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Attualit LASSALTO DELLA CRIMINALIT

FERRARA

PIACENZA
Nella provincia si registrano
infiltrazioni nellimprenditoria
di soggetti e imprese legati alla
ndrangheta

presente il clan calabrese dei


Farao-Marincola di Cir, insieme ad
altre organizzazioni criminali che
operano in attivit di riciclaggio

PIACENZA

RAVENNA

PARMA

PARMA
REGGIO
EMILIA

REGGIO EMILIA

BOLOGNA

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RAVENNA

RIMINI
I camorristi sono responsabili di
estorsioni nei confronti di commercianti
e imprenditori della zona. Domina il
clan Stolder (casalesi), mentre i Vrenna
di Crotone e i Pompeo di Isola Capo
Rizzuto sono le famiglie che controllano
in tutta la provincia il gioco dazzardo,
lusura, le estorsioni e il narcotraffico

FORL
CESENA
MODENA

BOLOGNA

Infiltrazione nel tessuto economico


e sociale di appartenenti
a pericolose organizzazioni
criminali. Dominano i Casalesi
(Alfonso Perrone e Sigismondo
Di Puorto legati a Michele Zagaria);
territorio di ricovero di latitanti
di camorra; riciclaggio; estorsioni
a imprenditori e commercianti
di origine meridionale; collusi
anche professionisti
(un avvocato arrestato)

Una rete di professionisti,


politici, imprenditori. E tanti
soldi da investire. Cos le
mafie hanno conquistato
anche la regione rossa
DI LIRIO ABBATE - FOTO DI ALEC FROST PER LESPRESSO

FORL-CESENA
Sono presenti i calabresi Forastefano di Cassano
allo Jonio (Cosenza), e gruppi legati ai casalesi che
tentano infiltrazioni nella zona di Rimini, con progetti
di espansione verso Marche e Toscana

MODENA

Domina la ndrangheta,
con i cutresi, che riesce
ad accaparrarsi lavori edili.
Sono presenti pure affiliati
dei clan Grande Aracri, Nicosia,
Dragone e Arena. Linsediamento
di queste cosche calabresi risale
agli inizi degli anni 80
ed hanno interessi economici
nelledilizia, nella gestione
di locali notturni, nel traffico
di droga e nelle estorsioni

EMILIA
NOSTRA

La provincia invasa da una forte


presenza di Cosa nostra catanese
(opera nel settore delledilizia)
e da clan di Gela

FERRARA

Domina la 'ndrangheta con i clan


Mancuso di Limbadi e la famiglia
Bellocco di Rosarno. Operano
nel traffico internazionale di
stupefacenti, riciclaggio attraverso
acquisto di immobili, locali pubblici e
aziende. Indagini della procura
segnalano una significativa e
importante presenza di Cosa nostra in
primarie attivit economiche della
Regione Emilia Romagna

Elaborazione infografica: Giacomo De Panfilis

Domina la presenza di cutresi,


soggetti affiliati alla
ndrangheta. Collegamenti fra
imprenditori e camorristi e poi
Cosa nostra con gli uomini di
Matteo Messina Denaro

i sono insediati e infiltrati.


Con calma, lentamente, in
poco pi di un decennio
hanno fatto dellEmilia Romagna lultima terra di conquista. Qui le mafie non
hanno usato le armi, anzi
hanno evitato delitti clamorosi: si sono radicate nel territorio grazie ai soldi, senza
bisogno di sparare. Limmagine choc del
revolver sul piatto di tagliatelle lontana
dalla realt: i boss si sono infilati tra la via
Emilia e il West sfruttando la crisi di un
tessuto economico fatto di coop e piccole

RIMINI

COSA
NOSTRA

imprese mettendo sul tavolo quattrini e


collusioni. Cos nella nebbia padana hanno creato una zona grigia dove si incontrano professionisti bolognesi e capi siciliani, politici parmensi e padrini casalesi,
medici romagnoli e killer calabresi, imprenditori modenesi e sicari campani: uniti per corrompere, riciclare, investire, costruire. Una mano lava laltra, in un circuito che diventa sempre pi ricco, sempre pi sporco ed irresistibile. Eppure tantissimi negano levidenza o la minimizzano: La mafia qui non esiste uno slogan ripetuto soprattutto da politici e im-

CAMORRA

NDRANGHETA

CITT PER CITT, ECCO COME LE VARIE MAFIE


SI SONO DISTRIBUITE IL TERRITORIO
PER SVOLGERE LE LORO ATTIVIT CRIMINALI

prenditori, ma che nasce anche da una cultura dellonest che non riesce ad accettare il contagio criminale. C chi non vuole vedere, per interesse o calcolo. Ma tanti non riescono ad aprire gli occhi, con casi clamorosi di prefetti che ignorano la realt e persino di magistrati che respingono nelle sentenze lipotesi di un radicamento mafioso in questa terra. Una miopia che regala ai boss lhabitat perfetto
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Attualit
RAFFELE CANTILE E FRANCESCO PICCOLO IN UFFICIO.
NELLE ALTRE DUE IMMAGINI: DUE LORO CANTIERI. A
SINISTRA: LARRESTO DI MICHELE ZAGARIA. IN BASSO:
MATTEO RICHETTI; GAETANO MACCAFERRI

IL PROCURATORE
CAPO : CAMORRA
A BOLOGNA,
COSA NOSTRA
E NDRANGHETA
A PARMA, REGGIO
E PIACENZA

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logna stessa, dove abbiamo presenze molto significative e importanti in forte


espansione. E poi Cosa nostra, con i catanesi. Insomma, non ci manca nulla. I
narcos calabresi hanno messo le tende fra
il capoluogo e Reggio Emilia. A Bologna,
oltre a trascorrere gli arresti domiciliari

nella suite del pi lussuoso albergo - come


faceva Vincenzo Barbieri poi assassinato
nel Vibonese - tiravano fuori dal bagagliaio della Maserati Gran Turismo sacchi
stracolmi di banconote: i banchieri di San
Marino venivano a prelevarli in citt per
trasportarli nei caveau del Titano. O che

dire del primario di Imola che con la complicit di infermieri ha certificato il falso
facendo evitare la cella ad un boss catanese che doveva scontare lergastolo al carcere duro. E poi geometri e ragionieri, uno
di questi iscritto al Pd bolognese, al servizio delle cosche per occultare gli investi-

Subito norme anti-infiltrazioni


Non basta pi trincerarsi dietro il
comunicato stampa in cui il politico
di turno dice: tenere alta la guardia
contro le mafie. Ma che vuol dire? Qui
c un problema preciso, perch non
si pu pi parlare di infiltrazioni, ma
un radicamento costante in moltissimi
settori delleconomia emilianoromagnola, da quello delle costruzioni
a quello industriale. lo scatto
in avanti della politica in cui spera
Matteo Richetti, presidente
dellAssemblea Legislativa dellEmilia
Romagna, il quale dice basta alle
parole. Avanti con i fatti. ora di
iniziare a mettere in fila provvedimenti
di legge per evitare infiltrazioni.
Fra i politici c ancora molta
timidezza, non perch non si vuol
fare i conti con il problema, perch
qui ci sono sindaci coraggiosi che
si mettono di traverso di fronte
ad un soggiorno obbligato perch
rappresenta un elemento di
contaminazione di una comunit.

Rivolgendosi agli amministratori locali


dice: Qui il problema non avere
paura di affrontare un tema, per cui
pi parliamo del problema pi
affermiamo la presenza di illegalit
e insicurezza di una societ che
amministriamo e governiamo.
Non rimuovendo dal punto di vista
politico, comunicativo, sociale o
di opinione che lo si fa sparire.
Per molti non si vuol lanciare lallarme
di una regione infiltrata dalle mafie.
Ma lEmilia anche la terra che ha
messo tanti anticorpi
legislativi. Non vogliamo
fare come la Lombardia
dove Formigoni un
giorno si svegliato
ed ha scoperto di
governare una delle
regioni pi colpite dal
fenomeno mafioso.
Noi intanto facciamo
norme per
contrastarla.
L. A.

menti in immobili di pregio. C persino


un maresciallo delle Fiamme Gialle che
con il denaro sporco di un conoscente calabrese voleva finanziare una squadra di
calcio a Rimini.
Quando i quattrini non bastano a garantire il risultato, si ricorre alla violenza

Lallarme prematuro
Foto: Oliverio - Imagoeconomica, G. Quilici - Imagoeconomica

per alzare il tiro. Lo dimostra la vicenda


di Paolo Bernini, ex assessore di Parma e
consigliere del ministro Lunardi, che discuteva di affari con Pasquale Zagaria,
fratello del re dei casalesi: Non immaginavo chi fosse, mi sembrato solo un imprenditore. Bernini rimasto sulla sua
poltrona in municipio nonostante le rivelazioni sulle sue relazioni pericolose: nessuno si indignato, ma cinque anni dopo
finito in manette mentre intascava tangenti sulle mense degli asili. Qui le attivit illecite delle organizzazioni criminali
non creano allarme sociale perch non riflettono il loro disvalore direttamente
sulla popolazione, spiega un investigatore della polizia di Stato che conosce bene
il territorio, anche se in realt sono per
certi versi ancor pi pericolosi sotto il profilo della contaminazione del tessuto
sociale. E il procuratore capo di Bologna
Roberto Alfonso sintetizza il problema:
Trovo maggiore difficolt a fare indagini antimafia in Emilia Romagna che a Palermo, Napoli o Reggio Calabria. Qui
pi difficile distinguere il buono dal cattivo, perch qui si intrecciano. E il magistrato, responsabile dellinchieste sui clan
in tutta la regione, fa la diagnosi delle metastasi criminali: La presenza della camorra e dei casalesi a Bologna, con amici
e parenti del padrino Zagaria. La certezza della presenza della ndrangheta, sia
lungo il percorso che va da Bologna verso
Parma, Reggio Emilia e Piacenza, sia a Bo-

Il presidente regionale di Confindustria


Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri,
sembra cadere dalle nuvole quando
gli si chiede se linfiltrazione delle mafie
nelleconomia legale della sua regione
pu provocare problemi agli imprenditori
suoi associati.
Non abbiamo di questi problemi. Le
infiltrazioni mafiose o il pericolo mafia
non sono allordine del giorno. E non ci
sono mai state, fino adesso, perch non
abbiamo mai avuto di questi problemi.
In effetti Maccaferri da quando ha preso
le redini di presidente
degli industriali
dellEmilia Romagna
nelle sue dichiarazioni
non ha mai fatto
riferimento alle
organizzazione criminali
e mai pronunciato la
parola mafia, evitando
cos di affrontare
il problema. Per lui
come se tutto

ci non esistesse.
Dalle organizzazioni territoriali non
sono mai arrivati input tali da far
scattare lallarme, spiega il numero
uno degli industriali emiliano-romagnoli.
Se ci fosse stato qualcosa di eclatante
lo avremmo affrontato. Ma nessuna
segnalazione ci arrivata e non penso
che si possa parlare di qualcosa
che si incancrenita.
Per Maccaferri, dunque, il problema
non si pone. Tutto fila liscio
nelleconomia della regione e le mafie,
a parer suo, non creano alcun fastidio
agli industriali associati. Per le
inchieste della Direzione distrettuale
antimafia in varie province dimostrano
proprio il contrario, come mai?
Non penso ci siano problemi di questo
genere, o almeno a noi nessuno lo ha
segnalato. Quando ci saranno, se ci
saranno, li affronteremo. Per il momento
allordine del giorno dellorganismo
regionale non c alcun punto
su questo tema.
L. A.

ma dosandola con cura: attentati e intimidazioni si registrano quasi ogni giorno nei
cantieri o negli uffici delle imprese ma restano nelle cronache cittadine. Tanto che
il presidente di Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri (vedi box accanto) di mafia in questa regione non ha
mai sentito parlare. di altro avviso, invece, Matteo Richetti, presidente del parlamento regionale (box a sinistra), il quale sostiene che la politica non pu avere
latteggiamento di chi attende lesplosione di un fenomeno e alza la guardia per respingerlo solo con i comunicati stampa.
Serve la capacit di contrastarlo.
quasi paradossale notare come la denuncia pi importante sia venuta da due
imprenditori campani trapiantati nel Modenese: hanno fatto arrestare il nucleo locale dei casalesi, incluso il padre del grande capo Zagaria. Peccato che gli emiliani
sembrino non aver gradito. Quella di Raffaele Cantile e Francesco Piccolo una
delle tante storie di collusione e contraddizioni che lEspresso ha trovato lungo
la via Emilia. Partendo da Nonantola, il
centro a dieci chilometri da Modena dove
vive una comunit che si trasferita da
Casapesenna: un paesino casertano che si
imposto nellatlante mafioso come feudo di Michele Zagaria, il superlatitante
catturato lo scorso 7 dicembre. I suoi uomini a Nonantola imponevano il pizzo e
prendevano il controllo delle aziende. Ma
solo i due costruttori campani hanno
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Attualit

PI DIFFICILE
INDAGARE
IN EMILIA CHE
A PALERMO.
COMPLICATO
DISTINGUERE
BUONI E CATTIVI
PERCH QUI SI
INTRECCIANO

Le organizzazioni criminali che controllano a Modena gli affari


illeciti non gradiscono le inchieste giornalistiche di Giovanni
Tizian, 29 anni, collaboratore della Gazzetta di Modena
e de lEspresso. Il giovane cronista ben informato, rivela
retroscena dei business mafiosi, e questo per i clan non va
bene. Ai mafiosi non piace quello che il cronista racconta
da cinque anni sui fenomeni criminali che opprimono, quasi in
silenzio, la citt. La sua lunica voce che rompe la cortina
omertosa. E per questo motivo qualcuno dei clan aveva
deciso di intimidire pesantemente il collaboratore della
Gazzetta, che ha in tasca unassunzione a Narcomafie.
Le intercettazioni, per indagini antimafia, hanno permesso
di prevenire lazione criminale e per il giornalista la prefettura
di Modena ha disposto una misura di protezione. Tizian
adesso tutelato da due finanzieri armati.
La forza dellinformazione si dimostra ancora una volta una
delle armi migliori per combattere le mafie. Perch i mafiosi
e i loro complici hanno paura di essere svelati allopinione
pubblica, soprattutto nelle zone in cui lazione di Tizian si
rivela come un caso isolato. Una mosca bianca, facile da
individuare e colpire. Per proteggerlo, dunque, sarebbe
necessario oltre alla scorta, unazione di denuncia collettiva.
L. A.

avuto il coraggio di andare dalla polizia.


Raffaele Cantile e Francesco Piccolo
hanno 35 e 36 anni: dopo il diploma si sono impegnati nelledilizia, senza vizi n
protezioni. Da pi di dieci anni sono residenti in provincia di Modena e su di loro
garantiscono gli atti firmati dalla procura
di Napoli. I pm partenopei ci convocarono subito: volevano capire se eravamo
dei matti, racconta a lEspresso Raffaele Cantile. Nel 2007 Michele Zagaria,
allepoca latitante, gli aveva chiesto un incontro. Il giovane costruttore si present
allappuntamento e dopo aver affrontato
gli scagnozzi del boss, li denunci. I tre
magistrati di Napoli durante linterrogatorio mi chiedevano: perch fate gli imprenditori a Modena? E perch denunciate? E come mai due giovani riescono a fatturare 20 milioni? Spiegai tutto il percorso imprenditoriale che per pi di un decennio, da quando avevamo 19 anni, ci
aveva portato in giro per lItalia a partecipare a centinaia di appalti pubblici e che
per un gioco del destino professionale, ma
anche per un fattore sentimentale, siamo
rimasti a Nonantola.
Secondo Cantile in Emilia Romagna
molti vogliono sottacere il fenomeno
delle mafie per tenere pulito il nome del
territorio o per dimostrare la buona am44 | lE
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ROBERTO ALFONSO.
SOPRA, DA SINISTRA:
UN HOTEL, UNA VILLA
E UN BAR SEQUESTRATI
DALLA MAGISTRATURA
AI CLAN

ministrazione. Nessun sindaco vorr


mai ammetterlo, ma la mafia qui c.
Denunciare i casalesi ha portato Cantile
e Piccolo ad essere isolati dalla gente.
Vengono tenuti lontani come se fossero
loro i camorristi. Dopo le intimidazioni e le bombe che ci hanno messo nei nostri uffici, e dopo le denunce contro Zagaria, non abbiamo ricevuto alcuna solidarit dallamministrazione pubblica.
Solo Confindustria Modena, lAnce e la
polizia ci sono stati accanto. Anzi, amministratori locali e dirigenti di banca
hanno cominciato a calunniarli, a marchiarli come camorristi, a revocare fidi sulla base di voci false creando un danno alla loro impresa pi forte degli attentati. Oggi seduto alla scrivania del suo
ufficio a Nonantola, Cantile appare
mortificato, ma capace di sferrare attacchi contro chi non fa seguire le azioni alle parole: I politici organizzano convegni sulle mafie, con tante belle parole per
combatterle, ma nei fatti non si concre-

tizzano. LEmilia Romagna


rimasta indietro rispetto alla Sicilia dove gli imprenditori che si
ribellano vengono sostenuti
dalla societ civile, dalle associazioni di categoria, dalla Federazione antiracket e da Confindustria. Attenzione a non
sottovalutare ci che avviene
nella regione, avverte il presidente onorario della Federazione antiracket italiana, Tano Grasso:
Ci che si sta verificando nelle aree del
Centro-nord quello che accaduto agli
inizi del Novecento negli Usa, con unattivit estorsiva che aveva un orizzonte di
protezione etnica tra gli immigrati, che
ha portato alla grande Cosa nostra americana. Pina Maisano, la vedova di Libero Grassi che con il suo sacrificio ventanni fa anim la prima rivolta contro il
racket, da un mese diventata emiliana.
Conosce bene questi posti, dove vivono
alcuni suoi familiari, e dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Casalecchio di Reno, ha detto: Proprio al Settentrione oggi fondamentale diffondere il messaggio di Libero per combattere
contro lomert di tutti coloro che tacciono di fronte alle infiltrazioni malavitose, nascondendosi dietro il luogo comune secondo cui le mafie sono solo una
questione meridionale.
Cantile ha compreso subito che il vero
obiettivo dei camorristi non il pizzo:

Foto: D. Scudieri - Imagoeconomica

Cronista nel mirino

Quando Zagaria ci ha fatto contattare


dalla latitanza abbiamo capito che lo
scopo non era imporci la semplice estorsione ma appropriarsi dellazienda. Perch una volta che mettono la valigetta
con i soldi sul tavolo e ti dicono riciclali,
in quel momento metti la tua vita nelle
loro mani e finisce l. Finisce da un punto di vista morale ed etico, oltre che professionale, perch diventi al servizio di
questa gente. Abbiamo detto no. E siamo andati per la nostra strada con le nostre gambe. Denunciando tutto alla polizia. Altri invece cedono alla tentazione della scorciatoia, per cupidigia o perch strozzati dalla crisi: I casalesi avvicinano gli imprenditori che lavorano al
Nord e gli dicono: cosa ti serve? Vuoi fare la bella vita senza problemi? Vuoi le
porte spalancate? Moltissimi dicono di
s. E diventano loro schiavi.
con questi metodi, come sostiene il
procuratore di Bologna, Roberto Alfonso, che i mafiosi si sono radicati nella
regione fino a diventare una presenza
stabile e definitiva sul territorio degli affiliati alle organizzazioni mafiose e tutto
ci genera una sorta di colonizzazione
da parte delle organizzazioni criminali.
ovvio che non come la Sicilia, la Calabria o la Campania, perch le mafie non
hanno il controllo militare del territorio,
per certo che vi svolgono attivit illecite e vi fanno affari illeciti. Tutto ci
provato da decine di indagini avviate in

tutte le province. E nuove inchieste toccano anche la politica. Fonti qualificate confermano a lEspresso che in campo
lipotesi investigativa che segnala una significativa e importante presenza di Cosa
nostra in primarie attivit economiche
della regione. Indagini che potrebbero
riservare sorprese clamorose. Da mesi gli
inquirenti sono anche impegnati ad accertare la natura dei rapporti fra Calisto Tanzi, lex patron di Parmalat, limprenditore campano Catone Castrese, arrestato
dai pm di Salermo a giugno per bancarotta, e alcuni soggetti legati alla camorra: il
sospetto che stessero organizzando un
grande riciclaggio.
Da quando il procuratore Alfonso ha
iniziato a dare impulso alle attivit antimafia sul territorio, adottando una strategia che privilegia laggressione ai patrimoni illeciti, molti risultati stanno arrivando.
Seppur tra mille difficolt. Perch sono
tantissime - ed anche fisiologico che lo
sia - le domande di sequestro di beni bocciate dai giudici. Vengono respinte pure
molte richieste di arresto per persone accusate di aver aiutato la mafia. Nella maggioranza dei casi il ricorso alla Cassazione ha poi dato ragione alla procura. I tribunali locali spesso sono apparsi quasi
immaturi nel valutare le prove raccolte
dalle forze dellordine. Se in Sicilia, Calabria o Campania un primario falsifica un
certificato per tirar fuori dal carcere boss,
il medico finisce sotto processo anche con

laggravante di aver avvantaggiato lorganizzazione mafiosa. Se accade in Emilia


Romagna, i giudici non riconoscono laggravante. Ed ecco un altro paradosso: anche lantimafia viene importata. In Emilia
Romagna contro i delitti associativi, ossia
i crimini pi gravi, intervengono spesso le
procure di Napoli, Catanzaro e Reggio
Calabria con arresti e sigilli ai tesori. Ai
pm bolognesi, che collaborano quasi sempre con i colleghi, rimane il compito di punire solo i reati dei singoli boss sul territorio. E le loro complicit, con un coinvolgimento crescente dei colletti bianchi.
Il penalista bolognese Manlio Guidazzi
era lavvocato del narcotrafficante calabrese Barbieri. Per gli investigatori il legale avrebbe ricoperto un ruolo che andava
ben oltre a quello del difensore, perch,
si legge negli atti, Guidazzi perfettamente consapevole che Barbieri effettuava investimenti immobiliari e commerciali utilizzando fittizi intestatari. E Guidazzi appare connivente nella realizzazione
di tali progetti di investimento. A Modena un altro avvocato, Alessandro Bitonto,
per punire due persone dalle quali aveva
subito un torto, ha fatto ricorso a clienti
casalesi. Le vittime, convocate nel retrobottega di un bar sono state picchiate
a sangue davanti al legale. Questultimo,
soddisfatto, il giorno dopo ha chiamato
uno degli aggressori: Devo ringraziarti
personalmente perch ieri ho avuto una
lezione di vita, nel modo di ragionare.
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