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Esercitazione 14 - 10 dicembre 2015

NOTA: Se le propriet di un mezzo di una quantit, le denizioni, i passaggi sono


spiegati in un esercizio, non verranno riportati anche nei successivi.
Si raccomanda inoltre di riportare sia l'equazione in forma simbolica che quella in cui alle
variabili vengono sostituiti i valori numerici con la relativa unit di misura, es:
b 30 kg
a= = = 3 kg/s
c 10 s

1 Testi
1. Si calcolino i rendimenti di primo e secondo principio, i calori massici scambiati e il lavoro utile
per unit di massa di un ciclo di Carnot ad aria operante fra le temperature T1 = 20 C e
T2 = 300 C, in cui la massima pressione pari a Pmax = 7 bar e il massimo volume specico
3
vale 12 m /kg.

2. La Panda 1000 (cilindrata= 1 000 cm3 ) 4x4 monta un motore i4 (4 cilindri in linea) a benzina
con rapporto di compressione v = 10, che sviluppa una potenza di 45 CV a 4 000 rpm. Il
funzionamento di un motore reale a benzina approssima un ciclo Otto ideale. Si caratterizzi il
ciclo ideale, sapendo che la miscela aria-benzina ha un calore specico a volume costante pari a
cv = 840 J/kgK e ipotizzando che le condizioni di inizio ciclo siano simili a quelle di aspirazione
nel ciclo reale, cio 20 C e 1 atm. Calcolare anche i calori scambiati e i rendimenti di primo
e secondo principio. Si verichi inoltre che la massima temperatura raggiunta sia inferiore a
2 500 C al ne di evitare problemi di tipo termico alle pareti del motore.

3. Un motore V8 (8 cilindri, in due le da 4 per ragioni di compattezza) Diesel da 3 000 cm3 carat-
terizzato da un rapporto di compressione volumetrico v = 20 e da un rapporto di introduzione
c = 2. Le condizioni iniziali sono T1 = 20 C e P1 = 1 atm. Calcolare il lavoro netto e i calori
scambiati dal corrispondente ciclo ideale ad aria e i rendimenti di primo e secondo principio.
Calcolare inne la potenza erogata al regime di 3 500 rpm in CV.

4. In un ciclo Stirling ideale all'inizio del processo di compressione isoterma si ha aria a 100 kPa e
300 K. Il calore fornito dalla sorgente calda a temperatura 1 700 K pari a 800 kJ/kgK. Deter-
minare il rendimento e il lavoro netto.

2 Soluzioni
1. Un ciclo di Carnot rappresenta il modello di ciclo morote ideale: costituito infatti da quattro
fasi, ciascuna deputata a una sola interazione (calore o lavoro), e quindi ottimizzata in funzione di
quello specico scambio. Come si visto nelle scorse esercitazioni, le interazioni fra la macchina e

1
le sorgenti sono principalmente tre: uno scambio di calore con una sorgente ad alta temperatura,
un altro scambio di calore con una sorgente a bassa temperatura e uno scambio di lavoro. Nei
cicli che si vedranno da qui in avanti, le trasformazioni saranno invece quattro, dal momento che,
come si vedr a breve, aggiungere un'ulteriore trasformazione permette di ottimizzare il ciclo,
cio di diminuire la produzione di entropia per irreversibilit.

Questo si vede cominciando ad analizzare i due scambi di calore. Ripassando il signicato del
bilancio entropico, durante una trasformazione ci sono tre termini che possono cambiare l'entropia


del sistema S : l'entropia trasportata (ms), quella scambiata insieme al calore SQ e quella
prodotta per irreversibilit.

La variazione di entropia S da sola, per, non indice della qualit della trasformazione, perch
una funzione di stato, e quindi si limita a prendere atto di una variazione avvenuta fra l'inizio
e la ne dell'interazione: questa eventuale variazione, che pu avere sia segno positivo che segno
negativo, pu essere dovuta a un fenomeno di trasporto (che a priori pi essere sia reversibile
che irreversibile), a uno scambio di calore e quindi di entropia associata al calore (che un
fenomeno siologico, cio un semplice trasferimento di entropia da un sistema a un altro,
quindi anch'esso, a priori, pu essere sia reversibile che non) o, inne, a una generazione di
entropia all'interno del volume, la quale, invece, avviene solo se la trasformazione irreversibile
e quindi la sola che pu dare un indice della qualit della trasformazione.
1

In uno scambio di calore, si visto che si ha generazione di entropia quando la dierenza fra
le temperature del sistema e della sorgente termica diversa da zero. Per questo motivo, se si
vogliono ottimizzare gli scambi di calore, ci sono due strade. La prima prevede di far avvenire gli
scambi a temperatura costante e uguale a quella delle sorgenti, nella seconda la temperatura del

1
Per fare un esempio un po' grezzo ma pi pratico, immaginate di controllare il saldo del conto corrente al primo
giorno del mese e poi all'ultimo e di annotarvi la dierenza: solo guardando la dierenza fra gli euro presenti sul conto,
non potete sapere se avete gestito bene i vostri soldi: per fare questo dovete controllare le spese e i guadagni che avete
avuto. Allo stesso modo, calcolando S in funzione di pressioni e temperature, potete sapere solo quant' la variazione
di entropia fra l'inizio e la ne della trasformazione, ma non come avete condotto quella trasformazione. Se avete gestito
bene o male i vostri risparmi ve lo dice l'analisi di dettaglio delle vostre attivit: immaginate di trovare una variazione
di ricchezza R = 200 A
C.
Nel primo caso avete percepito uno stipendio di 1 100 A
C e avete prelevato 900 A
C in contanti: come se aveste avuto
un usso non materiale di ricchezza in ingresso pari a R = +1 100 A
C e aveste trasportato fuori dalla banca una
quantit di banconote (quindi materiali, dotate cio di massa) pari a una ricchezza in uscita dal vostro conto corrente
di (num. di banconote) r = 900 A
C, dove r il valore di ciascuna banconota. In questo caso avete fatto tutto

legalmente. L'analogo con il bilancio entropico sta nel fatto che il usso non materiale di entropia il termine SQ
(qui era R), cio l'entropia scambiata insieme allo scambio di calore, a cui non corrisponde nessuno scambio di massa,

mentre il usso materiale di entropia ms (qui era (num. di banconote) r), cio l'entropia che non uisce da sola, ma
che viene trasportata insieme a un usso di massa, essendo una propriet intrinseca della massa, esattamente come il
valore di ciascuna banconota r intrinsco alla banconota materiale stessa. Notare che, sia nell'esempio che nei sistemi
termodinamici, i ussi di entropia (materiali e non) si limitano a spostare dell'entropia da un sistema all'altro o fra il
sistema in esame e il suo ambiente, quindi la quantit totale di entropia dell'universo resterebbe invariata, se ci fossero
solo scambi di questo tipo, esattamente come gli A
C in circolazione.
Nel secondo caso, invece, avete percepito sempre uno stipendio di 1 100 A
C e avete prelevato 800 A C in contanti, ma avete
anche pagato con il bancomat 400 A
C: quindi avete avuto un usso non materiale in ingresso di R
in
= +1 100 A
C, un
usso materiale pari a (num. di banconote) r = 800 AC e un altro usso non materiale corrispondente al pagamento
con il bancomat di R
out
= 400 A
C. La dierenza fra la ricchezza in ingresso e la ricchezza in uscita sarebbe in questo caso
di +1 100 A
C 800 A
C 400 AC = 100 AC, mentre sul vostro estratto conto risulta che alla ne del mese avete +200 A C euro
in pi rispetto al mese precedente: come avete fatto? In questo caso avete hackerato il sito della banca e avete generato
dal nulla +300 A
C sul vostro conto corrente, cos da riportare il saldo in positivo di 200 A
C. Ovviamente, in questo caso, a
fronte dello stesso R, non avete fatto tutto legalmente. L'analogo con il bilancio entropico sta nel fatto che, insieme ai
ussi di entropia (materiali e non, entranti e uscenti), si ha una generazione all'interno del volume stesso: in entrambi i
casi, quando si ha generazione, c' qualcosa che non va e nel caso termodinamico si tratta di irreversibilit.
sistema pu variare durante lo scambio termico, ma allora bisogna avere una sorgente termica
la cui temperatura varia in modo tale da essere uguale a quella del sistema punto per punto.
Nel ciclo di Carnot si sceglie la prima strada, e cio si fanno avvenire gli scambi di calore lungo
due isoterme. Nel piano T s, le due isoterme sono rette parallele, e quindi per chiudere il
ciclo non basta SOLO UNA trasformazione, ma ne servono almeno DUE. Ecco quindi che si
fanno avvenire due scambi di lavoro: in un caso, come si vedr svolgendo l'esercizio, si avr
necessariamente lavoro entrante (nella trasformazione che collega l'isoterma inferiore con quella
superiore) e nell'altra lavoro uscente (nella trasformazione che collega l'isoterma superiore con
quella inferiore). Facendo un bilancio entropico su queste due trasformazioni, si vede che, essendo
adiabatiche e reversibili, sono anche isentropiche. La dierenza fra i lavori prodotti lungo queste
due trasformazioni il lavoro netto, che anche il lavoro prodotto dal ciclo.

Riassumendo, quindi, un ciclo di Carnot ideale costituito da due isoterme alternate a due
isentropiche: lungo le prime avvengono gli scambi di calore con altrettante sorgenti che si trovano
alle medesime temperature, lungo le altre due gli scambi di lavoro.

Una peculiarit del ciclo di Carnot che, a priori, pu costituire un modello sia per il ciclo a
componenti aperti (cio a usso continuo, che possono essere modellati come sistemi aperti) che
per il ciclo a componenti chiusi (a massa ssata, modellabili come sistemi chiusi).

Caratterizzare un ciclo signica determinare i valori delle variabili termodinamiche in tutti i


suoi vertici: in questo esercizio si conoscono gi le temperature massima e minima, la pres-
sione massima e il volume specico massimo. Di conseguenza ciascuno dei punti parzialmente
identicato:

punto 1: si trova per convenzione all'inizio della trasformazione lungo la quale entra lavoro
nel ciclo, quindi lungo l'isoterma inferiore: si conosce quindi solo T1 = Tmin = 20 C.
punto 2: si trova lungo l'isoterma superiore, a valle della trasformazione lungo cui entra
lavoro: quindi il punto a massima pressione e massima temperatura, quindi si conoscono
T2 = Tmax = 300 C e P2 = Pmax = 7 bar, ed quindi completamente identicato

punto 3: si trova a valle dello scambio di calore ad alta temperatura e prima della cessione
di lavoro: quindi lungo l'isoterma superiore, per cui T3 = Tmax = 300 C
punto 4: si trova a valle dello scambio di lavoro, lungo l'isoterma inferiore, quindi a
T4 = Tmin = 20 C. Inoltre, il punto 4 quello a volume specico maggiore, per cui
v4 = vmax = 12 m3 /kg. Per trovare la pressione al punto 4 si ricorre all'equazione di stato
dei gas ideali: P4 = Raria T4/v4 = 7 003,6 Pa, dove Raria = R/Maria con Maria = 29 kg/kmol:
il punto 4 quindi completamente caratterizzato.

Serve quindi calcolare le pressioni ai punti 1 e 3. Il punto 1 collegato al punto 2 tramite


una trasformazione isentropica, quindi le pressioni e le temperature nei due punti sono collegate
tramite le leggi dell'isentropica:

 /(1)
T1
P1 = P2 = 0,669 bar
T2

Analogamente i punti 3 e 4 sono collegati tramite un'isentropica, quindi anche in questo caso si
applicano le leggi dell'isentropica:

 /(1)
T3
P3 = P4 = 73,2 kPa
T4
Questo conferma quanto visto per la termodinamica dei sistemi, e cio che il lavoro entra in un
sistema durante una compressione, ed esce durante un'espansione.

Il ciclo si ritiene completamente caratterizzato quando sono note le pressioni e le temperature;


poich in generale ogni variabile termodinamica funzione di altre due, se dovessero servire altre
informazioni, ad esempio le entalpie dei vari punti, si potrebbero calcolare sulla base di pressioni
e temperature.

Per calcolare il legame fra il lavoro e i calori scambiati, si imposta il bilancio energetico sul ciclo:

dE X 
 X X
 = me) +
( Q+ W =
dt
|{z} 
inout

inout inout

no accumulo | {z }
ciclo chiuso

= Wcompr + QH Wesp QC = 0 = Wu = QH QC
dove le tre quantit sono espresse in valore assoluto perch il loro verso (entrante o uscente) gi
stato considerato. I lavori e i calori scambiati sono quantit estensive, e quindi dipendono dalla
massa o dalla portata massica presenti nei componenti del ciclo: in questo esercizio, tuttavia, non
vengono forniti dati n sul tipo di ciclo (a componenti aperti o chiusi, perci non si sa se studiare
tutto in termini di massa o di portata massica) n su nessuna grandezza estensiva (massa, volume,
numero di moli ecc). Di conseguenza, ci si riferir non a lavoro e calori scambiati dal ciclo, ma
ai corrispettivi massici.

Per trovare i calori massici, si impostano i bilanci entropici dei due scambi di calore. Per lo
scambio lungo l'isoterma superiore:

dS X
X
 = (ms) + S Q + S irr = s3 s2 = sQ
dt inout inout
|{z}
|{z} rev.
no accumulo

Potendo calcolare la variazione di entropia specica come

T
3 P3
ln Raria ln
s3 s2 = cp
T P2
| {z 2}

isoT

e l'entropia scambiata insieme agli scambi di calore per unit di massa lungo l'isoterma superiore
come
Z 3
q qH
sQ = =
2 T T3
si ha

P3
qH = T3 Raria ln = 371,01 kJ/kg
P2
Attenzione che l'entropia scambiata viene espressa come il semplice rapporto fra il calore scambi-
ato e la temperatura della trasformazione perch lo scambio di calore a temperatura costante, e
quindi la T a denominatore pu essere portata fuori dall'integrale: in questo caso, quindi, l'ipotesi
di equilibri locali NON viene fatta esplicitamente! Tuttavia, non si pu nemmeno trascurare, per-
ch stata fatta a monte: infatti, se si vuole che lo scambio di calore sia reversibile, ecco che l

spunta l'ipotesi di equilibrio locale, che permette di annullare S irr .
Analogamente, applicando il bilancio entropico allo scambio di calore a bassa temperatura con
le medesime ipotesi, si trova che

P4
qC = T1 Raria ln = 189,96 kJ/kg
P1
da cui

wu = qH qC = 181,34 kJ/kg

Il rendimento di primo principio (o, pi in generale, il rendimento) di un ciclo motore denito


come il rapporto fra l'eetto utile del ciclo e la spesa energetica eettuata per ottenerlo: l'eetto
utile del ciclo motore il cosiddetto lavoro utile o netto, cio la dierenza fra il lavoro entrante e
quello uscente dal ciclo. La corrispondente spesa energetica invece il calore entrante, che arriva
dalla sorgente ad alta temperatura:

Wu wu qH qC qC T1X
X X ln P3
Raria
= 1 X  PP24

I = = = =1
QH qH qH qH T3
Raria
X ln
X
P1

Poich ciascuna delle coppie di punti (1, 2) e (3, 4) sono collegate da isentropiche, si ha, come
calcolato in fase di caratterizzazione del ciclo, che

 /(1)  /(1)  /(1)  /(1)


P1 T1 Tmin P4 T4 Tmin
= = ; = = =
P2 T2 Tmax P3 T3 Tmax
P1 P4 P3 P4 P3 P4 T1 TC
= = = = = ln = ln = I = 1 = 1 = 0,488
P2 P3 P2 P1 P2 P1 T3 TH
La propriet per cui i rapporti fra le pressioni nei punti adiacenti sono uguali una propriet
generale di tutti i cosiddetti, cicli simmetrici, cio cicli ideali costuituiti da due coppie della stessa
trasformazione (in questo caso, due isentropiche e due isoterme).

I = 1 T1/T3 in generale l'espressione del rendimento di un ciclo di Carnot ideale, che prescinde
dai dati numerici. Questa espressione del rendimento molto importante perch costituisce il
punto di riferimento di ogni ciclo motore, dal momento che, ssate le temperature delle sorgenti
termiche, il ciclo di Carnot quello che permette di massimizzare il lavoro utile e il rendimento.
Il rendimento di secondo principio di un ciclo motore denito come il rapporto fra il rendimento
di primo principio del ciclo stesso e il rendimento di primo principio di un ciclo di Carnot ideale
operante fra le stesse temperature estreme. Il rendimento di secondo principio del ciclo di Carnot
e quindi, necessariamente, pari a 1.

Il signicato del rendimento di primo principio l'ecienza della conversione di una certa quantit
di energia in input (sotto forma di calore) nella forma desiderata di energia in output (il lavoro).
Tuttavia, come gi evidente dall'osservazione di I per il ciclo di Carnot, anche lavorando
nella maniera migliore possibile, il rendimento di un ciclo limitato dalle temperature delle due
sorgenti all'interno delle quali il ciclo opera: pi le due temperature delle sorgenti sono vicine,
minore il rendimento del ciclo. A dare un indice, invece, della qualit del ciclo il rendimento
di secondo principio: rapportando il rendimento dello specico ciclo con quello di Carnot ideale
(che il massimo possibile, a parit di temperature delle sorgenti), quantica come si saputa
sfruttare la coppia di sorgenti a disposizione.

Sebbene il ciclo di Carnot sia molto eciente, dal punto di vista operativo pressoch impossibile
realizzarlo, sia perch gli scambi di lavoro avvengono con macchine (turbine, compressori, cilindri
con pistone ecc) con rendimento isentropico minore di 1, sia perch gli scambi di calore sono

regolati dalle leggi della trasmissione del calore, secondo cui, in regime stazionario Q = AkT :

di conseguenza, ssate la conduttivit k e la potenza termica scambiata Q, se la dierenza di
temperatura fra i due mezzi nulla (e quindi nullo anche T ), allora la supercie di scambio
A deve essere innita, cosa che non possibile. Di conseguenza, non essendo possibile realizzare
a rigore nessuna delle trasformazioni previste da un ciclo di Carnot ideale, si cercano dei cicli
motori che via via approssimano al meglio il ciclo di Carnot ma con macchine e uidi reali:

per i cicli chiusi, si utilizzano principalmente tre cicli a gas: il ciclo Otto, il ciclo Diesel e il
ciclo di Stirling.

per i cicli aperti, i cicli principalmente utilizzati sono due: il ciclo Joule-Brayton a gas e il
ciclo Rankine a vapore.

2. Il ciclo Otto ideale un'approssimazione del ciclo di Carnot a componenti chiusi, cio utilizza
sempre la stessa massa di aria presente all'interno di un cilindro: gli scambi di calore avvengono
attraverso le pareti del cilindro stesso, mentre gli scambi di lavoro avvengono perch una delle
pareti del cilindro costituita da un pistone mobile, che consente variazioni di volume. Nel
ciclo Otto ideale, i due scambi di lavoro avvengono sempre lungo due isentropiche, al pari del
ciclo di Carnot, mentre gli scambi di calore avvengono lungo due isocore. Il motivo che, se
si vogliono tenere assolutamente separati gli scambi di lavoro da quelli di calore, non possono
esserci variazioni di volume durante gli scambi di calore.

Il ciclo Otto la versione semplicata di quello che viene utilizzato nei motori a benzina: nelle
automobili, la somministrazione di calore ad alta temperatura viene sostituita con una combus-
tione della miscela combustibile, mentre lo scambio di calore a bassa temperatura viene sostituito
dallo scarico dei gas combusti, caldi, e dall'aspirazione di aria esterna, fresca: nel ciclo ideale,
invece, non ci sono scambi di massa con l'esterno o reazioni chimiche, e gli scambi di calore si
assume che avvengano grazie all'interfaccia con sorgenti termiche esterne.

Nel caso dell'esercizio, prima di tutto occorre stabilire il uido di lavoro: si approssima il gas
con un modello di gas ideale politropico di cv noto. Approssimando il gas come biatomico (cio
dicendo che la quantit di aria molto maggiore di quella di benzina), si sa che = 1.4. Di
conseguenza la costante del gas, dalla legge di Mayer,
 
cp
R = cp cv = cv 1 = cv ( 1) = 336 J/kgK
cv

Prima di caratterizzare il ciclo, si cerca di capire se, almeno in questo caso, possibile ricavare
quanche grandezza estensiva (masse o volumi o numeri di moli) che permettono di calcolare
lavoro e calori scambiati e non solo i loro valori massici. Al punto di inizio ciclo, cio prima della
compressione isentropica, si dice che le condizioni sono pari a quelle di aspirazione di un ciclo
reale, e cio T1 = 20 C e P1 = 1 atm: con l'equazione di stato dei gas ideali si pu calcolare il
volume specico del gas a inizio compressione:

RT1
v1 = = 0,972 m3 /kg
P1

Per ricavare il volume a disposizione del gas si osservano i dati del motore: un motore i4 signica
dotato di 4 cilindri, il che signica che la cilindrata totale (cio il massimo volume complessi-
vamente a disposizione del gas) di 1 000 cm3 va ripartito equamente sui 4 cilindri: ogni cilindro
quindi ha a disposizione Vc = 250 cm3 = 0,000 25 m3 . Il volume a disposizione del gas non rimane
costante durante il ciclo, perch il movimento del pistone lo aumenta e lo diminuisce: quindi Vc
quello a disposizione quando il gas non compresso, quindi fra la ne dell'espansione (punto 4) e
l'inizio della compressione (punto 1). Al punto 1, quindi, si conoscono sia il volume eettivo che
quello specico, e la massa di gas presente all'interno di UN CILINDRO si pu quindi calcolare
come

Vc
mc = = 2,57 104 kg
v1
che rimane costante durante tutto il ciclo, perch il sistema cilindro-pistone chiuso.

Passando ora alla caratterizzazione del ciclo, il punto 1 gi completamente caratterizzato.


Del punto 2 non si conoscono dati espliciti, ma si sa che si trova a valle di una compressione
isentropica a partire dal punto 1. Inoltre noto il rapporto di compressione v : per un ciclo a
componenti chiusi, il rapporto di compressione sottinteso VOLUMETRICO, e cio il rapporto
fra il massimo volume e il minimo volume disponibili al gas durante il ciclo. Il massimo volume
gi stato determinato essere quello del punto 1, mentre il minimo volume sar quello dei punti
2 e 3 che sono isocori fra loro e si trovano a valle della compressione e prima dell'espansione. Di
conseguenza,

v1 v1
v = = v2 = = 0,097 2 m3 /kg
v2 v
Grazie alla legge dell'isentropica e all'equazione di stato dei gas ideali si ricava anche che
 
v1
P2 = P1 = 2,55 MPa
v2
P2 v2
T2 = = 736,28 K
R
Del punto 3 si sa solo che v3 = v2 e lo stesso vale per il punto 4, per cui v4 = V1 . Si sa per che
le trasformazioni 2-3 e 4-1 sono isocore reversibili: i due calori scambiati sono quindi calcolabili
sapendo che per una politropica Q = mcx T , dove cx il calore specico della trasformazione
in cui la quantit x rimane costante, per cui per un'isocora cx = cv :

QH = Q23 = mcv (T3 T2 ) (1)

che positivo e dunque entrante. Per la cessione di calore, si prende il modulo di QC perch si
sa gi che uscente e vale

QC = Q14 = mcv (T4 T1 ) (2)

Nessuno dei due si pu calcolare perch non sono note T3 e T4 . Sono quindi 2 equazioni in 4
incognite. Delle altre due equazioni che si aggiungono, una data dal fatto che il ciclo Otto
ideale un ciclo simmetrico, per cui gode della propriet vista per il ciclo di Carnot di avere
rapporti di pressioni uguali nei punti adiacenti:
       
P3 v4 vmin P2 v1 vmin P3 P2
= = ; = = = =
P4 v3 vmax P1 v2 vmax P4 P3
Esprimendo ciascuna pressione con l'equazione di stato dei gas ideali, si trova anche che

T3 T2
= (3)
T4 T3
che la terza equazione. La quarta il bilancio energetico al ciclo, da cui si trova che

Wu = QH QC (4)

che per aggiunge l'ulteriore incognita Wu e rende necessaria quindi un'ulteriore equazione.
Questa data dal legame fra la potenza media del motore a un numero di giri ssato e il lavoro
prodotto da ogni ciclo termodinamico in ciascun cilindro.
Attenzione: nora considerare una trasformazione come ideale o reale ha portato a dierenze
nei risultati abbastanza piccole (x esempio un'espansione in una turbina reale, con rendimento
isentropico is = 0.95 portava a una variazione di circa il 5% 10% nel valore di temperatura
nale); viceversa, considerare un ciclo motore chiuso (principalmente Otto o Diesel) ideale o reale
in QUESTA OPERAZIONE porta a due risultati radicalmente diversi. Infatti il ciclo ideale ha
per denizione sempre lo stesso gas che evolve nel cilindro, non solo dal punto di vista quantita-
tivo (la massa mc ) ma proprio nel senso che non viene mai ricambiato. Nel ciclo reale, invece,
in due cicli adiacenti, si elabora la stessa massa di gas mc , ma alla ne di ciascun ciclo la massa
utilizzata viene scaricata sotto forma di gas di scarico e della nuova massa viene aspirata. Questo
si ripercuote sulla potenza svilupata per via della struttura del motore. Il moto traslatorio del
pistone, infatti, attraverso un sistema biella-manovella innesca un moto rotatorio all'albero mo-
tore, che trasmette la coppia e la potenza alle ruote. Poich il pistone si trova a chiudere la
faccia inferiore del cilindro, durante le trasformazioni del ciclo termodinamico, in un ciclo ideale
il pistone

si sposta dal punto pi basso (il cosiddetto punto morto inferiore) verso l'alto (il cosiddetto
punto morto superiore) per comprimere il gas (compressione)

rimane fermo nel punto morto superiore durante il riscaldamento isocoro dei gas

si sposta dal punto morto superiore verso quello inferiore durante l'espansione

rimane fermo al punto morto inferiore durante il rareddamento isocoro dei gas

il che signica che si sposta una sola volta e poi torna al punto di partenza: ad ogni ciclo
termodinamico corrisponde un giro dell'albero motore.
Durante il ciclo reale, in cui ci sono una combustione e uno scarico al posto dei due scambi di
calore, il moto del pistone il seguente

si sposta dal punto pi basso (il cosiddetto punto morto inferiore) verso l'alto (il cosiddetto
punto morto superiore) per comprimere l'aria (compressione)

rimane fermo nel punto morto superiore durante l'iniezione della benzina nel cilindro e la
combustione della miscela gas-benzina

si sposta dal punto morto superiore verso quello inferiore durante l'espansione dei gas com-
busti

appena il pistone arriva al punto morto inferiore, si apre la cosiddetta valvola di scarico,
un'apertura nella parte superiore del cilindro deputata a far uscire dal cilindro i gas di
scarico: nel frattempo il pistone ricomincia a spostarsi verso l'alto per spingere i gas combusti
verso la valvola di scarico

quando il pistone ha raggiunto di nuovo il punto morto superiore e i gas di scarico sono usciti
dal cilindro, la valvola di scarico si chiude e si apre un'altra apertura, la cosiddetta valvola
di aspirazione, che consente all'aria esterna di entrare nel cilindro: il pistone si sposta quindi
verso il basso per aspirare l'aria dal'esterno attraverso la valvola di aspirazione.
questo signica che, dopo aver compiuto la parte del ciclo strettamente termodinamica (dalla
compressione all'espansione) facendo compiere un giro all'albero motore, il pistone compie un
ulteriore spostamento prima di tornare al punto di partenza, associato a un altro giro dell'albero
motore: questo signica che, nel motore reale, ad ogni ciclo termodinamico corrispondono due
giri dell'albero motore. Questo accade nei motori automobilistici, che per questo motivo vengono
detti a quattro tempi, a dierenza dei motori degli scooter (o del ciclo Otto ideale stesso) in
cui non c' ricambio di gas ad ogni ciclo, e per questo vengono detti a due tempi.

La ripercussione di questa grande dierenza fra cicli ideali e reali si vede partendo dal fatto che
ogni ciclo termodinamico produce un lavoro netto Wu . Le unit di misura di Wu sono [J], ma
per chiarezza si specica che quello il lavoro prodotto ad ogni ciclo, e quindi si indica come

Wu [J/ciclo] lavoro prodotto ad ogni ciclo termodinamico

per trovare quanto lavoro viene prodotto ad ogni giro dell'albero motore, si ricorda che in un
motore a due tempi (o in un ciclo ideale) un ciclo termodinamico coincide con due giri dell'albero
motore, mentre in un motore a quattro tempi un ciclo completo si ha ogni due giri dell'albero
motore:

Wu [J/ciclo]
W2giro
tempi =
1[ciclo/giro]
Wu [J/ciclo]
W4giro
tempi =
2[cicli/giro]
quindi in generale si pu scrivere che il lavoro prodotto in media per ogni giro dell'albero motore

Wu [J/ciclo]

W giro =
t/2[
cicli/giro]


dove t il numero di tempi. Attenzione che qui si parla di lavoro medio per ogni giro anzich
di lavoro eettivo per ogni giro, perch nel 4 tempi il secondo giro non d luogo alla produzione
di lavoro, ma solo al ricambio del gas. Per passare dal lavoro alla potenza, occorre ricondurre
il lavoro prodotto all'unit di tempo, anzich a ciascun giro: per questo motivo si divide per il
regime di rotazione , che solitamente nei motori automobilistici espresso in [rpm] cio giri al
minuto:


 1 [
minuti/s]

W = W giro [J/  [giri/minuto]
giro]
  = W giro [J/  [giri/
giro]
   minuto]

 60
che espresso in [J/s] = [W ] e quindi indica una potenza. Questa per la potenza media
svilupata da ciascun cilindro, mentre si hanno pi cilindri (4, in questo caso) che lavorano con-
temporaneamente: per trovare la potenza media sviluppata complessivamente si moltiplica la
potenza media di ciascun cilindro per il numero di cilindri ncil :
tot
Wu
W = W ncil = ncil
t/2 60
Questa espressione quindi mostra che considerare un ciclo ideale al posto di uno reale fa ricavare
un valore di potenza doppio rispetto a quello eettivo, cio con una dierenza del 100%, che
inaccettabile, soprattutto se comparata ai sopraccitati 5% 10%.
In questo esercizio si sa che la potenza del motore pari a 45 CV quando si trova a 4 000 rpm.
Questo dato, purtroppo, relativo alla vera Panda, che cio funziona secondo un ciclo Otto
reale a quattro tempi, di conseguenza, SOLO IN QUESTO PUNTO, per ricavare il lavoro utile
prodotto da un ciclo, si utilizza il valore di potenza prodotto da un motore funzionante secondo
un ciclo Otto reale:


tot
W
Wu = = 0,248 kJ
/60 2ncil/t

che il lavoro netto prodotto da un ciclo (avendo convertito la potenza totale in [kW ] con
l'equivalenza 1 CV = 0,735 kW).
Si sostituisce ora il lavoro netto nel bilancio energetico (eq. (4)), in cui i calori scambiati vengono
sostituiti con le loro espressioni fornite dalle equazioni (1) e (2) rispettivamente:

    
T4 T1
Wu = mcv [(T3 T2 ) (T4 T1 )] = mcv T3 1 T2 1
T3 T2

Grazie alla propriet della simmetria del ciclo i rapporti fra le temperature sono uguali (eq. (3)),
per cui
      
T1 T1 T1
Wu = mcv T3 1 T2 1 = mcv 1 (T3 T2 )
T2 T2 T2

in cui l'unica incognita T3 che si pu quindi ricavare come

W
T3 =  u  + T2 = 2 644 K
T1
mcv 1 T2

e quindi si possono ricavare anche la temperatura al punto 4 grazie alla simmetria del ciclo ideale:

T3 T1
T4 = = 1 052,6 K
T2
la pressione al punto 3 note temperatura e volume specico:

RT3
P3 = = 9,058 MPa
v3
e analogamente la pressione al punto 4

RT4
P4 = = 363,65 kPa
v4

Ora che il ciclo interamente caratterizzato, si possono calcolare i calori scambiati utilizzando le
loro espressioni sopraccitate:

QH = Q23 = mcv (T3 T2 ) = 411,89 J

QC = Q14 = mcv (T4 T1 ) = 163,89 J


e i rendimenti di primo e secondo principio, ricordando che l'eetto utile di un ciclo motore il
lavoro netto uscente e che la spesa energetica il calore entrante nel ciclo:

Wu
I = = 0,603
QH
I
II = = 0,678
1 TT13

Si chiede inne di vericare che le temperature del ciclo non superino il valore di soglia Tsoglia =
2 500 C: suciente vericare che la massima temperatura, che quella al punto 3, rimanga al
di sotto di tale valore:

T3 = 2 170,85 C < 2 500 C = OK

3. Il ciclo Diesel un'altra approssimazione del ciclo di Carnot per componenti chiusi e funzionante
a gas. Dal punto di vista termodinamico molto simile al ciclo Otto, con la sola dierenza
che lo scambio di calore ad alta temperatura avviene lungo un'isobara anzich lungo un'isocora.
Il motivo puramente tecnologico: in un ciclo Diesel reale, la combustione avviene in modo
spontaneo quando la pressione e la temperatura del gas raggiungono il valore di autoignizione:
gi durante questa fase, che molto violenta, il pistone viene spinto dai gas, e quindi non rimane
fermo nella stessa posizione. Nel ciclo Diesel ideale, ovviamente, non c' la combustione della
2
miscela di aria e gasolio , ma si ha un semplice scambio di calore, che viene modellato con una
trasformazione isobara anzich isocora. Questo non avviene nel ciclo Otto, nemmeno in quello
reale, perch in quel caso la combustione controllata (innescata dalle candele) e quindi si riesce
a mantenere il volume circa costante anche in questa fase. Per il resto, valgono esattamente gli
stessi discorsi fatti nella trattazione del ciclo Otto.

In questo esercizio, si dice che il ciclo ad aria, quindi la costante del gas semplicemente
R = R/Maria . Per calcolare la massa presente in ciascun cilindro, si calcolano il volume di ciascun
cilindro

V 3 000 cm3
Vc = = = 0,000 375 m3
ncil 8
e il volume specico del gas in un punto in cui eettivamente occupa tutto il volume del cilindro:
questo accade, come nel ciclo Otto, fra la ne dell'espansione (punto 4) e l'inizio della compres-
sione (punto 1). Al punto 1 sono note sia la pressione che la temperatura, e quindi si calcola il
volume specico con l'equazione di stato dei gas ideali:

RT1
v1 = = 0,83 m3
P1
da cui la massa di aria presente in ciascun cilindro

Vc
mc = = 0,000 452 kg
v1

Si pu ora caratterizzare il ciclo: il punto 1 identicato; il punto 2 a valle della compressione


caratterizzata da un rapporto di compressione (sottinteso volumetrico) v = 20, per cui

v1
v2 = = 0,041 5 m3 /kg
v
Si noti che nel caso di ciclo Diesel possibile spingere v no a valori molto pi alti che nel
caso di ciclo Otto: questo perch nel ciclo Otto si vuole comandare la combustione del gas,

2
anche perch non si tratta pi di una miscela di gas, come nel caso della miscela aria-benzina, ma di una sospensione
di gas e goccioline di liquido, la cui trattazione ancora pi complessa, e quindi non pu essere arontata in questo corso
mentre nel Diesel si vuole che questa avvenga spontaneamente: un rapporto di compressione
elevato comporta un maggiore rischio di autoignizione, che quindi va evitato nel ciclo Otto (con
vmax 10), ma non nel Diesel.

Poich il punto 2 si trova a valle di una compressione isentropica, per cui


 
v1
P2 = P1 = 6,71 MPa
v2
P2 v2
T2 = = 971,24 K
R
Il punto 3 isobaro con il punto 2, percui P3 = P2 . Inoltre si conosce il cosiddetto rapporto di
introduzione o di combustione, denito come il rapporto fra i volumi a cavallo della combustione:

v3
= = v3 = v2 = 0,083 m3 /kg
v2
quindi

P3 v3
T3 = = 1 940,52 K
R
Il punto 4, inne, ha lo stesso volume specico del punto 1, da cui v4 = v1 , e si raggiunge
attraverso un'espansione isentropica a partire dal punto 3, per cui
 
v3
P4 = P3 = 267,1 kPa
v4
P4 v4
T4 = = 772,53 K
R
Caratterizzato il ciclo, si possono calcolare i calori scambiati, sapendo che gli scambi avvengono in
modo reversibile, cio lungo una politropica: lo scambio di calore ad alta temperatura avvienene
lungo un'isobara, per cui

QH = mcp (T3 T2 ) = 439,092 J

mentre lo scambio di calore a bassa temperatura (qui preso in modulo perch si sa gi che
uscente) avviene lungo un'isocora:

QC = mcv (T4 T1 ) = 155,51 J

Dal bilancio energetico applicato all'intero ciclo, si trova il lavoro netto

Wu = QH QC = 283,5 J

I rendimenti si trovano come eetto utile diviso per la spesa energetica per quello di primo
principio:

Wu
I = = 0,647
QH
e rapporto fra I e il rendimento di un ciclo di Carnot operante fra le medesime temperature
estreme:

I
II = = 0,763
1 TT13
La potenza media a = 3 500 rpm si trova come nel caso del ciclo Otto (assumendo che il ciclo
reale lavori come un motore a quattro tempi)

tot
ncil
W = Wu = 66,150 kW = 90 CV
t/2 60

4. Un ciclo Stirling caratterizzato dalla mancata separazione fra le trasformazioni in cui si scambia
calore e quelle in cui si scambia lavoro: questo permette di avere sia scambi di calore lungo delle
isoterme che una compressione anch'essa isoterma, che, fra tutte le possibili trasformazioni, la
meno dispendiosa. Si hanno quindi due isentropiche alternate a due isocore. Poich gli scambi
di lavoro e calore avvengono lungo le isoterme, lungo le isocore non ci sono scambi.
Il ciclo Stirling poco conosciuto perch, a fronte di una certa complessit strutturale, con la
tecnologia attuale dicile realizzarne uno di taglia ragionevole per applicazioni civili o industrial
che abbia anche un rendimento accettabile. Al contrario, impiegato in applicazioni in cui le
potenze in gioco sono ridotte (modellismo) o le temperatura della sorgente calda piuttosto bassa
(in impianti a energia solare).

Per caratterizzare il ciclo, si parte come sempre dal punto di inizio compressione: ipotizzando
che il ciclo sia ad aria, poich del punto 1 si conoscono pressione P1 = 100 kPa e temperatura
T1 = 300 K, si pu calcolare il volume specico con l'equazione di stato dei gas ideali:

RT1
v1 = = 0,861 m3 /kg
P1

Il punto 2 isotermo con il punto 1: T2 = T1 .


Il punto 3 e il punto 4 sono lungo l'isoterma superiore: se il ciclo ideale, gli scambi di calore
avvengono sotto dierenze di temperatura nulle, e quindi la temperatura del ciclo lungo l'isoterma
superiore pari alla temperatura della sorgente calda 1 700 K, cio T3 = T4 = 1 700 K. Poich
v4 = v1 , si pu calcolare la pressione al punto 4 grazie all'equazione di stato dei gas ideali:

RT4
P4 = = 566,1 kPa
v4

Restano da caratterizzare i punti 2 e 3. Facendo l'analisi entropica della trasformazione 3-4, si


trova che

dS X   X
= (ms)
 + S Q + S irr
dt 
 |{z}
inout
 inout ideale=rev.
| {z }
chiuso

Integrando nel tempo e dividendo per la massa si trova che

s4 s3 = sQ

dove ciascun termine si esprime, rispettivamente, come

T
4 v4
s4 s3 = cv
ln + R ln
T v3
| {z 3}

34isoT
e, raccogliendo la temperatura, che rimane costante,

Z 4
q qH
sQ = =
3 T T3

si ricava l'unica incognita v3 :


v4 qH v4
R ln = = v3 = qH/RT
= 0,167 m3 /kg
v3 T3 e 3

sapendo dai dati che qH = 800 kJ/kg. Noti v3 e T3 , si ricava P3 = RT3/v3 = 2,9 MPa. Per
caraterizzare inne il punto 2, si sa che v2 = v3 e T2 = T1 , da cui P2 = RT2/v2 = 515,4 kPa.
Per trovare il lavoro netto ci sono due strategie: la prima basata sul bilancio energetico del
ciclo, da cui

wu = qH qC

per cui servirebbe conoscere il calore scambiato con la sorgente a bassa temperatura.
La seconda strategia prevede di calcolare il lavoro netto come dierenza fra il lavoro prodotto
durante l'espansione isoterma e quello assorbito dal ciclo durante la compressione isoterma. Cias-
cuno dei due lavori si trova grazie al bilancio energetico applicato alla singola trasformazione.
Per la compressione il bilancio energetico gi adattato e diviso per la massa

u12 = w12 + q12

Poich la compressione isoterma, si ha

u12 = cv (T2 T1 ) = 0

da cui w12 = q12 e, analogamente w43 = q43 . Poich durante la compressione il lavoro
entrante nel ciclo, il calore uscente, e in modulo costituisce il calore scambiato con la sorgente
termica a bassa temperatura qC . In entrambi i casi, quindi, occorre calcolare il calore scambiato
con la sorgente a bassa temperatura. A questo scopo si procede come per il calore scambiato con
la sorgente ad alta temperatura, impostando il bilancio entropico della trasformazione lungo cui
avviene lo scambio di calore, cio 1-2:

v1
qC = T2 R ln
v2

Di conseguenza, wu = 659 kJ. Il rendimento, cio il rapporto fra l'eetto utile e la spesa ener-
getica, essendo questo un ciclo motore, si calcola come

wu
I = = 0,823
qH