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DOMANDE SUL BILANCIO

Negli esercizi di contabilit quando devo registrare un'operazione che prevede un


pagamento tramite cassa, occorre ipotizzare un valore presente nella cassa stessa? Tale valore
deve essere altres ipotizzato se effettuo come prima operazione un versamento in cassa? Le
operazioni appena descritte, valgono anche nel caso che pagamenti e riscossioni siano fatte
mediante c/c bancario?
Uno dei dogmi della ragioneria che la cassa non pu essere negativa. E si tratta di un dogma
ragionevole, in quanto sar difficile tirar fuori banconote da una cassa vuota. Per questo occorre
ipotizzare, allinizio degli esercizi di registrazione di scritture contabili un valore relativo alla cassa
sufficiente a coprire tutti i prelievi. In molte situazioni questo potrebbe non essere necessario,
appunto se accade che la prima operazione comporta un versamento sulla cassa sufficiente a coprire
i successivi prelievi. In ogni caso se si ipotizza un valore iniziale per la cassa, male non fa. Questo
naturalmente vale se analizziamo operazioni sparse di unimpresa che ha anche altre attivit.
Diverso il caso in cui si registrino tutte le operazioni svolte dallimpresa in un dato
esercizio, allora nulla va inventato.
Riguardo al conto corrente, un valore negativo non pu essere escluso a priori. La
ragionevolezza delloperazione dipende dagli accordi contrattuali fra impresa e banca: in genere
accettata la possibilit che il conto corrente vada in rosso (anche se usare tale possibilit costa
salata) ma si cerca di evitarlo, nella pratica (da un punto di vista sostanziale e contabile per esempio
questo implica linsorgere di oneri finanziari aggiuntivi oltre a un alto tasso di interesse passivo,
esiste a volte una commissione fissa di scoperto - con un tasso di interesse specifico, ovviamente
pi alto di quello medio dellimpresa).
Dal punto di vista delle scritture si pu quindi agire come si vuole. Ipotizzare un valore
iniziale va bene, va bene mandare in rosso il conto per piccoli valori e brevi periodi; mandare in
rosso il conto per grosse cifre e lunghi periodi non vietato ma non realistico.
Quando si effettuano le operazioni di ratei e risconti occorre accompagnarle con i
commenti come nelle normali operazioni di contabilit?
Il commento (anche solo quello minimo, cio aggiungendo la sigla della variazione per
esempio VNA vicino al nome del conto) richiesto solo per la manifestazione contabile e per la
prima scrittura con cui si crea il rateo o il risconto (es. risconti attivi a affitti passivi). In generale il
commento non richiesto, in quanto artificioso e poco di aiuto per la compilazione della scrittura,
per le scritture di chiusura (strettamente di chiusura, non includendo nel termine le operazioni di
rettifica) e riapertura.
Accade, negli esercizi di costruzione del bilancio, che, quando si compila lo S.P. finale, i
debiti a BT presenti a inizio anno si estinguano. E dunque sottinteso che i debiti a breve
termine si estinguono in un esercizio?
Non automatico! I debiti a breve termine, in quanto non vincolati su un lungo periodo, si
richiedono proprio per poterli restituire appena non servono pi. E proprio quello che successo
negli esercizi citati! Se ci sono tanti soldi in cassa, perch continuare a tenere debiti che costano e
che ho la possibilit di restituire? Lipotesi corretta dunque che i debiti a breve termine devono
essere estinti appena vi siano le risorse liquide per farlo. Negli esercizi di costruzione del bilancio
questo implica che in genere si calcola per differenza o la cassa o i debiti a breve termine.

Che livello di approfondimento richiesto nel caso del bilancio secondo la IV Direttiva
CEE (Appendice 2.A, libro): sufficiente sapere le macrovoci, oppure necessario sapere
anche come si suddividono a loro volta quest'ultime?
Non occorre sapere a memoria lo schema. Non verr mai richiesto di elencare le voci che
compongono un prospetto o una sua parte, per esempio lattivo immobilizzato. Occorre per sapere
la sostanza, ovvero cosa rappresentano i singoli conti e dove vengono collocati.
Una tipica domanda potrebbe essere: Cosa contiene il conto Crediti verso soci per
versamenti ancora dovuti? Quando si movimenta? Dove collocato nel bilancio civilistico? E in
quello riclassificato?.
Cosa sono le partecipazioni e dove vengono inserite nel bilancio desercizio?
Le partecipazioni sono azioni (o quote di capitale sociale) di unaltra impresa che limpresa
possiede. Sono un investimento, un bene posseduto, e come tali vanno indicate nellattivo dello
stato patrimoniale. Si dividono in
-

Partecipazioni in imprese controllate: quando limpresa possiede pi del 50% delle azioni (o
delle quote sociali, o, se pertinente, dei voti nellassemblea dei soci) dellimpresa
partecipata. In tal caso il controllo strategico assoluto. Le due imprese formano un gruppo.

Partecipazioni in imprese collegate: quando limpresa possiede una quota minoritaria ma


consistente (in genere si intende fra il 20% e il 50%) delle azioni dellimpresa partecipata.
Limpresa non ha il controllo assoluto della societ, ma ha sicuramente uninfluenza nella
strategia. Il controllo strategico poi pu essere presente anche nel caso di partecipazioni in
imprese collegate, se non in modo numerico e quindi formale, almeno in modo sostanziale,
quando lazionariato dellimpresa sia molto diffuso.

Altre partecipazioni. Pacchetti azionari di minoranza.

Le partecipazioni vanno inserite nellattivo immobilizzato fra le immobilizzazioni finanziarie,


a meno che non si possiedano azioni che sono state acquistate a titolo puramente speculativo e che
si prevede di rivendere a breve; in tal caso vanno nellattivo circolante.
Le partecipazioni generano un reddito rappresentato dai dividendi azionari sulle azioni
possedute. Tali dividendi (che possono anche essere di misura consistente nel caso di unimpresa
capogruppo) vanno inseriti nel conto economico e riclassificati fra i proventi finanziari, nella
gestione atipica (o extracaratteristica).
In cosa consiste il fondo svalutazione partecipazioni?
Nell'attivo dello stato patrimoniale l'impresa possiede delle partecipazioni, che includono il
costo di acquisto delle azioni e delle quote di altre societ. Se il valore di tali azioni oggi molto
pi basso di quello di acquisto, il suo attivo gonfiato, sovrastimato. Se si ritiene che tale
riduzione di valore sia definitiva si pu creare un fondo svalutazione con la scrittura
Quota accantonamento fondo svalutazione

fondo svalutazione

Dove la quota una CNR, un costo di tipo straordinario, mentre il fondo svalutazione una
posta correttiva dell'attivo (come il fondo ammortamento e il fondo svalutazione crediti), cio
riduce con un artifizio il valore delle partecipazioni. Perch non ridurre subito il valore delle
partecipazioni allora? Perch la riduzione di valore non stata in alcun modo accertata, ma solo
stata stimata prudenzialmente dall'impresa, quindi non possibile contabilizzare la riduzione di
valore.

Cos il fondo sovrapprezzo azioni?


Le azioni devono tutte avere lo stesso valore nominale. Quando si fa un aumento di capitale
per accade spesso che il valore di mercato dell'azione sia ben pi alto del valore nominale. Cosa
fare allora? Limpresa non pu emettere nuove azioni a un valore nominale pi alto, ma neppure
disposta a svendere le azioni a un prezzo molto pi basso del loro valore. Si usa allora l'artifizio del
sovrapprezzo azioni. Se il valore nominale 100 e limpresa vuole vendere l'azione a 270, emette
un'azione dal valore nominale 100 e con sovrapprezzo 170. La somma dei valori nominali di tutte le
azioni vendute va a incrementare il capitale sociale, la somma dei valori dei sovrapprezzi va a
creare (o a incrementare) il fondo sovrapprezzo azioni che si trova nel capitale proprio, non una
riserva di utili accantonati, ma una parte di capitale apportata dall'esterno dai soci.
Che cosa sono le obbligazioni e come vanno trattate contabilmente?
I prestiti obbligazionari sono debiti finanziari a lungo termine verso gli obbligazionisti e come
tali vengono inseriti nel passivo (avere) dello Stato Patrimoniale.
Funzionamento. Limpresa pu scegliere, in caso di fabbisogni finanziari consistenti e di
buona notoriet dellimpresa stessa sul mercato finanziario, di rivolgersi direttamente ai
risparmiatori per ottenere un finanziamento. Per i singoli risparmiatori non sono in genere in grado
di concedere prestiti di grande entit, per cui limpresa sarebbe costretta a gestire il rapporto con un
grande numero di piccoli finanziatori. Per semplificare le cose viene emesso un unico grande
prestito obbligazionario, diviso in fette che si chiamano appunto obbligazioni. Il risparmiatore pu
sottoscrivere una o pi obbligazioni, a seconda delle sue disponibilit. Il tasso di interesse sulle
obbligazioni in genere inferiore al tasso di interesse passivo sui prestiti, mentre superiore al
tasso di interesse attivo sugli investimenti finanziari di simile rischiosit, e quindi loperazione
diviene conveniente per entrambe le controparti. Frequentemente il prestito obbligazionario prevede
anche che ogni anno venga restituita una tranche del prestito totale. Questo viene realizzato
estraendo alcune obbligazioni che vengono rimborsate in anticipo.
Trattamento contabile. Le obbligazioni sono un debito finanziario a lungo termine. Si
scrivono nel passivo (avere) dello stato patrimoniale contabile, in quanto sono una VNP. Nello stato
patrimoniale riclassificato esse vengono inserite nei debiti finanziari a lungo termine. Se ogni anno
viene restituita una parte di debito, limporto delle obbligazioni che verranno estratte per lesercizio
successivo deve essere inserito fra i debiti finanziari a breve termine con la dizione quota corrente
prestito obbligazionario. Gli interessi passivi sul prestito obbligazionario vengono normalmente
inseriti fra gli oneri finanziari, in dare del conto economico e fra gli oneri della gestione finanziaria
nel conto economico gestionale (riclassificato).
Il capitale proprio si trova a volte con appellativi diversi: capitale netto, patrimonio
netto, capitale proprio, capitale di rischio. Tali termini sono proprio sinonimi o indicano cose
diverse?
Capitale netto, capitale proprio, patrimonio netto e capitale di rischio sono sinonimi, nel senso
che indicano tutti la stessa grandezza, ponendo per laccento su aspetti diversi della definizione di
tale classe di voci. Il termine capitale o patrimonio netto indica che esso si calcola come differenza
fra attivit (tutto lattivo) e passivit (i soli capitali di terzi, i debiti). Il termine capitale proprio
indica che i titolari di tali finanziamenti sono i soci, il capitale dellimpresa. Infine il termine
capitale di rischio indica che si tratta di un finanziamento che non ha certezze n per quanto
riguarda la restituzione (mai finch sopravvive limpresa) n per quanto riguarda la remunerazione
(che avviene solo se limpresa in utile e se lassemblea dei soci ha deliberato di distribuire gli utili
in toto o in parte).

Dove si collocano i diritti d'autore, pagati per esempio da una casa editrice nel conto
economico?
Il costo per lutilizzo di diritti di opere dellingegno (diritti dautore, ma anche brevetti e
marchi) una componente dei consumi. Pi precisamente nel bilancio ufficiale viene collocata nella
voce B8, nei costi di produzione per il godimento di beni di terzi. Pi che allacquisto di servizi,
sono assimilabili agli affitti.
Qual la natura dei fondi che si trovano nella contabilit? In che cosa differiscono dai
debiti?
Il debito , in termini di diritto civile, l'aspetto passivo del rapporto obbligatorio, cio il
dovere di un soggetto (il debitore) di eseguire a un altro soggetto (creditore) una prestazione dovuta.
Tale significato generale per poco utilizzato, persino nel diritto, dove si preferisce usare il
termine "obbligazione", per cui si pu definire il debito come un'obbligazione pecuniaria, ovvero
l'impegno a restituire una somma certa a un soggetto. La data della restituzione stabilita
contrattualmente, o anche lasciata indeterminata stabilendo per chi pu determinarla e in base a
quali condizioni. Sono dunque debiti i prestiti ricevuti dalle banche ma non le voci del capitale
proprio, la cui restituzione ai soci di importo incerto, data incerta e persino l'evento incerto,
perch potrebbe benissimo non avvenire in caso di fallimento o chiusura di unimpresa che abbia
accumulato perdite. In ogni caso anche in un'impresa sana, la restituzione del capitale proprio
richiede una delibera di un'assemblea straordinaria.
Esistono poi nel passivo alcune voci che sono assimilabili ai debiti pur non avendone
perfettamente la natura giuridica. Essi sono chiamati "fondi" nella terminologia contabile,
intendendo che sono conti in cui si accumulano accantonamenti, pur avendo natura completamente
diversa dalle poste correttive dell'attivo.
Vi sono due tipologie:
- il trattamento di fine rapporto. Vi sono accumulati gli accantonamenti in vista del
trattamento di fine rapporto, ovvero del pagamento della liquidazione, che avverr nel momento in
cui il dipendente si licenzia, va in pensione o viene licenziato. Si tratta di un evento certo, di
importo certo ma con data incerta. E' dunque estremamente assimilabile a un debito. In
particolare lo trattiamo come debito operativo, in genere a lungo termine, salvo che per la quota che
si prevede si dovr versare nell'anno ai dipendenti che vanno in pensione.
- i fondi per rischi e oneri. Vi sono accumulati accantonamenti in vista di operazioni di
competenza attuale ma che avverranno con certezza in futuro. L'evento certo, la data pu essere
incerta, l'importo incerto. Sono esempi di questa tipologia di conti il fondo imposte (imposte di
esercizio non ancora accertate), fondi quiescenza (trattamento di fine rapporto per agenti e
rappresentanti pagati a provvigione o in vista di prepensionamenti), e i fondi per concorsi a premi,
per garanzie, ecc. Li assimiliamo a debiti operativi, di breve o lungo termine, a seconda della durata
prevista.
Invece
- i fondi per rischi generici, o per rischi specifici (come il rischio di cambio) ma di segno
incerto rappresentano eventi incerti e come tali non hanno natura debitoria. Possono essere creati
dei fondi a tale scopo, ma devono essere inclusi fra le Altre riserve nel capitale netto. E devono
essere alimentati da utili tassati. Non possibile quindi fare un accantonamento a tali fondi
ponendolo fra i costi del conto economico. Si deve calcolare lutile desercizio e poi si pu
deliberare che una parte di tale utile (eventualmente calcolata anche in modo automatico, es: l1%

dellutile netto ogni volta che esso sia positivo) venga accantonato i tale riserva anzich essere
ridistribuito.
In sintesi nel passivo dello stato patrimoniale noi troveremo:
- Voci di capitale proprio
- Poste correttive
- Debiti
- Conti assimilabili a debiti
E il termine Fondo quanto mai ambiguo, poich indica genericamente un conto in cui si
accumulano accantonamenti nel corso degli anni. Ma la natura di tali accantonamenti pu essere
molto diversa! Tale natura stabilita dalla certezza (fondi di debito) o meno (fondi di capitale
proprio) dellevento. Infine se il fondo si riferisce a un costo di competenza passata e non futura che
viene ripartito, si tratta di una posta correttiva. Soprattutto nei bilanci contabili, noi potremo trovare
fondi che ricadono in ciascuna delle quattro categorie. Per esempio:
Fondo svalutazione crediti (costo, o meglio storno di ricavo, passato Posta correttiva)
Fondo quiescenza (evento certo, importo incerto Assimilabile a un debito)
Fondo TFR (evento certo, importo certo Debito)
Fondo rischi su cambi (evento incerto Voce di capitale proprio).
dunque necessaria la massima cautela nel riclassificare tali fondi, occorre interrogarsi sulla
loro natura.
Che cosa sono i titoli vincolati per depositi cauzionali?
Sono titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato, fondi di investimento, qualsiasi investimento
finanziario quindi) posseduti dallimpresa ma che essa non pu vendere perch li ha usati come
deposito cauzionale, cio come garanzia per ottenere un prestito. Per questo motivo si considerano
immobilizzazioni, indipendentemente dalla loro natura.
Che differenza c tra il metodo diretto ed indiretto relativo al fondo ammortamento?
Lammortamento una procedura che permette di ripartire un costo pluriennale tra gli esercizi
di vita utile del bene. Essa pu essere realizzata in modi diversi che dipendono dal tipo dicespite da
ammortizzare:
1. Immobilizzazioni materiali: ad esempio fabbricati, macchinari, impianti, automezzi, attrezzature
industriali e commerciali, computer, mobili dufficio, etc Per questo tipo di immobili si
utilizza il metodo indiretto che utilizza il fondo ammortamento, secondo un sistema che
spiegato nel capitolo 8 della dispensa. Il fondo ammortamento, in quanto posta correttiva
dellattivo, nel bilancio contabile sta in avere. Invece nel bilancio secondo IV direttiva CEE e
in quello riclassificato, viene portato in detrazione alla posta corrispondente dellattivo, in modo
da evidenziare immediatamente il valore netto (ovvero il valore contabile residuo).
2. Immobilizzazioni immateriali: ad esempio brevetti, marchi, diritti di utilizzo di opere
dellingegno, concessioni governative, costi di ricerca e sviluppo, costi di pubblicit, costi
emissione prestiti obbligazionari, etc Per questa tipologia di immobilizzi si utilizza il metodo
diretto che consiste nel portare ogni anno direttamente in deduzione dal costo storico del bene
la quota ammortamento. Il valore che compare nellattivo del bilancio (sia contabile sia

civilistico e sia riclassificato) non dunque il costo storico, ma direttamente il valore netto, che
si ridurr di anno in anno fino al completo ammortamento.
Nel caso delle immobilizzazioni immateriali avremo dunque che lattivo riporter questo valore:
Immobilizzazioni imm.n t2 = Immobilizzazionin t1 - Quota ammortamento Imm.
Immat. t2 + Investimenti t2

sia nel bilancio contabile, sia in quello riclassificato.


Nel caso delle immobilizzazioni materiali invece nellattivo del bilancio contabile troviamo:
Immobilizzazioni mat. l t2 = Immobilizzazionil t1 + Investimenti - Disinvestimenti e
cancellazioni

Nel passivo troviamo:


Fondo ammortamento t2 = Fondo amm. t1 + Quota ammortamento Imm. Mat. t2
Utilizzi del fondo per disinvestimenti e cancellazioni

Nel bilancio riclassificato troveremo invece nellattivo


Immobilizzazioni mat.n t2 = Immobilizzazioni mat. l t2 - Fondo ammortamento t2

Da un punto di vista contabile le due situazioni si traducono, durante la fase delle rettifiche in due
scritture diverse.
Nel caso delle immobilizzazioni materiali:

31/12/t1
Quota Ammortamento
Macchinari

Fondo Ammortamento 20.000


Macchinari

Lammortamento va ad alimentare il fondo ammortamento che si chiude appunto, come detto pi


sopra, nel passivo dello stato patrimoniale.
Nel caso delle immobilizzazioni immateriali:
31/12/t1
Quota Ammortamento a
Spese promozionali

Spese
promozionali 20.000
capitalizzate

Lammortamento va ad erodere direttamente il valore residuo del costo capitalizzato. Tale valore
residuo si chiude normalmente nellattivo dello stato patrimoniale. , come detto pi sopra,
nellattivo dello stato patrimoniale. Infatti il conto Spese Promozionali Capitalizzate avr sempre
saldo in Dare o al pi saldo nullo.