Esse sono rappresentazioni 2.5D in quanto Lapplicazione di questi strumenti e sistemi stata condotta su
la terza dimensione pu essere facilmente rappresentata per mez- un esempio significativo, per dimensione e complessit, di beni
zo di un tematismo che descriva lelevazione4 . Altri modelli di architettonici in ambito urbano. Essenziali per la scelta del ca-
superficie come quelle parametriche o le B-Rep (Boundary Re- so studio sono state le caratteristiche del rilievo metrico di questi
presentations) sono rappresentazioni 3D in quanto sono rappre- beni: la necessit di disporre di una struttura dei dati per la gestio-
sentabili univocamente solo utilizzando tutto linsieme di coordi- ne e lanalisi delle rappresentazioni 3D e la diversificazione delle
nate X, Y, Z dello spazio R3 . I modelli solidi come la Geometria tipologie di supporti metrici, solitamente costituiti da elaborati
Solida Costruttiva (CSG), che utilizza gli operatori logici boolea- vettoriali e raster a diversi livelli di dettaglio. Ledificio, il cui ri-
ni per formalizzare le relazioni tra le primitive, sono ovviamente lievo ha costituito la base metrica di partenza per le elaborazioni,
rappresentazioni 3D. il Castello del Valentino, una delle Residenze Sabaude gi sito
UNESCO. Situata nel tessuto storico della citt di Torino sulle
rive del fiume Po un importante esempio di architettura tardo-
2.2 Standard e linguaggi rinascimentale e barocca e rappresenta un esempio tipico della
rappresentazione del potere assoluto nelle trasformazioni del ter-
ritorio e del paesaggio circostante 5 . Le acquisizioni condotte,
GML Codificato dallOpen Geospatial Consortium (OGC) e preliminari allelaborazione del progetto di restauro e rifunzio-
recepito come norma ISO 10136, il Geographic Markup Langua- nalizzazione, hanno riguardato le facciate esterne, la corte inter-
ge (GML) (OGC, 2007) uno dei pi versatili e completi stru- na e parti degli ambienti interni per mezzo di tecniche di rilievo
menti per la modellazione dei dati spaziali. Basato sulla forma- GNSS (Global Navigation Satellite Systems), fotogrammetriche,
lizzazione degli standard ISO/TC211 implementati attraverso gli topografiche e TLS (Terrestrial Laser Scanner) 6 . Le elaborazio-
strumenti del meta-linguaggio XML, esso permette la modella- ni metriche, inquadrate in un modello tridimensionale vettoriale
zione della maggior parte delle rappresentazioni vettoriali e ra- cui stata associata la rappresentazione raster derivata da orto-
ster 2D e 3D attraverso modello geometrico e topologico sepa- foto e fotopiani acquisiti, sono utilizzate per la ristrutturazione
rati, una strutturazione di base dellinformazione tematica e la geometrico-semantica dei dati preliminare allimplementazione
modellazione dei fenomeni temporali. La completezza della ba- del modello CityGML.
se concettuale del modello unita alle caratteristiche di flessibili-
t della tecnologia XML utilizzata per limplementazione logica 3.2 Implementazione del modello
hanno contribuito allo sviluppo di estensioni al linguaggio per la
rappresentazione di diversi tipologie di contenuti semantici come Modello tematico Il modulo Building delle specifiche CityGML
quelli della cartografia urbana. uno dei pi complessi ed estesi di tutto il modello e permette la
descrizione delle caratteristiche principali degli elementi costitu-
tivi ledificio, a partire da quelli interni fino alla rappresentazione
CityGML Sviluppato parallelamente al GML il City Geogra- delle relazioni tra le diverse unit volumetriche che compongono
phic Markup Language (CityGML) (OGC, 2008), ne unesten- un complesso architettonico come lesempio utilizzato per lim-
sione per la rappresentazione dei tematismi della cartografia urba- plementazione. Le caratteristiche tipologiche delledifico a cor-
na a grande e grandissima scala. Presenta una struttura modulare te, sono state rappresentate attraverso la relazione di aggregazio-
composta da un modello misto geometrico-topologico, che un ne compositiva tra le classi Building e BuildingPart utilizzando
sottoinsieme del modello spaziale GML e una serie di modelli te- esclusivamente questultima per limplementazione del contenu-
matici che sono invece una specializzazione della classe feature. to geometrico delle singole unit volumetriche permettendo inol-
Sono state inoltre implementate due funzionalit importanti per tre di definirne gli attributi specifici come laltezza o la tipologia
la rappresentazione delle feature urbane: il supporto multi-scala di copertura. In altre parole la classe Building assume unicamen-
e quello multi-vista. Il primo si fonda su di una discretizzazio- te un ruolo semantico, mentre le relazioni con il contenuto geo-
ne del livello di dettaglio (LOD) della geometria sulla base della metrico si sviluppano solo a partire dalle sue specializzazioni.
sua corrispondente specializzazione o generalizzazione del con- La classe BuildingPart, implementata a partire dal LOD1, sta-
tenuto tematico. Sono specificate per ciascun LOD il livello di ta specializzata a partire dal LOD2 nelle componenti linvolucro
generalizzazione, la tolleranza assoluta e le corrispondenti classi edilizio, GroundSurface, RoofSurface e WallSurface. A partire
tematiche. Le classi tematiche sono messe in relazione con il con- dal LOD3 sono state specializzate le componenti principali del-
tenuto geometrico tramite relazioni specifiche per ciascun LOD, le facciate, mentre al livello successivo stata modellata la parte
consentendo cos la possibilit di rappresentare nello stesso mo- interna, limitatamente alla parte rilevata e cio lingombro dei
dello diversi contenuti geometrici per ciascuna classe tematica. muri. La sperimentazione di questo modello con i dati prove-
Il supporto multi-vista rappresenta invece una funzionalit tipica nienti dal rilievo metrico ha dimostrato la flessibilit dello stes-
dei sistemi CAD che stata implementata per gestire in modo so nelle caratterizzazione delle relazioni semantiche per lambito
pi flessibile e realistico le visualizzazione del modello (van Oo- applicato per cui nato e cio la cartografia urbana, mentre la do-
sterom et al., 2005). Un modulo specifico, nel quale sono stati cumentazione architettonica prevede una maggiore articolazione
implementati gli standard X3D (3D, 2008) permette di gestire in e specializzazione delle classi tematiche. Gli elementi decorativi
modo indipendente la visualizzazione delle caratteristiche delle
superfici, indipendentemente dal loro contenuto tematico. 5 La sua conformazione spaziale risultato dellaggregazione delle
diverse componente in un preciso schema, quello a corte di derivazio-
ne francese nel quale laggregazione di elementi diversi per forma e di-
4 Le relazioni metriche come quelle angolari e basate sulla distanza mensione come gallerie e torri definisce un disegno complessivo che ha
(triangolazione di Delaunay e diagrammi di Voronoi) permettono facil- precise relazioni con il paesaggio circostante.
mente di trasformare una rappresentazione raster come un DEM in una 6 Le campagne di rilievo, effettuate negli anni 2007-2009, hanno coin-
rappresentazione vettoriale come la TIN grazie alla loro caratteristica di volto lunit di ricerca del Politecnico coordinata dallArch. Span,
essere entrambe rappresentazioni 2.5D. nellambito di progetti di ricerca di formazione (Span, 2010)
delle facciate, che sono un elemento caratteristico dellarchitet-
tura storica europea codificato dalla trattatistica negli ordini ar-
chitettonici, costituiscono un segno riconoscibile gi a partire dal
LOD3 come del resto le specializzazioni della classe Opening che
prevista a partire da questo livello di dettaglio.

Figure 4: schema del processo di discretizzazione geometrico-


semantica delle features.

Visualizzazione Il modello geometrico CityGML, a differen-


za del GML, prevede che il contenuto geometrico sia espresso
per mezzo di rappresentazioni vettoriali. Il dato raster pu essere
associato al contenuto geometrico per finalit di restituzione fo-
torealistica o per caratterizzare in modo indipendente dalle classi
Figure 3: struttura del modello tematico; nel primo riquadro so-
tematiche implementate il modello geometrico. Questa funziona-
no mostrati gli attributi della classe Building (class, function e
lit, tipica dei sistemi CAD, importante nella documentazione
usage), nel secondo sono invece mostrati quelli della classe Buil-
dei beni architettonici per restituire alcuni aspetti della comples-
dingPart (yearOfConstruction, roofType).
sit del valore culturale che il bene esprime come ad esempio le
caratteristiche dei materiali o lo stato di conservazione. Dispo-
Modello geometrico Il modello geometrico CityGML prevede nendo della base metrica del rilievo fotogrammetrico acquisito
5 livelli di dettaglio a partire dal LOD0, corrispondente alle rap- precedentemente ai lavori di restauro stato scelto di acquisi-
presentazioni 2.5D della cartografia regionale a scala 1:10000, re dei nuovi fotogrammi che documentassero gli interventi sulle
fino al LOD4 corrispondente alla scala architettonica 1:100. A facciate che non hanno alterato la base metrica del rilievo e quin-
differenza dellapproccio tipico dei sistemi CAD 7 , orientato alla di sono stati restituiti e implementati nel modello. stato quindi
progettazione che prevede una rappresentazione per solidi degli possibile impostare nel modello due tipologie di visualizzazione,
elementi tematici costituenti il manufatto, lapproccio orientato una corrispondente allo stato di fatto e una successiva al restauro
alla conoscenza dellesistente delle specifiche OGC prevede una delle facciate.
rappresentazione per superfici degli elementi architettonici a par-
tire dalle scale pi elevate (Zlatanova and Isikdag, 2009). Nel
caso studio sono state implementate i LOD dall1 al 4, mentre 3.3 Gestione del database
un livello ulteriore, corrispondente alla scala 1:50 comunemente
utilizzata nelle prodotti metrici del rilievo dei beni architettoni- Geodatabase: Oracle Spatial 11g Limplementazione su que-
ci, si reso necessario per restituire il grado di dettaglio della sta piattaforma del modello implementato stata orientata alla
componente geometrica previsto per questo tipo di documenta- sperimentazione delle funzionalit di analisi spaziale nello spazio
zione. stato quindi elaborato uno schema di generalizzazione 3D che Oracle Spatial 11g consente nellottica dellintegrazione
bidimensionale per identificare i criteri di generalizzazione di- dei dati in un database urbano. Il modello relazionale su cui si
screta dellapparato decorativo a partire dagli elaborati originali basa il software dispone di alcune funzionalit che permettono di
in scala 1:50. Lelaborazione di un modello geometrico tridimen- creare delle aggregazioni di istanze su diverse tabelle (Object Ty-
sionale di un singolo modulo decorativo della facciata alla stes- pe) e la creazione di viste personalizzate tramite la specificazione
sa scala servita quindi come riferimento per lapplicazione dei di procedure per la modifica e laggiornamento dei dati (Object
criteri precedentemente definiti alla terza dimensione. Lintegra- View). Limplementazione del modello CityGML nella struttu-
zione di questi due elementi ha permesso di modellare al LOD4 ra relazionale del Geodatabase richiede una ristrutturazione dello
i primi due piani di una singola facciata e al LOD3 lintera fac- schema logico che unoperazione complessa poich i documenti
ciata. Il modello LOD2, comprendente lintero edificio invece XML si basano su una struttura concettualmente diversa da quel-
stato derivato dalla planimetria a scala 1:500 e dallo schema la relazionale e molti simile a quella ad oggetti. Per questo scopo
bidimensionale della facciata. stato scelto di utilizzare lapplicazione 3D CityDatabase 8 , co-
stituita da una serie di script SQL (Structured Query Language)
7 Lo standard IFC (Industry Foundation Classes) (IAI, 2003) un per limportazione e lesportazione dei dati.
esempio di questo approccio alla rappresentazione del tema edificato.
Utilizzati nellambito del BIM (Building Information Management) rap- 8 Questo schema stato elaborato dallInstitute for Geodesy and
presentano insieme al CityGML uno dei pi importanti passi nella di- Geoinformation Science della Technische Universitt Berlin per garanti-
rezione di unintegrazione di questi due segmenti che concorrono alla re linteroperabilit tra i GeoDatabase come Oracle Database e i modelli
gestione delle trasformazioni urbane. CityGML.
XML database Gli strumenti principali per laccesso alle in-
formazioni strutturate nei documenti XML sono i linguaggi XQue-
ry e XPath. A differenza del modello relazionale dove le ricerche
sono condotte al livello delle singole tabelle, nei database XML
le ricerche sono condotte al livello pi alto del documento e ne-
cessitano quindi della specificazione dei nodi che ne compongo-
no la struttura. Mentre la formulazione di una clausola SQL
facilmente formalizzabile matematicamente dalla funzione della
tupla le interrogazioni sui documenti XML sono pi complesse.
Loperatore FLWOR (For Let Where Order Return) permette la
formalizzazione delle interrogazioni tramite la specificazione di
clausole e variabili.

Figure 5: due viste dellimplementazione del modulo Appearan-


ce, prima del restauro (sopra) e dopo (sotto).

Figure 7: rappresentazione delloperatore FLWOR: la clauso-


Lapplicazione SQL Developer costituisce lo strumento princi- la Where in magenta definisce il valore (1620) dellattributo
pale per la gestione delle informazioni contenute nel database. yearOfConstruction, mentre le clausole in verde For, (in alto)
Esso permette una vista sugli elementi che costituiscono la strut- Let (in basso) e Return (a destra) definiscono la lista dei nodi,
tura del database e un interfaccia per la visualizzazione dei dati, lassociazione con la variabile e il risultato da restituire.
costituiti da tabelle, per la formulazione delle query e la visua-
lizzazione dei risultati. Gli elementi principali del database sono
costituiti dalle tabelle, gli indici, le viste e i package. Le tabelle Lapplicazione della tecnologia XML alla gestione dei database
contengono le informazioni implementate, sotto forma di tuple. uno dei recenti sforzi verso la predisposizione di strumenti per
Gli indici sono uno strumento logico per lottimizzazione delle lo scambio di informazioni caratterizzate da strutture semantiche,
ricerche nei database e sono basati sul meccanismo di indicizza- vocabolari e tipologie di dati specifici attraverso diversi strumen-
zione dellR-Tree. Questo meccanismo nei GeoDatabase viene ti applicativi. Le estensioni del modello dei dati e dei linguaggi
applicato anche allindicizzazione dei dati spaziali tramite i mec- di interrogazione possono essere correttamente interpretate da di-
canismi di segmentazione basati sulla distanza come il MBR e il versi sistemi applicativi grazie alla specificazione dello schema
MBV. I package consentono di raggruppare procedure, funzioni XML e delle Application Programming Interface (API). Gli stru-
e singoli script SQL in unit logiche che possono essere conside- menti del meta-linguaggio XML consentono tramite la modifica
rate come una serie di istruzioni per gestire in modo automatico dello schema XML la modellazione logico-concettuale di speci-
le modifiche e laggiornamento dei dati. I triggers sono inve- fici ambiti applicativi, mentre la predisposizione di API permette
ce dei meccanismi che sono attivabili ad un determinato evento di estendere le funzionalit dei linguaggi di interrogazione XQue-
del database come per esempio la creazione o la modifica di un ry e XPath per compiere analisi specifiche come quelle spaziali.
record. EXPath (ExPath, 2010) un interfaccia per XPath 2.0 che im-
plementa le funzionalit di analisi spaziale nei database XML, in
modo indipendente dal software utilizzato per la gestione. So-
no supportate dallAPI la maggior parte delle classi geometriche
GML e gli operatori di Clementini-Egenhofer (Egenhofer and
Herring, 1990, Clementini et al., 1993). Le operazioni di ana-
lisi spaziale sono condotte solo sulla componente bidimensionale
del dato geometrico.

Figure 8: risultato dellinterrogazione di unarea, implementazio-


ne dellAPI Zorba XQuery sulla piattaforma software Eclipse.
Figura 6: calcolo delle aree di tutte le superfici di ununit vo-
lumetrica e creazione di una nuova tabella con i risultati (Oracle
Spatial 11g).
4 MODELLAZIONE SEMANTICA: CH ADE

Modello concettuale La proposta di estensione dello schema


XML, o Application Domain Extension (ADE), prevede la mo-
dellazione del fenomeno del degrado delle superfici come una
delle caratteristiche dei beni architettonici la cui implementazio-
ne nel modello pu permettere di compiere analisi sui contenu-
ti tramite gli strumenti dei database XML. La complessit de-
gli oggetti cui si riferisce il fenomeno, ha imposto un approc-
cio allelaborazione del modello concettuale in due fasi differen-
ti. In un primo momento stato definito il fenomeno cultura-
le ch::_CulturalHeritageFeature nella sua accezione pi gene-
rale come specializzazione della classe GML Feature, consen-
tendo una maggiore flessibilit nella definizione degli attribu-
ti 9 . La sua specializzazione ch::_CHSite stata invece intro-
dotta per comprendere tutti questi fenomeni che sono in rela-
zione con lattivit antropica di fa parte il degrado. In una fa-
se successiva queste classi astratte sono state ulteriormente spe-
cializzate per modellare il fenomeno specifico del degrado del- Figura 9: schema UML dellapplicazione dellestensione al mo-
le superfici degli edifici parallelamente alla definizione degli at- dulo Building: nello schema sono evidenziate le specializza-
tributi della classe Building che sono necessari per la gestione zioni della classe ch_BoundarySurfaceDetrioration e delle sue
e linterrogazione dei dati relativi ai beni architettonici imple- relazioni con le classi _BoundarySyrface e gml::MultiCurve;
mentati in quella classe. La prima specializzazione della classe sono inoltre rappresentati gli attributi aggiunti alla classe
ch::_CHSite ancora una classe astratta per permettere la mo- _AbstractBuilding.
dellazione di altre forme di degrado diverse da quello caratteri-
stico delle superfici degli edifici, mentre la sua specializzazione Utilizzando lo stesso tipo di dato si implementato lattributo
ch::_BoundarySurfaceDeterioration, a sua volta specializzata in isCHAuth [0...1] che invece permette tramite lo stesso mecca-
ch::WallSurfaceDeterioration e ch::OpeningFrameDeterioration nismo di definire se il bene architettonico sia o meno codifica-
consente di modellare le caratteristiche del fenomeno del degra- to da uno preciso ente normativo preposto alla tutela e gestione
do in relazione alle caratteristiche dei due elementi architettoni- del patrimonio architettonico ed eventualmente non definire que-
ci. A questo livello sono specificate le relazioni con il conte- sto valore. Altri due attributi CHAuthName [0...] e CHAuthCo-
nuto tematico e geometrico delle classi CityGML consentendo de [0...] che possono avere valori multipli invece definiscono il
di compiere analisi sia sul contenuto geometrico che tematico codice che identifica lente normativo e quello che corrisponde
del fenomeno del degrado. Lintroduzione degli attributi isCH, al codice identificativo che lente normativo ha assegnato al be-
isCHAuth, CHAuthName e CHAuthCode nella classe Building ne. Il valore multiplo permette ad esempio la classificazione dello
dellomonimo modulo CityGML permette invece la catalogazio- stesso bene da parte di enti normativi diversi come diversi sono i
ne dei beni architettonici nel database CityGML consentendo di valori culturali che lo stesso bene pu esprimere.
effettuare ricerche sulla base della loro caratteristica culturale e
della certificazione dellente preposto alla tutela.

Schema XML Limplementazione dello schema concettuale UML


predisposto nello schema XML che definisce logicamente le re-
lazioni tra gli elementi un processo di ristrutturazione relativa-
mente semplice se paragonato a quello verso il modello relaziona-
le che permette una stretta corrispondenza semantica con quello
concettuale. La relazione di specializzazione viene definita dagli
attributi base e derivedBy, mentre la relazione di aggregazione
che sussiste tra la classe ch::_BoundarySurfaceDeterioration e la
corrispondente classe CityGML formalizzata tramite la crea-
zione di un tipo complesso. A questo livello di di definizione dei
dati possono essere direttamente specificati gli attributi della clas-
se bldg::_AbstracBuilding. La formulazione di questi attributi
Figure 10: implementazione dello schema XML, da destra a si-
stata studiata per permettere una gestione integrata di un archi-
nistra i tipi complessi _CulturalHeritageFeature, _AbstractDete-
vio metrico contenente diversi strati informativi incluso quello
rioration e _BoundarySurfaceDeterioration.
relativo ai beni architettonici. Un primo attributo isCH [0...1] ci
permette di qualificare ledificio come bene culturale. Il tipo di
dato gml::booleanOrNull che ammette la presenza di un valore
vuoto. Il significato di questa falsificazione pu essere ulterior- 5 DISCUSSIONE
mente specifica tramite una lista codificata (nillableReasonList).
Questo tipo di attributo ammette la possibilit che non si sappia
Lo studio e lapplicazione di questi sistemi ha dimostrato la possi-
definire un valore e specificarne la ragione, caso che pu acca-
bilit di utilizzare gli strumenti del linguaggio XML per la model-
dere nel caso in cui non sia possibile definire un modo definito
lazione dei dati della cartografia urbana e la loro gestione attraver-
lappartenenza delledificio alla categoria dei beni architettonici.
so i database XML. La caratteristica di interoperabilit, indipen-
9 Tutte le classi tematiche CityGML sono dotate degli attributi crea- denza dallimplementazione del software e la maggiore ricchezza
tionDate e terminationDate. I beni culturali possono essere invece semantica sono inoltre caratteristiche che consentono lo scambio
caratterizzati da una dimensione temporale pi complessa. delle informazioni e lo sviluppo di linguaggi e interfacce applica-
tive per la modellazione e gestione dei dati relativi a specifici am- IAI, 2003. IFC2x2 Final Online Documentation. International
biti applicativi. Lo sviluppo di questi strumenti ha permesso an- Alliance for Interoperability.
che lestensione delle funzionalit di ricerca per comprendere le
analisi sul contenuto geometrico. Il modello implementato tra- ICOMOS, 1996. Principles for the Recording of Monuments,
ducibile in un Geodatabase relazionale come Oracle per esigenze Groups of Buildings and Sites. International Council on Monu-
specifiche come analisi spaziali pi complesse a patto di operare ments and Sites, Sofia BG.
una ristrutturazione dei dati il cui schema deve essere modificato
Manetti, M., 2008. Topologia. Springer - Verlag, Milano IT.
ad ogni modifica dello schema XML di riferimento del modello.
La sperimentazione degli strumenti per lestensione dello schema Molenaar, M., 1998. An Introduction to the Theory of Spatial
XML ha inoltre dimostrato la possibilit di estendere il dominio Object Modelling for GIS. Taylor and Francis, London UK.
di applicazione del modello CityGML per rispondere alle esigen-
ze della documentazione dei beni architettonici permettendo di OGC, 2007. Open GIS Geography Markup Language (GML)
rappresentare fenomeni anche complessi come il degrado nel lo- Encoding Standard v.3.2.1 07-036. Open Geospatial Consortium.
ro duplice contenuto geometrico e tematico. Ulteriori ricerche nel
campo della formalizzazione dei vocabolari e degli schemi logi- OGC, 2008. Open GIS City Geography Markup Language (Ci-
co concettuali sono necessarie per poter disporre di un sistema tyGML) Encoding Standard v.1.0.0 08-007r1. Open Geospatial
per la gestione delle molteplici caratteristiche ed esigenze con- Consortium.
nesse con la gestione dei dati metrici relativi ai beni architetto-
OMG, 2011. Unified Modeling Language version 1.4.2 -
nici. Lulteriore sviluppo dei linguaggi di interrogazione e delle
ISO/IEC 19501. Object Management Group.
interfacce operative per lanalisi dei dati spaziali pu invece con-
sentire confrontare le prestazioni dei diversi DBMS ivi inclusi Pilouk, M., 1996. Integrated modelling for 3D GIS. PhD thesis,
quelli No-SQL come i database XML nelle analisi condotte sulla ITC - University of Twente, NE.
componente 3D del dato geometrico.
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