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Gaudeloupe - Horta

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Gaudeloupe - Horta
Ciao Carlo, appena terminato una traversata ti scrivo, sono arrivato ieri a Horta, piove, fa freddo, il porto vuoto, ma io sto nella cabina ben
riscaldata e attendo il sole.. qui in seguito il resoconto di una traversata quasi invernale. 13 marzo 2007 Solo due giorni fa, era il 11 di marzo,
sono partito dalla solito marina, dalla solita isola, cio dalla Guadalupe, qualche centinaia danni fa chiamata Satanaze. Non ho intenzione di scavare
nella storia, le persone che ci abitano oggi non se lo meritano, e si vergognano del loro passato. Senza voler ferire, ma per onore di cronaca, bisogna
dire che su quell'isola abitavano i pi feroci cannibali di tutti i Caraibi. Lo scrive Colombo nei suoi libri di bordo, lo scrive Menzies nel suo libro che
parla dei cinesi. In ogni modo ho soggiornato per un paio di mesi, e devo confessare che non ho mai avuto il pur minimo timore di finire in un
pentolone per diventare il pranzo di.. Sono partito con un bel vento di sentina, perch sottovento allisola predomina la calma piatta, e solo dopo 4
ore, cio dopo aver doppiato la punta nord occidentale, ho potuto spegnere il motore. Normalmente risalire i primi 5 verso nord non difficile.
L'aliseo soffia da est sud est e la corrente spinge con mezzo nodo verso nord ovest. Per me, questa volta, non era cos, l'aliseo era quasi assente, mi
faceva proseguire con molta lentezza, e le isole Antigua, Barbuda e tante altre, non avevano intenzione di sparire nella scia di poppa. Quando la
navigazione cos lenta, diventa difficile non cedere alla tentazione di accendere, distinto o abitudine, il motore. Difficile quando si fa meno di 2 kt.
Bisogna per domandarsi: che senso avrebbe viaggiare a motore, sapendo che la meta dista pi di 2500 miglia. L'uomo si deve adeguare agli
elementi e non le pu dominare. Comunque bisogna trovare il lato positivo, e con il mare cos calmo, rifletto volentieri. Penso agli amici che
probabilmente avevano pi fretta di me, e hanno perso la loro barca. Si penso proprio a loro, perch possibile perderla a casa, nei mari adiacenti alle
nostre coste, ma altrettanto anche durante una crociera lunga. Anni fa, l'amico Cesare l'ha persa in Corsica per uno scoglio non segnalato. Omero,
secondo le sue parole, si era addormentato ed andato per scogli all'entrata dello stretto di Gibilterra. Ambrosi, vecchio amico di Varazze, ha voluto
amoreggiare con un reef ad Antigua, ha perso il bulbo, e la barca affondata. Per ultimo, poche settimane fa, Roberto, un ragazzo 28enne di Savona,
si incagliato sulle coste del Venezuela, e solo grazie alla barca d'acciaio non lha persa del tutto. Da quel che so io, era rimasto ben tre giorni
incastrato, ed ha preso dei colpi tremendi, deformando lo scafo per una lunghezza di 6 metri, e una larghezza di due. Per adesso ho parlato di
navigatori nostrani, ma capita a tutti, anche a quelli molto esperti, cito solo i fatti pi eclatanti: Montessier ha affondato tre barche, Dumas dopo aver
fatto la circumnavigazione sotto i tre capi, andato finire in spiaggia a poche miglia da casa sua. Recentemente cinque spagnoli, dico ben cinque
sulla stessa barca, si sono arenati a Capo Verde, la canadese Patrizia, una donna di circa sessant'anni, rimasta sull'arenile di Mindelo. Un altro
amico, Tierry, che conosco da diversi anni, professore di matematica e fisica, con grande esperienza e splendida barca in alluminio di quasi 14 m,
solo grazie alla sua chiglia mobile riuscito a liberare la barca. Si era incagliato presso un atollo della Polinesia francese. Parlo sempre di barche da
diporto dove gli skipper sono pi o meno all'altezza della situazione, sanno. quello che dovrebbero fare per evitare le catastrofi. Per che dire dei
capitani professionisti, che nonostante le loro responsabilit si arenano? mi dispiace sentir parlare di quelle disavventure e mi chiedo sempre,
potrebbe capitare anche a me? Dove e quando hanno abbassato la guardia per essere finiti in tale modo? Sono quasi sempre le coste, la vicinanza di
terra che fanno abbassare il livello di guardia, sono pochi i casi di perdita totale in alto mare, Fogar, Falk e un amico comune di Savona, che ha
dovuto abbandonare limbarcazione tra Bermuda e le Azzorre per una avaria al timone con infiltrazione dacqua. Carlo questi sono pensieri che si
fanno quando le condizioni del tempo lo permettono, al momento che il vento supera i 25 kt si pensa alla propria barca e alla sua sicurezza. Qui non
supera, e io dopo due giorni ho percorso solo 200 miglia. Nonostante quel poco progresso sono tranquillo, ho superato tutte le isole e le barriere
coralline normalmente fatali alla navigazione da diporto, da qui in poi mi posso occupare del mio mezzo senza dover controllare le carte e guardare

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lo scandaglio ogni 5 minuti 15 marzo 19 N 62 W mi devo proprio occupare, forse sarebbe meglio dire, mi dovrei occupare! Ti spiego, sono due
giorni che il vento non pi debole, nemmeno da sud est da dove dovrebbe arrivare. Arriva con circa 20 kt da nord est, proprio sul muso. Questo
mi costringe non solo ad unandatura di bolina, contro 2 - 3 metri d'onda. Ma quello che peggio, viaggio 60 fuori rotta. Per non immergere la prua,
ho ridotto le vele (due mani alla randa e due nello Yankee), e la velocit soffre. Non riesco a superare le 100 miglia nelle 24 h e devo lasciare andare
il Maus alla meglio, verso est. Per fortuna ho la cuccetta preferita, cio quella che facile da accedere, sottovento e posso riposare, leggere ed
aspettare. Lo sai che la prima volta che sono in viaggio con la possibilit di ricevere e spedire brevi mail. Non lo faccio con un sistema satellitare,
ma semplicemente con la radio ad alta frequenza ( SSB ) e un modem appena acquistato. Il tutto collegato con il computer di bordo. A differenza dei
sistemi che viaggiano via satelliti, bisogna attendere la propagazione idonea e bisogna considerare la velocit di trasmissione che non quella alla
quale siamo abituati. Ricevo dal provider tutti i giorni la carta del Nord Atlantico con le alte e le basse, le frecce (grip) dei venti, e so che gi domani
il vento dovrebbe girare verso est, permettendomi di seguire una rotta pi diretta e ad una velocit superiore. Un bel traverso non sarebbe male per lo
spirito. Non gi, ma quando non si pu seguire la propria rotta, si fa fatica a rimanere allegri, vale in mare, ma vale anche nella vita quotidiana 17
marzo 25 N, 59 W com'era previsto arrivato il vento giusto, prima da est e ho seguito una rotta per nord nord est, 145 miglia nelle ultime 24 h mi
hanno fatto proprio bene perch tutto si svolto senza che il mare fosse aumentato troppo. Il Maus volava, su e gi e macinava miglia dopo miglia
lungo una rotta quasi diretta verso Horta. Su tutta la carta sinottica del Nord Atlantico non vedo una bassa pressione, ma in compenso quellalta delle
Azzorre si ritirata verso nord est, mentre una seconda sta uscendo dal Canada. Probabilmente tenter a congiungersi con quella delle Azzorre. Non
mi piace, vero che generalmente le alte portano bel tempo, ma in questo caso io mi troverei sul lato inferiore e lo sai bene che cosa
significherebbe venti da nord est! Spero proprio, non saprei come, che sparisca nel nulla oppure torni da dove sta arrivando. Il tempo, lo passo
tranquillo, leggo, riposo e mangio. Per dire la verit, non ho tanta voglia di cucinare, sono proprio diventato un pigrone, faccio fatica a mettermi ai
fornelli e vedo che aprire una scatoletta molto pi semplice. Forse un abitudine che si acquisisce nei tropici, dove non si ha voglia di riscaldare
l'interno della barca. La, gi senza cucinare, le temperature si aggirano sui 30 fino a 35, ma vedr pi avanti come fare. Dove navigo adesso, oltre a
vedere tantissime alghe in superficie, non ho ancora visto un animale marino. Le tartarughe presenti qualche anno fa, sono sparite. Di delfini o
balene, nemmeno l'ombra. In aria pochi uccelli, sono molto sporadici. Quasi non si vedono mai, ma proprio uno che non ha potuto fare a meno di
osservare la mia barca, ha anche voluto vedere la robustezza del Windex. Il risultato facile da immaginare, si spaccata unaletta, e adesso, quello
che rimasto in alto mal messo. Almeno la freccia esiste ancora, ed meglio che niente. Attraverso anche un punto cruciale, dove tutto il traffico
commerciale dalla vecchia Europa verso Panama, dagli Usa verso il Sudamerica e Africa sincrocia. Finora sono stato fortunato, ho incontrato solo
due navi che puntualmente sono state rilevate dal radar, e che con altre tanta prontezza mi ha svegliato. In questa vastit dell'oceano la solitudine non
sembra di esistere. vero, sono solo all'inizio del viaggio, nel raggio di circa 600 miglia non ci sono terre, eppure non si ha l'impressione dessere
soli come l'ho sentivo nel grande sud. Adesso ho scritto che per fortuna ho incontrato solo due navi, ma laggi, dove sono stato l'anno scorso, per ben
3500 miglia non ne ho incontrato nemmeno una, la gi nei 40 e 50 S sarei stato felice se avessi avuto l'occasione. 18 marzo 25 N 58 W la
navigazione prosegue con il suo ritmo e tranquillit, passa giorno dopo giorno, notte dopo notte, e sento che la stanchezza non aumenta. L'unica cosa,
una spalla mi fa particolarmente male. Proprio due giorni prima di partire sono scivolato, e caduto su uno dei pontili disastrati della marina. Ho
attenuato la caduta con la mano sinistra, per ho preso un contraccolpo nella spalla. Adesso che sono passati 10 giorni, e nonostante tutte le creme
applicate, sempre faticoso alzare il braccio, e mimpedisce di fare tante cose. In queste condizioni fisiche non ho tanta voglia di terzarolare o
ingrandire la randa, lavoro soprattutto sullo Yankee anche se ogni tanto, e lo so bene, sono mal invelato. Per adesso prevale il conforto e non il
lavoro, la velocit si sposta in secondo piano. Non sono certo che tu conosca la storia che ti voglio raccontare, si collega con il conforto durante la
navigazione. Siamo alla fine degli anni 70 con tre signori inglesi in tenera et. Il pi giovane aveva a quell'epoca 75 anni compiuti! Da sempre
covavano il desiderio di attraversare l'Atlantico, un desiderio, che per diversi motivi non si era mai realizzato. Finalmente, e dopo tanta attesa, contro
il consiglio di tutti i cari, sono potuti partire con una barca di 9 m. Dopo oltre due mesi dalla partenza, i parenti, non avendo avuto notizie, hanno dato
l'allarme, i tre sembravano dispersi. Non era cos, perch dopo quasi tre mesi e mezzo, sono approdati tranquillamente a S. Lucia. Al momento che la
stampa gli ha chiesto come mai avevano impiegato tanto tempo, le traversate durano normalmente da 20 a 30 giorni, hanno risposto in tutta
tranquillit: navigavamo senza fretta, senza autopilota, facevamo i turni di 3 h, e verso sera prendevamo il consueto t. Dopo di che ammainavamo le
vele e andavamo a dormire. Solo al mattino con il sorgere del sole, si proseguiva. ( yachting monthly 1978 o 79 ) Mi sento molto vicino a quei tre
vecchietti, non per l'et, ma perch dispiace anche a me, dover interrompere il riposo notturno. La notte, salvo per quelli che devono lavorare,
proprio fatta per riposarsi. A terra pi facile, basta spogliarsi, lavarsi, mettersi sotto le coperte, e spegnere la luce. Durante le lunghe crociere questo
non sempre realizzabile. Inizia con il rito di spogliarsi e lavarsi che difficile e non sempre opportuno. Non bisogna dimenticarsi che durante la
notte bisogna alzarsi qualche volta controllare le vele e la rotta. Meglio non spogliarsi e nemmeno sprecare l'acqua! Peggio quando manca il
vento, si rimane nellattesa e si subisce il rombo del motore. In quelle condizioni non possibile fare a meno del vento di sentina. Non serve per
spostarsi perch a 3 kt non si arriva lontani, per il suo alternatore fornisce l'energia necessaria per le comodit quotidiane. Dicevo che mi sento
vicino ai tre vecchietti inglesi e mi domando: avranno dormito senza il radar? Senza aver avuto un frigorifero? SenzaSaranno stati fatalisti senza
preoccuparsi troppo? Ho conosciuto molti navigatori, diversi giovani, spensierati, con barche piccole che sono partiti senza motore. Per loro il
problema non esisteva! Hanno semplicemente imitato i loro idoli, Montessier, Erdmann che non dovevano fare delle crociere, ma giri del mondo.
Secondo loro il motore non serviva! Io non sono ancora arrivato a pensare cos, ho sempre voglia di entrare nei porti, a motore e con sicurezza, ho
ancora voglia di navigare di notte con il radar acceso, mi piacciono anche i cibi che normalmente conservo nel frigorifero, ma chiss come si
evolver la situazione. 20 marzo 28N 55 W Domani inizia la primavera, come sar? Qui in mezzo all'Atlantico non si vedono le mimose e nemmeno
i tulipani, non ci sono le uova e nemmeno le colombe. Quello che forse ci sar, se le previsioni saranno giuste, gi da questa notte il vento dovrebbe
aumentare e girare leggermente per arrivare da est, dovr cos bolinare e stringere non solo i denti. L'idea non mi dispiace per niente perch sono
giorni che navigo con bave inferiori ai 10 nodi, la velocit media calata, e il problema che devo risolvere urgentemente, quello dell'energia.
Nessuno dei sistemi produce a sufficienza perch anche loro, hanno bisogno di sole, velocit e vento per dare il loro meglio. La situazione
meteorologica, quella che ti avevo gi accennato in precedenza, non cambiata. L'alta che uscita dal Canada si sposta ad una velocit di circa 400
miglia nelle 24 h, e se non dovesse cambiare traiettoria, si congiunger con quella delle Azzorre. Per me significher che, per i prossimi giorni dovr
accettare un'andatura prevalentemente di bolina che alla fine mi consentir di raggiungere il lato superiore dell'alta. Raggiunto lisobara di 1025 avr
finalmente i venti non pi deboli, non pi sul muso, ma moderati al lasco. Probabilmente sar quell'andatura che mi porter verso Horta, che per
adesso dista ancora 1500 miglia. Devo rimanere calmo con molta pazienza, e accontentarmi di 3,5 fino a 4 kt. Sono ben pochi, ma se fatti con
regolarit diventano quasi 100 miglia al giorno, vale a dire la distanza da Savona a Macinaggio. Penso a questo, e mi chiedo: chi dei nostri velisti non
sarebbe contento di poter fare una traversata fino in Corsica senza mai accendere il motore? Durante pi di trent'anni da navigatore casalingo, con
decine di traversate estive e invernali non ho mai avuto quella fortuna. S Carlo, ogni traversata inizia, procede e finisce ad un certo momento. Qual
il momento pi bello difficile da stabilire. Probabilmente dipende dalle persone che la fanno. Guardando in giro, sento spesso parlare delle
traversate, spesso sono traversate future, immaginarie, sono sogni che le persone covano e con i quali convivono tranquillamente. Spesso, quando mi
trovo in acque d'oltre oceano, si parla dimminente traversate. Per la maggior parte delle persone significa rientrare. Sono donne e uomini, coppie
che hanno cullato sognato e realizzato un'impresa, e che guardando bene, impresa non . Proprio quando parlo con loro chiedo sempre: ma perch
lavete fatto, qual stato il momento pi bello? Mi accorgo, che non lo sanno, forse perch gli piacque tutto? Non lo posso credere, dalle loro parole
e racconti, si sente che spesso sono presi dansie e incertezze. Forse non vogliono ammettere che il momento pi bello sia stato la preparazione del
progetto. Molte volte non sanno rispondere alle mie domande. Cambio discorso e gli racconto quanto mi piace stare in mezzo al mare. Spiego anche,
che non mi piacerebbe per niente stare allancora nella baia pi bella del mondo. Il risultato che ottengono: mi guardano come se fossi un marziano e
non capiscono come si possa amare le lunghe navigazioni che per loro significano, sacrifici, sconforto, vita da eremita. Per me non cos, sono felice

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in mare aperto, ma altrettanto contento sono a terra, in compagnia degli amici. Tutto deve essere fatto, al momento giusto, e senza mai condannare
l'una o l'altra scelta. 23 marzo 33 nord 55 ovest Ho passato un paio di giorni con attivit ridotta ad un minimo indispensabile. Non che
improvvisamente sono diventato con poca voglia di fare, era la situazione che mimpediva quasi tutti i movimenti. Arrivo ai fatti. Le previsioni
davano venti da nord est, non forti, circa 20 kt. Il nord est non mi era simpatico, Horta sta a 50, per i 20 kt sono aumentati a 30 e anche 35, e il
mare da nord est diventato abbastanza alto. Ti puoi ben immaginare! Ho dovuto scegliere una rotta alternativa, ca 345, volevo raggiungere i venti
occidentali che dovevano esserci pi a N, almeno le statistiche lo dicono. Tuttavia, da dopodomani, finalmente, con lavvicinarsi di una bassa da nord
ovest, dovrei poter navigare al lasco. Parlo di dopodomani e non di adesso che la situazione ben diversa. In questo momento il vento gira
lentamente da nord est ad est e a sud est. Potrei cambiare la rotta, il vento me lo consentirebbe. Quello che me lo impedisce, meglio dire, che me lo fa
ritardare il mare. Le onde da nord est si devono calmare per fare spazio a quelle da est, e successivamente sud est. Il tutto si svolge al rallentatore e
con diverse ore di ritardo rispetto al vento. Bisogna abituarsi anche a questi ritmi e attese, per non trasformare la propria barca in uno specie di
sottomarino in fase d'immersione. Non ti ho mai parlato delle mie abitudini. La sera, quando sto a casa mia, leggo volentieri e non disdegno un
bicchierino che mi fa dormire meglio.Qui invece dimezzo i bicchierini, non in frequenza ma in quantit e diventano assai modesti. Ho trovato un
mezzo alternativo, sono i contatti radio con amici italiani che navigano e vivono nei Caraibi. Li sento proprio un'ora prima di coricarmi, Luigi,
soprannominato sindaco delle Bahamas, Enzo che vive da anni alle isole San Blas, Vincenzo, Massimiliano, nonno Beppe e tanti altri, non ti posso
citare tutti. Sono troppi e tutti simpatici. Sono proprio loro il sostitutivo del bicchierino della buona notte, e sono loro il mio contatto quotidiano con
il mondo esterno. 27 marzo, 35 nord 48 ovest Dopo il vento forte da nord est ho avuto un giorni di tregua, 15 kt da sud est, perfetto per quello che
mi serviva. Siamo ancora a marzo, non il momento giusto per attraversare, quasi tutti rientrano tra maggio e giugno e lo sanno perch. Lo sapevo
anch'io. Ho voluto anticipare e non mi potevo aspettare condizioni ideali. Infatti, dopo le giornate con relativa calma, si avvicinato con gran fretta
una bassa che aveva il suo minimo di ben 995 mbar. Peccato, mi ha di nuovo costretto a deviare, con 30 a 40 kt da nord nord ovest, non ho potuto
fare diversamente e ho fatto rotta che variava tra 90 a 120. Il mare era abbastanza alto, da tre a 5 m e la velocit mia piuttosto bassa, da 4 a 5kt. A
tuttora viaggio solo con il 40% dello Yankee! Le previsioni danno vento in diminuzione, domani dovrebbe essere sui 20 kt da ovest, girando in
seguito a sud ovest. Saranno giorni buoni per risalire avvicinarmi? sinceramente non mi aspettavo una traversata facile, per cos non lo potevo
immaginare. 28 marzo, 35 nord 46 ovest Dopo la bufera arriva la calma, qui la calma si manifestata con calma di vento mentre il mare rimasto.
La barca, sempre con poca vela a riva, rolla e fa fatica ad avanzare. Credo che questargomento, merita una riflessione particolare, si tratta di una
situazione che tocca a tutti noi. Sento spesso gli amici con barche pi grandi, pi leggere, ma soprattutto con pi persone a bordo. Parlano di medie
che io posso solo sognare. Proprio in questo momento ho parlato con uno che naviga attualmente tra il canale di Panama e le isole Galapagos su una
barca di circa 14 m con diverse persone a bordo. Mi parlava di spinnaker su e in gi, cambio di vele e altri lavori necessari. Alla fine raccontava che
durante l'ultima notte la drizza dello spinnaker si rotta. La vela andato a finire in acqua, sotto la barca! L'hanno recuperata dopo aver lavorato per
oltre un'ora, al buio pesto e tutti bagnati. Come ha detto: non era uno scherzo. Me lho posso benissimo immaginare e mi chiedo: e se fosse successo
a me, come avrei potuto recuperarla? Ed chiaro, non ho la loro et, non ho la loro barca, non ho il loro fisico e sono da solo, devo pensare di
amministrare le mie forze e non stancarmi troppo. Per forza che navigo spesso sotto invelato, non faccio le loro medie, ma sono in mezzo al mare con
l'orizzonte libero a 360, e arrivare un giorno prima oppure un giorno dopo poco importa. Sono convinto che quando il viaggio diventa la meta, si
assapora ogni minuto di una lunga crociera. A questo punto 6, 4 o 3 kt, vanno sempre bene. Il momento attuale sarebbe ideale di issare lo spinnaker,
ho circa 10 kt da sud ovest, ma ho scelto una soluzione diversa: la farfalla. Non viaggio a sei, solo a 4,5 kt e come dice un'antica canzone dei marinai
del Mare del Nord: rolling homerolling home. A differenza dei marinai che la cantavano sulle navi a vele quadre, io non vado ancora a casa,
come sai lascer la barca in Brasile da dove prender un aereo. 1 aprile 36 nord, 39 ovest Scherzo d'aprile, e lo potrei dire se tutto il viaggio fin qui
fosse stato facile. Non lo era, per da ieri diventato ancora pi impegnativo. La bassa che si trovava in alto, e che osservavo da diversi giorni, si
spinta gi. Ha creato un canale disobare, strette una all'altra, e la previsione dei venti per oggi e domani, era da 30 a 40 kt da sud sud est. Ho tenuto
duro fino a questa mattina quando per forza di cose ho dovuto ammainare la randa. La barca anche a causa delle onde era diventata ingovernabile.
Adesso che viaggio solo con la trinchetta, ho ridotto la velocit, ho perso qualche grado, ma all'interno del mio eroe tornata la calma. Salvo qualche
colpo donda frangente contro lo scafo, che ogni tanto arriva anche nel pozzetto, non esistono altri rumori. Potrei ancora migliorare la situazione
cambiando la mia rotta di 10 o 15. Non possibile, non lo faccio almeno per il momento per non perdere altri gradi di latitudine e portarmi troppo
fuori rotta. Anche in queste condizioni non posso stare sempre sotto coperta, ogni tanto una boccata d'aria fresca ci vuole. Proprio in quei rari
momenti che mi spingo con la testa e le spalle fuori dal boccaporto rimango sempre affascinato dallo spettacolo straordinario. Mi chiedo: come fa
Maus a cavarsela cos splendidamente? L'interno non solo tranquillo, anche ben riscaldato e nonostante il tempo gramo non esiste l'umidit. Da
domani notte dovrebbe migliorare e potr tornare alla normalit. Adesso mi mancano ancora 480 miglia, non faccio ancora previsioni, ma mi sembra
che il pi sia fatto. 3 aprile, 36 nord, 31 ovest La burrasca dell'altro giorno si calmata, arrivata la quiete e con meno di 3 kt sono andato avanti
tutto il giorno. Tutte le volte che debba accendere il motore mi dispiace. Purtroppo lho dovuto mettere in moto per alcune ore, altrimenti avrei
dovuto spegnere il radar. Il vento tornato, proseguo al lasco a cinque e anche a 6 kt. Quello che guasta la festa, la pioggia e sono i temporali.
Soprattutto di notte mi costringono ad alzarmi spesso per regolare le vele e la rotta. Mi mancano 220 miglia fino a Horta. Miglia che potrebbero
essere percorse entro dopodomani mattina. Come i pescatori, anch'io spero, e spero ancora che la velocit possa aumentare, potrei in tal caso arrivare
anche qualche ora prima. L'altro giorno, al termine della bufera, con onde alte e ripide provenienti da tutte le direzioni, non funzionava l'autopilota.
Pensavo che un componente elettronico avesse ceduto. Niente affatto, si rotta una saldatura sul braccio inox che trasmette il moto rotatorio sullasse
del timone. In vita mia ho conosciuto molti presuntuosi, gente che sapeva gi tutto. Per mai ho incontrato un imbecille come quel carpentiere di
Tenerife che mi aveva fatto il braccio. Purtroppo quando la costruzione saldata, non si vede la profondit delle saldatura, non si sa se robusto
sufficiente per tenere gli sforzi. Adesso dopo aver visto il guaio, mi meraviglio che le due saldature non abbiano ceduto fin dal primo momento.
Pazienza, non ho il pi il pilota principale, per fortuna avevo uno piccolo di rispetto che in caso di necessit poteva lavorare sul timone a vento. Volo,
non nel senso della parola, ma sono molto veloce, le ultime 6 h ho fatto ben 38 miglia. Sembra che il Maus senta l'odore di stalla e si dia da fare per
arrivare presto. 4 aprile, 38 nord, 30 ovest Horta si avvicina a grandi passi, sono le 13 e mancano 64 miglia. Se fossero 64 da fare a motore,
sarebbero circa 20 h. Non cos, il vento favorevole che mi ha raggiunto l'altro giorno, dovrebbe rimanere fino a dopodomani quando sar da
parecchio tempo all'ormeggio. Spero proprio di arrivare, sar un atterraggio notturno entro 13 oppure 14 h. Le Azzorre sono isole non da paragonare
con quelle carraibiche. Certo fa pi freddo, il tempo e pi ostile, ma al largo di Faial non ci sono le barriere coralline, sempre in agguato per cogliere
il minimo errore degli skipper. I pericoli ci sono anche qui, sono i venti forti del Nord Atlantico che si fanno gioco delle barche, tentando di buttarle
sulle rocce. Non sempre permettono un atterraggio in sicurezza. Proprio per i venti violenti, non solo alle Azzorre, un celebre inglesi di nome Lesile
Williams, solitario di 68 anni era quasi morto di fame. La storia la seguente: Leslie era partito con una Contessa 32 dalla Nuova Zelanda, ha
doppiato Capo Hoorn e aveva in programma di fare rifornimento alle Falklands. Arrivato per in zona, il tempo era cos brutto, senza una posizione
certa, non poteva rischiare un atterraggio a Port Stanley. Dopo un minuzioso inventario di tutti i viveri si era detto: faccio economia posso arrivare
fino alle Azzorre. Per sua sfortuna, anche qui, con venti violentissimi da est stato ributtato verso nord ovest e non poteva fare nient'altro che
proseguire verso l'Inghilterra. Lass nella sua madre patria, arrivato dopo altre due settimane. La cura dimagrante non era pi necessaria, gli ultimi
cinque giorni era rimasto digiuno, e in tutto aveva perso ben 15 kg. Bisogna per dire, che all'epoca, anche se non molto lontana, eravamo negli anni
80, era diverso. Non esistevano i mezzi che adesso, dopo pochi decenni, abbiamo a nostra disposizione. Con il GPS e il radar, siamo sempre certi
della nostra posizione e non dipendiamo pi dalle nostre abilit di maneggiare un sestante. Non importa pi se il sole non si fatto vedere da giorni,
oppure il mare si presenta con onde alte come le montagne. La nostra posizione sempre certa e la conosciamo alla perfezione il. Con cautela,
possiamo rischiare un po' di pi. Come la vedo adesso, dovr proprio fare un atterraggio notturno che per non mi preoccupa pi di tanto. Il porto di
Horta ha un ingresso molto largo ed anche ben protetto. Arrivato all'interno della diga foranea mi dovr accostare al molo della dogana, attendere le

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otto del mattino, e poi dopo aver svolto le pratiche d'ingresso procedere verso un posto che mi sar assegnato nel marina. Dicevo che non mi
preoccupo perch la quarta volta che arrivo e spero di non trovare delle sorprese. Penso di essere il primo solitario del 2007 che arriva dai Caraibi,
non un primato importante, ma sar una felice conclusione di una traversata in parte invernale. Sono traversate mai noiose, tutte le sere siamo in
collegamento radio, e conosciamo sempre la posizione degli amici. Anni fa, era Omero che mi precedeva di molti giorni, poi Davide che pensava di
raggiungermi ma aveva trovato venti contrari. Oggi ho Carlo alle calcagne, si tratta di un duello non alla pari, perch lui naviga su uno Swan 65, e fa
una media di oltre 200 miglia nelle 24 h! Inutile che mi agito troppo, ieri sera era a circa 1000 miglia e non mi raggiunger! 5 marzo nel porto di
Horta Sono arrivato a mezzanotte, appena in tempo prima del peggioramento della situazione meteorologica. Piove di nuovo, ma non mi preoccupo.
Il riscaldamento acceso, il t bollente, ho gi incontrato degli amici visti lultima volta due anni fa. Volevano partire, lo vogliono fare anche
adesso, dicono fra un paio di mesi! Sono contento della traversata appena conclusa, su quasi 2800 miglia ho fatto 130 a motore e di solito solo per
problemi energetici. Mi fermo per pochi giorni, giusto per poter sistemare qualcosa e ripartir presto verso le Canarie. Oggi sono arrivati altre tre
barche, un 32 metri dalla Martinicca che ha impiegato 15 giorni, un 15 metri americano con 3 persone dalla Guadaloupe in 26 giorni, e un 15 metri
Amel con 2 persone dalla Florida in 29 giorni. Mi consolo, i miei 24 giorni e 12 ore non erano poi tanto male A presto Manfred Horta 7 aprile 2007

"Senza partire non si arriva, e ogni traguardo si raggiunge con i primi e piccoli passi"

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11 May, 2014
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2014 Manuel Pollio


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