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Progetto di sperimentazione musicale della Scuola Media Statale Savio di Molfetta

(BAri)

Progetto sperimentale musicale secondo le nuove discipline della


sperimentazione. Decreto Ministeriale 13 febbraio 1996.
Corsi B e D

Premessa
Strutturazione del Progetto
Contenuti da privilegiare
Procedimenti metodologici
Mezzi e strumenti
Strutture organizzative
Criteri e modalit di verifica e di valutazione
Prove attitudinali
Attivit di aggiornamento
Conclusioni

Premessa

La pi importante innovazione che il Decreto Ministeriale 13 febbraio 1996


contiene, la formulazione del Progetto Sperimentale Musicale unitario in cui
l'educazione musicale, comprensiva dello studio dello strumento, risulta parte
integrante dello stesso progetto educativo e trova la sua realizzazione
nell'ambito della programmazione educativa - didattica dei Consigli di Classe e
del Collegio dei Docenti secondo la premessa dei programmi della Scuola Media.
In verit nella Scuola Media "S. D. Savio" di Molfetta, la sperimentazione
musicale, avviata dalla prima istituzione dei corsi triennali di Scuola Media ad
indirizzo musicale, Decreto 21 novembre 1975 con un solo corso al quale si
aggiunto un secondo con Fax n 3160 - 25 giugno 1991, gi in atto, nelle linee
fondamentali, la programmazione unitaria con lavori interdisciplinari, studio di
documenti, ricerche, approfondimenti culturali, manifestazioni strumentali,
corali, musica d'insieme, concorsi natalizi, rappresentazioni sceniche e
commemorazione di alcuni grandi musicisti, attivit queste rese possibili grazie
anche ai mezzi strumentali ( due pianoforti ) e ritmici di cui sin da tempo la
scuola dotata. Tali attivit sono documentate mediante registrazioni in
videocassette e audio-cassette depositate nell'archivio della stessa scuola.
Inoltre sono sempre stati formulati, registrati e trascritti sulla scheda
sperimentale anche i giudizi complessivi articolati sul profilo attitudinale di
ogni alunno da parte dei docenti dei due corsi sperimentali.
Pertanto il Collegio dei docenti della Scuola Media "S. D. Savio" di Molfetta d
la sua adesione incondizionata alla nuova disciplina della sperimentazione
Decreto Ministeriale 13 febbraio 1996 in data 11/05/96 e ne approva l'allegato
progetto.

Strutturazione del Progetto Sperimentale per i Corsi Musicali B-D

Secondo l'art.1 del Decreto 13 febbraio 1996, i corsi sperimentali ad indirizzo


musicale, pur non avendo finalit specialistiche, avviano e preparano alla
eventuale prosecuzione degli studi musicali e, unitariamente all'educazione
musicale curriculare, sono parte integrante del progetto metodologico -
didattico della Scuola Media realizzandosi nell'ambito della programmazione
educativo - didattica dei Consigli di Classe e del Collegio dei docenti in
chiara aderenza alle finalit dei programmi della Scuola Media:

Promuovere la formazione globale del preadolescente, la sua maturazione


logica, espressiva e comunicativa, la consapevolezza della propria identit e
la capacit di fare le sue scelte attraverso una pi completa esperienza
musicale comprensiva dello studio specifico di uno strumento.
Favorire una consapevole acquisizione del linguaggio musicale nel suo duplice
aspetto di espressione e di comunicazione, sia per una armonica formazione che
per la valorizzazione di una dotazione linguistica universale.
Favorire la comprensione dei messaggi musicali, sviluppare la capacit di
partecipazione ai patrimoni delle diverse civilt, affinare il gusto e
sviluppare il giudizio critico.
Offrire ulteriori possibilit di arricchimento, integrazione e crescita
sociale ad allievi svantaggiati culturalmente.
Ci premesso i docenti curriculari e quelli dei due corsi sperimentali di
musica, procedono alla stesura della programmazione educativa-didattica unitaria
per il rinnovo delle due prime sperimentali di musica, stabilendo i seguenti
obiettivi:

Sviluppo delle capacita di percezione, memorizzazione e analisi dei suoni


(educazione dell'orecchio musicale);
Sviluppo del senso ritmico;
Acquisizione di abilit di scrittura e lettura della musica;
Corretta impostazione della voce;
Acquisizione di una corretta impostazione strumentale e di una tecnica
esecutiva;
Capacit di esprimersi individualmente e collettivamente attraverso la pratica
della musica (musica d'insieme);
Sviluppo della creativit musicale e capacit di dare un contributo personale
alla realizzazione dei modelli musicali proposti;
Comprensione dei messaggi musicali attraverso lo studio dell'opera d'arte.
Ne conseguono anche i seguenti obiettivi che concorrono alla formazione della
personalit:

Autodisciplina e razionalizzazione per un corretto metodo di studio;


Socializzazione e integrazione per favorire dialogo, amicizia e scambi
culturali;
Capacit di accordarsi all'esterno mediante saggi e manifestazioni che
favoriscano il superamento di s nell'esporsi ad altri;
Sviluppo di una sensibilit musicale che permetta di cogliere le varie
sfumature non solo dei messaggi musicali ma anche poetici, narrativi accanto
ad esperienze figurative e culturali complessive.

Contenuti da privilegiare

Per quanto riguarda i contenuti, si comprende chiaramente che questo il


momento in cui si attua maggiormente il raccordo tra le discipline curriculari e
quelle sperimentali. Innanzitutto si tiene presente che i contenuti devono
essere rispondenti agli obiettivi generali e specifici precedentemente
stabiliti, e che vengono scelti dopo una attenta analisi della situazione di
partenza degli alunni (livello di acquisizione di conoscenza e abilit) e del
contesto socio-culturale (condizione professionale e livello di istruzione
familiare, provenienza sociale);
La scelta dei contenuti deve rispondere alla:
Validit sia per quanto attiene all'innovazione che per la solidit
dell'impegno;
Significativit cio devono essere importanti nell'economia della
sperimentazione in quanto contribuiscono in maniera rilevante a capire e
organizzare interdisciplinarmente il percorso operativo;
Interesse: essi devono interessare gli alunni coinvolgendoli nelle loro
attese;
Possibilit di apprendimento: devono essere adeguati gradualmente alle
capacit degli alunni;
Funzionalit rispetto agli obiettivi e concreta praticabilit.
Si propongono quindi i seguenti contenuti e attivit in relazione agli obiettivi
stabiliti:

Per l'educazione dell'orecchio musicale si sviluppa la capacit di


osservazione e di analisi dei fenomeni acustici della realt quotidiana,
nonch la capacit di discriminare e di memorizzare i fatti sonori negli
aspetti ritmici, melodici, armonici, timbrici e formali. Una corretta
produzione del suono la prima e principale premessa dei docenti di
strumento, i quali stimolano negli alunni capacit di percezione corporea,
coordinamento motorio, di presa di coscienza delle sensazioni di peso, di
equilibrio, posizioni delle varie parti del corpo interessate alla produzione
del suono (labbra, gola, mani ecc...) e postura del corpo in genere.
Ugualmente gli insegnanti curriculari e quello di solfeggio curano una
corretta riproduzione del suono attraverso la voce, dando ad essa una adeguata
impostazione.
Per lo sviluppo del senso ritmico si pu partire dalla scansione ritmica di
parole, frasi, poesie o da movimenti ginnici o di danza. Con la imitazione di
cellule ritmiche ostinate si pu giungere alla formulazione di semifrasi e
intere frasi ritmiche o a improvvisazione di semplici accompagnamenti ritmici
ad esecuzioni vocali o strumentali.Attraverso semplici dettati ritmici e
attraverso intonazioni di piccole melodie si giunge parallelamente alla
scoperta e all'acquisizione delle abilit di scrittura e lettura del
linguaggio musicale. Anche se tutti i docenti della sperimentazione sono
impegnati alla realizzazione dei precedenti contenuti, certamente
l'insegnate di solfeggio che, con la pratica del solfeggio parlato,
maggiormente incide per il raggiungimento di quelle conoscenze teoriche e
abilit che permettono all'alunno di poter codificare e usare la simbologia
musicale nella sua variet di aspetti ritmici e di notazione. Egli insomma con
il parallelo studio tecnico, porter l'alunno alla comprensione dei termini
specifici del linguaggio musicale (teorie, scale maggiori, minori,
alterazioni, intervalli ecc..) corredo terminologico che sar poi applicata
nello studio dello strumento e nella pratica corale.
E' ancora l'insegnante di solfeggio che insieme all'insegnante curriculare,
dopo aver dato una corretta impostazione della voce, con una costante attivit
di ascolto e riproduzione dei suoni, con la voce tenter di avviare alla
percezione e riconoscimento degli stessi, nonch all'intonazione degli
intervalli e delle scale, attivit questa che permetter all'alunno di
giungere al possesso dei mezzi per leggere ed eseguire con la voce, in maniera
intonata, semplici melodie (solfeggio cantato).
L'acquisizione della impostazione strumentale e della tecnica esecutiva
sicuramente compito del docente di strumento il quale struttura il suo lavoro
su tre livelli paralleli.
Il primo verte sulla presentazione delle parti costituenti lo strumento e
sul sistema di produzione del suono, poi sullo studio e l'assimilazione
delle tecniche strumentali di base. L'alunno, cio, prima cercher di
prendere coscienza del proprio corpo e delle tensioni muscolari, al fine di
avere un buon rapporto con lo strumento, elemento esterno della dimensione
corporea. Egli lavorer sul rilassamento del corpo e sulla corretta
posizione delle parti del corpo interessate alla produzione del suono. Per
esempio:
Per il flauto sono necessari una serie di esercizi sulla respirazione
diaframmatica nonch la conoscenza degli organi che si mettono in funzione
(gola, lingua, muscoli addominali ecc..).
Per il clarinetto e l'oboe si parte dagli esercizi di respirazione
diaframmatica e addominale, si assume una postura corretta del corpo in
rapporto con lo strumento, si controlla l'impostazione delle labbra per
produrre il suono, si coordina il colpo di lingua con l'articolazione
delle dita per i suoni legati o staccati.
Per la tromba si parte dall'esercizio di respirazione, poi si controlla
l'imboccatura, la posizione della lingua che funge da vera e propria
"valvola" della pressione del fiato, la produzione del suono con il solo
bocchino.
Per il violino si mira al controllo della mano destra (cio all'arco)
mediante l'applicazione di vari colpi d ' arco, della mano sinistra
mediante l' applicazione delle dita e l'articolazione infine alla
coordinazione e alla sintesi di tutto ci.
Per il pianoforte e la chitarra si prevede:
Corretta impostazione tecnica per sviluppare il senso musicale,
l'agilit, l'indipendenza;
Approccio iniziale : rilassamento muscolare per ottenere il massimo
rendimento con un minimo sforzo;
Tecniche basilari:
Tecnica brillante sfruttando soltanto l'agilit delle dita
Tecnica del contabile sfruttando il peso naturale del braccio (rilassato
l'energia pensile dei tendini flessori);
Tecniche di braccio per le note doppie studio della caduta del braccio.
Si prevedono quindi, esercizi e studi sulle cinque dita in posizione
vicina e successivamente in posizione lata invitando gli allievi a contare
ad alta voce per non perdere di vista il senso ritmico.
Il secondo livello verte sull'applicazione delle tecniche acquisite suonando
semplici brani, prendendo consapevolezza strutturale, analizzandone
parametri dinamici, timbrici agogici. Saranno scelti semplici studi da
metodi specifici per lo strumento, nonch riduzioni arrangiamenti di brani
leggeri. Non si escludono quindi metodi non indicati allo studio della
musica classica come ad esempio il metodo della musica jazz di Remo
Vinciguerro. Si dar stimolo a livello emotivo-affettivo, affinch ogni
allievo possa caratterizzare personalmente l'esecuzione dei brani.
Il terzo momento prevede l'uso della musica d'insieme per la promozione al
lavoro di gruppo come elemento socializzante, per lo sviluppo della
solidariet armonica basata sul confronto. Si inizia dallo studio di
semplici motivi fino a coinvolgere in un solo brano tutta la classe, anche
in vista di saggi o manifestazioni varie e pervenire ad un vero disegno
orchestrale coinvolgente entrambi i corsi con le proprie specificit
strumentali.
Le attivit espressive-creative saranno quindi realizzate sia con i mezzi
strumentali a disposizione che co~ la pratica corale con riproduzione di
esercizi per imitazione o per lettura o invenzione di incisi, semifrasi, frasi
ritmiche e melodiche singolarmente o per gruppi e intergruppi (musica di
insieme). Si selezioneranno anche brani variati dalla personale creativit
individuale dell'alunno, attinti dal repertorio leggero, folk, rock e jazz.
In ultimo attraverso l'ascolto guidato e ragionato di un'opera d'arte si
giunge non solo all'acquisizione dei pi semplici elementi del linguaggio
musicale ma anche all'affinamento del gusto, alla scoperta dell'autore e del
suo contesto storico-culturale, alla conoscenza dei diversi stili e generi
musicali e dei relativi contenuti e messaggi sostenuti dalla puntuale
sollecitazione del senso critico.
Accanto al fare musica, l'ascolto, seguito da ben articolate riflessioni
metodiche e ricerche complementari ed interdisciplinari sulla vita musicale nei
vari secoli rimane il mezzo didattico pi efficace affinch l'esperienza
musicale non rimanga un fatto isolato, avulso dalla civilt culturale complessa.

Per la realizzazione delle attivit, la programmazione sperimentale di musica


prevede anche l'organizzazione flessibile ed articolata delle attivit
didattiche (per un massimo del 20% delle ore di insegnamento):
attivit interdisciplinari nonch raggruppamenti variabili di alunni anche di
classe diverse in senso verticale e orizzontale. Per meglio aderire alle
attivit con audizioni dal vivo:
Partecipazione a concerti organizzati dalla provincia, da enti comunali o
privati, dal Conservatorio "Piccinni di Bari dietro richiesta del Consiglio
di Istituto;
Sollecitazione alla partecipazione individuale o collettiva ad una stagione
concertistica anche privata;
Lezione concerto con guida all'ascolto coinvolgendo tutti i docenti della
sperimentazione;
Lezione concerto con l'obiettivo: riconoscimento e studio dei timbri
strumentali (organizzato sempre da tutti i docenti della sperimentazione).
Attivit interdisciplinari:
Lavoro interdisciplinare su un argomento d' intesse sociale (pace, guerra,
disoccupazione, razzismo, ecc..) che si conclude possibilmente con una
lezione concerto, con una rappresentazione, o con una mostra;
Esecuzioni vocali-strumentali realizzate in favore dei bambini delle scuole
elementari o degli anziani di istituti o ricoveri;
Spettacolo multimediale;
Saggio come verifica del Corso Sperimentale con brani strumentali e vocali;
Partecipazione a rassegna e concorsi nazionali per le Scuole Medie ad
indirizzo musicale.

Procedimenti metodologici

Le metodologie che via via vengono individuate sono coerenti con gli obiettivi
delineati e tali da consentire l'adattamento alle diverse situazioni ambientali
e culturali attraverso:
metodi che consentono l'acquisizione ordinata dei contenuti e lo sviluppo
dell'abilit con motivazioni e scoperte personali;
itinerari didattici che permettano di privilegiare il processo formativo
mediante esperienze operative e creative.
E' specialmente nella didattica dello strumento che si possono sperimentare
nuove metodologie che scaturiscano dalla conoscenza dei diversi metodi, senza
che questi si cristallizzino in rigide regole, ma permettano continui mutamenti
ed evoluzioni. E cio il docente, essendo la pratica strumentale un mezzo
educativo e formativo, realizza (al contrario dei conservatori) un modo diverso
di vivere il rapporto con lo strumento, un nuovo modo di insegnare, un modo che
superi la rigida applicazione dei programmi e che risponda alle esigenze
educative della scuola; che non imponga tecniche fine a se stesse ma, utilizzi
anche le naturali scoperte degli alunni.
E' necessario quindi che ogni contenuto, ogni esperienza musicale siano motivati
e si concretizzino in un interesse autonomo e gratificante da parte degli
allievi. Il metodo che si predilige quello induttivo e cio tutti i contenuti
sono proposti gradualmente attraverso concrete esperienze musicali e sviluppati
tenendo conto delle reali necessit degli alunni e con ritorni "ciclici" tesi a
rinforzare le capacit e le acquisizioni gi maturate.
Per favorire con immediatezza la comprensione e la capacit di orientarsi tra
prodotti musicali diversi e valutarli criticamente, sono privilegiati i metodi
analitici.
Sar comunque sempre favorita la partecipazione attiva nei momenti di esecuzione
(fare musica) e di creativit (intervenire, modificare, progettare) secondo le
proprie espressivit acquisite.

Mezzi e strumenti

E' evidente quanto sia determinante, per la realizzazione del Progetto


Sperimentale, non solo la dotazione degli strumenti musicali necessari per
l'insegnamento individuale, flauti, tromba, oboe, clarinetti, violini, chitarre,
pi due pianoforti, quanto quella di una serie di materiali, mezzi, sussidi
costituenti l'insieme delle risorse tecniche che sono cos elencate: libro di
testo con relativi sussidi audiovisivi come videocassette e audiocassette (serie
storica e didattica corrispondenti alle unit didattiche ), registratori,
giradischi, collane stereofoniche di dischi e compact, floppy-disk, serie dello
strumentario ritmico (in numero rilevante), televisione, videoregistratore,
diapositive, spartiti, partiture, nonch documenti storici, biografici,
biblioteche musicali e testi specifici, corredo per lo pi presente presso
questa scuola.

Strutture organizzative

Secondo l'articolo 9 del Decreto Ministeriale 13/02/96, la strutturazione


organizzativa della sperimentazione, viene fatta in stretta collaborazione con
il Consiglio di Classe e con il Comitato Scientifico Didattico. Quindi si
confermano quattro ore settimanali cos suddivise:
tre ore di educazione Musicale (due curriculari e una di solfeggio) e una ora
individuale di strumento musicale. Le modalit di partecipazione degli alunni
alle ore individuali di strumento (mezz'ora di lezione e mezz'ora di ascolto)
sono stabilite nell'ambito della programmazione didattica-educativa del
Consiglio di Classe. Inoltre come il Decreto stabilisce, si aderisce anche alla
riserva del 20% del monte ore complessivo dello insegnamento strumentale per
svolgere attivit interattive, associative e di musica d'insieme con la
compresenza dei docenti delle varie specialit musicali, gi in realt operante
in questa scuola.
Per quanto riguarda il numero complessivo degli alunni di ciascuna classe
risulta cos formato:
Classe prima B : Sei alunni di pianoforte, sei di oboe, sei di clarinetto, sei
di chitarra
Classe prima D: Sette alunni di pianoforte, sei di flauto, sei di tromba e
cinque di violino.
Per quanto riguarda l'attivit didattica si consolida l' orientamento
sistematico del lavoro di gruppo e di intergruppo con il 20% complessivo delle
ore di insegnamento che porti alla realizzazione di piccoli complessi
orchestrali e corali inseriti programmaticamente in attivit espressivo -
creative - culturali pi ampie nel rispetto delle finalit educative del
progetto di Istituto, come da Carta dei Servizi.

Criteri e modalit di verifica e di valutazione


La verifica e la valutazione dei risultati ottenuti in rapporto agli obiettivi
prefissati dal progetto sperimentale e dalla programmazione del nuovo percorso
di educazione musicale, non sono momenti a s stanti, bens correlati a tutto il
processo educativo e didattico: progettazione, programmazione, realizzazione.
La verifica e la valutazione muovono dalla conoscenza e valorizzazione
dell'alunno (la personalit dell'alunno prima di essere valutata, deve essere
conosciuta, promossa e valorizzata) e si basano su criteri di :

sistematicit, che tiene conto della personalit dell'allievo mediante la


raccolta continua di informazioni e prende in considerazione gli apprendimenti
conseguiti rispetto al livello di partenza;
partecipazione, che porta all'auto-valutazione, importante per
l'auto-promozione e l'auto-orientamento.
Sia le verifiche che le valutazioni vengono effettuate in relazione ai seguenti
settori:
Abilit che riguardano l'educazione dell' orecchio musicale ossia quelle
capacit percettive e mnemoniche dei fatti sonori che sono il presupposto del
momento espressivo-comunicativo. Tali abilit vengono verificate negli
aspetti: dinamici, timbrici, ritmici, melodici, armonici e formali del
linguaggio musicale;
Abilit che riguardano l'acquisizione di tecniche esecutive;
Abilit relative alla capacit di partecipazione alle esecuzioni di gruppi;
Capacit di comprensione e interiorizzazione dei significati culturali dell'
opera musicale.

Modalit di attuazione delle prove attitudinali.

Le prove attitudinali potrebbero essere attuate o con tests diagnostici


d'ingresso oppure con tests a risposte di tipo sonoro. Comunque, sono da
verificare:

Il livello di educazione all'orecchio musicale (percezione dell'altezza, della


melodia ecc..);
la capacit di percezione della durata;
il senso ritmico;
la percezione dell'intensit;
la percezione timbrica;
la memoria melodica;
l'intonazione per imitazione.
Inoltre si dovranno esaminare anche alcune caratteristiche fisiche (dentatura,
conformazione delle mani ecc...) per la scelta dello strumento da studiare. I
tempi e i luoghi per le suddette prove vengono stabiliti in relazione
all'annuale O.M. sulle iscrizioni, sulle indicazioni del Comitato Tecnico
Provinciale, del Comitato Scientifico Didattico e sulle esigenze organizzative
sia della nostra scuola che delle scuole elementari di provenienza.

Attivit di aggiornamento

Si ipotizzano le seguenti attivit di aggiornamento:


Approfondimento e conoscenza degli apparati della pedagogia, della psicologia,
della fisiologia, della sociologia e delle tecniche relative, predisposti dal
Provveditorato agli Studi, dal Conservatorio di Musica dall'IRRSAE.
Approfondimento delle modalit di ricerca per individuare nuove soluzioni da
ipotizzare e sperimentare in chiave interdisciplinare.
Conoscenza critica delle diverse metodologie strumentali.
Conoscenza delle attuali strumentazioni tecniche con particolare riferimento
al computer.
I tempi e le modalit di partecipazione dei docenti di strumento alle attivit
di aggiornamento sono, naturalmente, deliberate dal Collegio Docenti.

Conclusioni

La sperimentazione musicale, come gi riferisce l'O.M. del 03/08/1979, non


costituisce in alcun modo titolo di ammissione al Conservatorio di Musica, ma
rientra in un criterio di formazione sperimentale pi vasto basato sul fare
musica singolarmente e collettivamente.
In altri termini, la sperimentazione musicale si prefigge, non solo guidare gli
allievi alla conoscenza e all'uso del linguaggio musicale sviluppando le
attitudini dei singoli, ma, secondo un'ottica pi ampia, essa prepara gli
allievi a conoscere ed usare il linguaggio musicale per meglio comprendere e
modificare le situazioni non solo prettamente musicali che li circondano ma
anche per organizzare armoniosamente qualsiasi altra esperienza umana.
Come riprova di quanto detto, abbiamo riscontrato pi volte, (per noi in
un'attivit pi che ventennale) a conclusione del ciclo triennale di Scuola
Media, che nonostante solo alcuni dei nostri allievi continuano gli studi
musicali presso il Conservatorio, la gran parte di essi continuano ad avere un
rapporto attivo con la musica, un ruolo da protagonista nella realt musicale
territoriale (complessi, strumentali, cori, bande ecc..) qualificando
positivamente le umane relazioni.
Progetto approvato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 11 maggio 1996.