Sei sulla pagina 1di 8

Relazione di laboratorio di Fisica dello Spazio

Studente Gianluca Napoletano matr.234126


Lo scopo di questa esperienza lanalisi della risposta nel dominio della
frequenza di un magnetometro di tipo fluxgate utilizzando una procedura automatizzata di controllo del segnale in ingresso e di acquisizione dei dati. La
strumentazione fondamentale utilizzata consiste in:
un generatore di segnali;
un magnetometro di tipo Fluxgate;
una bobina di Helmholtz;
una scheda di acquisizione dati.

Caratteristiche della bobina di Helmholtz

In riferimento alle grandezze riportate in Figura 1, rappresentante schematicamente una bobina di Helmholtz, sono state misurate con un righello con errore
di sensibilit di 1 mm le quantit
dmax = 15, 9 0, 1 cm
dmin = 14, 0 0, 1 cm
Dmax = 30, 5 0, 1 cm
e con un calibro a cursore con errore di sensibilit di 1/20 mm la quantit
D = 6, 10 0, 05 mm
Da queste misure assumiamo quali dimensioni geometriche della bobina studiata
nel modello teorico le quantit:

d=

dmax + dmin
= 14, 9 0, 1 cm
2

per la distanza tra le due bobine, e


D = Dmax D/2 = 30, 2 0, 1 cm
1

Figura 1: Grandezze misurate in relazione alla bobina.


quale diametro degli avvolgimenti circolari. In corrispondenza, si trova per il
valore del raggio della bobina
R = D/2 = 15, 1 0, 1 cm
consistente entro lerrore con il valore della distanza tra le bobine.
A partire da queste informazioni possibile valutare il numero di spire di
cui costituito ogni singolo avvolgimento. Il costruttore fornisce il valore della
componente del campo magnetico lungo lasse della bobina per unit di corrente
X = 23.93 nT /mA. Dalla trattazione teorica noto che il valore di questa
componente del campo al centro della bobina risulta:
80 In
B(x = 0) =
5 5R
dove I la corrente che attraversa gli avvolgimenti ed n il numero di spire.
Posto in questa relazione X = B/I, si ricava

X5 5R
n=
= 4, 018
80
e quindi il numero di spire per avvolgimento, che lintero pi vicino, 4.
2

Linduttanza della bobina di Helmholtz stata derminata a partire dalla


misura della frequenza di taglio del circuito costituito dalla serie della bobina e
di una resistenza. Lo schema del circuito il seguente:

dove R0 = 50 limpedenza dingresso del generatore di segnale ed R una


resistenza adottata per creare il circuito RL serie, con valore 10, 2 0.1 misurato con il multimetro digitale. Con lo stesso strumento stata misurata anche
la resistenza interna della bobina, che risulta inferiore ad 1 ed e perci trascurata nel circuito e nei calcoli rispetto ad R. Dallanalisi del circuito si trova
per lampiezza della tensione ai capi di R la relazione:
R
VR = V0 p
(R0 + R)2 + (L)2
In corrispondenza al valore della frequenza di taglio del circuito RL cos
costruito, lampiezza
della tensione sinusoidale misurata ai capi della resisten
za diviene 1/ 2 del corrispondente valore a frequenza zero, dove il circuito si
comporta come un partitore resistivo di tensione continua. Imponendo questa
condizione si ottiene che:
1
R0 + R
VR (T ) = VR ( = 0) = T =
L
2
Lampiezza del segnale sinusoidale prodotto dal generatore stata posta pari ad
1 V. Al variare della frequenza, esaminando alloscilloscopio digitale lampiezza
picco-picco del segnale in uscita ai capi della resistenza
R, si ricercato il valore della frequenza fT per la quale VR = VR ( = 0)/ 2 ' 120 mV, misurando
fT = 3.5 MHz. Di conseguenza, noto che T = 2fT , si ha L = 2, 7 106 H.

Impostazione dellesperienza ed acquisizione dei


dati

A monte dellacquisizione dei dati, stato determinato il valore della massima


ampiezza del segnale di ingresso che permette al generatore di erogare una forma
donda non distorta a causa della potenza finita del dispositivo. La valutazione
stata condotta alimentando il circuito di Figura 1, privato della bobina, con
3

una tensione sinusoidale di frequenza fissata pari a 1 KHz e valori di ampiezza


crescente, ed osservando conseguentemente landamento della tensione ai capi
di R alloscilloscopio digitale. La forma donda sinusoidale comincia ad essere tagliata a partire da un valore di ampiezza della tensione di alimentazione
misurata pari a 1.7 V. Per lesperienza successiva si dunque scelto fornire in
ingresso al circuito di alimentazione della bobina una tensione di ampiezza 1 V,
cos da essere certi che il generatore di segnali operi sempre entro la massima
corrente che esso pu erogare al circuito.
Lo schema del circuito precedentemente rappresentato utilizzato per alimentare la bobina di Helmholtz, che produce il campo magnetico da fornire in
ingresso al magnetometro, posto al centro dellasse della bobina. Il segnale in
tensione in uscita dal magnetometro viene riportato in ingresso alla scheda di
acquisizione, che ne realizza un campionamento digitale.
Tramite la procedura automatizzata realizzata in ambiente MATLAB, si
fornisce un valore di tensione continua nellopportuno ingresso del generatore
di segnali finalizzato a variare il valore della frequenza del segnale sinusoidale
in ingresso al circuito di alimentazione della bobina. La relazione fra questa
tensione e la frequenza del segnale segue una legge lineare dipendente dal fondoscala delle frequenze impostato sul generatore. La scheda di acquisizione
esegue il campionamento digitale del segnale ai capi della resistenza R e in uscita dal magnetometro. Il campionamento procede per un intervallo di tempo di
1 secondo, per un totale di 2000 campioni acquisiti ad ogni frequenza. Sono
state inviate frequenze nellintervallo 2.18 - 10.16 Hz con un passo di 0.4 Hz,
e con la successiva impostazione del fondoscala sul generatore, nellintervallo
21.8 - 101.6 Hz con passo 4 Hz. Nel primo intervallo, lacquisizione dei valori di
tensione in uscita dal magnetometro inizializzata con due secondi di ritardo
dallaver posto in ingresso al circuito i valori forniti dal generatore di segnale,
per ritenere in questo modo che anche con la frequenza pi bassa (' 2Hz) sia
stato superato il regime transitorio. Analogamente, nel secondo degli intervalli
di frequenze, lacquisizione inizializzata con un ritardo di un secondo. Dopo
unanalisi preliminare dei risultati, sono state inoltre effettuate ulteriori misure
nellintervallo tra 10 e 20 Hz.

Elaborazione dei dati e conclusioni

Successivamente, il programma scansiona il file relativo ad ogni frequenza e ricerca tutti i massimi relativi del segnale sinusoidale registrato sulla resistenza
e sul magnetometro. Da questo insieme di valori si assume quale misura dellampiezza la loro media, mentre lerrore standard di questo campione assunto
quale indeterminazione su di essa.
La misura VR dellampiezza della tensione ai capi della resistenza R utilizzata per la determinazione dellampiezza relativa alla corrente circolante nel
circuito di alimentazione della bobina di Helmholtz, per mezzo della relazione:

Figura 2: Punti misurati della funzione di trasferimento in funzione della frequenza. Le barre derrore sono ottenute dalla propagazione dellerrore sul
rapporto Vmag /B.

I = VR /R
e quindi dellampiezza della componente assiale del campo magnetico da essa
prodotto al centro, data da:
B =X I

(1)

Detta Vmag lampiezza della tensione in uscita dal magnetometro, il plot


dei rapporti Vmag /B in funzione della frequenza (funzione di trasferimento),
riportato in Figura 2.
La differenza di fase tra il segnale sulla resistenza e quello in uscita dal
magnetometro estratta con luso di una funzione di autocorrelazione gi implementata nellambiente MATLAB. Landamento delle differenze di fase con la
frequenza rappresentato in Figura 3 e mostra come per basse frequenze la differenza di fase tra il segnale tenda a . Ci si aspetta, ovviamente, che tendendo
al regime stazionario i due segnali siano in fase; lo sfasamento misurato di
indice del fatto che lorientazione dellasse del fluxgate, e quindi la convenzione
sul segno della tensione da esso fornito in uscita, opposta rispetto a quella del
generatore.
La Figura 4 rappresenta linterpolazione con una linea continua dellinsieme
dei punti mostrati in Figura 2. Con questa rappresentazione della funzione di

Figura 3: Differenze di fase misurate tra il segnale in tensione sulla resistenza


R e il segnale in uscita dal magnetometro.

Figura 4: Interpolazione con una linea continua dei punti misurati della funzione
di trasferimento.
6

Figura 5: Retta interpolante i punti della funzione di trasferimento al di sopra


della frequenza di 20 Hz
trasferimento viene evidenziato come il magnetometro tagli la risposta relativa
a campi magnetici variabili con frequenze al di sopra di un certo valore. Si nota
inoltre un avvallamento centrato sulla frequenza di 50 Hz, la cui giustificazione
verosimilmente dovuta al fatto che il magnetometro sia dotato di un filtro
molto stretto attorno a questa frequenza finalizzato ad eliminare le componenti
del campo magnetico prodotto dalla rete elettrica.
Definiamo frequenza di taglio del magnetometro
fT quella per la quale il

valore della funzione di trasferimento 1/ 2 del valore in banda passante, pari a 1.147 mV/nT, questultimo valore ottenuto mediante il best fit con una
retta orizzontale sul grafico in scala bilogaritmica dei valori della funzione di
trasferimento nel range di frequenze del primo degli intervalli di misura. Allo
scopo di determinare questa frequenza, stata effettuata uninterpolazione lineare dei dati in scala bilogaritmica al di sopra della frequenza di 20 Hz, dalla
quale parte il ginocchio della caratteristica Vmag /B. In figura 5 mostrata la
retta interpolante insieme ai punti sperimentali.
Il valore della frequenza di taglio del magnetometro estratto da questa interpolazione lineare risulta pari a 41 3 Hz. La rappresentazione di questa misura
rispetto alla funzione di trasferimento riportata in Figura 6.

Figura 6: Rappresentazione della misura della frequenza di taglio sul grafico


della funzione di trasferimento.