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PREFAZIONE

Allergie, intolleranze, psoriasi possono essere sconfitte definitivamente con un metodo del tutto naturale.

L’autrice, dopo un’esperienza personale ed una lunga ricerca, intende condividere il metodo per liberarsi da questi fastidiosi disturbi, frutto di un’insieme di varie tecniche applicate e sperimentate ripetutamente. Abbiamo così un vero e proprio manuale per applicare a livello pratico le scoperte del Dottor Hamer e le varie tecniche attraverso cui decodificare queste manifestazioni del nostro corpo.

Una metodologia semplice ed accessibile a tutti, un test kinesiologico che chiunque può essere in grado di imparare facilmente anche senza conoscenze mediche per risalire al legame inconscio che scatena le reazioni anzidette.

E se vi metterete all’opera seguendo i consigli dell’autrice, risolvere queste problematiche sarà come una magia…

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BIOGRAFIA

Alice Pavsnar nasce a Savona il 13 maggio del 1954 ed è l’anima di uno dei gruppi più numerosi di Facebook, un gruppo che quotidianamente verifica il funzionamento delle 5 leggi biologiche del dottor Hamer.

Dopo il diploma magistrale frequenta la scuola di estetica ed inizia la sua attività concentrando l’attenzione soprattutto sul benessere psico-fisico delle persone, benessere necessario per vivere in armonia, concetto che persegue ed insegna anche in veste di docente della scuola di estetica che aveva frequentato.

Nel 2000, in seguito alla malattia della madre, inizia a studiare tutti i metodi naturali di cura fino a scoprire la Nuova Medicina del dott. Hamer e si reca in Spagna per conoscerlo. Frequenta quindi la formazione della NM avendo come docente Marco Pfister e seguendo alcuni seminari avuti dallo stesso Hamer .

Segue poi alcuni corsi della dottoressa Michelle Noel ma soprattutto i seminari della dottoressa Rosa Moreschi, dove apprende la NM elaborata dal dottor Sabbath. E’ così che, nel suo camerino di estetica, Alice si trasforma in psicologa, investigatrice di umori e sensazioni per far sì che le sue clienti possano ritrovare il benessere, non solo a livello estetico ma soprattutto emotivo.

Studia con impegno il significato di ogni manifestazione ed imperfezione del corpo.

Non si sofferma a colorare un’unghia ma impara a leggerla, compie studi sui vari tipi di pelle e sulle varie forme del viso individuandone i caratteri.

Raccoglie molte testimonianze utili per la verifica delle scoperte del dottor Hamer in relazione a tutte le malattie. La sua è una missione.

Gratuitamente offre quel che ha studiato e sperimentato, affinché ognuno possa avere l’input necessario per intraprendere nuove strade di guarigione, in particolare approfondisce sempre più tutti i problemi legati alla pelle, alle intolleranze ed alle allergie cutanee.

Lei stessa ha risolto una sua intolleranza al latte e la psoriasi al gomito utilizzando le scoperte del dottor Hamer unite a tecniche e preparati di sua invenzione abbondantemente sperimentati.

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GUARISCI INTOLLERANZE ALIMENTARI, PSORIASI ed ALLERGIE CUTANEE CON LA NUOVA MEDICINA

(come liberarsene in modo naturale)

Non avevo mai pensato prima d'ora di scrivere un libro, non sono mai stata particolarmente brava nello scrivere, ma da un po' di tempo una vocina interiore mi diceva che avrei dovuto condividere il frutto di anni di studi e ricerche.

Ricerche sulla correlazione tra salute fisica e benessere psichico, specialmente per quanto riguarda le problematiche della pelle, materia che - grazie alla mia trentennale esperienza di estetista - ho potuto approfondire veramente bene.

Salvatore Macrina, fondatore del Gruppo Nuova Medicina Germanica di Ryke Geerd Hamer, in seguito ad alcuni interventi iniziali che ho pubblicato su Facebook, mi ha chiesto di assumerne il ruolo di amministratore.

Senza neppure sapere bene cosa significasse essere amministratore di un Gruppo, ho accettato quasi per gioco, ma con l'intento di verificare sempre più la veridicità delle 5 leggi biologiche espresse dal dottor Hamer. In realtà sono molto impacciata con il computer e confesso di aver imparato a mala pena ad accettare i nuovi iscritti, ed a scrivere i post di risposta. Ancora non ho imparato a scaricare foto e video, ma mi riprometto di farlo prima o poi.

Con piacevole sorpresa ho trovato all’interno del Gruppo molto affetto e collaborazione spontanea da esperti, che hanno pubblicato per me video e quant'altro io non sapessi fare. Avendo aderito d’impulso, solo dopo un po’ di tempo mi resi conto dell'utilità del mio lavoro.

Inaspettatamente ho avuto una marea di richieste di informazioni e contemporaneamente le persone che mi scrivevano, anche privatamente, contribuivano ad arricchire la mia esperienza di ricerca.

Da tutte le parti del mondo continuano a chiedere di iscriversi al Gruppo NMG : da Svizzera, Spagna, Portogallo, Cile, Uruguay, Perù, Brasile, Messico … gli iscritti ad oggi sono già oltre 3.100 ! Sono forse interessanti le cose che ho scritto via via?

Ciò che scrivo deriva da varie esperienze e ricerche di diversi autori, Ryke Geerd Hamer in primis, oltre a Marco Pfister, la Dottoressa Rosa Moreschi, nonché Claudia Rainville, Luise Hay, Bruce Lipton, Roy Martina, Michelle Noel, Gregg Braden, Nader Butto, i quali mi hanno insegnato e dimostrato come la malattia e qualsiasi altro disturbo fisico non siano causati da una cellula impazzita ma siano un messaggio che il corpo ci vuole dare.

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Ho verificato ripetutamente che, diventando consapevoli dell'evento traumatico che

ha dato origine ad una malattia o ad un semplice disturbo fisico, spesso questo si risolve fino a scomparire in un modo incredibilmente veloce. L'entusiasmo mi ha travolto e sono stata fagocitata da una sete insaziabile di continue nuove verifiche, che mi tengono alzata fino a tarda notte.

Le persone che mi chiedevano aiuto e consigli restavano anche fino alle due di notte in chat , fin quando ragionando non si arrivava a capo del problema.

Non mi sono mai sostituita ad un medico, ma non trovo niente di male ad aiutare le persone a rielaborare emotivamente l'evento traumatico che permette di capire cosa abbia dato origine alla propria malattia e dare loro la fiducia necessaria per risolvere, anche quando sembra non ci sia più speranza secondo la medicina ufficiale.

Come sostiene Giorgio Mambretti, tra i primi sostenitori delle teorie del dottor Hamer, le persone hanno bisogno di esprimere il loro disagio, la loro sofferenza, soprattutto hanno necessità di guardare e riconoscere l'emozione negativa che si portano dentro .

Ad esempio io stessa, che ero ipocondriaca in modo esagerato, ho cambiato notevolmente la qualità della mia vita a livello psicologico da quando ho approfondito queste mie preziose conoscenze.

Per natura sono diffidente e, prima di credere veramente in qualcosa, devo averlo

potuto toccare con mano non una , ma cento volte almeno …

Mi rendo conto che le cose che racconto sarei la prima a non crederle se me le

raccontassero altri, se non le avessi viste con i miei occhi non ci crederei neppure io

Come già hanno affermato diversi studiosi, la malattia non è causata da una cellula impazzita, ma da un “programma biologico” sensato della natura che non è contro noi stessi , ma è paradossalmente necessaria per salvarci la vita.

Come ha dimostrato il dottor Hamer, come sostiene anche il biologo americano Bruce

Lipton e tanti altri tra coloro già citati, il corpo vuole darci un messaggio, vuole dirci

che c'è qualche evento inaspettato che ha causato un trauma e che è rimasto impresso

a livello inconscio nelle nostre cellule.

In seguito appunto ad un evento traumatico che costituisce un potenziale pericolo per

noi o per il gruppo, il cervello mette subito in atto un “programma biologico” sensato

per la nostra sopravvivenza e di adattamento a quella situazione d'emergenza,

esattamente come farebbe un animale.

Gli

animali che si adattano alle difficoltà dell'ambiente sopravvivono e permettono

alla

specie di evolversi e sopravvivere .

Il dottor Hamer ha dimostrato con le sue ricerche che ogni malattia e disturbo fisico sono causati da traumi preceduti da avvenimenti inaspettati che ci colgono impreparati, gettandoci nello sconforto totale con la sensazione di non avere

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possibilità di soluzione e via d'uscita.

Non mi dilungo nella spiegazione delle cinque leggi biologiche in quanto esistono già numerosi autori che hanno trattato ampiamente l'argomento.

Mi concentro su problematiche della pelle, specialmente allergie da contatto e

psoriasi, argomento del quale posso parlare modestamente con parecchia esperienza pratica.

Grazie al mio lavoro di estetista ho potuto studiare e verificare in modo realmente concreto le scoperte del dottor Hamer, sia per quanto riguarda le problematiche della pelle che per quanto riguarda tutte le altre malattie.

Mai

mi sono sostituita al medico ed il mio ruolo è stato sempre di amica che ascolta e

che

condivide informazioni utili per stare meglio nel corpo e nell'anima.

Le

persone hanno bisogno di sfogarsi e di parlare, e ciò mi ha permesso di avere

continue conferme : a monte di ogni problema fisico c'è stato uno o più avvenimenti traumatici personali, che ogni individuo percepisce emotivamente in modo diverso in base alle proprie esperienze di vita e di imprinting ricevuto all'interno della famiglia dove si è cresciuti nell'infanzia.

Le mie clienti mi chiamavano scherzosamente la “streghetta”, in quanto riuscivo a

capire cosa era loro successo utilizzando la lettura biologica in base alle cinque leggi della Nuova Medicina: il corpo parla ed io leggo utilizzando le regole ferree delle leggi biologiche secondo il dottor Hamer.

E' straordinario cosa si possa capire da alcune macchie sulla pelle o rossori o

dermatiti.

Io stessa ho avuto per diversi anni un inizio di psoriasi al gomito sinistro. D'inverno mi faceva anche male appoggiare il gomito, d'estate senza maniche e con il sole migliorava molto, ma dovevo comunque applicare sempre una crema molto nutriente.

Io stessa avevo inventato la formula e preparavo la crema cosmetica; avendo

un’attività potevo procurarmi gli ingredienti senza problemi, ed avevo la possibilità

di creare e sperimentare in prima persona i miei intrugli con il sostegno e la

collaborazione di un chimico e acquistando gli ingredienti da fornitori per farmacisti,

erboristerie e laboratori cosmetici.

La composizione era a base di lanolina gialla, olio di mandorle, estratto glicolico di

centella, estratto glicolico di calendula ed olio di lavanda. Naturalmente le confezioni da un chilogrammo delle materie prime sono troppo abbondanti per chi vuole fare una preparazione solo per sé , di conseguenza diventa poco conveniente realizzarne una piccola quantità. Normalmente una farmacia che prepara prodotti galenici è in grado di comporla, ma ho verificato che per alcune persone non è stato comunque facile trovarne una disponibile. Alcune sostenevano di non essere in grado di reperire gli estratti glicolici, anche se

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non mi risulta che siano stati ritirati dal commercio. Gli alcolati contengono alcool e sono controindicati per la pelle secca e disidratata, di conseguenza sostituire gli estratti glicolici con alcolati o tinture non produce gli stessi effetti.

In ogni caso ecco dosi e procedure per realizzare la crema a casa, di seguito vi spiego come potete confezionarla per vostro esclusivo consumo, nel caso riusciate a procurarvi gli ingredienti necessari in quantità ridotta ed adeguata per voi :

lanolina gialla

olio di mandorle ……………… estratto glicolico di centella estratto glicolico di calendula

e olio di lavanda per profumare.

………………… gr. 150 circa

gr. 150 -200 cc 10 ….cc 10

Versare la lanolina e l’olio di mandorle in un tegamino possibilmente di vetro, metterlo a bagnomaria in altro tegamino più grande. Portare ad ebollizione, facendo attenzione che l’acqua non entri a contatto con lanolina e olio durante la cottura. Lentamente girare il tutto mentre l’olio e la lanolina diventano un fluido uniforme e quasi trasparente, e continuare la cottura a fuoco moderato per almeno quindici - venti minuti. Togliere dalla fonte di calore , aggiungere gli altri ingredienti e lasciare raffreddare girando spesso fino ad ottenere una crema che sarà di colore giallino. Nel caso si voglia rendere più fluida la crema aumentare un pochino la quantità di olio di mandorle, mentre per correggere un preparato già fatto dovrete sciogliere ancora una volta il tutto , aggiungere l’olio di mandorle ed amalgamare nuovamente fino ad ottenere un composto omogeneo.

Il profumo in effetti non è molto gradevole a causa della lanolina, sostanza estratta dalla lana delle pecore e ultimamente poco usata per confezionare creme cosmetiche in quanto irrancidisce facilmente e non ha una durata così lunga come altre sostanze chimiche, le quali non si alterano in breve tempo.

Ma come per tutte le sostanze naturali, l’efficacia non ha paragone rispetto alle sostanze chimiche. Questo composto è straordinario per tutte le pelli molto secche e disidratate ed è di efficacia notevole anche per ragadi e tagli a piedi e mani che compaiono specialmente nel periodo invernale. Quando mi capitava di avere clienti con la psoriasi, massaggiavo con quella crema e la combinazione con lampade solari esclusivamente a raggi UVA dava risultati eccellenti.

Gli UVA sono i raggi che provocano l’abbronzatura e non fanno arrossare la pelle come accade invece con i raggi gli UVB e UVC. Occorre assolutamente assicurarsi che i filtri delle lampade siano adeguati e permettano di filtrare esclusivamente i raggi

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UVA. Quindi prendere il sole con moderazione oppure esporsi a docce solari a raggi UVA danno risultati eccezionali, ma è sempre necessario applicare creme (possibilmente quella della ricetta ) prima dell’esposizione. Quando capitava che il cliente sottoposto a trattamento interrompeva lo stesso, la situazione si ripresentava senza considerare che ci sono zone scomode per spalmarsi la crema a casa da soli, come ad esempio la schiena dove alcuni non arrivano.

Già applicando la mia crema con un bel massaggio e dopo una gradevole doccia solare la pelle migliorava moltissimo, anche se era sempre un dover agire sul sintomo senza lavorare sulla causa che la faceva ritornare e soprattutto sulla causa che l'aveva originata. Il mio gomito era zona circoscritta e applicare un po' di crema non era poi una fatica estrema, ma alcune clienti che erano colpite in vaste zone del corpo trovavano difficoltà ad applicarla specialmente sulla schiena come ho detto. Le persone anziane non sono così elastiche nei movimenti e non avrebbero nemmeno potuto sostenere la spesa seppur minima di trattamenti continui nel mio centro o in qualsiasi altro centro estetico. Quando ho scoperto la Nuova Medicina del dottor Hamer ho iniziato ad investigare come dice lui, per cercare l'evento o gli eventi che danno origine a qualsiasi disturbo concentrandomi proprio sulla situazione psoriasi. Non sempre le persone sono disponibili a guardarsi dentro e raccontare il loro vissuto.

Specialmente le persone colpite dalla psoriasi si sentono spesso in colpa e faticano a voler rivivere i momenti di sofferenza per la perdita di contatto fisico con qualcuno, specialmente se si tratta di un amante, di una storia clandestina, insomma, una relazione della quale si vergognano in quanto la sentono come una cosa sporca.

Alcuni portano su loro stessi come una macchia il peso di incesti o nascite fuori dal matrimonio persino di antenati . Altri ancora reggono il peso di abusi ed incesti subìti e per questo si sentono in colpa pur essendo vittime.

Ho notato che oltre a sentirsi come sporchi per le macchie sulla pelle, le persone che manifestano psoriasi spesso si sentono in colpa come se fossero responsabili in qualche modo della separazione o comunque un senso di vergogna verso una situazione od un evento di famiglia che si cercava di tenere nascosto.

Il segreto di famiglia è considerato dalla scuola francese una delle cause della psoriasi. Caratterialmente le persone che hanno problemi di pelle soprattutto di psoriasi sono poco elastiche, poco disponibili a dare accesso alle loro emozioni e debolezze emozionali quasi come se volessero indossare metaforicamente un corazza protettiva per difendersi dagli attacchi esterni e diventare insensibili per non soffrire la separazione di contatto da persone amate sparite dalla loro vita inaspettatamente.

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Infatti, secondo la Tabella Scientifica della Nuova Medicina in “conflitto attivo” c'è una diminuzione della sensibilità a livello cutaneo come se momentaneamente si

volesse "non sentire " la separazione fisica di contatto persa a causa di un abbandono,

di una morte, di una separazione dal gruppo, compreso un gruppo sportivo.

Diversi casi che ho studiato relativi ad individui maschi che hanno evidenziato la manifestazione cutanea è emerso che è iniziata dopo aver dovuto abbandonare la squadra di calcio dove giocavano . Abbandono dovuto sia per motivi di salute che per trasferimento o altro. Come già descritto sopra, è sempre presente un senso di colpa nella persona con la dermatite squamosa. Ripensandoci bene anche io avevo una situazione che riguarda la famiglia di mio

marito che preferivo non si sapesse, mi vergognavo di parlarne per la paura del giudizio altrui … La cosa in seguito non mi è più risuonata così assurda e dentro di me si è schiarita la situazione conflittuale relativa a quel problema e soprattutto non mi ostinavo più a cercare di tenerla nascosta. Dal momento che ho smesso di cercare di tenere nascosta questa situazione, la psoriasi nel mio gomito è scomparsa e non ho avuto neppure più bisogno di mettere

la

crema. La pelle del gomito ora è perfettamente integra e sana anche senza applicare

la

crema dal momento che ho lavorato a livello conflittuale ed ho rimosso la causa.

Nella Tabella scientifica della Nuova Medicina in relazione alla psoriasi o dermatite squamosa è scritto : “conflitto di separazione”. Perdita improvvisa di contatto corporeo subìta a causa di un abbandono o di una morte della persona con la quale si aveva un contatto fisico. Perdita di contatto con la madre, il “gregge”, la famiglia, gli amici o il partner. In natura la perdita di contatto con la famiglia o il “gregge” è generalmente fatale, pertanto rappresenta un “conflitto biologico” molto importante.

Le ricerche del dottor Hamer si sono concentrate sullo studio della Tac cerebrale e scoprì che il focolaio specifico che riguarda la dermatite squamosa o psoriasi è situato nella corteccia sensoriale e post sensoriale della scissura interemisferica fino all'area basale destra o sinistra.

La dermatosi squamosa (psoriasi) indica sempre la presenza simultanea di almeno

due “conflitti di separazione”, uno attivo ed uno in soluzione, che si sovrappongono

in più aree della pelle.

La manifestazione consiste nella desquamazione in fase attiva del conflitto e di una

zona arrossata in fase di risoluzione e riparazione biologica.

In questa seconda fase, la pelle appare arrossata e gonfia e spaventa l'interessato, che

già non si accetta e rifiuta emotivamente la sua situazione vedendosi così macchiato e deturpato e, secondo il suo sentire, impresentabile. Per questo motivo consiglio di non guardarsi per almeno ventun giorni per evitare di fare una svalutazione locale estetica che mantiene attivo il circolo vizioso impedendo

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di compiere completamente il “programma biologico” fino al ripristino totale.

Il senso biologico in fase di “conflitto attivo” è di perdita momentanea della sensibilità, in modo da dimenticare la madre o il figlio o il partner o anche un animale domestico molto amato e compagno .di giochi e di vita con il quale si è perso il contatto fisico improvvisamente e inaspettatamente.

Il sentire, in queste circostanze, è di tipo animale : la separazione fisica di contatto

dal gruppo, dal gregge, dalla famiglia, dai compagni di scuola, dalla squadra sportiva codificano a livello cutaneo il trauma.

Ora che ci rifletto, l'ingrediente base che ha dato risultato eccellente è la lanolina che

si

estrae dalla lana delle pecore, sarà un caso ?

O

la parte animale di noi ritrova un contatto in qualche modo fisico con il “gregge”,

la cui perdita dà appunto la dermatite squamosa conosciuta comunemente come

psoriasi?

Direi che la cosa è curiosa e forse non del tutto casuale! Per essere più precisi, per conflitto attivo si intende quella fase che inizia dal momento della perdita e dura per tutto il tempo che si patisce biologicamente la mancanza di quel contatto epidermico.

In quella fase la natura, per sopravvivere alla sofferenza della perdita di quel contatto

fisico, fa in modo di diminuire la sensibilità a livello cutaneo quasi per anestetizzare il dolore, momentaneamente si diventa quasi insensibili in quella zona.

Quando il dolore emozionale si allenta, si va anche in soluzione a livello biologico ed i sintomi che si manifestano sono ipersensibilità, prurito, a volte anche dolore. Questi sintomi se non si conosce il relativo “processo biologico” vengono interpretati erroneamente come inizio di peggioramento. Quei fastidi sono momentanei e facenti parte del normale processo di riparazione della cute e del ritorno alla normotonia. Durante la rigenerazione cellulare la pelle si arrossa, diventa molto calda e gonfia. Compare prurito e a volte anche lieve dolore. Queste manifestazioni o eruzioni sono chiamate esantema, orticaria, dermatite, neurodermite o eczema. La pelle in questa fase sembra malata mentre in realtà quella manifestazione è presente durante la fase di cicatrizzazione quando il derma cerca di riparare e rigenerarsi. Senza recidive conflittuali il programma si conclude, mentre se avvengono recidive ad interrompere il programma di riparazione la soluzione resta in sospeso e non si completa mai restando in un circolo vizioso.

Grazie alla mia attività di estetista ho potuto acquisire una discreta esperienza di ricerca e mi sono entusiasmata sempre più anche grazie ai risultati sorprendenti che ottenevo solamente spiegando alle persone come funzionano le cinque leggi

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biologiche. Tutto questo durante il regolare svolgimento del mio lavoro.

A volte come un gioco le facevo parlare conducendo il discorso verso quello che mi interessava conoscere della persona, per studiare e verificare a fondo le varie problematiche di salute alla luce delle cinque leggi biologiche.

Ai seminari della Nuova Medicina tenuti da Marco Pfister ebbi la fortuna di un incontro che sarebbe stato illuminante per la mia vita e per la mia ricerca.

La mia compagna di banco fu la dottoressa Rosa Moreschi da cui ho imparato molte cose, in particolare a lavorare sulle intolleranze e sulle allergie.

Si dice che il caso sia “Dio che viaggia in incognito “ e credo proprio abbia voluto farmi un grande dono facendomela incontrare. Non solo per la sua professionalità, ma per la sua umanità, era una persona che dedicava un giorno alla settimana gratuitamente ai pazienti gravi. Ho partecipato a numerosi seminari da lei tenuti, ma avrei voluto partecipare a tutti, cosa che purtroppo per vari motivi non ho potuto fare. La sua semplicità era grande come la sua capacità di insegnare e spiegare i concetti. Tutto sembrava così facile ed i pazienti che ho conosciuto ai seminari hanno testimoniato che la guarigione di un cancro può essere possibile come se si trattasse di un raffreddore. Non avrei mai potuto credere se non avessi visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie. I seminari si dividevano in incontri per i pazienti o seminari per i terapeuti. Io mi sono intrufolata in entrambi: anche se non sono terapeuta mi piace troppo sapere e imparare. In fondo una semplice parola può essere terapeutica, per mestiere ero sempre a contatto con persone che non avevano solamente problemi estetici ma anche di salute fisica e psichica. Non era mio compito occuparmi della loro salute, ma una parola buona di conforto funziona spesso come la migliore medicina, esattamente come è terapeutico un sorriso. L’ascolto di uno sfogo è molto importante per le persone che spesso tengono dentro fardelli pesanti. Con metafore e racconti delle sue esperienze, con semplicità, la dottoressa Moreschi ha raccontato alcuni suoi casi sulle allergie per far comprendere il meccanismo.

Un caso molto significativo è quello sull’allergia alle Rose .

Questa è la storia di un giovane studente di medicina che chiameremo Francesco, allergico alle rose . Solo sentirne il profumo lo faceva cadere in una pericolosa crisi respiratoria, con rischio di morte in caso di mancato intervento medico immediato con antistaminici. La moglie però adora proprio quel tipo di fiore e compera delle magnifiche rose di seta, così belle che sembrano vere.

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Ovviamente non avevano né profumo né pollini anche se all’apparenza sembravano vere. Francesco entra in casa e, vedendo nel vaso questo grosso mazzo di rose, viene colto da un crisi asmatica tale che viene ricoverato d’urgenza all’ospedale per una somministrazione di antistaminico. Come è potuto succedere che un mazzo di rose finte, senza profumo e senza pollini, abbia potuto produrre quella reazione ? Francesco ha rischiato di morire perché per lui “il mazzo di rose era reale” e la reazione è stata in base a quello che è stata la sua interpretazione del momento. La moglie voleva fargli una sorpresa e non l’aveva avvertito, non pensando cosa sarebbe successo, in fondo le rose erano finte!

Come è avvenuto il lavoro di decodifica ?

Spiegando a Francesco che il sistema immunitario a volte si sbaglia e che reagisce in base a come noi interpretiamo quello che vediamo. Quali potevano essere gli eventi responsabili della creazione del “binario conflittuale”, ovvero l’allergia alle rose ? La reazione era di tipo respiratorio, questo ci indica che l’evento è legato ad una o più morti. Il suo primo cagnolino era morto inaspettatamente investito da una macchina , fu sepolto sotto una pianta di rose in giardino. Sua madre lo trascurava per curare le rose del suo giardino. Quando suo nonno gli comunicò che la nonna era morta aveva in mano un mazzo di rose del giardino. Più “eventi inaspettati di separazione” avevano in comune le rose e la morte. Il suo cervello inconscio associava le rose alla morte, per questo la sua reazione era di soffocamento! Il tipo di reazione allergica ci indica che tipo di “risentito” emozionale sia legato all’evento da ricercare. Se la reazione avviene ai bronchi o alla laringe il tipo di “risentito” è di minaccia del proprio spazio d’azione, la casa, la scuola, gli amici. Se la reazione è più tipo una rinite o un raffreddore allergico, il “risentito” è di situazione ambigua, non chiara, “non mi è stata detta la verità con possibile pericolo per me”.

Esempio : raffreddore da fieno

I primi amoreggiamenti avvenivano nei fienili e quando erano scoperti, da genitori o da mariti traditi, l’evento segnava una sensibilità verso il fieno. Dopo quella volta, il cervello inconscio ogni volta che sentiva l’odore del fieno o anche solo la vista alla televisione, dava origine alla reazione allergica. Se la reazione è di “separazione fisica di contatto visivo”, sono gli occhi ad essere interessati e spesso arrossati.

Se accade che improvvisamente non si possa più vedere qualcuno, la separazione dal

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vedere quella persona o quell’animale è per il soggetto una sofferenza. La “separazione di contatto fisico” si codifica nel punto dove c’era il contatto con una determinata persona e quel contatto andato improvvisamente perduto per abbandono o morte della persona che lo produceva, genera psoriasi. Le mani sono legate al “fare” o al contatto con l’oggetto o persona perduta.

Un altro esempio di allergia alle mani :

Marina è una giovane parrucchiera ed ha un’amica del cuore, anche lei parrucchiera presso un altro negozio. Il loro sogno era di aprire un salone di acconciature insieme, infatti con l’aiuto dei genitori riescono ad avviare una loro attività. Poco dopo l’inizio del lavoro insieme litigano e l’amica esce dalla società. Da quel momento Marina sviluppa un’allergia alle mani verso i prodotti usati dai parrucchieri, in particolare alla tinta per capelli che utilizzava mensilmente faceva per l’amica. Il cuoio capelluto ci indica che la persona legata alla separazione ci accarezzava la testa o accarezzava i capelli. Tutti questi elementi sono molto importanti per il nostro lavoro di ricerca, ed io non ringrazierò mai abbastanza per questi insegnamenti che valgono oro a livello di conoscenza. Dopo il seminario tenuto dalla dottoressa Moreschi sulle intolleranze e le allergie, torno a lavorare nel mio centro estetico e subito mi capita l'occasione ideale per sperimentare. Durante il seminario ho sperimentato io stessa che ci si può liberare dalle intolleranze alimentari lavorando direttamente sulla mia intolleranza al latte.

Ecco il mio primo caso da studiare dopo il seminario a Brescia , la diagnosi del dermatologo era:

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" Dermatite da contatto all'aglio e alla cipolla”

La cliente era venuta come tutti i mesi presso il mio centro per ricevere un trattamento di pedicure.

Mentre inizio il trattamento la signora mi mostra le mani e mi chiede :“Cosa posso fare per queste mani ?” Inevitabilmente alzo lo sguardo e vedo che entrambe presentavano sul palmo strati di pelle secca squamosa, sovrapposti a strati con ulcere e tagli, l'aspetto era molto simile alla dermatite squamosa (psoriasi) anche se la diagnosi del dermatologo è stata “ dermatite da contatto “.

In base alle mie conoscenze comprendo che si tratta sicuramente di una situazione recidivante, quindi valutandola alla luce delle cinque leggi biologiche, si parlava di un “binario conflittuale”.

La cliente mi spiega che negli ultimi due anni ha provato di tutto e neppure tre medici specialisti della pelle hanno trovato un rimedio accettabile. La cura che le era stata data era di ungersi ogni sera con una pomata, mettere dei guanti di cotone per tutta la notte, cucinare con i guanti di lattice sopra quelli di cotone, ma neppure i guanti la proteggevano dal contatto creandole ugualmente problemi. Aveva fatto dei test specifici ed era risultata un’allergia ad aglio e cipolla e non poteva neppure toccarli con i guanti. La cosa curiosa è che poteva mangiarli ma non poteva toccarli con le mani neppure indossando due paia di guanti sovrapposti. All'esterno guanti di lattice sopra quelli di cotone a contatto diretto con la pelle. I tagli le provocavano dolore e ipersensibilità al caldo, creando difficoltà nello svolgere le faccende domestiche.

Nessuna occasione sarebbe potuta essere più adatta di quella.

Avevo appena seguito il corso specifico ed era l'occasione ideale per sperimentare. Stavo svolgendo il mio lavoro ed ho pensato che una chiacchierata per aiutarla a diventare consapevole di quanto le stava succedendo non sarebbe stata certamente nociva per la signora e neppure un abuso di professione. Al seminario ho imparato che sia per quanto riguarda le intolleranze che per le allergie il “conflitto biologico” da ricercare è un evento di perdita di contatto fisico nei confronti di qualcuno o di qualcosa come sostiene il dottor Hamer.

Come prima cosa è necessario osservare dove si manifesta il problema cutaneo. In questo caso si tratta delle mani.

Come primo elemento so che è qualcuno o qualcosa che improvvisamente la signora non ha più potuto toccare, accarezzare.

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La signora è destrimane ed inizio ad investigare, come dice il dottor Hamer, per far tornare la signora indietro nella memoria e giungere a comprendere il “conflitto programmante” che ha dato origine alla situazione definita “binario conflittuale” conosciuto comunemente con il nome di allergia.

Di solito, nelle persone destrimani, la parte sinistra del corpo riguarda eventi

inaspettati patiti che riguardano i figli o la madre, mentre la destra riguarda partner,

colleghi, fratelli o amici. Nulla di tutto ciò era accaduto alla signora, né verso il partner né verso figli, nulla pareva essere in relazione con quel problema. Come poi ho verificato con altri casi per quanto riguarda la pelle, non sempre è rispettata la lateralità ma il punto di contatto fisico perso improvvisamente. Provai ad indagare se poteva trattarsi della perdita di un animale domestico che improvvisamente la signora Luisa non ha più potuto accarezzare.

La signora non riusciva a risalire a nulla, quindi posi la seguente domanda: da quanto tempo esiste questo problema?

La risposta è stata : da oltre due anni.

La invito a risalire a prima della comparsa dei sintomi e le chiedo se è successo un avvenimento inaspettato che l'ha fatta stare molto male emotivamente e soprattutto se non ha più potuto improvvisamente accarezzare e toccare con le mani qualcuno o qualcosa. Con le lacrime agli occhi mi dice che si vergogna quasi a dire quanto ha sofferto quando è morta la Tata.

La Tata era una gallina bianca entrata in casa pulcino, vinto ad una fiera di paese e poi diventata una gallina che sporcava nella sua cassettina come un gatto, che dormiva nella sua casetta e quando faceva l'uovo cantava e cercava le coccole e le lodi delle tre donne di casa.

La signora e le sue figlie le avevano dato l'abitudine di prenderla in braccio per

lodarla e accarezzarla ogni volta che faceva l'uovo e la Tata appoggiava la testa sulla spalla facendosi accarezzare la testa. La Tata , mentre la signora era seduta davanti alla televisione le stava in grembo come avrebbe potuto fare un gatto e lei la accarezzava a lungo sulle sue piume bianche e morbide come una nuvola. Anche quando cucinava le stava accovacciata sui piedi e la signora Luisa stava molto

attenta che non le cadessero pezzetti di aglio o cipolla in terra in quanto una figlia le aveva raccomandato di non fargliene mangiare convinta erroneamente che le facessero male.

Un giorno, dopo due anni di convivenza affettuosa, la Tata muore.

Il veterinario non sa dire quanto sia lunga la vita di una gallina perché di solito finisce prima in pentola e la durata naturale di un gallina non è conosciuta.

Si scopre che la Tata è morta a causa del diabete e la signora Luisa si sente in qualche

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modo in colpa pensando che mentre preparava il cibo per i suoi cari, le fosse scappato qualche pezzetto o di aglio o di cipolla e che a causa di quello la gallina si fosse ammalata e morta. In realtà per una gallina vivere in un lussuoso appartamento non è proprio il meglio del suo ambiente naturale, anche se con l'amore e le coccole delle tre sue amiche.

Se vogliamo vederlo alla luce della Nuova Medicina del dottor Hamer, il diabete è la conseguenza di un’esistenza dove l’essere vivente deve resistere in un ambiente controvoglia, non ideale per sé e dove non ha possibilità di cambiare situazione.

Certamente la Tata avrebbe preferito per sua natura vivere in un pollaio con altre galline e magari anche un gallo, anche se in quella casa era trattata da principessa, ma comunque contro la sua natura. Naturalmente non ne ho fatto cenno alla signora Luisa, era già piena di sensi di colpa per il timore di aver fatto cadere un pezzetto di aglio o cipolla e che la Tata cibandosene fosse morta. Lei era convinta di questo anche se assolutamente la causa della morte è un’altra, il diabete. La nostra chiacchierata investigativa si è svolta contemporaneamente ad un trattamento di pedicure e nel tempo della durata dello stesso, circa sessanta minuti, abbiamo identificato il “conflitto programmante e binario”.

Spiego alla signora il meccanismo che Hamer chiama “binario conflittuale”, cosa necessaria per sciogliere il binario. Ogni volta che la signora cucinava e tagliava la cipolla e l'aglio, il suo cervello inconscio ricordava la sofferenza per la morte del suo amato animale e la pelle manifestava le ulcere ed i tagli, ciò che i dermatologi hanno definito dermatite da contatto anche se dall'aspetto era molto simile ad una forma di psoriasi. Questo spiega perché anche con i guanti non poteva toccare quegli alimenti che riusciva comunque a mangiare senza problemi. Inoltre la dermatologa le aveva spiegato come gli stessi alimenti cotti non fossero causa di reazione come accade invece da crudi.

Secondo le cinque leggi biologiche una volta diventati consapevoli del legame inconscio ci si libera dal “binario conflittuale” e non si ripresenta più alcuna manifestazione cutanea a seguito del contatto diretto appunto con cipolla e aglio.

La signora per i primi giorni continua ad usare ancora i guanti quando cucina ma con grande stupore vede la mani risanarsi velocemente. Dopo una settimana decide di non usare più i guanti per vedere cosa sarebbe successo. Nessun problema cutaneo è mai più comparso toccando gli alimenti in questione. Ora sono trascorsi parecchi anni ed il problema non si è mai più ripresentato. Una cosa apparentemente banale ha sciolto il binario e risolto un problema che tormentava da oltre due anni la signora Luisa . Almeno quattro dermatologi consultati, ma nessun risultato concreto. Molti soldi spesi e poco risultato ottenuto, mentre una apparentemente banale

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chiacchierata aveva sciolto il legame inconscio nel tempo di un'ora. La soluzione che le avevano proposto era di evitare totalmente il contatto con quegli elementi per lei irritanti. Per una casalinga abituata a cucinare con certi sapori per la propria famiglia, cambiare completamente modo di insaporire i cibi avrebbe condizionato tutta la famiglia stessa.

Riepilogando, cosa è necessario fare per sciogliere il “binario conflittuale” che conosciamo con il nome di allergia.

Come prima fase è necessario risalire all'evento inaspettato che ha dato origine al problema. Come secondo passo occorre diventare consapevoli di chi o cosa è stato l'oggetto della nostra perdita di contatto. Come terza cosa cercare di capire il legame inconscio tra l'elemento che crea allergia e la persona o animale domestico con i quali si è perso il contatto fisico. La zona colpita ci dice che tipo di contatto si aveva con quella persona ed ora non si ha più. Nel caso che ho appena raccontato si tratta delle mani e la ricerca era chiaramente diretta verso chi non si poteva più accarezzare o toccare. In un caso dove la perdita è dell'amato cane, se questo appoggiava la testa sulla gamba del padrone, nel punto dove c'era questo affettuoso contatto tra animale e padrone, questi può aver codificato il punto di contatto con la memoria dolorosa dell'animale che non c'è più e sviluppare una dermatite sulla gamba, esattamente dove il cane appoggiava la testa, ma avrebbe potuto sviluppare anche un’allergia al pelo del cane.

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ALLERGIA ALLA MENTA dermatite

Mi accingo a raccontare la storia di un altro caso molto interessante, dove ho

nuovamente verificato che la lateralità non è una regola assoluta.

Una mia collega, sapendo dei miei studi e di cosa mi occupassi, mi consulta per comprendere un improvviso inspiegabile problema di allergia manifestato da una sua cliente. La cliente faceva periodicamente trattamenti al corpo per la cellulite. Aveva già fatto svariati trattamenti senza problemi le settimane precedenti senza nessuna manifestazione di reazioni allergiche, ma dopo l'ultimo trattamento con gli stessi prodotti di sempre per di più da confezioni già iniziate ed usate sul suo corpo, inspiegabilmente , sulla zona dell'addome sopra l'ombelico compaiono cinque chiazze rosse e gonfie disposte a semicerchio.

All'apparenza sembrava una reazione allergica e per comprendere meglio di cosa potesse trattarsi con una manifestazione così improvvisa, utilizzo il test kinesiologico, imparato ai seminari della dottoressa Rosa Moreschi che non smetterò mai di ringraziare.

Da quel test mi risulta un’ allergia alla menta.

Leggendo i componenti dei vari prodotti applicati durante il trattamento, testo tutti gli ingredienti ed il risultato è positivo alla parola menta.

In base a quanto ho imparato, per risalire all'evento che ha dato origine al tutto, dovevo indagare per scoprire cosa fosse successo nella vita della signora che avesse acceso il programma “allergia alla menta”. La settimana precedente, dopo i quattro primi trattamenti, nulla era successo.

Dopo il trattamento ricevuto la sera del lunedì, c'era stata la manifestazione allergica.

Era

certamente successo qualche cosa di inaspettato ed emotivamente traumatico nel

fine

settimana.

Per capire, era necessario risalire alla persona con cui c'era stato un “conflitto biologico di separazione” ed in che modo fosse attinente la menta. Osservando la forma delle macchie rosse e gonfie sull'addome, questa sembrava proprio l'impronta delle cinque dita in corrispondenza dei polpastrelli, come se qualcuno le avesse dato una spinta. Anche se un po' personali, sono costretta a fare alcune domande un po' delicate, è' necessario indagare con quella modalità per risalire all'evento conflittuale specifico. “Chi ti ha dato inaspettatamente una spinta, appoggiando la mano su quel punto specifico dell'addome e ti ha dato fastidio? un'azione che proprio non ti aspettavi ?

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La persona ammette che il sabato sera precedente c'era stato un evento sgradevole riguardante il comportamento del marito nei suoi confronti Il marito lavorava in trasferta e rientrava a casa il sabato per poi ripartire il lunedì mattina molto presto. Quel fine settimana, come sempre, lui era rientrato e, senza dire una parola, l’aveva spinta con la mano in modo energico sul letto per un rapporto sessuale. Per il carattere timido della signora è stato un comportamento insolito ed inaspettato e l'ha vissuto un po' come una violenza.

Cosa c'entra tutto questo con l'allergia alla menta manifestatasi improvvisamente? Quale era il collegamento tra quell'evento e la menta ? Il marito aveva in bocca un chewing gum alla menta e nel momento vissuto con disagio la signora percepiva quell'odore. Da quel momento, a livello inconscio, la menta era legata ad un evento di disagio emozionale ed il cervello ha fatto “ allarme rosso “.

Nell’istante in cui viviamo un momento di disagio oppure un evento traumatico, il cervello inconscio registra una serie di informazioni visive, uditive ed olfattive che spesso non si ricordano poi a livello conscio. La memoria conscia ricorda solo una parte degli avvenimenti di quel momento, ma molte altre informazioni rimangono registrate dalla parte inconscia del cervello e non le individuiamo facilmente.

Questa è una delle difficoltà che si trova quando si cerca di risalire all' “evento conflittuale programmante”. Il cervello tende a rimuovere traumi ed emozioni che rappresentano una sofferenza per noi e la persona non si ricorda dell’evento.

Per agevolare questo lavoro ci si può servire di test muscolari o kinesiologici.

Esistono varie tecniche, personalmente preferisco quella che utilizza pollice ed indice ma sono tutte tecniche valide, anche se sono un po' scettica per quanto riguarda l'autotest. Per questo ho la sensazione che inconsciamente condizioniamo il risultato, adattandolo a quello che ci farebbe piacere avere come risultato stesso. Penso che se a testarci fosse una terza persona, tra l’altro più esperta, il risultato sarebbe maggiormente attendibile. Ritorniamo alla nostra signora allergica alla menta. Una volta diventata consapevole di quanto era accaduto e del motivo per il quale la menta le aveva creato quella reazione, ripetiamo il test kinesiologico per verificare se c'è ancora reazione.

Per sicurezza applichiamo il prodotto su una piccola parte dietro le orecchie, come si usa fare in questi casi per testare, e non succede nulla. Da questo momento i trattamenti estetici successivi non hanno dato alcun problema, pur usando gli stessi prodotti.

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ALLERGIA DA CONTATTO a carciofi, uovo, cipolle, funghi, würstel, piselli, olive, riso

Un altro caso molto interessante è quello che leggerete in seguito. Praticamente questo è il secondo caso particolare che grazie alla conoscenza della Nuova Medicina ed agli insegnamenti della dottoressa Moreschi si è risolto velocemente … in poco più di un'ora.

I primi due casi erano stati conclusi con successo quasi come un gioco magico, e questo fatto mi entusiasmava sempre più, spingendomi a sperimentare altri casi . Meraviglioso e incredibilmente facile questo lavoro di ricerca della consapevolezza, trovando gli elementi giusti ed i relativi collegamenti si arrivava a capo di situazioni che non avevano trovato soluzione con altri metodi. Specialmente con quelli tradizionali.

Questa è l'incredibile storia di Cinzia, che decide di fare una torta salata di carciofi.

Come prende in mano il carciofo per pulirlo, la sua pelle si arrossa improvvisamente con ulcere Questo rossore si manifesta sul palmo di entrambe le mani, l'interno delle braccia, tutto il torace anteriore, l'addome e la parte interna delle cosce. Cinzia si reca a fare i test delle allergie e delle intolleranze ed emerge la positività verso carciofi, cipolle, uovo, würstel, olive , riso, funghi, capperi, piselli. Un vero problema per lei che lavorava in una mensa aziendale ….

Come un gioco, ripeto, senza volermi sostituire al medico, inizio a fare domande per

investigare

La pelle è un elemento legato al contatto con il gruppo, con gli altri ed i conflitti relativi sono conflitti di separazione, conflitti di contatto fisico o conflitti da abbandono. La prima cosa da fare è risalire a quando è iniziato il problema, poi a chi si è perso inaspettatamente, partito o morto. La cosa era successa circa due anni prima dell'inizio delle reazioni allergiche. L'evento di perdita inaspettato era stata la morte di uno zio alla quale era molto legata. Ora era necessario risalire al legame tra la zona sul corpo di Cinzia dove si era manifestata la reazione ed il contatto fisico che era andato perduto e che c'era stato con lo zio scomparso. Cinzia mi racconta che non avevano l'abitudine di abbracciarsi molto, anche se la zona interessata avrebbe fatto pensare al contatto fisico di un abbraccio. Cinzia andava spesso in moto con quello zio che la portava a fare delle divertenti gite

come dice Hamer, per trovare il “conflitto” a monte.

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la domenica.

Tutta la parte che era coinvolta a livello cutaneo era la stessa che aveva contatto con lo zio mentre la portava in moto.

L'interno delle braccia, le mani sedendo in moto dietro cingono chi guida con l'intento di tenersi e non cadere, come il tronco anteriore è a contatto con la schiena di chi conduce la moto. Anche la parte interna delle cosce rimaneva a contatto con lo zio mentre erano sulla moto. L'ultimo anello del legame inconscio era riuscire ad associare quegli elementi allo zio.

Cosa poteva legare lo zio a würstel, piselli, funghi, uovo, cipolle, olive, riso, capperi ? Cinzia apprende la notizia della morte dello zio mentre prepara una insalata di riso. Ha codificato tutti gli ingredienti dell'insalata di riso che stava preparando al momento della brutta notizia : lo zio era morto e l'aveva lasciata per volare a miglior vita. Testo nuovamente con il test kinesiologico per avere conferma che il lavoro eseguito abbia portato al risultato sperato e cioè che sia stato toccato il tasto giusto a livello “conflittuale emozionale”.

Il suo cervello inconscio, ogni volta che si ritrovava di fronte agli stessi alimenti,

tornava nel “binario conflittuale” dando come un avviso

che l'altra volta che erano presenti queste cose sei stata male".

“attenzione

allarme rosso

Il messaggio del corpo è di fare attenzione, poiché nella precedente occasione di evento traumatico inaspettato erano presenti quegli alimenti.

Dopo pochi giorni Cinzia mi telefona dicendomi che aveva mangiato i piselli e non era successo nulla e poi via via ha provato a tornare a mangiare tutte quelle cose che prima le davano reazione.

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ALLERGIA AL KIWI

Un altro caso che trovo interessante raccontare è il seguente.

Quando insegnavo alla scuola di formazione per le estetiste approfittavo per indagare e studiare nuovi casi. Alcune ragazze manifestavano allergie ad alcuni prodotti cosmetici ed era divertente risalire all'origine del conflitto e sganciare il “binario conflittuale” conosciuto come allergia.

Parlando di allergie, un’allieva mi comunica che lei è allergica al kiwi e se lo tocca le gonfia il palmo della mano destra. Per lei destrimane, la destra è legata anche a “conflitti biologici” verso il padre, ma è anche possibile che, essendo la mano che usa abitualmente, la causa fosse semplicemente quella del contatto (appunto con la destra). Inizio l'investigazione come dice Hamer, per risalire alla DHS o evento inaspettato di separazione di questo caso e le chiedo da quanto tempo è iniziata la reazione nei confronti del kiwi: la ragazza non ricorda con esattezza in quanto era molto piccola quando è iniziato il problema. Non è facile quando la persona non ricorda, anzi è impossibile fare il lavoro di decodifica senza avere i dati necessari.

Avevo imparato a fare il test kinesiologico con il metodo NEI, ma non ero molto convinta della sua efficacia e lo usavo quindi raramente.

Quasi per gioco inizio a testarla per sapere a che età è successo l'evento conflittuale

di separazione da qualcuno.

Chiedo se era accaduto nei primi cinque anni di vita e la risposta è affermativa.

Riprovo

testando

l'evento

è

accaduto

quando

aveva

un

anno

?

poi

due

anni ?

poi

se tre anni ?

.a tre anni mi dà risultato affermativo.

 

L' “evento traumatico di separazione” era accaduto a tre anni d’età.

A Simona non veniva in mente nulla, allora provo a testare in che periodo dell'anno è

successo.

Testo i primi sei mesi dell'anno e mi dà esito affermativo. Gennaio no, Febbraio no, Marzo no, Aprile no, Maggio si : abbiamo scoperto che l' “evento di separazione” è avvenuto quando aveva tre anni e precisamente nel mese di Maggio. Testo se è la prima decina del mese, poi se è la seconda e mi dà nuovamente esito affermativo. La seconda decina del mese va dal giorno 11 al giorno 20. Continuo testando il giorno 11 , poi il 12 e mi dà affermativo … Concludendo, il test rileva un evento accaduto all’età di tre anni ,nel mese di maggio

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e

precisamente il giorno 12.

Simona ora ricorda, il giorno 12 del mese di Maggio compie gli anni, e quel giorno quando ne compiva tre, il padre è andato via di casa per sempre .

Il “conflitto di separazione” era nei confronti del padre che era andato via di casa lasciando lei bimbetta di tre anni e ovviamente anche la madre . Restava solo da capire il legame inconscio tra il padre e il kiwi. Il padre adorava i kiwi e ne mangiava tantissimi. Spiego a Simona il meccanismo inconscio e la assicuro che la reazione allergica o “binario conflittuale” si era sciolto sicuramente essendo diventata consapevole del legame inconscio.

Testo nuovamente per verificare se si era sciolto il “binario” con risultato affermativo, quindi aveva funzionato!!

Simona però non sembrava molto convinta, il lavoro di consapevolezza sembrava una cosa così banale per poter avere un risultato così importante e la ragazza era ancora profondamente perplessa . “E ' un peccato non avere un kiwi a disposizione per poter provare subito …” esclamo io. Prontamente una sua compagna dice: “Io ho nella borsa un kiwi che ho portato per merenda!”. Perfetto!, si poteva provare subito se aveva funzionato il lavoro di decodifica.

Con la mano destra protesa con il palmo verso l'alto aspettava che la compagna

ma la sua paura della reazione era

poggiasse il frutto “nemico” sulla sua mano visibile dall’espressione del viso.

In un primo tempo sembrava tenesse una bomba pronta a scoppiare invece di un

innocuo frutto, poi, pian piano, vedendo che non succedeva nessuna reazione, chiude

il palmo afferrando interamente il frutto.

Non ebbe il coraggio di mangiarlo, ma lei e tutte le compagne erano veramente meravigliate di quanto avevano visto

Ecco come poter risalire all' “evento di separazione” che ha dato origine al “binario conflittuale”, meglio conosciuto come allergia, servendosi del test kinesiologico mediante domande precise che leggerete in seguito.

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ALLERGIA

AI

LIMONI

ED

ALLA

LAVANDA

Mariangela non poteva avere contatto con i limoni o qualunque prodotto che ne contenesse essenza o estratto, la reazione epidermica era di immediato gonfiore nel punto di contatto.

A quei tempi esercitavo come estetista e preparavo un ceretta depilatoria composta da

miele, zucchero e limone. Per asportare la peluria sopra il labbro utilizzavo il mio prodotto naturale, che era anche commestibile, ed inspiegabilmente Mariangela si era arrossata e gonfiata in modo anomalo nella zona di contatto con il prodotto. Provvedo ad applicare una crema per decongestionare e cerco di indagare se è allergica ad uno degli ingredienti.

Mi informa che non può neppure toccare i limoni e sentire l'odore della lavanda fin

da quando era piccola.

Colgo l'occasione per verificare ed indagare alla luce delle cinque leggi biologiche

del dottor Hamer, cosa abbia dato origine all'allergia al limone ed alla lavanda per

quella signora.

Era

necessario risalire ad un evento traumatico legato ai limoni ed anche alla lavanda.

Mi

racconta che quando aveva cinque anni la mamma l’aveva mandata a comperare

dei

limoni. Il negozio era vicino, oltre la strada, ai tempi non c'era molto traffico e nei

paesi piccoli era consuetudine lasciare i bambini liberi di andare a fare piccole commissioni. Esce dal negozio con i limoni in mano e, mentre attraversa la strada per tornare a casa, una macchina la investe.

Il cervello inconscio aveva registrato il trauma ed i limoni ed ogni volta che tornava

in contatto con quei frutti il cervello li associava inconsciamente a quell'evento traumatico, creando una reazione di allerta per la persona: il messaggio dell'inconscio è “attenta che l'altra volta che c'erano i limoni sei stata male … hai avuto paura e sei quasi morta”.

La persona che l'aveva investita era un medico, che si era chinato subito sulla

bambina investita per verificare se fosse ancora viva. Mariangela era svenuta e come si riprese si trovò sotto il naso la testa di quel signore che cercava di sentire il battito del suo cuore. I suoi capelli emanavano un forte odore di lavanda, erano visibilmente cosparsi di brillantina al profumo di lavanda, che a quei tempi si usava per tenere lucidi i capelli degli uomini.

Da quell'evento, l'odore di lavanda le dava un senso di soffocamento, lavanda ed

incidente erano messi in relazione dal cervello inconscio e la facevano rientrare nel

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“binario conflittuale” che chiamiamo allergia.

Una volta diventata consapevole del trauma che aveva dato origine all'allergia, nessuna reazione è più avvenuta con la ceretta depilatoria al limone.

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RINITE ALLERGICA : LA PARIETARIA

Una mia cliente, che aveva preso un appuntamento presso il centro estetico per una pedicure, si presenta tenendo il fazzoletto in mano per una violenta crisi allergica.

Mi spiega che è allergica alla parietaria ed eravamo in primavera, stagione nella quale

i pollini volano nell’aria. Continuava a soffiarsi il naso e dimostrava una notevole sofferenza respiratoria .

Non resisto alla tentazione di verificare un nuovo caso e la signora si dimostra disponibile, anche se incredula, che si possa fare qualcosa per liberarsi da un disturbo che puntualmente si ripresentava ogni anno, seppure non sempre con la stessa intensità. Prima di venire da me era stata all’ospedale a fare visita al padre in fin di vita, il quale non l’aveva neppure più riconosciuta.

Le

chiedo quando ha avuto il primo episodio di rinite allergica per comprendere quale

sia

stato l’ “evento programmante”

Quando era incinta abitava sulla costiera amalfitana mentre il marito era stato trasferito altrove per lavoro.

Nasce la bambina e lei si trova da sola, lontano dalla madre e dal marito, quindi non ha nessun aiuto morale o pratico.

Un

periodo veramente pesante e stressante.

La

bambina è nata in primavera, periodo in cui i pollini abbondano ed il suo cervello

inconscio ha associato parietaria e stress da separazione, dal marito e dalla famiglia.

Da quel momento il cervello ha reagito alla parietaria come fosse un elemento pericoloso, in quanto la volta precedente in presenza della parietaria c’era stato un forte malessere psico-fisico.

Ora che la situazione di stress da separazione dal padre in fin di vita era simile a

quella vissuta in precedenza, l’evento scatenante ha avuto origine sempre nello stesso periodo dell’anno saturo di pollini, tra cui quello della parietaria.

Il suo cervello con la reazione voleva mandare un messaggio “ attenzione la parietaria

era presente e tu sei stata male !”

In realtà la reazione allergica ha lo scopo di salvarci, di metterci in guardia da un

potenziale pericolo. Se noi diventiamo consapevoli di quello che è successo, il cervello non ha più motivo

di metterci in guardia, dal momento che noi sappiamo come affrontare a situazione.

Poco dopo la signora si sente meglio ed il naso non cola più.

Le spiego il meccanismo, ma lei si dimostra molto scettica sul fatto che possa essere

stata la chiacchierata a dare un miglioramento.

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Il suo commento era stato “sono al chiuso e qui i pollini non ci sono”. Davanti al mio negozio c’era un muro su cui la parietaria cresceva in quantità esagerata, tra l’altro per me era una lotta continua estirparla per mantenere in ordine la piazzola. Figuriamoci se i pollini non potevano essere anche dentro il locale! La porta era continuamente aperta, i clienti entravano e uscivano ed i pollini certamente erano anche all’interno. Finito il lavoro di pedicure, anche il raffreddore allergico pareva scomparso o almeno i sintomi più fastidiosi.

La cliente, come ho già detto, non ha creduto che il lavoro di consapevolezza avesse dato un miglioramento sintomatico così evidente, ma il giorno dopo, dovendo tornare per un altro trattamento, ammise che effettivamente tutti i sintomi erano scomparsi .

Non era importante per me che la persona credesse al tipo di trattamento di decodifica, ma la cosa che mi ha gratificato è stato il risultato ottenuto, che io so essere grazie al tipo di lavoro psico-biologico e di consapevolezza . Il suo cervello inconscio ha capito quel che doveva capire e lei è stata subito meglio.

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ALLERGIA ALLE ARANCE Reazione asmatica

Marina non poteva toccare le arance e neppure prodotti che ne contenessero l'essenza. Essendo estetista doveva fare molta attenzione in quanto nei prodotti cosmetici, soprattutto quelli naturali, è spesso presente l'estratto di arancio.

Subito dopo aver partecipato al corso per lavorare sulle allergie e intolleranze non perdevo occasione per poter sperimentare e mi offro di ricercare con lei l'“evento inaspettato di separazione” da qualcuno, inconsciamente legato alle arance.

Un “evento traumatico di separazione” è avvenuto quando lei aveva sette anni circa. La mamma era partita per andare a lavorare in Svizzera e lei era stata lasciata con la nonna materna. Un giorno mentre passeggiava sul lungomare con la mano in quella della nonna, una macchina investe la nonna, che muore sul colpo. La nonna ogni mattina le faceva bere una spremuta di arancia ed anche quella mattina l'aveva appena bevuta.

L'avvenimento inaspettato di separazione era stato l'incidente mortale , lei teneva la mano della nonna ed aveva appena bevuto la spremuta d'arancia, forse aveva ancora il gusto in bocca.

Da quel momento ogni volta che toccava con la mano o sentiva il profumo di

un'arancia … sia frutto che sottoforma di estratto o di essenza

il cervello inconscio

tornava nel “binario conflittuale“ che riportava all'incidente mortale della nonna. La reazione era di soffocamento, sensazione di mancanza d'aria, simile alla morte.

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ALLERGIA CUTANEA NELLA ZONA OMBELICALE

Altro caso molto interessante e particolare trattato sempre su Facebook è il seguente. Improvvisamente la signora che chiameremo Giovanna, scopre una zona arrossata e spellata intorno all’ombelico. Con un post su FB chiede la motivazione di quella reazione secondo la Nuova Medicina.

Secondo le scoperte del dottor Hamer la pelle è legata a “conflitti di separazione di contatto fisico” ed è importante risalire al legame tra la zona della pelle colpita e la persona con la quale si è patito il “conflitto biologico di separazione”.

In un primo momento l’ombelico ha fatto pensare al contatto con un partner, ma nulla pareva essere successo di quel genere. La zona dell’ombelico è in relazione all’intestino è si è pensato ad un possibile avvenimento inaspettato patito come ingiustizia. Giovanna ripensa a cosa puo’ essere successo quel giorno ed al legame tra la separazione e quel punto di contatto sulla pelle intorno all’ombelico. Essendo trascorso poco tempo dall’evento scatenante, Giovanna è riuscita a ricordare. Quel giorno era seduta su una panchina mentre lavorava al pc tenuto sulle ginocchia, il quale premeva però anche sulla pancia in corrispondenza esatta dell’ombelico.

Riceve inaspettatamente una e-mail dalla sorella, la quale la insulta incolpandola di cose in realtà non vere. Mentre Giovanna leggeva quelle parole ingiuste ed inaspettate, una parte del PC premeva sulla zona ombelicale e le parole della sorella erano proprio uno strappo emozionale nei suoi confronti .

Incredibile ma vero!

Giovanna, diventata consapevole della memoria inconscia di quell’evento, si è liberata del problema.

Cosa confermata dalla stessa, mediante un post sul Gruppo di studio della Nuova Medicina su Facebook.

Cose apparentemente banali ma fastidiose possono essere risolte semplicemente con un percorso di consapevolezza, che non contrasta mai un’eventuale terapia medica.

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ALLERGIA

AL

LATTICE

con reazione cutanea

Una mia giovane dipendente all'improvviso diventa allergica al lattice dei guanti da lavoro. Ci tenevo molto che si utilizzassero tutti gli accorgimenti necessari per garantire la prevenzione e tutela, sia nei confronti delle dipendenti che delle clienti. Per effettuare i trattamenti di pedicure era necessario lavorare con i guanti di protezione per evitare di contrarre micosi o verruche dai piedi dei clienti.

Da un certo giorno in poi, indossando i guanti di lattice, intorno alla bocca diventava

inspiegabilmente tutta rossa e gonfia e le si ulcerava la pelle. Non era mai capitato prima ed erano diversi anni che lavorava per me ed usava lo stesso tipo e marca di guanti.

Come intuizione mi viene in mente che i profilattici sono di lattice.

Sapevo che aveva iniziato ad uscire con un ragazzo muratore in trasferta nella nostra città e che poi si era rivelato essere un bugiardo: aveva una ragazza nella sua città d'origine ed anche un figlio.

Fu veramente un evento inaspettato, lei era molto presa ed aveva molte aspettative

verso questa persona.

Mi confessa che con lui aveva avuto il suo primo rapporto sessuale protetto con il

profilattico, ovviamente di lattice.

Per questo motivo da quel momento aveva sviluppato allergia al lattice.

L'“evento inaspettato di separazione” con questo ragazzo aveva come legame inconscio il lattice del profilattico.

La cosa curiosa era che non manifestava l'allergia alle mani dove indossava i guanti

ma intorno alla bocca dove c'era il contatto durante il bacio.

Diventata consapevole di questo meccanismo e del legame inconscio, riprende ad indossare i guanti di lattice per lavorare senza più nessun problema.

Naturalmente quando l'allergia si è appena manifestata si riesce meglio a risalire rispetto a problematiche iniziate molti anni addietro. Non è impossibile risalire, è più faticoso e lungo il lavoro ma con l'aiuto del test kinesiologico si riesce a risalire utilizzando lo schema di domande che descriverò nelle pagine seguenti.

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ALLERGIA AL SAPONE INTIMO

ALL’HAMAMELIS

Teresa utilizza un noto sapone intimo che usava già da tempo, ed improvvisamente al contatto con il liquido compare una reazione esagerata di prurito e rossore ai genitali esterni. Lo stesso detergente esiste con due profumazioni diverse, alla rosa o all’hamamelis, ma la reazione allergica non avviene con quello al profumo di rosa. Da quel momento ogni prodotto contenente Hamamelis le creava una reazione allergica. Un tonico all’hamamelis usato per il viso crea un rossore e gonfiore inspiegabile a tutto il viso.

Cosa può aver creato il “binario conflittuale” per la reazione allergica ?

Teresa all’epoca del suo primo rapporto di coppia usava un detergente intimo all’essenza di Hamamelis. La storia con quell’uomo è finita bruscamente e Teresa ha sofferto molto per la separazione. Dal momento della separazione inaspettata, ogni volta che entrava nuovamente in contatto con l’hamamelis, sia sotto forma di collirio che di tonico o sapone intimo, la reazione era di rossore e bruciore. Il cervello inconscio tornava nella situazione di sofferenza per la separazione che in quel caso, essendo di contatto fisico, interessava pelle e mucose genitali.

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ALLERGIA AI GENITALI

MASCHILI

Questo è un caso veramente curioso e vorrei raccontarlo.

Quando esercitavo come estetista, organizzavo corsi di aggiornamento per colleghe e dipendenti con i fondi della Comunità Europea.

La

dermatologa docente del progetto in una lezione tratta l’argomento allergie.

Ci

spiega che la pelle è un organo molto complesso da capire e curare, e che alcune

volte le reazioni allergiche sono incomprensibili.

In particolare espone il caso di un uomo che si presenta in studio con una allergia

cutanea al pene. Provano i test con i più comuni allergeni e non riescono a trovare nulla. Procedono nella ricerca e scoprono che è allergico ad un rossetto di una particolare marca, con particolari ingredienti . La cosa strana era che la moglie non usava il rossetto e non sono mai riusciti a comprendere la situazione.

A quei tempi non conoscevo ancora la Nuova Medicina, quindi non capii allora

quello che posso invece comprendere oggi di quel caso, rivedendolo alla luce delle cinque leggi biologiche. La pelle indica “separazione di contatto”, il rossetto sappiamo tutti dove si mette, mentre la moglie non lo utilizzava.

Alla luce della Nuova Medicina potremmo ipotizzare che il “conflitto biologico di separazione” fosse stato nei confronti di una amante che, al contrario della moglie, usava il rossetto …

La zona dove era localizzata la reazione cutanea erano i genitali, e lascio a voi dedurre perché la zona dei genitali avesse manifestato allergia da contatto al rossetto.

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ALLERGIA AGLI ORECCHINI CONTENENTI NICKEL

Il caso che mi accingo a condividere con voi è stato trattato e risolto sul Gruppo di studio della Nuova Medicina del quale sono coordinatrice su FB.

Una ragazza della quale non ricordo il nome propone il suo caso, relativo ad una allergia agli orecchini di metallo ma anche a quelli d’oro .

Il nickel è presente in piccole quantità anche nei gioielli fatti d’oro per questo motivo

a causa dell’aumentare delle persone che risultano allergiche esistono in commercio

gioielli privi totalmente di nickel.

La ragazza che chiameremo Anna, racconta che quando mette gli orecchini le si arrossano e gonfiano il lobi che presentano anche ulcere.

La prima domanda da farsi per capire e risalire all’evento di separazione che ha dato origine al problema è :

Da quanto tempo è iniziato il problema ? Esattamente Anna non ricorda, essendo lontane e non potendo testare cerco di indagare in altro modo e domando:

C’è stata nella tua vita una separazione inaspettata da qualcuno che ti ha fatto soffrire molto ? Anna ora ricorda che un ragazzo che ha amato molto l’ha lasciata inaspettatamente e lei ha sofferto per questo. Quel giovane le aveva regalato un paio di orecchini di bigiotteria poco prima che si lasciassero e la ragazza ricorda che i primi fastidi nei confronti dei quegli orecchini li aveva accusati quando, per cercare di dimenticarlo, era andata a fare un’esperienza lavorativa in Francia subito dopo la loro separazione. Per questo allontanamento Anna aveva sofferto tanto e, risalendo con la memoria, è riuscita a ricordare un evento che aveva ormai rimosso dalla memoria conscia ma non da quella inconscia, acquisendo la consapevolezza dell’evento, della persona legata ad esso e nello specifico dell’attinenza al metallo degli orecchini. Le ho spiegato , sempre attraverso post condivisi su Facebook, che il suo cervello inconscio ogni volta che indossava nuovamente quegli orecchini tornava nella sofferenza inconscia associata al ragazzo che glieli aveva regalati.

Dopo pochi giorni Anna pubblica un nuovo post condividendo la sua gioia per aver indossato quegli orecchini e non aver più avuto reazioni allergiche.

Capisco che può sembrare incredibile, non credete solo alle mie parole ma verificate sempre ogni situazione!

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UN CASO CHE NON POSSO NON RACCONTARE :

ALLERGIA AL NICKEL

Rosetta è una signora di circa sessantadue anni che, dopo numerose visite da specialisti e test vari, scopre che il rossore agli occhi con lacrimazione che le capitava frequentemente era dovuta ad una allergia al nickel. Tutta la bigiotteria ne contiene almeno una piccola parte, compresi bottoni dei jeans e fibbie delle cinture e persino i gioielli d'oro ne contengono una minima percentuale.

Nulla di tutto ciò le era permesso toccare con le mani, tantomeno indossare, ma la cosa strana era che non accadeva nulla alle mani o al punto di contatto di bracciali o collane : la reazione avveniva esclusivamente agli occhi . Anche in alcuni alimenti come pomodori e cipolle è contenuto il nickel, alimenti che dovevano essere totalmente esclusi dalla sua alimentazione.

Anche se questo caso di allergia non riguarda direttamente la pelle ma gli occhi, ho piacere di raccontarvelo in quanto si tratta di un caso veramente particolare.

Come già specificato sopra, la mia attività era quella di estetista e la signora Rosetta si era recata da me per un trattamento di pedicure. Durante la seduta abitualmente si chiacchiera ed io, assetata di ricerca e verifica, conduco la conversazione in modo da poter capire a cosa fosse dovuta questa allergia al nickel.

Come prima cosa era necessario identificare l'evento di “separazione visiva” , in quanto il disturbo riguardava gli occhi, e per questo motivo era necessario sapere quando era iniziato il problema con il nickel per risalire indietro nel tempo.

Rosetta ricorda benissimo che aveva diciotto anni quando è iniziato. Cosa è successo quando avevi diciotto anni ? Chi non hai più potuto vedere da un giorno all'altro e che ti ha fatto molto soffrire non vedere mai più? Mentre le esce una lacrima dagli occhi mi dice che la sua migliore amica è stata investita e lei non l'ha più neppure potuta vedere da morta . Nessuno ha potuto vederla più, era in condizioni tali che non è stata esposta neppure per un ultimo saluto. La lacrima è il segnale che si è toccata la corda giusta e che il trauma in questione era proprio quello.

Ora era necessario identificare il legame tra il nickel e la sua amica morta così precocemente e soprattutto improvvisamente.

Non è cosa facile e bisogna andare un po' a tentativi e per esclusione.

Gioielli o bigiotteria non ricordavano nulla e nessun legame tra loro. I pomodori contengono nickel ma non le ricordavano nulla di particolare.

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Le cipolle invece fanno riemergere un ricordo che sembrava rimosso. Abitavano in campagna e tutti i pomeriggi li trascorrevano insieme. All'ora tipica della merenda andavano a raccogliere i cipollotti nell'orto e li mangiavano in pinzimonio, intinti nell'olio. Anche quel pomeriggio avevano fatto merenda con i cipollotti, che ad entrambe piacevano molto. Verso sera l'amica si congeda per tornare a casa. Durante il tragitto verso casa questa viene investita da una automobile e muore. Le lacrime scendono dagli occhi di Rosetta, ma è normale quando si smuove un ricordo traumatico.

Ora tutti quei ricordi e legami inconsci erano diventati consci e secondo le scoperte del dottor Hamer il “binario conflittuale” si era sciolto.

Riepilogando abbiamo ricercato il periodo di inizio, l' “evento di separazione”, la persona che in questo caso ha perso di vista inaspettatamente, ed il legame tra nickel e la persona persa. Per ottenere buoni risultati è necessario possedere un po' di intuito e spirito investigativo, come dice Hamer, bisogna essere “bravi investigatori”. Il risultato ripaga sempre molto bene a livello di gratificazione.

Finito il trattamento di pedicure mi congedo con la signora e le raccomando di tenermi informata.

Rosetta era una cliente che non frequentava molto spesso il mio centro estetico ed è trascorso molto tempo prima che la potessi rivedere. Ero molto ansiosa di sapere l'esito del nostro esperimento ma non trovavo il suo numero di telefono per poterla chiamare.

Dopo un anno circa ritorna per il solito trattamento e finalmente posso chiederle come era andata la “decodifica biologica”, così la chiamano gli appartenenti alla scuola francese che studiano la Nuova Medicina.

Con un sorriso smagliante mi dice : “Non ho più nessun disturbo, mangio pomodori, cipolle, metto gli orecchini e i bracciali di bigiotteria! I miei occhi non lacrimano più e non si arrossano. Sei proprio una “streghetta” ! - mi dice simpaticamente. Per fortuna che non siamo ai tempi dell'inquisizione altrimenti mi avrebbero messa al rogo, dico io!

Sganciare il “binario conflittuale” conosciuto comunemente come allergia era diventato come un gioco, divertente e benefico per la persona che si liberava da un fastidio. Da quel momento è rimasto insoluto solo un caso di allergia alla tintura per capelli. Ma tutti gli altri casi che ho studiato finora si sono conclusi con successo, compresi alcuni casi trattati sul Gruppo di studio della Nuova Medicina su Facebook.

Ora che avete appreso qualcosa in più sulle allergie, possiamo iniziare a lavorare insieme.

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Ho preparato per voi una serie di domande utili per risalire all' “evento programmante” che ha dato origine al “binario conflittuale” che conosciamo con il nome di allergia. Non è facile risalirvi in quanto la persona spesso ha rimosso dalla memoria conscia l'evento e non riesce a fare il collegamento tra la persona soggetto dell'avvenimento inaspettato di separazione e l'elemento che provoca la reazione allergica.

La metodica per investigare nel modo proficuo l'ho appresa dalla compianta dottoressa Rosa Moreschi, mentre la causa di tutte le malattie e disturbi l'ho appresa dagli studi e verifiche della Nuova Medicina del dottor Hamer.

Grazie alla mia attività ho avuto l'occasione di verificare ogni giorno la veridicità delle scoperte del dottor Hamer. Le persone hanno bisogno di parlare e di essere ascoltate e questo ha agevolato moltissimo la mia ricerca.

Dietro ad ogni malattia ho verificato che effettivamente c'era stato almeno un “evento inaspettato” che aveva colta impreparata la persona, la quale ha portato a lungo dentro di sé una sofferenza relativa ad una situazione esistenziale che sembrava esser senza via d'uscita.

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ALLERGIA INSPIEGABILE AGLI OCCHI Questo caso è veramente particolare in quanto l’allergia, come è stata definita dallo specialista, compariva ogni giorno alle ore 13, 30 e scompariva alle 14,30 per ritornare il giorno successivo alla stessa ora. Ogni giorno alle 13 e 30 ad una signora che chiameremo Lucia venivano gli occhi rossi, per poi lacrimare e ritornare alla normalità alle 14 e 30. Lo specialista non era riuscito ad identificare a cosa fosse allergica, in quanto non si truccava e pur lavandosi il viso con sola acqua il problema puntualmente si ripresentava. La cosa inspiegabile era l’orario sempre preciso. In quel periodo lavoravo alcuni giorni da una mia collega dopo aver cessato la mia attività a tempo pieno nel mio centro. Svolgevo trattamenti di pedicure per i casi più difficili e proprio mentre effettuavo questo tipo di trattamento la signora, consigliata dalla mia collega che conosce i miei studi, mi chiede un parere. Non è facile comprendere il motivo dell'allergia puntuale in quella fascia d’orario. Da brava investigatrice inizio l'indagine, come consiglia il dottor Hamer.

Gli occhi sono legati a “conflitti di separazione visiva” e la partenza era proprio in quella direzione. “C’è qualcuno che lei non vede più, e ciò la fa tanto soffrire. Di chi si tratta? “ domando alla signora. Con le lacrime agli occhi mi risponde “ mio figlio”. Le lacrime agli occhi sono sintomo che si è toccata la corda giusta ed il conflitto relativo a quel problema. Questa la storia :

La signora mette la firma a garanzia per un prestito del figlio, il quale ha acceso un mutuo per l’acquisto della casa. Gli accordi erano che lui e la sua nuova compagna si sarebbero fatti carico di onorare le rate. Purtroppo non era andata proprio così, e le rate piuttosto onerose erano rimaste a carico dei genitori, che vivevano di una piccola pensione. Questi avevano persino dovuto mettere in vendita la loro casa per fare fronte ai pagamenti. Inoltre il figlio non si era più fatto vedere.

Questa sofferenza, il non vederlo più, ha dato origine al disturbo definito allergia dallo specialista, ma mancava ancora la risposta al fatto che la reazione si ripresentava puntuale alla stessa ora tutti i giorni. Prima che ci fosse la rottura con il figlio per la questione del mutuo, egli quando usciva dal lavoro andava a pranzare dalla mamma, arrivava a casa a mangiare alle 13 e 30 e se ne andava alle 14 e 30. Incredibile come le cellule abbiano una memoria ! Spiego alla signora il meccanismo inconscio e la rassicuro dicendole che la consapevolezza del “binario conflittuale” l’avrebbe liberata dal disturbo. Infatti, in occasione dell’appuntamento successivo, mi ha confermato che non era più successo nulla.

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INTOLLERANZE

ALIMENTARI

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Quale è la differenza tra le allergie e le intolleranze ? Secondo la Nuova Medicina in realtà sono entrambi “conflitti biologici di separazione” con manifestazioni differenti. L’allergia si capisce più facilmente in quanto al solo tocco dell’elemento la reazione allergica è immediata. Per quanto riguarda le intolleranze la reazione non è immediata al contatto, pertanto è più difficile capire che si è intolleranti ed a cosa. Per questo è necessario fare appositi test eseguiti da naturopati o medici omeopati oltre agli esami specifici del sangue specialmente per la celiachia. Per quanto riguarda i problemi di intolleranze, non esiste neppure una terapia medica.

La soluzione secondo la medicina ufficiale consiste nell’eliminare l’alimento che crea

reazione.

Questo condiziona molto la vita della persona, e ne comporta privazioni. Spesso l’alimento in questione è molto gradito a livello del gusto e privarsene sempre potrebbe rappresentare un sacrificio.

Un’afta all’interno del cavo orale nella zona di destra, secondo le cinque leggi biologiche del dottor Hamer, è causata dalla separazione da un boccone desiderato.

La mia amica Vania, soffriva spesso di afte nel lato destro all’interno della bocca.

Parlando siamo risalite al “binario conflittuale” o meglio alle situazioni simili che creano la ripetizione del “programma biologico”.

Dopo la morte del padre ha sviluppato una dermatite atopica.

Secondo l’omeopata che la segue, il suo problema di dermatite è causato da intolleranze al glutine e le ha tolto tutti gli alimenti che ne contengono.

Ogni cena da amici, è occasione di privazione. Un bella fetta di torta fatta in casa, invitante e profumata resta sempre nel piatto, non ne mangia, ma la tentazione sarebbe di mangiarsene una bella fetta. Secondo la Nuova Medicina in quella fase si forma una piccola ulcera in quanto il “conflitto biologico” è di privazione, quindi separazione di contatto, separata da un boccone desiderato.

Poi quando la situazione pratica cambia e la presenza della torta non è più una tentazione, si arriva alla soluzione biologica e quindi l’ulcera diventa afta quale meccanismo di riparazione. Ma anche un bel piatto di pasta , se non si è potuta mangiare, diventa un nuovo “conflitto di separazione” relativa al boccone. Un invito a cena da amici diventa complicato, sia per l’ospite che per la cuoca. Per evitare situazioni imbarazzanti spesso si rinuncia ad accettare inviti a cena e si rinuncia anche a serate gradevoli con amici. Per chi è intollerante al formaggio, andare al ristorante o in albergo per una vacanza

In diversi casi non si tratta di un alimento solo, ma di diversi.

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oppure festeggiare ad un cenone di fine anno, possono diventare una vera privazione continua. Il formaggio sia nella cucina francese che in quella italiana è praticamente presente in quasi tutte le ricette. Ultimamente lo si usa anche in piatti di pesce . Niente ravioli sia di carne che di pesce, lasagne al forno, frittate , ripieni, la cosa è veramente limitante e condiziona non poco la vita. Per non parlare dell’intolleranza alle uova. Per una mamma con un figlio intollerante alle uova o latte, non esiste merendina in commercio nei supermercati che non contenga almeno uno dei due alimenti. I prodotti in commercio per celiaci sono molto costosi e non sempre facili da reperire se non si vive in zone ben servite da catene di distribuzione specializzate in alimenti specifici. Altro incubo della mamma è che il bimbo a scuola possa cedere alla tentazione e accettare da un amichetto anche qualche semplice boccone di merenda proibita. Spesso le preoccupazioni della mamme al riguardo sono eccessive, ma comunque fonte di preoccupazioni e di privazioni specialmente quando si tratta di un bambino.

Pensare di vivere tutta la vita privandosi di cose che piacciono non è per nulla consolante. In realtà dietro questi casi di intolleranze che sono aumentati numericamente in modo sproporzionato, c’è un grande interesse economico, se le persone pensano di essere intolleranti a vita consumeranno sempre più preparati speciali e carissimi. Persino il servizio sanitario potrebbe risparmiare moltissimo guarendo i pazienti celiaci, i quali se riconosciuti veramente tali, hanno un buono acquisto ogni mese di qualche decina di euro per comperare prodotti specifici. Lo stato risparmierebbe ed il cosiddetto malato di celiachia potrebbe finalmente ritornare a gustarsi una bella fetta di torta casalinga. Una bella pizza, una bella pasta fatta in casa. Diciamo la verità, a livello gustativo le farine sostitutive hanno un sapore ben diverso da quelle tradizionali. Io le ho provate e posso affermarlo per esperienza diretta.

Vania si attiene rigorosamente alle istruzioni ed ai divieti del suo medico omeopata ma privarsi di tutto a volte risulta veramente pesante.

La dermatite atopica si manifestava sulla parte posteriore delle cosce, zona che è in contatto fisico quando si è seduti in braccio a qualcuno . Nel suo caso particolare si trattava del papà. Nel periodo in cui abbiamo lavorato sull’origine della dermatite che si era ripresentata, Vania era in conflitto con un partner che l’aveva lasciata, quello stesso partner che le era stato vicino nel periodo della malattia e poi morte di suo padre stroncato da una leucemia. Suo padre e sua madre si erano separati quando lei aveva dieci anni e si erano

trasferite con il nuovo compagno della mamma in una città abbastanza lontana da

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dove abitavano originariamente, quindi gli incontri con il padre non erano molto frequenti. Vania ricorda che quando trascorreva la giornata con il papà andavano a mangiare una pizza margherita.

Non è un caso che lei risultasse intollerante al glutine, al lievito, al pomodoro ed ai latticini, tutti ingredienti della pizza margherita.

La manifestazione dermatologica era distribuita sulla zona posteriore delle gambe

esattamente dove c’era il contatto fisico con il padre quando la teneva in braccio da bambina.

L’ “evento programmante” è stato verso il padre con il quale ha patito la separazione.

Ogni volta che riviveva una situazione simile verso un partner, l’evento scatenante

ripresentava la situazione dermatite atopica. Oltre a questo, il partner in questione era legato in qualche modo con il padre in quanto la accompagnava spesso in ospedale dove era ricoverato prima di morire e poi andavano a mangiare una pizza nella stessa pizzeria dove andava con il padre a mangiare da piccola , dopo la separazione dei suoi genitori.

L’associazione del cervello inconscio era separazione e ingredienti della pizza, quello che il dottor Hamer definisce “binario conflittuale”.

Una volta risalite a questo legame inconscio pian piano Vania ha ripreso a mangiare

di tutto senza reazioni particolari.

Ad un successivo test di controllo è risultata negativa a tutti gli alimenti ai quali era

risultata intollerante.

A questo proposito consiglio di rifare il test di controllo dopo ogni lavoro di

decodifica, specialmente se si tratta di bambini .

Per una mamma la conferma mediante lo stesso tipo di test per le intolleranze è una sicurezza alla quale non possono comprensibilmente fare a meno. Trovo giusto si verifichi a fondo soprattutto quando si tratta di bambini.

Di seguito potrete leggere alcuni casi di intolleranza alimentare studiati durante la

mia attività . Casi risolti grazie alla consapevolezza che la persona riesce ad acquisire attraverso un lavoro di ricerca interiore e risalita all’ “evento programmante”. Nessun atto medico da parte mia.

La parola può fare ammalare e può fare guarire.

Già nell’antico Egitto si dava un grande importanza al potere della parola.

In questi ultimi anni ho cercato di imparare ad usarla in modo costruttivo e

terapeutico .

Si parla molto e si chiacchiera tanto, la parola mirata rassicura molto, mentre la

sofferenza non espressa fa ammalare.

Il dottor Hamer sostiene che già l’ascolto del paziente sia già gran parte del percorso

terapeutico.

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Non parlo di pazienti in quanto non sono medico, ma i pazienti sono anche persone ed io con loro parlo, e cerco di farlo con le parole giuste per dare conforto e sollievo.

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ALICE : INTOLLERANZA AL LATTE (disturbi intestinali )

Questa è la mia personale esperienza sull’intolleranza al latte. In occasione del seminario sulle intolleranze e allergie tenuto dalla dottoressa Rosa Moreschi mi offro come "cavia" per sperimentare il metodo di decodifica della mia intolleranza appunto al latte. Il gusto del latte mi è sempre piaciuto, ma per me berlo era esattamente come fare un enteroclisma. Una dissenteria immediata , con gonfiori addominali e dolore, ancor prima che potesse arrivare nello stomaco avevo già una reazione esagerata.

Di solito si tratta di un “evento scatenante” ovvero c’è stato un primo “evento

programmante” di separazione ed un secondo “evento scatenante”.

Spesso l’intolleranza la latte avviene nei confronti della madre al momento dello svezzamento. Infatti mia madre aveva poco latte e quel poco non abbastanza nutriente. Con le conoscenze della Nuova Medicina ho la conferma di quanto ho sempre pensato. Biologicamente la gravidanza non era stata accettata ed il latte non si produceva.

Mia nonna un giorno decide di darmi latte artificiale e da un momento all’altro la separazione dal seno è stata inaspettata.

Quello potremmo definirlo “evento programmante” in quanto per molto tempo

continuai a berlo senza problemi fisici. Da adulta facevo sport agonistico e precisamente pattinaggio artistico a rotelle.

Mi

piaceva molto bere latte durante i pasti, ne bevevo a volte anche un litro!

Mi

dava forza e mi piaceva molto il gusto.

Un

giorno mia mamma, non ricordo per quali problemi fisici di preciso, mi ha portato

dal

medico di famiglia, il quale dovendo dare la colpa a qualcosa di esterno, come è

abitudine fare per la medicina ufficiale, ha dato la colpa al latte.

Inaspettatamente mia madre mi toglie il latte a tavola e per la seconda volta mi priva

del latte. “Evento scatenante”.

A me è mancato molto e mi è pesato tanto non poterlo bere. Un tempo quello che diceva il medico era come Vangelo e si eseguivano gli ordini. La cosa assurda è che ha detto a mia madre di sostituire il latte con l’Idrolitina.

Forse alcuni di voi ricordano cosa sia l’Idrolitina.

Due bustine di polvere bianca da versare in una bottiglia, praticamente anidride carbonica, per renderla effervescente …. non posso credere ora che il consiglio di un medico saggio e competente potesse essere proprio quello! Avrei potuto capire avesse consigliato di bere acqua naturale, ma non gassata e

artificiale!

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Per molti anni non ho più bevuto latte, tranne che in alcuni frullati o gelati.

Essendo stato un “risentito emozionale” di ingiustizia, il disturbo si manifestava a livello intestinale con dissenteria e mal di pancia.

Avevo trovato molto ingiusto che mi si togliesse il latte senza possibilità di contestazione. La cosa mi sembrava troppo semplice per aver sciolto la reazione, ma appena tornata a casa provai a berlo , freddo e crudo. Con stupore nessuna reazione è più avvenuta.

Questa verifica personale ha alimentato notevolmente l’entusiasmo ed ho iniziato subito a studiare e verificare se quanto da me imparato al seminario era realizzabile in modo così semplice e meraviglioso.

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INTOLLERANZA A MOZZARELLA E POMODORI

Paola viene nel mio centro estetico per una depilazione e, mentre la mia dipendente esegue il lavoro, casualmente intavoliamo l'argomento intolleranze alimentari.

Fresca di seminario in materia, approfitto dell'occasione per verificare un nuovo caso.

La cliente mi dice che quando mangia pomodori e latticini le gonfia esageratamente

la

pancia.

Il

disturbo mi indica che il “risentito” è uno stato di rabbia e ingiustizia, un evento

che la ragazza non riesce proprio ad assimilare.

Inizio ad investigare con il test kinesiologico, per verificare se l'intolleranza è verso tutti i latticini ed il risultato è negativo. Testo uno alla volta i vari latticini e risulta intollerante solo alla mozzarella. A questo punto gli elementi che abbiamo sono un evento inaspettato dove il “risentito” di Paola è stato rabbia e ingiustizia. Quando è iniziato? E' l'altra domanda indispensabile per risalire all'evento collegato. Quattro anni fa . Cosa ti è successo, Paola, di inaspettato quattro anni fa? Una cosa veramente ingiusta che ti ha fatto molto arrabbiare? Risposta : quando ho scoperto che mio padre tradiva mia madre, non lo perdonerò mai. Ora che abbiamo più o meno la data temporale, il disturbo ed il “risentito”, dobbiamo risalire al collegamento tra pomodori e mozzarella.Raccontami quando l'hai scoperto

e cosa facevi. Risposta : eravamo a tavola, suonano alla porta e arriva una lettera anonima , apro e leggo che mio padre ha una amante.

Mi è presa un rabbia tremenda verso di lui, che ingiustamente tradiva mia madre che

si era annientata per lui e soprattutto non ha voluto lasciarlo dopo quello che ha fatto.

Cosa c'era sul tavolo in quel momento emotivamente traumatico ?

Risposta : sicuramente pomodori e mozzarella in quanto lui vive di quello per restare in linea.

Ho tentato di farle fare un lavoro di perdono verso il padre, ma non c'è stata possibilità.

Ho lavorato sul lasciare andare il giudizio per se stessa , per stare meglio e questo è

stato accolto. Ritesto per verificare se avevo centrato il problema e mi dà positivo. Dopo due giorni mi telefona Paola e mi dice che si è mangiata un bel panino con pomodoro e mozzarella e la sua pancia è stata bravissima ! Spesso la persona intollerante ad un certo tipo di cibo, gradisce quel cibo e soffre per non poterne più mangiare.

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Fino ad oggi le intolleranze vengono trattate esclusivamente eliminando quei cibi. E' fiorente ora il commercio di prodotti per intolleranze che hanno anche un certo costo, senza considerare che ci si priva del piacere di assaporarli.

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INTOLLERANZA ALLA FARINA

(disturbi intestinali)

Maria non può mangiare la farina. Ai test di intolleranza non risulta intollerante al glutine, ma solo alla farina. Il disturbo che le provoca ogni prodotto che contiene farina è gonfiore alla pancia e questo ci indica che l'evento inaspettato ha avuto come “risentito” emozionale l'ingiustizia. Maria non ricorda da quando sia iniziato e cosa sia successo, per questo motivo inizio la ricerca con l'aiuto del test kinesiologico che a volte sembra una magia per il riscontro che se ne ottiene.

Testo usando la traccia descritta sopra ed emerge che l'evento è successo quando aveva dieci anni e nel mese di Giugno. Questi elementi aiutano Maria a ricordare un evento preciso che aveva rimosso dalla memoria conscia.

In quinta elementare, mentre mangiava un pezzo di focaccia, si reca a leggere i quadri scolastici ed i voti di fine anno .

Inaspettatamente legge “bocciata”, cosa che ritiene veramente ingiusta ed il suo “risentito” immediato è stato " lascio la mia classe ! Perdo le mie compagne !". Ingiustamente veniva separata dalle sue amiche e compagne di scuola.

Mentre legge la notizia inaspettata, sta mangiando la focaccia e per questo motivo la farina è diventata per lei un “binario conflittuale” o allergia come si definisce comunemente.

Da quel momento in poi ogni volta che rientrava in contatto con la farina il cervello andava in “allarme rosso” e stava male di pancia. Farina uguale a ingiustizia e avvenimento mal assimilabile.

Con grande stupore diventa consapevole, in quanto non ricordava assolutamente quell'episodio se non indotta a farlo. Sembrava impossibile che un evento neppure ricordato avesse potuto fare una simile reazione!

Ma il cervello inconscio non aveva assolutamente dimenticato, anzi, aveva archiviato ed associato farina e ingiustizia con reazione di mal di pancia. Dopo alcuni giorni Maria mi telefona e mi comunica di aver ripreso a gustarsi pane, focaccia, pasta e pizza, senza nessuna reazione sgradevole.

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INTOLLERANZA AI FORMAGGI : IL CASO DI DONATELLA

Donatella era una bimbetta quando suo padre, senza dirle troppo, la porta fuori di casa e la lascia da una zia, sua sorella. Improvvisamente ed inaspettatamente viene allontanata da casa e dalla mamma. La mamma era molto malata di cuore e muore in ospedale quando Donatella ha l’età di dieci anni. La zia commerciava formaggi ed a casa se ne mangiavano di tutti i tipi. Anzi, praticamente il pranzo e la cena erano quasi esclusivamente a base di formaggi. Un po' per il poco tempo della zia, un po' per la disponibilità di quell’alimento, la casa era anche impregnata del tipico odore, spesso mescolato tra i vari tipi in modo nauseabondo. In quel periodo in cui il formaggio era costantemente presente, Donatella era molto arrabbiata, nessuno l'aveva avvertita che sarebbe andata a stare dalla zia . Uscita di casa e lasciata come un pacco dalla zia senza una parola, senza una spiegazione, senza una notizia della mamma fino alla morte della stessa.

La rabbia di quella situazione ingiusta, associata al formaggio ha dato origine ad una intolleranza o “binario conflittuale”. Ogni volta che mangiava un latticino l'addome gonfiava e doleva. Nonostante questo, i formaggi le piacevano, ma i disturbi collaterali le rovinavano la digestione.

Una volta risalite al “binario inconscio” il disturbo è magicamente sparito.

Questo lavoro di ricerca è stato fatto con successo anche col gruppo NMG su Facebook e potrete leggere una testimonianza di un lavoro di decodifica svoltosi mediante semplici post. Una volta compreso il legame inconscio, la persona si libera dal problema e ciò è possibile anche a distanza.

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INTOLLERANZA AI FORMAGGI (disturbi intestinali )

Carlo improvvisamente non può più mangiare latte e derivati. Da un giorno all’altro, ciò che non ha mai avuto diventa un disturbo fastidioso, con gonfiori e dissenteria. Per 42 anni non aveva mai riscontrato problemi di questo tipo e casualmente ne parliamo con la moglie, mia amica da molto tempo. Il latte è spesso legato a “separazione con la figura materna”. Infatti la madre di Carlo era morta improvvisamente, poco prima dell’inizio dei sintomi. Questa la storia :

Il padre aveva insistito per andare al mare mentre la madre non aveva proprio voglia

di andarci.

Il terzo giorno di vacanza, la madre viene probabilmente colpita da un malore mentre esce dall’acqua e, senza raggiungere la riva, cade in acqua con il viso rivolto verso il basso. Viene subito soccorsa e sottoposta a manovre di rianimazione, ma purtroppo inutili in quanto muore in modo poco chiaro.

Il “risentito” di Carlo è stato di profonda ingiustizia, in quanto la madre non voleva

andare al mare ed il padre l’ha costretta ad andarci. Se non fosse stata al mare forse non sarebbe morta, pensava Carlo.

In realtà non si era ancora capito se la causa della morte fosse stato un malore, magari

per il gran caldo, o fosse annegata in quanto caduta con la bocca in acqua. Una morte in quelle condizioni è stata veramente un avvenimento inaspettato ma soprattutto ingiusto. Ai quei tempi Carlo lavorava come cuoco, era nel pieno della stagione estiva e non gli era stato possibile assentarsi dal lavoro per vedere un’ultima volta la madre, morta lontano da casa. Anche questa era un’ingiustizia del destino, secondo il suo “risentito emozionale”, per questo motivo il problema si era manifestato a livello intestinale. Se si fosse trattato solo di non poterla più vedere, avrebbe manifestato problemi agli occhi.

Noi sappiamo che il tipo di “risentito emozionale” determina la localizzazione nel corpo, come dimostra il dottor Hamer. Per parecchio tempo non riusciva a parlare dell’accaduto tenendo queste sensazioni dentro di sé e con grande preoccupazione della moglie. Carlo ora lavora per una nota ditta che consegna alimenti congelati a domicilio e, in occasione di una consegna di questa merce, colgo l’occasione per chiedergli se il suo problema con i latticini era superato oppure doveva evitare di mangiarne assolutamente come consigliato dal medico .

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Gli spiego il meccanismo inconscio relativo al “binario allergie” e lui riconosce che il problema era iniziato proprio poco dopo la perdita inaspettata della madre. A Carlo il formaggio piace molto ed è una privazione notevole doverlo eliminare totalmente dalla sua tavola. Gli chiarisco inoltre che il problema sarebbe sparito una volta diventato conscio del legame tra derivati del latte e perdita inaspettata della madre. Come tutti, pensava che la soluzione sembrava troppo facile e incredibile, ma avendo molta fiducia nelle mie capacità e conoscenze frutto di studi specifici, gradatamente riprende a cibarsi di latticini, verificando che non avveniva più nessuna reazione sgradita. Proprio prima di scrivere questa testimonianza ho telefonato alla moglie per avere ulteriore conferma. Ne consuma in quantità moderata per precauzione, ma in precedenza anche un solo boccone era sufficiente per la reazione sgradevole del suo intestino.

Ed ora il metodo, così come vi ho accennato.

Prendete carta e penna ed un foglio dove scriverete le seguenti domande:

N1 ) Per prima cosa dobbiamo sapere a cosa si è allergici ( aglio , cipolla, ecc.)

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N2 ) quale reazione cutanea provoca questo contatto (rossore, bolle, altro )

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N3 ) da quanto tempo è iniziata questa manifestazione allergica (da quando avevo 5 anni, 1 anni, ecc.)

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N4 ) quale avvenimento inaspettato di separazione da qualcuno o da qualcosa (compreso un animale domestico) hai subito quando avevi 5 anni (o 10 anni, ecc.) (è morta una mia amica o è morto il cane sotto una macchina, altro)

N5 ) che legame c'era tra la persona persa e l'elemento che crea allergia (per esempio

il padre va via di casa per sempre sopra )

adorava il kiwi come nel caso narrato più

lui

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La comprensione del legame inconscio è la chiave per liberarsene, ma una delle difficoltà maggiori consiste nel fatto che la persona ha completamente rimosso e spesso non ricorda nulla, specialmente se l'evento in questione è accaduto ancora in tenera età. Cosa possiamo fare in questo caso ?

Il test muscolare o kinesiologico ci aiuta nella ricerca .

Necessita sapere con precisione alcune informazioni e dopo aver chiesto il permesso ad accedere all' inconscio della persona per risalire a quel preciso evento traumatico, iniziamo a fare le seguenti domande testando secondo le modalità che conoscete.

Io sono abituata ad usare il metodo NEI che mi sembra il meno faticoso sia per l'operatore che per il soggetto che stiamo studiando. Testo se l'evento è accaduto nei primi cinque anni di vita.

In caso negativo testo i secondi cinque anni di vita e continuo di cinque anni in cinque anni fino a raggiungere un risultato positivo .

Potete utilizzare una scheda di lavoro simile a questa :

Entro i 5 anni di vita----------------si--no

Entro i 10 anni di vita--------------si--no

Entro i 15 anni di vita--------------si--no e via di seguito.

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Esempio : se il risultato è negativo a 35 anni mentre è positivo a 40, dovrò cercare l'evento in questione tra i 35 ed i 40 anni.

Anni 36--------------------si--no

Anni 37--------------------si--no e via di seguito sino a 40 anni.

Procedo quindi a testare i 36 anni, poi i 37, poi i 38 fino a trovare, per esempio, positivo a 39 anni.

Quindi la domanda da porre è la seguente :

N 1) Cosa è successo di inaspettato quando avevi 39 anni che ti ha separato da

qualche persona cara?

Se ancora la persona non riesce a ricordare, procediamo a testare con la stessa modalità sopra indicata in quale periodo dell’anno sia avvenuto l’evento. Testiamo se è successo nei primi sei mesi dell'anno oppure nei secondi sei mesi dell'anno.

Nei primi sei mesi dell'anno da Gennaio a Giugno---------------si-no Nei secondi sei mesi dell'anno da Luglio a Dicembre------------si-no

Se il positivo è nei primi sei mesi dell'anno testo, gennaio, febbraio , marzo , aprile,

maggio giugno .

Se il test conferma un evento accaduto in questo periodo potremmo ipotizzare che

l’evento sia concomitante al periodo scolastico.

Se il positivo è nei secondi sei mesi dell'anno testo giugno, luglio, agosto, settembre,

ottobre, novembre , dicembre.: in questo caso potremmo ipotizzare un evento accaduto nel periodo delle vacanze scolastiche da Luglio a Settembre mentre da Ottobre a Dicembre potrebbe riguardare il ritorno a scuola.

Per una persona identificare il periodo dell’evento inaspettato è una traccia utile al fine di associare un momento particolare della sua vita e poter ricordare meglio. Esempio un compleanno o un anniversario possono essere una data di riferimento, così come può esserlo la data di una morte.

Gennaio ------------------si--no Febbraio------------------si--no e via di seguito.

Una volta identificato il mese procedo con lo stesso sistema ad individuare se si tratta della prima decina del mese, della seconda decina oppure della terza decina.

Se avrò avuto esito positivo relativamente alla prima decina del mese, procederò

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chiedendo

giorno 1 del mese-----------si--no

giorno 2 del mese-----------si--no

giorno 3 del mese-----------si--no e via di seguito sino al giorno 10.

Se avrò avuto esito positivo per la seconda decina del mese procederò con

giorno 11 del mese-----------si--no

giorno 12 del mese-----------si--no

giorno 13 del mese-----------si--no e via di seguito sino al giorno 20 del mese.

Qualora la risposta fosse affermativa per la terza decina del mese, il mio testo procederà chiedendo

giorno 21 del mese------------si--no

giorno 22 del mese------------si--no

giorno 23 del mese------------si--no

sino ad arrivare al giorno 30 oppure 31 del mese individuato.

Esempio : risulta positiva la seconda decina del mese di maggio.

Procedo testando il giorno 11, poi il 12, poi il 13, 14 ,15, 16, 17,18,19,20 :

uno di questi giorni darà positivo nel test in quanto è risultata positiva la seconda decina del mese. La seconda decina inizia il giorno 11 e finisce il giorno 20.

Nel caso della mia allieva con l'allergia al kiwi siamo arrivate all'evento con questa modalità di ricerca. All'inizio non ricordava quasi nulla, ma con qualche elemento d'aiuto è riuscita a ricordare.

Il test dell'età ha dato 3 anni, il test del mese ha dato maggio, il test del giorno ha dato 12. Testo nuovamente per verificare se si è trovato l’evento collegato e le date.

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Quando aveva tre anni il padre è andato via di casa e lei ricorda bene che era il giorno del suo compleanno, compie gli anni il giorno 12 maggio. Il padre adorava i kiwi e quello è il legame inconscio , con l'aiuto del test Simona riesce a ricordare.

Se operate su una persona, usate pure il tipo di test che conoscete. L'autotest non ha tutta la mia fiducia in quanto ritengo possibile il condizionamento delle risposte in base ai nostri desideri o alle nostre credenze razionali. Per questo consiglio di farvi testare da una terza persona in base alle domande che ho indicato sopra. Questo metodo agevola notevolmente la ricerca, in quanto nella maggior parte dei casi la persona non ricorda nulla, tutto è rimasto latente nella memoria inconscia.

Concludendo : le allergie e le intolleranze si possono annientare riconoscendo l'avvenimento inaspettato di separazione da qualcuno o da qualcosa ed il legame inconscio tra l'elemento o alimento che crea la reazione allergica e la persona dalla quale ci si è separati anche solo emotivamente, come per esempio una litigata, una parola sgradevole e particolarmente traumatica.

Altra cosa molto importante è risalire al legame con la persona e quella particolare zona del corpo, come ho descritto nel caso dell’allergia alla menta.

Il metodo di ricerca può essere usato anche per trovare “conflitti biologici” di qualsiasi programma biologico.

Un caso curioso che vorrei raccontarvi per comprendere come il test può essere d’aiuto è il seguente.

In Spagna, ad un seminario dal dottor Hamer, incontro una signora che aveva subìto un’operazione per un carcinoma al seno destro. La ginecologa che la accompagnava sapeva che il carcinoma (secondo la Nuova Medicina) è già una fase di riparazione, ma non erano riuscite a risalire al conflitto che lo aveva causato a monte.

La sera avevamo tanto tempo e ci si riuniva per condividere le esperienze . La signora in questione era destrimane, il seno coinvolto era il destro. In realtà non era successo nulla con il marito (riferimento alla parte destra), ma era comunque emerso un fatto che vado a descrivere. Questa signora aveva una figlia bellissima che purtroppo era deceduta investita da un pirata della strada. In seguito a questo evento la persona aveva sviluppato un tumore alle ovaie, poi operato. In seguito era entrata in una fase di apatia profonda. Il marito, con l’intento di scuoterla, le aveva detto inaspettatamente di avere un ‘altra donna.

Ecco il “trauma inaspettato” ed il suo “risentito” era stato “ un’altra donna me lo ha strappato dal seno “, per questo motivo il carcinoma era localizzato nel seno destro.

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Il marito aveva bleffato per tentare di farla reagire, ma per lei era stato come vero ed il “programma biologico” è partito. Lo strappo al dotto galattoforo è avvenuto come se realmente fosse successo, perché è il “risentito” della persona che fa partire il programma specifico. Poi il marito ha cercato di chiarire, ma per un po’ la signora era rimasta in dubbio se l’altra donna ci fosse realmente stata oppure no. Successivamente accadde qualcosa che non ricordo bene e la signora ebbe conferma che il marito aveva semplicemente mentito sperando lei reagisse.

A quel punto, secondo le cinque leggi, avvenne la “soluzione” e di conseguenza il carcinoma.

Questa situazione vissuta come vera aveva avviato il “programma biologico” come per un avvenimento reale. Quando alla signora veniva fatta la domanda “ cosa è successo con tuo marito ?”, rispondeva - nulla! - e così era, ma in quel momento la notizia inaspettata ritenuta come vera ha effettivamente dato origine al “conflitto biologico”. Di fatti nulla era successo, ma la DHS c’era stata in ogni caso.

Quanto vi racconto è per suggerirvi di valutare anche i sogni e/o tutti gli eventi non reali ma vissuti come tali dall’interessato.

C’è voluto molto tempo da dedicare all’ascolto, ma ho avuto nuovamente conferma che il test kinesiologico può essere veramente di grande aiuto, anche se il dottor Hamer non lo considera propriamente così.

Inizialmente anche a me sembrava poco credibile, ma utilizzandolo quasi per gioco ho avuto continue conferme ed oggi ritengo sia un metodo veramente valido. Vedendolo usare dalla mia adorata dottoressa Rosa Moreschi non ho potuto non considerarlo tale.

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ALCUNI CONSIGLI PER LA RICERCA

Gli alimenti o sostanze ai quali si è allergici sono diverse . Come comportarsi?

Esempio : sono allergico a parietaria, pelo di gatto, tutti i crostacei e pesci.

Testo subito se sono collegati tutti allo stesso evento traumatico inaspettato.

Se la risposta è affermativa, inizio ad usare l’intuito. La parietaria emette i pollini in Primavera, l’evento è capitato in quel periodo. Il pelo del gatto è legato ad una perdita inaspettata che riguarda un gatto. Magari da bambino un gatto è morto investito, oppure me lo hanno allontanato, regalato o altro. Se il pelo di gatto crea una reazione asmatica l’evento è legato ad una morte. Potrebbe essere che mentre mangio una zuppa di pesce mi viene data la notizia inaspettata della morte del gatto.

Secondo la Nuova Medicina, l’asma è una fase di risoluzione ed in questo caso potremmo spiegarlo così : “Conflitto di separazione” dal gatto che inaspettatamente muore . Il “Conflitto di separazione” da quel momento in poi, ogni volta che la persona si trova in presenza di un gatto, “va in soluzione” e compare l’attacco d’asma.

Una mamma si spaventa e toglie nuovamente il gatto al bambino, il quale vive un nuovo “conflitto di separazione” attivando così un “binario conflittuale”. Capisco che non è facile vedere le cose da questo punto di vista .

Non a caso la Nuova Medicina del dottor Hamer viene definita “capovolgimento diagnostico”.

Vediamo ora come indagare se le allergie si manifestano contemporaneamente nei confronti di più alimenti o sostanze.

Per prima cosa devo sapere se sono iniziate nello stesso periodo.

Nel caso in cui la persona non ricordi nulla, usiamo il test kinesiologico e vediamo quali alimenti o sostanze siano tra loro in relazione ed indaghiamo due o più situazioni diverse.

Esempio : intolleranza alla farina, lievito, uova, zucchero, pomodori, peperoni, melanzane. Supponiamo che farina, uova, lievito, zucchero al test risultino relativi allo stesso conflitto. L’intuito ci indica che sono ingredienti di una torta e la ricerca può essere orientata verso “chi abbiamo perso inaspettatamente che ci faceva la torta”? Una nonna ? Una mamma ? Una zia ? Peperoni, pomodori e melanzane possono essere una pietanza che ci cucinava

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qualcuno che abbiamo perso inaspettatamente oppure che coltivava questi ortaggi, oppure la notizia traumatica è stata ricevuta mentre si cucinavano o mangiavano questi alimenti. In questo caso la ricerca deve avvenire in base ai due gruppi distinti.

Altro esempio : allergia al pelo di cane e cipolle, allergie che risultano iniziate contemporaneamente.

Forse la persona mangiava una zuppa di cipolle o ne tagliava una nel momento in cui apprende la notizia della morte inaspettata del suo cane.

Se è una crisi asmatica possiamo pensare alla morte dell’animale, se è una dermatite , quindi legata ad una “separazione di contatto”, possiamo pensare che abbia dovuto portare un animale dal veterinario per farlo sopprimere.

Un caso di esempio :

Una ragazzina deve portare il suo piccolo cane malato e vecchio dal veterinario per farlo sopprimere.

Lo porta in braccio e successivamente sviluppa una dermatite simile ad una psoriasi su tutta la zona che era a contatto con il cane ,. Anche se la scelta di sopprimere il cane era a fin di bene per il cane malato e sofferente, il senso di colpa era presente. Separazione e senso di colpa. In seguito ogni situazione simile di separazione riattiva il “binario” e la dermatite allergica si rimanifesta. In questo caso, se lo teneva in braccio, saranno interessati gli avambracci compresi i gomiti ed il palmo delle mani.

Guardate specialmente la manifestazione cutanea e “ascoltate cosa ha da dire “ , nel senso che, se per esempio le zone coinvolte interessano le parti intime, possiamo ipotizzare si tratti di separazione da una moglie o un’amante.

Una cosa importante da considerare è come si presenta la cute.

Se troviamo ulcere, il contatto perso ha creato sofferenza. Se la pelle crea bolle o si inspessisce, il contatto è stato fastidioso e sgradito, quindi dobbiamo ricercare un’aggressione inaspettata e traumatica.

Esempio : una giovane bella ragazza viene aggredita all’improvviso alle spalle dopo aver bevuto un bicchiere di latte : il cervello inconscio da quel momento assocerà il latte al trauma.

Nel caso dei bambini l’intolleranza al latte è spesso un “conflitto di separazione” dal contatto con la mamma. Succede talvolta che la mamma non abbia latte o debba riprendere a lavorare ed il bambino viene quindi staccato dal seno e dal contatto con la mamma. Non tutti i bambini patiscono in egual misura il distacco dalla pelle e dall’odore della mamma e le mamme non devono sentirsi in colpa per non poter fare altrimenti.

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La vita ci impone ritmi e doveri un po’ contro natura, ma non sempre si può scegliere liberamente cosa fare.

Forse le future mamme leggendo queste righe faranno più attenzione a cogliere le sfumature emozionali del proprio figlio al momento dello svezzamento. Un bimbo staccato dal seno materno, magari in un momento in cui piange, può patire un “conflitto biologico”, anche se la mamma è la più accorta, scrupolosa e amorevole del mondo. Il distacco dal seno con latte artificiale, che non ha lo stesso odore della pelle della mamma, attiverà in qualche caso un’associazione inconscia , latte e separazione di contatto dalla mamma. Anche la sostituzione con pappine di frumento può creare in alcuni bambini un “binario conflittuale” con intolleranza al glutine.

Il distacco dalla pelle del seno materno e dall’odore della mamma associato al gusto nuovo della pappina faranno un’associazione inconscia che puo’ essere interpretata come celiachia.

Una volta che si è attivato un programma, si può lavorare per scioglierlo e le mamme non devono spaventarsi e sentirsi in colpa per un errore di valutazione. Potrebbero appoggiare il bambino sul seno a pelle nuda ogni volta che possono, oppure massaggiare ogni giorno il corpicino del bambino, ma il contatto pelle a pelle specialmente sul seno è molto benefico. Con i bimbi non è facile lavorare risalendo all’ “evento programmante” attraverso la consapevolezza, ma la mia adorata dottoressa Rosa Moreschi utilizzava per i bimbi un metodo che vi descrivo. Prendete in braccio il vostro bambino, appoggiatelo alla pelle del vostro seno e poi raccontategli quello che è successo, come se fosse la storia di un altro bambino.

Esempio :

C’era una volta un bambino che un giorno si è sentito separato dalla sua mamma la quale, non avendo un latte buono e nutriente, ha pensato fosse meglio per il suo bimbo sostituirlo con latte migliore. Non voleva allontanarlo, perché la mamma voleva molto bene al suo bambino anche se non poteva più dargli il latte ecc ecc. insomma, date spazio alla vostra creatività e raccontate al bambino la sua storia come fosse la storia di un altro e all’inconscio del bambino arriverà un messaggio utile ed in ogni caso male non farà certamente.

Non dimenticate di tenere molto a contatto con la vostra pelle il bimbo che ha manifestato problemi di “separazione emozionale”, espressa attraverso allergie o intolleranze che, secondo la Nuova Medicina del dottor Hamer ,sono appunto legati a “conflitti biologici di separazione”.

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PSORIASI chiamata anche dermatite squamosa

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Anche la dermatite squamosa (psoriasi) secondo la Nuova Medicina del dottor Hamer è un “conflitto biologico da separazione e/o abbandono” con almeno due persone .

Un tipo di separazione di contatto fisico più profondo, dove si è perso il contatto con il gruppo di origine, con la famiglia, il “gregge” secondo il sentire nel senso animalistico del termine.

Per gli animali essere separati dal gruppo costituisce un pericolo anche mortale, il branco ed il gregge cacciano insieme e si proteggono dai predatori, tutti insieme sono più forti ed hanno più possibilità di sopravvivere alle avversità ed al pericolo.

Per questo motivo anche per gli esseri umani una separazione od un abbandono creano un conflitto molto importante.

In “conflitto attivo”, ovvero quando emotivamente si soffre per la separazione, si perde la sensibilità a livello cutaneo. Il senso biologico secondo le cinque leggi , è di diminuire la sensibilità per sentire meno il distacco. Quando invece si è più sereni, il derma inizia a risanarsi ma l'aspetto di questo processo di riparazione, per chi non conosce cosa accade realmente, spaventa parecchio la persona colpita che vede alcune zone della sua pelle diventare rosse e gonfie ed inizia anche un fastidioso prurito . Tutto questo è visto dalla persona interessata dal problema come un peggioramento.

Ogni volta che si guarda le zone colpite dalla psoriasi, un nuovo “conflitto biologico” lo riporta nel circolo vizioso. Si sente come insudiciato, sporco, ma è anche il senso di colpa per una situazione della quale si sentono colpevoli (anche senza averne reale colpa) e che lavora a livello inconscio. E' quasi come se la macchia nella vita personale volesse venire a galla affiorando sulla pelle.

Rispetto alle allergie da contatto, le lesioni sulla pelle sono molto più vistose e le persone colpite vedono la loro vita condizionata, specialmente a livello di relazioni con l'altro sesso, mantenendo così attivo un circolo vizioso di “conflitti biologici di separazione di contatto”.

Durante la mia ricerca ho raccolto tante testimonianze ed ho verificato che le persone con quel tipo di problema alla pelle si sentono in colpa anche per azioni compiute da altri. Spesso sono stati vittime di abusi , nonostante siano la parte lesa si sentono in qualche modo colpevoli di quanto è loro successo. In alcuni casi erano figli o nipoti di incesti , di violenze o comunque di relazioni

clandestine vissute come poco lecite, pulite, tenute segrete dalla famiglia, situazioni delle quali la famiglia si vergognava e voleva tenere nascoste.

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Il figlio illegittimo si sente ingiustamente figlio della colpa e porta su di sé le macchie

della stessa. Dalla scuola francese della Nuova Medicina, ho sentito dire che la psoriasi è legata ad un segreto famigliare ed ho provato ad indagare anche a quel livello per verificare quanto ci potesse essere di vero in questa teoria. Io stessa che ne soffrivo ad un gomito , in realtà avevo un piccolo segreto che volevo tenere nascosto. Una cosa stupida, ma che mi faceva sentire non a posto agli occhi della gente, temevo

il giudizio di una situazione che non dipendeva neppure da un mio comportamento.

Una situazione riguardante la famiglia di mio marito che non volevo emergesse e, per

il timore di essere giudicata, la tenevo nascosta.

Non solo evitavo di parlarne, ma facevo di tutto per evitare che si sapesse e mi sentivo spesso in imbarazzo per paura che venisse a galla, diciamo così.

Con la crema da me ideata e della quale ho elencato gli ingredienti nelle prime pagine, tenevo sotto controllo la situazione , altrimenti il gomito mi faceva male, soprattutto d'inverno. D'estate, senza maniche, prendendo aria e sole, la pelle migliorava, ma d'inverno dovevo sempre spalmarlo di crema. Per lavoro conosco le basi della cosmesi e per passione mi creavo dei particolari prodotti con l'aiuto di una mia amica, chimica professionista. Sperimentavo anche sui clienti che presentavano quel problema alla pelle, e con la loro complice collaborazione testavo diversi prodotti cercando il più valido per la dermatite squamosa. La lanolina ha come proprietà il trattenere una quantità d’acqua pari a cinque volte il suo peso, l'olio di mandorle è idratante , nutriente e rende elastica la pelle, l'estratto di centella è cicatrizzante, rigenerante, decongestionante come pure l'estratto glicolico di calendula. L'olio di lavanda ha in generale proprietà benefiche per la pelle ed è utile in questo caso per conferire un odore gradevole alla lanolina, che per sua natura non ha un gran bel profumo, oltre ad essere un aroma adatto anche al genere maschile. Come ho già avuto modo di osservare, la lanolina rispetto alle altre componenti è quella che ha dato maggiori risultati positivi sulla psoriasi. La cosa curiosa è che ha origine proprio dal grasso delle pecore, ed il conflitto relativo è proprio di mancanza di contatto fisico dagli altri individui del “gregge” in senso metaforico. Sarà un caso questo? O un ricordo benefico per le nostre memorie cellulari animali?

Anche il massaggio al corpo con quella crema specifica aveva risultati stupefacenti.

E dico “aveva” in quanto non esercitando più la professione non posso parlarne al

presente, ma l'efficacia del trattamento è rimasta invariata. Dopo un bel massaggio al corpo con tecniche dolci, quasi coccole e carezze, il miglioramento era notevole, sia a livello cutaneo che a livello psichico .

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In ogni caso un bell’effetto relax.

In fondo un bel massaggio può momentaneamente compensare la mancanza di contatto fisico che ha creato così tanta sofferenza da trascriverla sul corpo.

Anche il sole preso con moderazione, ma ancor meglio lettini o docce solari, dopo il massaggio con la crema nutriente facilitava la rigenerazione cellulare.

Applicare la crema in una zona circoscritta come il mio gomito era cosa poco impegnativa, ma chi è colpito su svariate parti del corpo, specialmente sulla schiena, è in difficoltà ad applicare la crema spalmandosi regolarmente e incessantemente, senza considerare che non tutti possono permettersi di frequentare centri estetici per provvedervi.

Dopo aver frequentato i corsi della Nuova Medicina ho iniziato ad investigare come dice il dottor Hamer per verificare se le persone che manifestavano psoriasi avessero patito qualche “conflitto di separazione” di contatto fisico da qualcuno.

Non tutti sono disponibili a raccontare le loro esperienze ed il loro vissuto, ma direi

di aver avuto molta collaborazione dalle persone interessate anche perché ne traevano

beneficio in prima persona. Tra le storie che ricordo c'è il caso di una collega estetista che veniva a sottoporsi ai miei massaggi. Per gli altri trattamenti un’estetista si può servire autonomamente, ma per quanto riguarda il massaggio c'è bisogno di mani altrui. Come tutti, la mia collega si vergognava nel farsi vedere, ma con me aveva confidenza e si sentiva a suo agio.

Osservai quindi che le macchie erano localizzate esclusivamente nella coscia posteriore e sui glutei di entrambi i lati del corpo.

Molto estesa e vistosa, ma esclusivamente in quella zona del corpo. Sapevo che la zona interessata dal problema era legata inconsciamente alla persona con la quale si è perso il contatto fisico.

In certe situazioni si intuisce di cosa si tratta, quando è situata nella zona di contatto

durante un abbraccio si tratta di un uomo, ma in quel caso non riuscivo ad intuire nulla. Come accade spesso, lei non ricordava nessun episodio di separazione profonda, ma

in realtà era successo un avvenimento inaspettato di perdita che riguardava la madre.

Un giorno era al telefono con sua madre, era seduta su una sedia con la cornetta in mano e litigava pesantemente con lei, la “manda a quel paese” in malo modo e la madre muore all'altro capo del filo. Certo il senso di colpa in questo caso era inevitabile.

La psoriasi si era manifestata subito dopo su tutta la parte posteriore della coscia ed i

glutei che erano a contatto con la sedia nel momento che la madre è morta seduta all'altro capo del telefono.

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Se ne era manifestata lievemente anche alla mano destra, quella che teneva la cornetta, ma essendo anche lei estetista era continuamente con le mani nelle creme e nella mano la psoriasi appariva meno evidente.

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PSORIASI ALLE MANI

Quando la psoriasi si manifesta alle mani, il “conflitto biologico di separazione di contatto fisico” è legata ad un avvenimento inaspettato dove è stata compiuta qualche azione in seguito alla quale il soggetto si sente in colpa per aver perso il contatto fisico con una determinata persona. Fondamentalmente per aver fatto qualche cosa di sbagliato e per questo errore si è perso il contatto fisico con quella persona. Un caso simile mi è capitato di osservarlo e studiarlo con il marito di una mia collega.

Da alcuni anni aveva iniziato a manifestare la dermatite squamosa conosciuta come psoriasi ad entrambe le mani. Risalendo ad un potenziale trauma, emerge un evento che l'ha colpito particolarmente. Giorgio era un poliziotto ed un giorno insieme ad altri due colleghi partecipa alla cattura di malviventi che stavano effettuando una rapina . Uno dei tre viene colpito da un colpo di pistola sparato da uno dei rapinatori. Giorgio lo vede cadere colpito e si avvicina per aiutarlo ad alzarsi o almeno per soccorrerlo. Purtroppo la ferita era mortale e l'amico e collega gli muore tra le mani, mentre lui gli sorreggeva la testa. Il suo senso di colpa era per non averlo protetto adeguatamente e che in conseguenza di ciò fosse morto.

Durante la mia ricerca ho verificato che le persone che manifestano la psoriasi alle mani hanno in comune il senso di colpa per aver fatto qualche cosa di sbagliato e di essere in qualche modo responsabili della separazione da quella determinata persona.

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PSORIASI DIFFUSA SU TUTTO IL CORPO

Del seguente caso non descrivo la storia personale con i vari risvolti, pubblico le foto

del prima e del dopo lo studio, e la foto della pelle dopo venti giorni circa dall’inizio del trattamento. I risultati si possono vedere chiaramente, le foto dimostrano che la mia non è pura fantasia, ma frutto di ricerche di studiosi come il dottor Hamer e della mia esperienza

di estetista e studiosa della Nuova Medicina.

Proprio per la sua natura, il lavoro mi ha permesso di approfondire le problematiche della pelle.

Come ho avuto modo di dire, confezionavo personalmente per passione le creme cosmetiche che poi sperimentavo prima sulla mia pelle e poi sulle persone che manifestavano vari problemi cutanei.

Con l’esperienza maturata in materia e mixando varie tecniche, posso dire di aver creato un metodo efficace per risolvere anche la psoriasi senza attuare provvedimenti terapeutici di competenza medica. Come si può vedere la differenza è notevole e straordinaria, considerando che tra la prima foto e la seconda sono trascorsi solamente venti giorni. La persona delle foto, con il mio aiuto, ha fatto un percorso di consapevolezza interiore semplicemente attraverso la chat su FB.

Pur non ricordando in prima battuta gli avvenimenti di “separazione di contatto fisico a seguito di abbandono” con persone importanti della sua vita, è poi riuscito pian piano a rammentare eventi traumatici che il cervello aveva rimosso.

In tempo relativamente breve e attraverso una chat, che non è poi lo strumento più

appropriato, abbiamo compiuto un gran bel lavoro.

La persona era in grado di auto-testarsi in quanto conosceva uno dei vari metodi per poterlo fare e, seguendo le specifiche domande che gli suggerivo, è riuscito a ricordare quanto non pensava sarebbe mai riuscito ad evocare.

Il ricordare è ciò che è necessario fare per resettare le memorie cellulari impresse

nelle zone colpite da psoriasi.

Abbiamo verificato che, come sostiene il dottor Hamer, ci sono stati più eventi inaspettati di “separazione di contatto fisico” da qualcuno, la cui presenza fisica è stata importante nella vita e che ci ha abbandonati allontanandosi volontariamente o

in seguito a morte.

Siamo risaliti ai vari punti sul corpo ed al legame tra persona persa e punti di contatto. Anche nel suo caso era presente un segreto di famiglia tenuto nascosto, un fatto che riguardava un antenato, una situazione della quale la famiglia non parlava in quanto ritenuta sconveniente , una vergogna. Metaforicamente una macchia nell’integrità della famiglia stessa. Non ricordo da chi esattamente ho sentito parlare di psoriasi collegata a segreto di famiglia come fantasma transgenerazionale : ho indagato anche in quella direzione e

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devo dire che effettivamente una cosa mai detta, tenuta dentro per pudore o vergogna era un fardello per la persona afflitta dalla psoriasi e liberarsene parlando con me è stato molto liberatorio.

Il senso di colpa è ricorrente anche per azioni che riguardano antenati.

Spesso si tratta di figli illegittimi, che si sentono figli della colpa. Figli cresciuti in collegio disconosciuti dalla famiglia di origine, tenuti nascosti come una vergogna. In appendice troverete la testimonianza diretta della persona cui si riferisce questo caso con le fotografie delle parti colpite dalla psoriasi prima e dopo il lavoro sulla consapevolezza. Tutto quanto ho sin qui esposto è quel che ho verificato in anni di esperienza, di ascolto di persone con problemi vari, in particolare con problematiche cutanee.

In occasione di un convegno svoltosi a Torino sulla saggezza del corpo, la famosa terapeuta canadese di metamedicina Claudia Rainville, parlando della psoriasi, ha spiegato che, come dice il dottor Hamer , si tratta di un “conflitto di separazione di contatto fisico causata da un abbandono” , e che la persona si sente in colpa verso la persona con la quale ha perso il contatto fisico, situazione che avevo rilevato anch’io nonostante non fosse specificato nella Tabella scientifica della Nuova Medicina Germanica

Il dottor Hamer, nella tabella di cui sopra, non specifica che è importante la zona precisa dove si è perso il contatto fisico e non è rispettata la lateralità, come in altre situazioni come le allergie , non è sempre la parte destra per partner, fratelli, amici e la parte sinistra madre o figli, ma è necessario riconoscere il legame tra il punto di contatto dove c'è la macchia e la persona con la quale si è perso il contatto fisico indipendentemente dalla lateralità.

Claudia Rainville ha raccomandato di dare importanza alle varie zone che hanno un significato specifico ed un legame particolare con una determinata persona.

Come ho detto più sopra, i “conflitti di separazione da abbandono” sono almeno

verso due persone ed è necessario riconoscere per ogni persona il legame con questa

o quell’ area del corpo.

All'inizio è difficile risalire, la persona ha rimosso l'esperienza dolorosa e non ricorda

Per questo motivo consiglio di utilizzare la tecnica del test kinesiologico con la metodica che ho descritto precedentemente. La persona spesso non sa neppure dove deve cercare realmente nei ricordi per fare il collegamento necessario a far riemergere a livello conscio l' “evento programmante”.

Una volta diventati consapevoli degli eventi e del collegamento tra zone colpite dalla psoriasi e le persone (o anche animali) dai quali ci siamo separati in seguito al loro abbandono, il derma inizia a riparare diventando più rosso e gonfio momentaneamente ma questo fenomeno naturale è sentito dall'interessato come un peggioramento: la sola vista di quelle macchie che in realtà sono segno di guarigione, si crea un “conflitto biologico” di svalutazione locale, non si accetta, non si piace, si sente come sporco.

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Nella realtà , come ha confermato Claudia Rainville in una sua conferenza, è radicato nell'animo un senso di colpa a causa di un segreto mai confessato.

Durante la mia lunga ricerca ho verificato che tutti avevano un segreto inconfessato, una cosa della quale si vergognano anche se in qualche caso sono state vittime , il senso di colpa regnava dentro il loro cuore. Solo parlando e liberandosi del peso mai confessato, la pelle dopo poco tempo migliorava decisamente. Come se la pelle rivelasse la macchia che si vuol tenere nascosta, è come se volesse riaffiorare per liberarsi. Il dottor Raffaele Morelli, parlando di un suo cliente che cercava di controllarsi non essendo così più se stesso, racconta che a causa dell’aggressività repressa si è riempito il corpo di psoriasi.

In realtà le persone che ho studiato e osservato, oltre ad essere interessate da

numerosi “conflitti di separazione” di contatto fisico da abbandono, mostravano temperamento un po’ aggressivo e molto sulla difensiva, un pò permalose e spesso tendenti a sentirsi attaccate .

Forse è un atteggiamento causato da una reazione di potenziale difesa. In un certo senso reprimono l’aggressività istintiva cercando di mantenere il controllo

di sé. Questo impedisce loro di esprimere sé stessi e conduce a numerose

problematiche che si manifestano in vari modi.

Trovo interessante l’opinione del dottor Raffaele Morelli in relazione alla psoriasi e

mi piace aggiungerla alle varie altre motivazioni .

Guardare da ogni angolazione ogni situazione permette di giungere a risultati più interessanti e gratificanti.

Ritorniamo alla strategia da seguire:

primo passo riconoscere l'evento, il legame con la persona che ci ha abbandonato, riconoscere il senso di colpa verso quella persona specifica e liberarsi del senso di colpa. Da quel momento di rielaborazione la pelle reagirà in un modo che potrebbe spaventare , le macchie momentaneamente diventano un po' più rosse e gonfie, quindi

è necessario evitare di guardarsi per almeno ventun giorni. Applicare la crema che ho creato appositamente per la psoriasi a base di lanolina, olio

di mandorle, estratto glicolico di centella, estratto glicolico di calendula, olio di

lavanda per profumare, che vi ho già descritto come realizzare. L'applicazione non deve essere solo sulle macchie ma su una porzione più ampia, per esempio su tutto il braccio se la psoriasi ha colpito i gomiti o su tutta la gamba se si trova negli arti inferiori. Spalmarla come una normale crema doposole o idratante, anche se è un po' grassa. Assolutamente va applicata senza cercare le macchie e senza guardarsi per il periodo indicato. Meglio ancora, se è possibile, sottoporsi a massaggi su tutto il corpo.

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Biologicamente la psoriasi è mancanza di contatto fisico ed il massaggio compensa appunto quella carenza.

Un tipo di massaggio dolce e rilassante, coccole, carezze, nulla di aggressivo. E’ molto utile esporsi al sole con moderazione, oppure sottoporsi a docce o lettini solari, ma solamente del tipo a raggi UVA, come ne avevo nel mio centro estetico,

che non creino arrossamenti ed utilizzino dei buoni filtri.

E' importante esporsi al sole in modo moderato o esporsi a raggi UVA di lampade abbronzanti in quanto la pelle rigenerata non cresce della stessa tinta del resto del corpo se si è abbronzati. La nuova pelle nascerà bianca in sostituzione della zona colpita da psoriasi e questo avrebbe l'aspetto di macchia bianche tra pelle di colore scuro abbronzato. Effetto “leopardo”, esteticamente di aspetto non soddisfacente : per questo motivo è importante esporsi a lampade solari artificiali se non è possibile esporsi al sole naturale in modo che la pelle rinata dopo l'esposizione al sole possa diventare più simile al resto del corpo.

Diversamente è necessario aspettare che l'abbronzatura svanisca diventando di colore naturale simile alla nuova ricrescita. Per smaltire totalmente l'abbronzatura sul corpo spesso è necessario molto tempo. E' più facile cercare di abbronzare le zone risanate chiare anche se perfettamente uniforme non sarà, ma sempre più simile ed apprezzabile come effetto estetico. Per un certo periodo consiglio di evitare i cibi che eventualmente siano risultati positivi al test delle intolleranze. Solo quelli ai quali si è risultati allergici o intolleranti, e non tutto come consigliano alcuni per contrastare la psoriasi. Allergie ed intolleranze sono legate anche loro a “conflitti di separazione”: è consigliabile, per ottenere un buon risultato, evitare momentaneamente l'uso di quegli alimenti in attesa di fare un lavoro di decodifica anche per loro. In un secondo tempo si potrà lavorare per liberarsi di ogni intolleranza ed allergia.

Mi è capitato spesso di verificare che la persona che ha lavorato sui “conflitti di

separazione” automaticamente si è liberata anche da intolleranze e allergie. Dopo un lavoro di consapevolezza, mirata al problema psoriasi, rifacendo i test con la stessa modalità che ha in precedenza riscontrato determinate intolleranze, le stesse sono risultate negative, senza null’altro di specifico aver fatto. Come per magia le intolleranze e le allergie scompariranno con un semplice lavoro di consapevolezza tra l'alimento e la persona dalla quale ci siamo separati inaspettatamente e contro la nostra volontà. Una morte o un abbandono sono la causa della separazione che ha dato origine al “binario conflittuale”. Come scritto sopra è necessario risalire al legame inconscio tra la zona del corpo dove è localizzata la macchia psoriasica ed il contatto perso con una determinata persona. Con il test kinesiologico è facilitato il lavoro di risalire all'evento.

Il cervello tende a rimuovere gli eventi traumatici e la persona in prima battuta vi dirà

che non è successo nulla, oppure dirà che non ricorda. Spesso è doloroso ricordare, ed

inconsciamente è più facile fare finta di nulla, archiviare quegli eventi dolorosi e traumatici che hanno provocato così tanta sofferenza emotiva e che il corpo esprime

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con manifestazioni tanto evidenti sul loro corpo. In che modo il test kinesiologico può essere d'aiuto?

Risalendo al periodo temporale dell'evento è più facile associarvi il trauma. Potete usare la stessa tabella usata per le allergie e le intolleranze descritta sopra. In appendice troverete la gentile testimonianza donata da Maria Grazia, con la quale

ho svolto, attraverso la chat su Facebook, un lavoro di consapevolezza e ricerca dei

“confitti biologici” che avevano causato la sua psoriasi diffusa. Se eseguendo il test risultasse per esempio un evento accaduto nel periodo scolastico, potrebbe essere un fatto accaduto a scuola, con un insegnante , con un compagno di scuola, abbiamo la possibilità di utilizzare qualche traccia utile , cosa ben diversa dall’iniziare senza elementi.

Oppure la data può essere concomitante ad una morte in famiglia.

Se risulta accaduto in periodo estivo è possibile risalire ad un luogo dove si

trascorrevano abitualmente le vacanza estive.

Molta intuizione ed esperienza sono indispensabili per arrivare alla meta, ovvero al momento dell'evento traumatico inaspettato. Il risultato sarà così stupefacente per un lavoro apparentemente così povero e semplice che potrebbe sembrare incredibile .

Non vi resta che iniziare a sperimentare e verificare.

Superando la cosa più difficoltosa che è la memoria conscia dell'evento, tutto avviene come un miracolo, diventando consapevoli del legame inconscio.

Iniziamo a lavorare :

per prima cosa dobbiamo risalire al periodo nel quale sono iniziate le manifestazioni

cutanee.

Non sempre sono iniziate tutte contemporaneamente, di conseguenza è indispensabile individuare il periodo di inizio della psoriasi in ogni zona del corpo. Ogni periodo di inizio corrisponde ad un evento inaspettato di perdita di contatto fisico.

Esempio : la psoriasi localizzata alla testa è iniziata quando avevo cinque anni, poco prima è morta inaspettatamente mia nonna che mi accarezzava la testa o che mi pettinava i capelli.

Poi è iniziata nel palmo della mano destra, avevo sette anni.

Poco prima è morto mio nonno che mi teneva spesso per mano quando mi portava al

parco. E' importantissimo risalire al legame inconscio per liberarsi del problema. La prima domanda da porci è : dove è localizzata? La seconda domanda : da quando sono iniziate le manifestazioni? La terza domanda è : chi è morto o partito poco prima dell'inizio dei sintomi?

La quarta domanda è : che legame a livello di contatto fisico c'era tra la zona colpita e la persona partita o morta inaspettatamente?

Di solito la psoriasi non si manifesta con un primo “conflitto di perdita”, ma si

predispone ad un programma che si riattiva dopo un secondo conflitto, sempre di

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perdita. Le persone coinvolte sono almeno due, ma spesso sono anche di più. In alcuni casi si tratta della perdita di un animale domestico, in questo caso la manifestazione è localizzata nella zona delle caviglie e polpaccio dove di solito il cane / gatto si strofina quando fa le feste. Ho studiato un caso in cui il soggetto aveva manifestato la psoriasi su una mano e la zona interessata era come se disegnasse due cerchi continui sul dorso e sul palmo. Al ragazzo era scappato il cane, che essendo libero era finito sotto una macchina. Si sentì molto in colpa per non averlo tenuto stretto al guinzaglio, impedendogli di morire travolto. Al momento dell’incidente, il ragazzo aveva il guinzaglio arrotolato due volte intorno alla mano e la manifestazione cutanea è avvenuta proprio dove il guinzaglio vi era a contatto.

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“Come liberarsi dalla psoriasi?”

Non sono medico ed i consigli che vi scrivo non costituiscono terapia o cura, ma un lavoro di consapevolezza interiore che farete con il mio aiuto.

Cercherò di spiegarvi in parole semplici quanto sostiene il dottor Hamer .

Ogni malattia ha origine da un evento inaspettato che ci coglie impreparati.

In seguito a quell'evento inizia un preciso “programma biologico”. Per comprendere la causa della psoriasi ci riferiamo alle cinque leggi biologiche scoperte dal dottor Hamer. Tutti i problemi di pelle sono legati ad eventi inaspettati di perdita di contatto fisico nei confronti di qualcuno o ricordi traumatici di violenze o aggressioni . La psoriasi nello specifico è la conseguenza di numerosi “conflitti di separazione” che si sovrappongono a “conflitti biologici” di svalutazione estetica locale. La persona si vede deturpata da quelle macchie e ulcere e continua a recidivare. A volte la psoriasi scompare e poi ritorna nei momenti di stress da separazione. Ogni volta che si ripresenta una situazione simile a quella che ha dato origine al problema iniziale, ovvero separazione di contatto fisico dal gruppo, sulla pelle ricompaiono le macchie. La memoria conscia non ricorda, ma le cellule a livello inconscio conservano la memoria di quel contatto che si è perso e che biologicamente manca molto. Oppure un contatto brutale traumatico che è rimasto nella memoria delle cellule e che ogni volta che si ripete una situazione simile si risveglia, riattivando il “binario conflittuale” come viene chiamato dal dottor Hamer. In “conflitto attivo”, o meglio nel momento che a livello psichico patisco la mancanza di contatto, la pelle ulcera, e le ulcere compariranno nelle stesse zone dove c'era stato il contatto con la persona o animale con i quali si è perso il contatto. Se mi tranquillizzo e la sofferenza della separazione si attenua a livello psichico, il derma inizia a riparare, diventando momentaneamente rosso e gonfio. Per questo è meglio cercare di non guardarsi per il periodo di riparazione, evitando così un nuovo conflitto di svalutazione locale nei confronti di una pelle esteticamente poco gradevole. Evitando questa seconda fase di svalutazione locale, il ciclo si conclude e si arriva alla rigenerazione della pelle in modo ottimale.

Esempio:

se perdo il contatto con la nonna che mi pettinava i capelli, la psoriasi comparirà sul cuoio capelluto dove c'era il contatto con la nonna.

Per questo motivo è importante risalire al legame tra la zona della pelle colpita e la persona che non è più vicino a noi. Questo fa in modo che la situazione da inconscia diventi conscia e la reazione biologica che causa la psoriasi si blocchi. Nel caso in cui il soggetto non riesca a ricordare, ci si può avvalere del test

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kinesiologico per aiutare la memoria a trovare l’evento. Esattamente come è stato suggerito per lavorare sulle allergie.

Come ho scritto più sopra, quando sono presenti le ulcere ci troviamo nella fase definita “conflitto attivo”. Quando le cose emotivamente vanno meglio, la pelle ripara, ma si presenta molto rossa e gonfia. Anche se la reazione è momentanea, è esteticamente poco gradita dalla persona, che non si accetta e non si vuole vedere in quello stato.

Il non accettarsi nella fase di riparazione mantiene attivo il circolo vizioso, con nuovo “conflitto di svalutazione estetica locale” nei confronti della propria pelle. La persona si sente attaccata e deturpata da questa malattia, che viene ritenuta incurabile dalla medicina ufficiale. Per questo motivo è necessario che la persona che intende liberarsi del problema in questione, oltre agli altri consigli, eviti di osservarsi per almeno ventun giorni, tempo necessario per la riparazione. Vietato lo specchio ! Durante le mie verifiche ho notato che le persone con la psoriasi si sentono spesso in colpa, anche se non sono loro i reali responsabili delle separazioni, ma in qualche modo è come se si sentissero responsabili della separazione e dell'abbandono avvenuto. Nelle memorie famigliari spesso c'è stato qualche evento del quale la famiglia si vergogna e non ne parla mai. Una seconda caratteristica delle persone colpite da questo problema cutaneo è la loro resistenza e la loro attitudine a creare quasi una barriera rigida nei confronti del mondo esterno. Quel mondo dove c'è stata sofferenza e attacchi fisici o virtuali . Faticano a riconoscere gli eventi traumatici e tendono a soffocare ed ignorare la sofferenza. Una sorta di protezione, come se la pelle facesse uno scudo tra loro e il mondo esterno, nel quale si sentono soli, fragili, attaccabili e in pericolo. Come sostiene il dottor Hamer, la separazione dal gruppo o dal “gregge” può rappresentare un pericolo per l'individuo che resta isolato.

Iniziamo il lavoro.

Prendete carta e penna:

Scrivete queste domande e lasciate lo spazio per scrivere le risposte.

N

1 ) Quando è iniziato il problema cutaneo ?

N

2 ) In che zona del corpo è iniziata con precisione ?

N

3 ) Poco prima che iniziassero i sintomi , quale evento inaspettato e traumatico di

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“separazione di contatto fisico” ho vissuto e patito ?

N 4 ) Con chi ho perso il contatto fisico a causa di un abbandono o morte ?

Spesso la persona ha rimosso e non riesce a ricordare : aiutatevi con il test kinesiologico per verificare con chi c’è stato un significativo evento inaspettato di separazione di contatto.

Madre ?

Padre ?

Nonna ?

Nonno ?

Amico ?

Amica ?

Gruppo sportivo ?

Scuola ?

Oppure chi mi ha aggredito ? Cosa è successo?

O

chi mi picchiava ?

N

5 ) Che legame c'è tra la persona persa e la zona del corpo dove ci sono le chiazze ?

esempio mi pettinava o tirava i capelli oppure mi abbracciava

N 6 ) Mi sento in colpa per qualcosa ?

Cosa è successo ?

esempio : se il problema cutaneo è localizzato alle mani o alle unghie, avete fatto o non fatto qualche cosa di cui vi vergognate e vi sentite in colpa per questo? Come per esempio aver rubato.

N

7 ) Ho un segreto mai rivelato del quale mi vergogno ?

N

8 ) C'è un segreto in famiglia del quale ci si vergogna e non si parla mai?

Esempio : casi di incesti ,omicidi compiuti da un antenato

N 9 ) C’è un mio antenato o parente che manifesta la psoriasi ?

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(in questo caso cercare il segreto di famiglia, la cosa vergognosa per la famiglia tenuta nascosta )

RIASSUMERE IN ORDINE CRONOLOGICO punto colpito - legame con la persona persa Esempio :

Primo evento - morte della nonna che mi pettinava (Psoriasi in testa ) Secondo evento – morte del nonno che mi teneva per mano accompagnandomi a scuola .

USATE LA SCHEDA SOTTO PER RIASSUMERE

Descrivere primo evento e legame con l’area interessata

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Descrivere il secondo evento e l’area interessata

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Descrivere un terzo evento e l’area interessata

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Descrivere un quarto evento e l’area interessata (nel caso ci sia )

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Descrivete un quinto evento e l’area interessata ( nel caso vi sia stato )

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Succede talvolta che la psoriasi scompaia e poi ricompaia improvvisamente: la causa

è da ricercarsi in una recidiva conflittuale, come la definisce il dottor Hamer, o meglio una situazione inaspettata simile alle precedenti, memorie traumatiche emozionali che la persona non ha ancora eliminato nel profondo.

Rifare nuovamente il percorso senza scoraggiarsi, il risultato ci sarà nuovamente.

Sarebbe utile fare un percorso terapeutico con un esperto che si concentri specificamente sui relativi conflitti , indifferentemente se uomo o donna, l’importante è che sappia lavorare in modo veloce mirando al problema “separazioni di contatto”.

E’ anche possibile che alla fine del percorso compaiano micosi sulla pelle nelle zone

dove c’era la macchia o placca psoriacea.

Questo non deve essere scambiato come un peggioramento della dermatite squamosa, ma affrontato trattando la parte interessata come micosi.

Il dottor Hamer sostiene che il derma viene riparato da funghi oltre che da batteri e

micro batteri. Non in tutti i casi compaiono i funghi sulle zone in riparazione, ma se si manifesta questo problema, lavaggi con bicarbonato o applicazione di prodotti antimicotici è utile per completare il processo di riparazione del derma. Esistono a tale scopo sul mercato parecchi prodotti specifici più o meno efficaci.

N 10) Fare la prova dell'applauso e vedere quale mano batte sopra l'altra.

Fare la prova dell'applauso e vedere quale mano batte sopra l'altra è la prima azione che fa compiere il dottor Hamer al paziente, ma come ho già scritto sopra per quanto riguarda i problemi della pelle la lateralità non è da considerasi in modo assoluto.

E’ più determinante il punto di contatto fisico che c’era con la persona o animale domestico che ci ha lasciati.

Questa prova, secondo la visione della Nuova Medicina del dottor Hamer è necessaria per stabilire la lateralità. Chi batte la mano sinistra sopra la destra è mancino anche se scrive con la destra a seguito di una correzione da piccolo , cerebralmente funziona come un mancino.

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Vi

consiglio di preparare una scheda e scrivere le risposte a queste domande.

Se

il soggetto che state studiando non ricorda l'evento potrà rifletterci e compilare in

un

secondo tempo il questionario.

Pian piano le cose archiviate nella memoria inconscia riaffioreranno. Alcuni saranno ricordi dolorosi, ma è necessario farli affiorare nuovamente ed

elaborarli per lasciarli andare definitivamente.

Una delle tecniche consigliate dalla terapeuta Claudia Rainville è la Liberazione delle memorie emozionali.

Utili anche i fiori di Bach per un cambiamento a livello emozionale. Una miscela con questi fiori potrete facilmente farla preparare in erboristeria:

Crab Apple, Vervain, Willow , Sclerantus, Cicory , Roch Water.

A livello esterno applicare una crema molto nutriente sarà benefico.

Dovrà essere applicata su tutto il corpo come una normale crema estetica ad effetto idratante, ma è importante non guardare le macchie sul corpo. Insisto nel ricordare di non guardarsi per almeno ventun giorni dopo aver rielaborato

gli eventi, al fine di evitare la recidiva di svalutazione locale .

Come ho già scritto, per i primi giorni la pelle reagirà con rossori e gonfiori e questo

apparirà come un peggioramento della situazione.

In

realtà il derma mentre ripara gonfia e si arrossa momentaneamente e può sembrare

un

peggioramento.

La

persona sente disgusto nel vedere l'aspetto della sua pelle e guardandosi in quella

particolare fase causerebbe una nuova svalutazione locale di attacco da parte della malattia, che pare senza rimedio alla medicina ufficiale. Mi dilungo e ripeto all’infinito affinché i concetti entrino a far parte di voi fino a risultare spontanei.

La formula per la ricetta valida per la crema di mia creazione è quella che avete trovato a pagina 8, frutto come ho già detto di sperimentazioni su me stessa quando avevo la psoriasi sul gomito.

Il sole senza esagerare con l'esposizione o le lampade abbronzanti a raggi UVA

aiutano la rigenerazione cellulare.

Riepilogando :

Risalire all'evento traumatico e diventare consapevoli.

Nel caso sia necessario, utilizzare il test kinesiologico per aiutare la persona a ricordare i traumi relativi a separazioni inaspettate.

La metodologia per la ricerca è la stessa descritta precedentemente per le allergie.

Liberarsi dai sensi di colpa.

Confidare a qualcuno di vostra fiducia il segreto vostro o di famiglia, dire finalmente

la cosa mai detta che ci pesa sull'anima per liberarsi del senso di colpa.

Applicare una crema molto nutriente su tutto il corpo senza cercare le macchie, distribuire ovunque come una normale crema dopo sole. Chi desidera sperimentare la mia formula potrà farsela confezionare da un farmacista, per chi preferisce utilizzare i fiori di Bach, sono consigliati per agire a livello

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emozionale. Esporsi ai raggi UVA o sole con moderazione. Non guardarsi per almeno ventun giorni anche se pare sia una difficoltà notevole non

riuscire a farlo, è necessario evitare di guardarsi nel periodo di riparazione, in quanto all'apparenza sembra piuttosto di peggioramento, sia per il gonfiore che per l’arrossamento della pelle in un primo tempo. Per molti sembrerà impossibile riuscire a liberarsi del disturbo facendo queste semplice cose, soprattutto dopo aver sperimentato molte cure e tecniche. Alcuni sostengono che la soluzione sia nell'alimentazione, ma non tutti hanno avuto gli stessi risultati soddisfacenti. Sia le intolleranze che la psoriasi sono legate a “conflitti di separazione”, ma la sfumatura del conflitto determina la differenza a livello della manifestazione.

In ogni caso, per fare un buon lavoro è necessario valutare se ci sono intolleranze nel

soggetto da studiare e in caso positivo evitare di consumare momentaneamente gli alimenti risultati positivi ai relativi test. Quale è la differenza nello specifico tra intolleranze, allergie e psoriasi ? Per quanto riguarda la psoriasi, la separazione è di specifico contatto fisico e si codifica nelle cellule dove vi era il contatto che è andato perso. Precisamente nella zona di contatto. Esempio: dove una nonna mi accarezzava o pettinava i capelli e che ora non può più farlo perché è venuta a mancare.

Sono facilmente colpite le persone cinestetiche, ovvero con canale sensoriale più sensibile al contatto fisico, che hanno bisogno di contatto e ne patiscono la mancanza

da parte di chi amano così come patiscono il tocco di chi non gradiscono.

Le allergie danno manifestazioni direttamente nel punto di contatto, spesso definite “dermatiti da contatto”. Le intolleranze sono legate ad un alimento o profumo presente nel momento del trauma. La memoria è a livello inconscio e successivamente in presenza dello stesso alimento accade la reazione di intolleranza. Fondamentalmente hanno in comune lo stesso tipo di “conflitto biologico” o trauma inaspettato, dove c'è un evento traumatico ed un alimento che la memoria inconscia associa alla persona con la quale inaspettatamente si è perso il contatto.

Molto importante è l'organo dove si manifesta la reazione, in quanto ci indica che tipo

di “risentito” c'è stato per la persona.

Se la reazione è agli occhi, occhi arrossati possiamo capire che l'evento è stato di separazione visiva, qualcuno che è sparito improvvisamente dalla mia vita e non ho più potuto rivedere, con mia grande sofferenza. Se il problema si manifesta alle mani possiamo capire che è qualcuno che accarezzavamo spesso, forse un animale domestico morto o scappato. Se il disturbo è intestinale, tipo dissenteria, il “risentito” è stato di ingiustizia, di separazione ingiusta mal assimilata dall'intestino: esattamente come distingue gli alimenti ed elementi benefici per noi e li assimila, così seleziona gli eventi che rappresentano un “boccone” non buono per noi e che va eliminato subito dal nostro corpo attraverso la dissenteria.

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Non possiamo congedarci senza spendere due parole per le allergie dei nostri amici animali domestici cani e gatti. Spesso il veterinario identifica la perdita di peli in qualche zona del corpo dell’animale con problemi renali, causati da allergie alimentari. La cura consigliata consiste in alimentazione particolare, medicamenti vari, infusioni, ma spesso il risultato non si vede. Il veterinario, in buonafede, applica tutte le conoscenze studiate in materia, ma se non conosce la Nuova Medicina e non comprende cosa succede, il risultato lo ottiene grazie all’animale che in un modo o nell’altro ha risolto il suo “conflitto di separazione”, ma in questo caso si dà il merito ai farmaci. Una mia cliente aveva due cani, un pastore tedesco ed un piccolo meticcio. Erano amiconi, sempre insieme, il cane piccolino di nome Ciuffi era coccolone e molto affettuoso e si sdraiava spesso sulla schiena di quello grande dove poi si addormentava ,. Morto il pastore tedesco, avendo perso il contatto fisico con lui nella zona dove era il contatto fisico quotidiano, ovvero la pancia, Ciuffi inizia a perdere vistosamente il pelo su tutta la zona addominale. Essendo molto affettuoso cerca le coccole da tutti e manifesta proprio un bisogno di contatto fisico. Anche gli animali hanno un loro carattere che li differenzia l’uno dall’altro come accade per le persone ed in base a ciò patiscono “conflitti biologici” come gli umani, ma solamente dopo DHS reali e non metaforiche come può invece accadere per gli esseri umani. Un cane che perde il padrone che lo accarezzava spesso sulla testa o sul dorso può manifestare, dopo la sua morte, un diradamento importante sulla zona dove inaspettatamente è andato perso il contatto fisico. Accarezzare molto il cane sulla zona sofferente può essere di giovamento, così come prendere un nuovo compagno a Ciuffi è stato utile per la soluzione del suo “conflitto di separazione” dal suo amico di vita e di giochi.

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Non vi chiedo di credere ciecamente alle mie parole, verificate e mettetevi subito all’opera, sarà come una magia !

Buon lavoro cari amici !

Vi ringrazio di aver prestato attenzione al mio lavoro, che ho ardentemente voluto condividere con Voi.

Ringrazio tutti e Vi invito a scrivermi le vostre impressioni ed i vostri successi alla seguente email alice.pavsnar@libero.it : sarò lieta di essere informata dei vostri risultati!

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APPENDICE

I

La kinesiologia ed il test kinesiologico

La Kinesiologia è un metodo di indagine che analizza la caduta del tono di un singolo muscolo o di una catena muscolare, permettendo in pochi minuti di scoprire gli squilibri del corpo a livello strutturale,biochimico,emozionale ed energetico. L’esame consiste nel valutare il tono di un muscolo o di un gruppo muscolare e verificare se il contatto di una sostanza o la stimolazione di una parte del corpo, rafforza o indebolisce il muscolo in questione o se non cambia nulla.

La risposta è sempre di tipo binario, cioè tutto o niente, positiva o negativa.

La Kinesiologia Omeosinergetica, a differenza di altre metodiche kinesiologiche, si avvale di un solo muscolo che rappresenta il test di entrata per comprendere le disarmonie della persona valutata ed inoltre decodifica, attraverso la visione Omeosinergetica, il senso dell’esperienza che sta vivendo la persona, la cui comprensione e accettazione sono indispensabili per stimolare il processo di auto- guarigione insito in ognuno di noi.

Partendo dalla considerazione che il corpo è la sede delle informazioni non accessibili alla coscienza tramite i cinque sensi, il test Kinesiologico Omeosinergetico è un metodo che permette al terapeuta di accedere al livello non cosciente del paziente, cioè di entrare in risonanza con quella realtà che esiste ma di cui non siamo consapevoli.

Il metodo è basato sulla modificazione della forza muscolare quando il corpo, messo

subisce

in contatto con “testimoni” (fiale test, oggetti, cibi,sostanze varie, etc… una variazione della sua risonanza biologica.

La Kinesiologia Omeosinergetica, quindi, dialoga direttamente con l’organismo,ponendo la soggettività e competenza diagnostica dell’operatore in relazione con ciò che determina indebolimento della forza vitale, attraverso un indicatore biologico che è il muscolo.

L’indice di debolezza muscolare ci pone sempre in relazione con qualcosa che ha prodotto o sta producendo disarmonia.

),

Questo strumento pertanto, ci permette di rilevare, attraverso queste due risposte muscolari, forza o debolezza,la risonanza dell’individuo verso tutto ciò che lo circonda.

Per risonanza si intende tutto ciò che attiriamo durante la nostra vita, in relazione al rapporto con noi stessi, con l’ambiente, con gli altri.

In base alla risposta del muscolo utilizzato durante il test, che nel caso della metodica

kinesiologica omeosinergetica è l’oppositore del pollice, possiamo definire la natura

di questa risonanza, nonché i suoi effetti:

Dissonanza = debolezza = Diagnosi

Assonanza = forza = Terapia

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IL MODULO PER ESEGUIRE IL TEST

Prendete carta e penna ed un foglio dove scrivere le seguenti domande:

N1 ) Per prima cosa dobbiamo sapere a cosa si è allergici ( aglio , cipolla, ecc.)

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N2 ) quale reazione cutanea provoca questo contatto (rossore, bolle, altro )

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N3 ) da quanto tempo è iniziata questa manifestazione allergica (da quando avevo 5 anni, 1 anni, ecc.)

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N4 ) quale avvenimento inaspettato di separazione da qualcuno o da qualcosa (compreso un animale domestico) hai subito quando avevi 5 anni (o 10 anni, ecc.) (è morta una mia amica o è morto il cane sotto una macchina, altro)

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N5 ) che legame c'era tra la persona persa e l'elemento che crea allergia (per esempio

il padre va via di casa per sempre sopra )

adorava il kiwi come nel caso narrato più

lui

La comprensione del legame inconscio è la chiave per liberarsene, ma una delle difficoltà maggiori consiste nel fatto che la persona ha completamente rimosso e spesso non ricorda nulla, specialmente se l'evento in questione è accaduto ancora in tenera età. Cosa possiamo fare in questo caso ?

Il test muscolare o kinesiologico ci aiuta nella ricerca .

Necessita sapere con precisione alcune informazioni e dopo aver chiesto il permesso

ad accedere all' inconscio della persona per risalire a quel preciso evento traumatico,

iniziamo a fare le seguenti domande testando secondo le modalità che conoscete.

Io sono abituata ad usare il metodo NEI che mi sembra il meno faticoso sia per

l'operatore che per il soggetto che stiamo studiando.

Testo se l'evento è accaduto nei primi cinque anni di vita.

In caso negativo testo i secondi cinque anni di vita e continuo di cinque anni in

cinque anni fino a raggiungere un risultato positivo .

Potete utilizzare una scheda di lavoro simile a questa :

Entro i 5 anni di vita--------------si--no

Entro i 10 anni di vita-------------si--no

Entro i 15 anni di vita--------------si--no

e via di seguito.

Esempio : se il risultato è negativo a 35 anni mentre è positivo a 40, dovrò cercare l'evento in questione tra i 35 ed i 40 anni.

Anni 36--------------------si--no

Anni 37--------------------si--no e via di seguito sino a 40 anni.

Procedo quindi a testare i 36 anni, poi i 37, poi i 38 fino a trovare, per esempio, positivo a 39 anni.

Quindi la domanda da porre è la seguente :

N 1) Cosa è successo di inaspettato quando avevi 39 anni che ti ha separato da

qualche persona cara ?

Se ancora la persona non riesce a ricordare procediamo a testare con la stessa modalità sopra indicata in quale periodo dell’anno sia avvenuto l’evento.

Testiamo se è successo nei primi sei mesi dell'anno oppure nei secondi sei mesi dell'anno.

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Nei primi sei mesi dell'anno da Gennaio a Giugno--------------si no Nei secondi sei mesi dell'anno da Luglio a Dicembre------------si no

Se il positivo è nei primi mesi dell'anno testo, gennaio, febbraio , marzo , aprile, maggio giugno . Se il positivo è nei secondi sei mesi dell'anno testo giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre , dicembre.

Gennaio-----------------si no

Febbraio-----------------si no e via di seguito

Una volta identificato il mese procedo con lo stesso sistema ad individuare se si tratta della prima decina del mese, della seconda decina oppure della terza decina.

Se avrò avuto esito positivo relativamente alla prima decina del mese, chiedendo

giorno 1 del mese-----------si no

giorno 2 del mese-----------si no

procederò

giorno 3 del mese-----------si no e via di seguito sino al giorno 10.

Se avrò avuto esito positivo per la seconda decina del mese procederò con

giorno 11 del mese-----------si no

giorno 12 del mese-----------si no

giorno 13 del mese-----------si no e via di seguito sino al giorno 20 del mese.

Qualora la risposta fosse affermativa per la terza decina del mese, il mio testo procederà chiedendo

giorno 21 del mese------------si no

giorno 22 del mese------------si no

giorno 23 del mese------------si inizialmente individuato.

no sino ad arrivare al giorno 30 oppure 31 del mese

Esempio : risulta positiva la seconda decina del mese di maggio.

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Procedo testando il giorno 11, poi il 12, poi il 13 ,14 ,15, 16, 17,18,19,20:

uno di questi giorni darà positivo nel test in quanto è risultata positiva la seconda decina del mese. La seconda decina inizia il giorno 11 e finisce il giorno 20.

Nel caso della mia allieva con l'allergia al kiwi siamo arrivate all'evento con questa modalità di ricerca.

All'inizio non ricordava quasi nulla, ma con qualche elemento d'aiuto è riuscita a ricordare.

Il test dell'età ha dato 3 anni, Il test del mese ha dato maggio, Il test del giorno ha dato 12. Testo nuovamente per verificare se si è trovato l’evento collegato e le date.

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APPENDICE

II

TESTIMONIANZE

TESTIMONIANZA di Catia Rizzi

–Naturopata e Counselor Olistica-

"Con questo mio commento voglio testimoniare la validità del metodo insegnato da Alice Pavsnar nel suo gruppo Facebook, per sciogliere i binari conflittuali che sono causa di intolleranze ed allergie. Nonostante il mio scetticismo iniziale, attraverso la sperimentazione del test kinesiologico delle due dita, ho potuto sperimentare valutandone la veridicità, trovandolo utile nel risolvere casi anche difficili"

TESTIMONIANZA di Mariella di Piazza protagonista del caso di intolleranza alla farina

Mi chiamo Maria Costanza Di Piazza volevo raccontare come ho conosciuto il mio Angelo dal nome Alice che mi ha dimostrato tutto il suo sostegno con un'umanità che non si può neppure immaginare. Una persona unica, preparata. devo molto a lei e non finirò mai di ringraziarla. La conobbi tramite il gruppo di studio e condivisione ' ' La Nuova Medicina Germanica ' '. Inizialmente mi presentai al gruppo e dopo averlo fatto iniziai a studiare insieme a loro. Ho appreso molto in quell'anno e man mano il mio interesse per questa materia così affascinante cresceva ogni giorno di più. Un giorno lei decise di condividere con un piccolo gruppo di vederci a Savona, io sono di Genova. Accettai subito, non vedevo l'ora. Non nego l'emozione quando ci incontrammo grazie ad altri componenti del gruppo che misero a disposizione il loro negozio per ospitarci. L'argomento diventò interessante, trattavasi delle intolleranze alimentari. A quel punto Alice mi fece il test kinesiologico ed inizò a farmi delle domande per risalire al trauma da me subito in passato. Finalmente ho capito cosa poteva essere successo e cosa mi avesse traumatizzato. Da quel momento il mio cervello aveva memorizzato quell’evento ed ogni cosa che mangiavo contenente il frumento attivava quell'attimo come una (DHS), un momento che ci coglie impreparati, un conflitto inaspettato che ci prende in contropiede e fa perdere il controllo della situazione. La prima legge biologica. Da quel momento ero guarita. Iniziai il giorno dopo a reinserire il frumento, inizialmente a piccole dosi, partendo dalla prima colazione. Non potete neppure immaginare cosa ho provato quella mattina! La tavola imbandita piena di merendine, fette biscottate, tutto quello che avevo solo sognato negli anni precedenti . Alla mia cara amica Alice posso solo semplicemente umilmente dire grazie! Grazie! Dal più profondo, grazie!!! Sii sempre te stessa e non cambiare per nessuna ragione al mondo.

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TESTIMONIANZA di Vincenza la Placa - ristoratrice – (tratta da Facebook)

Vincenza, che ha gentilmente dato il consenso a pubblicare un suo post, è risalita al momento dell’inizio sintomi ed al legame tra l’ulivo, oggetto della sua intolleranza, e l’evento memorizzato nell’ inconscio. Per rispetto della privacy di Vincenza non racconto tutta la storia.

Ciao Alice buona festa delle donne che non è oggi ma tutti i giorni

e poi volevo darti la mia testimonianza sul risultato del nostro contatto a proposito

delle intolleranze,mi hai detto che sarebbe passato in pochi giorni e devo confermare che mi è passata, era per le olive e quindi anche l'olio, ho atteso alcuni giorni a riassumere l'olio e adesso che ho ricominciato non ho avuto gonfiore e mal di pancia,ti ringrazio davvero tanto, prendere coscienza del funzionamento è veramente liberatorio”.

TESTIMONIANZA di Francesco, affetto da allergia alle graminacee ed altro (tratto da Facebook)

Buona sera, Io soffro di allergia ai pollini in genere e alle graminacee e aspergillus, mi sono curato per anni con iniezioni sottocutanee , quando questa sera un amico mi ha consigliato di consultarvi visto tutti i miei starnuti . Io non so più che strada prendere le ho provate tutte avete qualche buon consiglio?? Questa mattina ho fatto 4 ore di bici zero starnuti e zero prurito per non parlare degli arrossamenti appena visibili ! La settimana scorsa un disastro dopo solo 2 ore mi sono chiuso in casa e mi sono preso un antistaminico serrando le finestre ! Grazie ancora devo essere sbalorditivo !

Cari lettori questa settimana l'ho passata in Germania in mezzo alla foresta nera

e vi posso garantire che di verde e di pollini era veramente pieno, ma anche

questa volta nulla ! Tra le altre cose anche oggi ho fatto 4 ore di bici e devo dire che meglio di cosi non si poteva !

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TESTIMONIANZA

di Maria Grazia Scarpetta – tratta da Facebook -

Sempre meglio

molte parti del corpo: gambe, cosce, gomiti, testa, mani, dita dei piedi e glutei. Voglio raccontare brevemente la mia esperienza: sono stata in cura per diversi anni

presso un ospedale specializzato nella cura della psoriasi. Un dramma vero; assumevo medicinali piuttosto pericolosi per la salute, tant'e' che mi sottoponevano mensilmente a controlli ematici per scongiurare danni seri al fegato che per mia

fortuna ha reagito bene a tali sostanze

I danni subiti dall'assunzione del medicinale

furono altri

secchezza delle mucose

convivenza con la mia psoriasi

il mio corpo era deturpato da una

così brutta malattia. Un giorno conosco Alice Pavsnar e questo gruppo e con lei ho

con lei ho preso di

petto la psoriasi. Ho cercato nei miei ricordi e vicissitudini del passato, ho sofferto

e farli

molto

iniziato ad avere un delicato, ma profondo scambio di parole

come donna , svalutavo sempre la mia persona

Restava vivo e sofferto il fatto che non mi accettavo

decisi cosi' di gettare il medicinale, preferendo la

caduta eccessiva dei capelli, trigliceridi quasi inesistenti, spossatezza e

si!!! Lo dico con immensa gioia. La mia psoriasi era localizzata in

ho

pianto molto

a volte molti ricordi mi hanno fatto molto male

riaffiorare mi hanno resa consapevole del fatto che proprio nei punti in cui compariva

la psoriasi, c' era stato un contatto che e' venuto in seguito a mancare oppure un

contatto da me non desiderato

suoi veri risultati

E' stato un percorso faticoso e sofferto che ha dato i

GRAZIE.

TESTIMONIANZA di Valentino Dellea – scrittore – cui si riferiscono le foto della psoriasi

“Che cosa ha da dirmi la psoriasi?”

Ecco, questa fu la domanda che mi posi cinque anni fa quando esplose sul mio corpo. Gomiti, ginocchia, caviglie, testa, ma soprattutto sul dorso delle mani. Croste bianche squamose che sanguinavano come un lebbroso e lo sguardo schifato

di chi incontravo.

Beh, come dar loro torto, magari avrei fatto anche io lo stesso. D'altronde da ragazzino quando vidi mio padre con lo stesso problema, pregai Dio che non venisse anche a me … avrei dovuto pregare meglio … forse. Dicevo … le mani, parte importante della comunicazione e del contatto, il resto lo copri con i vestiti, ma le mani no, loro stanno lì ad esporre al mondo chi veramente sei.

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“Ma io chi ero veramente? Perché mi ero fatto questi tatuaggi naturali?” Abbandonai subito le cure dermatologiche, per prima cosa perché erano invasive, in secondo luogo perché questi dottori non avevano la più pallida idea di come trovare una soluzione al problema, mentre io credevo e credo fermamente che c’è sempre una soluzione a qualsiasi problema, sennò non esiste il problema.

Feci molti percorsi definiti “naturali”: dalle terme alle sedute psicologiche, e anche con l’omeopatia, ma i risultati non arrivavano, anzi peggioravo. Tentai anche molte diete rinunciando ad alcuni cibi, con l’assunzione di integratori che mi portavano un leggero sollievo ma mi frustravano, perché rinunciare al piacere del cibo era una costrizione psicologica che ritenevo, e ritengo tutt’ora, un modo negativo di affrontare la vita. Nel senso che “togliere” e “rinunciare” sono verbi che non mi appartengono. Poi cominciai a leggere ed a scrivere senza un motivo preciso, dettato dalla necessità

di conoscere e di esprimere il mio malessere, quasi potesse esserci un potenziale

talento interiore. Mi appassionai alla fisica quantistica ed alla biologia e scrissi un

romanzo, poi ne scrissi un altro. I libri che mi aprirono un mondo di esplorazione interiore furono:” Un nuovo mondo”

di Eckhart Tolle, sul vivere il qui e ora, “Zero Limit” di Joe Vitale sulla tecnica del

ho'oponopono, “Il TAO – la via dell’acqua che scorre” di Alan Watts sul concetto della filosofia di Chuang-tzu e “La biologia delle credenze” di Bruce Lipton sull’incidenza delle credenze limitanti sulla nostra biologia. Quest’ultimo libro mi permise di capire che i miei pensieri e le mie esperienze passate incidevano sul mio stato di salute e sulla mia vita in generale. Mi avvicinai ad una tecnica di bilanciamento dei due emisferi del cervello usando dei test muscolari per sbloccare le mie convinzioni limitanti, e trovare nuove soluzioni da trasmettere alle mie cellule. Questa tecnica si chiama psych-k. Bene. Ora mi chiederete, eri guarito?

No, malgrado avessi ottenuto buoni risultati e fatto un corso di reiki di I e II livello, la mia pelle, come in un effetto circolare, migliorava ma poi ritornava a squamare. Non capivo la motivazione malgrado mi impegnassi bene nella disciplina, mi mancava qualcosa, ed è lì che rifeci la domanda: ” Che cosa ha da dirmi la psoriasi?” Durante questi test kinesiologici chiedevo al mio super-conscio una strada, un’indicazione che potesse portarmi alla definitiva soluzione e questo accadde senza che fossi io a cercarla. Aprì su Facebook un gruppo. Un gruppo di persone che soffrivano della mia stessa malattia e cominciai ad informarmi sulle loro esperienze, nella speranza di un suggerimento positivo e, discutendo, un membro mi fece presente della possibilità delle cinque leggi biologiche di Hamer e che conosceva un gruppo di ricerca, sempre

su Facebook, che ne parlava. Chiesi di poter essere inserito ed una volta accettata l’amicizia conobbi Alice Pasvnar. Cominciai la sera stessa ad interrogarla su tutto per comprendere meglio questo nuovo approccio alla malattia. La prima cosa che capì fu che la malattia era la

soluzione. Mi sembrò incredibile, la malattia non era il problema, ma la soluzione. Questa presa di coscienza fu uno stravolgimento del mio modo di pensare, di essere,

di vivere. La malattia viene in mio soccorso, la malattia è un procedimento perfetto

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che la natura mette in atto per proteggersi dai miei pensieri, dal mio passato. Solo questo scatenò in me una gioia interiore, una visione evolutiva, una percezione straordinaria della vita.

La psoriasi non era mia nemica.

Compresi i miei complessi di separazione e di svalutazione: da mio padre, che ebbi la paura che morisse per una brutta malattia, all’abbandono di un grande amore e alla

perdita del lavoro a causa della crisi economica. Un concentrato di cambiamenti negativi che sfogavo sulla pelle come un tentativo maldestro di proteggermi dal

mondo, dalle ingiustizie. Con Alice intrapresi un dialogo via chat molto intenso ed a volte anche duro (abbiamo anche litigato!) ma, credetemi, davvero costruttivo. Esplose dentro di me tanta consapevolezza che cominciai a riconoscere la mia coscienza, la mia vera essenza. Non era solo più la mia pelle a parlare ma anche la mia anima. Alice ha la capacità di non divagare, entra subito diretta al nocciolo del problema e non ci gira intorno. A volte è tagliente come una lametta e affonda, per poi successivamente ricucire la ferita. La sua analisi è sempre precisa, per lei le cinque leggi biologiche sono come la matematica: due più due fa sempre quattro. Non ti lascia con quel concetto generalizzato e insoddisfacente che molti dottori ti lasciano dopo una visita specialistica… lei ti dice che “ E’ COSI’”… e infatti è come dice lei … cioè come dice Hamer. È molto preparata, professionale, non le sfugge niente e come un’esperta

di

puzzle rimette a posto i tuoi pezzi in disordine per ridarti la tua vera immagine, che

ne

so, di quella volta che sorridevi e c’era una bella giornata di sole.

E da lì uscì il mio secondo libro dal titolo “Il venditore di incipit”.

Un uomo che, avendo perso tutto, si siede su di una panchina e trova un inizio, un incipit.

La coscienza che si esprime nelle parole.

Dialoghi assurdi con personaggi immaginari per trovare il senso della vita, “Tout commence par une interruption” di Paul Valery è il mio incipit per eccellenza, tutto comincia da una interruzione. Cazzo! (scusate il francesismo) ma quando ci vuole, ci vuole.

L’ego era sconfitto, l’appartenenza delle cose e degli affetti non avevano più il peso forte sulla mia mente, io ero diventato un osservatore di me stesso e la panchina era il mio satellite per vedere le vicissitudini del mondo e della mia vita. Ora a che punto sono?

Vi rispondo che sono sempre “a capo” per usare un dialogo del venditore di incipit.

Forse il punto non andrebbe mai messo.

La psoriasi è stata la mia motivazione per fare la ricerca, e cercare non vuol dire

trovare qualcosa, vuol dire non smettere di cercare come io sto facendo adesso, proprio mentre sto scrivendo, perché adesso è tutto quello che ho. Ho ancora degli arrossamenti di pelle e forse ancora delle cose da risolvere, ma è pelle e non una corazza come avevo prima. Sono in un percorso di cura (nel senso che si sta prendendo cura di me) con Maria Gabriella Bardelli che tra l’altro ha scritto un libro bellissimo che si intitola:”La guarigione è dei pazienti”, persona straordinaria anche lei come Alice. Per quanto riguarda il mio libro non lo so, non l’ho ancora pubblicato, partecipo ad

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un concorso letterario. È piaciuto a persone importanti che ho avuto il privilegio di conoscere, e già solo per il fatto di averle conosciute mi ha permesso di elevarmi come persona e come uomo. Dove sono diretto non ne ho la più pallida idea ma, credetemi, la vita è una bellissima incertezza e lasciate che sia così.

Vi lascio con un dialogo del mio venditore di incipit e vi abbraccio e vi ringrazio solo perché mi avete letto, e vi perdono perché non c’è nulla da perdonare, e vi amo perché amare è necessariamente naturale.(….)

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Esempio fotografico n° 1

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Esempio fotografico n° 2

Esempio fotografico n° 2 Diritti di Rivendita Inclusi – Vietato modificarne il contenuto 94

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Esempio fotografico n°3

Esempio fotografico n°3 Diritti di Rivendita Inclusi – Vietato modificarne il contenuto 95

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Ringraziamenti

Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in me, in questo ambizioso progetto ed hanno collaborato alla sua realizzazione.

Un grazie particolare a Gabriella Lantero e Gaetano Macaluso per il loro prezioso contributo.

Grazie di cuore a tutti

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