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I problemi della relativit classica

Nella relativit galileiana, le grandezze che dipendono dal sistema di riferimento, cio hanno valori diversi se misurate in riferimenti in moto uniforme l'uno rispetto all'altro sono la velocit e di conseguenza lo spazio percorso e l'energia cinetica che dipendono alla velocit. L'invarianza di forza, massa ed accelerazione porta alla conclusione che le leggi della meccanica siano le stesse in ogni riferimento inerziale. Ai tempi di Galileo, l'invarianza del tempo sembrava cos ovvia da non essere nemmeno presa in considerazione. l 1905 l'anno di pubblicazione della Teoria della relativit speciale di Albert Einstein. La relativit speciale !o ristretta" si occupa solo dei sistemi di riferimento inerziali, mente la relativit generale tratta tutti i sistemi di riferimento. #icordiamo che un sistema di riferimento inerziale uno in cui valgono le leggi della dinamica !e in particolare il principio di inerzia$ se un corpo immobile o in moto rettilineo uniforme, su di esso agisce una forza risultante nulla". %na volta scelto un sistema inerziale, ogni altro riferimento in moto uniforme rispetto ad esso inerziale. Alla fine dell'&ttocento, la fisica sembrava ormai un capitolo chiuso. 'a una parte la meccanica di Ne(ton era sintetizzata in tre leggi fondamentali, dall'altra l'elettromagnetismo poggiava le sue basi sulle )uattro e)uazioni di *a+(ell. fenomeni termici facevano parte, con la termodinamica, del campo della meccanica e )uelli luminosi del campo dell'elettromagnetismo. Le forze fondamentali della natura erano di due tipi$ forze gravitazionali e forze elettromagnetiche. ,ualche fenomeno per- non rientrava nello schema generale ed inoltre il grande edificio della fisica classica presentava )ualche contraddizione$ uno dei problemi pi. importanti era )uello della propagazione della luce. La velocit di propagazione delle onde meccaniche sempre riferita ad un mezzo di propagazione e *a+(ell pensava che le onde elettromagnetiche avessero una velocit c rispetto all'etere. L'etere avrebbe dovuto essere il mezzo che permetteva la propagazione di onde elettromagnetiche. ,uesto fluido avrebbe dovuto penetrare ogni cosa ed estendersi in ogni dove, nello spazio interplanetario e nello spazio interstellare. moti di tutti i corpi celesti sarebbero avvenuti nell'etere che non opponeva alcuna resistenza ed era completamente trasparente alla luce. Non c'era per alcun metodo sperimentale che potesse provare la effettiva presenza dell'etere. /i prov- a misurare !esperienza di Michelson Morley" il cosiddetto vento d'etere studiando la propagazione della luce in diverse direzioni e in diverse stagioni !se la 0erra ruota intorno al /ole attraversando un mare d'etere, la sua velocit rispetto all'etere avrebbe dovuto cambiare direzione durante il periodo di rivoluzione", ma non si rivel- nessuna differenza significativa tra le diverse misure. La velocit della luce era sempre la stessa in ogni riferimento, come se essa fosse sempre riferita all'ipotetico etere. l riferimento dell'etere sembrava assumere un ruolo di riferimento assoluto o privilegiato

negato dalla meccanica di Ne(ton. %n altro problema era che le e)uazioni dell'elettromagnetismo di *a+(ell prevedono che una carica immobile crea un campo elettrostico, mentre una in moto (una corrente) crea un campo magnetico. /embra )uindi che osservatori in sistemi di riferimento differenti siano immersi in campi diversi e misurino di conseguenza forze di diversa natura. %n protone si muove con velocit v parallelamente ad un filo rettilineo percorso da corrente elettrica. La velocit del protone concorde con il verso della corrente. 'escrivi il fenomeno !e le forze che agiscono" dal punto di vista del laboratorio e dal punto di vista del protone. Riferimento inerziale del laboratorio$ 1er un osservatore solidale al laboratorio il filo conduttore in )uiete. La corrente che scorre nel filo crea un campo magnetico nella zona circostante e il protone, che viaggia nel campo magnetico, risente di una forza magnetica che lo devia e lo attira verso il filo. Riferimento inerziale del protone$ 1er un osservatore solidale al protone, il protone in )uiete e le cariche in )uiete non sono sottoposte a forze magnetiche. Nonostante )uesto l'osservatore registra l'esistenza di una forza attrattiva che sposta il protone verso il filo conduttore. /i deve concludere che il protone risente dell'effetto di una forza elettrica, ma da dove ha origine uesta forza se il filo ! complessivamente neutro"

Eventi nello spazio tempo


La teoria della relativit di 2instein si fonda su due assiomi, di cui uno il principio di relativit enunciato da Galileo. l secondo assioma )uello che crea pi. problemi al buon senso comune.

Relativit di !alileo

Relativit di Einstein

"rincipio di relativit# Le leggi della meccanica sono le $ssioma 1# Le leggi della fisica sono stesse in tutti i riferimenti inerziali. Non esiste un le stesse in tutti i riferimenti inerziali. riferimento privilegiato. Non esiste un riferimento privilegiato. %egge di composizione delle velocit# /e un corpo ha $ssioma *# La velocit della luce nel velocit v rispetto ad un riferimento / che si muove con vuoto ha lo stesso valore in tutte le velocit & rispetto ad un altro riferimento /', allora la direzioni e in tutti i sistemi di velocit v' del corpo rispetto al riferimento /' $ riferimento inerziali v' ( v ) & (somma vettoriale) 3onsideriamo # eventi storici separati nel tempo e nello spazio$ la morte di $iulio %esare e la nascita di %risto. 1er ognuno di essi possiamo individuare una coordinata temporale !che dice uando ! avvenuto" ed una o pi. coordinate spaziali !che dicono dove ! avvenuto" in opportuni sistemi di riferimento. Evento +oordinata spaziale +oordinata temporale

*orte di di di *arzo, Giulio #oma anno 44 a 3 3esare Nascita di 5etlemme Anno 6 3risto %sualmente gli eventi si rappresentano in un diagramma spazio&temporale dove lo spazio in

ascissa ed il tempo in ordinata. Nello spazio tridimensionale gli eventi sono individuati da tre coordinate spaziali e da una coordinata temporale$ Evento ,-. y. z. t/ /tabilisci la separazione spaziale e la separazione temporale tra i due eventi. 1er separazione spaziale e temporale si intende rispettivamente la distanza spaziale 7s tra i luoghi in cui avvengono gli eventi e l'intervallo temporale 7t che intercorre tra di essi. Nel caso dei due eventi considerati si ha$ Eventi 0s 0t *orte di Giulio 3esare e nascita di 3risto distanza #oma85etlemme 44 anni /e due eventi hanno separazione temporale nulla si dicono simultanei. Le coordinate e le separazioni spaziali e temporali tra gli eventi sono riferite, in genere, ad un riferimento inerziale come la 0erra, ma le cose possono cambiare notevolmente cambiando sistema di riferimento. 3onsidera i due eventi$ 9" salita di un passeggero sul treno alla stazione di 'oma e :" discesa del passeggero dallo stesso treno nella stazione di (ilano. ,ual la loro separazione spaziale; n )uesto problema necessario definire il sistema di riferimento perch gli eventi salita e discesa avvengono uno a #oma e l'altro a *ilano nel riferimento terrestre, ma avvengono nello stesso luogo e cio sul treno in un riferimento solidale al treno. #iferimento /eparazione spaziale 0erra distanza #oma8*ilano 0reno 6 n generale osservatori di riferimenti diversi assegneranno differenti separazioni spaziali agli stessi eventi. 3ome vedremo, essi misureranno anche differenti separazioni temporali$ due eventi simultanei in un riferimento possono non esserlo in un altro. /pesso, nei problemi di relativit conviene usare, per la distanza le misure luce, cio gli anni8luce, i minuti8luce e i secondi8luce e le corrispondenti unit !anni, minuti, secondi" per il tempo. 3on )uesta scelta la velocit della luce ha sempre valore numerico c ( 1.

1imultaneit
1er approfondire il significato del tempo, 2instein affront- dapprima la definizione di eventi simultanei e puntualizz- il fatto che la simultaneit non si conserva nel passaggio da un riferimento ad un altro in moto rispetto al primo$ non basta, infatti, dire che devo osservare contemporaneamente due eventi per decidere che essi sono avvenuti nello stesso istante< la luce di due stelle che arriva sulla 0erra porta generalmente con s immagini di stelle lontane nello spazio e anche nel tempo, con il risultato che possiamo vedere contemporaneamente una stella di 966 anni fa ed una di 96666 anni fa. l metodo suggerito da 2instein per stabilire un criterio di simultaneit allora )uello di mettersi a met strada tra i due punti A e ) dello spazio nei )uali i due eventi hanno luogo. /e i segnali provenienti da A e da 5 arrivano contemporaneamente all'osservatore, si pu- dedurre che i due eventi sono simultanei, se un segnale precede l'altro significa che un evento precede l'altro nel tempo. 'ue fulmini colpiscono i punti A e 5. /e l'osservatore & registra contemporaneamente un segnale luminoso proveniente da A ed uno proveniente da 5, conclude che gli eventi A e 5 sono simultanei.

La domanda che ci si pone allora$ i due fulmini simultanei nel riferimento di 2. lo sono anche in un riferimento in moto rispetto ad 23 3he cosa registrerebbero i passeggeri di un aereo superveloce in viaggio con velocit v da A verso 5; %n passeggero &' si trova nell'aereo, a met strada tra i due eventi A e 5. Le posizioni A e 5 corrispondono ai punti A' e 5' sulla coda e sulla testa dell'aereo. 1er &' l'evento A un fulmine che colpisce la coda dell'aereo e l'evento 5 un fulmine che colpisce la testa dell'aereo. /e la luce avesse velocit infinita, &' sarebbe colpito simultaneamente dai segnali provenienti da A e 5, ma la luce si muove a velocit c per percorrere i tratti A&' e 5&' e la velocit della luce ! la stessa in ogni sistema di riferimento*

Nel frattempo &' si spostato con l'aereo verso il segnale proveniente da ) e si allontana da uello proveniente da A. 2sso vedr pertanto il lampo ) prima del lampo A. Nel sistema di riferimento di &' il fulmine che colpisce la testa un evento che precede )uello del fulmine che colpisce la coda.

/i potrebbe ripetere il ragionamento con un altro ipotetico aereo che viaggia in direzione opposta$ )uesta volta gli osservatori in esso concluderebbero che l'evento A precede l'evento 5$ in conclusione, non solo la simultaneit non viene mantenuta, ma possibile concepire sistemi di riferimento in cui l'ordine di successione degli avvenimenti si capovolge. 1ossiamo pensare allora a riferimenti in cui sta avvenendo o gi avvenuto il nostro futuro; /ignifica che i legami di causa & effetto non sono pi+ validi" ,uesto, come vedremo, non affatto vero$ tutto )uello che si detto sinora riferito a eventi completamente indipendenti. La teoria relativistica di 2instein non solo salva, ma anzi rafforza il significato del rapporto di causa , effetto. /e due eventi A e 5 sono legati da un fatto fisico in modo tale che A sia la causa e 5 l'effetto, l'evento A preceder l'evento ) in ogni riferimento, anche se con diversa separazione spaziale. La simultaneit un concetto relativo, ma la relazione di causa8effetto non lo .

2rologio a luce
'ue osservatori, uno nella stazione / e l'altro su un treno superveloce /' che si muove a velocit v rispetto alle rotaie, vogliono misurare la durata di un fenomeno fisico !cio la separazione temporale tra due eventi", naturalmente ognuno dal suo sistema di riferimento. 2ssi utilizzano un orologio a luce, formato da due specchi piani posti parallelamente ad una distanza nota d$ un raggio luminoso che si muove lungo l'asse degli specchi si riflette alternativamente su di essi ed il tempo

occorrente per l'andata ed il ritorno della luce sullo stesso specchio costituisce il periodo dell'orologio.

l periodo dell'orologio misurato da un osservatore in )uiete rispetto all'orologio $ 06 = : d > c L'intervallo di tempo 06 rappresenta la separazione temporale tra due eventi$ la partenza e l'arrivo del raggio luminoso sullo specchio inferiore. 1er un osservatore in )uiete, i due eventi hanno separazione spaziale nulla. La separazione temporale di due eventi con separazione spaziale nulla si dice tempo proprio.

1oich? sia nel riferimento /, sia nel riferimento /' ci sono due orologi a luce identici, i due osservatori misurano lo stesso intervallo di tempo ognuno nel proprio riferimento. *a cosa avviene uno osservatore prova a fare una misura di tempo mediante l'orologio a luce che si sta muovendo rispetto a lui; 1er un tale osservatore, l'orologio si muove con velocit v in direzione perpendicolare all'asse degli specchi e )uindi la luce percorre, tra andata e ritorno, una linea a zig8zag di lunghezza *% maggiore di *d. 1oich? la luce ha sempre velocit c in 4ualsiasi riferimento inerziale, il periodo 0' dell'orologio in moto allora !per /"$ 0' = : L > c @ 06 l periodo 0' misurato con l'orologio in moto maggiore del tempo proprio 06$ l'orologio in moto batte )uindi un tempo pi. lento rispetto a )uello in )uiete. /i noti che ci- ! vero per tutti e due gli osservatori$ l'osservatore nella stazione / afferma che l'orologio sul treno pi. lento, l'osservatore nel treno /' afferma che l'orologio della stazione a rallentareA n )uesta affermazione che pusembrare paradossale c' tutto il significato del principio di relativit$ le leggi della fisica sono eguali per tutti i riferimenti inerziali, nel senso che ognuno dei due osservatori afferma che l'orologio in moto rallenta. l periodo proprio dell'orologio a luce $ 06 = : d > c l periodo dell'orologio misurato in moto $

0' = : L > c @ 06 3he relazione c' tra il periodo 06 !proprio" e il periodo 0' misurato in moto; 1ossiamo risolvere il problema con considerazioni geometriche$ l'orologio in moto ha velocit v e, mentre il raggio di luce percorre la distanza L, l'orologio si sposta di un tratto orizzontale *-. 'al teorema di 1itagora si ha che$ L: = d: B +: &sserviamo )uesti tre termini$ l tratto L percorso dal raggio di luce nel tempo 0'>: !misurato in moto" % ( c 5' 6 * l tratto d percorso dal raggio di luce nel tempo 06>: !misurato in d ( c 50 6 * )uiete" l tratto + percorso dall'orologio nel tempo 0'>: !misurato in moto" - ( v 5' 6 * /ostituendo si ha$ c: 0': = c: 06: B v: 0': e )uindi 0': = c: 06: > !c: 8 v:" 'ividendo numeratore e denominatore per c: e ponendo 7 ( v6c si ottiene infine che il rapporto tra il tempo 0' misurato in moto ed il tempo proprio 06 vale$

l fattore adimensionale C si chiama fattore di dilatazione del tempo. l tempo 0' misurato su un orologio in moto risulta dilatato del fattore C rispetto al tempo proprio 06. 0' = C 06 n un riferimento in moto il tempo scorre pi. lentamente e la dilatazione tanto maggiore )uanto pi. alta la velocit relativa dei due riferimenti. -l tempo proprio ! il minor intervallo di tempo misurabile per un ualsiasi fenomeno 3ome si vede, tutto dipende dal fattore D !detto anche parametro di velocit" da cui dipende il fattore di dilatazione C D C 6,669 circa 9 6,69 9,6669 6,9 9,66E6 6,E 9,9E4F 6,G :,:G4: 6,GG F,6HHH 9 infinito ,ualche osservazione $ La dilatazione del tempo significativa solo se la velocit relativa v ! molto vicina a c. La dilatazione dei tempi reale, in )uanto essa viene verificata con delle misure< in fisica reale solo ci- che misurabile. La dilatazione del tempo reale solo per gli osservatori per i )uali l'orologio si sta muovendo. %n osservatore solidale con l'orologio non rilever alcuna variazione del ritmo. 'alla tabella si vede che per v che si avvicina a c il tempo tende all'infinito e che per v . c la relazione perde di significato. L'interpretazione fisica di )uesto risultato matematico

conferma che la velocit della luce ha il carattere di velocit limite che non pu- essere mai superata.

%a vita media dei muoni


muoni !simbolo I" sono particelle elementari che si producono nell'impatto dei raggi cosmici con gli strati pi. alti dell'atmosfera. /ono una specie di Jelettroni grassiJ, dotati di carica negativa e di una massa maggiore di )uella dell'elettrone. /ono particelle instabili$ in un tempo brevissimo decadono trasformandosi in un elettrone ed un neutrino. 3ome tutte la particelle instabili, non decadono tutti contemporaneamente, ma sono caratterizzati da una vita media K di 9.E Is nella )uale, statisticamente, il numero di muoni si riduce della met. La vita media K misurata in )uiete ed )uindi un tempo proprio. n un esperimento del 9GFL al 32#N di Ginevra, si riscontrato che la vita media di muoni prodotti artificialmente, deflessi da campi magnetici e fatti girare a velocit prossime a )uella della luce, ! pi+ lunga di uella dei muoni a riposo. %na conferma di )uesto fatto strabiliante data dalla constatazione sperimentale che circa la met dei muoni prodotti negli strati alti dell'atmosfera fa in tempo a raggiungere la Terra prima di decadere$ )uesta percentuale sarebbe troppo elevata se la loro vita media fosse di soli 9,E Is.La distanza che i muoni devono percorrere pari allo spessore dell'atmosfera !circa 9E Mm". 3alcola il tempo necessario a coprire tale distanza per una particella che si muove con velocit prossima a )uella della luce. ,uesto intervallo di tempo un tempo proprio; 'ati del problema ' = 9E Mm = 9,E 96N spessore dell'atmosfera m velocit dei muoni rispetto alla c = N 96H m>s Terra Anche pensando che un un muone viaggi alla velocit della luce, il tempo necessario t = '>c ed circa E6 Is. l tempo 0 non ! un tempo proprio perch? rispetto alla 0erra la partenza e l'arrivo dei muoni sono # eventi spazialmente divisi. 'al grafico del decadimento dei muoni puoi constatare che gi a L o F Is, la percentuale delle particelle ancora integre #ichieste t tempo per raggiungere la Terra

minima. 3ome mai a 0erra si registra l'arrivo della met di essi; /ulla base della velocit !altissima" dei muoni, il fattore di dilatazione C vale :E. 'i )uanto si allunga la vita media di un muone veloce; 'ati del problema #ichieste C = :E fattore di dilatazione K vita media dei muoni veloci K6 = 9,E Is vita media propria dei muoni a riposo La vita media dei muoni veloci si calcola applicando il fattore di dilatazione dei tempi$ K = C K = NF,E Is. 2ssa appena un p- minore del tempo necessario per attraversare l'atmosfera ed )uindi compatibile con i risultati sperimentali.

$ cavallo di un muone
l problema della dilatazione della vita media dei muoni veloci dovrebbe suscitare )ualche comprensibile dubbio$ come sono le cose dal punto di vista di un muone; mmaginate di cavalcare un muone come se fosse un cavallo$ in )uesto modo siete in un sistema di riferimento solidale a tutti i muoni del vostro sciame. muoni sono )uiete rispetto a voi e la 0erra, lontana 9E Mm, vi viene incontro ad una velocit pazzesca. La collisione avverr fra circa E6 Is. *a un momentoA &ra la vita media dei muone in )uiete di soli 9,E Is. 3ome si pu- spiegare il fatto che circa il E6O dei muoni riuscir a collidere con la 0erra dal momento che il cambio del sistema di riferimento non pu- cambiare i fatti oggettivi; n effetti la dilatazione del tempo porta a risultati contraddittori se non accompagnatata da un altro aspetto della relativit$ la contrazione di una distanza misurata in moto. La distanza di 9E Mm dello spessore atmosferico stata misurata da Terra, cio da un riferimento in uiete rispetto all'atmosfera. ,uesto significa che , con gli strumenti adatti, si preso nota della posizione contemporanea degli estremi -1 e -* dello strato di atmosfera !rispetto ad un asse + prescelto" e poi si fatta la differenza$ %0 ( 8-1 -*8 La lunghezza misurata %0 si dice lunghezza propria perch? misurata in )uiete. ,uindi lo spessore di 9E Mm dell'atmosfera terrestre una lunghezza propria. /ottolineiamo il fatto che gli estremi si devono trovare simultaneamente nelle rispettive posizioni !non devono infatti cambiare posizione durante la misura"$ poich? la simultaneit non un fatto assoluto, ma relativo al riferimento, e )uindi )uesto porta a pensare che anche la misura di lunghezza dipenda dal sistema di riferimento. &ra, se siamo a cavallo di un muone, tutta l'atmosfera terrestre di cui vorremmo misurare lo spessore, non in )uiete rispetto a noi, ma si muove a velocit prossime a uella della luce$ la misura di una lunghezza fatta in moto non una lunghezza propria. La lunghezza di un oggetto o di uno spazio in movimento diversa dalla misura effettuata in )uiete$ se l'oggetto si muove a velocit v, la lunghezza % !misurata nella stessa direzione di v" risulter contratta rispetto alla lunghezza propria %0. La legge di contrazione delle lunghezze analoga a )uella di dilatazione

dei tempi$

con D = v > c La contrazione tanto maggiore uanto pi+ grande ! il valore del parametro / di velocit. #iesaminiamo ora il problema dei muoni in modo pi. completo$ dal punto di vista dei muoni, lo spessore dell'atmosfera risulter, contratto di :E volte rispetto allo spessore proprio. La contrazione delle lunghezze reale e valida solo per il sistema di riferimento in cui l'oggetto misurato ! in moto< per ogni osservatore solidale con l'oggetto la lunghezza la lunghezza propria, cio la maggiore possibile. Riferimento terrestre Riferimento muoni 'istanza misurata d6 = 9E Mm !distanza propria" 'istanza misurata d = 6,L Mm Pita media muoni K = NF,E Is 0empo di percorrenza dei muoni d6>c = E6 Is l E6O dei muoni collidono con la 0erra. Pita media muoni K6 = 9,E Is !tempo proprio" 0empo di percorrenza della 0erra d>c = : Is l E6O dei muoni collidono con la 0erra.

9al treno e dalla stazione


mmaginiamo un osservatore nella stazione / e un secondo osservatore nel treno superveloce /' che corre alla velocit u ( 0.:5 c. La velocit del treno riferita alla stazione. 'al punto di vista del treno invece la stazione a muoversi !in senso inverso" alla velocit u.

/ia in /, sia in /' c' un regolo che, misurato nel proprio sistema di riferimento, lungo 1 m. *a sia per l'osservatore /, sia per l'osservatore /' l'altro regolo !)uello in moto a velocit u" misura :;.5 cmA 2' )uesto )uindi il significato del principio di relativit$ tutti gli osservatori, in ualun ue riferimento inerziale, concordano sulla lunghezza di regoli in )uiete e sulla lunghezza di regoli in moto uniforme, ma non possono0 rimanendo all'interno del loro sistema di riferimento0 decidere se il loro sistema ! in uiete o in moto. &sservazioni conclusive$ 9. La contrazione delle lunghezze si verifica soltanto per le lunghezze che stanno lungo la direzione del moto. Nel nostro esempio, )uindi, lo spessore del regolo rimane inalterato. :. La contrazione delle lunghezze significativa solo se la velocit relativa u ! molto vicina a c. N. %na velocit di N6 Mm>s, dell'ordine di grandezza della velocit orbitale terrestre, JgrandeJ se valutata rispetto alle ordinarie velocit cui siamo abituati, provoca una contrazione secondo un coefficiente 1 6 < ( 0=99995. 3i- significa che un regolo lungo 9 m in un riferimento in )uiete subisce una contrazione di appena E6 Q se misurato in moto. 4. La contrazione della lunghezza ! reale0 in uanto essa viene verificata con delle misure< ricordiamo che in fisica ! reale ci che ! misurabile. E. 'alla legge di contrazione delle lunghezze si vede che, se u . c, la lunghezza si annulla e se u 1 c la lunghezza diventa immaginaria !il radicando 9 8 R diventa negativo". L'interpretazione fisica di )uesto risultato matematico conferma che la velocit della luce ha il carattere di velocit limite che non pu- essere mai superata. L. 1er l'osservatore in /' il regolo in )uiete e )uindi in nessun modo pu- verificare che la sua lunghezza subisca variazioni, cos come egli non pu- in alcun modo verificare di essere in moto uniforme. La contrazione della lunghezza reale, come reale il movimento, solo per gli osservatori per i )uali il regolo si sta muovendo. >n viaggio verso l'ignoto$ la stella Pega dista da noi #2 anni luce, ma disponiamo di un'astronave con un motore fantascientifico che la porta a viaggiare alla velocit di 304 c. 3alcola la durata del viaggio e la distanza 0erra Pega nel riferimento terrestre e in )uello dell'astronave !supponendoli inerziali ambedue". ndividua il tempo proprio e la lunghezza propria Riferimento Riferimento terrestre astronave 'istanza misurata d6 'istanza misurata d = :E al !distanza = 9E al propria" 'urata del viaggio t6 'urata del viaggio t = 9H anni !tempo = N9 anni proprio" Pelocit Pelocit della 0erra e dell'astronave v = di Pega v = d > t6 = d6 > t = 6,H c 6,H c

+omposizione delle velocit


3ome abbiamo visto, la teoria della relativit di 2instein salva il principio di relativit, ma non la legge classica di composizione delle velocit. "roblema di fisica classica$ %n camion si muove a velocit v rispetto alla strada. 'al camion viene lanciato un sasso. /e u e u' sono le velocit del sasso rispettivamente rispetto alla strada e rispetto al camion, che relazione c' tra le velocit v, u e u'; 9. u ( u' ) v :. u' ( u ) v N. v ( u ) u' La legge classica !galileiana" di composizione delle velocit non vale pi+ in ambito relativistico. n particolare sappiamo che non valida per la luce che ha velocit c in ualsiasi riferimento inerziale. "roblema di fisica relativistica$ %na astronave A si muove a velocit v = 6,H c rispetto alla Terra. %na seconda astronave 5 si muove con velocit u' = 6,4 c rispetto all'astronave A. 3onsidera le due velocit parallele e concordi. ,uale la velocit u dell'astronave 5 rispetto alla Terra; /e applicassimo la relazione classica u ( u' ) v si avrebbe, per l'astronave 5, una velocit u = 9,: c superiore alla velocit della luce5 La nuova legge di composizione delle velocit ottenuta da 2instein e da SendriM Antoon Lorentz la seguente$ %egge di composizione delle velocit$ %n corpo che si muove a velocit u' in un riferimento &' in moto relativo con velocit v rispetto ad un altro riferimento &, ha, nel riferimento &, la velocit

3on la nuova relazione l'astronave 5 ha, rispetto alla 0erra, una velocit u = 6,G9 c. 2sserva? %na astronave A che si muove a velocit v rispetto alla Terra invia un fascio di luce, misurando per essa una velocit c. ,uale la velocit u della luce rispetto alla Terra; Applicando la nuova relazione si ha u = c, in accordo con il secondo postulato della relativit ristretta che prevede l'invarianza della velocit della luce in )ualsiasi

Intervallo invariante
A volte capita di sentir riassumere la teoria della relativit con l'espressione tutto ! relativo. L'espressione superficiale e profondamente sbagliata. 5asterebbe rileggere il principio di relativit di Galileo che rimane invariato nella relativit di 2instein$ Le leggi della fisica sono le stesse in tutti i riferimenti inerziali* 3ome spesso succede, siamo interessati a ci- che rimane costante pi. che a ci- che varia. L'attenzione rivolta alle grandezze invarianti. Tra )ueste c' naturalmente la velocit della luce nel vuoto che ha lo stesso valore in tutte le direzioni e in tutti i sistemi di riferimento

inerziali. l problema che le grandezze invarianti non sono )uelle che il senso comune farebbe supporre. n definitiva, su cosa concordano gli osservatori di due sistemi di riferimento inerziali; #iprendiamo l'esempio dell'orologio a luce e consideriamo la separazione spaziale e la separazione temporale tra i due eventi "$R5E@A$ e $RRIB2 del raggio di luce.

Nel riferimento solidale all'orologio si ha che i due eventi hanno$ /eparazione temporale 50 ( * d 6c /eparazione spaziale nulla 06 l'intervallo di tempo proprio

Nel riferimento in cui l'orologio in moto con velocit i due eventi hanno$ /eparazione temporale 5 ( * % 6c /eparazione spaziale s ( * - !tratto percorso dall'orologio nel tempo 0" 0 non ! un tempo proprio !il tempo proprio )uello misurato tra due eventi con separazione spaziale nulla"

/e l'orologio a luce fosse posto su un treno con velocit v' diversa da v le misure di tempo e spazio cambierebbero ancora da un riferimento all'altro. ,uale, tra le seguenti misure di spazio e tempo, invariante nei diversi sistemi di riferimento inerziali in moto uniforme l'uno rispetto all'altro; la separazione temporale tra i due eventi la separazione spaziale tra i due eventi lo spazio percorso dalla luce la distanza tra i due specchi dell'orologio La distanza tra i due specchi dell'orologio non subisce variazioni in )uanto perpendicolare alla direzione del moto$ essa una 4uantit invariante. Pediamo di esprimerla in funzione delle altre grandezze che dipendono dal riferimento. 3on una semplice relazione pitagorica si ha$ #iferimento /olidale all'orologio 'istanza 'istanza percorsa percorsa dalla dall'orologio !separazione luce spaziale" :d 6

n moto relativo a velocit v n moto relativo a velocit v'

:L : L'

s=:+ s' = : +'

La relazione che esprime d pu- essere scritta$ moltiplicando tutto per :, abbiamo$

e,

,uesta grandezza si chiama intervallo invariante. 2sso tiene conto sia della separazione spaziale, sia della separazione temporale tra due eventi. /i ottiene facendo la radice della differenza tra due )uadrati$ la distanza percorsa dalla luce nella separazione temporale e la separazione spaziale. L'intervallo invariante rappresenta la distanza percorsa dalla luce in un intervallo di tempo proprio.

Cuantit di moto
%n protone si muove ad una velocit vp = 6,G6 c rispetto ad un sistema di riferimento e urta un elettrone immobile nello stesso sistema. 1oich il bersaglio molto leggero, dopo l'urto il protone prosegue )uasi indisturbato ad una velocit (p = 6,HG c. ,ual la velocit dell'elettrone dopo l'urto; 'ati me = G,99 968N9 Mg massa dell'elettrone mp = 9,LF 968:F Mg massa del protone vp = 6,G6 c velocit del protone prima dell'urto (p = 6,HG c velocit del protone dopo l'urto /e applichiamo la legge di conservazione della )uantit di moto si ha che la )uantit di moto iniziale si deve mantenere subito dopo l'urto e )uindi$ mp vp = mp (p B me (e (e = mp!vp 8 (p" > me = 9,HN c 3on le leggi della fisica classica, pertanto, l'elettrone dovrebbe ac)uistare una velocit maggiore di uella della luce, non ammessa nella fisica relativistica. Le leggi di conservazione, per-, continuano ad essere valide nella fisica relativistica a patto di ridefinire )uantit di moto ed energia. La corretta relazione per il modulo della )uantit di moto di un corpo di massa m e velocit v $ p = C m v dove C il fattore di dilatazione dei tempi Applichiamo di nuovo la legge di conservazione della )uantit di moto dopo aver calcolato i fattori di dilatazione per il protone prima e dopo l'urto e lasciando come incognita C il fattore di dilatazione per la )uantit di moto dell'elettrone dopo l'urto$ #ichieste (e velocit dell'elettrone dopo l'urto

:,:G mp vp = :,9G mp (p B C me (e C (e = mp!:,:G vp 8 :,9G (p" > me

La )uantit C (e pu- essere scritta come C D c, con D fattore di velocit$

C D c = :6F c C D = :6F
'all'ultima relazione si ottiene che D circa 9. L'elettrone pertanto schizza via a velocit prossima !ma mai superiore" a )uella della luce.

Energia relativistica
%n acceleratore di particelle fornisce energia cinetica U ad un fascio di elettroni che viene accelerato e sparato verso un bersaglio lontano 406 m. L'energia fornita agli elettroni molto alta e viene misurata in (ev o milioni di e7 !9 eP = 9,L 9689G V". /i misura )uindi il tempo di volo degli elettroni per ricavare la velocit indipendentemente dalla misura di energia. 'isultati sperimentali Energia fornita ,MeB/ 6,69 6,6: 6,6N 6,6E 6,96 6,E6 9,66 :,66 N,66 4,66 5empo di volo ,ns/ 94:,F: 96N,6H HE,N4 LF,G6 E9,99 N:,4L :G,FL :H,L6 :H,N6 :H,9H Belocit effettiva 6,9G c 6,:F c 6,NN c 6,49 c 6,EE c 6,HL c 6,G4 c 6,GH c 6,GG c 6,GG c "revisione classica 6,:6 c 6,:H c 6,N4 c 6,44 c 6,LN c 9,46 c 9,GH c :,H6 c N,4: c N,GE c 3i si aspetterebbe una diretta proporzionalit tra il uadrato della velocit e l'energia fornita secondo la relazione classica tra energia cinetica e velocit, invece, dai risultati sperimentali, la legge classica sembra valere solo per basse energie !inferiori a 6,9 *eP".

Gli elettroni a cui viene fornita un'energia molto elevata non raggiungono la velocit prevista dalla teoria classica e la presenza nel grafico di un asintoto orizzontale suggerisce l'esistenza di una velocit limite. 1i. gli elettroni sono veloci e pi. ! difficile accelerarli$ essi non riescono mai a raggiungere la velocit della luce. 1ossiamo dire che, nell'esperienza degli elettroni accelerati, non vale pi. la conservazione dell'energia; Ancora una volta occorre ridefinire il concetto di una grandezza$ la distinzione netta tra massa ed

energia appartiene solo alla fisica classica, cio alla fisica degli oggetti grossi e lenti. Nella fisica relativistiva )uesta distinzione sfuma, il confine si fa incerto$ la massa pu scomparire ed al suo posto compare dell'energia e viceversa l'energia pu condensarsi in massa. 2saminiamo allora la stretta connessione che esiste tra massa ed energia.

Energia a riposo
Ad una )uantit di massa m in )uiete in un sistema di riferimento, corrisponde una energia 26 detta energia a riposo data dal prodotto della massa per il )uadrato della velocit della luce$ E3 . m c# l tasso di scambio c: != G 969L m:>s:" tra massa ed energia enormemente sbilanciato$ ad una piccola )uantit di massa corrisponde una grande )uantit di energia. 3alcola l'energia a riposo di un elettrone. La massa di un elettrone me = G,99 968N9 Mg e )uindi l'energia a riposo corrispondente 26 = me c: = H,GE 96894 V. 3ome si visto pi. volte, il Woule non una unit di misura adatta per )uantit cos piccole. 1er particelle microscopiche, l'unit di misura pi. conveniente l'elettronvolt !9 eP = 9,L 9689G V" ed i suoi multipli 8e70 (e70 $e7. 3onvertendo l'energia in unit *ev, si ottiene che l'energia a riposo di un elettrone 26 = 6,E9 *eP ,uesto non significa che massa ed energia siano proprio la stessa cosa, ma che possono tramutarsi l'una nell'altra. Nella fisica relativistica il principio di conservazione della massa e )uello di conservazione dell'energia non valgono separatamente$ vale il principio di conservazione della massa&energia. Nella fisica delle particelle elementari la massa delle particelle elementari viene fornita direttamente in *eP cio in unit di energia. 1oich in )uesta conversione occorre usare le costanti c !velocit della luce" ed e !carica dell'elettrone" con la maggiore precisione possibile conveniente determinare a )uanti *eP corrisponde l'unit di massa atomica u 9 u !=9,LL 968:F Mg" corrisponde a GN9,E *eP 1articelle del modello standard particella carica !e" massa !*eP" elettrone 89 6,E9 protone B9 GNH,:H neutrone 6 GNG,:F muone 89 96L l protone ed il neutrone hanno una massa )uasi uguale ad una unit atomica. 2sistono particelle dette neutrini che hanno una massa )uasi nulla, minore di : eP. 2sistono anche particelle, come la particella K, molto pi. pesanti, con masse dell'ordine dei GeP.

Energia cinetica
#iconsideriamo i risultati sperimentali ottenuti accelerando gli elettroni$ Energia fornita ,MeB/ 6,69 6,6: 6,6N Belocit effettiva 6,9G c 6,:F c 6,NN c

6,6E 6,49 c 6,96 6,EE c 6,E6 6,HL c 9,66 6,G4 c :,66 6,GH c N,66 6,GG c L'energia fornita si trasforma in energia cinetica, ma, come abbiamo visto non possibile utilizzare la usuale relazione classica perch non c' una proporzionalit diretta tra energia cinetica e )uadrato della velocit. n un riferimento solidale agli elettroni, essi hanno solo energia a riposo, ma nel sistema di riferimento del laboratorio dove gli elettroni sono in moto con velocit v = D c, anche

l'energia deve essere moltiplicata per il fattore di dilatazione L'energia totale relativistica 2 di particelle di massa m in moto con velocit v = D c vale$ 2 = C m c: L'energia totale 2 la somma dell'energia a riposo 26 e di )uella di movimento o cinetica U. /i pu)uindi scrivere$ 2 = 2 6 B U = m c: B U = C m c : L'espressione dell'energia cinetica relativistica U si ottiene allora per differenza$ U = 2 8 26 = !C 8 9" m c: %tilizziamo )uesta relazione per calcolare l'energia cinetica relativistica degli elettroni in moto. 3ompletiamo la tabella precedente calcolando il fattore C per ogni valore del parametro di velocit D e moltiplichiamo !C 8 9" per l'energia a riposo degli elettroni che 26 = 6,E9 *eP. /i otterr l'energia cinetica U in *eP. Energia fornita ,MeB/ 7 C U = !C 8 9"X 6,E9 *eP 6,69 6,9G 9,6: 6,69 6,6: 6,:F 9,64 6,6: 6,6N 6,NN 9,6L 6,6N 6,6E 6,49 9,96 6,6E 6,96 6,EE 9,:6 6,96 6,E6 6,HL 9,GL 6,4G 9,66 6,G4 :,GN 6,GH :,66 6,GH E,6N :,6E N,66 6,GG F,6G N,99 L'energia fornita pertanto diventa energia cinetica degli elettroni. La conservazione dell'energia salva anche nella fisica relativistica. Le particelle accelerate nei grandi acceleratori trasportano )uindi una energia 2 = C m c: data dalla loro energia a riposo e da )uella cinetica. Nella collisione di particelle veloci la massa si annichilisce ed al posto della massa mancante compare dell'energia sotto forma di radiazione o fotoni. ,uesta energia a sua volta si ricondensa in massa dando vita a nuove particelle.