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cronache ipogee

pagine di informazione speleologica per il Friuli Venezia Giulia - n. 10/2016

s i co n c lu s a l a s p e d i z i o n e
speleologica , dell a "C.G.E.B."
in albania
Sono rientrati dallAlbania gli speleologi
della Commissione Grotte "Eugenio
Boegan" (SAG - CAI), impegnati in
attivit di prospezione nellarea di Nikaj
- Merturi presso il lago Koman.
Le ricerche si sono svolte per alcuni
giorni nei pressi del monte "Suka e Mazit" tra i 500 e 800 metri di quota.
Con i suggerimenti di Ndoc Mulaj
(nostro socio onorario in Albania),
linteresse si focalizzato su alcune
cavit presenti nei contatti tra terreni
scistosi ed alcune formazioni carbonatiche relativamente vicine a corsi
dacqua affluenti del lago.
Lobbiettivo stato lindividuazione
del carsismo epigeo e ipogeo, a
quote meno elevate, contestualmente allattivit del gruppo in zona dal
1993, attivit che ci vede impegnati
in "Shpella Zeze" a Qerec, in diversi

Shpella e Kole Geges.

(Archivio CGEB)

pozzi in quota elevata sugli altipiani del


massiccio delle Hekurave, alla Shpella
Perr e Boshit, sul monte Boschit,
al Monte "Grykave te Hapta", ed in
"Shpella Kakverrit".
stata cos individuata una cavit
nuova, lunga per ora 1 km, e profonda
230 metri.
Shpella e Kole Geges, per noi Antro
del Polifemore, una grotta molto
bella e particolare.
Superata la prima caverna fossile
abitata da una discreta colonia di
pipistrelli, ed in antico dai pastori,
stato disceso un breve salto verticale
che si innesta sul ramo principale di
questo inghiottitoio attivo.
Si percorre un breve laminatoio e quindi un tratto di galleria poco inclinata
che si snoda nella montagna con asse
Nord - Nord/Est.
In generale presenta una struttura
idrografica ramificata, un ruscello ed i
suoi affluenti scorrono sullintercalarsi
e nel contatto tra scisti e calcare, sono
presenti notevoli e particolari forme di
erosione nonch consistenti fenomeni di crollo che nella seconda met
del ramo principale strutturano una
galleria molto ampia ed in forte pendenza, la parte finale tende a formare
un meandro di discrete dimensioni,
lesplorazione si fermata nei pressi
di materiale franato, che da una prima
analisi risulta superabile.
stata inoltre ripresa la topografia
della risorgenza di Dragobia ("Kelcyre
Shpella e Shpalnik") e raggiunte due
notevoli aperture in parete visibili dalla
strada nella vallata di Valbona.
Hanno partecipato:
Elisabetta Stenner, Ndoc Mulaj, Lucio
Comello, Lorenzo Marini, Tom Kravanja, Louis Torelli (SAG - CGEB), ed
Edi Haipel (SAG).

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Ndoc Mulaj.

(Archivio CGEB)

Ringraziamenti:
Un ringraziamento speciale alla famiglia di Pashk Peci, che ci ha amorevolmente ospitati nella loro bellissima
casa, ad Imeraj Elisabeta per le
traduzioni ed a suo padre per laiuto,
ad Afrim Gjergji di Palci per averci
ripulito il sentiero, portato la grappa
ed il miele, alla guida in "Shpella Kaponi", Fatmir Pervataj, a Leon per la
sua disponibilit e cortesia, ed in fine
al giovanissimo Besart Peci, che ha
condiviso con noi la gioia e lo stupore
della prima esplorazione in "Sphella e
Koie Geges".
Louis Torelli
(tratto dal sito internet
della CGEB, g.c.)

SERAM - PAPUA 2016

Dal 6 agosto al 4 settembre si svolta la Spedizione Speleologica Seram


2016, con destinazione il grande arcipelago indonesiano.
Alle esplorazioni hanno partecipato
sei speleologi: Ivan Vicenzi, (Pres.
Gruppo Speleologico Sacile) Marc
Faverjon, Thomas Pasquini (Gruppo
Grotte Piemontese) Katia Zampatti
(Gruppo Grotte Brescia), Paolo Turrini
e Andrea Benassi (Societ Speleolo-

gica Saknussem).
La spedizione la terza nellarea, si inserisce nellambito dellOnderaardesche
Loop Project ovvero un progetto di
ricerca finalizzato ad individuare ed
esplorare i maggiori fiumi sotterranei
del pianeta muovendosi di volta in volta
su diverse zone carsiche.
La spedizione questanno aveva tre
obbiettivi differenti; lesplorazione del
grande pozzo della Goa Hatu Saka,

Hatu saka.

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nel Parco nazionale di Manusela e i


grandi trafori idrogeologici del fiume
Hanoea sullisola di Seram nelle molucche meridionali, mentre nella provincia
indonesiana di West Papua, in Nuova
Guinea era prevista una survey nellarea del plateau di Ayamaru.
Sullisola di Seram sono quindi proseguite le esplorazioni iniziate gli scorsi
anni nel Parco nazionale di Manusela
e nellarea di west Seram che avevano

gi portato alla documentazione del


Sapalewa underground river.
La Goa Hatu Saka, esplorata in parte
da una spedizione internazionale nel
1998 e mai ripetuta, stato il primo
obbiettivo di questanno.
Con una profondit di circa 388, praticamente un unico enorme pozzo, la
grotta ad oggi la pi profonda cavit
dellintera Indonesia nonch una delle
pi spettacolari verticali dellintero sud
est asiatico. Inghiottitoio attivo del rio
Niatolun, che con una portata di circa
mezzo metro cubo al secondo precipita
nel pozzo e le risorgenze al livello del
mare, la grotta potrebbe in potenza
superare i 900.
Le nostre esplorazioni si sono quindi
concentrate sulla via attiva percorsa
dallacqua e tralasciata dalla precendente spedizione.
Purtroppo lesplorazione del ramo attivo ci ha riportato sul vecchio fondo
rappresentato da una colossale salapozzo di quasi 100 per 60 e alta oltre
180 metri.
Il fondo della sala, dove lacqua scompare tra sabbie e ghiaie, completamente piatto, chiaramente soggetto
ad allagamenti e grandi inondazioni,
non da per ora adito a facili prosecuzioni.
Lesplorazione stato in tutti i casi
occasione per aggiornare e controllare il precedente rilievo, nonch per
documentare fotograficamente i grandi
ambienti in accordo con il Parco Nazionale di Manusela che gestisce il
territorio dove si apre la grotta.
La spedizione quindi proseguita nel-

larea di West Seram dove gli scorsi


anni avevamo identificato almeno dieci
trafori idrogeologici inesplorati, tutti
percorsi da fiumi di grande portata.
Dopo le esplorazioni dello scorso anno
del fiume Sapalewa, la nostra attenzione si era concentrata in particolare
sulla vicina valle del fiume Hanoea.
Questo fiume di circa 2 cumecs di
portata media, si caratterizza infatti
per la presenza lungo il suo corso di
cinque trafori tutti inesplorati.
Partendo a piedi dalla costa una serie
di campi avanzati ci hanno portato ad
esplorare e documentare i primi due
trafori per uno sviluppo di circa 3.5
chilometri.

Le esplorazioni di questa zona sono


per tuttaltro che concluse e si sono
dovute interrompere unicamente per la
decisione di dedicare parte del tempo
ad una survey in Papua.
Nella provincia indonesiana di West
Papua, avevamo infatti identificato
lungo il fiume Aouk, uno dei pi
significativi tra i futuri obbiettivi da
verificare.
Localizzata nel centro della penisola
della Vogelkop, larea dei laghi di Aymaru si contraddistingue per la presenza di estesi affioramenti di calcare.
Proseguendo verso nord, la fascia
calcarea che attraversa longitudinalmente la regione poggia sul primo

Hanoea.

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piede della montagne formando una


barriera rispetto ai grandi fiumi che
scendono verso sud.
Proprio lungo questa fascia si trova a
scorrere il fiume Aouk.
Lanalisi delle fotografie satellitari mostra come in questa zona il suo corso
sia caratterizzato da profonde gole e
da numerosi tratti sotterranei.
Tratti che con un bacino idrografico
di circa 600 km, in una zona con un
indice di piovosit annuale di oltre 5
metri, portavano ad immaginare una
grotta con un bilancio idrologico stimato in 47 metri cubi al secondo di
media annuale.
In questa prospettiva la zona, del
tutto sconosciuta in bibliografia, si
candidava quindi ad ospitare uno dei
pi grandi fiumi sotterranei ancora
inesplorati del pianeta.
Come accade raramente, la realt in
questo caso si mostrata superiore
alle nostre fantasie.
Il fiume Aouk, non solo ha confermato
la nostra stima sulla sua portata, ma
si dimostrato anche ampiamente
percorribile ed esplorabile, ovviamente
a patto di saper giocare con i circa 50

cumecs di acqua che costantemente


attraversano le sue gallerie.
Nei pochi giorni a nostra disposizione,
abbiamo percorso e rilevato circa 1.3
chilometri di quello che appare essere un traforo complesso con diversi
possibile arrivi, enormi gallerie fossili
e smisurati Tienkeng interni.
Con la sua mostruosa massa dacqua, il mondo sotterraneo creato e
attraversato dallAuok un mondo a
parte, difficile da descrivere, realmente
capace dincarnare immagini mitologiche, quasi via metafisica per un altra
dimensione.
Un mondo che abbiamo appena iniziato ad esplorare e che sar lobbiettivo
centrale di una prossima spedizione.
Un luogo che si mostrato anche
in tutta la sua potenza, facendoci
assistere ad un mostruoso Banjir o
onda di fiume, che ha pressoch
raddoppiato la portata in poche ore,
mostrandoci cosa vuol dire giocare
in corda con una creatura liquida di
quasi 100 cumecs.
Se questo non bastasse sempre in
Papua lultimo giorno a nostra disposizione abbiamo identificato e raggiunto

Aouk.

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lingresso dellincredibile traforo realizzato dal Kladuk.


Un nuovo e inaspettato obbiettivo.
Un fiume che con un bacino di circa
2800 km ed una portata di oltre 180
m di media, se riusciremo ad esplorarlo, si candita indubbiamente per diventare in assoluto il pi grande corso
dacqua sotterraneo del pianeta.
Ovviamente con questi due obbiettivi
da esplorare e documentare gi
in cantiere la prossima spedizione:
Papua 2017.
Vista limportanza degli obbiettivi, le
spedizioni sono state realizzate in accordo e collaborazione con il Ministero
delle Risorse energetiche ed il Ministero dellambiente Indonesiano, e sono
in questa prospettiva finalizzate alla
realizzazione di dossier di censimento
e candidatura del patrimonio geologico
della nazione indonesiana quali futuri
Geoparchi e siti Unesco.
Per informazioni e contatti:
Onderaardesche Loop Project
andrea.benassi@uniroma1.it
http://casolaspeleo.blogspot.it/
Ivan Vicenzi

ottobre 2016...
Nuova possibilit
p e r d i v e n ta r e
speleologi con il
Club Alpino Italiano
di Pordenone

Corso USP. Lezione pratica in grotta.

Con la direzione dell'Istruttore di Speleologia CAI Giorgio Fornasier iniziato, marted 25 ottobre, il 36 Corso di
Introduzione alla Speleologia.
Il Corso, che si concluder il 27
novembre, organizzato dall'Unione
Speleologica Pordenonese CAI e dalla
Scuola di Speleologia CAI Pordenone,
e tramite una serie di lezioni teoriche,
tecniche e pratiche settimanali consentir ai partecipanti di potersi accostare
in totale sicurezza alla pratica della
Speleologia e all'esplorazione del
mondo sotterraneo.
Per informazioni: 0434-522823 (Sezione CAI PN) 339 5888035 (Giorgio).
Giunzione del sistema
Rotule Spezzate Complesso
Col delle Erbe
(Canin - Alpi Giulie)

Buse d'Ajar. Verso la giunzione con la A12.


(Gianni Cergol)

Dopo tanti anni di ricerche ed esplorazioni nelle quali si sono susseguite


tre generazioni di speleo, il 12 ottobre
2016 stato trovato il collegamento
tra la sistema basso Rotule Spezzate ed il complesso del Col delle
Erbe (massiccio del Canin, Alpi Giulie
Orientali))
La chiave per unire questo ulteriore
tassello al complesso, stata ritornare,
dopo una delle estati meno piovose,
nei rami denominati Dreamin Buse
dAjar, una delle zone pi basse del
sistema Rotule Spezzate, esplorato
a partire dai primi anni novanta e
successivamente in varie fasi.
Infilandoci in un sifone di ghiaia che
probabilmente nei periodi di disgelo o
di grandi piogge si riempie dacqua,
siamo entrati in un reticolo di condotte
e gallerie che ci hanno portati alla
partenza di un pozzo.
Ritornati dopo qualche giorno assieme
a Patrizia (Pacia) e a Marco (Cavia)
abbiamo sceso il pozzo per 35 metri
e siamo arrivati in una sala impostata
su una faglia di direzione est-ovest,
dove abbiamo trovato un chiodo con

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un anello di corda: la conferma che


ci trovavamo nei rami bassi del Buse
dAjar.
la cosa pi bella stata la presenza
di Patrizia, che quella grotta laveva
trovata ed esplorata trentanni fa!
Limportanza di questa giunzione non
sta tanto nellaver aumentato lo sviluppo chilometrico (+10 km ca.) e il
numero degli ingressi del sistema (27)
del Col delle Erbe ma nellavere trovato, alla quota di 1280 slm, il reticolo
di gallerie freatiche che permettono di
spostarci nel massiccio e nelle quali
convergono tutti i principali abissi
dellaltopiano soprastante, facendoci
sognare lavvicinarsi del collegamento
totale con limportante complesso del
Foran del Muss.
Hanno partecipato alle uscite che
hanno portato a questo risultato: Cristina Michieli, Gianni Cergol, Marco
Di Gaetano, Marco Sticotti, Patrizia
Squassino (Commissione Grotte E.
Boegan Trieste).
Vogliamo comunque ringraziare tutti
coloro che negli anni si sono succeduti
nella ricerca di questo risultato, esplorando, rilevando e disegnando.
Gianni Cergol e Cristina Michieli

LA KLEINE BERLIN ospita due eventi


collaterali della barcolana

L'allestimento del grigliato.

(Lucio Mircovich)

Nelle giornate del 3 e 5 ottobre si sono


svolti allinterno della Kleine Berlin due
eventi collegati alla Barcolana che
sono stati riportati anche sul quotidiano
Il Piccolo.
Luned 3 ottobre il ristorante Il Bagatto, il gruppo Facebook Container_120
e il Yeronimus Kaplan vintage DJ sets
(che hanno suonato musiche depoca
direttamente da dischi originali a 78
giri), hanno organizzato un aperitivo
grazie al quale sono stati raccolti i
fondi per lacquisto e linstallazione dei
grigliati nella galleria che conduce al
Tribunale che stata inaugurata quella
stessa sera, nelle foto il DJ ed alcuni
momenti del taglio del nastro e della
galleria con i nuovi grigliati.
Mercoled 5 ottobre, sempre nellambito delle manifestazioni per la
Barcolana si svolto a sorpresa un
aperitivo in un luogo misterioso con
lesibizione del cantante Mauro Ermanno Giovanardi cui hanno partecipato
centocinquanta persone, ovviamente
il luogo era la Kleine Berlin ed il successo stato eccezzionale.
Nella foto di gruppo: Maurizio Radacich, Gianfranco Terzolli, il chitarrista
Marco Carusino, Mauro Ermanno
Giovanardi e Lucio Mircovich.

Inaugurazione del nuovo tratto. (Lucio Mircovich)

A lavoro finito...

(Lucio Mircovich)

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Ancora una volta il Club Alpinistico


Triestino si mette a disposizione degli
eventi cittadini per valorizzare l'offerta
turistica della nostra citt
Con lapertura della galleria che
conduceva al Tribunale ora la Kleine
Berlin pu offrire una visita completa
dei suoi sotterranei.
Lucio Mircovich

Yeronimus Kaplan vintage DJ sets. (L. Mircovich)

Un momento del concerto.

(Lucio Mircovich)

pr o get t o "gr o t te pulite "


Liberat o d a i r i f i u t i i l Po z z o p r e s s o Pr e c e n ico
Come preventivato, il gruppo di migranti che ha aderito al progetto delle
associazioni MiTi, CAT e ICS, si sono
rimessi al lavoro, da volontari, per pulire le cavit carsiche riempite nei decenni passati di tonnellate di rifiuti.
Domenica 16 ottobre stata la volta del Pozzo presso Precenico, tra
Precenico e Malchina, dove tra la
vegetazione illirica affiorano non solo
calcari dolomitici e splendidi campi
carreggiati ma anche una quantit di
copertoni, lavatrici, auto in ferro per
bambini anni '60, sacchi di cemento,
stendibiancheria, scaldabagni, tinozze,
pentole, barili. Insomma, la predominanza netta del ferro a farci capire
che l'origine della discarica a cielo
aperto antica, almeno 40-50 anni,
perch di plastica se ne trova molto
poca mentre predomina nettamente il
materiale ferroso.
Nove uomini e un'unica donna (Rose,
dal Camerun) sono stati accompagnati
da rappresentanti dell'Associazione
MiTi e del Club Alpinistico Triestino,
che dopo un sopralluogo hanno individuato in questa grotta-pozzo un sito
abbandonato dalla memoria, lasciato
nell'incuria pi totale, perch mascherato dalla vegetazione. Qualcosa di
inquinante c'era, come la batteria di
una automobile, ma, come si diceva,
la grande presenza di reti e materiale ferroso in genere lascia tranquilli,
almeno, sul fatto che non vi sia stato
inquinamento del sottosuolo.
La grotta bella: presenta tre impervie pareti verticali coperte da grandi
lingue di cervo. Il nome non lasci

perplessi: si tratta di grandi felci la cui


bellezza contrasta con la disarmonia
dell'immondizia accumulata alla base
delle pareti (unica accessibile quella
nord-ovest), che consente al gruppo
una agevole discesa che sar molto
pi faticosa da ripercorrere a pieno
carico al ritorno.
Alcune centinaia di kg che domani la
nettezza urbana del comune di Duino
Aurisina asporter dal bordo della
strada, dove faticosamente, con 150
metri di sentiero nel bosco, il gruppo
l'ha depositata.
stato necessario dedicare la prima
ora alla realizzazione di gradini di
accesso per superare la trentina di
metri scoscesi e fangosi che portavano
alla base della grotta. Qui si vista la
perizia di Babr, Alfa, Sahid nel piantare
picchetti e tagliare tronchi caduti al
suolo per forgiare gradini di sicurezza
e tutti hanno potuto apprezzare i panini-kebab di Masull. Tre giovani in et
da scuola, i pi bravi infatti a parlare
italiano, hanno presidiato la cavernet-

Tutte le foto sono di Dario Gasparo (Associazione MiTi).

ta allargata artificialmente durante la


prima guerra mondiale dall'esercito
austro-ungarico, dove sono stati depositati i rifiuti in una prima fase, cui
seguito l'asporto definitivo con l'ausilio
delle funi predisposte da Sergio.
Quando saltato fuori un pallone di
calcio del quale non si poteva nemmeno intuire il colore originario, i giovani
hanno spalancato il sorriso iniziando a
discutere delle loro squadre preferite,
Milan, Real Madrid e Juventus, prima
di risalire in automobile per far ritorno
a casa.
Dario Gasparo (Ass. MiTi)

Per vedere il video: https://www.youtube.com/watch?v=tsTL_5eCBeo

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iniziato il XXII Corso


di arrampicata
del Club Alpinistico
Triestino
Venerd 28 ottobre, alle 20.30, iniziato il 22 corso base di arrampicata
su roccia orgtanizzato dal Gruppo
Montagna del CAT (v. foto a lato).
Ai 15 allievi stato distribuito il materiale sociale, caschi, imbracature e
scarpette e dopo una breve presentazione del corso, stato loro spiegato il corretto uso dell'imbragatura
e i principali nodi di collegamento e
autoassicurazione.
Prossimo appuntamento venerd 4 novembre alle 21, in sede, con la guida
alpina per la prima lezione di teoria cui
seguir la prima uscita in ambiente,
domenica 6 novembre, alla palestra di
Santa Croce, dove verrano messe in
pratica le prime nozioni acquisite.
Vincenzo Marino
ESCURSIONE DIDATTICA
sul forte di osoppo
e sul colle di san
rocco, con l'arca
Le scuole elementari e medie dellIstituto Salesiano Bearzi di Udine in
visita ad Osoppo accompagnati da
Daniele Bertossi, presidente del Club
Alpino Italiano di Osoppo e Guglielmo
Esposito (A.R.C.A. Osoppo).
Il gruppo delle elementari, pi di 120
scatenatissimi bambini, curiosi ed educati, stato accompagnato a visitare
le cavit artificiali del Colle di Osoppo
mentre il gruppo delle medie ha visitato l'area del Colle di San Rocco e
del Bosco.
Nella foto il gruppo, composto da
insegnanti e ragazzi delle scuole
elementari, all'ingresso del Forte di
Osoppo".
Guglielmo Esposito

Dal 28 ottobre al 1 novembre avr luogo a Lettomanoppello (Abruzzo)


il raduno internazionale di speleologia per l'anno 2016.
Numerosi speleologi della nostra Regione saranno presnti all'evento
e, alcuni di loro, presentaranno anche le loro attivit svolte nel corso
dell'anno.
Qui, di seguito, le loro proposte.
Presentazione del libro "180 grotte per raccontare il fenomeno
carsico in Serbia" - Fabrizio Bosco (Societ di Studi Carsici "A.F.
Lindner").
Video "Progetto Rio Vaat (Prealpi Carniche)" - Gian Domenico Cella,
Claudio Schiavon (Gruppo Speleologico Carnico CAI Tolmezzo).
Misure di CO2 in alcune grotte del Carso - Sergio Dambrosi (Societ
Adriatica di Speleologia).
Tracciamento delle acque sul Carso classico - Marco Restaino (Societ Adriatica di Speleologia).
Il Limbo. La Dardagna di Caneva di Tolmezzo - Gian Domenico Cella,
Claudio Schiavon (Gruppo Speleologico Carnico CAI Tolmezzo).
Timavo System Exploration - Pietro Luchesi, Paolo Guglia (Societ
Adriatica di Speleologia).
Presentazione del libro "Il buio nel sacco" - Marco Bellodi, Stefano
Guarniero.
S.O.S. Proteus - Federica Papi (Speleovivarium - Trieste).
I1 DVO - Speleoreminescenze (Commissione Grotte "E. Boegan").
Timavo - Marco Restaino (Societ Adriatica di Speleologia).
Presentazione video "Corsi speleo per bambini" (Commissione Grotte
"E. Boegan").
Mostra "Alla rovescia. Il mondo dei pipistrelli" (Unione Speleologica
Pordenonese).

(Guglielmo Esposito)

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Nidi, un continuum d'amore


senza tempo
Lungo lalveo del Torrente Dogna, nelle
Alpi Giulie, circa a S di Chiout di Gus,
lungo la sponda destra affiorano, dalle
ghiaie incessantemente movimentate
dallacqua, delle superfici di strato che
rappresentano un sito di incredibile
valenza paleontologica.
Si tratta di due piani di strato verticalmente separati da circa 130 cm che
rappresentano due momenti: quello
posto superiormente presenta piste di
spostamento e tracce isolate e sparse,
quello inferiore strutture interpretate
come nidi.
Data la similitudine delle caratteristiche, presumibilmente le orme appartengono a pi individui riconducibili
ad una stessa specie, la cui determinazione presenta tuttora perplessit
e non concordanza tra i vari studiosi.
Certamente quadrupede con zampa
posteriore pentadattila e di dimensioni
maggiori di quella anteriore.
Dai dati forniti dalle misurazioni ed
angolazioni si pu dedurre un animale
che vagamente potrebbe ricordare in
linea generale un coccodrillo attuale;
sempre da caratteristiche rilevabili
si ipotizza che fosse dotato di movimento abbastanza efficiente anche
se lento.
Lattuale orientamento porta ad inquadrare lorganismo nel gruppo degli

Superficie di strato con impronte di nidi


(particolari).
(da: Dalla Vecchia F.M., 2013)

Sulla superficie di strato con impronte di nidi (Alpi Giulie, Val Dogna), 2003.
(da: Dalla Vecchia F.M., 2013)

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arcosauri quadrupedi ed in particolare


agli crurotarsi etosauriani, vegetariani:
tutto ci possibile solamente attraverso comparazioni e supposizioni
dedotte dallanalisi degli icnofossili,
mancando testimonianze fossili di
resti scheletrici. Le strutture interpretate come nidi si presentano come
depressioni con bordi molto elevati
con profondit varie (520 cm) e vari
diametri (100160 cm).

Compendio iconografico del sito di Val Dogna. Palaios. Vol.22, N.5 September 2007. Copertina
(particolare).
(da: Dalla Vecchia F.M., 2013)

Le caratteristiche morfometriche portano a considerare queste strutture


opera degli stessi organismi le cui
orme sono impresse nello strato di
poco superiore.
Alcune di queste strutture presentano
al fondo una sottilissima incrostazione
costituita da materiale di origine vegetale. Del tutto assenti resti di uova.
Interessante notare, contrariamente
alle logiche aspettative, come gli attuali rappresentanti crurotarsi pongano
molto poca cura nella costruzione del
nido rispetto ai loro predecessori, limitandosi ad un accumulo disordinato
di fango e resti vegetali, senza curarsi
di strutturare forme a catino con bordi
rialzati, cosa questa che comunque
implica una tecnica particolare: mah,
le mamme non sono pi quelle di
una volta!
La sezione che contiene le due superfici presenta potenza di circa quattro
metri: le piste di spostamento e le
singole orme sono impresse in uno
strato appartenente ad un intervallo
costituito da dolomie grigie con sottili intercalazioni di dolomie marnose
(peliti) pi scure, nerastre, con tracce
di esposizione subaerea (poligoni di
disseccamento, mud cracks), mentre
il livello sulla cui superficie presente

10

il sito di nidificazione costituito da


breccia dolomitica con tracce di esposizione subaerea (pedogenizzazione).
Lambiente di sedimentazione quello della parte interna di piattaforma
carbonatica a bassa batimetria con
sporadici episodi di lieve emersione,
dei quali il sito sarebbe peraltro testimonianza.
Stratigraficamente, laffioramento
posto circa nella parte mediana della
Formazione del Monticello (Triassico

superiore, Carnico superiore); la datazione stata resa possibile dallo studio


pollinico del materiale derivato dalla
sottile pellicola marnosa ricoprente gli
icnofossili che testimonia una ricca associazione con prevalenza di conifere.
Dallesame dei resti pollinici inoltre
stato possibile ipotizzare che la fonte
degli stessi fosse sita a poca distanza dal luogo di impressione (stato di
conservazione dei singoli elementi) e
che le condizioni climatiche fossero
relativamente aride (assenza di specie
igrofile).
Attualmente, parte della superficie con
le piste di spostamento ed orme
stata rimossa a scopo conservativo, di
studio e didattico, mentre parte di essa
ed il sito a nidificazione sono tuttora
in situ, preda degli agenti meteorici e
dellerosione fluviale che ne minano
lintegrit; peccato, ma... sic transit
gloria mundi!
Procedo carponi sotto la bassa
volta che, nellAntro di Medeazza
(635/2324VG) nei pressi di San Giovanni al Timavo/San Giovanni di Duino
sul Carso Triestino, separa il cono
detritico esterno dalla piana e vasta

Il primo, confuso e scambiato inizialmente per


un accumulo casuale di materiale proveniente
dallesterno (Antro di Medeazza, pressi di San
Giovanni al Timavo/San Giovanni di Duino, Carso
Triestino), 22 Agosto 2016. (Foto R. Ferrari)

Antro di Medeazza (635/2324VG), Carso Triestino; rilievo.

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caverna interna. L'intenzione quella


di cercare un certo bacoletto.
Dalla luce al buio, quasi impietosamente.
Il caldo chiarore della lampada a
carburo comincia a diffondersi nellambiente ma non mi d neanche il tempo
di abituarmi alla brusca variazione
che subito mi accorgo di qualcosa di
stupefacente: il suolo della caverna,
terroso e relativamente asciutto letteralmente costellato da buche circolari,
dallaspetto simmetrico e regolare.

Quasi timore di profanazione (NellAntro di


Medeazza, pressi di San Giovanni al Timavo/San
Giovanni di Duino, Carso Triestino), 22 Agosto
2016.
(Foto R. Ferrari)

rivestimento interno che le fodera


completamente.
Sono distribuite in modo irregolare, sia
in prossimit o addirittura a ridosso
delle pareti della caverna a sfruttare
nicchie e rientranze, sia nella parte
centrale del vano, alcune isolate altre
vicine, quasi a contatto.
Con curiosit e suggestione (NellAntro di
Medeazza, pressi di San Giovanni al Timavo/San
Giovanni di Duino, Carso Triestino), 22 Agosto
2016.
(Foto R. Ferrari)

Presentano un diametro di 6080 cm


ed una profondit, nella zona centrale,
di 1520 cm; la forma riconducibile
a quella di catino con i bordi leggermente rialzati dal materiale di risulta
dello scavo ordinatamente sistemato,
quasi compattato ad hoc.
Molte di queste presentano allinterno
residui di materiale vegetale, soprattutto erbaceo, secco ed ingiallito ed
un paio, forse poco pi, si presentano apparentemente intatte, con il

Rilevamento di alcuni dati basilari (NellAntro di


Medeazza, pressi di San Giovanni al Timavo/San
Giovanni di Duino, Carso Triestino), 22 Agosto
2016.
(Foto R. Ferrari)

Alcuni nidi sembrano abbandonati di recente


ed improvvisamente (NellAntro di Medeazza,
pressi di San Giovanni al Timavo/San Giovanni
di Duino, Carso Triestino), 22 Agosto 2016.
(Foto R. Ferrari)

Nessun indizio o testimonianza organica come impronte, tracce, boli


alimentari, feci, resti di pasto, peli.
Realizzo immediatamente una spiccata
similitudine con il sito a nidi della Val
Dogna.
Due testimonianze dagli artefici sconosciuti o per lo meno dubbi.
Due testimonianze di cure parentali
nella lotta per la vita e per la sopravvivenza tra gruppi animali molto distanti
filogeneticamente e tassonomicamente
luno dallaltro, separati da un intervallo
temporale di circa 230 milioni di anni,
ma uniti da un comune impulso istintivo
alla continuit interspecifica.

Le distanze tra un nido e laltro sono variabili:


tentativi mal riusciti o comportamento sociale?
(NellAntro di Medeazza, pressi di San Giovanni
al Timavo/San Giovanni di Duino, Carso
Triestino), 22 Agosto 2016. (Foto R. Ferrari)

Da buon sapiens ludens con la mia


purtroppo atavica e fuorviante tentazione di voler catalogare tutto e di
antropizzare certe manifestazioni naturali ho intravisto un amore materno
scevro da confini temporali e geografici
ed allinizio stato spontaneo e tipicamente umano il pormi la domanda
su chi fossero gli occasionali abitanti
dellantro, quanti fossero e di che sesso, se fosse una coppia o una colonia,
se fossero solo femmine, se avessero
partorito e riuscite ad allevare i piccoli,
se i numerosi nidi rappresentassero
vari tentativi non soddisfacenti di una
coppia o se rappresentassero una
forma di socialit, se
Il tutto era meravigliosamente bello
e strano.
era bello e strano, ebbene? Anche
le stelle e i fiori sono belli e strani, e
a farsi troppe domande si finisce con
il non accorgersi pi che sono belli.
(da: Primo Levi, Ranocchi sulla luna e
altri animali, I costruttori di ponti)
Ringraziamenti
Grazie a Sergio Dolce per le comunicazioni personali.
Grazie alla signora Sonia Compassi
per avermi aperto e permesso di visitare, fuori stagione e fuori orario, il
Museo del Territorio a Dogna.
Roberto Ferrari

Bibliografia essenziale
Zucchin i R., 2002 - Dogna. Geologia, paleontologia e mineralogia di una vallata. Comune di Dogna, Ristampa 2002.
Cucchi F., Finocchiaro F., & Muscio G., 2009 - Geositi del Friuli Venezia Giulia. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
- Direzione Centrale Ambiente e Lavori Pubblici Servizio Geologico, Trieste, 2009.
Dalla Vecchia F.M., 2013 - Sulle tracce del passato. Piste e impronte fossili di vertebrati in Carnia e nelle aree contermini/Auf den Spuren der Vergangenheit. Fossilien-Spuren und-Abdrcke von Wirbeltieren in Karnien und den benachbarten Gebieten. Comunit Montana della Carnia, Ottobre 2013.
Levi P. (a cura di Ferrero E.), 2016 - Ranocchi sulla luna e altri animali. Supercoralli, Prima edizione, Giulio Einaudi
Editore /Casa editrice Einaudi, Torino, Gennaio 2016.

cronache ipogee

11

rec ensio ne

Frontiera Est

Fortificazioni italiane
in Slovenia e Croazia
Nel mondo editoriale spesso e volentieri molte opere, seppur pregevoli ed
interessanti, non riescono a vedere
la luce. Ci normalmente dovuto al
fatto che si tratta di lavori che hanno
un mercato ristretto e quindi leditore
raramente rischia su cose sulle quali
non ha un ritorno certo.
Allappassionato o interessato, quandanche queste opere riuscissero a
vedere la luce, si presenta poi unaltra
difficolt, ovvero il come reperirle.
Opere a bassa tiratura finiscono in
librerie specializzate o in territori ristretti ed una volta esaurite le poche
copie diventa impossibile reperirle.
Lattuale tecnologia ci permette oggi
di ovviare a molti di questi problemi.
Esistono infatti, e per fortuna, dei siti
in internet che danno a chiunque la
possibilit di pubblicare i propri lavori.
Si amplia cos il panorama editoriale
in quanto lautore diventa egli stesso
editore grazie a siti che gli danno tutti
gli strumenti per realizzare da s la
sua opera.
Questa viene inserita in un catalogo
in rete ed ognuno, che abbia interesse
su una determinata pubblicazione, pu
ordinarsela e riceverla comodamente
a casa dopo alcuni giorni, con una
qualit che nulla ha da invidiare alle
normali pubblicazioni.
E questo il caso del volume che
viene qui descritto.
Dopo anni di assoluto silenzio, dovuto alle ben note vicissitudini storico

12

- politiche che hanno interessato questarea dellEuropa, finalmente iniziano


ad apparire lavori che a distanza di
ormai una ottantina danni, alzano
il velo di silenzio che aleggiava su
questi confini.
Lo scopo principale dellopera quello
di chiarire la presenza di strutture, in
alcuni casi ancora quasi intatte o poco
rimaneggiate, che lescursionista pu
trovarsi innanzi e che sollevano dubbi e
domande. Alcune strutture sono altres
ormai definitivamente scomparse ed
in questi casi questo volume riempie
le lacune, ricostruendone in qualche
modo la loro storia ed impiego.
Linizio dedicato allinquadramento
geografico della zona che, varr la
pena ricordare, trovandosi alla fine
della catena alpina, costituisce da sempre un punto di passaggio abbastanza
facile fra lest e lovest e che prende
il nome di varco di Lubiana.
La trattazione illustra come, gi dallepoca romana, questa zona venne
presidiata e fortificata. Si passa quindi
al periodo relativo agli equilibri (come
ben tutti sappiamo) precari che vennero a crearsi in seguito alla Conferenza
di pace di Vienna (1866), passando
quindi per il Patto di Londra. Patto
questo che determin la scelta italiana
sul campo in cui scendere nel conflitto
mondiale.
Nel 1918 a guerra conclusa si ebbe
una nuova sistemazione dei confini con
il Trattato di Rapallo del 1920.
Una parte molto interessante dedicata ai vari cippi di confine che lescursionista ancor oggi pu rinvenire, specialmente nelle zone montuose e la cui
lettura delle indicazioni e della tipologia
pu risultare alquanto ostica.
Nellopera viene anche evidenziata
la difficolt che esiste nel trovare
documenti dellepoca, documenti che
venivano di norma distrutti periodicamente, che permettano di ricostruire
esattamente la storia di questo confine
nel periodo fra le due guerre.
Lautore, nel suo lavoro tra laltro
arricchito da una grande quantit di
immagini, ci spiega anche quelli che
furono i rapporti fra i corpi che erano
presenti sul confine (corpi sui quali
vengono fornite notizie nel testo) con
gli abitanti di queste zone che di fatto
si videro occupati e costretti, dopo la
prima Guerra Mondiale, entro confini
che poco rispettavano le varie etnie
e che di fatto non risolsero nessuno
dei problemi sorti a seguito del primo
conflitto mondiale.

cronache ipogee

Ampio spazio e molte immagini


vengono dedicate pure alle strutture
(caserme) che vennero costruite ed
utilizzate, molte delle quali ancor oggi
riconoscibili, mentre di altre non ne
rimane pi alcuna traccia.
Questi i capitoli principali e relativi
sotto capitoli:
Il



confine
Il varco di Lubiana
Fortificazioni romane
I confini del regno
Creare il confine

Uomini e frontiera
I guardiani del confine
Vita di confine
Il confine oggi
Copertura e fortificazione
Il tempo delle opere
Le case della Guardia
Il volume corredato da 124 immagini
(storiche ed attuali) 25 cartine e 10 tra
diagrammi, planimetrie e grafici.
Rimaniamo in attesa dei, promessi,
nuovi volumi che riguarderanno queste
fortificazioni, opere testimoni di una
vecchia frontiera che oggi, sperando che questa sensazione continui,
sembra sempre pi assurda e lontana
dal nostro modo di pensare e vivere
in lEuropa.
Altre opere (alcune reperibili anche
nella versione PDF) sul tema, dello
stesso autore o insieme ad altri e con
la stessa reperibilit:
Fortezze nascoste
Due volumi che riguardano le fortificazioni del vallo alpino e loro riutilizzo.
Sentinelle, le fortificazioni del 33
Ardenza:
Dove vengono illustrate le fortificazioni
di competenza di questa unit.
Quaderni darresto
Serie di pubblicazioni che trattano delle
postazioni della guerra fredda.
Autore: B.K. Midnight
Editore: ?
Pagine: 162
Formato: 20.5 x 24 cm
Prezzo di copertina: 49.90 euro
Reperibilit: sul sito di Blurb
http://it.blurb.com
Alessandro Tolusso

SAG - CAI
Escursioni TAM
di fine anno

novembre 2016...

Novembre 2016
Venerd 11 novembre:
Grandi ipogei artificiali della I guerra
mondiale nel Carso goriziano.
Alessandro Tolusso

Franco Gherlizza
Lino Monaco

Domenica 13 novembre:
Escursione storico naturalistica nella
zona fra Monte S. Michele e Brestovec.
Alessandro Tolusso e Viviana Zago

Grotte
e leggende
del
Friuli
Venezia
Giulia

Dicembre 2016
Venerd 2 dicembre:
Birdgardening: grandi esplorazioni a
Km 0.
Franco Moselli
Domenica 4 dicembre:
Escursione ornitologica in Val Cavanata.
Franco Moselli

Osservatorio della Cannoniera del Brestovec.


Carso goriziano.
(Franco Gherlizza)

NUOVO LIBRETTO SULLE


LEGGE N DE d e l l e
grotte del Friuli
venezia Giulia
in fase di ultimazione il nuovo libretto
del Gruppo Grotte del Club Alpinistico
Triestino che raccoglie le 16 leggende
pi belle che vedono protagoniste
altrettante grotte della Regione Friuli
Venezia Giulia.
Il volumetto, composto di 32 pagine,
stato curato nei testi da Franco Gherlizza e con le illustrazioni di Lino Monaco. Salvo imprevisti dell'ultimo minuto,
verr presentato alla Seconda Giornata
di studi sulle leggende "Streghe, orchi
e Krivopete. Le grotte tra miti e leggende" (Gorizia, 26.11.2016).
Informazioni, da pagina 13 e 14 di
queste "Cronache Ipogee.

Fontanon di Goriuda

Chiusaforte - Stretti - Val Raccolana

Orco era assai temuto, una volta, in questa valle, per i


suoi diabolici dispetti. Suo tiro preferito era quello di incutere
terrore alla povera gente che di notte sattardava in giro.
Se qualcuno, dopo il suono dellAve Maria, doveva inoltrarsi
nel Canale, era certo di scorgerlo sul ponte di Coritis oppure intento a rotolar gi, dai torrenti, enormi macigni che,
giunti sulla strada, sparivano poi misteriosamente: e quando
era certo che una gran paura cominciava a impadronirsi
del solitario viandante, gongolando, rideva come un matto.
Con le donne, in simili occasioni, era ancora pi bisbetico.
Lungo le balze della montagna lasciava scorrere numerosi
gomitoli di filo; le femminucce si precipitavano a raccoglierli,
ma questi si tramutavano in tanti sorci. LOrco era capace
anche di accompagnarle un bel tratto di cammino, prendendo le sembianze di un forestiero, semplice e garbato, e poi,
tutto a un tratto, cominciava a crescere, a crescere fino a
raggiungere laltezza del Jf di Montasio; di lass sghignazzava talmente che ne rintronava tutta la vallata.
Un alpigiano della borgatella di Stretti - lultima del canale
di Raccolana - a cui era toccata una di queste spiacevoli
avventure, aveva giurato, per, di vendicarsi: Verr pure la
tua ora, una volta o laltra... mormorava tra s.
Tre o quattro giorni pi tardi, lOrco capit, pien di baldanza,
sul Pian de la Sega e cominci, come il suo solito, a far
gran salti e capriole.
Luomo, appena lo ebbe scorto, stacc dalla parete del
focolare il fucile, raccatt svelto la polvere benedetta, un
pezzo di cero pasquale, regalatogli dal cappellano, e due
foglie dolivo.
12

Caric con tutte queste cose il fucile e sopra vi depose una


grossa pallottola, dove in precedenza, con il coltello, aveva
incisa una croce.
Assicuratosi che larma era pronta, si pose quindi alla finestra esortando i suoi bambini, che attoniti avevano assistito
a tutti quei preparativi, di pregare con fervore.
Quando lOrco fu a giusto tiro, lalpigiano lasci partire il
colpo dicendo: Sante Brbure benedete, faseit che a i le
rivi drete (Santa Barbara benedetta, fa che gli arrivi diretta).
Subito echeggi un gran urlo, e poco dopo tutti videro lOrco
arrampicarsi zoppicando sullerto pendio e scomparire nella
fessura del Fontanone di Goriuda. LOrco rimase ivi rintanato
parecchio tempo, a piangere e a lamentarsi; e piangeva cos
forte che i suoi singhiozzi giungevano sonori fino al lontano
borgo di Saletto. Trascorsi quindici giorni, lOrco usc dal suo
covo e con tre passi raggiunse Stretti.
Passando accanto al casolare del suo feritore, gi dal camino, col suo vocione, gli fece intendere: Me lhai fatta,
amico, e mai pi mi rivedrai da queste parti....
E cos la Val Raccolana fu liberata dalla presenza dellOrco.

13

RACCOLTA FONDI PRO TERREMOTO CENTRO ITALIA


Ciao a tutti,
non sono in grado di darvi gli ultimi dati perch la cassiera della
Federazione Speleologica Toscana, malgrado sia stata ripetutamente sollecitata, non mi ha fornito la situazione aggiornata ma da
quella al 4 ottobre devo, con tutta onest, dire che mi aspettavo
di pi, tanto di pi.
I versamenti, pur se generosi, sono davvero pochi ed io allora vi
invito a fare lo sforzo che avevo chiesto al momento del lancio
dell'iniziativa e a dare il vostro contributo, quale che esso sia.
Vi ringrazio ancora tanto e vi ricordo il codice IBAN IT 83 T 07601
02800 000010770501 e la causale da indicare "Terremoto centro
Italia".
Gianni Ledda

cronache ipogee

13

Le scuole interessate alle vicende della seconda


guerra mondiale potranno usufruire, su prenotazione, anche delle visite guidate alle gallerie antiaeree
e bunker denominate "Kleine Berlin", di via Fabio
Severo (di fronte al n. civico 11), a Trieste.
Per informazioni e prenotazioni:
cellulare: + 39 339 2539712 (Maurizio)
e-mail: kleineberlin@cat.ts.it.

PROGETTO SPELEO-DIDATTICO

Orizzonti ipogei
Anno scolastico 2012-2013
63 incontri: 15 in classe
18 in grotta
26 in Kleine Berlin
4 in cavit artificiale
35 istituti didattici coinvolti con:
1942 alunni
152 insegnanti / accompagnatori
Totale:
2094 utenti
Anno scolastico 2013-2014
63 incontri: 7 in aula
13 in grotta
43 in Kleine Berlin
40 istituti didattici coinvolti con:
2148 alunni
156 insegnanti / accompagnatori
Totale:
2304 utenti

Orizzonti ipogei
Esperienze didattico-esplorative
nel mondo delle grotte
Progetto di didattica ambientale
per lanno scolastico 2016/2017
Homines amplius oculis
quam auribus credunt.
Gli uomini credono pi
agli occhi che alle orecchie.
Proverbio latino

Anno scolastico 2014-2015


100 incontri: 10 in aula
19 in grotta
70 in Kleine Berlin
1 sul Forte di Osoppo
56 istituti didattici coinvolti con:
3195 studenti
247 insegnanti / accompagnatori
Totale:
3442 utenti

Totale nel quadriennio: 12 .12 9 utenze

(Remigio Bernardis)

Con il patrocinio del

Risultati ottenuti nell'ultimo quadriennio

Anno scolastico 2015-2016


112 incontri: 19 in aula
24 in grotta
69 in Kleine Berlin
77 istituti didattici coinvolti con:
4016 studenti
273 insegnanti / accompagnatori
Totale:
4289 utenti

L'ingresso della "Kleine Berlin".

club
alpinistico
triestino
onlus

Per informazioni e prenotazioni:


Club Alpinistico Triestino - Gruppo Grotte
Via Raffaele Abro, 5/a - 34144 Trieste
cellulare: + 39 348 5164550
e-mail: cat@cat.ts.it - www.cat.ts.it

Franco Gherlizza

per scegliere assieme le grotte idonee alle escursioni, tenendo conto dellet e della preparazione
degli alunni e dei loro accompagnatori.
Per le lezioni teoriche e pratiche, la Societ organizzatrice si avvarr, oltre che dei propri soci, di
relatori e accompagnatori professionisti del mondo
accademico e culturale di Trieste (Collegio delle
Guide Speleologiche del Friuli Venezia Giulia,
Servizio Musei Scientifici di Trieste, ecc.).
Agli istituti scolastici che aderiranno al progetto,
verr donato il filmato L'ultimo Continente. Le
grotte: un bene naturale da proteggere!.
Agli alunni delle scuole materne verr donata una
copia del libriccino "La talpa Nocciola".
Agli alunni delle prime classi delle scuole primarie
di primo grado verr donata una copia del libretto
"Colorare il buio".
A tutti gli studenti verr regalata una copia del
poster Lultimo Continente e l'attestato di partecipazione al progetto "Orizzonti ipogei".

Coordinatore del progetto: dott. Sergio Dolce


e-mail: sangiopapa@gmail.com
cellulare: 348 7897893

Orizzonti ipogei
Esperienze didattico-esplorative
nel mondo delle grotte
Progetto di didattica ambientale
per lanno scolastico 2016/2017
Nel 2011, il Club Alpinistico Triestino, in occasione del suo 40 anno di didattica speleologica, ha
avviato questo progetto di educazione ambientale rivolto, in particolare, al mondo della scuola con
lo scopo primario di accrescere la conoscenza del
patrimonio ipogeo del Carso triestino.
Il progetto speleo-didattico-ambientale Orizzonti
ipogei, iniziato nel 2012 e giunto alla quinta
edizione, promosso e gestito dalla Scuola di
Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico
Triestino per l'anno scolastico 2016-2017.
Liniziativa rivolta a tutti gli istituti scolastici, ai
ricreatori e ai centri estivi della Provincia di Trieste,
ma la nostra disponibilit allargata anche al resto
della Regione Friuli Venezia Giulia o, comunque
di qualsiasi istituto scolastico ne faccia richiesta,
italiano o straniero.

Grotta Azzurra di Samatorza (Carso triestino). Incontri ravvicinati...


(Sergio Dolce)

14

Grotta Bac (Trieste). I ragazzi della scuola media Nazario Sauro


di Muggia fanno da "tutor" ai bambini della Scuola dell'Infanzia
"Il giardino dei mestieri".
(Lucio Mircovich)

A tale scopo, viene messo a disposizione degli


istituti scolastici tutto il materiale espositivo, video
ed editoriale che il CAT ha prodotto, negli anni,
su questi argomenti:
1) mostra: "Un anno da pipistrello" (1);
2) mostra: "L'ultimo continente" (1);
3) video: "L'ultimo continente. Le grotte: un bene
naturale da proteggere!" (2);
4) libretto: "I chirotteri. Un anno da pipistrello";
5) libretto: "Il pipistrello. Miti, favole, leggende,
curiosit e superstizioni".
Gli studenti avranno la possibilit di conoscere,
attraverso le lezioni teoriche in classe e le escursioni speleologiche in grotta, non solo il delicato
equilibrio che regola la vita sotterranea e i pericoli
che si corrono inquinando le grotte (e, soprattutto,
le acque che scorrono al loro interno), ma anche
alcune delle discipline che fanno capo a quella che
comunemente viene detta speleologia.
Gli incontri si terranno presso gli istituti scolastici
del Comune di Trieste nelle singole classi oppure,
a discrezione della direzione, nelle aule magne
o in locali predisposti a tal fine (palestre, aule
didattiche, ecc.).

(1) Entrambe le mostre sono composte da 14 roll-up, autoportanti, con i testi in sei lingue /italiano, sloveno, inglese, tedesco,
francese e spagnolo).
(2) Il video ha una durata di 20 minuti.

cronache ipogee

Giochi di Scienze (Muggia). Con Sergio Dolce si parla di grotte


e preistoria.
(Franco Gherlizza)

Le escursioni verranno effettuate nelle grotte della


Provincia di Trieste che risulteranno pi consone
all'argomento che gli insegnanti, di volta in volta,
riscontreranno maggiormente adeguato o inerente
al programma scolastico trattato in classe (biologia,
geologia, archeologia, folklore, storia, ecc.).
La durata delle lezioni in classe stata stimata
in due ore.
La durata delle escursioni in grotta, per motivi
logistici e organizzativi, non potr essere inferiore
alle due ore (escluso il viaggio a/r per il luogo
dell'appuntamento).
Ai partecipanti verr fornito un caschetto speleologico completo di impianto di illuminazione.
Gli interventi in classe seguiranno lordine cronologico delle richieste inoltrate al CAT.
Verranno concordati degli incontri preliminari per
definire i tempi e i contenuti delle lezioni nonch

Nella Grotta di Crogole con la scuola Rossetti. (Sergio Dolce)

dove trovarci:

La scuola di Speleologia
di Trieste del
Club Alpinistico Triestino
- Gruppo Grotte -

sotto legida ed il controllo


della Commissione Nazionale
Scuole di Speleologia della
Societ Speleologica Italiana

organizza il
35
CORSO DI SPELEOLOGIA
Il Corso, di 1 livello, si prefigge lo
scopo di trasmettere agli allievi quel
bagaglio di nozioni tecnico-culturali
tale da permettere agli stessi di
cominciare a conoscere lambiente
ipogeo e di superare in sicurezza le
difficolt tecniche imposte dalla
moderna progressione in grotte
verticali.

REGOLAMENTO
Le iscrizioni sono aperte a partire da
marted 4 ottobre 2016 fino alla data di
presentazione del corso e si ricevono
presso la sede del Club Alpinistico
Triestino in Via Abro 5/a, Trieste, tutti i
marted dalle 21.00 alle 22.00; altri
giorni solo su appuntamento (Moreno
347 5005673).
La quota discrizione, a titolo di contributo spese, fissata in 130,00. Tale
quota comprende la fornitura delle
attrezzature necessarie alla progressione
in grotta per tutta la durata del corso
(esclusi indumenti e calzature), dispense
e pubblicazioni sugli argomenti trattati,
lassicurazione e liscrizione alla Societ Speleologica Italiana.
Allatto delliscrizione gli allievi dovranno fornire un certificato medico
attestante lidoneit fisica allattivit
sportiva non agonistica.
Let minima per potersi iscrivere di
14 anni. Per i minori, allatto delliscrizione, richiesta la firma di un genitore
o di chi ne fa le veci.
Al corso (che partir solo se raggiunto il
numero minimo di 6 persone) possono
partecipare un massimo di 10 allievi.
La Societ, che far tutto il possibile per
garantire la massima sicurezza durante
lo svolgimento del corso, declina
tuttavia ogni responsabilit per danni o
incidenti a persone o cose che dovessero
verificarsi nel corso delle lezioni.
Gli allievi devono attenersi scrupolosamente alle disposizioni degli
istruttori. Coloro che non vi si attenessero possono essere esclusi dal corso
in qualsiasi momento, a insindacabile
giudizio del Direttore del corso.

PROGRAMMA
Marted 8 novembre
Ore 20.00 presentazione del Corso.
Gioved 10 novembre
Lezione su organizzazione della
speleologia, equipaggiamento
individuale e tecnica di progressione
su corda.

Domenica 4 dicembre
Esercitazione pratica nella Grotta di
Padriciano (VG 12).
Marted 6 dicembre
Rinfresco in sede e consegna degli
attestati di partecipazione.

Domenica 13 novembre
Cava attrezzata: esercitazioni pratiche.
Marted 15 novembre
Nodi, tecniche base di armo e uso dei
materiali.
Gioved 17 novembre
Topografia, rilevamento e uso del
GPS.
Domenica 20 novembre
Esercitazione pratica nella Grotta di
Ternovizza.
Marted 22 novembre
Speleobiologia: la fauna delle grotte.
Gioved 24 novembre
Geologia e carsismo.
Domenica 27 novembre
Esercitazione pratica nella Grotta
Natale.
Marted 29 novembre
Le acque sotterranee e la Speleosubacquea.
Gioved 1 dicembre
Prevenzione degli incidenti speleologici.

cronache ipogee

Scuola di Speleologia
del Club Alpinistico Triestino
Direttore della Scuola:
Moreno Tommasini.
Istruttori di tecnica speleologica:
Clarissa
Brun,
Mario
Carboni,
Alessandro Cernivani, Duilio Cobol,
Gianfranco Mani, Mario Nacinovi,
Daniela Perhinek, Massimo Razzuoli,
Franco Riosa, Gianfranco Tomasin.
Aiuto-istruttori di tecnica speleologica:
Daniele Contelli, Franco Gherlizza,
Christian Giordani, Michele Hoffer,
Laura Miele, Anna Pugliese, Sergio
Vianello.
Istruttori di speleologia:
Remigio Bernardis, Alberto Buonanno,
Sergio Dolce.
Fotografia proteo (Abisso di Rupingrande) di:
Sergio Vianello. Altre fotografie di: Daniela Perhinek

15

16

cronache ipogee

Per ricordare lamico e


studioso triestino

EGIZIO FARAONE
LA FEDERAZIONE
SPELEOLOGICA ISONTINA
Con il patrocinio della

COMUNE DI GORIZIA

PER INFORMAZIONI:
Segreteria
c/o Federazione Speleologica
Isontina
Via Ascoli, 7
34170 Gorizia
Cell.: 3297468095
e-mail: fsigorizia@libero.it
www.speleologia-provgo.it/
LA SEDE RIMANE APERTA OGNI
GIOVEDI DALLE
ORE 21.00 ALLE 23.00.

ORGANIZZA
Presidente: Maurizio Tavagnutti

LA 2^ GIORNATA DI STUDI
DEDICATA ALLE LEGGENDE
LEGATE ALLE GROTTE

SALA CONFERENZE
DORA BASSI
Via Garibaldi, 7
A GORIZIA
SABATO 26 NOVEMBRE 2016
Con inizio alle ore 9.30
INGRESSO LIBERO

Ore 9.30 - Saluto delle autorit e apertura


dei lavori.
Ore 10.00 - Paolo Montina: Situazione degli studi sul folklore del mondo ipogeo negli ultimi anni.
Ore 10.30 - Pausa caff
Ore 10.45 - Cvijanovi N.: Relazione sul
mondo silvano del Dujak e della Dujacessa della Val di Resia.
Ore 11.05 - Gherlizza F.: Esseri fantastici
delle acque sotterranee.
Ore 11.25 - Zaniboni G.: La Madonna e la
Grotta
Ore 12.30 - Pausa pranzo.
Ore 14.00 - Tavagnutti M.: Importanza delle leggende nel goriziano.
Ore 14.20 - Comar M., Zimolo F.: La leggenda delle Anguane di Borgnano.
Ore 14.40 - Basezzi N.: Il leggendario nelle
grotte bergamasche.
Ore 15.00 - Pausa caff.
Ore 15.15 - Ponti E.: La Grotta del Re Tiberio.
Ore 15.35 - Degenhardt A.: Le grotte evocate.
Ore 16.55 - Gherlizza F.: Le grotte e il mito
della creazione.
Ore 17.15 - Larocca A.: Grotte e briganti,
storia e leggenda di terra calabra e
lucana.
Ore 17.30 - Conclusione dei lavori.

Eventuali altri interventi non compresi


nel presente programma, potranno essere presentati liberamente ed inseriti
il giorno stesso (26/11) modificando la
scaletta dei lavori.

MITI E LEGGENDE DELLE GROTTE NEL FRIULI

I vari aspetti del fenomeno carsico - caverne, voragini, campi solcati, risorgenti
- hanno sempre colpito la fantasia
delluomo che vi collegava una volta presenze mitiche e soprannaturali.
Il progresso delle scienze e dei mezzi di
informazione e soprattutto la scomparsa
della chiusa societ patriarcale per cui
ogni borgo ed ogni vallata costituivano
un universo a se stante, hanno contribuito nel nostro secolo alla distruzione di
questo mondo di fiaba ora dolce, ora crudele, ma sempre poetico e spontaneo.
Questo processo irreversibile coinvolge
con maggiore o minore velocit tutte le
regioni italiane, non ultima quella friulana.
Anzi, in questa zona di confine, esso viene accelerato dalle conseguenze di due
conflitti mondiali: spostamento di confini,
migrazioni, ecc.
Per fortuna non mancano studiosi ed associazioni che hanno raccolto quanto resta del folklore friulano, e dalle pubblicazioni periodiche specializzate in materia
abbiamo tratto una buona parte delle leggende che conosciamo e che andremmo
ad illustrare in questa giornata di studi.

cronache ipogee

Appi E. e R. (1972). Racconti popolari friulani, ed. Soc. Filologica Friulana, Udine, 1972:
1-310.
Caracci P. C. (1971). Leggende e tradizioni
delle grotte, Enciclopedia monografica del
Friuli-Venezia Giulia, vol. I/1, Il Paese: 81-84.
Chiappa B. (1965). Grotte del Friuli nella leggenda, Mondo Sotterraneo: 74-76.
Ciceri A. (1972). Le tradizioni popolari della
Val Natisone e convalli, Val Natisone, 49
Congr. Della Soc. Filologica Friulana, tip.
Doretti, Udine, 1972: 174-220.
Del Basso G. M. (1966). Cenni storici. La
Grotta di San Giovanni dAntro, a cura della
parocchia dAntro, Udine: 25-43.
Del Torre F. (1893). La buse o lu stamp del
cul del diul e ju stamp dei pis di SantAntoni
sulle mont di Migee, Pagine Friulane, 6 (8):
129.
Di Giacomo V. (1957). I balli delle
Saganes, Leggende del Diavolo, Cappelli,
Rocca S. Casciano: 147.
Gortani L. (1898). Usi, costumi , leggende e
tradizioni, Guida della Carnia di G. Marinelli,
tip.. Ricci, Firenze: 140-150.
Ostermann V. (1892) I morti. Fantasie e sentimenti del popolo, Pagine Friulane, 5 (2): 3132.

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Kleine Berlin 3X20


Tre serate alla Kleine Berlin per i venti anni di attivit
Presenta le serate Francesca Mereu.
PRIMA SERATA
16 novembre 2016 (mercoled) ore 20.30
Presentazione anniversario
a cura del presidente del CAT, Lino Monaco
e del responsabile della Kleine Berlin, Maurizio Radacich.
Saluto delle autorit.
Ricordo di Ruggero Calligaris
(Maurizio Radacich)
Presentazione del Concorso per le scuole
riservato agli studenti delle scolaresche in visita alla Kleine Berlin.
(Maurizio Radacich)
Presentazione della creazione dellArchivio Fotografico della Memoria
(Dean Leonardelli)
Proiezione video Kleine Berlin
(Lino Monaco e Maurizio Radacich)
Visita delle gallerie Comunale e di comunicazione con il Tribunale
(Volontari della Kleine Berlin)
SECONDA SERATA
24 novembre 2016 (gioved) ore 20.30
Concerto del coro misto Fran Venturini di Domio diretto da Cinzia Sancin
(Francesca Mereu)
Visita della galleria di comunicazione con il Tribunale
(Volontari della Kleine Berlin)
TERZA SERATA
29 novembre 2016 (martedi) ore 20.30
"Serata Comici, proiezione video Comici-Val Rosandra
proiezione intervallata o anticipata da letture
(Francesca Mereu e Marisa Rauber)

INGRESSO LIBERO
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ATTIVIT ED ESCURSIONI
per i mesi di NOVEMBRE E DICEMBRE 2016
5 Novembre 2016 - ESCURSIONE NATURALISTICA CREPUSCOLARE
Colori Senons - Rifugio Pussa e Cadin di Senons
Escursione/attivit semplice per tutti - Durata 5 ore - Dislivello 600 metri
Ritrovo ore 14.00 - Centro visite Claut
6 Novembre 2016 - ESCURSIONE NATURALISTICA DIURNA con CONCORSO
INSTAGRAM
Cattura immagini e colori con il tuo smartphone - Casera Roncada
Escursione/attivit semplice per tutti - Durata 6 ore - Dislivello 600 metri
Ritrovo ore 9.00 - Centro visite Cimolais
19 Novembre 2016 - ESCURSIONE NATURALISTICA DIURNA con CONCORSO INSTAGRAM
Cattura immagini e colori con il tuo smartphone
Val del Preve, Pian Fontana e Belvedere Campanile di Val Montanaia
Escursione/attivit semplice per tutti - Durata 6 ore - Dislivello 200 metri
Ritrovo ore 9.00 - Centro visite Cimolais
26 Novembre 2016 - URBAN PHOTO con CONCORSO INSTAGRAM
Fotografare le case antiche - Abitato di Casso, passeggiata fotografica lungo le vie del paese
Escursione/attivit semplice per tutti - Durata 5 ore - Dislivello irrilevante
Ritrovo ore 14.30 - Distributore di Casso
10 Dicembre 2016 - ESCURSIONE NATURALISTICA CREPUSCOLARE
Alla ricerca della neve - Lesis, Pradut e Colciavath
Escursione/attivit impegnativa per allenati - Durata 6 ore - Dislivello 800 metri
Ritrovo ore 14.00 - Centro visite Claut
8 Dicembre 2016 - PASSEGGIATA CON LASINO (per famiglie)
Alla scoperta degli alberi e dei presepi con lasinello natalizio - Andreis e dintorni
Escursione/attivit semplice per tutti - Durata 3 ore - Dislivello irrilevante
Ritrovo ore 15.00 - Centro visite Andreis
24 Dicembre 2016 - NORDIC WALKING
Il nordic degli auguri a forni di sopra
Escursione/attivit semplice per tutti - Durata 4 ore - Dislivello 100 metri
Ritrovo ore 10.00 - Centro visite Forni di Sopra
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COMUNICATO STAMPA

CINEMA 2017
AlpiALPI
Giulie GIULIE
Cinema 2017
Comunicato stampa
Sar questa a fianco la foto
immagine della XVII edizione
della Rassegna Alpi Giulie
Cinema organizzata da
Monte
Analogo,
in
collaborazione con ARCI
Servizio Civile. Edizione
parzialmente rinnovata in
quanto la programmazione
stata tutta accorpata in
febbraio (Teatro Miela) e
marzo (BarLibreria Knulp).
Sette
giornate,
15
produzioni (Italia, Polonia,
USA,
Austria,
Francia,
Romania, Turchia, Germania, Svizzera, Marocco, Australia), vari ospiti, 2 premi
(Scabiosa Trenta e Hells Bells) in sintesi la straordinaria e originale offerta di
emozioni proposta in questa edizione, come sempre con proiezioni sia pomeridiane
che serali. La rassegna, come di consueto, far tappa in varie localit della regione e,
novit, in Croazia e Slovenia.
Il termine ultimo per la partecipazione ai 2 premi scade il giorno 31 dicembre 2016.
Per l'iscrizione scaricare i bandi di concorso e le schede di partecipazione dal sito
www.monteanalogo.net
Il Premio la Scabiosa Trenta, riservato alle produzioni cinematografiche di autori
originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicate alla
montagna (sport, cultura e ambiente) verr consegnato nel mese di marzo 2017 al
Bar Libreria Knulp quando verranno proiettate le produzioni premiate dalla giuria,
formata da autorevoli operatori nel campo della comunicazione, della cultura ed
esperti della montagna. Il nome del premio richiama il fiore alpino immaginario
cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy. Il Premio
giunto alla ventitreesima edizione.
Dal 2012 si tiene invece, in collaborazione con la Commissione Grotte Eugenio
Boegan Societ Alpina delle Giulie, Sezione CAI di Trieste, HELLS BELLS Speleo Award.
Ultimo nato della famiglia Alpi Giulie Cinema il concorso dedicato specificamente a
documentari, reportages e fiction di speleologia: girati dunque nel complesso e
molto poco sconosciuto mondo ipogeo.
Le produzioni premiate verranno proiettate al Teatro Miela nel mese di febbraio
2017.
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Simposio Cavit Artificiali


OPERA IPOGEA: Mundus Subterraneus
Urbino 8-11 dicembre 2016
Simposio organizzato in collaborazione con la Commissione Nazionale Cavit Artificiali della SSI e con il Gruppo
Speleologico Urbino e patrocinato dallUniversit degli Studi di Urbino Carlo Bo, dalla Societ Speleologica Italiana e
dal Comune di Urbino, prevede sessioni di presentazione orali, video e poster.
Saranno giornate dedicate alla riscoperta, al recupero, allo studio e alla valorizzazione turistica delle cavit artificiali
con particolare attenzione alle miniere.
La scadenza per linvio degli abstract (italiano e inglese) allindirizzo autori@mundussubterraneus.it
fissata al 22 ottobre 2016.
Le informazioni riguardanti iscrizione, sistemazione, sede del convegno, attivit escursionistiche potranno essere richieste
a segreteria@mundussubterraneus.it o sul sito www.mundussubterraneus.it al momento ancora incompleto.
Il programma sar in linea di massima cos articolato:
gioved 8: accoglienza e registrazione partecipanti, saluti istituzionali, plenary lectures;
venerd 9 e sabato 10: sessioni di lavoro;
domenica 11: escursioni.
Sede del Convegno:
Ex Collegio Raffaello gi sede del VII Convegno Nazionale sulle Cavit Artificiali e del Workshop Le Cavit Artificiali
dalla Riscoperta alla Valorizzazione Turistica stato costruito agli inizi del XVIII secolo per volont di Papa Clemente
XI, ha lingresso principale ubicato nella centrale Piazza della Repubblica.
Tra i suoi allievi pi illustri si ricorda Giovanni Pascoli.
Attualmente ospita la sala del Consiglio Comunale, la sede distaccata della Prefettura, il Museo del Gabinetto di Fisica, il Museo dellIncisione Urbinate, alcune sale per esposizioni temporanee e conferenze, il Circolo cittadino, alcune
attivit commerciali a piano terra sia verso il cortile sia verso i prospetti esterni.

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un abisso di occasioni...?

Sito internet: www.cronacheipogee.jimdo.com


Indirizzo di posta elettronica: cronacheipogee@gmail.com

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e sui pipistrelli
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e-mail: gianpaolo.bat@libero.it
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o annulli filatelici
delle grotte turistiche
del Carso classico
(Italia e Slovenia)
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e-mail: radacich@alice.it
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