Sei sulla pagina 1di 114

Elettronica per le telecomunicazioni

Anno Accademico 2009/2010

Fiandrino Claudio

7 maggio 2010

‡

II

Indice

I

Teoria

3

1

Filtri

5

1.1 Nozioni base

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

5

1.1.1 Definizioni

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

5

1.1.2 Esempi di filtri ideali

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

6

1.1.3 Poli e zeri della funzione di trasferimento

 

8

1.2 Progetto di filtri del 1 ordine

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

12

1.2.1 Filtro passa basso

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

12

1.2.2 Filtro passa alto

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

13

1.2.3 Filtro passa banda

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

14

1.3 Progetto di filtri del 2 ordine

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

15

1.3.1 Analisi teorica

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

15

1.3.2 Sensibilit`a

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

19

1.3.3 Realizzazioni circuitali

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

19

1.4 Tecnica di sintesi RLC

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

27

1.5 Filtri con pi`u amplificatori operazionali

 

28

1.5.1 Filtri a variabili di stato

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

28

1.5.2 Celle biquadratiche

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

30

1.6 Filtri a capacit`a commutate

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

32

1.6.1 Analisi per comportamento ideale

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

32

1.6.2 Comportamenti con capacit`a parassite

 

34

1.6.3 Realizzazione di resistori

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

36

1.6.4 Integratore a capacit`a commutate

 

38

2

Applicazioni di transistori bipolari

 

43

2.1 Amplificatori accordabili a banda stretta

 

44

2.1.1 Richiami sul modello di Ebers-Moll

 

44

2.1.2 Modelli di piccolo segnale

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

45

2.1.3 Polarizzazione

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

45

2.1.4 Amplificatore ad emettitore comune

 

50

2.2 Oscillatori

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

58

2.2.1 Teoria degli oscillatori

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

58

2.2.2 Oscillatore di Colpitts

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

60

III

IV

INDICE

2.3

Mixer

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

61

2.3.1 Mixer a Transconduttanza

 

62

2.3.2 Mixer a Stadio differenziale

63

3 PLL

69

3.1

Introduzione

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

69

3.2

Analisi

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

70

3.2.1

Schema a blocchi e analisi teorica

 

70

3.2.2

Funzione di trasferimento

 

71

3.2.3

Analisi sul tipo di H LP (s )

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

73

3.2.4

Condizioni di aggancio del PLL

 

74

3.3

Realizzazioni circuitali dei componenti

 

77

3.3.1

Demodulatori di fase

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

77

3.3.2

VCO .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

85

3.4

Applicazioni dei PLL .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

90

3.4.1

Sintetizzatori di frequenza

 

90

4 Convertitori

 

93

4.1 Introduzione

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

93

4.2 Campionamento

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

95

4.3 Quantizzazione

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

97

4.4 Realizzazioni circuitali

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

104

 

4.4.1 Errori

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

104

4.4.2 Convertitori D/A

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

104

4.4.3 Convertitori A/D

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

109

4.4.4 Sample & Hold

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

112

Prefazione

La dispensa contiene solo e soltanto gli appunti presi a lezione.

I grafici sono stati realizzati con i codici tikz e devono essere intesi come approssimativi e qualitativi. Ringrazio Massimo Redaelli, autore del pacchetto L A T E X circuitikz, senza il quale non avrei potuto realizzare i circuiti presenti.

Per la segnalazione di errori potete contattarmi all’indir izzo e-mail:

Questa dispensa `e reperibile sul sito: http://claudiofiandrino.altervista.org .

1

CF

2

INDICE

Capitolo 1

Filtri

Per realizzare dei filtri i componenti induttivi a frequenze basse, vicino alla continua, non sono molto adatti. E’ possibile utilizzare gli amplificatori e, i filtri realizzati con amplificatori, prendono il nome di filtri attivi .

Questa definizione deriva dal fatto che servono sia a filtrare il segnale sia ad amplificarlo in banda passante.

1.1 Nozioni base

1.1.1 Definizioni

Funzione di trasferimento

La funzione di trasferimento di un sistema viene definita, nel dominio di Laplace, come:

dove:

H (s ) =

N (s )

D

(s )

.

il numeratore `e un poliniomio di ordine m ;

.

il denominatore `e un poliniomio di ordine n.

La condizione vincolante `e:

m n

Trasmissivit`a

La trasmissivit`a `e una particolare funzione di trasferimento che lega le ten- sioni di ingresso e di uscita di un sistema; viene definita, sempre nel dominio

3

4

CAPITOLO 1. Filtri

di Laplace, come:

T (s ) = V out (s )

in (s )

V

In

e fase:

generale `e un numero complesso che si pu`o esprimere in termini di modulo

T () = |T ()| e jφω

con s = .

Guadagno

Il guadagno di un filtro si definisce:

G(ω ) = |T ()|| dB = 20 log 10 ( |T ()| )

Se:

.

`e positivo si parla di guadagno ;

.

`e negativo si parla di attenuazione .

1.1.2 Esempi di filtri ideali

Gli esempi di filtri ideali sono:

.

filtro passa basso;

.

filtro passa alto;

.

filtro passa banda.

Filtro passa basso

Grafico:

| T |

filtro passa banda. Filtro passa basso Grafico: | T | ω p ω La parte colorata

ω

p

passa banda. Filtro passa basso Grafico: | T | ω p ω La parte colorata rappresenta

ω

La parte colorata rappresenta la banda passante; al di fuori il segnale viene attenuato e si parla di banda attenuata .

1.1. Nozioni base

5

Filtro passa alto

Grafico:

|T |

1.1. Nozioni base 5 Filtro passa alto Grafico: | T | ω ω p Come nel
1.1. Nozioni base 5 Filtro passa alto Grafico: | T | ω ω p Come nel

ω

ω

p

Come nel caso precedente la parte colorata indica la banda passante.

Filtro passa banda

Grafico:

|T |

la banda passante. Filtro passa banda Grafico: | T | ω p 1 ω p 2

ω p 1

ω p 2

Filtro passa banda Grafico: | T | ω p 1 ω p 2 ω Anche in

ω

Anche in questo caso la banda passante `e colorata.

I fronti di salita e di discesa sono verticali quindi non possono essere im- plementati fisicamente nella realt`a. Di un filtro reale, nelle specifiche, si conosce la maschera. Ad esempio, per il filtro passa basso, la maschera `e:

|T | ω p ω s ω
|T |
ω p
ω s
ω

La zona bianca `e quella zona in cui il segnale `e trasmesso; all’interno si distinguono ancora tre sezioni, a seconda della modalit`a con cui il segnale pu`o passare :

6

CAPITOLO 1. Filtri

|T | ω p ω s ω
|T |
ω p
ω s
ω

La parte tratteggiata in azzurro prende il nome di banda passante : in questa zona il segnale non subisce attenuazione. Nella parte tratteggiata in arancione, invece, il segnale `e molto attenuato; per questo motivo prende il nome di banda attenuata. La zona di passaggio fra banda passante e banda attenuata prende il nome di selettivit`a ; nel grafico `e la parte evidenziata in verde. La selettivit`a `e un’indice di quanto `e ripido un filtro: piu` ω p e ω s sono vicine pi`u il filtro sar`a ripido e quindi selettivo. L’escursione verticale, invece, `e il parametro che indica l’attenuazione totale introdotta dal filtro.

1.1.3 Poli e zeri della funzione di trasferimento

Il numero di poli della funzione di trasferimento definisce l’ordine del filtro; denotando con:

.

p i i poli del denominatore;

.

z i gli zeri del numeratore;

si pu`o esprimere la trasmissivit`a come:

T (s ) = k · i (s

z i )

i (s p i )

Sul piano complesso i poli devono essere presenti sulla parte colorata:

jω
jω
   

σ

Inoltre possono essere solo:

1.1. Nozioni base

7

.

reali;

.

a coppie complesse coniugate.

 

Graficamente:

 
Graficamente:  
jω α

α

coniugate.   Graficamente:   jω α − σ α dove: . in giallo sono colorati i
coniugate.   Graficamente:   jω α − σ α dove: . in giallo sono colorati i
coniugate.   Graficamente:   jω α − σ α dove: . in giallo sono colorati i
− σ

σ

α

dove:

.

in giallo sono colorati i poli reali;

 

.

in arancione sono colorate le coppie di poli complessi coniugati.

Il denominatore della funzione di trasferimento si pu`o esp rimere:

.

.

D (s ) = (s σ i ) nel caso di poli reali;

D (s ) = s 2 + 2ξω 0 + ω nel caso di poli a coppie complesse coniugate.

2

0

I coefficienti:

.

ω 0 rappresenta la pulsazione di risonanza;

.

ξ rappresenta il coefficiente di smorzamento.

Si definisce Q , fattore di qualit`a, l’espressione:

Q = 2ξ 1

Le radici del polinomio s 2 + 2ξω 0 + ω sono:

2

0

φ 1, 2 = 2ω 0

Q

± 0 · 1 4Q 1 2

oppure in funzione del coefficiente di smorzamento:

φ 1, 2 = ξω 0 ± 0 · 1 ξ 2

Per ottenere poli a coppie complesse coniugate `e necessario che il termine

± 0 · 1 ξ 2

8

CAPITOLO 1. Filtri

sia immaginario e ci`o accade se la radice `e reale:

1 ξ 2 R

In termini di Q, invece:

Nel caso in cui:

allora il termine:

=

1 ξ 2 > 0

Q > 0.5

1 ξ 2 I

± 0 · 1 ξ 2

=

`e puramente reale e i poli sono reali.

|ξ | < 1

Riassumendo, dato un polinomio di secondo grado a denominatore della funzione di trasferimento, si hanno:

Poli Condizioni su ξ Condizioni su Q
Poli
Condizioni su ξ Condizioni su Q
 

a coppie complesse coniugate

 

|ξ | < 1

 

Q > 0.5

a coppie reali

|ξ | > 1

Q < 0.5

Esempio

 

Considerando il sistema:

x(t )

 

y

(t )

h ( t )    

h(t )

   
h ( t )    
   

e ipotizzando di realizzare una funzione di trasferimento d i tipo passa basso come si esprime l’uscita y (t ) se in ingresso viene posto:

Nel dominio di Laplace:

x(t ) = A i · δ (t )

Y (s ) = X (s ) · H (s )

Per realizzare un filtro passa basso `e necessario che ci sia u n solo polo e nessun zero nella H (s ):

con α i R .

Quindi:

H (s ) =

i (α i ) i (s p i )

Y (s ) = A i ·

i (α i ) i (s p i )

1.1. Nozioni base

9

Antitrasformando si ottiene:

y (t ) α i · e p i t

i

L’uscita `e la somma di tanti termini esponenziali dove:

Graficamente:

p i = σ i + i

 

  jω  
 
   
  jω               jω i   − σ i  
       

i

 
 

σ i

     

σ

Se p i `e reale allora:

y (t ) = e σ i t che rappresenta la risposta di un sistema del primo ordine stabile.

Visualizziamo graficamente ingresso e uscita per questo tip o di sistemi:

x(t ) y (t ) t t
x(t )
y
(t )
t
t

Se p i `e complesso allora i poli sono due:

p 1, 2

= σ i ± i

La risposta del sistema in questo caso cambia:

y (t ) e σ i t · e jω i t + e + jω i t e σ i t · cos(ω i t )

Graficamente:

x(t )

x ( t )
 
 
x ( t )       t
   

t

y (t ) t
y
(t )
t

10

CAPITOLO 1. Filtri

L’uscita presenta oscillazioni di pulsazione ω i = ω 0 che si attenuano di σ i . Il termine σ i si esprime:

σ i = ξω 0 =

1

2Q ω 0

Il fattore di qualit`a Q , quindi, rappresenta fisicamente la rapidit`a con cui le oscillazioni si smorazano nel tempo. Pi`u `e elevato il fattore di qualit`a pi`u le oscillazioni si smorzano lentamente; al limite, per Q −→ ∞ , i poli si trovano sull’asse immaginario e le oscillazioni non si smorzano: si realizza un oscillatore. Al contrario, per Q bassi, le oscillazioni si smorzano molto velocemente.

1.2 Progetto di filtri del 1 ordine

1.2.1 Filtro passa basso

Il circuito `e:

V in

R 2

C 2 R 1 − +
C
2
R
1
+

V out

I parametri da considerare sono:

.

trasmissivit`a;

.

amplificazione in banda;

.

frequenza del polo.

La trasmissivit`a si esprime con:

T (s ) = V out = Z 2 =

V

in

Z

1

1

sC 2 //R 2

R

1

=

R 2 ·

R

1

1

1 + sR 2 C 2

L’amplificazione in banda (in continua per il filtro passa basso) `e data da:

T (0) = R 2

R

1

1.2. Progetto di filtri del 1 ordine

11

La frequenza del polo:

mentre la pulsazione del polo:

in quanto ω = 2πf .

f p =

1

2πR 2 C 2

1

ω p =

R 2 C 2

I diagrammi di Bode, modulo e fase, sono:

dB

f p 0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
f p
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

Le specifiche di progetto sono:

f p f f 0 ◦ − 45 ◦ − 90 ◦
f p
f
f
0 ◦
− 45 ◦
− 90 ◦

.

amplificazione in banda controllata attraverso R 1 e R 2 ;

.

frequenza del polo controllata attraverso C 2 .

1.2.2 Filtro passa alto

Lo schema circuitale `e il seguente:

V in

R 2

C 1 R 1 − +
C 1
R 1
+

V out

I parametri da considerare sono, come nel caso precedente:

. trasmissivit`a;

12

CAPITOLO 1. Filtri

. frequenza del polo.

La trasmissivit`a si esprime con:

T (s ) = V out = Z 2

V

in

Z

1

= sR 2 C 1

1 + sR 1 C 1

L’amplificazione in banda (f −→ ∞ per il filtro passa alto) `e data da:

La frequenza del polo:

e la pulsazione del polo:

T () = R 2

R

1

f p =

1

2πR 1 C

1

ω p =

1

R 1 C 1

I diagrammi di Bode, modulo e fase, sono:

dB

f p 0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
f p
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

f p f f ◦ 90 ◦ 45 0 ◦
f p
f
f
90
45
0 ◦

1.2.3 Filtro passa banda

Il circuito `e:

V in

R 2

C 2 C 1 R 1 − +
C
2
C 1
R 1
+

V out

1.3. Progetto di filtri del 2 ordine

13

La trasmissivit`a `e:

T (s ) = V out = Z 2

V

in

Z

1

=

sR 2 C 1

(1 + sR 1 C 1 ) · (1 + sR 2 C 2 )

L’amplificazione in banda passante `e data da:

In questo caso i poli sono due:

f p 1 =

1

2πR 1 C 1

R 2

R 1

f p 2 =

1

2πR 2 C 2

quindi anche le pulsazioni sono due:

ω p 1 =

1

R

1

C

1

ω p 2 =

1

R

2 C 2

I diagrammi di Bode, modulo e fase, sono:

dB

f p 1 f p 2 0 − 10 − 20 − 30 − 40
f p 1
f p 2
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

f p 1 f p 2 f f ◦ 90 0 ◦ − 90 ◦
f p 1
f p 2
f
f
90
0 ◦
90 ◦

1.3 Progetto di filtri del 2 ordine

1.3.1 Analisi teorica

Per un filtro del secondo ordine la funzione di trasferimento sar`a del tipo:

H (s ) =

N (s ) s 2 + 2ξω 0 s + ω

2

0

dove, a denominatore, le radici saranno complesse coniugate (Q > 0.5).

Analizziamo per i vari tipi di filtro la forma del numeratore N (s ) e quale influenza ha sui diagrammi di Bode.

14

CAPITOLO 1. Filtri

Filtro passa basso

Il filtro passa basso ha la propriet`a di avere:

N (s ) = costante

Si esprime dunque la funzione di trasferimento come:

H (s ) =

2

κω s 2 + 2ξω 0 s + ω

0

2

0

Studiamo il comportamento sull’asse delle frequenze, ponendo s = j 2πf :

f −→ 0

=

amplificazione in banda = κ

f −→ ∞

=

banda attenuata f 1 2

Il diagramma di Bode del modulo di H (s ):

dB

0 − 10 40 dB/dec − 20 − 30 − 40 − 50
0
− 10
40 dB/dec
− 20
− 30
− 40
− 50

f

Le risposte reali possono essere di due tipi, a seconda del valore di Q:

dB 0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
dB
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

0.5 < Q < 0.707

dB

f f 0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
f
f
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

Q > 0.707

Il secondo grafico evidenzia il picco di risonanza o sovraelongazione : pi`u cresce Q pi`u cresce il picco; nel dominio delle frequenze, inoltre, l’altezza del picco `e proprio data dal valore di Q .

In dettaglio:

|H (s )|| dB = κ| dB + Q | dB

1.3. Progetto di filtri del 2 ordine

15

Graficamente:

κ| dB

filtri del 2 ◦ ordine 15 Graficamente: κ | dB ω max Q | dB Diagramma

ω max

Q | dB

Diagramma di Bode della fase:

ω 0 0 ◦ − 90 ◦ − 180 ◦
ω 0
0 ◦
90 ◦
180 ◦

ω

Il cambiamento di fase `e tanto pi`u veloce tanto pi`u il Q `e elevato; la pulsazione ω 0 `e quella per cui il segnale di ingresso risulta sfasato di 90 .

Filtro passa alto

La funzione di trasferimento per un filtro passa alto deve avere due zeri nell’origine, quindi:

N (s ) = s 2

Si esprime H (s ) come:

H (s ) =

κs 2 s 2 + 2ξω 0 s + ω

2

0

Il diagramma di Bode del modulo di H (s ):

dB

0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

f

16

CAPITOLO 1. Filtri

Come per il filtro passa basso, le risposte reali possono essere di due tipi:

dB dB f f 0 0 − 10 − 10 − 20 − 20 −
dB
dB
f
f
0
0
− 10
− 10
− 20
− 20
− 30
− 30
− 40
− 40
− 50
− 50
0.5 < Q < 0.707
Q > 0.707

Filtro passa banda

Per il filtro passa banda la funzione di trasferimento risulta essere:

H (s ) =

κsω 0

s 2 + 2ξω 0 s + ω

2

0

Il diagramma di Bode del modulo:

La risposta reale `e:

dB

f L f H 0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
f L
f H
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

dB

f L f H 0 − 10 -3 dB − 20 − 30 − 40
f L
f H
0
− 10
-3 dB
− 20
− 30
− 40
− 50

f

f

I punti a 3 dB dal picco individuano le frequenze:

f L = f 0 · 1 +

1

2Q

1

4Q 2

f H = f 0 · 1 +

4Q 2 + 2Q

1

1

1.3. Progetto di filtri del 2 ordine

17

Esiste una formula alternativa per il calcolo del fattore di qualit`a:

Q =

f

0

BW =

f 0 f H f L

Pi`u `e elevato il Q pi`u il filtro sar`a selettivo il frequenza e il picco sar`a piu` stretto; ci`o comporta anche un’aumento dell’amplificazione che pu`o essere uno svantaggio in quanto le frequenze amplificate sono molto vicine alla frequenza f 0 . Graficamente:

dB 0 − 10 − 20 − 30 − 40 − 50
dB
0
− 10
− 20
− 30
− 40
− 50

f

1.3.2 Sensibilit`a

La sensibilit`a `e un coefficiente che quantifica le variazion i di parametri reali rispetto a quelli di progetto.

La condizione ideale sarebbe avere una sensibilit`a nulla corrispondente al fatto di misurare gli stessi parametri di progetto, ma `e pressoch`e impossi- bile.

Si definisce sensibilit`a:

x = ∂y

S y

y

·

1

∂x

x

1.3.3 Realizzazioni circuitali

Per realizzare un filtro del secondo ordine `e possibile utilizzare due tipi di celle:

.

celle a guadagno finito;

.

celle a guadagno infinito (celle a reazioni multiple).

Considerando il primo tipo si procede ad analizzare la cella Sallen-Key.

18

CAPITOLO 1. Filtri

Cella Sallen-Key

La realizzazione circuitale prevede inizialmente di utilizzare ammettenze generiche Y i che verranno sostituite con condensatori o resistenze a sec- onda del tipo di filtro che si vuole realizzare (passa basso, p assa alto, passa banda). Circuito generico:

Y 2 − Y 1 i 2 + i i 1 3 Y 3 V
Y
2
Y
1
i
2
+
i
i
1
3
Y
3
V out
V
V
Y
V in
x
out
4
Per determinare la trasmissivit`a occorre scrivere le equazioni della corrente
sul nodo colorato in rosso e della tensione V out :
 (V in
− V x ) · Y 1 =
Y 3
(V x − V out ) · Y 3 + (V x − V out ) · Y 2
T (s ) = V out
V
Y 4 · V x
in
V out =
Y 3 +

dove:

. (V in V x ) · Y 1 = i 1 ;

. (V x V out ) · Y 2 = i 2 ;

. (V x V out ) · Y 3 = i 3 .

Risolvendo si ottiene:

T (s ) = V out

V

in

=

Y 1 · Y 3 Y 4 · (Y 1 + Y 2 + Y 3 ) + (Y 1 · Y 3 )

Per realizzare un filtro passa basso `e necessario che il numeratore non pre- senti zeri, quindi occorre scegliere:

Y 1 = 1 1

R

Y 3 = 1

R

3

1.3. Progetto di filtri del 2 ordine

19

Poich`e il denominatore deve essere un polinomio di secondo grado in s gli altri due componenti saranno:

Y 4 = sC 4

Y 2 = sC 2

Ricapitolando, per il filtro passa basso Sallen-Key:

Ammettenza Componente usato
Ammettenza
Componente usato

Y

Y

Y

Y

1

2

3

4

1

R

1

sC 2

1

R

3

sC 4

Sostituendo i componenti specifici nel circuito generico si ha:

C 2 − i R 2 1 + i i 1 3 R 3 V
C
2
i
R
2
1
+
i
i
1
3
R
3
V out
V
V
C
V in
x
out
4
Dati (m, n ) ∈ N si preferisce utilizzare per i componenti le seguenti espres-
sioni:
Componente
Espressione
R
R
3
R
mR
1
C 4
C
C 2
nC

Le espressioni della pulsazione di risonanza, frequenza del polo e fattore di qualit`a sono riportate in tabella sia con la dicitura per componente, sia con le espressioni introdotte in precedenza:

20

CAPITOLO 1. Filtri

Parametro Espressione etichette Espressione m, n
Parametro Espressione etichette Espressione m, n

ω 0

f

0

Q

1

R 1 · R 3 · C 2 · C 4

1

2π · R 1 · R 3 · C 2 · C 4

R 1 · R 3 · C 2 · C 4 (R 1 + R 3 )C 1

1

mnRC

1

2π mnRC

mn

m + 1

Si osservi che, nelle espressioni con m, n , il fattore di qualit`a non dipende dai componenti scelti, ma solo dal loro rapporto; invece, la f 0 , dipende sia dal rapporto fra i componenti sia dalla costante di tempo (τ = RC ).

1

Se Q = 2 si ha (m = 1, n = 2) `e un caso particolare (Butterworth).

Come si pu`o notare dal circuito l’amplificazione in banda di questa cella `e unitaria ed `e un limite. Per sopperire a questa mancanza si introducono le celle KRC , celle di tipo Sallen-Key con amplificazione in banda pari a κ.

Celle KRC

Le celle KRC, circuitalmente, si realizzano introducendo u na rete di reazione sul morsetto invertente
Le celle KRC, circuitalmente, si realizzano introducendo u na rete di reazione
sul morsetto invertente dell’amplificatore:
R
B
R
A
C
2
i
R
2
1
+
i
i
1
3
R
3
V out
V
V
C
V in
x
out
4

La trasmissivit`a cambia:

T (s ) = V out

V

in

=

κ · Y 1 · Y 3

Y 4 · (Y 1 + Y 2 + Y 3 ) + (1 κ) · (Y 2 · Y 3 ) + (Y 1 · Y 3 )

1.3. Progetto di filtri del 2 ordine

21

Per questo circuito l’amplificazione in banda risulta esser e:

κ = 1 + R B

R

A

La

pulsazione di risonanza e la f 0 non cambiano espressione, mentre il fattore

di

qualit`a diventa:

Q =

mn m + 1 + (1 κ) · (mn )

Ora Q oltre a dipendere dal rapporto fra i componenti usati dipende anche dall’amplificazione in banda che si vuole ottenere.

Per m = 1, n = 1, ponendo quindi uguali i valori delle due resistenze e uguali i valori dei due condensatori, si ha:

Esempio

f 0 =

1

2πRC

Q =

1

3 κ

Si vuole progettare una cella KRC con Q = 10.

Determiniamo il valore di