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La sostenibilit

dellagroalimentare
nel Mediterraneo
codice di condotta

Promoting attractiveness, competitiveness and internationalisation


of Agro-food Clusters of the Med Area

Promoting attractiveness, competitiveness and internationalisation


of Agro-food Clusters of the Med Area

Il seguente elaborato co-finanziato dalla Commissione Europea (progetto PACMAn).


Gli autori sono i soli responsabili di quanto contenuto nel presente documento.
La sostenibilit dellagroalimentare nel Mediterraneo - Codice di condotta
2013
La realizzazione del presente e-book stata coordinata da Paola Maccani (ERVET), Gianandrea Esposito (ERVET), Francesco Trapani (ERVET),
Antonella Samoggia (Universit di Bologna Esperto per ERVET). Inoltre, si ringrazia tutto il gruppo di lavoro ed in particolare i partner del
progetto PACMAn: Adral, Critt, Cut, Ervet, Info Murcia, Ivace, Kilkis CCI, Praxi Help-Forward, Provincia di Modena, Provincia di Parma.
Realizzazioni grafiche: www.musicanti.eu
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permission in writing from the publisher or authors.
Codice ISBN 978-88-908954-1-8

La sostenibilit
dellagroalimentare
nel Mediterraneo
codice di condotta
A cura di ERVET
Paola Maccani
Gianandrea Esposito
Francesco Trapani
Antonella Samoggia

Indice

Sostenibilit
significato e strategie________________________________________________________________ 10
1.1 Concetto di sostenibilit___________________________________________________________________ 11
1.2 Tematiche riguardanti la sostenibilit nellagroalimentare_________________________________________ 12

Filiera agroalimentare
soluzioni integrate per la filiera, la logistica e i sistemi di gestione_____________________________ 14
2.1 Filiera agroalimentare: definizione condivisa nel progetto PACMAn_________________________________
2.2 Approccio della catena del valore____________________________________________________________
2.3 Criticit concernenti la sostenibilit nella filiera agroalimentare____________________________________
2.4 Quadro politico e normativo________________________________________________________________
2.5 Casi di studio di aziende agroalimentari innovative e sostenibili____________________________________
2.6 Opportunit_____________________________________________________________________________
2.7 Raccomandazioni finali____________________________________________________________________

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16
18
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Innovazione
tecnologie innovative, innovazione nei prodotti, processi e servizi______________________________ 20
3.1 Criticit riguardanti la sostenibilit nel processo di innovazione____________________________________
3.2 Dati sullinnovazione______________________________________________________________________
3.3 Laboratori nellarea MED a supporto della sostenibilit nei segmenti PACMAn________________________
3.4 Istituti di formazione______________________________________________________________________
3.5 Leggi, regolamenti e politiche a supporto dellinnovazione nellarea MED____________________________
3.6 Rassegna bibliografica_____________________________________________________________________
3.7 Raccomandazioni finali____________________________________________________________________

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31

Gestione delle risorse


ciclo di vita, impronta ambientale, gestione dei rifiuti, imballaggio sostenibile, risorse umane________ 34
4.1 Criticit rilevate riguardanti la sostenibilit e la gestione delle risorse________________________________
4.2 LCA: Valuatione del Ciclo di Vita____________________________________________________________
4.3 Leggi e regolamenti/Politiche di sostegno della sostenibilit e della gestione delle risorse nellArea MED____
4.4 Rassegna bibliografica_____________________________________________________________________
4.5 Raccomandazioni finali____________________________________________________________________

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40
42
45

Commercio ed esportazione
commercio internazionale, distribuzione e logistica, standard e accordi commerciali_______________ 48
5.1 Criticit rilevate relativamente a commercio ed esportazione______________________________________
5.2 Internazionalizzazione e sostenibilit_________________________________________________________
5.3 Rassegna bibliografica_____________________________________________________________________
5.4 Leggi e regolamenti/Politiche di sostegno al commercio e allesportazione nellArea MED_______________
5.5 Raccomandazioni finali____________________________________________________________________

49
49
50
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52

Qualit e consumo
sicurezza e qualit alimentare, stili di vita sani, informazione e supporto alla scelta dei consumatori__ 54
6.1 Criticit rilevate in materia di qualit e consumo________________________________________________
6.2 Opportunit_____________________________________________________________________________
6.3 Certificazioni____________________________________________________________________________
6.4 Leggi e regolamenti_______________________________________________________________________
6.5 Rassegna bibliografica_____________________________________________________________________
6.6 Raccomandazioni finali____________________________________________________________________

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59
60

Appendice
Indicatori di sostenibilit dei segmenti agroalimentari, generali e specifici, identificati dalla partnership PACMAn__ 64
Note______________________________________________________________________________________ 70

01
Sostenibilit
significato e strategie
Cos la sostenibilit?

La sostenibilit del sistema agroalimentare stata analizzata considerando quattro dimensioni: ambiente, economia, educazione, etica.
Queste dimensioni possono essere complementari o in conflitto e sono legate ad aspetti che riguardano la gestione di
unimpresa e il contesto in cui opera, come ad esempio: prodotti e processi innovativi, ottimizzazione della logistica, gestione dei rifiuti, qualit e sicurezza dei prodotti, marketing responsabile, formazione, efficienza dei processi aziendali, ecc.

Sostenibilit delle organizzazioni

La sostenibilit di unimpresa comprende strategie e pratiche che mirano a soddisfare le esigenze attuali dei portatori
di interesse, garantendo allo stesso tempo la protezione, il
sostegno e la valorizzazione delle risorse umane e naturali
che saranno necessarie in futuro (The Consumers Goods
Forum, 2011).

Codice di condotta: metodologia

I partner del progetto hanno raccolto informazioni secondo


il seguente modello condiviso:
Criticit riguardanti la sostenibilit nel settore agroalimentare
Leggi e regolamenti
Politiche a sostengo della sostenibilit nellarea mediterranea
Indicatori qualitativi e quantitativi
Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment - LCA)
Certificazione
Educazione e Formazione
Ricerca e Sviluppo
Casi studio
Rassegna bibliografica
I contenuti raccolti sono stati riorganizzati nelle seguenti aree
tematiche: Filiera produttiva, Innovazione, Gestione delle Risorse, Commercio ed esportazione, Qualit e consumo.

Per affrontare lo Sviluppo Sostenibile importante


introdurre la valutazione del Ciclo di Vita di un prodotto.
Il concetto di sostenibilit pu essere legato a: lintero sistema
agroalimentare, la filiera, un singolo segmento/azienda.
Il concetto di sostenibilit pu essere legato a

Il sistema
agroalimentare

Servizi e reti
Ricerca e Universit
Associazioni
Istituzioni finanziarie
Enti Pubblici
Altri enti

La filiera

Produzione animale
pesce, carne,
produzione casearia
Produzione vegetale
pasta e biscotti, olio,
frutta e vegetali,
acqua/caff/t,
vino/alcol

Un singolo
segmento/azienda

Mezzi tecnici
Agricoltura, Allevamento
Industrie Alimentari
Servizi
Commercio
Macchine per lindustria
alimentare

02
Filiera agroalimentare

soluzioni integrate di filiera, sistemi di gestione, logistica


Criticit rilevate

Raccomandazioni

Lintegrazione orizzontale pu far fronte al limitato potere


contrattuale mostrato dai produttori primari, in modo da ricevere una maggiore quota del valore aggiunto
es. organizzazioni di produttori e associazioni, cooperative
agricole o consorzi.

Frammentazione e mancanza di coordinamento allinterno


dello stesso settore (frammentazione orizzontale).
Rapporti sbilanciati lungo la filiera (frammentazione verticale).
Mancanza di integrazione allinterno del sistema agroalimentare.

La competitivit delle filiere agroalimentari dipende dallefficiente coordinamento delle relazioni tra gli attori economici
e le istituzioni e gli enti pubblici che li affiancano
es. gli accordi scritti rappresentano uno strumento volto al
miglioramento delle strategie organizzative delle filiere.

Casi studio

Associazione di produttori nel settore della produzione e


trasformazione del pomodoro.
Integrazione verticale della filiera lattiero-casearia.

La razionalizzazione dei trasporti e della logistica mira a ridurre i costi e a garantire margini pi elevati, migliorando
la qualit dei prodotti e riducendo limpatto sullambiente,
anche attraverso la riduzione delle perdite e sprechi lungo
la filiera agroalimentare.

Sistema di gestione degli imballaggi in plastica riutilizzabili


per tutta la filiera produttiva, che permettono con le loro
sponde abbattibili di risparmiare spazi e costi nella movimentazione a vuoto (reverse logistics).

Politiche e quadro normativo

Risultati relativi al progetto PACMAn

Criteri per riconoscere le organizzazioni interprofessionali (OI).

Database delle organizzazioni agroalimentari dellarea MED.

Sostenere la capacit di aggregazione di impresa.

Azione pilota: Modello di Governance per la filiera agroalimentare nellarea MED.

Codice di condotta per le filiere agroalimentari regionali.

Mappatura della filiera agroalimentare.

Sistema di informazione per la sicurezza alimentare per migliorare la sostenibilit della filiera.

Report sullindagine campionaria ad imprese agroalimentari dellarea MED.

Attivit della filiera per la cooperazione

Le percentuali derivano dal sondaggio PACMAn 2012 che


ha coinvolto 600 aziende agroalimentari dellarea MED.
Sistemi agricoli
di produzione alimentare

Trasformazione
degli alimenti

Logistica e commercio
45% marketing

33% produzione

38% nuovi prodotti

17% approvvigionamenti

24% attivit di ricerca e sviluppo

31% logistica

9% gestione ambientale

23% miglioramento dei processi

26% distribuzione
e vendita al dettaglio

23% gestione dei talenti


20% imballaggio (packaging)
19% qualit,tracciabilit,
sicurezza alimentare
17% tecnologie di
conservazione alimentare
9% gestione ambientale
4% biotecnologia

03
Innovazione

tecnologie innovative, innovazione di prodotto


e di processo
Raccomandazioni

Garantire strumenti di trasferimento tecnologico per migliorare la collaborazione e lo sfruttamento dei risultati
della ricerca da parte delle imprese.
Organizzare attivit di formazione professionale permanente, presupposto per politiche di innovazione di successo.
Promuovere la ricerca a livello transnazionale attraverso
la cooperazione tra attori economici, autorit pubbliche e
comunit di ricerca impegnate in tematiche relative allinnovazione.
Fornire strumenti innovativi e facili da usare per agevolare
le PMI agroalimentari nella ricerca di partner tecnologici a
sostegno dellinnovazione (es. database delle organizzazioni disponibile online).

Laboratori

I partner hanno identificato 25 laboratori attivi nei segmenti produttivi della filiera agroalimentare. Ogni partner
si concentrato sulle specificit del proprio territorio. Maggiori dettagli sulle attivit svolte dai laboratori sono disponibili nella versione completa del Codice di Condotta.

Corsi di formazione

Sono stati organizzati corsi di formazione correlati alla sostenibilit nelle seguenti aree tematiche: Concetto di sostenibilit, Settore agroalimentare, Agricoltura, Imballaggi,
Qualit/Certificazioni.

Rassegna bibliografica

Economia verde e scenari tecnologici; Capacit innovativa


volta allo sviluppo sostenibile; Applicazioni di casi di valutazione di impatto ambientale; Applicazione dei risultati della
ricerca da parte dellindustria agroalimentare.

Criticit rilevate

Scarsa collaborazione tra mondo accademico ed industria.


Difficolt nellintrodurre prodotti e processi produttivi innovativi.
Scarsi investimenti in ricerca e sviluppo.

Politiche a supporto dellinnovazione

Comunicazione e informazione tra settore scientifico e


mercato.
Gestione dei fabbisogni e delle attivit di ricerca, diffusione
dei risultati.
Gruppi di lavoro per fornire supporto e nuove idee.
Adozione di nuovi prodotti, processi e tecnologie.

Risultati relativi al progetto PACMAn

E-Book sui cluster agroalimentari del progetto PACMAn


con un focus su innovazione.
PACMAn Database online che include i laboratori dellarea
MED.
E-guide per gli operatori del settore.
Azione pilota: Catalogo delle tecnologie innovative nel
settore agroalimentare.
Report sullindagine campionaria approfondita ad imprese
agroalimentari dellarea MED.

04
Gestione delle risorse

ciclo di vita, impatto ambientale, gestione dei rifiuti,


imballaggi sostenibili, risorse umane
Raccomandazioni

Ottimizzare le materie prime e luso delle risorse


Selezione di materie prime prodotte in modo sostenibile; integrazione di filiera alimentare per sviluppare attivit pi efficienti; controllo delle forniture attraverso accordi contrattuali
strutturati in sistemi di assicurazione qualit e attraverso audit
di terza parte.
Ridurre limpatto ambientale del settore agroalimentare
Migliorare la produttivit dei terreni e aumentare lefficienza
delluso di fertilizzanti, fitofarmaci e acqua a livello globale.
Introdurre il Life Cycle Assessment (Valutazione del Ciclo di
Vita), strumento fondamentale per la valutazione e quantificazione dei carichi energetici e ambientali e degli impatti
potenziali associati ad un prodotto/processo/attivit lungo
lintero ciclo di vita.
Ridurre lo spreco di cibo
Il confezionamento degli alimenti una tecnica essenziale
per conservarne la qualit e per ridurre al minimo lo spreco
di cibo. La funzione dellimballaggio quella di contenere
lalimento, di proteggerlo da contaminazioni di tipo chimico
e fisico e allungarne la conservazione; inoltre la confezione
consente di trasmettere al consumatore le informazioni sul
prodotto.

Criticit rilevate

Ottimizzazione delle materie prime e delle risorse.


Impatto ambientale.
Gestione dei rifiuti.
Gestione delle risorse umane.

Politiche a supporto dellinnovazione

Gestione dei rifiuti


Obiettivi specifici di riciclaggio e di recupero dei rifiuti di imballaggio; introduzione del principio di responsabilit estesa
del produttore; incentivi per la gestione efficiente dei rifiuti;
valorizzazione del flusso dei rifiuti plastici agricoli.
Impatto ambientale
Designazione di zone vulnerabili ai nitrati (ZVN) a seguito
di attivit agricole intensive; supporto ai produttori a seguito della riduzione di reddito derivante dal minor utilizzo
di fitofarmaci; metodi per lelaborazione del programma
nazionale di riduzione delle emissioni; obiettivi specifici di
impatto ambientale.
Altri esempi
Conservazione e gestione della biodiversit; qualit e sicurezza alimentare; benessere animale; responsabilit sociale
delle imprese (CSR).

Perch fare una valutazione del ciclo


di vita (LCA)

Risultati relativi al progetto PACMAn

unanalisi globale dellimpatto ambientale.

Realizzazione di un Codice di Condotta per la sostenibilit


dellagroalimentare nellarea MED.

uno strumento di supporto alle decisioni, utile anche in


quanto feedback alla progettazione.

Azione pilota: Manuale sul green packaging agroalimentare nellarea MED.

fondamentale per realizzare uneconomia basata sul ciclo


di vita del prodotto.
Supporta le strategie di mercato, le politiche ed i regolamenti.

Rassegna bibliografica

Valutazione dellimpatto ambientale delle produzioni agroalimentari e della distribuzione; Modelli e analisi di sostenibilit.

05
Commercio ed esportazione

commercio internazionale, distribuzione e logistica,


accordi commerciali e norme
Raccomandazioni

Migliorare le capacit di gestione delle societ


I vantaggi derivanti dallaccesso a nuovi mercati, che possono essere sfruttati attraverso processi di internazionalizzazione, richiedono rinnovate capacit di gestione aziendale.
Introdurre accordi commerciali equi e standard di certificazione
Standard privati di certificazione a disposizione delle imprese
agroalimentari possono conferire un vantaggio competitivo.
Sviluppare trasporti e servizi logistici efficienti ed efficaci

Criticit rilevate

Difficolt di accesso ai mercati esteri


es. scarsa visibilit dei prodotti locali, nuovi mercati non ancora
esplorati, volatilit dei prezzi delle materie prime, scarso sostegno
istituzionale per linternazionalizzazione.

Potere di mercato della grande distribuzione (GDO)


es. la crescente diffusione di standard privati da parte della GDO
comporta richieste aggiuntive a produttori e trasformatori che si
traducono in maggiori requisiti qualitativi e pi stringenti tempi
di consegna.

Acquisire una conoscenza approfondita sul supporto offerto


dalle istituzioni ed enti pubblici che affiancano le imprese
Vi la necessit di una maggiore consapevolezza del ruolo
svolto dal settore pubblico, dalle organizzazioni ed associazioni di rappresentanza nel supportare le aziende agroalimentari.

Eccedenze di produzione

Raggruppare le imprese per attivit di internazionalizzazione

Criteri per riconoscere le organizzazioni interprofessionali


(OI): norme comuni di produzione, modelli di accordi interprofessionali, azioni collettive per la promozione di prodotti,
servizi comuni volti a migliorare la qualit del prodotto.

Raggruppare i produttori per migliorare la fornitura strategica di materie prime

Internazionalizzazione e sostenibilit

La Sostenibilit ambientale stata considerata come


punto di forza dal 40% delle aziende intervistate (indagine
PACMAn su 600 aziende), confermando che il tema della
sostenibilit pu supportare la competitivit del settore,
piuttosto che limitarlo. Per quanto riguarda altri fattori di
competitivit, lidentit di prodotto emerge come principale caratteristica distintiva, seguita dalla sicurezza alimentare e dalle caratteristiche nutrizionali, dietetiche e/o
organolettiche del prodotto.

Rassegna bibliografica

Opportunit di mercato delle produzioni ecologiche;


Strategie per promuovere processi e prodotti sostenibili.

es. gestione dei prodotti deperibili.

Politiche e quadro normativo

Sostenere la capacit di aggregazione delle imprese.

Promuovere lagricoltura contrattualizzata.

Risultati relativi al progetto PACMAn

Report sullindagine campionaria approfondita ad imprese


agroalimentari dellarea MED.
Azione pilota: Creazione di un cluster transnazionale fondato sul concetto di prodotto mediterraneo autentico.
Mappe per la promozione del sistema agroalimentare
nellarea MED.
E-Book sui cluster agroalimentari del progetto PACMAn.
E-guide per operatori del settore.
Azione pilota: Modello di Governance per la filiera agroalimentare nellarea MED.

06
Qualit e consumo

sicurezza e qualit alimentare, stili di vita sani,


informazione e supporto alla scelta dei consumatori
Raccomandazioni

La sfida della sostenibilit quella di spostare lattenzione


dai prodotti ai processi con cui questi vengono ottenuti,
cos come di creare qualit rispettando lambiente e gli
aspetti sociali. I sistemi agroalimentari dellarea MED devono fronteggiare nuove sfide in tema di qualit e salubrit
degli alimenti e sicurezza alimentare.
Migliorando le attivit di comunicazione
Lattuazione delletichettatura dei prodotti, in conformit
con il nuovo regolamento europeo n. 1169/2011, protegge
la salute dei consumatori attraverso la definizione di norme
comuni in materia di informazione sugli alimenti.
Migliorando lefficenza dei trasporti e della logistica
I cambiamenti nelle scelte di consumo pongono nuove sfide
per la logistica agroalimentare. La crescente variet dei
prodotti in offerta richiede soluzioni logistiche innovative.

Criticit rilevate

Consapevolezza dei consumatori circa la qualit e la sostenibilit dei prodotti


es. scarsa consapevolezza sui benefici dei prodotti ecologici e
sulletichettatura ambientale.

Ruolo strategico delle certificazioni


es. armonizzazione delle norme europee riguardanti
letichettatura dei prodotti UE e non UE, certificazioni percepite
come superflue dai clienti delle imprese del packaging.

Leggi e regolamentazioni

Sistema Nazionale di Qualit con riferimento alla Produzione Integrata.


Sistema di informazione sulla sicurezza alimentare.

Promuovendo la dieta Mediterranea


La dieta mediterranea pu rappresentare unopportunit
per aumentare la sostenibilit agroalimentare, coerentemente ai dati che mettono in relazione laspetto nutrizionale degli alimenti con il loro impatto ambientale. La dieta
mediterranea rappresenta anche loccasione per collegare
la promozione dei prodotti locali con attivit che mescolano turismo ed educazione alimentare.

Certificazioni nellarea MED

Sono state identificate le certificazioni e gli standard privati


direttamente o indirettamente correlati alla sostenibilit,
con un focus sulla qualit e sicurezza alimentare, specificando obiettivi e segmenti produttivi della filiera agroalimentare interessati.

Rassegna bibliografica

Agricoltura biologica e sviluppo sostenibile; Qualit dei


prodotti tradizionali locali.

Risultati relativi al progetto PACMAn

Azione pilota: Creazione di un cluster transnazionale fondato sul concetto di prodotto mediterraneo autentico.
E-Book sui cluster agroalimentari del progetto PACMAn.
E-guide per operatori del settore.

01
Sostenibilit
significato e strategie

Sostenibilit

1.1 Concetto di sostenibilit


DEFINIZIONI DI SOSTENIBILIT
Una definizione condivisa di sviluppo sostenibile deve concordare su: che cosa deve essere sostenuto; per quanto tempo; che cosa
sviluppare (Figura 1.1)

Figura 1.1 Definizione di sviluppo sostenibile


Che cosa deve
essere sostenuto?
Natura
Terra
Biodiversit
Ecosistemi

Supporto alla vita


Servizi per
lEcosistema
Risorse
Ambiente
Comunit
Culture
Gruppi
Luoghi

Cosa sviluppare?
Persone
Sopravvivenza
infantile
Per quanto
tempo?
Aspettativa di vita
25 anni
Educazione
Ora e nel futuro
Equit
Per sempre
Pari opportunit

Collegati da
soltanto
soprattutto
ma
e
o

Economia
Salute
Settori produttivi
Consumo

Societ
Istituzioni
Capitale Sociale
Stati
Regioni

Fonte: U.S. National Research Council, Policy Division, Board on Sustainable Development, Our Common Journey: A Transition Toward Sustainability (Washington, DC: National Academy Press, 1999)

La definizione pi diffusa di sostenibilit e di


sviluppo sostenibile quella della Commissione Brundtland delle Nazioni Unite del 20
marzo 1987:
Lo sviluppo sostenibile uno sviluppo che
soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacit delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.1
Questa definizione mette in evidenza il concetto di equit intergenerazionale, ma si
presta a molte interpretazioni differenti. Altri paragrafi dello stesso rapporto sono pi
specifici, ma raramente citati.
Il World Summit on Sustainable Development del 2002 ha introdotto le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economico,
sociale e ambientale. Troviamo questi principi
anche nelle seguenti definizioni FAO e OCSE.
FAO: Con sviluppo sostenibile si intende la gestione e la conservazione delle risorse naturali,
e lorientamento del cambiamento tecnologico
e istituzionale in modo tale da garantire il mantenimento ed il soddisfacimento dei bisogni
umani per le generazioni presenti e future.2
Il concetto di sviluppo sostenibile pu essere assimilato a quello di crescita verde,
come mostrato dalla Strategia per una
Crescita Verde dellOCSE () la quale definisce con tale espressione un percorso di
sviluppo economico coerente con la tutela
ambientale e luso di risorse naturali a lungo
termine in modo sostenibile, fornendo allo

11

stesso tempo standard di vita accettabili e la


riduzione della povert. La necessit di una
crescita verde nasce dal fatto che lo scenario
business as usual non tiene conto dei limiti
ambientali e degli interessi della collettivit.3
Un ulteriore punto di vista riguarda la Sostenibilit delle organizzazioni: La sostenibilit nel settore aziendale comprende
strategie e pratiche che mirano a soddisfare
le attuali esigenze dei portatori di interesse,
mentre cerca di proteggere, sostenere e valorizzare le risorse umane e naturali che saranno necessarie in futuro. (The Consumers
Goods Forum, 2011) 4
QUATTRO DIMENSIONI DI SOSTENIBILIT
ADOTTATE DAL PROGETTO PACMAn
Lapproccio metodologico adottato dal progetto PACMAn per analizzare la sostenibilit
nel settore agroalimentare considera quattro dimensioni della sostenibilit:
Ambiente
Economia
Educazione
Etica.
La dimensione sociale suddivisa in due
sotto-aree tematiche: etica ed educazione.5
Ci sono anche altri modi di rappresentare la
sostenibilit.7
Le diverse dimensioni della sostenibilit possono essere complementari o in conflitto. La
tabella sviluppata dallOCSE (Figura 1.3) mo-

stra un esempio riguardante la crescita verde


in agricoltura8.
TIPI DI AZIENDE
Le imprese possono individuare una o pi
delle dimensioni di sostenibilit come fondamentali per il loro successo. Il livello di impegno pu essere caratterizzato da tre categorie di leadership delle imprese: reattive,
collaboratrici e innovatrici.9
Reattive. Imprese conformi alla normativa
relativa alle dimensioni di sostenibilit;
raramente queste imprese faranno investimenti di sostenibilit in modo proattivo
oltre il minimo indispensabile.
Collaboratrici. Approccio di leadership che
riconosce limportanza strategica della sostenibilit dellazienda e della filiera, e quindi
applica iniziative maggiormente proattive.
Innovatrici. Approccio di leadership che
considera la sostenibilit come una priorit strategica. Tali imprese non solo cercano di avere una piattaforma visibile per
la sostenibilit, ma la applicano per cambiare e trarre un vantaggio per i propri investitori e la comunit.

1.2 Tematiche riguardanti la


sostenibilit nellagroalimentare
Dopo aver condiviso il quadro metodologico,
al fine di analizzare le quattro dimensioni della
sostenibilit adottate da PACMAn nel sistema
agroalimentare10, i partner di progetto hanno
concordato di individuare i seguenti elementi.

ELEMENTI DI SOSTENIBILIT IDENTIFICATI


NEL SISTEMA AGROALIMENTARE
1. Analisi della letteratura sulla sostenibilit
nella filiera agroalimentare in ogni paese/
regione del progetto PACMAn.
2. Descrizione dei tipi di aziende.
3. Realizzazione dellapproccio di filiera:
criticit riguardanti la sostenibilit nel
settore agroalimentare.
4. Identificazione e selezione degli indicatori qualitativi e quantitativi del livello di
sostenibilit nelle quattro dimensioni.
5. Quadro LCA (valutazione del ciclo di vita)
6. Identificazione delle organizzazioni che
eseguono LCA nel partenariato PACMAn.
7. Normativa riguardante la sostenibilit
nel sistema agroalimentare.
8. Identificazione delle certificazioni dirette o indirette correlate alla sostenibilit nellagroalimentare in ogni regione.
9. Stesura di un elenco di contatti delle organizzazioni che svolgono certificazioni.
10. Formazione professionale.
11. Identificazione dei corsi di formazione in
grado di supportare la sostenibilit nel
settore agroalimentare, specificando le
competenze e gli obiettivi del corso.
12. Politiche a supporto della sostenibilit
nel Mediterraneo.
13. Individuazione di incentivi e di altre politiche che sostengono la sostenibilit nel
settore agroalimentare.
14. Stesura di un elenco di laboratori che
lavorano su aree legate alla sostenibilit
agroalimentare.

Tabella 1.1 - Principali temi individuati riguardanti la sostenibilit


Filiera

Soluzioni integrate di filiera, sistemi di gestione, logistica

Innovazione

Tecnologie innovative, innovazione di prodotto e di processo

Gestione delle risorse

Ciclo di vita, impatto ambientale, gestione dei rifiuti, imballaggi


sostenibili, risorse umane

Commercio ed esportazione

Commercio internazionale, distribuzione e logistica, accordi


commerciali e norme

Qualit e consumo

Sicurezza e qualit alimentare, stili di vita sani, informazione e


supporto alla scelta dei consumatori

12

15. Identificazione delle imprese agroalimentari sostenibili e innovative.


Ogni partner ha individuato elementi di sostenibilit nel sistema agroalimentare, con
particolare attenzione ai segmenti agroalimentari selezionati per il progetto PACMAn.
Approfondimenti sulla Mappa dei segmenti
allindirizzo:
www.pacmanproject.eu/page/projectdocuments/doc-2012/01/MA%202_SEGMENTS_FINAL.pdf
Una volta raccolti e analizzati i dati, sono stati
identificati i temi principali legati alla sostenibilit del settore agroalimentare (Tabella 1.1).

Sostenibilit

Figura 1.2 - Quattro dimensioni di sostenibilit adottate da PACMAn: esempi di aspetti pertinenti6
Ambiente

Economia

Educazione

Etica

Conservazione
Energia
Acqua
Natura

Gestione interna
Strategic sourcing
Miglioramento continuo
Ottimizzazione dei trasporti

Rapporti con i dipendenti


Sicurezza sul luogo di lavoro
Equilibrio nella vita lavorativa
Stile di vita sano

Rapporti con i dipendenti


Codice di condotta
Volontariato

Riduzione dellimpatto
Rifiuti/Riciclo
Gas serra
Gestione fine vita

Gestione esterna
Rifiuti/Riciclo
Gas serra
Gestione del fine vita

Gestione Aziendale
Formazione del fornitore
Continuit aziendale
Forza lavoro sostenibile

Coinvolgimento della comunit


Evitare la forza lavoro minorile
Operazioni di soccorso
Riduzione di fame povert e disagi

Sviluppo dei talenti


Diversit e inclusione
Formazione

Gestione Aziendale
Sicurezza del prodotto
Marketing responsabile
Tracciabilit del prodotto

Gestione Aziendale
Imballaggio
Impianti di costruzione
Approvvigionamento sostenibile

Figura1.3 - Agricoltura e crescita verde


Agricoltura e Crescita Verde: Esempi illustrati di complementariet (+) e differenza (-)
Contributo economico dellagricoltura
alla crescita verde

Contributo ambientale dellagricoltura


alla crescita verde

Contributo sociale dellagricoltura alla


crescita verde

Contributo economico della


crescita verde allagricoltura

Agricoltura come motore dello sviluppo


economico, la crescita verde pu migliorare le prestazioni agricole (+).

Etichette verdi e pagamenti servizi ecosistemici possono portare a rendimenti


economici nellagricoltura (+).

Lavori e attivit pi qualificati possono


contribuire allo sviluppo rurale (+).

Contributo ambientale della


crescita verde allagricoltura

Le misure ambientali possono rallentare la


crescita economica nel breve periodo (-)

La crescita verde produrr co-benefici ambientali nellagricoltura attraverso la tutela


e un uso sostenibilie delle risorse (+)

Una riforma a supporto della riduzione


dello stress ambientale e dellimpatto
sulllecosistema pu aumentare le entrate
delle aziende agricole nelle aree rurali (+).

Contributo sociale della


crescita verde allagricoltura

La crescita verde potrebbe distogliere


dagli sforzi per migliorare la sicurezza
alimentare nel breve termine (-).

La crescita verde comporter modifiche


strutturali nel periodo di transizione (-).

Attraverso la crescita verde, sicurezza


alimentare, riduzione della povert, e
sviluppo rurale potrebbero migliorare nel
lungo periodo (+).

Fonte: OCSE, 20113

13

02
Filiera agroalimentare

soluzioni integrate per la filiera, la logistica


e i sistemi di gestione

Filiera agroalimentare

2.1 Filiera agroalimentare:


definizione condivisa nel progetto
PACMAn

economica, ambientale, etica e educazione,


significa migliorare lefficienza e la redditivit, nel lungo termine, di tutti gli attori.

Il sistema agroalimentare comprende le


aziende e lambiente in cui operano. Questultimo parte integrante del sistema agroalimentare e svolge un ruolo di rilievo nel sostenere la competitivit della filiera di produzione,
attraverso le politiche, i servizi e le reti, gli incentivi e lassistenza tecnica (Figura 2.1).

2.3 Criticit concernenti


la sostenibilit nella filiera
agroalimentare

La filiera produttiva
agroalimentare
La parte sinistra della Figura 2.2 mostra la
filiera suddivisa in produzioni animali e vegetali. I riquadri grigi descrivono le diverse
componenti della filiera. I settori sono stati
definiti secondo i codici Ateco 2007.

2.2 Approccio della catena del


valore
Per definire al meglio il concetto di sostenibilit allinterno della filiera, bisogna considerare i prodotti in tutto il loro ciclo di vita,
specificando le dimensioni della sostenibilit
dal punto di vista aziendale.
La sostenibilit pu essere legata a differenti
livelli della filiera agroalimentare, come mostrato dalla Figura 2.3.
Rendere il settore agroalimentare maggiormente sostenibile in termini di performance

I partecipanti al progetto PACMAn hanno individuato le seguenti criticit in tema di sostenibilit della filiera agroalimentare.
PRINCIPALI CRITICIT INDIVIDUATE
Frammentazione e mancanza di coordinamento allinterno dello stesso settore
(frammentazione orizzontale)
Valencia - Olio doliva Mancanza di informazioni complete su oli di oliva valenciani
(benefici, disponibilit, tempi di consegna,
costi, ecc) tra i diversi attori della sua filiera alimentare (alimenti provenienti dalla
Spagna)
Alentejo - Vino Mancanza di cooperazione
tra i produttori (area commerciale)
Murcia - Ortofrutta (lavorazione e conservazione), fabbricazione di succhi, macchinari per lindustria alimentare. Basso
livello di collaborazione trasversale.
Modena - Industria casearia/parmigiano
reggiano Controllo delle eccedenze di
produzione.
Rapporti sbilanciati lungo la filiera (frammentazione verticale)
Modena - Industria casearia/parmigiano
reggiano Elevata frammentazione della

Figura. 2.1 - Sistema agroalimentare

filiera del Parmigiano Reggiano


Modena - Industria casearia/parmigiano
reggiano Elevato potere di mercato della
distribuzione nei confronti delle fasi a
monte della filiera
Valencia - Uva da tavola Difficolt di relazione con la distribuzione
Murcia - Ortofrutta (lavorazione e conservazione), fabbricazione di succhi, macchinari per lindustria alimentare La bassa
collaborazione a livello verticale (alleanze
strategiche e accordi di collaborazione)
allinterno delle aziende delle diverse filiere impedisce di mettere in pratica sinergie, di condividere le risorse, nonch di sviluppare attivit pi efficienti e sostenibili.
Mancanza di integrazione allinterno del sistema agroalimentare
Emilia-Romagna - Imballaggio Mancanza
di coordinamento e di integrazione tra gli
attori regionali
Emilia-Romagna - Imballaggio Organizzazione logistica della filiera regionale
Modena - Industria casearia/parmigiano
reggiano Scarso commercio diretto tra
produttori e consumatori
CRITT (FR) - Pasta e biscotti, oli e grassi,
frutta e vegetali Mancanza di integrazione tra aziende alimentari ed investitori
ai sensi della ISO 26000: industria, consumatori, organizzazioni non governative e
di servizio, altro.
kilkis - Coltivazione dei cereali Il settore cerealicolo in Grecia presenta molte

Figura 2.2 - Filiera agroalimentare

Il sistema
agroalimentare

La filiera

Un singolo
segmento/azienda

Servizi e reti
Produzione animale
pesce, carne,
produzione casearia

Ricerca e Universit
Associazioni
Istituzioni finanziarie

Le aziende
del sistema
agroalimentare

Produzione vegetale
pasta e biscotti, olio,
frutta e vegetali,
acqua/caff/t,
vino/alcol

Enti Pubblici
Altri enti

15

Mezzi tecnici
Agricoltura, Allevamento
Industrie Alimentari
Macchine per lindustria
alimentare
Servizi
Commercio

opportunit di sviluppo, attraverso limplementazione di politiche volte a: valorizzare il ruolo delle associazioni e della
cooperazione, a promuovere unagricoltura contrattualizzata (ad esempio nel
settore del cereali biologici e della pasta)
e a creare unorganizzazione interprofessionale per ciascuna coltura, fornendo il
supporto scientifico necessario.
Le criticit di cui sopra, individuate nei settori scelti dai partner del progetto PACMAn,
sono messe in relazione ai partner e territori
nella Tabella 2.1.

2.4 Quadro politico e normativo


Il quadro politico e normativo schematizzato nella Tabella 2.2, che illustra le politiche
identificate dai partner PACMAn.
Rassegna bibliografica
Una rassegna della letteratura disponibile
sulle filiere sostenibili riportata nei capitoli
successivi.

2.5 Casi di studio di aziende


agroalimentari innovative e
sostenibili
CPR (Italia)
La Cooperativa CPR System e una struttura di filiera che produce, movimenta e
ricicla imballaggi in plastica a sponde abbattibili ed europallet. CPR System asso-

cia oltre 1.000 imprese che comprendono


lintera filiera di produzione e distribuzione
di frutta e verdura. La logistica CPR garantisce il funzionamento di tutto il sistema
attraverso un sistema IT che garantisce il
controllo totale e la trasparenza dei costi.
Le cassette CPR sono: ecologiche, riutilizzabili, riciclabili, a sponde abbattibili, pratiche ed economiche. Sono realizzate in
polipropilene colorato, additivato per resistere ai raggi ultravioletti, riciclabili in ogni
loro parte. Sono utilizzabili in tutto il corso
della filiera produttiva, dal produttore ortofrutticolo alla grande distribuzione. Permettono, con le loro sponde abbattibili, di
risparmiare spazi e costi nella movimentazione a vuoto, (4 casse chiuse occupano lo
spazio di una aperta).
CANDIASOIL, prodotti Fine Food
CandiaSoil produce olio doliva di alta qualit sullisola di Creta.
Lazienda produce prodotti locali autentici
che vende sui mercati europei. Il commercio
viene effettuato per lo pi via internet e il
quartier generale principale in Inghilterra.
Gli agricoltori che collaborano con lazienda seguono processi e metodi di produzione rispettosi dellambiente. Lazienda
collabora per lo pi con associazioni di
produttori e frantoi che hanno ricevuto la
certificazione ISO 22000:2005.
AINPO
LOrganizzazione di Produttori (OP) Ainpo
ha lobiettivo principale di commercializ-

zare il pomodoro da industria prodotto


nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Nel tempo ha esteso lareale di
interesse e coinvolge un totale di 399 soci
produttori, 2 cooperative ed un consorzio.
La mission dellOP quella di programmare, produrre e valorizzare tutti i prodotti ortofrutticoli nel rispetto dellAmbiente e secondo criteri basati sulla
Sicurezza Alimentare.
Tutti i prodotti degli associati sono coltivati secondo i dettami del Disciplinare di
produzione integrata della Regione Emilia-Romagna e quindi certificabili con il
marchio QC (Qualit Controllata).
FATTORIA KOUKAKIS
Dal 1977 KOUKAKIS opera come azienda
zootecnica con allevamento di bovini da
latte; il suo rapido sviluppo ha portato nel
1999 allintegrazione verticale della produzione, aggiungendo agli impianti una
moderna unit di pastorizzazione.
A fine 2003, stato avviato un allevamento di pecore con elevati standard di
funzionamento.
Oggi lazienda produce una grande variet
di prodotti caseari (latte, yogurt, formaggio, ecc) secondo i pi severi standard di
qualit dellUnione Europea e in conformit con gli standard internazionali di certificazione.
Questi i principali obiettivi della FATTORIA
KOUKAKIS: insistere sui prodotti di alta
qualit per arricchire ogni giorno la tavola

Figura 2.3 - Concetto di sostenibilit relativo al sistema agroalimentare

Il concetto di sostenibilit pu essere legato a

Il sistema
agroalimentare

Servizi e reti
Ricerca e Universit
Associazioni
Istituzioni finanziarie
Enti Pubblici

Un singolo
segmento/azienda

La filiera

Produzione animale
pesce, carne,
produzione casearia
Produzione vegetale
pasta e biscotti, olio,
frutta e vegetali,
acqua/caff/t,
vino/alcol

Mezzi tecnici
Agricoltura, Allevamento
Industrie Alimentari
Macchine per lindustria
alimentare
Servizi
Commercio

Altri enti

16

Filiera agroalimentare

Tabella 2.2 - Politiche identificate dai partner PACMAn


Riferimento*

Istituzione/
Livello territoriale

Buone prassi di filiera per il


settore agroalimentare

Giunta regionale
dellEmilia-Romagna

Decisione della Giunta regionale


Nr. 443, 4 Aprile 2011

Regionale

Criteri per riconoscere le


Organizzazioni Interprofessionali
(OI) a carattere regionale o di
circoscrizione economica per tutti
i settori produttivi, in applicazione
della legge regionale 24/2000.
Decisione della Giunta Regionale
n. 339 del 14 marzo 2011

Giunta Regionale
dellEmilia-Romagna

Piano di Sviluppo Rurale


dellEmilia-Romagna 2007-2013
- Misura 121
- Misura 123

Regione
Emilia-Romagna

Risoluzione 72/2011 dal 10


giugno. Sistema di informazione
per la sicurezza alimentare

Ministero della Salute


dalla Comunitat
Valenciana

Regionale

Regionale

Regionale

Politiche a supporto della filiera

Governo Centrale
Greco
Nazionale

Descrizione
La delibera approvata il 4 aprile 2011 dalla Giunta regionale individua un codice di buone prassi che
viene proposto alle imprese di distribuzione per ladesione ed una prima sperimentazione di un anno,
per promuovere unagricoltura che sia sempre pi motore di sviluppo sostenibile ed equilibrato per il
territorio. Un codice volontario di buone prassi, in base al quale non solo regolare i propri comportamenti, ma anche selezionare le imprese fornitrici. Ladesione al codice di buone prassi volontaria,
pu riguardare singoli prodotti e intere filiere, deve essere definita allinterno di un accordo o contratto di fornitura tra limpresa di produzione e quella di distribuzione conforme alle buone prassi
di filiera. Il codice elenca quattro principi a cui devono ispirarsi le imprese distributrici e i fornitori:
1. Qualit del prodotto
2. Tutela ambientale
3. Tutela della salute e dei diritti dei lavoratori
4. Contratti scritti.
La Regione, con la delibera di Giunta n. 339 del 14 marzo 2011, applicativa della LR 24/2000, ha
definito i criteri per riconoscere le Organizzazioni Interprofessionali a carattere regionale o di circoscrizione economica per tutti i settori produttivi. Le finalit principali consistono nel migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del mercato, contribuire ad unefficace coordinamento
dellimmissione sul mercato dei prodotti (in particolare attraverso ricerche e studi), accrescere la
valorizzazione dei prodotti - nellottica di unequa ripartizione del valore tra i soggetti della filiera avendo presente la tematica dei costi di produzione
Sostenere la capacit di aggregazione delle imprese attive nel settore lattiero-caseario, in modo da renderle pi forti e pi competitive sul mercato, in vista dellimportante scadenza Europea dellabolizione
delle quote latte nel 2015 e la conseguente liberalizzazione del mercato.
Lobiettivo della risoluzione quello di fornire uno strumento adeguato alla cosiddetta Food Safety
Information System (SISA in spagnolo) per il miglioramento della sostenibilit sociale delle filiere alimentari Valenziane. Tale sistema stato creato per identificare i principali rischi della filiera alimentare, per prevenirli e reagire in modo pi coordinato in caso di una possibile emergenza alimentare. E
applicabile a tutte le fasi della filiera alimentare Valenziana (dalle fasi di produzione fino al consumo
finale dei prodotti).
Il settore cerealicolo in Grecia presenta molte opportunit di sviluppo, attraverso limplementazione
di politiche volte a: valorizzare il ruolo delle associazioni e della cooperazione, promuovere unagricoltura contrattualizzata (ad esempio nel settore del cereali biologici e della pasta) e a creare unorganizzazione interprofessionale per ciascuna coltura, fornendo il supporto scientifico necessario.

*I riferimenti sulla sostenibilit della Filiera agroalimentare sono stati individuati dai partner PACMAn.

Tabella 2.1 - Identificazione delle principali criticit nei settori selezionati dai partner
Segmenti selezionati

Territori
Emilia-Romagna

Imballaggio

Modena

Valencia

Murcia

Alentejo

Regione PACA

Kilkis

Macchine alimentari
Industria casearia

Olio doliva/Oli e grassi

Uva da tavola

Pasta & biscotti


Ortofrutticolo
(produzione, lavorazione e conservazione)

Vino

Cereali
Frammentazione e mancanza di coordinazione alinterno dello stesso settore (frammentazione orizzontale).
Relazioni sbilanciate lungo la filiera (frammentazione verticale).
Mancanza di integrazione allinterno del sistema agroalimentare.

17

greca con prodotti sani, aderire alla tradizione, aver sensibilit per le generazioni
future, essere attenti allambiente greco.
Al fine di raggiungere questi obiettivi il
latte di KOUKAKIS naturale, 100% proveniente da animali greci, prodotto senza
lutilizzo di alcun metodo che ne ridurrebbe lautenticit o qualsiasi caratteristica che lo renderebbe di qualit inferiore.

2.6 Opportunit
Nella Figura 2.4 sono riportati i principali ambiti di cooperazione per la filiera. Le percentuali derivano dal sondaggio PACMAn 2012
che ha coinvolto circa 600 imprese dellarea
del Mediterraneo.

2.7 Raccomandazioni finali


La cooperazione orizzontale (es. cooperative o consorzi agricoli) costituisce un valido
supporto nel far fronte al limitato potere di
mercato dei produttori primari, che possono
cos beneficiare di una quota maggiore del
valore aggiunto.
Perch seguire questa raccomandazione
Le organizzazioni e le associazioni di produttori rappresentano una valida strategia per
aumentare la competitivit del settore primario, ottimizzando la qualit della produzione
e colmando il divario di potere contrattauale
tra produttori, trasformatori e commercianti
Il Distretto del Pomodoro da Industria - Nord
Italia ha promosso forme di confronto, di

collaborazione e di coordinamento tra le


parti coinvolte nella filiera, con lo scopo di
rafforzarne la competitivit, approcciando
le nuove sfide del settore in modo compatto
e coordinato.
Lorganizzazione interna delle aziende, il loro
comportamento strategico e lorganizzazione della filiera sono interessate dalla legge
regionale dellEmilia-Romagna 24/2000, che
ha definito i criteri per riconoscere le organizzazioni interprofessionali a livello regionale per tutti i settori agroalimentari.
Limportanza degli aspetti legati alla sostenibilit sociale ed etica riportata anche dalla
Provincia di Parma.
Sostenere la capacit di aggregazione delle
imprese importante anche per il settore
lattiero-caseario, per gestire il problema
delle eccedenze di produzione (Provincia di
Modena).
Rafforzare il ruolo delle associazioni agricole
nella gestione della produzione viene in aiuto
agli agricoltori biologici in Grecia, come affermato da Kilkis.

Perch seguire questa raccomandazione


Gli accordi scritti rappresentano un modo per
riorganizzare i processi aziendali ai fini dellintegrazione di filiera
Molti settori e segmenti analizzati sono caratterizzati da frammentazione e mancanza
di coordinamento allinterno della filiera
(basso livello di collaborazione, frammentazione orizzontale/verticale, ecc).
Per favorire lo sviluppo di buone prassi di filiera, la Regione Emilia-Romagna ha approvato la deliberazione di Giunta regionale n.
443/2011, che intende valorizzare relazioni
eque fra la distribuzione e i propri fornitori.
Liniziativa riguarda prioritariamente i prodotti
a qualit certificata che hanno un legame con
il territorio e per cui siano salvaguardati principi di equa ripartizione del valore economico,
di tutela dellambiente e delle risorse naturali,
di tutela della salute e dei diritti dei lavoratori
(Ervet).
Alcuni casi di studio sul vino e olio doliva dimostrano limportanza di collegare la produzione al turismo (ADRAL).

Candiasoil di Creta collabora per lo pi con


associazioni di produttori e frantoi che hanno
ricevuto la certificazione ISO 22000:2005.

In Grecia, nel settore dei cereali, promuovere


lagricoltura contrattualizata aiuta a favorire
la creazione di unorganizzazione interprofessionale (Kilkis).

La competitivit della filiera alimentare dipende da un efficace coordinamento nei


rapporti intra-filiera e con gli enti e le associazioni a supporto.

La Fattoria Koukakis in Grecia giunta allintegrazione verticale della produzione, nel


1999, aggiungendo ununit moderna di pastorizzazione (Kilkis).

18

Filiera agroalimentare

La razionalizzazione dei trasporti e della logistica mira a ridurre i costi di approvvigionamento delle materie prime, ad accelerare
le consegne, dotandosi di tecnologie green.
Perch seguire questa raccomandazione
La crescente variet dei prodotti in offerta
richiede soluzioni logistiche innovative,
come riportato da Ervet.
Centroplast una azienda che produce imballaggi flessibili, impegnata a ridurre le emis-

sioni di CO2 rilasciate nellambiente attraverso


il miglioramento della logistica e dei trasporti.
Bestack oggi in grado di garantire, con la
certificazione volontaria di prodotto Bestack
Quality Approved, la perfetta impilabilit e
prestazione degli imballaggi dei propri soci
creando enormi vantaggi in tutta la filiera.

abbattibili, di risparmiare spazi e costi nella


movimentazione a vuoto, (4 casse chiuse occupano lo spazio di una aperta).

CPR opera lungo tutta la filiera produttiva, dal


produttore ortofrutticolo alla grande distribuzione. Permette, con le cassette a sponde

Figura 2.4 - Attivit della catena del valore per la cooperazione commerciale
Sistemi agricoli
di produzione alimentare

Trasformazione
degli alimenti

Logistica e commercio

33% produzione

38% nuovi prodotti

45% marketing

17% approvvigionamenti

24% attivit di ricerca e sviluppo

31% logistica

9% gestione ambientale

23% miglioramento dei processi

26% distribuzione
e vendita al dettaglio

23% gestione dei talenti


20% imballaggio (packaging)
19% qualit,tracciabilit,
sicurezza alimentare
17% tecnologie di
conservazione alimentare
9% gestione ambientale
4% biotecnologia
Fonte: interviste a 597 aziende agroalimentari delle regioni PACMAn, 2012

19

03
Innovazione

tecnologie innovative, innovazione nei prodotti,


processi e servizi

Innovazione

3.1 Criticit riguardanti


la sostenibilit nel processo
di innovazione
Linnovazione strettamente legata alla
sostenibilit, poich consente alle diverse
organizzazioni di migliorare il loro impatto
ambientale, la loro performance economica
e anche la loro responsabilit sociale.
A seguire le principali criticit11 identificate
dai partner PACMAn in merito a questo tema.
CONNESSIONE TRA IMPRESA E RICERCA
Interconnessioni limitate tra impresa e ricerca. I risultati non possono essere adeguatamente sfruttati dalle imprese. La domanda
da parte dei soggetti interessati non coperta dagli istituti di ricerca. Scarsa qualit
dei risultati della ricerca applicata (Kilkis/
Agroalimentare). Le aziende hanno difficolt
nella traduzione pratica della R&S e nel reperimento delle competenze (Emilia-Romagna/Imballaggio).

INVESTIMENTI IN R&S
RICERCA E SVILUPPO
Scarsi risultati della ricerca (Kilkis/Agroalimentare). Limitata redditivit e capacit di
investire in R&S a causa di strategie basate su
prezzi bassi piuttosto che sulla qualit (ER/
Imballaggio). Scarsi investimenti in R&S ed
efficienza energetica (Murcia/Ortofrutta,
lavorazione e conservazione, produzione,
macchine dellindustria alimentare).

Le suddette criticit, individuate nei settori


scelti dai partner PACMAn, sono abbinate ai
partner e ai territori elencati nella Tabella 3.1.
Tutte le criticit individuate riguardano per
lo pi la dimensione economica della sostenibilit delle aziende o degli interi settori e
della filiera. In tutti i casi, comunque, linnovazione strettamente correlata alla dimensione ambientale.

3.2 Dati sullinnovazione


NUOVI PRODOTTI/PROCESSI
Difficolt nel lancio di prodotti/processi innovativi (Alentejo/Vino). La mancanza di
ricambio generazionale influenza ladozione
di nuove tecnologie maggiormente sostenibili e la professionalizzazione del settore
(Murcia/Ortofrutta, lavorazione e conservazione, macchine dellindustria alimentare). Le
risorse spese per la promozione delle colture
tradizionali privano della possibilit di reinvestire in un nuovo tipo di coltura pi moderno e
dinamico (Kilkis/Coltivazione di cereali).

Nel 2012 i membri del progetto PACMAn


hanno condotto unindagine accurata che ha
coinvolto circa 600 aziende agroalimentari in
ogni regione aderente al progetto. Secondo il
sondaggio le attivit di R&S interessano una
significativa fetta degli operatori agroalimentari. I due terzi degli intervistati ha dichiarato
di aver investito denaro in queste attivit. Comunque, secondo le criticit elencate sopra,
solo poche aziende sembrano aver raggiunto
una dimensione strategica in termini di innovazione, come mostrato dalla Figura 3.1.

Figura 3.1 - Quota di fatturato medio annuo investito in R&S e innovazione


Fonte: interviste a 597 aziende agroalimentari delle regioni PACMAn, 2012

7%
22%

7%
1%

33%
33%

33%

0%

33%

meno dell1%

22%

1-15%

7%

pi del 15%

7%

Investono ma non quantificano


la percentuale

1%

Investono in R&S ma non dichiarano


la percentuale

Tabella 3.1 - Identificazione delle principali criticit


Segmenti selezionati

Territori
Emilia Romagna

Murcia

Alentejo

Agroalimentare
Imballaggio

Kilkis

Ortofrutta
(produzione, lavorazione
e conservazione)

Vino

Crescita di cereali

Connessione tra prodotto e ricerca


Investimenti in ricerca & sviluppo
Nuovi prodotti/processi

21

In base alla quota di fatturato medio annuo


investito in attivit di ricerca, sviluppo e innovazione, si possono identificare tre gruppi
di segmenti agroalimentari:
1. Trasformazione e conservazione di
frutta e verdura, Servizi e macchinari
per lindustria alimentare e Produzione di vino e bevande alcoliche. Pi
dei tre quarti delle aziende hanno avuto
unespansione innovativa e pi della
met fanno investimenti che eccedono
l1% su base annuale; queste aziende
sono anche quelle con un pi alto profilo
internazionale. Si rimanda al Capitolo 5
Commercio ed Esportazione di questo
report per una pi approfondita riflessione su fattori ed effetti dellinternazionalizzazione.
2. Pane e prodotti farinacei, Orticoltura, Produzione di oli e grassi. Pi
dei tre quarti delle aziende hanno fatto
investimenti per linnovazione, ma la
maggior parte di loro non spende pi
dell1% del fatturato annuale.
3. Produzione di prodotti caseari, Allevamento animale e trasformazione
della carne. Pi della met delle aziende
non investe nelle attivit di ricerca e sviluppo e innovazione; meno di un quarto
spende pi dell1% del fatturato annuale.
Per quanto riguarda le aree tematiche, la lista a seguire fornisce alcuni aspetti chiave sui
quali soffermarsi, come parte di una futura
collaborazione tra i partner del progetto:

qualit, tracciabilit e sicurezza alimentare (36% degli intervistati),


sviluppo di nuovi prodotti (28%),
miglioramento dei processi (26%),
imballaggio (23%).

anche altri tipi di collaborazioni, quali consulenti esterni o organizzazioni di settore, che
pongono la necessit di una migliore consapevolezza sul ruolo del settore pubblico,
delle organizzazioni e delle associazioni di
rappresentanza a sostegno delle aziende
alimentari (vedi Capitolo 5 - Commercio ed
Esportazioni).

Condividendo un risultato generale, per le


aziende innovative la collaborazione una
formula diffusa. Il 70% delle aziende (47%
del totale degli intervistati) dichiara infatti
di aver collaborato con altri enti per portare
avanti attivit di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (Figura 3.2).

3.3 Laboratori nellarea MED


a supporto della sostenibilit
nei segmenti PACMAn

Enti scientifici e tecnologici emergono come


partner principali delle aziende (46% degli
innovatori, 30% degli intervistati), risultato
che pu essere visto come un fattore chiave
per fare sistema. Seguono fornitori e clienti
(rispettivamente 26% e 22% degli innovatori). Una minoranza di intervistati indica

I partner PACMAn hanno identificato 25 laboratori, partendo dai settori della filiera
alimentare sul quale ogni partner si era focalizzato12. La tabella 3.2 sintetizza le organizzazioni identificate, specificando le attivit
legate al tema della sostenibilit che sono
state portate avanti.

Figura 3.2 - Collaborazione con altri enti


Fonte: intervista a 597 aziende agroalimentari nelle regioni del progetto PACMAn, 2012
no
con i fornitori
con i clienti
con i concorrenti
con scienza e tecnologia
altro

0%

22

10%

20%

30%

40%

50%

60%

Innovazione

Tabella 3.2. - Laboratori identificati dai partner di PACMAn


Luogo

Laboratorio

Settore

Temi principali riguardanti la Sostenibilit

EmiliaRomagna

Biogest-Siteia

Fabbricazione
di imballaggi

Imballaggio verde13. Analisi e caratterizzazione dei materiali di imballaggio, valutazione sensoriale del cibo per i materiali a contatto con gli alimenti, qualit e standard di igiene nel confezionamento, recupero e uso di costituenti bioattivi dai rifiuti e dai sottoprodotti dellindustria
agroalimentare; studi sulla shelf-life, uso di atmosfere modificate e atmosfere protettive, impatto ambientale dellimballaggio alimentare, impianti innovativi per limballaggio alimentare.

Cipack
Ciri Agri-Food
Siteia.Parma
Democenter Sipe

Innovazione. Incoraggiare linterazione tra le imprese e le Universit, creando in tal modo relazioni che potrebbero portare a contratti di ricerca.

CSQA

Certificazione

Certificazione. Qualit, ambiente e sicurezza, responsabilit sociale e comunicazione.

ENEA

Agroalimentare

Ricerca multidisciplinare sul tema ambientale e sul tema energetico (sviluppo e impianto di
sistemi di gestione ambientale - EMS - e di etichette di prodotti ambientali).

Produzioni vegetali
Altre regioni

Universit di Padova

Dipartimento di
agronomia ambientale
e produzioni vegetali

LCA per le colture.

Cipro

Istituto di ricerca
agraria

Agricoltura
e allevamento

Sistemi sostenibili di produzione agricola e produzione di biocarburanti. Biomasse e produzione


di biocarburanti, produzione di energia da torte allolio di oliva; sistemi di gestione sostenibile
dei rifiuti in agricoltura.

Universit
Tecnologica di
Cipro

Dipartimento di scienze
agrarie, biotecnologia e
scienze alimentari

Sviluppo sostenibile/miglioramento del settore agroalimentare cipriota.

Frederick Research
Centre

Progetti di ricerca

Ambiente, educazione, gestione, scienze economiche e sociali.

Sviluppo rurale sostenibile rispettando le risorse naturali e biodiversit, sviluppo socio-economico della popolazione rurale e conservazione delle caratteristiche culturali e ambientali della
campagna cipriota.

Servizi di consulenza agli individui, alle imprese, alle organizzazioni e agli enti di governo.
Coordinamento e partecipazione a progetti di ricerca.
Collaborazione con centri di ricerca nazionali ed internazionali e universit.

Adral/
Alentejo

CEBAL - Centro per


le Biotecnologie

Agricoltura e
agroalimentare

Biotecnologia e Agricoltura. Recupero delle biomasse; processo di recupero dei rifiuti; estrazione dellolio doliva; tecnologia a membrana; sequenza del genoma; rimozione dei composti di
cotoxina dai rifiuti liquidi ospedalieri; ecc.

CEPAAL

Olio doliva

Nuove forme di inter-impresa e operazioni di rete, in particolare nellarea dellinternazionalizzazione, del marketing e della distribuzione integrata.
Lancio di azioni innovative, politiche di supporto integrato e supporto allespansione e riconversione dellarea di produzione delle olive.

ATEVA Associazione dei


produttori di vino di
Alentejo

Vino

Ricerca, informazione e promozione.


Migliorare la viticoltura regionale e la formazione della propria forza lavoro.
Informazione sui principi guida delle politiche sul vino a livello nazionale e internazionale.
Assistenza tecnica alla crescita.

ICAAM - Istituto
Mediterraneo di
scienze agrarie
ed ambientali

Agricoltura

Sostenibilit dellagricoltura.

Vino

Cambiamento climatico e impatti sullagricoltura.

Olive

In particolare:
agricoltura conservativa e semina diretta
microorganismi (batteri) e potenziali fertilizzanti,
sistema innovativo per conservare lacqua nellirrigazione,
gestione dellirrigazione nei vigneti e integrazione del sistema-oliveto,
MCCA- macchina automatica per la raccolta delle olive,
potatura meccanica degli uliveti e dei frutteti,
sviluppo di consorzi,
forme alternative per conferire aroma al vino,
tecnologia per la propagazione in vitro delle olive,
analisi dei residui di fitofarmaci nelle olive,
procedure tecnologiche per la produzione della salsiccia di maiale Alentejano,
sviluppo di colture iniziali per la produzione di salsicce.

23

Tabella 3.2 - Laboratori identificati dai partecipanti a PACMAn


Luogo

Laboratorio

Settore

Temi principali riguardanti la Sostenibilit

Valencia

Ainia

Agroalimentare

Valorizzazione energetica dei rifiuti agroindustriali dalla produzione di biogas, trattamenti degli scarichi industriali, LCA applicati alla trasformazione del cibo, impronta al carbonio, analisi delle catene
alimentari, produzione di alimenti puliti, imballaggio nel rispetto ambientale.

Imballaggio

In particolare:
applicazione di tecniche rapide e non invasive,
nuove produzioni,
applicazione di soluzioni avanzate di Infomation and Communication Technology nei processi interni ed esterni della catena alimentare,
laboratori di test biologici,
ricerca sui consumatori e ricerca sensoriale,
sviluppo di nuovi prodotti.
IVIA

Agricoltura

Agricoltura sostenibile (contaminazione del suolo, fertilit del suolo, agro-irrigazione).


In particolare:
Colture di limone e produzione vegetale, protezione vegetale e biotecnologie, genomica, tecnologie post-raccolto, tecnologie alimentari e agro ingegneria.

PACA region
- CRITT

Plataforma per la
Sviluppo sociale,
Sobirania Alimentria produzione equa,
agricoltura sostenibile, etc.

Produzione equa, agricoltura sostenibile.

INRA

Alta qualit e sicurezza alimentare.

Agricoltura

Agricoltura sostenibile.
Preservare e valorizzare lambiente.
14 divisioni scientifiche (alti livelli di specializzazione):
nutrizione, sicurezza alimentare a e comportamento dei consumatori,
impianti biologici (Francia) biologici,
scienza e tecnologia dei prodotti agricoli,
ecologia forestale,
ambiente e agronomia,
genetica animale,
allevamento e genetica delle piante,
matematica applicata e informatica,
microbiologia e filiera alimentare,
fisiologia animale e sistemi di allevamento,
salute animale,
trattamenti fitosanitari e ambiente,
scienze sociali, agricoltura e alimentazione, sviluppo rurale e ambiente.

Creta

MAICH - Istituto
Mediterraneo di
ricerca agronomica
di Chania

Agroalimentare

Agricoltura sostenibile.
Gestione ambientale.
Miglioramento genetico in orticoltura e Biotecnologia.
Qualit alimentare e chimica dei prodotti alimentari.

Kilkis

INA - Istituto di
agrobiotecnologia

Agro-biotecnologia

Miglioramento genetico e produzione di sementi.


Identificazione genetica.
Applicazioni biotecnologiche nella produzione di bevande.
Sfruttamento agroindustriale e sviluppo di nuovi prodotti.

Murcia

AMERICAN FARM
SCHOOL

Dipartimenti Casearia,
Pollame e Ortocoltura

Produzione agricola, zootecnia, gestione del mercato agricolo e delle risorse naturali

AENO Rlaboratorio.

Produzioni alimentari

Certificazione/analisi
Test microbiologici e analisi chimica degli alimenti e delle acque.

CTC - Centro
nazionale di ricerca
alimentare e
conserviera

Produzioni alimentari

Test dei prodotti alimentari (es.: analisi strumentali, analisi chimiche e fisiche e controllo della
qualit, microbiologia, analisi redisui OGM)

IMIDA - Istituto di
ricerca e sviluppo
agricolo e alimentare
di Murcia

Orticoltura, raccolto,
limone e altri prodotti
alimentari

Biotecnologia e protezione dei raccolti.


Orticoltura.
Risorse naturali.
Agrumi.

24

Innovazione

3.4 Istituti di formazione


I partner del progetto PACMAn hanno identificato diversi corsi di formazione legati alla
sostenibilit, organizzati nelle seguenti aree
tematiche:
Concetto di sostenibilit
Settore Agroalimentare
Agricoltura
Imballaggi
Qualit/Certificazioni.

IL CONTESTO delLA SOSTENIBILIT


I corsi sulla sostenibilit specificati nella Tabella 3.3 individuano alcune questioni generali non specificamente correlate al sistema
agroalimentare e riguardanti per lo pi la dimensione ambientale della sostenibilit.

AGROALIMENTARE
I temi affrontati dai corsi sono riportati in Tabella 3.4:
gestione della filiera agroalimentare da un
punto di vista economico e ambientale,
innovazione tecnologica e formazione
lungo la catena del valore,
sostenibilit dei processi di produzione e
gestione dei rifiuti (Lean Management),
qualit e sicurezza nellindustria alimentare,
anche collegata alla sostenibilit sociale.

Tabella 3.3 - Corsi di formazione identificati da PACMAn


Partner

Organizzazione

Corsi

Dimensione
della Sostenibilit

Tipo

ERVET

Universit di Bologna - Facolt di Agraria

Scienze del territorio e dellambiente agro-forestale

Ambientale

Universit

ERVET

Universit di Bologna

Sviluppo sostenibile e gestione dei sistemi ambientali.

Ambientale

Master

ERVET

Universit di Bologna, Facolt di Chimica


Industriale

Land and water conservation.

Ambientale

Master

ERVET

Universit di Bologna, Facolt di Ingegneria

Ingegneria ambientale e del territorio.

Ambientale

Universit

ERVET

Universit di Ferrara, Facolt di Ingegneria

Ingegneria civile e ambientale.

Ambientale

Universit

Tabella 3.4 - Istituti di formazione del settore agroalimentare identificati da PACMAn


Partner

Organizzazione

Corsi

Dimensione
della Sostenibilit

Tipo

ERVET

Universit di Bologna
Facolt di Agricoltura

Marketing e Economia del sistema agro-industriale.

Economica

Universit

ERVET

Universit di Bologna
Facolt di Agricoltura

Tecnologia alimentare.

Ambientale/Economica

Universit

IMPIVA

Plataforma per la Sobirania Alimentria


dels Pobles del Pais Valenci

Corso online sulla sovranit alimentare.

Economica

Corso di
formazione

ERVET
e Provincia
di Modena

ISCOM

Green Economy. Sostenibilit nei processi di produzione e


efficacia della comunicazione.

Ambientale/Economica

Corso
professionale

PARMA

Universit Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza e Cremona

Laurea in economia e tecnologie alimentari .

Ambientale/Economica

Universit

Universit di Parma

Laurea in tecnologie alimentari ed economia.

Ambientale/
Economica

Universit

PARMA

Tecnico commerciale marketing specializzato nella green


economy.

Attivit di formazione per agricoltori e manager delle


aziende alimentari.

Attivit di formazione per agricoltori e manager nel settore alimentare e nella vendita al dettaglio.
PARMA

Agriform s.r.l. - Parma

Formazione nel settore primario e agroalimentare.

Ambientale/
Economica

Corso di
formazione

MURCIA

CTC - Centro Tecnolgico Nacional


de la Conserva y Alimentacin

AleanMENTACION COURSE: Come applicare il lean management per ridurre drasticamente i costi dei processi produttivi nellindustria alimentare. Lobiettivo principale di questo
strumento di vedere i risultati simulati nelle varie fasi del
Lean Management eliminando processi dispendiosi.

Ambientale/Economica

Centro
tecnologico

MURCIA

CARM - Programma di formazione


regionale e qualificazioni professionali
agroalimentari del Ministero
dellAgricoltura e dellAcqua della
regione di Murcia

Formazione professionale di alto livello nei processi tecnologici e qualitativi dellindustria alimentare: il programma
prevede materie quali tecnologia alimentare, biotecnologia
alimentare, analisi alimentare, conservazione degli alimenti,
gestione della qualit ambientale nellindustria alimentare...

Sociale/ Economica/
Ambientale

Corso di
formazione

25

AGRICOLTURA
I temi principali dei corsi riportati nella Tabella
3.5 sono:
conservazione delle risorse naturali,
innovazione tecnologica in agricoltura,
agricoltura sostenibile,
agricoltura biologica,
agricoltura e agronomia.

IMBALLAGGIO
Il focus sul settore dellimballaggio (dettagli
in Tabella 3.6) stato completato nellazione
pilota di PACMAn sul green packaging (il manuale elaborato online). I corsi identificati
affrontano diverse tematiche, riguardanti
soprattuto la sostenibilit in ambito economico e ambientale:

materiali per limballaggio e tecnologie innovative,


LCA - Valutazione del ciclo di vita,
eco-design e riciclo,
ottimizzazione della logistica,
imballaggio sicuro.

Tabella 3.5 - Istituti di formazione del settore agricolo identificati da PACMAn


Partner

Organizzazione

Corso

Dimensione
della Sostenibilit

ERVET

Universit di Bologna - Facolt di Agricoltura

Tecnologie Agrarie

Economica/Ambientale Universit

Agricoltura sostenibile. Il corso tratta dei


sistemi di agricoltura per assicurare la conservazione delle risorse naturali. Analizza lo
stato attuale dei metodi convenzionali e le implicazioni del sistema dellagricoltura intensiva.

Ambientale

Universit

Corso di laurea in agricoltura sostenibile.

Economia Ambientale

Universit

CUT

Universit della Tecnologia di Cipro


Dipartimento di Scienze Agrarie,
Biotecnologia e Scienze Alimentari

Tipo di
Organizzazione

CUT

Universit Tecnologica di Cipro - Dipartimento di


Scienze Agrarie, Biotecnologia e Scienze Alimentari

ADRAL

Universidade de vora - Escola de Cincias e Tecnologia Corso di laurea in scienze agrarie.


- vora University - School of Science and Technology

Economia Ambientale

Universit

ADRAL

IPP - Instituto Politcnico de Portalegre


Escola Superior Agrria de Elvas

Corso di laurea in agricoltura sostenibile.

Economia Ambientale

Master

KILKIS

Aristotle Universit di Salonicco

Agraria

Economia Ambientale

Universit

MURCIA

CARM - Programma di formazione regionale e


qualificazioni professionali agroalimentari del
Ministero dellAgricoltura e dellAcqua della regione
di Murcia

Ciclo di formazione intermedio per tecnico


della produzione agroecologica. Insegnamenti su terreni, zootecnia, agronomia, patologia vegetale, strutture e infrastrutture
agricole, agricoltura biologica.

Economia Ambiantale

Corso di Formazione

26

Innovazione

Tabella 3.6 - Istituti di formazione nel settore imballaggio identificati da PACMAn


Partner

Organizzazione

Corso

Dimensione
della sostenibilit

Segmento

Tipo di
organizzazione

ERVET

Universit di Parma

Master in packaging.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Master

ERVET

Universit di Bologna
(Rimini)

Chimica e tecnologia per lambiente e i materiali.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Universit

ERVET

Universit di Parma Facolt di Matematica,


Fisica e Scienze Naturali

Chimica Industriale e tecnologie del packaging.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Universit

ERVET

Ecipar

Progettista meccanico con specializzazione nella


produzione agroalimentare.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

Esperto nella gestione delle problematiche ambientali per le PMI.


Marketing strategico e laccesso a nuovi mercati
nel comparto agroalimentare.
Efficientamento nei processi produttivi per la realizzazione di imballaggi industriali di legno.
LCA - Analisi del ciclo di vita del prodotto dal punto di vista ecologico e ambientale.
Ottimizzazione della logistica interna ed esterna.
Esperto nel riciclo dei materiali verdi.
ERVET

Formart

Il confezionamento ed il packaging nel settore


alimentare.

Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

ERVET

Futura

Sviluppatore di sistemi embedded.

Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

ERVET

Formindustria
Emilia-Romagna

Sviluppo e Design dei prodotti agroalimentari.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

ERVET

CISITA Parma

Imballaggio sicuro.

Sociale/ Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

ERVET

CE.SVI.P.

Green logistics: la logistica a supporto dello sviluppo sostenibile.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

Imballaggio: ruolo, funzioni e tipo di imballaggi.


ERVET

CESCOT

Packaging.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

ERVET

I.F.O.A.

Specializzazione delle competenze per il comparto agroalimentare.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

Tecnico della logistica sostenibile nellAgroalimentare.


ERVET

Cofimp Aziende,
Unindustria Bologna

Quick assessment dei processi logistico produttivi.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

ERVET
e Provincia
di Modena

Centro Servizi P.M.I.

Tecnico ambientale.

Ambientale/Economica

Imballaggio

Ente di
Formazione

Ambientale/Economica

Imballaggio

Corso
professionale

Tecnico esperto nella pianificazione del ciclo integrato dei rifiuti urbani.
Tecnologo di prodotto/processo nella meccanica.
Lean and Green.
Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD).

ERVET
e Provincia
di Modena

ISCOM

Innovazione nelle tecniche di packaging.

27

Tabella 3.7 - Istituti di formazione per Altri segmenti identificati da PACMAn


Dimensione
di sostenibilit

Partner

Organizzazione

Corso

Segmento

Tipo

IVACE

ACERTA

Specializzazione nella ispezione della produzio- Economica


ne ortofrutticola.

Frutta e verdura

Ente di Formazione

ADRAL

Istituto Politecnico di Beja


Scuola di Agraria

Corso di specializzazione tecnologica - olivicul- Economica


tura e viticultura.

Oil/Olive/Viticoltura

Istituto di educazione
superiore

ADRAL

Istituto Politecnico di Beja


Scuola di Agraria

Laurea in ingegneria alimentare.

Economica

Trasformazione degli
alimenti

Universit

ADRAL

IPP - Istituto Politecnico


di Portalegre - Scuola
Superiore Agraria di Elvas

Corso di specializzazione in tecnologie viticole Economica


ed enologiche.

Vino

Istituto di
educazione
superiore

Tabella 3.8 - Istituti di formazione riguardanti la qualit/certificazione identificati da PACMAn


Partner

Organizzazione

Corso

Dimensione
della sostenibilit

ERVET

CFP Cesta

Emas e Ecolabel.

Ambientale

FORTH

TUV HELLAS SA

MURCIA

CRITT

Segmento

Tipo

Qualit/
Certificazione

Ente di
Formazione

Seminari di formazione su assicurazione qualit e certifica- Ambientale/


zione.
Economica

Qualit/
Certificazione

Ente di
certificazione

CTC - Centro
Tecnolgico Nacional
de la Conserva y
Alimentacin.

Corso di microbiologia e igiene nellindustria alimentare. Sociale/ Economica


Lobiettivo del corso di acquisire una conoscenza teorica e
pratica per identificare i rischi microbiologici degli alimenti e
applicare tecniche analitiche per assicurarne la qualit.

Qualit/
Certificazione

Centro
Tecnologico

Afnor certification

Non specificato.

Ente di Formazione

CRITT

28

Innovazione

ALTRI SEGMENTI
I corsi indicati in Altri segmenti, Tabella 3.7,
si riferiscono soprattutto alla dimensione
economica della sostenibilit.
QUALIT/CERTFICATIOZIONI
Qualit e certificazioni sono temi di svariati
corsi di formazione, come specificati nella
Tabella 3.8. Per maggiori approfondimenti su
questo argomento si pu fare riferimento al
Capitolo 6 Qualit e consumo.

3.5 Leggi, regolamenti e politiche


a supporto dellinnovazione
nellarea MED
Nelle normative elencate in Tabella 3.9
la sostenibilit non sempre menzionata
esplicitamente.

Tabella 3.9 - Normativa in materia di sostenibilit e innovazione


Partner

Riferimenti/Istituzioni/Livello territoriale

Descrizione

VALENCIA

Risoluzione 72/2011 del 10 giugno. Sistema


informativo per la sicurezza alimentare
Istituzione: Ministero della salute della comunit
Valenciana
Livello territoriale: Regionale

Lobiettivo della risoluzione quello di fornire uno strumento adeguato alla cosiddetta Food
Safety. Information System (SISA in spagnolo) per il miglioramento della sostenibilit sociale
delle filiere alimentari Valenziane. Tale sistema stato creato per identificare i principali rischi
della filiera alimentare, per evitare tali rischi e reagire in modo pi coordinato in caso di una
possibile emergenza alimentare. E applicabile a tutte le fasi della filiera alimentare Valenziana
(dalle fasi di produzione fino al consumo finale dei prodotti).

CRITT

Educazione allambiente e allo sviluppo sostenibile


Istituzione: Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Livello territoriale: Regionale

La Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha stabilito tre obiettivi:


promuovere il tema dello sviluppo sostenibile nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra,
attraverso la formazione e linformazione agli abitanti e agli operatori del territorio,
stimolare il cambiamento di comportamento nella vita privata e professionale,

CRITT

Supporto alle aziende (Contratto del progetto StatoRegione-Ademe)


Istituzione: Regione Provenza-Alpi Costa Azzurra
e ADEME
Livello territoriale: Regionale

Due bandi per progetti volti ad supportare le aziende a creare un approccio volto alla gestione
energetica:
un bando diviso in due parti per progetti di efficienza energetica: impiantare un sistema di
gestione dellenergia, investire in tecniche e attrezzature,
un bando per progetti su servizi innovativi finalizzati a supportare nuovi sistemi di controllo dellenergia nelle Piccole e Medie Imprese.

ERVET

Interventi per lo sviluppo dei sistemi di qualit nel


settore agroalimentare (legge regionale Nr. 28/98)
Istituzione: Regione Emilia-Romagna
Livello Territoriale: Regionale

Provvedimento

No. di progetti

Incentivi ()

Ricerca pre-competitiva

18

600.000

Gestione dei futuri bisogni di ricerca,


ricerche di interesse generale,
divulgazione dei risultati

16

1.820.000

Sviluppo di progetti

n/a

2.445.000

Progetti strategici

n/a

2.076.000

Piano di sviluppo rurale della regione


Emilia-Romagna 2007-2013
Istituzione: Regione Emilia-Romagna
Livello territoriale: Regionale

Provvedimento

No. di progetti

Incentivi ()

Misura 124 - Cooperazione per lo


sviluppo di nuovi prodotti, processi
e tecnologie nel settore agricolo,
alimentare e forestale

42

4.793.754

FORTH

Consiglio regionale per linnovazione di Creta


Istituzione: Regione di Creta
Livello Territoriale: Regionale

Nel 2011 la regione di Creta ha costituito il Consiglio Regionale per linnovazione di Creta
(RIC). RIC opera come un gruppo di esperti e organo consultivo del Consiglio Regionale sui
temi dellinnovazione e dello sviluppo. RIC stabilisce gruppi di lavoro per offrire supporto e
nuove idee in diversi aspetti delleconomia locale. Il gruppo di lavoro del settore agroalimentare, attivo dal marzo 2011, occupa pi di 100 persone dellAccademia, del commercio e della
Pubblica Amministrazione.

ADRAL

PRODER - Programa de Desenvolvimento Rural


Istituzione: Ministero dellAgricoltura, Mare,
Ambiente e Pianificazione Territoriale
Livello Territoriale: Nazionale

Lasse 4 del Programma - Conoscenze e Competenze - integra tre provvedimenti. Il provvedimento Cooperazione per lInnovazione promuove ladozione di nuovi prodotti, processi e
tecnologie, ladattamento di processi e tecnologie e ne testa lapplicabilit. I beneficiari sono
Istituzioni pubbliche o private, che instaurano tra loro accordi di collaborazione.

MURCIA

Programmi per il trasferimento tecnologico


al settore rurale ed agroalimentare
Istituzione: Ministero regionale per lagricoltura
e lacqua
Livello Territoriale: Regionale

Il Ministero regionale per lagricoltura e lacqua promuove dei programmi di collaborazione


per il trasferimento tecnologico al settore rurale ed agroalimentare.

ERVET

29

3.6 Rassegna bibliografica


Nella ricerca bibliografica prodotta dai partner del progetto PACMAn, sono stati identificati 4 riferimenti riguardanti linnovazione
e la sostenibilit del sistema agroalimentare
in area MED. I temi principali sono:
green economy (incluso il settore agroalimentare) e aspetti tecnologici,
capacit di innovazione per uno sviluppo
sostenibile (Cipro),
valutazione dellimpatto ambientale,
adozione dei risultati di ricerca da parte
dellindustria agroalimentare (riferimento
progetto RAF-REGIONS).

Rassegna bibliografica
Titolo

Autore/Data/
Riferimenti

Green Economy - Scenari ASTER (Rete alta


tecnologici per lEmilia- tecnologia dellEmiliaRomagna
Romagna), 2012

La struttura delle
organizzazioni MED e
il rafforzamento delle
capacit di innovazione
per uno sviluppo
sostenibile
(MEDOSSIC)

Descrizione

http://www.aster.
it/tiki-index.
php?page=Scenari#tab1

Il documento non si concentra solamente sullindustria alimentare ma identifica le principali aree strategiche per lo
sviluppo della Green Economy nella regione. La White Biotechnology uno dei temi legato allagroalimentare che
riguarda i biomateriali funzionali alla riduzione di impatto ambientale e le bioraffinerie. Grazie a queste tecnologie
si supera il limite relativo a una destinazione puramente energetica delle colture non alimentari, proponendo un
impiego potenzialmente integrale della biomassa vegetale come base per la produzione di molecole chimiche a
ridotto impatto ambientale. Alcune aziende citate: Caviro (Faenza), Unigra (Conselice).

Georgia Piligotsi,
Loukis Tapakis, 2009

Il rapporto fornisce una visione sulle strutture ambientali europee e nazionali e le politiche adottate a Cipro circa la
promozione di tecnologie per l eco-innovazione e ladozione di pratiche rispettose dellambiente per le imprese.

www.medossic.eu

Alcune cifre sono promettenti per quanto riguarda la crescita delleco-innovazione in tutta lisola - da un sondaggio sullinnovazione del Servizio Statistico di Cipro - per il fatto che: a) il 38% delle imprese recensite (468 imprese) hanno introdotto nel periodo 2004-2007 una innovazione con un effetto significativo nel ridurre limpatto
ambientale e migliorare la salute e la sicurezza, b) il 20% delle imprese recensite (246 imprese) ha introdotto una
innovazione, con un effetto significativo nel ridurre i materiali e il consumo di energia per unit prodotta.
Tuttavia, le misure a sostegno alle politiche per la eco-innovazione a Cipro si basano quasi esclusivamente su fondi
europei.
I principali punti deboli del sistema di eco-innovazione di Cipro riguardano:
la mancanza di canali di comunicazione tra domanda (le imprese) e offerta (le universit) per leco-innovazione,
lassenza di un sistema organizzato per il sostegno delleco-innovazione e il trasferimento delle tecnologie ambientali,
la gamma relativamente limitata di meccanismi finanziari a sostegno dello sviluppo di eco-innovazione nelle
Piccole e Medie Imprese.

Revisione di studi che


applicano metodi di
valutazione dellimpatto
ambientale sui sistemi di
produzione della frutta

Alexandros
Gasparatos, Mohamed
El-Haram, Malcolm
Horner, 2011

Analisi, sviluppo e
implementazione delle
agende di ricerca dei
Clusters regionali,
Analisi SWOT sulla
capacit di R&S del
sistema agroalimentare
regionale (RAF-Regions)

Annamaria Fiore,
Nikos Giannoulidis,
Gergana Kaloyanova,
Lubov Trenkova, 2009
n.d.

Nel documento la Regione della Macedonia Centrale (GR) mostra il proprio potenziale regionale di ricerca e innovazione, suggerendo misure per la valorizzazione. A tal fine, sono identificati i punti di forza e di debolezza,
nonch le opportunit e i rischi, riguardanti lo sviluppo e il trasferimento delle conoscenze e della ricerca relativamente alla filiera agroalimentare.

Sistemi ortofrutticoli
sostenibili nella
Provincia di Parma

Maggio A., Testolin R.,


Gianquinto G., 2011

La sostenibilit dei sistemi di produzione agricola un tema ricorrente nel dibattito pubblico, strettamente legato
alluso efficiente delle risorse e ai principi di risparmio energetico. Un rendimento superiore con un input inferiore
il paradigma che ci guider negli anni a venire. Ci richieder inevitabilmente uno sforzo congiunto di diversi attori
nei settori della ricerca, della produzione e della politica. In questo scenario la ricerca ha un ruolo fondamentale in
quanto lunico strumento che pu generare un flusso continuo di informazioni che, a breve, medio e lungo termine
potrebbero contribuire efficacemente a definire sistemi di produzione innovativi, pi efficienti e con un ridotto impatto ambientale. Nellarticolo alcuni aspetti della sostenibilit nei sistemi orticoli sono presentati con una particolare
attenzione a tecnologie gi collaudate, alla produzione in ambienti salini e a strategie di miglioramento genetico per
incrementare lefficienza duso delle risorse da parte delle colture.

Giornale della gestione


ambientale, Volume 92,
Argomento 10, Pagine
2277-2286.

European Journal of
Agronomy, Volume 32,
Argomenti 1, Pagine
59-72

Larticolo passa in rassegna gli studi che valutano la sostenibilit ambientale o limpatto della produzione di frutta
in condizioni differenti e individua gli aspetti di importanza ambientale per la produzione frutticola. Vengono
valutati quattro metodi di valutazione ambientale per i sistemi di produzione della frutta: la valutazione del Ciclo
di Vita, lAnalisi dellImpronta Ecologica, lAnalisi Energetica e il Bilancio energetico. Queste applicazioni si differenziano rispetto allobiettivo generale, linsieme di problematiche ambientali considerate, la definizione dei confini
del sistema e degli algoritmi di calcolo. A causa della alta variabilit degli approcci, nessun metodo risultato
migliore degli altri, tuttavia, si fanno osservazioni su metodologie e suggeri-menti per la standardizzazione e si
evidenziano gli oneri ambientali del settore della frutta.

30

Innovazione

3.7 Raccomandazioni finali


Le seguenti raccomandazioni intendono evidenziare le buone pratiche che coinvolgono
universit, laboratori, altri organismi pubblici
e privati di R&S (di seguito indicati come comunit scientifica) e le industrie alimentari.
Un miglioramento delle infrastrutture a servizio e supporto delle attivit di R&S, in un contesto di basso livello di investimenti in R&S nel
settore alimentare europeo, nelle aspettative di Kilkis (GR) - che rileva una scarsa quantit dei risultati della ricerca, del comparto
degli imballaggi alimentari in Emilia-Romagna
- che lamenta una limitata redditivit e capacit d investire in ricerca e sviluppo a causa di
strategie basate su prezzi bassi piuttosto che
sulla qualit. Scarsi investimenti in R&S sono
testimoniati anche da Murcia nella lavorazione e conservazione di frutta e verdura, di
succhi, macchine dellindustria alimentare.
Le raccomandazioni comportano una serie
di obiettivi, tra cui:
fornire strumenti per il trasferimento tecnologico,
fornire formazione continua ai professionisti del settore,
promuovere la collaborazione nella ricerca.
Promuovere la ricerca a livello
transnazionale attraverso la
cooperazione tra attori
Perch seguire questa raccomandazione

Gli strumenti per il trasferimento delle conoscenze hanno lo scopo di migliorare la


collaborazione e lo sfruttamento dei risultati
della ricerca e il loro assorbimento da parte
delle aziende.

inoltre per accrescere lo scambio di conoscenza e di buone pratiche fra i membri ed


sostenuta dalla Commissione Europea. Maggiori informazioni allindirizzo:
www.protoneurope.org.

Le aziende sono scarsamente collegate agli


comunit scientifica, come riportato da Kilkis
(GR) e Ervet (IT). stato riconosciuto che una
collaborazione tra le imprese e la comunit
scientifica contribuisce a: orientare la ricerca
e la formazione verso specifici bisogni delle
imprese, portare competenze a supporto
delle attivit di trasferimento tecnologico,
introdurre approcci orientati allinnovazione.

Il Catalogo della ricerca, elaborato da Aster


il consorzio tra Regione Emilia-Romagna,
Universit, Enti di ricerca e Associazioni di
categoria - mette a sistema tutte le risorse
della Rete Alta Tecnologia e le aggrega in sei
piattaforme, in base ai settori che caratterizzano leconomia regionale. Attraverso il
catalogo possibile fare una ricerca sui prodotti e servizi forniti da laboratori HTN (High
Technology Network) e specificamente
sullimballaggio (Piattaforma agroalimentare).Maggiori informazioni allindirizzo:
http://www.aster.it/tiki-index.
php?page=Catalogo_ALI_en.

In questi ultimi anni molti istituti di ricerca europei hanno istituito uffici per il trasferimento
tecnologico con lobiettivo di migliorare la collaborazione e lo sfruttamento dei risultati della
ricerca e il loro utilizzo da parte delle imprese.
La rete Enterprise Europe Network ha creato
una banca dati di tecnologie allavanguardia
che contiene pi di 23.000 profili. La rete riunisce applicazioni di ricerca e commerciali.
Maggiori informazioni allindirizzo:
http://een.ec.europa.eu/services/technology-transfer.
PROTON Europa, la rete Europea degli uffici di trasferimento tecnologico delle universit e degli organismi di ricerca pubblici.
Essa mira ad accrescere gli standard professionali generali di chi opera in questo campo
e a valorizzare i risultati della ricerca. Opera

31

FORNIRE ATTIVIT DI FORMAZIONE


PROFESSIONALE CONTINUA
Perch seguire questa raccomandazione
Lo sviluppo di infrastrutture di R&S e risorse
umane qualificate il presupposto per politiche per linnovazione di successo.
Lidea di uno sviluppo professionale continuo
viene messa in pratica in un numero limitato
di paesi e spesso insufficiente rispetto alla
domanda. Il successo del trasferimento di tecnologia dipende in larga misura dalle capacit
e dalle competenze del personale coinvolto.
Per favorire le interazioni tra la comunit di ri-

cerca e le aziende il personale deve essere preparato al trasferimento delle conoscenze e


deve avere competenze di base sul business,
oltre a unampia gamma di competenze che
gli permettano di svolgere i propri compiti in
modo efficace. Tuttavia, spesso, personale
relativamente inesperto ricopre tali posizioni, come dichiarato da Murcia per la lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi,
macchinari per lindustria alimentare, i problemi di ricambio generazionale influenzano
negativamente ladozione di nuove tecnologie pi sostenibili e la professionalizzazione
del settore.
Il Progetto PACMAn ha identificato diversi
corsi di formazione legati alla sostenibilit
che sono stati organizzati per aree tematiche e settori.
Promuovere la ricerca a livello
transnazionale attraverso la
cooperazione tra attori
Perch seguire questa raccomandazione
Attraverso la cooperazione internazionale
tra gli attori economici, le autorit pubbliche
e la comunit di ricerca impegnati sui temi
dellinnovazione, PACMAn fornisce soluzioni innovative alle criticit e input per lelaborazione di modelli e strategie a sostegno
dellespansione del settore agroalimentare a
livello internazionale.

R&S, secondo i risultati globali del sondaggio


effettuato da PACMAn (vedi Paragrafo 3.2
Risultati dellinnovazione) la collaborazione
in materia di attivit R&S una formula diffusa tra imprese innovative e il 70% (47%
degli intervistati) ha dichiarato di aver collaborato con altri enti per esercitare le proprie
attivit di R&S.
La limitata capacit di cooperazione su tecnologie comuni e su come affrontare i mercati esteri pu impedire lespansione del settore agroalimentare a livello internazionale.
La risoluzione al problema pu essere supportata dal Database di Progetto, che facilita
lo scambio transnazionale di conoscenze, informazioni e contatti. Il database di PACMAn
(Azione 3.4) contiene oltre 400 profili di
imprese, centri di ricerca, enti di formazione,
enti pubblici, associazioni di categoria, centri di consulenza, e viene aggiornato regolarmente con nuovi profili.
Il database permette di verificare la fattibilit
della collaborazione transnazionale allinterno di alcuni dei paesi partner di progetto.
Per consultare il database:
http://agrofood.gnomon.com.gr/web/
guest/home.

Anche se le aziende hanno normalmente


scarsa attitudine a collaborare in attivit di

32

Innovazione

33

04
Gestione delle risorse

ciclo di vita, impronta ambientale, gestione dei rifiuti,


imballaggio sostenibile, risorse umane

Gestione delle risorse

4.1 Criticit rilevate riguardanti


la sostenibilit e la gestione delle
risorse

PARMA, filiera del pomodoro. Uso di fertilizzanti e fitofarmaci. Utilizzo di energia da


fonti non rinnovabili per il funzionamento
delle macchine.

OTTIMIZZAZIONE DELLE MATERIE PRIME


E DELLE RISORSE
CUT, industria lattiero-casearia e prodotti
frutticoli. Selezione di materie prime prodotte in modo sostenibile (fino a che punto
le PMI agroalimentari fanno uso di materie
prime locali?)
PARMA, filiera del pomodoro. Utilizzo di
acqua per lirrigazione; conservazione della
fertilit del suolo.

Le suddette criticit, individuate nei settori


scelti dai partner PACMAn, sono territorializzate nella Tabella 4.1

CRITT, pasta e biscotti, olio e grassi, ortofrutticoli. Mancanza di normativa per lo sviluppo sostenibile delle industrie agroalimentari e conseguente scarso coinvolgimento
delle aziende.

4.2 LCA:
Valuatione del Ciclo di Vita

Kilkis, coltivazione di cereali. necessaria la


prosecuzione delle opere di infrastrutturazione
nelle zone rurali, con azioni dirette alla riduzione dei costi e alla protezione dellambiente.

INFO MURCIA, lavorazione e conservazione


di frutta e ortaggi, produzione di succhi,
macchinari per lindustria alimentare. Scarsit di alcune risorse chiave per la produzione, come ad esempio lacqua e la manodopera qualificata.

GESTIONE DEI RIFIUTI


ERVET, packaging. La mancanza di educazione e informazione ai consumatori sulla
gestione sostenibile dei rifiuti e sulla raccolta
differenziata influenza le strategie di sviluppo e i relativi esiti.

INFO MURCIA, lavorazione e conservazione


di frutta e verdura, produzione di succhi,
macchinari per lindustria alimentare. Basso
livello di collaborazione tra le imprese a diversi livelli della filiera alimentare, che impedisce di condividere le risorse o di sviluppare
attivit pi efficienti e sostenibili.

CUT, Industria lattiero-casearia e prodotti


frutticoli. I trasformatori di prodotti ortofrutticoli tradizionali non hanno sviluppato
un metodo sostenibile di smaltimento dei
rifiuti, con conseguente sovraccarico dei sistemi locali di gestione dei rifiuti.

IMPATTO AMBIENTALE
CUT, industria lattiero-casearia e prodotti
frutticoli. Emissioni di CO2 durante il processo di distribuzione; misura dellimpatto
ambientale.

CUT, industria lattiero-casearia e prodotti


frutticoli. Integrazione degli immigrati nel
contesto agroalimentare locale.

DEFINIZIONE DI LCA
La valutazione del ciclo di vita di prodotto,
traduzione italiana di Life Cycle Assessment
(LCA), nata per aiutare a quantificare, interpretare e valutare gli impatti ambientali di
uno specifico prodotto o servizio dalla culla
alla tomba. Il riferimento normativo internazionale per lesecuzione degli studi di LCA
rappresentato dalle norme ISO della serie
14040 (UNI EN ISO 14040:2006 e UNI EN
ISO 14044:2006). La norma definisce lAnalisi del Ciclo di Vita (LCA) come una tecnica
per valutare gli aspetti ambientali e gli impatti
potenziali associati ad un prodotto o un servizio attraverso: la raccolta di un inventario
degli input e output rilevanti per il sistema,
la valutazione dei potenziali impatti ambientali associati a questi input e output, linterpretazione dei risultati delle fasi di analisi e
valutazione dellimpatto secondo gli obiettivi dello studio. Le norme ISO identificano
quattro fasi per lo svolgimento di una LCA
(Figura 4.1).

GESTIONE DELLE RISORSE UMANE


Kilkis, coltivazione di cereali. Le restrizioni
imposte dalla politica agricola comune (PAC)
comportano criticit a livello di formazione
del capitale umano e dotazione finanaziaria
necessaria alla ristrutturazione del settore.

Tabella 4.1 - Identificazione delle principali criticit


Segmenti selezionati

Territori
Emilia-Romagna

Parma

Cipro

Regione PACA

Murcia

Alentejo

Kilkis

Industria lattiero-casearia e prodotti frutticoli


Imballaggio

Frutta e verdura
(produzione, lavorazione e conservazione)

Coltivazione di cereali

Pasta e biscotti, oli e grassi, frutta e verdura


Filiera del pomodoro

Ottimizzazione di materie prime e risorse.


Impatto ambientale.
Gestione dei rifiuti.
Gestione delle risorse umane.

35

Un definizione simile fornita dalla United


States Environmental Protection Agency,
che definisce la Valutazione del Ciclo di Vita
come una tecnologia per valutare gli aspetti
ambientali e i potenziali impatti associati ad
un prodotto, processo o servizio.
QUALI BISOGNI
Lesecuzione di una LCA convenzionale pu
essere onerosa a seconda del tempo e delle
risorse impiegate, in base alla disponibilit e
qualit dei dati. I risultati di LCA devono essere conformi ai requisiti previsti dalle norme
ISO 14040 e 14044, indipendentemente
dallo strumento e base dati utilizzati.
PERCH FARE UNA LCA
LCA unanalisi globale degli impatti ambientali di un prodotto durante il suo intero
ciclo di vita, dallestrazione delle materie
prime alla fabbricazione, confezionamento,
trasporto e uso, fino allo smaltimento dei rifiuti. utile per quantificare limpiego delle
risorse consumate (input come energia,
materie prime, acqua) e le relative emissioni
ambientali (output su aria, acqua e suolo),
valutandone il rischio, perch il reale impatto
di queste emissioni dipende da quando, dove
e come vengono rilasciate nellambiente.
Si tratta di uno strumento di supporto decisionale che fornisce ai progettisti un feedback
sullimpatto ambientale delle decisioni prese
nel processo produttivo. Viene utilizzato, ad
esempio, per prendere decisioni strategiche

nella progettazione o nel migliormento di


prodotti e processi, nella gestione della filiera
e delle forniture. La LCA pu essere utilizzata
per comparare alternative o fornire soluzioni
ad un problema specifico.
Un buon risultato di LCA fondamentale
per raggiungere lEconomia del Ciclo di Vita.
Lintegrazione di questo principio con pratiche di gestione tradizionali porta al concetto
di Life Cycle Thinking (LCT).
LCA viene inoltre usato per studiare le strategie di mercato, politiche e regolamenti. LUnione Europea ha accettato la LCA come metodologia di riferimento e ha incluso aspetti del
LCT nel 6 Programma di Azione Ambientale.
DUE APPROCCI PRINCIPALI
LCA pu essere eseguita su diversi livelli a
seconda del tipo di domande poste, dello
scopo dello studio o dello stato di sviluppo di
un nuovo prodotto. Esistono due differenti
categorie di LCA in termini di livello di dettaglio: LCA semplificata (streamlined), LCA
dettagliata o completa (convenzionale).
Gli strumenti di LCA possono essere divisi in
due classi principali: software LCA convenzionali altamente flessibili e strumenti ad-hoc per
la progettazione ecocompatibile, aventi un minor grado di flessibilit (Tabelle 4.2, 4.3).
STRUMENTI CONVENZIONALI LCA
Le LCA Convenzionali vengono effettuate
utilizzando pacchetti software tradizionali

coi quali lutente segue la procedura completa di: definizione di finalit e obiettivi,
valutazione dellinventario, valutazione di
impatto e interpretazione.
Gli strumenti di LCA convenzionale consentono una certa flessibilit che comporta
per alcuni svantaggi. Richiede infatti una
notevole esperienza, laboriosa e costosa.
E utilizzabile da aziende con prodotti che
non subiscono frequenti modifiche, non
invece efficace per i beni di largo consumo,
dove la valutazione sistematica del prodotto
avrebbe costi troppo elevati. Allo stesso
modo non una soluzione economicamente
conveniente per le Piccole e Medie Imprese.
Inoltre, il tempo richiesto per completare
uno studio di LCA Convenzionale tale che i
risultati sono spesso ottenuti al termine dello
sviluppo, quando il prodotto ormai pronto
per essere immesso sul mercato.
Questi alcuni esempi di software.
GaBi 4.3
Sviluppato da Institute for Polymer Testing and
Polymer Science - www.gabi-software.com.
GaBi modella ogni elemento di un prodotto
o di un sistema dal punto di vista del ciclo di
vita, aiutando le aziende a prendere le migliori decisioni sulla progettazione di qualunque prodotto, che sia un fiammifero, un cellulare o un aeroporto. Fornisce un database
di contenuti facilmente accessibili, specificando lenergia e limpatto ambientale con-

Figura 4.1 - Le quattro fasi dellLCA


Interpretazione
Consiste nellinterpretazione dei risultati delle fasi di inventario e di valutazione degli impatti ambientali, anche mediante considerazioni e analisi
aggiuntive come, per esempio, il confronto rispetto ai possibili diversi scenari di fine vita dei prodotti analizzati.

Obiettivi e definizione dellambito

Analisi dellinventario

Valutazione degli impatti

Obiettivo e ambito di applicazione. Dopo


aver definito il prodotto o servizio da valutare viene scelta ununit funzionale di
confronto e precisato il necessario livello di
dettaglio.

Inventario del ciclo di vita (LCI). Scopo di


questa fase quello di evidenziare tutti i
flussi di input e output riferibili alle diverse
fasi relative al prodotto. E in questo secondo
step che vengono contabilizzati i flussi delle
materie prime, delle emissioni e delle loro
componenti.

Consiste nella valutazione della significativit degli impatti ambientali potenziali, associati ai dati derivanti dalla fase di inventario.
In questo step dovrebbero essere valutati gli
effetti sulla salute e sullambiente causati da
un prodotto nel corso del suo ciclo di vita.

36

Gestione delle risorse

nessi al reperimento di ogni input. Esamina


inoltre limpatto sullambiente e propone
opzioni alternative per la produzione, la distribuzione, la riciclabilit e la sostenibilit.
SimaPro 7.3
Sviluppato da Pre Product Ecology Consultants - www.simapro.es.
SimaPro uno strumento professionale per
calcolare limpatto ambientale, sociale ed
economico associato a un prodotto o servizio, attraverso il suo intero ciclo di vita, con
applicazioni, fra le altre, nelleco-design,
nello sviluppo di etichette ecologiche e nel
calcolo dellimpronta di carbonio o idrica.
AGROLCA Manager
Sviluppato da: Instituto Vasco de Investigacin y Desarrollo Agrario NeikerTecnalia http://www.agrolcamanager.com.
AGROLCA Manager monitora ogni stadio
della catena del valore del prodotto e stima
il potenziale impatto ambientale, permettendo cos la messa in atto di strategie per la
riduzione. Gli strumenti di AGROLCA manager vengono adattati alle caratteristche del
settore di riferimento, con particolare attenzione alle tematiche ambientali e alle caratteristiche di ogni singola azienda, considerando
sia la sua situazione ambientale sia il suo livello
di conformit alle normative.
STRUMENTI DI ECODESIGN
Strumenti basati sulla LCA semplificata che

rendono accessibile lanalisi del ciclo di vita ai


non esperti, permettendo una rapida valutazione delle conseguenze sullambiente delle
decisioni di design gi allo stadio di progettazione (prevenzione).
Vari strumenti specifici sono stati sviluppati
o sono in corso di sviluppo e sono a disposizione del pubblico. Tali strumenti hanno lo
scopo di preservare lintegrit del metodo
LCA evidenziando gli impatti ambientali in
ogni fase del ciclo di vita in maniera pi rapida ed economica. Ci che accomuna questi strumenti, anche chiamati strumenti di
progettazione ecocompatibile, che molte
delle fasi della LCA che richiederebbero
competenze elevate sono state pre-definite
per lutente; linterfaccia emula il processo di
sviluppo e necessita di un operatore qualificato solo per linserimento degli input con i
quali loperatore lavora quotidianamente.
In genere gli strumenti di ecodesgin hanno
caratteristiche predefinite: unit funzionale,
confini del sistema, inventario di materiali
e processi, operazioni di recupero e smaltimento, metodi di valutazione dellimpatto.
Nonostante richiedano lo stesso livello di
competenza rispetto allinterpretazione dei
risultati, il vantaggio degli strumenti di ecodesign la loro relativa semplicit, la facilit
duso e la velocit di valutazione. Lo svantaggio che risultano meno precisi e affidabili
di un LCA completo generato con software
convenzionali.

alcuni esempi
Eco Tool CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi)
http://www.ecotoolconai.org/,
permette alle aziende associate che intendono partecipare al Dossier Prevenzione
di valutare lefficienza ambientale (eco-efficienza) del loro packaging, attraverso un
confronto tra limpatto ambientale prima e
dopo gli interventi adottati. Lo strumento
si basa sul concetto da culla a culla e permette di calcolare, attraverso una LCA semplificata, gli effetti delle azioni preventive
attuate dalle aziende sugli imballaggi.
BEE, valutazione del bilancio ambientale
degli imballaggi http://bee.ecoemballages.
fr/, uno strumento semplificato proposto
da Ecoemballages (FR), ispirato ai principi
della LCA per valutare limpatto ambientale
di un imballaggio. Lo strumento permette
di individuare le leve di ottimizzazione e di
confrontare, dal punto di vista ambientale,
pi soluzioni di packaging. La progettazione
tiene conto delle principali fasi del ciclo di
vita, e limpatto sullambiente di un ampio
numero di materiali e tipi di imballaggio.
La progettazione pu essere fatta con dati
rappresentativi di un imballaggio standard,
oppure utilizzando dati specifici. Lergonomia dello strumento facilita luso da parte di
persone non specializzate su LCA.
ADEME, Le Bilan Produit http://www.
ademe.fr/internet/bilan_produit/login.asp.
Un prodotto progettato da ADEME per con-

Tabella 4.2 - Pro e contro dellanalisi LCA convenzionale e semplificata


Tipi di LCA

Punti di forza

Punti di debolezza

Applicazioni

Ecodesign (LCA
semplificata)

Rapido, a basso costo, coerente, pu


essere utilizzato dai non esperti

Bassa flessibilit

Processi di progettazione, informazioni ambientali,


adatti per i non esperti in un processo ben inquadrato

Convenzionale

Robusto, flessibile, pu sostenere


affermazioni di marketing dopo una
revisione esterna

Pi costoso e lungo, richiede conoscenze specifiche

Nessuna capacit di cogliere le specificit


Limitata possibilit di sostenere rivendicazioni ambientali

Valutazione interna del prodotto e confronto con le


alternative
Supporto alle campagne marketing per limpatto
ambientale di un prodotto

Fonte: The consumer goods forum (2011), Global Protocol on Packaging Sustainability 2.0

Tabella 4.3 - Applicazioni LCA


Perch LCA (applicazioni)
Confronto
Per avere dati scientifici per il benchmarking (interno o esterno)

R&S
Per identificare problemi specifici (conseguenze inattese?)

Comunicazione
Per fornire informazioni affidabili per supportare la comunicazione ambientale

Simulazione e Ecodesign
Per sostenere i cambiamenti dei processi produttivi o ladempimento delle regolamentazioni

37

sentire alle aziende di stimare facilmente,


rapidamente e in modo autonomo limpatto
ambientale dei loro prodotti. Destinato in
particolare alle PMI, questo strumento
stato realizzato in collaborazione con lUniversit di Cergy-Pontoise e il Centro Ecoinvent. Permette di progettare il prodotto in
modo semplice, tenendo conto delle principali fasi del suo ciclo di vita: i materiali che
lo compongono, i processi di produzione,
i mezzi di trasporto, le fonti di energia. La
stima degli impatti riguarda otto indicatori
e permette di confrontare varie simulazioni
per lo stesso prodotto.
Ecoinvent data v2.2 http://www.ecoinvent.
org/. Il Centro Ecoinvent offre una valutazione di livello internazionale orientata allanalisi e alla gestione del ciclo di vita (LCA/
LCM - Life Cycle Assessment/Management).
Ecoinvent data v2.2 incluso nei principali
strumenti software di LCA, nonch in vari
strumenti di eco-design per ledilizia e la costruzione, la gestione dei rifiuti o il design di
prodotto.
ESPERIENZE LCA
ADEME, studio per una metodologia di LCA
semplificata adattato a Bioproducts http://
www2.ademe.fr/servlet/getDoc?sort=-1&ci
d=96&m=3&id=69583&ref=12441&nocac
he=yes&p1=111. ADEME (agenzia francese
per lambiente e lenergia) ha commissionato
uno studio per lo sviluppo di un quadro metodologico per valutare gli impatti ambien-

tali dei bioproducts. Questo progetto ha


dimostrato come alcune metodologie debbano essere specificate in funzione dellobiettivo del LCA: eco-design, etichettatura
ambientale o LCA comparativa.
ADEME, Agri-BALYSE www.ademe.fr ha avviato, allinizio del 2010, un programma di ricerca denominato Agri-BALYSE mirato alla creazione di una banca dati per la valutazione del
ciclo di vita dei prodotti di unazienda agricola.
Il programma copriva 27 prodotti vegetali (65
referenze), 20 prodotti di origine animale (46
referenze) e 3 prodotti dimportazione, per un
totale di 114 inventari del ciclo di vita.
THE ITERG, Institut des Corps Gras http://
www.iterg.fr/, ha realizzato una valutazione
del ciclo di vita per lolio di colza e lolio di
girasole prodotti in Francia. Lintero ciclo di
vita dellolio stato stimato, partendo dalla
produzione di semi oleosi fino allo smaltimento degli imballi (bottiglie). Lattenzione
stata posta sulla valutazione degli impatti
dei processi di produzione.
ALCUBILLA 2000, carbon footprint from
Luque ecologic olive oil http://www.alcubilla2000.com/en/environment.html.
LAssociazione Alcubilla 2000, SL, ha avviato
un progetto volto a misurare limpronta di
carbonio in diversi prodotti alimentari. Con
questo strumento Alcubilla 2000 S.L. ha confrontato limpatto ambientale di Luque Organic Olive Oil con altri oli doliva (non biologici).
Questa iniziativa decisamente pionieristica in

38

Spagna, considerando che lo strumento di misura delle emissioni stato adattato a uno specifico prodotto agricolo. Lo strumento si basa
sul protocollo PAS 2050 (norma generale, al
momento, utilizzata da alcune aziende) e permette anche ad altri soggetti interessati allolio
di oliva di calcolare limpronta di carbonio dei
propri processi/prodotti.
The AQUA project http://www.life-aqua.eu.
Il progetto AQUA si propone di innovare i
processi produttivi del settore agroalimentare per ridurre il consumo di acqua e di rifiuti. In particolare il progetto intende:
valutare le migliori pratiche internazionali
in materia di gestione efficiente e riutilizzo dellacqua, analisi e quantificazione
dei benefici in termini di risultati economici e ambientali,
mettere a punto un kit per il risparmio
idrico da diffondere tra le imprese,
coinvolgere le aziende del settore agroalimentare, attraverso un gruppo di esperti e
leffettiva implementazione e test del kit
nei loro sistemi.
LC-IMPACT, sviluppo e applicazione di metodi di valutazione del ciclo di vita per una
migliore caratterizzazione delle tecnologie
per la sostenibilit http://www.irta.cat/
en-us/RIT/Projectes/pages/ProjectDisplayPage.aspx?UrlCode=663. Il Centro di Ricerca
IRTA ha condotto un progetto con lobiettivo di sviluppare lo strumento LC-IMPACT.
Le principali applicazioni in ambito LCA sono

Gestione delle risorse

nel campo della caratterizzazione di sistemi


di produzione, individuazione di azioni di
miglioramento, impronta di carbonio, ecodesign dei prodotti, eco-etichettatura, dichiarazione ambientale di prodotto, ecc.
Life Cycle Assessment (LCA) come strumento di supporto decisionale (Decision Support Tool, DST) per il marchio di qualit dellolio doliva http://
ec.europa.eu/environment/life/project/
Projects/index.cfm? fuseaction=home.
showFile&rep=file&fil=Ecoil_guidelines2.
pdf. Il progetto si propone di sviluppare uno
strumento di supporto alle decisioni (Decision Support Tool, DST) per ladozione di
processi sostenibili nella produzione dellolio
di oliva, per promuovere la produzione ecoefficiente in tre principali aree di produzione:
Voukolies (Grecia), Lythrodontas (Cipro) e
Teruel (Spagna). L obiettivo sar raggiunto
attraverso lanalisi del ciclo di vita.

analisis-de-ciclo-de-vida-acv/141-analisis-deciclo-de-vida-del-vino-de-crianza-doc-rioja.
Liniziativa fa riferimento a un progetto locale
circa luso di LCA per valutare limpatto ambientale di una produzione di vino a La Rioja,
Spagna. Il progetto stato realizzato nel corso
del 2005, partendo dalla coltivazione delluva
fino alla consumazione del vino. Gli obiettivi
del progetto sono stati: applicare LCA come
strumento per la definizione di strategie ambientali; istruire attori chiave locali (agricoltori,
produttori di vino, enti pubblici).

Analisi del ciclo di vita, casi di studio di gas


serra nelle cooperative agroalimentari spagnole
http://www.uco.es/ceiA3/images/
stories/pdf/cultura_cientifica/Informe_proyecto_huella_de_carbono_final_protegido.
pdf. Il progetto ha lo scopo di misurare limpatto ambientale sotto forma di il bilancio delle
emissioni di gas serra di prodotti agroalimentari
di 18 cooperative operanti in diversi settori: cerealicolo, ortofrutticolo, lattiero-caseario.
LCA nella produzione di vino rosso http://unescochair.esci.es/es/proyectos-por-tematica/

39

4.3 Leggi e regolamenti/Politiche


di sostegno della sostenibilit
e della gestione delle risorse
nellArea MED
Il quadro normativo, riportato in Tabella 4.4, riguarda la sostenibilit e la gestione delle risorse
come identificato dalla partnership PACMAn.

Tabella 4.4 - Sostegno alle politiche di sostenibilit e di gestione delle risorse nellArea MED
Partner

Riferimento/Istituzione/Livello territoriale

Descrizione
Gestione dei rifiuti

CUT
Cipro

CUT
Cipro

CUT
Cipro

Riferimento:
- Legge sui rifiuti N.185 (I)/2011
- Confezionamento e Imballaggio Rifiuti Legge 20022006
- la gestione sui rifiuti delle industrie estrattive legge
n.82 (I)/2009
Istituzione: Ministero dellagricoltura, delle risorse
naturali e dellambiente
Livello territoriale: Nazionale

La politica di Cipro per la della direttiva 94/62/CE (prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, re-cupero e smaltimento).

Riferimento:
2007-2013 Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Misura 1.5.2 - Gestione dei rifiuti in agricoltura
Istituzione: Dipartimento dellAgricoltura - Cipro
Ministero dellagricoltura, delle risorse naturali e
dellambiente
Livello territoriale: Nazionale

La misura 1.5.2 un incentivo dato agli allevatori di suini e di bovini per la gestione efficiente
delle deizioni animali, contribuendo alla sostenibilit del settore agroalimentare. Secondo
questa misura, lo Stato fornisce i fondi per la creazione di impianti di produzione, quindi
energia elettrica, da rifiuti di origine animale.

Riferimento
Etichettattura dei rifiuti agricoli
Istituzione: Un progetto sostenuto dalla Commissione
Europea attraverso Sesto Programma Quadro per la
ricerca e lo sviluppo tecnologico relativo alla ricerca
collettiva delle PMI (Contratto -2.005-516.256)
Livello territoriale: Nazionale

Il campo di applicazione del lavoro di ricerca stato quello di sviluppare e integrare le procedure e le metodologie per la raccolta, campionamento ed etichettatura dei di valorizzazione
dei rifiuti di plastica in agricoltura, facilitando il loro avviamento verso unalternativa allo smaltimento (tecnicamente fattibile, pi rispettosa dellambiente ed economicamente valida).
Letichettatura oltre a facilitare e migliorare lefficienza delle alternative di smaltimento, era
destinata a consentire il trasporto dei rifiuti di plastica agricoli etichettati attraverso i confini,
e la valutazione dei flussi di rifiuti in un mercato europeo aperto preservando contemporaneamente risorse di materiali preziosi e protezione dellambiente. http://labelagriwaste.aua.gr

Lobiettivo prioritario la gestione efficiente delle risorse naturali e dei rifiuti.


In base alla normativa sui rifiuti, Cipro deve raggiungere obiettivi specifici per il riciclaggio e
le percentuali di recupero dei rifiuti di imballaggio, di apparecchiature elettriche ed elettroniche e rifiuti di pile e accumulatori. Per questi tre tipi di rifiuti, non vi lobbligo di applicare il
principio di responsabilit estesa del produttore, e per quanto riguarda i rifiuti domestici una
determinata percentuale deve essere esclusa dallo smaltimento in discarica.

Impronta ambientale
CUT

Riferimento:
Zone vulnerabili ai nitrati Atto 534/2002
Istituzione: Ministero dellagricoltura, delle risorse
naturali e dellambiente
Livello territoriale: Nazionale

La legge in linea con la direttiva europea sullinquinamento da nitrati delle acque superficiali
e falde idriche sotterranee in seguito ad attivit agricole, in particolare attraverso luso di
azotati a base di nitrato. La legislazione ha designato sei zone ZVN in cui il rischio di inquinamento da nitrati elevato a seguito di attivit agricola intensiva. In queste aree, il quadro
normativo impone una serie di misure preventive, con lobiettivo di controllare e ridurre i
livelli di nitrati nelle acque sotterranee.

Riferimento:
Programma di Sviluppo Rurale (PSR) - 2007-2013
Misura 2.3 Misure agroambientali
Istituzione: Cyprus Agriculture Payments
Organization
Livello territoriale: Nazionale

La Misura 2.3 supporta i produttori a seguito della riduzione di reddito a causa del mancato
utilizzo di fitofarmaci diserbanti. Lo scopo della misura quello di ottenere significativi miglioramenti agroambientali e ridurre limpatto ambientale complessivo, la gestione sostenibile delle risorse disponibili, la tutela della salute pubblica, migliorare la struttura e la fertilit
del suolo e mantenere la popolazione nelle campagne.

Provincia
di Modena

Riferimento:
Attuazione della direttiva 2001/81/CE relativa ai
limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti
atmosferici.
Decreto Legislativo 171 del 21 maggio 2004
Istituzione: Livello territoriale: Locale

La direttiva 2001/81/CE attuata dal Decreto Legislativo 171 del 21 maggio 2004, che
definisce il metodo per lelaborazione del Programma nazionale per la progressiva riduzione
delle emissioni nazionali annue di biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili
ed ammoniaca.

IVACE

Riferimento:
Regolamento (CE) N. 66/2010 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009
Ecolabel.
Istituzione: Parlamento europeo e Consiglio
Livello territoriale: Europeo

LEcolabel il marchio europeo di certificazione ambientale che premia i prodotti e i servizi


migliori dal punto di vista ambientale; questa etichetta attesta che il prodotto o il servizio su
cui riportato il marchio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita.

Cipro

CUT
Cipro

Valencia

40

Gestione delle risorse

Regione
CRITT
PACA

Regione
CRITT
PACA

Riferimento:
Il Piano regionale Clima ed Energia (SRCAE) conforme
alla normativa nazionale (legge n 2010-788)
Livello territoriale: Regionale

Istituito con la legge n 2010-788 e denominata Grenelle 2. Il Piano Regionale del clima,
aria e energia (SRCAE) mira a fronteggiare i rischi del cambiamento climatico, definendo gli
orientamenti e gli obiettivi regionali in materia di controllo della domanda di energia, di misure di controllo dellinquinamento atmosferico, dello sviluppo delle energie rinnovabili, della
riduzione delle emissioni di gas serra e delladattamento agli effetti attesi dal cambiamento
climatico. Il SRCAE definisce, su orizzonti 2020, 2030, 2050, gli orientamenti e gli obiettivi
regionali in materia di consumo energetico, emissioni di gas serra, qualit dellaria, lo sviluppo delle energie rinnovabili ed adattamento al cambiamento climatico.

Riferimento:
Sostegno alle imprese (Contratto di progetto StatoRegione-ADEME)
Istituzione: Regione Provenza-Alpi Costa Azzurra
e ADEME
Livello territoriale: Regionale

Nellambito del Contratto di progetto Stato-Regione-Ademe, la Regione Provenza-Alpi Costa Azzurra e ADEME lanciano due bandi per la presentazione di progetti di sostegno ad
imprese in materia di gestione dellenergia:
un bando relativo a progetti di efficienza energetica diviso in: 1) Implementare un sistema di gestione dellenergia, 2) Investire in attrezzature e tecniche efficaci;
un secondo bando invita a presentare progetti di Servizi Innovativi per la sperimentazione di nuovi servizi di gestione dellenergia per le PMI.

Promozione dello sviluppo sostenibile, protezione dellambiente, responsabilit sociale


Provincia
di Modena

Riferimento:
DPR n178 Marzo 27, 2001
Livello territoriale: Locale

Il D.P.R. 27 marzo 2001 n.178, che regolamenta lorganizzazione del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio, assegna alla Direzione per la Difesa del mare/Dipartimento
per le risorse idriche, le competenze in materia di tutela della Biodiversit marina e delle
specie marine protette nonch dellambiente marino circostante nel suo complesso. In base
a tali competenze, il Servizio realizza azioni mirate alla tutela e alla gestione delle specie
segnalate dagli accordi internazionali sottoscritti, come prioritarie per il Mediterraneo, il cui
stato di conservazione risulta particolarmente minacciato. In particolare, i filoni di attivit
attualmente in corso riguardano, a livello di specie, tutti i cetacei presenti nelle acque italiane,
le tartarughe marine, le praterie di Posidonia e le specie alloctone invasive.

IVACE

Riferimento:
Ordine 11/2012 del 1 agosto 2012
Istituzione: Ministero dellagricoltura, pesca,
alimentazione e acqua della Comunitat Valenciana
Livello territoriale: Regionale

Questo regolamento regionale fa riferimento alle condizioni che devono essere rispettate
da tutti i beneficiari di misure per la promozione dello sviluppo sostenibile delle zone rurali,
tra cui la tutela dellambiente, le condizioni sociali, la qualit e la sicurezza alimentare e il
benessere degli animali.

Riferimento:
La responsabilit sociale delle imprese nella legge
per uneconomia sostenibile
Istituzione: n/a
Livello territoriale: Nazionale

Larticolo 39 della nuova legge sulleconomia sostenibile si riferisce alla responsabilit sociale delle imprese. LAmministrazione generale dello Stato adatter i suoi piani strategici alla
nuova legge nel giro massimo di un anno a decorrere dallentrata in vigore della stessa, in
modo tale da orientare la politica per la sostenibilit e la gestione ambientale verso lEMAS.

Valencia

INFO
MURCIA

41

4.4 Rassegna bibliografica


Nella revisione della letteratura effettuata
dal PACMAn sono stati individuati una serie
di riferimenti in materia di gestione delle risorse nel sistema agroalimentare nellarea
MED, elencati nella Tabella 4.5.
Temi principali sono:
Valutazione dellimpatto ambientale delle
produzioni e della distribuzione agroalimentare
Modelli e analisi di sostenibilit.

Tabella 4.5 - Rassegna bibliografica in tema di gestione delle risorse


Titolo

Autore/Data/Riferimenti

Descrizione
Valutazione

Uno studio che applica


metodi di valutazione
di impatto ambientale
ai sistemi di produzione
frutticola
Identificato da:
Provincia di Parma

Il consumo di acqua e
scenari di politica agricola
sui sistemi di agricoli
irrigui in Italia: unanalisi
basata su modelli di
programmazione lineare
multi-attributo a livello di
azienda agricola.

Alexandros Gasparatos,
Mohamed El-Haram, Malcolm
Horner, 2011
Journal of Environmental
Management, Volume 92, Issue
10, Pagine 2277-2286.

F. Bartolini, G.M. Bazzani, V.


Gallerani, M. Raggi, D. Viaggi,
2007
Agricultural Systems, Volume 93,
Issues 1-3, Pagine 90-114

Identificato da:
Provincia di Parma

Valutazione di
sostenibilit integrata dei
sistemi colturali del Nord
Italia indicatori agroecologici ed economici

Nicola Castoldi, Luca Bechini,


2010
European Journal of Agronomy,
Volume 32, Issue 1, Pagine 59-72

Identificato da:
Provincia di Parma

Valutazione di
sostenibilit delle aziende
agricole del PASM e delle
loro filiere produttive
Identificato da:
Provincia di Parma

Paola Migliorini e Bruno


Scaltriti, 2011
Relazione Analisi territoriale,
Ricerca agro-ambientale e socioeconomica (UNISG).

Questo articolo passa in rassegna gli studi che valutano la sostenibilit ambientale o limpatto
della produzione di frutta in condizioni diverse e individua gli aspetti della produzione di interesse
ambientale. Vengono valutati quattro metodi di valutazione ambientale che possono essere applicati per valutare i sistemi di produzione frutticola, ossia Life Cycle Assessment, Analisi Impronta ecologica, Analisi Energetica e Bilancio Energetico. Sono descritti un totale di 26 applicazioni
dei metodi di valutazione di impatto ambientale. Queste applicazioni si differenziano, ad esempio, per lobiettivo generale, linsieme di problematiche ambientali considerate, la definizione dei
confini del sistema e degli algoritmi di calcolo. A causa della variabilit relativamente alta nei casi
di studio e negli approcci, non stato possibile individuare un qualsiasi metodo come migliore
degli altri. Tuttavia, vengono fornite osservazioni su metodologie e suggerimenti per la standardizzazione e sono evidenziati gli impatti ambientali dei sistemi di produzione frutticola.
Lobiettivo di questo lavoro quello di valutare limpatto delle politiche agricole e di gestione
dellacqua sulla sostenibilit di sistemi agricoli irrigui selezionati in Italia, nel quadro dellattuazione della direttiva CE 60/2000. La direttiva CE 60/2000 (direttiva quadro sulle acque), destinata
a rappresentare la norma di riferimento che regolamenta luso dellacqua in tutta Europa. Sono
stati sviluppati cinque scenari principali che riflettono aspetti della politica agricola, dei mercati e
le tecnologie: Agenda 2000, il mercato mondiale, la sostenibilit globale, lagricoltura provinciale
e la comunit locale. Questi sono stati combinati con due livelli di prezzo dellacqua, che rappresentano scenari della politica delle acque. Gli effetti degli scenari sui sistemi irrigui sono stati simulati utilizzando modelli di programmazione lineare che rappresentano le reazioni delle aziende
agricole a variabili esterne definite da ogni scenario. Loutput dei modelli consiste in indicatori
economici, sociali e ambientali volti a quantificare limpatto degli scenari sui diversi aspetti della
sostenibilit rilevanti per i sistemi agricoli irrigui. Sono stati considerati cinque sistemi agricoli
irrigui italiani: cereali, riso, prodotti frutticoli, ortaggi e agrumi.
La sostenibilit dei sistemi agricoli spesso valutata con indicatori, che sono variabili sintetiche
che descrivono sistemi complessi. Ogni indicatore si occupa di un aspetto della sostenibilit (ad
esempio sostanze nutrienti, fitofarmaci, energia), e quindi il risultato di una valutazione completa di solito include diversi valori degli indicatori stessi. Questi valori sono spesso presentati
separatamente, mentre una valutazione integrata potrebbe trarre vantaggio dal calcolo di un
unico indice di sostenibilit. Lo scopo di questo lavoro stato quello di integrare i 15 valori degli
indicatori economici e ambientali in un indice di sostenibilit globale (SG) che varia da 0 a 1. Per
il calcolo degli indicatori, stato usato un grande insieme di dati di gestione di sistemi colturali in
131 campi coltivati a seminativi nel Nord Italia, ottenuti attraverso interviste con gli agricoltori
nel corso di 2 anni. I campi sono stati scelti per rappresentare i principali sistemi di coltivazione
della zona (cereali e foraggi in aziende cerealicole e zootecniche). I 15 indicatori descrivono una
grande variet di aspetti di sostenibilit, come il rendimento economico e la gestione di energia,
sostanze nutritive, il suolo, e fitofarmaci.
Per valutare la sostenibilit di 3 filiere agricole del PASM (ortofrutta, riso, zootecnia) stata condotta unanalisi agroambientale e socio-economica su 9 aziende agricole con diversa gestione:
convenzionale, integrata e biologica. La sostenibilit agroambientale stata misurata per mezzo di indicatori del sistema suolo, acqua, aria, paesaggi o-biodiversit. Quella socio-economica
stata svolta rilevando indicatori economici di sintesi. Il risultato dellanalisi mostra che le aziende
analizzate sono gestite in modo appena sostenibile per quanto riguarda gli aspetti economici ma
hanno un impatto molto negativo sullambiente. Solo le aziende biologiche ottengono valori positivi di sostenibilit ambientale ma raggiungono le peggiori performance economiche. Le aziende
integrate e convenzionali hanno valori molto negativi di sostenibilit ambientale e risultati economici migliori delle aziende biologiche.

42

Gestione delle risorse

Titolo

Autore/Data/Riferimenti

Descrizione

Un modello per
la valutazione
della sostenibilit
territoriale delle filiere
agroalimentari: struttura
e applicazione alla sfera
ambientale

Cicatiello C., Pancino B. e Franco


S., 2012

Questo lavoro si pone lobiettivo di proporre un approccio interpretativo che sia in grado di guidare la valutazione della sostenibilit delle diverse forme organizzative delle filiere agroalimentari,
offrendone una prima applicazione alla misura della sostenibilit ambientale di diversi modelli di
filiera. Il modello proposto nel lavoro adotta un approccio a tre sfere ambiente, societ, economia per definire la sostenibilit della filiera agroalimentare, articolandosi secondo una struttura
gerarchica in cui a ognuna delle tre dimensioni corrispondono alcune variabili di misura. La valutazione quantitativa di tali variabili legata a un set di indicatori, la cui integrazione fornisce
una espressione sintetica della sostenibilit di una filiera. Per la sfera ambientale, in particolare,
si individuano due variabili limpatto delle attivit della filiera sulla source function e sulla sink
function dellecosistema espresse da un set di cinque indicatori. Nel paper, dopo aver argomentato la scelta di valutare limpatto ambientale delle diverse filiere agroalimentari allinterno di un
riferimento territoriale comune, viene proposta una prima applicazione del modello riferita al
confronto fra tre diverse tipologie di filiera della mela da tavola - grande distribuzione, commercio al dettaglio e filiera corta - nella provincia di Viterbo.

Associazione Italiana
Agricoltura e Economia
Applicata (AIEAA), serie
Le Carte del Congresso

Identificato da:
Provincia di Parma

Unanalisi multivariata
per valutare gli aspetti
ambientali ed economici
della sostenibilit degli
agroecosistemi del centro
Italia
Identificato da:
Provincia di Parma

Valutare leco-efficienza
con approccio directional
distance functions
Identificato da: Ivace

Vincenzo Di Felice, Roberto


Mancinelli, Raphal Proulx,
Enio Campiglia Journal of
Environmental Management,
Volume 98, Pages 119-126, 2012
Associazione Italiana
Agricoltura e Economia
Applicata (AIEAA), serie
Le Carte del Congresso
Andrs J. Picazo-Tadeo A,
Mercedes Beltrn-Esteve, Jos A.
Gmez-Limn European Journal
of Operational Research 220
(2012) 798-809, 2012
Associazione Italiana
Agricoltura e Economia
Applicata (AIEAA), serie
Le Carte del Congresso

Un confronto tra il
consumo di energia nella
produzione di olio di oliva
convenzionale e biologica
in Spagna
Identificato da: Ivace

Applicazione del metodo


MIPS per la valutazione
della sostenibilit dei
sistemi di produzioneconsumo
di alimenti

Gloria I. Guzmn, Antonio M.


Alonso Agricultural Systems 98
(2008) 167-176, 2008
Associazione Italiana
Agricoltura e Economia
Applicata (AIEAA), serie
Le Carte del Congresso

Lucia Mancini, Michael


Lettenmeier, Holger Rohn,
Christa Liedtke, 2012
Journal of Economic Behavior &
Organization, Volume 81, Issue
3, Pagine779-793.

Identificato da:
Provincia di Parma
Sostenibile de-crescita
nel settore agricolo e
alimentare: un punto di
vista agro-ecologico sul
sistema agroalimentare
della Spagna

Juan Infante Amate, Manuel


Gonzlez de Molina Journal of
Cleaner Production 38 (2013)
27-35, 2013

Nel corso del secolo scorso lattivit agricola si intensificata in tutto il mondo, caratterizzata da
una crescente dipendenza da input e dalla conversione dei terreni. Nonostante lintensificazione
dellagricoltura abbia aumentato la produttivit, la sostenibilit degli ecosistemi agricoli stata
messa a dura prova. Lobiettivo di questo studio quello di costruire diverse relazioni tra le caratteristiche strutturali e le prestazioni di aziende agricole per evidenziare i costi e benefici di quattro principali sistemi di allevamento in Italia centrale: biologici, convenzionali, misti e specializzati.
I risultati mostrano che il rapporto tra la diversit e la sostenibilit agroecologica associata alla
dicotomia della gestione agricola mista contro quella specializzata, non a pratiche di agricoltura
biologica o convenzionale. La presenza di animali sembra aver svolto un ruolo importante come
leva economica per diversificare il sistema di coltivazione agricola.
LEco-efficienza un tema di interesse che sta ricevendo crescente attenzione negli ambienti
politici, accademici e industriali. In generale, questo concetto si riferisce alla capacit di creare pi
beni e servizi con minore impatto ambientale e minore consumo di risorse naturali. Il presente
documento propone luso di funzioni e tecniche di analisi dei dati per valutare leco-efficienza
di aziende olivicole, utilizzando indicatori relativi alleconomica (reddito netto) e ambientale
(erosione, rischio da fitofarmaci, lenergia consumata e fissazione di CO2). Lo studio rivela che la
gestione eco-inefficiente una pratica molto diffusa tra gli olivicoltori e che una strategia winwin, in cui le pressioni ambientali sono ridotte e contemporaneamente lutile netto aumentato,
fattibile. Inoltre, il lavoro raccomanda la diffusione di politiche volte ad un miglioramento delle
consocenze e delle competenze manageriali degli agricoltori attraverso processi di apprendimento per incrementare la consapevolezza ambientale degli operatori come mezzo per conseguire
una maggiore ecoefficienza della produzione olivicola spagnola.
Secondo gli autori, la produzione di olio doliva biologico offre diversi vantaggi ambientali e socioeconomici rispetto alla produzione convenzionale. Tali vantaggi sono: aumento della biodiversit, riduzione dei residui fitofarmaci, minore erosione, aumento di sostanza organica, redditi
pi alti per gli agricoltori, ecc Questo articolo affronta il tema della sostenibilit della produzione
di olio doliva in Spagna, rispetto a strategie convenzionali, utilizzando diversi parametri quantitativi come bilanci energetici, sistema di irrigazione, intensit della coltivazione, ecc I risultati
mostrano, da un lato, la minore efficienza energetica dei sistemi irrigui rispetto a zone aride (cio
non irrigate), indipendentemente dal loro modo di gestione e, dallaltro, la maggiore efficienza
energetica della coltivazione delle olive biologiche paragonata ad una produzione convenzionale.
Tuttavia, la gestione biologica potrebbe ancora migliorare la propria efficienza energetica, se si
regolarizzasse ulteriormente il flusso di sostanze nutritive necessarie per il raggiungimento di una
maggiore sostenibilit.
Larticolo stima il consumo delle risorse naturali dovuto alla nutrizione dal lato della domanda e
dellofferta. Utilizzando la metodologia MIPS (Material Input per Service Unit), stato analizzato
luso delle risorse naturali lungo la filiera di tre prodotti alimentari italiani: grano, riso e spremute
di arancia. I dati sono stati poi applicati per la valutazione della sostenibilit delle diete in 13 paesi
europei. I risultati illustrano che la produzione alimentare richiede pi risorse naturali di altri settori. Si sono anche osservati diversi livelli di sostenibilit nelle diete europee e differenti effetti nel
consumo di prodotti alimentari, acqua e aria.

Larticolo analizza il costo energetico del sistema agroalimentare spagnolo, nel 2000, al fine di accertare limportanza relativa di ogni fase della filiera agroalimentare in un contesto di decrescita sostenibile. Lesito dello studio dimostra che necessaria una trasformazione fondamentale del sistema
agroalimentare spagnolo, uno spostamento verso lagricoltura biologica e i corrispondenti nuovi
modelli di consumo (ad esempio, prodotti locali, stagionali, meno consumo di carne) potrebbero
ridurre considerevolmente luso delle risorse e contribuire alla sostenibile de-crescita in Spagna.

Identificato da: Ivace

43

Titolo

Autore/Data/Riferimenti

Descrizione

Manuale di efficienza
del settore ortofrutticolo
nella regione di Murcia

FECOAM, 2011

Il report propone un insieme di azioni che rispondono alle esigenze delle cooperative industriali
per quanto riguarda misure di risparmio energetico e di efficienza inerenti i costi di produzione.
Gli obbiettivi del progetto CO2OP prendono in esame quattro settori dellindustria alimentare di
importanza strategica, sia come valore economico che come rappresentativit: mulini, impianti
orticoli, cantine e mangimifici.

www.agro-alimentarias.coop/
ficheros/doc/03201.pdf

Identificato da Murcia

Il progetto stato condotto in una serie di fasi. E iniziato con il completamento di 30 audit energetici. Con gli audit energetici eseguiti, stata ampiamente studiata l efficienza energetica di tali
impianti. Parallelamente stata eseguita una forma di analisi partendo da questi studi, e si sviluppato un rapporto settoriale sulla situazione energetica di ciascuna delle agro-imprese studiate.
I risultati specifici del settore delle piante orticole sono inclusi in questo manuale.
Infine stato sviluppato questo manuale di risparmio e di efficienza energetica per il settore
delle piante orticole.

Modelli e analisi della sostenibilit


Analisi territoriale
Distretto del ParmigianoReggiano

LIFE/07/ENV/IT/000515, Progetto
ECCELSA
www.eccelsalife.it

Identificato da Provincia
di Modena

Il presente documento restituisce lanalisi critica, condotta attarverso il cosiddetto Cluster Approach, del distretto del Parmigiano Reggiano situato nelle province di Parma e Reggio Emilia, in
Emilia-Romagna, elaborato nellambito del progetto LIFE + ECCELSA (Compatibilit ambientale
sulla base di esperienze di cluster e approcci orientati alle PMI locali FE/07/ENV/IT/000515).
Il principale riferimento metodologico utilizzato costituito dalle Linee Guida del Approccio di
Cluster (Environmental Compliance Action Plan), preparato nellambito del progetto ECCELSA, uno strumento utile a chi intende implementare efficacemente lApproccio di Cluster nella
gestione delle politiche ambientali. Tale documento ha lo scopo di aiutare le PMI ad evitare le
difficolt e/o superare le barriere per il raggiungimento della conformit normativa.
In linea con lapproccio adottato, lanalisi stata condotta muovendosi dalle evidenze emerse dalla
mappa del Distretto del Parmigiano Reggiano, con riferimento particolare alle principali criticit
ambientali del territorio, concentrandosi sulle successive: scarichi idrici, consumo di acqua e rifiuti.

Politiche di competitivit
Portugal Foods, 2009
per il settore
www.anilact.pt/documentos/
agroalimentare - Priorit
fipa003.pdf
strategiche - settore
agroalimentare portoghese
(Portoghese)

Questo documento contiene un capitolo dedicato allo sviluppo sostenibile del settore agroalimentare; in particolare, a livello di riduzione dei consumi di acqua e di energia, riduzione dei rifiuti,
aumento dellefficienza delle risorse e coinvolgimento in iniziative con i partner.

Identificato da ADRAL
Progetto Produzione
Sostenibile

FIPA - Federation of agrifood


Portuguese Industrie, 2009

Identificato da ADRAL

www.portugalfoods.org/pdf/
maissustentanvel.pdf

Studio sulla sostenibilit


dellindustria alimentare
e delle bevande.

Price Waterhouse Coopers Fonte,


FIAB (Spanish Food
and Drink Industry Federation)

Identificato da Ivace

http://www.fiab.es/
archivos/documentoMenu/
documentomenu_20120103135926.pdf

Limpegno dellIndustria
Alimentare italiana per
la sostenibilit ambientale

Federalimentare, 2012

Identificato da Ervet

n.d.

Il progetto mira a coinvolgere le associazioni di produttori, al fine di sensibilizzarle verso pratiche di produzione agricola pi pulite, pi sostenibili da un punto di vista economico, sociale ed
ambientale, e pi redditizie. Si propone di migliorare i processi di produzione sostenibile, produzione biologica, adeguati alle esigenze della grande distribuzione e quindi garantire prodotti pi
competitivi e adatti.
Il documento esamina i parametri chiave di sostenibilit dellindustria alimentare spagnola, concentrandosi sui seguenti obiettivi:
analizzare le iniziative in essere per migliorare la sostenibilit del settore alimentare,
analizzare i principali parametri connessi con luso dellimpronta di carbonio come indicatore
emergente,
fornire raccomandazioni per migliorare la competitivit dellindustria alimentare spagnola in
relazione agli altri paesi.
Il documento ha lo scopo di sottolineare limpegno di Confindustria e Federalimentare nel sostenere
la sostenibilit della filiera agroalimentare. Il documento si occupa di: fornitura di materie prime,
uso efficiente di acqua e di energia, imballaggio, consumo sostenibile, ricerca e innovazione per la
sostenibilit. Confindustria ha anche scritto un codice di condotta per la sostenibilit ambientale.
Focus sullimballaggio.
Per quanto riguarda limballaggio, il documento evidenzia che lindustria agroalimentare utilizza
2/3 del totale degli imballaggi prodotti. LEcodesign il principale strumento dellindustria alimentare italiana per la sostenibilit ambientale per risparmiare materie prime, supportare qualsiasi tipo
di riutilizzo degli imballaggi, ottimizzare la logistica e integrare pi funzioni in un unico componente. Lindustria alimentare coinvolta nel promuovere il completo utilizzo dei prodotti, prevenendo
rifiuti alimentari con una corretta ripartizione, estendendo la durata di conservazione di prodotti
freschi con tecnologie innovative, fornendo le informazioni per una corretta gestione dei rifiuti.

44

Gestione delle risorse

4.5 Raccomandazioni finali


I sistemi agroalimentari, a causa del crescente
consumo di risorse a livelli mai raggiunti
prima, sono chiamati ad affrontare la duplice
sfida del garantire la sicurezza alimentare, riducendo al contempo limpatto ambientale.
Le strategie di business vanno riesaminate in
relazione al contributo delle imprese a questa sfida fondamentale, in termini di analisi
del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA).
Di seguito si analizzano alcune soluzioni a
questo dilemma, mostrando come progressi
importanti potrebbero essere raggiunti aumentando la la resa delle coltivazioni in ambienti vocati, aumentando lefficienza dei
processi aziendali, modificando la dieta e riducendo gli scarti. Insieme, queste strategie
potrebbero raddoppiare la produzione alimentare, riducendo notevolmente limpatto
ambientale del settore agroalimentare.
Ottimizzazione delle materie prime
e DELLUSO delle risorse
Per soddisfare i futuri bisogni di sicurezza
alimentare e sostenibilit, lindustria agroalimentare deve basarsi sostanzialmente su
prodotti agricoli coltivati in modo sostenibile
in aree vocate, come riportato da CUT nel
settore lattiero-caseario.
Vi anche la necessit di aumentare lintegrazione della filiera alimentare: come riportato da Info Murcia il basso livello di collabo-

razione tra le imprese dei diversi anelli della


filiera alimentare impedisce di condividere
le risorse o sviluppare attivit pi efficienti
e sostenibili.
La grande distribuzione sempre pi garante della qualit e salubrit degli alimenti
venduti ai consumatori. Ci comporta per i
fornitori la necessit di adeguare le proprie
competenze e puntare su standard di certificazione privati e rafforzamento delle
capacit dinnovazione, quali elementi di
vantaggio competitivo per agganciare la distribuzione moderna.(si veda Schemi di Certificazione).
Questo pu comportare per i produttori
agricoli intenti a migliorare le loro strategie di
posizionamento sul mercato la costituzione
di associazioni di produttori o cooperative
agricole, nonch lo sviluppo di accordi contrattuali con gli attori a valle della filiera (vedi
Capitolo 2 - La filiera agroalimentare).
La complessit di alcune filiere agroalimentari
richiede un passaggio verso sistemi sempre
pi sofisticati di gestione e controllo. Strumenti che consentano alle imprese di controllare e monitorare i processi produttivi, di
identificare i rischi e i punti critici di controllo,
costruire strategie a lungo termine, esplorare
nuovi mercati, ridurre i costi operativi. La
mancanza di adozione di strumenti manageriali spesso un ostacolo verso una maggiore
efficienza dei processi aziendali, in particolare
per le piccole e medie imprese.

45

I bisogni crescenti nel conformarsi ai sistemi


di gestione integrati pongono nuove sfide
per le quail delle risposte possono essere
fornite ai sistemi agroalimentari da soluzioni
innovative in ambito di trasporto e logistica,
come riportato da CUT un costo complessivo aggiuntivo per lambiente dato dalle
emissioni di CO2 dovuto principalmente alla
fase di distribuzione (industria lattierocasearia e dei prodotti frutticoli).
riduzione dellimpronta ambientale
nellagroalimentare
Raggiungere il duplice obiettivo di raddoppiare la produzione di cibo entro i prossimi
decenni e ridurre gli impatti ambientali dallindustria agroalimentare, comporta il mettere
in atto una serie di misure. Ci si traduce nel
migliorare la produttivit dei terreni, aumentare lefficienza duso dei mezzi tecnici e delle
risorse naturali, modificare la dieta e ridurre
gli scarti nelle filiere agroalimentari. La Provincia di Parma ha concentrato lattenzione
su lelevato uso di fertilizzanti e fitofarmaci
e la crescente necessit di riduzione di acqua
per lirrigazione, la conservazione della fertilit del suolo (filiera del pomodoro). Anche
INFO MURCIA ha segnalato la scarsit di alcune risorse indispensabili per la produzione,
in particolare lacqua nella lavorazione e conservazione di frutta e verdura, produzione di
succhi di frutta.
Fattore chiave diventa una maggiore partecipazione degli agricoltori nella gestione della

filiera alimentare, allontanandosi dallessere


semplici fornitori di materie prime cercando
soluzioni integrate per una riduzione complessiva dei costi di produzione e maggiore
tutela dellambiente, come affermato da
Kilkis (coltivazione di cereali).
Linnovazione nel settore destinata ad essere sostenuta anche dal miglioramento di
aspetti quali la formazione, linformazione
e la comunicazione. Secondo Kilkis, la riforma della politica agricola comune (PAC)
comporta criticit a livello di formazione del
capitale umano nel settore agroalimentare
(coltivazione dei cereali).
Strumenti LCA per gli impatti ambientali di
un prodotto durante il suo intero ciclo di vita
stanno diventando essenziali per quantificare luso delle risorse (input come energia,
acqua, suolo) e le emissioni ambientali (su
aria e acqua, suolo) - approfondimenti al paragrafo 4.2.
Le innovazioni nelle agrotecnologie (quali la
precision farming) e il miglioramento genetico promettono miglioramenti duso delle
risorse, mantenendo i vantaggi di unagricoltura intensiva e riducendo notevolmente il
danno per lambiente.
La produzione integrata rappresenta un approccio efficace ed ecologicamente sostenibile alla lotta contro le specie infestanti dei
raccolti. Per quanto riguarda lagricoltura biologica alcuni risultati scientifici dimostrano

che queste pratiche hanno generalmente


un impatto positivo sullambiente per unit
di superficie, ma non necessariamente per
unit di prodotto14. Ulteriori approfondimenti
sono necessari per capire se questa pratica sia
maggiormente sostenibile di altre nel lungo
termine, dal punto di vista economico, sociale
e ambientale.15
Riduzione dei rifiuti alimentari
Una grande quantit di cibo non viene mai
consumata e risulta scartata, degradata o
consumata da parassiti lungo la filiera. Da un
recente studio della FAO16 emerge che, ogni
anno, un terzo del cibo prodotto per il consumo umano vada perduto o sprecato; paesi
in via di sviluppo perdono pi del 40% di cibo
a causa delle precarie condizioni di immagazzinamento e di trasporto e della mancanza di
rapporti di filiera. Nei paesi industrializzati
invece, gli sprechi di cibo si concentrano soprattutto a livello di post-vendita e consumo,
a causa di una tipica mentalit dello spreco.
Il valore pro-capite degli sprechi alimentari
per consumatore in Europa e in Nord America si aggira tra i 95 e i 115 chilogrammi (kg)
lanno.17
In questo contesto, al packaging spetta un
ruolo fondamentale. Esso deve soddisfare
le funzioni primarie di contenimento, protezione e conservazione del prodotto in condizioni di distribuzione, stoccaggio, vendita
e utilizzo. Secondo Ervet la mancanza di
informazione dei consumatori in materia di

46

gestione sostenibile dei rifiuti e raccolta differenziata a livello locale riduce la capacit
di gestione dellimballaggio alimentare. Secondo CUT, nei preparati a base di frutta e
verdura si osserva la mancanza di un metodo
sostenibile per smaltire i rifiuti, che riduce il
potenziale di riutilizzo e pone criticit nei sistemi di gestione dei rifiuti locali.
Per una gestione sostenibile dei rifiuti la filiera dellimballaggio deve farsi promotrice
di misure che possano incidere sulla fase di
progettazione, produzione e distribuzione.
Un intervento in tale direzione proposto dallHandeBook sullimballaggio verde,
concepito per supportare le imprese ed i
soggetti a vario titolo coinvolti nella sostenibilit degli imballaggi agroalimentari. LHandeBook concorre allobiettivo di PACMAn,
di costruire una capacit di R&S e di innovazione del settore agroalimentare nelle regioni MED, rafforzando i legami tra gli enti di
ricerca, le istituzioni e le imprese alimentari.

Gestione delle risorse

47

05

Commercio ed esportazione

commercio internazionale, distribuzione e logistica,


standard e accordi commerciali

Commercio ed esportazione

5.1 Criticit rilevate relativamente


a commercio ed esportazione
Le difficolt per ottenere laccesso
ai mercati esteri
Scarsa visibilit del Portogallo e dellAlentejo
in alcuni importanti mercati esteri, sostegno
istituzionale debole; esistenza di una alta
pressione sui prezzi da parte della grande
distribuzione. Il prezzo del vino dellAlentejo
superiore a quello che il consumatore disposto a pagare e leuro colpisce le esportazioni (ADRAL, vino).
Identificazione di PMI promotrici della produzione sostenibile e commercializzazione
di prodotti lattiero-caseari biologici (CUT,
industria lattiero-casearia e prodotti frutticoli tradizionali).
In Spagna presenza di mercati emergenti,
non ancora esplorati; prodotti biologici hanno
prezzi elevati (IVACE, agroalimentare).
Il commercio dei prodotti agroalimentari
della Grecia costantemente in deficit,
le importazioni superano le esportazioni
(KILKIS, agroalimentare).

Dalle interviste effettuate dal progetto


PACMAn su quasi 600 aziende, emergono
differenze tra le regioni partner. La regione
di Murcia e, in misura minore, lEmilia-Romagna e la Provenza-Alpi-Costa Azzurra
evidenziano un avanzato stato di internazionalizzazione, mentre le aziende agroalimentari della regione Kilkis e Cipro mostrano un
basso livello di vendite internazionali (Fonte:
Indagine PACMAn, 2012) PACMAn, 2012).
Distribuzione come collo di bottiglia
La grande distribuzione ha un elevato potere di mercato sui fornitori, che sottolineano la necessit di un commercio pi equo
(Provincia di Modena, Industria lattiero-casearia del Parmigiano Reggiano); la distribuzione di prodotti biologici ancora ridotta
nei piccoli mercati (IVACE, Agroalimentare); la fase distributiva uno dei principali
colli di bottiglia da superare (IVACE, vino
da tavola); un numero crescente di piccoli
produttori locali rifornisce di prodotti freschi i mercati vicini (chilometro zero), cosa
che molti consumatori sembrano preferire
(Kilkis, industria lattiero-casearia).

Controllo delleccesso di produzione


Criticit introdotte dalle linee guida internazionali derivanti dalla recente riforma
della OCM vino e dagli accordi WTO con
imposizione di quote di produzione per il
Portogallo (ADRAL, vino); scarso controllo
delle eccedenze di produzione (Provincia
di Modena - industria lattiero-casearia/
Parmigiano Reggiano).
Le criticit individuate da PACMAn nei segmenti scelti sono abbinate ai partner e territori nella Tabella 5.1.

5.2 Internazionalizzazione
e sostenibilit
Nel 2012, PACMAn ha effettuato, in ciascuna
regione partner, unanalisi approfondita che
ha coinvolto quasi 600 aziende agro-alimentari. In una delle domande, alle imprese stato
chiesto di auto-valutare la loro situazione per
quanto riguarda 10 fattori di competitivit, i
risultati sono riassunti nella Figura 5.1.
La sostenibilit ambientale stata considerata un punto di forza dal 40% delle
aziende, consentendo di supportare la

Figura 5.1 - Fattori della competitivit


Fonte: Indagine PACMAn, 2012
identit di prodotto
variet di formato del prodotto
sviluppo di nuovi prodotti
rispondenti ai trend di mercato
caratteristiche nutrizionali, dietetiche
e/o organolettiche di prodotto
sicurezza del prodotto
certificazione di qualit
accesso ai canali di distribuzione
accesso alle materie prime
e ai mezzi tecnici
adattamento e/o aderenza
alle norme commerciali

Non so

sostenibilit ambientale

un punto di debolezza

un punto di forza
Nella media del segmento
Non un aspetto signigicativo

0%

20%

40%

60%

80%

100%

Tabella 5.1 - Identificazione delle maggiori criticit


Segmenti selezionati

Territori
Alentejo

Cyprus

Modena

Agroalimentare
Vino

Kilkis

Valencia

Uva da tavola

Industria lattiero-casearia e
industria frutticola

Industria casearia

Difficolt nellaccedere ai mercati esteri


Distribuzione a collo di bottiglia

Controllo della produzione

49

competitivit del settore, piuttosto che limitarlo. Per quanto riguarda gli altri fattori,
il risultato principale che lidentit di prodotto emerge come principale caratteristica
distintiva, seguita dalla sicurezza alimentare
e dalle caratteristiche nutrizionali, dietetiche
e/o organolettiche del prodotto.
I risultati dellindagine hanno mostrato come
nessuno dei fattori citati sia stato considerato come una debolezza per la maggioranza
degli intervistati, mentre alcune criticit rilevate nel precedente paragrafo sono state
confermate. Laccesso ai canali di distribuzione, in particolare, risulta essere uno dei
fattori pi deboli; laccesso ai mercati globali
ancora una sfida aperta per il settore agroalimentare delle regioni partner PACMAn.
Pi della met delle imprese non esportano,
mentre le vendite internazionali sono marginali (9%). La Figura 5.2 rappresenta le quote
di vendite internazionali.

Figura 5.2. - Quota di vendite internazionali

guito dalla identit di prodotto. Anche se


la certificazione di qualit e la sicurezza
alimentare non mostrano una forte correlazione con linternazionalizzazione, sono
comunque altri fattori che aumentano laccesso ai mercati esteri. Nella Figura 5.3 sono
rappresentate le correlazioni fra i punti di
forza e il livello di internazionalizzazione
delle aziende.
Le aziende intervistate (90 per ogni regione
del progetto PACMAn) hanno individuato i
mercati maggiormente idonei alla cooperazione internazionale nellarea MED, Figura 5.4.

Fonte: Indagine PACMAn, 2012

11%

11%
2%

10%

9%

5.3 Rassegna bibliografica


La rassegna bibliografica (Tabella 5.2) ha
identificato 5 riferimenti riguardanti il commercio e lesportazione del sistema agroalimentare nellarea MED.

Se si considera la correlazione tra punti di


forza e grado di internazionalizzazione,
troviamo riscontri significativi nellaccesso
alle materie prime e ai mezzi tecnici se-

57%

57%
9%

0%
meno del 5%

10%

5-19%

11%

20-49%

11%

50% o pi

2%

esportano ma non dichiarano la percentuale

Figura 5.4 - Paesi con cui cooperare


Fonte: indagine PACMAn, 2012

51%
Francia

28%
Portogallo

52%
Spagna

17%%
Slovenia

57%
Italia

13%
Croazia
5%
Albania

10%
Serbia
5%
Macedonia

24%
Grecia
15%
Cipro

50

Commercio ed esportazione

Figura 5.3 - Correlazioni punti di forza/livello di internazionalizzazione


Fonte: Indagine PACMAn, 2012

identit di prodotto
sviluppo di nuovi prodotti
rispondenti ai trend di mercato
accesso alle materie prime
e ai mezzi tecnici
accesso ai canali di distribuzione

% di aziende con esportazioni <20%


del giro daffari annuo, che considerano
lesportazione un punto di forza

certificazione di qualit
sicurezza del prodotto

0%

20%

40%

60%

80%

100%

% di aziende con esportazioni >20%


del giro daffari annuo, che considerano
lesportazione un punto di forza

Tabella 5.2. - Rassegna bibliografica riguardante commercio ed esportazione


Titolo

Autore/Data/Riferimenti

Descrizione

Il futuro della
produzione di cibo
biologico:
la sostenibilit-qualitintegrit.

Spanish Society of Ecological


Agriculture, 2011

Estratto della 2 conferenza di IFOAM (International Federation of Organic Agricolture Movements) (Francoforte novembre 2012). Larticolo descrive la situazione attuale dellagricoltura
biologica dellUE e mette in evidenza le principali necessit per lo sviluppo sostenibile del settore:
Politiche per promuovere larmonizzazione delletichettatura UE (evitando sovrapposizioni).
Rafforzamento del profilo ambientale dei produttori e commercianti biologici nel quadro giuridico dellUnione europea.
Consulenza periodica di organizzazioni ufficiali come EGTOP relativi agli aggiornamenti normativi in nuovi prodotti biologici o a nuove strategie/tecnologie.
Pi trasparenza della legge sulla produzione biologica per evitare squilibri sul mercato.
Promuovere la sicurezza e la qualit dei cibi biologici rispetto alla percezione che ne hanno i
consumatori.
Necessit di armonizzare letichettatura per la qualit degli alimenti biologici.

Valore e volume del


prodotto biologico
nazionale nel settore
agroalimentare
spagnolo. Giugno 2010.

Ministry of Environment, Rural and


Marine media,

Strategia per lo
sviluppo e la gestione
del settore agricolo
nella regione di Creta

Regione di Creta, 2011

Market intelligence
sostenibile. Agosto 2012
relazione trimestrale.

Ministry of Foreign Affairs and


Trade and New Zealand Trade and
Enterprise, 2012

www.agroecologia.net/
index.php?option=com_
content&view=article&id=1417:elfuturo-de-la-elaboracionde-alimentos-ecologicossostenibilidad-calidadintegridad&catid=218:noticias-seae2012&Itemid=1

www.magrama.gob.es/es/
alimentacion/publicaciones/
valoraci%C3%B3n_de_
la_producci%C3%B3n_
ecol%C3%B3gica_espa%C3%B1ola_
(2009)_tcm7-132015.pdf

www.crete.gov.gr

www.nzte.govt.nz/explore-exportmarkets/market-research-byindustry/Food-and-beverage/Pages/
FB-Sustainability-Report-for-SpainAugust-2012.aspx

Sostenibilit e impronta
di carbonio nel settore
agroalimentare:
problema o
opportunit?

Pedro Santos, Pedro Falcato, Rui


Almeida, Luis Mira, 2011
www.consulai.com/newsletter/17/
pdf/VR-201103-Carbono.pdf

Questo documento stato elaborato al fine di individuare sia la situazione attuale del mercato
biologico, sia le sue le proiezioni future. I principali obiettivi del lavoro sono stati i seguenti:
Determinazione delle caratteristiche del settore spagnolo di manipolazione e trasformazione
di prodotti biologici.
Stima del volume economico ottenuto dai prodotti biologici in Spagna.
Definizione delle catene di commercializzazione di prodotti biologici (trasformati), il prezzo
finale e il valore aggiunto.
Revisione e integrazione dei concetti e suggerimenti da altri documenti.
La strategia per lo sviluppo e la gestione del settore agricolo nella Regione di Creta stata elaborata dal Consiglio per linnovazione di Creta e adottata dal Consiglio regionale. I suoi principali
obiettivi sono:
Promuovere lo sviluppo agricolo sostenibile nella regione di Creta.
Sostenere tutte le parti coinvolte nel mantenere le caratteristiche tradizionali della produzione
locale e di promuovere la famosa dieta cretese.
Collegare la produzione agricola locale con il turismo.
Gli alimenti biologici si fanno strada nel mercato spagnolo: gli alimenti biologici sono presenti
in una famiglia spagnola su quattro e ci sono forti prospettive di crescita sul mercato interno.
Maggiore impegno per la pesca sostenibile tra industria della pesca spagnola e rivenditori di
generi alimentari: le industrie della pesca spagnola, di trasformazione e di distribuzione sono
sempre pi interessate a una pesca sostenibile e stanno prendendo provvedimenti per introdurre etichette ecologiche Marine Stewardship Council (MSC) nei loro prodotti a base di pesce.
La Spagna esce fuori dalla top 30 dei paesi nel Rapporto ambientale 2012.
Il rapporto di ONG ambientali rivela bassi livelli di consapevolezza rispetto alle miglia alimentari in Spagna: laumento delle importazioni alimentari spagnole in questi ultimi anni sta avendo un impatto sociale e ambientale significativo nelle aree rurali.
C sempre pi coscienza ambientale dei consumatori che cercano di ridurre la loro impronta di
carbonio, attraverso scelte di consumo, come ad esempio lacquisto di prodotti locali e di stagione a basse emissioni di carbonio.
Il documento afferma chiaramente che limpronta di carbonio del cibo e la sua etichettatura dovrebbero diventare obbligatori per i prodotti alimentari. Si tratta di unopportunit di creazione/avvio
di nuovi settori di prodotto che saranno sicuramente un valore aggiunto sufficiente a consentire
il recupero dellinvestimento iniziale necessario per adattare processi, prodotti e comportamenti.

51

5.4 Leggi e regolamenti/Politiche


di sostegno al commercio e
allesportazione nellArea MED
La Tabella 5.3 contiene i riferimenti normativi relativi a commercio e esportazione.

5.5 Raccomandazioni finali


Il settore agroalimentare alla ricerca di soluzioni in grado di migliorare la competitivit
nei nuovi mercati, dove la crescita del PIL ha
fornito nuove opportunit, ma anche un aumento della domanda di materie prime e di
risorse naturali.
Secondo la Relazione sulla competitivit
dellindustria agroalimentare europea redatta da HLG (High Level Group, 2009), a
causa della diminuzione complessiva del
peso del settore agroalimentare europeo sui
mercati mondiali e al consumo interno costante, lo sviluppo delle imprese europee diventa sempre pi dipendente dallaccesso ai
mercati esteri, sia in termini di esportazione
che di importazione di materie prime.
Il recente dibattito sulla riforma della politica agricola comune (PAC) risulta strategico
per il commercio internazionale del settore
agroalimentare, dal momento che lagricoltura europea il principale fornitore di materie prime per lindustria agroalimentare
dellUE. Lintera filiera alimentare europea
dovr adeguarsi alle sfide della globalizza-

zione e della concorrenza internazionale in


maniera pi sostenibile. Questo il principio
guida su cui si fonda la politica di sicurezza
alimentare della Commissione Europea, ossia quello di avere un approccio integrato dal
campo alla tavola che copra tutti i settori
della filiera alimentare.
Migliorare le capacit di gestione
delle societ
I vantaggi dellaccesso ai nuovi mercati, che
possono essere sfruttati dai processi di internazionalizzazione, richiedono rinnovate capacit di gestione delle imprese. Ci significa non
solo occuparsi di gestire le diverse preferenze
dei consumatori, che derivano da una combinazione di fattori culturali, laccesso alle materie prime, ai mercati, la normativa, ecc. Le
barriere commerciali e non commerciali che
le aziende agroalimentari europee devono affrontare per espandere le attivit nei mercati
extra UE continuano a essere rilevanti.
Lintroduzione di accordi
commerciali equi e standard
Standard privati possono conferire un vantaggio competitivo grazie al migliore controllo e
alla maggiore efficienza, generati dai sistemi
di gestione della qualit adottati. Alcune di
queste norme sono specifiche allimpresa,
mentre altre sono adottate collettivamente
da un gruppo di attori della filiera (produttori,
trasformatori, distributori). Entrambi i casi
mostrano che lindustria agroalimentare e la

distribuzione si assumono la responsabilit


della sicurezza alimentare della filiera, spesso
utilizzando approcci del tipo B2B , ma che gli
sforzi non sono sempre ben comunicati al
consumatore. La crescente diffusione della
marca privata (private label) da parte dei rivenditori, pone ulteriori oneri ai produttori e
trasformatori nel soddisfare standard di alta
e uniforme qualit e requisiti di consegna (per
ulteriori informazioni si veda il Capitolo 6).
Unaltra sfida per gli standard pubblici e privati lomogeneizzazione, essendo larmonizzazione delle norme nazionali di sicurezza
alimentare con gli standard internazionali
risultata difficoltosa negli ultimi anni. La legislazione alimentare UE mira ad armonizzare le
norme nazionali esistenti, al fine di garantire la
libera circolazione degli alimenti e dei mangimi
nellUnione Europea.
Lo sviluppo di servizi di trasporto e
logistica efficienti ed efficaci
La razionalizzazione dei sistemi di trasporto,
lo sviluppo di servizi logistici efficienti ed efficaci in grado di rispettare le esigenze dei
diversi attori della filiera (produttori, distributori, trasportatori e operatori logistici)
mira a ridurre i costi di trasporto generali, nel
rispetto di standard sempre pi alti, nonch
garantire un maggiore valore aggiunto per i
produttori primari, che devono abbandonare
lapproccio di pura fornitura verso una prospettiva di integrazione che sottolinei il loro
ruolo chiave nella filiera agroalimentare.

Tabella 5.3. - Politiche in materia di commercio e di esportazione


Riferimenti
Criteri per il riconoscimento dei
gruppi di produttori agro-alimentari
regionali e le organizzazioni
interprofessionali (OI), in applicazione
della legge regionale 24/2000

Istituzione/
Livello territoriale
Giunta regionale
Emilia-Romagna
Regionale

Descrizione
La regione Emilia-Romagna ha definito i criteri per riconoscere le organizzazioni interprofessionali (OI) a livello regionale per tutti i segmenti del settore agroalimentare in applicazione
della legge regionale 24/2000.
LOI pu sviluppare norme comuni di produzione, modelli di accordi interprofessionali da utilizzare tra i membri, organizzare banche dati per per programmare la produzione, fare azioni
collettive per promuovere i prodotti, lo sviluppo di servizi comuni volti a migliorare la qualit
dei prodotti e la sostenibilit sociale e ambientale.

Decisione Consiglio Regionale n. 339


del 14 marzo 2011
2007 - 2013 Piano di sviluppo rurale
Emilia-Romagna
- Misura 121
- Misura 123

Regione Emilia-Romagna

Politiche di filiera

Governo centrale greco

Regionale

Nazionale

Sostenere la capacit di aggregazione delle imprese attive nel settore lattiero-caseario, in


modo da renderle pi forti e competitive sul mercato, in vista dellimportante scadenza Europea rappresentata dallabolizione delle quote latte nel 2015 e la conseguente liberalizzazione
del mercato.
Il settore dei cereali in Grecia presenta molte potenzialit di sviluppo, attraverso la realizzazione (da parte del governo centrale), dei seguenti criteri:
valorizzare il ruolo delle associazioni agricole nella gestione della produzione e rafforzare
le azioni di cooperazione,
promuovere la costruzione di gruppi tra gli agricoltori biologici e sviluppare capacit per
fornire loro supporto scientifico,
promuovere unagricoltura contrattualizzata per la produzione di prodotti specializzati
(ad esempio cereali biologici, pasta, ecc),
creare unorganizzazione interprofessionale per ciascuna coltura.

52

Commercio ed esportazione

Accrescere la consapevolezza
rispetto al supporto offerto da
istituzioni e organizzazioni che
operano nel settore
Vi la necessit di una maggiore consapevolezza del ruolo svolto dal settore pubblico,
dalle organizzazioni ed associazioni di rappresentanti nel sostenere le imprese agroalimentari, gestendo le tipologie di rischio (ad
esempio, la variabilit delle materie prime in
termini di qualit e di prezzo), facendo da intermediari nellapplicazione delle norme pubbliche sulla sicurezza e qualit dei prodotti
alimentari.

organizzazioni di produttori e le associazioni rappresentano una valida strategia per


migliorare il potere contrattuale del singolo
produttore e valorizzare la produzione locale, ottimizzando anche la qualit delle produzioni e ottenendo pi visibilit sui mercati
(si veda il Capitolo 2). Lindustria alimentare
sarebbe pi stimolata a rifornirsi di materie
prime a livello locale diminuendo cos alcuni
costi, ad esempio di trasporto (distretto del
pomodoro del Nord Italia, coordinato dalla
Provincia di Parma).

Raggruppamento di imprese per


attivit di internazionalizzazione
congiunte
PMI possono essere supportate dalle istituzioni attraverso strategie comuni per laccesso
ai mercati esteri. Normalmente queste attivit si concentrano su settori specifici e sono
mirate ai mercati emergenti,contraddistinti
da elevate prospettive di crescita.
Raggruppamento di produttori per
migliorare lapprovvigionamento
strategico di materie prime
Come testimoniato da numerosi partner
di progetto, i produttori primari si trovano
in una posizione contrattuale pi debole
rispetto allindustria alimentare e alla distribuzione, che risultano maggiormente
strutturate (vedi anche il Paragrafo 5.1). Le

53

06
Qualit e consumo

sicurezza e qualit alimentare, stili di vita sani,


informazione e supporto alla scelta dei consumatori

Qualit e consumo

6.1 Criticit rilevate in materia


di qualit e consumo

Le criticit individuate nei segmenti scelti da


PACMAn sono abbinate ai partner e ai territori nella Tabella 6.1.

La consapevolezza dei consumatori


circa la qualit e la sostenibilit
dei prodotti
Le criticit segnalate riguardano: a) gli investimenti per la sostenibilit degli imballaggi
che non sempre sono valutati positivamente
dal consumatore, specie se si traducono in un
aumento del prezzo di vendita del prodotto
confezionato; b) La mancanza di azioni di
comunicazione/strategie per promuovere il
valore aggiunto del packaging verso il consumatore finale (ERVET, packaging), la scarsa
consapevolezza di acquisto dei consumatori di DOP (MODENA, industria lattierocasearia/Parmigiano Reggiano); c) la scarsa
conoscenza delletichettatura e dei prodotti biologici, (IVACE, agroalimentare); d)
i consumatori sembrano preferire prodotti a
basso contenuto di grassi (Kilkis, trasformazione del latte).

6.2 Opportunit
Le nuove tendenze di consumo rappresentano una delle principali sfide per lindustria
alimentare e delle bevande europea. La ricerca e lo sviluppo di prodotti e processi innovativi (vedi Capitolo 3) risulta strategica
per lintera filiera alimentare, per soddisfare
i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, garantendo nel contempo la sicurezza e
qualit dei prodotti. Le differenze culturali e
le diverse abitudini alimentari rappresentano
nuove sfide per linnovazione e lo sviluppo di
nuovi prodotti.
Una migliore conoscenza del rapporto tra
cibo e salute cambia il modo in cui lalimentazione viene percepita. I nuovi rischi alimentari richiedono che al consumatore vengano
fornite informazioni chiare e precise.
Il Regolamento UE n 1169/2011 relativo
allinformazione dei consumatori sui prodotti
alimentari, denominato INCO, introduce
modifiche significative alle informazioni sui
prodotti alimentari fornite ai consumatori
(vedi Note Finali).

Ruolo strategico
delle certificazioni
La certificazione percepita come inutile dai
clienti delle imprese che producono imballaggi (ERVET, packaging).
Struttura complessa per il controllo, la certificazione e lomogeneizzazione delle normative
europee in materia di etichettatura dei prodotti UE e non UE (IVACE, agroalimentare).

6.3 Certificazioni
Lanalisi approfondita effettuata da PACMAn
sulle circa 600 aziende ha mostrato che circa

tre quarti (74%) del campione adottano uno


o pi tipi di certificazione. Gli standard di
certificazione pubblici e privati sono strumenti fondamentali per garantire la conformit alla normativa sia a livello nazionale che
internazionale.
In Figura 6.1 sono riportate le percentuali
relative alle varie tipologie di certificazione.
Le certificazioni di qualit dei prodotti sono
le pi diffuse tra le regioni partner di PACMAn, con il 30% degli intervistati. Seguono
DOP, IGP, STG (26%).
Anche se le certificazioni dei sistemi di gestione della qualit e le certificazioni ambientali sono meno diffuse, rappresentano
rispettivamente il 15% e il 10% del totale.
Nella categoria Altro sono comprese le certificazioni di sicurezza alimentare (HACCP,
controlli veterinari, ISO 22000, ecc) e, in
minor misura, le certificazioni di agricoltura
biologica.
Un ruolo chiave della certificazione quello
di facilitare il coordinamento allinterno delle
filiere agroalimentari, trasmettendo informazioni ai consumatori finali sulla qualit dei
prodotti e sui processi produttivi.
LISTA DELLE CERTIFICAZIONI NELLAREA MED
In questo capitolo viene fornita una lista di
certificazioni identificate dalla partnership
di PACMAn, direttamente o indirettamente
collegate alla sostenibilit - con particolare

Figura 6.1 - Tipi di certificazioni


Fonte: Indagine PACMAn, 2012

no
DOP, IGP, STG
certificazione di qualit del prodotto
sistemi di gestione qualit
certificazione ambientale
altro

0%

5%

10%

15%

20%

25%

30%

Tabella 6.1 - Identificazione delle principali criticit


Segmenti selezionati

Territori
Emilia-Romagna

Modena

Kilkis

Valencia

Agroalimentare
Imballaggio
Industria casearia

55

Consapevolezza dei consumatori circa la qualit


e la sostenibilit dei prodotti
Ruolo strategico delle certificazioni

attenzione ai temi della qualit e sicurezza


alimentare - (vedi Tabelle 6.2 e 6.3).
NORME PRIVATE
A causa della crescente preoccupazione
dei consumatori, e al fine di rispettare gli
standard pubblici, gli operatori del settore
agroalimentare hanno innovato i processi
produttivi, migliorando il coordinamento
tra le fasi della filiera.Le catene distributive
europee richiedono ai fornitori certificazioni
di prodotto secondo standard proprietari
per coniugare requisiti organizzativi per la

gestione della qualit, requisiti igienico-sanitari, requisiti sulle strutture e gli ambienti
produttivi, e norme comportamentali del
personale (es. BRC, IFS, GlobalGap).

la crescente importanza degli standard ai


temi delligiene e sicurezza alimentare. La
Tabella 6.5 riporta le certificazioni di qualit
della filiera agroalimentare.

Allinterno della vasta gamma di norme private (alcuni esempi in Tabella 6.4), secondo il
WTO si possono ditinguere tre tipi principali.
La classificazione si basa su chi definisce o
codifica lo standard.18
Una delle caratteristiche degli standard privati la crescente attenzione ai processi con
cui lalimento viene prodotto, rispecchiando

Tabella 6.2 - Certificazioni relative alla dimensione ambientale


Riferimento

Partner

Descrizione

European Label of
Organic Product

Ervet, Critt,
Adral,
Provincia
di Parma

Etichetta che certifica il metodo di produzione biologico che deve rispettare quanto previsto dai regolamenti CE 834/07 e
CE 889/08 Dal 1 luglio 2010, lUE ha introdotto un nuovo logo biologico per garantire la tutela del consumatore e standard
comuni

MSC - Marine
Stewardship
Council

Ervet

Marchio che attesta la pesca sostenibile e la tracciabilit dei prodotti ittici

Forest
Stewardship
Council (FSC)

Ervet

Segmento alimentare: agricoltura/allevamento

Segmento alimentare: pesce di mare e pesce di allevamento, trasformazione e conservazione di pesce e suoi derivati
FSC rappresenta un sistema di certificazione forestale riconosciuto a livello internazionale. La certificazione ha come scopo
la corretta gestione forestale e la tracciabilit dei prodotti derivati. Il logo di FSC garantisce che il prodotto stato realizzato
con materie prime derivanti da foreste correttamente gestite
Segmento alimentare: imballaggio

Friends of the Sea

Ervet

Certificazione di prodotti da Pesca e Acquacoltura Sostenibile


Segmento alimentare: pesce di mare e pesce di allevamento

EPD
Environmental
Product
Declaration

Ervet

Globalgap

Critt, Ervet

Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD - Environmental Product Declaration) uno schema di certificazione volontaria
di valenza internazionale. Le prestazioni ambientali dei prodotti/servizi riportate nella EPD devono basarsi sullanalisi del
ciclo di vita mediante utilizzo del Life Cycle Assessment (LCA).
Segmento alimentare: tutta la filiera agroalimentare (e molti altri settori)
GlOBALGAP una certificazione volontaria di prodotti agricoli che ha validit globale ed ha come scopo principale quello di
fornire garanzie ai consumatori sulla produzione degli alimenti e di ridurre limpatto ambientale che deriva dalle operazioni
agricole, limitando luso di fertilizzanti. Nato per il settore dellortofrutta, oggi esteso a tutte le produzioni vegetali, ma anche
a quelle animali (latte, carni e prodotti ittici) e ai relativi mangimi, e a produzioni particolari come th, caff, fiori e piante
ornamentali.
Segmento alimentare: agricoltura/allevamento/acquicoltura

EMAS

UNI EN ISO
14001:2004

ISO 14040 e
14044 LCA

Ervet,
Provincia
di Modena, Cut

Il sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS) intende promuovere il costante miglioramento dei risultati ambientali
di tutte le organizzazioni europee, nonch linformazione del pubblico e delle parti interessate.

Ervet,
Provincia
di Modena,
Critt, Cut

La certificazione ambientale ISO 14001 una norma internazionale, a carattere volontario, che definisce come deve essere
sviluppato un efficace sistema di gestione ambientale.

Critt, Ervet

Il riferimento normativo internazionale per lesecuzione degli studi di LCA rappresentato dalle norme ISO della serie 14040.
ISO 14044:2006 specifica i requisiti e fornisce le linee guida per la valutazione del ciclo di vita (LCA).

Segmento alimentare: qualunque organizzazione

Segmento alimentare: pu essere utilizzato da qualsiasi organizzazione indipendentemente dalla sua attivit o settore*

Segmento alimentare: qualunque organizzazione


LACON
Certification for
Organic Farming

Cut

Produzione
integrata

Provincia
di Parma

LACON certifica i prodotti da agricoltura biologica secondo le norme per la produzione, la trasformazione e letichettatura dei
prodotti biologici. Regolamento (CE) n 834/2007 e le linee guida allegate, Regolamento (CE) n 889/2008.
Segmento alimentare: settore dei produttori e degli agricoltori agricoli primari
La produzione integrata (PI) un sistema agricolo di produzione a basso impatto ambientale, che prevede luso coordinato e
razionale di tutti i fattori della produzione per ridurre al minimo il ricorso a mezzi tecnici che hanno un impatto sullambiente
o sulla salute dei consumatori.
Segmento alimentare: la produzione agricola (letichetta pu essere utilizzata anche per i prodotti trasformati)

56

Qualit e consumo

Tabella 6.3 - Certificazioni relative alla dimensione sociale


Riferimento

Partner

Descrizione

Fairtrade

Ervet

Fairtrade un marchio internazionale di certificazione etica. Il suo obiettivo quello di supportare i produttori pi svantaggiati dei
paesi in via di sviluppo, rendendoli capaci di entrare nel sistema commerciale in condizioni di trasparenza e correttezza e migliorando
cos i loro standard di vita.

OHSAS 18001

Critt,
Ervet

La certificazione del Sistema di Gestione Sicurezza e Salute, secondo lo standard OHSAS 18001, uno strumento che consente la gestione delle problematiche relative alla sicurezza in azienda, attraverso una valutazione a priori dei rischi e la loro riduzione mediante
azioni preventive derivanti da un piano di miglioramento continuo.
Segmento alimentare: qualunque organizzazione

ISO 26000

Critt,
Ervet

Le linee guida UNI ISO 26000:2010 per la Responsabilit Sociale delle organizzazioni. Lintento della norma quello di aiutare le organizzazioni a contribuire allo sviluppo sostenibile, di promuovere una comprensione comune nel campo della responsabilit sociale.
Segmento alimentare: qualunque organizzazione

SA8000

Ervet

E uno standard internazionale che elenca i requisiti per un comportamento eticamente corretto delle imprese e della filiera di produzione verso i lavoratori.
Segmento alimentare: qualunque organizzazione

Intermon
Oxfam

Impiva

Oxfam una confederazione internazionale di 17 organizzazioni in pi di 90 paesi dedicati ai diritti umani in tutto il mondo come
parte di un movimento globale per il cambiamento, per costruire un futuro libero dallingiustizia della povert.
Segmento alimentare: agroalimentare

Tabella 6.4 - Esempi di standard privati nella filiera agroalimentare


Standard privati aziendali

Standard collettivi nazionali

Standard collettivi internazionali

Filires Qualit (Carrefour) - versione


applicata in diversi paesi

British Retail Consortium Global Standard

GlobalGAP

QC Emilia Romagna

International Food Standard

P.Q.C. (Percorso Qualit Conad)

Safe Quality Food (SQF) 1000/ 2000


Marine Stewardship Council (MSC)
Forest Stewardship Council (FSC)

57

Tabella 6.5 - La sicurezza alimentare e le certificazioni di qualit nella filiera agroalimentare


Riferimento

Partners

Descrizione

ISO 22000

Critt,
Ervet

La ISO 22000 Food safety management systems- Requirements uno standard volontario per la certificazione di sistemi di
gestione della sicurezza in campo alimentare.
Gli obiettivi principali di questa nuova norma sono:
armonizzare i differenti standard specifici riguardanti la sicurezza alimentare
fornire uno strumento per sviluppare il metodo HACCP in tutto il sistema produttivo del settore alimentare
Segmento agroalimentare: filiera agroalimentare

BRC

Ervet,
Critt

Il BRC Global Standard for Food Safety nato nel 1998 per garantire che i prodotti a marchio siano ottenuti secondo standard
qualitativi ben definiti e nel rispetto di requisiti minimi.
Pu essere paragonato ad un capitolato che lega i fornitori qualificati allazienda di distribuzione.
Segmento agroalimentare: produzione, confezionamento, stoccaggio e distribuzione

IFS

Ervet,
Critt

Lo Standard IFS (International Food Standard) ha lo scopo di favorire lefficace selezione dei fornitori food a marchio della GDO,
sulla base della loro capacit di fornire prodotti sicuri, conformi alle specifiche contrattuali e ai requisiti di legge. Costituisce un
modello riconosciuto sia in Europa che nel resto del m ondo.
Segmento agroalimentare: aziende di trasformazione/confezionamento

Denominazioni
di Origine (DOP)
e Indicazioni
Geografiche protette
(IGP)

Kilkis,
Adral

AGRO 1-1

Kilkis

Il sistema europeo delle denominazioni dorigine protette DOP, e delle indicazioni geografiche protette IGP, dei prodotti agricoli e
alimentari, nato nel 1992, intervenendo ad armonizzare ed integrare norme di tutela gi esistenti in alcuni Paesi dellUnione Europea.
Regolamento CEE n. 2081/92 istitutivo del sistema di protezione delle denominazioni territoriali (ora sostituito Regolamento
CEE 510/2006).
Segmento agroalimentare: tutti i prodotti agroalimentari
Lo standard AGRO 1-1 principalmente rivolto alle aziende di trasformazione degli alimenti e del confezionamento che desiderano certificare ligiene e la sicurezza dei loro prodotti.
Segmento agroalimentare: tutti i prodotti agricoli

AGRO 1-2

Kilkis

Lo strandard AGRO 1-2 descrive le linee guida per le aziende di trasformazione degli alimenti e del confezionamento, in modo da
facilitare il loro regolare funzionamento allinterno del sistema qualit.
Segmento agroalimentare: tutti i prodotti agricoli

CRETACERT,
Certificazione di
prodotto cretese
autentico

Forth

Marchio di qualit
OPEN WINERIES

Forth

Certificazione dei prodotti che vengono prodotti e lavorati a Creta con controllo dei processi di produzione. Certificazione dellorigine geografica dei prodotti.
Segmento agroalimentare: olio doliva, vino, prodotti orticoli
Il marchio di qualit Cantine Aperte della Regione di Creta il risultato di uno sforzo di collaborazione da parte di produttori di vino
di Creta. Si basa su standard in uso dalla rete viticoltori di Heraklion ed stato finalizzato secondo il Quality Agreement cretese.
Segmento agroalimentare: vino

Marchio di qualit
della cucina cretese

Forth

La regione di Creta e il Quality Agreement cretese hanno creato il marchio di qualit della cucina cretese, che mira al coinvolgimento di ristoranti dellisola di Creta, al fine di creare un rapporto di fiducia con i consumatori e promuovere itinerari gastronomici.
Segmento agroalimentare: vino, olio doliva, verdure

Table 6.6 - Politiche riguardanti qualit e consumo


Riferimenti

Istituzioni

Descrizione

Risoluzione 72/2011
del 10 giugn. Sistema
di informazione per la
sicurezza alimentare

Ministero della salute della


Comunit Valenciana

Lobiettivo della risoluzione quello di fornire uno strumento adeguato, il cosiddetto Sistema di Informazione sulla Sicurezza Alimentare (SISA in spagnolo), per il miglioramento della sostenibilit sociale
delle filiere alimentari valenciane. Tale sistema stato creato per identificare i principali rischi della
filiera alimentare, per evitare tali rischi e per mettere in campo contromisure in caso di possibile emergenza alimentare. La risoluzione applicabile a tutte le fasi della filiera alimentare valenciana (dalle fasi
di produzione al consumo finale cibo).

Livello territoriale: Regionale

Tra i vari obiettivi il programma SISA si propone di:


identificare i rischi associati alla filiera alimentare,
valutare i rischi dovuti al consumo di cibo,
fornire i meccanismi per rilevare e reagire a situazioni di crisi,
fornire informazioni,
valutare lefficacia del controllo degli alimenti e dei programmi di prevenzione,
fornire informazioni per le statistiche,
trasferire le informazioni dal settore scientifico al mercato.
Ministero dellAgricoltura Provincia di Parma
SQNPI - Sistema di qualit
nazionale della produzione Livello territoriale: Nazionale
integrata

Il testo della legge 3 febbraio 2011, n. 4 recante "Disposizioni in materia di etichettatura e di qualit dei
prodotti alimentari", all'art.2 disciplina il Sistema di qualit nazionale di produzione integrata (SQNPI)

58

Qualit e consumo

6.4 Leggi e regolamenti

6.5 Rassegna bibliografica

Solo due sono i regolamenti identificati (Tabella 6.6), che si riferiscono alla qualit e alle
nuove tendenze dei consumatori.

La rassegna bibliografica ha identificato


quattro riferimenti in tema di qualit e consumo (Tabella 6.7).

Tabella 6.7 - Rassegna bibliografica in materia di qualit e consumo


Titolo

Autore/Data/Riferimenti

Descrizione

Il futuro della
produzione
biologica: la
sostenibilitqualitintegrazione.

Spanish Society of Ecological Agriculture, 2011

Estratto della 2 conferenza di IFOAM (International Federation of Organic Agriculture


Movements) (Francoforte novembre 2012). Larticolo descrive la situazione attuale
dellagricoltura biologica dellUE e mette in evidenza le principali necessit per lo sviluppo sostenibile del settore:
politiche per promuovere larmonizzazione del marchio biologico UE (evitando sovrapposizioni),
rafforzamento del profilo ambientale dei produttori biologici e commercianti nel
quadro giuridico dellUnione europea,
consulenza periodica di organizzazioni ufficiali come EGTOP relative agli aggiornamenti
della normativa riguardo nuovi prodotti biologici o a nuove strategie/tecnologie.
pi trasparenza della legge sulla produzione biologica per evitare squilibri sul mercato,
miglioramento della percezione dei consumatori per quanto riguarda la fiducia, la
sicurezza e la qualit dei cibi biologici.
necessit di aumentare la qualit degli alimenti biologici.

http://www.agroecologia.net/index.
php?option=com_content&view=article&id=1417:elfuturo-de-la-elaboracion-de-alimentos-ecologicossostenibilidad-calidad-integridad&catid=218:noticiasseae-2012&Itemid=1

Ivace id 1

Norme NF ISO
26000

Afnor (French Association of Normalization), 2010


http://www.iso.org/iso/iso_catalogue/management_
and_leadership_standards/social_responsibility/
iso26000

Guida all
utilizzo della
ISO 26000 per
lindustria
alimentare
(AC X30-030)

Afnor (French Association of Normalization), da


pubblicare

Uva da tavola

Pablo Neustadt

n.d.

http://www.foodsfromspain.com/icex/cda/controller/
pageSGT/0,9459,35868_6908150_6912156_4446313_7826885,00.
html

Il rapporto con la societ e lambiente in cui operano le imprese un fattore critico per
la capacit di continuare ad operare in modo efficace. E inoltre sempre pi usata come
una misura della performance complessiva delle imprese.
Per la norma ISO 26000 si veda anche tab. 6.3.
COOP de France e Ania hanno avviato un lavoro congiunto con la volont di avere un
quadro di riferimento per la strutturazione di approcci di R&S da parte delle industrie
alimentari e di rendere la norma ISO 26000 disponibile a qualsiasi azienda del settore.
Contemporaneamente vengono forniti strumenti di accompagnamento e di diagnostica
(come ad esempio la guida Ania allautodiagnosi o il Programma 3D di Critt) che consentano alle imprese di evolvere nel loro approccio alla responsabilit sociale delle imprese.
Larticolo descrive le principali variet di uva nei paesi mediterranei come Francia, Italia e Spagna. Larticolo analizza le principali caratteristiche organolettiche delle uve,
concentrandosi sulluva da tavola e sottolineando il contributo prioritario della Spagna,
il pi grande produttore europeo di questo frutto. Tra queste, alcune regioni come
Valencia (es. Vinalop -DOP della Comunit Valenziana), Murcia, Almera, sono indicati
come area di produzione di uva da tavola.

59

6.6 Raccomandazioni finali


La crescente preoccupazione dei consumatori
riguardo la sicurezza e la qualit degli alimenti
rende necessario innovare i processi e i prodotti per rispondere alle nuove aspettative del
consumo a livello globale. In questa prospettiva la qualit dei prodotti del Mediterraneo ha
grandi potenzialit, da esprimere attraverso
una maggiore collaborazione con gli enti e le
istituzioni a supporto (in primis lEFSA).
Le politiche nazionali per la competitivit del
settore agricolo e agro-industriale si sono
concentrate sul miglioramento della qualit
della produzione. Tuttavia, la qualit da sola
non sembra sufficiente per agire sul differenziale di prezzo che consente ai produttori di
far fronte allaumento dei costi delle materie
prime e degli altri fattori di produzione.
La sfida della sostenibilit comporta lo spostamento dellattenzione dai prodotti ai
processi attraverso i quali sono ottenuti, e
alla loro qualit rispetto allambiente e ai
temi sociali.
Temi quali sicurezza alimentare, impatto
sullambiente, qualit dei prodotti richiedono un adeguamento strutturale del settore agroalimentare da compiersi attraverso
lintegrazione verticale, levoluzione della
catena logistica, la gestione dei rapporti con
gli attori interni ed esterni.
Poich la competitivit dipende dalla capacit di rispondere meglio e prima degli

altri attori economici, lesistenza di forti relazioni tra gli attori del sistema agroalimentare
nel fornire risposte a queste sfide diventa la
variabile chiave per la competitivit.
Lenfasi sulla qualit e salubrit degli alimenti
e sul valore nutrizionale comporta la necessit di rinnovati investimenti in ricerca e sviluppo e, perci, di nuovi tipi di competenze
nei sistemi agroalimentari locali.
le azioni di comunicazione
Le imprese agroalimentari devono creare un
piano dazione efficace al fine di garantire la
conformit con il nuovo Regolamento europeo (UE) N. 1169/2011 relativo allinformazione dei consumatori sui prodotti alimentari. Il nuovo regolamento serve gli interessi
dei consumatori aumentandone il livello di
informazione, proteggendo la loro salute,
attraverso la definizione di norme comuni in
materia di informazione sugli alimenti.
La nuova normativa rende letichettatura
nutrizionale obbligatoria, rafforzando i casi
in cui lorigine deve essere indicata e specificando regole per la leggibilit delle informazioni, nonch per la correttezza delletichettatura, ecc.
efficienza dei trasporti
e della logistica
Cambiamenti nelle scelte di consumo pongono
nuove sfide per la logistica agroalimentare. La
crescente variet dei prodotti in offerta ri-

60

chiede soluzioni logistiche innovative (ICT-based). A fine di garantire un miglior posizionamento competitivo dellindustria alimentare,
occorre mettere in campo soluzioni tecniche
ed organizzative proprie della logistica moderna. Ci si traduce anche nella valutazione
dei diversi livelli di impatto misurati in termini
di emissioni di CO2, di PM10 e di congestione
generati da scelte logistiche diverse e, in particolare, dalla diversa localizzazione delle fasi
di produzione e distribuzione e dalla diversa
scelta di modalit e mezzi di trasporto.
la dieta mediterranea
La dieta mediterranea pu rappresentare
unopportunit per aumentare la sostenibilit agroalimentare, coerentemente ai dati
che mettono in relazione laspetto nutrizionale degli alimenti con il loro impatto ambientale.19 Risulta importante per le aziende
garantire che i consumatori comprendano la
premessa originale della qualit del modello
mediterraneo.20 La dieta mediterranea pu
rappresentare anche loccasione per collegare
la promozione dei prodotti locali con attivit
che mescolano il turismo alleducazione.
Per ulteriori informazioni si veda lazione
pilota che prevede la costituzione di un cluster transnazionale fondato sul concetto di
prodotto mediterraneo autentico e che
coinvolge Cipro, Provincia di Modena, Creta,
Kilkis e Alentejo, riguardante, materie prime
di qualit e caratteristiche legate alla tradizione e alla cultura locali.

Qualit e consumo

61

Tabella 6.8 - Enti certificatori nelle regioni del progetto PACMAn - Lista completa dei contatti
Istituzione

Partner

Descrizione

AGROQUALIT S.p.A.

Ervet

Agroqualit, societ per la certificazione della qualit nellagroalimentare, che opera in conformit alle norme ed alle regole nazionali, comunitarie e internazionali sugli organismi di certificazione, nata con lo scopo di rispondere alla necessit di sostenere
lo sviluppo delle produzioni agroalimentari, mediante la certificazione di qualit dei prodotti e dei sistemi. www.agroqualita.it

CHECK FRUIT S.r.l.

Ervet

Check Fruit uno degli Organismi leader in Italia nel settore della certificazione e ispezione nel comparto agroalimentare.
Check Fruit partner altamente qualificato per industrie alimentari, catene distributive e organizzazioni commerciali operanti nel comparto agroalimentare. Check Fruit accreditato da ACCREDIA (Sistema Nazionale di Accreditamento degli Organismi di Certificazione) per le certificazioni ISO 9001, ISO 22005 e UNI 11233. Check Fruit offre inoltre servizi di:
Ispezione e controllo qualit rivolti in particolare alla Grande Distribuzione Organizzata italiana ed europea;
Formazione: seminari sui temi della qualit, sicurezza alimentare e legalit,corsi qualificati KHC
Check Fruit Organismo di Controllo riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole, per numerosi prodotti a DOP Denominazione dOrigine Protetta e IGP - Indicazione Geografica Protetta. www.checkfruit.it

CERMET Soc. Cons. a r.l.

Ervet

Servizi di certificazione. BRC, IFS, Global Gap, ISO 22000, DOP-IGP-STG, marchi collettivi; ISO 22005, UNI 11381 pest control; EN 15593, etichettatura carni bovine, certificazione volontaria, fornitori, ispezioni. www.cermet.it

CMI ITALY S.r.l.

Ervet

I principali campi di attivit di CMi Italia srl includono i seguenti servizi di certificazione:
GLOBALGAP, LEAF e Tesco Nurture certificazioni, ISO 22000, ISO 9001, BRC (prodotti di consumo, norme alimentari, imballaggi), IFS (Food, Logistics). www.cmi-italy.it

TV Italia S.r.l.

Ervet,
Forth

Servizi di certificazione. BRC Consumer Products, BRC Food Standard, BRC Packaging, HACCP, Halal, Kosher, QS, certificazione volontaria di prodotto, materiali a contatto con gli alimenti, Global Gap F & V, Global Gap GRASP, IFS Food, IFS Logistic,
ISO 22005, ISO 22000, UNI EN 15593. www.tuv.it

RINA Services S.p.A.

Ervet

Servizi di certificazione. ISO 22000 Sistema di Gestione della Sicurezza Alimentare, certificazione di prodotto, tracciabilit, IFS,
BRC, NO OGM, ISO 20000, UNI 10854, DOP, IGP, STG, GLOBALGAP, ISO 14001, EMAS, SA 8000, ISO 9001, ISO 27001, OHSAS
18001, EPD/LCA, Best 4, rilevazione dei livelli di rischio e costruzione del modello organizzativo ex D. italiana 231/2001, di certificazione nel campo della governance, la certificazione dei servizi, ISO 28000, UNI EN ISO 22005:2007, MARCHIO COLLETTIVO
GEOGRAFICO, etichettatura volontaria, ISO 50001, UNI EN 15593, sistema di certificazione di cibo Halal, il Bribery Act 2010
(BA), Certificazione Amministrazione pesca Consiglio Marino, Amico della Certificazione del Mare. www.rina.org

CSQA Certificazioni S.r.l.

Ervet,
Provincia
di Parma

Sistema di Gestione Qualit (ISO 9001), gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000), sistemi di gestione ambientale (ISO
14001), la registrazione EMAS, Vita Cicli Assesment (ISO 14040 - LCA), Sistema di Gestione della Sicurezza e salute sul posto
di lavoro (OHSAS 18001), certificazione volontaria di prodotto, certificazione di prodotti tipici (DOP, IGP, CSC, STG), DTP
035 - Filiera controllata e ISO 22005, Responsabilit sociale (SA 8000), il reporting di sostenibilit (AA 1000), e-commerce
(Qweb), IFA-GLOBALGAP, BRC, IFS, (ISO 27001), Ispezioni. www.csqa.it

Certiquality

Ervet

Servizi di certificazione. ISO 9001, ISO 14001, Regolamento EMAS, BS OHSAS 18001, SA 8000, BRC, IFS, GLOBALGAP,
HACCP. www.certiquality.com

SGS Group

Ervet

Agricoltura e alimentazione.
Dato che i beni agricoli si sviluppano dal campo alla tavola, essi richiedono attenzione, monitoraggio e integrit. Offriamo una
gamma di servizi end-to-end per la filiera che riducono i rischi, garantiscono la qualit e migliorano la produttivit. Aiutiamo a
garantire lintegrit della filiera alimentare attraverso la gestione di colture, migliorando lo sviluppo di semi, lo svolgimento di
analisi dei terreni e la raccolta, la movimentazione di prodotti attraverso la filiera di approvvigionamento globale e la gestione
di ispezione commerciali al di esportazione e di importazione.
Sostenibilit.
Aiutiamo le organizzazioni a garantire che i loro partner abbiano processi e sistemi efficaci e gestibili in luoghi che soddisfino
i requisiti degli investitori legati alla qualit, salute e sicurezza, gestione ambientale, responsabilit sociale delle imprese e di
altre aree di sviluppo sostenibile. www.it.sgs.com

Bureau Veritas Italia


S.p.A.

Ervet,
Critt

Servizi di certificazione: ISO 22000, certificazione GlobalGap, Certificazione BRC/IFS, certificazione FAMI-QS, certificazione
FSSC 22000, Pesca Responsabile (MSC...), Acquacoltura Responsabile, GMP + alimentazione, biologica, EFISC, AIM Progress.
www.bureauveritas.it

Det Norske Veritas Italia


S.r.l.

Ervet

Servizi di certificazione: Certificazione ISO 22000, Certificazione GlobalGap, FSSC 22000, BRC (British Retail Consortium)
Global Storage and Distribution e IFS Logistics, mangimi ed ingredienti per la zootecnia, certificazione FAMI-QS, FSSC 22000,
SQF 1000/2000 Quality Food Program, certificazione volontaria di sostenibilit del prodotto, soluzioni di Supply Chain Green
& Efficient, Supply chain risk management. www.dnvba.it

Afnor certification

Critt

Lente opera in quattro principali aree di competenza: standard, certificazioni, soluzioni editoriali e servizi di informazione e
di formazione tecnica e professionale. www.afnor.org/en

Ecocert

Critt

Ecocert un organismo di controllo e certificazione, certificato secondo la norma internazionale ISO Guida 65 (EN 45011).
www.ecocert.fr

AGROCERT

Kilkis

Settori di attivit: gestione integrata della produzione agricola, agricoltura biologica, DOP, IGP, Specialit Tradizionale Garantita di Prodotti Agricoli, Garanzia di qualit di carne di maiale, Allevamento pollame controllato, Garanzia di qualit di carne
bovina, Garanzia della qualit dei prodotti dellacquicoltura, ISO - HACCP. www.agrocert.gr

62

Qualit e consumo

A-CERT (A-Cert
European Organization
for Certification S.A.)

Kilkis

A-CERT riconosciuto dal Sistema di Accreditamento ellenico (ESYD) come Organismo di Certificazione nelle seguenti aree:
Prodotti biologici secondo la norma EN 45011
Sistemi di Gestione per la Qualit in conformit alla norma ISO 9001:2008 secondo ISO/ IEC 17021:2006,
Alimentazione Sistemi di Gestione della Sicurezza in conformit alla norma ISO 22000:2005 secondo ISO/IEC 17021:2006
e ISO/TS 22003:2007,
Gestione integrata di produzione agricola/Gestione delle aree rurali, nel rispetto della AGRO 2.1 e AGRO 2.2 standard,
secondo la norma ISO/IEC 17021:2006.
www.a-cert.org

CERTIS - Controlo e
Certificao, Lda

Adral

Controllo e certificazione dei prodotti tradizionali (DOP, IGP, STG, DO, IG), modi di produzione (agricoltura biologica, produzione integrata, la protezione integrata), etichettatura facoltativa, benchmark privati, sistemi di gestione. www.certis.pt

AGRICERT Certificao de
Produtos Alimentares,
LDA

Adral

Agricert unorganizzazione privata di ispezione e di certificazione dei prodotti alimentari, riconosciuta sulla base della NP
EN 45011:2001 - Requisiti generali per Enti di Certificazione Prodotti, lorgano competente del Ministero dellAgricoltura
del Mare e dellAmbiente e spazio territoriale per ventiquattro prodotti tradizionali, cos come per lagricoltura biologica, la
protezione integrata e la produzione integrata. www.agricert.pt

Greek Standardization
Organization (ELOT)

Forth

In Grecia, ELOT lorganismo nazionale unico responsabile per lelaborazione, lapprovazione, la pubblicazione e la distribuzione di Standard ellenici. www.elot.gr

Cretan Quality
Agreement

Forth

Gli obiettivi della Societ sono: promuovere la dieta cretese e conferire ai ristoranti locali la certificazione con letichetta della
cucina cretese. Lobiettivo generale della Societ lo sviluppo sostenibile dellisola attraverso partnership con il settore
pubblico, settore industriale e societ civile. www.cretan-nutrition.gr

ENAC (Entidad
Nacional de
Acreditacin)

Ivace

ENAC lorganismno ufficiale designato dal governo spagnolo per valutare la competenza tecnica in conformit con le norme
e le certificazioni internazionali al paese. ENAC fortemente legata allagricoltura e lambiente. Fornisce certificazioni come:
BRC, IFS, EUREP, GFSI e schemi di certificazione per la distribuzione del settore agroalimentare su larga scala. www.enac.es

ACERTA

Ivace

ACERTA un organismo di controllo e certificazione indipendente specializzato nel settore alimentare principalmente dalla
Spagna, ma anche in altri 20 paesi. ACERTA in grado di produrre certificati per i protocolli internazionali quali: ISO, Tesco
nurture, IFS, BRC, GLOBALGAP, ecc. www.acerta-cert.com

IFOAM (International
Federation of Organic
Agriculture Movement)

Ivace

La missione mondiale di IFOAM di condurre, unire e assistere il movimento biologico al fine di raggiungere la sostenibilit
sociale, ambientale ed economica dellagricoltura biologica. n/a

ARPA Emilia Romagna

Provincia
di Modena

Certificatore EMAS

Dipartimento
Ambientale Cipro Ministro
dellAgricoltura, Risorse
naturali e Ambiente

Cut

Il Ministero dellambiente oltre allattuazione e applicazione della legislazione, che il risultato di armonizzazione con lambiente acqueo europeo, anche il punto di riferimento per la maggior parte delle Convenzioni ONU in materia di questioni
ambientali globali e regionali. www.moa.gov.cy/moa/environment/environment.nsf/index_en/index_en?

CYCERT - Cyprus
Certification Company

Cut

Cycert, la Societ di Certificazione di Cipro fondata nel 2002, una filiale dellOrganizzazione per gli strandard di Cipro (CYS),
e fornisce i seguenti servizi di certificazione: Sistema di Gestione Qualit ISO 9001:2000, Sistema di Gestione Ambientale
ISO 14001, Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, Salute e sicurezza alimentare (HACCP), Marcatura CE (in
collaborazione con e organismi notificati), Certificazione di Prodotto. www.cycert.org.cy/index.php

LACON Institute
for Inspection and
Certification in
Agriculture and Food
Processing Ltd

Cut

Azienda operante in tutta Cipro in ispezioni per lo schema di certificazione LACON (agricoltura biologica). n/a

CCPB

Provincia
di Parma

Valutazione e certificazione delle prestazioni ambientali dei prodotti basati sul LCA con servizi di valutazione specifici concentrati sulla filiera agroalimentare e agroenergetica. Aree di attivit: produzione integrata, Global Gap, sistema di tracciabilit,
prodotti privi di OGM, agricoltura biologica, verifica sullimpatto ambientale. www.ccpb.it

ENEA

Provincia
di Parma

Le attivit ENEA includono lo sviluppo e limplementazione di sistemi di gestione ambientale (EMS) e le etichette ecologiche
dei prodotti. Supporta i sistemi produttivi nazionali e locali per lattuazione di direttive, regolamenti e norme europee o
internazionali. www.enea.it

63

Appendice


Indicatori di sostenibilit dei segmenti


agroalimentari, generali e specifici,
identificati dalla partnership PACMAn

64

Indicatori di sostenibilit

Segmento

Indicatore

Tipo

Dimensione

Fabbricazione
di imballaggi

Peso dellimballaggio e lottimizzazione (comprensiva di imballaggio primario, secondario e terziario)

Quantitativo (quantit ridotta/


peso totale), per categoria di
materiale.

Ambientale,
Economica

Fabbricazione
di imballaggi

Ottimizzazione imballaggio/prodotto - Il rapporto tra la massa dellimballaggio utilizzato ed il prodotto, o sua unit funzionale

Quantitativo (% peso
imballaggio/peso totale)

Ambientale,
Economica

Fabbricazione
di imballaggi

Materiale di scarto- la massa del materiale di scarto generato durante la


produzione e il trasporto dellimballaggio (comprende materiali, costituenti, componenti)

Quantitativo (kg/UF - materiali


destinati alla discarica e
smaltimento finale)

Ambientale

Fabbricazione
di imballaggi

Utilizzo di materiali riciclati - Il rapporto tra il materiale riciclato (post-consumo e pre-consumo, come definito dalla OSP 14021) ed il materiale complessivo utilizzato negli imballaggi (comprende costituenti, componenti o
sistemi).

Quantitativo (%)

Ambientale

Fabbricazione
di imballaggi

Impiego di materiali rinnovabili - Il rapporto tra materiale rinnovabile ed il


materiale totale

Quantitativo (%) Percentuale in


peso di materiale rinnovabile sul
materiale totale (ISO 14021) o sul
livello di carbonio (ASTM D6866)

Ambientale

Fabbricazione
di imballaggi

Tasso di riuso- Il numero di volte in cui un imballaggio viene riutilizzato


allinterno del suo ciclo di vita (EN 13429 - ISO/CD18603)

Quantitativo (pu essere


utilizzato per limballaggio
primario, secondario e terziario)

Ambientale

Fabbricazione
di imballaggi

Percentuale di recupero - La frazione di imballaggio recuperata, in base alle


statistiche di gestione dei rifiuti

Qualitativo: recuperabile (si/no)

Ambientale

Fabbricazione
di imballaggi

Cube utilization - La misura dellefficienza del design dellimballaggio, in


relazione al riempimento dello spazio possibile. Riguarda solo limballaggio
terziario.

Quantitativo (% - percentuale in
volume occupata dal prodotto per
ununit di trasporto)

Ambientale,
Economica

Generale

Costo ambientale della catena di distribuzione (comprende sia il trasporto delle materie prime che il confezionamento, oltre alla distribuzione dei
prodotti finiti)

Quantitativi (emissioni di CO2 in


tutta la filiera agroalimentare)

Ambientale

Generale

Diffusione di nitrati nelle acque di scarico. Misura il livello di nitrati smaltiti


nelle acque di scarico dal processo di produzione e limpatto le falde acquifere sotterranee

Quantitativo (mg/lt di nitrati per


tonnellata di prodotto finito)

Ambientale

Generale

Scarti di materie prime

Quantitativo (kg/UF - materiali


destinati alla discarica e
smaltimento finale)

Ambientale,
Economica

La massa del materiale di scarto generato durante la produzione e il trasporto dellimballaggio (comprende materiali, costituenti, componenti)

Quantitativo: percentuale di
recupero (%)

Settore Primario

Materia prima utilizzata da diversi sistemi di produzione sostenibili accreditati. Il rapporto tra materie prime rispetto al totale in sistemi di produzione
sostenibili accreditati (a) biologico (b) CO2 neutro, (c) GlobalGap

Quantitativo (%)

Ambientale

Generale

Distanza media dell impresa dalle fonti di materie prime

Quantitativo

Economica

Generale

Indice di etica ambientale * Indicatore destinato a identificare lo sforzo intrapreso da piccole e medie imprese nel realizzare azioni eco-sostenibili in
un anno

Quantitativo in termini di punti


raccolti da azioni intraprese per
ridurre limpatto ambientale

Etica, Ambientale

Generale

Consumo annuo di energia elettrica per tonnellate di prodotto finito

Non specificato

Ambientale

Generale

KW di elettricit prodotti: pannelli solari, cogenerazione, ecc.

Non specificato

Ambientale

Generale

Numero di KW di elettricit prodotti

Non specificato

Ambientale

Generale

Volume di acqua raccolta per unit di prodotto finito (Mc/tonn.)

Non specificato

Ambientale

Generale

% acqua riciclata/consumo totale di acqua

Non specificato

Ambientale

Generale

Volume dacqua utilizzato (litri dacqua/tonnellata di prodotto finito)

Non specificato

Ambientale

Generale

% dei produttori che utilizzano lacqua piovana per lattivit agricola

Non specificato

Ambientale

Generale

% dei produttori che utilizzano strumenti e metodi per ridurre il consumo


di acqua

Non specificato

Ambientale

Generale

% di rifiuti di processo/prodotto riciclati/recuperati

Non specificato

Ambientale

65

Segmento

Indicatore

Tipo

Dimensione

Generale

% di produttori che partecipano alla raccolta differenziata

Non specificato

Ambientale

Generale

Sanzioni inerenti una cattiva gestione dei rifiuti di rifiuti

Non specificato

Ambientale

Generale

analisi degli effluenti

Non specificato

Ambientale

Generale

Numero di azioni svolte per preservare la biodiversit locale

Non specificato

Ambientale

Generale

Entit della partecipazione agli utili

Non specificato

Economica, Sociale

Generale

Numero di portatori di interesse che si riuniscono regolarmente

Non specificato

Economica, Sociale

Generale

Il numero di prodotti di riferimento

Non specificato

Economica

Generale

Parte del fatturato delle industrie agroalimentari

Non specificato

Economica

Generale

% di prodotti integrativi delle pratiche agroambientali che sono certificate

Non specificato

Economica

Generale

Numero di prodotto prodotti ecoefficienti

Non specificato

Economica

Generale

% dei dipendenti con contratto indeterminato

Non specificato

Sociale

Generale

Numero di produttori agricoli

Non specificato

Sociale

Generale

Numero di lavoratori agricoli con trattamento di fine rapporto

Non specificato

Sociale

Generale

Quota di licenziamenti sul totale delle fuoriuscite

Non specificato

Sociale

Generale

Quota di dimissioni volontarie sul totale

Non specificato

Sociale

Generale

Numero medio di ore di formazione per dipendente

Non specificato

Sociale

Generale

% dei salari lordi destinata alla formazione

Non specificato

Sociale

Generale

Tasso di utilizzo del DIF (diritto individuale alla formazione)

Non specificato

Sociale

Generale

% dei dipendenti coperti da colloquio di valutazione

Non specificato

Sociale

Generale

% di donne nel Consiglio di Amministrazione

Non specificato

Sociale

Generale

% di donne in formazione

Non specificato

Sociale

Generale

Principali differenze tra i salari uomini/donne

Non specificato

Sociale

Generale

Numero di produttori coinvolti sul tema della sicurezza sul lavoro

Non specificato

Sociale, Ambientale

Generale

Tassi di gravit di incidenti sul lavoro

Non specificato

Sociale, Ambientale

Generale

Tasso di frequenza di infortuni sul lavoro

Non specificato

Sociale, Ambientale

Generale

Tasso di assenteismo

Non specificato

Sociale, Ambientale

Generale

Numero di nuovi studenti

Non specificato

Sociale

Generale

Numero di tirocinanti nel contratto di formazione professionale

Non specificato

Sociale

Generale

Quantit di sponsorizzazioni e donazioni

Non specificato

Sociale

Generale

Importo degli aiuti per i giovani agricoltori

Non specificato

Sociale

Generale

% degli acquisti effettuati a livello locale

Non specificato

Sociale

Generale

Importo delle liquidazioni pagate ai fornitori locali

Non specificato

Sociale

Generale

% di lavoratori locali

Non specificato

Sociale

Generale

Fatturato nazionale e UE

Non specificato

Economica

Generale

Fatturato estero (fuori UE)

Non specificato

Economica

Generale

Valore aggiunto

Non specificato

Economica

Generale

Quantit di contributi alle normative dei produttori

Non specificato

Economica

66

Indicatori di sostenibilit

Segmento

Indicatore

Tipo

Dimensione

Generale

% di reddito pagato ai produttori agricoli

Non specificato

Economica

Generale

Certificazione ISO 9001

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

Certificazione NF V 01 005

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

Certificazione ISO 14001

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

Certificazione NF V 01 007

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

Certificazione IFS/BRC/ISO 22000

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

% di prodotti conformi

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

% dei prodotti commercializzati con SOQ (Sistemi Organizzazione Qualit)

Non specificato

Economica,
Ambientale

Generale

Accesso dallacqua (include la misurazione del consumo dacqua, la riduzione Quantitativo (emissioni CO2 in
tutta la filiera agroalimentare)
della domanda dacqua e il trattamento delle acque)

Ambientale

Generale

Uso dellenergia (include la riduzione della domanda di energia in tutti i processi e Quantitativo (emissioni CO2 in
tutta la filiera agroalimentare)
luso di energie rinnovabili come alternative al carbone, carburanti, ecc.)

Ambientale

Generale

Uso dei materiali di scarto (include emissioni di CO2 nei transporti)

Quantitativo (emissioni CO2 in


tutta la filiera agroalimentare)

Ambientale

Generale

Valorizzazione e materie prime di scarto e co-prodotti

Quantitativi (emissioni di CO2 in


tutta la filiera agroalimentare)

Ambientale

Generale

La porzione di materiale di scarto (in volume) generato durante il processo di Quantitativi (emissioni di CO2 in
tutta la filiera agroalimentare)
produzione riutilizzato (comprendenti materiali, componenti)

Ambientale

Generale

Indicatori economici su mercati online e iniziative di vendita diretta

Quantitativo

Economica

Generale

Numero di aziende certificate EMAS e ISO 14000

Quantitativo

Ambientale

Generale

Numero di aziende di Comunicazione e di informazione, consorzio MIPAF. Quantitativo


Consorzio Parmigiano-Reggiano

Economica

Generale

Nuovi prodotti

Euro investiti in ricerca e sviluppo

Economica

Olio doliva

Produzione specifica: Produzione Totale di olio per unit di coltivazione

Quantitativo (m3/ha.anno)

Economica

Olio doliva

Fissaggio di CO2: importo stimato di CO2 fissato per ettaro di superficie vegetale

Quantitativo (t/anno.ha)

Ambientale

Olio doliva

Occupazione: numero di dipendenti generati dal settore per anno/occupa- Quantitativo (%)
zione totale

Olio doliva

Energia consumata: il consumo di energia totale sulla produzione del prodotto

Quantitativo (kWh/t.anno)

Ambientale

Olio doliva

Dipendenti: salario lordo totale per persona e per anno

Quantitativo (/anno)

Sociale

Olio doliva

Consumo specifico di acqua: volume di acqua necessario per la produzione di Quantitativo (m3/t.anno)
una tonnellata di prodotto per anno

Ambientale

Olio doliva

Energia di substrati riutilizzata: valorizzazione energetica di biomasse resi- Quantitativo (kWh/ha.anno)


duali per ettaro di coltivazione e anno

Ambientale

Uva da tavola

Produzione specifica: La produzione totale per unit di coltivazione

Uva da tavola

Strategie di produzione ecologiche: agro biotecnologie, trappole biologiche, Qualitativo


feromoni, ecc.

Uva da tavola

Salario dei dipendenti: salario lordo totale per persona e per anno

Uva da tavola

Occupazione: numero di dipendenti generati dal settore per anno/occupa- Quantitativo (%)
zione totale * 100

67

Quantitativo (t/ha.anno)

Quantitativo (/anno)

Sociale

Economica
Sociale
Sociale
Sociale

Segmento

Indicatore

Tipo

Dimensione

Uva da tavola

Energia dal riutilizzo di substrati: valorizzazione energetica di biomasse residuali per ettaro di coltivazione e anno

Quantitativo (kWh/ha.anno)

Ambientale

Uva da tavola

Fissaggio di CO2: quantit stimata di CO2 convertita in composto biologico


per ettaro di superficie vegetale

Quantitativo (t/anno.ha)

Ambientale

Prodotti da forno
(Cocas-coquetes)

Consumo di acqua: il volume totale di acqua necessario per tonnellate di


prodotto fabbricato e anno

Quantitativo (m3/t.anno)

Ambientale

(Filiera di
trattamento
del pomodoro)

Emissioni di anidride carbonica (dal campo ai prodotti trasformati) - Misura


la quantit di emissioni di anidride carbonica direttamente o indirettamente
connessa con il processo produttivo

Quantitativo

Ambientale

(Filiera di
trattamento
del pomodoro)

Consumo dacqua - La quantit di acqua, direttamente o indirettamente


utilizzata, per lintero processo di produzione (dal campo al prodotto finito)

Quantitativo

Ambientale

(Filiera di
trattamento
del pomodoro)

Adozione del sistema di produzione integrata. Certificazioni che richiedono


di ottimizzare luso di prodotti chimici per lagricoltura durante il processo
di produzione.

Quantitativo (%di pomodori


prodotti utilizzando uno schema
IP certificata)

Ambientale

68

Indicatori di sostenibilit

69

Note

70

Note

1.
Report della World Commission on Environment and Development Our Common
Future, 1987
www.un-documents.net/wced-ocf.htm
2.
FAO - Food and Agriculture Organizations of
the United Nations, 2011, Linking climate
change financing and sustainability - Implications for Agriculture
www.fao.org/docrep/015/i2480e/
i2480e00.pdf
3.
OECD - The Organisation for Economic Cooperation and Development, 2011, A green
Growth Strategy for Food and Agriculture.
Preliminary report
www.oecd.org/greengrowth/sustainableagriculture/48224529.pdf
4.
The Consumers Goods Forum, 2011, Global
Protocol on Packaging Sustainability 2.0; A
Global Language for Packaging and Sustainability - A framework and a measurement
system for our industry
globalpackaging.mycgforum.com/allfiles/
FinalReport_2011.pdf
globalpackaging.mycgforum.com/allfiles/
GPPS_2.pdf
5.
Secondo larticolo Sustainability to support
end-to-end value chains: the role of supply
chain management, Closs, Speier, Meacham, 2012, Academy of Marketing Science.
6.
Ibidem.
7.
Ci sono anche altri modi per rappresentare
il concetto di sostenibilit. Lapproccio adottato dal 3D Destination Development Durable elaborato dalla regione CRITT/PACA il
seguente: governance, economia, mercato e
consumatori, sociale, salute e sicurezza sul lavoro, ambiente, sistema e qualit del prodotto.
8.
OECD - The Organisation for Economic Cooperation and Development, 2011, A green
Growth Strategy for Food and Agriculture.
Preliminary report
www.oecd.org/greengrowth/sustainableagriculture/48224529.pdf
9.
Sustainability to support end-to-end value
chains: the role of supply chain management, Closs, Speier, Meacham, 2012, Academy of Marketing Science.

10.
Also see Chapter 3.1 Methodology.
11.
Focus group, analisi dei fattori chiave e interviste specifiche effettuate durante il progetto in segmenti agro alimentari definiti
rappresentano la fonte principale utilizzato
dai partner di progetto per identificare queste criticit.
12.
Vedere anche la griglia di selezione dei tre
principali segmenti dellagro alimentare
www.pacmanproject.eu/page/projectdocuments/doc2013/2_MAP%202_SEGMENTS_05032013.pdf
13.
Vedere anche Hand-e-book on Agro-Food
Green Packaging sviluppato dal progetto
PACMAn.
14
Tuomisto et al (2012), Does organic farming reduce environmental impact?
Journal of Environmental Management 112
(2012) 309-320
15.
H.L. Tuomisto, I.D. Hodge, P. Riordan &
D.W. Macdonald, 2012; Does organic farming reduce environmental impacts?,
Journal of Environmental Management, 2012
www.sciencedirect.com/science/article/
pii/S0301479712004264)
16.
Gustavsson J., Cederberg C., Sonesson U.,
Van Otterdijk R. & Meybeck A. Global Food
Losses and Food Waste - Section 3.2 (Study
conducted for the International Congress
Save Food! at Interpack2011, Dusseldorf,
Germany); FAO, Rural Infrastructure and
Agro-Industries Division, 2011.
17.
Packaging in the Sustainability Agenda,
Guide for Corporate Decision Makers.
18.
Gli standard aziendali individuali sono stabiliti dalle singole aziende, prevalentemente
grossi rivenditori di cibo, e adottati lungo le
proprie filiere. GLi standard collettivi nazionali sono stabiliti da organizzazioni collettive
che operano entro i confini dei singoli paesi,
comprese associazioni industriali e organizzazioni non governative (ONG). Alcuni di
questi standard sono pensati specificamente
per stabilire richieste rispetto ai cibi provenienti da particolari stati o regioni. Altri, comunque, hanno impatto a livello internazionale in quanto applicati allintera catena del

71

valore. Un terzo insieme di standard, ovvero


gli standard internazionali collettivi, sono
concepiti per essere adottati (richiesti o utilizzati) da organizzazioni di paesi differenti.
19.
I cibi che i nutrizionisti ritengono debbano
essere mangiati pi frequentemente (frutta,
verdura, pane, riso, pasta e legumi) sono anche quelli con minor impatto sullambiente.
Mentre il valore nutrizionale della dieta Mediterranea da tempo riconosciuto dalla comunit scientifica internazionale, la Doppia
Piramide ora dimostra che questo modello
contribuisce anche a proteggere lambiente.
20.
Il programma per lincremento e il miglioramento della qualit nutrizionale della produzione mediterranea modificata portato
avanti, sin dal 2010, anche dalla sezione
regionale Provence Alpes Cte dAzur del
Centro francese per lInnovazione e il Trasferimento Tecnologico (CRITT), in collaborazione con il Centro Tecnico francese
per la Conservazione del Cibo (CTCPA) e
con ununit dellIstituto Nazionale francese
per la Ricerca Agricola (INRA) con sede a
Marsiglia, che hanno coordinato il progetto
OPTIMED. Lo scopo del progetto quello
di accresescere e migliorare la qualit nutrizionale di tredici prodotti mediterranei modificati specificamente selezionati.

Promoting attractiveness, competitiveness and internationalisation


of Agro-food Clusters of the Med Area

ISBN 978-88-908954-1-8

9 788890 895418