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CIPA Scuola di Counseling Integrato per la Professione dAiuto

Antonella Farinaro

Frida Kahlo e lespressione delle emozioni.


Larte come uno strumento di terapia ante litteram.

Frida Kahlo, The Frame, 1938. Olio su alluminio e vetro, Parigi, Museo Nazionale dArte Moderna,
Centro Georges Pompidou

Introduzione
I miei temi sono stati sempre le mie emozioni,
i miei stati danimo e le profonde dinamiche che la vita
andava producendo in me,
e ho sempre oggettivato tutto questo
in rappresentazioni di me stessa,
che erano quanto di pi sincero e vero potessi fare
per esprimere quel che sentivo di me e davanti a me.
Frida Kahlo

In poche altre circostanze, come nellatto di contemplare un dipinto, osservare una


scultura o soffermarsi ad ascoltare una sinfonia musicale, lanimo umano pu
predisporsi verso il recupero di una dimensione che potremmo definire intima,
sottolineando un aspetto dellarte che contribuisce a consolidare insieme la sua
forza e il suo fascino.
Fin dai tempi pi antichi larte stata utilizzata come strumento catartico, come
elemento curativo e di protezione dal male. Luomo ha infatti iniziato a comunicare
visivamente attraverso la produzione di segni e di simboli, da sempre considerati
elementi necessari nei riti finalizzati al sollievo e alla guarigione dalle malattie.
Ancora oggi vi sono popolazioni tribali, come il popolo nativo americano dei Navajo,
che utilizzano la pittura, la danza e il canto con finalit curative.
Tuttavia il concetto di utilizzo dellarte come tecnica terapeutica e riabilitativa, si
sviluppato solo in tempi a noi recenti, a partire dagli anni 40 e 50 del XX secolo,
soprattutto in seguito ai successi ottenuti dallutilizzo di attivit creative nellambito
dellassistenza e della riabilitazione sanitaria1.

A. Ursoleo, LArte-Terapia, 2007/2008, pp. 1-29, www.slowmind.net/albertalbert/alessandra1.pdf. ;

Il concetto di Arte-Terapia dunque relativamente recente, lo stesso termine


implica una riflessione sul legame esistente tra due discipline distinte e allo stesso
tempo complementari allinterno di un approccio di tipo terapeutico.
La riconosciuta importanza dellarte come forma di comunicazione privilegiata, che
riesce ad esprimere e ad arrivare la dove le parole non riescono a giungere, ha fatto
s che fosse spesso oggetto di interesse e di studio nel campo della psicologia.
E soprattutto con lavvento della psichiatria moderna, tra la fine del XIX e gli inizi del
XX secolo, che si assiste ad un riconoscimento dellinteriorit dellindividuo e allo
svilupparsi dellinteresse verso le unioni tra immagini ed inconscio.
Lo stesso Sigmund Freud (1856-1939), attraverso le sue teorie sullinconscio e
limmagine onirica, colse la straordinaria peculiarit dellarte come strumento
privilegiato di accesso al mondo interiore dellindividuo. Se si studiano con
attenzione la sua vita e le sue opere, si prende atto di come larte abbia rivestito in
esse una posizione rilevante, con una netta preferenza per la letteratura2.
Il prodotto artistico per Freud si rivela specchio del mondo interno del soggetto, dei
suoi processi psichici. Tuttavia, anche se emerge dai suoi scritti la concezione
dellarte come espressione della patologia, per il padre della psicoanalisi lattenzione
verte pi sul prodotto artistico finito che sul processo artistico che ha condotto a
quello specifico risultato. Inoltre Freud concepisce ancora larte come espressione di
individui dalla sensibilit non comune e quindi non adatta per un uso terapeutico.
Come Freud, anche Carl Gustav Jung (1875-1961), fa riferimento allarte come un
mezzo per contattare ed esprimere le immagini appartenenti allinconscio, ma a
differenza del primo, egli porta lattenzione sul processo creativo, che consiste, a
suo parere, nellattivare le immagini archetipe inconsce, rielaborarle e trasformarle
in un prodotto finito. Attraverso la sua teoria sugli archetipi universali e
sullinconscio collettivo, Jung, lontano dal concetto patologico elaborato da Freud,

Freud dedica allarte diversi saggi, tra cui: Il poeta e la fantasia (1908), Un ricordo dinfanzia di Leonardo da Vinci
(1910), Totem e tab (1913), Il Mos di Michelangelo (1913), Un disturbo di memoria sullAcropoli (1936).

attribuisce allarte un valore sociale: essa rappresenta un mezzo di comunicazione


fondamentale in cui le emozioni individuali diventano generali e collettive.
Jung spingeva i pazienti a disegnare le loro immagini oniriche: Dipingere ci che
vediamo davanti a noi e unarte diversa dal dipingere ci che vediamo dentro.3
LArte-Terapia dunque il risultato di un lungo periodo di gestazione allinterno
della teoria psicoanalitica, il frutto di una incessante ricerca di nuove possibilit e
strumenti da utilizzare allinterno della prassi terapeutica. Larte stessa, cos come il
campo della critica darte, hanno subito, daltra parte, linfluenza e il fascino delle
scoperte e delle teorie della psicoanalisi, talvolta indicandole come fonti primarie di
riferimento: un esempio emblematico costituito dal movimento artistico del
Surrealismo.
Il suo principale teorico e promotore, il poeta Andr Breton (1896-1966), fu
particolarmente influenzato da Freud e nello specifico dalla lettura de
Linterpretazione dei sogni del 18994. La stessa Frida Kahlo (1907-1954), la cui
opera stata accostata di sovente al Surrealismo, conservava nella propria
biblioteca tutte le opere di Freud apparse fino ad allora5. Nel suo quadro
raffigurante il Mos (1946) (Ill. num. 1) non solo elabora una vera e propria
illustrazione figurativa del libro di Freud Der Mann Moses und die monotheistische
Religion apparso nel 1937, ma, attraverso di essa affronta le paure e i sensi di colpa
sviluppati in seguito ai vari aborti subiti6.
3

C. A. Malchiodi, Arteterapia, Larte che cura, Giunti, Firenze, 2009, p.34

A. Breton, Il Surrealismo e la pittura, E. Capriolo (a cura di), Marchi, Firenze, 1966, pp. 141-144.

Breton ebbe il merito di avere fatto conoscere Frida Kahlo come artista di valore internazionale, promuovendo nel
1940 una mostra a Parigi in cui vennero esposti i suoi dipinti. In quellanno Frida scriveva. Il Surrealismo la sorpresa
di trovare un leone nellarmadio che si era aperto per prendere della biancheria, in Frida Kahlo, H. Prignitz-Poda (a
cura di), Electa, Milano, 2014, p. 36. Breton dal canto suo afferm: Larte di Frida Kahlo un nastro intorno a una
bomba, in A. Breton, op. cit., 1966, pp.141-144.
5

O. Westheider, Frida Kahlo e lavanguardia in Europa, in Frida Kahlo, H. Prignitz-Poda (a cura di) Electa, Milano, 2014,
pp. 44-57.
6

H. Prignitz-Poda, Frida Khalo e il mondo dellarte, in Frida Khalo, H. Prignitz-Poda (a cura di), Electa, Milano, 2014,
pp.35-36

I surrealisti rimasero affascinati dallarte-terapia, basti pensare alla definizione che


venne data alla stessa corrente nel primo Manifesto Surrealista pubblicato nel 1924:
Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le
parole, o la scrittura, o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando
del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di
ogni preoccupazione estetica e morale7.
Lincontro fra arte figurativa e follia si sviluppa successivamente sotto il profilo
artistico, allinterno del movimento denominato Art Brut, fondato nel 1945 dal
pittore francese Jean Dubuffet8. Larte-terapia affonda parte delle sue radici in
questo movimento di pensiero, al cui interno venivano proposte opere artistiche
realizzate da non-professionisti che operavano al di fuori delle norme estetiche
convenzionali (autodidatti, psicotici, carcerati, ecc.) e che dunque si caratterizzavano
per lassenza di riflessione e di pretese culturali.
Fino agli anni 50-60 tuttavia i laboratori artistici venivano ancora posti in essere
principalmente per tenere occupati i pazienti, in assenza di un profilo terapeutico
ben preciso. Sar soprattutto con il lavoro svolto negli anni 60 da Margaret
Naumburg (1890-1983), che larte-terapia si connota come una tecnica di intervento
terapeutico autonomo e peculiare9. Per la Naumburg, psichiatra e psicoanalista,
larte diventa uno strumento finalizzato alla terapia, e non quindi arte come terapia.
Il processo artistico era funzionale alla produzione verbale, senza una particolare
attenzione ai materiali utilizzati e al processo artistico. La Naumburg utilizzava il
disegno spontaneo, detto degli scarabocchi come strumento di accesso
allinconscio, incoraggiando i suoi pazienti a fare delle libere associazioni rispetto a
quello che vedevano nei propri lavori. Le immagini quindi, come nella procedura
7

S. Mistura, Il Surrealismo di fronte alla Psicoanalisi, in S. Mistura (a cura di), Figure del feticismo, Einaudi, Torino,
2001, pp.123-172.
8

L. Trucchi, Dubuffet, Inserto Art Dossier, Giunti, Firenze, 2001.

M. Naumburg, An introduction to art therapy: studies of free art expression of behavior problem children and
adolescents as a means of diagnosis and therapy, Theacher College Press, London-New York, 1973.

psicoanalitica, hanno a che fare con i sogni, le fantasie, le paure, i conflitti e le


memorie dellinfanzia.
La storia dellarte-terapia resta legata al modello psicoanalitico anche nel decennio
successivo con la figura di Edith Kramer (1916-2014), considerata madre dellarteterapia. Proveniente da una formazione artistica e dall ambiente psicoanalitico
viennese essa, a differenza della Naumburg, concentra la sua attenzione sul
processo creativo vero e proprio, ritenuto di per s uno strumento terapeutico.
Lespressione artistica del paziente non vista solo come mezzo per lespressione
dei conflitti inconsci, ma come strumento per la loro risoluzione e come risorsa per
la crescita e la maturazione personale. Arte, dunque, finalmente come terapia, dove
la creativit del cliente ad essere utilizzata in una duplice funzione: come
espressione

dellattivit

dellinconscio

come

attivit

promotrice

del

cambiamento10.
Rispetto ai suoi esordi e alle prime teorizzazioni, oggi larte-terapia qualcosa di
profondamente diverso: si assiste da un lato ad una compenetrazione profonda tra i
due ambiti (arte e terapia), dallaltro ad una multidisciplinariet del terapeuta che
tende sempre pi ad avvalersi di un modello integrato e quindi sempre pi a
misura del cliente.
Il setting di arte-terapia si configura come un luogo in cui le esperienze primarie,
difficili da esprimere in forma verbale, emergono attraverso il mezzo artistico. Latto
di creare, attraverso il gesto, il contatto con i materiali, non solo la traduzione di
un pensiero astratto, ma anche lespressione inconscia di un vissuto e latto
creativo riattiva e rielabora un processo che potrebbe essere stato inadeguato o
distorto.
Larte-counseling, nel contesto arte-terapeutico, si connota per la componente
dialogica-verbale che viene instaurata con il cliente: le immagini e la formazione di
immagini, sono importanti perch attraverso il fare arte i clienti sono invitati a
10

E. Kramer, Arte come terapia nellinfanzia, La nuova Italia, Firenze, 1977.

riformulare quello che sentono, a prendere consapevolezza sul come rispondono ad


un evento o ad esperienze,

producendo su di esso cambiamenti emotivi e

comportamentali. Fare arte comporta, per il cliente, il provare attivamente,


sperimentare, o riprovare un cambiamento desiderato attraverso un disegno, dipinto,
o collage; ossia, comporta il produrre un oggetto che pu essere fisicamente alterato,
modificato, conservato, utilizzato. Gli strumenti e le diverse possibilit di intervento
del terapeuta, cos come il diverso significato dei materiali adoperati, o le molteplici
funzioni delloggetto creato, possono essere compresi adeguatamente solo allinterno
della relazione che si stabilisce tra cliente, terapeuta e prodotto artistico.

Frida Kahlo e lespressione delle emozioni.


Premessa
Pur provenendo da una formazione artistica, non sapevo molto su Frida Kahlo, n mi
sono appassionata alle sue opere durante gli anni delluniversit, prediligendo
allarte contemporanea, lo studio della societ e dellarte moderna, germogliata nel
periodo del Rinascimento italiano. La curiosit e il personale avvicinamento alla
figura di Frida,() lunica donna in grado di esprimere nella sua opera darte i
sentimenti, le funzioni e la potenza creativa femminile ()11, per citare le parole del
marito ed artista Diego Rivera, avvenuto nel periodo della mia formazione come
counselor presso la scuola CIPA e dunque in un contesto che potrebbe
erroneamente apparire, agli occhi di chi come me possedeva una prospettiva rivolta
a cogliere prevalentemente gli aspetti estetici, storici ed artistici dellopera darte,
un ambiente estraneo o poco attinente con quello di uno storico dellarte.
Approfondendo gli studi relativi al counselig, grazie anche ad un approccio di tipo
integrato che caratterizza CIPA, ho potuto constatare come in realt, la mia
formazione poteva diventare un valido substrato al percorso formativo affrontato in
11

M. C. Secci (a cura di), Frida Kahlo, Doppio ritratto, Diego Rivera, con testo di P. Cavalli, Nottetempo, Roma, 2008,
p.65.

questi anni, un bagaglio propedeutico nellottica dellutilizzo dellarte-terapia come


strumento a me affine.
Partendo quindi dalla consapevolezza che da sempre larte ha viaggiato in parallelo
con la psicologia, spesso anticipandone alcune tematiche, la domanda che mi sono
posta a monte di questa ricerca la seguente: se larte permette allindividuo di
esprimere linconscio attraverso la produzione di immagini, di significati e di simboli,
ponendosi come strumento terapeutico nellatto stesso della creazione, quanto i
grandi artisti, riconosciuti come tali, nellesigenza del fare artistico, hanno
beneficiato di quelle tecniche e di quegli aspetti ascrivibili oggi nellalvo dellarte
terapia?
Questo punto di domanda mi ha condotto ad una serie di riflessioni che si sono
dapprima concretizzate in un articolo che ha avuto come focus la figura di Lorenzo
Lotto12, artista veneziano rinascimentale, per poi riproporsi con pi determinazione,
anche sulla scorta delle maggiori informazioni di prima fonte

da cui potere

attingere, con laffascinante figura di Frida.


La straordinaria concomitanza della retrospettiva intitolata Frida Kahlo, la pi
completa sullopera dellartista mai presentata finora in Italia, organizzata a Roma
presso gli spazi delle Scuderie del Quirinale, mi ha ulteriormente coadiuvato
nellaffrontare questa ricerca, offrendomi lopportunit di poter visionare dal vivo
oltre 160 opere tra dipinti, disegni, fotografie e filmati dellepoca. Estato durante
tale visita che mi sono effettivamente imbattuta nella sua straordinaria figura di
donna e di pittrice in primis, e, in modo del tutto inaspettato quanto fondamentale
ai fini del presente studio, in un corpus di disegni intitolato Emozioni
semisconosciuto al grande pubblico e di cui io stessa ne ignoravo lesistenza.

12

A. Farinaro, Lorenzo Lotto indagatore dellanima. Un approccio artistico alla relazione daiuto. V. Aucone ( a cura di),
Quaderni CIPA, 2012. www.cipacounseling.eu/materiale-e-dowload/newsletter/finish/7-newsletter/26-Lorenzo-Lottohtml.

Magdalena Carmen Frida Kahlo Caldern nasce a Coyoacn, un sobborgo di Citt del
Messico il 6 luglio 1907, terzogenita dei coniugi Matilde e Guillermo Kahlo, che
avevano quattro figlie.
Ella per sosteneva di essere nata nel 1910, per far coincidere la propria nascita con
lo scoppio della rivoluzione messicana: evidentemente aveva deciso che lei e il
nuovo Messico, erano nati nello stesso anno, anche se in verit lei era venuta alla
luce tre anni prima13.
Nella sua vita conobbe molto presto la malattia e la sofferenza: a soli 6 anni si
ammala di poliomelite, guarisce, ma la sua gamba destra divenne molto esile e un
piede rimase pi piccolo dellaltro. E in questo periodo che Frida inizi a creare un
proprio mondo di fantasia che la preservasse dalle realt peggiori, trovando i mezzi
e le vie per sfuggirvi. La creazione di unamica immaginaria, nella quale si rifugiava
nei momenti difficili, viene ampiamente descritta dallartista nel suo diario:
Origine delle due Frida=Ricordo.
Dovevo avere sei anni quando vissi intensamente lamicizia immaginaria con una
bambinadella mia stessa et, pi o meno. () Sono passati 34 anni da quando ho
vissuto questa magica amicizia e ogni volta che la rammento si ravviva e cresce
sempre pi dentro il mio mondo ()14. (Ill. num. 2).
Sebbene non ricevette una vera e propria formazione artistica, ella dimostr ben
presto il suo interesse per le arti figurative. Nellaiutare il padre fotografo a ritoccare
le fotografie, acquis la precisione delluso del pennello e fu sempre il padre a
mandarla alle sue prime ed uniche lezioni darte presso lamico grafico Fernando
Fernandez15. Il 17 settembre 1925 la vita di Frida venne segnata da un terribile
incidente: lautobus sul quale viaggiava fu travolto da un tram. Nello scontro Frida
riport fratture e lesioni gravissime che la costrinsero ad indossare busti ortopedici
13

A. Kettenmann, Frida Kahlo, 1907-1954, Sofferenze e passioni, Taschen, Koln, 2013, p. 6.

14

S. M. Lowea (a cura di), Frida Kahlo, The Diary ok Frida Kahlo, introduzione di C. Fuentes, Harry Abrams Inc. Pupl.,
New York, 1995, pp. 245-247.
15

A. Kettenmann, op. cit., pp. 10-11.

per il resto della vita: () Dopo lincidente iniziai a dipingere, e nacquero


lautoritratto con le nuvole e i ritratti () Sono tutti pi o meno dello stesso periodo.
Con gli ultimi portavo il corsetto di gesso. Mi alzavo dal letto di notte per dipingere
()16.
Prima di questa tragica data, nonostante linclinazione artistica, non aveva mai
pensato di intraprendere la carriera di pittrice. Fu dunque durante il lungo periodo
trascorso a letto che, per vincere la noia e il dolore, cominci a dipingere. Raccont
un giorno allo storico dellarte Antonio Rodriguez: Ritenevo di avere abbastanza
energia per fare qualcosaltro che non fosse studiare per diventare medico. Senza
darvi troppa importanza, cominciai a dipingere. () Da quel momento (dopo
lincidente) fui ossessionata dallidea di cominciare daccapo, di dipingere le cose
proprio come le vedevo e nientaltro17.
Il suo letto fu coperto da un baldacchino sul quale venne montato un grande
specchio in cui potersi specchiare e farsi da modello. Questo tipo di autoanalisi
avvenne in un momento in cui, sfuggita dalla morte, cominciava a scoprire e vivere il
suo mondo in un modo nuovo e pi consapevole. Gli autoritratti laiutarono a
costruirsi unimmagine della propria persona e a ricrearla sia nellarte sia nella vita,
per trovare una nuova identit. E questo forse uno dei motivi per i quali essi
presentano impercettibili varianti, i volti sono sempre uguali, imperturbabili,
impermeabili al trasparire di alcun sentimento o stati danimo. In essi Frida rivolge i
suoi profondi occhi scuri, incorniciati dalle folte sopracciglia unite alla radice del
naso, direttamente allo spettatore: Il corpo il tempio dellanima. Il volto il
tempio del corpo. E quando il corpo si spezza, lanima non ha altro sacrario che il
voltoLorribile, il penoso, ci pu guidare alla verit dellauto-conoscenza. E allora

16

S. M. Lowea (a cura di), op. cit., p. 73.

17

A. Kettenmann, op. cit., pp. 18-19.

10

diventa bello, semplicemente perch identifica il nostro vero essere, le nostre qualit
pi recondite18.
Nel 1928 conobbe Diego Rivera (1886-1957), un pittore gi molto noto che aveva il
doppio dei suoi anni e nellagosto dellanno successivo si sposarono. Sar un amore
duraturo ma turbolento, fatto di reciproci tradimenti e separazioni. Con lironia che
la contraddistinguer Frida afferm :Ho subito due gravi incidenti nella mia vita, il
primo stato quando un tram mi ha travolto e il secondo stato Diego19.
Durante il periodo della separazione dal marito, il critico darte Mackinley Helm
raccont: () Un giorno del dicembre 1939, arrivarono nello studio una pila di
documenti che convalidavano la separazione da Rivera () Frida era molto
malinconica, triste. Disse che non era stata lei a chiedere la separazione. Stava
lavorando ad una grande tela intitolata Las Dos Fridas ()20. (Ill. num. 2)
In esso Frida narra visivamente lesperienza non oggettiva della sua sofferenza
emotiva legata alla crisi e alla separazione coniugale. La parte di se stessa ammirata
ed amata da Rivera, la Frida con abiti messicani, siede accanto al suo alter-ego, una
Frida con abiti europei, la donna che il marito non ama pi. La Frida respinta tenta di
arrestare momentaneamente la fuoriuscita del sangue con un paio di pinze
chirurgiche21. Il contrasto tra le ricche decorazioni dei vestiti, lacconciature e i volti
chiusi in s, immobili, crea una particolare tensione, come se i visi rappresentati
fossero maschere dietro cui si nascondono i veri sentimenti della pittrice.
Quando nel 1939 Diego Rivera le ripropose di sposarlo, lei accett immediatamente
e lotto dicembre del 1940, in occasione del compleanno del pittore, fu celebrato il
loro secondo matrimonio a San Francisco. Fu in questa occasione che Olga Campos,
psicologa ed amica di Frida Kahlo, ebbe lopportunit di incontrarla per la prima
18

S. M. Lowea (a cura di), op. cit., pp. 8-16.

19

S. M. Lowea ( a cura di), op. cit., pp. 8-16.

20

A. Kettenmann, op. cit., p 52.

21

S. Grimberg, Frida Kahlo: iconografia. In Frida Kahlo, di H. Prigntz-Dopa (a cura di), Electa, Milano, 2014, p.71.

11

volta22. In quel periodo la Campos studiava psicologia alluniversit e lavorava


allospedale psichiatrico di Citt del Messico. Nella clinica psichiatrica Olga aveva
sperimentato nuove terapie basate sulla pittura, e decise di mostrare a Frida i lavori
realizzati dai pazienti.23
Quando alla fine degli anni quaranta Diego Rivera chiede una nuova separazione,
Frida, le cui condizioni di salute nel frattempo andarono notevolmente peggiorando,
entra in crisi. Olga dovette allora proporre allamica di rielaborare attraverso la
pittura i pensieri di suicidio che iniziarono ad affliggerla, nel tentativo di guarirla.
Nasce cos la serie di disegni intitolato Emozioni, realizzati tra il 1949-1950 e che
sono il fulcro della presente ricerca.

Conclusioni
La vita e lopera di Frida Kahlo furono legate luna allaltra in modo indissolubile e
caratterizzate da uno stesso principio unitario: tenere insieme nellapparenza. Se
si leggono i suoi scritti o se si contemplano le sue opere, se ne percepisce
lemozione, il pathos, la tensione, eppure in nessuna di esse si coglie una tendenza
allespressivit oltre misura. Il vertice dell intensit viene raggiunto nella
compostezza, nel contenere e contenersi. Come sottolinea Patrizia Cavalli24, questo
aspetto della sua produzione forse anche un riflesso delle sue costrizioni fisiche,
della consapevolezza di un corpo fragile, non adatto a contenere lespressione
22

O. Campos, My memory of Frida, In Song of herself, S. Grimberg (a cura di), Merrell, londra, 2008, pp. 1-3.

23

O. Campos, op. cit., pp.1-3.

Lintroduzione della pittura come terapia si svilupp in concomitanza alle istituzioni psichiatriche, tra il XVIII e il XIX
secolo, quando alcuni medici notarono che il malato mostrava un urgenza a creare. E del 1919 linizio del progetto
di raccolta delle opere prodotte dai pazienti degli istituti psichiatrici che porter alla pubblicazione nel 1922 in
Germania, di un libro rivoluzionario e denso di illustrazioni, curato dallo psichiatra e critico darte Hans Prinzhorn
(1886-1933). Questa collezione, di circa 5000 documenti, sarebbe poi diventata, nel primo dopoguerra, una una
stimolante fonte ispiratrice per il mondo della psichiatria e per non pochi artisti, interessando in particolare il
movimento Surrealista. A. Ursoleo, LArte-Terapia, In www.slowmind.net, 2008, pp. 1-30.
24

P. Cavalli, Dietro non c niente, In Frida Kahlo. Doppio ritratto. Diego Rivera, gransasso nottetempo, Roma, 2008,
pp.69-92

12

dellesuberanza, limitazioni queste che si aggiungevano a quelle legate alla sua


attitudine nel vestirsi e nellacconciarsi i capelli secondo i canoni della tradizione
messicana, poco pratici e funzionali al movimento.
Sulla base di questa ulteriore riflessione si pu ancora meglio comprendere, a mio
parere, leccezionalit del corpus dei disegni sopra citati, i quali, alla luce di quanto
detto, rivestono un ruolo inedito nella produzione dellartista. Tali disegni,
appartenenti alla collezione Patty e Jim Cownie, non furono concepiti per essere
esposti al pubblico, come i suoi dipinti ad olio, ma servirono allartista come esercizi
personali, memorie intime condensate in immagini. Proprio in quanto tali, in essi
lartista si concesse la possibilit di non contenere ma di lasciare finalmente spazio
allespressione delle sue emozioni, in cui lamore e il dolore appaiono strettamente
vicini tra loro.
In questi disegni, realizzati con matite colorate su carta, vengono rappresentate,
attraverso un linguaggio figurativo astratto, le varie emozioni, correlate da una
scritta, sempre realizzata dallartista a matita, che ne indica il tema: Amore;
Inquietudine, Paura, Angoscia, Odio, Riso, Pace, Panico, Dolore, Gioia e un senza
titolo, per un totale di undici opere (Ill. num. 3). Se il focus principale dellarte
terapia posto sul processo creativo, pi che sul prodotto artistico finito, il processo
di analisi in questo caso volge a ritroso, dalla lettura del disegno come ci viene
consegnato dallartista, per risalire allanalisi della tecnica e dei materiali utilizzati, e
poter quindi giungere ad avere quei parametri e quelle indicazioni che sarebbero
oggi , anche alla luce delle recenti teorie, ascrivibili alla pressi arte-terapeutica.
Partendo dalla tecnica adoperata, si potrebbe sottolineare come, la scelta delle
matite conferiscono, a chi le utilizza, la sensazione di un maggiore controllo nella
stesura del disegno, risultando particolarmente idoneo il loro utilizzo da parte di chi
sente la necessit di strutturare meglio le sue emozioni25. Queste impronte creative,
realizzate di getto, senza lausilio o la mediazione di altri strumenti o materiali,
25

L. Colonnello, C. Passavanti, Arteterapia: le arti figurative e plastiche, p. 8, www.artiterapie.it/public/upload/arti


figurative.pdf .

13

dovettero permettere a Frida di accedere ulteriormente agli aspetti pi intimi e


nascosti di s, di poter contattare ed esprimere senza inibizioni le emozioni pi
recondite, e dunque dovettero rappresentare il punto di partenza per ulteriori
riflessioni. I disegni, e in generale le opere pittoriche, possono configurarsi
contemporaneamente come oggetti transazionali, percepibili fuori di s e allo
stesso tempo investiti da una parte molto intima di s: limmagine diventa un ponte
tra mondo esterno e mondo interno, un veicolo attraverso cui si possono
comunicare le emozioni inconsce.
Sarebbe stato interessante se tale lavoro di analisi si fosse potuto condurre ad un
livello di maggiore consapevolezza, sulla base delle odierne tecniche dellarteterapia, ed interloquire direttamente con la straordinaria creatrice di tali disegni,
applicando nella loro analisi linterpretazione verbale, con riferimenti al contenuto o
alla

forma

delloggetto

rappresentato,

adoperando

tecniche

volte

allamplificazione dellimmagine o di parti di essa, o proponendo luso di altri


materiali durante lesecuzione.
Tuttavia, se si osserva un disegno come quello raffigurante lAllegria (Ill. num.3.1),
emerge, dallanalisi del segno adoperato, che si condensa ora in cerchi di varie
dimensioni, ora in tratti spezzettati che lambiscono i limiti fisici del foglio, dalluso di
colori caldi, come il giallo e larancione, la forza e il carattere positivo di
questartista, della quale, forse, si invece troppo spesso sottolineato solo laspetto
tragico e sventurato. In esso emerge viceversa la sua costante sfida al destino
avverso, restituendoci il ritratto di una donna che, anche grazie al suo umorismo,
con cui dissimula e supera le sofferenze, mantiene ferma la sua voglia di vivere.

Antonella Farinaro
counselor in formazione presso CIPA

14

1. Mos o Nucleo Solare, Houston, Texas, Collezione privata

2. Le due Frida, 1939, Citt del Messico, Museo de arte Moderno

15

3.1 Emozioni, Allegria, 1949-50, Collezione Patty e Jim Cownie

3.2. Emozioni, Risa, 1949-50, Collezione Patty e Jim Cownie

16

3.3. Emozioni, Dolore, 1949-50, Collezione Patty e Jim Cownie

3.4. Emozioni, Panico, 1949-50, Collezione Patty e Jim Cownie

17

Bibliografia
C. Bertelli, G. Briganti, A. Giuliano, Storia dellArte Italiana, 4. Dal Romanticismo alle
correnti contemporanee, Mondadori, Milano, 2009;
A. Breton, Il Surrealismo e la pittura, E. Capriolo ( a cura di ), Marchi, Firenze, 1996;
O. Campos, My memory of Frida, in Song of herself, S. Grimberg ( a cura di ), Merrell,
Londra, 2008;
L. Colonnello, C. Passavanti, Arteterapia: le arti figurative e plastiche,
www.artiterapie.it/public/upload/artifigurative.pdf ;
A. Farinaro, Lorenzo Lotto indagatore dellanima. Un approccio artistico alla
relazione daiuto, V. Aucone ( a cura di ), Quaderni CIPA, 2012,
www.cipacounseling.eu/materiale-e-dowload/newsletter/finish/7-newsletter/26Lorenzo-Lotto-html. ;
A. Kettenmann, Frida Kahlo, 1907-1954, Sofferenze e passioni, Taschen, Koln, 2013;
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