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ABC del ritratto fotografico

2008 buonaluce.com

Edizione 1 Marzo 2008

Intro
Luce
Durezza:
Caduta di luce
Diffusione
Riflessione
Concentrazione
Assorbimento
Luci di scena
Tipi di luci
Misurazione della luce
Rapporti
Tono di ritratto e scelta dei rapporti
Uso delle luci
Alte luci (highlights)
Riflesso degli occhi (Catch light)
Uso dei modificatori
Centro dellattenzione
Tipi di ritratto
Taglio
Angolo
Simmetrie
Stili
Rembrandt
Loop chiuso o completo
Loop aperto
Paramount , Butterfly, Cinematografico
Laterale, Split
Luce di bordo o profilo, Rim light
Bipartita, double side light, double kickers
Composizione e Postura
Posa di base
Posa maschile
Posa femminile
Sguardo
Composizione
Inquadratura
Tecniche di ripresa
Focali e profondit di campo (PdC)
Consigli

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ABC del ritratto fotografico - 2008 buonaluce.com

Intro

Fotografia
Etimologia: la parola fotografia deriva dal greco phs, phts/luce, e grafin/scrivere, quindi scrittura della
luce.
Ritratto
Etimologia: la parola ritratto il participio passato del verbo ritrarre dal latino retrhere (pp rectrtus)
composto da re/indietro trhere/trarre-tirare ossia ricavare l'effigie di qualcuno.
Questa breve introduzione al ritratto fotografico classico copre tre aspetti fondamentali: la tecnica, il soggetto e
la luce.
La tecnica permette di approssimare limmagine che si produrr allimmagine che si creata nellocchio di
colui che lha registrata nel momento in cui lha registrata.
La corretta gestione del soggetto allevia limperfezione delle cose.
Infine, la luce in fotografia tutto, controllare la luce controllare limmagine.
Voglio aggiungere che, sebbene le moderne tecniche di post-editing diano grandi possibilit di elaborazione
dellimmagine, leccessiva manipolazione porta ad una sorta di innaturalit. Una buona base di partenza
pu condurre a buoni risultati, una pessima, spesso, a delusioni.
Nellintroduzione di base si voluto limitare lesposizione al classico ritratto con taglio da mezza figura a
primo piano per limitare al massimo le attrezzature e lo spazio di lavoro necessario.
MV

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Luce
Durezza:
La durezza della luce una caratteristica che dipende dalla grandezza, dalla distanza, e dal grado di
diffusione della sorgente della luce stessa.
Il nostro principale fornitore di luce il sole, una sorgente abbastanza grande ma posta a grande distanza, e
che in una giornata limpida risulta essere una sorgente piccola, direzionale, quasi puntiforme che genera
ombre marcate, in questo caso la luce risultante viene definita come dura. Al contrario, in un giorno coperto
le ombre, a causa della diffusione operata dalle nuvole, appaiono meno marcate, pi morbide, in questo caso
si pu parlare di luce morbida. Ovviamente la grandezza e la distanza del sole non cambiata, ma gli strati
di nuvole agiscono come diffusore, appaiono essere loro stessi la sorgente di luce che risulta essere grande,
infatti, copre tutto il cielo, ed vicina, almeno rispetto al sole.
Nella fotografia in studio avremo modo di utilizzare sorgenti di luce morbida e dura.

Luce dura

Luce morbida

Minore

Distanza

Maggiore

Minore

Durezza

Maggiore

Minore

Durezza

Maggiore

Maggiore

Grandezza sorgente

Minore

Relazioni tra distanza, grandezza della sorgente e durezza.


Caduta di luce
La propagazione della luce segue la regola cosiddetta dei quadrati che afferma che lintensit si riduce ad un
quarto raddoppiando la distanza. Limplicazione di questa legge che, se si misura lintensit di una
sorgente ad un metro e questa intensit varr un dato diaframma con un certo tempo dotturazione ad una
data sensibilit ISO, misurando con lo stesso tempo e sensibilit a 2 metri il nuovo valore di diaframma sar
di due stop inferiore. Conseguentemente se la sorgente di luce sistemata diagonalmente dallalto a 60 cm.
dalla fronte del soggetto, la luce che raggiunger le spalle 30 cm. pi gi avr allincirca unintensit di un
diaframma in meno, questo effetto di vignettatura, se non gradito, potr essere ridotto piazzando la sorgente

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ad una distanza superiore, cio facendo in modo che la distanza della sorgente dal soggetto sia sensibilmente
superiore alle distanze fra le varie parti dello stesso.

1
1

Distanza

1/4

4
1/16

Intensit
Regola dei quadrati

B
Lintensit nel punto B sar pari ad dellintensit nel punto A

Diffusione
La diffusione della luce la caratteristica di alcuni materiali di trasmettere la luce che li colpisce in maniera
disordinata.

Luce entrante

Luce uscente

La diffusione della luce pu aumentare la grandezza relativa della sorgente.

Riflessione
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La riflessione della luce la capacit di determinati materiali di riflettere la luce che li colpisce in maniera
ordinata.

Luce entrante
Luce entrante
Luce uscente
Luce uscente

La riflessione viene utilizzata per moltiplicare le sorgenti di luce o a concentrarla.

Concentrazione
La concentrazione della luce avviene tramite dispositivi basati sulla riflessione o altro.

Luce uscente

Sorgente di
luce

Si usa per diminuire la grandezza relativa della sorgente o illuminare aree delimitate.

Assorbimento
La luce colpendo un materiale opaco viene assorbita.

Luce entrante

Questa caratteristica usata per mascherare completamente o parzialmente sorgenti di luce.

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Luci di scena
Tipi di luci:
Tutto quello che serve in termini di luce per ottenere un ritratto una finestra orientata a nord (almeno nel
nostro emisfero) un pannello riflettente e una giornata di sole, purtroppo lultima di queste necessit non
disponibile alle 6 del pomeriggio di un giorno di gennaio e quindi nasce lesigenza di utilizzare luci artificiali
per poter fotografare, quando si vuole, senza dipendere dalle stagioni e dagli orari.
Le luci utilizzate nel ritratto sono:
Luce principale (key o main light)
La luce principale lequivalente della finestra dellosservazione precedente, la luce principale determina il
chiaro nei chiaroscuri, pu essere una sorgente di luce dura o morbida, in funzione dei risultati richiesti.
Luce di riempimento o schiarita (fill-in light)
La luce di riempimento determina il livello di scuro nei chiaroscuri ovvero la luminosit delle ombre, in
genere, per la luce di riempimento si utilizza una sorgente di luce morbida, questo per evitare di formare
doppie ombre (ombre generate sia dalla luce principale che da quella di riempimento) che possono apparire
innaturali a noi, abituati ad una sorgente unica, il sole.
Luce di fondo (Background light)
La luce di fondo serve ad illuminare il fondale. Quando questo non nero, le altre luci possono in parte
illuminare il fondale ma in maniera non controllata e con il rischio di creare ombre, inoltre, la separazione tra
soggetto e fondale, determinata dallilluminazione di questo ultimo porta a un distacco tra il soggetto e il
fondo che accentua il centro dellattenzione.
Luci di accentuazione (Hair light, Kick light)
Questo tipo di luci viene utilizzato per accentuare determinate zone del soggetto, in particolare la
capigliatura al fine daumentare il distacco con il fondale soprattutto se nero. Per questo tipo di luci sono
utilizzati attrezzi come snoot, spot e griglie, stando attenti che eventuali riflessi (spill) non colpiscano zone
non desiderate (es. la fronte).
Misurazione della luce
La misurazione della luce si effettua con un esposimetro esterno. Gli esposimetri sono, in genere, dotati di
due calotte di copertura del sensore, una semisferica e una piatta. La piatta serve per misurare,
individualmente, le singole luci. La misura andr fatta nella zona del soggetto, rivolgendo il sensore verso la
luce da misurare e attivando solo questultima. La calotta semisferica serve per misurare la luce riflessa
verso la fotocamera, la misura deve essere effettuata dalla zona del soggetto rivolgendo il sensore verso la
fotocamera e con tutte le luci accese.
Le misure per la luce principale e di schiarita si effettuano a livello degli occhi o della fronte del soggetto., lo
stesso per la misura della luce verso la fotocamera, la misurazione delle luci daccento devono essere
eseguite dallarea interessata, le misure delle luce di fondo devono essere eseguite direttamente sul fondo
verso la sorgente e possibilmente su pi punti del fondo per verificarne lomogeneit, nel caso di fondo non
piatto (increspato ecc.) la misura si pu effettuare con calotta semisferica e sensore rivolto verso la
fotocamera. Nella figura che segue il riassunto delle misurazioni.

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fondo

Luce daccento
Luce di fondo
Soggetto
Luce principale
Esposimetro con semisfera
Esposimetro con cupola piatta
Luce di schiarita
Fotocamera

Rapporti
Lassetto dintensit delle varie luci si esprime con riferimento allintensit della luce principale.
Normalmente la misura eseguita con un esposimetro a luce incidente, in diaframmi (detti anche F-stop o
semplicemente stop). Per la relazione tra la luce principale e quella di schiarita si utilizza un rapporto
mentre, in genere, per la relazione tra la principale e le altre luci (fondo e accentuazione) si indica la
differenza in diaframmi rispetto alla principale. Per esempio nello schema che segue lintensit della luce di
fondo misurata sul fondale F8, mentre quella della luce principale F5.6. in questo caso si dice che la luce
di fondo di uno stop pi luminosa della principale. Se la luce di fondo avesse dato F11 come lettura
sarebbe stata di due stop pi luminosa. Per la luce di schiarita si utilizza il rapporto con la principale, per
esempio 1:2 (si legge 1 a 2), dove il termine a sinistra sempre 1, mentre il termine a destra indica che la luce
principale in termini assoluti dintensit due volte superiore a quella di schiarita.

Esposimetro

Fondo

Luce di fondo

Esposimetro

Luce principale

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Data la stretta relazione tra la luce principale e quella di schiarita, le due si sovrappongono nel soggetto e
quindi la luce di schiarita si somma alla luce principale e di conseguenza il rapporto deve tenere in conto
questa cosa, ad esempio nello schema che segue un lato del volto ricever ununit di luce e laltro due, in
questo caso il rapporto sar 1:1+1 ossia 1:2 quando principale e schiarita abbiano la stessa intensit o 1:2+1
ovvero 1:3 quando la schiarita sia di uno stop inferiore alla principale (uno stop di differenza equivale a
raddoppiare o dimezzare la luce).

Principale

Luce principale
+
Luce di schiarita

Solo Luce di schiarita

Schiarita
Le tabelle che seguono illustrano i rapporti tra diaframmi (stop):
Tabella A - diaframmi comuni con risoluzione in mezzi diaframmi, in neretto i diaframmi interi
1
16
1.2 1.4 1.7 2
2.4 2.8 3.4 4
4.8 5.6 6.7 8
9.5 11
13

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Tabella B - rapporti tra diaframmi comunemente utilizzati tra luce principale e di schiarita (in mezzi
diaframmi)
1:9 1:7 1:5 1:4 1:3 1:2,5 1:2
Per ottenere il diaframma della luce di schiarita a un dato rapporto rispetto alla luce principale, allineare la
cella 1:2 della tabella B con la cella del diaframma della luce principale della tabella A. Il diaframma
equivalente al rapporto prescelto nella tabella B corrisponder alla cella allineata nella tabella A. Per esempio
se la luce principale d F8, allineando la tabella B si avr per 1:3 una schiarita di F5.6, per 1:4 di F4.8
1

1.2

1.4

1.7

2.4

2.8
1:9

3.4
1:7

4
1:5

4.8
1:4

5.6
1:3

6.7
1:2,5

8
1:2

9.5

11

13

16

19

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Alcune fotocamera permettono una risoluzione di 1/3 di stop, gli esposimetri esterni, in genere, hanno una
risoluzione di 1/10 di stop.

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Le figure che seguono illustrano i risultati che si possono ottenere dai vari rapporti:

1:2

1:3,5

1:2,5

Solo luce principale

1:3

Solo luce di schiarita

Tono di ritratto e scelta dei rapporti


Si possono identificare tre toni dilluminazione caratteristici:
Tono basso (Low-key) Questa chiave caratterizzata dai toni scuri di tutto ci che circonda il viso
del soggetto che deve essere larea pi chiara dellimmagine. Di conseguenza il fondale nero o
comunque scuro e se illuminato non deve avere macchie chiare, inoltre anche labbigliamento del
soggetto deve essere pi scuro del colore della pelle. Il tono basso predilige i rapporti
dilluminazione medio alti a partire da 3:1 in su e luso di luci daccentuazione (es. capigliatura e
separazione) per ottenere una separazione del soggetto dallo sfondo, il quale dovrebbe essere
abbastanza distaccato dal soggetto (2 metri o pi). Il tono basso si presta bene alle riprese in bianco e
nero.

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Tono alto (High-key) Questa chiave complementare alla chiave bassa, , infatti, caratterizzata da
toni tenui nei quali il viso del soggetto risulta essere larea pi scura dellimmagine. In questa chiave
il fondale bianco o comunque chiaro e lo stesso vale per labbigliamento. I rapporti dilluminazione
utilizzati sono bassi, minori di 3:1. Lo sfondo deve essere illuminato omogeneamente Lintensit
dellilluminazione di sfondo deve essere, generalmente 1 o 2 stop maggiore di quella della luce
principale. Come il tono basso, il tono alto si presta bene alle riprese in bianco e nero.
Tono intermedio (Middle-key) Questa chiave usata quando, si vuole sfruttare pi il contrasto
cromatico che quello luminoso, ad esempio utilizzando abbigliamento di colori sgargianti. In ogni
caso un minimo di contrasto luminoso o meglio di accenno verso i toni alti o bassi deve essere
mantenuto. I rapporti usuali per questo tipo di chiave sono quelli intermedi attorno a 3:1.

Low key

High key

Toni medi

Uso delle luci


La ragione di avere pi luci e quella di sopperire alla bidimensionalit della fotografia dando lillusione di
una terza dimensione, la profondit, tramite il gioco di ombre e luci.
Luce di riempimento o schiarita.
La funzione della luce di riempimento di stabilire quali sono le ombre dove i dettagli sono ancora visibili.
Questo tipo di luce pu essere ottenuta nella maniera pi semplice attraverso un panello riflettente
contrapposto alla luce principale.

Principale

Panello
riflettore

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Nella figura viene illustrato lo schema, larea gialla chiara indica la luce emessa dalla sorgente principale,
mentre larea oro mostra la luce riflessa dal panello. Come si vede in figura il panello non parallelo alla
luce principale, ma leggermente inclinato, questo allo scopo di illuminare pi omogeneamente il lato in
ombra del soggetto, e di evitare che possano formarsi dei riflessi che apparirebbero innaturali. Lo schema
proposto potrebbe essere arricchito con ulteriori panelli per controllare altre ombre.
Il difetto principale dello schema con panelli riflettenti lo scarso controllo della luce riflessa dal panello.
Per avere un maggior controllo della luce di schiarita si utilizza per questa ultima unulteriore sorgente di
luce.

Soggetto
Principale

Schiarita
modellante

Schiarita
neutra

Nella figura sillustra questo nuovo schema. In questo schema possibile individuare due distinte
configurazioni della luce di riempimento:
Luce di riempimento neutra la luce di schiarita posta a lato o sopra la fotocamera e illumina ci
che la fotocamera vede, la posizione a destra o a sinistra solo aumenta leggermente la copertura delle
ombre sul lato scuro. La posizione sopra la fotocamera si attiene tramite un sostegno a giraffa o un
soffitto attrezzato.
Luce di riempimento modellante la luce di schiarita posta sullasse del naso del soggetto, questa
posizione crea una sensazione di rotondit e profondit. Questa la collocazione pi adatta al
ritratto classico.
La luce di schiarita dovrebbe avere il suo centro allaltezza degli occhi del soggetto e dovrebbe essere
abbastanza morbida, vale a dire utilizzare un modificatore quale un bank o un ombrello riflettente.
Infine la luce di schiarita pu essere coadiuvata da panelli riflettenti o bandiere per schiarire od oscurare
zone specifiche del soggetto.
Luce principale
La luce principale quella che determina le zone pi luminose del viso del soggetto. Questa luce pu essere
dura o morbida e pu essere generata da qualsiasi tipo di illuminatore e modificatore.
Laltezza e linclinazione della luce principale sono determinate dal tipo di ritratto, mentre la distanza dal
tipo di luce che si vuole ottenere.
Luce di fondo
Ad esclusione di un fondo nero, la luce di fondo praticamente sempre necessaria, e a volte, per ottenere un
fondo omogeneamente illuminato sono necessarie pi di una luce. Nel ritratto a toni alti la luce di fondo
deve essere un paio di stop pi alta della luce principale. Regolando lintensit della luce di fondo su fondale
bianco si pu spaziare dal bianco al grigio e su fondale grigio dal grigio, per appunto, al grigio quasi nero.

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Disponendo di filtri colorati e fondale bianco si possono creare varie tonalit del colore del filtro variando
lintensit della luce.
Generalmente la luce di sfondo posta in basso dietro il soggetto e punta verso lalto. Se la sua luce sfuma
troppo conveniente orientarla verso il lato del fondale corrispondente al lato in ombra del soggetto, questo
per creare un maggior distacco tra il soggetto e lo sfondo.
I bank cosiddetti strip-light sono indicati come luce di fondo.

Soggetto

Schemi dilluminazione del fondale


Luci daccento
Le luci daccento sono utilizzate per mettere in risalto zone del soggetto o per ottenere un maggior distacco
dal fondale. Le luci daccento pi utilizzate sono:
Luce daccento della capigliatura (hair light) Questa luce serve ad illuminare parte dei capelli, e
deve provenire dallalto e dallo stesso lato della luce principale, facendo attenzione che non vada a
colpire il viso. La luce per la capigliatura ha, in genere, la stessa intensit della luce principale. Per
questa luce in genere si utilizza uno snoot o uno spot o una parabola con griglia e alette.
Luce daccento del fondo (background light) Questa luce posizionata dietro il soggetto e orientata
verso la schiena in modo di formare un alone luminoso attorno alla silhouette del soggetto,
ovviamente non ha lintensit e lorientazione della luce utilizzata per il ritratto in controluce. Per
questa luce conveniente utilizzare una parabola con griglia e alette.
Luce daccento di particolari (kicker light) Si utilizza per esaltare alcune zone del soggetto.
Normalmente si utilizzano, per questa luce, spot, snoot e parabole con griglia e alette.
Con tutti i tipi di luci daccento bisogna fare attenzione alle luci parassite che possono crearsi, colpendo zone
non desiderate o creando riflessi nellobiettivo della fotocamera. Questi fenomeni possono essere eliminati
attraverso bandiere e panelli assorbenti.
Alte luci (highlights)
Le alte luci sono le aree di maggiore luminosit dellimmagine e sono determinate dal grado di riflettenza
delloggetto e dalla grandezza e distanza della fonte luminosa dalloggetto.
Nel ritratto vi sono due tipi di alte luci da considerare:
Alte luci diffuse: la zona di toni medi del viso. Questa area di toni basici dir se il colore e la trama
dell'oggetto sono corretti. Se si trova il corretto equilibrio tra zone di alte luci e ombra, si riuscir ad
evidenziare la caratteristica struttura porosa della pelle.

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Alte luci speculari: sono i punti di luce pi brillante, si incontrano nei riflessi degli occhi, la fronte, gli zigomi,
il naso e il mento. La nitidezza dei bordi di queste luci indicano quanto la superficie lucida.

Alte luci speculari

Alte luci diffuse

Gestione delle alte luci


Le alte luci dovrebbero essere trattate con molta attenzione:
Le alte luci speculari, danno dinamicit allimmagine ma se troppo marcate distraggono lattenzione.
Le uniche alte luci speculari indispensabili sono i riflessi degli occhi.
Nelle zone di alte luci speculari si dovrebbe, in ogni caso, mantenere un minimo livello di dettagli,
ovvero evitare zone di bruciatura (hot spot), questo rischio particolarmente alto nella ripresa in
digitale o con pellicole invertibili (diapositive)
Come gi accennato le alte luci dipendono dalla dimensione e dalla distanza della fonte luminosa, pi
grande e vicina al soggetto sar la fonte luminosa, pi diffuse e omogenee saranno le alte luci, e minori, se
non inesistenti saranno le alte luci speculari. Al contrario pi piccola e distante sar la fonte luminosa pi
localizzate saranno le alte luci e pi marcate saranno le alte luci speculari.
Per fare un esempio un bank da 80x120 cm posto a 60 cm dal soggetto produrr delle alte luci diffuse e la
quasi assenza di alte luci speculari, posto a 2 metri e regolata la potenza per mantenere lo stesso diaframma
della posizione antecedente, le ombre saranno pi nette e cominceranno ad apparire pi evidenti le alte luci
speculari, posta a 3 metri le ombre e le alte luci speculari saranno marcate. Ne consegue che in base al
risultato desiderato, se con ombre pi o meno nette, la riflettivit del soggetto e la grandezza e grado di
diffusione della sorgente luminosa, ogni sorgente avr una distanza dove le transizioni tra alte luci e ombre
saranno ottimali e le alte luci speculari avranno un livello tale da dare dinamicit allimmagine senza
diventare elementi di distrazione.

Dettagli ancora visibili nelle zone di alte luci

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Bank 80X120 cm

Parabola da 7 alla stessa distanza

Nelle immagini qui sopra si evidenziano le differenze tra due sorgenti diverse ma poste alla medesima
distanza, da notare le ombre e lapparizione di nuove alte luci speculari e la loro conformazione.
Riflesso degli occhi (Catch light)
Il riflesso speculare delle luci negli occhi un dettaglio molto importante nel ritratto in quanto da un senso
vitale al soggetto e deve essere tralasciato solo se si vuole dare una percezione molto drammatica al ritratto.
Il fatto che locchio rifletta qualsiasi fonte di luce posta nellarea di fronte al soggetto porta al risultato che
appaiano pi riflessi e di forme insolite, e questo appare innaturale. Un effetto laterale di questo che
osservando in ritratto spesso possibile risalire al tipo e alla disposizione delle luci,
La forma e la quantit di riflessi stato per molto tempo un tema di dibattito tra i fotografi, anche se ora
grazie al digitale possibile elaborare i riflessi a piacimento in fase di post-produzione.

Senza riflessi degli occhi

Con riflessi

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Modificatori
Come si comportano I vari modificatori? Le foto che seguono sono state realizzate con una sola torcia per
evidenziare i comportamenti.

A - Parabola da 7

B Parabola da 7 con griglia

D Ombrello da 80cm riflettente argento

C - Ombrello da 120cm riflettente bianco

E Ombrello da 80cm passante bianco

F Bank da 120X80cm

Come si vede dalla foto A, la sola parabola crea ombre nette, laggiunta di una griglia (B) peggiora la cosa,
come si nota dallombra sotto il mento, in quanto concentra di pi la luce. La foto C mostra come un
ombrello riflettente possa aprire le ombre. Nella foto D stato usato un ombrello pi piccolo e di colore
argento, il risultato che le ombre non sono cos aperte come nella foto C, per molto pi morbide che nelle
foto solo con parabola. Nella foto E stato usato un ombrello passante delle stesse dimensioni di quello della
foto precedente, pur essendo le ombre pi scure sono pi sfumate rispetto alla foto D. Infine nella foto F
stato utilizzato un bank, le ombre sono aperte e sfumate.

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Centro dellattenzione
Per centro dellattenzione si intende quellarea dellimmagine verso la quale, alla prima vista, indirizzata
lattenzione .
Aldil di un contenuto specifico che determini questa attenzione esistono quattro fattori che delimitano il
centro dellattenzione: contrasto luminoso, contrasto cromatico, fuoco e pattern geometrico.

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

La figura mostra un centro dellattenzione dovuto a contrasto luminoso, la 2 a contrasto cromatico, la 3 il


risultato della desaturazione della figura 2, e conferma che non vi alcuna differenza di luminosit tra il
punto e lo sfondo.

Fig. 4

Fig. 5

Nella figura 4, il centro dellattenzione ottenuto tramite una sfocatura selettiva, mentre nella figura 5
attraverso uno schema geometrico.
Nel ritratto, il centro dellattenzione voluto, il viso ed in particolare gli occhi e la bocca, per ottenere questo
risultato uno o pi dei quattro metodi sopra illustrati deve essere utilizzato.

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Fig. 6

Fig. 7

Nella figura 6 la focalizzazione del centro dellattenzione sul viso di Marlene Dietrich ottenuto utilizzando
il contrasto luminoso, da notare che le mani e la sigaretta creano un motivo di distrazione, anche se voluto
ad arte, per sottolineare lo stile del personaggio. Nella figura 7 viene utilizzato oltre al contrasto luminoso
anche lo schema geometrico formato dal collo di pelliccia.
Nella figura che segue, un famoso ritratto realizzato da Steve McCurry, il centro dellattenzione
determinato da contrasto luminoso (tra il viso e il resto) e cromatico (occhi, veste e sfondo).

Fig. 8

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Infine nella figura 9 il centro dattenzione ottenuto con un contrasto luminoso e la sfocatura del fondo.

Fig. 9
Dato che il centro dellattenzione in un ritratto dovrebbe concentrarsi nel viso, tutto ci che distoglie o
disturba dovrebbe essere eliminato o adeguatamente trattato. Questa considerazione riguarda
labbigliamento, lacconciatura, eventuali monili e lo sfondo.

Fig. 10

Fig. 11

Nella figura 10, dato lo sfondo bianco, il viso per essere il centro dellattenzione dovrebbe essere larea pi
scura, ma sia il colore dei capelli che, soprattutto, il colore del vestito, impediscono tale condizione. Nella
figura 11 questa incongruenza stata corretta. Nei ritratti high key (chiave alta, ovvero dove lo sfondo nero
o comunque scuro) il viso per essere il centro dellattenzione deve essere larea pi chiara dellimmagine, al
contrario nei ritratti low key (chiave bassa, ovvero con sfondo bianco o chiaro) il viso deve essere la parte pi
scura.

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Tipi di ritratto
Taglio
Per taglio del ritratto si intende lentit di soggetto da includere nellimmagine:
Figura intera il soggetto inquadrato per intero.
Piano americano uninquadratura tipicamente cinematografica, il soggetto viene inquadrato da
sopra le ginocchia alla testa,
Mezza figura linquadratura dalla vita in su.
Mezzo busto inquadratura tipicamente televisiva, il soggetto viene inquadrato da mezzo busto in
su.
Primo piano inquadratura dalle spalle in su.
Close up da met del collo in su, a volte tagliato alla fronte, a volte si inizia dal mento.

Close Up

Primo Piano

Mezzo busto

Mezzo figura

Piano americano

Figura intera

Angolo
Per angolo intendiamo la posizione della testa del soggetto rispetto al piano della pellicola o sensore della
fotocamera.
Frontale Il viso del soggetto rivolto verso la fotocamera.
Profilo Il viso del soggetto girato di 90 gradi rispetto alla fotocamera, solo met ne viene
inquadrato.
Tre quarti (3/4) Il viso del soggetto girato rispetto alla fotocamera di un angolo inferiore ai 90
gradi del profilo. Esistono varie denominazioni di questa inquadratura basate sullangolo come 2/3
o altre.

Frontale

Profilo

Tre quarti

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Langolo frontale tende a allargare il volto ed quindi sconsigliato per soggetti che non hanno un viso
particolarmente asciutto, ampiamente utilizzato nel ritratto di moda e glamour ma facendo assegnamento
sui visi snelli e sul trucco elaborato dei modelli/e.
Il profilo da molti anni non di moda. Nella inquadratura di profilo bisogna fare attenzione a che non
appaiano elementi del lato nascosto del viso quali le ciglia, le sopraciglia o il globo dellocchio, ecc, inoltre
bisogna fare attenzione alla posizione della pupilla dellocchio visibile, in quanto se il soggetto guarda in
fronte a s, questa non visibile, e locchio appare bianco.
Il tre quarti langolo pi utilizzato in quanto smagrisce il viso. Langolo massimo utilizzabile quello che
permette ancora di vedere parte della tempia nel lato del viso pi lontano dalla fotocamera, e con il quale,
comunque, la punta del naso non esce dal profilo della guancia pi lontana.

Tre quarti: angolo ancora accettabile

Tre quarti: angolo oltre al limite

Unaltra caratteristica del tre quarti, sono i due differenti stili che si possono ottenere illuminando con la luce
principale o il lato del viso rivolto alla fotocamera oppure laltro. Questi due stili sono chiamati in inglese
broad light (broad side lighting) ovvero illuminazione del lato ampio, quello pi vicino alla fotocamera e short
light (short side lighting) per quello pi lontano. Questultimo stile (short) smagrisce maggiormente il viso.

Short Light

Broad Light

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Nel tre quarti consigliata lilluminazione in tono basso (low-key) o in tono medio con fondale scuro
quando si utilizza lo stile short light, al contrario, con illuminazione in tono alto (high-key) o in tono medio
con fondale chiaro consigliabile lo stile broad light.
Simmetrie
Nessun viso assolutamente simmetrico, comunque esistono differenze fra i due lati.

Angelina Jolie: foto originale

Claudia Schiffer: lato destro specchiato

Lato sinistro specchiato

Foto originale

Lato destro specchiato

Lato sinistro specchiato

A causa della asimmetria nei ritratti angolati consigliabile, prima di cominciare la sessione, cercare il lato
migliore del soggetto. Questa operazione si esegue esaminando i lati del viso da punti diversi, direttamente e
attraverso il mirino della fotocamera.

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Stili
Nome: Rembrandt
Origine: dal nome del pittore olandese Rembrandt Harmenszoon Van Rijn (1606 1669), questo stile non fu
inventato da Rembrandt, molti pittori lo usarono precedentemente, ma fu ampiamente utilizzato da
Rembrandt, sembra a causa della particolare illuminazione del suo studio.

Rembrandt: Autoritratto

Veronica Lake

Tratto peculiare: il triangolo luminoso sotto locchio del lato in ombra, il triangolo non dovrebbe essere pi
alto del naso e non pi largo dellocchio.
Varianti: il cosiddetto Rembrandt scorretto include locchio nel triangolo, al fine di dare maggior vitalit.
Angolo: frontale, tre quarti sia broad light che short light, profilo.
Caratteristiche: lo stile che in tre quarti short light smagrisce di pi, particolarmente adatto agli uomini,
ma pu essere utilizzato anche per le donne.
Rapporti dilluminazione: con rapporti dilluminazione di 1;3 o maggiori questo stile fa assumere un
aspetto drammatico al soggetto.
Schema: leffetto Rembrandt si ottiene con la luce principale inclinata verticalmente di 45 gradi e
orizzontalmente a circa 45 gradi rispetto allasse del naso del soggetto. La posizione corretta si ottiene
spostando leggermente la luce sia orizzontalmente che verticalmente rispetto alle posizioni di base fino ad
ottenere leffetto voluto.

45
45
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Frontale

Profilo

Tre quarti broad light

Tre quarti short light 1:2

Tre quarti short light

Tre quarti short light 1:4

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Nome: Loop chiuso o completo.


Origine: Prende il nome dallombra che parte dal naso e percorre il bordo della guancia sino alla tempia,
questa ombra si sviluppa in forma semicircolare a disegnare un ricciolo, per appunto loop in inglese.

Botticelli: ritratto di Ser Piero Lorenzi

Ava Gardner

Tratto peculiare: Lombra che a partire dal naso segue il bordo della guancia, lombra della punta del naso
non dovrebbe uscire dallestensione della bocca e non dovrebbe toccare il labbro superiore.
Varianti: loop aperto.
Angolo: frontale, tre quarti sia broad light che short light, profilo.
Caratteristiche: adatto ai ritratti maschili e femminili sia in frontale che in tre quarti.
Rapporti dilluminazione: adatto a rapporti dilluminazione bassi.
Schema: leffetto loop chiuso si ottiene con la luce principale inclinata verticalmente tra i 20 e i 45 gradi e
orizzontalmente a meno di 45 gradi rispetto allasse del naso del soggetto. La posizione corretta si ottiene
spostando leggermente la luce sia orizzontalmente che verticalmente rispetto alle posizioni di base fino ad
ottenere leffetto voluto.

20-45
Inferiore
a 45

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Frontale

Profilo

Tre quarti broad light

Tre quarti short light 1:2

Tre quarti short light

Tre quarti short light 1:4

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Nome: Loop aperto.


Origine: Prende il nome dallombra che percorre il bordo della guancia sino alla tempia, questa ombra si
sviluppa in forma semicircolare a disegnare un ricciolo, per appunto loop in inglese. Al contrario del loop
chiuso lombra formata dal naso non si collega a quella del bordo della guancia.

Caravaggio: particolare di Santa Caterina dAlessandria

Elizabeth Taylor

Tratto peculiare: Lombra segue il bordo della guancia e la linea del naso, lombra della punta del naso non
dovrebbe uscire dallestensione della bocca e non dovrebbe toccare il labbro superiore.
Varianti: loop chiuso.
Angolo: frontale, tre quarti sia broad light che short light, profilo.
Caratteristiche: adatto ai ritratti maschili e soprattutto femminili sia in frontale che in tre quarti.
Rapporti dilluminazione: adatto a bassi rapporti dilluminazione.
Schema: leffetto loop aperto si ottiene con la luce principale inclinata verticalmente tra i 20 e i 45 gradi e
orizzontalmente a meno di 40 gradi rispetto allasse del naso del soggetto. La posizione corretta si ottiene
spostando leggermente la luce sia orizzontalmente che verticalmente rispetto alle posizioni di base fino ad
ottenere leffetto voluto.

20-45
Inferiore
a 40

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Frontale

Profilo

Tre quarti broad light

Tre quarti short light 1:2

Tre quarti short light

Tre quarti short light 1:4

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Nome: Paramount, Butterfly, Cinematografico.


Origine: I nomi Paramount e Cinematografico derivano dalluso sistematico di questo stile che si faceva negli
anni 30 e 40 del secolo passato negli studi cinematografici della Paramount, il nome Butterfly (farfalla in
inglese) deriva dalle ombre simmetriche che ricordano le ali di una farfalla.

Leonardo da Vinci: particolare della Dama con ermellino

Grace Kelly

Tratto peculiare: La luce disegna due ombre simmetriche sulla parte bassa delle guance e unombra sotto il
naso, la forma queste ombre richiama le ali di una farfalla.
Varianti: con o senza schiarita del mento.
Angolo: frontale, tre quarti, profilo.
Caratteristiche: tipicamente femminile, per richiede un viso snello, simmetrico e ben definito, molto
utilizzato nella moda.
Rapporti dilluminazione: si adatta a tutti i rapporti dilluminazione.
Schema: leffetto butterfly aperto si ottiene con la luce principale inclinata verticalmente di 60 gradi e
orizzontalmente perpendicolare rispetto allasse del naso del soggetto. La posizione corretta si ottiene
spostando leggermente la luce verticalmente rispetto alla posizione di base fino ad ottenere leffetto voluto.
Lombra del naso dovrebbe estendersi fino a circa un terzo della distanza tra il naso e il labbro superiore. Si
deve fare attenzione a non creare ombre nella parte bassa delle orbite.
La schiarita del mento si ottiene con un piccolo panello riflettente posto sotto il mento.

60

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Frontale

Tre quarti

Frontale con schiarita

Profilo

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Nome: Laterale, Split.


Origine: La luce principale posta a 90 rispetto allasse del naso del soggetto quindi lateralmente.

Caravaggio: particolare di Amor Vincit

Gregory Peck

Tratto peculiare: Il viso diviso a met sulla linea del naso.


Varianti: nessuna.
Angolo: frontale, tre quarti.
Caratteristiche: tipicamente femminile, per richiede un viso snello, molto utilizzato nella moda.
Rapporti dilluminazione: si adatta a tutti i rapporti dilluminazione.
Schema: La luce principale posta perpendicolare allasse del naso del soggetto, allaltezza della linea degli
occhi.

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Frontale

Tre quarti

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Nome: Luce di bordo o profilo Rim light.


Origine: Non uno stile classico. La luce principale posta a 45 dietro il soggetto

Tratto peculiare: La parte del viso illuminata quella nascosta.


Varianti: nessuna.
Angolo: profilo.
Caratteristiche: Sia maschile che femminile.
Rapporti dilluminazione: si adatta a tutti i rapporti dilluminazione.
Schema: La luce principale posta a 45* dallasse del naso del soggetto, allaltezza della linea degli occhi,
dietro il soggetto.

45

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Profilo 2:1

Profilo 4:1

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Nome: Bipartita, double side light, double kickers.


Origine: Non uno stile classico. Due luci sono poste a 90 rispetto allasse del naso del soggetto, da ambo i
lati.

Greta Garbo
Tratto peculiare: La fascia centrale del viso in ombra.
Varianti: nessuna.
Angolo: frontale, tre quarti.
Caratteristiche: Sia maschile che femminile..
Rapporti dilluminazione: si adatta ad alti rapporti dilluminazione.
Schema: Le luci sono poste perpendicolarmente allasse del naso del soggetto, allaltezza della linea degli
occhi.

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Frontale

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Posa
Posa di base
Esistono due tipi di pose di base, maschile e femminile, ambedue condividono una postura comune, questa
postura comune si ottiene nella seguente maniera:
Laltezza dello sgabello deve essere regolata in maniera che il soggetto siedi con le cosce rivolte
leggermente in basso (punto 1 nella figura che segue).
Il soggetto dovrebbe sedersi verso il bordo dello sgabello.
Il peso deve essere caricato sul piede pi lontano dalla fotocamera (punto 2).
Il soggetto deve sporgersi leggermente in avanti oltre la cintura (punto 3).
Questa postura porta il soggetto ad avere la spalla rivolta verso la fotocamera pi alta di quella pi lontana
(punto 4).

45*
4

30*

Postura di base

Fotocamera

Angolo di ripresa

Rispetto al piano della fotocamera il corpo del soggetto dovrebbe avere un angolo tra i 30 e i 45 gradi, con un
angolo inferiore ai 30 gradi il corpo appare troppo grosso, invece con un angolo maggiore di 45 gradi il
soggetto costretto a girare troppo il collo distorcendolo.
Posa maschile
La posa maschile si usa per gli uomini nello stile frontale e di tre quarti, nel profilo consigliato usare la
posa femminile anche per gli uomini.
La posa maschile si ottiene dalla posa di base tenendo la testa ortogonale alle linea delle spalle.
Posa femminile
La posa femminile si adatta per le donne a qualsiasi stile, lunica situazione nella quale sconsigliata, ,
quando il soggetto molto corpulento, in tal caso conviene usare la posa maschile.
La posa femminile si raggiunge inclinando e girando la testa verso la spalla pi alta

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Posa maschile

Posa femminile

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In alternativa esiste una posa che si adatta principalmente alle donne, ma utilizzabile anche per i maschi,
questa posa si ottiene reclinando la testa verso la spalla pi bassa e in avanti.

Posa alternativa
La torsione e la flessione del collo oltre certi limiti provoca lapparizione di pieghe orizzontali e/o la
rivelazione dei tendini del collo (pi precisamente dei muscoli Sterno-cleido-mastoidei), questi inestetismi
possono essere controllati riducendo la torsione e la flessione del collo.
Sguardo
Una volta, prima di scattare, si alzava una mano e si diceva guarda luccellino, lo scopo di questa finzione
era di costringere il soggetto ad alzare le palpebre, dato che questa necessit tuttavia permane, bene
istruire il soggetto a fissare un punto sopra e a lato della fotocamera o semplicemente sopra la fotocamera se
si desidera uno sguardo pi aggressivo.
Nel caso di inquadratura di profilo consigliabile che il soggetto fissi un punto a lato della fotocamera e non
davanti a se per evitare che la pupilla non sia visibile e locchio risulti bianco e vuoto.

Composizione
Un fattore di rafforzamento del centro dellattenzione che non riguarda direttamente i meccanismi di visione
dellocchio umano, ma piuttosto attiene a fattori psicologici, luso di schemi geometrici relativi alla
composizione, il pi noto di questi schemi la cosiddetta regola dei terzi, nella quale il campo inquadrato
viene diviso in tre parti uguali sia orizzontalmente che verticalmente per poi porre un punto dinteresse, ad
esempio un occhio, in una delle intersezioni di queste aree.

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Griglia dei terzi

Inquadratura libera

Inquadratura in griglia

Altro esempio della regola dei terzi:

La testa contenuta nei primi due terzi orizzontali, la linea degli occhi cade sul primo terzo verticale
Inquadratura
Posizione della fotocamera
La fotocamera dovrebbe, normalmente, unaltezza leggermente superiore alla testa del soggetto, questo per
ridurre il corpo rispetto alla testa. Inizialmente il piano del sensore/pellicola dovrebbe essere parallelo
allasse del corpo del soggetto, successivamente si potr inclinare la fotocamera allo scopo di aggiustare nel
fotogramma lo spazio vuoto sopra la testa del soggetto o accentuare o ridurre laltezza della spalla pi alta
puntando la camera verso questa spalla o laltra.
E bene ricordare che la corretta posizione della fotocamera non dipende dallaltezza del fotografo.
Composizione nel fotogramma.
E consigliabile applicare la regola dei due terzi con qualsiasi inquadratura esclusa quella di profilo nella
quale il posizionamento dellocchio ad un terzo dal bordo superiore del fotogramma porterebbe ad avere al
centro lorecchio. Nel caso del profilo meglio porre al centro del fotogramma la linea dellocchio.
Nellinquadratura di profilo e di tre quarti quando il soggetto rivolge lo sguardo a lato, consigliabile, nel
fotogramma, lasciare un maggior spazio vuoto nella direzione verso la quale il soggetto guarda, ci per
evitare di dare la sensazione che il soggetto guardi oltre il fotogramma.

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Tecniche di ripresa
Focali e profondit di campo (PdC)
La prospettiva di un oggetto rispetto ad un osservatore dipende solo dalla distanza. Pi la distanza breve e
pi la proporzione tra i piani delloggetto pi vicini e quelli pi lontani balza allocchio.
Per esempio, in formato 24X36, con unottica con lunghezza focale di 50 mm per riempire il fotogramma con
un oggetto alto 30 cm dovr piazzarmi a circa 60 cm di distanza, con una focale di 100 mm a circa 1,6 metri.
La prospettiva a 60 cm non la stessa che si ottiene a 1,6 metri ed i piani pi vicini con il 50 mm appariranno,
in proporzione, ben pi grandi di quelli posti qualche centimetro pi lontano.

Focale 35mm

Focale 105mm

Gli obiettivi consigliati per il ritratto con taglio da mezza figura o pi stretto sono quelli che in formato 135
vanno da 80 a 120 mm, obiettivi di focale inferiore tendono a distorcere i visi, quelli con focali superiore oltre
ad abbisognare di parecchio spazio per linquadratura, appiattiscono troppo la prospettiva.
La distanza tra la fotocamera e il soggetto dovrebbe essere compresa tra 1,5 e 3 metri in funzione della
lunghezza focale dellobiettivo usato e della porzione di soggetto che si vuole far entrare nel fotogramma.
La profondit di campo determinata da vari fattori: formato del sensore/pellicola, lunghezza focale
dellobiettivo, distanza del soggetto, diaframma utilizzato.
Le tabelle che seguono illustrano la profondit di campo ottenibile a due distanze di messa a fuoco (1,5 e 2
metri), con vari diaframmi su tre formati di pellicola/sensore e con obiettivi equivalenti a 85 mm in formato
24X36 (l APS-C ha un fattore di crop di 1,5)

Distanza (m)
F5.6
F8
F11

Fuoco a 1,5 m
APS-C con 57 mm
24X36 con 85 mm
6X6 con 150 mm
minima massima
totale minima massima
totale minima massima
totale
1,43
1,58
0,15
1,45
1,55
0,1
1,48
1,52
0,04
1,4
1,61
0,21
1,43
1,57
0,14
1,47
1,53
0,06
1,37
1,66
0,29
1,41
1,61
0,2
1,46
1,55
0,09

Distanza (m)
F5.6
F8
F11

Fuoco a 2 m
APS-C con 57 mm
24X36 con 85 mm
6X6 con 150 mm
minima massima
totale minima massima
totale minima massima
totale
1,88
2,14
0,26
1,91
2,09
0,18
1,96
2,04
0,08
1,83
2,2
0,37
1,88
2,14
0,26
1,94
2,06
0,12
1,77
2,3
0,53
1,83
2,2
0,37
1,92
2,09
0,17

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Come si pu notare dalle tabelle la profondit di campo non cos grande nelle focali, diaframmi e distanze
utilizzate in studio, ne deriva che in determinate situazioni necessario scegliere se far cadere fuori fuoco
particolari in primo piano o particolari su piani pi lontani. Nel ritratto, soprattutto nel tre quarti, il mettere
a fuoco locchio pi vicino, nelle situazioni di scarsa PdC, pu creare problemi di fuoco nei piani pi lontani,
quindi conviene mettere a fuoco la punta del naso se questa si trova in posizione pi arretrata rispetto
allocchio pi vicino, oppure locchio pi lontano se gli elementi in primo piano sono di disturbo.

Consigli
Cavalletto
Da anni il cavalletto ha assunto un senso di oggetto obsoleto e limitante della creativit, questo ruolo gli
stato involontariamente assegnato dallo stereotipo del fotografo di moda che nel cinema, la televisione e
nelle riviste sempre appare impegnato a scattare a mano libera, in verit in questa rappresentazione, il
fotografo se non un attore che sta interpretando il ruolo, probabilmente avr la macchina spenta o scarica
oppure scatter dei fotogrammi per gioco.
Nel ritratto in studio il cavalletto utile perch:
Permette di mantenere la posizione prescelta, senza doverla ritrovare di nuovo, ogni qualvolta ci si
allontani dal set.
Permette di alzare la testa per parlare con il soggetto o regolare la fotocamera o sistemare altre cose
senza perdere linquadratura.
Permette di mantenere la corretta posizione spaziale della fotocamera senza doverla controllare ad
ogni inquadratura.
Permette di non dover cercare un posto dove appoggiare la fotocamera nelle pause o quando
servano tutte e due le mani libere.
Paraluce
Il paraluce un attrezzo indispensabile nel ritratto in studio, evita riflessi indesiderati nellobiettivo (luce in
camera) e aumenta la saturazione dei colori. I migliori paraluce sono i cosiddetti kompendium a forma di
soffietto nei quali si pu regolare la lunghezza. Il paraluce dovrebbe essere dimensionato in base
allobiettivo, purtroppo nei moderni zoom il paraluce dimensionato per non vignettare alla minima
lunghezza focale, cosi che non abbastanza efficace alle lunghezze focali maggiori.

Gestione della dinamica


Una corretta gestione della dinamica deve prevedere di mantenere i dettagli sia nelle zone delle alte luci che
nei lati in ombra. Anche se la latitudine (la capacit di registrare i chiari e gli scuri) tra la pellicola e il
digitale comparabile, se non a favore della nuova tecnologia, esistono ancora delle differenze, in particolare
sulle alte luci dove il comportamento non lineare della pellicola negativa a colori e soprattutto quella in
bianco e nero protegge dal rischio di sovraesposizione estrema, le cosiddette bruciature, rispetto al digitale, al
contrario il comportamento lineare del digitale sui toni pi scuri permette di avere pi dettagli rispetto
allanalogico. Per queste ragioni, preferibile avere una sottoesposizione in digitale e una sovraesposizione
in analogico piuttosto del contrario.

Make-up
E assolutamente necessario nelle donne, dovrebbe essere leggero e uniforme e coprire anche il collo per
evitare eccessivi salti di tonalit. Negli uomini qualche ritocco si rende necessario per coprire zone
particolarmente riflettenti che possono generare riflessi speculari eccessivi.
Una certa attenzione deve essere riposta nei lati in ombra per evitare che il volto della persona appaia
macchiato o di un colore sgraziato. Eventualmente si usi un leggero trucco rosso molto trasparente.
Nel digitale, si pu correggere in fase di post-editing, ma molto meglio avere input ottimale piuttosto di
passare molto tempo di fronte a un monitor con il rischio di ottenere risultati finti.
E inutile ricordare che il make-up realizzato da un professionista fa la differenza.

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Capelli
E bene verificare se ciuffi di capelli creino ombre non volute, coprano gli occhi o sporgano dalla silhouette
della testa. Inoltre i singoli capelli che ricadono sul viso vanno eliminati. In fase di post-editing possibile
rimediare a questi difetti ma a costo di tempo e risultati spesso innaturali.
Pupilla
In un ambiente molto illuminato la pupilla si restringe dando luogo alleffetto cosiddetto degli occhi a spillo,
non gradevole da vedersi. Al contrario, in un ambiente scarsamente illuminato la pupilla si dilata riducendo
larea delliride che, soprattutto con un bel colore degli occhi, una cosa spiacevole. In un ambiente scuro
come lo uno studio consigliabile far fissare al soggetto, prima della ripresa, una lampada pilota accesa o
unaltra lampada in maniera di conseguire il giusto rapporto tra iride e pupilla, se questultima dovesse poi
restringersi troppo, sufficiente far chiudere gli occhi per un po.

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