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IL RUOLO DELLE BANCHE

PER LA LEGALIT DEL MERCATO


DELLE RINNOVABILI

A cura di Riccardo Milano


(Banca Popolare Etica)
e Simone Grillo.
Con il contributo di Michele Milano

With support from the Prevention of and Fight against Crime Programme of the European Union
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SOMMARIO

l lavoro affronta le problematiche del finanziamento e della bancabilit a fronte del rischio di infiltrazione della criminalit organizzata e tenta, altres, di presentare alcune proposte su possibili comportamenti efficaci di contrasto a questultima.

Di fronte allinteresse delle Mafie per il riciclaggio dei proventi illeciti,


ladeguamento delle normative italiane a quelle europee e, soprattutto,
lo sviluppo di adeguate forme di vigilanza (specie nel settore bancario), diventano fondamentali nel contrasto dellinfiltrazione del crimine
organizzato nel settore delle rinnovabili. Ad oggi risulta quindi necessario un impegno di sensibilizzazione delle imprese, dei funzionari
della Pubblica Amministrazione, dei professionisti e degli istituti di credito, i quali devono sviluppare unadeguata conoscenza del fenomeno realizzando modelli di prevenzione e controllo dei flussi finanziari.
Nonostante tutto, il sistema bancario italiano presenta tuttora carenze
significative nelle sue azioni di contrasto alle attivit criminali nel settore delle rinnovabili. In un contesto europeo tuttora segnato da un non
omogeneo adeguamento di tutti gli Stati membri ad una normativa
comune, lordinamento italiano evidenzia alcune criticit nel contrasto
del riciclaggio dei proventi illeciti tra cui, anzitutto, farraginosit e problemi applicativi della normativa vigente, tanto da parte delle istituzioni quanto dei soggetti intermediari obbligati che non riescono sempre
a presentare segnalazioni di qualit soddisfacente. Si segnalano inoltre:
la non adeguata tempestivit delle segnalazioni (causata pi che altro
dai tempi tecnici per completare liter della segnalazione stessa), le criticit dello stesso apparato sanzionatorio e, infine, noti episodi di convivenze tra funzionari bancari e terzi che hanno provocato, e tuttora
provocano, problemi di comportamento contrari alle norme di riferimento.
Nel corso del lavoro illustreremo anche gli aspetti positivi rappresentati dalle linee operative, ormai divenute prassi, in Banca popolare Etica
ed in altre Istituzioni nella fase di concessione del credito, nella valutazione dei progetti e dei soggetti proponenti e nella segnalazione delle
operazioni sospette. Il lavoro si conclude con lenunciazione di alcune
proposte e ipotesi di studio che vertono, tra le altre cose, sulla formazione, lo sviluppo di regole interne, la collaborazione fiduciaria tra istituti di credito ed istituzioni, le partnership territoriali e lazione di collaborazione e lobbying a livello nazionale e internazionale.

INDICE
PREMESSA

Problemi generali

1 1 Il comportamento del sistema bancario (alcune carenze significative)

1.1.1 Comportamenti degli Istituti: l'antiriciclaggio in generale

1.1.2. Comportamenti degli Istituti: l'antiriciclaggio in Italia

1.1.3 Comportamenti dei dipendenti

1.1.4 Un esempio: una cattiva pratica bancaria nei settori solare e fotovoltaico

2 Le buone pratiche bancarie nei settori solare e fotovoltaico

2.1 Banca Popolare Etica

2.1.1 Funzione Antiriclaggio - Assetto Organizzativo Interno

2.1.2 Segnalazioni Operazioni Sospette ex art. 41 decreto 231/2007

2.2 Fase di concessione del credito

2.2.1 Regolamento del Processo del Credito

2.3 Analisi progetti energia Banca popolare Etica

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2.4 Brevi nozioni sui depositanti

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2.5 Altre Buone Prassi

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2.5.1 Legambiente Credito Cooperativo

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2.5.2 Intesa S. Paolo Camera di Commercio Monza e Brianza

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3 Proposte

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Conclusioni

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NOTE/Bibliografia/SITOGRAFIA

da17 a 20

PREMESSA
Le problematiche del finanziamento e della bancabilit in genere, relativamente alle attivit
delle energie rinnovabili (in particolare eolico e fotovoltaico), sarebbero quelle normali presenti
nel sistema finanziario se non ci fosse un piccolo problema: l'infiltrazione della criminalit
organizzata e delle mafie sia tramite il riciclaggio e sia tramite canali puliti, ma da loro controllati. Su tali aspetti (riciclaggio ed infiltrazioni varie) vi una notevole letteratura e le inchieste
della Direzione Antimafia (Dia) e della Magistratura stanno facendo luce, anche se ancora tenue,
relativamente al problema.
Il lavoro che qui si presenta cerca di evidenziare alcuni aspetti connessi ai comportamenti degli
istituti di credito, sia nel bene e sia nel male, e tenta, altres, di presentare alcune proposte su
possibili comportamenti che dovrebbero essere comprensivi delle attivit per il bene comune.
Infatti, l'argomento delle energie rinnovabili, e dei possibili finanziamenti a tale comparto, fa
parte proprio di quell'ambito socio/economico che patrimonio di tutti i cittadini, e un buon
uso dello stesso potr comportare non solo un contributo all'ambiente ed alla natura, ma concorrer ad una economia vera e solida, che non creer pi dipendenze da materiali energetici
organici di cui l'Italia , tra l'altro, quasi sprovvista (e la cui presenza crea peraltro inquinamento a danno della nostra splendida natura). In tale contesto l'attivit bancaria d'importanza strategica, specie considerando il suo compito delicatissimo: controllare e gestire i comportamenti (finanziamenti e depositi), di modo da scongiurare la commissione dei reati attraverso i quali
le mafie cercano di infiltrarsi in settori di loro particolare interesse; ci non facile, in quanto le
leggi arrivano storicamente dove possono e i comportamenti dei singoli spesso non sempre
sono deontologicamente specchiati.
Insomma un bel guazzabuglio e venirne fuori in modo etico e legale non sempre facile, specie in assenza di un sano comportamento civico della popolazione. I cittadini, infatti, devono
essere i primi difensori di s stessi e del proprio territorio, adoperando il buon senso e la legalit.

PROBLEMI GENERALI

In Italia il rischio di infiltrazione mafiosa nelle Fonti di Energia Rinnovabili (FER) concreto.
Leolico ed il fotovoltaico sono i settori nei quali si concentra maggiormente lattenzione degli
inquirenti e alcuni procedimenti stanno facendo emergere un quadro preoccupante (anche se
si attendono sentenze definitive per poter stabilire una compiuta verit giudiziaria), in cui le
mafie possono agire attraverso la figura di uno sviluppatore, ossia di un soggetto in grado di
individuare i siti, ottenere le autorizzazioni, gestire le attivit di movimento terra, fornire materie
prime, come il calcestruzzo, per poi rivendere il progetto a terzi.
Non molto tempo fa lo stesso attuale Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha
tenuto a specificare il rischio di infiltrazioni del crimine organizzato in questo mercato, soprattutto in Regioni in cui le rinnovabili sono motore di sviluppo, mentre la relazione Semestrale
della DIA, 1 Semestre 2010, ha incluso le rinnovabili tra i settori imprenditoriali in cui risulta attiva Cosa Nostra. Certamente le misure repressive sono fondamentali per sanzionare gli illeciti, ma
possono non essere sufficienti a prevenirli. per questo motivo che molte Regioni, che sentono la prossimit di questo problema, stanno approntando soluzioni (anagrafi degli impianti,
monitoraggio dei progetti presentati ai Comuni, ricognizione degli impianti per la produzione
di energia elettrica, coordinamenti tra i Prefetti locali, e cos via).
Le varie iniziative locali si legano a quelle gi realizzate in Sicilia con lapprovazione, avvenuta
nel febbraio 2010 da parte della Commissione Regionale Antimafia, di un Protocollo di Legalit
contro le infiltrazioni del crimine organizzato negli appalti e negli investimenti sulle FER, attraverso il quale le imprese vengono obbligate a comunicare alle Prefetture le informazioni su lavori ed investimenti, lelenco delle ditte subappaltatrici, il numero delle persone assunte, lindicazione del conto bancario in cui confluiscono i movimenti finanziari, impegnandosi a collabora1

re con le autorit in caso subiscano richieste estorsive. Si aggiunge a ci l accordo con la


Guardia di Finanza per il controllo di legalit nei settori di competenza degli assessorati Energia
e Servizi di Pubblica Utilit, a tutela delle attivit autorizzate e del corretto uso di risorse pubbliche, che prevede controlli anche nel settore energetico dai quali potranno scaturire provvedimenti sanzionatori contro le eventuali irregolarit, anche in caso di illeciti penali (previo nulla
osta della magistratura), stabilendo altres attivit formative per
il personale ispettivo.
1
Provvedimenti analoghi sono allo studio anche in molte altre Regioni. Si nota quindi come dalle
realt locali, istituzionali e non, stiano arrivando importanti contributi.
In generale, come si sa, il crimine organizzato si caratterizza fortemente per la sua capacit di
infiltrazione nelleconomia legale, attivit che consente alle mafie di sviluppare e diversificare i
propri ambiti operativi e di alterare le condizioni di mercato minando le opportunit di sviluppo e di occupazione. Questo fenomeno reso possibile proprio dal reato di riciclaggio dei
proventi illeciti, un reato complesso che si realizza attraverso un insieme di operazioni compiute allo scopo di ripulire i proventi di attivit illecite, di modo da renderli impiegabili in investimenti grazie ai quali cancellare le tracce della loro provenienza delittuosa,2 impedendo lidentificazione degli autori del reato presupposto ed il sequestro dei beni. Ladeguamento
della normativa italiana a quelle europee e, soprattutto, lo sviluppo di adeguate forme di vigilanza (specie nel settore bancario), diventano quindi fondamentali nel contrasto dellinfiltrazione del crimine organizzato nel settore delle FER.
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Nel corso del 2010/2011 lUnit di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca dItalia ha ricevuto diverse segnalazioni di operazioni sospette, inerenti flussi finanziari di ingente ammontare
che hanno coinvolto soggetti operanti nel settore eolico e societ situate in paesi a regime fiscale privilegiato. La Procura Nazionale Antimafia ha quindi deciso di avviare un monitoraggio sistematico delle segnalazioni, anche considerando alcune evidenze finanziarie circa il coinvolgimento del crimine organizzato nella fase di costituzione di alcune societ veicolo, alle quali
fanno capo, ad esempio, gli impianti eolici. La Procura ha cos potuto notare che tali societ veicolo, talvolta a seguito di vari passaggi di propriet, finiscono nella titolarit di holdings costituite allestero. Ci comporta che le compravendite azionarie possano determinare rischi di
alterazione dei valori di mercato dei titoli societari. Tenendo infine presente che il settore energia in genere sottoposto al rilascio di concessioni ed autorizzazioni da parte di enti pubblici, di facile intuizione che esso si presti al rischio di pratiche di corruzione.
La Relazione della DIA sottolinea anche il considerevole quantitativo di denaro che caratterizza
questo settore e la prospettiva di ricavi attesi, come circostanze che delineano le condizioni
per scambi finanziari onerosi, sostenuti da importanti interventi creditizi, anche perch il settore gode di cospicui finanziamenti agevolati. In questo contesto, spesso allettante anche per i
contributi riconosciuti attraverso lenergia prodotta dagli impianti, si ha linteressamento del crimine organizzato, motivato sia dalle sue ingenti risorse finanziarie da riciclare che dal potere di
influenza territoriale che esso sa esercitare, specie nel Sud d'Italia. Infatti, le indagini in corso
segnalano il coinvolgimento della ndrangheta nel business dei parchi eolici anche fuori dalla
Calabria (dove si segnalano illeciti amministrativi nel rilascio delle autorizzazioni), specie in
Puglia e in Sicilia, nel mercato dei certificati verdi, negli investimenti e nellacquisto dei terreni.
Da tutto ci evidente che si necessiti di un impegno di sensibilizzazione delle imprese, dei
funzionari della Pubblica Amministrazione, dei professionisti e degli istituti di credito, i quali
devono sviluppare unadeguata conoscenza del fenomeno realizzando modelli di prevenzione e controllo dei flussi finanziari (garantendo la piena e corretta applicazione delle misure previste dal recente Piano Straordinario Antimafia e precisate da successivi provvedimenti).
Gli istituti di credito stanno acquisendo sempre maggior consapevolezza di questo fenomeno
e ci fa ben sperare per un attuale/futuro adeguato contrasto di tutti quegli illeciti che, anche
attraverso il settore delle FER, possono arrecare danni gravissimi allo sviluppo ed alla sicurezza
dell'Italia. Il recente Provvedimento di Bankitalia del 10 marzo 2011 (adottato di concerto con
CONSOB ed ISVAP), per prevenire luso di intermediari (e di altri soggetti che svolgono attivit
finanziaria) a fini di4riciclaggio e finanziamento del terrorismo, rappresenta certamente un significativo contributo. Tale provvedimento impone (attuando lart. 7.2 del d.lgs. n. 231/2007) lobbligo per banche, poste, Cassa Depositi e Prestiti, agenti finanziari, mediatori creditizi, istituti di
pagamento, societ fiduciarie ed intermediari di individuare una funzione antiriciclaggio gestita
da un responsabile, formalizzando lattribuzione della responsabilit per la segnalazione delle
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operazioni sospette e definendo i compiti antiriciclaggio dei Consigli di Amministrazione, dei


Collegi Sindacali, degli Organismi di Vigilanza e di altri soggetti di direzione, impegnati in attivit di compliance e revisione interna.
La normativa si caratterizza per aver previsto adempimenti significativi in capo agli intermediari, ai quali non viene pi richiesta la semplice collaborazione attiva (ossia la segnalazione delle
operazioni sospette circa la provenienza illecita dei fondi trasferiti), ma di attuare una anticipazione della soglia di tutela, imponendo ad essi una piena conoscenza del cliente, arrivando a
prevedere che, in assenza di una completa disclosure tra le parti, il rapporto non debba essere attivato o debba comunque essere interrotto. In tal modo lintermediario chiamato a formare adeguatamente il proprio personale ed i collaboratori esterni oltre che ad istituire unapposita funzione incaricata di sovrintendere allimpegno di prevenzione e gestione dei rischi, a
realizzare un architettura delle funzioni di controllo e ad organizzare unattivit di controllo che
formi5 il personale al pieno rispetto delle misure legislative vigenti in materia di collaborazione
attiva .
Degno di nota anche il recente provvedimento di Bankitalia in materia di istruzioni sui dati e
informazioni da inserire nelle segnalazioni di operazioni sospette, teso a favorire la celerit delle
segnalazioni, lomogeneit e la completezza delle informazioni, la sinteticit descrittiva e, contestualmente, la tutela della riservatezza a favore del soggetto segnalante.
In relazione alle attua6
li normative, ed allimportante ruolo riconosciuto in capo allUIF , vi sono una serie di incombenze da rispettare da parte sia delle banche e sia delle organizzazioni di categoria per la
richiesta di rapporti bancari. Ci al fine di un sano rapporto contrattuale impostato su basi civiche e legali e con una visione etica sui comportamenti da tenere sia in generale e sia relativamente alle loro strutture di competenza.
1.1 IL COMPORTAMENTO DEL SISTEMA BANCARIO (ALCUNE CARENZE SIGNIFICATIVE)
Gli Istituti di credito in Italia hanno ancora la capacit specie le piccole banche territoriali e
qualche eccezione nazionale, come Banca Popolare Etica di servire il territorio e di aprire a
nuove opportunit innovative come il finanziamento alle FER. Ci non solo per business, ma
anche perch dietro tale comparto vi un'idea di rispetto dell'ambiente e della natura in genere oltre che di un contributo significativo a nuove opportunit di lavoro che possano prescindere dai criteri negativi della crescita.
Nei paragrafi seguenti, per, si vogliono analizzare non solo le realt positive degli interventi
bancari, che sono comunque tanti, ma piuttosto le carenze su ci che ancora bisogna fare sia
sulla base della normativa di riferimento che dei comportamenti individuali, nella speranza che
da ci si possa trovare quell'energia che possa arginare i fenomeni mafiosi e malavitosi in genere, i quali sono decisamente agguerriti.
1.1.1. COMPORTAMENTI DEGLI ISTITUTI: L'ANTIRICICLAGGIO IN GENERALE
Lazione imprenditoriale delle mafie nei Paesi UE si caratterizza per la commissione
del reato di
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riciclaggio dei proventi illeciti. Riprendendo dalla Relazione redatta da Eurojust sulla sua attivit per il 2010, la mafia italiana in parte ricicla i proventi illeciti delle sue attivit criminali in
Italia e in parte li investe in propriet immobiliari o societ estere tramite svariati canali finanziari.
Sempre Eurojust sottolinea che linfiltrazione mafiosa nel tessuto economico legale, realizzata
tramite il riciclaggio dei proventi illeciti, pu creare problemi alla normale condizione di concorrenza; di conseguenza, i mercati in cui si notano distorsioni del normale confronto 8tra le
imprese, identificano il sintomo della presenza di un possibile fenomeno di riciclaggio che
interessa anche il mercato delle FER.
Le evidenze finanziarie riscontrate, decisamente significative, stanno creando un allarme reale
per la tutela della legalit delle transazioni in questo settore. In tal senso la valutazione del fenomeno del riciclaggio dei proventi illeciti nel mercato delle FER risulta particolarmente interessante. Ci si augura, perci, che questi primi segnali di potenziali illegalit possano spingere il
sistema bancario a porre particolare attenzione alla tutela della legalit e della trasparenza delle
transazioni che interessano il comparto delle rinnovabili. Ci si rende tanto pi necessario se si
considera come lo sviluppo delle rinnovabili abbia portato numerose banche9 a creare linee di
finanziamento privilegiato per promuovere gli investimenti in questo mercato , a fronte di unazione di contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti di certo non ancora del tutto adeguata.
3

Vi quindi la necessit di rafforzare i presidi antiriciclaggio interni alle stesse banche, promuovendo il rispetto di standard di legalit ed ambientali comuni a livello transnazionale, magari
anche con lo sviluppo di accordi per la definizione di criteri comuni tra rappresentanze europee del settore bancario, dai quali possa nascere unazione di lobbying che spinga i legislatori comunitari a risolvere le carenze e le criticit normative che limitano il contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti, utilizzando a pieno le misure e gli strumenti messi a disposizione dal
Trattato di Lisbona. Successivamente bisogner prevedere adeguate misure che attribuiscano
rilevanza penale al comportamento del prestanome poich la sua azione permette di eludere
lapplicazione di misure di prevenzione patrimoniale o di agevolare
la commissione di reati
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come il riciclaggio e limpiego di denaro di provenienza illecita .
Lo sviluppo della cooperazione tra Paesi UE ed extra-UE potrebbe poi beneficiare della ratifica
da parte di tutti gli Stati membri della
Convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio del
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2005 (lItalia non lo ha ancora fatto) . Proprio per favorire un pieno ed uniforme adeguamento
degli ordinamenti nazionali al contrasto delle infiltrazioni, risulta comunque essenziale lazione
di lobbying da parte della Societ Civile e del mondo del credito.
1.1.2. COMPORTAMENTI DEGLI ISTITUTI: L'ANTIRICICLAGGIO IN ITALIA
Nell'ordinamento italiano il contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti segnato da criticit
significative. In esso si registrano, anzitutto, farraginosit e problemi applicativi della normativa
vigente, tanto da parte delle istituzioni quanto dei soggetti intermediari obbligati.
Certamente, con riferimento a questi ultimi, risulta evidente ad oggi come tali soggetti non
riescono sempre a presentare segnalazioni di qualit soddisfacente, a causa dalla scarsa capacit selettiva dei filtri valutativi adottati da alcuni intermediari oltre che di atteggiamenti
cautela12
tivi che spingono loperatore a comunicare anche le semplici anomalie operative . La conclusione ovvia che la maggior parte delle segnalazioni si concentri sulle tipologie di riciclaggio
meno evolute,
che risultano essere carenti nella descrizione dei fatti e pervengono con ecces13
sivo ritardo .
La non adeguata tempestivit delle segnalazioni peraltro causata pi che altro dai tempi tecnici per completare liter della segnalazione. In altri casi il sospetto matura solo alla luce di informazioni successive alloperazione. Gli strumenti informatici per lemersione
delle operazioni
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inattese, poi, forniscono evidenze dopo circa due mesi dalle operazioni . proprio su questo
punto, peraltro che una banca sociale (come potrebbe essere Banca Etica), interviene: l'aiuto
che viene dato ai funzionari della banca da direttive di comportamento molto stringenti (come
si vedr in seguito) e dai criteri del suo Statuto e del Manifesto, fanno s che il controllo sia pi
rigoroso, in quanto etico.
Relativamente alle criticit operative, sarebbe poi necessario rafforzare lUIF allineandola ai precetti comunitari, in quanto ad oggi essa non pu rivolgersi agli organismi investigativi per approfondire le segnalazioni domestiche (mentre pu farlo per soddisfare le richieste delle UIF estere), informazioni che sarebbero utili allo scopo di individuare le priorit di trattazione a vantaggio degli stessi inquirenti. Ad oggi le UIF ricevono solo segnalazioni prive di seguito investigativo, mentre sarebbe opportuno che avessero accesso a tutti i database rilevanti (banca dati
nazionale unica della documentazione antimafia, casellario giudiziale,
carichi pendenti e data15
base sui dati pubblici in possesso degli ordini professionali) .
La centralit degli istituti di credito nella lotta al riciclaggio certamente indiscutibile ed occorre una piena presa di coscienza da parte di questo settore circa il proprio ruolo, anche considerando come la giurisprudenza si dimostri severa nella definizione di responsabilit, specie
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nei confronti degli istituti e dei loro dirigenti nei casi di omissione nelle attivit di vigilanza.
Nel mondo bancario tipico non si pu tuttavia non registrare spesso la17 scarsa collaborazione di
istituti cooperativi di piccole dimensioni e filiali di banche estere. Questo un problema
molto serio che va studiato ed osservato approfonditamente, essendo un collettore importante. Certamente la mancanza di uniformit tra gli ordinamenti europei espone
le banche alle dif18
ficolt di adattamento ai differenti obblighi che riscontra in ogni Paese. Tuttavia bisogna doverosamente ammettere che il settore bancario non il solo ad essere coinvolto; infatti, mentre in
esso si avuto un progressivo incremento dellimpegno nellazione antiriciclaggio, la stessa
cosa non avvenuta nel mondo delle professioni in generale, problema particolarmente grave
se si considera limportanza di queste segnalazioni per lefficacia dellazione di analisi finanzia4

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ria dellUIF e per quella dellattivit investigativa. Lo stesso apparato sanzionatorio non risulta
peraltro esente da criticit, in quanto le sanzioni penali colpiscono condotte di modesta rilevanza (determinate da disattenzioni o disfunzioni organizzative) con pene tenui soggette a rapida prescrizione; altres la formulazione20 imprecisa di molti precetti ricavati per relationem
rende incerta lapplicazione delle pene . Ma c' dell'altro: ancora pi significative risultano le
criticit insite nellapplicazione delle sanzioni amministrative comminate per la violazione dellobbligo di segnalazione delle operazioni sospette, che prevedono la responsabilit in solido
della persona giuridica anche in caso lautore dellomissione non sia identificato o perseguibile. Le criticit riguardano lindividuazione della persona fisica effettivamente responsabile dellomessa segnalazione, fermo restando il fatto che talvolta la scelta di limitare lazione nei confronti del responsabile di primo livello pu risultare incongrua, considerando come il suo comportamento possa essere il semplice risultato di pressioni connesse al perseguimento degli
obiettivi aziendali. Criticit sussistono anche nel caso siano coinvolti pi soggetti per singole
frazioni delloperazione considerata.
Altro tema quello che attiene alla quantificazione della sanzione in percentuale dellimporto
delloperazione o dellattivit non segnalata. Si riscontra qui la difficolt di determinare sin dalla
contestazione lammontare delloperativit. Limporto delle sanzioni risulta, talvolta, cos sproporzionato rispetto alla capacit patrimoniale delle persone fisiche da frenare le contestazioni;
lelevato rapporto tra sanzione minima e massima genera discrezionalit ed incertezze acuite
dalla lunghezza del procedimento sanzionatorio, troppo complesso.
In ogni caso e in generale, le criticit potrebbero trovare soluzione stabilendo che per limputazione per omessa segnalazione si preveda una responsabilit configurata come culpa in eligendo o in vigilando ed incentrata sulla persona giuridica, la quale andrebbe obbligata a rivalersi sulla persona fisica per danni dimostrando per le responsabilit dei singoli in base alle
regole che disciplinano doveri ed obblighi del personale. Gli esperti di Bankitalia consigliano
quindi di arrivare a determinare importi minimi e massimi delle sanzioni, introducendone
di
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edittali in misura fissa e differenziabili in ragione della natura del soggetto obbligato .
Certamente, ad oggi, laspetto maggiormente discusso della normativa antiriciclaggio riguarda la
mancata definizione del reato di autoriciclaggio. L'ordinamento italiano, non prevedendo tale
fattispecie, ritiene che non possa essere imputabile per riciclaggio il soggetto che commetta o
concorra alla commissione del reato presupposto. Da diversi anni, tuttavia, si discute dellop22
portunit di un cambiamento della normativa allo scopo di facilitare lazione processuale ,
dibattito rafforzato dallapprovazione del d.lgs. n. 231/2007 (che ha recepito nell'ordinamento
italiano la Direttiva 2005/60/CE ed ha riordinato la legislazione nazionale in materia) che23ha
obbligato i soggetti preposti a segnalare tali operazioni allUnit di Informazione Finanziaria .
1.1.3 COMPORTAMENTI DEI DIPENDENTI
Sebbene le normative attuali, come gi evidenziato, cerchino di regolare al meglio l'attivit bancaria in genere e le sue fasi pi scottanti attraverso la formazione del personale e le istruzioni
per l'uso, l'anello debole rimane l'attivit dipendente della banca specie nelle filiali e nelle sedi
periferiche. Infatti sono notori episodi di convivenze tra funzionari bancari e terzi che hanno
provocato, e tuttora provocano, problemi di comportamento contrari alle norme di riferimento. Ci ha un'origine storica, che qui non s'intende perseguire, legata a molti fattori interni alle
banche, specialmente in relazione alla produttivit e alla redditivit della banca e del lavoro
conseguente dei suoi dipendenti. del tutto evidente che il cammino normativo all'interno
delle banche ha/sta contribuendo ad abbassare le percentuali di tali devianze e, di conseguenza, la vigilanza e la formazione stanno pagando, anche se il punto critico evidenziato rimane.
1.1.4 UN ESEMPIO:
UNA CATTIVA PRATICA BANCARIA NEI SETTORI SOLARE E FOTOVOLTAICO
Per illustrare meglio quanto stato detto in via teorica e giuridica, non si pu non citare un acclarato caso di un cattivo comportamento che pi banche, di primaria importanza sia nel mondo
nazionale che in quello internazionale, hanno messo in atto, in quanto non solo non si proceduto ad un controllo sulla provenienza dei soldi depositati, ma ci sono state leggerezze
sulla concessione dei prestiti.

1.1.4/1 L'OPERAZIONE EOLO


L'operazione cosiddetta Eolo, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di
Palermo e dalle forze di polizia di Trapani, ha messo in luce l'esistenza di infiltrazioni criminali
nell'assegnazione dei contributi regionali e delle aree per alcuni parchi eolici in Sicilia, in particolare a Mazara del Vallo. Nel febbraio del 2009 sono state arrestate otto persone: membri di
cosche, politici locali e imprenditori. I clan mafiosi avrebbero controllato gli affari sull'energia
eolica anche mediante l'affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti
(scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di
euro ai quali si aggiungono, per la stessa entit, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato. Fra le persone arrestate vi era un Consigliere Comunale di Mazara del
Vallo, un pregiudicato di Mazara del Vallo (fratello di un boss), un imprenditore di Salemi (ritenuto vicino a un boss latitante), un architetto del Comune di Mazara del Vallo, il responsabile
dello sportello unico attivit produttive dello stesso Comune e tre imprenditori. Di questi uno,
di Trento, stato arrestato dalla polizia per corruzione aggravata dall'avere favorito la mafia.
Costui era socio di una Srl che aveva presentato nel trapanese progetti per la realizzazione di
parchi eolici e per questi impianti, secondo l'accusa, avrebbe versato somme di denaro e regalato automobili a politici e impiegati comunali.
L'uomo al centro di Operazione Eolo, V. N., "l'uomo del vento" secondo il Financial Times, fu
arrestato nel novembre del 2009. Successivamente furono sequestrati beni per 1,5 miliardi di
euro riferibili a N. (60 terreni, 39 societ, conti bancari, carte prepagate e polizze di assicurazione). N. avrebbe agito da intermediario: costituita una Srl con 10mila euro in societ con i suoi
familiari, riusciva ad ottenere le necessarie autorizzazioni comunali, i finanziamenti della Regione
e i prestiti ponte dalle banche. Poi rivendeva le Srl chiavi in mano per milioni di euro a imprese
del settore (o che si improvvisano "del settore") per milioni di euro.
Il 9 gennaio 2006 V. N. cre una Srl con 10.000 euro. I soci erano N. e altri membri della famiglia, ognuno con 2.000 euro. Fu versato solo il 25% del capitale (2.500 euro, il minimo richiesto
per legge). Il 23 marzo 2006 ci fu l'impegno dei soci a vendere quote di capitale sociale a una
societ con sede in Lussemburgo, controllata da una famiglia di Verona e da un Gruppo bancario. Nel febbraio del 2007 la Srl risultava assegnataria di finanziamenti agevolati dalla Regione
Sicilia per installare pale eoliche per 97,245 milioni di euro. Il 2 febbraio 2007, le quote della Srl
vennero cedute progressivamente a un'altra societ con sede in Lussemburgo, appartenente alla
stessa famiglia di Verona. La societ fu venduta per 12,5 milioni di euro in tre rate. Il 16 febbraio
2007 si pervenne al pagamento della prima rata da 4,062 milioni di euro. Il 9 maggio 2007 un
Gruppo bancario spagnolo concesse alla Srl un finanziamento (ponte) di 104,1 milioni di euro.
Il 5 gennaio 2007 i soci di altre Srl (membri della famiglia di N.), si impegnarono a cedere l1%
delle quote detenute nelle citate societ alla societ di Verona (con sede in Lussemburgo), con
contestuale iscrizione di pegno di primo grado sul restante 99% del capitale sociale. I soci delle
aziende in questione ricevettero da quella lussemburghese un acconto pari a 3.000.000,00 di
euro quale somma pattuita, per leventuale acquisto, conseguente allesercizio del diritto di
opzione, dellintero capitale sociale delle imprese in capo al N.. Successivamente, la societ di
Verona cedette il diritto ed il credito ad altra societ lussemburghese, che a sua volta non esercitava tale diritto, per cui i membri della famiglia N. restituirono a questultima azienda la somma
in precedenza ricevuta, pari a 3.000.000,00 di euro, a mezzo di un bonifico bancario. In pratica sarebbero stati fatti girare a vuoto 3 milioni di euro.
In generale, la Direzione Investigativa Antimafia ha rilevato le seguenti operazioni anomale:
- accensione di libretti al portatore offerti in garanzia per l'ottenimento di prestiti;
- impiego di denaro contante per importi consistenti, con disposizioni in parte effettuate anche
da persone fisiche in favore di persone giuridiche ;
- cessione quote della Srl con operazioni finanziarie anche in capo a societ estere ;
- perfezionamento di consistenti movimentazioni finanziarie con societ estere, aventi quali
causali la restituzione di anticipi su contratti preliminari, ovvero il pagamento di penali su contratti non pi perfezionati.
In conclusione, si pu sostenere che il comportamento delle banche coinvolte ha certamente
permesso l'intera costruzione dell'operazione; sicuramente se non ci fossero state le connivenze con i nostri soggetti, tutta l'operazione ne avrebbe risentito.

LE BUONE PRATICHE BANCARIE


NEI SETTORI SOLARE E FOTOVOLTAICO
Facendo tesoro di quanto sopra scritto relativamente alle positivit e alle negativit riscontrate
nella quotidianit del lavoro bancario, pu essere utile illustrare le linee operative, ormai divenute prassi, in Banca popolare Etica ed in altre Istituzioni.
2.1 BANCA POPOLARE ETICA
Banca popolare Etica, nata 14 anni fa con l'intento da una parte di finanziare i cosiddetti non
bancabili (in particolare il settore Non Profit) e dall'altra di rispettare i principi della Finanza
Etica, proprio per venire incontro a tutti coloro che si opponevano ad un uso non etico dell'attivit economica e alla finanziarizzazione dell'economia, una buona pratica da studiare e da
tener da conto relativamente alle politiche sociali attuali e al finanziamento di tutto ci che concerne l'ambiente. Le sue procedure, tuttora uniche e innovative nel panorama bancario attuale,
sono interessanti proprio per il rapporto che essa ha instaurato con i propri soci e col territorio.
In tale relazione si prendono le sue connotazioni pi importanti rispetto al nostro tema.
2.1.1 FUNZIONE ANTIRICLAGGIO - ASSETTO ORGANIZZATIVO INTERNO
Il miglior modo per specificare la modalit operativa di Banca Etica a riguardo dei suoi crediti
(all'interno dei quali vi sono quelli relativamente alle FER) quello di utilizzare i suoi documenti ufficiali che, rivisti in modo etico relativamente alle altre banche, danno la dimostrazione di
come dovrebbe essere il processo di credito. Si inizia con l'Assetto Organizzativo Interno.
2.1.2 SEGNALAZIONI OPERAZIONI SOSPETTE
ex art. 41 decreto 231/2007 (sostituisce art. 3 L. 197/1991)
Tenuto conto della struttura della Banca liter di segnalazione investe tre soggetti: il personale a
diretto contatto con la clientela, il responsabile di filiale, il referente interno dellantiriciclaggio.
2.1.2/1 PERSONALE A DIRETTO CONTATTO CON LA CLIENTELA
importante che il primo impulso alla segnalazione provenga dal personale a diretto contatto
con la clientela. Gli operatori, inoltre, devono avere i mezzi necessari per conoscere loperativit del cliente, specie nei casi di rapporti a distanza (call center, e-banking, ecc.). Si tenga presente che lobbligo di segnalazione sussiste anche per le operazioni prive di importo, rifiutate
o non concluse. Il personale sopracitato, nel caso individui unoperazione sospetta, ha lobbligo di inviare una comunicazione scritta al responsabile della filiale e/o suo sostituto, con la
quale lo informa dellanomalia riscontrata.
2.1.2/2 RESPONSABILE DI FILIALE
Il responsabile della filiale, ricevuta la segnalazione, acquisisce ulteriori informazioni e valuta,
dopo averla esaminata, se loperazione segnalata integri unoperazione sospetta. Si ritiene indispensabile che costui, anche nellipotesi in cui non qualifichi loperazione come sospetta, invii
tutta la documentazione raccolta al referente interno dellantiriciclaggio (responsabile Servizio
Legale Compliance). La sua segnalazione rappresenta il primo "filtro" per la selezione di operazioni risultate anomale. Un aiuto per la loro individuazione rappresentato, per il sistema bancario, dalla procedura GIANOS (Generatore Indici ANomalia Operazioni Sospette) in grado di
evidenziarne alcune nelle operazioni della clientela. Sulla base dei dati presenti nell'AUI
(Archivio Unico Informatico) possibile delineare un quadro dell'operato pregresso del cliente della banca e attribuire a quest'ultimo propri indici di operativit, che GIANOS utilizza per
evidenziare quelli che possono essere ipotizzati come comportamenti atipici (inattesi) del
cliente stesso. La procedura origina un tabulato delle operazioni "anomale" che viene utilizzato
dalla Banca come riferimento per analizzare e valutare l'operativit del cliente. Al puro "dato"
deve quindi essere sempre associato il profilo soggettivo del cliente che esegue un'operazione.
7

2.1.2/3 REFERENTE INTERNO DELLANTIRICICLAGGIO


(RESPONSABILE LEGALE COMPLIANCE)
Il referente antiriciclaggio provvede ai necessari controlli e valuta la segnalazione sulla base di
tutti gli elementi conoscitivi disponibili, onde eventualmente procedere nelliter segnaletico.
Egli, in ogni caso e anche in assenza di una proposta di segnalazione, deve valutare altre operazioni di cui sia a conoscenza e che presentano profili di sospetto.
Se il referente interno dellantiriciclaggio, tenendo conto dellinsieme degli elementi disponibili, ritiene fondate le segnalazioni, le trasmette, previa autorizzazione della direzione generale,
allUIF per via telematica. Lo scambio di informazioni interne deve essere sempre documentato, soprattutto quando viene deciso di non portare avanti la segnalazione.
2.2 FASE DI CONCESSIONE DEL CREDITO
2.2.1 REGOLAMENTO DEL PROCESSO DEL CREDITO
La fase di Concessione e Revisione riguarda lintero iter di affidamento, dalla richiesta di fido (o
dalla revisione di linee di credito gi concesse) alla successiva valutazione della domanda e
conseguente formulazione della proposta di fido, sino alla delibera da parte dellorgano competente ed alla erogazione finale. I finanziamenti concedibili si identificano in tutti quelli consentiti dalla normativa bancaria che siano stati adottati dalla Banca coerentemente con le politiche del credito deliberate dal Consiglio di Amministrazione e con le indicazioni in materia
tempo per tempo espresse dal Comitato Etico. Non sono pertanto ammesse forme tecniche
che comportino lassunzione di rischi non coerenti con quanto previsto dalle politiche del credito e dalle indicazioni etiche adottate dalla Banca, salvo che, in casi del tutto eccezionali, loperazione sia espressamente approvata da parte del Consiglio di Amministrazione stesso. La
fase di concessione del credito, finalizzata alla valutazione della domanda di affidamento del
cliente e alla sua eventuale successiva erogazione, strutturata nelle sotto-fasi di istruttoria, delibera ed erogazione.
Principale obiettivo della fase di istruttoria ladeguata valutazione del merito creditizio del
richiedente, e delleventuale garante, sotto il profilo reddituale, finanziario, patrimoniale e
socio/ambientale, onde determinarne la capacit di reddito, i fabbisogni finanziari attuali e prospettici, levoluzione del mercato di riferimento ed il profilo strategico dei progetti di investimento, nonch il loro valore ed impatto socio/ambientale. Listruttoria inoltre finalizzata alla
definizione della pi opportuna proposta di affidamento, basata su una tipologia di credito
coerente con i sottostanti fabbisogni finanziari espressi in richiesta e su unadeguata remunerazione del rischio assunto. Liter istruttorio pu essere schematizzato in cinque attivit prevalenti (analisi preliminare, acquisizione della documentazione e delle informazioni, valutazione
della controparte, valutazione delle garanzie, formalizzazione della relazione tecnica).
- Analisi preliminare (pre-istruttoria): finalizzata a verificare la congruit della richiesta del
cliente con le politiche creditizie e commerciali della Banca, Tale analisi propedeutica alla formalizzazione della richiesta di affidamento.
- Acquisizione della documentazione e delle informazioni: al fine di acquisire tutti gli elementi utili per la valutazione della richiesta di affidamento devono essere innanzitutto raccolte la
domanda, la documentazione anagrafica, economica e patrimoniale del richiedente e delleventuale/i garante/i. Vengono inoltre acquisite tutte le informazioni interne ed esterne alla Banca
necessarie per esprimere un giudizio sul grado di rischio del richiedente e delleventuale gruppo di clienti connessi.
- Valutazione della controparte: al fine di valutare la capacit di rimborso deve essere effettuata unanalisi dettagliata del profilo di rischio del cliente e delleventuale garante sulla base della
documentazione, delle informazioni interne e degli accertamenti esterni acquisiti in fase istruttoria, mentre per la complessiva valutazione del merito creditizio dovr necessariamente essere valutata anche lesposizione, diretta e/o indiretta, dei richiedenti e dei nominativi eventuali
cointestati e coobbligati nei confronti della Banca e del sistema bancario. Questo anche allo
scopo di identificare ed interpretare correttamente le esigenze finanziarie del richiedente in
correlazione con lanalisi finanziaria e patrimoniale effettuata. Lanalisi del rischio individuale del
richiedente va, infine, eventualmente integrata in riferimento al pi complessivo rischio di gruppo, qualora il cliente appartenga ad un Gruppo di clienti connessi. Questa stessa deve neces8

sariamente anche valutare il rispetto della vigente normativa di Vigilanza sui grandi rischi, con
particolare considerazione delle eventuali connessioni economiche in relazione alle esposizioni di ammontare complessivo superiore al 2% del patrimonio di vigilanza.
- Valutazione delle garanzie: nellambito delle attivit eseguite in fase di istruttoria, ed in continuit con la valutazione della controparte, vengono considerate le eventuali garanzie prestabili
per la copertura del rischio di credito, attribuendo ad esse una valenza esclusivamente sussidiaria.
- Disposizioni specifiche per la Credit Risk Mitigation: le garanzie, oltre a fornire, come detto,
copertura del correlato rischio di credito, assumono particolare rilevanza per il contenimento
degli assorbimenti patrimoniali derivanti dallassunzione del rischio da parte della Banca. La
circolare 263/2006 di Banca dItalia (Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche), infatti, tratta il tema garanzie nel pi ampio contesto delle tecniche di attenuazione del
rischio di credito, altrimenti definito come CRM (Credit Risk Mitigation - Mitigazione del Rischio
di Credito). In tale contesto la normativa individua le specifiche tipologie di garanzia riconosciute come CRM e introduce il concetto di ammissibilit, ovvero definisce i requisiti che queste devono possedere al momento della loro acquisizione e che devono essere mantenuti
durante tutto il ciclo di vita delle stesse, ai fini della loro utilizzazione come attenuazione del
rischio cui esse si riferiscono: sul rischio di credito attenuato vengono, infatti, calcolati i relativi requisiti patrimoniali.
- Valutazione socio/ambientale: parallelamente allanalisi economica-finanziaria viene attivato il
processo di raccolta delle informazioni di natura sociale e ambientale riferibili alla controparte
che si sta cos valutando. La raccolta di queste informazioni obbligatoria ad esclusione di quei
casi e di quelle controparti esplicitamente indicate nelle collegate disposizioni attuative del
regolamento del credito, in cui lanalisi non possa essere configurabile in modo appropriato
integra e completa listruttoria con quegli elementi di conoscenza sul valore sociale delle attivit connesse alla richiesta di affidamento, sulla coerenza con i valori di riferimento e la mission
della Banca e sulla credibilit etica del richiedente. Tale attivit di valutazione socio-ambientale viene svolta tramite la rete dei Valutatori Sociali, ove presenti. questa la vera novit del processo di credito di Banca Etica: in pratica una doppia istruttoria (merito di credito e valutazione socio/ambientale) unica nel suo genere, in grado di effettuare un'analisi che rientra nell'ambito dell'Economia Civile. Il questionario su cui si articola la valutazione socio/ambientale
conoscitivo dell'attivit del richiedente anche e soprattutto dal punto di vista
sociale/morale/etico/territoriale. La valutazione socio/ambientale altres supportata dai pareri
dei soci dello stesso territorio, organizzati nella Circoscrizione locale dei soci (con il G.I.T.Gruppo Iniziativa Territoriale).
- Relazione tecnica: i dati emersi dalle indagini effettuate nella fase istruttoria vengono valutati e
posti in relazione tra di loro, tenendo conto di ogni aspetto, al fine di redigere una relazione
tecnica di sintesi contenente la proposta di fido e i pareri di concedibilit. A conclusione dellistruttoria la proposta di affidamento, corredata delle relazioni tecniche adeguatamente motivate e formalizzate dei pareri e della documentazione di supporto, viene trasmessa allorgano
deliberante per il prosieguo della procedura. In particolare le istruttorie, complete delle relative proposte e pareri, andranno indirizzate allorgano competente sulla base dei poteri delegati in materia creditizia.
- Attivit all'Ufficio Innovazione, Crediti Speciali, Area Culturale: per venire incontro a richieste
su temi particolarmente nuovi, delicati e scottanti in particolare, storicamente, a settori quali
tutto il mondo delle FER, del biologico, e cos via Banca Etica si dotata di uffici, come quelli menzionati, che affrontano i temi sopracitati con approfondimenti scientifici, etici, sociali ed
economici. I loro provvedimenti sono successivamente alla base delle decisioni che vengono
assunte in caso di erogazione del credito.
In conclusione e in modo plastico possiamo riassumere tutto l'iter del credito con la figura riportata:

ASB: Analisi Sociale del Bilancio;


QSA: Questionario Socio-Ambientale;
VSA: Valutazione Socio-Ambientale

2.3 ANALISI PROGETTI ENERGIA BANCA POPOLARE ETICA

24

2.3/1 RELATIVAMENTE ALLA TRASPARENZA NEL PROCESSO DI FINANZIAMENTO: L'ISTRUTTORIA SOCIO-AMBIENTALE VIENE ESEGUITA DA VALUTATORI SOCIALI ISCRITTI ALL'ALBO
PREVISTO DA BANCA ETICA. L'ATTIVAZIONE DEI VALUTATORI SOCIALI SPETTA GENERALMENTE ALLA STRUTTURA CHE PREPARA L'ISTRUTTORIA DI FINANZIAMENTO, OVVERO LA
FILIALE.
I finanziamenti nel settore delle energie riguardano spesso progetti di medio-grande taglia e che
spesso vengono presentati da realt esterne al mondo no profit, ovvero aziende profit.
Il Valutatore Sociale incontra queste realt ed analizza la loro rispondenza ai requisiti
etico/sociali previsti da Banca Etica. Una caratteristica a volte presente per queste tipologie di
progetti la complessit della struttura organizzativa e di governance di queste realt: non si ha
di solito a che fare con associazioni o piccole cooperative, ma aziende, a volte di nuova costituzione, che si inseriscono in Gruppi di dimensione anche notevole, con la conseguente possibile difficolt di analisi da parte del Valutatore Sociale.
Se da un lato informazioni sulla eticit del richiedente il finanziamento vengono segnalate dal
Valutatore Sociale o dal GIT di competenza, dall'altro vengono recuperate informazioni/ segnalazioni via Internet da parte dell'Ufficio Crediti Speciali, soprattutto per quanto riguarda aspetti
di natura giudiziaria (es: procedimenti in atto nei confronti di amministratori della societ, arti10

coli di stampa su eventuali scandali legati alla societ, ecc...).


2.3/2 RELATIVAMENTE ALL'ISTRUTTORIA DI FINANZIAMENTO:
L'istruttoria di finanziamento viene prevista nella seguenti fasi (in modo semplificato):
1. richiesta di finanziamento del cliente;
2. istruttoria di finanziamento da parte della Filiale;
3. raccolta del Questionario Socio Ambientale QSA (a cura del Valutatore);
4. analisi da parte dell'Ufficio Fidi (eventuale supporto di Ufficio Crediti Speciali, specialmente
per operazioni di particolare complessit, come la finanza di progetto);
5. eventuale delibera dell'Organo deliberante;
6. perfezionamento contratti ed erogazione a cura dell'Ufficio Crediti Speciali .
L'impatto ambientale dei progetti viene valutato congiuntamente dalla Filiale (con il supporto
eventuale dell'Area) e dall'Ufficio Crediti Speciali. Non esiste ancora in Banca Etica (ci si augura che ci venga colmato al pi presto) una policy operativa specifica per valutare l'impatto
ambientale dei progetti: ci si rif all'orientamento ideale della Banca che privilegia le operazioni di dimensione contenuta, volte all'autoconsumo, con ricadute sociali ed ambientali positive
per le realt locali. Ci significa che molto importante la presentazione dell'Area Territoriale,
Filiale e realt locale (GIT) che possono sponsorizzare in modo particolare progetti che possono sembrare non rispondenti alla mission di Banca Etica.
Questo margine di libert all'interno di una vision ambientale precisa ha permesso di portare in
finanziamento progetti:
- di impianti fotovoltaici su discariche;
- di impianti votati esclusivamente alla cessione di energia in rete;
- di impianti presentati da societ facenti parte di Gruppi Industriali di grande dimensione.
I progetti che sono stati respinti, sia quando presentati come solo richiesta di interesse o anche
come vera e propria istruttoria di finanziamento, hanno avuto queste caratteristiche che possono essere considerate rilevanti:
- Gruppi Industriali attivi in settori quali nucleare, carbone, ecc...;
- pool di banche con presenza di banche estere attive nel finanziamento a soggetti attivi nei settori quali nucleare, carbone, ecc...;
- poca chiarezza degli aspetti autorizzativi;
- poca trasparenza sulla compagine sociale (es: presenza di societ fiduciaria);
- operazioni di possibile natura speculativa;
- installazione di impianti fotovoltaici su aree agricole in mancanza di valutazione positiva da
parte dell'Area Territoriale;
- impianti a biomassa con importazione di biocombustibile da paesi del Sud del Mondo in
assenza di valutazione da parte di ente terzo della sostenibilit della filiera.
Essendo numerose le richieste di finanziamento di impianti fotovoltaici a terra, l'Ufficio Progetti,
Sviluppo e Relazioni Internazionali nel 2010 ha predisposto una prassi interna di selezione
degli stessi. Questo documento stato poi approvato da alcune Aree Territoriali della Banca
(non dalla Direzione o dal CDA). Questa prassi prevede l'utilizzo di un valore univoco di identificazione dell'utilizzabilit del terreno (la Classe di Destinazione in Catasto) per valutare la qualit del terreno. Questo sistema prevede altres il ruolo centrale dell'Area Territoriale per derogare o meno all'esito di questa verifica.
2.3/3 RELATIVAMENTE ALLE AUTORIZZAZIONI
L'analisi della documentazione autorizzativa alquanto complessa in quanto la normativa
estremamente parcellizzata, e particolare, a livello soprattutto regionale e locale. Non esiste un
elenco di autorizzazioni che sia esaustivo, pertanto ogni singolo investitore in pratica autocertifica il rispetto di permessi, autorizzazioni e nulla osta.
Per quanto riguarda impianti fotovoltaici ed eolici da 1 MW, ovvero quelli per i quali la normativa diventa pi complessa rispetto ai piccoli, Banca Etica a conoscenza delle principali richieste degli enti preposti alle autorizzazioni: pertanto procede, anche con l'ausilio di uno studio
esterno, ad una loro valutazione. L'analisi minima riguarda in ogni caso il titolo abilitativo alla
11

costruzione
dell'impianto (comunicazione a livello locale, procedura autorizzativa semplifica25
ta o autorizzazione unica) ed alla connessione in rete dello stesso (STMG, STMD di Enel
Distribuzione).
Maggiore la complessit del progetto, pi approfondite sono le verifiche della Banca (es: per
gli impianti eolici si richiede, tra gli altri, il nulla osta dell'ENAC).
2.3/4 RELATIVAMENTE AI CONTRIBUTI INCENTIVANTI: gli incentivi nazionali sono alla base
della sostenibilit dei Business Plan e quindi vengono sempre valutati attentamente in sede di
istruttoria. Allo stesso modo, Banca Etica richiede copia dei documenti attestanti l'erogazione
degli incentivi, una volta che questi documenti siano disponibili.
Per la maggior parte dei casi il fabbisogno finanziario antecedente alla definizione dell'incentivo; pertanto, l'istruttoria di finanziamento si basa sulla supposizione dell'ottenimento degli
incentivi. Di conseguenza il momento dell'erogazione del finanziamento che viene vincolato
all'ottenimento degli stessi incentivi.
2.3/5 Relativamente all'impatto sociale: circa l'impatto sociale dei finanziamenti, si pu affermare che la Banca, sebbene non abbia ancora messo appunto un sistema di valutazione empirico,
in ogni caso attenta alle ripercussioni in atto che vengono gestite e rese pubbliche dalle
Circoscrizioni locali. Di fatto il concetto di Bene Comune che viene messo in atto tramite le
operazioni in rete che contribuiscono al benessere sociale e a contrastare comportamenti
ritenuti illegali e/o mafiosi in grado di non generare la pax sociale ed ambientale. Si segnalano,
come degne di nota, tre pratiche.
1) La Fondazione di Comunit di Messina (Area Sud): essa ha favorito il reinserimento lavorativo
di soggetti svantaggiati nell'installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici; il finanziamento effettuato a tale Fondazione realizza quotidianamente unesperienza di notevole successo che coniuga la valorizzazione e protezione di un ambiente naturale unico, come quello
dello stretto di Messina, con linserimento sociale e lavorativo degli ex internati dellospedale
psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto. Obiettivo principale della Fondazione di Comunit
di Messina quello di sostenere una serie di progetti e di iniziative come la promozione di una
cultura partecipativa che coinvolge la cittadinanza nel proprio processo di crescita secondo
unottica di responsabilit e di sostenibilit; linnovazione del welfare locale il cui orientamento guarda allo sviluppo delle capacit delle comunit locali e accompagna la formazione delle
comunit stesse; la promozione di un consumo responsabile; lo sviluppo di uneconomia
sociale e solidale; la qualit dellofferta culturale come lattrazione dei talenti creativi e lo sviluppo del talento locale. Per quanto concerne la gestione del Fondo Patrimoniale, Il 50%
immobilizzato in modo tradizionale (attraverso prodotti bancari sicuri ed etici) ed finalizzato
ad attivare servizi di microcredito ed unagenzia di sviluppo di economia sociale e solidale.
Laltra parte del fondo ha un utilizzo altamente simbolico nellambito delle produzioni di energie rinnovabili allinterno del Progetto Luce Libert finanziato dalla Cassa delle ammende del
Ministero di Grazia e Giustizia e concepito nel solco delle logiche innovative e socialmente
responsabili della neo-costituita Fondazione di Comunit di Messina. Si sono cos creati un centro dimostrativo sulle energie rinnovabili sperimentali ed un parco fotovoltaico diffuso che ha
come beneficiari cittadini, famiglie, condomini, organizzazioni no profit, enti ecclesiastici e PMI.
Nello specifico si sono realizzati, su due fondi confiscati alle mafie (uno a Pentadattilo in provincia di Reggio Calabria, laltro ad Assoro in provincia di Enna) ombrari agricoli per le coltivazioni biologiche su terreni abbandonati con il sostegno di Banca Popolare Etica e del Gruppo
Beghelli, azienda produttrice di pannelli fotovoltaici e leader europea nel settore dellinnovazione tecnologica. Altri impianti sono sorti invece su edifici di pubblica utilit della dimensione media di 20 kwatt (ospedali, parrocchie, istituzioni di ricerca, comuni, ecc.): il conto energia interamente devoluto alla Fondazione di Comunit, mentre la produzione energetica
andata alle istituzioni partner che hanno ridestinato i risparmi conseguenti alle loro iniziative istituzionali. Lultima quota degli impianti previsti sar istallata su edifici privati della dimensione
media di 3-6 kwatt in collaborazione con lA.P.E.M (Agenzia Provinciale per lEnergia di
Messina). Le circa 200 famiglie che aderiranno custodiranno gratuitamente limpianto. Anche in
questo caso il conto energia sar interamente devoluto alla Fondazione di Comunit, mentre la
produzione energetica andr ad uso delle famiglie che aderendo alliniziativa costituiranno di
fatto un grande gruppo dacquisto solidale. Lobiettivo dichiarato del progetto di rendere
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economicamente indipendenti 56 internati dei 280 presenti ad oggi nellOspedale Psichiatrico


Giudiziario di Barcellona P. G. e garantire la loro cura sul lungo periodo; lattivazione di questo
processo d loro la possibilit di liberarsi dalla condizione di malati psichiatrici.
2) Retenergie (Area Nord Ovest Filiale TO): cooperativa di soci-utilizzatori di energia. La
cooperativa ha stretto un accordo con un distributore di energia in modo tale da vendere l'energia della cooperativa al distributore e successivamente vendere la stessa dal distributore ai
soci della cooperativa. In questo modo si permette di avere energia pulita anche a coloro che
non possono permettersi un impianto fotovoltaico, ad esempio coloro abitano in condominio:
sufficiente diventare socio della cooperativa.
3) In negativo, si segnala che, in merito alle iniziative nel settore eolico, non si sono finanziate
alcune imprese per gli impianti in provincia di Trapani perch il loro vero interesse non era quello della salvaguardia dell'ambiente, ma piuttosto la massimizzazione del profitto lucrando sui
contributi che l'UE prevede per le regioni appartenenti all'obiettivo.
Si tenga conto delle novit apportate dal Registro impianti e, pi, in generale, dal Quinto Conto
Energia
2.3/6 NOTE CONCLUSIVE
Si fa presente, infine, che Banca Etica ha deciso di mettere in atto un decentramento funzionale per cui la percentuale di pratiche declinate in sede di delibera da parte della sede centrale
molto contenuta; ci in quanto gi dalle filiali viene effettuata unimportante scrematura delle
richieste di fido non dando nemmeno corso allistruttoria di quelle che la rete ritiene non abbiano requisiti di bancabilit dal punto di vista finanziario ma anche e soprattutto da quello
socio/ambientale.
Si fa presente che:
- la posizione della Banca nei confronti del finanziamento sulle FER cambiata e si logicamente e notevolmente evoluta negli anni anche a seguito della legislazione e della maggior diffusione delle energie alternative.
- I comparti oggetto di finanziamento sono in primis il fotovoltaico e leolico, ma si sono finanziati anche interventi di efficientamento energetico in generale. Recentemente ci si avvicinati,
non senza difficolt, al settore dellenergia prodotta da biomassa con un finanziamento in pool
capofilato da Cassa Centrale.
- Inizialmente, infatti, i finanziamenti di Banca Etica avevano dimensioni contenute ed erano
rivolti soprattutto allautoconsumo. Successivamente sono state presentate sempre pi frequentemente operazioni relative a impianti di dimensioni importanti la cui produzione di energia era in parte o esclusivamente rivolta alla vendita. In questa tipologia di interventi si collocano buona parte delle operazioni di Finanza di Progetto dove, a fianco del soggetto finanziato,
pu esserci ma non sempre cos la Pubblica Amministrazione che cede al cliente il sito
per linstallazione dellimpianto. In questi casi i siti possono essere scuole, palestre o anche terreni sui quali per si innalzata la soglia di attenzione circoscrivendo gli interventi ai casi in cui
il terreno avesse caratteristiche tali da non poter essere considerato sottratto alla produzione
agricola.
- Banca Etica ha finanziato, anche direttamente, i Comuni che hanno solarizzato parte dei propri immobili. Spesso gli interventi su tetti di edifici si affiancano allo smaltimento di strutture con
amianto.
- Anche il fotovoltaico installato dagli agricoltori per la pura vendita dellenergia tesa ad implementare i propri ricavi tipici stata oggetto di finanziamento, ma anche in questi casi si sono
accolte le richieste per installazione di pannelli su edifici, serre o su terreni non coltivabili e/o
di estensione contenuta rispetto allarea coltivata.
- Si pu affermare che Banca Etica privilegia linvestimento di dimensioni contenute per autoconsumo, ma finanzia anche limpianto la cui energia prodotta venga destinata alla vendita valutando nel contempo il sito su cui vengono installati i pannelli: in questo caso si privilegiano le
installazioni su edifici e, se limpianto su terreno, non deve essere tale da sottrarlo alla produzione agricola.
- Gli interventi in campo eolico sono legati a grandi operazioni di finanza di progetto con partner ben conosciuti dalla Banca e operanti nel settore con competenze spiccate. Anche in questo ambito viene valutato, tra gli altri aspetti, limpatto ambientale dellinstallazione; pertanto
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nellanalisi della pratica, svolta in buona parte in passato dallufficio progetti ed ora dallUfficio
Crediti Speciali, lanalisi svolta anche in questo ambito.
- Per quanto attiene la biomassa si ancora agli inizi. Si finanziato, come gi visto, un piccolo impianto ad un cliente (consorzio di agricoltori) per autoconsumo e che prevedeva la cessione del calore prodotto al Comune per il riscaldamento delle scuole. Pi recentemente
emersa la necessit di verificare nuovamente i parametri minimi accettabili dalla Banca per considerare finanziabile un investimento in biomassa.
2.4 BREVI NOZIONI SUI DEPOSITANTI
Banca Etica consente ai propri clienti di accendere soltanto rapporti nominativi e non al portatore e garantisce la tracciabilit e la trasparenza dell'utilizzo (finanziamenti) del denaro depositato. Nominativit e trasparenza fanno s che buona parte dei potenziali "riciclatori" non abbiano interesse ad utilizzare il suo canale. Volendo considerare anche l'eventualit (purtroppo non
del tutto remota) che il riciclatore pensi di usare Banca Etica quale tramite per i suoi traffici,
superato lo scoglio dell'assenza di rapporti "al portatore" (libretti e certificati di deposito), gli
indicatori di allerta che lo sportello pone in atto sono, in ogni caso, quelli suggeriti dall'UIF. Buon
presupposto per valutare lo scopo e la congruit della movimentazione del rapporto acceso
con la banca dato dal questionario di adeguata verifica. Con questo strumento il potenziale
cliente comunica alla Banca qual' lo scopo per il quale accende, ad esempio, il conto corrente, chi ne il titolare effettivo e se questi rientra tra quelle figure che godono di particolari
"coperture" quali ad esempio il far parte di un corpo diplomatico.
In materia di adeguata verifica si considerino i nuovi obblighi ex d.lgs. n. 169/2012
La clientela della banca, rappresentata in buon numero anche da associazioni, "pu" prestarsi
(e questo fondamentale tenerlo ben presente) ad essere da tramite per atti delittuosi posti in
essere da qualche loro membro. Ci pu verificarsi nel caso di associazioni che operano con
Paesi che hanno adottato una legislazione in materia antiriciclaggio non equivalente a quella
adottata dalle nazioni della Ue e aderenti al Gafi (Gruppo d'azione finanziaria internazionale
contro il riciclaggio di capitali). Di conseguenza Banca etica adotta iter operativi, controlli informatizzati, ecc., utili ad intercettare quegli episodi e quelle persone/realt che possono destare
una sia pur minima fonte di sospetto per tipologia, frequenza, dimensione, destinazione delle
operazioni finanziarie realizzate con quei Paesi.
2.5 ALTRE BUONE PRASSI
2.5.1 LEGAMBIENTE CREDITO COOPERATIVO
Accordo tra Legambiente e il Credito Cooperativo per lerogazione di finanziamenti per linstallazione di impianti da FER e per interventi di efficienza energetica. La procedura per la richiesta
di finanziamento prevede il contatto con una BCC che abbia aderito allaccordo con
Legambiente, presentando a tale filiale la documentazione tecnica ed il preventivo di spesa
relativo allintervento da finanziare. Tale documentazione verr inviata dalla
Banca a Legambiente
26
che esprimer un parere sulla fattibilit tecnica e sul merito del progetto . Questo caso rappresenta un buon esempio di quella sinergia tra mondo delle imprese ed organizzazioni della
societ civile che risulta necessaria allo scopo di garantire la sostenibilit dello sviluppo delle
fonti rinnovabili.
2.5.2 INTESA S. PAOLO CAMERA DI COMMERCIO MONZA E BRIANZA
Accordo siglato tra Mediocredito Italiano (appartenente al Gruppo Intesa San Paolo) e la
Camera di Commercio di Monza e di Brianza volto a favorire il finanziamento delle imprese
impegnate nelle rinnovabili ed iscritte alla Fondazione Distretto Green and High Tech Monza
Brianza e attraverso il quale listituto di credito si detto disponibile a valutare i progetti di investimento, fornire servizi e strumenti finanziari oltre a prevedere specifiche linee di finanziamento, avendo
realizzato dei Desk Energy atti a favorire laccesso al credito nel settore delle rinno27
vabili .

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PROPOSTE

Sicuramente, come Banca Etica e molte BCC insegnano, la rete sociale e societaria di riferimento, con tutto l'appoggio che la Societ civile pu offrire, la sola e unica risposta ai comportamenti illegali. La conoscenza del territorio e delle persone che in esso vivono, con tutti i
loro pro e contro, con la trasmissione delle notizie relative ad operazioni finanziarie, e cos via,
la medicina ideale per non avere effetti indesiderati.
Purtroppo, la spinta ad istituti bancari sempre pi grandi (che hanno perso la dimensione locale) e con interessi ben distanti dai territori nei quali si praticano la raccolta e gli impieghi (senza
contare la costante necessit di avere profitti sempre maggiori), hanno spersonalizzato le banche e l'unica loro strategia quella di ricorrere quasi esclusivamente sia alle leggi che alla deontologia professionale dei loro dipendenti per arginare il crimine: ma tale scelta non priva di
rischi, come la storia e la cronaca ci insegnano. L'unica forte ed affidabile strada , appunto,
quella delle reti sociali e della conoscenza del territorio e fare in modo che ci sia un riscontro
concreto e bilaterale tra quanto si raccoglie come risparmio e quello che si eroga come impieghi.
In ogni caso si propongono qui delle proposte e delle ipotesi di studio.
; Sviluppo della formazione interna sistemica continuativa ed inserita nel contesto di programmi organici; sviluppo della capacit di valutazione delle operazioni sospette, con particolare riferimento agli aspetti rilevanti in possibili transazioni illecite nel mercato delle FER. Gli istituti interessati alle transazioni nel mercato delle rinnovabili devono soprattutto affrontare il problema della piena applicazione del principio del know your customer, considerando come i
progetti possano essere ceduti da alcuni soggetti ad altri dopo essere stati approvati. Occorre,
pertanto, che listituto sia sempre adeguatamente formato sullidentit reale del soggetto titolare della realizzazione e della gestione dellimpianto, conoscendo, verificandone non solo la28
consistenza finanziaria e patrimoniale ma anche laffidabilit in termini di legalit e sostenibilit
.
; Sviluppo di regole disciplinari interne rivolte ai dipendenti degli istituti di credito in materia
di trasparenza operativa, condotta e prevenzione di conflitti di interesse. Definizione di
Protocolli Interni che prevedano, tra laltro, adeguate tutele in favore dei dipendenti che denuncino in buona fede presunte pratiche interne scorrette o indebite.
; Impegno nel miglioramento dei tempi e del livello qualitativo delle segnalazioni.
; Assunzione di standard di Responsabilit Sociale e sviluppo di una politica bancaria orientata alle rinnovabili (Green Banking).
; Sviluppo del rapporto di fiducia tra istituti di credito ed istituzioni tramite la definizione di
fori di confronto tra le parti, momenti di formazione congiunta e sviluppo di buone prassi di
collaborazione.
; Sviluppo di partnership con associazioni impegnate nella tutela del territorio e della legalit
per la definizione di linee guida operative per la valutazione di progetti di sviluppo di impianti da fonti rinnovabili.
; Sviluppo delle partnership territoriali di promozione delle rinnovabili: previsione di adeguati accordi tra istituti di credito, enti locali, rappresentanze della societ civile e dellimprenditoria locale ed autorit preposte rispetto al controllo di legalit sui soggetti proponenti i progetti; sviluppo di criteri di finanziamento di progetti da FER sostenibili, orientati allo sviluppo
del territorio (formazione professionale, recupero delle aree degradate, sviluppo di filiere agro
energetiche) e della legalit (precedenza ai progetti che promuovono, attraverso le rinnovabili,
il riutilizzo sociale dei beni confiscati). Grazie a queste partnership sarebbe altres possibile
definire un adeguato sistema di controllo dello sviluppo legale delle fonti rinnovabili
sul terri29
torio, definendo una divisione dei compiti tra le istituzioni e gli organismi coinvolti .
; Sviluppo e scambio di buone prassi tra rappresentanze del mondo bancario a livello europeo e sovranazionale. Gli istituti di credito, il mondo delle professioni e le loro rappresentanze
dovrebbero sviluppare rapporti a livello europeo, promuovendo programmi di formazione,
momenti di confronto congiunto, scambio di buone prassi e adeguate azioni di lobby nei con-

15

fronti del legislatore europeo e nazionale affinch aggiorni e chiarifichi la normativa. Si esprime
qui peraltro la necessit degli istituti di credito di evitare la concorrenza sleale di istituti di altri
Stati dove vigono legislazioni pi lassiste in materia di antiriciclaggio. Tocca quindi agli istituti di
credito comprendere (e far comprendere) come la definizione di un adeguato modello di contrasto del riciclaggio al proprio interno configuri anche
un importante vantaggio in termini di
30
reputazione sul mercato per ogni istituto di credito; le stesse imprese che operano nel comparto delle rinnovabili possono, infatti, presentare diverse ragioni per evitare di intrattenere rapporti con istituti di credito che siano stati oggetto di segnalazioni all'UIF per gravi inadempienze e/o che non svolgano adeguata formazione nei confronti del personale.
; Azione di lobbying a livello nazionale per il rafforzamento della normativa nazionale antiriciclaggio attraverso la risoluzione delle sue criticit ed il pieno recepimento degli strumenti sopranazionali.
; Azione di lobbying a livello UE per il rafforzamento e luniformazione del framework giuridico comunitario, per lo sviluppo della cooperazione giudiziaria e di polizia e per lo sviluppo di
accordi per la legalit delle transazioni con gli Stati terzi. Infatti, il mercato europeo delle rinnovabili pu essere soggetto ad infiltrazione dalle mafie proprio a causa della mancanza di uniformit tra gli ordinamenti degli Stati membri. Essi, infatti, non hanno recepito allo stesso modo
le misure internazionali e comunitarie rilevanti, rendendo pi difficile anche la cooperazione
giudiziaria e di polizia, come riscontrato nella Relazione Eurojust 2010.

CONCLUSIONI
Tutto ci che si scritto non vuol essere di certo esaustivo, ma solo di incitamento a pensare
per una sana operosit in tal senso. Si dell'idea, infatti, che bisogna ritornare ad un pensiero
dove tutti, proprio come le logiche dell'Economia Civile insegnano, possano essere protagonisti nell'attivit economica: non solo, quindi i pochi shareholder, ma anche i tanti stakeholder. Per
far ci, in ogni caso, bisogna iniziare a diffondere lo spirito etico della finanza che non quella di rapina (che crea solo arricchimento) e su cui si appoggiano le mafie e la criminalit, ma di
sano e giusto sviluppo economico (che crea ricchezza) su cui si appoggiano tutti i cittadini.
lo sviluppo territoriale che bisogna perseguire come parte di uno sviluppo armonico generale,
non altro. I risultati positivi che si potranno conseguire avranno per, sicuramente, anche dei
partner bancari: anche le banche, quindi, dovranno comportarsi in modo etico e consapevole
e ben capendo che i veri profitti sono quelli di stare a lungo sul mercato e non essere assertivi
solo nel breve/brevissimo termine.

16

NOTE
1. Successivamente si arrivati al rafforzamento delle misure di controllo mediante la firma di
un Protocollo di Legalit tra Ministero dellInterno; Regione; Prefetture della Regione;
Confindustria di Palermo, riguardanti le attivit economiche legate a vari settori (acque, rifiuti,
energia) oltre a quello delle rinnovabili, allo scopo di controllare liter delle concessioni e delle
autorizzazioni per la realizzazione di interventi infrastrutturali aventi carattere di pubblica utilit
e per lesercizio delle attivit imprenditoriali di pubblico interesse oltre i 154.937,00 euro di
importo. Si veda Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Legalit: Marino sigla
Protocollo con il Ministero degli Interni e Confindustria, 23 maggio 2011.
http://www.regioni.it/it/show-legalita_marino_sigla_protocollo_con_viminale_e_confindustria/news.php?id=150752
2. Laura Ferola, Il contrasto dei proventi illeciti nel diritto internazionale, Giuffr 2005 pag. 2
3. LUnit di Informazione Finanziaria la struttura nazionale incaricata di prevenire e contrastare il riciclaggio dei proventi illeciti ed il finanziamento del terrorismo. Maggiori informazioni sul
sito della Banca dItalia http://www.bancaditalia.it/UIF
4.Si veda il Testo allindirizzo: http://www.bancaditalia.it/vigilanza/normativa/norm_bi/disposizioni-vig/Provv_Organizz.pdf
5. Cristina Cellucci: Nuove disposizioni antiriciclaggio Intervista a Ferdinando Santagata (AIRA)
sul portale Compliancenet. 14 marzo 2011 In: http://www.compliancenet.it/content/nuove-disposizioni-antiriciclaggio-intervista-ferdinando-santagata-aira
6. In base alla riforma della legislazione antiriciclaggio (d.lgs. N 231/2007, in recepimento della
Direttiva 2005/60/CE).
7. Eurojust un organismo di cooperazione giudiziaria creata per aiutare a fornire sicurezza in
uno spazio di libert, sicurezza e giustizia. Eurojust stata istituita dal Consiglio dell'Unione
europea nel febbraio 2002 (decisione del cosiglio 2002/187/GAI) per migliorare la lotta contro
la criminalit grave, facilitando l'ottimale coordinamento delle attivit di indagine e giudiziarie
che coprono il territorio di pi di un Stato membro con pieno rispetto dei diritti e delle libert
fondamentali.
8. La Relazione Eurojust 2010 disponibile allindirizzo internet:
http://eurojust.europa.eu/doclibrary/corporate/eurojust%20Annual%20Reports/Annual%20Rep
ort%202010/Annual-Report-2010-IT.pdf .
9. I finanziamenti bancari in molti casi arrivano a coprire anche la totalit dellinvestimento
necessario, erogato peraltro in tempi generalmente brevi. Tra gli istituti di credito coinvolti in
programmi ad hoc per la promozione delle rinnovabili ricordiamo Intesa San Paolo, BNL,
Unicredit e Cariparma.
10. Si veda la Risoluzione del Parlamento Europeo del 25 ottobre 2011 sulla criminalit organizzata nellUnione Europea disponibile allindirizzo internet
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-20110459+0+DOC+XML+V0//IT .
11. Alla data del 23 settembre 2012 lo stesso strumento non stato ratificato da Austria,
Bulgaria, Danimarca, Estonia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Lituania, Lussemburgo, Svezia e Gran Bretagna. La lista degli Stati membri disponibile
allindirizzo
http://www.conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=198&CM=8&DF=11/06/20
12&CL=ITA
12. La segnalazione frutto pi della volont di cautelarsi che di collaborare. Si veda Giovanni
Castaldi, Lattivit della UIF. Risultati e Prospettive, Convegno su Normativa Antiriciclaggio, Sassari
18 febbraio 2011 pag. 14
13. Giovanni Castaldi, Lattivit della UIF. Risultati e Prospettive, pag. 14
14. Giovanni Castaldi, Lazione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, Testimonianza del
Direttore dellUnit di Informazione Finanziaria, Commissione Parlamentare dInchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere. Pag. 16 ss.
15. Giovanni Castaldi, Lazione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, op. cit. pag. 23 ss.
16. Sul punto si richiama il recente pronunciamento della Corte di Cassazione Cass. Civ. Sez. II
n. 15304 del 12 Luglio 2011. Si veda la nota di Laura Biarella, Omessa segnalazione operazioni
finanziarie, direttore di filiale, in Altalex http://www.altalex.com/index.php?idnot=53299
17

17. Giovanni Castaldi, Lazione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, op. cit. pag. 16
18. Recentemente lassociazione che riunisce gli istituti di credito esteri in Italia (AIBE) ha sottolineato lonerosit e le difficolt tecniche derivanti dal rispetto delle regole di reporting
dellArchivio Unico Informatico, considerando che il nostro Paese sia lunico ad utilizzare tale
strumento. Si veda lintervento pubblicato da Milano Finanza, Aibe critica le norme antiriciclaggio, 7 marzo 2012 pag. 5 e ripreso dal portale ComplianceNet, articolo disponibile allindirizzo internet http://www.compliancenet.it/
19. Il tema viene rilevato anche dalla Relazione della Commissione Europea sul funzionamento
della direttiva antiriciclaggio, nel quale si propongono modifiche alla Direttiva 2005/60/CE: il
rafforzamento delle misure che prevedono limpegno dellUIF nel fornire un riscontro generale
tempestivo alle entit segnalanti; la definizione di un ruolo specifico per gli organismi di autoregolamentazione nel processo di segnalazione (definendo orientamenti); lintroduzione dellobbligo specifico di trasmettere segnalazioni allUIF ospitante; chiarire come nei casi gli Stati
membri concludano che le segnalazioni sono filtrate si dovrebbe riflettere sulla possibilit che
le segnalazioni siano fatte direttamente allUIF; rafforzare gli obblighi in materia di rilevazioni
statistiche del fenomeno del riciclaggio per disporre di dati completi e confrontabili.
Francesco Machina Grifeo, Direttiva Antiriciclaggio, UE: poche segnalazioni dagli avvocati, in
Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, 7 maggio 2012
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/comunitario/primiPiani/2012/05/direttivaantiriciclaggio-ue-poche-segnalazioni-dagli-avvocati-.html Limpegno dei professionisti in
materia viene peraltro sollecitato dalla recente circolare n. 83607/2012 della Guardia di
Finanza, incentrata su attivit di ispezione e controllo per la verifica del rispetto degli adempimenti in materia di antiriciclaggio da parte dei professionisti. Antonio Iorio, studi in difesa sul
riciclaggio, Il Sole 24 Ore 16 aprile 2012 pag. 1
20. Giovanni Castaldi, Lazione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, op. cit. pag. 17 ss.
21. Giovanni Castaldi, Lazione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, op. cit. pag. 21 ss
22. in sede processuale infatti necessario dimostrare non solo la consapevolezza dellorigine
illecita del denaro sostituito o trasferito, ma anche lestraneit dellagente rispetto al reato presupposto. Di conseguenza, considerando come la pena per riciclaggio sia di norma pi elevata di quella per il reato presupposto, il soggetto inquisito indotto ad accusarsi del concorso
in questultimo reato. Giovanni Castaldi, Lazione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, op.
cit. pag. 18
23. Giovanni Castaldi, LUnit di Informazione Finanziaria (UIF) nel sistema italiano antiriciclaggio:
lattivit svolta, i problemi aperti
http://www.bancaditalia.it/UIF/interventi/InterventiUIF/castaldi_napoli.pdf pag. 6
24. Per maggiori informazioni sul Progetto Energia di Banca Etica www.bancaetica.it
25. Ex DIA, vedi Dlgs 28/2011
26. Si vedano le specifiche sul portale di Legambiente per le energie rinnovabili
http://www.fonti-rinnovabili.it/index.php?c=bcc
27. Finanziamenti per le energie rinnovabili di Intesa S. Paolo http://www.bassitassi.com/finanziamenti-energie-rinnovabili-intesa-sanpaolo/20339/
28. Lassoluzione di tale obbligo risulta peraltro ancora pi necessaria in forza delle Disposizioni
antiriciclaggio approvate dalla Banca dItalia lo scorso marzo, soprattutto con riferimento al
principio di anticipazione della soglia di tutela
29. Il Codice Antimafia (d.lgs. n. 159/2011) ha infatti previsto listituzione di una Banca Dati
Nazionale Unica della Documentazione Antimafia istituita presso il Ministero dellInterno e
consultabile dalle stazioni appaltanti; dalle Camere di Commercio e dagli ordini professionali.
E chiaro che in un contesto di partnership territoriali pu risultare pi semplice per gli istituti
di credito avere garanzie rispetto allimpresa proponente potendo ricevere eventuali notifiche
da parte delle autorit che possono accedere alla Banca Dati. Si veda Cinzia De Stefanis,
Appalti, contro, 4 ottobre 2011
http://www.ipsoa.it/PrimoPiano/Impresa/appalti_contro_id1053197_art.aspx Sul punto si rinvia
agli approfondimenti effettuati in merito alliter legislativo in atto (linee guida pubblica amministrazione). In questa sede si vuole invece richiamare limportante contributo che pu essere
dato alle partnership territoriali dalla recente definizione del c.d. rating di legalit, introdotto
nellordinamento dall art. 5-ter legge n. 27/2012 e successivamente modificato con la legge
18

n. 62/2012, e che stabilisce il dovere in capo allAutorit garante della Concorrenza e del
Mercato di indicare al Parlamento misure volte ad introdurre principi etici nei comportamenti
aziendali nonch di procedere, in raccordo con il Ministero della Giustizia e dellInterno, allelaborazione ed all'attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalit per le imprese operanti nel territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di due milioni di euro, riferito
alla singola impresa o al gruppo di appartenenza, secondo i criteri e le modalit stabilite da
un regolamento dell'Autorit garante della concorrenza e del mercato da emanare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione. Al fine dell'attribuzione del
rating, potranno essere chieste informazioni a tutte le pubbliche amministrazioni. Il rating sar
un riferimento da considerare in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonch in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalit che
verranno stabilite con decreto dei Ministri dell'economia e dello sviluppo economico, da
emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Gli
istituti di credito che ometteranno di tener conto del rating attribuito in sede di concessione
dei finanziamenti alle imprese saranno tenuti a motivare a Bankitalia le ragioni della loro scelta.
Su questo tema si gi attivata la Regione Sicilia mediante il ddl n. 858/2012 con il quale si
propongono misure volte a promuovere le imprese che operano in modo trasparente collaborando con le autorit preposte al controllo di legalit, favorendo il loro accesso al credito.
Compliance Aziendale, Rating antimafia per le imprese siciliane (DDL 858/2012), testo del ddl
della Regione Sicilia, 27 marzo 2012 http://www.complianceaziendale.com/2012/03/ratingantimafia-per-le-imprese.html
30. Pilar III di Basilea II

BIBLIOGRAFIA
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http://www.altalex.com/index.php?idnot=53299
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Direttore dellUnit di Informazione Finanziaria presso la Commissione Parlamentare dInchiesta
sul Fenomeno della Mafia e delle altre associazioni criminali anche straniere, 28 giugno 2011
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Castaldi Giovanni: Lattivit della UIF. Risultati e Prospettive. Convegno su Normativa
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- Conforti Giampaolo: Guida all'antiriciclaggio in banca. Gli adempimenti e gli obblighi di
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- Penelope Nunzia: Soldi Rubati. Corruzione, criminalit,truffe, crac, evasione fiscale sottraggono ai cittadini centinaia di miliardi ogni anno e la possibilit di vivere in un Paese migliore. La
prima inchiesta completa sui devastanti costi dell'illegalit in Italia. Ponte alle grazie Editore,
2011.
- Grillo Simone: Il Contrasto del Riciclaggio nella Tutela delle Fonti Rinnovabili. In
http://www.euscore.eu/media/3705/riciclaggio%20da%20pubblicare.pdf

19

- Parlamento Europeo: Progetto di Relazione sulla Criminalit organizzata nellUnione Europea.


In http://www.soniaalfano.it/wp-content/uploads/2011/05/20-05-2011-Relazione-consolidata.pdf
-Relazione Eurojust 2010,
http://eurojust.europa.eu/doclibrary/corporate/eurojust%20Annual%20Reports/Annual%20Rep
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- Tavone Francesco, Starola Lucia: Antiriciclaggio per professionisti e societ di revisione.
Edizioni Ipsoa, 2006
- Valeri Paola: Green Banking: a che punto siamo? Ce lo spiega il fondatore del Green Globe
Banking. In Greenbiz 5 aprile 2011. http://www.greenbiz.it/panorama/interviste/1916-greenbanking-a-che-punto-siamo-ce-lo-spiega-il-fondatore-del-green-globe-banking
- Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Legalit: Marino sigla Protocollo con
Viminale e Confindustria, 23 maggio 2011 http://www.regioni.it/it/showlegalita_marino_sigla_protocollo_con_viminale_e_confindustria/news.php?id=150752
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- Milano Finanza, Aibe critica le norme antiriciclaggio, 7 marzo 2012 pag. 5 e ripreso dal portale ComplianceNet, articolo disponibile allindirizzo internet http://www.compliancenet.it/
- Iorio Antonio, studi in difesa sul riciclaggio, Il Sole 24 Ore 16 aprile 2012 pag. 1
- Machina Grifeo Francesco, Direttiva Antiriciclaggio, UE: poche segnalazioni dagli avvocati, in
Guida al Diritto Il Sole 24 Ore, 7 maggio 2012
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/comunitario/primiPiani/2012/05/direttivaantiriciclaggio-ue-poche-segnalazioni-dagli-avvocati-.html
- Compliance Aziendale, Rating antimafia per le imprese siciliane (DDL 858/2012), testo del ddl
della Regione Sicilia, 27 marzo 2012 http://www.complianceaziendale.com/2012/03/ratingantimafia-per-le-imprese.html
- Legambiente, Integrare le fonti rinnovabili nel paesaggio italiano:
http://risorse.legambiente.it/docs/Linee_guida_proposteLegambiente.0000002104.pdf
- Banca dItalia, Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione,
procedure e controlli interni volti a prevenire lutilizzo degli intermediari e degli altri soggetti
che svolgono attivit finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ai sensi
dellart. 7 comma 2 del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231
http://www.bancaditalia.it/vigilanza/normativa/norm_bi/disposizioni-vig/Provv_Organizz.pdf
- Consiglio Nazionale del Notariato, Antiriciclaggio: Notariato e Istituzioni a confronto, comunicato http://www.notariato.it/export/sites/default/it/notariato/sala-stampa/comunicatistampa/archive/pdf-comunicati/CoS10062011.pdf
-Legge 24 marzo 2012 n. 27, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24
gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivit, in Gazzetta Ufficiale n. 71 del 24 marzo 2012, Supplemento ordinario n.
53/L
-Legge 18 maggio 2012 n. 62, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24
marzo 2012, n. 29, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24
gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214. In Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio 2012

SITOGRAFIA
- Finanziamenti per le energie rinnovabili di Intesa S. Paolo:
http://www.bassitassi.com/finanziamenti-energie-rinnovabili-intesa-sanpaolo/20339/
- Legambiente per le energie rinnovabili: http://www.fonti-rinnovabili.it/index.php?c=bcc
- Progetto Energia di Banca Etica:http://bancaetica.it/Content.ep3?CAT_ID=31844&ID=129135
- Consiglio dEuropa, Status Ratifiche Convenzione antiriciclaggio 2005 http://www.conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=198&CM=8&DF=11/06/2012&CL=ITA
- Banca dItalia UIF, http://www.bancaditalia.it/UIF
20

those who enjoy special "coverage" such as those who are part of a diplomatic corps. Once the
banking relationship, the account holder and the transactions that will be carried out are identified in detail, all subsequent discords and variances will be subject to attention by the entire
internal control structure of the bank: from the wicket employee to the anti-money laundering
manager, and could possibly be reported to the FIU.
To ensure that bank customers (associations) do not lend themselves as go-betweens for the criminal acts committed by some of its members, the Banca Etica adopts working procedures,
computerized controls, etc., useful for intercepting those events and those people/things that
may be even a minimal cause for suspicion in regard to type, frequency, size, and destination
of financial transactions undertaken with those countries that are not members of the FATF
(Financial Action Task Force against money laundering in the EU).
3.5 OTHER BEST PRACTICES
On this point, it is worth mentioning the agreement between Legambiente and the Credito
Cooperativo for the provision of funding for the installation of RES and for energy efficiency measures and the agreement signed between Mediocredito Italiano (belonging to Gruppo Intesa
San Paolo) and the Chamber of Commerce of Monza and Brianza designed to facilitate the financing of companies engaged in renewable energy.

CONCLUSIONS: PROPOSALS
HERE WE HAVE LISTED SOME STUDY PROPOSALS AND ASSUMPTIONS. IN PARTICULAR:
 Development of systematic ongoing internal training as part of the staff programs.
 Development of internal disciplinary rules aimed at employees of credit institutions regarding
operational transparency, conduct, and prevention of conflicts of interest.
 Adoption of the standard of Social Responsibility and development of a banking policy
aimed at renewable sources.
 Development of a relationship of trust between banks and credit institutions through comparison between the parties, joint training and development of best practices for collaboration.
 Development of partnerships with organizations committed to the protection of land and
legality.
 Development of local partnerships to promote renewable energies.
 Development and exchange of best practices between representatives of the banking world
at the European and supranational levels.
 Understanding on the part of credit institutes as to how, currently, the definition of a suitable
model of combating money laundering within the institute itself also constitutes an important
goal in terms of market reputation.
 Lobbying at both the national level (for the strengthening of legislation to combat money laundering through the full implementation of supranational tools) and the EU level to strengthen and
standardize the EU legal framework.

ethical, social and economic nature.


3.3 BANCA POPOLARE ETICA'S ENERGY PROJECT ANALYSIS
To ensure transparency in the financing process, there is the work of the Social Assessor which
analyzes the presence of applicants' ethical/social requisites required by Banca Etica. Within the
investigation into funding, the environmental impact of projects is evaluated jointly by the
Branch and the Special Loans Office. Banca Etica still has no specific operational policy for
assessing the environmental impact of projects: we refer in the meantime to the ideal orientation of the Bank which focuses on the small plants, aimed at self-consumption, with positive
social and environmental benefits for the local realities. The analysis of the documentation for
the authorization is complex because the legislation is extremely fragmented and particular,
especially at regional and local levels. There is no exhaustive "list" of authorizations, so each
individual investor in practice self-certifies their compliance with permits, authorizations and
clearances. The more complex the project is, the more thorough the Bank's investigation (i.e. for
wind turbines, among other things, a clearance from ENAC is required). The national incentives
provide the basis of the sustainability of the Business Plan and therefore are always carefully considered during the investigation. The disbursement of funding is currently tied to obtaining those
same incentives. With regard to the social impact of funding, it can be said that the Bank,
although it has not yet developed an empirical evaluation system of this kind, in each case pays
close attention to the repercussions, that are managed and made public by local jurisdictions.
In fact it is the concept of common good that is implemented through the "network" of operations that contribute to social welfare and to combating behaviour deemed illegal and /mafialike that may preclude the social and environmental pax. It should be noted, finally, that the
Banca Etica has decided to implement a functional decentralization, and for this reason, the percentage of practices defined at the time of decision-making is very limited, since the major branches have already "skimmed" the credit applications without even starting an investigation of the
applications that the network believes are lacking bankability requirements. We emphasize again
that by bankability we do not mean only positive economic/financial/capital elements, but also
and above all positive local social and environmental elements.
Please note that:
 The position of the Bank on financing RESs has changed and has logically and dramatically
developed over the years, also following the legislation and increased dissemination of alternative energy.
 The sectors subject to financing are primarily photovoltaic and wind energy, but initiatives to
improve energy efficiency in general are also funded.
 Initially, in fact, Banca Etica's funding was contained and mainly directed at self-consumption.
Later, there was an increasing number of transactions involving large-size plants.
 Banca Etica has also directly funded the municipalities that have solarised part of their property.
 Funding was also granted to farmers installing PV purely for selling energy to implement their
own local revenues.
 The interventions in the field of wind energy are related to large project financing transactions
with partners well known by the Bank and working in the industry with outstanding skills.
 Funding for biomass energy is still in its infancy.
3.4 BRIEF NOTIONS ABOUT DEPOSITORS
Banca Etica only allows its customers to make transactions through registration under the
account or share owner's name and not "the bearer" and ensures the traceability and transparency of the use (financing) of the funds. Registration and transparency mean that many potential "money-launderers" have no interest in using such a channel to engage in criminal acts. As
an additional means of control there are warning indicators put in place suggested by the FIU.
A good foundation for assessing the scope and appropriateness of the handling of the banking
relationship is provided by the due diligence questionnaire. With this tool, the potential client
communicates to the Bank the reason for opening, for example, a current account (salary, pension, fees, bills, rent, managing the household expenses, sole proprietorship business, association, enterprise and so on), who the beneficial owner is, and if these fall under the category of

2.3 CONDUCT OF EMPLOYEES


There are still episodes of collusion between bank officials and third parties who have caused,
and still cause, problems of conduct that go against the reference standards. This has a historical background related to many factors within the banks, especially in relation to productivity
and profitability of the financial institution and its employees' work. It is precisely in this context
that there are problems with money laundering, reuse of dirty money, usury (loan-sharking) and
the financing of activities that are illegal or "not correct". An emblematic case is highlighted by
the famous "Operation Eolo" (see extended report), in which there is some serious collusion on
the part of the banks involved.

BEST PRACTICES FOR BANKING


IN THE SOLAR AND PHOTOVOLTAIC SECTORS
Taking advantage of the above information with respect to the positive and negative factors
encountered in the everyday work of a bank, here we show some of the operational guidelines
that have now become practices in the Banca popolare Etica and other institutions.
3.1 BANCA POPOLARE ETICA
Its procedures provide a process for reporting suspicious transactions involving three parties:
the personnel that have direct contact with customers, the branch manager, and the anti-money
laundering manager. The first, in the case where a suspicious transaction is detected, has the
obligation to provide written notice to the branch office manager, who, once having received
the message, acquires more information and evaluates, after examination, whether or not the
reported operation includes a suspicious transaction. Following this, all the evidence collected
is passed on to the internal anti-money laundering manager. If this person believes that the
reports have a basis, he transmits them electronically, with prior approval of the DirectorateGeneral, to the FIU.
3.2 PHASE OF GRANTING CREDIT
The phase of granting credit, aimed at evaluating the client's application for credit lines and its
eventual disbursement is structured into sub-phases of investigation, decision and delivery. The
preliminary inquiry procedure can be summarized into these main activities:
Preliminary analysis (pre-inquiry), aims to assess the feasibility of the application and the possibility of continuing the inquiry process;
Acquisition of documentation and information such as the application, birth records, and
records regarding economic capital of the applicant and of any/guarantor/s;
Evaluation of the counterparty to assess ability to repay;
Evaluation of guarantees;
Specific provisions for the Credit Risk Mitigation in order to ensure the containment of the "capital requirement" resulting from the assumption of risk by the Bank;
Socio/environmental evaluation that integrates and completes the investigation with those elements of knowledge on the social value of the activities related to the application for credit
lines, the consistency with the reference values __and mission of the Bank and the ethical credibility of the applicant;
Technical report: at the conclusion of the investigation to proposal to grant the line of credit,
together with adequately justified technical reports and formalized with opinions and support
documentation, is transmitted to the decision-making body for the rest of the procedure;
Activities in the Innovation Office, Special Loans, Cultural Area: to deal with demands regarding
particularly new, sensitive and urgent matters - in particular, historically speaking, in sectors such
as renewable energy, organic products and farming, and so on - Banca Etica is equipped with
ad hoc offices that deal with the issues listed above with in-depth information of a scientific,

In the following paragraphs, however, we wish to analyse not only the positive results of the
banking measures, which are many, but rather the shortcomings in what still needs to be done
both in terms of reference standards and individual conduct.

THE BANKING SYSTEM


AND ITS SIGNIFICANT SHORTCOMINGS
2.1 CONDUCT OF INSTITUTIONS: MONEY LAUNDERING IN GENERAL
In the face of mafia infiltration into the economic legal fabric, carried out through money laundering, the banking system is called upon to pay special attention to the protection of legality
and transparency of those transactions affecting the renewable energies sector. The hope is that
there might be some lobbying that pushes EU lawmakers to deal with the shortcomings and
legal issues governing this area by fully utilizing the measures and tools provided by the Treaty
of Lisbon. The development of cooperation between EU and non-EU countries could also
benefit from the ratification by all Member States of the Convention of the Council of Europe on
Money Laundering of 2005 (which also includes the search, seizure and confiscation of proceeds from crime and the financing of terrorism). It is necessary to remember that the adapting
of all the Member States to a uniform legal framework appears to be a goal that, to date, the EU
has failed to achieve, and for this reason too it is essential that civil society as well as the world
of credit be involved in lobbying.
2.2 CONDUCT OF INSTITUTIONS: MONEY LAUNDERING IN ITALY
In the Italian system, the fight against money laundering is marked by significant weaknesses.
Parts of it are cumbersome and there are problems enforcing the existing legislation, on the part
of both the institutions and the intermediaries required to do so.
Certainly, with reference to the latter, to date it is clear that these subjects do not always manage to present satisfactory reports. The lack of timely reporting is also caused mostly by the technical time needed to complete the reporting process. In other cases the suspicion becomes
concrete only in light of later information regarding the transaction. The computer tools that
bring to light unexpected operations provide evidence about two months after the transaction.
It is precisely on this point, however, that a social bank (such as Banca Etica), intervenes: the help
that is given to bank officials by the very strict code of conduct (as we shall see below), and
the criteria of its Statute and Manifesto, have made the control stricter inasmuch as it is ethical.
With regard to the operational weaknesses, it is necessary to strengthen the FIU, aligning it with
the provisions of Community law, because up to now it cannot avail itself of the investigating
bodies to go into greater detail in Italian reports, information that would be useful in identifying
the priorities in how to handle these situations that would benefit the investigators themselves.
In the typical banking world there is often limited collaboration from small-scale cooperative
institutions and branches of foreign banks (here lack of uniformity among European legal systems
is a factor). The problem of lack of cooperation is also evident in the world of financial intermediaries, particularly with regard to securities firms (SIMs) and Savings Management
Companies (SGR). The same system of sanctions is not however without its weaknesses in terms
of the legal aspect (given that the penalties are minor and the statutes of limitations quickly
lapse) and the administrative aspect (in cases of the violation of the obligation to report suspicious transactions, it is still difficult to identify the physical person actually responsible).
Certainly, to date, the most discussed aspect of money laundering legislation concerns the lack
of a definition of the crime of "self-laundering". For several years, however, we have been discussing the possibility of changing the Italian regulations.

INTRODUCTION
This paper addresses the problems of financing and bankability in the face of risk of infiltration
by organized crime, and also attempts to present some proposals on possible behaviours that
should include activities for the common good from the moment in which the topic of renewable energies and its possible funding are part of that socio/economic sphere that is an asset
of all citizens. In this context, the bank's activity is of strategic importance, especially considering its delicate task: to control and manage the behaviours (financing and deposits), in order to
prevent crimes being committed by criminal organizations trying to infiltrate the areas of their
particular interest. This is no easy task: the laws historically only extend to a certain point and the
behaviours of individuals do not always reflect ethical standards.

GENERAL ISSUES

In Italy the risk of mafia infiltration into Renewable Energy Sources (RES) is real. Wind and photovoltaic energies are the sectors given the most attention by the researchers and some processes are bringing out a bleak picture in which the mafia may act through the figure of a developer, namely, someone able to identify sites, obtain permits, manage construction activities,
supply raw materials, like concrete, and then sell the project to third parties.
Certainly repressive measures are fundamental to sanction any illegal actions, but may not be
sufficient to prevent them. For this reason many regions that feel burdened by this problem are
preparing solutions (registering plants, monitoring projects presented to municipalities, performing a reconnaissance of electrical plants, coordination between the local Prefects, and so on)
designed to ensure a legal and sustainable development of renewable energies.
In the face of the mafia's interest in laundering illegal proceeds, adapting Italian regulations to
European regulations, and especially, the development of appropriate forms of supervision
(especially in the banking sector), become fundamental in the fight against the infiltration of
organized crime into the renewable energies sector. During the 2010/2011 the Financial
Intelligence Unit (FIU) of the Bank of Italy received several reports of suspicious transactions, largely related to flows of money in large amounts involving stakeholders in the wind energy
industry and companies located in countries with favourable tax schemes. The National AntiMafia Prosecutor decided to initiate a systematic monitoring of reports, highlighting the involvement of organized crime in the process of formation of some special purpose vehicles
abroad, to which wind power plants belong, for example. The DIA report also highlights the
considerable amount of money that characterizes this sector and the prospect of expected
revenues, as circumstances that define the conditions for costly financial exchanges, supported
by major credit operations, also because the sector has substantial subsidized loans.
From all this it is clear that there needs to be a commitment to raising awareness of businesses,
public administration officials, professionals and credit institutes, which must develop an adequate understanding of the phenomenon by creating models for the prevention and control of
financial flows. Credit institutes are becoming aware of this phenomenon thanks also to the new
regulations, such as the Bank of Italy's measure of March 10, 2011 aimed at preventing the use
of intermediaries for money laundering and financing terrorism. Under this measure, banks, post
offices, Deposits and Loans funds, financial agents, credit brokers, payment institutions, trust
companies and intermediaries are required to identify a money laundering operation run by a
manager. Intermediaries therefore are no longer required to simply collaborate (i.e. the reporting of suspicious transactions regarding the provenance of the illicit funds transferred), but to
implement an advance threshold of protection, requiring the full knowledge of the client, to the
point that in the absence of a complete disclosure between the parties, the business relationship should not go forward, or at any rate should be discontinued. Also worth noting is the
recent measure by the Bank of Italy regarding instructions on the data and information to be
included in reports of suspicious transactions.

THE ROLE OF THE BANKS


FOR THE LEGALITY
OF THE RENEWABLE
ENERGY MARKET

Abstract of the report by


Banca Popolare Etica

With support from the Prevention of and Fight against Crime Programme of the European Union
European Commission - Directorate-General Home Affairs.
This publication reflects the views only of the author, and the European Commission cannot be
held responsible for any use which may be made of the information contained therein