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ANNO ACCADEMICO 2011 - 2012

CORSO DI
MECCANICA DELLE TERRE

LEZIONE 1

ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

Prof. Ing. Geol. Eugenio Castelli


Dipartimento di Ingegneria Civile ed Architettura
Universit degli studi di Trieste

I termini terra e roccia per l'ingegnere civile implicano generalmente una distinzione tra due categorie
di materiali. Con il termine terra (oppure roccia sciolta o terreno sciolto) si indica un materiale
formato da aggregati di granuli non legati tra loro o che possono essere separati per mezzo di modeste
sollecitazioni (agitazione meccanica o agitazione in acqua) o per mezzo di un pi o meno prolungato
contatto con acqua. Con il termine roccia si indica un materiale naturale che, in campioni al di fuori
della loro sede, dotato di elevata coesione anche dopo prolungato contatto con acqua. Con il termine
terreno sono in genere indicati la terra o la roccia nella loro sede naturale.

LEZIONE 1. ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

FORMAZIONE DELLE TERRE

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Se i processi di formazione e trasporto delle terre sono solo processi fisici le particelle di terreno
avranno la stessa composizione della roccia d'origine; se si hanno anche trasformazioni chimiche si
formano altri materiali: i pi importanti nell'ambito della geotecnica sono i minerali argillosi fra i
quali i pi comuni sono la caolinite, l'illite e la montmorillonite.
Una prima suddivisione delle terre basata sulle dimensioni dei singoli grani e fa riferimento a terre
incoerenti o a grana grossa che comprendono la ghiaia e la sabbia, le cui particelle sono riconoscibili
a occhio nudo, e a terre coesive o a grana fine che comprendono il limo e l'argilla, cio la frazione
microscopica e submicroscopica.
La descrizione della sabbia e della ghiaia richiede una stima della quantit di materiale compreso tra i
vari diametri e la conoscenza della forma e della composizione mineralogica dei grani.
La forma delle particelle pu essere abbastanza diversa ma si pu dire che mentre per la ghiaia, la
sabbia e il limo la forma in genere relativamente arrotondata, per l'argilla decisamente lamellare. In
genere poi i granuli delle ghiaie e delle sabbie grosse sono costituiti da frammenti di rocce mentre
quelli delle sabbie medie e fini e dei limi sono costituiti da minerali o da frammenti di minerali stabili e
resistenti (quarzo, feldsfati, mica, ecc.).

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Ghiaia: terreno granulare costituito da particelle di roccia


(granuli) con dimensioni maggiori di pochi millimetri, ben
visibili ad occhio nudo.
grossa
Sabbia: terreno granulare costituito da particelle di roccia
(granuli) con dimensioni sub-millimetriche, ma ancora visibili
ad occhio nudo.
Terreni a grana

fine

Limo: la porzione di terra a granulometria fine, costituita da


particelle con dimensioni superiori a quelle colloidali ma
invisibili ad occhio nudo, ed elevata interazione elettrochimica
con lacqua.
Argilla: la porzione di terra a granulometria fine, costituita da
particelle con dimensioni colloidali ed elevatissima
interazione elettrochimica con lacqua.

Peso specifico della parte solida: rapporto tra il peso del terreno essiccato ed il volume occupato
dai soli granuli.
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Largilla
L'argilla principalmente un aggregato di particelle minerali microscopiche e submicroscopiche a
forma lamellare.
Quando per un terreno si parla di argilla o di limo ci si vuole riferire a materiali che possono
contenere anche quantit non trascurabili di limo e sabbia per l'argilla e di argilla e sabbia per il
limo. Sia il limo che l'argilla fanno parte delle terre a grana fine per non tutte le terre a grana fine
sono coesive; in particolare si possono avere limi non plastici e incoerenti.
L'acqua influenza abbastanza il comportamento dei limi, mentre il comportamento delle
argille essenzialmente dipendente dall'acqua.
Viene considerato argilla il terreno di dimensioni inferiori ai 2 m, terreno che formato
prevalentemente dai minerali argillosi con cristalli di dimensioni colloidali, che chimicamente
sono alluminosilicati idrati con altri ioni metallici.
La maggior parte dei cristalli argillosi formata da strati di silice e di allumina disposti a formare
delle lamine; il modo con cui questi strati sono messi insieme, con differenti legami e differenti
ioni metallici nel reticolo cristallino, d luogo ai differenti minerali argillosi tra i quali si ricordano
i principali, come la caolinite, la montmorillonite e la illite.
Gli ioni con carica positiva (cationi di silicio, alluminio, potassio, magnesio ecc.) occupano una
posizione interna nel reticolo mentre gli ioni ossidrili o di ossigeno con carica negativa occupano
la parte esterna di modo che la particella d'argilla pur essendo nel suo insieme neutra, presenta una
carica negativa superficiale che costituisce la forza di superficie che d luogo all'interazione con
l'acqua e con gli ioni che sono in essa. D'altro lato l'influenza della carica elettrica legata
direttamente alla superficie della particella e quindi alla superficie specifica.
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Risulta di notevole importanza per i minerali argillosi il parametro superficie specifica poich ci
aiuta a capire il comportamento delle particelle di terreno, comportamento che regolato sia dalle
forze di massa (gravit e quindi peso proprio) sia dalle forze di superficie.
evidente che quanto maggiore la superficie specifica tanto maggiori sono le forze di superficie.
Si ha cos che la caolinite ha una superficie specifica dell'ordine di 15 m2/g, l'illite dell'ordine di
80 m2/g e la montmorillonite dell'ordine di 800 m2/g. Si tenga presente che la sabbia grossa ha una
superficie dell'ordine di 2 x 10-4 m2/g ed quindi evidente che per essa non si hanno forze di
superficie.

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La risultante delle azioni di repulsione o di attrazione dipende dalla distanza tra le particelle e
dall'ambiente chimico di deposizione.

Figura 2

Con deposizione in acqua salmastra la presenza dei sali nell'acqua tende a ridurre le azioni
repulsive per cui le particelle si aggregano con una struttura flocculata piuttosto stabile e si
raggruppano in fiocchi con vuoti all'interno dei fiocchi e vuoti tra i fiocchi (figura 2.c).
La struttura dispersa caratteristica delle argille depositate in acqua dolce con decisa
prevalenza delle forze di repulsione. Se le particelle sono formate da minerali molto attivi come
per esempio la montmorillonite le azioni repulsive sono cos elevate che le particelle si dispongono
quasi parallele, dando luogo ad una struttura orientata (figura 2.d).
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La distribuzione percentuale dei grani di un campione di terreno secondo le dimensioni,


rappresentata con una curva, costituisce la granulometria.
La granulometria determinata con l'analisi meccanica a mezzo di vagli o setacci con maglie
unificate per il materiale a grana grossa e con il metodo del densimetro, cio misurando la densit
di una sospensione di terra per il materiale a grana fine.
I risultati sono usualmente rappresentati in una curva di distribuzione secondo le dimensioni. La
percentuale, p%, di materiale pi fine di una certa dimensione riportata in ordinata in scala
naturale, mentre il corrispondente diametro dei grani D in millimetri, riportato in ascisse in scala
logaritmica. La forma della curva indicativa della distribuzione percentuale, cosicch terre
uniformi sono rappresentate da linee quasi verticali, mentre terre ben graduate occupano parecchi
cicli della scala logaritmica.

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Nella Figura sono indicate le granulometrie di alcuni terreni tipici


deposito ghiaioso del Piave(1),
sabbia dellAdige(2),
limo argilloso(3)
argilla(4) di Venezia - Marghera).

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50

al denominatore figura il volume del solido che sempre costante

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La densit relativa ha unestrema


importanza nei terreni a grana grossa poich
ne controlla rigidezza e resistenza al taglio.
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Una delle pi importanti propriet, specialmente delle terre a grana fine, il contenuto naturale
d'acqua w definito da:
P

Ps

in cui Pw, il peso dell'acqua e Ps il peso del materiale solido essiccato a 105 C, temperatura alla
quale evapora completamente l'acqua libera o interstiziale. I terreni sotto la falda freatica, ed alcuni
terreni fini sopra la falda freatica, sono allo stato saturo mentre la maggior parte dei terreni sopra la
falda freatica ha i vuoti riempiti parte di acqua e parte di aria. Anche alcuni terreni sommersi
possono avere delle piccole quantit di aria o gas. Il grado di saturazione definito da:

Sr %

Vw
Vv

Pertanto il terreno pu trovarsi, oltre che nella situazione trifase rappresentata nella figura 1.4,
anche in una situazione bifase di terreno con i vuoti riempiti solo d'acqua (terreno saturo Sr=100%)
o solo d'aria (terreno asciutto Sr = 0). Il peso dell'unit di volume una delle pi importanti
propriet fisiche di un terreno ed definito da:

P
V
dove P il peso totale (compreso cio il peso dell'acqua) e V il volume totale. Se il terreno saturo
il peso unitario viene indicato con Sat; se asciutto con d dato da:
d

Ps
V
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In pratica talvolta conveniente determinare il peso unitario indirettamente facendo riferimento al


peso unitario dei costituenti solidi definito da:

Ps
Vs

d pu essere determinato in laboratorio; i valori pi frequenti di d sono compresi tra 26,5 e 27,5
kN/m3, ma possono variare tra 25 e 29 kN/m3.
I1 peso unitario dell'acqua indicato con:
w

E il peso unitario del terreno immerso con:

'

Pw
Vw

sat

Si ha poi il peso specifico dei grani:

Gs

s
w

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I1 grado di saturazione dato da:

Sr

Gs w
e

Nella situazione di terreno saturo (Sr = 100%) si ha:

sat

Gs e
1 e

e w Gs

'

sat

Gs 1
1 e

Nella situazione di terreno asciutto (Sr = 0)


d

1 e

e ancora:

sat

1 w

Nella Tabella 1 sono riportati valori tipici di porosit, indice dei vuoti, contenuto in acqua, peso di
volume del terreno saturo, peso di volume del terreno asciutto per vari tipi di terreno.
Tabella 1

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peso specifico dei


grani

peso di volume
naturale

peso di volume secco peso di volume saturo

(FL-3)

(-)
d/

a+

d-

d/

(S

a-

d/

[(1 - n)

(1 + e)
S

sat

/(

sat

a-

-n

1+e

sat )

d/

w (S
w)

d
d)

(1 + w)

(FL-3)
G

sat

SG

a)

a/

(S + w G)

G
sat

a))

a)

-e

sat

a/
sat

[1 - (1 / G)]
(S + w) G

- [e

a/

(G + e)

(S n / w)

d+

[(1 + e) w]

a/

[e

(S + w G)
a

(1 + e)

(S + w)

(1 + e)]

a/

d+

[G - n (G - 1)]

/ (S + w)

-n

a/

(1 + e)

sat

Se

(FL-3)

/ (G - 1)

G (1 - n)

S n / [(1 - n) w]
Se/w

a]

/ (1 - n)

sat

sat

d
a

/ (1 + e)] +

n [(S + w) / w]

(e / w)

[(S + w) / (1 + e)]

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contenuto in acqua

grado di saturazione

porosit

indice dei vuoti

(%)

(%)

(%)

(-)

[(1 /

d)

S (G

- (1 / G

a-

sat )

/ [(

a)]

sat

G]

Gw/e
w / [n

(1 + w)]

1-[
(G

a-

/ (G

sat )

a)]

(G

/ [(G - 1)

a]

(G

a-

sat )

d)

-1

/(

sat

S n / [G (1 - n)]

w G / (S + w G)

wG/S

Se/G

e / (1 + e)

n / (1 - n)

S[

sat

Sn

d)
a/

- 1]

Sn
a/

/(

sat

sat

sat

S [e / (1 + e)]

Se

a)

a/

-n

a)

+e(

sat

sat

d)

/(

S)

/ [(S + w)

sat

w
a]

sat

d)
d

/(

a+

/ (S

/ [S

a-

a-

a)

d-

sat )

d)

w(

sat

a)]

a)]

LEZIONE 1. ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

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Per i materiali a grana grossa non si hanno forze di superficie e quindi il loro comportamento
regolato dalle forze di massa. Pertanto per questi terreni le particelle si dispongono dando luogo
a strutture granulari indicative di sabbia sciolta o di sabbia densa (Figura 5.a, 5.b). I1 grado di
addensamento dipende dalla forma dei grani, dalla distribuzione delle dimensioni delle particelle
(granulometria), dall'azione dei carichi esterni o di vibrazioni e dal fatto che la deposizione sia
avvenuta con acqua in movimento o in quiete.
All'aumentare della densit aumentano i punti di contatto tra le particelle e il grado di mutuo
incastro e quindi aumenta la resistenza al taglio e diminuisce la compressibilit.
Nel caso dei limi si pu avere oltre alla struttura granulare anche un tipo di struttura detto
cellulare, nella quale il contatto tra le particelle limitato (Figura 5.c) a causa di forze di adesione
che si sono fatte sentire durante la deposizione. Si tratta di una struttura piuttosto instabile che
talvolta si ha anche con materiale granulare parzialmente saturo per azione della capillarit.

Figura 5
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La presenza dell'acqua nei vuoti del terreno influenza principalmente il comportamento delle terre
a grana fine (argille e limi). Ne consegue che importante sia conoscere il contenuto d'acqua in
un deposito naturale di terreno sia confrontare questo contenuto d'acqua con alcuni valori
importanti del contenuto d'acqua, valori che costituiscono in un certo modo i limiti del
comportamento del terreno; in genere si utilizzano i limiti di Atterberg .

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I limiti di Atterberg sono dei contenuti d'acqua determinati in laboratorio con procedure
standardizzate che rappresentano abbastanza bene dei passaggi critici di comportamento del
terreno. Se si fa variare in aumento con continuit (Figura 6) il contenuto d'acqua w, si vede che lo
stato del terreno argilloso passa quello di solido fragile a quello di semisolido, quindi a quello
plastico e infine a quello fluido. A queste variazioni continue di stato possiamo abbinare una
variazione della risposta deformazionale del terreno.

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Stati di unargilla. Maggiore il contenuto dacqua, minore linterazione tra particelle


adiacenti, maggiore la tendenza dellargilla a comportarsi come un liquido.
Il contenuto dacqua che marca il passaggio dallo stato semisolido a plastico (limite di
plasticit) e quello che marca il passaggio dallo stato plastico a quello liquido (limite di
liquidit) variano con il tipo di argilla e sono generalmente correlabiilil alla risposta meccanica
dellargilla. Tali indici sono quindi delle propriet indice per le argille.

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Il contenuto d'acqua che separa il passaggio dal solido fragile al semisolido detto limite di ritiro
wS, quello dal semisolido al plastico detto limite di plasticit wP e quello dallo stato plastico allo
stato fluido limite di liquidit wL; la differenza fra il limite di liquidit e il limite di plasticit
detto indice di plasticit I P = wL - wP e indica il campo di contenuto d'acqua nel quale il terreno
allo stato plastico.

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Il limite di plasticit viene determinato formando per rotolamento dei cilindri che raggiungano
un diametro di circa 3 mm ed il contenuto d'acqua corrispondente al formarsi delle prime
screpolature.
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Il limite di ritiro viene determinato per progressivo essiccamento di un provino, misurando via
via il volume e l'umidit, ed il contenuto d'acqua per cui non si ha ulteriore riduzione di volume
e, proseguendo l'evaporazione, l'aria entra nei vuoti del terreno. Deve essere determinato su
campione indisturbato!

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I limiti di Atterberg costituiscono una prova importante perch presentano una notevole fedelt nei
risultati sperimentali, anche se l'apparecchiatura sperimentale di prova piuttosto semplice. Essi
vengono determinati sulla frazione passante al setaccio 40 (0,42 mm).
I valori dei limiti di Atterberg, detti anche limiti di consistenza, ed in particolare di Ip dipendono
innanzitutto dal tipo di argilla; si ha infatti una corrispondenza tra la composizione mineralogica e
i limiti di Atterberg come si vede nella Tabella 2. I limiti di Atterberg dipendono dalla percentuale
di argilla che granulometricamente corrisponde alla percentuale di materiale inferiore ai 2 m.
Da questo punto di vista si fa riferimento al coefficiente di attivit:

IP
% 2 m

in base al quale le terre possono essere cos divise:


terre inattive
A < 0,75
terre mediamente attive
0,75 < A < 1,25
terre attive
A > 1,25
Tabella 2 Limiti di Attemberg di alcuni minerali argillosi

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Punti rappresentativi di varie argille tipiche in un diagramma Ip- % < 2 m


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La consistenza del terreno misurata dall'indice di consistenza

Ic
O dallindice di liquidit IL:

IL

wL w
IP

w wP
IP

1 Ic

Questi sono indici che mettono in relazione il contenuto d'acqua naturale con wL e con wP e che
costituiscono un parametro importante per spiegare il comportamento delle argille.
Nella Tabella 3 indicata la consistenza del terreno al variare Ic
Tabella 3

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LEZIONE 1. ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

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METODI DI CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE


Un sistema di classificazione rappresenta un linguaggio di comunicazione tra tecnici e costituisce
un metodo sistematico per suddividere il terreno in gruppi e sottogruppi in accordo con il probabile
suo comportamento.
Le propriet da usare per la classificazione devono essere indipendenti dalle condizioni di
sollecitazione e da quelle ambientali; ricadono fra queste propriet la granulometria,
principalmente per le terre a grana grossa, e i limiti di Atterberg principalmente per le terre a grana
fine.
Perch classificare:

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Code of practice for site investigation


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Figura 8 Code of practice for site investigation


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Sistemi di classificazione

I principali sistemi di classificazione usati nell'ingegneria civile sono:


sistema di classificazione USCS riportato in Italia nelle raccomandazioni AGI e del sistema
AASHTO (Associazione americana statale delle strade e dei trasporti) e ripreso in Italia nella
norma CNR UNI 10006 per i materiali per costruzioni stradali.

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Nel sistema USCS le terre a grana grossa sono classificate sulla base della granulometria, mentre
quelle a grana fine sulla base delle caratteristiche di plasticit (limiti di Atterberg). Le quattro
maggiori suddivisioni riguardano:
1. le terre a grana grossa (ghiaie G e sabbie S);
2. le terre a grana fine (limi M e argille C);
3. le terre organiche (O);
4. la torba e altre terre altamente organiche (Pt).
Le sigle W e P indicano rispettivamente una granulometria ben graduata e una poco graduata.
Si hanno terre a grana fine quando la percentuale di passante al vaglio n. 200 (0,075 mm)
superiore al 50%. Si hanno limi (M) quando nel diagramma di plasticit di Casagrande (Figura 9)
il punto rappresentativo ricade sotto la retta A e argille (C) quando ricade sopra.
La linea A divide i limi dalle argille e i materiali organici (torbe) dagli inorganici; fanno eccezione
le argille e i limi organici che cadono sotto la linea A. Si hanno terre organiche (O) quando il
rapporto tra il limite di liquidit eseguito sul terreno essiccato in forno e il limite di liquidit sul
terreno naturale minore di 0,75. Con limite di liquidit inferiore a 50 si ha la lettera L (low) e con
limite di liquidit superiore a 50 si ha la lettera H (high).
La linea U nel diagramma di plasticit costituisce il limite , superiore del limite di liquidit e
dellindice di plasticit; vicino a questa linea ricadono argille attive come la bentonite.

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USCS Raccomandazioni AGI


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L'altro sistema di classificazione,


largamente
usato
nel
campo
dell'ingegneria stradale, quello
AASHTO CNR-UNI10006.

In questo sistema i terreni inorganici


sono classificati in 7 gruppi da A-l ad
A-7; questi a loro volta sono suddivisi
in un totale di 12 sottogruppi.
La suddivisione basata sui passanti
ai setacci 10,40 e 200 e sui valori del
limite di liquidit WL e dell'indice di
plasticit IP determinati sul passante al
vaglio n. 40. Alle terre a grana grossa
appartengono i gruppi A-l, A-2 e A-3;
a quelle a grana fine i gruppi A-4, A-5,
A-6 e A-7.

LEZIONE 1. ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

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Figura 10 bis Sistema di classificazione AASHTO CNR UNI 10006.


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passante al vaglio n.40 (0.12 mm)

30

50

> 50

passante al vaglio n.200 (0.074 mm)

15

25

10

35

35

35

35

> 35

> 35

> 35

> 35

> 35

Sistema di classificazione AASHTO CNR UNI 10006: Indice di gruppo.

caratteristiche della frazione passante


al vaglio n.40 (0.42 mm):
Limite liquido LL (%)
Indice di plasticit IP (%)

non
plastico

40

> 40

40

> 40

40

> 40

40

10

10

> 10

> 10

10

10

> 10

> 40

IP
Indice di gruppo (*)

12

16

> 40

> 10
> 10
LL - 30 IP > LL - 30
20

(*) L'indice di gruppo Ig si pu definire come un coefficiente di qualit di una terra, ed espresso dalla relazione seguente:

Ig = 0.2 a + 0.005 a c + 0.01 b d


a
b
c
d

la percentuale di passante al setaccio 0.075 UNI 2332 meno 35. Se tale percentuale maggiore di 75 si indicher sempre con 75, se minore di 35 si
indicher sempre con 35
la percentuale di passante al setaccio 0.075 UNI 2332 meno 15. Se tale percentuale maggiore di 55 si indicher sempre con 55, se minore di 15 si
indicher sempre con 15
il valore del limite liquido LL meno 40. Se tale valore maggiore di 60 lo si indicher sempre con 60, se minore di 40 lo si indicher sempre con 40.
il valore dell'indice di plasticit meno 10. Se tale valore maggiore di 30 lo si indicher sempre con 30, se minore di 10 lo si indicher sempre con 10.

Sia i valori di a, b, c, d sia quelli dell'indice di gruppo vengono approssimati al valore intero pi vicino.

LEZIONE 1. ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

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LEZIONE 1. ANALISI E CLASSIFICAZIONE DELLE TERRE

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