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L ULTIMA TRASGRESSIONE

La cena del Signore


di fra Alberto Maggi
Direttore Centro studi biblici Giovanni Vannucci Montefano Ancona
Incontro biblico tenuto a Padova
Organizzato dai Beati Costruttori di Pace 28-29 maggio 2011
trasposizione da audioregistrazione non rivista dall'autore

Introduzione
Buongiorno, grazie Albino, grazie Gianni, grazie a voi che siete qui. Il tema interessante
ed importante e vitale perch il centro della vita del credente: leucarestia. Quindi
vedremo nei vangeli come gli evangelisti hanno presentato questo elemento importante e
diceva il nostro caro Gianni nella presentazione di indignarci, di impegnarci, trasgredire, io
direi anche di recuperare che ci venga restituita leucarestia perch quella che noi
conosciamo, la messa, ebbene abbastanza lontana dalleucarestia.
Nonostante le prese di distanza, le lamentale di vescovi importanti, gran parte della gente
scappa dalla messa per legittima difesa perch liturgie sciatte, prediche insulse, fanno
venire il dubbio che sacrificio della messa sia stato il nome dato per il sacrificio che fanno
i partecipanti per assistere alla celebrazione anzich quello che c. Quindi in questi due
giorni ci riapproprieremo del significato, di quello che lelemento prezioso, importante,
indispensabile per la crescita della comunit cristiana: leucarestia. Nelleucarestia, e
questo sar un po il tormentone che sentirete dallinizio fino alla fine, nelleucarestia
lamore ricevuto da Dio viene accolto e si trasforma in amore comunicato per gli altri.
Quanto pi grande la nostra capacit damore per gli altri, tanto pi grande sar la
capacit di Dio nei nostri confronti e questo fa s che la persona cresce, si realizza,
matura, e cresce la comunit. Dai vangeli emerge un dato di fatto certo che sono stati
elaborati, sono cresciuti, hanno avuto una espansione attorno alla celebrazione
eucaristica. Leucarestia era talmente importante che stata fin dallinizio il centro della
comunit cristiana e allora tutti i vangeli e tutto il vangelo hanno questo che chiamiamo
respiro eucaristico. Cosa significa? Che leucarestia nei vangeli non c soltanto nei brani
conosciuti classici dellultima cena, ma tutto il vangelo una continua allusione e
riferimento allultima cena facendone comprendere il profondo significato e la ricchezza.
Nei limiti di tempo che abbiamo non sar possibile vedere tutti i brani. Ci sar un
cambiamento su quello che avete visto nel programma perch un conto quando d il tema
quando viene richiesto lincontro, un conto quello che lavorando si vede quali sono i testi
pi adatti quindi ci saranno delle modifiche da fare nei brani scelti. Adesso partiamo
subito con il primo brano.
Date a loro voi da mangiare. Mt. 14,13-21
C un episodio, talmente importante, che tutti i 4 vangeli lo riportano. Quando un episodio
viene riportato dai 4 vangeli significa che le chiese degli inizi, le comunit cristiane, lo
hanno ritenuto di una tale importanza che non si poteva tralasciare. Voi sapete che nei
vangeli ci sono delle differenze, alcuni evangelisti riportano un episodio, altri lo ignorano.
Se un episodio riportato da tutti quattro significa che questo di una grandissima
importanza. Allora questo episodio, quello che chiamiamo la condivisione, non
moltiplicazione dei pani e dei pesci, e lo prendiamo dal vangelo di Matteo cap. 14, versetti
13-21.
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Prima di iniziare dobbiamo ricordare anche se forse non ce n bisogno, ma sempre


bene rinfrescare che i vangeli non sono un elenco di fatti che riguardano la storia, ma
sono delle verit che riguardano la fede. Quindi i vangeli non sono cronaca ma
teologia, questo importante. Quindi in ogni brano levangelista vuole trasmettere una
verit. La verit che ci vuole trasmettere in questo brano che Dio amore e lamore va
comunicato, accolto e poi condiviso al contrario di quello che invece far il potere.
Per le persone, ormai gran parte di voi ci conosciamo, che hanno partecipato agli altri
incontri, costoro sanno che gli evangelisti non solo sono dei grandi teologi, ma anche dei
grandi letterati per cui stanno attenti a ogni singola parola, ogni singola espressione. Non
c una parola nei vangeli che non abbia il suo significato per cui adesso commenteremo
questo cap. 14 dal v. 13 dando una particolare attenzione ad ogni singola parola che
levangelista ci ha collocato. Allora il v. 13 del capitolo 14 di Matteo inizia:
13 Udito ci, Ges si ritir di l in barca verso un luogo deserto in disparte, ma le
folle avendolo saputo lo seguirono a piedi dalle citt. Udito ci, levangelista ci tiene a
collegare quello che adesso sta per presentare con quello che lo precede. Allora noi lo
dobbiamo legare. Con grande maestria levangelista presenta due banchetti, il banchetto
del potere e il banchetto dellamore. Dio amore che si mette a servizio degli uomini e
lamore quando si mette a servizio degli uomini comunica vita piena. Il potere dominio
che comunica morte alle persone.
Allora levangelista con grande abilit teologica e maestria letteraria presenta in
contrapposizione due banchetti, il banchetto del potere dove ci sono morti che si cibano di
morte e il banchetto della vita dove c il vivente che comunica la sua vita alle persone. Il
banchetto dei potenti quello di Erode, scrive levangelista, che nel giorno del suo. e
qui levangelista anzich usare il termine greco che adoperiamo anche nella lingua
italiana, genetliaco che significa il compleanno, usa un altro termine che si rifaceva a una
tradizione in uso a quellepoca di andare il giorno della nascita del defunto al cimitero per
una cerimonia. Quindi ci sono due termini in greco, uno genetliaco che indica il
compleanno di una persona viva, laltro il compleanno di un defunto. Quindi quando una
persona moriva si andava al cimitero non al compleanno della sua morte, ma
nellanniversario della sua nascita.
Allora levangelista qui anzich usare genetliaco usa laltro termine perch Erode il
potere, il potere gi morto. Il potere non compie vita, ma quando compie gli anni
sprofonda ancora di pi nella morte. Ebbene c un banchetto di questo potere e in questo
banchetto lunico vassoio, lunica portata che appare la testa di un morto. Quindi
levangelista presenta il potere, regno di morte, che comunica soltanto morte. Di chi
questa testa? Di Giovanni Battista. Giovanni Battista stato imprudente, perch si
andato a impicciare nella vita privata del re Erode? Non cera nessuna denunzia da parte
di scribi e farisei della condotta del re, perch Giovanni Battista invece andato a
denunciare che non era lecito per lui prendersi come moglie la sposa di suo fratello?
Poteva lasciar perdere, in fondo limportante che il re governi bene. Poi quello che fa
nella sua vita privata, anche se fa dei festini dove appare una minorenne che si
prostituisce questi sono fatti privati del re, a lui non interessa.
Oppure poteva contestualizzare il problema mettendolo tra i privilegi del potere, invece:
Erode, no, non ti lecito e ci ha perso la testa. Quindi questa limmagine del
banchetto del potere. Allora, udito ci, Ges si ritir di l, in barca. Perch? Il potere
uccide, ma il potere uccidendo denuncia la sua stupidit. Lo dice la bibbia, il potere
stupido, i potenti sono stupidi. Perch stupido il potere? Perch quando trova una voce
di dissenso, una voce di denuncia, cosa fa? La soffoca, quando pu la elimina, ma non sa
che ogni volta che elimina una voce, la vita o Dio ne fa sorgere una pi potente.
Erode crede di aver eliminato il suo accusatore Giovanni Battista tagliandogli la testa, ma
tagliata la testa di Giovanni Battista ecco che emerge la voce ben pi potente di Ges e
sar una ossessione per lo stesso Erode che dir: questo Ges quel Giovanni Battista
che io ho fatto ammazzare. Quindi il potere stupido perch crede di soffocare la voce
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della vita togliendola, ma non sa che ogni volta che una voce viene tolta, ne sorge una pi
potente.
Allora Ges udito ci, si ritir di l in barca verso un luogo deserto. E importante
lindicazione del deserto. Levangelista sta presentando il pericolo di Ges. Ges, come il
nuovo Mos venuto a iniziare un cammino di liberazione dellesodo. Mos aveva portato
gli ebrei dalla schiavit egiziana verso la terra promessa, adesso la terra promessa si
trasformata in una terra di morte dove la gente langue. Allora Ges viene a iniziare questo
nuovo esodo, questa nuova liberazione e ha le folle che lo seguono. Quindi iniziata la
liberazione di Ges, in questo esodo nuovo si attendeva leffetto di quello che era stato il
primo esodo, la manna che sarebbe discesa dal cielo, si diceva che il secondo liberatore
avrebbe fatto discendere la manna come il primo.
Quindi Ges si ritir verso un luogo deserto, in disparte. E la prima delle 7 volte che nel
vangelo di Matteo appare questa espressione: in disparte. E una chiave di lettura, un
termine tecnico adoperato dallevangelista per indicare incomprensione o ostilit. Pertanto
ogni qualvolta nel vangelo troviamo questa formuletta: in disparte, la chiave di lettura
che levangelista ci d, per dire: attento lettore perch adesso il brano sar allinsegna
dellincomprensione. E vedremo da parte di chi.
Ma le folle, avendolo saputo lo seguirono a piedi dalle citt. Quando leggiamo il vangelo,
vedete abbiamo gi notato una chiave di lettura posta dallevangelista, dobbiamo porre
una particolare attenzione ad ogni termine che di per s, per la comprensione dellepisodio
pu sembrare superfluo. Qui levangelista scrive che le folle avendolo saputo lo seguirono,
a piedi dalle citt. Se levangelista avesse scritto lo seguirono dalle citt, si comprendeva
lo stesso. Perch Matteo annota che lo seguirono a piedi? Perch lui vuole fare
comprendere che con Ges iniziato il nuovo esodo, la nuova liberazione.
Infatti nel libro dellesodo al cap. 12 v.37, si legge: I figli dIsraele partirono da Rameses
per Succot in numero di circa 600.000 uomini a piedi. Quindi lespressione: seguirono a
piedi, ricorda quella dellEsodo ed la liberazione che Ges venuto a proporre.
14 Ed egli, traduco letteralmente, essendo uscito.da dove uscito Ges? Non tanto
dalla barca come alcuni traduttori pensano di dover specificare. Ges uscito ormai da
questa istituzione religiosa che anzich comunicare vita, comunica morte perch il
tradimento che Ges denuncer dellistituzione religiosa che ha tradito il suo Dio.
Il Dio dei sommi sacerdoti, il Dio degli scribi, il Dio dei farisei si chiama mammona, cio
linteresse, la convenienza. Tutto quello che fanno per la propria convenienza, per il
proprio interesse. insensibili ai bisogni e alle sofferenze delle persone. Se qualcosa ci
conviene si fa, se poi la gente a causa di questa decisione deve soffrire o deve star male,
questo non interessa. Quindi il Dio dellistituzione religiosa non il padre di Ges, quello
che comunica vita, ma mammona, linteresse, la convenienza, il Dio adorato nel tempio.
Allora Ges, essendo uscito, quindi Ges si libera da questa istituzione,
vide molta folla e sent compassione. Per 3 volte in questo vangelo quando Ges vede
la folla, sente compassione. Nella teologia ebraica si distingueva tra avere compassione e
usare misericordia. Avere compassione un atteggiamento che ha soltanto Dio e in
questo caso Ges, avere misericordia un atteggiamento che hanno gli uomini. Perch
avere compassione un sentimento divino? Perch non soltanto un sentimento ma
una azione con la quale Dio comunica vita a chi vita non ce l ha.
Quindi Ges, vedendo le folle sent compassioneLa prima volta al cap. 9 v. 36, nella
quale Ges vedendo le folle sent compassione perch sent compassione? Perch, la
denuncia dellevangelista, erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. La
denuncia tremenda: non che le pecore non avevano il pastore, ce lo avevano, che i
pastori pensavano al proprio interesse. Ecco perch le pecore sono stanche. I pastori
pensavano soltanto alla propria convenienza, ecco perch le pecore sono sfinite, sfinite
perch questi pastori hanno imposto su di loro dei pesi insopportabili e intollerabili. Questa
la prima volta che Ges ha visto le folle.
Questa volta invece sente compassione per loro
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e guar i loro malati. Ges non conforta, Ges guarisce. Per i malati levangelista
adopera un termine molto raro che solo qui in Matteo, 3 volte in tutto il nuovo
testamento, e che nellantico testamento, nel libro del Siracide 39,8, indica lazione divina.
Figlio non avvilirti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarir.
Levangelista ci tiene fin dallinizio del suo vangelo ad attribuire tutte le funzioni di Dio e
trasferirle in Ges. Ges in questo vangelo stato presentato fin dallinizio come il Dio con
noi e questo cambia il significato della vita dellumanit. Mentre prima di Ges, Dio era da
cercare e lumanit si dirigeva verso Dio e quindi lumanit viveva per Dio, con Ges che
il Dio con noi, qui con noi, Dio non pi da cercare, ma da accogliere e con lui e come lui
andare dove? Verso gli uomini. Il traguardo dellumanit non pi Dio, perch Dio il
punto di partenza, il traguardo dellumanit sono gli uomini.
Mentre prima si viveva per Dio, con Ges si vive di Dio. E un Dio che chiede di essere
accolto per fondersi con gli uomini, dilatare la loro capacit damore e renderli lunico vero
santuario nel quale si irradia il suo amore. Ed ecco qui levangelista incomincia a mettere i
riferimenti allultima cena. Abbiamo detto lultima cena viene narrata nei vangeli, ma tutto il
vangelo un continuo richiamo sulla profondit, sul significato, sulla preziosit di questo
avvenimento. Allora qui levangelista, secondo le tecniche letterarie in uso a quellepoca,
collocando in questo brano gli stessi identici termini dellultima cena, ce ne vuole far capire
il profondo significato. Vediamoli:
15 Venuta la sera questa espressione, venuta la sera, la ritroviamo identica nellultima
cena. Venuta la sera, quindi levangelista mette un abbinamento tra questi due fatti,
gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: il luogo deserto e lora gi trascorsa,
e poi allimperativo
manda via le folle perch andando nei villaggi si comprino cibo per loro. Ricordate
levangelista cosa ha messo cosa chiave di lettura? In disparte, che significa
incomprensione. Di chi lincomprensione? Dei suoi discepoli, loro accompagnano Ges,
ma non lo seguono, non hanno fatto proprio loro il messaggio di Ges. Ges ha
proclamato le beatitudini e che cosa sono le beatitudini se non un invito a condividere
quello che si e quello che si ha con chi non ha e con chi non ?
Loro ancora questo non lhanno capito. Non detto che le persone si siano stancate di
Ges, le folle no. Sono i discepoli che a un certo momento con impazienza dicono: il luogo
deserto, lora gi trascorsa. Cos lora? Il pasto principale in Palestina era la sera,
la cena, quindi lora della cena e senza alcuna forma di solidariet verso queste folle che
seguono Ges: mandale via! Mandarle via perch? Vadano nei villaggi, si comprino cibo
per loro. Loro ragionano ancora con la mentalit della societ, con il verbo comprare.
Cosa significa comprare? Che chi ha denaro compra, mangia e vive. Chi non ha denaro,
non compra, non mangia e non vive. Ecco allora che in questo brano c la
contrapposizione tra i due verbi: il verbo ancora presente nel cuore e nella testa dei
discepoli, il verbo comprare che verr contrapposto da Ges con il verbo dare. I discepoli
ancora non hanno capito nulla nonostante Ges avesse messo come condizione per far
parte della sua comunit e quindi inaugurare il regno di Dio, la condivisione.
Ges venuto a proclamare il regno di Dio che non un regno nei cieli, ma un regno
dei cieli nel senso di Dio. Cosa significa il regno di Dio e perch condizionato dalla
conversione? Ges viene a proporre una societ alternativa, con dei valori alternativi.
Questa societ si basa sullavere, sul salire e sul comandare; tre verbi maledetti che
suscitano negli uomini lodio, la rivalit e linimicizia. Ebbene Ges viene a proporre una
societ alternativa, il regno di Dio, dove al posto dellavere, la bramosia del possedere ci
sia la scoperta e la gioia di condividere con gli altri, dove alla smania di salire al di sopra
degli altri ci sia lebbrezza dello scendere (scendere significa che non consideri nessuna
persona fuori, al di fuori del tuo raggio dazione) e alla bramosia del comandare si scopra
la gioia del servire. Quindi avere, salire e comandare e Ges propone lalternativa del
condividere, dello scendere e del servire. I discepoli nulla di tutto questo: che vadano a
comprarsi. quindi non hanno capito ancora nulla. Ed ecco il v. 16 importante perch
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non soltanto ripeto un episodio di cronaca ma una profonda verit teologica che riguarda
leucarestia,
16 Ma Ges disse loro: non necessario che se ne vadano. E qui levangelista
presenta una forma verbale ambigua che si presta a due interpretazioni. Levangelista
scrive letteralmente:
datevi voi loro da mangiare. Perch levangelista adopera questa espressione non
chiara: datevi voi loro da mangiare? Oltre lovvio significato: procurate voi da mangiare a
loro, levangelista ci insinua un significato spirituale, teologico, prezioso: datevi voi da
mangiare. Matteo ci sta dando le indicazioni di quella che leucarestia: nelleucarestia,
Ges il figlio di Dio, si fa pane per gli uomini e quanti lo accolgono sono chiamati a farsi
pane per gli altri. Questo il significato delleucarestia: si riceve un pane per essere
disposti poi di farsi pane, alimento di vita per gli altri.
Allora linvito di Ges, la particolare costruzione della frase greca: date a loro voi da
mangiare, non significa soltanto procurate loro qualcosa da mangiare. Ma i discepoli non
solo devono dare il pane, ma devono farsi pane. Si pu dare pane allaltro soltanto se ci si
fa pane per loro e lo stesso si pu farsi pane per gli altri soltanto dando il pane per gli altri.
C una categoria spirituale ebraica che esclusa nei vangeli: la categoria
dellelemosina. Lelemosina suppone un benefattore e un beneficato. Io che posso do a te
qualcosa per la tua sopravvivenza, ma naturalmente tu e io non abbiamo nulla in comune,
io non ci penso minimamente di condividere la mia vita con te.
Quindi lelemosina suppone un benefattore, che rimane tale, e una persona che viene
beneficata. Ma lelemosina, che non virt cristiana mantiene sempre la distanza tra il
benefattore e chi viene beneficato. Con Ges, nel regno di Dio, lalternativa che
propone non quella dellelemosina, ma quella della condivisione. Mentre
lelemosina suppone un benefattore e una persona beneficata, la condivisione fa nascere
dei fratelli. Ecco perch Ges dice: date loro voi stessi da mangiare. Non basta che dai il
pane, devono capire che questo pane che dai sei tu stesso che ti offri come alimento per
loro. Quindi importante questa indicazione dellevangelista.
Quindi mettendo in relazione questo brano con leucarestia, levangelista intende
dimostrare che il dono della propria vita che sar espresso nellultima cena possibile
soltanto quando preceduto dal dono di quello che si ha. Lottusit dei discepoli grande
e replicano.
17 Ma essi gli replicarono: non abbiamo Ges ha parlato di dare e loro pensano ancora
in categoria di avere, non abbiamo qui se non 5 pani e 2 pesci.
Questo brano pieno di numeri: abbiamo qui il 5, il 2, poi abbiamo il 5000, poi il 12. La
condivisione dei pani sar in due tempi, una in terra dIsraele, pi avanti la vedremo in
terra pagana dove cambieranno i numeri, ci saranno il 4 e il 7. Allora prima di proseguire
dobbiamo un po entrare nella mentalit ebraica delluso figurato dei numeri che simile a
quello che noi facciamo nella cultura italiana. Noi nel linguaggio normale non adoperiamo i
numeri con la loro espressione aritmetica, matematica, ma con una espressione figurata.
Non c mai bisogno di spiegare perch un linguaggio accettato da tutti. Se io oggi a
pranzo quando sono l dai beati costruttori di pace, diranno: quanta pasta vuoi? Se io dico:
dammi due spaghetti. Se mi danno veramente due spaghetti rimango male, va bene che
devo fare un po di dieta, ma due spaghetti, due significa poco, non abbondante.
Quando diciamo alle persone: unora che ti aspetto, un secolo che non ti si vede, te
lho detto mille volte.il classico esempio che facciamo: questo di plastica, non si pu
rompere, ma il bicchiere di vetro che cade in terra tutti noi gi sappiamo in quanti pezzi va.
In quanti pezzi va? 1000 perch dite 1000, li avete mai contati? Provate una volta a
contarli e poi saprete in quanti pezzi va il bicchiere. Perch si dice: andato in 1000 pezzi
e non in 185? E una forma letteraria che indica la distruzione totale, completa. Allora nella
bibbia sia antico che nuovo testamento i numeri hanno sempre una funzione figurata.
Questo importante perch altrimenti travisiamo il significato dei brani. Tutti i numeri: da 1
che significa Dio, da 3 che significa quello che completo, da 4il numero 4 per esempio
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dipende da cosa seguito perch pu significare tutto e niente. Se io dico: sono andato a
fare una conferenza e cerano 4 e se ci aggiungo gatti, non significa che sono andato a
parlare a 4 micetti, significa che cera poca gente. Se io al contrario dico: andato dire ai
4 non ai 4 gatti, ai 4 venti significa che andato a dire ovunque. Quindi noi adoperiamo
questo linguaggio in maniera figurata e cos i numeri.
Allora qui abbiamo due numeri: 5 , poi levangelista aggiunge il 2, perch quello che hanno
i discepoli il numero 7. Il numero 7 nella loro cultura, ma anche nella nostra, basta
pensare alla sacralit del numero 7, quante cose significa il 7, abbiamo 7 sacramenti il 7
significa tutto. Allora i discepoli obiettano che quello che hanno, tutto quello che hanno
poco.
18 Ma Ges rispose: portatemeli qua. usa anche lui il termine imperativo. Toglie dal
possesso dei discepoli quello che loro dicono abbiamo per farne oggetto damore, di
condivisione. Ed egli disse: portatemeli qua,
19 dopo aver comandato, ordinato, alle folle di sdraiarsi sullerba. Perch Ges
comanda alle folle di sdraiarsi sullerba per partecipare a questo cibo. E strano questo,
come dicevo prima, prestiamo molta attenzione ad ogni particolare che di per s ci sembra
superfluo, insignificante. Perch Ges comanda alla gente di sdraiarsi sullerba? Ma la
gente manger anche come le pare, chi vorr mangiare in piedi, chi seduto, in ginocchio.
E poi non che invita e dice: invitate le persone a sdraiarsi, Ges ordina alle persone di
sdraiarsi sullerba. Nei pranzi festivi, i signori, quelli che potevano mangiavano secondo
luso romano che era luso chiamato triclinio. Che cosera? Era un grande piatto tondo o
quadrato al centro della sala e poi dei lettucci messi o accanto a questo piatto oppure a
raggiera. Si mangiava sdraiati, appoggiandosi con un gomito e con laltro si prendeva il
cibo dallunico piatto. Ma chi che poteva mangiare cos? I signori, quelli che avevano
persone che li servivano altrimenti era ben scomodo ogni volta che eri sdraiato ti alzavi
per andare ad aggiungere pietanze o per cambiarli.
Quindi nei pranzi festivi, nei pranzi solenni si mangiava cos. Allora levangelista ci sta
dando una indicazione del significato ricco delleucarestia: leucarestia serve a far
sentire signori le persone. Il Signore si fa servo perch quelli che erano considerati
servi si sentano signori. Signore non significa colui che comanda, ma colui che non ha
nessuno a cui obbedire. Allora leffetto delleucarestia che la comunit cristiana si deve
mettere a servizio della gente per far riscoprire la loro dignit, la loro libert. Ma se questo
il significato di sdraiarsi perch Ges deve ordinare, deve comandare? Perch la gente
non ne vuol sapere di essere signore. La gente ama essere suddita, ama essere
sottomessa, ama obbedire.
Nel vangelo di Giovanni, nello stesso episodio dove Ges ha cercato di portare questa
condizione di pienezza di vita, di libert, la gente non ha capito. Cerca di rapirlo per farlo
re, la gente non ama la libert, ama essere sottomessa. Sottomessa a una persona
migliore, in questo caso Ges, ma sempre sottomessa. Questo il fascino dellistituzione
religiosa che esercita sulle persone. Qual questo fascino? Quando entri dentro un
ordinamento religioso tu rinunci alla tua libert, per hai la sicurezza. Qual la sicurezza?
Che se tu esegui tutto quello che ti viene detto di fare, obbedisci a tutto quello che ti viene
comandato sei a posto; rimani in una condizione infantile, per questo ti d piena
sicurezza. Limportante che tu obbedisci e osservi.
Ebbene, Ges viene a liberare da tutto questo. Appartenere a Ges significa entrare in un
atteggiamento di piena libert con lunica sicurezza che viene dalla convinzione delle
proprie idee e delle proprie scelte, solo che seguendo Ges la persona si matura, cresce,
diventa libera, autonoma, indipendente. Allinterno dellistituzione religiosa questo non sar
mai e quando una persona allinterno di una istituzione religiosa mostra segni di
indipendenza, di autonomia, viene vista subito con sospetto e quando possibile rimessa
al suo posto. Ecco perch Ges deve comandare, perch la gente non ne vuol sapere
della libert.
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E levangelista qui ci richiama allesodo di Mos. Non pensate che sia stato facile. La
gente non aveva nessuna voglia di seguire Mos. Quante volte durante il deserto la gente
rimpiange la schiavit egiziana dicendo: almeno l mangiavamo aglio e cipolle. Quindi
credevano di vivere in un bengodi, in un paradiso perch mangiavano aglio e cipolle. Non
ne volevano sapere di libert. Allora Ges deve comandare alla gente di sdraiarsi. Il
particolare sullerba un riferimento al salmo 72, v.16 dove si dice che nellepoca del
messia fioriranno come lerba della terra, quindi levangelista vuol fare comprendere che
arrivato il momento del messia.
Sdraiarsi sullerba e poi qui abbiamo le stesse identiche azioni dellultima cena, gli stessi
verbi e gli stessi soggetti.
Prese i 5 pani e i 2 pesci e guardando verso il cielo (il cielo simbolicamente indica la
dimora divina) bened, spezz i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alle folle. Avete
notato che al fine di far risaltare la chiara allusione alleucarestia, sentiamo bene: prese i 5
pani e i 2 pesci, guardando verso il cielo bened, spezz i pani e i pesci? I pesci
scompaiono perch levangelista non vuole trasmetterci un fatto di cronaca, ma una
profonda verit teologica, sta anticipando qual leffetto della eucarestia.
Quindi i termini sono gli stessi dellultima cena: venuta la sera, il fatto di sdraiarsi, di
prendere i pani, benedirli.. E perch Ges prendendo i pani, li bened? Benedire significa
riconoscere che quello che si ha non oggetto proprio, ma dono di Dio, allora si
benedice il creatore. Si benedice il creatore accogliendo i doni del suo amore ed
essendo disposti a moltiplicarli per moltiplicare lazione creatrice del Padre.
Spezz i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alle folle. E importante questo passaggio:
Ges prende i pani, li spezza, li d ai discepoli e i discepoli devono distribuirli alle folle
non ritenendosi i padroni di questo pane, ma i servi di questo pane. Questo
importante. Guai a quel discepolo che nellatto di distribuire il pane a qualcuno gli chieda
conto della sua condotta, gli chieda se lo merita questo pane o non lo merita, se nella
condizione di poterlo ricevere.
I discepoli sono i servi di questo pane, il loro compito distribuire il pane senza giudicare
lidoneit o meno delle persone che vanno a riceverlo. E ripeto, levangelista ci sta
anticipando leucarestia. Levangelista ci fa comprendere che leucarestia di Ges non
un premio che viene concesso alle persone meritevoli, ma un regalo che non
dipende dalle condizioni di chi lo riceve, ma dal cuore del donatore. Se io adesso a
uno di voi do un premio significa che questa persona ha compiuto una azione per la quale
merita di ricevere questo premio. Se io al contrario do un regalo, questo non dipende da
chi lo riceve, ma dipende dal mio cuore, dalla generosit.
Allora levangelista mettendo in bocca a Ges queste parole di dire ai discepoli di
prendere questo pane e darlo alle folle senza alcuna condizione significa che i discepoli
sono i servitori di questo pane. Guai a quel discepolo che se ne considerasse il
proprietario e decidesse lui a chi darlo, a chi non darlo! C un qualcosa che manca e che
poi vedremo nella seconda parte perch importante.
Ogni qualvolta c un pasto di Ges e tutti i pasti nei vangeli hanno sempre una allusione
allultima cena, manca un elemento talmente importante che vedremo nella seconda parte,
scatener addirittura linquisizione da parte dellistituzione religiosa di Gerusalemme che
con una commissione di scribi, questi importanti teologi, si precipiteranno da Ges. Cos
che manca in queste narrazioni? Il lavaggio delle mani, un lavaggio rituale che veniva
comandato. Era prevista la pena di morte per chi lo trasgrediva volontariamente. Perch in
tutti i brani nei quali Ges pranza con le persone, cena con i peccatori e ci sono tutte
allusioni alleucarestia, perch ogniqualvolta sistematicamente viene ignorato il
comandamento, il precetto di lavarsi le mani?
Ecco Ges, il significato che d delleucarestia sconvolgente, ecco trasgressivo:
non vero che luomo deve purificarsi per partecipare alla cena del Signore, ma
vero il contrario, che la partecipazione alla cena quello che purifica luomo. Questo
in tutti i vangeli. In maniera esplicita lo troviamo nel vangelo di Giovanni nel cap.13 scrive
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levangelista che Ges trovandosi con i suoi port al massimo la sua capacit damore e
mentre ci si aspetta chi sa quale discorso, chiss quale gesto straordinario, disse che
(attenzione al particolare) mentre cenavano, Ges si alza da tavola. Un gesto inconsueto,
perch Ges mentre si cena si alza da tavola e non si capisce cosa sta per fare. Va a
prendere un catino, ci mette dellacqua, si mette un grembiule, un asciugatoio e incomincia
a lavare i piedi dei discepoli.
A quellepoca le persone camminavano scalze, i piedi erano la parte del corpo, la pi
sporca, la pi lurida, la pi impura. Immaginate cosa era questa terra con escrementi,
sputi, e lavare i piedi a una persona era un compito sgradevole per cui era un obbligo
delle persone considerate inferiori nei confronti dei superiori. Allora era obbligato a lavare i
piedi il figlio al proprio padre, (i figli non erano considerati niente) era obbligata a lavare i
piedi la moglie al marito e erano obbligati a lavare i piedi i discepoli al loro maestro. Ma
questo rituale di lavare i piedi per permettere alla persona di essere pura per partecipare
al pranzo veniva sempre svolto prima del pasto non durante. Perch Ges se voleva
lavare i piedi ai discepoli non lo ha fatto prima della cena? Sarebbe stato pi logico.
Perch interrompere la cena per andare a lavare i piedi ai discepoli? Il significato come
abbiamo detto teologico: non vero che bisogna purificarsi per partecipare alla cena del
Signore, ma al contrario la partecipazione alla cena del Signore quello che ti purifica.
Questa la novit scabrosa, scandalosa, portata da Ges. Non vero che luomo si deve
purificare per accogliere il Signore, ma accogliere il Signore quello che lo purifica.
Questa una verit teologica importantissima perch altrimenti se si continua con la
teologia che luomo si deve purificare per avvicinarsi al Signore, significa escludere tante
persone da Dio.
Vedete, la religione aveva creato un corto circuito satanico, diabolico. La religione diceva
alle persone: tu sei in peccato, tu sei impuro. E chi mi pu togliere questa impurit? Il
Signore. Allora vado dal Signore: no, siccome sei impuro non puoi rivolgerti al Signore.
Questo gettava nella disperazione le persone. La religione diceva loro che erano impure.
Lunico che poteva toglierle dallimpurit era il Signore, ma loro in quanto impuri non
potevano rivolgersi al Signore. Questo significa gettare le persone in una profonda
disperazione di sentirsi definitivamente esclusi dallamore di Dio. Con Ges tutto questo
cambia: non vero che luomo impuro deve purificarsi per accogliere il Signore, ma vero
il contrario, accogliere il Signore quello che purifica luomo.
Ma andiamo avanti con il brano.
20 E mangiarono tutti e si saziarono. Qui levangelista usa un verbo che normalmente
non si adopera per le persone, ma per gli animali e stranamente lha adoperato soltanto 2
volte nel suo vangelo: nelle beatitudini e in questo brano. Il verbo, potremo tradurre in
italiano essere satolli, significa mangiare fino a scoppiare, abbuffarsi come un animale che
mangia senza sapersi controllare.
Perch levangelista adopera questo termine? Laveva adoperato nelle beatitudini quando
aveva proclamato: beati quelli che erano affamati e assetati della giustizia. Ebbene nel
regno di Dio, attraverso la condivisione ci si sazia di questa giustizia, si sazia la propria
sete di giustizia saziando la fame di pane delle altre persone. Quindi, quando accogliendo
le beatitudini non ci si affanna pi per il mangiare e per il bere possibile cercare per
prima cosa, come ha detto Ges il regno di Dio e la sua giustizia. E la saziet era un
aspetto caratteristico dei tempi del messia.
La presenza del regno di Dio provoca addirittura abbondanza. Infatti dice: mangiarono tutti
e si saziarono, cio mangiarono fino a scoppiare
e dei pezzi avanzati presero 12 ceste piene. Ecco un altro numero. Il numero 12 nella
bibbia rappresenta Israele che era composta idealmente dalle 12 trib. Allora levangelista
vuol dire che il problema della fame in Israele come si risolve? Condividendo quello che si
ha. Poi ci sar di nuovo la condivisione in terra pagana e ugualmente l avanzeranno 7
ceste, 7 il numero della perfezione. Quindi levangelista ci sta dicendo che nel regno di
8

Dio, quando le persone non accaparrano pi per s, ma condividono con gli altri si risolve
il problema della fame.
Voi sapete che di questi giorni un dato dellIstat, della sociologia, che soltanto con quello
che si getta nella pattumiera di generi alimentari in Italia, si potrebbe addirittura sfamare
una nazione come la Spagna, con quello che si getta. Immaginiamoci a condividere!
Quindi levangelista ci dice qual lindicazione del regno di Dio: nella condivisione dei
beni si sazia lumanit. Lultimo versetto:
21 Quelli che avevano mangiato erano circa 5000 uomini senza donne e bambini.
Abbiamo visto i numeri in questo brano di vangelo, abbiamo visto il 5, il 2, il 12, e infine il
5000. I multipli di 50 nella bibbia indicano lazione dello Spirito. Il termine pentecoste, un
termine greco che significa semplicemente cinquantesimo giorno. Pentecoste il
cinquantesimo giorno dopo la Pasqua e nella comunit cristiana il dono dello Spirito.
La primitiva comunit cristiana secondo gli atti degli apostoli era composta da 5000
persone, che non significa che hanno fatto un censimento. Stranamente non erano 4990 o
5200, 5000 perch? Indica lazione dello Spirito. Allora importante che levangelista noti
che quelli che avevano mangiato erano circa 5000. Vuol far comprendere levangelista,
che con il pane stato comunicato anche lo Spirito, lamore, che era alla base del dono.
Ma c questo particolare strano: erano circa 5000 uomini senza donne e bambini. Perch
levangelista esclude donne e bambini? Nel culto sinagogale perch il culto potesse
iniziare era necessaria la presenza di 10 uomini adulti. La sinagoga poteva essere piena
di donne e di bambini, ma se non cerano 10 uomini adulti il culto non cominciava. Quindi
ci potevano essere 100 donne, 200 bambini, ma fino a che non si arrivava al numero 10 di
uomini adulti, la liturgia, il culto non poteva iniziare.
Allora con questa indicazione e con questo riferimento alleucarestia levangelista ci sta
dando una indicazione molto preziosa: il nuovo culto non si esercita pi in un luogo sacro,
la sinagoga, o nel tempio dove Ges tra laltro ha trovato soltanto incredulit e ostilit, ma
l dove il gruppo dei discepoli mette in pratica il messaggio di Ges delle beatitudini. Il
nuovo culto fondato sulla condivisione dei doni della creazione non si rivolge pi a
Dio, ma parte da Dio attraverso Ges e si rivolge allumanit. Il nuovo culto
differente dallaltro. Nel vecchio culto luomo si doveva togliere il pane per offrirlo a
Dio, nel nuovo culto Dio che si fa pane e si offre agli uomini. Il vecchio culto era
una diminuzione degli uomini, il nuovo culto un potenziamento degli uomini.
Nellantico culto non tutti erano ammessi, nel nuovo culto il pane viene offerto per
tutti quelli che lo vogliono.
Il pane che purifica. Mt. 15,1-20
Non poteva rimanere senza conseguenze quello che ha fatto Ges e infatti si scatena
subito da parte dellistituzione religiosa un attacco senza precedenti ed importante per
collegarlo, perch questa novit di Ges, di questo mangiare senza lavarsi le mani, per
noi, per la nostra mentalit, sembra un fatto secondario, un fatto irrilevante. Non cos!
Vediamo cosa succede, allora abbiamo visto il capitolo 14, ci sar unaltra seconda
condivisione dei pani e dei pesci in terra pagana. Nel mezzo il cap. 15 inizia cos:
1 Allora vengono a Ges da Gerusalemme alcuni farisei e scribi., Gerusalemme, la
sede dellistituzione religiosa e i farisei, il termine lo sappiamo significa separati. Chi sono i
farisei? Sono coloro che osservando tutte le regole, le prescrizioni contenute nella legge
desiderano in qualche maniera avvicinarsi al Signore, cio io attraverso una vita
complicatissima fatta di preghiere, di devozioni, di sacrifici, di regole etc. mi separo dal
resto della gente che non vive in questa maniera; quindi io mi separo dagli altri per
innalzarmi verso Dio.
Nel vangelo saranno i pi feroci avversari di Ges. Come possibile che questa gente
tanto pia, perch erano persone pie, gente che pregava dalla mattina alla sera
continuamente, tutto il giorno, gente che tutto il giorno scrutava la bibbia, viveva di
sacrifici, di regole, come possibile che questa gente non solo non ha riconosciuto in
9

Ges la condizione divina, ma gli si rivoltata contro? Ma chiaro, perch loro si


innalzano per cercare di raggiungere Dio e non potranno mai incontrare un Dio che
sceso per avvicinarsi agli uomini. Ecco perch tra Ges, il Dio che si fa uomo e i farisei, gli
uomini che vogliono raggiungere Dio c assoluta incompatibilit.
Quindi da Gerusalemme partono loro, gli avversari di Ges e gli scribi. Gli scribi non sono
gli scrivani, sono i teologi ufficiali, il magistero infallibile dellistituzione religiosa. Gli scribi
erano pi importanti del sommo sacerdote e godevano di pi prestigio perfino del re, erano
persone la cui parola, la cui sentenza era la stessa, gli davano lo stesso valore della
parola di Dio. Allora da Gerusalemme scende una commissione composta dai teologi,
dalllite spirituale e vediamo quale pu essere il motivo tanto grande.
2 Per quale motivo i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli anziani? Il
termine tradizione appare 3 volte in questo brano quindi significa che lelemento
portante. Per tradizione degli anziani si intende tutta quella serie di norme con la quale la
legge di Mos veniva poi spiegata e adattata alle esigenze che la vita di volta in volta
presentava. Per dare autorit a questa tradizione la si faceva risalire a Mos.
Si diceva che Mos sul Sinai aveva ricevuto due leggi: una quella scritta, i 5 libri della
Bibbia, laltra era stata trasmessa oralmente, quindi una scritta, una orale. Questa si
chiama la tradizione degli anziani. E infatti qual ? Ci deve essere un motivo grave se da
Gerusalemme esce una commissione a inquisire Ges. Qual il grande motivo?
Infatti non si lavano le mani quando mangiano il pane. Ecco il grande motivo, quindi
non una cosa secondaria il fatto di non lavarsi la mani. Il libro dellesodo, cos
prescriveva lalleanza tra Dio e gli israeliti: voi sarete per me un regno di sacerdoti e una
nazione santa. I farisei prendono letteralmente questo invito e quindi trasferiscono nella
loro vita quotidiana tutte le rigorose prescrizioni per la purezza rituale prevista nella
settimana nella quale i sacerdoti erano in servizio al tempio. Nella bibbia scritta non si
trova questa prescrizione di lavarsi le mani.
Un contemporaneo degli evangelisti, Giuseppe Flavio, grande storico, scrive: essi, i farisei
hanno trasmesso al popolo numerose prescrizioni ereditate dalla dottrina dei padri che
non si trovano scritte nelle leggi di Mos. I rabbini per erano riusciti a inculcare nella
gente questo comandamento di lavarsi le mani per la cui trasgressione era prevista la
pena di morte, quindi non un fatto secondario, ma un fatto molto grave.
Storicamente abbiamo un rabbi famoso, un grande uomo, rabbi Achiba che quando fu
incarcerato dai romani rischiava di morire perch la poca acqua che gli veniva data lui la
usava per le abluzioni per purificarsi le mani anzich per bere e quando i suoi discepoli
insistevano perch bevesse, e rabbi Achiba risponde cos: vengono condannati a morte
coloro che non seguono le decisioni dei rabbini. E meglio che io muoia da me stesso
piuttosto che trasgredisca il comando dei miei colleghi.
Quindi il fatto di lavarsi le mani era rigoroso. Un intero trattato del talmud prescriveva
come andavano lavate queste mani. Era prevista la qualit dellacqua: non poteva essere
gi stata usata per altri scopi, la quantit (86 cl) e il tipo di recipiente (il bordo doveva
essere liscio senza solchi) e poi il lavaggio delle mani valido soltanto se c la forza
umana, cio se io mi lavo a un ruscello, a una fontana non valido. Quindi devo farlo con
le mie mani e c tutto un rituale di come mettere la mano in modo che lacqua coli e la
benedizione che devo accompagnare.
E quindi per loro quello che Ges ha compiuto in questa condivisione dei pani, che ripeto
la figura delleucarestia, gravissimo perch se la gente non si lava pi le mani non un
fatto igienico, un fatto dottrinale, significa che ha questo contatto con Dio cos, senza
passare attraverso determinati riti, attraverso determinate condizioni. Ed ecco il
contrattacco di Ges:
3 Ma egli replic loro dicendo: e per quali motivi voi trasgredite il comandamento di
Dio a causa della vostra tradizione? Laccusa di Ges severa; questi rappresentanti
zelanti della istituzione religiosa Ges li denuncia che per imporre la loro condizione
trasgrediscono il comandamento di Dio, il comandamento dellamore. Hanno imposto delle
10

pratiche, dei rituali che non avevano nessuna radice nel messaggio di Ges e per far
questo hanno trascurato, cio hanno ignorato il comandamento pi importante. Ges sta
accusando che quelli che passano la vita scrutando le scritture, in realt poi sono proprio
quelli che non le comprendono. E poi Ges va avanti.
Allora, abbiamo detto che per chi non si lavava volontariamente le mani per prendere il
cibo era prevista la pena di morte. Allora adesso Ges prende un esempio di pena di
morte riservata a un comandamento.
4 Dio infatti ha detto: onora il padre e la madre, chi maledice il padre e la madre sia
messo a morte. Questo comandamento ha bisogno di essere un po spiegato nella nostra
cultura perch nella nostra cultura lonore significa il rispetto o peggio lobbedienza ai
genitori che a volte una forma di non far crescere i figli.
Sapete ci sono delle persone anche adulte che vengono a volte a confessarsi e
continuano con le formule imparate a catechismo. Senti che dicono: ho disobbedito ai
genitori. Quanti anni hai? 32 era ora, figlio mio! cosa aspettavi? Quindi onora il padre e
la madre non significa lovvio rispetto che dovuto ai genitori, ma a quellepoca non
cerano le pensioni per cui i genitori anziani erano a carico del figlio maschio, il
primogenito e costava mantenere in vita in maniera degna i genitori. Per cui onora il padre
e la madre significa: mantieni decorosamente in vita i tuoi genitori, il disonore era farli
stare nel disagio, nella povert. Quindi questo significa il comandamento. Nel talmud si
legge: in che consiste lonore al padre? Nel nutrirlo e vestirlo. Questo il comandamento.
Quindi Ges contrappone a una regola da essi inventata con la pena di morte a un
comandamento di Dio, questo s punito con la pena di morte. Ed ecco laffondo di Ges.
Ricordate? Ges denuncia che questi zelanti difensori della legge, questi custodi della
tradizione di Dio, in realt difendono soltanto i loro interessi, il loro Dio si chiama
convenienza e per la convenienza sono pronti a tutto, anche ad uccidere il figlio di Dio
quando si presenta.
E in questo vangelo, lo vedremo pi avanti quando vedremo il brano dellistituzione della
cena eucaristica di Ges il riferimento, in questo vangelo la parabola dei vignaioli ai quali
il padrone manda gli operai, i suoi inviati per ritirare il frutto della vite. Questi li bastonano e
li malmenano, alla fine il padrone dice: mander mio figlio di questo avranno rispetto.
Ges si sta rivolgendo ai sommi sacerdoti, e cosa fanno i vignaioli? Dicono: questo
lerede, ammazziamolo e noi prendiamo la sua eredit. Quindi per interesse che Ges
stato assassinato, e allora Ges mette il dito sulla piaga.
5 Voi invece dite: chiunque dice al padre o alla madre, ci con cui ti dovrei assistere
sacra offerta a Dio, 6 non pi tenuto ad onorare suo padre o sua madre. Lavidit
dei sacerdoti del tempio era proverbiale. I sacerdoti quando vedevano una moneta era
come se vedessero un parente, si illuminavano gli occhi. Quello che non facevano per fare
soldi avevano un fiuto particolare per i soldi. Si deve essere stata tramandata
abbastanza questa tradizione, sono abilissimi.
Ebbene cosa sono riusciti a fare questi? Mantenere in vita i propri genitori impegnativo.
Allora dicevano ai figli: come sta babbo? Sta bene chiss quanto campa Mamma?
Mamma anche sta benino certo mantenere. eh s! Guarda se tu fai una offerta al
tempio non sei pi obbligato poi ad assistere i tuoi genitori. Quindi tu calcola grosso modo
quanto ancora dovrai impiegare per mantenere i tuoi genitori. 10.000 dracme, quella che
poteva essere la moneta Ecco guarda, basta che ne dai 1000 al tempio e non sei pi
obbligato di assistere i tuoi genitori. Per onorare Dio si disonoravano i genitori. E questa
pratica era inculcata proprio dai sacerdoti del tempio, quindi Ges mette il dito sulla piaga
del loro interesse.
E annullate la parola di Dio a causa della vostra tradizione. E Ges prende le
distanze, Ges ebreo, figlio di quel popolo. Avrebbe dovuto dire, della nostra
tradizione. Lui prende le distanze: la vostra tradizione. E la denuncia tremenda contro
listituzione religiosa che per proprio interesse contrabbanda come volont di Dio cose a
cui Dio non solo non ha minimamente pensato, ma gli sono contrarie.
11

Vedete la pericolosit di Ges, ieri come oggi, che apre gli occhi alla gente. Il messaggio
di Ges pericolosissimo. Perch non viene annunziato? Perch cos poco si trova
questo messaggio diffuso e divulgato? Viene da chiederselo. Quello che sto dicendo io
oggi non che calato dal cielo o il frutto chi sa di quali acrobazie. E a disposizione di
tutti. Perch questo messaggio non viene annunziato? Ma chiaro perch un
messaggio che libera e rende indipendenti le persone. Chi vuole dominare, chi vuole
sottomettere non annunzier mai questo messaggio ed un messaggio che apre gli occhi.
Attenti, molte cose che vengono contrabbandate come volont di Dio non hanno nulla a
che vedere con Dio. Quindi coloro che credono di difendere la parola di Dio, Ges li
denuncia di essere in realt come quelli che la vuotano.
Ed ecco laffondo, citando Isaia, Ges li chiama
7 Teatranti! Il termine greco ipocrita, ma ipocrita a quel tempo non aveva la
connotazione morale che noi oggi gli diamo. Lipocrita era lattore di teatro. Sapete che a
quel tempo gli attori nel teatro non recitavano con il proprio volto, avevano una maschera.
Questo era lipocrita. Allora Ges, questi zelanti custodi delle tradizioni, questi difensori
della dottrina li chiama commedianti: siete dei teatranti!
Ben ha profetato Isaia dicendo: 8 questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo
cuore lontano da me. Quindi un teatro quello che fanno, queste esibizioni delle loro
virt, questi paramenti che indossano, questi apparati, queste cerimonie religiose, tutta
scena, dentro c il vuoto! E infatti:
9 a vuoto mi rendono culto insegnando insegnamenti che sono precetti di uomini.
Ges apre gli occhi alla gente. Attenti, non vengono da Dio queste cose! Tutto quello che
diminuisce la libert delluomo, tutto quello che causa diminuzione delluomo, tutto quello
che pu provocare infelicit alluomo non viene da Dio perch Dio vuole il bene e la
pienezza di vita delluomo. Ma il discorso troppo delicato perch Ges si rivolga soltanto
a questa commissione che scesa da Gerusalemme, allora Ges allarga il discorso e
scrive levangelista:
10 Poi convocata la folla disse: ascoltate e intendete! Era tipico quando Mos si
rivolgeva al popolo usare la formula: ascolta Israele. Allora Ges quello che adesso sta
dicendo non soltanto frutto di una polemica con le autorit religiose, ma qualcosa di
vitale che riguarda tutta la gente. E Ges, attenzione che dopo questo brano dovr
scappare via, dopo questo brano dovr scappare da Israele, dovr rifugiarsi in terra
straniera perch Ges la far veramente grossa.
11 Non quello che entra nella bocca contamina luomo, ma quello che esce dalla
bocca, questo contamina luomo. Ma Ges la sta sparando grossa eh! Ai farisei e agli
scribi che lo hanno rimproverato di non imporre il lavaggio delle mani, Ges con questa
sentenza dice che non quello che entra dalla bocca che contamina luomo, ma quello
che esce dalla bocca. E come la mettiamo con il libro del Levitico? Il libro del Levitico
contiene diversi capitoli con tutto un elenco di animali impuri, di cibi che non si possono
mangiare e quello che entra nella bocca contamina luomo. Ges non daccordo. La
bibbia almeno in quel libro dice il falso! Non quello che ti entra dentro che determina il
rapporto con Dio.
Voi sapete che avevano tutte quelle proibizioni di animali che non si potevano mangiare
perch considerati impuri. Non questo che determina il rapporto con Dio, ma quello
che dal cuore (il cuore la mente) ti esce fuori. Questa espressione scioccante, ripeto,
alla fine Ges dovr scappare.
12 Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: sai che i farisei si sono
scandalizzati sentendo questo? I farisei si scandalizzano, perch Ges non sta
toccando la loro tradizione, ma Ges sta toccando la bibbia, la parola di Dio. Sulla
tradizione degli uomini, e infatti i discepoli questo lo avevano capito ci si poteva intendere,
ma se si incomincia a dire che anche un solo passaggio della bibbia non vero o non
viene da Dio, voi capite che la crisi inizia! Se si comincia a togliere qui e togliere l, c
rischio che tutto quel castello rischia di crollare. Affermare che quanto prescritto dalla
12

legge, dal libro del Levitico sulle norme di purit non valido, questo suscita lo scandalo.
Da chi? Da parte dei farisei, quelli che fanno dellosservanza di queste regole il fulcro
centrale della propria esistenza. Erano attenti in maniera maniacale, stare attenti che non
entrasse nulla di impuro nella loro mensa, per questo avevano costituito delle cooperative
alimentari tra di loro dove andavano a comprare i generi alimentari per essere sicuri che
nulla di impuro entrasse nella loro vita.
La novit quindi portata dalle parole di Ges in aperto conflitto con quello che la bibbia
insegnava sulle leggi della purezza, ma ripeto, grave se si accetta che anche uno solo di
questi precetti non valido, tutto ledificio della tradizione religiosa crolla e questo mette in
subbuglio i farisei.
13 Ed egli rispose: Per capire la risposta di Ges bisogna comprendere che i farisei si
consideravano la parte eletta del popolo. Loro dicevano: noi siamo le piante che il Signore
ha piantato nel suo giardino, e sentite Ges:
ogni pianta che non stata piantata dal Padre mio che nei cieli sar sradicata.
Laffondo di Ges terribile! Lespressione pianta sradicata nella bibbia viene sempre
adoperata per quelli che erano i pi lontani da Dio, i pagani, i pagani saranno sradicati.
Ebbene per Ges, i farisei, i santi di Israele sono uguali ai pagani, non sono opera di Dio,
ma vanno sradicati. E ci che non piantato dal Padre piantato dal nemico, come Ges
ha detto nella parabola della zizzania. Il padre semina quello che pu portare frutto, il
nemico invece semina la zizzania, cio lelemento tossico che reca danno. Ed ecco linvito
di Ges:
14 Liberatevi di loro, letteralmente lasciateli. Loro avevano un forte influsso sulla gente,
determinavano il comportamento della gente, e linvito di Ges: liberatevi di loro. Fintanto
che voi date importanza, fintanto che credete alle loro parole sarete sempre persone
sottomesse: liberatevi da loro. Mettiamo il contesto: qui abbiamo la commissione di
teologi, le persone pi importanti di Israele, i farisei, llite spirituale, quelli che erano un
esempio di comportamento, venivano posti come esempio: guardate i farisei, imitateli!
Ges: liberatevi da questa gente, liberatevi da costoro. Perch? E qui laffondo di Ges
terribile, uno dei titoli ai quali i farisei ambivano era di essere guide dei ciechi. Loro erano
luce e come luce si consideravano di essere guide dei ciechi. Sentite Ges:
sono ciechi e guide di ciechi e quando un cieco guida un altro cieco tutti due
cadranno nel fosso. Ges dice: liberatevi da queste persone. Queste autorit religiose,
queste persone che sembrano tanto influenti dal punto di vista spirituale, sono dei ciechi e
se voi li seguite finite nel disastro.
Piccola parentesi: capite perch Ges lhanno ammazzato? Io, 35 anni ormai che tutti i
giorni leggo il vangelo e sempre mi chiedo: ma come ha fatto Ges a campare cos tanto!
Questo bisogna ammazzarlo subito, una persona del genere! Immaginate, ai
rappresentanti delle massime gerarchie religiose e Ges dice: liberatevi da questi, se li
seguite la vostra vita un fiasco completo. Bisogna ammazzarlo subito! E infatti quando
mi chiedo, ma come ha fatto Ges a campare cos tanto? Perch sempre si dato alla
latitanza. Quando cera un pericolo in un posto scappava, e alla fine di questo brano
scappa e va in terra straniera.
Ma quello che Ges ha detto non ha scandalizzato soltanto i farisei, fonte di scandalo
anche per i discepoli. Loro si erano liberati delle tradizioni degli antichi per cui prendevano
il cibo senza lavarsi le mani, ma, la bibbia no, la bibbia quella non si tocca.
15 Allora replic Pietro e disse: spiegaci la parabola. Che parabola? Ma dov la
parabola? Ges pi chiaro non poteva essere, Ges ha detto chiaramente: non quello che
entra dalla bocca contamina luomo ma quello che esce dalla bocca, questo contamina
luomo. Eppure per Pietro quello che Ges aveva detto talmente sconvolgente, talmente
sconcertante che pensa che sia una parabola cio che Ges labbia espresso in una
maniera un po oscura. Ma Ges ha parlato chiaramente senza far ricorso a nessuna
parabola. Ma affermare che la parola di Dio contenuta nel libro del Levitico non valida,
13

questo incomprensibile per Pietro e per quanti come lui ritengono che tutto quello che
scritto nella bibbia fosse espressione della volont divina.
16 Allora Ges dice: fino a questo punto anche voi siete ottusi? Il termine ottuso
veniva adoperato per i pagani, quindi Ges i discepoli li tratta come i pagani. Visto che
Pietro aveva detto: spiegaci un po questa parabola, adesso Ges parla in maniera triviale,
usa proprio dei termini che pi bassi non potevano essere, quindi per evitare che il suo
messaggio venga compreso male, dice:
17 Non capite che tutto ci che entra dalla bocca, passa nel ventre e va a finire nella
latrina? Usa proprio il termine cesso, latrina, un termine abbastanza volgare. Non quello
che ti entra che determina il rapporto con Dio e questo pure tra le forze della religione.
Una delle prime regole che ogni religione mette : le proibizioni sul cibo, quello che puoi
mangiare e quello che non puoi mangiare, il digiuno, lastinenza, il fioretto perch si pensa
che quello che ti entra che determina il rapporto con Dio.
Io vengo da una generazione ormai passata dove da piccoli nei nefasti catechismi che ci
facevano ci veniva inculcato come positivo la pratica masochista del fioretto. Cosera il
fioretto? Rinuncia a qualcosa di buono per offrirlo al Signore. E questo qualcosa di buono
nei miei ricordi avveniva sempre in questo mese, il mese di maggio, quando nella mia
citt, Ancona; aprivano i gelatai e il catechista e la suora dicevano: offri il gelato alla
Madonna. E io detestavo questa Madonna che aspettava il mese di maggio per mangiarsi
i miei gelati. Ogni volta che avevo voglia di un gelato: offrilo alla Madonna! Avr fatto
indigestione questa Madonna con tutti questi gelati. Ma pure ci si credeva, si pensava che
erano cose buone, si pensava che quello che ti entra che determina il rapporto con Dio.
Ges libera da tutto questo,
18 Invece ci che esce dalla bocca proviene dal cuore, questo contamina luomo!
Non quello che mangi quello che determina il rapporto con Dio, ma quello che esce da
te. Ed ecco Ges offre sette indicazioni, il totale, di quali sono i comportamenti che
chiudono a Dio. E interessante, nessuno di questi comportamenti riguarda Dio. Abbiamo
detto che con Ges Dio si fatto uomo per cui quello che decide la riuscita o meno
dellesistenza delle persone non il rapporto con un Dio, ma il rapporto con un uomo.
Ges non ti chieder: hai creduto, ma ti chieder hai amato? Ges non ti chieder: sei
salito al tempio, ma chieder: hai aperto casa tua al bisognoso? Ges non ti chieder: hai
offerto a Dio, ma hai condiviso quello che avevi offrendolo agli altri? Allora Ges adesso
sta dando 7, il numero 7 significa totale, indicazioni di comportamenti che sono tutti
atteggiamenti che nuocciono allaltro:
19 Dal cuore infatti provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adulteri, le
prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le diffamazioni o le calunnie. 20 Queste
sono le cose che contaminano luomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non
contamina luomo. Ecco con questa sentenza, Ges mette la parola fine alla religione,
termine che non appare mai nei vangeli. Per religione si intende quello che gli
uomini devono fare per Dio e con Ges iniziata la fase di accogliere quello che Dio
fa per gli uomini e non si chiama pi religione, ma si chiama fede.
Per avvicinarsi a Dio luomo impegna le sue forze nellinventare tecniche sofisticate
composte da rituali, da norme. Queste pratiche religiose tendono pian piano a svuotarsi
del loro significato, ma nello stesso tempo diventano importanti nella vita della persona
religiosa. Ebbene Ges dichiara la fine di tutto questo perch tutto questo non solo non
permette di avvicinarsi a Dio, ma serve a nascondere la cattiveria che si annida nellintimo
di ogni uomo.
Quindi il rapporto con Dio non dipende da quello che entra, ma da quello che esce. E
come dicevo, dopo di questo Ges dovr scappare in terra straniera, ma siccome tutto
viene trasformato in bene, sar in terra straniera dove Ges condivider di nuovo i pani e i
pesci con la gente pagana.
C un brano del nuovo testamento che mi preme fare, gi da alcune domande fatte
prima Leucarestia, la cena del Signore, labbiamo in 4 versioni: in Matteo, Marco, in
14

Luca e Paolo. E si rifanno a esperienze diverse, lo vedremo meglio pi avanti, Matteo e


Marco si rifanno alla celebrazione in uso a Gerusalemme, Luca e Paolo a quella
dAntiochia, in terra pagana dove per primi i discepoli di Ges vennero riconosciuti come
cristiani.
Ebbene, nella prima lettera ai Corinti al cap. 11, c il testo pi antico dove si narra la cena
del Signore ed un testo purtroppo che manipolato ed estrapolato viene posto come
intimidazione per mettere paura alle persone di avvicinarsi alleucarestia. Quante volte mi
vengono persone angosciate perch il loro prete, il loro parroco gli ha citato la frase che
c scritta in questa lettera di Paolo: perci chiunque mangia il pane o beve il calice in
modo indegno sar colpevole verso il corpo e il sangue del Signore (1 Cor.11,27).
Quindi abbiamo visto da una parte Ges che offre il pane a tutti quanti, addirittura senza
lavarsi le mani, lo vedremo anche oggi, dallaltra c Paolo che dice: chiunque mangia il
pane o beva il calice del Signore in modo indegno sar colpevole verso il corpo e il
sangue del Signore. Addirittura pi avanti dice: chi mangia e beve senza riconoscere il
corpo, mangia e beve la propria condanna. Questo un testo che seguito da
intimidazione e ha impedito a molte persone ad avvicinarsi alleucarestia perch non si
sentono a posto, non si sentono in regola. Non sar mai che mangio e bevo qualcosa che
mi d vita, ma qualcosa che mi d condanna?
Una delle cose da fare mai togliere un versetto dalla bibbia ed estrapolarlo dal suo
contesto perch gli si possono dare le interpretazioni pi assurde contrarie allautore.
Allora adesso vediamo il cap. 11 della lettera di Paolo ai Corinzi, vediamo a che cosa si
riferiva. Vediamo la validit di quello che ha scritto Paolo, ma vediamo a che cosa si
riferisce.
Scrive Paolo nella 1 Corinzi cap.11,17-34. Mentre vi do queste istruzioni non posso
lodarvi perch vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio. Sta parlando della
celebrazione eucaristica. Innanzitutto sento dire che quando vi radunate in assemblea (il
termine greco per assemblea ecclesia, da cui deriva la nostra chiesa ed importante
perch un termine laico, assemblea significa un insieme di persone senza gerarchia)
vi sono divisioni tra voi e in parte lo credo. Quando dunque vi radunate insieme il vostro
non pi mangiare la cena del Signore, come mai? Ciascuno infatti quando siede a tavola
comincia a prendere il proprio pasto e cos uno ha fame e laltro ubriaco. Non avete
forse le vostre case per mangiare e per bere o volete gettare il disprezzo sullassemblea di
Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dire, lodarvi? In questo non vi lodo!
Nei primi tempi delle comunit cristiane, leucarestia non aveva laspetto rituale che poi
prender nel tempo, era una cena nella quale si condivideva insieme il cibo e la propria
vita. Ebbene, a Corinto cosa succedeva? Era una cena dove le persone facoltose
mangiavano e bevevano e i poveri stavano a guardare perch non avevano niente da
mangiare e da condividere. Quindi era leucarestia dove quelli che avevano non
condividevano, non facevano comunione con chi non aveva. Ecco lo scandalo che Paolo
denuncia: che razza di comunione questa, se voi dice, mangiate e vi ubriacate e laltro
rimane affamato.
E qui in mezzo, una perla, il testo pi antico della cena di Ges, scrive Paolo: io infatti
ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso. Il Signore Ges, nella
notte in cui veniva tradito, importante questo riferimento, la cena di Ges la risposta al
tradimento. In Ges si manifesta Dio che amore e lamore non ha altra forma di
manifestarsi che non sia una comunicazione crescente e incessante damore. Anche
quando riceve la violenza, la sua risposta non sar mai di violenza, ma sar damore.
Quindi importante che nella cena del Signore ci ricordiamo questo. E la sua risposta al
tradimento, al tradimento di uno che sta a tavola con lui. Ges, perch non ha cacciato via
Giuda? Tu non sei degno di partecipare qui! Ges sa che Giuda lo vuole tradire per
interesse. Di nuovo, Ges aveva detto: non potete servire Dio e mammona, linteresse.
Giuda ha scelto quale Dio servire. Allora, tu non hai nulla a che fare con me, vattene,
15

vattene! Perch Ges non caccia Giuda dalleucarestia, ma addirittura lo tratta come
lospite pi importante?
Nel vangelo di Giovanni commovente vedere il tentativo di Ges di conquistare questo
discepolo. Abbiamo detto che si mangiava tutti in un unico piatto e il pranzo iniziava cos: il
padrone di casa prendeva un pezzo di pane, lo intingeva nel cibo, nella salsa e poi lo
offriva a chi? Alla persona pi ragguardevole, la persona pi importante. Ebbene, nella
cena cosa fa Ges? Prende il pane, lo intinge, a chi lo d? Lo d a Giuda. Per Ges
Giuda il discepolo pi importante perch lunico che rischia di perdersi
irrimediabilmente.
Anche Pietro lo rinnegher, ma poi Ges lo recuperer e invece Giuda rischia di perdersi.
Quindi ricordiamoci sempre che la cena del Signore la risposta di Ges al tradimento,
non una cena per i perfetti, non una cena per llite religiosa, per quelli che hanno
superato i vari esami e sono ammessi alla cena del Signore. La cena aperta a tutti,
anche a quelli che vivono nel peccato.
Allora, nella notte in cui venne tradito, prese (Ricordiamoci questo aspetto che domani
celebrando leucarestia sar importante. Abbiamo fatto fare ad Albino proprio una forma di
pane rotondo) un pane e dopo aver reso grazie, lo spezz e disse: questo il mio corpo
che per voi, fate questo in memoria di me. Abbiamo detto che nelleucarestia Ges si fa
pane perch quanti lo accolgono siano poi capaci di farsi pane per gli altri. Allo stesso
modo, dopo aver cenato, prese anche il calice dicendo: questo calice la nuova alleanza
nel mio sangue. (vedremo meglio i dettagli con Matteo) fate questo ogni volta che ne
bevete in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete il calice voi
annunciate la morte del Signore finch vivete.
Questo il testo pi antico nellanno 50-53 della cena del Signore. E riprende: perci..(e si
ricollega a quello che ho detto prima di quelli che mangiano e si ubriacano e degli altri che
invece stanno a digiuno) perci chiunque mangia il pane o beva il calice del Signore in
modo indegno sar colpevole presso il corpo e il sangue del Signore. Perch colpevole?
Perch mangi pane, ma non ti fai pane per gli altri. Ges si fa alimento per noi, ma io poi
devo essere capace di farmi alimento per gli altri.
L, in questa comunit, cerano alcuni che mangiavano il pane, cio facevano di Ges il
loro alimento, ma non ci pensavano minimamente di farsi pane per gli altri. Questa per
Paolo la condizione delleucaristia e guardate che valida anche oggi. Quante persone
ancora partecipano alleucarestia per i propri bisogni spirituali, per le mie necessit, per la
mia famiglia. Fate la prova nelle preghiera dei fedeli, qualcosa da turarsi le orecchie!
Dopo avere parlato di questo donarsi agli altri, di decentrarsi, leucaristia non serve per
centrarsi su s stessi, ma per aprirsi agli altri, dopo aver invitato a farsi dono, c sempre
la preghiera dei fedeli: per la mia famiglia, per le mie necessit, per i miei bisogni
particolari quelli degli altri non me ne importa, limportante che il Signore pensi a me.
C un egoismo spirituale che fa s che leucaristia sia la loro condanna. Sono andati l per
mangiare, per nutrirsi, ma non ci pensano minimamente di farsi nutrimento per gli altri.
Ciascuno dunque esamini s stesso e poi mangi del pane e beva dal calice perch, ed
ecco: chi mangia e beve senza riconoscere il corpo cos questo corpo? E la comunit.
Vedremo che la comunit che accoglie questo pane diventa il corpo del Signore. Quindi
chi mangia e beve senza riconoscere la dignit del corpo mangia e beve la propria
condanna. Quindi chiaro: non si tratta di una denuncia che riguarda la morale, ma si
tratta di una denuncia che riguarda la mancata condivisione di quello che si ha e di quello
che si . E quindi lautore continua concludendo: perci fratelli miei, quando vi radunate
per la cena, aspettatevi gli uni gli altri e se qualcuno ha fame mangi a casa sua perch
non vi raduniate a vostra condanna.
Allora leucaristia fonte di vita, ma per Paolo pu diventare fonte di condanna, cio di
morte, quando uno pensa a nutrire s stesso senza nutrire gli altri. Nella vita del credente
ci vuole questo equilibrio, dobbiamo essere nutriti, ma per poi nutrire gli altri. Chi nutre
16

soltanto s stesso alimenta la parte biologica, ma non la parte vitale, indistruttibile di s


stesso.
Il Dio che serve. Lc 12,35-38
Dicevamo che leucarestia lelemento prezioso, importante, indispensabile per la vita e
la crescita della comunit e che i vangeli sono nati attorno alla celebrazione eucaristica. E
nelleucarestia che i credenti si sono ricordati e hanno compreso le parole del Signore e le
hanno attualizzate. Tutti i brani dei vangeli nei quali compare il cibo hanno sempre un
riferimento alleucaristia, quindi importante vederli e analizzarli.
Quindi cominciamo con due brani del vangelo di Luca molto importanti, molto preziosi nei
quali levangelista ci fa comprendere la vera natura, il vero significato delleucarestia che
un sovvertimento totale dei valori religiosi che reggevano quella societ. Lo vedremo poi
ancora meglio quando esamineremo la cena del Signore nel vangelo di Matteo.
Leucarestia un sovvertimento di valori, perch? Perch cambia il senso del culto. Il culto
nel mondo ebraico era un atto che veniva rivolto dagli uomini nei confronti di Dio. E questo
da cosa nasceva? Nasceva dallalleanza. Mos, servo del Signore, aveva imposto una
alleanza tra dei servi e il loro Signore e questa alleanza era basata sullobbedienza a Dio
delle sue leggi e sul servizio a lui manifestato nel culto.
Con Ges tutto questo cambia. Ges viene a proporre una nuova alleanza, ma lui che non
il servo di Dio, ma il Figlio di Dio, ci propone una alleanza tra dei figli e il loro Padre non
pi basata sullobbedienza alle sue leggi, ma sullaccoglienza e la somiglianza al suo
amore. E il servizio? Il servizio rimane, ma non pi rivolto verso Dio, ma rivolto verso
gli uomini perch con Ges, non dimentichiamo ed importante sempre ricordarlo, con
Ges, Dio ha preso il volto umano e con Ges non si vive pi per Dio, ma di Dio e si
va verso gli uomini.
Quindi il culto cambia, il culto non pi degli uomini verso Dio, ma paradossalmente una
azione di Dio verso gli uomini. E un Dio, che come abbiamo visto questa mattina chiede di
essere accolto per fondersi con gli uomini, dilatarne la capacit damore e cos renderli
lunica vera sua dimora, il suo santuario. Iniziamo con il vangelo di Luca 12, 35.
Ges aveva assicurato i suoi, laveva chiamato piccolo gregge, assicura loro che il Padre
vuole dare loro il regno, chiede di fare una scelta come quella che stata poco fa
ricordata di sostituire i falsi valori della societ quelli dellavere, del salire e il comandare
con quelli del condividere, dello scendere e del servire. E dopo di questo Ges dice:
35 Siano i vostri fianchi cinti e le lampade accese, e anche qui il verbo, siano,
levangelista lo pone allimperativo. Quando i verbi sono allimperativo significa che sono
affermazioni molto forti, molto importanti. E molto importante questa indicazione: quando
leggiamo il vangelo dobbiamo penetrarlo, capire il perch di certe espressioni, il perch di
certe figure. Dunque il comando di Ges imperativo.
Cingere i fianchi cosa significa? Labito normale degli uomini era una tunica che arrivava
fino ai piedi. Quando bisognava lavorare, questa tunica era di impaccio, di intralcio. Allora
si prendevano i bordi, si alzavano e si cingevano alla vita. Quindi cingere i fianchi significa
un atteggiamento di lavoro, di servizio e nello stesso tempo, un altro momento nel quale
questa tunica andava alzata era quando si doveva viaggiare, quando si doveva
camminare, altrimenti si impolverava, si insudiciava. Per cui i fianchi cinti hanno due
significati: quello del servizio e quello del cammino, della partenza.
Questa espressione, questo invito di Ges, la ritroviamo infatti nel libro dellesodo,
nellindicazione per la notte della Pasqua, la notte della liberazione. Nel libro dellesodo al
cap. 12,11 si legge: ecco in qual modo lo mangerete lagnello, con i fianchi cinti, i sandali
ai piedi, il bastone in mano. Lo mangerete in fretta, la Pasqua del Signore. Allora questa
prima indicazione di cingere i fianchi significa un atteggiamento di servizio, un
atteggiamento di partenza. Il servizio, volontariamente esercitato per amore quello che
rende luomo pienamente libero. Soltanto chi libero pu veramente servire. Solo luomo
che veramente libero si pu mettere al servizio degli altri.
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Quindi la prima indicazione: cingere i fianchi, atteggiamento di servizio e atteggiamento


che permette il cammino verso la libert. Servizio e libert sono sempre connessi. Quando
il servizio imposto non pi il servizio richiesto da Ges.
Laltro particolare: le lampade accese. Perch questo significato delle lampade accese?
Sempre nel libro dellesodo si ritrova lordine di tenere sempre accese le lampade nella
tenda del convegno, la tenda particolare dove si adorava, si venerava la presenza del
Signore, affinch sia davanti al Signore. Allora il fatto che Ges chieda alla sua comunit
di stare in un atteggiamento di servizio che conduce alla piena libert e poi il fatto di avere
sempre le lampade accese significa che la comunit che ha orientato il proprio cammino
per il servizio e la liberazione degli altri lunico vero santuario dal quale si irradia la luce
dellamore di Dio.
Quindi la comunit cristiana importante perch un santuario, ma a differenza
dellantico santuario un santuario in movimento. Nellantico santuario statico le persone
dovevano andare, sottostare a determinati riti per poter essere ammesse, ma molte
persone per la loro condizione di peccato, di impurit, per la loro situazione religiosa,
morale, molte di queste persone avevano laccesso vietato al tempio. Tu siccome vivi
quella determinata situazione, sei in questa condizione di peccato, tu al tempio non ci puoi
entrare per cui il Dio nel tempio escludeva persone dal contatto con lui.
Ebbene il nuovo santuario non pi statico, ma un santuario dinamico e va dove? E lo
vedremo poi nel vangelo di Giovanni, quanto sia importante, va verso i lontani o meglio gli
allontanati. La direzione della comunit cristiana non verso le persone religiose che sono
refrattarie a questo annuncio. Le persone religiose vedono questo annuncio come un
attentato alla propria sicurezza perch questo un annunzio che dona piena libert e le
persone religiose non amano essere libere, loro amano obbedire, amano essere
sottomesse, loro hanno fatto dellobbedienza una virt.
E sapete, la storia insegna che non c categoria pi drammatica delle persone che
obbediscono. Le persone che obbediscono sono persone pericolose perch agiscono
senza chiedersi conto delle conseguenze della loro azione. Voi sapete che i grandi
criminali della storia, una volta accusati dei loro crimini, si difendono sempre dicendo: io
ho eseguito gli ordini, ho obbedito. Non c persona pi criminale di una persona che
obbedisce perch una persona che obbedisce non consulta la propria coscienza, si limita
a eseguire gli ordini senza chiedersi quali sono le condizioni, le conseguenze di questa
mia obbedienza.
Ecco perch con Ges il verbo obbedire bandito. Mai nei vangeli si trova linvito di
Ges di obbedire il Padre. Il Padre non va obbedito, ma va assomigliato. Mai Ges chiede
obbedienza a lui, figuriamoci se la chiede per qualcuno dei suoi discepoli. Le 5 volte che
nei vangeli appare il termine obbedire sempre rivolto a elementi ostili alluomo: il mare in
tempesta, il vento, il gelso, gli spiriti... ma mai rivolto alluomo. Quindi la comunit dei
credenti una comunit di persone libere che orientano la propria vita a servizio per gli
altri. Questo le rende lunico vero santuario nel quale si irradia la luce dellamore di Dio e
devono andare e portare questa luce alle persone emarginate, agli esclusi, alle persone
disprezzate, alle persone invisibili, quelle che si sentono lontane o che si sono allontanate
dal Signore. E verso queste che bisogna andare.
E vedremo poi in Giovanni come la pesca sar fruttuosa. Questo servizio deve essere
riconoscibile come lo stile di vita della comunit. Quindi portare i fianchi cinti non
lespressione di un momento, ma deve essere il distintivo che rende riconoscibile i
componenti di questa comunit. Se c questo, quindi se c una comunit che ha
orientato la propria vita per il servizio e la libert degli altri ecco che cosa accade:
36 e voi siate simili a uomini che attendono il loro signore quando ritorna dalle
nozze in modo che arrivando e bussando subito gli aprono. Come Jahve, il Dio di
Israele si presentava come lo sposo del suo popolo cos anche Ges si presenta come lo
sposo della nuova alleanza. Ma, c una particolarit: questo Ges non impone mai la
sua presenza, ma la propone.
18

Dio amore e lamore pu essere soltanto offerto. Quando lamore viene imposto
non pi amore, ma violenza. Questo importante perch cos i vangeli ci aiutano a
saper discernere tra i tanti messaggi che ci vengono, tra le tante parole che ci arrivano
quale che proviene da Dio e quale che non proviene da Dio. Il messaggio di Ges pu
essere soltanto offerto, ma mai imposto perch espressione damore.
Se io adesso uno di voi lo voglio abbracciare, bisogna che questa persona accolga il mio
abbraccio, se questa persona resiste al mio abbraccio e io lo abbraccio non sente pi una
espressione damore, ma si sente violentata perch io ho usato una violenza. Io posso
essere partito con le pi buone intenzioni di offrire amore, ma se questa persona resiste io
non posso imporre lamore. Lamore quando viene imposto si chiama violenza e la
violenza non viene mai da Dio. Sono le autorit religiose nel vangelo che la loro dottrina la
impongono. Come mai impongono la loro dottrina?
E semplice perch sono le prime a non credere nella sua bont. Se qualcosa buono,
non c bisogno di obbligare le persone. Se qualcosa fa bene non c bisogno di imporla,
sono le persone che rispondono. Se qualcosa positivo non c bisogno di minacciare
con chi sa quali pene le persone. Allora il messaggio dellautorit nei vangeli invece
sempre imposto, viene sempre messo con obblighi e con minacce. Perch? Perch non
viene da Dio. Sono quelle che abbiamo visto che Ges squalifica: le vostre tradizioni, sono
le tradizioni degli uomini. Avete annullato il comandamento di Dio per far posto alle vostre
tradizioni.
Allora Ges la sua presenza non la impone, ma la propone. E il signore che torna a
casa sua, non che spalanca le porte, ma dice: arrivando e bussando. C lespressione,
la ritroviamo nel libro dellApocalisse 3,20 dove il Signore dice: ecco sto alla porta e
busso, se qualcuno ascolta la mia voce (quindi non bussa neanche tanto violentemente...)
e mi apre la porta, io verr da lui, cener con lui ed egli con me. Quindi una espressione
di piena intimit che pu essere e soltanto venire proposta.
Lamore quindi per essere tale non pu essere mai imposto, ma sempre proposto, mai
obbligato, ma sempre offerto. Allora vediamo un po cosa fa. Dice: lo sposo arriva di notte,
arrivando e bussando i servi gli aprono e qual la scena che ci aspettiamo? La scena di
questo signore che si far servire dai suoi servi. Invece, ecco il sovvertimento dei valori
che dicevamo prima riportato da Ges.
37 Beati, linvito di Ges usando il termine beati significa una felicit di una tale pienezza
che assomiglia a quella che avevano gli dei nella concezione dellepoca, quindi una felicit
immensa, beati
quei servi che arrivando il signore trover vigilanti, cio trover in un atteggiamento di
servizio.
Vi assicuro che si cinger (ricordate: cingete i vostri fianchi), adesso il Signore che si
cinge i fianchi. Quello che rende riconoscibile la comunit sono i fianchi cinti, un
atteggiamento di servizio e di cammino verso la libert. Quello che distingue e rende
riconoscibile il Signore, sono i fianchi cinti, anche lui ha il segno distintivo, quello del
servizio. E allora
li far giacere a tavola e passando li servir. Questo un cambio radicale nella
dimensione spirituale, teologica dellepoca, vediamo di poterlo comprendere. Allora Ges li
proclama felici, perch li trova in atteggiamento di servizio. Ricordate il servizio deve
essere latteggiamento distintivo della persona, non il servizio fatto una volta tanto, ma
deve essere latteggiamento con il quale la persona viene riconosciuta.
Come si fa a sapere se siamo riconoscibili dal servizio? Se siamo persone sulle quali gli
altri possono sempre contare. Se siamo persone sulle quali gli altri nel momento del
bisogno, della necessit si rivolgono, certi che da noi arriva sempre un: s, posso; ecco
questo il distintivo del servizio. Quindi il servizio significa essere sempre disponibili, non
una volta tanto a favore delle persone. Ebbene, a quanti trova in atteggiamento di servizio
verso gli altri, il Signore stesso si mostra loro come servo, in atteggiamento di servizio.
19

E il Signore che si cinge i fianchi e li far giacere. Ricordate quando Ges ordina alla folla
di sdraiarsi? Anche qui Ges invita i suoi servi a mettersi nella posizione dei signori. E
ricordo che luso a quellepoca di mangiare, assomigliava a quello romano di mangiare
sdraiati sui dei lettini con un grande piatto centrale nel quale si prendeva cibo. Chi poteva
mangiare in questo modo? I signori che avevano dei servi. Ebbene, Ges che il Signore,
si mette in una posizione di servo perch quelli che sono considerati i servi si sentano
signori. Leucarestia, perch di questo che levangelista sta trattando, serve a far sentire
le persone signori, cio pienamente liberi.
Quindi non sar contrariamente alla tradizione religiosa, non sar il signore che si far
servire dai suoi servi, come ci saremmo aspettati, ma al contrario lui che passer a servirli,
li far accomodare, li far giacere a tavola e passando li servir. Latteggiamento del
Signore nelleucarestia quello del servizio. Questo molto importante in Luca 22,27 al
punto che lunico che nella descrizione della cena riporter questa frase di Ges: ecco io
sono in mezzo a voi come colui che serve. Quindi allaccia questo atteggiamento di Ges
con quello della eucarestia. Allora ecco il significato molto, molto ricco delleucarestia.
Leucarestia allora non una azione di culto dove gli uomini servono il Signore, ma una
esperienza vitale dove il Signore che passa a servire i suoi. A quanti sono in
atteggiamento di servizio il Signore li serve comunicando la sua stessa energia e forza
damore in un rinnovato servizio in un crescendo senza fine. Servire gli altri significa
consumare energie, servire gli altri, essere sempre disponibili significa stancarsi. Ebbene,
c un momento nella comunit in cui la comunit sospende questo servizio agli altri per
permettere al Signore di passare a servirli ricaricando la loro energia.
Prima abbiamo iniziato parlando delleucarestia come un momento privilegiato,
prezioso, nel quale lamore ricevuto dal Signore viene accolto dalla comunit e si
trasforma in amore comunicato agli altri. Ecco, leucarestia il momento in cui il
Signore passa a servire, ricordiamo che il servizio include la lavanda dei piedi come
abbiamo visto in Giovanni, quindi elimina le scorie che la vita pu mettere, quelle impurit
e il servizio del Signore serve a comunicare a quanti come lui vivono in servizio per gli
altri, la sua stessa energia e capacit damore, senza limite. Il limite lo mettiamo noi.
Nel vangelo di Giovanni Ges dice che lui lo Spirito lo d senza misura. Allora
nelleucarestia lamore ricevuto dal Signore viene accolto e si trasforma in amore
comunicato agli altri. Tanto pi grande sar la capacit della comunit di comunicare
amore agli altri, tanto pi grande sar la risposta di Dio per una nuova effusione damore,
per una nuova comunicazione damore e questo in un crescendo senza fine. Ecco perch
allora comprendiamo come leucarestia il momento della crescita della comunit. Noi
adesso riceviamo questo amore, lo doniamo, comunichiamo questo amore, nella misura
che siamo stati capaci di comunicarlo, permettiamo al Signore di comunicarci altrettanto
amore. Questo altro amore accresce la nostra capacit di dono, lo doniamo agli altri e
questo in un crescendo senza fine.
Mentre lantico culto era una diminuzione delluomo che si doveva privare del suo pane
per offrirlo al Signore, il nuovo culto un potenziamento, un arricchimento delluomo
perch Dio non chiede offerte, ma lui che chiede di essere accolto, lui che si offre, lui
che si fa pane per la vita degli uomini. Nelleucarestia il Signore si fa pane, alimento di vita
perch quanti lo accolgono siano poi capaci di farsi pane, alimento di vita per gli altri. Ecco
quindi come Ges cambia radicalmente il senso del culto: non pi rivolto verso Dio,
ma parte da Dio ed rivolto verso gli uomini. E la disponibilit a questo vostro servizio
non occasionale. Una volta tanto capita a tutti di essere disponibili, ma se il distintivo
che li rende riconoscibili, viene e li trova cos, li trova in servizio, beati loro! E possibile
per Ges essere pienamente felici qui in questa esistenza terrena. E la menzogna
della religione che avendo complicato la vita dei credenti, avendo loro imposto leggi,
precetti impossibili da osservare, facendoli sentire in colpa, la menzogna della religione
ad aver coniato quello slogan che: la felicit non di questo mondo, si soffre di qua per
essere felici di l. Falso!
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Ges non daccordo, Ges dice che possibile essere pienamente felici qui, in questa
esistenza terrena. Ma che ci interessa sapere che saremo felici di l se di qua noi
soffriamo? Ges non viene a proporre un messaggio alienante del genere. Ges dice che
la felicit, e quella che la massima aspirazione degli uomini la felicit, coincide con
la volont di Dio. Dio desidera che noi siamo felici. La felicit possibile raggiungerla
in pienezza qui, in questa esistenza terrena. Non c bisogno di aspettare laldil. E come?
Sempre Luca, nella seconda parte del suo vangelo conosciuta come atti degli apostoli
20,35 ha questa espressione: Si pi beati nel dare che nel ricevere. Ecco il segreto della
felicit. La felicit non consiste in quello che gli altri fanno per te. Se la nostra felicit la
facciamo dipendere dagli altri rischiamo di andare per la vita sempre amareggiati e delusi.
Perch? Ma chiaro, gli altri non possono entrare nella nostra testa e sapere che noi oggi
ci aspettavamo una visita, ci aspettavamo una telefonata, speravamo in un loro regalo. Se
la nostra felicit la facciamo dipendere da quello che gli altri devono fare per noi rischiamo
di essere sempre delusi e amareggiati. No, la felicit non consiste in quello che si
riceve, ma in quello che si d.
Allora se la felicit consiste in quello che io do, ecco che la mia felicit pu essere
immediata, piena e traboccante perch la felicit non consiste dalle situazioni che io
incontro nella mia vita, ma da come io ho orientato la mia vita per gli altri. E allora dare,
questo possibile a tutti. Ges non ci chiede chiss quali cose straordinarie o quali salti
mortali. Ecco perch allora, termina questo brano del vangelo:
38 se nella seconda e nella terza vigilia viene e li trova cos, beati loro, pienamente
felici. Quindi leucarestia fonte di felicit, Nelleucarestia questo amore ricevuto che si
trasforma in amore comunicato fonte che fa scaturire una felicit crescente e
traboccante da poter essere trasmessa agli altri. E leucarestia il motore di sviluppo, di
crescita e di maturit della persona.
Alla fine del suo vangelo, levangelista ritorna con un brano molto importante che tutti
quanti conosciamo, quello dei discepoli di Emmaus, ritorna con questo brano con
limmagine della eucarestia. C un dato di fatto che pu sembrare sconcertante,
purtroppo vero e si vede da tutti i vangeli: i discepoli di Ges sono pi delusi della sua
resurrezione che della sua morte. Come possibile questo? E possibile! Se Ges era
morto significa che si erano sbagliati, si trattava soltanto di aspettare un altro messia. Se
invece, mannaggia, Ges era davvero risuscitato significa che non c da aspettarsi un
altro messia. Ma allora se non c da aspettarsi un altro messia, tutti quei sogni di gloria
del popolo di Israele, di dominio sugli altri popoli, di ricchezza, allora, allora vanno a farsi
benedire perch Ges non ha parlato di tutto questo.
Quindi dai vangeli traspare pi delusione per la resurrezione di Ges che per la sua morte.
Vediamo allora come lo esprime il vangelo di Luca nel capitolo finale.
Il pane spezzato Lc. 24,13-35
13 Ed ecco in quello stesso giorno ( il giorno della resurrezione) due di loro erano in
cammino per un villaggio. Quando nei vangeli incontriamo lespressione villaggio,
significa sempre che il brano allinsegna della incomprensione della novit portata da
Ges perch il villaggio il luogo della tradizione, il luogo dove vige limperativo: si
sempre fatto cos, il luogo dove si attaccati al passato, il villaggio il posto dove le
novit vengono sempre viste con sospetto e rifiutate.
Quindi ogni volta che nei vangeli troviamo lespressione villaggio una chiave tecnica, che
impone levangelista come abbiamo visto con il termine in disparte in Matteo per indicare
al lettore: attento, perch adesso il brano allinsegna dellincomprensione.
Cos il lettore? I vangeli, e questo doveroso dirlo anche se lo abbiamo gi detto altre
volte, i vangeli paradossalmente non sono stati scritti per essere letti dalla gente, perch la
gente non sapeva leggere, la gente nella gran parte era analfabeta. I vangeli sono delle
opere darte letteraria e teologica, composte dal teologo, dal sapiente della comunit che
scriveva in questa maniera ricca, cifrata perch poi andava comunicata a unaltra
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comunit dove non veniva letto dalla gente. Se gli evangelisti avessero voluto scrivere
unopera che la gente doveva leggere avrebbero usato un altro stile letterario, ma nella
comunit cera il lettore. Il lettore non significa colui che sapeva leggere, ma significa il
teologo della comunit che interpretava questo vangelo alla sua comunit. E come faceva
a interpretarlo? Lo interpretava grazie a quelle chiavi di lettura che levangelista, lautore
mette e che sono una chiara indicazione su come va interpretato il brano.
Qui per esempio vedo il villaggio e tecnicamente lo so, tutte le volte che nei vangeli c
villaggio, il brano che segue allinsegna della incomprensione o addirittura dellostilit.
Erano in cammino per un villaggio
di nome Emmaus. Ah, ecco dove vanno! E importante, perch vanno a Emmaus? A
Emmaus, un paio di secoli prima cera stata una grande battaglia guidata da Giuda
Maccabeo (che troviamo nei libri dei Maccabei) contro i pagani che erano stati sconfitti.
Era la vittoria del popolo di Israele che era sottomesso contro i pagani e li aveva sconfitti.
Ebbene, in questo libro dei maccabei si legge che allora tutte le nazioni sapranno che c
chi riscatta e salva Israele. Allora Emmaus il luogo della speranza, del Dio che libera
Israele, della sconfitta dei pagani. Quindi Emmaus ricorda due cose: sconfitta dei pagani e
liberazione di Israele. Ecco dove vanno i discepoli, loro sono rimasti delusi da Ges.
Ges, hai voglia a predicare il regno di Dio! Loro in testa hanno il regno di Israele. Quando
negli atti degli apostoli troviamo la pagina tragicomica di Ges che visto che i suoi
discepoli non hanno capito assolutamente niente, li prende in disparte e per 40 giorni
(quindi non una 2 giorni biblica), 40 giorni Ges che risuscitato e quindi riconoscono la
condizione divina, per 40 giorni parl loro di che cosa? Del regno di Dio. Oh!.. anche le
pietre lo avrebbero dovuto capire, ma lideologia religiosa quando si radica nelle persone
rende il cervello pi duro di quello delle pietre.
Dopo 40 giorni, uno dei discepoli dice: ma il regno di Israele, quand che lo restauri?
Perch questo che loro si aspettano. Ges parla del regno di Dio e loro hanno in testa il
regno di Israele, il regno di Davide. Ma Ges non venuto a risuscitare il defunto regno di
Davide, ma a inaugurare il regno di Dio, cio un regno senza confini perch lamore non
tollera confini. Ecco perch loro rivanno a Emmaus nella speranza di gloria, di dominio del
futuro messia quando verr (visto che questo non era il messia) contro i pagani. Erano in
cammino per un villaggio di nome Emmaus
distante circa 11 km da Gerusalemme 14 e conversavano tra di loro di tutto quello
che era accaduto. Sono delusi, sono amareggiati. 15 Mentre conversavano e
discutevano insieme, Ges in persona si avvicin e cammin con loro, 16 ma i loro
occhi erano impediti a riconoscerlo. Come mai non lo riconoscono? Perch vanno
indietro, tornano verso il passato. Ges la manifestazione visibile di quel Dio che fa
nuove tutte le cose. Solo chi si mette in sintonia con la lunghezza donda del Dio che fa
nuove tutte le cose, pu percepire Dio presente nella propria vita. Chi guarda con
nostalgia al passato, chi guarda con rimpianto al passato, chi crede che i tempi passati
fossero i migliori, non pu vedere Dio, perch Dio sempre avanti, sempre verso il
nuovo, verso il futuro.
Chi si rifugia nel passato, specialmente nella sfera della religione potr essere una brava
persona pia, religiosa, ma non far mai lesperienza del Signore perch il Signore apre al
nuovo, fa nuove tutte le cose.
17 Ed egli disse loro: che cosa sono tutti questi discorsi che state facendo fra di voi
camminando? Si fermarono col volto triste. 18 Uno di loro, di nome Cleofa, il nome
tutto un programma. Cleofa labbreviazione di Cleopatros che significa dal padre
glorioso, illustre, perch questo che loro vogliono, vogliono la gloria, vogliono
limportanza. E Cleofa
Rispondendo dice: solo tu sei forestiero a Gerusalemme, non sai ci che vi
accaduto in questi giorni. 19 Domand loro: che cosa? Gli risposero: ci che
riguarda Ges il nazareno che fu (ecco la prova che non hanno capito assolutamente
niente di Ges) profeta potente in opere e parole davanti a Dio e a tutto il popolo.
22

Non hanno capito assolutamente niente sullidentit di Ges; per loro Ges lo stesso di
quello che pensa la gente, un profeta, un inviato da Dio. Non hanno capito che con Ges
non hanno di fronte un inviato da Dio, non hanno di fronte un profeta di Dio, hanno di
fronte Dio. Ma questo per loro incomprensibile, incomprensibile perch (e qui forse la
responsabilit di Ges) Ges ha scelto la strada pi difficile per manifestarsi. Se Ges si
fosse presentato come un uomo che per le sue capacit straordinarie, per le sue doti
eccezionali si era innalzato fino a raggiungere la condizione divina, questo sarebbe stato
accettato e compreso a quel tempo, e anche da noi oggi perch a quellepoca tutti coloro
che detenevano un potere si consideravano di condizione divina.
Era unepoca in cui nessuno metteva in dubbio che il faraone (il faraone chi era?) era un
dio. Limperatore chi era? Era un dio o un figlio di dio. Tutti coloro che stavano in alto,
quindi faraoni, imperatori, re, principi erano di condizione divina. Ecco perch la smania
degli uomini di salire in alto perch dal momento che sei in alto hai la condizione divina.
Allora Ges poteva presentarsi come un uomo che per le sue qualit straordinarie, una
capacit unica, sconosciuta, inedita damore si era innalzato tanto al di sopra degli altri
fino ad entrare nella condizione divina. Sarebbe stato compreso e accettato.
Ges invece no, Ges ha scelto la strada difficile, Ges ha scelto (cosa ha scelto Ges?)
di mostrarsi come un Dio che si fatto uomo. E questo inammissibile, non un uomo che
sale ed entra nella condizione divina, ma un Dio che scende ed entra nella condizione
umana e questo intollerabile, inaccettabile. Quindi nessuno ha capito che in Ges si
manifesta il volto umano di Dio, per loro un profeta. E continua Cleofa:
20 come i capi dei sacerdoti (ed grave quello che dice..) e le nostre autorit lo hanno
condannato a morte e lo hanno crocefisso. Hanno condannato a morte il vostro
maestro come un criminale e voi le chiamate ancora le nostre autorit? Quindi non hanno
rotto con quel sistema. Sanno che ingiusto, indubbiamente, ma il sistema radica
talmente nelle persone che anche quando le sottomette, anche quando le fa soffrire
talmente radicato il potere che queste persone riconoscono questo potere, un potere
ingiusto, un potere che va contestato, ma sempre un potere.
Qui Cleofa, uno dei discepoli di Ges, parla di quella associazione criminale di sommi
sacerdoti, di scribi e farisei come delle nostre autorit, riconosce in loro il potere. Ed ecco
la delusione:
21 Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele, ecco la loro
speranza, il liberatore di Israele. Per questo dicevo sono pi delusi della resurrezione di
Ges che della sua morte. Quella era unepoca nella quale ogni tanto appariva una
persona, si dichiarava il liberatore di Israele, il messia, radunava qualche centinaio di
persone, si rivoltavano contro i romani e ogni volta era un bagno di sangue, una strage
incredibile. Trovate negli atti degli apostoli 5,36-37 il riferimento a Giuda, il Galileo, galileo
come Ges o a Tuda, a unaltro. E allora: noi speravamo che fosse colui che avrebbe
liberato Israele,
con tutto ci sono passati 3 giorni (il 3 significa il tempo completo) da quando queste
cose sono accadute. E poi a giustificarsi:
22 ma alcune donne delle nostre ci hanno sconvolti, si sono recate al mattino alla
tomba 23 e non avendo trovato il suo corpo sono venute a dirci di aver avuto anche
una visione di angeli i quali affermano che egli vivo. Quindi narrano a Ges che
alcune donne gli hanno detto che Ges vivo. Ma perch non dicono che loro non hanno
creduto a queste donne? Quando le donne sono andate dal resto degli apostoli, dei
discepoli, a dire che il sepolcro era vuoto, non hanno creduto perch dice Luca: quelle
parole parvero loro come un vaneggiamento.
Ges ancora una volta sceglie la strada pi difficile: la donna costituzionalmente
inadatta ad essere testimone perch costituzionalmente bugiarda. E questo da cosa
deriva? Deriva da quando Dio apparve ad Abramo e alla sua sposa Sara ed annunzi loro
che avrebbero messo al mondo un figlio e Sara si scompisci dalle risate; il marito
bacucco, lei ormai un pezzo... e ride. Il Padre eterno permaloso le chiede: Sara hai riso?
23

E la poveretta cosa volete che dica? No, non ho riso! E una piccola bugia, il Padre eterno
se l legata talmente al dito che da quella volta non ha pi rivolto la parola a nessuna
donna. E per questo motivo le donne erano considerate costituzionalmente bugiarde e la
testimonianza di una donna non era valida.
Ebbene Ges, per fare annunziare la sua resurrezione chi usa? Delle donne, cio delle
persone non credibili. Quindi abbiamo il disorientamento che ha preso la comunit di
Ges. I discepoli si disperdono e lo cercano entrambi (le componenti di questa comunit)
nei luoghi dove non si trova. I maschi si rifugiano nella storia, Emmaus il passato glorioso,
e nel passato non si pu trovare il Signore che fa nuove tutte le cose.
Le donne, le donne cosa fanno? Le donne lo vanno a piangere come un morto, vanno al
sepolcro. Ma in questo vangelo che si trovano due uomini in abiti splendenti che le
fermano, bloccano e dicono: perch cercate tra i morti chi vivo? Questo un messaggio
molto importante che riguarda anche noi per il nostro rapporto con i nostri cari. Dobbiamo
decidere: o piangiamo i nostri cari come morti, o li sperimentiamo come viventi, non
sono possibili entrambe le situazioni.
Quindi la comunit si disperde. Chi lo ricerca tuffandosi nei sogni di gloria del passato, chi
lo ricerca nel luogo dei morti, ma n nei morti, n nel passato c il Signore che
risuscitato.
24 Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le
donne, ma lui non lhanno visto. Appunto, non lhanno visto perch non si pu cercare
tra i morti colui che vivo. Nel vangelo di Giovanni c una immagine molto bella: c
Maria di Magdala che piange, singhiozza rivolta verso la tomba di Ges e non si accorge
che invece Ges era dietro, dietro di lei, vivo. Ma lei non poteva vederlo perch lei piange
il morto nella tomba e non si accorge che Ges era vivo dietro di lei. Soltanto quando
Maria di Magdala comincia a voltarsi si accorge che quello che lei piangeva come un
morto in realt era l vivo e vivificante.
Ed ecco Ges comincia la sua lezione molto dura.
25 Disse loro: stupidi!... so che i traduttori cercano di addolcire le espressioni forti di
Ges, ma non si possono addolcire. I traduttori normalmente mettono stolti, ma chi di noi
dice a un altro stolto? Stolto significa stupido, una espressione molto pi forte. Vi
immaginate noi che quando litighiamo o rimproveriamo qualcosa: stolto, stoltino,... stupido!
lenti di cuore (il cuore nella cultura ebraica non la sede degli affetti, ma la mente, lenti
di comprendonio, testa dura...)
a credere in tutto ci che hanno detto i profeti, 26 non bisognava che il Cristo
patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria? Ed ecco questo passaggio
importantissimo, importantissimo per noi come studiosi della scrittura, per tutti come lettori
della bibbia e della parola di Dio, un passaggio importantissimo...
27 e cominciando da Mos e da tutti i profeti spieg loro attraverso le scritture,
quello che lo riguardava. Qui il verbo spiegare, letteralmente interpret, il verbo
iermeneu da cui deriva una parola tecnica: ermeneutica. Lermeneutica cos? E la
tecnica di interpretazione dei testi, quindi Ges interpreta loro tutte le scritture, e ci che si
riferiva a lui. E importante questa indicazione di Ges: la scrittura non va letta, ma va
interpretata.
Occorre, ripeto una parola tecnica, io non uso mai parole complicate, ma qui necessario,
il termine tecnico ermeneutica che la tecnica di investigazione di lettura dei testi. La
scrittura non va letta, va interpretata. E come si comprende? Ges ne d lindicazione:
soltanto quando nella propria esistenza si posto il valore delluomo come lunico
valore assoluto, importante, si comprende la sacra scrittura, altrimenti no, altrimenti
si pu leggere, imparare a memoria, pure predicare, ma non si capisce.
Ma anche gli scribi leggevano la stessa bibbia di Ges eppure gli erano contro. Anche i
farisei studiavano tutto il giorno la scrittura, ma non la capivano. Allora questo il rischio
anche nostro: se non mettiamo come il criterio interpretativo della parola di Dio il bene
delluomo, non la comprendiamo. Perch Ges a questi discepoli gliela deve interpretare,
24

spiegare, cominciando da Mos a tutti i profeti, cio tutta la bibbia conosciuta a


quellepoca? Perch loro non avevano messo il bene delluomo come valore assoluto, ma
la supremazia di Israele, il bene del popolo.
Ebbene, no, lunico criterio che ci permette di interpretare la scrittura e di comprenderla il
bene delluomo. Quando viene posto il bene delluomo come criterio interpretativo,
ebbene questa scrittura non solo si riesce a comprendere, ma il suo messaggio
diventa universale, comprensibile a tutti perch il bene delluomo lamore e
lamore compreso in tutte le culture. Mentre la dottrina pu dividere, lamore
unisce. Una carezza, una carezza, non ha bisogno di essere spiegata, una carezza
compresa dal nord al sud, dallest allovest. Una formula dottrinale risente dei limiti del
contesto culturale nel quale nata.
28 Quando furono vicini al villaggio, dove erano diretti (loro vanno verso il vecchio,
vanno verso il passato) egli fece come se dovesse andare pi lontano. Ges va verso il
nuovo, Ges non va verso il passato.
29 Ma essi insistettero: resta con noi perch si fa sera e il giorno ormai al
tramonto. Ma il giorno della resurrezione di Ges il giorno che non avr mai il tramonto.
Ebbene egli entr per rimanere con loro. Ma attenzione levangelista non dice nel
villaggio, rimanere con loro, ma non nel villaggio. Ed ecco il momento importante nel quale
si rivela limportanza delleucarestia:
30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, benedisse, lo spezz e lo diede loro.
gli stessi gesti dellultima cena. Ges con questi discepoli prende il pane, lo spezza, gli
stessi gesti che ha fatto nellultima cena quando prendendo il pane disse: questo sono io.
E Ges, il figlio di Dio che si fa pane, alimento di vita e si spezza per essere condiviso.
31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Quello che rende riconoscibile
Ges il pane che viene benedetto, spezzato e condiviso.
Ma egli si rese invisibile. Alcune traduzioni riportano erroneamente: ma egli spar dalla
loro vista, no, Ges non sparisce, si rende invisibile perch lunica maniera ora per essere
visibile un pane. Quando un pane viene benedetto, spezzato e condiviso, quella
lunica forma con la quale si rende visibile Ges. Non c un privilegio per le comunit dei
credenti di quellepoca, ma una possibilit per tutti. Lesperienza del Cristo risuscitato non
stato un privilegio riservato 2000 anni fa a un piccolo gruppo di persone, ma una
possibilit per i credenti di tutti i tempi.
Ogni volta che noi questo pane lo benediciamo.. (benedire, come dicevo, significa
riconoscere che dono ricevuto e come tale va condiviso per moltiplicare gli effetti della
creazione con le persone) quando il pane viene benedetto e spezzato per condividerlo con
gli altri, l si rende visibile Ges. Quindi ecco che Ges si rende invisibile nel momento che
lo riconoscono nello spezzare del pane.
32 Ed essi dissero lun laltro: non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli
conversava con noi lungo la via quando ci spiegava le scritture? Ricordate allinizio:
sono lenti di cuore, adesso il loro cuore arde. La teologia, la spiritualit, le verit non si
fanno da un pulpito, non si fanno dalla cattedra, ma si fanno a tavola. La migliore teologia
nasce dalla condivisione del pane. Quando il pane viene condiviso, questa la vera
teologia, quella che riesce a far comprendere alle persone.
33 Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme dove trovarono gli 11 e
gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: davvero il Signore apparso a
Simone 35 ed essi narravano ci che era accaduto lungo la via e come lavevano
riconosciuto nello spezzare del pane. Luca lunico evangelista che nella narrazione
della cena del Signore attribuisce a Ges le parole: fate questo in memoria di me. Ecco
che allora i discepoli quando Ges ha preso il pane e lo ha spezzato lo riconoscono. Dice:
come lo avevano riconosciuto nello spezzare del pane, quindi si aprono loro gli occhi, cio
ritorna loro la memoria.
Quindi un brano molto importante, anche questo riguarda leucarestia. Nelleucarestia,
nel momento in cui il pane si benedice, si spezza e viene condiviso per essere accolto, per
25

far s poi che chi lo accoglie sia capace di fare della propria vita alimento di vita per gli
altri, quella lunica maniera nella quale si rende visibile la presenza del Signore.
Pane e companatico Gv. 21,1-14
Abbiamo detto che tutti i brani che hanno come componente un pranzo, una cena, un
mangiare hanno sempre un significato che si rif alleucarestia. Vediamo adesso un
brano, che unico di Giovanni, la finale del vangelo di Giovanni; il cap. 21. Scrive
levangelista:
1 Dopo questo (la resurrezione) Ges si manifest di nuovo ai discepoli sul mare di
Tiberiade. la terza volta, ricordo il numero tre significa manifestarsi quindi
definitivamente, completamente, Perch levangelista cita Tiberiade ed la terza volta che
appare nel vangelo? Le prime due volte era stato in relazione allepisodio della
condivisione dei pani quando aveva scritto: Ges pass allaltra riva del mare di Galilea,
cio Tiberiade e una gran folla lo segu, oppure altre barche erano giunte da Tiberiade
vicino al luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie.
Il verbo rendere grazie, ringraziare in greco eucaristeo da cui la parola eucarestia.
Quindi levangelista per la terza volta parla di Tiberiade il che significa (abbiamo prima
detto prima quelle tecniche che lautore mette per agevolare il lettore nellinterpretazione) il
fatto che abbia messo Tiberiade significa: attento che qui tutta la narrazione riguarda
leucarestia.
E si manifest cos. 2 Erano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo,
Natanaele di Cana di Galilea, quelli di Zebedeo e altri due discepoli. Levangelista ha
interesse a presentare la cifra 7 che indica la totalit. Quindi non che necessariamente
erano presenti questi discepoli, significa tutta la comunit, la totalit dei discepoli
presente in questo momento.
3 Disse loro Simon Pietro: io vado a pescare. Ges aveva dato il mandato ai suoi
discepoli perch andiate, ma ancora una volta questo discepolo caparbio, testardo, che
ha tradito Ges il protagonista, lui che decide. Non ha ancora capito che non lui che
pu indicare la via degli altri. Ancora una volta questo discepolo prende una iniziativa da
solo. Dice: io vado a pescare, e quello che pi drammatico,
gli dissero: veniamo anche noi con te. Quindi il distintivo di Simone quello di prendere
liniziativa sempre da solo e mai comunitariamente, e il gruppo purtroppo lo segue.
Quando lazione non comunitaria, ma individualista, il risultato sempre fallimentare
come verr adesso esplicitato.
Limmagine della pesca nei vangeli indica lattivit della comunit cristiana. Ges aveva
detto: vi ho costituito perch andiate e portiate frutto. Allora io vado a pescare e gli
dissero: veniamo anche noi con te.
Allora uscirono e salirono sulla barca ma in quella notte non presero nulla. Ges
aveva detto che viene la notte quando nessuno pu lavorare. Loro vanno a lavorare di
notte. Non soltanto la notte che riguarda le ore del giorno, la notte lassenza di luce, la
mancanza di Ges. Ebbene, interessante notare che nei vangeli i discepoli non riescono
mai a prendere un pesce senza lintervento o laiuto di Ges, hanno seguito Pietro e non
hanno preso assolutamente niente.
4 Quando era gi mattina, quindi quando incomincia la luce e in questo vangelo Ges si
era presentato come luce del mondo,
stette Ges verso la riva, per i discepoli non sapevano che era Ges. Mentre la
notte indica lassenza di Ges, la luce del mattino indica la presenza di colui che ha
qualificato se stesso di luce del mondo, quindi il far del giorno ne segnala la presenza,
una presenza che i discepoli per fanno difficolt a percepire. Non riconoscono; ancora
una volta la difficolt dei discepoli di riconoscere Ges risuscitato.
5 Allora dice loro Ges: figlioli.... un termine molto delicato, meno di come si era
rivolto nel momento della cena quando li aveva chiamati con tenerezza figliolini miei, qui li
chiama soltanto figlioli perch non lo riconoscono. E chiede Ges:
26

non avete del companatico? Cos il companatico? Quello che si aggiunge al pane per
dargli sapore. Nella cultura dellepoca, il companatico era del pesce, pesce arrosto, pesce
secco da mettere sul pane. E importante letto in un contesto eucaristico latteggiamento di
Ges. Abbiamo detto che Ges si offre come pane, questo pane non viene dato come un
premio, ma come un regalo, ma si esige poi una adeguata risposta e comportamento da
parte di chi lo riceve. Quale il significato di Ges? Ges, vedremo poi si offre come
pane, come amore, ma chiede a chi lo riceve di avere un amore simile a quello che lui
offre.
Per cos rendere pi facile la comprensione di questo brano, immaginate che nel momento
di distribuire leucarestia a chi viene io dico: questo il pane, hai qualcosa da metterci
sopra per dargli sapore? Cio questo amore incondizionato, hai un gesto damore che
gli d ancora pi sapore? Questo il perdono incondizionato, hai perdonato ultimamente,
hai condiviso generosamente? Quindi il pane che Ges ci d richiede da parte nostra di
metterci il companatico. Lui ci offre amore, ma esige una risposta poi damore non verso di
s, ma verso glia altri.
Gli risposero: no. E Ges non glielo d. Immaginate sempre per fare la scena
delleucarestia quando io prendendo questo pane e dandolo a una persona dico: hai un
perdono ultimamente fatto? No, non ho perdonato. Allora non te lo do, vai a perdonare e
poi dopo te lo do. Quindi rispondono no e Ges non gli d il pane,
6 Ma egli disse: gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. Quindi li
manda di nuovo a pescare non pi seguendo Pietro e non hanno preso niente, ma
accogliendo la sua parola, il suo messaggio.
La gettarono e non potevano pi tirarla su per la moltitudine di pesci. e qui
levangelista, sempre la tecnica, sono le chiavi di lettura per facilitare la comprensione
del brano, usa un termine che non si adopera se non per le persone e non si adopera in
questo caso per i pesci. Usa il termine: una moltitudine di pesci.
Perch levangelista adopera questa espressione che ha usato soltanto una volta,
moltitudine? La moltitudine nel cap. 5 era stata usata per indicare lenorme folla di persone
che erano nella piscina di Betesda dove Ges guarisce la persona invalida e queste
persone ammalate; questi infermi nella piscina erano ciechi, zoppi e paralitici e giacevano
sotto i 5 portici, immagine della legge della piscina di Betesda. Erano limmagine del
popolo di Israele che era carente di vita. Erano ciechi perch la religione aveva tolto loro la
vista e impediva a loro di scorgere il volto di un Dio che amore. Erano zoppi, perch la
religione aveva impedito loro libert e capacit di movimento ed erano, il termine
adoperato dallevangelista per paralitici inariditi, come la visione delle ossa inaridite
che troviamo nel libro di Ezechiele, cio listituzione religiosa aveva succhiato la vita.
Ebbene questa la moltitudine. Allora il fatto che quando la comunit va a pescare
seguendo la parola di Ges, quel frutto una moltitudine di pesci, molto
importante. Sono queste categorie di persone perch erano ciechi, zoppi, rinsecchiti,
erano esclusi dal tempio (vedete ritorna quello che abbiamo visto prima col vangelo di
Luca) a queste categorie di persone che si deve dirigere la comunit cristiana nella sua
attivit. Non andate dalle persone religiose che sono refrattarie a questo annunzio, non
andate dalle persone pie, sono gi a posto, ma andate da chi?
Andate da quelli che sono stati allontanati, quelli che sono stati emarginati, quelli che sono
stati disprezzati, sono costoro i primi ai quali la comunit si deve dirigere per trasmettere
vita. Come Ges restitu la pienezza di vita allinvalido, cos i discepoli devono
trasmettere vita e rendere gli uomini pienamente liberi, quindi sono gli emarginati,
gli esclusi dalla religione, quelli che hanno la necessit urgente dellannuncio della
buona notizia di Ges. Sono le persone invisibili.
Sapete noi, ci sono dei sistemi di difesa che abbiamo, per cui noi alcune persone non le
vediamo, non ci accorgiamo della loro esistenza. Sono persone che profondamente
disprezziamo perch ci fanno ribrezzo per la loro condizione, per la loro situazione di vita
e noi anche camminando non li vediamo, li guardiamo ma non li vediamo. Sono le
27

persone che sono invisibili, non ci appartengono. Allora compito della comunit cristiana
far sentire persone questi esseri invisibili, questi che nessuno guarda, e se qualcuno li
guarda, li guarda con gesto ripugnante, di disprezzo, sono questi che hanno bisogno
essere guardati con amore, di essere guardati con rispetto perch riscoprano la loro
dignit.
Ricordiamo sempre in Luca la parabola del ricco e di Lazzaro, il ricco viene condannato
non perch era malvagio, non perch si comportava male nei confronti del popolo, ma
semplicemente perch ne ignorava lesistenza. Lui viveva in un suo mondo fatto di lusso,
di agi e non si era accorto che alla porta della sua casa cera un mendicante. Non che il
ricco quando usciva prendeva a calci nel sedere il mendicante, il ricco non viene definito
cattivo, malvagio. Il ricco non si accorto della presenza del mendicante se non quando
ne ha avuto bisogno. Quando era nel profondo del regno dei morti, allora l si rende conto
che aveva lui bisogno di Lazzaro.
Allora linvito di accogliere la parola di Ges per andare a tirar fuori una moltitudine di
pesci questo: andate verso i disprezzati, andate verso i lontani e gli allontanati, andate
verso gli invisibili, l la pesca sar abbondante altrimenti, altrimenti farete la fine di Paolo.
Paolo ha ricevuto da Ges un mandato chiaro: tu devi andare ad annunziare questo
messaggio ai gentili, termine che indicava i pagani. E cosa faceva Paolo? Andava dai
gentili, ma prima di tutto andava a predicare nelle sinagoghe degli ebrei. Botte, arrestato,
rischiano di fargli la pelle... lui a un certo momento dice: dovunque vado mi aspettano
persecuzioni e guai! E ci credo, te ne vai in cerca! Chi ti ha detto di andare a predicare agli
ebrei? Il Signore a te, il mandato che ti ha dato quello di andare dai pagani, non dagli
ebrei, non ci devi andare da loro. Loro sono persone religiose che hanno i loro culti, le loro
tradizioni, stanno cos, ti vedono come un attentato alla loro sicurezza. Ecco tutti i guai a
cui sei andato incontro, tu vai verso i pagani, l che trovi la pesca!
Allora il vangelo di Giovanni si chiude con una maniera eloquente: noi come comunit
cristiana, come comunit eucaristica, dobbiamo orientare tutta la nostra missione
verso le persone invisibili. Ripeto, purtroppo, e ci mettiamo tutti insieme, ci sono
persone che noi non vediamo, non vediamo perch le disprezziamo. Se proviamo a
guardarle, farle sentire persone, vedremo come veramente c la moltitudine di pesci che
raccogliamo.
7 Dice allora il discepolo, quello che Ges amava... nel vangelo di Giovanni c un
personaggio anonimo. Quando c un personaggio anonimo non lecito battezzarlo
perch se noi lo battezziamo, significa che lo facciamo diventare un personaggio storico,
individuabile, al quale andare con ammirazione se non con invidia. Ma, se levangelista
voleva farci conoscere un personaggio del genere, lo presentava col suo nome. C un
discepolo nel vangelo di Giovanni che non ha nome e mai gli viene posto. Lunica
caratteristica : il discepolo che Ges amava, che non un amore preferenziale di Ges
verso uno dei suoi discepoli, il cocco di Ges, no.
La relazione normale di Ges con i suoi discepoli lamore. Ges amava Lazzaro e
amava Marta e amava Maria, quindi il fatto che Ges ama questo discepolo significa che
la relazione normale che Ges ha con i suoi discepoli. Eil primo a seguire Ges, lo segue
sempre, gli intimo nella cena, disposto a farsi pane per gli altri e mettere la propria vita a
servizio degli altri. Per questo presso la croce di Ges, non per consolare il povero
maestro in croce, ma perch disposto a fare la sua stessa fine, ha accettato la croce (il
mandato di cattura era per tutto il gruppo di Ges) e per questo, sar il primo, adesso
vedremo, a riconoscerlo risuscitato. Dice allora il discepolo, quello che Ges amava
a Pietro: il Signore! Chi ha lesperienza dellamore quello che per primo riesce a
percepire la presenza del Signore nella sua vita, quindi solo questo discepolo in quanto
amato dal Signore, fa esperienza del suo amore riesce a percepirne la presenza. Chi ama
riesce a percepire i segni dellamore. E qui stiamo a vedere adesso che azione
incongruente fa Pietro.
28

Simon Pietro appena ud che era il Signore, si cinse la veste perch era nudo e si
gett in mare. E qui Pietro fa qualcosa che non ha senso: era nudo e si veste per buttarsi
in acqua. Doveva fare il contrario, siccome era vestito si tolse la veste per tuffarsi in
acqua. E assurdo che una persona che nuda nel lavoro per buttarsi in acqua si mette la
veste. Ma abbiamo detto che gli evangelisti non vogliono trasmetterci una cronaca, ma
una teologia, non dei fatti, ma delle verit, quindi lazione di Pietro pu sembrare
incongruente da punto di vista logico, uno che si veste per gettarsi in mare. Ma lazione di
Pietro qui ricorda quella di Ges durante la cena quando Ges si cinse con un asciugatoio
come segno di servizio.
Pietro era nudo perch? Perch lui non aveva accettato questo servizio. Quando Ges
lav i piedi ai suoi discepoli e arriv a Pietro, Pietro rifiut. Perch? Perch forse era il solo
ad aver capito le conseguenze di quel gesto. Pietro come abbiamo visto vuole essere il
leader del gruppo. Allora lui pensa: se Ges che il capo, il maestro lava i piedi a me
(abbiamo visto che un servizio sgradevole) e vuoi vedere che dopo a me tocca lavare i
piedi agli altri, ma per carit, io non ci penso minimamente, e allora Pietro rifiuta, vuole
fare un rito religioso, una purificazione. Ma Ges dice: se non ti fai lavare non avrai nulla a
che fare con me.
Ecco perch Pietro nudo, non ha il distintivo del credente che quello del servizio. Chi
non accetta di farsi lavare i piedi da Ges perch poi non vuole lavarli agli altri e Pietro
in questo senso nudo, quindi non aveva labito distintivo del servizio, per questo la sua
pesca, la sua attivit, stata infruttuosa. Allora incomincia la graduale comprensione di
Pietro di Ges.
8 Ma gli altri discepoli invece vennero con la barca trascinando la rete piena di pesci
perch non erano lontani dalla terra se non un centinaio di metri. La barca
espressione di una comunit, dellattivit cristiana. Il resto del gruppo non imita il gesto di
Pietro perch ha gi accettato il gesto di servizio di Ges e nella barca che immagine
della comunit portano il risultato del lavoro che frutto dellascolto e della parola di Ges.
Quando la parola di Ges viene comunicata ai lontani, la barca piena di pesci.
9 Appena scesi a terra videro della brace con un pesce e sopra un pane. La prima
cosa che il gruppo vede giungendo a terra una espressione di servizio e damore di
Ges che gi aveva preparato il pranzo per loro. Ges non il signore che si fa servire,
ma il servo che si mette al loro servizio. Lui ha preparato della brace con del pesce e del
pane. Se prima aveva chiesto ai discepoli se avevano il companatico, adesso lui stesso
che offre sia il pane che il companatico.
Ricordate: Ges dona molto di pi di quello che noi possiamo dare. Tanto pi grande sar
la nostra risposta damore agli altri quanto pi grande sar lofferta damore da parte di
Dio. Ges aveva chiesto: avete il companatico? No, se non ce lhanno li manda di nuovo a
pescare. Ma quando tornano non hanno bisogno del companatico, Ges che si offre
come pane e companatico. Pane e pesci sono lo stesso alimento che il gruppo dei
discepoli aveva condiviso nella seconda Pasqua immagine delleucarestia. Ebbene, solo
dopo aver prodotto frutto, cio pesci, immagine del dono agli altri, incontrano il pane che
Ges ha preparato.
Quindi limmagine quella eucaristica: il dono di Ges che rende capaci di donarsi, di
amare. Ai discepoli impegnati nella missione, Ges offre un alimento che li ristora e
comunica nuova forza per ulteriore attivit. Questo il significato delleucarestia. Quindi
nelleucarestia il dono di Ges rende i suoi discepoli capaci di amarsi gli uni gli altri. E
quanto levangelista gi aveva espresso nel prologo parlando di un amore che risponde al
suo amore.
10 Dice loro Ges: portate un po di pesce che avete preso ora. 11 Allora Simon
Pietro trasse a s la rete che aveva 153 grossi pesci. Non sappiamo il significato di
questa cifra, ci sono tante spiegazioni, nessuna convincente, quindi non vi dico.
Probabilmente c un significato perch tutto ha un significato nei vangeli, ma questa un
po la croce degli interpreti. Non c a tuttoggi una spiegazione convincente del numero
29

153. Ci sono le spiegazioni pi astruse, pi strampalate, ma nessuna convincete, quindi


non lo sappiamo.
E bench fossero tanti la rete non si lacer. 12 Dice loro Ges: venite a mangiare.
Ges non si presenta come un padrone, non dice (il maestro lo avrebbe potuto
pretendere) portate da mangiare, ma si presenta come un amico: venite a mangiare.
Quindi in Ges i tratti del padrone vengono completamente cancellati.
Ges Dio e Dio amore che si mette a servizio degli altri.
E nessuno dei discepoli osava domandargli chi sei perch sapevano che era il
Signore. E nellamore che si fa dono che si percepisce la presenza del Signore. Il
messaggio identico a quello che abbiamo visto prima di Emmaus, le formule per
rappresentarlo sono diverse. Nellamore che si fa dono, l si percepisce la presenza del
Signore. Nessuno gli chiede chi sei perch hanno capito che il Signore. Quindi al
termine del lavoro dei discepoli, Ges non si presenta come un padrone al quale dover
rendere conto, non chiede: portate da mangiare, ma si presenta come un amico che li
accoglie e offre il suo contributo perch si ristorino e si rafforzino: venite a mangiare.
Quindi levangelista allude ancora una volta alleucarestia dove Ges si mette a servizio
dei suoi. Nellamore che si fa dono si percepisce la presenza del Signore. Quando il pane
ricordate, viene benedetto, spezzato e condiviso, l il Signore invisibile si rende visibile. Da
notare ancora una volta, sia nel brano precedente come in questo, nessuna lavanda delle
mani, nessun lavaggio rituale delle mani. Non bisogna purificarsi per partecipare alla
cena, ma la cena quella che purifica. E terminiamo, allora
13 Ges viene, ed ecco i gesti delleucarestia, prende il pane e lo d loro, e cos pure il
pesce. esattamente come gli altri vangeli abbiamo la narrazione della cena del Signore,
Quindi la scena viene descritta con verbi al presente per indicare lattualit. E
nelleucarestia che Ges continuamente viene come dono damore gratuito del Padre alla
comunit, continuamente si rinnova e si presenta. E conclude
14 Questa era la terza volta definitiva che Ges si manifestava ai discepoli
risuscitato dai morti. Il fatto che sia la terza volta, la definitiva, significa che non ci
saranno altre manifestazioni di Ges se non nel pane che viene benedetto, spezzato e
condiviso con gli altri. Questo il significato delleucarestia.
L'ultima trasgressione, la cena del Signore. Mt.26,26-30
E entriamo proprio nella centralit del tema svolto, quello delleucarestia, tema che pone
subito un problema. Perch gli evangelisti non ci hanno trasmesso le parole e i gesti esatti
che Ges ha compiuto in quella cena? Se noi vogliamo sapere: ma quando Ges ha
preso il pane, che cos che ha detto? Quando poi Ges ha preso il calice e lha offerto,
cos che ha detto? Possibile che gli apostoli e i discepoli non si siano ricordati delle
espressioni e dei gesti che hanno accompagnato lultima cena di Ges?
Ebbene noi siamo nella condizione di non sapere quello che Ges ha detto e fatto perch
dellultima cena abbiamo 4 versioni luna differente con laltra. In passato queste differenze
dei vangeli si spiegavano in una maniera che a noi oggi fa un po sorridere, era una
maniera un po ingenua. Sapete che tra un vangelo e laltro ci sono grandi differenze.
Per esempio se uno voleva sapere: ma Ges, le beatitudini, quante ne ha pronunziate e
dove? Se leggiamo il vangelo di Matteo si legge che Ges sal su il monte e l proclam 8
beatitudini. Ma se andiamo nel vangelo di Luca troviamo che, sceso in luogo pianeggiante
pronunzia 4 beatitudini. Allora alla domanda: ma Ges, quante beatitudini e dove le ha
pronunziate? La risposta era (a noi oggi fa sorridere): beh, che problema c? Una volta
era su un monte e Ges ha proclamato 8 beatitudini e cera Matteo e le ha ricordate e le
ha scritte, e laltra volta invece in luogo pianeggiante. E cos via per tutte le differenze.
Anche per lunica preghiera, brevissima che Ges ha lasciato ai suoi discepoli, perch non
ce lhanno trascritta esattamente come Ges lha pronunziata? A quel tempo tra laltro la
capacit di mandare a memoria un brano era molto pi sviluppata della nostra. Come mai
i discepoli non hanno conservato le parole di Ges per trasmetterci a noi lunica vera
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preghiera, il Padre nostro cos come lha pronunziata Ges? Non lo sappiamo. Abbiamo
due versioni, una di Matteo e una di Luca pi breve e quindi non possiamo sapere. Anche
l si diceva: beh, una volta Ges ha insegnato il Padre nostro e cera Matteo e unaltra
volta ha insegnato il Padre nostro e cera Luca.
Ma adesso qui ci troviamo di fronte allultima cena e qui questa giustificazione non regge
pi. Non si pu dire: beh, una volta ha fatto lultima cena e cera Matteo e una volta ha
fatto lultima cena e cera Luca o altri, perch lultima cena. Ebbene dellultima cena noi
abbiamo 4 versioni differenti.
Allora, anche se gi lo abbiamo detto, ma sempre bene ritornare su questi significati,
ricordiamo sempre che i vangeli non sono una cronaca di fatti che riguardano la storia, ma
sono insegnamenti di verit che riguardano la vita o la teologia. Ecco perch i vangeli
sono attuali. Per cui gli evangelisti non si sono presi cura di tramandare le parole esatte e i
gesti esatti compiuti da Ges. Quello che loro vogliono trasmettere la verit di un fatto.
Qui noi occidentali facciamo difficolt, perch per noi quello che vero deve
assolutamente essere anche storico. In oriente non cos, in oriente quello che conta la
verit di un fatto indipendentemente dalla sua storicit. Faccio un esempio che ho fatto
altre volte, ma penso sia eloquente su questa differenza tra storico e vero.
C un quadro che rappresenta il presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln nellatto di
spezzare le catene di uno schiavo. Ebbene, lartista cosa ha voluto trasmettere, un fatto
storico o una verit? Non certamente un fatto storico perch mai Abramo Lincoln ha preso
le catene di uno schiavo e le ha spezzate, lui ha firmato un documento con il quale si
aboliva la schiavit. Ma questo fatto, questa verit, si incide nella gente molto pi
profondamente con il quadro che rappresenta il presidente che spezza le catene che
facendolo vedere mentre firma un documento.
Quindi quello che conta trasmettere la verit indipendentemente dalla cornice storica e i
vangeli sono scritti in questa maniera. Pertanto della cena del Signore noi abbiamo 4
differenti versioni dei gesti e delle parole di Ges: questo perch gli evangelisti non hanno
inteso tramandare la cronaca di un momento, ma il profondo significato dello stesso. La
cronaca di un momento rimanderebbe alla storia di 2000 anni fa, il profondo significato di
questo avvenimento riguarda la nostra vita. Ecco lattualit quindi dei vangeli.
Allora, la cena di Ges viene narrata in 3 vangeli: Matteo, Marco, Luca. E assente
apparentemente nel vangelo di Giovanni. In realt Giovanni quello che tra gli evangelisti
pi di tutti gli altri investiga e approfondisce la ricchezza delleucarestia. Tutto il cap. 6 del
vangelo di Giovanni tutto sullinsegnamento alla comunit sulleucarestia. Abbiamo
quindi 3 vangeli e poi il testo pi antico che non nei vangeli, ma in S. Paolo, nella
prima lettera ai Corinzi come abbiamo visto al cap.11.
Si possono notare delle assomiglianze tra Matteo e Marco, tra Luca e Paolo perch (e
questo importante da riacquisire oggi) ci fa comprendere la diversit nellunit che ha
animato le chiese primitive. Non cera una strada unica da percorrere, ma secondo le
localit, secondo le esperienze sorgevano delle chiese. Pertanto Matteo e Marco si rifanno
alle celebrazioni eucaristiche in uso a Gerusalemme.
A Gerusalemme cera una chiesa diretta dagli apostoli, dagli anziani sullo stile della
istituzione religiosa giudaica e Matteo e Marco attingono a queste celebrazioni di
Gerusalemme. Mentre Luca e Paolo no, Luca e Paolo si rifanno alla prima comunit
cristiana di Antiochia in terra pagana, dove anzich gli apostoli e gli anziani, quindi una
struttura gerarchica, erano presenti i profeti, persone animate dallo Spirito e i maestri,
quelli che insegnavano il vangelo.
Ed interessante ricordare che per la prima volta i discepoli di Ges sono stati riconosciuti
come tali non a Gerusalemme, ma ad Antiochia. Negli atti degli apostoli cap. 11 v. 26 si
legge che ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani. Chiediamoci,
perch? Sono discepoli di Ges, credono nello stesso Signore, credono nello stesso Dio,
hanno accolto lo stesso vangelo, come mai sono stati riconosciuti come cristiani in terra
straniera, in terra pagana e non a Gerusalemme? Ci saremo aspettati che i discepoli di
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Ges venissero riconosciuti come cristiani l a Gerusalemme dove era nato il tutto. No, a
Gerusalemme non vennero riconosciuti come cristiani, soltanto in terra straniera. Perch?
Perch in un momento di grave carestia che ha colpito tutta quella area geografica e
quindi anche Antiochia, i credenti di Antiochia sono stati talmente generosi da fare una
colletta per i fratelli di Gerusalemme. Che si cristiani non si vede dal Dio in cui si
crede o dal Cristo che si segue, ma dallatteggiamento a favore degli altri. Quindi
levangelista dice che ad Antiochia per la prima volta furono riconosciuti come cristiani.
Allora abbiamo 4 versioni, luna differente dellaltra. Ora esamineremo il vangelo di Matteo.
Diciamo subito, e questa purtroppo una pena che abbiamo noi in Italia, in nessuna delle
4 versioni esiste lespressione: offerto in sacrificio per voi, in nessuna! Il testo ufficiale
della chiesa cattolica il testo latino, e non conosce questa espressione.
Le traduzioni nelle varie lingue; francese, inglese, spagnolo, tedesco o portoghese che
volete, nessuna ha lespressione sacrificio, solo noi italiani abbiamo questo privilegio, che
nelleucarestia attribuiamo a Ges le parole: questo il mio corpo offerto in sacrificio per
voi. Ma lespressione in sacrificio assente nei vangeli, assente nel testo ufficiale della
chiesa cattolica ed un privilegio che abbiamo soltanto noi italiani. Come mai?
Allepoca del concilio ci furono delle battaglie abbastanza impegnative come sempre tra
coloro che sono aperti al nuovo, li chiamiamo i progressisti e coloro che sono
tenacemente attaccati al passato, li chiamiamo i tradizionalisti e cera lo scontro su quale
denominazione dare alla cena di Ges. La parte innovativa voleva proporre il titolo, giusto
secondo i vangeli, cena del Signore, i tradizionalisti no, volevano che fosse il sacrificio
del Signore. Allora non si mettevano daccordo. Si arriv a un compromesso che col
senno di poi forse era meglio che lavessero chiamato il sacrificio del Signore e non la
cena del Signore, perch leucarestia venne chiamata la cena del Signore, per nel testo
soltanto nella traduzione italiana stato aggiunto questo termine in sacrificio che tante
difficolt teologiche e tanti inganni pu provocare nella testa dei credenti.
Quindi lespressione in sacrificio non c nei vangeli, non c nel testo ufficiale della
chiesa cattolica, un privilegio che abbiamo noi in Italia. Speriamo nella prossima riforma
liturgica, ma con laria che tira ho paura che forse ritorneremo a celebrarlo in latino,
speriamo le prossime riforme liturgiche che tolgano questo in sacrificio. E interessante
perch quando vado spesso allestero, celebro allestero, non c mai questa formula, in
nessuna lingua, soltanto in Italia. Ma io non la dico, quindi siamo a posto.
Allora esaminiamo il vangelo di Matteo. Nel vangelo di Matteo lazione e le parole di Ges
durante lultima cena con i suoi sono identiche a quelle descritte nei due episodi della
condivisione dei pani. Ricordate la condivisione dei pani duplice nei vangeli: una in terra
dIsraele e laltra in terra pagana. Ebbene, in queste due condivisioni dei pani troviamo gli
elementi che levangelista poi riprende per la cena, dal prendere il pane, benedire,
spezzare e dare dei discepoli. Ricordo brevemente 3 aspetti importanti della condivisione
dei pani.
Linvito di Ges, il comando di Ges di far sdraiare le persone perch mangiavano
sdraiate soltanto i signori, quindi leffetto delleucarestia che ogni partecipante
qualunque sia la sua situazione, qualunque sia la sua condizione deve sentirsi un
signore. Nelleucarestia i credenti si fanno servi perch quelli che sono considerati servi
della societ, i disprezzati (prima li chiamavano invisibili) si sentano signori. Quindi linvito
a sdraiarsi, poi linvito di Ges: date loro voi da mangiare, espressione ambigua che ha
due significati. Oltre lovvio significato procurate loro da mangiare, ma datevi voi da
mangiare. Nelleucarestia ricordate si diceva: Ges si fa pane, alimento di vita perch
quanti lo accolgono siano poi capaci di farsi pane, alimento di vita per gli altri.
Questo pane viene dato ai discepoli che ne sono i servi, non sono i proprietari di
questo pane. Il pane di Ges, i discepoli sono servi che devono prenderlo e
distribuirlo agli altri. Dicevamo, guai a quel servo, quel discepolo che si ritenesse il
proprietario di questo pane e decidesse lui chi degno di riceverlo e chi no,
selezionasse le persone tra chi meritevoli e no. Questo sarebbe il peccato di
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idolatria perch usurperebbe il ruolo del Signore. Il compito dei discepoli


prendere questo pane e distribuirlo senza chiedere la carta didentit o la situazione
morale, famigliare, religiosa o sessuale di chi lo viene a ricevere. Il compito del
discepolo distribuire.
Allora esaminiamo il cap. 26 di Matteo dal v. 26 la narrazione della cena secondo questa
interpretazione. E come sempre, lo abbiamo visto, dobbiamo fare attenzione veramente a
ogni particolare. Gli evangelisti sono dei grandi della letteratura, sono dei grandi teologi,
non sprecano una virgola anche perch il materiale nel quale scrivevano era
estremamente costoso. Per scrivere un vangelo, un nuovo testamento, ci voleva un
gregge di pecore. Allora scrivevano tutto attaccato senza spazi proprio per guadagnare il
pi possibile di margini.
Per questo spesso le traduzioni fanno difficolt perch sono parole tutte attaccate luna
allaltra, non ci sono spazi. Sta a noi capire, e a volte non facile, dove interrompere la
frase per cui gli evangelisti non sprecano un millimetro dello spazio, per cui tutte le parole
che inseriscono hanno un significato. Qui per esempio iniziamo con una inutile ripetizione.
Commentiamo il vangelo di Matteo 26, 26-30. Levangelista scrive:
26 Mentre mangiavano, ma lo ha gi detto, non c bisogno. Se salite un po pi su al v.
21 quando inizia la cena del Signore trovate scritto: mentre mangiavano. Questa una
ripetizione apparentemente inutile, perch gi lo ha detto, non c bisogno cinque versetti
dopo di ricordarlo. E invece s perch la ripetizione mentre mangiavano vuole collegare
questo momento a quello illustrato nel v. 21 che era lannunzio del tradimento di uno dei
12, il tradimento di Giuda.
Allora unendo il tema della cena con quello della morte di Ges, dice Ges al versetto 21
mentre mangiavano disse: io vi dico, vi assicuro, uno di voi mi consegner... le parole e i
gesti che adesso noi vediamo sono la risposta di Ges allannunzio del tradimento. Quindi
importante che la cena venga sempre compresa in questa maniera. Lo abbiamo gi
visto e lo ripetiamo. I gesti che adesso Ges compie, fa, sono la risposta al tradimento di
uno dei discepoli.
Ricordate che dicevamo: ma perch non lo caccia via questo discepolo che turba questo
momento importante? Perch Ges non lo rimprovera, come fa Ges a tollerare la
presenza di Giuda in questo momento? La risposta di Ges al tradimento di Giuda, e
Ges si trova di fronte un uomo che lo sta guardando calcolando gi quanto guadagner
dal suo tradimento, una offerta ancora pi grande damore. Ges ormai non ha pi
insegnamenti da fare, i discorsi li ha finiti tutti, non ha pi gesti da proporre. Lultimo modo
che ha di comunicarsi, lui che il Dio con noi, con amore, quella di una offerta di vita
anche a chi questa vita non la merita.
Allora il fatto che la cena del Signore sia la risposta di Ges allannuncio del tradimento di
Giuda fa comprendere che non c una selezione per gli invitati a questa cena. Tutti sono
invitati a questa cena perch a tutti il Signore si offre. Poi spetter alle persone, una
volta accolto questo pane vedere cosa farne. Nel vangelo, dopo ci ritorneremo, nel
vangelo di Giovanni Giuda prende il pane, ma non lo mangia, non lo assimila ed esce e
sprofonda nel buio della notte. Allora levangelista scrive: mentre mangiavano
Ges prese un pane allora importante, attenzione non c larticolo determinativo, il
pane, e vedremo il perch, ma prese un pane. Levangelista costruisce la cena del
Signore sullo schema della prima alleanza quella di Mos con il popolo. Mos con il
popolo nel momento dellalleanza prese il libro dellalleanza. Ugualmente Ges non
prende un libro, ma prende un pane.
Questo importante, la nuova alleanza che adesso Ges proporr non consiste
nellaccogliere un libro esterno alluomo, ma accogliere un pane, un cibo che alimenta la
vita stessa delluomo. La nuova relazione che Ges venuto a proporre con suoi non
quella in rapporto a una legge che luomo deve osservare, ma in rapporto a un pane che
luomo deve assimilare e fare proprio. La novit che Ges ha presentato che Dio non
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governa pi gli uomini emanando una legge che questi devono osservare, ma
governa gli uomini comunicando loro interiormente la sua stessa capacit damore.
E grande la differenza, perch dal momento che esiste la legge, fosse pure una legge
divina questa causa di ingiustizia perch la legge, la legge per tutti, ma non pu
conoscere le esigenze di tutti. Una legge, per quanto ben fatta pu soddisfare una parte
delle persone, altri troveranno difficile osservare quelle regole, per alcuni addirittura sar
impossibile a meno che non rinuncino allo sviluppo della propria vita.
Allora dal momento che esiste una legge c gi una separazione tra quelli che la
osservano e quelli che non vogliono o non possono osservarla, tra puri e impuri. Quindi
dal momento che c una legge, le persone sono discriminate. Allora Ges la nuova
relazione che viene a proporre con il Padre non pi in rapporto a una legge
esterna alluomo da osservare, ma in rapporto a un amore da cogliere. Una legge
non tutti la possono osservare, lamore tutti lo possono accogliere perch il Dio di
Ges non attratto dai meriti delle persone, ma dai loro bisogni. E un Dio che il suo
amore non lo concede come un premio per le virt delle persone, ma come un
regalo che dipende dal cuore del donatore.
Allora, nel libro dellesodo Mos prese il libro dellalleanza, ugualmente Ges qui prende
un pane. Nella cena avviene la sostituzione tra lantica alleanza e la nuova alleanza.
Lalleanza di Mos ha ormai esaurito la sua funzione e con Ges subentra la nuova che
era stata profetizzata e attesa dai profeti. Basta leggere il famoso brano di Geremia 31,3132: Ecco verranno giorni, dice il Signore, nei quali con la casa di Israele e con la casa di
Giuda, io concluder una alleanza nuova, non come lalleanza che ho conclusa con i loro
padri. Nella cena si realizza questa nuova alleanza, quindi lantica alleanza non ha pi
diritto di cittadinanza nella comunit dei credenti.
Nella lettera agli ebrei lautore lo dice molto chiaro che la nuova alleanza rende inefficace
lantica. Usa le parole: dicendo alleanza nuova Dio ha dichiarato antiquata la prima, ora
ci che diventa antico e invecchia, superato. Quindi nella cena c la stipulazione della
nuova alleanza, non pi basata su un codice di leggi esterne alluomo, ma su un pane che
diventa la stessa vita delluomo. Inoltre nella tradizione giudaica il pane era una figura
della parola del Signore.
Abbiamo nei profeti, Amos 8,11 verranno giorni in cui mander la fame nel paese, non
fame di pane, ma dascoltare la parola del Signore. Oppure Ges nel deserto al tentatore:
non di solo pane vivr luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.(Mt.4,4).
Identificandosi, come vedremo con il pane, Ges vuol far comprendere che il pane,
capace di dare vita alluomo non un codice scritto, ma una persona viva. Offrendo il
pane Ges non vincola i suoi a una dottrina alla quale i discepoli devono aderire, ma a un
alimento con il quale nutrirsi.
Abbiamo detto che levangelista sta molto attento ad ogni particolare, scrive levangelista
che Ges prese un pane. Perch non scrive che prese il pane? Levangelista sta
attentissimo, (vedremo che faranno delle acrobazie tutti gli evangelisti in particolare
Matteo) attentissimo a far s che nessun elemento della cena Signore sia assimilabile
alla cena pasquale giudaica, quindi sia assimilabile alla celebrazione giudaica. Non
commemora Ges lantica Pasqua quella dellantica alleanza, ma inaugura la nuova.
Allora ecco perch Ges, scrive levangelista, prese un pane perch se avesse scritto
prese il pane, il pane che comandato di mangiare in quella settimana. In occasione
della Pasqua bisognava togliere tutto quello che era antico e tutto ci che era in qualche
maniera contaminato dal lievito, per cui nella settimana di Pasqua non esistevano pani
normali, ma soltanto il pane azzimo, il pane fatto senza lievito e addirittura in vista della
Pasqua si esaminava scrupolosamente ogni angolo della casa per evitare che anche una
sola briciola rimanesse. Quindi si facevano queste enormi pulizie pasquali.
Quelli della mia generazione forse ricorderanno ancora che negli anni cinquanta si usava
per la Pasqua fare le pulizie pasquali, ricordate? Quando si ribaltava completamente la
casa e non si capiva perch una volta lanno cerano da fare queste pulizie a fondo, deriva
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da questa tradizione giudaica. Ebbene in questa cena, nessun elemento assimilabile alla
cena giudaica, soprattutto (e vedremo limportanza) manca lelemento pi importante,
manca lagnello pasquale. Perch manca lagnello pasquale, fondamentale per la cena
giudaica? Manca lagnello perch Ges questo agnello pasquale.
Cosera lagnello pasquale? Mos comand ad ogni famiglia di prendere un agnello, di
ucciderlo, il sangue aspergerlo sugli stipiti della casa, della capanna in modo che langelo
della morte li avrebbe saltati, avrebbe evitato loro la morte, e la carne doveva essere
mangiata tutta perch dovevano affrontare questo viaggio verso la terra promessa.
Ebbene nei vangeli Ges viene presentato come lagnello il cui sangue libera dalla morte,
ma non dalla morte biologica, ma dalla morte definitiva. Chi mangia di Ges ha la vita
eterna. La vita eterna non una promessa per il futuro, ma una possibilit nel
presente. Quando Ges parla di vita eterna non ne parla mai al futuro, usa sempre i verbi
al presente. Nella mentalit dellepoca la vita eterna era un premio che Dio concedeva
dopo lesistenza. Chi si comporta bene, dopo morto avr la vita eterna. Con Ges la vita
eterna non un premio nel futuro, ma una condizione di vita nel presente.
Per questo lui dice: chi mangia questo pane, chi beve questo sangue ha la vita eterna. Nel
momento che assimilo Ges la vita divina in me e io ho una vita indistruttibile capace di
superare la morte. Allora Ges lagnello il cui sangue libera dalla morte e la cui carne d
la forza per iniziare questa liberazione.
Ma prendendo un pane come elemento fondamentale di questa cena, il significato
profondo che Ges ne vuol dare che anzitutto Ges in questa cena non toglie una vita,
fosse pure quella di un animale, ma offre la sua. Quindi non sacrifica nessuna vita, ma
dona la sua. Per di pi, ed importante, quando c un animale da mangiare, in questo
caso lagnello c una gerarchia di valore nelle parti e degli ospiti a tavola. Le parti pi
buone, nella bibbia venivano riservate ai sacerdoti. Sapete che anche nella tradizione si
chiama il boccone del prete, le parti migliori. Se c animale, le parti pi buone
normalmente erano la coscia e il petto, in una cena a chi si davano? Normalmente alla
persona pi ragguardevole, alle persone pi importanti. Alle persone da niente si
lasciavano gli scarti. Quindi la presenza di un animale significa gerarchia di importanza tra
i partecipanti alla mensa. Ebbene Ges no, Ges prende un pane.
Qui don Albino ci ha fatto questo pane, pi o meno di queste dimensioni, un po pi
piccole, ma importante vederlo perch non il nostro pane, un pane tondo,
importante questo. Se il pane tondo significa che ogni sua parte buona e non c una
gerarchia. Qui se io prendo da questa parte, o dallaltra o dal centro tutta, tutta uguale.
Quindi mentre un animale significa una gerarchia tra i partecipanti alla eucarestia, il pane
tondo elimina questa gerarchia. Il pane preso da Ges indica lunit tra i partecipanti.
Allora leucarestia elimina qualunque tipo di gerarchia tra i partecipanti. Non ci sono
persone pi importanti, non ci sono persone ragguardevoli, ma sono tutti, tutti uguali, uniti
da che cosa? Uniti da uno stesso pane. Ecco perch ho chiesto di fare questo pane tondo
perch non il nostro pane. Nel nostro pane magari ci pu essere una parte che piace di
pi o meno, invece il pane arabo questo: un pane tondo che indica che ogni parte
uguale.
Quindi il pane preso da Ges indica lunit e questo si rispecchia in una antichissima
preghiera eucaristica che conservata nella Didach (termine greco che significa
insegnamento, dottrina) e si legge come questo pane spezzato era chicchi di grano
sparso sui colli e raccolto diventato una cosa sola, cos si raccolga la tua chiesa dai
confini della terra (Didach cap.9,4). Quindi il pane elimina le gerarchie e favorisce lunit.
Inoltre lagnello non poteva essere ucciso in casa.
Lagnello bisognava portarlo al tempio ed era il sacerdote che lo sacrificava. Il pane no, il
pane fatto in casa ed fatto dalla donna, quindi non un ambiente sacrale, ma lambiente
famigliare, non una persona privilegiata quale poteva essere il sacerdote, ma una persona
comune quale poteva essere la donna. Quindi importante che Ges non prende il pane,
ma prende un pane, e
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bened... solo due volte Ges benedice in questo vangelo, benedice il Signore e tutte le
due volte per il pane. Ricordate? La prima volta lo abbiamo visto nellepisodio della
condivisione dei pani e qui. Come nellepisodio della prima condivisione dei pani benedire
significa riconoscere nel creatore lorigine del pane svincolando cos questo alimento dal
possesso delluomo, ricordate lobiezione dei discepoli: abbiamo 5 pani... no, una volta
che si benedice non abbiamo pi, riconosciamo che questo pane dono del creatore e
come tale va spezzato e condiviso. Solo cos comunica vita!
Vedete, noi abbiamo una scelta, possiamo prendere questo pane e lo posso trattenere
tutto per me. Se lo trattengo tutto per me, il pane si secca, ammuffisce e anzich vita
produce tossine. Se invece questo pane adesso si spezza e si condivide con tutti, produce
vita. Quindi il pane va condiviso, ed ecco il significato della benedizione ed importante
questo fatto delle benedizione. Riconoscere che quello che si ha non possesso proprio,
ma dono ricevuto e il dono ricevuto va condiviso per moltiplicare lazione creatrice del
padre. E la benedizione quello che consente al pane di essere poi spezzato e condiviso.
lo spezz, lo diede ai discepoli dicendo: gli stessi gesti della condivisione dei pani,
quindi il pane che Ges spezza e dona per i discepoli e solo Matteo parla esplicitamente
dei discepoli. Ges offre s stesso come pane perch i discepoli accogliendo questo pane
e alimentandosene siano poi capaci di farsi pane per gli altri. Ricordate lespressione della
condivisione dei pani: date loro voi stessi da mangiare... Ecco qui si realizza: datevi voi da
mangiare, fatevi alimento di vita per gli altri.
I credenti di Ges non devono dominare gli altri, ma potenziarli, servirli, non devono
soffocare la vita degli altri, ma alimentarla. A questo sono chiamati i credenti: accogliere
Ges che si fa pane, quello che poi permetter al discepolo di farsi pane. Quindi lo
diede ai suoi discepoli dicendo:
prendete.... imperativo. Il verbo prendere allimperativo compare 7 volte nel nuovo
testamento e 6 in relazione alla morte di Ges. Quindi Ges in maniera imperativa chiede
ai discepoli di prendere il pane denotando un interesse speciale che questo pane sia fatto
proprio da ciascuno. Quindi prende un pane, lo spezza, lo diede ai suoi discepoli e dice:
prendete e non c la congiunzione. Normalmente siamo soliti dire: prendete e mangiate,
no, non c nessuna congiunzione. Prendete,
mangiate; prendere, mangiare, la stessa azione. Quindi non c prendete e poi
mangiate, ma prendete, mangiate un tuttuno. E questo invito a mangiare si trova
esclusivamente nella cena narrata da Matteo, non c negli altri evangelisti.
Perch Matteo insiste su questo fatto del mangiare? Non possibile prendere il pane
senza mangiarlo. Bisogna prendere questo pane e poi mangiarlo, assimilarlo. Ricordate?
Parlavamo di Giuda che ha preso il pane, ma non lo ha mangiato, ha preso la figura di
Ges, ma non lo ha fatta propria e lo ha tradito e lo ha rinnegato.
Quindi non basta prendere Ges come modello di condotta, ma occorre assimilarlo
profondamente, interiormente. Quindi importante prendere e poi subito mangiare, non
basta essere innamorati della figura di Ges, ammirarlo, bisogna assimilarlo in modo che
diventi la forza della condotta del credente. Questa lultima volta che nel vangelo di
Matteo compare il verbo mangiare.
La prima fu quando Ges aveva detto ai suoi: per questo vi dico per la vostra vita non
preoccupatevi di quello che mangerete e berrete, cercate prima il regno di Dio e la sua
giustizia e tutte queste cose saranno date in sovrappi (Mt.6,31-33). Questa lultima
volta e secondo le tecniche letterarie in uso nellepoca, il primo e lultima volta che
compare un verbo sono sempre in relazione. Ecco perch i discepoli non devono pi
preoccuparsi, sar il Signore stesso che dar non solo un alimento, ma che dar se
stesso per loro e allora di cosa si vogliono preoccupare?
Il gesto di Ges anche una risposta alla tentazione del deserto quando il diavolo lo
spinse, visto che aveva fame, a trasformare le pietre in pane cio a usare le sue capacit
a proprio vantaggio. Ebbene, la risposta di Ges sar che lui si far pane per saziare la
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fame degli uomini. Non usa le proprie capacit per saziare la propria fame, ma usa le
proprie capacit per saziare la fame degli altri, si far pane.
Ancora una volta, notate che in un pasto Ges offre cibo senza pretendere limportante
purificazione rituale delle mani, condizione indispensabile per partecipare al pasto. Ancora
una volta levangelista omette il lavaggio delle mani ed ha un significato teologico,
spirituale. molto importante. Non vero che ti devi purificare per mangiare questo
pane, ma mangiare questo pane quello ti purifica, quindi questa la novit, la
buona notizia portata da Ges. E qui adesso abbiamo un problema, una difficolt
grammaticale e interpretativa. Vediamo un po la possibile soluzione.
Quindi Ges dice: prendete, mangiate,
questo il mio corpo. il vangelo scritto in greco, ebbene, questo, nella lingua greca
neutro per cui non pu essere associato a pane che invece maschile. Pane maschile,
questo neutro, allora questo il mio corpo non pu essere associato al pane perch
sarebbe una contraddizione grammaticale oltre che un errore.
Abbiamo visto che gli evangelisti sono dei grandi esperti della lingua, non commettono
errori, ma danno indicazioni teologiche. Allora ci si apre una finestra, ci si apre un
orizzonte straordinario sul significato vero, ricco e profondo della eucarestia. Perch
levangelista adopera questo neutro riferito a un termine maschile? Perch nella lingua
greca questo cambio, questo presunto errore?, in verit un profondo insegnamento
teologico dellevangelista perch questo non si riferisce soltanto al pane, ma a tutta
lazione che laccompagna: il benedire, lo spezzare, il prendere. E questo il corpo del
Signore.
Allora questo apre una importante finestra sulla nostra celebrazione eucaristica. Il corpo
del Signore non soltanto il pane, ma lazione
- di benedire questo pane, cio riconoscere che un dono di Dio per lumanit, lazione
- di spezzarlo, disponibilit a condividerlo,
- di mangiarlo, mangiare questo pane per essere capaci di farsi pane per gli altri.
Questo il corpo del Signore. Quindi ci si apre veramente un grande orizzonte che del
resto la primitiva comunit cristiana lo aveva compreso.
Abbiamo tutto linsegnamento di Paolo nella lettera ai Corinti 3,16 dove parla
delleucarestia, dove per Paolo, la comunit che accogliendo il pane si fa pane per gli altri
il corpo del Signore. Dice Paolo chiaramente: voi siete il corpo di Cristo; e ritorna
quellinsegnamento che abbiamo visto.
Il Dio di Ges un Dio talmente innamorato degli uomini che chiede di essere accolto
nella loro vita per fondersi con loro, dilatare la loro capacit damore e renderlo lunico
santuario dal quale si irradia visibilmente lamore di Dio per lumanit. Ogni comunit, ogni
persona chiamata ad essere il tempio del Signore, il corpo del Signore. Paolo lo dice
molto chiaro: voi siete il corpo di Cristo.
Quindi lespressione questo il mio corpo molto pi grande. Parte dal pane ma implica
tutti coloro che si fanno pane per gli altri. E questo quindi secondo Paolo il significato della
azione eucaristica. Sempre nella prima lettera ai Corinzi 10,16-17 dice chiaramente: il
pane che noi spezziamo, non forse comunione con il corpo di Cristo? Poich c un solo
pane, noi pur essendo molti siamo un corpo solo, tutti infatti partecipiamo dellunico pane,
un unico pane per un unico corpo. La comunit che nella eucarestia accoglie il pane
ed disponibile a farsi pane, questo lunico vero corpo del Signore, lunico
visibile.
Ricordate quando abbiamo fatto in Luca lepisodio di Emmaus che appena spezzati i pani
dice levangelista: Ges si rese invisibile? Perch Ges si rende invisibile? Perch
visibile nel pane che viene spezzato e condiviso. Quello il corpo del Signore. Quindi non
c un privilegio per le prime comunit del passato che hanno sperimentato la resurrezione
del Cristo, ma una possibilit per le comunit di tutti i credenti. Noi non abbiamo altro
corpo di Cristo di quello della comunit che mangiando pane capace di farsi pane per gli
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altri. Ma Ges nel farsi pane, alimento di vita, fa anche comprendere che la sua morte non
una perdita, ma un alimento, qualcosa che fa vivere.
Mangiando quindi questo pane-corpo, i discepoli accettano Ges come norma di vita, si
impegnano a continuare la sua stessa azione di portare amore a tutta lumanit. Farsi
pane per gli altri rientra nelle possibilit di ogni uomo ed questo lunico culto
gradito a Dio. Abbiamo visto che il culto non quello antico, una diminuzione delluomo.
Nellantico culto luomo doveva togliersi il pane dalla bocca per offrirlo a Dio. Qui Dio che
si fa pane e si offre alluomo. Allora leucarestia non un culto rivolto verso Dio, ma
laccoglienza dellamore di Dio, lamore ricevuto che poi si trasforma in amore comunicato.
27 E preso un calice... il calice gi comparso in questo vangelo come simbolo della
morte di Ges. Quando Ges sta per arrivare a Gerusalemme per la terza volta (e il
numero 3 significa quello che definitivo) chiama i suoi discepoli e gli dice: avete capito,
vado a Gerusalemme ad essere ammazzato !!! Chiaro? Chiarissimo! Il tempo di dirlo e
due discepoli, Giacomo e Giovanni di nascosto degli altri: mi raccomando quando sei a
Gerusalemme dacci i posti pi importanti, uno a destra e uno a sinistra.
Vedete che quando la tradizione religiosa si radica nelle persone le rende sorde anche se
hanno ludito e le rende cieche anche se hanno gli occhi. Loro pensano di seguire questo
messia dominatore. Ricordate quando dicevamo che i discepoli sono pi delusi della
resurrezione di Ges che della sua morte perch se Ges risorto significa che devono
abbandonare i loro sogni di gloria. Ebbene Ges, a questi discepoli che gli chiedono di
essere accanto a lui dir: potete bere il calice che io sto per bere? Per cui il calice
simbolo della morte di Ges e lassocia alla sua morte in croce.
Infatti pi avanti nella preghiera al Getsemani dir al Padre: Padre mio, se possibile
passi via da me questo calice. Quindi il calice simbolo della morte.
Ringrazi.. allora abbiamo due verbi diversi, quando prende un pane Ges benedice,
quando prende un calice Ges ringrazia. Perch questo uso diverso di due verbi? Perch
nella prima condivisione dei pani in terra ebraica Ges bened perch la benedizione
faceva parte della cultura religiosa, spirituale del mondo ebraico.
Quando Ges in terra pagana non benedice perch questa espressione non sarebbe
stata compresa, ma usa un verbo che oggi definiremo laico, ringrazia. Sapete il termine
ringraziare quello da cui deriva leucarestia. Il verbo greco eucaristeo da cui
eucarestia. Quindi in terra dIsraele Ges benedice, in terra pagana Ges ringrazia.
Allora levangelista adesso e ci fa comprendere, io credo che man mano veramente come
questo pane ha lievitato si lievita la dimensione della eucarestia, unendo nella cena del
Signore il verbo benedire usato per il popolo ebraico e quello ringraziare usato per i
pagani, levangelista ci sta facendo comprendere che leucarestia, il ringraziare unisce
tutta lumanit giudea e pagana.
Quindi anche le persone che vengono considerate al di fuori della religione, al di fuori della
fede, anche per questi leucarestia. E Dio che si pane per tutta lumanit senza
esclusione.
lo diede loro dicendo: bevete da questo tutti! anche qui il verbo allimperativo e
anche qui linvito a bere c soltanto in Matteo. C una stranezza in tutta la narrazione.
Levangelista far salti mortali, far delle acrobazie linguistiche pur di non scrivere che in
questo calice c il vino. Perch? Abbiamo detto che levangelista sta attento a non
assimilare nessun elemento della cena del Signore che qualcosa di completamente
nuovo con il rito giudaico della Pasqua dove cera come elemento portante il vino. E
vedrete adesso quale acrobazie far levangelista pur di non dire che in questo calice..
(c il vino, ma lui non lo vuol dire) perch se avesse detto di vino avrebbe assimilato la
cena del Signore alla cena giudaica. E invece Ges come abbiamo detto non commemora
la Pasqua antica, ma ne inaugura la nuova.
Allora Ges dice loro: bevete da questo tutti, imperativo. Nella cena pasquale cera un
calice per ogni persona, ognuno beveva dal suo calice, qui in questa cena c un unico
calice e Ges dice che tutti devono bere da questo calice. Perch questo? Non
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sufficiente dare adesione a Ges, mangiare questo pane, ma occorre che la fedelt al
Signore giunga fino a dare come lui la vita. Ecco il significato del bere al calice. Il calice
(ricordate lespressione di Ges: potete bere il calice che io sto per bere?) simbolo della
sua morte in croce. Allora nella cena Ges si offre come pane, alimento di vita, ma
richiede che questa fedelt vada fino ad essere capace di bere il calice, ad affrontare
quella inevitabile persecuzione che comporter aver scelto lui come modello di vita.
La persecuzione per la comunit cristiana non mai una sorpresa. Deve sorprendersi la
comunit cristiana quando non perseguitata, significa che non disturba la societ,
significa che il suo stile di vita assimilabile ai criteri della societ, significa che questa
comunit non rappresenta una pericolosa alternativa al modo di vivere della societ.
Quindi quando arriva lincomprensione, lostilit, la persecuzione non bisogna mai n
sorprendersi, n stracciarsi le vesti, anzi quando tutto va bene, quando tutti parlano bene
di voi, dice Ges, cominciamo a preoccuparci, ci sar qualcosa che non va.
Invece la persecuzione fa parte dellorizzonte della vita del credente. Quindi la vera
accettazione di questo pane si vede soltanto nel bere il calice. E adesso Ges, ancora non
sappiamo cosa c in questo calice, Ges lo fa nella maniera pi urtante per le orecchie di
un ebreo, una maniera cos urtante che gli ha causato a Cafarnao labbandono di gran
parte dei discepoli. Infatti cosa dice Ges?
28 Questo infatti il sangue.... orribile per un ebreo sentire questo, invitati a bere il
sangue! Il sangue la vita di una persona, la vita di un animale ed proibito
assolutamente bere il sangue degli animali. Il libro del levitico e gli altri libri della bibbia
dicono che nessun giudeo pu bere il sangue.
Nel vangelo di Giovanni 6,53, la proposta di Ges se non mangiate la carne del figlio
delluomo e non bevete il suo sangue causer labbandono di gran parte dei suoi
discepoli. Da quel momento scrive levangelista molti dei suoi discepoli si allontanarono e
non andavano pi con lui (6,66) perch hanno capito. Hanno capito che seguire Ges
significa addio sogni di gloria, di conquista e di potere, ma significa farsi pane, alimento di
vita fino al punto di essere capaci di offrire la propria vita come lui la offrir. A questo
punto gran parte dei discepoli lo abbandonano, ma Ges disposto a rimanere solo pur di
non rinunciare al suo programma di comunicare al mondo fedelmente lamore del Padre.
A quelli che gli rimangono, e non un granch, gli rimangono i 12, scrive levangelista uno
era un diavolo, Giuda, Pietro lo tradir, dice alcuni non credevano, non che rimane un
bel numero, eppure anche a quelli che gli rimangono Ges dice: volete andare via anche
voi?(Gv.6,67) E l Pietro ha quella stupenda espressione: Signore, da chi andremo, tu solo
hai parole di vita eterna. (Gv.6,68).
Quando tra poco celebreremo leucarestia, quando presenteremo il pane e il vino anzich
quella frase che ormai deve essere rivista perch stride con il significato del vangelo (tra
laltro una espressione da un pagano che non conosceva Ges) Signore non sono
degno che tu entri nella mia casa... abbiamo detto che non vero che bisogna essere
degni per partecipare alleucarestia, ma partecipare alleucarestia che ci rende degni.
Allora quando tra poco nelleucarestia presenteremo questo pane non risponderemo:
Signore non sono degno (che poi una finta perch diciamo tutti: Signore non sono degno
di partecipare alla tua mensa e poi tutti a venire a partecipare alla mensa! Insomma
mettetevi daccordo: o sei degno, o non sei degno).
Allora, quando presenteremo questo pane propongo di rispondere come Pietro: Signore
da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna. E la parola che si fatta pane e ci
comunica la vita. Questo infatti il sangue
della mia alleanza. Anche qui levangelista abbiamo detto costruisce la cena del Signore
sul rito della prima alleanza e nella prima alleanza Mos, dopo aver citato il rotolo della
legge, dice Mos in esodo 24,8, prese il sangue di vitelli, ne asperse il popolo dicendo:
ecco il sangue dellalleanza, che Jahve, il Signore ha concluso con voi sulla base di
queste parole. Quindi nellantica alleanza cera il sangue che veniva asperso
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esteriormente, non era un sangue che penetrava nelle persone, veniva asperso
esteriormente.
Nella nuova alleanza, questo sangue non viene asperso sulle persone, ma diventa intimo
delle persone, penetra interiormente nella vita dellindividuo modificandola,
trasformandola. Quindi nellalleanza di Mos il sangue era quello di vitelli che venivano
sacrificati ed era suggellata con questa espressione esterna del sangue sul popolo, con
Ges come abbiamo visto non si sacrifica nessuno fosse pure un animale, ma il suo
sangue quello che viene offerto non per essere asperso sulle persone, ma bevuto, cio
penetrando intimamente nelluomo e rendendolo come lui figlio di Dio. Questo sangue
comunica a noi la vita di Ges, cio la vita divina.
Lalleanza di Ges inoltre non riservata a un popolo, come quella di Mos, ma
universale ed estesa a tutta lumanit. Infatti dice Ges:
versato per molti. E qui importantissimo questo uso del verbo versare. Nella cena
pasquale, dove prescritto tutto quello che bisognava fare, dopo il quarto calice si recita il
salmo 79 e il salmo 79 al v. 6 si legge: versa lira tua sulle nazioni che non ti conoscono e
sui regni che non invocano il tuo nome. Chi esperto dei salmi sa che sono sempre molto
bellicosi, c una immagine abbastanza bellicosa. Si loda il Signore e poi si ammazzano i
nemici. Ebbene, anche nella cena pasquale quando si distribuisce il quarto calice si recita
questo salmo: versa la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono. Ebbene Ges dice che il
suo sangue versato per molti.
Con Ges, non lira di Dio, ma il suo sangue, espressione dellamore di Dio si versa per
tutti. Questo importante in Matteo perch al momento di richiedere la sua morte, tutto il
popolo si prender la responsabilit della sua uccisione e cosa dir? Il suo sangue ricada
sopra di noi e sopra i nostri i figli. Quindi tutto il popolo si prende la responsabilit della
morte: il suo sangue ricada sopra di noi. Ebbene, il sangue di Ges ricadr sul suo popolo,
ma non come espressione di vendetta, bens come espressione di perdono, un perdono
che viene esteso pure ai colpevoli della sua morte, questa la novit portata da Ges.
Ma, c un altro significato importante che finalmente nellazione del Signore chiariamo
quello che un enigma che dallinizio del vangelo ci viene posto. Abbiamo detto che
quando una affermazione si trova in tutti 4 i vangeli significa che assolutamente certa,
non solo assolutamente certa, importantissima. Ebbene, in tutti 4 i vangeli lattivit di
Ges : egli colui che vi battezzer in Spirito santo. Il battesimo nellacqua significa
immersione in un liquido che esterno alluomo ed era simbolo di un cambiamento di vita,
della conversione per iniziare un nuovo stile di vita.
Il battesimo nello Spirito, limmersione nello Spirito significa essere inzuppati, impregnati
dello Spirito (lo Spirito la vita stessa di Dio, lamore di Dio) che si chiama santo non solo
per la sua qualit, ma per lattivit santificatrice. Quando si accoglie la vita di Dio, questa
in maniera progressiva e crescente allontana luomo dalla sfera del male, dalla sfera delle
tenebre, dal mondo della morte e lo attrae sempre pi verso la luce, verso la vita, verso il
bene. Quindi lazione dello Spirito di santificare, separare luomo dalla sfera del male.
Ebbene, tutti i 4 evangelisti indicano lattivit di Ges come colui che battezza in Spirito
santo, ma quand che Ges lo fa? Uno curioso di sapere almeno una volta che Ges
incontra una persona o un gruppo, i suoi discepoli, e li battezza in Spirito santo. E rimane
un po... sembra misterioso questo battesimo nello Spirito santo che Ges ha annunziato,
ma che mai si vede effettuato nei vangeli.
Abbiamo detto fin dallinizio che leucarestia un momento prezioso, importante,
privilegiato per la crescita nella comunit. E nelleucarestia che c il battesimo nello
Spirito santo. Infatti questo verbo versare lo stesso che si trova nel profeta Gioele che
annunzi qualcosa di inaudito per quel tempo. Gioele nel cap. 3,1 dice: dopo questo, io, (
il Signore) verser, effonder il mio spirito sopra ogni uomo. Lo spirito di Dio finora era
riservato per i profeti, per i capi del popolo, ebbene in Gioele il Signore dice: verr un
momento in cui il mio spirito, cio la mia stessa vita non verr effusa soltanto su persone
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particolari, su quelli che hanno un ruolo privilegiato, ma verr effusa sopra ogni uomo. E
quand che viene effuso sopra ogni uomo? Qui, nella eucarestia.
Quindi lamore che Ges comunica con questo calice, lo Spirito, la vita stessa di Dio,
quella che render gli uomini capaci di amare generosamente, come da Dio
generosamente e incondizionatamente si sentono amati. Quando Ges si impegn a
manifestare lamore del Padre anche a costo di dare la vita, Dio rispose comunicandogli il
suo Spirito.
Nel momento del battesimo si legge: egli vide lo spirito di Dio discendere come colomba e
venire sopra di lui. Ora ugualmente nella cena, dove i discepoli si impegnano ad essere
fedeli a Ges, mangiare il pane, anche a costo di fare la sua stessa fine, bere il calice, si
effonde su di loro lo Spirito santo. La risposta di Dio allimpegno degli uomini di farsi
pane di vita per gli altri anche a costo di affrontare sofferenze, la risposta di Dio la
comunicazione della sua stessa vita, la comunicazione della sua stessa capacit
damore e questo rende i partecipanti alleucarestia come Ges, figli di Dio.
Quindi la cena di Ges, leucarestia il momento privilegiato, prezioso nel quale nel quale
Dio risponde a quanti seguono il figlio con il dono dello Spirito. Bevendo a questo calice
dove c il sangue di Ges che lespressione abbiamo detto dellimpegno di non mettere
limiti a questa dedizione agli altri, i discepoli ricevono lo Spirito, cio la stessa forza
damare del Padre.
I limiti alla comunicazione di questo Spirito li mettiamo noi, non lui. Dice Ges nel vangelo
di Giovanni: vi do lo Spirito senza misura. I limiti allaccoglienza di questo Spirito non
dipendono da Dio, ma dipendono da noi. E evidente che quegli spazi della vita del
credente che sono occupati da rancori rimasti incancreniti, che sono occupati da egoismi
che ostruiscono questo flusso damore, che sono ostruiti dallattaccamento al passato
tutto spazio che lo Spirito non pu usufruire, ma Dio d lo Spirito senza misura. Tanto pi
grande sar la risposta delluomo nellamore verso gli altri, quanto pi grande sar la
risposta del Padre.
Ebbene la penetrazione di questo vino, di questo sangue nellintimo delluomo, quindi, la
comunicazione dello Spirito, vita e forza che trasforma radicalmente lesistenza delluomo.
La partecipazione alleucarestia allora quello che permette ai discepoli di portare a
pienezza la propria vita. Continua Ges: bevete, questo il mio sangue versato per molti
in condono dei peccati. E importante luso del verbo. Non in perdono dei peccati, ma
in condono dei peccati. In questo vangelo Ges stato presentato dallinizio come colui
che avrebbe salvato il suo popolo dai peccati.
Nel cap. 1, al momento della nascita, langelo aveva detto a Giuseppe: tu lo chiamerai
Ges perch egli infatti salver il suo popolo dai peccati. Nella nostra lingua italiana non si
riesce a rendere bene la relazione che c tra il nome e il fatto di salvare il popolo dai
peccati, nella lingua ebraica s. Il nome di Ges Jeshua, il verbo salver Joshua. C
una differenza dalla vocale e alla vocale o. Allora nella lingua ebraica dice: si chiamer
Jeshua perch Joshua cio salver il suo popolo.
Per renderlo bene nella nostra lingua italiana dovremo dire: si chiamer salvatore perch
salver il popolo dai suoi peccati, questo allora rende. Ebbene con leffusione del suo
sangue per tutti giunto del momento della salvezza, Ges salvatore che cancella i
peccati e con la parola peccati non indica le colpe degli uomini, ma una direzione
sbagliata di vita. Ma abbiamo detto levangelista attento, non usa il verbo perdonare, ma
il verbo condonare o cancellare. Quale la differenza?
Perdonare il risultato di una azione delluomo, condonare una azione unilaterale da
parte di Dio. Per ottenere il perdono dunque cera luomo, commetteva un peccato, si
pentiva, doveva pagare una offerta in sacrificio del peccato e poi otteneva il perdono.
Quindi il perdono il risultato finale di una azione delluomo che si pentito, si converte e
offre un sacrificio in riparazione del suo peccato. Qui no, qui Dio non perdona, Dio
condona, da parte di Dio lazione di cancellare completamente il passato
peccatore delluomo e la conversione eventualmente sar una conseguenza.
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Questa la novit gi annunziata dai profeti, specialmente da Osea e che Ges far sua.
Non c un perdono che arriva dopo il pentimento della persona, Dio perdona prima e il
pentimento eventualmente la conseguenza di questo perdono, quindi questa la grande
novit portata da Ges. Passiamo ai versetti finali:
29 Io vi dico che da ora non berr pi di questo frutto della vite, guardate i salti mortali
che fa levangelista per non dire vino. Ges non ha mangiato n bevuto in questa cena,
ma lui si fatto cibo e si fatto alimento per i suoi. Ma anzich dire vino, che come
abbiamo detto nella cena non compare mai, non compare in nessun evangelista per
evitare qualunque riferimento alla cena pasquale, Ges parla del frutto della vite. Perch
usa questa espressione frutto della vite? Poco prima Ges in una delle ultime polemiche
con i sommi sacerdoti, aveva rivolto ai sommi sacerdoti, una parabola tremenda, quella
del il vignaiolo, del padrone della vite che manda i suoi servi ai contadini, agli agricoltori
per ricevere il frutto della vite.
Ebbene, i contadini cosa fanno? Quando vedono questi inviati dal loro padrone li
malmenano, li maltrattano. Allora il padrone dice: questa volta mander mio figlio, di lui
avranno rispetto. Quando questi contadini vedono arrivare il figlio, cosa fanno? Ragionano
tra di loro: questo lerede, uccidiamolo e avremo noi leredit. E questa parabola Ges
laveva rivolta ai sommi sacerdoti. Ges ancora una volta denuncia che il Dio adorato nel
tempio non il Padre, ma mammona, linteresse, la convenienza.
Tutto quello che i sommi sacerdoti fanno, tutto quello che la casta sacerdotale fa per la
propria convenienza, per il proprio interesse. Uccidiamolo e avremo noi leredit. E Ges
aveva rivolto questa parabola proprio ai sommi sacerdoti e li aveva avvertiti che a loro
sarebbe stato tolto il regno di Dio e sarebbe stato dato un popolo che ne produca i frutti. E
con questo popolo che Ges berr il frutto della vite.
Il frutto della vite naturalmente il vino, anche simbolo di vita e di allegria. Quindi vedete
come levangelista attenua ogni espressione tetra della morte con immagini di vita.
Quindi: non berr questo frutto della vite
fino a quel giorno... il giorno il giorno della morte di Ges, il giorno nel quale lui
morendo comunica vita. Nessun evangelista scrive che Ges mor sulla croce.
Naturalmente Ges morto, ma come abbiamo detto prima gli evangelisti non vogliono
trasmettere una cronaca, ma una profonda verit di fede. Nessun evangelista dice che
Ges sulla croce mor, ma tutti in maniera diversa usano il verbo spirare o comunic lo
spirito o rese lo spirito. Il verbo spirare nella lingua greca prima dei vangeli mai indicava la
morte di una persona. Noi oggi lo adoperiamo: spirata quella persona.
Ma spirare significa: soffiare. Qual il significato? Che Ges morendo, lo spirito del Padre
che aveva ricevuto e arricchito con la sua capacit damore, lo effonde, lo effonde su
quanti lo accolgono. Quindi quel giorno il giorno della morte di Ges, nel quale Ges
comunica lo Spirito.
in cui lo berr nuovo con voi nel regno del Padre mio. Ges non si limita ad
annunciare la morte, ma prospetta il trionfo su questa con un immagine di pienezza di vita
e di allegria quale pu essere il bere, fare un brindisi insieme. Questo frutto della vite, dice
Ges di qualit differente e migliore, dice, una qualit nuova, lamore che Ges
dimostra con il dono della sua vita e che per ora per i discepoli non sono capaci di avere
perch non sanno fino a che punto arriver lamore del Signore.
Ancora non hanno sperimentato la morte di Ges. Ecco perch ancora tutto questo
rimane sospeso. Quando, anche i discepoli saranno passati attraverso il dono della vita e
saranno capaci di avere un amore simile a quello di Ges risponderanno con il loro amore
e il suo amore. Ed ecco la conclusione inaspettata di tutto questo ...
30 E inneggiando... levangelista evita di dire salmeggiando, nessun riferimento alla cena
pasquale, inneggiando, cantando inni. Non una immagine tetra, una immagine di
grande gioia, escono cantando. E inneggiando
uscirono per il monte degli ulivi. La lode a Dio che chiude la narrazione alla cena, toglie
da questa ogni elemento di tristezza relativo alle sofferenze che Ges affronter, ma la
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narrazione della cena si conclude con una trasgressione. Il libro dellesodo proibiva
severamente di uscire di casa la notte della Pasqua prima del mattino.
Nel libro dellesodo12,22, si legge: nessuno di voi uscir dalla porta della sua casa fino al
mattino. Quindi la notte di Pasqua si celebra la Pasqua in famiglia e poi non si pu uscire
fino al mattino. Ges e i suoi invece, celebrata la nuova Pasqua vanno verso il monte degli
ulivi. Perch levangelista pone questa plateale trasgressione? Nella nuova alleanza che
Ges ha gi stipulato con i suoi, i dettami dellantica alleanza ormai non hanno pi validit.
Leucarestia rende pienamente liberi. Luomo non pi vincolato dalla legge, una legge
da osservare. Ora ha in s lo stesso spirito del Padre che quello che guida e dirige la
sua vita. Ecco perch leucarestia, se veramente celebrata pericolosissima perch rende
persone libere. Il potere pu tollerare tutto, pu tollerare le contestazioni, pu tollerare i
disobbedienti, ma quello che preoccupa il potere una persona libera perch una persona
libera non si riesce a gestire.
Ecco allora forse perch certe eucaristie sono state trasformate in un rito che narcotizza le
persone anzich essere questa adrenalina che li stimola ad agire e ad essere pienamente
liberi. Quando si celebra la nuova alleanza i dettami dellantica perdono valore e luomo
pienamente libero.
Interventi e domande
Domanda: nel vangelo c Simone di Cirene a servizio di Ges che porta la croce... si
chiama Simone per paragonarlo a Pietro, Simon Pietro?
Risposta: Simone: ci sono due Simoni nei vangeli, c Simon Pietro che rifiuta la croce.
Lui rifiuta la croce di Ges e finisce per tradirlo. C un altro Simone che invece laccoglie
ed un Simone di Cirene, terra pagana padre di Alessandro e di Rufo. E strano questo,
c Simone, un cireneo, africano, ha due figli, a uno gli mette un nome greco:
Alessandro, a un altro gli mette un nome romano. Sarebbe per dire, adesso non so che
esempio fare, come uno avesse due figli, uno lo chiama Igor e laltro John, un nome
russo e un nome americano. Questo prende la croce. Anche qui non cronaca, non
folclore, ma una profonda verit. Quella croce rifiutata da Simon Pietro viene presa dai
popoli pagani che accoglieranno il messaggio di Ges e permetteranno al suo messaggio
di espandersi. Non dimentichiamo che i seguaci di Ges sono stati riconosciuti come tali
non a Gerusalemme, non in terra dIsraele, ma in terra pagana ad Antiochia ed ad
Antiochia che per la prima volta i discepoli di Ges sono stati riconosciuti come cristiani.
Domanda: E poi chiama i 12 apostoli, questi apostoli sono solo rappresentanti del popolo
di Israele in numero di 12 o il termine ha qualche altro significato? Cera proprio necessit
di chiamarli 12 apostoli?
Risposta: Ti ringrazio. I numeri nella bibbia, nei vangeli hanno sempre valore figurato, mai
matematico, aritmetico. Anche quando si parla dei 12 apostoli, una figura, non un elenco
anagrafico tanto vero che in nessun vangelo trovate una lista dei 12 che sia uguale agli
altri. E strano. Come mai gli evangelisti se erano veramente 12 questi apostoli non ci
hanno trasmesso una lista uguale dei nomi di questi 12 personaggi importanti? Ogni
evangelista presenta una sua lista. Ci sono alcuni, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea,
Filippo che compaiono in tutte le narrazioni, poi ci sono gli altri che sono intercambiabili
per cui non abbiamo un elenco esatto dei nomi. Con i 12 apostoli, gli evangelisti intendono
dire: lIsraele che ha seguito Ges perch non tutta Israele ha rifiutato Ges, c una parte
che lo ha accolto, questa parte che lo ha accolto viene raffigurata dai 12 apostoli.
Domanda: la ringrazio perch la prima volta che la sento dal vivo e mi piaciuta la sua
libert, la sua profondit. Lei ha toccato il punto delle istituzioni, lobbedienza... ha detto
che le istituzioni tendono a far restare le persone infantili, che vanno nelle istituzioni le
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persone che hanno paura della loro libert. Intanto mi pare che lei sia un religioso e quindi
i religiosi hanno il voto di obbedienza e mi domando allora queste istituzioni ratificate dalle
chiesa.. in che modo fanno veramente crescere le persone e aiutano la loro libert?
Risposta: Ti ringrazio. Quale il modello di chiesa che emerge dal vangelo? Ce lo
abbiamo da Luca negli atti degli apostoli. Quando Pietro viene liberato dalla prigione che
non tanto la prigione esteriore dove Erode lo aveva gettato, ma era la prigione interiore
quella che si era costruito lui stesso, quella che lo aveva portato al tradimento. Liberarsi
dalla prigione esteriore facile, molto pi difficile di liberarsi dalle prigioni che ci
costruiamo noi. E quando lui finalmente viene liberato dice: Il Signore mi ha liberato dalle
aspettative di Erode e di tutto il popolo, cio di seguire questo messia trionfante, non entra
nella comunit di Gerusalemme da cui lui proveniva quella che adesso era presieduta da
Giacomo e dove cerano gli apostoli, ma bussa a una comunit che composta da tre
persone e secondo la tecnica di Luca il numero 3 indica la comunit e levangelista ci
presenta il modello di comunit cristiana. Bussa alla casa di Maria la madre di Giovanni
chiamato Marco e dove il terzo personaggio Rode, la portinaia. (cfr. atti di apostoli
12,12-13). Ecco il modello di comunit secondo levangelista.
E presieduta non da un uomo, presieduta da una madre. Perch importante questa
madre? In tutte le culture il padre colui che spera che il figlio gli assomigli. Il padre
pretende dal figlio. La madre lamore incondizionato, la madre accetta il figlio cos com.
Allora la comunit ideale cristiana di Luca quella che presieduta dallamore materno.
Lamore materno quello che tutto scusa, tutto copre, tutto perdona, il ritratto di Dio.
E la madre di Giovanni chiamato Marco, ed Marco levangelista, lautore del vangelo, e
levangelista lo pone al centro, quindi una comunit che centrata sul vangelo. Il terzo
personaggio Rode che la serva. La comunit si esprime nel servizio. Questa la
comunit cristiana, quindi una comunit presieduta dallamore, amore materno, amore
incondizionato, centrata sul vangelo e si esprime nel servizio.
Allora questa comunit cristiana una comunit dinamica animata dallo Spirito e noi
sempre ci dobbiamo rifare a questo. Il rischio che questa comunit dinamica animata
dallo Spirito si trasformi in istituzione rigida regolata dalle leggi. Quando la comunit, la
comunit dinamica (dinamica significa movimento) animata dallo Spirito si degrada a una
istituzione rigida regolata dalle leggi, lo Spirito non c pi e dove non c lo Spirito ci
possono essere le aberrazioni pi tremende. Allora quello che inutile diventa importante
e quello che importante diventa marginale, allora una comunit dove le osservanze
vengono messe al primo posto e in nome delle osservanze si ignora, come ha detto Ges,
il comandamento pi importante che quello dellamore.
Riguardo allallusione, sono frate dei servi di Maria da pi di 40 anni, il voto di
obbedienza.... questo un linguaggio che si rif a una epoca del medioevo dove cerano
padroni e signori quindi si rifletteva questo atteggiamento. Cosa significa il voto di
obbedienza oggi? E un impegno di collaborazione, che diverso. Non che io obbedisco
a un altro perch laltro mi rappresenta la volont di Dio, figuriamoci! E che avendo scelto
una famiglia religiosa che mi ha accolto, mi ha dato possibilit e capacit di studio e di
vita, gli interessi di questa famiglia vengono sempre al primo posto per cui se c un
bisogno questo viene sempre prima delle mie esigenze. Ma attenzione, uno spirito di
collaborazione non di obbedienza.
Permettete un piccolo episodio personale cos si capisce meglio. Anni fa cera un priore
provinciale che mi convoc e mi disse: Alberto adesso tu smetti di studiare la bibbia e ti
dedichi alloratorio dei ragazzi. Cosa? S, adesso tu smetti di dedicarti alla bibbia e ti
dedichi ai ragazzi. Ma io non ci penso minimamente!. Lui dice: questa la volont di Dio,
No, questa una stupidit tua perch se a me il Signore mi ha dato delle capacit di
studio (per me lo studio non un lavoro, una passione) mi ha dato delle capacit di
divulgazione, questo un dono che il Signore mi ha dato e io questo devo portarlo
avanti... che poi tu mi dici: fallo a Cannicat o fallo a Merano, la valigia pronta e lo faccio,
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ma io questo devo fare. Quando mi trover di fronte al Signore che mi chieder conto dei
carismi, dei doni che mi ha dato io non potr dirgli : ma sai il padre provinciale non voleva.
Lui mi dir, ma scemo, io i doni li ho dati a te, mica li ho dati al padre provinciale! Ecco la
differenza tra obbedienza e collaborazione. Quindi collaboro con la famiglia religiosa che
ho scelto, sono disponibilissimo, ma chiaro, se uno mi dice: smetti con questa attivit
disobbedisco perch questa non la volont di Dio, ma la stupidit delluomo.
Domanda: mi parsa una contraddizione quello che lei ha detto a proposito
dellubbidienza e lepisodio del suo superiore rispetto alla vita di Ges perch Ges in un
passo di Giovanni 14,31 dice: Io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha
comandato.. Ora sappiamo la fine di Ges, sappiamo che nella prescienza di Dio sapeva
che sarebbe finito in croce, eppure ha accettato, quindi stato ubbidiente. Questa parola,
ubbidiente, viene detta anche in un inno cristologico che Filippesi 2, 6-8: Cristo Ges pur
essendo di natura divina non consider un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ....
ma si fece ubbidiente fino alla morte di croce. In questo caso penso che lei si contraddica,
per mettere a frutto i talenti che Dio le ha dato rifiuta un comando del superiore...
Risposta: Lobbedienza abbiamo detto non un valore cristiano perch lobbedienza
presuppone una persona che comanda e una che obbedisce, quindi uno superiore e uno
inferiore e questo non pu essere nella comunit cristiana dove abbiamo un unico Padre e
siamo tutti fratelli e questo Padre non governa gli uomini emanando leggi che tutti devono
osservare, ma comunicando loro il suo Spirito, la sua capacit damore.
Per Ges compiere la volont del Padre lui dice che cibo e bevanda. Cibo e bevanda
cosa sono? Alimenti indispensabili per la propria vita. Ges non obbedisce a una realt
esterna, lui e il Padre sono lidentica cosa. Lui e il Padre non possono essere separati.
Quando Filippo gli dice: mostraci il Padre e ci basta... Ges dice: Filippo, chi ha visto me,
ha visto il Padre. Quindi non c un Ges distante dal Padre e il Padre che gli d un ordine
e il figlio gli deve obbedire. Entrambi hanno fatto proprio lo stesso ideale: comunicare vita
allumanit.
Quindi il verbo obbedire - la radice - ascoltare, e Ges ascolta questa voce, ascolta
questo desiderio del Padre e lo fa suo. Per lui realizzare la volont del Padre non frutto
di penosi sforzi, ma un alimento che lo mantiene in vita. Quindi significa alimentare
proprio la sua esistenza perch la volont di Dio una e positiva: che tutti gli uomini lo
conoscano come Padre e abbiano la capacit di diventare suoi figli. Per essere fedeli a
questo amore inevitabilmente si incontrano le sofferenze. Le ha incontrate Ges e Ges
assicura che tutti quelli che lo seguono fedelmente le incontreranno. Incontreranno
opposizioni, ostacoli, persecuzioni, financo la morte.
Quando Paolo dice: completo nella mia carne i patimenti di Cristo, non significa le
sofferenze che la vita quotidiana ci pu portare, ma come Ges stato perseguitato, cos
anche Paolo per la fedelt a questo messaggio accetta la persecuzione. Ma la
persecuzione non mai fattore di distruzione, ma sempre fattore di crescita. Noi non
dobbiamo andare in cerca della persecuzione, per quando viene non sorprendiamoci,
gi in programma, n allarmiamoci perch fattore di crescita. Ges paragona la
persecuzione allazione del sole sulla pianta. Per la pianta, lazione del sole
indispensabile per crescere. Se la pianta si secca, la colpa non del sole, perch la
pianta non ha messo radici. Allora la persecuzione un momento di rafforzamento del
credente e della comunit cristiana. Se soccombe perch la parola del Signore non
aveva messo radici.
Domanda: Se tu mi dai leucarestia e mi dici: qui devi mettere sopra questa particola il
perdono a qualche tuo fratello... dobbiamo capirci cos il perdono. E poi ti direi: non serve
perch il Padre eterno lha gi perdonato. Eventualmente dammi leucarestia affinch io
possa capire un amore cos grande che precede il mio amore, perch di sicuro io non
riuscirei mai a perdonare tanto una offesa quanto ha perdonato il Padre eterno. Grazie.
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Risposta: C un unico impedimento, lunico ostacolo per accogliere leucarestia, il non


voler perdonare, non il non potere. Il perdono un processo lento che richiede tempo.
Tanto pi grande il torto ricevuto, tanto pi grande sar il tempo per arrivare a formulare
il perdono. Non si pu perdonare immediatamente. Un perdono immediato normalmente
un perdono superficiale. Se la ferita grande, se il torto ricevuto grande, se il male che
ci hanno fatto grande, ci vuole del tempo per elaborare questo dolore e trasformarlo in
perdono, per io voglio, non ci riesco. Ancora non riesco a perdonare la persona, per io
voglio. Allora s mi accosto alleucarestia perch Ges mi d il suo pane, la sua energia
damore per arrivare a perdonare. Ma se io dico: non voglio perdonare e allora che vieni a
fare, che viene a fare se non vuoi perdonare? Un conto che non puoi perch non ci
riesci, lo vorresti per ancora troppo presto e quindi ti vieni a nutrire di me. Ma se tu dici:
non voglio e allora che vieni a fare? Qui hai il perdono incondizionato, lamore
incondizionato e tu lo ricevi e dici di no a unaltra persona. Quindi il perdono richiede del
tempo, limportante volerlo e leucarestia ci aiuta a realizzarlo, ma se uno si chiude al
perdono dellaltro non ha nulla a che fare con il perdono di Ges che espresso
nelleucarestia.
Domanda: riguardo sempre alleucarestia... ci sono esempi in cui leucarestia stata
negata e viene negata: ai divorziati, omosessuali e in vari situazioni. Come la mettiamo di
fronte al sacramento della confessione?
Risposta: Ges viene criticato per il suo atteggiamento con i peccatori, quando Ges fa
una pazzia, sceglie la persona pi impura che ci poteva essere nella societ, un
pubblicano, una persona irrimediabilmente impura che rendeva impuro tutto quello che
avvicinava, sceglie un pubblicano e lo chiama a far parte del suo gruppo, questo crea uno
scandalo da parte dei benpensanti, da parte degli scribi, dei farisei. E quando vedono che
addirittura Ges mangia con questi, sbottano, non ne possono pi perch abbiamo detto
si mangia tutti in un piatto. Se tu in un piatto mangi con una persona che infetta, la sua
impurit si trasmette a te e quindi tutto diventa impuro. Loro non hanno capito che non il
pubblicano che infetta il piatto di Ges, ma Ges che purifica il pubblicano.
Ma si rivolgono a Ges protestando: ecco, mangia con i pubblicani e con i peccatori. E
Ges fa un ragionamento talmente logico, talmente chiaro che soltanto lottusit della
religione rende illogico e rende incomprensibile. Ges dice: io sono il medico. Venuto per
chi? Per gli ammalati e non per i sani! La religione riuscita talmente a deformare il
cervello delle persone che le ha condizionate a tal punto che se sono malati viene loro
impedito di chiamare il medico, se sono infermi viene loro proibito di prendere la medicina.
Immaginate una persona che conoscete, malata, e dite: hai chiamato il medico? Ah no,
sto male, e quand che lo chiami quando stai bene? Hai preso la medicina? No perch ho
la febbre, quand che la prendi? La religione riuscita a far credere questo: non posso
avvicinarmi al medico, non posso chiamare il medico perch sto male, non posso
prendere la medicina perch sono ammalato. Ges non nega il peccato che definisce una
malattia cio un limite alla persona, ma proprio per loro che Ges venuto. Ges non si
offre come un premio per la buona condotta, ma come un pane, come un regalo per
ottenerla. Allora a queste persone che si scandalizzavano allora come oggi, Ges fa un
discorso molto chiaro: io sono il medico venuto per gli ammalati. Non sono i giusti che
sono venuto a chiamare, ma i peccatori.
Domanda: Quando parlava di Pietro nudo che si cinge la veste, poi ha avuto le chiavi
della protezione della chiesa come compito...
Risposta: Riguardo a questa domanda il tema che faremo lanno prossimo: Pietro, un
diavolo in paradiso cio come ha fatto Pietro a convertirsi perch abbiamo visto che
duro e tratteremo molto degli atti degli apostoli dove si descrive. C un primato di Pietro
indubbiamente, ma nel vangelo di Luca quando Ges dice a Pietro: io ho pregato con te
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perch quando tu ti sia convertito confermi i tuoi fratelli, questo il primato di Pietro. Sar
un cammino lungo, doloroso che svilupperemo negli atti degli apostoli.
Domanda: Il simbolo del pesce che identifica i cristiani, il cristianesimo da cosa nasce, a
cosa si riferisce?
Risposta: il simbolo del pesce perch nel greco sono le stesse iniziali di Ges Cristo
nostro Signore
Domanda: in Matteo 22 il dottore della legge interroga Ges e dice: maestro, qual il pi
grande comandamento della legge? E Ges risponde: amerai il Signore Dio tuo con tutto il
cuore, con tutta la tua anima e con la tua mente, questo il pi grande e primo
comandamento. Tu oggi ci hai raccontato come in tante altre occasioni che Ges venuto
a ribaltare quello che era il fondamento del rapporto.. la cosa pi importante era riferirsi a
Dio. Come mai a questa domanda Ges appunto invece ribadisce: la cosa, il
comandamento pi importante riferirsi a Dio e non agli uomini.
Risposta: perch questo dottore della legge a Ges gli fa questa domanda della quale lui
sapeva la risposta? I comandamenti sono 10. in questi 10 cera una gerarchia: cerano 3
obblighi nei confronti di Dio che erano esclusivi del popolo di Israele e poi cerano 7 doveri
nei confronti degli uomini che erano patrimonio culturale dellumanit. In tutte le culture
cera la proibizione di ammazzare, di rubare, di commettere adulterio mentre i primi 3
erano esclusivi di Israele. Ebbene vedono che Ges nel suo atteggiamento ignora i primi
3. Ges non chiede alle persone se credono o no in Dio, ma se amano gli altri. Quando il
ricco gli chiede quali comandamenti osservare per la vita eterna, Ges ignora i primi 3 e
gli parla soltanto di quelli che riguardano latteggiamento con le persone. Ma anche in
questo 3 comandamenti cera una gerarchia.
Si chiedevano: quale il comandamento pi importante? La risposta che sapevano (per
questo non interrogano Ges per apprendere, ma interrogano Ges per verificare se in
linea con la loro dottrina), quale il comandamento pi importante? La risposta era: il
comandamento pi importante il riposo del sabato perch lunico comandamento che
Dio stesso osserva perch si credeva che il sabato Dio e i suoi angeli cessavano ogni
attivit. Allora se Dio stesso osserva un comandamento il pi importante. Per questo,
per la trasgressione di questo comandamento era prevista la pena di morte. Per cui al
tempo di Ges losservanza del sabato equivaleva allosservanza di tutta quanta la legge.
La trasgressione del sabato equivaleva alla trasgressione di tutta la legge ed era prevista
la pena di morte.
Visto la disinvoltura che Ges ha verso i comandamenti, ecco che questo tutore della
legge gli chiede: qual il comandamento pi importante? Lui lo sa, il sabato. La risposta
di Ges sconvolgente, non solo non gli risponde che il sabato, ma non gli cita neanche
uno dei comandamenti, nessuno. Ges con i comandamenti ha un rapporto particolare,
distanziato e invece gli estrapola dalla dottrina di Israele quelli che erano a livello di
precetti, lamore a Dio e lamore al prossimo. Ma se Ges d questa risposta perch la
d a un dottore della legge, non un insegnamento per la comunit cristiana perch
questo amore era un amore a Dio totale, assoluto, incondizionato: amerai il Signore Dio
tuo con tutta la tua anima, con tutte le tue forze, con tutto te stesso. Lamore al prossimo
non era mica cos: amerai il prossimo tuo come te stesso. Quindi c un amore a Dio
totale e un amore al prossimo relativo, questo il massimo della spiritualit ebraica. Per
cui Ges risponde a un dottore della legge secondo la sua spiritualit. Ma attenzione
perch questi due comandamenti possono portare a risultati devastanti perch se lamore
di Dio deve essere totale, incondizionato e lamore al prossimo relativo, significa che tutte
quelle volte che noi ci troviamo a dover scegliere tra lamore di Dio e lamore del prossimo
dobbiamo scegliere lamore di Dio. Tutte le volte che ci troviamo in conflitto cos pi
importante osservare la legge di Dio o il bene luomo, onorare Dio o onorare luomo? Le
persone religiose non hanno dubbio: onorare Dio perch lamore a Dio assoluto e
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lamore al prossimo relativo e questo produce delle situazioni aberranti come il


sacerdote della parabola che vede il malcapitato. Perch passa dallaltra parte, perch
crudele? No, peggio, una persona religiosa e allora per lui pi importante osservare la
legge di Dio che fare il bene alluomo e la legge di Dio impone a lui sacerdote di non
avvicinarsi a un ferito perch anche una sola goccia di sangue lo pu rendere impuro. Per
rispettare la legge di Dio non rispetta il bisogno delluomo. Come abbiamo visto nella
religione, si onora Dio e si disonorano le persone.
Allora la risposta di Ges per il dottore della legge, ma mai Ges alla sua comunit
parler di questi precetti. Il comandamento che Ges lascia alla sua comunit : amatevi
tra voi lun laltro come io ho amato voi. Quindi non c un amore a Dio totale e un amore
al prossimo relativo. Lunico comandamento lamore, come io vi ho amato. Non dice
come io vi amer. Perch usa il verbo al passato: come io vi ho amato? Com che ha
amato Ges? Lavando loro i piedi. Lamore non reale se non si traduce in servizio per gli
altri.
Domanda: lei ha detto che labito (parlando di quella contraddizione in cui Pietro nudo,
ma si veste) labito segno di chi al servizio, di chi si mette al servizio. Secondo lei
importante oggi anche che negli ordini religiosi ci si riconosca con un abito per mostrare
alla gente che si al loro servizio, o non serve?
Risposta: riguarda allabito, Ges ci d un unico distintivo: da questo vi riconosceranno
che sarete miei discepoli, da un amore gli uni verso gli altri, lunico distintivo. Quando
non si riesce a far questo c bisogno dei sostituti, dei surrogati, dei distintivi, abiti o altro. Il
nostro ordine stato tra i primi grazie al cielo, dopo il concilio vaticano a lasciare liberi di
vestire ognuno come si vuole per cui nel nostro ordine c chi porta labito, c chi veste
cos. Anche qui permettimi di rispondere con una piccola storia.
Anni fa presi laereo col mio priore provinciale, un altro, non quello di prima, un viaggio
breve 3 ore. Lui era con tanto di tonaca, veste sempre, io come vesto normalmente. Non
avevamo i posti insieme, quindi lui si mise davanti, io dietro. Ebbene, quando siamo
arrivati lui mi ha detto che aveva dormito tutto il viaggio, io vestito cos ho confessato due
persone perch cominciando a parlare con quello che era accanto.... io sono prete... era
un signore che si confessato e poi mi ha detto: senta forse anche a mia moglie farebbe
piacere parlare con lei. Allora si cambiato di posto, venuta la moglie. Allora quando
siamo arrivati gli ho detto: Girolamo, hai visto te con la tonaca hai dormito tutto il tempo, io
vestito cos ho confessato due persone, quale il distintivo del credente?
Domanda: volevo tornare su quel concetto molto bello che non necessario che noi ci
purifichiamo per avvicinarci alleucarestia, ma che veniamo purificati nel momento stesso
in cui leucarestia o Ges entra in noi. Allora con il sacramento della confessione, come la
mettiamo? Da dove viene quel discorso: quello che legherete in terra sar legato in cielo,
quello che scioglierete in terra sar sciolto in cielo che ci hanno insegnato fin da piccoli per
andare a confessarci, per essere liberati, slegati affinch possiamo avvicinarsi
alleucarestia?
Risposta: il problema spinoso e viene fuori sempre perch specialmente noi di una
certa et siamo stati educati che la confessione era il momento indispensabile per poi
andare a ricevere leucarestia e normalmente si cercava di farla proprio allultimo momento
perch quelli della mia generazione sanno che cera una educazione religiosa dove per
fare la comunione bisognava essere in stato di grazia. Ma essere in stato di grazia era una
cosa talmente evanescente che bastava un niente che te lo impediva. Io ricordo che ci si
andava a confessare allultimo momento.
Si riceveva (adesso lo dico in maniera cos comica) lo scontrino per andare a fare la
comunione e magari si andava a fare la comunione ad occhi bassi perch se mi veniva
non so un immagine, una fantasia potevo perdere la grazia e quando stavo per arrivare a
fare la comunione, finalmente arrivato al traguardo, se soltanto mi veniva in mente: ah!
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glielho fatta, sono in grazia...avevo peccato dorgoglio, avevo perso la grazia, bisognava
tornare da capo. Questo in maniera umoristica era il concetto della confessione prima
della comunione, tanto vero che c gente che dice: non ho peccati, ma una lavatina...
quindi una specie di macchina lavatrice dove si mettono i panni. Grazie al cielo c stato
un concilio, c stata una riforma liturgica e questi due sacramenti sono stati finalmente
separati, ognuno con la sua dignit, ognuno con il suo scopo preciso.
Nelleucarestia c il perdono dei peccati dallinizio alla fine e siamo talmente duri di
comprendonio che nonostante che nelleucarestia si insista su questo concetto noi non lo
comprendiamo. Allinizio, proprio dopo il saluto iniziale, c lassoluzione: Dio che Padre
onnipotente ha misericordia di noi, perdona i nostri peccati, li perdona! Pi chiaro? E uno
penser: beh forse i miei no... allora andiamo avanti... le parole di Ges: questo il mio
sangue versato per voi e per tutti in remissione dei peccati...beh speriamo, forse i miei
no.....allora poco prima di fare la comunione: agnello di Dio che togli i peccati del mondo...
e se proprio i tuoi non li toglie vai via perch proprio non ci entri con questa assemblea.
Quindi nelleucarestia c il perdono delle colpe, c il perdono dei peccati. Ma chiaro,
nelleucarestia io lamore ricevuto dal Signore non lo trattengo per me, ma lo voglio
comunicare agli altri. Dice Pietro nella sua lettera che la carit e lamore copre una
moltitudine di peccati. Quindi nelleucarestia c il perdono delle colpe.
Altro il sacramento, evitiamo di chiamarlo confessione perch non pi il titolo di questo
sacramento, ma della riconciliazione o della penitenza, ma penitenza nel senso di
conversione. La nostra vita ha delle tappe, dei momenti importanti nei quali sentiamo
bisogno di metterla in sintonia con il disegno che Dio ha su di noi. Allora in questi momenti
in cui noi desideriamo di mettere in sintonia la nostra vita con il disegno damore di Dio
che vuole la mia felicit e la mia realizzazione, c la possibilit di accedere a questo
sacramento che comunica vita, deve essere una comunicazione di vita, deve rafforzare la
nostra esistenza e la nostra vita. I tempi e i modi nessuno ce li pu imporre, saremo noi
che liberamente li sceglieremo. Comunque su questo sempre nella parte del sito domande
frequenti se andate l lo trovate molto pi esteso con molto pi esempi etc.
Domanda: Adesso parla di riconciliazione, per quanti sono i sacerdoti che riconciliano
nella sua logica? Io sono una semplice lettrice del vangelo, per poi se voglio cercare
delle spiegazioni dalle stesse persone, dagli stessi sacerdoti a cui vado a chiedere, la
riconciliazione non che abbia le stesse spiegazioni che ho da lei in questo momento,
quindi anche l a Monteberico.. sicuramente si parlano due lingue diverse... essendo una
persona che alle elementari, ogni volta che vedo un maestro di fronte a me non so mai
se ho partecipato alle stesse elementari o sto andando da una lingua allaltra senza capire
niente e questo mi mette tanto in imbarazzo semplicemente nel dubbio: ma sto sbagliando
tutto io? Poi se l legata al dito per quella storia di donne.... ma allora le donne sono
sempre persone senza cervello nei vangeli o c un discorso pratico in cui vengono anche
considerate, perch spesso Ges le usa come esempi poi per far capire... quindi appunto
tra Marta e Maria c uno sbaglio per una delle due o proprio una sbaglia del tutto e laltra
fa qualcosa di giusto?
Risposta: la prima parte ovvia, non c bisogno di un mio commento. Il prete come il
medico, se il medico non funziona non sono obbligato ad andarci, me ne scelgo un altro.
Ma la seconda, attenzione, nella cultura di Ges lessere umano pi distante da Dio era la
donna. Per quale motivo? Per il fatto biologico delle mestruazioni che la rendevano impura
la donna era considerata in una condizione perenne di impurit per cui lessere umano pi
lontano da Dio era considerata la donna. Nel talmud, la legge orale, c scritto che le
donne non sono degne dellinsegnamento, che meglio che brucino tutte le bibbie
piuttosto che una venga salvata dalle mani di una donna. Come si pu arrivare a dire una
cosa del genere? Ma chiaro, se tutte le bibbie vengono bruciate e una donna ne salva
una, questa bibbia non si pu leggere perch la donna lha resa impura e quindi non si
pu toccare. Quindi le donne vengono considerate le pi lontane da Dio.
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Ebbene, nei vangeli tutti i personaggi femminili, eccetto due donne, quelle che sono legate
al potere, la donna che lo esercita Erodiade, la donna che lo desidera per i suoi figli, la
madre dei figli di Zebedeo, eccetto queste due donne, tutte le donne sono positive e non
solo equiparate agli uomini, ma a un livello superiore. Allora immaginiamoci nella cultura
dellepoca: Dio, gli esseri umani, lessere umano pi lontano la donna, Dio circondato
da 7 angeli del servizio. Ebbene nei vangeli il ruolo degli angeli di annunciatori di vita e di
servizio reso dalle donne, per cui nei vangeli le donne non sono uguali agli uomini ma
stanno ad un livello addirittura superiore.
Quello di Marta e Maria, bisogna rifarsi alla cultura dellepoca. Ges entra in un villaggio
(ricordate villaggio sempre incomprensione) entra in una casa che di propriet di Marta
e Marta tutto un programma gi il nome, significa la padrona di casa. E la donna
secondo la tradizione, e sta in cucina, a servizio. Ancora oggi nel mondo arabo
palestinese quando si viene accolti in una famiglia si viene accolti dai maschi, le donne
non si vedono, sono invisibili, ma non in una famiglia diciamo di livello basso, anche in
famiglie di universitari, di professori si viene accolti dal marito, dai figli, da un altro uomo
che pu essere nella casa, ma le donne non si vedono, le donne sono escluse.
Ebbene Marta secondo questa tradizione confinata in cucina. La sorella Maria osa
trasgredire tutto questo e compie il ruolo del maschio, del padrone di casa. Accoglie Ges
e quella espressione che ai suoi piedi ascoltava la sua parola non significa venerazione,
devozione o contemplazione. In quel mondo non esistono le seggiole, ma esistono le
stuoie dove ci si mette per terra. Allora sedere ai piedi di qualcuno significava: apprendere.
Paolo dice che seduto ai piedi di Gamaliele ha appreso la dottrina. Quindi Maria osa
trasgredire le regole della tradizione, della morale, che confinavano le donne in cucina al
lavoro e fa la parte delluomo, fa la parte dellospite. Accoglie Ges, si mette ai suoi piedi
(ripeto significa accoglienza e ascolto) e ascolta il suo messaggio.
Marta sopporta un po, poi sbotta, non ne pu pi. Va da Ges e chiede di rimproverare la
sorella che la riconfini nella cucina, nel luogo della tradizione. Non ti importa che mia
sorella mi abbia lasciato sola a servire? Ed ecco che Ges anzich rimproverare Maria e
rispedirla l dove la tradizione vuole che siano le donne rimprovera Marta. Lo fa dicendo
Marta, Marta... (quando nei vangeli un nome ripetuto significa sempre rimprovero o
lamento Gerusalemme, Gerusalemme... Marta, Marta..) quindi Ges rimprovera Marta
tu ti occupi di tante cose, Maria ha scelto -una- la parte migliore che non le sar tolta.
Cos che ha scelto Maria e che non le sar tolto? Pu essere tolto tutto alle persone,
cos che non ci pu essere tolto, pu essere tolta anche la vita? Maria ha scelto la libert,
ma non una libert che le stata concessa, una libert che le stata guadagnata. La
libert che ci viene data come ci viene data pu essere anche tolta. Ebbene Maria invece
ha osato trasgredire le regole, ha osato trasgredire la tradizione e i tab e trasgredendo
questo ha conquistato una libert che essendo frutto interiore della sua scelta nessuno le
potr togliere. Un conto la libert che ci viene concessa, un conto la libert che viene
conquistata. Ed ecco come modello di libert nei vangeli viene presentata la donna.
Domanda: una certezza che io ho che Dio sempre con me, dalla mia parte... mi
spieghi quel mio Dio, mio Dio, perch mi hai abbandonato?
Risposta: Ges in croce Ges pronunzia queste parole che sono le parole di un salmo e
anche qui, come abbiamo visto, importante entrare nelle tecniche letterarie dellepoca. A
quellepoca per citare un testo, una preghiera, un salmo bastava il versetto iniziale. Allora
quel versetto che inizia Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato... la preghiera di
sofferenza di un giusto condannato a morte, ma bisogna leggere tutto il salmo che finisce
in un ringraziamento e in un riconoscimento di lode: proclamer il tuo nome
allassemblea. Non un segno di abbandono da parte di Ges, non un segno di
smarrimento o di sfiducia di Ges, ma Ges pure in quella condizione, facendo la morte
dei maledetti da Dio, rinnova completamente la fiducia nel Signore. Quindi levangelista
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mette il primo versetto, ma va letto tutto il salmo ed un salmo bellissimo perch dopo lo
sfogo della denuncia del male termina: e annuncer il tuo nome allassemblea.

Brani del Nuovo Testamento commentati:


Date a loro voi da mangiare. Mt. 14,13-21
Il pane che purifica. Mt. 15,1-20
San Paolo 1 Corinzi 11,17-34.
Il Dio che serve. Lc 12,35-38
Il pane spezzato Lc. 24,13-35
Pane e companatico Gv. 21,1-14
Vangelo di Matteo 26, 26-30

da pag. 1
da pag. 9
da pag. 15
da pag. 17
da pag. 21
da pag. 26
da pag. 30

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