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FONTI

DEL DIRITTO
Sono fon/ del diri5o gli a8 o i fa8 considera/ idonei a creare, modicare o es/nguere norme giuridiche.
Esse sono ordinate nella seguente gerarchia:
-Cos$tuzione e Leggi Cos$tuzionali;
-Norme, Regolamen$ e Dire5ve europee;
-Leggi ordinarie dello Stato (tra cui il Codice Civile);
La Cos/tuzione risale al 1948 ed rigida; le Norme Cos/tuzionali sono dire5amente applicabili nei rappor/
di diri5o civile; le altre fon/ devono avere un fondamento cos/tuzionale. Il predominio della cos/tuzione si
rie5e sul ruolo della Corte Cos/tuzionale (giudice della legi8mit cos/tuzionale delle leggi ordinarie) che
ha il potere di rimuovere dallordinamento le norme incos/tuzionali.
I Regolamen/ europei sono dire5amente applicabili in ciascuno degli Sta/ membri, anche nei rappor/ tra i
ci5adini; le Dire8ve non sono immediatamente applicabili ma richiedono che ciascuno stato le a5ui,
emanando norme interne corrisponden/.
Il codice una fonte ordinaria contenente un insieme di norme raccolte in modo coerente e sistema/co
al ne di disciplinare un se5ore. In Italia si diede vita a due codici: quello del 1865 e quello del 1942 ancora
in vigore. Il vigente codice civile del 1942 pone al centro della5enzione limpresa, la8vit produ8va, la
regolamentazione del lavoro e d notevole risalto al contra5o, e resta cmq la tutela tradizionale della
propriet.
Il legislatore, seguendo lesigenza di dover adeguare le norme ai principi cos/tuzionali, ha dovuto spesso
intervenire sul codice, modicando, eliminando o sos/tuendo ar/coli in contrasto; oppure ha emanato
numerose leggi speciali che regolamentano i rappor/ interpriva/ senza toccare il codice. Queste hanno lo
stesso potere del codice ma sono esterne ad esso e prevalen/ in quanto nuove e speciche. Si parla di
decodicazione, di perdita della centralit del codice.
PRINCIPI
Il diri:o, inteso come materia di studio, frazionato in una pluralit di se5ori (diri5o privato,
cos/tuzionale, penale, processuale).
La rigida dis/nzione tra diri5o pubblico e privato secondo la quale luno disciplinerebbe gli interessi
dellintera colle8vit e laltro quelli dei singoli individui oggi insostenibile. Il diri5o privato si occupa di
interessi individuali e disciplina i rappor5 tra due par5 alla pari riconducibile al principio di uguaglianza.
Il diri5o pubblico si occupa di interessi di cara6ere generale disciplina i rappor5 tra sogge8 priva5 e
pubblici: questul/mi sono lo Stato e gli En/ pubblici che esercitano una certa supremazia, autorit sugli
altri, imponendo le proprie scelte.
La Cos/tuzione italiana riconosce e garan/sce i diri8 inviolabili delluomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalit, e richiede ladempimento dei doveri inderogabili di
solidariet poli/ca, economica e sociale (art. 2 cost); il principio di tutela della persona il supremo
principio cos/tuzionale. La cura dellaltro fa parte del conce5o di persona; la solidariet esprime la
cooperazione e leguaglianza nellaermazione dei diri8 fondamentali di tu8. Le formazioni sociali hanno
rilievo cos/tuzionale in quanto luoghi nei quali si sviluppa la personalit.
La democrazia procedura di decisione che richiede un libero confronto di opinioni e una deliberazione,
mediante voto non coartato, con prevalenza della maggioranza sulla minoranza; la democrazia
inseparabile dalleguaglianza, perch non sarebbe altrimen/ gius/cabile il diri5o di partecipazione di tu8
alle decisioni, e dalla persona, perch non legi8ma la decisione maggioritaria che sopprime lazione della
minoranza ed esclude la libert di ciascuno di cos/tuire le proprie relazioni umane. La5uazione della
democrazia nella societ si manifesta mediante il rispe5o reciproco, leguaglianza morale e giuridica.
La prevenzione dellabuso di potere garan/ta dalla separazione delle funzioni 5piche dello Stato: potere
legisla/vo, esecu/vo e giudiziario; lequilibrio e il reciproco controllo tra ques/ poteri impedisce la
prevaricazione delluno sullaltro. La Carta Cos/tuzionale riconosce al potere giudiziario lindipendenza e
linamovibilit del magistrato (art. 107 cost); il giudice sogge5o soltanto alla legge (art. 102 cost) e pu
giudicare soltanto rispe5ando la Cos/tuzione e le leggi del Parlamento. La dichiarazione di
incos/tuzionalit di una legge spe5a solo alla Corte Cos/tuzionale.

La Cos/tuzione riconosce leguaglianza sia come divieto di discriminazioni sia come impegno dello Stato a
rimuovere gli ostacoli che, limitando di fa5o la libert e leguaglianza dei ci5adini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e lee8va partecipazione di tu8 i lavoratori allorganizzazione poli/ca,
economica e sociale del Paese (art. 3 cost). Eguaglianza non signica egualitarismo: si richiede che ogni
disparit di tra5amento sia gius/cata come a5uazione dei principi cos/tuzionali.
La funzione legisla/va esercitata dal Parlamento e traduce lindirizzo cos/tuzionale. Sono limi/ generali
ad essa il principio di irretroa8vit, che consiste nellidoneit della legge a regolamentare rappor/ giuridici
solo se na/ in un momento successivo a quello in cui essa entrata in vigore, e la riserva di legge, che la
previsione nella Cos/tuzione di materie che devono essere disciplinate soltanto con legge. La funzione
legisla/va una funzione cos/tuzionale, il principale modo di a5uare i principi cos/tuzionali; la legge non
a5ua/va della Cos/tuzione incos/tuzionale e spe5a alla Corte Cos/tuzionale eliminarla. Questul/ma
non pu sos/tuirsi al Parlamento ma ha un ruolo di garanzia; le sentenze della Corte cos/tuzionale sono di
inammissibilit, quando la ques/one inammissibile e non c neanche bisogno di accertare se vi sia o no
incos/tuzionalit, di rige6o, quando la ques/one infondata perci la disposizione di legge resta in vigore,
e di accoglimento, quando la disposizione di legge ee8vamente da eliminare e quindi cessa di avere
ecacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione (art. 136 cost).
Il potere economico diuso su un mercato mondiale non controllabile dal potere poli/co nazionale; la
funzione legisla/va deve fare i con/ con la funzione di mercato.
Vi mercato se vi possibilit giuridica di commerciare un bene, se vi tutela contro linadempimento
delle promesse di scambio contenute nei contra8, se vi protezione del monopolio. La8vit economica
pubblica e privata deve essere indirizzata e coordinata a ni sociali; il riconoscimento del mercato e della
concorrenza si fonda sulla garanzia della democra/cit del sistema, sullavversione alla colle8vizzazione dei
beni di produzione e alla pianicazione centralizzata e autoritaria si ha infa8 la compresenza di a8vit
privata e pubblica (art. 42 cost), di a8vit economica privata e pubblica (art. 41 cost). Linizia/va
economica privata libera nellaccesso al mercato e nelluscita da esso; le a8vit pubbliche e private
possono essere so5oposte a controlli per il loro coordinamento ai ni sociali (art. 41 cost).
Lintervento pubblico in economia assume le forme di monopolio legale, della ges/one statale di imprese,
dellaiuto nanziario pubblico alle imprese private.
Si vieta che il potere di mercato ostacoli lo sviluppo di altre imprese: la concorrenza favorisce la
diminuzione dei prezzi o il miglioramento della qualit dei prodo8; la libert di concorrenza un mezzo per
realizzare lu/lit sociale o lee8va partecipazione di tu8 allorganizzazione economica e sociale del
Paese; la si tutela con la legislazione an5trust.

FATTO ED EFFETTO GIURIDICO


Le norme giuridiche sono strumen/ di valutazione del comportamento; lanalisi e lelaborazione dei
conce8 da adoperare nella risoluzione dei coni8 e nella disciplina del comportamento umano secondo il
diri5o, prende il nome di dogma5ca giuridica; ques/ conce8 sono u/li o inu/li a spiegare e risolvere un
problema pra/co la scienza giuridica scienza pra/ca, scienza della soluzione di coni8 pos/ dalla
convivenza umana.
Sono fondamentali i conce8 di fa5o e ee5o, di situazione sogge8va e di rapporto.
- fa#o evento o stato valutato dalla norma;
- ee#o conseguenza giuridica che si collega al fa5o, e ne esistono tre /pi: cos5tu5vo, modica5vo,
es5n5vo;
- situazione sogge/va ci che si sos/tuisce o si modica;
- rapporto giuridico relazione tra due situazioni sogge8ve correlate.
La situazione del sogge5o rispe5o alla norma di potere ( situazione a8va) o di dovere ( situazione
passiva); il sogge5o che pu o deve agire 5tolare di una situazione sogge8va; il trasferimento della
situazione sogge8va, il passaggio di un diri5o da un sogge5o a un altro, una vicenda modica/va della
situazione stessa; il conce5o di situazione sogge8va inseparabile da quello di rapporto giuridico, infa8 se
un sogge5o ha il potere di pretendere un comportamento, v necessariamente chi ha il dovere di tenere
quel comportamento.
La norma prevede il vericarsi dellevento e la possibilit che questo, umano o naturale, abbia rilevanza
giuridica rilevante il fa5o valutato da norme giuridiche; ecace la5o al quale sono collegabili ee8
giuridici, quali la nascita, la modicazione o les/nzione di situazioni sogge8ve.
FATTI GIURIDICI: ATTI E NEGOZI
I fa/ giuridici si dis/nguono in naturali e umani sono naturali quelli non ascrivibili alla volont, quelli
umani sono chiama/ a8 giuridici. Gli a8 si dis/nguono a loro volta in a8 giuridici in senso stre5o e negozi
giuridici i primi sono fa8 i cui ee8 dipendono dallordinamento senza tener conto degli inten/ giuridici
dei sogge8, gli altri sono manifestazioni di volont di cui lordinamento /ene conto per stabilire gli ee8
giuridici ( la dierenza sta nella volontariet o no degli ee8, infa8 nei negozi essi devono essere volu/).
Gli a8 umani sono manifesta/ mediante comportamen/ dichiara/vi ( dichiarazioni) o comportamen/
concluden/; la dichiarazione la5o comunica/vo (parola, gesto, silenzio) con il quale lagente trasme5e
un signicato ( pu trasme5ere ci che sa o la sua volont, fonte di ee8); si ha un comportamento
concludente quando, per un nesso di consequenzialit logica, il signicato si desume dal comportamento.
La5o deve essere lecito, cio non contrario a norme impera/ve, allordine pubblico e al buon costume, e
meritevole di tutela.
Il procedimento che dalla determinazione della funzione del fa5o, e cio della sintesi degli ee8 essenziali,
giunge no allindividuazione della disciplina prende il nome di qualicazione solo con questo
procedimento si comprende la natura del fa5o.

SITUAZIONE SOGGETTIVA E RAPPORTO GIURIDICO


Le situazioni giuridiche sogge8ve sono sempre comprese entro un rapporto giuridico; dalla norma sorgono
diri8 e doveri. Il rapporto giuridico viene visto come relazione tra sogge8: una denizione inesa5a
perch vi sono ipotesi in cui mancano due sogge8 ma basta che siano individua/ due interessi e quindi due
situazioni sogge8ve il rapporto dunque relazione tra situazioni sogge8ve, non tra sogge8.
Il passaggio dalla volont astra5a della norma alla volont concreta del sogge5o segna il passaggio dal
diri5o ogge8vo al diri5o sogge8vo il primo lordinamento giuridico; il secondo il potere di un
sogge5o garan/to dallordinamento, consiste nella posizione di vantaggio in cui si trova un sogge5o alla cui
disposizione messo un altro sogge5o che obbligato a eseguire un comando norma/vo. La situazione
sogge8va il diri5o sogge8vo, denito come potere della volont di agire per la soddisfazione di un
proprio interesse tutelato dalla legge; la parte del mondo esteriore sulla quale si esercita questo potere
logge5o del diri5o, che pu essere una cosa o il comportamento di un altro sogge5o. I diri8 sogge8vi si
dis/nguono quindi in reali e di credito: quelli reali sono assolu/ perch tu8 devono rispe5are la posizione
di potere del /tolare, quelli di credito sono rela/vi perch il /tolare pu esercitare il suo potere solo sul
debitore.
La situazione sogge8va a8va il potere riconosciuto dallordinamento a un sogge5o per realizzare il
proprio interesse. Le situazioni sogge8ve passive sono lobbligazione e lobbligo: lobbligazione il dovere
di eseguire una determinata prestazione patrimoniale per la soddisfazione di un interesse; lobbligo una
prestazione non patrimoniale.
Diri6o potesta5vo situazione sogge8va che a5ribuisce al suo /tolare il potere di provocare
unilateralmente una vicenda giuridica sfavorevole per un altro sogge5o; la posizione del sogge5o che non
pu opporsi denita soggezione.
Potest situazione sogge8va nella quale il /tolare ha un potere per la cura di un interesse altrui ed
contemporaneamente obbligato ad esercitare tale potere ( il genitore esercita la potest non nel suo
interesse ma in quello del minore).
Onere situazione passiva nella quale il /tolare deve tenere un comportamento nellinteresse non altrui
ma proprio ( la situazione lasciata allarbitrio dellobbligato).
Status situazione sogge8va che esprime la posizione di un sogge5o nellambito della colle8vit
( status personae, status familiae, status civita/s).
Il bene logge5o della situazione sogge8va e quindi anche del rapporto. Sono beni le cose che possono
formare ogge5o di diri8 ( art. 810).

DINAMICA DELLE SITUAZIONI SOGGETTIVE


Lesercizio inteso come pluralit di comportamen/ riferibili alla situazione sogge8va; esso studiato con
riguardo alle situazioni a8ve e per lo pi reali.
Quando si parla di esercizio del diri5o sogge8vo di propriet si dis/nguono il potere di godimento e il
potere di disposizione il primo consiste nella possibilit per il /tolare della situazione di trarre dal bene
tu5e le u/lit coeren/ con la funzione della situazione stessa; il potere di disposizione il potere di
provocare una vicenda cos/tu/va, modica/va o es/n/va di un rapporto giuridico (per es. vendere la
propria abitazione, concederla in locazione). La5o di disposizione pu riguardare situazioni reali o di
credito, situazioni patrimoniali e non patrimoniali; il potere di disposizione pu produrre ee8 favorevoli e
sfavorevoli, e pu talvolta essere esercitato da sogge8 diversi dal /tolare della situazione sogge8va, nel
caso in cui ques/ non voglia o non possa agire personalmente.
La legi8mazione allesercizio intesa come abilitazione a compiere un a5o di disposizione della situazione.
Il mancato esercizio d luogo a prescrizione o decadenza, mentre lesercizio diorme congura labuso e
leccesso. Labuso lesercizio contrario o comunque estraneo alla funzione della situazione sogge8va un
esempio sono gli a8 emula/vi, compiu/ dal proprietario e vieta/ in quanto non hanno altro scopo che
quello di nuocere o recare moles/a ad altri (art. 833); abusa della procura un rappresentante che concluda
un negozio in coni5o di interessi e a danno del rappresentato (art. 1394); quando si minaccia di far valere
un diri5o allo scopo di estorcere un consenso che faccia conseguire vantaggi ingius/ (art. 1438).
Diversa lipotesi di eccesso di potere che consiste nellesercizio di un potere che non si ha.
Un sistema economico fondato sul mercato iden/ca i beni in base al loro valore di scambio. Il diri5o
regola la circolazione (il trasferimento delle situazioni sogge8ve) per contemperare gli interessi delle par/
dello scambio o dei terzi.
Sono contra8 corrispe8vi (o sinallagma/ci) quelli in cui le par/ ee5uano prestazioni in dipendenza
reciproca: si ha una cooperazione regolata per contra5o con un risultato nale vantaggioso per entrambe
le par/. Il contra5o unilaterale lopposto contrario: lee5o favorevole solo per una delle par/ del
contra5o.
La5o giuridico pu avere ecacia reale, quando il trasferimento del diri5o avviene immediatamente, o
ecacia obbligatoria, quando nasce solo lobbligazione di trasferire il diri5o.
La compravendita quindi un contra5o consensuale, corrispe8vo e ad ecacia reale: una parte diviene
/tolare di un credito al pagamento del prezzo e laltra consegue immediatamente il trasferimento della
propriet.; il contra5o preliminare ad ecacia obbligatoria.
Chi trasferisce una situazione ne perde la /tolarit ed de5o alienante o dante causa, chi ne diviene
/tolare de5o acquirente o avente causa; il trasferimento anche denito successione. Essa pu
essere a /tolo par/colare, se si trasferisce una sola situazione, o a /tolo universale, se si trasferisce la
totalit delle situazioni della quali era /tolare un solo sogge5o.
a 5tolo originario lacquisto di una situazione sogge8va a8va che non ha fondamento in alcuna
situazione giuridica precedente (non si trasferisce ma si cos/tuisce); a 5tolo deriva5vo lacquisto di una
situazione che ha fondamento nella precedente /tolarit di un altro sogge5o (si trasferisce).
Terzi sono i sogge8 che non sono par/. Essi assumono una pluralit di posizioni rispe5o alla situazione
sogge8va: possono lederla, possono o devono esserne favori/, possono o devono cooperare, possono
essere lesi dallesercizio o dallee5o.

METODO GIURIDICO E INTERPRETAZIONE


Il metodo giuridico il procedimento del quale si serve il giurista per trarre dal testo delle fon/ le norme
giuridiche; la norma risultato dellinterpretazione e il metodo il mezzo per individuare la norma. La
funzione principale del giurista quindi linterpretazione della norma giuridica, procedimento con cui se ne
determina il signicato.
Linterpretazione studiata nel Diri5o Privato perch il primo ad aermarsi per regolamentare i rappor/
tra singoli sogge8, e perch il Codice preceduto da Disposizioni preliminari che riguardano i criteri di
interpretazione e applicazione di qualsiasi norma ( sono de5e Preleggi).
Linterpretazione non soltanto ricerca del signicato le5erale delle parole, ma va riferita ad un contesto
che la realt esterna. Occorre dis/nguere linterpretazione le5erale da quella logico-sistema/ca:
questul/ma la ricerca della ra5o legis, cio dello scopo della norma, della sua funzione, quale risulta dalla
sua collocazione in un contesto pi ampio, in rapporto con norme anche apparentemente lontane da quella
analizzata. Solo se tali criteri non sono sucien/ si ricorre allinterpretazione analogica, per la quale
occorre che vi siano due fa8specie, luna disciplinata da una norma e laltra no, e che vi sia almeno un
elemento comune alle due.
Linterpretazione un a5o necessario; vero che la responsabilit poli/ca del contenuto di una legge di
chi fa la legge, ma il giurista non pu so5rarsi alla responsabilit culturale e sociale.
Se il testo della norma chiaro, non deve essere interpretato; se il risultato dellinterpretazione le5erale
produce una norma non assurda, non occorre proseguire nellinterpretazione.
C dierenza tra interpretazione e qualicazione linterpretazione riguarda la conoscenza della5o, la
determinazione del signicato delle espressioni usate; la qualicazione, invece, riguarda la valutazione di
tale signicato, poich il procedimento che dalla determinazione della funzione giunge allindividuazione
della disciplina.
Le regole interpreta/ve vanno naturalmente adeguate al mutato quadro, cara5erizzato dalla presenza della
Cos/tuzione e del Diri5o Comunitario.

PERSONE FISICHE
Persona sica luomo considerato dal diri5o nella sua individualit e nei rappor/ con gli altri;
Sogge5o giuridico /tolare di situazioni sogge8ve;
Sogge5o di diri5o en/t che pu essere sogge5a a diri8 e obblighi; pu essere una persona sica o un
ente;
Capacit giuridica idoneit dellindividuo ad essere /tolare di situazioni sogge8ve; tu5e le persone
siche ce lhanno in quanto si acquista con la nascita ( necessario che lindividuo nasca vivo, deve aver
compiuto almeno un ciclo respiratorio).
Non bisogna confondere la capacit giuridica con la sogge8vit: questa, intesa come la qualit di sogge5o
giuridico, entra nel novero dei diri8 inviolabili riconosciu/ e garan// alluomo ( 2 cost).
Art. 43 il domicilio cos/tuito da un elemento intenzionale ( la volont di mantenere in un luogo la sede
principale dei propri interessi) e uno materiale ( stabilire ee8vamente in quel luogo il centro delle
relazioni che ci riguardano).La residenza si fonda principalmente sulla permanenza, con suciente stabilit
in un luogo. La dimora il luogo dove la persona si trova temporaneamente e occasionalmente.
La morte produce les/nzione della persona sica e determina la cessazione della sua capacit; le situazioni
giuridiche di natura patrimoniale del defunto sono, di regola, trasmesse con la successione a causa di morte
a eredi e legatari.
La scomparsa consiste nellallontanamento della persona dallul/mo suo domicilio o residenza che, insieme
alla mancanza di no/zie, determina la possibilit di nominare un curatore allo scomparso (art. 48). Trascorsi
due anni dal giorno cui risale lul/ma no/zia il tribunale pu dichiarare lassenza (art. 49); la conseguenza
pi rilevante limmissione nel possesso temporaneo dei beni di coloro che sarebbero eredi testamentari o
legi8mi (art. 50).
Solo se sono trascorsi dieci anni dallul/ma no/zia dellassente il tribunale pu dichiarare presunta la sua
morte, anche se sia mancata ala dichiarazione di assenza (art. 58), cos che chi ha o5enuto limmissione nel
possesso temporaneo dei beni pu liberamente disporne, chi stato esonerato temporaneamente da un
obbligazione liberato, si es/nguono le obbligazioni alimentari ( art. 63), e il coniuge del presunto morto
pu contrarre nuovo matrimonio ( art. 65). Nel caso in cui si ha prova dellesistenza del presunto morto si
annullano tu8 gli ee8 avvenu/ ( art. 66) e si annulla il matrimonio sopravvenuto (art. 68).
La do5rina prospe5a un costante parallelismo tra capacit giuridica e capacit di agire la prima designa il
momento sta/co e il sogge5o si presenta come immobile portatore dinteressi, la seconda indica laspe5o
dinamico e il sogge5o diventa operatore giuridico a8vo; pertanto la capacit di agire lidoneit del
sogge5o a svolgere la8vit giuridica che riguarda i propri interessi ossia la8tudine a manifestare volont
dire5e ad acquistare e esercitare diri8 o assumere obblighi.
La capacit di agire si acquisisce dopo i 18 anni.

PERSONE GIURIDICHE
Gli individui cos/tuiscono delle organizzazioni alle quali lordinamento giuridico riconosce la qualit di
sogge8 di diri5o: esse sono denomina/ en$ o persone giuridiche e, oltre ad essere /tolari di situazioni
sogge8ve, possono anche esercitarle mediante i loro organi.
En/ organizzazioni colle8ve di persone siche, patrimoni e regole con nalit di interesse generale. Si
dis/nguono gli en/ priva/ dagli en/ pubblici ( Stato, Comune); gli en/ priva/ a loro volta si dis/nguono in
en5 con nalit lucra5ve ( i vari /pi di societ) e en5 con nalit ideali ( associazioni, comita/ e
fondazioni): le prime tendono a far s che le persone siche conseguano un guadagno, le seconde hanno
nalit sociali, nel caso ci sia un u/le, esso deve comunque nanziare le a8vit sociali.
Gli en/ sono cara5erizza/ dallautonomia patrimoniale, cio da una separazione del patrimonio dellente
da quello dei partecipan/: essa perfe6a per gli en/ che hanno la personalit giuridica ( associazioni
riconosciute, fondazioni, societ di capitali), in quanto per le obbligazioni assunte dallente risponde
esclusivamente il patrimonio dellente, imperfe6a per gli en/ che non hanno personalit giuridica
(associazioni e comita/ non riconosciu/ e societ di persone).
Associazione una organizzazione stabile, formata da una pluralit di persone (o di en/) che, avvalendosi
di un patrimonio, persegue uno scopo comune, non lucra/vo e meritevole alla luce dei principi
cos/tuzionali. Gli organi principali sono lassemblea e gli amministratori; lassociazione ha un proprio
patrimonio, chiamato fondo comune (art. 37), cos/tuito oltre che dai contribu/ degli associa/ e dai beni
acquista/ con ques/ contribu/, da tu8 i diri8 patrimoniali di cui lente /tolare. Nelle associazioni non
riconosciute, per le obbligazioni rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno
agito per nome e per conto dellassociazione (art. 38). Le associazioni possono chiedere allautorit
amministra/va competente il riconoscimento per conseguire la personalit giuridica e quindi lautonomia
patrimoniale perfe5a; a tal ne la legge richiede la5o pubblico (art. 14); il riconoscimento si o8ene con
liscrizione nel registro delle persone giuridiche. Gli amministratori non rispondono quindi in prima persona
delle obbligazioni assunte, rimanendo coinvolto solo il patrimonio dellorganizzazione. Lassociazione si
es/ngue quando lo scopo stato raggiunto o divenuto possibile, quando gli associa/ sono venu/ a
mancare (art. 27) o vi una delibera assembleare di scioglimento (art. 21).

Comitato un insieme di persone che si accorda per realizzare una raccolta fondi, mediante pubblica
so5oscrizione, con lintento di perseguire un ne non egois/co. Gli organizzatori e coloro che assumono la
ges/one dei fondi raccol/ sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e
della loro des/nazione. Il comitato ha un proprio patrimonio ma tu8 i componen/ (art. 41) e coloro che
hanno agito in nome o per contadi esso hanno responsabilit personale e solidale per le obbligazioni
assunte (art. 38).
Fondazione stabile organizzazione creata per la ges/one di un patrimonio des/nato al perseguimento di
uno scopo di pubblica u/lit individuato dal fondatore. Gli amministratori hanno il compito di ges/re il
patrimonio in vista del perseguimento dello scopo. La fondazione diviene autonomo sogge5o di diri5o con
lacquisto della personalit giuridica, cio con la registrazione. Quando lo scopo esaurito o divenuto
impossibile o il patrimonio insuciente, lautorit amministra/va, anzich dichiarare les/nzione, pu
provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volont del fondatore (art. 28).

SITUAZIONI ESISTENZIALI
La do5rina dis/ngue tra diri8 patrimoniali e diri8 non patrimoniali i primi, valutabili secondo s/ma
economica, sono alienabili, trasmissibili, rinunziabili e prescri8bili ( la prescrizione determina limpossibilit
di far valere un diri5o a causa del suo mancato esercizio per un determinato periodo); opposta disciplina
invece a5ribuita ai secondi, tra i quali alcuni appartengono al diri6o di famiglia e delle successioni mor5s
causa e altri sono deni/ diri8 personali in quanto ineriscono stre5amente alla persona e soltanto da
questa sono esercitabili.
Tra le situazioni non patrimoniali assumono peculiare rilievo i diri8 della personalit, che sono situazioni
sogge8ve di ogni uomo in quanto tale, cio ne cos/tuiscono a5ribu/ fondamentali e immancabili il
bene, di natura esistenziale, non si situa allesterno rispe5o al sogge5o ma un tu5uno con esso, cio la
persona sia il /tolare della situazione che il punto di riferimento ogge8vo della tutela; essi sono deni/
diri8 inviolabili (art. 2 cost).
Nel nostro ordinamento le norme che tutelano la persona umana sono contenute, oltre che nella
Cos/tuzione, nel codice civile, in quello penale e in leggi complementari.
Secondo la Cos/tuzione la persona ha valore prioritario; ogni legi8ma aspirazione allo svolgimento della
propria personalit tutelata. la rilevanza della persona in quanto tale a gius/care la5ribuzione a ogni
uomo della capacit giuridica e di agire.
Il diri5o alla vita e allintegrit sica non espressamente contemplato dalla Cos/tuzione, ma non si dubita
del suo valore assoluto. Il bene vita inteso come pretesa a una vita libera e dignitosa. La tutela a5uata
non soltanto imponendo lobbligo di non a5entare alla vita o allintegrit sica altrui, ma anche un dovere
di soccorso.
Di diri5o alla vita si discorre sopra5u5o in riferimento alla legge sullinterruzione volontaria della
gravidanza le disposizioni tendono a favorire linteresse alla salute della madre rispe5o a un possibile
interesse alla vita del nascituro; laborto cos ammesso non soltanto nei novanta giorni dal concepimento
ma anche dopo, quando sussista un grave pericolo per la vita o per la salute della donna.
La lesione della propria integrit sica, consen/ta a ni terapeu/ci o a favore di altra persona (ad es.
trapianto), ha fondamento, nonostante il divieto di a8 di disposizione del proprio corpo che intacchino
lintegrit sica (art. 5), nel principio di solidariet cos/tuzionale.
Il diri5o alla salute realizza la dignit e la libert delluomo; essa vista come condizione di equilibrio
psichico oltre che sico, esprimibile non soltanto da un punto di vista sanitario ma anche sociale e
ambientale; la salute aspe5o inscindibile dal valore unitario della persona.
Il principio di eguaglianza non pu essere scisso dai valori personalis/ci e solidaris/ci (art. 2 cost). Nel
vietare disuguaglianze per ragioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni poli/che o condizioni personali
e sociali (art. 3 cost) si pone un principio secondo cui la pari dignit sociale discende dallessere ogni uomo
persona. Della dignit delluomo la Cos/tuzione fa espressa menzione come valore, insieme a sicurezza e
libert, al quale lo svolgimento dellinizia/va economica privata non pu recare danno (art. 41 cost);
anche concessa a tu8 i ci5adini (art. 3 cost) e assicura al lavoratore una retribuzione suciente ad
assicurare a lui e alla sua famiglia unesistenza libera e dignitosa (art. 36). La dignit umana cos/tuisce una
condizione, una qualit che spe6a alluomo in quanto tale, indipendentemente dalla sua posizione sociale o
dallappartenenza a determinate comunit.
Onore e reputazione sono considera/ parte dellintegrit morale della persona. vietata lesposizione
dellimmagine altrui in pregiudizio del decoro e della reputazione della persona e dei suoi congiun/ (art.
10). La tutela civilis/ca dellonore e della reputazione dire5amente fondata sugli art. 2 e 3 cost: avviene
tramite il risarcimento del danno e sopra5u5o lazione inibitoria e il risarcimento in forma specica
mediante il diri5o alla re8ca se la lesione a5uata con limpiego della comunicazione radiotelevisiva o
della stampa.

Lordinamento consente lu/lizzo dellimmagine altrui se vi lassenso della persona ritra5a e se la


divulgazione dellimmagine non rechi pregiudizio alla reputazione o al decoro della stessa; la legge esonera
dal consenso se la riproduzione gius/cata dalla notoriet della persona ritra5a.
Lesigenza di tutelare la vita privata dallaltrui ingerenza, nella quale si riassume il diri5o alla riservatezza,
pur non essendo organicamente disciplinata dalla legge, trova riscontro in numerose fon/: si pensi alle
disposizioni che tutelano linviolabilit del domicilio, alla disposizione che punisce chiunque si procuri
indebitamente no/zie o immagini a8nen/ alla vita privata mediante luso di strumen/ di ripresa visiva e
sonora nei luoghi di privata dimora e chi riveli o dionda immagini cos o5enute, alle disposizioni sulla
tenuta di banche da/.
Connessa alla tutela della sfera personale la protezione del sogge5o dalla diusione di informazioni sul
proprio conto, potenzialmente dannose nella sue relazioni economiche (privacy economica). In materia di
no/zie economiche comunque, a dierenza delle informazioni concernen/ la riservatezza, vale un principio
di tendenziale libert,che tu5avia non esclude lobbligo di una circolazione corre5a di no/zie vere.
La5uazione delle dire8ve della CE garan/sce che il tra5amento dei da/ personali si svolga nel rispe5o dei
diri8 e delle libert fondamentali, nonch della dignit dellinteressato, con par/colare riguardo alla
riservatezza, iden/t personale e protezione dei da/ personali; il tra5amento inteso come qualunque
operazione ee5uata anche senza lausilio di strumen/ ele5ronici, concernen/ da/ personali, anche se
non registra/ in una banca da/. Il tra5amento di da/ sensibili (rivelan/ lorigine etnica, le ideologie, le
opinioni poli/che, lo stato di salute o la vita sessuale) possibile solo con il consenso scri5o
dellinteressato.
I danni cagiona/ per ee5o del tra5amento sono risarci/.
La rilevanza giuridica dellinformazione assume una triplice espressione: diri5o di informare, di essere
informato e di informarsi. Il pluralismo delle fon/ di informazione, laccessibilit ad esse, linteresse a
vericarne i contenu/, il controllo incisivo del potere di informare, sono essenziali per una societ
democra5ca. La giurisprudenza ha considerato legi8ma la libert di cronaca a condizione che
linformazione si riveli socialmente u/le, che la no/zia sia fru5o di serio e diligente lavoro di ricerca, che
lesposizione e la valutazione dei fa8 sia resa in forma civile.
La difesa principale della persona lesa dalla altrui informazione consiste nel diri5o di re8ca.
Quanto al diri5o di essere informato, importante so5olineare che ogni libert o diri5o cos/tuzionale
implicano una scelta consapevole, fru5o quindi di informazione (ad es. diri5o al voto, alla libert di aderire
a sindaca/ o par//).
Il diri5o allinformazione si estrinseca nella5ribuire alla persona il diri5o di me5ersi in condizione di
informarsi.

SITUAZIONI REALI DI GODIMENTO


CLASSIFICAZIONE DEI BENI
I beni sono le cose che possono formare ogge6o di diri8 (art. 810); non si iden/cano necessariamente
con en/t materiali: si parla di tu5o ci che, di materiale o di immateriale, pu formare ogge5o di diri8.
Con diri8 si fa riferimento alle situazioni sogge8ve e quindi a rappor/; il bene diventa idoneo a soddisfare
un bisogno umano meritevole di tutela dallordinamento.
Si dis/nguono i beni pubblici da quelli priva/: nei primi il sogge5o /tolare del diri5o sulla cosa lo Stato,
nei secondi il privato. Sono beni immobili quelli che non sono trasportabili perch incorpora/ al suolo,
sono mobili tu8 gli altri beni (art. 812).
I beni si possono denire divisibili e indivisibili, generici e specici, fungibili e infungibili, produ8vi e
improdu8vi, consumabili e inconsumabili.
La divisibilit di un bene dipende dalla possibilit di dividere la cosa in par/ omogenee.
Si parla di fungibilit quando il bene pu essere indierentemente sos/tuito da un altro iden/co per
quan/t e qualit; infungibile un esemplare unico.
I beni generici appartengono a un determinato genere e hanno rilevanza per il loro peso, numero e misura;
i beni specici sono invece presi in considerazione per la loro individualit.
Quando si parla di beni produ8vi si fa riferimento non a una nozione generica di produ8vit, cio alle
u/lit economiche derivan/ dal par/colare uso che del bene si fa, ma esclusivamente a una nozione
naturalis/ca. Il bene produ8vo va dis/nto da quello fru8fero che si cara5erizza per la capacit di produrre
fru8; i fru8 possono essere naturali o civili, e soltanto i primi conseguono ai beni produ8vi i fru8
naturali derivano dire5amente da un altro bene a prescindere dalleventuale opera delluomo (prodo8
agricoli, par/ degli animali), i fru8 civili sono le u/lit derivan/ dalluso del bene e coincidono con i
reddi/ che si traggono dal godimento del bene concesso ad altri (a5o, interessi su una somma di
denaro) (art. 820).
I beni consumabili sono des/na/ a trasformarsi s da non adempiere pi la funzione originaria (cibo); i beni
inconsumabili sono des/na/ a trasformarsi e luso dei quali ripe/bile (ves/to).
LA PROPRIETA
Nel codice del 1942 la propriet si colloca in un sistema che si adegua al modello industriale della societ
moderna e si inserisce nella complessit dei rappor/ economici. intesa quale diri5o pieno ed esclusivo di
godere e disporre della cose, ma va cmq esercitata entro i limi/ e con losservanza degli obblighi stabili/
dallordinamento (art. 832); questul/ma espressione so8ntende la realizzazione della funzione della
propriet, e cio lu/lit produ8vis/ca: emblema/ca la possibilit di espropriare i beni se il proprietario
ne abbandona la conservazione, la col/vazione o lesercizio (art. 838). La cos/tuzione del 1948 so5olinea il
fa5o che allavere si preferisce lessere: luomo prote5o non per ci che ha ma per ci che ; la propriet
diventa uno dei mezzi con i quali realizzare la sua personalit. Nella cos/tuzione la propriet privata
riconosciuta esclusivamente come situazione garan/ta dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di
godimento e i limi/ allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tu8 (art. 42
cost).
La propriet a5ribuisce il diri6o di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo ma entro i limi5 e
con losservanza degli obblighi stabili5 dallordinamento (art. 832).
Il potere di godimento corrisponde alla facolt di usare o no la cosa, di deciderne le modalit duso, di
trasformazione o addiri5ura la distruzione; il potere di disposizione pu a5enere ora alla disponibilit
negoziale, ora alla disponibilit materiale, ora alla scelta del tempo di u/lizzazione o di godimento.
Godimento e disponibilit sono pieni nel senso che della cosa il proprietario pu fare ci che vuole, esclusivi
nel senso che vietata ogni intromissione altrui sulle scelte del proprietario.
Ci sono diverse cara5erizzazioni del diri5o di propriet, ora sulla base intrinseca del bene, ora in base alla
des/nazione del bene; ad esse corrispondono diverse discipline e quindi si ha una pluralit di statu5
proprietari.

Esistono vincoli alla propriet nellinteresse pubblico privato: lespropriazione per pubblico interesse (art.
834), le requisizioni (art. 835) e gli ammassi (art. 837). Limi/ e obblighi emergono dalla legislazione speciale.
Con lespropriazione si so5rae coa8vamente la propriet ad un sogge5o allo scopo di des/nare il bene ad
una nalit di interesse generale; si deve a5uare un interesse generale, ossia si deve rispondere ad una
funzione socialmente u/le, e si deve corrispondere al proprietario un indennizzo per la perdita subita; le
norme ad essa rela/ve sono determinate da leggi speciali (art. 834).
I rappor/ di vicinato si sostanziano in una serie di limi/ alla propriet impos/ dal legislatore del 1942.
vietato al proprietario di compiere a8 i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere ad altri (art.
833). impossibile al proprietario impedire le immissioni di fumo o calore, le esalazioni, i rumori che
derivano dal fondo del vicino, se non superano le soglie della normale tollerabilit (art. 844). Quanto alle
aperture di luci e vedute, queste sono so5oposte ad una disciplina che tende a contemperare lesigenza di
godere nei propri ambien/ di luce naturale e di vedute panoramiche con la necessit di garan/re cmq la
riservatezza dei proprietari del fondo vicino (dallart. 900 al 907).
Il codice per la propriet fondiaria considera la propriet rurale (dallart. 846), la propriet edilizia (dallart.
869) e i diri8 sulle acque (dallart. 909).
La propriet fondiaria illimitata in altezza e profondit; il proprietario per non pu opporsi ad a8vit di
terzi che egli non abbia interesse ad escluderle (es. sarebbe assurdo vietare il passaggio di un aereo in
corrispondenza del proprio suolo) (art. 840). Il proprietario ha diri5o di chiudere il fondo in qualunque
tempo e modo (art. 841), ma nei limi/ stabili/ dallordinamento: cos non pu impedire il passaggio da
parte di chi esercita la caccia (art. 842), n da parte di chi ha necessit per la riparazione o la costruzione di
un muro o di unopera propria o comune (art. 843).
Una par/colare disciplina ha la propriet edilizia, riservata dal codice alle leggi speciali (art. 871).
La legge urbanis/ca ha a5ribuito ai comuni il potere di stabilire vincoli mediante i piani regolatori (art. 869),
e quindi di classicare il territorio comunale in zone; per realizzare pi compiutamente linteresse della
colle8vit stato necessario intervenire sulla situazione del proprietario e limitarne alcune facolt,
escludendo dai poteri del proprietario la possibilit di costruire.
La propriet rurale la propriet dei terreni agricoli; essa subisce consisten/ limitazioni aven/ nalit
sociali che a5engono alla trasformazione dei terreni per il miglioramento della produzione (art. 857), ai
vincoli idrogeologici (art. 866), nonch alla delimitazione di unarea minima di col/vazione al ne di evitare,
perch reputata dannosa, leccessiva frantumazione; si tende inoltre alla progressiva eliminazione del
la/fondo, specialmente mediante lespropriazione dei terreni incol/ e la susseguente redistribuzione degli
stessi ai col/vatori dire8.
Lacquisto della propriet pu avvenire sia mediante a8 di autonomia negoziale (contra8) sia con semplici
fa8 anche soltanto naturali. Contrariamente allacquisto a /tolo originario, che fa nascere il diri5o pieno,
lacquisto a /tolo deriva/vo re5o dal principio per cui chi trasferisce non pu cedere un diri5o pi ampio
di quello del quale /tolare.
I modi di acquisto della propriet a /tolo originario sono loccupazione, linvenzione e il tesoro,
laccessione, lunione, la commis/one e la specicazione (art. 922).
Loccupazione consiste nel materiale impossessamento di una cosa accompagnato dalla volont di farla
propria (dallart. 923); siccome i beni immobili vacan/ spe5ano al patrimonio dello stato (art. 827)
loccupazione riguarda il solo acquisto delle cose mobili che non sono di propriet di alcuno, o perch non
lo sono mai state, o perch sono state volontariamente abbandonate.
Le cose smarrite possono essere acquistate dal trovatore per invenzione. La cosa va res/tuita al
proprietario; se ques/ non conosciuto, il ritrovatore ha lobbligo di consegnare la cosa al comune del
luogo dove stata trovata (art. 927) anch sia reso pubblico il ritrovamento (art. 928); se il proprietario
reclama la cosa smarrita, il ritrovatore ha diri5o a un premio (art. 930); trascorso inu/lmente un anno dal
giorno della pubblicazione dellavviso, il ritrovatore ne acquista la propriet per invenzione (art. 929).
Diversa lipotesi nella quale si trovi un bene immobile di nessuno di pregio nascosta o so5errata: si parla
di tesoro (art. 932).
Laccessione, lunione e la commis/one riguardano il fenomeno in base al quale, per un fa5o naturale o per
opera delluomo, cose appartenen/ a proprietari diversi sono a5ra5e in ununica situazione. Laccessione

prevede che le opere esisten/ sopra o so5o il suolo appartengono al proprietario, salvo nelle situazioni
previste negli art. 935-936-937. Esiste anche laccessione inver/ta per cui il proprietario della costruzione,
se non riceve opposizioni da quello del suolo, ne acquista la propriet pagando il doppio del valore della
supercie occupata (art. 938). La commis/one si basa sul principio che il proprietario della cosa principale o
di maggior valore acquista la propriet del tu5o (art. 939).
La specicazione concerne lacquisto della propriet di una cosa creata con materiale altrui (art. 940).
I diri8 del proprietario si estendono, nei limi/ della meritevolezza di interessi, al so5osuolo e allo spazio
sovrastante (art. 840). La propriet del suolo tende a non essere separata dalla propriet di ci che si
costruisce su di esso: il legislatore mira a riunire i diri8 esisten/ sul suolo e sullopera, privilegiando ora il
proprietario del suolo (accessione), ora il proprietario dellopera (accessione inver/ta).
Con il diri5o di supercie si acquista la propriet sulla costruzione esistente o il diri5o di edicare su un
suolo di propriet altrui (art. 952). Si cos/tuisce per contra5o, per testamento o per usucapione, e pu
essere a tempo determinato o indeterminato; nel primo caso, allo scadere del termine, il proprietario del
suolo lo diverr anche dellopera costruita (art. 953). Oltre che per decorrenza del termine, la supercie si
es/ngue per rinunzia del superciario e per la riunione delle qualit di proprietario e superciario; non si
es/ngue con il perimento della costruzione (art. 954).
Il diri5o di enteusi un diri5o di godimento su cosa altrui: previo pagamento di un canone e con lobbligo
di migliorare il fondo ogge5o del diri5o (art. 960), il proprietario si spoglia del suo potere di godimento
riconoscendo allenteuta i diri8 sui fru8 del fondo e sulle accessioni (art. 959). Si pu cos/tuire per
usucapione, contra5o o testamento; pu essere a tempo determinato o perpetua (art. 958); non
ammessa la subenteusi (art. 968); si es/ngue a seguito del non uso protra5o per ventanni, per scadenza
del termine, rinunzia, consolidazione, perimento totale o espropriazione per pubblico interesse, oppure con
larancazione e la devoluzione la prima a5ribuisce allenteuta il diri5o allacquisto della propriet del
fondo, la seconda d la possibilit al concedente di es/nguere lenteusi quando non si migliori il fondo o
non si paghi due annualit del canone (art. 972).
Esistono altre situazioni di godimento su cosa altrui lusufru5o (dallart. 978), luso e labitazione (dallart.
1021) e le servit (dallart. 1027).
Lusufru5o il diri5o di godere di un bene altrui e dei suoi fru8 con lobbligo di conservare la des/nazione
economica del bene e di res/tuirlo alla scadenza: nalizzato al conseguimento dei fru8, cio dellu/lit
che pu dare (art. 981); non possibile modicare la des/nazione economica del bene e non pu durare
oltre la vita dellusufru5uario (art. 979). Si cos/tuisce per legge, volontariamente e per usucapione (art.
978); si es/ngue (dallart. 1014) per scadenza del termine, per rinunzia, per prescrizione determinata dal
non uso ventennale, per consolidazione, per perimento totale e per abuso. Lobbligo dellusufru5uario di
res/tuire alla scadenza il bene comporta losservanza della diligenza del buon padre di famiglia (art. 1001),
lobbligo di fare linventario e di prestare garanzia (art. 1002); egli tenuto inoltre agli obblighi di custodia e
amministrazione (art. 1004) e alle spese per le riparazioni (art. 1005). I suoi diri8, oltre che sui fru8, si
estendono alle accessioni (art. 983), ai miglioramen/ (art. 985), alle addizioni (art. 986), ma non al tesoro
(art. 988).
Luso diri5o personalissimo che a5ribuisce al suo /tolare il potere di servirsi della cosa e di raccogliere gli
eventuali fru8 limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia (art. 1021); quando luso ha per ogge5o
unabitazione, si parla di diri5o di abitazione (art. 1022). Si applicano le disposizione previste per lusufru5o
(art. 1026).
La servit consiste nel peso imposto sopra un fondo per lu5lit di un altro fondo appartenete a un altro
proprietario (art. 1027). Tra i fondi, che devono essere con/gui, deve esistere una relazione di servizio: al
vantaggio di uno deve corrispondere la restrizione del godimento dellaltro; per u/lit si intende anche una
maggiore comodit del fondo dominante (art. 1028) o un vantaggio futuro (art. 1029). Il /tolare del
fondo servente tenuto a sopportare, a un comportamento nega/vo di non fare; le spese per lesercizio
della servit sono a carico del proprietario del fondo dominante (art. 1030). Le servit si cos/tuiscono
per contra5o e per testamento (art. 1031), ma quelle apparen/ anche per usucapione e per la des/nazione

del padre di famiglia. Si es/nguono per confusione (art. 1072), decorrenza del termine, rinunzia,
abbandono del fondo servente (art. 1070) e prescrizione determinata dal non uso ventennale (art. 1073).
Si dis/nguono le servit apparen/, cara5erizzate da opere visibili e permanen/, da quelle non apparen/,
mancan/ di unopera visibile; quelle aerma/ve da quelle nega/ve; quelle volontarie, cos/tuite per
volont dei singoli, da quelle coa8ve, cos/tuite per legge.
Il /tolare della situazione dominante non pu aggravare oltre i limi/ stabili/ la situazione del servente (art.
1069), e il /tolare di questa non pu diminuire lesercizio della servit o renderlo pi dicile (art. 1068).
Quando una medesima situazione di godimento nella 5tolarit di pi sogge8 si ha comunione (art. 1100);
pu essere volontaria, legale o incidentale. La comunione limita il godimento del con/tolare che non pu
per esempio autonomamente alterare la des/nazione della cosa comune (art. 1102). Si a5ribuisce a
ciascun sogge5o una quota sulla quale vanta un diri5o esclusivo: le quote si presumono uguali (art. 1101);
ogni partecipante n pu disporre cedendola (art. 1103) e non deve impedire luso allaltro, alterare la
des/nazione o provocare il deterioramento della cosa. Qualora si tra8 di cose divisibili, ogni partecipante
pu richiedere lo scioglimento della comunione (art. 1111); non la si pu chiedere se la cosa indivisibile
(art. 1112). Allamministrazione concorrono tu8 i partecipan/ in base a deliberazioni prese dallassemblea,
impugnabili entro trenta giorni (art. 1109).
Il condominio negli edici prevede la coesistenza in un edicio di pi diri8 di propriet esclusivi, accanto ad
una comunione su alcune par/ (art. 1117). Il contributo di ciascuno alle spese necessarie alla conservazione
e al godimento delle par/ comuni, salvo specica indicazione (art. 1124-1125), dipende dalla des/nazione
del sevizio: se le par/ comuni servono in modo iden/co a tu8, alle spese si deve contribuire in proporzione
alla quota di propriet esclusiva, se invece servono in misura diversa, in proporzione alluso che ciascuno ne
fa (art. 1123). Gli organi per lamministrazione del condominio sono lassemblea e lamministratore;
lassemblea delibera (art. 1135) vincolando i condomini, anche quelli assen/ o dissenzien/ (art. 1137), in
virt del principio maggioritario (art. 1136). possibile la formazione di un regolamento che, ferma
linderogabilit di alcune disposizioni, disciplini luso delle cose comuni, la ripar/zione delle spese e
lamministrazione (art. 1138).
La mul/propriet si ha quando si esercita il diri5o su un bene comune ma in via esclusiva con un godimento
turnario, cio limitatamente ad un periodo predeterminato dellanno; il rapporto si regge su un
regolamento predisposto dal promotore, con cui si disciplina luso delle par/ e dei servizi comuni. La
mul/propriet pu essere immobiliare, alberghiera e azionaria.
Esistono azioni a tutela delle situazioni di godimento concesse solo al proprietario (pe/torie), quali la
rivendicazione, lazione negatoria e quelle di regolamento dei conni e di apposizioni di termini.
La rivendicazione presuppone la mancanza di possesso da parte di chi reputa di essere proprietario e tende
a o5enere la res/tuzione della cosa da parte di chi la possegga o la detenga (art. 948).
Con lazione negatoria si tende a negare lesistenza sulla propria situazione di diri8 altrui quando si teme di
subire pregiudizio (art. 949).
Lazione di regolamento di conni concerne la demarcazione dei conni tra due fondi quando manchino
limi/ cer/ (art. 950).
Con lazione di apposizioni di termini si chiede che siano appos/ a spese di entrambi i proprietari i segni di
conne (art. 951).
Esistono anche azioni di tutela concesse al 5tolare di un diri6o di godimento su cosa altrui (confessorie e di
nunciazione): con le prime si tende a far riconoscere lesistenza del proprio diri5o contro chi ne contes/
lesercizio o a far cessare gli a8 impedi/vi e le turba/ve allo stesso, le seconde, azioni di denunzia di nuova
opera (art. 1171) e di danno temuto (art. 1172), tendono alleliminazione di un pericolo proveniente dal
fondo vicino.

SITUAZIONI POSSESSORIE
Il legislatore denisce il possesso come il potere sulla cosa che si manifesta in una8vit corrispondente
allesercizio della propriet o di un altro diri6o reale (art. 1140). Il possesso produ8vo di ee8 giuridici;
consiste essenzialmente in un comportamento dire5o al godimento e alluso, a5uali e futuri, di un bene; il
possessore colui che gode e usa un bene e che intende usare la cosa in qualit di proprietario, di
usufru5uario Detentore invece colui che pur godendo della cosa non intende usarla in qualit di
proprietario, usufru5uario ecc colui che presta un libro a un amico lo possiede mediante lamico che ne
ha la detenzione.
La legge garan/sce al possessore un sistema di protezione del suo interesse al godimento e alluso del
bene, a5ribuisce al possessore convenuto in rivendica una posizione pi vantaggiosa rispe5o al
proprietario e riconosce al possessore senza /tolo la possibilit di acquistare il diri5o corrispondente al
comportamento tenuto.
Si pu iniziare a possedere in modo originario o deriva/vo, in seguito alla consegna del bene da parte di un
altro sogge5o. Il possessore a5uale che ha posseduto in tempo pi remoto si presume che abbia posseduto
anche nel tempo intermedio (art. 1142); il possesso a5uale non fa presumere il possesso anteriore e se il
possessore ha un /tolo (es. una compravendita) si presume che possieda dalla data del /tolo (art. 1143). Il
possesso con/nua nellerede con ee5o dallapertura della successione; il successore a /tolo par/colare
pu unire al proprio possesso quello dellautore per goderne gli ee8 (art. 1146).
possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere il diri5o altrui (art. 1147).
Il codice riconosce al possessore in buona fede il diri5o di far propri i fru8 prodo8 dalla cosa no al giorno
della domanda della rivendicazione (art. 1148-1149), il diri5o a unindennit per le riparazioni, i
miglioramen/ e le addizioni portate alla cosa (art. 1150) e il diri5o di non res/tuire la cosa nch non gli sia
corrisposta lindennit (art. 1152).
La propriet si acquista mediante il possesso a condizione che lacquirente sia in buona fede e esista un
/tolo idoneo a trasferire la propriet.
Il possesso con/nuato nel tempo per il numero di anni previsto dalla legge determina lacquisto della
propriet dei beni immobili, delle universalit di mobili, dei beni mobili registra/ e non registra/; per
usucapione si acquistano anche gli altri diri8 reali di godimento.
Il termine ordinario di usucapione di 20 anni per i beni immobili e per le universalit di mobili (art.
1158-1160), di 10 anni per i beni mobili registra/ (art. 1162); per i beni mobili non registra/ la propriet si
acquista mediante il possesso con/nuato per 10 anni se il possessore in buona fede, per 20 anni se in
mala fede (art. 1162).
A difesa del possesso vi sono le azioni di reintegrazione e di manutenzione. La prima (art. 1168) spe5a al
possessore che sia stato violentemente o clandes/namente spogliato del bene ed dire5a ad o5enere la
reintegrazione, cio la res/tuzione della cosa. La seconda (art. 1170) pu essere chiesta, entro un anno
dalla turba/va, dal possessore di beni immobili e di universalit di mobili molestato nel suo possesso; essa
dire5a ad o5enere la cessazione delle turba/ve. Al possessore sono concesse anche le azioni di
nunciazione (denuncia di nuova opera e di danno temuto).

SITUAZIONI DI CREDITO E DI DEBITO


STRUTTURA E CARATTERI DELLE OBBLIGAZIONI
Mentre le situazioni reali prevedono il potere del /tolare di farle valere nei confron/ della generalit dei
consocia/, le situazioni di credito si cara5erizzerebbero per la rela/vit, poich esercitabili soltanto nei
confron/ di una persona determinata, il debitore; le situazioni reali sono cara5erizzate dallimmediatezza,
per cui c una relazione dire5a e immediata con la cosa, in quelle di credito il /tolare non pu realizzare il
suo interesse senza lintermediazione dellaltrui prestazione; nei diri8 reali e non in quelli di credito c uno
stre5o legame tra la situazione sogge8va e il bene che ne cos/tuisce logge5o.
Queste situazioni sono disciplinate nel libro IV codice civile Delle Obbligazioni
Si parla di diri8 di credito quando si guarda il fenomeno dal punto di vista del creditore; si parla di
obbligazioni o debi/ quando lo si guarda dal punto di vista del debitore; si parla di rapporto
obbligatorio quando ci si riferisce alla correlazione fra la situazione a8va e quella passiva.
Le par/ sono a8vamente coinvolte nella5uazione dellobbligazione e, seppur in maniera diversa,
cooperano per la realizzazione degli interessi so5esi al rapporto.
La situazione creditoria solitamente qualicata a8va, perch cos/tuita esclusivamente da poteri,
pretese e aspe5a/ve, quella debitoria qualicata passiva, perch cara5erizzata da doveri, obblighi e
soggezioni. Questa dis/nzione non per cos ne5a e precisa: infa8 norme di comportamento gravano su
entrambe le posizioni. Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della corre5ezza (art.
1175) e la buona fede (art. 1375) il debitore tenuto non soltanto ad eseguire la prestazione ma anche
ad avere dei comportamen/ che la rappor/no alla specicit dellinteresse da soddisfare; il creditore
chiamato a cooperare col debitore per consen/rgli di adempiere esa5amente. La violazione del principio di
corre5ezza e buona fede si ha ogni qualvolta il comportamento di una parte non sia improntato a lealt,
schie5ezza e solidariet sociale (ci sono obblighi di avviso e doveri di protezione).
Il rapporto obbligatorio un vincolo giuridico in virt del quale il 5tolare della situazione debitoria tenuto
ad eseguire una prestazione (ogge5o del rapporto), matrimonialmente valutabile, per soddisfare linteresse,
anche non patrimoniale, del 5tolare della situazione creditoria, il quale ha il potere di pretendere
lesecuzione di tale prestazione ed chiamato a cooperare con il debitore per consen5rgli di adempiere
esa6amente (art. 1174-1175).
Il rapporto obbligatorio relazione tra situazioni sogge8ve i corrisponden/ patrimoni di riferimento, non
tra i sogge8 che possono anche non essere individuabili.
Linteresse del creditore indispensabile per la nascita del rapporto: se esso viene meno prima
delladempimento si determina la liberazione del debitore, ma deve essere meritevole di tutela (art.
1322); nella situazione creditoria lesercizio del potere da parte del creditore non di per s idoneo a
soddisfare il corrispondente interesse, se non seguito dalla cooperazione del debitore; pu non avere
natura patrimoniale: pu essere morale, ar/s/co, culturale. Linteresse del creditore pu talvolta richiedere
che la prestazione sia eseguita personalmente dal debitore: in questo caso, previsto che il creditore possa
riutare ladempimento che gli sia oerto da sogge8 diversi dal debitore (art. 1180); anche il debitore ha
degli interessi, come quello alla liberazione del vincolo e quello ad es/nguere lobbligazione
personalmente: infa8 il debitore pu riutare la remissione del debito che gli venga proposta dal creditore
(art. 1236) e pu manifestare la propria opposizione alladempimento del terzo (art. 1180).
La prestazione deve avere natura patrimoniale perch c lesigenza di determinare len/t pecuniaria del
danno da risarcire al creditore a seguito dellinadempimento del debitore (art. 1218).
Si dis/nguono obbligazioni di fare, di non fare e di dare. Le prime sono quelle per la cui esecuzione sono
richies/ comportamen/ a8vi del debitore diversi dal dare o dal consegnare; le seconde sono quelle che
hanno ad ogge5o prestazioni che si a5uano mediante unastensione; alle ul/me si riconducono quelle di
consegnare una cosa certa e determinata (art. 1476) o generica (art. 1178-1277) e quelle consisten/ nel far
acquistare ad altri il diri5o di propriet (art. 1476- 1478).

Non esiste uno statuto dellobbligazione, ma una pluralit di statu/ obbligatori, gius/ca/ dalle peculiarit
delle funzioni in concreto perseguite.
Solo lordinamento giuridico cara5erizzato dalla coerci/vit, cio dalla predisposizione di un sistema di
sanzioni che ne assicura lee8va osservanza. Per stabilire se sia applicabile la sanzione (es. risarcimento
del danno) per linosservanza di un dovere di comportamento, necessario vericare se questo abbia
natura di dovere giuridico o solo morale o sociale: bisogna vericare se le par/ abbiano inteso assogge5are
il rapporto alle regole del diri5o.
I rappor/ dei quali si sia esclusa la coercibilit, in quanto fonda/ esclusivamente su doveri morali e sociali,
sono deni/ obbligazioni naturali. Il /tolare della situazione naturale creditoria, per lipotesi di
inadempimento, non assis/to da azioni giudiziarie; ci nonostante, qualora il debitore naturale, capace,
adempia spontaneamente, il creditore pu tra5enere la prestazione. Lirripe/bilit subordinata a due
condizioni: ladempimento deve essere avvenuto spontaneamente e da parte di una persona capace, infa8
lobbligazione naturale un a5o giuridicamente libero. Ogni obbligazione naturale perci assogge5ata
dalla medesima disciplina (art. 2034 irripe5bilit di quanto prestato spontaneamente da un sogge6o
capace).
LE VICENDE DELLE OBBLIGAZIONI
Art. 1173 le fon/ dellobbligazione sono il contra5o, il fa5o illecito, o ogni altro a5o o fa5o idoneo a
produrle in conformit dellordinamento giuridico.
Lesecuzione di una prestazione non dovuta fonte di unobbligazione di res/tuire: non c nalit
sanzionatoria ma si tende al riequilibrio dei patrimoni. Quando chi non debitore adempie nei confron/ di
chi non creditore si ha indebito ogge8vo; quando chi debitore adempie a un sogge5o che non
creditore o non legi8mato a ricevere si ha indebito sogge8vo; si applica la disciplina dellart. 2033
colui che ha adempiuto pu ripetere quanto prestato e se chi ha ricevuto lindebita prestazione era in mala
fede ha diri5o ai fru8 e agli interessi dal giorno delladempimento. Ladempimento al creditore apparente
libera il debitore che provi la sua buona fede e chi ha ricevuto il pagamento tenuto alla res/tuzione verso
il vero creditore (art. 1189).
La ripe/zione dellindebito azione res/tutoria: presuppone lesecuzione di una prestazione che abbia ad
ogge5o una somma di denaro, una quan/t di cose fungibili (art. 2033-2036), un bene o una cosa
determinata, la dazione dei quali sia susce8bile di res/tuzione (art. 2037). Nellipotesi di perimento,
deterioramento o alienazione del bene indebitamente ricevuto, il creditore ha lobbligo di res/tuire
lequivalente economico o il corrispe8vo conseguito dal terzo (art. 2037-2038).
Chiunque, senza giusta causa, si arricchito a danno di altri tenuto, nei limi/ dellarricchimento, a
indennizzare questul/mo della correla/va diminuzione patrimoniale; se larricchimento ha per ogge5o una
cosa determinata, chi lha ricevuta tenuto a res/tuirla in natura (art. 2041).
Si denisce adempimento lesa5a esecuzione della prestazione dovuta (art. 1218). Questa eseguita
esa5amente qualora rispe8 modalit, tempi e luoghi preordina/ a garan/re la piena soddisfazione degli
interessi so5esi al vincolo; pertanto se per lesecuzione dellobbligo necessaria la cooperazione del
creditore, ladempimento comprende anche il comportamento di questul/mo.
Il pagamento ladempimento di unobbligazione pecuniaria, avente cio ad ogge5o una somma di denaro.
Ladempimento fa8specie es5n5va del rapporto: realizza il diri5o di credito e libera dallobbligo di
prestazione. Alladempimento sono tenu/ il debitore e i suoi eredi a /tolo universale. Irrilevante
lincapacit del debitore in quanto ladempimento a5o dovuto.
Mentre obbligato il solo debitore, qualsiasi terzo pu adempiere, anche contro la volont del creditore;
ques/ pu opporsi se ha interesse apprezzabili allesecuzione personale del debitore o se questul/mo gli
ha manifestato la sua opposizione (art. 1180). Valido ed ecace ladempimento fa5o al creditore o al
sogge5o da lui autorizzato a ricevere (art. 1188). Ladempimento a favore del non legi8mato libera il
debitore soltanto se il creditore labbia ra/cato o logge5o della prestazione si sia riversato nel suo
patrimonio (art. 1188).

Lesa5ezza riguarda la piena conformit del comportamento esecu/vo al contenuto dellobbligazione al


ne di soddisfare linteresse creditorio; la8vit del debitore deve tendere a realizzare una prestazione
u/le al creditore. Il debitore tenuto allesecuzione integrale della prestazione: il creditore pu riutare un
adempimento parziale (art. 1181), ma non quando la prestazione divenuta parzialmente impossibile per
causa non imputabile al debitore. Il debitore pu anche adempiere con cose altrui purch il creditore ne
abbia avuto conoscenza.
Il creditore ha lonere di riutare la prestazione inesa5a o di denunciare linesa5ezza entro un termine di
decadenza.
Non produce ee5o liberatorio lesecuzione di una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore
uguale o maggiore, a meno che il creditore non vi consenta; questo /po di prestazione (da5o in solutum)
richiede laccordo tra debitore e creditore; lee5o es/n/vo si produce con lesecuzione (art. 1197). In
luogo delladempimento il debitore pu anche cedere un credito; les/nzione si ha con la riscossione del
credito (art. 1198).
La prestazione deve avvenire nel luogo convenuto (art. 1182).
Il tempo dellobbligazione un elemento essenziale; il decorso del termine indica il momento dal quale
(termine iniziale) o entro il quale (termine nale) il debitore deve o pu adempiere. Se non ssato alcun
termine il creditore pu esigere immediatamente la prestazione; qualora sia necessario un termine, questo,
in mancanza di accordo tra le par/, stabilito dal giudice (art. 1183). Se il termine stabilito a favore del
debitore, il creditore non pu esigere la prestazione prima della scadenza ma il debitore pu eseguirla
immediatamente; se il termine a favore del creditore, il debitore non pu eseguire prima della scadenza
ma il creditore pu esigere immediatamente ci che gli spe5a (art. 1185).
Con il termine mora si indica il ritardo qualicato: si ha mora quando, per fa5o del creditore o del
debitore, si verica un impedimento temporaneo alla5uazione del rapporto; la mora presuppone che
lesecuzione della prestazione sia ancora possibile.
Il creditore in mora quando, senza mo/vo legi8mo, riuta la prestazione oertagli in forma solenne o
non compie la8vit necessaria anch il debitore possa adempiere (art. 1206): loerta deve garan/re la
congruenza con la prestazione dovuta, il tempo e il luogo convenuto. Quando il creditore in mora a suo
carico limpossibilit sopravvenuta per causa non imputabile al debitore, e il creditore tenuto a risarcire
i danni deriva/ dalla mora e a sostenere le spese per la custodia e la conservazione della cosa dovuta (art.
1207). La mora cos/tuisce solo un impedimento della5uazione del vincolo che rimane tu5avia in vita: il
debitore ancora obbligato ad eseguire la prestazione e pu o5enere la liberazione del vincolo mediante il
deposito liberatorio, che deve essere acce5ato dal creditore o dichiarato valido dalla sentenza (art. 1210).
Esistono altre fa8specie es/n/ve, diverse dalladempimento: la novazione, la remissione, la
compensazione, la confusione e limpossibilit sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al
debitore (dallart. 1230 al 1259). Sono sa5sfa6orie la compensazione, la confusione e la novazione, in
quanto c la soddisfazione degli interessi, ma sono non sa5sfa6orie la remissione e limpossibilit
sopravvenuta.
Compensazione richiede, quale presupposto necessario, lesistenza di credi/ e debi/ reciproci facen/
capo a due autonomi centri dinteressi; quando due persone sono obbligate luna verso laltra, i due debi/
si es/nguono per le quan/t corrisponden/ (art. 1241).
Confusione lobbligazione si pu es/nguere se nella stessa persona conuiscono le qualit creditoria e
debitoria (art. 1253).
Novazione solitamente si opera la dis/nzione tra quella ogge8va (modicazione dellogge5o), che
lunica ad avere funzione es/n/va, e quella sogge8va (sos/tuzione del sogge5o passivo), che determina
solamente una vicenda modica/va della /tolarit della situazione debitoria. Lobbligazione si es/ngue
quando le par/ sos/tuiscono allobbligazione originaria una nuova obbligazione con ogge5o o /tolo
diverso; deve sussistere in modo non equivoco la volont di es/nguere lobbligazione precedente (art.
1230). Soltanto una modicazione della prestazione o del suo ogge5o comporta novazione, come quando il

debitore, obbligato a trasferire un bene di valore, convenga con il creditore che potr adempiere prestando
una somma di denaro corrispondente. La novazione si dis/ngue dalla da/o in solutum perch prevede
les/nzione della precedente obbligazione e lobbligo ad eseguirne una nuova.
Remissione la dichiarazione del creditore di rime5ere il debito es/ngue lobbligazione quando
comunicata al debitore, salvo che ques/ dichiari in un congruo termine di non volerne pro5are (art.
1236).
Impossibilit sopravvenuta limpossibilit sopravvenuta, se imputabile al debitore, fa sorgere la sua
responsabilit personale ma, se non imputabile, determina les/nzione del rapporto obbligatorio e
dunque la sua liberazione (art. 1256). Limpossibilit deve essere ogge8va e assoluta; la prestazione
reputata impossibile se richieda uno sforzo cos elevato da renderlo umanamente insopportabile; il
mancato adempimento dipeso da caso fortuito o da forza maggiore.
Se limpossibilit temporanea non si es/ngue il rapporto obbligatorio: il debitore tenuto a adempiere
non appena vien meno limpossibilit.
Le modicazioni sogge8ve interessano il mutamento della /tolarit delle situazioni fra le quali si instaura il
rapporto obbligatorio. Il creditore originario trasferisce ad un altro sogge5o il diri5o di pretendere la
prestazione del debitore e il des/natario della prestazione pu mutare senza che il debitore, di regola,
possa impedirlo; possibile che il mutamento del creditore sia impedito da un accordo tra le par/ (art.
1260). Il debitore non pu impedire il mutamento del creditore, ma ha interesse a conoscerlo: il debitore
obbligato nei confron/ del nuovo creditore soltanto se a conoscenza del mutamento della /tolarit (art.
1264). Il creditore originario non garan/sce la solvibilit del debitore, cosicch il rischio dellinadempimento
di ques/ ad esclusivo carico del nuovo creditore (art. 1267).

Le modicazioni nel lato passivo del rapporto obbligatorio non sempre richiedono la partecipazione
contra5uale del creditore. La delegazione di debito si verica quando il debitore ada ad un sogge5o
lincarico di assumere il debito nei confron/ del creditore originario. di norma cumula/va perch il
delegato diventa condebitore solidale del delegatario; se il debitore assegna al creditore un nuovo
debitore, che si obbliga verso il creditore, il debitore originario non liberato dalla sua obbligazione a meno
che il creditore dichiari espressamente di liberarlo, allora si avr una successione nel debito (art. 1268).
Dalla delegazione di debito si dis/ngue quella di pagamento, con cui il debitore invita il delegato, non a
obbligarsi verso il creditore, ma a pagare immediatamente il debito (art. 1269).
Si ha estromissione (art. 1272) quando un terzo, estraneo al rapporto obbligatorio, assume
spontaneamente verso il creditore lobbligazione del debitore; si dis/ngue dalladempimento del terzo
perch il terzo prome5e di adempiere ma non es/ngue immediatamente.
Laccollo si produce qualora un terzo pa5uisca con il debitore originario lassunzione del debito; leventuale
adesione del creditore rende irrevocabile la dichiarazione di accollo, e importa liberazione del debitore
originario solo se previsto dalla s/pulazione o se il creditore lo dichiara espressamente libero; in ogni caso il
terzo obbligato nei confron/ del creditore nei limi/ nei quali ha assunto il debito (art. 1273). Come
accade per la delegazione, il creditore non ha azione contro il debitore originario se il terzo diviene
insolvente dopo lassunzione del debito, e quindi dopo che il debitore originario sia liberato (art. 1274).
Fonte dellaccollo pu essere non solo la volont delle par/ ma anche la legge.
Scaduto il termine di adempimento, il semplice ritardo non produce di regole conseguenze giuridiche. La
situazione di mancato adempimento pu sfociare nelles/nzione per decorso del termine di prescrizione o
per impossibilit sopravvenuta non imputabile, ma pu anche evolversi nella situazione di ritardo
qualicato (mora del debitore) o in quella di inadempimento deni/vo. Il ritardo diventa mora e dunque
fonte di responsabilit, quando al fa5o obie8vo di mancato adempimento si aggiunge un a6o formale di
cos5tuzione in mora: lin/mazione o richiesta di adempimento fa5a per iscri5o al debitore (art. 1219). La
mora obbliga il debitore al risarcimento dei danni derivan/ dal ritardo e non lo libera per la sopravvenuta
impossibilit derivante da causa a lui non imputabile (art. 1221). Non si ha mora quando il debitore abbia
tempes/vamente fa5o oerta non formale della prestazione, salvo che il creditore labbia riutata per un
mo/vo legi8mo (art. 1220). Nelle obbligazioni di non fare non concepibile il ritardo
nelladempimento; ogni violazione cos/tuisce di per s inadempimento deni/vo, rendendo superua una
preven/va cos/tuzione in mora (art. 1222).

Lina5uazione deni/va del rapporto obbligatorio cos/tuisce inadempimento, che fonte di responsabilit
(art. 1218); si parla impropriamente di responsabilit contra5uale perch la fonte del rapporto obbligatorio
non solo il contra5o ma anche altro fa5o o a5o (art. 1173). Linadempimento si verica quando la
prestazione divenuta impossibile ovvero il debitore non pu o non vuole adempiere o il creditore non ha
pi interesse a ricevere un adempimento tardivo. Ci sono conseguenze dieren/. Linadempimento
volontario sicuramente fonte di responsabilit; a volte per sullina5uazione del rapporto possono
incidere fa5ori di diversa natura, non sempre governabili dal debitore. Il debitore inadempiente sempre
responsabile e quindi tenuto al risarcimento del danno, a meno che non provi che sia sopravvenuta
impossibilit a lui non imputabile (art. 1218); qualsiasi dicolt ad adempiere irrilevante; il debitore deve
provare una causa a lui esterna, inevitabile o imprevedibile, che non avrebbe mai potuto evitare ado5ando
misure idonee.
Il debitore e il creditore devono cmq comportarsi secondo le regole della corre5ezza (art. 1175).
Il regime di responsabilit non assolutamente inderogabile: le par/ possono convenire un diverso criterio
di ripar/zione del rischio dellinadempimento, ma non possono escludere preven/vamente la
responsabilit del debitore per dolo o colpa grave il rela/vo pa5o nullo (art. 1229).
Il debitore che nellesecuzione della prestazione si avvale dellopera di terzi, risponde, salva diversa
pa5uizione, anche dei fa8 colposi o dolosi di ques/ (art. 1228)
La5uazione della prestazione gode di una tutela reale e di una risarcitoria, che assicurano al creditore
insoddisfa5o, ora il conseguimento dello stesso bene dovuto (ogge5o della prestazione), ora un
equivalente pecuniario. Questul/mo comprende sia la perdita ee8vamente subita sia il mancato
guadagno, purch luna e laltro siano conseguenza immediata e dire5a dellinadempimento o del ritardo
(art. 1223); sono risarcibili quindi solamente i danni che possono essere considera/ conseguenza
dellinadempimento o del ritardo.

SITUAZIONI DI GARANZIA
SITUAZIONI DI GARANZIA PATRIMONIALE
Lart. 2740, disponendo che il debitore risponde delladempimento delle obbligazioni con tu8 i suoi beni
presen5 e futuri, delinea lis/tuto della responsabilit patrimoniale, con cui il creditore insoddisfa6o (a
causa dellinadempimento) pu realizzare il suo interesse aggredendo, in via esecu/va, i beni del debitore.
La responsabilit patrimoniale opera esclusivamente a seguito dellinadempimento, ma non ne strumento
alterna/vo; n pu essere considerata sempre sa/sfa5oria dellinteresse del creditore. Lesecuzione
generica o per espropriazione consente al creditore di perseguire la medesima u/lit che ladempimento
spontaneo del debitore gli avrebbe procurato soltanto se la prestazione dovuta aveva ad ogge5o una
somma di denaro; altrimen/ lespropriazione fa conseguire al creditore lequivalente pecuniario del danno.
La responsabilit dellart. 1218 e quella dellart. 2740, pur operando entrambe a seguito
dellinadempimento, hanno natura e funzione diverse la prima (responsabilit personale) determina
lobbligo di risarcire il danno; la seconda (responsabilit patrimoniale) comporta la soggezione dei beni
presen/ e futuri del debitore allazione esecu/va del creditore insoddisfa5o; questul/ma dunque
presuppone, oltre allinadempimento delloriginaria obbligazione, anche linadempimento della
conseguente obbligazione risarcitoria.
Responsabilit patrimoniale ed esecuzione forzata non coincidono lesecuzione forzata in forma generica
invocabile quando la situazione creditoria ha per ogge5o la consegna di una somma di denaro;
lesecuzione in forma specica esperibile nelle ipotesi di inadempimento di credi/ aven/ ogge5o diverso
dal denaro, quali obbligazioni di dare, di fare e di non fare, di contrarre: in questul/mo caso il creditore
pu o5enere una sentenza che produce gli stessi ee8 del contra5o non concluso (dallart. 2931).
Lesecuzione in forma specica sempre sa/sfa5oria dellinteresse creditorio.
Regola par condicio creditorum se una persona ha pi creditori, ques/ hanno eguale diri5o di essere
soddisfa8 sui beni del debitore (art. 2741); qualora pi creditori abbiano promosso lespropriazione forzata
ed il ricavato della vendita non sia suciente a soddisfare integralmente le loro pretese, vi sar una
ripar/zione del ricavato proporzionale nellammontare dei corrisponden/ credi/.
nullo il pa6o commissorio (art. 2744) con cui si conviene che, in mancanza del pagamento nel termine
stabilito, la propriet della cosa ipotecata o data in pegno passa al creditore. Appare lecito il pa6o marciano
con cui il creditore, nellipotesi di inadempimento, diventa proprietario della cosa ricevuta in garanzia
previa corresponsione al debitore della dierenza tra lammontare del credito e leventuale maggior valore
del bene.
La legge prevede cause di prelazione che comportano posizioni privilegiate cara5erizzate da un ordine di
preferenza nella distribuzione del ricavato della vendita; le cause legi8me di prelazione sono i privilegi, il
pegno e le ipoteche (art. 2741).
I privilegi possono essere generali o specici (art. 2746): i primi hanno per ogge5o tu8 i beni mobili del
debitore, i secondi si riferiscono a quelli che sono in una par/colare relazione con il credito del quale
sintende raorzare la tutela.

Par/colarmente tutelata la posizione del creditore nella fase che va dalla cos/tuzione alla esigibilit del
credito. Se il debitore aliena qualche suo bene ai terzi, il creditore pu esperire lazione revocatoria
(dallart. 2901); se il debitore impedisce lincremento del suo patrimonio, il creditore pu agire con lazione
surrogatoria (dallart. 2900); se il debitore si comporta in modo tale da suscitare nel creditore il fondato
/more che i beni ogge5o della sua garanzia patrimoniale possano essere dissipa/, il creditore pu chiedere
il sequestro conserva/vo di alcuni o di tu8 quei beni (art. 2905). Ques/ strumen/ svolgono una funzione
conserva/va della garanzia patrimoniale.

Lazione revocatoria ha la funzione di neutralizzare gli a8 di disposizione compiu/ dal debitore i quali,
diminuendo la garanzia patrimoniale, sono potenzialmente pregiudizievoli delle ragioni del creditore. Il
legislatore prevede che il creditore pu chiedere che gli a8 di disposizione del debitore siano dichiara/
inecaci nei suoi confron/. Degli ee8 dellazione revocatoria si avvantaggia dunque soltanto il creditore
che labbia proposta. Il bene trasferito resta a tu8 gli ee8 nella /tolarit di chi lo ha acquistato e non
rientra nel patrimonio del debitore; il creditore, a seguito dellinadempimento, potr aggredire il bene in via
esecu5va anche presso il terzo acquirente (art. 2902). Presupposto essenziale dellazione revocatoria
lesistenza di un credito.
Un a5o di disposizione non pregiudizievole delle ragioni del creditore se nel patrimonio del debitore
permangano beni di valore superiore al debito. richiesto inne un ulteriore requisito di natura sogge8va:
la consapevolezza del debitore di ledere la garanzia patrimoniale del creditore.
Lazione surrogatoria non colpisce soltanto la posizione del debitore, ma coinvolge necessariamente anche
quella di chi (il terzo) sia stato parte della5o di disposizione, in quanto il creditore pu aggredire il bene
ogge5o della5o anche presso il terzo che pur ne a tu8 gli ee8 divenuto proprietario. Al ne di
contemperare le esigenze di tutela del terzo con quelle dei creditori, si richiede che anche il terzo fosse
consapevole del potenziale pregiudizio; se il terzo in buona fede lazione revocatoria non pu essere
u/lmente esperita.
Lazione revocatoria si prescrive in 5 anni dalla data della5o (art. 2903).
Mentre con lazione revocatoria il creditore reagisce a comportamen/ a8vi del debitore, con lazione
surrogatoria egli evita il pregiudizio conseguente allinerzia del debitore che, trascurando lesercizio di diri8
ed azioni dei quali sia 5tolare, impedisca lincremento della garanzia patrimoniale; il creditore legi8mato
a sos/tuirsi al debitore e ad esercitare i diri8 dei quali ques/ /tolare (art. 2900). Lazione revocatoria
opera soltanto a favore del creditore che labbia esperita, lazione surrogatoria determina un incremento
del patrimonio del debitore che va invece a vantaggio di tu8 i creditori. Presupposto essenziale
lesistenza di un credito.
I creditori possono surrogarsi al debitore inerte nellesercizio di diri8 o nellesperimento di azioni che
spe5ano verso i terzi, che abbiano natura patrimoniale e che non debbano essere personalmente esercita/
dal loro /tolare.
Il sequestro conserva/vo so5rae al debitore, sia materialmente sia giuridicamente, la disponibilit dei beni,
realizzando una forma di tutela preven/va della garanzia patrimoniale. Anch possa essere concesso
necessario che sussistano il credito vantato e il pericolo di alienazione o di dissipazione dei propri beni da
parte del debitore. I beni, no alla conclusione del processo, sono ada/ ad un custode. Al termine del
processo, se il credito realmente esistente, il creditore inizia lespropriazione forzata, se il credito
inesistente, il debitore recupera i beni sequestra/ e pu chiedere il risarcimento dei danni.
Pegno e ipoteca assolvono una comune funzione: quella di cos/tuire una garanzia specica che consente al
creditore insoddisfa5o, nellipotesi di pegno, di procedere alla vendita del bene (dallart. 2975) o di
richiederne lassegnazione (art. 2798) e, nellipotesi dellipoteca, di procedere allespropriazione dei beni
(art. 2891).
Il pegno si cos/tuisce per accordo della par/ seguito dalla consegna della cosa o dei documen/ o nelle
forme prescri5e (art. 2786); esso esiste dolo se esiste il debito da garan/re. Lindivisibilit del pegno
comporta inne che esso garan/sca, salvo diversa volont delle par/, lintero credito no alla sua totale
realizzazione. Il pegno pu avere come ogge5o beni mobili, universalit di mobili, credi5 e altri diri8 aven5
a loro volta per ogge6o beni mobili (art. 2784).
Il bene gravato da pegno passa nel possesso del creditore lo spossessamento consente la5uazione della
funzione di garanzia. A seguito dello spossessamento, la cosa passa al creditore, ma possibile che essa sia
consegnata ad un terzo o custodita congiuntamente dal concedente e dal creditore (art. 2786). Se data in
pegno una cosa fru8fera, il creditore, salvo pa5o contrario, pu far propri i fru8 (art. 2791); inoltre, senza
il consenso del concedente, il creditore non pu godere del bene n concederlo a sua volta in godimento o
in pegno (art. 2792).
Il pegno si es/ngue oltre che per rinunzia alla garanzia, con les/nzione del credito garan/to, il perimento
della cosa o les/nzione del diri5o gravato dalla garanzia.

Lipoteca nasce con liscrizione nei pubblici registri immobiliari (art. 2808), che rappresenta una pubblicit
cos5tu5va e si dis/ngue dalla trascrizione che pubblicit dichiara/va; nel periodo che precede liscrizione
sussiste soltanto un diri5o del creditore alla cos/tuzione dellipoteca.
Si dis/nguono lipoteca legale, giudiziale e volontaria, a seconda che derivino da una previsione legisla/va,
da una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro o da un a5o negoziale. Lart. 2810
elenca i beni che possono essere grava/ da ipoteca.
Una volta cos/tuita, lipoteca a5ribuisce al creditore il diri6o di espropriare i beni vincola5 e di soddisfarsi,
con diri6o di prelazione, sul ricavato della loro vendita; la prelazione regolata dal grado, che cos/tuito
dal numero, tenuto in ordine cronologico, delliscrizione.
Il creditore ipotecario pu agire contro chi non debitore quando lipoteca stata concessa da altri.
Il rapporto ipotecario si pu es/nguere per scadenza del termine, per il vericarsi della condizione
risolu/va, per il perimento del bene, per rinunzia del creditore.
Liscrizione dellipoteca perde ecacia dopo 20 anni dalla sua data, ma les/nzione della garanzia pu
essere evitata domandando la rinnovazione delliscrizione.
Fideiussore colui che obbligandosi personalmente verso il creditore garan5sce ladempimento
dellobbligazione altrui (art. 1936). Il creditore deve cmq chiedere ladempimento prima al debitore
principale e poi al garante.

PRESCRIZIONE E DECADENZA
Il decorso di un dato periodo di tempo, combinato con altri elemen/, pu dar luogo allacquisto o
alles/nzione di una situazione sogge8va; nella prima ipotesi si discorre si usucapione, nella seconda di
prescrizione e decadenza.
Il codice vigente, a dierenza di quello del 1865, ha separato la disciplina dellusucapione, inserendola nel
libro della propriet, da quella della prescrizione, inserendola alla ne del libro della tutela dei diri8 e
aancandogli la decadenza.
La prescrizione produce les5nzione della situazione sogge8va per ee6o dellinerzia del suo 5tolare, che
non la esercita per il tempo determinato dalla legge (art. 2934).
Il fondamento ravvisato nellesigenza di certezza dei rappor/ giuridici e nella necessit di paralizzare
lesercizio di diri8 dopo anni di inerzia, quando nella colle8vit si ormai formata la convinzione della loro
inesistenza; il decorso del tempo rende palese il disinteresse del /tolare e lascia presumere che ques/ non
intenda pi esercitare il diri5o o che vi abbia rinunziato.
Essa prospe5ata come un is/tuto di ordine pubblico con la conseguente inderogabilit della sua
disciplina lautonomia negoziale non pu modicarne la disciplina.
Si sempre a5ribuito alla prescrizione ecacia es/n/va del diri5o, ma evidentemente essa potrebbe
essere qualicata modica/va, in quanto la prescrizione es/nguerebbe lazione, non il diri5o (il pagamento
del debito prescri5o non indebito perch il diri5o non si sarebbe is/nto).
Ogni diri5o si es/ngue per prescrizione, ma non ne sono ogge5o quelli della personalit e quelli a8nen/ a
rappor/ familiari, le azioni di contestazione e di reclamo, di impugnazione del riconoscimento per dife5o di
veridicit e di dichiarazione giudiziale della paternit e della maternit, il diri5o di propriet in quanto
assoluto e da far valere allesterno del rapporto giuridico, la qualit di erede, e il diri5o di far valere la
nullit del contra5o.
Il termine di prescrizione decorre dal giorno nel quale il diri5o pu essere fa5o valere (non ci inerzia no
a quando non giuridicamente possibile far valere il diri5o) (art. 2935); il termina ordinario di prescrizione,
che vale quando non ne sia stabilito uno dierente, di 10 anni(art. 2946).
Se linerzia il presupposto della prescrizione, questa non opera se sopraggiunge una causa che gius/chi
linerzia (sospensione) e se linerzia cessa perch il diri5o esercitato (interruzione).
La decadenza comporta les5nzione di un diri6o che non sia stato esercitato entro un dato termine: linerzia
del /tolare e il decorso del tempo fanno s che il diri5o si es/ngue.
A base della decadenza vi unesigenza obie8va di certezza delle situazioni giuridiche: taluni diri8 devono
essere esercita/ entro un breve o brevissimo periodo di tempo se il /tolare non esercita il diri5o entro il
termine ssato si ha es/nzione per decadenza. Soltanto nella decadenza lesigenza di certezza assoluta,
mentre nella prescrizione tale esigenza si combina con le ragioni dellinerzia. Alla decadenza non si
applicano le norme rela/ve alla sospensione e allinterruzione; il fa5o ogge8vo del decorso del tempo
comporta les5nzione del diri6o, senza che abbiano rilievo le condizioni sogge8ve del 5tolare che
gius5cano linerzia la decadenza pu essere impedita solamente dal compimento della5o previsto.
Non tu8 i diri8 sono sogge8 a decadenza. Essa generalmente stabilita dalla legge, che talora prevede
che la ssazione del termine sia opera del giudice.



AUTONOMIA NEGOZIALE E CONTRATTUALE


Uno dei conce8 cardine del sistema giuridico quello di autonomia privata potere riconosciuto
dallordinamento al privato di autoregolare i propri interessi.
La sua classicazione basata sui mezzi con i quali si esplica: si parla di autonomia negoziale e autonomia
contra:uale; la prima si riferisce al negozio in generale (NEGOZIO = fa8 giuridici i cui ee8 sono
predispos/ dallordinamento tenendo conto delle manifestazioni di volont della par/ ), la seconda al
contra5o ( art. 1321 CONTRATTO = accordo di due o pi par/ per cos/tuire, regolare o es/nguere tra
loro un rapporto giuridico patrimoniale). Lautonomia negoziale il potere riconosciuto dallordinamento al
sogge5o di diri5o, privato o pubblico, di regolare con proprie manifestazioni di volont interessi priva/ e
pubblici, non necessariamente propri; lautonomia contra5uale il caso pi frequente e rilevante. Essa
deve avere dei fondamen/ cos/tuzionali, la cui iden/cazione perme5e allinterprete di vericare la
meritevolezza degli interessi e la liceit dei singoli a8 di autonomia.
Lobie8vo della Comunit Europea di promuovere lunione economica e monetaria e lo sviluppo
economico equilibrato dei paesi membri si trado5o in una serie di norme (DIRITTO COMUNITARIO) che
inuenzano lautonomia contra5uale. Un esempio la disciplina che impone agli imprenditori precisi
obblighi di informazione verso i consumatori, volta ad a5enuare la disparit di forza tra il professionista e
il consumatore/utente; la disciplina comunitaria vuole depurare i contra8 delle clausole vessatorie, che
determinano un eccessivo squilibrio dei diri8 e degli obblighi a carico del consumatore.
Anche gli a8 di autonomia contra5uale sono basa/ sul principio cos/tuzionale di eguaglianza sostanziale
tra le par/ ( 3, cost).
Le classiche libert contra6uali sono:
-di contrarre, di concludere o no un contra5o;
-di scegliere il contraente;
-di determinare il contenuto in merito alle esigenze, nei limi/ impos/ dalla legge ( art. 1322);
-di apportare schemi contra5uali a/pici, purch dire8 a realizzare interessi meritevoli di tutela e che, non
appartenendo a /pi aven/ una disciplina par/colare, saranno so5opos/ alle norme generali ( art.
1322-1323).
Ai contra8 si suole contrapporre il NEGOZIO UNILATERALE presenza di ununica parte ossia di un unico
centro di interessi; nel codice sono chiama/ a8 e sono regola/, alcuni mediante disciplina specica, e
tu8 quelli inter vivos e a contenuto patrimoniale mediante la disciplina dei contra8 in generale ( art.
1324).
ELEMENTI ESSENZIALI DEL NEGOZIO E REQUISITI DEL CONTRATTO
Il negozio giuridico presuppone lesistenza di un sogge5o legi8mato a porlo in essere; ques/ diventa parte
ed assume il ruolo di portatore degli interessi e di des/natario degli ee8. Il ruolo di parte pu essere
svolto anche da pi sogge8, basta che cos/tuiscano un unico centro di interesse, cio che perseguano lo
stesso interesse.
Art. 1325 i requisi/ del contra5o sono:
- laccordo tra le par/;
- la causa;
- logge5o;
- la forma.
In generale la volont uno degli elemen/ della5o negoziale; la sua mancanza ne determina la nullit
della5o, se invece non si corre5amente formata la5o annullabile. Non ha alcuna rilevanza la volont
non manifestata, non esplicitata allesterno. La manifestazione, o dichiarazione, pu essere rece8zia,
quando x produrre ee8 deve essere conosciuta dal des/natario ( contra5o), o non rece8zia, se non ha
des/natari e produce ee8 immedia/; oppure pu essere espressa, non solo a parole ma anche a ges/
espressivi, o tacita, quando lascia desumere la sua ricorrenza in modo univoco mediante un
comportamento concludente, dal quale si capisce la sua volont.
Il codice dedica alla causa una sezione ( art. 1343-1344-1345) contenente disposizioni dire5e
alliden/cazione della causa illecita, del contra5o in frode alla legge e del mo/vo illecito, e sanziona
la mancanza o lilliceit della causa con la nullit del contra5o ( art. 1418). La presenza di una causa lecita e
meritevole di tutela cos/tuisce il fondamento gius/ca/vo della rilevanza e della tutela giuridica del
contra5o, e il suo criterio dinterpretazione e qualicazione. Basandosi sul codice del 42 la causa pu

essere iden/cata come funzione economico-sociale del contra5o, oppure anche come sintesi degli ee8
giuridici essenziali del contra5o.
Logge6o il centro intorno al quale ruota il contra5o; alcune disposizioni lo iden/cano espressamente
con la prestazione, altre con la cosa, la porzione della realt materiale intorno alla quale ruotano gi
interessi. I requisi/ dellogge5o sono la liceit, la possibilit, la determinatezza o la determinabilit ( art.
1346).
La nozione di forma in senso lato indica il veicolo ( dichiarazione o comportamento concludente) mediante
il quale si riconoscono gli interessi; in senso stre5o invece, si iden/ca nel documento ( a5o pubblico o
scri5ura privata) dal quale risulta la manifestazione di volont. In assenza di prescrizioni di determinate
forme, le par/ sono libere di ado5arne una qualsiasi, basta che sia prescri5a dalla legge a pena di nullit.
FORMAZIONE DEI CONTRATTI
Lordinamento prevede diversi procedimen/ idonei alla formazione di un contra5o.
Il primo costruito sullo scambio del consenso due o pi persone si accordano sul contenuto del
contra5o che intendono concludere; il contra5o concluso nel momento in cui chi ha fa5o la proposta ha
conoscenza dellacce5azione dellaltra parte ( art. 1326).
La proposta la5o prenegoziale con il quale una parte prospe5a allaltra ( oblato) il contenuto
contra5uale, che deve essere completo ed espresso nella forma richiesta. Lacce5azione esprime la volont
di vincolarsi al contra5o proposto; unacce5azione non conforme vale come controproposta, la quale
richiede a sua volta lacce5azione della controparte. Essa deve pervenire al proponente nel termine da lui
stabilito o in quello ordinariamente necessario secondo la natura dellaare o secondo gli usi ( art. 1326).
Entrambe sono revocabili no a quando il contra5o non sia concluso ( art. 1328) la revoca della proposta
deve essere inviata alloblato prima che arrivi la sua acce5azione; la revoca dellacce5azione deve arrivare
al proponente prima dellacce5azione stessa; tu5avia loblato, se ha iniziato in buona fede lesecuzione del
contra5o dopo lacce5azione e prima di venire a conoscenza della revoca, ha diri5o a essere indennizzato
per le spese e le perdite subite.
La proposta e lacce5azione decadono per la morte o lincapacit sopravvenuta del dichiarante prima della
conclusione del contra5o. Loblato, se gli sia richiesto dal proponente o dalla natura dellaare o dagli usi,
pu iniziare lesecuzione senza dover prima acce5are; deve darne per tempes/vo avviso allaltra parte,
pena risarcimento del danno ( art. 1327).
Un diverso procedimento di conclusione del contra5o loerta al pubblico la proposta non ha un
des/natario prestabilito ma dire5a a chiunque ne abbia conoscenza; ai ni della conclusione del contra5o
suciente che chi interessato manifes/ lacce5azione ( il negoziante che espone le merci con il prezzo
di vendita).
Art. 1333 disciplina la formazione del contra5o con obbligazioni a carico della sola parte proponente; la
proposta irrevocabile e il contra5o concluso se loblato non riuta nel termine richiesto dalla natura
dellaare o dagli usi.
Il consenso delle par/ non sempre suciente alla conclusione del contra5o; talvolta il procedimento si
consegna con la consegna materiale del bene dedo5o in ogge5o contra6o reale.
Le par/ hanno il dovere di comportarsi secondo buona fede nelle tra5a/ve e nella conclusione del
contra5o ( art. 1337). Spe5a al contraente tecnicamente consapevole ( ad es. medico) la selezione dei da/
da fornire alla controparte, secondo il suo interesse, e la loro comunicazione in termini comprensibili; il suo
adempimento talvolta incide dire5amente su situazioni tutelate a livello cos/tuzionale.
Alla violazione agli obblighi di buona fede nelle tra5a/ve e nella conclusione del contra5o segue la
responsabilit precontra5uale la misura del danno risarcibile e la disciplina di questa forma di
responsabilit dipendono dalla sua collocazione in ambito extracontra5uale o contra5uale.

VINCOLI NELLA FORMAZIONE DEI CONTRATTI


Esistono dei limi/ alle singole libert contra5uali; tra ques/ assumono par/colare rilievo quelli che limitano
la libert di decidere se concludere un contra5o, con chi concluderlo, e di determinarne il contenuto.
La prima non si realizza se sussistono obblighi a contrarre, legali e quindi volu/ dalla legge, o negoziali e
quindi volu/ dalle par/.
Il pa5o di opzione ( art. 1331) crea un vincolo unilaterale una parte ( concedente) rimane vincolata alla
propria dichiarazione e laltra ( opzionario) ha facolt di acce5arla o no entro un certo termine; la
dichiarazione considerata proposta irrevocabile.
Anche il contra5o preliminare crea un vincolo convenzionale le par/ si obbligano a concludere un
successivo contra5o; un contra5o con ee8 obbligatori che determina il contenuto essenziale del
deni/vo; deve avere la stessa forma del contra5o deni/vo, a pena di nullit ( art. 1351); qualora una
parte non adempia allobbligo si ha lesecuzione specica dellobbligo di contrarre.
Esistono dei divie/ di contrarre, ma sono consen// in misura limitata perch oltre a conggere con la
libert contra5uale, ostacolano la circolazione dei beni.
Con il pa5o di prelazione, che si pu congurare come clausola contra5uale o come autonomo contra5o, il
concedente si obbliga, dove decida di concludere un dato contra5o, a dare la preferenza ad un sogge5o
rispe5o ad altri.
La libert di determinare il contenuto del contra5o non esclude che esso possa subire restrizioni in virt di
limi/ impos/ dalla legge; previsto cos che clausole e prezzi di beni e servizi, impos/ dalla legge, sono di
diri5o inseri/ nel contra5o anche in sos/tuzione delle clausole diormi apposte dalle par/ ( art. 1339), e
che le clausole duso sintendano inserite nel contra5o se non risulta che non sono state volute dalle par/
( art. 1340).
Ci sono limi/ anche sulla capacit delle par/ di incidere sul contenuto del contra5o. Infa8 sul mercato
a5uale sono presen/ sogge8 contra5uali for/, di norma imprenditori, i quali possono imporre a una massa
indierenziata di potenziali contraen/ un regolamento predisposto, sul quale ques/ non sono in grado di
incidere ( contra8 di massa, standard o in serie) succede con le banche, le assicurazioni ecc Il codice
prevede che il regolamento contra5uale possa essere predisposto da una delle par/, di regola
limprenditore, mediante la formulazione di condizioni generali che vincolano laltra parte, laderente, di
regola il cliente/consumatore, se risulta che ques/ le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando
lordinaria diligenza ( art. 1341).
La gura del consumatore ha cos/tuito il punto di riferimento di una serie di norma/ve, di un DIRITTO DEI
CONSUMI, che disciplina i contra8 del consumatore anche larea del contra5o recepisce sempre pi
lesigenza di protezione del consumatore, considerato contraente debole rispe5o allimprenditore,
pertanto linformazione e la trasparenza assumono un ruolo centrale; la nuova disciplina introduce un
controllo contenu/s/co fondato su un elenco di clausole sospe5e che si presumono vessatorie, e cio
che determinano a carico del consumatore un signica/vo squilibrio dei diri8 e degli obblighi, violando cos
la buona fede: queste clausole sono inecaci ma il contra5o ecace per il resto.
La tutela dei sogge8 deboli trova conferma anche nella disciplina dei contra8 tra imprese si vieta infa8
labuso da parte di una o pi imprese dello stato di dipendenza economica di unaltra impresa, infa8 si
dispone la nullit di quei pa8 con i quali la parte pi forte imponga condizioni ingius/catamente gravose.
Un par/colare esempio di dipendenza economica quello della subfornitura industriale il subfornitore
di solito un piccolo o medio imprenditore che opera per conto di uno stre5o numero di imprese
commi5en/, spesso di grandi dimensioni, che gli adano singole fasi del processo produ8vo; se il
commi5ente decide di cambiare subfornitore lo fa senza problemi perch ne ha a disposizione un largo
ventaglio, non vale il contrario perch pi dicile per il subfornitore trovare un altro commi5ente; il
contra5o di subfornitura deve essere concluso in forma scri5a a pena di nullit.

PATOLOGIA NELLA FASE GENETICA DEI CONTRATTI


Linvalidit negoziale comprende qualunque dife5o originario della5o di autonomia negoziale che
comporta linidoneit a produrre ee8 o la loro precaria stabilit.
Lordinamento risponde con la nullit quando vengono violate norme a tutela di interessi generali, con
lannullabilit quando vengono violate norme a tutela di interessi individuali delle par/ il negozio nullo
non produce ee8 n dallorigine; il negozio annullabile ecace dalla sua conclusione ma solo
precariamente, in quanto pu essere eliminata.
Linecacia in senso lato comprende ogni ipotesi nella quale la5o non produce ee8, anche per invalidit;
linecacia in senso stre5o esclude il caso dellinvalidit, in quanto il negozio non produce gli ee8 /pici
per un fa5o esterno.
La volont rilevante quando manifestata allesterno mediante dichiarazione: la mancanza di volont
causa di nullit.
Accordo simulatorio le par/ hanno interesse a creare nei confron/ dei terzi lapparenza di aver concluso
un contra5o; questo /po di contra5o non produce ee8 tra le par/ ( art. 1414); non vietato
dallordinamento a meno che intenda perseguire interessi illeci/, allora nullo.
Il contra5o concluso dal sogge5o incapace legale ad agire annullabile ( art. 1425); il contra5o concluso
dal sogge5o maggiorenne incapace di intendere e di volere annullabile quando, oltre alla prova
dellincapacit naturale, sia data quella della mala fede dellaltro contraente ( art. 428).
La disciplina dei vizi della volont tutela la libera formazione della volont e il regolare svolgimento della
contra5azione; gli ee8 della presenza di vizi sono la divergenza tra voluto e dichiarato e lannullabilit del
contra5o( art. 1427). Si dis/nguono tre /pi di vizi: lerrore, il dolo e la violenza.
Lerrore deve essere essenziale, cio deve avere incidenza determinante sulla volont, e riconoscibile; pu
essere di fa5o, provocato da una falsa conoscenza di fa8 persone o cose, o di diri5o, provocato dalla falsa
conoscenza di norme giuridiche.
Il dolo indica la falsa rappresentazione della realt dovuta ad una causa imputabile alla controparte;
sussiste quando una parte o un terzo usano raggiri a danno dellaltro contraente, e se i raggiri sono
adopera/ da un terzo devono essere no/ al contraente che ne ha tra5o vantaggi ( art. 1439). Il dolo
determinante quando comporta la s/pulazione di un contra5o che altrimen/ non ci sarebbe stato,
incidente quando inuisce sulle condizioni contra5uali: il primo comporta lannullabilit del negozio, laltro
solo il diri5o al risarcimento dei danni ( art. 1440).
La violenza ricorre quando un contraente, o un terzo, coarta la volont dellaltro s/pulante; qualora venga
esercitata da un terzo non necessario che sia nota al contraente beneciario ( art. 1434); essa deve essere
tale da far impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre se e i suoi beni ad un male
ingiusto e notevole ( art. 1435); pu riguardare anche la persona o i beni del coniuge, di un discendente, di
un ascendente o di altri sogge8 ( art. 1436). Nellipotesi di violenza sica manca del tu5o la volont dello
s/pulante e il contra5o nullo; nellipotesi della violenza morale la volont viziata e il contra5o
annullabile. Non cos/tuisce violenza il /more reverenziale ( art. 1437), ossia lo stato di soggezione verso la
controparte non dovuta al comportamento di questa o di un terzo.
importante che venga vericata la meritevolezza e la liceit della causa, s che in questa deve essere
individuato quel grado di apprezzabilit sociale necessario ai ni del riconoscimento della5o di autonomia.
Sappiamo infa8 che si parla di interessi meritevoli di tutela da parte dellordinamento ( art. 1322); la
valutazione della5o posi/va solo quando vige una funzione giuridicamente e socialmente u/le, cio
la5uazione dei valori fondamentali. La causa illecita quando contraria a norme impera/ve, allordine
pubblico e al buon costume ( art. 1343).
La nullit del negozio determinata anche dalla mancanza della causa, dellogge5o e della forma (art.
1418).

EFFICACIA DEI CONTRATTI


Il contra5o produce ee8 grazie al consenso delle par/. Con il semplice consenso, di regola, le par/
possono creare, modicare, es/nguere rappor/ giuridici; tu5avia nei contra8 solenni il consenso deve
essere prestato nel rispe5o di una determinata forma richiesta dalla legge. I contra8 reali, invece,
cos/tuiscono eccezione al principio consensualis/co poich si perfezionano con la consegna della cosa.
Sono da dis/nguere gli a8 giuridici in senso stre5o, che producono ee8 predetermina/
dallordinamento, senza tener conto della volont delle par/, dai negozi giuridici, che producono ee8
volu/ dalle par/; di qui la dis/nzione tra ee8 negoziali, volu/ dalle par/, ed ee8 legali, impos/
dallordinamento. La libert negoziale meritevole di tutela solo se la5o risponde a una funzione
giuridicamente e socialmente u/le. Nella legislazione pi recente si fa sempre pi ricorso a forme di
condizionamento dellautonomia contra5uale: le par/ non hanno il pieno potere di
autoregolamentazione il legislatore ha previsto regole interpreta5ve ( art. 1369), inserzione automa5che
di clausole ( art. 1339), clausole duso ( art. 1340), recupero del contra6o nullo ( art. 1424).
Il contra5o vincola le par/ al rispe5o delle sue regole il contra5o ha forza di legge tra le par/ che lhanno
concluso e da tale vincono le par/ possono liberarsi per mutuo dissenso o per le cause ammesse dalla
legge( art. 1372) . Al ne di scoraggiare linadempimento le par/ possono raorzare il vincolo negoziale
mediante la clausola penale, con la quale i contraen/ convengono che il debitore inadempiente tenuto ad
una determinata prestazione a /tolo di risarcimento; la caparra conrmatoria consente invece alla parte
non inadempiente di liberarsi del vincolo negoziale senza ricorrere allordinario rimedio della risoluzione
del contra5o ( art. 1453), accontentandosi di tra5enere la caparra ricevuta o di esigere il doppio di quella
versata.
Con il contra5o a favore di terzi ( art. 1411) le par/ si accordano anch altra persona acquis/ uno dei
diri8 derivan/ dal contra5o. La mancanza o lilliceit dellinteresse d luogo alla nullit della s/pulazione in
favore del terzo, ma il contra5o con/nua a produrre gli ee8 tra le par/; lee5o in favore del terzo si
verica senza che occorra la sua acce5azione. La pa5uizione a favore di terzi riguarda sia diri8 di credito
che diri8 reali.
Esistono i cosidde8 elemen/ accidentali del contra5o elemen/ che le par/ possono decidere o meno di
introdurre nel contra5o e che se non inseri/ non hanno alcuna funzione; sono la condizione, il termine e il
modus ( onere).
La condizione consiste in un evento futuro ed incerto al quale le par/ intendono subordinare lecacia del
contra5o concluso o leliminazione degli ee8 che il contra5o ha gi prodo5o ( art. 1353) con
quella sospensiva gli ee8 /pici del contra5o sono sospesi no allavverarsi della condizione, con quella
risolu5va vengono meno allavverarsi della condizione; la condizione di regola espressa e levento deve
corrispondere a interesse meritevole e deve essere possibile e lecito, cio conforme alle norme impera/ve,
allordine pubblico e al buon costume.
Il termine consiste nella previsione temporale a par/re dalla quale ( termine iniziale) o no al vericarsi
della quale ( termine nale) il negozio produce ee8; a dierenza della condizione, il termine consiste in
un fa5o futuro ma certo: deve indicare espressamente la data o far riferimento a un evento certo. Esiste
anche il termine quale modalit di adempimento.

INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO


La comune intenzione dei contraen/ va indagata senza fermarsi al senso le5erale delle parole, valutando il
comportamento complessivo delle par/ anche posteriore alla conclusione del contra5o; il codice enuncia
una serie di norme che indicano i criteri che governano linterpretazione intesa come ricerca della comune
intenzione ( art. 1362); altro criterio di interpretazione impone di interpretare le clausole del contra5o non
isolatamente, ma le une x mezzo delle altre ( art. 1363).
Qualora, applicando queste disposizioni, residuassero dubbi e ambiguit, possono usarsi in via sussidiaria
altri criteri ( art. 1367-1371). Le espressioni con pi sensi devono essere intese nel senso pi conveniente
alla natura e allogge5o del contra5o; nel dubbio il contra5o o le singole clausole si devono interpretare nel
senso che possano avere qualche ee5o; le clausole ambigue sinterpretano secondo ci che si pra/ca
generalmente nel luogo in cui il contra5o stato concluso ( usi interpreta/vi); se il contra5o inne risulta
ancora oscuro, devessere inteso nel senso meno gravoso per lobbligato e nel senso che realizzi lequo
contemperamento degli interessi delle par/. Lart. 1366 prescrive uninterpretazione del contra5o
secondo buona fede.
INTEGRAZIONE DEL CONTRATTO
Il regolamento contra5uale pu avere la sua fonte non soltanto nellautonomia, ma anche in altre
componen/ esterne che hanno la funzione di integrare il regolamento di fonte privata. Lipotesi pi diusa
presuppone che le par/ non regolino ogni aspe5o del contra5o ma si limi/no a concordare gli aspe8
essenziali interviene allora lordinamento con delle norme supple/ve e derogabili, cio de5ate per
disciplinare aspe8 del contra5o che le par/ non hanno ordinato, e corrispondono alla disciplina che le par/
avrebbero ado5ato se avessero previsto il problema.
Talora invece la legge interviene pi incisivamente con delle norme impera/ve e inderogabili, che
arricchiscono o modicano il regolamento contra5uale, anche contro la volont delle par/, al ne di
realizzare linteresse generale o quello di determinate categorie, considerate pi deboli ( es. i
consumatori).
Art. 1374 nel caso in cui manchi lintegrazione tramite legge, si a5ua quella tramite usi o equit;
questul/ma a5ribuisce al giudice il potere di intervenire sul regolamento contra5uale, ma solo su aspe8
non regola/ dalle par/ n disciplina/ dalla legge.
CESSIONE DEI CONTRATTI
Ciascuna parte pu sos/tuire a s un terzo nei rappor/ derivan/ da un contra5o con prestazioni
corrispe8ve, se queste non sono state ancora eseguite, purch laltra parte vi consenta ( art. 1406) .
Presupposto anch si realizzino gli ee8 della cessione che il complesso giuridico ogge5o di cessione
rimanga immutato: solo a cessione avvenuta il cessionario e il contraente ceduto possono accordarsi su
eventuale modiche al contenuto del contra5o originario.
Il cedente liberato dalle sue obbligazioni verso il contraente ceduto dal momento in cui questo acce5a la
sos/tuzione; tu5avia il contraente ceduto, se ha dichiarato di non liberare il cedente, pu agire contro di lui
qualora il cessionario non adempia le obbligazioni assunte ( art. 1408). Il cedente tenuto a garan/re la
validit del contra5o e pu anche assumersi personalmente la garanzia delladempimento delle
obbligazioni del contraente ceduto ( art. 1410).
ESECUZIONE DEI CONTRATTI
Il contra5o deve essere eseguito in buona fede ( art. 1375): lesigenza di solidariet esige buona fede,
fedelt allo spirito del vincolo e allimpegno di cooperazione volto a soddisfare gli interessi della
controparte.

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO


Risoluzione signica scioglimento sciogliere il contra5o signica far venir meno il vincolo, gli ee8 da
esso prodo8; la risoluzione toglie la forza di legge al contra5o. Mentre linvalidit reagisce a dife8 originari
del contra5o eliminandolo come se non ci fosse mai stato, la risoluzione reagisce a dife8 sopravvenu/
riguardan/ non la5o ma il rapporto contra5uale.
Allo scioglimento del contra5o si pu pervenire anche mediante mutuo dissenso o per altre causa
ammesse dalla legge ( art. 1372).
Tra le ipotesi di risoluzione disciplinate dal codice abbiamo: - per inadempimento;
- per impossibilit sopravvenuta;
- per eccessiva onerosit.
Di fronte allinadempimento di una parte laltra pu scegliere: ove permanga un suo interesse di
adempimento anche tardivo, pu richiedere la prestazione non ancora adempiuta, altrimen/ pu agire per
la risoluzione del contra5o; pu comunque chiedere il risarcimento del danno.
- La risoluzione per inadempimento di regola pronunciata dal giudice con sentenza, a meno che non si
parli di dida ad adempiere, di clausola risolu5va espressa o di scadenza del termine essenziale. Nel primo
caso la parte non inadempiente pu in/mare per iscri5o allaltra parte di adempiere entro un congruo
termine ( non prima di 15 giorni) con lespresso avver/mento che trascorso il termine il contra5o risolto
di diri5o ( art. 1454). Nel secondo caso i contraen/ convengono espressamente che il contra5o si risolva
qualora una determinata obbligazione non sia adempiuta come stabilito ( art. 1456). Nel terzo caso il
contra5o si risolve di diri5o qualora sia ssato per la prestazione di una parte un termine essenziale per gli
interessi dellaltra; la scadenza del termine determina la risoluzione immediata, senza bisogno di
dichiarazioni ( art. 1457).
Nei contra8 con prestazioni corrispe8ve, ciascuno dei contraen/ pu riutarsi di adempiere, se laltro non
adempie o non lo fa contemporaneamente; il riuto illegi8mo se contrario alla buona fede ( art. 1460
eccezione di inadempimento).
- Limpossibilit sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore uno dei modi di
es/nzione dellobbligazione diversi dalladempimento; la risoluzione opera di diri5o al vericarsi
dellimpossibilit.
- La risoluzione per eccessiva onerosit riguarda i contra8 la cui esecuzione des/nata a protrarsi nel
tempo: pu accadere che tra la conclusione del contra5o e la sua esecuzione lequilibrio tra le due
prestazioni subisca unalterazione divenendo luna eccessivamente onerosa rispe5o allaltra; lonerosit
deve essere sopravvenuta dopo la conclusione e prima dellesecuzione del contra5o, e deve essere causata
da avvenimen/ straordinari e imprevedibili ( art. 1467). Lintervento del giudice necessario per stabilire se
lonerosit eccessiva e , nel caso in cui ci sia unoerta di modica del contra5o, se questa idonea a
ricondurlo in equit; il rapporto si scioglie solo con la sentenza di risoluzione.
Il termine rinegoziazione indica la8vit mediante la quale le par/ procedono a ridenire lasse5o di
interessi inizialmente stabilito.
PRINCIPALI CLASSIFICAZIONI DEI NEGOZI E DEI CONTRATTI
Gli a8 di autonomia negoziale sono ordina/ in categorie, risponden/ a criteri di classicazione diversi. In
relazione al numero della par/ si dis/nguono i negozi unilaterali, da quelli bilaterali e plurilaterali; si
dis/nguono i negozi conclusi tra priva/ da quelli conclusi con la P.A.; con riferimento alle tecniche di
formazione, si dis/nguono in consensuali e reali: i primi si perfezionano con il semplice consenso, i secondi
richiedono oltre al consenso la consegna della cosa; con riguardo alla forma si dis/nguono negozi a forma
libera e negozi formali o solenni; a seconda dellecacia, si dis/nguono quelli ad ee8 reali o trasla/vi e ad
ee8 obbligatori: i primi producono il trasferimento della propriet o di altro diri5o, i secondi la nascita di
un rapporto obbligatorio; sempre in base allecacia, si dis/nguono quelli ad ecacia originaria, che
producono immediatamente i loro ee8, e ad ecacia sospesa, condizionata o a termine; con riferimento
al tempo dellesecuzione, si dis/nguono quelli ad esecuzione istantanea da quelli ad esecuzione con/nuata
o periodica.

SINGOLI CONTRATTI
Nella realt ci si imba5e non in un generico contra5o rispondente alla disciplina generale (dallart. 1321 al
1469), ma in singoli contra8, specici per funzione e per ogge5o, ciascuno dei quali dotato di un peculiare
regolamento; questo o si sostanzia in una norma/va prevista dallordinamento (contra5o /pico), o
sogge5o allautoregolamentazione (contra5o a/pico).
Esistono a) contra8 rela/vi al trasferimento di situazioni, b) al godimento e alluso di beni, c) allesecuzione
di opere e servizi, d) contra8 a /tolo gratuito e di liberalit, e) aleatori, f) di garanzia e di nanziamento, g)
dire8 a comporre e prevenire li/.
a) COMPRAVENDITA
La compravendita il contra5o che ha per ogge5o il trasferimento della propriet di una cosa o di un altro
diri6o verso il corrispe8vo di un prezzo (art. 1470); quindi a ee8 reali o trasla5vo poich realizza il
trasferimento del diri5o; consensuale in quanto la propriet o il diri5o si acquistano per ee5o del
consenso della par/ legi8mamente manifestato (art. 1376). In alcune situazioni che non consentono
limmediato ee5o trasla/vo, il contra5o ha ecacia obbligatoria, nel senso che il venditore ha lobbligo di
procurare lacquisto dellogge5o venduto al compratore.
Nella vendita di cose generiche, la propriet si trasferisce con la specicazione della quan/t negoziata (ad
es. 10 quintali di grano).
Nella vendita di cosa futura, la cosa non esiste aa5o o in via di formazione, quindi la vendita si realizza
soltanto quando la cosa viene ad esistenza (art. 1472). La vendita di cosa futura pu assumere funzione
commuta5va o aleatoria: nella prima il compratore corre un rischio (ad es. variazioni stagionali nella
quan/t e qualit del raccolto) e se la cosa non viene ad esistenza il contra5o nullo (art, 1472); nella
seconda logge5o della vendita diviene la speranza e il contra5o genera cmq per il compratore lobbligo
di pagare il prezzo, anche se non viene soddisfa5o.
La vendita di cosa altrui produce a carico del venditore lobbligo di acquistare la cosa dal proprietario per
trasme5erla al compratore (art. 1478); linadempimento dellobbligo di procurare lacquisto della cosa
produce lobbligo di risarcire il danno.
Con lacquisto della /tolarit del diri5o si trasferiscono anche i rischi, intesi come incidenza del danno
nellipotesi di perimento o deterioramento fortuito della cosa; la consegna del bene, di regola ininuente ai
ni del passaggio del rischio, ha rilevanza nella vendita con riserva di propriet, l dove lacquisto della
propriet dierito al pagamento dellul/ma rata del prezzo, mentre il passaggio del rischio collegato al
momento della consegna (art. 1523).
Cos/tuisce elemento essenziale della compravendita il prezzo, inteso come corrispe8vo in denaro (art.
1470); esso deve essere determinato o determinabile; normalmente concordato dalle par/, ma la sua
determinazione pu essere rimessa a un terzo arbitratore (art. 1473).
La forma scri6a prescri5a a pena di nullit soltanto per la vendita di immobili.
La posizione del venditore consiste in una serie di obblighi ha lobbligo di consegnare la cosa al
compratore, di far acquistare al compratore la propriet del diri6o e di garan5re il compratore dallevizione
e dai vizi della cosa (art. 1476).
La legge prevede che la cosa sia consegnata nello stato nel quale era al momento della vendita e stabilisce
che no alla consegna il venditore deve custodirla (art. 1477).
La garanzia per evizione consiste nella responsabilit del venditore verso il compratore qualora la cosa
acquistata presen/ vizi giuridici che ostacolino lacquisto della propriet (ad es. la cosa viene rivendicata
da terzi); il compratore pu sospendere il pagamento del prezzo (art. 1481) o il risarcimento del danno (art.
1483). Levizione pu anche essere minore: quando la cosa gravata da oneri o da diri8 di godimento di
terzi, non apparen/ e non dichiara/, che ne diminuiscono il libero godimento, il compratore pu
domandare una riduzione del prezzo o la risoluzione del contra5o (art. 1489).
Il venditore tenuto inoltre a garan/re al compratore linesistenza di vizi materiali della cosa, non
dichiara/ e non no/ al compratore, che la rendono inidonea alluso a cui des/nata o ne diminuiscano in
modo apprezzabile il valore (art. 1490); ee5o della garanzia di consen/re al compratore una scelta tra
risoluzione del contra5o, riduzione del prezzo o eliminazione dei dife8 a cura del venditore, e il

compratore ha diri5o al risarcimento se il venditore non prova di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa
(art. 1494).
Il compratore tutelato anche quando la cosa acquistata non ha le qualit promesse dal venditore o quelle
essenziali per luso cui il bene des/nato: egli pu chiedere la risoluzione per inadempimento o la
riduzione del prezzo (art. 1497).
Nellipotesi di cosa avente iden/t diversa da quella pa5uita, prevista lazione di risoluzione del contra5o
per inadempimento (art. 1453).
Obbligo principale del compratore quello di pagare il prezzo nel tempo e luogo ssa5; in mancanza di
pa5uizioni, il pagamento va fa5o alla consegna e nel luogo ove questa deve avvenire, altrimen/ al
domicilio del venditore (art. 1498).
Norme speciche regolano alcune vendite. Con riferimento allogge5o, il codice disciplina minutamente la
vendita delle merci o, pi in generale, dei beni mobili (dallart. 1510 al 1522).
Diversi pa8 possono essere inseri/ nel contra5o. La vendita con riserva di gradimento si perfeziona solo
con la comunicazione del gradimento del compratore al venditore (art. 1520); la vendita a prova
so5oposta alla condizione che la cosa abbia le qualit pa5uite e sia idonea alluso cui era des/nata (art .
1521); la vendita su campione so5oposta alla condizione che la merce consegnata sia perfe5amente
uguale al campione assunto dai contraen/ e ogni diormit porta alla risoluzione del contra5o (art. 1522);
la vendita su documen/ ha per ogge5o cose mobili rappresentate da documen/ che a5ribuiscono a chi li
possiede il diri5o di avere le cose e di disporne (dallart. 1527).
Con il pa5o di risca5o il venditore si riserva il diri5o di riavere la cosa venduta mediante la res/tuzione del
prezzo maggiorato dei rimborsi stabili/ dalla legge (dallart 1500).
Nella vendita con riserva di propriet il pagamento del prezzo dilazionato in pi rate e il compratore
acquista la propriet della cosa soltanto con il pagamento dellul/ma rata di prezzo, ma assume i rischi dal
momento della consegna (art. 1523); linadempimento del compratore che non paga le rate determina la
risoluzione del contra5o, a meno che non si tra8 di una sola rata che non superi 1/8 del prezzo (art. 1525).
PERMUTA
La permuta si dierenzia dalla vendita perch lo scambio non tra cosa e prezzo ma tra cosa e cosa (art.
1552); contra5o a /tolo oneroso e consensuale; le norme stabilite per la vendita si applicano alla
permuta, in quanto siano con questa compa/bili (art. 1555).
SOMMINISTRAZIONE
La somministrazione il contra5o con il quale una parte si obbliga a fornire periodicamente o
con/nua/vamente le cose convenute verso il pagamento di un determinato prezzo (art. 1559); nella
somministrazione periodica il prezzo va pagato al termine della singola fornitura e in proporzione ad essa,
in quella con/nua/va secondo le scadenze duso (art. 1562). Le par/ possono prevedere una clausola di
esclusiva a favore delluna o dellaltra (art. 1567-1568).
In caso di inadempimento di una delle par/, laltra pu chiedere la risoluzione del contra5o se
linadempimento ha una notevole importanza ed tale da menomare la ducia nellesa5ezza dei successivi
adempimen/ (art. 1564).

CONCESSIONE DI VENDITA
La concessione di vendita, contra5o molto usato nella distribuzione commerciale, regola i rappor/ tra
produ5ori e rivenditori al de5aglio: una parte simpegna ad acquistare e rivendere i prodo8 (ad es.
automobili) di una data impresa, che a sua volta simpegna a fornirli. Essenziale al contra5o che il
concessionario sia al tempo stesso autorizzato e obbligato a usare nella propria impresa il marchio e
linsegna del produ5ore; il concessionario obbligato a pra/care i prezzi e le condizioni impos/ dal
produ5ore.
MUTUO
Il mutuo il contra5o mediante il quale una parte (mutuante) consegna allaltra (mutuatario) una
determinata quan5t di denaro o di altre cose fungibili e questa si obbliga a res5tuire cose della stessa
specie e qualit (art. 1813). Il contra5o realizza una funzione di pres/to di consumo; il mutuatario acquista
la propriet delle cose mutuate (art. 1814) delle quali pu servirsi res/tuendone altre5ante della medesima
qualit. Il mutuo di denaro svolge una funzione credi5zia e rappresenta il proto/po dei contra8 di credito;
contra6o reale perch la consegna della cosa consente al mutuatario limmediata disponibilit delle cose.
normalmente oneroso in quanto il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante (art.
1815). La misura degli interessi pu essere convenuta, e se il tasso superiore a quello legale, gli interessi
devono essere determina/ per iscri5o (art. 1284); la pa5uizione di interessi usurari, cio quello che
superano il tasso medio aumentato della met, rende nulla la clausola e non sono dovu/ interessi (art.
1815).
Normalmente il termine di res/tuzione stabilito dalle par/ o, in mancanza, dal giudice secondo le
circostanze; parimen/ ssato dal giudice ove sia stato convenuto che il mutuatario paghi solo quando
potr (art. 1817). Se stata convenuta la res/tuzione rateale e il mutuatario non paga anche una sola rata,
il mutuante pu chiedere limmediata res/tuzione dellintero (art. 1819).
La legge o le par/ possono stabilire che le somme mutuate siano impiegate per specica des/nazione: ci
accade spesso in presenza di mutui agevola/.
FACTORING
Mediante il factoring limpresa produ6rice di beni o servizi cede, dietro corrispe8vo, i propri credi5 presen5
e futuri, ad una societ di factoring che pu essere unazienda di credito o altra impresa iscri5a in apposito
albo.
Il factor assume diversi compi/ rispe5o ai credi/ pu curarne la riscossione; pu rendersi cessionario
soltanto di alcuni credi/, lasciando al cedente il rischio della solvenza del debitore ceduto, o assumendo
tale rischio e liberando il cedente dallobbligo di garan/re il soddisfacimento del credito ceduto.
Quando il factor diventa /tolare dei credi/ cedu/ deve pagare un prezzo che normalmente non
corrisponde allen/t dei credi/; il pagamento di norma dilazionato nel tempo.

b) LOCAZIONE
La locazione contra6o di scambio con il quale una parte (locatore) a6ribuisce allaltra (condu5ore) il
godimento di una cosa mobile o immobile per un tempo determinato e contro un corrispe8vo, denominato
secondo la natura della cosa (art. 1571); essa consente al locatore di o5enere il corrispe8vo del godimento
della cosa concesso ad altri, pur conservandone la /tolarit.
contra5o oneroso, consensuale e ad ecacia obbligatoria, in quanto allincontro dei consensi consegue
soltanto un obbligo a lasciar godere; contra5o a forma libera, salvo che si tra8 di locazione immobiliare
con durata ultranovennale o di locazione di immobili ad uso abita/vo; contra5o di durata, la quale pu
essere contra5ualmente determinata o indeterminata: se determinata non pu eccedere i 30 anni (art.
1573).
Lobbligazione fondamentale del locatore di far godere la cosa al condu6ore; si riferiscono a questo
lobbligo di consegna della cosa in buono stato, di manutenzione del buono stato loca/vo e della garanzia
del pacico godimento (art. 1575) se la cosa ae5a da vizi occul/, che la rendono non idonea alluso, il
condu5ore pu chiedere la risoluzione del contra5o o la riduzione del prezzo, oltre al risarcimento del
danno (art. 1578); lobbligo di mantenere la cosa in buono stato comporta lesecuzione delle riparazioni
necessarie, ecce5o quelle di piccola manutenzione che gravano sul condu5ore, a carico del locatore (art.
1576); il locatore deve evitare di disturbare il godimento del condu5ore e fare in modo che impedimen/
non provengano da terzi.
Le obbligazioni del condu6ore sono: prendere in consegna la cosa, pagare il corrispe8vo, usare la cosa
secondo quanto scri5o nel contra5o, res/tuirla al termine della locazione (art. 1587) il condu5ore deve
osservare la diligenza del buon padre di famiglia, cio responsabile del danneggiamento della cosa, salvo
prova della sua estraneit, anche se provocato da terzi ammessi al godimento della stessa (art. 1588); la
res/tuzione della cosa deve avvenire nel termine previsto e nello stato nel quale il condu5ore lha ricevuta,
salvo il deterioramento derivante dalluso in conformit del contra5o (art. 1590).
I contra8 di locazione di immobili ad uso abita/vo deve avere per legge forma scri5a; il condu5ore oltre al
canone deve pagare le spese di ordinaria ges/one condominiale e pu recedere il contra5o in qualsiasi
momento per gravi mo/vi o perch le par/ lhanno convenuto (ci non vale per il locatore che pu
risolvere il contra5o solo per inadempimento del condu5ore).
La locazione di immobili ad uso non abita/vo si cara5erizza sopra5u5o per la libert nel concordare la
misura del canone; il condu5ore pu recedere prima della scadenza per mo/vi gravi, mentre il locatore pu
farlo, alla prima scadenza, solo per par/colari ragioni, quali uso dellimmobile ad uso abita/vo, economico,
professionale, demolizione, ristru5urazione, mentre alla seconda scadenza, liberamente.
LEASING
Nel leasing nanziario una parte (concedente) si obbliga ad acquistare, su indicazione dellaltra
(u/lizzatore), un determinato bene, e lo me6e a sua esclusiva disposizione alla scadenza pressata e gli
ore la possibilit di acquisirlo, res5tuirlo o rinnovarne, a condizioni pi favorevoli, lu5lizzazione; in
corrispe8vo delle prestazioni ricevute, lu/lizzatore versa al concedente un canone in rate e assume i rischi
ineren/ al bene. Qualora lu/lizzatore, al termine del contra5o, decida di esercitare il diri5o di opzione e
quindi di acquistare la /tolarit del bene, tenuto al pagamento di un ulteriore corrispe8vo.
Il meccanismo del leasing sarebbe per alcuni simile ad un a5o poich assicurerebbe prevalentemente il
godimento del bene, per altri invece, ricorda la vendita a rate con riserva di propriet, perch la nalit
lacquisizione deni/va del bene.
Una variazione del leasing il sale and lease back limprenditore vende al concedente un suo bene e
ques/ glielo concede in leasing; in tal modo o8ene una liquidit immediata per il corrispe8vo del prezzo,
non perde il godimento del bene e pu riacquistarne la propriet, esercitando il diri5o di opzione.

COMODATO
Il comodato contra5o con il quale una parte (comodante), dando allaltra (comodatario) una cosa
inconsumabile, mobile o immobile, anch se ne serva per un tempo e per un uso determina5, acquista il
credito di res5tuzione della cosa data alla ne del rapporto; contra5o reale, in quanto si perfeziona con la
consegna della cosa, e gratuito (art. 1803).
Il comodato de5o pres/to di uso, a dierenza del mutuo che de5o pres/to di consumo.
Il comodatario ha la semplice detenzione della cosa, della quale per non pu disporre; il comodatario pu
e deve servirsi della cosa.
Esistono obbligazioni soltanto a carico del comodatario costui deve custodire e conservare la cosa con
lordinaria diligenza e pu goderne soltanto per luso determinato dal contra5o o dalla natura della cosa , e
non pu concederne a terzi il godimento senza il consenso del comodante (art. 1804); se il comodatario
non adempie gli obblighi sudde8, il comodante pu chiedere limmediata res/tuzione della cosa, oltre al
risarcimento del danno (art. 1804).
Allobbligo del comodatario di res/tuire la cosa alla scadenza del termine o alla ne delluso stabili/, si
aggiunge lobbligo di res/tuzione immediata in ipotesi di bisogno urgente e imprevisto del comodante (art.
1809).
Qualora il bene riveli vizi che recano danni al comodatario, il comodante tenuto al risarcimento se,
conoscendo il dife5o, non ha avver/to il comodatario (art. 1812).
c) APPALTO
Lappalto il contra5o mediante il quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi
necessari e ges5one a proprio rischio, lobbligazione di compiere per laltra (commi5ente) unopera o un
servizio contro corrispe8vo in denaro (art. 1655).
Lappaltatore dispone di una organizzazione di mezzi e assume a proprio rischio la ges/one della8vit
produ8va, cio il rischio economico dellinecienza della sua organizzazione rispe5o allimpegno assunto.
Lappalto si dis/ngue dalla vendita: si ha unobbligazione di dare nella vendita, di fare nellappalto.
Lappalto si fonda sulla ducia che il commi5ente ripone nellappaltatore per la sua professionalit e
operosit; ne consegue il divieto di subappalto, salvo autorizzazione del commi5ente (art. 1656).
Lappaltatore deve eseguire lopera o il servizio a lui commissionato secondo le modalit pa5uite.
Lappalto contra5o a forma libera, anche se nella pra/ca fa5o per iscri5o, dato linteresse delle par/ a
documentare le cara5eris/che dellopera, le scadenze, il pagamento
Il commi5ente pu controllare lo svolgimento dei lavori e se accerta che lopera non procede secondo i
pa8, pu assegnare un termine entro il quale lappaltatore deve adeguarsi, pena la risoluzione del
contra5o (art. 1662); previsto anche un controllo nale (collaudo).
Nel corso dellappalto si possono vericare even/ che incidono nega/vamente sullesecuzione dellopera;
se non sono imputabili a nessuna delle par/ e lopera diventata impossibile, il commi5ente deve pagare
la parte gi eseguita, nei limi/ nei quali gli u/le (art. 1672); se lopera deteriorata o distru5a prima
dellacce5azione, il rischio sopportato per lo pi dallappaltatore (art. 1673).
prevista la revisione dei prezzi, qualora si siano vericate, dopo la conclusione del contra5o, variazioni
sensibili sul prezzo dei materiali o della manodopera (art. 1664).
Per il pagamento la regola che il prezzo vada pagato ad opera nita e acce5ata (art. 1665).
Lappaltatore tenuto alla garanzia per la diormit e i vizi dellopera (art. 1667).

CONTRATTO DI OPERA
Come nellappalto, nel contra:o di opera, una parte si obbliga, contro un corrispe8vo, a compiere
unopera o un servizio per laltra parte, con mezzi propri, a proprio rischio e senza vincolo di subordinazione
rispe5o al commi5ente; a dierenza dellappalto, si parla di un ar/giano che impiega prevalentemente il
proprio lavoro. Se lopera non raggiunge il ne contra5uale, il commi5ente non tenuto al corrispe8vo e
pu avere diri5o al risarcimento del danno.
MANDATO
Il mandato il contra5o mediante il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o pi a8
giuridici per conto dellaltra (mandante) (art. 1703); si parla di un contra5o connotato da un rapporto di
ducia, consensuale e ad ecacia obbligatoria.
Tra le obbligazioni del mandatario vanno ricordate eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di
famiglia (art. 1710); a5enersi alle istruzioni, salvo circostanze ignote che non possono essere comunicate in
tempo al mandante, e non eccedere i limi/ del mandato conferitogli (art. 1711); informare il
mandante di una serie di circostanze rilevan/; custodire le cose ricevute per conto del mandante (art.
1718); res/tuire a questul/mo quanto ricevuto a causa del mandato e rendere conto del suo operato (art.
1713).
Al mandatario il mandante deve somministrare i mezzi necessari per lesecuzione del mandato (art. 1719),
rimborsare le spese e an/cipazioni, risarcire i danni subi/ a causa dellincarico e pagare il compenso (art.
1720).
Cause des/nzione del mandato (art. 1722) sono la scadenza del termine o il compimento dello aare, la
rinunzia del mandatario, la revoca del mandante e il fallimento di uno dei componen/.
COMMISSIONE
La commissione un contra5o mediante il quale il commissionario (di norma un imprenditore) si obbliga
nei confron5 del commi6ente a s5pulare contra8 di acquisto o di vendita in nome proprio ma per conto di
questul5mo (art. 1731); di fronte ai terzi, /tolare dei diri8 e degli obblighi contra5uali il commissionario.
La commissione molto diusa nella distribuzione dei prodo8 industriali (ad es. autoveicoli) e nanziari
(ad es. /toli azionari).
Il contra5o normalmente oneroso: al commissionario spe5a un compenso.
Il commi5ente pu revocare la commissione no a che il contra5o non sia concluso; tu5avia al
commissionario spe5a una parte della provvigione, calcolata tenendo conto delle spese sostenute e
dellopera prestata (art. 1734).
AGENZIA
Con il contra5o di agenzia una parte (agente) assume verso retribuzione lo stabile incarico di promuovere,
per conto dellaltra (proponente), la conclusione di contra8 in una zona determinata (art. 1742); a
dierenza del mandato, lagente deve promuovere, non concludere, i contra8 per il proponente.
Lagente pu riscuotere credi/ solo se questa facolt gli stata a5ribuita dal proponente, e pu concedere
scon/ o dilazioni in virt di una speciale autorizzazione (art. 1744).
Lagente, non avendo diri5o al rimborso delle spese di agenzia (art. 1748), assume il rischio
dellorganizzazione della sua a8vit.
Lagenzia contra5o oneroso: lagente ha diri5o alla provvigione quando loperazione stata conclusa per
ee5o del suo intervento (art. 1748).
Spe5a allagente un diri5o di esclusiva che preclude al proponente di valersi, contemporaneamente nella
stessa zona e per lo stesso ramo, di pi agen/ (art. 1743).
Lagente deve agire con lealt e buona fede, fornire informazioni sulle condizioni del mercato nella zona
assegnatagli, e quantaltro sia u/le per valutare la convenienza dei singoli aari (art. 1746).
Lagente che non sia in grado di eseguire lincarico deve dare immediatamente avviso al proponente, pena
il risarcimento del danno (art. 1747).
Il contra5o di durata e pu essere s/pulato a tempo determinato o indeterminato; in questul/mo caso
consen/to reciderlo sia pure con un congruo preavviso (art. 1750).

FRANCHISING
Laliazione commerciale (franchising) il contra5o con il quale unimpresa, aliante (franchisor),
concede verso corrispe8vo ad unaltra, aliata (franchisee), un insieme di diri8 di propriet industriale o
intelle5uale rela/vi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di u/lit, disegni, diri8 di
autore, breve8, assistenza tecnica e commerciale, inserendo laliato in un sistema cos5tuito da una
pluralit di alia5 distribui5 sul territorio, allo scopo di commercializzare determina5 beni o servizi. Di
norma il franchisor un imprenditore che intende ampliare la sua presenza nel mercato mediante la
concessione delluso dei suoi segni dis/n/vi e delle sue conoscenze, avvalendosi di altri imprenditori.
Il franchisor presta inoltre al franchisee assistenza e consulenza sia nella fase di apertura dellesercizio sia in
quella successiva della ges/one e si impegna a rifornire laliato dei prodo8 des/na/ alla rivendita; il
franchisee si impegna a comprare determina/ quan/ta/vi di merci e spesso acce5a anche limposizione del
prezzo di rivendita.
Il contra5o deve essere reda5o per iscri5o a pena di nullit e pu avere una durata determinata: la durata
minima deve essere non inferiore a 3 anni.
Lo scioglimento del rapporto pone problemi rela/vi allo smal/mento delle scorte del franchisee; in mol/
modelli contra5uali previsto lobbligo del riacquisto da parte del franchisor soltanto se lo scioglimento a
lui imputabile.
SPONSORIZZAZIONE
La sponsorizzazione abbina limmagine posi5va e gradita al pubblico di par5colari avvenimen5,
manifestazioni o di singoli personaggi con la commercializzazione di un prodo6o; il sogge5o o i responsabili
(sponsee) dellevento si obbligano a veicolare il prodo5o e il marchio dellimprenditore (sponsor) dietro
corrispe8vo. Lo sponsee si pu obbligare ad esprimere il suo personale apprezzamento per il prodo5o in
una comunicazione pubblicitaria.
d) DONAZIONI
La donazione, pur essendo un a5o tra vivi di natura contra5uale, disciplinata nella sede del codice
dedicata alle successioni per causa di morte.
La donazione il contra5o con il quale, per spirito di liberalit, una parte (donante) arricchisce laltra
(donatario), disponendo, a favore di questa, di un suo diri6o o assumendo verso la stessa unobbligazione
(art. 769). Il cosidde5o spirito di liberalit assume il signicato di scopo /pico e costante di conferire ad
altri un vantaggio patrimoniale senza esservi costre8; la liberalit non siden/ca col mo/vo individuale
che pu animare il donante (di cara5ere religioso, morale), ma assai rilevante in caso di mo/vo illecito
(art. 788) e di errore sul mo/vo (art. 787). Par/colari mo/vi sono considera/ nelle norme sulle donazioni
per riconoscenza, per speciale remunerazione o per meri/ del donatario; non sono considerate donazioni le
liberalit fa5e in occasione di rendimen/ di servizi o in conformit agli usi (ad es. mance, regali di
compleanno) (art. 770).
Il donante deve avere la piena capacit di disporre dei beni (art. 774).
Il cara5ere personale della donazione gius/ca la nullit del mandato a donare con cui si a5ribuisce ad altri
la facolt di designare il donatario o logge5o della donazione (art. 778).
Possibile la donazione a favore di nascituri, cio di chi gi concepito, o dei gli, bench non ancora
concepi/, di una determinata persona vivente al tempo della donazione (art. 784).
Nella donazione con ecacia reale, larricchimento del donatario si a5ua mediante il trasferimento del
diri5o di propriet, di altro diri5o reale o di diri8 di credito o la cos/tuzione di un diri5o reale di
godimento; larricchimento si pu realizzare anche con lassunzione da parte del donante di
unobbligazione.
La donazione deve essere s/pulata per a6o pubblico, in presenza di due tes/moni, so5o pena di nullit;
lacce5azione pu essere fa5a anche con a5o pubblico posteriore, e il contra5o si perfeziona quando la5o
di acce5azione no/cato al donante (art. 782).
La donazione pu essere gravata da un onere, che il donatario tenuto ad adempiere nei limi/ del valore
della cosa donata (art. 793).
Linecacia della donazione si ha con la revocazione per ingra/tudine o per sopravvenienza di gli (art.
800) il donatario deve res/tuire i beni in natura, se esistono ancora, e i fru8 rela/vi, o, se ha alienato i
beni, deve res/tuirne il valore (art. 807).

e)ASSICURAZIONE
Il contra5o di assicurazione obbliga lassicuratore, verso pagamento di un premio, a rivalere lassicurato,
entro i limi5 convenu5, del danno ad esso prodo6o da un sinistro (assicurazione contro i danni), o a pagare
un capitale o una rendita al vericarsi di un evento a8nente alla vita umana (assicurazione sulla vita) (art.
1882). Si parla quindi di un contra5o che ha la funzione di trasferire i rischi dallassicurato allassicuratore.
Lassicurazione contra5o a prestazioni corrispe8ve, di cui una, certa e determinata dallinizio,
rappresentata dal periodico versamento di una somma di denaro (premio assicura/vo), laltra
subordinata al vericarsi di determina/ even/ futuri dei quali incerto lavveramento (i danni) o il
momento dellavveramento (la morte).
La8vit assicura/va, implicando una serie coordinata di contra8 omogenei, deve essere esercitata da un
is/tuto di diri5o pubblico o da una societ per azioni e con losservanza delle norme stabilite dalle leggi
speciali (art. 1883).
Le imprese si avvalgono di agen/ autorizza/ a concludere contra8 di assicurazione in nome e per conto
delle compagnie; essi sono autorizza/ a compiere gli a8 concernen/ le modicazioni e la risoluzione dei
contra8 medesimi e hanno la rappresentanza processuale (art. 1903).
Il contra5o di assicurazione si perfeziona quando il proponente ha no/zia dellacce5azione delloblato. La
proposta indirizzata dallassicurato allassicuratore ferma e irrevocabile ex lege per il termine di 15 giorni
a decorrere dalla data di consegna o spedizione della proposta (art. 1887).
Qualora il contraente non paghi i premi, entro il periodo di decadenza di sei mesi, lassicuratore deve agire
per il recupero dei premi scadu/; se non lo fa, il contra5o si risolve automa/camente (art. 1901).
La forma del contra5o deve essere scri5a e il documento rela/vo rilasciato dallassicuratore la polizza
(art. 1889).
Il rischio lelemento cara5erizzante il contra5o qualora sia inesistente dallinizio, perch mai esis/to o
cessato di esistere prima della conclusione del contra5o, questo nullo (art. 1895); se il rischio cessa di
esistere dopo la conclusione del contra5o, questo si risolve ma lassicuratore ha diri5o al pagamento dei
premi nch la cessazione del rischio non venga a sua conoscenza (art. 1896).
La disciplina di cara5ere generale dellassicurazione sintegra con le discipline speciche di quella contro i
danni (dallart. 1904 al 1918) e di quella sulla vita (dallart. 1919 al 1927).
ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI
Lassicurazione contro i danni trasferisce allassicuratore il rischio connesso a danni subi/ da cose o, pi in
generale, da diri8 patrimoniali dellassicurato. Linteresse dire5o dellassicurato ad essere indennizzato
deve sussistere al momento della conclusione del contra5o: in dife5o il contra5o nullo (art. 1904).
Lassicuratore obbligato a indennizzare il danno soerto dallassicurato nei modi e nei limi/ stabili/ dal
contra5o (art. 1905).
Lassicuratore non risponde dei danni dovu/ a vizio intrinseco delle cose assicurate che non sia stato
denunciato (art. 1906) e dei danni lega/ a fa8 eccezionali quali il terremoto, la guerra, le insurrezioni e i
tumul/ popolari (art. 1912).
Per o5enere il pagamento dellindennit, lassicurato deve, entro tre giorni, avvisare lassicuratore del
sinistro (art. 1913) e fare tu5o il possibile per evitare o diminuire il danno (obbligo di salvataggio) (art.
1914).
Nellambito dellassicurazione contro i danni si colloca lassicurazione della responsabilit civile, che,
mediante il trasferimento del rischio allassicuratore, /ene indenne lassicurato della somma che ques/
dovrebbe pagare a un terzo in dipendenza della responsabilit derivante ora da illeci/ contra5uali, ora da
illeci/ extracontra5uali, non collegabili a fa8 dolosi (art. 1917).
Questo /po di assicurazione divenuta obbligatoria nei se5ori in cui ci sono maggiori occasioni di danno e
pu svolgere funzione previdenziale o di tutela dei terzi danneggia/ ci appare par/colarmente evidente
nel se5ore della responsabilit civile automobilis/ca (Rca).

ASSICURAZIONE SULLA VITA


Il contra5o di assicurazione sulla vita riveste natura previdenziale o altruis/ca lassicuratore si obbliga a
pagare un capitale o una rendita al vericarsi di un evento a8nente alla vita umana dietro versamento di
un premio, la misura del quale libera e varia.
La recente disciplina dispone che il contraente pu recedere dal contra5o entro 30 giorni dalla conclusione.
In relazione allevento assicurato si soli/ dis/nguere assicurazione per la morte e per la vita.
Lassicurazione per la morte propria, da dis/nguersi da quella per la morte di un terzo che valida solo se vi
il consenso scri5o del terzo o del suo legale rappresentante (art. 1919), contra5o a favore di un terzo
beneciario, con il quale questul/mo acquista il diri5o ai vantaggi per ee5o della designazione (art.
1920); lassicurato pu procedere, ma prima che si sia vericato levento, alla revoca della designazione del
beneciario anche se ques/ abbia dichiarato di volerne pro5are (art. 1921). Si ha decadenza del benecio
se il beneciario a5en/ alla vita dellassicurato; se lassicurazione fa5a a /tolo di liberalit, pu essere
revocata per ingra/tudine o per sopravvenienza dei gli (art. 1922).
A parte lipotesi di diri5o di risca5o e di diri5o di riduzione della somma assicurata (art. 1925), lassicurato
sempre tenuto al pagamento dei premi potendo lassicuratore, qualora sia omesso il pagamento rela/vo
al primo anno, agire per lesecuzione del contra5o entro sei mesi dal giorno della scadenza; se il contraente
non paga i premi successivi, il contra5o si risolve di diri5o e i premi paga/ sono acquisi/ dallassicuratore
(art. 1924).
Il cambiamento di professione o di a8vit dellassicurato, tale da aggravare il rischio di morte, pu essere
causa di risoluzione del contra5o o di riduzione automa/ca del pagamento della somma assicurata; in tale
ul/ma ipotesi, lassicurato deve acce5are, e se non lo fa, il contra5o si risolve (art. 1926).
Nellipotesi di suicidio dellassicurato, avvenuto prima che siano decorsi due anni dalla s/pulazione del
contra5o, lassicuratore, salvo pa5o contrario, non tenuto al pagamento delle somme assicurate (art.
1927).

RENDITA VITALIZIA E PERPETUA
Il codice disciplina la rendita perpetua e quella vitalizia; per entrambi richiesta la forma scri5a per la loro
validit.
Con la rendita perpetua, che ha scarsissima applicazione, una parte conferisce allaltra il diri6o di esigere in
perpetuo la periodica prestazione di una somma di denaro o di una determinata quan5t di altre cose
fungibili (art. 1861). Il debitore della prestazione deve garan/re la sua obbligazione mediante ipoteca sopra
un suo immobile(art. 1864).
Al debitore riconosciuta la facolt di liberarsi del vincolo dietro pagamento di una somma pari alla
capitalizzazione della rendita annua (art. 1866).
La rendita vitalizia, se onerosa, contra5o aleatorio perch collegato alla durata della vita del vitaliziante
che incide sulla misura della prestazione; pu essere cos/tuita a /tolo gratuito per donazione o testamento
(art. 1872), o pu avere fonte anche in un contra5o a favore di un terzo (art 1875). La durata della rendita
vitalizia pu essere rapportata alla durata della vita del beneciario, di una terza persona o di pi persone
(art. 1873).
Non contemplato il diri5o di risca5o in favore del debitore (art. 1879). Non ammessa la risoluzione per
inadempimento del pagamento delle rate: per il creditore possibile soltanto far sequestrare e vendere i
beni del debitore (tramite lipoteca) anch con il ricavato si cos/tuisca un capitale suciente a pagare la
rendita (art. 1878); invece risolubile il rapporto se il debitore non fornisce o diminuisce le garanzie
pa5uite (art. 1877).
Diuso il vitalizio alimentare, o contra5o di mantenimento, con cui una parte di obbliga a fornire allaltra
vi5o, alloggio, assistenza, in relazione ai suoi bisogni .

f)FIDEIUSSIONE, MANDATO DI CREDITO E ANTICRESI


deiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garan5sce ladempimento di
unobbligazione altrui (art. 1936). La volont di deiussione deve essere espressa (art. 1937).
Il deiussore deve adempiere immediatamente la sua obbligazione, potendo far valere le proprie eccezioni
soltanto dopo il pagamento.
Il mandato di credito un contra5o con cui un sogge5o si obbliga verso laltro a far credito a un terzo; colui
che ha conferito lincarico assume responsabilit come deiussore di un debito futuro (art. 1958).
Con il contra5o di an/cresi, ormai in disuso, il debitore si obbliga, a garanzia del credito, a consegnare un
immobile creditore, anch ques/ ne percepisca i fru8 imputandoli agli interessi, se dovu/, e quindi al
capitale (art. 1960).
CONTRATTI AUTONOMI DI GARANZIA
Lesigenza di realizzare velocemente linteresse creditorio pu essere soddisfa5a sopra5u5o mediante un
contra5o di garanzia autonoma a prima richiesta, col quale si garan/sce il pagamento di una somma a
semplice richiesta scri5a del beneciario. Di solito il garante un operatore professionale (banca,
compagnia di assicurazione) che assume il rischio dellinsolvenza del debitore in luogo del creditore.
La disciplina delle deiussione estesa al contra5o autonomi di garanzia.
g) Le par/ possono superare le coni5ualit o salvaguardare talune aspe5a/ve patrimoniali con a8 di
autonomia, senza ricorrere allautorit giudiziaria. A tal ne possibile usare la transazione e il
compromesso; per rendere pi agevole lesecuzione di obbligazioni pecuniarie, usare la cessione dei beni ai
creditori; per custodire una o pi cose su cui sorta una controversia, ricorrere al sequestro convenzionale.
TRANSAZIONE
La transazione il contra5o con il quale le par5, con reciproche concessioni, pongono ne a una lite tra loro
gi sorta o prevengono una lite che sta per sorgere (art. 1965); necessaria la presenza delle reciproche
concessioni con le quali ciascuno sacrica parte delle proprie pretese in favore dellaltro (entrambe le par/
devono sopportare il sacricio). Le par/ possono porre ne alla lite anche cos/tuendo, modicando o
es/nguendo rappor/ diversi.
I diri8 ogge5o della lite devono avere natura patrimoniale ed essere nella disponibilit delle par/, a pena
di nullit (art. 1966). nulla la transazione rela/va a un contra5o illecito (art. 1972), o su diri8 a8nen/ allo
stato delle persone.
La transazione contra5o a prestazioni corrispe8ve. necessaria la forma scri5a.
La transazione pu essere annullata per errore sulla ques/one che ogge5o della lite, e lannullamento
pu essere domandato solo dalla parte che prova di aver ignorato la causa(art. 1972)
anche annullabile se la parte indo5a in errore dalla falsit dei documen/ (art. 1973) o se conclusa su
una lite gi decisa con sentenza passata in giudicato (art. 1974).
Quando la transazione generale, perch riguarda tu8 gli aari esisten/ tra le par/, non pu essere
annullata (art. 1975); tale contra5o pu essere risolto per eccessiva onerosit sopravvenuta o per mutuo
dissenso.
COMPROMESSO ARIBITRALE
Il compromesso consiste nellaccordo con il quale gli interessa/ adano ad arbitri la risoluzione di una
controversia gi insorta (art 809 c.p.c.).
Con la clausola compromissoria invece, in un contra5o o in un apposito a5o, le par/ stabiliscono di adare
agli arbitri la decisione delle controversie che dovessero nascere in futuro; la clausola autonoma rispe5o
al contra5o, tanto che la nullit di questo non comporta alla nullit della clausola (art. 808 c.p.c.).

CESSIONE DEI BENI AI CREDITORI


La cessione dei beni ai creditori il contra5o, da concludere in forma scri5a (art. 1978), con il quale il
debitore incarica i suoi creditori o alcuni di essi di liquidare tu6e o alcune sue a8vit e di ripar5rne tra loro
il ricavato (art .1977).
Il debitore, sebbene perda la disponibilit dei beni cedu/ (art. 1980), conserva la /tolarit e il dire5o
esercizio delle azioni rela/ve alle a8vit cedute. Il cedente cmq /tolare del diri5o di esercitare il
controllo sulla ges/one, di averne il rendiconto alla ne della liquidazione (art. 1983), di o5enere
leventuale residuo (art. 1982). I creditori devono ripar/re tra loro le somme ricavate dalla vendita in
proporzione ai rispe8vi credi/ (art. 1982).
Il debitore liberato soltanto dopo che i creditori hanno ricevuto la parte della liquidazione loro spe5ante
e nei limi/ di quanto ricevuto (art. 1984). Il debitore pu recedere dal contra5o, con ee5o dal giorno del
pagamento, orendo ai cessionari il capitale, gli interessi e le spese di ges/one (art. 1985).
SEQUESTRO CONVENZIONALE
Il sequestro convenzionale il contra5o con cui due o pi persone (sequestran/) adano ad un terzo
(sequestratario) una cosa o pi cose, ogge6o di una controversia insorta tra loro, anch la custodisca e la
res5tuisca a chi spe6er quando la controversia sar stata denita (art. 1798).
contra5o reale perch si perfeziona con la consegna della cosa, ed a /tolo oneroso (il sequestratario ha
diri5o a un compenso) (art. 1802).
Il sequestratario deve custodire le cose adatagli e, se v pericolo di perdita o di grave deterioramento,
pu alienarle dandone pronta no/zia agli interessa/ (art. 1800); deve comunque consegnarle a chi sar
riconosciuto /tolare del diri5o controverso.
Prima che la controversia sia nita, il sequestratario non pu essere liberato, se non per accordo delle par/
o per gius/ mo/vi (art. 1802).

PUBBLICITA E TRASCRZIONE
La pubblicit il procedimento predisposto dalla legge per rendere conoscibili ai terzi fa8 o a8
par5colarmente rilevan5.
Per le situazioni personali, la pubblicit si a5ua a5raverso gli Archivi informa/ci dello stato civile, is/tui/
presso ogni Comune, i quali rendono conoscibili situazioni che inuiscono sullo status dei sogge8 mediante
liscrizione, lannotazione e la trascrizione di vicende par/colarmente importan/; tali archivi sono pubblici
(art. 450) e tenu/ dagli uciali dello stato civile. Ulteriore mezzo di pubblicit la Gazze5a Uciale della
Repubblica italiana.
Pei i beni mobili la pubblicit si a5ua con il possesso, giacch lesercizio del potere di fa5o sulla cosa fa
presumere anche la corrispondente situazione di diri5o.
Per i beni immobili e mobili registra/ si parla di trascrizione.
La pubblicit dei fa8 giuridici pu svolgere funzioni diverse.
La pubblicit no/zia ha soltanto funzione informa/va; cos/tuisce un obbligo e la sua omissione d luogo a
sanzioni pecuniarie o penali. Un esempio la pubblicazione matrimoniale (art. 93).
La pubblicit dichiara/va ha la specica funzione di rendere opponibile ai terzi il fa6o so5oposto a
pubblicit; essa cos/tuisce un onere a carico della parte che ha interesse a rendere la5o opponibile ai
terzi.
La pubblicit cos/tu/va si ha quando liscrizione di un fa5o nel registro requisito necessario anch si
produca lee6o. Cos il diri5o di ipoteca non sorge nch non sia iscri5o nei registri immobiliari (art.
2808).
La pubblicit di fa5o basata o sulla semplice conoscenza che il terzo abbia avuto del fa5o o su altro fa5o
che fa presumere lesistenza della corrispondente situazione giuridica.
La pubblicit sanante aggiunge la funzione di eliminare taluni vizi della5o.
Uno dei mezzi di pubblicit pi rilevan/ la trascrizione: concerne gli a8 che incidono sulla 5tolarit dei
beni immobili e mobili registra5, e consiste nella riproduzione del loro contenuto in apposi/ registri di
pubblica consultazione. Ha natura dichiara5va e base personale: gli a8 sono trascri8 so5o il nome delle
persone interessate.
La funzione consiste nel risolvere il coni5o tra pi aven/ causa dallo stesso alienante. Il coni5o tra i due
successivi acquiren/ dallo stesso dante causa cos risolto: prevale chi per primo ha trascri6o il rela5vo
a6o.

RESPONSABILITA CIVILE E ILLECITO


RESPONSABILITA DA FATTO ILLECITO
Esistono situazioni giuridiche tutelate in s, in quanto tali, quali lintegrit della persona, il suo onore, la
propriet sulle cose che le appartengono. Linteresse soddisfa5o non da una prestazione altrui, ma dal
semplice fa5o che la persona possa con/nuare a godere della situazione. I consocia/ hanno il dovere di
astenersi dal ledere queste situazioni, s da consen/rne il pacico godimento. La violazione di una di queste
cos/tuisce un fa5o illecito, in conseguenza del quale, se scaturisce un pregiudizio per il /tolare
dellinteresse prote5o (danneggiato), lautore del fa5o (danneggiante) obbligato a risarcire il danno
causato qualunque fa6o doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha
commesso il fa6o a risarcire il danno (art. 2043). Fa5o illecito perci quello che lede lintegrit, la
reputazione o il diri5o di propriet altrui, o altra situazione sogge8va tutelata dalla legge.
La responsabilit assume una pluralit di denominazioni il termine responsabilit civile indica lesigenza
di far prevalere la funzione riparatoria dellis/tuto su quella sanzionatoria del comportamento an/giuridico
del danneggiante, meglio espressa dal termine responsabilit da a5o illecito. Lespressione
responsabilit extracontra5uale indica il contrapporsi della responsabilit civile alla responsabilit
gravante sul debitore per inadempimento dellobbligazione.
Dal fa5o illecito cmq nasce lobbligazione di risarcire il danno, nella quale creditore il danneggiato e
debitore lautore del fa5o illecito (art. 1173). Fa5o illecito e inadempimento dellobbligazione sono
accomuna/ nel pi ampio conce5o di illecito civile quale fa5o lesivo di un diri5o altrui. Linadempimento
dellobbligazione, quando lede anche diri8 assolu/ della persona, si congura come fa5o illecito.
La legge fa riferimento al nesso di causalit fra il comportamento della persona e levento lesivo del bene
tutelato quando chiama a rispondere del danno chi ha commesso il fa5o (art. 2043). Secondo il principio di
adeguatezza casuale si possono e devono imputare alla persona soltanto le conseguenze del suo
comportamento che sono normale conseguenza di quel comportamento (cos allaggressore imputabile la
morte del ferito sopravvenuta per una complicazione insorta durante le cure, mentre non imputabile la
morte del ferito sopravvenuta in un incidente stradale occorso allautoambulanza che lo trasportava in
ospedale).
La colpa intesa sia quale volont di produrre levento lesivo (dolo), sia quale a5eggiamento del sogge5o
che, senza voler causare un determinato evento, ha tenuto un comportamento improvvido, causa/vo della
lesione del diri5o altrui. La mancanza di volont dellevento lesivo cara6erizza la colpa rispe6o al dolo, s
che vi colpa anche quando la persona ha previsto che levento avrebbe potuto prodursi ma non labbia
voluto.
Allelemento della colpa si aggiunge la necessit che lautore del fa5o, per poterne rispondere, sia capace
dintendere e di volere nel momento che lo ha commesso (art. 2046).
Lobbligo del risarcimento ha il senso di far rispondere in modo consistente del fa5o dannoso; la legge
tende a realizzare anche una funzione di prevenzione in quanto la minaccia del risarcimento e la maturit
delle persone dovrebbero indurre queste a evitare illeci/.
Il sistema generale dimputazione sopra delineato integrato da ulteriori disposizioni che imputano a
determinate persone fa8 altrui o accadimen/ addebitabili a cose o animali(dallart. 2047 al 2054).
Cos considerato fa5o imputato al sorvegliante il fa5o dannoso dellincapace di intendere e di volere a lui
adato (art. 2047); fa5o imputato al genitore il fa5o illecito del glio minore abitante con lui (art. 2048);
fa5o imputato al commi5ente il fa5o illecito del commesso nellesercizio delle sue mansioni (art. 2049); lo
stesso vale per il custode della cosa rela/vamente al danno da questa cagionato a terzi (art. 2051), per il
proprietario di un animale con riferimento al fa5o dannoso da esso compiuto (art. 2052), per il proprietario
delledicio per il danno cagionato a terzi con la sua rovina (art. 2053).
Aermando lesistenza di una pluralit di criteri di imputazione della responsabilit civile, si negato che la
colpa sia il criterio generale di imputazione della responsabilit.
Il rischio-pro5o, il rischio dimpresa e lesposizione al pericolo sono considera/ elemen/ idonei a imputare
fa8 dannosi alle persone, in nome rispe8vamente del pro5o che esse traggono dalla8vit, del fa5o che
esse ges/scono la8vit dimpresa rivelatasi fonte di danno e del fa5o che esse hanno creato con la loro
a8vit un pericolo per gli altri.

Anch possa nascere lobbligo del risarcimento del danno necessario che il danno sia ingiusto (art.
2043). Tale soltanto il danno conseguenza di una lesione della situazione altrui giuridicamente tutelata; se
non vi lesione del diri5o altrui il danno giusto (come ad es. nel caso di un a5o di concorrenza ideale).
La giurisprudenza amme5e s il risarcimento del danno in fa8specie non tradizionali, ma dichiara la
necessit di individuare pregiudizialmente le situazioni giuridicamente prote5e, ogge5o di lesione. Il
problema stabilire se e quando le norme creano una situazione sogge8va dire5amente prote5a: soltanto
linterpretazione pu dare una risposta equilibrata che sappia anche limitare larea tutelata.
La responsabilit dellautore del fa5o che esclusa o limitata quando ricorrono talune circostanze o
situazioni indicate come cause di gius/cazione; tra queste rientrano anzitu5o la legi8ma difesa e lo stato
di necessit.
Quando chi ha compiuto il fa6o dannoso stato costre6o dalla necessit di salvare s o altri dal pericolo
a6uale di un danno grave alla persona, e il pericolo non stato da lui volontariamente causato n era
altrimen5 evitabile, al danneggiato dovuta unindennit, la cui misura rimessa allequo apprezzamento
del giudice (art. 2045). La5o del danneggiante inquadrato tra gli a8 leci/ dannosi nei quali lo stato di
necessit funge da causa parzialmente esoneratrice della responsabilit. Per lapplicazione dellart. 2045 si
richiede una condo5a illecita dellautore del danno, cosciente, volontaria e contraria a norme di legge;
quanto al pericolo, se ne richiede lee8va sussistenza; il danno che incombe sul sogge5o necessitato deve
essere inevitabile. Per determinare la misura dellindennit, il giudice non deve seguire criteri rigidi e
predetermina/: egli pu tener conto di una pluralit di fa5ori quali la gravit del danno, il pericolo, le
condizioni economiche delle par/.
Il danno cagionato allaggressore per impedire che la sua azione produca la lesione del diri6o proprio o
altrui, sebbene ogge8vamente ingiusto, non risarcibile (art. 2044): non punibile chi ha commesso il
fa5o per esservi stato costre5o dalla necessit di difendere un diri5o proprio o altrui contro il pericolo
a5uale di unoesa ingiusta. Per aversi legi8ma difesa necessaria laggressione a un diri5o, proprio o
altrui; loesa ingiusta se ad essere leso sia un interesse personale o patrimoniale. Se la5o di legi8ma
difesa eccede la8vit necessaria per paralizzare laggressione altrui, si riduce il risarcimento.
Quando il sogge5o autorizzato dalla legge a tenere un dato comportamento per altri lesivo, nessuna
responsabilit sorge in capo a lui il giornalista di cronaca, in relazione alla divulgazione di no/zie che
incidono sul pres/gio e la reputazione di singole persone, opera a condizione che gli avvenimen/ riferi/
abbiano una cospicua rilevanza per la vita sociale e siano obie8vamente veri.
Ulteriore causa di esclusione della responsabilit il consenso dellavente diri5o.
La posizione del danneggiato dal fa5o illecito altrui disciplinata dai principi in materia di tutela dei diri8.
Pertanto, lonere di provare il fa6o illecito altrui, incombe su chi intende agire per la riparazione del
pregiudizio subito (art. 2697).
Per la prova del nesso di causalit fra fa5o della persona ed evento lesivo, il giudice pu aermarne
lesistenza sulla base delle regole di comune esperienza, fondate sulla regolarit sta/s/ca degli
accadimen/.
La legge presume in talune fa8specie il nesso di causalit fra fa5o lesivo e comportamento di determinate
persone individuate sulla base della loro posizione; incombe perci sul danneggiato lonere di provare la
derivazione dellevento lesivo dal fa5o dellincapace, del minore ecc; nulla deve invece egli provare circa il
comportamento tenuto dalla persona che risponde del fa5o dannoso (responsabile). La legge presume che
il comportamento dei responsabili sia colposo, in quanto probabile che non sia stato idoneo ad evitare
levento lesivo, come doveroso; incombe su di loro lonere di provare linconsistenza della presunzione
legale, dimostrando di aver tenuto un comportamento diligente, prudente, conforme alle norme la legge
stabilisce prove liberatorie pi o meno gravose, che consistono nel dimostrare di non aver potuto impedire
il fa5o o di aver fa5o tu5o il possibile per impedire il danno.
Il danneggiato deve provare la connessione dellevento con la8vit, nonch la posizione della persona
indicata dalla legge come responsabile.
Il principio, secondo il quale la responsabilit della persona si fonda necessariamente su un suo
comportamento, stato anche di recente cri/cato. Dal fa5o che la legge, in alcune ipotesi, stabilisce la
responsabilit anche per colpa lievissima, si desunto che sussiste responsabilit anche al di l della colpa.

Si adduce che esistono fa8specie di responsabilit legate a una posizione ricoperta dalla persona e non ad
una sua colpa (per es. il custode della cosa che risponde dei danni da essa cagiona/); il proprietario inoltre
risponde dei danni cagiona/ dalla rovina del suo edicio bench questa sia avvenuta per vizi di costruzione
a lui non imputabili. Quindi non avrebbe senso voler ad ogni costo legare la responsabilit alla colpa
quando scontato che oggi gran parte dei danni sono anonimi; se ogni volta si dovesse individuare una
colpa altrui per assicurare la riparazione del danno cagionato, troppo spesso il danneggiato rimarrebbe
senza tutela; in deni/va, un sistema delle responsabilit legato alla colpa non servirebbe a soddisfare
lesigenza fondamentale odierna, che quella di trasferire il danno dal danneggiato su persona diversa, ma
non necessariamente su chi ha causato levento dannoso.
I criteri di imputazione sono pi di uno e tu8 di pari grado la colpa criterio non pi generale ma
residuale. Nella nuova o8ca il risarcimento non ha pi funzione sanzionatoria della responsabilit ma
meramente riparatoria, res/tutoria della situazione lesa.
Nel caso di presunzione di colpa non de5o che essa non ci sia: la presunzione si fonda su regole di
probabilit e di esperienza o cmq su presuppos/ non irragionevoli
Lelemento della colpa, inteso quale contrariet ad un modello di comportamento idoneo ad evitare even/
lesivi del diri5o altrui, garanzia della persona; esso consente di conoscere preven/vamente quali even/
possono essere imputa/ a chi agisce, assicurando alla persona una libera scelta dei propri comportamen/.
ILLECITO E DANNO
Nei confron/ del fa5o illecito duplice lobie8vo della legge: evitare che esso accada e riparare lee5o
nega/vo prodo5o, cio eliminare il danno.
La legge disciplina fa8specie speciche di prevenzione, concedendo al /tolare dellinteresse, che in
pericolo, unazione nalizzata ad impedire la commissione dellillecito; la sfera di applicazione di queste,
limitata alle cose che il sogge5o ha in propriet o in possesso. Unaltra misura di prevenzione in tema di
tutela del diri5o di autore.
Talvolta la legge consente al /tolare del diri5o oeso di far cessare laltrui condo5a lesiva del proprio
diri5o, inibendone la con/nuazione.
La legge prevede, a favore della persona oesa, unazione generale per il risarcimento del danno; ogge5o
della riparazione lee5o nega/vo prodo5o dallillecito. Con lazione per il risarcimento il danneggiato
o8ene la prestazione di una somma di denaro da parte del responsabile, che lo compensa per gli ee8
nega5vi subi5; il rimedio generale e corrisponde a quello previsto per linadempimento dellobbligazione.
La legge, nel tener conto dellinteresse del danneggiato alla riparazione materiale dei beni colpi/, colloca il
par/colare rimedio del risarcimento in forma specica il danneggiato pu chiedere la reintegrazione in
forma specica, qualora sia in tu5o o in parte possibile (art. 2058). Questa ha lo scopo di ripris/nare la
situazione lesa (ad es. la cosa danneggiata viene riparata).
La riparazione in forma specica elimina il danno, quale modicazione della realt cagionata dallillecito; il
risarcimento per equivalente invece compensa le perdite, elimina gli ee8 economici nega/vi dellillecito.
Per vericare un danno occorre paragonare la situazione creata dallillecito con quella esistente
precedentemente, e riscontrare in concreto un peggioramento (ee5o nega/vo); ad esso vanno aggiunte
le conseguenze nega/ve che la nuova situazione ha prodo5o per la persona.
Il danno si dis/ngue in patrimoniale e non patrimoniale il primo cos/tuito dalle conseguenze
sfavorevoli di natura economica di una determinata lesione; il secondo consiste nel dolore, nella
soerenza, sica o spirituale, che la persona subisce per ee5o dellevento lesivo (danno morale).
Il danno patrimoniale liquidabile per equivalente, cos anche quello non patrimoniale, giacch la legge
considera possibile la sua conversione in una somma di denaro.
Un genere di danno quello biologico, inteso come lesione del benessere sico e psichico dellindividuo
in passato, do5rina e giurisprudenza negavano la risarcibilit di tale danno: era concesso solo per le
conseguenze di natura patrimoniale della lesione allintegrit psicosica; successivamente la giurisprudenza
ha riconosciuto il danno alla persona, a prescindere dalla perdita della capacit di produrre reddito o dalle
spese sostenute in conseguenza dellillecito.
Il danno non patrimoniale risarcibile solo nei casi determina5 dalla legge (art. 2059) soltanto quando
lillecito civile cos/tuisca reato pu aversi risarcimento del danno non patrimoniale (risarcibile il danno

morale). Patrimoniale o no, risarcibile il danno ingiusto conseguente alla lesione di un interesse
giuridicamente prote5o.
Le regole sul risarcimento del danno contenute nella legge sono modellate sul danno patrimoniale infa8
lart. 2056 rinvia a disposizioni di responsabilit per inadempimento dellobbligazione il risarcimento del
danno deve comprendere sia la perdita subita dal danneggiato, sia il mancato guadagno, e comprende le
conseguenze immediate e dire6e del fa6o (art. 1223).
In materia di fa8 illeci/, si risponde di tu8 i danni cagiona/, siano essi prevedibili o imprevedibili.
Il danno va risarcito per intero il giudice liquida il danno secondo equit qualora manchi la prova del suo
preciso ammontare; questo capita nel danno non patrimoniale, cove impossibile provare il preciso
ammontare dellee5o nega/vo dellillecito.
Levento dannoso non pu esser fa5o gravare sul danneggiante che, tra laltro, pu non essere nelle
condizioni di riparare il danno. Da qui la necessit di provvedere alleliminazione del danno con mezzi che
possano essere funzionali alla soddisfazione del danneggiato lo strumento /pico lassicurazione contro i
danni.
Vi sempre pi la necessit di introdurre un sistema di sicurezza sociale, fondato sullobbligo di tu8 i
consocia/ di partecipare alla sua realizzazione, con un contributo rapportato al reddito delle persone e alla
frequenza degli inciden/ causa/.


IMPRESA
IMPRESA E AZIENDA
Lart. 41 cost garan/sce la libert dinizia/va economica privata della quale limpresa espressione.
Imprenditore chi esercita professionalmente una8vit economica organizzata al ne della produzione o
dello scambio di beni o servizi (art. 2082); per a8vit sintende una serie coordinata di a8 lega/ da un
disegno unitario produ8vo di nuova ricchezza. La8vit deve essere economica, cio idonea a coprire i
cos/ di produzione; non necessario il perseguimento di un lucro data lesistenza di en/ o imprese
pubbliche che assumono come scopo statutario il pareggio tra cos/ e ricavi. Pu cos/tuire impresa anche lo
svolgimento di un unico aare (ad es. produzione di un lm). Acquista la qualit di imprenditore,
sopportandone il rischio giuridico, colui che formalmente appare /tolare (prestanome) e non chi ha
ee8vamente la direzione dellimpresa; questul/mo resta cmq esposto al rischio economico della8vit.
Il codice civile disciplina in par/colare limpresa agricola e limpresa commerciale.
Limpresa agricola per natura o per connessione. La prima si iden/ca con la col5vazione del fondo, la
selvicoltura e lallevamento di animali. La seconda si ha se ricorrono due condizioni: si richiede che chi la
esercita sia gi qualicato imprenditore agricolo ed essenziale la prevalenza di prodo8 provenien/
dalla8vit di base tra quelli ogge5o del processo di trasformazione o commercializzazione (art. 2135).
Limprenditore agricolo, al pari del piccolo imprenditore, non so5oposto allo statuto dellimprenditore
commerciale, salvo che rivesta la forma di una societ commerciale o della coopera/va.
Sono imprese commerciali quelle che producono mediante un processo sia pur minimo di trasformazione, e
quindi industrialmente, beni e servizi, o svolgono a8vit dintermediazione nella circolazione e distribuzione
di beni o servizi (art. 2195).
La dimensione dellimpresa incide sulla sua disciplina.
Nella piccola impresa limprenditore esercita una8vit professionale organizzata prevalentemente con il
lavoro proprio e dei componen5 della famiglia.
Limpresa familiare, organizzata con la partecipazione del lavoro dei familiari, tutela quei membri della
famiglia che non sono in grado di contra5are con limprenditore il prezzo della loro collaborazione
alla8vit.
Limpresa familiare non si iden/ca con la piccola impresa pu esservi una piccola impresa che non
familiare o unimpresa non piccola familiare. Ha natura individuale la qualit di imprenditore a5ribuita
non a tu8 i partecipan/ ma solo al sogge5o cui fanno capo i rappor/ familiari e che ges/sce la8vit
assumendo diri8 e obblighi nei confron/ dei terzi; il /tolare imprenditore risponde con il proprio
patrimonio dei debi/ dellimpresa e pu essere so5oposto alle procedure fallimentari.
I partecipan/, per godere dei diri8, devono prestare in modo con5nua5vo la propria a8vit nella famiglia
o dire5amente nellimpresa familiare essi hanno il diri5o al mantenimento, partecipano agli u/li e agli
incremen/ dellimpresa, in proporzione al lavoro prestato; le decisioni riguardan/ limpiego degli u/li e
degli incremen/ e la ges/one straordinaria sono ado5ate a maggioranza dai familiari (art. 230 bis).
La qualit di partecipante si perde con la morte o la cessazione del rapporto familiare.

Lo statuto dellimprenditore commerciale comprende norme concernen/ a)ladempimento di obblighi


pubblicitari, b)la tenuta delle scri6ure contabili e c)la rappresentanza commerciale
a)la pubblicit si a5ua mediante liscrizione nel registro delle imprese;
b)limprenditore commerciale ha lobbligo di tenere il libro giornale e il libro degli inventari e di conservare,
per 10 anni (art. 2220), scri5ure contabili e originali di le5ere, telegrammi e fa5ure speciali
c)il /tolare pu preporre uno o pi sogge8 allesercizio dellimpresa commerciale o di un suo se5ore o di
una sede secondaria (art. 2203).

Per la8vit imprenditoriale decisivo il fa5ore lavoro, par/colarmente quello subordinato, che si
congura quando un sogge6o presta verso corrispe8vo le proprie energie intelle6uali o manuali
nellambito del ciclo produ8vo dellimpresa e alle dipendenze e so6o la direzione dellimprenditore (art.
2094)
Par/colare congurazione di lavoro subordinato assumono lapprendistato e il contra5o di inserimento
nel primo, alla prestazione di lavoro retribuito si aggiunge il ne dellapprendimento (dallart. 2130); il
secondo, non rinnovabile, des/nato a favorire linserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro di
determinate categorie di sogge8.
Non possibile ravvisare subordinazione qualora il prestatore di lavoro partecipi al rischio dimpresa (cos
per il socio). La retribuzione pu consistere nella partecipazione agli u/li (art. 2102); essa deve
comunque essere suciente ad assicurare al lavoratore e alla famiglia una vita libera e dignitosa (art. 36
cost).
I prestatori di lavoro subordinato si dis/nguono in dirigen/, quadri, impiega/ e operai (art. 2095).
I contra8 prevedono numerose qualiche secondo le mansioni svolte dal lavoratore (art. 2103).
Lazienda il complesso di beni organizza5 dallimprenditore per lesercizio dellimpresa (art. 2555):
ununiversalit di beni unitariamente des/na/ al processo produ8vo.
I contra8 di trasferimento o di godimento dellazienda devono osservare le forme richieste per il
trasferimento dei singoli beni o per la natura par/colare del contra5o (art. 2556).
La cessione di azienda non comporta successione nellimpresa e necessita il contemporaneo trasferimento
della di5a (art. 2565). Chi aliena unazienda ha lobbligo di astenersi, per un periodo di 5 anni dal
trasferimento, dalliniziare una nuova impresa che sia idonea a sviare la clientela dellazienda ceduta (art.
2557).
Se non pa5uito diversamente, lacquirente subentra nei contra8 s/pula/ per lesercizio dellazienda
stessa che non abbiano cara5ere personale (art. 2558).
Il lavoratore conserva i diri8 a lui spe5an/ in dipendenza del lavoro prestato.
Lacquirente subentra automa/camente anche nella /tolarit dei credi/ rela/vi allazienda ceduta (art.
2559). Riguardo la successione dei debi/, lalienante non liberato da responsabilit se i creditori non lo
consentono; per le sole imprese commerciali permane la responsabilit ex lege dellalienante, in solido con
lacquirente, per il pagamento dei debi/ risultan/ dai libri contabili obbligatori (art. 2560).
Lusufru5uario e la5uario devono rispe5are la des/nazione economica dellazienda e ges/rla so5o la
di5a del proprietario.
I segni dis/n/vi dellimpresa sono mezzi di individuazione e di dierenziazione e contraddis/nguono
la8vit (di5a), il luogo ove si svolge (insegna) e il prodo5o (marchio). Limprenditore ha diri5o alluso
esclusivo dei segni dis/n/vi.
La di5a il nome so6o il quale limprenditore esercita la8vit; essa deve obbligatoriamente contenere il
cognome o la sigla dellimprenditore (art. 2563) e deve essere cara5erizzata da verit e novit.
Linsegna iden/ca il locale ove limprenditore svolge la8vit; anche essa deve essere cara5erizzata da
verit e originalit.
Il marchio ha la funzione di iden5care i beni e i servizi dellimpresa che li produce, li commercia o li presta;
esso pu essere cos/tuito da parole o da immagini o da altri simboli,e pu anche consistere nella forma del
prodo5o o nella sua confezione. Per godere di tutela il marchio deve possedere i requisi/ di liceit, verit,
originalit e novit. Per una maggiore tutela il marchio va registrato nella sede dellucio italiano breve8 e
marchi presso il Ministero delle a8vit produ8ve (art. 2569).

CREAZIONI INTELLETTUALI
Lordinamento, nel promuovere lo sviluppo della cultura e della ricerca scien/ca e tecnica (art. 9 cost),
prevede par/colari situazioni esclusive: il diri5o di autore sulle opere dellingegno, le5erarie e ar/s/che
(dallart. 2575), i diri8 di breve5o per invenzioni industriali (dallart. 2584), per modelli di u/lit e per
modelli e disegni ornamentali (dallart. 2592).
Il cara5ere crea/vo esige che lopera sia originale e nuova. Lopera va depositata e registrata presso lucio
della propriet le5eraria, ar/s/ca e scien/ca della Presidenza del Consiglio(dallart. 103).
Il diri5o di autore gode di tutela morale e patrimoniale. La prima consiste nel diri5o di rivendicare la
paternit dellopera, di decidere se pubblicarla o no, di opporsi a qualsiasi deformazione o altra
modicazione, di ri/rare lopera dal commercio; il diri5o morale non trasmissibile.
La tutela patrimoniale consiste nel diri5o esclusivo di usare lopera in ogni forma e modo, originale o
derivato (art. 2577); esso trasferibile e ha durata limitata, cio si es/ngue 70 anni dopo la morte
dellautore.
Possono cos/tuire ogge5o di breve5o le nuove invenzioni che implicano una8vit inven/va e sono a5e ad
avere unapplicazione industriale. Le invenzioni sono breve5abili solo se si cara5erizzano per novit e
industrialit.
Allinventore spe5a il diri5o morale e patrimoniale sullinvenzione. Egli ha il potere esclusivo di a5uare
linvenzione, di disporne e di trarne pro5o (art. 2584). Il diri5o nasce col breve5o; lesclusiva comprende,
altre la fabbricazione, anche la commercializzazione e termina con la prima immissione in commercio. Il
breve5o trasmissibile e il suo rilascio, per opera dellucio breve8, a5ribuisce tutela per 20 anni, non
rinnovabili.
Il prestatore di lavoro ha diri5o di essere riconosciuto autore dellinvenzione fa5a nello svolgimento del
rapporto di lavoro (art. 2590); tu5avia, il diri5o di u/lizzazione economica spe5a al datore di lavoro; se non
prevista una retribuzione, il lavoratore ha diri5o ad un equo premio.
La tutela del diri5o estesa in sede internazionale.
I diri8 di u/lizzazione del breve5o si es/nguono per decorso del tempo, per la non a5uazione
dellinvenzione entro 3 anni dal breve5o e per il mancato pagamento della rela/va tassa.
CONCORRENZA
In uneconomia di mercato le imprese devono operare in regime di concorrenza.
Limpresa, assolutamente libera da condizionamen/ giuridici, tenterebbe di eliminare o assorbire le
imprese concorren/, s da imporre il prezzo di prodo8 di qualit non compe//va e porsi sul mercato in
posizione di monopolio di fa5o o comunque in posizione dominante.
LItalia ha unorganica norma5va volta ad impedire concentrazioni monopolis5che o posizioni abusive sul
mercato. Cos gli accordi tra imprese sono nulli se ssano dire5amente o indire5amente le condizioni
contra5uali, impediscono o limitano la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, gli inves/men/ e lo
sviluppo, ripar/scono i marca/ o le fon/ di approvvigionamento, applicano condizioni ogge8vamente
diverse per prestazioni equivalen/.
La posizione dominante pone limpresa nella situazione di inuire notevolmente sul modo nel quale la
concorrenza si svolger.
Le operazioni di concentrazione, nalizzate a realizzare controllo, sono vietate se compor/no la
cos/tuzione o il raorzamento di una posizione dominante sul mercato nazionale in modo da eliminare o
ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza.
Le posizioni monopolis/che che abbiano ee5o di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza
allinterno del mercato europeo, pregiudicando il commercio tra gli Sta/ membri, sono vietate in quanto
incompa/bili con la libert di concorrenza.
Resta ben poco spazio al pa5o di non concorrenza e ai cartelli con i quali due o pi imprenditori
disciplinano le modalit di svolgimento delle reciproche a8vit concorren/ (art. 2596); essi, malvis/ anche
a livello comunitario, per essere validi, non possono che riferirsi a zone e ad a8vit determinate e limitate.
Limprenditore deve osservare i principi della corre5ezza professionale (art. 2598) a tutela dellaltrui
a8vit imprenditoriale e dei consumatori.

La concorrenza sleale si congura: a) usando nomi e segni dis/n/vi idonei a determinare confusione con
quelli legi8mamente usa/ da altri o imitando i prodo8 di un concorrente;
b) diondendo no/zie e apprezzamen/ sui prodo8 e sulla8vit di un concorrente, idonei a determinare il
discredito o appropriandosi di pregi dei prodo8 di un concorrente; c) avvalendosi dire5amente o
indire5amente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della corre5ezza professionale e idoneo a
danneggiare limpresa altrui.
Il provvedimento che accerta la5o di concorrenza sleale ne inibisce la con/nuazione e dispone anch ne
vengano elimina/ gli ee8 (art. 2599). Se la5o stato compiuto con dolo o colpa, lautore dellillecito
tenuto al risarcimento del danno e il giudice pu ordinare anche la pubblicazione della sentenza (art. 2600).
Alla disciplina della concorrenza sleale, insuciente a tutelare i consumatori, si aancato il decreto legge
che ha introdo5o un controllo sulla pubblicit ingannevole.
FORME DI COOPERAZIONI TRA IMPRESE
Ampio e diversicato il fenomeno della cooperazione tra imprese. Pi imprese possono coordinare lo
svolgimento di determinate fasi delle rispe8ve a8vit is/tuendo unorganizzazione consor/le comune
(art. 2602).
Il contra5o di consorzio, da s/pulare in forma scri5a so5o pena di nullit (art. 2603), deve indicare
logge5o, gli obblighi e i contribu/ dei consorzia/, le condizioni di ammissione di nuovi aderen/ (art. 2603)
e eventualmente la durata (art. 2604) e la sede. Lorganizzazione consor/le ha il compito di vigilare che gli
aderen/ adempiano le obbligazioni assunte (art. 2605).
Le deliberazioni rela/ve alla5uazione dellogge5o consor/le sono prese di regola col voto favorevole della
maggioranza dei consorzia/ (art. 2606); il contra5o per non pu essere modicato senza il consenso di
tu8 (art. 2607).
Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio, i terzi possono far valere i loro diri8 esclusivamente sul
fondo consor/le; per quelle assunte per conto dei singoli consorzia/, ques/ rispondono solidalmente. Il
debito dellinsolvente si divide fra i consorzia/ in proporzione alle quote (art. 2615).
Il consorzio dunque una forma associa/va di /po orizzontale tra imprese.
La cooperazione economica tra imprese appartenen/ a diversi Sta/ membri della Comunit Europea si pu
a5uare mediante il Gruppo europeo di interesse economico (Geie). Esso non ha lo scopo di realizzare
pro8 per se stesso: quelli consegui/ sono considera/ dire5amente pro8 dei membri e sono fra loro
ripar//. Lorganizzazione interna rimessa allautonomia negoziale; delle obbligazioni rispondono
solidalmente e illimitatamente tu8 i membri del gruppo. Il Geie sogge5o allobbligo di iscrizione nel
registro delle imprese.
Laccordo tra imprese pu essere anche temporaneo. Ciascuna impresa conserva autonomia di ges/one e
dis/n/ specici compi/, ragguaglia/ a una quota dellintero lavoro. Lassociazione pu essere orizzontale o
ver/cale.

IMPRESA E SOCIETA
La8vit dimpresa pu essere svolta usando lo strumento societario.
La5o di autonomia cos/tu/vo del sogge5o societario, assume di regola la congurazione del contra5o
consensuale bi o plurilaterale, di durata, da s/pularsi in forma scri5a.
Il contra5o di societ si dis/ngue per la presenza di tre elemen/: a)lobbligo del conferimento, b)il
programmato esercizio della8vit economico-produ8va mediante un patrimonio comune e c) lo scopo
produ8vo-lucra/vo.
a)la societ per esistere ha bisogno di un fondo sociale formato dalle prestazioni alle quali i soci sono
obbliga/; ogge5o di conferimento pu essere qualsiasi bene o servizio susce8bile di valutazione
economica.
b)lesercizio della8vit economica deve avvenire mediante un patrimonio comune.
c)la8vit esercitata deve tendere alla realizzazione di u5li da ripar/re tra i soci o di vantaggi economici.
Il legislatore ha elencato in modo tassa/vo i /pi di societ (art. 2249), impedendo allautonomia negoziale
la creazione di nuove forme societarie. Tu5avia la scelta del /po legale rimessa alla volont delle par/;
lautonomia negoziale pu altres modicare e integrare gli statu/ introducendo discipline diormi, ma non
pu stravolgerne gli aspe8 essenziali.
Le forme societarie si dis/nguono prevalentemente per: a)a8vit svolta, b)scopo perseguito,
c)responsabilit verso i terzi, d)organizzazione interna.
a)va dis/nta la societ semplice, avente ogge5o non commerciale, dagli altri /pi, aven/ ogge5o
commerciale.
b)la dis/nzione pi consolidata quella tra scopo lucra5vo, che rappresenta la normalit per i /pi societari,
e scopo mutualis5co, /pico delle coopera/ve.
c)i regimi vanno dalla responsabilit personale e solidale dei soci che hanno agito in nome e per conto della
societ semplice (art. 2267), alla responsabilit illimitata e solidale di tu8 i soci nella societ in nome
colle8vo (art. 2291); dalla responsabilit solidale e illimitata dei soci accomandatari a quella dei soci
accomandan/, limitata alla quota di capitale conferita nella societ in accomandita semplice (art. 2313) e
per azioni (art. 2452); sino alla responsabilit esclusiva del patrimonio sociale senza alcun possibile
coinvolgimento dei soci nella societ a responsabilit limitata (art. 2462) e nella societ per azioni (art.
2325).
d)nella societ di persone prevale il prolo personale dei soci, mentre nella societ di capitali
lorganizzazione interna, potenzialmente di gruppo, si erge a sogge5o autonomo e le singole persone socie
sono escluse da ogni rapporto con i terzi.
CRISI DELLIMPRESA E PROCEDURE CONCORSUALI
Limpresa vive normalmente di credito; la sua crisi minaccia, oltre i lavoratori occupa/, i creditori, che
possono anche essere una massa.
La risposta allordinamento alla crisi dellazienda col tempo divenuta essibile accanto alle procedure
che hanno lo scopo di liquidare limpresa (fallimento e liquidazione coa5a amministra/va), ve ne sono altre
che consentono allimprenditore di o5enere dai creditori una dilazione generalizzata per il soddisfacimento
delle obbligazioni (amministrazione controllata), o orono la possibilit di salvare lazienda mediante
lacquisto o la ristru5urazione da parte di un altro imprenditore che garan/sce un accordo tra
limprenditore e i suoi creditori (concordato preven/vo).
Le procedure concorsuali garan/scono il concorso di tu8 i creditori sui beni del debitore e vietano che
singoli creditori aggrediscano il patrimonio del debitore con azioni esecu/ve individuali.
Lamministrazione controllata la procedura concorsuale prevista per limprenditore commerciale che si
trova nella temporanea dicolt di adempiere alle obbligazioni: si parla di insolvenza reversibile perch
nellarco massimo di 2 anni pu essere sanata dallimprenditore in base a uno specico piano di
risanamento.
riservata agli imprenditori che da almeno un biennio siano iscri8 nel registro delle imprese, nei 5 anni
preceden/ non siano sta/ dichiara/ falli/, non abbiano subito condanne.

La procedura si apre con la domanda del debitore. Il tribunale, se accoglie la domanda, nomina giudice
delegato e commissario giudiziale. Limprenditore ammesso alla procedura conserva lamministrazione dei
beni e lesercizio dellimpresa e gode di una dilazione di pagamento dei credi5 per un periodo massimo di 2
anni; ques/ beneci sono bilancia/ da un controllo esercitato dagli organi della procedura mediante le
dire8ve del giudice delegato e la8vit di vigilanza del commissario giudiziale. La procedura consente
allimprenditore di evitare il fallimento.
La procedura pu chiudersi con la dichiarazione di fallimento se risulta che lobie8vo del risanamento non
pu essere raggiunto o se al termine non stato raggiunto.
Limprenditore in stato di insolvenza pu evitare il fallimento orendo un concordato preven/vo, chiamato
cos perch volto a prevenire il fallimento.
Alla procedura sono ammessi gli imprenditori che hanno i requisi/ necessari per lamministrazione
controllata. La proposta di concordato per essere ammissibile deve avere uno dei seguen/ contenu/:
oerta, assis/ta da garanzie reali o personali, da parte del fallito o di un terzo, di una percentuale non
inferiore al 40% dei credi/; cessione ai creditori di tu8 i beni.
La procedura si apre con la domanda del debitore. Limprenditore ammesso alla procedura conserva
lamministrazione dei beni e lesercizio dellimpresa, ma sogge5o ad un controllo degli organi della
procedura. La domanda di concordato deve essere approvata dalla maggioranza numerica dei creditori; se
non si raggiungono le maggioranze richieste dalla legge dichiarato il fallimento.
La fase di esecuzione del concordato consiste, o nelladempimento degli obblighi che il debitore o il terzo
hanno assunto, o nella liquidazione dei beni e nella distribuzione del ricavato ai creditori.
La procedura fallimentare riguarda lintero patrimonio dellinsolvente e tu8 i creditori esisten/ alla5o
della dichiarazione di fallimento hanno diri5o a parteciparvi.
Il fallimento normalmente dichiarato su inizia/va di un creditore o anche dello stesso debitore.
Il tribunale del luogo ove limpresa ha la sede principale accerta la ricorrenza dei presuppos/ del fallimento
che viene dichiarato con sentenza immediatamente esecu/va, con la quale sono nomina/ il giudice
delegato e il curatore. Il fallito e qualsiasi interessato possono proporre opposizione allo stesso tribunale.
Quando imprenditore una societ, il fallimento coinvolge i soci illimitatamente responsabili e si estende
anche ai soci occul/.
La procedura fallimentare si ar/cola in una serie di fasi: deve essere acquisito mediante inventario e
ricostruito mediante le opportune azioni il patrimonio del fallito; occorre accertare lammontare
complessivo dei debi/ del fallito; deve essere liquidato il patrimonio del fallito; inne il ricavato della
liquidazione deve essere ripar/to tra tu8 i creditori.
Numerose leggi so5raggono al fallimento certe categorie di imprese, cara5erizzate da un forte interesse
pubblico e so5oposte di conseguenza ad una8vit pubblica di controllo, prevedendo che la liquidazione
dei loro beni avvenga con il procedimento della liquidazione coa5a amministra/va.
Pu essere disposta sia per linsolvenza dellimprenditore sia per gravi irregolarit; produce gli ee8 della
dichiarazione di fallimento. Organi della procedura sono il commissario liquidatore e il comitato di
sorveglianza.
prevista una speciale procedura concorsuale per le grandi imprese, individuate in base a due concorren/
presuppos/: un numero di lavoratori subordina/ non inferiore a 200 da almeno un anno; debi/ per un
ammontare complessivo non inferiore ai 2/3 sia del totale della8vo sia dei ricavi provenien/ dalle vendite
e dalle prestazioni dellul/mo esercizio.
Presupposto imprescindibile laccertamento da parte dellautorit giudiziaria dello stato di insolvenza. Il
tribunale nomina il giudice delegato per la procedura e uno o tre commissari giudiziali. Il commissario deve
predisporre un programma che prevede in alterna/va, o la cessione dei complessi aziendali, o la
ristru5urazione economica e nanziaria dellimpresa, in base a un programma di risanamento di durata non
superiore ai 2 anni. Alla procedura si applica la disciplina della liquidazione coa5a amministra/va.

FAMIGLIA E RAPPORTI PARENTALI


NOZIONI GENERALI
Alla famiglia sono dedicate norme cos5tuzionali (dallart. 29 cost) e varie leggi speciali.
Queste disposizioni tu5avia non presentano una denizione generale di famiglia: lart. 29 si riferisce
soltanto alla famiglia fondata sul matrimonio. Eppure lindividuazione di una nozione di famiglia
indispensabile per linterpretazione delle norme che ad essa fanno riferimento senza specicarne la
composizione.
La nozione di famiglia va desunta da un esame sistema/co delle norme che la riguardano.
Per lart. 29 cost la stru5ura della famiglia nucleare, dato che la comunit fondata sul matrimonio e
cos5tuita dai coniugi e dalla eventuale prole. I diri8 del coniuge e dei gli, quali membri della famiglia
legi8mi, prevalgono sui diri8 dei gli na/ fuori del matrimonio, bench la loro tutela giuridica e sociale si
uniformi a quella dei gli legi8mi (art. 30 cost).
Nel linguaggio legisla/vo dunque, il termine famiglia indica linsieme dei suoi componen/; per esigenze e
bisogni della famiglia deve intendersi il complesso dinteressi che fa capo a ciascun suo componente.
Parentela e anit realizzano generalmente nalit estranee alla famiglia; ai ni dellimpresa familiare
invece, i paren/ e gli ani sono assimila/ ai membri della famiglia nucleare (art. 230 bis).
La denizione di famiglia quale societ naturale fondata sul matrimonio (art. 29 cost) garan/sce la
famiglia nei confron/ dello Stato. Essa formazione sociale essenziale al pieno sviluppo della persona (art.
2 cost): la sfera di autonomia ad essa riconosciuta si completa con la5ribuzione ai genitori del diri6o-
dovere di mantenere, istruire e educare i gli (art. 20 cost). Il ruolo dello Stato di garan/re dallesterno lo
svolgimento dei compi/ familiari (art. 31 cost) intervenendo allinterno del rapporto familiare per
assicurare la formazione e la cura della prole.
Il principio di unit della famiglia va correlato, non sovraordinato, al principio di uguaglianza dei coniugi;
lordinamento garan/sce lunit che sia fru5o delluguaglianza, riconoscendo ai coniugi il potere di regolare
lesercizio dei diri8 personali in funzione dellunit.
In quanto vol/ a tutelare interessi esistenziali, i diri8 familiari, pur quando abbiano un contenuto
economicamente valutabile, sono in commerciabili, stre5amente personali e quindi irrinunciabili e
imprescri8bili; non sono trasmissibili.

La5o di matrimonio, cos/tu/vo della famiglia legi8ma, determina il rapporto coniugale. La parentela il
vincolo tra pi persone che discendono da uno stesso capos5pite (art. 74). Si dis/ngue la linea re5a da
quella collaterale: nella prima uno discende dallaltro (padre-glio, nonno-nipote), nella seconda no
(fratelli, cugini, zio-nipote) (art. 75).
La parentela si misura per gradi (art. 76) e, in genere, non rilevante oltre il sesto grado (art. 77).
I fratelli sono bilaterali o germani se discendono dagli stessi genitori, unilaterali se hanno lo stesso padre o
la stessa madre.
Lanit, ee5o legale del matrimonio, designa il rapporto che sussiste tra un coniuge e i paren/ dellaltro
(suocera-genero, suocero-nuora, cogna/); le linee e i gradi dellanit sono gli stessi della parentela;
lanit non cessa per la morte del coniuge da cui deriva ma cessa se il matrimonio dichiarato nullo.
Lordinamento garan/sce la soddisfazione degli essenziali bisogni dei membri della famiglia prevedendo
specici obblighi di assistenza. Qualora lassistenza economica sia dovuta fuori dal rapporto di convivenza,
si denisce mantenimento lart. 156 dispone lobbligo di mantenimento in favore del coniuge separato cui
non sia addebitabile la separazione e sempre che sia sprovvisto di adegua/ reddi/. Al mantenimento ha
diri5o anche il glio non riconoscibile (art. 279). Il diri5o al mantenimento comprende ci che necessario
ad assicurare a chi ne /tolare il medesimo tenore di vita della famiglia della quale parte, o cmq della
persona obbligata.

La persona in stato di bisogno ha diri5o di o5enere gli alimen/ dai congiun/ tenu/ in un preciso ordine
(art. 433). Stato di bisogno lincapacit a provvedere alle pi elementari necessit per una vita dignitosa.
La misura degli alimen/ deve essere proporzionale alle condizioni economiche dellalimentante (art. 438)
ed essi spe5ano anche se lo stato di bisogno sia fru5o di una condo5a colpevole; tu5avia possono essere
rido8 in ragione della condo5a disordinata o riprovevole dellalimentato (art. 440).
Lobbligo alimentare pu essere adempiuto o provvedendo a mantenere lalimentando nella propria
abitazione o corrispondendogli un assegno periodico an/cipato (art. 443). Una volta corrisposto, lassegno
alimentare non pu essere nuovamente richiesto (art. 444).
Lobbligo cessa con la morte dellobbligato (art. 448). Lobbligazione alimentare variabile nel tempo e pu
essere cos/tuita anche con contra5o o disposizione testamentaria.
Il mutamento dei costumi ha dato luogo a unioni stabili tra uomo e donna, pur in assenza del matrimonio.
Questa situazione, solitamente indicata famiglia di fa5o o convivenza, ha funzione analoga a quella del
matrimonio.
La coppia che convive stabilmente una formazione sociale nella quale si svolge la personalit individuale
(art. 2 cost). Che la convivenza possa assumere funzioni familiari non signica che sia equiparata al
rapporto coniugale. Essa deve rivelarsi compa/bile con il complesso dei valori dellordinamento e con i
doveri inderogabili di solidariet sociale (art. 2 cost).
Per la famiglia di fa5o si ricorre, nei limi/ della compa/bilit, allapplicazione analogica della disciplina
de5ata per la famiglia legi8ma.
MATRIMONIO
Il termine matrimonio indica sia la5o posto a fondamento della famiglia come societ naturale sia il
rapporto ordinato sulleguaglianza morale e giuridica dei coniugi che nella5o ha la sua fonte (art. 29 cost).
Dalla5o deriva oltre il rapporto di vita comune la5ribuzione dello status di coniuge.
A seguito del Concordato tra Stato italiano e Santa Sede convivono due modelli: il matrimonio civile,
interamente assogge5ato alla disciplina statale, e il matrimonio concordatario, celebrato secondo il diri5o
canonico, cui sono riconosciu/ gli ee8 civili.
Il matrimonio come a5o di autonomia stato al centro di un ampio diba8to. Lintervento delluciale di
stato civile ha il cara5ere di accertamento pubblico della volont delle par/.
Il matrimonio a6o personalissimo: non consen/ta ai nubendi la libert di farsi sos/tuire.
Il matrimonio non tollera condizioni o termini (art. 108); le par/ non possono modicare lo schema legale.
Tu5avia laccordo pu a5ribuire rilevanza a interessi estranei al quadro /pico del matrimonio (art. 123). La
legge stessa rime5e alla determinazione dei coniugi la regolazione dei rappor/ familiari, con il limite
inderogabile della tutela della persona.

La massima espressione della libert matrimoniale sta nel fa5o che la promessa di matrimonio non obbliga
a contrarlo n ad eseguire ci che si fosse convenuto per il caso di non adempimento (art. 79). La ro5ura
della promessa a5ribuisce la facolt di o5enere la res/tuzione dei doni (art. 80).
Nellipotesi dingius/cata ro5ura di una promessa o di comportamento che dia luogo al gius/cato
recesso dellaltro prome5ente, sorge a carico dellautore lobbligo di risarcire il danno cagionato allaltra
parte per le spese fa5e e per le obbligazioni contra5e a causa della promessa (art. 81).
Impedimen/ alla cos/tuzione di un matrimonio valido sono: la minore et, linterdizione per infermit di
mente, la mancanza della libert di stato.
Limpedimento della minore et non regola assoluta; il tribunale per i minorenni, su istanza
dellinteressato, accertata la sua maturit psico-sica e la fondatezza delle ragioni addo5e, sen/to il p.m., i
genitori o il tutore, pu autorizzare il matrimonio in presenza di gravi mo/vi (art. 84).
Non pu contrarre matrimonio chi vincolato da un matrimonio precedente la libert di stato libero
conferma la scelta della monogamia. Lacquisto dello stato libero pu avvenire con la morte, la nullit o lo
scioglimento del matrimonio, la cessazione dei suoi ee8 civili o la dichiarazione di morte presunta; in

questul/ma ipotesi, qualora torni il primo coniuge, si determina la singolare coesistenza di due matrimoni
validi.
Taluni impedimen/ rela/vi alla coppia, se non osserva/, a volte producono linvalidit del matrimonio, a
volte soltanto una sanzione pecuniaria. Nel primo gruppo rientrano alcuni di quelli indica/ nellart. 87:
parentela, anit, adozione e aliazione, nel secondo gruppo i divie/ temporanei di nuove nozze (art. 89);
non possono contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali luna stata condannata per omicidio
consumato o tentato sul coniuge dellaltra (art. 88).
Il matrimonio celebrato senza che sia stato preceduto dalle prescri5e pubblicazioni cmq valido.
Lomissione, salvo le ipotesi di esonero concesso dal tribunale per mo/vi gravissimi e di matrimonio fa5o in
imminente pericolo di vita (art. 101), comporta sanzioni pecuniarie (art. 134).
La pubblicazione (dallart 93), su istanza delle par/, curata dalluciale dello stato civile mediante
lassione alle porte della casa comunale di un a5o contenente i da/ di iden/cazione degli sposi, il luogo
dove intendono celebrare il matrimonio e la data. Essa facilita lopposizione da parte dei sogge8 legi8ma/
(art. 102), che fa sospendere la celebrazione e qualora sia respinta, lopponente, che non sia un ascendente
o il p.m., pu essere condannato al risarcimento dei danni (art. 104).
La celebrazione ordinata in una sequenza cronologica di a8 nel giorno ssato dalle par5, luciale di
stato civile, alla presenza di due tes5moni, d le6ura agli sposi degli art. 143, 144 e 147, riceve da ciascuna
delle par5 il consenso e dichiara che esse sono unite in matrimonio; la5o di matrimonio deve essere
compilato immediatamente dopo la celebrazione (art. 107).

Per il matrimonio celebrato dinanzi ad un ministro del culto ca5olico il codice rimanda al Concordato con la
Santa Sede (art. 82), che, per il riconoscimento degli ee8 civili al matrimonio canonico, prevede una serie
di adempimen/. Il primo cos/tuito dalle previe pubblicazioni nella casa comunale, che congurano la
prima formale richiesta di a5ribuire rilevanza civile al matrimonio; con riferimento alla celebrazione,
prevista, come nel matrimonio civile, la le5ura degli ar/coli del codice. Il secondo adempimento, a cui il
parroco tenuto, la redazione della5o di matrimonio in doppio originale; la sua a8vit si chiude con la
richiesta scri5a di trascrizione, da inoltrare entro 5 giorni dalla celebrazione; nelle 24 ore successive
luciale di stato deve ee5uare la trascrizione.
Anche ai ci5adini non ca6olici concesso celebrare, dinanzi ai ministri dei cul/ ammessi nello Stato, un
matrimonio che soddis i loro sen/men/ religiosi e produca ee8 civili; questo par/colare matrimonio
civile interamente disciplinato dalla legge statale (art. 83).
Anch il ministro del culto possa celebrare il matrimonio, occorre che la sua nomina sia approvata
dallautorit governa/va, altrimen/ il matrimonio nullo. Anche il ministro del culto deve leggere gli
ar/coli del codice, redigere la5o di matrimonio, trasme5erlo entro 5 giorni alluciale di stato civile, che
entro 24 ore ne cura la trascrizione.
I rappresentan/ di alcune confessioni religiose hanno s/pulato intese con lo Stato (art. 8 cost).
La prevalente do5rina classica nullo: il matrimonio contra5o senza stato libero (art. 86), al quale va
ricondo5o anche quello contra5o dal coniuge del presunto morto qualora si accer/ che questo vivo (art.
65 e 68); il matrimonio contra5o in presenza di impedimen/ per i quali non pu essere concessa dispensa,
quali parentela, anit, adozione e aliazione (art. 87); il matrimonio contra5o in violazione
dellimpedimento da omicidio tentato o consumato (art. 88).
La legi8mazione allimpugnazione del matrimonio dei coniugi, degli ascenden/ prossimi, del p.m. e di
tu8 coloro che abbiano per impugnarlo un interesse legi8mo e a5uale (art. 117).
Con il matrimonio puta5vo il legislatore, ricorrendo determinate circostanze (coniugi in buona fede, buona
fede unilaterale, gli), d al rapporto sorto sulla base di un a5o invalido la qualica giuridica di
matrimonio, ma ci soltanto per taluni sogge8, a talune condizioni e so5o alcuni aspe8 (art. 128).

RAPPORTI PERSONALI TRA CONIUGI


Il codice del 1942 man/ene lorganizzazione autoritaria e gerarchica della famiglia il marito capo della
famiglia , la moglie a lui subordinata; la superiorit del marito ribadita anche a proposito dei rappor/
con i gli, poich la patria potest pu essere esercitata dalla madre soltanto nellipotesi di morte o
impedimento del padre; il potere del marito comporta lobbligo di proteggere e sostenere
economicamente la moglie, la quale deve contribuire al mantenimento del marito soltanto se egli non
abbia mezzi sucien/. Per lungo tempo queste disposizioni sono sembrate compa/bili con lart. 29 cost,
individuandosi nellunit familiare e non nelleguaglianza dei coniugi il valore primario tutelato. A fa/ca e
con lentezza, anche grazie ad alcuni interven/ della Corte cos/tuzionale, si aermato che lunit della
famiglia non pu essere concepita in opposizione alleguaglianza dei coniugi la5uazione dei questo
principio fu operata dalla riforma del 1975.
Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diri8 e assumono gli stessi doveri. Dal
matrimonio deriva la5uazione degli obblighi reciproci di fedelt, assistenza, coabitazione e collaborazione.
Non sono derogabili (art. 160), ma le modalit della loro a5uazione possono essere concordate dai coniugi
(art. 144). Il dovere di fedelt impone ai coniugi di astenersi da relazioni sen/mentali e rappor/ sessuali con
persone diverse. Il dovere di assistenza reciproca corrisponde allaiuto che ciascun coniuge deve prestare
per il soddisfacimento dei bisogni ae8vi e economici dellaltro. Lobbligo di coabitazione non va inteso
come obbligo non semplicemente di vivere so5o lo stesso te5o, ma di a5uare il modello socialmente /pico
di convivenza tra moglie e marito, che presuppone che i coniugi abbiano ssato di comune accordo la
residenza della famiglia (art. 144); lobbligo viene meno per giusta causa, come nel caso di domanda di
separazione, annullamento o divorzio (art. 146). Il dovere di collaborazione nellinteresse della famiglia
impegna i coniugi ad adoperarsi, in modo paritario e nei limi/ della capacit e della personalit di ciascuno,
per soddisfare le esigenze reciproche e quelle dei gli; lobbligo nei confron/ di questul/mi si specica nel
dovere di mantenerli, istruirli e educarli (art. 147 e 148). Il dovere di collaborazione si traduce nel dovere
dei coniugi di contribuire ai bisogni della famiglia, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria
capacit di lavoro professionale o casalingo (art. 143).
Con il matrimonio la moglie non perde il diri5o di usare il proprio cognome, ma aggiunge ad esso il
cognome del marito, e lo conserva durante lo stato vedovile no a che passi a nuove nozze (art. 143
bis). Luso del cognome del marito un diri5o, non un obbligo, che viene perso col divorzio. Il cognome che
si trasme5e ai gli quello del padre.
Il ci5adino che sposa uno straniero conserva la ci5adinanza italiana, mentre il matrimonio il presupposto
per lacquisto della ci5adinanza per il coniuge straniero, qualora risieda in Italia da almeno sei mesi o siano
trascorsi 3 anni dalla celebrazione; lacquisto della ci5adinanza non cmq automa/co.
Il principio di eguaglianza si realizza nella regola dellaccordo che presiede il governo della famiglia riguardo
i rappor/ tra coniugi e lesercizio della potest sui gli (art. 144).
La scelta sullindirizzo di vita rimessa allautonomia dei coniugi; la ssazione della residenza deve formare
ogge5o di accordo; in assenza di decisioni comuni, ciascun coniuge pu agire in via autonoma; so5ra5a alla
regola dellaccordo la decisione di interrompere la gravidanza, avendo la donna la facolt ma non
lobbligo di consultare il coniuge.
Ciascun coniuge ha il potere di a5uare le scelte concordate (art. 144) ed autorizzato a impegnare anche la
responsabilit dellaltro nellassumere le obbligazioni necessarie alla realizzazione del programma deciso.
Il disaccordo dei coniugi produce la paralisi delle decisioni e vulnera lunit familiare. In ragione
dellimportanza di tale valore (art. 29 cost), la soluzione alla crisi coniugale non adata unicamente ai
coniugi qualora essi non riescano a superare il dissenso, possono chiedere lintervento del giudice (art.
145). Il suo intervento puramente concilia5vo e volto a raggiungere una soluzione concordata dopo aver
sen/to le opinioni dei coniugi e, se opportune, dei gli conviven/ di almeno 16 anni. Solo se il contrasto
permane e riguarda la ssazione della residenza o altri aari essenziali, al giudice consen/to intervenire
con autorit, ado5ando la soluzione che ri/ene pi adeguata alle esigenze di unit e di vita della famiglia. Il
provvedimento vincola entrambi i coniugi.

RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI


Il legislatore so5opone le relazioni familiari a regole comuni, facendo perno sui doveri dei coniugi di
contribuire ai bisogni della famiglia, ciascuno secondo le proprie sostanze e la propria capacit di lavoro
professionale o casalingo (art. 143). Il dovere di contribuzione ha cara5ere inderogabile (art. 160); la sua
funzione di rendere ee8vo, anche so5o il prolo economico, il principio di eguaglianza tra coniugi.
Infa8 la responsabilit per le obbligazioni contra5e per soddisfare i bisogni della famiglia ricade anche sul
coniuge non contraente.
Tende a valorizzare il prolo unitario della vita coniugale anche la comunione dei beni quale regime
patrimoniale legale, operante in mancanza di una diversa scelta (art. 159).
I modelli di deroga a tale regime sono quelli della separazione dei beni e della comunione convenzionale. Le
convenzioni matrimoniali sono regolate dalle norme in materia di contra5o: la forma richieste per la loro
validit quella della5o pubblico (art. 162) con la necessaria presenza di due tes/moni a pena di nullit.
La comunione legale dei beni, in quanto ee5o legale, opponibile ai terzi.
La scelta, operata dalla riforma del 1975, ha rovesciato limpostazione previdente che individuava nella
separazione dei beni il regime legale e prevedeva la comunione sei beni come convenzionale. Linnovazione
ha lintento di favorire, anche in materia patrimoniale, una maggiore solidariet coniugale.
La comunione legale concerne soltanto i beni acquista/ successivamente al matrimonio ad esclusione dei
beni personali, i fru8 dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepi/ e non consuma/ allo scioglimento
della comunione, i proven/ della8vit separata di ciascun coniuge se, allo scioglimento della comunione,
non siano sta/ consuma/ e le aziende ges/te da entrambi i coniugi e cos/tuite dopo il matrimonio; qualora
si tra8 di aziende appartenen/ a uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma ges/te da entrambi, la
comunione concerne solo gli u/li e gli incremen/ (art. 177).
I beni personali esclusi dalla comunione sono elenca/ nellart. 179 beni dei quali il coniuge era /tolare
prima del matrimonio, i beni acquisi/ per ee5o di donazione o successione, i beni di uso stre5amente
personale, i beni strumentali allesercizio della professione, i beni a /tolo di risarcimento del danno e le
pensioni a8nen/ alla perdita della capacit lavora/va e i beni acquisi/ con il prezzo del trasferimento di
altri beni personali. La norma precisa che lacquisto di beni immobili o mobili registra/ escluso dalla
comunione quando tale esclusione risul/ dalla5o di acquisto a cui sia stato presente laltro coniuge (art.
179).
Le regole concernen/ lamministrazione dei beni in comunione non sono derogabili (art. 210).
Gli a8 di ordinaria amministrazione spe5ano disgiuntamente a entrambi i coniugi, mentre quelli di
straordinaria amministrazione devono essere compiu/ congiuntamente (art. 180).
Lesclusione del coniuge dallamministrazione pu essere disposta dal giudice, su richiesta dellaltro,
nellipotesi di minore et, dimpossibilit di amministrare o di ca8va amministrazione (art. 183). Gli a8 di
straordinaria amministrazione compiu/ da un coniuge senza il consenso dellaltro, sono annullabili se
riguardano beni immobili o mobili registra/.
Il patrimonio in comune risponde in via dire6a e illimitata di tu8 i pesi e oneri gravan5 sui beni al momento
del loro acquisto, delle obbligazioni contra6e o da un solo coniuge per il mantenimento della famiglia e per
leducazione e listruzione dei gli, o congiuntamente (art. 186).
Quando esso non sia suciente, i creditori possono agire in via sussidiaria sui beni personali di ciascun
coniuge, ma nella misura della met del credito (art. 190).
I beni della comunione rispondono inoltre nei confron/ dei creditori par/colari di ciascun coniuge nei limi/
del valore della sua quota (art. 189).
Lo scioglimento della comunione pu avvenire soltanto per una delle cause previste (art. 191); sciolta la
comunione, i coniugi possono procedere alla divisione del patrimonio ripartendo in par/ uguali la8vo e il
passivo (art. 194), dopo avere provveduto ai rimborsi e alle res/tuzioni (art. 192) ed eventualmente
prelevato i beni mobili personali (art. 195) o il loro valore in denaro (art. 196).
Il regime di comunione legale pu essere modicato dai coniugi mediante convenzione (art. 162). Nel
rispe5o dei limi/ indica/, possibile ampliare logge5o della comunione, rispe5o a quella legale, facendovi
rientrare beni considera/ personali (art. 179), nonch i fru8 dei beni personali e i proven/ della8vit
separata.

Il fondo patrimoniale cos/tuisce un patrimonio des/nato a far fronte ai bisogni della famiglia ed formato
da beni determina/; la sua cos/tuzione pu avvenire, prima o durante il matrimonio, per opera di ciascuno
o ambedue i coniugi per a5o pubblico, o di un terzo anche per testamento; possono essere cos/tui/ in
fondo patrimoniale esclusivamente beni immobili o mobili iscri8 in pubblici registri e 5toli di credito
nomina5vi (art. 167). La propriet dei beni spe5a a entrambi i coniugi, salvo che non sia diversamente
stabilito (art. 168); nella ges/one i coniugi devono considerare gli interessi familiari che il fondo des/nato
a realizzare.
Il fondo cessa in seguito allannullamento, allo scioglimento o alla cessazione degli ee8 civili del
matrimonio (art. 171).
Con il regime della separazione dei beni ciascun coniuge conserva la 5tolarit esclusiva, il godimento e
lamministrazione di tu8 i propri beni (art. 217), anche di quelli acquista/ durante il matrimonio (art. 215).
Tale regime pu essere instaurato con una semplice dichiarazione resa alluciale di stato o con una
convenzione matrimoniale che deve rives/re la forma della5o pubblico (art. 162). Ciascun coniuge pu
adare allaltro i propri beni in amministrazione o in godimento.
SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI
La crisi del rapporto coniugale, qualora abbia cara5eri gravi e irreversibili, pu condurre alla dissoluzione
della comunit familiare. A dierenza del divorzio, la separazione non scioglie il vincolo. La previsione della
durata di almeno un triennio della separazione quale causa di divorzio, esprime il favore per la
conservazione del matrimonio. La separazione personale strumento idoneo a recuperare la pienezza di un
rapporto coniugale in crisi; lo conferma lestrema facilit con la quale i coniugi possono far cessare gli ee8
della separazione (art. 157).
Previste e regolate dalla legge sono la separazione giudiziale e la separazione consensuale (art. 150); il
giudice pu inoltre ordinare la separazione temporanea dei coniugi nel corso del giudizio dinvalidit del
matrimonio, di separazione o di divorzio. La situazione di separazione si denisce di fa5o e produce ee8
molto limita/.
necessario far cessare la convivenza ogni qualvolta viene meno la comunione ae8va della coppia.
Pertanto il fondamento della separazione giudiziale sta nel vericarsi di fa8 tali da rendere intollerabile la
prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alleducazione della prole; il giudice dichiara a
quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai
doveri che derivano dal matrimonio (art. 151). Laddebito inuisce unicamente sui problemi patrimoniali
della separazione e pu essere pronunciato a carico di entrambi i coniugi.
Il procedimento di separazione giudiziale sinstaura con ricorso del coniuge interessato. Giudice
competente il tribunale di residenza (art. 706 c.p.c.); la prima fase del giudizio prevede la comparizione
personale dei due coniugi davan/ al presidente del tribunale che deve sen/rli per tentare la conciliazione;
fallito tale tenta/vo, il presidente dispone i provvedimen/ temporanei e urgen/ nellinteressi dei coniugi e
dei gli (art. 707 e 708 c.p.c.). I provvedimen/ riguardan/ la prole e i coniugi non hanno cara5ere deni/vo
e sono sogge8 a revisione.
Alla separazione personale i coniugi possono pervenire consensualmente; il consenso non suciente alla
procedura degli ae8, ma occorre il decreto di omologazione (art. 158) emesso dal tribunale del luogo di
residenza. Il presidente del tribunale deve sen/re preliminarmente i coniugi ed esperire il tenta/vo di
riconciliazione (art. 711 c.p.c.); non ammessa alcuna valutazione circa le ragioni che hanno indo5o i
coniugi a separarsi, ma il tribunale pu riutare lomologazione se il contenuto dellaccordo sia
pregiudizievole allinteresse dei gli (art. 158).
Laccordo di separazione, oltre a regolare il mantenimento dei coniugi e dei gli, pu disporre il
trasferimento di beni e la5ribuzione di diri8 patrimoniali.
Laccordo di separazione non esaurisce lautonomia dei coniugi: su singoli problemi lintesa pu essere
perfezionata anche al di fuori di esso.

La separazione temporanea pu essere disposta dal tribunale chiamato a decidere della causa dinvalidit
del matrimonio (art. 126) nonch dal presidente del tribunale in corso di causa di separazione o di divorzio.
stre5a lanit sostanziale con la separazione ordinaria anche se gli ee8 dono pi rido8, non
determinando lo scioglimento della comunione legale n la sospensione dei doveri coniugali.
Lallontanarsi senza giusta causa dallabitazione familiare violazione del dovere di coabitazione sanzionata
con la sospensione del diri5o di assistenza morale e materiale (art. 146).
Lallontanamento del coniuge per fa8specie dis/nta dalla separazione di fa5o quale stabile interruzione
della convivenza voluta da entrambi i coniugi o da uno solo con la tollerazione dellaltro. Non esclude i
doveri coniugali, sospesi soltanto a seguito di separazione legale, e scarsi sono i riferimen/ norma/vi ad
essa.
La separazione legale sancisce linterruzione della convivenza coniugale senza comportare lo scioglimento
del matrimonio, sospendendo soltanto gli obblighi che presuppongono la convivenza (obbligo di
coabitazione); la permanenza dei doveri matrimoniali (di fedelt, di assistenza e collaborazione)
assicurata dalla perdurante vincola/vit del matrimonio, senza bisogno di norme apposite.
La separazione modica il dovere reciproco dei coniugi allassistenza materiale. Il coniuge al quale non sia
addebitabile la separazione ha il diri5o di ricevere dallaltro quanto necessario al suo mantenimento:
len/t della somministrazione dipende dalle circostanze e dai reddi/ dellobbligato (art. 156); al coniuge
che non abbia sostanze e reddi/ sucien/ va assicurato il tenore di vita al quale avrebbe avuto diri5o in
costanza di convivenza.
Se si teme che il coniuge obbligato si so5ragga alladempimento, il giudice pu imporre la prestazione di
una garanzia; nellipotesi di inadempienza, il beneciario dellassegno di mantenimento pu procedere al
sequestro dei beni dellobbligato; la determinazione dellassegno susce8bile di revoca o modicazione
(art. 156).
Il coniuge separato con addebito, pur escluso dal diri5o al mantenimento, conserva il diri5o agli alimen/
(art. 156). Mentre il coniuge al quale non sia addebitata la separazione conserva i diri8 successori, quello
con addebito escluso dalla successione del coniuge deceduto, acquisendo soltanto il diri5o ad un assegno
vitalizio se godeva degli alimen/ (art. 548).
A prescindere dalladdebito, labitazione nella casa familiare spe5a al coniuge al quale sono ada/ i gli
(art. 155).
Nonostante la separazione determini lo scioglimento della comunione legale, lobbligo di collaborazione dei
coniugi nellinteresse della famiglia permane, essendo un dovere inderogabile.
La separazione lascia inaltera/ i diri8 e i doveri dei coniugi nei confron/ dei gli, ma rende necessario
decidere con chi i gli minori debbano convivere. Nella separazione consensuale, la decisione spe5a ai
coniugi: il giudice ne valuta la conformit agli interessi dei gli. Nella separazione giudiziale invece, il
giudice che ado5a i provvedimen/ rela/vi alla prole, con esclusivo riguardo allinteresse dei minori (art.
155). Nella decisione sulladamento irrilevante la responsabilit dei coniugi circa la crisi familiare.
Le modiche apportate alla legge sul divorzio hanno previsto la possibilit di disporre ladamento
congiunto o alternato.
Rientra nelle facolt del giudice sen/re il minore prima delladamento, ed opportuno ogni qualvolta il
minore abbia suciente maturit di giudizio. Eccezionalmente il giudice pu decidere, per gravi mo/vi,
ladamento ad altre persone o ad un is/tuto di educazione. Deciso ladamento, il giudice stabilisce i
modi di svolgimento dei rappor/ patrimoniali e personali del genitore non adatario con i gli (art. 155),
regola il diri5o di visita ai gli e i periodi nei quali costoro possono essere tenu/ presso laltro genitore.
La potest comune dei genitori non cessa con la separazione (art. 317); il suo esercizio tu5avia spe5a in via
esclusiva al coniuge adatario secondo le condizioni stabilite dal giudice. Laltro coniuge ha il diri5o-dovere
di vigilare sullesercizio della potest e di opporsi alle scelte che considera pregiudizievoli, ricorrendo al
giudice. Le decisioni di maggior interesse per il glio devono essere ado5ate da entrambi i genitori e nel
disaccordo decide il giudice; i provvedimen/ rela/vi alla prole sono sogge8 a revoca o modica (art. 155).
La riconciliazione pu avvenire mediante una dichiarazione espressa o tacitamente; presuppone ristabilita
la comunione di vita ae8va e spirituale propria del rapporto matrimoniale. La riconciliazione espressa ha

natura negoziale: la proposta di riconciliazione revocabile no a quando il proponente non abbia no/zia
dellacce5azione del des/natario.
Con la riconciliazione cessa la separazione; una nuova istanza di separazione pur sempre proponibile ma
deve basarsi su fa8 e comportamen/ intervenu/ successivamente alla riconciliazione (art. 157); questa
pu avvenire anche mediante labbandono della domanda di separazione (art. 154).
SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO
Lo scioglimento del matrimonio, dopo profondi contras/, stato introdo5o dalla legge 1 dicembre 1970; il
termine divorzio evitato dal legislatore che usa la locuzione scioglimento del matrimonio (1, l.div.). Con
riferimento ai matrimoni concordatari si discorre di cessazione degli ee8 civili (2, l.div.).Ne5a la
dis/nzione teorica con la sentenza di annullamento o di nullit del matrimonio, in quanto con questa si
mira ad accertare la sua originaria idoneit alla produzione di ee8 giuridici; essa dovrebbe operare
eliminando gli ee8 prodo8 dal matrimonio ma mol/ sono per loro natura irreversibili mentre altri, pur
potendo essere elimina/, non ragionevole che lo siano.Le conseguenze dellinvalidit del matrimonio
sono simili a quelle del divorzio poich lo scioglimento del vincolo non es/ngue gli ee8 gi prodo8 n
cancella lesigenza di tutelare il coniuge in dicolt economica, ma quelli conseguen/ alla pronuncia di
divorzio orono tutela ben pi ampia al coniuge economicamente svantaggiato.
Lo scioglimento del matrimonio per divorzio pu avvenire soltanto giudizialmente e in presenza di
determina/ presuppos/. Esso un rimedio alla irreparabile ro5ura del matrimonio e non una reazione alla
violazione di gravi doveri coniugali: esso pu derivare anche da fa8 incolpevoli.
Le cause di divorzio sono ordinate dal legislatore (3, l.div.):
a)la condanna per alcuni rea/ par/colarmente gravi subita da un coniuge, anche commessi prima del
matrimonio;
b)la separazione legale dei coniugi, che deve cmq protrarsi ininterro5amente per 3 anni; legi8ma/ a
proporre la domanda di divorzio sono entrambi i coniugi, essendo irrilevante a tal ne leventuale addebito
della separazione;
c)il divorzio o lannullamento del matrimonio o5enuto allestero dallaltro coniuge, ci5adino straniero, o un
nuovo matrimonio contra5o allestero dallaltro coniuge;
d)la mancata consumazione del matrimonio a prescindere dalle ragioni che labbiano determinata.
La domanda di divorzio si propone con ricorso al tribunale del luogo dellul/ma residenza comune dei
coniugi; se entrambi risiedono allestero, competente qualunque tribunale della Repubblica (4, l.div.).
Legi8ma/ allazione sono soltanto i coniugi: tra5andosi di azione personale, essi non possono farsi
sos/tuire da rappresentan/.
Il procedimento si apre con una fase preliminare nella quale il presidente del tribunale sente i coniugi
tentando la riconciliazione; se questa non riesce o il coniuge convenuto non compare, il presidente, sen//
eventualmente i gli minori, eme5e i provvedimen/ temporanei e urgen/ opportuni nellinteresse della
prole e dei coniugi, nomina il giudice istru5ore e ssa ludienza di comparizione delle par/. Divenuta
deni/va la sentenza, deve essere trascri5a alluciale dello stato civile del luogo ove fu trascri5o il
matrimonio.
Con il divorzio il matrimonio si scioglie e i coniugi riacquistano lo stato libero e la possibilit di risposarsi.
Les/nzione di tu8 i rappor/ connessi allo stato coniugale non esclude ladozione a favore del coniuge
economicamente svantaggiato dellassegno di divorzio; esso ha funzione assistenziale, essendo dovuto solo
quando il beneciario non abbia adegua/ mezzi propri e non possa procurarseli per ragioni ogge8ve.
Limporto dellassegno pu variare in dipendenza delle situazioni economiche dellobbligato e del
beneciario (9 l.div.).
Sono nulli gli accordi economici dei coniugi s/pula/ in previsione di un futuro divorzio. Il diri5o allassegno
si es/ngue con il passaggio del beneciario a nuove nozze o con la morte dellobbligato.
Al coniuge divorziato, analogamente a quello separato, pu essere a5ribuito il diri5o di abitare la casa
familiare. Il divorzio lascia inaltera/ i doveri dei genitori nei confron/ dei gli (6, l.div.).

FILIAZIONE
Il potere dei genitori di espletare in autonomia la funzione educa/va sui gli un fondamentale diri5o di
libert: il mantenimento, listruzione e leducazione del glio sono non soltanto un dovere per il genitore ma
anche un suo diri6o (art. 30 cost); daltra parte, il minore ha diri6o di essere educato nellambito della
propria famiglia (1, l.ad.).
Nonostante la sostanziale paricazione del tra5amento dei gli legi8mi e naturali, prevista una specica
disciplina per la5ribuzione del cognome alla liazione naturale (art. 262).
Lassenza di formale matrimonio implica che laccertamento della liazione naturale debba procedere in
modo autonomo nei confron/ di ciascun genitore; s che il riconoscimento produce ee8 solo riguardo al
genitore dal quale esso fa5o. Tra gli ee8 del riconoscimento andrebbe compreso linstaurarsi del
vincolo di parentela.
Prima della riforma del 75, irriconoscibili erano i gli adulterini; ora il divieto riguarda solo i gli incestuosi,
genera/ da persone tra le quali sussiste un vincolo di parentela o di anit (art. 251).
Il glio irriconoscibile ha cmq nei confron/ del genitore il diri5o di mantenimento, istruzione e educazione
(art. 279), in a5uazione dellart. 30 cost che non dis/ngue tra gli legi8mi e naturali, riconosciu/ e non
riconoscibili.
Nel caso di fecondazione assis5ta eterologa, il donatore del liquido seminale non acquista alcuna relazione
parentale con il nato e non pu far valere nei suoi confron/ alcun diri5o n essere /tolare di obblighi; il
nato acquista deni/vamente lo status di glio legi8mo o riconosciuto dalla coppia che ha fa5o ricorso alle
tecniche medesime.
Laccertamento della liazione svolto in via amministra/va dagli uci di stato civile, is/tui/ in ogni
comune (art. 449). La dichiarazione di nascita resa indis/ntamente da uno dei genitori, da un procuratore
speciale, dal medico o dallostetrica o da altra persona che ha assis/to al parto; pu essere ee5uata entro
10 giorni presso il comune ove avvenuto il parto o anche nel comune di residenza dei genitori (se hanno
diversa residenza deve essere fa5a nel comune della madre). Il nome del bambino dato dal dichiarante;
tale scelta deve essere assunta di comune accordo.
Secondo una radicata consuetudine i gli legi8mi acquisiscono il solo cognome del padre, mentre i gli
naturali assumono il cognome del genitore che per primo li ha riconosciu/ (art. 262); il nome e cognome
dei gli di genitori sconosciu/ sono impos/ dalluciale di stato civile.
Laccertamento della liazione legi8ma avviene mediante due presunzioni. La prima stabilisce che il marito
della madre padre del glio concepito in costanza di matrimonio (art. 231); la seconda presume concepito
durante il matrimonio, il glio nato quando siano trascorsi 180 giorni dalla celebrazione e entro 300 giorni
dalla data dellannullamento, dello scioglimento o della cessazione degli ee8 civili (art. 232); il glio nato
in questul/ma circostanza, deve essere denunciato come glio naturale.
La dichiarazione di nascita resa personalmente dal genitore integra il riconoscimento del glio naturale
fa5o nella5o di nascita; tale dichiarazione, anche successiva alla nascita o al concepimento, resa a un
uciale dello stato civile o contenuta in un a5o pubblico o in un testamento (art. 254).
Il riconoscimento a5o unilaterale; i genitori possono realizzarlo separatamente o congiuntamente (art.
250). Per evitare ripercussioni sociali sul glio, il potere del genitore di procedere al riconoscimento
limitato necessario il consenso del glio che ha compiuto 16 anni; se non li ha compiu/ necessario il
consenso del genitore che lo ha riconosciuto per primo (art. 250).
Permane nellordinamento il divieto di riconoscere i gli incestuosi ma consen/to il riconoscimento del
glio premorto.
La legi8mazione consente al glio naturale riconosciuto di conseguire la qualit di glio legi8mo (art. 280)
e consegue automa/camente al matrimonio dei genitori che lo hanno riconosciuto. I genitori devono aver
compiuto 16 anni (art. 284) e possono proporre la domanda congiuntamente o separatamente; la
legi8mazione pu avvenire anche su provvedimento del giudice, purch corrisponda allinteresse del glio.
Quando i genitori sono conviven/, lesercizio della potest spe6a a entrambi (art. 316); non tu5avia
necessario che ogni decisione sia presa congiuntamente (a8 di ordinaria amministrazione) (art. 320). Il

genitore che non esercita la potest deve concorrere alle decisioni di maggior interesse per i gli, ha il
diri5o e il dovere di vigilare sulla loro istruzione e educazione e si pu rivolgere al giudice se reputa che
siano state prese decisioni a loro pregiudizievoli (art. 155).
La potest comporta il potere di amministrare il patrimonio dei gli minori e di rappresentarli negli a8 civili
(art. 320): la rappresentanza riguarda gli a8 patrimoniali, salvo quelli personalissimi e quelli che il minore
pu compiere dire5amente.
I genitori hanno lusufru6o legale sui beni del glio e i fru8 sono des/na/ al mantenimento della famiglia e
allistruzione e educazione dei gli (art. 324); in caso di ca8va amministrazione, il giudice pu rimuovere
dalla ges/one i genitori, privandoli dellusufru5o legale (art. 334).
La potest si es/ngue con compimento della maggiore et del glio o con la sua emancipazione (art. 316).
Decade dalla potest il genitore che trascuri i doveri ad essa ineren/ o abusi dei rela/vi poteri con grave
pregiudizio del glio.
Il glio ha il dovere di rispe5are i genitori e di contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio
reddito, al mantenimento della famiglia nch convive con essa (art. 315).
Il glio minore deve convivere col genitore che esercita la potest (art. 318).
ADOZIONI E AFFIDAMENTI
Al ne di a5uare il diri5o del minore di crescere e essere educato nellambito della propria famiglia, sono
previste forme di sostegno e aiuto per quei nuclei familiari che versino in condizioni socio-economiche
sfavorevoli (1, l.ad.).
Qualora, nonostante gli interven/ di sostegno, la famiglia non sia in grado di provvedere alla crescita e
alleducazione del minore, disposto ladamento a una altra famiglia, preferibilmente con gli minori, o a
una comunit di /po familiare, in grado di assicurare il mantenimento, listruzione, leducazione e le
relazioni ae8ve di cui il minore ha bisogno (2, l.ad.). Ladamento familiare funzionalmente orientato al
reinserimento del minore nella famiglia di provenienza.
Presuppos/ delladamento sono la mancanza di uno stabile focolare, la carenza di legami familiari e la
situazione di abbandono del minore in quanto privo di assistenza morale e materiale, purch a cara5ere
transitorio. Esso disposto dal servizio sociale locale con un provvedimento, reso esecu/vo del giudice
tutelare previo consenso dei genitori esercen/ la potest o del tutore, e sen/to il minore; nel
provvedimento devono essere indica/ i mo/vi, i tempi presumibili di durata, i modi di esercizio dei poteri
delladatario su cui vigila il servizio locale (4, l.ad.).
Ladatario ha lobbligo di accogliere il minore presso di s e di provvedere al mantenimento,
alleducazione e istruzione del medesimo. La sua potest integra quella dei genitori (5, l.ad.).
Ladamento termina con un provvedimento della stessa autorit che lo ha disposto, qualora sia venuta
meno la situazione di temporanea dicolt della famiglia dorigine (4, l.ad.).
Qualora il minore sia privato, in via deni/va e irreversibile, di unadeguata assistenza morale e materiale
da parte dei genitori o dei paren/ (8, l.ad.), si procede alla sua adozione, per ee5o della quale lado6ato
acquista lo stato di glio legi8mo dei coniugi ado6an5 e cessano i suoi rappor/ con la famiglia di origine
(27, l.ad.). Ladozione rappresenta un rimedio estremo a situazioni di abbandono par/colarmente gravi;
non cos/tuiscono requisi/ sucien/ per ladozione la situazione di disagio patrimoniale del nucleo
familiare o il riuto intenzionale dei genitori di provvedere allassistenza materiale e morale. La valutazione
dello stato di abbandono deve essere cmq ee5uata caso per caso.
Il procedimento di verica dello stato di ado5abilit si instaura davan/ al tribunale per i minorenni in
seguito a segnalazioni dellautorit pubblica; il tribunale, accertato labbandono del minore, ne dichiara lo
stato di ada5abilit.
Ladozione legi8mante consen/ta esclusivamente a coniugi, uni/ in matrimonio o che abbiano
convissuto in modo stabile e con/nua/vo da almeno 3 anni, che siano ee8vamente capaci di educare,
istruire e mantenere i minori che intendono ado5are. Ai medesimi coniugi sono consen/te pi adozioni. I
coniugi devono presentare domanda al tribunale dei minori; questul/mo, accerta/ i requisi/ e le capacit
educa/ve, sceglie la coppia maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore e dispone con
ordinanza ladamento preado8vo (22, l.ad.). Qualora siano accertate dicolt di convivenza non

superabili, il tribunale per i minorenni procede alla revoca delladamento (23, l.ad.); viceversa, decorso
con esito posi/vo un anno dalladamento preado8vo, il tribunale concede ladozione.
Lado5ato, nelle modalit e nei tempi determina/ dai genitori ado8vi, informato della sua condizione e,
raggiunto il 25 anno di et avr diri5o a conoscere le sue origini (28, l.ad.).
Il minore pu essere ado5ato in casi par5colari da persone legate al medesimo da vincolo di parentela no
al 6 grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando sia orfano di padre o madre; in questo
caso ladozione consen/ta anche al singolo non coniugato (44, l.ad.).
Ladozione internazionale si realizza conformemente ai principi e secondo le dire8va della Convenzione per
la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.
I coniugi devono presentare una dichiarazione di disponibilit al tribunale dei minorenni del luogo della loro
ul/ma residenza (29 bis, l.ad.), che pu dichiarare lidoneit dei coniugi; tale decreto conferisce lincarico di
curare la procedura ad uno degli en/ is/tui/ dalle regioni che istruisce le pra/che di adozione presso le
autorit competen/ del paese nel quale risiede il minore; o5enuto da queste il provvedimento di adozione,
lente autorizzato trasme5e gli a8 alla Commissione per le adozioni internazionali che, se la reputa
rispondente allinteresse del minore, ne autorizza lingresso e la permanenza in Italia (32, l.ad.). Il minore
gode dei diri8 a5ribui/ al minore italiano in adamento familiare (34, l.ad.).
Ladozione di maggiorenni consente allado5ante privo di discenden/ legi8mi o legi8ma/ di trasme5ere
allado5ato il proprio cognome e patrimonio, senza per che si es/ngua il rapporto tra lado5ato e la sua
famiglia di provenienza; tale adozione pu essere realizzata sia da coniugi sia da persone non coniugate
purch abbiano compiuto i 35 anni di et e superino almeno di 18 let dellado5ando (art. 291). Lado5ato
succede mor/s causa allado5ante con gli stessi diri8 dei gli legi8mi e legi8ma/ dellado5ante ai quali
equiparato.

SUCCESSIONI PER CAUSA DI MORTE


La successione indica il subingresso di un sogge6o (successore o avente causa) ad un altro (autore o dante
causa) nella 5tolarit di una o pi situazioni giuridiche a8ve o passive o anche di fa5o. La successione
mor/s causa necessariamente universale e si fonda su esigenze di cara5ere economico, poli/co e sociale.
Grande a5enzione il legislatore dedica alla tutela della famiglia mediante la successione mor/s causa in
mancanza di contraria volont del defunto il patrimonio ereditario des/nato alla famiglia in senso lato
(paren/ entro il sesto grado); i componen/ della famiglia in senso stre5o (coniugi, discenden/ e in
mancanza di ques/ ascenden/) hanno diri5o a una quota del patrimonio anche contro la volont del de
cuius. Anche lo Stato pu succedere al de cuius quale erede.
Ogge5o della successione mor/s causa sono le situazioni a contenuto patrimoniale non sono trasmissibili
quelle legate alla persona del /tolare, tra le quali i diri8 della personalit, i rappor/ e gli sta/ familiari, il
diri5o morale, uso fru5o e abitazione
La fonte della successione mor/s causa nella legge o nel testamento (art. 457); questul/mo lunico a5o
con il quale la persona sica pu disporre del patrimonio per il tempo successivo alla morte (art. 587).
Le situazioni trasmissibili non disposte in vita sono regolate da norme, aven/ funzione supple/va (dallart.
565), che determinano la successione universale del coniuge e dei paren/ del defunto, o dello Stato, e in
speciche ipotesi, una successione a /tolo par/colare.
Il testamento negozio che pu comprendere disposizioni successorie a /tolo universale o par/colare e a
contenuto non patrimoniale; la successione a /tolo universale a5ribuisce la qualit di erede dal momento
dellacce5azione, ha ad ogge5o lasse ereditario o una quota di esso, risponde alluniversalit dei rappor/
facen/ capo al defunto compresi quelli di cui egli non fosse stato a conoscenza, e determina la
responsabilit illimitata, salvo il benecio dinventario (dallart. 484), per i debi/ e i pesi ereditari lerede
rischia di dover pagare debi/ a spese proprie; la successione a /tolo par/colare a5ribuisce la qualit di
legatario che succede automa/camente salvo rinunzia non capita quasi mai perch egli risponde dei
debi/ solo nei limi/ di quello che ha ricevuto, non rischia nulla.
Laccordo tra ereditando e futuro chiamato alleredit con il quale il primo si obbliga a chiamare laltro
nullo (art. 458); la nullit si estende al caso in cui il disponente trasferisce, mentre ancora in vita il de
cuius, ad un terzo leredit non ancora conseguita, e al caso in cui si rinuncia ai diri8 derivan/ dalla
successione non ancora aperta.
La morte determina lapertura della successione nel momento nel quale si verica e nel luogo dellul/mo
domicilio del defunto (art. 456).
Il procedimento che determina lacquista delleredit o del legato cos/tuito da pi fasi: vocazione,
delazione e acquisto. La vocazione la chiamata del successore fa5a col testamento o, in via supple/va,
dalla legge; la delazione la concreta a5ribuzione al primo vocato del diri5o alla successione avente ad
ogge5o lacquisto delleredit o del legato; lul/ma fase consiste nellacquisto delleredit che avviene con
lacce5azione (art. 459).
La capacit di succedere a5ribuita non soltanto a chi allapertura della successione sia gi nato vivo, ma
anche a chi sia soltanto concepito o presunto tale o, limitatamente alla successione testamentaria, al
nascituro ancorch non concepito glio di persona determinata vivente alla morte del testatore (art. 462);
escluso dalla successione come indegno chi abbia avuto comportamen/ contro la persona o il patrimonio
del de cuius o dei suoi stre8 congiun/ (art. 463).
Al chiamato-delato che non voglia o non possa succedere, subentrano i rappresentan/, cio i suoi
discenden/ legi8mi o naturali riconosciu/ o dichiara/, e gli ado8vi occorre che il rappresentato sia glio
o fratello o sorella del de cuius (art. 467-468).
Il diri5o di acce5are leredit spe5a al chiamato-delato e pu essere esercitato in nega/vo, con la rinunzia,
o in posi/vo, con lacce5azione; la sua trasmissione regolata soltanto per lipotesi di morte del delato
(art. 479).

Lacquisto delleredit richiede lacce5azione espressa, tacita o presunta. Si ha acce5azione espressa


quando il delato assume il /tolo di erede o dichiara di acce5are leredit: per lacce5azione pura e semplice
richiesta la dichiarazione in a5o pubblico o in scri5ura privata (art. 475), per lacce5azione con benecio
di inventario occorre la dichiarazione davan/ al notaio o al cancelliere del tribunale competente (art. 484).
Si ha acce5azione tacita quando il delato compie un a5o che presuppone lacce5azione e che non si poteva
ee5uare se non nella qualit di erede (art. 476-477-478). nulla la dichiarazione di acce5are so5o
condizione o a termine, o di acce5azione parziale (art. 475).
A seguito dellacce5azione il delato diventa erede. Lacce5azione pura e semplice comporta la confusione
del patrimonio ereditario con quello dellerede e lillimitata responsabilit di ques/ per i debi/ e i pesi
ereditari; lacce5azione con il benecio dinventario esclude la confusione dei patrimoni e limita la
responsabilit dellerede al valore di quanto egli ha ereditato.
Per acce5are leredit occorre la piena capacit: i non pienamente capaci devono essere rappresenta/ o
assis// dai loro rappresentan/ o assis// dai loro rappresentan/ legali o curatori, appositamente
autorizza/ e lacce5azione deve essere con benecio dinventario (art. 471-472).
Lacce5azione tacita o espressa viziata da violenza morale o dolo pu essere annullata.
La rinunzia deve farsi con dichiarazione espressa e formale ricevuta dal notaio o dal cancelliere del
tribunale del luogo dellapertura della successione (art. 519) e comporta la dismissione abdica/va del
diri5o di acce5are leredit; nulla se disposta a termine, so5o condizione, o parziale (art. 520); essa
richiede la piena capacit di agire (lincapace deve essere rappresentato dal tutore o dai genitori, e il
parzialmente capace deve essere assis/to dal suo curatore). Il rinunziante si considera come non mai
chiamato alleredit e il chiamato successivo di grado delato e pu acce5are leredit.
I creditori del chiamato-delato rinunziante possono agire al ne di tutelare il loro credito, pregiudicato dalla
rinunzia, ee5uando essi stessi lacce5azione (art. 524).
Allerede spe5a lazione di pe/zione di eredit, tendente al riconoscimento della qualit di erede nei
confron/ di chiunque possegga beni ereditari s da conseguirne la res/tuzione (art. 533).
SUCCESSIONE DEI LEGITTIMARI
Alla libert di disporre dei propri beni a /tolo di liberalit si contrappone linteresse della famiglia nucleare
a conseguire una quota dellasse ereditario secondo le regole della successione necessaria.
La presenza dei legi8mari impedisce al de cuius di disporre dellintero patrimonio, costringendolo a
riservare una quota (indisponibile) da a5ribuire a costoro con donazioni o col testamento; se alle morte del
de cuius si accerta che egli ha leso i legi8mari, essi possono determinare linecacia nei loro confron/
degli a8 compiu/ dal de cuius a /tolo di liberalit.
Il legi8mario pu far valere il suo diri5o alla quota riservata solo dopo lapertura della successione (art.
536).
La quota liberamente disponibile varia dal minimo di al massimo di 2/3.
La categoria pi tutelata quella del coniuge: la quota ad esso riservata non mai inferiore a quella di
qualsiasi altro legi8mario concorrente e comprende sia il diri5o di abitazione sulla casa adibita a residenza
familiare sia il diri5o di uso dei mobili che la corredano (art. 540).
Oltre al coniuge sono legi8mari gli ascenden/ legi8mi e i gli legi8mi e naturali: non vi dierenza di
tra5amento tra i gli; la legi8ma spe5ante ai gli varia da a 2/3 e si riduce a 1/3 o a qualora uno o pi
gli concorrano col coniuge supers/te (art. 537).
Agli ascenden/ legi8mi spe5a la quota di 1/3 che si riduce a qualora concorra il coniuge (art.
538-544).
Al ne di vericare se allapertura della successione il legi8mario abbia ricevuto quanto gli spe5a, egli pu
procedere alla riunione 8zia (art. 556): operazione di calcolo consistente nellaccertamento del valore
dellasse ereditario ne5o. Ogni legi8mario pu vericare se gli siano sta/ a5ribui/ beni di valore
corrispondente alla quota a lui riservata con testamento o donazioni.
La quota di legi8ma, in quanto intangibile, non pu essere gravata da pesi o condizioni, salvo le ipotesi
previste dalla legge (art. 549).

Il legi8mario per conseguire quanto gli spe5a pu agire, entro il termine di prescrizione decennale, con
lazione di riduzione; questa si scinde nellazione che ha per ogge5o la declaratoria di inecacia delle
disposizioni del de cuius e nellazione di res/tuzione con funzione di recuperare i beni dal beneciario del
de cuius.
Si riducono le quote dei successori ex lege in proporzione a quanto necessario per integrare le quote
riservate ai legi8mari (art. 553); se non bastasse si procede alla riduzione proporzionale delle disposizioni
testamentarie a carico di legatari e eredi (art. 554) e, se non bastasse ancora, alla riduzione delle donazioni
lesive della quota indisponibile, cominciando dallul/ma e risalendo via via alle anteriori (art. 555-559).
SUCCESSIONE LEGITTIMA
La successione legi8ma ha fondamento nella legge e ricorre soltanto quando manca quella testamentaria
(art. 457).
I possibili successori ex lege sono il coniuge e i suoi paren/ entro il sesto grado (art. 572) e, allorch costoro
manchino o non succedano, lo Stato (art. 586).
Secondo la regola, il parente prossimo esclude il remoto, salvo deroghe la principale delle quali quella del
coniuge e dei gli (art. 581) che possono concorrere soltanto tra loro escludendo le altre categorie di
successibili. Il coniuge supers/te separato e con addebito a suo carico, escluso dalla successione, salvo il
diri5o allassegno vitalizio (art. 548).
Il coniuge supers/te, non divorziato n separato con addebito, chiamato dalla legge alla successione
universale del defunto se non concorra con discenden/ o ascenden/ legi8mi o naturali o fratelli o sorelle
del defunto; i paren/ pi remo/ sono esclusi dalla successione del coniuge (art. 583). Il coniuge
concorrendo con un glio del de cuius ha diri5o a met delleredit, con pi gli a 1/3 (art. 581).
I gli chiama/ alleredit sono i legi8mi e i naturali, cui sono equipara/ i legi8mari e gli ado8vi (art. 567);
essi concorrono in par/ uguali.
Al glio naturale che non lasci prole n coniuge succede il genitore naturale (art. 578); se il de cuius risulta
glio naturale di entrambi i genitori essi concorrono tra loro per met ciascuno.
I fratelli e sorelle non succedono qualora vi siano gli del defunto, mentre concorrono col coniuge e con gli
ascenden/.
In mancanza di fratelli o sorelle la successione si devolve a favore di paren/ pi remo/ (art. 572).
Ul/mo dei successibili ex lege lo Stato c la necessit che il patrimonio del de cuius non res/ privo di
/tolare; lo Stato acquista leredit senza dover acce5are o poter rinunziare e non risponde dei debi/ e dei
lega/ oltre il valore di quanto conseguito (art. 586).

SUCCESSIONE TESTAMENTARIA
Il testamento lunico negozio mor/s causa previsto al ne di disporre del proprio patrimonio per il periodo
successivo alla morte (art. 587); il testatore pu sia designare il des/natario, sia denire logge5o
della5ribuzione. Per quanto non disposto per testamento, la disciplina della successione legi8ma svolge
funzione supple/va.
Il testamento negozio unipersonale (una sola persona sica pu esserne lautore) ed revocabile no al
momento della morte.
Le a8vit di testare e di revocare richiedono lastra5a capacit di agire e la concreta capacit di intendere
e di volere (art. 591). Non pu testare il minore, n linterde5o per infermit mentale. Il testamento di un
incapace a testare sogge5o ad azione di annullamento.
La legge prevede la nullit delle disposizioni a favore di determina/ sogge8 che potrebbero o5enere
indebi/ beneci (dallart. 596 al 599).
Il testamento negozio unilaterale non rece8zio: si perfeziona senza la partecipazione del beneciario; ha
se non assoluta segretezza, almeno la riservatezza circa il suo contenuto no alla morte; negozio formale
in quanto pu essere reda5o solo in una delle forma indicate ( cmq richiesta la forma scri5a).
Forme ordinarie di testamento sono quello olografo e, per a5o di notaio, quello pubblico e segreto.

Il testamento olografo se interamente scri5o, datato e so5oscri5o dal solo testatore (art. 602). Esso
presenta degli inconvenien/: latecnicit redazionale e la sua stessa stru5ura rendono possibili
lalterazione, la distruzione e lo smarrimento. Il testatore pu depositare il testamento presso un notaio
(art. 608).
Il testamento per a5o di notaio il pi adabile perch reda5o interamente dal notaio in presenza di due
tes/moni, per presenta gli svantaggi di una minore segretezza nella redazione e di un maggiore
formalismo; dopo la stesura il testamento diventa pubblico mediante la le5ura che il notaio ne d al
testatore dopo che ques/ abbia dichiarato le sue volont, e devessere so5oscri5o dal testatore, dai
tes/moni e dal notaio (art. 603).
Il testamento segreto scarsamente adoperato per il suo formalismo: il testatore consegna in presenza di
due tes/moni il testamento, che deve essere appositamente sigillato allinterno di una busta , al notaio, che
stende il verbale di ricevimento (art. 604-605).

Dopo la morte del testatore occorre che il testamento sia reso riconoscibile a tu8 i potenziali interessa/
mediante il procedimento di pubblicazione, richiesta ad un notaio che redige, in presenza di due tes/moni,
un verbale, procedendo allapertura e alla pubblicazione del testamento.
Leseguibilit del testamento presuppone che la volont dellautore si sia liberamente manifestata:
qualsiasi vizio della volont causa di annullabilit assoluta.
Elemento accidentale del /pico del testamento e della donazione lonere. Esso un peso imposto per
volont del disponente al beneciario e trasmissibile ai suoi eredi; pu avere contenuto vario e consistere
anche in una8vit a vantaggio di un sogge5o determinato o indeterminabile.
Il testamento la fonte prevalente della successione a /tolo par/colare, ma talvolta pu anche essere la
legge. Il legato testamentario pu avere contenuto vario purch con natura patrimoniale.
Il legato si acquista al momento dellapertura della successione senza bisogno di acce5azione, salvo la
facolt di rinunziare, a volte entro un certo termine (art. 649-650).
La sos/tuzione (dallart. 688) e laccrescimento (dallart. 674) rimediano alleventualit che il chiamato
alleredit o il legatario non possano o non vogliano conseguire quanto devolutogli mor/s causa;
laccrescimento ha luogo solo se non possano operare sos/tuzione e rappresentazione e se non sia stato
espressamente escluso, e per suo ee5o gli eredi o legatari succedono automa/camente nella quota del
successore mancante.
Il testatore pu nominare uno o pi esecutori testamentari (basta che abbiano capacit di obbligarsi), che
hanno il potere-dovere di curare lesa5a realizzazione della volont testamentaria e, se il de cuius non
dispone diversamente, di amministrare leredit prendendo possesso dei beni ereditari (art. 703); essi sono
tenu/ al rendiconto e sono responsabili per gli eventuali danni arreca/. Il sogge5o nominato diviene
esecutore con la5o di acce5azione (art. 702).
COMUNIONE EREDITARIA E DIVISIONE
Per la comunione ereditaria necessario che vi siano pi eredi, /tolari di una quota-parte del patrimonio
ereditario.
I debi/ si dividono automa/camente tra gli eredi in proporzione alle loro quote ereditarie (art. 752).
Lo scioglimento si realizza con la divisione mediante la quale ciascuno dei con/tolari diviene /tolare
esclusivo di alcune situazioni; essa pu essere chiesta da ognuno in ogni momento(art. 713); pu avere ad
ogge5o tu8 i beni o una parte di essi.
La collazione realizza lequilibrio e la parit di tra5amento tra i coeredi, obbligando quelli che hanno gi
ricevuto tramite donazione a conferire agli altri quanto percepito (art. 737).

TUTELA GIURISDIZIONALE
Nessuno pu farsi gius/zia da s e parallelamente tu8 possono agire in giudizio per la tutela dei propri
diri8 e interessi legi8mi (art. 24 cost). Il diri:o processuale realizza indire5amente la protezione degli
interessi alla protezione dei quali rivolto il diri5o sostanziale (sono norme sostanziali infa8 quelle che
proteggono interessi sacricando quelli conggen/), ma rimane cmq una disciplina a s.
La funzione giurisdizionale consiste nellimparziale applicazione del diri5o vigente alle ipotesi concrete; il
suo esercizio della magistratura, ordine autonomo e indipendente (art. 101 e 104 cost). Tale funzione si
realizza tramite il processo, che sequenza di a8 vol/ alla5uazione delle norme sostanziali; esso
regolato dalle norme contenute nel codice de5o di rito.
il libro VI del codice civile che si occupa Della tutela dei diri/ e quindi dei rappor/ giuridici.
Alla tutela giurisdizionale dei diri8 sogge8vi di regola provvede lautorit giudiziaria e, in determina/ casi
previs/ dalla legge (art. 103 cost), il giudice amministra/vo.
La giurisdizione civile disciplinata da numerose fon/, tra le quali assumono rilievo primario la Cos5tuzione
e, in subordine, il codice di procedura civile, il quale, entrato in vigore nel 42, ha subito importan/
novellazioni.
Loriginario disegno tendeva a realizzare un processo concentrato, tra5ato per lo pi in forma orale nelle
udienze davan/ al giudice. La riforma del 50 ha reintrodo5o un processo svolto quasi esclusivamente
mediante lo scambio di documen/ scri8, con sostanziale facolt di integrazione durante il procedimento, e
quindi cara5erizzato da tempi molto lunghi. Allo scopo di accelerare i tempi, nel 1991 sono sta/ is/tui/ i
giudici di pace che dovrebbero alleggerire il lavoro dei giudici ordinari per controversie di minore rilievo e si
tentato di riaermare la rapidit del procedimento almeno per le controversie di lavoro.
I tempi processuali restano intollerabilmente lunghi e cos/tuiscono il principale fa5ore di crisi della gius/zia
civile una sentenza che giunge dopo anni quasi mai idonea a risolvere soddisfacentemente il problema.
Per questo nei regolamen/ contra5uali sono sempre pi frequen/ clausole di autotutela o di
raorzamento delle garanzie, che possono per risultare pesan/, e si diondono le convenzioni con cui le
par/ devolvono la decisione di controversie ad arbitri priva/.
Chi propone al giudice la domanda giudiziale, a tutela di un diri5o a suo parere leso, de5o a5ore; colui
contro il quale lazione proposta de5o convenuto (in giudizio).
Il giudice si deve pronunziare a5enendosi stre5amente allogge5o della domanda; egli non pu decidere
sulla domanda senza aver dato ad entrambe le par/, su piano di parit, la possibilit dintervenire nel
processo e di indurre le proprie ragioni (diale8ca contraddi6oria).
La ripar/zione della competenza tra i diversi /pi di giudici (giudice di pace, tribunale, Corte di appello, Corte
di cassazione) si determina in base al valore economico dellogge5o della controversia e in base alla natura
del rapporto controverso.
Il processo di cognizione mira a individuare il diri6o sostanziale applicabile al caso concreto; la sentenza che
conclude ciascun grado del processo di cognizione pu essere dichiara/va, cos/tu/va o di condanna.
La sentenza dichiara/va ha lee5o di rendere certa la situazione giuridica.
La sentenza cos/tu/va incide sulla preesistente situazione giuridica cos/tuendo, modicando o
es/nguendo rappor/ giuridici.
La sentenza di condanna comanda alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento per
la5uazione del diri5o dellaltra parte: il comportamento comandato pu consistere in un dare, fare o non
fare.
Lordinamento consente alla parte soccombente di far riesaminare la controversia al giudice di grado
superiore. Nel nostro sistema i gradi di giurisdizione sono due: giudizio di primo grado e giudizio di secondo
grado o di appello; prevista la possibilit di un ulteriore riesame de5o giudizio di cassazione. Ogni grado si
conclude con una sentenza; passa in giudicato la sentenza che abbia esaurito la serie dei possibili riesami.

Per processo ordinario di cognizione sintende quel processo civile che si applica ogni qualvolta non siano
previs/ procedimen/ speciali.
Esso inizia con la domanda giudiziale, proposta mediante la5o di citazione con cui la5ore chiama in
giudizio il convenuto, precisando gli elemen/ di fa5o sui quali la domanda si fonda e indicando i mezzi di
prova (art. 163 c.p.c.). La comparsa di risposta un a5o scri5o con cui il convenuto prende posizione sui
fa8 aerma/ dalla5ore, contesta la domanda a5rice, indica i mezzi di prova di cui a sua volta intende
avvalersi; egli pu inoltre proporre una domanda riconvenzionale, esercitando a sua volta unazione (art.
167 c.p.c.). Se nessuna delle par/ si presenta il processo si es/ngue; se solo una delle par/ si presenta, il
processo con/nua e laltra parte dichiarata in contumace (art. 171 c.p.c.). La8vit delle par/ nel
giudizio si esplica mediante i rispe8vi difensori.
Terminata la fase introdu8va in cui il giudice verica la regolarit del contraddi5orio e tenta la
conciliazione delle par/ (art. 183 c.p.c.), si pare la fase istru5oria in cui sono raccolte le prove sui fa8
rilevan5 ai ni del giudizio. Terminata listruzione il giudice eme5e la sentenza, che resa pubblica
mediante i deposito nella sua cancelleria.
La parte che risul/ anche parzialmente soccombente nel giudizio di primo grado, pu appellare la sentenza
dinanzi al giudice di secondo grado; limpugnazione deve essere proposta entro il termine massimo di 30
giorni. Contro la sentenza di secondo grado la parte soccombente pu ricorrere in Cassazione.
Il processo di esecuzione tende alla soddisfazione coa8va di un interesse tutelato dalle norme sostanziali.
Se il comando contenuto nella sentenza di condanna non rispe5ato, il creditore pu esercitare lazione
esecu/va.
Mentre la cognizione dire5a alla determinazione della regola applicabile, lesecuzione forzata rivolta
alla5uazione pra/ca di tale regola, mediante limpiego della forza dello Stato.
Il processo cautelare tende ad impedire che lu/lit della tutela giurisdizionale possa essere compromessa
durante il tempo necessario ad o5enerla. A tal ne, la5ore pu chiedere un provvedimento cautelare. I
presuppos/ sono la probabile esistenza del diri5o e il possibile vericarsi di un danno a causa della durata
del processo in corso; per sua natura il provvedimento ha cara5ere provvisorio.
Il diri5o processuale prevede varie forme di tutela cautelare. Un esempio il sequestro giudiziario, dire5o
ad assicurare la custodia delle cose di cui sia controversia la propriet o il possesso.
Le par/ possono rime5ere ad arbitri la decisione delle loro controversie, so5raendole alla cognizione dei
giudici statali; larbitrato cos/tuisce unalterna5va rapida ed ecace alla giurisdizione.
La convenzione arbitrale pu autorizzare i giudici a giudicare, anzich secondo diri5o, secondo equit (art.
822 c.p.c.); gli arbitri possono essere uno o pi purch sempre in numero dispari (art. 809 c.p.c.). La
cos/tuzione dellucio arbitrale si perfeziona soltanto con lacce5azione scri5a da parte delle persone
designate (art. 813 c.p.c.). essi hanno diri5o al rimborso spese sostenute per lassolvimento dellincarico.
La decisione degli arbitri de5a lodo; deve essere emessa entro il termine stabilito dalle par/ o, in
mancanza di indicazioni, entro 180 giorni dallacce5azione della nomina (art. 820 c.p.c.). Il lodo deve essere
reda5o per scri5o e consegnato alle par/.

PROVE
Per dirimere la controversia il giudice deve risolvere dis/ntamente la ques5one di fa6o e la ques5one di
diri6o. La prima consiste nellaccertare se le aermazioni delle par/ sono fondate; la seconda a8ene
allindividuazione delle norme applicabili al caso concreto.
Lindividuazione, linterpretazione e lapplicazione delle disposizioni di legge sono compito esclusivo del
giudice; egli non pu porre a fondamento della decisione fa8 diversi da quelli allega/ dalle par/, che
naturalmente devono essere prova/. Ciascun interessato pu decidere quali fa8 allegare e quali prove
orire al giudice per convincerlo dellesistenza del proprio diri5o.
Le prove sono strumen/ processuali mediante i quali il giudice forma il suo convincimento circa la verit dei
fa8 aerma/ dalluno e dallaltra parte.
Vari sono i criteri di classicazione delle prove. Esse si dis/nguono in prove documentali, risultan/ cio da
un documento (a5o pubblico, scri5ura privata), e prove semplici, la formazione delle quali risultato
della8vit istru5oria (tes/monianza, confessione, giuramento). Si dis/nguono in prove legali e prove
liberamente apprezzabili dal giudice; il principio fondamentale quello della libera valutazione del giudice
circa la sua ecacia.
La5o pubblico il documento reda5o da un notaio o da altro pubblico uciale autorizzato ad a5ribuirgli
pubblica fede (art. 2699).
La scri5ura privata il documento reda5o per iscri5o e so5oscri5o dalle par/ con rma autografa; la sua
forza probatoria limitata rispe5o a quella della5o pubblico perch non proviene da un pubblico uciale.
La confessione la dichiarazione che una parte fa della verit di fa8 a s sfavorevoli e favorevoli allaltra
parte (art. 2730); giudiziale se resa in giudizio, e fa piena prova contro colui che lha fa5a (art. 2733),
mentre stragiudiziale se resa fuori giudizio, e fa anchessa piena prova se fa5a alla parte o a chi la
rappresenta (art. 2735). Pu essere revocata solo se si prova che stata determinata da errore di fa5o o da
violenza (art. 2732).
Il giuramento la dichiarazione compiuta da una delle par/ sulla verit di fa8 dedo8 in causa e ha
ecacia probatoria soltanto se reso in giudizio; deve essere reso in giudizio personalmente alla presenza
del giudice (art. 238 c.p.c.).
La tes/monianza una prova orale, consistente nella narrazione di fa8 della causa, compiuta davan/ al
giudice nel corso del processo e so5o giuramento, da sogge8 estranei alla controversia (terzi imparziali
venu/ a conoscenza di fa8, dire5amente o indire5amente). Tale prova liberamente apprezzata dal
giudice (non prova legale) e la sua ammissibilit assogge5ata a limi/ sopra5u5o se in contrasto a
documen/.
La presunzione largomentazione logica che perme5e al giudice di risalire da un fa5o noto a uno ignoto
(art. 2727).