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La plastica biodegradabile

La plastica biodegradabile ha pressoch identiche caratteristiche meccaniche e fisiche della normale plastica petrolifera ma con la differenza di poter essere smaltita in ambiente naturale entro pochi mesi. Essa si ottiene a partire dallamido di mais o altre sostanze qulai la melassa estratta dalla barbabietola da zucchero o da oli vegetali. A differenza della plastica sintetica che si degrada in 90 anni, quella biodegradabile pu essere decomposta da batteri e microrganismi in circa tre mesi. !n tipo di plastica biodegradadabile la MaterBi "plastica a base di amido di mais# prodotta dal $990 % alle prossime Olimpiadi di Londra i piatti, i bicchieri e le posate, decine di milioni di pezzi, saranno di bioplastica italiana ll &ater'(i) pu essere compostato e quindi riciclato insieme ai rifiuti organici, evitando le problematiche di separazione del sacco o sacchetto dal suo contenuto. *uando infatti la plastica biodegradabile viene gettata via, i granuli di amido in essa contenuti si espandono, assorbendo acqua dal suolo o dallaria. +os, facendo rompono la plastica in piccoli frammenti, aumentando larea di contatto coi batteri del suolo che la decompongono pirapidamente. .imilmente, nel caso di manufatti in &ater'(i) quali posateria, stoviglie e imballaggi alimentari, la compostabilit/ rende possibile il riciclaggio organico di rifiuti misti, poich entrambe le frazioni "gli oggetti realizzati con &ater'(i) e gli scarti alimentari# sono biodegradabili e compostabili. 0a un punto di vista ambientale la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti organici nel compost costituiscono una pratica molto positiva in quanto il compost incorpora il carbonio nel suolo e ne mantiene la fertilit . 1gni anno in Europa si producono 52 milioni di tonnellate di rifiuti organici "rifiuti di cucina, scarti alimentari, scarti di giardino, ecc.#% il loro incenerimento provoca emissioni istantanee di gas a effetto serra, mentre in caso di smaltimento in discarica viene rilasciato metano "un potente gas a effetto serra#. Al contrario, il recupero organico, "per es. il compostaggio, con o senza pre'fermentazione anaerobica# restituisce al suolo la sostanza organica, con sostanziali risparmi di +12. Essendo per fatto di mais, che 3 un alimento, la produzione di &ater(i comporta un aumento del prezzo della materia prima e, come gi/ evidenziato dallutilizzo dei biocarburanti, ci non 3 privo di complicanze.

4ecentemente per in Emilia 4omagna, a &inerbio 3 stata fatta una scoperta rivoluzionaria, il MI !"#$ %&'. 5l merito della scoperta va a Marco 'storri e (u) *icognani . Entrambi non sono nemmeno biochimici% il primo un grafico, il secondo un mar6eter con studi di chimica alle spalle poi abbandonati. 7i/ soci di un azienda di microchip, decidono nel 2++, di dedicarsi ai biomateriali e decidono di scommettere su una scoperta del

francese Maurice Lemoigne risalente al -.2/, i polidrossialcanoati. Allepoca si scelse di cambiare rotta ed investire sul petrolio, di costo minore, e questa scoperta fu abbandonata. +on una parte dei loro risparmi decidono di acquistare un brevetto, messo a punto da ununiversit/ americana, che riguarda la produzione della plastica con il ricorso agli scarti della lavorazione del melasso 0scarto della lavorazione dello zucchero# che, ad oggi, rappresenta un costo per il suo smaltimento poich non viene pi- impiegato nei lieviti. 5l melasso% da scarto a materia prima per una plastica realmente bio1 Allacquisto di questo brevetto ne aggiungono una serie di altri sparsi nel mondo e, nell2arco di un anno, sono vicini alla realizzazione della molecola descritta da Lemoigne 3 il %&'% i biopolimeri 89As "polih:dro;:al6anoato# nascono dai derivati della lavorazione delle barbabietole e della canna da zucchero . I polimeri esistenti finora possono sciogliersi in acqua diventando invisibili all2occhio umano ma restano presenti nella soluzione ac4uosa con la loro struttura macromolecolare "molecola a lunga catena#% la solubilizzazione. Altra cosa 3 il fenomeno degradativo che viene promosso dall2intervento di microorganismi 0batteri, funghi, alghe5 e che pu6 essere correttamente definito biodegradazione1.ono infatti alcuni ceppi batterici a compiere il miracolo: in condizioni naturali si nutrono di un certo substrato e creano una riserva di energia all2interno del proprio corpo1 7uesta riserva di energia polidrossialcanoato, plastica a tutti gli effetti 1 <el 2++8 il progetto 3 stato certificato 16 (iodegradabile =ater dallente certificatore internazionale #in9otte 0Belgio5 che ha attestato la completa biodegradabilit in ac4ua e a temperatura ambiente, ponendo MI !"#$ %&' al primo posto tra le bio plastiche sperimentali esistenti1

Il grosso del lavoro lo fanno dun4ue i batteri, 'storri e *icognani hanno individuato i tempi da rispettare per nutrirli il pi: velocemente possibile e, attraverso il vapore estraggono la plastica dai batteri 1 ;opo l2estrazione la plastica viene scissa dalla membrana cellulare e il residuo viene rimesso in circolo per il nutrimento dei batteri1 <ero scorie1 Il polimero estratto viene essiccato e la polvere ricavata viene estrusa in pellet plastici come per il normale poliestere.
>I polidrossialcanoati, a differenza di tutti gli altri biopolimeri conosciuti, rappresentano una famiglia vastissima e quindi tantissime opportunit. Ma oltre ad essere utilizzabili per tutte le principali caratterizzazioni che riguardano gli oggetti in plastica di uso quotidiano presentano prestazioni tali da consentire modalit duso oggi ancora non perlustrate, o scoperte, dalle plastiche tradizionali. Possono, per esempio, essere accoppiati benissimo con la carta e stampati senza nessun pre-trattamento. Inoltre, in quanto come prodotto sono considerati un metabolita umano, i polidrossialcanoati si

prestano ad essere utilizzati anche per realizzare degli stent cardiaci o qualsiasi altro tipo di protesi nonch come base per laccrescimento delle cellule staminali. un prodotto completamente naturale. Se dal punto di vista fisico si presenta come un comune pezzo di plastica, dal punto di vista della struttura si lega invece benissimo con quella che pu essere la struttura dell!uomo, senza nessun tipo di problemi di rigetto?. >Salvo che non si tratti di plastiche particolarissime @ aggiunge Astorri @ avremo l!opportunit di sostituire un elemento che oggi rappresenta un problema nel momento in cui io devo andare a riciclare con qualcosa che " amico dell!ambiente ?. La biodegradabilit/ in acqua risulta molto pi- vantaggiosa rispetto al compost, quindi biodegradabilit/ nel terreno. Lestrema biocompatibilit/ del prodotto unita alle ottime caratteristiche del polimero 'resistenza, flessibilit/, stampabilit/' ne fanno un prodotto di altissima qualit/. 8i- di $00 differenti monomeri possono essere uniti da questa famiglia per dare vita a materiali con propriet/ estremamente differenti. 8ossono essere creati materiali termoplastici o elastomerici, con il punto di fusione che varia da A0 a $B0C+. 7uesto bio polimero 89As 3 ad elevata prestazione ed 3 possibile soddisfare esigenze produttive da '$0C+ a D$B0C+. 5l prodotto 3 particolarmente indicato per la produzione di oggetti attraverso metodi di produzione ad iniezione o estrusione. .ostituisce inoltre prodotti altamente inquinanti come %!=, %%, %!, &;%!, L;%! Inoltre poich> il %&' prodotto con le barbabietole e nell2!milia ci sono molti produttori di 4uesta pianta, il melasso che lo scarto pu6 essere trasformato senza problemi senza andare ad incidere sul costo della materia prima come accade per il mais1 5l &inerv89A ha fatto il suo debutto ufficiale al ?alone del Mobile ma Astorri 3 fiducioso che nel giro di poco tempo lo ritroveremo negli occhiali da sole italiani, nei pc californiani, nei televisori coreani e in tutti i pac@aging1