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Indice

0.) Prefazione (pag. 5) 2.4) UDP/ICMP Flood (pag. 25)

0.1) A chi rivolto questo DOC (pag. 5) 2.4.1) Simulare un attacco UDP/ICMP Flood (pag. 27)

0.2) Come leggere questo DOC (pag. 5) 2.4.2) Mitigare un attacco UDP/ICMP Flood (pag. 28)

0.3) Licenza dUso (pag. 6) 2.5) Syn Flood (pag. 30)

1.) Fondamentali (pag. 7) 2.5.1) Simulare un attacco SYN Flood (pag. 31)

1.1) Il Computer (pag. 7) 2.5.2) Mitigare un attacco SYN Flood (pag. 33)

1.2) Reti (pag. 8) 2.6) HTTP Flood (pag. 33)

1.2.1) Sistema Client Server (pag. 10) 2.6.1) Simulare un attacco HTTP Flood (pag. 35)

1.2.2) Servizi e Porte (pag. 11) 2.6.2) Mitigare un attacco HTTP Flood (pag. 37)

1.2.3) Pacchetti (pag. 13) 2.7) Slowloris (pag. 37)

2.) Denial of Service (pag. 15) 2.7.1) Simulare un attacco Slowloris (pag. 39)

2.1) La teoria del DoS (pag. 15) 2.7.2) Mitigare un attacco Slowloris (pag. 40)

2.2) Negazione di Servizio (pag. 16) 3.) Considerazioni (pag. 41)

2.2.1) I pericoli del DoS (pag. 16)

2.2.2) Sistemi vulnerabili ai DoS (pag. 17)

2.2.3) Conseguenze di un attacco DoS (pag. 18)

2.3) Tipologie di attacchi DoS (pag. 19)

2.3.1) Categorie di DoS (pag. 19)

2.3.2) Attacchi DoS Volumetrici/Protocollo (pag. 20)

2.3.3) DDoS e DrDoS (pag. 23)

2.3.3.1) Distributed Denial of Service (pag. 23)

2.3.3.2) Distributed Reflected Denial of Service (pag. 24)


Autore
Stefano > murdercode < Novelli, 26 anni,
programmatore e designer web.
Fondatore della community www.inforge.net e
ideatore dellebook.

Contributi
Marco > ecvz < Padovan, 31 anni, programmatore e sistemista
informatico. Fondatore dellhosting www.hiperz.net

> Max Fridman <, 25 anni,


membro Staff di www.inforge.net

Francesco > Nhoya < Giordano, 21 anni,


membro Staff di www.inforge.net

Claudio > Sharu < Sciortino, 18 anni,


membro Staff di www.inforge.net

> B4ckdoor <, programmatore e creatore del B4ckself


Questo Ebook viene distribuito gratuitamente
in licenza Copyleft Creative Commons Italia
dalla community italiana

Inforge.net
Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale
0. Prefazione
In questa primo capitolo parleremo delletica e dei motivi che ci hanno spinto a scrivere questo documento.
Si consiglia la lettura cos da fruire nel migliore dei modi delle informazioni riportate in seguito.

0.1) A chi rivolto questo DOC


Lobiettivo di questo documento quello di spiegare, attraverso concetti semplici e alla portata di tutti, il fenomeno del Denial

of Service e di tutto ci che lo circonda.

0.2) Come leggere questo DOC


Questo documento stato scritto usando un linguaggio il pi semplice e chiaro possibile.

Ci potrebbe tuttavia far storcere il naso agli esperti di settore; sappiamo quanto loro ci tengano ad essere tecnicamente in-

comprensibili.

Consigliamo quindi a tutti di non limitarsi in buona fede delle nostre parole ma di informarsi sempre e comunque su ci che

diciamo, di confrontarlo e di discuterlo allinterno del forum http://www.inforge.net/ .

Il documento strutturato in modo da poter essere letto sia in maniera lineare (dallinizio alla fine) sia a pezzi. Ci nonostan-

te, consigliamo perlomeno la lettura dei Fondamentali (cap. 1), per riuscire a cogliere appieno tutta la terminologia e i tecni-

cismi del caso.


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0. Prefazione

Leggenda delle Icone

Le parti tutte in corsivo saranno invece scaglioni di


codice di programmazione. Verranno tutte commen- Questa icona rappresenta un argomento di natura
tate, ma si da per ipotesi che il lettore conosca un tecnica che potrebbe non essere comprensibile a chi
minimo di programmazione. non esperto del settore.

0.3) Licenza dUso


GUIDA COMPLETA al DENIAL OF SERVICE un ebook ideato e curato da Stefano murdercode Novelli.

Le azioni e le informazioni che otterrete sono da riternersi per puro scopo informativo e illustrativo.

Qualunque atto vada contro la legge informatica n.23 art. 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13 perseguibile e punibile penalmente.

Le azioni riportare nel documento sono state testate su macchine di propriet.

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1. Fondamentali
In questo capitolo cercheremo di riportare tutte le informazioni fondamentali per apprendere al meglio gli argomenti pi
avanzati della lettura.

1.1) Il Computer
Iniziamo ovviamente dal concetto pi essenziale: il Computer.

Non limitiamoci per a vederlo come il computer fisso o il portatile che tutti noi abbiamo in casa (si spera!) ma pi come a un

qualunque dispositivo in grado di eseguire calcoli matematici, restituendo un output grazie al risultato delle istruzioni che ela-

borano i dati proveniente da un input esterno.

Ok un attimo: cosa significa?

Un input pu essere un valore o una serie di valori che vengono inviati al nostro computer. Possono essere valori numerici,

parole, azioni compiute.

Un esempio pu essere il movimento del mouse: nella sua versione analogica (quella con la palletta insomma) il mouse invia

dati in input al computer; questi dati sono i due assi verticale e orizzontale, e sono valori numerici.

Listruzione invece il software che elabora il dato: senza listruzione, i valori inviati dal nostro mouse sarebbero inutili. Li-

struzione invece raccoglie i dati, li riconosce come valori del mouse e li prepara per mostrare il risultato.
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1. Fondamentali

Loutput appunto il risultato dellunione input+istruzione: possiamo quindi dire che loutput il cursore che si muove allin-

terno del nostro schermo.

Tutto chiaro?

Bene, torniamo a noi.

Dicevamo che non dobbiamo limitarci a vedere il computer come al PC Desktop o il Notebook ma a qualunque dispositivo in

grado di elaborare un input e mostrare un output. Quindi teniamo conto anche dei tablet, degli smartphone e dei router: in-

somma, allarghiamo i nostri orizzonti.

1.2) Reti
La rete informatica un insieme di computer collegati tra di loro, rendendoli in grado di trasmettersi informazioni e condivider-

si periferiche e risorse.

La rete pu avere uno o pi seguenti di questi scopi:

Condividere delle risorse (file, applicazioni o hardware, connessioni a internet etc...)

Comunicare fra persone (email, chat etc...)

Lavorare sullo stesso progetto

Videogiocare

... e tanto altro.

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1. Fondamentali

Le reti possono poi essere classificate in base alla loro dimensione geografica:

LAN: reti di superficie ridotta (una stanza o un edificio) caratterizzata da alte prestazioni e

mezzi di trasmessione molto veloci.

MAN: reti di grandi dimensioni, ai livelli di unarea urbana o metropolitana (es. fibra ottica)

WAN: reti di superficie geografiche (regioni o intere nazioni)

Le reti possono essere di due tipi di gerarchie: Client/Server e P2P (Peer to Peer).

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1. Fondamentali

Internet, la pi grande rete mai creata, attualmente fa affidamento ad entrambe le tipologie di gerarchia.Tuttavia nella na-

vigazione nel World Wide Web (www, con protocollo di comunicazione http) si fa affidamento principalmente alla struttura

Client/Server, che tratteremo in questo documento.

1.2.1) Sistema Client Server


La tipologia Client-Server indica unarchitettura di rete nella quale genericamente un computer (Client) si collega ad un altro

computer (Server).

Il Client, collegandosi al Server, potr fruire di tutti i servizi che gli vengono concessi.

Tali servizi possono essere:

Pagine Web

Invio/Ricezione Mail

Server di trasferimento dati

Server di gioco

... e, ovviamente, molto altro.

Ricapitoliamo:

Client riceve servizi dal Server

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1. Fondamentali

Questo concetto dovete tenerlo a mente, poich sar la base di tutto quello che diremo in questo documento.

Sia i server che i client hanno inoltre un indirizzo identificativo nella rete chiamato IP.

Tale indirizzo unico e rappresenta il computer nella rete (un p come un numero di cellulare che rappresenta la SIM).

1.2.2) Servizi e Porte


Come abbiamo gi accennato, i servizi di un server possono essere svariati (pagine web, email, chat, server di gioco etc...).

Per poter smistare e riconoscere tutti i servizi, il Server utilizza le porte.

Possiamo immaginarle come a delle corsie di unautostrada; ogni corsia dedicata ad un solo tipo di autovettura. Allo stesso

modo, ogni servizio viaggia allinterno della propria corsia (la porta, appunto).

NB: sia Server che Client hanno porte di comunicazione, tuttavia i client spesso le hanno chiuse e/o filtrate.

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1. Fondamentali

Porta Protocollo Porta Protocollo


21 FTP 465 SMTP (SSL)
22 SSH 993 IMAP (SSL)
23 TELNET 995 POP3 (SSL)
25 SMTP 1080 SOCKS PROXY
53 DNS 1994 OPENVPN
80 HTTP 3306 MYSQL
110 POP3 5432 POSTGRESQL
137 NETBIOS 6667 IRC
443 HTTPS 8080 HTTP (WEB CACHE)

Come possibile vedere, ad ogni porta corrisponde un protocollo.

I protocolli di comunicazione sono regole utilizzate da due computer per comunicare tra di loro: come un giapponese ed un

italiano, due computer che non parlano la stessa lingua difficilmente

riusciranno a capirsi.

Tutti questi protocolli sono definiti dal modello di riferimento OSI (Open System Interconnection).

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1. Fondamentali

l modello OSI contiene le regole e gli standard che consentono a qualsiasi sistema di comunicare con altrettanti

sistemi. Questi protocolli sono strutturati in sette livelli, e ognuno ha un compito ben preciso.

I sette livelli OSI sono:

1. Livello Fisico: trasmissione di flussi di dati raw

2. Livello data-link: trasferimento di dati da due punti

3. Livello di rete: indirizzamento e trasferimento dati

4. Livello di trasporto: trasmissione affidabile dei dati

5. Livello di sessione: stabilimento e mantenimento della connessione

Guida Completa al Denial of Service 11

6. Livello di presentazione: presentazione dati, cifratura e compressione 7. Livello di applicazione: esecuzione delle

applicazioni

1.2.3) Pacchetti
I pacchetti sono contenitori di dati che viaggiano allinterno di una rete, sfruttando il metodo di trasferimento a commutazione

di pacchetto (approfondimento pacchetti di rete).

Ve lo rispiego in linguaggio volgare: un pacchetto contiene le informazioni da passare a un altro computer. Meglio? :)

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1. Fondamentali

Essi sono formati da tre parti:

Header: contiene tutte le informazioni necessarie alla trasmissione (mittente, destinatario

etc...).

Data: contiene le informazioni da scambiare

Checksum: un codice di controllo per la verifica dellintegrit del pacchetto

I pacchetti viaggiano continuamente da un computer ad un altro.

Viaggiano quando siamo connessi in una LAN (magari tra uno switch e un notebook), viaggiano quando siamo connessi su

Skype oppure quando stiamo navigando su Facebook.

E possibile che il vostro router di casa invii pacchetti al vostro tablet per vedere se ancora connesso.

Nello specifico, ogni pacchetto contiene implementazioni dei protocolli dei 7 livelli OSI.

Ogni livello viene avvolto dal livello soprastante a m di cipolla, definendo cos degli strati livello; questo serve per

permettere la lettura di alcune informazioni solo a chi ne ha necessit (es. il router avr bisogno di leggere solo le

informazioni del Livello 3 aka Livello di Rete).

Tale processo viene definito incapsulamento.

Ogni pacchetto ha una lunghezza massima di dati (MTU) e una lunghezza minima.

In caso di superamento della lunghezza massima, il pacchetto verr frammentato in pi segmenti. In caso di non raggiungi-

mento di una lunghezza minima, il pacchetto verr riempito (padding).


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2. Denial of Service
Negazione di servizio: dalle sue prime versioni a quelle attuali. Metodi di attacco e di difesa di uno delle tecniche di cyber-ter-
rorismo pi in voga negli ultimi anni.

2.1) La teoria del DoS


Immaginate una lunga coda al casello dellautostrada; come molti di voi sapranno, ogni corsia in grado di contenere e gesti-

re una macchina per volta.

Ora, tutti i caselli delle autostrade sono il vostro server.

Gli utenti (i Client) sono le macchina sono in coda.

Immaginiamo a questo punto di prendere 10.000 macchine e farle andare tutte assieme a fare la fila. Qual il risultato? Che

la fila si intasa.

E proprio come in unautostrada, dove ogni corsia corrisponde ad un servizio, se si effettua una richiesta massiccia di quel ser-

vizio (come la coda), tale servizio si blocca.

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2. Denial of Service

2.2) Negazione del Servizio


Ora che abbiamo capito il concetto base del DoS (Denial of Service, appunto Negazione del Servizio) entriamo un p pi nel

vivo dellargomento.

Prima abbiamo parlato di 10.000 persone, ma cosa sono queste persone? Sono Computers?

No, sono richieste e, come ben sappiamo, una richiesta si fa attraverso linvio e la ricezione di un pacchetto (vedi 1.2.3).

La teoria dellattacco vuole quindi che generando milioni e milioni di richieste ad un server, questo cessa di erogare servizi.

2.2.1) I pericoli del DoS


Come pu una tipologia di attacco avere un cos grande successo a distanza di anni dalla sua ideazione?

Sono stati creati anti-virus, anti-trojan, anti-malware, anti-qualunquecosa ma non mai stato inventato un anti-ddos, neanche

dopo il boom del DoS nel 2011 (e in continua crescita).

Cosa si pu fare per fermarli?

La soluzione al problema varia di caso in caso, tuttavia pi avanti cercheremo di trattare a fondo il tema.

Purtroppo per non possiamo assicurarvi nulla: la rete stessa ad avere un sistema marcio, che non garantisce laffidabilit di

ogni informazione scambiata.

Essendo progettata come rete affidabile, Internet permette alla maggior parte dei dispositivi di scambiare qualunque infor-

mazione senza un controllo sulla veridicit dello scambio di informazioni.

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2. Denial of Service

Come mai gli attacchi DoS sono in rapida crescita?

Con la disponibilit sempre maggiore di nuovi computer, ma anche (e soprattutto) di VPS sempre pi potenti e meno costose

(cos come anche le linee di connessione), chiunque pu effettuare attacchi massicci.

Inoltre, gli attacchi di basso livello sono alla portata di tutti: basterebbe fare una piccola ricerca su qualunque motore di ricer-

ca e restare meravigliati dalle varianti dei software che permettono di fare ci, il tutto ovviamente senza avere un briciolo di

conoscenza sul tema.

2.2.2) Sistemi vulnerabili ai DoS


Come gi accennato, la tipologia pi comune di attacco DoS consiste nellinondare le risorse di un server con tante richieste.

Questo tipo di attacco sovraccarica la coda di gestione delle risorse di un server, o nei casi pi blandi, rallenta i tempi di rispo-

sta in modo significativo.

Per adesso per ci siamo limitati a parlare di Server, ergo si suppone che solo questi siano vulnerabili agli attacchi di DoS.

In realt possibile attaccare un computer specifico, una porta o un servizio, unintera rete o il componente del sistema; pu

anche avere come obiettivi sistemi di comunicazione fra persone (telefoni, portatili, allarmi, fax, stampanti etc...)

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2. Denial of Service

2.2.3) Conseguenze di un attacco DoS


Come ovviamente avrete intuito, lo scopo di tale attacco quello di non permettere pi ad un dispositivo di inviare e/o riceve-

re informazioni allinterno di una rete (locale o internet).

Di per s lattacco non causa alcun danno permanente allinterno della struttura del sistema vittima: tuttavia le conse-

guenze causate da tale attacco possono ripercuotersi nelle altre aree dei gestori del servizio.

Un esempio avvenuto recentemente quello dellattacco subito ai danni di Mt.Gox, cambio valute di livello internazionale, fa-

moso soprattutto per la vendita e lacquisto di bitcoin (http://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin), la pi utilizzata valuta elettronica.

Dopo un attacco di ben 12 ore la valuta perde il 40% del suo valore reale.

Ci nonostante, i server una volta riavviati erano rimasti cos come erano stati lasciati.

Ok, forse intasati dai log di accesso, tuttavia i database, le password e i dati sensibili non erano stati compromessi. Nessun

danno strumentale ma un danno enorme a livello economico.

Quindi se la vostra domanda : si pu distruggere un computer, un server o qualunque altra cosa connessa a Internet con un

DoS?, la risposta no, ma ci non significa che il disservizio non crei danni.

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2. Denial of Service

2.3) Tipologie di attacchi DoS


Nel corso degli anni sono state ideate nuove tipologie di attacco che sfruttano la teoria del Denial of Service.

Alcune di queste sono state gi risolte poich facevano affidamento a tecnologie superate, altre invece sono nate grazie allin-

troduzione di nuove tecnologie.

2.3.1) Categorie di DoS


Come gi accennato, il DoS consiste nellinondare un target di richieste, tuttavia le richieste non sono limitate ad una sola

tipologia, ma possono far parte di migliaia di varianti che dipendono ovviamente dal tipo di target che si tenta di attaccare.

Diamo per scontato che il computer target sia di vostra propriet e pertanto ne conosciate gi gli strumenti installati.

Possiamo allora suddividere i tipi di attacchi in 3 grandi categorie:

Attacco Volumetrico: tipologia riferita ad attacchi che consistono nellinondare il target con enormi quantit di traffico.

Lobiettivo finale dellattacker quello di saturare la banda del server.

Si misura in bits per secondo (Bps).

Attacco a Protocollo: include attacchi SYN, pacchetti frammentati, Ping of Death, Smurf DDoS e altro. Questi tipi di attac-

chi consumano le risorse di sistema e tutti quei dispositivi che fanno da tramite tra Client e Server, come ad esempio i routers.

Si misura in pacchetti per secondo.

Attacco a Livello Applicazione: include Slowloris e tutti gli 0day che colpiscono software e sistemi operativi installati.

Sono i pi pericolosi (e i pi complessi) poich non vengono riconosciuti da firewall o strumenti di difesa.

Si misura in richieste al secondo. 19


2. Denial of Service

Gli attacchi a Protocollo viaggiano nel Livello 4 della pila ISO/OSI mentre gli attacchi a livello Applicazione agiscono

al livello 7.

La differenza consiste nel fatto che mentre nel Livello 4 (Transport Level) vi una saturazione di servizio mediante

grosse quantit di dati (e quindi pi facili da identificare), nel Livello 7 (Application Level) per arrivare alla satura-

zione del servizio bastano poche quantit di dati in ingresso, che non sono riconoscibili poich considerate legittime

dal sistema.

Insomma, quante varianti esistono? Infinite.

Affinch il nostro documento (e il lettore) non vadano a finire in uno stato confusionale, approfondiremo solo alcune di queste

tecniche, tralasciando quelle obsolete e oramai inefficaci.

2.3.2) Attacchi DoS Volumetrici/Protocollo


Lincubo di ogni hoster (e di ogni webmaster!), lattacco DoS di tipo volumetrico ha lo scopo di saturare la banda disponibile di

un host.

Come gi saprete i siti web e i server in generale vengono affittati mensilmente; i loro prezzi vengono ovviamente scelti in

base alle loro caratteristiche: CPU, RAM, Spazio etc...

Unaltra caratteristica per importante (e spesso nascosta dallo stesso venditore) durante la scelta di un server la banda.

Questo numero ndica la quantit di dati (in Gb o pi) che un server pu ricevere o trasmettere in un determinato periodo (soli-

tamente un mese).

Assieme al traffico bisognerebbe prendere in considerazione anche la velocit di traffico, ossia la velocit di trasferimento
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dei dati (in Mbit/s).
2. Denial of Service

Ora, sappiamo che lattacco DoS di tipo volumetrico punta a saturare la banda, quindi la quantit di dati che un server pu

erogare.

Se per esempio il limite di banda mensile di un server viene superato possono accadere due situazioni:

1. alcune societ a pagamento, e tutte quelle gratuite, bloccano il server.

2. le altre societ limitano la velocit di traffico.

Nella prima situazione capirete che un grandissimo disagio per il webmaster non poter accedere al suo server fino al mese

successivo. In questo caso le societ che erogano il servizio (chi vi affitta il server insomma) fanno presssioni affinch voi ac-

quistiate pacchetti di categoria superiore (passando da un hosting a una vps o addirittura a un dedicato).

Nella seconda situazione solitamente vi un rincaro dei prezzi di banda. Solitamente i limiti sono abbastanza alti, e le societ

pi serie prendono a carico una notifica di attacco, ma molti altri preferiscono che ve la sbrighiate da soli.

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2. Denial of Service

La scelta delle tipologie di attacco verr basata sul seguente diagramma a torta, prodotto da Kaspersky Lab, che si riferisce al

secondo quadrimestre degli attacchi DoS/DDoS dellanno 2011.

Come possibile notare, la fetta maggiore detenuta dagli attacchi HTTP (88.9%); le richieste effettuate al server sono

per un breve periodo, il che non permette di filtrare le richieste cattive da quelle buone.

In seconda posizione troviamo il SYN Flood (5,4%). Durante questo attacco vengono inviati molteplici pacchetti al web server

al fine di effettuare una connessione TCP. Nellattacco, questo pacchetti vengono manipolati, in modo da lasciare semi-aperta

la connessione. Poich un server pu manetere un numero limitato di connessioni nello stesso momento, e una botnet (vedre-
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mo poi cos) pu generarne moltissime in breve tempo, il server sar costretto a bloccare le connessioni dallesterno.
2. Denial of Service

In ultimo posto troviamo i DDoS su DNS (0,2%). Pochi, ma pericolosi.

Il DNS ha il compito di convertire i domini in indirizzi IP, quindi se cade gi un server DNS, tutti i computer connessi al server

DNS non potranno pi navigare. Gran figata eh?

2.3.3) DDoS e DrDoS


Fino ad ora abbiamo spiegato la teoria dellattacco ma ancora non abbiamo accennato allevoluzione degli attacker con tale

tecnica.

Se da una parte si lavora notte e giorno per creare nuovi metodi sempre pi efficaci per creare il disservizio verso una macchi-

na, dallaltra si cercano i modi per ampliare il numero di attacker ad una macchina vittima.

Ipotesi

Un computer attacker manda un attacco ad un computer vittima di 500.000 pacchetti. Il server potrebbe mantenere nonostan-

te tutto i servizi attivi, in quanto riuscirebbe a vagliarli tutti.

Se i computer attacker fossero 10, lattacco si moltiplicherebbe con la semplice funzione matematica: 10 x 500.000 =

5.000.000

E probabile che la macchina server non riesca a vagliare tutti questi servizi e quindi sia costretto a bloccare ogni uscita.

La domanda : dove diavolo si trovano 10 macchine capaci di attaccare per 500.000 pacchetti?

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2. Denial of Service

2.3.3.1) Distributed Denial of Service


Lattacker ha bisogno di 10 dispositivi che attacchino ma ci significherebbe avere 10 computer dislocati in 10 reti diverse.

Che si pu fare?

Si possono infettare 10 computer, ad esempio.

Il controllo remoto di una macchina ci permetterebbe di inviare ci che vogliamo a chi vogliamo. Pacchetti, ad esempio...

I target possono essere computer client ma gli obiettivi pi succulenti sono server, VPS e tutte quelle macchine in grado di

generare tanta potenza di calcolo e richieste via internet senza troppi intoppi. Una volta ottenuto il controllo delle macchine

infette (che si identificano come zombie) si potr attuare lattacco, da qui il nome di Distributed Denial of Service.

2.3.3.2) Distributed Reflected Denial of Service


Un attacco DrDoS utilizza la forza di calcolo di altri server per buttarne gi uno. In che modo?

Immaginate di fare un ordine di 100 pizze a nome di Guido la Vespa (nome a caso). Avete gi capito. Questo il DrDoS, n

pi n meno.

Ci sono vari servizi sfruttati per lanciare DrDoS che vengono scelti in base a due fattori essenziali: fattore di moltiplicazione (ad

una domanda piccola i servizi possono rispondere con risposte pi o meno grandi) numero di host sfruttabili/vulnerabili.

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2. Denial of Service

Ad oggi il DrDoS pi diffuso quello che sfrutta il servizio DNS grazie allampissima disponibilit di host vulnerabili e allaltissi-

mo fattore di moltiplicazione offerto da tale servizio

Altro servizio spesso usato chargen, tipico di macchine windows e alcune stampanti di rete.

Il vantaggio dei DrDoS rispetto ad un DDoS tradizionale che anche a fronte di una scarsa banda disponibile permette di ge-

nerare un volume di traffico molto alto (addirittura fino al 100x).

2.4) UDP/ICMP Flood


UDP un protocollo di tipo connectionless, una pratica che rende loperazione di comunicazione tra due dispositivi molto velo-

ce e che non richiede una connessione costante tra due elementi.

Ogni pacchetto UDP quindi ipoteticamente uninformazione plausibile, ed da l che lattacco ha inizio.

Lattacco UDP Flood un attacco di tipo protocollo che pu iniziare con un gran numero di richieste verso un host

remoto e si verificheranno i seguenti processi:

- Controllo della presenza del servizio richiesto (tramite richiesta UDP)

- Verifica che il servizio non esiste

- Invio del messaggio di stato ICMP Destination Unreachable (Destinazione non disponibile)

Il server, costretto a dover vagliare le richieste UDP e ad elaborare tantissime risposte ICMP si intaser con conse-

guente negazione del servizio in uscita.

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2. Denial of Service

Variante di UDP/ICMP Flood con IP Spoofing

Lultimo passaggio, che prevede la risposta in ICMP, ovviamente arriver al mittente che ha inviato le richieste ICMP (cosa non

buona, almeno per lattacker!).

La variante di questo attacco prevede lo spoofing dellIP.

Ok, fermi tutti: lIP sappiamo gi cos ma... cos lo spoofing?

E quella pratica che prevede la modifica della richesta con informazioni falsate. Volete un esempio? Detto fatto.

Immaginate lUDP Flooding come linviare centinaia di cartoline tutte insieme allo stesso destinatario. Sapete gi che il DoS

prevede il riempimento della casella postale fino a che nessuna lettera verr recepita. Una lettera per essere consegnata deve

avere due campi: Mittente e Destinatario; lo stesso vale per un pacchetto UDP. Ma voi sareste cos ingenui da scrivere il vostro

nome e cognome su tutte le cartoline? Ovviamente farete una firma falsa.

Analogalmente, in informatica farete lo spoofing del mittente (dellindirizzo IP quindi) e lo nasconderete al destinatario; da qui

lespressione IP Spoofing.

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2. Denial of Service

2.4.1) Simulare un attacco UDP/ICMP Flood


Per simulare un attacco UDP/ICMP Flood faremo affidamento a UDP Unicorn (http://sourceforge.net/projects/udpunicorn/), un

software sviluppato per Win32 che utilizza le Winsock per creare socket UDP e floodare il target.

Lutilizzo tanto semplice quanto scontato: basta in-

dicare target e porta (random o scelta), la grandezza

dei pacchetti (gestibile anche qui in maniera random),

il delay (il tempo tra un pacchetto e laltro) e il numero

di socket inviati per thread.

Come vedete, UDP Unicorn non prevede lo spoofing

dellIP (pratica che inutile ai fini di un

semplice testing) pertanto lutilizzo del software

consigliato solo ed esclusivamente sulle macchine

di vostra propriet (o dove ne avete il permesso).

In caso contrario, sarete esposti a facili controlli dai

tecnici del server. Dulcis in fundo, UDP Unicorn un

software opensource: se avete le conoscenze di pro-

grammazione giuste potrete capirne il funzionamento

dal codice sorgente. Inoltre ha una funzione di mul-

tithreading che permette di sfruttare pi thread del

processore e quindi viaggiare pi velocemente. 27


2. Denial of Service

2.4.2) Mitigare un attacco UDP/ICMP Flood


Come per tutti gli attacchi ci sono vari modi per mitigare.

Generalmente le strade sono due: o si possiede un importante know how sia lato applicativo che lato sistemistico e si fa miti-

gazione direttamente prima che arrivi al servizio; se attacco troppo pesante o non si hanno le competenze per sviluppare

in autonomia una struttura filtrante ci si appoggia ad appliance hardware pronte.

In entrambi i casi filtrare UDP flood molto banale quando si erogano servizi TCP (http, games etc...) meno banale invece

quando si erogano servizi UDP.

Generalmente la tattica usata per filtrare flood UDP fingerprinting prima e, una volta individuato il pattern usato, effet-

tuare ratelimiting.

Non chiaro? Andiamo con ordine.

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2. Denial of Service

Per fingerprinting intendiamo la pratica di riconoscere quali sono le fonti che stanno effettuando lattacco. Solita-

mente possibile analizzarli direttamente nei log di sistema; potremmo ritrovarci con una o pi fonti dattacco, in

quel caso, bene stilare una lista degli ip attacker.

Il pattern lo schema utilizzato dallattacker per effettuare lattacco. Un pattern pu essere composto da valori fissi

o randomizzati: nel primo caso il riconoscimento dellattacco semplice, in quanto se abbiamo tot. pacchetti inviati

di grandezza fissa riusciremo in un batter docchio a bloccarli. Diverso invece il discorso dei random in quanto si

potrebbero avere delle difficolt nel riconoscere lattacker.

Per ratelimiting intendiamo la pratica di filtraggio delle connessioni al nostro client/server che verranno applicate

agli attacker riconosciuti durante la fase di fingerprinting.

Gran parte degli UDP flood che vengono lanciati attualmente sono facilmente identificabili e filtrabili, oltre al sem-

preverde DNS reflected (variante dellattacco) anche quello facilmente bloccabile senza aver bisogno di fare rateli-

miting.

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2. Denial of Service

2.5) SYN Flood


Eccoci allora al SYN Flood, uno degli attacchi di tipo protocollo che hanno fatto la storia del web.

Quando si erogano servizi TCP (http e games per esempio) SYN flood ancora un grosso pericolo in assenza di protezioni.

Il problema maggiore dei SYN flood generato dai SYN COOKIES che molti amministratori di sistema attivano credendo che

facciano miracoli mentre in realt hanno effetto opposto facendo diventare la macchina attaccata a sua volta attaccante (ma lo

vedremo pi avanti).

Per spiegarne il funzionamento dobbiamo prima conoscere il funzionamento di una connessione TCP.

Una parte del collegamento TCP composta da 4 passaggi fondamentali:

1) Il client richiede una connessione ad un server; per farlo, invia un messaggio SYN (sync o synchronize)

2) Il server risponde a sua volta con un messaggio SYN-ACK

3) Il client, ricevuta la risposta, risponder a sua volta con un messaggio ACK

4) Il client e il server possono comunicare

Tale processo si chiama TCP three-way handshake ed alla base di ogni connessione che utilizza il protocollo TCP/

IP.

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2. Denial of Service

Come si applica il SYN Flood?

In questa tipologia di attacco, il client invia il SYN, il server risponde con SYN-ACK e il client non invier lACK, il quale chiude-

rebbe lhandshake e quindi darebbe inizio alla comunicazione.

Che succede quando non viene inviato lACK?

Il server mantiene attiva la connessione per un lasso di tempo e, solo dopo un tempo ragionevole, decider di chiudere lo

scambio dei messaggi.

Alcuni potrebbero pensare: scusa, ma se invio il pacchetto SYN il server mi rimanda il SYN-ACK e quindi io sono costretto a

bloccare gli ACK in uscita dal mio pc?

Vero, ma essendo una cosa altamente improbabile, perch non spoofare lindirizzo IP? (vedere variante di attacchi UDP con

spoofing ip).

2.5.1) Simulare un attacco SYN Flood


Lattacco si pu fare in migliaia di modi (SynGUI per Windows un esempio), quello che vedremo noi luso di un tool per i

sistemi GNU/Linux chiamato hping3.

Diamo per ipotesi il seguente comando:

sudo hping3 -i u1 -S -p 22 192.168.2.1

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2. Denial of Service

Hping uno di quei programmi che permettono una completa gestione delle connessioni in entrata ed in uscita di un sistema

operativo. A differenza di altri OS, siamo in grado di manovrare le connessioni con i nostri parametri e, ovviamente, le nostre

intenzioni.

Studiamoci questo comando.

sudo il comando necessario per lanciare hping3 con i permessi di root, questo perch hping3 ha necessit di creare pacchet-

ti raw (cosa fattibile solo con i privilegi pi alti).

hping3 ovviamente il nome del nostro tool.

-i u1 indica lintervallo di tempo in millisecondi tra i pacchetti (in questo caso 1 millisecondo)

-p 22 indica la porta dove destinare lattacco (ipotizziamo sulla 22, quindi sul servizio di default SSH). 192.168.2.1 lip desti-

natario che ricever lattacco.

Esistono poi dei parametri come ad esempio -a che permettono lo spoofing dellIP e la randomizzazione di tutto quello che si
vuole (facendo figurare lattacco come se arrivasse da altre infrastrutture).

Consigliamo lo studio del manuale avanzato del software alla pagina ufficiale hping.org/manpage.html .

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2. Denial of Service

2.5.2) Mitigare un attacco SYN Flood


Anche in questo caso se si parla di rate bassi (sotto i 500mila pacchetti al secondo) basta fare un po di fingerprinting + relati-

vo ratelimiting.

Generalmente sono tutti spoofed e quindi il fingerprinting risulta agevole e permette di indivuare caratteristiche molto specifi-

che ed esatte generando pochi falsi positivi.

Se invece si parla di rate pi alti (o non si hanno le competenze sistemistiche per gestire filtraggio direttamente sulla macchina)

ci si affida ad appliance hardware a parte che fanno da SYN proxy.

Prima si diceva che i SYN COOKIES potessero essere unarma a doppio taglio, eppure sono stati concepiti per essere un deter-

rente per questo attacco. Perch?

Come dice il nostro esperto Marco Padovan: I Syn Flood sono sempre spoofed e se tu usi i cookies mandi syn ad ognuno degli

ip spoofed, quindi le vittime potrebbero segnalarti al tuo operatore e sospenderti il servizio. Claro?

2.6) HTTP Flood


Benvenuti allHTTP Flood, il denial of service creato appositamente per i servizi HTTP!

Questa tipologia di attacco va a complicare la vita al servizio pi famoso e utilizzato del web, sfruttandone la bont di calcolo

durante le richieste GET/POST e intasandone quindi la coda dei processi vagliabili.

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2. Denial of Service

La teoria: il client HTTP (chiamato anche Web Browser) fa una richiesta al server HTTP (il Web Server) e gli invia una richiesta

che pu essere di diversi tipi, i pi importanti: GET e POST.

Una richiesta GET pu essere riassunta con un link del genere: http://sito.it/cerca.php?keyword=hacking

La parte in grassetto un parametro che pu essere inviato alla pagina vittima, la quale, probabilmente la utilizzer per ese-

guire un processo interno (ad esempio cercare nel proprio database tutti i contenuti con la parola chiave hacking).

Se da una parte, e cio dal client HTTP, il browser dovr inviare una semplice richiesta di un url, dallaltra parte, e cio dal

Web Server, il sistema dovr effettuare calcoli interni per vagliare la richiesta. Immaginate di chiedere a un server: Mi cerchi

1.000.000 di parole chiave dentro il tuo database? - il server Ma certo! Aspetta solo un momento ...

Ok, penso di aver detto tutto.

Laltro tipo di richiesta, denominato POST, fa affidamento allo stesso principio di richiesta con la sola differenza che i dati non

passano per la querystring (in gergo umano, lindirizzo web).

Quindi se ipotizziamo il seguente url:

http://sito.it/cerca.php

E possibile inviare parametri arbitrari alla pagina senza dover inviarne i dati in chiaro ma allinterno dellintestazione dellhea-

der.

Ovviamente, possibile fare attacchi di tipo HTTP senza dover specificare parametri o quantaltro, in quanto il Web Server gi

di suo deve vagliare una richiesta interna di recupero di una pagina web, eseguirne il calcolo e i processi e rimandarli al mitten-
34
te.
2. Denial of Service

2.6.1) Simulare un attacco HTTP Flood


Per simulare un attacco HTTP Flood utilizzeremo il rinomato B4ckself, di cui lautore ci ha fornito i codici sorgenti (in parte) da

poter esaminare e commentare assieme.

Il B4ckself stato scritto in Python ed presente alla pagina di download da Inforge.net (cerca B4ckself su www.inforge.net),

pertanto per utilizzarlo occorrer avere installato nel proprio terminale un interprete Python.

35
2. Denial of Service

Il software prevede linserimento di un parametro arbitrario da parte nostra (un url) e il numero di threads da inviare al sito

vittima. Tale processo riassunto in questo codice:

url = raw_input(Enter url to DoS (enter nothing to exit): ) if url == :

exit(1) try:

urllib.urlopen(url) except IOError:

print(Could not open url specified.)

Una volta ottenuti i parametri corretti andremo ad utilizzare la funzione che il cuore del B4ckdoor:

def run(self):
global COMMAND
global CANCEL
global LOCK
LOCK.acquire()
print(Starting thread #{0}.format(self.num)) LOCK.release()
while COMMAND != CANCEL:
try: urllib.urlopen(self.url)
except Exception:
pass
LOCK.acquire()
print(Exiting thread #{0}.format(self.num))
LOCK.release() 37
2. Denial of Service

2.6.2) Mitigare un attacco HTTP Flood


Generalmente si pu optare per un aumento del numero massimo di client web collegabili al server web e limitare quindi il

numero di connessioni che un solo IP pu fare, imponendo restrizioni alla velocit di trasferimento minimo di connessione e

limitare il periodo di tempo di un client che pu rimanere in contatto.

In Apache esistono alcuni moduli che fanno tutto questo in automatico e sono:

mod_limitipconn

mod_qos

mod_evasive

mod_security

mod_noloris (dedicato a slowloris)

mod_antiloris (anche questo solo per slowloris)

Esistono inoltre dei servizi esterni che fungono anche da CDN (come Cloudflare, Incapsula e Sucuri) che offrono protezioni ade-

guate ad attacchi di questa tipologia. Nel caso in cui non sappiate da dove iniziare, potreste partire da uno di questi servizi :)

2.7) Slowloris
Slowloris uno di quei tipi di attacchi nati come PoC (proof of concept) e si evolve come un metodo dattacco Denial of Ser-

vice. Lo Slowloris unisce la potenza degli attacchi a protocollo con quelli a livelli applicazione, creando appunto una nuova va-

riante di attacchi DoS. 38


2. Denial of Service

Come funziona:

Slowloris apre delle connessioni inviando richieste HTTP parziali e continua ad inviare le intestazioni successive a intervalli re-

golari per mantenere aperta la connessione col web server.

Lattacco si potr dichiarare concluso quando il server non avr pi slot per permettere di far fuoriuscire tutte le richieste.

Slowloris inoltre introduce una caratteristica di stealthing che permette allattacker di inviare differenti host header contempo-

raneamente: stando a quanto si evince dalla descrizione del software in inglese, tale operazione non permette al virtual host di

scrivere nei file log, cos da garantire il completo anonimato in fase di attacco.

Quando per una delle richieste scadr, il server andr a scrivere nei log il risultato delloperazione con stato di errore 400 (e

relative fonti della richiesta).

Questo tipo di attacco non pu essere definito TCP DoS in quanto non esegue una completa connessione TCP ma esegue solo

una connessione parziale tramite richiesta HTTP. E lequivalente di un attacco SYN Flood ma con il protocollo HTTP.

Slowloris non neanche un flooder HTTP in metodo GET in quanto fa solo richieste regolari HTTP per lungo tempo.

Slowloris stato testato con successo sulle seguenti macchine:

Apache 1.x

Apache 2.x (la maggior parte dei web server nel mondo!)

dhttpd

GoAhead WebServer
39
2. Denial of Service

mentre non sono affetti i seguenti web server:

IIS 6.0

IIS 7.0

lighttpd

Squid

nginx

Cherokee

Netscaler

Cisco CSS

Come specifica il sito del produttore, questa lista solo indicativa e comunque rispecchia solo test effettuati su webserver di

prova.

Slowris potrebbe per via ipotetica essere modificato in qualunque modo si voglia per amplificarne lattacco e mandare in tilt

diversi tipi di webserver e infrastrutture.

2.7.1) Simulare un attacco Slowloris


Eccoci qui a spiegare brevemente il funzionamento di Slowloris.

Una volta scaricato il tool dal sito ufficiale (e aver scaricato anche il compilatore perl, con cui Slowloris stato costruito*) lan-

ceremo il seguente comando:

* per una conoscenza approfondita sul tool possibile lanciare il comandoperldoc


perl slowloris.pl -dns example.com
slowloris.pl 40
2. Denial of Service

Il tool a sua volta risponder con qualcosa del genere:

*Slowloris funziona solo se sono

installati anche i moduli IO::-

Socket::INET, IO::Socket:SSL e

GetOpt::Long. Inoltre, Slowris

lavorer meglio se attivo il

multithreading.

2.7.2) Mitigare un attacco Slowloris


Attualmente non esistono configurazioni attendibili per i server web colpiti da Slowloris, tuttavia ci sono metodi per mitigare

in parte o ridurre comunque limpatto di un tale attacco. Per Apache gli sviluppatori raccomandano inoltre il mod_reqtimeout

come soluzione ufficiale per ridurre il tempo di connessione ai client.

Altri metodi di mitigazione prevedono la costituzione di reverse proxy, firewalls, load balancers, oppure (soluzione drastica) mi-

grare a Web Server che non sono affetti da questo attacco, come ad esempio lighttpd e nginx.

Il resto delle regole da adottare sono le stesse presentate nel capitolo Mitigare un attacco HTTP Flood (cap. 2.6.2).
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3. Considerazioni
La pratica del Denial of Service una lotta che va avanti da decenni. Oggi il peso della bilancia a favore degli attacker e

sono pochi i servizi che riescono a contrastare questo fenomeno ma forse domani qualcosa cambier.

Noi siamo ethical hackers e difendiamo il web libero da ogni crimine.

Con questo libro speriamo che il fenomeno del Denial of Service venga a galla e che diventi un argomento di cui parlare in

futuro e non limitarlo ai soli bulli del web, spesso ragazzini adolescenti che sfogano le proprie frustrazioni contro i pi deboli.

Crediamo fermamente che la conoscenza sia un valore importante per la comunit e la condividiamo per il benessere colletti-

vo, non per il piacere e il gioco di pochi.


Lavoreremo sodo per contribuire ogni giorno a combattere per questi ideali, fuori da ogni pregiudizio, perch lhacking non

un crimine. E conoscenza, ma soprattutto, divertimento.

Stefano murdercode Novelli

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3. Considerazioni
La pratica del Denial
Se questo
of Service
ebook una
ti piaciuto
lotta chepuoi
va avanti
valutare
da lidea
decenni.
di effettuare
Oggi il peso donazione
unadella bilancia ala progetto.
favore degliI attacker e
fondi
sono pochi i servizi ricavati
che andranno
riescono a favore
a contrastare per lafenomeno
questo creazionema
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nuove apparecchiature di test e di mantenimento per il sito web www.inforge.net

Noi siamo ethical hackers e difendiamo il web libero da ogni crimine.

Con questo libro speriamo che il fenomeno del Denial of Service venga a galla e che diventi un argomento di cui parlare in
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futuro e non limitarlo ai soli bulli del web, spesso ragazzini adolescenti che sfogano le proprie frustrazioni contro i pi deboli.

Crediamo fermamente che la conoscenza sia un valore importante per la comunit e la condividiamo per il benessere colletti-

vo, non per il piacere e il gioco di pochi.


Lavoreremo sodo per contribuire ogni giorno a combattere per questi ideali, fuori da ogni pregiudizio, perch lhacking non

un crimine. E conoscenza, ma soprattutto, divertimento.

Stefano murdercode Novelli

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