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DELLA SICILIA

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J l CA>su ' Vj-t^yJt/AjUA-O
DELLA SICILIA

DI VITO AMICO y

TRADOTTO DAL LATINO E CONTINUATO SINO AI NOSTRI GIORNI

PER

GIOACC:HI3ST0 SI DMf AKZo

CIIIERICO DISTINTO DELIA REAL CAPPELLA PALATINA, CAVALIERE DEL REA!. ORDINE DI FRANCESCO I.
CUSTODE BIBLIOTECARIO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI PALERMO

/'

SECONDA EDIZIONE .' AA

VOLUME I.

PALERMO
SALVATORE DI MARZO EDITORE FRANCESCO LAO TIPOGRAFO
VIA TOI.KDO N. 179. SALITA CBOCIFF.BI N. SO.
1858. /
L " T(~V\>tA/^J

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neon Siculum dell'abate
poich il nome di quel-
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ri sin oltre all'Alpe. Quc-
quel che ne hanno scritto

tutto al suo tempo ri-


di queste egli forma le
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i, oggi province, seguir
e sconcio si fatto ebbesi
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ma voce si appartenga,
della valle corrispon-

joca di Amico alla no


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alle opere artistiche
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liei accenna di ogni
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IL TRADUTTORE

Nel riprodurre la versione e le continuazioni al Lexicon Siculum dell'abate


Amico, superfluo sarebbe di voler mostrarne l'utilit; poich il nome di quel
l'illustre scrittore noto ormai dapertutlo, ed apprezzato il suo magnifico la
voro e sommamente ricercato in tutta Sicilia e fuori sin oltre all'Alpe. Que
sta seconda edizione ne d fermo argomento, non che quel che ne hanno scritto
diffusamente i nostri giornali, e gli esteri.
Il metodo tenuto dall'autore in ordinare il lavoro tutto al suo tempo ri
feribile. In tre valli era allora divisa la Sicilia, onde di queste egli forma le
tre parti del suo Dizionario; ma soggetta poscia ad ulteriori mutazioni sin dai
primordii del secol nostro, poich in sette valli divisa, oggi province, seguir
l'ordine antico nella versione non conveniva. Ad evitare sconcio si fatto ebbesi
cura di ridurre in una sola le tre parli, riunendone gli alfabeti. Perch inlanto
possa sapersi a qual valle, secondo l'ordine dell'autore, una voce si appartenga,
notammo in principio di ogni articolo la lettera iniziale della valle corrispon
dente (V. N.) (V. M.) (V. D.).
La lacuna di quasi un secolo inoltre, che apresi dall'epoca di Amico alla no
stra, meno interessante farebbe divenir quest'opera cotanto classica, se appo
site note non ne supplissero in qualche modo il vuoto. In esse ci siamo sfor
zati a mostrare, per quanto con mezzi particolari si potuto, lo stalo presente
dell'isola, riguardo alla partizione amministrativa e giudiziaria, alle istituzioni
di beneficenza di ogni genere, ai monumenti sacri e civili, alle opere artistiche
antiche e moderne sparse qui dovunque in gran copia, poich la Sicilia da
considerarsi come un maraviglioso museo che i fasti artistici accenna di ogni
epoca. Se vi siamo riesciti rimane ai prudenti leggitori il giudizio, i quali pur
troppo han compatito la nostra et giovanile, e le deboli forze.
Non sapremmo intanlo incominciar la stampa senza sdebitarci verso chi pi
da presso ci porse un aiuto di quella gratitudine che pesa sul cuore non pro
fessata , e professala si soavissima. Si deve adunque alla solerte Direzione
Centrale di Statistica per la Sicilia tutto che spelta a notizie topografo-stati
stiche; ed in speziai guisa a Gaetano Vanneschi, illustre cultore tra noi delle
scienze sociali. Per tutto che poi riguarda notizie catastali al signor marchese
Vincenzo Mortillaro per ingegno e dottrina prestantissimo. Al padre Narbone
della compagnia di Ges per la sua Bibliografa di Sicilia, uomo in cui la pro
fondit delle conoscenze non scompagnata dalla ricchezza della erudizione ;
ad amici cari per ogni verso che arricchirci di necessarie cognizioni premu
rosamente curarono.
VITA DELL' AUTORE

Fra' nomi illustri, che nel leste passalo se gazione cassinese, che sostenne per un bien
colo onorarono la Sicilia, splende giustamen nio con una esattezza e con una religiosit
te con chiara luce quello di Amico, Abate Straordinaria. La gloria letteraria, che diviene
Cassinese e R. Storiografo. passione nelle anime belle, il desiderio di es
In Catania, citt produttrice in ogni tempo sere utile alla societ, che ingenito nel cuo
di felici ingegni, nacque Vito Maria Amico il re delle persone di genio, lo indussero ad es
d 15 febbraio 1697 da Yito Amico ed Anna sere scrittore, in mezzo ad un vortice enorme
Stalella, di famiglie nobili Catanesi. Inclinato di affari gravi, nei quali lo tenevano invilup
naturalmente alla quiete ed all'applicazione, pato gl'impieghi di sommo peso che sostene
malgrado la vivacit del suo spirito, nel 1713 va, che dovevano inceppare il suo talento ed
volle vestir l'abito benedettino nel patrio mo occuparlo interamente. Con un sistema di vita
nastero, rinunziando per sempre agli agi ed tenacemente osservalo, e con economizzare
ai lusinghieri piaceri che gli offrivano le do sempre il tempo, come Plinio, egli giunse al
mestiche comodit. In mezzo alle agitazioni l'adempimento esalto di ogni impresa, alla
tumultuose che accompagnano la prima gio quale o il dovere o la propria inclinazione lo
vent, lo sviluppo delle sue facolt cammin avevano chiamalo. Non dormiva che tre o
con passo cosi rapido, che sotto la guida stes qualtr'ore al giorno, e non mangiava che una
sa della severa educazione si vide aperta in sola volta ed assai parcamente; il suo pranzo
nanzi una carriera brillante, nella quale pro era mischiato a frequenti letture, ed interrot
grediva coraggioso, spinto dalla passione di to spesso per dover notare nel registro gior
sapere
cabile che
cheloloanimava,
tormentava,
ed aiutato
dallo zelo
dall'attivit
infidi? naliero quanto egli trovava di utile e di con
facentc ai suoi studii. Essendo in patria le sue
della sua mente, dalla lucidezza del suo la- passeggiate erano per le falde dell'Etna, rac
lento e dalla saggezza della sua indole. Sono cogliendo lave ed ogni genere di prodotti di
questi i felici augurii, dei quali il mondo de quel famoso vulcano; allorch era al suo mo
cide sino dalla infanzia della nostra esistenza nastero di Mililcllo peregrinava per quei mon
morale e civile. Sobrio, prudente, severo nel ti calcarei, onde raccogliere conchiglie fossili
l'adempimento dei suoi doveri, dolce nelle ed allre spoglie dell'antico mare, di cui ne fa
sue maniere, egli acquist ogni titolo alla sti ceva anche rimessa ai dotti suoi amici d'Italia.
ma ed all'umore dei suoi monaci. Non aveva Lo sue villeggialure erano in luoghi dove po-
che 33 anni, allorch venne fallo maestro dei lea scavando ritrovare vasi greco-siculi, meda
novizii, e loro lettore nelle dottrine filosofiche glie, marmi ed altri resti di antico che potes
e teologiche. Dopo due anni gli fu addossato sero illustrare la storia siciliana e le patrie
insieme l'incarico di computista della congre antichit.
Persuaso
onore clic ogni
allo studio edgenerazione di dolli deb
ai talenti luminosi del nostro storico che la rese cos importante,
ba proporsi un doppio oggetto, quello cio die l'invitto Carlo III si compiacque ordinare
di rettificare gli errori dei secoli antecedenti, che uscisse alla luce sullo gli augusti di lui
e l'altro di aumentare la massa del sapere auspicii.
umano, che con (tasso or pi or meno celere La Sicilia, oggetto in ogni tempo della cu
si avanza sempre, egli si applic con profitto riosit delle persone di ogni nazione, man
all'uno all'altro. cava di un libro che ne indicasse dettaglia
Il Pirri aveva falla una Sicilia Sacra; ma tamente tulli i luoghi e che racchiudesse la
come sono tulle le opere che Iraltano un ar descrizione di lutti gli oggetti interessanti.
gomento la prima volto, era piena di lacune Amico fece il suo Lexicon Sicul uni Pan. vo
e d'inesattezze; il Mungitore e l'abate Amico lumi 0 in 4, J757 dove con saggia disposi
supplironoa tutto; quest'ultimo segnalamento zione l'inni quanto in Sicilia degno di ve
vi inser le milizie delle abbazie benedettine, dersi e di sapersi, quanto di pi importante
e cistercensi. avvi nella nostra storia aulica e nello sialo
L'opera cos completa ricomparve nel 4733 presente. Fu questo l'ultimo suo lavoro let
per le stampe di Venezia con la finta data di terario.
Palermo. Aveva una brama illimitata di sapere, era
La storia antica di Catania, al pari di al infaticabile; metteva nelle sue occupazioni un
cune altre citt siciliane, da vari scrittori dei ardore che sapeva comunicare a tulio ci che
due ultimi secoli era slata involta in credu lo circondava. Non era tolleralo per pompa,
lit ed in puerili invenzioni che deturpano ma per sistema, cos egli consacr sempre
sovente i migliori traili dei nostri annali. lutti i suoi averi all'utile delle scienze e dei
Amico invitalo dall'amore della palria si buoni sludii.
diede ad illustrare una delle pi belle citt L'uomo di ledere era per questo titolo suo
dell'antica e della moderna Sicilia. La Cata amico, e il giovane che volea istruirsi dive
nia illustrata in quattro grossi volumi con niva suo confidente. Egli incoraggiava tulli
tiene nei primi due la scric cronologica dei con dei mezzi reali, e fu amante sempre di
falli e degli avvenimenti della citt, nel terzo supplire ai torli che la fortuna fa spesso al ta
le iscrizioni, le medaglie, e lutti i premiabili lento ed al vero merito. Sin dalla pi tenera
monumenti di cui va essa gloriosa, nel quarto eia avendo avuto affidala la custodia della Bi
la biografia degli illustri Calanesidiogni tem blioteca del suo monastero non lasci mai di
po. Il lutto maneggiato con critica e con arricchirla di nuove opere acquistato col suo
ogni maniera di dotlrina, e d a vedere l'uo danaro , e col prezzo delle sue stampe in
mo di genio che si distingue anche nei pi iscainbio. E sua opera il Museo che esiste a
minuti dettogli. fianco dj quella Biblioteca, prezioso per molti
Era appena compiuta questa laboriosa im oggetti, e certamente uno dei migliori orna-
presa che egli ne prese un'altra. Mancava una nienli della Sicilia. Egli non solo vi radunava
storia ben fatta e generale dell'isola. Il famoso quanto trovava di bello nella natura e nelle
Giovio persuase a Roma il nostro Fazello a arli, ma ne illustrava le cose pi interessanti.
volerne essere il Livio. Le decadi de rebus Si ha una dotto memoria sua inserito negli
siculi* comparvero nel 1538, ma imperici lo, Opuscoli di autori siciliani, con la quale spie
e piene di credulit del tempo, ancorch una ga un basso-rilievo in marmo di gran valore,
delle pi belle opere che siano stole falle in che il P. Scamalla, altro illustre benedettino
Sicilia nei nostri tempi. Essa ricomparve ar Catenese, porlo da Roma e che rappresenta
richita di annotazioni, di giunte, e di un sup l'iniziazione di una fanciulla ai sacri misteri.
plemento dal 1 .'>."><; sino al 1749 in cui fu pub Gli fu eretta espressamente una cattedra di
blicala, in Ire grandi volumi, e fa cos grande storia
cui libreria
civileessendo
nella palria
stalo fallo
Universit,
Custodedella
perpe-
di
9
Ino, non solo l'accrebbe di ua'iillra, delle pi Fu compiacente ed obbligante all'eccesso.
complete che fossero a Palermo, ma destin Il suo cuore buono non si abbassava mai sino
per compre di libri lutto l'onorario clic gli alla vendetta; egli disarmava la calunnia e
era slato assegnato come custode; genero l'invidia con la beneficenza. Nel suo volto si
sit ammirabile e non mollo comune. vedeva l'uomo dabbene, e vi regnava sempre
Era di un'attivit straordinaria. Sosteneva la serenit che era nel suo cuore; e nel suo
cariche pesanti del suo ordine, studiava, pub sguardo vi si leggeva il pensiero, e vi brillava
blicava opere, manteneva un carteggio assai il genio e l'intelligenza.
grande con letterati nazionali, italiani, in II di 5 dicembre del I7G2 Tu l'ultimo di
glesi e di altrove, dai quali come un ora una cos bella vita. La mestizia fu generale,
colo veniva consultato in punii di storia si ciascheduno aveva una ragione per rattristar
ciliana. Priore per 25 anni, and reggendo si. L'immortal principe di Discari Ignazio gli
varii monasteri per l'isola, e non fu che al coni una medaglia col motto : Quem nulla
declinare dell'et che rinunciandovi, ebbe il aequaverit aelas; chiaro argomento che fu
titolo di Abate con lutle le preeminenze, co esso segnalato dall'amicizia in lacrime. Le pa
me scorgesi dal breve della S. Sede emanato trie Muse lo piansero assise meste sulle spon
nel 1757. de dell'algoso Amcnano. Fra gli scritti ine
Caro alle persone di lettere, non lo fu me dili del canonico Coco si legge una elegia
grafo
no ai con
grandi.
un Carlo
diploma
III lo
delfece
1731,
regionelislorio-
quale composta per cosi lugubre circostanza che
mestamente comincia : Hoc habilu, hoc dri
quel generoso Ite fa conoscere i sentimenti tti, serena hac fronte frequenler. A nome
di slima e di riguardo che avea per un uomo della comune patria io vengo dopo 56 anni
che tanto onorava la Sicilia. Il vicer Foglia a rendere questo debole ma giusto tributo
ri, giusto estimatore dei talenti, lo ebbe in di elogio alla memoria del mio insigne con
grande amicizia, ci che gli valse per renr cittadino, in quest'opera consacrala alla glo
dcrc dei servigi sovente assiti segnalali alla ria degli illustri siciliani estinti. (/tacco/fa
virt,
Fu socio
al merito,
dell' Accademia
ed alla umanit.
di Londra , di di Vioij rafie di Ortolani).

quasi lutle quelle d'Italia, e dejlc dolio so Ab. Francesco Fkhuaua.


ciet della nostra Isola.
DEDICA DELL'AUTOM

GIOVANNI
INTIMO
CAVALIERE FOGLIANI
COMANDANTE
ALL'ECCELLENTISSIMO
CONSIGLIERE
VICER
DELL'ORDINE
IN IN
CAPO DI S. ARAGONA
E SECRETARIO
SICILIA
DELLE
DISIGNORE
GENNARO
ARMI
DEL RE

IN PACE ED IN GUERRA
COMMENDATORE
MARCHESE
SIGNORE
RIVA,
DI PELLEGRINO,
DELL'ORDINE
DI
CARMIANO
CASTELNUOVO
E PONTE
VAL
COSTANTINIANO
MOZZOLA,
VIGOZZOLO
DALVAROLA
VICOBARONE
DI
ec. S.ec.GIORGIO

DON VITO H. AMICO E STATELLA


INDELL'ORDINE
PERENNE MONUMENTO
CON
DI S.OGNI
BENEDETTO
RISPETTO
DI SUADEI
VENERAZIONE
CASSINESI

OFFRE, DEDICA, CONSACRA.


1

tikcrllcntisBimo {frinripc

Non a te questo lavoro dirigcsi, non degli onori tuoi compone sulle prime pa
gine un serto, ad attirarsi una protezion di interesse. Toccavi appena queste Si
cilie spiagge, e la tua fama che aveva di ciascuno l'attenzione destato, per averti
il Serenissimo ed Augustissimo Carlo Re nostro affidato del suo potere la precipua
cura e scelto a parte delle fatiche sue; quella fama, io dico, che in te desiderato
sostegno alle lettere ed alle arti annunziava, talmente a tutti si f" nota sul fatto
da risplendere in certo modo ancor fra le tenebre. E mentre con sommo piacere
nelle pubbliche filosofiche assemblee assiderti, or a questa o a quella mostra di
erudizione consentire, plaudire, ora accettar ti ammirammo con viso ilare e gio
condo fiori di etrusco o latina poesia, qual opinione in noi non s'accrebbe della
tua premura verso gli ottimi studii? Chi, sebbene in estensione non pari al vero,
del tuo innato amor per le Muse e dell'ingegno in favorire le brame dei lette
rati non si avvide, non parl? Ed io, ottimo Principe, oser con preghiere spro
narti o con richieste a sorger protettore del mio comunque siasi lavoro ? Ti no
miner io in questo esile rcgaluzzo, cui spesso e spesso con non vulgare indizio
di umanit ebbi ad esortarmi a pubblicarlo , talch non solo voler esserne tu
proteggitore mi comprendeva, ma neanco se tuo lavoro sdegnarlo ? Poteva a ben
ragione prendere opporlunissima occasione al mio proposito, o dalla vetusta gloria
di una famosa nobilt, come la tua propagine dei Fogliani, o di Sforza, o di Ara
gona, che per le parentele coi grandi Prenci di Italia, per le insegne dei Re e i
generosi titoli, per le cariche supreme di Toga, di Spada, di Bacolo, per vaste
signorie , o per preclare imprese in patria o fuori giganteggia , o dalla indole
che migliore nessun altro sorti, quale manifestasti nella patria letteraria pale
stra, e che di coltivar sempre non trascuri in isceltissimi libri che congregasti con
u
somma premura quasi gemme preziose a migliore ornamento di casa tua. Non
immcritamente dalle sostenute famose legazioni in Europa, dal giusto regime della
Repubblica, dall'uso degli affari, dalla brillante esperienza nei grandi ed ardui
travagli di Corte, da una morale incorrotta, da una esimia prudenza, dalla sin
goiar benignit, che contieni in cuore ed esprimi, a cui congiungi una soave cor
tesia che tutti innamora, perch ti attiri l'ossequio e la comune benevolenza,
dalla munificenza verso i tapini e gli umili, in te i Siciliani riconoscono la de
lizia dell' universo, della umanit. Potrei di molto ancora prolungarmi, e cos
non mancare a un dovere, compiacere il mio genio, e compararti per ogni verso
a Mecenate e nell'infiammar le voglie, e nel comprimer le voci dei linguardi e
degli Aristarchi. Mi strapperebbe allor di mano la penna quella virt di che pi
vai bello, la modestia, dico, la pacatezza, la onesta moderazione; colpcrei allora
contro gli ordini tuoi, avendomi di gi comandato di astenermi dalle lodi.
Rimane or solo che tu provveda al mio bene, alla mia industria, talch col
tuo nome a fronte consegua quell'onore il mio libro di che manca nel vero. Vivi
a lungo, ed a noi, ed alla repubblica delle lettere.
Da Monreale li 13 marzo 1757.
L'AUTORE AL SUO LETTORE

Obbligalo dalla mia promessa, SGiolgo il debito. Pubblicate da un pezzo le


considerazioni e le aggiunte alle decadi sulle cose sicolc di Tommaso Fazello,
spesso rimandai al mio Dizionario Topografico di Sicilia, gi preparato pei tor
chi , avendo io stabilito che non dovesse andar disunito dalle aggiunte alla
seconda decade, ed in poche coso mancando, le quali altronde sperai fra breve
supplirvi, volli far piccola posa per compirlo, il che pur volli avvisare nella pre
fazione al Tomo HI, acciocch avesse comparso pi ricco e pi maestoso. Ivi
feci noto bens quanti prima di me mossero a descrivere la superficie della
Sicilia, ma solo registrando nomi e distanze di lerrilorii, eccettuatine i prin
cipali. Io per giudicai dovere trattarne pi in copia. Fazello, assumendo nella
prima deca quel lavoro medesimo, disse dei primarii luoghi soltanto, toccando
di volo gli altri. L'Arezio poco prima del Fazello sotto l'Imperatore Carlo rac
colse poche cose sul sito della Sicilia. Accennando il Maurolico alcuni difetti
del Fazello, trascorse rapidamente l'isola intera. N il Bonflglio, n lo stra
verio
niero solo
Domenico
si prefisse
Negrodinella
descrivere
Corografia
l'antica
dellaSicilia,
Siciliae sistimo
allargamo
potere di
appena
pi. spie
Clu-

garsi quanto a lui debba l'isola nostra; n tenue parte confesso dei suoi sludii
essermi stala utile nell'illuslrare le antiche citt. Il lavoro di Antonio Filolco
di Castiglione, scritto quasi nella slessa epoca quando il Fazello pubblic il suo,
dove descrive alienamente la Sicilia, bench degno di venir pubblicato, si ri
mane ancor nell'oscurit; nondimeno da misurarne la vaglia, come se da un' un
ghia un leone, dalla topografia dell'Etna stampata in latino. Ci rammarico
esser periti i libri sulla Sicilia di Pietro Ranzano, pi importanti che le opere
degli scrittori sovraccennati, sebbene alcuni compresi in molli tomi che rias
sumono la storia universale del mondo si conservano nella biblioteca di S. Do
menico in Palermo, che io rifrustava non senza molto piacere nelle ore di ozio.
16

Sorba il dolio Domenico Scavo, uomo ben noto al mondo letterario, il mano
scritto autografo sulla Topografia di Val di Mazzara di Giacomo Adria, dove
segnansi le nostre lerre e descrivesi l'amenit dei campi: non per intero.
Giuseppe Mazzara della Compagnia di Ges nei suoi annali prescelse da lutto il
regno la provincia indicata dal suo slesso cognome, del qual lavoro m'avvidi
pendio
nella ricca
ridotto,
Biblioteca
indicedel
di Collegio
nomi anzich
Palermitano
descrizione
: ma avendo
pu appellarsi.
lutto in breve
Tre coni-
libri

di Marco Antonio Marlines sul sito della Sicilia, compiuti in tutto, alti alle
slampe , mi ebbi comunicali dal lodato Scavo. Stretto imilalor del Fazello
di cui anche spesso usurpa le frasi, poco vi mise del suo; eJ aggiungendo i
rapporti di ciascun luogo ai punti cardinali, a mettervi un'aria di novit, in
vece di promontori! appella tre regioni della Sicilia, il Peloro, il Pachino ed
il Lilibco. Dai riferii di Camillo Camilliano e di Giovanni Venlimiglia descrisse
magnificamente Giannandrea Massa della Compagnia di Ges la spiagge di Si
cilia, ed addossandosi una immensa fatica, si propose spiegare lutto che leg-
gesi nel frontispizio di quest'opera; ma non raggiunse il suo scopo con cgualt,
poich avendo dello prolissamente di alcune cose , di moltissime non indiG
che il nome solo. Ma dimostrano palesemente i miei lavori stessi qual pro
fitto ho cavalo dagli sforzi di lui , ne usurpare oserei alcun che della gloria
di un lauto autore, che sempre per grande io l'ebbi, anzi non ricuso di con
fessare di aver seguilo le sue vestigia. Dir la cosa stessa se le mie promesse
vengon compite; poich si avr di ciascuna citt, o terra, o castello, tanto an
tichi che moderni, i nomi per dovunque usati, l'origine, il silo, gli edilzii,
le doti, i privilegii, le magistrature, il numero delle case, gli aumenti, i pi
celebri falli, la gloria dei cittadini , la ricchezza de' campi, le signorie; nel
che altrove indicai essermi stali di aiuto gli scritti dell' eruditissimo Fran
cesco Emmanuele marchese di Villabianca ; e ci che allo stato morale e fi
sico si spetta , e ci che ai limili del Dizionario sar di raccoglier convene
vole; i monasteri dipi, le torri, i monti, i boschi, i fonti, i fiumi, le pa
ludi, gli stagni, i laghi, i ponti, i seni, i lidi, le isole adiacenti, le penisole,
gli scogli, tutti finalmente i luoghi dell'Isola descritli, illustrali, accuratamente
indicato il silo, e come innanzi agli occhi collocali. Ma disconviene, o lettore,
fermarli qui a lungo sulla soglia; ten vieni all'opera, scevro di ogni pregiu
dizio, la scorri con giusto e prudente animo, memore della povert del mio
ingegno; mentre dall'ottimo Dio imploro per te ogni bene.
DIZIONARIO TOPOGRAFICO

DELLA SICILIA
DELLA SICILIA IN GENERALE
I. Del nome della Sicilia. presso i Greci ARPA vale promontorio e Ir
Omero il pi grande e rinomalo appo gli promontori ha l'isola, Trinacria la dice, il
scrittori profani appellava la Sicilia confi che ben anche osserv l' interpctre di Apol
nante all'Italia isola del Sole per la sua lonio Timeo Trinacria disse la Sicilia
fecondit, terra dei Ciclopi che ne furono perch ricinta da tre AKPA2; ma affer
i primi abitatori (Odiss. lib. 9 e 12). Tr- mano gli storici, egli soggiunge, perch
nacia poi e Trinacria la dissero i Greci, Trinaco vi esercit l'impero suo atte
Triquetra i Latini. Polibio sul principio del stano Stefano ed Euslazio ci non essere
ti libro. Dai Sicani ebbe il nome di Si slato dello dagli storici, ma dalla Sibilla.
cario quell'isola, della Trinacria. Ac Allor Trinacria si nom, che il prode
Trinaco, a quei che le tempesto alTrcna
cenna Diodoro la ragione del nome lib. 5. Inclito figlio, d cittadi e merli
L'isola dalla figura ebbe un tempo il Rendeala bella
nome di Trinacria; e pi evidentemente Alcuni, nota il sullodato Eustazio, dissero
Dionisio d' Alicarnasso lib. 1. Dicevasi ma insulsamente, appellarsi Trinacria per
Trinacria dalla figura triangolare; Plinio ch simile ad un tridente, il che riferisco
lib. 3, cap. 5. Dalla celebrit pria di anche il Cluverio. Altri ancor diconla
lutto Sicilia, Sicania da Tucidide, da molli Trinacria perch simile ad un tridente,
Trinacria , e Triquetra dalla forma del lo che discorda affatto dall' opinione de
triangolo; Solino dai Ire promontori cap. 2. gli antichi, poich la non sembra di tal
Dai tasti promontori come un triangolo figura. Dai popoli Sicani, o dal loro Re Si-
figurasi; Mela al a dei Greci comparala cano, o sia che stranieri siano stati e ve
lib. 2, cap. l.Essa ben vasta, nelle tre nuti dalla vicina Italia, o indigeni siccome
punte
dei Greci;
protendendosi,
con pi diviene
armonia
a formare
finalmente
il A presso gli antichi si dispula, ebbesi il nome
di Sicania. Gi udimmo Polibio e Plinio cui
Strabone lib. 6. Da Trinacria la dice Tri- anche si accoppia Diodoro. Dai Sicani
tiacris, ed Ovidio fast. lib. 3. cultori fu detta Sicania; e Dionisio ma
Terra che per Ire scogli al mar si stende i Sicoli tragittarono dall' Italia nell' isola
Che dalla Torma Trinacri si appella. vicina . . . allora ti dominavano i Sica
e Tzclzcs Chiliad. dalle punte dissela Tri- ni, che Sicania dal proprio nome la dis
nacride e pel medesimo oggetto Trivertice sero; ed Isidoro lib. 14, cap. VI. La Si
Licofrone; Orfeo e Pindaro Tricuspide; Non cilia fu nominata Sicania da Sicano li-
no Tricefala e Tricolle, i di cui versi sono ranno, e poi da Siculo fratello di Italo,
accennati da Cluverio; ma Stefano, perch Sicilia. Dai Sicoli popoli dunque, come gi
3
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dissi da Dionisio, fu finalmente delta Sici triangolo. Essa fra l' Italia, l'Africa e la Sar
lia, il che attenua Diodoro; finalmente, egli degna sta posta, delle quali dalla prima da
dice, dui Sicoli che qui Irariparono dal Nord ed Est disia per un angusto stretta
l' Italia Sicilia si disse. Quantunque tali un miglio e '/, 100 dall'Africa verso Sud
cose vedansi corroborale da antichi lesli- ed Ovest, 230 verso Ovest dalla Sardegna.
monii, non mancano scrittori di polso a de Ugual distanza slabilisccsi da Plinio, cio
durre altre etimologie. Bochart dei primi 12 sladii, dall' Italia, che erroneamente Tu
nella sua Geografia sacra lib. 1, Canaam, cidide trasporta sino a venti. Tolomeo e Io
dove prova essere derivati tulli i vocaboli slesso Plinio s'ingannano nello stabilire la
si di Sicilia che delle altre terre dal lin Sicilia distante 180 miglia dall'Africa, poi
guaggio fenicio; Escoi, scrive, tale presso ch in realt dal Lilibco promontorio della
gli Ebrei Botrus, come Segol pei Siri, o nostra Isola, al Mercurio dell'Africa appena
Segula, il di cui plurale Scyulcja pare Ilo- conlansi 100 m. Di nuovo Plinio abbacinalo
tris, per la qual voce verisimile averla 120 m., dice, disiar dalla Sardegna. Le tre
cdamalo Sicilia , quasi isola dei Botri, punte per tanto colle quali il Pcloro, il Pa
poich abbondantissima in vini. Mauro- chino, il Lilibeo si terminano, celebre re
lieo, Sicilire, disse, vale il secare dei La- sero la Sicilia negli antichi tempi, che come
lini, forse fu delta cosi dai Greci, perch di lei simbolo imprimevansi nelle medaglie,
congiunta un tempo al continente, da cui rappresentate da tre gambe, qual figura vol-
poscia o per tremuolo o per impeto del ma lesi detta, a denotarle, Trucelon, tutto il
re fu distaccata. che dall'interprete d'Apollonio Argonaul:
Dalla fico finalmente e dall'olio, di che lib. 4, Tzetze sopra Alessand. di Licofrone,
l'isola abbonda fanno alcuni derivare la voce Servio sull'Eneide di Virgilio lib. 1, Slra-
Sicilia, poich presso i Greci 2TKH, vale- bone lib. 6, Mela lib. 2, capo 7, Solino
fico, ed EAAIA olio, donde Sicilia. cap. 11, Plinio lib. 3, cap. 8, Capclla lib. 6
L' isola nostra conserv un tal nome : e da altri moltissimi, e da poeti si rimem
quantunque qualche volta nei bassi tempi bra ; dai quali tulli basta solo recitar le pa
anche se l'applic il regno di Napoli come role di Slrabone. Dan forma all'isola
sotto il Ponteficato di Clemente IV nel 1265; tre promontorii; il Pcloro, che coi seni,
tenendo poi la sede di Roma Gregorio XI gini
oggi sicoda
comunica
di volpe,pere colla
uno stretto;
terra deiilBeg-
Pa~
Giovanna di Napoli regina di Sicilia, e Fe
derico che ne era signore in sancir la pace chino, che volto ad oriente bagnalo dal
trai due regni vollcrli ambi appellarli Tri- mare Siculo, guarda il Peloponneso e la
imene , per la qual cosa disse Martino il via di Creta; il terzo il Lilibeo confi
regno di Napoli non di sua ragione, Sicilia nante coli' Africa alla quale rivolto verso
al d qua dal faro, e l'isola cui dominava Nord-Ovest. Non niego aver variato di pa
Sicilia al di l; acquistali Alfonso final rere gli scrittori sul sito di ciascun pro
mente ambidue i regni, si proclam Be delle montorio, u da stare allo stesso Slra
due Sicilie della quale cognominazionc usa bone, cui gran rispetto professar dobbiamo,
rono sinora i successori di lui; del che s'in come esattissimo; e Cluverio che avendo
trattiene ampiamente il prestantissimo Mon giralo diligentemente l'isola l'annot, ripro
itore nell' apparato alla Biblioteca Sicola. vando le carte della Sicilia lineate da To
lomeo ora s' appiglia ad un autore ora ad
li. Silo e figura della Sicilia. un altro, ed all'ernia con Dionisio essere il
Lilibco rivolto all'Ovest, il Pachino con Mar
Mostrai di sopra rassomigliare la Sicilia ziano e Solino a Sud-Est o verso Est che
per la sua forma il Greco a e 1' ineguale piega a Nord, il Peloro verso Nord-Est.
19
In quanlo ai fianchi dell'isola, il setten il lido settentrionale di XXXVIII, XXV min.,
trionale dal Lilibeo al Peloro, avanzandosi corrispondendo esattamente alla opinione
non pochi promontorii, l'Orientale tra il Pa di tutti i moderni. Riguardo alla longitudine
chino ed il Peloro non lievemente s'interna vi ha Ira gli scrittori maggior dissenzione,
verso il Siatelo, che sembrane il centro, deducendosi questa dalla linea del primo
ed al di l si distingue in seni e punte; meridiano, quale collocano alcuni al Pico
l'australe stendesi quasi rettamente tra il Pa di TencriFTe, altri all'isola di Ferro una del
chino ed il Lilibeo, eccetto dove o con uno le Canarie ; i primi cui mancano pur tut-
con altro breve promontorio sporge nel tavolta XI. VI minuti, computano l'estcnzio-
mare ; il lato orientale sembra come la base ne tra il grado XXX e XXIII e gli altri tra il
del triangolo, di tutti il meno esteso, gli grado XXXVI con XXX min. ed il gra
altri due i pi lunghi vengono a poco a do XXXIX ; io seguo il di costoro calcolo,
poco occupando il Tirreno e l'Africano sin il siciliano Agatino Aidonc nella sua tavola
ch presso il Lilibeo si riuniscono, quale della Sicilia va coi primi ; li guarda dal Fa-
un poco avanzandosi, la punta del triangolo zcllo intanto che servitosi di tavole antiche
non bene aguzza presenta per alcun tratto erra gravemente circa la longitudine e la
la figura d' un arco piano. Viene battuto il titudine.
lato settentrionale dal mar Tirreno o infe
riore , l' orientale dall' Adriatico e dal Jo III. Divisione della Sicilia dall'Italia.
rio o mar superiore; dall'Africano il me
ridionale , e dove tende ad occidente dal Antichi scrittori riferiscono , m' appro
Sardo che fa parte dell' inferiore ; il mare prio le parole di Diodoro al cap. 5, esser*
che corrisponde al lato orientale ed austra stala la Sicilia congiunta un tempo al
le, dicesi ben anche Siculo dalle Sicule l' Italia ma poi per la seguente cagiona
spiagge che bagna; finalmente qui, mi viene essersene divisa; laddove un angusto con
in mente, costituire il promontorio australe tinente era da ambi i tali battuto dal ma
i confini d'Europa col monte Calpe di Spa re, rolla dai flutti la terra occup l' acqua
gna, e col capo Tenere oggi Maino del Pe Reggio
quel mezzo
, qual
dalnome
che quel
poi luogo
s' attribuiva
renne detto
una
loponneso ; ed perci che io sospetto ap
pellarsi capo Passaro o Passalo, poich citt sorla molti anni dopo quel famoto
pu di l tragittarsi nell' altra parte del avvenimento; purtuttavolta soggiunge il Fa-
mondo, nell'Africa, come il Peloro dalla torre zollo con altri autori esserne stati cagione
d' ispezione dove risplendeva un faro, sorti i veementi tremuoti; t' hai presso il Cluve-
da faro il nome, ed il Lilibeo venne chia rio Ub. i, cap. 1, versi di poeti si Greci
mato capo di Marsala per la vicina citt che Latini che affermano, essere stata un
Saracenica cos detta. tempo la Trinacria parte d'Italia, la furia del
Secondo poi i Geografi che climi consi mare, o le scosse della terra averne mutato
derano, zone, paralleli, gradi di longitu il sito ed essere state soverchiale dalle onde
dine, e latitudine, la posta la prima delle le montagne; nota filosofi, storici, gramma
parli di Europa nella zona temperala Aqui tici della opinione medesima, e finalmente
lonare, Ira il Iropico del Cancro cio, ed espone del noslro Fazcllo le ragioni, che
il Polare circolo Artico; nel IV clima circa costa non esser fandonie ; egli per ade
il parallelo IX ed XI, fra il grado XXXVI rendo a Mariano Valguarnera, di cui arreca
e XXXVIII di latitudine; non convengono le non inferme congetture a provare , la
dei minuti, stanlcch da alcuni si stabilisce Sicilia essere slata sin dal principio isola
il promontorio australe di grado XXXVI ne abbraccia il sistema , ed a ci racco
min. XXIV, da altri di grado XXXVI min. XL; glie i leslimonii degli antichi , nggiungen
20
do non essere slata dctla Reggio la citt go da consultarsi sul principio della prima
dalla celebre catastrofe , ma dal promon Decade. Possidonio fra gli antichi, nota 21 6
torio 6 miglia distante dal sito, di quel no dal Pachino al LiHbco, donde al Pachino
me, come afferma il sopraccennato Diodoro 194, e 140 al Peloro che sommano 550 ni .
prima che fosse stata quella fabbricala. Tan Diodoro sul principio del lib. 6, il cir
to
parve
lo avvallamento
la longitudine
esserdello
dovette,
stretto
quanto
da coni
Scil - cuito della Sicilia, scrive, di 4360 sladiiy
poich uno dei tre lati comprende 1100
la, cio, a Lcucopctra o capo degli Amori, sladii dal Pachino al Lilibco, dal Lilibeo
ed in questo spazio sboccando al mare da al Pachino delle terre siracusane 1300,
gli anteriori gioghi degli Appennini molli stendendosi il rimanente per 1160; essen
fiumi, non inconsideratamente pu credersi do intanto lo stadio un'ottava parie di mi
le loro sorgenti e di quei bens, che scor glio, secondo il comune parere, 125 passi,
rono dalla opposta banda di Sicilia non es cio, sar secondo Diodoro il circuito del
sere slate prima di tal rivoluzione, ma le l'isola 545 miglia, ed afferma Tucidide per
scosse medesime che la Sicilia dalla Italia corrersi in otto giorni di navigazione lib. 6,
divisero averle finalmente aperto; le boc di epoca pi recente il Maurolico 1' estende
che dunque che ora si hanno i fiumi nello a 700 m., ed assegna le disianze dei luo
stretto, provano ad evidenza essere stato que ghi particolari della spiaggia marittima da
sto sin dal principio ; ma questo argomento ciascun promontorio, esattamente corrispon
del Cluvcrio che il Valguarnera per l'enor denti alle indicate dal Fazcllo, ma afferma
me attuale profondit stima Ineluttabile, al le dimensioni del circuito lerrestre non a-
tri facilmente contraddicono, stabilendo un vanzare le 600 miglia. Cluvcrio finalmente,
istinto tra la Sicilia e l'Italia dal Peloro al che per intero un anno si spazi a girar
l'opposta punta di Calabria. 11 Rircher del la Sicilia, propone in 4 tavole sentenze di
Mondo solter. lom. l.lib. 2, cap. 16, arre varii autori, notando nelle prime le distanze
cando esattissime misure dello stretto, vol di ciascun lato, e nell'ultima l' intero cir
garmente faro, al promontorio di Scilla, con cuito ; le dice vere e genuine, accuratamen
fessa aver rinvenuto un tramile di scogli, te da se stesso osservate, e conchiude, es
o un lai quale ponte nel profondo di quello ser di tutta l'isola il terrestre circuito di
abisso che preso aveva ad esplorare; con 600 m. ; avverte per che tragittando da
che non osta a credere lo sboccar dei fiu Messina per Palermo ed il Lilibeo sino a
mi, la Sicilia essere stala un tempo unita Girgenti, esser poco meno le miglia che da
all' Italia. Credono ci alcuni doversi attri Girgenli al Pachino e di l a Messina. Ec
buire ad una poesia di Eschilo : non voglio cone la IV tavola :
affermarlo con Diodoro il quale scrive : Gli Da Diodoro 545 o 542 miglia.
antichi scrittori di favole attestano essere Da Possidonio 550. Da Agrippa 618.
etala la Sicilia penisola un giorno lib. 4. Dal Corografo presso Slrabonc lib. 6, 588.
Esiodo ed Omero precessero di 4 secoli Da Tolomeo 586. Da Solino 375 o 400.
Eschilo, e descrissero per isola la Sicilia. zello
Da 634.
Isidoro 400. Da Arezio 616. Da Fa-

IV. Dimensione della Sicilia. Indicai altrove nelle note al Fazcllo quale
sia slata la cagione di tante diverse opinio
Scrive il Fazcllo costare il lato setten ni. Deducesi intanto esser pi lunga che
trionale della Sicilia di 281 m., di 193 il larga la Sicilia, correr dal Peloro al Lili
meridionale, di 160 l'orientale, l'in bco di circa 220 miglia in lunghezza, e
tiero circuito del lillorale di 634; e sog 150 nella costa orientale in larghezza, indi
giunge le peculiari distanze di ciascun luo procedendo verso l' Ovest ristringersi un
21
poco, e finalmente al Lilibco farsi angustis alcun encomii di antichi scrittori che riguar
sima. dano tale fortilil. Pindaro dunque ricca in
V. Uberto della Sicilia. armenti dice la Sicilia, pingue terreno Eu-
stazio in Omero, ostello di Cerere Ovidio,
Attesta Omero nell'Odissea essere si uber fertile terra in biade solcata la prima
tosa la Sicilia, che nei suoi campi non a- dall' aratro, e seminata Isidoro. Isola sa
rali, n anco seminati produconsi e le bifi cra a Cerere ed a Bacco Diodoro, poich
de, e gli orzi, e le viti; notammo anzi di Cerere si come abbastanza noto la Dea
sopra, dirla isola del Sole per la fecondit. delle messi : granajo di Roma Slrabone
Di ci che produce, testimonio Solino, o per lib. VI, cui consuona M. Tullio, contro Ver-
la natura del terreno o per l'industria de re il copioso granajo della Repubblica,
gli abitanti, lo che ottimamente si giudica, la nutrice, l' antico, ricolmo erario della
tutto ricchezza. Nota Plinio lib. 23, ca plebe Romana.
pii. 15, rendere la semenza in alcuni campi
agli agricoltori il centuplo di frullo, ne lo VI. Meraviglie della Sicilia.
Diega Fazcllo ; con pi di verit tuttavia la
pi ricca messe non d in qualche luogo Di tanti portenti della natura, di che per
che il trentesimo, o poco sopra il ventesi beneficio del superno Artefice del tutto, va
mo ma qualche volta avvenuto avere reso bella a preferenza delle altre parli dell'or
l'orzo il sessantesimo dippi, ed ultima be e risplcndc la notissima nostra Sicilia
mente, scrive il Maurolico, potere la Sicilia l' Etna meritamente occupa i primi posti ,
contrastar coli' Egitto di ogni terra feracissi che forse anzi di tutte le meraviglie di che
mo; e Cluvcrio molte sentenze degli antichi l'isola abbonda l'origine e l'unica ca
esponendo che esaltano la fertilit dell' iso gione. manifesta , dice Baccio sulle
lacome grand* la bellezza, esclama, e Terme lib. 7, cap. 4, la natura del fuoco
la talubril del ciel di Sicilia, cos in in Sicilia, fiamma, vapore, combustione,
quel molo , celebre la fertilit e con- fumo; e la materia, zolfo, terra grassa,
chiudc e per tale ubert di terreno fra cenere, pumice, bitume, sale, calcunto,
tante delizie crebbero i Siculi da passare vani metalli; ed i diversi effetti del fuoco
in proterbio la Sicilia mensa. Pietro secondo la materia, utilissime stufe, ac
Opmeer finalmente nella Cron. lib. 2, que calde , tiepide , fredde , e non in
quasi in nessun' altra nazione come in vene soltanto ma in fiumi interi , laghi ,
questa beatissima provincia di Europa, fonti, bagni; di s numerosi effetti una
lutto di che lu vita abbisogna pi pre la sorgente, una la causa prima, l'immensa
zioso producesi ; di biade, vino, olio, or ratri
forza per
dell'Etna
tortuose
cio,
fornaci
che nei
ovunque
profondi
diffusa
bar
taggi, lino, vesti, bestiame, cavalli, e di
metalli, oro, argento, bronzo, ferro qua comunica vapori per tutta l'isola, che a
lunque siane il consumo come attcsta Pli seconda del calorico che contengono, o
nio, in niente manc, e sempre gravida bollono nelle caverne formando delle stu
svariati liquidi e biade e succhi produs fe, o venendo alle acque ed alterandole
se. Qui al certo mi credo dovere gli Eli- formano tanti generi di bagni quanti in
tii costituirsi: di tali specie ciascuna, don tutto il mondo non sono. L'acqua cineri-
de l'uberl risulta della Sicilia, effusamente cia dunquo dei campi di Girgcnti, la puz
enumera il Fazcllo lib. 1, decad. 1, cap. 4, zolente e zolfurca del lago Palicino , la
ed io nelle note al medesimo considerai fredda, o bollente , o acida non lungi da
esattamente, anche indicatine i luoghi, don Paterno, o la piclrificanlcsi presso Sciacca
de provengono. Soggiunger qui solamente e Girgenli , la oleosa o bituminosa delle
22
terre di Girgenti, Pietra, Bivona, o di mo particolare si hanno le imagini norie (di che
lestissimo odore a Gela, o la mentovala da a suo luogo) sul lido di Messina, all'isola
Salino ntiocevole ai serpenti, ed agli uo delle Correnti, e presso i Palici nei campi
mini salubre non lungi da Pietra, la Buy- Mcnesi. Peregrine cose e propriet, n al
hula di nome saracenico, o la medicala in trove osservate ascondono le terre dell'Iso
pi luoghi, riconoscono l'Etna a loro fonte la, o sia che consideri le pietre di generi
che l'intera mole della Sicilia del suo fuoco svariati e di non vulgare eccellenza , o le
invade; il sale che scioglicsi col fuoco, e crete, le marghe, i fossili, i metalli, ed al
crepita con l'acqua in Girgenti, trasparente tro di tal genere di che troverai menzione
come uno specchio in Licata ed al Pachi in Boccone , Cupani , ed in questo Dizio
no, vermiglio presso Ccntorbi e violetto al nario.
Peloro a dirsi effetto del fuoco di Mon-
gibcllo. Passo sollo silenzio ci che super VII. Divisione della Sicilia.
stiziosamente gli antichi ascrivevano a pro
digio , fra' quali il Fazello. Del fonte di In Sicania e Sicilia fu l'isola un tempo
Diana o dell'Alesino o del Gelesc rinver divisa ; poich terra dei Ciclopi , Iperia
rai a suo luogo nell'opera le descrizioni; de' Feaci , campo dei Lestrigoni piuttosto
e solamente soggiungo in tante meraviglie, dai Poeti che dagli Storici si disse. Sica
olire l'uso comune della natura abbondar nia dai popoli Sicani ebbe nome , Sicilia
la Sicilia di copiose ammirevoli sostanze, dai Sicoli ; le parli meridionali e setten
come una volta affermava il siracusano Nin- trionali, secondo Tucidide lib. G, ne spet
fodoro encomialo da Ateneo, e Polemonc tavano ai primi, occupato dagli altri il ri
nel trattato dei maravigliasi fiumi di essa; manente ; Questi con grande esercito, dice
testimonio Marrubio nei Saturnali. Nei bassi lo storico greco, passali nell'isola, vinti
tempi Vincenzo Auria raccolse in un opu i Sicani cacciaronli nelle parli di mezzo
scolo manoscritto, che conservasi nella Bi giorno ed occidente, e disser Sicilia V iso
blioteca del Collegio Palermitano i portenti la che prima Sicania, e sui luoghi mi
della Sicilia ; ed ultimamente il eh. Anto gliori sovraneggiarono ... ; ed t nostri
nino Mongitorc intraprese un lavoro ove giorni aneora le parti centrali, e le set
raccolse ed ordin, checch in moltissime tentrionali possiedono. Scrive Diodoro , i
opere crasi pubblicato sulle meraviglie di Sicani un d abitanti dell' isola intiera mossi
essa ; giover in fine ripetere le parole del da paura del fuoco dell'Etna che in varii
Rircher nella prefazione al Mondo sotler. punti prese a divampare , abbandonate le
opera altrove da me citala. Venuto nel parti orientali dell'isola aver trasmigrato
1637 in Sicilia, trovomi, il che ardente nelle occidentali , e dopo molte et sboc
mente
che spiegasi
bramava,
in maravigliosa
nel teatro d'una
variet
natura
di cati dall'Italia i Sicoli avere occupato le
terre abbandonate dai Sicani; spinti poi
cose, e che di maraviglioso , raro, inso dalla brama di sempreppi acquistare a-
lito e da desiare ammirazione occorre in vendo messi a sacco i campi vicini, essersi
tutto il Geocosmo, qui, come in Epitome in molle guerre coi Sicani travagliali, sin
con una certa industria di sagace natura ch sanciti dei palli slabilironsi i confini,
trovai raecollo. In tutti gli elementi ci ha che non facil cosa poter derivare dagli
un che nella Sicilia degno di attenzione , scritti degli antichi ; e volendo indagar per
poich oltre il gi dello, il fuoco dell' Etna congetture , costa non estendersi al di l
come canta il Poeta serba fede alle nevi. delle sponde australi del fiume Salso il
Le acque tumultuanti dello stretto di Mes territorio dei Sicani , poich Gela , o in
sina superano ogni capacita; non poco di tendasi l'attuale Licata o Terranova fu citt
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dei Siracusani. Inico e Caniico in tempi po- riati danni sofferti la potenza Siracusana a
sleriori cill principali di Cocalo Re dei questi si sottomise : in due province sotto
Sirani , c metropoli dopo Agrigento , sul ilvisaloro
la Sicilia,
governo,la secondo
Siracusana
alcuni,
e la Lilibctana,
venne di*
lido del fiume Ipsa sedettero, oggi Belcc
presso l'imboccatura dell' Agragantc o Dra unica provincia Pretoria, secondo altri, ed
go; e falsamente il Fascilo, come dicemmo indi Proconsolare sotto due Questori tutta
nelle nostre note , colloca Inico presso il via. Sullo gl'lmperadori greci risedette il
fiume Irminio. Pi ingarbugliata la matas comando in balia di un Patrizio o Strate
sa dove a settentrione si fu stabilito il li go , n partizione di sorla appare dai po
mile ai Sicani; afferma Cluverio lib. 1, es chi monumenti che rimangono. All'epoca
sere stale occupale dai Sicoli le terre verso dei Saraceni , come bene stabilisce il Fa-
Oriente, e dai Sicani le altre di l dai fiumi zello in tre valli venne divisa delle di Maz-
delle due Imcre, quindi secondo lui nomava- zara, Nolo e Demone; Normanni e Svcvi u-
Sicilia la parte orientale, e le altre Sica- surparono una tale divisione, ma derivo da
oia: e lorch, come credesi, conquistarono i alcuni monumenti essere slato sotto questi
Siculi la parte meridionale sino ad Agrigen ultimi stabilito il Magistrato di Giustizia al
to, vide restringersi la Sicania d' ivi a Paler di qua ed oltre il Salso ; presso i Francesi
mo; finch alla caduta dei Sicani final ci ebbero due Vicarii del Re uno al di qua
mente l'isola intera s'ebbe il nome dai Si- uno al di l dal fiume medesimo, quali ri
coli ; pure il Valguarncra altrove enco masero sotto il dominio degli Aragonesi ,
mialo, afferma le regioni occidentali essere poich trovai recate da Pietro di Queralt
slate sempre abitale dai Sicani : abitano, le vicende di Giacomo oltre il fiume Sal
dice Tucidide, anche sinora i Sicani le so. Poi sullo scorcio del secolo xiv la valle
parli occidentali della Sicilia ; sebbene Agrigentina ed Ennese si uni alle tre enu
con Diodoro alcuni scrittori la sentono al merale , cio alcuni luoghi presso Agri
trimenti. I Greci poscia adduccndo delle gento ed Ernia dalle antiche valli divisi ,
colonie ed i Fenici tennero le parti marit principalmente all' et di Martino in una
time rinculando nel centro e Siculi e Si- novella si congiunsero; ma dopo pochi anni
cani; ordinala ed aumentata per la po ritorn l'attuale numero di tre valli gover
tenza di Siracusa, quantunque alcune cill nale da un Vicer. Chiese Messina la isti
e fra le prime Trinacria avrebbero voluto tuzione di un secondo Vicer che l'avesse
serbare intatta la propria indipendenza, pie governala, e cosi venisse bipartito il regi
garono finalmente le cervici al greco vin me dell' isola, ma a buon drillo oppostesi
citore. I Peni allora o Cartaginesi diffon le altre genti svan la sua richiesta (1).
dendosi pei lidi occidentali ed australi del
l'isola vi stabilirono l'imperio di Cartagine, (t) Comparve intanto per decreto di Ferdinan
ehe (eslimonio Diodoro, il fiume Lieo oggi do I dato in Napoli l'I! ottobre 1817, divisa l'Isola
in sette valli il 1 gennaro 1818; veune cosi ugua
Platani divideva dal Siracusano. Traripan- gliala alle forme, il 12 dicembre 1816, stabilite alle
do immantinente i Romani fu in tre parti terre di Napoli; vennero cosi a rimuoversi i molli
divisa, parte verso Nord-Est e Sud di l dal ostacoli nascenti dagli usi e dalle abitudini feu
Simeto ubbidiva a Gerone Re di Siracusa dali che avrebbero paralizzato la nuova ammini
strazione ; soppresse poi per Decreto del 26 di
sino al fiume Salso, da Agrigento ad Imera cembre 1824 le tre valli di Trapani , Siracusa e
sellenlrionale dominavano i Cartaginesi, e Girgenti venne nelle quattro ridotta la Sicilia, di
la rimanente migliore parte sotto l' Aquila nuovo in sette nel 182S. sinch abolita quella di
di Roma; finche scacciali i Cartaginesi nella Girgenti e nuovamente poi restituita, acquistarono
tutte l'odierno nome di province. Suddividenti
seconda guerra Punica la loro regione pie queste in 24 distretti, Palermo cio comprende
g ai Romani , n dopo lungo tempo sva quei di Palermo, Termini, Cefalo, Corleone ; Me
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Vili. Abitanti di Sicilia e loro numero. poter dirsi di pi conveniente tra tante opi
nioni , essersi dalla Iberia , provincia del
Non dubitarono gli antichi dei primi abi l' Asia, dopo le primitive divisioni nel cam
tatori della Sicilia poich quasi tulli seguen po di Sennaar recali nell'isola, trascorsa
do Omero ne introdussero i Ciclopi. Ome per terra l' Italia, valicalo lo stretto, o coi
ro , dice Strabonc , ricava dalla storia i navigli , avendone imparalo l' uso , solcato
principii della sua poesia, poich e narra rettamente il pelago. Da qui la comune fin
cere Eolo sovraneggialo sulle isole di zione, che dopo i Ciclopi sieno da Sicano
Lipari , ed abitato Ciclopi e Lestrigoni , fiume d' Iberia venuti popoli in Sicilia; ma
gente inospitale, i luoghi all'Etna vicini, certo avere i Sicani, che tali dal proprio
ed il territorio di Leonzio; crede egli, signore appellaronsi , tratto origine dagli
conformarsi alle storie, ed il regno di Eolo Iberi, ed esserne siali perci i primi abi
nelle isole di Lipari, la dimora dei Ciclopi tatori. Filislo, sono parole di Diodoro,
vicino l'Etna, e Lestrigoni presso Leonzio. lib. 5, nota esser venuti i Sicani, che da
Scrive bens Tucidide, avere i Ciclopi sul Sicano fiume della Spagna presero tal
principio abitato la Sicilia, dei quali n il nome , da questa regione in colonie al
genere, n il donde sicno venuti, ne donde conquisto della Sicilia; ma Timeo redar
partili confessa aver potuto indagare: ne guendo l'ignoranza di questo scrittore
basti, soggiunge, ci che dai Poeti se ne prova ad evidenza essere stali indigeni,
disse, o che di loro sente da per se slesso ma non credo necessario di registrare
ciascuno. I poeti i primi, pensiero degli qui le molle ragioni che adduce a dimo
storici, diedero i fatti dei tempi antichi ve strare la loro antichit; e Io stesso Tu
lati in qualche modo di favole, come fa cidide che va con Filislo , avverte tuttavia
vola infatti essere stali d'un occhio solo i essere stati i Sicani abitanti dell'isola an
Ciclopi , divorare i forestieri accostatisi teriori ai Ciclopi, anzi indigeni. Narra in
all' isola, e gli altri mortali, sorpassare in tanto Pausania Sicani, Siculi, e Frigi avere
gigantesca statura : or io di costoro dissi abitalo la Sicilia ; essersi mossi i Sicoli dal
in larga copia nelle note alla 2a Decade del l'Italia, dal fiume Scamandro i Frigi; dei
Fazello, e considerai al lib. 1, cap. G della Sicani per non aggiunge parola. Or ere-
prima la vera misura del corpo loro e de desi nato l'errore perch la Spagna fu un
gli altri giganti. Prova Mariano Valguarncra tempo al pari appellata Iberia , forse dai
essere stati gli Eolici di razza greca, o Pc- popoli medesimi della Iberia d'Asia, come
lasgici i primi abitatori della Sicilia; no affermano; nessun fiume altronde nella Spa
dissente per Cluverio che crede piuttosto gna vien detto Sicano, da cui fama aver
i Calcidesi di origine greca ; tuttavolla eru preso nome quei popoli: i Sicani, secon
ditamente dimostra il Yalguarnera esservi do Diodoro , dimoravano nei borghi e si
questi ultimi venute in colonie per dritto avevano fabbricate le abitazioni sui colli a
ripreso; ed io, nelle note al Fazello, a pro motivo delle scorrerie dei ladroni ; non
var mi sforzai con mille congetture, da non eran gi riuniti sotto l'impero d'un tiran
no , ma ciascuna borgata si aveva il suo ;
quali i ladroni, di che paventavano i Sica
sina, qnei di Messina, Caslroreale, Patii, Mistretta; ni, non dimostra lo storico, ma forse parla
Catania, quei di Catania, Callaglrone, Nicosia, Aci-
Heale; Girgenli, quei di Girgcnli, Sciacca, Bivo- di pirati, perch ricusavano i Sicani di fab
na; Noto, quei di Noto, Siracusa, Modica; Tra bricare nelle spiagge. Come prese l'Etna
pani , quei di Trapani, Mazzara, Alcamo, Cal- per ad eruttare sino a molti luoghi fiam
tanissetta, quei di Caltanissetta, Piazza, Terrano
va ; sotto di cui comprendoni circondarli e co me desolanti, e venne non poco spazio da-
muni. gl'incendii devastalo, intimoriti gli abita-
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lori abbandonate le parli orientali dell'isola di Enea. Presso Slrabone lib. 6, alcuni dei
trasmigrarono alle occidcnlali. Molle eia Tessali vengono bens collocati in Sicilia,
trascorse , passate colle famiglie da Italia come nota Cluverio; ma diecsi finalmente
i Sicoli nella Sicilia occuparono le terre esservi venuti, ultime colonie, i Greci negli
lasciate dai Sicani ; avevano essi tenuta anni , secondo Tucidide , dopo espugnata
quella parte d' Italia dove poi fu Roma, ed Troja 448 ; i Calcidesi scortati da Teocle,
essendo al di sotto in guerra ai Pelasgi ed i Megaresi, i Corinti da Archia, i Rodii, i
agli aborigeni, figli, spose, oro, argento Cumani, i Samii, i Jonii, i Morgeti, i Gni-
seco loro recando, cedettero a quelli l'in dii ed altri. Avendo per poco prima oc
tera regione , ed incamminatisi pei monti cupato i Fenici le parli vicine al mare e le
verso il mezzogirno, tutta percorsa la bassa isoleltc per commerciare coi Sicoli , dopo
Italia e dovunque scacciati , preparate in la venula dei Greci , stabilitisi in Mozia ,
fine le navi al passaggio dello stretto, ed in Solunlo, in Panormo, luoghi confinanti
osservato il mare placido allora, sboccarono cogli Eliini, vi dimorarono insieme. La guer
da Italia ncll' isola vicina ; eran quivi i Si- ra che si accese tra Greci e Fenici, fu oc
cani ; grande non era il loro numero ri casione ai Cartaginesi d'invader la Sicilia,
guardo all'estensione della terra, ed i molti che se coltivarono o devastarono l'isola non
campi non coltivati. Qui venuti dunque i oscuramente appare dai loro fatti. Invo
Sicoli popolarono in prima le parti orien gliatisi i Romani di scacciameli, nella pri
tali, le altre dappoi, e cangiato nome co ma guerra che dissero Punica, li limitarono
minci l'isola a dirsi Sicilia; cosi Dionisio ad alcune terre intorno al Lilibeo, costrin-
d'AIicarnasso, che seguendo Ellanico e Fi- serli nella seconda ad abbandonare l'isola
lisfo, ne assegna il tempo prima della presa tutta. Recando allora i Romani estese loro
di Troja; ma Antioco di Siracusa, egli sog colonie , proclamata la Sicilia prima pro
giunge, non accenn il tempo del passag vincia fuori d'Italia; espugnata finalmente
gio: Tucidide dice Sicoli gli emigrati che Siracusa, intera la sottomisero al dominio
espulsero gli Opici, ma molti anni dopo dell'Aquila, e di nuove colonie sotto Augu
la guerra di Troja; pure Cluverio riprende sto la vollero accresciuta; e non che leg
di errore Tucidide, e con Ellanico e Fili- giamo avervi avuto i cavalieri di Roma e
sto, prima dell' espugnazione di Troja sta feudi e servi innumerevoli, ma le proprie
bilisce avere avuto luogo in Sicilia le co abitazioni benanche e le dimore. Diviso lo
lonie dei Sicoli. impero tocc la Sicilia ai Costantinopolita
Fiorendo i Sicani, i Cretesi non pochi in ni, ed i Greci perci di nuovo in gran co
numero , a vendicare la morte di Minosse pia vi si sparsero, poscia espulsi dai Sa
loro tiranno, irruppero in Sicilia, e soste- raceni; durato per pochi anni l'impero dei
nuli dei contrasti si diffusero per l' isola , Goti, crebbe nell'isola il potere dei primi,
varie terre occupando. Un pugno di Tro talch pochissimi degli antichi suoi indigeni
iani condotti da Elimo ed Aceste slabilironsi la vide, e questi dal barbaro giogo oppressi;
nei luoghi presso Drcpano ed il promon nuove citt costrussero, molle ne devasta
torio Lilibeo al fiume Crimiso, dove a caso rono, confuso ogni cosa, gli antichi nomi
scoperti fortunatamente altri Trojani, dopo cancellali, fu veduta vestir la Sicilia forme
1* eccidio della loro citt, unitisi fermarono novelle ; finch dovunque oppressi dal va
quivi insieme stanza, tutti appellandosi Eli lor dei Normanni , i vincitori in breve di
mi, dal nome di colui, in cui , perch di molto aumentati, estesamente stabilendosi
regia progenie, risiedeva la suprema auto richiamarono la fede di Cristo. Avere al
rit. Dimostra Tucidide avere abitato cogli lora occupate i Longobardi alcune terre coi
Elimi in Sicilia i Foccsi, poich compagni Normanni, nel dice la loro lingua ancor su-
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perstite, ma corrotta non poco. palese mai contarsi gli abitanti di Palermo, e Mes
che l'isola fu dipoi soggetta ai Germani, e sina, come appresso. Nel 1607 , Vicer il
nuovamente ai Longobardi di Piacenza, ai Marchese di Viglicna, comparvero nel cen
Francesi, agli Aragonesi, ai Catalani, a prin so 203400 case ed 831944 abilanli;in Palermo
cipi di ciascuna nazione; n Genovesi, Pi 18518 case, 104989 abitanti; e nel 1615,
sani, Lucchesi, Fiorentini, inviperendo le Vicer il Duca d' Ossuna, montarono g' iso
guerre civili d'Italia, desistettero in gran nu lani ad 857699 ed a 214104 le case; men
mero , nel tempo medesimo , di emigrare tre contenevano 18591 Palermo con 111818
in Sicilia. Nel secolo xv finalmente molte cittadini, e Messina coi suoi casali 91466
colonie accorsero dalla Grecia in luoghi par case, 537717 anime; la somma perci di
ticolari, popolarono contrade che in breve tutto il regno fu allora di 279161 case,
cresciute in paesi, e nome e linguaggio e 1107234 abitanti. Sotto Filiberto Principe
riti sinora conservano. Del resto ci che si di Savoja, eccettuati come dissi di sopra
appartiene al numero degli abitanti, negar Palermo e Messina, contavansi 224949 case,
non posso esser decaduto dall' antico, poi 859221 abitanti; nel 1636, 1034743 anime;
ch tanto celebre era un d la Sicilia, che un sessennio dopo pel censo di Giovanni
sul fiorir di Siracusa montava ad un milione di Cabrer 888062; nel 1753, 222329 case,
il numero dei soli suoi cittadini; attestano 873742 abitanti; nel 1681 contata anche
gli storici la non essere stata inferiore ad Messina 1011076 vite; nel 1714 finalmente
Atene, e ben sanno gli eruditi quale la po 268120 case, 983163 abitanti; a che sono
polazione di Atene a quei tempi ; port la da aggiungere circa 111000 cittadini Paler
guerra in Africa ai Cartaginesi mentre ne mitani, e 40000 Ecclesiastici di tutto il re
era assediata, sola resistette ai Romani, e gno, che non comprendonsi dal censo. Una
per occulta invasione dei muri cadde in loro novissima tavola statistica della Sicilia si
potere. Agrigento, secondo Laerzio autore dar fra breve, che con gran vigilanza ed
della vita di Empedocle, contava 800000 cit accuratezza descriver per alquanti anni la
tadini; facil cosa a ciascuno poter sapere duodecima et del regno ; la mostrer nella
il numero rimanente degli isolani. Quanto prima parte del primo tomo fatta per cia
al resto ci abbandonano del tutto i monu scuna parrocchia; quando per sar esi
menti degli antichi, e possiamo conoscere bila dall'autorit civile m'ingegner pre
al pi il numero dei Siciliani al secolo XVI, sentarla ai lettori in appendice (1).
quando si tenne il primo registro; nel quinto
anno dello stesso secolo dunque, vicer Gio IX. Cento, lettere, arti in Sicilia.
vanni la Nuza, computaronsi noli' isola tut
ta 120864 case, 488500 abitanti ; ncll' an Dell'indole e de' costumi della Sicula gen
no 1548 sotto Giovanni Vega governante per te, nulla da me Siciliano puoi attendere poi
Carlo V imperatore 160989 case, 731560 a- ch non lecito su questo argomento at
bitanti; sotto il Marchese di Piscaria nel tingere ad alcuni degli antichi, che o per
1570, 196089 case, 788363 abitanti; sotto partito o per invidia o per altre cagioni
Marcantonio Colonna nel 1583, 194268 case, contaminarono pagine ; e ci maravigliamo
801401 abitanti, n molto dopo nel 1595 sot del Fazello che narra cose indegne dei Si
to il conte di Olivares 124035 case, 730770
abitanti; nell'anno poi 1591, Coriolano di ti) Contavansi nell'intera Sicilia nel 1798 1660967
Bologna Pretore della citt di Palermo, abitanti; alla fine del 1831, 19433C6 compresivi 7591
Ecclesiastici Regolari, e finalmente nello scorcio
114131 cittadini enumeravansi in essa, 16627 del 1852 8208398. noto pertanto a tutti di quanta
case; bisogna per avvertire nei computi strage sia stato cagione a latta l'isola il funesto
descritti e che saremo a descrivere, non Cholera-morbui del 1837.
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ciliari, da render meritevoli di scusa le ca dell' Imperator Federico, al par della poe
lunnie oltramontane ; e come non sar lecito sia. Fu invenzione del Siracusano Epicarmo
il frizzo allo straniero se il nazionale osi il 6 ed il X dei Greci. Quanto non deve
cotanto censurare? Ma a compire il propo ad Archimede in fatto di macchine l'arte
sito , come nulla vi ha di pi puro e di militare? quanto a Dionisio? a colui, testi
pi salubre del cielo di Sicilia, cosi a po monio Diodoro, la Catapulta, ed altra sin
chi i Siciliani cedono in Europa per altez golarissima invenzione il Litobolo, che sca
za d' ingegno; come acuti e pronti a perce glia sassi di tre talenti , saette di dodici
pire Cicerone contro Verr. 6, ed altrove, cubili sino ad uno stadio; taccio dello Spec
Giul. Firmic. Aslronom. lib. i, gli commen chio Ustorio, delle branchie di ferro, e di
dano; oratori di natura gli appella Apulcjo, altri strumenti a lui attribuiti, come la sfera
per ispedite idee Silio lib. 14, per sali e di vetro, la chiocciola (fra noi Pompa) ed
e facezie gli vanta; l'agevolezza del mot il modo di disccrnere la quantit di ar
teggiare lo stesso Tullio ne encomia, dotta gento o di metallo in qualunque massa con
per eccellenza chiama Siracusa Tusc. 1. 5. sistente. La Medicina Empirica e Chirurgi
Ci prova inoltre il frequentissimo culto di ca , la Musica , la Geometria , la Gnomo
Minerva nella Sicilia, che dagli antichi ve- nica , la Prospettiva , l' Astronomia furono
'neravasi Dea della Sapienza; cel provano dai Siciliani accresciute, illustrate, ed per
gli ossequii dei Siculi ad Apollo ed alle ci che non terra da poter dirsi pi fe
Muse tributati, non che loro dovunque tem conda d'ingegni che la Sicilia. Vieni a con
pii monete dedicarono, ma vollero anche sultar Vincenzo
invenzioni trov Auria
materia
, chead nelle
esaltare
svariale
i Si
molte fontane fossero sacre alle nove so
relle; e Virgilio celebra la Sicula Musa al ciliani, feconda alla composizione di un li
ludendo a Teocrito. bro intero, da bastare a sufficienza lo spi
Per le invenzioni principalmente i Sici golamento di osservazioni ed aggiunte al
liani commendansi. Cerere nata in Sicilia medesimo di Antonino Mongitore, che se
si manifest ad insegnare la cultura della nominar volessi alcuni pochi celebri per
terra, la semina del grano, delle biade e del fama letteraria, ai quali ogni straniero al
necessario alla vita, il maneggiare gli stru paragone rimane inferiore, qual gloria in
menti da villa, falce, aratro ec. ec. ; dett fatto di scienza non diffonderci sull'isola
leggi, donde si disse Legifera, intrecci co nostra? Dai Fenici e i Caldei, e poscia dai
rone di spiche, mostr 1' uso del vino, si Greci prova il meritamente sullodato Mon
acquist eterno l'affetto presso gli uomini. I gitore, nella sua Biblioteca, essere state in
Ciclopi esercitarono i primi l'arte del ferro, trodotte le lettere in Sicilia; perloch as
e fabbricarono delle torri; i Siculi Dionisio ser Cicerone Divin. lib. 5, essere stata nei
e Senagora coslrussero placidissime barchet bassi tempi piena della dottrina dei Greci,
te, l' uno a cinque remi, l' altro a sei or e pi per la venuta del celeberrimo Pi
dini ; Gorgia Leontino fu il padre dell' arte tagora, e di Platone, Eschinc, Aristippo,
sofistica, ed altri ornamenti aggiunse all'o Senocrate, e finalmente Porfirio e Plotino,
razione. Della Bucolica Poesia, delle Odi, dei quali sappiamo non solo esser venuti
dei Cori, degli Epitalami, degli ornati Sce a visitarla , ma a comunicarsi coi Siculi
nici , dell' antica e nuova commedia , dei bens in letterarie radunanze. In ogni et
Mimi, della Tragedia, delle Maschere, della vide i suoi figli versatissimi in ogni genere
Palinodia, del metro Anapesto, Ibico, Epi- di scienze i nomi dei quali, gli scritti s ine
carmico, e di altre cose che alle arti liberali dili che pubblicati rinvengonsi nella Biblio
si spettano furono i Siculi, inventori. La lin teca medesima, cui fra breve comparir un
gua Italiana ebbe culla in Sicilia nella corte suppliiuciilo, lavoro del dottissimo France
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sco Serio. Ciascuno dei pi illustri io lo perci che i Siracusani rispettarono il fiu
der nel corso del Dizionario, come se ne me Anapo, la fonte Ciane, ed il Tcrmenite;
offrir occasione, e dal loro numero appa i Segestani il Porpace ed il Telmisso; gli
rir evidentemente cosa debba pensarsi de- Agrigentini l'Agragcntc; il Crisa gli Assonni;
gl' ingegni, delle lettere, delle arti della l'Aci, il Simcto, l'Ancaseno o Amenano i
Sicilia. Catanesi; il Pantagia i Trolilesi; il lago Per-
gusa gli Ennesi, e gli Elimi il Crimiso; fu
X. Antica superstizione della Sicilia. celebre presso g' Iblei il delubro della Diva
Religione novella. che dicevano Iblea, sulla quale scrive Pau-
sania ; ebbe Adrano un tempio sull' Etna e
Vi ebbe della gente un tempo in Sicilia, un simulacro coli' asta; maraviglioso per
non clic alle altre nazioni comune, ma pro fu il culto tributato alla Pudicizia dagli A-
pria ed indigena, clic con empii riti e vani grigentini, bello l' altare eretto in Siracusa
sacrilzii incliinavasi ai Numi della super alla Concordia. Catania profuse onori alla
stizione, addotta in lungo ordine da Ottavio Piet, ed certo, tempii, statue, monete,
Gaelani Isagoge. Omero ed Euripide dis avere ai due fratelli Amfinopo ed Anapia
sero i Ciclopi dispreggiatori della divinit, consacrato, che involarono i genitori dal fu
ma Thuris ed Alcimo de Rcb. Sic. lib. 3, rore dell'Etna.
attestano intanto avere eretto sull'Etna il E se vuoi comparisca pi delle altre na
Ciclope Polifemo un tempio a Galatea ad zioni religiosa, eccola addetta alla venera
asseguire uberl di pasture, copia di latte. zione di Numi Barbari, Greci, Romani; e il
Nessuno ignora presso i Sicoli l'antichis monte Etna non solo dedic a Vulcano ,
simo culto dei Palici, detti Numi indigeni ma un celebre tempio in suo onore vi co-
da Palcmonc, o figli di Adriano da Esichio, strussc, altro Orione nel Pcloro a Nettu
o di Giove da Talia, o Etnei sorti dall'O no , testimonio Diodoro , gli Agrigentini a
ceano e figli di Vulcano da Sileno. Cerere giove Atabirio , all' Olimpico i Siracusani,
e Proscrpina nate in Enna contrastano coi all'Etneo i Catanesi, i Tindarilani a Mer
Palici l'antichit, il primo culto dei Sici curio, a Minerva Calcieca, a Giunone Lici
liani per fu tributato a Cerere. Erice fi nia, ad Apolline Libistino i Dafnili e i Te-
glio di Unta nato da Licasta di nobile seme menili, ed a Venere celeste molte citt sol
l' ascrisse nel coro delle Dee, ed impostole levanti delubri; pose (laico un ara a suo
il nome di Venere levolle un delubro a po padre Apolline ; istituirono annui giuochi e
chi uguale in magnificenza, di cui gli onori sacrifizii gli Agirii in onore di Gcrione e
ed il. culto descrive Diodoro nei suoi scrit di Iolao nipote d'Ercole, il quale accett
ti. Celebra lo stesso autore il provato va fra' Sicoli i divini onori che altrove avea
lore di'Leucaspe e dei compagni condut ricusato, e quivi consecrarsi Nume non di
tori dei Sicani, che Ercole uccise venuto sdegn. Fu al pari di un Dio celebrato Ari-
in Sicilia, ed il culto dei Siracusani per sleo dalla cui beneficenza avevano appreso
Lcucaspe derivasi da monete dove venne gl'indigeni la coagulazione del latte, gli
impresso per riverenza ed onore. Coltivasi alveari , e la coltivazione degli ulivi ; fu
dai Siracusani il lago maggiore, dice Gae compreso fra' Numi dai Segestani Pantacide
lani, poich veneratori essi della Ninfa il pi bello del suo tempo, Bellona onorata
Arelusa, celebre per fiore di pudicizia, e d'un tempio presso Enna dal tiranno Ge-
per la fuga, scansasse l'amante Alfeo, rone, avuti in venerazione iDioscoxi in Agri
essere stata ella la gloria dei fonti, prosic gento , in Catania , in Tindari , in. Siracu
ene il medesimo, dei laghi, dei fiumi e sa, in molli luoghi. Quante colonie final
delle paludi, e loro Diva altcslavasi; e fu mente invasero la Sicilia tante diverse re
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Jigioni vennero introdotte. Timoleonc di Co quale, aflcsta il sullodato Gaetani , essere
rinto istitu in Siracusa il culto della fortu stato prima di tutta Sicilia accollo e quivi
na, i Cretesi in Engio delle Dive madri, creilo al vero Dio a Cristo il primo tem
Oreste vicino al Peloro di Diana Fascellile, pio ; altri per attribuiscono un tale onore
Ulisse di Ecuba e di Ecalc al Pachino, i a Taormina , cui voglio sia stato destinato
Calcidesi vicino Nasso di Apolline Archagc- l' unico Vescovo Apostolico Pancrazio, lo che
ta. Enea in Trapani la venerazione della l'eruditissimo Francesco Serio convince di
madre Venere ; questi ed altri Numi, ed al falso ; ma inconcusso per esser fiorili
tri culli si ebbe la Sicilia dagli stranieri, sul terzo secolo in Sicilia non pochi eccel
ed essa a vicenda i suoi fra loro introdu lenti Pontefici , talch caduta la supersti
ceva : sorgeva un tempio in Arcadia a Ve zione, manifesto il culto della Cristiana Re
nere Ericina, ed i Romani consacraronlc ligione coi loro sudori si divulgasse, ed ac
due delubri volivi ; misero ambasciatori, in cresciuto il numero dei fedeli nell'obblio,
critiche circostanze della Repubblica, in En- crollasse il prestigio. Esserci siali prima
na a rendersi Cerere propizia , donde il dell' accanila persecuzione di Diocleziano
di lei antichissimo culto traeva origine, e dei pubblici tempii, dove cclebravasi il sa
poi di nuovo alcuni dei suoi destinarono a crifizio incruento , ci attestano gli Atli di
riparar le mine presso l'aliare di Giove S. Lucia V. e M. , ma piuttosto , come io
nell'Etna. Cartagine emula di Roma prese credo, eran pubblici luoghi dove senza ti
daUa Sicilia il culto di Cerere e di Proser- more alcuno congregavansi i Cristiani, poi
pina. Ma perch ricordar si fatte ed innu- ch non fu concessa, prima dell'Imperato
merevob' altre circostanze, che ai profani re Costantino , facolt di eriger pubbliche
sili, ai sacrifizii, agli oracoli, ai presligii Chiese e consacrarle. Rilevasi dall'Isagoge
ed indovinamene degli antichi si apparten del Gaelani , tulle le terre di Sicilia mac
gono, se pi opportunamente ci dato di chiate da gran tempo d'un cullo infernale,
descrivere il cullo del vero Dio e della fede essersi al vero Dio inchinate, e addette ai
di Cristo, con fausti primordii promulgato Sacri Riti ; ci hanno bens delle congetture,
con raccolta di frutti ricchissimi esteso, con eolle quali disputasi antichissimo presso i
solidissime basi stabilito? Siciliani il cullo verso la Madre di Dio ,
Ci prova della particolar provvidenza tempii in di Lei onore cretti , osscqoii in
dell' Eterno a pr della Sicilia la propaga qualunque et. Ma tacer qui non oso, con
zione del Vangelo sin dai primi esordii di tal vivo desiderio aver l' isola intrapresa la
nostra Religione, pei sudori dei santi ed ec fede dell'Agnello con tanta e tale coslanza
cellenti Marciano, Berillo, Libertino, Filip ritenuto, che n partor, n svilupp autori
po, Bacchilo ed altri discepoli degli Apo di eresie, il che a sua gran laude si dica;
stoli. Non solo essere stali costoro di ab nessun di noi promosse finora novella dot
bondantissima messe raccoglitori, ma costi trina colla fede discordante, n os alzare
tutori della vera Chiesa, ci attcsta il san un dito contro la cattedra di Pietro, maestra
gue dei Martiri nella prima persecuzione di verit, poich Porfirio, che dice siculo
di Nerone, e nelle susseguenti diffuso. Non S. Agostino, molti volumi scrisse nel Lili-
di pochi parere aver goduto la Sicilia beo contro la Religione Cattolica , ma fu
della presenza di Pietro, et. aver Siracusa, Tirio di nazione: Gregorio Asbcrta, Ponte
attestano le sacre pagine, intesa la voce di fice di Siracusa, che eccit contro S. Igna
Paolo. IVon niego, n per ardisco asse zio' i popoli in Oriente fu scellerato vero
rire dovere stabilirsi dopo l'Anliochesc, ma e di pessima vita , ma da nessuno notasi
prima delle altre del mondo, le sedi Ve macchiato di eresia, il che prova ad evi
scovili di Taormina e di Siracusa , dalla denza il Gaetani. Nulla trasandarono i Si-
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culi a scacciare alcuni della setta di Pela solo ne esclude l'ultima. Passata l' isola ai
gio sbarcati in Sicilia a predicarvi dei falsi Greci nella partizione dell'Impero, ci mo
dorami, ed altri poscia, e le spacciate ere stra la disposizione dell'Imperatore Leone,
sie respinsero. Convocati concilii, inviali la aver subito altre forme la Chiesiaslica Po
Sicilia vescovi suoi ai Sinodi Ecumenici , lizia, poich i prelati di Siracusa, Taormi
ogni opera apprest a conservarsi intatta na, Catania, diconsi Metropolitani ed Arci
nella Divina Religione, ed un saldo muro per vescovi; Vescovi suffragane! del Siracusano
fede ortodossa , per le Apostoliche tradi sono , testimonio Alberto Mirco , quei di
zioni oppose in ogni et ; fu sempre un so Taormina , Messina , Agrigento , Palermo ,
lido refugio ai pietosi Cristiani , n in al Cronio, Lilibeo, Drepano, Termini, Cefal,
cuna sua terra s'infievol mai lo spirito di Alesa, Tindari ed anche di Lipari ; ma un
tutelare e conservare inconcussa o col la tale statuto di Leone venne fuori per opera
bro o coi scritti la religione della Croce, dei scismatici, e provan gli argomenti del
e propagarla col sangue sin dai priinordii sullodato Scavo nessun dritto avere avuto
della Chiesa ai tempi ulteriori. Consultisi i Patriarchi di Costantinopoli sulle Chiese
il dotto Gactnni nell'Isagoge, donde que Sicule. Si sa esser mancati tutti i Vescovi
ste cose accozzammo. di Sicilia sotto l'empio giogo dei Saraceni
fuorch il solo di Palermo IVicodcmo, per
XI. Governo ecclesiastico e civile ciocch il Conte Ruggiero lo restitu alla
della Sicilia. sede nella chiesiuola di S. Ciriaco presso
la citt, evidente indizio che ncanco in quel
A nessuno fia dubbio essere stati impressi la
Il medesimo
et infelicissima
Ruggiero
manc
volle
Palermo
posciadida
Pastori.
Urba
sulla culla della fede,o come dicono nei tem
pi apostolici, gli esordii della sicula Chiesa no II Romano Pontefice, consacrali i Ve
come di sopra notai, ed in quei luoghi e citt scovi di Troina, Agrigento, Catania, Sira
dove sappiamo aver presieduto gli Apostoli cusa, Mazzara e Malta e trasferita in Mes
viene attribuita dignit patriarcale ; non al sina la sede di Troina dove rimase ; Urbano
trimenti, dove credonsi da essi destinati i poscia, assunto ad Arcivescovo quel di Pa
pastori, la carica Arcivescovile, e ci in bassi lermo, prescrissegli soggetti quei di Girgen-
tempi , lorch furoro stabiliti dalla Chiesa ti, Mazzara, e Malta, n lungo tempo dopo
Arcivescovati e Metropoli. Molti Vescovi apo il Monastero di Patti e di Lipari adorno di
stolici enumerando pertanto la Sicilia, esser dignit vescovile divenne suffraganeo di
dovevan Metropoli Siracusa, Catania, Taor quel di Messina che acquist drilli metro
mina, Palermo, Messina, Agrigento, ma gli politani. Patti e Lipari si ebbero Vescovi a
angusti confini della Provincia, mi credo, se, e quello [di Cefal fu dichiaralo per
ci non permisero; nessuna Metropoli fu opera del Re Ruggiero il terzo Vescovo sog
dunque in Sicilia, nessun Primate, ed il getto al bacolo di Messina. L'anno 1112
Romano Pontefice conobbero Patriarca le Guglielmo II costrusse dalle fondamenta il
Sicule Chiese, che quando l'avesse voluto monastero di S. Maria di Morrcalc, e dopo
l'occasione, delegava le sue veci al Vescovo sci anni impetr esserne l' Abate creato Ve
il pi antico, come afferma il Pirri. Conta- scovo, e poco di poi Arcivescovo, a cui il
vansi oltre le enumerate fra le Vescovili, decreto di Lucio II assegn suffraganei quei
Leonzio, Lilibeo, Tindari, Triocala, Terme, di Catania e di Siracusa, dal che ambi per
Iccara, Mile, Cefalo, alle quali alcuni ag dettero il pallio di che erano insigniti^ e
giungevano Cronio, Drepano ed Alesa di cui decaddero dalla immediata soggezione alla
l' eruditissimo Rocco Pirri lib. 2, Not. Eccl. Sede Apostolica.
Sic. e recentemente Domenico Scavo che Si hanno i Vescovi le proprie Diocesi o
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Parrocchie, nelle quali e quel di Palermo desi alle cause marillime: il Maestro Por-
e gli altri istituiscono dei Yicarii , e quei tulano ha cura dei Pubblici Emporii del
di Messina e di Cefalo Yicarii e Visitatori. Regno; l' Editor Generale bada a decidere
La cura delle anime nelle Diocesi di Pa delle questioni dei soldati; il Maestro Se
lermo, Messina, Girgenti, Mazzara incombe creto supplisce in tutto il regno le parti di
agli Arcipreti, in quella di Siracusa i Par- Procuratore Regio ; il Percettore riscuote in
rochi appcllansi Beneficiali , in Catania e ciascuna valle i censi che si spettano al Re;
Cefalo Yicarii e Curati poich il solo Ve sommclte al suo esame il Maestro Giuralo
scovo Parroco. questo l'ordine attuale i conti delle citt soggette al Regio Dema
del governo Ecclesiastico. Diremo in ap nio. Istituivansi da gran tempo per tutta
presso del Tribunale della Regia Monar l'isola sci istruttori della milizia indigena;
chia. i capi di comarca sono tanti quante le citt
E questa la forma del governo civile di soggette immediatamente al Re. Intorno al
tutta l'isola: un Supremo Regnante, un Vi Magistrato supremo del Regno composto di
cer comandante delle armi, che sostiene 12 Pari dir qui finalmente e dei pubblici
le veci del Re, presso cui risiede la som Comizii pi che si pu brevemente. I Co-
ma di tutti gli affari, e nella di cui assenza mi/.ii o le radunanze di tutto il Regno per
per Regio decreto emanalo, l' Arcivescovo di grande intervallo di tempo convocati, o ce-
Palermo ascende a Presidente del Regno; lebransi in Palermo o altrove, giusta il
il Maestro giustiziero assunto un tempo dal volere del Re; tre Bracci, cosi li appella
le comarche, oggi il di lui Luogotenente , no , in essi risiedono ; l' Ecclesiastico che
Presidente di giustizia, giureconsulto suc costa di 66 Magnati dell' ordine sacro , Ar
cede al Vicer , cui assistono tre Consul civescovi cio , Vescovi , Abbati e Priori ;
tori Criminali ed altrettanti Civili col Pa il Militare di 58 Principi , 27 Duchi , 31
trono del Fisco; un Presidente del Real Marchesi, 27 Conti, un Visconte, 79 Ba
Patrimonio; tre Maestri di Ragione togati roni ; ed il Demaniale dei Magistrati di cia
giureconsulti, ed altrettanti della primaria scuna citt o terra legata al Regio Dema
nobilt, col Patrono del Fisco ed il Con nio, o dei Procuratori 43 di numero. Quattro
senatore soprintendono al Regio Erario; il Pari corrispondono a ciascun Braccio , ai
Questore generale riscuote le somme delle quali si affida la cura delle cose pubbli
gabelle. Filippo II form il Tribunale della che , 12 perci di numero; i Curatori del
. Sacra Regia Coscienza, di un Presidente e Regno diconsi volgarmente Deputati : di
tre Consultori cui ammettonsi ad esame le questi il primo Presule chi a capo dei
cause di appello. Il giureconsulto Consi Comizii ; il secondo il Principe di liniera,
gliere del Vicer scegliesi dai primi agenti il terzo il Pretore di Palermo. Vi sono al
della Regia Camera, che ha libero ingresso tri signori, che non me lo dimentichi, quali
a ciascun Tribunale, e il Secretano di lui non ban luogo nei Comizii poich sono
che esercita gli uffcii di Secretano Regio. 120 i Principi di Sicilia, 82 i Duchi , 124
Il quarto noli* ordine il Tribunale della i Marchesi , 28 i Conti , 356 i Baroni o
Regia Monarchia che si ha un Prefello di fcudalarii (1).
ceto ecclesiastico; si attribuisce agl'Inqui
sitori della fede il poter giudicare delle
(1) Dall'epoca dell'Autore alla nostra non poche
cose che la riguardano: la carica di Pro- e non insignificanti mutazioni ha subito il governo
tonotaro stendesi per tutta l'isola; cura civile dell'isola, non eccettuato in qualche modo
del Protonotaro della Camera Rcginalc delle il chiesiastico. Sotto il regno di Ferdinando I nel
sole cill che ad essa si spettano; la giu 1819, cangiata la forma delle leggi, venne del pari
mutato 1' aspetto della reggenza. Nel Re risiede la
risdizione del Grande Ammiraglio cslen-
somma degli affari di tutto il regno, presso di cui
32
Kelle peculiari citt, villaggi e terre lo ralori ossia i Giurati, il Sindaco, i Giudici,
Inquisitore
in Napoli un dei delitti,per
Ministro detto
gli Capitano, i Cu-
affari di Sicilia; il Fisco formano il Magistrato ; ma di que

stori, o secondo le massime amministrative: i pub


risiedo per in Palermo capitale della Sicilia un blici spettacoli, che sono sotto la vigilanza degli
Luogotenente Generale con un Ministero di Stato Intendenti, Sottintendenti ec; in Palermo in par
composto di quattro Direttori, cio della Finanza, ticolare vi ha una Soprintendenza , dipendente
dell'Interno, di Grazia e Giustizia, di Polizia. direttamente dal Governo. Il grande Archivio di
Dipendono dalla Finanza: la Gran Corte dei Con pendente da un Soprintendente generale , e gli
ti; la Tesoreria generale, che si compone d'un Archivii provinciali diretti da Archivarii gene
Controloro generale , un Tesoriere generale, ed rali sotto la giurisdizione degli Intendenti; queste
uno Scrivano di Razione coi rispettivi Secretarli officine custodiscono i diplomi e gli atti governa
generali; il Gran Libro del debito pubblico di tivi e servono alla compilazione dell'istoria nazio
Sicilia con un Direttore ed un Secretarlo genera nale ed agli interessi dei privati: i lavori pub
le ; il Banco Regio con un Direttore, un Consiglio blici ec. ec.
di Amministrazione e un Secretarlo generale; Dipendono dal Direttore di Grazia e Giustizia:
l'Amministrazione dei Regii Lotti; le Direzioni la Corte suprema di Giustizia, nella cui giurisdi
Generali dei Dazii indiretti e dei Rami e Dritti zione van compresi tutti i Tribunali, tutte le Gran
Diversi rispettivamente con un Direttore ed un Corti, e in generale tutto l' ordine giudiziario della
Secretano generale ec. ec. Sicilia; composta di un Presidente, un vice-
Dipendono dall' Interno: le Intendenze nelle sette Presidente, otto Consiglieri , due Supplenti , nn
province, che hanno un Intendente residente nel Regio Procuratore generale, un suo Sostituto col
capoluogo della provincia , e dei Sottintendenti titolo di Avvocato generale, di un Cancelliere e
che risiedono nei copoluoghi di distretto. Presso un vice-Cancelliere; giudica col numero di nove
le stesse Intendenze avvi un Consiglio cosi detto votanti nell' interesse delle leggi a ponderarne
d'Intendenza, il quale giudica dell" cause del Con l'applicazione nelle anteriori decisioni che an
tenzioso amministrativo, in prima istanza se sono nulla di fatto alle volte. Le Gran Corti civili che
altari la cui competenza finale -.ella Gran Corte son tre in Sicilia ; la prima in Palermo e com
dei Conti, in seconda se la prima istanza stata prende nella sua giurisdizione le province di Pa
incoata presso l'autorit comunale ossia il Sinda lermo, Girgenti, Siracusa, Trapani, e Caltanissetta;
co; avvi pure un Consiglio provinciale che intende la seconda in Messina , la terza in Catania con
all'amministrazione finanziera della provincia; giurisdizione nella sola propria provincia. Quella
l'Istituto d'Incoraggiamento, che si compone d'un di Palermo i composta di un Presidente, un vice-
Presidente, un vice-presidente ed un numero di Presidente, quattordici Giudici, due Supplenti, nn
socii ordinarli ed estraordinarii , il di cui scopo Regio Procuratore generale, un suo Sostituto, un
quello di discutere e proporre al Real Governo Cancelliere e un vice-Cancelliere ; divisa in due
tutto che possa migliorare il nostro commercio, camere; le di Messina e Catania sono composte
la nostra agricoltura, le nostre industrie; la Sta di un Presidente , sette Giudici , due Supplenti,
tistica, con un Direttore centrale ed un Segreta un Regio Procuratore generale e un Cancelliere;
rio; il suo scopo quello di raccogliere e ridurre giudicano sull'appello delle sentenze degli arbi
in quadri sinottici tutte le notizie relative alla tri e dei Tribunali civili e di commercio , e in
topografia, alla popolazione , al commercio, alle torno a vari altri articoli; vi sono sette i votanti:
professioni arti e mestieri, all'industria agricola Le Gran Corti criminali; ciascuna provincia ha
e manifatturiera ec. ec. L'Istituto d'Incoraggia la sua Grau Corte Criminale , composta di un
mento e la Statistica sono uniformi nel loro fine. Presidente , sei Giudici , un Regio Procurator
La pubblica istruzione, con un Presidente ed una generale ed un Cancelliere; giudica in prima ed
Commestione presso di se residente in Palermo ; unica istanza tutte le cause dei delitti; il numero
le Regie Universit di Palermo, Messina, Catania, dei votanti di sei, ed in uguall di voti se
i pubblici licei e le scuole di ogni sorta ne di guita l'opinione favorevole all'imputato; alcune
pendono. I pubblici stabilimenti; abbiamo in Si volte ed in certi casi stabiliti dalle leggi assu
cilia un numero molto grande di pubblici stabi mono titolo ed attribuzioni di Gran Corti spe
limenti, diretti taluni alla cura degl'infermi, ta ciali: il Tribunale di commercio residente in Pa
luni altri al mantenimento, all'istruzione della lermo, Messina e Trapani composto di un Presi
povera gente, altri al soccorso degli agricoltori dente, quattro Giudici , cinque Supplenti ed un
poveri, ed altri finalmente ad opere di piet e Cancelliere, giudica le cause dipendenti da atti
religione; la direzione ora affidata a fidecom- di commercio di terra e di mare: i Tribunali ci
missarii, ora a sopraintendenti e deputati, ora a vili, che risiedono nella capitale di ciascuna pro
pubblici funzionarli secondo la volont degl'isti- vincia, composti di un Presidente, tre Giudici, un
33
sle alcune principali si hanno la forma me luogo apparir nell'opera. Basti aver rac
desima di Governo , e godono dell' onore colto queste cognizioni in breve compendio
del Senato e di altri privilegi come a suo sulla Sicilia in generale.

Regio Procuratore e un Cancelliere; quel di Pa detto : avverti intanto risedere in ogni Corte Ve
lermo per di un Presidente, un vice-Presidente, scovile o Arcivescovile un Avvocato fiscale ed un
otto Giudici , un Regio Procuratore , un suo So Procuratore fiscale : il Tribunale della Crociata
rtitolo, un Cancelliere, e un Tice-Cancelliere ; le residente in Palermo conosce le cause relative
sentenze vengon pronunziate da tre volanti: i Giu agli affari che interessano il cespite della Crociata
dici istruttori che risiedono nel capoluogo di cia e i debitori, e i distributori delle Bolle; componesi
scun distretto col grado di Giudici di Tribunale del Commissario generale della Crociata che ap
civile: i Gindici di circondario, i Conciliatori. punto l'Arcivescovo di Palermo, da un Assessore
Dipende dal Direttore di Grazia e Giustizia il e un Avvocato fiscale : il Tribunale dell'Aposto
ramo Ecclesiastico per l'amministrazione, per la lica Legazia e Regia Monarchia composto dai solo
parte spirituale per direttamente dal Re come suo Giudice Ecclesiastico licenziato nell'uno e l'al
Delegato dal Pontefice. Cade qui a proposilo tro dritto e costituito in dignit ecclesiastica; ci
dir qualche cosa sull'attuale governo chiesiaslico ha un Avvocato fiscale ed un Procuratore fiscale
della Sicilia prima di entrar nella materia ammi giusta la Prammatica del Vicer Marco Antonio
nistrativa, si per seguire l'ordine dell'autore, si Colonna del 1583. questo un privilegio magni
per non trasandare notizie di non poca impor fico concesso da Urbano li al Conte Ruggiero e
tanza. Sono Arcivescovati attualmente le citt di suoi legittimi successori per Bolla data in Saler
Palermo, Messina, Morreale, Siracusa ; sono suf no il 5 luglio 1098, confermato dagli ulteriori Pon
fragane! all'Arcivescovo di Palermo i Vescovi di tefici, e colla concordia tra l'Imperatore Carlo VI
Cefal, Usuava , Trapani; a quello di Messina e Benedetto XIII nel 1728 ; privilegio che Carlo VI
qoei di Patti, Lipari, Nicosia ; a quel di Morreale Regal
di Borbone
Coronadiceva
comeladagioja
un suo
pi Diploma
preziosa della
del 25 sua
lu
quei di Catania, Girgenti, Caltanisselta ; ed all'Ar
civescovo di Siracusa finalmente i Vescovi di Cal- glio 1750 ( Siati, sanct. toni. I V ) ; privilegio final
lagirone, Piazza, Noto; tutti colle loro Diocesi cui mente (servomi delle espressioni dell'eruditissimo
assegnano Parrorhi, Curati, Arcipreti. Dei Pre signor Gallo) che in uno congiunge le due supre
lati cod autorit Vescovile il primo il Cappel me potest, la spirituale e la temporale, per cui
lano maggiore del Re che non soggetto a Vesco il Re nostro Monarca mentre con una mano im
vi od Arcivescovi esercita assoluta giurisdizione pugna lo scettro, coli' altra qual legalo de lalere
vescovile sui siti , sulle case reali , sulle truppe della Sede Apostolica sostiene il bacolo. (Pragm.
e sul comune di Calascibella ; risiede presso il Re Sanct. Ferd. Il , 22 januarii 15U Cap. tom. 1 ,
in Napoli con un Vicario generale nei Reali do pag. 56). Il Giudice Ecclesiastico delegato che ne
mimi di Sicilia; poi l'Archimandrita di Messina, esercita le veci conosce, salve alcune eccezioni,
l'Abate di S. Lucia. tutte le materie chiesiastiche di giurisdizione sia
Riguardo ai Tribunali Ecclesiastici, dipendenti contenziosa sia amministrativa il cui giudizio sa
dal Ministro di Grazia e Giustizia enumeransi ; le rebbe privativamente riserbato alla Sede Aposto
Corti per le prime cause dei Regolari che giudi lica (Andr. Gallo Addiz. ad Eineccio).
cano privativamente in prima istanza le quistioni Ed il Tribunale dell'Inquisizione? Fu per sem
che insorgono intra Claustra trai regolari , ad pre abolito nel 1782. Il Vicer Caraccioli , ac
eccezione delle cause di nullit di professione mo compagnato dal Ministero e da una forza arma
nastica; compongono dal proprio superiore assi ta, in marzo di quell'anno memorabile per cosi
llilo da quei congiudici, secondo le costituzioni gran fatto, si port al palazzo dell'Inquisizione in
dell'ordine, e da un Assessore giurisperito, ai ter Palermo, ed alzando la mano a nome dell'uma
mini del Real Dispaccio del 26 febbraro 1792; le nit chiam alla libert ed alla luce del giorno
Gran Corti vescovili che riconoscono nel loro foro tante vittime miserabili che quasi dimenticata la
lolle le cause spirituali e chiesiastiche , e su di avevano in quelle fosse oscure ; processi , scrit
esse dicono sentenza ; vengono composte dal Ve ture tutto fu dato alle fiamme. I Tribunali che
scovo e dal suo Vicario generale , da un Asses prima della venuta della Corte in Palermo, in al
sore ordinario e due Assessori aggiunti giurispe cune sale del Regio Palazzo, poi nelle case rispet
riti. Le Gran Corti Vescovili o Metropolitane che tive dei Presidenti, come per Regal permesso ra-
conoscono in prima istanza nella propria diocesi dunavansi, sedettero il 3 febbraro 1800 nel palazzo
latte le cause ecclesiastiche, sono poi Giudici di dell'abolita Inquisizione, dello dello Sieri, e di
appello delle sentenze che si pronunziano dai Ve allora una iscrizione del P. Angelini, recata dal
scovi loro suffragane!; compongonsi al modo sud- Diblasi ne avvis tutte le vicende.
5
35
AB AB

Abacena. Lai. Abacacnum. Sic. Abacc- bocca del fiume Elicona, oggi d'Oliteri,
na(Y. D.) Cill mentovala da Diodoro, Ste come di sopra nel lib. 2, cap. S.
fano, Svida e Favorirlo -, Tu della Abacaena Cluverio stesso raccolse da Appiano, avere
da Tolomeo, e ne il nome della genie Augusto prima che circondalo avesse Mes
Abacenino. Erroneamente deduce il Fazello sina, devastato il territorio Abacenino, poi
dal lib. 20 di Diodoro esser sorta nei cam ch egli scrisse nella Guer. Civ. lib. 5. Mal
pi di Siracusa ; essendo stata quivi Digeni men dopo ci la terra dei Palesteni, e
dubita alquanto potere aversi come un re fallosi a lui incontro Lepido ammassando
siduo di quel!' aulica cill; ma scrive Dio frumento, entrambi mossero ad assediar
doro medesimo nel lib. 24 aver Magone Messina. Quali dunque i Palesteni? a
rapo dei Peni contro i Messinesi, dopo de correggere questa voce di Appiano in Aba
vastate le loro campagne e ritiralo l'eser cenini come evidentemente lo indica il filo
cito, stabiliti presso la citt Abacena gli medesimo della Storia e delia Corografia.
accampamenti ; era questa dunque vicina Dice Bochart dedursi il nome di Abacena
a Messina lontanissima da Siracusa: quivi dalla voce Punica Aboe che vale elevare ,
narra bens essere stala accordala da Dio quale consuona a maraviglia coi luoghi emi
nisio tiranno di Siracusa una terra della nenti dove un tempo sorgeva la citt. Al
regione Abacenina ai Mcssenii che abban cuni tra Messina e Taormina slabilironla ,
donarono Zancla , dove essi fabbricarono altri nel territorio Sollcrio, ma s'ingannarono
Tindari; e Tindari fondata nel territorio poich ivi un'altra ne sorse (1).
Abacenino vicino al mare , sotto Dionisio , Aliale. V. Villanate.
sulla spiaggia meridionale non stette di A bica. Lat. Habica. Sic. Abica (V. M.)
scoste da Messina : nel 19 lib. finalmente Casale nel territorio di Trapani, altrimenti
afferma la citt di Abacena vicina a Milc, Labica, che nel 1320 appartenevasi di drit
castello dei Mcssenii, enumera questi e gli to a Guglielmo di Linquido; Giovannuccio
Abacenini trai primi dei Sicoli che si uni suo figliuolo donolla a Guarneri Yenlimi-
rono al Cartaginese Amilcare , ed attesta glia con una conferma di Federico II nel
lib. 20 negli elogii essere Abacenini e 1360, del che nel Capibrevio e nel Censo
Tindarilani collegati a Cerone tiranno, ed di Federico II.
avere Agatocle grandemente stimato la loro Aitino. Lai. Abisus. Sic. Abisu (V. N.)
amicizia. Aderendo al Bonfiglio il Cluvcrio fiume che bagna ad oriente il territorio di
lib. 2, cap. 12 afferma essere stala l' an Noto , fioro un tempo appellato , Labiso
tica e famosa Abacena di sotto un inonle da Areno, oggi anche Atellaro ed in sici
scosceso, dove oggi Tripi, e sotto bens que liano Tellaru,- precipita nel mar Jonio o
sto monte nota il Fazello lib. 9, cap. 7 sco Adriatico. Erroneamente Slrabonc ed altri
prirsi all'intorno mura di grande citt , e degli antichi ferman la sorgente dcll'Eloro
come appare vastissima c di gran circuito, al promontorio Pachino, poich perenne e
ma sino alle fondamenta ruinata , pietre copioso sgorga da Gallo, sotto quel collo
quadrale, colonne infrante, archi abbattuti, cui soprast Ceretano quasi a 3 miglia da
ma non saper quale confessa : io, soggiun Palazzolo; vi si uniscono al di sotto le acque
ge il Cluverio, sono a buon dritto per co del Chiape e dell'Ilice, e cadendo poi al
loro the opinano esister oggi presso Tri-
pi i monumenti di Abacena, persuaso mag (1) Osservarsene oggi le vestigia cogli ubertosi
giormente dalle autorit di Diodoro e di contorni del comune Montnlbano , poco distante
Tolomeo , poich collocala costui sulla da Tripi.
3G
AB AB

basso ad otto miglia, col nome di Atellaro, Aborancio distante otto miglia da Agrigento,
accoglie sotto la rocca di Renda il fiumi- verso Nord. Vi ha una miniera di sale di
cello Dilemisi o Alellimisi che sgorga dalla natura discordante dagli altri poich discio-
valle dei Servi e dal territorio Grampolo gliesi al fuoco , indurisce e scroscia nel
non lungi dalla fortezza di Castellucdo, e l'acqua; Plinio lib. 31, cap. 7, il sale A-
scorrendo si lascia a destra un'antichissima grigentino die soffre nel fuoco, balza fuori
piramide orhiculare di pietre quadrate nel dall'acqua. Solino cap. 11 , se al fuoco
luogo detto Saecolino, monumento, come congiungerai il sale di Girgenli si liquef,
credono alcuni, di una vittoria riportata dai e se l'accosterai all'acqua stride come se
Siracusani contro i Cartaginesi capitanati bruci. Oggi soggiunge il Cluvcrio, sono
da Cromio; e poco dopo sulla riva mede le miniere di detto sale nel territorio Bo-
sima la piccola citta Saracenica di Yhadc~ rangio.
do , e sul vicino colle dello stesso nome AC
molli sepolcri; a sinistra poi in luogo al
quanto elevato detto Foye molte rovine di ifnrnnnia. (V. N. ) Terricciuola un
antica abitazione ; scorrendo vieppi vien tempo presso Siracusa, collocala da Fazcllo
trapassato sul ponte Bayhachemo altrimenti non lungi dal tempio di Giove Olimpico,
Baghachemo oggi S. Cosmano, e quasi ad della quale , scrive , nel luogo che oggi
un miglio trasandato il primo, sotto nome dicono Corrano osservami alcune mine;
di Abi80, con sotterraneo lenissimo corso Carrano detto ora dagli abitanti Pantano.
sbocca nel mare. Di esso pi diffusamente Lorch nella Verr. 3 Cicerone nomina i
nella voce Eloro. popoli Acarcsi presso Siracusa, la citt dei
Abita. Lat. Habita. Sic. Abita (V. M.) quali Ortelio e Baudrand dicono Acara; sli
Monastero di S. Maria dell'ordine di S. Be mano alcuni aver quivi Tullio fatta men
nedetto , due miglia a Nord presso Gibel- zione degli abitanti di Acarnania; ma Ortelio
Iina, onorato un tempo del titolo di Abba numera Acara tra le citt di silo incerto ;
zia oggi di Priorato: d'incerta fondazione, rio
Bonanno
lib. 2,per
cap.nella
8 affermano
Sirac. Illuslr.
essercie errore
Cluve-
appartenente per di dritto di vassallaggio
al signore di Gibcllina. L'istituzione del negli esemplari di Tullio e doversi in quel
Priore si spetta al Vescovo di Mazzata. luogo comprendere dei popoli Imacaresi,
Abolla. Lat. Abolla. Sic. Abulia (V. N.) dei quali Plinio; appigliarmi intanto a que
Antica citt secondo il compilatore di Ste sti non posso, poich Imacara testimonio
fano sulle citt, dai Greci ABOAAA; ne lo stesso Cluverio, poco distava da Siracusa
Abolleo il nome della gente; credasi Avola come dir a suo luogo; Giov. And. Massa
da Maurolico per l'affinit del nome. Nota nella Sic. in Prosp. afferm Acarnania non
Holstcin esserne memoria presso Goltz nelle lungi da Siracusa poi distrutta dai Goti.
monete dell' Imperator Vespasiano; giusta Acara. Lat. Achara Acarnania, Ima
gli altri scrittori il sito ne incerto; Oli cara o Macara.
verio anzi sospetta esserne corrotto il no (V.Arate.
Massa,
N.)diFiume
Lat.
cui Silio
Achates
dettoItalico.
Birillo
Sic. da
Agata
Cluvcrio
e Gattae
me, leggonsi, dice, di silo incerto queste
citt: Abolla Amatha ...ma percfi presso
Stefano innumerevoli sono i vocaboli cor E quei che l'Ipsa e il rumoroso Alabi
E quei che bagna lo splendente Acale.
rotti, anche a dubitar di questi.
Aboranglo. Lat. Aborangius aul Bo- Enumerando egli i popoli che soccorsero
rangius (V. M.) Territorio detto dal Fazcllo M. Marcello consolo Romano all' assedio di
37
AC AC
Siracusa li accenna, imitando Virgilio, dal per le macchie di quel nome che contiene
nome dei fiumi vicini, e quivi intese dir la pietra. Chiarandano di Piazza finalmen
di coloro che occupavano le rive dello te, intcsscndo la storia del territorio suo,
splendenlissimo Acate. Di questo fiume diffusamente dimostra non esser V Acale
Yibio nel suo Catalogo dei fiumi : in degli antichi se non il Buffarilo o Galla
Sicilia l' Acale dote rinvengonsi dei la che scaturisce non lungi da Piazza, inafla
pilli dello slesso nome da cui formatisi i campi di Galla e coll'Erice scaricasi nel
le gemme, e Plinio lib. 36, cap. 19 par l'altro di S. Paolo, poich il nome di Gatta
lando di esse, la pietra agata, scrive, fu in si have affinit colf Acale; occorre intanto
sommo pregio ora in nessuno, rinvenuta la pietra Agata dove scorre Gatta, che es
prima in Sicilia presso il fiume dello sles sendo di basso nome e letto, n di splen
so nome, ora in molti luoghi; e Fazcllo denti acque, non pot esser mentovato da
Dee. 1, lib. 1, cap. 4; prima la Sicilia gli antichi scrittori ; e se vero finalmente
rinvenne l'agata sulle rive del fiume Acale ritrovarsi quivi l'agata, il che provar non
oggi a noi sconosciuto; altrove poi lib. 3, potei , dissi di sopra trovarsi tale gemma
cap. 3, nota delle congetture di alcuni che in molti luoghi di Sicilia, e quindi essere
credono sia il fiume Salso o di Licata. Sic il nome ad altri connine.
come poi in Sicilia in molti luoghi occorre Accia. (V. M.) Borgo, nel territorio dello
questo nome Acate non facile disccrnere slesso nome a 10 miglia da Palermo, non
l' Acato fiume; poich Cluverio bilanciando discosto dal mare, che presentasi ai vian
le congetture colle quali crede essere Acate danti da Valdemona a Palermo verso Greco.
il Difillo scrive: nel lato settentrionale Quivi l'amcnissimo podere di Biagio Spuc-
dell'isola quantunque non piccoli siano i ches e dei suoi eredi , che sostenendo in
fiumi pure non ce ne ha alcuna memo Sicilia di cariche primarie vi congreg della
ria presso gli scrittori; tuttavia bench gente e costrusscvi la Parrocchia dedicata
dicesi V Acale di splendenti e luminosi a S. Giuseppe : presso la Parrocchia me
gorghi, nessun quivi ne rinvenni, che a desima la suburbana terra del Principe di
buon dritto e meritamente si possa aver Valguarncra , non che quella del Duca di
questo epiteto; sul lato orientale poi, i Angi con elegante Casina non ancor com
pi nobili fiumi ritennero presso gli au pita ed altre di minor vaglia.
tori i nomi antichi, nel lato meridionale Accllla o Acrllla. Lai. Accilla aut
appena due
eccetto ne trovi
tra Jppari
alcunoenon
Gela,
rammentalo,
dei quali Acrilla (V. K.) Citt distrutta, di cui appo
Stefano: Acrilla dita non molto dista da
il minore vicino alla seconda, dicesi vol Siracusa, ne Acrilleo il nome della gente.
garmente dagli abitanti Manumuzza , il Credesi
cilla neidavolgati
Cluverio
esemplari
dirsi corrottamente
di Li,vio lib. 24,
Ac*
maggiore frai pi nobili di acque limpi
dissime e giocondo aspetto, dicesi Dirillo, poich afferma Sigonio appellarsi Acrilla
che io congetturai dogi' indizii degli an da un codice antico. Costa dal succennato
tichi esser V Acale. Con Cluverio HoFTinann Livio essere slata la sua posizione tra Aera
l'appella corrottamente Gagate; Fazcllo ed ll>la: un colle non lungi da Palazzolo,
come suo costume descrive, lib. 5, ca da ogni parte scosceso, pcrloch dicesi Pel
pii. 2, la sorgente e il corso del Dirillo o legrino e volgarmente del Ceuso, che con
Acate come vedremo a suo luogo. Bochart tiene molte vestigia di una citt distrutta,
lib. 1, cap. 29 all'erma derivarsi l'antico dove opina Pietro Carrera nel Mss. del Diluc.
nome del fiume dulia voce Punica Acad Islor., essere slata Acrilla. Sotto nome di
38

AG dalle eruzioni dei-


a Messina, poi distrutta AC

Acrilla Stratone e Polibio, c dei moderni l'Etna, dove da doppio commercio frequen-
Uollz c Maurolico ricordarono quella cill. tavasi, avvenne essere accresciuta in ampia
Acello. Lai. Acellu*. Sic. Accddu(V. M.) citt, ed esservi tratta ad abitarla la gente
Castello, un tempo presso promontorio Egi- dei municipii vicini. La pubblica e frequen
lallo da Diodor. lib. 24. Giunio scn venne tata strada di Messina volgeva pei pi oc
agli accampamenti nel Lilibeo; nottempo as cidentali borghi, uno dei quali diecsi Via-
salilo Erice l'occup, fortific V Egital- grande, dove molti aprivano delle ospite-
lo. quale oggi appellano Acello, lascia voli bettole, oggi conosciute dalle vestigia,
titi 8000 uomini di presidio; ma inleso a comodo dei passeggieri. Non niego avere
Carialo, che tratlenetasi presso Erice, il Aci avanzalo per l' innanzi altre cill , ed
nemico, quivi fra le tenebre condusse sulle in opportunit di silo, ed in vantaggi per
nati una squadra e sconfitto il presidio la vicinanza del mare, ed in vistosa popo
s' impossess di Egilallo, altri uccise, al lazione, ed in magnificenza negli edifizii.
tri fug ad Erice: 3000 armati da allora Nolano avervi tenute le sue radunanze un
in poi custodirono il castello; da tal non Magistrato di cill, cui le vicine contrade
iscarso numero di presidiarli slimo essere appellavansi; il Municipio di S. Filippo per
stala di esteso circuito la rocca di Acello, per esserne la Chiesa la pi aulica, vi aveva
della quale dippii dove diremo del pro dei drilli parrocchiali.
montorio Egitallo. Occupa Aci-Reale a Nord-Est le radici
Acl Aqullca od Acl-ecale. Lat. Acis dell'Etna dove bagnale dal mar Jonio, ed
Aquilia. Sic. Jaci-Riali (V. D.) comune appoggiasi ad un colle' sotto il medesimo
mente Culia; ed Aci-Reale, poich essendo tratto di ciclo, non disgiunto dagli altri cir
uno , e dei principali municipii della cill convicini; all'elevalo sito prepara inolio de
di Aci, alienali gli nitri e concesse le Si clive scesa insino al lido una scala ad ar
gnorie, rimase sotto il Demanio Regio ed chi costrutta, e a pietre obblique, di spesa
ottenne il 34 posto nei pubblici Comizii tra non poca, la di cui parte superiore bea
le altre di Regio drillo. Prese nome secondo fortificata dicesi volgarmente 7'occo, l'in
il Ronfglio ed il Maurolico da Aquilio con feriore poi percossa dal mare Scala di Aci;
sole Romano; del vocabolo Aci diremo al raccolgonvisi le navi minori di carico, n
trove ; costui dice Ronfglio falla la guerra mancami di umili casuccic di marinai, di
servile elev un castello a scgnRl di vitto granai, di casino di est a delizia dei cit
ria nel luogo appellalo Culia. Il borgo pres tadini, ed una piccola Chiesiuola rurale.
so Catania, scrive Maurolico, credesi detto Sgorga verso destra il gran fonte delle Ac
Aquilia dal vincitore Aquilio che vi aveva que Grandi che attestano gli scrittori es
stabiliti gli accampamenti ; anzi dirci , sere il fiume di Aci, ma noter esserne
avere allora concessa Aquilio V esenzione dubbia la opinione loro; bevono di que-
ai soldati emeriti, che in quel luogo scel st' acqua gli abitanti , e se ne servono ad
tosi ad abitare stabilirono una colonia. Se imbiancare le tele di lino, alla tessitura
bastiano Girelli nota nell'Ari Antico una delle quali massimamente si danno, con
citt ristorala da Aquilio, in prima esisten che aprono commercio con tutta l' isola.
te, e di vero ne riconosce gli aumenti de Agevolmente sopra Tocco sorge la cill
gli ultimi scorsi secoli verso il tempo di nei magnifici ed eleganti edifizii s pubblici
Carlo Imperatore, poich quando da Aci che privati, distinta, nelle piazze ed i larghi
cominciossi a tagliar la strada da Catania come in appresso. Alla pi grande via ma
rittima corrisponde il pi spazioso largo ri-
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AC AC

rinto a Nord dal tempio principale e dal mento la tomba di Ottavio Branciforti Ve
l'ospedale, ad Est dall'elegantissima Chiesa scovo di Catania. Presenta il coro, dove ne
di S. Pietro, a Sud del palazzo del Magi intende sin dal 1650 ai divini uflcii un Col
strato ed altre fabbriche, e finalmente d'un legio di Canonici, l'altare maggiore dedi
Hoaastero di monache ad Ovest; a questo calo alla Madonna Annunziala; attirasi bens
per ampia via intermedia succede un' altra attenzione la cappella di S. Venera V. e
piazza certo di circuito minore ma ammi M. Patrona principale della citt, con reli
rabile per la Chiesa di S. Sebastiano. Ad quie, simulacro ed ampio tesoro ; solenne
Est nel luogo il pi basso le conserve del festa celebrano gli abitanti con pompa e
l'annona pubblica, ed a Sud presentasi una piet a questa Eroina il 26 luglio, con ce
diflcilc scesa ma per intervalli allungata leberrime fiere per tutta la provincia. Il
c<l acclive-, ivi la parte migliore della citt prospetto e la torre della Chiesa di S. Pie
cliiudcsi col convento dei Carmelitani, alla tro e Paolo leggiadramente adorno di
di cui piazza mctton capo le vie principali e doppio ordine di colonne; vi si amministra
diritte. Apresi rimpello la Parrocchia del no i sacramenti ed una compagnia di laici
l'Uria la piazza di riscatto ad Ovest, dove ed un corpo di clero vi praticano pompo
tulio che tende al sostentamento della vita, samente i sacri riti nei giorni festivi; non
n d'ivi lontano l'ospizio delle Vergini d'inferiore vaglia il tempio di S. Seba
povere. Seguono le contrade di S. Martino, stiano, il di cui prospetto, la cupola oltre
Ges e Maria, S. Giovanni , e S. Michele, ogni credenza torreggiano; vi ha bens una
cosi dette dalle Chiese che ci hanno. Dove congrega di Chierici destianti alle sacre ceri
poi elevasi il suolo, ne sta a capo d'ogni monie ed alla custodia degli arnesi divini,
parte apparente il Convento dei Minori Os ed un religioso sotterraneo; infiamma i cit
servanti e gi quel dei Padri Predicatori, tadini una pia emulazione per le due Chiese
un Reclusorio di monache e la Chiesa Par e la loro cultura, e nella celebrazione delle
rocchiale di S. Giuseppe. Il resto della cit feste in gennaro non lieve religioso contrasto
t tende verso Nord per le due rette vie si agita per tutti gli ordini. Vi hanno gi
maggiori alla porla di Messina ed alla Chie oltre la maggiore quattro Parrocchie: S.
sa di S. Maria sotto titolo della Direzione; Maria dell'Uria nel mezzo della citt, S. Mi
il Convento dei Cnpuccini soprasl alla chele verso Nord-Ovest, S. Giuseppe a Sud-
spiaggia del mare, ed occupano la non an Ovest, e le Anime sante ad Est sulla sca
gusta parte d'Est dopo il tempio maggiore, la; il sobborgo Cavallaris volgarmente quar
gli ospizii dei Chierici minori, e degli as tiere verso Sud appresso la Chiesa dei Car
sistenti ai moribondi ed altre case private; melitani, attaccato ad un colle che soprasl
sopra Tocco finalmente donde cominciam alla marina, va bello della Parrocchia, sacra
mo la nostra descrizione, la Chiesa Parroc a S. Caterina; l' antica contrada di Plalaniu
chiale delle Anime sante. stendentesi ad Ovest per circa un miglio
Cosi generalmente percorsa la Taccia del computasi come parte di Aci, con Parroc
la citt passiamo a dire delle singole parli chia dedicata a S. Maria di Monte Carme
non indegne di ricordanza. La precipua lo, che coltivasi da clero proprio, il di cui
Chiesa parrocchiale dunque presenta un in drillo si compete agli abitanti perch han
gresso ornato con maestria di bianche co luogo nel Magistrato. Alle religiose fami
lonne da Genova e di statue, un campa glie precede d'et quella dei Carmelitani,
nile, ed un elegante prospello inlcrno, avvi la cui Chiesa, giusta Pirri, fior un tempo
nella venerabile Cappella del SS. Sacra- sotto nome di S. Maria del Rosario; fu della
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AC AC

poi di Monte Carmelo; Desiderio La Placa nano i Magistrati. Private case di cittadini
nel 1619 diedcla ad abitare ai frati da lui ammirevoli, frequenti botteghe di artigia
riformati, e dissela primo istituto; fu data ni ci parlano non esser Aci l'ultima citt
sullo slesso tempo ai Minori Osservanti nel di Sicilia , che anzi delle prime. nello
colle occidentale la chiesa di S. Biagio, cui spirituale sottomessa al Vescovo di Catania
attaccato un convento dei principali della o al di lui Vicario. Il Regime civico poi
provincia, destinato ad educar la giovent quasi Patrizio; i Padri Giurati , il Prefetto
ed istituirla nelle scienze. Si ebbero i Cap di Giustizia, il Sindaco ed i Giudici secondo
puccini dal 1574 un sito amenissimo sulla le sanzioni del Regno. Da gran tempo il
spiaggia del mare ; i frali Predicatori sulla Comandante delle armi deslinavasi dal Re,
met dello scorso secolo si stabilirono in scelto una volta dai Patrizii dianosi: am-
un luogo popolato sotto il titolo di S. Do minisra il Procuratore volgarmente Secre
menico, e ne accrescono magnificenza gli to, di dritto della famiglia Genovese De
edifizii, non lieve onore, l'eccellenza degli Vigo, che compr con somme versate nello
alunni ammaestrati dal clero di Aci nelle erario, i censi, i balzelli, le decime dei pin-
sacre lettere. Erog tulio il suo Pietro Ma guissimi campi perpetuamente inaffiati e
rchino a costruir la casa pegli assistenti spaziosi, ricchi in lino, canape, legumi, or
ai moribondi, come anche la chiesa di S. taggi, frutti, vini, biade, altri tesori. Rap
Maria delle Grazio. Tommaso di Schiros presenta lo stemma di Aci un castello che
dei Chierici minori regolari medit ad sovrasta al mare, circondato da scogli; mo
durre in Aci una famiglia di suoi , e fab stra tre torri in una delle quali un vessillo,
bricata una Chiesa a S. Giovanni Ncpomu- nell'altra un leone. Viene la citt nei Re-
ccno, per la fama di sue virt e la somma gii libri intitolata Amplissima. Cinquecento
facondia dette non lievi auspizii all' opera pedoni, suoi e dei Municipii, quando temesi
che speriamo fra breve promossa. Stanno del nemico, militano sotto un Colonnello ed
nel centro le moniali del chiostro di S. un Tenente-Colonnello presi dai Patrizii di
Agata Sotto regola Benedettina. Enumcransi Catania e scelli dal Senato della medesima.
pi di 38 chiese filiali tra le quali risplende Il censo degli abitanti nel secolo XVI fu
quella della SS. Trinit; da poco finalmente di 6381, le case 1744, nel 1652 furono 2127
stabili Antonio Russo un ritiro per le ver le case, 8805 i cittadini, nel 1713, 2945 abi
gini povere e vi attacc nel 1C60 un ospe tazioni, 11601 ed ora 13383 vite. Ci ha fi
dale per gl'infermi. Fuori , verso Sud, la nalmente il Capo di contrada, ed esercita
Chiesa del SS. Crocifisso di cui ci ha un dritti su 12 terre. Affermando scrittori na
immagine celebre per prodigii ; a Nord sul zionali essere slata Aci subrogala all'antica
poggetto un'altra delta del Calvario, ambe Xifonia, dicono il pastore Aci celebratissimo
principalmente frequentatissime dai fedeli dai poeti per gli amori di Galatea e loro
sulla feria vi ; a tre miglia verso Nord-Ovest cittadino, esserne stato il fondatore; dir
il pozzo di S. Venera, o fonte di acqua sul di Xifonia a suo luogo, e poche cose del
furea con Chiesa vicina, e camere da bagno, pastorello.
oggi diroccale ; non che ad egual disianza In epoche Cristiane e nel 1 secolo del
a Nord-Ovest la casa degli Eremili di S. la Chiesa dicesi avere nobilitato Aci, Venera
Maria di Loreto dove venerasi con pccu- Verg. e Mart., dai Greci Parasceve, la di
liar divozione l'immagine della Madonna. cui vita apparve scritta da Anselmo Grasso,
Sorge nella piazza principale la casa Pre dove a ci provare leggonsi raccolte con
toria di magnifica fabbrica, dove si radu- getture di vaglia non poca. Fiori ai nostri
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AC AC

giorni Martino Diaria, di nobile famiglia, ec Ael 8. Antonio. Lat. Acis S. Antonius.
clesiastico chiarissimo per l'esempio d'una Sic. Jaci S. Antoniu (V. D.) Paese sopra
vila innocente , pel ferventissimo zelo alla Aci-Reale verso sud-ovest, in un campo pia-
conversione delle anime e per altre esimie
virt. Furono nel 1720 trasferite le spoglie di rocchiali sulfraganeo all'insigne duomo, dov' un col
lui, con gran popolo, nella chiesa di s. Mar- legio di canonici. Ivi avr luogo la dignit di cattedra
lino da lui eretta. Si fa menzione nella Biblio le, quando alla prima vacanza della sede vescovile di
teca Sicula del sapere e delle opere di Ansel Messina n di Catania ne sar smembrata la nuova dio
cesi di Aci-Rcale (Vedi appendice in line al volume se
mo Grasso dell'ordine dei cappuccini, oratore condo).
e storico, e di Benedetto Barbagallo, autore In questa citt tu fondato nell'anno 1141 un ospizio
della Nuovissima Prassi e Teoria del Rito pei crociferi da Pietro Barrabini, che poi fu ampliato
della Magna Regia Curia Sicula. Arcangelo da Giuseppe Vigo e convertito in loro casa ncll' an
no 1816 per bolla di Pio VII. da ammirare altres
Scandurra cappuccino ed Arcangelo Tropea la casa dell'oratorio dei. Filippini eretta nel 1156, ed
minore osservante, eruditi nelle sacre lettere il loro collegio con una biblioteca, rondato nel 1800.
c valorosi predicatori: Celestino Grasso, del Sorse nel 1814 il reclusorio delle projette per cura di
Mariano Finocchiaro Valcstro, che ridusse bens una
terzo ordine di S.Francesco, maestro in S.T., chiesuola campestre derelitta intitolala alla Madonna
direttore della pubblica accademia dei sacri dell'Kdcra in ricco e nobile santuario- Ed il reclusorio
canoni in Napoli: Atanasio benedettino, di cui largizioni
delle poveredei orfane,
cittadini,istituito
ampliatenell'anno
poi le sue
1199
rendile
con lecotta
pie
rimane un libro Sulla remila del re Gt'a- eredit della signora Barbara Cantinella. Contansi In
corno in Catania : Erasmo Sacca, poeta la somma in Aci-Realc 42 chiese, 4 conventi, ed altret
tino e medico non comune, scrisse in versi tante
Avvisando
case religiose.
il re nel 1826, sorpassare la popolazione
esametri sull'i ndole varia delle febbri e del di Aci i 13000 abitatori, elev a grado di seconda classe
metodo di curarle: Pietro Paolo Platanin poe- il suo circondario, e non avendo edilizio la citt de
to.e Vincenzo Geremia matematico e celeber stinato al giudice, un novello ne fu costruito dove l'an
rimo macchinista, dei di cui lavori si serv tico spedale , a capo della via Carolina. Sorge com
piuto dal 1833, ed accresce magnificenza alla piazza del
papa Clemente X: mori ottogenario in braccio duomo. Si molto ivi accresciuta in questo secolo
ai suoi, lasciando monumenti del suo genio e la cultura intellettuale, ed in prova di ci le scuole di
limino insegnamento introdotte dal 1824, il gabinetto
dell'arte. Viveva in questi ultimi anni l'abale di lettura e la biblioteca dell'accademia, ed il ricchis
Sebastiano Vasta Cirelli. retore e poeta in simo gabinetto numismatico fondato in sua casa dal
gelosissimo , di cui rimane l'alci Antico: barone Pennislo.
Celso Grasso inoltre, abate dell'ordine degli Delle strade, fu nel 181 1 costruita la cosi della Ca
rolina, magnifica, di grande ornamento; nel 1826 quella
Olivetani : Mariano Leonardi, dei pp. predi- di Mancano, nel 1828 quella di s. Lucia. Fu sovente
calori, profondissimo teologo, illustre poli scossa la citt da tremendi tremuoti, ne fu devastato
glotta, pi illustre bens per la probit dei il territorio dalle dcvoralrici lave del Mongibcllo, onde
costumi e l'innocenza della vila: Domenico pressoch continuamente gli ediflzii abbisognano di
riparo.
Cavallaro, maestro del medesimo istituto, a Montava la popolazione di Aci-Realc nel 1798 a 14994,
niun altro secondo in zelo, prudenza e dot- nel 1831 a 19762, e dall' ultimo censimento statistico
Irina, ispcttor generale della Provincia sicu nello scorcio del 1832 a 23465 abitatori.
Fra le accademie di Aci prevale quella del Zelanti,
la. Diremo in appresso dei municipii (1). fondata nel giorno 3 ottobre del 1671 da Michelangelo
Bonadics. Doveva essa travagliarsi delle scienze mo
rali e delle lettere, e vi riusc per allora, e si accrebbe,
(1) Aci-Realc eapo-distrclln, in provincia c diocesi e rifulse per un secolo e pochi anni. Toccato poi il
di Catania, dista da Palermo 183 miglia, e 10 dal capo periodo del suo decadimento, cominci a poco a poco
luogo di provincia, in 37, 42 di lai. c 33, 72 di long. a paralizzarsi, sinch del lutto peri nel fine del secolo
Ulta posto il titolo di reale dal re Filippo IV nel 164-2, scorso. Ma nel 1832 Gaetano D'Urso in prima, poi Lo
ed accordati nel 1806 al suo magistrato urbano titoli renzo Maddcm cccilaronla di nuovo, e S. A. B. il Conto
?4 onori di senato. Ilannovi attualmente 10 chiese par- di Siracusa, socio protettore , diede tutti gli onori,
AC AC

nissimo, circondato da amene e frullifere ter distrutto: radunaronsi nello scorbio del seca
re, e con non pochi abitatori, i quali un tem lo wi intorno alla chiesa di s Antonio Abate,
dritti,
po abitavano
gli obblighi,il levicino
propriet
borgo
dell'antica
Casalotlo.
accademia.
ora e cresciuti di giorno in giorno, formarono
l'attuiti paese, che nel 1672 per privilegio
del re Carlo II ebbe con gli altri villaggi il
titolo di principato. Ha verso Sud il borgo
divisa in due classi; una di scienze, l'altra di let Mauceri con una chiesa : e Valverde , con
tere ed arti. Va adorna d'una biblioteca, di un gabi una parrocchia indipendente da S. Antonio,
netto letterario, ed di onore non che alla cill, al occupa il centro del territorio, sotto il vi
l'isola intera.
La costa di Aci-lteale per la estensione di circa un cario vescovile che presiede alle suddette ter
miglio presenta una carriera verticale, che sembra ta re. Il palazzo baronale siti a capo di am
gliata a picco, alla 400 palmi, composta a strali di cor plissima e retta via che domina tutta la con
renti di lava antichi, l'uno sovrapposto all'altro. Se ne
contano da cinque sino ad olio, e l'uno e interrotto trada ed estende lo sguardo infino al lido.
dall' immediato di altri strati pi piccoli di arene e sco
rie vulcaniche miste a terreno alluviale. Queste arene
sono rossastre, simili alla ghiaja che si estrac dalle ca talento meschino. And poi in Roma , c vi raccolsi?
ve vulcaniche (Dencr. di Catania). Il territorio di Aci- fama ed onori, e venne ammesso nell'accademia di
Bcale di salme 2491, 106, delle quali 8.987 in giar
dini, 198,044 in orli semplici, 8.889 in cannoli. 2,154 s. Luca fra gli eccellenti nell'arte. Percorse l'alia Italia;
In gelseti, 673,439 in semnatorii semplici. 68,278 in 11- e poich il suo fare e splendido di effetto pittorico ,
ehcli d'India, 28,813 in alberi misti. 9.228 in mandor si attirava ammirazione dovunque. Ilitorn flnalmcnti;
leti, 3.229 in castagneti. 21.248 in boscate, 372.302 in in patria, recandovi da Roma infinito numero di gessi,
terreni improduttivi. Gran parte dello contadine eser disegni , slampe , e tele preziose. Dipinse allora a di
citano la vita in tessere, filare, cardare seta, lana, co- spello di Venerando Costanzo soprannominato il Var-
Ione, canapa, lino; perci celebri ed abbondanti sono vazza, piltorc di merito assai inferiore a lui, il coro
i tessuti e pi le tele e i damaschi di Aci- E quando della basilica di s. Sebastiano, poi quello della mag
Carlo Vcbbc presentati i tessuti acitanf nel 1528 li lod gior chiesa, ed indi le chiese dei ss. Pietro e Paolo,
molto e se ne compiacque. R queslo solo: ma ogni dei Crociferi e del Suffragio. Il Vasta in mezzo all'ti-
sorta di strumenti di musica ed organi stupendi vi si niversal decadimento dell'arte della pittura in grembo
fabbricano ; e mcrilano in ci lode moltissima i due al manierismo diede prova di gran mente e di spirilo
Giovanni Patan ilo e nipote. Pria che la mattezza di immenso.
bandir buono che che vien di fuori nascesse, Il rame Degnissimo ancor di rinomanza Venerando Ganci,
orpellato di Aci, scrive il Vigo, scusava il bisogno di nato da bassa gente in Aci-lteale nell'anno 1748. Oltre
quello di Francia. Il vino la principale derrata del ad un ingegno brillante, fu Tornilo dalla natura di vi
paese, poi la canapa e il lino. I cereali, tranne l'orzo, vissima immaginazione. I primi lampi di essa sfavilla
sono scarsi. Le campagne sono generalmente da con rono nel suo poemetto siciliano il Don Camilla , la
siderarsi fra le pi culle e ridenti dell'isola, e gli agiati voro morale clic Icnde a coltivare nei cuori giovanili
cittadini consumano in villa una quarta parte quasi del la bont de' costumi. Sfoggi di tutto il suo splendori:
l'anno. Si deve al patrizio Candido Carpitolo un albe negli apologhi, Ioli i ad imitazione di La Fonlaine da
rato passeggio suburbano che le strade del Salvatore questo o da quell'altro favoleggiatore, adorni da lui
e dell'Indirizzo congiunge. Eli' desiderabil cosa che di circostanze siffalle da esser non che dal volgo nm
si faccia altrettanto per tulle le carreggiate da man dalle colte genti ricercale. Non supera il Meli (e chi
gano ad Aci, e da qui a s. Lucia ed a Trezza. Un ma pu avanzar quel grande?) ma gli si accosta. Abbracci
gnifico belvedere contermine ad una graziosa villa e- 10 stalo ecclesiastico , al quale scopo che erasi pre
stende il guardo dal capa di Agosla sino oltre a Masso, fisso dalla pi verde giovent, studi profondamente
dominando s gran parte del lido orientale di quest'isola 11 Ialino e conobbe in tutta la bellezza loro i classici.
sorrisa dal Cleto, e vera cuna di amore e poesia. Fu canonico della insigne collegiata della patria; arse
Fra gli uomini pi rinomati che questa citt onora di filantropia , pcrloch passava giorni interi per gli
rono, oltre di quelli dei quali accenna l'abate Amico, ospedali, le carceri, e le case degli aulilti a consolare,
da notarsi Pietro Paolo Vasta pittore, il quale nacque a (ergere il pianto, ad acchetare gli animi, e largheg
in Aci-Rcale nel 31 luglio dell'anno 1697 e vi mori giare in elemosine. Da fulminatile apoplessia fu col
pel 1760. Egli ebbe dalla nalura un ingegno energico pito nella collegiata, mentre versavasi nei misteri di
e veramente artistico, ma fu guaslo dal barocchismo vini : onde avverassi quel che ci dir soleva a chi mi
che dominava quell'epoca. Studi prima con Giaciuto randolo infermiccio csortavalo a riposo ; Buon soldati
t'Ialania , pittore acese meno di lui sfrenalo , ma di muore sul campo.
43
AC w:
Da ivi non lungi han cura i frali di S. Maria singolare. Tra le rupi dell'Etna vien frequen
della Mercede della chiesa di S. Domenica tala s. Maria di Lavina per continue grazie
vergine, ai quali Stefano Riggio fabbric il conferite agli abitatori.
convento ed assegn una dote convenevole. Dipende il paese dai principi di Campo-
Fu questi il primo signore di Aci S. An fiorito, e costa di 208 case, 1011 abitanti.
tonio, secretano del re , due volte pretore Spettane la cura delle anime al vicario del
in Palermo, ed ebbe Luigi ed altri figli da vescovo di Catania. Ne hanno l'amministra
Dorolea Branciforti. Luigi, onore di sua fa zione civile gli amministratori del principe.
miglia e dell'intera Sicilia, sostenne in patria, Sin qui la comarca di Aci, essendo questo
in Ispagna, in Italia e nella Francia le prime compreso Irai suoi municipii. Apparteneva
cariche; le pi gravi ambascerie in tutta Eu un tempo ad un nobile genovese della fa
ropa. Gener Stefano con Caterina Gravina, miglia Diana. Unitamente ad altri casali ot
ammesso oggi trai governatori delle due Si tenne il titolo di marchesato nel 1652, di
cilie, i di cui elogi e del padre porremo in cui gode (1760) Giuseppe Nicol Diana du
appresso. Dei censimenti del paese si par ca di Cefala (1).
ler dove di Aci S. Filippo (1). Aci castello. Lat. Acis caslellum. Sic.
turtus.
Aei Bonaeeorso.
Sic. Jaci Bonaccursu
Lat. (V.
AciD.)Bonac-
Terra Jaci casleddu (D. D.) Sito sopra un'alta e
scoscesa rupe, nel lido orientale dell'isola,
alle radici dell'Etna verso nord-est. cosi detta tra gli scogli dei Ciclopi, la terra di Ongia,
dalla famiglia di tal nome. Costa della con e le spiagge di Catania e di Aci. Arezio ne
trada dei Pnuloti e dei Leonii, dell'altra dei scrisse : Ad euro una rocca su d'uno sco
Baltiati, e della terza dei Bonaccorsi, dalla glio, che col suo villaggio, dello dal fiume
quale ultima, fabbricala nella met del se Acide, appellasi anche Aci. Le rupi color di
colo XVI, prese nume il paese. Sorge da lun ruggine, come i vicini colli ed i massi enormi
go lempo presso i Pauloli la chiesa di s. Ste insino agli scogli della spiaggia soggetta ed
fano, e quella di s. Lucia presso i Baltia all'isola del nome stesso, sono a dirsi opera
ti , dove un sacerdote amministra i sacra di natura , in tulio diversi dalle lave del -
menti. Ouando per per voto comune degli l'Etna, volgarmente sciare. Ma a questi at-
abitatori pi elegante edificossi la chiesa di laccansi verso sud delle moli vomitale un
s. Maria sotto titolo della Direzione nel 1588, tempo dal vulcano, non poca variet presen
vi si trasferirono i drilli parrocchiali, e co tando e nel curioso combaciarsi e nel co
minci a venerarvisi s. Stefano prolomarlire lore. Nei sopraccennali colli finalmente rin-
come principal tutelare. Havvi un'altra chie vengonsi dei sassi ammonticchiati a poggi,
da, inferiore alla prima, delta di s. Maria della d'indole e peso del ferro, pietre trasparenti,
Consolazione, con una congrega di pratica sostanze testacee e simili che non occorro
no in materie vulcaniche. Sollevasi in quanto
(I) Oggi capo-circondario di 3a classe, in provincia al resto una mole di sassi, dove siede il ca
e diocesi di Catania, distretto di Aci-Hcale, distante 183
miglia da Palermo, IO dal capo-luogo della provincia, di Oggi comune in provincia e diocesi di Catania,
2 dal capoluogo di-I distretto ; con una popolazione distretto di Aci-Kealc, circondario di Aci-S.- intonili, di
di 11U abitanti. Il suo territorio di salme 977,217, stante 184 miglia da Palermo, 11 dal capo-luogo della
delle quali 2.390 in giardini , 23,357 in orli semplici , provincia, 3 da quello del dislretto, 1 dal capo-circon
4,(81 in canneti, 12,667 in scminatorii alberali, 115,871 dario. Il suo territorio di salme 84,094, delle quali
ia seminalorii semplici, 98,941 in pascoli, 395,862 in 29,737 in seminalorii semplici, 18,740 in pasture, 34,276
tigncli alberali, 30,351 in "cheli d'India, 10,995 in ca in vigneti semplici, 1,169 in terreni improdullivi, 0,172
ttaglieli, 53,235 in boscale, 164,958 in terreni impro in suoli di case. Conlava alla fine del 1852 una popo
duttivi, 2,053 in suoli di case. lazione di 1427 abitanti.
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AC AC

stello , concava nelle parti interne, battute piissimo territorio alla chiesa di Catania, non
dai flutti verso oriente. Sovrasta perci al fa menzione di villaggio. Largito poi dai ve
mare, ripida in tutto, se non che verso au scovi di Catania a varii principi , pervenne
stro vi si attaccano alle radici pietre del agli Alagona, sotto i quali vicino il castel
l'Etna. Una scala scoscesa di cementi vi apre lo ed altrove nel territorio slesso crebbero
la salita a Nord, ma s'interpone tra questa le abitazioni, come diremo in appresso. Il
e l'ingresso del castello un ponte levatoio, possiede (1760) per dritto di clientela Giu
che dato il bisogno e nella notte sollevasi con seppe Emmanuele Massa, figlio di Cristo
catene di ferro e custodisce l'entrata. Ga foro, nipote di Giannandrea. Costui lo com
gliardi muri sostengono intorno i piani: nei pr dai ministri del re nel 1647 con altri
pi bassi vi ha 1' uso delle cisterne ; poco municipii di Catania, e sebben si opponesse
pi in l i magazzini delle armi da guer il vicer perch non venisse alienato dal De
ra, e le carceri dei colpevoli di delitti ca manio, l'ottenne in feudo con drillo di armi
pitali. La torre pi alta finalmente ha forma ed onore di ducato da Carlo II nel 1634.
di lorica , destinala ai soldati di presidio ; Tiene il xiii posto nel Parlamento. Pi gi
sotto la quale negli anni scorsi fu scoverta degli altri signori. Computaronscne sempre
una fossa rotonda scavata nel vivo sasso, do le case e gli abitanti con quelli degli altri
ve gli antichi abitatori scendevano dalla parte municipii; ma nel 1713 fu notato il censo
superiore; ma ne l'uso incerto del tut- delle prime di 120, con 521 abitanti, che
lo (1). crebbero ultimamente ad 824. Il suolo fer
Non appare in qual anno sia stalo fab tile in pasture, non per in frumento ed in vi
bricato il castello. Diconlo antichissimo, ap gne; ma piantato in alcuni luoghi a vigneti,
pellato Saturnio da alcuni con Carrera ed non rende vano il sudore degli agricoltori. I
Arcangelo. E ci portaci a credere l'oppor pescatori che non in poco numero vi stanno,
tunit del luogo , poich in antichi tempi fruiscono di un mare abbondante (1).
quando vollero fortificarsi i lidi si altest Aci-atcnn. Lai. Acis-Catena. Sic. Ja-
l'esistenza di un castello su di una rupe, ci-Catina (V. D.) Terra, cos della dalla chiesa
da potervisi stabilire un sicuro presidio od di Maria Vergine del medesimo titolo ; oggi
un asilo contro le incursioni nemiche, che fra le prime e le pi numerose per la lunga
poi dissero Aci dal fiume vicino, qual' il dimora dei suoi principi. Siede sotto S. An
nome di tutto il circostante territorio. Sotto tonio, in un terreno un po' declive, e dista
il castello, verso nord-est, fu nei secoli an tre miglia a sud-ovest dalla citt di Aci. Costa
dati un piccol villaggio con la chiesa par di tre parrocchie , s. Giacomo nell' alto ad
rocchiale dedicala a san Mauro abate , ed aquilone, s. Maria della Catena dove riesce
un'altra non lontana a s. Giuseppe, eretta il suolo ad appianarsi, s. Maria della Con
dalla piet degli abitanti non lungi dal ca
stello. Vi ha un tratto di mura con una porla ti) Oggi Aci-Caslello un comune in provincia e dio
verso il luogo medesimo che le altre avanza cesi di Calania, circondario di Aci-S. -Antonio, distante
in antichit. Crede il Pirri, contare il solo 118 miglia da Palermo, S dal capo-luogo della provincia,
altrettante dal capo-distretto, 4 dal capo-circondario.
castello l'et dei normanni, poich il conte
He il territorio di salme 428,927, cio 2,712 in giar
Ruggiero avendolo concesso con tulio l'aiu dini , 9,816 in orti semplici , 35.1 in canneti, 8,808 in
seminatori! alberali, 144,930 in seminatori! semplici ,
104,737 in pasture, 28,434 in oliveti, 20,379 in vigneti
ti) Chi sa che non sia slata un'antica conserva di fru alberati, 14,931 in ficheti ri' India, 30,694 in mandor
mento, come quelle rinvenute da molli anni nel largo leti, 62,703 in terreni improduttivi, 430 in suoli di case.
del real palazzo in Palermo. Ne la popolazione di 194S abitatori.
45
AC AC

colazione verso occidente ; delle quali ne degli agricoltori feconda le terre sottostanti.
la seconda la primaria, donde prese nome il Diremo appresso del numero degli abitanti,
paese, e prevale sommamente per l'eleganza e dei loro signori. Il vecchio Luigi Riggio
e l'ampiezza dell'edificio, per la nave, le fu detto col consenso di Carlo II il primo
ali, le absidi , il campanile, l'intero corpo principe di Catena nel 1 681 , cui sottenlr
di s. Candido Martire protettore del paese Stefano, poi Luigi II, per dono di cui questo
composto in ricca arca, ed il famoso mar titolo pervenne nel 1708 ad Antonino Rig
moreo sepolcro del fu esimio Gioacchino Rig gio, il quale da consigliere del re e questore
irio; come bens pel collegio canonico, a cui del regno, fu grande in prudenza ed accorgi
nel 1730 Antonio D'Orso accrebbe la dote, mento. Intorno agli credi di lui vedi Catena
istituito gi da Pietro Galletti vescovo di Cata nuora (1).
nia. Da essa per via intermedia ed ampia mol Ad S. Filippo. Ut. Adi S. PhiUpptu.
lo si viene ad un largo, dove s'innalza un Sic. Jaci S. Filippu (V. D.) Paese con ele
magnifico fabbricato degno in tutto di regia gante chiesa e campanile, cui affermasi es
citt, adorno di spaziose sale da radunanze sere stali attribuiti dritti parrocchiali dai ve
e con una chiesa eretta alla pi fina eleganza; scovi di Catania sugli altri municipi) sin
ricco in ornamenti, arazzi, mobili, pitture, da antichi tempi , cio dalla prima chiesa
statue, vasi, pronto da gran tempo ad acco fondala dopo i saraceni. Vi ha una cassetta
gliere splendidamente i signori. Fu ordinato d'avorio lavorata a delicato rilievo in cui
da Luigi Riggio principe di Campoliorito, re portava il parroco in viatico agl'infermi il sa
duce in Sicilia da una legazione del re di cramento. Sorge il villaggio alle falde di un
Spagna ni Francesi, il di cui animo non de colle amenissimo, primo ad incontrarsi ve
sisteva in alcun luogo d'innalzare opere fa nendo da Catania dalla contrada Mzeli. Ha
mose. una via diritta e spaziosa, dov' la chiesa
Ci ha nel paese medesimo verso greco un parrocchiale di s. Filippo, decorala di un
decentissimo convento di minori riformati, collegio di canonici per concessione del ve
sotto
da Stefano
titolo Riggio,
di s. Antonio,
con d'innanzi
fondato
un largo.
nel 1C>8!)
Ad scovo di Catania , assegnatavi una dote da
Filippo Rosa nell'anno 1731. Al di sopra
occidente la chiesa di s. Giuseppe, con ma della chiesa e nell'alto la contrada dei l'a-
gnifica scala di pietra costruita a spese del vonii, un'altra verso settentrione detta dei
l'abate Ignazio Riggio. Quivi presso il ri Finocchiari con una chiesa nella strada che
tiro delle vergini povere , che il sullodato conduce in Catania; a sud Regilana; e sulla
Luigi costru per testamento della moglie Ca pi eccelsa sommit ad occidente la casa di
terina, di cui attendesi in breve il compi s. Anna degli Eremili.
mento dal figlio Stefano colle rendite ere I villaggi che portano il titolo di Aci, i
ditarie. Luigi fond un ritiro nel piano su quali sono s. Antonio, Catena, s. Filippo ,
periore del suo palazzo , dove radun le
donzelle prive di genitori , apprestando loro (I) Aci S.Filippo Catena ogni comune in provincia e
i mezzi onde potere accasarsi, giusta la pie diocesi di Catania, distretto c circondario di Aci-Realc,
tosa disposizione della defunta sua sposa, distante da Palermo 184 miglia, ti dal capo-luogo
della provincia, 1 dal capo-distretto c circondario, con
id un tiro di archibugio da s. Giuseppe se una popolazione di 4961 ubi tanti- Se ne compone II
gue il quartiere di s. Maria della Consola territorio di salme 420,103, cio 21,030 in giardini,
zione, con chiesa parrocchiale sopraccenna 1,100 in canneti, 11,161 in scminatorii irrigui, 51,136
in scminatorii alberati, 120,332 in scminatorii semplici,
ta. Sgorga non lungi di l una perenne e 191,169 in olivcll, 9,112 in ficheti d'India, 1,342 in suoli
copiosa vena d'acqua che con gran vantaggio di case.
ili

AC Esichio accenna Y AciACpresso Catania, cio

e s. Lucia, di cui diremo in appresso, com-


pulavansi colle terre vicine. Ma appare la sul lido che ascrive alla pi celebre citt vi
loro prima descrizione statistica distinta da cina. Vibio nel Calai. L'Aci dal monte Etna
Acireale nel 1632 , quando di s. Antonio, va a sboccare nel mare, ed alle tue rive
s. Filippo e contrade registravansi 1746 ca si sa avere il Ciclope scagliali dei sassi
se, 6994 abitanti; e poi nello scorso secolo contro Ulisse. Lo scoliaste di Teocrito sul 1
1861 case, 7669 abitatori. idil. cos appellasi il fiume Acide in Sicilia,
Aci-Fiumc. Lat. Acis Fhmus. Sic. Ciumi perct i suoi riti sono pari alle saette.
di Aci (V. D.) Ne notissimo il mito. Un E Teocrito : sacra onda di Aci. Silio de
pastorello di forme leggiadre, gratissimo a scrive i tenui rivi e dolcissimi dell' Aci ;
Galatea, moriva colpito da un sasso ingente erbifero l'appella Ovidio; e Solino cap. II :
dal
dellaciclope
Ninfa, Polifemo,
avendola veduta
che perduto
conversar
essendo
col- nessun fiume avanza in freddezza il fiume
Aci, quantunque dall' Etna sgorghi. Il che
f amante, svelta una mole dall'Etna vicino, anche Teocrito aveva espresso, gelido dicen
scagliona contro il fuggitivo, e ne lo schiac dolo o freddo. Per considerando il Fazello,
ci ; poi rivissuto in fiume per opera dei altro essere il fiume in quelle parli che scor
numi a preghiere di Galatea. Scrissero Ovi re nel territorio di Mascali, dello volgarmente
dio e Silio , scientissimi dell' antico mito ; freddo,
sine, o l'uno
falsamente
o l'altromostr
confonde,
esseroquesto
loro il l'ace-
nome
l'uno, essere il Simelo nato da Fauno e dalla
Ninfa Simetide; l'altro, che il pastorello fug medesimo atlribuisce. Errano con lui, come
gitivo disciolto in acqua scans le furie del altrove diremo, Arezio. Carnevale. Gollz. La
nemico e mescolatosi alla nereide Galatea descrizione di Cluverio esattissima; erra
sgomentala dalla voce del Ciclope, nel mar per, allorquando al lido dove si appressa,
vicino si sommerse. nota, diffondersi il fiume nella contrada dello
Altrove pertanto osservammo nella Cata stesso nome, poich in tulio il territorio ba
nia illustrata, ascondersi nel velame dell'al gnato dal fiume Aci non ci ha contrada alcuna
legoria una verit storica; ed avere Polifemo del nome medesimo. Porli a m qui un epitaf
gigante. l'Etna cio, cos oppresso dei suoi fio, detto apocrifo nelle tavole di Sicilia di
infocali massi il fiume Aci, da lasciar soltanto Guallerio, posto, come favola, da Aci.
scorrerne al mare sotto enorme rupe dei ru 1)1VAE
scelli, he ritengono l'antico nome di Aci:
questa esser la rupe dove oggi sorge la citt, OG.VIAE . SATVRJflAE . KT1MEAE
ed i rivi esser quelli che presso il lido dif- DEOKVJI
fondonsi , appellati acque grandi. E nelle MATRI . FILMI . VXOKI
note al Fazello, citando Cluverio, similmente
IN . POBTV
mostrammo , unirsi il fiume Aci sotto sco
scesa rupe alle acque sgorgale a Regilana, SEPVIXHRVM . TEIPLVI . ET . ARCEM
che fecondano per varie vene le terre d'in ACIS
torno ed agitano non molto lungi dalla sor FAVKI . FILIVS . PICI . EPOS
gente dei mulini, propriamente verso la con SATVRHI . PKO.XKPOS
trada di Barracca, infino al lido che perci
LATI.M . FRATER.
si appella dei mulini, e finalmente al fianco
occidentale del promontorio Xifonio precipi Aci. (Isola di) Lat. Acis insula. Sic. Isula
tano nel mare Jonio. di Jaci (V. D.) Vedi Aci, scogli.
Vien poi mentovato dagli antichi scrittori, Ael a. Luciti. Lat. Acis s. Lucia. Sic.
47

AC AC

Jaci s. Lucia (V. D.) Villaggio tra Acireale l' ingresso ne rivolto verso settentrione.
e Catena, da questa lontano un tiro di ar A mezzogiorno un belvedere taglialo nel
chibugio, con una parrocchia dedicata a quel sasso domina il mare sottostante. Qucst'iso-
la Vergine e con un collegio di canonici sin lelta non costa di una natura sola di pie
dal 1734. tra , poich altra di tufo suboscura , al
Aei-Reale. Vedi Aci-AoBitSA. tra nera del tutto, cui sono frammischiale
lei. (Scogli di) Lai. Aeis Scopuli. Sic. delle pielruzze splendentissime dette berilli
Scogghi di Jaci (V. D.) Scogli dei Ciclopi fu dai nostri. Venne forse dalla parte di tra
rono appellati dagli antichi; or Faraglioni. montana squarciala da tremuoto, ed aprcsi
fri un'isolella, e nell'opposto lido la terra di ai flutti dalla parte di oriente. Verso il 1748
Trezza. Questi scogli sono talmente aguzzi, ordin il sullodalo Luigi si fosse abbattuta
da aTerli appellato Stazio Silv. lib. $ gli ar a forza di puntoni e di mine una parte della
dui tassi delle piramidi. Sono come gra rupe, a rendere il seno pi sicuro dai venti;
dini disuguali: al primo che il pi basso ma l'impeto del mare scosse l'incominciato
succedene un altro pi allo, elevandosi il lavoro e devaslollo. Al lido di sud ebbe cura
Imo tre volte pi del primo. Favoleggiano intanto di costruire il medesimo principe un
averli scagliali Polifemo contro i compagni piccolo molo di pietre quadrale, in pr dei
di Ulisse: ma in verit manifcslansi opera marinai che sempre vi traggono , e vi ac
di natura. Succede a questi l'Isola di Aci, crebbe l'abitazione. Fabbricossi un'elegante
altrimenti Trezza; uno scoglio grandissimo casa di delizia, fortific di due fortezze la
che di circa trecento passi di circuito sol spiaggia. Conlansi (1760) 205 abitatori e 60
levasi in alto, opportunamente assicurando il case. Vi ha una parrocchia sotto il titolo di
seno vicino dai venti di levante e di mezzo s. Giovanni (1).
giorno. Per opera del principe Luigi Riggio
fu talmente profondalo quel seno da potere (I) Conlansi oggi in quella tcrrlcciuola un 600 abi
accogliere bens navi di gran mole. Venne tatori; distante 6 miglia da Catania, ed esporla orzi
un di munito lo scoglio da una fortezza, di e vini. liti scogli di Aci o dei Ciclopi sono celebri
presso i mincralogisli, dopo che Dolomieu vi scoperse
cui tuttavia non rimangono che ruderi sulla per la prima volla l'analcimc limpida, detta da lui zso
cima, le porle, la soglia ed una cisterna (1). lite bianca {tlem. sur let islet Ponce ete. pag. i3i)
Vedesi verso occidente una grolla , dove c che il Ferrara chiam ciclopilc. Ma ollraci vi ha
un gran numero di cose ammirabili su queslo fatto.
fama esser vissuto un solitario cospicuo in L'isola maggiore tutta squarciata all'intorno da pro
fior d' innocenza ; capace d' un uomo , e fondi burroni, pei quali se ne pu discernere la co
struzione interna. La sua massa principale di lava
bigia o nerastra, su cui si poggia immediatamente una
(t) Frai cretacei delta Trezza potranno scorgersi gli roccia spaziosa che ha l'aspetto d'una marna o di una
stanzi di un antico monumento ad uso di conserva di argilla, come e stala indicata da Dolomiou. Ma non
acque , che fu cosi descritto dal principe di Discari : vi hanno sopra pianlc meritevoli di attenzione, fuorch
> E un'antica fabbrica quadrata, coverta colla volta, e il Mesembriantliemum cryslaUinum , che col Ifodi-
le mura vestile di riquadrate pietre. E da osservarsi florum comune in Sicilia. A poca disianza levasi un
(lie non ha porla, ma si vede l'interno da una gran altro scoglio sul mare a forma di piramide, composto
rottura nel muro, c si scorge che negli angoli interni di lava prismatica higio-scura , con pirossena giahV
<i sono quattro grandi pietre sopra le quali posa la gnota e laminottu di feldspato, e contenente talvolta
uriti interamente circolare. Due buchi nei lati opposti globulo di racsotipe radiala. Ne coverta la cima dalla
nostrano che ad essa appoggiatasi alcun acquidollo, stessa roccia di apparenza argillosa, che sembra do
t l'acqua che per questo edilizio passava forse in esso vesse originariamente formare un esteso deposilo. Due
lasciata le sue disposizioni; mentre la sua picciolezza altri scogli pi piccoli analmente fan corteggio a que
oh fa giudicare ebe ad altro uso avrebbe potuto scr- sto, da cui non differiscono nella struttura, presen
vire , essendo senza aperture e non pi grande di tando gruppi colonnari della lava medesima. Sono quat
palmi H per ogni lato ed 8 nell'interno. tro dunque gli scogli di Aci o dei Ciclopi, quantunque
48
AG AC

Aef-Vnlvcrdc. Lat. Acis talli viridi. guisa di un dardo. Abitatori ne furono


Sic. Jaci Valvirdi (V. D.) Vedi Valverde. i Valerii, donde credesi essere stati ap
Aci-Xifonia. Lat. Acis Xifonia. Sic. Jaci pellali Aciscoli. Ed avendo i Valerii emi
Sifonia (V. D.) Apparve negli anni scorsi una grato dai Sabini a Roma sotto il governo di
esattissima topografia di questa antica citta Tazio, pu dal dello di Orsino ricavarsi la
con tutti gli edifizii, bench particolari, in origine di Aci o prima o nel tempo della
dicati ed espressi, eccellentemente condotta, costruzione della citt. E da avvertire intanto
come si dice, sulla descrizione d'un certo Oro- che varii furono i cognomi della gente Va
fone. Ma allora che altrove avr mostrato non leria:
vini, Corvini,
Flacci, Messala,
che di certo
Catuli,
in Pubblicola,
varii tempi Le-
fio
esser presso gli antichi opera di sorla di que
sto scrittore, ed esser quella un miserabile rirono e poi tennero il consolalo della re
ritrovato di uomo piuttosto incapace e di gros pubblica; quindi gli Aciscoli, che stabilironsi
sa pasta, nessun che ha fior di senno sapr nel territorio di Aci, non possono al fermo
negarmelo. IVon voglio per ora infastidire i scambiarsi coi Sabini. Ma poich la Sicilia
miei lettori, e trascorro avanti, brevissima divenne provincia romana perch vicina, si
mente esponendo le congetture che riman cur di abitarla, e le parli di Aci principal
gono della Xifonia, o checch debba stabilirsi mente. Del resto sotto la scorta di Valerio
dell'antica Aci. Affermano gli eruditissimi Or Messala Catania si un ai romani ; a ben
sino, Gualterio, ed Agostino Dialog., esser ragione adunque sospella il Carrera lib. 3,
da noi pervenuto il cognome Aciscolo alla cap. 18 . tom. 1 , essersi allora i Valerii ,
famiglia di Valeria Romana ; perloch re presi dall'amenit del terreno, stabiliti nelle
cano molle monete consolari di questa fa rive dell'Aci (1).
miglia, tra le prime della repubblica , dove Molli monumenti bens rimangono della
scorgonsi impresse delle sirene, mostri del antica cill sino alla contrada Nizeli, come
mar di Sicilia, come fingevano i poeti. Ecco le sepolcri, ruderi di mattoni, frammenti di
parole di Orsino che descrive le famiglie ro staine , vasi , lacrimatoi , lucerne. E pi
mane dalle monete: Appartengono agli A- di ogni altro una mole ingente di pielre
ciscoli i primi tre denari, nel secondo dei quadrale nel territorio Piti lungo la stra
quali si scorge una sirena, impressavi forse da pubblica che conduce al villaggio Por
da C. Valerio, per avere abitalo una volta ta ci d notizia di antica e non ignobile
gli Aciscoli nel territorio del fiume Aci, citl , abitata un tempo come da cre
popolato da sirene; e di l parliti, avere dere a borgate, al par di oggi. Non dubito
in prima occupalo il territorio Sabino, indi
Roma. Il fiume Aci che scorre dal monte (2) Silio Malico, enumerando nel suo poema le cill
Etna fu detto RIAOS; poich, siccome, ab di Sicilia confederate ai romani, che valorosamente li
soccorsero nella seconda guerra punica, vi accenna an
biamo da Eustazio , si disse procedere a che Aci, enunciandola poeticamente dal suo fiume :
Vieri Gela che dal fiume ha nome, e Meta;
Plinio non ne rammenti che Ire, scopali Ire Cyclopum; Ed i Palici che i spergiuri pelli
e se non vogliasi ammcllorc in lui un errore, 6 forza Domati con pena subitanea, e viene
credere che il quarto sia sialo isolalo dopo i suoi lem- La teucra Acesia; ed Aci, che i tuoi /lutti
pi o da trcmuolo , o dall' urlo delle procelle , poich Al mare volge per le spiagge etne,
queir ammasso di prismi pu venir facilmente scom l'alma nereida con dolce onda bagna;
paginalo. Cosi anche sembra verisimile che lutti questi Del tuo amor. Polifemo, ecco il rivale
scogli siano siali un tempo in continuila ed abbiano Che l'ira atroce del selvaggio petto
formato un sol corpo cogli ammassi colonnari della Schivando, sciolto in lentie rivo, eluse
costa donde furono divelli. Vedi Biblioteca Italiana Il suo nemico; e allora, o Galateo,
Tom. XX. Con le mischi le sue onde vittrici.
49
AC AC

essere stala della Aci dal fiume vicino ed di Napoli; e morto finalmente nella patria,
aver poi preso dal promontorio soggetto il prelese Roberto il possesso di Aci, poich
soprannome di Xifonia; del resto ci che era stalo sancito doverne Lauria e gli eredi
si disse, principalmente da Orofone, da tenere il possesso non ostante ribellione;
abbandonarsi colle favole antiche essendo ma appellala la lite a Giacomo Aragonese,
indegno allatto di memoria. costui decise per Federico di Sicilia; solle
Ad imporre finalmente un compimento al vatisi i Galli sotto di lui, ostilmente inva
le notizie di Aci, rimane dir delle signorie, dendo il territorio di Aci, devaslaronlo col-
cui si addicono per dritto di clientela i l'incendio, ed avendo e campi e villaggi de-
municipj di essa. Scacciali i Saraceni larg vorato, una pioggia di neve copr quelle rui-
il conte Ruggiero tra le altre possessioni ne, donde il molto dei Siciliani : Aci poi
ad Angerio Vescovo di Catania, con suo ch arse nevic.
diploma del 1092, il territorio di Aci col Mosco Alagona l'ottenne dallo slesso Fe
castello; ed allora fu onorato bens Ada- derico come se ne fa menzione nel regi
metto Sismondo dal Conte medesimo, della stro del 1320; ma sotto il Re Ludovico ne
carica di governatore di quello, come rin rinvengo signore V Infante Giovanni Duca
vengo nelle memorie di s nobile casato: di Randazzo, alla morte di cui pervenne ad
si ebbe poscia a successore il figliuolo Artale Alagona figlio di Blasco, che nel 1301
Stefano, il di cui erede fu confermato da s' ebbe una nuova concessione da Simone
Guglielmo II nel 1173, e per essersi unito del Pozzo Vescovo di Catania, di che con
a Tancredi col Vescovo di Catania dicesene segu la conferma da Urbano V; disse ere
privato da Errico VI. Molle famiglie allora de per suo testamento fatto in Catania, il
abitavano a borgate il territorio, con nomi figlio Staziona di letto illegittimo, cui, es
che persislonvi ancora; per evidente, dai sendo morto senza figliuoli, Blasco e dopo
querceti, che frequentissimi occorrono in di lui il giovane Artale successero; nemi
varii luoghi, essere stato per lo pi occu co costui al Re Martino, lungamente con
pato da densissime selve, che abbattute po tro gli eserciti regii nel forte di Aci, con
scia e distrutte, piantali i campi a vigne, moglie e figli, si difese; cedette finalmente
ad alberi fruttiferi, vestiti di gelsi i monti, con un accordo di cui ritrovai esserne que
resero tal copia di fruito da superare l'a ste le condizioni: consegnasse Artale al Re
spettazione dei cultori. le fortezze di Aci e di Paterno, prendesse
Consumali sotto i Principi Svevi i dritti del a protegger Malta; ma dopo breve tempo
Vescovato di Catania, anche la signoria di perdette Aci, n finalmente si ebbe la pos
Aci sostenne perdite non leggiere; rimessa sessione di Malia; partilo da Sicilia allora
poi alla primiera integrit, sotto i Re di mor in esilio. Celebrato dopo ci il Re Mar
Francia, per opera del Legato Apostolico, tino in Siracusa il Parlamento nel 1398
tosto per negligenza del Vescovo Gentile, stabil, rimanessero il territorio di Aci ed
sotto Federico II , ne ebbe il potere per il castello sotto il Regio Demanio; Alfon
l'annuo censo di 75 monete d'oro Ruggiero so tuttavia con lettere di Messina del 5
di Lauria Comandante del mare dell' isola, aprile 1422 li assegn per 10000 fiorini a
che ne fortific egregiamente il castello: Ferdinando Vclasquez. Nel seguente anno
vi si difese una volta, come abbiamo dalle poi , essendosi lagnato presso il Romano
storie, il nipote di Ruggiero contro il me Pontefice il Vescovo Giovanni del Poggio
desimo Re, e se l'ebbe Margherita figlia di del dilapidamene) della sua Chiesa, pro
Ruggiero, lorch quegli si un a Roberto Re cur il prelato di Siracusa, a comando del
7
50
AC AC

Papa, restituirlo nella possessione di Aci e ne vendette k> stesso Giovanni Ir


negli altri beni male alienati; rappattumalo nel 1 465 a Bernardo Requesens ai
l'affare, gravato Velasqucz del censo, as cer, da cui dopo tre anni per op
sunse il dominio. Volle allora Alfonso si Questore di Sicilia, per pi vistosa
fossero tenute fiere nel territorio di S, Ve sborsala nell'erario, se l'ebbe Anti
nera, dove un pozzo di acque termali ; e Mastro Antonio: Giulio Reitano poi ;
rammentano che il Magistrato componen- tali al Re 40000 fiorini, prese Aci a
tesi dei singoli municipii, procedendo con laggio, del che inleso il Mastro Ai
solenne pompa a cavallo dal villaggio Pa- che
feritocomprala
a ciascun
l'aveva
altrocol
anche
paliosedi pres
ess<
vonio a piantarle, non lieve danno recas
se agli agricoltori; l'imperatore Carlo v le avesse somma pi grossa, conl6.il co
conferm e trasferille poscia in Aci-Reale, danaro al Questore, di nuovo rientra
dove ora verso i 21 di luglio, con gran con in possesso ; alla morte di lui fu si
corso del vicinalo, celebranti ogni anno. In sorc nel 1478 il figliuolo Luigi di Jti
quel tempo Adamo Asmondo si disse Barone Antonio, cui nel 1505 sottcntr Salva
di Aci, perciocch largo in concedere il Ve- sero
che laallora
tenneglisino
Acesi
al 1528.
vendersi
Appena
dalla
con<
lasquez, segn nel 1434 suo successore lo
Infante Pietro Conte di Nolo fratello d'Al il dritto di ricompra , ed aver Salve
fonso , per nelle ultime disposizioni del presentalo al Questore 5000 fiorini ad
1437 Alfonso medesimo, e morto costui sen postergarsene, per opera del Senato di
za figliuoli, lasci successore l'altro fratello tania e per l'industria di Girolamo G
Giovanni; frattanto 1' assegn Alfonso per rera, ambasciadori spedili all'impera!
4020 fiorini a Giambattista Platamone da Carlo equivalente prezzo oITerendor per
gran tempo Vicer in Sicilia, e Segretario creto del 25 luglio 1521 , ottennero
del Re; ed avendo impetrato due anni dopo nire incorporati al Demanio Regio.
Guglielmo Raimondo di Moncada la terra to
pra,
Rimase
il potere
Aquilea
dunque
Regio,
massimamente,
per
impinguossi
un secolo
finch
come
e pi,
ques
di s<s
di lui, pagati 5000 fiorini per drillo di ri
compra che avevasi il Re conservato, sci ri
vendic dipoi Platamone sborsati nel regio dalle altre
sultori avevan
terre
segnato
divisa,dicci
il che
annii prima,
Regj Coii
erario 43000 fiorini; lasciolla nel 1451 al
figliuolo Giulio Sancio confermalo con re masc nel Demanio ; furon date le altre
scritto del medesimo Alfonso, il quale mor glio
rio
Niccola
33000
Guglielmo,
Diana,
fiorini.
avendo
e Successe
si sborsati
ebbe nela nel
Kiccola
1662
Regio
AciS
ilera
fi
to, successogli in Sicilia il fratello Giovanni,
ripeteva da Giulio Sancio il territorio di
Aci col castello, che asseriva doverglisi giu Antonio,
sali; ed avendo
Catena, poi
S. Filippo
Stefanoe gli
Riggio
annessiPrin
ca
sta il testamento dell'Infante Pietro ; ingag
giala una lite nella M. C. del Regno di Si cipe di Campofiorito conlati 36000 scudi al
cilia, decret questa in favore di Giovanni, Questore del Regno ed altrettanti ai Diana,
il che mal sopportando Sancio, calpestando prese perpetuamelo in vassallaggio Icso-
la parola data al Re, nel 1463 si fortific nel vraccennale terre, alle quali annesse bens
castello, ma espugnalo per opera di Pic il borgo di Plalania, che poco dopo ven
cola Settimo, lui ed il figlio gettali nella ne compreso territorio di Aci Reale. Sor-
rocca Orsina di Catania , vi furon sino a sevi, per dritto della moglie, Stefano Principe
morte obbliali; Aci soggiacque al dominio di Campofranco, primo Marchese di Gine
regio. Incalzando poco dopo una guerra, stra , ornalo in patria di cariche primarie,
51
AC AC

esercit in critiche circostanze le veci di primo inauguralo dal padre medesimo ad


Vicer, ed in Catania principalmente nel un orrevole sentiero nel primario governo
1669, quando il monte minacci allagar la della milizia del Re di Sicilia, suo Legato
citt; Segretario del Re, Razionale dell'E in Ispagna , Comandante del Castel nuovo
rario di lui, Legato in varie Corti, e finalmen in Napoli, Direttore del Regno, oggi appa
te eletto Stratego di Messina : fondatore, co recchiasi a cariche maggiori. La lai. di Aci
me dissi di sopra, del Convento dei Minori di gradi xxxvn xl, la long, quasi di xxxix
presso Aei-Calena, che disegnato dal 1633, dall'isola di Ferro.
un tanto benefattore finalmente conobbe in Acqua del Corsali. Lat. Aquae pira-
Islerano nel 1689; si ebbe Luigi dalla mo larum. Sic. Acqua di li Cursali (V. M.) Ter
glie Angela, primo Principe di Catena, Ca ra nella spiaggia settentrionale di Palermo,
valiere di S. Giacomo, dei Pari del Regno con una torre di guardia ed una sorgente
e Pretore di Palermo ; celebr le nozze con di acqua a circa due miglia dalla cill (1).
Francesca Saladino, donde nacquero Stefano Acqua del Be. Lat. Reg Aqua. Sic.
Principe di Aci S. Antonio e S. Filippo, An Acqua di lu Re (V.M.) Fonte e Torre verso
drea Vescovo di Catania, ed altri. Nacquero Ponente nel seno di Castellammare o Se-
da Stefano e Dorotea Rranciforti , Luigi , gestano. Vedi Fonte del Re.
Andrea., Michele, e Pietro il quale ascritto Acqua Manta. Lat. Aqua Sancta. Sic.
!i Roma trai Prelati, fini sul fiore la vita; Acqua Santa (V. M.) Seno nel liltorale di
Andrea vivente , supremo Prefetto della Palermo verso Oriente sotto il monte Pel
flotta Spagnuola; Michele, Ammiraglio del legrino, con un borgo di marinai ed una
Re di Napoli, Cavaliere dell'Ordine di San Parrocchia (2).
Gennaro, Presidente da gran tempo di tutto
il regno , ora con altri moderatore delle (1) In quella torre cosi della dello Sia: zone fa
recentemente stabilito un Telegrafo tra il Molo
due Sicilie; il Principe Luigi, Ammiraglio di Palermo e Bagheria.
di Sicilia in prima, e Vicegerente del Vi (2) Ivi sorge il lazzaretto di Palermo fondato dal
cer, andatone nella Spagna Vicer di Va Duca di Albuquerque nel 1631; vi furono aggiunti
varii corpi nel 1771 e ristorato ed accresciuto colla
lenza ed Orano, Comandante dell'esercito, debita magniflcenza venne Analmente nel 1833,
ambasciadorc presso i Veneziani, con pie sotto la vigilanza del Sig. Duca della Verdura.
no potere per l'Italia, di carica uguale de Occupa
cinto di unmura
grande
chespazio
ben loincustodiscono;
riva al maresitutto
ha due
ri-
corato in Parigi , ovunque pales somma
porte una al Sud , l'altra a Sud-Ovest che la
moderazione di animo, prudenza, destrez principale, a cui si apre a dritta un angusto sepol
za , munificenza; merit poi venir segnalo creto ad uso degli eterodossi, piantato a mirti ed a
ai Grandi di Spagna, trai cavalieri di S. cipressi, ornalo di tombe con iscrizioni ec. Vi sor
Gennaro, S. Spirito, S. Giacomo, si attras ge nel mezzo di un gran cortile la primaria cap
pella a comodo dei contumacisti, ed una piccola
se la confidenza dei Principi; dando un ad scala di pochi gradini mette in un ciborio, dove
dio finalmente agli onori ed a tutto, a se il simulacro in rilievo di M." Immacolata, patrona
lungamente vissuto ed al Creatore, in Val- dei naviganti, lavoro dello scalpello dell'egregio
verde terra di sua pertinenza , come era Salvatore Bagnasco, oltre il basso rilievo di pittura
di Giovanni Patricola silnato nel cortile, ed il
stalo suo desiderio, attese intrepido la mor busto in marmo del Re opera dell' abilissimo
te nel 1758, ed ivi insieme coll'amala sposa Nunzio Morello. Ad un tiro di palla dal Lazza
dorme un sonno di pace in comune mar retto merita attenzione la Regia peschiera di ce
moreo sepolcro; fu dessa Caterina Gravina fali non mollo estesa, ma aggradevole al sommo.
Sorge nel territorio dell'Acqua Santa la maestosa
da cui si ebbe Stefano , Ignazio , Carlo e rasine del Principe di Belmonte fabbricata sul fine
ftaldassarc, di cariche ed onori insigniti; il del trascorso secolo, adorna di ameuissima glo
52
AC AC
Acqua Tlva. Lat . Aqua viva. Sic. Acqua con 137 case , ma si accrebbero sin oggi
viva (V. M.) Villaggio nella diocesi di Gir- ad 829. Il suolo ne fecondissimo, abbon
genli non lungi da Sutcra e Castronuovo, dante in pascoli a nutrire gli armenti, non
col titolo di Ducato sin dal 1680, alle fal scarso
Acque in Grandi.
oliveli, vigne
Vedi ed
Ad altri
fiume.
utili (1).
de di un monte Ira Camerata e Monte di
Mele
chinese
o Manfrcda,
che di molte
chiuso
sorgenti
dal territorio
e vari fiumi
Ma- Acrmiina. Lai. Aerodina. Sic. Agradina
(V. i\ .) La pi grande e migliore parte della
copioso, diede nome al villaggio. Nel Capi- citt di Siracusa, detta a buon dritto munitis-
brevio di Barbera si fa menzione del feu sima da Plutarco, bellissima, vastissima, di
do Machinese presso Sulera, essere stato visa da un muro dalle altre, Tica cio e Nea-
di drillo verso il 1330 di Giovanni Loarria, poli, quali Diodoro nomina come sobborghi,
da cui pass alla figlia Marina moglie di e dall'isola, ossia Orligia per un angusto
Santoro del Castello: succeduto poi al Ca stretto di mare reso come un istmo da un
stello Antonio Spatafora nel 1*08, pass ponte e da argini. Tullio contro Verr. Ci ha
quindi ai figli che rinvengo nel 1516 signori un'altra citt in Siracusa, cui nome Aero
del Machinese; compresselo tempo dopo dina; dote un estesissimo foro, bellissimi
Francesco Abarca e lasciollo alla figlia portici, un ben collo collegio, amplissima
Francesca unila in matrimonio a Pietro curia ed il famoso tempio di Giove Olim
Oliveri, quale per varii onori rifulse, Pre pico; le altre parli della citt tagliate da
sidente del Regio Erario nel 1675, elevalo larga ed estesa via e da molle diagonali,
al supremo posto del Consiglio Italico, mo contengono edifizii privali. Fu in prima
r in Madrid lasciato il figliuolo Michele unila ad Ortigia e popolosa, poscia abban
che fu nominato il primo, Duca diAcquavi- donala a poco a poco dopo i tempi di Au
va; nacque Pietro da lui e da Rosaria Pilo dei gusto al declinar dell'impero, distrulla fi*
Marchesi di Marineo, che gener France nulmcnle dai Saraceni. Strabonc lib. 6,
sco con Caterina Gisulfo, oggi marito di Maltrattata fra le altre ai nostri giorni
Rosalia Migliaccio: gli si compete il dritto Pompeo, Siracusa, mandarvi Augusto una
di armi ma non ha luogo nel Parlamento. colonia , rislaur gran parte dell' antica
Un legato del Vescovo presiede al Clero struttura; costava un tempo Siracusa di
ed esercita drilli parrocchiali nella Chiesa cinque citt, ricinta d'un muro della lun
maggiore sacra alla Madonna SS., la di cui ghezza di 1800 sladii; n slima aver po
festa, come di primaria protettrice, celebrano
gli abitanti nella terza domenica di settem li) Oggi Acqnaviva un comune in provincia
bre ; il loro numero nel 1613 fu di 549 distretto diocesi di Caltanissetla , circondario di
Mossomeli da cui dista 2 miglia e 26 dalla prima.
Il suo territorio componesi di salme 813,628: 4,520
conila villa; ne il sito sommamente delizioso e in giardini, 1,311 in orti semplici, 0,032 in can
sovraneggia sul mare, oggi di propriet di Ferdi neti, 13,871 in seminatorii alberati, 623,646 in
nando Morroy Principe di S. Giuseppe, Pandolflna seminatori! semplici, 76,816 in pascoli, 4,855 in
e Belmonle per dritto di moglie. Fa menzione oliveli, 11,490 in vigneti alberali, 27,888 in vi
l'eruditissimo Scavo di un sale catartico trovato gneti semplici, 2,927 in ficheti d'India, 15,049 in
in un'acqua che scaturisce da una apertura a mandorleti, 1,735 in pistacchieti, 29,382 in terreni
pochi passi da quel fabbricalo in un masso del improduttivi, 8,106 in suoli di case. Alla distanza
Pellegrino, appellata da ci dal volgo Palermitano d'un miglio dall'abitato nota l'Ortolani Di*. Ceog.
Acqua di la Macca; sembra della slessa natura di esservi una miniera di salgemma di cui si fa uso
quella detta dagl'Italiani delle Capanne in Noce- con gran profitto, nel salare principalmente. Con
ra, e Tu da gran tempo encomiata dai medici co tava nell'anno 1798, t953 abitanti, che erausi dimi
me un farmaco alle pi gravi malattie. nuiti nel 1831 a 1642 e nel fine del 1852 a 1513.
53

AC sta due miglia il fiume


AC Anapo , potersi in

tuto Augusto abbellire una citt di s gran


circuito, ma aver assegnato soltanto alla una notte far il viaggio da Acrilla a Sira
parte abitala presso l'isola Orligia un nu cusa, da cui non lungi colloca altronde Ste
mero maggiore di bracciaper elegantemen fano la prima, e sappiamo non disiar mollo
te compire la parte di tal circuito di mu Palazzolo dalle fonti dell'Anapo; non a ragio
ra, da potere entro rinchiudercisi quello ne dunque afferma il Cluverio,mal contentan
d'una citt molto grand* . Orligia congiun- do Livio, avere errato Fazello nello stabilire
gesi al continente con un ponte; dunque Acre verso Palazzolo. Plutarco poi narran
ai tempi di Augusto questa parte sola cio do il viaggio di Dione da Agrigento verso
YAcradina era abitata, che egli forni d'una Siracusa, dice aver posto il campo presso
colonia. Verso la mela del vii secolo l'Im Agras , e toltolo poi noltempo , e venuto
peratore Costante stabili la sua diinora in all' Anapo lontano dieci stadii da Siracusa,
Siracusa, ed certo in quella parte; da aver quivi salutalo l'alba nascente; le foci
allora affermo essere Acradina a lungo esi di quel fiume ne distano per fermo altret
stita, a poco a poco essersi spopolala sotto tanti. Pu un esercito, a sentimento di Clu
i Saraceni, poi del tutto abbandonala e 0- verio, percorrere in una notte lo spazio di
nalmenle spiantata. circa 24 m. tra Palazzolo e Siracusa, don
Acre. Lat. Acrae. Sic. Acri (V. N.) An de a buon drillo riprendesi di tale errore
tica citt in Greco AKPAi, della di cui gente il Fazello, che stabilisce Acre presso Palaz
il nome Aerea, da Plinio Iib. 3, cap. 8 in zolo, dai due argomenti addotti da Livio e
conio latino Acrese. Variano circa il sito da Plutarco, in convento di Cisterciesi fi
Geografi , tutti per la collocano in un nalmente porla il nome dell'Arco non del
luogo eminente, come suona lo stesso no l'Ama come disse Cluverio, dove si ha
me, il che indica Silio in quel verso lib. 14. qualche vestigio dell'antico nome di Acre.
Dubita Cluverio essere siala dove oggi Chia
N i Tapsi, o qoei delle aerose rupi
Mancami) d'Acre... ramente , quasi che la voce Acramonte si
sia corrollamcnle cambiata in Chiaramontc;
Cluverio tra Noto ed Avola al convento dista per quella torre pi di 30 miglia
di S. Ilaria dell'Arco, Arezio dove era Chia da Siracusa, cos appellala dai borgomastri
ramente, Fazcllo presso Palazzolo; prende Chiaramonlani ; e rimanendo oggi presso
questi due argomenti da Livio e da Plutar Palazzolo il vocabolo Acramonte, il Fazel
co: Livio descrivendo il viaggio d'Ippocrate lo apertamente abbraccia la congettura di
capitano dei Siracusani nota aver con 10000 Arezio.
pedoni e 5000 cavalieri fermato nollcmpo Notando Stefano molte Acri , la terza ,
il campo presso Acrilla, e ritornalo coi suoi scrive , opera dei Siracusani. Tucidide
Marcello da Agrigento e rinvenuti scompi nel lib. vi, Acre, dice, e Casmene furono
gliati e dispersi i Siracusani in piantar gli fabbricale dai Siracusani; Acre 0 anni
accampamenti e molli incrini , fug con dopo Siracusa , Casmene 20 quasi dopo
Ippocrate la cavalleria insino ad Acre. Ri Acre. noto gi aver Siracusa cominciato,
tornando poi Marcello in Siracusa, pose il nell'anno n della xi Olimpiade, a popo
campo Ippocrate a due miglia presso il fiu larsi di Corinzi!; fu dunque Acre costruita
me Anapo con Imilcone condottiero dei Car nell'anno iv della xxviu Olimpiade, 665
taginesi: tutto il che ci abbiamo da Livio. Dal anni prima di Cristo. Dalle tavole dell'Iti
sin qui detto pu ricavarsi , essere stala nerario romano ricavasi; da Ibla 24, dalle
Acrilla uon lungi da Acre, distare da que- Acri 18, da Siracusa 24 dislare. Trovasi ne-
54
gli elogi (li Diodoro,ACavere i Romani per AD
di cui sotto Federico II era signore Fran
messo a Geronc , di ritener sotto il tuo im cesco Mangiavacca Milite Messinese.
pero e i Siracusani e le citt loro soggette Attorno. Lat. Adranum. Sic. Adorn
Acre, Leonzio, Megara, Eloro, Dolo, Taor (V. D.) V. Adrano.
mina. Adracno. Lat. Adragnum. Sic. Alragnu
Ecco quanto scritto di Acre: ma ascol (V. M.) Casale Saracenico non lungi da Sam
tiamo il Fazello che parlando della terra buca , poi abitato dai Cristiani e concesso
Busccmi di nome recente, dove ripone la con
Morreale;
altri da
concediamo
Guglielmoe IIdoniamo,
al Monastero
sono pa'<
sorgente del fiume Anapo di Siracusa, sog
giunge esser Palazzolo a due miglia di l; role del rea! diploma, Palermo 1185, alla
detto un tempo Acre dai Siracusani, co chiesa medesima, i casali di Giuliana, Co
struito sul fiore dei loro tempi: ne rima mico , Adragno , Lasabuca e Senure con
ne un vestigio al convento dei minori di tulli i loro tenimenli, pertinenze e cappel
S. Maria di Ges, che dicesi ancora Aere- le. Dal beneficio dell'Arcivescovo di Morreale
monte e corrispondendo all'autorit, pre pass alle signorie secolari; quindi se 1' ebbe
senta una distanza con Siracusa di 2f mi Eleonora figlia dell'infante Giovanni ed il
glia. Checch dei rimasugli di Acre, dove suo erede Giovanni di Luna (V. Sambuca).
di Palazzolo. Afferma Cluverio avere Adrone mentovato
Aerina. Lai. Acrilla (V. N.) V. Accilla. da Diodoro in questo spazio di terre, ce
ai- riniia. Lat. Acristia (V. M.) Villaggio duto il luogo ad Adragno, detto deserto
fabbricato sopra rupi eminenti, oggi deserto, dal Fazello e superstite solo per noir
non lungi da Giuliana e Chiusa: Fazello (licc e ruine.
io spiantato e dalle sue rovine accresciuto Adrano. Lat. Adranus flurius. Sic. Adr.
llurgio. Francesco Venlimiglia possedeva nu (V. D.) Vengono cos appellale le vene
nel 1320 il castello di Crislia, secondo i regii di acqua che sgorgano copiose sotto la citt
libri; nel 1408 apparteneva agli eredi di dello stesso nome e sboccano nel Simcto;
Nicola di Peralta conte di Chiusa, Gir'ir.- due principalmente meritano di essere com
na e Bivona. Dubita Cluverio essere slata mondate, l'uria nominala eli iara. nera l'altra,
l'antica Scirtea di cui a suo luogo: non lun poich limpide d la prima le sue acque,
gi da Triocala verso Settentrione un vil torbide la seconda. Per falsa persuasione
laggio deserto, volgarmente Acristia, che credono alcuni essere i fonti Delli o Pan
si per la vicinanza che per una certa somi cini, poich Adrano, Dio del superstizioso
glianza di nome sembra siasi l'antica Scir gentilesimo, diecsi dall'antico Esichio padre
tea. Egli crede bens esserle stata un tempo dei Palici, dei quali, alcuni stabiliscono la
vicina Crasto citt (1). favola presso il Simelo; n mancan di co
Acuta. Lat. Acuta. Sic. Pizzuta (V. N.) loro che affermano venir qucslo, sotto il no
Piramide al Pachino, di l dal fiume Assi- me dell' Adrano, che in questa eia nostra
naro volgarmente Falconara. scorre nei confini di Adorn, e la barchetta
pel suo tragitto prenderne il nome.
AD Adrano. Lat. Adranum. Sic. Adorn
(V. D.) Popolosa e ricca cill con titolo di
Aderitile. Lat. Adernitis. Sic. Adorniti Con Indo, di antica origine, rammentata da
(V. M.) Un tempo casale di Val di Mazzera, Diodoro, Plutarco, IS'infodoro, Eliano, Livio e
Plinio; Adranum dai Greci, come anche da
1 Credeti da alenai esser sorta tra Bisacquino
e Sambuca.
molti Latini; e dai scrittori del basso tempo
55
AD AD

Adirino,
il monto Etna
dai Siciliani
nei colliAdern.
sopra ilSorge
Sinodo
solloa Adrano, ma l'attuale citt credesi solle
varsi in un pi largo spazio; fior al certo
Sud-Ovesl, fu costruita secondo Diodoro non ultima tra le altre. Poich narra Dio
lib. 13 da Dionisio tiranno di Siracusa: Dio doro l'assalto dato dai Romani ad Adrano
nisio, scrive, fabbric una citt sullo stes e Macella, nota come scrive Cluverio d'un
so monte Etna, detta da lui Adrano da altro Adrano nella valle di Mazzara. Silio
un famoso tempio. Esser fiorita prima di del resto lib. iv enumera gli Adranili tra
Dionisio col nome di Inessa sotto l'Etna, quei popoli nostri, che soccorsero il console
poco si accorda colla storia; sorgeva Inessa Marcello; e Plinio tra quei del centro; mol
sin prima di Gerone vero, ma il suo silo ri to illustri finalmente addimoslranli le mo
pongo altrove. Risponde la fondazione di nde con l'epigrafe AAPANIJIN, dove da una
Adrano
Olimpiade,
sotto400
Dionisio
anni nel
prima
primo
di anno
Cristo.
della
Fa xcv
poi parte si scorge un'Aquila che dilania col
rostro e le unghie un lepre, dal di dietro
menzione Plutarco, nella vita di Timoleontc, un cancro cui sottogiace un pesce; se ne
del tempio di Adrano che diede nome alla ha poi di altre in cui si osserva il capo di
citt: abitavano gli Adranili una terra Apollo o di Adrano con una lira ed il
piccola vero , ma consacrala al Dio motto AAPANitan. Sorgeva al tempo dei
Adrano teneralo in tutta Sicilia. Kliano Saraceni , come costa da una pietra non
degli Anim. lib. 2, cap. 20 : ci ha in Si lungi dalla chiesa di S. Domenico segnala
cilia, dice Ninfodoro, la citt di Adra di caratteri arabi, di cui si ha interpreta
no, dor sorge un tempio al Fum indi zione appo il Pirri. Non ignobile fioriva sot
geno, che afferma magnifico; ma vedre to i principi Normanni, e spesso viene en
mo altrove cosa dicono del Dio , quan comiata Adelasia Contessa del luogo, nipote
tunque famigerato, propizio, secondo ai del
alloraconte
fabbricata
Ruggieroquella
; dicono
torreessere
gigantesca
siala
supplichevoli. Pi di 1000 cani vagolavano
intorno al tempio nutriti dai sacerdoti , a che occorre di tutte la prima nella de
ravviar coloro che pellegrinassero religiosi scrizione di Adem; quadrilatera, ele
al Nume, fugar coi latrati e coi denti i vasi a 300 cubili , munita di esteso ba
profanatori, i ladroni, ed accompagnar not- stione con un ponte; le basse interne ca
tempo i devoli alle case loro ; notizia di mere erano destinale ai malfattori, i piani
Elcino. Adrano quell'eroe per vero, da superiori a Ir ordini presentavano un gior
cai , secondo Hacrobio , ammoniti i Sicoli no sale magnifiche; oggi per pi non so
della divina risposta dei Palici, offrirono un no in istato di potere abitarsi. Non distan
sacrifizio. Riportata Timoleone vittoria con te dalla torre il tempio principale verso
tro Icele , sacrific nel tempio secondo il Occidente dedicato a Maria Assunta, ampio,
costume della gente, poich i cittadini presi decentissimo, che da pochi anni minaccian
d'orrore veduto Adrano bagnato di sudore do ruina fu in forma pi solida ristaurato
squassare un arme, a Timoleone il rac con nave ed assidi ; l' unico Parrocchiale,
contarono nell'entrare in citt, e tentando adorno di un Collegio Canonico stabilito ver
due sicari mandati da Icele sotto spoglie so il 1C90 per ordine del Vescovo di Catania
di contadini insidiare la vita del Corinzio e Diocesano, poi confermalo nel 1706 dal
addetto ai sacrifizii, vennero presi, e dopo l'autorit del Romano Pontefice, al di cui
avere svelato la trama furon, secondo Plu Preposito e Dignit, come diconsi, si attri
tarco nelle storie, rilasciati liberi. buiscono le cariche di Parroco ; nella piaz
Presso quel tempio sorgeva un giorno za dinanzi il tempio larga e spaziosa, sorge
50
AD AD

il Pretorio Civile dove esercitano il drillo bo dei frali Predicatori sollo titolo del SS.
della
i Magistrati
citt sie hanno
i Consultori.
le loro Chiese
Le altre
cheparli
di Rosario, 30 anni prima stabilito al di fuori
nella Chiesa di S. Maria delle Grazie, quale
cono filiali, dove amministransi i Sacramenti Adelasia aveva assegnato con le terre d'intor
a comodo degli abitanti, delle quali la prin no alla Chiesa di Catania. Nella parte occiden
cipale sul centro quella di S. Pietro pa tale abitano i Minori Osservanti un ampio
trono del paese, bella per l'eleganza del convento fabbricato, testimonio Uvadingo, dal
l' edificio e gl'interni ornati ; ne magni R. Matteo di Girgenli. sebbene scriva il Pirri
fica la cappella del S. Apostolo ; sono de averlo la Contessa Adelasia onoralo dei suoi
corati gli Altari di antiche nobili pitture del auspicii sotto nome di S. .Maria di Ges
famoso Zoppo di Gangi ; una solenne festa nel 1466, dopo la morte del Santo; vi ha
vi si celebra con gran pompa e fiere il di un Collegio generale di studii dell'ordine,
primo di agosto. Nell'altra parte, ossia la dopo quel di Messina sommesso al Ministro
terza, amministra i Sacramenti la Chiesa del Generale, che ne assegna i professori; segn
SS. Salvatore, anch'essa maestosa, e posta il tempio dell'olio sacro, giusta il co
verso Oriente, presso alla quale al giorno stume della Chiesa, Ludovico Contri/eri Ve
d'oggi la casa degli Esercizii spirituali; scovo di Cartagine nel 1312, e d' insigni re
la quarta detta di S. Leonardo Vescovo, ver liquie l'adorn, del legno della S. Croce,
so Nord-Est. Oltre di queste merita at delle Spine della corona di N. Signore; vi
tenzione , la Chiesa di S. Maria della Ca inorila finalmente attenzione un simulacro
tena, elegantemente costruita a pubbliche della Vergine sotto titolo di Monserralo in
spese e convenientemente dotata, dove ogni devota cappella, adoralo dal popolo pei be-
anno ai 5 di agosto con gaudio universale befizii ricevuti. Alla parte opposta cio ad
degli abitanti, sciolgonsi i voli a Maria co Oriente adornalo il Convento dei frati di S.
me a Patrona; non che quella di S. Nicola Agostino, dalla Chiesa di S. Maria Annunzia
Anacoreta cittadino di Adern , fabbricata ta, il quale prosper dal 1424 fuori le mura,
come fama nel luogo stesso dove nacque; collocato nel 1585 entro il paese dove ri
sono 12 le altre minori colle confraternite. mane finora. A 300 passi in questa parte
Trai Monasteri di donne viene il primo stessa il Convento dei Cappuccini fabbri
quello di S. Lucia V. e M. fondato fuori cato nel 1605 a pubbliche spese sotto gli
il paese dalla contessa Adelasia nel USO, auspicii di Maria Immacolata; occorre il pri
impinguatosi largamente di beni e di ren mo in sulla via. Fissarono di recente nel
dite; videro i nostri maggiori parte della 1738 cio, la loro sede in Adern i Chierici
comunit condotta in Catania a slabilirvisi Regolari delle Scuole Pie, per dote del Ba
sotto il titolo della stessa Santa ; restano rone Pietro Spedalicri , e gli aumenti del
nel territorio di Adrano ruderi del Mona censo di Pielro Costa Cianlro della Chiesa,
stero e della Chiesa, consacrata nel 1159 perch provvedesse allo studio ed alla cul
dall'Arcivescovo di Bari , poich trasferito tura degli abitanti; pi i Renedcttini di S.
nel 159C nel piano delle Rose alla parte Lucia, ed al lato aquilonare del fianco mag
australe del paese, quivi sorge magnifico; giore il Cenobio delle Vergini di S. Chiara,
occupa il mezzo la Chiesa, ed ai fianchi da decentemente stabilito a spese di Pielro
Oriento ad Occaso slendonsi in un lungo ed Agata Bruno ; non lungi il Collegio
spazio entrambi gli edifizii, attirandosi l'am delle Vergini povere sotto la cura delle Mo
mirazione dei forestieri. Quasi nel centro nache di S. Teresa, fondalo rimpelto la tor
del paese elevasi dall'anno 1S93 il ceno- re nel 1693; e l'Ospedale finalmente dove
57
AD AD

la compagnia dei Bianchi sollecita dei ma dell'altra. Degna inoltre da vedersi, come
lati o dei pellegrini ne intende ad opere aulico monumento, la citt o il luogo difeso
di carit. Tali pubblici edifuii non volgare dagli Schiavi verso Occidente, poco prima
maest conciliano al paese , ma anche le il passaggio del Simelo. dove un pon
private case civili ne sono di principale or te di pietra dello di Carcaci dal villaggio
namento, di eleganza e grandezza non man vicino ; di dugenlo passi di circuito ,
cando. Il sito di Adern lievemente de difesa d' una fossa scavata tra i massi del
clive , disposte con ottimo ordine sono le l' Etna, dagli altri lati munita d'un mu
vie e le piazze, talch non l'ultimo luogo ro levato della pietra slessa senza opera
tiene nelle citt dell' interno. Quattro perso di calce; coli' artifizio e l'industria mede
naggi oltre il Proconservatore oggi ne com sima sono compattati i tugurii, di che den
pongono il magistrato civile ; un tempo lo tro ogni parte della fossa occorrono dei
Stratego e Prefetto del Castello giudicava frammenti di tegole : moslrer altrove do
dei delitti, cui oggi furono sostituiti il vol ver questi ruderi attribuirsi ai tempi della
garmente Capitano, i suoi Giudici, i Mini guerra Servile, parlando di Paterno, nel di
stri, gli Apparitoli. cui territorio rimane non dissimile vestigio
La milizia urbana o indigena va soggetta di quell'et. Non qui a lacere dell'antica
ai dritti del Prefetto di Argir e costa di Chiesa dedicala a S. Domenica nello stesso
78 fanti, e 9 cavalli; ma custodiscono gli territorio, nel campo Policello, memorala da
Adranili il vessillo della legione. Ne lo Adclasia nel diploma, in cui segn le terre
stemma la figura del falso Nume Adrano ad uso delle monache S. Lucia, di che do
coli' asta, e carico di armi. Registraronsi nel n il monastero nel 1150; credesi esservi
secolo xvi 800 case, 6438 anime colle ter rimasta un' antica memoria della supersti
re vicine di Biancavilla e Centorbi; nell'an ziosa religione, consacrala alle Muso, per
no 1652 1127 abitazioni, 5933 abitanti, nel meile appellasi il luogo Yallc della Musa:
1712 case 1520, 5191 cittadini, ed ultima anche meritevole di ricordanza l' anti
mente 7325. Si appartiene la citt alla co- ca Chiesa dell' Annunziata abitata in pri
marca di Randazzo. ma dagli Agostiniani: rimangono colossa
L' esleso territorio verso le montuose fal li avanzi di antico edilzio , creduli dai
de del Mongibello, comprende non poco spa paesani d' un tempio di Marte ; finalmente
zio d'un bosco che volge ad Occidente, dove S. Maria del Rovere Grosso, monastero un
beri
sono altissimi
in gran edcopia
annosi,
pinctitalch
, querceti
di grandi
, al- tempo, sotto titolo di Priorato, dell' ordine
di S. Bcnedetlo, oggi annesso a quel di Li-
seghe mosse dalla forza delle acque ado- codia del medesimo istillilo. Non lungi af
pransi a tagliarli, a comodo della circostante fermasi rimaner vestigia di magnifico edi
contrada , o campi piantali a vigne ed al lzio, del tempio di Vulcano nell'Etna cio,
beri fruttiferi , e lietissime pasture ; ingol nominato dagli scrittori.
fandosi poi il territorio alle radici del monte, Lessi nelle tavole Sicole presso Guaite-
abbraccia le rive del Simelo, abbondante in rio: Porticcllum xn stadi in ab Hadrano,
oliveti, biade, ortaggi, e ricco in acque pro rupi incisa ad scaturiginem: Ceamadiaeus.
duce buonissime messi, corrispondendo al Phesinus. Poulcnus. Lalus. Raiphus. Pius
sudor dell'agricoltore. Biancavilla e Centor Hadranum Comitato* Domini Ducis Mon
bi si spellano alla giurisdizione di Adrano, ti Alti: Camislralus. Rulori. F. Mcucus
entrambe non di poca celebrit: diremo Chischytos, Clirisoli F. Ed il Pirri che par
della prima in Val Noto, a suo luogo ora lando della sudetla Chiesa di S. Domenica
8
58

AD AD

c di Policcllo , hi su nera pietra, gerire, tasi in nozze a Rinaldo Avcncllo


queste Saraccniche toci si leggono Ialina Adamo e Matilde: prese a moglie
mente: Quivi su questo luogo avvenne giero
la figlia
ad del
erede
R. Be
delBuggiero,
Contado ed
, che
eb
la morte di Albugazaro Principe dei Sa
raceni. sente alla inaugurazione del Re Gu
Sorsero da Adrano uomini famosi: il B. e cognominossi Conte di Aquila e
Kiccola Politi clic trasse i suoi giorni in un nello; fu bens Direttore dei fond
eremo vicino lcara, la cui vita piena di Campania, e Conte di Polrzzi in Sicili
virtl c di prodigi e la santissima morte di cui morte nel 1183 Gualtieri
descritta in un libro estratto dagli atti del Conte, e nei primi tempi degli Ara
medesimo, e presso il Gactani: Giuseppe del Pietro Luca Pellegrino, alla di cui
l'Ordine dei Cappuccini, come dicesi lai congiuntosi in matrimonio Matteo Sei
co , che destinato per molli anni alla cerca divenne Signore di Cenlorbi e di Ac
dei viveri pei frati, rifulse per innoccenza e e si ebbe dal Bc le insegne di Coni
candidezza di vita; addetto all'orazione, in principei registri
condo di Chiusa,
di Federico
Sclafnni, II;
Ciminn;
e si
tento a domar di continuo la carne coi di
giuni, le veglie, il cilicio, i flagelli, si con due
cisa, figlie
e Beatrice
dalle due
Calvello,
mogli Bartolomeo
Luigia unii
serv intatto da ogni macchia ; trasferitosi
dal Convento di Castrorealc, dove lungo tem Guglielmo Peralta, e Margherita a M
po era vissuto, a S. Lucia, quivi spir l'a Moncada; morendo poi di peste, disse
nima sua nel 1718: Anna del Ite donna re sta, erede dei beni al di qua dal ti
ligiosissima, professa dell'istituto dei Mino Salso , quella al di l. Matteo Monca
ri, eccellente in purit di costumi, le di cui divenuto perci Conte di Adrano, inn
azioni pubblic Francesco Mosca; ed Anna in Palermo un magnifico palazzo nel 1
Pietrasanta delle Cappuccine, vergine per ed altri eleganti fabbricali; succcssegl
spicua per piet, del di cui spirito Francesco figlio Antonio partorito da Allegranza Ab;
medesimo si piacque. Fiorirono poi per dopo alcuni mesi dalla morie del pad
iscienze in Adrano: Agostino Pignatclli cele divenne nemico al Be Martino , ma j
bre oratore in Italia: Pellegrino Scanaglia, e riavuto in grazia, fu nel 1408 noveralo t
Fulgenzio Pecorella eccellenti nelle sacre Principi; morendo senza figli dopo cinq
scienze, nell'arte del pergamo e nell'eser vanni,
anni,
do, poilasci
nato
Siniscalco,
dal
Conte
fratello
per
Cancelliere
suo
Guglielmo
tcslamenlo
e Gran
Raimo,
Gii
Ci
cizio di cariche primarie, egregiamente esal
tati da Bonaventura Attardi Agostiniano ;
bens Iodato il Pellegrino dal Mongitorc , slizicre; successegli Guglielmo Raimond
nella Biblioteca Sicula: il Sac. Giuseppe detto Conte di Adcrn, e l'altro, suo figlie
Galletto coltivatore delle umane lettere e Raimondo Piero fu costituito Barone dell
della poesia, scrisse in versi sulle eruzioni jorca;
Feria,
vanni entrambi
Andrea
tocc a Sfammaler
partoriti
GuglielmoduliaSignora
Cancelliere
moglie didi Gio
Ma
de
dell'Etna, c pubblic di altri poetici lavori
enumerati dal Mongitore.
Si rammentano i Conti di Adcrn sino Begno e Vicer della Puglin, da Diana San-
dall'epoca normanna, poich si ebbe la Severino , il figlio Giovan Tommaso pro
prima quella citt Adclasia, nata da Matilde nunziato Conte nel 1461; dopo la morie
o Emma figliuola del Conte Buggicro, e da del padre promosso Giustiziere di Sicilia,
Rodolfo Signore di Monte Caveoso , rice due volle Presidente del Regno, Supremo
vendo il nome di Contessa di Adrano; uui- Comandante dell' esercito , prestantissimo
59
AD AD
essendo nelle nrmi e nelle scienze; si Adriano. Lat. Adrianum nemus. Sic.
ebbe da Raimondclla Venlimiglia Gugliel Alrianu (V. M.) Bosco tra Prizzi e Bivona,
mo Raimondo, vi di questo nome nella adattissimo al cacciare. Uccisevi una volta
famiglia , che dichiarato nel 1501 crede
del padre, non che consegui le illustri ca monasteri, nulla fuorch abbellimenti, rislauri rin
vengo di nuovo, e dico solamente d'un Collegio
riche di lui, ma le egregie virt; prese in di Maria stabilimento di pubblica beneficenza : fa
moglie l'unica figliuola di Antonio Moncada l'Autore menzione della Chiesa deISS. Salvatore che
Conte di Callanisselta, che gli partor An per la sua ampiezza e la grave architettura ser
tonio, di molli titoli decorato sotto l'Impe viva di Parrocchia, primach ne fosse stato trasfe
rito il privilegio a quella di S. Leonardo; dopo
ratore Carlo V; tenne oltre le Signorie ci i Padri della Compagnia di Ges vi unirono
poterne e materne, Paterno e Molla S. Ana la loro casa, quali nel 1772 soppressi, restarono
stasia, e vennegli partorito il figlio Fran frustranee le loro assegnazioni, vuota la casa su.
detta, finch nel 1786 vi s' introdusse il Collegio,
cesco suo successore da Giovanna Eleonora utilissimo istituto che molto influisce all'educa
De Luna, come dir parlando di Caltanis- zione delle fanciulle di qualunque condizione, che
seUa , dove rinverrai registrati i di costui vanno ad istruirsi nella morale e nelle arti dome
eredi. Oggi Conte di Adern , Antonio stiche. Merita analmente attenzione il magnifico
teatro fabbricato ad imitazione di quello di S. Car
Alvarcz di Toledo figlio di Vincenzo Duca lo in Napoli. In generale poi il paese si di molto
di Ferrandina e di Caterina di Moncada, accresciuto in estensione, non poche case vi fu
enumerati trai Signori di Callabellolta. rono in questo secolo costruite, molle bellissime
Pongono Adern a gradi xxxvn, xxx di strade tagliate, sin da quando venne a questo in
tento deputata nel 179i una amministrazione. II
lat. e xxxviii, xxv di longitudine (1). clima di Adern, per la posizione della citt, tem
perato e salubre, quantunque nel!' inverno molto
(1) Oggi un capo-circondario di seconda clas vi si patisca il freddo; ne fertilissimo il terri
se, in provincia distretto e diocesi di Catania da torio, di cui l'estensione di sai. 6522,908, cio 8,213,
cui
che dista
nel secol
21 miglia,
nostroe ba
151 segnato
da Palermo.
l'epoca
una
del citt
suo in giardini 62,147 in orli semplici, 1,703 In can
neti. 391,010 in seminatori! irrigui, 356,182 in
progresso. Oltre le Chiese notate dall'Autore, me seminatori! alberati, 1003,046 in seminatorii sem
ritano oggi attenzione, quella di S. Giuseppe do plici, 1848,210 in pascoli, 48,137 In oliveli, 278,249
tata dal Canonico D. Francesco Crinii nel 1005 , in vi gneli alberati, 53,222 in ficheti d'India, 351,873
dove si richiam l'antica confraternita sotto ti in alberi misti, 21,844 in castagneti, 280 in boscate,
tolo della buona morte, che esercita I' opera ca 1815,318 in culture miste, 3,452 in suoli di case. Vi
ritatevole di seppellire i morti poveri; vi unita ban trovato i mineralogisti dei sciorli simili a
quella di S. Nicol di Bari o del SS. Crocifisso quelli del Delfnato di Francia, ed anche della
dotata da D. Filippo Costa colle leggi medesime Mronziana solfata. Una zolfatara scoverta nel
che adott il Crimi per la sua; era piccolissima 1820 accresce la ricchezza del commercio. La po
Bel secolo xv , fu ampliata come attualmente si polazione di Adern ascendeva nel 1798 a 6623,
trova nel 1801, e d'allora sino al 1615 si vide ri nel 1831 a 10748, ed ultimamente a 12283. Sino al
sorgere come la pi bella fra quelle di nuova ar 1798 fu singolare il vestire greco delle contadine,
chitettura; meritano precipuamente attenzione gli col manto di tela bianco sino ai talloni. Cosi dai
adorni del suo stucco, lavoro di Filippo Consoli da nobili furouo per lungo tempo adottali gli abiti
Catania : quella inoltre di S.Antonio Abate bens tpagnuoli.
nobilmente adornala; non che quella di S. Filippo Rifulsero famosi in questi ultimi tempi in Ader
e Giacomo riedificata su di antiche rovine: la n in fatto di scienze : il P. Antonio Siverino
Chiesa degli Agonizzanti sotto titolo di S. Gio delle Scuole Pie, celebre Poeta ed eloquente Ora
vanni Evangelista con alcuni monumenti degli an tore; fu il fondatore della Casa delle scuole, ma
tichi Cristiani: non posso passar sotto silenzio immatura morte lo recise nel 1801 ; dei suoi com
quella di S. Nicola Politi concittadino, citata dal ponimenti si stamparono in Messina diverse ora
l'Autore, ma dopo quell'epoca riedificata a pub zioni funebri, dove si ammira la forbitezza del suo
bliche spese nel 1791 poich ne andarono diroc stile: Mario Sanfllippo e Spitaleri nato nel 1761 ,
cati ed il tetto ed il muro meridionale; taccio di egregio predicatore; fu assunto all'et di 22 anni
altre di minor conto. Intorno ai conventi ed ai alla dignit di Canonico non peraltro che pel pr-
60
AD AG

Guglielmo II Re di Sicilia un cinghiale, e Agata (s.) Lat. S. Agatha. Sic


per voto ordin vi si edificasse un mona ti (V. D.) Celebre torre di guarc
stero, che volle unito a quel di S. Giovanni parte aquilonare dell'Isola appo Ca
degli Eremiti di Palermo : scrive anzi il tuato
land,
sale
no
cerdote,
alcune
Massa,
sul
volgarmente
volte
colle
poich
casuccie,
avicino.
S.intorno
S.Filadclfo,
una
Agl;
La Chiesa
alla
torre
appe
villa
lorr
<
Pirri avervi avuto una visione.
Attrice. Lai. Adrix. Sic. Adrici (V. N.)
Citt nel territorio di Siracusa, nella di lei
giurisdizione una volta, oggi di silo incerto:
ne d notizia il solo Stefano; Adrice cill di
telare
artiglierie
le magnifiche
ad allontanare
fiere lenutevi
i piral
ogi
dei Siracusani ; il nome della gente Adri-
cina. Di essa Cluvcrio lib. 2. in
nato.
novembre con gran concorso de
Adronc. Lat. Adronus. Sic.Adronu (V.M.)
Borgo antichissimo tra Segcsta e Macella, Agata (s.) Lat. S. Agatha. Sic. *
talmente fortificato da non aver potuto espu trada
ti (V.D.)
dei Municipio
Salienti con
sopraParrocchia
Catania nell
e 1
gnarlo il brando dei Romani. Assalilo, dice
Diodoro lib. 23, per molli giorni i Romani del nome stesso. Lo appellano altri d;
i borgo Adrone e Macella, non espugnalo lenii poich vi dimora gente di tal noni
lo abbandonarono. Agaterla. Lat. Agalhcria (V. 31.)
me; collocano due pumi, dice Arezi<
AG cno Termini, verso Palermo, uno
oggi Agaleria, Teresa l'altro, che s
Agata (S.) Lat. S. Agalha. Sic. S. Ag- essere il fonte della Trabia: dunque .
ti (V. D.) Municipio di Messina verso Set leria, secondo lui, il fiume di Terr
tentrione, alla spiaggia del mare, non lungi venne anche rammentato dal Bonanno
da Faro villaggello cui si apparteneva. Vi oggi perdette allatto quel nome.
ha ai di nostri una chiesa dedicata alla Mar Agatirno. Lat. Agalhirnum. (V.D.)
tire Verginella, in cui amministransi i sa
cramenti agli abitanti, oggi 2417 di numero
dario di terza classe con una popolazione di 3
con quei di Faro (1). Usuo territorio di salme 2989,555, cio 27,5*
giardini, 4, 1 17 a canneti, 3,356 a gelseti, 6,001 a
minatori! irrigui, 9,462 a seminatori! alberati,
prio ingegno, mont i pergami delle principali 056, a seminatori! semplici, 1265,980 a pasc
citt dell'isola, fu decorato da Monsignor Deodati 36,107 ad oliveli, 1,594 a vigneti alberati, 33,94
delle insegne canonicali di Catania, dove dett le vigneti semplici, 9,300 a ficheti d'India, 1,666
sioni di eloquenza, ma nella ancor verde et di 49 castagneti, 21,071 a boscate,867,269a terreni impi
anni si mori il 3 giugno del 1810; furono le suo dullivi.
sto paeseVerso
istallalo
Sud-Est
un ed
telegrafo.
in poca distanza da qi
opere pubblicate in diversi volumi in Catania nel
1816: Antonino Sidoli coetaneo ed emulo nell'elo (1J Oggi un comune in provincia distretto
quenza e nella dottrina a) SaoGlippo; ed il P. Pie diocesi di Catania , circondario di Mascaluci;
tro Sidoti Analmente, delle Scuole Pie, professore distante da Palermo 177 m., 4 dalla rapitale dell
di poetica in quel Collegio, di spirito Monlcsco; lazione
provincia,
di 518
2 daledcapo-circondario,
un territorio di Ha
salme
una150,091
pope
ed altri di vaglia minore che anche si distinsero
e furono la gloria della patria loro. 75,732 alberati,
gneti cica in seminatori!
2,996 in flcheli
irrigui
d'India,
, 17,838
27,171
io viil
(lj una terra vicina all'Alcara de' Fusi sopran
nominala comunemente di Militelloa differirla dal alberi misti, 15,368 in boscatc, 10,875 in culturt
l' altra nella provincia di Catania detta dei Battea- miste, 0,099 in suoli di case, e 0,031 d'un pic
ti; va compresa nella provincia di Messina, di colissimo Camposanto. la terra di S. Agata
stretto e diocesi di Patti, distante 92 m. da Paler dei Batteali un ex-feudo della famiglia Massa dei
mo, 85 da Messina, 31 da Patti; ed capo-circon- Principi di Caslelfortc.
CI
AG AG

lica citt, della bens da alcuni Agalirna Agnone. Lat. Aniuni. Sic. Agnuni (V.IV.)
tdAgalirso, nella parte aquilonare dell'Isola da altri Angluno ed Agnuni. Lido nella parte
tra Alesa e Tindari. Cluverio della sua ori orientale di Sicilia, punto di traffico diLen-
gine lib. 2, cap. C, tanla, scrive, ne la lini, detto da alcuni Engio o Morganzio;
antichit, che rimontane la fondazione e l'ultima parte del seno di Catania, esten
ai tempi di Troja, ed afferma Diodoro es dendosi poscia il promontorio Tauro o vol
serne stato il fondatore, Agalirso figliuolo garmente di S. Croce dello da Cluverio i-
di Eolo. Varie sono le opinioni riguardanti fonio; ci ha una bettola, e conserva esso
il sito; falsamente pongonla alcuni a Patti, i vesligii d'un gran tempio che Federico II
come Mario, Aero, Riccioli ; altri dove sie aveva ordinato fosse eretto con gran ma
de oggi S. Filadelfio, quali not il Fazel- gnificenza ; hannovi dei colli vicini , e bo
lo, che riconosce Agatirno nel campo di S. schi attissimi a cacciare nel territorio detto
Marlino occupalo da mine di antica citt; Murgo , dove spesso quel Principe rilira-
molli verso Pilaino o Piracmone, confutali vasi da Catania a ricrear lo spirilo: solide
dal Maurolico ; ed afferma Cluverio , dalle sono le pareli del sacro edilizio, alle verso
mine di Agatirno aver preso origine S. Nord otto palmi, un poco pi verso Mez
Marco, ed opinano finalmente aver di 11 zogiorno; elegantissima ne la porla, la
trailo il nome il promontorio d'Orlando, voro gotico come dicono, dell' altezza del
quali pi sagacemente col Fazclo, parlano lato meridionale ; tre assidi che rimangono
al mio tenue giudizio, poich vi ha alle verso Oriente, stabiliscono la grandezza del
orientali sue radici un seno per le navi, tempio , quale di 250 palmi in lungo, di
ma insecuro, ed un castello di cui diremo circa 70 in largo; credesi essere rimasta im
quando del promontorio, cui congiunto il perfetta quella fabbrica per la morie di Fe
colle, conserva dei ruderi, aquedolli, matto derico, o aver egli desistito dall'opera per
ni, e molli rimasugli di antica abitazione, l'insalubrit del luogo; credono altri averlo
ed estendendo il suo vertice sulla pianura destinalo a Convento dei Cisterciesi di S.
molto ampia, detta dal Fazello di S. Mar Maria di Roccadia di Lentini, perch i mo
tino, compie un nmenissiino prospetto in naci stabiliti nell'interno, trasferissero quivi
tutto quasi il lido settentrionale. il domicilio; cos sta scritto negli annali
celebre Agatirno Ira le citt di Sicilia Cislerciesi, mancando io per di antiche
secondo Tolomeo, Strabone, Stefano, Plinio, carte non ardisco stabilire certezza di sorta.
Silio, Diodoro, Livio, Polibio ed altri; Si Agosta. Lat. Augusta. Sic. Austa (V. N.)
lio ne enumera il popolo Ira quelli che Citt marittima, nella spiaggia orientale del
soccorsero il console Marcello ; scrivono al la Sicilia con porto magnifico; fabbricata,
tri, aver dopo la prima guerra Punica tra come voce, tra Catania e Siracusa di l
sferito da Agatirno il console Levinio 4000 dal promontorio Tauro , dalle macerie di
uonni, a popolar di una nuova colonia il Megara, in un chersoneso o penisola, dal
territorio Brucio e Reggio: erano schiu l'Imperatore Augusto, rislaurala poi dall'al
ma di malfattori, banditi, debitori, rei di tro Imperatore Federico II Re di Sicilia ,
delitti capitali, e chi lussureggiavan di beni come nel dice un epigramma sulla facciata
in Agatirno , per furti e rapine ; mal sof del rcal Castello a Nord:
friva la citt una folta popolazione. V. Ca
Auguttam Divus Angustiti condidit urbem
po d' Orlando. Et tiilit ut titulo sit Veneranda suo.
Aspira. Lat. Aggrumi (V. N.) Vedi S. Teutonica Vridericus eam de prole secundus
Filippo d'Argir. Donavit populo finibue, aree, loco.
62
AG AG

Quantunque il titolo di Venerando credasi che congiunti al mille duecento, ren


venuto alla citt dagli Spagnuoli nei pi 1242; non niego intanto indicar ques
bassi tempi, e distrugger si voglia merc di il tempo quando si compi il Castel,
questa congettura non rondata sopra alcun essere avvenuta la prima rinnovazi
argomento, il testimonio di tanta antichit; Agosta nel 1229; del resto non san
gli scrittori nazionali ad onta di ci traggono divario che di 13 anni, molto lieve p
l'origine della loro patria da altri monumenti, Passiamo ora a vedere qual sia lo
poich fuori le mura a Sud dove estendesi attuale di tutta la penisola e della
una penisola, occorrono dei ruderi e di con AI sudelto muro va soggetto un fra
siderevoli rimasugli d'una citt diroccata, terra di circa un miglio di circuito, sca
qual tratto finora appellano terra antica, ma che pure si solca, dove s'innalza
affermando esservi slata prima di Federi chiesiuola sacra al N. S. Salvatore,
co II una citt molto celebre; sospetterei lungi da un fonte di acqua dolcissimi
di Megara, se ad una voce gli scrittori non si appella Claradia, dal che si osserva
ne avessero stabilito le vestigia presso le mancare
condo il Fazello.
Agosta assolutamente
Diccsi, come di
mostrai,
acqua
foci dell'Alabo ; credonla altri Gela. Distrut
ta Centorbi nel 1242, che era insorta a ri ra antica dai paesani, poich conserva
volta, ridottine in colonia gli abitanti, volle stigia di fabbricali, e spesso appresta d
l'Impcrador Federico, venissero ad abitare monete
si, lacrimatoi,
di ciascun
vasi genere
a due manichi,
e metalli vai
dii
Agosta; fabbric una fortezza sull'istmo, a-
dornolla di quattro larghissime vie rette da lini delicatamente screziati. Not l'eri
Tramontana a Mezzogiorno, ed altrettante da tissimo Mario Murena, non oscuramente
Oriente ad Occidente. Fabbric il Re Gia dicare il terreno da scavi, distinto per vi
como di Aragona, dopo scacciali i Francesi strati, essere stalo in varii tempi popola
dalla citt, un muro di difesa sul centro, Sorge la citt appresso il muro a IVor
dalla parte australe , con batterie ed una porta. dov' l'istmo ed il castello che siede
Costituiscono gli annali di Sicilia la fonda poggio elevalo nell'istmo medesimo, eret
zione di Agosta nel 1229; Neocnslro che com- nel secolo xvi secondo le norme dell'ar
pillonne la storia nel 1229, cinquanta anni, moderna; con valide fortificazioni ai quatti
scrive, or sono,daccli fabbricassi Agosta; angoli, e nel mezzo un' alta ed antica torri
se da 92 anni se ne sottraggono 50, occor con forti ripari, e bastioni ad ogni porta ;
rer il 42. Tronc un dubbio il Muratori battuto dal mare in ogni Iato, menoch ne
sul tempo dell'origine di Agosta nella pre bricato
meridionale,
secondo
che l'arti
indole
foiosamente
del suolovedesi
a guardi;
fab
fazione al medesimo Ncocaslro; poich sono
scolpili in una lapide sulla porta dell'antico del porto. Ci ha prima dell'istmo una ampia
castello della citt, questi scia pi li versi : e profonda fossa, per dove si d adito al
Bujus apex operi* ex majettate decori* le acque del mare , donde il chersoneso
Denotai Authorem Te Friderice suum. dell' isola; aggiungonsi dei ponti alle for
Tura tria detta, decerti duo, mille ducenta trahebat tezze semilunari, uno dei quali appoggialo
Tempora, post Genitum per nova jura Deum. alla porta di fuori a ino' di tanaglia, assi
Come parmi, scrive il sullodato Muratori , cura il forte ; da questo si ha l' unico in
non altro anno segna l'autore, che il 1242, gresso alla citt la di cui porta non scevra
e volendo rinchiudere nel metro con una di bastione. Nel continente ci ba per cer
circonlocuzione il quarantadue, scrisse Ire to una fossa con batterie di difesa, coperta
diecine, cio trenta, pi dieci e due, o dodici, dalla via, munita di argini e di siepe. Di-
G3
AG AG

Tidesi la citt dal castello Terso austro per mare. Nella parte interna del porlo sfesso ,
ben ampio spazio; succede il palazzo del torreggiano due ben muniti bastioni sugli
preretto, quindi un insigne convento di P. scogli.det'i volgarmente farli, ad un dei quali
Predicatori, che trac l'origine sin dalla fon nome Garsia dal Vicer Garsia di Toledo,
dazione di Agosta, fabbricato per opera del all'altro Vittoria dalla moglie di lui. La pe
B. Reginaldo compagno di S. Domenico; nisola quasi tutta circondala dal mare
ammirabile per la magnificenza: poi la gran nocchieri
che vi ha un
conoscitori
gran fondo,
di alcuni
e solocanali,
ad esperii
luo
diosa sala del Consiglio civile; il tempio
principale sacro a S. Maria dei Miracoli, ghi guadosi come diconli, dato potere
elegantissimo per mole, ordine, prospetto, prendere spiaggia. Verso Oriente, dove
cupola e svariati ornamenti ; vi attaccato il promontorio di S. Croce, incurvasi un altro
Monache
uno spedale
dell': ordine
non lungi
di S. ilBenedetto,
chiostro dello
sotto porlo appellato XifonioAe, di cui acque meno
profonde, non dissimili da quelle delle lacu
titolo di S. Caterina V. e M., fabbricato nel ne, infettano l'aria; quivi una piccola secca
f G10 colle somme del Conte Giovanni Mar di quasi un miglio di circuito della di S.
cello; verso Oriente quel dei Carmelitani, Pietro dagli abitanti. Vi si produce a ri
fondato nel 1376 nella Chiesa di S. Agata; bocco del Siile che Plinio dice: atto a con
quel dei Minori osservanti verso il 1C20, servar le carni, aspro, secco come quel
in S. Maria delle Grazie ; e quel dei Pan di Megara; ci hanno delle altre saline a
imi con l'annessa Chiesa di S. Pietro e Pao destra, donde non piccol guadagno ritrag
lo nel 1631 : stabilironsi i Minori Cappuc gono gli abitanti, poich se ne fa traffico,
cini in Agosta, nell'ultima parte della citt e per la Sicilia e per le province dell'A
dentro le mura ad Occidente, nei primor driatico. Sboccano in quel porlo quattro
di! del secolo xvn. Vi ha l'altra Parrocchia fiumi, l'Alabo Cantaro, il Marcellino, Millia
della di S. Sebastiano col suo Sacerdote, dello da Livio, quel di S. Cosmo, ed il Yha-
quale col Parroco della Chiesa maggiore ne dedn o Molinello, di quali altrove, come
intende alla cura delle anime sotto il Ve anche di Tasso altra penisola, dello scoglio
scovo di Siracusa, che delega le sue veci: Rocadia e di altri luoghi e residenze ma
a questa Parrocchia van soggette altre dicci rittime.
Chiese. Degni sono di ammirazione i ma Ritornando alla citt: ne risiede la Poli
gazzini dei Cavalieri di Malia, destinali a zia civile presso quattro Decurioni, il Sin
preparare, ed approntare i viveri alle tri daco, il Censore dei delitti, i Giudici, ma
remi, con un mulino a vento rivolto ad il Prefetto della milizia col (itolo di Gover
Oriente, in fondo alla cill presso le mura. natore ha cura degli alfa ri principali, ed a lui
Passiamo a dire del porlo. va soggetto tulio che spella la guerra : vi ha
Apresi per circa dodici miglia, laiche il cavaliere Ricevitore pel sacro ordine di
pu dirsi propriamente un seno, nel di cui Malta. Gode la citt nei pubblici registri il
ingresso sorge una torre con faro a como nome di Veneranda, e d il xxxviii volo nel
do dei naviganti, fortificala di artiglierie e Parlamento Generale del Regno; ne lo
di soldatesca, detta Aralo da Ferdinando stemma un'aquila coronata, con sotto il
di Avalos, Marchese di Piscaria, Vicer in mare sparso di monete ; sono liberi in ogni
Sicilia, e protetto da una spaziosa sirle; con modo i cittadini , per beneficenza dei Re,
giuntesi alla parte meridionale del eherso- da pagare i dazii di trasporto, le case dei
neso per un angusto trailo di cementi, ora quali eran 622 nel secolo xvi , nel susse
diroccato in qualche parlo dall'impeto del guente 1185 e gli abitanti 5040; nel 1713
G4
AG AG

le case 1836 e 76(6 gli abitanti, dall'ulti per liberalit del Re, il primogenito Mat
moFinalmente
registro 9205.
ci ha il Borgomastro, ma sen teo al Marchesato d' Agosta, che dopo sei
anni riconsegn al Re con un cambio col
za terre soggette. Oggi si spella la citt al Contado di Caltanissclta ed altre signorie.
Regio Demanio, ma un Icmpo col titolo di Rimase Agosta sullo il regale dominio sino
Contado ubbid a varii Signori: Gugliel ad Alfonso che concessela nel 1417 a Die
mo Raimondo di Montecatini) aveva sposalo, go Gomet di Sandoral , Adeletitado del
solto gli Aragonesi, Lucbina di Alagona con regno di Castella, con rescritto di Valenza;
per dote Malta e Gozo; e Federico II per ma avutosi poi da Giovanni Re di IVavarra
aversi queste isole, assegnando Agosta a il Contado De Castro nel regno di Castella
Guglielmo, se ne impossess; dal 1317 i cesse quello di Agosta donandolo col con
Montecatini si dissero Conti di Agosta ; an senso di Alfonso a Sancio di Landogna,
zi osservasi nel registro del Re sudclto, che per 5200 fiorini Aragonesi (ne vale
aversi avuto Agosta, Curcuraccio e Mclilli ciascuno nove Ieri e '/>) vendendo a Gu
quali eran del Contado : successe il figlio glielmo liellomo e ad /Inforno figlio di
a Guglielmo, del nome stesso, cui poscia lui , secondo il volere del Re , da Napoli
Matteo, che volle nel 1365, e di nuovo nel li 12 giugno del 1444. Non molto dopo
73 confermata da Federico III la mutazio Pietro di Busulduno Conservatore gene
ne. Guglielmo Raimondo III sotlentr a rale del Regno, perch non bene alie
Matteo, solto cui vennero accresciuti al Con nato, l'incorpor ai regii domimi; crealo
tado , Feria e Monte di Climatc ; quel lilli
prefello
e poco
di Agosla
di poiottenne
la stessa
la terra
Agosta
di Me-
col
famoso costui che trasferita noltcmpo di
soppiatto dalla fortezza Orsina di Catania, peso di sborsare a Pietro Bellomo ed alla
la consenziente Maria figlia di Federico III di lui moglie Giovanna, eredi di Gugliel
ed crede del Regno, alla sua di Agosta, mo 2000 once. Da Busulduno e Ferdinan
dove non senza di lei piacere orrcvolmcnte do figliuolo del Re Giovanni, pass per
ritcnnela, e cinto da duro assedio, da vendila nel 1562 a Raimondo Guglielmo
Artale Alagona ed altri Baroni di Sicilia , Monlccatino Conte di Adrano , che l'ipo
con pari scaltrezza trasport la Bcgal Don tec a Bernardo Rcquesens con la con
zella nel castello di Licata , poi in Sar ferma del Re nel 1576. Pass tosto a Gio-
degna, e finalmente nella Catalogna ad unir tan Tommaso figlio di Guglielmo , secon
la in matrimonio al Re Martino; nel 1388 do Luca Barberi, bench altrove rinvengo
per la proscrizione di Guglielmo falla dai in tale epoca Signor d' Agosta Antonio Mon-
Siciliani, Ariate Alagona assunse Agosto e lalto, che sbors il prezzo al Requesens.
lasciolla alla sua morie al figliuolo del Il Re frattanto ne concesse il dritto di ri
fratello Artale II. Dopo quattro anni ritorn compra pel contado, alla Regina Elisabet
a Guglielmo sotto Martino, da cui si ebbe ta, che vernicitelo a Guglielmo Raimondo
in dono nuovamente e Gozo e Malta, quali figliuolo di Giovan Tommaso, e signore di
tuttavia non lungo tempo dopo, secondan Adcrn, Caltanisselta, da cui Antonio,- che
do il genio del Re, rinunzi in favore di sborsati 9000 fiorini prese i dritti del porto
Artale Alagona; ribellatosi nel 1398, non e del caricatojo. Scrive Francesco Vita es
che privato della carica di Gran Giuslizic- ser passala Agosta dopo il Monlalto a Gu
ro, di tulli i beni., aborrito dai suoi, dagli glielmo Raimondo iv Conte di Caltanissclta,
altri , si mori. A preghiere dei Signori quale morendo lasci al fratello Antonio ,
successegli nei primordii del xv secolo , ed il contado di Agosla ad Antonello suo
65
AG AG

figliuolo, ma di letto illegittimo, che con Pagani. Nola il Pirri d'un M. Vincenzo Ba
cesse a titolo di dote nel 1472, alla figlia sto, tenuto come un secondo Angelo Car
Beatrice, sposala a Pietro di Cardona pri melitano nella sacra predicazione; fu del
monato di Ariate, Conte di Collcsano : ma l' istituto di S. Domenico, dove in ogni tem
dopo quattro anni assegnollo Pietro a Gio- po (rovinisi di celebri ingegni, che tralascio
Tan Tommaso Monlecalino, che falsamente per amor di brevit. Scrive poi il Fazcllo
crede il sullodnto Vita, Signore di Calla- guasti
intorno pat
ai danni
questasofferti
citt sin
da dal
Agosta
principio,
: molti
aisselta insieme c diAdern; pone poscia
in
mondo
serie r,sino
ed Antonio
al 1511,progenito
Guglielmo,
di poi
lui, Ilai-
ere e quando ribellatasi nel 1360 a Federi
co III per Luigi Re di Napoli fu malcon
de della paterna signoria ; a buon dritto cia dall' incendio, adeguala al suolo dai
perci ascrive ad Antonello la compra dei Siracusani ed i Calanesi; tuttavia venne
dritti del porto e dell'emporio, che diecsi poscia restituita alla primiera magnificen
effettuila prima dell'anno 40. Fu maritala za da Federico slesso : ed in questa et no
la figlia di Antonio a Giovanni Marnilo stra presa la rocca nel d 1 7 luglio del ISSI,
messinese, Conte di Congiovanni, il di cui da Sinano comandante di una flotta di
padre Tommaso Montilo ne sciolse per circa cento triremi di Solimano Re dei
50000 fiorini ogni debito, onde libero ed Turchi, tutta fu data in preda alle fiam
immune da qualunque peso, si tenne il con me : ricorda Francesco Vita essere avve
tado d' Agosta assegnato in dote al fi nuto lo sbarco del Comandante . Sinano al
glio, e nel 1516 pronunzi il giuramento promontorio del Tauro, ed il devastamento
al Re Ferdinando. Giovanni nominalo nel della cill il d 26 luglio; ripetuto una se
1519, pei drilli del padre e della moglie, conda volta sotto l'Ammiraglio Russano in
Conte di Agosta, poi ne lasci al figlio la luglio del seguente 52 , e sotto Dragutto
signoria, donde pass a Federico Staili, una terza volta nel 60. II castello dell'istmo
cui successe il figlio Andreolla, quale es reso validissimo non che per fossale, per
sendo sotlo la tutela della madre, 35000 nuove batterie dal Conte di S. Stefano Vi
scudi sborsati ai possessori Carlo d'Arago cer in Sicilia, fu sconquassalo da tremuoto
na Presidente del Regno, a nome del Re, nel 1693, e destatovisi un subilo incendio
perch si munisse l'isola contro le inva nella polveriera merc il reciproco movi
sioni dei Turchi, prese la giurisdizione di mento dei sassi, vieppi s'accrebbero le ro
Agosta e tosto la fortific; nel quale tem vine, e fu falla strage di gran numero di
po enumerata tra le citt regie, divenne cittadini, che superstiti all'eccidio della pa
una delle principali piazze forti di Sicilia. tria eranvisi rifuggili. Ristaurata a regie
Francesco Vita scrisse la storia di Ago spese, fu guastala dai Savoiardi nel 1718,
sta, e la pubblic nell' anno 1663, sotto il rintegrata indi di nuovo. Ne il silo a
titolo di Insilium ad Siculam hystoriam, xxxvn, va di latitudine, xxxvm, ivi di lon
ed il di lui fratello Onofrio molli lavori gitudine, giusta il pi recente computo dei
d ingegno diede anche alla luce, lodati da Geografi.
Antonino Mongitore nella Bibliol. Siculo, Grand ne il territorio talch eslcn-
dove rinvieni altres l'elogio di Pietro Pa desi da Oriente dal caricatojo di Lentini o
dovano dell' ordine dei Predicatori , noli- la terra di S. Calogero, alla spiaggia di Tar
zie di Domenico Friscia detto da altri Pie sia, di l dallo antico porto dei Trogili, ed
tro, pei meriti della vita e l'eccellenza della era un tempo di confine al Siracusano, al
dottrina assunto al Vescovado di Lucer dei Sorlincsc, al Lconlino; passali a varii Si-
9
GG

AG AG

gnori il villaggio di Melili! ed allri feudi, Agrigento. Lai. Agrigentum (V.


si ristrinse, ma fu sempre frai primi per la di Girgenti.
fecondit ; piantalo dovunque ad oliveti e Aurina. Lai. Agrilkt. Sic. Agridd,
vigne, largo agli abitanti di ricche ed uber Valle. Descrivendo un privilegio del
tose raccolte, e i vini, a preferenza di allri Ruggiero i confini della diocesi di M
nell'isola, squisitissimi, e gli olii, ne for la
nota,
e tender
prenderper
principio
le inarine
dallasino
valle
a dT
mano il principale oggetto di traffico; a Mi-
dolo e S. Cosmo abbonda di canne da zuc ita,
rocchia
toccar
trapoi
Mezzogiorno
Messina died
cuiOriente
sia un
chero, u manca di biade o di pasture; il
mare abbondante di pesca, pieno di asili e diviso da un grosso torrente il ter
di sirli, di quali cose a suo luogo. Riporta di Mascali da quello di Aci tra le ru|
Avcrcampo l' antica moneta di Spanemio l'Etna; or questa valle Agrilla quella
col motto AroT^TANilN Auguslanorum , bra di certo; formata dallo stesso Un.
con una testa nel dinanzi ed un capricor formidabile, a guadi, a fango nell'in
no nel rovescio, quale afferma appartenersi da non osare alcuno passarvi.
alla nostra Agosta. Agro (Fiume di). Lat. Ayrilla. Sic.
Molte cose accozzar potrei intorno al pa mid'Agru (V. D.) Scaturisce nei colli
trocinio di S. Domenico per gli abitanti e sio,
dal promontorio
estcndonsi fino
Argenno,
a Messina,
oggie di
sono
S. j.
la liberazione della citt per la visibile ap
parizione di lui, e finalmente della pom delle
que nell'inverno
foci di Taormina.
da poter
Accresconvisi
difficilmente1<
posa festa che gli si celebra nella stale;
ma il vietano i limiti del mio scopo (1).
l'incendio
curi dell'isola
del 1693,
pei ripari
attualmente
che viuno
furono
dei fai
pi

(t) Oggi Agosta Capo-circondario, dichiaralo molto frequentato, pel commercio di lete, pa
di 2" classe con Real Rescritto del 18 novembre stoffe di seta, ed altri generi di lusso, che r
del 1846, in provincia di Noto, distretto e diocesi biansi con zafferano, mele, cera, bambagia, .<
di Siracusa, distante da Palermo US miglia, dell* soda, manna, ferro, vino, olio, sale e sardi
quali 51 rotabili, 91 non rotabili, 40 dal capo Contava Agosta nel 1T98 una popolazione di (
luogo della provincia, 18 da Siracusa. stata la abitanti, di 8667 nel 1831 e nello scorcio del I
terra la pi sciagurata di Sicilia; sembra che lutti di 10182. Ilannovi ogni anno due Aere per be
gli elementi abbiano congiurato alla sua distru ine, quella cio di S. Caterina il d 15 novem
ttone; invasioni, incendii , tremuoti ; ed io fo della durata di 15 giorni, statuita con Real Disp
menzione particolarmente di quel del 1848, che es ci
menico
degliil 29
11 maggio,
dicembredi del
due1719;
giorni,quella
eoo ladisovra
S. 1
sendosi per tutta l'isola con variata intensit fattosi
sentire, distrusse di Agosta quasi la terza parte, risoluzione, che ogni qual volta succeda che
colla morto di non pochi individui; nondimeno feste
gano del
in un
Corpus-Domini
dei giorni 25 oe di
26 maggio,
Pentecoste
la fiera
avr<
fabbricasi continuamente sopraruine,e qui come
a Portici profferir si possono le tremende parole: ri trasferita il giorno seguente.il territorio diAg
posteri, posteri vestra res agitur. Vi si ripararo sta,
prende
dini,
plici,inclusavi
11,853
4,446
1744,530
salme
ininlacanneti,
6802,259,
inorli
piccolissima
pasture,
alberali,
4294,370
cio 240,277
38,653
(erra
107,336
in seminatori!
pianiate
diinBracoli
inoliveti,
orlia sei
gii
coi
IT
no ed abbellirono recentemente al di fuori e nel-
l' interno i minati Conventi dei Paolotli, degli Os
servanti e dei Domenicani. La Chiesa madre intan
to fu decorala di un Collegio di Canonici con tutte
le insegne di 1 ordine, per bolla data in Roma 571
ci, h.'jm
in vigueti
in ficheti
alberati,125,651
d' India, 18,601
in vigneti
in alberisempl
misi
il 7 settembre 1821 ed esecutoriala in Palermo il
di 13 luglio 18S3, stante il permesso accordato con 2,074 in suoli di case. Nei contorni osservasi I
R. Diploma del 20 aprile 1808. Agosta ha di circui di
Timpa
caverne.
cio dirupo;
L'aria luogo
buona,
considerevole
come altresporI'arqu
grai
to pi di nn miglio va adorna di eleganti edifizii
con commodi magazzini. Il porto antico o SenoMe- potabile di pozzo e di cisterna, non abbondante
garese divenuto impraticabile dopo il tremuoto e ma per quanto si basta.
67
AG Lombardi , abitalo
Galli Cisalpini , ora AI
gillarsi, scceano nella state. Ne la foce Piazza e la citt di Aidone non molto
appo Savoca alla radici settentrionali del discosta, il che si vede dal linguaggio;
promontorio di S. Alessio, dove un villag e loro si accordano i Regii libri, dove leg
gio con chiesa parrocchiale, di che in ap giamo avere Uberto Mostaccilo di Piacen
presso. Cavansi nella riva delle pietre za, di nobile stirpe, seco condotto in Sici
nerastre, di che ci serviamo per le scale lia molti concittadini e Lombardi, ai quali
dei palazzi dei nobili. il Re Federico permise potere abitar Piazza
Agro. (V. D.) Terra sopra Argenno, vol quasi allora deserta, e diede ad Uberto, pei
garmente Porzia. Vedi questo nome. servigli
cola nelprestati,
territorio
la grande
di Siracusa;
Targia dunque
e la pie1i '
.guglia. Lat. Pyramis. Sic. Agugghia
(V. Pi.) Piramide da cui prende il nome il Piacentini, che attribuiscono la loro origine
grandissimo e fertile territorio di Bigcni ai Longobardi, succedettero ad antiche co
appo il fiume Cantora o Alabo, detto al lonie; n a dubitare essere siala allora
trimenti piano dell' Aguglia, nell'interno, concessa la citt di Aidone, confinante a
rimpetto la penisola Tapso o Magnisi. Piazza , ai Piacentini , come oggi lo con
una mole quadrata, la di cui parte supe ferma la lingua di ambi i popoli; non du
riore scossa da tremuoto, ruin nel 1613. bito essere stata popolala prima di Fede
certo averla cretto i Siracusani dopo la rico. Nell'Itinerario Arabo descritto sotto i
vittoria riportala sugli Ateniesi, sebbene da Normanni, la terra Ailduni non lungi da
alcuni credesi elevata in ben altri tempi. Piazza, dove le sorgenti del fiume Bambolo,
che accresciuto dalle acque di altri ruscelli
AI sbocca finalmente nel Moise o Simelo; n
dubito essere Ailduni o Aynduni lo stesso
Aidonc. Lai. Aydonum. Sic.Aiduni (V.D.) che Aidone, sotto di cui scorre un fiume
Citt, volgarmente Daidone, creduta da al dallo stesso nome detto delle Canne, ed
cuni 1" antica Herbita, di cui affermano rima accresce il Simeto; dal che derivasi po
ner vestigia dove oggi Cittadella. Occupa tere dirsi opera dei Saraceni, poich pres
il dorso di un monte a Nord-Est di ardua so loro Ayn vale fonte e l'Arabo autore
salita, ma in amenissime pasture, in fruiti, dell'Itinerario celebra Aidonc dalle fonti
ed in biade feracissimo. Secondo la voce del Rambolo. Forse si lev dalle ruine di
comune rimonta la fondazione della citt Erbila! Vedi Erbila e Cittadella.
all'epoca dei Normanni, per opera dei sol Il pi grande tempio della citt, nel luo
dati Longobardi, che dopo il conquisto del go il pi eminente, sacro al martire S.
l'isola ottennero la esenzione, lo che anche Lorenzo, il solo che ha drilli parrocchiali,
attesta Falcando, alla di cui opinione ade ma in quel di S. Maria della Piana, dove
rendo, scrive il Fazello: venne fabbricata il terreno si abbassa, si ha cura bens della
Aidone al tempo dei Normanni, dai Lom salute delle anime. venerato con ^spe
bardi venuti in Sicilia con Ruggiero, e ciale piet in Aidone S. Leone II Romano
che superati i Saraceni si fermarono nel Pontefice Siculo di nazione, perch cre
monte cui sottost la piana di Catania; dulo particolarmente di Erbila, e gli fu
presso i quali sinora si rimane l'uso del dedicala la Basilica coli' epigrafe: Divo Leo
patrio linguaggio. Scrive tullavolla Are- ni Givi et Patrono, Populus Aydonensis
zio: dicono poi i moderni, addotta una Basilicam liane erexit.A S. Leone Citta
colonia dalla citt di Piacenza, avere i dino e Patrono, il Popolo di Aidone sot-
ler la Basilica. Sorge in oggi ristorala.
C8
AI AI
Ammirasi anche la Chiesa del Priorato di S. Professore in S. T., dell'ordine dei Pre
Maria la Cava, di dritto, sin dall'antica fon dicatori , di cui falsamente dice il Pirri.
dazione, dei Canonici di Catania, contrastata essere slato novizio nel Convento di Aido-
un tempo dal Principe che credeva spet- ne, poich fior), come costa dalle storie,
targlisi. Le altre chiese suffraganee sono la, nel secolo xiv, e la fondazione del con
con asili di pellegrini e di putti di ignoti vento secondo Pirri medesimo avvenne nel
genitori. Vi si contano tre case religiose: susseguente ; di somma prudenza e so
la prima antichissima, dei P. Predicatori, lerzia, n di volgare dottrina, fu mandato
fabbricata nel 1419 dal B. Vincenzo da Pi- in Sicilia da Papa Martino IV con Antonio
stoja , della oggi di S. Vincenzo Ferreri ; di Monte Gargano del medesimo istituto,
l'altra dei Minori Riformati presso la citt, a difendere i drilli della Chiesa Romana,
dal 1C23, sacra alla Vergine S. Rosalia; la ed accolto dal Re Pietro I, venne con ogni
terza dei Cappuccini eretta nel 1611 nella onoranza rinviato in Roma a comporre la
parte occidentale; fu abolita quella dei pace col Pontefice: Valeriano Balzo, detto
Minori Conventuali, di cui fa menzione il dal Mongitore non incrudito poeta, che
Pirri essere stala fabbricata nel 1515: abi pubblic un poema dove distintamente de
tato finalmente da monache sin dal 1535, scrive la distruzione di Gerosolima per
fu il Monastero di S. Caterina di Siena sotto opera di Antioco. Dicesi essere appartenu
gl'istituti di S. Domenico. Un castello in to Aidone sotto i Normanni, ad Adelasia ni
parie diroccato ai nostri giorni, domina tutta pote del Conte Ruggiero , moglie di Ri
la citt dal lato occidentale; vi dimorava naldo di Avcnello, ed avere ella, secondo
no i Signori. Segnano questi ogni anno i il Pirri, istituito il Priorato di S. Maria la
Magistrali civili secondo le sanzioni del Re Cava, di qual fondazione non mi ho certezza
gno, profferiscono il xv voto nel Parlamen alcuna. Nelle tavole della magnifica Cappella
to, e godono del titolo di Baroni. Gli abi di S. Pietro del R. Palazzo di Palermo tro
tanti che si appartengono alla diocesi di vo menzione di Aidone o Adona, nel tem
Catania, van soggetti nello spirituale al Vi po dell'Eletto Gioeni di Catania, che ne
cario del Vescovo; riconoscono la comarca amministr la Chiesa sodo il Re Ruggieri :
di Piazza e comprendoni nella prefettura coti venne ordinato di Aidone : si aves-
militare di Caltagirone con 54 pedoni, e 9 ero i Cappellani del Ile la terza par
cavalli sotto i vessilli. Contavansi nel secolo la
te delle
Chiesa decime
di Catania
e le ; altre
lo stesso
due parli
della
xvi. 800 case, poich erra nel conto il Fa-
zello, e 4353 anime, nel seguente 1773 citt di Castrogiovanni di regio dritto. No
case, 0422 vile, nel principio del corrente tano poi le storie, essersi spellala Aidone a
secolo xviii. 1157 le case, 4446 abitanti, Manfredi di Chiaramonle, ma averla com
ed oggi 5570. mutata nel 1257 col castello di Sperlinga
Vi si gode d'un fecondissimo e molto e trasferitone il dominio al vecchio Errico
esleso territorio, poich comprende i fondi Rosso, cui succedette il figlio Russo Rosso,
di Buccaralo, Fessinia e Pietra Tagliala clic nel registro sotto Federico II men
con un castello dello stesso nome, dovi tovato signore dei dritti di Noto, bidone,
ziosi in pasture per gli armenti, in albe non che di Scordia inferiore e Luppino ;
reti, in vigneti, in biade ; barinovi altres 1' ottenne dopo di lui il giovane Errico
dei boschi adattissimi alla caccia, che an abbastanza celebre negli annali di Sicilia,
che apprestano utile agli abitanti. Si nu che divenne anche signore di Favara pel
merano tra gli uomini illustri: il Perrone dritto della consorte Lucbina di Chiara
C9
AI Al

monte figliuola di Federico Conte di Mo terina diCardona crede di Giuliana, Chiusa,


dica e di Costanza di Moncada; divenne ni- BiirgioeCalalamauro;ne nacquero Giovanni
niicissimo a Federico HI, la di cui regia e Tommaso; il primo con Caterina Aragona
sposa Antonia assalt noltempo in una tri e Tagliavia fu padre ad Alfonso, quale mor
reme presso la spiaggia di Reggio, perloch to senza prole, ollennc i possedimenli lo
renne di tutti i beni spogliato. Indi rega zio Tommaso, per beneficenza di Filippo
lato di Aidone dal Re, con decreto di Mes III proclamato nel 1602 primo Principe di
sina del 1373, Bartolomeo Gioeni, ottenne Caslroleone ; spos Susanna di Bologna dei
anche, che se per caso venisse Errico a Marchesi di Marineo, fu dei dodici Pari del
conseguire il perdono, egli ed i figli si Regno e per ben due volle Pretore in pa
resterebbono nella possessione di Aidone tria rifulse: di due figli Giuseppe e: Lorenzo,
e delle altre terre, in perpetuo dominio; congiunto il primo ad Elisabetta Barresi di
successegli il figlio Perrone Protonolnio del infecondo letto, mor sul fior dell' et; cre
Regno, che offer Caslroleone ad Errico, de l'altro, colla consorte Antonia Avarna
che non voleva in modo alcuno rassegnarsi Signora di S. Caterina nella Calabria, ge
a lasciarlo, ed ancor duro, Artale Alagona ner Isabella, sposata poi a Marco Antonio
Maestro Giustiziero l'espugn colla forza e Colonna Principe di Paliano, donde Aidone
consegnoUo a Perrone, il di cui figlio Bar con le altre comarche pass ai Colonna
tolomeo venne confermato nel 1392 per nel 1665, perci ne fu in possesso Lorenzo
benefizio del Re Martino, cui prest giura Onofrio Colonna e Gioeni , poi Filippo ,
mento-, fu Gran Cancelliere di Sicilia, ac e finalmente Fabrizio Colonna e Panflio,
cetto sopra ogni altro a quel Re per lode il figlio d cui e di Caterina Salviati Lo
voli fatiche ; intimogli una lite Errico Bus renzo, vive attualmente. La longitudine di
so Il I detto il pi giovane, asserendo spet Aidone di grad. xxxvm. x, la latitudi
targli Aidone come nato dall'altro Errico, ne XXXVII. xxn (1).
ma fu talmente deciso, che cedette al Russo Alngefli. Lat. Ayngigeffis. Sic. Agigeffi
il Gioeni tutti i suoi dritti e sbors questi (V. N.) Piccola cala nella spiaggia meridio
al primo 900 onze di oro, coli' approvazione nale, mentovata dal Fazello, tra la bocca
di Martino nel 1411. Gener Bartolomeo del fiume Maulo ed il porlo Lombardo os
con Giovannella Aragona (fu data da ci sia Caucana; dicesi bens Annichigeff ed
un'aquila ai Gioeni per regio stemma da Ayngigef.
inserire nelle armi gentilizie che finora con
servano)
giusta altriPerrone
II, il diII,
cuidafiglio
cui Bartolomeo
Perrucchio; IH
da
'1) Oggi Aidone capo-circondario di seconda
classe, in provincia di Caltanisselta , distretto e
Perrucchio Bartolomeo, che nel 1494, nella diocesi di Piazza, distante da Palermo 118 ni.. 47
conferma che dicono Investitura, venne no dal capo-luogo della provincia, 6 dal capo-distret
minato Signore di Aidone, Pietra tagliata, to, 27, secondo l'Ortolani, dal mare Jonio. Con
Caslroleone, Koara, Valcorrentc, Carbone, tava nel 1798 una popolazione di 3869 abitanti, si
no al 1831 accresciutasi a 4483, ed al line del 1852
ed Oliveri; Gian Tommaso di lui figliuolo a 5128. Ne costa il fertilissimo territorio di sal
appena acquist il potere della paterna si me
alberati,
12300,838,
9,752 cio
in orli
6,965
semplici,
in giardini,
4,9190,484
in canneti,
in orli
gnoria nel 1341, fu dello per Regio diplo
9,525
8722,789
in in
pioppeti,
scminalorii
21,410semplici
in seminatori!
, 3096,925alberali,
in pa
ma primo Marchese di Caslroleone: Perruc
chio II primonalo di lui mori senza prole, scoli,
336,02546,301
in vigneti
in oliveti,
semplici,
16,2208,663
in vigneti
in flebeti
alberali,
d'In
quindi passarono i beni paterni al fratello
Lorenzo che nel 1532 prese in moglie Ca- dia, 24,650 in noccioleti, 2,180 in suoli di case.
70
AL AL

Aiabo. Lat. Alabum. Sic. Alabu (V. N.) villaggelto Comitini oggi Itarraf
Antico castello sulla riva del fiume Aiabo, diede Errico Conte di Policastro, e
in greco AAABON, di cui Plutarco, Stefano, to di Flandrina figlia di Ruggiero
e Cluverio con altri recenti scrittori; sono di Paterno, coi suoi villani al JH
le parole di Cluverio: presso il compen- di S. Maria della Valle di Giosafat n
diatore di Stefano, Aiabo citt e fiume giu Rimangono ancora non poche vei
sta Demetrio nei sinonimi; in/lettesi Ala- antico muro che appellano gli abiti
bone, il nome della gente Alabonio. Sorse biglioni. Trovo notizia del Priorati
senza dubbio questa citta presso lo stesso Nicol di Albara nei decreti di F
fiume, donde il nome, ma incerto in quale emanati in Enna nel 1509, dove oi
luogo, a qual delle due ripe, ed in quale lasciassero
ferma
mento. il Priore
i beniBartolomeo
del Priorato,
nel e pr
tempo stata vi sia. Ne parlano anche Hoff-
manu e Massa P. 2.
Aiabo. Lat. Alabus. Sic. Alabu (V. N.) Fiu Alcamo. Lai.Alcamus. Sic. Arcamu
me, Cantaro, qual voce vale ponte in latino; Nobile citt e delle prime, situata s
scorre in Val di Noto, ed ricordalo da Dio monte Bonifalo a circa 7 miglia dalla
doro, Esicbio, Vibio, Plutarco, Tolomeo e tutti gi marittima del lato settentrionale,
quasi i Geografi, detto Alobo presso Plu affatto incerto, dice Arezio, il fond
tarco per menda del codice, e presso Vi di Alcamo; ove non fosse il Trace Ale
bio Alalo; secondo Bocharl dalla voce Ila- quale corno scrisse Darete Frigio era vt
lava, equivalente al dulcedo dei Latini, per in soccorso di Priamo. molto evie
la copia del racle della vicina Ma e del dai monumenti Saraceno-Siculi esser
suo territorio. Ha le foci tra il chersoneso nulo un Adalcamo dall'Africa nell'82*
di Agosto e di Tapso, la sorgente ai colli secondo Fazello, Alcamo, con numerosa
di Ibla, oggi di Melilli, che soprastanno la di suoi, avere occupato alcune terre n
al seno diMcgaraoggi porto d'Agosla; ne spiaggia settentrionale della Sicilia, e>
dunque brevissimo il corso, ma le acque costituirsi
rarsi dai Sicoli,
in luogo
costruito
munitissimo,
una citt
ad assi
ed
che abbondano nell'inverno fanno difficile il
passaggio dove una volta s'innalzava un pon castello, cui assegn il proprio nome, in e
te, e ne ingombrano il letto di sterpi, pietre, vaio e precipitoso monte dello Bonifal
spine. Alla foce o come altri vogliono alle che poi Federico II fabbric nel 1330 ai
sorgenti, Dedalo celebre macchinista, costru gono
sto
stello
radici
vilegio
di tuttavia
dell'antica
del
quell'anno.
di lui,
monte
delle
segnato
,citt,
come
Dirocc
vestigia,
indiGiuliana
costa
cui
Martino
cheoggi
da
crede
nell'agi
un
rimar
il fai
pi
c,
Limbelra, o secondo il Cluverio un castello,
o una peschiera, come diremo a suo luo
go. Quivi si veggono delle fonti magnifiche
di acqua dolce, donde cavandone gli abi
tanti di Agosla, trasportatila alla citt nelle samcnlc Arczio dell'antichissima Aceite; i
brocche. Non lungi stette secondo alcuni monte Bonifalo, egli scrive, sovranegg
l'antichissima Megara. Dalle acque dell'Alabo su Calatafimi; ci lui sul vertice una citt
viene bagnalo il territorio sotto Melilli, che in rovine; dubitasi sia Aeeste poich Pli
perci fecondissimo, appresta agli agricol nio ne cita i popoli; ma chi pu asse
tori frutti d'ogni genere, erbaggi. rirlo ? Non niego esser di parere Cluverio ,
Albani. Lai. Albara (V. N.) o Albana. quelle pietre sul Bonifalo, alle mine di Loga-
Casale una volta sui confini del territorio rico appartenersi ; le son per diverse al
di Piazza, un miglio distante dallo antico certo da quelle dell'antico Alcamo fabbri-
AL AL 71

cato dai Saraceni. Sorge dunque ai noslri di regola Chiarina col nome della Santa
giorni Alcamo solto il monte , in terreno per titolo. Il Pirri antichissimo appella il
lievemente declive rivolto a Maestro; ne primo, Badia nuova il secondo , dice del
una parte difesa da muraglie, aperta e pi terzo essere slato fondato nella chiesa di
grande l'altra, che di mano in mano venne S. Cosmo e Damiano. Due chiostri vi sor
accrescendosi. Si ha quattro lati ineguali; gono; uno dei Minori Conventuali di S. Fran
in quel di mezzogiorno sorge un castello cesco nella parte occidentale, eretto vivente
munito di torri quadrate, due porte, delle il S. Patriarca dal B. Angelo da Reale com
quali una vicina al castello di cui prende pagno di lui, compiuto nel 1228; vi merita
il nome ; altrettante ne ha il lato di Sci attenzione il simulacro di S. Maria Madda
rocco ; presenta il settentrionale la elegante lena in marmo bianco, lavoro del Gagini:
porta di Palermo, per dove aprcsi un'ampia 1' altro dei padri di S. Maria di Monte Car
e retta va verso il castello; altre Ire final melo nella chiesa di S. Biagio, sollo ttolo
mente nel lato occidentale, e quella di mez di S. Maria Annunziala , che bello di ma
zo appellasi di Trapani cui corrisponde gnifico edilizio e d'un atrio a colonne, sorge
una lunga retta via e la pi larga, che con a Greco nell'angolo orientale delle mura,
duce alla porta del lato opposto , e scor vicino alla porla di Palermo dal 15... Ci mo
rendo di l la nuova citt, il doppio della strano la piet dei cittadini; la Casa dell'ora
antica pi grande, attaccasi al lato mede torio di S. Filippo Neri in S. Maria del
simo. Tra le due parti della citt apresi l' Ajuto dal 1633, il Ricovero delle Vergini
un largo, bagnato a Nord da un fiume ap orlane povere nella decentissima chiesa di
presso la porta di Trapani; quivi il suolo S. Pietro dal 1632, il Gineceo di oneste
declina e perdesi nel basso territorio. Tut matrone nella chiesa dell'Angelo Custode
te le vie lagliansi quasi ad angoli retti. Si sotto gl'istituti di S. Francesca Romana,
apre dinanzi il castello una grandissima lo Spedale di S. Spirito, il Ricovero dei
piazza, ed altra davanti la Chiesa principale pellegrini in S. Giacomo, il Monte di Piet
dedicala a Maria Vergine Assunta, ornata in S. Caterina a conservare i pegni degli
nella facciata esteriore di colonne di mar abitanti.
mo rosso di Sicilia, elegantissima per pit Nella rimanente parte della cill meri
ture e per la cupola nell' interno. Ricorda tano attenzione; presso le mura la Chiesa
il Pirri aver Goffredo dei Rondoni Vescovo parrocchiale dei SS. Pietro e Bartolomeo,
di Mazzara consacralo nel 1313 il tempio bella di pitture e varii ornamenti, du Marco
maggiore parrocchiale sotto titolo di S. Ma Lavaca Vescovo Diocesano istituita, coli' al
ria della Stella, innalzato sin dalla fonda tra della SS. Trinil anche una volta par
zione della citt, ora dei P. Domenicani. rocchiale , il Cardinal Giovan Domenico
Venti anni dopo per fabbricarono i citta Spinola per, congiunti di entrambe i dritti,
dini in pi celebre luogo, non lungi dalla formonne una sola nel 1639; non che la
porta di Trapani un (empio novello ; poco Chiesa di S. Oliva con una statua marmo
ne disia il palazzo del Consiglio Civile che rea di essa Vergine con bell'artifizio scol
corrisponde quasi al cenlro ed alle vie prin pila dal Gagini , dove molti sufTragii offe-
cipali. Non di volgar magnificenza vi sono risconsi a pr delle anime condannale al
i Monasteri di donne, cui sono annesse del fuoco di espiazione, ed opere di piet verso
le Chiese; due cio dell'istituto di S. Be i poveri si fanno; presso le mura nell'an
nedetto sotto i titoli, uno del SS. Salvatore, golo meridionale, il Collegio della Compa
l'altro di S. Francesco di Paola, un terzo gnia di Ges, cui congiunta una splen
72
AL dal Re, da quattro Decurioni,
AL dal Sindaco,

dida Chiesa sin dal 1650; l'antico con


vento dei P. Predicatori; quel dei Minori del dai Giudici, quanti ne nomina il Conte; ne
3 Ordine in S. Maria dell'Uria dal xviii lo stemma un' aquila Ira due querce nello
anno del secolo ix, e nell' estrema parte scudo; va compresa nella comarca di Sa-
di Oriente quel dei Paolotti; fabbricalo ap lenii e conia di milizia indigena sotto il co
presso la chiesa del SS. Crocifisso verso lo mando del Prefetto di Sciacca 100 pedoni
slesso tempo. Siedono a Nord nel declivio 33 cavalli; si appartiene alla diocesi di
i Cappuccini , che circa il 1580 eransi sta Mazzara; invigila un Arciprete alla cura
biliti in parte pi remota, e poi nel 1C26 delle anime ed il Vicario del Vescovo pre
passarono per pie limosine in S. Anna; loro siede al Clero. Nel secolo xvi conlavansi
rimpetlo verso Occidente nel territorio, una nei registri 1559 case, 7722 abitanti; nel
decente casa per gli esercizii spirituali : susseguente 2013 case, 9277 abitanti; verso
quivi stesso nella parte pi bassa , lungo i primordii del presente 2881 abitazioni,
la via che conduce a Palermo,, la Chiesa 7104 anime, e nell'ultimo computo 8241.
di S. Maria dei miracoli frequentata con Ci ha un territorio feracissimo, ricco in vi
cullo particolare, dove con ogni venerazione gne, biade, alberi fruttiferi, oliveli, vestito
ed all'etto ne adorano gli abitanti e le genti di amene pasture, n manca di selve molto
vicine l'Imaginc, come di principale patrona adatte ad una divertila ed utile caccia.
della citt ; dicesi ritrovata in una volta incerto se ai tempi degli Svevi e dei
sotterranea, intessuta di densi vepri , e fu Normanni sia slata Alcamo soggetta a Si
allora copiosa di tanti prodigi, da prendere gnori. Sotto il regno di Pietro II verso il
il soprannome deLViracofo; con gran plauso, 1280, era in vassallaggio a Giovanni, Infante
magnifica festa, e fiere celebrane il popolo del Duca di Randazzo, e da Eleonora figlia
il giorno del ritrovamento nel d 2f giugno. di lui pervenne ai Peralla. Sci ebbero poi
Rimpclto poi il castello a Mezzogiorno fuori i Chiaramonlnni da cui venne ristaurato il
le mura a circa 300 passi, l' elegante Con castello; il Re Martino tolse loro per fel
vento dei Minori Osservanti con bella Chie lonia il dominio della citt, e diedclo ad
sa, a pubbliche spese, da Federico Henri- Antonio Ycnlimiglia, pervenuto quindi a
quez signore un tempo, fabbricato. D'ivi Gualterio suo figlio nel 1397 : V ottenne
non lungi stabilirono le loro case non po poco di poi per grazia del medesimo Re,
chi cittadini, e quel luogo prende oggigiorno Giacomo di Prales Ammiraglio e Contesta
l'aspetto di sobborgo. Nota il Pirri aver bile del Regno , la di cui figlia Molante
gli Agostiniani dal 1570 abitalo Alcamo, ma spot Giovan Bernardo di Cabrer recan
poi Io abbandonarono, come anche i Mer- do per dote Alcamo, il castello Bonifalo, Ca-
cedarii che eransi stabiliti alle falde del mon latafimi. L' ultima femina dei Cabrer ne
te Bonifalo , donde diconsi anche soppres alien le signorie agli Henriquez ; ma nella
si i Minori riformati per decreto di Urba met del secolo xv compressele Pietro fi
no Vili. gliolo di Nicola Speciale, Presidente di Si
Fu Alcamo dall'eia degli Aragonesi ono cilia ; fu Consigliere del Re, e morto senza
rata del titolo di Principato, germin fa figliuoli, lasci i suoi beni a Vassallo fra
miglie illustri, i di cui rami meritano l'o tello suo, dal di cui erede Matteo ricom-
nore di venire arrolati ad Ordini Militari, e praronsclc gli Henriquez ; di essi e dei lo
godono dei privilegii medesimi, di che il ro successori vedrai le notizie sul Contado
Conte di Modica. Si compone il Magistrato di Modica. Nel Parlamento il Signore di Al
della citt dal Capitano delle armi scelto camo si ha il xxxix volo.
73
AL AL

Enumera il Pirri col Mongitore nella Bi il Crescimbeni, che stima esser fiorili Sici
blioteca Sicula gli uomini illustri di Alcamo, liani anteriori a Ciullo , ai quali d l' in
dei quali io noto: Paolo di Alcamo novizio venzione della novella poesia ; ne riman
cappuccino, che ovunque rifulse per virt, gono i versi presso il sullodato Allazio. Se
predisse l'ora del suo passaggio avvenuto bastiano Bagolino egregio Poeta, Filosofo,
il 15 agosto del 1577, quando vide la Ver Oratore, Pittore e Musico ; poich seguen
gine festeggiata da cori di angeli : Ludovi do nei primi anni di sua vita il mestiere
co sacerdote dello stesso ordine, di nobile del padre, studi pittura , cui congiunse
famiglia, che passala nella solitudine par per diletto la musica, e di molto in queste
te di sua vita, vest le lane cappuccine ; arti elevandosi, venne alle umane lettere, in
fatto prigioniero dai Turchi, molli mali sof cui talmente profitt, da prendere il nome
ferti, reduce in patria alfine, mor poi in di Oratore e di Poeta ; visse qualche tempo
Bivona in odore di beatitudine, in vita ed in Palermo ed in Napoli nella familiarit
in morte facoltato da Dio di maravigliosi di ingegni dottissimi , e finalmente in et
portenti : Mariano anche dell' istituto dei ancora fiorente di quasi 44 anni , cedette
Cappuccini di magnifico ingegno e splen nel 1604 alla morte; molli lavori ci lasci
dide virt; fu grande pel zelo alla salute nella prosa italiana, spagnuola, latina, non
delle anime, perch penetr fino nella Ger che nella poesia , ed i suoi epigrammi e
mania e nella Persia; devoto alla Vergine, le elegie van Ira i migliori , notali tutti
ne compose il primo lo Stellano del Con dal Mongitore nella sua opera : Pielro di
cepimento, mor in Palermo nel 1621 ; ce Alcamo dell'Ordine di S. Benedetto di S.
lebri fatti notan di lui Pirri e Mongitore: Martino delle Scale coltiv a maraviglia le
AlGo Mattiolo della famiglia dei Carmelitani, lingue ebraica, greca, latina , celeberrimo
eccellente negli sludi di ogni arte, eloquen- Poeta , fior nel 1530 in opinione di gran
tissimo Ecclesiastico, Rettore delle Accade dottrina: Stefano Politi Filosofo e Medico
mie di Sicilia, Padova, Napoli, Professore non volgare; rifulse nel liceo di Padova, e
nel liceo della Sapienza in Roma , Visita pubblic il libro: De interni et exlcrni
tore generale delle provincie di Sicilia , hominis cura Pad. 1566: il Sac. Vincenzo
Napoli, Spagna, Padre dell' ordine ; Vicer Politi figlio di Stefano , visse lungamente
il Duca di Feria, per opera di Filippo III, in Roma Professore dell'uno e dell'altro
fu elevato a Vescovo di Girgenli , e mor drillo , dove pubblic alcuni suoi lavori ,
finalmente in Roma nel 13...; non solo quali il Memoriale Clericorum ; Speculimi
presso i nostri scrittori famoso, ma pres opere
yitae ;etparlano
honestalis
di lui
Clericorum
Leone Allazio
, ed ed
allre
il
so il Passavino , Lucio Belga ec. ec. : il
chierico Francesco Lombardo cognominato Mongitore: Carlo Lazio eccellente per dot
il Devoto , promotore nella patria di pie trina e costumi pubblic le Dilucidaliones
opere , la di cui vita piena di egregii e in Bullam Crucialae, et Triumphum Ma-
santi aneddoti fu scritta da Sebastiano Ba rianum de Deiparae Conceplione Imma
golino. culata ; fior nel 1667 : Pielro Antonio Tor
Fior Ciullo di Alcamo, cio Vincenzo di nami Cassinese, avvocato una volta, poi
Alcamo, sotto Federico II Imperatore, e Re presi i sacri voli nel Monastero di S. Mar
di Sicilia, verseggi il primo nell' italiano tino in Palermo, s'impegn ad illustrare la
idioma , ed a lui perci si attribuisce da dignit del suo ordine, da nessuno in tale
Colacelo, A Dazio, Auria, e Mongitore l'in argomento preceduto; molte opere scrisse,
venzione del verso italiano, sebbene lo neghi delle quali molle ne pubblic spesso enumc-
10
74
AL AL

rate dal Fazcllo; sostenne la carica di Esami Alcantara. (V. N.) Corrottamente Ala-
natore sinodale dell'Arcivescovo di Paler bo, Cantava. Vedi questi nomi.
mo , fu Consigliere degl' Inquisitori della Alcantara, fiume. (V.D.) Vedi Cantaro.
mori
Fede,come
Decano
avevae vissuto
Priorepiamente
dell'Ordine
nel 1681:
suo; rara del frollili. Lat. Alcara de
friddis. Sic. Arcara di li friddi (V. SI.) Vil
Silvio Tornamira Sacerdote della Compa laggio cos detto dal feudo dei freddi do
gnia di Ges per costumi e sapere eccel ve fabbricato, a distinguerlo dall'altro
lente, fratello di Pietro Antonio, esemplare detto dei fusi in Val Demone. Quel feudo
di religiosa umilia e povert, divolissimo nel territorio di Caslronuovo si appartene
alla B. Vergine; diedesi costantemente per va sotto Martino a Simoncllo di Esquisa-
sei lustri interi alle umane lettere , eser no, dalla moglie, come abbiamo nel regi
cit aspramente il suo corpo in digiuni , stro deluna1408
merita sotto attenzione.
peculiare il medesimo Re. di
In fatto Il con
no-
flagelli , vigilie , dorm nel Signore final
mente un sonno di pace nel 1G81 ; pub
blic la Societ* Jem illustrala in quat venti venne abolito quel dell'Uria dei frati mi
nori del 3" ordine, di cui per ancor la chiesa
tro tomi, ed altri varii lavori : Andrea Cor ne sussiste,
fra breve verr
che riaperta
chiusa perch
gi ristorata;
pericolante
gli Agosti
il (etto,
done dottore in Teologia ed Abate ; sali
con sommo onoro i pergami delle primarie niani non erano pi sino dai tempi del nostro au
tore, erane ruinata la Chiesa, ora dai pietosi citta
citt dell'Isola e d'Italia, Teologo e Poe dini acconciata ed aperta; rum bens la piccola ma
ta non vulgare; lodalo trai scrittori Si graziosa Chiesa di S. Lucia fuori la citt; e la ma-
ciliani : Antonio Romano-Colonna finalmente gniQcaChicsa di S. Oliva adorna di bellissimi mar
Retore e Poeta elegantissimo; Agostino Spi- mi, che minacciava mina, venne dal 1848 al 53 ri
storata e meglio adorna. Osservasi nella Chiesa
noo della Compagnia di Ges, egregiamente dei minori Osservanti fuori le mura, un quadro
versato nelle umane lettere e nelle scienze creduto opera del Perugino, in realt non di lui
filosofiche; Giuseppe Abate, dell'ordine dei ma della sua scuola; rappresenta il Conte di Mo
Minimi, Teologo ed egregio predicatore, pe dica e la sua consorte, fondatori di quel tempio
(Gastone Viaggio in Sic.) Dellepubblichecase ven
ritissimo nell' aritmetica ; Francesco Ta- nero abolite, la Comunale ed il Monte di Piet;
bano grande per poesia in cui riscosse cominciossi a fabbricare quasi accanto al castello
molte lodi; Girolamo Ausilio fondatore del verso il 1846 un teatro, compito nel 1850; elegan
te ne l'interno, ma non vi corrisponde il pro
Collegio delle vergini donzelle nella patria
spetto. Merita anche attenzione il nuovo cimitero
sua; Francesco Laico che assegn una ca o camposanto a settentrione della citt, non di
sa alle oneste donne nel 1670, perch vi molla estensione. Montava nel 1798 la popolazio
vessero a Dio, entrambi nominati con cnco- ne di Alcamo a 13000 abitanti, a 15589 nel 1831, e
nel 1852 a 19955; vi abbonda una miserabile po
mii degni dal Mungitore per gli opuscoli veraglia; molto angusto il celo civile; trascu
che diedero alla luce (1). rata massimamente la cultura. La sua estensione
territoriale di salme 5864,394, cio 2,165 in giar
(1) Oggi Alcamo capo-dislrctlo della provincia dini, 1,649 in orti alberali, 13,816 in orti sem
di Trapani con quattro circondarii, nella diocesi di plici, 23,621 in canneti, 107,713 in seminatorii al
Mazzara, distante 32 miglia da Palermo, 36 da berati, 3605,924 in seminatorii semplici, 1132,820
Trapani, 4 dal mare. Vi risiede un Giudice istrut in pascoli, 45,865 in vigneti alberali, 891,650 in
tore col grado di Giudice di tribunale civile, un vigneti semplici, 29,557 in sommaccheti, 8,172 in
Sottintendente, ed un Sindaco coi suoi eletti: ha Dcheti d'India, 0,240 in terreni a delizia, 1,197
cura della pubblica salute una deputazione sani in suoli di case; dunque abbondante pressoch
taria di 4 classe. Riguardo poi alla attualit del in ogni genere di derrate, ed esporta frumento,
la topografia, Alcamo si in questo secolo estesa vino, sommacco; vi si trovano (Ortolani Dii-) va
di molto, le sue fabbriche aumentate, come accre rie cave di marmi, ed uno giallo dendridilieo par
sciuta mano mano la sua popolazione; nulla per si ticolare e bellissimo.
75
AL AL
Siro villaggio intanto in Val di Mazzara, si pella Lercara nel suo magnifico lavoro Del
tualo nei confini della diocesi di Palermo la Sicilia nobile (1).
le si appartiene. Oggi onorato del titolo Alcara del funi. Lat. Alcara de fusis.
di Principato, prende origine dalla mela del Sic. Arcara di li fusi (V. D.) Piccola terra,
secolo scorso e siede in un' altura lieve cognominala dei fusi a differenza del feudo
mente declive un po' pi verso libeccio. Ne dello stesso nome in Val di Mazzara , che
occupa il centro la Chiesa principale ma come vedemmo dicono dei freddi; in fianco
gnificamente costruita, e dedicata alla B. scosceso di profonda valle formata, secondo
Vergine sotto titolo del Rosario, cui davanti il Fazello ed altri succennali , dai Monlc-
apresi un largo col Palazzo del Signore del sori, guardando verso Scirocco. I colli Mon-
luogo ; altre cinque Chiese van soggette alla lesori vestiti di amenissime selve ed alberi
maggiore; presiedevi l'Arciprete, ed il Vi fruttiferi estcndonsi da Troina a S. Filadel-
cario dell'Arcivescovo al Clero. Annuo ne fio rendendo assai delizioso il sito della no
il consiglio giusta le Sicole Sanzioni, da stra Alcara. Occupa il fiume Chida, volgar
eleggersi ad arbitrio del Barone. Eranvi mente Rosmarino (che secondo Cluvcrio dif
nella met del secolo scorso 120 abitazio ferisce dal Chida) il seno della valle; sca
ni, 279 vite, ma nel ili 3 registraronsi 483 turisce circa i confini di Alcara e va nota
case, 1536 abitanti. Comprcndcsi nella co- bilmente nel suo corso accrescendosi. Molli
marca di Caslronuovo, ed bello di un terre aneddoti raccontano gli abitanti sull'origine
no feracissimo. Scrive il Barbieri del feudo di Alcara, ne dicono antichissimo il castello
dei freddi, e nota averne tenuto sotto Fe appellato Tauriano. Nota il Fazello non aver
derico i dritti, Mito o Benedetto de Mayda, distato una volta da Alcara Craslo mento
dalla di cui figlia conseguitili Ximene Vil- vala dagli antichi, cui si oppone il Cluverio
lalba, trasmiscli agli credi. Giovanni An in altra parte additandola. La prima me
tonio Yillalba era sposo nel 1516 ad Eu- moria di Alcara occorre in un diploma del
laliu Ventimiglia, donde si hanno nel se Conte Ruggiero in pr della chiesa di Troi
colo xvi Signori di Alcara i Ventimiglia: na, dove le si concede ti Castello Tauria
1* ottenne poi in dote Blasco Scammacca no con tutte le sue pertinenze in Val De
Signore di Murgo, sotto cui prese a fab mone , e la rocca che appellasi Alcara.
bricarsi il casale; Matteo successe a Blasco
nel 1640, cui il figlio Giuseppe Blasco, il (1) Oggi capo-circondario, in provincia e dio
cesi di Palermo, da cui distante 37 miglia, di
quale ottenne dui re Filippo nel 1708 le stretto di Termini donde 24. Contava nel 1798 una
insegne di Principe, e mor nel 1716 senza popolazione di 5336 nliit. , di 6305 nel 1831, e nella
avuta alcuna prole da Caterina Francica; ven (Ine del 1852 di 7463. Si ba salme 1831,977 di terri
ne dunque il Principato a Raffaella Scam torio, cio 3,307 in giardini, 26,811 in seminatori!
alberati, 1435,610 in seminalorii semplici, 273,138
macca e Gratina, moglie un tempo di Fran in pasture, 15,649 in vigneti alberati, 76,934 in
cesco Vincenzo Buglio Marchese di Bifara, vigneti semplici, 0,520 in suoli di case. un luo
e lasciollo al figlio Mario Buglio Principe go assai umido e freddissimo per la troppa neve
di Casalmonaco ; nacque da lui e Marianna che si ammassa nelle sue montagne nell'inver
no, e molto pi pei venti impetuosi. Ha ecci
Platanionc Emmanuel Francesco Buglio tato in qualche modo un cominci rio collo zolfo.
che vive felicemente, sposo di Stefana Gi- Nella contrada di Croce ci hanno le zolfatare di Cro
sulfo. Si ha la Signoria il dritto di armi, ce, Piraino, Giordano, Romano, Sociale, Malato,
Colle di Serio, Florio, Rossi, e nella contrada di
e nel Parlamento del Regno ultima dei Maidore quelle di Lello e di Jetaldi : poche ne
Principati profferisce il ivii volo. France sono soggette ad inondazione interna, e queste
sco Einmanuelc Marchese di Villalba l'ap- per la profondit.
76

AL AL

famosa la memoria di Tauriano negli a Ili 356 abitazioni, 1225 vite, nel rcceni
del ii Sinodo Niceno sotto Teodoro Vescovo registro statistico finalmente 1768. IN
di Sicilia, ed il Pirri che asserisce in nes stemma un' aquila che vola, con una
sun luogo della Sicilia essere Tauriano rossa sul petto. La latit. di gradi x
esistito, soggiunge tuttavia, avere il Conte v, la longit. xxxviii. xx. Comprende
Ruggiero reso soggetto tra le altre terre cara nella comarca di Tortorici e
Tauriano, al Vescovo di Troina; esposi in Prefettura militare di S. FiladelGo
tanto serpeggiare in quelli un qualche er somministrava un cavaliere, e 36 fan
rore. Alcharc voce Saracenica, oggi Alca- Fiorirono in Alcara: Cosmo cognon
ra, provaci senza dubbio esservi stato ap il Teologo per la celebrit della doti
posto quel nome dai Saraceni. Spesso viene dell'ordine di S. Basilio nel Monaster
rammentata ncll' Itinerario Arabo, nel tem cola
S. Maria
Eremita
de Rogato
di cui ; sublim
confessore
le divirltS
po del Ile Ruggiero, (limane oggi in gran
parte la fortezza Tauriano, e credesi dagli scrisse la vita : Filippo Salerno Mi
abitanti aver sofferto ruina nel (remuoto Conventuale, che diede un gran saggi
del 1490; le sottost Alcara, dove merita mondo letterario della sua eloquenza in
attenzione per la nobilt dell'edilzio il tem rie pubblicate orazioni ; quanto poi f
pio maggiore dedicato all'Annunziata; mi perito nelle scienze divine, mostranci le
gliore la cappella sacra a S. Nicola Ana riche che con grandi applausi sostcn
coreta patrono principale del paese, quan per ben sei anni egregiamente presici!
tunque la festa dell'Assunzione della B. Ver all'Accademia di scienze sacre in Vicn
gine vi si celebri del pari solennemente. indi fu Teologo di Ferdinando Augu*
Van soggette alla Chiesa maggiore le altre giov massimamente alla fondazione de
due di S. Pantaleone Martire, e S. Nicola studio universale di Praga, ed alcuna ve
Vescovo, dove amministrano i sacramenti, I vi toresalidi lamolte
bigoncia
province
di Dommalica;
in Germania,fuinr
Sacerdoti destinali dall'Arciprete. Sorgono
inoltre ai confini del paese due conventi, ! cilia, abbracci finalmente la morte cari
uno dei Minori Conventuali sotto titolo di di anni e di meriti nel 1676 : Michele Bi
S. Michele dal 1523, dei Cappuccini l'al Filosofo, Medico e Poeta egregio, Cavalie
tro fabbricato nel 1574: ne sbucciarono uo dello Sprone d'oro, a lungo rifulse in R
mini eccellenti per dottrina, come in ap ma, Malta, Messina, e mor decrepito n
presso : merita finalmente attenzione il Mo 1687 : Natale Donadeo Medico e Poeta >
nastero delle Vergini, sotto la regola di S. vaglia , nominalo nella Biblioteca classi<
Benedetto. Tutto si appartiene all'Arcive di Draudio e presso il Mongilore; scriss
scovo di Messina che vi ha bens dei dritti in versi latini De bello Christi ed altr
temporali, perch si appella signore di Al operette ; Michelangelo Cassaro profond
cara. L'Arciprete, il Vicario, il Visitatore, nei sacri studii e nella musica, famosi
giusta le leggi della Chiesa di Messina, han nelle
te cosematematiche
scrisse , mae nella
pubblic
medicina;
soltantomoli
cura dello spirituale. Si addicono al gover
no civile quattro Giurali , l' Inquisitor del S. Nicolai Vita, Poema. Aggiungi i susse
malfatto, il Sindaco, ed i Giudici scelti dal guenti, peritissimi nella musica; Vincenzo
l' Arcivescovo e dai Ministri del Re. Erano Gallo , Vittorio Laudo, Francesco Bruno,
586 le case nel secolo xvi, 1438 gli abi Giovan Vincenzo Valenti, tutti autori nel
tanti, nella met del seguente 501 le case, secolo scorso di armoniose noie che fecero
1681 gli abitanti, nel principio del corrente risuonare nelle primarie citt, esaltali dal
77
AL AL

Mongilorc per lavori che pubblicarono ; An Alenila. (V. iv.) Castello che al tempo
tonio Sardo Analmente, Abate di S. Maria di Martino apparlcnevasi con Licodia, Alia
de Rogato , e Giuseppe Riccardo, egregii ed allre terre, a Calcerando di Santapate.
predicatori per molto tempo nelle Chiese Vedi Occhiala un tempio Echtela.
di Sicilia e d'Italia; non che gli eleganti Aleuta. Sic. Arcusa. (V. M.) Casale una
Poeti , piccola Chiuppo e Placido Merlino. volla esistente, presso il fiume Torlo, ap-
Le campagne di Alcara possono contarsi pnrtenentesi alla Chiesa di Ccful per de
Ira le pi feraci di quelle contrade, poi creto del 1171 di Alessandro III Rom. Pon
ch Tengono bagnate da acque copiose ; so tefice. Oggi una villa volgarmente della
no piantate ad ulivi, viti, gelsi ed ortaggi. secondo il Pirri il feudo di Calcutta. ben
Discuter fra breve se vi sia sorta un tem s nominata in un diploma del Re Martino
po Demenna. Nell'altro lato della valle ver del 1392.
so Nord ad un miglio e mezzo da Alcara, Alesa. Lat. Alacsa o Halaesa. Sic. Alesa
sorge il Monastero di S. Maria de Rogalo (V. D.) Antica e famosa citt nella parie set
dell'ordine di S. Dasilio, celebre da gran tentrionale dell'isola, non lungi dal fiume
tempo per la piet dei Monaci ed una effi dello stesso nome, oggi di Petlineo, nel ter
gie di Maria con somma religione venerala; ritorio che prende nome dalla Chiesa di S.
erano unite alla Chiesa le abitazioni dei Mo Maria di Palale dove ad un mezzo miglio
naci, che or pi affatto non sono. D'ivi a circa si trova il moderno villaggio di Tusa.
tre miglia apresi un antro nel poggio Co Fazello che afferma scorrervi il fiume Aleso
lonna tra spineti ed asprissime rocche, do con prova di una antica iscrizione ripor
ve noto a Dio solo trasse lungamente i suoi tala da Gualtcrio, stabil tuttavolta Alesa
giorni S. Niccola Politi di Adern, e santa citt a Caronia, ben 12 miglia d'ivi disco
mente li comp; sei hanno a speciale Pa sta, ci che lo stesso Guallerio ed altri ri
trono, come notai, gli abitanti di Alcara, gettano del tutto, poich riesce evidente le
ne custodiscono con gran cura le preziose citt vicine ai fiumi prenderne il nome, od
spoglie, e solennemente ne celebrano con usurparlo viceversa i fiumi dalle citt; con
fiere la festa il d 16 agosto. Afferma Fa- fessa altronde occorrere nel luogo da me
zello sull'autorit di Dionisio d'AIicarnas- indicato grandi vestigia di citt distrutta,
so, avere sbarcalo Enea nei lidi di Alcara
rimpetlo le isole Eolie, ed avervi lascialo
mento con le norme generali e secondo l'esten
Patrono Turio con alcuni dei suoi perch sione dei terreni; venne stabilito dall'antico pe
fondato vi avesse una citt sul colle; ma culio frumentario, di cui s' ignora 1' epoca della
sembra asserir Dionisio altrove, essere ci fondazione; dipende dall'Intendente, e vien di
avvenuto appo il promontorio Orlando. Hav- retto da due Deputati scelti ogni biennio dal De-
curionato con l' approvazione dell' Intendente c
vi nel territorio il campo di S. Teodoro, del Sindaco. L'estensione del territorio di Alcara
cos appellato, perch hanno memoria tra di salme 3340,970, cio 2,610 in giardini, 0,734
dizionale gli abitanti, di esservi dimorato in orli semplici, 0,283 in canneti, 0,884 in gelseti,
13,011 in seminatorii irrigui, 794,639 in semina
quel Santo Vescovo (1). tori! semplici , 831,334 in pascoli , 32,841 in oli-
veti, 41,516 in vigneti semplici, 623,035 in bosca-
(1) Oggi in provincia di Messina, distretto e te, 0,032 in suoli di case. Contava Alcara nel 1798
diocesi di Patti, circondario di Militello; dista da una popolazione di 1394 abitanti, ascesa nel 1838
Palermo 104 miglia, 90 dal capo-luogo della pro a 1780, e nel One del 1852 a 2177. Gli abitatori ne
vincia, 34 dal capo-distretto , 4 dal capo-circon sono pacifici e laboriosi ed una delle loro prin
torio. Ti ha un monte agrario ad agevolazione cipali occupazioni si 1* alimentare i bachi da
degli agricoltori poveri , donde prestasi del fru- seta.
7S
AL AL

che noia esser di Aleta mentovala da To scordie civili, venne dall'autorit di Claudio
lomeo ; cerio nondimeno da varii codici Pulcro Pretore in Sicilia restituita alla pri
di geografi essersi appellala Alena e non miera pace , con prescrivere nuove norme
Aleta, n in alcuno degli antichi un tal no nella scella del magistrato ; colui cui se
me s' incontra , perci avverte Cluverio condo le congetture di Selinunle Drogon-
essere erroneo l'esemplare del Fazcllo che teo o Lancclotlo Castelli, eressero gli Ale
incerto cos poi conchiude: sicgue non disco sini una statua di marmo che si rinvenne
sta da questa citl distrutta pi che un dar da gran tempo fra le ruinc, e si ammira
di sasso la foce del fiume Pcltineo appellato quasi intera colle insegno, cio le verghe ai
Aleso in una lapide, donde, se questa piedi, nella piazza di Tusa; manca per
Alesa, a credere aver preso il suo no della sinistra che impugna una scure, che
mi*, come molle altre dal fiume vicino. conservasi in una cappella della chiesa, ma
La novella lapide del resto, scoverta nella come seppi da colta persona, credonla gli
predelta chiesa di Palazzi tolse ogni dub abitanti opera del secolo scorso, anzi era ne
bio, poich quivi si fa menzione del popolo gli anni passali appiccala al braccio; il sul-
Alesino. A tulli i Numi il Popolo Alesino, lodalo Castelli per prova essere dello scal
Diogene Lapirone di Diogene, per sua pello d un solo artefice e la stima anti
beneficenza (sollintcndesi ) commenda (1). chissima.
Diodoro parlando di Arconidc che par Attcsta SI. Tullio nelle sue orazioni con
tito da Erbila coi suoi aveva divisato sta tro Verro, essere slata Alesa con altre citt
bilire una nuova colonia, scrive essere slato dell' Isola da varie molestie oppressa sollo
fondatore di Alesa lib. 14. Raccolta dun la di lui pretura , e scrive encomiandola
que la gente occup un colle ben 8 sta- Verr. ni: molle sono le citt di Sicilia do
dii discosto dal mare, dote gett le fon ve ci ha fior di ornatezza e di onest,
damenta di Alesa; ma essendovi altre cit delle quali fra le prime ad annoverarsi
t
la dello
Arconide
stessodal
nome
suo.in Ci
Sicilia,
han poi
cognomini
di coloro Alesa, poicli nessuna pi fedele, pi ric
ca, pi autorevole ed imponente ne rin
che credonla fabbricala in prima dai Car verrai. Dopo la caduta della Romana Re
taginesi, nel tempo in cui si segn la pace pubblica sodo Augusto e i successori di lui
tra Amilcare e Dionisio; dal che pu dedur- perdette il drillo di franchigia, poich vien
si non oltrepassare la fondazione di Alesa i computala da Plinio tra le citt stipendiane;
tempi di Dionisio-; egli poi certo essere divenne municipio, e gli abitanti ottennero
stata una delle citt della Sicilia dai Ma il dritto di cittadinanza, di che ci prova
nierimi, non che dai Siracusani occupata; l'iscrizione addotta dal Castelli : Municipium
obbed poscia ai Cartaginesi, pieg quindi Alaesinum - Municipio d'Alesa. Dubita il
ai Romani perch vien dichiarata immune Pirri se sia stata decorala nel tempo sles
e libera, e si ha l'onore del Senato. Fu so di sede vescovile, o almeno sotto gli Im
in quel tempo abitala da molte famiglie peratori Greci, poich la disposizione di Leo
Romane e travagliata alcuna volta dalle di ne il Sapiente dice il prelato di Alesa sog
getto al Metropolitano di Siracusa, ma nel
lli 6EOI3* nASi la recentissima storia di questa citt, con
O AAM02* T1N AAAI2WUN sommo studio ed erudizione lavorata dal Ca
AIOrENHN AIOrENEOS stelli, troverai una lettera di Domenico Schia
AAniPiiNA vo dove, diligentemente il punto investigan
ETEPrESIAS . ENEKEN do, ribalte le ragioni di Leone e di altri.
79
AL AL

incerto il tempo in cui sia perita; ai delle altre Alese che vi hanno in Sicilia ;
tempi di Slrabone non era che un piccolo si fa menzione nelle lapidi si in greco
villaggio: Alesa, egli scrive, Tindari e Ce- scritte, che in latino, di Diogene, Lapirone,
fal sono piccole terre. Ne abbiamo men C. Virgilio, Cornelio Schizia, Augusto Mu
zione nel secolo vi di Cristo in una do nicipio , che tralascio per amor d' essere
nazione Tatta da Tcrtullo ad un Monastero breve; a consultar con accuratezza il Ca
Cassinese , portala nella cronica di Leone stelli di cui sin qui mi son servito. Scrive
Ostiense, confermata daMabillon dall'antico Cluvcrio sul porto di Alesa: il solo Cice
Calendario ; comune opinione perci es rone mollo sicuro testimonio, essei-vi
sere stala percossa dal ferro Saraceno. Ara stalo altres un porto nella spiaggia ;
sene il terreno ai nostri giorni, ed appena quale scrive nella Verr. in: Enna in
dislinguonsi dei ruderi, eccello la Chiesa terna in maggior parie; aggiungi averli
di S. Maria di Palazzi di drillo del Ve gli Ennesi misuralo presso quel fiume
scovo di Palli con gli edif/ii adjnccnli co il frumento', e di l nel giorno stesso
struitivi ad uso dei Monaci. Pubblic in ra trasportalo in Finlia , Alesa , Catania ,
me nella sullodala storia di Alesa il Ca luoghi tra loro lontani , secondo i tuoi
stelli il inarmo mentovalo dal Fazello, scrit ordini. Altrove affermai nelle note al Fa
to da entrambe le facce, ed altri monu zello esservi anche oggi il porto sotto il
menti che adornavano un tempo la citta. caslello di Tusa o un asilo per le navi
Diodoro descrive il tempio di Apolline da alcuni venti assicurale ; non mi ricordo
lib. 14, dove gli abitanti di Erbesso e gli per avervi attribuito gli epiteli di grande,
Atesini, che eran del vicinato, in unico rito d'ingente, di magno, come spaccia il Ca
offrivano sacrifizi!' ; il tempio di Milichio stelli senza ombra di vero; del resto ne
sollo qual nome o Bacco o Giove si appel lascio il giudizio ai sa vii lettori.
lava; quel di Venere ricordato da Cicerone Alese. Lat. Alcsae. Sic. Alesi (V. D.)
nell'orazione in, contro Verre,quel di Adrano Nelle parli interne. Sappiamo da Diodoro,
Nume indigeno di Sicilia. Rammenta anche come di sopra notammo , avere altre cilt
una lapide, bagni ed acquedotti, di che vide di Sicilia usurpalo il nome di Alesa, ma nes
il Fazello le vestigia che sin oggi rimangono; suno degli antichi ne noia la posizione. Enu
r erario inoltre e le torri ; e il Castelli mera Plinio gli Alesini tra le genti dell'in
parla di allri monumenti di minor vaglia terno dell'isola; sorge intanto nel lato aqui
da lui stesso rinvenuti nei campi di Alesa, lonare di questa la popolosa Collcsano, che
come a dire avanzi di statue, imaginette di diecsi dagli abitanti cos appellarsi dal vicino
creta, lapidi scritte ma frantumale, e mo colle Alesano, dove sono dei ruderi ad un
nete; dissi di gi della statua del Pretore; miglio verso Occidcnle rimpetto la cilt, coi
ed io stesso portai nel musco di S. Nicola quali confermano l' opinione propria. Forse
in Catania, vasi, lucerne, ed un serpente di Collcsano fu una delle Alese, ma per sola
bronzo da ivi disotterrato. Vcdonsi impres congettura il dico, nulla di certo stabilendo.
se nelle monete le teslc di Giove e di Apol Negli alti dei SS. Martiri Lucia e Gcminiano
line, e nel rovescio i loro attributi, mani nominasi un Alesa tra Taormina ed il Simcto
cio congiunte col caduceo segno di con o il fiume
meto intendono
Onobala
dire(poich
di questo)
sotto
nelnome
lato orien
di Si-
cordia, lire, archi, aquile, un milite astalo,
la figura di Apolline, e simili; ne una in tale; sono per segnali d' illegittimit dagli
tutte l' epigrafe, AAAI2A2, colle lettere ag eruditi, perloch ignorasi il sito delle in
giunte APX. cio di Arconide, a differenza terne Alesc.
80
AL AL

Aleso. Lat. Alexus. Sic. Alcsu (V. D.) sigliere di Carlo VI Imperatore, onorato nel
V. Petlineo. lo stemma del titolo di Viri forlis, dei Grandi
Aicslno.Lat.Afaesi'mw.Sic.Alisiuu(V.D.) di Spagna, si ebbe da Eleonora Bellacera
Fonte mentovala da Solino cap. 2 e da Principessa di Monteleone sua sposa, il fi
Rennio Fannio intcrpelre di Dionisio Perie- glio Pietro, oggi Signore di Alessandria e
gesc, e quantunque quieto e tranquillo scor di Pietra d'Amico adorno di molti altri ti
ra nel suo letto, tuttavia al suonar della piva toli, che sposala Elisabetta Montaperlo. ge
eccitasi lieto come a canto, e preso dall'ar ner Federico Duca di Campobello, oggi
monia gonfia e trabocca. Crede avere ci per dritto della moglie Felicia Bonfiglio
preso Fannio da Solino, il di cui testimo Principe di Condro in Val Demone.
nio alquanto debole; o favoloso un tal prodi Siede Alessandria in un terreno lieve
gio, o prodotto da demoniaci tranelli, secon mente inclinato ad Oriente, ne parroc
do Gaetani nell'Isagoge, ad ingannare le chia il tempio dedicalo a S. Nicol Vesco
menti degli etnici. Nessun degli 'scrittori per vo, cui van soggette altre sci Chiese mino
nota a qual delle Alese appartenuto si sia. ri : l' Arciprete ha cura del ramo parroc
Alessandria. Lai. Alexandria. Sic. Li- chiale, ed il Vicario del Vescovo presiede
sciandra di Petra (V. M.) Paese presso la al Clero. Fabbric una casa Carlo Barresi
fortezza di Pietra d" Amico che appoggiala pei Minori Conventuali nel 1592, dove
ad un masso enorme mostra oggi delle mi un sepolcro pei Baroni. Ammirasi fuori le
ne, donde dicesi Alessandria di Pietra. mura il nuovo convento dei Riformati del
Dista 4 miglia da Bivona, chiuso nei con l'ordine slesso, e quel dei Carmelitani sotto
fini della comarca di Castronuovo e della titolo dell'Annunziata dal 1608. Innalzasi
diocesi di Girgenli. Riportasene l' origine oggi dagli abitatori un monastero per le
al 1370, fondato da Mosco Barresi Signore Chiarine, sotto titolo dell' Immacolata Con
del castello di Pietra d'Amico e del ter cezione ; venerano essi qual Patrona prin
ritorio; successegli il figliuolo Carlo, a cui cipale S. Chiara nella Chiesa di S. Maria
Francesco padre di Elisabetta Mclchiora, della Rocca ricinta da rupe di gran mole,
che sposato Girolamo Napoli Signore di Re- donde, come dicono, gocciola in giorni sta
sutlana e di Campobello, partor Giuseppe biliti un liquore salutare agl'infermi: ne dista
e Pietro, e stabili morendo nelle sue di un tiro di palla, e vi sono aggregale le case
sposizioni, che i suoi figli e nipoti Baroni degli Eremili che badano a coltivarla. Sono
d' Alessandria e di Pietra d' Amico assu ancora addetti gli Alessandrini al culto di
messero il cognome della casa Barresi. 11 S. Rocco e S. Rosalia Vergine, dai quali
primonato Giuseppe che assunse il princi vennero liberati dalla peste che infestava
pato d'Alessandria nel 1636, celibe essen il paese, e perci lor sollevarono delle ele
do, disse erede Girolamo II figlio del fra ganti Chiese : sorge lo spedale per gl'in
tello Pietro, Duca di Bissana, che ammoglia fermi presso la Chiesa di S. Anna. con
tosi a Rosalia Filirigieri, mor senza prole, forme il governo civile alle leggi di Sici
onde raccolse i beni di lui il fratello Giu lia; delega il Barone nel paese un Prefetto
seppe, che prese in moglie Rosalia Massa, ad esercitar le sue veci. Eran circa 110 le
e mori del pari senza figliuoli; nel 1697 case nel 1392, 307 gli abitanti; 516 le case
pervennero le signorie per sua disposizione nel secolo scorso, 2220 abitanti, secondo il
al terzo fratello Federico; costui Pretore di Pirri; dai Regii libri per 890 case, 3466
Palermo, Vicario del Vicer in Catania, del abitanti; 1011 abitazioni, 3862 anime nel
gabinetto di Vittorio Amedeo , inlimo Con- 1712, e recentemente 4037. abbondante
81
AL lo (1). Levasi poi adALOccidente, un colle

il territorio in vigne, biade, pascoli, boschi,


e tutto che bisogna alla sussistenza. Fu ma occupalo da Forzia d'Agro: sul lido verso
dre Alessandria a Francesca Furia del terzo Messina, sotto la fortezza, una villa appar
ordine di S. Domenico di splendissime vir tenetesi a Forzia, con una Chiesa coltivata
t , di cui scrive Marchesi nel Diario Do da un sacerdote che somministra i sacra
menicano, ed accuratamente la vita Miche menti agli abitanti. V. Argennum.
langelo Chiaramontc anche di Alessandria, Alfano. Lai. Alfanus mons. Sic. Alfanu
registrato dal Mongitore nella sua Biblio (V.M.) Monte nel territorio di Palermo, detto
teca (1). dai Saraceni l'haifanus, e Calalalf'anus. Si
Alessio. Lat. Alexius. Sic. Alesi (V. N.) vuole cos chiamato dall'Adria, nella Topogr.
Piccola isola o scoglio nel seno di Megara della Valle di Mazzara, da Alfano Mauro,
o porto di Agosta, tra le foci del fiume di o dalla citt del nome slesso quivi situata,
S. Cosmano, ed il lido di Roccadia dove di cui crede occorrano dei ruderi attribuiti
nn altro scoglio dello stesso nome. Nell'in per dai dotti all' antica Solunto. Stendesi
terno a Nord i ruderi di Megara, ed alla nel mare ad Oriente, nel liltoralc di Pa
spiaggia di Gianlena un chersoneso, delle lermo; appare congiunto al colle Gerbino,
quali cose parleremo in seguito. V. Massa ma ne in realt diviso da una angusta
Sic. in Prosp. valle. Chiude il seno di Palermo, ed l'ul
Alessio (s.) Lat. Alexius. Sic. S. Alesi timo dei monti che come una corona ne
(V. D.) Promontorio, di cui allenila Cluve- circondano il territorio. Dir altrove del
rio contro il Fazello ed altri, che stabili le antiche rovine di Solunto descritte da Sc-
scono Argennum al Capo Grosso, esser l' an Iinunle Drogonteo. Squallido, scoscesola
tico Argennum. Sovrasta al mare Jonio, 24 rupi, a burroni, sterile il terreno del col
miglia discosto da Messina, 6 dal promon le ; una via sola pu praticarsi nelle parli
torio Tauro. Asprissime rupi ne rendono settentrionali , che lastricata un tempo di
ripida la salita ad Oriente; anche pi rui- pietre quadrate menava alla citt di Solun
noso dalle altre parti. Neil' alto verso to; lievemente acclive e montuosa elevasi ad
Scirocco sorgeva un tempo una torre forse un miglio verso Occidente, piega poi ad
di guardia, di che rimangono vestigia; ma Oriente dove tra vepri e spine si scorgono
nel pi allo vertice sin oggi una ben mu i rumali monumenti di una citt che fu,
nita rocca col suo presidio ed il Prefet quale, come avvertii, descriver accurata
mente a suo luogo.
ti) Oggi comune in provincia e diocesi di Gir- Aireo. Lat. Alpheus (V. Ti.) Fiume di
genti, distretto e circondario di Bivona, distante Elide nella Grecia , dove riconosce la sua
jO ni. da Palermo, 20 dal capo-luogo della provin origine, e fiume ugualmente di Sicilia poi
cia, 4 dal capo-distretto. Contava nel 1798 una
popolazione di 4416 abitanti, diminuitasi nel 1831 ch sgorga in Siracusa ad Ortigia, e me
a 4280, ma accrebbe sino al fine del 1852 a 4852. scolasi alle acque di Aretusa, donde la poe
Si ha un territorio di salme 3330,751 , cio 6,074 sia della fuga di Aretusa e degli amori di
io giardini, 205,623 in seminatorii alberati, 2818,629
in seminatorii semplici, 88,074 in oliveti, 81,392
Alfeo. Strabone mise in campo l'opinione
in vigneti semplici, 81,119 in sommaccheti, 49,107 di questo corso sotterraneo, che Cluvcrio
in mandorleti, 0,433 in suoli di case. Vi ha una ammise, provando con molte antiche auto
solfatara nella contrada Cini su di cui nel 1834 rit sboccare nel Jonio soltanto in parte;
'incominciarono dei tentativi; vi si trovarono po
chi primi zolfi , poi si estinse e venne abbando
ed afferma Mirabella nulla potere contrari
nata. I principali generi del commercio di Ales-
tandria sono il grano e le mandorle. li) Oggi vi istallato un telegrafo.
11
S2
AL AL
dirci, scaricarsi in parte le acque di Alfco tusa. Da ci puoi ricavare assentir Pausania
nel Jonio, far sodo il mare il loro corso alle favole dei Poeti, e stabilire il corso
per meati sotterranei, introdursi alle sor sottomarino dell' Alfco; ma in descrivere
genti di Aretusa e mescolatisi. Fu intanto nelle Eliache gli amori del pastore e della
ammessa questa opinione non che da Vir Ninfa, not essersi il primo trasformato in
gilio, Silio, Claudiano, Stazio, Lucano, Si- fiume , e per sotterranei meati trasferito
donio, Ovidio che fiorirono in pi vicini tem in Orligia a congiungersi alla amala Arelusa
pi, ma da Pindaro nella I IV etnea, che dice mutala in fiume anch'essa. favola alTalto
Aretusa sacro ristoro d'Alfeo , da Mosco che scorra inconfuso l' Alfeo in mezzo al
negli Idilli e da antichissimi autori recali mare, ma non ripugna al vero, potere per
da Pausania , che riportano l'Oracolo di meati occulli sotto il mare per 400 miglia,
Apollinc Delfico ad Arcliia , concepito in pervenire in Sicilia. Pi gi diremo di
questi sensi: Aretusa.
Un' isoletta cui dier nome Orligia Ali. Lat. Aleum. Sic. Ali (V. D.) Citt
Dal mar ricinta oltre Trinacria siede; nel giogo d'un colle donde amenissimo
Ivi diffondo Alleo la lucid'onda il prospetto dello stretto di Messina e del
Che ad Aretusa vagamente unisce. mare Jonio ; nella spiaggia orientale del
N solo fu questa opinione dei Poeti, ma l' isola, discosta 15 miglia da Messina, a
d'innumerevoli filosofi e storici, come Pau Mezzogiorno. Placido Saperi autore recen
sania, Plinio, Antigono, Carislio , Timeo, te ne attribuisce la fondazione ai Greci
Seneca , Libanio , tralasciando i moderni Elidesi, che venuli, come egli scrive, in
che con esperienze di altri fiumi ed os gliorino,
colonia, sliibilirons
al promontorio
in prima
oggi Capo
nel colle
Grosso,
Jfi-
servazioni confermano lo stesso : Carislio
Stor. cap. 133. Aretusa fonte di Orligia e secondo alcuni Argenno: dove molestali
lui origine da Alfeo che sgorga neW Eli allo spesso dalle incursioni dei pirati, tra
de... talch ai tempi degli Olimpii quando sferitisi nel monte Saturnio oggi Spraveri,
lavatami nel fiume le interiora delle vil fondaronvi non meschina terra, donde dopo
ume sorgea l'acqua in Sicilia bruttala molti anni partili per l'incostanza dell'aria,
di escrementi, ed una lazza perdutasi una tennero il territorio sotto il monte mede
rolla neW Alfeo rinvennesi in Aretusa; e simo, distante tre miglia dal mare, che dis
Pausania nelle Arcadiche: dotalo i Alfeo sero Eli dall'antica patria Elide, poi cor-
di una natura dagli altri fiumi diversa, rollamcnte Ali, dagli eruditi Aleum; ci ab
poich spesso sotterra ascondendosi, poi biamo dal Samperi, provato per senza alcun
nuovamente ne sgorga. Emanando in pri testimonio di antichi autori, ma da sole sue
ma da Filale e dai confluenti, confondesi congetture, poich moltissimi antichi monu
nel territorio Tegeatide; di nuovo pro menti vi si rinvengono. Sorgeva sotto i Sa
rompendo in Asea e mescolandosi ad Eu- raceni, poich nel 1093 soggeltollo il conlc
rola, riprende una via sotterranea, e ri- Ruggiero al Monastero di S. Pietro e Paolo
sorlo nelle fonti che dicono Arcadi, tra ed a Geraslmo che erane allora l'Abate. Il
scorso il terreno Piseo ed Olimpia sbocca colle poi che ne occupato unito ad altri
nel mare sopra Cillene degli Elei; n vicini, sembra rivolto al Saturnio, monte
vale a ritardarlo la violenza del mare celeberrimo di quei contorni.
Adriatico , anzi impetuoso internandosi Diccsi aversi scelto gli abitanti a princi
nel pelago riappare in Orligia isola di pale patrona S. Agata Vcrg. e Mart. Cata-
Siracusa e mescolasi alla fontana di Are- nese nel trasferimento delle sacre spoglio
83
AL AL

di lei nella patria, poich approdato sotto vizii. Componesi in Ali il Magistrato Civile
Ali il sacro convoglio con custodi, e Mau da 4 Decurioni, un Sindaco, un Inquisitore
rilio Vescovo di Catania, a gran folla traen- del malfatto, e dai Giudici; tutti soggetti al
dovi la gente della vicina Ali, ebbe lasciato R. Senato, e segnali in ogni anno, s per in
in perenne prezioso monumento del suo dulto del conte Ruggiero, che per privile
ossequio e divozione, il velo dove erano in gio di Federico IH, dall'Abate di S. Pietro
folte le ossa, che a gran pompa recarono e Paolo d'Itala come signore temporale;
al paese , e da allora si dettero al cullo ma spettandosi , come nolai, i sacri drilli
di quella Vergine Eroina, e fabbricarono un all'Archimandrita, sceglie il suo Vicario e
elefante tempio in onore di lei, che ne diven l' Arciprete , ed esercita sul paese altre
ne il principale, poich la prima chiesa di autorit vescovili. L' esteso territorio di
Ali credesi essere stata consacrata alla B. maravigliosa ubert produce vini squisitis
Vergine delle Grazie, quale oggi rimane tra simi celebrati dagli antichi, e dai moderni
le minori. Incendiatasi improvvisamente la ricercati, gelsi in non piccola copia, ed
chiesa di S. Agata, ne sorse nel 1582, senza olive; vi hanno miniere di ogni sorla di
riguardo a spese, una pi elegante e ma metallo, rame, argento ed oro; occorrono
gnifica; ne la lunghezza di 200 palmi, spesso nelle colline dei capislazzuli, delle
di 80 la larghezza, di 100 l'altezza, e la buone crete, boli di gran sottilit; cele
cupola avanza i 150; cinta la nave di 16 bre il liltorale per acque termali, salutari
intiere colonne di pietra, fabbricato in mar in varie malattie, principalmente nelle cu
mo a serpeggiamenti l'altare maggiore, ma tanee, dove da tulle le parti orientali del
gnifiche le cappelle di entrambi i lati, bel l'isola viene nell'est a prender bagni non
lissima la facciala, molto famosa la prospet poca gente, non esclusi i nobili. Porla il
tiva s dal lido di gi, che dal mare, poich registro statistico di Ali del secolo xvi, ese
sorge nel pi allo luogo del paese e supera guilo sotto il Re Carlo, 407 case, e dopo lui
gli altri non dispregevoli ediGzii; ne suf- quasi 3817 abitanti; nel 1652, 514 le ca
fraganea la chiesa di S. Maria del Rosario se, 2934 abitanti; ai nostri tempi nel 1713
con un sacerdote che amministra i sacra con grave decrescimento 451 case, 1663
menti, coadjutore dell'Arciprete, poich un abitanti. Presenta lo stemma due ale in
Parroco vi solamente nella chiesa di S. campo azzurro. Spellasi alla comarca ed al
Agata; si ha cura bens delle anime in quel la Prefettura militare di Taormina, e dava 4
la di S. Spirito dove una buona compagnia cavalli, 38 pedoni. Sta nel grado xxxvm,
di laici; speravasi da gran tempo poter xx di longitudine, e quasi xxxvm. di lati
vedervisi annesso un Monastero di mona tudine. Conlansi tra gli uomini illustri di
che , ed all'oggetto varii vicini edifzii si Ali: Kiccola Coniglio Signore della cill pri
assegnarono , ma l' opera ancora in ma del 1093, e nel secolo scorso Pielro
compiuta. Succedono a queste, altre sci Fama, celebre nelle armi, chiarissimo pei
chiese minori che non mancano di elegan sostenuti onori, Cavaliere della Gran Croce
za, tra le quali enumerasi l'antichissima di Malta, Giudice della M. C, Vicario del
di S. Maria de Remore (del bosco) soggetta Vicer; mor in Trapani nel 165... (1).
al monastero Basiliano di Itala. Sorge non
lungi dalle mura il famoso convento dei
fi) Oggi AH capo-circondario di 2* classo, in
Miiimi Cappuccini sotto titolo di S. Maria provincia e distrettto di Messina, diocesi dell' Ar
degli Angeli, eretto sin dal 1C74, con chie chimandrita, distante 215 miglia da Palermo, 19
sa ricca in reliquie di santi; casa di No- da Messina. Conlava nel 1798 una popolazione di
84
AL AL
Alla. Lai. Alia. Sic. Alia. (V. N.) Ca zionc se ne fa nel censo del 1652. Diro
sale un tempo esistente, detto anche Lalia, dei successori di Pietro in S. Croce (1).
nel territorio di Vizzini a Scirocco, in un Aliano. Lat. Alianus fiume (V. N.) V.
terreno piano; fu dato, come leggesi, dal Buffarito.
Re Martino ad Ugone Sanlapace e a Calcc- Alleata. (V. M.) V. Licata.
rando figlio di lui. Conserva oggi il nome, Alice. Lat. Yhalicis. Sic. Alici (V. M.)
sotto il volgare titolo di feudo. Stagno al di l dalla foce del fiume Belice.
Alia. (V. M.) Villaggio di nome novello verso Occidente. Si rifa dalle onde del ma
presso la sorgente del fiume Torto nei colli re che vi traboccano, perlochc nella state
tra Sclafani e Vicari , un tempo nel terri molto pernicioso agli abitanti. Scrivene il
trio di Polizzi sotto il nome di Lalia, co Fazcllo nel lib. 6, cap. 4.
me ci rileva dalle disposizioni dei Re Federi Alicia. Lat. Halicyae (V. M.) Antica citt
co II e Martino. Il sito ne poco acclive. La creduta dal Fazello, servitosi di un volgare
chiesa parrocchiale di S. Maria della Grazia esemplare di Tucidide, vicina a Cenluripc:
ha una filiale commessa alle cure di un fatto di ci consapevole D'icia, scrive lo
sacerdote. Nel 1713 vi si contavano 228 ca Storico Greco lib. 7 , spedisce i Sicoli ai
se, 603 abitanti, ed ultimamente 1959.
l'ultimo della diocesi di Cefalo e ne chiu 572 in ficheti d'India, 8,583 in castagneti, 92,82" io
de i confini; vi si godo d' un'aria salutare boscate. Sul monte Scaderi o Sparveri abbondano
rarissime erbe medicinali molto dai botanici ricer
e d'un terreno trai primi della provincia cate; mostravisi una profondissima fenditura ca
per feracit. Nel 1320 appartenevasi in feudo gionata forse da gagliardo Iremuoto; vi hanno
a Matteo de Milite, poi nel 1408, come sulla cima di grandi conserve di neve che traspor
dai registri del Re Martino, ne troviamo si tasi nell'est in Messina e nei contorni.
Passando intanto ai bagni, riconoscesi all'et no
gnore Federico Crispo, poich Matteo ven- stra pi che sempre la somma utilit delle acque
dettelo nel 1366 a Rinaldo Crispo messi minerali di Ali. Avevasi da gran tempo notizia
nese, come scrive Barberi, che nota sino al abbondassero di ferro, di sale, di gas-acido, gas-
l'ilo tutti gli eredi di Federico o Errico. idrogeno dell'egregio
indagini solforalo, e chimico
carbonico;messinese
merc per
Gioaclo
Dopo i Crispo pervenne ai \illaraul, e po chino Arrosto si venne a scoprire, contenervi
scia ai Cifonti, e Luca ramo primario di tale quantit di jodio da renderle le pi pre
questa famiglia consegui Alia verso il 1557, gevoli e salutari dell'intera Sicilia, quale ritro
e lasciolla in dote alla figlia Francesca, che vamento fu non solo attestato dalle osservazioni e
gli esperimenti dell'Accademia Gioenia di Catania,
prese a marito Pietro Celeste Principe di ma eziandio dal famoso geologo P. Barnaba La Via
S. Croce; Alia dopo la loro morte pas cassinese; perlocb molte portentose guarigioni
s al figlio Giambattista. Aveva Francesca verificaronsi, e l'affluenza da tutta Sicilia ed anche
da oltremare eccit un considerevole commercio
impetrato dal Re nel 1615 la facolt di am
nella citt.
massar della gente nel feudo di Alia, ma (1J Alia oggigiorno capo-clrcondariodi 3" classe
se
1370,nemonl
differsino
l'effetto,
al 1831 poich
a 1852 , nessuna mcn-
e rileviamo fi in provincia di Palermo, da cui dista 43 miglia, di
stretto di Termini donde 18 miglia, diocesi di Ce-
fal; con un territorio di salme 3183,928, cio 1,
824 in canneti, 40,742 in seminatorii alberati, 2476,
nalmente dall'ultimo quadro statistico esserne la 204 in seminatorii semplici, 373,249 in pascoli, 39,
attuale di 3186. Estendesi il suo territorio per sal 917 in vigneti alberati, 211,421 in vigneti semplici
me 1916,169; cio 36,728 in giardini, 1,584 in canne 13,072 in ficheti d'India, 2,179 in alberi misti, 22,
ti, 22,726 in gelseti, 9,153 in seminatorii irrgui, 102, 720 in mandorleti, 40,600 in suoli di case. Contava
885 in seminatorii alberali, 284,502 in detti sem nel 1798 una popolazione di 3855 anime, diesino
plici, 1068,709 in pascoli, 56,224 in olivcli, 94,949 al 1837 si accrebbe a 4036 ed al 1852 a 4759. Ne il
ni vigneti alberati, 127,727 in vigneti semplici, 9, grano il principale genere di commercio.
85
AL AL

patti donde passar doveva il nemico, di che sorge sotto Salcmi , l'altro detto da
cendo agli allegati, Cenluripini , Alicei , Platani , non sembra incongruente poter
che noi permettano; ma disse, come mo Salemi essere stala Alicia; del resto
stra Oliverio lib. 2, cap. 6, Agirini i po opinione di Cluverio esser VAlico che scorre
poli \k ini a Centuripe. Fu intanto Alicia presso Salemi il Salso nella origine (1).
nel medesimo tratto che Segesta, Entella ,
e Sclinuntc, presso il fiume Alico, non lungi (1) Plinio enumerando nel lib. 3, cap. 8 gli abi
dal Lilibeo; tra Entella, scrive il Cluvcrio, tanti di Sicilia, fa menzione si degli Aliciesi che
dei Semellitani : il Fazello nelle sue decadi De
ed il LiUbeo , ci aveva una citt , t( di Rebus Siculi* afferma essere state in Sicilia due
cui nome s'inflette solamente in plurale; Alicie, confondene una con Alesa o Aleten, e po-
llalicyae ; ed in formazione latina Hali- nela
sa, l'altra
pressoricino
Cefal,l'Etna
un mezzo
e Centuripe,
miglio lungi
ed appog
da l'u
eyenses ; e soggiunge le parole di Diodoro giandosi a Plinio, che apprestagli una consonanza
da varii luoghi, come dal libro xiv; pre di nome, di sentimento che l'odierna Salemi sia
parato l'esercito, invase Dionisio le terre stata piuttosto Semellio e non Alicia; anche Pirri,
dei Cartaginesi , ed intimor gli Alicicsi cui conforme altres il Facciolali, si accorda al
Fazello a dir che Salemi sia stata abitala da quei
col saccheggio, per cui mandati alliba Semellitani, di cui al citato lib. 3. favella Plinio.
ti indori agli alloggiamenti, gli si colle Il Paci, oltre di Arezio, Junio , Millio, il Cieco
garono ; fatto che poi ci ripete ; mentre di Forl, Leandro, Alberto, ha menato sopra tutti
appo Segesta era Dionisio accampalo col- maggior rumore, appoggiandosi all'autorit di
Plinio, da lui male interpretata, ma vedesi evi
V esercito , ed aveva Imilcone espugnato dentemente il suo errore per l'egregia confuta
Mozia ; nel lib. 22 ; allora si uniscono i Se- zione fattane da Giuliano Passalacqua , che su
I tintili ini al Re Pirro, poi gli Aliciesi e i perfluo sarebbe riportare, poich opera notissima
Segestani; dal lib. 23 finalmente; gli Ege- all'amatore delle cose Sicole. Rispondo intanto
al Fazello, affermando non descriver Plinio topo
stani soggetti in prima all'impero dei grafia alcuna di Semellio, ma solo per ordine al
Cartaginesi piegarono ai Romani, e lo fabetico enumerarla tra le altre citt interne del
slesso fecero gli Aliciesi; dal che si vede l' isola; donde prende egli adunque quella natura
a sufficienza, essere stata Alicia dalle parti di luogo? cosa per essa intende? N altro scrittore
ebbe a mani che Plinio, n attinse da altra fonte,
della Sicania: altronde il fiume Alico donde poich questo solo adduce in testimone; se poi
prende il suo nome fa in queste il suo cor ci prova , come egli afferma , la propriet del
so : scrive Stefano: nota Duri molte citt nome, cio la somiglianza di nome tra le due
citt, lo stesso di tante altre avverrebbe, al che
della Sicilia prender nome dai fiumi; Si ci sian d'esempio Solunto e Selinunte; il Pirri
racusa cio, Gela, Imera, Comico, Alico ec; ed il Facciolali presentano in altra forma il pa
di prova evidentissima e principale ci sono rere medesimo.
finalmente le parole di Diodoro e di Tullio, A provare intanto la nostra opinione e non at
tirarci la taccia di temerarii in opporci ad uo
nella m Verr. dove: due sono le citt fe mini di polso, presentiamo il testimonio di quel
derate, la Mamertina e la Tauromenitana, grand' uomo di Cluverio, che sostenuto da for
cinque le libere ed immuni; Centuripe, Ale tissime ragioni e da solide prove di ottimi ed an
sa, Segesta, Alicia, Panormo. tichi scrittori , mostra non essere stale citt ap
pellate Alicie n presso l'Etna, n presso Tusa ,
Stima il Cluverio conservare la famosa e svolge il suo nitido parere al nostro conforme
citt, volgarmente Salcmi, l'antico nome di per lunga dimostrazione, che meglio slimiamo ap
Alicia, perciocch presso i Greci Sale dicesi prestar nell'originale latino dettato, come pi au
A.V2, donde deriv AUco, che presso i La tentica. Porro, scrive quel sommo, inter Enttl-
lam , et Lilybeum fuit oppidum , cui vocabulum
tini suona Salso, donde Salemi; ed essendo plurali* numeri Halicyae Stephano dicitur : et
due fiumi dello slesso nome cio di AUco inde oppidani eidem ex Diodoro Halicyei; at la
nella spiaggia australe della Sicilia, uno tina formatione Cic. in Verrini* et Plin. lib. 3,
86
AL AL
anche
Alle.
Delia,
Lat.Biligero,
llulycus. e(V.M.)
Belligero
Fiume,
e pres
dello Gurgo; incontra, bagnando il territorio dello
di Delia, il convento della SS. Trinila dello
so le foci, delle Arene. Mostra Ire sorgenti stesso nome; accoglie le acque del Fiume
presso Salerai; Rabisi , Gibeli, Donna di Grande, che scaturisce a Mezzogiorno, anche

cap. 8, Halicyenses. Stephani Epitomator: Hali- citur Salemi etc. quindi conchiade a De caeten
cyae, urbs Sicilia ; auclure Theopompo inter En- haud
tatem postremi
ex suprafuisse
cilatismomenti
historiisIlalicyensiitm
haud obscure citi-
per-
talloni et Lilybeum sita. Ctc. et Diodorut quoque
eodem cum Entello , Mgttta ae Selinunte tractu spicitur. Eamdem diynilalem etiam posterioribut
eam rtfert ut lib. 14. Dionytiui Mgettam atque temporibus sub Romanorum imperio servavit, sic
Entellam obiidere jussit. Ipse vero exeunte jam quippe Cicero in Verrina III Faederatae Civita-
destate, eum exercitu Syracusas regretiut ett. An tes duae sunt , quorum decumae venire non so-
no adfinem delapso, Alhenit tummum magistratum leant, Hamertina et Tauromentana : quinque prae-
adii Phormio. Et Ohjmpias tum agebatur ICVI. terea sine foedere immunes ritirare ac liberae:Cen-
Tum Dionysiut , edueto Syracutit exercitu , Car- turipina, Halesina, Segestana, Halicyensis, Panar-
thaginiemium ditionem invadit. Dumque agroi po- untanti; praeter eas omnis ager Siciliae dteuma-
pulatur, Halicyenses metu pere uhi, missis in ca hiis est. Siciliae Antiqua lib. 9, cap. XII.
stra legati!, societatem cum eo junxerunt. AtMge- IlofTniann, Piccolo, Briezio, Caruso, Longo, quan
etani,
ti, igni
obtidientium
tabernaculiimunitionei
injecto, magnum
ex improviso
per castra
adot ti autori non potrei io spiegare a consolidare il
mio parere, oltre la magnifica auloril del Clave-
pavorem , atque tumultuili excitarunt et eodem rio! ma il vietano i limiti della brevit e del nostro
libro haud multopost. Quum per hoc tempus apud lavoro; gli evidente per ebe la pi parie di
jEgestam Dionysius cum exercitu haereret , Hi- storici in fatto di cose Sicole abbracciano il pare
milco vi Molyam expugnat a et mox tum etiam re di questo storico. una obbiezione di alcuni,
AXixvaot Halicyenses deficiunt, emissisque Cartha- essere impossibile aver segnato Salemi origine si
giniensium in castra legatis , societatem inive- vetusta,
antichitperch
ce ne danonuna
monumento,
prova, mentre
non vestigio
sollevanti
Ji
runt et ex lib. 22 , ita referunt excerpta lega-
tionum. Il ine SelinuntU Regi Pirro se adjun- altrove sublimi avanzi che ci affermano una gran
gunt : mox et 'AXtxvxToi Ualicienses atque Mge- dezza che fu, un avvicendarsi di catastrofe, no
stani et ex lib. 23. Mgestani primum Carthagi- teatro di antiche memorie; veniamo all' Ab. '.cari
niensium imperio subjecti, ad Romanos inclina le nell'opera intitolata Stato generale della Sici'id
timi , idemque et 'AXixvaot Halicyenses fecere. p. t, cap. 3, pag. 92, dove appella l'attuale ca
Verum in utroque loco corruptum, ut pleraque stello di Salemi, avanzo di uno antichissimo di
alia in dictis Legationum excerptis, legitur voca- strutto; ma e' non si son poi rinvenute altres di
bulum AXcxvaoi qui facilis erat ex scriploris lap antiche medaglie e monete in accidentali scavi,
sus
igitur
x allatis
in i\ etdiserte
u in vpatet
convertentis.
quam vehementer
Ex hactenus
erra- non vasi e statue, per soverchio zelo al Cristia
nesimo ed ignorante scrupolo, infrante e risepolte
verit Fazellus, dum Halicyam urbem facit gemi- o per vile guadagno vendute a stranieri? Icnla-
nam; alteram apud Tusam in littore Tusco; ubi ronsi forse degli appositi scavi? nulla dalle tenebre
ego Alaeseam fuisse , supra cap. ostendi : alte fu mosso! come
giovamento? non
potere
ci occorrere
per che militi
un checontro
in noslro
l'o
ram ex Thucydidis sententia, circa .Et nam et Cen-
turipas : quum corrupta legalur apud Thucydidem pinione nostra, anzi dalle tenebre medesime parlaci
vox 'AXixurjofou? pr 'Afmvafec ut cap. VI docui. una risposta: chi degli antichi avea novella del
Apud Stephani Epitomatorem ita legitur Acragas, teatrodeidi monumenti
uno Segesta , quel
i piche
bellipoi
dell'Italia?
scoperto un
(orma
Gu
urbs Siciliae, a praefluente amne dieta : Ait quip-
pe Dueis, plerasque Sicularum urbium a /lumini- glielmo Ilaris, un Samuele Angeli scoprirono in
bus nomina habere; Siracusas sciliuet, Gelam, Hi- questa et nostra preziose metopi in Selinunte!
meram, Selinuntem, Phaenicuntem, Frycem , Ca- presso Palermo vasi magnifici, lucerne, lacrima
micum, A\a)bv Halycum , Thermum, et Camari- toi, in cavar acquedotti ad abbellir la via che me
ftum. Certe 'AXux; Haiicus urbs nulla me inorai ur na in Morreale, oggigiorno si rivennero! per ben
aucloribus apud celeberrimum illum amnem Ha diciassette secoli la marra e l'aratro passaronsut
lycum; quem nunc vulgo Platani dici supra lib. 1, campi di Pompei e di Ercolano, che ora aperti,
cap. XVII, docui. Inter En teline vero ruinas et mostrano altre citt, altre magnificenze. Grande*
Lilybeum, quo tracio Stephanus Halicyas collocai, la Sicilia, ed il di lei non ben scrutato seno rac
etiam nunc celebre oppidum vulgari vocabulo di- chiude la magnificenza dei padri nostri.
S7
AL AL

sotto Salenti; dicesi poi Biligero o BelKgero e ad Ovest la porta colle absidi, nel colle
e delle Arene per le bianche arene che che poggia sul lido , e moslrano ancora
ha nelle sue foci ; scaricasi finalmente nel un resto di antica magnificenza. Ricorda il
mare Africano tra il promontorio delle Pirri esserne stale trasferite nella Cattedra
Tre Fontane ed il llazzarese. Ci ha un altro le di Palermo le statue di S. Michele, S.
Alico, volgarmente Platani, e Lieo, che Basilio, e S. Lorenzo, poich a questa ce
situato tra i dominii di Cartagine c di Si dettero i dritti del convento.
racusa, divideva i due popoli: ne diremo Aliga. (V. N.) Palude nel liltorale di
in appresso. V. Platani. Noto presso la cala dello stesso nome.
Allear!. Lat. Alicuris aut Ericodes. Aliga grande. Sic. Alga (V. N.) Pro
Sic. Aricuri (V. D.) Isola sterile ed alpestre, montorio, volgarmente Capo dell'Aliga gran
altrimenti Ericusa, volgarmente Alicuria: de, di l dalle foci del lutnelrminio oggi det
una delle sette Eolie, a xxxvm gradi di te di Maulo e di Ragusa, ad Oriente, ed il
longitudine, \xxm,xxx di latitudine, distan piccolo asilo di Pellegrina nel lido di Scicli,
te dall'altra vicina, Filicuri 5 miglia verso ludo a scogli e a caverne. Quivi la cala della
Occidente, da Lipari 13 miglia, dalla pi anche Aliga. Ne appellano Corvo ed Organo
vicina punta della Sicilia , cio da Cefal i marinai le rupi e le spelonche.
20 miglia; deserta e montuosa, e prende Alimcna. (V. D.) Villaggio detto ben
il nome, secondo Slrabonc, Stefano, Isidoro, anche Mazza dal nome d'una bettola un
dagli arboscelli di erice di che piena, d esistente nei Iati di un colle, oggi distrutta,
di cui il frutice simile in colore a quel la quale cos appellavasi per un leone che
della mirica , ed in foglia al rosmarino ; aveva per insegna dipinto sulla porta, con
fiorisce nell'autunno , ed ha la forza di una clava in bocca dai Siciliani delta Mazza.
cacciare i calcoli dalla vescica. Erronea Si appartiene Aliraena alla diocesi di Mes
mente S. Isidoro Orig. lib. 14 cap. 16 di sina, quantunque afferma Pirri, essere stata
stingue Ericode da Ericusa. Attesta Plinio compresa sin dalla sua fondazione a Catania.
lib. 3 cap. 9, essere stata con Filicuri ad rivolta a Nord-Est, ed occupa le giogaje di
detta a stalle, a mandre del bestiame delle alcuni colli, trai fiumi delle Saline, e delle
altre isolette. cinta di scogli ad Oriente, Vanelle, di cui a suo luogo; estesissime
non apre alcun riparo alle navi , e ne quelle, vedonsi vestite nell'inverno di neve,
il circuito di 7 miglia (1). e lungo tempo; le parli verso Sud-Est pren
Allei o Ayilei. (V. M.) Antico frantu dono il nome di Areddola, fra noi Ared-
mato casale nella via da Termini Imerese dira, dall' Edera, e vi si osservano avanzi di
a Palermo, dove la chiesa di S. Michele o una citt distrutta ed antichissima, ed an
di S. Maria di Campogrosso coli' annesso che vi occorrono di acquidotti di mattoni che
convento dell'ordine di S. Basilio, fabbri senza dubbio rimontano ad una rimola an
calo dal Conte Roberto Guiscardo nel 1077; tichit.
ammiratisene oggi le quasi intere pareli, Sorge il villaggio nel mezzo della stra
da da Catania a Palermo , che riconosce
il Va attualmente compresa nella provincia e l'origine nel 1628 da Giulio Cesare Impe
d distretto di Messina, nella diocesi e circondario ratore , cio da Antonio. AUmena n di
li Lipari, e dista da Palermo 50 miglia; vi si tro questo nome si ha una Parrocchia dedi
iano delle lave c dei zolfi, vegetanci oltre l'erica, cata a S. Maria Maddalena, adorna di co
olivi, palmizii e capperi, e conta appena una po- lonne e molto elegante. Abitano i Minori
poliziooe di 443, per lo pi di molto ardili ma
rmai. Riformali, dal 1740 in luogo eminente verso
88
AL AL

Sud, il ben fabbricalo convento detto di Ailmlnusa. Lat. Almenusa. Sic. Armi-
S. Maria di Ges: un'altra chiesa minore nusa (V. M.) Piccolo villagio o contrada, nel
dedicata alle anime purganti. Costa oggi feudo dello slesso nome, fondato da poco,
Alimena di 336 case secondo il registro del la di cui Chiesa Parrocchiale dedicata a S.
1713 contava 1255 abitanti, che ultimamente Anna
al Palazzo
Madredella
della
Signoria.
B. Vergine
Comprossi
quasiilunila
feu
1523, ma cont nel secolo scorso 47 abitazio
ni, e 185 anime: compresa nella comarca do di Almenusa il chiarissimo Mario Cutelli
di Polizzi ; fu decorata per benignit di Fi Conte di Villarosata, nobile Calanese e ce
lippo IV degli onori di Marchesato, e vi sor leberrimo Giureconsulto, e lasciollo al fi
se il palazzo della Signoria con dinanzi un glio Giuseppe, colla disposizione che se
largo, ed un fonte d'acqua. mancasse di erede diretto, curerebbe fon
Fu assunto il primo a questo onore il dare un collegio di nobili giovanetti con
sullodato Antonio, che si ebbe Orazio dalla l'assegnazione di Aliminusa ed altri suoi
moglie Francesca Urbano ed Imperatore, possedimenti ; ma da Giuseppe che fu an
il quale, poi morto prima del padre, gener, che signore di Valle d'Olmo, nacque An
colla moglie Onofria Colnago , i figli Giu tonio da cui Giuseppe Giovanni, quale fio
lio Cesare IV e Carlo , non che Dorolea ; r ornato di varie erudizioni, ma mor senza
entrambi i primi morirono senza prole/per prole
a volernelfondare
1747. ilMossero
collegioallora
secondo
i Calanesi
la di
ch l'ottenne il figlio di Dorolea, e di Ste
fano Benzo Girolamo Benzo, che si disse sposizione di Mario, e concessero ad Igna
Giulio Cesare Imperatore VI, e sposata zio Paterno Principe di Biscari per censo an
Melchiora Rosso, lasci la sola figlia Do nuale,
annesse.
la contrada
soggettadi nello
Almenusa
spirituale
e le allerrc
Ve
rolea, alla di cui morte Giulio Benzo fra
tello contrast il Marchesato di Alimena; scovo di Cefal, e non ne arrivano gli abi
opposloglisi tuttavia nel 1717 Giuseppe Bo tanti ad un centinaio : il Barone vi ha po
sco,
ottenne
Principe
la Signoria
di Belvedere
per sentenza
e figliodei
di Dorolea
Consul tere di vita e di morte (1).
0,6ti a giardini, 1,012 ad orti semplici, 1,361 a
tori di Sicilia nel 1737, e si disse Giulio Ce canneti, 0,798 a seminatorii irrigui, 2,881 a semi
sare Imperatore VII; allualc Consigliere del natori! alberati, 2167,623 a seminatorii semplici,
Re, e gener con Lucrezia Lancia, Vincenzo, 1066,162 a pascoli, 3,173 ad oliveti, 4.61* a vigneti
marito a Caterina Branciforli. Spella al Mar alberati, 112,688 a vigneti semplici, 4,346 a ficheti
d'India, 3,664 a mandorleti, 1,902 a frassineli, 0,
chese di Alimena il xxxvi posto nel Par 816 in suoli di case; da tatto il che si vede non
lamento. Produce il territorio, viti, fru essere affatto negalo quel territorio alla produ
mento, legumi, ortaggi, ma quasi inetto zione degli alberi, come dice l'Autore, ma forse
per gli alberi; non manca di acque nom non fattosene ancora a quei tempi un sagace e-
sperimento sembr non corrispondere. Contava
inai nelle alture, come notai, dove rimangono Alimena nel 1798 3376 abitanti, 3155 nel 1831, e
le vestigia degli antichi acquidocci. Nel feu finalmente nel Cne del 1852 circa 3352.
do di li ur fa ni alcuni sepolcreti ci dan notizia (1) Oggi un comune in provincia di Palermo,
di antica vicina citt nel colle dell'Edera, distretto di Termini , circondario di Monlemag-
giore, diocesi di Ofal , distante 36 miglia dal
di che dissi di sopra (1).
capo-luogo dalla provincia, 12 dal capo-dislretto,
2 dal capo-circondario. Il suo territorio di sal
(1) Oggi comune in provincia di Palermo, di me 762,626 , cio 32,757 in seminatorii alberali,
stretto
lia soprana,
e diocesi
distante
di Cefal
da Palermo
, circondario
53 miglia,
di Pelra-
36 dal 414,584 in seminatorii semplici, 60,796 in pascoli,
12,641 in oliveti, 20,168 in vigneti alberati, 116,245
capo-distretto, 10 dal capo-circondario. Ne la in vigneti semplici, 7,325 in ficheti d'India, 93,491
sua estensione territoriale di salme 3371,654, cio in boscate , 4,580 in frassineti , 0,039 in suoli di
89
AL AL

Alloro. (Torre dello) Lai. Lauri Tur- di Cisterciesi detti di S. Maria; abbon
ri. Sic. Turri di l'Addauru (V. D.) Torre di dantissimo in acqua, e perch in luogo ele
guardia di l dalle foci di Furiano. vato verso Sud-Ovest dicesi Alto, ed irriga
tnnmirn. (V. D.) Casale di Bavuso, le estesissime terre sottostanti. Era chiuso
cio un castello col palazzo della Signoria, un tempo da un Parco col quale nome si
onorato nel 1534 degli onori di Marchesato. appella oggi dagli abitanti il villaggio vi
Si spella ai Coltone (). Vedi Bavuso. cino (1).
Aitareiio di Balda Vedi Baida. nunzio. Lat. il uni in m Ilalimtium ed
Altari. Lat. Egimuri. Sic. Olari (V. M.) Alonlium da Tullio (V. D.) Antica citl di
Scogli o piccolissime isole tra la Sicilia o strulla nella parte settentrionale della Si
la Sardegna. cilia, non lungi dalla spiaggia, in un colle
Altari. (V. N.) Vedi Riesi. eminente difficile alla salila, come attcsta
Altavilla. (V. M.) Altrimenti Isola lun Cicer. nella vi Vcrr. essendo venuto Pre
ga o Isola dei sorci; una delle cinque tore in Alunzio, solerle e diligente non
isole fra Trapani ed il Lilibco o Marsala, meno volle visitar la citl perch di dif
non lungi dal litlorale, delle quali la prin ficile e faticosa salita. Dubitasi intanto del
cipale dicesi 5. Panlaleone, a cui sia pres sito preciso; il compcndiatore di Stefano,
so Altavilla, che prende il nome dai ghiri come corregge Cluverio, disseta vicino a Ca-
di che abbonda, poich questi in Sicilia di- lalta ; nomina Plinio lib. 3, cap. 8. Cefalo,
consi Sorci. Alunzio, Agalirno, la Colonia di Tindari;
Altavilla. (V. W.) Scoglio nella spiag e Tolomeo, Ccfalu, la bocca del fiume Mo-
gia orientale di Siracusa. nale, Alesa, Calotta, la bocca del Ch'ala.
Alto fonte. Lat. Altus fons. Sic. Altu Alunzio, Agalirno; nel quale tratto ritro
fonli (V. M.) nel territorio di Palermo , e vandosi oggi i due villaggi di S. Filadelfio
d il soprannome ad un famoso monastero e di S. Marco, che conservano entrambi ri
masugli di antichi monumenti, quislione
cast. Contava Aliminusa nel 1798, non pi di 709 quale di questi sia slato ad Alunzio sosti
abilanti, accresciutisi insino al 1831 a "J'.2 , ed tuito. Nota il Fazello, che le acque dolci
ultimamente a 1191.
Verificatasi, come si disse dall'autore, la devo nel lido rimpelto S. Filadelfio, scorrevano
luzione dell'eredit di Mario ditelli in pr dello sotto Alunzio lib. i, dee. i, e poi nel lib. 6,
stabilimento, nel 1747, censuali i beni ad Ignazio cap. 4. t giace sotto il villaggio di S.
Paterno, se ne imprese in Catania la fabbrica. Nel Filadelfio l'antica citt di Alunzio, di cui
1779 ne segui l'apertura, riformata la volont del
testatore si nel ramo letterario, che si estese ad ancora ammirami gl'ingenti e maravi-
ogni scienza , che nelle condizioni dell' ammes gliosi monumenti distrutti nel pi. Vi rin-
sone, che si allarg sino agli estranei di ceto no
bile, col pagamento di onze 36 annuali. Ha la fi- tirato
(I) Fu
il famoso
celebrePaolo
quel Silvio
monastero
Bocconi
perBotanico
esservisi del
ri>
tura di un rettangolo, ed attaccato ad un giar
dino che gli si appartiene; componesi di due or Granduca di Toscana, nato in Palermo nel 1633;
dini, ed decorato di magnifico portone di entrata pubblic un piccol numero di opere che trattano
con otto colonne geminate di marmo, che sosten di piante della Sicilia, della Francia, dell'Italia)
gono balconata a livello del secondo piano; di- dell'isola di Malta, della Corsica, del Piemonte e
ugno del signor Ittar: la corte poi adorna di della Germania;
cerche sul corallo,lasci
sullaprincipalmente
pietra stellata, alcune
sulla com
iti-
un portico circolare di archi e colonne di buon la
voro eseguita sul disegno del Vaccarini : lo stabili bustione dell'Etna; fu membro dell'Accademia dei
mento ha 1600 onze all'anno di rendita, e prese il Curiosi della Natura, encomiato grandemente dal
nome del fondatore, appellandosi Collegio entelli. l'Abate Francesco Ferrara (Ortol. Biog.) limona-
(Il Oggi un ei-feudo dei Principi di Caslel- stero
ed incorporatene
dopo i tempi del
le rendile
nostro Autore
al Regio
venne
Erario.
abolii,
naovo di essa famiglia Cottone.
12
90
AL AL
retini un' antichissima lapide di marmo presenta l'altra una lesta parimenti coro
scritta in caratteri Greci. Per la citt al nala di ellcra, ed una corona di alloro. Del
tres occorrono di grandi mine di anti di cui mezzo la stessa epigrafe Alontino
chi lavori. Allenila Cluverio lib. 2, cap. 4, rum. Celebra Cicerone nella vi Y'crr. ir-
a ben ragione avere indicato quel luogo cagato Alonlino, uomo non solo in patria
il Fazello, poich nota Guallerio nelle Ta ma in tutta Sicilia famigerato, cui diede
vole, aversi chiarissima memoria del Mu Yerre l'incombenza di scrutare l'argento
nicipio di Alunzio dopo S. Marco, e ri celalo in Alunzio, onde potere imbarcar
porta molte lapidi quivi trovale dal n. 308, selo (I).
al 317, Ire delle quali ricordano il Municipio
I. Liviae . Augusti . Deae . Municipium. IL AM
Municipium . Alontinorum ... tieneficii .
Caussa. III. Augusto . Dici . F. Ponlif. Max. aurato. (V.D.) Cill, altrimenti ime-
Municipium. Insulsamente pu dirsi essere stratus, oggi Mislrella. Silio per adallare
state trasferite dal colle sotto S. Filadelfia questa voce al metro, l'accorcia, lib. IL
a S. Marco , poich nota Gualterio esser
grandissime n meno di nove , come dir (t) Ci fa anche sospettare con fondamento es
parlando di S. Marco, n alcuna amicizia sere slata Alunzio dove oggi S. Filadelfia, allri-
passa Imi due paesi, n gli abitanti di S. menli S. Fratello, una medaglia rinvenuta quivi
dall'erudito
mente abbraccia
Domenico
questa Schiavo,
opinione. ilCosi
quale
egliaperti-
scrive
Filadclfio permesso 1" avrebbero a quei di
S. Marco. A quale antica citt si appar ad un suo amico in Palermo:
tengono intanto quei grandi avanzi, quelle la 5. Fratello 2 giugno 1756.
pidi quadrate che occorrono entro S. Fi- Vi rimetto una, medaglia antica, la quale per
ladelfo? n Tolomeo n Plinio n altri pressoch
vostre
essere palermitane,
inedita
similevineldovr
che
conio
da recar
una
e nella
parte
piacere.
grandezza
hanno il desia
volto
atte
scrittori ccl dinolano, ancora in discus
sione se siano di Alunzio, della di cui ori di Giove,
in essa sono
e nel belle
rovescio
, chiare
V Aquila;
, e lampanti
ma le lettere
dieone:
ehi
gine scrive Dionisio di Alicarnasso nel lib. 1,
AAONTlNiiN.
V antica AlunzioCos
fosse
non
stata
dovrete
dove pi
sorge
dubitare,
questa pa
chi
dove della peregrinazione di Enea : da Bu-
trinlo traggillasi il Ionio : presi alcuni da
tria voi,
mia,seo in
l'animaletto
questi contorni.
che sostiene
Vorrei l'Aquila
per sapert
coi
piloti per condottieri che gli si unirono
a compagni, ed anche Patrono Turio coi piedi sia un sorcio o una pecora ec. ee.
Rinvennesi anche presso S. FiladelOo ai tempi
suoi; molli di questi ritornarono indietro dell'Autore
non so come una
non abbia
pregevolissima
avuto notizia;
iscrizione,
credesi
di cai
di
donde cran venuti poich l'esercito per
venne in salvamento in Italia; ma Patron Alunzio, non gi per che cel dice il contenuto,
fupersuaso da Enea affinch gisse con gen ma il luogo dove fu scoperta, che appunto l'in
dicalo dagli scrittori: fu pubblicata la prima volta
te a formare una colonia , alcuni per nello novelle letterarie di Firenze del 1749, p. 716.
dei suoi compagni rimasero nella flotta; XAPITUIN . EIIO
scrivono taluni avere fermalo il loro nONTON . KAAO
soggiorno in Alunzio citt della Sicilia. OP*ITIANO
AOTAO . ENELUTE
NIE : : :
E se vero che rimonta Alunzio ai tempi di
Trojafu senza dubbio delle antichissime citt Gratis super-
di Sicilia. Ne reca il Parula due monete di abundanlibus , pulchro
rame, una con testa cinta di corona d'alloro Orphitiano : : :
Servo renovavit
col mollo AAONTlNiiN nel dinanzi, ed un bue Questa nuovi forma di il fu ignota a Montfau-
inchinato nel rovescio, su cui la lettera A: coo, ed ai pi celebri antiquarii.
91

AM AM

Comitato Semaeis nia, ed aprendosi la foce sotto le mura


Venit Amastra viris. australi della citt, scaricasi nel mare; di
Scortata dai Nemei sen viene Amastra.
cesi Amaseno altres, Amena, e volgarmen
V. Mislretla. te .ludi ci'llo. Nola il Maurolico esserne la
Ambir. Lat. Ambiata. (V. M.) Anlica sorgente appresso andazzo, verso le ra
villa, di cui Diodoro al lib. 20; villaggio dici settentrionali del monte Etna, dove il
che appellati Gorgio ed Ambico. Dicela lago Gurrida, le di cui acque sotterra in-
Cluverio di sito incerto, lesse egli tuttavia Iroduccndosi accresciute da piogge e nevi,
appo Esichio; appellasi Torgio in Sicilia, in nessun luogo esterno appariscono, ma
un monte dote nidificano gli avvoltoi, don correndo 40 miglia sino a Catania, quivi
de diconsi Torgi; pu dunque congetturarsi credenza si manifestino; sminuisconsi per
avere scritto Diodoro Torgio. Il monte de ci le acque del (lunula, quando ingros
gli avvoltoi, ai di cui fianchi mia opinione satosi l' Amenano, allaga la citt vicina.
essere slato Ambico, sorge trai colli di .lati Celebrasi da Pindaro, Ovidio, Claudiano,
e di Cefali appartenenti alla valle di Maz- non che da storici e geografi, Tolomeo,
zara. Stefano, Strabone ed altri. Ci abbiamo da
Ambicri. (trqua di) Lat. Amblcris Ovidio potere seccarsi occupatene le fonti,
fon. Sic. Acqua d'Ambreri (V. M.) Fonte di e da Slrabone, che avendo per alcuni an
nome Saracenico, di acque limpidissime, de ni mancato di acqua, poi cominciato avesse
scritto dall'Adria e dall' Inveges, nella parte a scorrere di nuovo, ed indi avvenne, che
australe del territorio di Palermo, da cui o naturalmente o per industria dei cittadi
dista 4 miglia, alle radici del monte Oric- ni ingrandirono i canali, che ci non ostan
chiula. Gli sia presso la villa delta un tem te capir non potevano la ridondanza dell'ac
po Ambleri, ora in siciliano Yillabianca, qua, che pi volle erompendo fuori , in
cogli onori di Contado, adornata delizio vase le parti inferiori della citt, ma quindi
samente di fontane, bellissime casine, ver- ricominci a scorrere regolarmente. Abbon
lieri, melaranci, mirti, bossi, da Giambat d nell'et mia, ma non avvertii esser prima
tista Alitala Cavaliere Gerosolimitano. Fu pri mancato, sebbene anche scarseggiare qual
mo Conte di Villa bianca, per decrelodi Filip che volta il vidi; pure ai tempi di Carrera,
po IV del 1655, Benedetto Emmanuele, che come egli attesta, manc per ben 12 anni,
onorato nel Regno delle cariche primarie perloch credevasi si avesse aperto un'al
e di illustri gradi di milizia si ebbe dalla mo tra via, ma verso il fine del marzo del 1634
glie Lcandra Suarez, Francesco ed altri figli, ritorn con grande allegrezza dei cittadini,
questi gener con Dorotca Vanni, Benedet incanalandosi nel suo letto; nel quale senso
to II, il di cui figlio Francesco Emmanuele devono al certo comprendersi le parole di
marito a Zenobia Vanni vive ricco di prole; Ovidio e di Strabone. Attestano Fazello,
pubblic ultimamente un lavoro magnifico Cluverio, ed altri scrittori nazionali scatu
intitolato la Sicilia nobile, diviso in quat rir V Amenano da un fonte non ancor be
tro tomi, di che molto profittai per questa ne investigalo alle radici dell' Etna, correre
opera mia (1). a canale ricolmo per mezzo alla citt, tu
(minano. Lat. Amenanus (V.D.) Fiume rate qualche volla le vene delle sorgenti,
che per occulti canali scorre sino a Cala svanire per alcuni anni, e poi d'un subilo
con violenza erompendo esalare una aria
ti) Oggi un ruscello presso la Grazia, nelle crassa e pestifera; osservammo la ragione
arupagne fertilissime tra Palermo ed il Parco. del mancamento, insegnaci l'esperienza lo
92

AM AM

ammorbamento dell'aria; nessuno finalmen diarono


e DiodoroSinistralo
lib. 29 , allora
fabbricarono
i Romani ino
a*>
te nota le stragi di che, come essi soggiun
gono, cagione. Scrive Carrera con Arcan macchine ad espugnarlo, ma dopo se-
gelo, avere improntalo i Catanesi le monete mesi levalo il campo, perduti molli <
loro del genio di questo fiume, ma ne mo dati, mordendosi il dito abbandonaronl
stra l'epigrafe Camaseni: attesta intanto Indi assediato una terza tolta Milislra
Pancrazio averne vedute in Palermo col i Romani, lo espugnarono, adeguaronlo
motto AMENANOC. Scrvonsi i cittadini delle suolo,
lora la vendettero
prima guerrai Punica,
superstiti.
e presiedevano
Agilavasi a
sue acque a muovere nella citt e fuori
le ruote da mulino, ma sono altres dol trai Romani Aulo Acilio, e Cajo Sulpizio; dal
cissime a beversi. lunghe di costoro oppugnazioni, descritl
Ameweio. Lat. Ameselum (V. N.) Antica in pi larga copia da Zonara, vedesi essei
citt accennata da Diodoro nel lib. 22 del stato Sinistrato naturalmente munilissim<
le scelte: espugnala Siile, Germe fe' pri li Fitzello cos lo descrive: Sinistrato, si
gionieri 1500 soldati; e sottomesse rapi sima
condodella
Polibio
Amcslrala
lib. 1, da
unaCicerone
citt anlich
e </.
damente altre terre, marci sopra Ame-
selo sita tra Centorbi ed Aggira, quan Plinio, oggi Slistretta; molli monument
tunque mumlissima e da numeroso pre di
te, antica
ed un dita
castello
si ammirano
vetustissimo.
versoVedi
il mori
Sii
sidio difesa, cadde nel potere di lui, che
rispettando i presidiarii ed arrolalili stretta.
nelle sue file , discussela : da ci deriva Amorello. Lai. Amurellus. Sic. Mured
il Cluverio essere slata dove oggi Ragal- du (V. N.) Fiume. Vedi Morello.
buto, che sorge nella strada tra Centorbi Amarlo. Lat. Amorium (V. M.) Cnsah
ed Argir, alla destra del fiume Salso, in un tempo esistente sotto il monte Jalo.
un' altura ; la parie occidentale del suo mentovato nelle carte della chiesa di 3Ior-
territorio tocca Argir, quella di oriente reale. Diccsi Amro in altro diploma.
e di mezzogiorno confina con Centorbi. Amne. (V. N.) Casale nel territorio di
Soggiunse il medesimo scrittore , essere Argir , olTerlo da' pietosi fedeli al. Mona
il nome di Ameselo una corruzione del ge stero di S. Maria di Latina in Gerusalem
nuino di Simelo di cui scrive Tolomeo, e me, con la conferma di Papa Benedetto XI
registrane Plinio le genti tra le interne; per bolla pubblicata in Roma nel 1304.
ma non essendo alcuna somiglianza tra le
voci AMH35EAON e 2>TMHeo2, ed essendo AN
vissuti Plinio e Tolomeo lungo tempo do
po Cerone che distrusse Amesclo, forse dai Anaor. (V. Pi.) registralo trai villaggi
rimasugli di questa sorse Simcto ricordato della diocesi di Siracusa in un diploma del
da quei due scrittori: sono del resto in 1093 di Papa Urbano II, riportato dal Pir-
dubbio, come dir a suo luogo, se sia stalo ri, anzi vi segnato come punto di divi
il Simelo presso Ragalbuto, o presso l'antica sione: le terre dei seguenti confini ven
Amesclo. gono concedute dal predetto figlio Rug
Ameitrata. Lat. Ameslratus (V. D.) giero Conte alla Chiesa medesima, cio
Citt antichissima, oggi Mistretla, dai Greci dal castello Limpiados insino al fiume
Mytistralum, della quale Polibio lib. 1 . Pre Salso dove scaricasi nel mare, e come mon
se Sinistrato luogo per natura munito, e ta al di sopra tra le divisioni di Caslro-
che perci sostenne lungamente V assedio, giovanni ed Anaor, e quindi tendendo a
93
AN AN

Mauroneo ascende al fiume di Calhacl- ed al sito ed alle allegorie , registra il


far ec. ec. !>'ci diplomi poi di Alessandro passo di Vibio dal Catal. dei fiumi, L'Anelo
HI, dove notatisi anche le Parrocchie dei di Sicilia, che per 2 miglia, ascondendosi
luoghi sudetti, non si Tu menzione alcuna sotterra in Siracusa, tiene a mescolarsi al
di Anaor. Vi ha olire il fiume di Terranova, mare, dicesi Ano, poi Anapo e nella sorgen
che partisce verso la sua origine la chiesa te Anlisforo: dippi soggiunge il Cluverio:
di Catania da quella di Siracusa, il monte ed in oggi celatosi nell'est per circa 8
fiumi,
un tempo
doveunnotano
villaggio,
gli scrittori
a parer essere
mio Anaor
stalo miglia dalla foce in un meato sotterra
neo, rinasce finalmente dopo J miglia di
e Meneo forse Mauroneo, donde si ascende corso, e scarica nel mare le sue limpide
al fiume di Calalfaro. ed abbondanti acque. Sospeltossi dagli eru
lupo. Lat. Anapus. Sic. Anapu (V. N.) diti esser viziali nel pi quei vocaboli in
Fiume del territorio di Siracusa notissimo Vibio; sembra tuttavia essere stala del
appo gli antichi, s poeti che storici, Teo la Anlisforo la parie superiore dalla sor
crito cio, Tucidide, Plutarco, Livio, Eliano, gente, il mezzo dove scorreva sotterra
Silio, Ovidio, Vibio ed altri. Ne espone il Fa- Anos, l'ultima insino al mare Anapo. Fa
zello il corso e le fonti Dee. 1, lib. 4. Scatu voleggiano i Poeti dell' Anapo, dicono degli
ro
risce
oggi
sopra
Gulfano
Buscemi
da citt,
566 piccoli
nel territorio
rivi di acqua
Bufia- amori di lui colla Aiuta Ciane, che final
mente si ebbe; ed in Ovid. Metani, lib. 5.
limpidissima, che in unico fiume raccolgonsi, son queste le voci di Ciane.
che prende il nome della contrada;oltre scor Ed Anapo mi am, n da terrore
rendo poi per Palazzolo lasciasi a sinistra Come costei, ina sol da amor commossa
nei colli, Feria e Cassaro, dove da altre Alio l'accettai...
fonti accresciuto prende il nome di Grande Scrive perci Eliano: pareggiano l'Anapo
e dicesi anche della Feria: per tutto que i Siracusani ad un uomo, e venerano Cia
sto tratto ed altro di alquante miglia ne ne sotto le forme d'una donzella. Canta
lussureggiano di platani le rive, ed abbonda Teocrito nell'Utili. 7., essersi assisi i Ci
di saporite anguille e di trote. Trascorso clopi alle rive dell' Anapo, e Polifemo coi
il territorio di Feria accoglie sotto Punta primi.
li , un tempo Erbesso, citt deserta, il Ricavai
Dell'avere
Anapoavuto l' Anapo
sul margin in molli luo
Polifemo
fiume di Bottiglieria, e poco dipoi alla chie
sa della SS. Annunziata sotto Sortino ag ghi dei ponti, di quali celebre anzi gli
giungendosi al fiume di questo nome origina altri quel dove accadde la battaglia tra Si
rio dal fonte Gorgiano, introducesi nel ter racusani ed Ateniesi descritta da Tucidide
ritorio di Siracusa. Ivi scorre placidamente, lib. 6, che narra essere stato poi distrutto
Ira verdi margini ombreggiati da salici e da da questi ultimi. Variano i letterali circa
pioppi, in un letto profondo, onde frequen l'etimologia della parola Anapo, le opinioni
tasi a ritroso ogni giorno dai pescatori colle dei quali rigetta Cluverio come fandonie.
nati, e pria di scaricarsi nel mare, con- Vedi Bottiglieria.
giungesi a destra alle acque del celebra- Anelilo. Lat. Ancylium. Sic. Anciliu.
tissimo fonte Ciane oggi Pisma: viene quivi (V. >.) Antica citt, altrimenti Icilio, se
tragittato per un piccolo ponte di legno, condo Cluverio di sito incerto, i di cui cit
e sbocca nel porto di Siracusa, dalla quale tadini erano detti Acilii o Aditesi. men
dista dieci stadi! incirca. II Cluverio addotte zione appo Diodoro d'un territorio dello stes
le opinioni degli antichi riguardo all' Anapo so nome; scrive egli nel lib. 36 sollevatisi
04
AN
i servi , rifuggitisi dopo l' emigrazione (V. N.)- Priorato dell'ordine dei Canonici di
nel tempio dei Palici, maturavano una S. Agostino (1) Vedi Piazza.
rivolta, ed essendo in molli luoghi cre Andrea (Chiesa di s.) S. Andrene .Ec
sciuta quesV audacia , ben 32 schiavi di clesia (V. N.) al Pachino. ISe parla M. An
fratelli ricchissimi scossero i primi nel tonio Martines nella Descriz. mss. della
territorio Anciliano il giogo di servit; Sicilia: sono ammirabili sopra Xarzameno,
dove intanto sia questo territorio, quantun ad un miglio verso Occidente, le mine di
que non possa ricavarsi dalle parole di Dio pio
una dedicalo
citt distrutta,
a S. Pietro,
dove rimane
di cui aunmezzo
lem-
doro, fucile congetturarlo nella parte me
ridionale, dove Siracusa ed il tempio dei miglio osservansi famose , grandissime
Palici, percciocb narra lo storico quivi es vestigia d'una vasta citt ma diroccala sin
sersi radunati. Rammenta Tullio Verr. 3, il dalle fondamenta, ora terreno aralo: da
popolo Iciliese , eh,e a dir di Cluverio ivi ad ugual distanza un tempio d'una
forse detto Anciliese negli esemplari auto celebre antichit, mancante solamente di
grafi; scrisse Stefano d'una Ancirio citt letto, oggi consacralo a S. Lorenzo, con
d'Italia, ma non furono mai quivi Anciriesi sotto una chiesa a volte, sostenuta da co
attesta Cluverio, perloch crede avere com lonne; ad un miglio dal tempio una
preso la Sicilia nell'Italia. chiesa fabbricata a gran massi, a colonne,
Andra. Lat. Aneyra (V. M.) Cos detta a volle, dedicata a S. Andrea, lontana 2
da Tolomeo, da altri Ancrina. Citta distrut miglia dalla spiaggia, dove anche vedonsi
ta tra Eraclea ed Agrigento, il di cui silo rimasugli di antica abitazione. Scrivenc
sembra indicato dal Fazcllo Dee. 1, lib. 10, quasi lo stesso il Fazello , ma ne trama
secondo Cluverio: l'abbattuta Eraclea, dice la topografia da Siracusa a Pachino, e Marti
quegli, a 7 miglia da Jalo, su di un monte nes da Pachino a Siracusa. Ci ha inoltre
Ira Pecuaro e Platanella, osservasi qual il porto e cala Marzamemo, discosta cir
grande citt distrutta. Vien mosso Cluverio ca 6 miglia verso Oriente dal promontorio
dal passo di Diodoro lib. 14, dove narran Pachino.
do, essersi dati tutti i Sicani, atterrili dal Anello. Lat. Anellus (V. N.) altrimenti
numeroso esercito , a Dionisio intento ad Niveo o fontana grande. Fonte sotto il ca
assediare Modica, soggiunge; delle altre stello dell'antica Noto, donde l'Assinaro,
citt sole cinque rimasero fedeli a Car che dicesi altres in corso Falconara e
tagine; Andra cio, Solunlo, Segesta, Pa- di Nolo; ne scrive il Fazcllo. Lillara nella
normo, ed Eniella; poi afferma saccheg Corradiade lib. 1.
giali da quel tiranno i territori! dei Solun- Il niveo fonie, cui die nome Anello
tini, dei Panormilani, e degli Ancirinesi. Il Punico idioma...
Come le altre quattro era dunque posta . Angelo di Brolo. Lat. S. Angelus
Andra nei confini dei Sicani , alla destra de Brolo. Sic. S. Ancilu di Brolu (V. D.)
riva cio del fiume Alico oggi Platani, non Paese ricco e popoloso, nella spiaggia set
lungi da Eraclea, dove, secondo Fazcllo, tentrionale della Sicilia, detto cos dal fa
ci han vestigia d'una citt distrutta. moso castello di Brolo, a distinguerlo dal
Anco. Lat. Ancus (V. N.) Fiume secondo l'altro in Val di Mazzara soprannominato
Arezio, lo stesso che VAnapo, detto bens Muxiaro. Dista circa 3 miglia dalla spiaggia.
Anelo da Yibio, come accennai.
Andrea (S.) di Piazzo. Lat. S. An (I) Merita attenzione il quadro di S. Agata del
dreas de Platia. Sic. S. Antria di Chiazza Ligozzi di Verona nella chiesa.
95
AN AN

Dove apresi un seno intermedio Irai pro ro capo il supremo Prefetto del monastero.
montori! di Calava e d'Orlando, occorrono Vi accorsero poi, a loro comodo per lo spi
due valli amenissimc dette dai Siciliani rituale, religiosi di altri ordini nei tempi
Mamari (fiumane) dalla confluenza dei posteriori: i frati Predicatori cio, il con
ruscelli, in una delle quali in un silo emi vento dei quali destinalo allo studio dei
nente sorge S. Angelo, nell'altra il castello novizii; ne decorosa la Chiesa presso il
di Brolo, che sovrasta al mare, come di mercato, dedicata a S. Antonio: i Minori
remo. II terreno del nostro paese declive, Osservanti, che abitano nella parte supe
e tende a Maestro; poich ci ha dalla valle riore del paese nella chiesa di S. Maria
un'agevole e hreve salita alla Chiesa Par degli Angeli, con una antica famosa pittu
rocchiale di S. Filippo e Giacomo; poi quasi ra che la rappresenta: i monaci di S. Fran
nel centro vedesi l'altra di S. Maria, eh' cesco di Paola negli orli i pi elevati, che
la prima e la pi antica, bella di magni occuparono dal 1582, donde godono di una
ficenza non volgare e di elegante fabbrica ; gralissima prospettiva. Sorge finalmente nel
la terza quella di S. Niccol Vescovo; ed centro del paese un nobile monastero per
occupa finalmente le parti pi aite quella le Monache di S. Chiara, ammirabile per le
del SS. Salvatore; le quali quattro Chiese or virt delle educande. N manca spedale
nale di drilli parrocchiali, alternativamente per g' infermi , fondato splendidamente
ogni quattro anni, esercitano il potere di Ma dalla nobile famiglia Amalo a spese pro
tinee, come fu da gran tempo decretato, a prie nel secolo scorso, n il Priorato dei
troncare ogni lite ; tulle intanto coi loro Cavalieri di Malta nella chiesa di S. Maria
chierici celebrano con ogni decoro i sacri dell'Uria, della S. Lalcranense Basilica sot
riti. Lasci le sue sostanze Martino Taviano to titolo della SS. Trinit, n altre chiesto
ad istituirvi un collegio Canonico , ma le finalmente, istituite ad esercitarvi opere
ancora se ne attende l'esito (1). pie. Non di poca bellezza sono al paese
Stendesi sopra il paese una pianura, dove le case dei nobili cittadini ; or pubbliche
merita attenzione il famoso ed antichissimo perci ora private , talch reca piacere ai
monastero di S. Michele Arcangelo sotto forestieri , ottimamente in prospettiva co
gl'istituti di S. Basilio, ammirabile per la stituito. Si ha a singoiar Patrono S. Mi
struttura, le doli, i privilegi, la suppellettile, chele Arcangelo; apronvisi le fiere celebri
una magnifica statua di S. Michele, ed al per quelle contrade, nel mese di novembre
tri preziosi ornamenti ; ne era un tempo per regio indulto, nel largo dinanzi il Mo
l'Abate assunto dall'ordine, oggi scelto nastero , quando celebravisi la festa del
fidecommissario dal Re, come noteremo, Santo in rito Greco, larghe elemosine si
del dominio temporale del paese, ed i mo fanno altres dal 1642 per liberalit del no
naci che officiano sotto il rito Greco van bile Giuseppe Angotta; degna di atten
soggetti al da loro cosi detto, Abate rego zione la pompa ecclesiastica. Magistrato Ci
lare. Gli abitanti poi conoscono a loro pa vile il Prefello, l'Avvocalo dei dritti del
store negli affari spirituali l'Archimandrita l'Abazia, e T Assertore sono scelli dall'A
di Messina dello stesso ordine; crebbero dai bate; i Giurali, i Giudici, il Sindaco, van
pochi che rimasero supeslili dai Saraceni, soggetti ai R. Consultori ed al Clavario. Non
furono assegnali dal fondatore Ruggiero al entra nel Parlamento, ma v'interviene l'Aba
le cure dei monaci, c riconoscevano a lo te cogli altri corpi chiesiastici assumendo
il xvi posto. Il Vicario dell'Archimandrita
ti Non ebbe poi pi effetto. esercita giurisdizione sui chierici. Si appar
96

AN AN

licne il paese alla comarca di Palli, di cui Cappellano di Federico III, di molti o
riconosce il Prefetto militare , arrolando ri e varie grazie da lui decorato dico
solto le bandiere 11 cavalieri e 42 pe Abate, dopo cui Francesco Marino don
doni. Eranvi nel secolo xvi 792 case, 975 dei
sciuto
medesimi
; Angeloonori,
rifulsee indiquesta
esenzioni
dignit
acc
nel seguente, quando conlava 4099 abitanti;
registraronsi nel 1713 792 abitazioni, 3039 1393, ed ottenne dal Re Martino, come
paesani, e recentemente 3899. antico nella sua Abazia, d'esser Signore
Notano di ci che si spetta all'origine naco
porale;
S. Angelo
di Onofrio
S. sBasilio,
nello
Rizzi
spirituale
eletto
di nobile
Abate
chestirpe,
nel
dai te
sin
del paese; esterminati Ruggiero i Saraceni
di questa contrada, aver voluto in monu
mento della vittoria elevare un amplissimo venne confermato dal medesimo Re i
convento a S. Michele sua scoria, averlo 1408, dopo di cui Adriano de Scolari, c
accordato ai monaci convocativi sotto gl'i merit altres la benevolenza del Re Alfe
stituti di S. Basilio, e ad Erasmo primiero zo; successegli Giuliano di Lucchesi c
Abate, con tre ville del territorio, donde govern il primo l'Abazia a Commend
aveva scacciato il Saracenico sciame, ap Bessarionc
ma Arcivescovo
celeberrimo
Niceno, poi
traiCardinale
Greci, indel
p
pellate Lisican, Anzan, Tondonconon, su
cui concesse per un suo diploma potest S. Chiesa Romana, successe nel 1447
generale all' Abate, fuorch sul delitto di Giuliano , ed altri dopo lui , muniti del
sangue o di tradimento. Rimangono, presso prime dignit chiesiastiche, nominati Signe
il convento dei Paolotti, vestigia d'una tor temporali o Baroni del paese, vi elesse
re antichissima, che apparlenevasi al casale il Capitano, uno dei Giurali, il Giudice,
Tondonconcse; era Lisican rimpctto al nuo Maslro
tuale Abate
Notaro,
Antonino
ed il Balio;
Riggioparimenti
dei Princi
Vi
vo S. Angelo dove collivatissimo il terreno
a poderi, e la chiesa di S. Maria Annun di Campofiorito , chiarissimo per costur
ziata che si tiene il nome di Lisico; non e scienze, dimorante in Roma, dove pn
ardisco intanto affermare essere slato An gredisec vieppi in orrevole carriera, <
zan nell'alto, dove ritrovansi dei ruderi, tali cariche va bello.
che appellatisi volgarmente di Caslellac- Rimane tra la Chiesa del Priorato, e 1
cio ; nel sudetto diploma di Ruggiero soggette al Monastero di S. Angelo, fuo:
enumeratisi Anzan, Lisican, e S. Angelo il paese, quella di S. Maria dei Giardii
come casali soggetti all'Abate, ed in un al mentovata dal Pirri, dove si venera un
tro il Monastero di S. Angelo appellasi di statua in marmo di Nostra Donna celebr
Lisico Tondonconon , con che Ruggiero per prodigii, di cui molle cose registra Al
concede all' Abate il potere di stabilire berlo. Mostrano gli abitanti nel suprem
i Ministri in Anzan e Lisican ed il dritto vertice del colle, ruine di antica Chiesa, ei
di qualunque esercizio. litoni
un sepolcro
del Conte
di marmo
Ruggiero,
di uno
che dei
ucciso
commi
da
Nel cenno su questo Monastero enumera
il Pirri 7 Abati di istituto regolare , dei Saraceni
ni, quivi indicesi
conquistar
sepolto.terreno
amenissimo
i Normani
quali eccone i nomi: Erasmo dal 1084;
Teodoro successore di lui (1145) cui Rug territorio di S. Angelo, ricco in pasture
giero accord molli drilli con suo privi vigneti, ulivi, gelsi, alberi fruttiferi, in ogn
legio, ma ignorasene 1' epoca del governo, stagione salubre, nutrisce innumerevoli agri
come i nomi degli altri che ressero l'Aba coltori , che passano la vita in campagna
zia sino al 1332; poich allora Macario perloch ne occorrono frequentissime 1<
97
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capanne, che confuse alle casino suburba sotto S. Angelo, e ad altri usi. Ne fan menzio
ne dei paesani, recano non poca variet. ne il Fazello, il Maurolico, il Ferrario il qua
Tania oggi l' illustre Vincenzo Natoli , che le falsamente confondelo col fiume di Patii.
lungo tempo Irai primi rifulse nel foro di Angelo (*.) lo M ussaro. Lat. S. An
Palermo e sal ad ogni grado, Governndore gelus de Muxaro. Sic. S. Ancilu di lu Mu-
poi nella suprema Curia di Napoli, per dot xiaru (V. M.) Siede nella parte meridionale
trina e morigeratezza di costumi esimio, e della Sicilia nella Valle di Mazzara, e la
reduce, destinato Presidente del Patrimo Diocesi di Girgenti, presso le rive di Alico,
nio Regio in Sicilia, sempre suo prima volgarmente Platani; conlavanvisi nel seco
rio impegno di giorno in giorno superarsi. lo xvti 302 case, 1121 abitanti, oggi conta
La longit. di S. Angelo di gradi xxxvin, per 283 case, 949 abitanti. Ne montuoso
xu e la lati!, di xxxvin, xv (1). il silo verso Occidente, e rivolto ad Ostro.
Angelo (Fiume di S.) Lat. S. Angeli La Chiesa maggiore parrocchiale, del titolo
fluenlum. Sic. Xiumi di S. Ancilu (V. D.) della B. Vergine, va soggetta all' Arciprete;
Scorre nell'inverno per la convalle dello il singoiar Patrono per S. Angelo Martire
stesso nome, ed accresciuto delle acque di Licata venerasi in propria deccnlissima
dei colli occupali da Furnari , Librizzi , Chiesa. Abitavano i Carmelitani, ai tempi
Martino e lo slesso paese di S. Angelo , del Pirri, presso la Chiesa di S. Maria del
scaricasi nel mar Tirreno. Vedesene quasi l'Uria, poi costretti dalla povert ad abban
secco il letto nell' est, quando servonscne donare il convento. Poco dista di l il forte
gli abitanti a muovere le ruote dei mulini Mushar in una rupe, mentovalo dal Fazel
lo, di nome saracenico, ed espugnato dal
(1! Oggid capo-circondario di 2* classe, in pro Conte Ruggiero con Naro nel corso mede
vincia di Messina, distretto di Patti, diocesi del simo di una battaglia : Giacomo Adria nella
l'Archimandrita, distatile da Palermo 108 miglia,
68 da Messina, 18 dal capo-luogo del distretto. Me
Topografia della Valle di Mazzara Mussavo,
rita attenzione nella chiesa del Convento dei Mi scrive, una terra distrutta; non ne alcu
nori Osservanti un magnifico simulacro di N. S. na menzione appo Fazello. Tuttavia, del casal
Crocifisso, ma ne ignoro l'autore; se ne celebra di Mussavo, non che di Ragalnoto, S. Gio
con molta devozione in ogni anno la festa nel di
tre di maggio, e processionalmentc conduccsl in vanni e Favara trovo Signore nel censo del
pericolose circostanze del paese. Nella chiesa par Re Federico verso il 1320 Giovanni di
rocchiale di S. Filippo sono di buone pitture, co- Chiaramonle ; indi impossessavasene nel
Mie anche nella chiesa di S. Michele un bel qua
dro che rappresenta la deposizione dalla croce.
1392 Andrea di Chiaramonle, per la di cui
Estinto il feudalismo cess l'Abate, come dice- ribellione dal Re Martino, ne assumeva i
Tanlo, Commendatario, di avere giurisdizione ba dritti Raimondo Monlecatcno, commutatolo
ronale sul paese, poich alfn dei conti non era con Girgenti che allora spellavaglisi ; per
che un signore feudale come gli altri; gli rima-
Hro alcuni beni, come un ex-feudo, che gli con-
fellonia di lui investi il sudelto Principe
lerviTano il titolo, ma poi consumati o dimi del Castello di Mussavo e dei feudi di Gua-
nuiti, non pi alcuno venne in tal carica assunto. stanella, Ragalnoto, Favara, e S. Giovanni,
Contaransi in S. Angelo nel 1798 in popolazione, Filippo de Marinis, presso gli eredi di
Ut abitanti, 4000 nel 1831, e 5064 nella One del
1851. Il suo territorio di salme 1120,338, cio
cui sino a Pietro Ponzio mi so essere ri
55,200 in giardini, 3,481 in orli semplici, 0,996 in masti Mussaro e Favara; la di costui figlia
canneti, 6,890 in gelseti, 223,437 in seminatori! Maria de Marinis spos Giovanni Aragona
'empiici, 587,231 in pascoli, 30,262 in olivcli, 19, di Tagliavia prmonato di Carlo Principe
8*8 in vigneti semplici, 4,536 in ficheti d'India,
*,S64 in castagneti, 118,533 iu boscale. L'olio e di Caslclvelrano ; nacque da essi un altro
I* Mia ne sono i principali generi del traffico. Carlo, che gener con Giovanna Pignalelli
13
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Giovanni hi cui far encomio parlando di fondarono il villaggio, la di cui Parrocchi


Avola. Tiene oggid la signoria di Mussaro o appellasi di S. Maria della Catena, cui v
di S. Angelo, Fabrizio Pignalelli, assegnavi soggetta l'altra Chiesa dedicala alle anim
i suoi amministratori, profferisce trai Baro del Purgatorio: il Patrono principale deg
ni il xxxvii voto , gode del potere delle abitanti
gio nel secolo
S. Leonardo.
xvii di 96Costava
case, 451
il villag
abi
armi , e riscuote grosse somme sul molto
ampio territorio in pascoli ameno, in fru tanti, e conia oggiinai 170 abitazioni,
mento, in ogni genere di biade, vini, olio circa 500 anime.
abbondantissimo (1). Da Luigi Montaperlo ed Antonia degl
Angi. Lat. Andegatium. Sic. Anci L'berli nacque Gaspare, da cui Bartolomeo
(V. M.) altrimenti dai Siciliani Monte Alle che si ebbe a successore il figlio Pietro.
gro. Villaggio nella diocesi di Girgenti, la confermato nel 1516 Barone di Ciealdo <
di cui comarca si appartiene oggi ni ai ai di S. Lorenzo. Nello scorcio del secolo
Signori Giocni, che dal 1633, per privile medesimo era detto Signore di Monlallcgrc
gio di Filippo III, si dissero Duchi di An- Niccol Monlaperto , da cui compressele
gi. Il territorio ed il colle appellato Ci col territorio nel 1619 Lorenzo di Gioen;
calilo , in cui sorge , apparlenevasi sotto Principe di Castrolcone, Marchese di Giu
Federico II, agli eredi di Rinaldo Garresi, liana, e Diana sua sorella, con per dote
e poi agli l'berli. Successa Antonia degli Montallcgro, si congiunse in matrimonio al
liberti figlia di Andrea, pronipote di Sca- cugino Giovanni figliuolo di Girolamo : fu
loro, tutti che noter parlando di Assoro, desso Cavaliere di S. Giacomo, Pretore di
dopo il fratello Giovanni, prese a marito Palermo , capo in Sicilia della famiglia
nel 131)7 Luigi Monlaperto, eh' entra perci Giocni, poich l'unica figlia che rimase a
nel censo del Re Martino, Signore di Ci- Lorenzo fu Isabella , che moglie a Marco
caldo e di S. Lorenzo per dritto di moglie. Antonio Colonna portgli in dote amplis
Molestali intanto gli abitatori delle terre vi sime signorie; Giovanni dunque nel 1C33
cine ch'esercitavano il traffico del carbo fu nominato Duca d'Angi dal Re Filippo HI,
ne, dalle spcssissiine incursioni dei Turchi, e si ebbe da Diana Girolamo, che sposalo
poich stendesi Ciealdo verso la parte ma a Laura Bologna gener Giovanni II, per
rittima, radunatisi insieme sul colle viciuo, drilli materni Principe di Solanto; Elisa
betta Vcnlimiglia gli partor Girolamo, ono
(1) un Comune oggigiorno in provincia di
stretto e diocesi di Girgenti, circondario di RafTa- ralo in questo secolo di varie cariche, Pre
dali, distante da Palermo Gi miglia, 13 dal capo tore nella patria , Vicario del Vicer dei
luogo della provincia, 7 dal capo-circondario. 12 Pari del regno, Consigliere del Duca di
Nel 1798 contava 1210 abitanti, 1017 nel 1831, sin Savoja, Signore di IN'oara; fu padre a prole
ch nel fide del 1852 erascne diminuito il numero
a 998. Il territorio di S. Angelo comprendesi in numerosa, poich da Anna Maria Lancia eb-
sai. 3532,334, delle quali 0,737 in giardini, 91,845 in besi Giovanni crede de' beni, Lorenzo Ve
seminatorii alberali, 2138,657 in seminatori! sem scovo di Girgenti, e Pietro Vescovo di As-
plici, 1219,126 in pascoli, 75,306 in oliveli, 5,985 suria, Ottavio supremo prefetto della Mili
in vigneti semplici, 0,132 in culture miste, 0,546
in suoli di case; fertilissimo principalmente in zia in Sicilia, Comandante del forte di Ca
oIyc. Nelle contrade di Muciarello e Montagna stellammare ia Palermo, ed altri, ornati di
sono due solfatare, l'una detta di Marra a 18 m. splendidi titoli : gener Giovanni con Eleo
dal mare, l'altra di Scala a 16, ma non sono in nora Valguarncra, Girolamo IV oggi Duca
attivit; nella contrada Luzza quella altres di Las
sa a 8 miglia dal punto d'imbarco, nemmeno an d' Angi , Principe di Solanto, Signore di
cora in esercizio. Monlallegro e di Noara, Consigliere del Re,
90

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marito di Isabella Valguarnera,da cui si ebbe dedicala a S. Anna Patrona, cui due altre
dei Agli; inlimgli una lite per Montalle- van soggette, sta sollo il Vicario del Ve
gro e i feudi confinanti di Cicaldo e di S. scovo, cui si appartiene la cura delle ani
Lorenzo, Bernardo Montaperto Principe di me. Pass dagli Alliala a Fortunio Arri-
BafTadnlc, e se ne attende la decisione. Oc gliclli Questore del Regno di Sicilia, poi
cupano i Duchi di Angi nel Parlamento a Giuseppe Strozzi Marchese di Fiore, che
Generale del Regno il ix posto. fertile aveva sposata Luigia primogenita di For
in biade il terreno, abbonda di pingui pa tunio, e fu nominato il primo, per privile
sture, ed altres occupato da boschi (1). gio di Filippo IV, nel 1643 Principe di S.
Anguilla. Lat. Angilla. Sic. Ancidda Anna; morii senza prole, l'ottenne Eleo
(T. N.) Lago nella spiaggia di Noto. nora Ferreri moglie del Barone di Pcltineo,
Aniceffl. Lat. Anigigeffis. Sic. Anigcffi primogenita di Giovanna altra figliuola di
(V. N.) Vedi Ainge/fi. Forlunio, che senza figli perita, ebbe a suc
Aniilo. Lat. Anillus. Sic. Aniddu (V. N.) cessore Fortunio Valguarncra Marchese
Fonie le di cui acque aumentano il fiume di Ragalgiovanni, nato dalla terza figlia Vit
Cacipari, volgarmente Cassibili. Scrivenc il toria Arrighelti ; sposata Bianca Ludovica
Faiello. Scribani e Farina gener Vittoria, marita
Anna. (S.)Lat. S. Anna. Sic. Sant'Anna tasi a Carlo \cnlimiglia Conio di Pradcs,
[V. M.) Piccolo villaggio alle sorgenti del donde /Intorno , Prefetto da gran lempo
fiume Mncaudo, che appresso la foce del del supremo Magistrato di mercatura, Ca
fiume di Caltabellotta, scaricasi nel mare, valiere di S. Giovanni, dal gabinetto del Re,
non lungi da quel paese ; compreso nella a lui per la patria ambasciadorc ; si ha da
comarca di Sciacca e la diocesi di Girgcnli, Giovanna Spinola Principessa di Granmonle
e sorge su di agevole altura a Sud, verso il figlio Luigi, che anch' egli dal gabinetto
le falde del monte su cui Caltabellotta. del Re, prese in moglie Ninfa Ventimigla:
Attesta il Pirri averlo fondato Francesco Fortunio fratello d' Antonio si ebbe la ca
Alliala Principe di Yillafranca nell' agro rica d'Inquisitor della fede (1).
dell' antica distrutta Triocala nel 1624. Anna (S.) (V. D.) Villaggelto un tempo
Conta vansi sul principio, nella met dello esistente nella Signoria di Messina, mento
scorso secolo 140 abitanti e 30 case, si ac vato nel Registro di Federico II, dove Fran-
crebbe oggi il numero a 130 abitazioni, e ecsco Romeo diecsi soggetto alla Curia Re
600 anime, e racchiude nei suoi confini i
feudi di Gurgio, Celso, Manco e Scala, che di Oggid un Comune in provincia e diocesi
fertilmente producono lutto ci che biso di Girgenti , distretto di Sciacca, circondario di
gna alla sussistenza. La Chiesa principale Caltabellotta, distante da Palermo 108 miglia, 32
dal capo-luogo della Provincia, 9 dal capo-luogo
ri; Oggi un Cornane in provincia, distretto, e del distretto, 2 dal capo-circondario. Nel 1798 ne
diocesi di Girgenti, circondario di Cattolica, di ascendeva la popolazione a 582 individui , erasi
ttante da Palermo 78 miglia, 16 dal capo-luogo della nel 1831 diminuita a 398, ed a 372 nel fine del 1852.
provincia, 4 dal capo-circondario. Il suo piccolo 11 piccolo terreno di S. Anna componesi di sal
territorio comprende! in salme 1522,801 , cio me 1526,774, delle quali 0,772 in giardini, 87,228
1.122 in giardini , 92,440 in seminatorii alberati, a seminatorii irrigui, 149,690 a seminatorii albe
H6.337 in seminatorii semplici, 627,486 in pascoli, rati, 819,738 a seminalorii semplici, 303,038 in pa
t,56 in oliveti, 93,691 in vigneti semplici, 5,533 scoli, 85,770 in oliveti, 79,146 in vigneti semplici,
ia Gcbeli d'India, 0,472 in snoli di case; inaf 0,570 a culture miste, 0,822 in suoli di case. Quei
fiato da nn grosso ruscello. Montavano la popo pochi abitanti sono espertissimi nella coltivazione
linone nel 1798 a 1863, erasi diminuita a 1435 e nella pastorizia, porloch i loro terreni sono
ael 1831, e finalmente a 1417 nell'anno 1852. fertilissimi.
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gin pei casali di S. Anna, S. Martino, e Chiesa parrocchiale sacra alla Vergine ,
il
Parlenico,
Re Martino,
dei quali
dice ilSignora
censo della 1408,
madresodo
di sotto i drilli di Savoca (1).
Antonio (S.) Lai. S. Anlonius. Sic. S.
Antonio e Francesco Lancia. Quivi era da Antoniu (V. M.) Piccolo paese. Vedi Cian
gran tempo l'antico Monastero e Priorato ciano.
di S. Anna detto di Calali, sotto gl'isti Antonio (*.) Lat. S. Anlonius. Sic. S.
tuti di S. Benedetto, di cui scrive il l'ini Antoniu (V. D.) Paese, detto altrimenti
nella Notizia sulla Chiesa Arciv. di Messi Aci-Soprana. Vedi Aci S. Antonio.
na , ed afferma averlo fondato a proprie Antonio (S.) Lat. S. Anlonius. Sic. S.
spese nel 1124 la Contessa Adelasia, e po Antoniu (V. D.) Casale di Castroreaie, che
scia essere stalo annesso al Cenobio della prende il nome dalla Parrocchia intitolata
Valle di Giosafat. dalla
a quelcitt
santoad tutelare:
aquilone dista
versounlamiglio
spiaggia,
e '/>
Anna (Torre di s.) Lai. S. Annae l'ur
na. Sic. Turri di S. Anna (V. D.) Fabbri dov' la cala di Coltone frequentala da
cata nelle rupi dell' Etna, e propriamente navi.
nel promontorio Xifonio, che dicono Capo Antonio (S.) Lat. .S. Anlonius. Sic. S.
dei Mulini, poich si ha vicino un casale Anioni (V. M.) Isole ita rimpello Trapani.
con mulini, che si appartengono ad Aci, Antuiio. Lat. Anlulium (V. M.) Castello
il di cui Magistrato si ha oggid la cura espugnalo dal Conte Ruggiero , come at
della torre. Fu anticamente affidala con ti tcsta Malalerra nella vita di lui, apparte
tolo di Contado alla imitile famiglia cela netesi alla Valle di Mazzara ; oggi di sito
nese d'Amico, perch fondata in territorio incerto.
di sua pertinenza. Anxan. (V. D.) Contrada di Saraceni,
Sorge di figura quadrala , ben munita di cui dissi dove di S. Angelo di Brolo.
di cannoni, ed la vedetta primaria della
spiaggia orientale; giacch quel promon AP
torio forma la punta setlenlrionale del seno
di Catania, onde appellasi Xifonio. Apolllne (Tempio di) Lat. Apollinis
Annunziata. Lai. Annunciala. Sic. Nun Ternplum (V. N.) o Refugio , sotto nome
ziata (V. D.) Municipio di Messina a Nord, in di
zello
Libislino,
abbacinato
al promontorio
dalle parole Pachino.
di Pausania,
Fa-
Lingua di faro, lungo il lido del mare, con
una Chiesa della B. V'ergine dello stesso stabili la celebre Mozia al Pachino; quivi
titolo, ed una Parrocchia; di 94 case at
tualmente, e 458 abitanti.
(t) Attualmente un Comune in provincia di
Annunciata. Lat. Annunciata. Sic. Nun Messina, distretto di Caslroreate, circondario di
ziata (V. D.) Municipio della cill di Ma- Savoca, diocesi dell'Archimandrita, distante 2 mi
scali , volgarmente Quartiere , donde glia dal mare, 128 da Palermo, 20 da Messina.
Sorge sopra una collina. Nello scorcio del 1852
distante un miglio e mezzo verso aqui
presentava una popolazione di 729. Comprendesi
lone, alle falde dell'Etna. Vi ha una Chie il suo territorio in salme 1716,711, delle quali
sa sollo lo stesso titolo. Vedi Massa-An 1,382 in orli semplici, 0,941 in canneti, 11,575 in
nunziata. gelseti, 44,898 in seminalorii alberali, 753,836 in
aeminatorii semplici, 544,433 in pasture, 7,326 in
Alitino. Lai. Anlillus. Sic. Antiddu (V.D.) vigneti alberali, 43,244 in vigneti semplici, 2,892
Casale appartenente a Savoca, non lungi in ficheti d'India, 23,887 in boscale, 282,265 in
dalla spiaggia orientale, volgarmente An terreni improduttivi, 0,032 in suoli di case. Sono
tiddu, e da Rocco Pirri Antellis. Vi ha una suoi generi di esportazione i vini e le ghiande.
iO\
AP AP

disse aver levato i Mo/icsi un (empio ad il Maurolico due Apollonic: Apollonia,


Apolline, per aver egli liberalo la citt dal scrive, ora Pollina, vicino Cefali* , fab
duro assedio dei Libici. Oggi comune bricata dalle reliquie di una pi antica
.-ertezza degli eruditi esser sorta M'ozia al Apollonia nell' agro di Catania. Muovonsi
Lilibeo. Costa altronde dall'itinerario di An a ci , Arezio e Cluverio perch riunisce
tonino, dove si fa menzione del Rcfugio di Tullio Apollonia con Alunzio e Capizzi, e con
Apolline, aver distato il tempio 20 miglia altre terre di quel lato aquilonare; Verr. 3:
dalla terra Erea o Ibla Erea, e 31 dal comprendete andar la nobilissima Tin-
territorio siracusano. Sappiamo da Macro- dari, Cefal, Alunzio, Apollonia, Engio,
Lio il perch quel Dio venne soprannomi Capizzi infestale da questa iniquit dei
nato Libislino lib. 1, cnp. 17. Apollo Li- Decumani. Fazello che pose falsamente En
bistino celebralo appo il promontorio gio verso la foce del fiume di Lentin, e
Pachino in Sicilia con somma venera vide forse il depravalo passo di Stefano
zione, poich appena una /lotta di Li dove notando costui nel mondo molte Apol
bici approd nel promontorio ad invade Ionie , la settima ripone, presso Lentini e
re la Sicilia, Apollo invocalo dagli abi Culatta: leggesi per Apollonia, appo Dio
tanti, suscitata una peste fra' nemici, e doro, come congiunta a Ccnlorbi, e collo
quasi lutti con subita morte uccisili, ten cala non lungi dalle parli Etnee. Vedremo
ne soprannominalo Libislino. Non lungi altrove il vero sito di Engio : Cluverio emen
dal promontorio oggid un paese ben po da ottimamente il testo di Stefano: la settima
polalo, feudo d'Ipsica, volgarmente detto presso gli Al uni ini e Calotta, poich in
Spaccaforno,
del tempio di dove
Apolline.
additaScrive
Cluverio
il Fazello
il silo congruamente avrebbe posto Apollonia tra
Cai. Illa e Lentini, sedendo la prima nella
del promontorio : ad Oriente non si ha al parte settentrionale dell' isola , e l' altra
cun seno sicuro, ma dove guarda Mezzo nell'orientale; Alunzio per e Cnlalla con
giorno una cala appellata da Cicerone vengono per sito. Scrive finalmente Dio
contro Verre, porlo del Pachino, volgar doro : lo slesso Agalocle , marcialo per
mente oggi Longobardo... E attaccala al l'interno, sforzasi nollempo ad entrar di
porlo una citt diroccala di quasi un mi soppiatto in Centuripe, col favore di al
glio di circuito: probabile appartener quanti cittadini; svelatesi per le insidie,
si le ruinc del Refugio di Apolline a questa accorrendo il presidio, ne viene scacciato.
citt, che crede, errando, lo slesso Fazello Chiamato poi da alcuni cittadini di Apol
essersi Mozia. Allestii Cluverio essere quei lonia, che avevangli promesso la patria,
ruderi nel Pachino il porto medesimo men l'assal; ma presi i traditori e scannati,
tovato da Cicerone ; e ce ne conferma persistette in quel giorno ad oppugnare, ma
il circuito di quasi un miglio. Pot dunque senza frutto, da molli incomodi all' indo
in questo villaggio del porto del Pachino mani molestalo, dopo perdila non lieve di
sorgere il tempio di Apolline Libislino. suoi, a stento s'impadronisce della citt, e
Apollonia. (V. D.) Antica citl, sul di molti dei cittadini scannati, ne mette a
cui silo variano di opinione gli scrittori ruba i beni. Scacciato adunque Agalocle
nazionali. Riponcla Arezio nella spiaggia da Ccnlorbi nollempo, pot nel giorno se
settentrionale, dove oggi Pollina, nell'alto guente o nel terzo venir sopra Apollonia
din colle; vi si accosta il Cluverio: il (non perci fu questa vicina a Ccnlorbi) ed
ostro Fazello nell'agro di Catania tra Cen- espugnarla nel giorno susseguente : que
torbi e l'Etna, e con lui Goltz : riconosce sto intanto un altro passo di Diodoro.
102

AP AR

assalila Engio Timoleone, citt aggravata Aragona. (V. M.1 Paesello costruito n
dalla tirannide di Leptina, la travagliava feudo Diesi per opera di Duldassare Ri
di continue oppugnazioni. Percosso il li- scili, compreso nella provincia chicsiastic
ranno da terrore, e chiedendo capitola e la comarca di Girgenti, dello cos da Bei
zione, fu mandalo nel Peloponneso, e per tricc Aragona madre di Baldassare, e sor!
ch stendeva altres sopra Apollonia il verso il 1606. Occupa il giogo d'un coli
suo dominio, s ad Engio che a questa rivolto
gante
mente palazzo
declina
a Levante,
della
ornato
esignoria;
dovedell'ampio
il ne
terreno
sta presso
edlierf
eiei
disse i suoi drilli e le leggi sue. Avendo
quivi, essere stato Engio verso la medesima
parte dell'isola che Apollonia, e rilevando tempio principale sacro al SS. Crocifsso
da quel che diremo in appresso, seder Pol che l'unico parrocchiale, ed amministras
lina non lungi da Engio, quivi bisogna pa dall'Arciprete; verso Mezzogiorno sorge i
rimenti confessare il silo di Apollonia; en convento
cede, colla
dei chiesa
frali didella
S. Maria
di S. della
MariaMer
de
trambe insieme soggiacquero alla tirannide
di Leptina (1). Rosario Patrona principale, il di cui giorni
festivo si celebra con pompa e con Aere
AQ in altre cinque chiese si celebrano gli uffi-
cii divini ; fuori la citt un cenobio d:
Aquila. (V. N.) volgiirmcntc Occhiala.
padri Cappuccini, costruito dai Baroni nel
Terra distrutta da un tremuoto nel 1693,
1689. Ministri scelti dal Principe han cura
nel di cui sito sorge oggid Granmichele.
della Polizia Civile ; vi ha egli potere di
Aquila. (V. D.) Colle nella parte me
vita e di morte, ed occupa nel General Par
ridionale del Mongihcllo , la di cui som
lamento del Regno il posto di Diesi, dove
mit nell'eruzione del 1635 descritta da
siede Aragona, cio il xxxi. Diccsi casale
Carrera e da altri , fu come dicono , per
nel Registro dei Baroni sotto Federico II,
800 passi coverta in giro da un mare di
e possedvaio Mariano Capece cogli altri
lava; ne ricordanza nelle storie.
terreni di Mulotta, Comiano, Ragalmico, e
Aquiiea, ossia Aci-Realc, volgarmente
Bocalc, dai quali mi so provenire 130 onze.
Culia, di cui parlammo.
Pervenne da Mariano a Niccol Abate, che
(1) Ci rimangono di Apollonia tre medaglie men vendettelo a Rinaldo di Bonito, il quale
tovale dal Partita : presenta la prima la testa di poi come nemico al Re Martino venne spo
un giovane, e nel rovescio una clava; alluden gliato dei beni; si ebbe allora Diesi cogli
dosi, secondo il Major, per la testa del giovane
al tiranno Leptina, costretto a cedere alla clava, annessi feudi Guglielmo Raimonda Monte-
cio alla forza di Timoleone: si osserva nella catino per la di cui ribellione, lo slesso Re,
seconda medaglia il capo di Apollino coronato con diploma segnato in Catania nel d 2
di alloro con le lettere TAEU e nel rovescio un
candeliere cinto da una corona di lauro, col luglio del 1395, ne invest Guglielmo Yen-
mollo APOAAONIATAN : scorgesi nella terza la limiglia da cui l'assunse Antonio Bonito
testa di Proserpina coronata di spighe, ed il ro nipote di Rinaldo dal figliuolo Niccol, che
vescio come la seconda: non mai le ho credute nel censo di Martino del 1308, dicesi sog
della nostra Apollonia; poich non stata alcuna
volla ricordanza di esservisi rinvenulc; quante getto alla Curia pei feudi di Diesi, Bocale,
Apollonie intanto nelle allre parti occupale dai e Ragalmico. Margarilclla nipote di Anto
Greci, anticamente non sorsero! se ci vogliamo nio l'assegn indole & Luigi Montaperto,
attenere al Majer, rispondo che alla Dn Bue non dai quali nacque Pietro Antonio; morlo sen
egli ci presenta che una allusione incapace di
fondamento; il Parula non ci arreca poi argo za figliuoli, successegli la sirocchia Isabella
mento di sorta. nel 1517, che trasfer i suoi dritti al ma-
103
AR AR

rilo Baldassare Naselli: fior il loro figliuo Camera, Cavaliere di S. Gennaro, Presiden
lo Guasparri sollo Giovanni de Vega Vi te Supremo del Magistrato di Sicilia, ed
cer Terso il 15iO; fu Prefetto militare nella intimo Consigliere, in quali cariche accreb
\alle di Mazzara, ed unito in matrimonio a be la concepitane opinione, accrebbe la
che
Giotannclla
presa in
delmoglie
Porto, gener
AntoniaBaldassare
Gajcmi figlia
II, gloria del paese, appag le voglie del suo
dilettissimo Principe. Morto in Parigi nel
del Barone del Fiume Salso, ebbesi ad crede 1753, lasci Luigi, che avevasi avuto da Lau
il Aglio Gaspare II nel 1558; costui primo ra Morso e Filingicri attuale Dama di Corte;
Conte di Jomiso, e marito a Beatrice di Ara Luigi oggid Principe di Aragona, marito a
gona medit la costruzione di un nuovo vil Stefana Morso, per dritto della quale Signo
laggio nel feudo di Diesi, secondo la fa re di Poggioreale e di Gibellina, Capitano
colt
tor Carlo
concessa
V, alla
da sua
granfamiglia
tempo :dall'
natoImpcra-
da lui della Guardia del Corpo in Sicilia rifulge,
e ricco di larga prole.
Baldassare HI prese in moglie nel 1598 An Contavansi in Aragona nel 1653, 626 case,
tonia Saccano Signora di Casalnuovo, e fe 249i abitanti; nel 1713 1220 case, 4329
ce s che interpellalo il Ite a nome di tutto anime, e recentemente 5822. Fecondissimo
il Regno, ottenne l' esecuzione del rescritto ne il territorio, e somministra tutto che
dell'Imperatore nel 1005. Ottenuto l'ampio necessario al sostentamento, in maggior par
potere del ferro, adun della gente, e co te piantato a mandorleti donde cavano i
me notai, diede principio ad Aragona: Lui possidenti un grosso profitto. Vi ha un trat
gi figliuolo di lui ottenne dopo dieci anni to detto Macalubi (Vedi questo nome) dove
gli onori di Principe, e merit la suprema per alquanti jugeri il terreno condannato
Prefettura nella provincia di Cosenza nella ad una sterilit perpetua % ed abbonda di
Calabria; ebbesi a consorte Eleonora Car fenditure, da alcune delle quali scaturisce
tglio e Toledo, con cui gener Baldassa un'acqua solfurea bollente, ed in altre si
re IV, nominato nel 1673 Signore di Casal- versa ; se verga o altro lieve corpo vi si
nuovo, Conte di Jomiso, e Principe di Ara getta subilo viene balzato in alto (1).
gona: mostr egregiamente fedelt al suo (1) Oggid in provincia, distretto e diocesi
Re nella guerra coi Francesi, e celebrate di Girgenti, circondario di Grotte, distante OS
le nozze con Celidonia Fiorito e Tagliavia miglia da Palermo, 8 miglia e mezzo dal capo
ebbesi figliuoli Stefano e Luigi; fu Cava luogo della provincia, 6 dal capo-circondario.
male edificata e contiene un antico castello dove
liere del Vello d'oro, Signore del Golfo si ammira una bella galleria di quadri, molte an
di Castellammare, e disse finalmente al tichit, e si gode di bellissima veduta. Montava
mondo il comune addio. Morto poi Stefano no nel 1798 la popolazione a 6535, a 5850 nel 1831,
e finalmente a 6990 nel fine del 1852. S. Elisa
senza figliuoli , Luigi ottenne le signorie,
betta e Joppulo sono dei sotto-comuni ad essa
ed ascritto per privilegio di Filippo V trai riuniti, non compresi per nel novero della popola
Grandi di Spagna, esercit egregiamente le zione, ma nella estensione territoriale. Conta per
veci di Vicer nella valle di Mazzara; avuti ci salme 5050,829 di territorio, 1,050 cio a giardi
figliuoli da Margherita Branciforti, e morta ni, 190,016 a seminatorii alberati, 4790,086 a se-
miiialorii semplici, 67,i09 a vigneti semplici, 1,
poi questa, e fattosi Sacerdote, disse suo 350 a ficheti d'India, 0, 488 a culture miste, e 0,
successore il primonato Baldassare; meri 430 in suoli di case. Esporta mandorle, vi si trova
t questi i primi onori nella patria e nel in copia dello asfalto, ed datinovi delle zolfatare
Regno, poich destinato ambasciadore al Re non soggette ad inondazione; quelle di Licata e
Scarila nella contrada Vocali, una in quella di
Carlo, divenne tosto dal gabinetto di lui, non Diesi, otto appellate di Amenta nella contrada
che Bracciere della Regina, Gentiluomo di 8. Vincenzo; ne Io zolfo di 2" qualit.
104
AR AR

Aragona. (V. D.) Casale un tempo esi con Teocle capo della colonia, fabbric
stente nel territorio detto oggi volgarmente rono
line Arcliagela,
flusso, e costruirono
c/te ora si
un'ara
vede ad
fuori
Api
di Ragona, tra Centorbi ed Adern, con una
torre. Appartenevasi nel 1408 a Giovanni citt, dove quante volle partono dai
Eschisano, come si rileva dal censo del Re rogano:
Sicilia, sacrificano
ed Appianoall'oracolo
Bel. Civ. lib.
e lo5. inte
Mi
Martino; a Perotto di Modica nel 1479,
che il vendette ad Ariate Mincio, donde chiederla
Cesare ambasciadori
della resa;inma
Taormina
non essent
a i
pervenne a Giovanni Paterno, ed oggi per
dritto dei padri suoi ad Ignazio Paterno slati ammessi dal presidio, oltrepassa
Principe di Discari (1). Cesare V Onobala, lasciatosi addietro
Arbeia. (V. M.) Antica citt di silo in tempio di Venere, visit Archagela; de
certo, volgarmente Arabeja. L'Epitomalore sa
calauna
dalla
piccola
prima
statua
colonia
di Apolline,
fondatrice
ded<
di Stefano : Arbeia piccola citt di Si
cilia, della di cui gente il nome Arbo- D'asso. Dicono essere impresse le mone
leo , secondo Filisto, Sicul. rer. lib. 8. di Taormina della lesta di Apolline cinl
Svida poi : Arbele piccola citt di Sicilia, di lauro, e l'epigrafe APXArETA (1).
o Arbeia. Slimavansene famosi gli abitanti tuaCrede
sulla Cluverio
riva sinistra
collocala
del fiume
oggi Asine,
questa og;
sii
neir artifizio di mentire, onde quel prover
bio : Quid non fies Arbelas si te confer*? Fiume
sto e l'Onobala;
Freddo, poich
ma altrove
pone Nasso
dimostrer
tra qut
mentovalo, testimone Cluverio, da Aposlo-
lio. Silio finalmente lib. 14. sito di Nasso essere slato appresso l'Onc
La fertile Arebea, l'eccelsa Jeta baia, dove oggi siede la rocca Schison,
Jcta fu nella Sicania, dove oggi Jato, se prover essere quivi altres Archageta, eh
dunque Arbeia stette da presso a Jato, fu sembra da Tucidide posta al di fuori : poi
di certo anch'essa in Val di Mazzara, che ch Cesare Augusto, come dice Appiano
comprende la parte principale della Sica navigato l'Onobala onde assalir Taormina
nia. occup il lempio di Venere presso Archage
Arenasela. (V. D.) Piccola statua di la; dunque congruente si fosse accampati
Apollo conduttore, situata non lungi dalla nel luogo il pi vicino alla citt da assediare
spiaggia, alle rive del fiume Onobala, oggi e dall'Asine progredendo, che pi lung
appellato Cantaro o di Calatabiano. Dei che l'Onobala, si avesse scello un luogo op
Greci, i Calcidesi i primi, dice Tucidide portuno. Se stabilissimo Archagela ad Asi
lib. G, parlili dall' Eubea in una flotta, ne, o bisogna supporre distarne il campo
di Cesare, o non avere il suo esercito in
(1) Ci ha nna sorgiva di acqua puzzolente ne trapreso l'assedio di Taormina. Nessun de
rastra e zolfurea. L'opera intanto che inerita gli antichi afferma ci che Fazcllo nella Dee.
gomma ammirazione in quel feudo, si il magni
fico ponte fabbricato nel 1761-66; per esso tradu- 1, lib. 1, cap. 2, aver coli' ara e la statua
consi le acque della sorgerne di Policello da una levato Teocle un tempio; dubito del resto
cima di rupe ad un'altra, a traverso del fiume
Simeto; l'altezza degli archi rendeva rettilineo
il corso dei canali dell'acqua, ed essendo perci (1) Ne ho vedule di bronzo nel medagliere del
smisurata non fece reggerlo agli urli d'un vento Sac. D. Carmelo Felice, con una testa di Apollo
impetuoso, forse accompagnato da tremuolo, che nel 'dinanzi, e nel rovescio una testa di loro ed
nel 178S l'atterr; fu riedificalo nel 1786-91 se una clava, con d' intorno il molto APXArETA:
condo il disegno del francese M. Fonlaine, e vi ce ne hanno altres con invece di clava, un grap
sono ammirabili le leggi dell' idraulica, e la so polo d' uva sul capo del toro : sono tulle comuuis-
lidit della fabbrica. sime, e di conio diverso.
105

AB AR

nere accennato Olimpiodoro di quest' Ar Federico per consiglio di Rinaldo di Vi Ila-


chicela, presso Fozio nella Biblioteca ; nota nova valorosissimo medico, sollevatasi dalla
una statua inaugurata dagli antichi nelle podagra; passava intanto la notte in Mon
spiagge di Sicilia, rimpctlo Reggio, a scansa tavano.
re il fuoco dell'Etna, ed allontanar la fre Arco. Lat. Arcus. Sic. Arcu (V. IN.) Uno
quenza dei barbari; figuravasi perci pre dei fonti del fiume Cacipari, volgarmente
mente con un piede un fuoco perenne , CassibiH.
un flutto perenne coli' altro, il che ci ven Arco. Lat. Arcus. Sic. Arcu (V. N.) Mo
ne tramandalo da superstizione dell'antica nastero di Cistcrciesi detto di S. Maria del
gente. l' Arco, nel territorio dello stesso nome, di
Areni. (V. D.) Cala tra il promontorio stante 5 miglia dall'antico Noto, verso Aqui
ftaiscolmo e Milazzo detta un tempo IS'au- lone. Venne fabbricato nel 1212 per opera
loco. di Isimbardo di Morengia dei sicoli Otti
Archldemlo. Lat. Archidcmius font. mati, e Signore di Nolo, e sotto Federico
(V. K.) Fonte, di cui Cluverio : tra Ciane Re ed Imperatore Romano, ne accrebbe la
e l'Anapo un fonte detto volgarmente dote. Diffusamente se ne parla nella Sicola
Cefalino; credesi esser lo stesso quel che Monast. Storia. Profferisce l'Abate nel Par
si appella da Plinio Archidemia , ma non lamento il lix voto nel Braccio Ecclesiastico.
alcun documento a confermare tale opi Croll per un tremuoto il monastero, nel
nione: dicelo Arezio Archidemissa : sono fine del secolo scorso, ed un altro ne co
parole di Plinio lib. 3, cap. 8. Siracusa struirono i monaci assai elegante nella citta
colonia col fonte Aretusa, quantunque le nuova, dove attualmente dimorano.
fonti Temenile, Archidemio, Megea, Cia Ardarla. Sic. Lardaria (V. D.) Munici
ne, e Milichia traggono le loro acque pio di Messina, volgarmente Lardaria. Ne
nell'agro siracusano. bagna i confini un fiume dello stesso nome,
ArrhiraO. Lat. Archirafis. Sic. Arcirafi e scaricasi nello stretto.
(V. D.) Torre nella spiaggia di Mascali, ap Arena (Monti della) Lat. Arenae mon
presso Capo Secco, con un piccolo villag te. Sic. Munti Riferi (V. D.) Nel lato me
gio fondato da poco da Giovanni Natoli ridionale dell' Etna; sono propriamente due
Principe di Sperlinga, perciocch, posse colli, unitisi sin dal 1669, quando vennero in
dendo il territorio di quel nome, ne con granditi da una tempesta di arena vomitata
greg in un punto gli agricoltori, e vol- dal vicino vulcano; diconsi anche Monti Ros
lene decorata la Chiesa parrocchiale del ti si, dal colore. E ammirabile sotto di essi una
tolo di S. Maria della Lettera, per indulto voragine verso mezzogiorno, donde sbocc
dell'Arcivescovo di Messina, che vi deput un torrente di lava; profonda alquanti
un Sacerdote alla cura delle anime. Dicono passi, e discendevisi a scrutare arcani di
parimenti Archirafi un luogo nel vertice del natura, e contemplar le ignivome gole og-
l'Etna, appellato con pi di ragione da al gimai chiuse , donde sgorgava la ruinosa
tri, Torre del Filosofo, come noter in ap tempesta. Il circuito di quei colli di pi df
presso (1). un /, miglio, una sterilit perpetua ne ac
Arcimata. Lat. Archimusis. Sic. Arci- cresce lo squallore, mentre altri dell'in
musa (V. D.) Colle, non lungi da Montal- dole stessa, nella stessa regione, pi an
bano, mentovato dall'Adria. Portatovisi il Re tichi quasi interamente, sono vestiti di vir
gulti, n i pi recenti, quelli cio da po
(1) Oggi * punta dell'Olmo, presso Torre d' Ar
chirafi e Riposto, istallato un telegrafo. co formati dal vulcano, mancano di erbe.
106
AR AR
.4rena(Honaterodl S. Niccol del lorda di un non so che di salmastro, lo
la) Lat. Arcnae Monasterium (V. D.) Di che si attribuisce ai Iremuoti sofferti da Si
istituto Benedettino, antichissimo, rondato racusa nel secolo xvi. Prodigii favoleggia
nel 1636 da Simone Conte di Policastro, no di essa gli antichi, e come notai l'ap
nipote di Ruggiero dalla figlia Flandrina; pellavano alilo di Alfeo, che sebbene ori
prima unito al cenobio di S. Leone di Pen ginario in Acaja nella Grecia viene a sgor
nacchio, poi all'altro di S. Maria di Lieo- gare presso Orligia. noia, scrive Pausa-
dia, fior per la perfezione degli ottimi no- nia nelle Eliache , la favola di Alfeo, es
\i/ii alla vita monastica; quantunque oggi sere stalo un cacciatore, avere amala An
manchi di monaci, che dimorano in Catania ima, anch'essa piacenlesi della caccia,
nella famiglia dei Cassinesi, conserva tut che avendone rifiutale le nozze, si dice,
tavia , fornito di congrui edifizii , l' onore mutatasi
ligia presso
in fonie,
Siracusa,
essersi
la stessa
trasferita
mutazione
in Or-
di egregia fama e di antico lustro. Ne
il cemeterio in somma venerazione ai ter avere effettuila Alfeo in se stesso per l'amo
rieri. Rimane una cisterna che merita at re che verso lei Irascinavalo ; (il che fa
tenzione per la sua grandezza, ed altri mo ecile
sollo
a il
vedere,
mare poeticamente
scorrendo essersi
essersi
congiun
dello)
numenti che resistettero al tremuoto del
1693. to alla fonte appresso Siracusa, alla realt
Arena (Fiume della) Lat. Aretine flu- del che pu fede prestarsi; e ponderando
viu8. Sic. Xiumi di la Rina (V. M.) Altri il riportato oracolo del Delfico Apolline, con-
menti Salami, ed anche dagli antichi Ha- chiude : e da ci che uniscesi il fiume Al
lycus : male credesi da alcuni il destro Be- feo all' Aretusa, si diede luogo allafatola
lice. dell'amore d' Alfeo.
Arenella. Lat. Arenella. Sic. Rinedda qui a rammentare il surriferito dello
(V. M.) Antica tonnara, non lungi da Paler del medesimo Pausania intorno all' Alfeo,
mo, sotto il monte Pellegrino, comunemen per ben due volle ascondersi, e sgorgare
te appellata dell' Arenella. Dal 1296 dice- poi nei varii campi; donde chiaramente ap
Tasi Signore dell'Arenella Giovanni Calvel pare se a ben ragione il Cluvcrio riprenda
lo; appartenevasi nel 1408 a Roberto della Fazello, il quale scrive: poich di tutti gli
stessa nobilissima famiglia , ed oggi gode antichi, che questo prodigio di natura de
dei titolo di Duca dell' Arenella Vitale Val- scrissero, nessuno os credere V Alfeo as
guarnera Principe di Sistemi (1). sorbito alla foce o mescolalo alle acque
Arem!!. Lat. Arelhusa (V. N.) Cele del mare; (come stim Cluverio con Slra-
berrima fonte di Siracusa, un tempo di bone) ma che introdotto in mediterranei
acqua dolcissima, di grande estensione, e meati, o in tulio o in parie, per corso sot
copiosa in pesci, che al dir di Tullio ver tomarino, venisse poi a riscalurire sino
rebbe tutta coverta dal flusso del mare, se ad Aretusa: di questa poi ci hanno diverse
con ripari non ne fosse slaccala. Oggi per opinioni. Fazello stabilendola al lato occi
ristretta in un angusto letto, inanca per dentale, Aretusa scrive, era una volta di
ci di pesci; separala dal mare, dove sboc grandezza indicibile, poich molli ruscelli
cano le sue copiose acque, dalle mura della che sgorgano all' intorno, e scorrono og
citt; dolce al palato dei nostri padri, ora gi a guisa di fiumi per vie diverse presso
i magazzini dei conciapelli, insieme tu
(1) Oggi di propriet del Signor D. Vincenzo prima uniti, formavano un lago, che del
Florio dei primi negozianti di Sicilia che vi fab
bric altres un molino a vento da sommacco. circuito d'uno stadio slendciasi dallo spe
107
AR che dice il Fanello delle
AR dighe che difen

co donde oggi sgorga, sino al fonte, che


all'et mia prendeva nome dai Canali, devano Aretusa dall'impeto del mare, a co
talch ancor si osservano vestigia di sassi noscere nell' intero aspetto fonte s celebre;
e di acque dov'era l'antica porta della erosi dunque ben vasto il fonte di Aretusa,
citt delta Aretusa da Livio, ma nell'et abbondante in pesca, attorniato di massi
mia dei Saccari, donde secondo lui entr disposti a mo' di rete nel mare, che im
Marcello nell'isola. Ma sembra raccoglier piastrali di molla mistura di pece e di
Cluverio da Livio, sboccare l'Arelusa nel por bitume ne allontanavano i flutti; se ne
lo minore ed al lato aquilonare dell'isola, ammirano ancora evidenti vestigia, per
o all' orientale; poich Merico, uno dei Pre ciocch all' et mia vedevansi i vicini fon
fetti della citt, nell'assedio di Marcello, pre dachi dei conciapelli fabbricali su queste
se a custodire quella parte di citta che sten- masse di materia bituminosa . . . Spar in
desi dal fonte Aretusa sino al porto grande. tanto ad un tratto V Aretusa negli anni di
Era una porla presso Aretusa, dove not- mia giovinezza nel 10 gennaio del 1306,
tempo ordin Marcello sbarcassero quelle ma molle fonti di acqua sgorgarono nel
schiere, cui Merico, secondo il patto, do l'istmo ed il lido del porlo marmoreo,
veva dare adito in citt : era secondo Livio che poi immantinente mancarono al riap
rimpetto Acradina, di cui tutto il muro este parir dell' Aretusa.
riore , nota Cluverio , esser ricinto verso Argennnm. (V. D.) Promontorio IraMes-
Oriente dal grande e dal piccolo porto. sina e Taormina, oggi dello di S. Alessio,
Scrive inoltre Tullio essere stato il fonte quasi negli orli dello stretto; celebre nel
di Aretusa nella punta dell'isola; lunga in le tavole di Tolomeo, il quale per si per
tanto l'isola essendo, e venendo a formare de nel segnarne la distanza, secondo lui
di una delle sue estremit, col promontorio di 10 miglia, in realt di C dal monte Tau
Plenilunio, il porto grande, unita l'altra in ro, dando occasione a Maurolico e ad altri
quei tempi per un ponte ad Acradina, sem dopo di lui di affermare, essere il Capo
bra aver parlato Cicerone di una delle due, Grosso degli antichi. Per colpa per dei
n a dar luogo a dubbio aver indicalo con librai trovansi spessissiine volte cangiali i
Livio il fonte nella estremila, presso Acra numeri nelle (avole di Tolomeo, o mal se
dina. Solino finalmente sembra accennare gnati; del resto sembrami affatto incon
il congiungimento del Porto Marmoreo o gruente, che messo da parie quel Geografo
minore col fonie Aretusa. Questi ed altri il capo di S. Alessio, che un vero pro
tratti recali il Cluverio, conchiudc: certo montorio, cio un monte che stcndesi nel
adunque, essere slata Aretusa in quel sito mare, abbia voluto indicare colla voce Ar-
dor d^scrivonla gli autori sicoli, non solo gennum il Capo Grosso. dubbio degli eru
essersi appartenuta Acradina al mare ester diti se Plinio ricordando in questa stessa
no ed al piccolo porto, ma al grande altre spiaggia il promontorio Drepano, parli di
s, ed in questa sua parte avere Marcello Argenno; io credo piuttosto^ sia Drepano il
ordinalo lo sbarco nel luogo della porla, Capo Grosso. Vedi S. Alessio.
che era vicina al fonte di Aretusa; aver Arida. (V. D.) Antica citt secondo
Tullio appellala Orligia, dove il fonte, isola Tullio , fabbricata , come dal Lessico di
estrema, in comparazione alle altre parli di Hoffmann, dal Sicolo Archigenc; sembra es
Siracusa. Solino finalmente enumera i pi ser sorta, come nota lo stesso scrittore, nel
illustri monumenti contenuti nel porto mar la parte settentrionale della Sicilia.
moreo ed il fonte di Aretusa. Aggiungo ci Aruieili uo. Lat. Armellinus. Sic. Ar
108
AR AR

milliaii (V. K. ) Monte, il di cui dorso oc sare tenuto in Sicilia il campo, e vedendo
cupato da Piazza a nessuna delle citt interne Pompeo, nota Appiano, essere per giungere
seconda, con sorgenti di acque limpidissi Agrippa, passa al Pcloro abbandonate le
me alle radici, come scrive il Pirri, e va gole di Mite, che immantinente Cesare oc
gamente ameno. Ne parleremo di nuovo cup, anzi con Mite slessa ed il tempio
quando di Piazza. di Diana, dove un piccolissimo villaggio,
Arse. Sic. Arsi (V. D.) Casale della chie in cui favoleggiano essere stale le stalle
sa di Cefal, creduto Alcusa dal Pirri tom. 2. dei bovi del Sole, ed avere Ulisse sognato.
Armila. (V. D.) Municipio di Messina a Da tutto il che stabilisce Oliverio il tempio
Mezzogiorno, detto da altri Arlisia, dal Pir di Diana o Artemisio appresso le gole su-
ri Lartilia; occorre in una gran corrente dette, non lungi dal fiume Mela , oggi Cu
non lungi dalla spiaggia, discosto 8 miglia, cito, appellato perci da Vibio nel Catal.
per la strada regia, dalla citt. La chiesa dei fiumi, corrottamente Felelino. Accostasi
parrocchiale va sotto il titolo di S. Maria a Oliverio il Massa nella Sic. in Prosp., po
di Porto-salvo : contanvisi 80 case, 300 abi nendo l' Artemisio tra il promontorio Rais-
tanti, e ne il Patrono S. Biagio. colmo e Milazzo, ma affermano alcuni re
Artemisio. Lat. Artemisium (V. D.) starne avanzi nel territorio appresso Milaz
Tempio di Diana Fascellina, cui d'intorno zo, che appellasi volgarmente Sollaria;
sorgeva da gran tempo una piccola terra do n sembra dissentirne Arczio che nota par
po Pcloro. Diana dicesi Arlemis dai Greci, lando di Tindari appresso Milc : fama esser
onde si appella Artemisio il tempio. Men quivi approdato Oreste col simulacro di
tovando Silio lib. 14, le citt ed i popoli Diana Fascellile. Venendo in appresso a
di Sicilia, canta: Milazzo ed ai suoi confini, dir qualche co
Mille dal tempio Fascellin, dimora sa degli armenti del Sole, e del sonno di
Della Taurina Diva... Ulisse.
rammenta la terra dove sorgeva il tempio di Artcslno. Lat. Arlisinus. Sic. Arlisinu
Diana, e di mille soldati che ne venivano (V. N.) Monte detto Lartisina dal Pirri,
tratti fuori. Ricaviamo da Igino, e da altri la quasi nel centro dell'isola, perloch sene
ragione di questo soprannome di Fascellina appella l'ombelico, e la divide oggigiorno
dato a Diana, poich egli scrive Mitol. cap. 26, in tre valli, che singolarmente riguarda;
dopo che Ifigenia figliuola di Agamennone quindi volgarmente si crede esservi slati tre
ebbe schivata, per compassione del Nume cui massi e tre sedi, giusta la divisione della
andar doveva immolata, la morte, venne con isola rivolli alle parti corrispondenti. Cre-
segnata al Re Toante e fecesi Sacerdotessa desi uno degli Erci, poich verso la parte
di Diana Dillimna, rapito poi col fratello di Oriente sono alcune fonti speltantesi a
Oreste il simulacro della Dea fuggisscne Crisa, volgarmente Dittamo; e scrive Vibio:
in Italia , ed avendolo nascosto tra fa Crisa da un monte Ereo, donde affermano
sci di legna, ne pervenne alla Dea il sopran con Cluverio essere l'Artesino uno degli
nome di fascellile; afferma il medesimo Erei. Quivi, dove stendesi una amena pia
scrittore essere stata parimenti detta Facel- nura, sorgeva un antico convento, o eremo,
lina, dalla face con che suole descriversi. del titolo di S. Maria di Lartisina dell'or
Dicesi vinto Sesto Pompeo da Cesare Augusto dine di S. Agostino della riforma di Cen-
presso Artemisio, tra Milazzo e Nauloco, se torbi, 17 miglia distante da Calascibetta,
condo Appiano, Dione, Svetonio; scrive Dio dove ai tempi del Pirri menavano i frati,
ne : appresso Artemisio oppose Sesto a Ce- con grande austerit e con innocenza di
109

AR AS

coslumi la vita, ma oggi deserto; vi ve perci dicono porto, non lungi dalla spiag
nivano religiosamente pregando, nel mese di gia e dalla cala, Rossa (1).
maggio,, le genti ed il Clero di Calascibct- Asparaneiio. Lat. Aspranellus. Sic.
ta. Alle falde dell' Artesino verso Ponente Aspraneddu (V. N.) Piccola isola, ad un tiro
il Iago FicUino, donde il fiume Murello (1). di pietra dal lido sudetlo di Siracusa, tra
Asparano ed Arenella; vi ha altres una
AS cala, ed un capo del nome slesso, appresso
il promontorio Longo, ed il porto d'Ongia,
Asinelio. Lat. Asinellum. Sic. Asincd- dinanzi il Plemmirio.
du (Y. M.) Piccola isola, volgarmente Le- Asslnaro. Lat. Assinarus (V. N.) Fiume
tinello, non lungi dalla spiaggia, dove sorge oggi appellato fiume di Piolo e Falconara,
la torre di S. Giuliano , tra il porto di Tra dagli antichi koiaos iiotamos, cio scor
pani, e la cala di Bonaga; deserta e rente in terreno concavo , e ci per avere
quasi tutta ricinta di acutissimi scogli come profondo il letto in qualche parte, ed alto
lesine, donde, secondo Orlandino, deriva il le rive, come dir. Prende origine dalla
suo nome (2). valle che difende l'antica Noto, nel lato oc
Asinelio. Lat. Asinellus. Sic. Asineddu cidentale, sotto una fortezza della citt, da
(V. D.) Fiume e villaggio appresso Cefal. un fonte, che si dice dagli indigeni Fon
Vedi /snello. tanadonde
lo, Grande,
impetuoso
ed altrimenti
erompeKiveo
a taledsegno,
Anti-
Asines. (V. D.) Fiume , oggid appella
to freddo, che d il nome al vastissimo da muovere macine di mulini da frumento ,
territorio donde prende origine. Diccsi Ace- ed a circa un miglio, rinchiuso come in un
sines da Tucidide, come bene avverte Clu- doccione, precipitarsi tra rupi ruinosc. Ac
verio , ma altri erroneamente il dicono coglie allora le acque del fonie Giandrone,
Ad. Ha larghe fonti non lungi dalla fo ed a mezzo miglio viene accresciuto dal ru
ce, prodotte dalle nevi dell'Etna; abbonda scello Ginuardo o Ainuardo; verso il quale
perci di copiose e fredde acque, n vie luogo sono i fondachi di cuojame dei Nolini.
ne accresciuto dalle piogge; in qualunque N lungi di 11, percorse gi dieci miglia, ac
stagione perci ne uguale la misura, e coppiasi per sino alla foce , alle sorgenti di
pu tragittarsi a piedi. Nel territorio dello Piucifora , Turluronc e Bombello ed altre di
stesso nome una torre famosa, della quale minor conto. Scorrendo pei lieti campi, ren
diremo in appresso. dendoli oltre modo fruttiferi e ricchi, bagna
parano. Lat. Asparanus. Sic. Aspa- le mura meridionali della nuova Nolo, e
ranu (V. N.) Scoglio nella spiaggia di Si prende il nome dal campiccllo Lombardo:
racusa ad Oriente, mentovato dal Caraillia- ma depostolo, sino al territorio di Ragal-
no, e dal Ventimiglia. Vi ha un capo del tnodica dicesi fiume di Pioto, entrando poi
nome stesso, ed un molto ampio asilo, che nei confini del feudo di Falconara, lascian
dosene a destra la quasi distrutta rocca T
(1) tatto formato di roccia calcarea, che" la ne riceve il nome. A circa un miglio e mez
scia a destra delle panie acute e gli d una for zo per, prima di scaricarsi nel mare, scor
ma bicorne; trovansi alle sue falde grosse masse
di pudinga composta di ciottoli silicei e quarzosi re di nuovo per un canale profondo ingom
legati da un cemento siliceo-calcareo; vi si osser
vano, come anche nelle alture vicine, delle moli mi) Non molto distante da Fontana Bianca;
siliceo-qnarzose, il di cui selce rosso e turchi credesi in queste vicinanze l'antico Polizzolo, di
niccio. Y. Ferrara Guida in Sicilia. cui parla Plutarco nella vita di Nicla, fabbricalo
l, Schivasi dai marinai perch assai pericolosa. per opera del fratello del Re Gerone.
410
AS Ma a ben ragioneASdisse il Farello cele

bro di rupi e di massi, dor i Siracusani


(come abbiamo da Tucidide) sconfissero l'e bre quel fiume per la strepitosa vittoria dei
sercito degli Ateniesi tra se tumultuanti, Siracusani contro gli Ateniesi, ed falsi
del che dir poco in appresso. Abbonda in affatto l'opinione di coloro, che dicono es
trotto ed in saporitissime anguille, ed sersi ingaggiata ad Eloro, che perci ap
piantato per lungo tratto, dall'una e dal pellano Assinaro; poich abbiamo da Tu
l'altra riva, ad orli ed albereti fruttiferi. cidide, che passato il fiume Erineo, per co
Verso Austro, presso la foce, la Balata mune sentenza il Miranda attuale, prese
di Noto, n molto lungi alla sinistra, una Kicia coi suoi un luogo eminente, condusse
famosa
Ne mentovato
tonnara questo
detta del
tratto
fiume
di mare
di Nolo.
per poi l'esercito al far dell'alba all' Assinaro,
o per estinguerne la sete o perch facil
una battaglia navale tra la flotta Inglese e mente passatolo avesse a scansare i nemi
la(1)Spagnuola
All'incendionel 1718dal
destato (.1).testamento di Car ci che da ogni parte con saette e giavel
lotti molcstavanlo. Succedendo dunque Fal
conara a 6 miglia da Erineo, fu qui tas
lo II, ai tredici anni di guerra, in cui la Ger sinaro . Soprastando a questi, cio agli
mania, l'Inghilterra, l'Olanda sollevavano il tri
Ateniesi, da ov inni ne i Siracusani, poich
plice brando contro la potenza francese, fu la
pace di Utrecht un'argine, un rimedio. Tocc per era scoscesa la riva, a furia di dardi fa-
essa la Sicilia a Vittorio Amedeo Duca di Savoja cevanne strage. Ecco il suddescrito canale
che seppe colla sua solenne beneficenza attirar di Falconara adatto ad insidie. Eloro poi
sene l'amore. Pei maneggi intanto di Giulio Al
borimi che era salito a Cardinale, e primo Mini si ha un non breve corso sotterraneo, come
si di Spagna, l'ingente armata spagnuola venne dissi di sopra parlando di Abiso, del clic
noi IT ih ad impossessarsi della Sicilia : seppe egli dir pi riccamente. Parlammo della Torre
ingannare tutte le potenze di Europa, finse di fare Acuta, volgarmente Pizzuta, appresso l'i*-
un secreto accordo con Vittorio Amedeo, di assali
re il Milanese, che conquistalo dovesse, cedendo la sinaro (1).
Spagna, rimanere in mani di lui. Fidossi, e traendo Aaworo. Lat. Assorus. Sic. Asaru(V.H.)
dalla Sicilia il fiore degli eserciti suoi, prescriveva Fiume appellato Chrysas dagli antichi, e
al Maffei suo vicer, facesse buon viso alia flotta
volgarmente Dittamo, di cui a suo luogo,
spagnuola, se mai si acrostasse all'isola, poich
amica: accost, ma il pi nero tradimento era Ha tre sorgenti, una sotto la citt di As-
ordito; la Sicilia le cedette, sprovveduta ed inerme, sar, l'altra sotto Leonforte, ed in ambii
le sole piazze forti resistetlero; il Marchese di luoghipermuove
pieg macine
gl'Inglesi da mulini
la fortuna; ; sotto
vi perdette Ar-
la Spa
Leda a nome di Filippo V pubblicava un manifesto
inorpellando venir a scacciare Vittorio, perch
mantenuto non aveva le condizioni della pace di gna il vascello comanda nte, e d ieci altre navi, delle
Utrecht di conservare al regno: us leyes , con- quali due dall' incendio consumate; il resto della
tituciones, capitolo! del reyno, pragmatica* , co- flotta sperperato e in fuga approd dopo giorni in
itumbres, liberlades , y immunitades , y exemeio- Palermo. Erasi gi acquistala la signoria del mare.
nes. Ma la fortuna non sempre seconda i dise Carlo VI assunse il travaglio di cacciare gl'inva
gni dei facimale ; l'Inghilterra, la Germania, la sori dall'interno, convenutosi dover poi ritener
Francia , il Re Vittorio , collegaronsi contro la la, e darsi in cambio a Vittorio la Sardegna.
Spagna; la Francia occup la Navarra e la Ca Il Re Filippo fu obbligato a chieder pace, e se
talogna; spedi l'Inghilterra l'ammiraglio Bing nel l'ebbe a condizion di aderire alla convenirne
mediterraneo con venticinque vascelli, a rinfor fatta dagli alleati di ceder Sicilia e Sardegna; il
zare nei luoghi non ancora occupati dalla Spagna, tristo Alberoni fu rimosso dal Ministero, e cac
i Savojardi, a distruggere la flotta spagnuola co ciato dal regno per volere del Duca di Orleans.
mandata dall' ammiraglio Castagnedo. Incontra- (1) L'etimologia della voce Assinarus, secondo
ronsi nel di lt agosto nel punto segnato dal no nota il Massa nella Sic. in Prosp. , presa dalla
stro autore le due armate, si batterono con pari va voce punica hastinor, che vale propriamente il
lore, ma ferito il Castagnedo e costretto a ritirarsi, canale appellato dai latini tubus.
Ancora sussistono mura
AS dell'antica
HI citt
AS

tesino la terza, cui si aggiungono le abbon


dantissime acque, clic scorrono dal colle fabbricata da massi maravigliasi, con una
Tari: conghingonsi tutti ruscelli nel terri porla. Sono impresse le monete, testimo
torio che giace tra le colline, donde sboc nio Orsino, della testa di un giovane im
cato, formano un fiume appellato oggid Dit berbe, con lunga capellatura e del molto
tamo. A520P0T, nel rovescio la figura del fiume
*oro. Lnt. Assorus. Sic. Asaru (V. N.) Chrysas, con nella destra un orciuolo, e
Antica citt dell'interno; occupa il dosso porgendo colla sinistra il corno dell'ab
del monte della Stella verso Libeccio, quasi bondanza, e dippi il nome impresso cio
inacessibile da Scirocco, dov' una forlez- KPT5A2; ricavansi dalla collezione del Pa
ia. Vien della dai Greci A22OP02 ed A2- rata:, e basii sull'antica Assoro; poich
20PION, Agaru dai Siciliani. Ne scrivono nulla pu ricavarsene dell' origine da sto
Diodoro, Stefano, Tolomeo, Tullio, e Plinio, riche fonti , e dal solo Diodoro appare es
dei quali il primo nel lib. 14, i soli Asso sere stata delle sicole citt , cio creila
nni, governando Dionisio, non essersi dati ed abitala dai Siculi: non dubito della
ai Cartaginesi, ed avere indi con lui pat sua esistenza sotto i Greci ed i Saraceni;
teggiato : in tempi posteriori dicevali forti trovo annesso, sotto i Normanni il Priorato
e fedeli Cicerone nella Vcrr. 4a, sebbene di S. Leone di Assaro al collegio mona
non fosse di tal grandezza e nobilt la citt stico di Catania nella Chiesa Cattedrale, e
loro da poter sostenere il paragone di Agri concesso nel 1186 a Pietro Confrate Priore
gento; adoravano con gran rispello il Crisa, allora della medesima Chiesa. Dopo l'ecci
genio del fiume vicino, come dalle parole dio dei Francesi venne in potere del Prin
dello slesso Tullio: il Crim un fiume, cipe Roberto, che essendo stato scaccialo dal
che scorre pei campi degli Assonni, dai la Sicilia, ritorn la citt agli Aragonesi suoi
quali si ha per un Dio, e con somma re legittimi signori, che nel 1336 la elevarono
ligione si renera; ne il tempio nella a Contado. La Chiesa del Priorato di S. Leo
ria stessa dell'agro, per cui da Assoro ne divenne poi parrocchiale e primaria
si viene ad Enna, con un simulacro mar nel paese, per opera del conte Vitale Val-
moreo del Dio, d'insigne scalpello; quale guarnera, e venne unta del sacro olio da
non potendo Verre, che tulle aveva furato Giacomo Valguarncra Vescovo di Milazzo;
le statue di Sicilia, toglier per se, pel sin a questa suffraganea un'altra Chiesa sot
golare rispello che avevasi al delubro, ne to il titolo di S. Lucia, dove amministransi
commise ai suoi la cura. Fa menzione Fa- altres i sacramenti; due altre a comodo
zello dei ruderi di esso tempio esistenti al della genie slan soggette al Vicario del Ve
suo tempo lib. 10, dee. 1, tre grandi ar scovo di Catania: sono destinati nella Chie
chi e nove porle rimangono di questo lem- sa maggiore agli utlicii divini 8 Canonici, 4
pio alle radici del monte Assoro, in mo Dignit, ed altrettanti amministratori di sa
numento di antichit. Penetraronvi dunque cramenti. Dove sono intanto gli avanzi an
armala mano, notlempo, imprcvedulanientc tichissimi del tempio, dei quali dissi di so
Teopolcmo e Gerone ad appagare l' ingor pra, sorgeva ai tempi del Fazcllo la Chie
digia di Verre, abbattute le porte tentarono sa di S. Pietro, comunemente San Peri,
il furto, ma avvedutisene i custodi ed ap forse quella che dicesi soggetta al Monaste
pellali col segno del corno i vicini, la die ro di S. Filippo d'Aggira, mentovata dal
dero coloro a gambe, non altro rubalo aven Pirri.
do che una piccolissima statua di bronzo. Passando ai Monaci ; i frati Carmelitani
112
AS AS

ad un */ miglio fuori il paese erano un pia; ci hanno, come anche asserisce il Fa-
tempo attaccati alla Chiesa di S. Petronilla, zello, cave di alabastro, e ne abbondano
ora per non sono pi: meritano oggi atten all'intorno le colline, eppure nessuno pren
zione : il convento degli Agostiniani nel cen de la cura di aprirle. La lat. di Assoro
tro del paese, sotto il patrocinio della B. di gr. 37,26, di gr. 38, 3 la long. Dicia
Vergine e di S. Niccol Tolentino ; rimonta mo intanto brevemente delle Signorie.
come abbiamo dal Pirri, in un'antichit pri mia congettura essersi Assoro appartenuto
ma del 1 iti., fabbricatone un nuovo nel sito a Principi consanguinei del conte Ruggiero,
della Chiesa dell'antico dal Conte Giuseppe, dalla donazione del Priorato di S. Leone
nel corso del secolo xvn, ed accresciuto di alla Chiesa di Catania , che per loro libe
beni e di privilegi; quel di S. Maria degli an ralit cominci ad impinguarsi sino dal sor
geli dei Minori della pi stretta Osservanza, gere. Nel 1299 Scoloro degli Vberti Pro-
cretto sin dal 1622 a pubbliche spese, vi tonolaro del Regno, nativo di Firenze, fi
cino Tognolelo; e quello dei Minori del terzo gliuolo di Giovenco, gi legalo del Re Fe
ordine prima a 300 passi fuori lo mura, derico al fratello Giacomo Re di Aragona,
del titolo di S. Maria di Ges, ora di S. si ebbe in dono dallo stesso Federico la
Caterina, dentro il paese. Virginia Valguar- terra di Assoro coi casali di Gatta e di Con
nera germana del Conte Ponzio eresse nel dro, e i feudi di Cicaldo e di S. Lorenzo;
1560 il monastero sotto gl'istituti di S. poi verso il 1320 dicesi Scoloro, nel censo
Chiara, dove ella stessa religiosamente vis del medesimo Re, soggetto alla Curia, e sot
se e mori. Sorge l'antica rocca nella som to Pietro II figlio di Federico ottenne con
mit d'un colle, verso oriente, ora deserta, altri tre signori il vessillo di Conte di Ca
ed il Palazzo del Signore verso la parte tania, di qual singoiar benefizio, nel solen
aquilonare del paese, dove anche il tem ne giorno di sua inaugurazione nel 1336,
pio maggiore che sovraneggia un gran lar a preferenza degli altri, volle quel monar
go. A home del Conte presiede sugli abi ca onorare; Michele Piazza nota nella sua
tanti il cosi detto Governatore, che ha la cronaca i nomi degli altri : Rosso Russo Mes
cura di riscuotere i dritti. Dirige le pubbli sinese Conte di Cerami , Matteo Polizzi Con
che coso un Magistrato composto di 4 Decu te di Noara, Guglielmo Raimondo di Mon-
rioni, il Sindaco, il Prefetto, ed il Giudice, tecateno Conte di Adern. Ma collegatosi
che esaminano i malfattori, tulli in ogni anno Scaloro ai Polizzi contro il Re, mancando
scelti dal Conte, che nel General Parlamen della data fede, costretto al bando, fu dei
to del Regno occupa il xi posto. Comprcndc- beni privato, pervenendo la Signoria di As
si Assoro nella comarca e la prefettura mili soro e di Gatta all'Infante Giovanni ger
tare di Aggira, e d due cavalli e 46 pe mano del Re; poi Scaloro ritornato in gra
doni alla bandiera provinciale. Contaronvisi zia sotto Ludovico, ottenne la Signoria, ma
nei registri del secolo xvi 923 case, 992 sollevatisi non molto dopo gli Assoresi cru
nel seguente, e 3988 abitanti; sui primordii delmente l'uccisero. Troviamo conte di As
dell'attuale 894 case, 2715 abitanti, e dal soro e di Colesano, al tempo di Federico
l'ultimo stato 4008. Ne la Patrona prin III, Damiano Polizzi, morto in esilio a Pisa
cipale S. Petronilla V. e M. che venerasi nel 1348. Fu dato Assoro dal medesimo Re
con divozione particolare. nel 1356 a Matteo Alagona, volgarmente
Feracissimo in tutto il territorio, bene inaf Maziolla, Prefetto della Regia Cavalleria; e
fiato, e ricco in pasture, e d agli agricol dichiarato poco dopo in un privilegio dato
tori vini, olio, frutti, ortaggi, in gran co- in Girgenti nel 1366, non avere in alcun
m
AS AS

che mancato Scoloro degli Uberti verso che nel 1517 pronunzi il giuramento al Re
il Re Pietro, restitu tutti i beni del padre Ferdinando; e Giovanni figliuolo di lui. Stra
ad Andrea, mench Assoro che conces tego poi di Messina, fu per benignila dell'Im
se ad Antonio di Monlecateno Conte di peratore Carlo V, nominato Conte di Assoro
Adorn, sotto di cui ribbcllossi il paese dal nel 1543; promosso Ponzio a u Conte la
Re, ma espugnato da Errico Russo, venne sci Giuseppe suo figlio da Diana Lancia e
destinato a Luigi d'Angi. Tuttavia tra le Ccnteglies, il quale vissuto 42 anni, morto
condizioni di pace, cedette Assoro al nostro in Assoro nel 1618, fu sepolto nella Chiesa
Federico, che lo restitu agli Alagona; ma del convento di S. Agostino; da lui nacque
ribellatisi questi dal Re Martino, Simone e Francesco, che fondato in Caropepe un vil
e Vitale Valguarnera nobilissimi fratelli Spa- laggio, imposcvi il nomo della propria fa
gnuoli vennero donati del paese con decreto miglia, e col consenso di Filippo IV si dis
segnalo in Catania nel d 20 gennaio 1393. se nel 1126 Principe di Valguarnera; fu
Giovanni ed Antonia erano nati ad Andrea Pretore di Palermo, ed esercit le veci di
degli Vberli, il primo si mor senza Tigli, An Vicer per l'isola tutta; da lui e da Doro-
tonia preso a consorte Luigi Montnpcrto, ot lea Lancia nacque Giuseppe , il quale go
tenne dal Re Martino, come crede di Andrea, vern la propria patria, e prese in moglie
i casali di Galla e di Condro, i fondi di Cical VittoriaErrichctta, dei quali il figliuolo Fran
ilo e di S. Lorenzo, che lasci ai suoi, come cesco, Cavaliere di S. Giacomo, dal gabinet
vedremo. Compr frattanto Vitale Valguar to di Re Carlo II, famoso in varie militari
nera i tcrritorii di Caropepe e Rosaura, e prefetture, Pretore di Palermo, Principe di
nel 1408 apprest Y omaggio nel censo del Ganci, Marchese di Rcgiovanni per drilli del
medesimo Martino per Assoro e i sudetti; la moglie Antonia Graffeo. Successegli Giu
avevagli Simone ceduto i dritti suoi quattro seppe nel principio di questo secolo, che
anni prima, nel d 10 ottobre in Catania; en immantinente esercit con lode la Pretura
trambi morirono senza prole, perci suc nella patria, e gener con Marianna Gra
cedette il figlio di Francesco loro fratello vina sua moglie Francesco Saverio, Pie
nei possedimenti , di nome Giovanni o tro, e Domenico, il quale ultimo fu Ve
Francesco il giovane, come rileviamo da al scovo di Cefalo, Colonnello il primo, capo
trove , che ottenne dal Re Alfonso nel della guardia del Corpo del Re di Sarde
li 10 drillo universale di armi nelle sue gna , Cavaliere alunno dell' Ordine della
comarchc; da lui e Marchesia nacquero Gia_ SS. Annunziata, dal gabinetto di Carlo Re
corno e Vitale II; al primo assegn il pa nostro , gener tra le altre Marianna con
dre i possedimenti nella Spagna, dichiar Agata Branciforli dei Principi di liniera ,
dal 1437 suo successore nelle Signorie di ma lasciata vergine, alla morte immatura del
Sicilia Vitale sposo di Antonella de Cente- padre, ed erede , maritossi con Pietro suo
glies, che si strinse per giuramento al Re Al zio ornato di molli onori; risplendc questi
fonso; nacque da lui Giovanni, che rifulse di vurii titoli; ascritto al Sacro Ordine di
nel 1487 Presidente del Regno di Sicilia, S. Giovanni, negli, anni di sua pubert fu
onde entr in dominio nei primordii del coi suoi alla guerra di Corf, Comandante
secolo xv il nipote Ponzio, nato dal gi mor supremo delle triremi dell'ordine, delle
to Francesco: successegli Girolamo, che guardie del Corpo e dal gabinetto di Em-
confermalo dal Re nel 1509, mor sullo sbuc manucle Re di Sardegna, finalmente Colon
ciar dei suoi giorni cedendo il luogo al fra nello, fu Irai pericoli della nuova guerra
tello Vitate; da questo nacque Girolamo, italiana. Godono i Conti di Valguarnera delle
15
114
AS AS

Signorie di Assoro, Ganci, Gravina, e S. Amtt. Lat. Attis. Sic. Asti (V. M.) Vedi
Giovan di Galcrino sotto l'Etna, del Prin Caccamo.
cipato di Bozzclla, e di altri feudi, dei quali AT
diremo a suo luogo.
Contansi primi fra gli uomini illustri di ttahirio. Lat. Alabiryum (V. M.) An
Assoro; Giacinto Pensabene peritissimo giu tica citt non lungi da Agrigento, e men
reconsulto, che dopo percorsi tulli i gradi tovata da Stefano. Era un monte del nome
dei Tribunali, sali a Consigliere del Re, e stesso, e favoleggiano dei buoi di bronzo
mor nel 1691; il di lui figliuolo Niccol postivi sul vertice, annunziar col mugilo
nato in Palermo, fu elevato alla suprema ai popoli qualche grande o famosa cata
dignit di Regente d'Italia; Arcangelo Go- strofe di quelle parli; attcstano esser quivi
rino del terz' Ordine dei Minori, Maestro in sorta la citt, di cui parlanci due monde
S. Teologia, fondatore dell'Accademia dei appo il Paruta essere slata ai tempi suoi
Concilii in Roma nel 1670, pubblic i Con famosa; una impressa d' un bue col ginoc
cini degli Apostoli, 6i mor in patria; Mi chio inclinalo ed una stella, l'altra d'un
chele Cantelli della Comp. di Ges clo- cancro. Nota Fran. Major apparlenersi ai
quenlissimo sul pergamo; Alberto Scarpuzza Rodii entrambi quei simboli, ed ai vicini
famoso predicatore anch' egli , encomiato Agrigentini, quindi non di lieve peso la
dall' Attardi (1). congettura avere avuto Atabirio i Rodii a
fondatori, appo i quali dicerasi Alabyrius
(I) Assoro oggid in Provincia di Catania , un monte, ed Alabiria una cilt, donde il
distretto e diocesi di Nicosia, circondario di Leon-
forte , distante da Palermo 127 miglia , 60 dal nome di quella di Sicilia.
capo-luogo della provincia, 14 dal capo-distretto, Ateiiaro. Lat. Alellarm (V. N.) Fiume.
4 dal capo-circondario. Oggi non che largo in Vedi Abiso, Eloro.
notizie , che attestano nn deplorabile decadi
mento. Vi manca gi il convento dei Minori del
3 Ordine , abolito nel di 15 ottobre del 1777, la mano perdendosi col raffinamento del gusto nei
di cui Chiesa accennata dall'Autore del titolo di posteriori. Ci ha un monte agrario di prestito
S. Caterina, attualmente una Parrocchia; man in frumento, dipendente dall'Intendente, diretto
cano parimenti gli Agostiniani, e la Chiesa al da due deputati da lui eletti in ogni due anni;
tres ruinala, come collaterale a quella dei Car venne fondato dall'antico peculio frumentario, per
melitani, che ora pi non sono, come l'Autore sovrana disposizione del 25 giugno del 1838; il
stesso ci avverte, venne poco fa costruito un pic capitale quello slesso proveniente dall'antico
colissimo camposanto con corrispondente cappel peculio, istituito colla legge del 13 febbraro del
la. La Chiesa suflraganea di S. Lucia manca del 1813, riscuotendosi allora il 5 per 100 per una
tetto, come ruinate in parte, in parte distrutte sono sola volta su' contribuenti della fondiaria. Con
le Chiese di S. Antonio*, S. Maria di Loreto, S. tava ilijoro in popolazione nel 1798 circa 2968 in
Rocco, S. Didaco, S. Maria della Provvidenza, S. dividui, 2983 nel 1831, e nello scorcio del 1S
Maria dei Miracoli, S. Agata, dentro il paese, ed al 2983. Comprendesene il territorio in salme 6429,
di fuori quelle di S. Maria, S. Giuliano, S. Pietro, 532, cio 3,927 in giardini, 5,184 in orli alberati,
S. Vincenzo, quelle della S. Croce, del Crocifissel- 4,282 in orli semplici, 3,565 in canneti, 109,585 in
lo, e a due miglia d i S. Elena, dove processionalmente seminatorii alberati, 4490,662 in seminatorii sem
popolo e Clero portavansi in ogni anno. Oggi la Ma- plici, 1314,462 in pascoli, 483,279 in vigneti albe
drice va adorna d'un Collegio Canonico, ed oltre rati, 13,273 in ficheti d'India ed altro, 1,303 in
di un bel Crocifisso, sono da ammirare sei buone suoli di case. Nella contrada di Livodi, in questo
statue in legno, quelle cio di S. Sebastiano, S. territorio, una zolfatara, due altre nella contrada
Niccol da Tolentino, S. Leone, S. Pietro, S. Giu di Pozzo, una in quella di Zimbalio; tutte in at
seppe, e la pi bella di S. Crisenzio; credole di tivit ma soggette ad inondazione per acqua sor
scalpello del 400 o di prima, perla profuionc del giva. Trovasi altres nei terreni di Assoro quan-
l'oro principalmente nei vestiti, che fu propria tii di bellissimo alabastro, pietra epatica e den-
di quell'epoca, dei tempi anteriori, e venne mano tritica.
115
AT AV
Aiina. (V. M.) Antica
AV citt di silo incerto. anno orrevolmente la festa, con fiere. Ci
hanno due conventi, uno di Minori Osser
vanti nell'angolo a Nord-Est, introdotti nel-
l' antica citt da Carlo Aragona Duca di Ter
Arila. (V. IV.) Salina nel promontorio ranova, e Marchese di Avola, e conservano
Pachino, o stagno formato dallo pioggie, il titolo di S. Maria di Ges; dei Cappuc
che secca nella state in sale. Dicesi anche cini l'altro, fuori le mura, nel territorio,
barila dal Fazello. Terso Nord-Est, con una Chiesa mentovata
Avola. Lat. Aboia. Sic. Aula (V. N.) dal Pirri, e fondata secondo lui nel 1580;
Citt popolosa, creduta da alcuni l'antica da pochi anni in qua venne introdotto un
Ibla, tra il Pachino e Siracusa, distante Ospizio di novizii della Compagnia di Ges,
circa 4 miglia da Noto, Terso la parte orien per opera di Niccola Boninconto Avolese,
tale dell' isola, tra il grado 38, 9 di longi del medesimo istituto , presso l' elegante
tudine, 37, 7 di latitudine, un 'U miglio circa Chiesa di S. Giovanni, in un angolo del
distante dalla spiaggia, trasferita dal decli l' orientale piazza minore : un Monastero di
vio del vicino monte di Aquilone, dove quasi monache finalmente, sotto la regola di S.
tutta soccombette al tremendo tremuoto del Benedetto, del titolo dell'Annunziata, eretto
1693. Mostra una figura esagona, con gran da Giovanni Orosco di Artz Prelato di Si
dissima piazza quadrata nel centro, ed altre racusa, oggi trasferito non lungi dall'an
quattro minori nel centro dei fianchi australe golo aquilonare della nuova citt : ci aveva
e settentrionale, e degli angoli orientale ed la casa dei SS. Leonardo ed Elisabetta dei
occidentale , donde le quattro pi grandi Cavalieri Teutonici, soggetta al Gran Mae
Tie metton capo nel largo maggiore. Due stro della Magione in Palermo, mcntoTata
Tie altres procedono dai singoli lati, e ren dal Mongitorc, ma che per coli' antica citt.
dono elegantissimo il sito della citt e molto Altre quattro Chiese dobbiamo aggiungere
comodo agli abitanti, poich essendo rivolte alle enumerate, quelle cio di S. Sebastia
ai solstizi!, Tengono riparale coll'ombra delle no, di S. Antonio, di S. Antonino, e di S.
fabbriche dal calore, e meno soggiacciono Pietro Apostolo, di decente struttura, ed
al freddo ed ai Tenti. Agli angoli ed ai lati opportunamente collocate.
dell'esagono sono dei forti, ma ancora im L'antica citt situata in un fianco sco
perfetti, ai quali sono appoggiate quattro sceso d'un monte, con delle grotte inca-
porle primarie, che corrispondono ai quat Tate nella rupe, come era costume degli
tro punii cardinali. Ubbidiscono gli abitanti, antichi, sorgeva ricca di edificii, munita
intorno a cose chiesiastiche, al VescoTO di d'un castello con due torri nel luogo il pi
Siracusa, sotto la cura immediata d'un Par eminente,, dove il palazzo del Barone, a di
roco. Il tempio principale dedicato a S. cui presidio, con decreto di Carlo d'Angi
Niccol di Mira sorge elegante nel lato aqui del 1272, fu destinato un Castellano Sat
lonare del largo maggiore, e t salmeggiano oller e sei soldati. Erano le parti primarie
ogni giorno i divini ufficii i Sacerdoti, con della citt; la supcriore in un ampio pia
congruo stipendio-, anche nella Chiesa di no, che prese il nome dal castello, di S.
8. Venera, che siede nella piazza minore Leonardo o di de Marchi* la seconda, de
di mezzogiorno amministransi i sacramenti, Balzis la terza, e Viagrande la quarta, che
a comodo maggiore degli abitanti : questa volgarmente dicovasi rua dell'Uria. Era il
Martire Eroina la patrona del paese, a tempio maggiore a stile gotico, n dissimile
di cui onore nel d 25 luglio celebrasi ogni a quel della tutelare S. Venera ; il Monte
116
AV AV

di Piet , l' Ospedale , e la Chiesa Parroc cui scrive Arezzo; non arere alcuna foce t'n
chiale dei SS. Pietro e Paolo, tutti erano sog guet campi, dove le canne divengono dolci
getti alla principale, ma tulli dal 1693 in imbevendosene, e soggiunge, alle sue fonti
gu ruinarono, non mostrando ora pi che Avola che da un alto colle guarda il
miserande ruine. Resta quasi intero tut- Pachino. Vien chiuso dal fiume Cacipari
tavolta il convento dei Cappuccini nell'al o Cassibili, e comprende una gran valla
tura pi eminente, da ogni lato scovcrto, della Cavagrande; delle quali cose diremo
ed ora abitalo da eremiti. Contano del in particolare. Il mare vicino abbondante
medesimo tremuoto, essersi squarciata una in pesci, e vi una famosa tonnara delta
parte
aver precipitalo
del colle Cesino
con tremendo
adjaccntefragore
alla citl,
nella del fiume di Noto. Dalle foci dell'^ssmaro
oggi Falconara stendesi il Iito della foggia,
sottoposta valla della di Camerale, fran dove occorrono delle acque marine stagnan
tumando mulini, con non poca perdita di ti. Ann lungi dalla foce del Cassibili una
uomini. Ci abbiamo poi dagli annali, essere grotta della del Ciaurello, cui rimpetto, in
siala dai Turchi incendiata e saccheggiata mezzo ai frulli del mare, sgorga una sor
la cill nel 1572, sotto Ululacelo Grande gente di acqua dolcissima, e con tanto im
Ammiraglio ; poscia dai cittadini ristorata. pelo,
navi. da contrastare il corso alle piccole
Nel 1342 ebbesi, per privilegio dell' Impe
ratore Carlo, gli onori di Marchesato, quan Cont Avola tra gl'illustri suoi figli: Mi
do conlavanvisi, testimonio Fazello, 749 ca chele Calvi sommo filosofo e medico, i di cui
se, n lungo tempo dopo 4904 cittadini ; ac- libri pubblicati enumera il Mongitorc nella
crebbescne il numero nel secolo seguente, sua Biblioteca, ma erroneamente crede il
e conlaronsi, secondo il Pirri, 1218 case, Pirri esserne il nome Alessandro; mor nel
ma secondo i libri regii 1066, e 4415 abi 1570: Beatrice Calvi figlia di Michele, Aba
tanti; 1283 le case della nuova citt nel dessa del Monastero, istruitissima in ogni ge
1713, e 5069 abitanti, ed ultimamente 6044. nere di alte discipline e principalmente nella
Presiedonvi un Inquisitore di reali, 4 De poesia latina: scrisse di questi poco fa, l'e
curioni, il Giudice, il Sindaco, eletti in ogni ruditissimo Francesco d'Avola Minore Cap
anno ad arbitrio del Marchese. Sorge l'ele puccino, nella sua storia patria Ibla Redi
gante casa del Magistrato rimpctto la Chie viva di cui asserisce essere slata Avola;
sa maggiore, con lo slemma della citt or gli si oppose un anonimo di Noto , le di
nato di una croce che sovrasta ad una co cui ragioni, che riporter altrove, abbatt
rona, e di tre api. Il Capitano delle armi Francesco con un altro lavoro pubblicato.
eletto dal Re, destinato a custodire la Passiamo alla serie delle dinaslic di Avo
spiaggia. Ma passiamo a dir del territorio, la: Scacciali i Saraceni, che eransi a lungo
che sebbene di angusti confini, inaflalo in Avola e in Noto difesi contro gli sforzi
tuttavia dalle acque delle sorgenti vicine, dei Normanni, occorre primo Signore della
abbonda in orli, frutteti, vigne, che dan nostra citt Rolando Landolina, poich il
no in larga copia un vino magnifico e Re Ruggiero con diploma del 1149 a Giorgio
grandemente ricercato, produce altres can Stratego di Messina e figliuolo di Rolando,
ne da zucchero ed abbonda in alveari; esaltando i meriti del padre, dice questo
copioso in olive, mandorle, biade, legumi suo amico e Barone di Avola. Nel 1299
ed ogni genere di ortaglia, appresta pingui Carlo II Re di Napoli , che veniva spac
pasture per le gregge e per gli armenti: ciando doverglisi la Sicilia, concesse Avola
inaflato parimenti dal fiume Miranda, di e Buscemi. come narra il Borrcllo nei drilli
AV \7
AV

della nobilt
leone nobile napoli!
catancse,
ann aldetto
suo intimo
perci Napo-
cana Donneilo successe a Federico morto con al
cuni suoi famigliari da un partito ; present al
neo. Dicdela in vassallaggio Federico II Re Martino, nel General Parlamento tenuto
alla Regina Eleonora sua moglie, nei pri- in Noto nel 1398, i diplomi di Federico III
mordii del secolo xiv, che alla morte la ad ottenerne la conferma, in qual serie di
sci cogli altri feudi al figliuolo Guglielmo privilegii leggesi nel di 28 di ottobre il gi
Mo ed Avola; morto senza prole, ne tenne dello di sopra sulla vendita falla da Ballo
il dominio nel 1338 l' Infante Giovanni Duca Milite, e la donazione al cancelliere Gan-
di Randazzo quarto figliuolo di Federico, dolfo. Ebbesi Giovanncllo dalla moglie Gio
alla di cui morte e del figlio suo Federico, vanna unita in prime nozze a Giacomo Ara
successero ad Avola Giacomo di Ballo Mi gona, Beatrice e Giovanni l: superstite
lite, ed il figlio Lorenzo, come rilevasi dai essa al secondo marito, prese il terzo, co
diplomi del Re Martino; la vendettero que me altrove dir; Giovanni intanto, da pec
sti alla Regina Elisabetta moglie di Pietro II, caminoso commercio con Eleonora, gener
che Mimata cordialmente dai suoi vassalli, Pietro o Pieri ed altri figliuoli e figlie, di
volle non venisse mai Avola conceduta ad al chiarati legittimi dal Re Martino, in Cata
tri che a Principi di sangue regio, pure nia 25 di agosto 1408. Morto il pidre, sot
derivasi dai registri del Re Martino non es to la tutela della zia Costanza di Aragona,
sere slata ferma alla promessa, poich vi fu detto Pietro, Barone di Avola, ed entr
si trova averla assegnato a Ruggiero di in potere nel 1419 ; successe a Pietro nel
Scandolfo, Cancelliere della Regal fami 1452 Giovanni figliuolo legittimo, ne otten
glia, Consigliere e familiare, qual dona ne nel seguente anno la cos delta Inve
zione tuttavia manc di effetto, poich sotto stitura, secondo un rescritto del Re Alfon
Federico III figlio di Elisabetta e di Pietro, so, e spos Beatrice de Cruillas figliuola
apparlenevasi Avola al Regio Demanio : di Berengario con per dote Terranova; fu
l'ottenne poi dal sudelto Principe, Giaimo poi confermalo Gaspare loro figliuolo Si
di Alagona , che cedette per i dritti di gnore di Avola e di Terranova nel 1470,
gabella dovuliglisi dalle vendile del vino in e prese in consorte Chiara Aragona sua zia,
Siracusa. Deroga poi Federico, nel suo pri che gli partor Beatrice o Carlo; fu moglie
vilegio del 1358, alle grazie fatte dai suoi la prima a Gianvincenzo Tagliavia Conte
predecessori sulla non alienazione della di Caslelvetrano, e Carlo ancor giovinetto
citt di Avola, confermate dal Re Ludovico, alla morte del padre, rimase nel 1470 sot
e concesse massimamente a Ruggiero Scan to la tutela della madre Signore di Avola
dolfo; mal crede poi il Pirri nella sua Cro e di Terranova, ma ottenuta dopo tre an
nologia aver dal medesimo Ludovico con ni l'autorizzazione dal Re Ferdinando, to
seguilo Avola l' Alagona: insorto per Gia sto prese in isposa Giulia, che moglie in
como contro Federico, con diploma dato prima di Carlo de Luna e Peralla, ebbesi
in Catania nel d 23 di aprile del 1361, ripresa Giuliana come di dritto di dote. Nac
concessela il Re con Buccheri e Jassibili que unica erede da Carlo Aragona la Con
a Rolando di Aragona, come a suo zio, tor tessa Antonia, confermata nel 1513, che
io Ggliuolo spurio di Federico II; si ebbe Francesco Tagliavia primogenito di Bea
da letto illegittimo i figli Alfonso, Federico trice e di Gianvincenzo, dei quali abbiamo
e Giovannello, ed antepose, con approva dello, dall'ultimo comando del padre mo
tone del Re nel 1369, Federico ad Alfonso rente, prese in consorte, assumendo il ti
meno adallo a regger sudditi. Il fiatel Gio- tolo e lo stemma della famiglia Aragona.
118
AV AV

Morto costui senza prole, Giovanni terzo gnatclli Marchese di Caronia in Sicilia poi
figliuolo di Beatrice spos Antonia, con dis Duca di Monteleone, partor Niccol nel
pensa del Romano Pontefice , ed ottenne 1032. Ettore nel secolo scorso, Niccol nel
le di lei signorie, venne dichiarato dal Re 1720, chiarissimi per la carica di Vicer
nel 1542 primo Marchese di Avola e di di Sicilia, furono Marchesi di Avola: nac
Terranova; fu gran Contestabile di Sicilia, que da Niccol Diego Aragona e Pigna
ed Ammiraglio , due volte Presidente del telli, da cui Ettore, ornamento attuale della
Regno, accetto moltissimo ai Re di Spa famiglia, spesso colla moglie dimorante in
gna; il figliuolo Carlo //Marchese di dito Sicilia. Occupano il 3 posto i Marchesi di
la ai paterni titoli aggiunse altri maggiori; Avola nel Parlamento Generale del Regno,
dei Grandi di Spagna, dei Cavalieri del sono soggetti al servizio militare ed alle
Vello d'oro, per ben sette anni Presidente singole vicende, cosicch nelle successioni
c sommo Prefetto della Catalogna e della sono tenuti a pagare il dritto d'Investi
Insubria, legato dal Re Filippo II al Par tura. soggetta la gente alla comarca di
lamento di Cotogna, ed alla morte di lui Noto, da gran tempo comprendevasi nella
supremo Governatore del Consiglio, ed ono Sergenzia di Lcntini, con qual nome ap
rato del titolo di Grande Siciliano (Magni pellano la Prefettura della Milizia si pro
Siculi); fu il primo Duca di Terranova, vinciale che comunale , e somministrava 8
Principe di Castelvctrano, Conte di Borgct- cavalieri e 48 fanti (1).
to, ed ebbesi dalla moglie Margherita Ven-
timiglia molti figliuoli, dei quali il primo (1) Oggi Avola nn capo-circondario, con real
Giovanni, per dritti della moglie Maria de Rescritto del 18 novembre 181G, dichiarato di 2*
Marini, Marchese di Favara, e mori prima classe, avendo la sua popolazione oltrepassato il nu
del padre, lasciando il figliuolo Carlo, che mero di 10000 anime cogli annessi villaggi : com
presa questa citt in provincia, distretto, e diocesi
succeduto al nonno , fu dello in Marchese di Noto, da cui dista 5 miglia, e 17i da Palermo.
di Avola; Cavaliere del Vello d'oro, e som Vi fu nuovamente costruita la Chiesa di S. Gio
mo Maestro della cavalleria in Sicilia, spo vanni Battista, compito un camposanto nel 18U,
e Tatla la strada provinciale nel 1839, tacendo dei
sata Giovanna Pignatelli figliuola del Duca due ponti di Sgangaporta e di Cavonazza nella
di Monleteonc, gener Giovanni, Pietro, e strada che porta a Noto costruiti nel 1815, e quel
Diego; Giovanni marito in prime nozze a di Cavolaia eretto nel 1854 nella strada medesima,
Zcnobia figliuola Ilei Principe di Guastalla, ed in quella poi che conduce a Siracusa quel di
Borgellusa, nel 1830. Ti ha un monte agrario che
a Giovanna Mendoza in seconde, nessuna dipende dall'Intendente, diretto da due deputali,
prole lasci superstite; Pietro Archimandri in ogni triennio da lui eletti; fu istituito nel 18*1
ta di Messina, e supremo Regente d'Italia con la somma di ducati 371 allora dovuta al Mar
mor di morte immatura; Diego fu iv Mar chese Loffredo da Messina pel cessato peculio
frumentario; il frumento prestasi ai coloni previo
chese di Avola, grande Ammiraglio di Si un garante solvibile con atto presso il Concilia
cilia, Principe del Romano Imperio, dei tore, e ad ogni colono possono prestarsi sino a 10
Grandi di Spagna, Comandante della caval tumoli di frumento. Il territorio di salme 3891,
771, delle quali 10,440 in giardini, 1,504 in canne
leria nelle due Sicilie, Vicer di Sardegna, ti, 27,423 in seminatori! irrigui, 1222,976 in semi-
Ambasciadore di Filippo IV appo Innocenzo nalorii alberali, 738,162 in seminalorii semplici,
X Romano Pontefice, e di altre illustri ca 1435,490 in pasture, 100,922 in oliveti, 201,284 in
riche onorato; gener con Stefania Cortes vigneti alberati, 146,173 in vigneti semplici, 1,517
in ficheti d'India, 4,258 in culture miste, 4,616 in
Marchesana di Vallia nell'America, Giovan suoli di case; pu appellarsi in toscano pingue
na Tagliavia, Aragona, Pignalelli, Cortes alberese, poich non produconvist a meravigli
c pi titoli; moglie questa ad Ettore Pi- le biade, come all'incontro gli alberi e gli arbu
119
AV AY
Avola (Torre di) Lat. Avalos Turris. Aynnilrnmlln. (V. M.) Casale della
Sic. Turri d'Aula (V. N.) Torre nell'im Chiesa di Girgcnti, di cui menzione nello
boccatura del porto d'Agosta, volgarmente boUe di Clemente IV del 12C6.
Avola.
AZ
iti 'Balsamo Viaggio). Fu celebre un tempo per Azarns. (V. N.) Cosi dello Assoro ,
1 industria delle canne da zucchero, che ora col-
tivansi per lo pi per farne il rbum , ignoran di cui dicemmo di sopra da Arezzo.
dosi l'arte di raffinare il primo, stanicene quel Azonc*. (V.M.) Citt mentovata da Dio
che per l'aranti facevasi era nericcio e somma doro nelle scelte delle Legazioni lib. 23,
mente impuro. Il clima di Avola cotanto caldo parlando delle imprese di Pirro : sottomise
che a principio di giugno tutte le biade sono di
gi mietute, e l'erbe dei prati cosi aride come in prima Eraclea, poi occup Azoncs. Clu-
se in luglio, donde che il colore degli abitanti verio che avverte non poche mende nelle
ha un non so che di lionato o tare. Montava la scelte delle legaz. non dubita affermare es
popolazione nel 1798 a 0782, ad 8822 nel 1831, e
finalmente a 9897 nel fine del 1852. Abbondarvi servi scritto Azoncs invece di Mazaro ca
le api, e Ti lavorano un mele soavissimo; queste, stello, poich da nessuno usato tal nome
secondo il P. La Cerda, diedero il nome alla citt, Azoncs.
ed a suo giudizio tanto dire Avola quanto Avi-
la, ovvero Apiola; ma asserisce il Pirri che dal stanno aperte nel suo littorale da giugno ad ot
principio appellata Ibla, le fu poi dai Mori can tobre: nel monte Scaladisa presso il fiume Cas
giato il nome in quel di Avola. Molle tonnare sili! le ed Avola, oggid istallato un telegrafo.

tveutbxza per la lettera. A.

Pag. 16 lin. 12 Yillalba Tillabianca


Pag. il lin. 2 nella nota 130 183
Pag. 80 lin. *Mentovala > leggasi mentovato
Pag. 51 lin. 20 Oriente Tramontana (in correzione dell'originale]*

Avvertiamo dippi che colla seconda cifra, nella indicazione della estensione territoriale in cul
ture, intendonsi millesimi.
120
BA BA
Bacena. Antica citt, Abaccna, di cui di con villaggio di cui diremo a suo luogo. Va
cemmo di sopra. rie opinioni si agitano sulla voce Bagheria,
Baflia. Lat. Bafia. Sic. Bada (V. D.) in latino Bayharia. Scandio la nomina
Dei municipii di Castrorcnlc, da cui dista Bacharia pel tempio di Racco costruitovi
circa 2 miglia verso Sud-Ovest. Si ha una una volta, come si crede, poich abbon
parrocchia intitolata a S. Carlo Borromeo; dante in eccellenti vini ; ma non ce ne ha
e mostrano ivi presso una Chiesa delta dello oggid alcuna menzione; afferma Tommaso
Yanelle, dove fama aver S. Venera, per Fazello dee. 1 , lib. 8 , essere un nome
la fede di Cristo, subito il martirio. Riman Saraceno che indica un terreno renoso , e
gono altres, non lungi dal Casale, vestigia soggetto a frane; l'inlerpetra Cascino ter
d'un castello fabbricato dal Re Martino, im ra marittima, cui si corrisponde il sito,
minente ad una angusta strada che mette poich nel pi bagnata dal mare, e gode
nell'interno dcllisola. Sono vicini a Badia della veduta dei seni di Palermo e di Ter
i municipii di Calati e di S. Michele, dei mini, poich Bahar fra gli Arabi vale mare.
quali dir in appresso (1). Francesco Agio peritissimo nelle lingue stra
Bagherla. Lai. Bayharia. Sic. Baaria niere, Bahria, scrive in un manoscritto per
(V. M.) Estesissima ed amena campagna, ad venutomi, donde forse scatur la voce Ba-
Oriente del territorio di Palermo, adorna ghcria, si ha presso i Punici in senso di
all'ultima eleganza di casino suburbanc di gran mosca, e questa credesi volgarmente
signori; lungo sarebbe luttc descriverle, dir un presagio di calma di mare; lecito con
tuttavia delle primarie. E prima occorre getturare se abbia originalo da l il nome
1* amplissima villa del Principe di Butcra della nostra terra (1).
che diecsi anche Conte di Raccuglia, ad Est
di cui da pochi anni fu promosso un vil (1) capo-circondario di 2 classe, io provincia,
laggio con una Chiesa, dove amministransi distretto e diocesi di Palermo, da cui dista 9 mi
glia, 1 dal mare. Alle etimologie recate dal nostro
i Sacramenti alla gente sotto la cura del Autore sul nome di questa terra ne aggiungono
Maestro Cappellano di Palermo; diecsi al un'altra gli abitanti; abbondava un tempo in ar
trimenti Raccuglia nuota; ne sono i Pa menti Maglieria, perloch si disse comunemente
troni tutelari Ges, Maria e Giuseppe , e in vernacolo Saccaria , qual voce per volger di
compone di 70 case e 300 abitanti. So tempo corrompendosi e sformandosi nel suono ,
venne a formarsi, come attualmente, Baaria. La
vrasta ad una altura, a mezzogiorno di quella Chiesa accennata dall'autore ad Est del palazzo
terra, la villa Valguarncra, dove nulla de del Principe di Butera Venne fondata nel 1708;
sideri che tenda alla delizia dell' animo ; centro
fu poi del
trasportata
Comune,nelfabbricata
1771 nel inluogo
maggiore
attuale.
gran
Del
magnifica altres quella di Aragona, n
quelle di Cattolica, Filingeri, Patagonia, Lar dezza con innanzi una piazza, e costituita Madri-
co, non pi soggetta al Maestro Cappellano del Clero
darla, sottostanno per fabbriche, ornamenti
di Palermo: le suffraga nca la Chiesa del Collegio di
e disegno; sono palazzi degni tulli da grande Maria, Palazzo un tempo del Principe di Lardaria,
citt. Chiude Accia, di cui gi parlai, quel lo
fondato
Curato
nel della
1816 dal
Chiesa
Beneficiale
Madre, D.
ed Giuseppe
aperto dopo
duella
territorio dalla parte di mezzogiorno, e
dalla parte opposta, il sobborgo Ficarazzi, morte di lui ; vi si ammaestra da solerti monache
ad arti donnesche la gioveut feminile; la Chiesa
del Miseremini eretta dalla devozione dei fedeli
(I) no sotto-comune aggregato a Casfroreale, nel 1722: un'altra delta del Sepolcro fondata nel
vicino a quello di S. Michele, nella provincia di 1737 da D. Giuseppe Toscano. Era un lnogo de
Messina, distante 155 m. da Palermo, 32 da Mes stinato al ricreamenlo dei Signori, perloch vedia
sina. Contava circa il 1844 una popolazione di 1 183. mo quelle casine magnifiche o piuttosto egregii
BA 121

Ungheria (fiume dell) Lat. Eleu- sto nome apparlenenlesi a Palermo, ed


iheru. Sic. Xiumi di la Bagaria (V. M.) attraversalo da un ponte ad un arco appo
Diccsi cos poich bagna il territorio di que- il villaggio dei Ficarazzi. Sgorga da amplis
sima fonte, in una grotta sotto la rocca di
palazzi in cui sono profusi di grandi tesori. Al Risalitimi, lungi 10 miglia dalla spiaggia
primo entrare sorge un grande edilzio, appartenen
te! allora al Principe di Cattolica, cinto di gran mura del mare, e prende varii nomi dalle terre
come una fortezza , in cui sono oggi allogate le che inaffia; poich all'osteria dei Mirti pren
troppe di presidio ; merita poi attenzione il ca de il nome dai Mirti, sotto Misilmcri, dove
tino del Principe di Patagonia, tanto celebralo dai accoglie le acque del fiume dello stesso no
forestieri e specialmente dal Conte di Korch, per me, di Misilmeri, poi della Bagheria; indi
le stravaganti ligure e la singolarit delle imagini
capricciose di che adorno; entratovi ti sembrer sbocca nel seno di Palermo, tra le foci del
un altro mondo, la gente pi mostruosa per figura, l' Orcto, ed il capo del monte Gerbino. Er
messa in campo nei poemi del Raruajan e del ra Fazcllo confondendolo coli Ore lo, fiume
Hahabaral ti si presenter alla vista, e tu intanto altres della piana di Palermo, poich Tolo
ne rimarrai dilettato e confuso; donde quella fa meo che parla dcll'Elcutcro, interpone sei mi
mosa ottava del fecondissimo genio del Meli:
glia tra la sua foce e Palermo, lo che si in
Giovi guardati da la $ua regia immensa
La bella villa di la Bagaria, realt, ma scorre avanti l' Orcto a 300 passi
Unni l'arti impitrisci, eterna, e addenta dalle mura.
L abbotti di bizzarra fantasia; Bagni. Lat. Balnea. Sic. Vagni (V. N.)
fiju, dissi, la mia 'nsufflcienza Territorio cos detto da avanzi di Bagni,
Mostri nn' escogitai, quantu palla ; che rimangono d'incerta distrutta cill nel
Ma davi tirminau la mia putenza la spiaggia australe della Sicilia, o pi pro
Dda stissu aecuminzau Palagunia.
priamente vicino al lido rivolto al mare Afri
Singolare contrasto a questa farnetica villa fa l'atti
cismo di quella d i Valguarnera, considerevole per l'e cano, tra le foci dei fiumi Irminio ed Oano,
minente sua posizione , poich sovra una collina volgarmente Maulo e Frascolari, appo la
che sovraneggia ed il mare, e le estese circostanti cala di Marzarello. Crede Fazcllo essere un
campagne, nella quale oggi istallato nn telegra resto della citt d'Initto, Cluverio di Cau-
fi); non sono a tralasciarsi non mentovali, il ca cana, come esamineremo a suo luogo. Se
sino del Marchese Inguauiato di una vaga e bella
architettura, n quelli del Principe di Trabia, del condo il medesimo Fazcllo, quel territorio
Conte S. Marco, e nei contorni, nella strada da ricinto di colline, irrigato da acque, perci
Bagheria a S. Flavia rifatta in modo pi commodo adattissimo alle culture, e splendidissimo
ed ameno, quei deA Prncipe di Culo, del Principe in amenit, del che ci son prova le ve
di S. Cataldo, e del Principe di Torremuzza. So- stigia degli antichi fruttiferi albereti e
uaneggia intanto il paese il palazzo del Principe
ii Boter, nel fondo della strada principale, bello degli orti, si ha un miglio di circuito. Di tre
ili grandi ornamenti, di architettura, e di parti Bagni due sono in parte diroccali, intiero
colarit; di altre ville di vaglia inferiore non te l'altro sinora, magnifico per fermo, e da
niamo conto, quantunque non dispreggcvoli per poter compararsi a quei di Roma. Sul pog-
disegno e leggiadria.
L'estensione territoriale di Bagheria di cal getto vicino indicano le famose ed ammi
ne l(6i,153 , delle quali 16,604 in giardini , 4, revoli ruine, essere stato un teatro. Di tutto
"5 in canneti, 217,013 in seminatorii semplici, ci diremo altrove.
H,8l in pascoli, 159,301 in oliveti, 183,126 in Bagni. Lat. Balnei. Sic. Vagni (V. W.) Pic
"ineli alberati, 456,317 in vigneti semplici, 86, colo villaggio nel territorio di Noto e nella sua
M in sommaccheli , 94,729 in ficheti d'India,
!.W0 in ficheti d'India ed altro, 0,359 a terreni era unita nel 1798 a quella di Palermo , ascen
1 delizia, 3,139 in inoli di case, 0,040 finalmen- deva nel 1831 a C16S abitanti, e nel fine del 1852
l in camposanto. La popolazione di Dagaria a 9832.
16
m
BA I

cornarci, falsamente indicato nelle moder Anna Bonanno, oggi vivente, ed unito in
ne tavole alla destra del fiume Anapo so matrimonio a Flora Mugnos (I).
pra Siracusa, da cui dista nel vero 43 m. Ragni di Ci- mi a. Lai. Aquae Cepha-
yerso Sud-Ovcst. Dicesi altrimenti Canicat- lenses. Sic. Vagni di Cifal (V. M.) Acque
tini e sorse nel 1678 nel feudo dello stesso che scaturiscono sodo una rupe, su cui siede
nome. Ne amenissimo il sito in un pog il Castello di Cefal, lungo la via da Palermo
gio, n d'aria insalubre, e mostra all'in a Siracusa, nel territorio dello della Fede.
torno rimasugli di antica abitazione, di cui Dicclc Arezzo mollo salulari agl'infermi, e
non pi memoria. La parrocchia sacra Fazello dee. 1, lib. 10 Bagni alluminosi.
a S. michele Arcangelo viene amministrala Re menzione nella vita di S. Angelo Car
da un Sacerdote , cui il Vescovo di Sira melitano, che fior nel secolo xm, il quale
cusa delega le veci; le soggetta un'al san alcuni leprosi, non introdotti ancora
tra Chiesa detta dello Anime Sante. Si nel bagno, dell'acqua d'un ruscello vici-
ha 300 case incirca con 10C0 abitanti ,
che ubbidiscono al borgomastro onoralo
di titolo di Marchese e drillo di armi. fi) Oggi un Comune in provincia di Noto ,
distretto e diocesi di Siracusa, circondario di Flo-
feracissimo il territorio, in vino,.olio, hiade ridia, distante da Palermo 144 m. , delle quali 53
ed altri frulli; riceve dal vicino fondo Car rotabili, 91 non rotabili, 15 non rotabili dal capo
dinali acque buonissime, che preeipitcvol- luogo della provincia , 9 rotabili , 6 non rotabili
mente cadendo in una grotta profonda, sva dal capo-distrello, 8 non rotabili dal capo-circon
dario, 12 non rotabili dal mare di Siracusa che
niscono del tulio, e cicdesi sgorghino di ne il pi vicino. Sin dal 1810 la Chiesa filiale
nuovo dai fonti di Pisma e Pismolla o Ciane, delle anime purganti ricostruiva! per 1 ingrandi
donde prende origine il fiume di quel nome. mento, essendo ab antico una Chiesa piccolissima,
Tenne la Signoria di Canicallini, sotto Fe e l'attuale accresciuta dallo stato primiero, fu com
derico li, Giovanni di Mgliotla e gli eredi pletata nel 1826; intanto dal 1852 in qui sonosi
gettate le basi perla nuova costruzione d'una Chiesa
di lui; pass di poi a Tommaso Capichio Madre, stante la piccolezza dell'attuale, cui con
dalla di lui moglie Violante; Pandolfma tiguo si allog dal 1837 un Orologio Comunale.
loro figliuola prese in prima a marito Fran Nel 1840 venne compito un Camposanto con cap
cesco di Moach, poi Bartolomeo di Alta pella corrispondente, costruito magnifico ponte Del
villa da Corlcone, Giudice della M. R. Cu 1796 , il quale poggia da una parte col territorio
di Canicallini e dall'altra con quel di Noto;
ria, che alla morte della moglie ne conse uu'opera privata della famiglia Trigona Sant'Al
gu tulli i beni per beneficenza del Re Mar fano da Noto, per mettere in comunicazione l'ei-
tino. Comprosseli poi Guarnuccio di Ala feudo d' Alfano coi comunisti agricoli Canical
Catanese, da cui ed Agata nacque Allegran- lini. Nel 1846 comiuciavasi la costruzione della
zia moglie di Andrea del Castello. Ven- strada rotabile, partendo dalla Comune, dirigendosi
ad incontrare quella di Siracusa per Noto , sino
detlerli costoro nel 1413 a Perrucchio Da all'ex-feudo Cavesecche , sospesa nel 1847. Ne
niele da Nolo, che subilo ottenne la con l'estensione territoriale di salme 715.891, cio 346,
ferma dal Re Ferdinando; ne nacque Gu 244 in seminalorii alberali, 223,230 in seminatori!
glielmo Daniele, da cui il figlio Vincenzo, semplici, 121,636 in pascoli, 21,428 in vigneti
che nel 1510 giur, come Signore di Ca semplici, 3,176 in ficheti d' India, 0,177 in suoli
di case. Fu separato da Siracusa questo Comune
nicallini, a Ferdinando li. Mario Daniele nel con decreto dei 18 ottobre 1827, per cui con essa
1680 fu il primo Marchese e fondatore di computavasi per popolazione nel 1798; ascendevano
Bagni, cui succedette Giuseppe Daniele e nel 1831 a 3373, e nel fine del 1852 a 4637. Vi
Pallavicino, e poi a questo Antonino, il si respira una buona aria, e l'acqua di pozzo e di
di cui primogenito Giuseppe, generato con cislerna buona altres ed abbondante. .
123

BA

no. Sono tre rivi di natura affatto diversa, bico, occorrono quattro ruscelli divisi da
Ira se discosti di breve spazio, freddo uno, poco spazio, ma di qualit diverse; il pri
tiepido un altro, e caldo il terzo, e vanno mo zolfurco, vicn dello salso da Strabone
a mescolarsi in una casa a volte, efficacis liti. 6 , e fa naturalmente bollenti i bagni
simi, per esperimento, alla cura delle ma e salutari; il secondo appellato sanlo, per
lattie cutanee principalmente; non manda ch bcvulanc l'acqua, rilassa il corpo come
no queste acque alcun odore di zolfo, n per santa naturai facolt; indi segue il
se ne ha sapore alcuno, conservate per al terzo, e finalmente il quarto che salso e
cune ore raffreddano, divengono buone a quasi tiepido, giovevole rimedio a seccar
beversi e purgano il ventre. Il bagno si ha le piaghe, e scorrendo pel sottoposto terri
tre sedi , ed in giro delle nicchie a pro torio, produce una congerie nerastra aspra
durre il sudore (volgarmente sudaloi), cui porosa , di pietra. rimpcllo, nella rupe
attacca usi delle comode stanze da poco co che sottost al monte, una spelonca, che
struite ; non si ha menzione presso gli an tramanda 1' eco delle voci lontane o som
tichi dell' uso di queste acque , pure una messe. Non d'ivi distatile un pozzo ob-
iscrizione in grandi punici caratteri del tem bliquo ed immenso, in cui si ode un gran
po dei Saraceni, dai quali dicesi fabbricato rumore. All'angolo del vertice, verso mez
il castello di Cefal, posta nell'estremit di zogiorno, sono tre spelonche incavate nel
esso, creduta oggi illegibile, dichiarava es vivo sasso; sacra una a S. Calogero, di
sere state quelle acque copiose. Per alquan nessuna particolarit la seconda famosa,
to tempo svanirono, poi sgorgaron di nuovo. l'altra con un bagno sudatorio per tutta Si
JVeUa sommit della rupe e nella rocca, di cilia celebre, dove senza uso di acqua cal
cono essere un sotterraneo con bagno, dove da e col solo vapore, si hanno naturalmente
nessuno ai tempi nostri ha penetrato (1). copiosissimi e naturali sudori. A destra
Bagni di setacea. Lat. Aquae Saccen- del monte una amplissima spelonca ,
ges aul Selinuntinae. Sic. Vagni di Sciacca ed a mancina un naturale profondissimo
(V. M.) Acque termali vicino Sciacca, dette pozzo, dove scorrono abbondantissimamente
perci di Sciacca, che prendono altres il di molle grondajc di acqua calda. Sembra
nome dalla vicina antica citt di Selinunte. asserir Diodoro nel lib. 5, essere slato que
Hanno origine dal monte di S. Calogero o st'antro costruito da Dedalo. 11 nionlc poi
delle Gimmare, appellalo una volta Cronio, in moltissime altre parli manda vapori zol
dove sono delle grolle. Ne scrive in gran fi! ivi (1).
copia il Fazcllo, le di cui parole riassu Bagni di sclafanl. (V. M.) Vedi Scia-
miamo: ascendendoli monte dal mare Li font.
Bagni di Segesta. Lat. Aquae Segc-
ft) Non molti anni sono una frana ne rovin in stanae.
(1) Ne scriveva
Sic. Vagni
il Kircher:
di Sigcsta
fra (V.
luttiM.)
i bagni
Scrive
del
parte le fabbriche, che ora vennero ri falle con pi
di decenza nel luogo della sorgente, ed iu modo
tbe le acque senza far cammino sorgono dalla
cavit della rocca dentro la prima vasca. Sono mondo celebri sono quelli che li trovano nell' an
limpide, trasparenti, senza colore, e gli abitanti tica citt di Selinunte , oggi detta Sciacca , in
iella contrada dopo che raffreddano servonsene Sicilia ec. Nel 1838 si attendeva al risloramento
anche a cucinare. Segnano la temperatura di 31. di questi bagni, a renderli pi decenti e pi co-
2 di R., secondo Furitano, contengono acido car Diodi agli ammalati , pei quali si sono costruite
bonico, carbonato di calce , carbonato di magne delle stanze adatte. Nel monte donde scaturiscono,
sia, sostanza resinosa, solfato di calce, e muriato trovansi piriti di ferro, e cave di zolfo e di sal
di soda. gemma.
124

BA BA

Fazello dee. i, lib. 7, sovrastare queste dei Latini. Sono celebri in essa citt di Ter
acque alla foce del fiume Crimiso, dove mini, presso le mura orientali, vicini al lido,
sono i ruderi della cilt di Scgcsla, ma sperimentansi salutari a chi affetto da pa
pi congruentemente Cluverio, come espor ralisi, o da altri mali di nervi, poich con
remo, scorrere lo Scamandro sotto il colle cepiscono calore dall' influsso dello zolfo,
di Scgcsla. Dunque a mancina dello Sca ed addiconsi in gran copra agli usi di la
mandro, che diecsi oggi di S. Bartolomeo varsi e di sudare. Riporta da favole Diodo
ed appellasi anche freddo dagli abitanti, ro lib. 5, esscrvisi una volta lavalo Ercole
scorrono le ncque di Scgcsla, tra Alcamo ad esilararsi dal travaglio del viaggio. Desi
e Calcitatimi, pcrloch diconsi da alcuni di deroso Ercole, scrive egli, di peregrinar per
Alcamo , donde una valle dista tre miglia la Sicilia, venendo dal I'eloro ad Erice, di
in Occidente, ne pi di uno dalle rovine cesi avergli preparalo le Ninfe delle acque
di Scgcsla, intorno alle quali era il villag- calde a ristoro del suo corpo, ed essendo
getto dei Saraceni Calalamclh, oggi anche siale di due sorgenti , queste Imeresi ,
distrutto; ne sorge noli" estremit un colle Geple l' altre vennero app ellate, dai luo
declive ad Oriente, scosceso poi ad Occi ghi; il che emendando, prover a suo luo
dente a guisa di rupe inaccessibile; scorre go, queste seconde un poco lontane dalla
alle radici un fiumiccllo, e ad un tiro di spiaggia, appellarsi di Segesta (1).
pietra scaturiscono acque termali, in tanta
copia da poter subilo raggirare macine da (tj certo che le terme d' Iroera si ebbero on
posto presso gli antichi , e specialmente presso i
frumento ; mescolale al vicino fiumiccllo Romani , tra le celebrit dell' isola nostra ; se ne
dannogli il soprannome di caldo, ed il colle conobbero i grandi vantaggi, si coro di fruirne;
dicesi dei bagni ; sono queste le acque ne sono prova gli avanzi delle fabbriche, che dal
di Scgcsla. Il territorio vicino, che ne viene disegno e dalla forma, come il dottissimo Palmeri
Lagnato, appellato Guigliardotto, distinto evidentemente ci fa conoscere, sembrano di epoca
romana, e del fiorente progresso di quella potenza.
in varii poggctli, stendesi per sino alle ra Il dominio Bizantino altronde non poteva che
dici del monte Inico, dove meritano atten affrettare la distruzione della civilt, ingolfalo co
zione due bagni, uno per gli uomini di 10 m'era in sozzure ed in lascivie; permetteva a
palmi in largo 18 in lungo, mancante di barbari e ad eunuchi poter campeggiare per l'Ita
volta; altro per le donne scavato nella viva lia , ed a queste avide masnade di prepotenti si
soggiaceva; una sola scintilla d' incivilimento sa-
rupe, con una vena di acqua termale che rebbesi soffocala al divampare: il disegno intanto
sgorga in ciascheduno. Ad un / miglio ci parla non esserne stato fondatore il Normanno,
un' altra sorgente di acqua bollente al som e nei.secoli ulteriori della nostra Monarchia non
mo grado, e volgarmente della Gorgo cal troviamo
ne; non che rimane
causedunque
di decadenza
che il Gore
e di dell'epoca
oppressio- *
do, con una circonferenza di 50 passi circa;
vi bollono perennemente le acque, talch latina.
Squallido e pi che mai schifoso era lo stato
non possono toccarsi con mano senza le dei bagni ridotto; i poveri i pi meschini vi ave
sione, putono orribilmente di zolfo, ed unite vano scelto l'albergo; il lezzo, il bujo rimembra
finalmente a quelle del fiume caldo, agitano vano all' infermo la tomba imminente , quando
macine, e scaricansi insieme nel Freddo o 8. A. R. il Duca di Calabria, Luogotenente gene
rale in Sicilia , si degn visitarli ; fu allora che i
Scamandro. Senatori della citt , e principalmente il Senatore
Bagni ai Termini. Lnt. Aquae Mme- D. Antonino Gargotta, cui sempre fu brama veder
renses. Sic. Vagiti di Termini (V. 31.) Sono giganteggiare le patrie celebrit , ne implorarono
caldi, e diedero perci il nome alla citt, il ristauramento , facendo liberare a tal uopo i
poich il 6EPMA dei Greci vale il calidum crediti arretrati che avevasi il Comune contro
125
BA. BA
Balda. Lai. Bayda. Sic. Baria (V. M.) collina di Monte Cuccio, dove sorge oggid
Casale non lungi da Palermo , alle parli il monastero di S. Giovanni Battista, sacro
occidentali del suo territorio,- sopra una un tempo, come attesta il Pirri, a S. Maria
degli Angeli; confondonlo alcuni coli' an
l'Erario. Vennero accolte benignamente le istanze tichissimo monastero di Baja, mentovato
dall' A. S. R., e datane la direzione al signor daS. Gregorio nelle Epistole, ch'era nella,
Comandante Tenente Colonnello D. Giuseppe Poli,
i riusc a ridurre quei bagni a tal decenza e pu giurisdizione di Siracusa. Bayda un nome
litezza, da poter sostenere il paragone con fab saraccnico, che suona presso di noi Bianco,
briche di si (l'Alio genere di oltremare: da allora la poich si cava da quel luogo una terra
tegnente iscrizione ne addit l'avvenimento. bianca, salutare agli infermi. Don Gugliel
Therhae . FI1M1RENSB8 mo II di quel casale nel 1177 l'Arcivescovo
VETCSTATE . PRNE . LABEFACTATAB di Palermo, per aver questi ceduto il ca
AcSPIClIS . FERDINAND! . 1. stello di Corleone di suo diritto al nuovo
Sigili ahi m . begis
Vescovo di Morrenle. Indi Matteo Orsino,
P. F. A.
AC. FrAJCCISCI . PILII . PRINCIPI che presiedeva nel 1377 alla Chiesa Paler
juventctis mitana, concedettclo a Manfredi Chiaramen
In . Sicilia . locuhtenkntis te, che fabbricatovi un nuovoconvento sotto il
Provvidenza .pubblicar titolo di S. Maria degli Angeli, la di cui pittura
commoditati . pecunia . piiblica ancor si rimane nella Chiesa, non ai mo
ReSIITL'TAE . ADCTAE . ORNATAK
Anno. MDCCCX1X. naci Cisterciensi l' accord, come scrive il
Pirri, lo che notano il Fazello ed il Lello,
Tutto r edificio diviso in due parti; una per
gli uomini, per le donne l'altra, e vi si lasciarono e dopo loro il Gaetan, ma ai Benedettini
parte dei grandi antichi bacini per bagno comune del monastero di S. Martino, del di cui
che non altro pi che il necessario presenta ; Abate sottomiselo perpetuamente al go
ne sono divise e pi agiate le stanze particolari verno, e volle avessero cambialo stanza
da bagno, coi per pi di decenza sono aggregati i monaci dal remoto luogo di Caslellac-
dei camerini; le loro vasche sono intonacale di
lastre di marmo bianco , ed in tutte si pu far cio in questo amenissimo , da ovunque
nso dell'acqua minerale, della fredda e della doc irrigato da ruscelli, donde si gode d'un
cia. Ma il pi che merita attenzione dalla parte giocondo quadro dell' intero liltorale di
degli uomini un appartamento separato che il Palermo. Perch adunque non avesse sof
pi magnificamente fornito di comodit, con nella ferto la menoma perdita la Chiesa Paler
sala d'ingresso una stanza dove dimorano i medici.
Richiede anche ammirazione la stufa, che priva in mitana, diede Manfredi all'Arcivescovo il
prima affatto di luce, or, si resa molto bella e territorio di Cudemi, colla conferma del
luminosa, con ci altres, che scansato il brutto Papa, intorno al cambio. Dopo la morte di
inconveniente di non avere che un sudatorio Andrea figliuolo di Manfredi, il Re Martino
dell'intero corpo, merc alcuni buchi fatti in restitu il casale di Baida ancora esistente
liete parete nel luogo , di varie dimensioni, pu
solamente introdursi la parte affetta senza alcun ra, onde impedire, per deficienza di cura, tornas
rapporto sul rimanente, lorch per vuole aversi sero all'antico deplorabile stato.
generale, aprirannosi tutti i buchi del pavimento sot Secondo Furitano le acque si appartengono alle
to cui il gran recipiente, e della cennata parete. minerali salate, limpide, trasparenti, senza colore,
Nel secondo piano dell' edilzio trovasi un magnifico senza odore , sono d' un sapore salato ed amaro ,
albergo dove si potr dimorare per tutto il tempo e ne la temperatura di 35 di R. Contengono ,
che si prenderanno i bagni. Grande in lutto la giusta il medesimo , acido carbonico , solfato di
politezza, indicibile la premura e la sorveglianza calce, e mimalo di soda, ma afferma il Palmeri
degli ottimi amministratori. avere qualche ragione a credere , che compon-
Viri provvedimenti accompagnarono siffatta ope- gansi di qualche altro principio.
126
BA BA

a Giliforte Riccabono successore di Orsino, Guglielmo nato, (traduco letteralmente l'Au


ma venne poi del tulio a dislrudersi; il mo tore), dalla medesima Antonia ed i figli suoi
nastero, purch vi siano sempre mantenuti altres insino al 15G3 , quando Vincenzo
i monaci, fu incorporato nel 1510 alla Bosco Conte di Vicari ne fece un cambio
mensa Arcivescovile. Poi Giovanni Paterni con Blasco Corvino , ricevuta la terra di
Arcivescovo di Palermo ristor il tempio e Mczzojuso ; gli eredi di Corvino per, re
le abitazioni dei monaci, vi accrebbe di stituito nel 1579 il castello di Baida ai Bo
esimie fabbriche, orli amenissimi, e ruscelli, sco, se la ripresero: comprossclo da co
a suo diletto e dei suoi successori, e volle storo Francesco Tarallo nel 1679, cui suc
appellar quel luogo di S. Giovan Battista, cedette il figliuolo Simone Marchese della
una di cui statua marmorea elegantissima Feria , ed indi Francesco iv Signore di
colloc nella chiesa (1). Abbandonatolo i Be Baida, dai Tarallo. E munilissimo pel silo
nedettini) l'ebbero una volta i frati Carme c pei bastioni, decorato di nuove fabbriche
litani, ma finalmente Diego Aiedo nel 1595 a comodo dei coloni dell'estesissimo ter
concesselo ai Minori Osservanti. Arezzo, ritorio, degno in vero di ammirazione, ed
sul silo della Sicilia, celebra i ruscelli di appare da lontano ai viaggiatori di quelle
Baida. Ancor vi si osservano ruderi del parti.
casale : il territorio pi che mai fecon Baidono. Lat. Baidunus. Sic. Baiduni
do piantalo a vigne , ulivi , ed albere (V. N.) Fonte, le di cui acque accrescono
ti (2). il fiume Cacipari , poich caduto questo dal
Balda (Aitarono di) Sic. Latareddu teritorio sotto Palazzolo, dove si ha origine,
di Balda.
Baria (V.Lat.
M.)Bayda.
(3). Sic. Baida (V. M.) accoglie a sinistra le acque delle fonti di
Anillo, Arco, dei quali dicemmo, Baiduno
Rocca sotto Erice, non mollo discosta dal e Bella, e prende il nome di Magnisio.
l' antica Segesta, a 4 miglia da Castellam Baiatalo c Balstatuno. (V. N.) Lago.
mare. Appartencvasi nel 1320 a Bernardo Vedi Busaillono.
di Passando, poi a Riccardo Abate, che Bajachcmo. Lat. Bayachemus. Sic. Ba-
dichiarato nemico al Re Martino, per be jachcinu (V. N.) Ponte oggi detto di S. Co-
neficenza di questo, cbbesela in prima 41- smano, che non lungi dalla spiaggia del
legranza moglie di Matteo Monlecalcno, mare congiunge le rive dell' Eloro o Abiso
poi Antonio del Bosco, come erede di Gia volgarmente Atcllaro.
coma di Passando sorella di Bernardo. Eu Baiata. (V. M.) Casale mentovato nelle
femia figliuola di Antonio, e moglie di Fran tavole dell" Arcivescovato di Morreale, trai
cesco Sieri, contrast spettatesi, dopo la fiumicelli di Calalrasi e Frattina. Oggi non
morte del padre nel 1404 ; ma la ottenne pi, ma il territorio a seminatorii, si ha
il lxiv posto nel registro dei beni della
Chiesa della citt sopradetta.
(1) E del magnifico scalpello di Antonello Ga-
gini. Baiata dt Xoto. Lat. Balata Mi. Sic.
(2J Lo spedale fattovi fabbricare dal Re France Baiala di i\otu (V. N.) Cala alla destra ripa
sco I merita attenzione per la politezza e la de del fiume di Falconara, o Assinaro, dove
cenza con che tenuto. aprcscnc la foce.
(3) Nuovo villaggio a due miglia da Palermo, Balatelia. Sic. Balaledda (V. M.) Asilo
a tre dal convento di Baida, da cui prende il sopran nella spiaggia australe dell'isola tra Alicala
nome, nella strada che meua a Bocca di Falco, con una
parrocchia fondata per dispaccio del 27 ottobre 1799, e Girgcnli, mentovata dal Fazello, e che ri
ed una scuola comunale. covera soltanto piccole navi.
427
BA BA
Balestrate. (V. M.) (1). che sbocca nel Bali oJalo. Ha origine sotto
Balletto. Lat. Ballettila. Sic. Baddcltu il colle di S. Cosmo Mart., e bagna i lerri-
(Y.M.) Piccolo fiume mentovato dal Fazello, torii Giovannuccio , Giambasio, Decisa e
Balletto, da cui prende il nome, ed avendo
(1) Il Cornane di Balestrale non viene mento due tragclti nella pubblica strada, congiun-
valo dal nostro storico, poich non era in quei gesi al Jato nel luogo dello Fallamonca.
tempi che un territorio di poca rinomanza. Ma
essendo stato oggi dichiaratoComuneci conviene far
11 territorio di Ballello notalo a num. 33
ne parola. Sen giace trai fiumi diCalatubo e di S. nel regislro dell'Arcivescovado di Morreale.
Cataldo distanti otto miglia tra loro, e che metton Barbara. (V. M.) Terra dove fu un
foce nel golfo di Castellammare. Serve di confine tempo Sogesla.
a Nord alla foresta di Parlenico, da cui affatto Barcellona. Lai. Barcellonella Sic. Bar-
separato, ed stato ex antiquo ritenuto nel regio
demanio, mutava infatti continuamente di Baroni
salona e Barcillona (V. D.) Primario e fa
fendali e di Abati la selva Partenia, ma le Bale moso municipio di Caslroreale, che si pre
strale a tali cangiamenti non soggiacevano, onde senta nella strada Regia da Messina a Pa
scriveva Federico II in giugno del 1307: Marilimam lermo; disia dallii citt per 3 miglia a Nord,
tamen, et jus maritimae elicti nemoris, lamquam ed bagnalo dal fiume Longano che ne
ei antiquo ad regiam dignitatem spectantia, quan
tum a littore maris infra terram perjactum bali-
scorre pel mezzo; pi d'ogni altro po
tlae protender, Curiae nostrae reservavimus, (ex poloso, e nell'elegante Chiesa di S. Seba
Reg. Skiliae de anno iiSli et i^'66 fot. StSii). stiano si amministrano i Sacramenti : vi fu
Leggescne la prima concessione nel 1456 fatta nel da poco accrcsciula l'altra di S. Giovanni
di 21 febbraro da Alfonso il Magnanimo in bene
Ballista, dall'altra parte del fiume a como
ficio di Nicola Eleofante, non abrogando per i
dritti del demanio e quel sopra ogni altro di le do degli abilanli. Vi hanno un Convento i
dal
gnareSenato
conservalo
di Palermo...
Gn sulloNicolaode
scorcio del
Leofante
secolo ejus-
xvm Minori Osservanti dello di S. Antonio di
Padova fondalo nel 1630; rimangono, pres
?ue haeredibus et succesioribus damus, donamut so il fiume, delle case per monache ma
oc coneedimus jam dicium terrilorium per iactum
balittae, cum siivi*, nemoribuspascuis lignis ec. con
vuole oggid per l'insalubrit del luogo. 11
facolt altres di fabbricare, coltivare, renderlo in casale Naseri di cui daremo altrove- no
meglio, poich non era che mal coltivalo e boscoso, tizia, tocca la parte meridionale di Bar
sotto il demanio regio oppresso pi dal superfluo che cellona (1).
dal necessario spronato. Si attiv allora la cultura,
i die principio e perfezionamento a ben munito luogo la borgata di Sicciara come luogo centrale,
castello, veniva fondata da Francesco Bologna ge e sede dell'amministrazione comunale. Oggi il Co
nero di Niccol una fabbrica di zuccheri, fondato mune delle Balestrate in provincia e distretto
nn magazzino di vini da Giacomo Santoro. Eran di Palermo da cui dista 27 miglia, in circondario
gii nel Gne del secolo scorso quelle terre in po di l'ai tonico da cui dista 9 miglia, in diocesi di
tere di Pietro Miceli, Paolino Gesugrande, ed Igna- Morreale. Contavanvisi nel 1831 1069 abitanti, e
iio Graffeo , ma aucor non eran che fondi , con 1420 nel Gne del 1852, fertilissimo ne il terri
scarsa abitazione; e Sicciara principale borgata del torio, e comprendesi in salme 407,166, cio 8,119
territorio per la fertilit, la estensione dei poderi, la in canneti , poich dalle cannamele estraesi lo
fecondit del mare in qualche modo avanzava per zucchero di che ci hanno alcune fabbriche, 71,
tosamento le altre parti ; come ancho per popola 962 in seminatorii semplici, 112,680 in pascoli,
tone, che di 500 abitanti; Trappeto altra borgata 9,430 in oliveli, 172,543 in vigneti semplici, 28,
compresa nelle Balestrale venivane dietro, e non 275 in sommaccheli, 2,580 in Gcheti d'India, 1,445
contava che circa 100 anime. Fu nel 1800 che la in frassineti, 0,132 in suoli di case. Terso Sud-Ovest
Cbiesa di S. Anna di Sicciara venne elevata a real dal Comune , ed in poca distanza istallalo un
Parrocchia con assegnate in territorio le intiere Telegrafo.
(1) Il Comune di Barcellona, con Pozzo di Gotto
Mestraie, che con decreto del 29 marzo 1820
nunironsi In un sol Comune, destinala per capo- che un sotto-comune, con Real Decreto del 29
128
BA BA

Barracca Vecebla. La(. Barracca re ploma del 1168, le parti di quella Diocesi,
tti*. Sic. Barracca vecchia (V. D.) E una registra a n. la la Chiesa di Convitino
grotta verso i fianchi meridionali dell'Etna; con sue pertinenze, dopo quelle di Maz
vi si penetra per angusto ingresso, ma tro zarino; e Barberi che scrisse circa il 1317,
vasi poi spaziosamente incavata a volta nel pone Cornicino nel suo gran Capibrcvio
vivo sasso, talch, dice Filotco, pu facil tra le terre e i casali esistenti a suo tempo;
mente esercilarrisi alla giostra, con lan credola abbandonala perci ed in lutto poi
cia e cavallo. In un angolo a tramontana estinta per qualche tempo sinch sorse nuo
occorre un'altra grotta lunga quasi quaran vamente, ristorata da Matteo Barresi Mar
ta passi, nel di cui fondo dalle grondaie chese di Piclraperzia; e situala essendo ol
formasi come un ruscello. tre il fiume Bracini Ira Piclraperzia e Maz
Bai-clone. Lat. Barclunis. Sic. Barcuni zarino, che divideva la Diocesi Siracusana
(V. N.) Casale mentovato una volta nel re dalla Catanese, cominci dopo il ristauro
gistro di Federico II, di pertinenza di Gu a computarsi come parie di questa in cui
glielmo Venlimiglia. oggi comprendesi. Bimangono ancora avan
Barrarranca o Cornicino (V.N.) Citt zi di una famosa torre di Cornicino appo
di cui dice Fazcllo essere stata fabbricata 1 antica Chiesa maggiore, ed uno dei quat
ai suoi tempi; ne l' afferma di nuova fon tro angoli della moderna citt costituisce i
dazione il Martines, e trovola compresa un confini del territorio detto della Torre, poi
tempo nella Diocesi di Siracusa; poich enu ch gli altri tre corrispondono ad altrettanti
merando Papa Alessandro III in un suo di territorii, talch il largo centrale di Barra-
franca sta nei feudi di Sfornita, Bucciarria
Tardara o della Torre. La faccia del paese
ottobre del 1841 fu elevato a capo-luogo di cir
condario di 2a classe, dividendosi dal circondario piana , sopra un allo poggetto, e si ha
di Castroreale, cui era riunito. Comprcndesi nella vie rette, perloch riguarda lutti i punti car
provincia e diocesi di Messina, distretto di Castro- dinali, e perch molto soggetta ai venti set
reale, e dista 140 miglia da Palermo, 30 dal capo tentrionali, vi si gode di un'aria salutare. L'at
luogo della provincia, 4 dal capo-luogo del distret tuale tempio maggiore, oh' l'unico Par
to. Ne Venne allargata la Chiesa Madrice ed or rocchiale, intitolalo a S. Maria della Puri
nata nella pi fina eleganza, ma l'opera attende
ancora il rompimento, rimodernato il teatro, che ficazione , sotto la cura del Vicario del
pu contarsi come il pi bello del distretto. La Vescovo e di Sacerdoti da lui destinati. Vi
popolazione di Barcellona computavasi nel 179S avevano un tempo una Casa i frali di S. Do
con quella di Castroreale , montava sola , neanco menico, fondata a spese di un Signore, che
col aotlo-comune di Pozzo di Gotto che non vi era
stato ancora riunito, nel 1831, a 9818, e nel fine poi abbandonarono per la povert del luo
del 1852 col sotto-comune a 18701. L'estensione go e la diminuzione delle rendile; rammen
territoriale ne di salme 2924,764 ,' cio 185,374 ta il Pini esservi ritornati nel 1615, ma
in giardini , 54,285 in orti semplici , 10,357 in oggi non vi sono pi; nota dippi un chio
canneti , 22,735 in gelseti , 2,526 in seminatori! stro dei Conventuali di S. Francesco, che
irrigui, 474,259 in seminatori! semplici, 688,708
in pascoli, 560,538 in oliveti , 427,019 in vigneti sorse, testimonio Filippo Cagliola nel 1324
alberati, 349,069 in vigneti semplici, 149,894 in ad un tiro di pietra fuori la citt, e nella
boscate. Lodasene l'industria degli abitanti nella Chiesa, sin dal 1224, vedevasi un'antichis
cultura della terra, nella perizia della pesca, e la simo ed elegante quadro di S. Maria de
attivit in varie manifatture. Ci abbiamo dalle sto gli Angeli; fama, dice quegli, essere slata
rie avere alle rive del fiume Longano sconfitto il
tiranno Gerone, con 10000 fanti 1500 cavalli, le questa immagine presso gli abitanti da
schiere perniciose dei Manierimi comandati da Cione. immemorabili tempi nella Chiesa Madrice
BA

del paese, poscia alla venula dei frali, dei quali occorre il primo Berengario129 di
loro apprestata dall'Arciprete per l'al Albara, che prese forse il cognome dal ter
tare maggiore. Anche costoro poi manca ritorio vicino altrove mentovato. Compres
rono, ed in loro luogo i Riformati sotto ti selo da lui Francesco Yentimiglia, per be
tolo di S. Francesco occupano quei chio neficenza di Federico II, Conte di Ceraci,
stri ed han cura della Chiesa, che appel e con approvazione di lui commutollo poi
lano volgarmente di S. Maria di Ges; de per Motta di Piltinco con Alafranco di
centi celle si costrussero di proprie mani, S. Basilio mentovalo nel censo di Federico
ed una nuova Chiesa fabbricarono, con che II; alla morte di lui, sborsato il prezzo con
aggiungon magnificenza al paese. Fonda gruente , l'ebbe nel 1330 dagli esecu
rono di recente nel 1737, i Sacerdoti Diego tori dell'ultima sua volont Abone Barresi
Catalano ed Alessandro Bufalino, a proprie Signore di Pielraperzia, colla conferma di
spese, somministrando per la somma Er Pietro II, per diploma segnato in Palermo
cole Branciforti Principe di Butera Signore nel d 8 luglio dell'anno seguente. Suc
del paese, un Monastero per monache Be cedette ad Abone il figlio Artale, che in
nedettine, con un elegante tempio intitolato vest di Convicino il fratello Ugonetlo, cui
alla SS. Trinila. Venerano i cittadini come successe il figlio Arcimbao, col quale in
primario tutelare S. Alessandro Pontefice gaggi una lite Giannantonio Barresi figlio
c Martire, ma celebrano con singolare pom di Artale, che asseriva dinanzi al Vicer,
pa e con fiere, nel di 15 di settembre. la fe spettarglisi Cornicino; ma non ancor de
sta di S. Maria della Stella. Erano 232 le finita, mor Arcimbao senza prole , onde
case nella met del secolo xvi, 522 nel Giannantonio l' ottenne , il di cui nipote
seguente, con 1943 vite secondo il Pirri, Matteo fu il fondatore di Barrafranca, o
ma di minor numero secondo i Begli libri il ristauratore di Convicino; si ebbe que
nel 1552; nel principio di questo secolo sti il figlio Guglielmo, da cui nacque Pie
computaronsi 997 case, 3777 anime, e dal tro, nominato, per benefizio del Be Filip
l'ultima rivista 5022. Gode il Signore, sin po II, nel d 12 dicembre 1564, primo Mar
dal 15G4, del titolo e degli onori di Mar chese di Barrafranca ; dopo Pietro la so
chese, e profferisce il settimo voto nel pub rella Dorolea maritata a Giovanni Branci
blico consesso del Regno; sceglie in ogni forti Conte di Mazzarino , donde Fabrizio
anno i Magistrati Civili, secondo le sanzioni Branciforti: vedi degli altri dove parlasi dei
municipali , e si serve di assoluta facolt Principi di Butera oggi Signori di Barra-
di armi. Va soggetto il paese alla comarca franca della medesima illustre famiglia.
di Piazza, era sotto la Prefettura della mi Corrisponde il silo del paese a gr. 37,20
lizia provinciale di Callagirone, edapprcstava di latit., a gr. 37, 4C di longitudine (1).
4 cavalli, e 1G pedoni. Produce il fecon
dissimo territorio tutto che bisogna al
(11 II Comune di Barrafranca, ch'era dipenderne
necessario ed anche alle delizie della vita, dal circondario di Pielraperzia, fu elevato a capo-
non mancante di acque nutrisce armenti, circondario di 3" classe dal 1846 in poi, col De
ma poco esleso, poich occorre giusto creto del IT dicembre del 1845. Va compreso nella
ad un miglio dalla citt di Piazza verso provincia di Callanissella , distretto e diocesi di
Oriente, a quattro m. da Pielraperzia verso Piazza, e dista 103 miglia da Palermo, 23 dal
capo-luogo della provincia, 19 dal capo-luogo del
Punente-Maestro, ed altrettanti incirca daMaz- distretto. Ascendevano la popolazione nel 1798 a
jarino a mezzogiorno. Conviene presentare 5948, e nel 1831 a 7627, e finalmente nello scorcio
qui per ordine i borgomastri di Cornicino, del 1852 ad 8451. Ne l'estensione territoriale di
17
130
BA BA

BarriraiMio. Lat. Barrifaudum. Sic. nella piana di Milazzo ,. dove il Re Fede


Barrifaudu (V. N.) Territorio ad 8 miglia rico II nell'anno 1310 gett le fondamenta
da Lentini verso Occidente, dove il fiume del famoso monastero di S. Chiara di Ba
Sauna dividcsi arlifiziosamentc in due ra sico, sotto g' istituti di S. Francesco ; ebbe
mi, dei quali il sinistro sbocca nel Bcviere. ecura
Pietro
poi figlio
di trasferirlo
di lui vinella
conferm
citt di nel
Rametta.
1336
Bartolomee (S.) Lat. S. Bartolo-
taaei flurius. Sic. San Marlulu (V. M.) i beni, i privilegii, le immunit , e vi attri
Fiume dello dal Fazcllo Crimisio o Cri- bu i drilli di casale; del pari Ludovico nel
miso, e dal Cluverio Scamandro; depo- 1343, e finalmente Alfonso nel 1445. Ne
nesi nel seno Segestano oggi di Castellam fu la prima Abadessa Caterina sorella di
mare (1). Pietro, figliuola del fondatore Federico, mor
Sic.
Bartolomeo
San Marlulu (S.)
(V. Lat.
M.) Casale
S. Bartolomeus
oggi di ta in odore di beatitudine; Costanza poi
Vicaria di Sicilia l'amministr, ed ascrisse
strutto, altrimenti Carabbo , nel territo nel numero delle monache la sorella Eu
rio di Sciacca. Solto Federico II era sog femia, che anche ne fu a capo, e rifulse
getto a Luigi d'Incisa Cavaliere di Sciac altres Vicaria del Regno. Vi vestirono pa
ca, cui succedeltc il figlio Giacomo; 1' eb rimenti il sacro velo, Bianca, Violanta. Eleo
be poi Ariate Alagona, e ribellatosi, die- nora, sorelle di Federico III, Margherita
delo il Re Martino a Guglielmo di Perot zia, e finalmente Camiola Senese, di cui si
to; successegli Niccol, da cui comprosselo ha menzione nelle storie, la quale si chiu
per mille fiorini d'oro Giovanni di Pe se in quei chiostri, sprezzala la mano di
rotto, con approvazione del Re manifestata Rolando Aragona. Affermano essere stato
per diplomi. Pure sotto il Re Alfonso, An trasferito il Monastero in Messina in que
tonio de Luna Conte di Callabellolta ere sti tempi, o perdurando quello appo la pri
de del Pcralla, intimata una lite a Pietro ma, essersene edificato un novello, dove
Perotto figlio di Giovanni, che godeva del ai nostri giorni sorge con pari splendore (1).
la signoria di S. Bartolomeo, la vinse in tuNiiit aia. Lat. Basilicata (V. W.) I
giudizio appo Niccol Tedeschi giurisperitis- diplomi sovraccennati di Alessandro III enu
simo: fu questa la scintilla degli udii trai merano come membri della diocesi di Siracu
Perotto e i de Luna, che produssero un'a sa; le Chiese di Basilicata, e quelle del suo
perta guerra civile volgarmente appellata terrritorio, con pertinenze; intendendo del
Caso di Sciacca. villaggetto Grassiliato, di qual nome oggi
Balco (V. D.) Casale un tempo situato rimane il castello, come diremo a suo luogo.
Basjiiio (.) Lat. S. Basilius. Sic. S.
salme 3013,233, cio 5,458 in giardini , 1,634 in Basiliu (V. D.) Casale nei feudi settentrio
orti semplici, 0,930 in canneti, 0,792 in pioppeti, nali di Messina , verso Milazzo , di drillo
24,554 in seminatori! alberati, 1585,035 in semi solto il Re Federico II, di Livelo Chiccari,
natori! semplici , 528,013 in pascoli , 14,757 in e di Borgio Cirino sotto il regno di Mar
oliveli, 136,503 io vigneti alberali, 146,997 in vi
gneti semplici, 28,240 in ficheti d'India, 14,333
tino. Spiantato gi il casale, spcltavasi nel
in mandorleti , 155,844 in terreni improdottivi ,
0,143 in suoli di case. Nel suo territorio, contrada (1) Nella Chiesa di S. Maria di Basico in Mes
Galati, una solfara non soggetta ad inondazione sina, meritano attenzione quattro dipinti, cio la
appartenente all' eredit Bulera, e distante 24 mi Nativit, del pennello di Deodato Guinaccia , la
glia dal luogo dell' imbarco dello zolfo. Resurrezione del Rodriquez, l'Immacolata di Ago
(1) Nasce da due capi , uno presso Cablatimi , stino Scilla, ed i Magi di Francesco Comande; gli
l' altro nella pianura dell' llabita. affreschi sono del Turoari.
131
BA BA

1602 a Marcello Cirino crede <li Borgio; per che sembra come capitello, sostiene
ma oggi soggetto a Placido Ruffo , per dall'una e dall'altra parie equilibrati e
drillo della moglie Margherita Cirino. perci solidissimi gli epistilii. Slcndonsi
nasino (s.) Lat. S. Basilius. Sic. S. a) di sopra di grandi sassi per tetto, non
Basiliu (V. D.) Fiume detto Mela da Filippo a volta ma piano , lievemente inclinato
Amico, ma ignorato o tralasciato dal Cili ai Iati esterni, oggi in maggior parte di
berto, che all'ernia esser Mela il Nucito. strutto; rimangono vestigia intorno quei lati
Fazcllo dee. I, lib. 9, cap. 7. Nella spiag d'un condotto, dove incanalavnnsi le ac
gia pi oltre da Castroreale la foce di que piovane. Vcdonsi nell'interno lato orien
vn fiume... detto di S. Basilio dalla Chie- tale delle absidi o nicchie, delle quali in una
siuola di questo nome, colla foce dopo di a destra un tumulo adatto ad accogliere
tua; sgorga dal fianco occidentale del un cadavere; vi si osservano delle pitture
colle dot' fabbricato il villaggio S. Lu che sanno dei tempi moderni, alludenti
cia. Aula il medesimo Amico esserne stata ad imagini sacre e quasi cancellate. Non si
un tempo la foce nel porto di Milazzo; ma sa a qual uso sia stata destinala la grotta
poi costruiti degli argini, mutatone il corso di cui si fatto parola; non avanzano
al lato occidentale di quella citt, da ivi indizii di Chiesa sopra fabbricala , talch
effondersi nel mare. possa dirsi una adunanza sotterranea.
Basilio (S.) Lat. S. Basilius. Sic. S. Sembra del tutto improbabile esservi i
Basiliu (V. N.) Colle del territorio di Len- primi penetrati i cristiani per tema delle
tini, casale una volta, e forse non ignobile persecuzioni , come crede comunemente il
villaggio. I ruderi degni di ammirazione, lo volgo, poich era apertissima; sebbene non
ampio piano che in largo estende il ver si conosca a sufficienza dove tendano i con
tice del colle, il inunilissimo silo, le fre dotti destinati a ricever la pioggia per non
quenti grotte, le piedrc quadrate, e sovra essere intieri, nondimeno, secondo il mio
ogni altro l' amplissima Basilica scavata nel parere, questa cava sotterranea fu prima
la rupe, dove scendesi per gradini dal lato una conserva di acqua e forse poi le ab
australe, innumerevoli vestigia di antichit, ci sidi e le pitture vennero aggiunte dai pietosi
provano essere slato popolalo il luogo, e molto cristiani perch a Chiesa si accomodasse. Sot
famoso appo gli antichi. Vi si gode di una to i Normanni poi villaggio o casale non esi-
prospettiva amenissima, poich si ha sog stiva. Rinvengo concesso dal Re Ruggiero
getto Lcnlini col lago da Mezzogiorno, e lo nel 1137 all'Archimandrita di Messina il
amplissimo territorio di Catania da Greco: n feudo di S. Basilio del Fiume Freddo nel
ardua da ogni parte la salila, eccetto che territorio di Lentini. Nei registri di Re Fede
da Libeccio, dove si vede evidentemente es rico II e di Martino, dicesi soggetto il feudo
sere stata un tempo la strada e l' adito. Lo ad Alafranco e poi ad Antonino di S. Ba
artificio intanto della Basilica sudclta il silio; cognome, che la di lui nobile stirpe
seguente: una gran mole di sassi eguaglia prese da questo territorio, poich nomi-
l'alto vertice del colle, e scavala presenta navasi in prima da Lentini.
come una fossa quadrala divisa qua e col Baaiiuzzo. Lat. Basiluzus. Sic. Basiluz-
ad eguali intervalli da 32 colonne rustica zu (V. D.) Una delle isole Eolie, lleraclco-
mente lavorale; sovrasta una lunga pietra les appellala dai Greci, cio di Ercole dai
trasversale della medesima rozzezza, su Latini. Dista da Lipari verso oriente 10 m.,
cui poggia un'altra sul centro poco pi e quantunque di non pi di due miglia di
piccola, che ferma quella di sotto; quella circuito, adattissima alla cultura. Ne fa
4 32
DA BA

menzione, come osserva Cluverio, l'Itine che d il nome ad una chiesa parrocchiale
rario delle Isole, e la dice collocata tra poco di sopra, nella contrada dei Valenti.
Evonimo e Strongoli. Nel censo del passato secolo scgnaronsi 67
(maria. (V. M.) Foresta o bosco della case, 271 anime, ma 417 ncll ultimo. Ve
Curia; se ne ha menzione nel registro di di per la noia S. Agata dei Batteali.
Federico II, dove dicesi spettare a Giovanni Batti*-ani. Lai. Ballicanis. Sic. Vatli-
Mosca, che posscdcvala a nome di Giaco cani (V. M.) Fiume che nasce dal fonie
mo Chiaramonle. Pagava 43 sculali. Scorciavacca, nel territorio di Corleone;
Battalaro. Lat. Battalarum. (V. DI.) bagna poscia i confini di Contessa, e fe
Casale e Castello spettantcsi una volta al conda il territorio di Torretta, dove arami-
la Chiesa di Morreale, di cui fa menzione ransi
cresciuto
i ruderi
dalle d'una
acque antica
del Bruca
torre,
sbocca
ed nel
ao-
il Re Guglielmo II in un diploma del 1181,
e ne descrive i confini tra Busacchino e Belice (1).
Contessa. Dato egli l'aveva tre anni prima Batto. Lat. Batlum. (V. D.) Casale ap
a Goffredo d Battolavo e per fellonia di lui partenente alla Chiesa di Cefal, in un di
ne diede il Re i beni a quella Chiesa, conce ploma di Martino del 1393 dove registra
dendone il diploma nella festivit dell'Assun i beni di quella.
zione sull'altare, secondo l'antico costume; Bauduno. Lat. Baudunus. (V. N.) Fon
ma essendo Casale compreso nei confini te del Cassibili. Vedi Baiduno.
della Diocesi di Girgcnti, Bartolomeo Ve Baulo. Lai. Bauli fons. Sic. VauluJV.!1.)
scovo di essa cedendo ai suoi drilli , lo Fonte sotto Palazzolo, donde scaturisce il
larg al Rcal Monastero nel 1179. Og fiume Cassibili, da cui dista 3 miglia verso
gi un feudo dell'Arcivescovato di Mor Sud-Est.
reale, nei di cui registri occupa il num. 67; ita tu m>. Lat. Bavusum. Sic. Bavusu
conserva vestigia del castello. (V. D.) Paese detto Bavosa nei Regii Ta
Batte. (V. N.) Villaggio una volta nella bulari!', e Babusa appo Arezzo sul sito della
Diocesi di Siracusa, di cui menzione in Sicilia, che circa le foci di Mile, situato sur
un diploma di Alessandro III dell'anno 1168: un colle rivolto a Nord, signoreggia il sotto
le chiese di Balle e sue pertinenze. Man stante mare. Ha 90 case secondo una nuo
cando oggi buona parte di queste terre, vissima rivista, e 300 abitanti, ma nell'et
ovvero i nomi allora in uso, affalto incerto del Fazello 112 case, 413 abitanti. Fu ono
qual si venisse col nome Balle; diecsi do rato del (itolo di Contado dal Re Filippo
po Palazzolo ; non se ne ha intanto alcun II nel 1390. Vi sorge una sola Chiesa par
vestigio nell'Itinerario Arabo in quei tempi rocchiale dedicata a S. Nicola Vescovo, sog
dettato ; credo adunque sia cogli altri un getta con 11 altre Chiese minori all'Ar
nome corrotto in quel diploma. ciprete di Rametta. Sur un alto pog-
Batteati. Sic. Valliali (V. D.) Villagget- getto levasi un convento di Minori , sotto
lo sotto l'Etna, sopra Catania, di cui era gli Osservanti una volta, oggi solto i Con
una volta municipio, oggi di pertinenza, ventuali, fabbricato sin dal 1386 solto il ti
cogli altri delle contrade medesime, delle
Signorie Massa. Prende la Parrocchia il ti
tolo della SS. Annunziata, ma il patrono fi) D nome ad un ex-feudo con titolo di Du
cato appartenente alla famiglia Termini. Lunp> le
principale degli abitanti il martire S. Lo sue rive era il distrutto castello Thuyrium, e l'an
renzo, di cui celebrasi la festa. Venerano castello
tica borgata
del Conle
Gisia,Raineri.
e sinora vi si vede il cosi dello
anche S. Agata con particolar divozione,
433
BA BA

(olo di S. Maria Annunziata. Ma il Palaz fratello di Girolamo), ottenne le signorie nel


zo del Conte, che sovrasta a tutto il paese, 1670; Principe di Villanuova fu anche co
ha una forma di castello, perloch dicesi stui, e Marchese di Altamira, e con Agaia
Castel Nuovo, cogli onori di Principato, a Amato ed Alitata gener Filippo, che oggi
cui si va per amenissima strada fiancheg si ha il dominio di S. Caterina; nacque da
giata da pioppi ; il Casale altres nel pi lui e da Anna Maria Morso, Gaetano, che
alto sito , presenta il titolo di Marchesato sposata Lucrezia Cardona, onorato dei ti
di Alta mira, talch bella quella contrada toli di Altamira e di Villanova. Profferisco
di Ire titoli. Comprendesi nella comarca no i Conti di Bavuso nel Generale Parla
di Castroreale, e la Prefettura militare di mento del Regno il xxxi voto (1).
Patti e la Diocesi di Messina. Vanta a Pa Bnych. (V. M.) altrimenti Baylh. Torre
trona la Madre di Dio. Il suo territorio ab in una porta di Palermo delta un tempo
bondante in acque, piantato ad albereti dei Patilelli; ancor sorgeva al tempo
fruttiferi, vigne, oliveli e gelsi, poich vi del Fazello, ed oggi corrisponde alia Chiesa
comune l'artificio della seta. Parrocchiale di S. Antonio. Dicevasi fabbri
Appare la prima menzione di Bavuso sot cata a guardia s del destro che del sini
to gli Aragonesi, poich sotto Federico II stro porto, che di l allora stcndevansi, ed
dicesi soggetto agli eredi di Giovanni di Man era scolpita di una iscrizione. Crede fal
na. Compresselo con Monforte Piccola Casta samente Barono, come avvertono il Valguar-
gna Presidente di Sicilia verso i primordii nera, il Di Giovanni e l' Invcgcs, che seguono
del xv secolo, e venne poi soggetto alla il Fazello, essere stata dove oggi l' Ospedale
Curia nel registro di Martino, per Bavuso di S. Giovanni di Dio. La torre di Baych
ed altre terricciuole. Pervenne non lungo scrive il Fazello, nella di cui sommit sus
tempo dopo in nome di dote ai Pulichini, siste scolpita ancora V intiera iscrizione,
e da questi ai Moncada; ma appartenevasi non d'impaccio all'abitazione; ma chi vi
nel 1484 a Lorenzo Marnilo; pass poscia abitava nel 1S3i, rinnovandone il muro
ai Sciocconi, e fu dato per pegno ai Crisap, occidentale, donde comincia la pi famosa
nel 15.30; l' ebbe colla condizione mede via della antica citt, ne traspose le let
sima Guglielmo Spalafora nel 1630, e ce tere incise nel vertice, e molte ne dimez
dette finalmente ai Coltone, poich Andrea z. Riporta l'epigrafe, di cui parla, tradot
di questa famiglia, che avevasi acquistato ta in latino, ed i frammenti in caratteri
Linguagrossa fu detto Barone di Bavuso ; Punici, nel lib. 8, dee. 1, cap. 1. Le pietre
nacque da lui Stefano, nominato Conte nel di che era fabbricata la torre erano di tal
1690; lasci i figli Andrea e Giuseppe, il mole, che tre buoi aggiogati a stento po
quale successe al fratello, morto senza pro
le, e lasci il figlio Girolamo, per volere ti) Oggi un cornane in provincia distretto e
diocesi di Messina, circondario di Gesso (Messina);
del Re Filippo IV Principe di Castelr dista 14 m. dal capo-luogo della provincia, che u
niioro, dei dodici Pari del Regno, grande altres il capo-distretto, 4 dal capo-circondario.
Ammiraglio di Triremi s in Sardegna che Contava nel 1798 soli 543 abitanti, 710 nel 1831,
in Sicilia, e si ebbe in moglie, con per do ed 879 nel fine del 1852. La sna estensione ter
te il Contado di Naso, Flavia Cibo figliuola ritoriale di salme 123,961, cio 3,022 in giardi
ni, 1,540 in canneti, 0,391 in gelseti, 6,616 in se
ed erede di Pietro, donde Giovanni Emma-
minatori! alberali, 26,295 in seminatorii semplici,
mele, il quale sebbene venuto a seconde 12,331 in pascoli, 23,685 in oliveti, 49,643 in vi
nozze, non lasci alcun figliuolo, perloch gneti semplici, 0.438 in boscate. L'aria ne mal
Scipione Coltone figlio di Carlo, (fu questo sana.
134
BA

levano toglierle dal luogo. Venne spiantala noi ionio. Lai. Bcllu Font. Sic. Beddu
nel 1564, per comando di Ih Garzia di To Fonti
Cassibili.
(V. N.)
VediFonte
Baidone.
che sbocca nel flunie
ledo Vicer, in tracciar la Regia strada a
poche altre seconda in Europa, detta del
Sefo figlio di Philipaz non essere ttato fondator
Cassaro, poich gli angoli ne impedivano della torre ma prefetto, donde ardisco affermare,
la direzione. Scrive il Valguarnera esserne aver Palermo anteceduto a Sefo. Gli scrittori che
stato il vero nome Baylh, e corrottamente Gorirono dopo lui seguitarono ciecamente in quella
appellarsi Baych dal Ranzano , qual voce falsa opinione, di lutti il pi accanilo il Can. Do
equivale al latino Domus, come se la sede menico Schiavo, che a stabilire 1' antica interpre
tazione, scagliasi contro il Cluverio , il Retando,
di Sefo di cui parla l' iscrizione (1). l'Assemanni che 1' ebbero candidamente per una
(1) La discussione sull'antichit della Torre di favola; Mariano Valguarnera sebbene abbiane ve
Baych sembraci di importanza non lieve. dessa dute le difficolt, si sforz a tulfuomo a discio
uno di quei monumenti, che fece lambiccare il glierla confermandovisi. tacile abbattere gli ar
cervello ad uomini di alla risma , ad indagarne gomenti del Ranzano. La interpretazione degli Ebrei
la fondazione: non fu scienziato che non yi s' inte una ciancia, una favola ingegnosa. Chi sa a
ressasse, non amatore di cose patrie che fatto non quale privata o pubblica utilit dei Giudei di
avesse le sue indagini. Versavasi tulio l' astruso Palermo, scrive l' eruditissimo Salvatore Morso ,
della questione! in istabilire di quale mano siano poteva servire il lusingare il popolo con idee gran
stati i grandi caratteri, che portava in fronte scol diose dell' antichit della sua patria ; e quando
non fine alcuno particolare abbiali spinti, non ci
pili^ a dedurre da essi una conseguenza sull' ori
palese la superbia loro, che memori dell'antica
gine. Infatti Pietro Ranzano ingannato dai tra
grandezza aspirano sempre ad un ingiganlimento
nelli degli Ebrei, fu di parere ne salisse l'epoca
che non vien conceduto? Mostrar la grandezza
della fondazione, ai Caldei, ai Damasceni, ai Fenici,
della loro nazione , mostrar che erasi estesa per
anzi a non altro egli si appoggia che sulla inter
sino in Sicilia, che aveva signoreggialo, nel loro
pretazione dei caratteri fattane da Ebrei, di cui ri
posa sulla fede; la tradizione dei loro padri sulla tarpalo intendimento esser non poteva una sod-
disfazioue? Gl'ingegni siciliani cercarono intanto
esistenza di essa, un antichissimo codice Ebraico,
dissolversi da una servilit che loro non conveniva;
la interpretazione di un Siro peritissimo , come
s' introdusse Io studio del linguaggio arabico e di-
spacciavasi , nel caldeo, in realt nn impostore,
smagaronsi allora le ebraiche menzogne; messisi in
che arreca come una conferma , un' antica tra
communicazione i nostri cogli scienziati di oltre
duzione con cui tutto combinava, sono per lui
mare, si vide che la iscrizione non era che in
argomenti irrefragabili; e cosi in vero si sarebbero
arabo, non per comune, ma cufico, come scrive
creduli da ognuno, se altro sviluppo in tempi ul
il Torremuzzd: in hoc scriptorum dissidio si meum
teriori non si avesse avuto la faccenda. Non est
licevet proferre judidum. dicerem characteres istos
alias Deus praeter unum Deum , non est alius
non Chaldaicos neque Arabicos comunes esse, seti
potens praeter eumdem Deum, neque est alius
Arabicos reterei, vulgo cuficos diclos..., di quali
Victor praeter eumdem, quem colimus, Deum. Hujus
servivansi in Sicilia i Saraceni a segnare i monu
turris praefectus est Sepho filius Eliphaz. filii Esa,
fratris Jacob, filii Isaac, filii Abraham, et turris menti sacri ed i pubblici , di che vedesi anche
quidem ipsi nomen est Baych, sed turri huic adorno il vertice della Torre della Cuba, volgar
proximae nomen est Pherat, questa la versione mente dei Borgognoni, e di quella di Cefal, e la
che egli ne porla," volendo dedurre l'antichit di Chiesa del Monastero di S. Maria delle Vergini in
Palermo. Tale opinione sembra oggimai certissi
Palermo: saggissimi lettori alla prima comparsa
ma. N Caldei dunque n Ebrei furono i fonda-
risum teneatisl Non tono nostre finzioni, scrive
intanto, rimangono dei pubblici monumenti delle lori della Torre di Baych ; iscrizione e torre fu-
ron opera dei Saraceni invasori. Il Fazello ai di
nostre attestazioni; chi l'avesse per incredibile
cui tempi era ancora in piedi quel monumento,
vengano a periti di caldeo , leggansi da essi le
lettere incise in patrii caratteri, vedranchenon non pol che raccorne un frammento, (che il ri
vana iattanza dei Palermitani il ripetere l'ori manente era perduto) troppo piccolo in vero, ma
gine loro da tre mila e quasi cinquecento anni. da potervisi conoscere il genere dei caratteri;
maggior frammeuto ci fu per tramandato in un
Abbiano intanto riguardo chi han fior di senno,
LE BE 135
Beiice. (V. M.) In antico Belich. Casale neiice. Lat. Belici Arx. Sic. Bilici (V. D.)
Saracenico non lungi dal confluente dei ru
Castello1 sul monte Nebrode, tra Polizzi e
scelli del medesimo nome, ed alla destra Collesano. Al tempo degli Aragonesi appar-
sponda del sinistro Beiice, poich sono due lencvasi a Francesco \entimiglia, che pos
come in appresso diremo, i fiumi Beiice, il sedeva le signorie di tutta la circostante
destro cio ed il mancino. Ne menzione in contrada, e Collesano, alla di cui morte, ce
un privilegio del Conte Ruggiero del 1092; duto al Re, ne lo restitu ai figli cogli altri
dove descrivonsi i confini della Chiesa di villaggi e feudi. Pervenne con Collesano
llazzara, e nei diplomi di Pasquale Rom. nel secolo xv ad Errico Busso, poscia ai
Pont. All'epoca di Guglielmo II non era Cardona e finalmente ai Monlecatino, co
pi. come ricavasi dalle tavole della Chie me parte del Contado di quello. La Signo
sa di Morrcale. Eravi presso, l'Ospedale del ria di Beiice contiene dodici feudi e molto
l'ordine di S. Lazaro, sotto il titolo di S. grandi, dei quali hannosi alcuni Signori
Caterina di Beiice, di cui rimane oggi la particolari, come dir pi in appresso a
Chiesa nella cura d'un Beneficiale eletto suo luogo.
dal Re, d ' un Canonico di Girgenti una volta, elice. Lai. Belicis. Sic. Bilici (V. M.)
coli' annuo provento di circa 500 onze. Il Il destro ed il sinistro, dei quali il pri
territorio d'intorno ancora ritiene il nome mo dicevasi dagli antichi Crimisitts, e sboc
di Beiice, si stende diviso in 4 parti, e con ca nel sinistro, che appellavasi Hypsa, tra
fina con Castelvelrano e Menfri. Abbon Sciacca e l'antica Sclinunte, e precipitane!
da in boschi, ed in gineprai, che aprono mare Libico. Ili entrambi diremo a suo luo
covili alle fiere ed ai cinghiali, alla di cui go. Conserva il destro antichissime mine
caccia si versano i Grandi del Regno. Ap- d'un ponte, che chiedono riparo.
partenevasi un tempo a Matteo di Pcrol- Bella donna. Lat. Pulchra foemina.
lo, comprosselo nel 1573 Carlo di Arago Sic. Bedda li min ina (V.K.) Acquidolto nel ter
na, e ne oggi in potere Fabrizio Pigna- ritorio Siracusano, mentovalo dal Fazello, do
telli Principe di Castelvelrano. ve incanalatisi le acque da Sorlino o Xutino.
Beiiampo. Lat. Belampus. Sic. Bcddu
manoscritto di Marco Antonio Martine! , ed in lampu (V. M.) Monte del territorio di Pa
niwono di entrambi trovanti i nomi di Baych
l'horat , Sefo, Eliphaz, n alcun altro nome proprio; lermo verso Settentrione. sterile e di sco
fu invenzione assolata degli Ebrei , che i padri scesi scogli ricinto, donde ben questo no
nostri , riguardando i lumi di quel secolo , com me gli si compete, poich Belam vale Ste
patibili, s'ingozzarono senza ritegno. Non presenta rile presso i Saraceni. piantalo verso le
al postutto che un accozzamento di espressioni falde, a vigneti edolivclkbenc adallo a Ila cac
alroraniche non est Deus nisi Deus, non est po-
Untia neque forlitudo nisi in Deo forte omnipo- cia. Gli sottost una terra amenissima a col
tnti. dalla sura xxxvm ad Deum quod perti- line, a poggelli, di che a suo luogo diremo.
ntt non est Deus, nisi ipse vivens aeternus, dalla Beiiuori. Lat. Bellifiorcs. Sic. Bcddi-
ra III. Nola altres il sig. Tychsen, leggersi nella fiuri (V. D.) Piccola terra sotto l'Etna, so
lena linea, et trecentum,e le voci di avanti, seb pra Catania, appartenente alla Parrocchia
bene scritte con molla negligenza, permettono ri-
{gersi, anno trigesimo primo, cheinsicmeanno331 di Valverde, da cui disia 600 passi ad O.
dall'era maomettana, in arabo Egira, (952 di G. C.) S. 0, con una Chiesa dedicata a S. Anto
>el quale anno pu credersi essere stata compila. nio di Padova (1).
Prescindendo intanto di Sefo e di tutte le baje e
le fandonie, abbraccio la etimologia sulla voce (1) Oggi aggregata ad Aci S. Antonio in pro
-ai eh, data dal nostro scrittore. vincia di Catania. Ex- feudo della famiglia Higgio.
13G
BE Mi

Bcliucclilo. (V. M.) Casale distrutto flilto e Gactani, maritata nel 1638 a Fnro-
presso Sciacca, nel bosco Rifesi; apparte- ceco Vcnlimigliu Signore di Gratleri e di
nevasi, per dono del Re Guglielmo del 1162, S. Stefano; da questi l'ebbe Gaetano Ven-
alla chiesa di Girgenti. limiglia, e poi il nipote Giuseppe Emma-
Belmonte. Lat. Bcllm mons. Sic. Bcl- nuele nato da Vincenzo Principe di Villa
munli (V. N.) Casale un tempo, secondo d'oro, fratello di Gaetano, e da Marianna
Massa e Silvagio, oggi territorio, volgar Stalella; onorato di varii titoli, inlimo Se
mente appellato feudo Bclmonlino, verso cretano del Re, dei dodici Pari del Regno,
la parte estrema della piana di Catania, sot Pretore di Palermo ben due volte, otten
to i colli di Aidone ad 0. S. 0. Si ap ne di nuovo la facolt di formare un ca
partenne una volta a Giacomo di Mago sale del nome di Belmonte , a qual' uopo,
na, e per fellonia di lui l'ottenne prima radunale poche famiglie, fu il fondatore del
dal Re Martino Giacomo Campolo, poi Leo villaggello che dicesi oggigiorno Mezzagno;
nardo Fossaro , da cui comprosselo nel unito in matrimonio ad Isabella Alliala ,
1407 Giacomo Gravina soprannominalo Pi adorno di prole, si vive oggi in Napoli
no, secretano del Re; l'ebbe da Antonio Gentiluomo di Camera del Re Ferdinando.
Gratina crede di Giacomo Gullierrcs Val Il di lui fratello Salvatore Vescovo di Ca
le nel 1328, da cui dopo 16 anni compros tania (1).
selo Giovanni Ferrara; si fu finalmente nel Beipasso. Lat. Belpassus. Sic. Beddu
1338, sotto il dominio di Francesco Roma passu (V. D.) Terra alle radici australi del
no, che vcndeltelo ad Ambrogio di Santa- l'Etna, detta altrimenti Fenicia Moncada,
pace allora Conte di Rutcra e Marchese di e da gran tempo Mal/passo. E sotto la si
Licodia, donde ne sono oggi Signori i Bran- gnoria dei Moncada Principi di Paterno;
ciforli. pcrloch sono confinanti entrambi i lerri-
Belmonte. Lat. Bclmons. Sic. Bclmun- torii. Essendo stala nel 1669 devastata dal
ti (V. D.) Casale non pi esistente vicino le fiamme dell'Etna, cominci di nuovo a
a Frazzan ed a Mirto , nella parte aqui sorger nel territorio Mezzocampo, e preso
lonare della Sicilia, mentovalo dal Fazel-
10 (1). (1) Oggi nn comune in provincia, distretto, e
Belmonte. Lat. Belmons. Sic. Bclmun- diocesi di Palermo, da cui dista 6 miglia, ed al
trettanti da Misilmeri che ne il capo-circonda
ti o Mizzagnu (V. M.) Possedendo Vincen rio. Dicesi comunemente Mezzagno, e conlava nel
zo Afflitto Cavaliere Palermitano l'estesa 1798 uua popolazione di 930 abitanti, aumentatisi
terra del Mczzagno, ad 8 miglia da Paler sino al 1831 a 2043, e nel fine del 1852 a 32H.
mo, ne impetr dal Re Filippo IV gli ono Vi venne fondala la Chiesa madrice nel 177 da
ri di Principato nel 1627, ed il di lui fi Giuseppe Emmanuele Ventimiglia Principe di Bel-
monle, e la Chiesa del Miseremini nel 18*3 dal
glio Marchese ottenne il dritto di armi, e Palermitano Domenico Corrao. Si venera dagli
la facolt di potervi costruire un Casale abitanti con particolarit il SS. Crocifisso, di cui
sotto nome di Belmonte: morto costui sen celebrano solennemente la festa nel di 3 di mag
za
11 figliuolo
prole, successegli
Vincenzo iledfratello
il nipote
Albano,
Gerardo
cui gio in ogni anno, con concorso del popolo Paler
mitano. L' estensione territoriale di Belmonte di
salme 1957,813, cio 927 in giardini, 2.5G4 in
Melchiorre, che si ebbe ad erede Ninfa Af-
canneti, 446,309 in seminatori! semplici, 1101,46"
in pascoli, 27,013 in oliveti, 12,500 in vigneti al
(v II castello Belmonte, come attesta Luca Bar berati , 120,943 in vigucli semplici, 233,0)3 in
beri nel suo Capibrevio, parlando di Mirto, Capri, sommaccheti, 11,902 in ficheti d'India, 0,175 in
Frazzan e Belmonte, fu riedificato da Federico
di Aragona nel 1396. suoli di case.
137
BE BE

il nome di Terranova e di Fenicia Mon- so mezzogiorno, in ogni modo fertile in bia


cada, come se risorgesse come una Fenice de, e piantalo a vigne dalla parlo di Nord sot
dall'incendio; creduta di aria malsana da to l'Etna, somministra agli abitanti tutto che
gli abitanti, fu abbandonala del lutto quasi necessario al conservamene) della vita (1).
con inlatti gli edifizii, rimanendo deserta Belvedere (V. N.) Piccola terra, Mu
quantunque in regia strada. Prese dunque nicipio di Siracusa, soggella oggigiorno ai
a gara a fabbricarsene un'altra in pi adat Signori Bonanno. Siede in un poggio ap
to silo, lievemente declive verso Sud, ven pellalo Euryolum da Fazello, Mirabella ed
ne chiamata Belpasso sin dal 1095, mu Arezio , dov' era un lempo una rocca : il
tato il nome dell'antica, delta Malpasso. poggio Euriolo , scrive Arezio, con una
Si accrebbe notabilmente in breve tempo, fortezza , secondo narra Livio , or detta
talch prima del quarto lustro della origi Belvedere, mira due mari, quinci il por
ne nel 1713, conlava 773 case, 3426 abit. lo di Tapso, e quindi il porlo di Siracusa:
ed ora 5209. La Chiesa principale , del e Fazello: sopra Epipoli e Labdalo, a circa
titolo dell' Immacolata Concezione della due tadii ad occidente, un poggetlo ri
Tergine, magnificamente fabbricata, sorge pido da ogni parte, appellalo Euriolo da
nel mezzo del paese con dinanzi un am Tucidide... nella sua sommit si scorge
pia piazza; decorata di un Collegio Ca una rocca eretta rozzamente dagli anti
nonico formato da tre Dignit, 12 Alunni chi, oggi in parie diruta, che presenta una
i Mansionari! ; a questi affidala la cura cisterna cavala nel vivo sasso e che si
delle anime, e si commette la potest di gnoreggiando l'amena prospettiva inter
assegnare minori Sacerdoti nelle Chiese del posta tra il Pachino e il Peloro, Belve
S. Salvatore e di S. Antonio, dove anche dere vien dai Siracusani appellala. No
conferisconsi i sacramenli ai fedeli. Cele tai nelle aggiunte al medesimo Storico, non
brasi solcnncmenle una festa con fiere in corrispondere alla magnificenza di Eurialo,
onore della singolare patrona S. Lucia Ver n questa inelegante struttura, n la cisterna
gine e Martire Siracusana, di cui nella chie che rimane; fu di tale ampiezza e talmente
sa maggiore e un'elegante cappella. Altre munita da non aver potuto espugnarsi dall'e
quattro chiese filiali meritano attenzione, sercito romano, che sotto Marcello occupava
destinate a coltivare la piel degli abitanti; Epipoli. Cluverio, seguendo i sullodati scrit
e dal 17... vi sorse un Convento di Minori tori, stabilisce anche Eurialo a Belvedere,
Riformati sotto gli auspicii di S. Antonio e senesi di varie congetture , che vane
di Padova.
A circa 150 passi la villa Borcllo o Stel (1) Oggimai capo-circondario di 2' classe, in
la Aragona, cos detta dalla chiarissima fa provincia, distretto e diocesi di Catania, da cui
miglia dei Duchi di Monlallo, che subro dista to miglia, e 174 da Palermo. Eraue la po
polazione nel 1798 di 511i, di 6533 nel 1831, ed
gala all'antico casale delle Guardie, si ha
attualmente di 7438. Comprendesene il territorio
la Chiesa parrocchiale di S. Maria. Presiede in saline 10611,961, cio 17,506 in orli semplici,
al clero di Belpasso e di Borcllo un Vi 1,426 in canneti, 267,035 in semina lori i alberati,
cario del Vescovo di Catania ; esercita in 5177,1 10 in seminatore semplici, 873,503 in pascoli,
entrambi il Magistrato le parti del Barone, 90,181 in oliveti, 273,297 in vigneti alberati, 241,990
e computansi come una sola terra nella in ficheti d' India ed altro, 1 12,244 in alberi misti,
538,007 in buscale . 1113,241 in culture miste,
Comarca di Catania e nella Prefettura mi 1530,001 in terreni improduttivi , 3,941 in suoli
litare di S. Filippo d'Argir. L'amplissimo di case, 0,250 in camposanto. L'aria ne sana.
territorio slendesi in lungo ed in largo ver- Borcllo un sotto-comune riunito a Belpasso.
18
138
BE BE

dimostrai, affermando col Bonanno essere Belvedere. (V. D.) Nuovo villaggio ver
stalo Eurialo a Mongibellisi. Del resto va so le falde orientali del Mongibello, altri
riando gli scrittori di opinione in assegna menti Piedimonte, di cui diremo in ap
re il vero silo dei luoghi appresso Siracusa, presso.
nulla pu aversi di certo. Il poggio Belve Beribalda. Lat. Perribayda. Sic. Ili-
dere sembra al Gaelani ed allo stesso Bo ribaida (V. M.) Castello a piedi di un col
nanno il colle Temenite mentovato da Tu le verso tramontana, dove sono vestigia di
cidide. IVarrasi esservi stalo un tempo un una distrutta rocca appellala Castellacelo. 11
bosco sacro, ed un tempio dedicato ad Apol colle diecsi volgarmente Cozzo, nel territo
line. Sotto la diruta rocca siede adunque rio di Mazzara , presso il promontorio di
oggid il villaggetto , la di cui unica Chiesa Tre fontane, o di Granitoli. mentovalo nei
parrocchiale sacra a S. Maria della Con regii libri il bosco Beribaida, dove sorge
solazione, ed ha soggetta quella di S. Pao un castello, appartencntcsi solto gli-Aragonc-
lo di cui ora han cura gli cremiti. Scrive si a Tommaso Corano, e per di lui fellonia
il Pirri essere stala la prima conceduta da dato allo spagnuolo Graziano de Xuar, po
principio ai frati Agostiniani, ma poi cedet scia a Garsia figlio di lui, .altrimenti (lar-
te alla cura d' un Sacerdote Beneficiale. Ri- siolto. Succedette a costui la figliuola Gio
conosce la sua origine questa piccola terra vanna, alla di cui morte, senza prole es
circa il 1030, quando Giuseppe Bonanno sendo, ne invest il Be Federico III nel
Principe di Linguagrossa ottenne poter co 1350 Perrone Gioeni, riggellando Preziosa
struire un casale nella contrada Carancino e moglie di Garsia, e la sorella di lui Sere
Belvedere, tuttavia sotto la siracusana giu na, dimoranti nella Spagna. Pass da Per
risdizione. Nacquero da Giuseppe e Corne rone a Bartolomeo, che vcndetlelo nel 1399
lia Scllinio Francesco e Vincenzo, dei quali a Ferrcri di Ferreri, donde l'ottenne An
il primo mor senza prole, ebbesi l'altro tonio di Plaju coli' obbligo di assumere co
da Angela Grimaldi il figliuolo Domenico, gnome ed armi, confermando il Re Marti
da cui e Dorolca Kava nacque Vincenzo II; no. Succedette ad Anioni morto senza fi
men costui in moglie Bosa Mugnos, donde gliuoli, Serena nata da Ferreri e moglie di
nacque Giuseppe fallo padre da Giulia Fi- Guglielmo Invegcs; a questa la figliuola Mar-
lingeri al vivente Vincenzo III marito di gheritd, che prese a marito Giannotto di Mari
Vittoria Vanni, ricco in prole, Principe di no e diecsi confermata da Alfonso nel H53:
Linguagrossa, e Signore di Carancino, Bel nato da questi Melchiorre, ebbesi ad erede
vedere, Bulgareno, ed Alcimusa. La prin Giovannclla, unita in prime nozze a Pietro
cipale patrona del villaggio si S. Anna Sobia, a Bernardino di Termini in secon
madre della B. Vergine. Numcraronsi nel de. Da lui nacque Antoni, oggi xn Baro
l'ultimo censo 366 abitanti che godono dei ne di Beribaida, Principe di Castellermini,
privilegii di Siracusa. Leggemmo aver con Conte d'Isncilo, e per drillo della moglie
cesso la Begina Bianca, cui appartenevasi Si
racusa, il feudo di Carancino e di Belvedere a distante da Palermo 145 m. Ne fu calcolata la po
Giuseppe Arezio nel 1406; dagli Arczio pass polazione nel 1708 per 400 abitanti; prima del 1831
finalmente ai Bonanno, ed entrambe queste venne aggregalo al comune di Siracusa, e conlava
famiglie fioriscono tra le pi nobili diSiracusa, 650 vite, e 727 nel Gne del 1858. Vennevi nel 18*0
portato a compimento un camposanto, con cap
e splendidamente sin oggi si sostengono (1). pella corrispondente. Se ne computa con Siracusa
(1; Oggid un sollo-comune in provincia di l'estensione territoriale, e sulle sue allure posto
Noto, diilretto, diocesi e circondario di Siracusa, un telegrafo.
139
BEDaucina e di Monte-
Eleonora, Signore di BI
Biagio (S.) Lat. S. Blasim. Sic. S. Brasi
maggiore. (V. M.) Nuovo villaggio, appartcncnlesi ai
Bcrmiiuco. Lat. Bermisuci. Sic. Ver- Joppulo, nella diocesi di Girgenti, confinan
misucu (V. M.) Casale di Pietro di Moach, te a Sud colla contrada di Stiler; costa
sotto Federico II, che possedeva altres di 400 case e 1700 abitanti, sin dal 1650
Sorlino ed altre terre, come diremo a suo onorato del titolo di Ducalo. L'elegante
luogo. chiesa parrocchiale dedicata al tutelare S.
Belluno, Lat. Bivianum. Sic. Vivianu Biagio Vesc, sotto la cura d'un Arciprete,
(V.
vasi,M.)
sotto
Castello
Martino,
e aCasale,
Guglielmo
che dinppartene-
Monteca- con una sufTraganca. Il palazzo del Barone
sorge decenlissimo. Il grande territorio ir
tino con Camerata e la rocca di Pictramotla, rigato da acque, ferace in biade, unilo ad
nel territorio di Castronuovo. un altro spetlanlcsi a Cianciana o S. An
neviere di Leni ini. (V. K.) Vedi len- tonio, anche di dritto della famiglia Jop
tini (Lago di). pulo, apparlenevasi un tempo a Giovanni
Bevuto. Lat. Buyhutus. Sic. Vivutu Gerardi. Nel 1666 comprosselo Diego Jop
(V. N.) Fonte di nome saraceno, che man pulo da Girolamo Ficarra , ed impetrata
da fuori acqua adattissima a rammorbidire la facolt a poler congregar di gente, no
il ventre, presso la spiaggia, nel lato orien minato poco avanti 1 Duca di S. Biagio, at
tale del promontorio Pachino, dov' una tribu al nuovo villaggio il nome medesimo
cala delta Porlicello , tra la foce del- del S. Vescovo. Sostenne Diego le prime
l'Eloro ed il porto Vindicari. liminovi altri cariche nel Begno, ed eletto Beggenle d'Ita
ruscelli in Sicilia della medesima propriet lia, egregiamente si a questo soddisfece per
e dello stesso nome , dei quali principale molli anni, come agli altri ministeri; nac
quel di Termini Imerese. que da lui e da Sigismonda D'Onofrio, An
Bevalo. Lat, Buyhutus. Sic. Vivutu tonio Giuseppe , che fu Regio Razionale
(V. M.) Fonte appresso Termini, donde sca e Pretore; unilo in matrimonio ad Antonina
turiscono acque salutari, principalmente a Gianguercio gener Pietro, da cui, con la
malattie cutanee. Altre due ce ne hanno moglie Agata Spadafora, nacquero Anto
del medesimo nome nel territorio di Pa nino e Ludovico; il primo si inori senza
lermo, Bagheria, sotto il colle Bongiordano prole, perloch Ludovico nel 1716 diven
o Portella di mare, non dissimili di natu ne Duca di S. Biagio; colonnello di
ra e d'indole, dei quali uno, testimonio un'ala di cavalleria, ascritto trai Grandi di
l'Inveges, abbonda prima del sorgere del Spagna, cadde valorosamente combattendo
sole in acque oleaginose; le ha l'altro contro i Mori in Orano nel 1732; marito
zolfuree. Trovolle salutari Giacomo Adria, ad Isabella Pescatore Matrona Spagnuola
peritissimo medico, che ne ebbe esperienza gener Pietro II, che vive oggi in Madrid.
dalla guarigione di varie malattie (1). Si ha nel Parlamento di Sicilia il xx po
(I) Le acqne del Bevuto presso Termini sono sto, e gode del dritto di spada (1).
Della contrada cui danno il uomo, non lungi dalle
orientali radici del monte Pulieri , lontane dalla co, carbonaio di calce, carbonato di magnesia, sol
citt un '/> m'glio circa. Parte se ne serbano in falo di calce, sostanze organiche, muriatodi magne
un pozzo, parte sgorga/io in una vasca destinata sia, solfato di magnesia, murialo di aoda, secondo
ad ioalBare i giardini. Tra l'uno e l'altra vi ba Puritano.
breve distanza. Sono limpidissime e trasparenti, ma (1) Oggid un comune in provincia e diocesi
prive di odore e non molto graie al gusto. Segnano la di Girgenti, da cui dista 9 miglia e mezzo, di-
temperatura ordinaria, e contengono acido carboni- tiretto di Bivona da cui dista 9 za. , circondario
140
BI BI

Biagio (S.) (Fiume di) Lai. S. Blasius grarono dall'Epiro in Sicilia colonie di Gre
Sic. S. Brasi (V. M.) Scorre ad Oriente ver ci, molestate dai Turchi, come dir a suf
so Girgenli, sotto la quale cill mescolan ficienza parlando della Piana dei Greci. Im
dosi al fumoso fiume Drago, assunto il no petrato il terreno alcuni di essi dal Conte
me di Agraganle, sbocca nel mare Africa di Adern, costruirono piccole case in pri
no; il luogo diecsi Buccello. Fu appicca ma, in una lietissima irrigata pianura, incli
to quel nome al fiume che scaturisce dal nala verso Sud, e adorna a Nord di basse
le sorgenti dei colli vicini, dal territorio e collinette; vi si accrebbero a poco a poco, c
la chiesiuola dedicata al Vescovo S. Biagio. lasciato il greco rito, si appigliarono al lati
Poi dicesi anche di S. Benedetto, dalla no. Vi ha il tempio principale, unico par
contrada dello slesso nome, e dalle acque rocchiale, dedicato alla Madonna della Li
che ne sgorgano. Falsamente Cluverio e mosina, molto elegante, e posto nel sito il
Massa confondono il S. Biagio col fiume pi elevalo a Nord. Slcndonsi poi delle
di Naso, che scorre come diremo a suo case private, in alcune delle quali non
luogo, a quattro miglia da Girgenli; preci si desidera gusto. La grande via da Oriente
pita nel mare, di l dal promontorio Pun ad Occidente ha nel centro il mercato, e
ta Bianca, donde sono discoste le sorgenti. termina con una piazza, dove il convento
Traggittasi per un ponte presso la citt, e dei Minori Biformali, fondato dal 1684 sot
nella state quasi secca del lutto. to gli auspicii di S. Antonio. Sodo il mer
Blanravllla. Lat. Albavilla. Sic. Bran- cato la decenlissima chiesa della Vergine
cavilla (V. D.) Terra dei Greci Albanesi una Annunziala con largo, data una volta dal pio
volta da cui prende del pari il nome di Gre Sacerdote Giuseppe Piccione fondatore, ai
ci. Sorge sotto l'Etna verso Sud-Ovcst, nel ! novizii Paololli, che abbandonatala poco fa,
territorio di Adorn detto Callicari, da gran pass a Sacerdoti, che ne han cura del cul
tempo come un municipio di questa citt to. Sorse anche in questo secolo un mo
e del Contado, donde disia due miglia. Si nastero di Vergini presso la Chiesa mag
ebbe origine verso il 1480, quando emi giore. Conta finalmente il paese quattro
chiese filiali destinale a Confralernil. L'an
di Camerata, da cui disia 8 miglia, e 58 da tico tutelare il Martire S. Zenone; ma ce
Palermo. Vi fiori iicllo scorcio del passato secolo lebrasi con gran pompa la festa di S. Pla
il P. Fedele Cappuccino pittore e poeta dramma cido Abate dagli abitanti nel d 5 ottobre, e
tico dod volgare ; fu socio di varie accademie in come Patrono lo venerano. Va soggetto il
Roma ed in altre cospicue citt , e ci lasci un clero al Vicario del Vescovo di Catania: tie
dramma Sul martirio di S. Biagio , ed altro sul ne proprio Magistrato Civile dal 1680, men
figliuol prodigo, nei quali da correggere l' in
troduzione del burlesco a cose affatto gravi ; nei tre dal principio della fondazione compren-
Dialoghi familiari sulla pittura scorgesi molta devasi nel contado di Adorn, soggellone b
perizia in alcune dimostrazioni, ma perdesi spesso ministri. Il primo censo del 1652 mostr
in inezie fanciullesche. Nel convento dei Cappuc 576 case, 2241 abitanti, conlaronsi nel 1713,
cini in Palermo sono alcune sue tele. Comprende
il territorio di S. Biagio salme 2276,155, cio 4,898 1128 case, 4202 abit. ed ultimamente 5307.
in giardini, 17,820 in seminotorii irrigui, 45,954 Il piccolo territorio inaffiato di abbondan
in seminatori'! alberali , 1636,163 in seminalorii tissime acque dalle colline del Mongibcllo,
semplici, 461,212 in pascoli, 16,841 in oliveti, diviso per mezzo dal castello di S. Filippo
55,212 in vigneti semplici, 31,654 in mandorleti, 1 ferace in biade, piantalo a vigneti dalla
6,401 in suoli di case. Ne ascendeva la popolazione parte di Sud, sovrasta ai campi stendenti
nel 1798 a 2500, a 1911 nel 1831, e nel fine del
per le rive del Simulo; e da questa parte
1852 a 2135.
BI BI 141

perci magnifico riesce il prospetto del pae no i frali eremili di S. Agostino. Ma la


se, che collocato al medesimo grado di crederei piuttosto distante da Siracusa, poi
longitudine c latitudine che Adrano. Ne ch ne sono mentovale insieme per la dedi
enuncia il Mongitorc nella sua Biblioteca, cazione, le chiese di S. Niccol di Busccmi
Francesco Gemma, che pubblic un poema e di S. Niccol di Palazzolo, sile nelle ter
sull'incendio dell'Etna, e Giacomo figlio di re del medesimo nome. La terra Bibino era
lui, versato anche nella poesia (1). altronde vicina a Palazzolo, ed ivi fu un
Bianco. Lat. Album. Sic. Brancu (V. M.) casale con la chiesa di S. Lorenzo. Se ne
Promontorio che si avanza tra la foce del fa menzione in un diploma di Tancredi con
fiume Alico o Platani , ed il lido di Sicu- te di Siracusa: concedo finalmente il ca
liana, nel lato meridionale dell'isola. Eravi sale de Montanis, che volgarmente dicesi
un tempo da presso Macara, poi Minoa, e Bibino.
finalmente Eraclea, di che dir , n man mai. Lat. Bidis, Bidum, Bidinum(\.fl.)
cano i ruderi di un grande acquidotto ap- Antica citt, per sola congettura collocata
partenentesi a quest'ultima. Una torre di da Arezzo, Fazello , ed altri , nel territo
guardia fabbricatavi sopra scosese rupi ap rio di Siracusa. Colloca Cicerone poco di
pare da lontano. Poi la valle di HJalpasso stante da Siracusa la gente Bidena , e
con un rivo di acqua dolce, la grotta del scrirene della patria: piccola citt del
Bue Marino, altri scoscendimenti, e la torre ta Bidi , ora territorio di Bigeni , tra
Marinata, di lutto il che a suo luogo diremo. Tapso ed Eurialo, dov' una piramide
Bibino. Lat. Bibinum (V. N.) Leggesi rovinala in parte. Sono queste parole di
nel catalogo di Scobari di Bartolomeo lxiv Arezzo che altrove tuttavia aveva scritto: t
Vescovo di Siracusa: dedic la chiesa di popoli Bideni, la di cui citt che di
S. Ihccolb di Btiscemi, e quella di S. Lo cesi oggi Vizini , non ignobile. Fazello
renzo di Bibino; questa, dice il Pirri, forse poi : appresso il distrutto Caslelluccio
Tu al di fuori dalle mura di Siracusa, vi una citt , dove sorge una Chiesa in
cino a quella di S. Ippolito, che ora si han- titolata a S. Giovanni di Bidini ; dubito
non sia Bidi piccola citt, e non lungi da
(1) Questo Comune che faceva parte del circon Siracusa, come afferma Cicerone. Se
dario di Adorn, fu creato capo-luogo di circon guendo Fazello il Cluverio : vi hanno
dario con Beat Decreto del 30 settembre 1839 ; nel territorio di Siracusa rimasugli di
indi con Real Rescritto del 18 agosto 1841 fa ele antica terra, a circa 13 miglia dalla
vilo dalla 3* alla 2a classe. Comprendesi nella
provincia distretto diocesi di Catania da cui di citt , verso scirocco , con un tempio
lli 22 miglia e mezzo , 150 miglia e mezzo da detto volgarmente di S. Giovanni di Bi
Palermo. Oggi ne decorala la Madrice d'un col dini. Con entrambi si accorda il Mirabella;
legio di Canonici insigniti , che vi esercitano gli Bonanno tuttavia crede costruita la Chiesa
uffici i divini. La popolazione ne ascendeva nel di S. Giovanni, nel territorio Bibino, di
ITO a 5870, a 10382 nel 1831, ad 11166 nel fine
del 1852. Ha un territorio di salme 3656,182, cio cui dicemmo, ed menzione nei registri
',681 in giardini , 0,814 in canneti , 210,423 in di Federico II, e di Martino. Possedeva sot
Kroinatorii irrigui , 353,899 in seminalorii albe to Federico , la terra di Palazzolo ed il
rali, 854,421 in seminalorii semplici , 632,077 in feudo di Bibino, l'erede di Guglielmo Ca-
[coli, 10346 in oliveli 453,026 in vigneti albe slillar, e sotto Martino Alberto di Sodio.
rali. 63,051 in ficheti d'India, 157,938 in alberi
39,605 in castagneti, 276 in boscate , 508 Ignazio Nolo scrive nella sua storia di Vi
"> collare miste, 2,802 in suoli di case, 0,094 in zini, tulli costoro ingannarsi (V. Vizini).
camposanto. Molte cose narra Tullio di Epicrate citta-
142
BI BI

dino di Cidi , c della sua pingue eredit, Bidio.Lnt. Bidiim{\.D.) Castello. L'Epi-
che giusta le leggi della citt conseguir tomalore di Stefano, scrive Cluverio nel lib.
doveva , e di Verre finalmente contro di 2, cap. 6 , soggiungo dopo Bidi, ci ha un
lui, con quai tranelli spoglialo ne l'aves
se (1). miglia. Scrivendo Cicerone. Bidi non lungi da Si
racusa, non vuole con ci significarci, se non che
distante dal territorio siracusano, non solo per la
(I) Un detto di Tallio mise in isconvolgimenlo ragione Budella, ma poich se giusta Fazello avesse
scrittori di polso in fatto di cose sicole sul sito di voluto additarla dove oggi la Chiesa di S. Giovanni
Bidi. Fazello Irai primi, e seco Ini Cluverio, Mira di Bidini, avrebbe scritto nell'agro siracusano, e
bella, Arezzo, Pirri, appoggiandosi all'autorit di non gi non lungi da Siracusa. Posto ci come,
Cicerone, dissero Bidi vicina a Siracusa. Non fu ripigliar si potrebbe, pu ammettersi Vizini fon
rono tutti per di pari sentimento, in istabilirla in data sulle rovine di Bidi, mentre dista ben 30 mi
parte medesima: dubit il Fazello, sia stala quel glia da Siracusa! il non longe di Cicerone non pu
ruinalo villaggetto 15 miglia distante da Siracusa indicar distanza si grande; rispondo a ci colle
verso Occidente, dove vedesi oggi una Chiesa de parole del Bonanno, il quale di lutto avendo du
dicata a S. Giovanni di Bidini; e poi scrive di bitalo, volle anche mettere in dubbio colesla ob
Tizini; Vizini citt di nuovo nome e grande, do biezione; dubbio, scrive infalli, se Bidis debbasi
ve, come dicemmo altrove, ha origine il Dirillo. annoverare trai luoghi appartenentisi a notizie
Ne sono seguaci fedelissimi il Cluverio ed il Mi siracusane, quantunque dica Tullio nella 2 azioni
rabella ; non cosi dell'Arezzo il quale dice di Bidi, contro Verre. Bidis oppidulum est tenue, sane
essere ora l'agro Bigeni tra il Tapso e l'Eurialo, nou longe a Syracusis: perch molte altre citt
dov' una piramide rovinata in parte. Non so lontanissime da Siracusa, com' Camerino distante
intanto per quale istantaneo cambiamento poi scri quasi ben 60 miglia, detta da Vibio vicina a
va: : popoli Bideni, la citt non ignobile dei quali Siracusa, cosi insiememente l' Eloro vien detto da
ora Bixini, vicina a Licodia. Del pari il Pirri, Plinio non lungi da Siracusa, e pur sappiamo eh*
il quale avendoci prima conlradello, scrive poi nei la distanza che se ne intramette non i men di SO
suoi sinonimi: Bides-dis Bidenum-hi Bizinium-nis miglia. Se Plinio dunque e Vibio servironsi della
Ag. Bidenus Cic. Bizinensis. Riguardo alla opi frase non longe per additare una disianza maggiore
nione del Bonanno finalmente, dico che nesso di di 30 miglia, o quasi uguale, e se fu un vezzo del
sorta non pu dedursi dal suo discorso; ti mette l' idioma Ialino, come non pot in simile circo
in dubbio ogni cosa, e nulla al fin dei conti ti stanza Cicerone servirsene? e non 1' adopr il
conchiude. Coloro che slimarono esser sorta Bidi medesimo Fazello per additare una distanza di 27
nel territorio di Siracusa , tutti si appoggiarono miglia, quanti ne passano da Siracusa a Buccheri?
all'autorit di Cicerone, ma se badato bene aves interea Buxema, Palazolus, Sortinum, Ferula et
sero a ci che egli in appresso ne dice , cio , si Bucherium, oppida non longe a Syracusis medi
intestata essel mortua, Epicratem Bidinorum legi- terranea, metu belli, Jacopo regi deditionem. fe-
bus haeredem esse oporteret, avrebbero ricavalo, es cerunt. Faz. dee. 2, lib. 9, cap, 3, voi. 3, pag. 59
sersi governala Bidi con altre leggi che non quelle ediz. lat. 17*9. Un altro contrario argomento ci
di Siracusa , onde sorger non poteva nel territo si mette intanto dinanzi, fondato sul nome; qual
rio siracusano, poich se stato lo fosse, doveva es somiglianza pu scorgersi, ci dice Fazello, Ira il
sere soggetta alla capitale, ne una citt, piccola in nome di Vizini, e quello di Bidi? e calza qui l'os
paragone di Siracusa, avrebbe polulo emanciparsene servazione del Tardia nelle sue annotazioni alla
dalla giurisdizione. Siracusa, e chi lo ignora I, era la descrizione della Sicilia di Scherif Elidris: essendo
prima delle citt siciliane, e che a dir di Straberne pur forti le ragioni del P. JV'oto contro del Bonanno
vantava un circuito di 180 stadi, cio di ben 31 e del Cluverio, bisogna confessare che in Vizini
miglio , senza comprese le citt suburbane , e di deve riconoscersi V antica Bidi. lo da mio canto
ci argomento la distanza che s'intraraelte tra vi aggiungo, come facilmente da Bidi potettero i
Palazzolo e Siracusa; Palazzolo che risorta dalle Saraceni formar Vizini, fra le quali voci appresso
mine di Acre dista quasi 20 miglia da Siracusa; gli Arabi vi la sola differenza di un punto; poi
ed Acro secondo Tucidide, era un'antica citt del ch la D e la Z dei latini dagli Arabi si scrivono
l' agro siracusano; certo dunque che per lo meno collo slesso elemento, con la sola differenza di un
>1 territorio di si gigantesca citt estendeva a 20 punto, luna cio il Dhal j l'altra cio il Lrhsal j
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altro castello detto Bidio, nel territorio di gannasi a partito , poich varie comune
Taormina. Ne incerto il sito particolare, mente se ne scorgono. Del resto Mola sopra
poich non se ne ha memoria alcuna presso Taormina, detta antica dal Fazello ed ines
gli antichi. Opina il medesimo autore, es pugnabile pel sito, forse fu Bidio.
sere stato dove oggi Mascali , ed io come Blfara (V. 51.) Un tempo Castello Sa
a suo luogo prover, mi penso esser ivi raceni in Val di Mazzera, espugnato nel
sorta Gallipoli ; n vestigia di sorla di 1086, come scrive Malalcrra, dal Conte Rug
luogo antico, soggiunge egli, rintengonsi giero con le altre terre, Karo, Sutcra e Li-
oggid nel territorio di Taormina; ma in- cala, nella medesima regione. Dicesi anche
Rogai Bifara. Sorge allualmente Bifora
nuovo villaggetto nel territorio dello stesso
r .V vi si pot aggiungere pel Tanuin, ossia Nunna-
(l'one , cio il segno finale della reduplicazione
nome, detto anche di Licata, poich molto
itila mozione , e coti formassi da Bidi , Bixini , non ne distante, e dicesi sostituito allo
che io interpetro vetusta, squallida dalla voce oj antico castello. Vi ha unica Chiesa con un
Badhson , forse scorgevansi allora le rovine del- Sacerdote che esercita le veci del Vescovo
X antica citt desolata. Domando intanto come di Girgenti. Costa di 30 case e 70 abitanti.
pu dirsi nuovo il nome di Vizini da Fazello Sul principio del secolo xv il feudo Bi
scrittore del 1500 , se questo si aveva la citt ai
tempi dei Saraceni!, del che ci provala descri-
fara, nel territorio di Licata, appnrlcnevasi
sioiu della Sicilia cavala dalla Geografia Nubiese, a Bernardo Villardila, o come leggesi nel
e la Geografia della Sicilia sotto gli Arabi , opere Registro del 1408, a Berengario, che an
inserite nella raccolta delle cose arabe del Gre che colla moglie possedeva la terra di Fa
gorio; io ambe le quali si fa menzione di Vizini varella. Scrive il Salvira essere siali sotto
eoo qoesto nome attuale, (Gregorio rerum Arabi-
carum ampia collectio pag, 40 e 223 edit. Panor-
Martino questi terrilorii di Bifara e di Fa
mi 1790). Ma interroghiamo il territorio della varella, di Calcerando Mugnos; ma notasi
nostra Vizini , offuscato dalla caligine degli anni, nel censo la moglie di Berengario. L' ot
in muta obblivione abbandonato; svariati monu tenne per dote Ruggiero di Monafria milite
menti d'antichit, urne, lacrimatoi, vasi, mo e famigliare di quel Re, la di cui pronipote
nili, idoletli , lucerne , masserizie in argilla, me
Palina, sorella di Andrea di Monafria,s spo
daglie, tutto pel nostro assunto; di quale antica
citt si ha menzione nel territorio di Vizini se s col Cav. Ludovico Bugilo di Licata. Fu
queste
non solamente
anticagliedi, Bidi!
se nona quale
a Bidi citt
, si adunque
apparten Signore dopo di questi Andrea di Bifara,
che unilo in matrimonio ad Antonia Valle
gono! Abbattuta cosi la opinione del Fazello , ca calanese, gener Mario, da cui e da An
dano quelle parimenti dei seguaci suoi. Cluverio
tonia Gravina dei Marchesi di. Francofonte
lo segui alla lettera, Mirabella del pari , Arezzo
vide la insufficienza degli argomenti e si ripigli, nacque Francesco, dei sei Pari di Paler
coma altres Pirri. Aderisce alla nostra opinione mo, ed Ottavio, il quale ottenne le prime
ina schiera di saggissimi storici, Manrolico, Massa, cariche governative in Catania dove pro
il nostro Autore , Ferrarlo, Masbel , Villabianca, pag la sua famiglia; si ebbe Francesco,
Borignr, Pasqualino, Ortolani, Carta, e l'Abate il figlio Mario 11, versato nelle belle arti e
Girolamo Dimarzo-Ferro nel suo Discorso sull'an
tica Bidi.
nelle scienze, marito a Rosalia Serovira si
Nulla intanto ci abbiamo di certo sulla origine gnora di Fiume Salso, dove nacque Fran
di Bidi. Dalle molte grotte a forma di case, a due cesco Vincenzo detto primo Marchese di
pni, ed anche in alcune a tre, dentro l'attuale Bifara nel 1638; quantunque leggasi al
Vizini, nella parte principalmente che attacca le
trove, nei diplomi di Filippo IV, anche de
lotiche alle moderne fabbriche , mio sospetto
rimontarne l'origine sino ai sicoli: ne lascio al corato Mario di questa dignit. Francesco
Leoigno lettor il giudicarne. Vincenzo si ebbe da Raffaella Scammacca
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Principessa di Alcara il figlio Mario in, che Bigemi, e nei Regii libri Libigini. Casale
fu perci Marchese di Bifora, Signore di e feudo speltanlesi una volta ai Montaper-
Alcara e primo Duca di Casalmonaco. Nac lo, nel territorio di N'aro , dove oggi Co-
que da Mario ed Anna Platanione Emma slroftlippo. Male confondesi da alcuni colla
nuel Francesco oggi vivente ed unito in rocca Bigeni presso Parlanna di cui di so
matrimonio a Stefania Gisulfo. E pingue il pra si disse.
terreno di Bifora , bene irrigato , quindi Biiiicmi. Lat. Billiemis. Sic. Biddie-
ubertosissimo in biade, ed abbondante in