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Procedura Aperta per l'affidamento della fornitura e dei servizi per la realizzazione del Progetto AdMinistra -LOTTO 1: Fornitura

in opera di un Centro di Calcolo "data center" quale Centro Servizi Documentali - CIG 0442283778

Offerta Tecnic Tecnica ecnica

Progetto AdMinistra Offerta Tecnica

Indice
1 Struttura e documentazione del progetto.......................................................................................4 1.1 Caratteristiche tecniche complessive del progetto.....................................................................5 1.2 Mappa della documentazione a supporto del progetto ............................................................10 2 Caratteristiche tecnico qualitative dellinfrastruttura tecnologica e degli impianti ................11 2.1 Server e Storage Area Network ...............................................................................................11 2.1.1 Sistemi computazionali ........................................................................................................11 2.1.2 Ambiente di virtualizzazione................................................................................................16 2.1.3 Storage Area Network e dispositivi di back-end..................................................................20 2.1.4 Sicurezza logica e controllo accessi amministrativi............................................................25 2.2 Architettura BURA e Infrastruttura di Networking.................................................................27 2.2.1 Sistema CAS.........................................................................................................................27 2.2.2 Data Center network e integrazione in rete WAN ...............................................................32 2.3 Allestimento Data Center.........................................................................................................39 2.4 Soluzione di raffreddamento....................................................................................................53 2.4.1 MODULO SISTEMA DI CONDIZIONAMENTO AMBIENTALE.......................................56 2.4.2 RISPARMIO ENERGETICO ...............................................................................................59 2.4.3 Doppia alimentazione:.........................................................................................................59 2.4.4 Flessibilit e Modularit .....................................................................................................60 2.4.5 Dimensionamento del sistema di raffreddamento ...............................................................62 2.4.6 RACK e Management Ambientale .......................................................................................64 2.5 Impianti elettrici, di continuit e antincendio ..........................................................................67 2.5.1 Descrizione AS-IS dellattuale infrastruttura .................................................................67 2.5.2 Impianto elettrico.................................................................................................................68 2.5.3 Sistema di rilevazione incendi ed allagamenti ....................................................................87 2.5.4 CONTROLLO ACCESSI......................................................................................................93 2.5.5 IMPIANTO ANTINTRUSIONE............................................................................................94 2.6 Sistema di monitoraggio e allestimento control room .............................................................95 2.6.1 Sistema InfrastruXure ..........................................................................................................96 3 Servizi.............................................................................................................................................98 3.1 Servizi di implementazione .....................................................................................................98 3.1.1 Struttura organizzativa ........................................................................................................98 3.1.2 Avvio del progetto................................................................................................................99 3.1.3 Organizzazione delle attivit .............................................................................................101 3.1.4 Pianificazione temporale delle attivit ..............................................................................102 3.2 Modalit di migrazione degli ambienti alla nuova infrastruttura tecnologica .......................104 3.2.1 Lambiente virtuale e fisico ...............................................................................................104 3.2.2 Modalit di Migrazione .....................................................................................................105 3.2.3 Tecniche di Migrazione .....................................................................................................106 3.2.4 Profili professionali ...........................................................................................................107 3.3 Addestramento .......................................................................................................................107 Pag.2 di 119

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3.3.1 Sedi e attrezzature..............................................................................................................108 3.3.2 Articolazione del Piano .....................................................................................................108 3.3.3 Contenuti del piano............................................................................................................108 3.3.4 Profili professionali coinvolti ............................................................................................112 3.4 Servizi di assistenza e supporto specialistico ........................................................................113 3.4.1 Organizzazione per la gestione del Data Center...............................................................113 3.4.2 Avviamento del sistema ed assistenza all'esercizio ...........................................................117 3.4.3 Manutenzione dell'infrastruttura ICT................................................................................117 3.4.4 Manutenzione degli Impianti .............................................................................................118 3.4.5 Livelli di Servizio ...............................................................................................................119 3.4.6 Aggiornamento DPS ..........................................................................................................119

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1 Struttura e documentazione del progetto


Larticolazione delle forniture strumentali e dei servizi descritti nella presente offerta, riflette la natura e le finalit della risposta tecnica al bando di gara per la realizzazione chiavi in mano del nuovo data center del Comune di Napoli presso il Centro Polifunzionale sito in Soccavo alla via Adriano. La realizzazione proposta non si prefigura, nel suo complesso, come semplice somma di parti impianti tecnologici e sistemi ICT ma piuttosto come risultato di una progettazione integrata che ha avuto, e si posta, obiettivi non relegabili in uno specifico ambito tecnologico. Tra questi, il raggiungimento di unequilibrata composizione dellofferta nelle sue diverse parti, ha costituito il principale riferimento dellelaborazione progettuale. Il soddisfacimento di tale requisito ha comportato la ricerca di un giusto equilibrio in uno spazio multidimensionale di valutazioni antagoniste (potenza di elaborazione, capacit complessiva di storage, potenza elettrica assorbita, contenimento dei costi della realizzazione, garanzie di continuit in fase di implementazione, ecc.) che hanno portato a scelte condivise da tutti gli specialisti nei diversi ambiti della progettazione. Altro elemento di sintesi che ha guidato la progettazione, stata la volont di proporre soluzioni tecniche e tecnologiche allo stato dellarte e, in alcuni casi, anticipando quelli che si stanno affermando come trend nel campo della progettazione dei data center. Da questo accurato lavoro di analisi scaturisce una proposta tecnica che punta a traguardare i gi ambiziosi obiettivi che lAmministrazione ha dichiarato nella documentazione di gara. Al contempo, lofferta propone condizioni migliorative rispetto a quanto richiesto e aggiunge, in armonia e sinergia con lesistente dotazione tecnologica e con quanto si propone in termini di nuove acquisizioni, ulteriori elementi dofferta con il fine di conseguire il prolungamento della vita degli investimenti realizzati in passato ed il contestuale ampliamento del perimetro tecnico e funzionale della soluzione nel suo complesso. La serie di approfonditi sopralluoghi effettuati dalle aziende componenti il Raggruppamento, testimonia la volont di acquisire fin dalla fase preliminare tutti gli elementi di conoscenza necessari a produrre unofferta tecnica ed un piano operativo che garantiscano il pieno raggiungimento degli obiettivi di progetto e un grado quanto pi elevato possibile di continuit delle funzioni del sistema informativo e telematico del Comune di Napoli durante le attivit di implementazione. La squadra che lRTI metter a disposizione dellAmministrazione per la realizzazione di questo progetto, costituita da un team di professionisti con grandissimo livello di professionalit e con specifiche competenze nei vari ambiti progettuali. La variet delle risorse umane, la capacit finanziaria e la consistente presenza nel territorio delle aziende componenti il RTI, garantisce sulla capacit di mettere in campo tutte le competenze specifiche necessarie e le relazioni aggiuntive e complementari per svolgere un ruolo di supporto e accompagnamento ad ampio spettro durante lintero il rapporto contrattuale.

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1.1 Caratteristiche tecniche complessive del progetto


Leccellenza, linnovazione e lelevato grado di integrazione delle soluzioni progettuali, sono stati i valori di riferimento nella composizione della presente offerta. I vincoli progettuali dettati dal capitolato, hanno costituito una vera e propria sfida per il team di progettazione che solo la selezione delle migliori tecnologie sul mercato ha consentito di affrontare, per garantire un risultato di eccellenza che rispetti e migliori i parametri fissati dal bando. In definitiva, per indirizzare al meglio gli obiettivi di progetto, il RTI ha inteso selezionare il meglio della tecnologia disponibile a livello mondiale per tutti gli ambiti progettuali, integrando tali tecnologie in un progetto di grande respiro grazie alle competenze maturate da ciascuna delle aziende produttrici. Oltre quanto descritto in questo e nei paragrafi che seguono, si faccia riferimento, a titolo di ulteriore chiarimento, alla documentazione di approfondimento allegata alla presente offerta (schemi progettuali, tavole architettoniche, planimetrie ed allegati tecnici). Sistemi computazionali La scelta di Fujitsu garantisce il ricorso a soluzioni allo stato dellarte nellambito dei sistemi computazionali basati su tecnologia blade server, progettati per applicazioni business-critical e per il consolidamenti di ambienti computazionali su larga scala, con caratteristiche di ottimizzazione dei consumi energetici che le qualificano a pieno titolo come soluzioni GreenIT. Complessivamente sono offerti n 28 server delle 3 tipologie richieste (soluzione migliorativa), di cui n 6 della serie BX920 e n 22 della serie BX960 che rappresentano la prima generazione di elaboratori basati sullultimissimo processore Intel Xeon 7500 Series (nome in codice Nehalem-EX) con prestazioni ai vertici. I n 8 blade chassis (soluzione migliorativa) della serie BX900 con numero di lame per chassis pari a 18 (valore pi alto nel mercato, soluzione migliorativa) rappresentano quanto di pi innovativo e scalabile oggi presente nel mercato (possibilit di creare cluster di chassis con tecnologia Dynamic Cube). Le tabella che segue riportano le principali migliorie apportate rispetto ai requisiti minimi. Requisiti Enclosure Blade quantit Slot Server Tipo A quantit Espandibilit RAM Velocit Interfacce Ethernet HD interni SPEC_Int2006 Base SPEC_IntRate2006 Base Server Tipo B quantit Espandibilit RAM Velocit Interfacce Ethernet 6 128 GB 667MHz 1 Gbps 8 512 GB 1333MHz 1 Gbps, 10 Gbps 12 128 GB 667MHz 1 Gbps 2x SAS 25.0 230 14 512 GB 1333MHz 1 Gbps, 10 Gbps 2x SSD 25.9 288 6 14 8 18 Richiesto Fornito

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HD interni SPEC_Int2006 Base SPEC_IntRate2006 Base Server Tipo C quantit Espandibilit RAM HD interni SPEC_Int2006 Base SPEC_IntRate2006 Base Storage

2x SAS 25.0 230 5 32 GB 667MHz 2x SAS 12.0 100

2x SSD 25.9 288 6 192 GB 1333MHz 2x SSD 28.6 216

Per la parte di storage, si scelto di puntare sullintegrazione delle tecnologie pi innovative presenti oggi nel mercato, pi aperte allintegrazione di terze parti, pi affidabili e consolidate, meglio rispondenti a quanto richiesto nella documentazione del bando di gara e che meglio si integrano con i sistemi di backup attualmente utilizzati dallAmministrazione. Tali tecnologie sono rappresentate da NetApp, azienda leader nel settore dello storage proposta con apparati unified storage SAN/NAS, nella versione v-Series che assicura funzionalit avanzate di virtualizzazione (soluzione aggiuntiva) importanti ai fini dellintegrazione di eventuale storage legacy; da Fujitsu per la componente di mass storage SAN/NAS, proposta con apparati Eternus che presentano funzionalit tecniche e caratteristiche di espandibilit ai vertici del mercato (fino a 1020 meccaniche, fino a 512 GB di memoria cache, valori migliorativi); da Veritas con Netbackup 7.0 che si integra ed aggiorna lesistente ambiente di backup per garantire le funzioni necessarie alla realizzazione del backup multilivello, LAN free, multipiattaforma e aperto; da Brocade, azienda leader nella tecnologia Fiber Channel, proposta con gli switch SAN della serie 5100 con porte da 8 Gbps. Lo storage di back end viene proposto con una memoria cache complessiva di 144 GB (soluzione migliorativa) scalabile fino a 512 GB. Requisiti Storage di Backend Scalabilit dischi Memoria cache Max Host collegabili Disk Library Capacit utilizzabile Tape Library Scalabilit drive Scalabilit slot CAS 14 300 18 400 8 TB 10 TB 500 drive 32 GB 512 1020 drive 144 GB 1024 Richiesto Fornito

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Il CAS proposto in offerta lHitachi Content Platform 300, soluzione autoconsistente basata su architettura RAIN, con API per integrazione con terze parti che utilizzano protocolli di comunicazione standard. La piattaforma compliant al modello Active Archive, ispirato allo standard ISO : 14721:2003 dallacronimo OAIS (Open Archival Information System). In tal senso HCP rispetta tutti i principi ispiratori dei principali modelli e standard di archiviazione possedendo nativamente (senza la necessit di API proprietarie) linterfacciamento verso i protocolli di gateway NFS, CIFS/SMB, HTTP, WebDAV (soluzione migliorativa).Le caratteristiche complessive e di dettaglio di questo prodotto lo collocano al vertice della categoria per completezza di funzionalit e velocit di elaborazione degli oggetti trattati, con la caratteristica unica di poter ricercare ed indicizzare su tutti i content types (soluzione migliorativa). Si vedano a questo proposito la presentazione del prodotto e la valutazione competitiva con il principale competitor allegate al presente documento, nelle quali si evidenzia la superiorit tecnica dellHCP 300. OS Software e virtualizzazione La piattaforma di virtualizzazione selezionata Hyper-V R2 di Microsoft che, attraverso le potenti funzioni di monitoraggio e gestione messe a disposizione da System Center Suite Datacenter (che include System Center Virtual Machine Manager, System Center Configuration Manager, System Center Operation Manager e System Center Data Protection Manager), consente di creare un ambiente di elaborazione virtuale multipiattaforma (Microsoft, Sun Solaris, Linux) innovativo, sicuro, altamente affidabile e flessibile, con il vantaggio non trascurabile di una scalabilit rispetto alle principali piattaforme concorrenti. Per quanto concerne lOS software Microsoft richiesto con licenze perpetue di tipo Government, la tabella che segue riassume le quantit richieste ed offerte. Prodotto Windows Server Enterprise Windows Server Standard Windows Server CAL Q.ta Richiesta 18 6 2000 Q.ta Offerta 20 8 2100

Sicurezza logica La presente offerta prevede la fornitura di sistemi firewall, antivirus centralizzato per server e NAS e sistema di log management quali strumenti tecnici che dovranno consentire la realizzazione delle misure necessarie a mettere in sicurezza le informazioni e i flussi di comunicazione nel nuovo data center. Per la protezione antimalware dei server e della NAS, Si propone la suite Sophos Endpoint Security and Data Protection con una dotazione di licenze (1000) per tre anni tale da soddisfare ben oltre il necessario tutte le esigenze presenti. Sophos Endpoint Security and Data Protection che offre una soluzione integrata multipiattaforma (Apple, Microsoft, Linux, NetApp) per la protezione antimalware e dei dati. Si propone inoltre una coppia di firewall UTM ad alte prestazioni Fortigate 1000A (soluzione aggiuntiva) necessari a rendere sicuri i flussi di comunicazione tra le aree a sicurezza differenziata del data center. Per quanto concerne il sistema di log management, il RTI fornir un sistema denominato LOG COLLECTOR, di derivazione Open Source, per collezionare a norma di legge i log degli accessi amministrativi; sar quindi effettuata linstallazione e configurazione con interventi programmati sui sistemi di competenza e nel rispetto del documento programmatico di sicurezza.

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Data Center network ed integrazione in rete MAN La progettazione delle reti di interconnessione LAN/MAN ha avuto come riferimenti le necessit tipiche di un ambiente data center, le esistenti reti geografiche che attualmente servono il Comune di Napoli per le comunicazioni intranet ed Internet, la necessit di garantire il collegamento del nuovo data center con il nodo di P. Giovanni XXIII. In questa ottica, stata elaborata una proposta di architettura che prevede: la realizzazione di una rete locale Ethernet ad elevate prestazioni ed alta affidabilit per il data center basata su n 4 switch modulari AT-SBx908 di Allied Telesis (soluzione aggiuntiva) ; il cablaggio della Sala Server sar realizzato con materiale AMP Tyco, la parte rame sar realizzata con cavi schermati in categoria 7 (soluzione migliorativa, link channel fino a 10 Gbps), il cablaggio ottico con fibra OM3 e soluzione di aggregazione MPO, gli armadi di rete equipaggiati ciascuno con 336 porte rame e 84 porte fibra (soluzione migliorativa), viene inoltre proposto un moderno sistema di cable management denominato CableSolve per la gestione del monitoraggio e management del cablaggio fisico di LAN (soluzione aggiuntiva); linterconnessione del data center alla intranet WAN del Comune e ad Internet mediante collegamenti Fastweb in alta affidabilit rispettivamente da 1 Gbps e 100 Mbps con canoni dei servizi fino a Maggio 2013 inclusi nella presente offerta (soluzione aggiuntiva); il collegamento ridondato in fibra ottica dedicata (dark fiber) con IRU 15 anni (soluzione migliorativa) e capacit complessiva di 40 Gbps tra gli switch del nuovo data center ed una coppia di switch AT-SBx908 Allied Telesis che sostituiranno lattuale centro stella presso il nodo di P. Giovanni XXIII (soluzione aggiuntiva) anche per supportare funzioni di Disaster Recovery. Disaster Recovery La descrizione di una soluzione di disaster recovery in vista della realizzazione di un sito secondario che si affiancher al nuovo data center in logica attivo-attivo, supportata dalla realizzazione, nel novero della presente proposta, di unestensione operativa del nuovo data center al nodo di P. Giovanni XXIII. Quanto proposto dal RTI e descritto nei paragrafi che seguono, oltrepassa il concetto di disaster recovery per approdare ad una logica di distribuzione geografica del carico e business continuity end-to-end che le potenzialit tecniche espresse dalla presente proposta consentono di sperimentare fin da subito(soluzione aggiuntiva). Impianti elettrici e di condizionamento La progettazione dellimpiantistica di alimentazione elettrica e condizionamento, stata improntata alla ricerca della migliore soluzione in termini di robustezza, affidabilit ed efficienza energetica. Oltre allelevato grado di ridondanza n+2 (soluzione migliorativa), la progettazione ha centrato intorno al PUE (Power Usage Effectiveness) tutte le considerazioni relative al tema dellefficienza energetica. Il PUE oggi ritenuto uno dei principali parametri di riferimento nella progettazione dei moderni Data Center e per poter cogliere lobiettivo della pi elevata efficienza energetica realizzabile nelle condizioni ambientali del sito individuato, lRTI non poteva che selezionare per la realizzazione dellimpiantistica elettrica e di condizionamento un partner tecnologico quale Schneider Electric, la cui divisione APC by Schneider Electric leader mondiale nella progettazione e realizzazione di soluzioni di raffreddamento per aree Green IT e membro fondatore del comitato GreenGrid (www.thegreengrid.org).

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Il livello di progettazione della parte impiantistica stato effettuato con un dettaglio quasi esecutivo a partire dalle informazioni raccolte con estremo scrupolo in fase di sopralluogo; gli schemi e le planimetrie allegate devono pertanto considerarsi parte integrante della documentazione attestante la qualit del progetto degli impianti. Sistemi di monitoraggio Impianti ed Infrastruttura IT Lelemento centrale di monitoraggio dellinfrastruttura fisica del Data Center APC InfraStruxure Management Software che supera le tradizionali funzioni di monitoraggio e controllo dellalimentazione, del raffreddamento, della sicurezza e delle condizioni ambientali del Data Center. Questa piattaforma consente la gestione integrata dei parametri vitali del data center attraverso funzioni per la simulazione predittiva, per il calcolo della capacit inutilizzata, per il controllo dellet e dello stato di salute delle apparecchiature, per conoscere il livello attuale e lo storico dellefficacia nelluso dellenergia (PUE), come anche lutilizzo dellenergia e i suoi costi. APC InfraStruxure Management Software aiuta a migliorare lefficienza energetica e ad attuare un controllo puntuale dei costi, supportando le attivit di pianificazione, previsione e definizione del budget sul breve e sul lungo termine. A questo sistema che supervisiona in maniera integrata gli aspetti vitali del data center legati al funzionamento degli impianti di climatizzazione ed alimentazione elettrica in continuit, si affiancano in modalit complementare il sistema di sicurezza perimetrale (antintrusione e controllo accessi), il sistema di videosorveglianza ed il sistema di documentazione e gestione del cablaggio. Allestimento del Data Center La progettazione dellallestimento ha tenuto conto delle necessit legate alla destinazione tecnica dei locali e alla vivibilit ed ergonomia delle aree di lavoro. Il posizionamento in pianta, illustrato con dovizia di particolari nelle tavole allegate alla presente offerta, ha tenuto conto di questi requisiti soprattutto in relazione alla necessit di garantire la stabilit termica dellarea di alloggiamento dei server (Sala Server), una buona illuminazione naturale delle aree di lavoro destinate ai collaboratori e al personale dellAmministrazione, la complessiva gradevolezza architettonica degli ambienti. Le opere civili previste saranno eseguite a regola darte. Inoltre per rendere pi efficiente il lavoro degli addetti al Data Center lRTI assicurer la copertura wi-fi delle aree di lavoro (soluzione aggiuntiva), ed inoltre verranno forniti n.3 smartphone e n.3 tabletPC wireless utili nella gestione delle attivit in mobilit e compatibili con il software di management del cablaggio fornito (soluzione aggiuntiva). Migrazione degli ambienti applicativi al nuovo Data Center A partire dalla rilevazione puntuale dello stato corrente delle piattaforme applicative indicate dallAmministrazione, stata definita la pianificazione delle attivit e delle competenze tecniche e professionali necessarie ad effettuare con pieno successo la migrazione degli ambienti applicativi al nuovo data center. Servizi di avvio allesercizio, consulenza e formazione Lesperienza di un team consolidato, la conoscenza che lRTI ha del cliente delle sue peculiarit e della sua organizzazione, hanno portato a strutturare un piano dei servizi il pi vicino possibile alle effettive esigenze del committente e dello specifico progetto. Il piano di implementazione metter a fattor comune lesperienza di un gruppo di professionisti con notevole esperienza nel delivery di progetti di questa complessit, questo aspetto, oltre alla conoscenza del cliente e delle sue procedure ha portato a strutturate un piano di implementazione che prevede una

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messa in esercizio dellinfrastruttura nellarco di 6 mesi, ciononostante lRTI seguir il cliente nella fase di avviamento per il primo anno mettendo a disposizione una FTE dedicata al progetto che sar presente presso le strutture del CED per assistere a tutte le fasi di implementazione e rollout della nuova infrastruttura. La necessit espressa dallente di arrivare entro il termine del primo anno ad acquisire una autonomia nella gestione del nuovo Data Center ha portato lRTI a strutturare un piano di formazione ed addestramento molto approfondito di 34 giornate complessive di formazione strutturato in 7 moduli base e 2 moduli di approfondimento che serviranno non solo a rendere il personale dellente autonomo nella gestione, ma anche a qualificare delle professionalit di alto livello nella gestione dei sistemi ICT, valorizzando al massimo linvestimento dellente anche sul capitale umano.

1.2 Mappa della documentazione a supporto del progetto


La documentazione a supporto dellofferta tecnica composta dal presente documento (Offerta Tecnica), che fornisce una sintesi dettagliata di quanto proposto in termini di prodotti e servizi necessari alla realizzazione chiavi in mano del nuovo data center, e da una serie di tavole, schemi progettuali ed allegati tecnici esplicativi degli ambiti progettuali che compongono il complesso della soluzione tecnica.

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2 Caratteristiche tecnico qualitative dellinfrastruttura tecnologica e degli impianti


2.1 Server e Storage Area Network
Per rispondere ai requisiti del capitolato di gara, molto sfidanti in termini di caratteristiche tecniche minime, lRTI ha inteso selezionare il meglio della tecnologia attualmente disponibile sul mercato. La scelta di Fujitsu garantisce il ricorso a soluzioni allo stato dellarte nellambito dei sistemi computazionali basati su tecnologia blade server, progettati per applicazioni business-critical e per il consolidamenti di ambienti computazionali su larga scala, con caratteristiche di ottimizzazione dei consumi energetici che le qualificano a pieno titolo come soluzioni GreenIT. Per ottemperare e migliorare i requisiti espressi dal cliente si scelto di proporre la tecnologia Blade di ultima generazione BX900 equipaggiando gli chassis con lame di ultima generazione di prestazioni nettamente superiori a quelle minime richieste dal capitolato Intel Xeon 7500 Series (nome in codice Nehalem-EX). Nel seguito vengono descritte le principali caratteristiche tecniche dei sistemi computazionali adottati.

2.1.1 Sistemi computazionali


2.1.1.1 BX900S1 Enclosure Blade Blade

Il BX900 uno chassis di 10 Unit Standard che pu alloggiare fino a 18 lame offrendo la pi alta scalabilit attualmente presente sul mercato, e per la parte di I/O pu ospitare sino a 8 apparati switch di varia tipologia. La gestione dellintero sistema affidata a due Management Blade Console (MBC) che sono integrate allinterno del cabinet e ridondate.. Le componenti di alimentazione e raffreddamento sono ridondate in modalit 2 x N ed hot-plug. Il BX900S1 pu ospitare, anche contemporaneamente, Blade Server 2 e 4-way, entrambi basati sulla nuova architettura Intel Nehalem. I Server 2-way supportano le CPU Intel della serie Nehalem-EP Xeon 55xx e 56xx, mentre i Server 4-way le nuove CPU Nehalem-EX Xeon 75xx e 76xx.

Vista Frontale e Posteriore del Primergy BX900 Nalla parte posteriore lo Chassis Blade Primergy BX900 dotato di 8 alloggiamenti per moduli di I/O di tipo hot-swap, in grado di alloggiare i seguenti moduli: Switch Gigabit Ethernet e 10 Gigabit Ethernet;

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Switch Fibre Channel FC 8 Gb/s; Moduli 1/10 Gigabit Ethernet Pass Thru; Modulo FC Pass Thru; Modulo Infiniband. Tutti i Blade forniti sono equipaggiati di 4 moduli Connection Blades (CB) Ethernet Pass-Thru 10Gb e 2 moduli Connection Blades FC Pass-Thru 8Gb, a seguire sono descritte le caratteristiche dei suddetti moduli di I/O. PY CB Ethernet Pass Thru 10Gb 18/18 Questo connection blade dotato di 18 porte 10 Gbit in upload e 18 porte 10 Gbit in download. La figura sottostante rappresenta la vista esterna del Pass-Thru.

Le caratteristiche tecniche, in sintesi, sono: 18 porte 1/10G Ethernet Pass Thru 18 KR Downlinks & 18 SFP/SFP RJ45/SFP+ Uplinks PY CB FC Pass Thru 8Gb 18/18 Questo connection blade dotato di 18 porte FC 4/8 Gb/s in upload e 18 porte FC 4/8 Gb/s in download. La figura sottostante rappresenta la vista esterna del Pass-Thru.

Le caratteristiche tecniche, in sintesi, sono: 18 porte interne 8-Gbit ports verso server blades 18 porte esterne Fibre Channel via 4-Gbit SFP o 4 / 8-Gbit SFP+ modules Il BX900 supporta tutte le soluzioni di virtualizzazione standard di mercato, e garantisce una notevole scalabilit anche in grandi ambienti grazie alla possibilit di gestire pi chassis (multienclosure groups) come fossero uno soltanto. Management Blade(MMB) Il Blade Server Chassis BX900S1 viene offerto con due Management Blade ridondate.

In particolare le MMB sono caratterizzate dalle seguenti funzionalit: Completa amministrazione tramite interfaccia Web/JAVA;

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10/100 Mbit/s Ethernet LAN Service Port; Redirezione KVM per tutti i Server Blade tramite LAN (iRMC S2); 2 x 1Gb Management Ports (Switch integrato 30 porte layer 2+); 1 porta RS 232; Switch Integrato layer 2 (support per Spanning Tree); Sistema Operativo Linux Embedded; Multiple Management Standards (WS-Man, SNMP, etc ); Implementazione SMASH CLP; BSSO (Blade Server Single Sign-On); Role-based user management; Supporto per LDAP e ADS Support (come presente sulla iRMC S2); Power Management, Budgeting e Limiting; Power on control icluso FRU-based E-keying per tutti mosuli Blade; Dynamic Power Supply / FAN management.

2.1.1.2 Server Blade 44-way Primergy BX960S1 La lama BX960 S1 a 4-socket si basa sulla nuova architettura Intel QuickPath. La lama pu ospitare sino a 4 CPU Xeon Intel Nehalem-EX, serie 75xx e 76xx Quad. Hexa e Octo-Core. Le caratteristiche principali sono le seguenti: 4 socket per ospitare sino a 4 CPU Intel Xeon Nehalem-EX serie 75xx Quad, Hex Octo-Core con tecnologia Quick-Path 32 slot di memoria di tipo DIMM per ospitare fino a 32 moduli DDR3 con frequenza di clock fino a 1333 Mhz, per una capacit massima di 512 GB di Ram Tecnologia di protezione dei dati in memoria: Advanced ECC, Memory Scrubbing, SDDC (ChipKill), Supporto per il Memory Mirroring Controller Raid 0/1 on-board 2 x SSD non Hot-plug 32 o 64GB (in Mezzanine slot1) 4 porte USB 2.0 frontali (tramite lapposito cavo in dotazione) 1 porta VGA frontale (tramite lapposito cavo in dotazione) 1 porta seriale RS232 (9 Pin) frontale (tramite lapposito cavo in dotazione) Possibilit di installare il TPM (Trusted Platform Module) 4 interfacce di rete 10GbE on-board 4 slot Mezzanine Card su BUS PCI-Express Gen2 x8 per linstallazione delle seguenti schede di espansione: Scheda con quattro porte Lan 1GbE, Scheda con due porte da 10Gb-Ethernet, Scheda Infiniband Mellanox, Scheda FC dual port da 8 Gbs (Emulex Based), Scheda CNA Emulex FCoE dual port 10Gb/s. iRMCs2 (Remote Management Controller) per il management e il monitoraggio del server da remoto via interfaccia grafica/Web. LiRMC S2 consente di accedere al server via IP (SSH) in modalit grafica e testo (Graphic Video Redirection) e di mappare dispositivi remoti USB. LiRMC S2 compatibile IPMI 2.0.

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I Server proposti sono equipaggiati con n2 Hard Disk di ultimissima generazione di tipo SSD (Solid State Disk) da 64 GB, in quanto questa soluzione garantisce maggiori performance, minori consumi, e superiore affidabilit rispetto a tecnologie convenzionali. I due possono essere configurati in RAID 0,1 mediante il relativo controller integrato su System Board.

Tale scelta consente inoltre unottimizzazione del design del server che si traduce in una maggiore espandibilit in termini di RAM, fino ad arrivare a 512GB. Per garantire la massima flessibilit e disponibilit di tutti i sistemi si deciso di svincolane i S.O dallHardware dei Server posizionando tutte le immagini di S.O su Storage Area Network. Tutti i Server forniti effettueranno quindi il boot via SAN e, grazie alle funzionalit garantire dallHypervisor 2.1.1.3 BX922 S2 Server Blade Il Primergy BX922 S2 Dual-socket Server Blade il nuovo modulo Blade Server caratterizzato dallinnovativa architettura Intel Quick Path. Il Server dotato di funzionalit PDA (Prefailure Detection and Analysis) e ASR&R (Automatic Server Reconfiguration & Restart).

Ogni Server Blade pu ospitare fino a 2 CPU Intel Xeon DP Dual-Core, Quad-Core o Six-Core serie 5500 e 5600. Il BX922 S2 pu montare fino a 192 GB di memoria RAM del tipo DDR3 ECC; la Memoria caratterizzata, oltre che dalla protezione ECC, anche dalle impostazioni Mirror Channel Mode e Spare Channel Mode. Il Server dotato on-board di 4 porte LAN Gbit Ethernet, due alloggiamenti per SSD configurabili in RAID1 e dal management controller iRMC S2 dotato di funzionalit IPMI 2.0 che consente di accedere al server via IP (SSH) in modalit grafica e testo (Graphic Video Redirection) e di mappare dispositivi remoti USB. Il BX922 S2 inoltre equipaggiato con due slot di espansione, che possono essere popolati con al pi 2 schede, di tipo mezzanine, Quad-port LAN Gbit Ethernet, Dual-port LAN 10Gbit Ethernet, Dual-port QDR Infiniband, Dual-port FC 2/4/8 Gbit/sec oppure Emulex CNA FCoE dual port 10Gb. E possibile alloggiare fino a due Hard Disk di tipo SATA da 2,5. I Server proposti sono equipaggiati con Hard Disk di ultimissima generazione di tipo SSD (Solid State Disk), in quanto questa soluzione garantisce maggiori performance, minori consumi, e superiore affidabilit rispetto a tecnologie convenzionali. I due possono essere configurati in RAID 0,1 mediante il relativo controller integrato su System Borad.

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Tale scelta consente inoltre unottimizzazione del design del server che si traduce in una maggiore espandibilit in termini di RAM, fino ad arrivare a 192GB. Per garantire la massima flessibilit e disponibilit di tutti i sistemi si deciso di svincolare i S.O dallHardware dei Server posizionando tutte le immagini di S.O su Storage Area Network. Tutti i Server forniti effettueranno quindi il boot via SAN grazie alle funzionalit garantire dallHypervisor. 2.1.1.4 Configurazione dei server di tipo A, B e C Server di Tipo A Come Host di Vistualizzazione si propone la fornitura del Blade Server Fujitsu Primergy BX960S1. Il Server proposto cos configurato: 4 CPU Intel Xeon E7520 (4C, 1.86 GHz, 4.8GT/s, 95W); 64 GB RAM DDR3 1333 MHz PC3-10600 rg d ECC, espandibile a 512GB ; 2 x SSD 64GB; 4 porte LAN 10 GbE integrate; 4 porte LAN GbE su scheda Mezzanine; 2 porte FC 8Gb su scheda Mezzanine; Management controller iRMC S2 (IPMI 2.0) integrato, con funzionalit di redirezione console grafica VGA e USB via IP(SSH); Controller VGA integrato. 4x USB, 1x VGA, 1x RS232 frontali (tramite cavo speciale in dotazione) I server proposti, equipaggiati con le CPU indicate in configurazione, garantiscono un potenziale prestazionale superiore rispetto ai valori minimi richiesti. In particolare i valori raggiunti sono: SPEC_Int2006 base, valore: 25.9 ( valore richiesto: 25.0) SPEC_IntRate2006 base, valore: 288 ( valore richiesto: 230)

Server di Tipo B Come Server di tipologia B si propone la fornitura del Blade Server Fujitsu Primergy BX960S1. Il Server proposto cos configurato: 2 CPU Intel Xeon E7520 (4C, 1.86 GHz, 4.8GT/s, 95W); 64 GB RAM DDR3 1333 MHz PC3-10600 rg d ECC, espandibile a 512GB; 2 x SSD 64GB; 4 porte LAN 10 GbE integrate; 4 porte LAN GbE su scheda Mezzanine; 2 porte FC 8Gb su scheda Mezzanine; Management controller iRMC S2 (IPMI 2.0) integrato, con funzionalit di redirezione console grafica VGA e USB via IP(SSH); Controller VGA integrato; 4x USB, 1x VGA, 1x RS232 frontali (tramite cavo speciale in dotazione).

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I server proposti, equipaggiati con le CPU indicate in configurazione, garantiscono un potenziale prestazionale superiore rispetto ai valori minimi richiesti. In particolare i valori raggiunti sono: SPEC_Int2006 base, valore: 25.9 ( valore richiesto: 25.0) SPEC_IntRate2006 base, valore: 288 ( valore richiesto: 230) Server di Tipo C Come Server di tipologia C si propone la fornitura del Blade Server Fujitsu Primergy BX922S2. Il Server proposto cos configurato: 2 CPU Intel Xeon E5620 4C/8T 2.40 GHz 12 MB; 4 GB RAM DDR3 1333 MHz PC3-10600 rg s, espandibile a 196GB; 2 x SSD 64GB; 4 porte LAN 1 GbE integrate; 2 porte FC 8Gb su scheda Mezzanine; Management controller iRMC S2 (IPMI 2.0) integrato, con funzionalit di redirezione console grafica VGA e USB via IP(SSH); Controller VGA integrato; 4x USB, 1x VGA, 1x RS232 frontali (tramite cavo speciale in dotazione). I server proposti, equipaggiati con le CPU indicate in configurazione, garantiscono un potenziale prestazionale superiore rispetto ai valori minimi richiesti. In particolare i valori raggiunti sono: SPEC_Int2006 base, valore: 28.6 ( valore richiesto: 12.0) SPEC_IntRate2006 base, valore: 216 ( valore richiesto: 100)

2.1.2 Ambiente di virtualizzazione


Il nuovo Windows Server 2008 R2 offre una piattaforma server produttiva e conveniente con avanzate funzionalit per la virtualizzazione ed il risparmio energetico e unesperienza utente senza pari. Assicura ai professionisti IT un maggiore controllo dellinfrastruttura dei server e del network e offre una piattaforma di livello enterprise per la gestione efficiente dei carichi di lavoro aziendali, garantendo procedure ottimizzate, unelevata disponibilit, una maggiore produttivit degli utenti che operano in succursali o postazioni mobile e migliori funzionalit di virtualizzazione e gestione dei consumi energetici. Per la virtualizzazione di ambienti non Microsoft, disponibile lhypervisor Hyper-V che supporta piattaforme Linux e Unix. GESTIONE OTTIMIZZATA E AUMENTO DEI TEMPI DI ATTIVIT La virtualizzazione consente alle organizzazioni di ridurre notevolmente i costi operativi e il consumo energetico. La migliorata tecnologia di virtualizzazione basata sullhypervisor Hyper-V, disponibile in Windows Server 2008 R2 Standard, Windows Server 2008 R2 Enterprise e Windows Server 2008 R2 Datacenter, stata ideata per migliorare la gestione di macchine virtuali esistenti, nonch per risolvere problemi IT specifici, in particolare quelli relativi al consolidamento dei server e alla disponibilit. In Windows Server 2008 R2, Hyper-V potenziato con Live Migration, una funzionalit che consente di spostare macchine virtuali tra destinazioni fisiche in pochi millisecondi. Le operazioni di migrazione vengono pertanto eseguite senza che lutente percepisca tempi di inattivit. La tecnologia Hyper-V disponibile in Windows Server 2008 R2 velocizza le operazioni di amministrazione e

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aumenta i tempi di attivit grazie alla possibilit di eseguire lavvio da hard disk virtuali nonch di aggiungere e rimuovere hard disk virtuali senza dover riavviare il sistema.

I clienti che utilizzano Microsoft System Center Virtual Machine Manager 2008 con il ruolo Hyper-V in Windows Server 2008 R2 potranno usufruire di funzionalit di gestione e orchestrazione come la nuova caratteristica Performance and Resource Optimization per macchine virtuali, che permette di sfruttare a pieno i processori x64 disponibili sullhost e incrementare le prestazioni della CPU con il supporto host per SLAT (Second-Level Address Translation). La nuova tecnologia di Compatibilit del processore facilita infine il lavoro dei professionisti IT consentendo la migrazione di macchine virtuali tra server fisici che utilizzano processori diversi da Intel o AMD, a condizione che tali CPU facciano parte della stessa famiglia di processori, ad esempio da Xeon a Xeon o da Opteron a Opteron, mentre con le versioni precedenti le migrazioni di macchine virtuali potevano essere eseguite solo tra server con classi di processori identiche. Panoramica di Hyper-V Hyper-V parte della strategia Microsoft di virtualizzazione dal Datacenter al Desktop, che consente di ridurre i costi IT, migliorare lutilizzo dellhardware, ottimizzare linfrastruttura aziendale e di rete e aumentare la disponibilit dei server, estendendo i vantaggi della virtualizzazione a tutti i livelli dellinfrastruttura IT di unazienda. Il vantaggio pi rilevante della virtualizzazione il consolidamento dei server, che consente di concentrare in un solo server il carico di lavoro di pi server. Le aziende che consolidano il server di stampa, il server di fax, il server di Exchange e il server Web di una filiale in un solo computer Windows Server potranno ad esempio ridurre i costi legati al hardware, alla manutenzione e al personale. Ma Hyper-V non si limita al consolidamento dei server: migliora anche laffidabilit, la scalabilit, la protezione e la flessibilit della rete. Quando ad esempio un server viene rallentato sensibilmente dallutilizzo intenso, tipico dellinizio della giornata di lavoro, possibile trasferire una parte del relativo carico di lavoro ad altri server, per ottenere maggiore capacit, o trasferirlo integralmente su un server pi potente, migliorando cos la disponibilit della rete.

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Di seguito si evidenzia la sintesi delle conformit dellambiente Microsoft Hyper-V/SystemCenter con le specifiche tecniche richieste. Richiesta Offerta La piattaforma di virtualizzazione Funzionalit offerte dalla piattaforma Microsoft Hyperoggetto della fornitura dovr avere le V/SystemCenter: seguenti caratteristiche: deve gestire dinamicamente la RAM fisicamente occupata dalle macchine virtuali e consentire di attivare macchine virtuali con una memoria RAM complessiva anche superiore a quella realmente presente sui server fisici (overcommittment della RAM) deve consentire la migrazione a caldo di una macchina virtuale attiva da un server fisico ad un altro deve permettere operazioni di riconfigurazione e di manutenzione dellinfrastruttura fisica senza interrompere le macchine virtuali ospitate (es: estensione a caldo di un filesystem della piattaforma: patching e reboot di un nodo fisico) deve consentire la migrazione a caldo del disco di una macchina virtuale attiva da un volume dati ad un altro, presente e visibile sulla stessa SAN La Service Pack 1 di Hyper-V include la funzionalit di Dynamic Memory. Questa funzionalit permette di avere una gestione dinamica della memoria RAM che quindi viene allocata alle macchine virtuali in base alleffettivo uso che queste ne fanno. RIF-http://blogs.technet.com/virtualization/archive/ 2010/03/25/dynamic-memory-coming-to-hyper-v.aspx Hyper-V include la funzionalit di LiveMigration che permette di migrare a caldo le macchine virtuali da un server fisico ad un altro E possibile estendere il file System dove sono ospitate le VM senza doverle spegnere. E inoltre presente la funzionalit di evacuazione di un host per manutenzione (patch, aggiornamenti hw , etc).

La funzionalit di Storage QuickMigration permette la riallocazione della macchina virtuale da un volume ad un altro, sulla stessa SAN, su SAN differenti, intra o extra cluster con un disservizio minimo (la macchina viene posta in pausa) e senza riavvio della macchina virtuale. RIF-http://blogs.technet.com/virtualization/archive/ 2009/06/25/system-center-virtual-machine-manager-2008-r2quick-storage-migration.aspx deve avere un meccanismo che Tramite la funzionalit di Performance and Resource distribuisca in modo ottimale le Optimization di SystemCenter: macchine virtuali sui server RIFhttp://technet.microsoft.com/it-it/library/ cc917965.aspx fisici e che modifichi tale distribuzione dinamicamente, automaticamente e a caldo, in modo che il carico generato dalle macchine virtuali sia sempre bilanciato sui server fisici a disposizione della piattaforma

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deve permettere lassegnazione di risorse per gruppi e sottogruppi di macchine virtuali, in modo che, pur mettendo in condivisione le risorse fisiche, si possano creare degli insiemi separati e limitati di macchine virtuali

deve avere un meccanismo che sia in grado di ottimizzare i consumi energetici accendendo e spegnendo dinamicamente i server fisici in base al carico generato dalle macchine virtuali

deve avere un meccanismo che possa garantire lesecuzione senza interruzioni di una macchina virtuale anche in caso di guasto del server fisico che la ospita

deve avere una console di gestione centralizzata sia per le macchine virtuali che per i server fisici che le ospitano

deve essere in grado di realizzare la virtualizzazione del networking attraverso lutilizzo di switch virtuali e di VLAN da mappare sulle rispettive VLAN presenti sulla rete LAN fisica.

E possibile definire con granularit a livello di Virtual Machine lassegnazione delle risorse CPU: RIF-http://www.virtualizationadmin.com/articlestutorials/microsoft-hyper-v-articles/general/ controllingprocessor-resources-hyper-v-guests.html RIF-http://www.virtualizationadmin.com/articlestutorials/microsoft-hyper-v-articles/load-balancing-highavailability/resource-allocation-hyper-v-part1.html E inoltre possibile delegare una o pi macchine virtuali ad un gruppo di utenti per la gestione in modalit Self Service (accensione, spegnimento, snapshot, etc). E anche possibile permettere agli utenti la creazione di Virtual Machine a partire template messi a disposizione dallamministratore. Un meccanismo di punti e quote permette allamministratore di limitare lutilizzo delle risorse agli utenti delegati: RIF-http://technet.microsoft.com/it-it/library/ cc764235.aspx Al fine di ottimizzare i consumi energetici Hyper-V utilizza Core Parking. Questa funzionalit permette di gestire dinamicamente laccensione e lo spegnimento delle CPU sul server fisico per ottimizzare i consumi energetici in base al carico delle macchine virtuali: RIF-http://blogs.technet.com/mattmcspirit/archive/ 2009/05/ 07/seeing-core-parking-in-action.aspx Tramite la funzionalit di Performance and Resource Optimization di SystemCenter possibile rilevare problemi ad un server fisico o a componenti infrastrutturali (Network, Storage, etc) e di conseguenza evacuare le Virtual Machine: RIF-http://technet.microsoft.com/it-it/library/ cc917965.aspx Tali funzionalit sono disponibili per i seguenti HW: RIF- http://www.microsoft.com/systemcenter/en/us/ virtualmachine-manager/vmm-pro-partners.aspx Hyper-V/SystemCenter offrono una console centralizzata e navigabile che permette di visualizzare lo stato dei server fisici, delle macchine virtuali e delle applicazioni/servizi in esecuzione. Inoltre la stessa console permette di monitorare anche server fisici non destinati ad ospitare macchine virtuali, nonch apparati di rete, etc. RIF-http://www.microsoft.com/systemcenter/en/us/ operations-manager.aspx La piattaforma Hyper-V/SystemCenter offre la funzionalit di Virtual Switch (Layer 2) e supporta il VLAN Tagging: RIF-http://technet.microsoft.com/it-it/library/ cc816585(WS.10).aspx

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la console di gestione deve consentire la definizione di ruoli e profili in modo da permetterelaccesso ad utenti con operativit limitata sullinfrastruttura, in termini di azioni e di oggetti deve prevedere lintegrazione nativa coni maggiori dispositivi storage e di backup presenti sul mercato e permettere il backup delle macchine virtuali in un solo step ,sia a livello immagine che a livello file, con lintegrazione nativa via API con i maggiori software di backup.

Hyper-V/SystemCenter permette la definizione di ruoli amministrativi, amministrativi delegated o semplici gestori di Virtual Machine. RIF-http://technet.microsoft.com/it-it/library/ dd548291.aspx

Hyper-V/SystemCenter dispone del proprio writer VSS che consente ai produttori di software di creare soluzioni di backup a livello di file e a livello di macchina virtuale. La piattaforma Hyper-V/SystemCenter include gi uno strumento di backup completo delle macchine virtuali: RIF-http://www.microsoft.com/downloads/ details.aspx?displaylang=en&FamilyID=c9d141cf-c8394728-af52-928f61bebdca

MAGGIORE RISPARMIO ENERGETICO Windows Server 2008 R2 si basa sulla piattaforma di Windows Server 2008 espandendo la tecnologia esistente e aggiungendo nuove caratteristiche per consentire alle organizzazioni di ridurre ulteriormente il consumo di energia dei singoli server e per gestire il consumo energetico in tutto lambiente server. I miglioramenti alle funzioni di gestione dellenergia di Windows Server 2008 R2 sono i seguenti: Tecnologie di gestione dellenergia del processore migliorate Core Parking, che consente di consolidare carichi di lavoro in un numero inferiore di core in un processore poco utilizzato, con un conseguente risparmio energetico durante linattivit di alcuni core Funzionalit di misurazione dellenergia, inclusa la possibilit di visualizzare il consumo energetico allinterno del perfomance monitor o di raccogliere i dati in un data center tramite WMI, script o strumenti come System Center Funzionalit per la pianificazione del consumo energetico Archiviazione pi efficiente tramite una rete di archiviazione SAN (Storage Area Network) centralizzata Miglioramento fino al 18% dellefficienza dellutilizzo energetico su componenti hardware identici rispetto a Windows Server 2003 In Windows Server 2008 R2 stato inoltre introdotto il logo Enhanced Power Management Additional Qualifier (AQ) for the Windows Server che consente ai clienti di identificare i server di OEM che collaborano con Microsoft per ottimizzare il risparmio energetico. FUNZIONALIT HARDWARE MIGLIORATE Windows Server 2008 R2 supporta ora fino a 256 processori logici per una singola istanza del sistema operativo. Hyper-V pu utilizzare fino a 64 processori logici.

2.1.3 Storage Area Network e dispositivi di back-end


Al fine di rispettare tutte le esigenze funzionali, prestazionali, di sicurezza, di disponibilit (High Availability) e di gestione semplificata e centralizzata delle infrastrutture basate su tecnologia a disco e richieste nel Disciplinare Tecnico, la soluzione proposta basata su una forte livello di integrazione funzionale delle richieste, nel minor numero di sistemi storage di tipo polifunzionale. Pertanto la

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soluzione proposta vede la proposizione di un Sistema Storage di Backend, di classe Enterprise, su cui sono consolidati e gestiti nel modo pi razionale ed ottimizzato possibile le necessit di : Ambiente di produzione, ad alta disponibilit ed elevate prestazioni, per tutta la FARM virtualizzata, in una infrastruttura SAN Ambiente di NAS, ad alta disponibilit ed elevate prestazioni, per lutilizzo di quota parte dei volumi/LUN del sistema principale, per essere acceduti con protocolli tipici di file sharing per laccesso a file system Ambiente di Disk Backup (Disk Library) consolidato attraverso il NAS Gateway e ottimizzato su questo per tali funzionalit di backup su disco e deduplicazione. Di seguito viene schematizzata larchitettura relativa alle componenti sopra indicate

Con maggior dettaglio, e facendo riferimento allo schema seguente, sono sostanzialmente previste le seguenti tipologie di prodotti, tra di essi integrati e reciprocamente supportati e certificati: N. 1 Storage di classe Enterprise ad alte prestazioni ed alta disponibilit (High Availability), marca Fujitsu, modello ETERNUS DX 8400LEnterprise Storage ETERNUS 8400 si compone di ununit di base (Base rack) e di cinque unit di espansione (Expansion Rack) opzionali, che permettono di raggiungere la massima espandibilit di 1020 hard disk di cui 1004 utili come spazio utente. Nel dettaglio la configurazione proposta prevede: o Doppi controller o 64GB di cache per controller (complessivi 128 GB) o 4 system disk drive o 16 Drive enclosures o N. 8 porte FC a 8 Gbit/sec per connessione verso la SAN; o N. 4 porte FC a 8 Gbit/sec per integrazione verso il Gateway V3140; o N. 4 porte iSCSI. o 80 HD 600GB SAS 15K rpm

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o 40 HD 2TB Near-line SAS 7.2K rpm o Software di gestione : ETERNUS SF Storage Cruiser o Software di replica remota: ETERNUS SF AdvancedCopy Manager Standard Edition

N. 1 Controller NAS GATEWAY ad alte prestazioni ed il alta disponibilit, marca NetApp, modello V-Series V3140 Gateway con le seguenti caratteristiche. Protocolli supportati : NAS (NFS, CIFS) e SAN (FC ed iSCSI) Sistema completamente ridondato in ogni componente Doppio controller, in Alta Disponibilit (High Availability) in configurazione clusterizzata Active/Active per evitare qualsiasi failover e/o downtime a causa di guasto su qualsiasi componente Capacit massima indirizzabile : 420 TB (su storage terze parti e/o NetApp) e gestibile in ambiente NAS e Multiprotocollo ; Memoria Cache : 16 GB complessivi oltre alla memoria del sistema storage SAN di Backend Memoria di transito non-volatile (NVRAM) : 1 GB N. 4 porte FC a 4 Gbit/sec per integrazione con storage di back end Fujitsu DX8000; N. 8 porte FC a 4 Gbit/sec per connessione a SAN esterna (per ambiente Disk LibraryVTL); N. 4 porte FC a 4 Gbit/sec per connessione a cassetti dischi per Ambienti DiskLibrary; N. 12 porte 1 Gbit Ethernet per connessione NAS; Ulteriore espandibilit possibile rispetto a quanto proposto (in alternativa) : o N. 16 porte FC a 4 Gbit/sec ; (protocollo FC) o N. 16 porte 1 Gbit Ethernet; (protocolli CIFS, NFS, iSCSI, FCoE) o N. 8 porte 10 Gbit; (protocolli CIFS, NFS, iSCSI, FCoE) N 2 Shelf da 14 dischi per spazio storage dellambiente Disk Library o 28 TB di spazio lordo, realizzato con 28 dischi SATA da 1 TB lordo, pari a 10 TB di spazio utile (anzich 8 TB richiesti) al netto di dischi Spare, con formattazione e RAID ad alta sicurezza (RAID 6). o La capacit massima indirizzabile dal sistema di 420 TB (indifferentemente in ambito NAS e/o Disk Library/VTL) Ambiente SW abilitato a corredo del V3140 Gateway: Protocolli abilitati : NFS, CIFS (NAS); FCP, iSCSI (SAN) Protocolli NAS Supportati : IPV4; IPV6; TCP/IP; UDP/IP; CIFS (SMB1 ed SMB2); NFS (V2, V3 e V4); FTP; TFTP; SNMP; NDMP (V. 2, 3 e 4); iSCSI target; Autenticazione Kerberos; LDAP Sistema Operativo NetApp (DataONTAP ) Funzionalit Cluster HA NetApp CFO (Cluster Failover) per cluster Active/Active tra i due controller

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RAID supportati : 1 (LocalSyncMirror); 4 (gestione singola parit + striping); 6 (raid Doppia Parit + striping). Per un dettaglio delle equivalenze funzionali con i livelli RAID Hw si rimanda alle tabelle di dettaglio nella descrizione di questa funzionalit. Funzionalit Snapshot Funzionalit SnapRestore Funzionalit FlexClone . Funzionalit SnapMirror Funzionalit di gestione ed amministrazione FilerView : Completamente supportato da prodotti software Antivirus terze parti (ad es. Symantec o McAfee) Software MPIO per Load Balancing e failover degli host Tutte le caratteristiche e le componenti Software sopra citate sono comuni a tutti gli ambienti ospitati direttamente od attraverso il V3140 Gateway. Per quanto riguarda invece le caratteristiche relative allambiente funzionale per la Disk Library/VTL saranno forniti e resi attivi i seguenti prodotti e funzionalit SW : AMBIENTE DISK LIBRARY consolidato sul V3140 Gateway Funzionalit NearStore per lutilizzo dello storage per il Disk Backup Funzionalit di De-Duplicazione NetApp (A.S.I.S) per la de-duplicazione dei dati di backup indirizzati come backup-to-disk e/o VTL verso il V3140 Gateway Come riportato in precedenza, per la funzionalit di Disk Library vengono offerti 10 TB di spazio disco utile, al netto di RAID 6, dischi spare e formattazione, su dischi SATA da 1 TB, a 7.2 rpm, La massima scalabilit gestibile fino a 420 TB TAPE LIBRARY ADIC Scalar i500 La Tape Library offerta una ADIC Scalar i500. La Scalar i500 una piattaforma di archiviazione intelligente che offre agli ambienti di storage di fascia media in crescita una protezione dei dati pi rapida, facile e affidabile. La Scalar i500 utilizza una scalabilit capacity-ondemand per permettere agli utenti di aumentare la capacit utile in modo facile mano a mano che il volume dei dati cresce.. Essendo capacity-on-demand, la Scalar i500 permette agli utenti di espandere la capacit della propria libreria in incrementi di 46 slot da 36 a 404 posizioni per nastri. Di seguito si riporta la configurazione proposta: Cabinet da rack 14U 2x Drive LTO4 FC espandibili a 18 87 Slot disponibili espandibili a 400

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2.1.3.1 Backup multilivello e LANLAN-free L'architettura proposta si basa su Symantec NetBackup Enterprise 7.0, soluzione leader nel mondo per il backup e ripristino a livello enterprise, che pu essere implementata in ambienti multipiattaforma (Windows, Unix, Linux e Netware). Scopo del progetto quello di proporre, una soluzione di Backup/Recovery centralizzata dellintera infrastruttura del Comune di Napoli. Symantec NetBackup Enterprise dotato della flessibilit e scalabilit necessarie a proteggere informazioni mission critical nelle aziende di grandi dimensioni. Permette il salvataggio dei dati sulla maggior parte dei supporti utilizzati quali Tape di varie tecnologie (LTO, DLT ACS), VTL, Disco, con la possibilit di attivare funzionalit di sharing. Supporta gli ambienti SAN e NAS, procedure di disaster recovery intelligenti, interfacce damministrazione intuitive basate su Windows e Java, semplici tecniche di backup e ripristino per i database pi importanti quali Oracle, Microsoft SQL Server, Microsoft Exchange, DB2 e molti altri, supporta pienamente il backup delle macchine virtuali Hyper-V e VmWare. Infine gestisce in maniera centralizzata il Vaulting gestendo tramite appositi report ed alert la movimentazione in entrata ed uscita dei supporti. Larchitettura NetBackup proposta, basa il suo funzionamento sui seguenti componenti: Netbackup Master Server 7.0, SSO Shared Storage Option, NDMP Option, NBU Vault, Netbackup Live Update, OPS Center. NBU Master Server E la componente che detiente il catalogo con tutte le politiche di backup e le informazioni relative ai dati protetti. Assegna inoltre i drive ai SAN Media Server in modo dinamico grazie alla Shared storage Option descritta di seguito. Ha anche le funzionalit di Media Server. Enterprise Media Manager Server Database Relazionale utilizzato da Netbackup come repository centrale delle configurazioni. SSO La Shared Storage Option permette di condividere in modo dinamico (on demand) tutti i drive disponibili fra tutti i Server presenti in SAN NDMP Option LNDMP Option permette di trasferire direttamente i dati dallo storage NAS alla libreria di backup utilizzando il protocollo NDMP supportato da Netbackup. NBU Vault Il Vault il component di NetBackup che automatizza la selezione e la duplica dei backup e si occupa della gestione delloperazione di eject dei tape per il trasferimento da e verso un sito remoto. Inoltre generara i report per la gestione della movimentazione dei media.

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OPS Center Symantec OpsCenter e un applicazione Web-based software application che aiuta nellorganizzazare e gestire al meglio un ambiente di data protection fornendo la piena visibilit dei dati ad essa relativa. Utilizzando Symantec OpsCenter, possibile monitorare l'efficacia delle operazioni di backup ed archiviazione generando report specifici.OpsCenter racchiude le funzionalit dei due software di monitoring NetBackup Operations Manager (NOM) e Veritas Backup Reporter (VBR) .Symantec OpsCenter permette lutilizzo e la configurazione tramite interfaccia grafica del

2.1.4 Sicurezza logica e controllo accessi amministrativi


In ragione della sua natura di Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino di altre organizzazioni pubbliche e private, Il Comune di Napoli detiene informazioni pubblicamente accessibili ed informazioni riservate ai fini della privacy: la modifica non autorizzata delle informazione pubblicate e la diffusione di quelle riservate sono azioni che hanno come conseguenza la perdita di immagine, la violazione delle norme sulla custodia di dati riservati, il danno per organizzazioni e persone che a vario titolo si associano alle attivit dellAmministrazione. Ladozione di un sistema di gestione della sicurezza telematica che garantisca lattuazione delle misure necessarie a contenere il rischio entro valori accettabili - e dunque la tutela normativa dellAmministrazione in caso di intrusione informatica - costituisce la necessaria base di partenza per la realizzazione di una piattaforma telematica che supporti i processi di intermediazione tra Amministrazione medesima ed utenza, mantenendo allo stesso tempo lintegrit delle informazioni pubblicate e la riservatezza dei dati sensibili. Nellambito della presente offerta, la gestione della sicurezza rientra nella proposta del modello organizzativo e gestionale del data center e del sistema informativo in generale. Per quanto concerne gli strumenti tecnici che dovranno consentire la realizzazione delle misure necessarie a mettere in sicurezza le informazioni e i flussi di comunicazione nel nuovo data center, la presente offerta prevede la fornitura di sistemi firewall, antivirus centralizzato per server e NAS e sistema di log management. Firewall

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E previsto in fornitura una coppia di firewall Fortigate 1000A che, in virt delle funzionalit estese di UTM (Unified Threat Management) e virtualizzazione, potr consentire la definizione di due domini logici (ovvero due firewall virtuali, rispettivamente di frontend e backend) per attuare il controllo granulare e approfondito delle comunicazioni tra le aree a sicurezza differenziata che comporranno larchitettura di comunicazione e sicurezza del data center.

Questi security gateway ad alte prestazioni, oltre a svolgere le funzioni caratteristiche di un firewall, aggiungono funzioni di concentratore VPN, antivirus gateway, web/URL filtering, intrusion prevention, traffic shaping e virtualizzazione della rete (Virtual Domain). Il sistema di sicurezza FortiGate-1000A una soluzione ad alte prestazioni che fornisce throughput a velocit gigabit con un'affidabilit eccezionale per le grandi aziende pi esigenti. Tutti i prodotti FortiGate-1000A sono semplici da implementare nelle reti esistenti e possono essere utilizzati solo per le funzioni antivirus o di filtro dei contenuti oppure come soluzione completa per la protezione della rete. L'elevata disponibilit e gli alimentatori ridondanti intercambiabili a caldo evitano le interruzioni di attivit nelle applicazioni mission-critical.

Antivirus centralizzato Per la protezione antimalware dei server e della NAS, Si propone la suite Sophos Endpoint Security and Data Protection che offre una soluzione integrata per la protezione antimalware e dei dati. Un unico agente software fornisce protezione antivirus e antispyware, client firewall, monitoraggio del contenuto DLP, gestione dei dispositivi di memorizzazione rimovibili, software non autorizzato. Insieme al NAC (Network Access Control) integrato e alla cifratura per garantire la compliance ai criteri e la sicurezza dei dati, Endpoint Security and Data Protection fornisce la migliore protezione preventiva di endpoint multipiattaforma (Apple, Microsoft, Linux, NetApp) e dati.

Log management In ottemperanza a quanto disposto dal Garante della Privacy in materia di tutela dei dati personali e in modo speciale alle ultime disposizioni in termini di assegnazione delle funzioni di Amministratore di Sistema (AdS) e dei privilegi di accesso a tali sistemi, il RTI fornir un sistema denominato LOG COLLECTOR per i log degli accessi amministrativi di derivazione Open Source e n effettuer il

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deploy con interventi programmati sui sistemi di competenza nel rispetto del documento programmatico di sicurezza che il fornitore si impegnato ad integrare in collaborazione con il cliente. Lattivit di controllo dellesercizio dei privilegi di amministrazione consiste nella registrazione in log, da parte di applicazioni e sistemi, degli eventi relativi agli accessi degli Amministratori di Sistema durante le loro mansioni sui sistemi che trattano dati personali e/o sensibili, i sistemi target. Mediante limpiego di specifici agent software e/o script in esecuzione sui sistemi target, i log e/o gli eventi di autenticazione sono prelevati dai sistemi target mediante un processo programmato ed automatizzato, depositati nel repository centralizzato, il LOG COLLECTOR, organizzati e rinominati in modo da favorirne lidentificazione, lindicizzazione ed il reperimento. Gli agent per la raccolta degli access log appartengono alla suite SNARE, prodotti Opensource in licenza GPL, consolidati in oltre 15 anni di evoluzione nellambito del log management e utilizzati in tutto il mondo per soddisfare stingenti requisiti di sicurezza nellambito finanziario, assicurativo, sanitario, aerospaziale e militare come: ACSI 33, GLBA (Gramm-Leach-Bliley Act), Sarbanes Oxley (SOX), C2 / CAPP, DCID 6/3, DIAM 50-4, DDS-2600-5502-87 Chapter 4, NISPOM Chapter 8, HIPAA, PCIDSS, California Senate Bill 1386, USA Patriot Act, Danish Standard DS-484:2005, British Standard BS7799.

2.2 Architettura BURA e Infrastruttura di Networking


2.2.1 Sistema CAS
La soluzione B.U.R.A. CAS di Hitachi Data Systems realizza una soluzione di archiviazione digitale di ultima generazione, definita di active archive. La soluzione di content-addressed storage (CAS) garantisce interfacce basate su standard aperti, massima scalabilit e un livello di protezione dei dati di livello enterprise. Il modello Active Archive, ispirato allo standard ISO : 14721:2003 dallacronimo OAIS (Open Archival Information System) nasce dallesigenza di: uniformare ed ottimizzare i tradizionali archivi verso modelli e standard di catalogazione del dato legato alla necessit di rendere linformazione disponibile, sicura ed autenticata per Lungo Tempo. adeguarsi alle normative che regolano il trattamento dellinformazione presso le organizzazioni governative, commerciali e non-profit (vedi appendice Riferimenti Normativi) descrivere un modello indipendente da piattaforme hardware/software Elementi esterni allOAIS sono Producer, Consumer e Management. Producer il ruolo giocato da quelle persone o sistemi client che forniscono linformazione da preservare. Management/Administration il ruolo ricoperto dallattore responsabile dellimpostazione delle policy e della gestione dellarchivio, ma che non coinvolto nelle attivit di archiviazione day-to-day. Consumer il ruolo giocato da quelle persone o sistemi client che interagiscono con i servizi OAIS per trovare ed acquisire le informazioni preservate.

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Le interazioni di un OAIS sono caratterizzate dai seguenti elementi: il Responsabile o Definisce lo statuto e il dominio applicativo di un OAIS o Svolge regolamente dei processi di revisione al fine di valutare le prestazioni dellOAIS e i progressi verso gli obiettivi di lungo termine o Partecipa alla risoluzione di controversie che coinvolgano Produttori, Utenti e lamministrazione interna dellOAIS il Producer o Richiede allOAIS di conservare i propri dati (data products) o Stabilisce con lOAIS delle Condizioni di versamento, in cui si identificano i Pacchetti di versamento che devono essere versati. Nelle Condizioni di versamento sono descritte in dettaglio una o pi Sessioni di versamento o Il contenuto della Sessione di versamento basato su un modello-dati concordato tra lOAIS e il Produttore nelle Condizioni di versamento. Tale modello-dati identifica le componenti logiche del Pacchetto di versamento che devono essere fornite, e definisce se e come queste debbano essere rappresentate in ogni Sessione LUtente o o o o Interrogazioni ad un servizio di assistenza Richieste bibliografiche Ricerche di catalogo Ordinativi e richieste di stato dellordinativo

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Hitachi Content Archive Platform una soluzione di active archive che soddisfa lo standard OAIS, composta da applicativi software e sistemi hardware che supporta lintegrazione, controllata da regole, di repository diversi, sia distribuiti che centralizzati - quali e-mail, file system, database, applicazioni e sistemi di content e document management. La piattaforma Hitachi Content Archive Platform assicura livelli elevati di qualit e sicurezza di archiviazione, conservazione e la possibilit di verificare la distruzione del contenuto. Grazie alla piattaforma Hitachi Content Archive Platform gli utenti possono utilizzare una serie di servizi di archiviazione comuni e unificati, quali funzionalit di ricerca centralizzata, policy-based retention, autenticazione e protezione.

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Integrazione aperta, basata su standard Mentre le soluzioni CAS di prima generazione richiedono unAPI proprietaria per integrare nei loro sistemi le applicazioni che producono contenuti, la piattaforma Hitachi Content Archive Platform utilizza sia interfacce aperte, basate su standard quali NFS, CIFS, WebDAV e HTTP, sia standard per la gestione dello storage come lo SMI-S, che consentono di eliminare i costi di sviluppo e formazione aggiuntivi associati alle API proprietarie. Inoltre, la piattaforma Hitachi Content Archive Platform memorizza i file nella loro forma nativa, conservando i nomi originali, per assicurare facile accesso ai dati e la possibilit di recuperarli nel tempo.

Ricerca full-text in tutto il contenuto La piattaforma Hitachi Content Archive Platform supporta in maniera sicura larchiviazione di contenuti da applicazioni diverse - sistemi commerciali o applicazioni sviluppate internamente dai clienti - e dati strutturati e non strutturati in una singola architettura di active archive, eliminando in modo efficace i dati ridondanti tra le applicazioni. Scalabilit, affidabilit e performance senza limiti Per far fronte alla continua domanda di archiviazione, conservazione e ricerca di record digitali, Hitachi Content Archive Platform pu contenere oltre 300 terabyte e supportare 350 milioni di file per archivio, oltre ad essere scalabile semplicemente aggiungendo capacit, consentendo alle aziende di stare al passo con le crescenti richieste di archivi digitali. Utilizzando le collaudate funzionalit RAID dello storage high-end di Hitachi in una architettura SAIN (SAN + Array of Independent Nodes), la piattaforma Hitachi Content Archive Platform assicura una protezione dei dati senza uguali. Con 4GB di cache per server, offre prestazioni fino a 5 volte migliori rispetto alle soluzioni CAS di prima generazione. Costi di archivio ridotti, grazie al tiered storage e a una gestione integrata

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Basata sulla strategia Application Optimized Storage di HDS - che consiste nellallineare le risorse storage alle esigenze delle applicazioni, la piattaforma Hitachi Content Archive Platform fornisce un livello di archivio storage dove possibile spostare i dati meno recenti dallo storage primario. Utilizzando gli intelligent virtual storage controller di Hitachi TagmaStore Universal Storage Platform o Network Storage Controller, i dati presenti nellarchivio attivo possono essere scaricati da dischi costosi a storage ATA, SATA meno costosi, migliorando le prestazioni complessive delle applicazioni. Per non introdurre un ulteriore livello di storage per il content archive e un altro set di strumenti software e di interfacce di gestione, Hitachi permette ai propri clienti di monitorare, controllare e creare report sullintera infrastruttura tiered storage di Hitachi Data Systems - inclusa la piattaforma Hitachi Content Archive Platform - da una singola interfaccia di gestione, riducendo cos i costi operativi.

Sintesi delle Specifiche della soluzione proposta Modello : Hitachi Content Platform 300 System Overview

Basato su architectura RAIN (Ridondant Array of Inexpensive Node)


o o o o

Lapparato fornisce embedded dello spazio storage per ogni nodo I nodi lavorano in cluster a coppie (HCP Cells) Facile installazione ed upgrade Scalabile (capacit Utile) da 8TB ad 85TB 6 x 8.89cm (3.5 in.) 7.2K SATA hot pluggable drives (il taglio pu variare al variare delle configurazione capacitive richieste) Memory 4GB Processor 2GHz Intel Xeon Quad Core CIFS, NFS v3, HTTP v1.1, WebDAV, SMTP, NDMP v4, REST

Tipologia di embedded Storage fornito con i nodi Hitachi Content Platform


o o

Caratteristiche del singolo nodo:


o o

Protocolli supportati:
o

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pen, possibilit di accedere in modalit programmatica tramite protocollo http/https e Webdav RAID6 a livello storage DPL2 (doppia copia di ogni file) Metadati sparsi in multiple copie su tutti i nodi presenti

Protezione del dato


o o o

Caratteristiche ulteriori del sistema HCP300 offerto Configurazioni specifiche adottate:

Spazio storage utile 12.5TB


o

25TB di spazio storage effettivamente occupato dai dati (doppia copia)

Protezione dati tramite Raid6 e DPL2 (doppia copia) 4 nodi storage


o

Nodi specializzati nella gestione spazio storage, gestione policy, gestione protocolli gateway e GUI di amministrazione Nodo specializzato nellindicizzazione (full text) dei dati e metadati, e successiva ricerca. Fornito di interfaccia web (stile motore di ricerca) per la ricerca tramite query a testo libero

1 nodo search
o o

2.2.2 Data Center network e integrazione in rete WAN


Larchitettura di rete del nuovo data center basata su n 4 switch modulari AT-SBx908 di Allied Telesis, per complessive 288 porte ethernet da 1 Gbps necessarie allinterconnessione dei blade chassis, della CAS, dello storage e di tutto quanto debba essere collegato in LAN ethernet; altre 4 porte ethernet da 10 Gbps saranno utilizzate per collegare il nuovo data center al nodo di Piazza Giovanni XXIII mediante 4 coppie di fibra dark fiber in IRU 15 anni.

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Integrazione in rete geografica Lintegrazione in rete geografica del nuovo Data Center sar realizzata attraverso un collegamento ridondato Fastweb da 1 Gbps alla rete VPN MPLS del Comune di Napoli e un collegamento ridondato Fastweb da 100 Mbps alla Internet; tali collegamenti saranno realizzati secondo le specifiche tecniche previste dalla convenzione SPC e i canoni dei servizi di connettivit sono compresi nella presente offerta fino a Maggio 2013 (scadenza convenzione SPC). Storage Area Network La Storage Area Network di interconnessione Fibre Channel degli storage con i blade server, sar realizzata mediante n 2 switch FC Brocade 5100 con porte a 8 Gbps. Sicurezza Perimetrale Come anticipato, una coppia di firewall UTM (Unified Threat Management) Fortigate 1000A provveder a garantire la sicurezza perimetrale e logica dei collegamenti esterni e delle aree funzionali che comporranno larchitettura logica di comunicazione e sicurezza del data center. Pag.33 di 119

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Cablaggio della Sala Server Il cablaggio della sala server sar realizzato con materiale AMP Tyco, la parte rame sar realizzata con cavi schermati in categoria 7 capace di supportare comunicazioni fino ad una banda massima di 10 Gbps, i rack di rete saranno equipaggiati ciascuno con 336 porte rame, i rack di elaborazione con 96 porte rame ciascuno, i rack storage con 48 porte rame ciascuno; il cablaggio ottico con fibra OM3 e soluzione di aggregazione MPO prevede 84 porte fibra per ciascun rack di rete, 24 porte fibra per ciascun rack di elaborazione 24 porte fibra per ciascun rack di storage. A seguire, a titolo esemplificativo unillustrazione fronte retro di una delle due file rack componenti lisola chiusa della soluzione APC by Schneider.

Risistemazione del nodo di P. Giovanni XXIII Come anticipato, il nuovo data center sar collegato con Piazza Giovanni XXIII attraverso collegamenti dark fiber per una banda complessiva di 40 Gbps; tali collegamenti termineranno su n 2 switch modulari AT-SBx908 di Allied Telesis che sostituiranno lattuale switch di Centro Stella. Nel bando chiesta la valutazione progettuale di un sito di disaster recovery da affiancare al nuovo data center in modalit attiva. La presente offerta risponde a questa richiesta proponendo, oltre alle considerazioni progettuali del caso, una realizzazione concreta che sia anche una prima esperienza in campo delle modalit di disaster recovery e business continuity che potranno essere pienamente realizzate in futuro quando lAmministrazione deliberer in tal senso. Pag.34 di 119

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Il nodo di P. Giovanni XXIII sar dunque oggetto di una riorganizzazione funzionale che comporter lintegrazione con il nuovo data center in ottica di Disaster Recovery. A questo fine, si prevede, attraverso la revisione degli esistenti impianti di una delle sale attualmente adibite a CED e la riorganizzazione dellattuale dotazione ICT, di realizzare un ambiente parallelo di testing e precollaudo per sviluppi futuri; questa sala ospiter inoltre 2 degli 8 blade chassis proposti in fornitura che, attestati su idoneo array storage recuperato dalla dotazione esistente, potranno rappresentare unestensione geografica in logica attivo-attivo del nuovo data center. Disaster Recovery La proposta di Disaster Recovery dunque supportata dalla realizzazione di unestensione operativa del nuovo data center al nodo di P. Giovanni XXIII. La figura che segue illustra la logica di disaster recovery che si intende realizzare, anche in relazione alla duplicazione su due siti delle interconnessioni di rete geografica intranet ed Internet.

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I temi introdotti da questa semplice schematizzazione sono molteplici. Larchitettura proposta e gli apparati che la abilitano, non solo consentono di realizzare una Virtual Server Farm come nelle intenzioni del Committente, ma addirittura estende questo concetto a pi siti geograficamente distribuiti, per conseguire il risultato di una Virtual Distributed Server Farm in cui si distribuiscono servizi e funzioni in regime di mutua ridondanza.

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Da questo punto di vista, il ruolo che pu svolgere un carrier come Fastweb risulta qualificante nella misura in cui tutte le considerazioni di continuit che valgono per la server farm distribuita possono essere estese alla rete geografica di interconnessione intranet ed Internet. In questo senso, i collegamenti geografici dei due siti sono attivi e in mutua ridondanza perch, avendo come riferimento una comune infrastruttura distribuita di erogazione dei servizi, le sottoreti IP pubbliche o private facenti capo ai collegamenti geografici e attribuite ai due siti, potranno essere riassegnate, in caso di evento disastroso, nel tempo caratteristico di riconvergenza dei protocolli di routing gestiti allinterno di un singolo AS (Autonomus System) di Fastweb: un sistema di connettivit cos configurato si connota come un multi-homing gestito completamente da Fastweb. Per quanto concerne la componente storage, la soluzione Metro Cluster di NetApp (non inclusa nella presente offerta) pienamente rispondente alle esigenze di unarchitettura di calcolo distribuita geograficamente ed in regime di business continuit.

La soluzione MetroCluster garantisce la disponibilit ininterrotta dei dati e la disponibilit continua dello storage in ambienti virtualizzati e distribuiti. Il modello proposto va quindi ben oltre il concetto di disaster recovery, per approdare ad una logica di distribuzione geografica del carico e business continuity end-to-end che le potenzialit tecniche espresse dalla presente proposta consentono di sperimentare fin da subito. Sistema gestione del Cablaggio Allo scopo di rendere il pi efficiente possibile la gestione dei cablaggi allinterno del nuovo Data Center lRTI propone una soluzione di amministrazione in tempo reale del livello fisico tra le pi avanzate che comanda, programma e controlla il livello fisico come pure le risorse della rete, denominata CableSolve. Tale sistema rileva inoltre i movimenti, aggiunge e cambia i collegamenti nei pannelli d'interconnessione e rileva le apparecchiature attive nella rete come workstation, telefoni IP, switch,

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router, ed automaticamente li registra nella base dati. Sostiene inoltre un numero illimitato di porte e di collegamenti client. L'amministrazione del sistema completo centralizzata nell'applicazione software. Sulla base di un'applicazione client/Server - i client fissi o portatili PDA si collegano con differenti diritti e livelli di sicurezza - su una base dati relazionale SQL alla quale il sistema fornisce gli aggiornamenti in tempo reale. Tutti i componenti il livello fisico sono inclusi nel database. Il software consente l'accesso immediato a tutte le informazioni di connettivit in tempo reale, offrendo all'amministratore della rete la capacit di controllare e gestire il sistema da ogni postazione sulla WAN. L'applicazione rintraccia la connettivit della rete, dall'attrezzatura di terminale - pc, telefoni, telefoni VoIP, stampanti - attraverso il componente fisico di connettivit, all'apparecchiatura della rete quali switch o PBX. Il coordinatore della rete ha dunque visibilit in tempo reale del livello fisico compresa una vista unitaria dei sottosistemi orizzontali e verticali. La combinazione delle immagini grafiche e delle informazioni in tempo reale aiuta il coordinatore nel prendere le decisioni critiche circa movimenti, aggiunte e cambiamenti sulla rete fisica. I rapporti sono disponibili in una vasta gamma e variano dalla configurazione dellintera rete fino alla connettivit del singolo utente. Sistema di gestione dinamica del livello fisico Il coordinatore della rete ha dunque visibilit in tempo reale del livello fisico compresa una vista unitaria dei sottosistemi orizzontali e verticali. La combinazione delle immagini grafiche e delle informazioni in tempo reale aiuta il coordinatore nel prendere le decisioni critiche circa movimenti, aggiunte e cambiamenti sulla rete fisica. I rapporti sono disponibili in una vasta gamma e variano dalla configurazione dellintera rete fino alla connettivit del singolo utente. La soluzione che proponiamo, CableSolve di Cormant Technologies, unapplicazione software di monitoraggio e gestione dellinfrastuttura IT che con aggiornamento dinamico automatico consente la rappresentazione dei collegamenti e l'inventario dei vari componenti relativamente all'intero Data Network in modalit "end to end", includendo: connessioni provenienti dai carrier verso gli apparati WAN interni, infrastruttura fisica LAN, apparati attivi WAN e LAN, centralini telefonici, ups, rack, server, personal computers, stampanti, telefoni sia IP che tradizionali, patch pannel, patch cord, ecc. Il sistema CableSolve va installato su una piattaforma server centralizzata, accessibile attraverso PC client Windows, Web , PC Palmare Windows Mobile 2003 o successive, e le sue API. CableSolve consente di monitorare e gestire i dati relativi al cablaggio strutturato. Inoltre, grazie alla capacit di configurare istruzioni che consentano di leggere dati dai rispettivi dispositivi SNMP / WMI, monitora e gestisce i dati relativi allalimentazione, al raffreddamento, allambiente e al controllo degli accessi. Pu raccogliere, quindi, dati provenienti da tutte le apparecchiature IT e memorizzare i risultati di tali query. Lo storico dei dati pu essere memorizzato in modo da consentirne la visualizzazione dellandamento nel tempo.

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Il sistema in grado di documentare e gestire tutte le informazioni relative al cablaggio di rete, visualizzandole nelle pi svariate modalit Gli attributi del cablaggio includono, pur senza limitarsi a questo, le seguenti informazioni: identificazione cavo, posizione inizio connessione (edificio, stanza, armadio, patch pannel e sua posizione, numero e tipo di connettore), posizione terminale connessione, specifiche cavo, metodo di instradamento (cavo dotto, canala ,canalina), dettagli terminazioni, disegni relativi, i risultati delle certifiche, dati del manutentore e/o informazioni circa il responsabile ( utente), note, ecc. La soluzione si basa su architetture hardware e/o software standard ed conforme alle normative ANSI / TIA / EIA 606A CableSolve prevede la migrazione dei dati attraverso importazione da database esistenti o fogli di calcolo ed anche attraverso le sue API. Il sistema fornisce, inoltre, un meccanismo di importazione ed esportazione dati in altri formati, ad esempio, disegni AutoCad o Visio in formato di file vsd. Questo consentir agli elementi del database di essere spostati nei disegni con un sistema drag and drop. CableSolve integra un potente motore di scripting che opportunamente realizzati, dagli sviluppatori, in linguaggio C # o VB, pu supportare nellinvio automatico di alerts Cablesolve permette l'emissione ed il tracciamento di ordini di manutenzione, spostamento dei dispositivi, permutazione degli armadi nonch la ricezione dei relativi ordini di servizio da parte dei tecnici autorizzati mediante ladozione di terminali Pocket PC windows con lettore di codici a barre integrato.

2.3 Allestimento Data Center


Partendo dal presupposto che la comunicazione visiva, nellattuale contesto sociale, occupa un ruolo rilevante, in quanto caratterizza e differenzia un luogo da un altro sottolineandone la specificit e delineandone la sua individualit, abbiamo ritenuto necessario porre attenzione anche sullinterno architettonico, al fine di realizzare sia un ambiente di lavoro confortevole per gli operatori, sia un ambiente caratterizzato da una sua identit visiva con una immagine immediatamente riconoscibile che resti impressa nella memoria. La comunicazione rappresenta uno degli eventi sociali pi importanti. Gli uomini comunicano continuamente tra loro, non solo per scambiarsi informazioni, ma anche per offrire una certa immagine di se. Questultimo punto lo riteniamo significativo, in quanto il Progetto ADMINISTRA deve essere caratterizzato da una sua immagine sia attraverso il cromatismo dei luoghi funzionali sia attraverso una comunicazione interna adeguata e strutturata. Una comunicazione personalizzata efficace crea un contatto diretto e permette una immediata riconoscibilit degli spazi e degli ambienti di lavoro; pertanto si sviluppato un progetto architettonico tenendo conto oltre che della funzionalit degli spazi operativi, anche della loro caratterizzazione attraverso una corporate identity personalizzata, ma che nel contempo espliciti lappartenenza del Progetto ADMINISTRA allEnte promotore, il Comune di Napoli, attraverso lutilizzo e lapplicazione sulle pareti del suo marchio/logotipo identificativo. Il progetto prevede una personalizzazione degli ambienti flessibile, perch deve essere facilmente adattabile al contesto architettonico, ma univoca affinch gli ambienti di lavoro siano immediatamente riconoscibili, per la loro connotazione visiva, fin dallesterno ossia dai percorsi di accesso e/o di Pag.39 di 119

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smistamento, ci viene affidato al cromatismo delle superfici esterne, colori istituzionali, che vengono trattate come dei margini architettonici che suddividono visivamente gli spazi divenendo dei contenitori virtuali di funzioni operative. Sulle pareti esterne degli uffici sono applicate immagini di circuiti, di supporti informatici e telematici; sono rappresentati macroscopicamente gli elementi dellelettronica digitale che rendono possibile il processo di dematerializzazione. Queste immagini ci restituiscono uno spazio futurista, cio del futuro; la dematerializzazione per lappunto un obiettivo del nostro futuro. Caricando le immagini con una dominante cromatica si percepiscono vere e proprie scatole-ambiti di lavoro; ciascun colore corrisponde ad una funzione determinata ed univocamente individuata allinterno della sede; larea di ingresso diventa uno spazio dellinformazione per mezzo di monitor al plasma applicati al muro che trasmettono ed illustrano gli obiettivi del progetto stesso. Le fonti luminose sono sempre nascoste, gli spazi vivono di luce indiretta, la sorgente luminosa non mai visibile, la luce concorre alla comunicazione visiva degli spazi che diventano ambiti scenici. Lo spazio diventa sede del messaggio per una pluralit di potenziali osservatori che usano gli occhi pi per guardare che propriamente per vedere, nel senso che la vista serve per ricevere informazioni che trascendono le finalit utilitarie. Lilluminazione a tal punto integrata con gli spazi di lavoro e pertanto concepita come una vera dimensione dellinterno architettonico, un suo specifico carattere, facendo s che la fonte luminosa diventi la condizione per percepire lo spazio e ci che esso contiene. La scelta di caratterizzare gli interni con una forte valenza visiva dettata dalla volont di realizzare degli ambienti lavoro confortevoli, generando quella particolare condizione di benessere determinata, in funzione delle percezioni sensoriali di un individuo inserito in un ambiente, da fattori cromatici, visivi, luminosi, ossia una condizione di comfort ambientale. Il comfort ambientale, in un luogo di lavoro, necessario in quanto produce benessere psicofisico delle persone che vivono quegli spazi e si manifesta attraverso la percezione di una sensazione di benessere dipendente da determinate condizioni ambientali da prevedere in fase progettazione degli ambienti interni. Abitare un luogo significa poterlo percepire in tutte le sue articolazioni funzionali e nelle sue qualit estetiche, con il giusto equilibrio tra luci ed effetti cromatici soprattutto nella sua identit di spazio costruito che ci accoglie come un vero luogo per lavorare piacevolmente. In questo senso si pu dire che la luce e colori permettono di trasformare un generico spazio in un vero luogo di vita. Questo il punto di forza che caratterizza gli interni del Progetto ADMINISTRA.

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Nel presente paragrafo viene, dunque illustrato il progetto delle opere civili previsto per la realizzazione del Data Center nel centro polifunzionale sito nel quartiere di Soccavo nel Comune di Napoli, la descrizione testuale da intendersi integrative delle tavole di rappresentazione progettuale allegate. Il Data Center, secondo le ipotesi del capitolato di gara, dovr rappresentare importante supporto ai servizi telematici da erogare dal Comune di Napoli. Le opere civili, da realizzare come da lay out progettuale appositamente allegato alla documentazione progettuale, sono state previste in considerazione di tutte le funzioni previste e prevedibili nellutilizzazione del nuovo Data Center e degli ambienti ad esso annessi. Gli interventi edili proposti sono mirati alla realizzazione di una struttura completa, funzionale e sicura sia sotto il punto di vista impiantistico che dal punto di vista delle normative sulla sicurezza e igiene negli ambienti di lavoro. La struttura attualmente presenta alcune carenze dovute alla diversa destinazione duso che di seguito elenchiamo: non sono presenti i necessari punti luce naturali per permettere lilluminazione degli ambienti con la luce naturale, attualmente ci sono solo due finestre; non sono presenti uscite demergenza; i locali igienici sono insufficienti per il numero di operatori indicati in capitolato ma soprattutto non garantiscono la differenziazione dei locali igienici per uomini e donne e tantomeno non prevedono un locale igienico per eventuali portatori di handicap; non presente un pavimento tecnico per la realizzazione degli impianti tecnologici. Pag.41 di 119

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Di seguito un lay out dello stato di fatto:

Visto quanto su detto e le richieste/indicazioni di capitolato le opere che lRTI intende realizzare si riassumono nelle seguenti: demolizioni varie per la realizzazione del lay out proposto; realizzazione di nuove tramezzature per la realizzazione dei nuovi ambienti di lavoro; realizzazione di pavimento tecnico su tutta la superficie degli ambienti, che per sar differenziato con due tipologie, in solfato di calcio (per garantire portate maggiori) per gli ambienti CED e per i locali Quadri e UPS e in truciolare per gli ambienti comuni dove i pesi in gioco sono molto inferiori; realizzazione di nuovo controsoffitto per riportare i livelli e le quote ai valori consentiti dalle normative; Opere di tinteggiatura; Infissi con vetri di sicurezza; Tramezzature REI 120; Fornitura di porte REI 120; Realizzazione di rampe di accesso a causa di variazioni di quota per realizzazione del pavimento tecnico; Revisione dellinfisso esterno esistente; Rifacimento Bagni.

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Di seguito il lay out dello stato di Progetto:

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Di seguito alcune immagini esterne delledificio: In questa immagine si riporta linfisso esterno che verr revisionato e sistemato per garantire la sicurezza, linfisso in questione quello di sinistra laltro appartiene ad alti locali non di pertinenza degli ambienti messi a disposizione dallAmministrazione Comunale.

In questa immagine si riportano le uniche due finestre presenti negli ambienti messi a disposizione dallAmministrazione Comunale. Gli interventi prevedono la loro rimozione e sostituzione con infissi simili ma con vetro di sicurezza.

Nellimmagine affianco si pu notare che il restante della superficie degli ambienti non presenta aperture che potranno garantire una pi corretta illuminazione naturale ma soprattutto per avere ulteriori uscite di sicurezza che garantiscano una pi facile evacuazione dei locali n caso di necessit.

A completamento delle opere edili verranno forniti degli arredi di ufficio, in particolare suddivise in tre categorie: Arredo direzionale per ufficio direzionale; Arredo semi direzionale per ufficio dei coordinatori; Arredo operativo per la Control Room e operatori;

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Ufficio Dirigenziale composta da srivania Dirigenziale tre sedie un armadio basso a quattro ante e un divano.

In questa immagine invece si vede lambiente di lavoro dei Coordinatori che comprende quattro scrivanie ad L con sedie e tre armadi alti per il contenimento di documentazioni.

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In questa immagine invece si vede la disposizione e tipologia di arredi proposti per la Control Room e per larea Operatori, composte da scrivanie operative, sedie, e Armadi alti e bassi. Nei paragrafi seguenti sono riportate alcune caratteristiche dei materiali impiagati per la realizzazione delle opere edili di adeguamento dei locali 2.3.1.1 PAVIMENTO FLOTTANTE Struttura Traverse di collegamento in acciaio zincato 10/10 scatolato con sezione chiusa 25/25 mm, fissate con viti alla testa delle colonnine e provviste di guarnizione adesiva.

SSL TR1

SSL TR2

SSL TR3

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Guarnizione acustica. Traverso in aggancio alla testa sagomata. Testa quadrata sagomata da mm 90 x 90 x 2,5. Stelo filettato 16 MA. Dado di regolazione micrometrica dellaltezza. (Non per le colonne di altezze ridotte) Tubo diam. 20mm, sp. 2 mm. Base sagomata diam. 95mm, sp. 1,5 mm.

Supporto In Solfato

Pannello con anima costituita da mescola di solfato di calcio anidro rinforzato con fibre organiche esenti da amianto e da ogni materiale tossico. Pannello ad alta resistenza meccanica e al fuoco, con ottimo potere fonoassorbente e minima propagazione del rumore al calpestio. Grazie alle sue caratteristiche di stabilit di forma e dimensioni, questo tipo di pannello inoltre in grado di garantire unelevata durata del pavimento. La lavorazione viene eseguita con la rettifica totale del pannello gi accoppiato alla finitura, per rendere il tutto perfettamente idoneo allancoraggio del bordo perimetrale, in materiale autoestinguente su tutta laltezza del pannello. Infine viene eseguita una bisellatura della finitura superiore.

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Spessore totale con finitura in resiliente o laminato mm. 32 circa. Spessore totale con finitura in gres porcellanato mm. 40 circa. Spessore totale con finitura in lapidei da mm. 40 a mm. 50 circa. DESCRIZIONE TECNICA: REAZIONE AL FUOCO: Classe 1 RESISTENZA AL FUOCO: REI 120 RESISTENZA ELETTRICA: 2x10E10 ohm POTERE FONOASSORBENTE: 38 db DENSITA: 1500 Kg/m3 VARIAZIONE DIMENSIONALE (dopo 24 ore di immersione in acqua): 0,3% CONDUCIBILIT TERMICA A SECCO: 0,44 w/m2k PESO DEL PANNELLO(con finitura in resiliente o laminato): 17,5 Kg PESO DEL PANNELLO AL MQ. (con finitura in resiliente o laminato): 48,6 Kg PESO DEL PANNELLO (con finitura in gres porcellanato): 24,3 Kg PESO DEL PANNELLO AL MQ. (con finitura in gres porcellanato): 67,5 Kg Supporto In Truciolare

Pannello in truciolare ad alta densit costituito da trucioli di legno, resine e carichi inerti con caratteristiche di alta resistenza meccanica e al fuoco. La lavorazione viene eseguita con la rettifica totale del pannello gi accoppiato alla finitura per rendere il tutto perfettamente idoneo allancoraggio del bordo perimetrale in materiale autoestinguente su tutta laltezza del pannello, infine viene eseguita una bisellatura della finitura superiore. Spessore totale con finitura in resiliente o laminato mm. 40 circa. Spessore totale con finitura in gres porcellanato mm. 48 circa.

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Spessore totale con finitura in lapidei da mm. 50 a mm. 55 circa. DESCRIZIONE TECNICA: REAZIONE AL FUOCO: Classe 1 RESISTENZA AL FUOCO: < REI 45 RESISTENZA ELETTRICA: 2x10E11 ohm POTERE FONOASSORBENTE: 32 db DENSITA: 720/740 Kg/m3 VARIAZIONE DIMENSIONALE (dopo 24 ore di immersione in acqua): 10% CONDUCIBILIT TERMICA A SECCO: 0,16 w/m2k PESO DEL PANNELLO(con finitura in resiliente o laminato): 10,5 Kg PESO DEL PANNELLO AL MQ. (con finitura in resiliente o laminato): 27,8 Kg PESO DEL PANNELLO (con finitura in gres porcellanato): 19,5 Kg PESO DEL PANNELLO AL MQ. (con finitura in gres porcellanato): 54,2 Kg

2.3.1.2 PARETI DIVISORIE REI Per la tramezzatura prevista per la realizzazione dei locali destinati alla sala CED viene proposto un blocco in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa del tipo LECABLOCCO TRAMEZZA LECALITE Di seguito si riportano alcune caratteristiche tecniche del prodotto dove si possono riscontrare alcuni vantaggi precipui quali la resistenza al fuoco, la fonoassorbenza, la leggerezza e la non necessit di spessori di intonaco eccessivi che come noto risultano particolarmente sensibili agli ambienti umidi con possibilit di rigonfiamenti e distacchi. TIPOLOGIA PRODOTTO: Il Lecablocco Tramezza un manufatto in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa Leca studiato dallANPEL nella densit del calcestruzzo (circa 800 kg/m3), nelle dimensioni modulari, nel sistema di collegamento ad incastri e nellimpasto speciale antiritiro per garantire caratteristiche di leggerezza, facilit e velocit di posa, stabilit dimensionale e sicurezza nel tempo. Lecablocco Tramezza ha tutte le qualit di un Lecablocco: resistenza al fuoco e alla spinta orizzontale, coibenza termica, fonoisolamento e durabilit delle prestazioni. Lecalite T8 Pieno, T10 Pieno, T10 Semipieno e T12 Semipieno sono blocchi della famiglia Lecablocco Tramezza. Sono stati progettati di dimensioni modulari maggiori rispetto agli altri Lecablocco per agevolarne la posa e aumentarne la sicurezza. Per la realizzazione delle pareti divisorie dellimpianto in oggetto stata ipotizzata lutilizzazione del lecablocco T8 dello spessore di 8 cm come i divisori previsti nel progetto a base di gara. Il Lecablocco Tramezza Lecalite progettato per la realizzazione di divisori interni (tramezzature) nelledilizia civile e nel terziario. Inoltre, le caratteristiche di resistenza al fuoco e alla spinta orizzontale rendono i Lecablocco Tramezza adatti per realizzare pareti divisorie tagliafuoco poste anche in locali ad elevato affollamento. Le caratteristiche di isolamento acustico e termico rendono i Lecablocco Tramezza adatti per tutti quegli interventi in cui necessario realizzare una controfodera al fine di migliorare le prestazioni acustiche e termiche delle pareti. VANTAGGI: SICURI - I blocchi sono prodotti con impasto speciale antiritiro a base di argilla espansa Leca. Inoltre, il particolare processo industriale consente di ottenere facce planari ed incastri ad elevata precisione e resistenza.

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ANTIRITIRO - Grazie allimpasto a ritiro compensato, con Lecablocco Tramezza si possono realizzare ampie pareti senza giunti. Lutilizzo di Malta Universale Lecalite migliora ulteriormente le prestazioni della parete. POSA SEMPLICE E VELOCE - Gli incastri maschio-femmina, il ridotto numero di blocchi per mq (circa 6,5), la facile segabilit e formazione delle tracce (mediante scanalatore) assicurano semplicit e velocit di posa. RASABILI - Grazie agli incastri, che consentono di ottenere giunti chiusi, alla planarit della superficie e alla finitura dei blocchi possibile applicare un intonaco di spessore ridotto (rasatura). MOLTEPLICI FINITURE - Le pareti con Lecablocco Tramezza, oltre che essere rasate, possono essere direttamente tinteggiate, rivestite con piastrelle o lasciate a vista (es. divisori di spogliatoi e wc a servizio di impianti natatori). FACILE ATTREZZABILIT - Grazie alla solidit di Lecablocco Tramezza, risulta semplice trapanare o applicare comuni chiodi e/o tasselli senza particolari accessori e/o accorgimenti. 2.3.1.3 PARETI IN CARTONGESSO Sono costituite da una struttura modulare metallica in lamiera dacciaio zincata composta da guide ad U orizzontali superiori ed inferiori e montanti a C verticali, collocati ad un interasse di 600 mm. Sulla struttura delle pareti in cartongesso vengono fissate due lastre di gesso protetto; le due lastre di gesso protetto, una per faccia, sono sfalsate di 600 mm e dello spessore di 12.5 mm ognuna. Le giunte tra le due lastre in gesso protetto ed i punti dove sono state inserite le viti vengono stuccati e rasati. Lo spessore finale delle pareti in cartongesso pu variare da 75 mm a 125 mm. Le pareti in cartongesso vengono consegnate pronte per ricevere la tinteggiatura o altro decoro, previa eventuale opera di carteggiatura. I vantaggi delle pareti in cartongesso Le pareti in cartongesso offrono svariate possibilit di applicazioni. Modificando inoltre la tipologia di isolante da inserire allinterno delle pareti in cartongesso, si aggiungono, alla funzione base di contro-tamponamento interno, anche altre prestazioni che puntano al miglioramento del fonoisolamento; della resistenza termica, della resistenza allumidit, alla diffusione del vapore acqueo, agli urti, della resistenza e reazione al fuoco. Nel caso di pareti in cartongesso resistenti al fuoco, insieme al certificato di corretta posa in opera, viene fornita la certificazione che attesta il grado REI di quanto installato (link a porte e infissi e a controsoffitti). Le pareti in cartongesso possono inoltre ospitare impianti elettrici, canalizzazioni, condutture sanitarie se vengono utilizzate lastre specifiche per ambienti umidi. La facilit di posa delle pareti in cartongesso permette una rapida configurazione degli spazi, ideale per la suddivisione di grandi spazi, uffici e anche per creare ambienti armoniosi nelle abitazioni private.

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2.3.1.4 PORTA TAGLIAFUOCO Porta tagliafuoco REI 120 conforme UNI 9723 ad una anta composta da: Anta reversibile tamburata in lamiera zincata, coibentazione con materiali isolanti, spessore totale 60 mm.; Telaio angolare reversibile, assemblato, con o senza battuta inferiore, in profilato di lamiera d'acciaio zincata, con zanche da murare e predisposizione per il tassellamento; Serratura con foro cilindro ed inserto per chiave tipo patent, compresa; Rostri di tenuta nella battuta dell'anta sul lato cerniere; Maniglia antinfortunistica colore nero con anima in acciaio e completa di placche con foro cilindro ed inserti per chiave tipo patent; Nr. 2 cerniere di cui una a molla per l'autochiusura ed una dotata di sfere reggispinta e viti per la registrazione verticale; Rinforzi interni nell'anta quale predisposizione per l'eventuale montaggio di chiudiporta e maniglione antipatico; Guarnizione termoespandente inserita in apposito canale sul telaio; Targhetta di contrassegno con elementi di riferimento, applicata in battuta dell'anta; Verniciatura con polveri epossipoliestere termoindurite, con finitura a struttura antigraffio goffrata, colore standard verde-turchese RAL 6033; Peso della porta ca. 43 kg/m2 di foro muro;

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2.3.1.5 PORTE INTERNE CONNECTICUT CONNECTICUT TELAIO Concepiti appositamente per risolvere le problematiche legate al frequente utilizzo nelle strutture pubbliche, i telai Connecticut offrono la soluzione ideale per i pi svariati tipi di intervento. Stipite (imbotte o telaio reggiporta) costituito da profilati estrusi in lega di alluminio 6060 (EN 573-3) spessore 15\10 ad incastro telescopico con le mostre coprifilo (cornici); montanti e traversi assemblati con squadrette in allumio a bottone. Cerniere in acciaio UNI CB4 FFKB con perno rivestito materiale autolubrificante apribili a 180 fissate sul telaio su sede di spessore appositamente maggiorato pari a 20\10; guarnizione di battuta in EPDM a norme UNI 9122. Il sistema telaio garantisce una perfetta complanarit con il battente ed i coprifili sono stondati con raggio antinfortunistico. ANTA Anta classe 1 di reazione al fuoco per porte interne, secondo normative UNI EN 24, UNI EN 25, UNI EN 85-81, UNI EN 108, UNI EN 129, UNI 8200/81, UNI 8328, ad uno o due battenti (simmetrici/asimmetrici), in cloruro di polivinile (PVC) rigido composte con elementi modulari estrusi dello spessore di mm 40 e larghezza mm 200, fissati fra loro mediante incastro continuo longitudinale a coda di rondine, il tutto rivestito con laminato plastico ad alta pressione norma EN 438- ISO 4586 dello spessore di mm 0.9. Elementi perimetrali dell'anta riportati sui quattro lati in PVC estruso (zoccolo inferiore H mm 40).

Cerniere tornite in acciaio plastificato tipo ANUBA, con perno maggiorato filettato, fissato ai profilati tubolari dei vari manufatti.

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Caratteristiche:

Robustezza: spessore profilo 15/10 maggiorato a 20/10 nella parte atta ad ospitare le cerniere per garantire una perfetta tenuta dell'anta alle pi severe sollecitazioni.

Soluzioni Antinfortunistiche: bordi arrotondati (nessuno spigolo vivo) profilo di battuta sull'anta realizzato in p.v.c. estruso (nessuna lama a vista).

Design: il profilo arrotondato complarare all'anta conferisce snellezza ed eleganza, gli abbinamenti cromatici possibili la rendono compatibile con ogni tipo di ambiente.

Funzionalit: telaio telescopico; velocit di montaggio e cerniere antifrizione apribili a 180 rendono questo telaio pratico ed adatto in

ogni uso . Leggerezza: elevati dati di resistenza e leggerezza nello stesso tempo grazie alle caratteristiche del materiale impiegato.

2.4 Soluzione di raffreddamento


Il progetto prevede la realizzazione chiavi in mano di unisola GREEN IT allavanguardia con i massimi livelli di disponibilit operativa e minor impatto energetico grazie allesperienza maturata negli ultimi 20 anni dallAPC by Schneider Electric nel campo dei sistemi di alimentazione in continuit assoluta.

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Layout ISOLA GREEN IT

Modello 3D dellISOLA GREEN IT

Il progetto del sistema di raffreddamento della nuova ISOLA GREEN IT prevede uninfrastruttura senza singoli punti di fallimento, dove ogni fila di Armadi Rack avr una ridondanza N+1 e lisola avr una ridondanza N+2 sia in potenza frigorifera (kW) che in portata dellaria (CFM). LISOLA GREEN IT composta da n6 Armadi Rack Server, da n1 Storage, da n2 Networking, da n1 Cablaggio passivo e n10 unit di condizionamento di precisione In-Row RC. Lintera architettura risponde alle moderne esigenze di modularit e scalabilit, fornendo uneccelente flessibilit durante il ciclo di vita del del Data Center garantendo una crescita sia orizzontale, aggiungendo nuovi Rack nella sala, sia verticale, aumentando il numero dei Server e quindi il carico termico allinterno dei Rack.

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In questa configurazione ad altissima ridondanza N+2 garantiamo una potenza frigorifera di picco fino a 30kW per Rack e media su i Rack Server fino a di 28,8 KW. Anche la portanta dellaria ridondanda in N+2, poich ciascuna unit di condizionamento prevede una portata daria di 2900 CFM per una portata totale di 2900 CFM x 10 unit = 29.000 CFM Le n10 unit di condizionamento In-Row RC, vengono disposte su due file il pi vicino possibile alla fonte di calore. Tutti i Rack Server e le unit di condizionamento sono state disposti per file al fine di creare corridoi freddi e corridoi caldi riducendo a zero la miscelazione tra aria calda ed aria fredda grazie al contenimento del corridoio caldo centrale e dei due contenimenti dei corridoi freddi. Grazie al contenimento del corridoio caldo, lISOLA GREEN IT in grado di neutralizzare il 100% del calore prodotto dai server e dalle apparecchiature di rete, aumentando del 30% il rendimento delle unit di condizionamento (maggiore il DELTA T della temperature fronte-retro dellunit di condizionamento, maggiore il suo rendimento) Limpianto meccanico costitutio da n3 Chiller in FREE-COOLING (Gruppo Frigo) da 86,5kW cadauno in configurazione ridondante N+1, con un circuito primario e secondario con pompe gemellari e doppio collettore per garantire massima disponibilit in caso di fallimento di una linea. E previsto un accumulo di acqua fredda in modo da garantire almeno 10-15 minuti di disponibilit di acqua refrigerata verso le unit In-Row in assenza dei Chiller (esempio: C un black out ed il Gruppo Elettrogeno non parte). Grazie allutilizzo deI Gruppi Frigo FREE-COOLING verr garantit la massima efficienza energetica visto le unit di condizionamento In-Row RC funzioneranno con una temperatura dacqua in mandata di 15C. Il progetto dellimpianto di raffreddamento risponde a pieno ai requisiti di temperatura fronte e retro del Rack come ai requisiti di umidit relativa: Fronte Rack: Temepatura da 18 a 22C Umidit relativa da 65 a 45% Retro Rack: Temperatura da 34 a 38C Umdit relativa da 20 a 40% Ogni unit di condizionamento In-Row RC, e lintera isola a corridoio caldo, si adeguer automaticamente alleffettiva dissipazione dei server, riducendo al massimo i consumi energetici. In particolare, viene garantita la parzializzazione del carico allinterno del Rack con consumi energetici che sono i pi bassi del mercato, grazie alle ventole EC del nostro sistema di condizionamento. Funzionamento con Parzializzazione del Carico allinterno del Rack: KW per Rack 8 KW 16KW 24KW Temperature Esterne di Funzionamento -3 a 35C -3 a 35C -3 a 35C Assorbimento Condizionamento In-Row 150W 400W 640W

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30KW

-3 a 35C

1000W

E importante sottolineare che la scalabilit dellimpianto di raffreddamento proposta a livello di Rack, arriva a raffreddare fino a 30kW per ciascun Rack. Ogni singolo componente comunica via IP consentendo ai responsabili informatici il pieno controllo dellinfrastruttura fisica a supporto dellinfrastruttura informatica. Il controllore cenrallizzato (InfrastruXure Central) dedicato alla gestione e monitoraggio dellintera infrastruttura si integra con tutte le piattaforme SNMP e BMS oggi disponibili supportando i maggiori protocolli di comunicazione. Insieme allInfraStruXure Central saranno fornite con un numero di licenze utili per controllare tutti i nodi APC allinterno del Data Center espandibili a 1000 licenze per controllare fino a 1000 nodi. La notificazione di un allarme al personale informatico a seguito di un evento pu avvenire in diversi modi: via POP-UP Message, via Email, via teledrin, via SMS con lutilizzo di un gateway Email to SMS del cliente. Caratteristiche Tecniche: Compatibilit e certificazioni : EN50091-1-1 / IEC62040-1-1 EN/IEC62040-2 EN/IEC62040-3 IEC61000-4-2 livello 3, criterio di performance B IEC61000-4-4 livello 2, criterio di performance A IEC 1000-4-5 (livello 4) IEC 61000-4-3 livello 2, criterio di performance A EIA-310-D (rack dove sono alloggiati gli apparati)

2.4.1 MODULO SISTEMA AMBIENTALE

DI

CONDIZIONAMENTO

Saranno forniti n 10 sistemi di condizionamento in ad acqua refrigerata secondo le seguenti specifiche. Il sistema di controllo ambientale progettato specificatamente per applicazioni di controllo di precisione di temperatura ed umidit. Controlla automaticamente le funzioni di condizionamento e filtraggio dellambiente interessato. Il sistema costruito secondo i pi alti standard qualitativi di ingegneria e costruzione configurato per un flusso daria condizionata al fine di fornire la distribuzione uniforme dellaria nelle parti interessate. Ogni sistema di condizionamento in grado di neutralizzare fino a 30kW di calore prodotto dai sistemi informatici. Cabinet

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Il cabinet del sistema di condizionamento provvisto di pannelli laterali e pannelli frontali conformi allo standard relativo allisolamento UL94-5VA ASTM e84. I pannelli frontali e posteriori sono perforati con asole che garantiscono il 70% di area libera e sono equipaggiati con una chiave ed una serratura per garantire un accesso sicuro ai componenti interni allunit di condizionamento. In-Row RC Le attivit di service sullunit di condizionamento sono eseguite sul fronte e/o sul retro al fine di posizionare lunit di condizionamento in fila ai Rack IT. Lunit di condizionamento provvista di ruote e piedini di livellamento al fine di posizionare correttamente lunit in fila agli adiacenti Rack IT. Ventole Ogni unit di condizionamento include 8 ventole. Ogni ventola progettata per fornire 362.5 CFM per un totale di flusso daria di 2900 CFM. Lunit di condizionamento in grado di funzionare anche nel caso di un guasto ad una delle 8 ventole. Le 8 ventole sono riparabili mentre lunit di condizionamento in funzione. Le ventole hanno tutte una velocit variabile in funzione del carico termico. Doppio Alimentatore A-B Doppio alimentatore A-B di ingresso allunit di condizionamento. Lunit di condizionamento include due alimentatore capaci di fornire il 60% della potenza totale. Lassorbimento della singola unit di condizionamento varia da i 100W ai 1000W durante il funzionamento normale. Controllore Dal display dellunit di condizionamento si accede alla configurazione ed al monitoraggio della stessa attraverso dei controlli a menu. Le funzioni includono i report riguardanti lo stato, il set-up e la temperatura. Lo stato di funzionamento dellunit di condizionamento indicato da LED e dagli indicatori presenti sul display locale. Il controllore dellunit di condizionamento fornito con controlli attraverso chiavi per una navigazione attraverso i menu, gli oggetti selezionabili e le informazioni di input alpha - numeriche. Il controllore attiva allarmi visibili ed udibili in presenza dei seguenti eventi: a. Filtro dellaria intasato b. Comunicazione fallita c. Attuatore della valvola guasto d. Pompa guasta e. Unit di condizionamento guasta f. Alta temperatura del fluido in ingresso g. Sensore di temperatura guasto h. Ventola guasta i. Alimentatore guasto j. Misuratore della velocit di flusso guasto k. Perdita del gruppo di comunicazione l. Comunicazione interna fallita m. Alimentazione A-B fallita

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n. Alta temperatura nel Rack o. Bassa temperatura nel Rack p. Temperatura in uscita elevata q. Presenza acqua Il controllore memorizza e visualizza sul display tutti gli eventi del sistema di condizionamento. Ogni allarme contiene la data, lora e la modalit di funzionamento del sistema di condizionamento nel momento dellevento. Scheda di Management Lunit di condizionamento include una scheda di management permettendo una gestione via rete TCP/IP. Il management via rete prevede la possibilit di fissare dei set-point, entrare nei vari parametri del menu e cancellare allarmi. Integrazione con il sistema di Supervisione. Comunicazione IP ed SNMP. Valvola 2 WAY/ 3 WAY Il sistema di refrigerazione ad acqua utilizza la valvola 2 WAY/3 WAY al fine di regolare la quantit dacqua verso lunit di condizionamento per mantenere le condizioni desiderate. La valvola collegata internamente allunit di condizionamento ed di facile sostituzione in caso di guasto. Il valore standard della pressione di 600 psig. Connessioni dallalto o dal basso I tubi dellacqua refrigerata possono essere connessi sia dallalto che dal basso dellunit. Le connessione dei tubi dellacqua refrigerata sono presenti allinterno dellunit. Essendo il Data Center senza pavimento flottante, consigliamo una distribuzione dei tubi dellacqua refrigerata dallalto. Sensore della temperatura remoto Il sensore della temperatura remoto collegato allunit di condizionamento al fine di fornire il controllo della temperatura di ingresso sul fronte del Rack. Misuratore di flusso Il misuratore di flusso installato allinterno dellunit di condizionamento e collegato al controllore dellunit al fine di fornire il valore della velocit di flusso attraverso lunit di condizionamento. Presenza acqua Un cavo sensibile alla presenza dacqua collegato allunit di condizionamento. Nel caso in cui lacqua o altri liquidi dovessero entrare in contatto con una superficie del cavo per tutta la sua lunghezza, il controllore visualizzer e annuncer in modo udibile lallarme. Il cavo presenza acqua ha una lunghezza di 6.1mt.

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2.4.2 RISPARMIO ENERGETICO


Vantaggi delle ventole a velocit variabile EC Fan: Una unit di Cooling da 20 KW in genere consuma dai 2 ai 2,5 KW. Se le unit di ventilazione funzionassero alla stessa velocit per tutte le 24 ore e usassimo 10 unit di condizionamento, si avrebbe un consumo annuo di 175.200 Kw/h (2kw x 10 unit x 24h x 365 gg). Moltiplicando per un costo medio di 0,13 euro al Kw/h si avrebbe una bolletta energetica pari a 22.776 l'anno. Il carico di un data center non per costante per l'intero arco delle 24 ore in quanto nelle ore notturne si ha un minor uso delle applicazioni. Possiamo stimare che ci sono almeno 8 ore al giorno in cui il carico il 60% del carico massimo. In questo caso le unit IR RC, grazie alla funzionalit delle ventole EC Fan ed ai sensori posizionati fronte rack in grado di captare la variazione di carico, possiamo stimare che l'assorbimento delle 10 unit diventa di 35.040 Kw/h che, moltiplicati per 0,13 , danno una risultanza pari a 4.555 . Il risparmio in capo ad un anno di 18.221 Euro. Ipotizzando il medesimo risparmio per una vita media di 10 anni con incremento del 4% dell'energia anno su anno, in 10 anni il risparmio superiore ai duecentoventimila Euro (220.459,12) Ovviamente, a questi costi di esercizio vanno sommati i costi di mancato business. Infatti, restando invariata la quantit di energia in ingresso al data center, se le unit di condizionamento consumano una quantit di energia maggiore, non essendo dotate di ventole con tecnologia EC, resta una quantit minore di energia a disposizione per gli apparati informatici. Questo determina, nel caso del cliente, una minore capacit di gestione dei dei propri servizi IT che penalizzer il cliente per tutti gli anni di esercizio del data center stesso.

2.4.3 Doppia alimentazione:


Come vediamo dal seguente grafico,

assolutamente critico mantenere il flusso dell'aria attivo anche in caso di un fermo del fluido di condizionamento. Infatti, nel caso di fermo dell'acqua refrigerata, se si fermassero anche le ventole, la

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temperatura potrebbe raggiungere valori critici fronte rack anche solo dopo 30 secondi. L'adozione di unit di condizionamento a basso consumo energetico e con doppio alimentatore, consente di avere le ventole del condizionamento sempre in funzione senza mai fermare il movimento dell'aria presente nel data center.

2.4.4 Flessibilit e Modularit


Se in futuro le necessit di ospitare apparecchiature informatiche ci porteranno ad avere dei carichi maggiori all'interno dei rack, sar possibile adottare la compartimentazione del corridoio caldo attraverso una struttura modulare di facile applicabilit. Questa compartimentazione consente diversi vantaggi sotto l'aspetto della gestione del calore: 1) Contenimento del calore all'interno del corridoio caldo rendendo cos la soluzione "neutra" per il resto del data center 2) La ripresa del calore alla temperatura pi alta, incrementa l'efficienza delle unit di raffrescamento. La medesima unit riprendendo aria a 40C anzich a 30C, aumenta la sua capacit di raffrescamento del 30%. 3) La ripresa e l'eliminazione del calore assolutamente prevedibile e questo ci consente di avere una soluzione in campo aderente alla progettazione. 4) Consente l'adozione di rack ad alta densit installati a fianco a rack a normale densit senza creare punti caldi (hot spot), senza dover effettuare una sovradimensionamento dell'impianto di condizionamento, senza dover creare zone "ad hoc" per gestire questi rack ad alto assorbimento. 5) La ripresa dell'aria calda alla maggiore temperatura possibile consente di lavorare sempre sopra il punto di rugiada, minimizzando cos le azioni per il controllo dell'umidit, azioni particolarmente voraci di energia elettrica. (energivore) 6) Contenedo l'aria calda all'interno del corridoio posteriore dei rack, ci consente di migliorare l'aspetto riguardante la ridondanza delle unit di condizionamento che, lavorando con maggiore efficienza, riescono a bilanciare in modo ottimale lo smaltimento del calore. 7) L'intera isola compartimentata diventa un unico sistema effettuando la condivisione delle unit di condizionamento, senza sprecare capacit di raffrescamento come nelle soluzioni di contenimento a livello di rack.

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Elevati Carichi per Rack


20 kW per Rack 7 Racks 10 IR RC @ 25kW

Temperature (deg C)
<24 27.4 30.8 34.3 >37.8

Il Calore tende ad Avvolgere i Rack

Chiusura del Corridoio Caldo


20 kW per Rack 7 Racks 10 IR RC @ 25kW

Il Volume dellaria fornita dalle unit IR RC supera quello richiesto dai server
Temperature (deg C)
<24 27.4 30.8 34.3 >37.8

La Temperatura dellaria soffiata controllata dai sensori installati sul fronte dei Rack

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Chiusura del Corridoio Caldo


20 kW per Rack 7 Racks 10 IR RC @ 25kW Temperature (deg C)
<24 27.4 30.8 34.3 >37.8

High Density N+1 Unit IR RC fuori linea Nonostante lunit guasta, il volume dellaria emessa dai server non supera quella gestita delle unit di condizionamento. Il Sistema termicamente Stabile grazie al Contenimento del Calore nel corridoio.

2.4.5 Dimensionamento del sistema di raffreddamento


Abbiamo ipotizzato lutilizzo di n6 Rack per i Server attribuendo un consumo medio ipotetico di 24 KW luno con un valore di picco per Rack fino a 30kW (come richiesto dal capitolato assorbimento massimo per lISOLA GREEN IT) e 3kW per Rack Networking e Storage.Oltre al carico termico dei Rack, occorre anche tenere presente quale volume daria per kilowatt di calore necessitano le apparecchiature informatiche per poter essere raffrescate in modo adeguato. Abbiamo effettuato il calcolo ipotizzando dei Server di tipologia standard 2-3 U che necessitano di un volume daria pari a 70 litri al secondo per kilowatt di calore, ovvero 250 metri cubi / ora per ogni kilowatt. Se si utilizzano dei Blade Server, il volume daria per ogni kilowatt di calore scende a 50 litri al secondo per kilowatt, ovvero 180 metri cubi ora. Riassumendo questi dati nella tabella sottostante possiamo ricavarne i prerequisiti necessari per il condizionamento, Tipo di Rack Calore Rack per Numero Rack 3 6 9 Totale calore 9 kW 144kW 153 kW Totale Aria Vol.

Apparecchiature 3 Kw IT Standard Chassis Blade TOTALE 24 kW

2.250 m / ora 25.920m/ ora 28.170m/ ora

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LRTI propone di utilizzare un sistema di condizionamento di tipo affiancato ai Rack, denominato INROW RC. La disposizione su file migliora l'efficienza energetica e la capacit di refrigerazione in diversi modi. Innanzitutto l'unit InRow RC aspira aria direttamente dal corridoio caldo, consentendo quindi una migliore efficienza di trasferimento del calore dovuta alle pi alte differenze di temperatura. Il sistema pu quindi scaricare l'aria a temperatura ambiente direttamente davanti ai server che devono essere raffreddati. Questa configurazione fa aumentare l'efficienza energetica consentendo al refrigeratore di funzionare a temperature dell'acqua in uscita pi elevate. Gli intervalli di funzionamento tipici su file consentono all'apparecchiatura di funzionare ad una capacit sensibile del 100%, riducendo significativamente la necessit di umidificare e riducendo ulteriormente il consumo energetico e la manutenzione. Le prestazioni prevedibili dell'architettura su file la rendono particolarmente adatta per applicazioni ad alta densit. Per rendere scalabile questo approccio, l'eliminazione del calore diventa prioritaria rispetto alla mandata dell'aria fredda. Il design modulare basato su rack del sistema InRow RC consente un semplice inserimento nella fila man mano che aumentano le esigenze di raffreddamento. Il vantaggio supplementare dell'architettura su file la capacit di aggiungere un contenimento del corridoio caldo. Tale contenimento riduce qualsiasi possibilit di commistione dei flussi di aria calda e fredda. Ci garantisce la massima affidabilit e consente di adeguare la capacit di raffreddamento al carico di calore IT. Di seguito un esempio di applicazione con condizionatori in fila.

Utilizzando questo tipo di condizionatori possibile togliere le UTA attualmente presenti ed espandere ulteriormente le file di rack inserendo i condizionatori necessari a supportare il carico. Riferendoci ai dati di progetto, occorre verificare sia la capacit frigorifera delle unit, sia la loro portata in termini di volume dellaria. Calcolo Capacit Frigorifera: Per effettuare il calcolo della capacit frigorifera occorre ipotizzare tre dati fondamentali:

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Temperatura di Ingresso del fluido refrigerante Delta di temperatura ingresso uscita del fluido Temperatura di ripresa dellaria calda allunit di condizionamento Nel progetto abbiamo impostato i dati nel modo seguente nel funzionamento per un risparmio energetico: Temperatura di Ingresso del fluido refrigerante = 15 C Delta di temperatura ingresso uscita del fluido = 5,5 C Temperatura di ripresa dellaria calda allunit di condizionamento = 37 C In questo caso ogni unit IR RC avr una capacit frigorifera pari a 20 Kw frigoriferi. Dovendo raffrescare 150 Kw, come da tabella precedente, facile calcolare il numero di unit necessarie: 153 Kw / 20 Kw = 7,65 Unit di condizionamento Ovviamente necessario aggiungere una unit per ogni fila per ottenere la ridondanza completa N+1 (N+2 di isola), totale unit di condizionamento 10 In-Row Calcolo della portata dellaria: Sar ora necessario verificare che le sette unit installate sono sufficienti a sviluppare una portata daria secondo i dati di progetto. Ogni unit IR RC in grado di sviluppare una portata daria di 1380 litri / Secondo, pari a 4.968 m / ora. Moltiplicando tale valore per il numero di unit si ottiene un volume totale di 49.680 m / ora (4.968 m / ora X 10 unit). Il valore raggiunto superiore a quello richiesto in progetto che era di 28.170m / ora. Abbiamo una ridondanza N+2 anche per la portata dellaria. Con la verifica della capacit frigorifera e della portata dellaria, abbiamo verificato il corretto dimensionamento del sistema di condizionamento con ridondanza N+1 su file ed N+2 sullintera ISOLA.

2.4.6 RACK e Management Ambientale


Saranno installati n 10 Armadi Rack che verranno utilizzati n6 per Rack Server, n1 per Rack di Cablaggio passivo, n2 di Networking, n1 per lo Storage.

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Specifiche Fisiche Nella tabella di seguito vengono descritte le dimensione e il peso statico e dinamico dellarmadio Rack Server e Networking Altezza Interna 42U EIA-310 23 Altezza Esterna 2070mm Larghezza Esterna 750mm Profondit Esterna 1070mm Carico Statico 1300 Kg Carico Dinamico 1300 Kg

Laltezza esterna sar 42U pari a 2070mm per facilitarne il passaggio attraverso una porta standard. Il carico statico supportato di 1300 Kg - peso supportato dalle ruote orientabili e dai piedini di livellamento. Il carico dinamico supportato sar di 1300 Kg - peso supportato dalle ruote orientabili in movimento.

Accesso al carico e montaggio Larmadio ospiter 42U di spazio per il montaggio delle apparecchiature I montanti verticali saranno regolabili in profondit I montanti verticali saranno marcati con delle linee che mostrano linizio e la fine di ogni U ed il numero dello spazio U vicino al foro. Larmadio comprender n. 32 Set di dadi, rondelle di nylon e viti con taglio semplice e a croce M6 La porta frontale e la porta posteriore avranno cardini a rilascio veloce per un rapido e veloce smontaggio o La porta frontale e la porta posteriore saranno apribili fino a 180 per un facile accesso allinterno dellarmadio o La porta frontale sar reversibile in modo da essere aperta da entrambi i lati o La porta posteriore avr due battenti verticali per rendere pi agevole lattivit di manutenzione Pag.65 di 119

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Larmadio includer due pannelli laterali removibili senza attrezzi migliorando laccesso per un veloce cablaggio delle apparecchiature informatiche

Specifiche ambientali Larmadio avr una protezione IP20 contro il contatto, lingresso di corpi estranei e lintroduzione dacqua. Specifiche di sicurezza Larmadio risponde alle specifiche meccaniche (stabilit, resistenza meccanica, apertura porte, etc.) definite nel IEC 60950 Terza Edizione. Ventilazione Larmadio fornir una ventilazione che supera le specifiche della maggior parte dei costruttori di server. Larmadio fornir una ventilazione per la porta frontale, per la porta posteriore e per il tetto come mostrata di seguito:

Altezza Interna 750mm

Larghezza Esterna 1070mm

Porta Frontale Perforata 6013 cm

Porta Posteriore Perforata 6961 cm

Tetto Perforato 1007 cm

Canalizzazioni Ciascun Armadio Rack sar provvisto di 3 canalizzazioni per la gestione sul tetto dei cavi di alimentazione e dati (rame e/o fibra) Strisce di Alimentazioni Ciascun armadio rack alimentato da n2 strisce di alimentazione intelligenti di tipo Metered da 22kW ciascuna (TOTALE 44kW per Rack) con n12 prese di tipo IEC 320 C19 e n6 prese tipo IEC 320 C13 con attacco a clip per prevenire distacchi accidentali. Le strisce di alimentazione sono alimentate dal sistema UPS 2N in assoluta continuit. Ogni singola striscia di alimentazione in grado di alimentare fino a un carico di 22 KW, ed dotata di ingresso 32 Amp con presa interbloccata (a norma IEC-309), 400V trifase, Amperometro digitale con controllo sia locale (diplay) che da remoto attraverso porta Ethernet, allarme per sovraccarico, gestione remota. Tramite IP per il controllo dellassorbimento. Allarmi definibili attraverso soglie ed accensione e spegnimento della singola presa via IP.

Gestione Ambientale e Sensori

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Verranno installati n3 Management Ambientale, Netbotz 200, per monitorare in ogni singolo armadio rack la temperatura e lumidit. Ogni unit di management ambientale pu ospitare fino a n4 contatti puliti per monitorare componenti di terze parti allinterno del management dellInfraSruttura CEDIl sistema di gestione ambientale comunicher tutti i cambiamenti di stato al Management dellInfrastruttura CED per una pronta notificazione via SNMP, email, PoP Up message. Verranno inoltre installati n10 sensori anti-allagamentoda 6.1 m ciascuno per monitorare leventuale perdita di liquidi lungo il percorso idraulico ad acqua refrigerata sottopavimento. I n10 sensori anti-allagamento saranno collegati a n10 unit di condizionamento In-Row RC e gestiti via IP attraverso il management dellInfraStruttura CED.

2.5 Impianti elettrici, di continuit e antincendio


2.5.1 Descrizione AS-IS dellattuale infrastruttura
I locali destinati ad ospitare il centro di calcolo data center oggetto dellappalto ADMINISTRA lotto n.1 sono ubicati al primo livello della struttura del Comune di Napoli sita in localit Soccavo. I locali allo stato risultano liberi, non ospitano attivit di alcun tipo n presente in essi materiale a deposito. Gli impianti in esso presenti sono descritti graficamente nellelaborato IE_01 riportante lo stato di fatto al momento dei sopralluoghi. I locali sono dotati dei seguenti impianti: - impianto di illuminazione del tipo ad incasso in controsoffitto con plafoniere con lampade fluorescenti T8 da 18W in numero di quattro per apparecchio; - impianti di scarico a soffitto a servizio dei piani superiori; - impianto di rivelazione incendi; - impianto di diffusione sonora; - impianto di antintrusione; - impianto elettrico di servizio; - impianto di aspirazione aria non a servizio dei locali oggetto dellappalto; - impianto antincendio ad idranti a cassette UNI45. Gli impianti elettrici sono alimentati da quadri elettrici di distribuzione esterni ai locali presumibilmente nella limitrofa sala quadri. Gli impianti elettrici e di illuminazione esistenti a servizio dei locali da destinarsi a Data Center saranno rimossi, limpianto di aspirazione presente sar spostato in alto allinterno del nuovo controsoffitto in modo da interferire il meno possibile con limpiantistica allinterno del data center.

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2.5.2 Impianto elettrico


2.5.2.1 NORMATIVA Gli impianti saranno realizzati a regola d'arte. (Sono da considerare eseguiti a regola d'arte gli impianti realizzati sulla base delle norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) secondo l'art. 2 della Legge 1 marzo 1968, n. 186). Le caratteristiche degli impianti stessi, nonch dei loro componenti, devono corrispondere alle norme di legge e di regolamento vigenti ed in particolare essere conformi: - alle prescrizioni delle norme CEI, ed in particolare alle norme CEI 64-8 VI ediz. V1, norma CEI 2351, CEI 17-13. Si ricordano in merito le seguenti Leggi: - D.P.R. 27/04/1955 n. 547; - Legge 01/03/1968 n.186; - D.Lgs.n.81 del 09/04/2008 Tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro; - D.M. n.37 del 22.01.2008 Nuove disposizioni in materia dinstallazione degli impianti allinterno degli edifici; - normativa e standard vigenti in materia di impiantistica elettrica e speciali a servizio di Data Center (norma CEI 64-8, CEI , TIA 942, J-STD-270A, IEEE-1100). 2.5.2.2 DISTRIBUZIONE PRIMARIA La proposta progettuale di seguito descritta stata redatta sulla base di: - disciplinare tecnico lotto 1 relativo alla gara di fornitura ADMINISTRA del comune di Napoli; - impianti elettrici preesistenti a servizio dellintero complesso comprendente i locali da destinarsi a Data Center visionati durante i sopralluoghi effettuati congiuntamente al RUP nei giorni concordati dalla stazione appaltante; La struttura alimentata da una fornitura in media tensione con unit trasformatrice isolata in resina di potenza pari a 1000 kVA. Dai quesiti posti risulta una potenza disponibile pari a 600 kW, di gran lunga sufficienti a garantire la funzionalit in termini di assorbimento elettrico del nuovo Data Center, il cui fabbisogno energetico stato stimato in kW 300 (kW 194 carico IT, kW 65 carico CDZ a servizio dellIT, kW 10 CDZ sala controlli, sala quadri, kW 31 carico servizi vari a servizio del data center). La soluzione proposta prevede la posa di una nuova linea elettrica in partenza dal quadro generale di bassa tensione, limitrofo al locale trasformatore, dimensionata per una potenza attiva pari a kW 400. Il dimensionamento della linea elettrica principale contempla un futuro aumento di potenza pari a kW 100 conformemente alle soluzioni progettuali di layout che prevedono un possibile ampliamento della sala ced. La protezione della nuova linea affidata ad un nuovo interruttore da posarsi allinterno del quadro elettrico generale di bassa tensione che sar ricertificato conformemente alla norma CEI 17-13. La nuova dorsale viene posata allinterno dei cavidotti esistenti che collegano il quadro generale di bassa tensione in cabina con la sala quadri interna alla struttura. Come dichiarato dalla stazione appaltante in apposito quesito, tali cavidotti hanno la capacit di ospitare la nuova linea a servizio del data center. La dorsale composta da cavi unipolari isolati in gomma EPR del tipo FG7R, ogni fase formata da n.2 cavi in parallelo di sezione 300 mmq con neutro formato da n.1 cavo di sezione pari a 300 mmq. Unitamente alla linea elettrica di alimentazione viene posato un conduttore di protezione PE isolato in pvc di colore giallo verde di sezione 300 mmq da collegarsi al pi vicino collettore di terra.

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La linea elettrica dorsale si attesta sul quadro generale a servizio della server farm di seguito denominato Q1. Lo schema blocchi dellimpianto elettrico illustra i quadri elettrici secondari in campo con le apparecchiature di continuit e la stazione di energia sussidiaria previste in progetto.

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In ingresso il quadro Q1 dotato di un equipaggiamento di commutazione automatica in grado, in assenza di rete, di commutare lintero impianto elettrico a servizio del CED verso una stazione di energia costituita da un gruppo elettrogeno di potenzialit pari a 500 kVA, le caratteristiche del gruppo elettrogeno sono illustrate in un paragrafo successivo. Il sistema di commutazione, oltre a garantire la commutazione automatica verso il gruppo elettrogeno ed il ritorno alla rete quando questa si ripristina, include tutti gli interblocchi meccanici ed elettrici atti a scongiurare il parallelismo tra rete e gruppo elettrogeno. Le linee elettriche che esternamente dal gruppo elettrogeno e dalla rete entrano allinterno del data center seguono un percorso esterno in cavidotti interrati realizzato con tubazioni in polietilene a doppia parete di colore rosso. Opportuni pozzetti rompi tratta in cls prefabbricati garantiscono lispezionabilita, la sfilabilit e linfilabilit dei cavi. In ingresso al data center le linee seguono un percorso breve a pavimento in canali metallici fino ad arrivare sotto i quadri elettrici interni alla sala quadri-ups. Lo stesso percorso viene utilizzato in uscita per lalimentazione dei chiller e delle elettropompe presenti allesterno. Il quadro elettrico Q1 rappresenta il nodo principale in cui confluisce: - il carico IT del Data Center; - il carico CDZ di climatizzazione della parte IT; - il carico dei servizi quali illuminazione, prese, climatizzazione sala controlli e sala quadri; - il gruppo elettrogeno; - i gruppi statici di continuit. La continuit di alimentazione elettrica del carico IT garantita da due gruppi statici di continuit ad elevato rendimento, conformi alle specifiche tecniche del disciplinare tecnico di gara, ognuno di potenzialit pari a 200 kVA, uno di riserva allaltro essendo singolarmente in grado di alimentare il 100% del carico IT. In ottemperanza alle specifiche di capitolato (vedi pag.47 del disciplinare tecnico), particolare attenzione stata data allimplementazione sul quadro elettrico generale di apparecchiature di manovra by-pass (interruttore di by pass esterno Q3BPext ed interruttore di by pass interno, sezionatori a valle dellUPS denominati Q5Next) ed interblocchi di sicurezza, sia elettrici che meccanici, in grado di assicurare la messa fuori servizio (sia in caso di guasto che di manutenzione) di ogni ups garantendo nel contempo la continuit dellalimentazione sul carico a valle. Tali manovre dovranno essere eseguite da personale addetto alla manutenzione. Pertanto ogni ups pu essere estratto dal data center garantendo la continuit di alimentazione al carico IT non ricorrendo necessariamente allutilizzo del secondo ups. Dal quadro Q1 si alimentano i seguenti sottoquadri: - quadro isola IT sez. A; - quadro isola IT sez. B; - quadro CDZ denominato Q4; - quadro servizi server farm denominato Q5. Gli schemi unifilari dei quadri elettrici riportano le caratteristiche tecniche della componentistica utilizzata.

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2.5.2.3 DISTRIBUZIONE SECONDARIA La distribuzione secondaria interessa la parte di impianto elettrico che collega i quadri elettrici in campo con le apparecchiature ed organi di comando terminali quali plafoniere di illuminazione, interruttori, prese e quantaltro. La distribuzione avviene mediante canalizzazioni metalliche del tipo asolato posate in controsoffitto. Le linee elettriche posate allinterno delle canalizzazioni metalliche sono costituite da cavo multipolare tipo Afumex a bassa emissione di fumi e gas tossici conformi alla norma CEI 20-37. Le cassette di derivazione sono staffate a canale, allinterno delle scatole di derivazione le dorsali elettriche vengono giuntate con cordina unipolare tipo N07G9-K (anche questo cavo garantisce bassa emissione di fumi e gas tossici oltre ad una maggiore portata essendo comunque un cavo isolato in gomma) per essere collegate agli organi di comando ed ai punti di utilizzazione. Nei tratti terminali si utilizza tubazione di tipo autoestinguente incassata allinterno delle intercapedini delle pareti mobili o ad incasso sottotraccia. 2.5.2.4 SALA CONTROLLI Allinterno della sala controlli limpianto elettrico si sviluppa in parte anche allinterno del pavimento galleggiante per servire le torrette a servizio delle postazioni di lavoro. Il layout riporta la disposizione delle postazioni di lavoro. Ogni gruppo di due postazioni servita da una torretta bifacciale predisposta per essere supportata a monte da un UPS dedicato. Pertanto allinterno della torretta saranno cablate un gruppo di prese shucko di colore rosso alimentate da una linea elettrica derivata da una sezione del quadro elettrico Q5. Tale quadro cablato con una doppia sezione ordinaria e preferenziale in modo tale da poter essere alimentato da un gruppo statico di continuit senza dover rivedere il quadro interno e limpiantistica elettrica a valle. Le torrette includono al loro interno un gruppo prese bipasso di colore nero alimentate dalla sezione ordinaria del quadro Q5. La torretta eroga anche il servizio fonia e dati tramite n.4 prese RJ45. Gli elaborati grafici riportano i particolari costruttivi della torretta. Gli ambienti sono dotati di prese di servizio alimentate da un circuito diverso da quello a servizio delle postazioni di lavoro. Il comando dellilluminazione avviene mediante interruttori unipolari di ambiente. Lilluminazione allinterno dei corridoi di collegamento dei vari spazi interni alla server farm comandata mediante doppia accensione a rel con pulsanti allinterno di scatole portafrutti lungo il corridoio. Le plafoniere sono collegate mediante cavo N07G9 unipolare posato allinterno di guaina terminale spiralata 2.5.2.5 SALA CED La sala CED ospita i rack a servizio degli apparati IT. Ogni rack dotato di PDU di alimentazione alimentate dai quadri siglati Isola IT sez.A e Isola IT sez.B. La distribuzione a tali rack avviene dallalto mediante canalizzazione metallica. Si utilizzano cavi del tipo FG7OM1 multipolari terminati con prese IEC 309 per collegarsi alle PDU. Ogni rack servito sia dallUPS A che dallUPS B in modo da consentire agli alimentatori la funzionalit di switching tra le due sorgenti di energia. Lilluminazione allinterno dellisola IT realizzata con plafoniere a led al

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fine di ridurre al minimo il carico termico allinterno dellambiente ed esaltare quindi il grado di efficienza energetica dellisola IT che si realizza. 2.5.2.6 ILLUMINAZIONE ORDINARIA Limpianto di illuminazione ordinaria allinterno degli ambienti di lavoro rispetta, oltre alle normative C.E.I. in vigore, la nuova legislazione sulla sicurezza ed igiene del lavoro D.Lgs. 81/08 essendo possibile allinterno dei locali luso, da parte dei lavoratori, di videoterminali. Ad integrazione della luce naturale previsto, allinterno delle sale con presenza di lavoratori a videoterminale, linstallazione in controsoffitto di corpi illuminanti che prevedono ladozione di idonei schermi antiriflesso e / o tubi Dark-Light in grado di assicurare sul piano di lavoro un illuminamento avente le seguenti caratteristiche (conforme ai requisiti minimi della norma UNI EN 12464): - un valore di illuminamento sul posto di lavoro (piano del tavolo-tastiera) di circa 500 lux; - indice di resa cormatica non inferiore a 85; - temperatura di colore 2700 3000 Kelvin (luce bianca) tono caldo; - presenza di adeguato riflettore idoneo per lilluminamento riflesso/diffusore anti U.V.. Per i locali deposito e CED i livello di illuminamento considerato alla base del calcolo di circa 200 lux sul piano di lavoro. La scelta pertanto ricaduta su plafoniere del tipo dark.light con lampade fluorescenti da 18W del tipoT8 allinterno degli uffici e deposito mentre allinterno dellisola IT su plafoniere ad incasso del tipo a led in grado di garantire un elevato grado di efficienza energetica dato anche il basso apporto di calore allinterno dellisola. A completamento delle tipologie di corpi illuminanti utilizzati si adottano plafoniere tonde IP44 con lampada FLC 14W allinterno dei locali wc. Va sottolineata lattenzione posta in termini di risparmio energetico alle tipologie di corpi illuminanti utilizzati. Le plafoniere dark-light sono cablate con reattore elettronico ad alta efficienza con i seguenti vantaggi: - incremento di efficienza (circa il 30%); - aumento della vita media (dal 30% al 50%); - accensione rapida; - elevata resa cromatica; - riduzione del calore emesso; - resistenza alle sovratensioni; - maggiore comfort visivo grazie alla assenza di farfallamento ed alleliminazione delleffetto stroboscopio; - alto fattore di potenza, sono assenti componenti di rifasa mento. Nella fattispecie le plafoniere per uffici sono cablate con alimentatore elettronico di qualit avente le seguenti caratteristiche: - disinserzione di sicurezza EOL: a fine ciclo di vita della lampada fluorescente, lerosione della pasta emittente degli elettrodi pu generare indirettamente aumenti di tensione nelle vicinanze degli elettrodi stessi, come conseguenza si pu avere una maggiore dispersione di energia e la possibile fusione dellattacco della lampada con pericolo conseguente di incendio. Gli alimentatori elettronici installati sono in grado di rilevare queste condizioni di pericolo e disinserire la lampada in modo sicuro. - Tecnologia Cut-Off: dopo laccensione della lampada il circuito di preriscaldo degli elettrodi viene disinserito. Ci contribuisce ad aumentare la durata della lampada

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riducendo il sovraccarico a cui il filamento sottoposto. La tecnologia Cut-off garantisce un maggiore flusso luminoso dellapparecchio di illuminazione ed una maggiore durata della lampada. Gli alimentatori in tecnologia Cut-Off hanno una potenza installata del 5-7% inferiore rispetto agli alimentatori che ne sono privi. Marcatura EMC in materia di immunit, radio disturbi e contenuto di armoniche; Indice di efficienza energetica EEI=A2 (solo gli alimentatori elettronici di tipo dimmerabile hanno classe superiore pari ad A1), gli alimentatori convenzionali e convenzionali a basse perdite non superano la classe B.

2.5.2.7 ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA Per limpianto di illuminazione di sicurezza oltre alle normative C.E.I. in vigore si tenuto conto della nuova legislazione sulla sicurezza ed igiene del lavoro D.Lgs. 81/08. Detto decreto, per la parte specifica relativa allilluminazione di sicurezza, prescrive che i luoghi di lavoro e le vie di circolazione devono essere dotati di dispositivi che consentano unilluminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori. Lilluminazione di sicurezza ottenuta prevalentemente con plafoniere autonome di sicurezza dotate di lampade fluorescenti da 24/18 W posizionati in testa alle vie di uscita o lungo le vie di esodo. Tali plafoniere sono dotate di batteria al Nichel Cadmio in grado di assicurare un autonomia minima di 2 ora e tempi di ricarica non superiori a 12 ore. Le plafoniere autonome sono dimensionate per garantire un livello di illuminamento lungo la vie di esodo pari a 5 lux ad 1 metro di altezza. Relativamente alla segnaletica di sicurezza si utilizzano pittogrammi retoilluminati applicati in prossimit delle delle uscite di sicurezza e lungo le vie di esodo in particolar modo ad ogni cambio di direzione. I pittogrammi sono conformi al D.to Lgs. 14/08/96 n493 Attuazione delle direttive 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro. 2.5.2.8 Criteri per il dimensionamento dei componenti elettrici Il dimensionamento dei componenti elettrici dellimpianto stato effettuato in conformit a quanto previsto dalla normativa CEI 64-8. In particolare si sono seguiti i seguenti criteri: a) CADUTE DI TENSIONE NEI CONDUTTORI b) PROTEZIONE DEI CONDUTTORI CONTRO LE SOVRACORRENTI c) PROTEZIONE DELLE CONDUTTURE CONTRO I CORTOCIRCUITI (MASSIMO E MINIMO) d) PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI e) PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI

a) VERIFICA DELLE CADUTE DI TENSIONE Per il dimensionamento dei conduttori, si imposto il vincolo di rimanere al di sotto del 4% del valore nominale della tensione (Norme CEI 64-8), sia per i circuiti luce che per quelli di alimentazione delle prese, tenendo conto delle caratteristiche costruttive dei conduttori, del valore di impedenza, fornito dalle case costruttrici (in accordo con le tabelle UNEL 35027-70 e la norma CEI 20-21) e della contemporanea presenza di pi conduttori nella stessa tubazione.

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La formula utilizzata per i calcoli : dV = k * L * Ib * (R*cosfi + X*senfi) dove : dV = caduta di tensione in V (dV% caduta percentuale) k = coefficiente pari a 1,73 per linee trifasi, 2 per linee monofasi L = lunghezza della linea in metri Ib = corrente d'impiego della conduttura in A R = resistenza per metro di conduttura X = reattanza per metro di conduttura cosfi = fattore di potenza attiva senfi = fattore di potenza reattiva La verifica stata fatta, ponendosi nelle condizioni di carico pari al valore della corrente Ib e concentrato alla fine della conduttura. b) PROTEZIONE DEI CONDUTTORI CONTRO LE SOVRACORRENTI La norma CEI 64-8 prevede, per tensioni di alimentazione inferiori a 1000 V, che ai fini della protezione contro i sovraccarichi siano verificate le seguenti condizioni : Ib =< In= < Iz If =< 1,45 Iz dove: Ib = corrente d'impiego della conduttura in A In = corrente nominale del dispositivo di protezione in A Iz = portata del cavo in A If = corrente convenzionale di intervento del dispositivo di protezione Poich la Ib del circuito variabile, per effettuare la verifica, assumiamo Ib=In e dal momento che, per interruttori automatici, convenzionalmente If = 1,45 In, baster verificare che: In=< Iz c) PROTEZIONE DELLE CONDUTTURE CONTRO I CORTOCIRCUITI La norma CEI 64-8 prevede che i dispositivi di protezione dei circuiti, adibiti all'interruzione delle correnti di cortocircuito prima che gli effetti termici e meccanici di tale evento risultino pericolosi, devono soddisfare le seguenti condizioni: 1) La corrente di cortocircuito, che si produce per guasto franco all'inizio della conduttura (cortocircuito massimo), deve risultare inferiore al potere di interruzione del dispositivo di protezione. 2) La corrente di cortocircuito minimo, quella cio che si produce alla estremit della linea, deve risultare maggiore della corrente "Ia", cio della corrente minima di sicuro intervento delle protezioni entro 5 sec. d) PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI La protezione dai contatti indiretti ottenuta nel seguente modo: - Isolamento destinato ad impedire qualsiasi contatto con parti attive adeguato ai livelli di tensione nominale del sistema di distribuzione; - Separazione con involucri o barriere destinati ad impedire totalmente il contatto con le parti attive rimuovibili solo tramite utilizzo di utensile.

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I gradi protezione degli involucri sono scelti in ottemperanza della norma CEI 64-8/4 per i luoghi di installazione che nella fattispecie sono: - Luoghi ordinari (ambiente ufficio, archivio); - Bagni . Pertanto alla luce di quanto sopra si adottano in progetto le seguenti scelte: - Cavi isolati posati allinterno di tubi protettivi o canalizzazioni metalliche; - Scatole di derivazione a incasso IP40 in luoghi ordinari (uffici), IP44 in cavedi, cunicoli, pavimenti flottanti, controsoffiti; - Quadretti di distribuzione con carpenteria metallica IP4X; - Serie civile per punti terminali di utilizzo e di comando (prese, pulsanti, interruttori, ecc) con grado di protezione IP 41 per linsieme apparecchio a fronte chiuso + supporto + placca, grado di protezione IP X1 per linsieme apparecchio + supporto + placca con apparecchi a fronte aperto; - WC: si utilizza la stessa serie civile usata per interno ma in contenitori modulari da parete IP55 e) PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI La protezione da contatti indiretti attuata mediante interruzione automatica dellalimentazione in caso di guasto a massa del circuito coordinando limpianto di terra con le caratteristiche dintervento dei dispositivi di protezione. Essendo il nostro un sistema TN-S il coordinamento ottenuto rispettando la seguente formula: Zg IA<= 50 dove Zg il valore dellimpedenza dellanello di guasto IA la corrente, espressa in ampere; il valore di 50, espresso in volt, il limite massimo consentito per la tensione di contatto in condizioni normali. CRITERI ULTERIORI DI DIMENSIONAMENTO E stato fatto, tenendo conto : - delle destinazioni dei dati relativi agli assorbimenti delle apparecchiature elettriche da collegare alle prese a spina ; - del fattore di contemporaneit e di utilizzazione delle utenze, che non facciano capo a carichi fissi; - della temperatura di esercizio, considerando anche la contemporanea giacenza di pi conduttori all'interno delle canalizzazioni. Si sono determinate, pertanto, le sezioni dei conduttori in modo da contenere la caduta di tensione massima su ciascuna linea in partenza dal quadro generale entro il 4% del valore nominale della tensione di alimentazione (Norme CEI 64-8), al fine di ottenere ampia garanzia di funzionalit delle apparecchiature e di sicurezza, come si evince dai calcoli allegati. I conduttori di protezione per le utenze ordinarie esterne al CED e comunque non interferenti con le apparecchiature IT sono derivati dal conduttore PE ed hanno sezione non inferiore a quella del conduttore di fase.

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2.5.2.9 QUADRI ELETTRICI La quadristica presente allinterno della sala quadri ampiamente descritta in termini di ingombro in pianta e come fronte quadro negli elaborati grafici di progetto a cui si rinvia per ulteriori dettagli. Gli allegati elaborati illustrano le scelte effettuate illustrando: - lo schema a blocchi generale in termini di numero di quadri previsti ed in termini di collegamento elettrico tra di essi; - gli schemi elettrici unifilari con i risultati dei calcoli di dimensionamento; - il disegno dei fronte quadro con riferimento anche allintervento sul quadro elettrico in cabina. La parte dei quadri elettrici che si interfaccia con le apparecchiature essenziali al funzionamento della parte IT della server farm quali chiller a servizio del ced, rack interni al CED viene dotata di analizzatori e contatti di stato e guasto al fine di monitorare gli assorbimenti ed il funzionamento elettrico delle apparecchiature servite. Pertanto vengono dotati di contatti di stato e guasto elettrico e/o guasto gli interruttori a servizio delle seguenti linee: - UPS A; - UPS B; - BY-PASS INTERNO ED ESTERNO UPS A; - BY-PASS INTERNO ED ESTERNO UPS B; - GRUPPO FRIGO CDZ 1; - GRUPPO FRIGO CDZ 2; - GRUPPO FRIGO CDZ 3; - ELETTROPOMPE P1 E P2; - QUADRO CDZ; - QUADRO SERVIZI DATA CENTER; - QUADRO ISOLA IT SEZ. A; - QUADRO ISOLA IT SEZ. B. Gli assorbimenti delle apparecchiature che concorrono al calcolo dellefficienza energetica del CED vengono singolarmente monitorate al fine di consentire il calcolo dellindice di efficienza energetica. Lo stato dei contatti accessori degli interruttori in campo viene letto da un apparecchiatura PLC tipo TWIDO Schneider Electric tramite i suoi ingressi , la lettura degli assorbimenti avviene tramite un collegamento in Modbus tra il PLC e gli analizzatori in campo di tipo PM9C Schenider Electric. Il PLC dotato di porta Ethernet integrata al fine di poter comunicare con il sistema di supervisione. 2.5.2.10 GRUPPO ELETTROGENO

Linstallazione del gruppo elettrogeno e del serbatoio di stoccaggio vengono realizzati in conformit della normativa di prevenzione incendi in vigore allatto dellofferta. Viene installato allesterno dei locali, in posizione prossima al locale quadri, la sorgente di energia sussidiaria costituita da un gruppo elettrogeno con motore diesel PERKINS 2506C-E15TAG2 raffreddato ad acqua ed alternatore LEROY SOMER LSA 47.2M7 AREP (Icc= 3xIn) in grado di sviluppare in servizio continuo una potenza nominale di 500 kVA. Al fine di garantire un autonomia di funzionamento pari ad almeno 36 ore al 70% del carico il gruppo dotato di un serbatoio di stoccaggio gasolio da interrarsi a doppia camera e di sistema di rabbocco

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automatico capace di garantire il riempimento in automatico del serbatoio a bordo di 120 litri a bordo macchina.

Essendo posizionato allesterno il gruppo viene alloggiato allinterno di una cabina di insonorizzazione in grado di abbattere i livelli di rumore in ambiente rientrando nei limiti normativi e nel contempo garantendo il perfetto raffreddamento della macchina. Di seguito si riportano le caratteristiche essenziali dei componenti il sistema descritto sopra: PRESTAZIONI DEL GRUPPO Condizioni ambientali di riferimento:

1000 mbar, 25 C, 30% umidit relativa,

Potenze secondo DIN 6280. Potenza nominale in emergenza Potenza nominale in continuo

Frequenza: Potenza attiva in cosf: Tensione: Regime di funzionamento: MOTORE DIESEL DATI PRINCIPALI Costruttore: PERKINS Motore tipo: 2506C-E15TAG2 Ciclo diesel a 4 tempi - tipo di iniezione: Diretta Tipo di aspirazione: Turbo intercooler Numero cilindri a disposizione: 6T Alesaggio per corsa: 137 X 171

KVA: 550 KVA: 500 con possibilit di sovraccarico del 10% per una somma di periodi non eccedenti 1 ora ogni 12 ore. Hz 50 0.8 400/231 V 1500 RPM.

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Cilindrata totale cm3: 15.800 Rapporto di compressione: 16 : 1 Regime nominale: giri/min 1500 Potenza nominale KWm: 430 Fluido di raffreddamento: Acqua + antifreeze. Sistema di avviamento: Elettrico Consumo specifico combustibile g.KWh: 203 Il motore sar equipaggiato di: - radiatore e ventilatore soffiante - filtro aria a secco - filtro olio e combustibile - pompa acqua - pompa alimentazione combustibile ad alta pressione a regolazione elettronica - regolatore di giri a controllo elettronico - motorino di avviamento elettrico 24V - alternatore carica batteria 24V - Dispositivi di sicurezza per BPO ATA e rottura cinghia GENERATORE SINCRONO DATI PRINCIPALI Marca LEROY SOMER Modello LSA 47.2M7 Poli n.: 4 Fasi: 3+N Collegamento avvolgimenti: Stella Trattamento avvolgimenti: Tropicalizzato. Gli avvolgimenti sono trattati con resine epossidiche adatte ai climi pi sfavorevoli Impregnazione avvolgimenti statore/rotore: H Aumento di temperatura: Secondo classe H Forma costruttiva: B2 Grado di protezione meccanica: IP21 Raffreddamento: Autoventilato. Velocit di fuga: 2250 RPM Eccitatrice: Rotante senza spazzole con ponte di diodi rotanti. Regolatore di tensione: R448 Precisione tensione in regime statico: Entro 0,5% da vuoto a pieno carico con cosf =0.8 - 1. Sistema di eccitazione: AREP Intensit di corto circuito: 300% (3 In): 10 s Armoniche totali TGH/THC: < 2% Forma donda TIF: < 50 Forma donda: FHT: < 2%

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- Telaio gruppo elettrogeno realizzato con tubolari strutturali saldati a tenuta stagna, provati con collaudo dinamico a 2,5 bar . - Antivibranti del tipo antiolio di adeguata durezza SHORE atti a contenere le vibrazioni che motore ed alternatore trasmettono al telaio. - Batterie di avviamento al Pb 2 x 160 Ah. CABINA DI INSONORIZZAZIONE La cabina di insonorizzazione concepita per ottenere un forte abbattimento del rumore del gruppo elettrogeno e nello stesso tempo garantire un perfetto raffreddamento del gruppo stesso. La cabina insonorizzazione stata progettata e costruita tenendo in evidenza alcuni aspetti particolari di costruzione. 1) Costruita totalmente con lamiere di acciaio al carbonio zincate a caldo e pressopiegate per irrigidire la struttura. Spessore lamiera 20/10. 2) Portiere con aperture molto ampie per facilitare l'accesso al gruppo, ad apertura rapida. 3) Chiusure in acciaio inox con serrature a chiave. 4) Cerniere zincate con boccole di teflon o inox. 5) Rivestimento interno con speciale materiale fonoisolante a cellule aperte, ignifugo, autoestinguente e non gocciolante. 6) Verniciatura poliuretanica goffrata di tipo speciale, essiccata al forno, in modo da garantire un ottimo ancoraggio sulla lamiera zincata. Colore standard BIANCO. 7) Dimensionata e costruita con percorso dell'aria in circuiti obbligati in modo da garantire un buon raffreddamento del gruppo. 8) Struttura di rapido e facile smontaggio totalmente libera da impianti elettrici e accessori vari. E' imbullonata al telaio del gruppo ed isolata da una speciale guarnizione in polietilene. 9) Dimensioni molto contenute, ridotte di circa 20% rispetto alle tradizionali insonorizzazioni. 10) E' completa di marmitta silenziatrice di tipo residenziale a forte abbattimento, 40- 50 dBA, protetta internamente con fibra ceramica in modo da evitare la tipica polverizzazione della lana di roccia, contenuta internamente dalle tradizionali marmitte residenziali. Il rumore residuo di circa 67 dBA a 7 Mt 3 db.

SISTEMA DI CARICAMENTO DEL SERBATOIO GIORNALIERO Il sistema di caricamento automatico comprende: - Serbatoio da 120 litri in acciaio con bocchettone immissione gasolio e raccordi per collegamento tubazione. - Vasca di raccolta con raccordo per collegamento tubazione di scarico. - quadro elettrico; - Elettropompa con portata 10 Lt./min., prevalenza 10 mt. in mandata e 5 mt. In aspirazione di tipo autoadescante, motore asincrono trifase 0,25 KW - 2 poli - 220/380 V. - Pompa manuale a manovella. - Valvola manuale a tre vie di esclusione dell'una o dell'altra pompa. - Valvola a strappo di intercettazione rapida sulla tubazione dal serbatoio di stoccaggio (non fornita con il serbatoio automatico). - Elettrovalvola di intercettazione del flusso di caricamento dell'elettropompa.

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- Interruttori a galleggiante per avviamento, arresto pompa, allarme di riserva, minimo e massimo livello gasolio montati sul serbatoio, di tipo approvato dal Ministero dell'Interno. Tutto il sistema costituito in conformit con la circolare n. 31 MI.SA del 31/08/78. SERBATOIO STOCCAGGIO GASOLIO DOPPIA CAMERA Il serbatoio di stoccaggio realizzato con impiego di lamiere in acciaio al carbonio S235JR laminate a caldo e saldate con procedimenti automatici in arco sommerso e/o a filo continuo sotto protezione gassosa. Esternamente il serbatoio trattato con catramina. Il serbatoio fornito di boccaporta uso distributore predisposto con attacchi, collaudato ed inviato completo di certificato di collaudo ad 1 bar e di tabella di ragguaglio che consente, entro certe tolleranze, di avere il contenuto in litri del serbatoio in funzione del livello raggiunto dal liquido. Il serbatoio inoltre accessoriato con valvola imitatrice di carico con funzione di bloccare il riempimento del serbatoio fino ad un massimo del 90% della capacit del serbatoio stesso, cos come richiesto dalla normativa in vigore DATI TECNICI Capacit : 3.000 lt Diametro esterno : 1.300 mm Diametro interno : 1.270 mm Altezza : 1.550 mm Lunghezza : 2.560 mm Spessore camera interna : 4 mm Spessore camera esterna : 4 mm Peso : 872 kg

2.5.2.11 SISTEMA DI MESSA TERRA DEL LOCALE CED Il sistema di messa a terra non pu essere semplicemente considerato una sorta di assicurazione contro eventuali danni causati da fulmini. In realt si tratta di un sistema attivo e funzionante il cui scopo appunto quello di proteggere persone e apparati da possibili danni. Una corretta messa a terra essenziale per garantire la massima efficienza dei sistemi. Se non correttamente dissipate dal sistema di messa a terra, le sovratensioni possono infatti provocare disturbi elettrici, deteriorare la qualit dei segnali dei dati, causare la perdita di pacchetti e ridurre la velocit di throughput e l'efficienza complessiva della rete. Secondo l'IEEE un sistema di messa a terra CA tradizionale non generalmente sufficiente per proteggere gli apparati di rete da possibili danni. Gli infortuni alle persone causati da scosse elettriche riconducibili a una messa a terra impropria possono provocare terribili sofferenze e richiedere cure molto costose. Inoltre, occorre tenere presente che il calore generato da improvvise sovratensioni che trovano un percorso ad alta resistenza verso terra possono pu essere causa anche di possibili incendi. Normative per la messa a terra dei Data Center I requisiti per la messa a terra dei Data Center sono descritti nei seguenti documenti: TIA-942, Telecommunications Infrastructure Standard for Data Centers (Standard per le infrastrutture di telecomunicazione dei Data Center): questo documento definisce i metodi pratici richiesti per garantire la continuit elettrica TIA-942 di tutti gli elementi dei rack e per collegare correttamente a

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terra i rack e gli apparati installati sui rack. Questa l'unico standard che si riferisce specificatamente ai Data Center. J-STD-607-A-2002, Commercial Building Grounding (Earthing) and Bonding Requirements for Telecommunications (Messa a terra degli edifici per uso commerciali e requisiti di collegamento per i sistemi di telecomunicazione): questo standard fornisce indicazioni sulla messa a terra dei sistemi usati per le telecomunicazioni. Questa normativa prevede che il pozzetto di messa a terra esterno sia collegato alla barra principale (TMGB: Telecommunicatio Main Groundind Busbar) collettrice della messa a terra principale, tutti le sale tecniche saranno dotate poi di barre secondarie (TGB: Telecommunication Grounding Busbar) collegate a quella principale con cavo in rame di sezione opportuna. IEEE Std 1100 (IEEE Emerald Book), IEEE Recommended Practice for Powering and Grounding Electronic Equipment (Prassi consigliate per l'alimentazione e la messa a terra degli apparati elettrici): questo standard fornisce ulteriori informazioni dettagliate su come progettare il sistema di messa a terra per i locali IT tramite una rete CBN (common Bonding Network). Questo tipo di rete costituito da pi elementi in metallo intenzionalmente e accidentalmente interconnessi allo scopo di garantire i collegamenti e la messa a terra necessari all'interno dell'edificio che ospita gli apparati per le telecomunicazioni. Questi componenti comprendono aste in acciaio strutturale o rinforzato, piombature in metallo, conduttori di distribuzione dell'alimentazione CA, rack di cavi e conduttori di collegamento. La rete CBN collegata al gruppo di elettrodi di messa a terra situato all'esterno dell'edificio tramite la barra di messa a terra. Caratteristiche del sistema di messa a terra dei Data Center Lo scopo di un sistema di messa a terra quello di creare un percorso a bassa impedenza verso terra per scaricare le sovratensioni e le tensioni transitorie, provocate da fulmini, sovra correnti e cariche elettrostatiche, riducendo al minimo gli effetti dannosi di queste situazioni. I sistemi di messa a terra ottimali devono avere le seguenti caratteristiche: Devono essere dedicati, ovvero ciascuna connessione deve essere progettata in modo corretto. L'affidabilit deve essere elevata a livello di tutti i componenti del sistema. Devono poter essere ispezionabili. Devono essere dimensionati in modo idoneo. Devono essere configurati in modo da allontanare le correnti pericolose dagli apparati. Devono essere collegati a tutti i componenti in metallo del Data Center . Oltre a queste caratteristiche, indispensabile che tutti i conduttori di messa a terra siano in rame, che tutti i componenti utilizzati siano approvati da un laboratorio di test come UL e che vengano rispettate tutte le disposizioni in materia di sicurezza elettrica. Per garantire un funzionamento ottimale del sistema di messa a terra nel tempo, preferibile usare connettori a pressione anzich quelli meccanici. Questo tipo di connettori utilizza viti di fissaggio per tenere i conduttori in posizione, quindi, in caso di vibrazioni (causate da ventole o apparati che generano vibrazioni) non possibile escludere il rischio che la vite si allenti o cada. Le connessioni allentate possono raggiungere resistenze elevate e provocare guasti in caso di sovratensione. I connettori a pressione invece si deformano, ma non si allentano. La struttura di messa a terra deve seguire un flusso logico, ad esempio dallo chassis degli apparati al rack o dal rack all'infrastruttura di messa a terra del Data Center, quindi alla rete TGB locale, che alimenta la dorsale di collegamento degli apparati di telecomunicazione (TBB) e che a sua volta collegata alla barra TMGB nel locale principale collegata a terra.

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SOLUZIONE ADOTTATA La realizzazione del sistema di messa a terra allinterno del locale CED conforme alle specifiche tecniche del disciplinare tecnico della stazione appaltante rispondendo a pieno alle specifiche dettate dalla normativa TIA 942, norma J-STD-270A, IEEE Std 1100. Tutti i componenti utilizzati sono approvati UL. Il risultato finale dellinstallazione un sistema di messa a terra con prestazione di grado NEBS Level 3. Gli elaborati grafici dedicano al sistema di messa a terra una tavola specifica illustrante lintero sistema con i particolari di: - morsetti utilizzati per collegare la struttura del pavimento flottante alla infrastruttura di terra; - messa a terra del rack con collegamento alla maglia equipotenziale. E previsto la realizzazione di un collettore di terra principale a cui va collegato il sistema di messa a terra del data center ed il conduttore PE in arrivo dal pozzetto esterno in cavo isolato giallo verde di sezione 300 mmq. Il collegamento alla TMGB realizzato con corda isolata giallo-verde di sezione non inferiore a 50 mmq con capicorda a compressione a due fori conformi allo standard UL del tipo Panduit LCC1/0-14AW-X . La barra TMGB cos come a TGB interna al CED preassemblata in fabbrica con staffe ed isolatori di lunghezza 60 cm larghezza 10 cm asolata per ospitare connessioni con capicorda a doppio foro. I morsetti utilizzati per la messa a terra della struttura del pavimento flottante sono del tipo Panduit serie GPQC. Per quanto attiene la messa a terra del rack sono state seguite le seguenti raccomandazioni: - I rack sono montati utilizzando rondelle di messa a terra perforanti, che devono essere inserite sotto alla testa del bullone e tra il dado e il rack per garantire la continuit elettrica necessaria. - Viene montata una barra di messa a terra lungo l'intera superficie del rack che a sua volta collegata alla guida posteriore con viti filettanti per garantire un contatto ottimale tra le parti in metallo. - Si utilizza conduttori di collegamento #6 AWG 16 mmq isolato di colore giallo verde per collegare ciascun rack o armadio sia internamente che all'infrastruttura di messa a terra del Data Center con la fascetta di messa a terra. - I rack vengono collegati singolarmente alla infrastruttura di terra e non in serie; - Gli equipaggiamenti sono collegati alla struttura del rack con collegamenti #6 AWG 16 mmq; - Tutti i morsetti utilizzati per il collegamento dei rack e degli equipaggiamenti sono del tipo a compressione con doppio foro con inclinazione a 45 ove necessario. - Si utilizza un conduttore isolato giallo verde di sezione 50 mmq per collegare l'infrastruttura di messa a terra del Data Center alla rete TGB e anche tra la TGB e la TMGB

2.5.2.12

GRUPPO STATICO DI CONTINUITA (UPS)

MGE Galaxy 7000 da 200 kVA 180kW - autonomia 15 La nuova gamma di UPS MGE Galaxy 7000 trifase unisce linnovazione e laffidabilit che hanno caratterizzato le precedenti gamme Galaxy . MGE Galaxy 7000 , utilizza degli IGBT Sixpack ed ottimizza il numero dei componenti e delle connessioni. E in grado di offrire delle prestazioni elevate in un ingombro compatto con una grande accessibilit frontale a tutti i componenti che facilita le operazioni di manutenzione. La concezione modulare permette soluzioni su misura in standard, adattabili alle evoluzioni dellinstallazione attraverso la messa in parallelo progressiva fino a 8 unit, con uneventuale ridondanza per unalta disponibilit di

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energia. Le prestazioni di MGE Galaxy 7000 concorrono a fornire un'energia di qualit disponibile 24h/24 qualunque siano gli ambienti di impiego o le applicazioni alimentate. Q Tecnologia "on-line" doppia conversione (VFI secondo la norma CEI 62040-3/EN 62040-3), che rigenera completamente la tensione e la frequenza di uscita QRaddrizzatore PFC ad IGBT "Sixpack", che non reietta alcuna perturbazione sulla rete a monte : - tasso di distorsione armonico in corrente a monte molto limitato, THDI < 5% - fattore di potenza dingresso FP > 0,99 QControllo digitale della tensione con frequenza libera di pilotaggio associata agli IGBT Sixpack, che garantisce: - ampia tolleranza della tensione d'entrata, da 250 a 470 V in funzione del tasso di carico, compatibile con ogni tipo di utenza e con tutte le reti elettriche anche le pi perturbate - grande qualit e stabilit della tensione di uscita: THDU <il 2% (carichi lineari e capacitivi) - prestazioni dinamiche elevate su impatti di carico (<il 2% per variazioni di carico dal 100 a 0% e da 0 al 100%, ritorno in tolleranza + 1% in valore efficace in meno di 100 ms Q Batterie ermetiche a ricombinazione con vita attesa 10 anni Q Autonomia sempre disponibile grazie alla gestione intelligente delle batterie ed al sistema "Digibat" che verifica, informa e massimizza lo stato delle batterie. Q Caricabatterie standard potente che permette di gestire delle autonomie batterie fino a parecchie ore assicurandone una veloce ricarica, (inferiore alle 11 ore per ritrovare il 90% della capacit di una batteria 10 min, meno di 24 h per un batteria da 4 ore). QSelettivit assicurata dalle alte capacit di sovraccarico (2,2 In - 1s) e dal fattore di cresta ammesso 3 : 1. QRidondanza fino a 8 UPS per proteggere i server ad alta disponibilit. Q Contattore statico automatico che trasferisce senza interruzione lalimentazione sulla rete in caso danomalia interna (tolleranza del guasto). Q Possibilit dintervento sullUPS e sostituzione delle schede di comunicazione e dei monoblocchi di batteria senza interruzione dellalimentazione. QFunzione davviamento da batteria in caso di assenza della rete di alimentazione.

Raddrizzatore PFC ad IGBT Sixpack Alimentazione dalla rete AC normale con ampia tolleranza della tensione Il raddrizzatore del MGE Galaxy 7000 alimentato dalla rete AC normale con una tensione trifase. Il funzionamento senza neutro possibile. Il raddrizzatore offre unampia tolleranza della tensione dingresso (fig. 3), molto apprezzata nei siti con reti elettriche fortemente perturbate, grazie ad un sistema con raddrizzatore PFC ad IGBT Sixpack : Qda 342 a 470 V per un funzionamento con potenza nominale Qda 250 a 470 V con un tasso di carico applicato del 70 % (*), salvo se presente lopzione di no ritorno energia. La tolleranza della frequenza ammessa della rete da 45 Hz a 65 Hz. (*) Su circa il 90 % dei siti gi installati, il tasso di carico applicato allUPS < 75 %. Il raddrizzatore converte la tensione alternata della rete di alimentazione elettrica normale in tensione continua regolata per alimentare l'inverter e caricare la batteria. MGE Galaxy 7000 dotato di un raddrizzatore PFC (Correzione del Fattore di Potenza), di tipo ad assorbimento sinusoidale trifase con 6 IGBT integrati "Sixpack", interamente controllato; questo permette di avere una corrente di ingresso sinusoidale ed in fase con la tensione della rete entro le tolleranze previste. Pag.84 di 119

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Prestazioni dingresso elevate QTHDI < 5% (distorsione totale della corrente dingresso) QFP > 0,99 (fattore di potenza in ingresso) Questa concezione e queste prestazioni permettono : Q Completa libert dinstallazione, nessuna precauzione da prendere con lassenza di armoniche a monte. QSoppressione di ogni tipo di filtro anti-armoniche. QCompatibilit totale con i gruppi elettrogeni, anche con un tasso di carico applicato limitato. Q Riduzione della corrente efficace (fino al 20 %) con lottimizzazione del trasformatore e dei cavi a monte. Limitazione della corrente di spunto in ingresso Non presente alcuna corrente di spunto. Il raddrizzatore si avvia con una rampa di tensione di 10 secondi. Limitazione della corrente dingresso sullavviamento del Gruppo Elettrogeno Questa funzione particolarmente utile per le installazioni con un gruppo elettrogeno con una potenza prossima alla potenza nominale dellUPS. Questa limitazione permette di aumentare progressivamente la potenza richiesta al GE per 10 secondi, questo permette ai GE di salire in potenza lentamente assicurando il carico nominale. Durante questo tempo, la batteria fornisce una parte dellenergia allinverter attraverso il caricabatterie che provvede ad elevare ed a regolare la tensione continua.

Basso livello di distorsione armonica in corrente in ingresso Con soluzione tradizionale il THDI da 0 to 50% del carico risulta molto alto rispetto alla soluzione tradizionale del dodecafase piuttosto che esafase con filtro. Un esempio qui sotto riportato al variare del carico applicato. Inverter ad IGBT Sixpack L'inverter genera una tensione di uscita ad alta qualit e senza interruzione utilizzando l'energia della rete trasformata in energia continua dal raddrizzatore, oppure l'energia continua della batteria se la rete assente o fuori dalle tolleranze. L'inverter di tipo trifase a transistor IGBT Sixpack, di tipo mezzoponte capacitivo non isolato. Funziona a frequenza variabile intorno ai 5kHz. Pilotaggio a frequenza libera La tecnica di regolazione della tensione d'uscita utilizza un pilotaggio tipo MLI (Modulazione di Larghezza di impulso) a frequenza libera illustrata dalla figura 9. La frequenza di pilotaggio permette di restare nelle tolleranze della sinusoide di riferimento, pi elevata nelle zone di variazioni importanti dove la regolazione deve avere un tempo di risposta molto breve; considera inoltre anche il comportamento del carico. Una regolazione individuale su ogni fase agisce per blocco o attivazione degli IGBT. Grazie a questo modalit di regolazione, l'impedenza di uscita dell'inverter molto debole permettendo una qualit della tensione di uscita molto elevata, pur massimizzando il rendimento globale. IGBT Sixpack Lutilizzo dei Sixpack procura :

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QAffidabilit del convertitore: significativamente superiore a quella con gli IGBT classici, constatati in gestione, grazie alla riduzione del numero dei componenti, ed alla scheda di comando direttamente saldata sul Sixpack. (Soppressione cavi e connessioni) QCompattezza: a pari potenza la maggiore compattezza migliora l'accessibilit e l'ingombro al suolo. Q CEM: l'avvicinamento delle differenti funzioni (PFC, inverter, contattore statico..) sopprime i campi induttivi di cablaggio e procura cos delle migliori prestazioni CEM (Compatibilit Electro-magnetica). Il livello standard CEM di "C3: distribuzione controllata" garantisce la compatibilit con gli ambienti naturali pi difficili e la conformit alle norme CEI 62040-2. Il livello "C2: classe A" disponibile in opzione. La soluzione senza trasformatore una scelta dettata essenzialmente dalla capacit di utilizzare una nuova tecnologia nella parte dei semiconduttori di uscita. Infatti lutilizzo di semiconduttori sixpack permette di poter lavorare con tensioni pi alte e di evitare di inserire trasformatori di adattamento in uscita per elevare la tensione di uscita trifase verso il carico a 400V. Il filtraggio della tensione PWM a frequenze molto pi alta del segnale avviene con un ridotto filtro di uscita capacitivo e delle induttanze serie. La capacit ridotta garantisce lassenza di declassamento con cosfi capacitivi-diagramma circolare di uscita UPS). Lassenza del trasformatore inoltre evita di introdurre perdite supplementari che inficerebbero il rendimento dellUPS completo. Infatti oggi il rendimento elettrico della nostra gamma MGE Galaxy 7000 rappresenta il valore pi alto sul mercato a parit di potenza. Inoltre lutilizzo di questa nuova tecnologia che consente di avere uno spegnimento rapido e un controllo costante sul semiconduttore garantisce che eventuali problemi legati al semiconduttore stesso sia repentinamente rilevato e quindi bloccato il comando da parte dellelettronica di controllo e di comando. Laggiunta di fusibili ultrarapidi su ogni sezione inverter ne garantisce lisolamento da parte dello stesso. La possibilit del semiconduttore sixpack di poter sopportare correnti di cresta molto alte permette di evitare un accoppiamento zig zag in uscita confermando ormai la possibilit di evitare trasformatore supplementari per adattare le caratteristiche del carico a quelle dei semiconduttori utilizzati dai costruttori. Le caratteristiche di uscita verso il carico vista la risposta dinamica ,legata alla frequenza di lavoro, consente di presentare delle notevoli migliorie. Le correnti di guasto disponibili vengono comunque confermate ad un livello alto 2,33 IN. Risparmio di energia anno dopo anno Confronto con UPS tradizionale e MGE Galaxy 7000 sulla base di 1 e 5 anni. UPS a pieno carico PF = 0.8 rendimento MGE Galaxy 7000 200 kVA 93.9% UPS tradizionale 92.0% Risparmio 1 anno 5 800 Risparmio 5 anni 29 000

UPS al 50% del carico PF = 0.8 rendimento Risparmio Risparmio

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MGE Galaxy 7000 200 kVA 94.2%

UPS tradizionale 92.5%

1 anno 2700

5 anni 13 500

2.5.3 Sistema di rilevazione incendi ed allagamenti


La normativa di riferimento per il dimensionamento dellimpianto di rivelazione incendi la norma UNI 9795 aggiornata al gennaio 2010. Limpianto di rivelazione incendi previsto del tipo ad indirizzamento gestito interamente da una centrale analogica a microprocessore equipaggiata per gestire fino a 4 loops di rilevazione. La centrale di rivelazione incendio a multiprocessore del tipo AM4000 Notifier sviluppata secondo le attuali le normative EN54-2 e 4.

Dotata di 4 linee, la centrale supporter fino a 99 rivelatori e 99 moduli di ingresso/uscita per linea per un totale di 792 dispositivi intelligenti. Il numero massimo di punti in conformit alla normativa EN54-2 dovr essere di 512 punti per singolo microprocessore. La gestione intelligente di tipo analogico permetter una costante supervisione dellimpianto relativamente alla manutenzione, agli eventuali allarmi intempestivi, ai test automatici verso il campo, al controllo della sensibilit dei rivelatori ed alla loro necessit di pulizia, ecc. Tutte queste operazioni potranno essere effettuate direttamente sullinstallazione e quindi in modo estremamente flessibile. La centrale fornita completa di scheda interfaccia uscita seriale RS232/485 con protocollo CEI ABI e scheda di interfaccia di rete per la connessione della cpu della centrale di rivelazione incendi AM4000 alla cpu Enet, mediante rete ETHERNET. Tutti gli ambienti sono controllati a mezzo di rivelatori ottici di fumo dotati di isolatore ottico del tipo NFXI OPT notifier. Il posizionamento stato effettuato secondo il seguente criterio dettato dalla norma UNI 9795: per ogni rivelatore stata considerata un area di copertura di raggio 6.5 metri; dal posizionamento dei rivelatori larea generata dallinviluppo delle circonferenze deve coprire totalmente la superfice del locale da controllare;

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allinterno del controsoffitto e del pavimento galleggiante stato considerato un numero di rivelatori doppio rispetto a quello in ambiente per gli ambienti ordinari; per la sala CED in previsione di una maggiore circolazione daria stato considerato un numero di rivelatori triplo rispetto a quello in ambiente I rivelatori allinterno del controsoffitto e del pavimento flottante sono segnalati in ambiente con appositi led. Allinterno della sala CED e della sala quadri sono installate apposite sonde antiallagamento costituite da un contenitore stagno, in materiale termoplastico, da cui fuoriescono due elettrodi in acciaio inossidabile ed un cavetto elettrico di collegamento allunit elettronica di indirizzamento completa di isolatore tipo MMA1-I. Lungo le vie di esodo sono posizionate sirene di allarme con flash alimentate direttamente da loop. In corrispondenza sono previsti pulsanti manuali di allarme a rottura di vetro. I cavi per i dispositivi di rivelazione incendio (pulsanti manuali, rivelatori, ecc.) dovranno essere collegati a zone. Dovranno essere installati dalla centrale al primo dispositivo, quindi ad ogni dispositivo successivo all'interno di ogni zona. Un dispositivo con resistenza di fine linea dovra' essere installato dopo l'ultimo dispositivo del circuito. La rivelazione allinterno del CED integrata da un sistema ad aspirazione ad alta sensibilit con sensore laser installato per ogni striscia di rack allinterno della sala. Questo sistema si basa sullanalisi di un campione daria prelevato nellarea controllata con un sistema di aspirazione che utilizza una ventola centrifuga da 800pa ad alto rendimento e tubazioni da 25mm ed in grado di sorvegliare unarea di 850m2. Il sistema permette la misurazione del flusso daria a mezzo dapposito sensore. Viene utilizzato un sensore laser che permette unelevatissima sensibilit da 0,005% al 20% di oscuramento per metro ad elevatissima sensibilit da 0.005% al 20% di oscuramento per metro. Il sistema di aspirazione Dal rivelatore parte una rete di tubazioni opportunamente dimensionata che corre nei locali oggetto della rilevazione, la tubazione forata e dotata, qualora necessario, di capillari di prelievo. Il sistema funziona aspirando continuamente aria dallambiente attraverso i fori ed i capillari calibrati, laria cos campionata viene filtrata ed arriva nella camera di analisi dove un sensore al laser in grado di rilevare la presenza di piccolissime quantit di fumo quindi di dare lallarme al primissimo insorgere dellincendio. Il sistema di rivelazione precoce al laser con campionamento d'aria garantisce la miglior efficacia di rivelazione anche in condizioni ambientali particolari e delicate come quelle di un CED, possibile impostare opportune soglie di sensibilit di rivelazione per intervenire tempestivamente nonch efficacemente. Il sistema di rivelazione precoce non sostituisce la rivelazione tradizionale, ma ne esalta le funzionalit integrandosi perfettamente nei sistemi di sicurezza ad elevate prestazioni. Le tavole grafiche di progetto illustrano la tipologia di rivelatore utilizzato per ogni ambiente. 2.5.3.1 Sistema di rilevazione precoce di incendi "VESDA" SISTEMA DI RILEVAZIONE D'INCENDIO PRECOCE AD ASPIRAZIONE In abbinamento al sistema di rilevazione incendi con rilevatori ottici di fumo proponiamo un sistema di "rilevazione precoce" di incendi con analizzatori laser ad alta sensibilit a protezione della SALA CED e della SALA UPS.

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SCOPO L'utilizzo di particolari sensori al laser permette la rilevazione anche di minime particelle di fumo presenti, per questo sono chiamati sistemi a "rilevazione precoce" rilevano il fumo al suo primissimo insorgere, prima che si accumuli facendo scattare i tradizionali rilevatori di tipo ottico, o prima che il calore in ambiente salga a tal punto da allarmare i rilevatori di tipo termico. VANTAGGI Tale sistema in grado di ridurre notevolmente i tempi di risposta alla presenza di fumo, consentendo lintervento del personale addetto prima di ricorrere allo spegnimento. APPLICAZIONI La rilevazione precoce dincendi particolarmente adatta per applicazioni industriali ad alto rischio o per realizzazioni ove fosse richiesto il minimo impatto estetico. DESCRIZIONE DEL FUNZIONAMENTO I sistemi ad aspirazione si basano sul campionamento dell'aria nella zona che si desidera controllare. Il principio consiste nell'aspirare l'aria tramite un sistema di tubazioni, l'aria viene canalizzata fino alla centralina dove i rivelatori analizzano in tempo reale l'eventuale concentrazione di fumo. Il sistema di "rilevazione precoce" costituito da un rivelatore a tecnologia laser munito di aspiratore e di filtro a doppio stadio; dal rivelatore parte una rete di tubazioni opportunamente dimensionata che corre nei locali oggetto della rilevazione, la tubazione forata e dotata, qualora necessario, di capillari di prelievo. Il sistema funziona aspirando continuamente aria dallambiente attraverso i fori ed i capillari calibrati, laria cos campionata viene filtrata ed arriva nella camera di analisi dove un sensore al laser in grado di rilevare la presenza di piccolissime quantit di fumo quindi di dare lallarme al primissimo insorgere dellincendio. Il sistema di rivelazione precoce al laser con campionamento d'aria garantisce la miglior efficacia di rivelazione anche in condizioni ambientali particolari e delicate come quelle di un CED, possibile impostare opportune soglie di sensibilit di rivelazione per intervenire tempestivamente nonch efficacemente. Il sistema di rivelazione precoce non sostituisce la rivelazione tradizionale, ma ne esalta le funzionalit integrandosi perfettamente nei sistemi di sicurezza ad elevate prestazioni. Riporto segnalazioni di allarme varie soglie e guasto eventuale al sistema di supervisione APC 2.5.3.2 UNITA DI SPEGNIMENTO Lo spegnimento allinterno dei locali CED e sala quadri gestito da una centrale tipo USD-3 in grado di gestire due zone di scarica in maniera indipendente luna dallaltra, perfettamente compatibile con la centrale AM4000 di rivelazione incendi.

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Per ognuna delle due zone di spegnimento prevista la gestione dellimpianto locale tramite: - una uscita controllata per sirene per lavviso della condizione di allarme; -una uscita controllata per lattuazione di pannelli di avviso visivi ed acustici allinterno del locale; -una uscita controllata per lattuazione di pannelli di avviso visivi ed acustici allesterno del locale; -un ingresso controllato per il comando manuale di scarica; -un ingresso controllato per il controllo delle porte del locale; -un ingresso controllato per un comando manuale di interruzione emergenza; -un ingresso per selezionare il modo di funzionamento solo manuale della rispettiva zona di spegnimento. In merito alla procedure per lo spegnimento, per ognuna delle due zone di spegnimento sono previste: -una uscita controllata per lattuazione della scarica delle bombole; - un ingresso controllato per presso stato; - un ingresso controllato per flussostato. Sono presenti inoltre , in comune tra le due zone: Uscita controllata per segnalazione rilascio in corso Uscita segnalazione comune presenza guasti Sullunit UDS-3 sono programmabili tramite la tastiera locale tutti i parametri temporali relativi alla gestione dellimpianto di spegnimento. 2.5.3.3 IMPIANTO DI SPEGNIMENTO: Sistema di estinzione a GAS Novec Il presente sistema prevede la realizzazione di un impianto di RILEVAZIONE INCENDI a servizio di un impianto di SPEGNIMENTO INCENDI per la protezione della SALA CEDe della SALA UPS. Il dimensionamento degli impianti di rilevazione e spegnimento tiene conto delle ripartizioni di aree e volumi da proteggere. Dato presenza di pavimento galleggiante ispezionabile e di controsoffitto abbiamo previsto sia la rilevazione sia lo spegnimento inambiente + all'interno del pavimento galleggiante + nel controsoffitto. L impianto di rilevazione e comando spegnimento sar costituito da una Centrale di RILEVAZIONE & COMANDO SPEGNIMENTO incendi rispondente alla normativa EN12094 in vigore per gli impianti di spegnimento ad estinzione. RIVELATORI La rilevazione di un eventuale incendio, che si dovesse sviluppare nelle zone da proteggere, verr effettuata mediante linstallazione di rivelatori di fumo i quali verranno collegati alla centrale di rilevazione incendi. I rilevatori di fumo, cos come l'impianto di spegnimento saranno installati in ambiente, nell'intercapedine sotto il pavimento galleggiante e nellintercapedine sopra il controsoffitto.

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La logica di ATTIVAZIONE DELLA PROCEDURA DI SPEGNIMENTO detta di "DOPPIO CONSENSO"; il primo rivelatore in allarme allinterno del locale protetto attiver una segnalazione di preallarme, mentre solo nel caso in cui anche un secondo rivelatore entri in allarme, si attiver il conteggio del tempo di evacuazione, al termine del quale sar attuata la scarica dellestinguente, per questo motivo necessario raddoppiare il numero dei rilevatori per metro quadro in modo da avere sempre una copertura costante, ma raddoppiata per assicurare il "doppio consenso" al sistema di spegnimento. Nel quantificare il numero di rivelatori per coprire locali tipo ced abbiamo considerato anche la FORTE AERAZIONE presente, forzata dai sistemi di condizionamento tipicamente presenti in questi locali, tale ventilazione diminuisce fatalmente la capacit di rilevazione dei sensori di fumo perch il fumo tarda ad accumularsi all'interno della camera ottica ma soffiato via; necessario quindi prevedere un pi elevato numero di rilevatori per metro quadro rispetto lo standard usuale. COMANDI MANUALI Come richiesto da normativa abbiamo previsto i seguenti comandi manuali - pulsante COMANDO per attivazione scarica manuale, - selettore MANUALE/AUTOMATICO del sistema, - pulsante di BLOCCO per inibizione procedura. CONTATTI STATO PORTA Contatti di controllo stato porta sono previsti alle porte e finestre dei locali lungo la delimitazione dello spegnimento, tali aperture devono essere chiuse durante la scarica per consentir di mantenere e non diluire impropriamente la concentrazione di estinguente prevista. SEGNALAZIONI La segnalazione degli allarmi deve essere attuata allinterno del locale protetto da dispositivi OTTICOACUSTICI in modo da consentire levacuazione delle persone prima della scarica dellestinguente; in esterno da analoghi dispositivi per impedire laccesso durante la scarica; la centrale dallarme provveder alla segnalazione dallarme con avvisatore acustico interno ed indicher a display ogni dettaglio devento accorso. Sono incluse le segnalazioni, in caso di scarica, per comandare la DISATTIVAZIONE AUTOMATICA di condizionatori, ventilatori, motori e impianti presenti in sala e per la CHIUSURA delle eventuali serrande motorizzate. Riporto segnalazioni preallarme, allarme incendio/spegnimento e guasto eventuale al sistema di supervisione APC LAVAGGIO LOCALI Un VENTILATORE assiale ad alte prestazioni previsto installato in ciascun locale protetto e comandato dall'esterno per provvedere al lavaggio dellambiente dopo l'eventuale la scarica dell'estinguente.

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SISTEMA DI ESTINZIONE A GAS NOVEC Lo spegnimento di un eventuale incendio sar effettuato utilizzando gas NOVEC, contenuto in bombole da 100l, installate in posizione idonea per effettuare ispezioni, test e ricariche, verosimilmente dove indicato in planimetria. NOVEC un gas puro, ad impatto ambientale nullo, non provoca alcun depauperamento della fascia di ozono ed un prodotto inodore, incolore che non lascia residui dopo il suo utilizzo; pu essere usato per una vasta gamma di applicazioni, dagli ambienti a rischio elettrico a quelli industriali. E' un sistema adatto nel caso di fuochi superficiali e di combustione di materiali solidi e liquidi; leffetto estinguente del NOVEC dovuto alla duplice capacit di interferire chimicamente con il processo di combustione e di assorbirne lenergia, senza provocare alcuna diminuzione della concentrazione di ossigeno. NOVEC un sistema approvato UL/FM ed in accordo allo standard ISO 14520. Tutta la componentistica stata espressamente progettata e realizzata per limpiego specifico, rispettando parametri qualitativi deccellenza: valvole di scarica, di sicurezza, di sfiato e protezioni, ugelli, tubazione di distribuzione e raccordi zincati saranno posati in funzione del dimensionamento definito dai calcoli idraulici dell'impianto complessivo. SERRANDE DI SOVRAPRESSIONE A scopo cautelativo nel locale protetto stata prevista serranda di sovrapressione, tali dispositivi evitano di raggiungere pressioni elevate allinterno del locale, dovute alla scarica del gas, tali da compromettere la struttura. In realt tali dispositivi sono solitamente inutili con la tecnologia a gas NOVEC, a seguito del door fan test si pu valutarne o confermarne la "non installazione". DOOR FAN TEST Come previsto da normativa sar eseguito DOOR-FAN INTEGRITY TEST per verificare che la tenuta degli ambienti oggetto di spegnimento sia tale da garantire il raggiungimento della concentrazione di spegnimento prevista ed il suo mantenimento per almeno 10 min.; il test di integrit del volume da proteggere sar eseguito con macchina e software Retrotec approvato PROGETTAZIONE E' inclusa la progettazione di IMPIANTO DI RILEVAZIONE E SEGNALAZIONE AUTOMATICA DI INCENDIO secondo norma UNI9795 redatto e firmato da professionista iscritto all'albo degli Ingegneri e abilitato legge 818. E' inclusa la progettazione di IMPIANTO DI SPEGNIMENTO automatico a gas in conformit alla norma ISO EN UNI 14520 completo di calcolo idraulico, lay-out funzionale dettagliato, lay-out isometrico rete di distribuzione; redatto e firmato da professionista iscritto all'albo degli Ingegneri e abilitato legge 818. Door Fan Integrity Test Il test consiste nel verificare il grado di integrit dell'ambiente che deve essere protetto con sistema di spegnimento a gas; per mezzo di ventilatori da posizionare su una porta di accesso al locale si pressurizza e depressurizza il volume in modo da valutare, in funzione del gas estinguente scelto e per mezzo di una elaborazione software, se la concentrazione di progetto permane per 10 minuti all'interno dell'ambiente.

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Il test si intende eseguito in un'unica soluzione con tre ripetizioni da cui estrarre il valore medio, per un singolo ambiente. Sono escluse le operazioni di sigillatura e chiusura delle aperture che devono essere eseguite preventivamente all'esecuzione del test. La presenza di feritoie, passaggi cavi, fori, tubazioni aperture anche di piccole dimensioni su pavimento, soffitto e pareti dell'ambiente, pareti attrezzate, vetrate, in cartongesso o bolognino possono pregiudicare il superamento del test.

2.5.4 CONTROLLO ACCESSI


E prevista linstallazione di un sistema di controllo accessi per il controllo dellaccesso sia alla struttura che alle sale CED e QUADRI/UPS. I varchi controllati di accesso dallesterno sono due, uno in corrispondenza del vano scale interno alledificio laltro in corrispondenza della area filtraggio adiacente alla sala quadri. I varchi interni controllati sono due uno di accesso alla sala ced laltra di accesso alla sala quadri/ups. Il sistema di controllo accessi conforme alle richieste del disciplinare tecnico dappalto. Ogni varco controllato un lettore biometrico capacitivo con tastiera retroilluminata e lettore di prossimit integrato. Lunit in grado di gestire fino a 500 utenti con tempi di riconoscimento max 1,5 sec. ed completamente programmabile dal tastierino o attraverso software BIOTRAX. il lettore pu essere utilizzato sia in modalit stand alone che integrato con il sistema di supervisione. Il terminale biometrico funziona verificando che qualsiasi timbratura sia sempre eseguita con la combinazione di due tecnologie, TRANSPONDER + IMPRONTA, per aumentare il livello di sicurezza, e non sar possibile prescindere da questa modalit. Il lettore in grado di controllare lapertura del varco tramite lo scrocco elettrico della porta. La porta dotata di contatto magnetico distinto da quello dellimpianto antintrusione per il controllo dello stato della porta. Un pulsante interno consentir di aprire la porta dallinterno sempre tramite il lettore biometrico. Lapertura della porta non tramite il pulsante interno o il lettore biometrico sar segnalata al centro ed eventualmente pu essere attivato lallarme antintrusione interfacciando il sistema di controllo accessi con limpianto antintrusione. La struttura del software del lettore consente la memorizzazione degli accessi e limplementazione di politiche di restrizione degli accessi desiderata dallutente. Il lettore dotato di porta ethernet per consentire la gestione del sottosistema controllo accessi al supervisore grafico. SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA Il sistema di videosorveglianza previsto conforme alle specifiche tecniche del disciplinare tecnico di gara. In ogni ambiente installata una telecamera del tipo minidome a colori con illuminatore ad infrarossi a 24 led incorporato del tipo antivandalo con definizione 480 TVL

avente le seguenti caratteristiche:

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- sensore CCD Sony 1/3" (H512xV582), risoluzione 480TVL, sincronismo interno. - Illuminazione minima 0Lux con infrarosso acceso, - autoshutter 1/50 - 1/100.000 sec. - Ottica standard 3,6mm, sistema BLC automatico per la compensazione del controluce. Le telecamere esterne hanno un grado di definizione pari a 550 TVL con le seguenti caratteristiche: - Sensore: CCD Sony Super HAD 1/3 High Resolution 752 x 582 pixel _ Sincronismo: interno / Line Lock _ Risoluzione: 550TVL (colori) e 580TVL (b/n) _ Obiettivo varifocale 3,8 9,5mm auto iris F1.2 Day&Night orientamento Tri-assiale _ Shutter automatico elettronico 1/50 1/100.000sec _ Illuminazione: 0,3Lux (colori) e 0,03Lux (b/n) 0 Lux IR ON (36 led) _ Funzioni: CDS Switching time, Flickerless _ Uscita video: 1.0 Vp-p 75Ohm + Service Monitor _ Temperatura: da -10 a +50C _ Umidit: 0 - 96% senza condensa _ Grado di protezione IP66 Ogni telecamera collegata con cavo coassiale tipo RG59 allelettronica DVR tipo Pentaplex con interfaccia Ethernet in grado di integrare il sottosistema videosorveglianza con il supervisore grafico. Il sistema si compone complessivamente di n.16 telecamere di cui 4 da esterno ed un elettronica DVR in grado di gestire fino a 16 telecamere.

2.5.5 IMPIANTO ANTINTRUSIONE


Limpianto antintrusione realizzato in conformit delle specifiche del disciplinare di gara ed alla normativa CEI vigente in materia di impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione ed in particolare: CEI 79 Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione - Norme particolari per le apparecchiature - Fogli di interpretazione da F..1 a F.8. CEI 79 Impianti antieffrazione, antintrusione, antirapina e antiaggressione - Norme particolari per gli impianti antieffrazione e antiintrusione -Fogli di interpretazione da F..1 a F.19. CEI 79- 2 Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione - Norme particolari per le apparecchiature.

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CEI 79- 3 CEI 79- 4 CEI 79- 5 CEI 79- 6 CEI 79- 7

Impianti antieffrazione, antintrusione, antirapina e antiaggressione - Norme particolari per gli impianti antieffrazione e antiintrusione Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione - Norme particolari per il controllo degli accessi Protocollo di comunicazione per il trasferimento di informazioni di sicurezza (allarmi) Parte 1: Livello di trasporto Protocollo di comunicazione per il trasferimento di informazioni di sicurezza (allarmi) Parte 2: Livello applicativo Protocollo CEI 79-5. Guida all'applicazione

Gli ambienti sono protetti da rivelatori a doppia tecnologia di produzione Notifier mod. DT7550CEU omologato EN50131-1, grado 3 Classe II, IMQ IIlivello con snodo SMB10T, IMQ I livello senza snodo. Le porte comunicanti con lesterno della server farm sono tutte allarmate mediante contatti magnetici a triplo bilanciamento tipo Notifier NTTF-CH01 con contenitore in alluminio pressofuso verniciato, omologato IMQ 1 livello CEI 79/2. Larea esterna dove trovano alloggio le apparecchiature di climatizzazione ed il gruppo elettrogeno viene protetta mediante barriere attive ad infrarossi di due metri di altezza poste allinterno della protezione che delimita larea tecnologica. Le barriere sono conformi alle norme CEI 79/2 ed alla direttiva 2002/95/CE (RoHS), di seguito si riportano le caratteristiche salienti: Portata massima 100metri in esterno Doppia lente per avere fino a 50 raggi incrociati. La centrale di produzione Notifier modello E-NET2 in grado di gestire fino a 2000 ingressi 2000 uscite, 999 zone ingressi 999 zone uscite, 255 macrozone ingressi 255 macrozone uscite, entrambe con struttura a pi livelli, 5000 eventi, espandibili a 10000. Tutti i sensori in campo fanno capo ad interfacce in gradodi gestire fino a 16Ingressi e 16 uscite. In corrispondenza dei due accessi lato scala e lato sala quadri viene montato un lettore di prossimit al fine di consentire lattivazione e la disattivazione dellimpianto antintrusione. Tale lettore integrato allintero di una tastiera retroilluminata a led avente la funzione di terminale multifunzionale per la gestione della centrale e-net. Il modello utilizzato di marca Notifier modello TAD-FFT. Lallarme diffuso acusticamente ed otticamente tramite una sirena esterna completa di batterie, il sistema prevede linstradamento di messaggi vocali tramite combinatore GSM che risulta condiviso con il sistema di rivelazione incendi. Il sistema antintrusione predisposto per comunicare con il supervisore grafico tramite interfaccia ethernet, un interfaccia grafica consentir laccesso al sistema. Il sistema in grado di inviare allarmi al supervisore ed email tramite web server di cui dispone allinterno della centrale.

2.6 Sistema di monitoraggio e allestimento control room


Come gi in pi parti riportato, allinterno della struttura del nuovo Data Center ADMINISTRA, verranno realizzati dei locali attrezzati per la realizzazione di una sala controllo di tutti i sistemi sia impiantistici che di elaborazione calcolo. Tale sala sar equipaggiata con 5 workstation di fornitura

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dellRTI e con 2 Monitor LCD 40 che serviranno per la visualizzazione grafica dei sistemi di monitoraggio inseriti in fornitura. In particolare presso tale Control Room saranno convogliati tutti i segnali dei sistemi di monitoraggio impiantistico ed ambientale, VideoSorveglianza, monitoraggio termico, assorbimenti elettrici, allarmi sistemi antincendio ed antiintrusione ecc., oltre a costituire le interfacce grafiche dei sistemi di monitoraggio e configurazione della infrastruttura di calcolo. Nel seguito vengono brevemente sintetizzate le caratteristiche del sistema di supervisione del monitoraggio impiantistico ed ambientale

2.6.1 Sistema InfrastruXure


LUPS, le unit di condizionamento, il management ambientale monitorati e gestiti via TCP/IP da un unico punto di accesso chiamato Management dellInfrastruttura CED. Caratteristiche tecniche Management centralizzato: configurazione e monitoraggio del Management dellInfrastruttura tramite un Web- browser da qualsiasi punto della rete. Segnalazione guasti: viene effettuato il monitoraggio della corrente assorbita da ciascun circuito derivato e dovr segnalare potenziali situazioni di sovraccarico, garantendo la disponibilit degli apparati collegati. Diagramma di flusso dellalimentazione: fornisce dati storici relativi a ciascun componente per individuare trend che potrebbero compromettere la disponibilit di apparati critici. Gestione a livello Rack: segnala i Rack con minore assorbimento per consigliare dove installare nuove apparecchiature senza sovraccaricare le linee di alimentazione. Segnala le variazioni di assorbimento elettrico a livello di singolo Rack Gruppi di segnalazione: si possono creare dei gruppi di segnalazione (lista di email) per allertare e notificare via email pi persone in merito allo stesso problema Supporto di dispositivi multipli: al fine di gestire una vasta gamma di dispositivi tra cui UPS monofase e trifase, unit di distribuzione dell'alimentazione, apparati di raffreddamento e gestione ambientale. Architettura scalabile. InfraStruXure Central Autodiscovery: identifica automaticamente tutti dispositivi dellinfrastruttura CED senza interventi manuali. Realizzazioni ed aggiornamenti concorrenti: al fine di diminuire la complessit ed il tempo di setup tramite la configurazione di impostazioni o l'aggiornamento del firmware in contemporanea per dispositivi multipli Logging dei dati: al fine di individuare situazioni potenzialmente pericolose prima che nascano problemi o per esportare il data log a fini di analisi. Logging degli eventi: l'event log ricostruisce la tempistica e la sequenza degli eventi che hanno provocato un incidente.

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Report sullo stato delle batterie: fornisce informazioni dettagliate sull'et delle batterie, sul carico, sullo stato di funzionamento. Private IP Network: per accedere a dispositivi multipli da un unico indirizzo IP Accessibilit via browser: possibile visualizzare l'interfaccia utente attraverso un browser. Allarmi innescati dal superamento delle soglie predefinite. Azioni consigliate: fornisce una descrizione dettagliata dei problemi nel momento in cui si verificano sia una serie di interventi consigliati per risolvere il problema in questione. Wizard di setup. Password di sicurezza: la password di protezione selezionabile dallutente. Accesso di sola lettura: presente un'opzione di sola lettura. Se possibile anche del supporto Radius: allo scopo di utilizzare un esistente server radius al fine di autenticare ed autorizzare un account per accedere ad uno dei dispositivi dellinfrastruttura CED. Notificazioni via Email, Teledrin, Pop Up messages. SMS opzionale.

Integrazione nella rete aziendale del Management Centralizzato dellInfrastruttura.

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Integrazione del Management dellInfrastruttura con una piattaforma di EMS e BMS

3 Servizi
3.1 Servizi di implementazione
Il presente capitolo fornisce alcune indicazioni sulle metodologie e i processi che saranno adottati da RTI nella gestione del progetto. Tali metodologie, di valenza generale, sono state contestualizzate a partire dalla conoscenza del contesto operativo emerso dallanalisi del Capitolato Speciale dAppalto e del Disciplinare Tecnico del Lotto 1. Oltre quanto descritto in questo e nei paragrafi che seguono, si faccia riferimento, a titolo di ulteriore chiarimento, alla documentazione di approfondimento allegata alla presente offerta.

3.1.1 Struttura organizzativa


Il Raggruppamento ha adottato un modello organizzativo progettato per garantire il pieno soddisfacimento dei requisiti indicati dallAmministrazione nella documentazione del bando di gara, ovvero per espletare al meglio le attivit di realizzazione dellinfrastruttura descritta nella presente offerta tecnica. Gli elementi distintivi della struttura organizzativa sono di seguito elencati: divisione del Project Team in Gruppi di Lavoro, ai quali sono assegnate specifiche attivit di progetto (Work Package) con obiettivi realizzativi ben definiti in termini di risultato e durata temporale;

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organizzazione agile: la struttura organizzativa del team del RTI progettata per operare e reagire rapidamente lungo tutto larco del progetto, dalla fase di progettazione, alla fase di realizzazione, alla fase di gestione del sistema, grazie a: o un numero limitato di livelli di riporto gerarchico; o lassegnazione di responsabilit chiare alle differenti unit, nellarco delle differenti fasi del progetto; o la presenza di figure di interfaccia immediatamente identificabili dal Committente; o lorientamento prevalente ai processi/attivit che costituiscono loggetto della fornitura. presenza delle risorse qualificate in possesso di skill tecnico-specialistici diversificati, necessarie ad espletare tutte le attivit di progetto con pieno successo.

Per ogni gruppo di lavoro individuato un Team Leader che riporta al Project Manager, il quale il primo interlocutore dellAmministrazione per conto del RTI in fase di delivery. Il prospetto sintetico dellorganigramma proposto per la gestione del progetto il seguente:

3.1.2 Avvio del progetto


Questa sezione descrive lavvio del progetto e le figure centrali ai fini della conduzione e verifica del suo stato di avanzamento. Queste figure si confrontano in seno al Comitato Direttivo, organo paritetico di supervisione delle attivit di progetto. 3.1.2.1 Management Board La fornitura dei servizi avverr sotto la supervisione e responsabilit del Comitato Direttivo, costituito pariteticamente da personale del RTI e dellAmministrazione. Figure di riferimento: Referente/i interni: referente/i nominato/i dal Committente Referenti esterni: Project Manager Sales manager Commercial Manager Quality Manager

Partecipanti

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Obiettivi e responsabilit

Autorit di pi alto livello nella gestione del progetto, ha potere decisionale sugli aspetti prioritari. I rappresentanti dellAmministrazione e del RTI in seno al Comitato possono prendere decisioni in merito a cambiamenti e modifiche degli accordi contrattuali e stipularne di nuovi sulla base della valutazione degli impatti su tempi e costi preventivati. Il Comitato formalizza il protocollo che stabilisce le modalit di accettazione dei risultati, responsabilit, tempi e luoghi di esecuzione delle attivit di verifica dei risultati del progetto. Potr inoltre stabilire le priorit e le azioni da intraprendere in relazione ad anomalie e change request.

Frequenza degli Da stabilire allo start-up. incontri Il resoconto degli incontri sar verbalizzato e distribuito ai partecipanti e agli interessati a mezzo posta elettronica. Saranno inoltre documentate le decisioni, lo stato di avanzamento del progetto e le comunicazioni ad altri gruppi di lavoro o entit esterne al progetto.

Resoconti

Il Project Manager sar primo interlocutore dellAmministrazione nei confronti del RTI. La costituzione del Comitato Direttivo e la sua iniziale composizione saranno formalizzate in occasione dellincontro di start-up. Il Comitato potr successivamente integrare figure tecniche ed amministrative in relazione alle necessit e allo stato di avanzamento del progetto. Il Service Manager la figura che ha una visione trasversale dellinsieme delle attivit e dei processi del progetto, e presiede i Livelli di Servizio erogati e la soddisfazione del Cliente attraverso il coordinamento di tutte le funzioni aziendali . 3.1.2.2 Supporto Supporto dellAmministrazione Lerogazione delle prestazioni descritte nella presente offerta, si avvarr del supporto dellAmministrazione per tutti gli aspetti logistici ed operativi di loro competenza. Il dettaglio delle necessit verr stabilito dai PM delle parti, allo start-up del progetto, nella prima riunione del costituendo Comitato Direttivo. Supporto Logistico LAmministrazione fornir supporto logistico al personale RTI per lespletamento delle attivit di progetto presso le loro sedi. Metter quindi a disposizione del personale del RTI: i locali per linstallazione dei sistemi in fornitura; le postazioni di lavoro; le autorizzazioni di accesso agli ambienti di lavoro designati, Per quanto concerne aspetti specifici di progetto, lAmministrazione collaborer a predisporre specifici ambienti di test opportunamente supportati da proprio personale tecnico. Supporto Operativo

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LAmministrazione metter a disposizione proprio personale qualificato necessario a supportare il personale del RTI durante larco di vita dellintero progetto. Tale personale, che sar parte attiva del processo produttivo, dovr avere facolt di accesso ai sistemi info-telematici e agli impianti coinvolti nel progetto. Il personale dell Amministrazione dovr inoltre raccogliere e mettere a disposizione documenti ed informazioni di carattere tecnico, logistico, organizzativo e quantaltro possa essere utile ai fini del corretto svolgimento delle attivit di progetto.

3.1.3 Organizzazione delle attivit


Questa sezione descrive tutte le attivit funzionali al conseguimento dei deliverables dichiarati dal bando di gara. Ovviamente al buon esito di tali attivit concorrono tutte quelle inerenti alla pianificazione e controllo gestionale di cui si gi discusso in precedenza e che di fatto costituiscono il tessuto connettivo dellintero progetto. Le macro-attivit in cui si pu suddividere la realizzazione e messa in opera del Data Center sono le seguenti: Start-up e Progettazione Realizzazione Opere Civili Installazione Impianti tecnologici Realizzazione infrastruttura ICT Migrazione Software Gestione della Qualit del Servizio I paragrafi successivi descrivono le singole macro-attivit individuando le attivit di secondo livello iaggiungendo anche il terzo livello ove si ritenga necessaria unanalisi pi dettagliata. Le attivit descritte compongono la Work Breakdown Structure (WBS) del Progetto che contraddistinta da macro-attivit, o Work Package (WP), e sub-attivit, o Task, a ciascuno dei quali devono corrispondere ben definiti deliverables. La WBS, che include tutte le attivit di progetto secondo la regola del 100%, considera le attivit e la mutua dipendenza delle stesse nel concorrere al conseguimento dei deliverables. I principali benefici della WBS si riassumono nei punti che seguono: descrizione delle fasi progettuali come somma di elementi ricondubili a obiettivi ben circonstanziati; maggiore precisione nella stima di budget e costi; controllo diretto di tempi, costi e prestazioni; collegamento tra gli obiettivi e le risorse a disposizione; assegnazione di responsabilit precise per ogni micro-attivit individuata. I paragrafi successivi descrivono WP e task con attribuzione di responsabilit e tempi di attuazione. I vincoli operativi, le dipendenze e la collocazione temporale nellarco di vita del progetto, sono individuati per ogni WP e descritti nel cronoprogramma delle attivit (diagramma di Gantt ).

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3.1.4 Pianificazione temporale delle attivit


3.1.4.1 Cronoprogramma globale

3.1.4.2 Startup e Progettazione

3.1.4.3 Approvvigionamento materiali

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3.1.4.4 Allestimento Data Center

3.1.4.5 Realizzazione infrastruttura ICT

3.1.4.6 Migrazione ambienti applicativi

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3.1.4.7 Gestione del progetto

3.2 Modalit di migrazione infrastruttura tecnologica


3.2.1 Lambiente virtuale e fisico

degli

ambienti

alla

nuova

La progettazione dellambiente virtuale unattivit che richiede una metodologia consolidata che garantisca unimplementazione in grado di soddisfare le specifiche esigenze in termini di risorse umane, processi e tecnologia. Il corretto approccio aiuta a focalizzare lattenzione sugli elementi fondamentali per realizzare uninfrastruttura virtuale flessibile, completa e facilmente gestibile dopo avere valutato correttamente le esigenze dellintera azienda e pianificato nei dettagli la distribuzione dellinfrastruttura virtuale. Il metodo utilizzato deriva dalla conduzione di progetti similari, dalle procedure passo-passo per la realizzazione dei sistemi fino ai processi chiari e ripetibili. Allo stesso modo la predisposizione degli ambienti fisici (vedi DBMS) anche se non impattata dallimplementazione tramite Hypervisor, subisce la medesima azione metoologica al fine di semplificare la realizzazione degli ambienti. La migrazione degli ambienti legacy del cliente saranno ospitati, in accordo a quanto previsto nel capitolato tecnico, sia su ambiente virtuale che su ambiente fisico per via della mancanza di certificazione e/o supporto da parte dei vendor sofware di DBMS. Le procedure operative per la migrazione che impattano loperativit dei systemi legacy saranno schedulate in accordo con il cliente nelle fascie orarie di minor utilizzo per ridurre al minimo i disagi e/o i tempi di fermo servizio. Lobiettivo della migrazione replicare lambiente legacy nel nuovo ambiente e mantenere, ove possibile, i due sistemi in piedi contemporaneamente (ON-ON) lasciando alla fase di switch-over esclusivamente la configurazione dei servizi esterni allambiente. La configurazione ON-ON garantisce che il sistema legacy resti comunque sempre in piedi per eventuali rollback o per verifiche comportamentali, funzionali, tecniche e prestazionali.

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Lo switch-over tra il sistema legacy e il nuova sistema avverr in maniera progressiva e nelle fascie orarie di minor utilizzo per ridurre al minimo i disagi e/o i tempi di fermo servizio e sar corredata da un esaustivo piano di test e collaudo che garantiranno la verifica delle funzionalit e delle prestazioni. La modalit di switch-over sar oggetto di pianificazione concordata con il cliente e pu avvenire in diverse modalit: Switchover totale i due sistemi sono entrambi in esecuzione e la configurazione di rete/client/servizio viene modificata per raggiungere il nuovo servizio invece del vecchio. Switch-over incrementale i due sistemi sono entrambi in esecuzione e la configurazione di rete/client/servizio viene modificata per gruppi di sistemi in modo da aumentare gradualmente il carico del nuovo ambiente secondo un piano concordato. Nel caso di switch-over incrementale, leventuale database di supporto allapplicazione deve essere perfettamente allineato su entrambi i sistemi. Pertanto saranno messi in campo procedure tecniche di allineamento database realtime per garantire la consistenza dei due ambinete anche nei casi di massicce modifiche dei dati trattati. Questo approccio estendibile anche alla modalit switch-over totale anche se in questo caso la replica on-time in uno slot temporale prefissato potrebbe essere sufficiente.

3.2.2 Modalit di Migrazione


In seguito allo startup, sar avviata una fase di analisi approfondita degli ambienti applicativi legacy dellamministrazione per permettere la formalizzazione di un Documento di progetto sulla migrazione software che, per ciascun ambiente oggetto di migrazione, contempli: Lo stato dellarte dellambiente software lanalisi dei rischi operativi e le criticit lanalisi dei rischi sui dati trattati (Risk Assessment) la procedura di migrazione il piano di test funzionale il piano di switch-over La migrazione degli ambienti applicativi non pu seguire un piano predefinito di azioni da intraprendere perch la disomogeneit degli ambienti e le estreme criticit legate alla differenza di supporto hardware non garantiscono il risultato atteso. Inoltre la migrazione riguarda molti ambienti fa propendere per un approccio alla migrazione di tipo ciclico per il miglioramento continuo nellambito dellesecuzione delle tecniche per identificare, progettare erogare e verificate la soluzione ottimale conformemente allo schema del PLAN-DO-CHECK-ACT. 1. Plan: pianificazione delle attivit da compiere per attuare il processo di migrazione in modo ottimale rispetto ai requisiti imposti; 2. Do: esecuzione del piano di attivit definito al passo precedente e misurazione dei risultati; 3. Check: verifica delle misure in rapporto a valori obiettivo per il processo e i risultati prodotti; 4. Act: identificazione delle misure idonee per migliorare il processo

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La fase di pianificazione riguarda la raccolta delle informazioni sistemistico/applicative per determinare la condizione della macchina fisica. Questa fase produce il piano operativo, che consiste nella pianificazione passo passo delle attivit di migrazione (utilizzato nella fase di implementazione) e il piano di test (utilizzato nella fase di testing) che raccoglie un set di prove funzionali da effettuare sul sistema virtuale per certificarne la corretta migrazione. La fase di implementazione applica il piano operativo e ne gestisce le eccezioni. Questa fase termina con il sistema funzionante e il piano operativo aggiornato in base alle eccezioni gestite. La fase di testing applica il piano di test definito nella fase di valutazione e verifica la corretta migrazione del sistema. La fase si conclude con lemissione di un report che raccoglie tutte le informazioni di rilievo della migrazione. La fase di azione quella che permette di affinare il processo man mano che la migrazione procede. Infatti le problematiche che dovessero emergere costituiscono KnowHow procedurale e tecnico per le azioni che seguono.

3.2.3 Tecniche di Migrazione


La fase di migrazione prevede un set di attivit cicliche per ciascun sistema fisico da migrare. La modalit di migrazione non unattivit lineare e pertanto pu richiedere la gestione di eccezioni prima della convalida della migrazione. necessario distinguere la migrazione dei sistemi in due categorie: Migrazione tramite clone del sistema originale Migrazione tramite ricostruzione del sistema originale

La migrazione per clonazione utilizza alcuni validi e consolidati strumenti di backup e cloning dei sistemi oggetto di migrazione che permettono di trasformare limmagine di un sistema fisico esistente in un sistema virtuale ed evitare la reinstallazione di sistemi operativi e relative applicazioni. Questi strumenti permettono una migrazione affidabile da un sistema fisico a un sistema virtuale per i sistemi operativi Microsoft Windows da Windows NT 4 a Windows Server 2008. Nonostante gli strumenti a disposizione, sono comunque richiesti interventi sistemistici di consolidamento per completare con successo la migrazione, ad esempio: Aggiornamento Driver Pag.106 di 119

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Configurazione di rete Gestione domini monitoraggio Control Room (se previsto con agent) agent antivirus per nuovo servizio centralizzato

La migrazione per ricostruzione utilizzata nei casi in cui non perseguibile lutilizzo di strumenti di cloning e lattivit deve essere realizzata con interventi sistemistici dedicati oltre agli interventi gi menzionati per la migrazione per cloning: installazione del sistema operativo patching SO installazione applicazioni configurazione applicazioni Aggiornamento Driver Configurazione di rete Gestione domini monitoraggio Control Room (se previsto con agent) agent antivirus per nuovo servizio centralizzato prevista anche una modalit di migrazione ibrida che sfrutta alcune caratteristiche di entrambe le modalit. In dettaglio il sistema ricreato secondo le modalit per ricostruzione ma poi prevista la possibilit di applicare funzioni e tool di cloning/backup/ghosting non al sistema operativo ma al livello applicazione.

3.2.4 Profili professionali


Il RTI impiegher personale tecnico addestrato con lesperienza necessaria a garantire la conduzione ottimale dei servizi di migrazione. Tutto il personale selezionato valutando le competenze tecniche e il profilo psicologico per garantire la massima compatibilit della risorsa con lattivit a cui verr assegnata nel quadro dellinterazione con il cliente. Le risorse messe in campo sono costituite da esperti nel loro ambito tecnico-operativo e vantano attivit pregresse similari. Inoltre nel complesso vantano certificazioni internazionali in ambito reti, sistemi e applicazioni (vedi Oracle, Microsoft, REDHAT etc). Sar garantir la stretta collaborazione tra il personale tecnico dellRTI e i vendor dei prodotti oggetto di migrazione per scongiurare eventuali criticit che dovessero emergere durante tutte le fasi di migrazione. Inoltre garantito leventuale supporto sistemistico-applicativo da parte di personale dei vendor in fase di migrazione nei casi in cui le criticit dovesse richiederne la presenza.

3.3 Addestramento
In questo paragrafo sono esposte le modalit con cui sar attuato il piano di formazione e addestramento indirizzato allavviamento del personale dedicato del Comune di Napoli allutilizzo degli strumenti rilasciati e del Datacenter nel suo complesso. Pag.107 di 119

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Il piano di formazione si rivolge un gruppo di persone (individuato in circa 10 unit) che a valle della fase di avviamento si occuperanno di gestire tutte le risorse fisiche e logiche del Datacenter per conto dellamministrazione. Le attivit di Formazione e Addestramento del piano sono focalizzate sulla definizione della mappa delle figure professionali che saranno interessate dal cambiamento derivante dallevoluzione dellassetto organizzativo e dallintroduzione della soluzione infrastrutturale proposta in risposta allavviso pubblico Administra, e sullidentificazione delle competenze necessarie per la gestione a regime del Datacenter. Lavvio delle attivit preliminari del piano di addestramento sar condiviso con i referenti della stazione appaltante. Tale momento segner a tutti gli effetti lo start-up dellintero intervento.

3.3.1 Sedi e attrezzature


I corsi si svolgeranno di norma nelle nuove aree attrezzate attigue al Datacenter che saranno opportunamente attrezzate per lo scopo con almeno 10 postazioni workstation oltre agli arredamenti necessari come meglio specificato negli allegati dedicati. Solo per corsi che prevedono un elevato livello di specializzazione, questi saranno svolti presso specifiche strutture di formazione certificate esterne allamministrazione. Gli orari dei corsi saranno oggetto di condivisione con lamministrazione e decise in fase di definizione del piano formativo, dopo la presa in carico del progetto.

3.3.2 Articolazione del Piano


La prima azione sar quella di predisporre la progettazione esecutiva che rappresenta il documento fondamentale di pianificazione dellintero piano di formazione; maggiore sar la sua completezza, maggiore sar la sua utilit per prendere decisioni durante lo sviluppo delle attivit progettuali. La progettazione esecutiva sar quindi accompagnata da un GANTT/cronogramma delle attivit previste, a disposizione dello staff impegnato nel piano formativo (esperti, docenti, ecc.), affinch sia scrupolosamente rispettato, al fine di perseguire gli obiettivi dellintervento. Entrando nel merito dellintervento, il piano formativo si suddivide temporalmente in tre fasi: ex ante, itinere ed ex post. La fase ex ante durer il tempo strettamente necessario per lo start-up delle attivit. Tale fase servir per elaborare la progettazione esecutiva e le sequenziali attivit che ne deriveranno, curando in stretto raccordo con i referenti del Comune di Napoli le strategie ottimali per garantire il successo del piano e conseguire gli obiettivi in relazione ai destinatari dellintervento. La fase in itinere, cardine dellintervento formativo, partir alla chiusura della fase precedente, e durer circa 3 mesi, tempo necessario per lerogazione dei moduli didattici previsti. La fase si articola in 7 moduli didattici su tutti gli argomenti, caratterizzati da una completezza in termini di contenuti e organizzazione didattica, erogati presso la struttura dellente ed anche attraverso strumenti FAD di elearning per gli approfondimenti, ed in 2 moduli specifici di approfondimento che avranno lo scopo di qualificare alcune risorse dellamministrazione fino a portarle al conseguimento di specifiche certificazioni sulle tecnologie costituenti il nuovo data center dellamministrazione.

3.3.3 Contenuti del piano


La scelta dei contenuti del piano formativo proposto rispecchia in linea generale linfrastruttura tecnologica del Data Center, sia per quanto concerne i brand utilizzati per gli aspetti hardware e software.

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E previsto un piano che prevede lerogazione di complessive 34 giornate di formazione la tabella che segue indica limpianto didattico alla base dellintervento.
Metodologia didattica Num. Max Partec. Ore in FAD

Liv.

Modulo

Giornate

Le tecnologie del DataCenter

Esposizione in aula/ Training on the job Esposizione in aula/ Training on the job Training on the job Training on the job Training on the job Esposizione in aula/ Training on the job Training on the job Esposizione in aula Esposizione in aula

10

Larchitettura del DataCenter

10

Moduli Base

Esercizio del Datacenter: Server Esercizio del Datacenter: Networking e sicurezza Esercizio del Datacenter: Backup e Antivirus Gestione Control Room

5 5 3

10 10 10

8 8 8

10

Review
Moduli Avanzati

2 3 10

10 3 1

4 0 0

Corso su Hyper-V NCDA Power Workshop

Di seguito la descrizione di dettaglio sei singoli moduli didattici: 3.3.3.1 MODULO 1 - LE TECNOLOGIE DEL DATA CENTER Obiettivi: il modulo si prefigge lobiettivo di fornire ai discenti una panoramica dello stato dellarte delle tecnologie in uso nel data center, le caratteristiche delle tecnologie trattate e relativi punti di forza. Contenuti: Server, Storage Area Network, Network, Virtualizzazione, Database, Application Server, S.O., Backup, Archiving, Sistemi Control Room; Risorse impiegate: 1 trainer (System Designer) + 1 tutor (FAD) 3.3.3.2 MODULO 2 - LARCHITETTURA DEL DATA CENTER Obiettivi: Il modulo si prefigge lo scopo di descrivere larchitettura con la quale verr realizzato il nuovo data center dellamministrazione.

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Contenuti: Architettura logico funzionale del DataCenter; S.O. uso; Il Backup centralizzato, I server Risorse impiegate: 1 trainer (System Designer) + 1 tutor (FAD) 3.3.3.3 MODULO 3 - ESERCIZIO DEL DATACENTER: SERVER e Storage Obiettivi: Il modulo si prefigge lo scopo di fornire ai discenti gli elementi di base per la gestione e la configurazione dei sistemi server e storage forniti, inclusi i software di virtualizzazione Contenuti Avvio del sistema e pre-collaudo dei Server (uso dei tool di amministrazione, tuning e configurazione): Host Virutalizzatori, Storage; Back-end e DBMS, di controllo e gestione, Gestione e configurazione degli Application Server; Server virtualizzation (Ottimizzazione dell'infrastruttura con la virtualizzazione Microsoft); Bilanciamento Server; Tuning application Server. Risorse impiegate: 1 trainer (Sistemista) + 1 tutor (FAD) 3.3.3.4 MODULO 4 - ESERCIZIO DEL DATACENTER: NETWORKING E SICUREZZA Obiettivi: Fornire ai discenti gli elementi di base per la configurazione e conduzione delle apparecchiature di networking ed i sistemi di sicurezza inseriti nellarchitettura del nuovo Data Center. Contenuti Configurazioni apparati di rete (L2-L3); Uso e gestione degli apparati di rete in esercizio; Configurazione firewalling; Gestione controllo accessi; Log Collector; Sicurezza Applicativa. Risorse impiegate: 1 trainer (Network Administrator e Security Manager) + 1 tutor (FAD) 3.3.3.5 MODULO 5 - COLLAUDO ED ESERCIZIO DEL DATACENTER: BACKUP E ANTIVIRUS Obiettivi: Fornire ai discenti gli elementi base per la configurazione e la gestione dei dispositivi di backup e dei software di antivirus forniti nellarchitettura del nuovo Data Center. Contenuti Utilizzo e gestione dei sistemi di Backup e antivirus centralizzato; Risorse impiegate: 1 trainer (Esperto nella tecnologia Sophos/Veritas); 1 tutor (FAD). 3.3.3.6 MODULO 6 GESTIONE CONTROL ROOM Obiettivi: Fornire ai discenti gli elementi sullutilizzo degli applicativi di monitoraggio dei sistemi e sulle procedure di analisi gestione dei dati e degli allarmi generati dai sistemi monitorati dalla control room. Contenuti: Utilizzo e gestione dei sistemi del Control Room (monitoraggio, ticketing); procedure di manutenzione ordinaria; procedure di incident Handling; procedure di escalation; procedure di innesco Helpdesk II livello specialistico; Risorse impiegate: 2 trainer (Esperti nelle tecnologia dei software di monitoraggio e ticketing); 1 tutor (FAD). 3.3.3.7 MODULO 7 - REVIEW Obiettivi: questo modulo avr lo scopo di rafforzare e chiarire ove necessario determinate argomentazioni trattate nei moduli precedenti. I partecipanti al piano formativo avranno in questa sede loccasione di rivedere con laiuto degli esperti della materia/tecnologia trattata determinate operazioni e/o procedure applicative da utilizzare per la gestione dei sistemi ed apparati del Data Center. Contenuti: i contenuti di questo modulo non sono descritti in quanto saranno valutati al termine dei moduli precedenti.

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Risorse impiegate. 1 Docente ; 1 Tutor (FAD). 3.3.3.8 MODULO 8 CORSO HYPERHYPER-V Obiettivi:fornire ai partecipanti la preparazione e le competenze necessarie per implementare e gestire Windows Server 2008 Hyper-V per poter accedere ai percorsi formativi su Windows 2008 per MCSA/MCSE. Si apprender anche come gestire Hyper-V con il Solution Center Virtual Machine Manager (SCVMM) e con PowerShell. Risorse impiegate. Il corso verr effettuato presso una struttura di formazione esterna certificata Microsoft. Contenuti: Il corso su Hyper-V che rappresenta un corso Microsoft inserito nel percorso formativo Windows 2008 per MCSA/MCSE ed indicato per Sistemisti ed amministratori di sistemi che abbiano almeno i seguenti requisiti: Esperienza nell'amministrazione di Windows Server 2000/2003 Il Manuale MOC in lingua inglese; anche le esercitazioni tratte dal manuale sono in lingua inglese. Quindi per trarre il massimo vantaggio dal programma di studi, necessario avere una discreta conoscenza della lingua inglese scritta ed essere in possesso di tutti i requisiti sopra specificati Per garantire la corretta formazione dei partecipanti e considerando lo skill tecnico minimo necessario per poter garantire il massimo apprendimento, il corso sar garantito per un massimo di 3 persone che il responsabili del Comune indicheranno in fare di definizione del piano formativo. Il corso garantisce ai partecipante il materiale didattico necessario. Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di: Installare e configurare Windows Server 2008 Hyper-V Comprendere il networking virtuale di Hyper-V Comprendere le tipologie di dischi virtuali e i relativi benefici Creare e gestire macchine virtuali sul server Hyper-V Comprendere come configurare il server Hyper-V per assicurare un high avaliability Monitorare le prestazioni del server Hyper-V Comprendere come utilizzare macchine virtuali esistenti nel server Hyper-V Comprendere i problemi legati alla migrazione di macchine virtuali esistenti nel server Hyper-V Comprendere come il System Center Virtual Machine Manager (SCVMM) pu essere utilizzato per gestire server Hyper-V in tutto l'ambiente enterprise Utilizzare PowerShell per gestire il server Hyper-V e le macchine virtuali da esso ospitate Implementare un piano di disaster recovery per le macchine virtuali in Hyper-V

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3.3.3.9 MODULO 9 NCDA Power Workshop Obiettivi: questo modulo avr lo scopo di preparare una risorsa dellamministrazione individuata con i referenti dellente, che approfondir le tematiche di configurazione e gestione dello storage NetApp fino a poter sostenere lesame per la certificazione NCDA Test NSO 153: Storage Networking and Test NSO 163 Data Protection Solutions Contenuti: Il percorso suddiviso in una serie di moduli successivi che forniscono la preparazione di base per sostenere lesame di certificazione:

Data ONTAP Fundamentals (DOTF) Data ONTAP CIFS Administration (CIFS) Data ONTAP NFS Administration (NFS) Data ONTAP SAN Administration (SAN) NetApp Protection Software Administration (NPSA) High Availability and Multi-Protocol

Risorse: Il corso verr effettuato presso una struttura esterna certificata NetApp.

3.3.4 Profili professionali coinvolti


I profili professionali dei docenti sono strettamente legati ai contenuti dei moduli da trattare nei moduli previsti dal piano di addestramento. Ci si avvarr di professionisti nel settore con comprovata esperienza e specifiche documentabili competenze. Lintero piano formativo e di addestramento vedr il coinvolgimento di ulteriori 2 figure specifiche. Il codocente ed il tutor FAD. La descrizione dei compiti e del profilo di queste figure professionali viene di seguito descritta. 3.3.4.1 CODOCENTE Il ruolo di questa figura professionale nel piano formativo si esplicita durante le sessioni di training onthe job previsti durante i vari moduli didattici del piano di addestramento. Il codocente coadiuver il trainer al momento presente in aula, offrendo supporto tecnico durante i momenti di esercitazione ed utilizzo dei sistemi in esercizio del data center. Questi avr il compito di sostenere i partecipanti non ancora pronti a compiere autonomamente determinate procedure di configurazione ed utilizzo dei S.O. in uso nel data center e/o dei vari tool ed applicativi di gestione dei sistemi. Per completezza di esposizione, data anche limportanza ed il ruolo chiave del codocente nel presente piano, si sottolinea che il profilo professionale di questa ruolo riferibile in almeno 2 esperti per la propria materia/tecnologia di competenza con almeno 10 anni di esperienza. 3.3.4.2 TUTOR FAD Le caratteristiche dei destinatari dellintervento, consentono la fruizione dei contenuti in maniera innovativa. Il tutor FAD si occuper di gestire le comunit d'apprendimento, schedularne le attivit, mantenere la tracciabilit della partecipazione degli allievi, creare un ambiente amichevole e supportare l'utilizzo dell'ambiente tecnologico.

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Nella conduzione del piano formativo, il tutor FAD potr essere ricoperto da uno o pi professionisti che supporteranno i destinatari nei moduli o in parte di essi erogati in FAD, cos come pure le esercitazioni e verifiche finali previste in ogni unit didattica. 3.3.4.3 Affiancamento Oltre alla formazione previsto in affiancamento al personale del committente una risorsa uomo preposta a tale scopo. Alluopo si designeranno 2 risorse che alternatamente supporteranno le varie tipologie di personale del Comune, nello svolgimento delle loro mansioni affidate. In questo modo si consolider in maniera partecipativa con il coinvolgimento dei destinatari delle attivit, quanto trattato con gli esperti durante le lezioni frontali previste nelle edizioni corsuali dellarea Tecnica. Il periodo di affiancamento durer 12 mesi dalla data di rilascio del data Center ed argomento del paragrafo dedicato allavviamento e assistenza allesercizio.

3.4 Servizi di assistenza e supporto specialistico


Sulla base dellesperienza e del modello organizzativo che lRTI ha gi implementato presso lamministrazione comunale nellambito del contratto di outsourcing dei servizi di rete dati e fonia, si ritiene idoneo adottare il medesimo modello SPOC (Single Point Of Contact), in cui lutente ha un unico punto di accesso alla struttura di assistenza e gestione integrata, mettendo quindi a valore un modello organizzativo gi sperimentato; questa si fa carico di risolvere il motivo della chiamata, attivando gli eventuali servizi tecnici necessari interni allRTI per la risoluzione della chiamata. I contatti con lHelp Desk possono avvenire indifferentemente per telefono, fax o tramite e-mail: se telefonico lACD consente di inserire la chiamata in coda dattesa, finch un operatore si rende disponibile. Obiettivo primario dell Help Desk risolvere al telefono la maggior parte delle richieste. Nei casi di escalation il ticket generato trasmesso allutente competente, il quale potr seguirne lo stato di avanzamento attraverso una interfaccia web direttamente dallIntranet. Ogni genere di richiesta/segnalazione, sia da parte degli utenti che innescata in maniera proattiva, viene tracciata dal sistema di gestione attivit. I principali flussi previsti dalla gestione integrata sono: da parte degli utenti, per ottenere assistenza o per sottomettere una richiesta/segnalazione; da parte dei Referenti del Comune, per le richieste di supporto; in maniera proattiva, dal servizio di Gestione, Monitoraggio e Controllo, a seguito degli allarmi per malfunzionamento o in base alla verifica di funzionamento non ottimale dei sistemi, in questo senso si attiver nel modello organizzativo una stretta collaborazione con il personale della control room del data center; escalation al IIo livello, per richiedere assistenza e supporto specialistici; attivazione dei servizi (ad es. di manutenzione o di configurazione), per la risoluzione delle richieste/segnalazioni o lattivazione di servizi di gestione, quali linstallazione di versioni aggiornate di software o la modifica di alcuni parametri di sistema; inoltrare la richiesta di intervento ai tecnici preposti alla manutenzione.

3.4.1 Organizzazione per la gestione del Data Center


La gestione ottimale di un Data Center unattivit di concerto che si conquista nel tempo attraverso la pratica, innovazione tecnologica e organizzativa. Ladozione di modelli consolidati di governance

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dellICT in ambito pubblico la soluzione da adottare per avviare la nuova infrastruttura verso lindispensabile tutela degli interessi pubblici. Le Linee strategiche della nuova legislatura in tema ICT (audizione alla commissione Senato del 4/7/2006) ha ribadito la necessit di puntare per lindispensabile tutela degli interessi pubblici su una inversione di tendenza che privilegi la verifica ex-post rispetto alle valutazioni ex-ante, oltre a quelle in itinere.

Questa priorit trova piena corrispondenza nella scelta di allestire processi con lo scopo di: effettuare unattivit di monitoraggio e di controllo della qualit sui diversi servizi presidiare tecnologicamente lo stato della rete, dei sistemi, degli applicativi e dei servizi garantire la business continuity, riducendo i costi operativi con gestione efcace ed efciente Gestire centralmente e in maniera trasparente tutti i processi relativi alle infrastrutture a supporto del servizio: dallarchitettura di networking a tutti i sistemi e le piattaforme operative presidiare la supply chain tecnologica con unattivit dettagliata di controllo, attraverso SLA denite e attestate sui pi alti standard qualitativi per supportare i servizi erogati tracciare gli eventi manutentivi e le tempistiche correlate in ottica qualit del servizio Il modello di gestione del Datacenter mostrato in queste pagine rappresenta una proposta esemplificativa di conduzione e lascia ampia margine allamministrazione Comunale di apportare le migliorie che richiede opportuno. 3.4.1.1 Organizzazione La gestione di un Data Center pu essere organizzata in molti modi ma nessuna si applica in modo ottimale a qualunque situazioni perch fattori come le dimensioni, la maturit e l'orientamento di unente o azienda e la sua organizzazione IT variano notevolmente da realt a realt. Alcune organizzazioni IT tendono ad accorpare insieme pi funzioni, come la sicurezza, la pianificazione, controllo della qualit, approvvigionamento e gestione delle attivit mentre altre tendono a considerare esterne allinfrastruttura IT queste funzioni. Aldil dei possibili scenari importante distinguere in una organizzazione evoluta tre ruoli fondamentali che necessariamente devono rimanere funzionalmente separati: 1. Controllo di Produzione 2. Amministrazione dei Database 3. Supporto - Helpdesk Lattuale organigramma del comune di Napoli contempla nel dipartimento autonomo Comunicazione istituzionale, tecnologie e societ dell'informazione tre servizi funzionalmente separate, vale a dire: SISF - Sicurezza Informatica e Server Farm RTI - Reti tecnologiche interne e microinformatica SIAD Sistema informativo amministrativo e documentale

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Se si considera che lHELPDESK per i servizi in questione nonch il supporto sarebbero gestiti dallRTI in outsourcing, possiamo affermare che lattuale organizzazione funzionale, con il supporto esterno dellRTI garantisce le corrette separazioni funzionali necessarie per imbastire procedure corrette di interazione. 3.4.1.2 Control Room Nel modello di gestione proposto, la Control Room gioca un ruolo centrale nella conduzione delle attivit perch da un lato implementa processi in qualit di cliente rispetto ai servizi ICT di Outsourcing, rappresentato dallRTI, e dallaltro lato implementa procedure da fornitore per le esigenze legate ai servizi erogati sia ai cittadini ma soprattutto agli altri servizi funzionali (SIAD e RTI). Il modello di gestione del Datacenter proposto schematizzato nelle figure seguenti. Da una parte si evince il ruolo di cliente, nella seconda immagine quella di fornitore.

I processi in carico al Datacenter in qualit di cliente dellRTI sono riconducibili a tutti quei servizi che lRTI fornisce allamministrazione: Manutenzioni ICT Manutenzioni impiantistiche Supporto specialistico I processi in carico al Datacenter in qualit di fornitore sono riconducibili ai quei servizi richiesti da altre aree funzionali, per i quali sono necessari, per competenze funzionali e/o tecniche al Datacenter. A titolo esemplificativo sono riportati alcuni servizi tipici: Predisposizione ambienti di test Predisposizione ambienti di esercizio Richieste configurazioni ambienti da template o personalizzate Cambio configurazioni su ambienti applicativi Consulenze sistemistiche Richieste o modifiche di politiche di backup Richieste abilitazione/disabilitazione flussi di sicurezza Richiesta modifiche risorse assegnate ai servizi Assegnazione IP Address Creazione/modifiche aree di storage

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Affinch i processi tra aree funzionali diverse siano valide indispensabile che gli attori coinvolti concordino e accettino reciprocamente i processi e collaborino congiuntamente alla stesura delle procedura, della modulistica formale e delle regole di ingaggio. 3.4.1.3 Organico Control room Per la corretta conduzione del data center necessario che la Control Room sia presidiata da personale che garantisca dei requisiti minimi di competenze per poter affrontare serenamente le attivit. Si tenga presente che previsto in fornitura sia un percorso formativo orientato a dare agli operatori le competenze minime necessarie sia un piano di affiancamento di 12 mesi che garantisce la piena acquisizione di tecniche e procedure. Per garantire i corretti flussi di gestione necessario che gli Operatori di Control Room siano in numero adeguato per garantire la copertura del servizio di presidio Control Room (ferie, permessi, assenza, ore pasti, presidi oltre le 40 ore settimanali) e gestire in serenit la sovrapposizione di incident in contemporanea. Pertanto, in relazione alla dimensione del data center, il numero minimo di persone da dedicare al ruolo di operatore Control Room quattro (50 ore settimanali). evidente che in questa fase non sono tenute in considerazione i processi di tipo FORNITORE perch non possibile stimarne leffort. Per la corretta gestione del gruppo di operatori necessario prevedere almeno una figura tecnica intermedia tra il gruppo operatori e il responsabile funzionale delle attivit del Data Center. Tale figura intermedia ha mansioni di: coordinatore del gruppo, in termini della continuit del presidio I livello di escalation interno Amministratore del sistema di TT per lassegnazione/preassegnazione delle segnalazioni interne Interfaccia con il responsabile funzionale del DataCenter 3.4.1.4 Strumenti e tecnologie Gli operatori di Control Room avranno a disposizione un set di strumenti di gestione (console, cruscotti, applicazioni) e di supporto (sistemi di allarmistica, ticketing, KnowledgeBase, Wiki etc) per espletare in maniera lineare le attivit assegnate. Le attivit degli operatori comprendono sia attivit ordinarie (es. manutenzioni) che straordinarie (Incident management) ma il loro perimetro comunque circoscritto dal dominio di nozioni, competenze e procedure fornite durante il percorso formativo o nella rivisitazione integrativa o migliorativa delle procedura durante laccrescimento degli use case. In ogni modo gli operatori di Control Room dispongono di un SPOC (Single Point of Contact) per richiedere supporto manutentivo specialistico, sia ordinario che straordinario, per tutti gli ambiti non contemplati dalle procedure operative in dotazione e comunque nei casi di ambiguit operativa. La Control Room dotato di sistema centralizzato di monitoraggio che permette la gestione degli allarmi su soglie sia in modalit visiva (luci di cruscotto) sia in modalit email e SMS. Gli operatori di Control Room dispondono di un sistema di ticketing interno certificato ITIL per la tracciabilit delle segnalazioni e il controllo della qualit del servizio. La gestione ottimale di un Data Center unattivit di concerto che si conquista nel tempo attraverso la pratica, innovazione tecnologica e organizzativa. Ladozione di modelli consolidati di governance dellICT in ambito pubblico la soluzione da adottare per avviare la nuova infrastruttura verso lindispensabile tutela degli interessi pubblici. Le caratteristiche specifiche degli strumenti forniti a supporto della control room quali OpenNMS e OTRS come sistema di TT, sono descritti in dettaglio nel relativo allegato.

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3.4.2 Avviamento del sistema ed assistenza all'esercizio


Le attivit di avviamento del sistema ha lobiettivo di consentire al personale addetto di poter sfruttare appieno tutte le potenzialit fornite con la nuova infrastruttura. Fastweb ritiene fondamentale adattare e tunare completamente la gestione dellinfrastruttura alle esigenze del Comune e formare adeguatamente gli attori coinvolti pertanto consapevole che lavviamento deve garantire una programmazione e una conduzione che tenga in considerazione tutti gli aspetti del progetto. La proponente erogher attivit di assistenza sin dalla fase iniziale del progetto, affiancando i propri tecnici al personale preposto dal Comune. In seguito al collaudo dellinfrastruttura, lattivit di assistenza allavviamento sar di tipo addestrativo (si veda paragrafo Addestramento), procedurale, sistemistico ed operativo, basata su supporto e presidio per avviare in esercizio le varie componenti del sistema affiancando il personale incaricato in tutte le attivit previste. Il team di supporto all'avviamento fornir il livello di servizio concordato, sar impegnato per risolvere i problemi, per rispondere alle domande e per far fronte a nuove richieste formative (follow-up). La presenza del personale della Proponente presso le strutture coinvolte consentir una pi fluida messa in esercizio di quanto implementato ma soprattutto consentir nellarco dei 12 mesi di esercizio congiunto, di garantire al personale incaricato dal comune di acquisire tutte le pratiche tecniche e procedurali per la conduzione del sistema.

3.4.3 Manutenzione dell'infrastruttura ICT


Il servizio di gestione e manutenzione correttiva sar assicurato per un periodo di 3 anni per tutte le apparecchiature ICT fornite. Le attivit relative al servizio di manutenzione erogato dallRTI comprendono le attivit necessarie per mantenere continuamente allineate le infrastrutture alle pi recenti innovazioni tecnologiche rilasciate dai fornitori, nonch tutte le attivit necessarie per ripristinare il funzionamento dei sistemi a fronte di errori o di guasti. A seguito del rilascio, da parte del produttore, di un aggiornamento, il servizio di manutenzione erogato dallRTI gestir le operazioni di modifica e laggiornamento dei sistemi di esercizio. In caso di apparecchiature in guasto, lRTI si interfaccer con il vendor e garantir il rispetto dei tempi e delle modalit in essa previsti. Di seguito vengono riportati sia gli elementi costituenti il servizio erogati, sia i relativi obiettivi specifici: 1. mantenere funzionanti ed in piena efficienza le apparecchiature oggetto della fornitura; 2. ridurre i tempi di fermo delle apparecchiature e dei sistemi, a fronte di malfunzionamenti o errori, entro i termini stabiliti dalle SLA; 3. verificare e mantenere i requisiti di sicurezza funzionale, associati agli apparati e ai sistemi; 4. fornire tutte le informazioni necessarie per il corretto uso dei prodotti/sistemi; 5. gestire le richieste dintervento in modo efficace, per tutto liter operativo, fino alla soluzione del problema; 6. facilitare la comunicazione con gli operatori preposti dallamministrazione per il supporto alla soluzione di tutti quei problemi che non richiedono lintervento diretto presso i sistemi; 7. minimizzare i tempi di fermo dovuti a manutenzioni preventive, durante le operazioni di aggiornamento tecnologico. I principali obiettivi del servizio di manutenzione a cui lRTI far riferimento sono i seguenti:

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manutenzione preventiva (attivit di manutenzione pianificata nel tempo atta a prevenire loccorrenza di errori, malfunzionamenti e guasti). manutenzione correttiva (attivit di manutenzione a seguito di malfunzionamenti o guasti). Tale manutenzione correttiva prende il nome di Incident Management. oggetto di manutenzione ICT tutte le componenti in fornitura: apparecchiature sistemi applicazioni di supporto al servizio software di base Gli apparati che lRTI gestir sono suddivisi in apparati critici ed apparati non critici in funzione della loro importanza in termini di continuit del servizio in oggetto. Vengono definite critiche le apparecchiature il cui disservizio comporti il blocco o il rallentamento di apparecchiature o servizi atti allerogazione di servizi esterni (ad esempio: router, switch, server, ed altro). Vengono definite non critiche, invece, le apparecchiature e sistemi il cui disservizio comporti il blocco o il ritardo del lavoro di servizi che impattano i singoli operatori (ad esempio: postazione di lavoro). Per una corretta attivazione dei servizi descritti, lRTI utilizzer un unico punto di contatto o SPOC (Single Point of Contact), rappresentato dal servizio HELPDESK, che si far carico di recepire le necessit degli operatori della Control Room, pianificare le attivit e gestire lintervento, oppure in maniera autonoma in caso di manutenzione preventiva. In ogni caso sar informata la struttura di controllo del Data Center circa le attivit in essere o in preparazione ed ottenere eventualmente le autorizzazioni per le manutenzioni di apparati critici. Nel caso di manutenzione preventiva lRTI predisporr un piano articolato con i relativi interventi da effettuare e espleter le attivit on site attraverso una squadra di intervento attivabile secondo le modalit previste sulla base dellintervento da effettuare. Sar inoltre previsto un servizio di supporto, manutenzione ed upgrade dei firmware e dei software di base che presiedono al funzionamento degli apparati, che si svolger attraverso pianificazioni concordate. Gli interventi di manutenzione saranno effettuati presso la sede del Cliente a meno che ci sia reso impossibile dalla necessit di interventi in fabbrica.

3.4.4 Manutenzione degli Impianti


Al fine di garantire la continuit nella erogazione dei servizi ed in considerazione della complessit degli impianti da realizzare, le attivit di gestione e manutenzione, verranno eseguite dalla Ditta dellRTI che ha progettato e realizzer le opere. Sar fornito per un periodo di 5 anni la gestione e manutenzione degli impianti elettrico/termico e delle relative apparecchiature installate. LRTI, grazie alla presenza sul cliente in virt dellappalto di outsourcing della rete Fonia e Dati, potr garantire una presenza assidua ed una conoscenza approfondita dellimpiantistica del cliente, le risorse messe in campo si occuperanno di effettuare sul campo la prima analisi di diagnosi di problemi e si occuper della gestione di piccoli interventi di change management sugli impianti e di risoluzione di problematiche tecniche sugli stessi che non richiedono il coinvolgimento di terze parti. Le attivit di gestione saranno finalizzate al corretto impiego degli impianti ed alla loro conformit a regole tecniche e normative e prevederanno le seguenti attivit: Aggiornamento degli elaborati tecnici degli impianti;

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Controlli ed attivit periodiche secondo le istruzioni del costruttore relative alle apparecchiature installate ed in genere tutte le manovre e gli accorgimenti necessari ad assicurare la efficacie funzionalit, la maggiore durata e la migliore utilizzazione degli impianti stessi; Attivit di messa in sicurezza degli impianti per il ripristino di anomalie; Analisi e progettazione degli interventi di adeguamento funzionale e normativo dei vari impianti. Sar fornito inoltre un servizio di manutenzione preventiva che consiste in n.4 interventi annuali al fine di verificare il corretto funzionamento degli impianti e prevenire evntuali anomalie o guasti degli stessi. Lattivit di manutenzione correttiva volta ad individuare anomalie e malfunzionamento degli impianti sar erogata secondo i livelli di servizi specificati nel par. seguente.

3.4.5 Livelli di Servizio


Le attivit di manutenzione saranno finalizzate a ricondurre il funzionamento dellhardware del software e degli impianti a quello previsto dal progetto e/o dalla normativa vigente e prevederanno i seguenti livelli di servizio: Intervento della squadra di manutenzione, tutti i giorni feriali dalle 8.00 alle 20.00, nellarco delle 4 ore; Ricerca di guasti con lausilio di mezzi, attrezzature e strumentazioni; Riparazione con sostituzione di parti guaste o usurate con parti di ricambio originali entro NBD; Ripristini, revisioni o sostituzioni di apparecchi o componenti.

3.4.6 Aggiornamento DPS


La realizzazione del progetto ADMINISTRA nellinfrastruttura informatica dellente comporta una sensibile rivisitazione dellattuale Documento Programmatico sulla Sicurezza allo scopo di aggiornarne lo stato, verificarne aderenza ai provvedimenti e adeguamento degli strumenti (documentali, gestionali ed operativi ) alle normative vigenti. La progettazione dellinfrastruttura da parte della proponente tiene in debita considerazione tutti gli aspetti legati alla sicurezza informatica ed in particolare quelli di natura normativa. In questo nuovo scenario, i Piano di Sicurezza definiti negli anni passati vanno rivalutati al fine di contemplare la nuova realt in tema di sicurezza informatica e di privacy in allineamento allobiettivo di preservare il proprio business, loperativit, la propria immagine e non incorrere in sanzioni (anche penali). Per quanto concerne ladeguamento alle nuove normative si ricorda che la proponente ha proposto in fornitura un Log Collector per la centralizzazione dei Log di accesso degli amministratori di sistema durante le loro mansioni in ottemperanza alle ultime disposizione del garante in termini di attribuzioni delle funzioni di amministratore di sistema. Lintegrazione del Documento programmatico sulla Sicurezza avverr in 4 fasi principali: Analisi Progettazione Implementazione Verifica

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