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ERRATA CORRIGE

del 21 giugno 2004

NORMA

UNI EN ISO 13788 (giugno 2003)

TITOLO

Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi


per edilizia Temperatura superficiale interna per evitare
lumidit superficiale critica e condensazione interstiziale
Metodo di calcolo

Punto
della
norma

Pagina

Oggetto della modifica

Modifica

30

Aggiungere lappendice nazionale NA, come in allegato

- UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione

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Allegato all'errata corrige del 21 giugno 2004

APPENDICE
NAZIONALE
(normativa)

NA DATI DA ASSUMERSI NEI CALCOLI E INDICAZIONI UTILI PER LAPPLICAZIONE


DELLE VERIFICHE

NA.1

Dati da assumersi nei calcoli

NA.1.1

Dati climatici delle localit


Per le condizioni climatiche esterne richieste al punto 4.2 della presente norma si adottano i valori riportati nella UNI 10349.
In caso di disponibilit di pi accurate e specifiche informazioni, possono essere utilizzati
dati climatici medi mensili locali (mediati su base temporale di almeno 20 anni).

NA.1.2

Temperatura interna degli ambienti


Per edifici destinati ad abitazione e simili, in assenza di pi specifiche informazioni, si
adottano i seguenti valori di temperatura interna:
i = 20 C
nei mesi in cui in funzione l'impianto di riscaldamento;
i = 18 C
nei mesi in cui l'impianto di riscaldamento non in funzione, ma la temperatura esterna media mensile < 18 C;
i = e
nei mesi in cui la temperatura esterna media mensile 18 C.
Per edifici destinati ad altri utilizzi la temperatura interna deve essere valutata caso per caso, coerentemente con le condizioni d'uso prevedibili o accertabili.

NA.1.3

Rinnovo dell'aria
In assenza di pi specifiche informazioni, per edifici adibiti ad abitazione, privi di sistema
di ventilazione meccanica, pu essere inizialmente utilizzata lespressione seguente:
n = 0,2 + 0,04 e (h-1)
dove:
e
la temperatura esterna media mensile secondo la UNI 10349; per e 0 si assuma
n = 0,2.
Il necessario rinnovo d'aria deve essere tuttavia determinato in funzione delle condizioni
interne assunte, al fine di prevenire la formazione di condensa superficiale o interstiziale.
Per edifici destinati ad altri utilizzi il rinnovo d'aria dovr essere valutato caso per caso in
funzione della presenza di impianti meccanici di ventilazione o delle specifiche necessit
correlate all'utilizzo degli edifici stessi.
La relazione riportata, da utilizzarsi in prima verifica, fornisce il valore minimo di rinnovo
dell'aria riscontrabile in edifici adibiti ad abitazione, completamente privi di sistemi di ventilazione. Detto valore costituisce una iniziale e prudenziale stima della ventilazione ai fini
delle verifiche di cui alla presente norma e non un valore ottimale della stessa, che deve
invece essere determinato nel rispetto delle condizioni di igiene e salubrit regolamentate
e normate dalle disposizioni vigenti.
La relazione suddetta composta da due termini, il primo dei quali tiene conto della ventilazione comunque generata da infiltrazioni attraverso i serramenti e dai normali flussi
d'aria prodotti dall'utilizzo comune degli ambienti, il secondo termine tiene conto di una
ventilazione aggiuntiva, dovuta al comportamento dell'utenza (apertura di finestre e porte
esterne) in funzione delle condizioni climatiche esterne.
Se il rinnovo d'aria cos valutato e/o fRsi (soprattutto sui ponti termici) non risultano sufficienti, si rende necessario progettare un sistema di ventilazione che garantisca un rinnovo di aria adeguato. Tale sistema pu essere:
a ventilazione naturale (per esempio per tiraggio naturale di un camino di esalazione);
a ventilazione naturale asservita (per esempio con sistemi di controllo delle aperture verso
lesterno);
a ventilazione meccanica controllata (per esempio con sistemi di estrazione
meccanica dotati di controllo delle portate di estrazione e di reintegro).
comunque necessario un adeguato controllo del tasso di ventilazione, anche al fine di
contenere i consumi energetici.

NA.1.4

Produzione di vapore interna


In riferimento allappendice A, in assenza di pi specifiche informazioni, per edifici ad uso
abitativo, si adottino i valori di riportati nel grafico della figura A.1 con riferimento alla
spezzata che divide le zone di classe 3, produzione "media" e di classe 4, produzione
"alta" ( = 0,006 per e 0 C, = 0 per e = 20 C).

NA.1.5

Quantit limite di condensa ammissibile alla fine del periodo di condensazione


In assenza di pi specifiche informazioni, la quantit ammissibile di condensa presente in
un elemento alla fine del periodo di condensazione riportata nel prospetto seguente.
In ogni caso la quantit di condensa non pu superare 500 g/m2.
Tutta la condensa formatasi allinterno di un elemento al termine del periodo di riscaldamento dovr sempre evaporare prima dellinizio della successiva stagione di riscaldamento.
prospetto

Quantit limite di condensa ammissibile alla fine del periodo di condensazione


Densit [Kg/m3]

Qamm [g/m2]

Laterizi

600 - 2 000

500

Calcestruzzi

400 - 2 400

500

500 - 800

30 d

600 - 2 000

30 d

Fibre di natura organica:


con collanti resistenti allacqua
con collanti non resistenti allacqua

300 - 700
300 - 700

20 d
5d

Fibre minerali

10 - 150

5 000 d [/(1 - 1,7 )]

Materie plastiche cellulari

10 - 80

5 000 d [/(1 - 1,7 )]

Materiale

Legnami e derivati
Intonaci e malte

Nota

d espresso in [m] e in [kg/m3].

NA.2

Indicazioni utili per lapplicazione delle verifiche

NA.2.1

Caratteristiche del componente edilizio


Qualora non risulti possibile soddisfare le condizioni previste dalla presente norma mediante lincremento del rinnovo di aria, si rende necessaria la revisione del componente
edilizio in esame, al fine di modificarne opportunamente le caratteristiche termiche e/o di
resistenza al vapore.
Il criterio da adottarsi deve essere quello di ridurre il pi possibile i percorsi preferenziali del flusso termico, sia interponendo materiali isolanti di rivestimento, sia mediante un pi opportuno disegno delle zone di accoppiamento. In particolare, se la parete corrente comprende uno strato
di materiale isolante, sar opportuno cercare di mantenere la continuit di tale strato, anche in
corrispondenza ai nodi strutturali. Ove ci non fosse possibile, nel disegno delle zone di accoppiamento si dovr cercare di incrementare la lunghezza del percorso del flusso termico, in modo
da aumentare cos la resistenza al suo passaggio.
A tale proposito non si possono tuttavia fornire indicazioni precise, valide in ogni caso particolare: si riporta solo il caso (figura NA.1) di una struttura, esemplificando alcuni criteri
generali di intervento. Il ponte termico rappresentato in figura viene corretto nellintervento
di tipo a) mantenendo la continuit dellisolamento termico dellinvolucro edilizio (isolamento sullesterno); nel caso b) (isolamento termico sullinterno) viene invece considerato
un pi opportuno disegno della zona di accoppiamento per incrementare la lunghezza del
percorso del flusso termico.

figura

NA.1

NA.2.2

Esempio di correzione di ponte termico

Criteri di intervento per modificare strutture risultate non idonee nella valutazione della
condensa interstiziale
Qualora la struttura in esame non risulti idonea secondo i criteri presentati, necessario
prendere provvedimenti con l'adozione di una o pi delle seguenti linee di intervento.
a) In generale occorre tenere presente che un migliore comportamento igrometrico della
struttura pu essere ottenuto intervenendo sulla disposizione degli strati secondo i seguenti criteri:
- disposizione, verso il lato esterno degli strati caratterizzati da maggiore resistenza
termica R;
- disposizione, verso il lato interno degli strati caratterizzati da maggiore resistenza
alla diffusione Zp.
In figura NA.2 rappresentato a titolo di esempio un confronto tra due pareti bistrato.
Nella figura NA.2a lo strato B posto sul lato interno e lo strato A su quello esterno;
viceversa nella figura NA.2b. Appare evidente come sia pi favorevole il comportamento
della struttura in cui resistenza termica maggiore (strato B) posta sul lato esterno e la
resistenza alla diffusione maggiore (strato A) sul lato interno (figura NA.2b). Tale intervento tuttavia non risulta sempre possibile: per esempio una copertura piana deve inevitabilmente presentare uno strato di impermeabilizzazione (Zp elevato) sul lato esterno.
figura

NA.2a

Confronto Ps, Pv per parete bistrato

figura

NA.2b

Confronto Ps, Pv per parete bistrato

b)

figura

NA.3

Si pu osservare che sempre possibile evitare la formazione di condensa,


impedendo al vapore di diffondere nella struttura, mediante l'inserimento sul lato
interno di uno strato di materiale di notevole resistenza alla diffusione (barriera al
vapore). Nella figura NA.3 rappresentato l'effetto dell'inserimento di uno strato
barriera (C) in una parete.

Effetto per inserimento di una barriera al vapore sullandamento di Pv , Ps

opportuno precisare che l'adozione di barriera al vapore deve essere sempre


valutata con molta cautela, in quanto con la sua presenza spesso si possono
verificare inconvenienti, tra i quali per esempio:
-

si pu verificare una riduzione dell'asciugamento estivo;

nelle strutture con impermeabilizzazione sul lato esterno rispetto allisolante


leventuale umidit presente allatto della costruzione (getti in opera) non ha pi
la possibilit di essere smaltita;

la barriera pu perdere con il tempo le sue caratteristiche.

In genere se la quantit di condensa formatasi risulta ammissibile, per una ulteriore


riduzione, sconsigliabile porre in opera uno strato barriera al vapore; auspicabile
invece una pi accurata progettazione dellinvolucro edilizio.
Nelle strutture, e in particolare nelle coperture, quando presente uno strato di
impermeabilizzazione sul lato esterno rispetto allisolante, nel caso si adotti una
barriera al vapore, buona norma che essa garantisca una resistenza al passaggio
del vapore superiore di almeno 5-7 volte il corrispondente valore della membrana
impermeabile. La resistenza termica degli strati sottostanti la barriera al vapore non
dovrebbe superare il 20% della resistenza termica globale.
c)

figura

NA.4

Al fine di aumentare la possibilit di smaltimento dell'acqua condensata anche


possibile prevedere un'opportuna ventilazione con aria esterna della zona
interessata alla condensazione (vedere figura NA.4).

Esempio di parete ventilata


Legenda
1 Aria di ventilazione