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28 Settembre 2016 Nuovo Quotidiano di Puglia

Valeria Mingolla - L'arte del messaggio in musica e in poesia


Le interviste agli autori Nel libro di Daniele Sidonio Mi si scusi il paragone
parlano anche Guccini, Pel, Benni e Mesolella
il frutto di un lavoro minuzioso quello realizzato da Daniele Sidonio che con il suo Mi si scusi il
paragone. Canzone dautore e letteratura da Guccini a Caparezza (Musicaos Editore), accompagna il
lettore in quello che potremmo definire un saggio che attinge alla letteratura, alla canzone e alla poesia.
Il libro, la cui idea nata durante il master in Critica Giornalistica dellAccademia Nazionale DArte
Drammatica Silvio DAmico di Roma, soprattutto una riflessione attenta sullanalisi del rapporto tra
la parola e la musica nel nostro tempo. Il giovane autore, curatore della sezione musica di Recensito.net,
dedica la prima parte del libro alla storia della musica dal Trecento
ai giorni nostri. Approfondisce gli aspetti legati al rapporto tra musica e parole anche grazie agli
interventi cri tici di Paolo Talanca e Gi Alajmo, quindi segue lanalisi comparativa dei testi in rapporto
alle fonti letterarie e poi passa alle interviste. Sidonio fa in modo, insomma, che alla fine a raccontare i
contenuti siano le opere e i pensieri di alcuni tra i cantautori e autori italiani che sono sulla scena di
questi ultimi cinquantanni. Francesco Guccini, Stefano Benni, Cristiano Godano, Dente, Fausto
Mesolella, Brunori Sas sono solo alcune delle voci coinvolte nella ricerca di Sidonio. Voci che offrono il
proprio punto di vista circa il rapporto tra scrittura, poesia e creazione del testo. Il libro viene da
unidea di qualche anno fa, unidea figlia di una passione che diventata studio, spiega Sidonio, un
viaggio affascinante nella musica e nelle parole, arricchito da tutta una serie di interviste e quindi dalle
voci dirette di alcuni protagonisti. Mi si scusi il paragone un titolo molto particolare. Come mai
questa scelta? S, un aneddoto quello del titolo a cui rimarr particolarmente affezionato.
unaffermazione di Guccini che paragonando lautore di canzoni a un maiale si scusava per il paragone
dicendo proprio mi si scusi il paragone e mi sembrava carino, divertente e anche efficace dare questo
titolo al libro. E poi, mi sembrava la sintesi perfetta di quello che il libro perch comunque si tratta, a
tutti gli effetti, di un testo comparativo quindi ci entra assolutamente. una sintesi divertente, ironica.
E comunque, spesso si fa un errore ad avvicinare la musica, la canzone, alla poesia. Si fa un paragone
forse azzardato perch tecnicamente sono due cose diverse, ma vicine quindi Mi si scusi il paragone
rende benissimo lidea. Nel saggio parli di musica dautore. S, direi che una delle tante accezioni
della canzone dautore. Credo che si possa definire musica di qualit nel momento in cui un autore,
mescolando parole e note, d una certa impronta al testo, quindi alla letteratura se vogliamo perch,
comunque, sono due forme espressive molto vicine. Musica di qualit perch attraverso la commistione
di parole e note musica e testi si definisce una certa impronta che si differenzia dalle altre forme della
canzone. un genere a s, un ibrido molto particolare che ha raggiunto una qualit da altre forme della
canzone. Hai inserito nel tuo lavoro un estratto di unintervista realizzata nell84 a Piero Pel nella
quale il cantante richiama lattenzione sullimportanza del farsi capire attraverso il testo e quindi sulla
scelta di scrivere canzoni in italiano piuttosto che in inglese. Pensi che a distanza di trentanni oggi le
cose siano cambiate? Beh, io credo che quel tipo di discorso l sia di grande lungimiranza. In tempi
come questi il testo credo sia messo ancora in secondo piano, almeno da un certo tipo di musica che poi
quella che magari passa di pi nelle radio o fa pi successo commerciale. Tra tutte le interviste che hai
fatto ce n una in particolar modo che ti ha maggiormente impressionato? Sicuramente quella a
Francesco Guccini. Anche il fatto semplicemente di passare venti minuti al telefono sapendo che
dallaltro capo cera lui, gi fa il suo effetto. Poi le cose che mi ha detto, la disponibilit che ha avuto nel
rispondere alle mie domande che erano tuttaltro che semplici o sbrigative, regalandomi anche aneddoti
con simpatia. Questo sicuramente segna il libro e ha segnato me. Allo stesso modo Stefano Benni che,
alla fine, mi ha portato a scrivere qualcosa di formalmente opposto. Nel senso che lintervista che c
nel libro la sintesi pi assoluta, risposte brevissime che per contengono dentro tante cose. uno
scrittore, quindi sa condensare in poche parole quello che vuole dire. Confessso che c unintervista
mancante e che mi dispiace non aver recuperato: lintervista a Vasco Brondi per quello che secondo
me Brondi rappresenta: uno degli esperimenti pi interessanti e di maggior qualit del panorama
indipendente.