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N. 00361/2014 REG.PROV.COLL.

N. 00032/2014 REG.RIC.
N. 00065/2014 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo
sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 32 del 2014, proposto da:
Associazione di Volontariato della Protezione Civile Valtrigno O.N.L.U.S., rappresentata e difesa
dall'avv. Pierpaolo Andreoni, con domicilio eletto presso Domenico Russi in Pescara, via
D'Annunzio 229;
contro
Asl N. 2 Lanciano-Vasto-Chieti, rappresentata e difesa dall'avv. Germano Belli, con domicilio
eletto presso Renato Di Benedetto in Pescara, via Pisa, 29;
nei confronti di
Comitato Locale Cri di Vasto, Comitato Provinciale Cri di Chieti;

sul ricorso numero di registro generale 65 del 2014, proposto da:
Societ Cooperativa Sociale Europea Soccorso Onlus, rappresentata e difesa dagli avv. Maurizio
Mililli, Lorenzo Passeri Mencucci, con domicilio eletto presso Lorenzo Passeri in Pescara, via
Falcone e Borsellino, 38;
contro
Asl N. 2 Lanciano-Vasto-Chieti, rappresentata e difesa dall'avv. Germano Belli, con domicilio
eletto presso Renato Di Benedetto in Pescara, via Pisa, 29;
nei confronti di
Associazione C.R.I. - Comitato Regionale Abruzzo, Associazione C.R.I. - Comitato Locale di
Chieti, Associazione C.R.I. - Comitato Locale di Lanciano, Associazione C.R.I. - Comitato Locale
di Vasto, Associazione C.R.I. - Comitato Centrale Roma, rappresentati e difesi per legge
dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in L'Aquila, via Buccio di Ranallo C/
S.Domenico;
per l'annullamento
quanto al ricorso n. 32 del 2014:
della deliberazione n. 1821 del 30 dicembre 2013 con la quale il Direttore Generale della A.S.L. n.
2 Lanciano-Vasto-Chieti ha approvato la convenzione stipulata con la Croce Rossa Italiana -
Comitato regionale Abruzzo e Comitati Locali di Chieti, Lanciano e Vasto, per attivit di trasporto
sanitario.
quanto al ricorso n. 65 del 2014:
della Deliberazione n. 1821 del 30 dicembre 2013, con la quale il Direttore Generale della A.S.L. n.
2 di Chieti - Lanciano - Vasto ha approvato la convenzione sottoscritta con le Associazioni CRI
controinteressate, avente ad oggetto l'affidamento agli stessi dello svolgimento dei servizi di
trasporto sanitario per il periodo 31/12/2013 - 30/12/2016; nonch di ogni altro atto presupposto,
connesso e consequenziale.

Visti i ricorsi e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Asl n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti e della Associazione
C.R.I.;
Viste le memorie difensive.
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 luglio 2014 il dott. Massimiliano Balloriani e uditi l'avv.
Pierpaolo Andreoni, l'avv. Germano Belli, l'avv. Lorenzo Passeri Mencucci e lavvocato distrettuale
dello Stato Luigi Simeoli;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
1.- Con il ricorso n. 65 del 2014, la Societ cooperativa sociale europea soccorso onlus, operante nel
settore e precedente affidataria del medesimo servizio mediante convenzione stipulata in data 30
giugno 2005, ha impugnato la delibera n. 1821 del 2013, con la quale si decisa la stipula della
convenzione per lattivit di trasporto sanitario tra la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, il Comitato
regionale CRI Abruzzo e i Comitati locali di Chieti, Lanciano e Vasto.
Con il ricorso n. 32 del 2014 la medesima delibera stata impugnata anche dallassociazione di
volontariato della protezione civile Valtrigno onlus, che ha altres chiesto la condanna
dellAmministrazione resistente a procedere ad indire una gara per laffidamento del servizio in
questione.
Alla camera di consiglio del 15 luglio 2014 entrambi i ricorsi sono passati in decisione.
2.- Essi possono essere riuniti ai fini della decisione in ragione della evidente connessione
soggettiva ed oggettiva.
2.1.- Dalle articolate difese e prospettazioni delle parti emerge, in sostanza, che lAmministrazione
resistente abbia inteso stipulare direttamente la convenzione in questione con la CRI, sul
presupposto che questultima sia da considerare un Ente pubblico non autorizzato ad operare sul
mercato e quindi non possa ritenersi un operatore economico, con ci essendo sottratto alla
disciplina sulla concorrenza di matrice comunitaria.
Come evidenziato dalle parti (cfr. pag. 9 del ricorso introduttivo n. 65 del 2014) e non oggetto di
contestazione, la convenzione decisa dalla Asl il 30 dicembre 2013 stata poi stipulata il successivo
31 dicembre 2013 (per una durata triennale dal 31 dicembre 2013 al 30 dicembre 2016), e, a tal
proposito, anche lAmministrazione resistente ammette espressamente che in base alla disciplina gi
vigente da quella data, dal 1 gennaio 2015 la CRI diventer un soggetto di diritto privato e come
tale autorizzato ad operare nel mercato (cfr. pag. 14 della memoria nel ricorso n. 65 del 2014).
In effetti, il d.l. n. 101 del 31 agosto 2013 (convertito in legge n. 125 del 30 ottobre 2013) ha
modificato larticolo 2 comma 1 del d.lgs. n. 178 del 28 settembre 2012 (spostando dal 1 gennaio
2014 al 1 gennaio 2015 il momento in cui la CRI perder la personalit di diritto pubblico per
acquisire quella di diritto privato).
Da parte ricorrente si evidenzia poi che larticolo 1 del d.lgs. n.178 del 2012, nel modificare da
subito i compiti della CRI, non ha incluso in essi, al comma 4, anche la possibilit di espletare
servizi di trasporto infermi per conto degli organi del SSN, e pertanto, nel caso di specie, pur
conservando personalit di diritto pubblico fino al 1 gennaio 2015, ai sensi dellarticolo 2 comma 1
del medesimo d.lgs., non avrebbe potuto stipulare una convenzione senza gara non agendo in tal
caso nellabito dei propri fini istituzionali pubblici, ma per fini ulteriori, non ammantati dallo statuto
pubblicistico.
In realt, il comma 6 del medesimo articolo 1 del d.lgs. n. 178 del 2012 dispone che
l'Associazione, anche per lo svolgimento di attivit sanitarie e socio sanitarie per il Servizio
sanitario nazionale (SSN), pu sottoscrivere convenzioni con pubbliche amministrazioni,
partecipare a gare indette da pubbliche amministrazioni e sottoscrivere i relativi contratti. Per lo
svolgimento delle attivit di cui al presente articolo, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono autorizzate a stipulare convenzioni
prioritariamente con l'Associazione.
Tale disposizione, come appare evidente, include tra i compiti della CRI anche la possibilit di
svolgere attivit sanitarie e socio sanitarie per conto del SSS, non prendendo espressamente
posizione univoca in ordine alla alternativa tra partecipare a gare o stipulare convenzioni.
Essa pertanto appare interpretabile proprio alla luce della previsione di cui allarticolo 2 comma 1,
secondo cui La CRI riordinata secondo le disposizioni del presente decreto e dal 1 gennaio 2015
fino alla data della sua liquidazione assume la denominazione di Ente strumentale alla Croce
Rossa italiana, di seguito denominato Ente, mantenendo la personalit giuridica di diritto pubblico
come ente non economico, sia pure non pi associativo, con la finalit di concorrere
temporaneamente allo sviluppo dell'Associazione.
Nel senso che fino al 1 gennaio 2015 il regime di diritto pubblico consente lo strumento della
convenzione in via diretta e senza gara, mentre per il periodo successivo lo statuto privatistico
impone alla CRI di partecipare alle gare pubbliche qualora voglia svolgere servizi per conto del
SSN.
Quanto alla stipula della convenzione tra la Asl e la CRI, nella vigenza dello statuto pubblicistico, e
quindi prima del 1 gennaio 2015, in via diretta e senza gara, ex articolo 15 della legge n. 241 del
1990, il Collegio, appunto, ritiene che ci sia legittimo atteso che, come affermato dalla
giurisprudenza che si condivide, ben possibile ricorrere allo strumento di cui allarticolo 15 della
legge n. 241del 1990 quando una pubblica Amministrazione intenda affidare, anche a titolo
oneroso, ad altra pubblica amministrazione un servizio ove questo ricada tra i compiti istituzionali
dellEnte affidatario (cfr. Consiglio di Stato, ordinanza n. 966 del 2011, e la giurisprudenza anche
comunitaria ivi richiamata sul partnerariato pubblico/pubblico, dalla quale si evince in particolare
che i partenariati pubblico-pubblico cos come gli accordi di collaborazione tra autorit locali non
rientrano nel campo di applicazione delle direttive sugli appalti pubblici a condizione che: - lo
scopo del partenariato sia lesecuzione di un compito istituzionale di tutte le autorit locali in
coinvolte; - il compito sia svolto esclusivamente dalle autorit pubbliche medesime, senza la
partecipazione di privati o di imprese private; - lattivit sia espletata essenzialmente per le autorit
pubbliche coinvolte; tutte circostanza allevidenza ricorrenti nel caso di specie).
E per quanto appena illustrato, in virt dellarticolo 1 comma 6 del d.lgs. n. 178 del 2012, anche lo
svolgimento di attivit sanitarie e socio sanitarie per il Servizio sanitario nazionale (SSN) deve
ritenersi rientrante tra i compiti istituzionali della CRI, con la precisazione gi evidenziata che, al
mutare del regime giuridico in privatistico, il rapporto convenzionale e senza gara non pi da
ritenersi legittimo, poich dal 1 gennaio 2015 la CRI smetter di essere un Ente pubblico non
economico per diventare un soggetto privatistico e quindi un operatore economico a tutti gli effetti.
Solo da quel momento del resto sar possibile a questultima la partecipazione alle gare come
genericamente indicato dallarticolo 1 comma 6 del d.lgs. n. 178 del 2012, e quindi solo da quel
momento essa potr essere considerata un operatore economico.
Ne consegue che fino a quella data non sussistono le perplessit evidenziate anche da parte
ricorrente circa la compatibilit con il diritto comunitario di un affidamento diretto del servizio alla
CRI (cfr. Consiglio di Stato, ordinanza n. 966 del 2011).
Difatti, fino al 1 gennaio 2015, quando essa diventer privata, la disciplina dello statuto della CRI
resta quello di cui al d.p.c.m. n. 97 del 2005, che allarticolo 2 comma 1 lettera d) prevede appunto
la stipula di convenzioni con il SSN, e che deve intendersi sino a quel momento richiamato anche
dal d.lgs. n. 178 del 2012 che allarticolo 1 comma 6 dispone che L'Associazione svolge ogni altro
compito previsto dal proprio statuto.
In sostanza, ad avviso del Collegio, sin quando la CRI manterr lo statuto pubblicistico, cio fino al
1 gennaio 2015, continuano ad applicarsi i principi enunciati ex professo dalla giurisprudenza (cfr.
Tar Lazio, Roma, sentenza n. 9844 del 2012) e pertanto la medesima CRI non potr essere
considerata operatore economico, a prescindere dalla natura onerosa o meno degli impegni assunti,
con conseguente insussistenza dei dubbi di compatibilit comunitaria della stipula di convenzioni
con Enti del SSN senza gara evidenziati nella richiamata ordinanza n. 966 del 2011 del Consiglio di
Stato.
In tali limiti, inoltre, sussiste la compatibilit tra lo statuto vigente della CRI, approvato con
d.p.c.m. 6 maggio 2005, n. 97, e la disciplina di cui al d.lgs. n. 178 del 2012 (cfr. appunto larticolo
8 del medesimo d.lgs. che prevede labrogazione del d.p.c.m. n. 97 del 2005 dalla data del 1
gennaio 2015 e che Fino alla predetta data si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di
cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 97 del 2005; Fino al 31 dicembre
2014 la CRI continua ad esercitare i compiti istituzionali di cui all'articolo 1, comma 4, applicando
le disposizioni del presente decreto e quelle di cui alla disciplina vigente sulla medesima CRI
compatibili con il decreto medesimo).
Da tutto quanto premesso, emerge altres che la delibera impugnata (inscindibilmente legata da un
nesso di funzionalit causale con la convenzione a valle) viziata, come evidenziato da parte
ricorrente, laddove ha previsto una durata che v oltre il periodo di permanenza della personalit di
diritto pubblico in capo alla CRI e quindi oltre il periodo della sua esenzione dalla disciplina di
matrice comunitaria in virt della qualifica di soggetto pubblico non operatore economico.
Del resto, la circostanza che il d.lgs. n.178 del 2012 (articolo 3 comma 4) preveda la possibilit di
un subentro automatico in favore dei nuovi soggetti privati nei rapporti istaurati dalla CRI soggetto
pubblico (a far data dal 1 gennaio 2015 l'Associazione subentra in tutte le convenzioni in essere
con la CRI alla predetta data e ad essa sono trasferiti i beni mobili e le risorse strumentali necessari
all'erogazione dei servizi in convenzione) - invece legittimare una convenzione ex articolo 15 della
legge n. 241 del 1990 che, pur nota e prevista tale futura modifica di personalit giuridica, stabilisca
un durata oltre la data di tale trasformazione - ne mette viceversa in luce gli effetti ultimi, appunto
contrari ai richiamati principi di diritto comunitario, oltre che interno.
Difatti, stabilendo la durata della convenzione ben oltre il periodo successivo alla trasformazione
della CRI si realizza sin dora un indebito vantaggio, senza gara, in favore di un futuro soggetto
privato operatore economico, realizzandosi sostanzialmente unelusione della disciplina in materia
di concorrenza, attraverso una operazione che solo apparentemente non viola direttamente la
disciplina stessa, ma in realt giunge al medesimo risultato da questa vietato.
Nel caso di specie, peraltro, la convenzione stata conclusa dai comitati locali della CRI, per i quali
larticolo 1 bis del d.lgs. n. 178 del 2012 ha previsto una disciplina speciale, nel senso che per questi
ultimi non stato previsto dalla legge n. 125 del 2013 (di conversione del d.l. n. 101 del 2013) uno
slittamento di un anno del termine di privatizzazione (cfr. 1 bis comma 1 del d.lgs. n. 178 del 2012
cit.: I comitati locali e provinciali esistenti alla data del 31 dicembre 2013, ad eccezione dei
comitati delle province autonome di Trento e di Bolzano, assumono, alla data del 1 gennaio 2014,
la personalit giuridica di diritto privato, sono disciplinati dalle norme del titolo II del libro primo
del codice civile e sono iscritti di diritto nei registri provinciali delle associazioni di promozione
sociale, applicandosi ad essi, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, la legge 7
dicembre 2000, n. 383).
Tale comma stato inserito dalla legge di conversione cit. nel modificare il comma 10 ter
dellarticolo 4 del d.l. n. 101 del 2013, prevedendo appunto il 1 gennaio 2014 come termine per la
modifica della personalit giuridica dei soli comitati locali e provinciali.
Al ch alcuni commentatori hanno ritenuto che si debba ritenere introdotto un termine diverso per la
trasformazione della personalit giuridica della CRI in ambito regionale e nazionale rispetto a
quello per la trasformazione dei comitati locali e provinciali.
In realt, ad avviso del Collegio, dovrebbe prevalere la disposizione generale prevista dal
successivo comma 10 quater del d.l. 101 cos come modificato dalla legge di conversione, nel senso
che le parole 1 gennaio 2014 ovunque ricorrono sono sostituite dalle seguenti 1 gennaio 2015.
Sicch, deve ritenersi che il legislatore, invece di prevedere direttamente il 1 gennaio 2015 per i
comitati locali e provinciali, ha preferito, magari per uniformit, indicare anche per essi la data del 1
gennaio 2014, destinata a diventare appunto 1 gennaio 2015 in virt della modifica generale appena
richiamata.
In ogni caso, peraltro, la prospettazione di parte resistente era appunto nel senso che il termine del 1
gennaio 2015 si applicasse anche i comitati locali e provinciali (cfr. ad esempio pag.11 della
memoria depositata il 17 marzo 2014), e a fronte di ci le parti ricorrenti non hanno sviluppato
specifiche idonee difese (ferme restando le considerazioni, in merito a tali termini, svolte dal
Collegio e di cui si appena riferito).
Ne consegue che, per tutto quanto premesso, i ricorsi in epigrafe, sono fondati laddove tesi a
censurare laffidamento in convenzione senza gara del servizio in questione, per una durata
eccedente il 1 gennaio 2015, e quindi in elusione della normativa riferita che ha mutato la natura
della personalit giuridica della CRI proprio da quella data, con la conseguenza che gli atti
impugnati devono intendersi affetti da illegittimit parziale, per contrariet alla disciplina illustrata;
con il consequenziale obbligo dellAmministrazione resistente di provvedere con gara pubblica per
il periodo successivo appunto al 1 gennaio 2015.
3.- Le spese possono essere compensate in ragione dei limiti entro cui stato accolto il ricorso e
della complessit delle questioni affrontate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)
definitivamente pronunciando, previa riunione, sui ricorsi in epigrafe, li accoglie nei limiti e nei
sensi di cui in motivazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.
Cos deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 3 luglio 2014 con l'intervento dei
magistrati:
Michele Eliantonio, Presidente
Alberto Tramaglini, Consigliere
Massimiliano Balloriani, Consigliere, Estensore




L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE










DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/07/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)