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Universit degli Studi di Milano

Facolt di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Educazione Professionale Sez. Don Gnocchi

Prova di valutazione di Metodologie dellEducazione Professionale III Docente: Dott.ssa Paola Eginardo a.a. 2011/12

Studentessa: Fiorini Alessandra Numero di Matricola: 771206

INDICE

1. Introduzione ..................................................................................................................................... 3 2. Valutazioni della proposta educativa nel suo complesso e del lavoro svolto dalleducatore .......... 5 3. Analisi interazione 29 ..................................................................................................................... 8 4. Analisi interazione ......................................................................................................................... 11

1. Introduzione Il lavoro richiesto per sostenere la prova di Metodologie dellEducazione Professionale III lanalisi pedagogica del film-documentario Essere e Avere di Nicholas Philibert, 2002. Obiettivo principale dellelaborato il saper Misurare la competenza pedagogica ed educativa degli studenti (la loro capacit di leggere, valutare ed, eventualmente, trasformare, agendo, una situazione educativa). Oltre ad analizzare globalmente la proposta educativa ed il lavoro svolto dalleducatore ci viene chiesto di analizzare due interazioni educative presenti nel film; la prima si riferisce alla scena presente indicativamente al 29mentre la seconda a scelta. Essere e Avere caratterizzato da scene prive di commento sonoro, la mente diviene libera di ascoltare la sonorit di altre parole. Le immagini mute argomentano la vitalit dei protagonisti, riattivando dal fondo della memoria le domande radicali proposte da Erich Fromm nel suo libro Avere o Essere, 1976. Il regista riprende la domanda di allora e ne modifica alcune varianti espressive: - Linterrogazione (Essere o Avere di E. Fromm) diventa affermazione (Essere e Avere); - LEssere precede lAvere; - Lalternativa diventata una congiunzione (da o a e ). Philibert sottolinea la necessit di attuare una nuova societ, fondata sullEssere perci sulla libert, sullautonomia e sulla realizzazione dei bisogni pi profondi delluomo; senza per prescindere dallAvere, caratteristica dominante nella societ capitalista dei consumi. La propriet privata e il profitto porta allidentificazione dellesistenza umana e con la categoria dellavere al possesso. In tal senso lidentit personale, lequilibrio mentale si fondano sullAvere le cose. Nel film il possesso si identifica con le qualit cognitiv e che portano luomo moderno ad affrontare la realt anche quando diventa dolorosa, ad essere responsabile e autonomo nelle proprie scelte e quindi non accettare il tutto a priori. Questultimo aspetto viene messo in evidenza dalle modalit di agire del maestro Lopez il quale, attraverso unautorit razionale1, propone una conoscenza del mondo ai suoi alunni. Lautorit razionale si basa su una differenza gerarchica (alunno-insegnante) nella quale la parte inferiore riconosce allaltra una superiorit effettiva che non opera per nei suoi confronti in termini di sfruttamento. Eun rapporto in cui la parte superiore offre allaltra una serie di strumenti che le consentono di avvicinarsi al suo livello e in questo senso si tratta di un rapporto di scambio reciproco su una base affettiva positiva. Attraverso questo potere
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E. Fromm, Fuga dalla libert (1941)

positivo 2 linsegnante costruisce lindividuo, agisce dando forma ai soggetti poich Il potere non solo qualcosa che nega, che controlla, che proibisce ma produce, istituisce, determina nuovi campi di sapere3. Nel film vengono messe in atto procedure, organizzati spazi, tempi e corpi differenti in base allet dellallievo dando vita ad unesperienza nuova, differente da quella della vita diffusa. Questa intenzionalit del maestro Lopez a realizzare e curare lo spazio scolastico porta a far emergere dimensioni corporee, pensieri, vissuti dei suoi alunni; tramite lanalisi e i controllo delle complesse dimensioni del dispositivo cerca di dar forma ai soggetti che la vivono, educandoli portandoli oltre4.

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Manuela Palma, Leducazione come dispositivo, con riferimento alla proposta pedagogica di R. Massa Riccardo Massa, La peste, il teatro e leducazione 4 Manuela Palma, Leducazione come dispositivo , con riferimento alla proposta pedagogica di R. Massa

2. Valutazioni della proposta educativa nel suo complesso e del lavoro svolto dalleducatore

Essere e Avere un film-documentario girato nel 2002 in una pluriclasse di un piccolo paese delAuvergne, una regione agricola che si trova nel massiccio centrale della Francia. Il regista ha trascorso nella scuola del maestro Georg Lopez circa dieci settimane nellarco dellanno scolastico, familiarizzando con i bambini e creando le condizioni per documentare la vita di quella scuola senza interrompere i suoi ritmi e le sue delicate routine. Il risultato di questo lavoro un film di una semplicit straordinaria perch non fa altro che descrivere ci che accade in quella scuola: il piacere e la fatica di insegnare e di imparare, il variegato insieme delle relazioni che caratterizzano lesperienza educativa, dando vita ad una drammaturgia pedagogica che genera stupore. Essere e Avere una pellicola che scorre lieve, le scene sono colme di lentezza e di natura prorompente, dalla gravit e bonariet di mucche al pascolo al fluire delle stagioni che accompagnano lanno scolastico, quasi a scandire il tempo lento e naturale delleducazione. Il film si apre emblematicamente con limmagine di due tartarughe che si muovono lentamente sul pavimento misurando lo spazio che tra poco sar occupato dai bambini e dalla loro guida. Il regista ci invita esplicitamente a misurare un tempo altro fatto di riflessione e di attenzione alla dimensione intima delle cose ed a non aver fretta poich in educazione occorre prendere tempo per guadagnarlo5. Linsegnante deve saper attendere, evitando comportamenti egocentrici ed affrettati che ostacolano la relazione e la comunicazione con lalunno. La scuola che ci viene presentata dal regista non ha alcun carattere didatticamente innovativo, non vi sono nuovo tecnologie, semplicemente essenziale e rigorosa; tramite la composizione ed il ritmo delle scene N.Philibert toglie il superfluo, ci che ridondante, confusivo per mantenere lessenziale: lEssere appunto, pi che lAvere; in effetti questa scuola vale per ci che , per la sua identit pedagogica che si esprime nelle relazioni semplici e autentiche fatte di autorevolezza e di dialogo, che il maestro mette in atto con i bambini e in tutto ci che essi imparano grazie a quellesperienza educativa agita giorno dopo giorno. LEssere e lAvere precedono la conoscenza e la condizionano, sono il frutto della conoscenza stessa. Al centro del processo educativo dellinsegnante vi leducando, il quale viene stimolato al ragionamento attraverso il dialogo attivo. G.Lopez si propone di indagare le modalit con cui gli alunni elaborano le conoscenze semplici e complesse, in riferimento
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Jean-Jacques Rousseau

ad un argomento di studio o ad uno specifico argomento extrascolastico. Infatti nel film sono presenti studenti che incontrano difficolt nellanalisi dei percorsi utilizzati nellapprendimento (per esempio Axel ha difficolt nella lettura, vedi scena a 01:04:54, mentre Jullien nel calcolo matematico, vedi scena a 00:35:14), ma non hanno alcun problema a ricordare per esempio le razze delle mucche o a volteggiare in bici come succede nelle scene rispettivamente a 01:12:08 e 01:20:27. Leducatore riesce ad individuare gli interessi dei propri alunni ed intorno ad essi attivare un dialogo pedagogico sottolineando in modo pacato e sereno che non ci sono risposte corrette o sbagliate ma solo modi diversi di interpretare la realt. La capacit dellinsegnante di saper rimandare il giudizio (vedi scena 01:30:06), di rimanere in attesa di esplicazioni e di informazioni pi dettagliate porta a cogliere le dinamiche mentali e lapprendimento tramite gli altri. Uno dei messaggi pregnanti che il regista mette in evidenza sono: la scuola e la vocazione del docente, come speranza di trasformazione e patrimonio prioritario nella societ complessa della globalizzazione. Lautorevolezza dellinsegnante fa pensare che c bisogno di una nuova educazione del cuore, di uneducazione alla pace e come sosteneva John Dewey alla democrazia sostanziale nelle relazioni quotidiane. Lo scopo finale della formazione umana leducazione alla democrazia ed a una convivenza pacifica poich La prima speranza di una nazione riposta nella corretta educazione della sua giovent6. Lutilizzo del metodo scientifico e dellesperienza come strumento per costruire il pensiero e s stessi (vedi scena a 01:13:04). Linsegnante, come si ben comprende dalla scena descritta, ha un ruolo attivo nellinterazione educativa; aiuta leducando sia ad organizzare le proprie esperienze che a servirsi dei propri strumenti di ricerca. La scuola diventa la sede della costruzione del pensiero e della formazione del cittadino 7 ; tutto ci viene sottolineato dallinsegnante quando alterna momenti di tradizionale didattica e momenti di laboratori ludici/creativi utili per affrontare la vita (es. il laboratorio alimentare presente nella scena a 00:23:27); in questa diversa veste il docente assolve alla sua pi genuina funzione di educatore che sa far emergere la modalit espressiva di ciascun alunno valorizzandone le abitudini e le modalit cognitive. Linsegnante diventa al tempo stesso base sicura, strumento rilevatore della necessit di darsi regole di conoscenza del mondo e di convivenza civile e dallaltra parte
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Erasmo da Rotterdam John Dewey

funge da dispositivo di contenimento emotivo. Educa gli allievi al recupero e allelaborazione delle emozioni stimolate dai conflitti tra i compagni (vedi scena a 00:58:32 e 00:58:29) ed inoltre gli sostiene nelle problematiche della vita, insegnando loro a non rigettare le emozioni dinnanzi alla malattia ed a non rimanere terrorizzati per i terremoti della vita (vedi scena a 01:16:49). Attraverso le regole, i riti, linsegnante svela i misteri delle lettere e dei numeri, ma soprattutto si fa carico del dolore dei bambini, gli aiuta a vincere la paura, a trovare la propria personalit, a scoprire un mondo incerto diviene una specie di militante delleducazione ed un operatore maieuta; in lui presente unidea di creare una societ in cui gli uomini si riconciliano tra loro e dove vigono rapporti di maggior giustizia ed eguaglianza. Daltro canto J.Lopez convinto che ciascun alunno sappia molte cose, pi di quante lui stesso pensi di sapere e abbia in se le buone risposte rispetto alle difficolt che vive; si tratta soltanto, secondo linsegnante, di stare vicino agli alunni, di porre le domande appropriate affinch poco a poco laltro si riveli a s stesso ambisce a favorire uno sviluppo ed una maturazione cognitiva. Leducatore ha cercato di creare un piccolo mondo allinterno nella realt scolastica,di istituire un campo di esperienza e di interpretazione in cui dare la possibilit alleducando di esplorazione e di rielaborazione del mondo della vita; ha costituito quella materialit educativa tanto cara a Massa. La scuola diventa un esperienza educativa costruita ad hoc per favorire un percorso di formazione intenzionale. Leducazione allora costituzione di un campo di esperienza concreta in cui si raddoppia la vita diffusa per acquisire e costruire competenze per meglio viverla ed intenderla 8 . Allinterno di questo mondo fittizio vengono rallentati i ritmi, viene esplicitato ci che implicito proprio per favorire lapprendimento. La scansione del tempo e la gestione dello spazio allinterno della scuola del maestro Lopez risultano essere differenti rispetto a quelli abitudinari. Per quanto riguarda la disposizione dei banchi linsegnante ha privilegiato una modalit sistemicarelazionale ossia ha suddiviso gli alunni in fasce det e li ha raggruppati nei diversi angoli dellaula per privilegiare un apprendimento condiviso. Il tempo non viene scandito dal suono della campanella, le ore sono dilatate, il pranzo risulta essere lunico dispositi vo in grado di far orientare leducando allinterno della giornata scolastica (vedi scena a 00:08:10). Linsegnante non fa mai uso della cattedra ma insegna mettendosi di fianco agli alunni, alla loro altezza. Per quanto riguarda i compiti in classe e le interrogazioni sembrano non essere formalizzate nella scuola di Auvergne.
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Riccardo Massa

3. Analisi interazione 29

Protagonisti: Oliver, alunno di 10 anni; Julien, alunno di 10 anni; George Lopez, insegnante. Contesto: linterazione tra linsegnante e i due alunni si svolge allinterno dellunica aula di una scuola elementare della campagna francese. Il maestro Lopez cerca di far comprendere ad Oliver e Julien i motivi del loro conflitto, invitandoli a dare il buon esempio ai compagni. Il setting nel quale si svolge la scena educativa formale; i due alunni sono seduti sui banchi di scuola di fronte al maestro. Linquadratura rimane fissa su Oliver e Julien mentre linsegnante non viene ripreso, si percepisce solo la sua voce. Oliver: il volto di Oliver non totalmente visibile, poich per gran parte dellinterazione educativa (fino a 00:31.58) le mani vengono portate davanti alla bocca nascondendola. Il leggero rossore sulle guance, lo sguardo fisso verso linsegnate e la postura rigida e chiusa, mantenuta per tutta la scena, fanno pensare ad un vissuto di disagio provato da Oliver allinterno dello scambio comunicativo. Il sorriso accennato solo in alcuni istanti della relazione educativa. Oliver mantiene un ascolto attivo per tutto lo svolgimento dellinterazione. Luso della comunicazione verbale viene stimolata pi volte in Oliver il quale inizialmente sussurra in modo insicuro qualche parola. La tonalit della voce risulta bassa ed il respiro affaticato. Julien: mantiene una postura aperta per tutta linterazione, un braccio disteso sul banco davanti a lui e laltro sostiene il capo. Sembrerebbe utilizzare la manipolazione delle mani per alleviare la tensione delle scambio comunicativo. Il viso ben visibile. Lo sguardo non fisso sullinsegnante, alterna momenti in camera ed altri rivolti al compagno Oliver. La comunicazione di Julien arricchita da elementi verbali e non. La voce sicura ed il suo tono poco alto; utilizza una modalit chiara e precisa nel descrivere i fatti realmente accaduti. Linquadratura di Julien risulta pi dinamica rispetto a quella di Oliver. Insegnante: ci che si evince dallinsegnante la comunicazione asimmetrica messa in atto verso i due alunni; il linguaggio semplice ma allo stesso tempo autorevole; lo si pu notare anche dalla tonalit della voce mantenuta costante per tutta linterazione comunicativa. Linsegnante utilizza un linguaggio rispettoso per inviare a Oliver e Julien messaggi di responsabilit e rispetto verso s stessi e i pi piccoli. Attraverso il dialogo, stimola la
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rielaborazione dellaccaduto nei due alunni. Con la comunicazione il maestro media la relazione conflittuale fra i protagonisti. La parola funge da medium della\nella relazione.

Tempo della scena: la scena si svolge tra 00:29:00 e 00:34:05. Lo scambio di comunicazione tra linsegnante e i due alunni avviene in modo piuttosto lento. Il tempo scandito dagli interventi dei protagonisti. La presenza di tempi morti quasi nulla.

Punti di forza e Criticit: Per quanto riguarda le modalit dellinsegnante pu essere funzionale: Lautorevolezza, lascolto attivo, la narrazione degli eventi ed il confronto come strumenti per la soluzione di conflitti. Lutilizzo di un dialogo pedagogico stimola nellutente una reale presa di coscienza dellaccaduto, consente al soggetto di operare unintrospezione regressiva, cio unanalisi mentale rivolta alla situazione affrontata per far emergere alla coscienza le procedure cognitive utilizzate nella situazione calda. Altra funzionalit della narrazione dellevento messa in atto dallinsegnante la possibilit che lutente percepisca la scuola come luogo di sinceri rapporti interpersonali diretti a comprendere laltro da noi in un clima sociale coinvolgente e in grado di accogliere le peculiarit e le criticit di ciascun componente della classe. Lutilizzo di un setting formale: la diposizione frontale degli alunni rispetto allinsegnante un elemento che sottolinea la relazione asimmetrica,il rispetto e la disciplina fra insegnanti ed alunni. Elementi meno funzionali dellintervento educativo messo in atto dallinsegnate: eccessiva enfasi sullaspetto cognitivo e poca rispetto a quello affettivo (sarebbe da approfondire il perch Oliver emotivamente inibito allinterno dello scambio comunicativo); oltre a nominare la rabbia di Oliver, linsegnante avrebbe potuto legittimarla poich si potrebbe trovare in una situazione di malessere causato dalla malattia del padre (a 01.16.48). Linsegnante avrebbe potuto dare la possibilit di esprimere laggressivit di Oliver attraverso attivit dinamiche, giochi proiettivi. Lutilizzo del confronto sarebbe stato funzionale in seguito ad un adeguato scarico psicomotorio. Lutilizzo di un setting formale potrebbe portare ad una carica ansiogena eccessiva rispetto alla situazione.

Ipotesi azioni educative alternative o integrative: come gi precisato precedentemente, lazione educativa messa in atto dal docente mi ha interessata, ho ritrovato parte della mia
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personalit nelle modalit utilizzate da G.Lopez ma allo stesso tempo l ho trovata inadeguata per let degli alunni e soprattutto per Oliver il quale ha dimostrato palesemente attraverso la comunicazione non verbale di far fatica a stare nel qui ed ora. Averi posticipato la discussione a tavolino dopo aver dato modo di esprimere i propri sentimenti attraverso movimenti corporei globali. Inoltre avrei favorito un colloquio individuale con entrambi gli alunni per comprendere la situazione e soprattutto i sentimenti provati in quellistante. Lincontro con il singolo allievo lavrei realizzato in un setting meno istituzionale, preferendo per esempio uno spazio allaperto, pi naturale. Il paesaggio, il clima, le posizioni del corpo pi rilassate avrebbero placato maggiormente il disagio interiore dei due protagonisti rendendoli liberi di esprimere i propri pensieri e le rispettive emozioni; Avrei poi concluso con lincontro a tre, enunciando i pensieri di entrambe e rimandando le rispettive riflessioni. Con Oliver sarei entrata in merito alle sue emozioni cercando di comprendere al meglio il malessere psicologico manifestato attraverso inibizioni corporee e verbali. Per rinforzare lopinione che egli ha di s e potenziare laspetto resiliente avrei agito attraverso tre fattori fondamentali che la psicologia clinica ci fornisce: I Have, IAm , I Can. Anche la narrazione dellevento critico poteva risultare uno strumento funzionale per esprimere e riconoscere lemozioni; per concretizzare, rendere condivisibili ed elaborare gli eventi accaduti.

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4. Analisi interazione

Protagonisti: G. Lopez, insegnante; Oliver, 10 anni, alunno. Contesto: la scena si apre con linsegnante e lalunno seduti su di un tronco di legno nel cortile della scuola di Auvergne. I protagonisti seduti uno di fianco allaltro sotto ad un albero scambiano le loro opinioni riguardo a temi scolastici e di vita familiare. Latmosfera tranquilla, la comunicazione viene accompagnata dal fruscio del vento che la rende surreale, piena di semplicit e colma di sentimento, lo si pu notare dallenfasi con cui linsegnante tratteggia linterazione. Questa duetto comunicativo viene interrotto dal rumore di unauto, la quale sospende per qualche istante linterazione tra lallievo ed il maestro.

Insegnante: G.Lopez seduto di fianco a Oliver con il busto leggermente proteso in avanti ed il capo chinato lateralmente evidenziando cos una vicinanza non solo fisica ma anche emotiva. Linsegnante accompagna il messaggio verbale con gesti definiti,pieni di rassicurazione e passionalit. La postura risulta equilibrata e nello stesso tempo dinamica, coerente con ci che esprime oralmente. Quando il rumore disturbante di una vettura interrompe il fulcro comunicativo (a 01:17:17), nellinsegnante emerge un imbarazzo iniziale che viene immediatamente colmato da interrogativi sullo stato di salute del padre di Oliver. Lincertezza avuta del maestro potrebbe essere dovuta allargomento pregnante che avrebbe dovuto affrontare con Oliver. Per conoscere lo stato di malattia del padre Lopez si serve, ancora una volta, del dialogo e della domanda poich intende stimolare nellalunno una presa di posizione chiara verso questo elemento traumatico che lo sta disarmando. Il tempo definito dallincalzare di questioni proposte dallinsegnante; Lintento di questultimo quello di cercare di comprendere la situazione critica e la presa di coscienza che lallievo ha della situazione. Durante interazione educativa leducatore riprende frasi dette da Oliver quasi ad evidenziare limportanza del suo pensiero e della sua individualit; modula il messaggio in base allet del ragazzo e riesce a farlo essere attore attivo dello scambio. Oliver: seduto a fianco dellinsegnante, anchesso con il busto leggermente proteso in avanti; le braccia appoggiate su entrambe le gambe. Sul suo viso si intravede un velo di imbarazzo, il rossore mostra i sentimenti, le emozioni provate da Oliver in quellistante. Quando si parla di suo padre inizialmente accenna un sorriso forzato ed in seguito si lascia
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trasportare delle emozioni che pervadono la sua anima. La postura rimane statica per quasi tutta la durata dellinterazione, si evidenziano manipolazioni delle mani per attenuare lo stato di disagio provato. Tempo della scena: La scena si svolge tra 01:16:48 e 01:18:59; scorre lenta, il tempo definito dallincalzare di questioni proposte dallinsegnante; le pause sono scarse e anche gli incroci di sguardi tra i due protagonisti.

Punti di forza e Criticit: Per quanto riguarda le modalit dellinsegnante pu essere funzionale: La postura utilizzata, la quale esprime accoglienza, vicinanza corporea ed emotiva; la modalit comunicativa: il tono pacato, profondo, sicuro, deciso porta leducando a ridurre lansia. Lascolto attivo, latteggiamento empatico, la rassicurazione sia verbale che gestuale (a 01:18:01) che permette alloperatore di condividere con il cliente quel momento. Lutilizzo di domande specifiche per comprendere la situazione, permettono di far emergere le aspettative, progettare per il futuro. Laccettazione delle emozioni di Oliver che lo hanno fatto sentire accolto, compreso e non hanno ostacolato la comunicazione. Elementi meno funzionali dellintervento educativo messo in atto dallinsegnate: La postura composta, semirigida ha evidenziato la formalit dellincontro e la posizione asimmetrica della relazione educativa. Lutilizzo di domande specifiche sono utili per comprendere la situazione ma possono risultare opprimenti e quindi favorire uninibizione da parte delleducando. Lascolto risultato funzionale, per quanto riguarda il silenzio a volte non veniva legittimato, linsegnante tendeva a colmarlo con specifiche questioni. Lopez non ha permesso ad Oliver di fare domande, di schiarire gli elementi dubbiosi ... ha vestito per tutta la scena la parte del conduttore a volte individualista. Ha riconosciuto, accolto i sentimenti del soggetto ma non li ha legittimati, esplicitati e motivati. Ha cercato di mobilitare le risorse interne del soggetto in maniera abbastanza diretta, dando poche spiegazioni e liquidando sommariamente largomento (a 01:18:52). Ipotesi azioni educative alternative o integrative: la gestione della scena descritta precedentemente ha suscitato in me ammirazione anche se a volte pecca di superficialit. Il setting lho trovato funzionale ed adeguato alloccasione poich essendo un luogo aperto, la natura ha fatto da cornice e ha permesso di abbassare le difese affettive e cognitive (pi in Oliver che nellinsegnante).Nella gestione della scena avrei mantenuto una postura meno
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rigida e formale e mi sarei approcciata facendo maggior attenzione allaspetto emotivo della persona e non solo a quello cognitivo e pragmatico. Visto la disponibilit e il desiderio di Oliver a far emergere i propri sentimenti avrei colto loccasione per legittimarli in maniera pi approfondita, offrendogli il mio sostegno professionale non lavrei fatto sentire unico di fronte alla situazione critica. Successivamente, con la sua approvazione, avrei utilizzato il gruppo classe per aiutare Oliver a superare tale difficolt. Il gruppo avrebbe triangolato la relazione educativa fornendo strumenti adeguati di rielaborazione dellaccaduto. Altra nota poco funzionale messa in atto dalleducatore stata quella di colmare il soggetto di rassicurazioni quasi minimizzando la gravit dellevento (a 01:18:05). Ho percepito molto meccanicismo nelle parole dellinsegnante. Durante il colloqui avrei sollecitato la comprensione del problema in Oliver stimolandolo a far domande a tal proposito. In conclusione avrei posto l accento sulla gravit dell accaduto e l importanza di avere risorse interne (esempio: l autonomia, l autostima, la flessibilit, la pinta ad agire ); risorse relazionali (esempio: sostegno sociale, emotivo, clima scolastico ) ed risorse sociali (esempio: integrazione e partecipazione nella comunit di appartenenza) da cui attingere per reagire a questo evento stressante.

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