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CAPITOLO 1

FONDAMENTI DI
ELETTROMAGNETISMO

1.1

RICHIAMI DI ELETTROMAGNETISMO

1.1.1

INTRODUZIONE

Per introdurre le grandezze magnetiche che


verranno utilizzate per l'analisi delle macchine
elettriche si consideri il sistema di Fig. 1.1-1; esso
costituito da un toroide di materiale non
magnetico, sul quale sono avvolte e distribuite,
uniformemente e strettamente affiancate, N spire
di un conduttore percorso da corrente continua I.
La relazione tra il vettore campo magnetico che si
genera e la corrente I pu essere determinata con il
teorema della circuitazione di Ampere.
Tale teorema afferma che il flusso della densit
di corrente su una superficie S uguale
all'integrale curvilineo del vettore campo
magnetico lungo la curva chiusa , bordo della
superficie S:

H d l = S J n dS

!
!

r1

r2

I
!

!
!

St

Fig. 1.1-1 - Toroide in materiale non magnetico.

[A]

(1.1-1)

in cui si indicato con il simbolo il prodotto scalare e con n il versore normale alla
superficie infinitesima dS.
Se si applica il suddetto teorema al sistema preso in esame, considerando come curva
chiusa una circonferenza di raggio r interna al toroide (r1 < r < r2) e considerando che, per la

simmetria del sistema, il vettore campo magnetico H in ogni punto tangente alla

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- REV: 14/07/03 15.04 - PAGES: 28

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

circonferenza ( H d l = H d l ) ed di ampiezza costante, si ottiene:

H d l =

H ( r )d l =

[A]

H( r )rd = 2r H( r )

(1.1-2)

Per l'integrale della densit di corrente, considerando il cerchio di raggio r, si ha:


SJ n dS = SJdS = NI

[A]

(1.1-3)

L'uguaglianza dei due integrali fornisce quindi:

[A]

(1.1-4)

[A/m] 1

(1.1-5)

2rH ( r ) = NI

ovvero:

H( r ) =

NI
2r

Al vettore campo magnetico corrisponde il vettore induzione magnetica:

B =H

[T]

(1.1-6)

in cui rappresenta la permeabilit magnetica del materiale in cui presente il campo


magnetico.
Poich nel caso specifico si considerato un materiale non magnetico, il valore della
permeabilit coincide praticamente con quello della permeabilit magnetica del vuoto (Fig.
1.1-2):
0 = 4 10 7

1
800 000

[T m/A] [H/m]

(1.1-7)

B
[mT]
1.5
1
0.5
0

200

400

600

800

1000 H
[A/m]

Fig. 1.1-2 - Curva B-H nel vuoto

La (1.1-6) diventa pertanto:

Spesso si usa [As/m] (Ampere-spire al metro) come unit di misura per il campo magnetico e [As] per la forza
magnetomotrice. Ci perch la f.m.m. data dal prodotto tra una corrente e un numero di spire. Poich il numero
di spire adimensionale, le corrette unit di misura per il campo magnetico e per la f.m.m. sono rispettivamente
[A/m] e [A].

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

[T]

B( r ) = 0 H (r )

(1.1-8)

Si definisce inoltre flusso magnetico su una superficie S il seguente integrale superficiale:


=

S B n dS

[Wb]

(1.1-9)

Nel caso specifico, considerando come superficie una qualsiasi sezione del toroide di area
St, si ottiene:
=

S B( r ) n dS = S B( r )dS = B St
t

[Wb]

(1.1-10)

in cui si indicato con B il valore medio di B( r ) sulla sezione del toroide.


Poich si pu porre:
B = 0 H = 0 H ( rm ) = 0

NI
2rm

(1.1-11)

essendo rm il raggio per cui il valore del campo magnetico coincide con il suo valore medio
sulla sezione del toroide, si ottiene:2
= B St = 0

NI
St
2rm

[Wb]

(1.1-12)

Quando il vettore campo magnetico confinato in uno spazio definito opportuno


introdurre il concetto di circuito magnetico e il concetto di forza magnetomotrice (f.m.m.) F
che, per una curva chiusa (bordo della superficie S), definita come:

F =

S J n dS

[A]

(1.1-13)

Per il teorema della circuitazione si ottiene quindi:


F = J n dS =
S

H d l

[A ]

(1.1-14)

Nel caso in esame, con un elevato numero di spire uniformemente e strettamente


distribuite lungo il toroide, il campo magnetico risulta confinato all'interno del toroide, per
cui lecito considerare la f.m.m.:

F = J n dS = NI
S

[A]

(1.1-15)

e porre:
H( r ) =

F
2r

[A/m]

(1.1-16)

Quando il raggio della sezione del toroide rt = St 2 molto pi piccolo del raggio r, ovvero quando
rt = (r2 r1 ) 2 << r , il flusso pu essere calcolato considerando l'induzione uniforme e pari al valore che assume

nel raggio medio (r2 + r1 ) 2 , cio al centro della sezione St .

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

F
= 0
St
2rm

[Wb]

(1.1-17)

Il fattore di proporzionalit tra il flusso e la f.m.m.


che determina tale flusso definita riluttanza del
circuito magnetico (Fig. 1.1-3):
R =F

+
F

Fig. 1.1-3 - Schematizzazione di circuito


magnetico.

[A/Wb]

(1.1-18)

Per il toroide si trova:


R=

F 2rm
=
0 St

[A/Wb]

(1.1-19)

Nel caso generale di un circuito magnetico di lunghezza media l e area media della sezione
S, realizzato con un materiale di permeabilit , la riluttanza vale:

R =

F
l
=
S

[A/Wb] [H -1 ]

(1.1-20)

e il suo reciproco, detto permeanza, vale:


P=

1 S
=
l
R

[H]

(1.1-21)

Si introduce inoltre il concetto di flusso concatenato con il circuito elettrico. A tale


scopo si consideri una qualsiasi superficie SS che ha come bordo una spira del circuito
elettrico (pensata come curva chiusa); poich il campo magnetico confinato all'interno del
toroide e SS comprende la sezione del toroide, il flusso dell'induzione magnetica su SS
coincide con il flusso . Considerando le N superfici SS relative alle N spire, il flusso
dell'induzione magnetica sulla totale superficie NSS, pari a N , detto flusso concatenato:
= N [Wb]

(1.1-22)

Si definisce infine (auto)induttanza del circuito elettrico il rapporto tra il flusso


concatenato con il circuito elettrico e la corrente che lo genera:
L=

2
N NBS NHS N( NI / l )S N S
=
=
=
=
=
l
I
I
I
I
I

[H]

(1.1-23)

Considerando le relazioni (1.1-20) e (1.1-21), per linduttanza si ottiene:


L=

N 2S N 2
=
= PN 2
l
R

[H]

(1.1-24)

Linduttanza quindi una funzione quadratica del numero di spire e dipende dalla
permeabilit e dalle dimensioni geometriche del circuito magnetico (in modo esplicito nella
(1.2-23), tramite la riluttanza o la permeanza nella (1.1-24)).

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

1.1.2

LA LEGGE DI FARADAY

Si consideri un tronco di circuito magnetico di sezione S, sul


quale sia avvolto un solenoide di N spire (Fig. 1.1-4). Il circuito

magnetico sede di un vettore induzione magnetica B( t ) , uniforme


su S e variabile nel tempo.

e
N

Poich B( t ) ortogonale ad S, per il flusso magnetico si ottiene:

[Wb]

( t ) = B( t ) n dS = B( t )dS = B( t )S
S

(1.1-25)

V
Fig. 1.1-4 - f.e.m. indotta in
un solenoide.

dal quale possibile calcolare il flusso concatenato con le N spire:


( t ) = N( t ) = NB( t )S [Wb]

(1.1-26)

La legge di Faraday afferma che, a causa della dipendenza dal tempo del flusso
concatenato, sul solenoide formato dalle N spire si induce una forza elettromotrice (f.e.m.)
e(t) pari a:
e( t ) =

d( t )
d ( t )
= N
dt
dt

[V]

(1.1-27)

Si consideri ora il caso in cui il vettore induzione magnetica sia dovuto proprio ad una
corrente i(t) che circola nelle N spire del solenoide. In questo caso il flusso concatenato pari
a:
( t ) = Li( t ) [Wb]

(1.1-28)

e per la f.e.m. indotta nel solenoide si ha:


e( t ) =

d ( t )
d[Li( t )]
di( t )
dL
=
= L
i( t )
dt
dt
dt
dt

[V]

(1.1-29)

Se l'induttanza non dipende dal tempo, n direttamente n tramite un'altra grandezza


funzione del tempo, per la f.e.m. indotta si ottiene:
e( t ) = L

di( t )
dt

[V]

(1.1-30)

R
opportuno soffermarsi sul segno meno che precede la
A
B
!
!
derivata del flusso concatenato. Con riferimento alla Fig. 1.1-4, il
segno meno sta ad indicare che il verso della f.e.m. indotta
i (t)
L
quello per cui la relativa corrente, che circolerebbe se il circuito
fosse chiuso, genererebbe una f.m.m. tale da opporsi alla
O
variazione di flusso.
!
A livello circuitale la spira, o il solenoide, rappresentata dalla
sua resistenza elettrica R e dallinduttanza L (Fig. 1.1-5). Da tale Fig. 1.1-5 - Circuito equivalente
di una spira.
rappresentazione circuitale, con il verso di riferimento scelto per
la corrente, si ha:

di( t )
> 0 v BO ( t ) > 0 ;
dt

di( t )
< 0 v BO ( t ) < 0
dt

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

Infatti se la corrente crescente, lo anche il flusso concatenato e quindi la tensione ai


capi dellinduttanza, dovendo opporsi alla variazione del flusso, deve essere tale da opporsi
allaumento della corrente del circuito i( t ) = [v AO ( t ) v BO ( t )] R ( v BO ( t ) > 0 ). Per lo stesso
motivo quando la corrente decrescente si ha v BO ( t ) < 0 .
Da quanto detto appare evidente che quando si usa il segno negativo nella definizione della
f.e.m. indotta si implicitamente scelta la convenzione del generatore nel descrivere la spira a
livello circuitale (Fig. 1.1-6). In tal caso il bilancio delle tensioni :
v( t ) = v AO ( t ) = Ri( t ) e( t )

(1.1-31)

per possibile considerare la convenzione dellutilizzatore per la spira. In tal caso si ha


(Fig. 1.1-6):
v( t ) = v AO ( t ) = Ri( t ) + e( t )

(1.1-32)

in cui la f.e.m. indotta definita come:


e( t ) =

d( t )
dt

(1.1-33)

ed considerata come una caduta di tensione.


In regime permanente sinusoidale quanto detto porta a diverse relazioni di fase tra i fasori
della corrente e della f.e.m. indotta (Fig. 1.1-7).
C.d.G.
R

C.d.U.
a

i (t)

i (t)

e (t)

e (t)

d (t)
d i (t)
e (t)=
= L
dt
dt

e (t)=

d (t)
d i (t)
= L
dt
dt

Fig. 1.1-6 - Convenzione del generatore, convenzione dellutilizzatore e relative equazioni.

C.d.G.
RI

C.d.U.

RI
!

E = jX I

V
!

I
!

E=j X I
V& = RI& E&

V& = RI& + E&

Fig. 1.1-7 - Convenzione del generatore, convenzione dellutilizzatore e relative equazioni in regime sinusoidale.

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

l
+
e

(a)

(b)

Fig. 1.1-8 - f.e.m. indotta in un conduttore in movimento in presenza di un campo magnetico.

La f.e.m. indotta dovuta esclusivamente alla variazione del flusso concatenato ed


indipendente dalla causa che determina tale variazione. La variazione di flusso concatenato
pu anche essere dovuta ad uno spostamento del circuito elettrico rispetto al campo (spira che
ruota, conduttore che trasla, ecc.).
Se si considera ad esempio un conduttore di lunghezza l che trasla con velocit V,

ortogonale al conduttore stesso e alle linee di forza di un campo magnetico B (costante e


uniforme) (Fig. 1.1-8.a), su tale conduttore si induce una f.e.m. pari a:
e = BlV [V]
(1.1-34)
Nel caso generale la f.e.m. indotta nel conduttore (Fig. 1.1-8.b):

e = l (V B)

(1.1-35)

in cui il simbolo " " indica il prodotto vettore.

1.1.3

ENERGIA MAGNETICA

Si consideri il circuito magnetico

R
i
1T
mostrato in Fig. 1.1-9 in cui R rappresenta
! !
!
+
! +
la resistenza elettrica del solenoide di N
2
d
V
v
spire. Nel circuito elettrico presente un
N
dt
commutatore che nella posizione 1

!
permette di applicare ai morsetti del
solenoide una tensione continua V, mentre
nella posizione 2 cortocircuita i morsetti
Fig. 1.1-9 - Circuito magnetico ed energia magnetica.
del solenoide. Si immagini che tale
commutatore sia rimasto per un tempo sufficientemente lungo nella posizione 1 e che quindi
il sistema sia a regime nelle seguenti condizioni:

i=I=V R
= = LI
essendo L l'induttanza costante corrispondente alla riluttanza del circuito magnetico.

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

Se al tempo t = 0 si commuta T nella posizione 2, la corrente e il flusso concatenato


evolvono secondo la seguente equazione differenziale:
d
dt

0 = Ri +

(1.1-36)

Essendo l'induttanza costante, la (1.1-36) diventa:

0 = Ri + L

di
dt

(1.1-37)

con la condizione iniziale i(0) = I.


La corrente evolve quindi secondo il seguente esponenziale decrescente:
i( t ) = I e

R
t
L

Durante il transitorio la potenza dissipata per effetto Joule sulla resistenza R :


p R ( t ) = Ri 2 ( t ) = RI 2 e

R
t
L

[W ]

e la totale energia dissipata :

WR = p R ( t )dt = R I 2 e
0

R
t
L dt

1 2
LI
2

[J ]

(1.1-38)

Poich durante il transitorio non viene fornita alcuna energia al sistema, per il principio di
conservazione dell'energia, la WR doveva gi essere presente nel sistema. Tale energia detta
energia magnetica Wm; essa immagazzinata nel sistema, dovuta alla presenza del campo
magnetico e, per quanto detto, pari a:

Wm =

1 2 1
1 2
LI = I =
2
2
2 L

[J ]

(1.1-39)

Sostituendo l'espressione dell'induttanza L = N 2 S / l si ottiene:

Wm =

1 2 1 2 S 2 1 F
1
LI = N
I = Sl = H 2Sl
2
2 l
2
2
l

[J ]

(1.1-40)

dalla quale, dividendo per il volume del circuito magnetico S l, si trova la densit di energia
magnetica nello spazio in cui presente il campo magnetico:
W
B2
1
1
~
Wm = m = H 2 = BH =
Sl
2
2
2

[Jm ]
-3

(1.1-41)

Ovviamente l'energia magnetica calcolata stata immagazzinata dal sistema durante il


precedente transitorio, in cui, con il commutatore nella posizione 1, la corrente aveva
raggiunto il valore di regime I. Durante questa fase il sistema descritto dalla seguente
equazione differenziale:
V = Ri +

d
dt

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

Moltiplicando per la corrente i, si ottiene il seguente bilancio delle potenze istantanee:


Vi = Ri 2 +

d
i
dt

Moltiplicando inoltre per d t si ottiene il bilancio delle energie in termini differenziali:

V i d t = R i 2 d t + id
Poich il primo membro rappresenta l'energia fornita al sistema dal generatore nel tempo
d t e il primo termine del secondo membro rappresenta l'energia dissipata sulla resistenza
nello stesso intervallo di tempo, il sistema, nel tempo d t, immagazzina una quantit di energia
i d. Tale energia rappresenta quindi la variazione di energia magnetica immagazzinata:
dW m = i d

(1.1-42)

L'espressione (1.1-42) della variazione infinitesimale di energia magnetica del tutto


generale ed sempre valida in quanto non in essa presente alcun parametro del sistema
elettromagnetico.
Se, come nel caso considerato, l'induttanza L costante si hanno le seguenti espressioni,
tra loro equivalenti:
dWm = id = Lidi =

d
L

(1.1-43)

1.2

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

1.2.1

ECCITAZIONE CON CORRENTE CONTINUA

Si consideri un circuito magnetico di lunghezza media l e di


I
sezione S, realizzato con materiale ferromagnetico, sul quale sono
avvolte N spire percorse dalla corrente continua I (Fig. 1.2-1).

S
Poich i materiali ferromagnetici presentano il fenomeno
N
della saturazione magnetica, la relazione tra campo magnetico e
induzione magnetica in tali materiali non lineare e, con
eccitazione in corrente continua, rappresentata graficamente
dalla curva di prima magnetizzazione (Fig. 1.2-2) (linduzione Fig. 1.2-1 -Circuito magnetico in
magnetica B aumenta quasi linearmente soltanto per valori
materiale ferromagnetico
relativamente bassi del campo magnetico H). La permeabilit
del materiale non quindi costante ma dipende dal punto di lavoro P sulla curva B = f (H ); si
pu porre infatti (Fig. 1.2-3):
( P ) =

B( P )
= tan( )
H( P )

[H/m]

(1.2-1)

10

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

e quindi
=

B( H )
= ( H )
H

B
[T]

[H/m]

(1.2-2)

La permeabilit di un materiale (detta


permeabilit assoluta) spesso espressa come
prodotto tra la permeabilit relativa (grandezza
adimensionale) e quella del vuoto:
( H ) = 0 r ( H )

[H/m]

(1.2-3)

Per laria, i materiali conduttori elettrici (come


lalluminio o il rame) e i materiali isolanti la permeabilit magnetica relativa pari ad uno (da un
punto di vista magnetico tali materiali si comportano come il vuoto). Per i materiali ferromagnetici
(ferro, cobalto, nichel, ) la permeabilit
magnetica relativa ha dei valori che vanno da
alcune centinaia ad alcune migliaia (Fig. 1.2-4).
Per i materiali usati nelle macchine elettriche si
hanno valori compresi tra circa 2000 e circa 6000.
Per ogni punto P della curva B = f (H ) si
definiscono inoltre la permeabilit incrementale:
i ( P) =

B( P)
= i ( H )
H ( P)

[H/m]

(1.2-4)

saturazione

1.5

ginocchio (inizio satur.)

zona lineare

0.5
0

1000 2000 3000 4000 5000

Fig. 1.2-2 - Curva di prima magnetizzazione.


B
[T]

P
!

B ( P)

dB ( P)
= d ( H )
dH ( P )

H [A/m]

H( P)

Fig. 1.2-3 - Dipendenza di dal punto di lavoro.


B
[T]

lamierino al
silicio

e la permeabilit differenziale:
d ( P) =

H
[A/m]

acciaio

[H/m]

(1.2-5)

ferro

che mettono rispettivamente in relazione variazioni


finite e infinitesime del campo magnetico e
O
H [A/m]
dell'induzione magnetica intorno al punto P.
Fig. 1.2-4 - Curve B-H per diversi materiali.
Se il legame B-H lineare la permeabilit
incrementale e quella differenziale coincidono
ovviamente con la permeabilit assoluta che risulta essere costante.
Per quanto riguarda la riluttanza del circuito, il flusso e il flusso concatenato si ha pertanto:
R = R(H) =

l
1
=
P(H ) ( H )S

[H -1 ]

(H )

(1.2-6)

R (H )

NI
F
= ( H ) =
=
R(H) R(H)

[Wb]

N 2I
= ( H ) = N( H ) =
R(H)

[Wb]

(1.2-7)

Fig. 1.2-5 - Schematizzazione di circuito


magnetico saturabile.

(1.2-8)

La relazione tra f.m.m. e flusso pu quindi essere rappresentata dalla Fig. 1.2-5.

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

11

[Wb]

I [A]

Fig. 1.2-6 - Curva (I) o (I).

Wm

Fig. 1.2-7 - Significato geometrico dellenergia magnetica.

Poich il campo magnetico dipende sostanzialmente dalla corrente, le (1.2-2), (1.2-6),


(1.2-7) e (1.2-8) si possono anche scrivere:
= ( I )

[H/m]

(1.2-9)

R = R(I) =

1
l
=
P(I ) ( I )S

[H -1 ]

(1.2-10)

= ( I ) =

NI
F
=
R(I) R(I)

[Wb]

(1.2-11)

N 2I
R(I)

[Wb]

(1.2-12)

= ( I ) = N( I ) =

L'induttanza del circuito elettrico:


L = L( I ) =

N2
( I )
=
I
R(I)

[H]

(1.2-13)

non costante e dipende anch'essa dalla corrente.


Se inoltre si sostituisce l'espressione della riluttanza in quella dell'induttanza si trova:
L( I ) =

N2
N 2S
N 2S
N 2 S B( H )
( I )
=
=
( I ) =
( H ) =
I
l
l
R(I)
l
H

(1.2-14)

ovvero:
B( H )
( I ) N 2 S B( H )
=
=k
I
l
H
H

(1.2-15)

Si pu quindi concludere che la curva che rappresenta la funzione B (H ) sul piano H-B, a
meno di un fattore di scala, rappresenta anche la funzioni (I ) sul piano I- e (I ) sul piano
I- (Fig. 1.2-6).
Per quanto riguarda infine l'energia magnetica, poich l'induttanza non costante,
necessario considerare la sua espressione generale in termini differenziali:
dWm = id = i( )d

(1.2-16)

dalla quale si trova che l'energia magnetica immagazzinata dal sistema quando il flusso
concatenato vale (e la relativa corrente vale I ()) pari a:

12

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

Wm = dWm = i( )d

(1.2-17)

ed rappresentata dall'area tratteggiata di Fig. 1.2-7.3

Esempi numerici
Si consideri il circuito magnetico di
Fig. 1.2-8 la cui caratteristica B-H
quella di Fig. 1.2-2. Si vuole
determinare il valore della corrente
I affinch si abbia = 0,48 mWb e
il valore dell'induttanza. Si vuole
inoltre calcolare l'incremento di
corrente I necessario per ottenere
un aumento del flusso del 30% e il
nuovo valore dell'induttanza.

l = 10 cm
h = 8 cm
S = 4 cm 2
N = 250

l
Fig. 1.2-8 - Circuito magnetico saturabile.

B
[T]
1.56
1.2
1

B=

0,48 10
=
S
4 10 4

= 1,2 T

0.5
0

H 900 A/m
0

900

2000 3000 4000 5000

H
[A/m]

2( l + h ) = 0,36 m
F = N I = 900 0,36 = 324 A ;

R(H) =

I=

F 324
=
= 1,3 A
N 250

F
2( l + h )
324
=
=
= 675 103 A/Wb
( H )
S 0,48 10-3

= N = 250 0,48 10 3 = 0,12 Wb ;

L(1,3A ) =

0 ,12
=
= 92 ,3 mH
1,3
I

Nel caso di induttanza costante (materiale che non presenta


saturazione magnetica) l'energia magnetica ancora pari all'area
della parte di piano delimitata dalla curva i ( ) e dall'asse , che

Wm

1
1
I = LI 2 . Si ritrova
2
2
quindi la stessa espressione precedentemente determinata.

in questo caso un triangolo di area

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

13

Incremento di del 30% (0,624 mWb)

B=

0,624 10 3
=
= 1,56 T
S
4 10 4

H = 2000 A/m

F = N I = 2000 0,36 = 720 A ;


R(H) =

I=

F 720
=
= 2,88 A
N 250

2( l + h ) F
720
=
=
= 1154 10 3 A/Wb
( H )S
0,624 10 -3

= N = 250 0,624 10 3 = 0,156 Wb ;

L( 2 ,88A ) =

0,156
=
= 54,2 mH
I
2,88

Per ottenere un aumento del flusso del 30% la corrente deve aumentare del 122%, mentre
l'induttanza passa da 92,3 mH a 54,2 mH. Non quindi conveniente far lavorare il materiale
magnetico oltre il "ginocchio" della curva B-H (in saturazione), in quanto sono necessari elevati
incrementi di corrente per ottenere modesti incrementi di flusso (diminuisce la permeabilit
magnetica).
Si consideri il circuito magnetico dell'esempio
precedente in cui presente un traferro di
lunghezza d = 1 mm (Fig. 1.2-9). Si vuole
determinare il valore della corrente I affinch
si abbia = 0,48 mWb e il valore
dell'induttanza.
In questo caso la f.m.m. deve essere pari alla
somma della caduta di tensione magnetica
(c.d.t.m.) dovuta alla riluttanza del tratto in
ferro e della c.d.t.m. dovuta al traferro:

l = 10 cm

S
d
h

h = 8 cm
S = 4 cm 2
N = 250

l
Fig. 1.2-9 - Circuito magnetico saturabile con traferro.

F = R ( H ) + R0 0 = R ( H ) + R0
Poich il flusso uguale a quello dell'esempio precedente, nel tratto in ferro si ha lo stesso campo
magnetico (900 A/ m). Inoltre la riluttanza del tratto di materiale magnetico in pratica uguale a
quella dell'esempio precedente (675 103 A/Wb) in quanto la lunghezza rimasta praticamente
invariata:

l fe = 2( l + h ) d 2( l + h )
Per il calcolo della riluttanza del traferro si suppone che la superficie in aria attraversata dal flusso
coincida con quella del circuito in ferro (in effetti nel traferro il flusso tende ad occupare una
superficie maggiore):

R0 =

d
0 S

10 3
= 1989,4 10 3
4 10 7 4 10 4

A/Wb

Poich le due riluttanze sono in serie, si ha:

R t ( H ) = R ( H ) + R 0 = 2664,4 10 3
3

F = R t ( H ) = 2664,4 10 0,48 10
I=

F 1278,9
=
= 5,12 A ;
N
250

A/Wb ;
3

= 1278,9 A
L( H ) =

N2
250 2
=
= 23,5 mH
R t ( H ) 2664,4 10 3

14

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

La presenza di un solo millimetro di traferro comporta quindi:


- un sostanziale aumento della riluttanza del circuito magnetico;
- una sostanziale diminuzione dell'induttanza (in quanto inversamente proporzionale alla
riluttanza);
- una linearizzazione della caratteristica f.m.m.-flusso del circuito magnetico (la presenza
della elevata riluttanza costante del traferro fa s che la variazione della riluttanza del tratto
in ferro sia percentualmente meno rilevante sulla riluttanza totale).

1.2.2

ECCITAZIONE CON CORRENTE COMUNQUE VARIABILE

Si consideri ancora il sistema elettromagnetico di


Fig. 1.2-1 e lo si alimenti con un generatore ideale di
tensione comunque variabile v (t). Il solenoide assorbe
una corrente i (t) alla quale corrisponde una f.m.m.:

F ( t ) = Ni( t )

(1.2-18)

e un flusso (Fig. 1.2-10) :

( t ) =

F (t )
R (i( t ))

(t)

+
F (t)

R (i(t))

Fig. 1.2-10 - Schematizzazione di circuito


magnetico saturabile.

(1.2-19)

Si presti attenzione al fatto che, essendo la riluttanza dipendente dalla corrente, il flusso
(t) non ha lo stesso andamento di i (t).
Poich il flusso (t) e il flusso concatenato:
( t ) = N( t ) =

N 2 i( t )
= L(i( t ))i( t )
R (i( t ))

(1.2-20)

sono funzioni del tempo, nel solenoide si induce la f.e.m.:


e( t ) =

d( t )
dt

(1.2-21)

Con la C. dellU. si ottiene:


e( t ) =

d[L(i( t ))i( t )]
dt

(1.2-22)

La f.e.m. indotta e (t), sommata alla caduta di tensione sulla resistenza elettrica del
conduttore del solenoide, deve essere uguale alla tensione di alimentazione:
v( t ) = v R ( t ) +

d( t )
= v R ( t ) + e( t ) = Ri( t ) + e( t )
dt

(1.2-23)

bene tener presente che spesso usata la convenzione del generatore (C.d.G.) per
l'induttanza L (i (t)). In tal caso si ha:

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

e( t ) =

15

d[L(i( t ))i( t )]
d ( t )
=
dt
dt

(1.2-24)

e per il bilancio delle tensioni si ha:


v( t ) = v R ( t ) e( t )

(1.2-25)

1.2.3

ECCITAZIONE CON CORRENTE SINUSOIDALE

1.2.3.a

Perdite nei materiali ferromagnetici

Perdite per isteresi


Si consideri il sistema elettromagnetico di Fig.
1.2-1 alimentato con un generatore ideale di
corrente sinusoidale:

P2

$
+B

+ Br

i( t ) = Isen( t )
In queste condizioni di alimentazione la f.m.m. e
il campo magnetico sono pari a:

F ( t ) = NIsen( t ) = F sen( t )
H(t ) =

F ( t ) NI
sen( t )
=
sen( t ) = H
l
l

H$ M

Hc

O
P1

(1.2-26)

P4

(1.2-27)

P3

+ Hc

+ H$

Br

$
B

Br induzione residua ( H = 0)
H c campo coercitivo (per annullare Br )

e sono quindi sinusoidali.


Quando un materiale magnetico interessato da

Fig. 1.2-11 - Ciclo di isteresi statico.

ad un valore
un campo magnetico che passa ciclicamente da un valore di picco negativo H
con derivata
, con derivata dH dt sempre positiva, per poi tornare al valore H
di picco H
dH dt sempre negativa, la relazione tra il campo magnetico stesso e l'induzione magnetica
data dal ciclo di isteresi statico di Fig. 1.2-11.
stato mostrato che il differenziale dellenergia magnetica immagazzinata in un sistema
elettromagnetico vale:
dW m = i d

[J ]

(1.2-28)

Dividendo la (1.2-28) per il volume del circuito magnetico S l si ottiene il differenziale


della densit di energia magnetica:
~
dWm = id (Sl ) = iNd (Sl ) = Hd S = HdB
Jm -3

Dato il campo magnetico sinusoidale (1.2-27) si vuole calcolare la variazione di energia


magnetica del sistema elettromagnetico.
Se si considera il primo quarto di periodo in cui il campo magnetico passa dal valore 0 al
, si ha:
e l'induzione magnetica passa da B a B
valore H
r

16

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

~
W1,2 =

P2

H( B)dB = A1

(1.2-29)

P1

P3

(1.2-30)

P2

quindi l'area A2 di Fig. 1.2-13 rappresenta l'energia


restituita per unit di volume dal materiale ferromagnetico.
Poich larea A2 minore dellarea A1, il materiale
restituisce unenergia inferiore a quella in precedenza
assorbita e la loro differenza dissipata nel materiale a
causa dellisteresi magnetica. Si trova pertanto che l'energia
dissipata per unit di volume in un semi periodo:
~
Wp = A1 A 2
(1.2-31)

A1
+ H$

O
P1

H ( B)dH = A 2

P3!

cio l'energia immagazzinata per unit di volume dal


materiale ferromagnetico nel primo quarto di periodo pari
all'area A1 mostrata in Fig. 1.2-12.
Per il secondo quarto di periodo si ha:
~
W2 ,3 =

P2

$
+B

Br

Fig. 1.2-12 - Variazione della densit


di energia magnetica nel
primo quarto di periodo.

$
+B

A2

P2

~
P3! W
p

+ H$

coincide con la semi-area del ciclo di isteresi.


P1 !
Considerando anche il secondo semi periodo si trova che
Br
l'area del ciclo di isteresi di un materiale ferromagnetico
rappresenta l'energia dissipata dal materiale per unit Fig. 1.2-13 - Densit di energia dissidi volume in un periodo.
pata in un semiperiodo.
L'area del ciclo di isteresi dipende dal materiale e
dall'induzione massima ed di difficile valutazione dato che la caratteristica B-H non
lineare, a doppio valore e quindi non rappresentabile con una semplice espressione analitica.
Charles Steinmetz, gi nel 1892, attraverso un elevato numero di prove sperimentali,
determin la seguente formula empirica per i materiali ferromagnetici impiegati nelle
macchine elettriche:
n
Ac = k i B

[J/m ]
3

(1.2-32)

in cui:
ki la costante di isteresi del materiale;
B il valore massimo dell'induzione magnetica;

n = 1,5 2,5 (dipende dal materiale).


Poich la Ac rappresenta una densit volumetrica di energia, per calcolare la totale potenza
perduta per isteresi sufficiente moltiplicare Ac per l'intero volume del materiale V e
dividerla per il tempo in cui l'energia dissipata (T), ovvero moltiplicarla per la frequenza
f = / 2 : 4

La relazione Errore. L'origine riferimento non stata trovata. valida fino a valori della frequenza non molto
pi elevati della frequenza industriale.

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

n
Pi = V f A c = k i V f B

17

[W ]

(1.2-33)

Perdite per correnti parassite


Quando un materiale soggetto ad un'induzione magnetica
variabile e quindi ad un flusso variabile, si inducono delle f.e.m.
nel materiale stesso. Se il materiale conduttore le f.e.m.i. fanno
circolare delle correnti, dette parassite, che generano delle
perdite per effetto Joule.
Per analizzare tale fenomeno si faccia riferimento alla Fig.
1.2-14. Alla sezione ortogonale a B si pu associare una spira
fittizia con la quale si concatena un flusso magnetico . Se B
variabile, nella spira si induce una f.e.m. e alla quale, essendo il
materiale conduttore, corrisponde una corrente elettrica i. Tale
corrente causa delle perdite per effetto Joule:

Pcp = Ri 2 = e 2 R

[W ]

ii

B (t )

ii

(1.2-34)

in cui R rappresenta la resistenza elettrica della spira fittizia.


B (t )
d
Poich il flusso, e quindi la f.e.m.i., dipende dalla superficie
della spira, le perdite per correnti parassite saranno tanto pi Fig. 1.2-14 - Correnti parassite.
elevate quanto maggiore sar tale superficie. Per ridurre le
perdite si usano quindi dei lamierini tra loro isolati in modo da formare molte spire di piccola
sezione (Fig. 1.2-14).
In questo caso la densit volumetrica di potenza perduta pari a:5
5

Si consideri un lamierino di spessore d, profondo e alto un metro, il cui


volume sia quindi V = d m 3 (vedi figura). Si consideri inoltre una spira i
cui lati paralleli siano nella posizione -x e x. Il flusso concatenato con tale
spira sar:
( x, t ) = 2 xB (t )
essendo 2x la superficie della spira.
La f.e.m.i. nella spira vale:
e( x, t ) = 2 x dB dt
Le perdite per effetto Joule si possono esprimere come:
dpcp ( x, t ) = e( x, t ) 2 dg
(n1)

1m

1m

B (t )

essendo d g la conduttanza infinitesima che spetta alla spira considerata:


dA
1 dx
dx
=
=
l (1 + 1) 2
dove la resistivit del materiale.
Sostituendo nella (n1) si ottiene:
dg =

Dividendo la pcp (t ) per il volume

perduta:
pcp (t ) d 2 dB
~
pcp (t ) = V =

12 dt

d /2

dB dx 2 dB 2
d pcp ( x, t ) = e( x, t ) 2 dg = 4 x 2
=

x dx ;
dt 2 dt

[W/m ]
3

pcp (t ) =

2 dB

dt
0

x 2d x =

d 3 dB

12 dt

[W]

= d di tutto il lamierino si ottiene la densit volumetrica di potenza

18

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

d 2 dB
p~ cp ( t ) =

12 dt

[W/m ]
3

(1.2-35)

in cui d lo spessore dei lamierini utilizzati e la resistivit del materiale.


sen( t ) , si ha:
Se B( t ) = B
2

dB
2 2
cos( t )
= B
d
t

(1.2-36)

[W/m ]

d2 2 2
p~ cp ( t ) =
B cos 2 ( t )
12

(1.2-37)

il cui valore medio nel tempo pari a:

( )

d2 2 2
d2
1
2 = k dfB
2
p~ cp ( t ) =
p cp ( t )dt =
B =
4 2 f 2 B
cp
T0
24
24
T

[W/m ]
3

(1.2-38)

2
.
6
Per calcolare la totale potenza perduta per correnti parassite sufficiente moltiplicare la
~
Pcp per l'intero volume del materiale:

con k cp =

( )

~
2
Pcp = V Pcp = k cp V d f B

[W ]

(1.2-39)

Si trova pertanto che la potenza dissipata per effetto delle correnti parassite
proporzionale al quadrato dello spessore del lamierino e inversamente proporzionale alla
resistivit elettrica del materiale.
I circuiti magnetici delle macchine elettriche interessati da induzioni magnetiche variabili
(in genere sinusoidali) sono pertanto realizzati con lamierini6 di leghe al silicio, in quanto tale
elemento determina i seguenti effetti positivi:
- aumento della permeabilit magnetica, specialmente nei lamierini a grani orientati;7
- aumento della resistivit elettrica;
- stabilizzazione della resistivit elettrica rispetto alle variazioni di temperatura.

Perdite totali e cifra di perdita


Le perdite totali in un circuito magnetico sono pari alla somma di quelle per isteresi e
quelle per correnti parassite:
6

Lo spessore di laminazione varia da 0,15 a 5 mm nelle macchine elettriche (da 0,15 a 0,3 mm nei trasformatori) e
da 0,01 a 0,5 mm in apparati elettronici che lavorano ad alte frequenze.

I lamierini a grani orientati, ottenuti tramite una laminatura a freddo, sono materiali magnetici anisotropi, nel
senso che il valore della loro permeabilit magnetica dipende fortemente dalla direzione. Essi hanno una elevata
permeabilit magnetica (maggiore di quella dei normali lamierini) lungo la direzione di laminazione, ma hanno
una bassa permeabilit magnetica (minore di quella dei normali lamierini) nella direzione perpendicolare alla
precedente.

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

19

( )

n +k V B
fd
Pt = Pi + Pcp = k i V f B
cp

[W ]

(1.2-40)

Si consideri la totale densit volumetrica di energia dissipata nel materiale ferromagnetico:


~
n + k f d2B
2
Wt = Pt ( V f ) = k i B
J m3
(1.2-41)
cp

n rappresenta l'area del ciclo di isteresi, il termine k f d 2 B


2 pu essere
Poich k i B
cp
considerato come un incremento di tale area che dipende dalla frequenza. Per ogni valore
~
della frequenza si pu quindi definire un ciclo di isteresi dinamico, la cui area pari a Wt ,
che tiene conto delle perdite totali nel materiale ferromagnetico.
I costruttori di lamierini forniscono la cifra di perdita che indica, formalmente e
ottimisticamente, la potenza dissipata totale [W] per ogni kg di materiale con induzione
magnetica sinusoidale a 50 Hz e valore massimo pari a 1 T (a volte data anche a 1.5 T).
1.2.3.b

F.e.m. indotte da flussi sinusoidali

Si consideri un solenoide di N spire avvolto su un tronco di circuito magnetico in cui si ha


un flusso che varia nel tempo con legge sinusoidale:
sen( t )
( t ) =

(1.2-42)

Il flusso concatenato con il solenoide :


sen( t ) =
sen( t )
( t ) = N( t ) = N

(1.2-43)

e la f.e.m. indotta nel solenoide (C.d.U.) pari a:


e( t ) =

d( t ) d
cos( t ) = N
cos( t ) = E
cos( t )
=
sen( t ) =
dt
dt

(1.2-44)

La f.e.m. indotta quindi sfasata di / 2 in anticipo rispetto al flusso e ha un valore


efficace:

E=E

2 = N

2 = ( 2

= 4.44 fN

2 ) fN

(1.2-45)

La (1.2-45) un'espressione molto utilizzata in quanto esprime il valore efficace della


f.e.m. indotta in N spire direttamente in funzione della frequenza e del valore massimo del
flusso. Quest'ultimo valore proporzionale al valore massimo dell'induzione, che spesso un
vincolo di progetto dettato dal materiale ferromagnetico utilizzato. In generale l'induzione
massima scelta in modo tale da sfruttare al massimo il materiale senza per raggiungere la
saturazione. Vale a dire l'induzione massima corrisponde spesso al ginocchio della curva B-H
(1.5 - 1.6 T per molti materiali ferromagnetici).
1.2.3.c

Correnti magnetizzanti in regime sinusoidale e circuito equivalente elettrico

Si consideri il circuito magnetico di Fig. 1.2-1 e si alimenti il solenoide di N spire con una
tensione sinusoidale:
v( t ) = V cos( t )

(1.2-46)

20

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

Se si trascura la resistenza elettrica del solenoide la tensione di alimentazione uguale alla


f.e.m. (C.d.U.) e si pu pertanto porre:
v( t ) =

d ( t )
dt

(1.2-47)

dalla quale possibile calcolare il flusso concatenato principale:


V
sen( t ) = 2 sen( t )
( t ) = v( t )dt = V cos( t )dt = sen( t ) =

(1.2-48)

che risulta quindi essere sinusoidale e sfasato di / 2 in ritardo rispetto alla tensione.
Si vuole ora determinare la forma d'onda della corrente che assorbita dal solenoide a
seconda del legame flusso-corrente considerato.
Forma donda della corrente assorbita trascurando le perdite nel ferro
Si inizi con il trascurare le perdite nel materiale ferromagnetico. In questo caso il legame
flusso-corrente rappresentato dalla curva di prima magnetizzazione di Fig. 1.2-15.a.
Poich il legame flusso-corrente non lineare la corrente i (t) periodica ma non
sinusoidale (Fig. 1.2-15.b e Fig. 1.2-16). Essa pu essere scomposta in serie di Fourier e,
essendo una funzione dispari e simmetrica rispetto ad un quarto del periodo, tale serie
composta da armoniche in solo seno dispari:
+

i (t ) = I ( 2 h +1) sen[( 2h + 1)t ] = I1sen( t ) + I 3 sen( 3t ) + I 5 sen( 5t ) + ...

(1.2-49)

h =0

Se si calcola la potenza attiva assorbita dal sistema:


P=

T
T
T
VI
VI
1
v(t )i (t )dt = 1 cos( t )sen( t )dt + 3 cos( t )sen( 3t )dt + ... = 0
T0
T 0
T 0

(1.2-50)

si trova giustamente che essa nulla in quanto il materiale ferromagnetico stato considerato
privo di perdite.

3'

(t)

2' 4'

1' 5'

i (t)

1"

5"

4"

2"

i
(a) Relazione non lineare tra flusso e corrente.

3"

(b) Determinazione per punti dellonda di corrente.

Fig. 1.2-15 - Distorsione della corrente a causa del legame non lineare tra flusso e corrente.

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

21

La presenza delle armoniche di corrente non permette di usare il calcolo simbolico e


quindi si dovrebbe descrivere il sistema tramite equazioni differenziali. Per ovviare a tale
problema si considera una corrente magnetizzante equivalente sinusoidale il cui valore
efficace pari al valore efficace della i (t):
I =

[I ( 2h+1)
+

h =0

1
2

I 2 + I 2 + I 2 + ...
1
3
5

(1.2-51)

Per quanto riguarda l'espressione nel tempo di tale corrente, considerando che deve
risultare in fase con il flusso e in quadratura con la tensione (la potenza attiva deve essere
nulla), si ha (Fig. 1.2-17):
i ( t ) = 2 I sen( t ) = I sen( t )

(1.2-52)

Data la corrente magnetizzante e il flusso si pu anche definire l'induttanza di


magnetizzazione:
(
L = I = N I
(1.2-53)
nella quale il simbolo sta ad indicare che la grandezza non costante ma dipende dallo
stato magnetico del materiale (saturazione magnetica).
ora possibile usare il calcolo simbolico in quanto le grandezze sono tutte sinusoidali e
isofrequenziali. L'equazione differenziale (C.d.U.):
v( t ) e( t ) =

d( t )
dt

(1.2-54)
v (t )

si pu quindi scrivere come (Fig. 1.2-18):


(
(
& = jL I& = jX I& (1.2-55)
V& E& = j


in cui compare la
(
magnetizzazione X .

reattanza

di

i (t )
(t )

/2

3 /2

Si tenga presente che con la C.d.G. si


avrebbe Fig. 1.2-19;
V& E&

(1.2-56)

con

(
(
& = jL I& = jX I&
E& = j

Fig. 1.2-16 - Andamenti nel tempo della tensione, del flusso


e della corrente.

v (t )

(1.2-57)

i (t )
(t )

La f.e.m. indotta in questo caso in


ritardo di / 2 rispetto al flusso.

/2

i (t )

3 /2

Fig. 1.2-17 - Corrente magnetizzante equivalente


(sinusoidale).

22

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

I&
(
X

V&

(
E& = j X I& =
&
= j

(
&
V& = E& = j X I& = j

F&

I&

&

&

Fig. 1.2-18 - C.d.U. e diagramma dei fasori.

I&

V& = E&

(
X

V&

(
E& = j X I& =
&
= j

I&

F&

&

&

(
&
E& = j X I& = j

Fig. 1.2-19 - C.d.G. e diagramma dei fasori.

i (t )
L'aver considerato sinusoidale la
v (t )
corrente magnetizzante non comporta in
(t )
genere problemi nell'analizzare il
funzionamento delle macchine elettriche
rotanti in quanto la presenza del traferro
/2

2 t
3 /2
riduce sensibilmente la non linearit del O
circuito magnetico complessivo (ferro pi
traferro). Per quanto riguarda l'analisi del
funzionamento dei trasformatori, al
contrario, si vedr che non sar sempre Fig. 1.2-20 - Distorsione del flusso e della tensione quando la
possibile prescindere dalla non linearit
corrente sinusoidale.
del circuito magnetico. pertanto
necessario gi in questa sede approfondire tale aspetto dei circuiti magnetici.
Si visto che se il flusso sinusoidale la corrente magnetizzante presenta delle armoniche
a causa della non linearit del circuito magnetico. Si dice infatti che per sostenere un flusso
sinusoidale c' bisogno di un determinato contenuto armonico della corrente. Ovviamente se
la corrente sinusoidale, il flusso stesso che non lo potr essere (Fig. 1.2-20) e quindi
saranno presenti delle armoniche di flusso, che per quanto visto in precedenza saranno tutte di
ordine dispari:
+

(t ) =
( 2 h +1) sen[( 2h + 1)t ] = 1 sen( t ) + 3 sen( 3t ) + 5 sen( 5t ) + ...

(1.2-58)

h =0

ovvio che il contenuto armonico del flusso dello stesso ordine di grandezza di quello
che si aveva in precedenza nella corrente in quanto il legame flusso-corrente che lo genera il
medesimo.
Si calcoli ora la f.e.m. indotta da tale flusso distorto che, con le ipotesi precedentemente
fatte, uguale alla tensione ai morsetti del solenoide (si tenga presente che aver supposto la
corrente sinusoidale significa alimentare il solenoide in corrente):

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

v( t ) e( t ) =

23

d( t )
d (t )
d +
=N
=N
( 2 h +1) sen[( 2h + 1)t ] =
dt
dt
dt h =0

+
+

= N( 2h + 1)
V ( 2 h +1) cos[( 2h + 1)t ]
( 2 h +1) cos[( 2h + 1)t ] =
h =0
h =0

(1.2-59)

avendo posto:

V ( 2 h +1) = N( 2h + 1)
( 2 h +1)
Se si considera il rapporto tra la generica armonica di tensione e la tensione fondamentale:

V ( 2 h +1)

= ( 2h + 1) ( 2 h +1)

(1.2-60)

si pu notare che esso, a causa dell'operatore derivata, amplificato rispetto all'analogo


rapporto relativo al flusso.
Si pu quindi concludere affermando che:
- a causa della non linearit del circuito magnetico sono presenti o delle armoniche di
corrente o delle armoniche di flusso;
- quando sono presenti le armoniche di flusso, la tensione risulta essere molto pi distorta del
flusso e quindi risulta essere molto pi distorta della corrente che si ha nel caso in cui flusso
e tensione sono sinusoidali.
opportuno mettere in evidenza due aspetti fondamentali del comportamento del sistema
preso in considerazione. Innanzi tutto bisogna osservare che alimentare il solenoide in
& = j N
& ). Ci
tensione equivale ad imporre il flusso nel circuito magnetico ( V& j
suggerisce due importanti considerazioni.
Poich aumentando la tensione di alimentazione aumenta di pari passo il flusso, se si in
presenza di saturazione, l'incremento della corrente assorbita maggiore di quello del flusso e
di quello della tensione. Ci sta ad indicare che all'aumentare della tensione di alimentazione
la reattanza di magnetizzazione diminuisce (diminuisce il rapporto tra la tensione e la
corrente assorbita).
La seconda considerazione fornisce una spiegazione qualitativa del fatto che l'induttanza di
magnetizzazione (e quindi la corrispondente reattanza) sia inversamente proporzionale alla
riluttanza del circuito magnetico. Si detto infatti che alimentare il sistema in tensione
equivale ad imporre il flusso magnetico. La corrente assorbita dal sistema dipender quindi
dalla f.m.m. necessaria per far circolare quel determinato valore di flusso. Se la riluttanza del
circuito magnetico elevata, necessaria una elevata f.m.m. e quindi la corrente assorbita
sar elevata. In tal caso l'impedenza del sistema, intesa come rapporto tra la tensione di
alimentazione e la corrente assorbita, bassa. Al contrario, se la riluttanza bassa, lo sar
anche la corrente assorbita e quindi l'impedenza risulter essere elevata.
Tali conclusioni sono valide anche nel caso di alimentazione in corrente. sufficiente
infatti considerare che in questo caso viene imposta la f.m.m. e che il flusso (ovvero la
tensione) dipendono dalla riluttanza del circuito magnetico. Con una riluttanza elevata si
ottiene un piccolo flusso e quindi una bassa tensione (impedenza bassa) e viceversa.

24

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

Forma donda della corrente assorbita considerando le perdite nel ferro


Si considerino ora anche le perdite totali nel materiale ferromagnetico. In tal caso il legame
flusso-corrente rappresentato dal ciclo di isteresi dinamico di Fig. 1.2-21.a.
In questo caso per la serie di Fourier della corrente assorbita (Fig. 1.2-21.b e Fig. 1.2-22),
si ottiene:

i (t ) =

{I a ,( 2h+1) cos[( 2h + 1)t ] + I b ,( 2h+1) sen[( 2h + 1)t ]} =


+

(1.2-61)

h =0

= I a ,1 cos( t ) + I a ,3 cos( 3t ) + ... + I b ,1sen( t ) + I b ,3 sen( 3t ) + ...


Un'analisi quantitativa dei coefficienti della serie mostra che:
le armoniche superiori in coseno sono molto piccole ( I a ,( 2 h +1) << I a ,1 );

i coefficienti delle armoniche in seno sono in pratica coincidenti con quelli determinati
senza considerare le perdite nel materiale ferromagnetico ( I b ,( 2 h +1) I ( 2 h +1) ).
Sulla base di questi risultati si pu porre (Fig. 1.2-23):

i( t ) I a ,1 cos( t ) + i ( t ) = I a ,1 cos( t ) + I sen( t )

(1.2-62)

Quindi la corrente assorbita pari alla somma della corrente magnetizzante (in fase con il
flusso) i ( t ) = I sen( t ) e di una corrente sinusoidale in fase con la tensione (o meglio con

4'

(t)

4
!

5'
3'

6'

2'
1'

i(t)

O 1"

6"

!
!

2"
3"

5"

i
(a) ciclo di isteresi dinamico.

4"

(b) Determinazione per punti dellonda di corrente.

Fig. 1.2-21 - Distorsione della corrente a causa del ciclo di isteresi dinamico.

v (t )

i (t )

i (t )
(t )

if (t )
O

/2

3 /2

Fig. 1.2-22 - Tensione, flusso e corrente.

/2

i (t )

3 /2

Fig. 1.2-23 - Scomposizione della corrente.

2 t

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

25

la f.e.m.i.) i f ( t ) = I f cos( t ) = I a ,1 cos( t ) ; quest'ultima proprio la corrente dovuta alle


perdite nel materiale ferromagnetico. Calcolando infatti la potenza attiva si ottiene:

P=

T
VI f
1
v(t )i (t )dt =
T0
T

2
[cos( t)] dt =
0

VI f

= VI f = EI f

(1.2-63)

L'espressione della potenza attiva coincide con la potenza dissipata da una resistenza
elettrica che, sottoposta alla differenza di potenziale E, assorbe una corrente pari ad If.
possibile quindi definire tale resistenza come:
(
R fe = E I f
(1.2-64)
che, essendo sottoposta alla differenza di potenziale E, in parallelo alla reattanza di
(
magnetizzazione X .
In termini di calcolo simbolico, per la corrente assorbita si ha (Fig. 1.2-24):

E&
E&
I& = ( + ( = I& f + I&
R fe jX

(1.2-65)

In generale i valori delle correnti I f e I sono tali per cui l'angolo di sfasamento tra la
f.e.m.i. E& e la corrente I& :

If

tan 1
I
2


=
2

(1.2-66)

elevato (specialmente in presenza di traferro nel circuito magnetico). Cio la maggior parte
della corrente assorbita corrente magnetizzante e solo una parte relativamente piccola
assorbita per alimentare le perdite nel materiale ferromagnetico.
Si noti che considerando il fasore della f.m.m. (in fase con la corrente):

F& = NI&

(1.2-67)

il fasore del flusso risulta in ritardo rispetto ad esso dellangolo = tan 1 I f I in quanto il
(
& = NI& R ). Ci dovuto alla presenza
flusso in fase con la corrente magnetizzante (

della corrente I& f e quindi alle perdite del materiale ferromagnetico.

(
&
V& = E& = j X I& = j

I
!

!
!

If

(
X

(
R fe
!

F&

E = j X I =
= j
!

I&

I& f

&

I&

Fig. 1.2-24 - Circuito equivalente elettrico di un circuito magnetico dissipativo: schema parallelo.

&

26

CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

Se si vuole continuare ad esprimere il flusso in funzione della f.m.m. necessario pertanto


definire la riluttanza complessa:
(
(&
F& F j NI j NI / cos( ) j
R
(1.2-68)
Rc =
=
e =
e =
e =
e j
&

cos(

e la corrispondente permeanza complessa:


(&
(
1
cos( )
Pc = ( = ( e - j = P cos( )e - j
&
R
Rc

(1.2-69)

I parametri complessi ora definiti conducono direttamente ad una impedenza di


magnetizzazione, rapporto tra la f.e.m. indotta e la corrente assorbita. Si ha infatti:
(
(
& = jN
& = jNP& F& = jN 2P& I&
(1.2-70)
E& = j
c

(&
(&
E&
Z m = = jN 2Pc
&I

(1.2-71)

Sostituendo lespressione (1.2-69) si ottiene (Fig. 1.2-25):


(&
(
(
(&
Z m = jN 2Pc = jN 2P cos( )e j = jL cos( )e j =
(
(
(
(
= X cos( )sen( ) + jX cos 2 ( ) = R m + jX m

(1.2-72)

(
(
Rm = X cos( )sen( )

(1.2-73)

(
(
X m = X cos 2 ( )

(1.2-74)

(&
Ovviamente limpedenza Z m pu essere anche determinata come parallelo tra la
(
(
resistenza R fe e la reattanza magnetizzante jX .

V = E = j
(
E = Zm I
!

I
!

(
Rm
!

(
Xm

E = j
(
E = Zm I
!

F&

I
!

If

Fig. 1.2-25 - Circuito equivalente elettrico di un circuito magnetico dissipativo: schema serie.

FONDAMENTI DI ELETTROMAGNETISMO

27

Se si considera la resistenza elettrica del conduttore del solenoide, la tensione di


alimentazione pari alla somma della f.e.m. indotta e della caduta di tensione sulla resistenza.
Il modello matematico, espresso in termini di fasori, pertanto dato dalle seguenti relazioni
(Fig. 1.2-26):

V& = RI& + E&

& = j
&
E& = jN
&E

E&
I& = I& f + I& = ( + (
R fe jX

(1.2-75)

(&
Se si considera limpedenza Z m , le equazioni diventano (Fig. 1.2-27):
V& = RI& + E&

(
& = j
& = Z& I&
E& = jN
m

(1.2-76)
!

RI
!

E = j

!
!

If

I
!

(
X

(
R fe

E = j

F&

If

Fig. 1.2-26 - Circuito equivalente elettrico di un circuito magnetico dissipativo con avvolgimento dissipativo:
schema parallelo.
!

R
(
Rm

RI
E = j
(
E = Zm I
!

(
Xm
!

E = j
(
E = Zm I
!

F&

Fig. 1.2-27 - Circuito equivalente elettrico di un circuito magnetico dissipativo con avvolgimento dissipativo:
schema serie.

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CIRCUITI MAGNETICI IN MATERIALE FERROMAGNETICO

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