Sei sulla pagina 1di 38

F ISCALIT ESTERA n.

9 2013
Aspetti ed elementi contrattuali Aspetti fiscali Imposte e tasse Doganale Societario Giurisprudenza Varie Quesiti

F ISCALIT ESTERA
Fiscalit Estera Rivista telematica mensile Registrata al Tribunale diPadova n. 1466 del 23-05-2012 Direttore responsabile Luigia Lumia Coordinamento scientifico Cristina Rigato Comitato scientifico Lorenzo Riccardi Fulvio Degrassi Guido Ascheri Francesca Romana Bottari Progetto grafico Niki Caragiulo Canone di abbonamento annuale 150,00 + IVA Fiscoetasse s.r.l. Galleria del Pincio, 1 40126 Bologna Indirizzo mail info.fiscoetasse@gmail.com Indirizzo web www.fiscoetasse.com Tel. 051-223459

Sommario
Aspetti Fiscali
di Mattia Ba di Chiara Porrovecchio di Cristina Rigato

n. 9 2013

Bielorussia: pianificare linternazionalizzazione dellimpresa.... 4 La Normativa CFC Applicata ai Paesi Extra Black List............... 8 La tassazione a Malta.............................................................. 12

Societario
Holding con sede a Cipro........................................................ 14
di Guido Ascheri di Silvia Salvini

La Cina e il modello del family business italiano le PMI....... 17

Varie
Business english o italian english business correspondence?.... 19
di Francesca Romana Bottari

Le strategie di specializzazione e focalizzazione nel settore della chimica specialistica....................................................... 22


di Stefano Grigoletti

LIran e lembargo.................................................................... 25
di Ana Maria Prez Magdalena

Relazioni e accordi internazionali del Vietnam........................ 30


di Lorenzo Riccardi, Massimiliano Bertollo

Quesiti
Domande & Risposte............................................................... 38

ASPETTI FISCALI

BIELORUSSIA: PIANIFICARE LINTERNAZIONALIZZAZIONE DELLIMPRESA


La Bielorussia uno dei Paesi rientrante nella Comunit degli Stati Indipendenti (CIS), spesso sottostimata dagli operatori rispetto alla Russia per le sue ridotte dimensioni (estensione pari a 207.595 km2) nonostante il suo numero di abitanti (9.467.700, 2010). Tuttavia, la Repubblica della Bielorussia un Paese molto moderno e burocraticamente snello che presenta molte opportunit a livello internazionale anche in settori strategici (chimica, meccanica, tessile, ecc). La Bielorussia un paese fortemente aperto agli investimenti di capitali stranieri, caratterizzato da bassa fiscalit, con forza lavoro altamente qualificata e una posizione strategica, la Bielorussia infatti rappresenta una cerniera ottimale tra enormi mercati dellUnione Doganale e dellUnione europea, il che potrebbe essere sfruttato da aziende italiane per il collocamento sul territorio bielorusso delle proprie unit produttive, logistiche e commerciali. Dal 1 gennaio 2012 la Bielorussia, la Russia e il Kazakhstan sono passati a un livello pi alto di integrazione, attraverso la creazione dello Spazio Economico Comune. La nascita dellUnione Doganale e dello Spazio Economico Comune hanno reso sempre pi agevoli interscambi commerciali e la delocalizzazione delle imprese Europee.

Mattia Ba nasce a Verona, si laurea nel 2003, presso lUniversit degli Studi di Trento, dove permane dopo la laurea in qualit di consulente dellUniversit degli Studi di Trento, dove ha svolto anche attivit didattica in qualit di assistente nonch tutor del corso di Analisi e Contabilit dei Costi e Controllo di Gestione. Dopo diverse esperienze professionali in Italia in qualit di advisor presso KPMG e allestero, tra cui spicca quella svolta in U.S.A. in cui ha vissuto per circa un anno, rientra a Verona, dove nel 2009 inizia la sua collaborazione con lo Studio Associato Ba Martini, dove, svolge la sua attivit professionale principalmente nelle aree fiscalit internazionale, occupandosi di pianificazione fiscale internazionale, M&A e delocalizzazione dazienda. Riveste il ruolo di partner dello studio e responsabile dellArea Europa e Middle East. Tra i paesi incrociati nel suo percorso professionale, caratterizzato da costanti esperienze maturate allestero, la Bielorussia quello che negli ultimi due anni lha visto impegnato nella gestione e coordinamento di progetti, che vanno dalla joint venture, alla delocalizzazione, passando per lo sviluppo di business plan internazionali. Ha coordinato e partecipato anche in qualit di relatore a convegni e incontri di studio nel settore dellinternazionalizzazione dimpresa, fa parte della commissione fiscalit e relazioni internazionali dellOrdine Dottori Commercialisti di Verona, di cui stato relatore nellultimo convegno.

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

Internazionalizzazione delle imprese: ilcaso Bielorussia Scheda Paese Bielorussia


La Repubblica di Bielorussia, a partire dal 1 gennaio 2009, consente di scontare unaliquota fiscale fissa (flat tax) pari al 12% sui redditi delle persone fisiche e al 18% sui redditi delle persone giuridiche. Nel presente articolo cercheremo di approfondire i risvolti legati ad una simile bassa tassazione. In alcune zone, laliquota fiscale per le persone giuridiche pu ridursi al 9% e addirittura arrivare allo 0% per i primi 5 anni di attivit, come nel caso delle aree denominate Free Economic Zones (Minsk, Gomel, Vitebsk, Grodno, Brest e Mogivel), oppure allinterno dellHigh Technologies Park a Minsk, entro il quale, le societ non sono soggette allimposta sulle societ ma debbono corrispondere annualmente l1% del reddito lordo realizzato allamministrazione dellHTP. I dividendi corrisposti a soggetti esteri non residenti, inoltre, scontano una ritenuta del 12% fatto salvo quanto previsto dagli accordi bilaterali contro le doppie imposizioni.Gli interessi e le royalties corrisposti a soggetti non residenti vengono tassati con ritenuta fiscale del 10% e del 15%. Si precisa che, se il soggetto erogante una societ localizzata nellHigh Technologies Park la ritenuta scende drasticamente al 5% a meno che un accordo fra i due Paesi non disponga diversamente. Inoltre, prevista la non imposizione dei dazi doganali in importazione di materie prime, lesenzione sulla tassa sui veicoli e lesenzione sulle imposte immobiliari. La Repubblica di Bielorussia, inoltre, nel 2010 ha creato assieme alla Russia e Kazakistan unarea denominata Spazio Economico Comune entro il quale tutte le merci posso liberamente circolare senza imposizione di dazi doganali; questo ha consentito e consente attualmente una forte attrattiva dinvestimento per le societ straniere tra cui lItalia, la quale si colloca al 4 posto per volume totale di scambi con 15.175 milioni di dollari pari a circa il 7% dellattivit economica estera totale dellunione doganale. Da qui si evince il notevole vantaggio fiscale vigente allinterno della Repubblica della Bielorussia rispetto allattuale imposizione fiscale Italiana, ma allo stesso tempo, occorre predisporre in maniera accurata tutte le fasi preliminari di internazionalizzazione e costituzione di nuove societ al fine di evitare qualsiasi tipo di criticit riguardante i criteri nazionali e internazionali di esterovestizione e di residenza fiscale di societ estera, eliminando in toto la possibile attrazione dei redditi prodotti in Bielorussia da parte di societ partecipate da soggetti italiani, i quali potrebbe-

ro essere soggetti comunque a tassazione in Italia per applicazione del cosiddetto principle of worldwide taxation.

Residenza fiscale in ambito nazionale, internazionale e criteri diesterovestizione


Lart. 73, comma 3, TUIR stabilisce che si considerano residenti le societ, associazioni ed enti che per la maggior parte del periodo di imposta soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti: sede legale, sede dellamministrazione o loggetto principale della loro attivit in Italia. Con il termine maggior parte del periodo di imposta si deve far riferimento a 183 giorni di calendario o 184 giorni per gli anni bisestili; si evidenzia che per il raggiungimento di questo limite vanno considerati anche i giorni non continuativi pur sempre allinterno del medesimo periodo di imposta. In ambito internazionale, nel caso di societ ed enti che, in base alle leggi dei singoli Paesi, risultano residenti in pi Stati, lart. 4 del Modello OCSE stabilisce che la residenza fiscale si colloca nel luogo in cui si trova la sede dellamministrazione, ovvero, Place of effective management, vale a dire il luogo in cui svolta lattivit di amministrazione e direzione dellimpresa. Si precisa che il paragrafo 24 del Commentario OCSE in riferimento allart. 4 stabilisce che, in linea di principio generale, la sede di direzione effettiva individuabile nel luogo di assunzione delle decisioni chiave (di natura gestionale e commerciale) necessarie per la conduzione dellattivit della persona giuridica, nel luogo dove la persona o il Gruppo di persone che esercitano le funzioni di maggior rilievo assumono ufficialmente le loro decisioni, o ancora nel luogo di determinazione delle strategie che dovranno essere adottate nel suo insieme. Diviene essenziale sottolineare che in caso di societ controllate, la sede di direzione effettiva non pu essere il luogo in cui vengono prese le decisioni strategiche, in quanto le stesse sono assunte dalla Capogruppo, e pertanto in questi casi bisogna fare riferimento al luogo di gestione e direzione quotidiana concretizzandosi questa nel luogo dove vengono svolte tutte le attivit ordinarie in modo continuativo, come, ad esempio, lattivit di organizzazione e controllo dei processi e dei fattori produttivi, la gestione del personale, le attivit di relazione con i terzi, la stipula di contratti inerenti la gestione ordinaria, gli incassi e i pagamenti (significativo in questo caso stabilire chi ha leffettiva titolarit dei conti correnti intestati allente e chi di fatto ne dispone). Sul punto si sottolinea come la stessa Amministrazione Finanziaria ha chiarito che allinterno di Gruppi societari alcune attivit come il controllo e il marketing sono tipicamente svolte dalla

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

Capogruppo. La valutazione di tali elementi deve essere sempre fatta in unottica di prevalenza della sostanza sulla forma, come ricorda esplicitamente lo stesso commentario per cui la determinazione del luogo della direzione effettiva una questione di fatto, nella quale occorre la prevalenza della sostanza sulla forma. Si precisa, inoltre, che in sede di controversie con lamministrazione finanziaria la normativa pattizia, ovvero, gli accordi e/o convenzioni bilaterali tra gli Stati, per il principio di specialit, devono ritenersi prevalenti rispetto alle norme dellordinamento interno di ogni stato, ovvero, la prevalenza dei trattati internazionali rispetto alle norme interne.

Caso Bielorussia: la costituzione diuna Joint Venture italo-bielorussa


Il caso reale in questione, ha riguardato la costituzione di una Joint Venture tra due societ, una societ italiana e una societ bielorussa attraverso la costituzione di una New.Co. Limited Liability Company bielorussa. Nel concreto, la New.Co. composta per il 70% del Capitale Sociale da parte di una societ italiana (CONTROLLANTE) e per il restante 30% da parte di una societ bielorussa. Si precisa, che nel caso in questione, i soci italiani sono tutti residenti fiscalmente in Italia e che i soci bielorussi sono tutti residenti fiscalmente in Bielorussia. Collegandoci quindi al caso reale della costituzione di joint venture tra le due societ (italo/ bielorussa), stato necessario definire, in via preliminare e soprattutto prima della costituzione della nuova societ la predisposizione di un Memorandum of Understanding, ovvero, un documento legale che ha consente di regolare lattivit gestionale dellimpresa estera. Questo documento legale, infatti, descrive laccordo bilaterale tra le due controparti, ed rilevante ai fini giuridici, consentendo di pattuire e regolare in via amichevole aspetti critici delloperazione collegate a possibili rischi e/o problematiche sia di residenza fiscale che di scelta del Board of Directors e di scelta del sistema di reporting direzionale. Il Memorandum of Understanding, infatti, consente in via preliminare di pianificare la gestione e direzione della societ ed i relativi poteri da attribuire ai singoli componenti del Consiglio di Amministrazione della nuova societ bielorussa. Allinterno del Memorandum of Understanding stata, quindi, trattata la questione pu delicata collegata alla nomina del Board of Directors, aspetto questultimo critico nella fase preliminare. Il cliente italiano, infatti, inizialmente aveva ipotizzato la nomina di un Consiglio di Amministrazione formato da un Direttore locale bielorusso e un Direttore italiano residente fiscalmente in Italia. Questa soluzione per stata fortemen-

te discussa durante i vari meeting tra le parti cercando di evitare il pi possibile la delega di poteri verso lamministratore italiano al fine di mantenere il principio di autonomia gestionale dellattivit societaria in loco (Bielorussia) avendo comunque riguardo di mantenere il controllo (Italia), in qualsiasi momento, della nuova societ da parte del socio italiano nel pieno rispetto della normativa internazionale riguardante il principio sopra citato del place of effective management. Sono state quindi definite tra le parti e nel Memorandum of Understanding le relative deleghe dei poteri da attribuire allamministratore bielorusso al fine di mantenere in Bielorussia tutte le principali attivit di ordinaria amministrazione vincolando invece allobbligo di firma congiunta di entrambi gli amministratori (italo/bielorussi) relativamente a tutte le attivit di straordinaria amministrazione. Al fine di mantenere un controllo effettivo delloperativit della nuova societ da parte del socio italiano, si deciso di optare per il controllo dei flussi finanziari e di tutti i conti correnti bancari della nuova societ attraverso la predisposizione da parte delle Banche locali bielorusse di dispositivi informatici quali Token e homebanking con non poche problematiche legate sia alla lingua del sistema operativo che allinterfaccia con i sistemi ERP della societ italiana. In sostanza, questa soluzione adottata ha consentito e consente tuttora di avere in qualsiasi momento il controllo diretto da parte della societ italiana dei conti correnti e delle relative movimentazioni finanziare della nuova societ garantendo comunque la totale autonomia operativa e gestionale dellamministratore locale bielorusso e quindi il rispetto del principio sopra citato del place of effective management e della non commistione nella gestione da parte del socio italiano. Relativamente ai flussi finanziari si inserito, inoltre, nel Memorandum of Understanding la predisposizione di due conti correnti distinti, uno per lordinaria gestione e amministrazione della nuova societ in rubli bielorussi e un altro con valuta in dollari. Questo secondo conto corrente in valuta estera ha un duplice scopo: il primo legato alla salvaguardia della forte fluttuazione della moneta locale (rubli bielorussi) e il secondo legato alla salvaguardia dei flussi in uscita nel conto corrente in quanto il conto corrente in dollari pi essere movimentato disgiuntamente in entrata ma con firma congiunta in uscita, divenendo in sostanza la cassaforte della societ pur garantendo il principio delloperativit quotidiana della societ nel rispetto di prevalenza del criterio della sostanza sulla forma substance over form. Vale a dire fatti e circostanze incontrovertibili che comprovino, oltre ogni ragionevole dubbio, lassenza di autonomia giuridica, contrattuale, finanziaria e, soprattutto, funzionale della legal entity estera ri-

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

spetto al soggetto partecipante italiano. Si ricorda che lonere della prova della non effettiva residenza allestero in paesi white list di societ partecipate da soggetti residenti in Italia posto in carico dellAmministrazione finanziaria e non viceversa. Questa precisazione ci consente quindi di chiarire che e sar lamministrazione finanziaria che dovr dimostrare la non residenza della societ nel territorio estero in questione. Si ricorda, in riferimento al Board of directors che, in una recente sentenza della C.T.P. di Belluno (Sent. 173/01/2007, in Corr. Trib. 12/2008, stata affermata la residenza in Italia di una societ di diritto tedesco controllata da una societ italiana, facendo principalmente leva sul fatto che, in presenza di due amministratori con poteri disgiunti, tutte le principali decisioni ed operazioni poste in essere dalla controllata tedesca erano ascrivibili allamministratore residente in Italia, che era anche amministratore e socio della societ controllante, mentre nel processo non erano stato concretamente provate le mansioni adempiute dallaltro amministratore, residente in Germania. Dalla sentenza emerge quindi limportanza nella scelta sia del Board of Directors che dei singoli poteri di amministrazione da attribuire in fase preliminare alla costituzione della nuova societ estera al fine di attenuare linsorgere di fenomeni di dual residence e di evitare una doppia imposizione giuridica con conseguente principio di attrazione dei redditi prodotti in Bielorussia ma tassabili in Italia, cos detto, Principle of Worldwide taxation.

Il Sistema di Reporting e Controllo


Lultimo aspetto, rilevante nella fase di joint venture tra le parti, ha riguardato la predisposizione del Balance Sheet e del Profit & Loss Account della nuova societ costituente e del sistema di reporting direzionale. La normativa bielorussa infatti non obbliga le societ di capitali alla redazione e deposito del bilancio in formato CEE essendo al di fuori della comunit europea, questo causa spesso non pochi disallineamenti nella ricongiunzione del piano dei conti con societ estere. La normativa locale bielorussa consente appun-

to una rendicontazione finanziaria per flussi di cassa, verosimilmente ad sistema di Cash Flow. Nel caso in esame, al fine di allineare la contabilit bielorussa con quella italiana, si quindi provveduto alla schematizzazione e ricongiunzione di tutto il piano dei conti della societ con lallineamento delle voci sia di stato patrimoniale che di conto economico. Quello che si rende necessario nella fase preliminare alla costituzione o apertura di nuove societ o branch in Bielorussia o comunque nella zona dei paesi CIS (Bielorussia, Russia e Kazakistan), di porre attenzione non solo nella predisposizione del piano strategico finanziario o della predisposizione del Business Plan annuale o trimestrale ma soprattutto della codifica del piano dei conti con il bilancio locale al fine di evitare spiacevoli inconvenienti durante la consuntivazione dei vari bilanci infra annuali e annuali, soprattutto per il principio di competenza vigente nella normativa italiana rispetto al principio di cassa vigente nella normativa bielorussa. Il sistema di reporting direzionale, infine, stato creato ad hoc al fine di evidenziare in maniera precisa e dettagliata tutti i prezzi di trasferimento dei prodotti che vengono fatturati dalla societ italiana verso la societ controllata bielorussa in quanto, dal primo gennaio 2012, divenuta obbligatoria la predisposizione del masterfile e del relativo transfer pricing per le societ di capitali bielorusse controllate, in maniera maggioritaria da societ straniere. Al fine di evincere ogni dubbio riguardante i prezzi di trasferimento, sono stati creati appositi contratti tra le parti per la determinazione della scontistica media applicata tra la societ italiana e la societ bielorussa con analisi dei listini prezzi applicati dai competitors nel mercato locale bielorusso di riferimento. Nei contratti sono state inoltre specificate tutte le attivit svolte in autonomia da parte della societ bielorussa ed il sistema di ripartizione dei costi delle funzioni di Gruppo. I contratti in essere svolgono, quindi, una duplice funzione sia in termini probatori di determinazione dei prezzi interni di trasferimento che in termini di autonomia funzionale della societ bielorussa rispetto al soggetto partecipante italiano.

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

La Normativa CFC Applicata ai Paesi EXtra BlacK List

Chiara Porrovecchio, Dottore di ricerca in Economia presso luniversit degli studi diPalermo. Revisore dei Conti, e abilitata allesercizio della professione contabile. Pubblico funzionario inPiemonte dal 2006. Attualmente svolge attivit di Audit Interno presso una amministrazione fiscale.

Un particolare aspetto dellampio contesto prescrittivo sulla tassazione delle societ estero-vestite inserito al n. 167, comma 8-bis*, del Tuir e prevede le seguenti implicazioni la disciplina di cui al comma 1 trova applicazione anche nellipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso comma sono localizzati in Stati o territori diversi da quelli ivi richiamati, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: a) sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a pi della met di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia; b) hanno conseguito proventi derivanti per pi del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dallinvestimento in titoli, partecipazioni, crediti o altre attivit finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla propriet industriale, letteraria o artistica nonch dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano la societ o lente non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa societ che controlla la societ o lente non residente, ivi compresi i servizi finanziari . Per mezzo del comma 8-bis, il legislatore del 2009 ha inteso colpire non solo le localizzazioni delle imprese italiane nei Paesi Off-Shore, ma anche qualsiasi societ residente allestero, a prescindere dalla sua localizzazione. Preliminarmente la norma si applica a tutti i contribuenti (privati, imprese, soggetti IRES, che detengono partecipazioni di controllo** in societ estere se sono verificate le condizioni di cui ai punti a) e b) che seguono.
* Modificato dal d.l. 78/2009 convertito in legge n. 102/2010. ** Rileva il controllo, anche indiretto, ex articolo 2359, primo e secondo comma, Codice civile.

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

Requisito delle passive income superiori al 50% dei ricavi


La disposizione che stiamo esaminando finalizzata a contrastare le politiche di delocalizzazione dei passive income attuate mediante la collocazione, in Paesi a fiscalit privilegiata, degli asset produttivi di detti redditi. A tal fine, sono attratti a tassazione in Italia quei redditi che solo formalmente sono prodotti allestero, mediante la creazione, di societ apparentemente autonome, che sostanzialmente svolgono attivit di sfruttamento passivo di asset in grado di per s, ovvero per le loro caratteristiche intrinseche, di produrre reddito (c.d. societ senza impresa). La norma in esame va interpretata coerentemente con i principi comunitari in materia di antiabuso che riconoscono al contribuente, cui si applicano, particolari disposizioni nazionali che individuano delle soglie al di l della quali il rischio di abuso diventa pi elevato, la possibilit di dimostrare il contrario. In relazione alla locuzione nonch dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano la societ o lente non residente ivi compresi i servizi finanziari sono emerse divergenze interpretative tra lAmministrazione finanziaria ed i professionisti intermediari1, la quale non ha ritenuto di escludere a priori dal novero delle passive income le operazioni di compravendita di merci e prodotti finiti ed i relativi servizi di lavorazione, effettuate con controparti appartenenti al medesimo gruppo. Tale posizione di fatto amplia la portata della norma oltre quello che il riferimento ai soli servizi generici, quali ad esempio quelli amministrativi e contabili, di tesoreria centralizzata, e le consulenze di varia natura.

Tassazione effettiva del Paese estero inferiore al 50%


Ai fini della verifica della condizione prevista dalla lett. a) del comma 8-bis dellarticolo 167 del Tuir, la circolare n. 51/2010 dellAgenzia delle Entrate ha chiarito che, tenendo conto della collocazione della CFC rule nel Tuir, il confronto tra la tassazione effettiva estera e quella virtuale interna va effettuato considerando esclusivamente le imposte sul reddito, da individuare facendo riferimento, alla Convenzione per evitare le doppie imposizioni vigente con lo Stato estero qualora esistente, ed escludendo in ogni caso lIRAP. Invece, in mancanza di una Convenzione tra lItalia e lo Stato estero, si devono considerare, sul fronte interno, unicamente lIRES e sue eventuali addizionali, mentre, sul fronte estero, le cor1. Circolare 28/E 2011.

rispondenti imposte sul reddito, a prescindere dallente riscossore (es. imposte sul reddito federali, statali, ecc.). Per quanto riguarda, inoltre, la comparazione richiesta dalla norma in commento coerentemente con quanto previsto nella relazione di accompagnamento allarticolo 13 del d.lgs. n. 78 del 2009 occorre fare riferimento, relativamente ad entrambi i termini del confronto, al carico effettivo di imposizione (e non allaliquota nominale di imposizione societaria) gravante sulla societ estera. A tal fine, pertanto, servir considerare leffective tax rate, ossia il rapporto tra limposta corrispondente al reddito imponibile e lutile ante imposte. Il tax rate estero, va determinato facendo riferimento innanzitutto ai dati risultanti dal bilancio di esercizio (o rendiconto) della societ estera, redatto secondo le norme locali. Inoltre ai fini della corretta individuazione del carico fiscale complessivo di competenza dellesercizio, rilevano in linea di principio, le sole imposte correnti e non anche le eventuali imposte anticipate e differite. Si deve trattare di imposte sul reddito effettivamente dovute nello Stato o territorio estero di localizzazione, che devono trovare evidenza nel bilancio (o rendiconto) di esercizio della societ, nella relativa dichiarazione dei redditi presentata alle competenti autorit fiscali, nonch nelle connesse ricevute di versamento. Il documento di prassi prosegue, analizzando in dettaglio gli elementi da considerare nel calcolo precisando che non devono essere considerati gli effetti sul calcolo del reddito imponibile e/o delle imposte corrispondenti di eventuali agevolazioni di carattere temporaneo o non strutturale, riconosciute alla generalit dei contribuenti dalla legislazione dello Stato estero. Assumono, invece, rilevanza altre forme di riduzione di imposte spettanti al singolo contribuente diverse da quelle sopra citate come, ad esempio, quelle accordate in base ad un apposito ruling concluso da questultimo con lAmministrazione fiscale estera. Nella verifica del tax rate effettivo, stampa specializzata e amministrazione fiscale si sono particolarmente occupate delle seguenti problematiche interpretative: la rilevanza delle differenze temporanee pregresse ai fini delleffective tax rate estero; il trattamento delle perdite fiscali estere per la determinazione del tax rate, maturate antecedentemente allentrata in vigore della norma (primo anno utile 2010); il trattamento dei fondi e degli accantonamenti. In merito ai predetti punti sono stati espressi dei chiarimenti con circolare dellAgenzia delle Entrate n. 23/2011 del 26 maggio 2011.

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

Linterpello disapplicativo
Per disapplicare la norma sulle Cfc extra black list, occorre dimostrare che la societ non una costruzione artificiosa cio che essa, pur in presenza di motivazioni fiscali, realmente impiantata nello stato estero ed esercita in loco attivit economiche effettive. Si tratta di un adempimento obbligatorio (come pi volte ribadito nella circolare n. 51/2010), che il contribuente deve eseguire qualora intenda disapplicare la disciplina in esame nei confronti di una sua controllata estera, che, in un determinato periodo dimposta, supera entrambi i limiti indicati nel comma 8-bis. Infatti tali limiti, vanno considerati come soglie al superamento delle quali, si presume salvo prova contraria sia pi elevato il rischio di abuso, ovvero la possibilit che la partecipata estera sia una struttura di puro artificio. Il parere reso dallAgenzia delle entrate non vincolante per il contribuente, che resta libero di decidere se uniformarsi o meno alla risposta ottenuta. Il carattere non vincolante di tale parere comporta che, nel caso in cui listante decida di non uniformarsi alla risposta ottenuta, resta per lui impregiudicata la possibilit di dimostrare anche successivamente ad esempio in sede di contenzioso la sussistenza delle condizioni che consentono la disapplicazione della CFC rule. Lamministrazione fiscale fa proprie le disposizioni della Risoluzione del Consiglio dellUnione Europea sul coordinamento delle norme sulle societ estere controllate (SEC) e sulla sottocapitalizzazione nellUnione europea, dell8 giugno 2010, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea C156 del 16 giugno 2010, che prevede un elenco non esaustivo di indicatori, in presenza dei quali ragionevole presumere che gli utili della controllata estera siano stati artificiosamente trasferiti ad una CFC e quindi distratti dallo Stato UE di origine. In particolare, ai sensi della citata Risoluzione, sono considerati indicatori dellartificiosit della struttura estera: a. linsufficienza di motivi economici o commerciali validi per lattribuzione degli utili, che pertanto non rispecchia la realt economica; b. la costituzione non risponde essenzialmente a una societ reale intesa a svolgere attivit economiche effettive; c. non esiste alcuna correlazione proporzionale tra le attivit apparentemente svolte dalla CFC e la misura in cui tale societ esiste fiscalmente in termini di locali, personale e attrezzature; d. la societ non residente sopracapitalizzata: dispone di un capitale nettamente superiore a quello di cui ha bisogno per svolgere unattivit; e. il contribuente ha concluso transazioni prive di realt economica, aventi poca o nessuna fi-

nalit commerciale o che potrebbero essere contrarie agli interessi commerciali generali se non fossero state concluse a fini di evasione fiscale. La circolare 51/2010 dellAgenzia delle Entrate, puntualizza che lefficacia del parere reso dallAmministrazione finanziaria in merito alla disapplicazione del comma 8-bis dellarticolo 167 del Tuir non circoscritta al periodo dimposta cui la richiesta di disapplicazione rivolta. Ci in quanto la formulazione letterale della specifica esimente di cui al comma 8-ter (art. 167 TUIR) individua loggetto della valutazione affidata allAmministrazione nella sostanza della costruzione estera. evidente che il riconoscimento del carattere non artificioso della costruzione estera rappresenta, laddove verificato, un dato acquisito. Ci, ovviamente, a condizione che nei successivi esercizi permangano inalterate le condizioni fattuali rappresentate nellistanza sulla quale si fondato il parere positivo dellAgenzia delle entrate. Invece, in caso di parere negativo alla disapplicazione della CFC rule, resta impregiudicato per il contribuente la possibilit di presentare una nuova istanza di interpello. Ci ovviamente nel presupposto che nel frattempo si siano modificate le circostanze di fatto che hanno determinato in precedenza la pronuncia negativa dellAmministrazione finanziaria. Listanza per la disapplicazione della CFC rule va inoltrata allAgenzia delle entrate preventivamente, per il tramite delle competenti Direzioni Regionali. Come specificato con circolare n. 32/E del 2010, trattandosi di un comportamento che trova attuazione nella dichiarazione dei redditi, listanza va presentata a pena di inammissibilit in tempo utile per ottenere la risposta prima della scadenza del termine ordinario di presentazione della predetta dichiarazione. LAmministrazione finanziaria rende il proprio parere entro centoventi giorni decorrenti dalla data di consegna o di ricezione dellistanza di interpello da parte dellufficio () (cfr. articolo 4, comma 1, decreto 26 aprile 2001, n. 209), pena il consolidamento del silenzio-assenso. In caso di richiesta di documentazione integrativa, tale termine si interrompe e riprende a decorrere ex novo a partire dal momento in cui lAgenzia delle entrate riceve lulteriore documentazione.

Riferimenti
Decreto legge n. 78/2009 (norma e lavori preparatori) Commenti in relazione allart. 13 del d.l. 78/2009. Osservazioni integrative. Tavolo interassociativo Abi Ania Assonime-Confindustria (marzo 2010)

10

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

Decreto Ministero delle Finanze del 4 settembre 1996 Circolare Agenzia delle entrate n. 51 E del 6 ottobre 2010 Circolare Agenzia delle entrate n. 23 E del 26 maggio 2011 Circolare Agenzia delle entrate n. 28 E del 21 giugno 2011 Risoluzione Agenzia delle entrate n. 43 E del 12 febbraio 2008

Studio a cura della Commissione Imposte Dirette e reddito di impresa. Operazioni con Soggetti Residenti in Paesi Black List: Procedura operativa (giugno 2012). Studio a cura della Commissione Imposte Dirette e reddito di impresa. Oneri finanziari per bilancio 2011 e successivi. Procedura per la determinazione dellammontare deducibile (giugno 2012).

11

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

La tassazione a Malta
Fiscalit: analisi delle diverse tipologie di imposte

La caratteristica fondamentale del sistema impositivo maltese rappresentata dal fatto che le modalit di tassazione sono identiche sia per le persone giuridiche che per quelle fisiche.
Persone fisiche
Le persone fisiche sono soggette alle imposte sul reddito e sia i dipendenti che i lavoratori autonomi sono tenuti al versamento di somme a titolo di oneri contributivi obbligatori. Sono considerati soggetti passivi di imposta tutti i residenti. La base imponibile per il calcolo delle imposte rappresentata da attivit professionali, imprenditoriali, lavoro dipendente, interessi e dividendi, pensioni, locazioni e royalties. Le aliquote applicate per la determinazione delle imposte variano dallo 0 al 35%. Secondo le disposizioni normative contenute nel Income Tax Act del 1948 e nellIncome Tax management Act del 1994 sono soggetti passivi di imposta per tutti i redditi ovunque prodotti le persone fisiche ordinariamente residenti o domiciliate a Malta. Le persone fisiche che non hanno residenza ordinaria a Malta o non sono ivi domiciliate sono considerati soggetti passivi solo per quanto attiene ai redditi originati a Malta o per i redditi originati allestero ma introdotti a Malta, escluse le somme derivanti da capital gain. Un soggetto considerato residente ordinario quando dimostra immediatamente la propria intenzione a permanere per pi di 3 anni. In tal caso sar considerato residente a partire dal suo arrivo nel Paese. Secondo la normativa fiscale maltese se un soggetto residente a Malta, per domiciliato altrove sar soggetto a tassazione solo sui redditi prodotti a Malta mentre quelli prodotti allestero verranno colpiti solo se rimessi entro il territorio attraverso i canali bancari. I redditi assoggettati ad imposta sono: redditi dimpresa e lavoro autonomo, redditi da lavoro dipendente, da investimenti, da capital gain. Sono redditi esenti: alcuni redditi da capital gain, i redditi pensionistici, le borse di studio e gli assegni per il mantenimento dei figli.

Cristina Rigato nasce a Padova, dove attualmente svolge la professione di dottore commercialista presso lo Studio di cui fondatrice. Svolge attivit di consulenza in ambito aziendale, societario, fiscale, contabile e di internazionalizzazione dellimpresa ed autrice versatile con allattivo oltre 20 volumi e pi di 200 articoli per riviste specializzate nel settore tributario e contabile. relatrice a numerosi convegni in tutta Italia in diverse tematiche dellarea fiscale. cristina.rigato@studiorigato.com

Dividendi
Il sistema maltese si basa sullimputazione totale dellimposta pagata dalla societ a credito degli azionisti che ricevono il dividendo. Viene operata una distinzione fra reddito imponibile ed esente. Le persone fisiche e le societ di persone residenti che incassano il dividendo proveniente dai redditi imponibili non subiscono ulteriore imposizione poich laliquota massima del 35% comune con quella delle societ. I di-

Fiscalit esteran. 9 2013

ASPETTI FISCALI

videndi provenienti da redditi esenti scontano invece una ritenuta del 15% se distribuiti a persone fisiche e societ di persone maltesi. Non si applica alle societ di capitali residenti.

Soggetti non residenti


- Il reddito, ad esclusione dei dividendi, interessi e royalties, pagato ad un soggetto non residente viene applicata una ritenuta alla fonte del 25% Persone - Le distribuzione di dividendi fisiche asoggetti non residenti sono esenti se non riconducibili ad una stabile organizzazione in Malta - I capital gains derivanti dalla vendita dititoli sono esenti Le societ non residenti sono tassate mediante lapplicazione dellaliquota pari al 35% sui redditi prodotti in Malta. I capital gains derivanti dalla cessione di azioni in societ maltesi il cui capitale non Persone sia costituito interamente o prevalentemente giuridiche in propriet immobiliari localizzate nel paese, sono esenti da imposta. Gli interessi e le royalties percepiti da societ non residenti sono esenti da imposizione se ottenuti al di fuori di una stabile organizzazione in Malta.

Reddito societ
Per quanto riguarda le societ, soggetti passivi di imposta sono quelle societ costituite a Malta o comunque con un centro di gestione situato in territorio maltese. Laliquota ordinaria applicata per il reddito delle societ pari al 35% del reddito prodotto. A fronte di questo rilevante carico impositivo sono previste per diverse forme di agevolazioni soprattutto in favore di quelle imprese che hanno rapporti con lestero o che investono nella realizzazione di impianti. In particolare sono deducibili le spese sostenute per la produzione del reddito, gli interessi sui prestiti, le locazioni, le spese di ristrutturazione e manutenzione, i contributi a fondi pensione. Limposta societaria colpisce i redditi ovunque prodotti dai soggetti residenti o i redditi prodotti nel Paese dai soggetti non fiscalmente residenti. Sono previste specifiche esenzioni da imposta per determinate categorie di societ quali: le societ cooperative e le collective investiment scheme (CIS): Ai fini dellimposizione sui redditi societari sono considerate fiscalmente residenti, a prescindere dal luogo di costituzione, le societ la cui gestione o amministrazione sia svolta nel Paese, considerando a tal fine la residenza degli amministratori, la localizzazione del centro di direzione dellimpresa e il luogo in cui vengono prese le decisioni strategiche relative alla conduzione dellattivit

Iva
Laliquota standard ammonta al 18%, mentre laliquota ridotta del 5% prevista per le forniture di energia elettrica, di natura medica, per gli oggetti artistici e per i servizi turistici e unaliquota ridotta al 7% sulle prestazioni di alloggio. Laliquota ridotta a zero viene utilizzata per alcune attivit tra cui: riparazioni di aerei e barche, generi alimentari e trasporti. Operazioni esenti sono quelle relative a: immobili, servizi finanziari, servizi ospedalieri e prestazioni mediche, servizi postali e assicurativi.

Imposta sui trasferimenti immobiliari


Il trasferimento della propriet immobiliare assoggettato ad unimposta pari al 5% del maggiore tra il valore del contratto e il valore effettivo della propriet.

13

Fiscalit esteran. 9 2013

SOCIETARIO

Holding con sede a Cipro


How to proceed

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Universit Nice Sophia Antipolis (Iut Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista Professione Azienda premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate. info@ascheri.co.uk

Cipro una delle destinazioni ideali per la pianificazione fiscale internazionale, le holding di Cipro traggono vantaggi dal favorevole regime fiscale ad esse applicato in Cipro. Non c una specifica forma giuridica per la costituzione di una holding con sede a Cipro (CHC), pertanto esse possono svolgere le pi svariate attivit e fornire diversi tipi servizi. Il reddito delle holding derivante dallo svolgimento di unattivit commerciale oggetto di tassazione in Cipro, mentre i redditi da investimento sono esenti.
Forme giuridiche
Una holding con sede legale a Cipro (CHC) pu essere costituita sia nella forma di societ a responsabilit limitata, che nella forma di societ per azioni.

Costituzione
Non richiesto un versamento minimo a titolo di capitale sociale al momento della costituzione di una societ holding, fuorch che nel caso in cui la totalit del capitale sociale, o parte di esso, sia detenuta da un soggetto non residente in uno degli Stati appartenenti allUnione Europea. In tal caso previsto un importo minimo ammontante a 1.000 lire cipriote, previa approvazione della Banca Centrale.

Fiscalit
Una holding con sede a Cipro (CHC) tassata allaliquota ordinaria del 10% sul reddito complessivo su base mondiale. Una holding considerata fiscalmente residente a Cipro (CHC) laddove le attivit di controllo e di gestione della stessa siano svolte sul territorio cipriota. Al contrario le societ non residenti sono tassate esclusivamente per il reddito generato dalla loro stabile organizzazione in Cipro, e per quello derivante dalla locazione di immobili situati a Cipro. Anche in assenza di una specifica convenzione contro la doppia imposi-

Fiscalit esteran. 9 2013

SOCIETARIO

zione, le societ holding con sede a Cipro (CHC) possono beneficiare unilateralmente di crediti dimposta sulle imposte pagate allestero sui redditi e plusvalenze.

Redditi
Il reddito imponibile di una CHC si calcola sui valori del bilancio annuale redatto conformemente ai criteri contabili internazionali, soggetti a rettifiche e variazioni. Sono inoltre deducibili tutte le spese sostenute esclusivamente a fini commerciali, non essendo al contrario deducibili le spese sostenute con riferimento a redditi esenti da imposizione.

Esenzione sullimposta sul reddito


A fini fiscali, le holding non residenti (ovvero societ la cui attivit di direzione e controllo non si trova a Cipro) non sono soggette allimposta sul reddito. Tali societ non possono per beneficiare ne delle disposizioni contenute nei trattati contro la doppia imposizione fiscale, e nemmeno della altre agevolazioni concesse dal regime fiscale applicato alle societ residenti. I profitti delle stabili organizzazioni estere di societ residenti non sono soggetti a tassazione. Elementi chiave del regime fiscale cipriota

Tuttavia questa esenzione non concessa laddove pi del 50% degli utili della stabile organizzazione derivino da attivit di investimento, oppure nel caso in cui limposta estera sia significativamente inferiore rispetto a quella applicata in Cipro. Si segnala da ultimo che i profitti derivanti dalla vendita di titoli (partecipazioni azionarie,etc.) sono esenti dallimposta sul reddito. Esenzione sui dividendi I dividendi percepiti da una holding residente a Cipro (CHC) non sono soggetti n a imposta sul reddito delle societ e non contribuiscono alla formazione del reddito imponibile. Tuttavia potrebbero essere soggetti al pagamento del contributo speciale per la difesa, con aliquota pari al 20%. Tale contributo speciale per la difesa non pagabile nel caso in cui concorrano le seguenti due condizioni: pi del 50% del reddito della societ controllata deriva, direttamente o indirettamente, da attivit commerciali ed inoltre laliquota dimposta estera inferiore al 5%. Laddove le condizioni sopracitate non siano soddisfatte, le imposte pagate allestero sui dividendi originati a Cipro possono comunque configurarsi come credito di imposta sulle imposte pagate a Cipro.

Costituzione Societ a responsabilit limitata; Societ per azioni 1 0 1(Societ a responsabilit limitata) 1(Societ per azioni) Tipo di azioni: Preferenziali, rimborsabili e con diritto di voto Requisiti di sostanza: Nessuno Tassazione Imposta sui conferimenti: 0% Imposta sul patrimonio: 0% Imposta sul reddito della societ: 10% Convenzioni contro la doppia imposizione: 43 Esenzione sui dividendi: 100% Esenzione sulle plusvalenze: S Requisiti della holding: Le azioni non devono rappresentare propriet immobiliari situate a Cipro Credito di imposta: S Compensazione delle perdite: riporto in avanti sugli esercizi successivi Tassazione delle societ controllate straniere No Rapporto debiti/capitale: No Ritenute alla fonte Dividendi: Residenti 20% Non residenti 0% Interessi: Non residenti 0% Royalties: Non residenti 10%* Liquidazione: Nessuna Forma giuridica: Capitale minimo sottoscritto: Capitale minimo interamente versato: Numero di soci: * Questa ipotesi si pu configurare solo se la royalty utilizzata allinterno del territorio di Cipro, diversamente non prevista alcuna ritenuta alla fonte.

15

Fiscalit esteran. 9 2013

SOCIETARIO

Esenzione sulle plusvalenze


Le plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili esteri, di propriet di societ residenti in Cipro, sono esenti da imposizione. Limposta sulle plusvalenze si applica esclusivamente: a) laddove le cessioni immobiliari abbiano ad oggetto propriet situate a Cipro; b) nel caso di cessione di azioni non quotate detenute da una societ che possiede beni immobili situati in Cipro.

Esenzione sulle royaties


A partire dal 2012, l80% del reddito netto derivante da propriet intellettuali e l80% degli utili generati da cessioni di propriet intellettuali detenute da societ assoggettate al regime fiscale cipriota sono esenti dallimposta sul reddito.

Alcuni vantaggi derivanti dalla costituzione di una holding a Cipro


Oltre ai comuni vantaggi derivanti dallutilizzo di una holding, le holding cipriote godono di queste ulteriori esenzioni.

Esenzione sugli interessi


In forza delle modifiche legislative apportate nel 2009, gli interessi attivi derivanti dallattivit ordinaria della societ sono soggetti alla sola imposta sui redditi. Al contrario gli interessi passivi sono soggetti al contributo speciale per la difesa con aliquota del 15% (10% fino ad agosto 2011).

Esenzione dalla ritenuta alla fonte sulpagamento di dividendi, interessieroyalties


Nellipotesi in cui i soci non siano residenti a Cipro, i dividendi e gli interessi corrisposti da una holding residente a Cipro (CHC) sono esenti da ritenuta alla fonte.

16

Fiscalit esteran. 9 2013

SOCIETARIO

La Cina e il modello del familY business italiano le PMI


Introduzione delle Imprese Italiane al mercato cinese

Per una Family Business italiana valutare lavventura cinese tuttaltro che semplice. In prima battuta sembra di poter dire che, allo stato, lo sbarco in terra cinese sembra essere senzaltro adatto alle medie-grandi family business ma molto pi difficile per le piccole. Anche se le infrastrutture cinesi sono pronte (a differenza dellIndia) tuttavia si devono rilevare di fatto delle problematiche operative non indifferenti.
Silvia Salvini, avvocato civilista forense e civilista dimpresa, iscritta allalbo dellOrdine degli Avvocati di Pisa dal 1992. Ha conseguito nel 2009 un master in Economia Aziendale allUniversit di Pisa in Management for Family Business MAFAB. stata promotrice e responsabile scientifico per lODA di Pisa del Corso di alta specializzazione Avvocato per limpresa, presso la Scuola di Studi Superiori SantAnna di Pisa 2003. arbitro presso le Camere di Commercio di Pisa e Firenze. specializzata in diritto commerciale e fallimentare cinese, in diritto musulmano e dei Paesi Islamici, in arbitrato societario e internazionale.

Limpatto con il mondo Cina forte per un occidentale, quindi quanto pi esso arriver strutturato tanto pi riuscir a reggere questo impatto. Prima di ogni altro aspetto di tipo economico-giuridico occorre dire che chi vuole avere a che fare con la Cina, in modo non occasionale, deve confrontarsi con il pensiero della Cina. Gli Occidentali, consapevoli o meno, ritengono di rappresentare ogni forma di pensiero, ma non cos. Noi Occidentali, irrigiditi nella nostra mentalit di derivazione illuministica e caratterizzata dallo scontro, nel nostro approccio con la Cina non riusciamo a tenere presente il punto di vista del popolo cinese. Armonia e cooperazione universale sono gli ingredienti base della mentalit cinese. Viene da obiettare che siamo a fare affari e non filosofia, ed vero, ma noi ci portiamo addosso un terribile, e sbagliato, sbarramento tra ci che materia e profitto e tutto ci che non lo . In Cina per non cos. In Cina ogni cosa dipende dalle altre, la coesistenza necessaria allesistenza e ciascuna cosa deve coordinarsi con le altre per raggiungere il proprio stato ottimale. Da questo si pu comprendere il perch le trattative negli affari con i cinesi risultino alla parte occidentale estenuanti e inconcepibilmente lunghe anche quando laccordo ormai raggiunto (o sembra raggiunto). Dobbiamo considerare anche un altro importante aspetto con cui limpresa deve fare i conti dopo il suo arrivo in terra cinese: Affari e Politica sono in Cina fortemente e caratteristicamente connessi. Nel pensiero cinese, che affonda profondamente le proprie radici nella concezione confuciana (fare politica legittimare il giusto ordine), la politica uno strumento morale. La moralit pertanto lobiettivo della politica tradizionale, ed essa cerca di tenere sotto controllo la natura umana nellambito di un sistema ordinato. In un mondo pacifico e ordinato le cose possono essere sempre migliorate mentre il disordine distrugge tutto ci che vi di buono. Pace e ordine sono quindi il punto di partenza e la garanzia essenziale della politica in Cina fin da

Fiscalit esteran. 9 2013

SOCIETARIO

tempi lontani. Ecco perch la stabilit sociale la cosa pi importante agli occhi dei politici cinesi anche di oggi. Questo significa che anche laddove la legge regola una certa circostanza la sua interpretazione varier poi da caso a caso, e addirittura da ufficio a ufficio, secondo, appunto, la sottesa regola generale della onnipresenza dello Stato (e del Partito) a garanzia della stabilit sociale. In Cina possibile fare molto ma quasi tutto difficile e complesso. Unimpresa, soprattutto se piccola, si deve guardare da valutazioni affrettate, dal credere di poter comprendere la Cina in pochi giorni e da una pianificazione approssimativa. La Cina in pieno fermento e ricca di opportunit ma proprio per questo essa carica di insidie. Siamo di fronte ad un Paese complesso dalle molte sfaccettature e le scorciatoie, o le scelte emotive, possono rivelarsi fatali e portare allinsuccesso. Pu la nuova realt economica cinese accogliere, adottare e sviluppare in seno al proprio tessuto economico-sociale il modello del family business italiano cio delle piccole-medie imprese di tipo familiare che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano? Attualmente per un cinese in Cina il concetto di impresa ancora distante dal concetto di impresa di tipo occidentale ed anche se in terra cinese tutto molto veloce nel suo divenire tuttavia ancora improprio parlare di un sistema imprenditoriale cinese. Fino a troppo poco tempo fa le vere aziende erano soltanto statali, quindi sol-

tanto da un tempo relativamente recente che i cinesi hanno cominciato a ragionare e a configurarsi come autonomi soggetti economici allinterno di un sistema economico-produttivo. In Cina il ruolo della famiglia nellazienda importante ma non coincide esattamente con quello di tipo italiano. Con un gioco di parole si potrebbe dire che in Cina, per ora, si osserva il fenomeno di familiari in affari ma non si assiste ad aziende di famiglia strutturate, o da strutturare, come invece si osserva nelle aziende di tipo familiare italiane. Sicuramente le dinamiche e le logiche che caratterizzano le imprese di tipo familiare italiane hanno la possibilit di ben evolversi allinterno della realt cinese e della sua cultura. Gli elementi che caratterizzano la family business italiana possono essere riassunti come di seguito: investimenti di lungo periodo e non speculativi (patient capital); fiducia tra i membri della famiglia (che spesso va a supplire il basso grado di efficienza del sistema legale cio dellenforcement contrattuale); costi di agenzia minori; gli interessi del manager di famiglia coincidono esattamente con linteresse dellazienda. In ultimo da rilevare che in paesi come la Cina, dove i contatti politici e personali sono importanti, lazienda di famiglia avr senzaltro pi possibilit di esprimersi. Su queste fondamentali premesse e solo su questa base potranno essere valutati successivamente tutti gli altri aspetti con cui limpresa straniera dovr confrontarsi dopo il suo sbarco in Cina.

18

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Business english o italian english business correspondence?

Da qualche anno stato coniato il termine Business English. Cose Business English?
In realt un contenitore di materiale promiscuo. Il pi delle volte non corrisponde a ci che si cerca o che si intendeva originariamente. Provate a cercare su Google questo termine. Vi riporto la definizione che trovo su Wikipedia: Business English is English language especially related to international trade. It is a part of English for Specific Purposes and can be considered a specialism .... Many non-native English speakers study the subject with the goal of doing business with English-speaking countries, or with companies located outside the Anglosphere but which nonetheless use English as a shared language or lingua franca. Much of the English communication that takes place within business circles all over the world occurs between non-native speakers. In cases such as these, the object of the exercise is efficient and effective communication. The strict rules of grammar are in such cases sometimes ignored, when, for example, a stressed negotiators only goal is to reach an agreement as quickly as possible. In pratica si parla di lingua franca, cio di linguaggio basico, comune, con il quale al di l di grammatica ed eleganza espressiva e di maniere (cosa che dovrebbe far parte della contrattazione a mio avviso) si vuole stabilire dialogo con controparti all over the world cio ovunque site nel mondo e non native speakers cio non anglofone di nascita. ... Business English means different things to different people.[who?] For some, it focuses on vocabulary and topics used in the worlds of business, trade, finance, and international relations. For others it refers to the communication skills used in the workplace, and focuses on the language and skills needed for typical business communication such as presentations, negotiations, meetings, small talk, socializing, correspondence, report writing, and so on. In both of these cases it can be taught to native speakers of English, for example, high school students preparing to enter the job market. ... It can also be a form of international English. Cosa dunque? Il ritorno dellesperanto trasformato in un inglese che poi al di l dei termini tecnici usati, non quello che si usa fra native speakers?; una sorta illusoria di contrattazione globale in realt fatta di sola forma ma non di sostanza? Mi domando a che serve sapere come dialogare, a cosa serve sapere la terminologia e come e di quanto scremare la colloquialit se poi non si in possesso delle basi tecniche per poter a ragion veduta discutere con le controparti. Gli Inglesi e gli Americani non studiano Business English. Se si deve scrivere un contratto o controllare la contabilit o i verbali di una societ estera, non si studia Business English.

Francesca Romana Bottari si laurea in Economia e Commercio nel 1985 con il massimo dei voti alla L.U.I.S.S. di Roma, discutendo una tesi sperimentale in Matematica Finanziaria sulla diversificazione e ottimizzazione del portafoglio investimenti nel mercato internazionale. Matura una significativa esperienza aziendale lavorando nel Controllo di Gestione di multinazionali. Come Direttore Finanziario di una nota compagnia aerea, si occupa di Internal Auditing e riorganizzazione amministrativa e attua il processo di privatizzazione per la sede italiana. Si iscrive allAlbo Commercialisti di Roma nel 1989. Matura diverse esperienze professionali allestero, principalmente per gestire progetti di carattere imprenditoriale. Prima di rientrare in Italia, svolge la propria attivit a Tripoli in Libia ove anche insegna Business Administration. Dal 2007 svolge la propria attivit di Commercialista a Roma. Dal 2010 ha organizzato ed docente di Business English per Commercialisti alla Fondazione Telos (ODCEC Roma). relatrice in convegni su tematiche legate allutilizzo delle metodologie angloamericane di contabilit e controllo ed autore di pubblicazioni e articoli su tematiche contabili e fiscali. Oltre alla lingua italiana, parla correntemente, russo, francese e inglese, questultima conosciuta e utilizzata anche ai fini lavorativi. frbottari@gmail.com

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Al di l della terminologia, c bisogno di conoscere i metodi di tenuta della contabilit duso internazionale i termini tecnici, le metodologie valutative che sono tutte per lo pi anglo-americane. Se il caso, si applicano oppure le si sanno leggere, valutare o discutere. Si riesce cos a diventare interlocutore non passivo della controparte estera, perch si conosce la lingua inglese come mezzo di scambio e quindi si conoscono anche quali tecniche, sistemi o usi applicare. Nel caso societario, normativo e fiscale dobbligo il riferimento al collega estero. importante per avere una infarinatura degli usi e leggi locali per poter lavorare coscienziosamente. importante definire quindi il campo di applicazione e poi sapersi e potersi controrelazionare con linterlocutore o collega estero. Vi faccio un esempio. Lo sapevate che negli Stati Uniti le societ di capitali non depositano i bilanci? Lo sapevate che sempre negli USA le norme che regolano diritti e doveri dei soci sono contenute nellOperating Agreement, cio nellatto costitutivo e nello statuto? Ecco sono gi usi, leggi, metodi di lavoro completamente diversi. Basta solo sapere linglese Commerciale, il cos detto BE? Credo proprio di no. Sono dunque favorevole al BE, ma ritengo che bisogna andare oltre perch alla lunga BE mostra limiti di conoscenza e applicativi e diventa una forma standard e poco vera di gestione degli affari. Propongo in questo articolo tre esempi di lettere commerciali in inglese che spero possano essere utili, ma al contempo rammentino la necessit di uno studio pi approfondito delle tecniche e metodologie di Business Administration.

que nella vostra area la settimana prossima e coglier loccasione per recarsi alla Vostra ditta. Restiamo in attesa di una Vostra risposta che confidiamo sar favorevole e Vi ringraziamo sentitamente.

........plc Dear Sirs, we have heard from business associates that you are looking for an agency for the promotion of your products in the US. We feel that we may be of assistance to you: we are a long established agency with offices on the east coast of the United States and are experienced in the sale and promotion of .....We have helped several British firms to boost their US sales and are convinced that you could benefit from our experience. Our italian representative..(name)...., would be pleased to call on you to discuss your needs further. You can contact him on........ or emailing .........He will in any event be in your locality in the coming week, and will take the opportunity of calling on you. Yours faithfully ........

2. Pagamento di fatture Richiesta diproroga Payment of invoice Request fordeferral


Spett.le.....srl Alle cortese attenzione dellufficio amministrativo Oggetto: pagamento ......(nome merce venduta o numero fattura) Con riferimento al Ns recente accordo del...... 20xx, relativo al pagamento del...... Come ricorderete versammo un acconto di euro...... e concordammo di versare ulteriori 10 rate mensili di ...euro cadauna. Come sapete abbiamo effettuato puntualmente i versamenti relativi di agosto e settembre. Purtroppo, a causa della difficile situazione economica in cui si trova lazienda, non siamo in grado di effettuare i versamenti nel modo e nei tempi convenuti. A causa del ridotto cash flow non possiamo versare pi di ..... euro al mese. Vogliate perci accordarci un incontro per discutere quanto qui esposto e per raggiungere un accordo reciprocamente soddisfacente. In attesa di una vostra favorevole risposta vi porgiamo distinti saluti .........

1. Richiesta di concessione dirappresentanza Soliciting an agency


Spett.le Ditta.....SpA New York....... c.a. Direttore Commerciale Oggetto: Richiesta di rappresentanza Abbiamo appreso da soci in affari che cercate attualmente unagenzia per la promozione dei Vs prodotti negli USA. Siamo certi di potervi assistere: la nostra agenzia che affermata nel campo si avvale di uffici negli Stati Uniti sulla costa orientale ed ha acquisito una certa esperienza nella vendita e nella promozione di ... Essa ha inoltre assistito diverse societ britanniche ad aumentare le loro vendite negli USA e siamo convinti che anche voi potrete trarre vantaggio dalla nostra esperienza nel campo. Il nostro rappresentante per lItalia, ...(nome)...... sarebbe lieto di incontrarvi per discutere ulteriormente le vostre esigenze. Vogliate contattarlo al numero telefonico ......., email ........ Egli si trover comun-

............Ltd Re: ..... (product name or invoice number) Dear Sirs

20

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

I refer to our recent agreement of ....... 20xx regarding payment for ....... As you will recall, we paid an initial instalment of euro ...... and agreed to 10 further monthly instalments of euro....... The August and September instalments, as you will know, have been paid promptly. However, owing to the serious economic situation we find ourselves in, we are at the moment unable to make payments as agreed. Because of our reduced cash flow we are unable to pay more than ..... euro a month. We would, therefore, appreciate the opportunity to discuss this matter with you and reach a mutually satisfactory arrangement. Yours faithfully ......

la messa a punto del nuovo impianto e successivamente per laccreditamento dei versamenti dei clienti, i pagamenti dei fornitori locali etc. Vogliate comunicarci tutte le formalit necessarie, sia generali che pertinenti solo alle Banca......, oltre alle vostre competenze bancarie per conti di questo tipo. Ringraziandovi per la vostra cortese collaborazione cogliamo loccasione per porgervi distinti saluti .......

*
...........

3. Richiesta di informazioni sullapertura di un conto corrente bancario commerciale Requesting information about opening a business bank account
......... c.a. direttore oggetto: apertura conto commerciale Lanno prossimo la societ ...... prevede la messa a punto di uffici e di un impianto ....... a ..... e vorrebbe ricevere informazioni sullapertura di un conto presso la vostra filiale. Detto conto sarebbe usato inizialmente per il trasferimento di fondi per il finanziamento del-

Dear Sir We are proposing to open an office and ...... facility at ....... in the new year and would appreciate some information about opening a bank account at your branch. Initially we would be transferring funds to finance the setting up of our new business premises. Thereafter we would expect to use the account to receive payments from customers and to pay local suppliers, etc. We would be most grateful if you could inform us of all the formalities that we need to observe, both public and particular, to ....... Bank. Could you also inform us of your charges on business accounts? Yours faithfully ........

21

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Le strategie di specializzazione efocalizzazione nel settore della chimica specialistica


Tra le migliori piccole societ statunitensi del settore della chimica specialistica, ritroviamo esempi interessanti di come la specializzazione dellofferta possa aprire allopportunit di servire ampi e diversificati mercati. Dal bio-carburante, alle componenti chimiche per lindustria alimentare e farmaceutica, ai fertilizzanti e prodotti chimici personalizzati, i best performer della chimica specialistica hanno saputo trovare ampi spazi di crescita economica partendo dalla capacit di specializzare la propria offerta, spesso grazie allo sviluppo tecnologico e alla ricerca, talvolta grazie alla capacit di diversificare, comunque sempre puntando sulla qualit del prodotto.
Le migliori piccole societ statunitensi
Tra le aziende best performer del settore della chimica specialistica, che si riferisce alla produzione di componenti chimici destinati a specifici utilizzi, generalmente in ambito industriale e produttivo, troviamo FutureFuel (bio-carburanti), Quaker Chemical (lavorazioni metalliche e verniciature), Balchem (micro-incapsulazione), LSB Industries (trattamento dei materiali), Hawkins (chimica farmaceutica), KMG Chemicals (prodotti per lindustria dei semiconduttori, trattamento del legno e alimentazione animale). Il livello di specializzazione tendenzialmente elevato e, diversamente da quanto spesso accade per comparti pi a valle delle filiere, limpiego di tali prodotti spesso destinato ad una vasta gamma di settori. Le sei aziende elencate da Forbes presentano tassi di crescita medi molto interessanti. Il tasso di crescita composito delle vendite, tra il 2008 e il 2012 in media del 21,5%, con punte del 48% per FutureFuel e del 32% per KMG. La crescita del valore prodotto da queste realt si rispecchia anche nel rapporto tra i profitti (al netto dei dividendi) e le azioni distribuite nel mercato finanziario (Earnings Per Share EPS), che in media cresciuto del 25%. FutureFuel segna un outperforming 48%. Infi-

Stefano Grigoletti, laureato in Economia e Commercio presso lUniversit degli Studi di Verona, consulente e formatore in Marketing e Organizzazione aziendale e dal 2009 professore a contratto per linsegnamento di Economia e Gestione delle Imprese alla Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit degli Studi di Padova. Collabora con aziende di diversi settori ed in particolare dei servizi di Information Technology Business to Business.

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Company FutureFuels Quaker Chemical Balchem LSB Industries Hawkins KMG Chemicals

Specialization (H M L) High Medium High Medium High High

Sales sept 2012 M$ 369 710 299 792 345 279

CA Sales Growth rate, sept 08-12 0.48 0.05 0.2 0.07 0.17 0.32

CA Earnings per Share Growth rate, sept 08-12 0.48 0.24 0.24 0.19 0.24 0.11

Average Return on Equity, sept 08-12 0.1 0.15 0.19 0.34 0.17 0.14

Profit M$ 39 46 40 75 20 11

Employees 500 1643 365 1841 343 336

Fonte: elaborazione da Forbes, Best Small Companies, 2012 ne, il Return On Equity nel periodo 2008-2012 in media del 18%. LSB mostra un valore superiore alla media e pari al 34%. verso una tecnologia proprietaria (micro-encapsulation technology) ed impiegati nella preparazione e distribuzione di cibi e di medicinali. Lazienda ha inoltre una seconda divisione dedicata alla realizzazione di soluzioni per lo stoccaggio, il recupero e il trasporto di prodotti medicali. Infine, lazienda produce e distribuisce prodotti per la nutrizione degli animali. Linvestimento in tecnologia, competenze e persone qualificate costituisce una scelta strategica per Balchem, su cui si basato lo sviluppo e lampliamento delle linee di offerta.

FutureFuel
FutureFuel una societ operante nei comparti chimico e bio-carburanti. Con riferimento alla produzione di bio-carburanti, lazienda proprietaria di una vasta area dedicata non solo ai laboratori e alle strutture necessarie per lattivit di lavorazione ma anche al trattamento dei rifiuti liquidi e alla coltivazione di grano e materie similari, entrambi coinvolti nella produzione di biodiesel. Seppur lofferta di bio-carburanti prevede anche la vendita di bio-carburanti ibridi, lintento della societ chiaramente rivolto alla ricerca di fonti energetiche sempre pi sostenibili. Forte delle competenze di ricerca, FutureFuel amplia la propria attivit con la business unit Chemicals, dedicata alla realizzazione di prodotti chimici personalizzati e non tradizionali, rivolti a terze parti.

LSB Industries
LSB Industries presenta due specifiche aree di business, segno di una forte diversificazione dellattivit: la prima dedicata alla realizzazione e vendita di prodotti per il condizionamento per interni; la seconda focalizzata sulla produzione di soluzioni chimiche per i settori primario, industriale, estrattivo. In particolare, le business units comprese in questa seconda area di attivit si riferiscono alla realizzazione di fertilizzanti, componenti chimici (acidi) utilizzati per la produzione e il trattamento di una vasta gamma di materiali con specifiche propriet.

Quaker Chemical
Quaker Chemical Corporation si occupa di attivit di sviluppo, produzione e vendita/distribuzione di prodotti chimici riferiti, in particolare, allindustria delle lavorazioni metalliche e delle verniciature (temporanee e permanenti) per prodotti metallici e non metallici. Nel proprio portafoglio presenta diversi specifici prodotti per numerosi settori dellindustria manifatturiera, tra cui aerospaziale, automotive (equipaggiamenti e produzione di autoveicoli), lavorazioni dellacciaio, attivit estrattive, destinati alla linea produttiva e alle operations in generale. Dal 2009 ha avviato un importante percorso di acquisizioni di altre realt del settore in cui opera.

Hawkins
Hawkins produce componenti chimici specializzati, dedicati a diversi settori industriali, tra cui lagroalimentare e alimentare, il medico e farmaceutico, energia e elettronica. Principalmente, i prodotti chimici realizzati da Hawkins sono costituiti da prodotti specifici per i propri clienti, in relazione al settore di appartenenza; oltre a questa vasta gamma di soluzioni, lazienda distribuisce anche componenti chimici grezzi e miscelati. Nel 2009 lazienda ha avviato un significativo percorso di riposizionamento che ha portato ad una maggiore focalizzazione sui processi di marketing e vendite per il settore farmaceutico, con unofferta di prodotti chimici per farmacie e piccole aziende produttrici di farmaci.

Balchem
Balchem sviluppa, produce e distribuisce al mercato finale una vasta gamma di prodotti per lindustria alimentare e farmaceutica realizzati attra-

23

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

KMG Chemicals
KMG Chemicals opera in tre principali aree di business: elettronica, trattamento del legno e alimentazione animale. Le soluzioni di KMG vengono industrializzate e distribuite ai mercati target, a livello globale. Lofferta dedicata al segmento dellindustria elettronica costituita da soluzioni chimiche impiegate nei processi di lavorazione e trattamento dei semiconduttori. I prodotti per il trattamento del legno sono impiegati principalmente per il mantenimento di infrastrutture nei settori delle utilities e trasporto ferroviario. I prodotti per lalimentazione animale sono costituiti da alimenti supplementari utilizzati nelle attivit di allevamento.

La specializzazione come leva perlosviluppo del Mercato


Attenzione alla sostenibilit ambientale e alla ricerca di fonti energetiche alternative, grazie anche al presidio delle attivit di coltivazione e trattamento delle componenti naturali coinvolte nella produzione di bio-carburanti. Presidio della filiera verticale per la realizzazione di componenti chimici per prodotti metallici e non, impiegati nei processi produttivi industriali. Sviluppo di una tecnologia (la micro-incapsulazione) impiegata nella realizzazione di una vasta gamma di prodotti chimici per lindustria alimentare e farmaceutica. Focalizzazione sulla produzione di fertilizzanti e componenti chimici acidi con varie destinazioni duso. Personalizzazione dei prodotti in linea con le specifiche esigenze del mercato, forte di una iniziale capacit di servire un ampio

spettro di comparti industriali e declinato successivamente in una strategia di focalizzazione verso il settore farmaceutico. Mix di focalizzazione e diversificazione tale da portare ad unofferta specializzata per pochi specifici mercati target. Queste sono le indicazioni che si traggono dagli esempi analizzati. Seppur in varie forme, la specializzazione dellofferta evidente in ciascuna delle societ oggetto del panel. In alcuni casi, lofferta specifica destinata a specifici mercati; in altri casi la specializzazione del prodotto, che nel caso della chimica spesso un componente re-impiegato nei processi produttivi del cliente, permette il suo utilizzo in una vasta gamma di settori. Emerge in generale la capacit per tali aziende di vedere e cogliere importanti opportunit di crescita in numerosi Mercati di riferimento.
Focalizzazione diMercato Bassa FutureFuels Alta (vari mercati target) Quaker Bassa Media Chemical (vari mercati target) Media (alimentare Balchem Alta efarmaceutico) Bassa LSB Industries Media (vari mercati target) Medio-Bassa (prodotti personalizzati Hawkins Alta e soluzioni specifiche per il farmaceutico) Media (industria KMG dei semiconduttori, Alta trattamento del legno, Chemicals alimentazione animale) Fonte: elaborazione da Forbes, Best Small Companies, 2012 Societ Specializzazione dellofferta

24

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

LIRAN E LEMBARGO
Un mercato aperto per gli investimenti

Ana Maria Prez Magdalena nasce in Spagna dove si laurea nel 1993, a Valencia. Dopo diverse esperienze professionali allestero, anche di carattere didattico, tra cui spicca quella svolta in Inghilterra, approda a Trieste nel 1997, dove inizia la sua collaborazione con lo Studio Degrassi&Partners. Ha maturato esperienza nel settore della pianificazione e dellinternazionalizzazione dimpresa, particolarmente nei Paesi dellEst Europa, dove ha gestito diversi progetti di carattere imprenditoriale ma anche in collaborazione con enti pubblici o a capitale misto. Tra i paesi incrociati nel suo percorso professionale, caratterizzato da costanti esperienze maturate allestero, la Russia quello che lha vista maggiormente impegnata nel coordinamento di progetti, che vanno dalla selezione e creazione dello strumento adatto per operare, alla delocalizzazione, passando per lo sviluppo della Model Farm e la creazione di incubatori per le aziende; la predisposizione di Studi settoriali di carattere commerciale o il coordinamento di attivit di tipo legale/fiscale sul territorio fanno parte dellattivit che gestisce in collaborazione con la sede locale. Ha coordinato e partecipato anche in qualit di relatrice a convegni e incontri di Studio nel settore dellinternazionalizzazione dimpresa.

Nel percorso di internazionalizzazione di una azienda, la selezione dei mercati su cui operare uno degli aspetti pi difficili da affrontare. Alcuni mercati hanno elevatissime potenzialit di sviluppo e offrono delle opportunit notevoli alle aziende che vogliono investire o soltanto vendere i loro prodotti, ma spesso loperatore si scontra con ostacoli di carattere operativo che devono essere superati. Il primo passo che deve dare unazienda quello di raccogliere tutte le informazioni che servono nel percorso di internazionalizzazione dal momento in cui si opta per quel mercato al momento in cui viene portata a termine lattivit prescelta. Un esempio di Paese con altissime potenzialit di sviluppo e grande appetibilit per gli operatori italiani lIran, conosciuto come la seconda economia in Medioriente dopo lArabia Saudita.
Leconomia iraniana trainata dai settori del petrolio e del gas e lo stato rimane il principale protagonista delleconomia. Tuttavia, vi sono tanti altri settori, collegati o meno al petrolio e al gas che sono in costante sviluppo e hanno forti possibilit di espansione. La storia dei rapporti economici tra lItalia e lIran dimostra come vi sia stato un reciproco profitto, nonostante i cambiamenti nei governi delle due nazioni. In tutti questi anni sono stati stipulati diversi accordi tra cui: Accordo Italia-Iran firmato a Roma il 10 marzo 1999 sulla reciproca promozione e protezione degli investimenti che nel luglio 2002 stato ratificato; accordo Italia-Iran firmato a Roma il 25 luglio 1990 per i trasporti internazionali su strada che da parte dellIran stato ratificato nel dicembre 1992;

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

accordo di cooperazione scientifica che nellottobre 1996 stato firmato: prevede il rilancio della cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra i due Paesi; accordo per riscadenzare il debito del 27 luglio 1994 tra SACE e la banca centrale iraniana su base privata; accordo per la scadenza delle quote di scoperto assicurativo di crediti assicurati Credit Extension Agreement raggiunto tra Mediocredito e Bank Tejarat e Bank Markazi a Roma in data 27 settembre 1995. Tuttavia, bisogna tenere conto, nella scelta del paese, che vi sono restrizioni nei rapporti tra lIran e molti paesi (tra cui tutti quelli dellEurozona). Di fatto nel 2009 linterscambio commerciale tra lIran e detti paesi viene condizionato dal regime sanzionatorio internazionale contro lIran: in quellanno di fatto le esportazioni italiane verso lIran sono stati pari a 2 miliardi di euro, in diminuzione dell5% rispetto ai regolari rapporti commerciali con lIran. Negli ultimi anni sono notevoli le problematiche riscontrate nelle operazioni con lIran1, non perch le aziende iraniane non rispettino gli accordi presi, ma perch difficile trovare una Banca in Europa che accetti incassi provenienti da detto Paese. Gli esperti consigliano, in fase di trattativa, accertando previamente che la societ iraniana richiedente non sia inserita nelle black list delle sanzioni e che si possa operare con la banca iraniana identificata, di negoziare il pagamento utilizzando uno dei seguenti canali: banche estere di paesi che non hanno adottato le sanzioni delle Nazioni Unite, banche italiane, agenzie di assistenza e supporto finanziario tra Italia e Iran con filiali operative nei due Paesi oppure in un terzo Paese. Questa procedura tuttavia applicabile soltanto da un punto di vista teorico poich le maggiori Banche commerciali in Iran sono sprovviste della possibilit di utilizzare il sistema di pagamento SWIFT.

Quadro di riferimento normativo


Il regolamento UE n. 961/2010 contiene misure restrittive nei confronti dellIran, che risultano tra le pi inflessibili applicate dallUE. Successivamente, stato approvato il Regolamento UE n. 267/2012 del 23 marzo 2012 che ha abrogato detto regolamento e che completa il quadro delle misure restrittive, limitando ancora di pi la collaborazione tra i Paesi UE e lIran e, recentemente, anche detto regolamento stato modificato dal Regolamento UE N 1067/2012 del 14 novembre 2012 che modifica esclusivamente2 la parte relativa allapplica1. Milioni di euro non sono stati riscossi per un problema di lettere di credito non portate a termine. In pratica, difficile operare in Iran senza ricorrere a questo sistema di credito, che tuttavia non viene accettato dalle banche italiane o europee. 2. Articolo 28-bis.

zione delle disposizioni in materia di misure preventive, prevedendo la non applicazione di alcuni divieti ai titolari di diritti derivati da una concessione originata prima del 27 ottobre 2010. Il 27 ottobre 2010, sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunit Europee L 281/17, stato pubblicato il Regolamento (UE) n. 961/2010 del 25 ottobre 2010 sulle misure restrittive nei confronti dellIran. Questo regolamento, che ha abrogato il precedente in materia (il Regolamento CE n. 423/2007), ha consentito lattuazione sul piano normativo delle misure restrittive precedentemente disposte con la Decisione n. 413/2010/PESC. Il Regolamento (UE) n 267/2012, come si vedr di seguito si intende modificato o attuato da: REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 350/2012 DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2012 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dellIran; REGOLAMENTO (UE) N. 708/2012 DEL CONSIGLIO del 2 agosto 2012 che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dellIran; REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 709/2012 DEL CONSIGLIO del 2 agosto 2012 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dellIran; REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 945/2012 DEL CONSIGLIO del 15 ottobre 2012 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dellIran; REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1016/2012 DEL CONSIGLIO del 6 novembre 2012 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012, concernente misure restrittive nei confronti dellIran; REGOLAMENTO (UE) N. 1067/2012 DEL CONSIGLIO del 14 novembre 2012 che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dellIran. Inoltre, Vi sono numerose disposizioni, alcune molto recenti, relativamente alle misure restrittive nei confronti di determinate persone, entit e organismi, come di seguito indicato: DECISIONE 2010/413/PESC DEL CONSIGLIO del 26 luglio 2010, concernente misure restrittive nei confronti dellIran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC Modificata o attuata da: DECISIONE 2010/644/PESC DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 2010 recante modifica della decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC; DECISIONE 2011/299/PESC DEL CONSIGLIO del 23 maggio 2011 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran;

26

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

DECISIONE 2011/783/PESC DEL CONSIGLIO del 1 dicembre 2011 che modifica la decisione 2010/413/PESC relativa a misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/35/PESC DEL CONSIGLIO del 23 gennaio 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC relativa a misure restrittive nei confronti dellIran e sua Rettifica. DECISIONE 2012/152/PESC DEL CONSIGLIO del 15 marzo 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/169/PESC DEL CONSIGLIO del 23 marzo 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/205/PESC DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/457/PESC DEL CONSIGLIO del 2 agosto 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/635/PESC DEL CONSIGLIO DEL 15 ottobre 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/687/PESC DEL CONSIGLIO del 6 novembre 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2012/413/829/PESC DEL CONSIGLIO del 21 dicembre 2012 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran; DECISIONE 2013/270/PESC DEL CONSIGLIO del 6 giugno 2013 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dellIran. DECISIONE 2011/235/PESC DEL CONSIGLIO del 12 aprile 2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entit in considerazione della situazione in Iran Modificata o attuata da: DECISIONE DI ESECUZIONE 2011/670/PESC DEL CONSIGLIO del 10 ottobre 2011 che attua la decisione 2011/235/PESC concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entit in considerazione della situazione in Iran; DECISIONE 2012/168/PESC DEL CONSIGLIO del 23 marzo 2012 che modifica la decisione 2011/235/PESC concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entit in considerazione della situazione in Iran.

REGOLAMENTO (UE) N. 359/2011 DEL CONSIGLIO del 12 aprile 2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entit e organismi in considerazione della situazione in Iran Attuato da: REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1002/2011 DEL CONSIGLIO del 10 ottobre 2011 che attua larticolo 12, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 359/2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entit e organismi in considerazione della situazione in Iran; REGOLAMENTO (UE) N. 264/2012 DEL CONSIGLIO del 23 marzo 2012 che modifica il regolamento (UE) n. 359/2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entit e organismi in considerazione della situazione in Iran. Le restrizioni sono applicate alle esportazioni e alle importazioni, ai trasporti, al finanziamento di alcune imprese, il congelamento di fondi e risorse economiche ed altre restrizioni relative ai trasferimenti di fondi e ai servizi finanziari che interessano, direttamente o indirettamente, lIran. Attraverso i provvedimenti viene a crearsi un sistema di controlli e autorizzazioni di tutte le operazioni finanziarie concluse con soggetti iraniani che sono intesi come: lo Stato iraniano e qualsiasi suo ente pubblico; persone fisiche che si trovino o risiedano in Iran; persone giuridiche, entit o organismi con sede in Iran; o persone giuridiche, entit o organismi, posseduti o controllati, direttamente o indirettamente, da una o pi persone o organismi con sede in Iran. Di importanza fondamentale sono le restrizioni di natura commerciale e finanziaria contenute nei regolamenti. Per quanto concerne laspetto import-export con lIran, i provvedimenti, con le ultime modifiche ed emendamenti, disciplinano il divieto di importare o esportare beni, tecnologie, materiali e attrezzature che possano essere utilizzati nel settore militare e per la repressione interna, nel settore dellenergia nucleare, e, inoltre, che possano essere suscettibili di duplice uso ai fini dello sviluppo di attivit legate al nucleare, arricchimento e ritrattamento dellacqua pesante e alla produzione di strumenti militari. Oltre a questo embargo, sostanzialmente integrale, attinente alle forniture di materiali connessi in qualsiasi modo al settore militare e nucleare, il regolamento dispone inoltre il divieto allesportazione verso lIran di beni e tecnologie destinate ai settori chiave dellindustria del petrolio e del gas.

27

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Con lo scopo di assicurare lapplicazione di tali disposizioni, il regolamento prevede che tutti gli Stati membri adottino misure volte a controllare lesportazione di tali tipologie di merci e tecnologie. A questo fine viene indicata la necessit di ottenere autorizzazioni preventive, valutate caso per caso, per lesportazione di beni e tecnologie di cui non viene fatta menzione negli allegati, ma che tuttavia potrebbero essere utilizzati nei settori subordinati a restrizioni. Tali autorizzazioni sono da richiedere alle autorit competenti indicate dal regolamento stesso. In Italia le Autorit sono: Amministrazione responsabile del coordinamento dellattuazione del Reg. UE n. 267/2012: Ministero degli Affari Esteri Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali Ufficio II dgmo2@esteri.it Amministrazione competente secondo quanto disposto dagli artt. 3, 5, 6, 7, 10 del Reg. UE n. 267/2012: Ministero dello Sviluppo Economico pietromaria.paolucci@sviluppoeconomico.gov.it; polcom4@sviluppoeconomico.gov.it Amministrazione competente per notifica secondo quanto disposto dallart. 12 Ministero degli Affari Esteri Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali Ufficio II dgmo2@esteri.it Amministrazione competente secondo quanto disposto dai seguenti Articoli del Reg. UE n. 267/2012: dallart. 23 allart. 29 (Capo IV) Articoli 30 e 31 (Capo V) Ministero dellEconomia e delle Finanze Comitato di Sicurezza Finanziaria csf@tesoro.it Amministrazione competente secondo quanto disposto dallart. 32 del Reg. UE n. 267/2012: Banca dItalia Unit di Informazione Finanziaria Amministrazione competente secondo quanto disposto dagli artt. 36-37 del Reg. UE n. 267/2012: Agenzia delle Dogane Direzione Centrale Accertamenti e Controlli Dogane.accertamenti@ agenziadogane.it Amministrazioni competenti secondo quanto disposto dallart. 40 del Reg. UE n. 267/2012: Ministero dellEconomia e delle Finanze Comitato di Sicurezza Finanziaria csf@tesoro.it Banca dItalia Unit di Informazione Finanziaria (Largo Bastia 35 00181 ROMA) Nel rispetto del regolamento, gli Stati membri devono adottare misure necessarie non solo a impedire il commercio di tali beni e tecnologie soggetti a divieto, ma anche a contrastare prestazioni di assistenza tecnica, finanziaria o di altri servizi connessi con la vendita, la produzione o luso dei materiali soggetti a restrizione. Allo stesso modo il provvedimento introduce limitazioni al finanziamento di talune im-

prese, allo scopo di impedire il trasferimento di risorse finanziarie o di servizi che possano essere utilizzati negli ambiti subordinati a divieto. In materia finanziaria, i regolamenti si pronunciano disponendo il congelamento di fondi e risorse economiche nei casi specifici, ammettendo tuttavia, la possibilit di richiedere, presso le autorit competenti di ciascun Stato membro, unautorizzazione allo scongelamento dei fondi e delle risorse economiche, precedentemente congelate in presenza di determinate condizioni. Inoltre, le disposizioni in materia di restrizioni applicate ai trasferimenti di fondi da e verso lIran inerenti operazioni commerciali con controparte iraniana, sono subordinate ad alcune procedure. Nel dettaglio: sono soggetti a obbligo di notifica preventiva per iscritto tutti i trasferimenti di fondi superiori a 10.000 euro, qualora connessi a transazioni commerciali relative a prodotti alimentari, assistenza sanitaria, attrezzature mediche o per scopi umanitari; per i trasferimenti di importo inferiore ai 40.000 euro, concernenti tutte le altre tipologie di operazioni commerciali diverse da quelle precedentemente elencate, non necessaria alcuna autorizzazione preventiva. Tuttavia, vengono notificati preventivamente presso le autorit competenti degli Stati membri i trasferimenti di importo superiore o uguale ai 10.000 euro; restano infine soggetti ad autorizzazione preventiva tutti i trasferimenti di fondi di importo uguale o superiore a 40.000 euro. Le banche che per conto della propria clientela gestiscono queste operazioni sono tenute, nel rispetto dei regolamenti, a vigilanza costante sullattivit contabile, sollecitando una completa compilazione di tutti i campi dinformazione degli ordini di pagamento, conservando le registrazioni delle transazioni effettuate per cinque anni e, qualora sospettino o abbiano ragionevoli motivi di sospettare che i fondi siano connessi al finanziamento di attivit legate ad ambiti subordinati a divieto, sono tenute a informarne tempestivamente lunit dinformazione finanziaria (UIF) o altre autorit competenti designate dallo Stato membro. Il Regolamento di esecuzione (UE) N 945/2012 del 15 ottobre 2012 che attua il Regolamento (UE) n. 267/2012 introduce un ulteriore elemento penalizzante per lo scambio dei rapporti finanziari con lIran: nella parte dellallegato relativa alle entit oggetto dellembargo si trova la Banca centrale dellIran, gi nellelenco allegato al Regolamento 267/2012, cui stata assegnata la seguente motivazione: Coinvolta in attivit volte ad eludere le sanzioni. Fornisce sostegno finanziario al governo dellIran3.
3. Nellallegato al regolamento (UE) n. 267/2012 la motivazione era quella di coinvolta in attivit volte ad eludere le sanzioni.

28

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Ci premesso, come indicano i dati statistici, in alcuni settori, soprattutto quello della filiera agroalimentare, sono ancora molte le richieste delle imprese iraniane dirette agli esportatori italiani. Tuttavia, le operazioni di importazione ed esportazione verso lIran, ed ancora pi quelle relative a pagamenti da e verso il Paese, sono soggette a precise norme molto vincolanti.

Sanzioni
Nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC), lUE applica misure restrittive al fine di perseguire gli obiettivi specifici della PESC stabiliti nel Trattato sullUnione Europea. Negli ultimi anni lUE ha fatto spesso ricorso allimposizione di sanzioni o misure restrittive sia in modo autonomo sia in attuazione di risoluzioni vincolanti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In funzione della natura del regime di sanzioni specifico, gli Stati membri sono chiamati a svolgere determinati compiti per quanto riguarda lattuazione delle misure restrittive. Per lItalia, lautorit competente responsabile di monitorare il funzionamento del sistema di prevenzione e di sanzioni del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), presieduto dal Direttore generale del Tesoro e composto da rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dellInterno, del Ministero della Giustizia, della Banca dItalia, della Commissione nazionale per le Societ e la Borsa, dellIstituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, dellUnit di Informazione Finanziaria, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia, dellArma dei Carabinieri e della Direzione nazionale antimafia. Tuttavia, nel nostro caso, poich la controparte non sar un operatore iraniano ma un operatore non residente in Iran si reputa che i problemi di carattere finanziario (per quanto riguarda i pagamenti) possano essere facilmente risolvibili regolando la transazione da un altro Paese con il quale lUE intrattiene rapporti di corrispondenza.

Iter procedurale operativo: soluzionitipicamente adottate inmateria dicommercio internazionale


Per fronteggiare le problematiche di tipo pratico che derivano dalle condizioni limite di operativit con il Paese, in determinati settori prassi generalmente seguita porre in essere delle operazioni commerciali tramite una societ di diritto estero (non UE) residente in un paese con cui lIran

ha rapporti di partenariato correnti e con cui lUE ha un buon rapporto di collaborazione o, almeno, non applica particolari politiche restrittive nel commercio internazionale. Ad esempio, la Cina, Dubai, Oman, Turchia, Emirati Arabi. Pertanto, il distributore dovrebbe indicare alla azienda che intende immettere sul mercato i propri prodotti il Paese dellistituto finanziario di cui sopra dal quale verr effettuata la rimessa. La societ venditrice provveder pertanto ad effettuare la fornitura dei propri prodotti tramite questa societ. I passaggi ipotizzati sarebbero i seguenti: 1) lazienda italiana trova un accordo economico soddisfacente con il distributore della zona interessata e, in fase di trattativa, relativamente allaspetto finanziario, concorda tempi e modalit dincasso; 2) al momento di concordare modalit dincasso lazienda italiana chiede al suo interlocutore leventuale sede della societ che verr utilizzata per loperazione, o, quanto meno, la sede e nominativo della Banca che eseguir il pagamento della fornitura; 3) la societ italiana verifica i rapporti della propria banca con la banca del suo cliente per assicurarsi che lultima sia inserita nel circuito SWIFT e che il pagamento non verr bloccato per motivi burocratici; 4) dovr essere rilasciato anche da parte del distributore il nominativo della societ iraniana destinataria del bene, per completare la documentazione relativa allesportazione; 5) la societ italiana, una volta concordate le modalit commerciali e finanziarie delloperazione, dovr, come suindicato, chiedere lautorizzazione preventiva qualora limporto superi 40.000 oppure dovr semplicemente notificare il trasferimento di un importo superiore a 10.000; 6) al momento dellincasso lazienda venditrice dovr compilare il relativo modello B previsto dagli istituti bancari; qualora non si tratti di un prodotto esistente nellelenco, la societ italiana dovr predisporre sulla propria carta intestata un riepilogo delloperazione che includer tutti i dettagli della stessa, senza nulla escludere: ad esempio, nominativi ed importi dovuti ad eventuali agenti o intermediari, o ad autotrasportatori o ad altri soggetti coinvolti nelloperazione. Questo documento, che dovr essere timbrato e firmato dal legale rappresentante dellazienda sar inviato dalla Banca al CSF una volta attuato il protocollo di avvisatura previsto dal sistema bancario.

29

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

RELAZIONI E ACCORDI INTERNAZIONALI DEL VIETNAM

Lorenzo Riccardi*

Nel 2013 si celebrano i 40 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Vietnam. Il Vietnam fa oggi parte dellASEAN, Associazione delle Nazioni Sud-Est Asiatiche, regione in forte crescita e caratterizzata da relazioni stabili tra i dieci paesi membri. Come in Europa, anche nel Sud-Est Asiatico si giunti a tale stabilit dopo un secolo duro, in cui gli scontri diplomatici erano risolti unicamente con il ricorso alla forza e la scelta dei propri alleati era fondamentale. In tale contesto, le relazioni diplomatiche del Vietnam con paesi terzi si distinguono chiaramente tra prima e dopo la caduta del muro di Berlino, simbolo della fine della superpotenza Sovietica. Solo a partire dagli anni 90 il Vietnam diviene un paese moderno, aprendosi a investitori stranieri ed entrando a far parte di diverse organizzazioni internazionali. Da ultimo, il Vietnam si appresta a creare assieme ai suoi partner ASEAN una nuova entit che avr importanza fondamentale nel corso di questo secolo; difatti previsto per il 2015 la costituzione dellAEC (Asean Economic Community).
La storia delle relazioni diplomatiche del Vietnam si compone di due fasi: lera sovietica e lera post-sovietica. Durante la guerra contro gli Stati Uniti tra il 1959-1975, il Vietnam ha mantenuto relazioni equilibrate con quelli che allora erano i suoi due maggiori alleati, ovvero lUnione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese. Tuttavia al termine di tale guerra, i rapporti tra Cina e Vietnam si erano raffreddati. Questultimo veniva visto sempre pi come un pericolo agli occhi del Governo di Pe-

Massimiliano Bertollo**

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

chino, in quanto possibile strumento di controllo a disposizione dellUnione Sovietica. In seguito al sostegno dato dai Cinesi ai Khmer Rossi della Cambogia, i rapporti tra Cina e Vietnam peggiorarono ancora sino a scaturire nel 1978 nel divieto del commercio privato voluto da Hanoi. Alloccupazione della Cambogia da parte del Vietnam, la Cina rispose occupando la regione settentrionale vietnamita. In questi anni il Vietnam intensific i rapporti con lUnione Sovietica ed altri Paesi del Comecon. Tuttavia, con lo scioglimento dellUnione Sovietica nel 1991, gli aiuti russi cessarono. Un passo decisivo per uscire dallisolamento diplomatico a livello internazionale stato compiuto nel 1989 con il ritiro delle truppe dalla Cambogia. Nel 1991 il Vietnam aderisce allAssociazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico, ASEAN. Inoltre, non solo inizia ad avere relazioni con Europa e Medio Oriente, ma ripristina i contatti anche con la Cina. A partire dagli anni 90, il Paese comincia dunque a integrarsi nelleconomia regionale e mondiale entrando a far parte di diverse organizzazioni internazionali; in particolare diventa membro della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Asiatica per lo Sviluppo. Al contempo attira sempre pi capitali stranieri dallOccidente anche per il fatto di rispettare le norme del sistema finanziario mondiale. Negli anni seguenti il Vietnam continua a promuovere e aumentare il commercio con gli Stati confinanti dellAsia Orientale, con i Paesi dellEuropa Occidentale e del Nord America. Infine, nel Novembre del 2006 diviene membro del WTO (World Trade Organization). Nel 2013 si celebra lanniversario dei 40 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Vietnam. Le relazioni tra i due Paesi, oltre ad essere consolidate e rilevanti per Roma e Hanoi, rappresentano un decisivo punto di incontro tra lUnione Europea e lASEAN.

Nel 1975, la tensione cominci a crescere, poich Pechino cominci a vedere il Vietnam sempre pi come un potenziale strumento sovietico per circondare la Cina. Nel frattempo, questultima increment il suo supporto nei confronti degli Khmer Rossi della Cambogia, scatenando dei sospetti nei vietnamiti sulle reali motivazioni di tale posizione. I rapporti tra Vietnam e Cina si deteriorarono in modo significativo dopo che Hanoi istitu un divieto al commercio privato nel marzo del 1978; tale mossa infatti colp particolarmente il settore cino-vietnamita della popolazione. A seguito dellinvasione della Cambogia, a opera del Vietnam nel dicembre del 1978, la Cina lanci una controffensiva nei confronti del Vietnam, invadendone la regione settentrionale. Di fronte alla chiusura degli aiuti cinesi e alle tese relazioni in ambito internazionale, il Vietnam allacci rapporti sempre pi stretti con lUnione Sovietica e gli altri stati suoi alleati, membri del Comecon. Durante tutto gli anni 80, il Vietnam ricevette periodicamente quasi 3 miliardi di dollari lanno, sotto forma di aiuti economici e militari da parte dellUnione Sovietica; inoltre il Paese condusse la quasi totalit dei suoi scambi commerciali con lURSS e i Paesi membri del Comecon. Tuttavia, gli aiuti economici del blocco sovietico e, pi in generale, del blocco comunista orientale, cessarono dopo il crollo dellUnione Sovietica (agosto 1991).

Doi Moi
Il Vietnam non cominci ad uscire da uno stato di isolamento internazionale fino al ritiro delle sue truppe dalla Cambogia nel 1989. A pochi mesi dagli Accordi di Parigi del 1991, il Vietnam stabil relazioni diplomatiche ed economiche con gli stati membri dellAssociazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) e anche con la maggior parte dei paesi dellEuropa occidentale e del cosiddetto Estremo Oriente. Vennero inoltre ripristinate piene relazioni diplomatiche con la Cina nel medesimo anno (1991). Le due nazioni conclusero poi nel 1999 un accordo di demarcazione dei rispettivi confini terrestri. Negli ultimi dieci anni, il Vietnam ha riconosciuto limportanza di accrescere la propria interdipendenza economica globale e ha compiuto sforzi notevoli per regolare le sue relazioni estere, per assecondare, ma anche accrescere, il grado di evoluzione internazionale che sempre pi caratterizza leconomia e la politica del Sud-Est Asiatico. Il Paese ha cominciato a integrarsi nelleconomia regionale e mondiale unendosi a organizzazioni internazionali; ha inoltre intensificato gli sforzi per attirare capitali stranieri dallOccidente e regolarizzare i rapporti con il sistema finanziario mondiale. Negli anni 90, dopo labolizione del

LEra Sovietica
Durante la guerra del Vietnam (1959-1975), il Vietnam del Nord cerc di mantenere delle relazioni equilibrate con entrambi i suoi due maggiori alleati, lUnione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese. Nel 1964, Zhou Enlai (il primo presidente della Repubblica Popolare Cinese), preoccupato per lescalation delle forze statunitensi nel Vietnam del Sud, realizz un accordo informale con il Nord. Laccordo prevedeva che se gli Stati Uniti o le forze armate del Vietnam del Sud avessero invaso il Nord, i cinesi avrebbero risposto appoggiando militarmente questultimo. Durante linvasione, Mao Zedong non riusc per ad inviare tanti piloti addestrati quanti invece aveva promesso e, di conseguenza, il Nord fece maggiore affidamento sullUnione Sovietica per la propria difesa.

31

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

diritto di veto degli Stati Uniti sui prestiti multilaterali al Paese, il Vietnam diventato membro della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Asiatica per lo Sviluppo. Il Vietnam ha altres accresciuto il commercio con gli stati confinanti dellAsia Orientale, con i paesi dellEuropa Occidentale e del Nord America. Particolarmente significativa stata poi laccettazione del Vietnam allinterno dellASEAN nel luglio 1995. Il Paese si un poi anche allAsia-Pacific Economic Cooperation forum (APEC) nel novembre 1998 ed ospit il summit dellASEAN il mese successivo. Nel 2005, il Vietnam ha partecipato alla prima edizione del vertice dellAsia Orientale ed diventato un membro del WTO (World Trade Organization) nel novembre 2006.

le diatribe concernenti il confine marittimo con la Thailandia ed il confine marittimo con la RPC nel Golfo del Tonchino. Le isole Paracel sono state occupate dalla Repubblica Popolare Cinese, ma vengono rivendicate da Vietnam e ROC; le isole al largo della Cambogia e le sezioni di confine sono anchesse oggetto di disputa ed infine, laccordo sulla frontiera terrestre con Repubblica Popolare Cinese, stato firmato nel dicembre 1999.

Relazioni con Sud-Est Asiatico e Asia Orientale


I rapporti del Vietnam con i Paesi del Sud-Est Asiatico e con quelli dellAsia Orientale sono di notevole rilevanza e, per certi aspetti, presentano una matrice comune. Di seguito verranno analizzate le relazioni con Cambogia, Filippine, Giappone, Indonesia, Laos, Malesia, Repubblica Popolare Cinese e Tailandia.

Sviluppi Recenti
Sebbene il Vietnam, dopo la conclusione del conflitto con la Cambogia, abbia vissuto essenzialmente un lungo periodo di pace, non sono tuttavia mancate tensioni con i Paesi limitrofi; un esempio di particolare rilevanza riguarda le frizioni con la Cina concernenti la rivendicazione del legittimo possesso delle Isole Spratly (un arcipelago del Mare Cinese Meridionale, in una zona potenzialmente ricca di petrolio). Rivendicazioni contrastanti hanno prodotto in tale zona, nel corso degli anni, piccoli alterchi di carattere armato. Nel 1988 la Cina occup alcune delle isole dellarcipelago Spratly che erano sotto il controllo vietnamita; nello scontro a fuoco tra i due Paesi morirono pi di 70 soldati vietnamiti. Laffermazione da parte della Cina del controllo sulle isole Spratly e sullintero Mare Cinese Meridionale ha suscitato una certa preoccupazione nel Vietnam, cos come negli altri stati del Sud-Est Asiatico. Il confine territoriale tra i due paesi stato definitivamente stabilito tramite un accordo di frontiera terrestre siglato nel dicembre 1999 e un ulteriore accordo di frontiera concernente il Golfo del Tonchino, firmato nel dicembre 2000. Vietnam e Russia hanno annunciato una partnership strategica nel marzo 2001 in occasione della prima visita a Hanoi di un capo di stato russo, in gran parte come tentativo di controbilanciare la sempre crescente influenza della Cina allinterno dellarea del Sud-Est Asiatico. Allinterno delle controversie in ambito internazionale troviamo quindi, prima fra tutte, la complessa disputa sul possesso delle isole Spratly, che coinvolge oltre al Vietnam e alla Repubblica Popolare Cinese (RPC), anche la Repubblica di Cina (ROC), la Malesia, le Filippine ed il sultanato del Brunei. Non risulta essere definito il confine marittimo con la Cambogia; sono invece state risolte rispettivamente, nellagosto del 1997 e nel 2000,

Cambogia
Le relazioni bilaterali tra il Regno di Cambogia e la Repubblica Socialista del Vietnam sono state tese per lungo tempo, a causa di problemi territoriali, minoranze etniche comuni ai due popoli e tentativi storici da parte del Vietnam di influenzare o dominare il governo della Cambogia. Entrambe le nazioni hanno in seguito provveduto a stabilire legami di amicizia.

Contesto Generale
Gran parte dellespansione territoriale verso sud ad opera del Vietnam dal VII secolo avvenuta a discapito del popolo indigeno degli Khmer Krom. La Cambogia condivide quindi con il Vietnam, ad est e sud-est, una frontiera lunga 1.137 chilometri. Dopo le guerre siamese-vietnamite (1831-1834 e 1841-1845), la Cambogia divenne uno stato vassallo di Vietnam e Siam ed il Paese venne culturalmente e amministrativamente Vietnam-izzato. Durante il dominio coloniale dellIndocina Francese, che comprendeva sia il Vietnam che la Cambogia, le autorit francesi trasferirono operai vietnamiti in Cambogia, dove tale crescente minoranza fin per dominare gli affari e le risorse idriche del paese. Nella prima guerra per lindipendenza dellIndocina, alcuni cambogiani, tra cui il re Norodom Sihanouk, hanno combattuto contro le forze Viet Minh, perch temevano una dominazione coloniale vietnamita.

La Guerra del Vietnam


Dopo lindipendenza, il Regno di Cambogia mantenne relazioni diplomatiche sia con il Vietnam del Nord che con il Vietnam del Sud. Tuttavia, i Viet Cong utilizzarono la Cambogia come base per combattere la guerra del Vietnam, e il Sud, sotto il

32

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

governo di Ngo Dinh Diem, perseguit gli oppositori politici anche in territorio cambogiano. Tramite la cosiddetta Bangkok Plot (una cospirazione internazionale per spodestare il principe Norodom Sihanouk di Cambogia), il governo di Diem tent di rovesciare il governo di Sinahouk e sostituirlo con uno di destra pro-Sud. Anche lesercito degli Stati Uniti bombard il territorio cambogiano, alla ricerca dei comunisti vietnamiti, causando perdite al Paese pari a 150.000 vittime. Nonostante i tentativi di negoziare con qualsiasi [Stato vietnamita] si riveler pi ragionevole... [delimitare] le nostre frontiere comuni, Sinahouk non riusc ad ottenere unudienza dal governo vietnamita sulle dispute territoriali latenti in Cocincina e soprattutto riguardo lisola di Koh Tral (Phu Quoc). Il re stesso stato accusato di ospitare basi militari vietnamite in Cambogia, e di assecondare la diffusione di rivolte anti-vietnamite, culminate nel colpo di stato cambogiano del 1970. Facendo riferimento principalmente ai Viet Cong nella regione di confine, il nuovo presidente cambogiano Lon Nol ha dichiarato: Secondo la religione buddista, ci deve essere una guerra. Una guerra contro i comunisti vietnamiti che considerano la religione il loro nemico. Tuttavia, Nol tent anche di espellere dalla Cambogia 40.000 soldati sudvietnamiti, il cui numero superava addirittura lintera forza militare propria del Paese. Lopposizione degli Khmer Rossi sal al potere in Cambogia nel 1975, poco prima della caduta di Saigon ad opera delle forze del Nord.

lUnione Sovietica e i loro alleati riconobbero la PRK come il governo legittimo della Cambogia, mentre i paesi occidentali e la Cina continuarono a considerare la Kampuchea Democratica come leffettivo governo della Cambogia. La PRK, che controllava la maggior parte della Cambogia, esclusa per la provincia orientale dello Svay Rieng, firm un accordo di frontiera con il Vietnam nel 1983. Il governo rese obbligatorio linsegnamento della lingua vietnamita nelle scuole cambogiane, incoraggi i matrimoni misti ed autorizz la migrazione di oltre mezzo milione di civili vietnamiti in Cambogia. Pochi anni dopo per, precisamente nel 1990, il Vietnam si ritir dalla Cambogia.

Commercio e Rapporti Bilaterali


Dal 1990, dopo il ritiro del Vietnam dal territorio cambogiano, le relazioni tra le due nazioni iniziarono a migliorare. Sia il Vietnam che la Cambogia sono membri di organizzazioni multilaterali regionali come lASEAN e la Cooperazione Mekong-Ganga. Entrambe le nazioni si sono aperte e hanno sviluppato il commercio al di fuori dei propri confini, hanno inoltre cercato di ridurre la regolamentazione dei visti a tale scopo. Entrambi i governi si erano fissati lobiettivo ufficiale di incrementare gli scambi bilaterali del 27%; ci ha portato a raggiungere la quota di 2,3 miliardi di dollari, prevista come obiettivo entro il 2010, e a fissare lambizioso traguardo di 6,5 miliardi di dollari entro il 2015. Nel 2007, il Vietnam ha inoltre esportato, in Cambogia, merci per un valore di 1,2 miliardi di dollari. Mentre la Cambogia solo il sedicesimo pi grande importatore di merci vietnamite, il Vietnam per la Cambogia il terzo mercato pi vasto per quanto riguarda le esportazioni.

La Guerra Siamese-Vietnamita
La Kampuchea Democratica dimostrava di fatto un grado di ostilit, alla presenza delle truppe vietnamite nel suo territorio, non inferiore alla Repubblica Khmer che laveva preceduta. I negoziati di frontiera continuarono a vacillare per lungo tempo e, dopo le proteste da parte della Cambogia relativamente a mappe territoriali vietnamite che mostravano alcune zone come appartenenti al Vietnam, mentre di fatto erano parte dello stato cambogiano, nel 1978 le relazioni ufficiali tra i due Stati vennero sospese. Il Vietnam, in passato, tent ripetutamente di effettuare un cambio di regime in Cambogia tramite interventi militari; ci riusc infine nel 1978 creando la Repubblica di Kampuchea (PRK): uno Stato fantoccio, ossia uno stato sovrano solo nominalmente, ma di fatto controllato da un Paese straniero. Tali azioni del Vietnam sono state condannate dalle Nazioni Unite, dallAssociazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico e dalla Repubblica Popolare Cinese, che intrapresero una breve guerra con il Vietnam nel 1979, nel tentativo di scoraggiare loccupazione della Cambogia. Il Vietnam,

Eventi ed Evoluzioni Recenti


Nel 2005, il Vietnam e la Cambogia stabilirono un trattato aggiuntivo alloriginale Trattato sulla Delimitazione dei Confini Nazionali del 1985, che per la Cambogia ritenne inaccettabile. Di conseguenza, il Vietnam ha tentato di rivendicare numerose terre cambogiane, in base alle accuse di invasione vietnamita sollevate dal trattato in questione. In base ad una dichiarazione fatta da un ministro del governo dellex amministrazione coloniale dellIndocina francese, la Cambogia avrebbe dovuto rinunciare a due dei suoi villaggi, in favore del Vietnam, in cambio della possibilit di mantenere due villaggi che erano stati ritenuti territori cambogiano in base al trattato del 1985 (nella fattispecie: Thlok Trach e Anlung Chrey). In ogni caso, non sono noti quali sarebbero dovuti essere i due villaggi ai quali la Cambogia avrebbe dovuto rinunciare.

33

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Per risolvere la controversia, nel 2011, il governo cambogiano ha annunciato di voler accelerare il processo di demarcazione con il Vietnam. Il 24 Giugno 2012, il Vietnam e la Cambogia hanno celebrato la delimitazione dellultimo marcatore del confine comune (il marcatore 314). I Primi Ministri Nguyen Tan Dung, del Vietnam, e Hun Sen, della Cambogia, hanno partecipato personalmente alla celebrazione per svelare il nuovo marcatore e ribadire la cooperazione e lamicizia tra i due Paesi.

unica, si tratterebbe della nona pi grande economia del mondo (dopo Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Francia, Brasile, Regno Unito e Italia).

Evoluzione Storica
LASEAN stata storicamente preceduta da unaltra organizzazione chiamata Associazione del Sud-Est Asiatico (comunemente definita ASA), che rappresentava unalleanza composta da Filippine, Malaysia e Thailandia, e che era stata costituita nel 1961. Il blocco in s, tuttavia, stato effettivamente istituito l8 agosto 1967, quando i ministri degli esteri dei cinque paesi Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Thailandia si sono incontrati presso il palazzo del Dipartimento Thailandese degli Affari Esteri a Bangkok e hanno firmato la Dichiarazione dellASEAN, pi comunemente conosciuta come la Dichiarazione di Bangkok. I cinque ministri degli Esteri Adam Malik dellIndonesia, Narciso Ramos delle Filippine, Abdul Razak della Malesia, S. Rajaratnam di Singapore, e Thanat Khoman della Thailandia sono considerati i padri fondatori dellorganizzazione. Le motivazioni alla base della nascita dellASEAN erano la possibilit per le lite di governo dei propri membri di concentrarsi sulla costruzione delle proprie nazioni (e di conseguenza anche di una pi forte identit nazionale), la paura comune per il comunismo, una ridotta fede o un diffuso senso di sfiducia nei confronti delle potenze esterne durante tutti gli anni 60, e il desiderio di sviluppo economico. Per non parlare poi delle ragioni individuali di ciascun Paese, ossia lambizione non troppo velata dellIndonesia di ottenere il ruolo di egemone allinterno dellarea, e la speranza da parte della Malaysia e di Singapore di contenere lIndonesia e condurla verso un quadro caratterizzato da una maggiore cooperazione. Alla Papua Nuova Guinea, uno stato della Melanesia, stato concesso lo status di Osservatore nel 1976 e di Osservatore Speciale nel 1981. LASEAN ha avviato inoltre un programma di cooperazione economica a seguito del vertice di Bali del 1976. Lintera organizzazione ha vissuto poi un periodo di enorme difficolt a met degli anni 1980, per poi riprendersi soltanto intorno al 1991 grazie alla proposta da parte della Thailandia di istituire una zona regionale di libero scambio. Il blocco ha ottenuto infine ancora maggior rilievo quando il Sultanato del Brunei si unito allASEAN, divenendone il sesto membro in data 8 gennaio 1984, appena una settimana dopo aver ottenuto lindipendenza il 1 gennaio.

Indonesia
Ci che realmente accomuna Vietnam e Indonesia che entrambi sono membri dellASEAN, lAssociazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico. Il Presidente dellIndonesia Megawati Sukarnoputri si recato in visita nel Vietnam a Giugno del 2003. Tale viaggio era strettamente collegato alla firma, da parte dei due Paesi, di una Dichiarazione sul Quadro di Cooperazione Amichevole e Completa allIngresso nel 21 secolo. Nel mese di Maggio 2005, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono si nuovamente recato in visita nel Vietnam. A Dicembre dello stesso anno sono stati organizzati dei festeggiamenti nelle capitali di entrambi i Paesi per celebrare il 50 anniversario della definizione dei rapporti diplomatici. ora assolutamente necessario fare un breve excursus sullASEAN, il suo ruolo, le sue caratteristiche e le sue funzioni. Ci ci permetter di comprendere meglio il percorso evolutivo dei Paesi del Sud-Est Asiatico, nonch il legami e rapporti internazionali che intercorrono tra i vari Stati.

ASEAN: Quadro Generale


LAssociazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) unorganizzazione geo-politica ed economica composta da dieci Paesi situati nel Sud-Est Asiatico, che stata costituita l8 agosto 1967 da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia. Sono in seguito divenuti membri anche il Sultanato del Brunei, la Birmania (Myanmar), la Cambogia, il Laos, e il Vietnam. I suoi obiettivi sono accelerare la crescita economica, stimolare il progresso sociale e lo sviluppo culturale tra i membri, tutelare la pace e la stabilit regionale, ed infine creare opportunit di discussione pacifica tra i vari Paesi appartenenti allorganizzazione. LASEAN copre una superficie di 4,46 milioni di km, che il 3% della superficie totale della Terra, ed ha una popolazione di circa 600 milioni di persone, che l8,8% della popolazione mondiale. La porzione di mare dellASEAN circa tre volte superiore rispetto a quella terrestre. Nel 2010, il suo Pil nominale era cresciuto fino ad un valore pari a 1,8 miliardi di dollari. Se lASEAN fosse unentit

Successiva Espansione ed Evoluzione dellOrganizzazione


Il 28 luglio 1995, il Vietnam diventato il settimo membro dellASEAN. Laos e Myanmar si sono

34

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

unito due anni dopo, il 23 luglio 1997. Anche la Cambogia si sarebbe dovuta unire allorganizzazione nel 97, ma lingresso stato rinviato a causa di lotte politiche interne al Paese. infine entrata a far parte del gruppo il 30 aprile 1999, a seguito della stabilizzazione del suo governo. Negli anni 90, il blocco ha registrato sia un aumento nel numero dei membri che uno stimolo sempre crescente verso maggiori livelli di integrazione tra Paesi. Nel 1990, inoltre, la Malesia propose la creazione dellEast Asia Economic Caucus(EAEC): una zona di libero scambio commerciale, che comprendesse gli allora membri dellASEAN e, in aggiunta, anche la Repubblica Popolare Cinese, il Giappone e la Corea del Sud. Questa proposta aveva lintento di controbilanciare la crescente influenza degli Stati Uniti nellAsia-Pacific Economic Cooperation (APEC), nonch allinterno della regione asiatica nel suo complesso. Questa proposta non per andata a buon fine, a causa della forte opposizione da parte di Stati Uniti e Giappone. Nonostante questo fallimento, gli Stati membri hanno continuato a lavorare per una maggiore integrazione, che ha portato, tra laltro, alla creazione dellASEAN Plus Three nel 1997. Nel 1992, stata firmata la proposta per la Comune Effettiva Tariffa Preferenziale (CEPT) con lo scopo di eliminare progressivamente le tariffe e con obiettivo di aumentare il vantaggio competitivo della regione come base di produzione orientata al mercato mondiale. Questa legge si configurava quindi come il quadro di riferimento per la zona di libero scambio dellASEAN. Dopo la crisi finanziaria dellAsia Orientale del 1997, vi fu un rilancio della proposta malese a Chiang Mai (la cosiddetta Chiang Mai Initiative) che invitava ad una migliore integrazione tra le economie dei Paesi membri dellASEAN, nonch tra gli Stati facenti parte dellASEAN Plus Three, ossia Cina, Giappone e Corea del Sud. Oltre a migliorare le economie di ciascuno Stato membro, il blocco ha sempre cercato di preservare la pace e la stabilit allinterno della regione. Il 15 dicembre 1995, stato firmato il Southeast Asian Nuclear-Weapon-Free Zone Treaty; questo trattato dimostrava lintenzione di trasformare il Sud-Est Asiatico in una zona libera dalle armi nucleari. Il trattato entrato per in vigore soltanto il 28 marzo 1997, dopo essere stato ratificato da tutti gli Stati membri, tranne uno. infine diventato pienamente efficace il 21 giugno 2001, dopo la firma anche da parte delle Filippine, portando di conseguenza a bandire tutte le armi nucleari dalla regione. A marzo del 2011, il Timor Est ha presentato al vertice di Giacarta una lettera di candidatura per diventare lundicesimo membro dellASEAN; lIndonesia, dal canto suo, ha mostrato un caloroso benvenuto nel gruppo al Timor Est.

Recenti Sviluppi e Prospettive Future


A cavallo del 21 secolo, le principali questioni di interesse del gruppo si sono orientate verso una prospettiva pi ambientale, pertanto lorganizzazione ha iniziato a discutere di accordi ambientali. Tra questi ritroviamo, nel 2002, la firma dellaccordo ASEAN sullInquinamento Atmosferico Transfrontaliero, che si configura come un tentativo di controllare linquinamento da smog nel Sud-Est Asiatico. Il trattato pare per non aver avuto leffetto desiderato, infatti, rispettivamente nel 2005 e nel 2006, la Malesia e lintero SudEst Asiatico hanno assistito ad un periodo con un tasso particolarmente alto di smog, con notevoli conseguenze sui raccolti e sulla salute della popolazione. Altri trattati ambientali introdotti dallorganizzazione comprendono la Cebu Declaration on East Asian Energy Security, lASEAN Wildlife Enforcement Network del 2005 e la Partnership Asia-Pacifico per lo sviluppo pulito e il clima, tutte risposte ai potenziali effetti del cambiamento climatico. Naturalmente le questioni relative al cambiamento climatico rimangono tuttora di notevole interesse. Tramite il 2 Concordato di Bali del 2003, lASEAN ha sottoscritto il concetto di pace democratica, il quale implica che tutti i Paesi membri ritengono che seguire i dettami della democrazia aiuter a promuovere la pace e la stabilit allinterno della regione. Anche gli Stati caratterizzati da un governo non-democratico hanno concordato che si trattava di un obiettivo a cui tutti i membri del gruppo avrebbero dovuto aspirare. I leader di ogni Paese, in particolare il Primo Ministro della Malesia Mahathir Mohamad, hanno avvertito poi il bisogno di una maggiore integrazione allinterno della regione. A partire dal 1997, il blocco ha iniziato a creare organizzazioni interne con lintenzione di raggiungere questo obiettivo: lASEAN Plus Three stata la prima di queste, creata per migliorare i legami esistenti con la Repubblica Popolare Cinese, il Giappone e la Corea del Sud. In seguito venne istituito il pi omnicomprensivo vertice dellAsia Orientale, che comprendeva i Paesi dellASEAN Plus Three, ed in pi lIndia, lAustralia e la Nuova Zelanda. Questo nuovo raggruppamento stato realizzato per fare da precursore alla creazione della successiva Comunit dellAsia Orientale. Venne infine creato lASEAN Eminent Persons Group per studiare i potenziali successi e gli insuccessi di questa politica, cos come leventualit di redigere una Carta dellASEAN. Nel 2006, lASEAN ha ricevuto lo status di osservatore presso lAssemblea Generale delle Nazioni Unite. In risposta, lorganizzazione ha riconosciuto lo status di partner di dialogo alle Nazioni Unite. Inoltre, il 23 luglio dello stesso anno, Jos Ramos-

35

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Horta, allora Primo Ministro del Timor Est, firm una richiesta formale di adesione e stim che lintero processo di affiliazione sarebbe durato almeno cinque anni, prima quindi che, lallora stato-osservatore, potesse diventare un membro a pieno titolo. Nel 2007, lASEAN ha celebrato il 40 anniversario dalla sua nascita, e 30 anni di relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. Il 26 agosto 2007, lASEAN ha dichiarato che intende portare a termine tutti i suoi accordi di libero scambio con Cina, Giappone, Corea del Sud, India, Australia e Nuova Zelanda, entro il 2013, in linea quindi con listituzione della Comunit Economica dellASEAN, che avverr entro il 2015. Il 15 gennaio 2007, a Cebu venne firmata dallASEAN e dagli altri membri della EAS (Australia, Repubblica Popolare Cinese, India, Giappone,

Nuova Zelanda e Corea del Sud) la Dichiarazione di Cebu sulla Sicurezza Energetica dellAsia Orientale, che promuove la sicurezza energetica tramite la ricerca di energie alternative ai combustibili convenzionali. A novembre del 2007, i Paesi membri hanno firmato la Carta dellASEAN, una Costituzione che disciplina le relazioni tra gli Stati appartenenti allorganizzazione e che rende lASEAN unentit giuridica internazionale. Il 27 febbraio 2009 stato firmato un accordo di libero scambio tra il blocco regionale di 10 Paesi dellASEAN, la Nuova Zelanda e lAustralia. Si stima che questo ALS (Accordo di Libero Scambio) incrementer il PIL aggregato di tutti i 12 paesi di pi di 48 miliardi di dollari nel corso del periodo 2000-2020.

Di seguito una tabella riassuntiva dei principali Trattati tra Italia e Vietnam:
Scambio di note costituente latto relativo allo stabilimento dei rapporti diplomatici. Accordo concernente il servizio postale e il servizio di telecomunicazioni, con n. 2 Protocolli. Scambio di note relativo a un accordo finanziario. Accordo sulla collaborazione economica, scientifica e tecnica. Dichiarazione di intenti sulla collaborazione culturale. Accordo per la promozione e la protezione degli investimenti, con protocollo. Accordo di cooperazione tecnica, con annessi. Accordo culturale. Protocollo di cooperazione scientifica e tecnologica. Memorandum di intesa relativo al sistema di rifornimento idrico fluviale nella citt di Ho Chi Min, con allegati. Accordo di consolidamento, con annessi a e b (club di Parigi del 14 dicembre 1993). Accordo per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo aggiuntivo. Memorandum di intesa sui termini e le condizioni relative alla attuazione del programma di cooperazione italiano. Memorandum sulla cooperazione per le piccole e medie imprese. Accordo sulla istituzione e gestione di fondi di contropartita generati dallaiuto bilaterale della cooperazione italiana, con n. 2 Allegati. Memorandum di intesa sulla cooperazione per la difesa. Memorandum di intesa sulla concessione di un prestito per lestensione e il miglioramento dellacquedotto della citt di Quang Ngai progetto. Memorandum di intesa sulla concessione di un prestito per lestensione e il miglioramento dellacquedotto della citt di Me Linh progetto. Memorandum di intesa sulla concessione di un prestito per lestensione e il miglioramento dellacquedotto della citt di Ca Mau progetto. Accordo per lesecuzione del programma di aiuto nel settore idrico a supporto della bilancia dei pagamenti del Vietnam con un finanziamento di 2.737.221,50 euro. Memorandum di intesa sulla concessione di un prestito per lammodernamento del sistema nazionale di previsione e allarme preventivo delle inondazioni in Vietnam prima fase. Accordo concernente il progetto per lassistenza tecnica di supporto istituzionale per facilitare laccesso del Vietnam alla organizzazione internazionale del commercio (omc), con allegati. Convenzione relativa alla cooperazione in materia di adozione di minori. Accordo per il progetto assistenza per la creazione di infrastrutture di supporto per le piccole e medie imprese in Vietnam. Cambio di note modificativo dellaccordo del 29 novembre 2002, Per lesecuzione del programma di aiuto nel settore idrico a supporto della bilancia dei pagamenti, in favore del ministero delle finanze del Vietnam, per un finanziamento di euro 2.737.221,50. Memorandum di intesa sul progetto in materia di risanamento urbano di Nui Thanh provincia di Quang Nam (Aid n. 8794, Con annesso. 23 marzo 1973 17 giugno 1977 23 dicembre 1981 26 dicembre 1989 26 dicembre 1989 18 maggio 1990 18 maggio 1990 18 maggio 1990 5 gennaio 1992 22 settembre 1992 6 settembre 1994 26 novembre 1996 26 maggio 1997 5 ottobre 1999 17 luglio 2000 24 novembre 2000 29 novembre 2002 29 novembre 2002 29 novembre 2002 29 novembre 2002 29 novembre 2002 29 novembre 2002 13 giugno 2003 15 marzo 200 25 settembre 2007 22 maggio 2009 (segue)

36

Fiscalit esteran. 9 2013

VARIE

Memorandum di intesa sul progetto in materia di approvvigionamento idrico a Binh Thuan (Aid n. 8766), con annesso Memorandum di intesa sul progetto in materia di risanamento urbano della citt di Ca Mau (Aid n. 8862), con annesso. Accordo di cooperazione allo sviluppo. Accordo sulla cooperazione in materia di turismo. Accordo sulla esenzione dallobbligo di visto per i titolari di passaporti diplomatici. Accordo sulla conversione del debito. Scambio di note emendativo dellaccordo del 13 luglio 2010 Sulla conversione del debito. Scambio di note relativo a un emendamento al memorandum di intesa sulla concessione di un prestito estensione e miglioramento dellacquedotto della citt di Quang Ngai. Scambio di note relativo a un emendamento al memorandum di intesa sulla concessione di un prestito per lestensione e il miglioramento dellacquedotto della citt di Ca Mau.

22 maggio 2009 22 maggio 2009 12 dicembre 2009 12 dicembre 2009 13 luglio 2010 13 luglio 2010 30 giugno 2011 28 dicembre 2011 27 dicembre 2011

* Dottore commercialista specializzato in fiscalit internazionale. Ha conseguito un master in economia allUniversit UIBE di Pechino ed autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed socio dello Studio di consulenza GWA, specializzato in Asia e Paesi emergenti. Ha pubblicato Guida alla fiscalit di Cina, India e Vietnam edito da IlSole24Ore ed membro dellOrdine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dellaccountants association del Vietnam e dellHong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed responsabile della sezione Asia della banca dati online Fisco e Tasse (Maggioli Editore). lr@gwa-asia.com ** Attualmente International Coordinator del progetto di cooperazione SME Cluster Development, gestito da UNIDO e finanziato dal MAE-DGCS, ha avuto a che fare con il Vietnam e il Sudest Asiatico dalla seconda met del 2007. A seguito di un primo approccio sul campo in ambito accademico (ricerca per la tesi di laurea magistrale il catching-up del Vietnam con i Paesi asiatici emergenti), ha lavorato a diverso titolo presso lufficio commerciale dellAmbasciata dItalia ad Hanoi, lufficio ICE di Ho Chi Minh City e presso lufficio Regionale della Cooperazione italiana allo Sviluppo, ufficio di base ad Hanoi ma con la copertura e responsabilit per Cambogia, Laos e Myanmar.

37

Fiscalit esteran. 9 2013

QUESITI
Domanda
Quali sono le novit introdotte dalla l. 97/2013 in tema di compilazione di quadro RW?

Risposta
Con lart. 9 della legge n. 97/2013 sono state apportate le seguenti modifiche: eliminazione delle sezioni I e III del quadro RW del modello Unico; conferma dellobbligo di compilazione della sezione II, dedicata allo stock di investimenti, venendo meno, tuttavia, il limite di euro 10.000 al di sotto del quale prima delle modifiche non era obbligatoria la compilazione; riduzione delle sanzioni dal 3% al 15% dellammontare degli importi non dichiarati (nel caso di attivit detenute in paesi black list, le sanzioni sono raddoppiate); sanzione fissa di euro 258, nel caso di presentazione del quadro RW entro 90 giorni dal termine; estensione degli obblighi di monitoraggio, oltre che alle persone fisiche, agli enti non commerciali ed alle societ semplici, anche ai c.d. titolari effettivi degli investimenti esteri, da individuarsi secondo la normativa antiriciclaggio (art. 1, comma 2, lett. u), dellallegato al d.lgs. n. 231/2007). Sotto il profilo sanzionatorio si precisa che, per le violazioni commesse antecedentemente allentrata in vigore della norma in esame (4 settembre 2013), dovrebbe trovare applicazione il principio del favor rei di cui allart. 3 del d.lgs. n. 472/1997, secondo cui un contribuente non pu essere assoggettato a sanzione per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile, e si rende applicabile la sanzione pi favorevole quando la stessa viene ridotta.

Fiscalit esteran. 9 2013