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PREMIO DI LAUREA ING.

GIANCARLO GIURLANI
PRESENTAZIONE DELLA TESI DI LAUREA

Autore: Leonardo Balocchi

Titolo: Studio del varo di punta di impalcati metallici. Applicazione ad un caso pratico: "Varo del ponte La Rusca a
Savona"

Relatori: Prof. Ing. Mauro Sassu, Ing. Giovanni Costa

Inquadramento del tema trattato e del lavoro svolto

Lo scopo della tesi lo studio del progetto di montaggio per limpalcato metallico del ponte La Rusca a Savona, con la
tecnica del varo di punta.

Dopo una disamina critica dei metodi di montaggio pi in uso per diversi tipi di impalcati da ponte (in acciaio, misto acciaio-
cls, C.A.P.), svolta anche con lausilio di alcuni esempi pratici, lattenzione viene focalizzata sul varo di punta, di cui sono
descritte caratteristiche e criticit. Un capitolo a parte dedicato allanalisi delle attrezzature di varo.

Nei capitoli successivi descritto il progetto di montaggio del ponte La Rusca, costituito da due impalcati a larghezza
variabile in sezione mista a via inferiore, di cui il primo lungo 32 m ed il secondo di luce ~150m, con schema reticolare a
trave continua su tre appoggi. Il ponte viene varato a spinta costruendo conci di impalcato su una spalla e spingendo la
struttura assemblata verso la spalla opposta. Vengono quindi illustrate le fasi di varo pi significative ed i modelli F.E.M.
utilizzati per lanalisi strutturale.

Si procede, poi, alle verifiche di ponte ed avambecco in fase di montaggio e varo: ampio spazio dedicato alle verifiche
di imbozzamento (in accordo con le norme CNR10011/97 e lEC3) e di stabilit delle anime al passaggio sulle slitte di
varo.

Infine sono riportate le verifiche principali svolte sulle attrezzature utilizzate per le operazioni di varo.

Evidenziazione del grado di innovazione dei risultati ottenuti

Le principali innovazioni introdotte dal presente lavoro di tesi riguardano da un lato la soluzione delle problematiche di
cantiere, quindi le tecnologie e i metodi di montaggio, dall'altro l'analisi e il calcolo delle strutture metalliche in condizioni
transitorie di montaggio.

Innanzitutto l'utilizzo delle coppelle metalliche si pone come importante alternativa al varo con controventi provvisori e
successiva posa di coppelle in c.a.p.: l'installazione di tali elementi gi in fase di montaggio garantisce stabilit al ponte in
fase di varo e riduce drasticamente i tempi di realizzazione della soletta.

In secondo luogo tutti gli accorgimenti previsti, fra cui l'uso di slitte idrauliche e di ritegni laterali regolabili, rende possibile
il varo di punta di un ponte a larghezza variabile e con larghezza di piattabanda inferiore anch'essa variabile pi volte
(avambecco, concio tipico, concio di campata).

Le principali innovazioni, tuttavia, riguardano i metodi di calcolo dell'impalcato metallico in fase di varo.
In primo luogo cambia l'approccio con il solutore, ovvero il programma agli elementi finiti (per la presente tesi stato
utilizzato il software SAP2000) che diventa solo il core, il nucleo della procedura, il motore che elabora i dati di input e
restituisce dati di output all'interno di una architettura pi complessa.

La struttura dei modelli (geometria, carichi, disposizione dei vincoli) creata non tramite interfaccia grafica del software,
ma in forma testuale e, quindi, facilmente gestibile, controllabile e modificabile. Con un ordinamento "intelligente" di
elementi trave e nodi vengono snellite le procedure di verifica e la possibilit di errore minimizzata.

Altro "tassello" importante di questa procedura automatizzata sono le cosiddette "API" di SAP2000, ovvero un'interfaccia
che permette di importare il modello precedentemente creato, far "girare" l'analisi.

L'output del programma, infine, (sollecitazioni, reazioni e deformazioni) gestito con una procedura automatica sviluppata
con il linguaggio VBA ed Excel che permette di valutare tutte le fasi di varo ed effettuare le verifiche sulla condizione pi
sollecitante. L'automazione del processo estremamente importante perch la mole di dati notevole e la procedura di
verifica spesso deve essere reiterate a causa di cambiamenti dovuti alle condizioni al contorno in cantiere o ad esigenze
statiche.

Per quanto riguarda le verifiche l'aspetto pi innovativo l'approccio alle verifiche di imbozzamento delle anime e alle
verifiche dei profili sotto carico concentrato delle slitte di varo (patch loading).

Anche in questo caso stata sviluppata una procedura automatica di calcolo che prevede l'inserimento in un form delle
condizioni geometriche e delle sollecitazioni: la procedura in grado di condurre le verifiche ad imbozzamento e carico
concentrato con un approccio "integrale" e seguendo due approcci distinti: quello delle norme CNR 10011 e quello del pi
recente Eurocodice3 secondo l'approccio tensionale. L'approccio secondo EC3, inoltre, prevede l'elaborazione dei dati
mediante il software EBPlate che mediante una modellazione del pannello d'anima come elemento shell riesce, a partire
da geometria e sollecitazioni, a restituire un moltiplicatore critico dei carichi necessario per la verifica.

Questo approccio alle verifiche di imbozzamento e di patch loading innovativo in quanto costituisce un importante
contributo per chiarire un argomento su cui tuttora la letteratura si sta esprimendo.

Evidenziazione del possibile impatto applicativo dei risultati ottenuti

Innanzitutto la tesi ha gi avuto un importante impatto applicativo in quanto il Ponte La Rusca a Savona attualmente in
fase di montaggio. Le principali attrezzature di varo sono gi poste in opera (avambecco, traversa di tiro, pile provvisorie,
slitte, argani di tiro e trattenuta).

Il progetto di montaggio del Ponte la Rusca ha mostrato quanto la tecnica del varo di punta sia vantaggiosa nel caso di
montaggi in siti con interferenze significative, come le aree urbane: nonostante la presenza di numerosi assi viari e
ferroviari lungo lasse del tracciato, possibile varare il ponte evitando, quasi completamente, interruzioni del traffico
veicolare e ferroviario. Inoltre i tempi di montaggio sono relativamente brevi (la fase di spinta pu essere completata
nellarco di una settimana) e la sicurezza degli operatori, che lavorano in quota solo per interventi limitati.

A ci si aggiunge la complicazione apportata dalla variazione di larghezza dellimpalcato complichino non poco le fasi di
varo; nonostante ci, con una opportuna scansione delle fasi di varo e lutilizzo di pile provvisorie ed appoggi idraulici,
stato possibile concepire un sistema di manovre che consente la traslazione delle slitte, per modificarne linterasse.

La conoscenza degli ingombri e delle problematiche di cantiere si dimostrata indispensabile per operare scelte adeguate.
Ad esempio, mentre i sollevamenti sotto lanima della briglia inferiore, a cavallo delle slitte, sono sempre possibili sul
campo varo, sugli altri allineamenti sarebbe necessario agire sotto i traversi a causa di interferenze con altri elementi quali
baggioli e appoggi definitivi; poich i traversi andrebbero in crisi, stato necessario utilizzare un allineamento di pile
provvisorie munito di slitte idrauliche ed una stilata di calaggio.

Per arrivare al progetto di montaggio definitivo stato necessario interfacciarsi con limpresa generale responsabile del
getto delle sottostrutture e, iterativamente, arrivare alla soluzione delle criticit di cantiere.

La progettazione delle attrezzature di varo ha portato ad una comprensione maggiore della tecnica del varo di punta. In
particolare stato interessante progettare lavambecco, una struttura leggera che potr essere riutilizzata per altri
montaggi.

L'utilizzo di predalle metalliche al posto delle classiche predalle in C.A.P. ha permesso l'ottimizzazione di processi di
montaggio. Le coppelle metalliche, infatti, svolgono una duplice funzione: da un lato fungono da cassero per il getto di
calcestruzzo della soletta (che pu essere a perdere o reso collaborante con il getto assurgendo a tutti gli effetti armatura
inferiore per la soletta) e dall'altro svolgono il ruolo di controventatura provvisoria dell'impalcato costituendo una piastra
semi-rigida collegata all'estradosso superiore dei traversi e delle briglie inferiori del ponte, molto sovrabbondante e, perci,
sicura dal punto di vista statico. I vantaggi sono molteplici in quanto si evita l'installazione di controventi provvisori e non
occorre montare, e quindi movimentare, le predalle in c.a.p. in un secondo momento con notevoli vantaggi in termini di
economicit, sicurezza tempistiche realizzative.

Alla luce di quanto detto finora, la prima parte della tesi, una panoramica dello stato dellarte per quanto riguarda i metodi
costruttivi e le attrezzature di varo, si rivelata molto utile: prima di affrontare un progetto indispensabile documentarsi
su cosa abbiano fatto coloro che prima di noi si sono cimentati in qualcosa di simile; bisogna, poi, chiedersi quali siano
buone soluzioni e cosa, invece, si pu pensare di migliorare dal punto di vista tecnico ed economico.

Tuttavia le operazioni di montaggio si scontrano con le esigenze statiche della struttura. Il progetto di varo del Ponte La
Rusca stato unottima occasione per mettere a punto metodi di calcolo accurati ma, allo stesso tempo, controllabili in
modo semplice da parte del progettista.

Innanzitutto per cogliere il comportamento del ponte in ogni fase sono stati creati 38 modelli di calcolo agli elementi finiti:
per generare un numero cos ingente di modelli stato necessario utilizzare un input testuale di SAP2000 e partire da un
modello completo in cui lasciare, in ogni fase, solo gli elementi effettivamente montati. I modelli sono stati controllati con
calcoli manuali verificandone il corretto caricamento mediante visione delle reazioni alla base e del momento di sbalzo
(configurazione isostatica).

Avere dei risultati accurati in termini di reazioni permette un controllo continuo del comportamento del ponte in fase di
varo, necessario per verificare la rispondenza dei calcoli con la realt.

Per gestire la mole di dati di output di 38 modelli stato necessario mettere a punto procedure informatiche opportune,
che potranno trovare impiego in progetti futuri.

Le verifiche di resistenze sono state riportate in forma molto sintetica, non destando particolari problemi: tali verifiche,
infatti, sono eseguite sulla sezione lorda, salvo, poi, effettuare le eventuali verifiche di imbozzamento.

Le verifiche di stabilit per carico di punta si sono rese necessarie essenzialmente per gli elementi costituiti da profili
accoppiati: per questo tipo di sezioni, alle verifiche svolte secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni e gli Eurocodici,
si sono affiancate le verifiche condotte secondo CNR, che meglio consentono di coglierne il comportamento.
Rilevanza scientifica dei risultati ottenuti ed eventuali pubblicazioni degli stessi

Le principali implicazioni scientifiche della Tesi riguardano i metodi di analisi e di verifica dell'impalcato in fase di varo., in
particolar modo le verifiche pi complesse per la carpenteria metallica, soprattutto nel caso di travi a doppio T di altezza
importante: verifiche di imbozzamento delle anime e verifiche delle anime a carico concentrato (patch loading).

Per le verifiche ad imbozzamento stato messo a punto un foglio di calcolo universale capace di verificare pannelli di
geometria qualsiasi, con o senza irrigidenti longitudinali e con la possibilit di tenere in conto diverse distribuzioni di
tensioni normali alle due estremit del pannello. Lapproccio seguito, lapproccio tensionale riportato nellEC3-1-5: Capitolo
10, si dimostrato affidabile perch in sostanziale accordo con i risultati dati dalla CNR 1011/97. Una volta convinti della
bont del metodo, questo potr essere applicato in maniera diffusa per i progetti a venire.

La potenza dellapproccio tensionale sta anche nella possibilit di poter effettuare, con opportuni accorgimenti, anche
verifiche ad imbozzamento delle anime soggette a carichi concentrati (patch loading). Lapproccio semplificato suggerito
dallAppendice B dellEC3-1-5, unitamente allutilizzo di software agli elementi finiti per il calcolo dei moltiplicatori critici, si
dimostrato particolarmente potente perch semplice ed accurato. Inoltre, il fatto che questi calcoli possano essere
inglobati in un processo di verifica automatizzato apre spiragli interessanti per la verifica di strutture costituite da un elevato
numero di elementi.

Questa tesi stata uno spunto per indagare il panorama normativo attuale e per metterlo a confronto con normative pi
datate ma di comprovata validit. Tale confronto, effettuato su numeri e casi concreti, permette di capire quali siano i
parametri fondamentali che influenzano le verifiche, quale sia lapproccio pi cautelativo e se verifiche pi raffinate
possano dare vantaggi apprezzabili. Questo raffronto ci aiuta a comprendere che, spesso, necessario integrare il testo
normativo di riferimento con altre normative o istruzioni di comprovata validit, che permettono di validare ulteriormente il
testo di riferimento.

Uno sviluppo futuro molto interessante, potrebbe essere il confronto fra Eurocodici, CNR10011/97 e altre normative
straniere (fra le quali le British Standards) in materia di imbozzamento e patch load, ampliando la casistica (in quanto a
geometrie e stati tensionali) e considerando anche lapproccio alle sezioni efficaci proposto dallEurocodice 3.