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Ecco svelati i segreti della salute, della serenit, della longevit, attraverso le testimonianze di vita degli ultracentenari di Vilcabamba.

E un segreto svelato, ma forse ancora non comprensibile a tutti. Consiglio un pi ccolo sforzo di umilt e di consapevolezza per comprendere che culture solo appare ntemente meno progredite delle nostre, sono in realt rimaste molto pi avanti della n ostra civilt indottrinata, formata da gente plagiata e parassitata dall ideologia d el possesso e del dominio. Questo su Vilcabamba un articolo che intendevo postare da anni per i cari let tori e amici di Stampa Llibera; per spiegare a tutti i motivi per cui una perso na vive bene o male, o vive 120 anni in salute e muore sana e serenamente. Lo posto ora incompleto, non me ne vogliate. In questo tempo gli eventi si susseguono tumultuosi e il sentimento comune delle persone consapevoli d incertezza e di paura. Sono emozioni negative che fanno sof frire gli individui e li blocca rendendoli incapaci di agire. Non potendo contar e su di un futuro certo, le persone si sentono vulnerabili ed hanno paura di per dere quanto possiedono, (anche se sarebbe meglio aver paura di perdere quello ch e si ). Molti poi collegano il mancato e sempre pi incerto possesso di denaro e l a ridotta disponibilit dello stesso, alla scarsa qualit della vita, cosa questa c omprensibile solo in piccola parte. A conferma di questa asserzione posto questo articolo inchiesta che sveler a c hi avr la costanza di arrivare fino in fondo un sacco di concetti segreti talmente importanti da potersi a ragione definire basilari e rivoluzionari, per la nostra vita. Ci permetteremo qui di andare oltre i limiti del pur ottimo giornalista che ha c onfezionato il tutto e che per non ha dato risposte. Proviamo a darle noi partend o da posizioni inconsuete Volevo inoltre fare un ultima considerazione che mi cara nella certezza di aiutare molti lettori amici prima di farvi leggere questo ultimo pezzo: tenete presente che ci che induce la malattia vera, non i sintomi, sempre la percezione-convinzi one di non aver pi una via d uscita. Il grande medico scieziato tedesco R.G.Hamer ha rivelato che le cosidette malat tie (sono erroneamente evidenziate come tali quando il nostro corpo sta riparand o, sta rinascendo, si sta riadattando per funzionare meglio) sono conseguenti, a traumi e conflitti vissuti in solitudine (a cui aggiungo le argomentazioni di Laborit) a cui non si trova una via di uscita. Henri Laborit altro grande studio so, con le sue ricerche ha scoperto compiendo esperimenti su poveri ratti che l a morte arrivava solo quando i topi da lui usati per gli esperimenti non avevan o pi la possibilit di attaccare n di scappare. Questa la vera causa di tanti drammi odierni (Oltre alla sottrazione pianificat a del contante per portare miseria e disperazione e quindi per farci ricadere ne llo schema su descritto.). E questo che non si vuole che la gente sappia, capite? Ci vogliono rassegnati e i mpauriti, ci vogliono prede senza alcuna speranza. Invece noi sappiamo con assoluta certezza che non ci si ammala e muore per la lo tta, ma per la sottomissione senza via di uscita, per una impossibilit di reagire . Dobbiamo per sempre tenere aperta una via di scampo come Laborit stesso consigl ia nel titolo del suo libro Elogio della fuga .

Per quanto riguarda le cure e gli ospedali, la prevenzione, le vaccinazioni, gli screening, io posso dire, (finch c un velo di libert di pensiero), che ritengo sian o un modo che ha Big Pharma e le alleate strutture sanitarie, (medici acritici c ompresi) hanno, per procurarsi clienti, per sottrarre alle famiglie i risparmi d i una vita da destinarsi a cure che uccidono. Credo fermamente che le medicine sia no solo un modo di cronicizzare malattie e rendere dipendenti i malati. Insomma se non ci sono medici e farmacisti non ci sono malati cari amici ed questo che s piega l articolo che state per leggere, sempre che le tenie nascoste, presenti ne l sito accettino di non boicottarlo e mi permettano di postarlo integralmente. Per chi volesse approfondire e conoscere come fanno gli sciamani a guarire le persone, consiglio di leggere il libretto La sposa degli Dei http://www.ilgiardino deilibri.it/libri/__sposa_degli_dei.ph Qui il lettore scoprir anche che quelle di R. G. Hamer* sono state delle riscope rte e che tutti i popoli antichi del pianeta, tutte le antiche culture, conoscev ano il modo per vivere a lungo in pace e sani fino alla fine loro giorni. Ovviam ente questo di ostacolo a coloro che vogliono diventare esclusivisti della vita e condannano per questioni razziali e di dominio il resto dell umanit ad una vita grama ed alla morte anticipata. Ecco il motivo per cui i popoli liberi, che han no culture antiche, sono massacrati in tutto il mondo. Devono far morire la test imonianza e la speranza. Nelle sue ricerche il bravo Bruce Lypton biologo cellulare e ricercatore di fis ica quantistica, ha scoperto anche lui cose che gli sciamani e stregoni conoscev ano da tempo e cio che quando due persone stanno insieme, stanno bene, si amano, si ha un resettamento delle influenze negative che subiamo e che sono dovute a c omportamenti errati appresi, ereditati. Lui la chiama effetto luna di miele. Si ha in questo caso una crescita veloce, straordinaria di cellule, quelle cellule che durante il conflitto, quando il corpo sotto attacco, non sono rimpiazzate da l nostro organismo che costretto a portare il sangue agli arti per attaccare o f uggire, spostando cos le cellule destinate alla costruzione, al mantenimento ed a lla difesa. Ecco perch si blocca lo stomaco ad esempio. Poi passato un periodo di difficolt di disistima, di perdita di massa ossea dovuta a inattivit, quando le p ersone trovano una soluzione e sono felici, stranamente si mette in moto una vel ocissima crescita cellulare. Ebbene questa rinascita ha per la medicina ufficial e un nome diverso, un nome che spesso una condanna a morte. Si dice che siamo in presenza di una leucemia. Insomma l uomo un animale sociale, sta bene con i suoi simili, li ama e vorrebbe e ssere amato. Il vecchio vuole passare la sua infanzia con i nipoti che lo schiod ino dalla sedia, vuole la gentilezza come abbiamo sentito dire da una grande gio rnalista qual Antonella Randazzo, proprio pochi articoli fa qui su Stampalibera. ( E qu provo un grande dispiacere nel non poter offrire ai lettori altri articoli s imili). E l esatto opposto di quanto ci viene suggerito dai media oggi. Giornali e televis ioni incitano a maggior competitivit cio conflittualit, ti spronano a primeggiare s u quanti restando secondi o inferiori si sentiranno in perenne conflitto e senza via di fuga. Quando le persone diventano conflittuate, sotto attacco, tratteng ono i liquidi essendo in modalit attacco o fuga e diventano obese. A Vilcabamba come nelle popolazioni di uomini liberi non ci sono obesi. C entra poco o nulla l al imentazione. Qui ci sta bene una nota sui condizionamenti pesantissimi che subiscono i giovan i in una scuola che li vuole perfetti idioti, bench nozionisticamente dotati, ma senza alcun spirito critico e senza una loro personale via di scampo. Se invece si vuole veramente bene ai bambini e si incoraggiano le loro inclinazioni, si ri

esce ad ottenere da loro quello che la stupidit dell Occidente schiavo dell ideologi a nefasta del possesso, della sopraffazione e del dominio non riesce nemmeno a d immaginare. http://www.youtube.com/watch?v=qEX7OzzXr7U http://www.youtube.com/watch?v=8ao9LZLn0Hs http://www.youtube.com/watch?v=IPSTY6DfjP4 Adesso avete capito perch vogliono distruggere questa antiche civilt e tante altre . Vogliono impedire l evoluzione umana conseguente alla vera libert ed ad una cond izione di vero affetto, rispetto e solidariet fra individui. In Corea del Nord l a spesa per la sanit del 3% e la gente vive meglio e pi a lungo che in Veneto dove la spesa per la sanit supera il 60% del budget di spesa della Regione. Il budget nazionale mi sembra superi il 30%. Mi correggano i lettori pi informati. Ultima considerazione teosofica da parte di un agnostico. Non che per caso quand o uno o pi persone sono unite in mio nome io sono li fra loro significa che la v ita, la crescita, la felicit, la riproduzione della specie, la sopravvivenza fina le nell etere, esistono solo se c amore fra le persone e se sono alimentate da inten zioni e atti socializzanti atti a far crescere le cellule, la vita tout curt qui ndi? Non questo forse il significato della parola Dio? Quel Dio che la gente di stratta, disinformata, plagiata, indottrinata, imbrogliata, depistata, cerca dov e non c e non si pu vedere? Quel Dio che solo il cuore ti puo far da Pollicino ? Que l Dio che ti chiede di rimuovere subito i conflitti e a perdonare addirittura i nemici? Avanti allora, adesso le cose le sapete. Lino Bottaro * R. G.Hamer ha codificato nella sua Nuova Medicina Germanica le leggi biologich e sempre esistite e da lui riscoperte.

Vilcabamba

Ecco i segreti per vivere molto a lungo e bene!

Ho messo in grassetto i passaggi chiave da mettere insieme per la comprensione dei motivi per cui gli abitanti di Vilcabamba, (come ogni uomo sul pianeta) vivr ebbero sereni ed a lungo. Ho inserito con il mio articolo introduttivo ulteriori elementi di comprensione, come viene suggerito dall autore dell inchiesta che alla fine dice riferendosi ai discorsi degli abitanti di Vilcabamba Per fare in modo c he le loro parole acquistino un significato particolare, bisogna fare molta atte nzione a quello che dicono e avere gi un idea sull argomento. Bene, adesso l idea ce l ave te. Fonte: l Internazionale cartolina di Vilcabamba Gli abitanti di Vilcabamba sono poveri, lavorano sodo per tutta la vita e consum ano alcol e droghe. Nonostante questo, vivono pi a lungo di chiunque altro al mon do. Qual il loro segreto? C qualcosa di strano a Vilcabamba. Qualcosa che permette ai suoi abitanti di viver e fino a centodieci, centoventi o perfino centoquarant anni. Non solo vivono a lungo: riescono anche a mantenere una salute invidiabile. Il t

utto senza prestare la minima attenzione ai consigli dei dottori. Gli abitanti d i questo piccolo e sperduto paesino nel sud dell Ecuador amano gli eccessi: fumano come ciminiere e bevono come cosacchi. Eppure, all et in cui ognuno di noi mostra segni di decadimento, loro si preparano a vivere altri quarant anni. Come fanno? Secondo i censimenti internazionali, le aspettative di vita pi alte si registrano in luoghi ricchi e tranquilli, come il principato di Andorra, in Europa, o l isol a di Okinawa, in Giappone. A Vilcabamba, invece, gli abitanti sono poveri, vivono in cattive condizioni san itarie e lavorano sodo per tutta la vita. Ma nonostante questo, qui ci sono diec i volte pi centenari che in qualsiasi altro posto del mondo. il mistero della val le. Faccio un salto a Vilcabamba ogni volta che la salute di mio padre mi permette d i allontanarmi da Buenos Aires. Entro nella stanza dell ospedale in cui ricoverato . Vedo i suoi piedi coperti da un lenzuolo e la donna che si prende cura di lui seduta su una poltrona. Hai visto, sono venuti a trovarti . Da quando mio padre stato ricoverato, meno di una settimana fa, lo vengo a trova re due volte al giorno. Non ho mai visto questa donna prima d ora. Dopo aver passa to la notte con lui, cambiandolo di posizione, dandogli da mangiare e chiamando il medico, sembra avere pi familiarit con mio padre di quanta ne abbia io. Mi avvicino per salutarlo. Cerco di dargli un bacio sulla fronte, ma devo sporge rmi sopra la sponda metallica del suo letto ortopedico. Quando mi avvicino vedo che sotto le lenzuola legato. Due zone del suo cervello e tre del suo cuore non funzionano pi. A ottantasei ann i, ha gi avuto molti infarti. Ha perso la vista da un occhio ed stato necessario asportargli le paratiroidi. Soffre di ipertensione e di diabete ed in dialisi: d opo anni di segnali inascoltati, i suoi reni a un certo punto hanno detto basta. Ha avuto quattro emorragie gastrointestinali. stato operato alla prostata e soffre di un aritmia cardiaca che risponde bene alle terapie. Non cammina pi. Credo che all inizio sia stato per scelta. Poi gli si sono atroizzate le gambe. Ha anche un piede diabetico. il destro, dov e ha una piccola ferita che non si rimargina mai. Sul sinistro, invece, ha un di to in meno. Come faranno i figli degli anziani di Vilcabamba? Se possono vivere pi di centove nt anni, signiica che hanno figli novantenni. Mio padre, quindi, nello stato di sa lute in cui si trova, dovrebbe prendersi cura di mio nonno, che ovviamente sareb be ancora vivo. Sarebbe un disastro. Credo che una volta superati i novant anni si a poco decoroso non essere orfano. Benvenuti nella valle Mi metto in viaggio: Buenos Aires, Quito, Loja, Vilcabamba. All ingresso del paese ci sono due cartelli. Uno d il benvenuto al turista appena arrivato, l altro lo in forma che il paese si trova a 1.500 metri sul livello del mare, ha 4.200 abitant i e una temperatura media di venti gradi. Un po pi avanti c un altro cartello pi colo rato e accattivante: Welcome Vilcabamba . Sopra c l immagine di uno dei suoi abitanti. Un centenario, ovviamente. Un uomo dall aspetto sereno, pronto per uscire a lavora re. A Vilcabamba gli anziani si dividono in due grandi gruppi: i longevi, che su perano i novant anni, e i centenari. Vado a trovare uno dei centenari che vivono n ella zona alta del paese. L autista si chiama Lenin. Come mai ti chiami Lenin? Tuo padre era comunista? . No, il nome l ha scelto mio nonno, che ha vissuto ino a centov entisei anni . Arriviamo in macchina a casa di Jos Medina, che ha centododici anni. Non risponde nessuno . Jos un po sordo, ma ha una sorella che ci sente bene . Quanti i ha la sorella? . Centoquattro . Visto che nessuno risponde immaginiamo che la donna sia uscita a far e la spesa. Oltrepassiamo il cancello ed entriamo nella propriet. La casa umile, di ca

mpagna. In fondo c un terreno su cui i Medina coltivano parte di quello che mangia no: lattuga, mais e fagioli. Non c anima viva. Lenin si allontana dietro una colli na e dopo un po mi fa segno di raggiungerlo. Jos Medina sta zappando la terra. Ci guarda un secondo, poi abbassa la testa e co ntinua. La nostra presenza non un buon motivo per interrompere il lavoro. Vctor C arpio, la guida, mi dice di osservare bene quello che fa Medina. Separa il racco lto dalle erbacce. un lavoro per cui c bisogno di precisione e di un ottima vista. M a per il vecchio questo non un problema: non ha neanche bisogno degli occhiali. Usa gli stessi vestiti della maggior parte dei contadini di Vilcabamba: dei comu nissimi pantaloni e una camicia bianca. Mentre io, che sono di passaggio, indoss o un paio di pantaloni impermeabili e una camicia casual in tessuto traspirante. Gli chiedo se pu sedersi per fare due chiacchiere con me. Si ferma, appoggiando t utto il peso del corpo sul manico della zappa. Due settimane fa la guida gli ha portato un gruppo di canadesi che volevano conoscerlo, mentre il mese scorso sono venuti a intervistarlo per una tv di Hong Kong. Ecco, non mi risponde perch sar stanco di essere disturbato. Anche se parlo spagnol o, per lui rimango uno straniero . Non ti risponde perch non ti sente. Prova a parla re pi forte . Medina decide di sedersi. Sotto il cappello si vedono i capelli ancor a neri. Gli arrivano f ino a met della fronte. La guida gli fa una domanda da vecchi. Non gli chiede come va? , ma come si sente? . Bene, ma quando fumo mi gira un po la testa . come, fuma? , chiedo alla guida. Vctor mi spiega che fuma il chamico, un erba che gl i sciamani hanno cominciato a usare nell antichit. Ora diventata un abitudine per la gente del posto. All inizio i suoi effetti sono simili a quelli della marijuana, m a dopo alcune boccate somigliano di pi a quelli della cocaina. Provoca allucinazi oni, percezioni illusorie, perdita di memoria, sovreccitazione e rabbia. Alcuni le attribuiscono anche propriet afrodisiache. Ma il chamico, in realt, una pianta estremamente tossica. Jos Medina, il primo centenario che incontro nella valle, d i fatto si droga. E c di pi: alcuni direbbero che si drogato per tutta la vita. Oltre al chamico, infatti, gli piacciono le si garette, quelle fatte di normale tabacco. Ultimamente ha dei giramenti di testa, ma non sta abbastanza male da rinunciare al suo vizio. Quando ero pi giovane, a settant anni, fumavo molto di pi . Le piace bere? . Non pi. Ho so quando avevo centosei anni. Ogni tanto mi torna la voglia e mi bevo un puro. Ma non pi di uno al giorno . Il puro un alcolico simile al rum. quello che rimane nella punta dell alambicco. Si prepara con gli scarti della canna da zucchero ed una bevanda molto forte. Ha un alta gradazione alcolica ed spietata con il fegato di chi la beve.

LA STRADA DELLA LONGEVITA Possibili spiegazioni della presenza di cos tanti centenari a Vilcabamba: l ambient e, l alimentazione biologica, l aria pura, l acqua non inquinata. Nella valle la natur a riuscita a sbarazzarsi della mano nociva dell uomo, della sua capacit distruttiva . Per questo ha premiato i suoi figli con una buona salute e un bonus di quarant a nni di vita. Una ricompensa per essersi comportati bene e per essersi mantenuti nei limiti della morale e delle buone abitudini. Ma i sostenitori del salutismo e delle buone abitudini sono in dificolt quando si parla di Vilcabamba. Gli abitanti della valle bevono, fumano e si drogano. Per gli amanti della virt i nsopportabile che la gente del posto sopravviva pi a lungo e in condizioni miglio ri di chi non ha nessun vizio. Gli sembra ingiusto. Com possibile? Perch la prevenzione ha un senso fuori dalla va lle e non serve agli abitanti della zona? Dov la differenza? Jos Medina dev essere il figlio viziato della natura, a cui tutto permesso e a cui non si rimprovera mai

niente. Ha centododici anni, i capelli neri e la vista acuta, ed ancora in grad o di lavorare. Per non ci sente benissimo. Ha pagato per i suoi eccessi e da vecchi o diventato un po sordo. Bisogna tenere conto di una cosa: la differenza tra long evit e aspettativa di vita. La longevit come una strada lunga centovent anni. il mas simo a cui possiamo aspirare se ci impegniamo a prevenire le malattie, se viviam o in un luogo incontaminato e se usciamo di casa solo per andare dal dottore. Se mpre che, ovviamente, i nostri geni ci aiutino e non ci capiti nessun incidente. O almeno, cos pensava la scienza. A una certa et le cellule, per quanto siano in buono stato e per quanto possiamo averle coccolate, dicono basta e si fermano. la teoria scientiica che conferma u na convinzione popolare: prima o poi tutti dobbiamo morire. L aspettativa di vita, invece, il tratto di quella strada che ognuno di noi riesce a percorrere. A meno di vivere a Vilcabamba, la maggior parte della gente non a rriva mai alla ine. La longevit sembra essere fissa, mentre l aspettativa di vita d ipende dalla nostra capacit di seguire i consigli dei medici. Se ci fermiamo dava nti alle vetrine del grasso, del sale, dello stress e delle sostanze tossiche, l a spettativa di vita diminuisce. Se invece ogni tanto ci facciamo visitare, se la strada rimane pulita e se poi abbiamo fortuna, probabilmente riusciremo ad andar e avanti per un bel po di anni. Abbiamo un idea irremovibile sulla vecchiaia e sulla morte: sono inesorabili. Ma s e la vecchiaia fosse considerata una malattia, di cui tutti ci ammaliamo prima o poi, dovuta alla cattiva qualit di certi meccanismi biologici, ci potrebbero ess ere dei rimedi. E potremmo cercare di studiarli. Sicuramente il tempo, per l organismo, scorre in modo particolare. L et che ci viene indicata dal calendario non funziona esattamente allo stesso modo per tutti. Per questo due persone di cinquant anni possono dimostrare et diverse. C un tempo specifico per ogni organismo, un et biologica che per il momento impossibi le misurare con la precisione di un orologio da polso. Don Manuel e la sua trisnipote Del centenario Manuel Picoitia non c traccia nella sua fattoria, ma sentiamo il ru more di un machete contro il fusto di una canna da zucchero. Guidati dal rumore, entriamo nella piantagione. Picoitia in ginocchio e sta estirpando le erbacce. Il movimento del braccio non corrisponde alla forza o alla resistenza che ci si aspetterebbe da un anziano. D una decina di colpi di seguito. Porta la lama all altezza delle spalle e poi la fa ricadere a gran velocit fino a raggiungere il suo obiettivo. Ogni tanto si ferma , fa il punto della situazione e ricomincia. Quando la guida lo chiama, Manuel Picoitia si gira, si toglie il cappellino da b aseball e lo sventola. Sembra che stia festeggiando qualcosa. contento perch, come alla maggior parte de gli anziani del mondo, anche a lui fa piacere ricevere delle visite. Indossa pan taloni scuri e una camicia bianca a maniche lunghe. Andiamo a casa , dice, avviando si su per la salita che porta alla sua fattoria. Si muove rapidamente, come se il terreno fosse pianeggiante. Picoitia un uomo ag ile. evidente che non si stanca facilmente. Per me diverso, io non sono nato a V ilcabamba. Quanti anni ha, don Manuel? . Ho un secolo . Una delle sue nipoti si avvicina e gli di ce di dire la verit. A voce bassa mi racconta che ha l abitudine di togliersi qualc he anno. Ne ho centoquattro . Su, sia sincero . Manuel Picoitia insiste: ha centoquattro anni. Non cambia versione, e non c modo d i farlo confessare. Ha avuto dieci igli, il triplo di nipoti e anche bisnipoti e trisnipoti. Gli piace andare a ballare. Domani ha una festa, ma rimarr solo f ino a mezzanott e. Non ce la fa pi a tirare avanti ino al mattino. Ultimamente la schiena gli d qualc he fastidio. Qualche tempo fa rimasto vedovo e dice di avere nostalgia di sua moglie, sopratt utto per le sue doti di cuoca.

All ingresso della sua casa c una panca di legno su cui don Manuel si siede e si sis tema il cappello. Gli domando cosa fa tutto il giorno, lui mi racconta che non lavora pi. Ma quando siamo arrivati era nei campi , gli dico. Aveva il machete in mano e stava lavorando . Ma per Picoitia lavorare significa essere alle dipendenze di qualcun altro. Guadagnarsi una paga, oltre a occuparsi dei suoi campi. Adesso gli rimasta solo la seconda attivit. Per portarla a termine si alza alle sei di mattina e non si f erma fino a sera. Fino all anno scorso dovevo chiuderlo a chiave , racconta la sua trisnipote. Alle tre di mattina veniva a svegliarmi perch voleva che gli preparassi il caff. Non mi lasciava dormire, voleva uscire presto per andare nei campi . Beve molto caff? . Tutti i giorni . E cosa mangia? . Verdure, pesce, frutta. Molta frutta . Si vede che la trisnipote gli vuole molto bene. Sa ogni cosa che fa, sa quello c he gli piace mangiare e ci di cui ha bisogno durante il giorno. Gli accarezza con tinuamente la testa. Guardandoli, per, mi rendo conto che tutti tendiamo a consid erare gli anziani come mascotte o come bambini, nel migliore dei casi. Adorabili, buffi e con qualche vizio. Anche Vctor, a cui i centenari sono molto a ffezionati, ha insistito con Jos Medina e con Manuel Picoitia perch cantassero una canzone. La trisnipote ha una teoria per spiegare la longevit di Manuel Picoitia. Secondo lei dipende da quello che mangia. Tutto naturale, coltivato in casa e senza pesticidi. La cucina dei Picoitia, ins omma, porta a tutta la famiglia zuccheri, grassi, proteine e, allo stesso tempo, anche venti, trenta o quarant anni di vita in pi. Lei ne va iera e don Manuel le c rede. Picoitia farebbe felici i cultori del mangiar sano, con i loro partiti e i loro movimenti, come quello dei macrobiotici. Ma non i vegetariani, purtroppo, perch P icoitia, come anche Jos Medina, mangia la carne. E a pensarci bene neanche i macr obiotici, visto che i due centenari fumano chamico e bevono puro. Non darebbe soddisfazione nemmeno alla societ internazionale di cardiologia o all a commissione mondiale contro l ipertensione. A Vilcabamba si mette molto sale su tutto il cibo. Per fortuna si salva il biologico, visto che qui gli alimenti no n contengono pesticidi n agenti chimici. Il problema che in un infinit di altri posti, nelle campagne e sulle montagne, si m angiano cose simili cucinate nello stesso modo e non si vive cos tanto. evidente che non tutto merito della natura incontaminata, ma siccome quest idea di purezza piace a chi ossessionato dal mangiar sano, qualsiasi teoria che la sost iene considerata vera. Mi siedo vicino a Manuel Picoitia e gli chiedo di togliersi il cappello per un ult ima fotograia. Oggi gli ho tagliato i capelli , mi dice la trisnipote. Da questa parte li aveva tut ti bianchi. E adesso guardi, gli sono tornati neri . A Vilcabamba il numero delle donne supera quello degli uomini. Il rapporto di tre a due. Contrariamente a quanto succede nel resto del mondo, p er, a Vilcabamba gli uomini vivono pi delle donne. Solo i maschi, infatti, sono riusciti finora a superare i centotr ent anni. Ma anche le donne vivono a lungo. Succede spesso che abbiano figli dopo i cinqua nta e ci sono diversi casi di parti dopo i sessanta. Celia Adolina Parra de Toledo, 102 anni, con la nipote e i pronipoti Una dieta poco originale Josefa Ocampo ha centocinque anni. Sono quasi le quattro del pomeriggio e sta pe r andare a dormire. Rimarr a letto fino a domattina. Anche se a Vilcabamba il cli ma mite e le temperature oscillano poco nel corso dell anno, la maggior parte degl

i anziani ha freddo. Perci Josefa Ocampo che indossa un cappellino di lana blu e bianco, una maglia a maniche corte e sopra una camicia e un maglione di lana va a dormire. Ha il tipico aspetto della nonna. quasi cieca, non sente praticamente pi ed total mente rassegnata. facile volerle bene, perch non chiede mai niente. I suoi nipoti mi raccontano che una volta era una donna imponente, ma che con l an dare degli anni si rimpicciolita. Non conosce la maggior parte dei suoi cinquanta nipoti, dei suoi venti bisnipoti e dei suoi dieci trisnipoti. La mia famiglia tutta sparsa , dice. Come se fosse una condizione necessaria per continuare la conversazione, l autista chiede a Josefa delle sue abitudini alimentari. Sembra programmato per gli stra nieri che arrivano fino a Vilcabamba ossessionati dalla dieta della valle. Arriv ano al paese convinti che la longevit entri dalla bocca e che se si fa attenzione a ci che si mangia, oltre a rimanere belli, sar difficile ammalarsi. L idea dell importanza della dieta cos forte che sono riusciti a convincere perfino l a gente della valle. Sono tutti sicuri che una dieta sana prolunghi la vita. E c he a Vilcabamba si mangi una combinazione di frutta e verdura che non ha pari ne l mondo. Yucca, mais, banane. Cose del genere . una dieta naturale e priva di agenti inquinanti. Ma simile a quella che si fa in altre valli, in cui i contadini coltivano le stesse cose nello stesso modo. Sar anche sana, ma non originale n esclusiva. Non c molto da fare n molto da chiedere. La guida chiede a Josefa di cantarci Flore s negras, una canzone d amore. Lei non la ricorda, per ci recita una poesia, ricord o della guerra con il Per. Parla di un ragazzo che saluta i genitori per andare a lla frontiera e di un altro, volenteroso, che non torner pi dalla tomba . I ricordi c ominciano ad affiorare e Josefa si commuove parlando del suo cane. Si chiamava A sco (schifo). due muli carichi di canne da zucchero Lucilla Guerrero, 102 anni Segundo Timoteo Arboleda Hurtado, 102 anni Era inutile e cattivo, ma anche un grande amico. Quando racconta qualcosa, lo fa al passato e finisce sempre la frase con l espress ione ora non pi . Cantavo, ma ora non pi. Ero sposata, ma ora non pi. Lavoravo con mio padre, ma ora non pi. Mi occupavo della casa, ma ora non pi. Sembra che non facci a altro che aspettare, e nel frattempo cerca di mantenersi ben coperta. Non vuol e sentire freddo. Oltre a vivere molto, gli abitanti di Vilcabamba muoiono in modi a cui noi non s iamo abituati. Vanno a farsi il bagno e muoiono, escono per andare a lavorare e muoiono, vanno a dormire e non si svegliano pi. Senza preavviso, ricoveri o litig i su chi deve farsene carico, n figli che si lamentano perch devono prendersi cura dei genitori. Non arrivano mai a quella fase in cui ci si domanda se valga davvero la pena di continuare a vivere. Gli anziani di Vilcabamba si p rendono cura di loro stessi finoalla fine. Poi, da un momento all altro, muoiono. Senza familiari in attesa della fine nella sala d aspetto di una clinica. Non si ammalano, si spengono. Vivono una vecchiaia in cui non c bisogno di assiste nza. In cui non ci sono i diktat dei medici n la paura dei familiari. Sono person e molto umili, ma quando arriva il loro momento se ne vanno come dei signori. Mario Moreno Cantinlas era un attore famoso. Non passavano mai pi di due anni sen za che uscisse un suo film. Nel 1978, per, fece pochissime apparizioni pubbliche. In seguito si scopr che era a Vilcabamba, in incognito, in una casa nascosta da una fitta schiera di alberi. Soffriva di cuore. I medici le avevano provate tutte, ma senza risultati. Andare a vivere nella valle era la sua unica speranza. Si dice che se riuscito a lavor

are ancora per alcuni anni stato grazie a questo paesino. Ai fiumi che hanno rip ulito le sue arterie e alla terra che ha diluito i suoi eccessi. La guida Vctor Carpio chiama Vilcabamba il centro dell immunit cardiovascolare e la ina della longevit . Qui nessuno si ammala di cuore, e quelli che arrivano malati guariscono con il t empo. Quando arriv a Vilcabamba, Nadao Kimura, assistente personale dell ex primo ministro giapponese Yasuhiro Naka sone, non riusciva a fare pi di venti passi. Non poteva fare di pi: si sentiva sof focare, gli mancava l aria. Il suo cuore era sfinito. Ma la sua insufficienza card iaca, che i medici di Tokyo non erano riusciti a guarire, a Vilcabamba spar in so li trentotto giorni. Il politico giapponese era cos contento che chiese all allora presidente dell Ecuador il permesso di dare al suo paese natale, in un isola a nord di Hokkaido, il nome di Vilcabamba. Voleva che il luogo in cui era nato si chiam asse come quello in cui aveva ricominciato a vivere. Cantinlas e Kimura non solo le uniche celebrit che sono state a Vilcabamba. Gli abitanti assicurano che anche altre star sono venute a passare qui un bel po di tempo. Soprattutto i cattivi di alcuni telefilm famosi. Come Jr di Dallas. Ra ccontano che, a furia di interpretare il ruolo del cattivo, si era rovinato la s alute. Cos, per riprendersi, venne a Vilcabamba. O come Jon Cypher, che nella serie Dynasty aveva interpretato uno dei pi acerrimi nemici della famiglia Carrington. Cypher, che ha partecipato a moltissimi film e serie tv, ora sposato con la proprietaria di un albergo di Vilcabamba. Ci sono anche un astronauta e un generale dell esercito degli Stati Uniti. Nei dintorni del paese ci sono le case dei miliardari che vivono o si preparano a vivere il resto dei loro giorni in questa zona. Alcune sono vere e proprie ville, con tutte le comodit del caso e un eserci to di ecuadoriani pronti a servirli. Al bar El Punto, gli hippy che vendono ging illi per strada dicono che quelli che arrivano alla ricerca del paradiso sono gli ste ssi che lo stanno distruggendo. Torno in Argentina. Mio padre ancora ricoverato. Quando arrivo in clinica disper ato. Scuote la testa da una parte e dall altra f ino a toccare con la guancia il cuscino. Lo hanno lasciato scoperto . Un anziano statunitense nella piazza di Vilcabamba Le gambe sembrano due ossa avvolte da un po di pelle. Ha una piaga sul tallone do vuta allo sfregamento contro il lenzuolo, come se, in preda al terrore, avesse c ercato di scalare il letto al contrario per scappare. Cerca di strapparsi la son da dal naso e di togliersi la maschera per l ossigeno. La donna che si prende cura di lui vuole essere sostituita. Sono tre notti che mio padre non dorme. Il suo un caso tipico per un anziano che vive in una grande citt: ha ottantasei a nni, gravemente malato ed stato ricoverato in ospedale. Non c nulla di strano. Non ce la faccio pi. Tirami fuori di qui! , dice lui, appena mi vede. Gli dico di calmarsi e che andr a parlare con il dottore. Aspetta! , mi sussurra. Vuole che rimanga. Mi vuole parlare. Apre gli occhi e fa uscire l aria dai polmoni con fatica, sbuffa ndo. infuriato, intossicato dall infezione, non ce la fa pi, mi urla contro. Voglio cambiare vita . Si sforza di sembrare calmo. Cambiare radicalmente. Come hai fatto tu qualche anno fa. Voglio andare a vivere vicino a una spiaggia. Non importa dove, basta che ci sia un centro di dialisi. Voglio una casa piccol a e una finestra da cui si veda il mare . D accordo, pap, ma prima devi ririprenderti . D accordo un corno! , grida. Poi abbassa la voce. Tu puoi farlo. Hai fatto molte cose nella tua vita che sembr avano impossibili. Portami da qualche altra parte! . Potrei farlo. Potrei addirittura caricarlo su un aereo e portarlo a Vilcabamba.

fuc

Potrei vendere la casa in cui vive e, per molto meno, comprargliene una in Ecuad or. Vivrebbe ancora a lungo e io a novantacinque anni potrei continuare a prende rmi cura di lui. Glielo devo, lui mi ha dato la vita, e non importa che adesso m e la stia richiedendo indietro. Ma a Vilcabamba non c un centro di dialisi fallire bbe per mancanza di pazienti quindi purtroppo non posso portarlo laggi. Vilcabamba vivono di pi e si ammalano meno. Il numero di centenari dieci volte pi alto che altrove. La spiegazione che va per la maggiore che nel paese si mangia sano, non si consumano prodotti industriali e nessuno usa pesticidi nei campi. L a gente ne convinta e lo ripete fino allo sfinimento. Quello che non riesco a ca pire perch nell antichit, quando i pesticidi non erano ancora stati scoperti e mangiare sano era inevitabi le, la gente viveva meno di adesso. Perch quando non esistevano prodotti industri ali e la terra non era inquinata gli esseri umani non solo non vivevano fino a c entocinquant anni, ma morivano mediamente verso i trentacinque. L inquinamento pu ess ere letale, non c dubbio, ma la sua assenza non spiega perch la vita si prolunghi o ltre i limiti che conosciamo. Entra il caporeparto. venuto nella stanza per parl are con me. Suo padre sta meglio. Le analisi hanno cominciato a dare risultati po sitivi. Tra qualche giorno sar dimesso . Il medico esce e arrivano gli infermieri. Sono venuti a prenderlo. Poco prima ch e lo portino via, si volta verso di me e mi dice, a voce bassa: Ricordati di quel lo che ci siamo detti . Torno a Vilcabamba convinto di farlo per mia scelta. Duran te il viaggio ho cercato di mettere ordine tra le mie idee. A Vilcabamba vivono di pi e si ammalano meno. Il numero di centenari dieci volte pi alto che altrove. La spiegazione che va per la maggiore che nel paese si mangia sano, non si consu mano prodotti industriali e nessuno usa pesticidi nei campi. La gente ne convint a e lo ripete fino allo sinimento. Quello che non riesco a capire perch nell antich it, quando i pesticidi non erano ancora stati scoperti e mangiare sano era inevit abile, la gente viveva meno di adesso. Perch quando non esistevano prodotti indus triali e la terra non era inquinata gli esseri umani non solo non vivevano fino a centocinquant anni, ma morivano mediamente verso i trentacinque. L inquinamento pu essere letale, non c dubbio, ma la sua assenza non spiega perch la vita si prolungh i oltre i limiti che conosciamo. Manuel Picoitia, 104 anni La fabbrica del chamico Isabel Aguirre ha settantacinque anni. Sembra molto pi giovane. la proprietaria della pensione di Vilcabamba, e si vede da come si muove nel giardino, tra i tavoli apparecchiati all aria aperta, con il suo vestito rosso e la sua collana di perle bianche. Ha i capelli scuri e lunghi . Li porta legati, lasciando scoperto un volto deciso e gradevole. Oltre all oster ia possiede un allevamento nel nord dell Ecuador. Quando viveva l camminava a stento. Soffriva di una malattia cardiovascolare in stato avanzato. Le sue arterie si er ano indurite e il cuore doveva fare uno sforzo enorme per pompare il sangue. Come qualsiasi muscolo che viene sottoposto a uno sforzo intenso, il cuore di Is abel aveva cominciato a crescere. Avere un cuore grande sempre un problema. L ossigeno non basta mai. Per questo fa male, soffre e non funziona come dovrebbe. Aguirre sentiva che le mancava l aria. Le sue giornate erano sempre in salita e di notte era cos agitata che non riusciv a a riposare. Le faceva male il petto ed era completamente abbattuta. Andava dal dottore, gli raccontava come stava e si faceva dare una nuova ricetta da conseg nare al farmacista. C era sempre una nuova medicina da aggiungere alla lista di quelle che prendeva og ni giorno. Molti rimedi ma pochi miglioramenti. Quando le hanno proposto di venire a Vilcabamba ha accettato senza molte speranz e. Ma poco dopo essere arrivata nella valle ha ricominciato, con sua grande sorp resa, a respirare. Poteva camminare senza affannarsi, come quando era molto giov ane e camminava per la sua propriet senza bisogno di fermarsi a riposare. La sua pressione arteriosa diminuita ino a raggiungere livelli normali, e adesso se la

cava prendendo solo una pastiglia al giorno. In realt non ne ha bisogno. Lo fa pe r non dare un dispiacere al dottore. Quello di cui ha bisogno rimanere a Vilcaba mba per sempre. Per questo ha costruito la sua pensione. Le domando come vanno gli affari. Bene, mi risponde. Dice che da quando comincia to il progetto San Joaqun ci sono molti stranieri. Il San Joaqun una struttura privata, un enorme tenuta divisa in lotti a due chilome tri dal paese, tra le Ande e il fiume. per chi sogna di comprarsi un assicurazione per la longevit. Un sogno che non per t utti. Il progetto guidato da Joe Simonetta, laureato alla Harvard divinity schoo l (uno degli istituti dell universit di Harvard, specializzato nello studio della r eligione). La pubblicit molto esplicita: Unisciti a noi, stiamo cercando un gruppo di persone di alta qualit . Isabel mi spiega cosa si intende per gente di alta qua lit. Sono quelli che hanno abitudini salutari sono gentili con chi li circonda e risp ettano la natura. Chi potrebbe mai opporsi a queste tre regole? Sembrano inoffen sive. Eppure, il fatto che ci sia gente di alta qualit comporta che ce ne sia alt ra, la maggior parte, di bassa qualit. La vicinanza del tesoro della longevit risveglia il peggio dentro ognuno di noi. Isabel Aguirre vuole restituire un po di tutta la salute che ha ricevuto a Vilcab amba. Per questo due volte a settimana riunisce le centenarie sotto un pergolato bianc o in uno dei luoghi pi freschi del suo giardino. Passano il pomeriggio a racconta rsi le loro cose mentre preparano pazientemente sigarette di chamico. un modo per dargli lavoro, realizzando un prodotto locale, e anche per mantenerl e socialmente attive. Ma le anziane non hanno bisogno di molto aiuto, preparano le sigarette con abili t perch nessuna di loro soffre n soffrir mai di reumatismi. Inoltre e c da invidiarle lo fanno senza occhiali. Con quest attivit possono guadagnare un po di soldi. Il chamico facile da vendere. L a cosa pu essere giudicata in due modi, a seconda che uno guardi il mondo a senso unico o sia pronto ad adatta rsi al contesto. Nel primo caso si potrebbe pensare che le centenarie fanno parte di un presunto cartello di stupef acenti a Vilcabamba; nel secondo, che sono ancora le nonne della valle. E poi, c hi ha l autorit per dire alla gente di Vilcabamba che quello che consumano pu fargli male? Ma non c niente da fare, c sempre qualcuno pronto a farlo. Il giorno in cui Yukio Yamori, professore dell universit di Kyoto, ha chiamato a ra ccolta la gente di Vilcabamba in questa piazza, si sono presentati quasi tutti. Yamori, che insegna anche ad Harvard, un autorit quando si tratta di dare consigli su come mantenersi in salute. Ha studiato i longevi di Okinawa e ha stabilito quali abitudini ritardano la com parsa dell arteriosclerosi. Yamori dice che il segreto sta nella dieta. Che conclu sione originale! Cento grammi di pesce al giorno, venticinque di soia e niente s ale. Quando arrivato a Vilcabamba ha notato che alcuni dati non combaciavano. A differenza di quanto succede sull isola di Okinawa, nella valle ci sono pi longev i che longeve, si mangia pochissimo pesce e la cucina giapponese totalmente scon osciuta. Inoltre gli abitanti mettono il sale dappertutto. Nonostante questo la loro pressione arteriosa decisamente pi bassa di quella degli altri ecuadoriani e gli infarti sono una vera rarit. Alla fine della sua ricerca, prima di tornare in patria, Yamori ha fatto un arring a nella piazza di Vilcabamba. Ha chiesto alla gente di non consumare tanto sale: la quantit che usavano era molto superiore a quella raccomandabile. Benvenuti a Vilcabamba Trovare un senso Wilson Correa fa il dottore a Vilcabamba da venticinque anni. Incarna la memoria sanitaria della valle. Mi riceve di marted mattina, tra un paziente e l altro, in uno degli ambulatori esterni dell osped

ale Kokichi Otani. Un ambulatorio ecuadoriano dal nome giapponese. Nel suo studio c una barella, un armadio di vetro e metallo, una scrivania e tre s edie. Non c nessun tipo di strumento, a parte un misuratore di pressione e uno stetoscop io, che Correa conserva arrotolato in una tasca. Nessun macchinario che possa es sere considerato di alta tecnologia. Ma c una finestra che d su una strada ampia e polverosa, che farebbe invidia a qual siasi istituzione sanitaria: la avenida de la Eterna juventud, il viale dell etern a giovinezza. Albertano Rojas. Centoventisette anni. Era un mio paziente. Non gli piaceva venire a farsi visitare, ma i suoi familiari lo costringevano . Per quale motivo veniva da lei? . Verso la fine aveva qualche sintomo di senilit: si dimenticava delle cose e non riconosceva i suoi familiari . Il dottor Wilson Correa convinto che le persone che arrivano a Vilcabamba con pr oblemi di cuore guariscono, soprattutto quelli che soffrono di ipertensione. Lui stesso ne ha curati molti. Senza intervenire pi di tanto, li ha visti migliorare e smettere di prendere le m edicine. Racconta che sono pochi anche i casi di persone con diabete o altre malattie met aboliche. Non c traccia di osteoporosi (la demineralizzazione delle ossa, frequente negli anz iani) n di pazienti con il cancro . Per, dottore, sono tutte patologie diverse, per origine ed effetti, che non hanno nulla a che fare l una con l altra . Io le dico quello che vedo . Non mi convince. Non ha senso pensare che a Vilcabamba ci sia un unica sostanza che guarisce qualsiasi malattia, agendo su tutti gli org ani, indipendentemente dal fatto che le loro cellule, funzioni e strutture sono radicalmente diverse l una dall altra. Sembra magia. L effetto di un elisir onnipotente. C un altra possibilit: qualcosa ritarda l invecchiamento. Nella valle c qualcosa che ral enta l inesorabile processo degenerativo che colpisce le cellule del nostro corpo. Forse guarire dalla vecch iaia oggi complicato e impensabile come secoli fa lo era curare la tubercolosi. A Vilcabamba la gente mangia sano , dice Correa. Come le dicevo, qui si mangia molto sano, non ci sono pesticidi. La gente fa una bella colazione la mattina e quest o aiuta molto. L aria pura. In questa zona cresce il wilco, l albero tipico di Vilca bamba, che produce molto ossigeno. E poi c la famiglia. I legami familiari sono molto forti. Il patriarca rispettato e mantiene tutti uniti. Anche se autonomo, c sempre qualcuno con lui. considerato il capofamiglia. Questa unione familiare e questa attenzione per il patriarca so no fondamentali . Scusi, dottore, ma ho visto un centenario che vive per strada . S, ma il clima qui mite e comunque si tratta di casi isolati. L importanza della fam iglia vitale. per questo che quando uno dei centenari muore i familiari lo vegli ano per tre giorni. Lo considerano un esempio: stato un brav uomo, pagava i suoi d ebiti. L onore li fa vivere molto. Non ci sono infedelt n inganni n truffe . Un paradiso . Esatto. Qui i suoni che si sento o sono solo quelli della natura. Pensi che bello: i centenari escono a fare una passeggiata e non ci sono rumori fastidiosi di macchine o di gente stressata che corre per andare a guadagnare lo stipendio . Allora perch vengono da lei? . Poliparass itosi. il biglietto da visita del contadino. Vengono da me con vari tipi di para ssiti, soprattutto intestinali . Fino a che et riescono ad avere figli? . Eulogio Carpio, che aveva pi di novant anni, si sposato con Julia Len, una donna molto pi giovane di lui. Hanno avuto tre figli. Dopo aver parlato con lui e con molti altri come lui, sono arrivato a una conclu sione: i centenari fanno sesso frequente e di buona qualit . Anni fa, mi racconta, arrivata nel paese una straniera, non ricorda se polacca o tedesca. Stava scrivendo un libro: come fare l amore con un centenario. Era antropologa e p agava i vecchietti perch facessero

sesso con lei. rimasta a lungo? . Non molto. Ha finito i soldi prima di quanto si aspettasse . Fine dell intervista. So che sono in corso alcuni studi per identiicare i geni leg ati alla longevit. Per adesso le ricerche riguardano il Caenorhabditis Elegans, u n verme ermafrodita e trasparente. Anche se per alcuni il fatto che sia verme, ermafrodita e trasparente non lo ren de necessariamente diverso dal genere umano, la verit che fino a questo momento l e conclusioni tratte sul C. Elegans non sono del tutto applicabili all uomo. Non ho trovato nessuna ricerca sui modelli genetici di Vilcabamba, ma ci sono al cuni dati da tenere in considerazione. Gli abitanti della valle provengono da lu oghi diversi. Non costituiscono una razza n una comunit chiusa che si preservata m antenendosi isolata dagli altri. Gli stranieri che arrivano a Vilcabamba dopo un po si sentono meglio, mentre quelli che ci sono nati e si trasferiscono altrove vivono molto meno di quelli che rimangono nel paese per tutta la vita. Ci sono e sempi che lo confermano. Non raro, infatti, che gli ecuadoriani vadano a lavorar e fuori dal paese. Le rimesse che mandano ai loro familiari sono un importante fonte di sostentamento . Nessuna rivelazione Tutto porterebbe a pensare che la longevit, almeno a Vilcabamba, non sia ereditar ia e neanche genetica, ma la conseguenza di qualcosa che succede nella valle. E nella valle, oltre al poco visitato dottor Correa, non c un sistema sanitario para gonabile a quello delle citt. La gente vive senza bisogno di aggrapparsi alle med icine, senza ricoverarsi in cliniche per guarire da terribili malattie (di cui p eraltro non soffrono). Pi che certezze sulle tecniche soisticate per vivere molto , ci sono le prove di una vita semplice, austera. Non c molto altro da vedere. Perch le fotografie che ho scattato non mi convincono? Probabilmente perch sono se mplicemente foto di anziani. La foto di un uomo di centoquindici anni a Vilcabamba uguale a quella di un sett antacinquenne di un qualsiasi altro paese. Per questo insospettisce. Non un documento, non inconfutabile. Lo stesso vale pe r le interviste. Niente di quello che raccontano gli anziani ha l effetto di una r ivelazione. Per fare in modo che le loro parole acquistino un signiicato partico lare, bisogna fare molta attenzione a quello che dicono e avere gi un idea sull argom ento. L esperienza non elaborata una conoscenza precaria. Lo dimostra il fatto che i cen tenari che ho intervistato fanno una vita cos dura che molti sarebbero disposti a regalare gli ultimi quarant anni della loro vita per migliorare i primi ottanta - See more at: http://www.stampalibera.com/?p=71985#more-71985