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REGIONE LOMBARDIA VIII LEGISLATURA
CONSIGLIO REGIONALE ATTI 4405

PROGETTO DI LEGGE N. 0155

di iniziativa dei consiglieri regionali:

Viotto, Tosi, Oriani, Squassina A., Benigni,


Cipriano, Civati, Mirabelli, Pizzetti, Porcari,Valmaggi, Concordati .

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Istituzione e disciplina dei distretti agroalimentari di qualità.

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PRESENTATO IL 05/05/2006

ASSEGNATO IN DATA 10/05/2006


ALLA COMMISSIONE REFERENTE IV
ALLA COMMISSIONE CONSULTIVA I
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PROGETTO DI LEGGE
“ISTITUZIONE E DISCIPLINA DEI DISTRETTI AGROALIMENTARI DI QUALITA’”

RELAZIONE

La produzione agricola in Italia e, in particolare in Lombardia, è prevalentemente destinata alla


trasformazione, soprattutto per le produzioni di maggior peso, sia quantitativo che economico, come
il latte e le carni.

Il settore primario ha attraversato nel recente passato momenti difficili legati principalmente a
carenze di tipo strutturale, ma la crisi attuale è determinata sostanzialmente da difficoltà di mercato
e di commercializzazione del prodotto.

Inoltre la diffidenza ingenerata nei consumatori dai recenti scandali nel settore alimentare (dalla
“mucca pazza” ai polli alla diossina, dall’influenza aviaria all’immissione sul mercato di uova
avariate), ha incrementato la richiesta di qualità, igienicità, sicurezza e verificabilità della filiera
(non a caso il Regolamento CE n. 178/2002 rende obbligatoria l’adozione di sistemi di tracciabilità
ordinaria per tutti i prodotti agroalimentari).

Proprio al fine di sviluppare il sistema primario regionale, sostenendo le grandi produzioni (carni
suine, latte, riso, ecc.) che caratterizzano l’agricoltura lombarda e il loro legame con il territorio,
nonché incentivare e rinsaldare i legami di filiera è opportuna l’istituzione dei distretti
agroalimentari di qualità.

Nello spirito di partecipazione lanciato dalla Commissione Europea già con Agenda 2000, di
attivazione dello sviluppo rurale attraverso la programmazione “bottom-up”, per l’avvio e la
gestione dei distretti agroindustriali si intende incentivare la costituzione di Società di distretto,
fondate su un parternariato pubblico/privato (con maggioranza privata negli organi dirigenti) che
definisca dal punto di vista territoriale e delle produzioni il distretto, e attui il Piano di distretto,
utilizzando le modalità della programmazione negoziata.

La finalità di tali strumenti è quella di definire una strategia comune di sviluppo territoriale e di
filiera, individuare gli interventi prioritari e coordinare la realizzazione delle diverse attività.

Articolo 1 Finalità
Istituisce i distretti agroalimentari di qualità.

Articolo 2 Definizioni
Definisce gli elementi caratterizzanti i distretti agroalimentari, nel rispetto del D.lgs 228/2000.

Articolo 3 Requisiti
Identifica i requisiti che i territori devono possedere per potersi candidare a divenire
distretti agroalimentari di qualità

Articolo 4 Individuazione dei distretti agroalimentari di qualità


Definisce i soggetti proponenti e le modalità di istituzione dei distretti agroalimentari di qualità.

Articolo 5 Società di distretto


Individua il parternariato e definisce i compiti e le competenze della Società di distretto.
Articolo 6 Piano di distretto
Determina i contenuti e le modalità di approvazione del Piano di distretto.

Articolo 7 Attuazione e monitoraggio


Definisce le modalità di attuazione e monitoraggio

Articolo 8 Finanziamenti
Precisa le modalità di finanziamento delle Società di distretto.

Articolo 9 Norme finali


Definisce i tempi di decorrenza della norma.
ISTITUZIONE E DISCIPLINA DEI DISTRETTI AGROALIMENTARI DI QUALITA’

Articolo 1
(Finalità)

1. La Regione Lombardia istituisce i distretti agroalimentari di qualità quali strumenti per lo


sviluppo dei sistemi produttivi agricoli e il rafforzamento dell’integrazione delle filiere.

Articolo 2
(Definizioni)

1. Si definiscono distretti agroalimentari di qualità i sistemi produttivi, anche a carattere


interprovinciale, caratterizzati da una significativa presenza economica e da interrelazione e
interdipendenza produttiva tra imprese agricole e agroalimentari, nonché da una o più produzioni
certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa comunitaria o nazionale, oppure produzioni
tradizionali o tipiche.

Articolo 3
(Requisiti)

1. Possono essere definiti distretti agroalimentari di qualità i sistemi economico-territoriali che


possiedono le seguenti caratteristiche:
a) Presenza di prodotti omogenei certificati o tutelati ai sensi della vigente normativa
comunitaria o nazionale, oppure da produzioni tradizionali e tipiche, che abbiano
un’incidenza economica significativa sulla produzione regionale;
b) Presenza di filiere produttive caratterizzate da consolidati rapporti di integrazione e
interdipendenza tra imprese agricole, agroalimentari, agroindustriali (ad esempio produzione
di macchine e attrezzature per l’agricoltura e la trasformazione) e della commercializzazione
agricola;
c) Presenza di elementi significativi di interrelazione tra produzioni agroalimentari e territorio
di produzione.

Articolo 4
(Individuazione dei distretti agroalimentari di qualità)

1. I distretti agroalimentari di qualità sono individuati dalla Giunta regionale, verificati i requisiti di
cui all’art. 3 e acquisito il parere della Commissione consiliare competente, su proposta delle
Province interessate.

2. Le Province concordano la proposta con gli enti locali, la CCIAA e i soggetti privati che operano
in modo integrato nel sistema delle filiere produttive.

Articolo 5
(Società di distretto)

1. Gli enti pubblici e i soggetti privati integrati all’interno della filiera produttiva dell’area
distrettuale costituiscono una Società di distretto.

2. La Società di distretto è un soggetto di diritto privato, i cui organi decisionali sono composti
almeno per il 51% da rappresentanti di soggetti privati/pubblici

3. La Società di distretto ha il compito di:


a) Predisporre e attuare il Piano di distretto, di cui all’art. 6;
b) Rafforzare i legami tra le imprese della filiera e tra queste gli enti locali e le istituzioni di
ricerca;
c) Favorire il miglioramento e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari caratteristiche
del distretto;
d) Coordinare le attività e gli interventi per lo sviluppo del distretto e il rafforzamento della
filiera.

Articolo 6
(Piano di distretto)

1. La Società di distretto elabora il Piano di distretto. Il Piano di distretto che deve comprendere
almeno i seguenti contenuti:
a) analisi della situazione esistente e prospettive di sviluppo, con particolare riferimento gli
aspetti inerenti le produzioni “di qualità”, nonché le problematiche ambientali e territoriali;
b) descrizione delle filiere esistenti e dei rapporti interni e valutazione delle prospettive,
miglioramento dei legami tra le componenti della filiera e di queste con gli altri soggetti
locali;
c) individuazione delle politiche rilevanti per il distretto in materia di miglioramento, tutela e
valorizzazione delle produzioni agroalimentari, di salvaguardia e sostenibilità ambientale e
di tutela del paesaggio;
d) definizione di progetti integrati di sviluppo finalizzati al miglioramento della qualità delle
produzioni e al rafforzamento della filiera.

2. Il Piano di distretto è trasmesso alla Giunta Regionale che, sentita la Commissione consiliare
competente, lo approva con propria deliberazione.

3. La Giunta Regionale si impegna, nell’ambito dei normali canali di finanziamento in campo


agricolo, ad assicurare priorità agli interventi previsti dai progetti integrati.

Articolo 7
(Attuazione e monitoraggio)

1. La Giunta Regionale emana le modalità di attuazione della presente legge entro 90 giorni dalla
sua entrata in vigore, sentita la Commissione consiliare competente.

2. Le Province trasmettono annualmente alla Giunta regionale una relazione sull’attività svolta.

Articolo 8
(Finanziamenti)

1. La Regione finanzia la costituzione delle Società di distretto, concedendo contributi nell’ambito


del regime “de minimis” pari al 50% degli oneri di costituzione e di avvio, nel rispetto del
Regolamento (CE) n. 1/2004 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli
Aiuti di stato nel settore agricolo.

Articolo 9
(Norme finali)

1. Gli effetti della presente legge decorrono dal giorno della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale
della Regione.