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Corso Base.
Riassunto essenziale dei contenuti del seminario






















INSEGNANTE:
Alessandro Segalini
Ricercatore di spiritualit e parapsicologia
Master Reiki Usui, Komyo, Kundalini
Master Violet Flame Reiki
Master Karuna Reiki 1- 2

Via Nuvolone n. 15 20156 MILANO
Tel. 339.16.15.161
e-mail: reikimilano@alice.it
www.reikimilano.com



Meditazione.


La mente.

Cos.

In genere, si definisce con questo termine linsieme delle facolt intellettive di un essere umano,
laddove con intelletto si pu intendere, in generale, la capacit di concepire pensieri, elaborare
concetti, formulare giudizi e utilizzare tutte le attivit cosiddette razionali (calcolo, elaborazione,
uso della logica).

Volendo fare degli esempi, si utilizza la mente quando si devono risolvere delle operazioni
aritmetiche; quando si calcolano gli importi delle tasse o delle altre bollette da pagare; quando,
dovendo organizzare, occorre conteggiare i partecipanti ad un viaggio o ad una cena di gruppo per
poter prenotare.
Utilizziamo la mente anche quando impariamo qualcosa di nuovo. Identifichiamo, cataloghiamo ed
etichettiamo le informazioni recepite e provvediamo a memorizzarle, curandoci di farlo in modo tale
che potremo andare a ripescare ci che abbiamo memorizzato non appena ne avremo la
necessit (per utilizzare la conoscenza acquisita, per fare dei confronti, ecc.).

Qualcuno, nella storia del pensiero, ha affermato che la mente in quanto tale, come apparato,
non esiste neppure, ma esisterebbero soltanto i pensieri e le loro dinamiche e quindi potrebbe
parlarsi di mente solo con riferimento al processo di manifestazione dei pensieri (cfr., ad
esempio, Osho).
In esoterismo, invece, la mente identificata addirittura con un determinato corpo sottile visto
come uno degli strati dellaura: in particolare, identificata con il corpo mentale, nel quale
transiterebbero e sarebbero contenuti i nostri pensieri (detti pensieri forma o forme pensiero).
Alla fine, comunque e questo incontestabile al di l delle varie teorie, quando si parla di
mente si parla sempre di pensieri.
Approfondire questo aspetto porterebbe ad un discorso complesso e poco utile allo scopo che
vogliamo prefiggerci con questo corso base.
Che esistano solo pensieri o che esista anche una struttura mente, per noi indifferente:
vogliamo capire meglio come funziona questa parte di noi al fine di poterci convivere e di poterla
utilizzare al meglio delle nostre possibilit.

Per riassumere, quindi, possiamo dire che mente significa attivit intellettiva (concetti, giudizi,
pensieri, logica).


Il problema della mente.

Sempre pi spesso (prevalentemente in ambiti di spiritualit e consapevolezza) si sente dire che la
mente un grosso limite, un problema, una trappola per lessere umano nella sua ricerca di
consapevolezza. Pertanto, si tratterebbe di qualcosa che secondo alcuni sarebbe da annullare (si
ricordi lespressione uccidere il manas in voga nelle antiche tradizioni ind) e che secondo altri,
sarebbe comunque da gestire, incanalandone e dirigendo in modo consapevole la sua energia.
In ogni caso, la mente vista come un aspetto da gestire.

Vediamo di approfondire.

Non si pu negare, al giorno doggi, nel XXI secolo, la grande utilit della mente per lessere
umano:

1) nelle scoperte scientifiche (che derivano da intuizioni, s, ma necessariamente elaborate da
un pensiero correttamente indirizzato in unattivit di ricerca e perfezionamento); se oggi, a
differenza del secolo scorso, possiamo istantaneamente comunicare con chiunque
vogliamo, anche con pi persone contemporaneamente, attraverso il telefono, gli sms, la
posta elettronica o un social network, dobbiamo questo allattivit della mente umana;

2) in generale, nellattivit lavorativa dellessere umano (ormai irrinunciabile per la maggior
parte delle persone), che sia nello svolgimento di attivit manuali che intellettuali si
trova comunque a dover agire ed organizzare;

3) nella nostra evoluzione personale intesa come aumento di saggezza e consapevolezza,
permettendoci di elaborare le esperienze vissute, di ragionarci su, di fare confronti con
altre esperienze.
In altre parole, un ponderato uso della mente in un momento successivo a quello in cui abbiamo
vissuto esperienze particolarmente forti (gradevoli o sgradevoli che fossero), permette di
rielaborarle e di farci capire (se veramente lo vogliamo) cosa dovevamo imparare da
quellesperienza e cosa abbiamo effettivamente imparato.
Permette, ad esempio, di ricordare che quanto di spiacevole ci appena accaduto nel rapporto
con una persona, rispecchia esattamente latteggiamento da noi tenuto, anni prima, nei confronti di
qualcun altro. Permette quindi alle nostre parti spirituali pi profonde di comprendere meglio noi
stessi e gli altri, nonch la nostra evoluzione.

La mente pu quindi essere uno strumento utilissimo, tanto nella vita pratica quanto negli ambiti
pi intimi della nostra vita, purch rimanga soltanto uno strumento.
Per fare un paragone che illustri questa strumentalit, potremmo pensare alluso della parola
(comprensivo degli organi che ci permettono di parlare e di ogni struttura nel sistema nervoso che
ci permetta questa capacit): concorderemo sul fatto che possiamo decidere a piacimento se e
quando parlare, cos come possiamo decidere di tacere senza fatica in ogni altra circostanza.
Allo stesso modo dovrebbe funzionare lattivit mentale.
Lutilit della mente e la necessit che continui a funzionare, quindi, sono subordinate al suo
utilizzo come strumento e alla circostanza che il suo possessore (la singola persona) non si
faccia dominare da essa (in senso conforme, cfr. ad es.: Eckhart Tolle, Il potere di Adesso).

Riassumendo, quindi, la mente uno strumento prezioso, utile e necessario nellevoluzione
umana; nella vita pratica e nel lavoro; per la nostra crescita spirituale.

C per un problema: quasi ogni persona si trova ad essere (anche inconsapevolmente)
dominata dalla mente. Pi che pensare, si pensati.

Per averne un esempio, basti provare ad osservare il pensiero.

Secondo i buddhisti, il pensiero cammina da solo (cfr. Dhammapada, 40), come la scimmia che
salta di ramo in ramo senza nemmeno seguire ununica direzione.

Valga il vero con un esempio.
Usciamo di casa, ed ecco che si affaccia il pensiero di ci che dovremo fare al lavoro. Se stata
evocata limmagine di un collega, ecco che lattenzione si sposta sul ricordo di una discussione
avuta con tale persona, delle emozioni provate, e quantaltro (mentre questo avviene, noi sul piano
fisico attraversiamo la strada, magari con il semaforo rosso). Quindi, la vicenda ricordata e le
emozioni smosse ci portano a ricordare, per associazione, altri episodi simili avuti con amici o
parenti. Ipotizzando che la catena di pensieri si sia momentaneamente interrotta per larrivo del
bus o per lo squillo del telefono, poco dopo, la vista di una persona che cammina per la strada ci
porta a ricordare altra persona che le assomiglia, le sue caratteristiche, la nostalgia che ci viene
nel ricordare che quella persona, con noi, ha preferito tagliare i rapporti. E immediatamente, con
altra associazione di pensieri, ci mettiamo a ragionare sul fatto che come tale persona non aveva
tutti i torti ad aver interrotto il rapporto con noi cos dovremmo essere in grado di fare noi con
qualcun altro da cui ormai ci sentiamo veramente esasperati. Si inizia quindi ad elaborare delle
idee, delle soluzioni con cui poter realizzare tale progetto. E cos via fino a quando non si giunge
alla meta.
Analizzando lesempio fatto, si pu affermare che non c stato un solo minuto in cui i pensieri si
siano fermati o comunque in cui la consapevolezza sia stata centrata in ci che si stava facendo
(camminare per strada con attenzione ad ogni attimo presente).
Lintero viaggio stato fatto, come suol dirsi, con la testa fra le nuvole.

Spesso, allarrivo al posto di lavoro, a scuola, alluniversit o comunque nel luogo in cui ci si voleva
recare, ci si sente gi stanchi e stressati. Non per la fatica stessa del viaggio, ma per la miriade di
attivit che la nostra mente ci ha costretti a compiere.
Ovviamente, questa attivit ha comportato un dispendio di energia.
Abbiamo utilizzato una parte considerevole della nostra energia per questo giro caotico di pensieri.
Non ci azzarderemo a definirlo spreco di energia come molti fanno perch ogni cosa ha un suo
senso nellinsieme, ma questa una questione troppo profonda che svierebbe lintento di questo
corso.

Chi vuole potr provare a prestare attenzione al sorgere dei propri pensieri, eventualmente proprio
durante luscita mattutina da casa.
Ne risulter evidente che quasi impossibile anche soltanto seguire le associazioni mentali. Dopo
poco tempo non siamo pi neppure in grado di ricostruire la catena di tutto ci che avevamo
pensato.
Ci accorgiamo che questa attivit mentale inizia in un luogo (necessariamente mentale)
inaccessibile: potremo chiamarlo inconscio. E poi questo movimento, questa corrente sempre pi
forte, ad un certo punto emerge e ci tira come su una giostra dalla quale difficile scendere perch
non ci siamo mai accorti di essere saliti.

Tutto questo, come detto, fa avvertire una sensazione di stanchezza e di perdita del proprio
baricentro.
Tutto questo UTILIZZA E DISPERDE LA NOSTRA ENERGIA in mille rivoli, impedendole di
potersi centrare e focalizzare.

Bisogna imporsi di ritornare sovrani, di riprendere il ruolo di chi comanda in casa propria.

Come secondo la mitologia ind il dio Shiva, grande asceta delle altezze montane, con un solo
sguardo del suo occhio frontale (locchio della sapienza), ha incenerito Kma, il demone del
desiderio allorch lo stesso tent di deviare il suo animo, cos dobbiamo riuscire ad imparare come
fare per incenerire sul nascere i processi mentali subdoli che si generano nei nostri strati inconsci
e che, in quel momento, non ci servono.
La mente dovr essere governata e gestita in modo tale che possa entrare in azione soltanto
nel momento in cui le richiesto di farlo.
In ogni altro momento, non dovremo esserne disturbati.

Ritrovare il proprio centro.
Veniamo ora alla parte pratica.
Nel corso della storia dellumanit, sono stati proposti tanti diversi metodi per gestire, utilizzare,
dominare la mente.
Tra le innumerevoli soluzioni proposte nella storia da varie scuole spirituali, non dobbiamo
attaccarci ad una proposta considerandola oro colato o comunque interpretandola alla lettera, ma
dobbiamo oggi utilizzare tutte le conoscenze in nostro possesso per trovare una strada di
mezzo, che eviti gli estremi e i fanatismi.

Si detto come la necessit primaria sia scoprire il carattere dispersivo della mente, la sua
tendenza a lavorare da sola ed anche a sopraffare, in qualche modo, la nostra consapevolezza di
esserci e di essere presenti, per mettere finalmente in atto delle tecniche atte a convivere con la
nostra mente in modo tale da mantenere la nostra presenza, il nostro baricentro, il controllo di
casa nostra.

Sar quindi opportuno praticare gli esercizi proposti non soltanto in un orario a ci dedicato, ma in
diversi momenti della nostra giornata.

1. La mattina appena svegli: qualche respirazione e la ripresa del controllo.
La notte, nei momenti in cui dormi, normale che la mente possa lavorare da s.
Soprattutto nei primi periodi in cui mediti, potrebbe accadere che tu abbia sogni molto vividi e
intensi, talvolta caricati di emozioni molto forti e poco gradevoli. Non te la prendere se accade. E il
tentativo (da parte della mente e di tutto lente samsarico) di dare un colpo di coda alla tua sempre
maggiore presa di controllo durante il giorno.
Non appena ti svegli, a qualunque ora della notte o della mattina, nella massima tranquillit e nella
gioia di chi sa di avere intrapreso un lavoro importante, rimettiti immediatamente al comando,
magari aiutandoti con unaffermazione mentale del tipo Eccomi, io sono qui. Io esisto, Io sono, Io
sono presente.
Imponi questa tua presenza sopra ogni pensiero che possa cercare di entrare o che sia gi entrato
attraverso un sogno o un incubo. Se anche cos fosse accaduto, ricorda che prima, queste
immagini e questi pensieri erano entrati. Ma passato. Ora sei nel presente e dentro di te, sei e
vuoi essere presente solo tu.
Quindi, mettiti al controllo della tua mente ed inizia a fare il padrone di casa con lintenzione di
continuare a farlo, sia che tu possa riaddormentarti e continuare il sonno, sia che tu debba iniziare
la giornata con le attivit quotidiane.

2. Nella giornata.
Qualunque cosa tu faccia, rimani al controllo.
Puoi farlo mentre svolgi un lavoro manuale, cos come mentre sei in viaggio (a piedi o su un
mezzo pubblico).
Ricordare la presenza.
Ogni tanto (specialmente se non sei costretto a svolgere un lavoro di concetto o di
concentrazione), puoi importi di ricordarti la tua presenza nel qui ed ora, e mentalmente affermare
Io sono qui e sono presente.
In qualche modo, come vedi, ci aiutiamo proprio con la mente.
Ma dopo aver cristallizzato questa affermazione, lascia andare ogni pensiero, anche quello di
esserci, consapevole che ogni pensiero qualcosa di diverso da te, e limitati a vivere il tuo
esserci.
Considerati il padrone di casa, il cocchiere che guida la carrozza, il direttore di ogni parte di te
stesso (formato da mente, emozioni, corpo fisico con tutti i suoi organi ed apparati). Scegli tu la
similitudine che pi si adatta al caso concreto.

Ti trovi a doverti spostare da un luogo ad un altro senza dover guidare un veicolo, o comunque a
dover pazientare in lunghe attese? Puoi praticare anche un po di pranayama.

Concentrazione sul respiro (pranayama).
Mentre cammini (o anche mentre ti trovi su un mezzo di trasporto), puoi concentrarti sul tuo
respiro.
Inspira (senza riempire i polmoni allestremo).
Quindi arresta il respiro per un tempo che sia la met di quello dellinspirazione (per semplicit,
linspirazione dura 2t, la pausa dura t; sarai tu a scegliere la durata di t, in modo che tu possa fare
lesercizio sentendoti a tuo agio).
Con un esempio, quindi, se inspiri per 4 secondi (puoi contare fino a 4 tenendo
approssimativamente il ritmo di un secondo per cifra contata), tratterrai il respiro per altri 2 secondi.
Trattieni quindi il respiro, consapevole che fermando il respiro si ferma anche il pensiero.
Quindi, espira, nuovamente per un tempo 2t (il doppio del tempo impiegato nella pausa e lo stesso
tempo dellinspirazione).
Continua cos trovando il ritmo pi adatto a te.
Se cammini puoi sostituire i secondi o il conteggio con i passi.
E un po pi difficile svolgere esercizi se stai guidando o se devi svolgere lavori di concetto. In
entrambi questi casi, rimani al controllo evitando di ascoltare pensieri non pertinenti con quello che
stai facendo.
Ci che pi importante, che tu possa realizzare la tua piena consapevolezza nellattimo
presente.

3. Meditazione da seduti.

Una delle pratiche pi semplici la meditazione sul respiro. Questa pratica alimenta sia la
concentrazione che la consapevolezza.
E' il metodo che secondo la leggenda condusse il Buddha all'illuminazione, ma che ha anche
trovato un uso pi mondano nella psicoterapia e nella medicina comportamentale come tecnica
per rilassarsi profondamente.
Per cominciare, trova una posizione comoda a schiena eretta, pur senza sforzarla.
Sopra la sedia puoi mettere anche un cuscino. E importante cercare di eliminare o attenuare il pi
possibile ogni disagio di carattere fisico (fastidio, dolore) per quanto ci possibile.
Ora, porta la tua consapevolezza sul tuo respiro, notando ogni inalazione ed esalazione. Puoi
osservare il respiro sia sentendo le sensazioni alle narici sia notando l'alzarsi e l'abbassarsi del tuo
ventre mentre respiri.
Cerca di essere consapevole di ogni respiro per la sua intera durata: l'intera inspirazione, l'intera
espirazione.
In questa meditazione, non cercare di controllare il respiro, ma limitati ad osservarlo. Se il tuo
respiro diviene pi leggero, lascialo essere leggero. Se diviene pi veloce, assecondalo: potrebbe
indicare che nei respiri precedenti avevi rallentato eccessivamente ed necessario ristabilire
lequilibrio nel corpo, oppure lequilibrio deve ripristinarsi ai livelli emozionali e mentali: lessere
umano, in tutti i suoi livelli, molto complesso e non infrequente che nella meditazione si
smuovano contenuti e cariche emozionali che avevamo relegato nellinconscio. Va tutto bene. E
linizio di un grande cammino. Lascia che sia.
Analogamente, asseconda il tuo respiro se diviene pi lento. Il respiro si regola da s. Mentre
mediti, il tuo lavoro semplicemente quello di esserne consapevole: stai meditando e hai scelto di
meditare osservando il tuo respiro. Tutto qui.
Ogniqualvolta noti che la tua mente si distratta, riportala gentilmente sul tuo respiro.


Una modalit alternativa sar quella (sempre mantenendo la posizione seduta a schiena dritta) di
utilizzare il pranayama (controllo del respiro) come gi descritto sopra.
Inspirazione, trattenimento del respiro, espirazione.
La tua attenzione (ed energia) sar diretta sia al sentire il respiro, sia a mantenerne il controllo.
Con il tempo, riuscirai a rallentare il ritmo, arrivando ad effettuare anche soltanto 3 o 4 inspirazioni
al minuto.

Durante la meditazione, il tuo patto con te stesso sia quello per cui ogni altra cosa al di l del tuo
respiro - pensieri, progetti, ricordi, suoni, sensazioni - distrazione e non ci dovr coinvolgere.
In realt, nella vera Realt, sei Presenza, pura Presenza.
Per questo corso base, siano sufficienti queste nozioni.



Appendice.

Nessun accanimento, nessuna aspettativa, nessuna lotta con la nostra mente.

Una volta compreso il lavoro che potr essere fatto, sar fondamentale ricordare che eccedere
nell'entusiasmo ed attaccarsi al risultato desiderato (il controllo totale della mente)
controproducente.

Ci che dovr essere compreso fin dagli inizi, che come prima cosa necessario accettarci e
accettare anche il rumore della nostra mente.

Il lavoro di controllo del nostro essere e della nostra mente, graduale e deve avvenire in modo
progressivo e senza forzature.

Se il pensiero agisce in un certo modo (che, come detto, pu disturbarci e disperdere le nostre
energie), nostro diritto prenderne atto e cercare una volta che lo si conosca meglio di trovare
un nuovo assetto globale che ci permetta minori sprechi di energia e una maggiore
consapevolezza.

Tuttavia, importante ricordarsi che controproducente forzare il processo e volere imporre alla
nostra mente il silenzio o il soggiogamento alla nostra volont.

Attenzione, quindi, a non lottare con la propria mente.

Sar utile a questo punto illustrare la Legge dello "sforzo convertito".

L'ha formulata il Prof. Charles Baudouin dellUniversit di Ginevra (Nancy, Francia, 26 Luglio 1893
- Ginevra, 25 Agosto 1963) , discepolo del francese Emile Cou.

Enunciazione della Legge:

Quando unidea si impadronita della nostra mente al punto da farne sprigionare una
suggestione, tutti gli sforzi coscienti fatti per resistere a questa suggestione non servono
che a rafforzarla.

Ma questa attivit che agisce inconsciamente e con una forza incalcolabile pu agire in noi tanto
per il bene quanto per il male; necessario quindi rendersene padroni e saperla gestire.
Essa come un torrente che tutto travolge nel suo passaggio, ma che, arginato, diventa sorgente
di forza e di luce.
Il dramma, la lotta avvengono dentro il soggetto, tra la sua volont e la sua immaginazione; e il
conflitto termina sempre col trionfo di questultima. con un senso di orgoglio che Cou ripeteva ai
suoi malati: "non sono che un maestro che vi insegna il modo di utilizzare le grandi forze che sono
dentro ciascuno di noi". Ed il fatto che una disciplina metodica permetta leducazione di queste
grandi forze, conduce il paziente a fare a meno del terapeuta, il che implica, oltre alla sparizione
dei disturbi fisici, la riacquisizione della fiducia in se stesso e della volont anche da parte di chi
abulico.

Non combattere, quindi, ma prendere atto e accettare in primo luogo. E poi, presa conoscenza di
questo aspetto, imparare come gestirlo in modo armonico.

Ascoltiamo anche un'altra voce, di poco posteriore: Osho (11 Decembre 1931 19 January 1990).

"Accetta anche la mente e i suoi giochi in quanto parte della natura, non vi nulla di innaturale;
non potrebbe essere altrimenti: tutto ci che accade pu accadere solo perch la natura lo
permette. Certo, anche la mente ne parte, e anche i giochi della mente sono parte della natura.
Decidendo che non dovrebbero esistere, vai contro natura. Decidendo di opporti alla mente,
hai iniziato a scegliere; e quando scegli, subentra la repressione, perch ci che non hai scelto
dovr essere represso, dovrai negargli ogni possibilit di manifestarsi, dovrai accantonarlo cos
che non ti intralci continuamente. Ma comunque, se parte della natura - e tutto ne parte -, sar
inevitabile che insorga, reagir per ripicca. Torner in gioco con maggior energia, si imporr; si
vendicher. Non ti lascer in pace.
La vera comprensione della natura questa: tutto naturale, inclusa la mente e i suoi giochi.
In questo caso ci si rilassa, tutto va benissimo cos com'... lascia che la mente giochi: se un
giorno va per conto suo, benissimo; anche questo naturale.
Questo lasciarsi andare: non decidi nulla, non scegli, non hai preferenza.
Questo vivere senza pregiudizi, n preconcetti a favore o contro; questo semplice
vivere, ragion per cui qualsiasi cosa accada accade. Accade la mente, e allora?
Semplicemente la mente sta manifestandosi: non farne un problema. Se ne fai un problema,
ne rimarrai intrappolato.
Osserva semplicemente un fatto evidente: tutto naturale. A quel punto non c' pi un luogo dove
andare e nulla da fare.
Sai che gli scacchi sono un gioco, ma comunque ti puoi divertire; sai che il cavallo, la torre, il re
sono solo artifici, finzioni prive di sostanza... comunque giochi e ti diverti!
Dunque, sappi senza ombra di dubbio che la mente gioca un'infinit di giochi, ma non c' nulla di
cui preoccuparsi; lascia che sia cos.
Sii ampio e permetti a ogni cosa di esistere; perch essere chiuso e limitato?
Perch negare qualcosa? Perch distruggere qualcosa?
E in quella totale capacit di accettazione sussiste la trasformazione: quella totale
accettazione trasformazione; si viene trasportati in un altro mondo in cui impossibile
l'esistenza di qualsiasi infelicit, non possibile alcuna ansia perch non viene accettato
alcun problema, non viene creato alcun problema.
Vivi alcuni giorni senza problemi e ne vedrai la bellezza. Allora, sempre di pi percepirai il canto
della natura, e sempre di pi l'esistenziale si avviciner a te.
La mente non necessariamente un ostacolo, lo diventa se ti ci attacchi, oppure se le sei
antagonista.
Lascia che esista, non essere a favore n contro. Non sono afffari tuoi!
Cos come sugli alberi crescono le foglie, la mente genera pensieri. Come il traffico fa rumore, la
mente fa rumore...ma va benissimo cos! Non c' nulla di male o di sbagliato".

Una volta compreso tutto questo, sar possibile intraprendere un lavoro su di s ponderato e
fruttuoso.
Preso atto dell'esistenza della mente, del suo modo di agire in noi, dei problemi che questa
dinamica ci pu arrecare e del modo in cui si potrebbe gestirla per ridurre i disturbi che ci arreca,
sar possibile gradualmente, dolcemente iniziare ad applicare i suggerimenti dati in queste
pagine.