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HERAION ALLA FOCE DEL SELE

LAREA ARCHEOLOGICA
La posizione
Il santuario di Hera alla foce del Sele si trova, oggi, a circa un chilometro e mezzo dalla foce a
causa di quei fenomeni di bradisismo che, nella piana pestana, hanno fatto avanzare la linea di costa
di quasi due chilometri. Il fiume gioca un ruolo determinante sia nella configurazione naturale del
sito sia nella scelta per limpianto di un luogo sacro da dedicare a Hera . Infatti, nellantichit il
luogo doveva presentare tutte le peculiarit di un locus sacer: il fiume ricco dacqua, largo,
navigabile, l'area protetta da una lunga e frastagliata laguna, dove zone umide a bassa vegetazione
palustre si alternavano ad altre lussureggianti di olmi, pioppi, salici, un approdo protetto dai cordoni
dunari e dunque al riparo dalle correnti.
a la scelta del sito fu anche dettata da motivazioni contingenti quali la possibilit di un buon
approdo fluviale che, con ogni probabilit, era sistemato allansa del fiume, la c.d. !olta del "orno,
l dove viene ipoteticamente ubicato il Portus Alburnus.
Il fiume inoltre segna un confine naturale tra le genti di lingua etrusca poste sulla riva destra e
quelle di origine greca sulla riva sinistra.
#
Le fonti antiche
Il Santuario di Hera alla foce del Sele era conosciuto agli storici antichi: il geografo greco
Strabone $circa %& a.'.()& d.'.*, descrivendo la +ucania, accenna infatti a questo santuario ,dopo
la foce del Sele, la Lucania e il santuario di Hera Argiva, fondazione di Giasone e vicino, cinquanta
stadi, a Poseidonia- e .linio il !ecchio $)/(01 d.'.* ne fa un racconto ancora pi2 puntuale ,dal
territorio di Sorrento e fino al fiume Sele si estende per trenta miglia il territorio picentino, un
tempo appartenente agli Etruschi, famoso per il tempio di Giunone Argiva, costruito da
Giasone-3 dunque un luogo di culto molto famoso presso gli antichi, la cui fondazione viene
riportata al leggendario capo della spedizione degli 4rgonauti, alla conquista del vello doro. 5d
infatti la 6ea sar venerata con lappellativo di 4rgonia, che ricorda tanto la sua origine argiva
quanto la protezione accordata alla nave 7iasone, 4rgo la veloce.
La scoperta
8el #1// venne effettuata la prima ricognizione archeologica da parte di .aola 9ancani
ontuoro, archeologa napoletana, e :mberto 9anotti ;ianco, studioso piemontese fondatore della
Societ agna 7recia, che si avventurano nella palude del Sele. Il 1 aprile del #1/< annunciarono
alla Societ agna 7recia lavvenuta scoperta= le ricerche andarono avanti tra mille difficolt e
ostilit fino al #1%).
Il santuario nel VI secolo a.C.
Il santuario si impianta nei decenni iniziali del !I secolo a.'.= larea sacra non sembra aver
)
avuto una delimitazione strutturale con un vero e proprio peribolos, ma sembra piuttosto il fiume,
con i suoi rivoli e canali, a delineare larea separando le zone pi2 asciutte da quelle acquitrinose.
+area sacra comincia a vivere intorno a un rudimentale altare di ceneri, una struttura povera
sulla quale i 7reci, appena giunti, compiono i primi sacrifici per sacralizzare il posto.
4 delimitare lo spazio intorno allaltare di ceneri vengono impiantati a 8ord e a Sud due edifici
con portici, analoghi nella forma geometrica > un rettangolo allungato > e nella struttura
architettonica con pilastri lignei e tetto spiovente. 8ella loro elementare semplicit costituiscono i
primi edifici di accoglienza per i fedeli in visita al santuario.
+edificio posto a 8ord , ? a pianta rettangolare $m )<,/& @ 0,&A*, ha un ingresso sul lato Sud e
linterno diviso in due vani. Buello piccolo, sul lato 5st, conserva ancora il pavimento in scaglie di
arenaria e una soglia. Il tetto era ligneo con copertura in tegole e coppi.
4nche ledificio posto a Sud presenta una pianta rettangolare stretta ed allungata $m /& @ 0,%1*
e si apre verso Sud con un portico sorretto da sette pilastri rettangolari= coperto da un tetto a falda
unica sporgente sul davanti aveva muri ricoperti da intonaco grossolano. +impianto ? databile alla
met circa del !I secolo a.'. e sembra abbia funzionato fino alla met del III secolo a.'.
8elle stoai si potevano svolgere cerimonie lustrali o sacrificali ma sostanzialmente erano luogo
di ritrovo e riparo per i fedeli.
ancano, sulla base della documentazione disponibile, i resti della struttura del vero e proprio
edificio di culto di et pi2 arcaica. Sono state ritrovate, infatti, numerosi elementi di una ricchissima
decorazione architettonica, metope scolpite, triglifi e capitelli danta, che dovevano completare una
struttura di tipo monumentale databile negli anni tra il A0& e il AA& a.'. e che lasciano intuire
/
lesistenza di uno o pi2 edifici di culto riccamente decorati.
+ipotesi che esistesse un tempio arcaico, precedente il tempio dedicato alla 6ea alla fine del
!I secolo a.'., era stata gi avanzata nel corso degli scavi degli anni /& che avevano individuato un
livello ricchissimo di materiale arcaico al di sotto delle fondazioni del tempio= successivamente
questa ipotesi ? stata sostenuta da alcuni studiosi anche sulla base di osservazioni tecniche relative
allimpianto strutturale del tempio di et classica.
+a documentazione dellesistenza di questa struttura pi2 antica ? venuta alla luce nel corso
delle indagini degli anni 1&. +o scavo ha restituito larghe trincee di fondazione $) metri di larghezza
ed oltre i ) metri di profondit* riempite di sabbia finissima e sottile, che disegnano sul terreno
limpianto di un tempio $con peristasis e cella*= le misure corrispondono a quelle di un
he!atompedon $#&& piedi di lunghezza* e le proporzioni $lunghezza il doppio della larghezza* sono
quelle canoniche dellarchitettura greca arcaica.
Cuttavia queste consistenti trincee di fondazione pongono notevoli problemi interpretativi. +e
dimensioni, lorientamento, la stessa posizione, sottostante il tempio di et classica, possono far
ipotizzare lesistenza di un primo monumentale edificio di culto. 3 possibile che
contemporaneamente fosse stato progettato ed avviato lintero apparato decorativo in pietra, tra cui
le oltre <& lastre scolpite con i relativi triglifi, datate intorno alla met del !I secolo a.'., che,
probabilmente, non furono mai messe in opera per quel progetto per il quale erano state immaginate.
3 molto probabile che questo primo progetto sia stato abbandonato e, alla fine del !I secolo
a.'., si costruisce, su fondamenta ancor pi2 imponenti e solide, un grande tempio con otto colonne
sulla fronte, con una ricca decorazione architettonica in pietra, di cui rimangono le fondazioni.
<
Il e!pio !onu!entale
+ipotesi formulata dallarchitetto "r. Drauss restituisce un tempio con otto colonne in facciata
e #0 sui lati lunghi $octastilo periptero*= orientato 5stEFvest= poggia su tre gradini e vi si accede
mediante una rampa con balaustra modanata. +edificio era suddiviso in tre spazi: la cella stretta ed
allungata $naos*, con vestibolo $pronaos* con colonne ioniche fra due ante $in antis* e semicolonne
alle estremit dei muri laterali= in fondo alla cella un muro chiudeva un ambiente rettangolare
$ad"ton* utilizzato per custodire i doni alla dea e legato a funzioni religiose particolari. 4i lati
dellingresso della cella si trovavano due vani con scalini per laccesso al piano superiore e al tetto.
Il tempio presentava una decorazione in arenaria e un fregio con triglifi e metope scolpite=
furono recuperate tre lastre di triglifi e dodici lastre metopali scolpite tra intere e frammentarie. 6ella
ricca decorazione in pietra che ornava gli spioventi del tetto rimangono numerosi elementi di una
grondaia con teste leonine corredate, allinterno, di un canale per lo scolo delle acque piovane.
Gli altari
4gli ultimi decenni del !I secolo, si data la costruzione di due altari monumentali, a circa <&
metri dalla fronte del tempio realizzati nellidentica forma architettonica: un corpo principale su cui
poggia la gradinata sul lato ovest, costituita da quattro gradini dei quali lultimo pi2 largo in funzione
di base dove si svolgevano i sacrifici. 5ntrambi avevano poi una balaustra su tre lati formata da
grosse lastre quasi quadrangolari, sempre in calcare.
I due altari, affiancati ed allineati perfettamente tra di loro, non sono in asse con il tempio e si
differenziano per la lunghezza: quello maggiore lungo #A metri e quello pi2 piccolo, che ingloba e
A
racchiude laltare arcaico di cenere, ? lungo metri 1,A&.
Sono state avanzate molte ipotesi sulla duplicit degli altari ed ? molto probabile che avessero
funzioni differenti nellambito delle cerimonie di culto.
Il santuario in et" lucana
8ei decenni finali del ! secolo a.'., gli edifici del santuario subiscono tutti gravissimi danni=
ma ai +ucani si deve anche una nuova fioritura del santuario. Si costruiscono, infatti, nuovi edifici,
in parte in sostituzione di quelli arcaici andati in disuso e probabilmente con le stesse funzioni.
4 8ord(5st del tempio, accanto al portico arcaico, viene costruito un nuovo edificio di
accoglienza $stoa*, a pianta rettangolare allungata $m /&,)& @ 0,%0* con un portico di A colonne sul
davanti chiuso da una cancellata. Il vano centrale ? suddiviso in tre ambienti mentre un secondo
porticato, sostenuto da % pilastri, viene aggiunto sul davanti. 3 costruito con materiali da reimpiego
$metope scolpite e frammenti architettonici* provenienti dagli edifici pi2 antichi.
4d 5st viene invece individuato un edificio la cui forma planimetrica ? quella di un rettangolo
allungato 8ord(Sud $m #A,1& @ A,A&*# con una grande sala centrale aperta ad Fccidente ed un
piccolo vano a Sud. 4llinterno, di fronte quasi allingresso, ? stato rinvenuto un fornello a ferro di
cavallo mentre uno di dimensioni minori ? addossato ad una parete del vano Sud. 'ostruito nella
prima met del I! secolo a.'. anchesso con blocchi e materiali di reimpiego provenienti da edifici
pi2 antichi venne, in un momento successivo, unito alledificio vicino ed attrezzato con un portico
antistante= si trattava, probabilmente, di un edificio destinato ai pasti rituali dei pellegrini.
Sempre in questarea vengono innalzate le basi di alcuni donari e due altari a lastra rettangolare
%
in calcare con accanto dei bothroi, pozzi scavati nel terreno dove venivano sepolti i resti del
sacrificio appena consumato. :n altro grande bothros fu scoperto nel gennaio del #1/0 a Sud(Fvest
tra la stoa e ledificio attiguo= di forma rettangolare ? costruito con lastroni di calcare appoggiati
direttamente alle pareti del bancone argilloso. 3 profondo <,)/ metri $#) piedi ionici*. 4l suo interno
furono ritrovati ossa, coppe, oinochoai ed ar"balloi a vernice nera, qualche statuetta in argilla e
pochissimi oggetti di metallo.
Le$ificio %ua$rato
Cra la fine del ! secolo a.'. ed i primi decenni del I! secolo a.'., alle spalle degli altari
monumentali ed a circa G& metri dal tempio venne costruito un edificio la cui pianta perfettamente
quadrata $#)@#) m* disegna un ambiente centrale libero da strutture interne, ma scandito da muri
tronchi al centro di ciascuna parete, funzionali ad una suddivisione occasionale degli spazi. 'ostruito
dai +ucani con tutti materiali di reimpiego $tra cui tre metope scolpite*, venne distrutto dai Homani
allindomani della fondazione della colonia latina di .aestum nel )0/ a '.
+a presenza di una piccola statua in marmo raffigurante Hera in trono e la consistenza del
materiale votivo lasciano ipotizzare una funzione religiosa= la forma quadrata, i contrafforti interni,
laccesso modesto indicano la possibilit di una destinazione laica, legata comunque ai rituali che si
svolgevano nel santuario.
+aver ritrovato oltre /&& pesi da telaio ha fatto avanzare lipotesi che ledificio quadrato
potesse essere lambiente riservato alle fanciulle scelte per la tessitura delle stoffe da offrire alla dea
nelle feste annuali.
0
Il santuario in et" ro!ana
+arrivo dei Homani e limpianto della colonia latina di .aestum nel )0/ a.'., segnano, nel
santuario di Hera, un momento di distruzioni ma anche di rifacimenti e continuit di culto: sono state
individuate tracce dellasse viario che collegava la citt allansa del Sele= impiantato dai +ucani,
venne ripristinato e riorganizzato dai Homani mentre allinterno del santuario ledificio quadrato
viene completamente distrutto. 7li altari sembrano ancora funzionanti, ma probabilmente non lo ?
pi2 il Cempio di cui inizia una lenta spoliazione.
+a vita nel santuario anche se in forma modesta continua fino allet adrianea come
testimoniano alcune monete raccolte nellarea.
Il cosi$$etto thesauros
4i primi decenni del III secolo a.'. viene datata una struttura ,molto semplice e poco solida-
messa in luce nel giugno del #1/% a 8ord del tempio. Il rinvenimento tuttintorno di elementi
architettonici arcaici e di una lastra scolpita con il gigante #it"os che rapisce +atona determinI la
convinzione che la struttura fosse arcaica e potesse essere ricostruita come un tempietto con quattro
colonne in facciata ed un ricco fregio di /% metope lungo tutti e quattro i lati. 6atato tra il A0& ed il
A%& fu considerato un donario $thesauros* alla Hera del Sele da parte della potente e ricca citt di
Siris sulla costa ionica $odierna .olicoro*.
8ellottobre del #1AG, nelle fondazioni delledificio quadrato vengono recuperate altre tre
lastre scolpite= da qui le successive proposte di allungare la pianta nella sua facciata orientale,
raddoppiando la profondit del pronaos, oppure di definire una pianta di un tempietto con due
G
colonne in facciata $distilo in antis*, cella e pronaos molto profondo, o di immaginare lesistenza di
due edifici uguali decorati alla stessa maniera da metope e triglifi cosJ da consentire la collocazione
delle nuove lastre rinvenute.
8el giugno del #11# lo scavo stratigrafico intorno alla struttura ha documentato lesistenza di
un canale di drenaggio che, a forma di ferro di cavallo, delimita il lato sud della struttura. "unzionale
ad asciugare il terreno nel corso della costruzione, il canale venne riempito con terra e materiale
relativo a diversi momenti della vita del santuario= si rinvengono cosJ materiali di et ellenistica,
frammenti di ceramica e statuette, che datano limpianto della struttura ai primi decenni del III
secolo a.'.
Il Museo Narrante
La struttura espositi&a
4i margini del santuario di Hera alla foce del Sele, a circa nove chilometri dalla citt antica, ?
stata realizzata una nuova sede espositiva alla quale si ? significativamente assegnata la definizione
di $useo %arrante, in linea con il pi2 vasto progetto di sistemazione dellarea archeologica che
prevede linscindibilit della funzione espositivaEnarrativa del museo con la fruizione del sito
archeologico stesso.
+a vecchia asseria .rocuriali, una casa colonica dell5nte di ;onifica degli anni /& del
secolo scorso, nei cui spazi avevano trovato ricovero i materiali scoperti nelle prime esplorazioni, ?
sembrata il luogo ideale dove far rivivere la storia del santuario, data la sua ubicazione allinterno
dellarea archeologica. 8egli spazi essenziali di questa struttura, totalmente restaurata grazie ad un
1
progetto di recupero funzionale avviato alla fine degli anni G& dalla Soprintendenza per i ;eni
4rcheologici delle province di Salerno, 4vellino e ;enevento, ? stata immaginata unesposizione
non di tipo tradizionale, ma si ? cercato di realizzare un luogo che raccontasse le origini mitiche del
santuario, che aiutasse a comprendere i pochi resti dei grandiosi edifici che un tempo si innalzavano
in onore della 6ea e che arricchisse il visitatore che aveva gi ammirato nello splendido useo di
.aestum i pregevoli reperti provenienti dal santuario di Hera.
8el $useo %arrante i vari strumenti della comunicazione concorrono a rendere comprensibile
al grande pubblico un sito che fu straordinariamente importante nellantichit. Il racconto si snoda
attraverso filmati, ricostruzioni tridimensionali, video installazioni, effetti sonori, pannelli illustrativi
che accompagnano il visitatore restituendo la complessit della storia del luogo.
Il territorio 'pri!a sala(
+origine del culto di Hera ? nella citt di 4rgo= la leggenda racconta che gli 4rgonauti guidati
da 7iasone ne abbiano diffuso il culto fondando citt e santuari tra cui quello di Hera alla foce del
Sele. Sin qui lorigine mitica del santuario, mentre la sua origine storica va collegata con le rotte
della colonizzazione greca nel bacino del editerraneo nel corso dell!III secolo a.'.
Il santuario di Hera ? caratterizzato da due elementi caratteristici: il fiume alla cui foce ? stato
costruito ed i boschi che lo circondavano= esso si trova, inoltre, in posizione di confine, segna in
pratica il limite tra il territorio occupato dai 7reci, la riva sinistra, e quello dominato dagli 5truschi
sulla sponda opposta del fiume. +a piana del Sele ? una zona sub(pianeggiante compresa tra i onti
+attari, i onti .icentini e i onti del 'ilento. 8ellarea costiera sono presenti dei ,cordoni
costieri-costituiti da sedimenti di spiaggia formatisi in tempi differenti e testimonianti livelli di mare
pi2 alti di quello attuale. 8uovi studi $sondaggi geologici, analisi sedimentologiche,
#&
microfaunistiche, palinoginiche e mineralogiche* hanno condotto alla ricostruzione dello scenario
naturale circostante il santuario e del locus sacer, come un luogo ricco dacqua e di una vegetazione
che alternava piante da alto fusto quali olmi, pioppi e salici ad una bassa vegetazione palustre.
4ttualmente il santuario si trova a circa un chilometro e mezzo dalla foce del Sele a causa di quei
lenti fenomeni di bradisismo che nella piana pestana hanno fatto avanzare la linea di costa di quasi
due chilometri.
La ricerca 'secon$a sala(
+e diverse fasi della ricerca, dai primi scavi di .. 9ancani ontuoro e :. 9anotti ;ianco degli
anni #1/<(#1<1 a quelli degli anni #1A&(#1%), alla ripresa degli scavi ad opera della Soprintendenza
4rcheologica delle province di Salerno, 4vellino e ;enevento in collaborazione con la .rof.ssa
Kuliette de +a 7eniLre dell:niversit di +ille e con la .rof.ssa 7iovanna 7reco dell:niversit degli
Studi di 8apoli "ederico II a partire dal #1G0 sino ad oggi, vengono ripercorse attraverso la
ricostruzione di filmati, foto e disegni depoca, mentre su uno schermo posizionato sul pavimento,
una ricostruzione accelerata delle fasi di scavo suggerisce al visitatore di trovarsi sul bordo dello
scavo e di partecipare alla scoperta dei diversi edifici facenti parte del santuario.
Il culto 'terza sala(
I doni recati in offerta alla dea nel corso di cerimonie religiose sono sacri e non possono essere
riutilizzati o distrutti, vengono perciI raccolti e sepolti in fosse $stipi votive* o conservati in celle
sotterranee $favisse*. 4lcuni dei depositi votivi individuati nel corso degli scavi sono qui ricostruiti
fedelmente e in essi posizionati i doni, prevalentemente statuette in terracotta della 6ea, che le
venivano offerti. Cra le statuette numerose le raffigurazioni femminili databili al ! secolo a.'. e
##
quelle con limmagine della dea che allatta il bambino $!ourotrophos*. o limmagine della dea in
trono con melagrana o cestello di frutta $Hera pestana*. 8el corso degli scavi sono stati rinvenuti
due pozzi sacrificali $bothroi* ricchi di oggetti votivi con piccoli altari affiancati che indicano riti
peculiari alla 6ea nella sua valenza di divinit sotterranea= essi dovettero essere in uso tra la fine del
I! secolo a.'. fino alla fine del III secolo > met del II secolo d.'.
Il santuario '%uarta sala(
+e diverse evoluzioni e trasformazioni che il Santuario ebbe sono racchiuse in un grande
plastico virtuale che propone al visitatore una sorta di viaggio nel tempo a partire dallet del ferro,
in cui la piana del Sele era abitata da popolazioni indigene sino ad et romana, consentendogli cosJ
di visualizzare da quattro postazioni multimediali, corrispondenti ad altrettanti punti di vista, lo
sviluppo e la decadenza del complesso santuariale.
Si viene cosJ condotti, attraverso successive vedute di ricostruzione tridimensionale del sito
archeologico, dal primo rudimentale impianto che si data nei primi decenni del !I secolo a.'., alla
fase della vera e propria monumentalizzazione del santuario della fine del !I(inizi ! secolo a.'., alla
fase cd. lucana per giungere sino alla colonia latina del )0/ a.'.
+a ricostruzione multimediale ? integrata dalla pannellistica che illustra i vari edifici pertinenti
il santuario con il supporto di piante, assonometrie e la puntuale spiegazione delle diverse ipotesi di
ricerca sviluppatesi durante le successive fasi delle indagini.
#)
Le !etope '%uinta sala(
8ella grande sala, un tempo adibita a stalla della vecchia masseria, viene narrata la storia del
ritrovamento delle metope e delle diverse ipotesi circa la loro collocazione quale fregio per un
edificio del Santuario= suggestivamente vengono raccontate le storie dei miti su di esse raffigurate.
Crentasei metope arcaiche sono state, infatti, collocate sospese ad altezze diverse secondo un sistema
completamente diverso rispetto allesposizione nel )useo Archeolo*ico +azionale. 8el corso degli
scavi, sono venute alla luce oltre settanta metope scolpite che costituiscono uno dei cicli lapidei pi2
complessi dellFccidente antico. 6i tali decorazioni circa quaranta sono pi2 antiche e databili
intorno alla prima met del !I secolo a.'., scolpite nellarenaria, opera di maestranze locali esse
permettono di riconoscere i diversi personaggi raffigurati e di comprendere il racconto o la leggenda
di cui si narra negli stessi scrittori antichi.
5sse raccontano le vicende di 5racle, 4chille, 7iasone, :lisse, Freste. 6i nessuna si puI
assicurare con certezza documentaria lappartenenza ad un particolare edificio del santuario, poichL
esse sono state tutte ritrovate riutilizzate in edifici successivi in posizione secondaria. .er lungo
tempo sono state erroneamente considerate appartenenti al fregio del piccolo edificio rettangolare
rinvenuto sul lato 8ord del tempio interpretato come un thesauros.
:n cospicuo gruppo di metope narra le imprese di 5racle, figlio di 9eus e di una mortale,
4lcmena= eroe civilizzatore che libera il territorio da bestie feroci $il leone di 8emea, il toro, il
cinghiale di 5rimanto*# o da ladroni $i 'ercopi*. +episodio mitologico dellincontro e della cattura
dei 'ercopi, due fratelli briganti e ladri, da parte di 5racle ? collocato dalla tradizione allindomani
della realizzazione delle dodici fatiche. In altre lastre 5racle ? rappresentato mentre combatte contro
figure fantastiche come 'entauri o Sileni per ripristinare lordine civile, le regole del vivere sociale,
#/
come sottende la lastra raffigurante 5racle che colpisce con la spada un gigante in fuga. In questo ?
stato riconosciuto 4lcioneo, che secondo la leggenda, dotato di forza straordinaria e ,guardiano dei
buoi-, terrorizzava una regione della Cracia, la "legra= 5racle lo uccide liberando il territorio dalla
minaccia e dal pericolo.
:n altro gruppo di metope narra le vicende della guerra di Croia, incentrandosi sulla figura di
4chille, prototipo delleroe greco, ,nato per una vita breve-, il pi2 bello e il pi2 forte degli eroi achei
che combattono sotto le mura di Croia= nelle lastre ? riconoscibile il suo agguato a Croilo, il pi2
giovane dei figli di .riamo, mentre portava ad abbeverare i cavalli ad una fonte= luccisione di
.atroclo, il suo amico pi2 caro, quando, privato della corazza da 4pollo, viene colpito alle spalle da
5ttore o, ancora, si riconosce il lamento funebre per la morte di 5ttore da parte della sua sposa
4ndromaca, di sua madre 5cuba, di sua cognata 5lena. 4ltro eroe del ciclo troiano
riconoscibile nelle metope ? 4iace= la lastra raffigura leroe curvo nellatto di trafiggersi con una
spada conficcata nel terreno. +episodio ci ? tramandato da Fmero nellIliade: 4iace, re di Salamina,
andato in guerra a Croia con dodici navi, il pi2 valoroso eroe dopo 4chille, alla morte di questultimo
non eredita le sue armi, sebbene la madre di 4chille, Ceti, le avesse destinate al pi2 forte dei 7reci,
ma queste vengono date ad :lisse= 4iace per lingiustizia si suicida, gettandosi sulla sua spada
infissa nel terreno.
!i sono poi raccontati episodi posteriori alla guerra di Croia connessi alluccisione di
4gamennone da parte di 5gisto e 'litennestra e la vendetta di Freste. :na lastra con due figure
femminili, una delle quali armata di bipenne viene trattenuta dalla seconda, ? stata interpretata come
+aodamia, fedele nutrice di Freste, nellatto di trattenere 'litennestra, la madre, pronta ad uccidere il
figlio per impedire che questi sopprima 5gisto, suo amante.
4lcune lastre sono di difficile e spesso duplice interpretazione come quella che raffigura un
#<
uomo in un calderone che potrebbe rimandare a 7iasone, il mitico fondatore del santuario di Hera
alla foce del Sele= lepisodio sarebbe legato al ringiovanimento di 7iasone stesso da parte di edea
o alluccisione di .elia da parte delle figlie convinte da edea che il padre poteva ringiovanire se
fatto a pezzi e messo in un calderone di acqua bollente.
'ertamente la figura pi2 misteriosa del fregio ? luomo sulla tartaruga che scruta lorizzonte=
non sono molte le rappresentazioni antiche con unimmagine del genere e in questa, che richiama
lepisodio del naufragio di :lisse tra i vortici di Scilla e 'ariddi, salvato forse da una tartaruga, si ?
voluto identificare e riconoscere la figura di :lisse, ultimo degli eroi e primo degli uomini,
collegamento ideale tra il mondo dei miti e la storia degli uomini.
Le offerte &oti&e 'pri!o silos(
In uno dei due silos della vecchia masseria, cui si ascende tramite una grande scala circolare,
sono state esposte alle pareti centinaia di riproduzioni di statuette di Hera, di foggia diversa, mentre
contemporaneamente il visitatore ascolta una sorta di litania che recita in greco antico le invocazioni
delle donne alla dea. +a circolarit della scala, la straordinaria messe di statuette, la nenia cantata,
tutto cerca di suggerire al visitatore di trovarsi allinterno di un pozzo sacro, spettatore di un rito
antico. Sulle pareti possono riconoscersi le diverse tipologie con le quali veniva raffigurata la dea
Hera, da quelle pi2 arcaiche a quelle di et classica, sino alle statuine di offerenti di et ellenistica
che venivano offerte alla dea. Inoltre, piccoli frutti votivi $melagrana, fico*, animali $colomba* in
terracotta che venivano ritualmente offerti alla dea Hera, o le singolari ,donne fiore-, piccole teste
femminili sormontate da il calice di un fiore, interpretate come brucia profumi.
#A
,el&e$ere
Il passaggio belvedere rappresenta un punto di osservazione privilegiato da cui ammirare i resti
del santuario di Hera 4rgiva e scorgere in lontananza il fiume Sele. +a funzione narrativa del useo
risulta cosJ integrata dalla fruizione del sito archeologico che, pur presentando pochi elementi
visibili, le sole fondazioni degli antichi edifici, costituisce tuttavia una visione di forte suggestione.
E$ificio %ua$rato
+edificio quadrato venne costruito dai +ucani, un ramo meridionale dei Sanniti che si insedia
a .oseidonia e nel suo territorio, con materiali di reimpiego $tra cui tre metope scolpite* tra la fine
del ! secolo a.'. ed i primi decenni del I! a.'. Cutti gli oggetti rinvenuti rimandano al mondo
femminile $vasi figurati > h"driai, le!anai, lebeti, as!oi > che fanno esplicito riferimento alle
nozze*, e la presenza di oltre trecento pesi da telaio in terracotta consentono di immaginare che,
allinterno delledificio, si svolgessero attivit di tessitura con almeno quattro telai appoggiati alle
pareti, che vengono riprodotti nellallestimento e negli arredi della sala. Bui fanciulle scelte
dellaristocrazia locale dovettero trascorrere il tempo di preparazione alle nozze tessendo il peplo e
le vesti da donare alla 6ea per vestirne il simulacro durante le feste annuali.
La $eca$enza 'secon$o silos(
Il secondo silos accompagna il visitatore tra canti e suoni alla decadenza del santuario. 8el )0/
a.'. .oseidonia diventa colonia latina e gli antichi culti sopravvivono in parte pur se trasformati. 8el
santuario gli interventi edilizi sono essenzialmente quelli destinati allimpianto di un sacello, recinto
#%
scoperto, posto accanto al tempio maggiore, mentre sulla strada che conduce al tempio sono poste
basi di stele e donari. Il terremoto del %/ d.'. e leruzione del !esuvio del 01 d.'. danneggiarono gli
edifici che non saranno pi2 risistemati. Il culto alla 6ea continua comunque sino ad et adrianea,
come attesta il ritrovamento di alcune monete rinvenute nei pozzi sacrificali.
Il 'ristianesimo appare nella piana paesana tra la fine del III e gli inizi del I! secolo, mentre
limpaludamento della piana costringe gli abitanti a rifugiarsi sulle alture. 4lla met del M secolo
risalgono le prime attestazioni di un &astellum &aputaquis $'apaccio*, mentre risalgono all!III
secolo i resti di un nucleo monastico sul monte 'alpazio, ed ? qui che alla met del MII secolo
sorger una cattedrale dedicata alla adonna raffigurata con bambino e melagrana in mano. +a
adonna del 7ranato, ancora oggi fortemente venerata nella piana del Sele, riassume in sL i segni di
una sopravvivenza dellantico nelliconografia della adonna, unimmagine che si rif ai tipi della
Hera pestana.
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