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Ossigeno ha un eccesso di carica negativa. Gli atomi di idrogeno un residuo di carica positiva.

Fra gli atomi di idrogeno di ciascuna molecola e quelli di ossigeno delle molecole adiacenti si
vengono a formare delle specie di legami supplementari che si chiamo legami idrogeno o ponti
di idrogeno.
Con lesistenza di forze di coesione fra molecole dacqua si determina la caratteristica della
forma sferica delle gocce dacqua nonch di altre propriet come la massa volumica.
Massa volumica dellacqua 1 kg/dm3, esattamente alla temperatura di 4 C. A temperature
maggiori lacqua aumenta di volume e quindi diminuisce di massa volumica, anche a
temperature tra 4 e 0 C.
Nel passaggio da stato L a S lacqua aumenta di volume. La massa volumica del ghiaccio
0,92 kg/dm3.
Questo spiega perch il ghiaccio galleggia sullacqua, specialmente sullacqua di mare che
contenendo disciolti 35 g di Sali per litro, ha massa volumica 1,026 kg/dm3. Questo spiega
anche perch i tubi si rompono in seguito a raffreddamento che congela lacqua contenuta nei
tubi (acqua esercita forte pressione).
Nel passaggio da L a V lacqua aumenta di volume: 1 kg di acqua occupa un volume di 0,001
m3 da L, un volume di1,2 m3 quando diventa Vapore acqueo.
Pressione ordinaria 1 bar (1 atmosfera) lacqua liquida fra 0 e 100 C (273 373 K).
< 273 K SOLIDO (Ghiaccio); >373 K (Gas, vapore acqueo). PUNTO TRIPLO -0,1 C.
Se lacqua sotto pressione rimane liquida anche a temperature >100 C, per lacqua
sempre allo stato di V al di l del PUNTO CRITICO = 647 K (374 C) e alla pressione di 217,7
bar.
Calore latente di fusione o solidificazione (nascosto dentro la molecola) la quantit di energia
corrispondente alla transizione da S a L e viceversa.
Calore latente di fusione dellacqua a O C di 338,8 kJ/kg (79,72 kcal/kg) occorre fornire
questo calore a 1 kg di ghiaccio per trasformarsi in forma liquida; occorre sottrarre questa
quantit di energia mediante raffreddamento per trasformare 1 kg di acqua in ghiaccio.
Calore latente di evaporazione o condensazione quello coinvolto nelle transizioni da L a V e
viceversa.
A 100 C di 2,26 Mj/kg (539,55 kcal/kg). Quando lacqua evapora a temperature <100 C
occorre pi energia.
Lacqua una delle sostanze con pi elevato calore latente di evaporazione.
Lacqua un eccezionale solvente per molti Sali e composti organici.
Lacqua entra in contratto stabile con molte sostanze. Goccia cade su un foglio di carta e su un
foglio di materia plastica (politene). Lacqua si spande fra le fibre di cellulosa della carta e non
si spande, restando come goccia compatta a contatto con gli idrocarburi della plastica.
Perch? Nelle molecole di cellulosa sono presenti in grandi quantit atomi di O che formano
legami idrogeno con gli atomi di H dellacqua.
Negli idrocarburi sono presenti soltanto atomi di Carbonio e di idrogeno e non si possono
formare legami.
Questo spiega perch Benzina e Petrolio sono IMMISCIBILI con acqua e si dispongono in stati
separati.
Fenomeni simili con altre molecole, anche inorganiche: lacqua bagna il vetro in cui sono
presenti molecole ricche di ossigeno come la silice SiO2.
Lacqua penetra nel suolo perch forma legami idrogeno con le molecole minerali del terreno:
silice, carbonato di calcio CaCO3, ossidi di ferro e alluminio Fe2O3, Al2O3, che contengono
tutte O. Cos si spiegano i fenomeni della disgregazione e erosione del suolo. Quando una
goccia dacqua cade sul terreno possiede unenergia cinetica che esercita un azione durto sui
costituenti del suolo. Questi costituenti sono bagnati, allazione durto si accompagna
unazione di penetrazione e disgregazione di particelle pi grosse in pi piccole. I prodotti
della disgregazione restano in sospensione.

Al contatto fra acqua e proteine sono dovuti i fenomeni di passaggio dellacqua da una parte
allaltra negli organismi viventi.
Alla bagnabilit della cellulosa sono dovuti i fenomeni della capillarit, grazie ai quali lacqua
pu SALIRE, apparentemente contro il principio di gravit, dal terreno e dalle radici fino alle
parti pi alte delle piante.
Alla bagnabilit sono dovuti i fenomeni che consentono di lavare fibre tessili vegetali e
animali.
Acqua salata (soluzione salina 35 kg Sali totali disciolti per m3:
km3
Atlantico e mari adiacenti: 720.000.000
Pacifico e mari adiacenti: 350.000.000
Indiano e mari adiacenti: 290.000.000

1.360.000 x 10^3

Ghiacci nelle calotte polari e nei ghiacciai:


30.000.000 Km3
Acque dolci sotterranee a profondit <750 m:
4.400.000 km3
Acque dolci sotterranee a profondit 750-3500 m:
5.600.000 km3
Laghi
120.000 km3
Fiumi
12.000 km3
Umidit terreno
24.000 km3
Umidit atmosfera
13.000 km3
---------------------------------------------------------------------------------------------------Acque dolci
40.000.000 km3
Acqua intero globo:

1.400.000.000

Acqua dolce non utilizzabile dalluomo: 36.000 x 10^3 km3


Acque utilizzabili dall'uomo pari a pi di 4.500.000 km3 (0,3% del totale e 10% delle acque dolci).
Le Acque effettivamente disponibili sono pari a pi di 80.000 km3 e l'uomo ne utilizza direttamente o
indirettamente circa 25.000 km3 (Postel, 1996) Lacqua che ogni anno circola 577.000 km3 di cui
502.800 km3 (87%) di acqua evapora da oceani e mari,
Il 90% di quest'acqua evaporata (458.000 km3) ritorna direttamente negli oceani attraverso
precipitazioni mentre il restante (44.800 km3) cade sulla terra.

Con lenergia fornita dalla radiazione solare, lacqua evapora dalla superficie di oceani, mari,
laghi, fiumi, parte dellacqua presente negli strati superficiali del terreno e quella che si trova
nelle foglie, vegetali e animali (il fenomeno di evapotraspirazione).
Lacqua nellevaporare sottrae dallambiente circostante una grande quantit di calore che il
vapore restituisce nella condensazione. Levaporazione dellacqua esercita un effetto di
raffreddamento e termoregolazione.
Lacqua che evapora si miscela con i gas dellatmosfera.
A parit di temperatura e pressione, la massa volumica del vapore acqueo < massa volumica
dellaria (0,8 e 1,29 kg/m3). La massa volumica tende a diminuire con laumento della
temperatura.
Miscelandosi, la massa volumica dellaria umida diminuisce e laria umide tende a salire.
Quando laria calda e umida incontra zone fredde (alte quote, montagna) la quantit di vapore
acqueo contenuta nellunit di volume di aria diventa superiore (alla quantit massima di
vapore acqueo contenuta nellaria alla nuova bassa temperatura) e lacqua in eccesso si
separa condensandosi allo stato L come nuvole o pioggia, oppure allo stato S di neve e
grandine, quando la temperatura molto bassa.
In certi casi il vapore acqueo si separa dallaria in forma di goccioline condensate intorno a
granuli di polvere e si formano cos le nebbie.
Nella fase di condensazione lacqua restituisce il calore assorbito nellevaporazione in zone
lontane. Lacqua funziona da termoregolatore: raffredda le zone calde a pi intensa
insolazione, e trasferisce calore nelle zone fredde.
Le evaporazioni sono maggiori dalla superficie di mari e oceani (440.000 km3/anno), le
precipitazioni hanno luogo per 400.000 km3/anno sulla superficie di oceani e mari e di
100.000 sulla superficie terre emerse.

La differenza di 40.000 rappresenta la portata annua dei fiumi attraverso cui lacqua torna al
mare.
La quantit di energia solare che arriva sulla superficie terrestre in 1 anno ammonta a circa
3.500.000 EJ.
Lenergia necessaria per far evaporare ogni anno dalla superficie dei mari e terre emerse circa
500.000 km3 di acqua di circa 1.200.000 EJ (calore latente di evaporazione a 15 C 2,45
Mj/kg.
Il 30% della radiazione solare impiegata nella evaporazione dellacqua la quale, nel suo ciclo,
restituisce la stessa energia con la condensazione. Quindi 1.200.000 EJ restano sempre
allinterno della biosfera, si trasferiscono da zone calde a fredde.
La conservazione della temperatura media della superficie terrestre (15 C) assicurata
dallirraggiamento del calore da parte della Terra verso gli spazi interplanetari.
Lacqua esercita una lenta e continua erosione delle rocce superficiali del terreno,
sciogliendone una parte e trascinandone i prodotti e le sostanze disciolte a distanza, verso i
fondo valle.
Effetti positivi: le grandi pianure alluvionali, pi fertili, si sono formate in seguito ad azioni
erosive avute luogo milioni di anni fa.
Se la pioggia cade su un terreno nudo e degradato (disboscamento/coltivato profondamente),
lazione erosiva ha effetto negativo. Trasporta a valle le sostanze organiche e particelle
argillose e lascia un terreno impoverito, roccioso, franoso e soggetto a smottamenti.
Inoltre si riempiono gli alvei dei fiumi di pianura provocando lo straripamento non appena ci
sono piogge pi intense.
Occorre ricostituire il terreno coprendolo di vegetazione, arbusti e macchia (pioggia cade sulle
foglie e rami riducendo azione erosiva). Inoltre, la vegetazione cadendo al suolo assicura la
formazione di uno strato organico (humus) che si decompone e ospita microrganismi e
organismi viventi. Humus e sottobosco funzionano da spugne che assorbono lacqua e ne
assicurano il flusso pi lento e regolato verso il fondo valle.
Le piante assorbono acqua dal terreno attraverso radici, per capillarit, e lacqua trasferisce
alle piante anche sostanze nutritive che ha disciolto durante la permanenza nel terreno.
Lacqua il costituente essenziale delle cellule viventi. Nelle foglie e cellule dotate di clorofilla
(cloro pasti) lacqua partecipa alla fotosintesi reagendo con la CO2 assorbita dallaria e
formando i carboidrati sotto lazione della radiazione solare.
Le foglie perdono una parte dellacqua per evaporazione e traspirazione (evapotraspirazione)
con un delicato meccanismo. Sulla superficie delle foglie esistono dei fori (stomi) che si
allargano/restringono a seconda della temperatura esterna. Se la temperatura elevata, gli
stomi si restringono in modo da non far uscire grandi quantit di acqua, comunque sufficienti
per far entrare CO2 necessaria per la fotosintesi.
Lacqua perduta ha anche la funzione di raffreddare la superficie fogliare o del corpo degli
animali.
Le piante del deserto hanno una superficie esterna minima che limita le perdite per
evapotraspirazione e hanno una struttura interna spugnosa che garantisce la conservazione di
una riserva di acqua.
Lacqua non assorbita dalla vegetazione o in eccesso rispetto alle capacit del terreno, penetra
nel sottosuolo e si raccoglie in fiumi e serbatoi sotterranei, andando a costituire la falda
acquifera del sottosuolo trattenuta da strati impermeabili (di argille) che impediscono di
scendere ulteriormente.
Quando tali strati incontrano la superficie del suolo lacqua riappare sotto forma di sorgenti da
cui si generano altri fiumi e laghi.
Attraverso i fiumi lacqua ritorna al mare chiudendo il suo ciclo.
Ciclo del carbonio
Si chiama ciclo del carbonio linsieme dei fenomeni con cui il carbonio circola dallatmosfera ai
vegetali, agli animali, al suolo e ritorna nellatmosfera.
Nellatmosfera il carbonio presente sotto forma di anidride carbonica CO2 gassosa, in
concentrazione di circa 350 ppm in volume. Il carbonio dellanidride carbonica atmosferica
viene fissato, mediante fotosintesi, dagli organismi vegetali (le piante verdi sulle terre emerse
o le alghe verdi nei mari e negli oceani) le cui cellule sono dotate di clorofilla.
La radiazione solare fornisce lenergia per la reazione fra lanidride carbonica e lacqua

(fotosintesi) con formazione di molecole organiche, gli idrati di carbonio e di ossigeno.


Il prodotto finale della fotosintesi uno zucchero semplice, il glucosio C 6H12O6, da cui derivano
gli altri zuccheri e molecole pi complesse, come lamido e la cellulosa che si ritrovano in tutti i
vegetali.
La pi semplice formulazione della reazione di fotosintesi : 6CO 2 + 6H20 + 2,9MJ -> C6H12O6 +
6O2.
Occorrono circa 2,9 MJ (696 kcal) per avere la formazione di una grammomolecola 180 g di
glucosio.
Per arrivare al glucosio si possono seguire varie vie: una di queste prende il nome di C 3 perch
passa attraverso molecole a 3 atomi di carbonio, ed seguita nelle piante di orzo, frumento
tenero, fagioli, erba medica, ecc.
Altra via prende il nome di C4 ed seguita nelle piante di mais, sorgo, canna da zucchero.
La terza via detta CAM perch basato sul metabolismo dellacido crassulaceo, scoperta in
alcune specie di piante crassulacee.
In ciascun caso diversa la velocit di assimilazione della CO2 e la richiesta di acqua.
I vegetali, contemporaneamente alla fotosintesi, svolgono una funzione di respirazione che
consiste nel bruciare una parte della materia organica formatasi per fotosintesi, con emissione
di anidride carbonica nellatmosfera. La respirazione maggiore nelle ore in cui manca la
radiazione solare.
La produttivit primaria lorda definita come la quantit (espressa in unit di massa o in unit
di energia incorporata in tale massa) di biomassa secca che si forma per unit di superficie e
per unit di tempo.
La produttivit primaria netta invece la quantit di massa (o di energia in essa incorporata)
fissata nella fotosintesi, al netto delle perdite per respirazione, decomposizione, sempre per
unit di superficie e per unit di tempo.
Il bilancio materiale ed energetico della fotosintesi fondamentale per calcolare le rese dei
terreni coltivati e quindi anche la quantit di materiali vendibili che si possono trarre dai terreni
coltivati, dai boschi, ecc.
Il rendimento complessivo della fotosintesi, rispetto allintensit della radiazione solare
basso: alle latitudini dellItalia lintensit della radiazione solare che raggiunge in un anno 1 m2
di superficie si aggira intorno a 4GJ (circa 1.000.000 kcal/m2) il che corrisponde a circa 40.000
GJ/ettaro x anno.
La biomassa prodotta in 1 ettaro di terreno coltivato/bosco si aggira intorno a 10.000 kg di
sostanza secca.
Occorrono 16 Mj per la fotosintesi di 1 kg di biomassa 10.000 kg di materia vegetale
incorporati 160 Gj. Il rendimento della fotosintesi 160/40.000 = 0.4 %. Produttivit netta varia
a seconda del terreno.
Nel corso della loro vita, i vegetali lasciano cadere al suolo una parte delle proprie spoglie, per
esempio le foglie, che si decompongono nel terreno e subiscono, anche ad opera di
microrganismi decompositori, dei fenomeni di ossidazione con formazione di anidride
carbonica che torna nellatmosfera.
Una parte dei vegetali, soprattutto nei boschi, sono soggetti ad incendi spontanei con
formazione di anidride carbonica o di particelle carboniose che anchesse tornano
nellatmosfera.
Le piogge trascinano una parte dellanidride carbonica atmosferica sia sulle terre emerse, dove
essa reagisce con le rocce, sia nei mari dove diventa fonte di carbonio per la fotosintesi,
entrando anche in una serie di reazioni chimiche con i componenti dellacqua di mare.
Importanti sono le reazioni fra lanidride carbonica e i carbonati presenti nel suolo o disciolti
nelle acque. Vi sono due tipi di carbonato di calcio, il bicarbonato di calcio Ca (HCO 3)2 che un
composto solubile in acqua e il carbonato di calcio CaCO 3 che insolubile in acqua ed il
costituente principale dei calcari, rocce molto diffuse in natura.
Fra i due carbonati e lanidride carbonica si instaura una reazione di equilibrio: Ca(HCO 3)2 <->
CaCO3 + CO2 + H20
Se lanidride carbonica viene a contatto con il carbonato di calcio tende a trasformarlo in
bicarbonato di calcio solubile, viceversa se una soluzione acquosa di bicarbonato di calcio
viene privata di anidride carbonica, perch sede di fotosintesi o per riscaldamento, si forma il
carbonato di calcio insolubile.
Questi fenomeni sono rilevanti nel mare: la fotosintesi, che ha luogo negli strati superficiali (fin
dove arriva la radiazione solare, al di sopra del livello di compensazione posto a circa 50-100

m di profondit) comporta una sottrazione di anidride carbonica disciolta da parte delle alghe;
una parte di bicarbonato di calcio si trasforma perci in carbonato di calcio insolubile che si
deposita sul fondo del mare.
Con questo meccanismo si fono formati i grandi depositi di calcari, dal marmo delle Alpi
Apuane ai calcari della Puglia.
Le catene alimentari
I vegetali, in quanto organismi capaci di fabbricare molecole organiche, contenenti carbonio,
idrogeno e ossigeno, per fotosintesi dai gas dellaria, vengono chiamati organismi produttori (o
autotrofi in quanto si nutrano da soli).
I vegetali sono la fonte di sostanze nutritive per tutti gli altri organismi viventi; gli animali, i
quali traggono dai vegetali le molecole necessarie per la propria crescita, sono organismi
consumatori (eterotrofi in quanto si nutrano dagli altri).
Il carbonio dei vegetali va quindi a costituire le molecole organiche degli animali (consumatori
primari); alcuni animali vengono utilizzati come nutrimento da altri animali detti carnivori o
onnivori (consumatori secondari e successivi) i quali trasformano le materie organiche,
contenenti carbonio, di altri animali per costruire le molecole organiche del proprio organismo.
Si parla cos di catene alimentari o catene trofiche per descrivere i passaggi di materia e di
energia dai vegetali agli animali.
Gli animali utilizzano la materia organica cos assimilata per svolgere le proprie funzioni vitali.
Ciascun essere vivente ha un suo metabolismo che comprende una serie di reazioni, per lo pi
di ossidazione. Molti animali (mammiferi) assorbono lossigeno dallaria mediante la
respirazione e utilizzano lossigeno pro bruciare la materia organica, il cui carbonio si trasforma
in anidride carbonica che torna, sempre con la respirazione, nellaria.
Il processo di decomposizione della materia organica nel terreno pu anche dar luogo alla
formazione di sostanze organiche complesse, chiamate humus che hanno limportante
funzione di assorbire lacqua e di trattenerla nel suo moto verso valle.
Una parte dellhumus o della materia organica del suolo pu subire ulteriori trasformazioni in
torba. I carboni fossili sono il risultato finale della trasformazione di materia organica
sottoposta ad elevate pressioni e a riscaldamento.
Il ciclo del carbonio (ma anche quello dellazoto e di altri cicli geochimici) consiste in un
trasferimento di materia e di energia dai produttori ai consumatori ai decompositori.
Nel passaggio da un livello trofico ad un altro si ha una perdita di energia e di carbonio che
arriva in media al 90%. I consumatori primari trattengono nel proprio organismo sottoforma di
molecole organiche ricche di energie (grassi, carboidrati) soltanto il 10% del valore energetico
e della materia assorbiti come alimenti vegetali.
Il 90% dellenergia va perduto :
sotto forma di prodotti della combustione delle molecole organiche con lossigeno dellaria,
anidride carbonica e acqua, che si eliminano nel processo di respirazione;
sotto forma di traspirazione (perdita di acqua dalla superficie al corpo);
sotto forma di escrementi.
Le stesse perdite sia hanno nel passaggio dal livello dei consumatori primari a quello dei
consumatori secondari.
Il ciclo dellazoto
Lazoto uno degli elementi pi diffusi in natura. Latmosfera contiene circa 4x10^15 t di
azoto e la massa di azoto atmosferico che sovrasta u ettaro di terreno si aggira intorno a 80t.
Nellatmosfera lazoto gassoso costituito da una molecola biatomica N 2.
Lazoto presente sotto forma di Sali, in vari minerali, nel terreno e negli oceani, sotto forma
di sostanze organiche, in tutti gli essere viventi vegetali e animali.
Il ciclo dellazoto descrive linsieme dei fenomeni relativi alla circolazione dellazoto e dei suoi
composti nella biosfera.
Lazoto un elemento essenziale alla vita, anche se il suo nome significa privo di vita. Il nome
deriva dai caratteri dellazoto gassoso che un gas inerte, non necessario alla respirazione.
Lazoto invece indispensabile come componente, insieme a carbonio, idrogeno e ossigeno
presenti in tutte le cellule viventi.
Le molecole organiche contenenti carbonio, idrogeno e ossigeno, fabbricate dai vegetali
attraverso la fotosintesi, vengono trasformate, nelle cellule viventi vegetali, in sostanze
azotate, soprattutto aminoacidi e proteine, utilizzando lazoto che le piante traggono
soprattutto dal terreno.
Le proteine sono i costituenti delle pareti cellulari e del protoplasma (liquido contenuto
allinterno delle cellule) e si trovano in tutti i tessuti delle foglie, del fusto, nelle radici. Gli

aminoacidi e varie basi azotate sono i costituenti degli enzimi e del DNA (la complessa
molecola presente nei geni degli esseri viventi).
Le piante sono in grado di utilizzare lazoto soltanto se fissato, cio se combinato
chimicamente con altri elementi. Tutto il ciclo dellazoto consiste essenzialmente nei processi
con cui lazoto atmosferico viene fissato, per via chimica, fisica o microbiologica, viene
assorbito dalle piante e poi dagli animali e alla fine ritorno nellatmosfera.
Tutte le piante sono in grado di assorbire, attraverso le radici, dal terreno, lazoto ma soltanto
quando questo fissato sotto forma di Sali dellacido nitrico (ioni nitrati NO3-) e quando tali
sali sono disciolti nelle soluzioni circolanti del terreno. Esempio nitrato di sodio NaNO3, di
potassio KNO3, di calcio Ca(NO3)2.
Lacido nitrico si forma o arriva nel terreno attraverso vari meccanismi.
Il primo rappresentato dalla formazione di ossidi di azoto, NOx, per reazione fra lazoto e
lossigeno dellaria alle altissime temperature che si hanno nelle scariche elettriche (lampi) che
si verificano durante i temporali. In tali scariche elettriche si raggiungono temperature fino a
10.000 C alle quali lazoto e lossigeno si combinano formando ossido di azoto
NO:
N2+O2 2NO.
Lossido di azoto NO per raffreddamento reagisce con altro ossigeno dellaria e si trasforma nel
biossido
NO 2: 2NO + O2 2NO2
Il biossido di azoto reagisce poi con lacqua formando acido nitrico HNO 3: 3NO2 + H2O 2HNO3
+ NO
Infine lacido nitrico, trascinato dalle piogge sul terreno, reagisce con i Sali presenti nel terreno
stesso e si trasforma nei nitrati che le piante assimilano sotto forma di ioni NO 3-.
La quantit di azoto fissato sulla Terra con questo processo molto grande: circa 100 milioni di
t/anno, ma una parte finisce nei terreni privi di vegetazione, una parte (circa la met) finisce
nei mari e negli oceani dove pure utilizzato per la sintesi proteica, e solo una parte arriva sui
terreni coltivati.
Una parte dellazoto atmosferico fissata da speciali batteri che possiedono un enzima (la
azotasi) capace di trasformare direttamente le molecole di azoto N2, presenti nel terreno e
nelle acque, in aminoacidi, le molecole che compongono tutte le proteine.
Alcuni di questi batteri azoto fissatori aerobi, come lAzotobacter, vivono nel terreno da soli;
altri come il Rhizobium, vivono in simbiosi nei moduli delle radici delle piante leguminose:
socia ceci lupini ecc.
La condizione di simbiosi significa che i Rhizobium traggono dalla pianta le sostanze nutritive
per la propria vita e forniscono alla pianta il nutrimento azotato che ne assicura la crescita
indipendentemente dalla presenza di sostanze azotate nel terreno. Ogni anno altri 100 milioni
di t di azoto vengono fissate dai batteri per via biologica (+ colt. Leguminose). Alghe azzurre
capaci di fissare lazoto elementare.
Nel parlare del ciclo dellazoto si detto che le spoglie dei vegetali, le spoglie degli animali, gli
escrementi degli animali, tutti materiali contenenti sostanze azotate, finiscono nel terreno o
nei mari o negli oceani.
Qui le molecole proteiche e le sostanze organiche azotate subiscono, ad opera dei
microrganismi presenti nel terreno, una serie di trasformazioni dellazoto organico dapprima in
urea (CO(NH2)2), poi in ammoniaca e meglio nei suoi Sali, cio nei prodotti di combinazione
dellammoniaca con gli acidi presenti nel terreno.
I Sali dellammoniaca non possono essere assorbiti come tali dalle radici delle piante e devono
essere trasformati prima in nitrati. Nel terreno sono presenti speciali batteri, chiamati
Nitrosomonas che ossidano dapprima lammoniaca NH3 ad acido nitroso HNO2. i Nitrosomonas
vivono con lenergia che si libera da tale ossidazione. Lacido nitroso a sua volta ossidato ad
acido nitrico HNO3 da altri batteri denominati Nitrobacter.
Proteine ammoniaca nitriti nitrati
A questo punto lazoto originariamente presente nelle molecole organiche in forma tale che
ne possibile lassorbimento da parte delle piante per la produzione di altre molecole
organiche azotate e un pezzo del ciclo chiuso. Lo stesso processo alla base della
trasformazione delle leguminose lasciate nel terreno (pratica del sovescio: alternare
coltivazioni di cereali che impoveriscono il terreno di azoto, con le leguminose che venivano
sotterrate e lasciate decomporre).
Una parte dellazoto nitrico va per perduto perch trascinato dalle piogge nelle falde idriche
sotterranee e nei fiumi. Si calcola che circa 30 milioni di t/anno di azoto vadano cos perdute
dalle terre emerse finendo nei mari e negli oceani. Una parte dellazoto nitrico decomposta

dai batteri denitrificati, come lo Pseudomonas denitrificano, che lo trasformano dapprima in


protossido di azoto N2O e poi in azoto gassoso che torna nellatmosfera.
La grande importanza dei microrganismi del terreno servono per la fissazione, trasformazione
ed elaborazione dellazoto necessario alle piante; va usata quindi una grande cautela per
evitare quei trattamenti o processi agricoli che possono distruggere o ridurre la popolazione
batterica del terreno.
Il ciclo dellazoto continua ancora. Le molecole azotate presenti negli organismi vegetali,
produttori, vengono in parte assorbite dagli organismi animali, consumatori, primari e
secondari. Anche lazoto passa quindi da un organismo ad un altro attraverso le catene
trofiche; in ciascun passaggio circa il 5-10% dellazoto resta fissato nellorganismo dei
consumatori e il resto viene eliminato sotto forma di escrementi che finiscono nelle terre e
nelle acque.