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VANTAGGI DEL POLIETILENE

Il polietilene si distingue dagli altri materiali utilizzati per le reti progettate per il trasporto di fluidi per le sue particolari propriet fisico-
meccaniche. Tra i principali vantaggi, in aggiunta alle ottime prestazioni idrauliche e meccaniche, si evidenziano:
facilit di installazione e manutenzione: i tubi in polietilene possono essere facilmente movimentati ed installati grazie alla loro
leggerezza e flessibilit, con la conseguente riduzione dei costi gestionali; possono inoltre essere realizzate curve di ampio raggio
e le installazioni possono interessare anche aree instabili grazie alla particolare capacit del polietilene di assorbire vibrazioni e
sollecitazioni;
ampia gamma di caratteristiche dimensionali: la possibilit di disporre di tubi in barre della lunghezza desiderata e di tubi
in rotoli di notevole lunghezza fino ad un determinato diametro assicura le soluzioni pi adeguate alle specifiche esigenze degli
installatori;
ridotte perdite di carico: la superficie estremamente liscia (coefficiente di scabrezza K=0,01 per tubi fino a 200 mm di diametro
e 0,05 per i diametri superiori) impedisce la formazione di incrostazioni, assicurando una portata maggiore a parit di diametro
rispetto alle condotte in acciaio ed eliminando la necessit delle operazioni di pulizia;
elevata tenacit: lutilizzo del polietilene conferisce alla condotta una buona resistenza agli urti anche alle basse temperature; la
viscoelasticit del materiale comporta, inoltre, una notevole riduzione delleffetto dei colpi dariete e degli sforzi indotti dalle attivit
di posa e dalle sollecitazioni del terreno;
elevata resistenza alla corrosione: linerzia chimica del polietilene ne rende possibile limpiego anche in terreni aggressivi e in
presenza di correnti vaganti senza riduzioni dello spessore di parete; al tempo stesso, il polietilene presenta unelevata resistenza
ai fenomeni di degrado provocati dallattacco di microorganismi;
resistenza agli agenti atmosferici: il contenuto di nero di carbonio nei tubi neri o di specifici stabilizzanti nei tubi colorati
garantisce la protezione verso le alterazioni dovute ai raggi ultravioletti, con la conseguente possibilit di stoccaggio anche allaperto
per lunghi periodi;
buona resistenza al gelo: sono mantenute le propriet fino a -20 C per impieghi normali (a bassa temperatura il ghiaccio pu
provocare una deformazione della condotta che tuttavia riprender la sua forma iniziale senza rompersi dopo il disgelo) e per
impieghi particolari fino a -60 C;
elevata resistenza chimica: possibilit di utilizzo con una ampia gamma di prodotti chimici e quindi in numerosi settori
dellimpiantistica industriale; le sostanze detergenti possono tuttavia favorire il fenomeno della propagazione della frattura, mentre
i composti idrocarburici possono essere assorbiti con la conseguente riduzione della resistenza meccanica;
idoneit al contatto con gli alimenti: poich il polietilene costituisce un materiale completamente atossico, le tubazioni possono
trasportare acque potabili o fluidi alimentari nel totale rispetto delle normative vigenti;
vita utile di progetto di 50 anni: la durabilit di una rete realizzata in polietilene pu essere prevista in fase progettuale come
corrispondente ad almeno 50 anni, sebbene le resine di ultima generazione possano contare su unaspettativa superiore a 100 anni.

P (bar) Relazione tra diametro interno, portata, velocit del fluido e perdita di carico Relazione tra diametro interno, portata, velocit del fluido e perdita di carico
per acqua a 10C e coefficiente di scabrezza 0,01 mm per acqua a 10C e coefficiente di scabrezza 0,01 mm

H (m/100 ) Di ( ) H (m/100 ) Di ( )

T (min)

A Messa in pressione al valore di prova


B Mantenimento per 30 min
C Riduzione rapida della pressione al valore nominale di 3 Bar V (m V (m
D Aumento della pressione indicatore di assenza di perdite /s) /s)
E Riduzione della pressione indicatore di assenza di perdite
Q (l/s) Q (l/s)

Lentit della sovrapposizione per colpo dariete per manovre brusche (AP oAH espresse
rispettivamente in mar o m) pu essere dedotta, nel caso di condotte realizzate con
PE 100 (modulo elastico 1.000 MPa), pu essere dedotta dalla figura seguente, Relazione tra diametro interno, portata, velocit del fluido e perdita di carico Relazione tra diametro interno, portata, velocit del fluido e perdita di carico
in funzione della velocit del fluido. per acqua a 10C e coefficiente di scabrezza 0,01 mm per acqua a 10C e coefficiente di scabrezza 0,01 mm

H (m/100 ) Di ( ) H (m/100 ) Di ( )
AP (bar) AH (m)

V (m V (m
/s) /s)

Q (l/s) Q (l/s)
V (m/s)

RETI IDRICHE - POSA IN OPERA


SCAVO
In accordo a quanto definito nella norma UNI 11149 (2005), la larghezza minima dello scavo deve essere di almeno 20 cm superiore al
diametro del tubo da contenere. La profondit minima dellinterramento deve essere di 1 m misurata dalla generatrice superiore del tubo
e comunque sempre ponderata sulla base di fattori quali i carichi dinamici sul terreno soprastante o il pericolo di gelo. Qualora non possa
essere rispettata la profondit minima richiesta, la condotta deve essere protetta con manufatti in cemento o guaine tubolari.
Il tipo di scavo da realizzare deve essere valutato, nella fase iniziale di progettazione, in funzione della consistenza del terreno e della
profondit di posa. La classificazione delle trincee la seguente:
trincea stretta (B3dn con H2B)
trincea larga (3dn <B<10dn con H>2B)
trincea infinita (B10dn con H2B)
dove
H = altezza di ricopertura
B = larghezza della trincea
Il montaggio della condotta pu essere realizzato anche esternamente allo scavo, pertanto la posa pu anche avvenire per tratte successive
con lausilio di mezzi meccanici.
1
LETTO DI POSA
Le tubazioni posate sul fondo della trincea devono trovare per tutta la loro lunghezza appoggio continuo. Per questo motivo, il fondo dello
scavo deve essere piano per evitare eventuali sollecitazioni alla condotta. In presenza di terreni pietrosi o comunque non adatti allappoggio
ed alla salvaguardia dellintegrit della condotta, il fondo deve essere livellato con sabbia o altri materiali aventi le stesse caratteristiche
granulometriche. In tutti i casi le condotte realizzate in PE100 devono essere posate sempre su un letto di sabbia con spessore maggiore di
10 cm e protette su tutta la circonferenza con materiale assimilabile ben compattato (fino a 2/3 dellaltezza del tubo necessaria una cura
particolare nel compattamento che deve essere eseguito manualmente per evitare lo spostamento del tubo). Nel caso in cui le condotte siano
realizzate con PE100 VRC (ad elevatissima resistenza alla fessurazione), il letto di sabbia pu essere omesso secondo quanto dettagliato
allinterno della regola tecnica DVGW GW323 e della specifica tecnica PAS 1075.

RIEMPIMENTO
Completata la posa dei tubi nello scavo e compattato lo strato di sabbia fino a 10 cm sopra la direttrice superiore, si prosegue con
lintroduzione di materiali di riempimento selezionati e costipando con mezzi meccanici strati di circa 150 mm per volta fino al riempimento
completo dello scavo secondo la classe di compattazione richiesta in base alle esigenze progettuali. Poich se il tubo bloccato alle estremit
prima del riempimento pu dilatarsi in funzione della temperatura del terreno, necessario eseguire il riempimento per almeno 50 cm sopra
il tubo nelle stesse condizioni di temperatura esterna. , inoltre, consigliabile procedere per tre tratte consecutive di 20-30 m in una sola
direzione (e possibilmente in salita) con ricoprimento fino a 50 cm sopra il tubo nella prima tratta, ricoprimento fino 20
cm nella seconda e posa della sabbia nella terza.
Per permettere al tubo lassestamento nel sottosuolo, una delle sue estremit deve essere lasciata libera di muoversi ed il collegamento
200 deve essere realizzato soltanto dopo che il riempimento stato portato ad almeno 5-6 m di distanza
allaltra estremit del tratto successivo
dal collegamento stesso.
traffico stradale leggero
inoltre consigliata la posa di adeguati nastri di segnalazione sopra la condotta per agevolarne lubicazione nel caso di eventuali successivi
traffico stradale pesante
interventi di manutenzione.
traffico ferroviario
150
RETI IDRICHE - POSA IN OPERA
CALCOLO STATICO PER TUBI INTERRATI
Pressione [kPa]

Il carico esterno trasmesso dal terreno sul tubo interrato induce uno sforzo che si aggiunge a quello derivante dalla pressione interna
generata dal fluido trasportato. I parametri che esercitano influenza sul dimensionamento della condotta (SDR) sono:
la profondit di interramento
100
la tipologia di trincea
il tipo di terreno di posa e di materiale di riempimento
i sovraccarichi esterni statici (corpi presenti sul terreno) e/o dinamici (traffico stradale o ferroviario)
la presenza eventuale di falde acquifere
Il tipo di posa maggiormente utilizzato
50 corrisponde alla trincea stretta (modello di Marston con h2B se B3dn): in questo caso, nel calcolo
del carico del terreno qt intervengono il coefficiente di attrito fra il materiale di reinterro e quello nativo costituente le pareti dello scavo ed il
coefficiente di attrito interno del terreno di reinterro:

qt = C d * y * B
dove
0 1 2 3 4 5
Cd = coefficiente di Marston (dipendente dagli angoli di attrito tra materiale di riempimento e terreno originale oltre che dallangolo di attrito
interno del terreno) Altezza di ricopertura [m]
y = peso specifico del terreno
B = larghezza della trincea misurata in corrispondenza della generatrice superiore del tubo
Per il dimensionamento della condotta sottoposta a traffico veicolare, landamento del carico funzione dellaltezza di ricopertura h e del
tipo di carico dinamico (traffico stradale leggero o pesante, traffico ferroviario). Il caso pi gravoso si realizza in condizioni di trincea infinita
(h2B se B>10dn) e landamento del carico qs illustrato dalla seguente figura.

200
traffico stradale leggero
traffico stradale pesante
traffico ferroviario
150
Pressione [kPa]

100

50

0 1 2 3 4 5

2 Altezza di ricopertura [m]


RETI IDRICHE - COLLAUDO
Le reti idriche posate devono essere sottoposte alla prova di tenuta idraulica per verificare lintegrit di tutti gli elementi costituenti la
condotta (tubi, raccordi, giunti, ecc.). Il collaudo deve essere realizzato da personale qualificato, mediante attrezzature periodicamente
calibrate, e per tratte di condotte non superiori a 800 m, in accordo alle indicazioni dettagliate allinterno della norma UNI 11149 (2005).
La condotta da collaudare deve essere chiusa alle estremit per mezzo di flange imbullonate o tappi saldati e devono essere previsti dispositivi
di sfiato dellaria nei punti pi elevati (viceversa, il posizionamento della stazione di pompaggio deve essere nella parte pi bassa possibile).
Il collaudo deve essere effettuato dopo il ricoprimento della condotta (lasciando scoperti soltanto i giunti) per impedire eccessivi movimenti
nel corso della pressurizzazione, mentre la sua temperatura non deve subire significative variazioni.
Il riempimento della condotta deve essere effettuato lentamente, evitando di dar luogo acolpi dariete, dopodich deve essere espulsa laria
e devono essere chiusi i dispositivi di sfiato. La prova di tenuta deve essere eseguita dopo 24 ore per consentire alla condotta di stabilizzarsi.
La pressione di prova (STP) viene calcolata in base alla pressione massima operativa (MOP) fissata in fase di progetto:
STP = 1,5MOP
e comunque il valore non deve essere inferiore a 6 bar. Lesecuzione prevede la successione delle seguenti fasi:
iniziale pressurizzazione della condotta fino al raggiungimento della STP;
mantenimento della pressione STP per 30 min con ripristini successivi per compensare gli aumenti di volume dovuti alla dilatazione;
rapida riduzione della pressione spillando acqua fino al raggiungimento della pressione di 3 bar;
registrazione dei valori di pressione ad intervalli di tempo stabiliti (5 letture nei primi 2 minuti, successivamente 4 letture ogni 5
minuti ed infine 6 letture ogni 10 minuti;
i valori registrati e diagrammati devono avere un andamento crescente come conseguenza del comportamento viscoelastico del
polietilene (differentemente la riduzione del valore di pressione indicatore di una perdita nel sistema);
Il collaudo considerato positivo quando landamento della pressione misurata crescente o stabile ed i parametri di riferimento devono
essere documentati con lesito in un apposito verbale.
P (bar)

T (min)
RETI GAS - PROGETTAZIONE E POSA
La norma UNI 9165 (2004) definisce i criteri per A Messa
la progettazione, la costruzione, il collaudo, lesercizio e la manutenzione delle condotte,
in pressione al valore di prova
B Mantenimentocon
anche in polietilene, per il trasporto dei gas combustibili per 30pressioni
min massime di esercizio minori o uguali a 5 bar, suddivise nelle seguenti
specie: C Riduzione rapida della pressione al valore nominale di 3 Bar
Tipo
D Aumento della pressione indicatore di assenza di perdite
Intervallo max pressione di esercizio (bar)
E Riduzione della pressione indicatore di assenza di perdite
4a specie 1,5<Pmax5

5a specie 0,5<Pmax1,5
Lentit della sovrapposizione per colpo dariete per manovre brusche (AP oAH espresse
rispettivamente in mar o m) pu essere dedotta, nel,04<P
caso di condotte realizzate con
max0,5 (per gas 1 e 2 famiglia)*
6a speciePE 100 (modulo elastico 1.000 MPa), pu essere dedotta dalla figura seguente,
0,07<Pmax0,5 (per gas 3 famiglia)*
in funzione della velocit del fluido.
Pmax0,04 (per gas 1 e 2 famiglia)*
7a specie
Pmax0,07 (per gas 3 famiglia)*
AP (bar) AH (m)
*1 famiglia: gas manifatturati; 2 famiglia: gas naturali; 3 famiglia: GPL Gas Petrolio Liquefatti.
Il dimensionamento delle reti gas ha come obiettivo la determinazione del diametro della condotta per assicurare il convogliamento della
quantit di gas necessaria. I parametri principali di cui tener conto, esplicitamente presi in esame in fase progettuale, sono:
lubicazione, la tipologia ed il numero di utenze da alimentare, secondo i consumi specifici e tenendo conto anche delle condizioni
climatiche;
la pressione di esercizio (le perdite di carico devono essere contenute entro i parametri di progetto);
la velocit del gas, tale da limitare il trascinamento di impurit, perdite di carico e rumorosit (valori massimi di 5 m/s per condotte
di 7a specie, 15 m/s per condotte di 6a specie, 25 m/s per condotte di 4a e 5a specie).
Le condotte in polietilene devono essere sempre interrate con una profondit minima che funzione della specie, della sede e delle condizioni
di posa, in accordo a quanto indicato nel seguente prospetto:
Profondit minima interramento (m)
Sede di posa 4a e 5a 6a e 7a Note
specie specie
Sede stradale 0,90 0,60
Zone non soggette a
La tubazione deve essere
traffico
0,40 0,40 posata da almeno 0,50 dal
veicolare (marciapiedi,
bordo della carreggiata
parchi pubblici, ecc.)
Per brevi tratti, in
corrispondenza
V (m/s) di cunette e
fossi di scolo, permessa
Terreni di campagna 0,90 0,60 una profondit di
interramento minore ma
comunque non inferiore a
0,50 m
Terreni rocciosi 0,40 0,40
3
In caso di interferenza con altri servizi interrati (parallelismi, sottopassi, ecc.) la distanza misurata tra le due superfici affacciate deve
permettere gli eventuali interventi di manutenzione su entrambe; in ogni caso, se linterferenza riguarda linee elettriche e telefoniche
interrate preesistenti si applicano le disposizioni di legge e le normative emesse
dagli enti competenti.
La posa delle condotte nello scavo deve essere realizzata con modalit tali da evitare il danneggiamento ed anomale sollecitazioni di tipo
meccanico (lappoggio continuo sul fondo dello scavo deve interessare, per tutta la lunghezza, la generatrice inferiore della condotta). Il
fondo dello scavo deve essere piano e privo di asperit ed in presenza di
terreni rocciosi (o nel caso in cui non sia possibile realizzare le condizioni di appoggio), i tubi devono essere posati su un letto di sabbia o di
materiale inerte avente le stesse caratteristiche granulometriche.
Il rinterro dello scavo deve essere ottenuto fino ad assicurare una ricopertura adeguata della condotta con materiali di granulometria tale
da evitare il danneggiamento dei tubi o alle opere di protezione, se presenti. inoltre necessario la sistemazione di un opportuno nastro di
segnalazione sopra la condotta per agevolarne lubicazione nel caso di eventuali successivi interventi per manutenzione.

RETI GAS COLLAUDO


Il collaudo delle reti gas comprensivo di tutte le operazioni necessarie ad accertare la corretta realizzazione delle condotte, sia durante
linstallazione che a conclusione dei lavori.
Le tubazioni posate devono essere sottoposte al test di tenuta della pressione in accordo alle indicazioni fornite dalla norma UNI 9165 (2004).
In relazione al diametro ed alla pressione di collaudo, la prova pu essere sia di tipo pneumatico (impiego di aria o di un gas inerte) oppure
idraulico (prevedendo, in questo caso, le modalit per leliminazione dellacqua) e pu essere effettuata su tronchi di differente lunghezza o
sullintera estensione.
La prova di collaudo, che deve avvenire nelle condizioni pi vicine possibile a quelle di esercizio, consiste nel sottoporre la condotta ad una
pressione pari ad almeno:
1,5 volte la pressione massima di esercizio per condotte di 4a e 5a specie;
1 bar per condotte di 6a e 7a specie.
La prova viene considerata conclusa con esito positivo se la pressione si mantenuta costante per almeno 24 ore (a meno delle variazioni
dovute allinfluenza della temperatura).
Nel caso in cui il collaudo sia eseguito per tratte, o nel caso di inserimento di componenti successivamente alla prova di tenuta a pressione,
dovr essere effettuata una prova finale su tutta la condotta con aria o gas inerte, seguendo le stesse modalit descritte in precedenza.

TECNICHE SENZA SCAVO (NO DIG)


Le tecnologie di installazione senza scavo, note come trenchless technologies o no dig, si sono sempre pi affermate come la soluzione
ottimale sia per il ripristino della funzionalit di condotte gi installate nel sottosuolo ed ormai divenute col tempo difettose o addirittura
inutilizzabili, sia per la nuova messa in opera di tubazioni per fluidi in pressione.
Il punto di forza di queste metodologie di installazione risiede nella:
possibilit di effettuare la posa di tubazioni riducendo al minimo il numero degli scavi da effettuare ed evitando il danneggiamento
delle strutture di superficie e linterferenza geomorfologica
maggiore sicurezza dei cantieri che risultano anche meno ingombranti
maggiore velocit di posa
riduzione globale dei costi
minimo impiego di mano dopera
riduzione dellimpatto socio-ambientale

Le principali tecniche possono essere suddivise in tre ambiti applicativi, secondo la tipologia di intervento:
Rinnovo: le tecniche consentono di ripristinare la funzionalit di condotte gi presenti senza eliminarle
Sostituzione: con queste le tecniche la condotta preesistente nel sottosuolo viene sostituita completamente con una nuova di uguale o
maggiore diametro
Installazione: le tecniche di questo gruppo permettono di installare nuove condutte interrate senza ricorrere a trincee continue.
Nellapplicazione di questi metodi la scelta del tubo in polietilene gioca un ruolo fondamentale, per una variet di caratteristiche che lo
rendono insostituibile, quali:
lelevata resistenza alla propagazione di intagli che si possono generare sulla superficie esterna a seguito dellinserimento in
condotte gi esistenti;
lelevata flessibilit del manufatto fino a grandi diametri per ladattamento alle curve;
ladeguata resistenza meccanica per sopportare le sollecitazioni di trascinamento e torsionali;
il caratteristico comportamento viscoelastico, che permette una riduzione temporanea della sezione in fase di inserimento nella
vecchia condotta;
la facilit di giunzione attraverso le tecniche di saldatura;
lelevata competitivit economica rispetto ad altri materiali;
gli elevati standard di affidabilit e sicurezza nel trasporto di fluidi in pressione (elevata resistenza alla propagazione rapida della
fattura).

Nel rispetto della legislazione vigente (D.P.C.M. del 3/3/99) possono essere utilizzate tecniche senza scavo (no dig) per la riabilitazione di
condotte preesistenti o per la realizzazione di reti interrate ex novo. Tra le metodologie pi utilizzate, che comunque richiedono sempre a
livello preliminare studi morfologici del sottosuolo per una mappatura
tridimensionale del terreno ed ispezioni televisive sullo stato di conservazione delle superfici interne di vecchie reti interrate, in aggiunta da
unoculata selezione dei materiali costituenti le tubazioni utilizzate per lopera, possono essere citate:
SLIP LINING: questa tecnica permette linserimento in ununica soluzione un tratto di condotta avente una lunghezza tra 100 e
300 m allinterno di una condotta di diametro maggiore, realizzando un numero limitato di scavi; napplicabile a tubi con diametro
de compreso nellintervallo 50-1000 mm e PN 2,5-25 e richiede la verifica puntuale dello sforzo di trazione, che deve essere sempre
inferiore al valore massimo ammissibile (lattrito tra le superfici pu essere ridotto ricorrendo ad apposite soluzioni lubrificanti);
CLOSE FIT: nella condotta da sottoporre a risanamento viene inserito un tubo avente un diametro esterno maggiore del diametro
interno della condotta stessa, sfruttando la riduzione della sua sezione; una volta completato linserimento, il nuovo tubo viene
espanso fino alla completa aderenza alle pareti della condotta preesistente;
ROLL DOWN: con questa tecnica, adatta alla gamma diametri 110-500 mm, si effettua linserimento di una nuova tubazione di
diametro esterno uguale a quello interno della condotta gi presente nel sottosuolo, attraverso liniziale riduzione del 10-15% del
suo diametro, il trascinamento allinterno della vecchia condotta e la sua successiva espansione alle dimensioni originali;
SUBLINE: la sostituzione della vecchia condotta viene effettuata con linserimento di tubazioni di spessore sottile dello stesso
diametro operando sul cantiere deformazioni temporanee ad U che riducono lingombro del 40%. Dopo linserimento per
trascinamento, effettuato applicando fasce di contenimento, le tubazioni sono riportate alla forma originale per pressurizzazione;

4
PIPE SPLITTING: le tubazioni gi presenti nel sottosuolo, se costituite da materiali fragili (cemento, gres, ghisa grigia, PVC,
ecc.) possono essere sostituite attraverso unogiva di rottura che le frantuma, seguita da un alesatore che produce una zona di
scorrimento per una nuova condotta in polietilene avente un diametro maggiore o uguale a quello esistente; la tecnica pu essere
utilizzata per tubazioni con diametro fino a 710 mm e per tratti di lunghezza fino a circa 150 m tra uno scavo e laltro;
PIPE BURSTING: le tubazioni gi presenti nel sottosuolo, se costituite da materiali duttili (acciaio, ghisa sferoidale, ecc.) possono
essere sostituite attraverso una testa di taglio che le seziona, seguita da un alesatore che produce una zona di scorrimento per una
nuova condotta in polietilene avente un diametro maggiore o uguale a quello esistente;
DIRECTIONAL DRILLING (TRIVELLAZIONE ORIZZONTALE TELEGUIDATA T.O.T.): con questo termine si raggruppa un
insieme di tecniche che permettono la posa in opera di condotte in polietilene con diametro nellintervallo 50-400 mm e PN 4-25,
realizzando con apparecchiature standard una trivellazione sotterranea direzionabile con un minimo intervento per gli scavi in
superficie; questo metodo prevede lo scavo di un foro pilota di piccolo diametro (in funzione della tubazione da posare e del tipo di
terreno) ed il successivo allargamento del foro per mezzo di un alesatore che percorre a ritroso il tracciato con la contemporanea
posa della nuova condotta ad esso collegata;
MICROTUNNELLING: uno dei metodi pi utilizzati per la posa di condotte aventi diametri nellintervallo 250-3000 mm, basato
sullutilizzo di uno scudo cilindrico attrezzato frontalmente con un dispositivo di perforazione; lavanzamento dellattrezzatura
avviene a mezzo di un carrello di spinta dotato di martinetti agenti sui tubi installati, i quali allavanzare del fronte di scavo, vengono
man mano posizionati in coda al microtunneller e trasmettono a questo la spinta; con lavanzamento del microtunneler il materiale
di scavo sospinto allinterno dello scudo dove viene frantumato fino a dimensioni tali da poter essere trasportato allesterno con
circolazione di sospensioni di bentonite in acqua in circuito chiuso.

CONDOTTE PER SCARICHI - POSA IN OPERA


La profondit di posa delle condotte in PP-HM deve essere stabilita in relazione alle dimensioni delle tubazioni, alle condizioni di messa in
esercizio della condotta ed a parametri specifici di progetto (tipologia del terreno di posa, calcoli statici e dinamici, ecc.).
La profondit dello scavo deve essere tale da garantire unaltezza di copertura minima di almeno 50 cm in caso di condotte soggette a carichi
di automezzi pesanti.
La larghezza minima dello scavo, misurata in corrispondenza del fondo, deve essere regolata dalla profondit della trincea, in accordo a
quanto suggerito dalla seguente tabella (valori espressi in m).

Profondit della trincea (m)


DN
h<1,00 1,00h1,75 1,75<h4,00 h>4,00
110 0,50 0,80 0,90 1,00
160 0,60 0,80 0,90 1,00
200 0,60 0,80 0,90 1,00
250 0,75 0,80 0,90 1,00
315 0,80 0,80 0,90 1,00
400 1,10 1,10 1,10 1,10
500 1,20 1,20 1,20 1,20

Nel terreno di scavo deve essere verificata lassenza di materiali potenzialmente dannosi per i tubi, mentre il terreno deve avere caratteristiche
conformi ai requisiti di progetto e le esigenze dei calcoli statici.
Lo strato di sottofondo inferiore deve servire per lappoggio del tubo consentendo la pi omogenea distribuzione delle tensioni. Deve essere
realizzato e costipato con la massima cura per evitare carichi concentrati locali e deve avere uno spessore minimo di 10 cm (nel caso di
terreni rocciosi almeno 15 cm), prevedendo avvallamenti in corrispondenza dei
raccordi. Lo strato di sottofondo superiore, la cui altezza dipende dallangolo di appoggio della tubazione, deve essere altrettanto accuratamente
costipato, prestando particolare cura al rinfianco laterale ed inferiore della condotta per evitare ogni spostamento. Langolo di appoggio del
tubo, dedotto dai calcoli statici e fondamentale nellinfluenza sulle
deformazioni, pu variare tra 120 e 180. Il rinfianco deve essere effettuato posando lapposito materiale sia a destra che a sinistra del tubo
e verificando che vi sia una adeguata costipazione per ridurre al minimo ogni tipo di deformazione. I materiali per il sottofondo ed il rinfianco
dei tubi non devono contenere oggetti aventi dimensioni superiori a 22 mm per condotte con DN200 mm e superiori a 40 mm in caso di
condotte con DN>250 mm. La copertura, dopo la costipazione, deve avere uno spessore di almeno 15 cm al di sopra del tubo (superiore nel
caso di presenza di pietre aventi dimensioni superiori a 10 cm nel materiale di rinterro).
I tubi devono essere attentamente controllati prima della posa per verificare lassenza di danni dovuti al trasporto. Se necessario, il taglio di
ununit deve essere effettuato perpendicolarmente allasse del tubo con idonea attrezzatura (sega circolare con disco in alluminio o disco
segmentato al diamante). I raccordi non devono, invece, essere mai
accorciati. La successiva smussatura del tubo tagliato pu essere realizzata con una piccola sega circolare con sovrapposto un disco abrasivo,
tenendo conto che langolo di smusso deve essere di circa 15.

METODI DI GIUNZIONE INTRODUZIONE


La variet di tecniche di giunzione disponibili per collegare i diversi elementi costituisce uno dei fattori chiave alla base del successo del
polietilene.
Il collegamento tra tubi e raccordi viene realizzato mediante la giunzione meccanica o la saldatura termica, anche se questultima costituisce
la soluzione di pi ampio utilizzo, considerata la semplicit di esecuzione, la rapidit e leconomicit (nel caso di collegamento tra tubi in
polietilene e tubi metallici sono disponibili sistemi di transizione).
La realizzazione della saldatura prevede il riscaldamento fino alla fusione delle superfici interessate, sia attraverso tecniche ad elementi termici
per contatto (saldatura testa-testa) che per elettrofusione. Le operazioni devono essere eseguite da personale in possesso dellopportuna
abilitazione, mentre le attrezzature di saldatura devono soddisfare i requisiti di conformit alle corrispondenti norme (UNI 10565 e UNI
10566).
Varie sono le caratteristiche che rendono le tubazioni in polietilene particolarmente adeguate alle operazioni di giunzione per saldatura
termica:
qualit delle materie prime: i requisiti delle norme vigenti assicurano una resistenza allossidazione sufficientemente alta per
evitare fenomeni di termo degradazione del materiale; inoltre, la stabilit e linerzia chimica del polietilene ela possibilit di fondere
il materiale ripetutamente a temperature relativamente basse, senza modificare le propriet meccaniche richieste, semplificano
notevolmente i procedimenti di saldatura;
tolleranza geometrica dei manufatti: ci permette una coassialit/conicit delle superfici;
semplicit dei controlli (sia non distruttivi, generalmente visivi ed eseguiti in situ, sia distruttivi, riferiti al controllo di processo):
ci permette standard qualitativi notevolissimi ed una ridotta incidenza della manualit delloperatore;
maneggevolezza delle strumentazioni: ci favorisce al massimo la praticit delloperazione;
compatibilit tra diversi tipi di PE: i prodotti in PE80, monomodali e bimodali, ed i prodotti in PE100, bimodali, sono totalmente
compatibili, indipendentemente dal colore della resina, e quindi saldabili tra di loro con tutti i tipi di saldatura;
compatibilit di diversi spessori: utilizzando la saldatura per elettrofusione possibile unire tubi di diametro esterno uguale
ma con differente spessore di parete; linevitabile variazione della sezione interna non comporta in questo caso la riduzione della
resistenza del giunto, come accadrebbe invece nella saldatura testa a testa.
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La scelta della tecnica di giunzione pi appropriata influenza laffidabilit ed il comportamento a lungo termine della condotta. Generalmente,
i campi di impiego raccomandati per i diversi metodi sono riassunti nel seguente prospetto.

Metodo di saldatura Campo applicativo


Testa-testa dn 63 mm
Elettrofusione dn 20 mm

METODI DI GIUNZIONE ELETTROFUSIONE


Si tratta di un processo di giunzione attraverso il quale i due elementi vengono uniti mediante linserimento delle loro estremit in un
manicotto elettrosaldabile, riscaldato al suo interno per mezzo di una resistenza elettrica (effetto Joule) collegata alla relativa saldatrice. I
parametri di saldatura (intensit e durata della corrente erogata al giunto) sono indicati dal produttore del raccordo e vengono identificati
dalla saldatrice attraverso lalettura ottica di codici a barre.
Lelettrofusione ampiamente utilizzata per la saldatura delle derivazioni della condotta principale, effettuate mediante collari di presa e
selle, per gli interventi di manutenzione su reti e realizzazione di giunzioni tra condotte di diverso spessore (purch con lo stesso diametro).
Le indicazioni di riferimento per questo tipo di saldatura sono contenute nella norma UNI 10521 (1997).
Prima di procedere alla saldatura necessario verificare lefficienza delle attrezzature e le dimensioni degli elementi da collegare (compresa
lovalizzazione dei tubi), considerando realizzabile loperazione soltanto in un campo di temperatura tra -5 e +40 C. Le estremit dei tubi
da saldare devono essere preparate raschiandole per un tratto di lunghezza superiore a quella del raccordo di almeno 10 mm e per una
profondit corrispondente a 0,1 mm per DN63 ed a 0,2 mm per DN>63.

METODI DI GIUNZIONE GIUNZIONE MECCANICA


Questo tipo di giunzione deve garantire caratteristiche di antisfilamento ed assoluta tenuta dellimpianto nelle condizioni di esercizio stabilite
dal progetto; si realizza mediante giunti metallici a serraggio meccanico, alcuni dei quali non esercitano graffaggio sulla superficie esterna
del tubo e necessitano quindi di una boccola interna, oppure raccordi a compressione in materiali plastici.

METODI DI GIUNZIONE - SALDATURA TESTA-TESTA


La condizione necessaria allapplicazione di questa tecnica prevede che i tubi ed i raccordi abbiano gli stessi diametro e spessore nominali.
Il procedimento prevede il raggiungimento della fusione degli elementi da sottoporre a giunzione, attraverso un opportuno termoelemento
(saldatrice a piastre), e quindi nel portare a contatto le due estremit esercitando una compressione per tempi stabiliti.
Gli standard di riferimento per questo tipo di saldatura sono:

UNI 10520 (1997): per tubi di tutti i tipi di PE di qualsiasi dimensione


UNI 10967 (2001): per tubi in PE100 con spessore maggiore di 20 mm

La saldatura deve avvenire in luoghi asciutti ed al riparo da eventuali eventi atmosferici (pioggia, neve, vento, irraggiamento solare diretto)
ed in un intervallo di temperature compreso tra -5 e +40 C. Nella fase preliminare della saldatura, necessaria la pulizia accurata delle
superfici degli elementi da collegare, il loro bloccaggio ed allineamento (con un disassamento massimo del 10% ed in ogni caso mai superiore
a 2 mm) e la fresatura delle superfici da saldare immediatamente prima di procedere alla giunzione.

Il ciclo di saldatura suddiviso nelle seguenti fasi, dettagliate nel prospetto successivo:

1. accostamento e preriscaldamento: le due superfici da saldare sono avvicinate al termoelemento alla temperatura di T, assoggettate ad
una pressione pari a 0,15 MPa e mantenute in contatto per un tempo t1 necessario ad ottenere un cordolo uniforme avente larghezza pari
a (0,5 + 0,1en dove en = spessore di parete del tubo) mm; i valori di pressione del circuito idraulico per questa condizione dipendono dalle
caratteristiche costruttive della saldatrice (i valori sono tabulati per ogni modello dal rispettivo produttore);
2. riscaldamento: la pressione viene ridotta a 0,02 MPa e mantenuta per un tempo t2;
3. rimozione del termoelemento: dopo aver allontanato le due superfici, il termoelemento deve essere tolto nel pi breve tempo possibile
per non raffreddare eccessivamente la zona di saldatura (comunque non superiore a t3);
4. raggiungimento della pressione di saldatura: le due superfici da saldare sono poste in contatto aumentando gradualmente la
pressione in un tempo pari a t4 e fino al valore di 0,15 MPa;
5. saldatura: le due superfici sono mantenute in contatto con una pressione pari a 0,15 MPa per un tempo t5;
6. raffreddamento: gli elementi devono essere mantenuti bloccati alla saldatrice per un tempo t6.

PE80 e PE100 (UNI 10520) PE100 (UNI 10967)


Parametro Unit di misura
en12 en>12 en<20 en20
T Elemento C 21010 20010 2155 2305
t1 s Vedi punto 1 Vedi punto 1 Vedi punto 1 Vedi punto 1
p1 MPa 0,15 0,15 0,15 0,15
t2 s (12en)en (12en)en (12en)en (60+10en)1%
p2 MPa 0,02 0,02 0,02 0,02
t3 s <4+0,3en <4+0,3en <4+0,3en <10
p3 MPa 0 0 0 0
t4 s 4+0,4en 4+0,4en 4+0,4en 10
t5 s (3+ en)60 (3+ en)60 (3+ en)60 10
p5 MPa 0,15 0,15 0,15 0,15
t5 bis s - - - (3+ en)60
p5 bis MPa - - - 0,050,01
t6 s
p6 MPa 0 0 0 0

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CICLO DI SALDATURA PER PE80 E PE100 SECONDO UNI 10520 - CICLO DI SALDATURA PER PE100 (en20 mm) SECONDO UNI 10967

Pressione di contatto [MPa]


Pressione di contatto [MPa]

1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 5 bis 6
0,15
0,15

0,05

0,02
Tempo [s] 0,02
Tempo [s]

t1 t2 t3 t4 t5 t6 t1 t2 t3 t4 t5 t5 bis t6
DOMANDE FREQUENTI
Quali sono le norme di riferimento attualmente applicabili ai tubi in polietilene e polipropilene prodotti da Idrotherm
2000?
Gli standard di riferimento, continuamente revisionati ed aggiornati per tener conto dellevoluzione tecnica dei materiali e delle tecnologie di
trasformazione, sono elencati distintamente per campo applicativo nel prospetto sotto indicato:
Pressione di contatto [MPa]
Norma di
1 Materiale
2 Tubi
3 4 5 5 bis 6 Settore applicativo
riferimento
0,15
Polietilene Trasporto di acqua per uso umano in pressione (UNI) EN 12201-2

Polietilene Propriet organolettiche (odore e sapore) dellacqua trasportata UNI EN 1622

Polietilene Distribuzione di gas combustibili (UNI) EN 1555-2

0,05 Polietilene Trasporto di acqua per usi generali, fognature e scarichi in pressione UNI EN 13244-2

0,02 Polietilene Fognature e scarichi interrati non in pressione UNI EN 12666-1


Tempo [s]
Polietilene Trasporto di fluidi industriali in pressione UNI EN ISO 15494
t1 t2 t3 t4
Polipropilene t5 t5 bis t6
Scarichi e trasporto di fluidi industriali non in pressione UNI EN 13476-2
alto modulo

Come sono classificati i vari tipi di polietilene utilizzati per la realizzazione di condotte per il trasporto di fluidi in
pressione?
La classificazione, definita dalle norme internazionali ISO, avviene in base al parametro MRS (Minimum Required Strength) ossia la resistenza
minima prevista che deve essere garantita dal polietilene dopo 50 anni di esercizio alla temperatura di 20 C.
Lo sforzo circonferenziale, generato contro la parete interna del tubo in conseguenza della pressione idrostatica applicata dallo stesso, vede
associare ad ogni MRS un valore di sforzo di progetto s, ottenuto dividendo MRS per il coefficiente di sicurezza C.
Per le reti di distribuzione dellacqua il coefficiente di sicurezza corrisponde a C=1,25, secondo quanto stabilito dallo standard EN 12201,
mentre per le reti di distribuzione del gas il coefficiente vale C=3,25 (conformemente ai DD.MM. del 16 e 17/4/08).

Designazione MRS s acqua s gas


PE80 8 6,4 2,4
PE100 10 8,0 3,1
PE100 RC 10 8,0 3,1

Qual lintervallo di temperatura applicativo per limpiego dei tubi in polietilene per il trasporto di acqua?
In accordo a quanto previsto dallo standard EN 12201, i tubi per il trasporto di acqua possono essere utilizzati fino alla temperatura limite
di 40 C, considerando che il valore della pressione nominale PN deve essere corretto nellintervallo tra 20 e 40 C secondo il seguente
prospetto:

Temperatura (C) Pressione nominale PN (bar)


20 6,4 10,0 12,5 16,0 25,0
30 5,5 8,7 10,8 13,9 21,7
40 4,7 7,4 9,2 11,8 18,5

Per quanto concerne, invece, il limite inferiore di temperatura di impiego, i tubi in polietilene possono essere utilizzati fino a circa 60
C, compatibilmente con la resistenza chimica del materiale alladditivo introdotto nellacqua come fluido antigelo (a titolo di esempio, il
polietilene chimicamente resistente verso il glicole etilenico secondo quanto
indicato dallo standard ISO/TR 10358).

Qual il campo di pressione previsto per limpiego dei tubi in polietilene per il trasporto di gas combustibili?
Secondo quanto previsto dalle prescrizioni in vigore in Italia (D.M. del 16/4/08 e D.M. del 17/4/08), i tubi in polietilene possono essere
utilizzati al massimo fino a 5 bar (coefficiente di progetto 3,25). In dettaglio, le pressioni massime di esercizio ammesse per le diverse serie
di spessori sono indicate nel seguente prospetto:

SDR Serie PE80 (bar) PE100 (bar)


8 17,6 3 3,7
5 11 5 5

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A quali sostanze il polietilene alta densit risulta chimicamente resistente?
Il polietilene presenta unelevatissima resistenza verso la maggior parte delle sostanze chimiche; insolubile in tutti i solventi inorganici
ed organici a 20 C, ma viene attaccato da mezzi fortemente ossidanti e tende a rigonfiarsi gi a temperatura ambiente. Per una guida alla
valutazione della resistenza chimica nei confronti di diversi agenti pu essere consultato lo standard ISO/TR 10358.

Qual il significato dei termini SDR e S che compaiono nella definizione dei diversi formati di tubi in polietilene?
Con questi termini si definiscono due valori che esprimono entrambi il rapporto dimensionale dei tubi. SDR indica il rapporto dimensionale
standard, ottenuto dividendo il diametro esterno nominale per lo spessore nominale del tubo.

D
N
SDR =
en
S indica invece la serie del tubo (secondo la norma ISO 4065), in accordo alla relazione:

SDR 1
S=
2
Che cosa significa la sigla VRC per i tubi del tipo Renovation VRC?
VRC lacronimo di Very Resistant to Crack (elevatissima resistenza alla fessurazione). Con questa sigla vengono designatitubi contraddistinti
da una straordinaria resistenza ai fenomeni di fessurazione (SCG>5000 ore secondo ISO 13479) provocati incidentalmente da graffi ed
intagli superficiali durante la posa o dai carichi puntuali del terreno. Le
condotte realizzate con PE100 RC, progettate per un tempo di vita superiore a 100 anni, sono ideali per linstallazione in trincea senza il letto
di sabbia e per le varie tecnologie di posa senza scavo (no dig).

Quali sono i settori applicativi per i tubi del tipo Renovation VRC?
I campi di applicazione dei tubi Renovation VRC sono quelli previsti dalle rispettive norme di riferimento per il trasporto di acqua in
pressione per uso umano (EN 12201) e dei gas combustibili (EN 1555): le condizioni operative di impiego sono pertanto le medesime da
adottare con le condotte realizzate in PE100.

I tubi multistrato in polietilene sono conformi alle norme europee?


I tubi multistrato realizzati in PE 100 RC ad esempio del tipo blu/nero/blu (Renovation VRC +) oppure arancio/nero/arancio (Renovation
VRC + Gas), sono contemplati dagli standard europei EN 12201 e EN 1555 per il trasporto dellacqua e dei gas combustibili rispettivamente.
I tubi Renovation VRC + soddisfano i requisiti aggiuntivi, in termini di resistenza alla decoesione, oltre a tutte le altre prescrizioni previste
dalla norma di riferimento.

possibile saldare tubi in PE80 con tubi in PE100 oppure tubi in PE100 con tubi in PE100 RC?
La presenza sul mercato da molti anni di resine PE80 e resine PE100, a cui recentemente si sono aggiunte le resine PE100 RC, rende possibili
differenti combinazioni nella saldatura testa a testa o nella giunzione per elettrofusione. Le evidenze sperimentali raccolte nel corso degli
anni, verificate e comprovate da numerosi istituti europei preposti alle
verifiche sulla saldatura, permettono oggi di asserire con assoluta certezza la totale compatibilit alla saldatura ed affidabilit della giunzione
tra PE80 e PE100 (anche nella variante PE100 RC) di qualsiasi colorazione (es. nero-arancio, nero-blu, ecc).

prevista la marcatura CE sui tubi in polietilene?


Allo stato attuale non possibile marcare CE le tubazioni in materiale plastico per i campi di applicazione del trasporto fluidi in pressione o
degli scarichi.
Contrariamente a quanto previsto dalla risoluzione n 973 del CEN TC 155 dellottobre 2008, infatti, le norme armonizzate EN 15012, EN
15014 e EN 15015 non sono state pubblicate n nella Gazzetta della Comunit Europea n in quella della Repubblica Italiana (pur essendo
rimaste in vigore e recepite come norme UNI EN).
Il CEN ha comunque stabilito la costituzione di gruppi di lavoro per la definizione di nuove norme applicabili ai fini della marcatura CE nel
settore delle tubazioni in materiale plastico e che, una volta pubblicate, sostituiranno le norme attualmente in essere.