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Il Procedimento

Amministrativo
Secondo la L. n. 241/90
riformata

Il procedimento
Struttura
Avvio: iniziativa e termini (fase di impulso)
Istruttoria (fase preparatoria)
Responsabile del procedimento

 Istruisce ed adotta la proposta della decisione


Attivit consultiva e valutazioni tecniche
Partecipazione

 Preavviso di rigetto
Accordi tra amministrazione e privato

Conclusione (fase decisoria)


 Obbligo di provvedere accordi tra amministrazioni e conferenza di servizi

Integrazione dellefficacia (fase dellintegrazione dellefficacia)


Comunicazione (fase dellostensione)
Accesso ai documenti

Quali sono le regole del provvedimento?


Regole formali
Procedimentali
Sulla forma degli atti

Regole sostanziali che definiscono presupposti e


requisiti del provvedimento
Principi
Che integrano le regole scritte, formali e sostanziali
A cui tutte le regole devono essere conformi

I Principi
Il procedimento amministrativo retto da diversi
principi che traggono origine:
A) dal diritto comunitario
B) dalla Costituzione
C) dalla Legge 241/90, che regola il procedimento
amministrativo
D) dalla giurisprudenza amministrativa
4

A) PRINCIPI COMUNITARI
Il riferimento allordinamento comunitario giustificato,
oltre che dal principio di primazia del diritto comunitario,
anche dalla previsione dellart. 1, co 1, della L. n. 241/90, ai
sensi del quale

amministrativa persegue i fini


determinati dalla legge ed retta da criteri di
economicit, di efficacia, di imparzialit, di
pubblicit e di trasparenza secondo le modalit
previste dalla presente legge e dalle altre
disposizioni che disciplinano singoli procedimenti,
nonch dai princpi dellordinamento comunitario
Lattivit

La disapplicazione
Dalla superiorit del diritto comunitario
su quello nazionale discende lobbligo
per la p.a. in sede di adozione di un
provvedimento
amministrativo
di
disapplicare la norma nazionale contraria
al diritto comunitario.

Quali sono i principi comunitari?

Legittimo affidamento o buona fede


Proporzionalit
Concorrenza
Precauzione
Imparzialit (rinvio)
Contraddittorio (rinvio)
Motivazione (rinvio)
Trasparenza (rinvio)
Termine ragionevole (rinvio)
7

Principio di buona fede o di legittimo


affidamento
B.f. soggettiva: situazione psicologica di ignoranza o
di errore, tutelata, in determinati casi
dallordinamento giuridico
B.f. oggettiva: non venire contra factum proprium:
tutela la fiducia del cittadino a che la pa si
comporti conseguentemente ai propri
comportamenti precedenti Es. se la p.a. aggiudica
una gara mi aspetto che stipuli il contratto; se ha
stipulato una convenzione mi aspetto che adotti gli
atti attuativi.
8

applicazioni del legittimo affidamento


Annullamento dufficio revoca - recesso
Laddove venga rimosso un provvedimento
amministrativo, occorre salvaguardare laffidamento
del privato.
Tale affidamento si ricollega a due elementi:
- Aspettativa ragionevole del privato
- Buona fede
- Decorso del tempo (al quale ricollegata la certezza
del diritto)
9

Tutela dellaffidamento in caso di efficacia


retroattiva
Es. leggi di incentivazione economica
contenenti esenzioni dal pagamento di tributi
per un determinato numero di anni per chi
esercita una determinata attivit economica o
modificazione peggiorativa di trattamento
pensionistico
Tutela dei cd. diritti quesiti: limpresa fa
affidamento sul comportamento precedente
del legislatore
10

Proporzionalit dellazione amministrativa


Art. 5, co. 2 TCE:
lazione della Comunit non va al di l di quanto
necessario per il raggiungimento degli obiettivi
previsti dal presente Trattato
Lazione dei pubblici poteri quindi deve portare al minor
sacrificio possibile degli interessi dei privati
I mezzi devono essere adeguati al fine
(rinvio)
11

Segue
Accolto anche dalla nostra giurisprudenza
Cos Cons. St., IV, 22.6.2004, n. 4381

In base al principio di proporzionalit, la realizzazione


dellinteresse pubblico deve avvenire con il minor sacrificio
possibile dellinteresse privato.
Il principio di proporzionalit principio generale
dellordinamento: esso implica che la pubblica
amministrazione debba adottare la soluzione idonea ed
adeguata, comportante il minor sacrificio possibile per gli
interessi compresenti.
Di tale principio si fa applicazione, maggiormente, proprio
in materia di limitazione al diritto di propriet, oltre che di
attivit di autotutela, di ordinanze di necessit ed urgenza,
di tutela ambientale, e di irrogazione di sanzioni

12

Principio di concorrenza
I provvedimenti amministrativi non devono
creare ingiustificate restrizioni della
concorrenza, premiando alcune imprese
piuttosto che altre
(es. sovvenzioni e finanziamenti
discriminatori; bandi di gara che stabiliscono
requisiti di qualificazione ingiustificati)

13

CONSIGLIO DI STATO, Sez. V, 04/08/2010, Sentenza n. 5201


APPALTI - Bandi di gare d'appalto pubblico - Requisiti minimi
o pi rigorosi di partecipazione - Presupposti e limiti Sindacato del giudice amministrativo - Limiti - Fattispecie:
Aggiudicazione gara per gestione piscina comunale Risarcimento danni.
I bandi di gare d'appalto pubblico possono prevedere requisiti
di partecipazione pi rigorosi di quelli indicati dalla legge
purch non discriminanti ed abnormi rispetto alle regole
proprie del settore e che possano pertanto pretendere
l'attestazione di requisiti di capacit diversi ed ulteriori dalla
semplice iscrizione in albi o elenchi.

Bando - Fotografia
BANDO FOTOGRAFIA
TAR SARDEGNA, SEZ. I - sentenza 8 febbraio 2012 n. 96 - Pres. Ravalli, Est. Rovelli - Gpr
Security S.r.l. (Avv.ti Barberio e Porcu) c. Azienda Ospedaliera Brotzu (Avv. Mura) - (accoglie).
Contratti della P.A. - Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando - Per
laffidamento del servizio di vigilanza armata e di coordinamento del personale
dipendente di una Azienda Sanitaria - Per un breve periodo di tempo - Previsione di
requisiti talmente stringenti da circoscrivere ingiustificatamente il numero degli
possibili aspiranti - Illegittimit - Fattispecie.
E illegittima una procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando, per
laffidamento, per un breve periodo di tempo (nella specie, si trattava di sei mesi),
del servizio di vigilanza armata e di coordinamento del personale dipendente di una
Azienda Sanitaria, che richieda, quali condizioni per partecipare alla gara (dopo aver
scelto i partecipanti alla stessa): a) il possesso della certificazione di qualit EA 37
per la progettazione ed erogazione di corsi di formazione tecnico professionali; b) il
possesso del NOS aziendale; c) il possesso della certificazione di qualit ISO
9001:2008 rilasciata da organismi accreditati e riconosciuti Sincert per le attivit
EA28 progettazione, installazione, manutenzione di impianti di sicurezza
antintrusione, antirapina televisivo a circuito chiuso, nel caso in cui sia emerso che
non prevista alcuna prestazione che possa in qualche modo giustificare la richiesta
della certificazione di qualit EA 37, e la progettazione dei nuovi impianti di allarme,
sia una mera eventualit; in tal caso, infatti, le suindicate clausole del bando, in
ragione della limitata entit temporale dellappalto, devono ritenersi viziate da
elementi di illogicit, irragionevolezza e sproporzionalit, rispetto alla specificit del
servizio oggetto della gara, e si risolvono in una manifesta restrizione, oltre lo stretto
indispensabile, del potenziale numero degli aspiranti concorrenti (1).

15

Principio del rischio o di precauzione


Principio che guida le decisioni caratterizzate, in
assenza di un quadro scientifico certo, da un rischio
potenziale di un danno allambiente o alla salute.
trova applicazione in tutti i casi in cui una
preliminare valutazione scientifica obiettiva indica
che vi sono ragionevoli motivi di temere che i possibili
effetti nocivi sull'ambiente e sulla salute degli esseri
umani, degli animali e delle piante possano essere
incompatibili con l'elevato livello di protezione
prescelto dalla Comunit (Comunicazione Comm.
Europ. sul principio di precauzione (2000)
16

Interpretazioni
forte non si pu portare avanti un'azione se non vi
la prova che non nociva ( evitare di agire quando
l'azione potrebbe essere rischiosa );
debole per la quale la mancanza di assolute
certezze scientifiche non di per s un valido motivo
per vietare lazione.
attiva per la quale la mancanza di assolute
certezze scientifiche non di per s un valido motivo
per vietare lazione n per consentirla. Occorre
procedere secondo un iter procedimentale e
decisionale che garantisca la ragionevolezza della
decisione
17

Caso additivi alimentari (2003)


Commissione Regno di Danimarca, 23 settembre 2003 C- 192/01 :
Rischio potenziale non certo per la salute pubblica derivante dalluso di
additivi alimentari (vitamine)
CGCE:
possibili misure di cautela in caso di incertezza ma:
la valutazione del rischio non pu basarsi su considerazioni puramente
ipotetiche ma deve fondarsi su dati scientifici che attestino la probabilit
di un danno reale
le misure, le meno restrittive possibili
istruttoria completa: non limitata alla verifica dei presupposti di fatto e di
diritto ma estesa a ricostruire lo scenario prognostico della misura
La sentenza quindi aderisce alla interpretazione debole del principio.

18

principi sul procedimento amministrativo


Oltre a principi generali, lordinamento comunitario
conosce altres dei principi direttamente rivolti al
procedimento amministrativo
Tra questi:

- Il diritto di essere sentiti (p. del


contraddittorio) prima della conclusione del
procedimento
19

segue
Obbligo di motivazione
Caratteristica
che
distingue
lordinamento
comunitario che tale obbligo riguarda sia gli atti
normativi che quelli amministrativi, non essendovi
dunque alcuna deroga per gli atti generali (come
invece nellordinamento nazionale)

20

segue
Trasparenza ed accesso ai documenti amministrativi
Il diritto di accesso ai documenti delle istituzioni comunitarie
sancito a livello costituzionale, allart. 255 TCE:
Qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o
giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato
membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento
europeo, del Consiglio e della Commissione

21

B) I principi costituzionali
Art. 97 Cost.
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di
legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e
l'imparzialit dell'amministrazione.
Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere
di competenza, le attribuzioni e le responsabilit
proprie dei funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede
mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
22

Principi costituzionali Quali sono?


Legalit
Imparzialit
Buon andamento

23

C) Principi L. n. 241/90 (art. 1)

Economicit
Efficacia
imparzialit
pubblicit
trasparenza

Declinazioni del 97 cost.


24

Principio di legalit
La p.a. persegue i fini determinati dalla legge e
ha solo i poteri attribuiti dalla legge.
E tenuta ad esercitare tali poteri nel rispetto
delle regole di competenza, procedimentali e
sostanziali.
In mancanza di regole espresse la p.a. non
mai libera ma vincolata al raggiungimento
del fine pubblico
25

Attivit vincolata - discrezionale


Vincolata: la legge vincola integralmente lagire della
p.a.
Es. un organo di controllo se ravvisa i presupposti per una sanzione
deve sanzionare. Se infligge una sanzione discostandosi dalla
legge la sanzione annullabile.

Discrezionale: la legge pu lasciare margini di scelta


amministrativa o tecnica. La scelta non per mai
libera. E sempre funzionale. E regolata dai principi
Es. In caso di rischio per la salute derivante dallinquinamento il
sindaco pu decidere se intervenire e con quali misure (es. targhe
alterne, blocco circolazione)

26

Legalit formale Legalit sostanziale


Prevale oggi la legalit sostanziale
21 octies: 2. Non annullabile il provvedimento adottato in
violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti
qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese
che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere
diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento
amministrativo non comunque annullabile per mancata
comunicazione dell'avvio del procedimento qualora
lAmministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del
provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello
in concreto adottato

27

Legalit e Risultato (l. 69/09)


Conseguenze per il ritardo dell'amministrazione
nella conclusione del procedimento. Le
Amministrazioni pubbliche ed i soggetti privati
titolari di potest amministrative sono tenuti al
risarcimento del danno ingiusto cagionato in
conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del
termine di conclusione del procedimento ". (art. 2
bis)
"la mancata emanazione del provvedimento nei
termini costituisce elemento di valutazione della
responsabilit dirigenziale (art. 2 co. 9).
28

Legalit - Risultato
La certezza dei tempi per l'attivit consultiva
Ritardo nelladozione di pareri obbligatori:
termini oggi ridotti dalla 69/09 a venti giorni
(art. 16, L. n. 241/90)
Se non rilasciato nei termini il pareri da
obbligatorio diviene facoltativo
Ritardo nelle valutazioni tecniche: possibile
rivolgersi ad altro organo o ente
29

Imparzialit
Divieto di disparit e dovere di valutare e
ponderare tutti gli interessi rilevanti.
Non neutralit: la p.a. per definizione non
terzo ma portatore dellinteresse pubblico

30

segue
Ad esempio, in materia di appalti, stato ritenuto che

La regola secondo la quale lesame degli elementi


valutativi delle offerte tecniche deve essere
effettuato prima dellapertura delle offerte
economiche, al fine di evitare che la conoscenza degli
elementi economico-finanziari possa condizionare
lattribuzione dei punteggi relativi alla qualit tecnica
dei progetti offerti , applicazione del principio di
imparzialit dellazione amministrativa di cui allart.
97 Cost.
(TAR Torino, II, 17.3.2006, n. 1484)
31

Principio del buon andamento


Dovere di cura dellinteresse pubblico nella
maniera pi immediata, conveniente e
adeguata possibile

32

Buon andamento
Per la giurisprudenza il principio di buon andamento dellazione
amministrativa si manifesta in concreto
- nella rigida predeterminazione delle sfere di competenza,
attribuzioni e responsabilit proprie dei funzionari (Cons. St. sez.
IV, 26.1.2007, n. 299)
- nella ripartizione delle attribuzioni fra le diverse amministrazioni
(TAR Lombardia, Mi, sez. IV, 21.4.2008, n. 1233);
- nei principi di tutela dellaffidamento del privato (TAR Sicilia, Pa,
sez. II, 7.11.2006, n. 2702)
- nella esigenza di cooperazione tra Amministrazione ed amministrati
(TAR Puglia, Le, I, 29.12.2008, n, 3750);
33

Buon andamento e distinzione tra competenze


politiche ed amministrative (d.lgs. n. 165/01 art 4 -14)
"Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo
politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi
da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello
svolgimento di tali funzioni, e verificano la rispondenza dei
risultati dell'attivit amministrativa e della gestione agli
indirizzi impartiti. Ad essi spettano, in particolare:
Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti
amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano
l'amministrazione verso l'esterno, nonch la gestione
finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi
poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane,
strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via
esclusiva dell'attivit amministrativa, della gestione e dei
relativi risultati.
34

Segue..
Il Ministro non pu revocare, riformare, riservare o avocare a
s o altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza
dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo il Ministro pu fissare
un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare
gli atti o i provvedimenti. Qualora l'inerzia permanga, o in
caso di grave inosservanza delle direttive generali da parte del
dirigente competente, che determinino pregiudizio per
l'interesse pubblico, il Ministro pu nominare, salvi i casi di
urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando
comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del
relativo provvedimento".

35

Buon andamento
Si ritiene anche che il principio di buon andamento sia a fondamento del
generale potere di agire in autotutela:

() esercizio di una potest di autotutela che


direttamente fondato sul principio costituzionale di
buon andamento che la impegna ad adottare gli atti
il pi possibile rispondenti ai fini da conseguire ed
autorizza, quindi, anche il riesame degli atti adottati
ove reso opportuno da circostanze sopravvenute o
per un diverso apprezzamento della preesistente
situazione
(Cons. St., Sez. VI, 14.9.2006, n. 5328)
36

Buon andamento: economicit ed efficacia


I principi
di ECONOMICITA ed EFFICACIA dellazione
amministrativa, sanciti dallart. 1, co 1, della L. n. 241/90
rappresentano i corollari del principio di buon andamento.

Per economicit si deve intendere il rapporto tra


mezzi e risultati: si impone quindi alla p.a. un buon
uso delle risorse (finanziarie, materiali ed umane) a
disposizione.
Applicazione di tale principio il divieto di aggravio del
procedimento, sancito dal co. 2 dellart. 1 L. n. 241/90.
37

segue
Il p. di efficacia riguarda invece il rapporto tra
obiettivi e risultati
Il p. di economicit, invece, da riferire al rapporto tra costi e
benefici; anchesso espressione del canone del buon
andamento.

38

Altri principi generali


Principi non espressamente codificati, ma ritenuti comunque
principi generali sono quelli di:
Ragionevolezza
E un principio di origine giurisprudenziale che indica, in
generale, la giustificabilit e plausibilit della scelta
amministrativa.
Proporzionalit
Espressamente considerato dal diritto comunitario (art. 5, co.
2, TCE), in base a tale principio si richiede il minor sacrificio
possibile per linteresse privato

39

Ragionevolezza
E illegittimo lordine di bonifica, messa in sicurezza e
ripristino ambientale indiscriminatamente rivolto al
proprietario del fondo in ragione della sua sola
qualit, ma in mancanza di adeguata dimostrazione
da parte dellAmministrazione procedente, sulla base
di unistruttoria completa e di una esauriente
motivazione, dellimputabilit soggettiva della
condotta (TAR Toscana 24.8.2009 n. 1398)

Proporzionalit
Cons. Stato, V Sez., 21.9.2010 n. 7031 (Comune di Cassano delle Murge)

Costituisce principio generale dellordinamento, di derivazione comunitaria, quello


secondo il quale deve sussistere una proporzionalit tra lazione amministrativa e
linteresse pubblico concretamente perseguito; tale principio implica che
lAmministrazione debba adottare la soluzione idonea ed adeguata, comportante il
minore sacrificio possibile per gli interessi compresenti e si risolve
nellaffermazione per cui lAutorit non pu imporre, con atti normativi od
amministrativi, obblighi e restrizioni alle libert del cittadino in misura superiore,
cio sproporzionata, a quella strettamente necessaria nel pubblico interesse per il
raggiungimento dello scopo che lAutorit tenuta a realizzare, in modo che il
provvedimento emanato sia idoneo, cio adeguato allobiettivo da perseguire, e
necessario, nel senso che nessun altro strumento ugualmente efficace, ma meno
negativamente incidente, sia disponibile
(Ha osservato la Sez. V, con la sentenza in rassegna, che un sistema sanzionatorio che ponga a carico del
gestore del servizio di raccolta dei rifiuti differenziati un obbligo di raggiungere gli obiettivi di raccolta
differenziata irragionevole e sproporzionato avuto riguardo alla notoria difficolt tecnico-gestionale che
caratterizza il servizio di raccolta differenziata, dovuta a molteplici concause e che vede come attore di
primo piano proprio lente locale.
In particolare, poich il raggiungimento di una determinata percentuale di raccolta differenziata non
dipende esclusivamente dalla volont dellappaltatore, essendo condizionato in maniera preponderante
dalla selezione dei rifiuti da avviare a raccolta differenziata da parte dei cittadini, utenti del servizio, dette
clausole non possono trovare alcuna giustificazione nelle prestazioni contrattuali richieste allappaltatore,
e come tali, essendo fonti di un potenziale indebito arricchimento in danno dellappaltatore, sono ingiuste e
strutturalmente illogiche tanto da configurare un vizio evidente di eccesso di potere sotto il profilo della
ingiustizia manifesta)

segue
Principio di PARTECIPAZIONE
Il principio partecipativo riferito a tutti
quegli istituti procedimentali, contenuti nel
capo III della L. n. 241/90 volti ad assicurare al
privato la possibilit di intervenire nel corso
del procedimento.

42

segue
Tra le varie disposizioni, si segnalano in particolare:
- art. 7, comunicazione di avvio del procedimento
- art. 9, intervento nel procedimento
- art. 10 bis, comunicazione dei motivi ostativi allaccoglimento
dellistanza (preavviso di rigetto)

43

segue

principi di PUBBLICITA e TRASPARENZA


Sempre lart. 1 della L. n. 241/90, annovera tra i
principi anche quelli di pubblicit e trasparenza.
La Corte Cost., sent. 104/2006 ha chiarito che tali
principi assicurano sia i canoni di buon andamento
ed imparzialit, che la tutela di altri interessi
costituzionalmente protetti, come il diritto di difesa
nei confronti degli atti della p.a.
44

segue
I principio di trasparenza assicurato in particolare
dalla disciplina sul diritto di accesso (artt. 22 ss.)

Il principio di pubblicit impone che lattivit


amministrativa sia sempre conoscibile che le
p.a. debbano operare in modo certo,
semplice, chiaro e trasparente.

45

Pubblicit di una gara


CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI - sentenza 18 gennaio 2012 n. 174 - Pres. Coraggio, Est.
De Michele - Pulitori ed Affini Spa (Avv. Brugnoletti) c. Universit degli Studi di Cagliari (Avv.
Stato Soldani) e Consorzio Effe Group (n.c.) - (riforma T.A.R. Sardegna - Cagliari, Sez. I, n. 429
del2011).
1. Contratti della P.A. - Gara - Operazione di gara - Principio di pubblicit Fondamento - Individuazione.
2. Contratti della P.A. - Gara - Operazione di gara - Principio di pubblicit - Modalit
applicative - Apertura in seduta pubblica dei plichi in modo da verificarne il
contenuto - Sufficienza - Fattispecie.
1. Il principio di pubblicit delle gare per i contratti pubblici radicato in canoni di
diritto comunitario ed interno, costantemente applicati dalla giurisprudenza
amministrativa, a norma delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, nonch dellart.
2, comma 1 del D.Lgs. n. 163 del 2006, in applicazione dei principi di par condicio dei
concorrenti e di trasparenza dellazione amministrativa.
2. Nelle gare di appalto, in applicazione del principio di pubblicit delle operazioni di
gara, deve operarsi in seduta pubblica la verifica dellintegrit dei plichi e la presa
datto del contenuto dei medesimi, con rinvio alla seduta riservata delle valutazioni
di natura tecnico-discrezionale. In tale ottica i partecipanti alla gara debbono essere
garantiti dal fatto che la documentazione, prodotta in sede di gara, non abbia subito e
non possa ulteriormente essere oggetto di manomissioni o alterazioni, ferme
restando la successiva disamina delle offerte, da parte della commissione
aggiudicatrice, in seduta non pubblica e la concomitante possibilit per i concorrenti
di pi approfondita conoscenza della documentazione stessa, ove ritenuto
necessario, in sede di accesso agli atti, a norma degli articoli 22 e seguenti della legge
n. 241/1990.

46

La P.A. e il diritto privato


Art. 1, co. 1-bis.
La pubblica amministrazione, nell'adozione di
atti di natura non autoritativa, agisce secondo
le norme di diritto privato salvo che la legge
disponga diversamente.

PRINCIPIO DI SEMPLIFICAZIONE
Il principio di semplificazione opera sotto
due punti di vista:
a) Azione amministrativa (Capo IV l. 241/90)
b) Organizzazione (es. artt. 61 e 68 del DL
112/2008) anche tramite il principio di
economicit.

48

Art . 61 dl 112/2008
Introduzione di riduzioni di spesa, anche tramite
controlli della Corte dei conti
Art. 68
Eliminazione di organismi collegiali superflui o
strutture duplicate.
E richiesta una attivit provvedimentale attuativa della
disposizione (salvo che per gli organi soppressi
direttamente dalla disposizione).
49

Cosa il provvedimento ?
O) Oggetto. Cosa fa

S) Soggetto. Di chi

E latto di conclusione del


procedimento, espresso e
motivato
E latto che dispone
dellinteresse pubblico e
che lo definisce nel
concreto
E latto che produce effetti
giuridici
E latto impugnabile dinanzi
al giudice amministrativo

E latto espressione del potere


amministrativo
E latto adottato da un organo
dellamministrazione
E latto del dirigente o di un
soggetto politicoamministrativo

Come si forma il provvedimento?


Come si definisce nel suo
contenuto?

50

Regime- esecutoriet
Attitudine del provvedimento ad essere portato
ad esecuzione anche contro la volont del
soggetto obbligato senza la necessit della
pronuncia di un giudice
Fondamento: principio di legalit
Art. 21 ter: solo se prevista dalla legge

51

STRUTTURA

Sotto il punto di vista della struttura il


provvedimento consta di:
-

Intestazione
Preambolo (giustificazione)
Motivazione (in senso stretto)
Dispositivo

MOTIVAZIONE

52

segue

Lintestazione reca lindicazione della p.a.


(nonch dello specifico ufficio) che adotta il
provvedimento.

53

LA MOTIVAZIONE
La motivazione disciplinata, in primo luogo, dallart. 3 della L. n. 241/90.
Esso stabilisce lobbligo di motivazione

Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli


concernenti l'organizzazione amministrativa, lo
svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve
essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal
comma 2 (cio: atti normativi e per quelli a contenuto
generale) (comma 1)

54

Quanto al contenuto previsto che:


La motivazione deve indicare i presupposti di
fatto e le ragioni giuridiche che hanno
determinato
la
decisione
dell'amministrazione, in relazione alle
risultanze dell'istruttoria (comma 1)

55

In relazione a tale previsione possibile


distinguere:
Giustificazione (esternazione dei presupposti,
norme applicate e fatti di legittimazione)
Motivazione in senso stretto (esternazione
delle ragioni logico-giuridiche)

56

Il preambolo
Con riferimento alla giustificazione si parla anche di
preambolo...
Ad es.
Vista listanza del Sig. Tizio pervenuta in data
12.11.2009;
Visti gli artt. 15 e 16 della l. n. 14/2002 ;
Visto il parere della Commissione X reso in data
15.12.2009;
Rilevato che il Sig. Tizio ha presentato tutti i
documenti richiesti.
57

segue
In tale parte del provvedimento non vi alcun
ragionamento o valutazione n in fatto n in
diritto.
Qui vengono solo elencati degli elementi della cui
rilevanza per la decisione viene dato atto nella
motivazione in senso stretto.

58

segue

Tra le indicazioni in esso contenute risulta


rilevante la menzione delle norme (legislative,
regolamentari etc.) applicate al caso di specie
nonch la ricostruzione dei fatti conosciuti dalla
p.a.
Quanto alla indicazione delle norme applicate,
questa pu essere ritenuta come parte del
preambolo e non della motivazione in senso
stretto.
59

LA MOTIVAZIONE in senso stretto


La motivazione (in senso stretto) invece il centro del
provvedimento amministrativo.
In essa deve essere dato atto del percorso logico-argomentativo
seguito dalla p.a. per giungere alla decisione adottata.
Dunque, va dato atto della valutazione dei fatti e della
applicazione delle norme (le RAGIONI GIURIDICHE).

60

Ha precisato la giurisprudenza che:


La motivazione di un provvedimento amministrativo
consiste nella enunciazione delle ragioni di fatto e
nella individuazione delle relative norme di diritto
che ne hanno giustificato lemanazione e risponde
allesigenza di rendere manifesto liter logicogiuridico che ha determinato la volont
dellAmministrazione
(Cons. St., VI, 3.3.2004, n. 1047)

61

Il comma 1 dellart. 3 prescrive altres che nella


motivazione sia dato atto anche delle risultanze
istruttorie comprensive delle osservazioni e dei
documenti depositati in sede di partecipazione ex
art. 10.
Pertanto, quanto meno nel preambolo, il
provvedimento deve dare atto dellistruttoria svolta
dalla p.a.

62

Lart. 3, comma 3 dispone


Se le ragioni della decisione risultano da altro
atto dellAmministrazione richiamato dalla
decisione stessa, insieme alla comunicazione
di questultima deve essere indicato e reso
disponibile, a norma della presente legge,
anche l'atto cui essa si richiama.
63

Si tratta della c.d. motivazione per relationem.


La giurisprudenza ha chiarito che lonere della p.a. non
necessariamente quello di allegare materialmente gli atti
richiamati, ma sufficiente che :
- tali atti siano indicati in maniera sufficientemente precisa
(es. prot., data di adozione)
- ne sia riferito, pur sinteticamente, il contenuto essenziale
- siano resi prontamente disponibili secondo le norme che
regolano laccesso agli atti (artt. 22 ss. L. 241/90)

64

Lobbligo della motivazione pu ritenersi


assolto per relationem se dagli atti ai quali
viene fatto riferimento sia possibile desumere
le ragioni in base alle quali la volont
dellamministrazione si determinata
(Cons. St., VI, 5.8.2005, n. 4151)

65

() sufficiente che siano espressamente


indicati gli estremi dellatto richiamato,
mentre non necessario che lo stesso sia
allegato, dovendo essere messo a disposizione
e mostrato su istanza di parte
(TAR Campania, Napoli, III, 21.2.2002, n. 1002)

66

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 15 novembre 2011 n. 6042


- 1. Atto amministrativo - Motivazione - Possibilit di desumerla dal
complesso degli atti del procedimento - Sussiste.
1. Le ragioni del provvedimento amministrativo, lungi dal dover
trasparire dal mero atto conclusivo del procedimento, vanno evinte dal
complesso degli atti del procedimento, in quanto la garanzia di adeguata
tutela delle ragioni del privato non viene meno per il fatto che nel
provvedimento amministrativo finale non risultino chiaramente e
compiutamente rese comprensibili le ragioni sottese alla scelta fatta
dalla pubblica amministrazione, allorch le stesse possano essere
agevolmente colte dalla lettura degli atti afferenti alle varie fasi in cui si
articola il procedimento, e ci in omaggio ad una visione non meramente
formale dell'obbligo di motivazione, ma coerente con i principi di
trasparenza e di lealt desumibili dall'art. 97 cost

Il comma 4 dellart. 3 dispone che


In ogni atto notificato al destinatario devono
essere indicati il termine e l'autorit cui
possibile ricorrere
La carenza o lerroneit di tale elemento
comunque non determina invalidit
del
provvedimento, ma solo una irregolarit.
68

Una ulteriore prescrizione concernente il


contenuto della motivazione prevista
dallart. 10-bis della L. n. 241/90, dove, nel
disciplinare listituto del preavviso di rigetto,
disposto che dell'eventuale mancato
accoglimento delle osservazioni presentate dal
privato data ragione nella motivazione del
provvedimento finale.
69

TAR FRIULI VENEZIA GIULIA, SEZ. I


sentenza 8 aprile 2011 n. 184

Non sussiste alcun obbligo di specifica


disamina e confutazione, in capo
all'Amministrazione procedente, delle singole
osservazioni e controdeduzioni rassegnate
dalla parte nell'ambito della partecipazione
procedimentale, bastando che sia dimostrata,
tramite la motivazione del provvedimento
finale, l'intervenuta acquisizione, cognizione e
valutazione di tali apporti partecipativi

Motivazione e provvedimenti vincolati


Quanto alla motivazione occorre precisare che essa deve
essere particolarmente estesa laddove il provvedimento sia
esercizio di un potere discrezionale;

Laddove, invece, il provvedimento sia vincolato, si ritiene


che
sufficiente la indicazione () della c.d. giustificazione,
ovvero lesternazione dei presupposti di fatto e
lindicazione delle norme giuridiche
(Cons. St., IV, 27.11.1998, n. 1637)

71

Motivazione di atto altamente discrezionale


CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 26 gennaio 2012 n. 351 - Pres. Giaccardi, Est.
Realfonzo - Ongaro ed altri (Avv.ti Giudici, Pafundi e Bordogna) c. Comune di Gandino (Avv.ti
Gobbi e Campana) - (conferma T.A.R. Lombardia - Brescia, n. 283/2007).
1. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore generale - Variante - Previsione di una
strada che taglia in due tronconi il terreno di un unico proprietario - Sindacabilit in
s.g. - Limiti.
2. Opere pubbliche - Localizzazione - Sindacabilit in s.g. - Limiti.
1. La previsione, in una variante al P.R.G., di una strada che attraversa un'ampia area
di propriet privata dividendola in due parti, riflette delle scelte di merito
dell'Amministrazione comunale funzionali al sistema viario programmato che, in
quanto tali, sono sindacabili in sede giurisdizionale solo in presenza di macroscopici
vizi di logicit.
2. La localizzazione di un'opera pubblica costituisce oggetto di una scelta
ampiamente discrezionale che pu soggiacere soltanto ad un tipo di sindacato
giurisdizionale cd. debole, e cio ad una verifica che concerna esclusivamente gli
eventuali profili di irragionevolezza palese della scelta ovvero di scelta fondata su un
presupposto di fatto erroneo.
72

il dispositivo

Il dispositivo del provvedimento consiste


invece nella decisione vera e propria.

73

I VIZI DEL PROVVEDIMENTO


AMMINISTRATIVO
I vizi del provvedimento amministrativo
(agenti patologici) possono condurre a due
conseguenze:
a) annullabilit
b) nullit

74

Invalidit
Irregolarit, invalidit, nullit, inesistenza
 Vizi di legittimit e vizi di merito
 I tre vizi di legittimit:
Eccesso di potere > funzione > figure sintomatiche:


Sviamento di potere
Travisamento dei fatti
Violazione di norme interne (circolari)
Contraddizione tra motivi e dispositivo
Contraddizione tra provvedimenti
Disparit di trattamento
Ingiustizia manifesta
Illogicit
Difetto di istruttoria

Incompetenza > soggetto


Violazione di legge > residualit

75

Invalidit
Annullabilit: art. 21 octies legge 241/1990
Degradazione ad irregolarit della patologia
dellatto per vizi formali
 Problema della annullabilit dei provvedimenti
vincolati per violazione delle regole procedimentali
 Problema della annullabilit per mancata
comunicazione di avvio del procedimento

76

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 16 febbraio 2010 n. 888

Lobbligo di cui allart. 7 della L. n. 241 del 1990, che impone la


comunicazione dellavviso di inizio del procedimento ai soggetti
interessati, non pu essere applicato meccanicamente e
formalisticamente, essendo volto non solo ad assolvere ad una funzione
difensiva a favore del destinatario dellatto conclusivo, ma anche a formare
nellAmministrazione procedente una pi completa e meditata volont; si
deve pertanto ritenere che il vizio derivante dallomissione di
comunicazione non sussiste nei casi in cui lo scopo della partecipazione
del privato sia stato comunque raggiunto, avendo linteressato avuto
conoscenza del procedimento aliunde o manchi lutilit della
comunicazione allazione amministrativa, non avendo dimostrato
linteressato che, ove fosse stato reso edotto dellavvio del procedimento,
sarebbe stato in grado di fornire elementi di conoscenza e di giudizio tali
da far determinare in modo diverso le scelte dellAmministrazione
procedente

Invalidit
Nullit: art. 21 septies legge 241/1990
Il provvedimento nullo quando:
 manca degli elementi essenziali
 viziato da difetto assoluto di attribuzione
 stato adottato in violazione ed elusione del
giudicato
 negli altri casi espressamente previsti dalla
legge
78

Annullabilit
Il provvedimento amministrativo annullabile
quando affetto da:
- violazione di legge
- incompetenza
- eccesso di potere
(art. 21 octies, comma 1, L. 241/90)

79

Violazione di legge
Si parla di violazione di legge quando il
provvedimento contrasta con una norma (non
necessariamente contenuta da una legge in senso
stretto, ma anche regolamenti, atti generali, etc).
Tale violazione pu concernere sia regole sostanziali
sia regole procedimentali (come le regole dettate
dalla stessa L. 241/90).

80

segue
Particolare ipotesi la annullabilit per contrasto con il
diritto comunitario, sia in via diretta (un provvedimento
amministrativo contrastante con un atto normativo
comunitario), sia in via indiretta (un provvedimento
conforme al diritto nazionale, a sua volta difforme dal
diritto comunitario).
E infatti obbligo della p.a. rispettare il diritto
comunitario, anche disapplicando il diritto nazionale.

81

Incompetenza
E il caso di un provvedimento adottato da un
organo diverso da quello competente nellambito
della stessa p.a.
Si tratta della violazione delle regole attributive
del potere di provvedere.
Vi rientra anche la violazione delle sfere di
competenza politiche e di gestione
82

Eccesso di potere
Leccesso di potere non collegato direttamente alla
violazione di norme, ma alla violazione dei principi
generali dellazione amministrativa (come quelli esaminati
in precedenza).
Il provvedimento affetto da eccesso di potere in contrasto
con la funzione di cura dellinteresse pubblico: il vizio del
cattivo esercizio della discrezionalit.
Infatti, i principi (buon andamento, imparzialit,
proporzionalit ) sono regole oggettive di buon esercizio
del potere discrezionale, che in assenza di norme espresse,
individuano come deve essere compiuta la scelta
dellAmministrazione.

83

segue
Si hanno cos diverse ipotesi di eccesso di potere, tra
le quali:
sviamento di potere (utilizzo del provvedimento per
un fine diverso da quello per il quale il potere
attribuito)
illogicit
violazione del principio di proporzionalit
disparit di trattamento
contraddittoriet

84

Nullit
Art. 21 septies
nullo il provvedimento amministrativo che
manca degli elementi essenziali, che viziato
da difetto assoluto di attribuzione, che stato
adottato in violazione o elusione del giudicato,
nonch negli altri casi espressamente previsti
dalla legge.

85

segue

La nullit rappresenta una ipotesi residuale (e si


realizza in casi tassativi).
Circa la mancanza degli elementi essenziali del
provvedimento va rilevato che nessuna norma
di legge elenca gli stessi, dunque la
giurisprudenza ad individuare alcune ipotesi

86

segue
Sono presenti in giurisprudenza alcune isolate- decisioni
in tema di nullit per carenza di un elemento essenziale
la
mancanza
di
sottoscrizione
determina
indiscutibilmente la nullit dellatto per mancanza di un
elemento essenziale, ai sensi dellart. 21-septies l. n.
241/90 (TAR Liguria, I, 23.1.2008, n. 55)
v. anche TAR SICILIA - CATANIA, SEZ. I - sentenza 2 dicembre 2011 n.
2883 (E nullo un provvedimento amministrativo che non rechi la
sottoscrizione dellorgano competente ad adottarlo). Sullessenzialit
della sottoscrizione del provvedimento amministrativo v.: Cons. Stato,
VI, 18 settembre 2009, n. 5622

la fattispecie della carenza assoluta della volont


provvedimentale, derivante da falsificazioni documentali
accertate in sede penale, pu verificarsi quando venga
accertata la complicit del funzionario amministrativo nel
reato (Cons. St., IV, 25.11.2008, n. 5809)

87

segue

Per quanto riguarda la nullit per violazione o


elusione del giudicato, la giurisprudenza si
riferisce ai casi nei quali dal giudicato derivi
un obbligo talmente puntuale che la sua
esecuzione debba concretarsi nell'adozione di
un atto il cui contenuto sia integralmente
desumibile dalla sentenza (TAR Catania, III,
19.6.2007, n. 1045).
88

Per quanto riguarda il difetto assoluto di


attribuzione, il TAR Sicilia, Catania, III, 23.2.2006, n.
290, ha dichiarato la nullit degli atti di annullamento
di alcune aggiudicazioni di gare di appalto, in quanto
disposte da un organo che, in virt di una espressa
norma di legge, non aveva il potere di intervenire.

89

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 28 ottobre 2011 n. 5799 - Pres. Trotta, Est. Forlenza Salaria Sport Village S.r.l. (Avv.ti Boscagli e Tedeschini) c. Comune di Roma (Avv. Murra), Presidenza
del Consiglio dei Ministri -Dipartimento della Protezione Civile (Avv. Stato Palatiello) e Circolo
Canottieri Aniene Assl (Avv.ti Carbone e Sanino)

Il fatto che la rilevabilit di ufficio della nullit di un atto


amministrativo sia dallart. 31, comma 4, c.p.a. demandata
solo al giudice amministrativo, esclude che la medesima
nullit possa essere rilevata ex officio dalla P.A. Non pu
pertanto un Comune (nella specie il Comune di Roma), sul
piano della concreta attivit amministrativa, "semplicemente"
considerare nullo, e quindi "tamquam non esset" un
provvedimento emanato dal Commissario delegato ad un
grande evento, non essendo esso titolare, al pari di ogni altro
soggetto dellordinamento diverso dal giudice amministrativo,
di un potere dichiarativo della sussistenza della nullit
dellatto amministrativo. Invero, nel caso in cui la P.A. ritenga
nullo un atto amministrativo, la stessa deve adire il giudice per
la declaratoria di nullit del medesimo.

LAUTOTUTELA
Lautotutela il generale potere della p.a. di
curare linteresse pubblico anche ritornando
sui propri passi (per tale ragione i
provvedimenti adottati in autotutela sono
anche detti di secondo grado)
Come accennato in precedenza tale potere anche
connesso con il principio di buon andamento.

91

Tra i provvedimenti adottati dalla p.a. nellesercizio


del potere di autotutela assumono una particolare
importanza due provvedimenti di secondo grado ad
esito eliminatorio (del provvedimento adottato in
primo grado)

- ANNULLAMENTO DUFFICIO
- REVOCA

92

ANNULLAMENTO
Lannullamento dufficio disciplinato dallart. 21 nonies
della L. n. 241/90
1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi
dell'articolo 21-octies pu essere annullato d'ufficio,
sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un
termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei
destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha
emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge.

93

La motivazione dovr quindi dare atto dei profili


considerati dalla norma:
- illegittimit dellatto
- interesse pubblico (attuale) allannullamento
- posizione dei privati
- tempo
94

Per provvedimento amministrativo illegittimo si deve


intendere, ripetesi, quello adottato in violazione di legge,
incompetenza o eccesso di potere.
Ai fini dellesercizio del potere di annullamento dufficio rileva,
in particolare, il principio di affidamento: la norma infatti
afferma che lannullamento pu avvenire TENENDO CONTO
DEGLI INTERESSI DEI DESTINATARI ed ENTRO UN TERMINE
RAGIONEVOLE

95

Secondo la giurisprudenza (TAR Lazio, II bis, n. 6978/08)

Si richiede, quindi, alla p.a. una comparazione tra


l'interesse pubblico e gli interessi dei destinatari e dei
controinteressati () Tuttavia, un limite allesercizio del
potere di annullamento consiste nella certezza delle
situazioni giuridiche originate dal provvedimento
annullabile in via di autotutela. Infatti, se il
provvedimento ha prodotto effetti favorevoli ed
trascorso un apprezzabile lasso di tempo, sufficiente ad
ingenerare un legittimo affidamento nellinteressato, si
deve ritenere che la stabilit della situazione venutasi a
creare costituisca un limite allautoannullamento.
96

In ordine alla MOTIVAZIONE del provvedimento di


autotutela si osserva che:
La ragionevolezza del termine un concetto vago e
indeterminato. () Quindi, per un verso, la p.a. tenuta
a motivare specificamente al riguardo e, per laltro,
occorre procedere caso per caso ad eseguire tale
valutazione, esaminando gli elementi che caratterizzano
la vicenda

97

Cos laddove il tempo trascorso sia breve, ed i vizi


dellatto siano chiari, verranno meno anche
stringenti oneri motivazionali

Considerati il brevissimo lasso di tempo


trascorso (circa tre mesi) e la natura dei vizi
accertati (la mancata acquisizione del parere
di competenza dellorgano elettivo comunale),
non era necessaria una diffusa motivazione
del provvedimento adottato ()
98

Esistono ipotesi nelle quali linteresse pubblico considerato in re ipsa,


nelle quali non occorre quindi la motivazione specifica

la valutazione dellinteresse pubblico e la relativa


motivazione, possono considerarsi regressivi quando
linteresse pubblico sia in re ipsa, ossia quando il
provvedimento rimosso () produca un effetto dannoso nei
confronti della P.A. In tutti i casi in cui il provvedimento
amministrativo determini unerogazione finanziaria indebita o
illegittima a svantaggio della P.A. (), si ritiene che linteresse
pubblico non abbia bisogno di essere esplicitato nella
motivazione. Poich linteresse a risparmiare e ad evitare
spese non giustificate in base alla normativa in re ipsa,
sufficiente lesigenza di ripristino della legalit per giustificare
latto di ritiro (Cons. St., V, 15.12.2005, n. 7136)
99

Annullamento dufficio di una gara


Annullamento di una gara
TAR LOMBARDIA - MILANO, SEZ. I - sentenza 13 gennaio 2012 n. 114 - Pres. Mariuzzo,
Est. Bignami - Adenti e altri (Avv. ti Rota e Rusconi) c. Comune di Giussano (Avv. Anania) e Societ
di Ingegneria Euro Project Srl (n.c. ) - (respinge).
Contratti della P.A. - Gara - Per laffidamento di un incarico professionale per la
progettazione di una opera pubblica - Annullamento in autotutela - Riferimento
allerronea indicazione nel bando dellimporto dei lavori - Per consentire la pi
partecipazione di concorrenti qualificati - Legittimit.
E' legittimo il provvedimento con il quale la stazione appaltante ha integralmente
annullato, in autotutela, gli atti di una gara di appalto finalizzata allaffidamento di
un incarico professionale per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di
una opera pubblica, che sia motivato con riferimento al fatto che, nel bando, stato
erroneamente indicato limporto dei lavori, aventi, in realt, un costo effettivo di
gran lunga superiore rispetto a quello inizialmente previsto nella lex specialis; in tal
caso, infatti, deve ritenersi sussistente linteresse pubblico allintegrale rinnovo della
gara, ed alla opportunit di porre a base dei relativi atti limporto corretto,
consentendo la partecipazione di un maggior numero di soggetti qualificati.
100

REVOCA
Ai sensi dellart. 21 quinquies la p.a. pu revocare il
provvedimento:

(a)per sopravvenuti motivi di pubblico interesse;


(b)nel caso di mutamento della situazione di fatto;
(c) nel caso di nuova valutazione dellinteresse
pubblico originario.

101

La revoca si differenzia dallannullamento in


quanto:
- Il provvedimento che viene eliminato non
illegittimo (la revoca dettata da mera
opportunit)
- Al privato, se danneggiato, spetter un
indennizzo (art. 21 quinquies, comma 1, seconda parte e
comma 1 bis)
102

Quanto alla motivazione dei provvedimenti di revoca la


giurisprudenza (Cons. St., V, 24.9.2003, n. 5444) ha chiarito
che
l'esercizio dello jus poenitendi da parte della p.a. incontra un
limite nell'esigenza di salvaguardare le situazioni dei soggetti
privati che, confidando nella legittimit dell'atto rimosso,
hanno acquisito il consolidamento delle posizioni di vantaggio
loro attribuite da questo, onde il travolgimento di tali posizioni
considerato legittimo solo se giustificato dalla necessit di
assicurare il soddisfacimento di un interesse di carattere
generale e, come tale, prevalente sulle posizioni individuali,
dandone idonea contezza nella motivazione del
provvedimento di rimozione, affinch ne sia consentito il
controllo di legittimit in sede giurisdizionale
103

Revoca di un concorso bandito


TAR LAZIO - ROMA, SEZ. III - sentenza 27 febbraio 2012 n. 1968 - Pres. Bianchi, Est.
Sapone - Colaiori (Avv.ti P. e M. Stella Richter) c. Universit Telematica Internazionale Uninettuno
(Avv.ti Cardarelli e Carpugiani) - (accoglie).
1. Concorso pubblico - Bando - Revoca - Rientra nei normali ed ampi poteri
discrezionali della P.A. - Limiti - Individuazione.
2. Concorso - Per posto di ricercatore universitario - Revoca - Riferimento alla
sopravvenuta carenza di disponibilit finanziarie - Determinata dallasserito
decremento del numero di studenti in regola con il pagamento delle tasse
universitarie - Ove sia stata accertata linsussistenza di tale decremento Illegittimit.
1. La revoca di un bando di concorso pubblico rientra nei normali ed ampi poteri
discrezionali della P.A. che, fino a quando non sia intervenuta la nomina dei
vincitori, pu provvedere in tal senso, vantando i meri partecipanti una semplice
aspettativa alla conclusione del procedimento, in presenza di fondati motivi di
interesse pubblico che sconsigliano la prosecuzione dell'iter concorsuale rendendone
evidente l'inopportunit.
2. E illegittimo il provvedimento con il quale stato revocato un concorso pubblico
per un posto di ricercatore universitario, motivato con riferimento alla sopravvenuta
carenza di disponibilit finanziarie, determinata dallasserita flessione del numero di
studenti in regola con il pagamento delle tasse universitarie, che ha reso
estremamente problematica la sostenibilit finanziaria del corso di laurea e non ha
consentito in alcun modo laccantonamento di sopravvenienze attive per la copertura
dei posti di ricercatore, nel caso in cui, a seguito di apposita istruttoria, sia stato
accertato che il decremento del numero degli studenti interessati - riferito agli anni
accademici da considerare, e risultante dalla comparazione tra la situazione di fatto
sussistente alla data di indizione della procedura concorsuale e quella vigente alla
data di adozione della revoca - era sostanzialmente insussistente

104

La S.C.I.A.
Disciplinata dallart. 19 della L. 241/90, come modificata dalle LL.
122/2010 e 106/2011
La segnalazione certificata di inizio attivit SCIA, sostituisce:
autorizzazioni, licenze, concessioni non costitutive, permessi, n.o.
il cui rilascio dipenda dal mero accertamento di requisiti richiesti ex lege e
non sia subordinato a limiti numerici o programmati
E quindi sufficiente una SEGNALAZIONE DELLINTERESSATO
salvo quando esistano vincoli ambientali, paesaggistici, culturali o si tratti
di atti di competenza di amministrazioni preposte alla difesa nazionale,
pubblica sicurezza, immigrazione, giustizia e finanze.
La segnalazione CERTIFICATA in quanto deve essere
corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dellatto di
notoriet per quanto riguarda tutti gli stati, le qualit personali e i fatti
previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre
2000, n. 445, nonch dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati,
ovvero dalle dichiarazioni di conformit da parte dellAgenzia delle imprese
(l. 133/2008) relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti

105

EFFETTI DELLA SCIA:


Le attivit esercitabili previa segnalazione sono liberalizzate e possono
essere iniziate dalla data della presentazione della segnalazione
allamministrazione competente
La SCIA non costituisce comunque un provvedimento
(La denuncia di inizio attivit non costituisce un provvedimento amministrativo a formazione tacita e
non d luogo in ogni caso ad un titolo costitutivo, ma rappresenta un atto privato volto a comunicare
lintenzione di intraprendere unattivit direttamente ammessa dalla legge: Ad. pl. N. 15/2011)

POTERI DELLA P.A.


Nel termine di 60 giorni in caso di accertata carenza dei requisiti e dei
presupposti la P.A. adotta motivati provvedimenti di divieto di
prosecuzione dellattivit e di rimozione degli eventuali effetti dannosi
salvo che linteressato provveda a conformare alla normativa vigente
detta attivit ed i suoi effetti entro un termine fissato
dallamministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni
E ' fatto comunque salvo il potere dellamministrazione competente di
assumere determinazioni in via di autotutela anche in caso di
dichiarazioni false o mendaci (in tal caso lautotutela potr essere
esercitata sempre e in ogni tempo caso in cui si applicano anche
sanzioni penali ex DPR 445/2000)
Dopo la scadenza del termine di 60 giorni allAmministrazione
consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il
patrimonio artistico e culturale, per lambiente, per la salute, per la
sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento
dellimpossibilit di tutelare comunque tali interessi mediante
conformazione dellattivit dei privati alla normativa vigente.

106

ESCLUSIONI
la SCIA non si applica alle attivit economiche a prevalente carattere
finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di
cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58
TUTELA DEI TERZI
Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti
all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione
contro il silenzio della P.A.
SCIA IN EDILIZIA?
In materia edilizia la SCIA si applica ma con diverse deviazioni dal modello
di cui allart. 19 (in particolare con riferimento al problema della c.d. super
DIA, dei vincoli culturali e paesaggistici nonch dei poteri di controllo e
vigilanza del territorio).

107

Il silenzio dellAmministrazione

Art. 2 (Conclusione del procedimento)

Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad unistanza, ovvero debba


essere iniziato dufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di
concluderlo mediante ladozione di un provvedimento espresso.
Salvo diversa previsione, i procedimenti amministrativi devono concludersi entro il
termine di trenta giorni.

Con uno o pi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, sono individuati i
termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i
procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici
nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a
novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria
competenza.

In casi particolari (ragioni organizzative, natura degli interessi curati, complessit


del procedimento),le Amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali possono
prevedere, con regolamento ministeriale, termini maggiori, di massimo 180 giorni

I termini per la conclusione del procedimento decorrono dallinizio del


procedimento dufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento ad
iniziativa di parte.

I termini di conclusione possono essere sospesi, per una sola volta e per un
periodo non superiore a trenta giorni, per lacquisizione di informazioni o di
certificazioni relative a fatti, stati o qualit non attestati in documenti gi in
possesso dellamministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre
pubbliche amministrazioni.
108

CGA, SEZ. GIURISDIZIONALE - sentenza 24 ottobre 2011 n. 684 - Pres. Virgilio, Est. Salemi

Giustizia amministrativa - Risarcimento del danno - Danno da ritardo - Per ritardata


conclusione del procedimento amministrativo relativo allapprovazione di un piano di
lottizzazione convenzionata - Ove detto procedimento abbia subito alcuni ingiustificati
allungamenti stimabili in un lasso di tempo superiore allanno - Domanda - Pu essere
accolta.

Pu essere accolta la domanda di risarcimento del danno - a condizione che sussista e


venga provato - subito da una impresa, in ragione del ritardo con il quale un ente locale ha
concluso il procedimento amministrativo relativo alla approvazione di un piano di
lottizzazione convenzionata, nel caso in cui detto procedimento abbia effettivamente
subito ingiustificati allungamenti rispetto ai termini previsti dal legislatore, stimabili in un
lasso di tempo superiore allanno (Nella specie il perfezionamento del procedimento era
avvenuto oltre un anno e veniva riconosciuto il diritto al ristoro del danno patito per la
restituzione del finanziamento ottenuto, pari ad Euro 150,000, oltre rivalutazione ed
interessi).
-----------------------------------------(1) Ha ricordato la sentenza in rassegna che, come stato recentemente osservato dal
Consiglio di Stato (cfr. sez. V, 28 febbraio 2011, n. 1271, la giurisprudenza pacifica
nellammettere il risarcimento del danno da ritardo (a condizione ovviamente che tale
danno sussista e venga provato) e lintervenuto art. 2-bis, comma 1, della legge n.
241/1990, introdotto dalla legge n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del
privato nei confronti dei ritardi della P.A., stabilendo che le pubbliche amministrazioni e i
soggetti equiparati siano tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in
conseguenza dellinosservanza dolosa e colposa del termine di conclusione del
procedimento.

Cons. St., V, 28.2.2011, n. 1271


La norma presuppone che anche il tempo un bene della vita per il
cittadino e la giurisprudenza ha riconosciuto che il ritardo nella
conclusione di un qualunque procedimento, sempre un costo, dal
momento che il fattore tempo costituisce una essenziale variabile nella
predisposizione e nellattuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi
intervento, condizionandone la relativa convenienza economica
Resta fermo per lonere della prova: non un danno da mero ritardo
Cons. Giust. Amm. reg. Sic., 4 novembre 2010 n. 1368
il danno sussisterebbe anche se il procedimento autorizzatorio non si fosse
ancora concluso e anche se lesito fosse stato in ipotesi negativo.

Danno da ritardo
TAR LAZIO - ROMA, SEZ. II QUATER - sentenza 24 gennaio 2012 n. 762 - Pres. Scafuri,
Est. Tommassetti - La Monica ed altro (Avv.ti Gubbiotti e Cento) c. Comune di Subiaco (Avv.
Orlando) - (accoglie la domanda di annullamento del provvedimento impugnato e respinge la
domanda di risarcimento del danno).
2. Giustizia amministrativa - Risarcimento dei danni - Danno da ritardo della P.A. Nozione - Individuazione.
3. Giustizia amministrativa - Risarcimento dei danni - Danno da ritardo della P.A. Riconoscimento - Presupposti - Allegazione di elementi concreti e specifici da cui
desumere lesistenza e lentit del pregiudizio subito - Necessit - Danno non
patrimoniale - Non pu essere riconosciuto.
2. Anche alla stregua di quanto previsto dallart. 2 bis della L. 241/1990, introdotto
dalla L. 19 giugno 2009 n. 69, deve ritenersi che il danno da ritardo della P.A.
presuppone pur sempre la lesione di un "diverso" - rispetto al tempo - bene
giuridicamente protetto, ponendosi il fattore temporale quale mero nesso causale tra
fatto e lesione. In tale prospettiva, dunque, se da un lato non pu accordarsi una
tutela risarcitoria per il danno derivante dalla mera "perdita di tempo" in s
considerata - non potendosi riconoscere nel fattore "tempo" un bene della vita
meritevole di autonoma dignit e tutela - deve ritenersi che il tempo possa costituire
la causa di ulteriori e differenti danni rispetto al bene della vita oggetto di
accertamento da parte della Amministrazione.
3. Nel caso in cui si lamenti un danno da ritardo della P.A., va esclusa la risarcibilit
del danno non patrimoniale consistito in meri disagi e fastidi, ove non sussistano
lesioni di diritti costituzionalmente garantiti. Inoltre, la pretesa risarcitoria - ove non
si sia verificato un mero disagio o fastidio - esige unallegazione di elementi concreti
e specifici da cui desumere, secondo un criterio di valutazione oggettiva, lesistenza e
lentit del pregiudizio subito, il quale non pu essere ritenuto sussistente in re ipsa,
n consentito lautomatico ricorso alla liquidazione equitativa.

111

Il silenzio assenso (art. 20)


Nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti
amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a
provvedimento di accoglimento della domanda, se la medesima
amministrazione non comunica all'interessato, entro il termine di
conclusione del procedimento, il provvedimento di diniego, ovvero non
procede alla convocazione della conferenza di servizi
I provvedimenti che si formano tramite il silenzio, possono essere oggetto
di annullamento e revoca.
ESCLUSIONI: atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e
paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e
l'immigrazione, lasilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumit,
ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti
amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio
dellAmministrazione come rigetto dell'istanza, nonch agli atti e
procedimenti individuati con uno o pi decreti del Presidente del Consiglio
dei ministri.

112

CONSIGLIO DI STATO, ADUNANZA PLENARIA


sentenza 29 luglio 2011 n. 15
Il silenzio serbato dalla p.a. nel termine perentorio previsto
dalla legge per lesercizio del potere inibitorio a fronte della
presentazione di una d.i.a. produce leffetto giuridico di
precludere allAmministrazione stessa lesercizio del potere
inibitorio a seguito dellinfruttuoso decorso del termine
perentorio alluopo sancito dalla legge, qualificandosi
pertanto come esercizio di potere amministrativo attraverso
ladozione di un provvedimento tacito negativo, equiparato
dalla legge ad un, sia pure non necessario, atto espresso di
diniego delladozione del provvedimento inibitorio. Trattasi in
definitiva, di un provvedimento per silentium con cui la P.A.,
esercitando in senso negativo il potere inibitorio, riscontra che
lattivit stata dichiarata in presenza dei presupposti di legge
e, quindi, decide di non impedire linizio o la protrazione
dellattivit dichiarata

Il diritto di accesso
Principio di trasparenza e pubblicit dellazione amministrativa
Anche se non ammesso un controllo generalizzato sullattivit della
p.a.

Fondamento costituzionale
Art. 97 Cost.
Art. 21 Cost.

Anche strumento di partecipazione procedimentale


Piena autonomia del diritto di accesso
Finalit
Trasparenza (anche attraverso la motivazione e la partecipazione)
Accesso partecipativo
Accesso conoscitivo

114

Oggetto
Documento amministrativo
Provvedimenti
Atti interni
Atti detenuti dalla p.a. ed utilizzati per lattivit
amministrativa
Atti inerenti lattivit di diritto privato della p.a.

115

Soggetti passivi

Pubbliche amministrazioni
Aziende autonome e speciali
Enti pubblici
Gestori di servizi pubblici
Autorit di garanzia e di vigilanza

116

Limiti
Limiti tassativi
Sanciti direttamente dal legislatore
Salvaguardia di interessi pubblici prioritari rispetto allinteresse
alla conoscenza da parte del privato
Documenti coperti da segreto di Stato (L. n. 801/77 e ora L. 124/2007
nonch D.P.C.M. 8.4.2008; cfr anche direttiva P.C.M. 14.2.2012)
Procedimenti tributari
Procedimenti relativi ad atti di programmazione e pianificazioni
Procedimenti selettivi con riguardo ad atti sul carattere
psicoattitudinale dei terzi
Documenti esclusi con appositi regolamenti governativi
Riservatezza

Limiti facoltativi
Potere di differimento
117

Accesso al compito in classe


TAR LAZIO, Sez. III bis - 17 febbraio 2012 n. 1664 - Pres. Speranza, Est. Pisano - Giuliani e altro
(avv. Caputo) c. Ministero dell'Istruzione dell'Universit e della Ricerca (n.c.), Liceo Scientifico
Statale Giuseppe Peano (Avv.ra Stato) e G. ed altri (n.c.).
1.- Atto amministrativo - Diritto di accesso - Da parte dei genitori - Nei confronti delle prove
scritte svolte dai compagni di classe del proprio figlio - Al fine di verificare la sussistenza di
eventuali disparit di trattamento - Diniego - Legittimit - Ragioni.
1.- E legittimo il diniego di accesso espresso in ordine ad una istanza ostensiva, avanzata dai
genitori, tendente ad ottenere copia delle prove scritte di matematica svolte dai compagni di classe
del proprio figlio, con obliterazione del nome dei minori, onde verificare la sussistenza di eventuali
disparit di trattamento; infatti, la richiesta di accesso agli elaborati di tutti i compagni di classe
appare un inammissibile controllo generalizzato nei confronti dellattivit della P.A., solo che si
consideri che la funzione docente non diretta alla scelta dei pi meritevoli secondo una
graduatoria di valore, bens alla formazione dei ragazzi e alla verifica dei risultati da ognuno di
essi conseguiti.
118

CGA, SEZ. GIURISDIZIONALE - sentenza 16 novembre 2011 n. 846 - (riforma


T.A.R. Sicilia - Catania, Sez. II, 3 settembre 2010, n. 3587).
1. Il diritto daccesso agli atti amministrativi vale a tutelare interessi individuali di
ampiezza tale da incontrare solo il limite della giuridicit; esso, al contempo,
collegato ad una riforma di fondo dellAmministrazione, ispirata ai principi di
democrazia partecipativa, della pubblicit e trasparenza dellazione
amministrativa, la quale costituisce "principio generale", e che sinserisce a
livello comunitario nel pi generale diritto allinformazione dei cittadini rispetto
allorganizzazione e allattivit amministrativa, quale strumento di prevenzione e
contrasto sociale ad abusi e soverchierie degli apparati pubblici latamente intesi.
2. La nozione di interesse giuridicamente rilevante (anzi, come recita lart. 22
della legge n. 241 del 1990,
1990, un interesse correlato "a una situazione
giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale chiesto laccesso"),
che costituisce presupposto per lesercizio del diritto di accesso, si configura
come il complesso di situazioni soggettive che, pi che fornire utilit finali,
risultano caratterizzate per il fatto di offrire al titolare dellinteresse poteri di
natura procedimentale, volti in senso strumentale alla tutela di altri interessi
giuridicamente rilevanti, che vengano a collidere con lesercizio di pubbliche
funzioni.
3. Sussiste il diritto di una impresa che si occupa di impianti pubblicitari di
ottenere copia delle autorizzazioni rilasciate per gli impianti di propaganda
ubicati in alcune strade pubbliche, ove risulti che il Comune interessato sia
sprovvisto di un piano generale degli impianti e del relativo regolamento, sicch
appare legittima la richiesta di verificare se siano state rilasciate autorizzazioni
per gli impianti ubicati su tali strade, senza che ci comporti "un controllo
generalizzato" sull'attivit della P.A., in generale vietato dell'art. 22, comma 2,
della L. n. 241/1990.
241/1990.

Accesso e riservatezza
Possibilit di conflitto tra diritti aventi pari
rango costituzionale
Art. 21 Cost.
Art. 2 Cost.

Inserito tra i limiti allaccesso


Art. 24, c. 6. lett. d)

Differente tutela dei dati personali e dei dati


sensibili e dati sensibilissimi
120

TAR Umbria, 24.11.2010, n. 515


In materia di accesso ai documenti amministrativi, le esigenze
di tutela non solo della riservatezza, ma anche della
segretezza devono ritenersi recessive rispetto al diritto di
difesa, evocativo dellart. 24 della Costituzione, nei limiti, si
intende, della ragionevolezza, ed alla stregua di una
valutazione caso per caso

Accesso a cartella clinica


Accesso a cartella clinica
TAR SARDEGNA, SEZ. II - sentenza 27 gennaio 2012 n. 67 - Pres. Scano, Est. Maggio Pisano (Avv. Puddu) c. Kinetica Sardegna s.r.l. (n.c.) - (accoglie).
Atto amministrativo - Diritto di accesso - Alle cartelle sanitarie del padre defunto Chieste da un figlio - Diniego motivato con riferimento al fatto che la legittimazione a
richiederle spetta congiuntamente a "tutti gli eredi" - Illegittimit - Ragioni.
E illegittimo il diniego opposto da una Casa di cura in ordine ad una istanza
ostensiva, presentata da un figlio, per ottenere copia delle cartelle cliniche
concernenti il padre defunto, che sia motivato con riferimento al fatto che la
legittimazione a richiedere le medesime cartelle spetta congiuntamente a "tutti gli
eredi"; infatti, nel caso di decesso di un familiare, il diritto a conoscere i dati relativi
alle condizioni di salute del de cuius non disciplinato dalla normativa ereditaria
ma, inerendo alla semplice qualit di congiunto, spetta autonomamente a chiunque
si trovi in tale relazione di parentela con la persona deceduta (1).
--------------------------------------(1) Cfr. T.A.R. Lazio - Roma, Sez. III, 30 gennaio 2003 n. 535.
Ha ricordato la sentenza in rassegna che, ai sensi dellart. 9, comma 3, D.Lgs. 30 giugno 2003 n.
196, i diritti di cui al precedente articolo 7, riferiti a dati personali concernenti persone decedute,
possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell'interessato o per
ragioni familiari meritevoli di protezione.
122

TAR LAZIO - ROMA, SEZ. I - sentenza 18 ottobre 2011 n. 8013 - Pres. Giovannini, Est. Martino

1. Atto amministrativo - Diritto di accesso - Diritto dellappaltatore di oo.pp. di accedere alla "relazione
riservata" del direttore dei lavori - Non sussiste - Ragioni.
2. Atto amministrativo - Diritto di accesso - Diritto dellappaltatore di oo.pp. o di un suo avente causa di
accedere ai registri di contabilit - Sussiste - Ragioni.

1. Non sussiste il diritto di accedere alla "relazione riservata" del direttore dei lavori, richiamata dallart.
13, comma 5, d.lgs. n. 163/2006; il divieto di ostensione (ab origine previsto, dal regolamento sui lavori
pubblici del 1895, per la sola relazione del collaudatore) si spiega, non solo con la finalit di favorire
leventuale perfezionamento dellaccordo bonario, ma, pi in generale, in virt della caratteristica di
strumento di tutela dei propri interessi, del quale l'Amministrazione dispone nell'eventuale contenzioso
che l'appaltatore intenda istaurare per il riconoscimento delle riserve e per il pagamento del prezzo
integrale dell'opera (1).
2. Sussiste il diritto dellimpresa appaltante ovvero di unimpresa avente causa dalla prima, di accedere
ai registri di contabilit, in relazione ai quali (cfr. in particolare gli art. 164 e 165 del d.P.R. n. 554 del
1999), del tutto fisiologico che lappaltatore od un suo avente causa possa visionare le "motivate
deduzioni" annotate nel registro stesso dal direttore dei lavori (art. 165, cit., comma 4) (2).
-----------------------------------(1) Cfr. Cons. Stato, Ad. Plen., 13 settembre 2007, n. 11.
Ha aggiunto la sentenza in rassegna che, nel vietare laccesso ed ogni altra forma di divulgazione, lart.
13 del D.Lgs. n. 163/2006 equipara le relazioni del direttore dei lavori e del collaudatore ai "pareri legali
acquisiti dai soggetti tenuti all'applicazione del presente Codice" anch'essi non ostensibili, perch riferiti
ad un contenzioso potenziale o attuale con l'appaltatore e investiti dalle stesse esigenze di riservatezza
che tutelano le ragioni di ordine patrimoniale della stazione appaltante.

Codice dati personali


D.lgs. 196/2003
Le tipologie di trattamenti sono:
raccolta: acquisizione dei dati dal soggetto interessato o
da terzi;
elaborazione (comprende la registrazione,
lorganizzazione),
lestrazione, il raffronto e la selezione dei dati
cancellazione: comporta leliminazione dei dati
distruzione: comporta la distruzione irreversibile dei dati;
interconnessione con altre banche dati: possono essere
banche dati sia interne che esterne allEnte;
blocco: comporta la conservazione del dato personale,
con sospensione temporanea di ogni altra operazione del
trattamento;
rettifica: comporta correzione o modifica del dato.

124

Categorie di dati
dati personali
qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od
associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante
riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di
identificazione personale;

dati identificativi
i dati personali che permettono l'identificazione diretta dell'interessato

dati sensibili
i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose,
filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati,
associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale,
nonch i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;

dati giudiziari
i dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere
da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia di casellario
giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei
relativi carichi pendenti, o la qualit di imputato o di indagato ai sensi degli articoli
60 e 61 del codice di procedura penale

125

Trattamento dati personali da parte dei


soggetti pubblici (art. 19)
Il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati
diversi da quelli sensibili e giudiziari consentito,per lo svolgimento di
funzioni istituzionali anche in mancanza di una norma di legge o di
regolamento che lo preveda espressamente.
La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti
pubblici ammessa quando prevista da una norma di legge o di
regolamento. In mancanza di tale norma la comunicazione ammessa
quando comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni
istituzionali
La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti
pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico
sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di
legge o di regolamento.

126

Trattamento dati sensibili (art. 20)

Il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici consentito solo


se autorizzato da espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i
tipi di dati che possono essere trattati e di operazioni eseguibili e le finalit di
rilevante interesse pubblico perseguite.
Nei casi in cui una disposizione di legge specifica la finalit di rilevante
interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e di operazioni eseguibili, il
trattamento consentito solo in riferimento ai tipi di dati e di operazioni
identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento,
in relazione alle specifiche finalit perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei
principi di cui all'articolo 22, con atto di natura regolamentare adottato in
conformit al parere espresso dal Garante ai sensi dell'articolo 154, comma 1,
lettera g), anche su schemi tipo .
Se il trattamento non previsto espressamente da una disposizione di legge i
soggetti pubblici possono richiedere al Garante l'individuazione delle attivit,
tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che perseguono
finalit di rilevante interesse pubblico e per le quali conseguentemente
autorizzato il trattamento dei dati sensibili. Il trattamento consentito solo se
il soggetto pubblico provvede altres a identificare e rendere pubblici i tipi di
dati e di operazioni.
Il trattamento di dati giudiziari da parte di soggetti pubblici consentito solo
se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante
che specifichino le finalit di rilevante interesse pubblico del trattamento, i
tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.

127

Diritto di accesso
Resta ferma la legge 7 agosto 1990, n. 241 anche per ci
che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le
operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una
richiesta di accesso. Le attivit finalizzate all'applicazione di
tale disciplina si considerano di rilevante interesse
pubblico (art.59)
Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo
stato di salute o la vita sessuale, il trattamento
consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si
intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti
amministrativi di rango almeno pari ai diritti
dell'interessato, ovvero consiste in un diritto della
personalit o in un altro diritto o libert fondamentale e
inviolabile.
128