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Utente e-GdP: solaro - Data e ora della consultazione: 12 luglio 2010 06:47

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INSERTO DEL GIORNALEdelPOPOLO


ANNO VII - NR. 27
www.gdp.ch
SABATO 10 LUGLIO 2010
Cult u r a
GDP +
nell’inserto
Anniversario da ricordare
Ad un secolo dalla nascita (il 13 luglio 1910)
rendiamo omaggio ad una grande filosofa ed
interprete del ’900, Jeanne Hersch. Oltre che a
soffermarci sugli aspetti peculiari del suo pensiero,
trattiamo un argomento molto meno noto della sua
bibliografia, ovvero la scrittura di un unico
romanzo, un romanzo epistolare che si confonde
con il diario intimo. Proseguiamo con la

JEANNE HERSCH Appassionata e acuta testimone del nostro tempo pubblicazione dei
racconti di Giuliana Pelli
Grandini (questa volta la

Il paradosso dell’uomo:
troviamo nella seconda
pagina) e poi ampio
spazio alla musica, con la
rubrica Jazz di Cerchiari,
manifestazioni di
leggera e classica
(balletto). La quarta

un “finito” aperto all’infinito è riservata ad eventi


espositivi e cinematografici, con una anticipazione
sul festival di narrazione, in agosto, ad Arzo.

La passione per la condizione umana della filosofia, nata il 13 luglio


e la libertà è il filo conduttore del 1910. Una donna che amava “Confondere
dell’impegno umano ed intellettuale definirsi più «una presenza la libertà con l’arbitrio
di questa grande protagonista al suo tempo» che l’autrice di un’opera. è l’errore
più elementare”
di MAURIZIO BALESTRA

«L’uomo è testimone di questo mon- la conversazione dell’’86 – e ha a che avuto il sentimento che il piccolo mo luogo attraverso l’insegnamento,
do, un essere che può averne la visio- fare indefinitamente solo con il fini- strumento che ho suonato tra gli sempre teso a comunicare agli stu-
ne, la contemplazione e la conoscen- to. L’uomo è un essere finito con la vo- uomini avesse molto modesta- denti l’esperienza e la natura del la-
za. È qualcosa di grandioso per l’uni- cazione di continuare all’infinito. La mente la sua ragion d’essere sotto voro intellettuale, la passione per la
verso avere l’uomo come testimone: è finitezza è un tema a me famigliare. questo aspetto». (id.) verità, passo per passo, badando più
diverso che se fosse un usignolo, un Ma non è una “condanna”,poiché sen- D’altra parte con grande acutez- alla chiarezza che alla seduzione di di-
bruco o una mucca. A che cosa sareb- za di essa l’uomo non sarebbe ciò che za intuisce che per l’uomo la via scorsi brillanti e «all’ultima moda».
be ridotto l’universo se non ci fossero è. L’infinito esclude la totalità». dell’autentica trascendenza passa Come una «vecchia maestra di scuola»
testimoni sulla terra? Credo che l’es- Proprio in questo spazio tra essere fi- attraverso una “materia” data. L’uo- amava dire sorridendo.
sere umano sia qualcosa di ecceziona- nito e costitutiva apertura all’infini- mo può camminare verso l’esse- Passione educativa che spinse nel
le nel mondo, avrei voglia di dire: uni- to si gioca il dramma dell’uomo. L’a- re solo attraverso la propria 1981 l’anziana filosofa ad una vi-
co» (…) «la libertà fa della condizio- pertura all’infinito spezza la sequen- condizione umana fi- brante presa di posizione contro
ne umana qualcosa di unico, che me- za delle cause “naturali” («noi non as- nita, storica. Solo le “tesi” della “Commissione fe-
rita di essere amata più di ogni altra somigliamo agli altri esseri della na- nell’esperienza derale per la gioventù” a propo-
cosa». Così si esprimeva Jeanne Her- tura, che vengono semplicemente della propria fi- sito dei disordini giovanili del
sch verso la fine della sua vita in una spinti dall’esterno, prigionieri del si- nitezza può 1980. Un libretto di grande at-
lunga conversazione-intervista del stema delle cause e degli effetti» sot- esserci senso tualità, che significativamen-
1986 con due allievi Gabrielle Dufour tolinea nella conversazione dell’86) e dell’assoluto. te porta nel titolo la dicitura “Il
Kowalska e Alfred Dufour dal titolo apre lo spazio della libertà e della ri- La libertà si Nemico è il Nichilismo”. La
Eclairer l’obscur. cerca del senso, che è movimento gioca come re- Hersch denunciava un’inter-
La passione per l’uomo e la sua li- verso l’essere. E qui, detto per inciso, sponsabilità di pretazione sociologica dei fat-
bertà è il filo conduttore dell’impegno sorge la questione della natura e del fronte a ciò che è ti, che non coglieva il reale bi-
umano ed intellettuale di questa significato del tempo, cui la Hersch, dato, a ciò che la sogno dei giovani e la radice del
grande protagonista della filosofia del con significativi riferimenti a Sant’A- realtà dischiude loro disagio. Con grande acutez-
’900. Una donna che amava definir- gostino, riserva ampio spazio di rifles- e che chiama alla za – posso solo fare un brevissimo cen-
si più «una presenza al suo tempo» sione. ricerca del senso. no ma il testo merita di essere ripreso
che l’autrice di un’opera. Quando Jeanne Hersch afferma che La libertà non è – individuava nell’abbandono al vuo-
l’infinito esclude la totalità vuol dire mai arbitrio («confondere la to e al non senso, che impedisce di vi-
Jeanne Hersch nasce a Ginevra il 13 che l’infinito non è qualcosa di cui libertà con l’arbitrio è l’erro- vere e di sperare – un “nichilismo d’at-
luglio 1910 in una famiglia di ebrei l’uomo possa rendersi padrone. Que- re filosofico più elementare») e mosfera” per usare la sua felice espres-
polacco-lituani emigrati in Svizzera sto infinito, questo assoluto, è iden- pretesa di creare dal nulla (l’uomo sione – la causa profonda del disagio.
nel 1904, il padre professore di demo- tificabile con Dio? La filosofa ginevri- creatore di se stesso di certa menta- di Dio un’idea di grande profondità. Negli scorsi E nel bisogno di veri padri e di vere
grafia e statistica all’Università di Gi- na dal profondo della sua radice lità contemporanea). La libertà ha in- In essa c’è un nodo di pensiero e di giorni, l’Istituto madri, di maestri e di autentici adulti
nevra, la madre medico. Il suo talen- ebraica sembra voler mettere al ripa- vece un nesso profondo con la ricer- esperienza di straordinaria ricchezza, svizzero di Roma la decisiva questione: «(…) hanno bi-
to filosofico si dimostra già nel lavo- ro il nome di Dio da ogni tentazione ca della verità: «(…) Per pensare oc- che gli stessi cristiani spesso non va- ha dedicato sogno di adulti, di uomini la cui solo
ro di licenza in letteratura francese idolatrica e con pudore lo lascia av- corre mirare al vero e per pervenire al lutano adeguatamente». (id.) un convegno presenza mostri che la vita può essere
del 1931 dedicato all’analisi delle im- volto nel mistero. «Padre Fessard era vero bisogna voler pensare corretta- alla filosofa. vissuta e può avere un senso». (da:
magini nell’opera di Henri Bergson. convinto che gli Ebrei avessero una mente» (id.); è una questione di po- Da questo sguardo profondo e amo- J.Hersch, Anti-Thèses…).
L’anziano filosofo, una delle più im- funzione specifica nel piano provvi- sizione di fronte alla realtà. roso sulla condizione umana fiorisce Jeanne Hersch un’appassionata acu-
portanti voci del ’900, fu colpito dal- denziale e che questa funzione consi- Jeanne Hersch per sua stessa ammis- l’impegno educativo di Jeanne Her- ta testimone del nostro tempo, la cui
la qualità del lavoro e volle incontra- stesse nel costante richiamo alla tra- sione non ha incontrato Cristo e tut- sch, soprattutto nei confronti dei memoria è giusto onorare, facendo
re la giovanissima autrice. scendenza allo stato puro. Ho spesso tavia nota «considero l’incarnazione giovani. Educazione che passa in pri- tesoro della sua opera.
Poi il soggiorno ad Heidelberg e l’in-
contro decisivo con Karl Jaspers, che
segna la scelta definitiva per la filo-
sofia. Durante il periodo della guer-
ra partecipa con i genitori e i loro
amici ad iniziative di aiuto ai rifugia-
ti. Dopo la guerra la pubblicazione
L’amore e la vita. Il “côté litteraire”
del dottorato (L’Être et la forme) le di GRAZIA BERNASCONI-ROMANO una chiave di lettura. Nel romanzo, la nar- to che in quel periodo l’autrice si è co- zo basta a confutare l’affermazione:
apre la strada all’insegnamento uni- ratrice-autrice (Il testo dà evidenti riferi- munque impegnata nell’accoglienza di Marco, marito mio, voglio raccontarti il
versitario. Dal 1956 al 1977 occupa la Temps alternés è l’unico romanzo che la menti autobiografici: Ci fu un ballo di be- profughi, nel romanzo il suo alter ego è mio primo amore. Perché tenere questa ter-
cattedra di filosofia sistematica all’U- filosofa Jeanne Hersch abbia scritto. neficenza (…) portavo io stessa un costu- una moglie in procinto di trasmettere la ra lontana da te? Marco, vorrei che tu sa-
niversità di Ginevra, tenendo anche È stato pubblicato nel 1942 dalle edizio- me di contadina polacca) si emancipa dal- vita che attende il marito-soldato partito pessi di me come sa Dio. E quell’amore, ve-
corsi come professore invitato pres- ni Librairie de l’Université, a Fribourg-CH. la tutela paterna chiudendo i conti con i per difendere le frontiere della patria, iso- di, con le sue violenze, i suoi trionfi e le sue
so Università degli Stati Uniti. Il suo Fu tradotto in tedesco nel 1975 e nel 1976, suoi divieti. Mette fine a una relazione la nel mezzo di un’apocalisse. La maglia disperazioni, non è sparito, non è dimen-
gusto per le sfide la porta dal 1966 al Bertil Galland (Vevey) pubblicò la secon- adolescenziale con un uomo molto più che gli sta lavorando mentre aspetta di po- ticato e neanche separato da me stessa in
1968 a ricoprire la carica di direttore da edizione francese. La terza edizione anziano, non per ossequio alla volontà dei terlo riabbracciare richiama l’attesa di Pe- un cassetto del ricordo. Quell’amore sono
della Divisione di Filosofia all’Unesco francese (edizioni Metropolis/Ginevra) è genitori ma per scelta libera, e non prima nelope, qui combattuta non dai preten- io ed è perfino in quella pace che noi ci dia-
e ad affrontare a fondo la questione del 1990. In Italia, l’interesse per la filoso- di avergli comunicato personalmente la denti bensì dal ricordo invasivo del suo mo l’un l’altro e nella quale a te piace vi-
dei diritti umani, curando una monu- fa si estende anche alla sua produzione propria decisione. Un gesto che costitui- primo amore. L’unica possibilità di disfar- vere e addormentarti.
mentale raccolta di documentazione letteraria; infatti, il suo romanzo con il ti- sce di fatto il suo passaggio all’età adulta. sene per sempre è metterne la storia per Ancor più delle idee, i fatti narrati dicono
pubblicata con il titolo Droit d’être un tolo Primo amore. Esercizio di composizio- Jeanne Hersch scrive il suo romanzo du- iscritto e confidarlo al marito. La narratri- il vissuto umano. E il genere epistolare con
homme. La sua opera di vaste dimen- ne è uscito presso Dalai nel 2005. rante il secondo conflitto mondiale. Co- ce vive quindi la situazione storica con il suo realismo soggettivo ben si addice al-
sioni le ha valso numerosi prestigio- Si tratta di un romanzo epistolare che si me ho potuto – si chiede – quando le vit- grande consapevolezza: si erge a vestale lo scopo: il respiro breve e ritmato della
si riconoscimenti. Jeanne Hersch confonde con il diario intimo in cui la nar- torie di Hitler sembravano vietare ogni spe- del fuoco dell’amore sponsale e a protet- lingua, la poesia delle descrizioni, la ca-
muore a Ginevra il 5 giugno del ratrice-protagonista si decide a racconta- ranza, ritirarmi apparentemente fuori dal trice della vita che attende nel suo grem- pacità dell’io narrante di alternare i tem-
2000. re al marito il suo primo amore. tempo, per disporre i minuziosi dettagli bo. Questa storia, l’ho tessuta non raccon- pi, di passare dal fatto concreto al livello
Perché questo romanzo viene ad inter- dell’esistenza quotidiana lungo il filo di tata. Volevo, attraverso la successione e trascendente dell’esperienza vissuta. D’al-
Ma veniamo alla radice della passio- rompere un percorso che è essenzialmen- una storia d’amore in cui non succede l’effimero del vissuto, tentare di cogliere tronde, il tempo – fra gli elementi portan-
ne per l’uomo e la libertà che inner- te filosofico? niente o quasi niente? (…) Cosa significa- l’unità possibile della vita, sottolinea an- ti della filosofia herschiana – è declinato
va tutta l’opera e l’impegno umano Il mio primo lettore fu mio padre. «Strano», va tutto ciò all’epoca del grande annien- cora l’autrice, la quale usando il verbo in questo romanzo in tutte le sue variazio-
di Jeanne Hersch. mi disse, «leggendo questo testo, si potreb- tamento? “tessere” dimostra, seppur in modo me- ni e vissuto dalla protagonista in tutte le
La Hersch percepisce con forza la sin- be pensare che nessuna idea filosofica né L’avverbio apparentemente invita a cerca- taforico, di averla incisivamente vissuta. sue dimensioni.
golare condizione dell’uomo (para- politica ti sia mai passata per la mente». re il significato dell’opera ad un livello più In un’intervista (Plans-Fixes 1979), Jeanne Hersch non poteva non scrivere
dosso dal sapore pascaliano), la sua Risposi: «È ciò che bisognava». Parole profondo, al di là dell’apparente passività Jeanne Hersch ha confidato che gli si questo romanzo, lei che basa tutto il suo
irriducibilità agli altri esseri del mon- tratte dalla prefazione firmata dall’autri- di Jeanne Hersch durante il dramma del- rimproverava di non aver mai parlato pensiero filosofico sulla concretezza sto-
do: «L’uomo nasce e muore – dice nel- ce nell’edizione del 1990 che forniscono già la seconda guerra mondiale. A parte il fat- né dell’amore né di Dio. Questo roman- rica del pensiero astratto.