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Venezuela, ascesa e declino del chavismo

Marted 04 Luglio 2017 13:14

Crisi di unesperienza fondamentale per la sinistra latinoamericana

Due compagni cileni hanno ricostruito su Viento Sur le fasi di ascesa e il declino del chavismo
descrivendo lintreccio tra i fattori oggettivi e le scelte del governo. In tutta lAmerica Latina
lattenzione si concentra su questo paese, anche se in modo non sempre equilibrato. Daltra
parte anche in Italia si confrontano sterilmente le accuse infondate di dittatura e laccettazione
acritica della retorica vittimista di Maduro. Per questo continuiamo a scegliere testi nellenorme
materiale non tradotto in italiano, per consentire una valutazione realistica di questa crisi che,
comunque si concluda, peser non poco sul futuro della sinistra anche in Europa. La
periodizzazione che propongono Giorgio Boccardo e Sebastin Caviedes aiuta a capire la
posta in gioco, e la base materiale dellindebolimento del consenso per il governo nellultimo
biennio: Nicols Maduro eredita condizioni
socio-politiche esplose come prodotto dei bassi prezzi del petrolio, ma che hanno origine negli
anni precedenti la sua ascesa. .
(a.m.)

di Giorgio Boccardo e Sebastin Caviedes

http://www.vientosur.info/

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Fa male scrivere sul Venezuela. In parte significa, infatti, dar conto del dramma di un popolo
che cominciava per la prima volta a partecipare alla redistribuzione delle proprie risorse. Ma
vuole anche dire affrontare il declino di un processo politico che ha costituito un punto di
riferimento per la sinistra latinoamericana negli ultimi decenni.

Perci fondamentale un dibattito critico e di riflessione sulla crisi venezuelana. Il che


ovviamente non implica la subordinazione allopportunismo di destra che, dietro una facciata
democratica, riduce lintera discussione al dilemma se il regime venezuelano costituisca o meno
una dittatura, quando i suoi intenti puntano a reinstallare un modello socialmente e
politicamente escludente quale quello neoliberista. Ma non neanche responsabile eludere la
discussione come ha fatto la maggioranza del pensiero critico, facendo appello a una sorta di
solidariet incondizionata con il processo [bolivariano], al punto di dimostrarsi indifferente alla
tragedia del popolo venezuelano.

Da parte nostra, invece, linteresse per la discussione sulla grave crisi attraversata dalla societ
venezuelana, sui successi e gli errori del chavismo, ha a che vedere con il cogliere la grossa
posta in gioco in Venezuela, non solo per il futuro di questo paese e sicuramente di tutta
lAmerica Latina, ma per la costruzione di progetti democratici e alternativi a quello della societ
capitalista.

1. La crisi del puntofijismo

Tra il 1958 e il 1993, lordine politico venezuelano si basava sul Patto di Punto Fijo, [1]
consistente sostanzialmente nel fatto che i due principali partiti politici Accin Democrtica
(AD) e Comit de Organizacin Poltica Electoral Indipendiente (Copei) - di orientamento
socialdemocratico e cristiano-sociale, rispettivamente - concordarono che, indipendentemente
da chi avesse vinto le elezioni, si sarebbero formati governi di unit nazionale sulla base di un
programma minimo e della spartizione dei ruoli istituzionali statali. Quellaccordo diede vita a
una societ meritocratica, comprendente gruppi imprenditoriali, burocrati statali e operai del
settore petrolifero, con al centro, appunto, la distribuzione della rendita generata dallo Stato
nello Stato: Petrleos de Venezuela S.A. (PDVSA). Questa burocrazia puntofijsta, tuttavia,
escludeva una parte considerevole dei lavoratori, dei contadini e dei gruppi emarginati.

Alla fine degli anni Sessanta comincia una lunga crisi economica e politica. Il calo della rendita

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petrolifera riduceva le capacit statali di dare risposte alle richieste delle forze inserite nel patto.
Da parte loro, AD e Copei diventavano sempre pi degli apparati elettorali clientelari e corrotti,
allontanandosi dalle basi da cui avevano avuto il sostegno politico. [2] Durante il secondo
governo (1989-1993) di Carlos Andrs Prez (AD) prende avvio lapplicazione di politiche di
radicali riforme strutturali che scatenarono, nel febbraio e marzo del 1989, proteste popolari di
massa note con il nome di
Caracazo
- che vennero violentemente represse, concludendosi con centinaia di morti e
desaparecidos
.

La burocrazia puntofijista oppose resistenza alle riforme, visto che queste richiedevano
trasferimenti nonch ridimensionamenti delle prebende elargite alle clientele, destabilizzando
cos i delicati equilibri su cui si reggeva la coalizione di governo. Indipendentemente dal fatto
che fossero andate in porto, le trasformazioni non riuscirono comunque a risolvere la crisi
economica e politica. Di conseguenza, mentre nel 1993 il puntofijismo destituiva Prez con
accuse di corruzione, per la prima volta dal 1958 alle elezioni presidenziali si impose un
candidato non proveniente dal patto. Lex Copei Rafael Caldera d vita a un nuovo partito
social-cristiano e, in alleanza con organizzazioni di sinistra, vince le elezioni con un programma
anti-neoliberista. Dopo avere per affrontato con difficolt la peggiore crisi finanziaria della
storia del paese, Caldora tratta con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e promuove
lAgenda Venezuelana. Con questo piano, a parte le classiche misure monetariste applicate, si
ridimensionano drasticamente le prestazioni sociali per i lavoratori e si avviano politiche di
apertura e di internazionalizzazione dellindustria petrolifera, scatenando di nuovo le proteste

Dopo aver trascorso due anni in galera per aver partecipato nel 1992 al fallito colpo di Stato che
lo fece diventare un punto di riferimento politico nazionale, Hugo Chvez viene liberato. Con
lappoggio di militari, intellettuali e militanti di sinistra, avvia una schiacciante attivit politica. Nel
contesto di una societ profondamente divisa, in cui il sistema politico era ormai totalmente
delegittimato e si approfondiva il deterioramento delle condizioni di vita della popolazione,
Chvez fonda, nel 1997, il Movimiento Quinta Repblica (MVR). Lanno seguente si impone
alle elezioni presidenziali, facendo appello a un progetto che diede voce, indirizzo e speranza
allenorme malessere sociale.

Per riassumere: la trasformazione neoliberista scatena il collasso di un sistema politico corrotto,


che durava fin dal Patto di Punto Fijio. Quelle condizioni di vuoto politico spiegano, in parte, la
vertiginosa ascesa di Chvez. Dopo quindici anni di governo, il chavismo torna indietro su
parte delle riforme neoliberiste e, tramite una radicale redistribuzione della rendita petrolifera,
instaura nuove clientele per lo Stato, che sostengono un progetto nazionale e popolare, il quale
non smette per questo di essere capitalista. [3]

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2. Ascesa e sviluppo del chavismo

Il progetto iniziale di Chvez non si discosta eccessivamente dalle coordinate del populismo
latinoamericano: un discorso anti-imperialista, il recupero della sovranit nazionale, la centralit
dello stato, un caudillo militare, metodi autoritari di potere politico e rilevanti programmi di
redistribuzione della ricchezza. [4]

Nel suo primo governo la priorit fu la convocazione di unAssemblea Costituente per la


creazione della Quinta Repubblica. Con larga maggiorana chavista, la Costituzione riafferma la
natura capitalista delleconomia venezuelana, con un forte ruolo dello Stato, il quale si riserva
lattivit petrolifera e di altre industrie di interesse pubblico o strategico. Politicamente, si
inseriscono vari meccanismi di partecipazione che cercano di approfondire la democrazia. In
termini economici, sociali e culturali, si estendono notevolmente i diritti.

Data lestrema dipendenza dellintera economia e dello Stato venezuelani dalla rendita
petrolifera, il chavismo comincia con una revisione della politiche neoliberiste degli anni
Novanta. [5] Perci si scontra direttamente con PDVSA, che da anni anteponeva la redditivit
allinteresse nazionale. Se ne ristruttura la politica tributaria, si aumenta il suo contributo diretto
allo Stato e si arresta il processo di apertura a capitali multinazionali avviato nel decennio
precedente. Si recupera inoltre liniziativa nei confronti dellOPEP, per controllare i volumi di
produzione internazionale e aumentare cos il prezzo del petrolio. Soprattutto la politica del
controllo dei prezzi concordata con paesi quali lIraq e la Libia avvia gli scontri tra
Chvez e il governo degli Stati Uniti.

Sono due le leggi che suscitano maggiormente opposizione politica nei settori imprenditoriali: la
Ley de Tierras y Desarrollo Agrario (Legge sulle terre e lo sviluppo agricolo) e la Ley
hidrocarburos
(Legge idrocarburi). La prima costituiva un tentativo tardivo di riforma agraria per limitare il
potere del latifondo e dare ai contadini una qualche sicurezza agroalimentare. La seconda
consent di recuperare il controllo politico ed economico di PDVSA. Entrambe furono
considerate dal mondo imprenditoriale e dallopposizione politica un attentato alla propriet
privata.

Nel suo secondo mandato (2001-2007) Chvez avvia lo scontro con unopposizione disposta a

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ricorrere a qualsiasi mezzo pur di far cadere il governo. Ne facevano parte settori militari,
imprenditoriali, i partiti puntofijisti, la meritocrazia di PDVSA e quasi tutti i mezzi di
comunicazione, con in pi lappoggio del governo statunitense. Nellaprile del 2002 c un colpo
di Stato. Ma le combattive proteste popolari costringono a restituire a Chvez la presidenza.
Alla fine di quello stesso anno si verifica la serrata degli imprenditori petroliferi. [6]

Ancora una volta, la resistenza popolare si manifest in favore del chavismo, consentendo di
piegare il sabotaggio dellopposizione. Avendo retto ad entrambi i colpi, e a parte il danno
economico e la drastica riduzione degli introiti fiscali, Chvez ne usc rafforzato. Si tratt di un
cambiamento dei rapporti di forza che permise di disarticolare lopposizione militare e le
burocrazie del petrolio, ma in cambio di un nuovo patto con i gruppi popolari dai quali dipendeva
la sopravvivenza politica del regime. Per quanto gi avessero votato per Chvez, nel vivo del
conflitto che prendono atto che questo era il loro governo.
[7]

Nei primi anni del chavismo, la crisi fiscale, la priorit costituzionale e la destabilizzazione
causata dallopposizione impedirono il miglioramento delle condizioni di vita dei settori popolari.
Tuttavia, data la sua centralit nella continuit del processo, e con alle porte un referendum di
revoca indetto dallopposizione, il chavismo impegn tutte le proprie energie nello sviluppo di
una nuova politica sociale.

Con le cosiddette Misiones si avvi un radicale programma di trasformazione democratica


dellimpiego della rendita petrolifera che miglior in maniera significativa gli introiti, la sanit,
listruzione, le comunicazioni e laccesso alla cultura del popolo venezuelano.
[8]
In contrasto con le politiche specifiche che sono state prevalenti in gran parte dellAmerica
Latina, la spesa sociale fu incentrata sullobiettivo di ridurre le disuguaglianze, diventando una
componente fondamentale della spesa pubblica. In sintesi, si costru un tessuto produttivo e
sociale, come anche un nuovo assetto istituzionale.

La legittimazione della nuova politica sociale si manifest con chiarezza nel referendum di
revoca del 2004. Chvez si impose con il 59% dei suffragi e, nelle elezioni dei governatori dello
stesso anno, perse soltanto in 2 dei 23 Stati. Lanno successivo, di fronte alla possibilit di
venire spazzata via dal Parlamento, lopposizione non si presentava alle elezioni, lasciando il
Parlamento composto esclusivamente da chavisti. Per le presidenziali del 2006, Chvez vinse
quasi con il 63% di fronte a Manuel Rosales (AD-Copei).

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Da allora in poi, Chvez si consolida come figura internazionale, non solo come guida della
nuova strategia di controllo dei prezzi dellOPEP, ma come colui che frena la politica
statunitense di subordinazione latinoamericana (ALCA) attraverso lalleanza con i governi di
Brasile e Argentina, con la creazione dellALBA ed altre iniziative di inserimento economico e
sociale, cos come con il crescente sostegno a governi quali quelli di Bolivia ed Equador. Si
trattava in definitiva di una significativa resistenza politica e culturale alle pretese egemoniche
degli Stati Uniti sullAmerica Latina, con George W. Bush in testa.

Agli inizi del 2007, Chvez annunci che la fase di transizione in Venezuela era finita ed era il
momento di avanzare nella costruzione del Socialismo del XXI secolo. A tal fine si
richiedevano leggi abilitanti che gli rilasciassero poteri eccezionali, una riforma costituzionale
per dichiarare socialista la Repubblica Bolivariana del Venezuela e costruire il Partito Socialista
Unito Venezuelano (PSUV). Tra le proposte specifiche, Chvez riaffermava la propriet e il
controllo dello Stato sugli idrocarburi, la soppressione delle restrizioni per la rielezione
presidenziale per pi di due periodi e la riorganizzazione politico-territoriale del paese.

appunto nel corso di questa fase che si verifica uninflessione nel processo economico e
politico, che avr conseguenze fondamentali per il Venezuela. Infatti, innanzitutto, anzich
avanzare nella diversificazione produttiva per rendere il paese meno dipendente dalla rendita
petrolifera e dai cicli economici internazionali, si punta a rafforzare il distribuzionismo, nonch
la formazione di unimprenditoria chavista di natura commerciale e finanziaria. In questo modo,
la maledizione delle risorse naturali finisce per seppellire a lunga scadenza gli sforzi
democratici di trasformazione sociale fino ad allora conseguiti. In secondo luogo, Chvez finisce
per ridurre la sua proposta di socialismo a statalismo e verticismo. Anzich, infatti, radicalizzare
la democrazia politica, cade in preda allautoritarismo militare e, al di l della retorica, dei
retaggi del populismo e dei socialismi reali. Poi, anzich dare alle classi popolari maggior potere
politico, finisce per perdere potere al prezzo di un accresciuto clientelismo statale e del controllo
burocratico del processo.

Di conseguenza, al di l delle difficolt legate allo scontro con gli Stati Uniti, alle forze
reazionarie dellopposizione e ai limiti del sottosviluppo latinoamericano, proprio nel momento
di maggiore auge del chavismo che si perde loccasione storica di radicalizzare il processo
sociale e politico in corso. In questo senso, Nicols Maduro eredita condizioni socio-politiche
esplose come prodotto dei bassi prezzi del petrolio, ma che hanno origine negli anni precedenti
la sua ascesa.

3. Il Venezuela dopo Chvez

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Con la morte di Chvez nel 2013, e non essendoci nel PSUV alcun dirigente paragonabile a lui,
con la nomina di Maduro si fatto sentire il peso della sua visione politica pi ampia e dei suoi
legami internazionali nel guidare lamalgama di tendenze e movimenti convergenti nellalleanza
chavista.

Certamente, lavvento al potere avvenuto in coincidenza col declino di una rendita petrolifera
arrivata a costituire circa il 95% delle entrate venezuelane grazie alle esportazioni, il 60% delle
risorse del bilancio e il 12% del PIL. Nel declino, per il 2015, le entrate derivanti dalle
esportazioni di petroli grezzi erano scese al 40% e, nel 2016, il debito estero aumentava di oltre
il 360% rispetto al 1998. [9]

Insieme alleffetto devastante di questa contrazione economica, che rende difficile per il
governo sostenere i programmi paganti di redistribuzione sociale, e avere quindi il consenso
della coalizione dominante, si acutizzano i tratti autoritari del sistema politico, sia per il lascito
del processo bolivariano nel suo complesso, sia per lincapacit politica del nuovo presidente.
Spicca in particolare la distruzione del tessuto sociale che aveva sorretto legemonia chavista,
la cui pecca originaria, aggravata dalla crisi economica e politica, consiste nel modo in cui si
concepita lorganizzazione di base che aveva sostenuto il movimento, ben poco concepita
come autogestita ed autonoma, essendo piuttosto il risultato di politiche pubbliche portate
avanti dallo Stato venezuelano. [10]

In seno al PSUV e al movimento chavista questo si manifesta in una cultura politica che andava
escludendo, fin dallepoca di Chvez, il dibattito critico fra le basi del partito, tratto tipico fin dalla
sua fondazione. [11] Per il resto, un aspetto specifico degli ultimi anni lincremento della
militarizzazione dello Stato e del governo, probabilmente perch Maduro, non essendo
organicamente legato allEsercito, ne ha inseriti molti suoi membri in posizioni di potere, quasi
un modo di assicurarne la lealt. Oggi, ad esempio, un terzo dei ministri (12 su 31) e dei
governatori (13 su 20) sono militari, e molti altri sono collocati in posti chiave delleconomia,
dove, vista la mancanza di controlli democratici, si aprono contraddizioni che determinano il
proliferare della corruzione, soprattutto in ambiti quali lassegnazione di divise, i porti o la
distribuzione dei prodotti alimentari. [12]

Oltre alla corruzione, vecchio problema venezuelano che va oltre lesperienza chavista, la crisi
porta in evidenza gli effetti negativi connessi al sistema della rendita petrolifera estrattivista che
regge leconomia. Ne un esempio il settore energetico, dove lassenza di investimenti ha
provocato tagli e restrizioni nella somministrazione di energia, sommergendo il paese nella

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mancanza di rifornimento di gas naturale e suoi derivati, pur disponendo il Venezuela di una
delle maggiori riserve a livello mondiale di gas convenzionale che si conoscano. Peggio ancora,
il governo ha dichiarato il proprio interesse allimpiego di tecnologie di perforazione orizzontale
e fracking, notoriamente dannose per lambiente e la salute, per avviare lo sfruttamento di gas
nel bacino del Lago Maracaibo. [13] Tecnologie che, paradossalmente, hanno
consentito agli Stati Uniti di ottenere una relativa autonomia energetica, determinando uno
squilibrio del mercato mondiale del petrolio che ha peggiorato i prezzi globali, danneggiando lo
stesso Venezuela. [14]

La crisi, inoltre, accresceva la penetrazione del capitale multinazionale, come dimostra la


creazione della Nuova Zona di Sviluppo Strategico Nazionale Arco Minerario dellOrinoco, che
aprir alla grande industria mineraria nazionale e straniera circa 112.000 km 2 , sotto la
supervisione e il controllo dellesercito.
[15]

Tenendo conto della debolezza di Maduro, la stessa opposizione che si era scontrata con
Chvez si riarticola per tentare di ricostruire parte della sua legittimit perduta nel 2002.
Raccolti intorno alla Mesa (Tavolo) de Unidad Democrtica (MUD), convivono gruppi che
vanno dalla sinistra moderata allestrema destra golpista, ciascuno con il proprio programma.
Per il loro peso in Parlamento, le organizzazioni che guidano la MUD sono
Primero Justicia
(PJ) e
Voluntad Popular
(VP),
[16]
insieme al vecchio partito AD. Tra i membri di PJ troviamo il candidato alla presidenza Henrique
Capriles e Julio Borges, lattuale presidente del Parlamento, archetipo della generazione politica
che, con lascesa del chavismo, si era visto frustrare il logico passaggio alla politica puntofijista,
dopo essersi formata allestero e provenire dalla COPEI. VP, da parte sua, guidata da Leonardo
Lpez, fa appello alla mobilitazione di piazza con elevati livelli di violenza, rifiutandosi di
accettare la legittimit del governo e caldeggiando lintervento esterno contro il Venezuela.
[17]

Per quel poco che c stato, latteggiamento dialogante dellopposizione durato fino alla
promulgazione dei risultati elettorali delle presidenziali del 2013. A partire infatti
dallinsostenibile accusa di frode elettorale che far Capriles, [18] che provoc 11 morti, la
radicalizzazione dellopposizione ha dato luogo a episodi brutali come quelli verificatisi nelle
manifestazioni studentesche del febbraio 2014, quando Lpez e il suo partito, insieme alla
parlamentare Mara Corina Machado e al sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, alimentarono
una protesta che provoc 47 morti, e in cui si videro tendere fili metallici per le strade per

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decapitare i motociclisti governativi. Lappello a far cadere il governo port Lpez e Ledezma a
scontare in carcere una condanna che naturalmente, grazie alloffensiva internazionale
capeggiata dallex presidente spagnolo Jos Mara Aznar ed altri ex mandatari
ispano-americani, insieme al sostegno del segretario generale dell OEA, Luis Almagro, li ha
trasformati, nonostante i loro precedenti golpisti, in martiri, difensori della democrazia e dei
diritti umani. [19]

Il grosso problema dellopposizione la mancanza di un progetto comune e alternativo al


chavismo. risultato evidente quando entr in funzione la super maggioranza parlamentare
ottenuta nel dicembre 2015. [20] Lopposizione si incentrata esclusivamente sullo
smantellamento di tutto quello che si era fatto prima e sulla strategia pi adeguata per
sbarazzarsi di Maduro, tralasciando la ricerca di misure concrete per affrontare i crimine e
linsicurezza, o per mitigare la crisi economica. Le poche proposte programmatiche al suo attivo
sono il richiamo allaumento della rendita petrolifera, alla liberalizzazione e allaiuto che sarebbe
potuto venire dal FMI, il tutto scarsamente attraente per la societ venezuelana, visto che molti
settori popolari pensano che perderebbero pi di quel che hanno gi perso se arrivasse al
potere lopposizione. [21] In definitiva, punta alla
riarticolazione del patto elitario che ha governato per tutta la storia venezuelana, sollevandosi
contro il regime che lha esclusa dalla redistribuzione dello Stato e ne ha limitato la
partecipazione a questo sistema, cercando di destabilizzarlo con la forza.

A parte questo, nellultimo periodo, la crisi umanitaria suscitata dal deterioramento del paese ha
permesso allopposizione di strumentalizzare a proprio favore la mobilitazione popolare
dellovest di Caracas, bastione del chavismo, aprendosi un varco nellindiscutibile radicamento
popolare bolivariano. Cos, mentre lopposizione fa appello alla creazione di un canale
umanitario per risolvere il problema della mancanza di generi alimentari e di farmaci, ma si
mobilita soprattutto per rivendicazioni politiche come la liberazione dei prigionieri politici o del
referendum di revoca contro Maduro, il popolo, nella sua maggioranza chavista, lo fa per fame,
per la scarsezza di medicinali e di prodotti basilari, e per la violenza e linsicurezza
generalizzate. [22]

Il sistema di controllo del tipo di cambio e dei prezzi, imposto nel 2002-2003 per far fronte al
sabotaggio economico degli oppositori, non funziona pi e consente la speculazione tra i settori
che controllano le divise. La cronica mancanza di dollari ha minato ogni capacit economica,
specie nel campo delle importazioni. Di conseguenza, i pi colpiti sono stati gli strati popolari
che dipendono dai prodotti che il governo importa e vende a prezzi controllati. Questo ha
permesso la crescita del mercato nero, grazie anche allassenza di una strategia di rifornimento
e di distribuzione, unaltra tara del modello di sviluppo bolivariano. [23] Insieme a questi gravi
problemi di rifornimento, gli ultimi dati economici diffusi dallINE (Istituto Nazionale di Statistiche)
venezuelano e dal CEPAL, relativi al dicembre 2015, indicano uninflazione generale del

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180,9% e di quella dei generi alimentari del 218,7%.


[24]
In queste condizioni, oggi aumenta la denutrizione, per la prima volta, a causa della fame e non
per malattie, subendo la popolazione una perdita media di 8 chili, mentre aumentano coloro che
denunciano di mangiare due o meno volte al giorno.
[25]

Dopo aver preso definitivamente limpegno con i settori popolari agli inizi del secondo millennio,
le politiche sociali chaviste comportano il calo della povert e dellindigenza, praticamente in
modo ininterrotto: Arrivano al punto pi basso nel 2002, quando la povert raggiunge il 25,4% e
lindigenza il 7,1%. [26] Nonostante questo, tra il 2014 e il 2016, la percentuale delle famiglie
povere balza dal 48,4% all 81,8%, con il 51,5% del totale che versa in condizioni di povert
estrema. [27] Questo mette in risalto limportanza avuta dalla politica di
redistribuzione della rendita petrolifera, mentre ne evidenzia al tempo stesso la sua natura di
tallone dAchille.

La crisi politica si accentuata dallaprile del 2017, mentre si inaspriscono con Maduro i tratti
autoritari del regime, al punto di infrangere la stessa Costituzione del 1999. E, questo, con il
Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) e il Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ) che annuiscono.
[28]

A questo si aggiunge la crescita della radicalit degli scontri tra le forze durto dellopposizione e
del governo. Orbene, la cosa pi rilevante dal punto di vista politico come questo
approfondisca la divisione allinterno del chavismo.

In realt, se allinizio del mandato di Maduro la tensione si registrava tra una fazione civile alla
testa di importanti ministeri quali quello dellAgricoltura e delle Terre e quello dellEnergia e
Petrolio, e unaltra fazione militare, composta di elementi in servizio o in pensione, diversi dei
quali compagni di Chvez fin dai tumulti del 1992, e che erano incaricati di settori nazionali e
strategici e controllavano il Parlamento e il SUV nella figura di Diosdado Cabello, [29] oggi la
divisione, snaturando la polarizzazione degli inizi, si allarga a nuove frange civili e militari.

Nel caso di questi ultimi, guadagna rilievo il gruppo 4F, capeggiato da ex compagni darmi di
Chvez, che rimproverano a Maduro il suo distacco da un qualsiasi progetto rivoluzionario,
socialista o bolivariano, mettendo in risalto al contempo la precariet che colpisce le caserme e
le famiglie dei militari. [30] Da parte sua, la dissidenza da sinistra del chavismo il cui nucleo

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centrale Marea Socialista, collettivo di politici e intellettuali chavisti


critici preesistente alla crisi attuale guadagna sostegni, anche di ex ministri di Chvez e
Maduro, dirigenti sociali e accademici, formulando una critica alla rottura del filo costituzionale
e alla situazione di polarizzazione e di violenza che colpisce il paese.
[31]

Entrambi i raggruppamenti puntano allapertura di un dialogo politico e sociale che dia luogo a
un consenso nazionale. Tuttavia, per lopposizione di sinistra, lattenzione va posta sul fatto che
la svolta antidemocratica impressa da Maduro, aggiunta a quella dellopposizione, e che ha
perforato la fragile struttura istituzionale venezuelana, possa spalancare la porta allintervento
straniero. Questa alternativa di sinistra, comunque, poco sviluppata e, in realt non ha
capacit sufficiente per guidare il processo di transizione. Piuttosto, lindirizzo che adotta questo
processo continua ad essere nelle mani dei militari, il cui sostegno a Maduro spiega in larga
misura il suo mantenersi al potere.

Cos, quel che in giuoco dopo la morte di Chvez, pi che la democratizzazione del
Venezuela volendo, imputabile alla maggioranza dei paesi latinoamericani e la possibilit
che in America Latina si sviluppi un capitalismo nazional-popolare nel quadro di uneconomia
internazionale di stampo neoliberista. Oggi, certamente, la posizione che dovrebbero sostenere
le forze di sinistra nella regione quella di salvaguardare lautonomia popolare nella soluzione
di questa crisi, evitando che ne discenda un nuovo patto elitario, che possa anche esser deciso
da fuori dei confini venezuelani.

4. Critica e internazionalismo di fronte alla crisi politica venezuelana

Il processo venezuelano rimane decisamente aperto: in buona misura perch non si prodotta
una frattura importante nellEsercito. Tuttavia le drammatiche condizioni di vita affrontate dal
suo popolo possono accelerare il corso degli avvenimenti. A seconda di quali frazioni del
chavismo e/o dellopposizione arrivino a imporsi (o a patteggiare), il corso storico del Venezuela
pu imboccare direzioni impreviste. Quindi, pi che tentare di prevedere quello che il futuro
prepara al Venezuela, ci interessa riaffermare alcune riflessioni sulla crisi del chavismo e quello
che, ci piaccia o no, da esso ereditano gli sforzi di trasformazione anti-neoliberisti che oggi si
sforzano di emergere a diverse latitudini.

Prima di tutto, per quanto possano apparire attraenti i vantaggi offerti dallo sfruttamento di
risorse naturali per espandere la democrazia sociale, anche quando sono monopolizzati dallo

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Stato, questo pone limiti allaffermazione di progetti politici di trasformazione: generano


unestrema dipendenza dai cicli economici internazionali, producono crisi socio-ambientali nei
territori sfruttati e, in genere, deprimono altri settori produttivi (la cosiddetta malattia olandese).
Certamente tali critiche devono tener conto delle rivendicazioni di ridistribuzione chieste
legittimamente da settori popolari che sono, appunto, quelli che alimentano queste esperienze.

Secondo, una volta di pi si dimostra quanto sia insufficiente la conquista dello Stato per
avanzare nella trasformazione della societ capitalista, sia pure con gli strumenti della
democrazia liberale. La tragedia attraversata dal Venezuela ci rinvia nuovamente ai limiti storici
delle sinistre al potere durante il secolo XX, che in varie forme hanno ridotto il problema del
socialismo allo statalismo, mentre in realt si tratta esattamente del contrario: di socializzare
permanentemente il potere e di democratizzare progressivamente la vita sociale.

Terzo, va sottolineato che la crisi del Venezuela avr un enorme ripercussione sulla sinistra
latinoamericana. La sua sconfitta rappresenter la delegittimazione delle buone idee che il
chavismo ha tentato di sviluppare, ma anche un maggiore predominio dellinfluenza
statunitense nella regione, questa volta attraverso la Colombia, in cui mantiene istallate basi
militari. E si potenzier, inoltre, con un Brasile che attraversa ugualmente unacuta crisi politica.

Non sappiamo come si concluder la crisi venezuelana. Ma quale che sia il suo esito, dovremo
assumere sulle nostre spalle il pesante carico della sua eredit. Dovremo spiegarla, imparare
da essa, dai suoi successi e dai suoi errori; in ogni caso, non una possibile alternativa per la
sinistra ignorarla. Anche se questo ci porter pesanti costi politici (o elettorali). Come minimo,
dobbiamo uscire da questo silenzio interessato, difendere il senso della nostra critica al
Venezuela che finalizzata a valorizzarne i risultati e non a capovolgerli, a imparare dai suoi
errori, ma anche a contrapporsi alle condizioni che cercano di imporci la reazione e il
progressismo neoliberista, i principali responsabili delle miserrime condizioni di vita
sperimentate giorno per giorno dai popoli latinoamericani.

In questo momento la solidariet della sinistra latinoamericana con il popolo venezuelano deve
basarsi su un impegno critico per una soluzione anti-neoliberista e democratica alla crisi,
spingendo perch le forze che rappresentano questa soluzione prevalgano. Con la stessa forza
deve affrontare limpostazione golpista, elitaria e neoliberista rappresentata dagli attuali dirigenti
dellopposizione. In definitiva, anche la costruzione di una sinistra radicale passa per il recupero
dellinternazionalismo critico e solidale che ha contraddistinto la tradizione rivoluzionaria della
nostra America Latina.

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Traduzione di Titti Pierini

[1] Becerra, M. (2001), El colapso del sistema de partidos en Venezuela: explicacin de una
muerte anunciada , in Maingn, T., Carrasquero, J., Welsch, F. (a cura
di), Venezuela en
transicin: elecciones y democracia, 1998-2000
,
Caracas,
RedPol
, pp. 36-51.

[2] Lander, E. (2007), Venezuela: logros y tensiones en los primeros ocho aos del proceso de
cambio. Gobiernos de izquierda en Amrica Latina. Un balance poltico,
Aurora, Bogot, pp. 39-76.

[3] Ruz, C., Boccardo, G. (2015), Amrica Latina ante una nueva encrucijada?, in Anuario
del conflicto social.

[4] Chvez, H. (1996), Agenda Alternativa Bolivariana: Una propuesta patritica para salir del
laberinto , Caracas (ripreso da: http://minci.gob.ve/2014/03/libro-rojo/ ).

[5] Bou, J. C. (2002), Internacionalizacin de PDVSA: Triunfo estratgico o desastre


fiscal?, in Revista Venezolana de Economa y Ciencias Sociales, 8(2), pp. 237-282.

[6] Maya, M. L. (2003), Venezuela en la encrucijada, in Revista OSAL, (9), pp. 55-60.

[7] Lander, E. (2007), op. cit.

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[8] 8/ Maya, M. L. (2008), Venezuela: Hugo Chvez y el bolivarianismo, in Revista


Venezolana de Economa y Ciencias Sociales
, 14(3), pp. 55-82.

[9] Cepal (2016), Anuario Estadstico de Amrica Latina y el Caribe, Santiago: ONU. Mentre
nel 2013 il prezzo medio del grezzo era di US$100, nel febbraio del 2016 era sceso al su livello
pi basso, US$24,25.

[10] Lander, E. (2016, 12 luglio), La implosin de la Venezuela rentista. Aporrea.org.

[11] Buxton, J. (2016, luglio-agosto), Venezuela despus de Chvez, Intervista alla New Left
Review ,
(99), pp. 7-29.

[12] Lander, E. (2016), op. cit.

[13] Linares , J. (2014, 19 giugno), El peligroso fracking en Venezuela. Aporrea.org.

[14] Telesur. (2015, 22 ottobre), El fracking desequilibr el mercado petrolero mundial,


Telesurtv.net.

[15] Agencia Venezolana de Noticias (AVN) (2016, 27 febbraio), Plan del Arco del Orinoco
contempla industrializar potencial minero nacional.

[16] Sono quelle che maneggiano le maggiori risorse economiche, soprattutto il finanziamento
che gli Stati Uniti stanno elargendo allopposizione fin dal 2002, tramite agenzie quali Usaid e la
NED: cfr. Nez, E. (2014, 5 paprile), Usaid: agencia de desarrollo o de operaciones
encubiertas?, in BBC Mundo.

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[17] Lewit, A., Brito, G. (2016), Radiografa de la MUD: anlisis sobre la


oposicin venezolana, Celag.org. (sito del Centro Estratgico
Latinoamericano Geopoltica).

[18] Si attacc allavaria di 535 macchine del sistema elettronico di votazione nazionale. Se
anche si fosse accertato che cos stavano le cose, si sarebbe trattato di una quantit di voti
marginale rispetto al totale dei suffragi. Cfr. Rosnick, D., Weisbrot, M. (2013, maggio), A
statistical note on the April 14 Venezuelan Presidential Election and audit of results
, Center for Economic and Policy Research (CEPR).

[19] Si veda la Dichiarazione di Panama del 2015 (Pblico, 9 aprile 2015). Felipe Gonzlez si
alle con Aznar per attaccare il governo del Venezuela ().

[20] La sproporzione rese evidente il fallimento del PSUV nellaffrontare i problemi del quadro
elettorale. Il fronte dellopposizione ottenne il 56% dei suffragi mentre il PSUV e il suo Gran Polo
Patriottico il 41%. Naturalmente essendo in gioco 164 seggi, 113 furono assegnati secondo il
sistema maggioritario, mentre i 51 rimanenti si distribuirono in base alla lista. La
supermaggioranza della MUD dipendeva dallappoggio di tre membri provenienti da comunit
indigene. Essa per fin allorch si scopr che erano implicati in una frode elettorale, insieme a
un membro del PSUV e tutti e quattro vennero destituiti (cfr. Buxton, op. cit.).

[21] Pardo, D. (2017, 5 maggio), op. cit., Si esta es una dictadura, es la ms feliz del mundo:
qu piensan y cmo ven los chavistas convencidos la crisis de Venezuela?,
BBC Mundo.

[22] Pardo, D., op. cit. La confusione e la propaganda sono a questo punto allordine del
giorno. Da ricordare lostentata natura di classe con cui iniziano le proteste contro Maduro, poco
dopo la morte di Chavez, concentrate nelle zone pi agiate di Caracas, dove la gente esibiva i
suoi camioncini ultimo modello e gli abiti da 300 dollari. Cfr. Weisbrot, M.
(2014, 20 marzo), The truth about Venezuela: a revolt of the well-off, not a terror campaign, in
The Guardian.

[23] Buxton, J., op. cit.

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[24] Si tratta di dati sicuramente sottostimati, che per giunta oggi stanno aumentando. Si veda:
Cepal. (2016),
Panorama social de Amrica Latina y el Caribe
, 2015. Santiago: ONU.

[25] Questo, in base allaccesso al paniere alimentare previsto per legge. Cfr.
UCV-UCB-USB. (2017, febbraio), Encuesta de Condiciones de Vida en Venezuela
(Encovi), 2016. Caracas, Fundacin Bengoa.

[26] Cepal (2016), op. cit.

[27] UCV-UCB-USB, op. cit.

[28] La svolta, poi, si manifesta: nel disconoscere il Parlamento con gli con lopposizione
maggioritaria (pi volte scavalcato dalle decisioni del TSJ); nel blocco e il rinvio il referendum di
revoca, per il quale lopposizione aveva ottemperato a tutti i requisiti costituzionali; nel rinvio
dello svolgimento delle elezioni a governatore del 2016; e nella convocazione di unAssemblea
Costituente, saltando il requisito preliminare del plebiscito e sopprimendo cos un dispositivo
rispettato dallo stesso Chvez a suo tempo.

[29] BBC Mundo (2012, 11 dicembre), Un mapa del chavismo: socialistas y militares.

[30] Santacecilia, M. (2016, 30 maggio), Quines son las ovejas negras del chavismo?,
Deutsche Welle.

[31] Aporrea. (2017, 25 maggio), Sectores fuera de la polarizacin hacen llamado a detener
escalada de violencia, Aporrea.org.

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